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Esplosioni

Pericoli e misure di
protezione
Una lezione sperimentale
Questa pubblicazione dal titolo
Esplosioni. Pericoli e misure di
protezione descrive la lezione
sperimentale curata dalla Suva.
Iniziata con un paio di esperimenti
successivamente ampliati da Felix
Scheller del Settore chimica, questa
lezione conta oggi un elevato di
numero di esperienze pratiche.
E proprio per questo suo carattere
si rivelata unottima introduzione
al tema della protezione contro le
esplosioni.

La protezione contro le esplosioni


implica ladozione di misure ad
hoc volte ad evitare il rischio di
esplosioni o a limitarne gli effetti.
Lobiettivo proteggere la salute
e la vita delle persone e fare in
modo che i danni per gli impianti e
gli edifici siano ridotti al minimo.
Per poter adottare le misure pi
idonee, occorre conoscere, almeno
sommariamente, le caratteristiche
fisiche delle sostanze e dei processi
chimici e fisici che possono provo-
care unesplosione.

Lobiettivo degli esperimenti descritti


in questo documento spiegare
con parole semplici e chiare le
conoscenze acquisite nel campo
delle esplosioni e trasmetterle a tutti
i responsabili operanti nelle aziende,
agli specialisti in materia di sicu-
rezza, ai datori di lavoro e ai lavo-
ratori.

Suva
Sicurezza sul lavoro
Casella postale, 6002 Lucerna
Telefono: 041 419 51 11
Fax: 041 419 59 17 (per ordinazioni)
Internet: www.suva.ch

Esplosioni Pericoli e misure di protezione


Una lezione sperimentale

Autori: Felix Scheller, Roland J. Ott, Jakob Utzinger, Suva, Settore chimica, Lucerna

Riproduzione autorizzata con citazione della fonte


1 edizione ottobre 2002 1 000 copie

Codice 44071.i
Sommario

1 Tipi di esplosione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.1 Esplosione fisica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.2 Esplosione chimica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
1.3 BLEVE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2 Pressione di vapore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
3 Miscele combustibile-aria (spegnimento di un incendio) . . . 7
4 Atmosfera esplosiva di gas e vapori . . .. . . . . . . . . . . . . . . 10
4.1 Atmosfera esplosiva nelle condutture . . . . . . . . . . . . . . . 11
4.2 Sistemi aperti e chiusi . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . 12
4.3 Limiti di esplosione . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . 12
4.4 Punto di infiammabilit . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . 15
5 Liquidi infiammabili ad alto punto di infiammabilit . . . . . . . 17
5.1 Liquido riscaldato oltre il punto di infiammabilit . . . . . . . 17
5.2 Aumento della superficie e leffetto stoppino . . . . . . . . . 17
5.3 Liquidi infiammabili nebulizzati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
6 Polveri infiammabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
7 Un riassunto sulle sostanze infiammabili pericolose . . . . . . 21
8 Sostanze infiammabili a contatto con altre sostanze . . . . . 22
8.1 Sostanze incompatibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
8.2 Miscele di liquidi facilmente infiammabili . . . . . . . . . . . . . 23
9 Esplosione di recipienti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
10 Fonti di innesco . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
10.1 Fiamme libere . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
10.2 Superfici calde . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
10.3 Elettricit statica . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
10.4 Apparecchiature elettriche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
10.5 Reazioni chimiche . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28
11 Densit relativa .................................. 29
12 Misure di protezione contro il pericolo di esplosioni . . . . . . 31
12.1 Misure di tipo preventivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31
12.2 Misure di tipo costruttivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
12.3 Misure organizzative . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
13 Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35

3
1 Tipi di esplosione

Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro si soliti distinguere tra due diversi tipi di esplo-
sione:
l'esplosione fisica;

l'esplosione chimica.

I primi due esperimenti servono a chiarire in cosa si distinguono.


1.1 Esplosione fisica 1.2 Esplosione chimica

Esperimento: Esperimento: esplosione di un


scoppio di un recipiente recipiente
Se in un recipiente chiuso (ad es. una Nel caso di unesplosione chimica
caldaia a vapore) viene introdotta dell'ener- laumento della pressione dovuto all'ener-
gia mediante riscaldamento, la pressione gia rilasciata da una reazione chimica tra
aumenta. Se la pressione nella caldaia un combustibile e lossigeno (figura 1).
aumenta in modo tale da superare la pres- Unesplosione di questo tipo accompa-
sione per la quale il recipiente stato gnata da una fiamma e quindi rappresenta
costruito, il recipiente scoppia con tutte un caso particolare di combustione.
le conseguenze che questo comporta (ad
es. esplosione violenta di impianti, apparec-
chiature, parti di edifici).

Trattandosi di un processo fisico si parla di fuoco = reazione chimica


esplosione fisica.

combustibile, ossigeno,
ad es. metano ~ 21 vol.-% nellaria
+

fonte di innesco,
ad es. piccola scintilla

=
o

incendio esplosione

Figura 1: esplosione chimica

Lesplosione pu essere definita nel


seguente modo:

Unesplosione una reazione chimica di


una sostanza infiammabile che avviene ad
elevata velocit e che rilascia una notevole
quantit di energia.

4
1.3 BLEVE

Un tipo di esplosione molto pericoloso il


Gas
cosiddetto BLEVE (Boiling Liquid Expan-
ding Vapour Explosion). Questo pericolo
Petroleum
deve essere preso in dovuta considera- Liquefied
zione dal punto di vista della sicurezza
nello stoccaggio di gas liquefatti infiamma-
bili in recipienti a pressione che si trovano
nei centri abitati e nelle zone industriali.
Il prossimo esperimento illustrer quanto
Figura 2: le due fasi dei GPL [4] (GPL, ad es. butano)
detto.

Esperimento: scoppio ed esplosione


di un recipiente
In un recipiente contenente gas liquefatto Il pericolo di esplosione presente
(GPL, propano, butano) una parte del gas quando unazienda produce, lavora o
si presenta in forma liquefatta e un'altra in immagazzina gas, liquidi o polveri infiam-
forma gassosa (cfr. le due fasi dei GPL, fi- mabili suscettibili di rilasciare gas, vapori,
gura 2). Se il recipiente esposto ad una nebbie o polveri che con laria possono
dare origine ad una miscela esplosiva
fonte di calore, ad es. un fuoco nelle imme-
(figura 3).
diate vicinanze, la pressione al suo interno
sale con l'aumentare della temperatura.
Cresce anche la densit di vapore, mentre
diminuisce la densit in fase liquida, poich
il liquido si espande con l'aumentare della vapori
temperatura. Se la temperatura continua a
salire, il gas raggiunge il punto in cui en-
trambe le densit hanno lo stesso valore
(= temperatura critica). Questo fenomeno
fa s che il volume si dilati notevolmente
e che venga superata di molto la pres-
sione di rottura del recipiente.

Lo scoppio di una cisterna pu proiettare


frammenti anche a centinaia di metri. Il nebbie
gas rilasciato istantaneamente si incendia
formando un enorme fireball (o sfera di
fuoco), il cui irraggiamento termico pu polveri gas
causare ustioni molto gravi anche a per-
sone distanti dall'incendio.
Figura 3: rilascio di gas, vapori, nebbie e polveri
infiammabili [2]

5
2 Pressione di vapore

Esperimento:
visualizzare la pressione di vapore
Se un gas liquefatto (propano, butano)
viene riscaldato in un sistema chiuso, la
pressione di vapore aumenta. Tale aumento
non lineare, ma esponenziale (figura 4).

5 7
3 9
1 11
bar

26
24
22
r]

20
ne [ba

18
16
14
pressio

12 propa
10 no
8
6
4
2 n-buta
0 no
-30 -20 -1
-10
0 0 10
10 20
20 30
30 40
tempe 50
ratura 60 70
[ oC]

Figura 4: curve relative alla pressione di vapore di


propano e butano [4]

Anche un lieve aumento della temperatura


pu provocare lo scoppio di recipienti
riempiti completamente.

