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Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio Ho bisogno di sentimenti,

Pablo Neruda, Sonetto XVII non gi perch con quattrocchi forse si vede di pi. di parole, di parole scelte sapientemente,
Con te le ho scese perch sapevo che di noi due di fiori detti pensieri,
Non tamo come se fossi rosa di sale, topazio
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, di rose dette presenze,
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
erano le tue. di sogni che abitino gli alberi,
tamo come si amano certe cose oscure,
di canzoni che facciano danzare le statue,
segretamente, tra lombra e lanima.
di stelle che mormorino all orecchio degli amanti.
Tamo come la pianta che non fiorisce e reca
Julio Cortzar, Il futuro Ho bisogno di poesia,
dentro di s, nascosta, la luce di quei fiori; E so molto bene che non ci sarai. questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo Non ci sarai nella strada, che risveglia le emozioni e d colori nuovi.
il concentrato aroma che ascese dalla terra. non nel mormorio che sgorga di notte
La mia poesia alacre come il fuoco
dai pali che la illuminano,
Tamo senza sapere come, n quando, n da dove, trascorre tra le mie dita come un rosario
neppure nel gesto di scegliere il men,
tamo direttamente senza problemi n orgoglio: Non prego perch sono un poeta della sventura
o nel sorriso che alleggerisce il tutto completo delle
cos ti amo perch non so amare altrimenti che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sotterranee,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
che cos, in questo modo in cui non sono e non sei, nei libri prestati e nellarrivederci a domani.
sono il poeta che canta e non trova parole,
cos vicino che la tua mano sul mio petto mia, sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
Nei miei sogni non ci sarai,
cos vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. sono la ninnannna che fa piangere i figli,
nel destino originale delle parole,
n ci sarai in un numero di telefono sono la vanagloria che si lascia cadere,
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa. il manto di metallo di una lunga preghiera
Jacques Prvert, Tre fiammiferi accesi
Mi infurier, amor mio, e non sar per te, del passato cordoglio che non vede la luce.
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte e non per te comprer dolci,
Il primo per vederti tutto il viso allangolo della strada mi fermer,
Il secondo per vederti gli occhi a quellangolo a cui non svolterai,
Nazim Hikmet, Amo in te
Lultimo per vedere la tua bocca e dir le parole che si dicono Amo in te
E tutto il buio per ricordarmi queste cose e manger le cose che si mangiano lavventura della nave che va verso il polo
Mentre ti stringo fra le braccia. e sogner i sogni che si sognano amo in te
e so molto bene che non ci sarai, laudacia dei giocatori delle grandi scoperte
n qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo, amo in te le cose lontane
Eugenio Montale, Ho sceso, dandoti il
n la fuori, in quel fiume di strade e di ponti. amo in te limpossibile
braccio, almeno un milione di scale Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo, entro nei tuoi occhi come in un bosco
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e quando ti penser, penser un pensiero pieno di sole
e ora che non ci sei il vuoto ad ogni gradino. che oscuramente cerca di ricordarsi di te. e sudato affamato infuriato
Anche cos stato breve il nostro lungo viaggio. ho la passione del cacciatore
Il mio dura tuttora, n pi mi occorrono per mordere nella tua carne.
le coincidenze, le prenotazioni, Alda Merini, Ho bisogno di sentimenti
amo in te limpossibile
le trappole, gli scorni di chi crede Io non ho bisogno di denaro.
ma non la disperazione.
che la realt sia quella che si vede.
Gaio Valerio Catullo, Viviamo, mia Lesbia, Verso di te, candela, la falena abbagliata Khalil Gibran, Segui lamore
ed amiamo crepita e arde dicendo: Benedetta la fiamma!
Lamore non d nulla fuorch s stesso
Linnamorato ansante piegato sullamata
Viviamo, mia Lesbia, ed amiamo, e non coglie nulla se non da s stesso.
pare un moribondo che accarezza la tomba.
e ogni mormorio perfido dei vecchi Lamore non possiede,
valga per noi la pi vile moneta. Che tu venga dal cielo o dallinferno, che importa, n vorrebbe essere posseduto
Il giorno pu morire e poi risorgere, Bellezza! Mostro enorme, spaventoso, ingenuo! poich lamore basta a allamore.
ma quando muore il nostro breve giorno, Se i tuoi occhi, il sorriso, il piede maprono la porta
una notte infinita dormiremo. di un Infinito che amo e che non ho mai conosciuto?
Tu dammi mille baci, e quindi cento,
Da Satana o da Dio, che importa? Angelo o Sirena,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
tu ci rendi -fata dagli occhi di velluto,
quindi mille continui, e quindi cento.
ritmo, profumo, luce, mia unica regina!
E quando poi saranno mille e mille,
Luniverso meno odioso, meno pesante il minuto?
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio linvidioso
per un numero di baci cos alto. Charles Bukowski, Quando Dio cre
lamore
Charles Baudelaire, Inno alla bellezza Quando Dio cre lamore non ci ha aiutato molto
quando Dio cre i cani non ha aiutato molto i cani
Vieni dal cielo profondo o esci dallabisso,
quando Dio cre le piante fu una cosa nella norma
Bellezza? Il tuo sguardo, divino e infernale,
quando Dio cre lodio ci ha dato una normale cosa utile
dispensa alla rinfusa il sollievo e il crimine,
quando Dio cre Me cre Me
ed in questo puoi essere paragonata al vino.
quando Dio cre la scimmia stava dormendo
Racchiudi nel tuo occhio il tramonto e laurora; quando cre la giraffa era ubriaco
profumi laria come una sera tempestosa; quando cre i narcotici era su di giri
i tuoi baci sono un filtro e la tua bocca unanfora e quando cre il suicidio era a terra
che fanno vile leroe e il bimbo coraggioso.
Quando cre te distesa a letto
Esci dal nero baratro o discendi dagli astri? sapeva cosa stava facendo
Il Destino irretito segue la tua gonna era ubriaco e su di giri
come un cane; semini a caso gioia e disastri, e cre le montagne e il mare e il fuoco
e governi ogni cosa e di nulla rispondi. allo stesso tempo

Cammini sui cadaveri, o Bellezza, schernendoli, Ha fatto qualche errore


dei tuoi gioielli lOrrore non il meno attraente, ma quando cre te distesa a letto
lAssassinio, in mezzo ai tuoi pi cari ciondoli fece tutto il Suo Sacro Universo.
sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente.