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INTRODUZIONE

La medicina del lavoro la branca della medicina interna che studia la patologia del lavoro. Lergonomia
studia le iterazioni tra uomo ed altri elementi di un sistema, disegna, valuta prodotti, procedure ed attivit;
applica i principi per ottimizzare il benessere delluomo e la sua performance.

Esiste lergonomia fisica (caratteristiche delluomo in relazione allattivit, ad es. postura), cognitiva
(caratteristiche dei processi mentali in relazione allattivit, ad es. decisioni carico di lavoro mentale) e
macroergonomia (caratteristiche delle strutture organizzative in relazione allattivit, ad es. comunicazione,
qualit, management).

Al fine di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro, necessaria linformazione (fornire notizie), formazione
(fornire i requisiti per una data attivit) ed addestramento (attivit tesa a rendere esperti in un compito).

Il RLS la persona o il gruppo di persone che rappresentano i lavoratori relativamente agli aspetti della
salute e della sicurezza durante il lavoro.

Il SSP linsieme delle persone, sistemi e mezzi esterni/interni allazienda finalizzati allattivit di
prevenzione e protezione dai rischi professionali.

Nel caso unazienda abbia pi di 200 dipendenti, obbligatorio il servizio di prevenzione e protezione. In
alcuni casi pu anche essere esterno allazienda.

Differenza tra protezione e prevenzione:

Protezione: azioni attuate sia a livello individuale che collettivo al fine di ridurre il danno possibile in
conseguenza ad un evento indesiderato
Prevenzione: azioni messe in atto per evitare il verificarsi di un evento dannoso (primaria,
secondaria, terziaria)

Si ha un approccio metodologico:

Individuare e valutare i rischi


Identificare gli esposti
Adottare le soluzioni per eliminare o ridurre i rischi
Proteggere i lavoratori
Informare e formare
Verificare lesistenza di danni

Fattori di rischio:

Fisici: rumore, vibrazioni, microclima, pressione, radiazioni, illuminazione


Chimici: polveri, fumi, nebbie, gas, vapori
Biologici: virus, batteri, parassiti
Rischio di infortunio: carenze macchine, DPI, azioni imprudenti
Organizzazione del lavoro: fatica fisica (spostamento pesi) e fatica nervosa (ritmi di lavoro)

I fattori di rischio lavorativo sono rischi per la sicurezza dei lavoratori, per la loro salute e sono legati
allorganizzazione del lavoro.

Al rischio viene associato un indice di probabilit (IP). Improbabile=1, possibile=2, probabile=3.

Al danno viene associato un indice di danno (ID). Lieve=1, grave=2, gravissimo=3.


Tipi di danni:

Lieve: esposizione acuta con invalidit temporanea, esposizione cronica con effetto omeostatici,
infortunio con inabilit temporanea
Grave: esposizione acuta con effetti gravi, esposizione cronica con effetti reversibili e parzialmente
invalidanti, infortunio con inabilit permanente
Gravissimo: esposizione acuta con effetti letali o gravemente invalidanti, esposizione cronica con
effetti irreversibili

Per la valutazione del rischio si una la formula R (magnitudo rischio) =f(M[danno]*P[probabilit])

Rischi presente in azienda:

Biologico
Movimentazione manuale di pazienti
VDT
Turno notturno
Preparazione farmaci antiblastici
Esposizione radiazioni
Allergie
Prodotti chimici
Rischio fisico

Si definisce medico competente un medico specializzato in medicina del lavoro, tossicologia, igiene
industriale, del lavoro, medicina preventiva. Si dice competente perch ha competenza sullazienda di cui si
occupa. Deve visitare gli ambienti di lavoro per valutare i rischi, partecipare alla programmazione del
controllo dellesposizione e collaborare alla formazione e informazione. Le sue funzioni sono:

Sorveglianza sanitaria
Valutazione del rischio
Informazione formazione
Primo soccorso
Sorveglianza
Promozione della salute
Consulenza medico legale ed aziendale

I DPI sono delle attrezzature destinate ad essere indossate dai lavoratori al fine di proteggerlo contro uno o
pi rischi. Tutti i DPI devono possedere, oltre alla marcatura CE (attestazione con il quale si approva lo
strumento in base alla legge):

Requisiti generali: ergonomia, classi di protezione, innocuit, nota informativa


Requisiti supplementari specifici per rischi: biologici, radiazioni ionizzanti, antincendio, cadute,
rumore

I DPI possono essere personali (consegnati al singolo operatore) o ad uso collettivo.

Riassumendo:

Marcati CE
Idonei per i rischi
Adeguati
Compatibili per esigenze ergonomiche, di salute e adattabili allutilizzatore

RISCHIO BIOLOGICO
Si definisce agente biologico: un qualsiasi microorganismo che potrebbe provocare infezioni, allergie o
intossicazioni ai lavoratori esposti. Si distingue:

Uso deliberato di agenti biologici: intenzionalmente introdotti nel ciclo lavorativo al fine di sfruttare
le loro capacit biologiche (es. materia prima, substrato, reagente..)
Esposizione potenziale ad agenti biologici: la loro presenza ha carattere indesiderato ed inevitabile

Esempi settori lavorativi con uso deliberato di agenti biologici: zootecnica e veterinaria, farmaceutica,
alimentare, chimica.

Alcuni settori lavorativi a potenziale esposizione: laboratori diagnostici (NO MICROBIOLOGIA), ospedali,
servizi di rifiuti, servizi di disinfezione e disinfestazione, impianti di depurazione, manutenzione fogne,
servizi mortuari, come anche i settori alimentari (agricoltura, macellazione, ecc.)

Come sopracitato, questi agenti possono portare ad infezioni, allergie ed intossicazione; gli agenti infettivi
sono:

Batteri
Virus
Lieviti
Muffe
Parassiti

La pericolosit di questi agenti dipende da:

Infettivit (capacit di sopravvivere e replicarsi nellorganismo ospite)


Patogenicit (capacit di produrre malattia successivamente allinfezione)
Trasmissibilit (capacit di essere trasmesso tra soggetti)
Neutralizzabilit (capacit di essere curato e previsto mediante misure profilattiche)

In particolare, per potere patogeno intendiamo la capacit di un agente di causare malattie che variano a
seconda del sottotipo, ceppo o resistenza dellagente biologico. La virulenza dipende dallinfettivit e dalla
gravit della malattia, ed influenzata dalla modalit di trasmissione dellinfezione.

La modalit di trasmissione delle infezioni si realizzano in maniere diverse:

Per contatto diretto/indiretto (es. scabbia, herpes, varicella...)


Via aerea (morbillo, varicella, tbc...)
Droplets (goccioline di diametro >5 micron)
Veicoli comuni (oggetti, strumenti, alimenti...)

Altri fattori che determinano la trasmissione sono la resistenza dellospite (et, sesso, vaccinazioni...) e la via
di esposizione.

Gli agenti biologici vengono divisi in 4 gruppi:

1. Poche probabilit di causare malattie


2. Pu causare malattia in soggetti umani e costituire rischio per i lavoratori. poco probabile che si
propaghi per la popolazione. Sono presenti misure profilattiche e terapeutiche. (es. morbillo,
parotite, herpes...)
3. Pu causare gravi malattie e costituisce un serio rischio per i lavoratori. Pu propagarsi per la
comunit ma esistono misure preventive e terapeutiche. (salmonella, EPC, EPB, rabbia...)
4. Pu provocare gravi malattie e costituisce un serio rischio per i lavoratori. Alto rischio di diffusione
nella popolazione, non esistono misure terapeutiche e preventive. (ebola, variola...)
Per rischio biologico intendiamo il rischio di infezione da patogeni trasmissibili in ambiente sanitario
(per contatto diretto, droplets o via aerea). Linfezione pu avvenire da paziente infetto ad
operatore o viceversa.
La principale strategia per ridurre al minimo le infezioni si basa sulla prevenzione. Non esistono
limiti di esposizione utilizzabili come valori soglia, bisogna attivarsi de possibile lesposizione.
Costituiscono un rischio biologico:
Virali a trasmissione ematica (HBV, HCV, HIV)
Virali ad azione teratogena (rosolia, varicella)
Virali e/o batteriche a trasmissione aerea (tbc, influenza) od oro-fecale (salmonella, epatite
HAV)

Misure preventive per il rischio biologico:

Precauzioni universali: trattamento del paziente come potenzialmente infetto


Lavaggio mani
Uso DPI
Smaltimento aghi e taglienti
Immunizzazione
Isolamento del paziente

Si definisce incidente con possibile esposizione a materiale biologico qualsiasi situazione in cui loperatore
sanitario viene in contatto con:

Sangue
Liquidi organici ad eccezione del sudore
Materiali organici

MISURE POST-ESPOSIZIONE

Nel caso di lesioni percutanee (punture/oggetti taglienti): far sanguinare la ferita per qualche istante, lavarla
per 10 minuti con acqua e sapone, rimuovere eventuali corpi estranei.

Nel caso di contaminazione di cute non integra, lavare con acqua corrente e disinfettare.

Nel caso di contaminazione della mucosa (cavo orale/congiuntive), sciacquare abbondantemente con
soluzione fisiologica sterile o acqua di rubinetto per 15 minuti.

E necessario, inoltre, comunicare laccaduto al referente della struttura per procedere alla valutazione del
paziente fonte (se sconosciuto si attiva il protocollo rischio sconosciuto, se conosciuto si deve verificare se
a rischio per HIV, HBA, HIV e HCV positivo), recarsi al pronto soccorso per la denuncia INAIL e le eventuali
cure, recarsi presso la direzione sanitarie, servizio per la vigilanza e la prevenzione per la notifica del caso,
valutazione dellinfortunio e la conseguente profilassi.

La valutazione del rischio di infezione varia in base al tipo di infortunio:

Alto rischio, lesione profonda da ago cavo pieno di sangue, contatto diretto con virus concentrato in
laboratorio
A rischio, puntura con ago o ferita con presidio visibilmente contaminato da sangue, esposizione di
cute lesa o della congiuntiva a sangue o liquidi biologici
Basso rischio, lesione superficiale, esposizione di lesione in fase di cicatrizzazione o mucosa diversa
dalla congiuntiva a sangue o a liquidi biologici, contatto prolungato di una vasta area cutanea con
sangue, ferita da morso, lesioni con presidi non visibilmente contaminati da sangue.
Nessun rischio documentato, contaminazione di cute integra con sangue

Vi sono alcuni fattori aggravanti per qualsiasi livello di rischio:

Ferita profonda
Puntura con ago cavo per prelievo
Presenza di sangue sulla superficie del presidio implicato
Contaminazione congiuntivale

Nel caso vi sia unesposizione certa a HIV:

Recarsi alla SC malattie infettive per PPE e richiesta esami ematochimici


Denuncia INAIL
Notifica alla direzione sanitaria

La PPE (Profilassi Post Esposizione) deve essere offerta in caso di incidente a rischio elevato e nel caso di
paziente infetto da HIV e accertato. sconsigliata in caso di incidente a rischio basso/nullo, gravidanza e
controindicazioni farmaci usati per la PPE.

Vi un consenso informato delloperatore esposto, mediante il quale viene informato sul rischio di infezione
da HIV, limiti sullefficacia della PPE, pochi dati sulla tossicit in soggetti senza infezione HIV o in gravidanza.

Lutilizzo dei DPI va eseguito mediante le indicazioni per luso corretto e le limitazioni indicate dal
fabbricante. Nel caso questi siano pluriuso, vanno puliti, lavati e devessere eseguita una manutenzione
preventiva. Per il rischio biologico, le modalit di trasmissione sono:

Contatto
Droplets
Vie aeree

Ogni DPI devessere scelto in considerazione del rischio, in base allattivit svolta e deve possedere la
caratteristica fondamentale di tutelare loperatore dalliterazione con gli agenti biologici.

Abbiamo diversi DPI per il rischio biologico:

Occhiali a mascherina o con protezioni laterali e frontali


Visiere
Cuffia
Facciali filtranti FFP (posizionare la maschera sul volto, elastici dietro la nuca, stringerli, regolare
stringinaso, prova di tenuta, toglierla dopo tuta o camice e occhiali)
Semimaschere e pieni facciali
Mascherine chirurgiche a 4 strati
Guanti lattice/vinile non sterili o sterili chirurgici (di questi ne esistono vari tipi). Prima di infilarli
necessario togliere bracciali/anelli, lavarsi le mani e disinfettarle
Stivali
Soprascarpe
Camice sterile/non sterile
Tuta in tyvek, per protezione normale o superiore
da notare come una tuta o un camice indossati male possano lacerarsi. Se i guanti sono monouso
necessario disinfettarli prima di sfilarli. Lordine di vestizione/svestizione :
Tuta
Occhiali e guanti
Maschera

PREVENZIONE DELLE PATOLOGIE CUTANEE E


DELLASSORBIMENTO DEI TOSSICI

Nella relazione tra cute e lavoro possiamo distinguere patologie cutanee e patologie sistemiche per
assorbimento dei tossici.

Vi sono 196 sostanze che hanno la notazione skin, ossia hanno il rischio di assorbimento attraverso la
cute; vi sono per molte altre sostanze che hanno le stesse capacit e la notazione skin non sempre
esaustiva.

La prevenzione del contatto cutaneo si basa sullevitare lassorbimento ed evitare lazione locale. Pu essere
primaria (evitare la contaminazione della cute, sostituzione dei prodotti), secondaria (basata
sullinformazione/formazione; la percezione del rischio di assorbimento cutaneo molto basso, bisogna
evitare la contaminazione della cute).

Alcuni esempi di prodotti introdotti come sostituitivi: ferro solfato dei cementi, coloranti a basso rischio di
sensibilizzazione, eliminazione del nichel (il nichel solfato la prima causa di sensibilizzazione da contatto in
Europa).

Vi sono alcuni prodotti per la cura della cute: dai pi classici detergenti e saponi alle paste lavamani (sono
irritanti, alterano il ph, favoriscono la penetrazione di irritanti e contengono sensibilizzanti) e idratanti
cutanei (prevengono la dermatite irritativa da contatto e contengono sensibilizzanti). necessario quindi
associare sempre detergenza con idratazione.

Le creme barriera sono delle creme che svolgono unazione di barriera per sostanze lipofile o idrofile; utili
per evitare limbrattamento della cute e promuovono la protezione. Possono tuttavia causare un aumento
di assorbimento per alcune sostanze e causare irritazione/sensibilizzazione.

I guanti sono fondamentali per la protezione dei lavoratori, ma necessario usare il guanto giusto in
funziona alla mansione e delle sostanze manipolate, come anche necessario valutare ogni quanto tempo
cambiarli. Possono inoltre dare una reazione irritativa, reazioni allergiche (es. allergia al lattice) e possono
determinare assorbimento di tossici in condizioni di occlusione.

Per quanto riguarda la prevenzione dellallergia al lattice:

Si usano guanti senza polvere lubrificante


A basso rilascio di lattice
Limitazione del loro uso nel caso non vi siano altri materiali simili con le medesime caratteristiche
(chirurghi)
Si preferiscono materiali come vinile e nitrile
Il medico ha un importante ruolo nellidentificazione dei soggetti a maggior rischio, ossia quelli con alterata
barriera cutanea (maggior rischio di dermatite, maggior rischio di assorbimento dei tossici) e quelli con
patologie cutanee pregresse. Si ha un percorso di formazione/informazione e norme di prevenzione.
Normalmente entro i primi 3 anni di lavoro si manifesta la maggioranza delle patologie allergiche. Il medico
deve inoltre identificare segni precoci di malattia (disidratazione, piccole lesioni) dispensando norme sul
lavaggio delle mani e lidratazione, al fine di migliorare la protezione delle mani e intervenire sulla mansione
e DPI. In caso di dermatite in atto, il medico si occupa del reinserimento del lavoro, mentre la terapia
affidata al dermatologo.

Durante il reinserimento al lavoro:

Evitare contatto ed esposizione allagente sensibilizzante


Protezione della cute con DPI non sensibilizzanti
Sostituzione dei prodotti

In conclusione necessario proteggere la cute fin dai primi anni di lavoro, evitando contatto prolungato con
sostanze irritanti e sensibilizzanti.

FARMACI ANTIBLASTICI

Sono farmaci utilizzati in chemioterapia che inibiscono la proliferazione delle cellule dei tumori con
meccanismi diversi, prevalentemente genotossici, non risparmiando i normali tessuti ad alta capacit
proliferativa (es midollo osseo).

I principali gruppi di chemioterapici sono:

Agenti alchilanti
Antimetaboliti
Antimitotici
Antibiotici
Enzimi

La maggior parte di queste sostanze risulta mutagena, cancerogena e teratogena in sistemi sperimentali.

I farmaci antineoplastici sono dotati di potere irritante a carico delle mucose e della cute. Possono
provocare effetti tossici locali (flebiti, allergie, necrosi tessuti) e sistemici (allergie, tossicit su organi).

Si distinguono 3 tipi di effetti sistemici:

Breve termine, alopecia, stomatiti, leucopenie ed anemie


Medio termine, epatopatie, nefrosi ed aplasie midollari
Lungo termine, secondo tumore e miocardiosclerosi

Secondo la IARC, i farmaci antitumorali possono portare allinsorgenza di un secondo tumore. Vengono
valutati in un 1 gruppo (cancerogeni) ed un 2 gruppo (probabilmente cancerogeni, maggior o minor
evidenza).

Vi una grande differenza tra dosi terapeutiche ed esposizione professionale; per esempio, alcuni effetti
citogenetici (aberrazioni cromosomiche e scambio di cromatidi fratelli) sono stati rilevati in alcuni gruppi
che non lavoravano in condizioni igieniche appropriate. Vi sono alcuni effetti riproduttivi nel primo trimestre
della gravidanza: alcuni studi hanno dimostrato un rischio circa il doppio di aborti e malformazione, mentre
altri, pi recenti, hanno dato risultati negativi.

Rischi per gli operatori (diverse attivit lavorative possono comportare unesposizione a farmaci antiblastici):

Trasporto
Preparazione
Somministrazione
Eliminazione

Lassorbimento pu avvenire per inalazione o per contatto cutaneo, pi raramente per incidenti o contatto
occasionale (es. spruzzi con le mucose, via digestiva). Attenzione per a rovesciamenti accidentali, rotture
delle fiale e sgocciolamenti degli innesti!

Comportamento in caso di contatto accidentale (ogni evento accidentale va segnalato):

Occhi: lavare abbondantemente per almeno 15 minuti, sottoporsi a visita di controllo


Mucose e cute: rimuovere i guanti, lavare in acqua corrente con acqua e sapone per alcuni minuti,
sottoporsi a visita di controllo, eliminare i guanti
Punture: far uscire il sangue, lavare con acqua corrente e sapone, trattare larea con impacchi
caldo/umidi, se compare eritema usare una pomata cortisonica, sottoporsi a visita di controllo

I farmaci antiblastici sono sostanze che vanno trattate come irritanti, potenzialmente responsabili di
effetti riproduttivi e cancerogene.

Durante le fasi di preparazione bene non esporre le seguenti categorie:

Donne in gravidanza e fino al 7 mesi dopo il parto


Donne con precedenti di mutagenesi ed aborti spontanei
Donne con difficolt in gravidanza
Soggetti sottoposti a terapie in grado di indurre ipoplasia midollare
Immunodeficienti

Le norme preventive si basano su:

Adeguato stoccaggio e trasporto


Centralizzazione strutture di preparazione
Corrette caratteristiche tecnico/ambientali
Standardizzazione delle manipolazioni
Kit per emergenze
Formazione del personale
Programma di sorveglianza sanitaria
Registro eventi accidentali ed esposti

LASER
La luce emessa dal laser monocromatica, cio di un colore e di una lunghezza donda. La luce bianca
normale una combinazione. I laser emettono una luce che direzionale, cio emessa da una piccola fonte
in una specifica direzione. La luce normale viene emessa in varie direzioni. La luce coerente, cio le
lunghezze donda sono in fase in spazio e tempo. La luce normale una miscela di pi lunghezze donda.

Queste 3 propriet rendono la luce laser pi dannosa della luce normale, in quanto pu scaricare molta
energia in una piccola area.

Direzionale
Coerente
Monocromatica

Il laser ha diverse applicazioni in medicina:

Chirurgia
Vaporizzazione
Fotocoagulazione
Fisioterapia
Diagnostica

Il laser un potenziale rischio per la cute (ustioni) e per locchio (retina e cristallino) nel caso vi siano
esposizioni breve e intense o lunghe e ripetute.

Lesposizione acute pu causare ustioni corneali o retiniche. Lesposizione cronica pu causare opacit
corneali, cataratta o lesioni retiniche. Il laser nella luce visibile e vicino allinfrarosso pu dare scotoma
retinico: la regione pericolosa per la retina (pop durante lesposizione). Il laser UV danneggia la cornea o
il cristallino.

Sintomi:

Esposizione fascio invisibile: dolore urente nel punto dellesposizione della cornea o sclera
Esposizione fascio visibile: evidenziato con un colore di flash nella lunghezza donda emessa e con
una immagine successiva (after) del dolore complementare (es. fascio verde produce flash verde e
after rossa).

La sede del danno dipende dal sito colpito dal fascio o dalla luce riflessa. Quando viene danneggiata la
retina si hanno difficolt nel vedere il blu o i verdi, evidenziata con pigmentazione della retina.

Le lesioni cutanee sono diverse:

UVc: bruciatura pelle, invecchiamento cute


UVb: come sopra
UVa: eritema, vescicole
Visibile: come sopra
IR: come sopra
Laser UV: azione cancerogena

Ulteriori pericoli del laser:

Sostanze chimiche, esempio coloranti


Elettricit, alti voltaggi
Fuoco, i solventi colorati sono infiammabili, cos come i materiali infiammabili possono essere
innescati dal fascio laser

Le cause pi comuni degli incidenti con il laser sono:

Esposizione occhio durante lallineamento


Protezione non usata o non adeguata
Riflesso del laser
Percorsi imprevisti del fascio

La sorveglianza sanitaria prevede una visita medica e una visita oculistica.

