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Progettazione allIncendio delle Strutture in Muratura

secondo EN 1996-1-2
Mauro SASSU - Marco ANDREINI - Anna DE FALCO

INTRODUZIONE manutenzione, non sono fornite negli eurocodici


poich esse sono soggette a specicazione da
Le parti degli eurocodici strutturali relative al parte dellautorit nazionale competente.
fuoco (in generale le parti 1-2) prendono in esa- I valori numerici per coefcienti parziali e altri
me aspetti specici della protezione passiva in elementi di afdabilit sono forniti sotto forma di
termini sia di progettazione di elementi strutturali valori raccomandati che garantiscono un livello
o strutture complete in presenza di carichi con- di sicurezza ammissibile. Essi sono stati scel-
comitanti con lincendio, sia di limitazione della ti ipotizzando che sia stato realizzato un livello
diffusione dellincendio stesso, ove rilevante. In appropriato di qualit di esecuzione dei lavori e
sostanza levento incendio rappresenta uno dei gestione della qualit stessa.
possibili carichi per ledicio, con la differen- Il procedimento analitico di progettazione com-
za che esso capace di modicare resistenza e pleto di strutture resistenti al fuoco proposto dalla
propriet meccaniche dei materiali. EN 1991-1-2 considera il comportamento del si-
I livelli di prestazione possono essere precisati stema strutturale a temperatura elevata, il poten-
in relazione a classi di resistenza al fuoco nomi- ziale usso di calore a cui la struttura esposta e
nali (incendio normalizzato), in generale fornite il beneco effetto dei sistemi di protezione attiva
nei regolamenti antincendio nazionali, oppure, e passiva; sono inoltre considerate le incertezze
qualora consentito da questultimi, ricorrendo associate a tali aspetti e limportanza della strut-
allingegneria della sicurezza contro lincendio tura (in termini di conseguenze del collasso).
per valutare le misure di protezione attive e pas- Attualmente possibile eseguire un procedi-
sive. mento di calcolo per determinare una presta-
Prescrizioni riguardanti la possibile installazio- zione adeguata, che comprende alcuni se non
ne e manutenzione di sistemi sprinkler, le condi- tutti, i parametri previsti, e per dimostrare che la
zioni ssate per lutilizzo di edici e zone com- struttura o i suoi componenti forniscono una pre-
partimentate al fuoco, oppure luso di materiali stazione soddisfacente in un incendio reale di un
isolanti e di rivestimento approvati, inclusa la loro edicio.

Fig. 1 - Procedimenti alternativi di progettazione.

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Tuttavia, laddove la procedura basata sullin- Il criterio R viene soddisfatto quando la funzio-
cendio nominale (normalizzato), il sistema di ne portante di un elemento strutturale viene man-
classicazione, che richiama particolari periodi di tenuta per tutto il tempo di esposizione richiesto
resistenza al fuoco, considera (sebbene in modo allincendio nominale. Il criterio I, invece, viene
non esplicito) le prestazioni e le incertezze sopra ritenuto soddisfatto quando la temperatura me-
descritte. dia della faccia non esposta non supera i 140C,
Lapplicazione della parte 1-2 dellEC1 prevede mentre quella puntuale non eccede i 180C. Per
due procedimenti alternativi di progettazione che quanto concerne il criterio E, esso risulta veri-
vengono illustrati nella Fig. 1. Vengono identica- cato quando il passaggio delle amme e dei gas
ti lapproccio prescrittivo e quello su base presta- caldi viene impedito.
zionale. Nel primo si utilizza lincendio nominale Quando per un elemento di separazione verti-
per generare le azioni termiche, mentre nel se- cale, con o senza funzione portante, richiesta
condo ci si riferisce ad azioni termiche basate su la resistenza agli urti, (criterio M), l'elemento deve
parametri sici e chimici. essere vericato allapplicazione del carico con-
centrato orizzontale specicato nella norma EN
1363 parte 2.
1 PRESTAZIONI RICHIESTE Per quanto concerne lesposizione allincendio
esterno normalizzato, sono validi gli stessi criteri
1.1 Regole generali sopra menzionati.
Quando richiesta resistenza meccanica R, le 1.3 Esposizione all'incendio parametrico
strutture devono essere progettate e costruite in
modo tale da mantenere le loro funzioni portanti La verica di mantenimento della funzione di
durante lesposizione all'incendio. capacit portante, in caso di incendio parame-
Qualora sia necessaria la compartimentazione, trico, risulta essere soddisfatta quando non si
gli elementi che costituiscono i conni di ogni raggiunge il collasso per il periodo di tempo pre-
compartimento antincendio, comprese le arti- scritto considerando la completa durata dellin-
colazioni, devono essere progettati e costruiti in cendio, inclusa la fase di raffreddamento.
modo tale che essi mantengano le loro funzioni Invece, la verica di mantenimento della fun-
durante lesposizione al fuoco, vale a dire: zione di separazione, in riferimento al criterio di
non si deve vericare la crisi per manca- isolamento I, soddisfatta qualora le seguenti
ta integrit E, al ne di impedire il passaggio di condizioni siano riscontrate: la temperatura me-
amme e gas caldi tramite lelemento connante dia della faccia non esposta allincendio non su-
del compartimento, e per prevenire l'insorgere di pera 140C e quella puntuale i 180C, allistante
amme sul lato non esposto; in cui si ha il massimo della curva temperatura-
non si deve vericare la crisi per mancato tempo parametrica; la temperatura media della
isolamento I, al ne di limitare il crescere della faccia non esposta non supera 180C e quella
temperatura sulla faccia non esposta, senza limiti puntuale i 220C, per il periodo di tempo richie-
pressati; sto, considerando anche la fase di raffreddamen-
quando richiesto, deve essere garantita la re- to della curva temperatura-tempo
sistenza ad impatti meccanici M;
quando richiesto, deve essere assicurata la
limitazione del usso di calore irraggiato dalla su- 2 VALORI DI PROGETTO DELLE
percie non esposta al fuoco. PROPRIET DEI MATERIALI
La valutazione delle deformazioni prodotte dal-
la variazione della temperatura devono essere I valori di progetto delle propriet meccaniche
considerate qualora i dispositivi di protezione, o i (resistenza e deformazione) dei materiali, Xd,fi,
criteri di progettazione per gli elementi di separa- sono deniti come segue:
zione, la richiedano per lanalisi e la verica delle k  X k
pareti portanti. Tali deformazioni possono essere, X d ,fi  , (1)
 M ,fi
invece, trascurate quando gli elementi di separa-
zione devono soddisfare le richieste di prestazio- dove Xk il valore caratteristico della propriet
ne date dallincendio nominale. meccanica a temperatura ambiente indicata nel-
la EN 1996-1-1, k il fattore di riduzione del va-
1.2 Esposizione all'incendio nominale meccaniche in funzione della
lore delle propriet
Per lesposizione allincendio nominale, gli ele- temperatura del materiale, il quale pu essere
menti devono essere conformi ai criteri R, E, I e espresso come:
M in relazione alla loro funzione, cos come se- X k ,
gue: k  , (2)
Xk
- Muro solo portante criterio R
- Muro solo di separazione criteri EI M,fi il fattore di sicurezza parziale per la pro-
- Muro di separazione portante criteri REI i del materiale, nella situazione di incendio,
priet
- Muro di separazione portante resistente agli il cui valore deve essere indicato negli annessi
urti meccanici criteri REI-M nazionali, ma che la EN 1996-1-2 raccomanda
- Muro di separazione resistente agli urti mec- assunto pari a 1.0 sia per le propriet meccani-
canici criteri EI-M che che per quelle termiche.

