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INM P R ES A
D E L M O L T O R. M.
GIOSEFFO ZARLINO
i D A C H I O G G I A,
ĜIA M As T R o DI C A P E L L A DELLA
- Illuftriffima Signoria di Venetia.
DIC H I A RATA DAL R. D. Gio. MARIA
A R T V s 1 da Bologna, Canonico Rggolare nella
:
(് (ºngregationea, 3. Salaatore.
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Con Licenza de Superiori. * · *
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D ALFONSO
B A V O S O,
V I S I T A T O R E . M. E. R. IT IS S.
D EL LA co N G R E GATIO N E
Di s. salv AT o RE.

H E N T R E viuea ( Molto R. T.)


lafelice memoria di quel Dottiſſimo, e
buon Vecchio Giofefo Zarlino, fui
1, molte volte in occaſione di vista, àra
gionamento con lui, di diuerfe cefe alla
‫ \_حه‬A ‫ﮑی۔‬ -t della ,appartenen
Muſica àteirporp ti;
ere mavna
qualità dellefra l'al.
confº
nanze d/correndo, mi mostrò la fua Impreſa, nella quale f.
mili co/e/ vedono, efuoprono dalla natura prodotte. Vidi,
notai, 29 minutamenteiltutto conſiderat, con animo di farnef
some n'hofittovna breue dichiaratione, laquale per rauiuare
er modo di dire, la memoria di quel buon Vecchio mando in
publico/f; ma/ottolombra della R. V. À cui, oltra le virtù,
e meriti,/onotanti g'oblighi con li qual ella m'halegato ed au
uinto, chefarebbe debito mio, non in vnapicciola, e breue let
tera; ma in molte carte, delle lodi fue teffere vnpanegírico, fa
sendo almondo teſtimonianza, quantofia il valore, e le диай
tà dell'animo fuo, grdi quanto io la riueriſca, grammiri ;
ma perche conofco che la penna mia,non è bafieuole adombreg
gjare, effendo infecondą, vna minimaparte delle virtù, e bon
പേർ 3 tà/ue.

*
tà fue, fermo alla penna il corf6, Ør qui mitaceio; aggradi
ca almeno, mercè dell'amoreuoleKzafua, questepoche di car
te ºf come to di core gli le оfro , (f) inuio; che le prego dalSi
gnore grand-K za conforme alli meriti fuoi, & le baccio lama
no. Di Bologna il 2 f. e. Aprile i 6 • 4.
Di V. P. molto Reu.

D. Gio: UMaria e Artuff. |


- A ႔ႏိုင္ခဲ့ 鬣 #{է 慈 -

'கு' இl
→ s. ft;இஇஇ
ల్లీ. క్షన్తు %
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D ICH I ARATIONE
DEL LI M P R ES A
D E L M O L T O R. M.
GIOSEFF O ZARLINO
- D A C H I O G G I A, -

CIA', M AST R O DI C A P E L L A D ELLA


Illuftriffima Signoria di Venetia. -

F A T T e A D A L. R: 7D. G I O: «ZM A R I A
A R T Vs 1 da Bologna, Canonico Regolare nella -

(ongregatione del Saluatore.


** A ***
::
:::
№ f tutte le feienze che appreſſo gl'huomini fone
in qualche ftima, potiamo con vcrità dire, che
( dal principio del fuo nafcimento creſcendo fi- º
no alla gioucntù, elle fiano state piene di mol
te tenebre, & di cofe che talmente le rendeua
no oſcure ed ingnobili,che ragioneuolmente
perimperfette eran conoſciute. Ma arriuate alla Virilità, che, : impfet
-
Arti quan
ben potiamo dire che fiain queſta noſtra etadesafirmatiuamen, te øgni
teaffirmare potiamo ancora, che à tal ſtato di eccellenza, &' doperfette
-
perfettione
ੁਡ਼=–”

