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21 dicembre 2016

Metodologia e tecnica delle ricerche sociali Prof. Giovanni Delli Zotti


A.A 2016/2017
Daniele Cikada

LA PARTECIPAZIONE POLITICA DEGLI ITALIANI

INTRODUZIONE
Nel 2015 la popolazione oggetto della nostra analisi (con et superiore ai 14 anni) era pari
a 52.412.490 di cittadini.
La partecipazione politica un fenomeno che si compone di pi dimensioni e si esprime
con diversi livelli di coinvolgimento e partecipazione.
Attraverso i seguenti grafici cercheremo analizzare alcuni aspetti della partecipazione
politica e rappresentarne i tratti pi interessanti.
Tutti i dati sono stati estratti dalla banca dati dellIstat (http://dati.istat.it/) ed elaborati
attraverso Excel.
La popolazione di interesse dellindagine multiscopo Aspetti della vita quotidiana, ossia
linsieme delle unit statistiche intorno alle quali si intende investigare, costituita dalle
famiglie residenti in Italia e dai membri che le compongono; sono pertanto esclusi i
membri permanenti delle convivenze. Il periodo di riferimento prevalentemente
costituito dai dodici mesi che precedono lintervista, anche se per alcuni quesiti il
riferimento al momento dellintervista.
1. Lattivit politica
Nel 2015 circa 6 milioni 27 mila persone (11,5% della popolazione con 14 anni e pi) hanno
partecipato attivamente alla vita politica del paese andando a comizi (4,5%), partecipando
a cortei (4,2%), donando soldi ad un partito (1,8%) o svolgendo attivit gratuite per un
partito (1,0%). Lattivit prevalente risulta essere comunque quella passiva dellascolto dei
dibattiti politici che riguarda il 19,6% della popolazione con 14 anni e pi. Nel complesso si
osserva unattivit politica moderatamente inferiore rispetto al 2014, con alcune voci per
che, da un anno all'altro, registrano un calo del 10% della partecipazione (ascolto di
dibattiti e partecipazione ad un comizio) e anche del 20% (dare soldi ai partiti) .

TIPO DI ATTIVIT POLITICA SVOLTA


25

21,7

19,6
20

15

10

5,0
4,5 4,3 4,2
5
2,3
1,8
1,1 1,0

0
ascolto di un dibattito partecipazione ad un partecipazione ad un ha dato soldi ad un attivit gratuita per un
politico comizio corteo partito partito politico

2014 2015
2. La frequenza di informazione per genere e classe det
Il 62,1% della popolazione con 14 anni o pi parla di politica almeno una volta a settimana.
anche interessante notare il divario tra classi di et, quali quello tra 55-59enni e 20-
24enni. I giovani adulti si informano decisamente meno di quei soggetti che a grosso modo
potrebbero corrispondere, per et, ai loro genitori.
Per quanto riguarda le differenze di genere ne parla almeno una volta a settimana il 55,4%
delle femmine e il 69,4% dei maschi. Come si pu evincere dai grafici le differenze di
genere nella frequenza di informazione non appaiono molto significative fra i 14 e i 19
anni. Dai 20 anni in poi il divario si fa via via pi sostanzioso fino a raggiungere una
differenza di quasi 25 punti percentuali (a favore dei maschi) tra i 65-74enni.

anni maschi femmine totale


14-17 32,7 29,5 31,1
18-19 51,7 48,1 49,9
20-24 57,4 49,9 53,8
25-34 62,9 51,9 57,4
35-44 69,4 57,7 63,5
45-54 75,5 63,1 69,2
55-59 78,3 65,9 72,0
60-64 81,6 62,2 71,6
65-74 78,6 58,3 67,8
75 e pi 70,3 46,4 56,0
14 e pi 69,4 55,4 62,1

PERSONE CHE SI INFORMANO SUI FATTI DELLA POLITICA ALMENO UNA VOLTA A
SETTIMANA SUDDIVISI PER GENERE E CLASSE D'ET
90
81,6
78,3 78,6
80 75,5
69,4 70,3
70 65,9
62,9 63,1 62,2
57,4 57,7 58,3
60
51,7 51,9
49,9
50 48,1 46,4
maschi
40 femmine
32,7
29,5
30

20

10

0
14-17 18-19 20-24 25-34 35-44 45-54 55-59 60-64 65-74 75 e pi
3. La frequenza di informazione per titolo di studio
La variabile titolo di studio quella che, senza alcun dubbio, mostra le differenze pi ampie
fra quelle esaminate quando viene confrontata con la frequenza di informazione. Vediamo
che nella prima categoria, dove troviamo accorpati licenza di scuola elementare e nessun
titolo di studio, lassenza di informazione prevale su tutte le altre pi che in ogni altra
categoria. Con i titoli di studio pi prossimi alla laurea diminuisce lassenza di informazione
e le modalit pi frequenti tendono ad aumentare progressivamente. I laureati (e coloro
che possiedono titoli post-laurea) sono, con tutta evidenza, coloro che si informano di pi
sui fatti della politica.

FREQUENZA DI INFORMAZIONE PER TITOLO DI STUDIO

elementare o nessun titolo 1,9 4,6 2,9 6,4 2,4 60,1

scuola media 10,8 20,3 6,7 10,5 8,3 41,6

diploma 19,2 29,3 6,5 12,8 7,3 23,5

laurea e post-laurea 18,8 39,6 9,5 11,4 6,8 12,3

totale 14,1 24,1 6,6 11,3 7,6 33,9

0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

tutti i giorni qualche volta a settimana una volta a settimana qualche volta al mese qualche volta all'anno mai
4. Le differenze fra ripartizioni geografiche
Per quanto riguarda le differenze territoriali circa la frequenza di informazione possiamo
osservare un divario fra nord, centro e sud. LItalia settentrionale e quella centrale
tendono ad informarsi pi di frequente sui fatti della politica rispetto al mezzogiorno. Da
notare in particolar modo le differenze agli estremi, ovvero nella categoria tutti i giorni
(fra nord e sud una differenza di 15 punti percentuali) e nella categoria mai (una
differenza di 13 punti percentuali). Le categorie intermedie mostrano differenze meno
rilevanti. La questione meridionale si ripresenta in modo evidente anche in questo
contesto.

FREQUENZA DI INFORMAZIONE PER AREA GEOGRAFICA

Nord-ovest 38,8 23,4 4,5 8,8 5,2 18,3

Nord-est 39,4 25,0 4,3 8,1 4,9 17,2

Centro 38,2 24,2 4,4 7,5 4,8 19,5

Sud 24,5 23,1 3,6 9,4 7,9 30,3

Isole 30,3 21,7 3,0 8,4 5,4 30,0

0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

tutti i giorni qualche volta a settimana una volta a settimana qualche volta al mese qualche volta all'anno mai
5. La frequenza di informazione nel corso degli anni
La frequenza di informazione sui fatti della politica nel corso degli ultimi anni rimasta
stabile nel tempo, senza mostrare mutamenti degni di nota. Il grafico seguente illustra la
frequenza di informazione per anno. Si osserva che la modalit tutti i giorni risulta essere
nel corso degli anni la pi frequente e la modalit una volta a settimana la meno
frequente.

