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Convegno

CRITICITÀ DELLA PROGETTAZIONE TERMICA E ACUSTICA DEGLI EDIFICI IN


RAPPORTO ALLE PRESCRIZIONI STRUTTURALI ANTISISMICHE
Saie 2009, Sala Topazio, Sabato 31 ottobre ore 9.00

PRESCRIZIONI ANTISISMICHE E CRITERI DI CALCOLO:


Interazione tra strutture e tamponamenti

Prof. Ing. Pier Paolo Diotallevi, Ing. Luca Landi


Dipartimento DISTART – sede di Tecnica delle Costruzioni
Facoltà di Ingegneria - Università di Bologna

1
SOMMARIO

• Criteri generali di progettazione sismica

• Influenza dei tamponamenti in muratura sul comportamento


sismico di strutture intelaiate

• Verifiche di sicurezza con riferimento ai tamponamenti e agli


elementi non strutturali

• Criteri di calcolo di telai tamponati

• Esperienze dal terremoto di L’Aquila

• Sistemi costruttivi

2
Approccio prestazionale nella progettazione antisismica

• Le Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al DM 14/01/2009, così come le più avanzate
norme e linee guida internazionali (ATC-40, Fema 273, Seaoc Blue Book), si basano su
un approccio prestazionale (Performance Based Seismic Design)
• Evoluzione dell’approccio di progettazione ⇒ realizzare strutture con un controllo più
articolato delle capacità di risposta e del potenziale danneggiamento
• Gli approcci prestazionali prevedono in genere 4 diverse “condizioni” (stati limite) in cui la
struttura può trovarsi a seguito del verificarsi di un evento sismico:
- 2 Stati Limite di Esercizio: Operatività, Danno
- 2 Stati Limite Ultimi: Vita, Prevenzione del Collasso

3
OBIETTIVI PRESTAZIONALI

• Un obiettivo prestazionale viene raggiunto quando una costruzione è in grado di garantire


il soddisfacimento di una data condizione (stato limite) a fronte del verificarsi di eventi
sismici con una data probabilità di accadimento (evento frequente, occasionale,raro o
molto raro), cioè con una data intensità
• In funzione dell’importanza e del tipo d’uso della costruzione, gli obiettivi prestazionali
possono essere scelti in modo differenziato. A titolo esemplificativo, la comunità tecnico-
scientifica internazionale fa riferimento ad obiettivi di base, essenziali e critici.

4
STATI
LIMITE

5
Definizione dell’input sismico
• Sisma ⇒ accelerazione nella struttura ⇒ forze d’inerzia sulla struttura (F = ma)
• Il modello di riferimento per l’azione sismica è dato dallo spettro di risposta elastico
(diagramma che riporta, in funzione del periodo proprio, l’accelerazione assoluta
massima su una struttura elastica lineare ad un GDL soggetta a sisma)
Forza d’inerzia su una Spettro di risposta elastico
F m Se(T) struttura elastica lineare

F = mSe (T )
dovuta al sisma

k Periodo proprio
ag m = massa
m W
T = 2π = 2π W = peso totale della struttura
k gk g = accelerazione di gravità =
9.81 m/sec2

Parametri che definiscono lo spettro


agSF0 Spettro di
risposta ag = accelerazione massima del terreno
elastico (dipende da sito, stato limite, classe
d’uso)
agS F0= massima amplificazione dello spettro
T*C=periodo di inizio del tratto a velocità costante
S=fattore dipendente dal tipo di suolo
6
Classi d’uso

7
Criterio di progetto fondato sulla
duttilità (Stati Limite Ultimi)
Diagramma
Duttilità disponibile FF Duttilità
Forza-spostamento
disponibile
x
FFyy FF
F
F m m y y µD = xu / xy

x x
xx y
y xx u
u

Duttilità richiesta
x(t) Diagramma
F
F m F Forza-spostamento CRITERIO DI PROGETTO ALLO
FFy
y
STATO LIMITE ULTIMO

ag(t) xx
µR ≤ µD
xy
xmax
xx umax

La duttilità richiesta non


Duttilità richiesta
deve superare quella
µµDR==xxmax
max//x
xy -Fy
disponibile

8
SPETTRO DI PROGETTO ALLO STATO LIMITE ULTIMO

• Affidandosi alla duttilità si possono ridurre le azioni sismiche sulle strutture

