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La parola tantra deriva da due temi: tan, che

significa stendere e tra, liberare. I Tantra sono


libri in cui si esplicita la stesura di metodi atti a
conquistare la libert. Il tantrismo una filosofia Gli articoli correlati:
pratica, una psicologia e una spiritualit
naturale che ha per fine la libert. I testi pi Tantrismo e medicina
antichi risalgono ai primi secoli dell'era volgare e tibetana
la loro elaborazione non mai cessata; non
appartengono a un'epoca, a una scuola, a una Brahmacarya
religione, a un popolo preciso; culti, scuole,
popoli tra loro rivali posseggono ciascuno i Riconoscere l'amore del
propri Tantra. cuore

Cos' il Tantra?
La prima forma di libert quella dal
conosciuto. Il tantrico, dovunque e
comunque lo incontri, sempre un
personaggio capace di destrutturare il tuo
mondo di opinioni: presenta la possibilit
di un cammino controcorrente rispetto a
quello tracciato dalle tue conoscenze; di
una percezione naturale, cio non mediata
da valori percettivi comuni, della realt.
Gli articoli pi letti
Da un punto di vista psicologico, in ogni della sezione tantra:
cammino tantrico l'innocenza dei sensi la
chiave dell'esperienza di s. Ci che rende i Cos' il Tantra?
sensi vittime dell'ipnotismo comune la
paura, la quale spinge l'individuo a Riconoscere l'amore del
conformarsi. Causa della paura cuore
l'attaccamento a s, o senso dell'ego. Tutti
i metodi tantrici, dallo yoga indiano a Brahmacarya
quello tibetano, dalla meditazione induista
a quella buddista, hanno come effetto lo Tantrismo e medicina
scioglimento degli attaccamenti, quegli tibetana
stessi attaccamenti, quel medesimo senso
del vantaggio e dello svantaggio personale, Tantrismo, psicologia
il calcolo razionale, sul quale le culture, le naturale
economie, le societ sono fondate.

Ogni cultura pu essere vista, nella sua Tutti gli articoli della
essenza immediata, come l'espressione di sezione tantra:
un tentativo umano di fuga dalla morte.
elenco articoli
La tradizione tantrica esiste come forma di
manifestazione dell'esperienza del sacro,
intesa quale alta capacit di darsi. Il
tantrismo, dunque, una riflessione sulla
morte, sull'amore, sulla bellezza e sulla
giustizia, riflessione che non esiste se non
in presenza del manifestarsi dell'esperienza
stessa. Le tecniche tantriche sono
strumenti estatici di evocazione di quella
esperienza; ci fa s che l'intera ritualistica
tantrica ruoti intorno al tema del sacrificio.

Estraneo alle religioni ortodosse, il


tantrismo costituisce uno dei pi vasti
movimenti spirituali dell'India, ma non
solo. Filosofia e psicologia astorica per
eccellenza, la tradizione tantrica ha
raccolto in s l'eredit delle tradizioni
sciamaniche e animiste pre-buddiste e pre-
induiste sviluppandole in un corpus di testi
la cui codificazione risale a varie epoche ed
ancora viva ai giorni nostri: i Tantra, per
l'appunto.

Ma la tradizione senza tempo anche la


tradizione apolide che, con diverse vesti
e nomi, si ritrova in Oriente come in
Occidente quale parte connaturante delle
tradizioni dei misteri. In Occidente si pensi
agli aspetti tantrici dell'alchimia, dei riti
templari, dei culti celtici e persino, nel
mondo islamico, alle somiglianze evidenti
tra le tecniche dell'estasi del sufismo e
quelle del tantrismo.

Lo yoga l'aspetto pi pratico del


tantrismo indiano e tibetano ma, in senso
allargato, esso assume molteplici
connotazioni a seconda del tessuto
socioculturale nel quale si innesta: vi uno
yoga tantrico buddista, uno yoga tantrico
induista, uno yoga tantrico antico e uno
moderno, uno yoga tantrico occidentale
spesso identificato con l'alchimia, uno yoga
tantrico islamico, come anche stato
definito il sufismo, e vi persino uno yoga
tantrico in Estremo Oriente, identificato
con lo Zen.

Con la parola yoga si definisce un cammino


di risveglio della consapevolezza atto a
portare l'uomo alla liberazione a mezzo
della unione con la natura divina. In
perfetta sintonia con la filosofia tantrica,
tutte le forme di yoga comprendono
l'utilizzo del corpo come strumento
della liberazione.