FREQUENZA DI INFORMAZIONE - SERIE STORICA


100%

90% 23,0 21,3 22,5 22,4


80%
5,5 5,1 5,4 5,7
70% 7,6
8,3 8,2 8,5
3,8
60% 4,3 4,1 4,0

50% 22,8
22,0 23,4 23,6
40%

30%

20% 35,4 37,8 34,6 34,5


10%

0%
2012 2013 2014 2015

tutti i giorni qualche volta a settimana una volta a settimana qualche volta al mese qualche volta all'anno mai
6. Le modalit di informazione
Nel 2015 il mezzo pi frequente da cui attingere informazioni sui fatti della politica senza
ombra di dubbio la televisione che viene utilizzata dal 90% di coloro che si informano. A
seguire troviamo i quotidiani con il 39%, la radio con il 31%, gli amici con il 27,8%, i parenti
con il 22,1%, i colleghi di lavoro con il 14,3% e i conoscenti con il 13%. Le altre modalit
presentano una frequenza inferiore al 10%. Non si rilevano particolari differenze fra il 2014
e il 2015. Notiamo come prevalga linformazione veicolata dai mass media piuttosto che le
informazioni scambiate a livello interpersonale (nel grafico i mass media sono stati
evidenziati attraverso lapplicazione di un effetto a trama per meglio distinguerli dagli
altri). Nonostante il preponderante ruolo della televisione, rimane di tutta rilevanza anche
linformazione veicolata attraverso i quotidiani e la radio.

MODALIT DI INFROMAZIONE PER PERSONE CON 14 ANNI E PI NEL 2015

televisione 90,4
90,2

quotidiani 39,7
40,1

radio 31,5
30,2

amici 27,8
28,3

parenti 22,1
22,3

colleghi di lavoro 14,3


14,8

conoscenti 13
13,2

settimanali 9,9
9,7

altre riviste non settimanali 3,6


3,1

organizzazioni politiche 1,3


1,4

altro 4,1
4,8

0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

2015 2014
7. I motivi della mancata informazione
I principali motivi che disincentivano gli italiani ad informarsi sui fatti della politica sono il
disinteresse nel 61% dei casi, a seguire la sfiducia nella politica con il 31% e la complessit
dellargomento nell11% dei casi. Solo il 5,6% giustifica questa scelta con la mancanza di
tempo. Non ci sono particolari differenze fra il 2014 e il 2015. Sorprende (nellopinione di
chi scrive) il fatto che la sfiducia nella politica e la complessit dellargomento non siano le
cause principali della mancata informazione ma che prevalga invece un sincero, quanto
inaspettato, disinteresse.

MOTIVO DELLA MANCATA INFORMAZIONE PER PERSONE CON 14 ANNI E PI


70

60,2 61,0
60

50

40
31,4 31,0
30

20

10,4 11,0
10 5,7 5,6 4,4 4,0

0
non interessa sfiducia nella politica argomento complicato non ha tempo altro

2014 2015
8. La mancata informazione per genere e classi di et
Il 22,4% della popolazione (14 anni e pi) non si informa mai dei fatti della politica. Le
differenze di genere nella mancata informazione appaiono evidenti nella classe di et 20-
24 per poi aumentare con lavanzare dellet. Nelle classi di et giovanili (fino ai 44 anni) la
differenza aumenta ma rimane comunque sotto ai 10 punti percentuali. Nelle classi di et
successive la differenza diventa estremamente evidente, le femmine che non si informano
aumentano infatti dal doppio fino al triplo dei maschi che non si informano (potremmo
forse attribuire questa assenza di informazione al diverso ruolo dei genitori nella cura dei
figli e al relativo investimento di tempo).
anni maschi femmine totale
14-17 46,9 46,8 46,8
18-19 31,8 27,9 29,9
20-24 22,5 27,6 25,0
25-34 18,7 25,1 21,9
35-44 16,0 24,2 20,1
45-54 11,9 21,6 16,8
55-59 10,5 19,5 15,1
60-64 9,7 24,3 17,3
65-74 11,4 27,9 20,2
75 e pi 18,1 41,3 32,0
14 anni e pi 16,7 27,7 22,4

PERSONE CHE NON SI INFORMANO MAI DI POLITICA SUDDIVISI PER GENERE E CLASSE
D'ET

50 46,9 46,8

45
41,3
40

35 31,8

30 27,9 27,6 27,9


25,1 24,2 24,3
25 22,5 maschi
21,6
18,7 19,5 femmine
20 18,1
16,0
15 11,9
10,5 11,4
9,7
10

