Sei sulla pagina 1di 12

Influenza delle tamponature sul rischio sismico degli edifici in

calcestruzzo armato
Adriano De Sortis
Dipartimento della protezione civile, Ufficio rischio sismico, Via Vitorchiano, 4, 00189 Roma.

Paolo Bazzurro
Manager Engineering Analysis, AIR Worldwide, 388 Market Street, Suite 750, San Francisco, CA 94111

Fabrizio Mollaioli, Silvia Bruno


Universit di Roma La Sapienza, Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica, Via Gramsci, 00197 Roma

Parole chiave: Telai tamponati, vulnerabilit, rischio sismico

ABSTRACT:
Losservazione dei danni causati da terremoti in occasione di eventi sismici recenti indica che la presenza di
tamponature influisce in maniera significativa sul comportamento degli edifici a telaio in calcestruzzo armato.
Pertanto, bench i pannelli murari di tamponatura siano generalmente ritenuti elementi non strutturali, e che
di conseguenza si tenda a non considerare in maniera esplicita il loro contributo alla risposta sismica, in nu-
merosi casi appare non lecito trascurare tale contributo. In effetti, nonostante il fatto che la presenza delle
tamponature risulti spesso benefica a causa dellincremento della resistenza e della capacit di dissipare ener-
gia, laumento della massa e la riduzione del periodo fondamentale di vibrazione della strutture costituiscono
fattori che tendono a incrementare le ordinate spettrali rispetto al caso dello stesso telaio considerato privo di
tamponature. Nel presente lavoro sono stati esaminati telai in c.a. di 4, 6, 8 e 12 piani, regolari in quanto a di-
stribuzione di massa e rigidezza lungo laltezza. Per ogni tipologia di altezza sono state studiate 2 configura-
zioni di tamponatura: telaio nudo e telaio interamente tamponato. Lo studio del telaio nudo giustificato dal
fatto che questo, appunto, rappresenti il modello di calcolo usualmente adottato in fase di progetto. Al fine di
descrivere il comportamento di edifici con diverse combinazioni di resistenza alle forze orizzontali e richiesta
di duttilit di progetto, sono stati progettati telai non tamponati con differenti valori di taglio resistente alla
base. Si ipotizzato di collocare i telai cos progettati in alcune citt italiane, differenti per grado di sismicit
e stile sismico, in modo da poter effettuare una serie di confronti tra le perdite attese, calcolate con un approc-
cio interamente probabilistico, in relazione ai diversi schemi strutturali.

corrente. Normative sismiche entrarono infatti in vi-


gore proprio tra il 1975 e il 1996, nelle regioni ita-
1 INTRODUZIONE liane riconosciute come zone sismiche per aver subi-
to, nella loro storia recente, terremoti di intensit
In molti Paesi i telai in cemento armato rappre- considerevole. Bench dopo il 1983 una gran parte
sentano la tipologia costruttiva pi largamente diffu- del territorio italiano fosse considerata esposta agli
sa negli ultimi cinquanta anni, e costituiscono per- effetti di una futura attivit sismica, di fatto si conti-
tanto la maggior parte del patrimonio edilizio, sia nu erroneamente a ritenere alcune regioni non a ri-
residenziale che commerciale. Questo circostanza si schio sismico. Una di queste regioni il Molise, col-
verifica anche in Italia, dove una grande percentuale pito nel 2002 da due eventi alquanto considerevoli.
degli edifici costruiti a partire dal secondo dopoguer- A causa di tutte queste circostanze pregresse,
ra costituita appunto da telai in cemento armato. A inevitabile che le strutture a telaio in cemento arma-
dispetto della lunga e documentata storia di terremo- to progettate in diversi periodi e in diverse zone del
ti distruttivi che nel tempo hanno colpito questo Pae- territorio italiano posseggano caratteristiche estre-
se, gli edifici a telaio in cemento armato costruiti mamente diverse, sia in termini di resistenza che di
prima del 1975 sono stati progettati con scarsa o duttilit. Inoltre, frequentemente accade che i telai
nessuna considerazione di provvedimenti contro vengano progettati senza nessuna esplicita conside-
leffetto delle forze laterali indotte dai terremoti. Nel razione delle caratteristiche e della disposizione, in
1976 il verificarsi in Friuli di due terremoti deva- pianta e in elevazione, dei pannelli di muratura di
stanti, che causarono pi di mille vittime e danni e- tamponamento. A giustificazione di ci spesso si
conomici valutabili, al cambio del 2001, in circa adduce la considerazione che le tamponature siano
trenta miliardi di euro, contribu in misura determi- costituite da elementi non strutturali, e che pertanto
nante a mutare la pratica del progetto fino ad allora
trascurare il loro contributo si traduca in una proget- piano ha una superficie di piano compresa tra 50 e
tazione in favore di sicurezza. Infatti, la presenza di 200 mq.
tamponatura viene ritenuta vantaggiosa dal momento Incrociando i dati relativi al numero di piani con
che essa fornisce sia un aumento nella resistenza la- quelli relativi alle superfici medie di piano, si per-
terale delledificio, sia un supplemento di capacit di viene a ipotesi di piante tipo quali quelle riportate in
dissipare energia. Tuttavia, i principi della dinamica Figura 1. Le prime due piante, da 100 e 150 mq, so-
no relative a edifici a un piano (assenza di corpi sca-
delle strutture indicano che tale asserzione pu rive- la), quella da 75 mq relativa a edifici di 2, 3 e 4
larsi non sempre vera. In effetti, la massa aggiuntiva piani, quella da 185 mq relativa a edifici da 3 a 6
dovuta alla presenza della muratura e la diminuzione piani, la pianta da 290 mq, infine, relativa agli edi-
del periodo fondamentale di vibrazione della struttu- fici da 4 a 8 piani.
ra, determinato dallaumento di rigidezza, pu cau-
sare un forte incremento delle forze dinerzia oriz- Tabella 1. Edifici in c.a esistenti in Italia per numero di piani
zontali indotte dal terremoto. Inoltre la disposizione (N), progettazione sismica (S=0: senza progettazione sismica,
non regolare in pianta ed in elevazione dei pannelli S=1: con progettazione sismica), classe di superficie media di
piano e relativa percentuale sul totale
di tamponatura, inducendo effetti torsionali o con-
centrazioni di sforzi, pu comportare un peggiora- Superficie media di piano (mq)
mento del comportamento sismico delledificio. Con N_S 0-50 50-100 100-200 > 200 TOT %
il presente lavoro si intende appunto ricercare le 1_0 8382 118950 167952 26948 322232 11.64%
condizioni sotto le quali la presenza di tamponatura 1_1 4793 81325 85467 10404 181989 6.57%
contribuisca a ridurre il danno in edifici a telaio in 2_0 101304 506009 229612 33539 870464 31.45%
cemento armato e, di conseguenza, identificare quei
2_1 70188 272899 95281 13160 451528 16.31%
casi in cui non prendere in considerazione la presen-
za di tamponatura conduca a strategie progettuali 3_0 45825 128750 122600 42625 339800 12.28%
conservative. A tale scopo, verranno presentati i ri- 3_1 35364 74156 59908 17148 186576 6.74%
sultati di una serie di confronti che hanno consentito 4_0 7555 23020 60448 45284 136307 4.92%
di mettere in relazione il tasso medio di eccedenza 4_1 6304 13452 26669 14621 61046 2.21%
delle perdite da terremoto e diverse disposizioni di
5_0 1166 4623 27919 37446 71154 2.57%
elementi di tamponatura in telai di cemento armato,
rappresentative di schemi costruttivi largamente dif- 5_1 725 2311 9590 9125 21751 0.79%
fusi, nel contesto di quattro localit italiane, indivi- 6_0 569 1642 15108 29125 46444 1.68%
duate in zone sismiche di diverse categorie. 6_1 184 565 4119 6178 11046 0.40%
7_0 218 595 7725 18724 27262 0.98%