Nel tantrismo non presente una


concezione metafisica, semmai la
tradizione tantrica tramanda una visione
animista e sciamanica in cui la divinit un
tutt'uno con la natura e con il corpo. Nella
prospettiva metafisica la salvezza nel
trascendimento della dimensione naturale
del limite, ma nel misticismo naturale,
essere uno con la divinit significa essere
uno con la Grande Madre, con la terra, che
anche oscurit, che anche morte, che
anche dolore, che fondamentalmente
limite. Il tantrico, dunque, aspira ad essere
uno con il limite, senza speranza di riscatto
e senza paura, ma semmai ritrovando una
percezione libera, selvaggia, autonoma del
limite che, in condizioni non socialmente
gestite, si rivela pura forza e conoscenza.

Liberarsi dall'idea che ci che luminoso


tale invece non sia, liberandosi dalle
aspettative e dai timori un'essenza
dell'insegnamento tantrico.

Il tantrico non aspira a sovvertire l'ordine


delle cose ma a liberare l'anima. In una
filosofia naturale le cose acquistano
significato grazie all'esistenza del loro
contrario: la libert ha senso unicamente
in relazione a un mondo che libero non .
Perci il tantrico, liberato in vita, fa del
mondo un proprio strumento, un mezzo,
non un soggetto di una rivoluzione.
Tuttavia neppure si deve pensare che il
tantrismo sia un cammino di salvazione
personale che escluda una salvezza
globale: semmai proprio l'opposto.

La felicit per il tantrico una meta


collettiva, la cui realizzazione non pu
essere lasciata esclusivamente allo sforzo
individuale. Tuttavia il raggiungimento
collettivo della felicit subordinato a
certe condizioni epocali il cui manifestarsi
sulla terra non influenzabile a livello
individuale. Dinnanzi a ci il tantrismo non
assume un atteggiamento fatalista di
attesa passiva, come sarebbe logico (nel
tantrismo la logica una scelta, non un
imperativo). Il tantrico sa che la libert
degli altri, in quanto evento interiore, non
pu essere influenza dagli uni, pur tuttavia
offre il proprio essere al servizio della
libert generale.

Nella filosofia naturale il limite e


l'impossibilit non esistono se non come
basi di partenza per aprire infinite
possibilit.

In un discorso del 21 Giugno 2005 del


primo ministro bhutanese, Jigmi Y. Thinley
si legge: La felicit pu essere realizzata
come un traguardo sociale, essa non pu
venire conseguita come obiettivo
personale, come fosse una merce,
parimenti non pu essere perseguita come
uno scopo della competizione individuale.
La felicit non pu venir distribuita agli
individui come una merce o un servizio.
Tuttavia essa troppo importante perch
venga lasciata al puro sforzo e alla ricerca
individuale, senza un impegno collettivo o
di governo. [...] Nelle societ comuni, a
mezzo dell'apprendimento culturale,
dell'educazione, dell'insegnamento
psicologico, molti sforzi vengono profusi
per far s che le persone cerchino la libert
partendo da una attitudine che nega loro la
felicit. Portare alla luce ci che assilla
l'uomo, scoprire ci che inganna la sua
vera natura e rivelare il suo S interiore,
un compito assai pi elevato che domare la
natura e conquistare il mondo esterno.

Il Bhutan il solo luogo al mondo che ha


per religione ufficiale il buddhismo tantrico
Drupa Kagyu. Non solo il tantrismo
buddista conserva molti dei tratti
fondamentali dell'antica religione
sciamanica primitiva, ma, in particolare, il
Drupa Kagyu, la forma di tantrismo
buddista del Bhutan , rispetto al
Buddhismo Mahayana in generale, il pi
vicino alla antica religione primitiva, ai culti
mitico-simbolici dello sciamanismo ed
enfatizza la pratica della disciplina dello
yoga tantrico e della meditazione solitaria,
secondo l'insegnamento dei grandi yogin
tantrici che da Naropa arriv a Marpa e al
famoso poeta mistico Milarepa.

Non si pu liberare la mente a mezzo della


mente, non si pu liberare l'intelligenza se
non per tramite di un'intelligenza
superiore. Esiste nella natura, nella
femminilit, e, dunque, nel tantrismo, una
intelligenza mistica che appare un po'
come l'altra met della mela rispetto alla
mente logica.