0
14-17 18-19 20-24 25-34 35-44 45-54 55-59 60-64 65-74 75 anni e
pi
9. Le persone che si informano di politica attraverso i quotidiani
Sono le persone che rientrano nelle classi di et "mature" quelle che si informano di pi sui
fatti della politica attraverso i quotidiani, visto che il massimo si registra per i maschi tra i
60-64enni e per le femmine nella classe precedente. I giovanissimi e gli over 75 si
informano di meno sui fatti della politica attraverso i giornali. Non sorprende il dato
rispetto ai giovani, in quanto la loro generazione appartiene a quella dei cosiddetti nativi
digitali, la generazione di chi nato e cresciuto in corrispondenza con la diffusione delle
nuove tecnologie informatiche, da cui attingono, presumibilmente, anche le informazioni
relative alla politica. Anche da questi grafici si evince una minore frequenza di
informazione delle femmine (anche se in questo caso le differenze sono un po' pi ridotte
rispetto a quanto si visto in alcuni dei grafici precedenti).

PERSONE CHE SI INFORMANO DI POLITICA ATTRAVERSO I QUOTIDIANI NEL 2015


SUDDIVISI PER GENERE E CLASSI DI ET
60

53,1
51,4
49,9
50 47,1
45,1
41,7 42,1
40,1
40 36,6 37,7
36,0 35,0 34,8
34,2 34,1
31,3
30 maschi
26,8
23,9 femmine

20 18,2 18,3

10

0
14-17 18-19 20-24 25-34 35-44 45-54 55-59 60-64 65-74 75 e pi
10. Le persone che non si informano per sfiducia nella politica
Per quanto riguarda le persone che non si informano per sfiducia nella politica possiamo
osservare come ci sia stato un picco nel 2008 con il 30,7% che giustificano in questo modo
la mancata informazione. Dopo il 2008 si assiste ad un abbassamento repentino della
frequenza seguito da un aumento moderato ma regolare che nel 2014 e nel 2015 fa
superare il livello raggiunto nel 2008. ragionevole pensare che il picco del 2008 sia
dovuto alla crisi economico-finanziaria iniziata in quellanno che ha spinto i cittadini ad
attribuire la colpa dei loro problemi alle istituzioni e alla classe politica, che non si
dimostrata capace di affrontare e prevenire le gravi conseguenze di quel fenomeno.

PERSONE DI 14 ANNI E PI CHE NON SI INFORMANO MAI DEI FATTI DELLA POLITICA
PER SFIDUCIA NELLA POLITICA
35
30,7 31,4 31,0
28,9
30
26,4 26,4
24,8 24,8
25 22,2

20

15

10

0
2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015
CONCLUSIONE
Per concludere possiamo osservare come dalla presente analisi sia emerso con chiarezza che
la partecipazione politica degli italiani prevalentemente di tipo passivo (lettura e raccolta
di informazioni sui fatti della politica). La partecipazione attiva (cortei, manifestazioni,
attivit per i partiti) e ridotta e questo lo si evince chiaramente dal primo grafico che descrive
lattivit politica. Pi positivo il dato circa la frequenza di informazione che ci dimostra che
la maggior parte della popolazione si informa almeno una volta a settimana sui fatti politici.
Estremamente rilevanti si sono dimostrate le differenze circa la frequenza di informazione
rispetto al titolo di studio. Rimane anche in questo contesto degno di nota il divario fra are
geografiche dellItalia settentrionale, centrale e meridionale. La frequenza di informazione
non sembra aver mostrato particolari differenze nel corso degli ultimi anni. La televisione
rimane senza dubbio il mezzo di informazione pi comune. Per quanto riguarda i motivi della
mancata informazione spiccano in particolar modo lassenza di interesse e una diffusa
sfiducia nella politica (accentuata soprattutto allo scoppiare della crisi economico-finanziaria
del 2008). In quasi tutte le classi di et si evidenza una differenza di genere a sfavore del
genere femminile per quanto riguarda la frequenza di informazione.