2 DESCRIZIONE DEI MODELLI 7_1 55 146 1631 3168 5000 0.18%


STRUTTURALI 8_0 323 570 5849 25382 32124 1.16%
8_1 59 156 724 2543 3482 0.13%
In Italia il patrimonio edilizio in cemento armato
comprende edifici caratterizzati da differenti confi-
gurazioni sia in pianta che in elevazione. Tabella 2. Distribuzione percentuale tra le varie classi di super-
Allo scopo di selezionare i telai da sottoporre alle ficie media di piano per ciascun tipo di edificio (per il signifi-
analisi dinamiche nonlineari di seguito descritte, in cato dei simboli si veda la Tabella 1)
modo che gli stessi risultassero il pi possibile rap- Superficie media di piano (mq)
presentativi dellinsieme di edifici in cemento arma- N_S 0-50 50-100 100-200 > 200
to presenti in Italia, si fatto uso dei dati resi dispo- 1_0 2.6% 36.9% 52.1% 8.4%
nibili dallultimo censimento Istat sugli edifici ad 1_1 2.6% 44.7% 47.0% 5.7%
uso abitativo (sono esclusi pertanto dal presente stu-
2_0 11.6% 58.1% 26.4% 3.9%
dio edifici a diversa destinazione duso, quali uffici,
2_1 15.5% 60.4% 21.1% 2.9%
ospedali, ecc.). Nella Tabella 1 si riporta una stima
preliminare del numero di edifici per classe di super- 3_0 13.5% 37.9% 36.1% 12.5%
ficie media di piano (Bramerini e Di Pasquale, 3_1 19.0% 39.7% 32.1% 9.2%
2006). Si osserva una prevalenza di edifici fino a 5 4_0 5.5% 16.9% 44.3% 33.2%
piani, che assommano a circa il 95% del totale. Con 4_1 10.3% 22.0% 43.7% 24.0%
questo tipo di rappresentazione, basata sul numero di 5_0 1.6% 6.5% 39.2% 52.6%
edifici, si tende ovviamente a esaltare il peso degli 5_1 3.3% 10.6% 44.1% 42.0%
edifici bassi, rispetto ad una rappresentazione per 6_0 1.2% 3.5% 32.5% 62.7%
esempio basata sui volumi. 6_1 1.7% 5.1% 37.3% 55.9%
Unulteriore elaborazione, utile per i passaggi 7_0 0.8% 2.2% 28.3% 68.7%
successivi, riportata nella Tabella 2, relativa alla 7_1 1.1% 2.9% 32.6% 63.4%
distribuzione percentuale delle classi di superficie 8_0 1.0% 1.8% 18.2% 79.0%
media di piano per ogni tipo di telaio. Per esempio, 8_1 1.7% 4.5% 20.8% 73.0%
si pu osservare che il 90% circa degli edifici a un
Ovviamente, queste configurazioni in pianta non Si noti come un ulteriore numero di telai possa
sono esaustive delle possibili configurazioni degli essere escluso, in quanto caratterizzati da un periodo
edifici in c.a. In particolare, quando la superficie di fondamentale molto simile a quello di altri. In defi-
piano supera i 200 mq le possibili varianti diventano nitiva, si deciso di sottoporre alle analisi i telai e-
praticamente impossibili da standardizzare. Fortuna- videnziati da riquadri in Figura 2, con le caratteristi-
tamente questultima tipologia di edifici costituisce che elencate in Tabella 4.
una parte minoritaria del costruito e, quindi, non in-
fluenza molto le stime ottenibili.