Esperimento: liquefare i gas


Se in un fusto viene compresso con un
pistone del butano allo stato gassoso, ad
una determinata pressione il gas si liquefa,
occupando un volume decisamente pi
piccolo. Allentando la pressione, il gas
passa dallo stato liquido a quello gassoso.

6
3 Miscele combustibile-aria
(spegnimento di un incendio)

Esperimento: spegnere un incendio Per avere un incendio o un'esplosione de-


mediante soffocamento vono essere soddisfatti contemporanea-
possibile spegnere un incendio sottra- mente i seguenti requisiti: presenza di aria
endo al combustibile laria comburente. (ossigeno) e di una sostanza infiammabile
Questo metodo viene applicato coprendo come elemento reattivo in una miscela
le fiamme, ad es.: esplosiva e di una fonte d'innesco che ab-
con coperte (se i vestiti si incendiano, bia sufficiente energia (figura 5).
possibile soffocare le fiamme coprendole
e rotolandosi contemporaneamente per
terra);
mediante coperture meccaniche (ad es.
aria
con un coperchio se lincendio provo-
cato da una padella per friggere);
con agenti estinguenti come schiume o
polveri.
atmosfera
esplosiva
Il rapporto tra combustibile e aria pu
essere spiegato con un motore a combu-
stione interna.
La benzina viene vaporizzata nel carbura- combustibile
tore, poi viene mescolata con una deter-
minata quantit di ossigeno dell'aria e
immessa nel cilindro, dove una candela
fornisce lenergia necessaria per laccen-
sione della miscela e quindi lesplosione. fonte dinnesco
efficace
Accanto ai gas di scarico, composti per lo
pi di anidride carbonica (CO2), del temibile
monossido di carbonio (CO), di particelle Figura 5: requisiti fondamentali per il verificarsi di
un'esplosione
di carbonio (= fuliggine) e acqua, viene libe-
rata energia destinata a muovere lauto.

Per una combustione ideale, deve essere Per poter prevenire il rischio di
presente nel carburatore una determinata esplosioni bisogna sempre adottare
misure volte ad evitare o ridurre la formazione
miscela di vapori di benzina e aria (atmo-
di miscele esplosive. Nel contempo,
sfera esplosiva). Se la quantit di benzina occorre evitare le fonti di innesco
troppo bassa o troppo elevata o vice- efficaci.
versa se la quantit di ossigeno troppo
bassa, non pu avvenire alcuna esplosione.
In questi casi si dice che il motore ingol-
fato.

7
Esperimento: spegnere con acqua Esperimento: spegnere con acqua un
un incendio causato da sostanze incendio provocato da olio
alcoliche Se si tenta di spegnere con acqua un in-
In caso di incendio, i liquidi infiammabili cendio provocato da olio, si rischia di
solubili in acqua come lalcool (etanolo) peggiorare la situazione. In questo caso
possono essere diluiti con laggiunta di sarebbe opportuno coprire il focolaio di
acqua e quindi spenti. Infatti, la sostanza incendio.
infiammabile presente nella miscela acqua-
solvente non riesce pi ad evaporare in Esperimento: spegnere un incendio
misura sufficiente. interrompendo lafflusso della
sostanza combustibile
Esperimento: spegnere con acqua un Si pu evitare la formazione di una miscela
incendio di benzina esplosiva vapori di benzina-aria e quindi un
In caso di liquidi infiammabili non solubili probabile incendio, interrompendo lafflusso
in acqua (ad es. benzina, toluene, diluente della sostanza combustibile. In caso di
nitro) lacqua non pu essere utilizzata liquidi infiammabili questo possibile arre-
come agente estinguente in quanto a causa stando limpianto di erogazione.
della loro densit essi galleggiano sullac-
qua (figura 6). Aggiungendo acqua non si Questo tipo di intervento utile nelle ope-
fa altro che estendere la superficie dellin- razioni di travaso di solventi. Quanto pi
cendio, anzich spegnerlo. grande la portata della pompa, tanto
maggiore la quantit di vapori rilasciata
e quindi tanto pi estesa la zona esplo-
siva che si viene a creare.
Liquidi infiammabili
Esperimento: spegnere un incendio
solitamente sono difficilmente solubili in acqua
pi leggeri dellacqua
su una bombola di gas
Per i gas infiammabili esiste il pericolo
di riaccensione. Ci significa che dopo
D 0.8 liquido aver spento un incendio provocato da una
infiammabile bombola di gas, se persistono fuoriuscite
di gas, questo pu riaccendersi grazie
D1 acqua ad una fonte di innesco pi lontana e le
fiamme possono estendersi fino al punto
di fuoriuscita. Un incendio su una bom-
D: densit bola di gas viene spento soltanto se ci
Figura 6: liquido infiammabile difficilmente solubile
necessario per evitare lestensione dellin-
in acqua cendio e se possibile sigillare la per-
dita. Chiudendo la bombola si interrompe
lafflusso di gas e le fiamme si arrestano.
Se questo non possibile, per evitare che
Il personale che manipola o immagazzina lincendio provochi ulteriori danni bene
sostanze infiammabili deve disporre portare le bombole allesterno con molta
dei necessari mezzi estinguenti e cautela.
refrigeranti.

8
Esperimento: implosione di un Esperimento: aumentare il tenore di
recipiente ossigeno (combustione in atmosfera
Vi illustriamo un esempio pratico. In occa- arricchita con ossigeno puro)
sione di alcuni lavori di rinnovamento in una Se si aumenta il tenore di ossigeno con
cisterna di 10 000 m3 unoperazione errata laggiunta di ossigeno puro, aumenta
ha fatto s che del residuo oleoso (morchia) anche la velocit di combustione. Se
prendesse fuoco. I revisori hanno soffocato lossigeno presente con una percentuale
lincendio chiudendo le aperture di ingresso volumetrica del 24 %, la velocit di combu-
(= sottraendo laria comburente neces- stione raddoppia; se la percentuale del
saria). Tuttavia, non si sono accorti che 40 % la combustione circa 10 volte pi
laria nella cisterna si era gi dilatata per il rapida. I materiali ardenti si infiammano con
calore sviluppato dallincendio. Dopo aver una percentuale volumetrica di ossigeno
chiuso le aperture ed estinto le fiamme, nellaria pari al 28 %; i materiali tessili, gli oli
laria, raffreddandosi, ha subito una contra- e i grassi bruciano vivacemente con una
zione. Dato che non poteva pi affluire concentrazione di ossigeno che varia dal
aria dallesterno, si venuta a creare una 25 al 30 %. In atmosfera di ossigeno puro,
depressione che ha provocato la distru- lacciaio incandescente brucia come il
zione della cisterna alta 20 m. legno. Se latmosfera arricchita con ossi-
geno puro, basta una scintilla per appiccare
Il semplice fatto che per innescare un il fuoco agli indumenti.
incendio o unesplosione debba essere
presente una determinata miscela di vietato migliorare laria
arricchendola di ossigeno.
combustibile e aria pu essere sfruttato ai
fini della protezione contro le esplosioni.
Esperimento:
Esperimento: ridurre il tenore di accendere una miccia nellacqua
ossigeno (inertizzare) Gli esplosivi e tutte le sostanze a rischio
possibile intervenire su una miscela di esplosione come gli esplosivi per uso
esplosiva o su un incendio aggiungendo civile (tra cui il TNT o la nitroglicerina), le
un gas inerte come lazoto o l'anidride munizioni o i materiali pirotecnici possono
carbonica, oppure polveri inerti come il reagire mediante unaccensione iniziale
fosfato di ammonio. In questo modo, la (energia di attivazione) anche in assenza
percentuale di ossigeno nellaria si riduce di ossigeno nellaria. Non hanno bisogno
sino ad inertizzare lambiente. Se la per- di ossigeno nellaria in quanto lossigeno
centuale volumetrica di ossigeno scende di per s legato chimicamente nel pro-
dal 21% all8% nella miscela combustibile- dotto.
aria la reazione chimica di combustione Questo avviene, ad esempio, con una
di solito non pi possibile. miccia immersa nellacqua. La miccia si
accende e brucia anche in completa
assenza di ossigeno atmosferico.