La tradizione tantrica ha la consapevolezza


di essere nata oltre la storia, cos come sa
di essere legittimata da una forza che
oltre la mente; per accedere all'origine di
quella forza il tantrico passa attraverso
l'esperienza estatica.

La natura dell'esperienza estatica


puramente artistica e creativa: la poesia e
l'immaginazione sono gli strumenti
dell'estasi tantrica.

a mezzo della forza poetica che si pu


creare nella coscienza quello stato
ampliato nel quale ci che immaginato
acquista la forza di accadere nella realt
quotidiana. Il grande Aurobindo sosteneva
di essere divenuto uno yogin poich era un
poeta. La poesia da sempre il segreto
dell'estasi tantrica. Leggendo le vite dei
grandi tantrici (Milarepa, Ma gcig,
Padamasambhava, ecc) ci risulta
evidente.

Sbaglia chi ritiene che l'estasi sciamanica


sia la conseguenza dell'utilizzo di droghe
psichedeliche o di squilibri mentali. Anzi,
come sostiene autorevolmente Mircea
Eliade, il ricorso alle droghe
rappresenterebbe piuttosto un'aberrazione
del fenomeno sciamanico, la decadenza di
una tecnica dell'estasi (Lo Sciamanismo e
le tecniche dell'estasi, Mircea Eliade,
Edizioni Mediterranee, 1988, Roma, p.
507. Sull'argomento di veda anche alle pp.
442 e 523).

La percezione libera, creativa della


realt dovuta piuttosto all'animo poetico
dello sciamano, al suo essersi risvegliato
dall'ipnotismo dei valori del mondo e
all'aver acquisito un modo libero di
percepire la realt attraverso l'innocenza
dei sensi. Tamburo, canto, danza, controllo
del respiro e tutti gli altri strumenti della
trance, non avrebbero efficacia se non
fossero mezzi di una percezione libera.

Il tantrismo una tradizione nobile la cui


simbologia ha lo scopo di risvegliare nella
coscienza la capacit di darsi. Le tradizioni
dell'anima hanno sempre coltivato il senso
del sacro, ovvero il sacruum facere,
quell'alta capacit di darsi, la quale
contiene in s sia la guarigione che la
liberazione.

La psicologia moderna e la psicanalisi,


nella misura in cui sono espressione della
visione di una certa classe sviluppatasi in
tempi relativamente recenti, la borghesia,
concepiscono il simbolo in maniera
autonoma rispetto alle tradizioni
psicospirituali di natura e i valori
interpretativi risultano di fatto ribaltati. Ma
sono proprio le categorie diagnostiche e il
bisogno di normalizzazione che applicati
alla psiche ne causano i disagi.

Il metodo scientifico applicato alla psiche


ne determina l'osservazione a mezzo di
strumenti di valutazione che dipendono dai
valori dell'epoca, dalle mode culturali, dallo
spirito dei tempi. La scienza, per via dello
strumento discriminante che la produce, la
ragione, viene ad essere un prodotto dei
valori della societ da cui nasce.

In una civilt in cui il soggetto che detiene


il potere del simbolo ed padrone del
linguaggio il mercato, sono fioriti a
dismisura i paradigmi scientifici e
pseudoscientifici della psiche, unitamente
ai modelli terapeutici proposti per il
mercato.

La crisi del metodo scientifico lascia


oggigiorno molto spazio al ritorno alla
filosofia degli antichi e alle tradizioni
dell'anima pre-scientifiche come, appunto,
il tantrismo, che dimostrano il loro
carattere universale nella capacit di
rispondere anche ai bisogni dell'uomo
moderno in una chiave non terapeutica.

Si dovrebbe riflettere in maniera


approfondita sul nesso tra la necessit
terapeutica e il dio dei tempi moderni: il
mercato. In proposito, chiedo perdono se
non riesco a resistere alla tentazione di
citare la battuta di un grande dei nostri
giorni, Woody Allen, che, mi auguro, far
sorridere per primi gli psicanalisti stessi:
La psicanalisi un mito tenuto in piedi
dall'industria dei divani.

Dopotutto c' bisogno di riflettere sulla


mentalit analitica, di rendersi conto delle
sue predilezioni per la psicopatologia e del
fatto che la psicologia divenuta un
imponente e tuttavia sottile sistema per
deformare la psiche instillandole il
convincimento che in essa vi qualcosa di
sbagliato e, di conseguenza, per analizzare
la sua immaginazione attraverso categorie
diagnostiche. (James Hillman Il mito
dell'analisi, Adelphi, Milano, 1979., p. 16.)