Soggetti a rischio:

Soggetti portatori di drusen per esposizione a luce blu


Lavoratori con lesioni cutanee maligne o pre-maligne per esposizione a UV
Lavoratori affetti da patologie cutanee da UV o IR
Soggetti affetti da alterazioni delliride e pupilla
Lavoratori effetti da xeroderma pigmentoso
Soggetti epilettici

Classificazione dei laser (ANSI):

CLASSE 1 (Laser Esente): Non pongono problemi anche per osservazione diretta prolungata del
fascio in quanto o intrinsecamente sicuri o sicuri per il loro progetto tecnico.
CLASSE II: Sono i cos detti laser a bassa potenza che emettono nel visibile e che possono funzionare
in continuo (con potenza non superiore a 1 mW) o ad impulsi; l'osservazione diretta del fascio non
pericolosa purch sia conservato il riflesso palpebrale che, che consente un'interruzione
dell'irraggiamento della cornea in un tempo inferiore a 0.25 secondi.
CLASSE IIIA: Sono quelli che hanno una potenza in uscita inferiore a 5 mW per i laser in continuo e
fino a 5 volte il limite della classe II per quelli ad impulso ripetitivi o a scansione nella regione
spettrale del visibile. L'osservazione diretta del fascio non pericolosa purch sia conservato il
riflesso palpebrale che, che consente un'interruzione dell'irraggiamento della cornea in un tempo
inferiore a 0.25 secondi, ovvero l'osservazione non avvenga con attraverso sistemi ottici (es Oculari).
CLASSE IIIB: Appartengono a questa classe i laser e i sistemi laser che non superano i limiti di
esposizione accessibile (Vedi allegato norma CEI EN 60825). La radiazione emessa pu essere nel
visibile e non, la potenza massima per i laser in continuo di 500mW. L'esposizione diretta al raggio
ad occhio nudo pericolosa; non invece pericolosa la luce diffusa.
CLASSE IV: A questa classe appartengono tutti i laser e sistemi laser che superano i limiti della classe
IIIB, che hanno quindi in genere una potenza superiore a 500mW. Sono in grado di provocare danni
agli occhi ed alla pelle anche per esposizione a fascio diffuso oltre che diretto. Possono costituire
anche un pericolo d'incendio. A questi laser sono associati solitamente anche altri rischi ad esempio
elettrocuzione.

Altro fattore di rischio di basa sul riflesso delle superfici: si ha un riflesso speculare (es. specchio) o riflesso
diffuso (superficie diversa).
RADIAZIONI IONIZZANTI E NON IONIZZANTI

Le radiazioni ionizzanti interagiscono con la materia determinando fenomeni di ionizzazione sia


direttamente (elettroni, protoni, particelle alfa) che indirettamente (neutroni), cedendo energia ai protoni o
inducendo reazioni nucleari con emissione di particelle cariche.

Nei RX:

Particelle cariche: quando le particelle alfa e beta penetrano nel tessuto perdono energia per
iterazione elettrica con elettroni
Interazioni elettriche: le particelle determinano ionizzazione degli atomi
Mutamenti fisico-chimici: elettrone ed atomo ionizzato sono instabili e passano attraverso una
catena di reazioni formando radicali liberi
Mutamenti chimici: i radicali liberi possono interagire con DNA o RNA causando mutazioni
Effetti biologici: alterazione della cellula con morte o formazione di cellule tumorali

Lesposizione si misura in equivalente di dose in Sievert (Sv). 1 Sv= 100 rem

Vengono definiti esposti i lavoratori che possono superare in un anno:

1 mSv di dose efficace


15 mSv di dose equivalente per il cristallino
50 mSv di dose equivalente per la pelle
50 mSv di dose equivalente per mani, avambracci, piedi e caviglie

Distinguiamo:

Esposti di categoria A: visitati semestralmente da un medico autorizzato, esposti a dosi superiori a 6


mSv, non pi di 100 mSv in 5 anni consecutivi
Esposti di categoria B: visitati annualmente dal medico competente, dose ricevuta compresa tra 1 e
6 mSv

Effetti delle RX:

Panirradiazione acuta tra 500-600 (5-6 Gray) rad (radiation absorbed dose): morte
Panirradiazione acuta tra 200 e 450 (2-4 Gray) rad: sopravvivenza possibile
Panirradiazione acuta tra 100 e 200 rad: sopravvivenza probabile
1 Gray: sopravvivenza certa

Sindromi da Panirradiazione acuta:

Ematopoietico
Gastrointestinale
Neurologica

Le lesioni cutanee da irradiazione acuta si dividono in:

Eritema: 3-8 Gray


Epidermide secca: 5 Gray
Dermide essudativa: 10-20 Gray
Necrosi: 25 Gray
Lesposizione cronica a RX porta ad effetti deterministici (sterilit temporanea o permanente, opacit
cristallino, deficit visivo, depressione emopoiesi, aplasia mortale) ed effetti stocastici (leucemie e tumori).

Le radiazioni non ionizzanti sono i campi elettrici o magnetici. Cariche elettriche creano campi elettrici,
quelle in movimento creano campi magnetici. I magneti creano linee di flusso.

Dosimetria:

20W/kg alle estremit


8W/kg nelle altre parti
0,4W/kg media corporea
Nessun aumento consentito per occhi o testicoli

Le radiofrequenze e microonde consistono di campi elettrici e magnetici che sono rigidamente connessi fra
di loro nelle radiazioni a lungo raggio. I campi possono esistere anche indipendentemente. Lenergia
trasferita ai tessuti si manifesta sottoforma di calore, la dosimetria importante ed di 0,4W/kg di perso
corporeo totale.

Effetti di radiofrequenze e microonde sono la cataratta agli occhi, bruciatura della pelle e scosse elettriche.

Alcuni settori industriali esposti a campi elettromagnetici:

Alimentare
Metallurgia
Automobilistico
Gomma
Mobiliere
Elettronico
Medicina

Effetti biologici RF e MW:

Effetti termici: aumento della temperatura, cataratta, oligo e azospermia


Effetti non termici: effetti cardiaci, linfocitosi, monocitosi, caduta capelli, alterazioni EEG, cefalea,
irritabilit... ma sono incerti

Effetti biologici dei campi magnetici statici:

Nausea, gusto alterato, vertigini


Flusso di corrente generata dal campo magnetico (sangue)
Malfunzionamento pacemaker (alterazione ritmo)
Ritmo circadiano influenzato dalla rotazione della terra

Inoltre la forza di attrazione magnetica pu essere pericolosa; questa proporzionale allintensit e al


gradiente del campo magnetico. Vi pericolo per bombole di gas compressi, protesi magnetizzabili, gioielli,
badge.

La luce visibile ha effetti biologici, in quanto la luce solare cancerogena e pu causare eritema ed ustioni.