9
4 Atmosfera esplosiva di gas e vapori

vapori

gas nebbia

atmosfera
esplosiva

aria

fonte di innesco
efficace

esplosione

Figura 7: condizioni per il verificarsi di un'esplosione [1]

Leliminazione sicura di una di queste condizioni pu impedire lesplosione.

10
4.1 Atmosfera esplosiva nelle con- Inoltre, se laccensione si verifica dalla
dutture parte del lato chiuso i gas di combustione
spingono in avanti grandi quantit di
miscela incombusta, la quale pu essere
Per atmosfera esplosiva si intende una
miscela di aria con sostanze infiammabili accesa dal fronte di fiamma allesterno
allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri del tubo sotto forma di jet fire (getto incen-
in cui, dopo lignizione, la combustione si diato di gas rilasciati in pressione) o di
propaga allinsieme della miscela fireball (figura 8).
incombusta.

Esperimento: accensione di unat-


mosfera esplosiva in una conduttura
aperta da entrambi i lati
Se si accende unatmosfera esplosiva di
gas-aria in una condotta (ad es. canale di
ventilazione, tubo di mandata per trasporto
pneumatico, corridoio, galleria, fognature), il
fronte di fiamma avanza a bassa velocit
nel tratto interessato, fintantoch non in-
contra grossi ostacoli (tratto breve, aperture
alle estremit).

Esperimento: conduttura chiusa a


unestremit
Figura 8: esplosione secondaria allesterno del recipiente [5]
Per effetto del calore sprigionato dalla
combustione i prodotti di reazione occu-
pano uno spazio molto pi grande di quello Esperimento: conduttura cieca
dei prodotti di base. Nella tubatura chiusa Se si accende unatmosfera esplosiva
a unestremit, dopo laccensione della in una conduttura chiusa allestremit op-
miscela esplosiva, i prodotti della combu- posta, si verifica dapprima una combu-
stione non possono pi essere evacuati stione, ma le fiamme si spengono in breve
liberamente; pertanto, nella tubatura si veri- tempo. Infatti, in un condotto cieco lani-
fica un aumento di pressione con conse- dride carbonica prodotta dalla combustione
guente incremento della velocit di rea- si miscela con latmosfera esplosiva davanti
zione. al fronte delle fiamme (autoinertizzazione).
Se la conduttura fosse chiusa da entrambe Il fuoco si estingue per mancanza di ossi-
le estremit, sarebbe inevitabile unesplo- geno.
sione con conseguente proiezione di fram-
menti, in quanto la tubatura non potrebbe
resistere alla sovrappressione generata I tubi staccati (ad es. durante i lavori di
dallesplosione. manutenzione) devono essere sempre
sigillati alle estremit.

11
Esperimento: conduttura con 4.2 Sistemi aperti e chiusi
restringimento della sezione
Esperimento: prove di accensione in
Se si accende unatmosfera esplosiva di fusti aperti
gas e aria in un tubo che presenta una
A temperatura ambiente possibile accen-
qualsiasi resistenza al flusso a causa della
dere i vapori di benzina o di alcool in un
sua lunghezza o di eventuali restringimenti,
sistema aperto. Laccensione d origine ad
si osserva un cambiamento a dir poco
un incendio. Pur trattandosi di sostanze
drammatico. I prodotti della combustione
combustibili, lessenza di trementina o il
non possono essere evacuati liberamente
gasolio, invece, non possono essere accesi
e quindi spingono la miscela incombusta
(cfr. paragrafo 4.4).
(cos come il fronte di fiamma) in avanti.
Questo provoca un aumento della velocit
Esperimento: prove di accensione in
di efflusso; allaumentare della velocit il
fusti chiusi
regime passa da laminare a turbolento.
Questo fa aumentare la velocit di com- In condizioni normali laccensione di alcool
bustione in modo esponenziale finch non in un sistema chiuso provoca unesplo-
viene raggiunta la cosiddetta velocit di sione.
detonazione. Se la prova viene effettuata con molta
benzina, nonostante la presenza di una
fonte di innesco efficace, non si verifica
alcuna esplosione.

Questo fenomeno dovuto al fatto che


in un recipiente chiuso e a temperatura
ambiente, la concentrazione di vapori di
benzina nell'aria (miscela esplosiva) trop-
po elevata per effetto della pressione di
vapore e questo fa in modo che non si
possa accendere la miscela esplosiva
A B C
(figura 9 C).
Figura 9: diverse concentrazioni di vapori di benzina e aria.

A: bassa concentrazione di vapori = nessuna esplosione Questo dimostra il fatto che una miscela
B: atmosfera esplosiva = esplosione
C: elevata concentrazione di vapori = nessuna esplosione vapori-aria potenzialmente esplosiva solo
in determinate proporzioni: si parla del
cosiddetto intervallo di esplosivit (o campo
di infiammabilit).

4.3 Limiti di esplosione

Esperimento: gradiente di concen-


trazione dei vapori di un liquido in
un recipiente
Una sostanza liquida sul fondo di un reci-
piente evapora molto lentamente. Con il
passare del tempo aumenta la concen-

12
trazione di vapori, per cui nella parte bassa Esperimento: limite superiore di
del contenitore allinizio elevata, mentre esplosione in un sistema chiuso
nella parte alta bassa. Tuttavia, tanto Supponiamo che venga attivato un innesco
maggiore la pressione di vapore, tanto di tipo elettrico in un pallone riempito di
pi rapida sar una distribuzione omogenea metano (= sistema chiuso o confinato).
nel sistema chiuso. Non avviene alcuna accensione. Aggiun-
gendo una quantit daria pari a quella del
Esperimento: determinazione metano, non accade nulla, in quanto la
dell'intervallo di esplosivit concentrazione gas-aria al di sopra del
In un recipiente aperto la concentrazione di limite superiore di esplosione. Soltanto
vapori molto elevata appena al di sopra aggiungendo altra aria si verifica lesplo-
del pelo libero del liquido. Nel caso della sione, in quanto la concentrazione rientra
benzina, la concentrazione talmente ele- nellintervallo di esplosivit. Per esemplifi-
vata che non pu avvenire alcuna esplosio- care questo esperimento ci serviremo del
ne in caso di innesco. Il motivo che la mi- cilindro di un motore a benzina (figura 11).
scela troppo ricca. Al contrario, nella
parte alta del recipiente sono presenti po-
chissime molecole di benzina (ossia la con-
centrazione di vapori bassa), e anche in
questo caso la reazione non avviene. In
questo caso si dice che la miscela trop-
po povera (figura 10). Tra queste due
condizioni esiste un campo di concentra-
zione che permette alla miscela vapori-aria
di incendiarsi. Questo intervallo contrad-
distinto da due valori limite, ossia da un
limite inferiore e da un limite superiore di
esplosione (o infiammabilit) e viene
definito intervallo di esplosivit (o campo miscela troppo miscela esplosiva miscela troppo ricca miscela troppo
povera (sistema chiuso) ricca (sistema
di infiammabilit). aperto)
Figura 11: limiti di esplosivit [1]

I limiti di esplosione dei liquidi e dei gas


infiammabili pi comuni si aggirano pi o
meno su valori simili:
limite inferiore di esplosione
limite inferiore:
intervallo di esplosivit
in generale pari a 1vol.-% in aria = ca. 50
g/m3
limite superiore di esplosione limite superiore:
molto variabile; nella pratica non
rilevante.