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Qualora un incremento di propriet meccani- dove Xk, il valore caratteristico della propriet
che sia a sfavore di sicurezza la (1) pu essere i
del materiale, in funzione della temperatura .
cos denita: La parte 1-2 dellEurocodice 6 si applica ai ma-
teriali appartenenti ai gruppi 1,2,3 e 4 deniti al
Xd,fi = M,fi Xk, (3) punto 3.1.1 della parte 1-1, i quali sono riassunti
nella Tab. 1 che segue.

Tab. 1: Requisiti geometrici per i gruppi degli elementi per muratura.

Gruppo 2 Gruppo 3 Gruppo 4


Gruppo 1
Elementi Fori
(tutti i materiali) Fori verticali
orizzontali
Laterizio > 25;  55 25;  70 25;  70
Volume di tutti i fori
(% del volume lor-  25 Silicato di calcio > 25;  55 Non utilizzato Non utilizzato
do)
Calcestruzzo > 25;  60 > 25;  70 > 25;  70
Ognuno dei fori Ognuno dei fori
multipli  2 multipli  2 Ognuno dei fori
Laterizio
Fori di presa sino Fori di presa sino multipli  30
ad un totale di 12.5 ad un totale di 12.5
Ognuno dei fori
Volume di ciascun
multipli  15
foro (% del volume  25 Silicato di calcio Non utilizzato Non utilizzato
Fori di presa sino
lordo)
ad un totale di 30
Ognuno dei fori Ognuno dei fori
multipli  30 multipli  30 Ognuno dei fori
Calcestruzzo
Fori di presa sino Fori di presa sino multipli  25
ad un totale di 30 ad un totale di 30
Setti Setti Setti Setti Setti Setti
interni esterni interni interni interni esterni
Valore dichiarato
dello spessore dei Laterizio 5 8 3 6 5 6
Nessun requisito
setti interni ed e-
sterni [mm] Silicato di calcio 5 10 Non utilizzato Non utilizzato
Calcestruzzo 15 18 15 15 20 20
Valore dichiarato Laterizio 16 12 12
dello spessore
combinato dei setti
Nessun requisito Silicato di calcio 20 Non utilizzato Non utilizzato
interni ed esterni
[% della larghezza
totale] Calcestruzzo 18 15 45

In aggiunta, previsto lutilizzo di unit appar- Analisi dellintera struttura


tenenti al gruppo 1S che comprende quei bloc- in ottemperanza ai criteri sintetizzati nella Fig. 1.
chi che hanno una percentuale in volume di vuoti La verica deve essere effettuata nel dominio
minore del 5% e che possono essere dotati di del tempo:
rientranze o scanalature poi riempite nella con-
gurazione di muro nito. tfi,d  tfi,requ, (4)
Per quanto concerne la malta, i requisiti sono i
medesimi della EN 1996-1-1. o nel dominio delle resistenze:

3 METODO DI ANALISI E DI VERIFICA Rfi,d,t  Efi,d,t, (5)

3.1 Regole generali o nel dominio delle temperature:


Il modello del sistema strutturale adottato per
le veriche allesposizione al fuoco deve rispec- d  cr,d, (6)
chiare il comportamento e le prestazioni richieste
alla costruzione soggetta allincendio di proget- nelle quali tfi,d il valore di progetto della resi-
to. stenza al fuoco, tfi,requ
fi,requ il tempo di resistenza al
Lanalisi pu essere effettuata attraverso una fuoco richiesto, R Rfi,d,t il valore di progetto del-
delle seguenti metodologie: l
la resistenza dellelemento in caso di incendio al
Prove sperimentali sulla struttura o su un tempo t, Efi,d,t il valore di progetto degli effetti
suo elemento ti dalle
pertinenti ll azioni in caso di incendio al tem-
Dati tabellari po t, d il valore di progetto della temperatura
Analisi degli elementi strutturali del materiale e cr,d il valore di progetto della
Analisi di parte di struttura temperatura critica del materiale.

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Le analisi strutturali devono essere eseguite
secondo i criteri generali indicati nella EN 1990;
Ed  
j 1
G, j  Gk , j  P  P  Q ,1  Q k ,1 

qualora sia richiesta una valutazione allespo-


sizione nominale, risulta sufciente condurre
unanalisi basata sui singoli elementi strutturali,
 
i 1
Q ,1   0,i  Q k ,i ; (11)
considerando che i dati tabulati, presenti nella
Appendice B della EN 1996-1-2, sono relativi alla oppure, in alternativa, pu essere considerata la
curva temperatura-tempo nominale denita, in meno favorevole delle seguenti espressioni:
accordo alla EN 1363, dalla:
"
 j 1
G, j  Gk , j  P  P  Q ,1   0,1  Q k ,1 

g = 20 + 345 log10(8t + 1) [C], (7) (12.1)


  i 1
 Q ,1   0,i  Q k ,i

in cui g la temperatura del gas allinterno del ; (12)


ti
compartimento antincendio [C] e t il tempo   j   G , j  Gk , j  P  P  Q ,1  Q k ,1 
[min]. j 1
(12.2)
Il metodo alternativo di progettazione basata
su prove sperimentali di resistenza allincendio,
 
 Q ,1   0,i  Q k ,i
$ i 1
pu essere accompagnato dai dati ottenuti da
analisi computazionali.
essendo j il fattore di riduzione degli effetti sfa-
ll
vorevoli delle azioni permanenti.
3.2 Analisi degli elementi strutturali
Dunque, si ha che:
Per ottenere gli effetti delle azioni di riferimento
Efi,d,t nel corso dellesposizione al fuoco, le azioni Efi,d,t, = Efi,d = fi Ed, (13)
meccaniche devono essere combinate in accordo
alla EN 1990, la quale propone la seguente for-
mula di combinazione per situazioni di progetto dove Ed il valore di progetto degli effetti perti-
eccezionali: nenti alle azioni della combinazione fondamenta-
le (10) o (11) e fi il fattore di riduzione denito
dalla seguente espressione:
Ed = E {Gk,j; P; Ad; (1,1 oppure 2,1)
Qk,1; 2,1 Qk,1} j  1; i > 1, (8) Gk   fi  Q k ,1
fi  , (14)
 G  Gk   Q ,1  Q k ,1
che pu essere posta nella forma: oppure, considerando le espressioni (12), dal pi
piccolo valore dato dalle seguenti relazioni:
Ed  G
j 1
k , j P  Ad 
Gk   fi  Q k ,1
fi  , (15)
(1,1 oppure 2,1) Q k ,1  
i 1
2,1  Q k ,i , (9)  G  Gk   Q ,1   0,1  Q k ,1