100 mq 150 mq

75 mq 185 mq

290 mq

Figura 1. Ipotesi di configurazioni in pianta rappresentative


delle tipologie di edifici in c.a. pi frequenti in Italia.
Figura 2. Ipotesi di telai tipo di edifici italiani in c.a pi fre-
quenti.
Per ciascuna tipologia in pianta sono stati poi i-
dentificati i telai resistenti in due direzioni ortogona- Tabella 3. Periodi fondamentali (T) dei telai tipo, distinti per
numero di piani (N), altezza totale (H) e lunghezza totale (B).
li, differenziando anche quelli contenenti il corpo
scala (Figura 2). Si pervenuti cos alla definizione N H (m) B (m) T (s)
1 3 15 0.08
di 28 distinte tipologie di telai. 1 3 10 0.09
Tenendo conto che per ogni telaio sarebbe stato 2 6 10 0.19
necessario considerare le varianti legate alla resi- 3 9 18.5 0.21
stenza, alla configurazione della tamponatura, ecc., 2 6 7.5 0.22
risultato inevitabile diminuire drasticamente il loro 4 12 29 0.22
5 15 29 0.28
numero. Si innanzitutto deciso di tener conto di 4 12 18.5 0.28
quante volte un certo telaio ricorresse nelledificio 3 9 10 0.28
tipo: in questa ottica, ad esempio, i telai contenenti 3 9 7.5 0.33
le rampe delle scale possono considerarsi meno rap- 6 18 29 0.33
presentativi di altri. In tal modo se ne ridotto il 5 15 18.5 0.35
4 12 10 0.38
numero a 21. Successivamente, si tenuto conto del 7 21 29 0.39
fatto che la risposta sismica dei telai influenzata 6 18 18.5 0.42
dal periodo fondamentale del telaio stesso. 4 12 7.5 0.44
I periodi propri, T, dei 21 telai selezionati, calco- 8 24 29 0.45
lati con la formula approssimata T = 0.1 H B , in 5 15 10 0.47
6 18 10 0.57
cui H e B sono laltezza e la larghezza complessiva 7 21 10 0.66
del telaio, sono riportati in Tabella 3. 8 24 10 0.76
Tabella 4. Telai tipo ritenuti pi significati del patrimonio co- un modello semplificato, che permetta al tempo stes-
struito in c.a in Italia so di cogliere gli aspetti pi rilevanti della risposta
N. livelli N. campate sismica globale e locale dei sistemi intelaiati multi-
1 2 piano, basata essenzialmente sulla necessit di e-
2 2 seguire le anzidette indagini su un vasto numero di
3 2 accelerogrammi, e su un numero significativo di si-
4 2 stemi strutturali. Ovviamente, un telaio reale pu, a
6 2 rigore, essere definito shear-type nel caso in cui le
8 2 travi siano molto pi rigide e resistenti dei pilastri,
cosicch la deformazione si concentri nei soli pila-
Nel presente lavoro si riportano solo i risultati ot- stri. Un simile schema, tuttavia, si pu ritenere ido-
tenuti con i telai di 4, 6 e 8 piani suggeriti dalla neo anche nel descrivere il comportamento di una
Tabella 4, a cui stato aggiunto un telaio da 12 piani generica struttura intelaiata sismoresistente, purch
e 2 campate allo scopo di indagare e confrontare il la definizione dei parametri di rigidezza e resistenza
comportamento di una classe di edifici che, pur se del modello siano opportunamente calibrati sulle ef-
non rappresentativi in termini statistici, sono co- fettive caratteristiche della struttura di cui si intende
munque significativi dal punto di vista strutturale. valutare la risposta (Decanini et al., 2004).
I telai, regolari in termini di distribuzione di rigi- Dal confronto effettuato anche con telai analizzati
dezza e di massa, sono stati progettati in modo tale con modelli a fibre, sembra poter attribuire al model-
da avere una capacit di resistenza, espressa in ter- lo ESTM, nei limiti di unapprossimazione accetta-
mini di coefficiente sismico Cy (definito come rap- bile, lidoneit a fornire indicazioni efficaci sulla
porto tra taglio massimo alla base e peso domanda sismica nelle strutture intelaiate multipiano
delledificio), pari a: 0.08, 0.15, 0.25, 0.35. Il primo (Decanini et al., 2004).
valore pu considerarsi rappresentativo degli edifici Nella presente ricerca, per quanto riguarda il mo-
pi deboli, progettati per soli carichi verticali e rea- dello costitutivo che definisce la relazione taglio di
lizzati con materiali di limitate caratteristiche mec- piano-scorrimento di piano in campo anelastico, si
caniche (Bruno et al., 2000). Gli altri valori di Cy si scelto di utilizzare un modello degradante a quattro
riferiscono ad edifici realizzati in accordo a normati- parametri, che prevede sia la degradazione di rigi-
ve sismiche trascorse (in vigore nel periodo dal 1975 dezza che di resistenza.
al 2003) e attuali (a partire dal 2003), in zone di dif- Per linserimento nel modello ESTM delleffetto
ferente sismicit. della presenza di tamponature nei telai si adottato
In relazione alla possibile presenza di tamponatu- un tipo di comportamento coerente con il criterio
re inserite nei riquadri di telaio, sono state poi consi- della biella equivalente proposto da Decanini e Fan-
derate due diverse configurazioni (Figura 3): i) telaio tin (1986) e Bertoldi et al. (1993), esteso al caso ci-
vuoto; ii) telaio tamponato con pannelli di muratura clico in modo da includere anche effetti di degrada-
presenti ad ogni piano. zione di rigidezza e resistenza. La tamponatura
Telaio vuoto Telaio tamponato
modellata quindi come un sistema di due bielle dia-
gonali equivalenti, il cui contributo individuale si
h = 3.2 m esplica solo in compressione. La legge adottata per il
legame costitutivo forza-spostamenti orizzontali
w = 5.0 m
(Fm-) del puntone equivalente definita da una
spezzata costituita da quattro rami (Figura 4):
il primo tratto rappresenta la fase elastica ed
caratterizzato da unelevata rigidezza;
il punto f segna linizio della fessurazione, ca-
ratterizzata da una diminuzione di rigidezza;
il punto fc rappresenta lo stato di fessurazione
Figura 3. Schema di struttura intelaiata di 4 piani e 2 campate. completa e linizio del ramo degradante;
il quarto ramo caratterizzato da rigidezza
nulla e resistenza pari alla resistenza residua.
In questa prima fase non viene presentato il caso La larghezza del puntone equivalente, , e la ri-
di telai tamponati con piano porticato; alcuni risultati gidezza orizzontale a fessurazione completa o secan-
preliminari sono riferiti in Bazzurro et al. (2005, te, Kmfc, sono date dalle seguenti espressioni:
2006).
La risposta dinamica dei telai in cemento armato K
= 1 + K 2 d (1)
stata calcolata utilizzando un codice di calcolo h
semplificato basato su un sistema equivalente shear- E t
type, denominato ESTM, Equivalent Shear-Type K mfc = m cos2 (2)
Model (Decanini et al., 2002, 2004). Ladozione di d
fronti con prove sperimentali e numeriche (Pires,
Fm 1990; Parducci e Checchi, 1982; Parducci e Mezzi,
1980). In Figura 5 e Figura 6 vengono mostrati per
Fmfc fc
confronto i risultati sperimentali, relativi ad una del-
f le prove a spostamenti ciclici imposti effettuati da
Fmf 1
K mfc Pires (1990) e quelli numerici ottenuti mediante il
0.02-0.04 Kmfc modello ESTM.
1
Fmr Tabella 6 Definizione delle tensioni fittizie di rottura per com-
pressione.

1. Rottura per 0.6 mo + 0.3 o


br(1) =
f fc r trazione K1
+ K2
diagonale h
Figura 4. Modello ciclico tamponatura.
(1.2sin + 0.45cos )u + 0.3 o
2. Rottura per br(2) =
K1
dove h un parametro dimensionale (Stafford scorrimento + K2
h
Smith, 1963), funzione delle caratteristiche geome- 3. Rottura per
triche e meccaniche del sistema telaio-tamponatura, 1.12sen cos
compressione br(3) = mo
K1 e K2 sono coefficienti empirici funzioni di h, Em K1( h) -0.12 + K 2 ( h) 0.88
negli angoli
il modulo elastico della muratura, t lo spessore 4. Rottura per 1.16 mo tg
del pannello di muratura, d la lunghezza della biel- compressione br(4) =
K1 + K 2 h
la equivalente, e langolo di inclinazione del diagonale
puntone rispetto allorizzontale. La calibrazione dei
coefficienti K1 e K2 per i diversi intervalli di h, rea- Per indagare linfluenza del tipo di tamponatura
lizzata sulla base di prove sperimentali condotte su sulla risposta dinamica delle strutture esaminate so-
prototipi a scala naturale soggetti a carichi laterali no stati inizialmente selezionati tre tipi di muratura
reversibili (Bertoldi et al., 1993), cio in condizioni (Decanini et al., 2004): debole, intermedia e forte,
simili a quelle prodotte dalle azioni sismiche, ha for- indicati nel seguito t1, t2 e t3, rispettivamente. I va-
nito i valori indicati in Tabella 5. lori del modulo elastico delle tamponature, corri-
spondenti al modulo secante fra lorigine e il punto
Tabella 5. Definizione dei coefficienti K1 e K2. di fessurazione completa, ovvero quello che corri-
K1 K2 sponde alla rigidezza Kmfc di Figura 4, sono indicati
h 3.14 1.3 -0.178 in Tabella 7.
3.14 h 7.85 0.707 0.01 Il primo tipo di tamponatura, t1, rappresenta una
h 7.85 0.47 0.04
tipologia spesso ricorrente nelle strutture esistenti in
Italia, costituita da mattoni in laterizio di dimensioni
La valutazione della resistenza della biella equi- 24x12x12 cm con fori orizzontali, e da malta bastar-
valente tiene conto di quattro possibili modi fonda- da (sabbia, calce e cemento). Anche il secondo tipo,
mentali di rottura: 1) rottura per trazione diagonale; t2, caratterizzato da un tipo di tamponatura usuale,
2) rottura per scorrimento; 3) rottura per compres- composta da mattoni in laterizio di dimensioni
sione negli angoli della tamponatura; 4) rottura per 30x20x15 cm con fori orizzontali, e da malta cemen-
compressione diagonale della tamponatura. A ognu- tizia. Il terzo tipo, t3, costituito da mattoni semi-
na di queste modalit di rottura associata una ten- pieni (tipo UNI) di dimensioni 6x12x24 cm, con
sione resistente massima br funzione, oltre che di presenza di piccoli fori verticali a sezione circolare.
h, della resistenza a compressione fondamentale In Tabella 8 sono riassunte le caratteristiche geome-
della tamponatura, m0, dalla resistenza fondamenta- triche e meccaniche delle quattro tipologie di mura-
le al taglio, m0, determinata mediante la prova di tura considerate. Nella successiva Tabella 9 sono il-
compressione diagonale, della resistenza allo scor- lustrati tutti i parametri che definiscono linviluppo e
rimento dei giunti, u, e della tensione verticale agen- i cicli di isteresi del modello costitutivo delle diverse
te, o (Tabella 6). tamponature.
Si considera che il meccanismo di rottura corri- Poich la rigidezza delle tamponature stata gi
sponda al valore minimo ottenuto per la tensione fit- introdotta tramite il modulo elastico corrispondente
tizia di rottura. La resistenza orizzontale della biella alla rigidezza secante a fessurazione completa, ven-
equivalente data quindi da: gono richiesti i rapporti (vedi Figura 4) Km0/Kmfc e
Kmu/Kmfc che consentono al programma di ricavare
Fmfc = (br )min t cos (3) rispettivamente la pendenza del ramo elastico non
fessurato e del ramo calante post-fessurazione. Ana-
Il modello stato tarato effettuando alcuni con- logo sistema viene usato per individuare i punti ca-
ratteristici dellinviluppo, con linserimento dei va- Tabella 8 Caratteristiche geometriche e meccaniche della tam-
lori dei rapporti Fmf/Fmfc e Fmr/Fmfc. Per i rapporti su ponatura.
indicati sono stati utilizzati i valori riportati in Tipo tamponatura t1 t2 t3
Tabella 9. mo(daN/cm2) 12.0 21.0 115.0
Si pu notare che il ramo di softening relativo alla mo(daN/cm2) 2.0 4.0 8.4
tamponatura t3 ha una pendenza pari al doppio di u (daN/cm2) 1.4 2.8 5.9
quella della tamponatura t1. Quindi, la tamponatura o(daN/cm2) 0.0 0.0 0.0
t3, sebbene pi resistente, pi fragile della t1. t (cm) 12.0 14.5 12.0

Tabella 9. Definizione parametri caratteristici del comporta-


mento ciclico della tamponatura.
Tipo tamponatura t1 t2 t3
Km0/Kmfc 4.0 4.0 4.0
Kmu/Kmfc -0.02 -0.02 -0.04
Fmf/Fmfc 0.8 0.8 0.5
Fmr/Fmfc 0.35 0.35 0.35

3 METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE


DEL RISCHIO SISMICO

La valutazione dellinfluenza, favorevole o sfavo-


revole, della presenza di tamponatura sul rischio si-
smico di telai in calcestruzzo armato stata effettua-
ta in termini di probabilit di occorrenza di certi
livelli di danneggiamento, nelle tipologie di telai se-
lezionati, differenti per configurazione strutturale,
resistenza a carichi orizzontali e propriet meccani-
che della tamponatura. La gravit del danneggia-
mento stata misurata attraverso il costo necessario
per la riparazione (o la sostituzione) degli elementi
Figura 5 Telai tamponati Pires (1990). danneggiati. La metodologia probabilistica, descritta
nel dettaglio in Bazzurro e Luco (2005) viene di se-
H (kN) guito sinteticamente richiamata. Essa consiste nelle
120 tre fasi seguenti, implementate in un codice di calco-
100 lo sviluppato appositamente:
80
60 fase I: studio della pericolosit sismica attesa al
40 sito;
20 fase II: valutazione della risposta della struttura
0 y per scuotimento di severit crescente;
-20 fase III: stima delle perdite economiche corri-
-40 spondenti a prefissati livelli di danno
-60 strutturale.
-80
-100 La fase I stata sviluppata avvalendosi di un co-
-120 u (cm) dice per lanalisi probabilistica della pericolosit si-
-12 -10 -8 -6 -4 -2 0 2 4 6 8 10 12 smica. Il codice deriva da quello originariamente
Figura 6. Modellazione del comportamento dei telai tamponati sviluppato da Abrahamson (2001). La risposta stati-
Pires (1990). Risultati numerici ottenuti con modello ESTM. stica di ogni edificio ad eccitazioni sismiche di cre-
scente severit (fase II), come verr descritto nel pa-
Tabella 7 Modulo elastico secante della tamponatura. ragrafo seguente, viene valutata mediante un insieme
Tipo tamponatura Em (daN/cm2)
di analisi dinamiche nonlineari, con modelli di telai
t1 10500
in c.a. sottoposti ad accelerogrammi naturali. Il le-
game tra un parametro di scuotimento opportuna-
t2 18800
mente scelto (in questo lavoro, laccelerazione spet-
t3 60000
trale, Sa, corrispondente al periodo fondamentale
delledificio non danneggiato, T1) e un parametro di tazioni di rischio si avvalgono della zonazione si-
risposta strutturale (in questo lavoro, il valore mas- smica ZS9 (Figura 7a) messa a punto dallINGV
simo dello spostamento relativo di interpiano, max) (2004), con i corrispondenti valori dei parametri si-
viene condensato in una espressione analitica che smici riportati in Figura 7b. Loccorrenza di eventi
tiene conto della corrispondente variabilit da segna- futuri considerata poissoniana, con magnitudo M
le a segnale. Tale espressione, di seguito richiamata distribuita come una variabile aleatoria esponenziale
come curva di vulnerabilit, stata ottenuta median- tra i valori Mmin e Mmax riportati in Figura 7b.
te regressione statistica sulla base dei risultati delle
analisi dinamiche. La scelta del parametro max le-
gata alla sua ottima correlazione con il livello di
danneggiamento, fino al collasso, di strutture inte-
laiate. Infine, nella fase III la misura del danneggia-
mento strutturale fornita dalla curva di vulnerabilit
stata messa in relazione al danno economico, e-
spresso come percentuale del costo di ricostruzione.
Di solito questultimo legame viene determinato at-
traverso tre passaggi: i) valutazione del livello di
danno di componenti strutturali e non strutturali, in
funzione del livello globale della struttura fornito
dalla curva di vulnerabilit; ii) valutazione del costo
di riparazione o di sostituzione di ogni elemento
strutturale o non strutturale; iii) determinazione del
costo globale di riparazione della struttura sulla base
del costo dei singoli elementi. Il risultato della fase
III consiste in definitiva in una relazione, di solito
denominata curva di costo (o di danno), che lega la
misura della risposta strutturale con il rapporto di
danneggiamento (damage ratio, DR), definito come
il rapporto tra il costo di riparazione e il costo di ri- (a)
costruzione della struttura.
La curva di vulnerabilit (max|Sa) e la funzione di Zona N. Tasso Mmin Mmax param. b della G-R