Figura 10: intervallo di esplosivit

13
Esperimento: limite superiore di Esperimento: limportanza del
esplosione in un sistema aperto confinamento
Nella parte inferiore di un recipiente aperto Pi un sistema chiuso ben confinato,
presente gas metano, nella parte centrale pi devastanti saranno gli effetti dellesplo-
una miscela di gas-aria e nella parte infe- sione (figura 13), a meno che i recipienti o le
riore soltanto aria. Nella parte superiore del apparecchiature non siano cos resistenti
recipiente viene accesa una miccia. La da sopportare il picco di sovrappressione
miccia brucia in presenza del metano, ma generata dallesplosione (pressione mas-
non lo accende. Infatti, la miscela troppo sima desplosione).
ricca. Soltanto avvicinandosi allo strato di
aria, ossia raggiungendo il limite superiore
di esplosione, ha luogo una reazione, in
questo caso un incendio, in quanto il
sistema non confinato (figura 11).

Esperimento: aumento del volume in


caso di evaporazione
Se una determinata quantit di liquido
infiammabile oppure di un gas liquefatto in
pressione, evapora, i vapori rilasciati dalla A B
sostanza (ossia la fase gassosa che ne
Figura 13: l'importanza del confinamento
risulta) occupano un volume che 300
volte pi grande del volume iniziale, ossia A: sistema aperto, incendio
B: sistema chiuso, esplosione
di quando la sostanza si trovava allo stato
liquido (figura 12).

1l
260 l

Figura 12: aumento di volume in seguito all'evapo-


razione del propano [4]

14
Sulla curva della pressione di vapore ad 4.4 Punto di infiammabilit
ogni temperatura corrisponde una deter-
Esperimento: riscaldare un liquido
minata pressione alla quale il liquido e il
infiammabile
vapore si trovano in equilibrio. A questa
pressione corrisponde una determinata Supponiamo di riscaldare un liquido infiam-
concentrazione dei vapori, denominata mabile, ad es. il gasolio. A una determinata
concentrazione di saturazione. (figura 14). temperatura e in presenza di una fonte di
innesco efficace i vapori al di sopra del li-
quido infiammabile prendono fuoco. Questa
curva della pres-
concentrazione di saturazione
sione di vapore temperatura viene definita punto di infiam-
pressione di vapore
limite superiore mabilit e nei piani di protezione contro le
di esplosione
esplosioni rappresenta un dato importante
ai fini della sicurezza. Al di sotto del punto
di infiammabilit non avviene alcuna igni-
zione (scarsa concentrazione di vapori,
quindi miscela troppo povera, cfr. figura 17).
limite inferiore
di esplosione
E detto punto di infiammabilit la tem-
peratura pi bassa alla quale un liquido
tempera-
tura infiammabile emette vapori in quantit tale
punto di infiammabilit [C]
punto inferiore di esplosione che, miscelati con laria, possono incendiarsi
in presenza di una fonte di innesco.
Figura 14: limiti di esplosivit e punto di infiamma-
bilit

Non il liquido ad accendersi, ma i suoi


vapori. Nel caso del gasolio, probabilmente
Le temperature che sulla curva della pres- laccensione non avvenuta in quanto non
sione di vapore corrispondono ai limiti era presente una quantit sufficiente di
superiore e inferiore di esplosione vengono vapori, come descritto nellesperimento
definite come punto di esplosione inferiore prove di accensione in recipienti aperti,
e superiore. Il punto di esplosione inferiore (figura 15).
e il punto di infiammabilit caratterizzano
entrambi il limite inferiore di esplosivit. 1180

Il punto inferiore di esplosione di un liquido


infiammabile non coincide esattamente
con il rispettivo punto di infiammabilit,
poich questi due valori vengono deter-
minati con metodi di misurazione diversi.

Figura 15: 111


concentrazione di vapori [g/m3] 63
6
di alcuni liquidi infiammabili
comuni con saturazione nellaria benzina alcool benzina gasolio

e temperatura di 20 C. per auto solvente

15
Conoscere il punto di infiammabilit di un Il punto di infiammabilit dei liquidi puri, i
liquido infiammabile molto utile dal punto dati relativi ai limiti di esplosione o alla den-
di vista della sicurezza, in quanto permette sit relativa di una sostanza sono riportati
di valutare il rischio di incendio e di esplo- nella pubblicazione Sicherheitstechnische
sione associato a tale liquido. Kenngrssen von Flssigkeiten und Gasen
(codice Suva 1469, disponibile in tedesco e
francese).
In Svizzera, un liquido con un punto di
infiammabilit inferiore a 30 C classificato
come facilmente infiammabile
(vedere figura 16).
Negli ambienti in cui vengono manipolati
o stoccati liquidi facilmente infiammabili
A temperatura ambiente (intesa come tale necessario adottare sempre misure di
in base alle nostre condizioni climatiche) un protezione contro il pericolo di esplosioni.
liquido facilmente infiammabile pu liberare
una quantit di vapori tale da incendiarsi in
presenza di un innesco adeguato.

C
100

75 gasolio
meno pericoloso

35 essenza di trementina
30
12 alcool
7 toluene
0
pericoloso

-20 acetone

-40 benzina

Figura 16: punto di infiammabilit di vari liquidi [6]

16
5 Liquidi infiammabili ad alto punto di
infiammabilit

Il limite di 30 C non basta di per s a valutare la pericolosit dei liquidi infiammabili. Anche
se i liquidi presentano un punto di infiammabilit superiore a 30 C, a seconda delle
situazioni, necessario adottare misure di protezione adeguate per scongiurare il
pericolo di un'esplosione. Per poter valutare il pericolo di incendio e di esplosione
opportuno prendere in considerazione i seguenti aspetti.

5.1 Liquido riscaldato oltre il punto 5.2 Aumento della superficie e


di infiammabilit leffetto stoppino

indispensabile prevedere se un liquido I liquidi infiammabili, ad es. gli oli, che in


infiammabile pu essere riscaldato oltre il condizioni normali non costituiscono un
suo punto di infiammabilit (figura 17). pericolo di esplosione possono su alcuni
materiali estendere la loro superficie in
modo tale da emettere una quantit suffi-
ciente di vapori che possono essere facil-
A B mente accesi (figura 18). I materiali possono
essere anche ininfiammabili.
PI

A B

Figura 18: effetto stoppino

Figura 17: significato del punto di infiammabilit [1] A: olio in recipiente aperto: scarsa quantit di vapori

A: punto di infiammabilit oltre la temperatura di B: olio su un materiale di supporto: vapori in quantit


esercizio, scarsa quantit di vapori, nessun sufficiente, pericolo di incendio ed esplosione
pericolo di esplosione.
B: punto di infiammabilit al di sotto della tempe-
ratura di esercizio, vapori in quantit sufficiente,
pericolo di esplosione.

Se riscaldati oltre il loro punto di infiam-


mabilit, i liquidi infiammabili emettono
vapori in quantit sufficiente (figura 17) a
formare una miscela che pu essere accesa.
In questo caso esiste un reale pericolo di
incendio ed esplosione.

Nel classico bruciatore a coppa il gasolio


viene preriscaldato finch non emette va-
pori in quantit sufficiente per accendersi.