Gk   fi  Q k ,1
nelle quali Ad rappresenta le azioni indirette do- fi  . (16)
vute allesposizione al fuoco.    G  Gk   Q ,1  Q k ,1
Il D.M. 14/01/2008 raccomanda lutilizzo del
valore quasi permanente 2,1Q1 invece di quello Un esempio della variazione del fattore di riduzio-
frequente 1,1Q1 per le azioni accidentali. ne fi in funzione del rapporto di carico Qk,1/Gk
In questo contesto, non occorre valutare espli- per diversi valori di fi posto pari a 1,1, mostra-
citamente le azioni indirette dovute al fuoco, per f
to nel graco di Fig. 2, dove sono state fatte le se-
cui gli effetti possono essere determinati analiz- guenti assunzioni: GA = 1.0, G = 1.35 e Q = 1.5.
zando la struttura soggetta alle azioni combinate
secondo le (8) o (9), per t pari a 0 soltanto; questi
effetti, indicati con Efi,d, possono essere consi-
l d la durata dellesposizio-
derati costanti per tutta
ne allincendio.
Inoltre, come ulteriore semplicazione, gli effet-
ti delle azioni possono essere dedotti da quelli
relativi a situazioni persistenti o transitorie, com-
binati in accordo allespressione:

Ed = Sd E {G,j Gk,j; P P; Q,1 Qk,1; Q,1 QK,i}


j  1; i > 1, (10)

Fig. 2 - Variazione del fattore di riduzione ?fi in funzione del rap-


che in altri termini si pu porre nella forma: porto di carico Qk,1/Gk.

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Le curve relative allutilizzo delle espressio- I muri di separazione servono a prevenire la
ni (15) e (16) risultano essere pi alte rispetto a propagazione dellincendio da un ambiente ad
quelle illustrate nella Fig. 2. un altro, per cui risultano intrinsecamente espo-
In via del tutto semplicativa possibile uti- ste al fuoco su un paramento soltanto; esempi di
lizzare un valore di fi pari a 0.65, ad eccezione muri di separazione sono le pareti che delimitano
dei casi in cui la struttura in esame rientra nella i percorsi sicuri di evacuazione, i muri dei vani
Categoria E denita dalla EN 1990 (aree di stoc- scale ed i muri che delimitano i compartimenti
caggio e attivit industriali), per la quale il valore antincendio.
raccomandato di 0.7. Le pareti murarie portanti che non assolvono la
Per quanto concerne gli effetti prodotti dalla funzione di separazione sono da intendersi sog-
dilatazione termica, solamente quelli dovuti ai gette allincendio su due o pi lati, come potreb-
gradienti nelle sezioni trasversali devono essere bero essere, ad esempio, i muri che si trovano
considerati, mentre quelli assiali, o che comun- allinterno di un compartimento antincendio.
que si esplicano nel piano medio, possono esse- Per quanto concerne i muri perimetrali, essi
re trascurate. possono essere considerati di separazione o non
Le condizioni al contorno denite dai supporti di separazione, a seconda della prestazione ri-
alle estremit di ogni elemento strutturale posso- chiesta; qualora essi abbiano una lunghezza in-
no assumersi come inalterabili durante lesposi- feriore ad 1.0m, devono per essere considerati
zione allincendio. necessariamente come di non separazione, per
Inne, per le veriche si possono utilizzare me- la possibile presenza di costruzioni adiacenti.
todologie basate su dati tabellari oppure analisi Nel caso di muri dotati di architravi sopra le
per calcolo diretto semplicate avanzate, che aperture verticali, la resistenza allincendio richie-
vengono descritte nel seguito. sta non viene assolutamente modicata.
Elementi dotati di capacit portante come muri
3.3 Analisi di parte della struttura trasversali, solai, travi, colonne e telai, devono
essere dotati di resistenza allincendio almeno
Gli effetti delle azioni agenti su una parte di uguale a quella dei muri portanti.
struttura possono essere determinate con le pro- Altri aspetti da considerare nella progettazio-
cedure indicate nel precedente 3, valutando ne allincendio delle strutture in muratura sono:
anche le potenziali dilatazioni termiche e lintera- luso di materiale non combustibile e gli effetti
zione con le altre parti di struttura presenti. dellespansione termica prodotti dalla presenza
In riferimento alla parte di struttura in esame, di costruzioni adiacenti, colonne e travi insistenti
devono essere valutate le metodologie di col- sui muri in esame.
lasso dovute allesposizione allincendio, la di-
pendenza dalla temperatura delle propriet del 4.1.2 Muri a cassa vuota e Muri a due
materiale e la variazione dello spessore efcace paramenti indipendenti non legati
delle membrature.
Anche in questo caso le condizioni al contorno, Quando i due paramenti di un muro a cassa
le forze e le coppie esplicate dai vincoli posso- vuota sono di spessore paragonabile e risultano
no essere considerate come inalterabili durante soggetti a carichi di intensit approssimativamen-
lesposizione allincendio. te uguale (Fig. 3), la resistenza allincendio pu

3.4 Analisi globale della struttura


Quando viene effettuata unanalisi globale della
struttura soggetta allincendio occorre valutare:
i modi di collasso della struttura, la dipendenza
dalla temperatura delle propriet del materiale, la
variazione di spessore efcace delle membrature
e gli effetti delle azioni indirette come le dilatazio-
ni termiche durante lesposizione allincendio.

4 PROCEDURE DI PROGETTAZIONE
PER OTTENERE LA RESISTENZA
ALL'INCENDIO DELLE PARETI
IN MURATURA

4.1 Indicazioni generali


4.1.1 Funzioni degli elementi strutturali
in muratura
Per la protezione allincendio, occorre fare una
distinzione tra pareti murarie portanti e non por-
tanti e tra pareti di separazione e non di separa- Fig. 3 - Muro a cassa vuota con entrambi i paramenti portanti; 1:
zione. sistema di connessione tra i paramenti o rinforzi dei giunti di mal-
ta orizzontali; 2: cavit parzialmente o totalmente riempita.

