Sei sulla pagina 1di 1315

FACOLT DI SCIENZE DELLEDUCAZIONE

UNIVERSIT PONTIFICIA SALESIANA

DIZIONARIO
DI SCIENZE
DELLEDUCAZIONE
a cura di
JOS MANUEL PRELLEZO
GUGLIELMO MALIZIA
CARLO NANNI

Seconda edizione riveduta e aggiornata

LAS - ROMA

Istituzione Promotrice
Facolt di Scienze dellEducazione
Universit Pontificia Salesiana di Roma

Coordinatore
Prellezo Jos Manuel

Comitato di Redazione
Malizia Guglielmo
Nanni Carlo
Prellezo Jos Manuel

Comitato Scientifico
Bay Marco
Bissoli Cesare
Fizzotti Eugenio
Macario Lorenzo
Malizia Guglielmo
Nanni Carlo
Pellerey Michele
Prellezo Jos Manuel

Comitato Edizione CD-ROM - On line


Bay Marco
Cangi Caterina
Prellezo Jos Manuel
Zanni Natale

2008 by LAS - Libreria Ateneo Salesiano


Piazza dellAteneo Salesiano, 1 - 00139 ROMA
Tel. 06 87290626 - Fax 06 87290629
e-mail: las@unisal.it - http://las.unisal.it

ISBN 978-88-213-0670-4

Elaborazione elettronica: LASStampa: Tip. Abilgraph - Via Pietro Ottoboni 11 - ROMA


PRESENTAZIONE

1. Come afferma la Commissione Internazionale dellUnesco sulleducazione per


il XXI secolo, di fronte alle molteplici sfide del futuro, leducazione appare come
una carta vincente indispensabile per permettere allumanit di progredire verso
gli ideali della pace, della libert e della giustizia sociale.
Peraltro, rispetto alle sue tradizionali funzioni, leducazione si trova oggi in Ita-
lia, in Europa e nel mondo intero, di fronte ad uno scenario radicalmente diverso,
quello cio della societ della conoscenza e dellinformazione, ma anche quello
della societ complessa e della societ pluralistica e multiculturale, della mondia-
lizzazione del mercato e della globalizzazione dei rapporti e della comunicazio-
ne. Da una parte, le dinamiche sottese a questi cambiamenti hanno accresciuto
enormemente le opportunit di accedere allinformazione e al sapere; dallaltra,
hanno comportato mutamenti profondi nel mondo della produzione e richiedono
importanti adattamenti sul piano delle competenze e della gestione dei processi.
Ma parallelamente diffondono insicurezza, incertezza, angoscia, chiusure reatti-
ve, fondamentalistiche e producono nuove forme di emarginazione ed esclusione
sociale per gruppi consistenti della popolazione.
Lavvento delle nuove tecnologie dellinformazione e della comunicazione origina
spinte contrastanti: moltiplica le opportunit di apprendimento, di informazione
e di formazione e creazione di nuove forme di analfabetismo; ma genera anche
consumo passivo, omologazione culturale, relativismo etico. Il non facile clima
etico-religioso non solo rende difficili comportamenti sociali eticamente validi
ma rende pure difficoltosa una vita religiosa interiormente profonda e social-
mente impegnata, come pure la crescita e leducazione a una vita di fede sentita
e motivata.
La crisi dei costumi e dei convincimenti etico-religiosi sembrano porre in que-
stione lessere stesso delluomo, ingenerando in molti la grande tentazione del
fatalismo e il senso di impotenza di fronte ai problemi estremamente complessi
che superano noi tutti. Daltro canto negli ultimi decenni si prodotta una profon-
da rivoluzione silenziosa della mentalit e delle relazioni interpersonali, che ha
dato largo spazio ai bisogni fondamentali, ai desideri e alle aspirazioni profonde

5
PRESENTAZIONE

dellesistenza soggettiva e comunitaria. La ricerca universale della giustizia e


della pace nei cuori e nella mente di tutti. Limpegno solidale sentito come il
corrispettivo umano della interdipendenza mondiale dellesistenza individuale e
comunitaria. Scoprendosi solidali tra di loro, i nostri contemporanei considerano
sempre pi intollerabile il fatto che la miseria coabiti con lopulenza. Pi che mai
la difesa dei diritti umani appare come una esigenza e un segno di liberazione. I
nuovi rapporti uomo-donna, e conseguentemente le relazioni di coppia e quelle ge-
nitoriali e familiari, costituiscono anchessi una svolta culturale di portata storica.

2. In questo quadro contestuale, per tanti versi nuovo e problematico come


ha ricordato anche recentemente papa Benedetto XVI (11 giugno 2007) molti
parlano di emergenza educativa e della necessit di una nuova paideia ade-
guata e allaltezza dei modi di vita individuali e collettivi dellesistenza attuale e
futura. Ci chiede previamente di ridefinire anche le finalit delleducazione, pur
in continuit con la tradizione della paideia classica e cristiana, che prospettava
come fine fondamentale delleducazione la formazione di persone capaci di giu-
dicare con senso critico e con libert e dinserirsi nella societ con responsabi-
lit e solidariet. Competenza professionale, capacit relazionale e formazione
umanistica devono andare insieme. Come afferma il Rapporto Delors, il sapere
e il saper fare si debbono coniugare con il saper essere e il saper vivere insieme
agli altri. Questultimo aspetto, vale a dire la dimensione sociale della formazio-
ne e delleducazione, si carica di unurgenza particolare in un mondo in cerca di
giustizia e di partecipazione universale alla cultura. In tal senso il servizio edu-
cativo alle persone viene ad essere anche un fattore di sviluppo e di promozione
per linsieme della societ. In questa linea, una politica educativa, rispettosa del
pluralismo culturale, riserver un luogo legittimo allinsegnamento religioso e
alla formazione morale.
Sul piano strategico anzitutto si dovr puntare alla realizzazione di una sinergia,
operando in rete tra tutte le forze positive in gioco, in modo da assicurare e rende-
re effettivo il diritto di tutti all apprendimento per tutta la vita, come dichiarava
il Rapporto dellUnesco sulleducazione del 2000. Famiglie, Societ civile, Stato,
Chiesa hanno da collaborare sinergicamente. Lesperienza dimostra che nessun
progetto educativo pu ottenere successo senza la partecipazione delle famiglie
con la loro originaria missione educativa, come anche senza lopera degli inse-
gnanti competenti e delle forze vive di una cultura. In questo contesto la stessa
azione educatrice della Chiesa e leducazione alla fede costituiscono un apporto
efficace ad una educazione integrale aperta e motivata: traendo con saggezza
dal suo tesoro di tradizione educativa e dal suo patrimonio culturale e di fede,
cose nuove e cose antiche e promuovendo una significativa coniugazione di
esperienza, cultura, fede, vita.
6
PRESENTAZIONE

A sua volta, la tradizione pedagogica salesiana suggerisce, come metodologia


fondamentale della relazione educativa, una pratica coniugazione di ragionevo-
lezza culturale e umana, di orientamento valoriale significativo e di amorevolezza
e vicinanza affettuosa e autorevole: oltre ogni lassismo e permissivismo, ma an-
che oltre ogni autoritarismo costrittivo e ogni protezionismo possessivo.
3. Di fronte alla emergenza educativa, gli educatori di professione e le istitu-
zioni educative possono incontrare difficolt nellorientarsi nel vasto campo degli
studi, delle ricerche e delle esperienze in atto.
Nella sua prima edizione, il Dizionario di Scienze dellEducazione ha gi dimo-
strato, concretamente, di essere un valido strumento che ha messo a disposizione
non solo degli specialisti ma di tutti gli interessati il significato dei termini fonda-
mentali del discorso educativo e pedagogico, la conoscenza degli autori e delle
diverse correnti di pensiero e le esperienze e strategie educative pi rilevanti.
Inoltre, ha fatto vedere di poter coniugare seriet scientifica e comunicazione di-
vulgativa, conoscenza teoretica e immediatezza pratica, completezza sostanziale
ed essenzialit propositiva, come affermava la presentazione alla prima edizione
del mio predecessore di venerata memoria don Juan E. Vecchi.
Unisco, pertanto, le congratulazioni alla Facolt di Scienze dellEducazione
dellUniversit Pontificia Salesiana, che lo ha voluto e realizzato, allaugurio per
tutti coloro che lo useranno, di trovare nel Dizionario indicazioni, stimoli e orien-
tamenti teorici e operativi in vista di uneducazione valida, efficiente ed efficace.
Sar un modo di condividere la diffusa esigenza umanistica del nostro tempo di
prendersi cura e di contribuire fattivamente alla promozione di una vita umana-
mente degna e di uno sviluppo sostenibile e solidale per tutti e ciascuno, per gli
individui, i gruppi sociali, i popoli, lumanit intera, presente e futura: in primo
luogo per i giovani che hanno iniziato a vivere e hanno da affrontare le complesse
sfide che si presentano loro in questi non facili inizi del terzo millennio,

Pascual Chvez Villanueva


Gran Cancelliere dellUniversit Pontificia Salesiana

Roma, 31 gennaio 2008

7
PREMESSA
ALLA SECONDA EDIZIONE

La prima edizione del Dizionario di Scienze dellEducazione (DSE) vide la luce


nel mese di gennaio del 1997; esaurita questa edizione da qualche tempo, i docenti
della Facolt di Scienze dellEducazione (FSE) dellUniversit Salesiana di Roma
(UPS) hanno deciso di rispondere alle ininterrotte richieste da parte di studenti,
studiosi e persone di cultura in generale, interessati ad usufruire di uno strumento
agile e documentato nellambito delle scienze pedagogiche.

1. La deliberazione di portare a termine liniziativa stata preceduta da un pe-


riodo di studio e di confronto attorno ad alcune bozze di progetto elaborate dal
Comitato Scientifico e dal Comitato di Redazione del DSE. Scartata subito la pro-
posta di pubblicare una semplice ristampa del volume, stata privilegiata quella
di approntare una nuova edizione riveduta e aggiornata, nella quale tenere in con-
to gli sviluppi delle scienze delleducazione nel decennio trascorso. La laboriosa
opera di revisione e di aggiornamento da parte dei collaboratori del DSE comin-
ciata nei primi giorni dellanno 2007. Il lavoro si realizzato seguendo i criteri
concordati nellambito della FSE, tenendo presenti le indicazioni dei responsabili
dellEditrice LAS e il parere di esperti esterni interrogati sullargomento, nonch
le osservazioni e i suggerimenti giunti dai lettori.

2. Daccordo con un parere unanimemente condiviso, la nuova edizione del DSE


riveduta e aggiornata mantiene sostanzialmente limpostazione generale e i trat-
ti caratteristici della prima. Limpegno di revisione e aggiornamento ha compor-
tato, tuttavia, diverse operazioni di non poco significato: a) Inserimento di nuove
voci autori e temi di particolare rilevanza nel clima culturale attuale; in questa
seconda edizione le voci autonome trattate direttamente sono 983 (78 in pi che
nella prima edizione); i rimandi a voci collettive sono 605 (84 in pi che nella edi-
zione precedente). b) Rielaborazione di alcuni testi: riguardanti un piccolo numero
di voci segnate dal passo dei tempi. c) Rilettura di tutti i testi, che ha comportato:
lintroduzione di lievi ritocchi, aggiunte e correzione di eventuali sviste, refusi e/o
errori sfuggiti nella prima edizione. d) Aggiornamento della bibliografia: inseri-
mento di alcuni titoli di opere di particolare importanza o attualit e soppressioni
di quelle meno significative o datate.

9
PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE

3. La revisione e laggiornamento delle singole voci sono stati affidati di norma


ai rispettivi autori. La rilettura e revisione di voci redatte da persone decedute,
o in qualche modo impossibilitate, stata invece affidata a un esperto nel corri-
spondente settore di specializzazione (a C. Bissoli, le voci di G. Groppo e di G.
Stachel; a F. Casella, quelle di G. Flores dArcais; a C. Coggi, quelle di L. Calon-
ghi; ad A. R. Colasanti, quelle di H. Franta; a S. Chistolini, quelle di M. Laeng;
a R. Frisanco, quelle di L. Tavazza; a L. Gallo, quelle di J. E. Vecchi; a C. Nanni,
quelle di P. Gianola; a V. Orlando, quelle di M. Groppo; a S. Thuruthiyil, quelle
di G. Kuruvachira; a G. Vettorato, quelle di A. Ellena). In altri casi particolari,
intervenuto il Comitato di Redazione. Gli interventi fatti nelle voci redatte da au-
tori scomparsi prima del mese di gennaio 2007, si sono limitati per a ritocchi di
carattere tecnico e/o ad aggiunte di qualche dato o pubblicazione recente. Allorch
si ritenuto necessario un intervento pi consistente, la voce appare firmata anche
dallautore della revisione. I collaboratori che hanno partecipato alla redazione dei
testi, nel suo insieme, sono 184 (24 in pi che nella prima edizione), appartenenti
a 15 diversi Paesi (europei, africani, asiatici e americani).

4. Al volume allegato un CD-ROM per la consultazione off-line. Nel supporto


digitale ciascuna voce o rimando raggruppata per lettera in ordine alfabetico,
con collegamenti ipertestuali diretti al testo della voce identico alla versione car-
tacea. una risorsa ulteriore che facilita la consultazione e consente un accesso
rapido e diretto alle singole voci o ai rimandi. Un motore di ricerca interno al CD-
ROM restituisce risultati di ricerca in base ad una indicizzazione semplice, ma
efficace di tutte le voci. Questa novit stata aggiunta per favorire studenti, pro-
fessori, ricercatori e lettori che desiderano un approccio mirato e analitico con il
contenuto. Il DSE prossimamente sar ulteriormente arricchito da un sito internet
(http://dizionariofse.unisal.it) dedicato soprattutto ai redattori delle voci e a tutti
i visitatori (con privilegio daccesso concordati) che si interessano alla vitalit,
alla crescita e spesso alla trasformazione dei significati che molti termini nel tem-
po subiscono e che sono tipici delle aree del sapere delle scienze delleducazione.
Questa versione on-line del DSE desidera essere un tentativo di raggiungere molte
persone interessate alleducazione e offrire un grado di interattivit particolare
che pu avvenire tra gli attori della scienza e della pratica educativa e i contenuti.
Il lettore pu trovare altre indicazioni sullimpostazione e sui destinatari del DSE,
allo stesso tempo che indicazioni e suggerimenti per un uso pi proficuo del mede-
simo, nellIntroduzione della prima edizione, che si riproduce, con pochi e leggeri
ritocchi, nelle pagine seguenti.

5. Questo lavoro non avrebbe visto la luce senza la collaborazione di molti. Oltre
ai nomi test citati e quelli degli estensori delle singole voci e dei membri del
Comitato di Redazione e del Comitato Scientifico (che sono registrati nei luoghi
pertinenti) andrebbe fatto qui un lungo elenco di persone che, in forme e a livelli

10
PREMESSA ALLA SECONDA EDIZIONE

differenti, hanno dato il loro valido contributo. Tuttavia giocoforza limitarsi a


segnalare solo alcuni nomi: Rosetta Mastantuono, Nicola Campanale, Piero Pasto-
retto, Elias Ferreira, Silvana Bisogni, Rosanna Giacometto, Catia Milone, Matteo
Cavagnero. Rosetta Mastantuono ha collaborato nellarchiviazione dei testi e nella
revisione formale delle voci.

A tutti un dovuto e vivo ringraziamento.

Jos Manuel Prellezo


Coordinatore

11
INTRODUZIONE

La decisione di pubblicare un Dizionario di Scienze dellEducazione (DSE) da par-


te della Facolt di Scienze dellEducazione dellUniversit Salesiana di Roma non
stata scontata n semplice. Essa maturata attraverso un lungo e laborioso cammi-
no di studio, di dialogo e anche di confronto con colleghi di altre Universit.
Due fatti contribuirono a superare le prime perplessit. Un attento esame della
bibliografia italiana ed estera pi recente port a individuare spazi scoperti per
una pubblicazione di questo genere nellambito delleducazione e della scuola. Una
successiva ipotesi di progetto trov il riscontro favorevole anche da parte di un
rappresentativo gruppo di esperti di differenti orientamenti ideologici.

1. Destinatari e impostazione generale

Destinatari prioritari del DSE sono gli studenti di scienze delleducazione delle
Facolt universitarie e delle Scuole superiori. Il DSE si rivolge anche ai docenti,
agli educatori, ai genitori e, in generale, alle persone interessate ai problemi edu-
cativi e scolastici giornalisti, politici, sindacalisti a diversi livelli e in differenti
contesti. Ci si augura inoltre che i ricercatori e gli studiosi delleducazione possa-
no trovare nellopera suggestioni e piste feconde di ricerca.
Il DSE si propone di essere uno strumento di lavoro e di consultazione seria e scien-
tificamente qualificata. In tal senso intende rendere conto dello stato attuale degli
studi e della ricerca relativa allargomento o soggetto trattato. Vi si tiene distinto ci
che assodato dal punto di vista scientifico da ci che problematicamente aperto
o soggettivamente opinabile. Nel pieno rispetto della seriet scientifica, lo stile dei
contributi cerca di essere chiaro e semplice, evitando, nella misura del possibile,
terminologie eccessivamente specialistiche che solo gli addetti ai lavori potrebbero
comprendere.
Trattandosi di un dizionario e non di una enciclopedia, si cercato di far s che
le singole voci fossero essenziali e sintetiche. La breve bibliografia che completa
ciascuna voce consente ulteriori approfondimenti. Si tratta, inoltre, di un diziona-
rio di scienze pedagogiche. Di conseguenza, la trattazione si riferisce e si pone
nella prospettiva appunto delle scienze delleducazione, evidenziando la valenza
educativa e pedagogica di quanto viene presentato. La sottolineatura degli aspetti

3
INTRODUZIONE

teorici si coniuga con lattenta considerazione delle possibili realizzazioni nei di-
versi ambiti attinenti leducazione.
Il titolo dellopera Dizionario di Scienze dellEducazione mette in risalto questa
prospettiva interdisciplinare rispondente ad una determinata scelta epistemologi-
ca che ritiene la pedagogia il nome collettivo o meglio larea culturale e scientifica
in cui operano una pluralit di discipline unificate dal fatto di avere un campo
comune di indagine (leducazione), una medesima intenzionalit conoscitiva (un
conoscere scientifico per leducazione), un medesimo sviluppo (per problemi,
congetture e conferme/falsificazioni), un comune operare (da pedagogisti), pur
nella specificit dellapproccio, del linguaggio, delle metodiche e delle culture di-
sciplinari proprie alle scienze madri di riferimento.