Se riduco il livello di resistenza di una


struttura soggetta a sisma rispetto a
quello richiesto per rimanere in campo
elastico

Deformazioni plastiche tanto maggiori


tanto maggiore è la riduzione del livello
di resistenza

• Progettare la struttura per rimanere in campo elastico se soggetta ad un evento eccezionale


(con periodo di ritorno di 475 anni) non è ritenuto economicamente conveniente per strutture
ordinarie
• Sfrutto la duttilità disponibile della struttura per
ridurre, allo SLU, lo spettro elastico

SPETTRO DI PROGETTO: riduzione delle


ordinate dello spettro di risposta elastico
tramite il FATTORE DI STRUTTURA q
q dipende dalla duttilità disponibile della struttura
(aumentando la duttilità disponibile aumenta q)
9
SPETTRI DI PROGETTO

1) Spettro di progetto allo Stato Limite ULTIMO


• Si ottiene sostituendo nell’espressione dello spettro elastico η con 1/q (reciproco del
fattore di struttura) (riduzione grazie alla duttilità)

1.2
Zona in cui la riduzione
1
di Se varia da 0 a q
Se (T )
Sd =
0.8 Serie1
Se Serie5

Sd [g]
0.6
q 0.4
Sd

0.2
valida per T≥TB
0
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4
T [sec]

2) Spettro di progetto agli Stati Limite di Esercizio


• Per gli stati limite di esercizio lo spettro di progetto Sd(T) da utilizzare, sia per le
componenti orizzontali che per la componente verticale, è lo spettro elastico
corrispondente, riferito alla probabilità di superamento PVR considerata
• La riduzione dello spettro elastico allo stato limite di danno (pari circa a 2.5) non è
dovuta alla duttilità, ma alla minore intensità del sisma (riduzione dovuta al minore
periodo di ritorno del sisma) rispetto allo stato limite ultimo
10
Sistemi costruttivi e tipologie strutturali contemplate

Il fattore di struttura viene fissato in


funzione della tipologia strutturale in
q = q0KR
quanto riflette la duttilità disponibile q0 = fattore dipendente dalla tipologia strutturale
della struttura
KR = regolarità in altezza (irregolare ⇒ 0.8; regolare ⇒ 1)

11
Tipologie strutturali

Rassegna dei possibili


sistemi di controventamento
Telaio
Controventi reticolari (acciaio)
Controventi con aste
eccentriche (acciaio)
Telai e pareti in c.a.
Pareti in c.a. accoppiate
Sistemi a pareti

12
SPETTRI DI PROGETTO: allo stato limite ultimo per
edifici in c.a. e allo stato limite di danno
1.2
Spettro elastico
1 Edifici
Strutture a telaio q=5.85 regolari in
0.8
Strutture miste q=4.8 alta duttilità
Sd [g]

0.6
Strutture a pareti q=4.4
0.4 Strutture a nucleo q=3
0.2

0
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4
T [sec] 1.2
Spettro elastico
1
SLU q=5.85
NTC: diversa forma dello 0.8 SLU q=4.4
spettro allo stato limite di SLU q=4.8
Sd [g]

danno rispetto all’Ordinanza 0.6 SLU q=3


3274 0.4
SLD Ordinanza
SLD DM 09/2006
NOTA: Per q elevati lo spettro 0.2
allo stato limite di danno può
0
avere ordinate maggiori di quello
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3 3.5 4
allo stato limite ultimo
T [sec]
13
Regolarità
• La regolarità influenza: metodo di analisi, parametri di progetto (ad esempio q)

REGOLARITA’ IN PIANTA ⇒ analisi di due modelli piani (altrimenti modello spaziale)

a) Pianta compatta, distribuzione masse e rigidezze


simmetrica rispetto due assi ortogonali
b) Rapporto tra i lati Lx e Ly del rettangolo in cui l’edificio è
inscritto non superiore a 4.
c) Rientri e sporgenze non superiori al 25% della dimensione
totale dell’edificio nella direzione del rientro
d) Solai infinitamente rigidi nel piano rispetto agli
elementi verticali