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Fig. 6 - Muro a due paramenti indipendenti non legati (portanti o
non portanti); 3: assenza di connessione tra i paramenti.

essere assunta come quella di un muro a para-


mento singolo di spessore pari alla somma di
quelli dei due paramenti (solo se nella cavit non
presente materiale combustibile).
Quando un solo paramento di un muro a cassa
vuota risulta essere portante, la resistenza allin-
cendio totale risulta essere superiore di quella
relativa per il singolo paramento, qualora con-
Fig. 4 - Muro a cassa vuota con un solo paramento portante; 1: si-
stema di connessione tra i paramenti o rinforzi dei giunti di malta
siderato come agente in maniera indipendente
orizzontali; 2: cavit parzialmente o totalmente riempita. (Fig. 4).
La resistenza al fuoco di un muro a cassa vuo-
ta costituito da due paramenti non portanti (Fig.
5) data dalla somma delle resistenze delle due
pareti, con un massimo di tempo di esposizione
di 240 minuti.
Inne, per pareti murarie a due paramenti indi-
pendenti non legati (Fig. 6), la verica di resisten-
za allincendio deve essere condotta consideran-
do singolarmente ognuno dei due paramenti che
la costituiscono.

4.1.3 Finiture superciali


La resistenza allincendio pu essere incremen-
tata dallapplicazione sulle superci verticali di un
adeguato strato di nitura, ad esempio: intonaco
si gesso premiscelato in accordo alla EN 13279-
1; intonaco tipo LW o T come indicato nella EN
998-1.
Nel caso dei muri a cassa vuota e dei muri a
due paramenti indipendenti non legati, le opere
di nitura superciale sono necessarie solamente
sulle facce esposte e non su quelle interne dellin-
tercapedine.
Un incremento di resistenza pu essere dato
anche dallaggiunta di un altro paramento sottile
o da un ulteriore rivestimento.

4.1.4 Indicazioni addizionali


Fig. 5 - Muro a cassa vuota non portante; 1: sistema di connessio-
ne tra i paramenti o rinforzi dei giunti di malta orizzontali. Le guaine di impermeabilizzazione che risultino

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essere combustibili possono essere ignorate in resistenza allincendio, mentre per quello relativo
fase di analisi. alle altre considerazioni meccaniche si rimanda
In presenza di sistema di isolamento termico alla parte 1-1 dellEC 6.
applicato su una sola supercie dei muri perime- Inoltre, i valori indicati nelle tabelle per i muri
trali, si osserva che tale strato di isolamento, se che assolvono la funzione portante sono validi
costituito da materiale combustibile, non miglio- per il carico totale caratteristico Nk dato dalla se-
ra la resistenza alincendio; caso opposto si ha guente relazione:
quando tale strato fatto di materiale non com-
bustibile come la lana minerale.  N Rk
Nk  , (17)
4.2 Metodo di verica basato su indagini  Glo
sperimentali
dove il rapporto tra carico applicato e sforzo
Per ogni tipo di elementi in muratura, la resi- assiale resistente di progetto, il quale pu assu-
stenza allincendio pu essere ottenuta sulla mere valori pari a 1.0 o 0.6, mentre NRk il carico
base dei risultati di prove sperimentali condotte resistente caratteristico dato dalla EN 1996-1-1,
in ottemperanza alle Norme EN. che ricordiamo essere posto nella forma:
I test devono essere eseguiti tenendo presen-
te che il comportamento della muratura alle alte
temperature dipende da vari fattori, tra cui i pi
NRk =
fk t. (18)
importanti sono quelli che seguono:
il materiale costituente i blocchi: laterizio, si-
licato di calcio, calcestruzzo autoclavato (AAC), Si osserva che al tempo di redazione delle
calcestruzzo ordinario o alleggerito vibro-com- tabelle che seguono, il valore di Glo assumeva
presso, pietra manifatturiera; un valore compreso tra 3 e 5; in effetti, le prove
il tipo di blocco: pieno o forato (tipo di fori, e sperimentali, prima dellavvento dei coefcienti
percentuale di foratura), tipo di supercie e spes- parziali di sicurezza, venivano condotte con rife-
sore delle pareti; rimento al concetto di massimo carico ammissi-
il tipo di malta: consistenza generale, spes- bile, il quale era prossimo al valore dato dal rap-
sore dei giunti, eventuale impiego di malta alleg- porto tra il carico caratteristico e il prodotto dei
gerita; coefcienti F e M, rispettivamente delle azioni e
la relazione tra carichi e resistenza di progetto del materiale.
dellelemento; Il valore di tF indicato nelle tabelle da consi-
la snellezza del muro; derarsi riferito allelemento strutturale in s, non
leccentricit dei carichi applicati; comprende quindi lintonaco o altre opere di -
la densit dei blocchi; nitura. La prima riga o paio di righe deniscono
il tipo di tecnica costruttiva; la resistenza di pareti murarie sprovviste di ade-
il tipo e la natura delle niture superciali; guati interventi superciali; i valori tra parentesi
Nel giungere ai valori di resistenza allincendio tonde nella seconda riga o paio di righe sono ri-
tramite le prove sperimentali, importante inter- ferite a muri dotati di opere di nitura aventi uno
pretare i risultati operando raffronti con gli esiti spessore minimo di 10mm su ambo i lati di espo-
dei test gi effettuati utilizzando i criteri delle EN sizione.
1363, EN 1364-1, EN 1365-1, EN 1365-4. Parti- Elementi in muratura con blocchi di dimensio-
colare attenzione va prestata ad ogni differenza ne accertata e con giunti verticali non riempiti
introdotta nelle procedure descritte in tali norme di malta ed aventi spessore compreso tra i 2 e i
nel valutare la resistenza allincendio dei muri 5mm, possono essere vericati tramite le tabelle
portanti, ad esempio nel sistema di vincolo dei riferite alla presenza di niture di almeno 1mm di
provini: estremit sse, libere, una ssa e laltra spessore su almeno un lato. In casi simili la resi-
libera. stenza allincendio paragonabile a quella data
Anche nei test per muri non portanti, i dettagli per muri sprovvisti di nitura superciale.
sul sistema di vincolo possono portare a risultati Per paramenti murari aventi giunti verticali di
sperimentali non soddisfacenti, considerando il spessore minore o uguale a 2mm, non richiesto
sistema di prova indicato nella EN 1364-1. nessun intervento di nitura, e possono essere
trattate con le tabelle relative allassenza di trat-
4.3 Metodo di verica basato su dati tamenti superciali.
tabellari Inne, in caso di muratura con blocchi ad in-
castro o datati di scanalature ed aventi giunti
Il metodo di verica delle pareti murarie utiliz- verticali sprovvisti di malta, di spessore inferiore
zando le tabelle, proposte in questo paragrafo, ai 5mm, la verica avviene tramite la pertinente
si basano sulla determinazione dello spessore tabella riferita a muri sprovvisti di niture super-
minimo tF per ottenere il periodo di tempo di ciali.
esposizione allincendio richiesto tfi,d, previa co- Le tabelle relative ai vari materiali seguono lo
noscenza del tipo di blocchi, del gruppo di ap- schema denito dalle Tab. 2, Tab. 3, Tab. 4, Tab.
partenenza e della densit del materiale. 5, Tab.6 e Tab. 7.
Si sottolinea che il valore dello spessore mini- Si fanno le seguenti osservazioni:
mo indicato nelle tabelle relativo soltanto alla i periodi di resistenza al fuoco, da 15 a 360

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Tab. 2: Spessore minimo di muri di separazione non portanti (Criteri EI) per la classificazione di resistenza al fuoco.

