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LAMICIZIA

Vernon era sempre stato protettivo nei confronti di Matt, come un fratello maggiore. Infatti, mentre a
Vernon erano bastati i suoi ventitr anni per possedere la saggezza di un uomo di quaranta, al contrario
Matt, con i suoi venticinque, non sembrava ancora aver compreso il vero ruolo di un adulto. Questultimo
era il tipo di ragazzo allegro e talvolta infantile, ma che, alcune volte, poteva mostrare un lato talmente
oscuro da far paura. Forse era proprio questo il motivo per cui Vernon gli si era avvicinato subito: la sua
monotonia aveva finito per stancarlo ed era alla ricerca di un po di adrenalina e di mistero, qualcosa che lo
avrebbe potuto rinvigorire.

Matt faceva proprio al caso suo, e dal giorno in cui erano diventati amici, non si erano pi separati.

Non una volta Matt proponeva allaltro una delle sue pazzie, ma puntualmente Vernon declinava lofferta.

Quel giorno per, il venticinquenne si rec a casa dellamico, non con la solita espressione allegra e un po
menefreghista, bens con una smorfia di terrore.

Che ti prende amico? Sembra che tu abbia visto un fantasma! lo accolse allarmato Vernon.

La risposta che ottenne fu un semplice balbettio incomprensibile, cos accomod il pallido e riccioluto Matt
sulla poltrona posta di fronte al camino e gli offr una tazza calda di th nella speranza di calmarlo o,
almeno, di rinvigorirlo affinch acquistasse un po del suo caratteristico colorito rossastro sulle gote.

Dopo che Matt ebbe finalmente finito di sorseggiare tremante la sua bevanda, mormor qualcosa in un
sussurro, ma Vernon cap lo stesso e spalanc gli occhi.

Vorrai scherzare spero!. Lo sguardo vacuo del riccio bast a convincere Vernon che in quel momento
proprio nessuno aveva voglia di giocare.

Dio Santo ragazzo mio, questa volta sei davvero nei guai! aveva cantilenato Vernon prima di alzarsi e
dirigersi in cucina.

E nonostante Matt avesse apprezzato il fatto che lamico non fosse scappato o non lavesse giudicato per
un cos grave delitto, con quel semplice gesto, cap che era, per la prima volta nella sua vita, da solo! Ver,
come lo chiamava lui, non lavrebbe aiutato come al solito. Chi avrebbe avuto il coraggio di assumersi una
tale responsabilit?

E mentre il suo sguardo vagava nel vuoto soffermandosi ogni tanto sullo scoppiettante fuoco del camino, la
sua mente ritornava sul luogo del misfatto.

Ed ecco la strada serpeggiare lungo la collina e affiancarsi alla grande quercia. Ora si riusciva a intravedere il
corpo disteso sulle possenti radici e la sua schiena ebbe un fremito.

Il pensiero che il responsabile di quella tragedia fosse stato proprio lui, gli fece rivoltare lo stomaco. Eppure
quelluomo gli doveva dei soldi, e, sinceramente, Matt dubitava che sarebbe riuscito mai a restituirli. Certo
questa non era una spiegazione valida per lo sbaglio che il riccio aveva compiuto, ma il destino aveva voluto
che quel cliente si trovasse casualmente a passare dal tragitto che Matt percorreva quasi ogni giorno. Il
riccio era gi abbastanza irritato per conto suo quando la sua inarrestabile ira aveva travolto il malcapitato
e lo aveva ucciso.
Come aveva fatto Vernon a non sputargli in faccia? Come era riuscito a resistere a quella tentazione?

Cos delle lacrime calde gli bagnarono il viso. A questora il corpo doveva essere gi stato trovato e per lui
sarebbe stata la fine. Sarebbe caduto nelloblio della solitudine perch neanche il suo migliore amico,
nonch coinquilino, sarebbe riuscito a guardarlo ancora in faccia.

Ma proprio quando la disperazione cominciava a farsi strada anche nel suo cuore, Vernon comparve sulla
porta con due pale, una nella mano destra e una nella sinistra.

Andiamo a nascondere quella carcassa e facciamola finita sbuff.

Matt sorrise e si rincuor. No, non era solo.