perfettioneellegiuntefiano, che poco anci nulla vi fia che đe


fiderarc, & di ciò ne fanno manifeſta fede chiara la Pittura; la
Scultuia, le Leggi, la Medicina , le Mathematiche; & tutte
quelle che con queſte tengono amicitia ouero parentella. Di
pari fortuna con que ftehano fatto il ſuo corſo le Impreſe; im
peroche nella loro fanciulezza ſono ſtatefenza regola,& fenza
guida, ma pian piano poi creſcendoallagiouentů fono andate
• Auttori , acquiſtando,fino tanto che da Monfignor Glouio di feliciſſima
che hannº memoria, & dopo lui da Girolamo Rufcelli, da Camillo Ca
dateregºle milli,dal Capaccio, & da tanti & poi tanti altri fono ſtate ridot
:::::" realla virilità; & datole conregolecertetal
Impreſe. fi può, che giunte fi: d fe Řguida, che dirben
|- - - -

i può, che giunte fiano ad vna perfetta perfettione. Di qui è


Ecilecoſa:.
diff (fe bene il frattare
tantinobili edil formare
ſpiriti hauendo le Impreſe
ritrouata, ecoſa difficile)
& ritrouando che
queſt Arte
tárť, 07
mare l'Im : ridotta à Regole certe, & ficure; fi fonosforzati,&sforzano di
prefe. formarfi Impreſe tali, che fignificare postino gli loro uobili, &
7:impre- altipenfieri; chi dilettere; chi d'armei altri di ſdegni, dire :
feappartë- d'odij, d'amori,di piaccri,d'alle rezze,& chi di vna coſa, & chi
gono à par di vn'altra, ſecondo la diuerſità degli accidenti, che occorrere
ticolari. fogliono à gli huomini; chefono infiniti; ornando quelle con
Azoti fo-Motti diuerſi da grauiſſimi Auttori leuati, che fono l'anima
so l'anima delle impreſe,pcrche deſtramente danno cőtezza di tutto quel
delle Imý- lo, che per l'impreſa fi vuole palefare, & queſti fono horaffir
fºs 3 Per- matiui,
che •
hornegatiui,
fonali. Quando nella tal horalingua,&
natiua interrogatiui, & quando
alle volte imper
nella foreſtie
ra; quando con vn fol moto, & quando con due; che cofi fece
giuditioſamente il dortiffimo, & virtuofiffimo R. Giofeffo Zar
Iino, quando volfe dimoſtrare quello, che per natura, & pro
pria virtù hauea operato.Per natura, & inclinatione naturale.
, quando effendofi affaticato nello ſtudio delle lingue, Hebrea.
AM燃 ° Greca, & Latina ; & nelle ſcientie, Humanità, Filoſofia, Mathe

鶯: matica,& Theologia; ſcriffe tanto; che dichiarando molti paffi


2:2 de Poeti,Filoſofi, Mathematici,& Muficiantichi; traffe da mor
vita,orda te à vita la Mufica, che giacea come ſepolta. Per propria virtù
chi . quando nelle tribolationi, non fiabbaffando punto, & nelle al
legrezze,e proſperità non fi inalzando, dicdeſegno, di efferfal
do,
| al Molto Rev. p AD RE *-

D. ALFoNso B AY 939
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MERIT.Iss vIsITATOR"
i.
" 器
ক1ণে659 ·

: 函 『ESTO digran dβο pieciolofegno


: vºfо, o d'ogni valor mido, Č7 ricette;
፵እº

-" In cui la bontà pari »º l'intelletto


: È:24: Concertaaloed humil,gane & benegº.
:
蛇号
Sà ben queftopro di meKano ingegnº 3 v

: - Chetroppo e lieu: all'ecceſuo ºggettº »


| Mainfirmesà chaffettuofº affetto :
: Suolfar neldonatºre ildonpiù deg"
: i , Įmondo è harmonia » vºi contemplandº
។ L'hauete. Ei le virtù ſºnº harmonia—”
n} voi velhauete, eldimºstrº" oprando- -

l. v -

r.'
:: - Talche dicata a voi l'industria mia -> -

yº; Deuuta è avoi, che di vºi tratrio, quando


; : .241 propongº a tratta" di melodia-º. ! :‫ی‬.