REGOLARITA’ IN ELEVAZIONE ⇒ analisi statica


(altrimenti analisi modale)

a) Sistemi resistenti (es. telai, pareti, pannelli murari)


estesi su tutta l’altezza
b) Variazioni graduali in altezza di massa (variazioni <25%) e
rigidezza (<30%)
c) Variazioni graduali delle “Sovraresistenze” dei piani (variazioni
<20% per CDB)
d) Restringimenti di sezione graduali 14
Metodi di analisi

1) Metodi di analisi elastico-lineari


1.a) Analisi statica (per edifici regolari in altezza e con periodo proprio T<2.5 Tc): si
applicano forze statiche equivalenti determinabili assimilando la struttura ad un
oscillatore semplice
1.b) Analisi modale con spettro di risposta: si studia la risposta di sistemi a più gradi di
libertà facendo riferimento ai modi di vibrare

2) Metodi di analisi non lineare: in genere opzionali, non obbligatori


Scopo dei metodi non lineari:
- confronto tra duttilità richiesta e disponibile negli elementi strutturali
- metodo adeguato per la verifica sismica di edifici esistenti

2.a) Analisi statica non lineare: analisi statica svolta con un modello non lineare della
struttura incrementando le forze in modo da fare crescere lo spostamento orizzontale di
un punto di controllo (spostamento in sommità) fino al raggiungimento del collasso

2.b) Analisi dinamica non lineare: si applica un accelerogramma alla struttura e si


integrano direttamente le equazioni del moto considerando un modello non lineare della
struttura
15
ANALISI STATICA LINEARE

• Si valuta in modo approssimato il periodo proprio della struttura:


Indicazione norma, per
Telai in acciaio C1=0.085
(1) edifici con altezza H dal T1 = C1H 3 / 4 Telai in c.a. C1=0.075
piano di fondazione < 40 m
Altri edifici C1=0.05

• Si valuta la forza sismica totale, cioè il taglio alla base :

W Sd(T1) = ordinata dello spettro di progetto in funzione di T1


Fh = λSd (T1 ) W = peso totale dell’edificio
g g = accelerazione di gravità
λ = 0.85 per edifici con almeno tre piani e T1<2 Tc (pari a 1
Fh=Accelerazione × Massa negli altri casi)

• Si ripartisce Fh tra i vari piani: 11300 kg

Wi hi F3= 8020 kg
Fi = Fh
∑W j hj F
F2= 5346 kgi
Wi

hi e hj = altezze dei piani i e j rispetto alle hiF = 2673 kg


1

fondazioni
A
Wi e Wj = peso delle masse ai piani i e j 16
Edifici intelaiati con tamponamenti in muratura

• Ci si riferisce ad edifici intelaiati con tamponamenti in muratura non collaboranti,


considerati in genere come elementi non strutturali (la resistenza alle azioni sismiche è
affidata al telaio):
- costruiti dopo la maturazione della struttura,
- in contatto con la struttura ma senza connessioni

• Strutture caratterizzate da muratura collaborante, confinata da elementi in c.a.


(eventualmente gettati dopo la costruzione delle murature per migliorare l’aderenza), sono
progettate con criteri diversi, che comprendono calcoli e verifiche delle murature come
elementi portanti nei confronti delle azioni orizzontali

• In ogni caso, per edifici con


tamponamenti non collaboranti
è necessario tenere conto
dell’influenza del
tamponamento sulla risposta
strutturale

17
INFLUENZA DEI TAMPONAMENTI

• Influenza del tamponamento sulla risposta strutturale


- incremento della rigidezza dell’edificio, riduzione del periodo e conseguente incremento delle
sollecitazioni
- la distribuzione della rigidezza laterale in pianta ed in elevazione viene modificata
- i tamponamenti portano una parte dell’azione sismica
- migliora la capacità dissipativa dell’edificio

• I tamponamenti hanno meno resistenza e capacità deformativa del telaio, quindi


collassano prima, presentando separazioni dalla struttura e fessurazioni a X
• Il collasso dei tamponamenti, che avviene per valori di spostamenti di interpiano
decisamente inferiori rispetto agli elementi in c.a., determinano una caduta di resistenza e
rigidezza nel telaio tamponato per bassi valori di spostamento

Danni ai
tamponamenti
e tramezzi
dovuti agli
spostamenti di
interpiano

18
INFLUENZA DEI TAMPONAMENTI

• Influenza del tamponamento sulla risposta strutturale: risultati sperimentali


relativi a prove di carico ciclico
Significativo degrado di resistenza dopo
il collasso del tamponamento per valori
limitati di spostamento