17
Esperimento: 5.3 Liquidi infiammabili nebulizzati
leganti come materiale di supporto
Se spruzzato finemente, un liquido infiam-
Se i liquidi infiammabili con un punto di in- mabile pu essere trasformato in nebbia. In
fiammabilit superiore a 30 C vengono as- virt delle dimensioni molto piccole delle
sorbiti, ad es. per ovviare a una fuoriuscita particelle pu formarsi un'atmosfera esplo-
o spargimento, con leganti per olio diffi- siva in presenza di un innesco di opportuna
cilmente infiammabili o anche non infiam- energia, e ci anche se il liquido viene
mabili, essi possono accendersi in presenza spruzzato ad una temperatura inferiore al
di una fonte di innesco efficace, provocando punto di infiammabilit (figura 19). Questo
un incendio di vaste proporzioni. significa che in queste condizioni anche i
liquidi con un alto punto di infiammabilit
Esperimento: indumenti come possono essere accesi in presenza di una
materiale di supporto fonte di innesco.
Se oli o grassi infiammabili entrano a con-
tatto con tessuti (ad es. di cotone), si pu
verificare un aumento della loro superficie
e quindi il cosiddetto effetto stoppino, con A C
tutti i rischi che esso comporta.
FP
Nellesperienza pratica, se gli stracci im-
pregnati di olio o gli indumenti sporchi di
grasso entrano in contatto con una fonte di
innesco efficace, le conseguenze possono
essere molto gravi. I lavoratori che indos-
sano indumenti sporchi di grasso o olio
(anche se il grasso sembra essersi seccato) Figura 19: significato del punto di infiammabilit in
possono prendere fuoco e bruciare come caso di nebulizzazione[1]

una torcia. A: punto di infiammabilit oltre la temperatura di


lavoro, scarsa quantit di vapori, nessun pericolo
di esplosione

Abiti da lavoro idonei sono ad es. di C: punto di infiammabilit oltre la temperatura di


lavoro, ma nebulizzazione: aerosol (nebbia),
cotone. Gli abiti da lavoro impregnati di pericolo di esplosione
grasso o olio devono essere cambiati il
pi presto possibile.
Esperimento: nebbia di olio in seguito
a spruzzatura
Esperimento: Il principio della nebulizzazione sta alla base
coibentazione di condutture dei moderni bruciatori di gasolio, nei quali il
gasolio (combustibile con alto punto di in-
Supponiamo che un fluido termovettore sia
fiammabilit) viene nebulizzato mediante un
versato su un materiale isolante termico
ugello nella camera di combustione, dove
e ignifugo che riveste dei tubi caldi. Esso
viene acceso da una scintilla.
pu dare luogo all'effetto stoppino. In una
situazione del genere, vengono prodotti Attenzione: i liquidi infiammabili sotto
vapori a sufficienza per essere incendiati. forma di nebbia possono provocare un
incendio o un'esplosione anche al di sotto
del loro punto di infiammabilit.

18
6 Polveri infiammabili

Esperimento:
esplosioni di polveri in un silo presenza di un forte innesco (figura 20). In
Le polveri infiammabili in sospensione questo modo hanno origine le temute
nellaria (ad es. polveri di legno, carbone, esplosioni di polveri. Uno dei fattori che
cereali, materie plastiche, ma anche polveri maggiormente incide sullesplosivit delle
metalliche di bassa granulometria) possono polveri il loro grado di finezza (granulome-
formare con laria una miscela esplosiva e tria), ossia pi le polveri sospese in aria
quindi provocare unesplosione, se sono in sono fini, maggiore la loro pericolosit.

sostanze solide infiammabili

polveri

< 0,5 mm

aria nube di polveri fonte di


atmosfera esplosiva innesco efficace

esplosione di polveri
Figura 20: fattori che determinano lesplosione di polveri [3]

Se in azienda sono presenti polveri


infiammabili, esiste un pericolo di
esplosione.

19
Esperimento: granulometria delle Esperimento: sospensione nellaria di
sostanze solide infiammabili polveri depositate
La lana di acciaio pu incendiarsi. Lesplosi- Laccensione di polveri stratificate d luogo
vit di una sostanza ossidabile dipende es- ad un incendio. Le polveri disperse nell'aria
senzialmente dalla sua forma, o per essere sotto forma di una nube possono essere
pi precisi, dalla sua granulometria. Molte accese e causare un'esplosione (figura 21).
sostanze apparentemente non infiammabili
o difficilmente infiammabili possono provo- Esperimento: incendio provocato da
care un incendio o un'esplosione in virt gas di distillazione secca
della loro ripartizione granulometrica. Le polveri infiammabili riscaldate possono
rilasciare vapori o gas di distillazione secca
Esperimento: che, miscelati con laria, possono essere
accensione e combustione di polveri accesi.
Se proviamo ad accendere delle polveri
depositate, determinate sostanze solide
reagiscono con un piccolo incendio localiz-
zato oppure ardono senza fiamma, altre si
decompongono sprigionando un bagliore
luminescente o un rapido fuoco.

Strato di polvere Incendio Nube di polvere Esplosione

Figura 21: differenza tra un incendio e unesplosione di polveri infiammabili [3]

Questi pericoli possono manifestarsi combi-


Gli accumuli di polveri infiammabili non
devono essere eliminati con getti di aria nati o influenzarsi reciprocamente.
compressa, bens aspirati con un apposito
aspirapolvere antideflagrante. Le esplosioni di polveri avvengono rara-
mente. Tuttavia, quando si producono,
le loro conseguenze sono molto spesso
devastanti.

20
7 Un riassunto sulle sostanze infiammabili
pericolose

Bisogna adottare misure di protezione


contro le esplosioni in presenza di:
gas infiammabili
liquidi infiammabili con punto di infiam-
mabilit inferiore a 30 C
liquidi infiammabili con punto di infiam-
mabilit superiore a 30 C, se riscaldati
oltre il loro punto di infiammabilit
liquidi infiammabili nebulizzati
polveri infiammabili con granulometria
inferiore a 0,5 mm

I dati concernenti i parametri caratteristici


pi importanti sono riportati nella pubblica-
zione Suva Sicherheitstechnische Kenn-
grssen von Flssigkeiten und Gasen
(codice 1469, disponibile in tedesco e
francese) e nelle corrispondenti schede di
sicurezza. Questi dati vi consentiranno
di valutare al meglio il pericolo di incendio
ed esplosione nellesercizio normale.

Anche nellesercizio particolare bisogna


tener conto dei pericoli e quindi adottare
le dovute misure di protezione.

21
8 Sostanze infiammabili a contatto con altre
sostanze

8.1 Sostanze incompatibili Uno stoccaggio corretto deve


I liquidi infiammabili, facilmente infiammabili, peraltro escludere qualsiasi contatto tra
i liquidi infiammabili e sostanze come i
ma anche le soluzioni acquose, se vengono
perossidi, lacido cromico, lacido nitrico
a contatto con determinate sostanze, pos- o gli alogeni.
sono dare luogo a reazioni chimiche perico-
lose (figura 22); in questo caso si parla di
sostanze incompatibili.

pericolo!
Figura 22: sostanze incompatibili

Esperimento: reazione di un liquido


facilmente infiammabile a contatto
con un ossidante
Prendiamo il caso di un liquido facilmente
infiammabile, ad es. lisopropanolo, e
mettiamolo a contatto con un ossidante
come lacido cromico: quasi immediata-
mente si sviluppa un incendio.

Esperimento: fuochi di metalli


A contatto con lacqua alcuni metalli alca-
lini, ad es. il sodio e il potassio, liberano
idrogeno, dando luogo ad unautocombu-
stione anche in assenza di una fonte di
innesco esterna.