MODIFICAZIONI FISIOLOGICHE NELLA DONNA IN


GRAVIDANZA
In gravidanza si ha un comprensibile aumento del volume corporeo. A questo associata una riduzione
dellagilit e della velocit dei movimenti. necessario modificare:

Indumenti (protettivi idonei)


Attrezzature di lavoro
Spazi di lavoro
Postura
Movimentazione manuale di carichi

Si ha una modificazione del malessere mattutino, dato da:

Primi turni
Esposizione a forti odori
Lavoro in ambiente poco ventilato
Spostamenti

Mal di schiena, dato da:

Postura eretta
Postura obbligata
Movimentazione manuale di carichi

Varici arti inferiori, emorroidi e disturbi circolatori:

Postura eretta o seduta per lunghi periodi

Stanchezza, stress, fatica:

Ore straordinarie
Turni
Lavoro serale
Mancanza di pause
Orario lungo
Ritmo

Necessit di riposarsi:

Alimentazione regolare
Servizi igienici e luoghi di riposo

Cause materne generali:

Infezioni materne
Incompatibilit Rh
Gestosi
Traumi
Malattie sistemiche

Cause materne locali:

Malformazioni uterine
Tumori
Insufficienze cervicali
Infezioni genitali
La frequenza di aborto spontaneo massima tra le minori di 20 e maggiori di 30 anni. Dai 35 in su c alto
rischio di trisomia. La probabilit di aborto spontaneo aumenta con il fumo, in chi ha gi avuto un aborto
spontaneo, alcool. Il fumo pu inoltre causare basso peso alla nascita, cos come anche lalcool, il quale ha
anche un effetto teratogeno (anche i farmaci hanno questo effetto).

RISCHI PROFESSIONALI

Radiazioni ionizzanti:

Periodo tutelato: gestazione, puerperio ed allattamento


Divieto di accesso nelle zone, nessuna attivit con dose >1mSv
Pu avere effetti teratogeni, mutageni e cancerogeni

Radiazioni non ionizzanti:

Periodo tutelato: gestazione


Divieto di accesso nelle zone
Nessuna evidenza di effetti sul neonato

Movimentazione manuale di carichi:

Periodo tutelato: gestazione, puerperio fino a sette mesi dopo il parto


Divieto di movimentazione di carichi e di spinta/tiro barella
Pu causare lesioni a carico del rachide, parto prematuro e basso peso alla nascita

Posture incongrue prolungate in stazione eretta oltre il 50% dellorario:

Periodo tutelato: gestazione, puerperio fino a sette mesi dopo il parto


Divieto di stazionamento in piedi oltre il 50% dellorario
Pu causare insufficienza venosa, stasi pelvica e lombalgia

Spostamenti allinterno e allesterno:

Periodo tutelato: gestazione, puerperio fino a sette mesi dopo il parto


Divieto di spostamenti ripetuti
Rischio infortunistico, eccessivo affaticamento

Formaldeide e derivati:

Periodo tutelato: gestazione ed allattamento


Divieto di utilizzo ed esposizione
Tossicit per il feto, passaggio nel latte materno

Anestetici volatili:

Periodo tutelato: gestazione ed allattamento


Divieto di esposizione
Ha effetti sulla fertilit, pu causare basso peso alla nascita

Antiblastici:

Periodo tutelato: gestazione, allattamento e puerperio fino a sette mesi dopo il parto
Divieto di manipolazione
Riduce la fertilit, aumento aborti
Sostanze chimiche:

Dipende dalle sostanze, in generale gestazione

VDT:

Periodo tutelato: gestazione


Variare la postura
Disturbi dorso lombari

In caso di rischio chimico ed ergonomico (es. movimentazioni e fisioterapia), attivit e procedure in


gravidanza, allattamento e puerperio devono essere vietate.

CANCEROGENI PROFESSIONALI

Si definiscono professionali i tumori la cui genesi ha come causa lattivit lavorativa. Sono difficili da
riconoscere, in quanto hanno lungo periodo di latenza, esposizioni multiple ed interazione tra tossico ed
abitudine di vita.

Distinguiamo cancerogeni diretti (agiscono direttamente con DNA, RNA e proteine) e pro cancerogeni,
attivati attraverso uno o pi passaggi metabolici.

Lazione dei cancerogeni cos divisa:

Assorbimento -> disattivazione/escrezione/attivazione (ESPOSIZIONE)


INIZIAZIONE, modifica genetica nella cellula normale, pu dar morte alla cellula
PROMOZIONE, riproduzione cellula mutata e CONVERSIONE, tumore maligno

Gli organi bersaglio sono:

Vie di ingresso (cute, vie respiratorie)


Vie di metabolismo (fegato)
Sedi di accumulo (urinario)

I cancerogeni professionali determinano un eccesso di tumori rispetto a quelli spontanei. Il tumore


professionale un evento casuale, non ha le caratteristiche cliniche diverse da quelle di una neoplasia
spontanea.

Genesi di un tumore:

Esposizione
Attivazione metabolica
Detossificazione
Sviluppo cellule cancerose
Formazione cloni
Sviluppo, diffusione tumore

Classificazione degli agenti cancerogeni:


gruppo 1: sostanze o processi per cui vi sufficiente evidenza di cancerogenicit per luomo in
base a studi sperimentali su animali e dati epidemiologici sull'uomo
gruppo 2A: sostanze probabilmente cancerogene: vi limitata evidenza di cancerogenicit per
luomo e sufficiente evidenza di cancerogenicit negli animali di laboratorio
gruppo 2B: cancerogeni possibili quando vi una limitata evidenza di cancerogenicit nelluomo
in assenza di sufficiente evidenza nellanimale
gruppo 3: agenti per i quali non vi sono dati definitivi
Gruppo 4: agenti sicuramente non cancerogeni

I tempi di induzione sono lunghi: 5 anni per la leucemia e 10-20 per i tumori solidi. Esiste un aumento del
rischio aumentando lesposizione ma non vi un valore soglia.

La prevenzione :

Primaria: eliminare lesposizione


Secondaria: diagnosi precoce per permettere un trattamento radicale, identificazione suscettibilit
individuale

La legislazione dice:

Eliminare se possibile le sostanze


Ciclo chiuso
Massima protezione, minimo numero esposti
Formazione
Visite mediche

ARTI SUPERIORI
Definizioni:

Occupational disease: forte relazione generalmente con un agente causale specifico presente nel
posto di lavoro
Work related disease: multifattorialit delle cause dove i fattori legati allattivit lavorativa possono
giocare un ruolo concausale con altri fattori di rischio presenti nellambiente
Disease affecting working population: senza un rapporto causale con il lavoro ma che possono
essere aggravati dallesposizione a specifici rischi lavorativi

Molti disturbi muscolo-scheletrici derivano non solo dallinvecchiamento, ma anche da cattivi abitudini di
vita e lavorative; i lavori faticosi che comportano la movimentazione manuale di carichi, gesti ripetitivi per
tempi prolungati, mantenimento di una postura fissa sono tutti fattori di rischio lavorativo per queste
patologie. Linsorgenza di disturbi associata alla concomitante presenza di diversi fattori di rischio.

I disturbi e patologie muscolo-scheletriche dellarto superiore vengono definiti come un complesso gruppo
di disturbi e patologie che possono essere causati o aggravati da sovraccarico biomeccanico lavorativo
dellarto superiore. Possono manifestarsi con una patologia ben definita (es. tendinite, epicondilite, tunnel
carpale) oppure mediante sintomi pi o meno specifici. La loro insorgenza graduale come conseguenza
di una prolungata esposizione a fattori biomeccanici.