ºh L'Academicº Sfinestº
4 *
- -

*
|

忽…
图﹚
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~~ ( )
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fi, che dalla diuifione della dupla fatta, naſcono; fono però .
I'vna di quantità,& di qualità differente dall'altra come la lo
ro forma beniffimo dimoſtra. Ma procedendo più oltrafi
trouano ancora le forme dell'altre cólonanze perfette tragli
fodetti tre numeri, compoſte,& le loro differenze,che in ordi
ne cotale pofti fono 12.8.6.4.2. fi come quella della Difdia
pafon tra 8. & 2. nella proportione quadrupla, Quella della
Diapafon Diapente fra 12. & 4. nella proportione tripla ; il
che fi ritroua puranco tra 6 & 2. & quella della Difdiapafon
diapente 12.& 2.nella proportione feſtupla. Ma fi come con . 136Proportia
yer4,
ragione fi può tra qualifi vogliano dati numeri; collocarue
ne alcuni altri mezani ; cofi fi puote, tra due quali fi vo
gliano quantità fonore, & tra gli fuoni, poruene, quando fia
dibiſogno,degl'altri. Perilche vedendogl'Antichi ciò non
effere impoffibile,aggiunfero alli treſudetti vn quartonume
ro mezano, in queſto modo 12.9.8.6. acciò fi haueffero infie
me congiuntele tre prime & principali proportionalità, che
fono l'Arithmetica, la Geometrica, & l'Harmonica; perche
fra gli eſtremi termini12.& 6.delli propoſti,ritrouandofi l'8.
gli aggiunfero il 9,& tra queſto, & quello venero à collocare
la proportione fefquiottaua, che è la forma del tuono mag- ruon.
giore,ilquale chiamano mifura delle confonanze, effendoe- maggiore
gli quella differenza che firitroua tra la Diapente, & la Dia- miſura di
testaron prime confonanze. Laonde tra gli fodetti quattro " "/"
termini,ò numeri,ritrouarő prima (per dar principio da que K“
sta) la proportionalità Geometrica;la diſgiunta dicofra 12: geometri
3.& 9.e 6.perciochetanto fra gli primi 12. & 8.quanto fra gli #
fecondi 9. & 6. fi ritroua la proportione fefquialtera natural nalità di
forma della Diapente; come anco fi ritroud tra il i 2. & 9. & giunta fi
fra l'8.& 6. quella della Diateſſaron nella fefquiterza; & ciò quali nu
(ſecondo la dottrina de Mathematici)auuiene in queſta; quã meri cont
do fi moltiplicano gli due eſtreminumeritra loro ; & anco li :: 波
due mezanida perie; &dalfvna, &ľaltraparte naſcevni. :::::
ftestonumero,come bene, & diffuſamente dichiara il Clauio *****
nel principio del Comento fuo, ſopra il libro quinto di Eucli .
de; & come qui fi vede, chemoltiplicato2 il 12. perIlCilVICIAC
‫ مۂ ۔‬. ‫م‬ -
6. tanto
*