Spessore minimo tF [mm]


per la classificazione EI di resistenza allincendio
Materiali per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza, Spessore del muro tF
incluso lo spessore
combinato, e densit

Tab. 3: Spessore minimo di muri di separazione portanti a singola cortina (Criteri REI) per la classificazione di resistenza
al fuoco.
Spessore minimo tF [mm]
Materiali e livello per la classificazione REI di resistenza allincendio
di carico per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza,
e densit Spessore del muro tF
Livello di carico   1.0
e   0.6

Tab. 4: Spessore minimo di muri non di separazione portanti a singola cortina (Criterio R) di lunghezza ? 1.0m per la clas-
sificazione di resistenza al fuoco.
Spessore minimo tF [mm]
Materiali e livello per la classificazione R di resistenza allincendio
di carico per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza,
e densit Spessore del muro tF
Livello di carico   1.0
e   0.6

Tab. 5: Lunghezza minima di muri non di separazione portanti a singola cortina (Criterio R) di lunghezza < 1.0m per la clas-
sificazione di resistenza al fuoco.
Spessore minimo tF [mm]
Materiali e livello Spessore minimo per la classificazione R di resistenza allincendio
di carico del muro tF [mm] per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza,
e densit tF Lunghezza del muro lF
Livello di carico   1.0
e   0.6

Tab. 6: Spessore minimo di muri di separazione portanti e non portanti a singola e doppia cortina (Criteri REI-M e EI-M) per
la classificazione di resistenza al fuoco.
Spessore minimo tF [mm]
Materiali e livello per la classificazione REI-M e EI-M di resistenza allincendio
di carico per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza,
e densit Spessore del muro tF
Livello di carico   1.0
e   0.6

Tab. 7: Spessore minimo di muri di separazione portanti a doppia cortina con cavit, con una sola cortina caricata (Criteri
REI) per la classificazione di resistenza al fuoco.
Spessore minimo tF [mm]
Materiali e livello per la classificazione REI di resistenza allincendio
di carico per il periodo di tempo tfi,d [min]

15 20 30 45 60 90 120 180 240 360


Tipo di blocco, malta,
gruppo di appartenenza,
e densit Spessore del muro tF
Livello di carico   1.0
e   0.6

10 N. 3 - 2011
minuti, e i livelli di carico posti pari a 1.0 e 0.6, determinzione del prolo delle temperature
dati nelle tabelle precedenti, coprono il range indi- nella sezione trasversale;
cato dalla Commission Decision del 03/05/2000, valutazione della porzione inefcace e di
pubblicata nellOfcial Journal L133/26 del quella residua, nella sezione trasversale;
06/06/2000. Tuttavia viene lasciata libert di mo- calcolo della capacit portante allo stato li-
dica di tali periodi negli Annessi Nazionali allEC mite ultimo della sezione residua (Fig. 7, Fig. 8
6 parte 1-2; e Fig. 9);
le tabelle che seguono coprono anche gli verica che la capacit portante calcolata ri-
aspetti riguardanti la muratura dotata di armatura sulti superiore a quella richiesta in accordo alla
nei giunti orizzontali, descritta dalla EN 845-3; rispettiva combinazione di carico.
gli spessori tF indicati per pareti murarie non La verica avviene valutando se la disugua-
portanti, vale a dire corrispondenti ai criteri EI o glianza seguente risulta soddisfatta o meno:
EI-M, sono validi solamente per rapporti tra al-
tezza e spessore inferiori a 40. NEd  NRd,fi2 , (19)
La sigla nvg sta per no given value ovvero
valore non disponibile.
dove NEd il valore del carico assiale sollecitan-
4.4 Metodo di verica tramite calcolo te e NRd,fi2 lo sforzo normale resistente dato
diretto semplicato dalla seguente espressione:

Nel metodo di verica tramite calcolo diretto NRd,fi2 =


(d1 A1 + d2 A2), (20)
semplicato, la capacit portante di una generica
parete muraria viene determinata considerando nella quale
il fattore di riduzione ottenuto con
le condizioni al contorno e la sezione trasversale
residua, per pressati periodi di tempo di esposi-
zione allincendio nominale.
Il campo di applicazione di questo metodo per
i vari materiali risulta:
Laterizio: Gruppi 1 e 1S; resistenza a com-
pressione fb = 10 40 N/mm2; densit lorda del
materiale secco  = 1000 2000 kg/m3; malta di
composizione generica.
Silicato di calcio: Gruppi 1 e 1S; resistenza a
compressione fb = 10 40 N/mm2; densit lorda
del materiale secco  = 1500 2000 kg/m3; giun-
ti di malta ni.
Calcestruzzo ordinario vibro-compresso:
Gruppo 1; resistenza a compressione fb = 10
40 N/mm2; densit lorda del materiale secco  =
1500 2000 kg/m3; malta di composizione ge-
nerica.
Calcestruzzo alleggerito vibro-compresso:p
Gruppi 1 e 1S; resistenza a compressione fb = 4
8 N/mm2; densit lorda del materiale secco  =
600 (pomice) 1000 kg/m3; malta alleggerita. Fig. 7 - Sezione trasversale di una colonna esposta allincendio
Calcestruzzo autoclavato: Gruppo 1; resi- con indicate le isoterme effettive (1: limiti della sezione originaria;
stenza a compressione fb = 2 6 N/mm2; densi- 2: isoterma per  = 2; 2: isoterma per  = 1)

t lorda del materiale secco  = 400 700 kg/m3;


malta di composizione generica e con giunti ni.
Tali limiti sono relativi a metodi di calcolo sem-
plicati calibrati sulla base dei risultati di prove
sperimentali. Tuttavia, i principi generali di tale
metodo possono essere applicati a elementi in
muratura di blocchi non annoverati nella pre-
cedente lista, purch si abbiano a disposizione
risltati di test sperimentali per unadeguata cali-
brazione.
La correlazione tra temperatura della parete e
dilatazioni termiche pu essere considerata co-
stante, ed possibile determinarla facendo uso
delle indicazioni del 4.5.3 relativo al metodo di
calcolo avanzato.
Fig. 8 - Sezione trasversale di una colonna esposta allincendio
La procedura di verica prevede i seguenti con indicate le isoterme idealizzate, al fine di semplificare il calco-
passi: lo (1: limiti della sezione originaria; 2: isoterma per  = 2; 2: iso-
terma per  = 1)