Classificazione patologie tendinee:


Tendinopatie inserzionali: fenomeni infiammatori e degenerativi della giunzione osteotendinea
Tenosinoviti nei tendini provvisti di guaine sinoviali
Peritendiniti pure caratterizzate da soli fenomeni flogistici dei foglietti peritendinei
Peritendiniti ad impronta tendinosica
Tendinosi pure caratterizzate da manifestazioni degenerative del tendine talora associate a focolai di
metaplasia osteo-cartilaginea

Attivit che possono causare patologie:

Compiti a cicli della durata uguale o inferiore a 15 secondi per almeno 4 ore comportanti limpiego
degli arti superiori
Compiti a cicli per tutto il turno comportanti limpiego degli arti superiori
Uso ripetuto di forza (almeno una volta ogni 5 minuti)
Presenza ripetuta di posizioni o movimenti estremi degli arti superiori quali braccia sollevate, polso
deviato o movimenti rapidi o azioni con colpi
Uso prolungato di strumenti vibranti

Patologie pi frequentemente associate al lavoro:

Radicolopatia cervicale
Sindrome tensiva del collo
Sindromi dolorose delle spalle
Epicondilite laterale
Tendinite mano-polso
Sindrome tunnel carpale

I fattori rischio possono essere fisici:

Movimenti ripetitivi ad alta frequenza


Movimenti che implicano la forza (azione meccanica necessaria per compiere un specifico
movimento, mantenere una postura o movimentare un carico)
Posture incongrue
Compressioni localizzate
Vibrazioni
Basse temperature, mancanza di pause

O non fisici:

Fattori psicosociali
Organizzazione del lavoro
Rapporto con i colleghi e superiori

La ripetitivit viene valutata da Armstrong e Ulin:

Molto alta: i segmenti corporei compiono movimenti rapidi e regolari, il lavoratore fa fatica a
mantenere il ritmo di lavoro
Alta: i segmenti corporei compiono movimenti regolari, qualsiasi imprevisto implica un ritardo
rispetto al ritmo di lavoro
Media: i segmenti corporei compiono movimenti regolari; il lavoratore mantiene comodamente il
ritmo e pu permettersi brevi pause
Bassa: il lavoratore non ha nessuna difficolt a mantenere il ritmo, le pause sono frequenti per
attendere il lavoro successivo
Molto bassa: il lavoratore fermo per la maggior parte del tempo, occasionalmente usa le mani

Misura della forza:

Misura diretta: dinamometro o sensori di pressione


Stima: peso sollevato, collocazione delloggetto, distanza percorsa mantenendo loggetto sollevato
Metodi psicofisici: valutazione della percezione dellindividuo del limite di sforzo accettabile e scala
analogica che esprime la percezione dello sforzo compiuto

Per ciascuna articolazione esiste unarea ottimale nellambito della quale possibile compiere uno sforzo
con la minima fatica e minimo sovraccarico dei tessuti. Nel caso si abbiamo posture incongrue o estreme si
ha:

Sovraccarico legamenti articolari


Compressione strutture vascolari/nervose
Variazione geometria dei muscoli
Riduzione capacit funzionali

necessario quindi evitare lassunzione di posture estreme o incongrue durante attivit manuali ripetitive,
cos come necessario evitare il loro mantenimento per periodi prolungati.

Esempi posture estreme:

Collo: evitare flessioni anteriori >20


Spalla: evitare flessioni o abduzioni >30 oppure estensioni e rotazione interna
Gomito: evitare flessione estrema, massima supinazione e pronazione contemporanea alla presa
Polso: evitare flesso-estensioni estreme o deviazioni associate alla presa
Dita: evitare di afferrare o premere con la punta delle dita, evitare estensione del pollice

La variazione della postura si attua mediante metodi osservazionali diretti, videoripresa o applicazione di
sensori di posizione, con successiva elaborazione.

Metodi di valutazione dellesposizione:

Checklist osha: metodo qualitativo/semiquantitativo, impiego subordinato alla presenza di


segnalatori di rischio quali movimenti ripetitivi, posture fisse, strumenti vibranti, uso della forza. In
base alla presenza e durata dellesposizione a ciascun fattore viene attribuito un punteggio, se
superiore a 5 il lavoro a rischio.
Strain index: metodo semiquantitativo, proposto sulla base delle conoscenze fisiologiche,
biomeccaniche ed epidemiologiche dei disturbi mano/polso. Si basa su una stima di 6 variabili
lavorative, assegnazione di una valutazione su scala ordinale a ciascuna variabile e calcolo
dellindice secondo valori moltiplicativi associati a ciascuna variabile. Se il risultato < 3 il lavoro
sicuro, 3 < x < 7 incerto, se > 7 pericoloso
Indice OCRA: analisi applicabile a lavori ripetitivi per gli arti superiori che prevedono lo svolgimento
consecutivo, per almeno unora al giorno, di cicli lavorativi fra solo similari di durata relativamente
breve. Metodo quantitativo, 5 variabili lavorative (ripetitivit, forza, postura, periodi di recupero,
fattori complementari), valutazione di ciascuna variabile e calcolo del numero di azioni tecniche
raccomandate secondo valori moltiplicativi attribuiti a ciascuna variabile. Se lindice di esposizione
<0,75 si ha accettabilit, 0,75 < x < 4 incerto, se > 4 non accettabile.
TLV-ACGIH: per attivit manuali a compito unico, metodo quantitativo, riferito al distretto mano-
polso-avambraccio, ricavato da studi epidemiologici, psicofisici e biomeccanici, applicabile ad
attivit lavorative che comportano lesecuzione di azioni o movimenti ripetitivi e simili per almeno 4
ore al giorno. I fattori di rischio sono valutati su scale graduate da 0 a 10 (HAL e PF). La
combinazione di HAL e PF individua il livello TLV, oltre il quale vi evidente prevalenza di disturbi
muscolo-scheletrici.

In conclusione, esiste una chiara evidenza scientifica tra esposizione a movimenti ripetitivi e insorgenza di
patologie dellarto superiore.

Linee guida simii per necessit di ricerca ed opportunit di revisione:

Valutazione esposizione
Valutazione epidemiologica
Meccanismi fisiopatogenetici
Iter diagnostico

MALATTIE STRESS LAVORO CORRELATE

Lo stress una condizione accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche, psicologiche o


sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste. Non
una malattia, ma una situazione prolungata di tensione che pu ridurre lefficienza sul lavoro e pu
determinare un cattivo stato di salute.

Lo stress si manifesta attraverso manifestazioni emotive, cognitive, comportamentali, fisiologiche e


patologiche.

Manifestazioni emotive:

Tensione
Ansia
Depressione
Irritabilit
Facilit al pianto
Impotenza
Insicurezza
Caduta motivazionale
Disinteresse

Manifestazioni cognitive:

Scarsa concentrazione
Difficolt di memorizzazione
Difficolt nellapprendere
Facilit a dimenticare
Confusione
Incertezza

Comportamenti disfunzionali:

Abuso di alcolici
Fumo
Abuso di sostanza
Isolamento
Reazioni aggressive
Turbe comportamento alimentare

Sintomi indicativi di stress:

Atteggiamenti di fuga dal lavoro


Decremento della performance
Difficolt nelle relazioni
Comportamenti antisociali

Manifestazioni fisiologiche:

Disturbi sonno
Disturbi ritmo cardiaco
Ipertensione
Dispnea, cefalea
Parestesie, tic, tremori
Aumento catecolamine

Manifestazioni patologiche:

Gastrointestinali
Cardiovascolari
Neuropsichiatriche
Immunologiche

Il burn out viene definito come sindrome di esaurimento emozionale, depersonalizzazione e ridotta
realizzazione personale che pu manifestarsi in soggetti che svolgono un lavoro sociale, uno stato di
esaurimento fisico, emozionale e mentale dato da situazioni ad elevato costo emotivo.