Ma l'analisi troppo potente perch sia


possibile disfarsene cos facilmente. Fa
troppo parte della concezione che questo
secolo ha di se stesso ed troppo
necessaria alla sua psicologia dell'Io.
L'analisi avr fine quando scopriremo quale
mito essa mette in scena, una scoperta che
potr anche non arrivare tutta d'un colpo
ma che affiora gradualmente con le
intuizioni che rivelano il rapporto
dell'analisi con il fare anima.

il fare anima che ci tiene avvinti, come


affascinati, all'analisi. Non la diagnosi di ci
che non va, e neanche la cura della nostra
malattia, ma il potenziale contenuto nella
terapia analitica in rapporto appunto al
fare anima. (James Hillman, op. cit., p.
19)

Voglio concludere con una poesia.

Premetto che, secondo i Tantra, l'attivit


percettiva una attivit di pensiero che
comporta delle scelte: io posso scegliere
attraverso quali strumenti filtrare la
percezione e in quali modi usare i miei
strumenti. Ne consegue che non esiste un
solo modello di corpo e di psiche, ma tanti
modelli possibili quanti sono gli strumenti e
i modi della attivit percettiva umana. Ecco
una visione tantrica del corpo umano.

Nel tuo corpo c' il monte Meru


racchiuso dai sette continenti;
ci sono fiumi,
mari, montagne, pianure,
gli dei della terra.
Si vedono profeti, monaci,
luoghi di pellegrinaggio
e divinit che li proteggono.
Ci sono le stelle e i pianeti
il sole insieme alla luna.
Ci sono le due forze,
quella che distrugge, quella che crea.
S, nel tuo corpo c' tutto ci
che esiste nei tre mondi.

di Selene M. Calloni Williams

22 febbraio 2007
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Gli storici della filosofia definiscono Neoplatonismo la particolare interpretazione di Platone


che ne venne data in et ellenistica, e divent la principale scuola filosofica antica a partire dal
III secolo d.C.

Sorto all'epoca dell'Impero Romano, in seguito alla sua caduta il neoplatonismo andr ad
influenzare soprattutto la filosofia occidentale, distinguendosi dal platonismo greco di marca
orientale e bizantina, pi fedele al Platone della tradizione.

Indice
[nascondi]
1 La nascita
2 La diffusione e le correnti
3 La Filosofia come Esegesi
4 La Dottrina

5 Eredit

[modifica] La nascita
Convenzionalmente si ritiene che il neoplatonismo inizi con l'attivit di Plotino di Licopoli,
che visse nella prima met del III secolo e fond una scuola neoplatonica a Roma. Plotino
elabor un'esegesi del pensiero platonico che integrava in esso dottrine aristoteliche e in parte
anche stoiche, ispirandosi all'opera di filosofi precedenti come Numenio di Apamea,
Alessandro di Afrodisia e Filone di Alessandria.

[modifica] La diffusione e le correnti


Il neoplatonismo si impose come corrente dominante della tarda antichit e soppiant le altre
principali correnti filosofiche imperiali, soprattutto lo stoicismo e l'aristotelismo, ottenendo
una posizione di egemonia non solo tra i filosofi pagani, ma anche tra i cristiani. Il dibattito
intorno al platonismo e all'interpretazione che ne aveva dato Plotino portarono alla fondazione
di diverse scuole, alcune delle quali concorrenti le une con le altre, che si situavano nei
principali centri di insegnamento delle nuove dottrine. Le principali scuole neoplatoniche
furono:
1. Scuola di Roma, fondata da Plotino e continuata dai suoi discepoli Porfirio e Amelio;
2. Scuola di Alessandria, che ebbe tra i suoi esponenti Olimpiodoro e la filosofa Ipazia;
3. Scuola siriaca, fondata da Giamblico, discepolo di Porfirio, che si distinse per la sua
revisione delle teorie del fondatore e per il marcato recupero delle tradizioni
neopitagoriche e della sapienza contnuta nel cosiddetto Corpus Hermeticum;
4. Scuola di Atene, i cui maggiori esponenti furono Plutarco di Atene e Siriano, ed i cui
risultati ci sono testimoniati dalle opere di Proclo;
5. Scuola di Pergamo, fondata da Edesio di Cappadocia e che ebbe nell'imperatore
Giuliano uno dei principali rappresentanti.