costo (DR|max) ottenute per ogni tipologia di edifi- Savoia


Vallese
1
2
0.061
0.064
4.4
4.4
6.1
6.8
1.119
0.939
cio, insieme con il modello sismotettonico della re- Grigioni - Valtellina
Trieste - Monte Nevoso
3
4
0.111
0.062
3.9
3.8
6.3
6.3
1.084
0.941
gione, le leggi di ricorrenza dei terremoti futuri, le Friuli - Veneto Orientale 5 0.243 4.5 7.1 0.786
Garda - Veronese 6 0.146 4.5 7.1 0.915
leggi di attenuazione e le informazioni sulle condi- Bergamasco 7 0.052 3.8 6.2 0.924
zioni locali del terreno di fondazione, costituiscono Piemonte
Alpi Occidentali
8
9
0.127
0.098
4.4
3.6
6.1
5.7
1.48
1.071
in senso generalizzato i dati di ingresso per lanalisi Nizza - Sanremo
Tortona - Bobbio
10
11
0.044
0.056
4.4
4.1
6.4
6.2
1.132
1.204
di rischio sismico. Luscita dellanalisi fornisce una Dorsale Ferrarese 12 0.065 4.5 6.2 0.995
Appennino Emiliano-Romagnolo 13 0.145 4.5 6.2 1.13
quantificazione diretta del rischio sismico di una cer- Forlivese 14 0.121 4.4 6.4 0.898
ta tipologia di edificio in una certa localit, normal- Garfagnana - Mugello
Versilia-Chianti
15
16
0.206
0.062
4.4
4.4
7
6.2
1.139
1.209
mente espresso come tasso medio annuo di supera- Rimini - Ancona
Medio-Marchigiana/Abruzzese
17
18
0.106
0.133
4.4
4.4
6.4
7.2
0.908
1.072
mento (annual mean rate of exceedance, MRE) di Appennino Umbro 19 0.404 4.2 6.9 1.086
Val di Chiana - Ciociaria 20 0.167 4.5 6.6 1.453
un certo ammontare di perdita economica. Etruria 21 0.136 4.4 6.4 1.497

In questo studio non sono state prese in conside- Colli Albani


Appennino Abruzzese
22
23
0.109
0.392
4.1
4.4
5.9
7.6
1.221
1.075
razione altre conseguenze dirette, come morti o feri- Molise-Gargano
Ofanto
24
25
0.151
0.047
4.5
4.4
7
7.3
0.878
0.629
ti. La stima di MRE viene effettuata mediante con- Basento 26 0.055 4.5 6.2 1.417
Sannio - Irpinia - Basilicata 27 1.578 3.3 7.5 0.698
voluzione probabilistica della curva di pericolosit Ischia - Vesuvio 28 0.024 4.6 6.3 1.129

sismica, di quella di vulnerabilit e di quella di co- Calabria tirrenica


Calabria ionica
29
30
0.26
0.094
4.4
4.6
7.8
7.6
0.697
0.772
sto. Le incertezze aleatorie che caratterizzano sia la Canale d'Otranto
Eolie - Patti
31
32
0.065
0.228
4.2
3.9
7.4
6.6
0.655
0.976
curva di vulnerabilit che quella di costo vengono Sicilia settentrionale
Belice
33
34
0.094
0.087
4.4
4.2
6.4
6.6
1.32
1.091
portate in conto nella convoluzione. Iblei 35 0.041 4.6 7.9 0.616
Etna 36 2.091 3.2 6.5 1.168
(b)
3.1 Fase I: valutazione della pericolosit sismica
Figura 7. (a) localizzazione delle 4 citt considerate nello stu-
Ai fini del presente studio si immaginato di col- dio e confini delle aree sismogenetiche incluse nella zonazione
locare lo stesso insieme di strutture intelaiate in ZS9 sviluppata da INGV (2004); (b) tasso annuo di occorrenza
quattro citt italiane (Figura 7): Avellino (AV), Ca- dei terremoti compresi tra il valore minimo e massimo della
tania (CT), Reggio Calabria (RC) e Roma. Lanalisi Magnitudo momento per ogni zona (lultima colonna riporta il
di pericolosit sismica alla base delle presenti valu- valore del parametro b della curva di Gutenberg-Richter).
1.E-01 1.E-01 1.E-01 1.E-01
AV AV AV AV
CT CT CT CT
1.E-02 RC 1.E-02 RC 1.E-02 RC 1.E-02 RC
Rome Rome Rome Rome

1.E-03 1.E-03 1.E-03 1.E-03

1.E-04 1.E-04 1.E-04 1.E-04

1.E-05 1.E-05 1.E-05 1.E-05


0 0.5 1 1.5 0 0.5 1 1.5 0 0.5 1 1.5 0 0.5 1 1.5
Sa(0.1s) Sa(0.5s) Sa(1.0s) Sa(1.5s)

Figura 8. Tasso medio annuo medio di eccedenza, MRE, delle accelerazioni spettrali Sa con il 5% di smorzamento in corrisponden-
za dei valori di periodo T1 pari a 0.1s, 0.5s, 1.0s e 1.5s. I valori coprono lintervallo di periodi fondamentali delle strutture di Tabella
10.