Sintomi:

Stanchezza
Insonnia
Cefalea o emicrania
Raffreddori
Turbe gastroenteriche
Ansiet-depressione
Diffidenza
Abuso di sostanza
Esaurimento fisico ed emotivo

Le origini del burnout derivano da richieste (sovraccarico di lavoro e conflitti personali) e dallinsufficienza di
risorse (scarso supporto sociale, basso livello di autonomia, scarso coinvolgimento decisionale). Questo
porta a:

Scadente qualit di lavoro


Basso morale
Assenteismo
Turnover
Problemi di salute
Depressione
Vi sono sei aree di intervento:

Sovraccarico di lavoro
Insufficiente controllo sul lavoro
Compenso insufficiente
Disgregazione comunit
Assenza equit
Conflitto di valori

E sei obiettivi:

Carico di lavoro sostenibile


Partica di scelte e controllo sul lavoro
Riconoscimento e compenso
Senso della comunit
Equit, rispetto e giustizia
Lavoro significativo

In conclusione, lo stress pu causare o peggiorare molte patologie. Si pu evitare con impegno e


collaborazione da parte di tutti, solidariet, rispetto, etica, sincerit ed aiuto.

MICROCLIMA, LUCE E RUMORE

Microclima:

Temperatura aria
Temperatura radiante media
Velocit aria
Umidit

La temperatura devessere adeguata a garantire il benessere o comfort termico, cio lo stato di benessere
psicofisico dellindividuo.

Lilluminazione si misura in LUX, flusso di energia per unit di superficie illuminata. Pu essere naturale o
artificiale purch adeguata a salvaguardare sicurezza, salute e benessere. Si ha fatica visiva quando:

Illuminazione inferiore allimpegno visivo richiesto


Fenomeni di abbagliamento
Luce distribuita in modo non omogeneo
Presenza di riverbero

Livelli raccomandati:

Ufficio 400-800 lux


Uffici disegno e progetti 750-1500
Archivi, corridoi 75-150
Lavoro di alta precisione 2500-5000 locale
Piccoli montaggi 1000-2000
Officina 150-300

Il rumore loscillazione di compressione e rarefazione dellaria generata da un corpo vibrante che si


trasmette in un mezzo elastico. Lintensit di un suono viene misurata in dB.
Il rumore pu avere diversi effetti:

Effetti uditivi (slittamento temporaneo di soglia, ipoacusia da trauma cronico o acuto)


Effetti extrauditivi da rumore (dovuti allazione stressante del rumore con 3 fasi)
Effetti psicosociali

RISCHIO CHIMICO

Tossicit: capacit di un composto o molecola di produrre un danno quando raggiunga un sito vulnerabile. Si
definisce acuta se lassorbimento di breve durata, cronica se di lunga durata. Locale o generale.

Le sostanze nocive sono sostanze che per inalazione, ingestione o assorbimento possono essere letali o
provocare lesioni acute o croniche.

Sostanze infiammabili:

Gas infiammabili: diventano infiammabili allo stato gassoso e mescolate con laria
Liquidi facilmente infiammabili: sostanze che hanno punto di infiammabilit sotto di 21 e punto
ebollizione a 20
Liquidi infiammabili: infiammabilit sotto di 55 e sotto pressione restano allo stato liquido

Sostanze esplosive: possono esplodere per effetto della fiamma o sono sensibili agli urti e attriti.

Sostanze corrosive: a contatto con i tessuti vivi causano azione distruttiva.

Sostanze irritanti: a contatto diretto con pelle o mucose possono provocare unazione infiammatoria.

Sostanze sensibilizzanti: per inalazione o assorbimento cutaneo scatenano una reazione allergica.

Sostanze cancerogene: provocano cancro o aumentano la frequenza.

Sostanze mutagene: producono alterazioni genetiche ereditarie.

Sostanze tossiche per ciclo riproduttivo: alterano la capacit riproduttiva maschile o femminile.

Lassorbimento pu avvenire per via inalatoria, cutanea o ingestione.

Abbiamo:

Effetti deterministici
Effetti stocastico-probabilistici (mutageni, teratogeni, cancerogeni)
Effetti immunoallergici

La valutazione dellesposizione avviene mediante monitoraggio ambientale (misura degli agenti presenti sul
luogo di lavoro) e monitoraggio biologico (misura dei tessuti, secreti, nellaria espirata del soggetto esposto
o dei loro metaboliti per valutare lesposizione).
I valori limite soglia si riferiscono a concentrazioni atmosferiche di sostanze alle quali si ritiene che
pressoch tutti i lavoratori possano essere esposti, giorno dopo giorno senza andare incontro ad effetti
nocivi.

TLV-TWA: time weighted average, concentrazione media per un giorno lavorativo di 8 ore e per una
settimana lavorativa di 40 per tutta la vita lavorativa
TLV-STEL: short term exposure level, esposizione media ponderata su un tempo di 15 minuti che
non deve mai essere superata.
TLV-ceiling: valore da non superare mai durante lesposizione lavorativa
TLV-miscela: quando sono presenti pi inquinanti
TLV-skin: sostanze che possono passare attraverso la cute, quindi va evitato il contatto cutaneo

Indicatore biologico: parametro che indica un evento presente in un sistema o campione biologico:

Indicatori di dose interna (indicatore di dose corrente, di esposizione cumulativa, di accumulo)


Indicatori di effetto
Indicatori di suscettibilit

La scheda di sicurezza:

1. Identificazione del preparato e delle ditte produttrice


2. Composizione/informazione sugli ingredienti
3. Identificazione dei pericoli (frasi rischio)
4. Misure di primo soccorso
5. Misure antincendio
6. Misure in caso di fuoriuscita accidentale
7. Manipolazione e stoccaggio
8. Controllo dellesposizione e protezione individuale
9. Propriet fisico chimiche
10. Stabilit e reattivit
11. informazioni tossicologiche (DL50, TLV ecc.)
12. Informazione ecotossicologiche
13. Considerazioni sullo smaltimento
14. Informazioni sul trasporto
15. Informazioni sulla regolamentazione
16. Altre informazioni

SCHIENA

33 vertebre, 3 curve fisiologiche (lordosi cervicale, cifosi dorsale e lordosi lombare). Legamenti longitudinali
anteriore, posteriore, legamenti sopraspinosi e interspinosi. Muscolatura associata alle funzioni dellarto
superiore, torace, testa e del rachide. Offre sostegno alla colonna vertebrale.

Artropatia degenerativa: quando la pressione interdiscale si riduce le vertebre si avvicinano, i legamenti


longitudinali si detendono e divengono meno aderenti permettendo al disco di protrudere e provocare una
reazione irritativa con conseguente formazioni di osteofiti ai margini vertebrali. Restringimento del canale
vertebrale con compressioni delle radici che emergono.
Ernia del disco: estrusione della sostanza nucleare dal limite dellanulus. Il nucleo si ernia nel canale spinale,
determinando una compressione della radice nervosa che si traduce in dolore da irritazione meccanica della
zona cutanea corrispondente. Il dolore dovuto allirritazione del legamento longitudinale posteriore.

Low back pain: disturbo lombare aspecifico, dolore sordo o senso di fastidio lombare che interferisce con le
normali attivit quotidiane.

Lombalgia acuta: dolore lombare o lombosacrale tale da costringere allimmobilit per due giorni.

Sciatica: dolore che si irradia agli arti inferiori e ai piedi e perdita di forza o impossibilit del movimento
degli arti inferiori.