Anche in ambito cristiano il neoplatonismo conobbe notevole diffusione, soprattutto a partire


dal circolo intellettuale che si era formato a Milano verso la fine del III secolo, attorno alla
figura dell'arcivescovo Ambrogio: fu grazie ai contatti con il cenacolo milanese che Agostino,
il futuro vescovo di Ippona e Padre della Chiesa conobbe il pensiero dei "filosofi platonici"
che furono cos determinanti nel suo allontanamento dal manicheismo. L'ultima costruzione
della filosofia antica ebbe fine con la chiusura della Scuola di Atene nel 529, in seguito
all'editto giustinianeo, che proib ai pagani l'insegnamento.

[modifica] La Filosofia come Esegesi


Come praticamente tutte le scuole filosofiche post-ellenistiche, anche il neoplatonismo
considera la filosofia prima di tutto come esegesi, cio interpretazione dei testi. I filosofi
neoplatonici non si consideravano per nulla degli innovatori, quanto piuttosto dei fedeli lettori
dei dialoghi del maestro. Il loro compito non era elaborare nuove dottrine, ma portare alla luce
il vero messaggio degli scritti platonici. Anche per questo, le opere che di loro ci sono giunti -
e in ogni caso la maggior parte degli scritti che produssero - sono per lo pi commenti ai testi
di coloro che consideravano i pensatori pi importanti che li avevano preceduti: Platone e
Aristotele in primo luogo, ma anche la tradizione ermetica e neopitagorica. Nonostante i loro
proclami di assoluta fedelt, i pensatori neoplatonici non vanno considerati dei semplici
ripetitori: il loro pensiero porta notevoli tratti di originalit, e condizioner fortemente
l'interpretazione che della filosofia antica daranno le epoche successive. Quello che si definiva
(e spesso si definisce tutt'oggi nei manuali) platonismo in realt la dottrina neoplatonica.

[modifica] La Dottrina
I punti salienti delle sistemazioni dottrinali delle varie correnti neoplatoniche e soprattutto del
pensiero del massimo esponente di questa filosofia, Plotino, possono essere cos
schematizzati:

L'intero cosmo deriva la sua esistenza da un principio primo ineffabile, totalmente


trascendente e buono, chiamato da Plotino "Uno" (to hen);
La potenza infinita dell'Uno crea l'universo attraverso un processo spontaneo e
necessario, chiamato processione, nel quale l'energia vitale emanata dall'uno forma i
diversi livelli (ipostasi) di cui si costituisce la realt;
Il vero centro della persona in realt l'anima, fonte della vita e in contatto con la
prima delle ipostasi, l'Intelletto (nous), puro pensiero che contempla s stesso e che d
l'essere alle cose;
Le anime umane sono decadute dalla loro condizione iniziale, che le vedeva unite
all'anima del tutto e assolutamente libere dai bisogni del corpo. In seguito di questo
atto di tracotanza, che le ha portate a volersi separare dall'anima del mondo e ad
interessarsi eccessivamente del corpo a loro affidato, esse vivono in una condizione di
dimenticanza e di lontananza dalla loro reale condizione, "come prncipi in esilio".
Lo scopo dell'uomo si configura perci come un cammino di liberazione dalle
conseguenze della caduta, e dai falsi bisogni che la eccessiva attenzione per i corpi ha
imposto alle anime. Al termine di questo percorso l'anima riacquisir il suo status
iniziale, e la coscienza della propria felicit.