2. La scelta delle voci

In consonanza con tali premesse, il DSE offre un ampio ventaglio di voci, che
analizzano il fatto educativo dalle pi svariate angolature (filosofica, teologica,
storica, antropologica, sociologica, psicologica, biologica, metodologica, giuridi-
ca, delle scienze della comunicazione), con il contributo delle scienze formali e
delle tecnologie tradizionali e moderne. pure abbastanza presente lattenzione ai
contesti culturali diversi e alla dimensione internazionale. Di fatto tale pluralit di
approcci e ricchezza di prospettiva costituisce, ci sembra, un aspetto importante
e caratteristico del presente lavoro. Appunto per questo, allo scopo di garantire
un campione di tematiche e di autori veramente rappresentativo, si curata con
particolare impegno la preparazione dellelenco delle voci.
2.1. Voci tematiche: a) Si fatto anzitutto riferimento ai termini che appaiono pi
comunemente nellambito della ricerca pedagogica e delle diverse scienze delledu-
cazione, e, in quanto tali, espressione della pi aggiornata cultura pedagogica. b)
Si sono introdotte voci riferibili ad ambiti disciplinari diversi o pi vasti delle
scienze delleducazione, ma sempre e solo nella misura in cui sono sembrate peda-
gogicamente ed educativamente rilevanti. c) Oltre ai termini classici si sono tenute
in conto le grandi parole che provengono dallattuale dibattito sullo sviluppo,
sul sistema sociale di formazione, sul senso e la validit delle strategie educative.
d) Particolare attenzione si anche avuta per i presupposti biologici, antropologici
e culturali delleducazione, dellapprendimento e della formazione. e) Si rilever
pure facilmente lampio spazio dato alle specificazioni disciplinari. f) Nel rispetto
del pluralismo ideologico e religioso e della fondamentale autonomia della scien-
za, si cercato di contemperare la rilevanza educativa della cultura cristiana con
quella delle altre grandi religioni e delle nuove forme di religiosit.
2.2. Voci di carattere storico: a) Sono inseriti persone (pedagogisti ed educatori) e
temi significativi dal punto di vista pedagogico. Vengono presentati inoltre autori
di pi ampio raggio di interesse (filosofico, psicologico, sociologico), quando le loro
14
INTRODUZIONE

idee hanno avuto ripercussione in campo educativo. b) Si cercato di garantire la


dimensione schiettamente internazionale, pur con una maggiore attenzione a temi
e autori che hanno avuto uno speciale significato nellambito italiano. c) Sono pri-
vilegiate le voci collettive (istituzioni, movimenti, periodi storici). d) Per ragioni fa-
cilmente intuibili, vengono presentati direttamente solo autori non viventi. Alcuni
nomi di studiosi e ricercatori viventi sono inseriti nella trattazione delle tematiche
di cui gli autori stessi si sono occupati, apportandovi un significativo contributo.

3. Struttura delle singole voci

Daccordo con limportanza a loro attribuita, le voci sono state classificate in quat-
tro categorie. Lestensione delle voci stata commisurata alla significativit peda-
gogica ed educativa degli argomenti, cos come sono presenti nella ricerca e/o nel
dibattito pedagogico contemporaneo. Come criterio generale, si preferito limitare
quelle di maggiore estensione (16.000 byte ca.) allo scopo di poter inserire nel DSE
un numero pi rilevante di temi e autori. Lapplicazione di tale criterio ha trovato
difficolt pratiche che non sempre si riusciti a superare in modo soddisfacente. La
notevole ampiezza di qualche voce trova, per, un elemento di giustificazione nella
pluralit di autori e/o temi trattati in essa, a cui si rimanda nellelenco generale.
Ogni voce ha di norma questa struttura: a) Parte introduttiva: nelle voci tematiche
o concettuali, dopo il lemma (o titolo della voce) si offre una sorta di definizione
comprensiva delle eventuali diversificazioni di significato del termine. Per gli au-
tori, si indicano lanno e luogo di nascita e di morte e se ne presenta la qualifica.
b) Parte centrale: il contenuto normalmente articolato in paragrafi numerati e
titolati nelle voci di maggior estensione, allo scopo di facilitarne la lettura. Dove si
ritiene necessario, viene presentato lo status quaestionis, segnalando le diverse
posizioni e gli eventuali diversi approcci al tema. Non vengono trascurati essenzia-
li rilievi critici e cenni circa la rilevanza storica e di attualit educativa e pedago-
gica. Per gli autori si danno indicazioni essenziali sulla vita e opere, sul pensiero
pedagogico e sulle realizzazioni educativo-istituzionali. Si prestata attenzione ad
un breve bilancio critico, alla rilevanza storica, agli influssi avuti e ad eventuali
sviluppi del pensiero. c) Parte bibliografica: essenziale, con sensibilit internazio-
nale, ordinata cronologicamente; limitata alle opere principali, con una funzione
di documentazione e di approfondimento. In alcuni casi (per gli autori di maggior
rilievo) la bibliografia viene articolata in fonti (opere dellautore) e studi.

4. Indicazioni per luso

Di norma si prende come voce ordinatrice il sostantivo (ad es. educazione, scuola,
sviluppo) seguito dalle eventuali determinazioni (educazione cristiana, scuola li-
bera, sviluppo morale). Se il lemma composto di due o pi sostantivi, si prende

15
INTRODUZIONE

come voce ordinatrice il termine pi specifico (ad es. salute: educazione alla).
Opportuni rimandi aiutano a superare possibili ambiguit.
Nella stesura del testo e nella presentazione delle fonti e della bibliografia sono
state utilizzate abbreviazioni e sigle di uso abbastanza comune. Lelenco delle me-
desime si trova inserito dopo lelenco dei collaboratori. Va tenuto presente inoltre
che, per evitare ripetizioni non necessarie, il nome delle singole voci abbreviato
nel testo e nella bibliografia con la prima lettera del lemma (ad es.: c., al posto
di: cultura; s.d.s., al posto di: storia della scuola).
I cognomi e nomi degli autori si riportano nella lingua originale. Allorch un autore
noto con un cognome italianizzato (ad es. Comenio), esso viene inserito nellelenco
con un rimando al cognome originale ( Komensk), con cui lautore stesso viene
trattato. Qualche cosa di analogo si deve dire riguardo a determinate espressioni
tecniche che non hanno una precisa e univoca traduzione in lingua italiana.
I segni di rimando () allinterno di un testo richiamano la voce o le voci in cui si
parla esplicitamente di un determinato autore o argomento. Tali rimandi rispon-
dono ad una privilegiata istanza di interdisciplinarit. Si evitato tuttavia di mol-
tiplicare tali rimandi, soprattutto se si tratta di voci tematiche; e sono evidenziate
soltanto quelle che possono essere utili per la comprensione o per lapprofondi-
mento del tema in questione. Evidentemente, il lettore, in base ai suoi interessi di
studio e di ricerca, trover altri collegamenti.
Gli indici costituiscono un sussidio utile per la consultazione del DSE.
Indice delle voci: vi sono stati inseriti anche i lemmi che rimandano alla voce/i
in cui viene trattato direttamente largomento in questione.
Indice dei nomi: vi si riportano soltanto i nomi di persona citati allinterno del
testo dei diversi contributi.
Indice tematico: le voci inserite nel medesimo sono ordinate attorno alle disci-
pline che, da prospettive diverse, contribuiscono a illuminare il fatto educativo, e
attorno alle principali istituzioni in cui si attua lopera delleducazione. Questulti-
mo indice elaborato in particolare ad uso degli studenti di scienze delleducazio-
ne vuole essere una specie di guida per uno studio sistematico del DSE.
* * *
Nonostante limpegno da parte di quanti sono intervenuti nella preparazione
dellopera, pi che probabile che siano sfuggiti sviste ed imprecisioni, difficilmen-
te evitabili in una pubblicazione con le caratteristiche della presente. Il Comitato di
Redazione sar grato delle osservazioni e suggerimenti che il gentile lettore vorr
fare, e si augura di poter introdurre i necessari miglioramenti in prossime edizioni.

Il Comitato di Redazione
Jos Manuel Prellezo
Guglielmo Malizia
Carlo Nanni
16
COLLABORATORI

Alberich Emilio, Universit Pontificia Salesiana - Centro de Estudios Teolgicos - Siviglia


lvarez Pedro, Universidad Pontificia Comillas - Madrid
Antonietti Daniela, Psicologa - Roma
Arto Antonio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Augenti Antonio, Dirigente Ministero Pubblica Istruzione - Roma
Bajzek Joze, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Bay Marco, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Bellerate Bruno Antonio, Terza Universit degli Studi - Roma
Bergamelli Ferdinando, Universit Pontificia Salesiana - Torino
Bertagna Giuseppe, Universit degli Studi - Bergamo
Bertolini Piero, Universit degli Studi - Bologna
Biancardi Giuseppe, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Bissoli Cesare, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Boncori Giuseppe, Universit La Sapienza - Roma
Boncori Lucia, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Bosco Giov. Battista, Psicologo delleducazione - Torino
Braido Pietro, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Bucci Sante, Istituto Universitario di Scienze Motorie - Roma
Bucciarelli Claudio, Fondazione CENSIS - Roma
Butturini Emilio, Universit degli Studi - Verona
Caimi Luciano, Universit Cattolica Sacro Cuore - Brescia
Calidoni Paolo, Universit degli Studi - Sassari
Caliman Geraldo, Universit - Brasile
Calonghi Luigi, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Cangi Caterina, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Caporale Vittoriano, Universit degli Studi - Bari
Caputo Maria Grazia, VIDES Volontariato Internazionale - Roma
Carrozzino Michela, Centro Studi Guanelliani - Roma
Casella Francesco, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Castellazzi Vittorio Luigi, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Castelli Daniela, Sociologa - Milano
Cavaleri Pietro, Istituto di Gestalt HCC - Ragusa
Cencini Amedeo R enato, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Chang Hiang Chu Ausilia, Pont. Facolt di Scienze dellEducazione Auxilium - Roma
Chiosso Giorgio, Universit degli Studi - Torino
Chistolini Sandra, Universit degli Studi - Roma
Cicatelli Sergio, Dirigente scolastico - Roma
Cives Giacomo, Universit degli Studi - Roma
Coggi Cristina, Universit degli Studi - Torino
Colasanti Anna R ita, Universit Pontificia Salesiana - Roma

17
COLLABORATORI

Comoglio Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma


Contini Maria Grazia, Universit degli Studi - Bologna
Corradini Luciano, Terza Universit degli Studi - Roma
Costa Giuseppe, Libreria Editrice Vaticana - Citt Del Vaticano
Crea Giuseppe, Psicologo - Roma
Damiano Elio, Universit degli Studi - Parma
Dazzi Nino, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
De Giorgi Pierino, AGESC Nazionale - Roma
Deleidi Anita, Pontificia Facolt di Scienze dellEducazione Auxilium - Roma
Delgado Buenaventura, Universidad de Barcelona - Barcelona (Spagna)
Demetrio Duccio, Universit degli Studi - Milano
Denicol Giancarlo, Centro Nazionale di Pastorale Giovanile - Roma
De Pieri Severino, ISRE-SISF - Venezia Mestre
De Souza Cyril, Universit Pontificia Salesiana - Roma
De Vivo Francesco, Universit degli Studi - Padova
Di Agresti Carmela, Libera Universit Maria SS. Assunta - Roma
Ellena Aldo, Centro Studi Valsalice - Torino
Erbetta Antonio, Universit degli Studi - Torino
Farina Marcella, Pontificia Facolt di Scienze dellEducazione Auxilium - Roma
Farn Roberto, Universit degli Studi - Bologna
Faubell Zapata Vicente, Universidad Pontificia - Salamanca (Spagna)
Felici Sergio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Ferraroli Lorenzo, Ist. Psicoclinico e di Orient. Professionale - Arese (Milano)
Fiore Rosa, Psicologa, Istituto Progetto Uomo, FICT - Viterbo
Fizzotti Eugenio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Flores dArcais Giuseppe, Universit degli Studi - Padova
Franta Herbert, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Frisanco R enato, Fondazione Italiana per il Volontariato - Roma
Galino ngeles, Universidad Complutense - Madrid
Gallo Luis, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gambini Paolo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gambino Vittorio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Garancini Gianfranco, Universit degli Studi - Milano
Garca-Verdugo Alberto, Studioso e educatore - Zamora (Spagna)
Gatti Guido, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gaudio Angelo, Universit degli Studi - Udine
Gennari Mario, Universit degli Studi - Genova
Gevaert Joseph, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gianetto Ubaldo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gianola Pietro , Universit Pontificia Salesiana - Roma
Gianoli Ernesto, ISRE - Venezia
Giordanella Perilli Gabriella, Universit degli Studi - LAquila
Granese Alberto, Universit degli Studi - Cagliari
Grillo Piero, COSPES - Torino
Groppo Giuseppe, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Groppo Mario, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Gutirrez Manuel, Psicopedagogista - Roma
Hamburger Franz, Universitt - Mainz (Germania)
Izzo Domenico, Universit degli Studi - Firenze

18
COLLABORATORI

K aiser Anna, Universit degli Studi - Genova


Kuruvachira George, Don Bosco Yuva Parachodini - Bangalore (India)
Laeng Mauro, Terza Universit degli Studi - Roma
La Marca Alessandra, Universit degli Studi - Palermo
Laneve Cosimo, Universit degli Studi - Bari
Lanfranchi R achele, Pontificia Facolt di Scienze dellEducazione Auxilium - Roma
Lasala Fernando J. de, Pontificia Universit Gregoriana - Roma
Libri Anna Maria, Servizio Sociale Internazionale - Roma
Llanos Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Lobefalo Antonio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Lollo R enata, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Maccario Daniela, Universit degli Studi - Torino
Macchietti Sira Serenella, Universit degli Studi - Arezzo
Mallo Jos Maria, Psicologo - Madrid (Spagna)
Malizia Enrico, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Malizia Guglielmo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Mantovani Mauro, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Mari Giuseppe, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Marin Maurizio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Maritano Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Masini Vincenzo, Universit degli Studi - Siena
Mastromarino R affaele, IFREP Istituto Formazione e Ricerca - Roma
Meazzini Paolo, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Messana Cinzia, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Mion R enato, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Montani Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Montesperelli Paolo, Universit degli Studi - Perugia
Morante Giuseppe, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Nanni Antonio, Pedagogista Centro Educazione alla Mondialit - Roma
Nanni Carlo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Nicoli Dario, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Brescia
Onrubia Luis, Instituto Filosofico Superior - Burgos
Orlando Vito, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Ortu Francesca, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Pajer Flavio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Pasquato Ottorino, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Pazzaglia Luciano, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Brescia
Pellerey Michele, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Peri Calogero, Facolt Teologica di Sicilia - Palermo
Picca Juan, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Pieroni Vittorio, Sociologo - Roma
Polek K lement, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Polizzi Vincenzo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Prellezo Jos Manuel, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Proverbio Germano, Universit degli Studi - Torino
Purayidathil Thomas, Universit Pontificia Salesiana - Roma
R ansenigo Pasquale, Presidenza Nazionale CNOS/FAP - Roma
R ezzaghi Roberto, Seminario Vescovile - Mantova
R ibotta Michael, Don Bosco Hall - Berkeley, CA (U.S.A.)