N. 3 - 2011 11
la procedura descritta al punto 6.1.2.2 della EN La mappatura termica della sezione trasversale
1996-1-1, tenendo conto dellecccentricit e  e la temperatura al di sopra della quale il mate-
dovuta alla variazione differenziale di temperatu- riale viene considerato inefcace, in funzione del
ra nello spessore, A1 larea della sezione tra- tempo di esposizione allincendio, dovrebbe es-
sversale avente temperatura superiore a 1, A2 sere ottenuta dai risultati di prove sperimentali.
2
quella avente temperatura compresa tra1 e In assenza di questultimi, possibile utilizzare i
2 , 1 la temperatura sotto la quale si deve diagrammi illustrati nelle Fig. 11, Fig. 12, Fig. 13,
considerare il materiale con resistenza inaltera- Fig. 14, Fig. 15, Fig. 16 e Fig. 17, nei quali T la
2
ta, 2 quella sopra la quale il materiale deve temperatra [C], tineff30 lo spessore della parte
essere considerato non pi resistente, fd1 e fd2 di muro che diventa inefcace dopo 30 minuti di
t i l
sono le resistenze a compressione del materiale esposizione, tineff90 quello che diviene inefca-
ad una temperatura rispettivamente inferiore a 1 ce dopo 90 minuti, t la coordinata nello spesso-
e compresa tra 1 e 2. re del muro [mm], (3) lo spessore residuo della
LAnnesso C dellEC 6 parte 1-2 pone inoltre: parete accompagnato da un numero in [min] che
indica il periodo di esposizione di riferimento: t30
sta per 30 minuti di esposizione, t60 per 60 minu-
d2 = c d1, (21) ti, t90 per 90 minuti, t120 per 120 minuti, ecc.
dove c rappresenta una costante che dovrebbe
essere indicata negli Annessi Nazionali, ma che
tuttoggi risulta indenita.

Fig. 9 - Sezione trasversale di una parete di separazione esposta


allincendio con indicate le isoterme (1: limiti della sezione origi-
naria; 2: isoterma per  = 2; 2: isoterma per  = 1)

Nel metodo di calcolo semplicato, leccentri-


cit prodotta dalla varizione di temperatura e 
pu essere assunta pari a 0, quando il fuoco
avvolge lintero elemento strutturale, mentre in
caso contrario pu essere determinata con la se-
guente espressione:
1 2 t  ( 2  20C ) hef
e    hef   , (22)
8 t Fr 20
in cui hef laltezza effettiva del muro, t il
coefciente di dilatazione termica in accordo al Fig. 10 - Sezione verticale di una parete di separazione esposta
punto 3.7.4 della EN 1996-1-1 e tFr lo spessore all'incendio con indicata, qualitativamente, la distribuzione della
della parte di sezione trasversale la cui tempera- temperatura nello spessore (1: distribuzione della temperatura;
2: area residua data da A + A ).
tura non supera 2. 1 2

I valori delle temperature 1 e 2 raccomandati


h segue:
sono riportati nella Tab. 8 che

Tab. 8: Valori delle temperature 1 e 2.

Temperatura [C]
Tipi di blocco e di malta (in assenza
di trattamenti superficiali)
2 1

Elementi in laterizio con malta di com-


600 100
posizione generica
Elementi inin silicato
silicatodi
dicalcio
calciocon
conginti
giunti
fi-
500 100
ni di malta
sottili di malta
Elementi in calcestruzzo alleggerito
con pomice vibro-compresso con malta 400 100
di composizione generica

Elementi in calcestruzzo ordinario vi-


bro-compresso con malta di composi- 500 100
zione generica

Elementi
Elementi inin calcestruzzo
calcestruzzo autoclavato
autoclavato Fig. 11 - Muratura con blocchi di laterizio (densit del materiale
700 200 secco  = 1000 2000 kg/m3): distribuzione della temperatura nel-
con giunti
con giuntifini di malta
sottili di malta lo spessore.

12 N. 3 - 2011
Fig. 12 - Muratura con blocchi di silicato di calcio (densit del ma- Fig. 15 - Muratura con blocchi di calcestruzzo autoclavato (den-
teriale secco  = 1500 2000 kg/m3): distribuzione della tempera- sit del materiale secco  = 400 kg/m3): distribuzione della tempe-
tura nello spessore. ratura nello spessore.

Fig. 13 - Muratura con blocchi di calcestruzzo alleggerito con po-


mice vibro-compresso (densit del materiale secco  = 600 1000 Fig. 16 - Muratura con blocchi di calcestruzzo autoclavato (den-
kg/m3): distribuzione della temperatura nello spessore. sit del materiale secco  = 500 kg/m3): distribuzione della tempe-
ratura nello spessore.

Fig. 14 - Muratura con blocchi di calcestruzzo ordinario vibro- Fig. 17 - Muratura con blocchi di calcestruzzo autoclavato (den-
compresso (densit del materiale secco  = 1500 2000 kg/m3): sit del materiale secco  = 600 kg/m3): distribuzione della tempe-
distribuzione della temperatura nello spessore. ratura nello spessore.

N. 3 - 2011 13
4.5 Metodo di verica tramite calcolo
diretto avanzato
4.5.1 Introduzione
I metodi di calcolo e verica di tipo avanzato
sono basati sulle propriet siche del materiale,
in modo tale da ottenere modelli matematici che
rispecchino, con unadeguata aprrossimazione,
leffettivo comportamento della struttura, o di
una sua parte, nella condizione di incendio.
Tali modelli devono essere in grado di determi-
nare non solo lo sviluppo e la distribuzione della
temperatura allinterno degli elementi strutturali
(analisi termiche), ma anche il loro comporta-
mento meccanico (analisi meccanica).
In questo genere di analisi, possono essere
impiegati tutti i tipi di curve temperatura-tempo
Fig. 20 - Muratura con blocchi di calcestruzzo alleggerito con po-
deniti nella EN 1991-1-2, in associazione ai dati mice vibro-compresso (densit del materiale secco  = 600 1000
disponibili circa le variazioni delle propriet ter- kg/m3): dipendenza dalla temperatra delle propriet termiche.
miche e meccaniche dei materiali costituenti gli
elementi strutturali, nei range di valori ritenuti ri-
levanti.

Fig. 21 - Muratura con blocchi di calcestruzzo autoclavato (den-


sit del materiale secco  = 400 600 kg/m3): dipendenza dalla
temperatra delle propriet termiche.

Fig. 18 - Muratura con blocchi di laterizio (densit del materiale 4.5.2 Analisi termiche
secco  = 900 1200 kg/m3): dipendenza dalla temperatra delle
propriet termiche.
Le analisi termiche avanzate devono basarsi
sulle conoscenze, i principi e le assunzioni della
teoria del trasferimento di calore. Esse devono
necessariamente includere le azioni denite in
EC 1-1-2 e la dipendenza dalla temperatura del-
le propriet termiche dei materiali: per il calore
specico ca, la trasmissibilit a e la densit , in
assenza di dati sperimentali, si pu fare uso dei
diagrammi mostrati nella Fig. 18, Fig. 19, Fig. 20
e Fig. 21, nei quali con (1) viene indicato il rap-
porto tra il valore alla temperatura T e quello a
20C.