VDT
Problemi associati:

Sintomi visivi (bruciore, lacrimazione, senso di corpo estraneo, fastidio alla luce, pesantezza, visione
sfocata, cefalea). Non esistono patologie visive date da vdt. Per prevenire i sintomi necessario
controllare locchiale, risposare locchio per 15 minuti ogni 2 ore e controllare lo schermo,
controllare la luce, posizione dello schermo.
Sintomi osteoarticolari (disturbi a livello della colonna cervicale o lombare dati dal troppo tempo
passato nella stessa posizione). I movimenti ripetuti potrebbero aumentare lincidenza di sindrome
del tunnel carpale. Si ha senso di rigidit al collo, spalle, schiena, braccia, dolore lombare,
intorpidimento arti superiori. Per prevenire i sintomi necessario fare attivit fisica, muoversi
durante le pause, usare un mouse ergonomico e appoggiare bene il braccio.
Stress (mal di testa, stanchezza, irritabilit, ansia, insonnia, depressione). Causato da un carico di
lavoro superiore o inferiore alle capacit, mancanza di riconoscimento, lavoro monotono,
isolamento, prodotti inadeguati, fattori ambientali, spazio e clima. Per prevenire lo stress si attua
una vita rilassata, coping, attivit fisica, buona organizzazione e nessun conflitto.

La normativa prevede visite mediche periodiche con controllo visivo nel caso il vdt venga usato per pi di 20
ore settimanali.

La posizione corretta prevede le braccia piegate a circa 90, avambracci appoggiati nello spazio fra bordo
tavolo e tastiera. Gli occhi devono essere a livello del bordo superiore, schermo a distanza tra i 50 e 70 cm.

Il piano di lavoro deve:

Bordi arrotondati
Colore neutro
Regolabile in altezza
Profondo e largo

La sedia:

Stabile
5 razze e ruote
Girevole
Senza braccioli
Regolabile
Monitor:

Orientabile
Superficie antiriflettente
Luminosit e contrasto variabili
Immagine stabile
Pulito

Tastiera:

Inclinabile e separata dal monitor


Lontana dal bordo di 15 cm circa
Colore neutro
Simboli chiari

Mouse:

Ergonomico

Illuminazione:

Tra 200 e 400 lux


Parenti e compagnia devono essere chiari e opachi
Tende disponibili
Plafoniere anti abbagliamento

Microclima:

Preferibile impianto
La temperatura in estate non deve essere inferiore di oltre 7 rispetto lesterna
Altre stagioni tra 18 e 20, 40% e 60% umidit
Ricambio 32 mc per persona allora in assenza di fumatori

RISCHI VIBRAZIONI

Le normative prevedono che:

Le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio comportano un rischio per la salute e la sicurezza


dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari (es.
angioneurosi)
Le vibrazioni trasmesse al corpo intero comportano lombalgie e traumi al rachide

Requisiti per diagnosi di angiopatia:

Episodi di pallore ben demarcato a uno o pi dita dati dallesposizione ad un microclima freddo (una
sola cianosi non sufficiente)
Comparsa del primo pallore digitale dopo lesposizione
Assenza di elementi clinici suggestivi per familiarit positiva per sindromi vasospastiche o per
fenomeno di Raynaud primitivo o secondario a patologie locali o sistemiche
Presenza di episodi di pallore digitale negli ultimi due anni nei quali vi stata esposizione a
vibrazioni

Stadi del fenomeno di Raynaud:

Stadio 0: non sintomi vasospastici


Stadio 1: occasionali episodi di pallore alle estremit di uno o pi dita
Stadio 2: occasionali episodi di pallore alle falangi distale e intermedia (raramente prossimale)
di uno o pi dita
Stadio 3: frequenti episodi di pallore a tutte le falangi della maggior parte delle dita
Stadio 4: come in stadio 3, con associati disturbi trofici alle estremit delle dita

Possiamo anche avere neuropatie periferiche prevalentemente sensitive (nervo mediano, ulnare o radiale).

Stadi dei disturbi neurosensitivi:

SN 0: non sintomi neurosensitivi


SN 1: torpore intermittente, con o senza parestesie
SN 2: torpore intermittente o persistente, ridotta sensibilit tattile, termica, vibratoria
SN 4: torpore intermittente o persistente, ridotta discriminazione tattile e/o ridotta capacit di
manipolazione fine

Sono incluse nelle patologie anche sindromi da intrappolamento dei tronchi nervosi degli arti superiori,
osteoartropatie dei polsi e gomiti, patologie muscolo-tendinee degli arti superiori.

Tra le patologie osteo-articolari identifichiamo (possono essere date da esposizione a vibrazioni di elevata
ampiezza e bassa frequenza <50 Hz, fattori di stress ergonomico e suscettibilit individuale):

Pseudocisti o vacuoli delle ossa carpali


Artrosi delle articolazioni del polso e gomito
Entesopatie del gomito

Le vibrazioni trasmesse al corpo intero possono portare a:

Disturbi e patologie del rachide lombare


Disturbi e patologie del distretto cervico-brachiale
Effetti sugli apparati cocleo-vestibolare, gastroenterico, circolatorio e urogenitale

In particolare a lombalgie aspecifiche, acute, lombosciatalgia, alterazioni degenerative precoci del rachide
lombari, discopatie ed ernie discali del tratto lombare. La sperimentazione biodinamica e fisiologica ha
evidenziato che lesposizione a vibrazioni causa sovraccarico meccanico e muscolare al rachide lombare (es.
autisti).

Al fine di proteggere i lavoratori esposti, sono previste:

Informazione e formazione sui potenziali rischi


Visite mediche periodiche e preventive
Accertamenti strumentali (indagini neurofisiologiche, muscolo-scheletriche, immuno-
ematochimiche)

Criteri per la diagnosi di angiopatia da vibranti:

Positivit ai requisiti minimi per la diagnosi anamnestica di fenomeno di Raynaud


Criteri di laboratorio (cold test, smeiotica ispettiva, misura temperatura cutanea, pressione sistolica
digitale)
Criteri per la diagnosi di neuropatia da vibranti:

Disturbi neurosensitivi alle estremit distali degli arti superiori


Criteri di laboratorio (alterazioni soglie estesiometriche, termiche e vibrotattili delle dita, anomalie
dei test di destrezza manuale)

Criteri per la diagnosi di osteoartropatia:

Dolore, tumefazione, deformit articolari, limitazione funzionale


Criteri radiologici (artrosi mano/polso/gomito, osteofitosi, entesopatia del gomito)

In conclusione, le patologie associate alle lesioni da vibrazione:

vascolari:

Fenomeno di Raynaud primitivo e secondario


Malattie vascolari periferiche di tipo occlusivo
Lesioni vascolari periferiche secondarie a traumi, fratture e interventi

Neurologiche:

Intrappolamento tronchi nervosi


Neuropatie periferiche di varia origine
Mielopatie da compressione
Lesioni neurologiche periferiche secondarie

Muscolo-scheletriche:

Tendiniti e tenosinoviti degli arti superiori


Sindromi cervico-brachiali
Morbo di Dupuytren
Miopatie
Lesioni secondarie

Colonna vertebrale:

Patologie degenerative
Patologie infiammatorie
Patologie dei dischi
Patologie deformanti, congenite o acquisite
Patologie destruenti o neoformative benigne
Instabilit
Pregressi traumi o interventi al rachide
Lombalgie croniche