| 6

Progreſſio
ne Arith-
neviene,quantomoltiplicatoil9.per1 8. cioè 72. Si ritrouz
dipoi tra 1 2.9&ర.la progreſſione Arithmetica;ilche fi cono
mctica, cớ fce dalle loro differentie,che fono 3.& 3. numeri fimili. Ma
Larmonica fra 12.8. & 6.è poſta la mediocrità harmonica;coine dalle dif
mediocrità ferenze di effi termini, li qualifono 4. 2. contenuti dalla du
come fico pla proportione: Si come ancora la contengono 12.& 6.ter
nºſta--, mini eſtremi delli tre dati, come è il proprio di queſta medio
::::::: crità.ò proportionalità. Se fi confidererà dipoicotal corpo
:::: diuifo in molteparti, fi ritrouerà che contenendo egli quat
de. tro angoli ſolidi, ciaſcuno de quali è contenuto datrelatie
Jaltra c5. guali contiene anco quattro piramide folide eguali,la cui sõ
fideratione mita finiſce & termina in vno de gl'ifteffi angoli; efsĉdo que
Piramidi fte piramidi ferrate da molti triangoli,vno de quali è equila
trigolari... tero poſto per bafe,& gl'altri equicruri,& di angolo retto. Im
peroche qual fi voglia lato della ſua bafe è diametro di vno
de quadrati, che ferrano il cubo; & qual fi voglia lato della
fua altezza,e vn lato di vno de fodetti quadrati. Onde tra lo
ro(per la 117. del decimo degl'Eleméti d'Euclide) nő cade al
- cuna proportione rationale; fe beneil tutto dell'vno de qua
drati del cubo, cố tutto l'vno degl'altri fia í dupla proportio
ne,& l’vno fia per la metà maggiore, ò minore dell'altro: co
me per la 34. del primo fi potrebbe dimoſtrare. Ma queſto è
veraméte វ៉ែ fe fi diuiderà prima vna delle fu
perficie, ò quadrati che ferrano il cubo,in fei parti eguali ; di
modo che facciano fei paralelligrãmi; ouero fe farà diuifo in
fei parti ineguali,ítal maniera che nafchino fei quadrati, che
habbianovna parte più longa dell'altra, in queſto modo, fa
cendo che il primo fia la metà intiera di tutto il quadratto; il
fecondo le due terze parti; il terzo li tre quarti ; il quarto li
quattro quinti; & il quintofia li cinque feſtisil feſto necceffa
riamente verà ad effere la fuafeſta parte intiera ; & da i lati
- 齋 盤 delle bale dell'vnadelledette piramidi, venirà ad effere diui
le forme dl foinduetriangolieguali, che haueranovn'angoloferto ; &
i:fi: le linee contenute nelli fodetti quadrati venirano adeflere le
li confónã- parti delle linee;&tra quelle che faranno contenute ne trian
?・ goli, fi troueranno tali relationi, che darannole
- -
ಬಣ್ಣ l
Աl1
--------- --

‫ مست؟‬،

do, stabile,& fempre ad vn modo, in quella maniera che ſtà


繼erfece
propria natura il corpo cubo femplice,che perciò di que
eletione perfua lmpreſa, fe bene di poi confideran
7mpreſa
do, che queſto ad eſplicare gli fuoi nobili, & alti penfieri era del Zarli
*,
debole, laſciandolo da vna banda,à quello,che diuifo ho nel ñ0.

frontifpicio,& dimoſtrato,s'appigliò; alla dichiaratione del


uale apparechiandomi horio,ancorche non fia cofi facile il
蠶 penetrare gli penfieri altrui, non mi difido di giun
gere à termine tale,chefe bene intieramente, & perfettamen
te,non arriuarà al ſegno,farà almeno, tantolà vicino, che cia
fcuno, che vorrà potrà porre l'vltima mano à queſta impre
fa. Et all'hora in fomma eccelentia fi conoſcerà, quanto il
Reu. Gioſeffo Zarlino fia ſtato, non fonnachioſo, & dormi
glione, come dicono alcuni; ma vigilante, & accorto offer
uatore delle regole,& di queiprecetti,i qualifono fondamen
ti dell'arte delle Imprefe; & del bel modo di componere le
Cantilene Muficali; il che dimoſtrarò io in quel diſcorſo. Se
componere fi poffi alcuna Cantilena, che fia nella purità, &
fimplicità fuadi alcuno delli due generi,Cromatico,& Enar
monico. Dico adonque per dar principio à queſta Dichia
ratione, che fra tutti gli Corpi Regolari, chefenza dubio al
cunofono cinque, fi ritroua queſto ilguale dal numero delle Cubo qual
fue Bafe,che quattrofono; Tetragone, & eguali; (& ritiene figura ten
la forma di vno di quelli Dadi,con gli qualifi gioca al Tauo ghi,et qual
liere; ) li Mathematici chiamano, quattro bafe ouero cubo .
Queſto da gli Antichi pythagorici fu anco detto non vana Cubo da
mēnfē Geomētrica Harmonia; effendo che dalla gran Ma Pithagori
dre Natura inſtromento delgrande Iddio, fu ripieno, (ol ci come fu
detto.
tra ogn'altro corpo) tutto d'harmonia; la qual fi può prima
conoſcere,nella ragione,& corriſpondente commiſuratione
delle cofe, nelle quali il detto corpo nelle fue ſuperficie può
(nel modo ch'io moſtrerò) effer diuifo. Imperoche egli pri
ma effentialmente è contenuto nel ferramento della fua figu
器 ottoangoli ſolidi, degli:
- -