4.5.3 Analisi meccaniche


I metodi di calcolo avanzati, per quanto con-
cerne le analisi meccaniche, si basano sulla teo-
ria e sui principi della meccanica delle strutture,
prendendo in considerazione i cambiamenti di
propriet dei materiali relativi alla variazione della
temperatura.
Fig. 19 - Muratura con blocchi di silicato di calcio (densit del ma-
teriale secco  = 1600 2000 kg/m3): dipendenza dalla temperatra Per quanto concerne le azioni, si rende neces-
delle propriet termiche. saria la valutazione delle deformazioni e delle

14 N. 3 - 2011
tensioni indotte dalle dilatazioni termiche assiali
e quelle relative ai gradienti di temperatura dif-
ferenziali: spesso, per questo motivo, occorre
valutare gli effetti prodotti dalla non linearit ge-
ometrica sugli elementi strutturali in esame e/o
sullintera struttura.
Risulta molto importante, quindi, valutare le ef-
fettive condizioni al contorno denite dalle con-
dizioni di vincolo, i cui dettagli devono essere
adeguatamente curati cos da prevenire crisi per
perdita di equilibrio o di rigidezza.
La verica avviene nel dominio delle resistenze,
valutando che la disuguaglianza (5) sia soddisfat-
ta o meno.
Nelle immagini che seguono vengono passati in
rassegna i diagrammi dilatazione termica tem-
Fig. 24 - Muratura con blocchi di silicato di calcio (densit del ma-
peratura e le curve tensione deformazione pa- teriale secco  = 1600 2000 kg/m3; resistenza unitara fb = 12 20
rametriche per ogni materiale sinora menzionato; N/mm2): dipendenza dalla temperatra di T.
in tali diagrammi sono indicati con T la dilatazio-
ne termica unitaria [] e con (1) il rapporto tra la
resistenza alla temperatura T e quella a 20C.

Fig. 25 - Muratura con blocchi di silicato di calcio (densit del ma-


teriale secco  = 1600 2000 kg/m3; resistenza unitara fb = 12 20
Fig. 22 - Muratura con blocchi di laterizio (densit del materiale N/mm2): dia gramma tensione-deformazione parametrizzato in
secco  = 900 1200 kg/m3; resistenza unitara fb = 12 20 funzione della temperatura.
N/mm2): dipendenza dalla temperatra di T.

Fig. 23 - Muratura con blocchi di laterizio del Gruppo 1 (densit Fig. 26 - Muratura con blocchi di calcestruzzo alleggerito con po-
del materiale secco  = 900 1200 kg/m3; resistenza unitara fb = mice vibro-compresso (densit del materiale secco  = 600 1000
12 20 N/mm2): dia gramma tensione-deformazione parametrizza- kg/m3; resistenza unitara fb = 4 6 N/mm2): dipendenza dalla tem-
to in funzione della temperatura. peratra di T.

N. 3 - 2011 15
2 = 0.75, (23)

per cui laltezza effettiva vale:


hef = 2 h = 0.75 3.5 = 2.625m. (24)

Prendiamo in considerazione il seguente valore


delleccentricit iniziale einit:
hef 262.5
e init    0.6cm. (25)
450 450
I valori considerati per unit di lunghezza dello
sforzo normale e del momento flettente fuori pia-
no, insistenti sulla sezione trasversale allestre-
Fig. 27 - Muratura con blocchi di calcestruzzo alleggerito con po- mit inferiore e che risultano dallanalisi, sono
mice vibro-compresso (densit del materiale secco  = 600 1000 quelli presentati nella Tab. 10 che segue.
kg/m3; resistenza unitara fb = 4 6 N/mm2): dia gramma tensione-
deformazione parametrizzato in funzione della temperatura. Dalla combinazione per azioni eccezionali si ot-
tengono:
5 ESEMPIO APPLICATIVO DEL METODO
DI CALCOLO DIRETTO SEMPLIFICATO: NEd = 4.00 + 1.50 + 0.6 1.50 = 6.40 kN/cm (26)
PARETE PORTANTE SCUOLA
Mx,Ed = 4.00 + 3.00 + 0.6 3.00 = 8.80 kN (27)
Le scuole sono soggette a regolamento spe-
cico, di cui al D.M. 26 agosto 1992, il quale ne Tab. 10: Valori caratteristici dello sforzo normale e del
prescrive una classe di resistenza R60. momento flettente fuori piano.
Si consideri un suo maschio murario realizzato Sforzo Momento
in muratura di blocchi in laterizio (Fig. 28), confor- Normale Flettente
mi alla EN 771-1, alto 3.50 m, ed avente le pro- Descrizione Caratteristico Caratteristico
Nk Mx,k
priet meccaniche e termiche a freddo indicate [kN/cm] [kNcm/cm]
nella Tab. 9.
Peso proprio degli ele-
menti strutturali G1 4.00 4.00

Peso proprio degli ele-


menti non strutturali G2 1.50 3.00

Sovraccarico variabile
(Cat. C) Qk 1.50 3.00

Fig. 28 - Sezione trasversale del maschio murario considerato 5.1 PROCEDIMENTO DI VERIFICA
(quote in cm).
CON IL METODO SEMPLIFICATO
(EN 1996-1-2 ANNESSO C)
Tab. 9: Propriet meccaniche e termiche a freddo.
In riferimento al caso in esame si assumono i
Propriet meccanica Valore valori presentati nella Tab. 11 che segue.
Densit  1000 kg/m3
Tab. 11: Valori assunti per le grandezze necessarie alla
Conducibilit a 0.42 W/mC verifica in caso di incendio.

Calore specifico ca 564 J/kgC Propriet Valore


Tensione ultima di calcolo fu (fd) 38.5 daN/cm2 c 1
Tensione caratteristica fk 84.7 daN/cm2 1 100C
Deformazione ultima u 1.49 2 600C
Modulo di elasticit E 84700 daN/cm2
Laver assunto c pari allunit implica che:
Coefficiente di deformazione viscosa
finale

 0.85
daN
 d 2   d 1   u  38.5 . (28)
Coefficiente di dilatazione termica t 6
10-6 C-1 cm 2

Dalla Figure C.3(a), della EN 1996-1-2 possi-


Supponendo che il maschio murario in esame bile ricavare il valore degli spessori della parte re-
sia vincolato alle estremit superiore ed inferio- sa inefficace (tineff60), di quella compresa tra le
re da solai in C.A., disposti allo stesso livello da temperature 1 e 2 (t2), e di quella a temperatu-
ambo le parti rispetto al piano medio del maschio re inferiori a 1 (t1), relativamente ad un tempo di
stesso, si pu assumere un fattore di riduzione esposizione allincendio nominale di 60 minuti
pari a: (Fig. 29).

16 N. 3 - 2011
N Rd ,fi 2 1431.91
  9.55kN / cm  N Ed  6.40kN / cm.
l 150
(38)

La verifica risulta soddisfatta.