19
INFLUENZA DEI TAMPONAMENTI

• Gli effetti dei tamponamenti nelle analisi devono essere valutati considerando
l’elevato grado di incertezza collegato al loro comportamento

- elevata aleatorierà relativa alla loro resistenza e rigidezza


- il grado di aderenza e connessione con il telaio
- la potenziale modificazione della loro integrità durante l’uso dell’edificio
- il grado non uniforme di danno durante un evento sismico

• A causa di queste elevate incertezze (considerando anche che non vengono


progettati per assorbire parte dell’azione sismica) il loro contributo positivo alla
rigidezza laterale della struttura non viene messo in conto, mentre vengono valutati i
loro effetti negativi

• Nella definizione del modello alcuni elementi strutturali, considerati “secondari”, e gli
elementi non strutturali autoportanti (tamponature e tramezzi), possono essere
rappresentati unicamente intermini di massa (tamponamenti in muratura non
collaboranti), considerando il loro contributo alla rigidezza e alla resistenza del sistema
strutturale solo qualora essi possiedano rigidezza e resistenza tali da modificare
significativamente il comportamento del modello

• In ogni caso è necessario considerare le eventuali irregolarità e gli effetti locali


provocati dall’interazione tra la struttura ed i tamponamenti
20
IRREGOLARITÀ DOVUTE AI TAMPONAMENTI

• Se la distribuzione dei tamponamenti ea=0.5 L


0.05L
è fortemente irregolare in pianta, gli (1)
effetti sulle sollecitazioni sismiche
devono essere considerati. CM*-
CM
CM
CM’ +
CM*
• Un procedimento può essere quello F F
di incrementare l’eccentricità L L
accidentale (pari al 5% della
dimensione dell’edificio ) di un fattore
pari a 2

• Nell’Eurocodice 8 si distinguono situazioni di forti


irregolarità in pianta e situazioni di moderata
irregolarità:
- forte irregolarità in pianta: è necessario utilizzare
un modello tridimensionale della struttura e modellare
l’effetto delle tamponature, tenendo conto della
incertezza delle proprietà meccanica e della
posizione delle tamponature.
- moderata irregolarità in pianta: si moltiplica per 2 Ew w cos 2 θ
l’eccentricità accidentale (come NTC 2008). Kw =
d 21
IRREGOLARITÀ DOVUTE AI TAMPONAMENTI

• Se la distribuzione dei tamponamenti è fortemente


irregolare in elevazione, la possibilità di forti
concentrazioni di danno ai piani con significative riduzioni
dei tamponamenti deve essere considerata.

• Un procedimento può
essere quello di
incrementare le azioni di
calcolo per i pilastri e le
pareti di tali piani di un
fattore pari a 1.4.
Collasso del piano terra
(L’Aquila)

• Nell’Eurocodice 8 l’approccio è come nelle NTC (incremento delle azioni di


progetto negli elementi dei piani con riduzione della tamponatura), ma il coefficiente
di amplificazione delle azioni è valutato in maniera più complessa, come:

⎛ ∆V ⎞ dove ∆VRw è la riduzione di resistenza delle


η = ⎜1 + RW ⎟≤q tamponature nel piano considerato rispetto
⎝ ΣVsd ⎠ al piano sovrastante e ΣVSd è la somma dei
tagli sismici negli elementi verticali primari
η ≈ 1.1 ÷ 1.7 (strutturali) del piano. 22
Criteri di verifica nei confronti delle azioni sismiche

• Rispetto degli stati limite ultimi:


- rispetto delle indicazioni progettuali e costruttive per le varie tipologie strutturali
- conseguimento delle verifiche relative al solo SLV (lo stato limite SLC si considera
solo in casi particolari come ad esempio la verifica di edifici esistenti in c.a.)