I cardini del sistema neoplatonico sono cos posti nell'attenzione alla strutturazione ontologica
del mondo, nella sempre pi marcata separazione tra il mondo sensibile, imperfetto, e il
mondo noetico perfetto e primo, e nella ricerca del cammino di liberazione che l'anima deve
percorrere per ritrovare la sua condizione originaria. Tutti questi elementi erano per i
pensatori neoplatonici gi contenuti nelle opere di Platone. Per esempio, nella parte finale del
Parmenide Plotino leggeva la sua dottrina delle ipostasi, mentre il percorso di liberazione
poteva facilmente essere dedotto dalle dottrine contenute nel Fedone o nella Repubblica,
come per esempio la famosa allegoria della caverna. Al suo interno il pensiero neoplatonico
conobbe un dinamismo, che port a rivedere le interpretazioni precedenti e ad elaborare
nuove dottrine. Con il pensiero di Giamblico alcuni cardini della filosofia di Plotino come
la discussa dottrina dell'anima non discesa vennero abbandonati, mentre si fecero pi forti
il disprezzo per la corporeit e l'afflato religioso. Giamblico sostenne l'importanza della
teurgia, un insieme di pratiche magiche, in parte dedotte dalla tradizione ermetica, che
permettevano all'anima dell'uomo di mettersi in contatto con i livelli superiori della realt.
Un'altra tendenza sempre pi marcata fu la gerarchizzazione del cosmo: le ipostasi (per
Plotino erano sostanzialmente dopo l'Uno la realt conosceva i livelli dell'Intelletto,
dell'Anima e del cosmo sensibile) vennero al loro interno divise in pi sotto-livelli, e nei
pensatori pi tardi ad ognuno di questi aspetti della processione venne associata una divinit
del pantheon ellenistico. In effetti, il neoplatonismo pagano, a partire se non dal suo
fondatore, quantomeno da Porfirio e Giamblico lott strenuamente contro la diffusione
sempre pi grande della religione cristiana, contestando i presupposti filosofici del pensiero
della Chiesa, come la dottrina dell'incarnazione o quella della Trinit. La battaglia raggiunse
l'apice sotto l'impero di Giuliano, che cerc di rifondare il culto pagano rileggendolo tramite i
presupposti della filosofia neoplatonica. Dopo il suo fallimento, il neoplatonismo, pur battuto,
continu a sopravvivere, e produsse alcuni dei suoi pi importanti pensatori addirittura nello
stesso ambito cristiano.

[modifica] Eredit
L'influsso del pensiero neoplatonico pu essere rintracciato, attraverso le opere di
Sant'Agostino e del cosiddetto Pseudo-Dionigi, in Giovanni Scoto Eriugena e nella mistica
speculativa tedesca, ad esempio in Meister Eckhart.
Una vera e propria ripresa delle teorie neoplatoniche si ebbe poi in epoca umanistica, quando
esso arriv a caratterizzare quasi tutta la filosofia rinascimentale, e in particolare autori come
Marsilio Ficino, Nicola Cusano, Giovanni Pico della Mirandola, Giordano Bruno, e pi tardi i
Platonici di Cambridge e i Trascendentalisti americani (soprattutto Emerson e Thoreau).

Iside o Isis o Isi (in lingua egiziana Aset cio trono), originaria del Delta, la dea della
maternit e della fertilit nella mitologia egizia. Divinit in origine celeste, associata alla
regalit (il suo geroglifico include la parola per "trono"), faceva parte dell'Enneade.
Iside nei geroglifici

Indice
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1 Mito
2 Iconografia
3 Culto
4 Iside e la Vergine
5 Bibliografia
6 Altri progetti

7 Collegamenti esterni

[modifica] Mito
Figlia di Nut e Geb, sorella di Nefti, Seth ed Osiride, di cui fu anche sposa e dal quale ebbe
Horo. Secondo il mito, raccontato nei Testi delle Piramidi e da Plutarco nel suo Iside ed
Osiride, con l'aiuto della sorella Nefti assembl le parti del corpo di Osiride, riportandolo alla
vita. Per questo era considerata una divinit associata alla magia ed all'oltretomba.

[modifica] Iconografia
Iside spesso simboleggiata da una vacca, in associazione con Hathor, ed raffigurata con le
corna bovine, tra le quali racchiuso il sole. Nell'iconografia rappresentata spesso come un
falco o come una donna con ali di uccello e simboleggia il vento. In forma alata anche
dipinta sui sarcofagi nellatto di prendere lanima tra le ali per condurla a nuova vita.
Solitamente viene raffigurata con una donna vestita, con in testa il simbolo del trono, che
tiene in mano un loto, simbolo della fertilit. Frequenti anche le rappresentazioni della dea
mentre allatta il figlio Horo. Il suo simbolo il tiet, chiamato anche nodo isiaco, che si trova
utilizzato per assicurare le vesti egiziane. L'esatta origine del simbolo sconosciuta, ma
probabilmente rappresenta la resurrezione e la vita eterna.
Iside con il figlio Horo