La Figura 8 mostra le curve di hazard in termini di normale che tiene conto della variabilit da record a
ordinate spettrali in accelerazione Sa, calcolate con il record della funzione max|Sa. Per valori bassi, al di
5% di smorzamento nelle quattro citt prese in esa- sotto di circa 0.3, il coefficiente di variazione di
me. Sono stati selezionati quattro valori del periodo praticamente coincidente con la deviazione standard
T1 in base ai valori di interesse per i telai studiati. Le di ln() ottenuta dallanalisi di regressione, indicata
curve di hazard sono state ottenute utilizzando le anche come ln(). Il coefficiente di variazione di
curve di attenuazione di Sabetta e Pugliese (1996) , per valori maggiori 0.3, maggiore. I valori di T1,
con i valori dei parametri corrispondenti alla com- a, b e ln() sono riportati in Tabella 10 per i 9 telai
ponente orizzontale maggiore ed alla distanza epi- analizzati. da rilevare, comunque, che le regres-
centrale dal sito, questultimo ipotizzato su terreno sioni sono risultate significativamente eteroscheda-
alluvionale di grande spessore. Si vede immediata- stiche. Il valore di ln() contenuto in Tabella 10 si
mente che Roma e Reggio Calabria risultano le loca- pu considerare un valore medio, ed stato riportato
lit soggetta alla pericolosit sismica minore e mag- a scopo di confronto. In realt esso non stato uti-
giore, rispettivamente. Bisogna notare che queste lizzato nelle analisi di rischio, mentre stata stimata,
curve potrebbero sottostimare leggermente la sismi- con un approccio alle medie mobili, la tendenza di
cit dei siti, dal momento che non stata modellata ln() ad aumentare con Sa(T1). Per esempio, facendo
esplicitamente la sismicit delle zone a basso poten- riferimento alla Figura 9 nel telaio tamponato di 4
ziale sismico, al di fuori delle 36 zone di Figura 8 o piani vuoto e coefficiente Cy di 0.08, ln() passa da
al di fuori del territorio italiano. circa 0.3 per Sa(T1) = 0.2g a circa 0.6 per Sa(T1) =1g.
Il tasso di nonlinearit provocato dalla serie di ac-
3.2 Fase II: Stima della risposta strutturale celerogrammi utilizzata risulta pi pronunciato sul
Come gi detto, la risposta dei telai esaminati stata telaio vuoto rispetto a quello esibito dai telai tampo-
valutata statisticamente attraverso analisi dinamiche nati, e mostra un andamento decrescente con il cre-
nonlineari. Come input per le analisi sono stati uti- scere dellaltezza delledificio. Esaminando la
lizzati 66 segnali (registrati su suolo tipo C secondo Tabella 11, in cui si riporta il valore mediano della
EC8), estratti da 15 terremoti di magnitudo compre- massima richiesta di duttilit di interpiano, max, le
sa tra 5.7 e 7.1 verificatisi in California, El Salvador, precedenti considerazioni appaiono evidenti. La va-
Italia e Montenegro. Per imporre uno smorzamento riabilit da segnale a segnale di max|Sa modesta per
del 5% ai primi due modi di vibrare della struttura si i telai vuoti pi resistenti (per esempio, 0.22 per il
adottata la formulazione di Rayleigh. Le regressio- telaio vuoto di 4 piani con Cy=0.35), caratterizzati da
ni statistiche hanno consentito di ricavare la relazio- risposte stabili e solitamente ben rappresentati attra-
ne tra il picco (massimo lungo laltezza delledificio verso un parametro di misura dello scuotimento,
e massimo nel tempo) dello spostamento relativo in- come Sa(T1), che tiene conto del primo modo di vi-
terpiano, max, e lordinata spettrale Sa al 5% di brare delledificio. La variabilit risulta notevolmen-
smorzamento corrispondente al periodo fondamenta- te pi accentuata per i telai tamponati e per i telai
le di vibrazione T1. Per le regressioni stato utilizza- vuoti pi deboli (per esempio, 1.21 per il telaio di 8
to il modello log-lineare: piani con tamponatura di tipo 3 e Cy=0.08), nei quali
il comportamento post-elastico pi complesso ed
max = a [Sa(T1)]b (4) controllato dallevoluzione del danneggiamento ci-
clico nei pannelli di tamponatura.
Le quantit a e b rappresentano i parametri della re-
gressione, mentre rappresenta una variabile log-
Tabella 10. Parametri della curva di vulnerabilit max|Sa(T1) e valori di T1 per i telai analizzati.
Telaio vuoto Telaio tamponato tipo t1 Telaio tamponato tipo t3
Cy 0.08 0.15 0.35 0.08 0.15 0.35 0.08 0.15 0.35
4 piani
T1(s) 0.55 0.15 0.09
b 1.22 1.25 1.14 1.79 1.73 1.54 2.78 2.62 2.35
a 1.58E-02 1.42E-02 1.12E-02 1.30E-02 1.01E-02 7.16E-03 6.14E-03 4.98E-03 3.50E-03
ln() 0.47 0.35 0.22 0.97 0.93 0.75 0.92 0.87 0.70
6 piani
T1(s) 0.76 0.20 0.12
b 1.04 1.06 0.96 1.58 1.50 1.42 2.92 2.79 2.61
a 1.77E-02 1.67E-02 1.36E-02 1.12E-02 8.94E-03 7.49E-03 1.19E-02 9.05E-03 7.41E-03
ln() 0.36 0.28 0.17 0.98 0.91 0.77 1.07 0.96 0.88
8 piani
T1(s) 1.02 0.26 0.15
b 1.00 1.00 0.97 1.46 1.47 1.32 2.24 2.17 1.95
a 2.23E-02 2.16E-02 1.92E-02 9.62E-03 8.66E-03 7.14E-03 1.09E-02 8.90E-03 6.63E-03
ln() 0.37 0.30 0.20 0.89 0.84 0.74 1.21 1.13 0.98
12 piani
T1(s) 1.47 0.37 0.21
b 0.86 0.87 0.85 1.13 1.10 1.08 2.23 2.03 1.84
a 2.78E-02 2.65E-02 2.41E-02 8.07E-03 7.21E-03 6.86E-03 1.21E-02 8.78E-03 6.81E-03
ln() 0.37 0.29 0.23 0.86 0.79 0.74 1.19 1.05 0.90

Si osservata una certa proporzionalit diretta tra Tabella 11. Valore mediano della massima richiesta di duttilit
di interpiano, max. I valori minori dellunit implicano che la
max e la magnitudo dellevento corrispondente alla risposta del telaio rimane in campo elastico; lasterisco indica
registrazione accelerometrica, debole per i telai nudi che la richiesta di duttilit ha superato la duttilit disponibile
e pi pronunciata per gli altri. Pi modesta risultata per quel telaio.
la proporzionalit inversa tra max e la distanza epi- Telaio vuoto Telaio tamp. t1 Telaio tamp. t3
centrale. Per semplicit di trattazione, in questo stu- Cy 0.08 0.15 0.35 0.08 0.15 0.35 0.08 0.15 0.35
4 piani * * 2.4 * 6.1 1.8 6.2 2.8 0.7
dio sono state trascurate entrambe queste possibili 6 piani * 4.6 1.6 * 4.3 1.4 9.0 3.6 1.0
fonti di correlazione. Infine, si pu osservare che di- 8 piani * 3.3 1.2 * 3.0 1.0 7.7 3.1 0.8
12 piani * 2.1 0.8 3.8 1.7 0.6 5.2 2.0 0.6
versi segnali hanno caratteristiche di tale severit da
richiedere il superamento dello spostamento relativo 3.3 Fase III: Valutazione della perdita economica
di interpiano corrispondente al collasso incipiente
nella maggior parte dei telai analizzati (si veda la La valutazione delle perdite economiche corrispon-
Tabella 12). Quindi, si pu affermare che la regres- denti a una data risposta della struttura di solito il
sione calcolata risulta, nella maggior parte dei casi, passaggio che risente maggiormente della scarsezza
rappresentativa anche per valori elevati di Sa e ade- di dati realmente misurati da confrontare con le pre-
guata anche per valori di spostamenti relativi di in- visioni delle espressioni analitiche. Per le finalit di
terpiano prossimi al collasso. Le eccezioni, per le questo studio sono state sviluppate funzioni di costo
quali i modelli richiedono una estrapolazione, sono semplificate (Bazzurro et al. 2005) ad andamento li-
quelle corrispondenti ai pannelli pi resistenti (tipo neare tra lo spostamento interpiano, max, i, che pro-
t3) e ai telai pi resistenti (Cy=0.35). voca linizio del danno (DR=0) e il valore max, u,
corrispondente al collasso incipiente (DR=100%).
0.7
Le funzioni di costo sono in parte basate sui dati
0.6 contenuti in De Sortis et al., 2002. I valori di max, i e
0.5 max, u riportati in Tabella 12 sono stati utilizzati per
0.4
costruire le curve di danno economico per tutti i telai
analizzati, indipendentemente dal numero di piani. A
ln( )