Verifiche degli elementi strutturali in termini di resistenza


• Sollecitazioni di progetto Ed (N, T, M) ≤ Resistenze di progetto Rd

Verifiche degli elementi strutturali in termini di duttilità


• I singoli elementi e la struttura devono possedere una duttilità conforme con il valore
assunto di q. Tale condizione si ritiene implicitamente soddisfatta seguendo le indicazioni
progettuali e costruttive
• In alternativa è necessario svolgere un confronto diretto tra domanda e capacità in termini di
duttilità o di spostamento (ad esempio con metodi di analisi non lineare)

Verifiche degli elementi non strutturali ed impianti


• Si devono adottare sistemi atti ad evitare collassi fragili e prematuri e la possibile
espulsione sotto l’azione sismica Fa corrispondente allo SLV
• Gli elementi strutturali che sostengono gli impianti devono resistere all’azione sismica Fa
corrispondente allo SLV
23
CRITERI PER GARANTIRE LA DUTTILITÀ DELLA STRUTTURA

Gerarchia delle resistenze Dettagli costruttivi per


elementi duttili
1. Favorire le plasticizzazioni nelle travi
2. Evitare le plasticizzazioni nei pilastri
(meno duttili di travi, pericolo meccanismi di piano)
3. Consentire plasticizzazioni solo per flessione
⇒ Evitare rottura per taglio di travi e pilastri
4. Evitare la crisi dei nodi trave-pilastro

Raffittimenti delle staffe nelle zone


critiche per garantire la duttilità
Meccanismo globale Meccanismo di piano
duttile fragile
24
EFFETTI LOCALI DEI TAMPONAMENTI IN MURATURA

TAMPONAMENTI NON ESTESI PER L’INTERA


= lp ALTEZZA DEI PILASTRI

• Sforzi di taglio elevati, probabile collasso


per taglio
• Sforzi di taglio di calcolo (capacity design)

MB,Rd + M A,Rd
VB = γ Rd γ Rd = 1.2
lp
MRd = momenti resistenti delle sezioni di
estremità della parte priva di tamponamento
lp = altezza della parte priva di tamponamento

• L’armatura a taglio calcolata deve essere


estesa per una distanza pari alla profondità
del pilastro oltre l’altezza lp
• Se lp < 1.5 volte la profondità del pilastro
⇒ armature bidiagonali

25
EFFETTI LOCALI DEI TAMPONAMENTI IN MURATURA

(a)

(b)

• Nel caso di tamponamenti non estesi per l’intera altezza dei pilastri (a) e nel caso di
tamponamenti presenti solo su un lato del pilastro (b) si deve assumere come zona
critica (in cui disporre staffe di contenimento raffittite) l’intera lunghezza del pilastro

26
COLLASSO DI COLONNE CORTE

27
VERIFICA DEGLI ELEMENTI NON STRUTTURALI ALLO SLU

• Forza orizzontale Fa da applicare agli elementi costruttivi senza funzione strutturale

Fa = forza sismica totale agente al centro di massa dell’elemento non strutturale nella
SaWa direzione più sfavorevole
Fa = Wa = peso dell’elemento
qa
Sa = accelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di gravità, che
l’elemento subisce durante il sisma allo SLU
qa = fattore di struttura dell’elemento

⎡ 3 (1 + Z / H )
ag ⎤ Fa
Sa = S ⎢ − 0.5 ⎥
g ⎣1 + (1 − Ta / T1 )2

ag = accelerazione massima del terreno


S = fattore dipendente dal tipo di suolo
Ta = periodo di vibrazione dell’elemento non strutturale
T1 = periodo di vibrazione fondamentale della costruzione nella direzione considerata
Z= quota del baricentro dell’elemento dal piano di fondazione
H altezza della costruzione dal piano di fondazione 28
VERIFICA DEGLI ELEMENTI NON STRUTTURALI ALLO SLU

• Fattori di struttura per elementi non strutturali

• Verifica di resistenza a pressoflessione fuori dal piano nel caso di tamponamenti in


muratura

29
VERIFICA DEI TAMPONAMENTI ALLO SLU

• La prestazione consistente nell’evitare collassi fragili e prematuri dei tamponamenti esterni e la


possibile espulsione di elementi in muratura in direzione perpendicolare al piano della muratura
si può ritenere conseguita con uno di tali metodi:
- inserimento di leggere reti di acciaio (es dia. 1 mm, passo 10-20 mm) sui due lati
della muratura, collegate tra loro a distanza < 500 mm
- inserimento di armature orizzontali nei letti di malta a interasse non superiore a 500
mm (es. tralicci con dia. 5 mm)

30
VERIFICA DEI TAMPONAMENTI ALLO SLU

• Le tecniche suggerite sono efficaci per tamponature interamente confinate dal telaio in c.a.,
grazie all’meccanismo di resistenza “ad arco” che si oppone all’espulsione fuori dal piano.
• Per tamponature esterne non confinate del telaio (es. faccia a vista) è necessario introdurre
dei collegamenti al paramento interno confinato dal telaio o alla struttura in c.a.