ra da dodecilati uali Cubo da -

cīāfcūño è comprēfo datre angoliretti, formati da frelinee che forma


õETIEgualmenterettí5 che la ſua மத் :larghezza, e to .
·
|- pro |
4 -

ម្ល៉េះ altezza rapprefentano &è ferrato da fei fuper


ប៊្រុ
cie lequali conſeruano
| chiamano hāīmõñîõāTİſēħēIīērītāmente Euclide nella 2 r.
diff dell'vndecimo; oūērofecondo il Clauio nella 25. dice.
cubo quel Il cubo efferfigura folida contēnūtāToffo fei quadrari; pēr
lo che fia, cioche diftendendoſi dalla ſua lunghezza, nella larghezza,
. . da queſta nel colmo della ſua altezza; viene à creſcere dimo,
:4:
: b 常 * do,
do alche hauendomodo
medefimo la ſuaàorigine da coſecguali;
coſe eguali; & proceden
egualmente crefcendo
*** à ſe stestoetutto conueniente, turto coņforme, & tutto d'har:
monia pieno. Per la qual cola,è anco detto ſolido,& rettan
corpo foli golo; perche il corpofolido come bene Euclide nella prima
do quello diff dell'vndecimo dice,e quello che ha longhezza,larghez
chefia: za,& groffezza,che fono le tre dimenſioni appartinếti al cor
po ſolido; el Cubo è da queſti parti naturalmente contenu
to perciò vien detto Corpo folido. Maritornando al pro
salinata, pofito; Quest Harmonia fi conoſce nell'ordine delli fodetti
:,” numeri 12. 8. 6. che fimil cole rappreſentano; effendochę
in efforitrouaremo la ragione, e proportione, (dico di quel
riſpetto che hanno due quantità d'vno medeſimo genere fra
di loro,) che fi ritroua fra gli due estremi numeri 12.& 6: ef
fer Dupla, & l'ifteffache fi troua fra queſti numeri, che fono
Fra le par le loro differentiescioè4; & 2, il chechiaramentecidenota:
::: che tra corali numerièl'Harmonica proportionalità; laqual
į, „; è i. contiene le forme di tutte quelle Confonanze, che gli Mufi
Harmoni, ci nominano perfette femplici; effendo che tra 12. & 6. fi tro
ca propor- ua la forma naturale, come ho detto della Diapasó nella pro
tionalità, portione dupla; Et qucfia è quella nobiliffima, perfettiffima,
foauiffima,& teneriffima confonanza, riceuuta,hauuta, & co
noſciuta per tale da tutta la Scuola de Mufici, & Filoſofi, co
me nella fecõda parte dell'Artufi già dimoſtrai; dalla cuidi:
Forme del uifione nafcono tutti gli interualli Mificali. Si ritroua poi
le confonā quella della Diapente tra i 2. & 8. ouero fra il 6. & 4. nella
ze perfette fefquialtera proportione; come ancora quella della Diatef
išplicíqua faron tra 8.& 4-ouero tra 4.& 3.nella fefquiterza proportio
li. ne; lequali due confonanze fonole parti prime, & 蠶 Par;
. 13 CI1C .
Muſicali confonanze. Il fimile auerrà ancora, quando fiac
comederà nelli fodetti quadrati, il triangolo da due lati e
guali; la cui bafe fia vn’ifteffa con quella del quadrato; & li
ſuoi lati diuidano gli lati delli quadrati in vna parte longhi;
onde dall'vna, & l'altra parte del detto triangolo ne naſcerã
no due altri con l'angolo retto. Il perche fra tutte quelle par
tidelle linee,che fi ritrouerannone triangoliciaſcuno da per
fe,conteneranno tali proportioni ; che faranno le forme vere
delle confonantie,& altri interualli diffonanti. Ben farà il ve
ro, che quelli quadrati, che diuifi faranno in parti eguali, ra
preſentaranno tante vnità ordinate in progreſſione Arithme
tica;come quelle,che pofte fono nella fommità del cubo,che
feruono per vno de lati delli due triangoli eguali, & equicru Dalle par:
ri,che contengono l'angolo retto. La onde non è dubio,che ti fattenel
trale parti fatte nel quadrato dal diametro, fi ritroueranno le 4":a"
formé dituttele conſonanze della Muficache fonola Diapa ::::::::
fon,la Diapente,la Diateffaron,il Ditono,& lo Semiditono; #
come fi può comprendere nelle fodette diuifioni. Et prima m:te
nella facciata di ſopra del cubo, dal diametrofolamente del le confona
quadrato; & dipoi dalle duc linee eguali del triangolo equi- ze della
cruro;cheafcendono dalla bafe del quadrato congiungédofi Muſica.
nella fommità
detto quadratoininvno
dueiſteſſo punto; lequali
altri triangoli, diuidono anco il ::
che contengonol'ango Pedºfil
lih.

