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Fabrizio De Andr (1940-1999)

Credevano a un altro diverso da te


Il pescatore (Volume III, 1970) e non mi hanno fatto del male.
All'ombra dell'ultimo sole Credevano a un altro diverso da te
s'era assopito un pescatore e non mi hanno fatto del male.
aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso. Non nominare il nome di Dio,
non nominarlo invano.
Venne alla spiaggia un assassino Con un coltello piantato nel fianco
due occhi grandi da bambino gridai la mia pena e il suo nome:
due occhi enormi di paura
eran gli specchi di una avventura. ma forse era stanco, forse troppo occupato,
e non ascolt il mio dolore.
E chiese al vecchio dammi il pane Ma forse era stanco, forse troppo lontano,
ho poco tempo e troppa fame davvero lo nominai invano.
e chiese al vecchio dammi il vino
ho sete e sono un assassino. Onora il padre, onora la madre
e onora anche il loro bastone,
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno bacia la mano che ruppe il tuo naso
non si guard neppure intorno perch le chiedevi un boccone:
ma vers il vino e spezz il pane
per chi diceva ho sete ho fame. quando a mio padre si ferm il cuore
non ho provato dolore.
E fu il calore di un momento Quanto a mio padre si ferm il cuore
poi via di nuovo verso il vento non ho provato dolore.
davanti agli occhi ancora il sole
dietro le spalle un pescatore. Ricorda di santificare le feste.
Facile per noi ladroni
Dietro le spalle un pescatore entrare nei templi che rigurgitan salmi
e la memoria e' gi dolore di schiavi e dei loro padroni
e' gi il rimpianto di un aprile
gioca con l'ombra di un cortile. senza finire legati agli altari
sgozzati come animali.
Vennero in sella due gendarmi Senza finire legati agli altari
vennero in sella con le armi sgozzati come animali.
chiesero al vecchio se l vicino
fosse passato un assassino. Il quinto dice non devi rubare
e forse io l'ho rispettato
Ma all'ombra dell'ultimo sole vuotando, in silenzio, le tasche gi gonfie
s'era assopito il pescatore di quelli che avevan rubato:
aveva un solco lungo il viso
come una specie di sorriso ma io, senza legge, rubai in nome mio,
e aveva un solco lungo il viso quegli altri nel nome di Dio.
come una specie di sorriso. Ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Il testamento di Tito (La buona novella,
1970) Non commettere atti che non siano puri
"Non avrai altro Dio all'infuori di me, cio non disperdere il seme.
spesso mi ha fatto pensare: Feconda una donna ogni volta che l'ami
genti diverse venute dall'est cos sarai uomo di fede:
dicevan che in fondo era uguale.
Poi la voglia svanisce e il figlio rimane facile vento di saziet di impunit Sullo
e tanti ne uccide la fame. scandalo metallico di armi in uso e in
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore: disuso a guidare la colonna di dolore e di
ma non ho creato dolore.
fumo che lascia le infinite battaglie al calar
Il settimo dice non ammazzare della sera la maggioranza sta la maggioranza
se del cielo vuoi essere degno. sta recitando un rosario di ambizioni
Guardatela oggi, questa legge di Dio, meschine di millenarie paure di inesauribili
tre volte inchiodata nel legno: astuzie Coltivando tranquilla l'orribile
variet delle proprie superbie la maggioranza
guardate la fine di quel nazzareno sta come una malattia come una
e un ladro non muore di meno. sfortuna come un'anestesia come
Guardate la fine di quel nazzareno un'abitudine per chi viaggia in direzione
e un ladro non muore di meno.
ostinata e contraria col suo marchio speciale
Non dire falsa testimonianza di speciale disperazione e tra il vomito dei
e aiutali a uccidere un uomo. respinti muove gli ultimi passi per
Lo sanno a memoria il diritto divino, consegnare alla morte una goccia di
e scordano sempre il perdono: splendore di umanit di verit per chi ad
Aqaba cur la lebbra con uno scettro
ho spergiurato su Dio e sul mio onore posticcio e semin il suo passaggio di gelosie
e no, non ne provo dolore. devastatrici e di figli con improbabili nomi di
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore cantanti di tango in un vasto programma di
e no, non ne provo dolore. eternit ricorda Signore questi servi
disobbedienti alle leggi del branco non
Non desiderare la roba degli altri
non desiderarne la sposa. dimenticare il loro volto che dopo tanto
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi sbandare appena giusto che la fortuna li
che hanno una donna e qualcosa: aiuti come una svista come
un'anomalia come una distrazione come un
nei letti degli altri gi caldi d'amore dovere
non ho provato dolore. !
L'invidia di ieri non gi finita:
stasera vi invidio la vita.

Ma adesso che viene la sera ed il buio


mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di l delle dune
a violentare altre notti:

io nel vedere quest'uomo che muore,


madre, io provo dolore.
Nella piet che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore".

Smisurata preghiera (Anime salve, 1996)


Alta sui naufragi dai belvedere delle
torri china e distante sugli elementi del
disastro dalle cose che accadono al di sopra
delle parole celebrative del nulla lungo un