VERIFICA DELLA SEZIONE A MET ALTEZZA


Si calcolano, dapprima, i valori delleccentricit
dovuta ai carichi em, di quella relativa alla defor-
mazione viscosa ek, e di quella dovuta alla varia-
zione differenziale di temperatura nello spessore
e :

M x ,Ed
em   e init 
 h &
Fig. 29 - Determinazione di tineff60, t , e t . N Ed     t '
2 1 ! 2 (
Si ottengono quindi: 8.80
  0.6  2.0cm,
 5 350 & (39)
6.40  10   30'
! 2 (
tineff 60 = 1.5cm, (29)
hef
e k  0.002      t  em 
t2 = 6.5cm, (30) t
262.5
 0.002  0.85   30  2.0  0.1cm, (40)
t1 = 22.0cm. (31) 30

Il valore dello spessore residuo tFr vale dunque: 1 2 t  ( 2  20C )


e    hef  
8 t Fr
tFr = t1 + t2 = 28.5cm, (32) 1 6  10 6  (600  20)
  262.5 2   1.1cm. (41)
8 28.5
mentre A1 e A2 risultano:
Leccentricit totale a met altezza vale quindi:
A1 = t1 l = 3300cm2, (33)
emk = em + ek + e  = 2.0 + 0.1 + 1.1 = 3.3cm >
A2 = t2 l = 975cm2. (34) > 0.05 t = 1.5cm, (42)

Si procede calcolando i valori della snellezza 


?a
VERIFICA DELLA SEZIONE DELLESTREMIT e dei coefficienti A1 e u come da Appendice G
INFERIORE della EN 1996-1-1:

Il valore totale delleccentricit dello sforzo as- he  k 262.5 84.7


siale insistente sulle sezioni di estremit del ma-      0.28, (43)
t E 30 84700
schio murario in esame dato da:
M x ,Ed 8.80 e mk 3.3
ei   e init   0.6  2.0cm  0.05  t  1.5cm, A1  1  2   1 2   0.78, (44)
N Ed 6.40 t 30
(35)
  0.063 0.28  0.063
u   0.36.
per cui il fattore di riduzione
vale: e mk 3.3 (45)
0.73  1.17  0.73  1.17 
t 30
ei 2.0 Il valore del fattore di riduzione
m che ne con-

 1 2   1 2   0.87 (36)
t 30 segue dunque:

Si ottiene quindi che: u2 0.36 2


(46)

m  A1 e 2  0.78  2.718 2  0.73.
NRd,fi2 =
(d1 A1 + d2 A2) = 0.87
Si ottiene quindi che:
(38.5 3300 + 38.5 975) = 143191 daN, (37)

ovvero:

N. 3 - 2011 17
NRd,i2 =
(d  A + d  A) = Dalla precedente figura si osserva che la verifi-
= 0.73  (38.5  3300 + 38.5  975) = ca risulta soddisfatta solamente per la sezione di
estremit inferiore.
= 120149 daN, (47)
Bibliograa essenziale
ovvero:
N Rd ,  i 2 1201.49 1) M. Andreini, M. Sassu. Behaviour of Masonry
  walls subjected to re: Experimental tests and
l 150
analytical model. Proceedings of SEMC 2010, 6-8
September 2010, Cape Town South Africa. In
 h &
 8.01kN / cm  N Ed     t '  6.35kN / cm. (48) Advances and Trends in Structural Engineering,
! 2 (
Mechanics and Computation A. Zingoni (Ed.).
La verifica risulta soddisfatta. Taylor & Francis Group, London.
2) Mazziotti L., Paduano G., La Mendola S.,
5.2 PROCEDIMENTO DI VERIFICA MEDIANTE Reazione e resistenza al fuoco, EPC Libri, Roma,
IL TRACCIAMENTO DEI DOMINI DI 2010.
INTERAZIONE N-M: METODO STUDIATO E 3) Sassu M., Costruzioni in muratura: la normativa
PROPOSTO DAL DIC - UNIVERSIT DI PISA sulla resistenza al fuoco, LIndustria Italiana dei
Laterizi, Vol. 119, pp. 344-349, 2009.
Si fa riferimento alla Fig. 30 che segue (domini
di interazione di una parete di spessore pari a 4) La Mendola S., La resistenza al fuoco delle
30cm, per vari tempi di esposizione allincendio murature portanti, Antincendio, Vol. 8, pp. 42-49,
nominale). 2008.
5) Ponticelli L., Caciolai, M., Resistenza al fuoco
delle costruzioni, UTET SCIENZE TECNICHE,
Torino, 2008.

Fig. 30 - Domini di interazione di una parete di spessore pari a


30cm, per vari tempi di esposizione allincendio nominale. Resi-
stenza a temperatura ambiente fu(20C) = 38.5 daN/cm2.

Si seleziona la curva relativa a 60 minuti e si


controlla che essa contenga i punti P e Q di coor- Mauro SASSU nato nel settembre 1958. Laureato a Pisa
dinate gli sforzi assiale e flettente sollecitanti (Fig. in Ingegneria Civile nel 1984, dottore di ricerca in Ingegneria
31),che sono dati da: delle Strutture a Firenze nel 1989, docente dal 1992 presso
la Facolt di Ingegneria dell'Universit di Pisa nei corsi di Tec-
"N  N Ed  6.40kN / cm nica delle Costruzioni. E' autore di oltre cento pubblicazioni
P# ; (49) nei settori delle costruzioni in muratura, della sismica e del
$M  N Ed  e i  12.80kN comportamento al fuoco degli edici, membro in commis-
sioni normative nazionali ed europee sulle costruzioni in mu-
" h ratura e sul loro comportamento all'incendio.
%%N  N Ed    2  t  6.35kN / cm
Q# . (50) Marco ANDREINI nato a Siena nel 1981. Si laurea con lode
%M   N Ed    h  t &'  t  (1 
m )  25.72kN in Ingegneria delle Costruzioni Civili nel 2009 all'Universit di
%$ ! 2 ( 2 Pisa, con una tesi sul comportamento all'incendio di edici
in muratura. E' iscritto al II anno del Dottorato di ricerca in
Scienze e Tecniche dell'Ingegneria Civile, presso la Scuola
"Leonardo da Vinci" dell'Universit di Pisa. E' autore di pub-
blicazioni scientiche internazionali sul consolidamento, il
comportamento al sisma e all'incendio di strutture in mura-
tura.

Anna DE FALCO, nata a Grosseto nel '67 si laureata in In-


gegneria Civile nel 1995 a Pisa, dove attualmente vive e la-
vora. E' attualmente Ricercatore di Tecnica delle Costruzioni
presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Universit di
Pisa, dove si occupa prevalentemente della diagnostica e del
consolidamento degli edici storici."

Fig. 31 - Verifica di resistenza allincendio tramite il dominio N-M.

18 N. 3 - 2011