19
COLLABORATORI

R iccioli Emilio, Universit Pontificia Salesiana - Roma


R icchiardi Paola Universit degli Studi - Torino
R ighi Laura, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
R ivoltella Piercesare, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Rodrguez Jaime, Universidad Nacional - Santaf de Bogot (Colombia)
Roggia Giuseppe, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Ronco Albino, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Ruffinatto Piera, Pontificia Facolt di Scienze dellEducazione Auxilium - Roma
Ruiz Berrio Julio, Universidad Complutense - Madrid
Salatin Arduino, ISRE-SISF - Venezia Mestre
Salonia Giovanni, Istituto di Gestalt HCC - Ragusa
Sarti Silvano, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Schepens Jacques, Theologische Fakultt - Benediktbeuern (Germania)
Schweitzer Friedrich, Universitt - Tbingen (Germania)
Scilligo Pio, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Scurati Cesare, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Simoncelli Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Sodi Manlio, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Sopea Andrs, Universidad Pontificia - Salamanca (Spagna)
Spagnuolo Lobb Margherita, Istituto di Gestalt HCC - Ragusa
Squillacciotti Massimo, Universit degli Studi - Siena
Stachel Gnter, Universitt - Mainz (Germania)
Stella Pietro, Terza Universit degli Studi - Roma
Stella Prospero Tommaso, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Stru Jozef, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Tavazza Luciano Fondazione Italiana per il Volontariato - Roma
Thuruthiyil Scaria, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Titone R enzo, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Tognon Giuseppe, Libera Universit Maria SS. Assunta - Roma
Tonelli R iccardo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Tnolo Giorgio, ISRE-SISF - Venezia Mestre
Toso Mario, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Trenti Zelindo, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Trinchero Roberto, Universit degli Studi - Torino
Troll Christian W., Pontificio Istituto Orientale - Roma
Trombetta Carlo, Universit degli Studi La Sapienza - Roma
Turchini Angelo, Universit Cattolica del Sacro Cuore - Milano
Vallabaraj Jerome, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Valle ngela del, Universidad Complutense - Madrid
Vecchi Juan E., Universit Pontificia Salesiana - Roma
Vettorato Giuliano, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Visconti Wanda, Psicologa - Roma
Xodo Carla, Universit degli Studi - Padova
Zanacchi Adriano, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Zanni Natale, Universit Pontificia Salesiana - Roma
Zanniello Giuseppe, Universit degli Studi - Palermo

20
ISTRUZIONI 1/9
Istruzioni
Per consultare con profitto lipertesto realizzato con
Adobe Acrobat 8.0 leggere le istruzioni che illustrano
le potenzialit e la navigazione del CD-ROM.

Conviene scegliere, allinizio della consultazione,


alcune impostazioni di Acrobat Reader 8.0 ai fini di
usufruire al meglio di tutte le risorse di navigazione e
di ricerca.
ISTRUZIONI 2/9

Per consultare le sezioni e le voci del dizionario organizzate in


ordine alfabetico, si utilizzano i collegamenti realizzati nella
finestra dei segnalibri che appare alla sinistra dello schermo dopo
lattivazione offerta da Adobe Acrobat Reader nella versione 8.0 e
seguenti.
Per attivare la visualizzazione dei segnalibri, cliccare licona indicata
dalla freccia rossa, come indicato in figura.
ISTRUZIONI 3/9 Selezionare la
lettera con il
puntatore del
mouse come
indicato nella
figura.
Cliccare per
collegarsi alla
pagina del
dizionario
corrispondente
alla lettera
scelta.
ISTRUZIONI 4/9 Cliccare il
segno [+] per
espandere i
sottorami che
costituiscono i
segnalibri delle
voci e dei
rimandi disposti
in ordine
alfabetico.
ISTRUZIONI 5/9 Cliccare il
termine che
appare nel
segnalibro per
spostarsi alla
voce
desiderata.
Nellesempio in
figura, dopo
aver cliccato il
segnalibro
AZIONE
EDUCATIVA il
documento si
posiziona alla
voce
desiderata.
ISTRUZIONI 6/9

I rimandi ad altre voci sono indicati da segnalibri caratterizzati dal colore del carattere
pi chiaro rappresentati in corsivo con il simbolo della freccetta .
Lesempio in figura mostra il termine ABBANDONO SCOLASTICO che rimanda alla
voce completa Insuccesso scolastico raggiungibile con un clic sul collegamento
ipertestuale indicato dalla freccia di colore giallo.
ISTRUZIONI 7/9

Acrobat Reader 8.0 provvisto dello strumento di visualizzazione indicato con la


lente di ingrandimento che permette una confortevole lettura a schermo della
grandezza che pi si adatta alle esigenze dellutente (cfr. freccia rossa).
Licona a forma di lente con (-) riduce il fattore di ingrandimento, mentre quella con
il (+) lo aumenta [nellesempio stato scelto un fattore di ingrandimento del 200%].
ISTRUZIONI 8/9

Lungo il testo i termini preceduti dalla freccetta al passaggio del mouse si


trasformano in collegamento ipertestuale.
La trasformazione si nota grazie al cambiamento di forma del puntatore del mouse
che da semplice freccia assume la forma di manina (vedi lesempio in figura
indicato dalla freccia gialla e dal relativo rimando al termine logoterapia).
1 2 3
ISTRUZIONI 9/9

Per effettuare la ricerca di una parola o di una frase occorre:


Aprire il file indice.pdx con Acrobat Reader 8.0 che si trova nel CD-ROM (1)
Allinterno della finestra di Ricerca (2) digitare nel box apposito il termine da
ricercare (nellesempio si scelto azione educativa)
Cliccare il pulsante Ricerca e attendere il risultato della ricerca (3)
ABBREVIAZIONI E SIGLE

Questo elenco contiene abbreviazioni e sigle generali usate nel DSE. Esso non ri-
prende quelle utilizzate in un determinato contributo e spiegate in loco. Le citazioni
di testi biblici sono indicate con le abbreviazioni in uso. Allinterno di ogni voce, il
titolo della voce medesima (singolare e plurale) indicato con una sigla che riprende
di norma la prima lettera della parola o parole di cui il titolo stesso composto (ad
es., a. per abaco).

a.C. avanti Cristo ingl. inglese


AT Antico Testamento ist. istituto
art. articolo it. italiano
bibl. bibliografia L. legge
ca. circa lat. latino
cap. capitolo m. morto
cfr. confronta n. nato
d.C. dopo Cristo NT Nuovo Testamento
D.L. Decreto Legge por. portoghese
D.P.R. Decreto Presidente Repubblica s. santo
ediz. edizione s.d. senza data
es. esempio sec. secolo
etim. etimologia sp. spagnolo
Enc. enciclica suppl. supplemento
fr. francese tav. tavola
gr. greco ted. tedesco
Ibid. Ibidem (sostituisce: titolo di unopera tit. titolo
citata immediatamente prima) trad. traduzione
Ibid. Ibidem (sostituisce: Citt e Editrice v. vedi
citate immediatamente prima) vol. volume
Id. Idem (sostituisce: Nome di un autore voll. volumi
citato immediatamente prima)

21
A

ABACO Le cento palline potevano essere utilizzate


come unit semplici o come unit di diverso
Antico strumento per lesecuzione di calcoli ordine. Per facilitarne luso si consigliava di
elementari, da cui deriva il pallottoliere; usa- dividere la. in due tavole distinte con palline
to per linsegnamento dellaritmetica nelle di diverso colore, una per le unit semplici e
scuole. laltra per calcoli pi complessi.

1. Si ritiene che la parola a. derivi dal feni- Bibl.: Carderera M., baco, in Diccionario
cio abak o dallebraico abaq, e che indichi la de educacin y mtodos de enseanza, vol. I, Ma-
sabbia sparsa su una superficie per scrivervi drid, Hernando, 1858; Boyer C. B., Storia della
sopra. Conosciuto probabilmente dai babilo- matematica, Milano, ISEDI, 1976; Picuti E., Sul
nesi e dai cinesi, questo strumento per cal- numero e la sua storia, Milano, Feltrinelli, 1979;
colare assunse con il tempo laspetto di una Garca Solano R., Aplicacin prctica del ba-
intelaiatura con dei numeratori scorrevoli. co, Madrid, Escuela Espaola, 1996.
Impiegato ancora in diversi Paesi come Cina, B. Delgado
Giappone e Russia.
ABBANDONO SCOLASTICO Insuccesso
2. La. fu utilizzato da greci e romani, come scolastico
testimoniano vari scritti di Persio e di Apu- ABBOTSHOLME Scuole Nuove
leio e anche in Spagna dagli arabi nelle cui ABELARDO Medioevo
scuole, secondo la tradizione, il monaco
Gerberto di Aurillac (945-1003), il futuro
papa Silvestro II, ne apprese luso, e scrisse
una Geometria e due opuscoli: Regula de a. ABILIT
computi e Libellus de numerorum divisione.
A partire da quel periodo luso della. fu in- Le a. fanno parte dell intelligenza come
trodotto con successo nelle scuole cattedra- componenti ad essa subordinate, distinte tra
lizie. Durante il sec. XIX la. o pallottoliere loro ma correlate, formando il costrutto mul-
continu ad essere utilizzato nelle scuole per tidimensionale dellintelligenza stessa. Lin-
insegnare il calcolo intuitivamente. sieme delle a. sinonimo dellintelligenza;
ad esso viene associato il termine attitudine
3. Al posto della sabbia su una superficie li- che rappresenta la potenzialit da sviluppare
scia, si utilizzava una struttura di legno con da parte del soggetto. Sinonimo della. an-
dieci fili paralleli, nei quali erano inserite che la capacit; nelle a. e nelle capacit ven-
dieci palline che si potevano spostare da un gono distinte le destrezze, composte da con-
lato allaltro. Il filo superiore rappresenta- tenuti semplici ed eseguite con automatismi.
va le unit, il secondo le decine, e cos via. Alla. associata anche la competenza che

23
ABILIT

consiste in conoscenze specifiche complete simbolici complessi e dal ragionamento su


e ben organizzate; esse sono il risultato della contenuti di elevata astrazione. Le tre aree
formazione delle a. e i tre strati dipendono in modo differente
dai fattori genetici. I processi centrali sono
1. Struttura. Le a. sono considerate una strut- maggiormente guidati dai geni rispetto ai
tura gerarchica, formata dal vertice della. processi situati nella periferia e le a. spaziali
generale (o intelligenza generale) e dalla base lo sono maggiormente delle a. verbali. Il nu-
delle a. specifiche. Tra i due termini si situa- mero delle a. singole varia da un massimo di
no le aree delle a. pi o meno generali, i co- 180 ad un minimo di 8. Per stabilire il numero
siddetti fattori di gruppo. Questi sono com- delle a. singole vengono usati due criteri: la
posti da alcune aree di a. come quella verba- consistenza interna, la relativa indipendenza
le, numerica e spaziale. Le tre aree possono di una dallaltra e il rapporto con un criterio
essere suddivise a loro volta in a. pi specifi- (ad es. una realt sociale importante).
che. La stessa a. generale viene suddivisa in
a. cristallizzata e fluida. La. cristallizzata 2. Formazione. Le a. di ogni individuo si for-
il risultato dellinterazione del soggetto con mano nellinterazione del suo corredo gene-
il suo ambiente formativo, basato sullap- tico con lambiente familiare. Particolarmen-
prendimento di vari contenuti in rapporto al te importante linterazione con la madre in
patrimonio culturale. In essa predominano i quanto da essa dipende lacquisizione dei vo-
processi cognitivi algoritmici con percorsi caboli, della sintassi e dei modelli linguistici.
prestabiliti. La. fluida si forma prevalente- Allinterazione si associa lo stile educativo
mente nel contesto socioculturale libero e in dei genitori nelle loro attese positive sullac-
situazioni occasionali; in essa predomina il quisizione delle competenze intellettive.
processo euristico con un percorso impreve- Lambiente familiare contribuisce anche ad
dibile. Questa a. si realizza nelle stesse aree uno sviluppo differenziato delle a.; influsso
della. cristallizzata, ma con processi di mag- maggiore viene esercitato sulle a. verbali e
giore astrazione e concettualizzazione. I due numeriche, minore sul ragionamento e mini-
tipi di a. si formano fino allet adulta allo mo sulle a. spaziali. La formazione di queste
stesso ritmo; in seguito la. fluida incomincia ultime sembra essere maggiormente dovuta
a declinare mentre la. cristallizzata continua ai fattori genetici. Lambiente scolastico con-
ad aumentare. La. cristallizzata pu essere tribuisce allo sviluppo delle a. cognitive in
rilevata con varie prove attitudinali, parti- grado minore. Dai vari studi sul confronto
colarmente con quelle verbali, mentre la. tra bambini che hanno frequentato la scuola
fluida pu essere diagnosticata con le prove dinfanzia e quelli che non lhanno frequen-
non verbali, basate sulle figure geometriche tata sono emerse solo lievi differenze. La
disposte in un certo ordine da scoprire e poi scuola dellobbligo sembra dare un maggio-
proseguire. Nelle varie a. di gruppo i due tipi re contributo allo sviluppo delle a. poich
di a. sono presenti in proporzioni differen- listruzione avuta da giovani risulta essere
ti; per es. quella di matematica composta in rapporto effettivo con il quoziente di in-
dalle conoscenze cristallizzate, dal ragiona- telligenza da adulti. In quanto alle Facolt
mento fluido e dalla rapidit di esecuzione. universitarie risulta che le differenti Facolt
Le tre aree (verbale, numerica e spaziale) formano a. mentali in modo e grado diffe-
sono pervase da processi mentali e da moda- rente: per es. le Facolt umanistiche formano
lit operative di complessit differente for- piuttosto le a. verbali mentre quelle tecni-
mando in base ad essi tre strati disposti in che formano piuttosto le a. spaziali. Unal-
ordine gerarchico. Il primo, il pi semplice, tra constatazione fatta recentemente sembra
formato dalle a. cristallizzate, rappresentate deporre a favore delle istituzioni formative;
da comprensione verbale, conoscenza lessi- si tratta della cosiddetta accelerazione se-
cale, ragionamento sequenziale. Il secondo colare. Confrontando le medie aritmetiche
formato dagli stessi processi che per sono dei test attitudinali di questi ultimi sessanta
pi complessi; in tale strato maggiormente anni si constata un aumento di 15 punti stan-
presente anche la. fluida. Il terzo formato dard per generazione, il che rappresenta un
dalla capacit elaborativa di informazioni, aumento rilevante nelle a. generali. Le cau-
dalla comprensione dei contenuti verbali e se di questo aumento non sono chiare anche

24
ABILIT

perch allaumento nelle a. non corrisponde e specifiche predicono in grado leggermente


in modo adeguato laumento nel rendimento minore il successo professionale. Il loro con-
scolastico. certo per che nelle giovani ge- tributo alla predizione per stato recente-
nerazioni rispetto alle precedenti si nota una mente rivalutato con la successiva analisi dei
maggiore capacit di risolvere problemi. dati del passato. La. generale predice anche
il successo nelle specifiche attivit professio-
3. Differenze dovute al sesso. Esiste unin- nali; per es., il successo di un ingegnere di-
negabile superiorit delle donne nelle a. ver- pende maggiormente dalle sue a. numeriche
bali mentre gli uomini sono superiori nelle e spaziali e meno da quelle verbali, mentre il
a. numeriche e spaziali. Le cause di questa successo di un ragioniere dipende pi dalla.
differente formazione delle a. sono dovute numerica e meno da quella verbale, ecc. Al-
ai fattori biologici, ormonali e soprattutto cuni esperti sostengono che se lentrata nel
alle attese sociali di un differenziato com- mondo del lavoro fosse basata sulle a. delle
portamento dei maschi e delle femmine. Le persone si otterrebbe una maggiore efficien-
differenze sono rilevanti e influenzano note- za e sarebbero risparmiate delle somme in-
volmente le scelte professionali dei giovani genti (Polek, Fanelli e Telesca, 1992).
concentrando le frequenze in alcuni settori
lavorativi: scientifico e tecnico (maschile), 6. Promozione delle a. Per promuovere le a.
sociale e amministrativo (femminile). La cognitive dei soggetti in crescita (Polek,
concentrazione si nota gi nella scuola se- 1994) esistono numerosi programmi fina-
condaria di secondo grado ed molto evi- lizzati allapprendimento scolastico per ri-
dente a livello universitario anche se da al- muovere lo svantaggio culturale del soggetto
cuni decenni il divario nelle a. dei due sessi dovuto al suo ambiente familiare. Leffetto di
sta riducendosi. tali programmi in genere positivo ma mi-
nore di quello che gli autori dei programmi
4. Rendimento scolastico e accademico. La. promettono. I positivi risultati vengono inter-
generale considerata il predittore singolo pretati tramite assunti teorici a seconda che lo
migliore dei due tipi di rendimento. Da essa sviluppo delle a. sia maggiormente dovuto ai
dipende il livello di qualificazione dei sog- fattori genetici oppure ambientali (Polek,
getti in quanto viene ampiamente constatato 1994). La convinzione prevalente quella che
che il grado di istruzione della popolazione simili programmi migliorino lapprendimento
in evidente rapporto con le a. generali; da scolastico dei soggetti ed abbiano un influsso
esse dipende la durata degli studi come an- benefico anche su altre variabili personali (
che lentrata e uscita dalle istituzioni forma- socializzazione), ma che non migliorino le
tive. Il rapporto tra a. generale e le singole effettive a. cognitive. Carroll (1993), in base
materie differenziato (pi stretto o meno alla complessit dei contenuti e dei processi
stretto), ma nellinsieme coglie una percen- distingue tre strati condizionati dai fattori
tuale rilevante della varianza. La. cristalliz- genetici in grado differente: il primo, rappre-
zata predice meglio il rendimento scolastico sentato da processi intellettivi semplici mo-
(generale e specifico) della. fluida. Le prove dificabile con un esercizio adatto; il secondo,
verbali, numeriche e spaziali predicono bene essendo pi complesso, pone una certa resi-
il rendimento degli studenti delle Facolt stenza allintervento esterno; il terzo infine,
scientifiche, tecniche ed artistiche. data la complessit dei processi dai quali
caratterizzato, poco malleabile. Gli inter-
5. Training e successo professionale. La. ge- venti producono un cambiamento nelle com-
nerale, talvolta articolata nelle tre note aree, petenze di superficie, particolarmente nelle
pure un valido predittore del successo in vari destrezze, senza toccare le sorgenti delle a. Il
corsi che preparano allesercizio delle attivi- potenziamento del primo strato perdura nel
t lavorative. Questo vale anche per i corsi tempo e produce un miglioramento delle a.,
che preparano alle attivit notevolmente dif- ma non un effettivo cambiamento delle sor-
ferenti dal settore prettamente scolastico; per genti delle attitudini.
es., il successo del training dei futuri piloti di
aerei pu essere predetto efficacemente con 7. Applicazioni educative. Le a. rappresenta-
le prove verbali e numeriche. Le a. generali no la base dell educazione intellettuale dei