0.3
causa della mancanza di dati stato necessario ipo-
0.2 tizzare (piuttosto che valutare sulla base
0.1 dellesperienza) un coefficiente di variazione di 0.5
per la funzione DR|max. Per costruire le curve di
0
0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 danno economico si assunto che max, i sia control-
Sa(T1 ) lato essenzialmente dalla rigidezza delle tamponatu-
Figura 9. Andamento di ln() in funzione di Sa(T1) per il telaio re e che sia indipendente dalla resistenza del telaio di
vuoto di 4 piani con Cy=0.08 c.a. In effetti si osserva che i danni iniziali di solito
si concentrano sulle tamponature e non interessano Le analoghe curve per Catania e Avellino risultano
gli elementi di c.a. Sul versante opposto si assunto molto simili e non vengono riportate per motivi di
che max, u dipenda solo dalla resistenza del telaio e spazio, mentre per Roma alcune considerazioni ver-
non dalla tipologia di tamponatura. Infatti, in corri- ranno riportate nel testo. Si pu osservare che la pre-
spondenza del collasso incipiente la maggior parte senza della tamponatura, indipendentemente dal ti-
delle tamponature sono a tal punto danneggiate che po, benefica per edifici di altezza medio-bassa, a
prescindere dalla resistenza del telaio. In particolare
rimane il solo telaio di c.a. a sopportare le azioni in-
le tamponature pi resistenti, di tipo t3, abbassano in
dotte dal terremoto. maniera considerevole la stima del rischio. Ci ov-
viamente vero quando la presenza della tampona-
Tabella 12. Spostamenti relativi interpiano corrispondenti al
danno incipiente ed al collasso incipiente. tura non induce significativi effetti torsionali, come
ipotizzato in questo lavoro, che basato su analisi di
Cy max, i max, u modelli piani di edifici. Le tamponature di tipo t1
0.08 0.004 0.014 presentano effetti benefici meno pronunciati. La pre-
Telaio nudo 0.15 0.004 0.019 senza di tamponature non sembra influenzare in ma-
0.35 0.004 0.034 niera rilevante il rischio degli edifici pi alti di resi-
0.08 0.0025 0.014 stenza medio-bassa, mentre sembrano addirittura
Telaio con tamp. t1 0.15 0.0025 0.019 negative per i telai pi resistenti. Anche in questo
0.35 0.0025 0.034 caso, le considerazioni sono valide in assenza di si-
0.08 0.0015 0.014 gnificativi effetti torsionali.
Telaio con tamp. t3 0.15 0.0015 0.019 1.4
Cy=0.08 tamponatura tipo 1
1.4
Cy=0.08 tamponatura tipo 3

0.35 0.0015 0.034 1.2 1.2

1 1
4 piani

4 STIMA DEL RISCHIO SISMICO 0.8 0.8 6 piani


8 piani
12 piani
0.6 0.6

Per fornire una stima del rischio sono stati calcolati i 0.4
4 piani
0.4

tassi medi annui di superamento, MRE, di prefissati 6 piani


8 piani
0.2
valori della perdita economica per tutte le tipologie
0.2
12 piani

di telaio e per le 4 localit campione selezionate (A- 0


0 20 40 60 80 100
0
0 20 40 60 80 100
vellino, Catania, Reggio Calabria e Roma). Per limi- DR (%) DR (%)

tazioni di spazio si riportano in Tabella 13 solo i va- 1.4


Cy=0.15 tamponatura tipo 1
1.4
Cy=0.15 tamponatura tipo 3
lori di MRE per 3 livelli di perdita stimati a Reggio 1.2 1.2 4 piani

Calabria, la citt caratterizzata dalla pi alta perico- 1 1


6 piani
8 piani

losit sismica. Il tasso corrispondente a una perdita 12 piani

dello stesso ordine di grandezza del costo di rico- 0.8 0.8

struzione maggiore per i telai vuoti pi deboli, a 0.6 0.6

prescindere dal numero di piani, e vale circa 1/1000. 0.4 4 piani 0.4

Non sorprende osservare che il valore pi basso in 0.2


6 piani
8 piani 0.2
assoluto di MRE, sempre per DR=100%, si raggiun- 12 piani

ge per il telaio pi resistente (Cy=0.35) con tampona- 0


0 20 40 60 80 100
0
0 20 40 60 80 100

tura t3, con un incremento da 1.3E-5 a 1.5E-4 DR (%) DR (%)

allaumentare del numero di piani. Per Catania e 1.4


Cy=0.35 tamponatura tipo 1
1.4
Cy=0.35 tamponatura tipo 3

Avellino si osservano valori minori di MRE, sempre 1.2 1.2

per DR=100% (per esempio 5.3E-4 a Catania e 1 1


4.5E-4 ad Avellino per il telaio vuoto meno resisten-
4 piani
te, di 4 piani); tali valori hanno comunque lo stesso 0.8 0.8
6 piani
8 piani
ordine di grandezza di quelli stimati a Reggio Cala- 0.6 0.6 12 piani

bria. A Roma gli stessi telai risultano esposti a un ri- 0.4 4 piani 0.4

schio molto pi basso (MRE pari a 3.8E-5 di per lo 0.2


6 piani
8 piani 0.2

stesso telaio vuoto meno resistente, di 4 piani). 12 piani

Si pu dire che leffetto di riduzione del rischio 0


0 20 40 60 80 100
0
0 20 40 60 80 100

dovuto alla tamponatura di tipo t3 sia significativo: DR (%) DR (%)

le curve di MRE per i telai con questo tipo di tam- Figura 10. Rapporti tra i valori di MRE della perdita economi-
ponatura, a parit di Cy, si collocano almeno un or- ca, in funzione di DR, tra i telai con diversa configurazione
dine di grandezza al di sotto rispetto agli altri telai. della tamponatura ed il corrispondente telaio vuoto. Le stime di
La Figura 10 riporta una panoramica completa rischio si riferiscono a Reggio Calabria. Valori positivi delle
degli effetti delle tamponature di tipo t1 e t3 sulle curve corrispondono a effetti sfavorevoli dovuti alla presenza
stime di rischio dei telai collocati a Reggio Calabria. della tamponatura.
Tabella 13. Tasso medio di eccedenza di perdite economiche del 10%, 50% e 100% per i telai localizzati a Reggio Calabria
DR Telaio vuoto Telaio tamponato tipo t1 Telaio tamponato tipo t3
(%) Cy=0.08 Cy=0.15 Cy=0.35 Cy=0.08 Cy=0.15 Cy=0.35 Cy=0.08 Cy=0.15 Cy=0.35
10 4.3E-03 3.0E-03 1.7E-03 3.5E-03 2.1E-03 8.9E-04 3.9E-04 2.8E-04 1.3E-04
4 piani 50 2.1E-03 1.2E-03 4.1E-04 1.5E-03 7.5E-04 2.2E-04 1.7E-04 1.0E-04 3.3E-05
100 9.2E-04 5.3E-04 1.8E-04 6.1E-04 3.1E-04 8.6E-05 8.1E-05 4.7E-05 1.3E-05
10 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03 5.5E-03
6 piani 50 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03 2.5E-03
100 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03 1.1E-03
10 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03 5.3E-03
8 piani 50 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03 2.4E-03
100 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03 1.0E-03
10 4.8E-03 4.0E-03 2.4E-03 4.9E-03 3.6E-03 2.3E-03 3.7E-03 2.7E-03 1.6E-03
12 piani 50 2.0E-03 1.3E-03 4.5E-04 1.8E-03 1.0E-03 4.5E-04 1.8E-03 9.9E-04 3.8E-04
100 7.7E-04 4.6E-04 1.4E-04 6.8E-04 4.0E-04 1.7E-04 8.5E-04 4.2E-04 1.5E-04