[modifica] Culto
Iside, venerata spesso in associazione con il dio Serapide, fu una delle divinit pi famose di
tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Dall'epoca tolemaica la venerazione per la dea, simbolo
di sposa e madre e protettrice dei naviganti, si diffuse nel mondo ellenistico, fino a Roma. Da
qui il suo culto, diventato misterico per i legami della dea con il mondo ultraterreno e
nonostante all'inizio fosse ostacolato, dilag in tutto l'impero romano. Nel sincretismo tipico
della religione romana Iside venne assimilata con molte divinit femminili locali, quali
Cibele, Demetra e Cerere, e molti templi furono innalzati in suo onore in Europa, Africa ed
Asia. Il pi famoso fu quello di File, l'ultimo tempio pagano ad essere chiuso nel VI secolo.
Durante il suo sviluppo nell' Impero il culto di Iside si contraddistinse per processioni e feste
in onore della dea molto festose e ricche. Le sacerdotesse della dea vestivano solitamente in
bianco e si adornavano di fiori; a Roma, probabilmente a frutto dell' influenza del culto
autoctono di Vesta, dedicavano talvolta la loro castita' alla dea Iside. La decadenza nel
Mediterraneo del culto di Iside fu per lo pi determinata da nuove religioni misteriche quali lo
Zoroastrismo e lo stesso Cristianesimo.

[modifica] Iside e la Vergine


Esistono tratti comuni nell' iconografia relativa a queste due figure, ed e' ragionevole supporre
che gia' l' arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per
rappresentare la figura di Maria: la comunanza in vari dipinti si ritrova per esempio nei tratti
delicati ed eterei, nel tenere entrambe in braccio un infante, che e' Ges Bambino nel caso
della Madonna ed Horus per Iside. Ancora, con il primo vero affermarsi del cristianesimo nell'
Impero Romano, sotto imperatori come Costantino e Teodosio e con il conseguente rifiuto e
persecuzione delle altre religioni a Roma e nei domini, il fatto che vari templi consacrati ad
Iside siano stati riadattati e consacrati come basiliche dedicate alla Vergine, cosi' come a volte
modificati i dipinti e le opere raffiguranti la dea egiziana, ha sicuramente aiutato l'
accomunarsi delle due figure a livello iconografico.

Lo gnosticismo non ha mai posseduto un nucleo stabile di dottrine, o qualche genere di


depositum fidei intorno al quale possibile distinguere un certo numero di sviluppi, di eresie
o di sette: al massimo aveva delle idee guida che sono pi o meno chiaramente rintracciabili
in diverse scuole. Le varie dottrine possono essere viste come una serie di chiavi da leggere in
successione per comprendere la globalit del pensiero gnostico.

Indice
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1 Cosmogonia
2 Il mito di Sophia
3 Soterologia
4 Escatologia
5 Il Protanthropos
6 La Barbelo
7 Voci correlate

8 Bibliografia

Psicoanalisi, termine coniato nel XX secolo unendo le parole psico e analisi (sul modello
tedesco di psychoanalyse), definisce una particolare teoria psicologica che propone un
modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista
dinamico, con particolare enfasi sull'inconscio, i sogni e la sessualit infantile; usato anche
per indicare il metodo terapeutico che in quella teoria ha le sue basi, appunto il metodo
psicoanalitico. Fondatore di questa disciplina stato Sigmund Freud.

La psicoanalisi si pone come scopo precipuo quello di individuare le cause delle nevrosi non
in rapporto a specifici fatti traumatici accaduti in un passato pi o meno remoto, ma in
funzione di una possibile e complessiva distorsione della personalit conseguente ad un
disarmonico sviluppo dell'istinto. Oltre che un metodo di cura, la psicoanalisi anche una
metapsicologia, ovvero una teoria del funzionamento della mente umana.

Sotto diversi aspetti la psicoanalisi - che nel corso del XX secolo si sviluppata e modificata
con il contributo di studiosi di diversa nazionalit - ha molto contribuito, assieme alla filosofia
moderna, alla formazione del pensiero dell'uomo, analizzandone i sogni, gli istinti e le
pulsioni sessuali, le modalit relazionali come i lapsus e gli atti mancati.

Indice
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1 Gli inizi della psicoanalisi
2 La tecnica psicoanalitica
3 Critiche alla psicoanalisi
o 3.1 Il dibattito sull'efficacia terapeutica
o 3.2 Critiche recenti alla psicoanalisi
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate

7 Collegamenti esterni