25
ABILIT

soggetti per mezzo della quale essi diventano 49-55; Varela F. J., Habilidad tica, Barcelona,
autonomi e liberi. Su di esse si fonda anche Debate, 2003; Wilhelm O. - R. W. Engle (Edd.),
la formazione professionale e da esse di- Handbook of understanding and measuring intel-
pende poi lesercizio di una specifica attivi- ligence, Thousand Oaks, Sage, 2005.
t lavorativa. Le a. assumono una notevole K. Polek
importanza nell apprendimento, partico-
larmente nella loro duplice distinzione di a.
cristallizzate e fluide. Sulle prime viene im-
postato lapprendimento del sapere consoli- ABILITAZIONE PROFESSIONALE
dato, mentre sulle seconde quello del sapere
ancora poco schematizzato. Queste ultime Un compito professionale viene sovente ca-
vengono richieste nellapprendimento ogni ratterizzato da gesti che richiedono non solo
volta che il contenuto nuovo, complesso e un certo atteggiamento nel compierli, ma an-
di elevata astrazione; infatti per riordinare le che una coordinazione di movimenti fisici,
conoscenze occorre analizzare le situazioni una capacit di elaborare informazioni e di
problematiche e produrre delle inferenze. prendere decisioni, una certa abilit appunto
Anche il sapere consolidato talvolta richiede nel vedere, definire e risolvere un problema.
luso delle a. fluide in quanto viene esposto In campo professionale per a.p. generalmen-
(volutamente o meno) in modo incompleto e te si intende il riconoscimento ufficiale della
confuso e lalunno deve scoprire i rapporti capacit di una persona ad esercitare una
tra le parti, produrre delle inferenze e pro- professione definita o anche solo il riconosci-
porre un quadro sintetico sullargomento. Le mento del possesso dei requisiti necessari per
a. fluide nei loro processi periferici pos- svolgere una particolare forma di attivit.
sono essere sviluppate con opportuni meto-
di (Baron e Sternberg, 1987) per mezzo dei 1. Tale capacit certamente necessita di
quali gli alunni apprendono le strategie per predisposizioni pi o meno accentuate, ma
elaborare le informazioni, per impostare e difficilmente viene resa concreta senza uno
risolvere un problema, per capire il proces- sforzo personale in strutture formative a ci
so del proprio apprendimento e guidarlo con predisposte. un riconoscimento che pu
successo. I due tipi di a. hanno poi una di- essere dato in diversi ambiti. In ambito fisi-
retta applicazione nell orientamento; le co ed in ambito manuale come capacit di
a. cristallizzate danno la possibilit di pre- coordinare movimenti, di utilizzare bene i
vedere il successo scolastico e professiona- diversi strumenti necessari nella risoluzione
le e quindi offrono informazioni utili per la di problemi pratici, di fare scelte attente ad
elaborazione di un progetto professionale, esigenze di sicurezza, estetica, oltre che di
mentre quelle fluide informano sulle risorse funzionamento ottimale. A volte in questo
personali in vista della gestione delle situa- contesto si sente anche parlare di brevetto
zioni imprevedibili. con la connotazione di capacit riconosciu-
ta nello svolgere delle mansioni specifiche.
Bibl.: Baron J. B. - R. J. Sternberg (Edd.), In ambito intellettuale per a.p. si intende
Teaching thinking skills: theory and practice, maggiormente la capacit di adattamento a
New York, Freeman, 1987; Polek K. - A. Fa- funzioni di tipo pi speculativo, decisiona-
nelli - R. Telesca, La predizione del successo/ le. Sovente si sente parlare anche di a. alla
insuccesso scolastico nella scuola secondaria di professione (ingegnere, avvocato) cio ad
secondo grado, in Orientamenti Pedagogici 39 una normale attivit di lavoro che costituisce
(1992) 991-1008; Carroll J. B., Human cogniti- loccupazione ordinaria di una persona e la
ve abilities: a survey of factor-analytic studies, sua fonte di reddito.
Cambridge, University Press, 1993; Polek K.,
In che misura possibile promuovere lo sviluppo 2. Nel mondo formativo si parla di a. allinse-
intellettivo?, in Annali della Pubblica Istruzio- gnamento per coloro che intendono insegna-
ne 40 (1994) 10-35; Deary I. J. et al., The stabil- re in una struttura scolastica (a. allinsegna-
ity of individual differences in mental ability from mento della cultura, della fisica, della religio-
childhood to old age: Follow-up of the 1932 Scot- ne); si parla anche di esami di a. tecnica e
tish Mental Survey, in Intelligence 28 (2000) di ottenere una a. Lelemento caratterizzante

26
ACCADEMIA

del termine a. tecnica sempre lufficialit caso della violenza sessuale, questi tre tipi
dellatto in quanto una constatazione di di a. nei confronti del minore si verificano
conoscenze e capacit gi acquisite e quin- contemporaneamente.
di di possibilit di svolgere una determinata
professione ad esse legate con sicurezza e 2. La. al minore compromette gravemente lo
responsabilit. sviluppo fisico e/o psichico della persona-
lit. Il livello di gravit dipende dallet. Le
Bibl.: Bocca G., Pedagogia e lavoro tra edu- conseguenze sono tanto pi negative quanto
cazione permanente e professionalit, Milano, pi la. si verifica in et precoce. La. fisico
Angeli, 1992; Becciu M. - A. R. Colasanti, La in seguito pu causare, a seconda dei casi,
promozione delle capacit personali: teoria e tendenze paranoiche, ritardo mentale, scarso
prassi, Roma, CNOS-FAP, 2003; Da nzi V. - P. concetto di s, scarso livello di aspirazione,
Da nzi, Il CAP Certificato di a. p., Forl, Egaf, reazioni autoaggressive, tendenza agli inci-
2004; Leopold P. et al., Formare agli insegnanti denti, atteggiamenti sado-masochistici. La.
professionisti: quali strategie? Quali competen- sessuale espone il minore al rischio di gravi
ze?, Roma, Armando, 2006. sensi di colpa, di distacco emotivo, di erotiz-
N. Zanni zazione precoce delle relazioni interpersona-
li, di disturbi nellidentit sessuale, di fram-
ABITO MORALE Virt mentazione della personalit. La. psichico
ABORTO Vita pu determinare un ritardo nello sviluppo
sensomotorio e intellettivo, un arresto della
crescita, turbe psichiche ( psicosi, depres-
sione), malattie psicosomatiche. Non infre-
ABUSO DEI MINORI quente il caso in cui soggetti che nellinfanzia
o nelladolescenza hanno subito un a. in et
Aggressione momentanea o cronica da parte adulta lo ripetano a loro volta su altri minori.
degli adulti (genitori, educatori o altri) nei
confronti del bambino e, per estensione, di Bibl.: Miller A., La persecuzione del bambino.
ogni minore. Le radici della violenza, Torino, Boringhieri,
1987; Bertolini M. - E. Caffo (Edd.), La violenza
1. Ci sono vari tipi di a. al minore: a) a. fi- negata, Milano, Guerini e Associati, 1992; Cam-
sico. il pi facilmente individuabile. Le panini A. (Ed.), Il maltrattamento allinfanzia.
forme pi frequenti sono: percosse, lesioni Problemi e strategie dintervento, Roma, Nuo-
cutanee, lesioni scheletriche, traumi cranici, va Italia Scientifica, 1993; Cesa Bianchi M. - E.
distacchi retinici, lesioni interne, avvelena- Scabini (Edd.), La violenza sui bambini. Immagi-
mento, annegamento, soffocamento nella ne e realt, Milano, Angeli, 1993; M alacrea M.
culla, somministrazione di psicofarmaci; - S. Lorenzini, Bambini abusati. Linee-guida nel
b) a. sessuale. Consiste nel coinvolgimento dibattito internazionale, Milano, Cortina, 2002;
di un minore in attivit sessuali da parte di Luberti R. - M. T. Pedrocco Biancardi (Edd.),
adulti. Pu essere intrafamiliare (il pi fre- La violenza assistita intrafamiliare, Milano, An-
quente, circa l80% dei casi), extrafamiliare geli, 2005; Montecchi F. (Ed.), Gli a. allinfan-
( pedofilia, pedopornografia, prostituzione zia: I diversi interventi possibili, Ibid., 2005; Ca-
minorile, satanismo); c) a. psicologico (sva- stellazzi V. L., La. sessuale allinfanzia, Roma,
lutazioni, umiliazioni, minacce, ricatti, vio- LAS, 2007.
lenza assistita, doppio legame, aspettative V. L. Castellazzi
esagerate, violenti coinvolgimenti emotivi
nel processo di separazione dei genitori).
La. psicologico non sempre facilmente in-
dividuabile, anche se il pi frequente. Esso ACCADEMIA
viene compiuto pi o meno inconsciamente
per trascuratezza (carenze affettive, rifiuti, Istituzione che promuove attivit letterarie,
abbandoni) o per ipercura (iperprotettivit, artistiche, culturali o scientifiche; quasi sem-
legame simbiotico, sindrome di Mnchau- pre ristretta a soci scelti sulla base di criteri
sen, medical shopping). Talvolta, come nel di merito e/o cooptati dai soci gi associati.

27
ACCOGLIENZA

1. La prima a. fu fondata da Platone, in pu aiutarci a comprendere meglio il senso


onore delleroe ateniese Academo, nelle vici- da attribuire alla parola a. In ambito psicope-
nanze di Atene, nel 387 a.C. In questa scuo- dagogico essa assume una triplice valenza:
la filosofica si form Aristotele, fino alla a. come atteggiamento, a. come fase del-
morte del maestro. A partire dal Rinasci- la relazione di aiuto, a. come la prima fase
mento il termine a. fu usato per denominare del processo di socializzazione di un allievo
associazioni di artisti, letterati e scienziati, allinterno dellorganizzazione scolastica.
rette ordinariamente da speciali statuti. Gli
umanisti si interessarono ad arti diverse da 1. La. come atteggiamento linsieme del-
quelle insegnate nelle universit; crebbe al- le reazioni cognitive, emotive e comporta-
lora linteresse per altre discipline che allar- mentali attraverso le quali leducatore me-
garono straordinariamente lo stretto ambito tacomunica apertura, attenzione, rispetto e
universitario tradizionale. comprensione nei confronti della singolarit
delleducando il quale sperimenta, grazie ad
2. Ogni a. cerc di specializzarsi in un cam- esse, una sensazione di agio e benessere.
po del sapere. Di carattere filosofico fu la.
Platonica, fondata a Firenze da Cosimo il 2. La. come fase della relazione di aiuto. Co-
Vecchio (1562); di archeologia si interess la. stituisce la prima fase della relazione di aiuto
Romana, protetta dai papi, mentre la. Pontia- indirizzata a gettare le basi per la costruzio-
na si interess di letteratura. Anche in altri ne di un rapporto interpersonale positivo tra
Paesi furono fondate a. simili: ad es. in Fran- helper ed helpee, indispensabile al coinvol-
cia, Inghilterra e Germania. Nel sec. XVII gimento di questultimo e alla proficua rea-
sorsero le prime a. scientifiche specializzate lizzazione di tutte le altre fasi. Affinch que-
nello studio della lingua, delle arti nobili, del sta fase si realizzi con successo si richiede
diritto, delle scienze politiche e morali. Se nei di a) creare un ambiente facilitante (cura del
primi secoli i membri della. appartenevano contesto, eliminazione di eventuali fonti di
alla nobilt, alla borghesia e allalta gerarchia disturbo, atteggiamento di calma e disponi-
ecclesiastica, a partire dal sec. XIX vi inse- bilit); b) stabilire una base di influsso (uti-
gnarono anche professori universitari di ri- lizzo di competenze verbali e non verbali che
conosciuta fama, attratti dal prestigio sociale veicolano senso di padronanza, piacevolez-
che questi centri assunsero. Tra le a. italiane, za, affidabilit); costruzione di una positiva
vanno ricordate quelle della Crusca (1582) e piattaforma comunicativa (utilizzo di forme
dei Lincei (1603); fra le straniere: lAcadmie verbali non direttive e semidirettive che vei-
Franaise (1635), la Royal Society (1660) e la colano comprensione) (Arto-Colasanti, 1996;
Real Academia Espaola (1713). Carkhuff, 1994).

Bibl.: Immisch O., A., Freiburg, 1924; Geymonat 3. La. come prima fase del processo di socia-
L., Storia del pensiero scientifico, Milano, Gar- lizzazione dellallievo mira a: favorire il gra-
zanti, 1970; Jaeger W., Paideia. La formazione duale inserimento di questultimo nellorga-
delluomo greco, Scandicci (FI), La Nuova Italia, nizzazione scolastica, mantenendone integre
1991; Larra S., La A. Catlica de Ciencias So- la singolarit e lidentit; trasferirgli cono-
ciales, Sevilla, Curia Provincial, 2002. scenze, abilit e competenze che lo mettano
B. Delgado in grado di partecipare attivamente allinter-
no della scuola. A questo riguardo Staccioli
ACCETTAZIONE Accoglienza Empatia (2004) afferma che accogliere un allievo a
scuola significa molto di pi che farlo entrare
nelledificio scolastico e assegnargli un posto
dove stare, vuol dire dar vita ad un metodo
ACCOGLIENZA di lavoro complesso che implica il riconosci-
mento e il coinvolgimento di tutti i soggetti
Il termine a. deriva dal lat. accolo che sta ad della comunit educativa. Il metodo della.,
indicare lo stare vicino, labitare, il vivere ac- aggiunge lautore, presuppone due importan-
canto e dal verbo colligere ossia legare assie- ti principi educativi: la fiducia nei confronti
me, unire. Il ricorso a questi due significati dellallievo e delle sue capacit di apprende-

28
ACCOMPAGNAMENTO

re e il rispetto per il suo essere soggetto di neo e sistematico che un adulto nellesperien-
diritti. In questa prospettiva, accogliere za e maturit dellesistenza d a un minore,
predisporre ossia organizzare un ambiente condividendo con lui un tratto di strada e di
a misura dellallievo, un contesto cio fatto vita perch questi possa meglio conoscersi e
di cose, materiali, tempi, ritmi, persone faci- decidere di s e del suo futuro in libert e
litanti lapprendimento e la socializzazione; responsabilit.
accogliere ascoltare ossia entrare in sin-
tonia con lallievo e con il suo mondo e con 1. Il concetto esprime la natura relazionale
la sua prospettiva sul mondo; accogliere dellessere umano, e pi in particolare la qua-
vivere nel reale, ossia attingere alla vita quo- lit del vincolo che lega tra loro le persone,
tidiana che spesso resta fuori dalledificio luna responsabile e capace di prendersi cura
scolastico e che invece, se adeguatamente dellaltra, ma pure bisognosa del suo aiuto e
valorizzata, pu consentire di arrivare a co- della sua presenza. Al tempo stesso questo
gliere con maggiore pienezza la persona che concetto rimanda allidea classica della vita
c dietro ad ogni allievo; accogliere , in- come viaggio e della relazione umana come
fine, permettere di apprendere stando bene, compagnia tra pellegrini che condividono tra
ossia recuperare il senso profondo dello stare loro le fatiche e il pane del viaggio. Infine,
a scuola che come ci ricorda letimo greco la prassi della. ritrova i suoi parametri inter-
skol, significa agio, benessere, distensione. pretativi nelle teorie psicopedagogiche che
privilegiano lapproccio non direttivo nella
4. La. permette tanto alla scuola come allal- relazione di aiuto.
lievo di raggiungere importanti obiettivi. In
particolare lallievo avr la possibilit di: co- 2. Il termine usato nella pedagogia moder-
noscere cosa laspetta e qual la realt con- na per sottolineare esigenze e caratteristiche
creta nella quale andr ad inserirsi; appren- della relazione educativa, oltre quanto una
dere i comportamenti organizzativi che gli tradizione antica (la pedagogia cristiana) e
garantiscono un buon inserimento in essa; una pi recente (la moderna scienza psicolo-
avviare una prima conoscenza con docenti e gica) gi hanno detto sullargomento. La teo-
compagni con i quali sar chiamato ad inte- ria della., inoltre, amplia e specifica il senso
ragire; la scuola avr la possibilit di avvia- sia della direzione spirituale che della terapia
re una prima conoscenza dei nuovi arrivati, psicologica: a) da un lato la. indica le varie
presentare lorganizzazione nei suoi aspetti forme di aiuto attraverso le quali la persona
strutturali e funzionali, socializzare i nuovi aiutata a crescere non solo sul piano spiritua-
arrivati al sistema di norme e valori presenti le o clinico-mentale, ma anche su quello pi
nellorganizzazione. globalmente e integralmente umano; con un
intervento non esclusivamente sul singolo,
Bibl.: Carkhuff R., Larte di aiutare. Manuale, ma anche sul gruppo e attraverso il gruppo;
Trento, Erickson, 1994; A rto A. - A. R. Cola- non legato a ununica modalit operativa, ma
santi, Introduzione a un modello processuale a diverse possibilit di cammini di crescita;
di terapia integrata, in A. A rto - D. Antoniet- rivolti a qualsiasi persona, non solo a chi si
ti, La formazione in psicologia clinica, Roma, trova in una particolare situazione di neces-
IFREP, 1996, 235-281; Staccioli G., Diario sit spirituale o di disordine di personalit;
della., Roma, Valore Scuola, 2002; Id., A., in b) daltro lato elemento centrale-peculiare
G. Cerini - M. Spinosi, Voci della scuola, Napoli, della. non tanto la direzione da impri-
Tecnodid, 2004, 11-17. mere alla vita dellaltro, o lanalisi del suo
A. R. Colasanti inconscio, quanto la compagnia, o quella
vicinanza intelligente e significativa che por-
ta a un certo coinvolgimento da parte della
guida, alla condivisione di ci che vitale ed
ACCOMPAGNAMENTO essenziale (il pane del cammino), alla con-
fessione della fede e della propria esperienza
La. (dal lat. medievale, ove com-panio co- di Dio, nel caso del credente.
lui che ha il pane in comune [Devoto-Oli,
1988, 679]), in generale, un aiuto tempora- 3. Si tratta allora daccompagnare laltro