lo retto; ciaſcuno de quali è col primo in dupla proportione. # -

Ii perche tra le parti delle dette lince fatte da gli latti di effi ali
triangoli de i paralelligrammi fi ritrouano leragioni delle del zuri.
fodette confonanze ; le quali parti fono in tal maniera ordi- no.
nate; che nell'ordine Arithmetico le più lunghe fatte dalli Dalle par
paralelligrammi eguali: fi troueranno effere le cőfonanze di ti drile li
minor proportioně, & più graui; & tra quelle che fono più "“ f::
corte, quelle di maggiore,& più acute: come trà le due mag- : gli 皺
giori il femiditono nel graue; & tra quelle che fono più cor- :燃
te,o minori,la Diapafon nell'acuto; fi come ancora tra glinu m:n, :, :
meri maggiori, nella proportionalità Arithmetica fi ritroua gioni ditut
ellcre minore la proportione di quella, che fi troua collocata tele confo
tra gliminori. Lequali confonanze fimigliantemente fi tro-nanze.
ŲanQ
Ie cºnfº: uano nella facciata,ồ fuperficie prima del cubo; & quellache:
":::" è poſta alla parte deftra: ma però collocati al contrario: cioè
: tra le parti maggiori fatte dalli detti lati, le conſonanze di
};:r: maggior proportione; & fra le minori, quelle delle minori:
ን)0 . come delle due maggiori la Diapaſon; & delli due minori lo
femiditono,nell'ordine harmonico,nato dalla moltiplicatio
ne delle partijanci dalla diuiſione del ſuo tutto, fatta per or
dine. Più oltre fi trouerà nei due triangoli posti dall'vna,
F„, ga&dall'altra
el partedeltrigolo equicruro: diangolorettotali
|- - |

::: partiche contenneranole vereformedelle Diatestaron, del


semituon, tuono, & del femituono maggiori, & del minore femituono
doue nel ancora: come in effi fenfibilmếte fi potrano vdirc,& conoſce
cubo diui-re: maffimamcnte quãdo doppo fi haurà tefo ſopra ciaſcuno
fº1/440
fritro-