22
8.2 Miscele di liquidi facilmente Esperimento: miscela di gasolio e
infiammabili benzina
Ogni anno, miscele di liquidi infiammabili Vi illustriamo un esempio reale. Lautista di
con liquidi facilmente infiammabili sono un'autocisterna deve trasportare prima
causa di gravi infortuni. Se il gasolio (con benzina e poi gasolio. Tra i due trasporti
punto di infiammabilit di 75 C ca.) svuota in modo incompleto la cisterna e le
contaminato con benzina, il punto di in- tubature del veicolo. Quando lautista forni-
fiammabilit si abbassa al di sotto della sce il gasolio al secondo cliente, il gasolio
temperatura ambiente con una percentuale si mescola con i residui di benzina. A
volumetrica di benzina di appena il 3% questo punto, nella cisterna del cliente si
(figura 23). Questo fenomeno si riscontra forma un'atmosfera esplosiva al di sopra
ad esempio in cisterne, serbatoi di olio del pelo libero del liquido.
usato e impianti di sgrassaggio metalli.
Di solito, la causa principale di questi Alcune settimane pi tardi, quando un
incidenti la negligenza. revisore si reca ad eseguire dei lavori di
adattamento nella cisterna di gasolio,
avviene una forte esplosione. Il revisore,
100
infatti, non avendo previsto la presenza di
punto di 90
infiammabilit vapori di benzina, non prende particolari
80 75C
precauzioni e le scintille generate dai lavori
70
temperatura (C)

innescano un'esplosione che provoca lo


60
scoppio della cisterna lungo la linea di rot-
50 44C
tura. Le fiamme avvolgono luomo ustio-
40
28C nandolo gravemente. Dopo 10 giorni
30
19C luomo muore per un blocco renale.
20 14C

10
Gli incidenti provocati dalla miscelazione
0 1 2 3 4
percentuale di benzina presente nel gasolio (Vol.-%)
di liquidi infiammabili con altri facilmente
infiammabili purtroppo non tendono a
Figura 23: relazione tra il punto di infiammabilit e diminuire; una maggiore consapevolezza
la percentuale di benzina presente nel
gasolio [6] dei rischi ambientali contribuisce a questo
fenomeno in quanto induce a smaltire i
residui di solventi versandoli in fusti o
cisterne per olio esausto.

23
9 Esplosione di recipienti

Attenzione, nei recipienti vuoti attende


in agguato la morte
Figura 24: pericolo di esplosione nei recipienti [7]

Recipienti come serbatoi, fusti, bidoni,


utilizzati per conservare liquidi facilmente
infiammabili come benzina, nitrodiluente,
acetone, alcool o toluolo, devono essere
considerati recipienti molto pericolosi.

24
Esperimento: esplosione in un Esperimento: lavori di saldatura
recipiente apparentemente vuoto eseguiti su recipienti svuotati e
I recipienti che contengono liquidi facil- lavati
mente infiammabili vengono solitamente Vi illustriamo un esempio pratico. Un fabbro
svuotati in modo da non lasciare alcuna riceve lincarico di tagliare nel senso della
traccia di liquido al loro interno. Tuttavia, lunghezza un vecchio fusto di metallo
possono permanere nel recipiente vapori vuoto. Precedentemente il fusto serviva per
in quantit sufficiente ad innescare contenere benzina, ma era stato lasciato
unesplosione in presenza di una fonte per diversi mesi in un deposito. Per prima
dinnesco efficace (figura 24). cosa, il fabbro inserisce nel fusto il tubo
dellacqua, lo riempie lasciando scorrere
lacqua per alcuni minuti fino a farla traboc-
Bastano due cucchiai da cucina o un
care. Poi chiude il rubinetto e fa fuoriuscire
bicchierino di un liquido facilmente
lacqua dal bocchettone di riempimento.
infiammabile per formare unatmosfera
esplosiva in un fusto di 200 l. Quando inizia il lavoro di saldatura il fusto
esplode e ferisce il fabbro nonostante egli
I lavori di saldatura eseguiti sui recipienti, avesse adottato misure precauzionali.
il tentativo di scoperchiarli mediante ossita-
glio o troncatura oppure lintroduzione di Poich la benzina non solubile in acqua,
una fiamma libera allinterno del recipiente impossibile bonificare il fusto (liberarlo dai
per illuminarlo, tutte queste situazioni pos- vapori di benzina) usando dellacqua.
sono dar luogo ad esplosioni. Molti incidenti
gravi avvengono in questo modo eviden-
ziando quanto questi pericoli spesso non UN RECIPIENTE VUOTO NON E
siano sufficientemente riconosciuti. SEMPRE VUOTO PERICOLO DI
ESPLOSIONE!
Lesperienza mostra che non sempre Mai eseguire lavori di saldatura o di taglio
al cannello su fusti usati.
facile applicare misure di protezione
adeguate ed quindi raccomandabile
non eseguire affatto questo tipo di lavori
o eseguirli solo su recipienti nuovi di
fabbrica.

25
10 Fonti di innesco

Tra le numerose fonti di innesco alcune sono di importanza rilevante negli ambienti di
lavoro (figura 25). Una fonte di innesco si definisce efficace solo se in grado di trasmettere
allatmosfera potenzialmente esplosiva unenergia tale da provocare una propagazione
spontanea della combustione.

10.1 Fiamme libere


scariche
elettrostatiche Le fiamme libere e le braci generate
soprattutto da bruciatori o da lavori di
saldatura e di taglio possono essere
scintille generate considerate le fonti di accensione pi
elettricamente
efficaci.

Lautorizzazione per i lavori di


fuoco, fiamme, saldatura una misura organizzativa da
brace applicare scrupolosamente in ogni
azienda allo scopo di prevenire il pericolo
di esplosioni.
scintille generate
meccanicamente
10.2 Superfici calde

Esperimento: accensione causata


superfici calde
da una superficie calda
Non necessario che una superficie sia
Figura 25: possibili fonti di innesco [6]
incandescente; anche le superfici calde
con temperature di 500 C possono liberare
energia sufficiente ad innescare una miscela
esplosiva di combustibile-aria (anche nel
Lesperienza insegna che spesso i caso di oli con un elevato punto di infiam-
provvedimenti tesi ad evitare fonti di
mabilit).
innesco efficaci di per s non sono
sufficientemente affidabili per garantire la
sicurezza dei lavoratori; per questo
motivo sono spesso necessarie misure di La temperatura della superficie non
protezione complementari. deve mai superare la temperatura di
accensione del combustibile.

26
10.3 Elettricit statica strofinio di suole isolanti su superfici
(figura 27), ad es. tappeti o pavimenti
Anche le scariche di origine elettrostatica
rivestiti in materiale sintetico.
possono essere causa di incendi ed esplo-
sioni. Lelettricit statica pu risultare da
numerosi processi di separazione. Tuttavia,
il pericolo di innesco esiste solo se la carica
talmente alta da provocare una scarica.
Nella pratica, le scintille di origine elettro-
statica sono fonti di innesco soprattutto in
due casi:
travaso, trasporto, mescolamento,

nebulizzazione di liquidi non polari


(ad es. idrocarburi, etere) con una resi-
stenza specifica (o resistivit) superiore
a 108 Ohm m (figura 26). tappeto

Figura 27: separazione delle cariche dovuta al


passaggio su un pavimento [8]
A B

Mettere a terra le persone con scarpe e


pavimenti che favoriscono la dispersione
delle cariche.