29
ADATTAMENTO

verso un duplice obiettivo: verso la cono- si intende tutta la struttura della persona:
scenza dellio, anzitutto, della sua realt biologica, psichica e sociale, e per ambien-
interiore, passata e presente, attuale e idea- te si intende tutto il contesto in cui la per-
le, positiva e negativa, conscia e inconscia, sona vive, che pu essere interiore ed este-
verso la radice di desideri e motivazioni. Ma riore, fisico, sociale, esistenziale. Da questa
necessario pure accompagnarlo verso la precisazione dei termini appare che la. si
realizzazione dellio, in un processo daper- pu verificare in molti campi. Inoltre la.
tura nei confronti dellaltro e dellAltro, del stesso inteso diversamente a seconda del
presente e del futuro, nella tensione salutare peso che, nellinterazione, viene attribuito
verso il massimo delle proprie potenzialit allorganismo o allambiente: secondo la cor-
e nellassunzione piena della propria libert rente comportamentista, ad es., il contributo
e responsabilit. La. dunque un aiuto ne- dellambiente largamente preponderante,
cessario per la crescita e la maturazione di mentre altre teorie (personaliste, umanisti-
chiunque; ma vi sono particolari momenti che, cognitiviste) sottolineano limportanza
della vita in cui tale servizio indispensa- delliniziativa del soggetto.
bile: nel periodo delladolescenza e della
giovinezza e in genere nella formazione ini- 1. A. fisiologico: indica una reazione dellor-
ziale, prima di discernimenti importanti, in ganismo alle condizioni ambientali in modo
situazioni specifiche della vita (momenti di da approfittare al massimo delle condizioni
crisi, di sofferenza, di cambiamenti impre- favorevoli, o di ridurre al minimo i danni
visti, di richieste nuove...), e come strumento fisici in un ambiente sfavorevole. Ci si pu
di formazione permanente. Particolarmente adattare, in questo senso, allalta montagna o
importante stato da sempre considerato la. allimmersione in profondit, allo smog del-
nella pastorale giovanile e vocazionale, ol- la citt e allassalto di germi patogeni, ad un
trech nella formazione iniziale e permanen- tipo di nutrizione, ecc. Un caso tipico di a.
te delle vocazioni di speciale consacrazione. fisiologico quello della. sensoriale, che ci
rende meno sensibili a livelli costantemen-
Bibl.: I moda F., Sviluppo umano. Psicologia e te alti di stimolazione e pi sensibili a livelli
mistero, Casale Monferrato, Piemme, 1993; Cen- costantemente bassi.
cini A., Direzione spirituale e a. vocazionale,
Milano, Ancora, 1996; Baldissera D. P., Acom- 2. A. intrapsichico: viene spesso identificato
panhamento personalizado. Guia para formado- con la sanit, la normalit o la maturit psi-
res, S. Paulo, Paulinas, 2002; Facolt Teologica chica, e ha come indicatore il buon funziona-
dellEmilia Romagna, A. spirituale, affettivit e mento allinterno del sistema psichico della
sessualit, Bologna, EDB, 2004; Meloni E., Ac- persona. Le principali componenti della.
compagnare la formazione. Il s, gli altri, lAltro, intrapsichico sono la libert da costrizioni
Ibid., 2005; Goya B., Laiuto fraterno. La pratica interiori, quali le idee ossessive o le azioni
della direzione spirituale, Ibid., 2006. compulsive, il senso di dignit personale,
A. Cencini la percezione della propria competenza di
fronte ai compiti della vita, limpressione di
ACCREDITAMENTO Certificazione integrazione interiore, per cui tutto ci che
ACCULTURAZIONE Cultura Incultura- personalmente importante trova la sua rea-
zione lizzazione in un contesto gerarchico di beni,
e infine lo sviluppo, la cura e la gestione or-
dinata delle emozioni. La mancanza di a. in-
trapsichico porta a disturbi psichici di varia
ADATTAMENTO natura e gravit.

La parola a. designa in genere lesito dellin- 3. A. interpersonale: la capacit di un buon


contro dellorganismo con il suo ambiente; rapporto con gli altri, e comporta un atteg-
se tale esito positivo, si parler di buon a., giamento positivo verso gli altri, e cio una
se negativo, di disadattamento. I termini con struttura cognitiva o modo di pensare, sia
cui si indicano i due protagonisti dellincon- generale che verso le singole persone, che
tro devono essere spiegati: per organismo riconosce il valore di esse e la possibilit di

30
ADDESTRAMENTO

collaborare con loro, una inclinazione a en- gnarsi, invece caratterizzato dal disimpe-
trare in rapporto con gli altri, il gusto di farlo gno, dallapatia e dalla disperazione. Il tema
e le relative capacit operative. La. interper- della. esistenziale elaborato soprattutto
sonale comporta la capacit di intrattenere nella logoterapia di V. E. Frankl.
rapporti non superficiali, e insieme quella di
avere ed esigere rispetto per lidentit pro- 6. La. come sfida alleducazione: nellin-
pria ed altrui. La. interpersonale dipende contro con lambiente, importanti aspetti
strettamente da quello intrapsichico, e la sua fisiologici e comportamentali della persona
mancanza genera gli stessi disturbi psichici. vengono modellati, creando predisposizioni
che ne condizionano lo sviluppo futuro. In
4. A. sociale: comporta una relazione positi- particolare le ricerche e le osservazioni clini-
va con la societ cui il soggetto appartiene. che sono daccordo nel rilevare limportanza
La societ di cui si parla pu essere intesa decisiva dellambiente familiare per avviare
in modo pi o meno esteso, e riferirsi, ad e mantenere un buon a. emotivo e sociale.
es., allo stile di una singola famiglia o di un Daltra parte lesigenza di conservare liden-
gruppo, oppure alle norme di una intera cul- tit della persona nellincontro con lambien-
tura. Il rapporto con la societ pu essere di te comporta leducazione allautogestione e
rifiuto, di conformismo o di collaborazione; alla responsabilit della propria iniziativa, in
le relative norme sociali possono essere ac- coerenza con i progetti e lo stile di ognuno.
cettate o rifiutate, e, nel caso siano accettate, Leducazione allautogestione suppone da
possono essere seguite meccanicamente op- parte sua che leducatore sappia accompa-
pure interiorizzate, perch se ne compreso gnare leducando alla scoperta di valori sia
il valore. La. sociale non necessariamente con una proposta di informazione adeguata,
globale, e, nei vari momenti storici, questo o sia ponendosi come modello con cui ledu-
quellaspetto della cultura pu venir messo cando possa identificarsi.
in discussione. Il termine disadattamento
sociale assume talora significati ambivalen- Bibl.: Nuttin J., Motivation, planning, and ac-
ti, in quanto si presume che il sentimento tion. A relational theory of behavior dynamics,
comune rifletta il bene oggettivo; ma tale Leuven, Leuven University Press, 1984; Snyder
presupposto si pu scontrare con quanto il C. R. - C. E. Ford (Edd.), Coping with negative life
soggetto, portatore di pensiero e di progetto events. Clinical and social psychological perspec-
originale, pu decidere per se stesso. Il di- tives, New York, Plenum Press, 1988; Feldman R.
sadattato sociale pu essere sia chi soddisfa S., Adjustment, applying psychology in a complex
i propri impulsi in modo egocentrico, igno- world, New York, McGraw-Hill, 1989; Meichel-
rando la solidariet, sia chi persegue con im- baum D., Exploring choices: the psychology of
pegno personale dei valori che la societ non adjustment, New York, Foresman, 1989; Nuttin
riconosce o tenta di cancellare. J., Motivazione e prospettiva futura, Roma, LAS,
1992; Critenden P. M., Pericolo, sviluppo e a.,
5. A. esistenziale: indica il rapporto con un Milano/Parigi/Barcellona, Masson, 1997.
ambiente totale; il segmento attuale della A. Ronco
vita viene collocato di fronte a tutta la vita ed
essa, nella sua totalit, viene confrontata con
ci che percepito come definitivamente im-
portante per la singola persona, con cui essa ADDESTRAMENTO
si identifica, in ci per cui si sente realizzata.
In questa definizione entrano chiaramente i Apprendimento di capacit specifiche neces-
valori, cos come sono vissuti dalla singola sarie per svolgere una determinata azione.
persona. La. esistenziale sar positivo se da Generalmente viene ulteriormente precisato
tale ricerca emerger una valutazione glo- con aggettivi che ne evidenziano meglio il
bale positiva di s, della vita e della realt, significato.
con la conseguenza di una speranza di base
e di un impegno a lungo termine; un a. esi- 1. Si parla di a. rivolto a persone giovani o
stenziale negativo, nato dal non trovar nulla adulte per prepararle al mondo del lavoro (a.
per cui valga la pena di vivere e di impe- professionale), ma si parla anche di a. degli

31
ADLER ALFRED

animali, in particolare in ambienti dove si delle attivit formative per le persone e le orga-
desidera avere da parte loro dei precisi com- nizzazioni, Milano, Angeli, 2007.
portamenti (performance), come ad es. in N. Zanni
una corsa, in un circo o in ambito domestico.
Sua caratteristica la specificit e in un cer-
to modo la meccanicit. Ci si addestra per
assumere un comportamento ben definito e ADLER Alfred
non generico. Potremmo perci definire la.
come linsieme di azioni volte a far acquisire n. a Vienna nel 1870 - m. a Aberdeen nel
destrezza, comportamenti ben definiti in de- 1937, medico, psicologo austriaco.
terminate situazioni e capacit concrete nel
risolvere problemi specifici. Attualmente per 1. Secondo di sei figli, nacque in una famiglia
la preparazione professionale si preferisce di commercianti. Si laure in medicina per
parlare di formazione e non di a. per supe- sconfiggere la morte; lavor come medico,
rare quel senso riduttivo di cui il termine si interessandosi di comprendere la personalit
circondato e che lo fa vedere come un ap- del paziente ed i collegamenti tra i sintomi
prendimento di comportamenti rigidi, condi- organici e psichici. Studi con interesse filo-
zionati, meccanici e parziali, staccati da un sofia, psicologia e scienze sociali. Ottimista
contesto globale di ciclo produttivo e di vita e sereno, curava molto i rapporti coi familia-
personale. ri e con gli amici. Alla fine del secolo si spo-
s ed ebbe quattro figli, ai quali si dedic con
2. Nellambiente formativo per a. si intende molto affetto. A., non potendo sconfiggere la
normalmente un insegnamento eminente- morte e volendo lenire le sofferenze del di-
mente pratico, una modalit per fare acquisi- sturbo mentale, pass quindi dalla medicina
re ad una persona delle mansioni specifiche generale alla psichiatria. Nel 1902, invitato
e circoscritte nel tempo e a volte anche nello da Freud, entr a far parte della Societ
spazio, o per farle apprendere un mestiere. Psicoanalitica di Vienna, da cui si dimise nel
In questo caso con il termine formazione si 1907, per le divergenze da lui espresse sul-
tende ad indicare un significato pi esteso e la teoria degli impulsi sessuali, considerati
a riferirsi ad un insegnamento anche teorico da Freud come basi determinanti della vita
che comprende non solo un apprendimento psichica di un individuo nevrotico o norma-
di abilit specifiche legate alla mansione da le e invece da A. solo materiale da elaborare
svolgere, ma anche di conoscenze, capacit secondo latteggiamento individuale. Fond,
e atteggiamenti necessari per assumere un nel 1912, la Societ per la Psicologia Indi-
ruolo nel mondo del lavoro, dove sempre di viduale, che divenne molto attiva. Dopo la
pi si richiederanno anche sensibilit al cam- Prima Guerra Mondiale, apr la prima cli-
biamento, attenzione al gruppo, desiderio e nica per la consulenza allinfanzia, in colle-
capacit di riqualificarsi. comunque una di- gamento con il sistema scolastico viennese.
stinzione non ben definita che dipende molto Nel 1927 and negli Stati Uniti e continu ad
dal contesto in cui il termine viene utilizza- esporre le sue teorie in varie universit statu-
to. Nellidea di a. c anche il riferimento ad nitensi. Fu scrittore prolifico e conferenziere
un insieme di attivit che facciano acquisire pieno di temperamento, apprezzato in tutto
in tempi brevi competenze tecnico-operative il mondo. Sensibile allarte ed alla musica in
che le persone possono utilizzare nei repar- particolare, dotato di una magnifica voce,
ti produttivi, in modo ripetitivo e con scarsa amava cantare per gli amici.
autonomia.
2. A. descrive la caratteristica comune del-
Bibl.: Agnoli M., Guida per la redazione del re- la personalit come un movimento tendente
golamento per la formazione e la. del personale alla superiorit o pieno sviluppo delle pro-
negli enti locali, Bergamo, CEL, 2000; De Vita prie capacit ed al benessere della societ.
A., Le-learning nella formazione professionale, Le basi della tendenza alla perfezione posso-
strategie, modelli e metodi, Trento, Erickson, no essere costituite da inferiorit organiche,
2007; Grego S., La formazione come palestra sentimenti di inferiorit e dalla compensa-
della professionalit. Guida pratica allutilizzo zione attuata dallessere umano per superare

32
ADOLESCENZA

le inferiorit reali o presunte. La compen- impact on practic, New York, University Press,
sazione pu essere diretta anche verso un 1998; Franta H., Individualit e formazione in-
ideale di perfezione non collegato al tipo di tegrale, Roma, LAS, 1982.
inferiorit, chiamato da A. finalismo fittizio. G. Giordanella Perilli
La tendenza alla perfezione si esprime con la
formazione di uno stile di vita (tratti, abitu-
dini, schemi, significati, ecc.), sviluppato nel
corso dei primi 4-5 anni di vita specialmente ADOLESCENZA
per la posizione occupata e/o percepita nella
famiglia (costellazione familiare), per lat- Classicamente, la. considerata come il pe-
mosfera familiare e in accordo alla finalit riodo della vita situato tra 1infanzia e let
che persegue lindividuo in relazione al mon- adulta. In termini biologici, linizio viene se-
do. Lo stile di vita riguarda le modalit con gnalato dalla pubert e la durata, in genere,
cui lindividuo, come totalit indivisibile, af- viene attribuita ad un arco di tempo che va
fronta i grandi problemi dellesistenza che, dai 12 ai 18 anni det (le differenze sessuali
per A., sono il sentimento sociale, lamore, il e delle condizioni ambientali, sociali e raz-
matrimonio ed il lavoro. ziali fanno oscillare questi limiti temporali).
In base ad un criterio di tipo cognitivo-so-
3. Il contributo di A. nella teoria e prassi ciale, la. va dal momento in cui il ragazzo
psicopedagogiche consiste nellaver posto comincia ad essere capace di utilizzare con
in rilievo alcuni elementi che influenzano lo una certa autonomia il pensiero logico, fino a
sviluppo ed il funzionamento della vita psi- quando giunge alla piena integrazione delle
chica individuale: a) la dimensione sociale, sue capacit logico-cognitive ed ha la possi-
in quanto la funzionalit psichica dellindivi- bilit di vivere una vita indipendente a livel-
duo realizzabile solo nel rapporto sociale; lo affettivo, economico e relazionale.
b) lintenzionalit o finalit verso una meta
del comportamento individuale (per che 1. Studi sulla. Nellultimo sec. la. stata
cosa); c) le opinioni personali nella valu- studiata da diverse scienze; le scienze psico-
tazione dei fatti e delle esperienze. Siccome logiche (nellambito delle quali ci situiamo)
per A. lindividuo si sviluppa in modo ne- hanno affrontato il tema da molti punti di vi-
vrotico o normale in base non ai fatti ma per sta. Ci sembra che le varie prospettive possa-
lopinione che ha dei fatti, compito degli no essere organizzate intorno a tre gruppi di
psicologi e degli educatori aiutare gli esse- studi. In un primo gruppo di lavori, che tiene
ri umani a scoprire e correggere opinioni e presente una preoccupazione speculativa,
soluzioni erronee su se stessi e sui problemi possibile scorgere un tentativo di far aderire
della vita, per modificarle con un atteggia- la realt alla teoria (e non viceversa); in altri
mento costruttivo. Lo stile di vita e le sue termini, la preoccupazione quella di appli-
modalit di attuazione si possono conoscere care e imporre alla realt adolescenziale
dalla posizione dellindividuo nella costella- le caratteristiche definite aprioristicamente.
zione familiare, dai sogni e, specialmente, La concezione psicoanalitica, che in questo
dai ricordi infantili. I primi ricordi sono con- gruppo si situa, offre unipotesi interpreta-
siderati da A. la chiave di accesso al modo di tiva secondo la quale il periodo di crisi e di
pensare, di agire dellindividuo, alle opinioni grande disagio proprio della. va attribuito
che ha di s e dellambiente, alla sua filosofia allemergere degli istinti e delle forze pulsio-
di vita, alla sua meta. nali, che provoca uno squilibrio psichico che
si manifesta con quei comportamenti disa-
Bibl.: A.A., ber den Nervosen Charakter. dattivi, a diversi livelli di patologia, tipici
Grundzge einer vergleichenden Individual Psy- degli adolescenti; si tratta, evidentemente,
chologie und Psychoterapie, Wien, Bergmann, di una interpretazione di tipo biologico che
1912 (trad. it. 1950); Id., Praxis und Theorie der presenta la. come una realt con caratteri-
Individualpsychologie, Darmstadt, Wissenschaft- stiche legate e condizionate dalla fisiologia
liche Buchgesellschaft, 1915; M arcus P. - A. Ro- dei soggetti. Un secondo gruppo di studi,
senberg (Edd.), Psychoanalytic versions of the con preoccupazione sociologica, prende in
human condition: Philosophies of life and their considerazione i dati reali che emergono da