Tali considerazioni risultano valide per zone a si- sismicit. I risultati ottenuti mostrano che lomessa
smicit medio-alta, come Reggio Calabria, Catania e considerazione del contributo della tamponatura,
Avellino, mentre per Roma la presenza di tampona- scelta questa adottata per consuetudine nella proget-
ture di tipo t1 aumenta la stima del rischio, soprattut- tazione, costituisce una misura prudenziale nel caso
to per i telai pi resistenti e per alti valori dellindice di telai regolari, e in particolar modo quando i pan-
di perdita economica (DR). In questi casi la presenza nelli in muratura siano ben costruiti, resistenti e rea-
di tamponature sposta il periodo del telaio verso or- lizzati in mattoni pieni e malta di buona qualit. Tut-
dinate spettrali pi alte, senza incrementare propor-
tavia, tale pratica pu risultare non sempre
zionalmente la resistenza alle forze orizzontali. Que-
sti diversi comportamenti in termini di rischio sono conservativa nei casi in cui i pannelli in muratura
da attribuire alle differenze nella pericolosit sismica siano molto deboli, quali quelli costituiti da mattoni
delle zone prese in esame: i valori di MRE per i telai forati e malta di cattiva qualit.
vuoti sono molto pi bassi rispetto a quelle dei telai Le stime di rischio sismico sono state effettuate
tamponati in zone a bassa sismicit, rispetto a quanto utilizzando un modello probabilistico atto a tenere
riscontrato per le zone a sismicit medio-alt. Nel conto della variabilit i) delle caratteristiche del mo-
caso specifico di Roma, la sismicit ad alti valori di to del suolo per ciascuno degli scenari sismici consi-
scuotimento dominata da eventi originati nella vi- derati, ii) della risposta strutturale ai diversi livelli di
cina regione dei Colli Albani, con magnitudo com- intensit dello scuotimento sismico, and iii) delle
prese tra 5.2 e 5.6; questi eventi di bassa magnitudo perdite e dei danni, per assegnati livelli di deforma-
sono relativamente ricchi di contenuti ai bassi perio- zione strutturale. Non si tenuto conto, invece,
di e poveri ai lunghi periodi. Quindi i telai vuoti, ca- delleventualit di errori umani nella progettazione o
ratterizzati da periodi fondamentali pi lunghi, sono nellesecuzione, di irregolarit di varia origine in re-
relativamente immuni dagli effetti generati da questo sistenza o in rigidezza, e della possibilit, per gli e-
tipo di eventi. Per confronto, per esempio a Reggio lementi murari di tamponatura, di collasso per
Calabria, gli eventi che controllano i livelli pi alti
linsorgenza di comportamenti fuori dal piano. Per-
di pericolosit sono originati in prossimit della citt
tanto, i tassi annui di eccedenza delle perdite eco-
ed hanno magnitudo molto pi elevata (tra 6.5 e 7) e,
quindi, contenuto in frequenze molto pi significati- nomiche, presentate qui per telai in cemento armato
vo alle alte frequenze. di quattro piani, vanno considerate quali solide stime
del limite inferiore di valutazioni pi realistiche.

5 CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
Il presente lavoro ha illustrato i risultati di un ana-
Abrahamson, N., 2001. HAZ31, Personal Communication.
lisi di rischio sismico, condotta su basi interamente Bazzurro, P., Luco, L., 2005. Accounting for uncertainty and
probabilistiche, che ha interessato differenti configu- correlation in earthquake loss estimation, Proc. ICOS-
razioni di telai in cemento armato, di quattro, sei, ot- SAR2005, Rome, Italy, 19-22 June.
to e dodici piani, con o senza elementi murari di Bazzurro P., De Sortis A., Mollaioli F., 2005. Seismic risk of
Italian reinforced concrete frame buildings, ICOSSAR 2005,
tamponatura, localizzati in quattro citt appartenenti G. Augusti, G.I. Schuller, M. Ciampoli (eds), 2005 Mill-
a zone del territorio italiano caratterizzate da diversa press, Rotterdam.
Bazzurro P., Mollaioli F., De Sortis A., Bruno S., 2006. Effects Italian National Conference Lingegneria Sismica in
of masonry walls on the seismic risk of reinforced concrete Italia, Genova, Italy, January 25-29.
frame buildings, 8th U.S. National Conference on Earth- Decanini, L., Mollaioli, F., Mura, A., Saragoni R., 2004. Seis-
quake Engineering, San Francisco, April 18-21, 2006, pa- mic performance of masonry infilled R/C frames, Proc. 13th
per n.1449. WCEE, Paper 165, Vancouver, B.C., Canada, August 1-6,
Bertoldi, S.H., Decanini, L.D., Gavarini, C., 1993. Telai tam- 2004.
ponati soggetti ad azioni sismiche, un modello semplificato, De Sortis, A., Buccino, F., Petrini, V., Vitiello, E., 2002. Com-
confronto sperimentale e numerico, 6 Convegno Nazionale parison of buildings designed to Eurocode 8 and to Italian
Lingegneria Sismica in Italia, Perugia, 13-15 Ottobre seismic code for vulnerability and risk assessment, Proc.
1993, 2, 815-824. 12th European Conf. on Earthquake Engineering, Elsevier
Bramerini, F., Di Pasquale, G. (2006). Rischio sismico. Censi- Science Ltd., London, UK, Sept. 9-13.
mento Istat 2001. Rapporto interno. Dipartimento protezio- Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), 2004,
ne civile, Ufficio rischio sismico. Redazione della Mappa di Pericolosit Sismica, Rapporto
Bruno, S., Decanini, L., Mollaioli, F., 2000. Seismic Perform- Conclusivo, URL: http://zonesismiche.mi.ingv.it/.
ance of pre-code reinforced concrete buildings, Proc. 12th Parducci, A., Mezzi, M., 1980. Repeated horizontal displace-
WCEE, Auckland, New Zealand, January 30-February 4. ments of infilled frames having different stiffness and con-
Decanini L.D., Fantin G.E., 1986. Modelos simplificados de la nection systems experimental analysis, Proceedings of
mamposteria incluida en porticos. Caracteristicas de rigidez The Seventh World Conference on Earthquake Engineering.
y resistencia lateral en estado limite, Jornadas Argentinas Istanbul, Turkey.
de Ingenieria Estructural, Buenos Aires, Argentina, 1986, Parducci, A., Checchi, A., 1982. Contributo delle tamponature
Vol.2, pp.817-836 (in Spanish). di mattoni alla resistenza sismica delle strutture intelaiate,
Decanini, L.D., Bertoldi, S.H., Gavarini, C., 1993. Telai tam- Proceedings of Sixth International Brick Masonry Confe-
ponati soggetti ad azioni sismiche, un modello semplificato, rence. Roma.
confronto sperimentale e numerico, Atti del 6 Convegno Pires, F. M., 1990. Influncia das paredes de alvenaria no com-
Nazionale Lingegneria Sismica in Italia, Perugia, 13-15 portamento de estrututras reticuladas de beto armado sujei-
Ottobre 1993, 2, 815-824. tas a aces horizontais, PhD Dissertation. Laboratorio Na-
Decanini, L., Mollaioli F., Mura A., 2002. Shear-beam mode l cional de Engenharia Civil. Lisboa.
for the prediction of the response of MDOF systems sub- Sabetta, F., Pugliese, A., 1996. Estimation of response spectra
jected to severe earthquake ground shaking, 12th European and simulation of nonstationary earthquake ground mo-
Conference on Earthquake Engineering, Elsevier Science tions, B.S.S.A., Vol.86, No.2, pp.337-352, April.
Ltd., paper 055, London, September 2002. Stafford Smith, B., 1963. Lateral stiffness of infilled frames,
Decanini L, Mollaioli F, Mura A., 2004. Simplified shear-type Journal of Structural Division, ASCE, Vol. 88, No. ST 6,
model for the evaluation of the influence of ductility and pp 183-199.
stiffness distribution patterns on multi-story structures, XI