• L’Eurocodice 8 dà disposizioni più articolate per le tecniche applicabili per la riduzione del danno,
menzionando anche legature ancorate nelle colonne e annegate nei letti di malta delle
tamponature, montanti e fasce di irrigidimento.

• Nel caso di tamponature con


grandi aperture, si prescrive
(EC8) di stabilizzare i bordi
dell’apertura con montanti e
fasce di irrigidimento.

Esempio di
parete esterna di
tamponamento

31
CRITERI DI VERIFICA AGLI STATI LIMITE DI ESERCIZIO

• Rispetto degli stati limite di esercizio:


- conseguimento delle verifiche relative al solo SLD (ad eccezione di costruzioni di
classe III e IV: verifiche degli elementi non strutturali per SLO )

Verifiche degli elementi strutturali in termini di resistenza


• Per costruzioni di classe III e IV: Sollecitazioni di progetto Ed (calcolate per le azioni
sismiche relative allo SLD ridotte di 2/3) ≤ Resistenze di progetto Rd

Verifiche degli elementi strutturali in termini di dr


contenimento del danno agli elementi non strutturali
• Per costruzioni di classe I e II si deve verificare che l’azione
sismica di progetto per lo SLD non produca danni agli elementi non
strutturali tali da rendere inagibile temporaneamente la costruzione
⇒ Limiti agli spostamenti di interpiano

• Per costruzioni di classe III e IV si deve verificare che


l’azione sismica di progetto per lo SLO non produca danni agli Spostamento d’interpiano
elementi non strutturali tali da rendere non operativa la
costruzione ⇒ Limiti agli spostamenti di interpiano (pari a
2/3 dei limiti per SLD) Danno strutturale e non
strutturale (tamponamenti)
32
LIMITI PER GLI SPOSTAMENTI DI INTERPIANO (SLE)

a) per edifici con tamponamenti


collegati rigidamente alla
struttura che interferiscono
con la sua deformabilità

dr < 0.005 h

b) per edifici con tamponamenti progettati in modo da non subire


danni a seguito di spostamenti di interpiano drp,per effetto della
loro deformabilità intrinseca ovvero dei collegamenti alla struttura
dr ≤ drp < 0.01 h

c) per edifici con struttura portante in muratura ordinaria


dr < 0.003 h
d) per edifici con struttura portante in muratura armata
dr < 0.004 h
33
TAMPONAMENTI SEPARATI/FLESSIBILI
Tamponamenti progettati in modo da non subire danni a seguito di spostamenti di interpiano:
tamponamenti separati dalla struttura

Tamponamenti
flessibili

34
Modelli per l’interazione telai-tamponamenti in muratura

• Modello semplificato a biella

• Determinazione della resistenza ultima a taglio del tamponamento

rottura per fessurazione rottura per scorrimento schiacciamento della muratura


diagonale agli angoli compressi 35
MODELLO SEMPLIFICATO

Risposta semplificata
Em = modulo elastico
elasto-plastica K biella = Em 0.1t muratura
t = spessore
K tamp = K biella cos α 2
muratura

Rottura per fvk 0 lt


trazione diagonale Fu,tamp =
(Circ. Min. 97) 0.6

Fu,tamp
δ y ,tamp = δ u,tamp ≈ 0.004h
δy δu
K tamp
36
ESEMPIO
Telaio di c.a.
h = 350 cm
l = 500 cm
Ec= modulo elastico calcestruzzo = 200000 kg/cm2
Mu=momento ultimo pilastri= 2000000 kgcm
I = momeno d’inerzia pilastri (50x50) = 520833 cm4
4Mu
Fu,telaio = = 22857 kg K
h telaio = Fu / δ y = 60952 kg/cm