33
ADOLESCENZA

incontri psicologici di tipo clinico con sog- cessario tener presente gli aspetti comporta-
getti atipici o diversi e da osservazioni mentali, cognitivi e tendenziali della perso-
di tipo sociologico su soggetti emarginati na in sviluppo e avvicinarli alla luce di una
o disadattati. Si tratta di interpretazioni pluralit di teorie psicologiche. a) Capacit
di tipo socio-culturale secondo le quali la. delladolescente. Ladolescente in grado di
sarebbe un prodotto della realt sociale vedersi dallesterno, di percepirsi oggettiva-
delle diverse strutture nazionali ed interna- mente, distaccandosi dalle prime impressioni
zionali. A questa prospettiva interpretativa soggettive; nello stesso tempo, si trova a do-
si richiama la teoria sociologica secondo la ver fare i conti con lambiente sociale e con
quale le difficolt adolescenziali, ed i rela- la sensibilit che ancora lo rende vulnerabile
tivi comportamenti disadattivi, sono frutto al giudizio altrui e che, spesso in misura no-
dellinflusso della societ e sono correlati al tevole, condiziona e ridimensiona la sua og-
processo di socializzazione ed alla diversit gettiva capacit di autorealizzazione. Sem-
di ruoli attribuiti alladolescente. Interpre- pre in riferimento allo sviluppo cognitivo,
tazioni sempre di tipo sociologico, ma pi una seconda osservazione vuole evidenziare
complete e meno rigide, propongono cate- tanto la capacit delladolescente di creare
gorie che consentono una pi ampia e rea- realt ipotetiche e di immaginare, quanto
listica visione della condizione giovanile: le sue esigenze di giustizia, uguaglianza e
marginalit, frammentariet, cambio amore universali, che appaiono come una
culturale, eccedenza delle opportunit e ricerca del senso della vita, di rifiuto della
lotta per lidentit. Queste due note ipo- realt concreta e, alle volte, di sublimazio-
tesi interpretative della psicologia della., ne dei suoi desideri, pensieri e sentimenti.
biologica e sociale, pongono laccento solo La ricerca della trascendenza attraverso la
su uno dei due fattori di sviluppo (endoge- modalit intellettuale uno degli aspetti che
no ed esogeno) e non tengono presente, in pi caratterizza ladolescente (riconoscere
modo adeguato, il contributo di ciascuno e la questo bisogno profondo un modo stupen-
possibilit che entrambi hanno di integrarsi. do per avvicinarsi a lui). Ladolescente ha
Inoltre, vogliamo evidenziare linsufficienza difficolt ad accettare i propri sentimenti;
di queste posizioni poich non vi alcuna per convivere con tali sentimenti non inte-
corrispondenza tra le caratteristiche adole- grati nella personalit, li iperdifferenzia.
scenziali da esse indicate, i conseguenti ten- Liperdifferenziazione dellesperienza pro-
tativi interpretativi offerti, ed i numerosi dati fonda lo rende unico, lo caratterizza con
empirici ormai acquisiti sugli adolescenti. una diversit tale da fargli pensare che la sua
Diversamente, la preoccupazione empirica sia una realt incomunicabile e che nessuno
ci che caratterizza il terzo gruppo di stu- sia in grado di capirlo. Il rapporto interper-
di. La realt adolescenziale, nellorizzonte di sonale diventa, quindi, difficile e, alle volte,
una definita prospettiva teorica, viene avvi- impossibile; ma, poich doloroso vivere in-
cinata sperimentalmente. In altre parole, alla compreso, pu nascere in lui la ricerca di un
luce di una teoria di riferimento, una ipotesi essere cos grande, cos distante, e persino
interpretativa viene confrontata con i dati cos diverso, da avere la capacit di capirlo e
ottenuti tramite ricerche condotte su adole- di comprenderlo. Proprio perch emergente
scenti normali. Se queste tre categorie di da questo bisogno, da questa ricerca di com-
studi prese isolatamente mostrano limiti e prensione, definiamo il rapporto dellado-
carenze, integrandosi possono diventare una lescente con la realt trascendente di falso
chiave di lettura molto utile per approssimar- ascetismo (in quanto derivante, appunto,
si nel modo pi adeguato e completo alla ric- dalla sublimazione di alcuni bisogni ai qua-
ca realt adolescenziale. li non si trova una risposta corrispondente).
Ladolescente si caratterizza anche per una
2. Pista di lettura della. Senza pretendere grande apertura agli altri. Il desiderio della
di essere completi e senza voler schematiz- socialit, generalmente, trova soddisfazione
zare la ricchezza della persona, proponiamo nellincontro con il gruppo dei pari. In esso,
la nostra lettura della realt adolescenziale. il giovane ha la possibilit di confrontarsi,
Nella riflessione sulladolescente, per avere di realizzare attivit, progetti o, semplice-
una visione il pi completa possibile, ne- mente, di stare con gli altri; inoltre, visto

34
ADOLESCENZA

che il gruppo si propone come referente nor- se stessi che nel gruppo dei pari. La cono-
mativo e affettivo, progressivamente va ad scenza, laccettazione e la rielaborazione
affiancare e sostituire i ruoli parentali con- dellimmagine corporea e la formazione di
sentendo un distacco sempre maggiore dalla una adeguata identit psicosessuale, sono
famiglia; infine, lesperienza della relazione compiti molto impegnativi che richiedono la
con i coetanei, costituisce un valido aiuto presenza e la mediazione di un educatore. Un
alla formazione del senso di identit, poich terzo punto focale costituito dalla conqui-
permette alladolescente di conoscersi e di stata capacit di pensare in termini ipotetici,
stimarsi di pi in quanto, nel gruppo, viene che porta ladolescente a vivere in un mondo
accettato per ci che e per ci che realizza. fantastico, nel quale possibile costruire sia
La capacit cognitiva di cui ladolescente eventi che persone ideali. Due conseguenze
dotato e limportanza dellambiente socia- di questa conquista possono creare difficolt
le vengono ad interagire con il suo mondo alladolescente. In primo luogo, il cambio del-
profondo che comprende il passato (a volte la relazione reale-possibile, che conduce
pesante da sopportare), i sentimenti auten- ladolescente a relazionarsi con il possibile
tici, la difficolt dellintegrazione armonica come se fosse realt, ostacola la capacit
delle diverse componenti della personalit, di ragionare e di comportarsi in base ai fatti
le ambivalenze, i bisogni ed altro ancora. In concreti ed allesperienza vissuta e riflessa.
sintesi, possiamo dire che ladolescente vie- Daltra parte, e arriviamo alla seconda con-
ne visto come una persona capace di mettersi seguenza, la capacit di vedere come possi-
in rapporto proattivo con il mondo circostan- bili tante risposte e tanti modi di combinare
te e di rispondere ai compiti di sviluppo che gli eventi e le risorse in suo possesso, porta
gli si presentano e che, progressivamente e ladolescente allincertezza, allindecisione
armonicamente, lo portano verso la matu- e, quindi, blocca la sua azione; non potendo
rit. b) Difficolt delladolescente. Anzich accettare tale immobilit, nel suo disorien-
parlare di problemi, parola che fa pensare tamento, chiede aiuto. I problemi emergono
a qualcosa da sopportare od a disturbi propri allorch ladolescente confronta la scelta che
dellet per cui non si pu far altro che aspet- gli stata consigliata, e che lui ha messo in
tare il superamento della fase, useremo le pratica, con tutte le altre che la sua capacit
espressioni aspetti problematici e punti di pensiero gli presenta (realizzabili o ipote-
focali che, ci sembra, consentono di coglie- ticamente possibili che siano) e constata che
re le peculiarit della. e i possibili conflitti lalternativa attuata pi povera di quelle
intra ed interpersonali senza stigmatizzarli, che avrebbe potuto attuare. Questa scoperta
ma leggendoli in termini processuali di im- pu portare ladolescente ad un sentimento
pegno verso una maturit pi grande. Un ambivalente: colpevolizza le persone da cui
primo, e generale, aspetto problematico con- ha ricevuto lorientamento (ribellione) e,
siste, allora, nella difficolt che ladolescente successivamente, nel momento in cui riesce
incontra nel compiere unintegrazione tran- a vedere sia gli aspetti positivi del consiglio
sazionale delle tre componenti (cognitiva, ricevuto sia linteressamento delle persone
affettiva, relazionale) della sua personalit; adulte a cui si rivolto in cerca di consiglio,
soprattutto, ladolescente trova difficolt ad si sente colpevole. Un quarto aspetto proble-
integrare laspetto cognitivo e quello ten- matico riguarda la vita relazionale dellado-
denziale: malgrado abbia la capacit di auto- lescente; la tendenza ad aprirsi agli altri pu
vedersi oggettivamente, non riesce a cogliere trasformarsi in tendenza allisolamento per
la positivit delle sue esperienze e non riesce due ordini di difficolt. In primo luogo, la
a dare una spiegazione soddisfacente delle non accettazione del proprio mondo perso-
proprie tendenze, dei sentimenti o di ci che nale pu portare ladolescente a costruirsi
prova nelle diverse situazioni. Un secondo, delle maschere sociali che hanno lo scopo
e pi banale, aspetto problematico lega- di difenderlo dai pregiudizi e dalle etichette
to allimmagine corporea. Non facile per sociali e, soprattutto, dal pericolo di venir
ladolescente integrare i mutamenti corporei scoperto negli aspetti negativi che crede di
che, spesso, sfuggono al controllo razionale avere o negli aspetti che realmente ha e non
e che non sempre possibile armonizzare gli piacciono. In secondo luogo, la tenden-
in modo da sentirsi a proprio agio sia con za allisolamento delladolescente favorita

35
ADOZIONE

dallimpossibilit di manifestare chiaramen- a. Manuale di prevenzione per scuola e famiglia,


te e apertamente nel mondo sociale la sua Milano, Angeli, 2002; Bonino S. - E. Cattelino
ricchezza intrapsichica. - S. Ciairano, Adolescenti e rischio. Comporta-
menti, funzioni e fattori di protezione, Firenze,
3. Suggerimenti educativi. Da un punto di Giunti, 2003; Bonino S., Il fascino del rischio ne-
vista educativo necessario partire da una gli adolescenti, Ibid., 2005; Couyoumdjian A. -
concezione delluomo che permetta di co- R. Baiocco - C. Del Miglio, Adolescenti e nuove
glierne tutta la ricchezza e che, di conse- dipendenze. Le basi teoriche, i fattori di rischio,
guenza, offra una visione delladolescente la prevenzione, Bari, Laterza, 2006; M arcelli D.
come persona che realizza in modo proprio, - A. Bracconnier, A. e psicopatologia, Milano,
non solo in funzione delladulto che diven- Masson, 2006; Montuschi F. - A. Palmonari,
ter o del fanciullo che non pi, il compito Nuovi adolescenti: dalla conoscenza allincon-
di essere uomo. Da un punto di vista psico- tro, Roma, EDB, 2006.
logico in generale e della psicologia della. A. Arto
in particolare, bene tener presente che un
processo educativo si realizza seguendo al- ADORNO Theodor Scuola di Francoforte
cuni passi. Per prima cosa, necessario sta-
re con il soggetto in modo da conoscere la
sua struttura cognitiva, il suo modo di ragio-
nare, le sue risorse. Ladolescente si sviluppa ADOZIONE
continuamente; le sue risposte non sono mai
definitive. necessario saper decodificare e Istituto giuridico che stabilisce un legame
proporre le risposte considerandole parte di genitori-figli di tipo legale ed affettivo che
un processo, di un dinamismo in continuo non esiste per linea biologica. Derivato dal
sviluppo e mai come entit chiuse e definite. lat. ad-optare (scegliere), indica un rapporto
Indichiamo alcune mete che, se comunicate che trae origine da un atto di libera volont.
in modo chiaro, possono essere raggiunte
favorendo cos la crescita delladolescente: 1. La. un istituto antichissimo che si tro-
accettare le opinioni per il loro valore, dif- va gi codificato nella raccolta delle leggi
ferire la soddisfazione dei bisogni, operare mesopotamiche del sec. XVIII a.C. In epo-
un equilibrio tra dipendenza e indipendenza, ca moderna essa stata caratterizzata fino
richiedere secondo le esigenze e non solo se- al sec. XIX da una visione privatistica con
condo le apparenze. Leducatore deve essere funzione prevalentemente patrimoniale che
in grado di capire e di accettare le risposte e poneva al centro dellinteresse ladottante. A
le sollecitazioni che gli vengono dal mondo seguito degli sconvolgimenti sociali e poli-
adolescenziale in qualsiasi modo gli arrivino; tici della prima met del sec. XX nata la
nello stesso tempo, deve essere capace di dar necessit di una sua radicale trasformazione
ragione esplicita delle sue proposte in modo in strumento di protezione e integrazione dei
tale che ladolescente le possa accettare per minori in contesti familiari.
il loro valore intrinseco (senza dimenticare
limportanza che la persona delleducatore 2. In Italia la. come concetto culturale e
ha per ladolescente). sociale diverso ha cominciato a diffondersi
dopo la II guerra mondiale. Il primo adegua-
Bibl.: A rto A., Psicologia evolutiva. Metodolo- mento delle normative a criteri pi avanzati
gia di studio e proposta educativa, Roma, LAS, risale alla L. n. 431/67 sulla. speciale che ha
1990; Palmonari A. (Ed.), Psicologia della., ribaltato la prospettiva della.: obiettivo della
Ibid., 1993; Berger K. S., Lo sviluppo della per- disciplina giuridica diviene ladottato con la
sona: periodo prenatale, infanzia, a., maturit, sua necessit di avere una famiglia, nel sen-
vecchiaia, Bologna, Zanichelli, 1996; Erikson so affettivo, sociale e psicologico del termi-
E. H., I cicli della vita. Continuit e mutamenti, ne, e non pi ladottante. I rapidi mutamenti
Roma, Armando, 1999; Caprara G. V. - A. Fon- sociali e la maggiore attenzione alle pro-
zi, Let sospesa. Itinerari del viaggio adolescen- blematiche minorili hanno portato nel 1983
ziale, Firenze, Giunti, 2000; Pellai A. - S. Bon- allemanazione della L. n. 184 Disciplina
cinelli, Just do it! I comportamenti a rischio in dellaffidamento e della. dei minori che ha