Per saperne di pi sul fenomeno dell'elet-


tricit statica potete consultare le seguenti
pubblicazioni:
Figura 26: scarica in un fusto metallico [2]
opuscolo AISS Elettricit statica.
A: processo di separazione e carica Pericoli d'innesco e misure di protezione
B: scintille di origine elettrostatica (n. 2017 it).
ESCIS-Heft Nr. 2 Statische Elektrizitt
Regeln fr die betriebliche Sicherheit
(disponibile in tedesco e inglese)
Utilizzare esclusivamente tubature e
Interaktives Lernprogramm der ESCIS
recipienti che siano elettricamente conduttori
e provvisti di messa a terra. Statische Elektrizitt (disponibile in
tedesco e inglese)

27
10.4 Apparecchiature elettriche 10.5 Reazioni chimiche

A volte gli incendi o le esplosioni sono Esperimento: accensione di filaccia


causati da impianti e apparecchi elettrici. impregnata di olio
Di solito, laccensione provocata da Anche le reazioni chimiche possono dare
scintille elettriche o da scintille provenienti luogo a elevate temperature e quindi provo-
da motori a collettore. care laccensione di sostanze infiammabili.
Supponiamo che una sostanza infiamma-
Esperimento: accensione provocata bile si riscaldi in seguito ad un processo
da una lampada portatile sprovvista interno che sviluppa calore (processo eso-
di protezione antideflagrante termico: ad es. la decomposizione chimica,
Vi illustriamo un esempio pratico. Un lossidazione, la fermentazione batterica).
gruppo di specialisti deve effettuare dei Se il calore sprigionato da questo processo
lavori di adeguamento in una cisterna di non viene disperso in tempi brevi (condi-
gasolio. Devono applicare allinterno della zioni adiabatiche), si pu arrivare allauto-
cisterna un rivestimento in poliestere. Per combustione. Questo pericolo aumenta
pulire le attrezzature utilizzate per il rive- se la sostanza in questione ha un punto di
stimento portano con s nella cisterna accensione molto basso, se la superficie
un secchio di acetone. Alla parete della del materiale estesa (culmi, trucioli, fili,
cisterna viene applicata una lampada porta- grani, polveri), se la dispersione del calore
tile non antideflagrante per mezzo di un verso lesterno incontra resistenze (scarsa
magnete. Lacetone, facilmente infiamma- conducibilit termica, materiale compattato,
bile, sprigiona dei vapori che poi si accu- elevata temperatura ambiente), in presenza
mulano nella parta bassa della cisterna e di ossigeno e umidit (per attivit di funghi
non vengono aspirati. Durante i lavori un e batteri).
operaio manutentore strappa il filo della Nella maggior parte dei casi questi incendi
lampada, facendola cadere al suolo. La sua si sviluppano inaspettatamente e solo dopo
rottura scatena immediatamente un incen- un periodo abbastanza lungo di stoccaggio.
dio e loperaio lascia cadere il secchio di Miscele di sostanze chimiche che reagi-
acetone nella cisterna. Nonostante le gravi scono tra di loro possono per innescare
ustioni, riesce a uscire dalla cisterna. rapidamente un incendio.
Questo incidente mostra chiaramente che
sufficiente lenergia sprigionata dal fila-
Non lasciare in giro la filaccia e gli
mento di una lampadina per accendere stracci impregnati di olio o grasso,
una miscela esplosiva. ma deporli in un recipiente metallico
chiuso.

Negli ambienti a rischio esplosione


devono essere utilizzate esclusivamente
apparecchiature elettriche di tipo
antideflagrante.

28
11 Densit relativa

Esperimento:
propagazione di gas e vapori
Quando si utilizzano o si manipolano liquidi
facilmente infiammabili o gas combustibili si
possono formare miscele di vapori/gas-aria
che poi si diffondono nell'ambiente. Latmo-
sfera esplosiva pu estendersi sino a rag-
giungere una possibile fonte di innesco,
anche lontana. Non essendo un sistema
confinato, non si verifica alcuna esplosione,
ma una conflagrazione, ossia un fronte di
fuoco ad avanzamento veloce.

Esperimento:
svuotare recipienti da gas e vapori
Il butano gassoso pu essere contenuto
in un bicchiere. Essendo il gas pi pesante
dellaria, pu essere travasato in un secon-
do bicchiere e acceso. Se una miscela
esplosiva si accumula a livello del suolo
oppure si disperde verso lalto, questo
dipende dalla sua densit relativa.

Figura 28: comportamento di un gas liquefatto [1]

Esperimento:
vapori in una canalizzazione
Numerosi incidenti rivelano che bene
prestare la massima attenzione quando si
in presenza di vapori e gas pi pesanti
dellaria, soprattutto se essi possono pene-
trare in fosse, pozzi, cisterne, fognature,
locali interrati o simili (figura 28) o se i lavo-
ratori devono manipolarli in ambienti con
caratteristiche simili.

possibile evacuare i gas e i vapori


presenti in ambienti interrati o ristretti solo
mediante una ventilazione artificiale.

29
Esperimento: concentrazione di Per saperne di pi sui rischi e sulle misure
vapori di solventi in un vano scala da adottare in queste situazioni potete
Vi illustriamo un esempio pratico. Due consultare la pubblicazione Suva Misure
tappezzieri sono impegnati ad incollare su di precauzione nella posa di rivestimenti
una scala un tappeto con una colla conte- per pareti e pavimenti (codice n. 11045).
nente solventi. La scala conduce alla can-
tina e al locale caldaie di una casa. Il vano Gli ambienti nei quali vengono
scala ventilato soltanto da due finestre manipolati liquidi facilmente infiammabili
aperte in cantina. Al termine dei lavori, si o gas combustibili devono essere ventilati
verifica una violenta esplosione. Il tetto della artificialmente.
casa viene scoperchiato e i soffitti danneg-
giati. Si sviluppa un incendio e i due tap-
pezzieri fuggono allesterno dellabitazione Esperimento: concentrazione di gas
correndo tra le fiamme. Entrambi riportano metano in un vano scala
gravi ustioni; uno dei due muore il giorno Vi illustriamo un esempio pratico. Nella
stesso, laltro alcuni giorni pi tardi. cantina di un condominio si trova lallaccia-
A causa della scarsa ventilazione i vapori mento alla conduttura del gas. A causa di
dei solventi sprigionatisi dalla colla si sono una perdita nella tubazione, il gas metano
concentrati nella cantina per poi pene- invade la cantina. Essendo pi leggero
trare nel locale caldaie, dove si sono accesi dellaria, il metano sale nel vano scala
in presenza della fiamma libera del brucia- delledificio. Non stato possibile identifi-
tore. care la fonte di accensione, dato che la
casa a pi piani crollata seppellendo 5
persone.

A differenza dei vapori sviluppati da


sostanze liquide i gas possono essere
pi leggeri dellaria.
Questo vale per lacetilene, lammoniaca,
lacido cianidrico, lanidride carbonica,
il metano (gas naturale, biogas) letilene,
il monossido di carbonio e lidrogeno.
Tutti gli altri gas infiammabili (ad es. il
propano) e le miscele che formano con
laria sono pi pesanti dellaria stessa.

Figura 29: comportamento dei vapori di solventi

Attenzione: i vapori di tutti i liquidi


infiammabili sono pi pesanti dellaria.

30
12 Misure di protezione contro il pericolo di
esplosioni

Dopo aver illustrato con esempi molto semplici i rischi pi frequenti di incendio ed esplo-
sione, bene passare in rassegna le misure di protezione pi importanti valide per gli
impianti, le attrezzature e le situazioni di lavoro. Faremo una distinzione tra misure di tipo
preventivo e misure di tipo costruttivo.

12.1 Misure di tipo preventivo


Sostituire i liquidi facilmente infiamma-
bili, i gas e le polveri combustibili con B
A
sostanze che non formano miscele
esplosive.
Utilizzare sistemi chiusi, ossia sistemi
volti ad impedire che unatmosfera
potenzialmente esplosiva possa svilup-
parsi allesterno.
Aerare i locali e gli ambienti di lavoro Figura 30: corretta ubicazione delle bocchette di
allo scopo di evitare o per lo meno limi- scarico
tare la concentrazione e la formazione di
A: vapori e gas pi pesanti dellaria
atmosfere esplosive. Leventuale fuoriu-
B: gas pi leggeri dellaria
scita di gas e vapori di liquidi facilmente
infiammabili deve essere sufficientemente
Esperimento:
diluita.
ventilazione e aspirazione nei locali
Se la ventilazione insufficiente, i vapori
Esperimento:
derivanti dal travaso di liquidi facilmente
aspirazione di gas e vapori
infiammabili si propagano al suolo in tutto
Se in presenza di liquidi facilmente infiam- il locale. Se laspirazione avviene diretta-
mabili o di gas pi pesanti dellaria la bocca mente sopra il livello del pavimento sul lato
di aspirazione non sistemata direttamente opposto del locale, i vapori vengono s
nel punto pi basso, la ventilazione del aspirati, ma permane il rischio nellintera
tutto inutile, in quanto si aspirer soltanto stanza. pi ragionevole ed economico
aria e non vapori. aspirare i vapori in prossimit del punto in
cui avvenuto il travaso o direttamente
sul bordo del recipiente (aspirazione alla
In caso di vapori e gas pi pesanti dellaria fonte), circoscrivendo notevolmente la zona
le aperture per levacuazione (ventilazione
di pericolo.
naturale) e per laspirazione devono essere
il pi vicino possibile al pavimento. In caso
di gas pi leggeri dellaria le stesse vanno Esperimento:
posizionate sul soffitto (figura 30). caduta di pressione in una condotta
Se il tubo flessibile collegato ad un ventila-
tore molto lungo e/o presenta numerose
Per valutare correttamente leffettiva curve, la sua efficienza sar compromessa
capacit di ventilazione si deve prendere a causa di una caduta di pressione.
come base di calcolo solo la met o un
quarto della potenza nominale del inertizzare le apparecchiature e gli
ventilatore. impianti.