de gli lati,delli paralleligrámi fatti ſopra gli fodetti quadrati
vna corda, & fi hauranno accordate tutte inſieme di modo,
che fiano perfettamente vnifone, percieche toccando infie
me quelle parti folamente delle corde l'vna all'altra vicina ;
che le proportioni conteneranno, ò daranno le forme degl
interuallí in cotal modo percoffe faranno vdire tanto quelli
che confonanti fono, quanto quelli che per natura loro l'vdi
N to offendono,& fguſtano,che diffonāti gli diciamo; fiano poi
Înclinatie femplici,o compoſti,che queſto poco ò nulla importa. Que
ne del Zar fte cofeadonque tanto effentiali,quanto accidentali, effendo
lino à che . più e più volte fate da quel Dottiffimo, & buon Vecchio cõ ·
fiderate, furono cauſa che egli faceffe elettione del cubo in co
tal modo diuifo,perfua Imprefa; effendo egli ſtato inclinato
fempre allo ſtudio,& alla ſpeculatione delle cofe naturali, &
Mathematiche; & ſpecialmente à quelle della Mufica ; delle
quali ne ha fatta particolare profeſſione, come ogn’vno in
quella verſato ha potuto e può conoſcere. Per la qual cofa
hauendo egli confiderato,che ſenza la loro cognitione, nulla
ò poco puote alcuno peruenire al vero lume,& intelligentia
delle cofe, che fi trattano nelle fodette ſcienze ; poiche tutte
furono create dal Sommo fattore Iddio in Numero, Pcfo, &
Mifura; Et perdirlo in vna fol parola; in Harmonia. Per fi
gnificarqueſto,il Dottiffimo e buon Vecchio, aggiunfeilfe
- « - * gucntc
- ●
guente detto, o'r AEN' x n p iz E'Morº cioè,Nulla
ſenza me; che altro dir non volfc,fe non che. Niuna cofaha
l'effere,nè può durare, òpermanere ſenza l'Harmonia,effen
do in tutte le cofe vna tacita harmonia,laquale quãdo in par.
te alcuna viene interrotta, & guafta, fubito perde la perma
nentia,l'effentia, & l'effere. Dipoi che ſenza là cognitione di,
queſte cofe, non fi può fapere effattamente cofa buona nelle
Arti, & nelle Scienze, & particolarmente nella Mufica. Ne
fenza hauere di effe cognitione, fi può fapere la natura, & quei
temperamento
mp dellecổſe
|- ecole mondané,
monaane, oltradiquestovolen":
oltra a q ":"*"
fica in que
do percotal corpo fignificare feſteſſo, il quale ha donato al: #mpre
Mondo,quelle vere cognitioni che conlo ſtudio di moltan-ja. -

ni ha acquiſtato nella Mufica,hauếdo dichiarato,e dimoftra--


to tante coſe difficili,& ofcure,che come confeffa ogni Litte--
rato,fenza la cognitione loro il Mondonefarebbe anco albu
io; Ha voluto dire, che chi vorà hauere perfetta cognitione
delle cofe Muſicali, fenza la lettura, cognitione, & ſtudio de
ſuoi ſcritti, farà poco anci nulla; ancorche poteffe dire,che in
ciò habbi voluto dimoſtrare la naturale ſua difpofitione,& il
progreſſo della vita fua, tanto nelle proſperità, quanto nelle
auerſità; che fu l'effere ſempre ad vn modo, & ſempre di vn
colore,hauendo hauutoauanti gl'occhi,& nella mente quel
lo che in poche parole egli hauea letto in Eipiteto Filofofo.
AN EX O T K A 1 A II EX O r: cioè, Softiene,& Aftienti;
percioche da queſte parole inuitato non fi mutò mai d'ani- |

mo anci nelle auuerſità, fi ritrouò ſempre patiente, & ſenza "º":'>


dolore alcuno, confrõtandoſi col detto del Sauio. Doćirina"
viriperpattentram nofcitur, ώ,gloria eius est iniqua pratergredi. Prouer, 16
& altroue. Melior e/?patiens vtroforti, ó qui dominatur animo
fuo expugnatore Vrbium. Che perciò fcriffe vn trattato di pa
tientia, pieno di boniffima, & belliffima Dottrina ; & nelle
proſperità fempre in tal modo d'animo temperato fidimo
strò,che mai fu veduto infuperbirfi, nè inalzarfi di cofà alcu
na chefoſſe difua contentezza; ma ſempreinogni fortuna ef
fendofi ritrouato fermo, & conſtante diede faggio al mondo
di quello,che egli poteua effere ; Nella ೦೧url Ciui
- - - - G In)‫ں‬--
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le modeſto, piaceuole, quieto, & di buoniffimo effempio nel


conuerfare: Et perche il cubo dà manifeſto, & conueniente
ſegno della fua quiete, per la ftabilità delle fue ſuperficie;
percioche effendo gittato da qual parte fi voglia; ſempre firi
troua effere ad vno ifteffo modo, cioè d'vna ifteffa faccia, ò
qualita; però hauendo lui per loauanti preſo il cubo fempli
ce per Imprefa, gl'accomodò queſte due parole A' E I O
ATT Oz". che vogliono dire fempre loiſteſſo; hauendo
fempre riguardo al detto di Eipiteto di ſopra poſto.

I L F I N E. •
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