36
ADULTI

ribadito la centralit dellinteresse del mino- cessit psicologiche ed affettive, dopo aver
re e introdotto alcuni elementi innovativi tra esperito ogni possibile risorsa per farlo rima-
cui la. internazionale, mai prima codificata nere nella sua famiglia biologica, e in caso
in Italia. Nel decennio successivo le a. in- di a. internazionale, nel suo stesso contesto
ternazionali hanno superato numericamente culturale ed etnico.
quelle nazionali. LItalia ha recepito con L. di
ratifica 476 del 1998 la Convenzione dellAia Bibl.: Fadiga L., La.: una famiglia per chi non
del 1993 sulla protezione dei minori e sulla ce lha, Bologna, Il Mulino, 1999; Centro Na-
cooperazione in materia di a. internazionale, zionale di D ocumentazione ed A nalisi per
nata dallampio dibattito sviluppatosi a se- lI nfanzia e lA dolescenza, A. Internazionali:
guito dei molti abusi perpetrati ai danni dei lattuazione della nuova disciplina, Firenze, Isti-
minori e dei loro Paesi di origine. Nel 2001 tuto Degli Innocenti, 2000; Q umada N., Cure
stata pubblicata la L. 149 di modifica di alcu- materne e a., Torino, UTET, 2000; Finocchiaro
ne parti della L. 184/83. A. - M. Finocchiaro, A. ed affidamento dei mino-
ri. Commento alla nuova disciplina, in Diritto e
3. Nel complesso la normativa attuale prevede Giustizia supplemento n. 25 del 30.06.01.
esclusivamente la. piena di minori a seguito A. M. Libri
della quale ladottato acquisisce lo status di
figlio legittimo degli adottanti di cui assume
e trasmette il cognome. Essa consente la. a
coniugi sposati da almeno 3 anni o che pos- ADULTI: educazione degli
sano dimostrare una stabile convivenza, per
lo stesso periodo, prima del matrimonio e che Leducazione degli a. indica le iniziative che
abbiano una differenza minima di 18 anni e permettono a questi di sviluppare le proprie
massima di 45 con ladottato. La. permessa conoscenze, qualificazioni, atteggiamenti e
anche qualora uno solo dei coniugi superi la comportamenti per una piena realizzazione
differenza massima di non pi di dieci anni. personale e sociale. A volte si parla piuttosto
La. prevista per i minori dichiarati in stato di formazione degli a., specialmente come
di adottabilit secondo i criteri stabiliti dal- qualificazione per un ruolo o compito (per
le leggi 184/83 e 149/01 che regolano con la es. formazione degli insegnanti).
massima attenzione laccertamento del loro
stato di abbandono. La L. 149 introduce, per 1. Storicamente leducazione degli a. si svi-
la prima volta, la possibilit per ladottato luppata in Francia (fine del XVIII sec.), nei
di ricercare le sue origini. Riguardo alla. paesi scandinavi (sec. XIX), e in Inghilterra
internazionale sono previsti per i coniugi i (e altri Paesi europei) allinizio del sec. XX,
medesimi requisiti e procedure richiesti per specialmente sotto la spinta della rivoluzione
essere dichiarati idonei alla. nazionale e, per industriale. Dopo il 1945 leducazione degli
i minori, uguali effetti giuridici oltre allac- a. riceve un impulso nuovo grazie allUne-
quisizione della cittadinanza it. La L. 476/98 sco che, con le sue conferenze internaziona-
esclude le a. private ed introduce lobbligato- li, apre orizzonti nuovi d alfabetizzazione
riet dellintervento di enti autorizzati per il e promozione. LUnesco ha lanciato il vasto
percorso allestero. La. di persone maggiori progetto di educazione permanente per un
di et regolata dal titolo VIlI del Codice Ci- impegno educativo globale della societ, allo
vile che continua a contemplare questo tipo scopo di rispondere allurgente domanda di
di istituto con effetti meramente patrimonia- formazione globale.
li come nel passato.
2. Linteresse per la. diventato ormai ge-
4. opportuno notare che, come raccoman- nerale nel campo educativo e didattico, nella
dato da tutte le legislazioni nazionali pi formazione professionale e anche nellam-
avanzate e dalle convenzioni internazionali, bito pastorale ed ecclesiale ( catechesi e
la. deve essere considerata esclusivamente formazione religiosa degli a.). Le principali
come una soluzione estrema per fornire ad cause: la difficolt di essere a. oggi, in una
un minore un ambiente di crescita e di svi- societ complessa e dinamica; il rischio
luppo armonico e rispondente alle sue ne- dellobsolescenza dei saperi e delle compe-

37
ADULTISMO

tenze; le nuove conoscenze sulla psicologia in modo sproporzionato una responsabilit


e lapprendimento della. Alcune esigenze ti- di diritti e di doveri, eccedendo, di conse-
piche delleducazione degli a. sono: necessit guenza, anche sul piano di una rigida disci-
di adeguata motivazione (spesso vi ricorrono plina; dallaltro si attribuisce, in un clima di
di meno coloro che pi ne hanno bisogno); incontrollato spontaneismo, una capacit di
rispetto delle esigenze della. (autonomia, comprensione e di autodeterminazione, che
partecipazione, esperienza); attenzione alle soltanto il frutto di un lento e graduale
tappe o periodi della vita adulta; opposizione processo educativo verso la maturit. Si po-
ad ogni forma di strumentalizzazione. trebbe concludere che non pochi insegnanti
per il semplice fatto di sapere ci che de-
Bibl.: Faure E. (Ed.), Rapporto sulle strategie vono insegnare, credono anche di saperlo
delleducazione, Roma, Armando, 1973; K now- insegnare. Ora, un insegnante deve essere
les M. S., Quando ladulto impara. Pedagogia senzaltro competente della materia che
e andragogia, Milano, Angeli, 1993; Delors J. insegna, ma la sua alta qualit si esplicita
(Ed.), Nelleducazione un tesoro, Paris/Roma, pienamente quando egli il competente della
UNESCO/Armando, 1997; Demetrio D., Ma- comunicazione di questi contenuti ed altret-
nuale di educazione degli a., Roma/Bari, Later- tanto competente nellacquisire le esigenze,
za, 1997; De Natale M. L., Educazione degli a., le possibilit, le attese dei suoi allievi, per sa-
Brescia, La Scuola, 2001. persi relazionare con loro. Questa la strada
E. Alberich maestra, per intervenire al momento giusto e
nel modo adeguato, evitando cos ogni forma
di a.

ADULTISMO Bibl.: Claparde E., Leducazione funzionale,


Firenze, Giunti, 1962; Id., La scuola su misura,
Errore pedagogico di relazionarsi educativa- Firenze, La Nuova Italia, 1982. Per un appro-
mente con i fanciulli e gli adolescenti come fondimento bibliografico mirato cfr. voci A. e
se fossero adulti. Termine polemico opposto Puerocentrismo, in M. Laeng (Ed.), Enciclo-
a puerocentrismo. pedia pedagogica, voll. I e V, Brescia, La Scuola,
1989, 121-122; 1992, 9704-9709.
1. In senso pi propriamente pedagogico, la. C. Bucciarelli
pu essere definito come quellorientamento
che afferma essere il processo educativo una
imitazione del modello di uomo espres-
so dalla tradizione e fondato su determinate ADULTO
esigenze sociali; per esso viene svalutata la
situazione attuale dell educando mentre Etimologicamente il termine a. proviene, dal
viene esclusivamente valutata la sua capacit lat. adolescere (crescere, svilupparsi, rinvi-
a identificarsi con il modello ( Bertolini). gorirsi); letteralmente, quindi, si pu defini-
Tale indirizzo, soprattutto sul piano didat- re a. il soggetto che, avendo compiuto let
tico, degenera nel magistrocentrismo, nella evolutiva, ha raggiunto la maturit morfolo-
pretesa cio di insegnare ai fanciulli i conte- gica (a livello fisico e psichico) e funzionale.
nuti del sapere con un linguaggio maturo e Il termine adultit stato coniato di recente
concettualmente definito in modo rigoroso, per indicare le caratteristiche e le condizioni
inducendo cos lallievo ad un meccanico che definiscono la.
esercizio mnemonico inadeguato alla sua
capacit di apprendimento. 1. Lidentit adulta. Da un punto di vista
funzionale, poi, per et adulta si pu in-
2. In termini di prassi educativa, quindi, tendere quella fase det cronologica che sta
due sono le tendenze da evitare, quella del tra ladolescenza e let senile. Gli studi della
rigorismo autoritario e quella del lassismo scienza psicologica sono indispensabili per
permissivo. Entrambe le tendenze attengono dedurre le costanti di questa fase della vita
al campo affettivo e morale dellallievo: da ed in questo contesto due sono gli approcci
un lato si esagera nellattribuire al fanciullo a cui si fa solitamente riferimento: lapproc-

38
AFASIA

cio psicodinamico e quello fenomenologico. 2. Apprendere in et adulta. Chi ha respon-


Nellapproccio psicodinamico vanno segna- sabilit formative anche nel campo degli a.
lati gli studi di Freud per cui la. veniva in- prevede senzaltro di incontrare delle diffi-
teso come soggetto padrone di una genitalit colt nel realizzare i propri obiettivi. Se da
capace di amare e di lavorare; gli studi una parte per la ricerca scientifica fa il suo
di Jung (1875-1961) interpretano invece doveroso cammino, dallaltra mai come oggi,
ladultit come et del dubbio in cui appare con una societ in rapida trasformazione, il
una fase dualista, quella cio che vedrebbe termine formazione deve essere applicato an-
emergere un secondo Io che tende a togliere che agli a., non solo per compensare lacune
la direzione della vita psichica al primo Io: di una loro preparazione anteriore (= analfa-
quello dellinfanzia, di qui la contrapposi- betismo di ritorno), ma soprattutto per com-
zione tra due identit che si fa lotta tra i due pletare e sviluppare la loro cultura. Leduca-
archetipi del puer e del senex. Tra gli studi zione degli a. pertanto, in prosecuzione di
psicodinamici per i pi noti e funzionali quella rivolta dallinfanzia alla giovinezza,
alla dimensione pedagogica sono quelli di nel contesto di un educazione permanente
Erikson che con il suo fondamentale lavoro varia nei contenuti e nelle forme, per tutte
Infanzia e societ (1967) e con I cicli della le et. prassi consolidata ormai che tra le
vita (1984), in linea con le teorie freudia- specifiche funzioni di tale intervento a favo-
ne dello sviluppo psico-sessuale, riteneva re della. si possono considerare leducazione
a. quellindividuo che agisce non in diretta civica e politica, laggiornamento professio-
conseguenza della soddisfazione degli im- nale, la divulgazione tecnica e scientifica,
pulsi primari, ma che sa conquistarsi unau- linformazione artistica e sanitaria, le attivi-
tonomia funzionale, che sa cio prefiggersi t del tempo libero, ligiene mentale. La for-
la realizzazione di scopi che prescindono, mazione della. vede cos assicurati periodi
in parte, da dati bisogni pulsionali. Nellap- ciclici per forme di completamento, di quali-
proccio fenomenologico lidentit adulta tro- ficazione, riqualificazione, specializzazione
va soprattutto in alcuni studiosi i suoi inter- e aggiornamento. Ad una simile alternanza
preti pi accreditati. Innanzitutto Maslow di periodi di formazione e di periodi di lavo-
(1971) che vede nella motivazione il tratto ro si d il nome di educazione continua, o
costitutivo dellidentit altrimenti denomi- ricorrente o intermittente.
nabile bisogno della persona. Rogers nel
suo studio su Lo sviluppo della personalit Bibl.: Lazzaretto A., La scoperta della., Roma,
(1961), evocando un modello di sviluppo on- Armando, 1966; Erikson E. H., La., Ibid., 1981;
togenetico, vede ladultit matura nel transi- I d., I cicli della vita, Ibid., 984; Morin E., Le
to di alcuni passaggi esistenziali qualitativi: vie della complessit, in G. Bocchi - M. Ce-
dalla incongruenza alla congruenza; dalla ruti (Edd.), La sfida della complessit, Milano,
non accettazione di s alla accettazione; dalla Feltrinelli, 1985; Bucciarelli C., Leducazione
non comunicazione alla comunicazione; dal- permanente: un modello di politica educativa,
la rigidit mentale alla flessibilit; dal rifiuto Rimini, Maggioli, 1987; Demetrio D., Let adul-
delle responsabilit alla accettazione di que- ta, Roma, NIS, 1990; R esnick R. T., Impulsivit,
ste; dallisolamento alla socievolezza; dalla disattenzione e iperattivit della., Milano, Mc-
rigidit alla creativit; dalla sfiducia alla fi- Graw, 2002.
ducia nella natura umana; da una vita spenta C. Bucciarelli
ad una vita piena sul piano dellesperienza
e della ricerca; dalleterodipendenza allau-
todeterminazione. Infine Lewin che, nella
sua opera Principi di psicologia topologica AFASIA
(1936) detta anche del campo, rivela lin-
dividuazione dellidentit adulta con partico- Termine ampio per indicare la perdita o lal-
lari modalit operative; infatti la. per Lewin terazione delluso dei simboli verbali o scrit-
quel soggetto che riesce adeguatamente a ti del linguaggio.
operare una differenziazione tra la totalit-
persona e le figure che di volta in volta gli 1. I sintomi principali sono: lanartria (dif-
occorrono per agire e sopravvivere. ficolt o impossibilit di articolazione della

39
AFFETTIVIT

parola); gli stereotipi verbali (ripetizione AFFETTIVIT


della stessa parola); la parafrasia (sostituzio-
ne o deformazione della parola); la gergofa- Per a. intendiamo riferirci al complesso di-
sia (uso di un gergo incomprensibile, fondato namico di sentimenti e di emozioni che
su parole deformate e neologismi). Nei casi costituiscono la totalit del processo emozio-
pi gravi lafasico incapace di leggere (a.) e nale. Le emozioni si possono definire come
di scrivere (agrafia). uno stato interno complesso ed organizzato
nel quale individuabile una spinta allazio-
2. Vi sono differenti tipi di a.: 1) a. di Broca. ne, una reazione somatica ed una valutazio-
Consiste in un disturbo della rappresentazio- ne cognitiva; ed i sentimenti come fenomeni
ne motoria delle parole e si manifesta attra- stabili, duraturi, generalmente meno intensi
verso difficolt di articolazione (inceppi, so- delle emozioni e che contraddistinguono la
stituzioni, anticipazioni di una lettera o di un personalit dal punto di vista affettivo.
fonema su un altro, elisioni o assimilazioni
di fonemi), riduzione della fluidit dellelo- 1. Anche se si ritiene che la., nel suo insieme
quio, agrammatismo (difficolt di usare ar- di sentimenti e di emozioni, sia presente fin
ticoli, aggettivi, preposizioni, declinazioni dalla nascita, pur vero che essa si appren-
di verbi, ecc.), anomia (incapacit a trovare de in larga misura durante tutta la vita. Cos
la parola appropriata al contesto); 2) a. am- nel bambino appena nato la. svolge una
nesica. Difficolt di trovare la parola adatta, funzione fondamentale e si presenta come
per esprimere quanto si ha in mente e ricorso un elemento importante nel suo sviluppo
a circonlocuzioni; 3) a. di Wernicke. Uso psicofisico. Al pianto che si verifica alla na-
di un gergo incomprensibile e difficolt di scita potrebbe essere riconosciuta anche la
capire quello che linterlocutore dice; 4) a. funzione di richiamare la madre alle prati-
globale. Grave difficolt, sia di espressione che inerenti alla cura del neonato. Infatti egli
che di comprensione, di linguaggio orale e per sopravvivere deve soddisfare dei bisogni
scritto. fisici specifici quali il mangiare, il dormire,
levacuare, che sono avvertiti mediante sen-
3. Le cause possono essere molteplici: di- sazioni dolorose e che, soddisfatti dalla ma-
sturbi vascolari, traumi cranici, tumori cere- dre o dalla persona che lo cura, producono
brali, malattie infiammatorie o degenerative. in lui una sensazione di piacere e di benes-
Relativamente alle anomalie del linguaggio sere diffuso. Il succhiare il seno materno, il
infantile, si distingue tra a. acquisita, che piangere per avere la madre, il sorridere alla
insorge dopo che l apprendimento del lin- sua presenza, il rivolgerle i primi balbettii,
guaggio gi avvenuto e disfasia evolutiva, sono tutti comportamenti in cui si esprime
dovuta ad un incompleto sviluppo della fun- il rapporto affettivo madre-bambino. Solo
zione linguistica. A pari gravit di lesione, i se il bambino stato adeguatamente curato
bambini recuperano pi rapidamente e com- dalla madre non vive sotto lincubo continuo
pletamente degli adulti. di perderla e con questa sicurezza sopporta
le frustrazioni e le inevitabili difficolt che
Bibl.: Pizzamiglio L. (Ed.), I disturbi del lin- si verificano durante la sua espansione verso
guaggio, Milano, Etas Libri, 1968; Basso A., Il il mondo esterno. Crescendo, infatti, il bam-
paziente afasico, Milano, Feltrinelli, 1977; Code bino allarga la sua sfera affettiva ed investe
C. - D. J. Muller, Terapia della., Roma, Marra- di particolare amore sia alcuni oggetti, come
pese, 1984; Cippone De Filippis A., Turbe del lin- lorsacchiotto od il succhiotto, che le altre
guaggio e riabilitazione, Roma, Armando, 1993; persone della sua famiglia. Pi tardi divente-
Minuto I., Le patologie del linguaggio infantile, ranno anche importanti i coetanei e gli adulti
Firenze, La Nuova Italia, 1994; Capasso R. - G. appartenenti allambiente a lui vicino.
M iceli, Esame neurologico per la. (E.N.P.A),
Milano, Springer, 2001; Basso A., Conoscere 2. La mancanza di una. nellambito fami-
e rieducare la., Roma, Il Pensiero Scientifico, liare pu indurre nel bambino uno stato di
2005; Jacobson R., Linguaggio infantile e a., To- paura e di ansia che apparir alla prima fru-
rino, Einaudi, 2006. strazione specialmente quando non vi tra
V. L. Castellazzi coloro che lo circondano una persona cara