31
Esperimento: inertizzazione 12.2 Misure di tipo costruttivo
Nonostante la presenza di un innesco di Soffocamento dellesplosione con un
opportuna energia in un silo contenente impianto di spegnimento per la rileva-
una nube di polveri infiammabili non si veri- zione e il soffocamento di esplosioni.
fica alcuna esplosione. Questo dovuto
al fatto che il tenore di ossigeno stato
ridotto con limmissione di azoto fino a
trovarsi fuori dal campo di esplosivit (al di
sotto della concentrazione massima di
ossigeno, figura 31). recipiente contenente un agente estinguente

Vol.-%02

rilevatore

fronte di pressione/ iniezione dellagente


fiamma estinguente

Figura 32: impianto di spegnimento automatico [5]

Esperimento:
soffocamento dellesplosione/
impianto di spegnimento automatico
Limpianto di soffocamento dellesplosione
rileva tempestivamente lesplosione alla
sua origine mediante una serie di rilevatori
di fiamme o pressione. Limpianto soffoca
lesplosione che si sta sviluppando immet-
Figura 31: inertizzazione con laggiunta di azoto e
monitoraggio della concentrazione di tendo nellaria agenti estinguenti (figure 32
ossigeno [3] e 34 C).

evitare fonti di innesco efficaci. Questa


misura deve essere sempre applicata,
eccetto in quei casi in cui si certi di
evitare latmosfera esplosiva. Tuttavia,
nella pratica questa misura non di per
s sufficiente a scongiurare ogni pericolo.

Evitare fonti di innesco efficaci di per


s non basta come misura di protezione,
ma necessario effettuare anche unadeguata
analisi dei rischi.

32
Disaccoppiamento di apparecchi in B
caso di esplosione allo scopo di evitare
ulteriori esplosioni in parti non protette
dellimpianto.

Esperimento:
dispositivo di arresto di fiamma
Se avviene laccensione di una miscela A
gas-aria in una tubazione dotata di un
dispositivo che impedisce la propagazione
delle fiamme, ad es. con un arresto di
fiamma (figura 33) o con una retina tipo C
filtro di Davy, le fiamme nella tubazione
vengono raffreddate fino alla loro completa
estinzione.

Figura 33: dispositivo di arresto di fiamma contro le


esplosioni [1].
Figura 34: esempi di misure di tipo costruttivo contro
il pericolo di esplosione [1]
sistemi di costruzione resistenti alle A: sistema di costruzione resistente alle
esplosioni per recipienti e impianti, esplosioni
B: sfogo dellesplosione
comprese le relative tubazioni, in grado C: soffocamento dellesplosione
di sopportare la pressione generata
dallesplosione senza spaccarsi. sfogo dellesplosione grazie ad un
punto di rottura (figura 34B) destinato
Esperimento: sistemi di costruzione ad aprirsi al raggiungimento di una deter-
resistenti alle esplosioni minata pressione, la quale deve essere
Se in un recipiente chiuso la pressione nettamente al di sotto della pressione
iniziale coincide con la pressione atmosfe- a cui il recipiente in grado di resistere.
rica, il picco di sovrappressione da esplo- Si ricorre a dispositivi quali diaframmi
sione sar inferiore a 10 bar dopo laccen- di rottura o valvole a clapet adeguata-
sione di una miscela di vapori di alcool e mente dimensionati.
aria.
Un recipiente di acciaio pu essere co- Esperimento: diaframma di rottura
struito per sopportare tale pressione
In un recipiente di acciaio con unaper-
(figura 34 A).
tura chiusa da un foglio di alluminio viene
accesa una miscela esplosiva di vapori di
Attenzione: lo sfogo dellesplosione deve alcool e aria. La sovrappressione generata
avvenire sempre in direzione non pericolo- dallesplosione viene sfogata grazie alla
sa, non nei locali di lavoro. rottura del foglio.

33
12.3 Misure organizzative

Le misure organizzative possono non solo


ridurre il rischio di incendi ed esplosioni,
ma anche limitare le eventuali ripercus-
sioni sulluomo, sui beni materiali e sullam-
biente.

istruzioni duso
manutenzione

segnalazione, sbarramenti
pulizia

misurazione

istruzione
Figura 35: esempi di misure organizzative

Stabilire le misure organizzative Le misure organizzative rafforzano e


nel sistema di gestione della completano lefficacia delle misure di
sicurezza. prevenzione e costruzione contro le
esplosioni.

34
13 Bibliografia

[1] Ott R. J., Scheller F. et al. Esplosioni [6] Suva, Sicurezza nelluso di solventi,
di gas (N. 2032), AISS (Associazione Suva, Settore chimica, Lucerna,
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Sezione Chimica, Heidelberg (1999).
[7] Suva, Attenzione, nei recipienti vuoti
[2] Glor M., Ott R. J. et al. Elettricit attende in agguato la morte,
statica, pericoli di innesco e misure Suva, Settore chimica, Lucerna,
di protezione (N. 2017), AISS (Asso- 16a edizione, 1997, Codice: 44047.i
ciazione Internazionale della Sicurezza
Sociale) Sezione Chimica, Heidelberg
Per ordinazioni rivolgersi a:
(1995).
Suva, Servizio Centrale Clienti,
[3] Ott R. J., Radandt S. et al. Esplosioni
Casella postale, CH-6002 Lucerna
di polveri (N. 2044), AISS (Associa-
zione Internazionale della Sicurezza
Sociale) Sezione Chimica, Heidelberg [8] ESCIS (Expertenkommission fr
(2002). Sicherheit in der chemischen Industrie
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petrolio liquefatti (N. 2004), AISS ESCIS-Schriftenreihe Sicherheit,
(Associazione Internazionale della Heft 2, Suva, Bereich Chemie, Luzern
Sicurezza Sociale) Sezione Chimica, (1997, esiste solo in tedesco e inglese).
Heidelberg (1992).
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Staubexplosionsschutz an Maschinen ESCIS, c/o Suva, Settore chimica,
und Apparaten Grundlagen Casella postale, CH-6002 Lucerna
(N. 2033), AISS (Associazione Inter-
nazionale della Sicurezza Sociale),
Sezione protezione delle macchine,
Mannheim (1998, esiste solo in
tedesco e inglese).

Per ordinazioni rivolgersi a:


BG Chemie (IVSS-Sektion Chemie,
Sekretariat), Kurfrsten Anlage 62,
D-69115 Heidelberg
BG Nahrungsmittel und Gaststtten
(IVSS-Sektion Maschinen- und
Systemsicherheit, Sekretariat),
Dynamostrasse 711,
D-68165 Mannheim
Suva, Servizio Centrale Clienti,
Casella postale, CH-6002 Lucerna

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Codice 44071.i