Fu h3
δ y ,telaio = = 0.375 cm δ u,telaio ≈ 0.03h = 10.5 cm
24Ec I

Tamponamento
K biella = Em 0.1t = 172800 kg/cm
t = spessore = 24 cm
Em = modulo elastico muratura = 72000 kg/cm2
K tamp = K biella cos2 α = 115973 kg/cm
fvk0 = tensione tangenziale ultima muratura =
2kg/cm2
fvk 0 lt
Fu,tamp = = 40000 kg
Fu,tamp 0.6
δ y ,tamp = = 0.34 cm
K tamp δ u,tamp ≈ 0.004h = 1.4 cm
37
ESEMPIO

70000

Telaio tamponato
60000
Telaio
Tamponamento
50000

40000
Taglio [kg]

30000

20000

10000

0
0 2 4 6 8 10 12
Spostam ento [cm ]

38
Esperienza del terremoto dell’Aquila

Influenza delle tamponature sulla risposta sismica della struttura


• Se disposte in modo regolare le tamponature hanno giocato un ruolo importante nella
resistenza complessiva dell’edificio. In certi casi la presenza di tamponature consistenti e
regolari ha consentito di limitare i danneggiamenti agli elementi strutturali

• In altri casi casi proprio l’irregolarità dei tamponamenti ha contribuito al collasso della
struttura o a un significativo danneggiamento degli elementi strutturali a causa di effetti locali

Comportamento dei componenti non strutturali

• In molti casi si sono verificati ribaltamento fuori piano dei tamponamenti in edifici che
hanno subito danni strutturali limitati o non eccessivi (Ospedale S.Salvatore, Facoltà
d’Ingegneria)
• Significativi danneggiamenti dei componenti architettonici (tramezzature, tamponature,
controsoffittature), elettrici e meccanici (tubature, ascensori, caldaie, ecc.), contenuti (scaffali)

⇒ Importanza dei componenti non strutturali nella progettazione sismica

39
Foto L’Aquila

Contributo positivo dei tamponamenti Collasso per meccanismo di piano

Ribaltamenti di tamponamenti Crisi di elementi strutturali


(effetti locali)

40
Ospedale S.Salvatore L’Aquila
Ribaltamenti di tamponamenti

Danni a controsoffitti Danni a partizioni


Contenuto

41
Facoltà di Ingegneria L’Aquila

42
Simulazione edificio Viale Aldo Moro 9 L’Aquila

Edificio che ha subito rilevanti accelerazioni e limitati


danneggiamenti strutturali con fessurazioni dei tamponamenti

1r 2r 1r

3r 3r

480
320
4r 4r
7

1600
P
G

320
4f 6 6 4f A

3f 5 Y 5 3f 480

1f 2f X 1f

655 290 655


1600

43
Simulazione edificio Viale Aldo Moro 9 L’Aquila

Edificio senza Tamponamenti

Analisi Dinamica Modale


1° modo (traslazionale)
T1 = 1,313 sec
direzione X
2° modo (traslazionale)
T2 = 1,218 sec
direzione Y
3° modo (rotazionale)
T3 = 1,172 sec
18 attorno Z

2
21 Analisi Time History lineare
Label
MX 39 t-m
Momento 2,5,18,21
flettente Label
MY 38 t-m
2,5,18,21
5 Sforzo Label
N 49 t
assiale 5,18

44
Simulazione edificio Viale Aldo Moro 9 L’Aquila

Edificio con Tamponamenti Bielle equivalenti

Analisi Dinamica Modale


1° modo (traslazionale)
T1 = 0,371 sec
direzione X
2° modo (traslazionale)
T2 = 0,368 sec
direzione Y
3° modo (rotazionale)
T3 = 0,244 sec
18 attorno Z

Analisi Time History lineare


2
297 21 Label
48 MX 29 t-m
307 Momento 2,18
267
flettente MY Label
266 29 t-m
302
2,5
1 Label
507 t
5 Sforzo 21
N
assiale Label
450 t
297
45
Sistemi costruttivi alternativi

STRUTTURE A SETTI PORTANTI: Le strutture a setti portanti (o meglio a struttura


cellulare”/“scatolare”) sono caratterizzate dalla presenza, in entrambe le direzioni principali della
pianta della struttura, di pareti che lavorano nel loro piano. Tali pareti, grazie ad un favorevole rapporto
di forma base/altezza che permette di sfruttare elevati bracci della coppia interna, consentono di
minimizzare le compressioni e le trazioni.

46
Strutture in muratura portante

Muratura armata (buon comportamento sismico) Muratura portante intelaiata


con isolamento

47