40
AFFIDAMENTO

alla quale poter comunicare liberamente i concetto di accoglienza privata e di ospi-


sentimenti provati nelle vicende giornaliere. talit dei minori abbandonati; in Italia non
Ci lo porta a respingere pian piano la consa- esistono sue formulazioni legislative fino al
pevolezza del proprio vissuto affettivo inter- Codice civile del 1942, con cui assume per
no e a non volerlo sperimentare perch sente la prima volta un significato giuridico sia pur
che non vi una persona che possa accettare ancora piuttosto limitato. Solo negli anni 70,
e comprendere il suo mondo di sentimenti. sulla scia di un significativo ed interessante
Alcune volte questa presenza dispensatrice dibattito culturale e politico promosso da
di a. mancata o manca per motivi contin- operatori sociali e da associazioni di volon-
genti quali il lavoro od impegni tali da la- tariato, si cominciato a considerarlo come
sciare pochi momenti liberi per avvicinarsi possibile forma organica di intervento per i
con tranquillit e serenit al mondo dellal- minori in semi-abbandono, non adottabili e
tro. Oppure vi pu essere stata una difficol- con difficili storie di vita. Si giunti quindi
t costituzionale a comprendere la necessi- nel 1983 allemanazione della L. n. 184 Di-
t di avere dimostrazioni di a. da parte del sciplina delladozione e della. dei minori
bambino. La. viene cos ritenuta qualcosa con cui tale istituto ha trovato una precisa
di superfluo, che pu essere sostituito van- codificazione delle sue finalit e modalit di
taggiosamente da una razionalizzazione. In applicazione. La L. 184 stata poi in parte
questi casi il bambino purtroppo finisce con modificata ed integrata dalla L. 149 del 2001
lapprendere che il bisogno di a. una cosa che ha dato maggior risalto allimportanza
solo sua, che agli altri non interessa e che per il minore di vivere nella propria famiglia
pertanto bene viverla in segreto o addirit- o in un ambiente familiare ed alla necessi-
tura non viverla affatto. Da ci pu nascere t di sostenere il pi possibile le famiglie di
un comportamento difensivo nei riguardi di origine, introducendo inoltre unimportante
tutto ci che affettivo e che provoca quella innovazione con la decisione di chiudere i
sensazione di vuoto, caratteristica della per- grandi istituti di accoglienza entro la fine del
sona che ha soffocato questa importante par- 2006 e consentendo il permanere delle sole
te di se stessa. Pertanto vi dovr essere, per comunit di tipo familiare.
superare la sofferenza, la riappropriazione
dei propri sentimenti ed emozioni con laiuto 2. La normativa prevede per i minori tem-
di una persona che sappia corrispondere con poraneamente privi di un ambiente familiare
un caldo clima affettivo. idoneo, che possano essere affidati ad altre
famiglie, preferibilmente con figli minori, o
Bibl.: DUrso V. - R. Trentin, Psicologia delle ad una persona singola, o ad una comunit
emozioni, Bologna, Il Mulino, 1988; A mmaniti di tipo familiare, al fine di assicurare loro il
M. - N. Dazzi (Edd.), Affetti, Bari, Laterza, 1990; mantenimento, leducazione e listruzione
Sonet D., Il primo bacio & dintorni: educatori e La. viene promosso dai servizi sociali terri-
ragazzi di fronte a sessualit e a., Leumann (TO), toriali. Quando vi il consenso dei genitori
Elle Di Ci, 2003; Olivo S. - V. Iurman - M. Co- naturali, esso reso esecutivo con decreto
lombo, A. e sessualit. Saper ascoltare per saper del Giudice Tutelare; nel caso manchi tale
educare, Trieste, Mgs Press, 2007. consenso viene deciso dal Tribunale per i
W. Visconti Minorenni. Il provvedimento deve chiarire
i motivi della. ed indicare la sua probabile
durata, che non deve superare i due anni, ma
pu essere prorogato qualora se ne ravveda la
AFFIDAMENTO necessit. I servizi sociali hanno il compito
di vigilare sul suo andamento, offrendo a tut-
Istituto giuridico volto ad offrire ad un mi- te le persone coinvolte sostegno, consulenza,
nore, temporaneamente privo della possibili- aiuto. previsto che gli affidatari favorisca-
t di vivere nella sua famiglia di origine, un no i contatti del minore con la famiglia di
ambiente familiare idoneo a soddisfare le sue origine ed il suo reinserimento nella stessa.
necessit affettive ed educative.
3. La. un istituto complesso, di problemati-
1. La. ha le sue basi storiche nel generico ca attuazione e gestione pratica. Nonostante

41
AFRICA

la sua definizione giuridica e le molte campa- molteplicit linguistica, comune agli altri
gne condotte da amministrazioni pubbliche Stati africani, trova ancora nelle lingue euro-
e da associazioni private per farlo conoscere pee, soprattutto nel fr., nellingl. e nel port.,
a livello sociale e culturale, incontra tuttora un veicolo di comunicazione internazionale
difficolt a trovare la necessaria disponibi- insostituibile.
lit da parte delle famiglie difficilmente in
grado di aprirsi ad una ospitalit temporanea 2. Economia e istruzione. Mentre lA. Oc-
ed al rapporto con i genitori naturali dei figli cidentale crea una sua comunit economica
accolti. con PECOWAS, o Economic Community of
West African States (fondata nel 1975), lA.
Bibl.: Cambiaso G., Laffido come base sicura: la Meridionale cerca un suo sviluppo autonomo
famiglia affidataria, il minore e la teoria dellat- dal Sud A., coordinando gli sforzi attraverso
taccamento, Milano, Angeli, 1998; G reco O. - R. la SADCC, o Southern African Development
Iafrate, Figli al confine: una ricerca multime- Coordination Conference (fondata nel 1979).
todologica sulla. familiare, Ibid., 2001; Centro A livello internazionale la Banca Mondiale
Nazionale di Documentazione ed A nalisi per ed il Fondo Monetario Internazionale conti-
lI nfanzia e lA dolescenza, I bambini e gli ado- nuano a fornire prestiti a diversi Paesi afri-
lescenti in a. familiare, Firenze, Istituto degli In- cani, ed i creditori europei organizzati nel
nocenti, 2002. Paris Club e nel London Club, dove reputano
A. M. Libri opportuno, operano dilazioni nei pagamen-
ti. Questo meccanismo di debiti/crediti tra-
sforma lA. da continente ricco per natura a
continente povero per capacit e possibilit
AFRICA: sistemi formativi di sfruttamento delle risorse. Di qui la ricer-
ca di personale qualificato da immettere nei
1. Tradizione e emancipazione. La tradizione processi formativi e nel mercato interno del
africana basata sulla vita di clan che prov- lavoro. Guerra e povert (cfr. Angola, Bot-
vede alla educazione del bambino. I riti di swana, Sudan, Mozambico) sono problemi
iniziazione della fase puberale segnano che ritardano lattuazione dei piani di al-
il passaggio dallinfanzia alladolescenza. I fabetizzazione di bambini, giovani, adulti.
codici morali e lassunzione dei ruoli adul- Le stime del 1990 sullanalfabetismo adulto
ti sono appresi nella vita comunitaria e la (Unesco, 1993) registrano percentuali no-
pedagogia di per s non ha una fondazione tevoli negli Stati di Burkina Faso (81,8%),
teoretica. Sulla tradizione antica africana si Benin (76,6%), Guinea (76,0%), Somalia
sono innestati i modelli educativi importati (75,9%) e meno elevate nel Madagascar
dall Europa. La compresenza dei due si- (19,8%) e nelle Isole Maurizio (20,1%). Nella
stemi valoriali di riferimento ha alla lunga maggioranza dei casi sono le fasce femminili
generato forme di convivenza ma anche con- della popolazione, la popolazione rurale e gli
flitti e movimenti di liberazione nazionale. appartenenti alle classi sociali meno abbienti
Dagli anni 60, epoca della decolonizzazio- ad essere pi esclusi dalla scuola, salvo poi
ne, alla met degli anni 70 lA. cerca fatico- effettuare i rientri nel circuito dellistruzione
samente la propria emancipazione; segue la previsti dalle varie forme di educazione
fase della affermazione degli Stati totalitari degli adulti.
e quindi quella della ricerca di vie di libe-
razione mutuate dallOccidente capitalista 3. Sistemi formativi a confronto. Dalle sta-
e dallEst comunista. Il continente africano tistiche dellUnesco (1993) non compaiono
resta un universo culturale composito sia per dati relativi allistruzione prescolastica in:
le passate vicende precoloniali e coloniali, Botswana, Ciad, Guinea, Guinea Equato-
sia per lattuale fisionomia politico-sociale riale, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mali,
dei diversi Paesi che rende difficile lelabo- Mauritania, Sierra Leone, Tanzania, Uganda,
razione di modelli educativi originali e li- Zimbabwe. Le eventuali agenzie, preposte
beri dallinfluenza europea. Solo nello Zaire alla educazione prescolastica in questi Stati,
sono parlati pi di 400 dialetti appartenenti funzionano nelle aree urbane, per iniziativa
ai gruppi linguistici sudanesi e bantu. Tale privata, ad opera delle missioni, e sono spes-

42
AGAZZI ALDO

so accessibili solo alle classi agiate. Listru- scoperto e conosciuto soprattutto attraverso
zione obbligatoria e gratuita quasi dovun- 1 educazione interculturale e sulla presa
que: per 5 anni come in Madagascar, per 8 di coscienza del condizionamento negativo
come in Angola e nel Niger, per 9 come in provocato dal pregiudizio etnico.
Algeria, per 10 come nel Congo e nel Gabon,
per 11 come in Tunisia. Non vi obbligo Bibl.: K ing E. J., South A., in T. N. Postleth
scolastico nei seguenti Stati: Botswana, Ca- waite, The encyclopedia of comparative educa-
merun Occidentale, Gambia, Kenya, Mauri- tion and national systems of education, Oxford,
tania, Maurizio, Sierra Leone, Sudan, Swa- Pergamon, 1987; Chistolini S., I sistemi educa-
ziland, Uganda. La scuola primaria e quella tivi nel Sud del Mondo. A. subsahariana, Roma,
secondaria sono attivate, dovunque: lobbligo Euroma-La Goliardica, 1988; Fajana A., Mul-
quando previsto, copre larco dellistruzione ticultural education practices in Nigeria, in D.
primaria e, in qualche caso, il primo ciclo K. Sharpes (Ed.), International perspectives on
della secondaria. I giovani degli Stati nei teacher education, London, Routledge, 1988,
quali le istituzioni superiori non sono attiva- 33-42; Dekkere I. - E. M. Lemmer (Edd.), Criti-
te completano gli studi nelle universit afri- cal issues in modern education, Durban, But-
cane disponibili, in Europa, negli Stati Uniti terworths, 1993; Gandolfi S. - F. R izzi, Ledu-
dAmerica, in Canada e, fino a quando sta- cazione in A., Brescia, La Scuola, 2001; Erny
to possibile, nellUnione Sovietica. In molti P., Istruzione, educazione familiare e condizione
casi la politica delleducazione nei vari Stati giovanile in A., Torino, LHarmattan Italia, 2003.
sottolinea la necessit di raggiungere la dif- S. Chistolini
fusione universale dellistruzione primaria e
piani specifici vengono periodicamente pre-
disposti allo scopo. Si tratta di un obiettivo
difficile, considerata la diversit delle oppor- AGAZZI Aldo
tunit educative per maschi e femmine, per
utenza urbana e rurale e la forte dispersione n. a Bergamo nel 1906 - m. a Bergamo nel
scolastica data da abbandoni, ripetenze, in- 2000, pedagogista italiano.
terruzioni, frequenze irregolari. Diplomati e
laureati non sempre decidono di restare in A. 1. Figlio di due operai tipografi, primogeni-
e 1 emigrazione dei professionisti impove- to di 8 figli, divenne a 18 anni maestro ele-
risce ulteriormente le economie e lo sviluppo mentare, a 28 direttore didattico. Diplomato
dei Paesi africani pi poveri. Un caso a par- nellUniversit Cattolica, con Casotti, per
te rappresentato dal Sud A. nel quale in la Vigilanza scolastica e laureato in Pedago-
atto una lenta trasformazione post-apartheid gia allUniversit di Torino, divenne inse-
che investe leconomia, la cultura, la scuo- gnante di filosofia allistituto magistrale, poi
la. Il nuovo sistema scolastico sudafricano libero docente in pedagogia e incaricato a
prevede 13 lingue ufficiali: Tingi, pi una Padova e infine straordinario nellUniversit
delle lingue locali. La societ multiculturale, Cattolica (1960), dove fu anche preside di Fa-
presente in A., come in Europa, assume con- colt e direttore dellIstituto di Pedagogia.
formazioni interessanti, forse ancora troppo
poco studiate fuori dei quadri interpretativi 2. Dotato di vasta e solida cultura umanisti-
della subordinazione economico-politica. Si ca, si apr alle istanze della socialit e del-
pensi ad es. al problema della nuova scrittura la democrazia, impegnandosi nellUCIIM,
dei manuali e alla riformulazione dei curri- Unione cattolica italiana insegnanti medi, al
coli scolastici, alla adozione di linguaggi che fianco di Nosengo, che avrebbe sostituito
permettano la comunicazione tra formazioni alla presidenza nazionale, dal 1969 al 1974.
culturali diverse. Se da un lato non appare Fu anche presidente del Movimento Circoli
scientifico relazionarsi allA. come ad un della Didattica. Partecip alla Commissione
continente senza tradizioni, o dalle tradi- Gonella, battendosi vittoriosamente per la
zioni poco significative, daltro canto esiste secondariet della scuola media, fu membro
lurgenza di creare flussi migratori e con- del Consiglio Superiore della P.I. (1951-54 e
tatti umani impostati sulla consapevolezza 1958-62), combattivo membro delle commis-
del particolare patrimonio di valori che va sioni ministeriali per la stesura dei Program-

43
AGAZZI ROSA E CAROLINA

mi della scuola media e degli Orientamenti AGAZZI Rosa e Carolina


della scuola materna, fu direttore poi presi-
dente del Centro didattico nazionale per la Rosa n. a Volongo-Cremona nel 1866 - m. ivi
scuola materna (dal 1950 al 1974), presidente nel 1951 e Carolina n. a Volongo-Cremona
dellASPeI, associazione pedagogica italiana, nel 1870 - m. a Brescia nel 1945, educatrici
segretario di Schol, centro di studi fra peda- italiane.
gogisti cristiani, presso lEditrice la Scuola,
dal 1954 al 1968. Presso la stessa Editrice fu 1. Alle sorelle A. (ma particolarmente a
anche direttore dal 1948 al 1984 della rivista Rosa) si riconosce il merito di aver attuato
Scuola Materna e dal 1955 al 1991 della rivi- la riforma del frbelismo in Italia e di aver
sta Scuola e Didattica. realizzato a Mompiano (Brescia) un sistema
di educazione infantile che si rivel capace
3. I pi impegnativi lavori scientifici di A. di soddisfare con puntualit e con congruen-
sono: Saggio sulla natura del fatto educati- za, le esigenze dei bambini e della societ
vo, in ordine alla teoria della persona e dei rurale in cui vivevano. In questo sistema
valori (1950), Oltre la scuola attiva. Storia, interagiscono vari elementi (i bambini, le
essenza e significato dellattivismo (1955); educatrici, le loro famiglie, i locali, gli spazi
Teoria e pedagogia della scuola nel mondo esterni, il materiale didattico, le esperien-
moderno (1958) e Il lavoro nella pedagogia ze educative, lo stile magistrale, le modali-
e nella scuola (1958). Negli anni successivi, t comunicative). Al centro c il bambino,
oltre alle sue dispense universitarie videro la visto come germe vitale che aspira al suo
luce fra gli altri: Gli esami, aspetti pedago- armonico sviluppo, che protagonista atti-
gici (1967); Pedagogia, didattica, prepara- vo del suo apprendimento e partecipe della
zione dellinsegnante (1968); Le nuove pro- vita della scuola, grazie alla qualit dellor-
blematiche delleducazione (1971). Colloca- ganizzazione dellambiente, delle relazioni,
tosi nella linea del personalismo educativo dellanimazione educativa della maestra che
(Il discorso pedagogico. Prospettive attuali la regista della grande casa e dellalle-
del personalismo educativo, pro manuscrip- gra famiglia.
to, 1963), A. affront nei seminari universi-
tari, nelle sedi istituzionali, nei convegni e 2. R.A. dalla conoscenza del bambino fa
nei corsi di aggiornamento per docenti e per scaturire due curricoli: uno (che oggi po-
educatori problemi filosofici, pedagogici, di tremmo chiamare implicito) legato alla qua-
politica scolastica, didattici, con chiarezza, lit dellambiente che consente ai bambini
equilibrio, tenacia, da educatore oltre che da di soddisfare la loro curiosit, di chiedere,
intellettuale impegnato, stimato dai colleghi di domandare, di guardare e di osservare,
di tutti gli orientamenti. il bisogno di conoscere le loro cose, quelle
dei loro compagni, il mondo fisico, la scuo-
Bibl.: a) Fonti: la bibl. di A.A. (oltre 1600 titoli) la, lorto, gli oggetti, le piante, gli animali,
contenuta in: Pedagogia fra tradizione e inno- le persone che vi si trovavano, di fare, di
vazione. Studi in onore di A.A., Milano, Vita e costruire, di interagire; e laltro esplicito re-
Pensiero, 1979. b) Studi: Scurati C. (Ed.), Educa- lativo alle attivit comunemente considerate
zione societ scuola. La prospettiva pedagogica a carattere intellettuale quali la lingua e le
di A.A., Brescia, La Scuola, 2005; Galli N., La abilit in genere. Accanto a questo pro-
pedagogia di A.A., in Pedagogia e Vita (2002) gramma c tutta la vita della scuola, con i
2, 39-91; Scurati C. (Ed.), Educazione, societ, rapporti che si instaurano tra bambini, tra i
scuola: la prospettiva pedagogica di A.A., Bre- bambini ed educatrici e con le occasioni che
scia, La Scuola, 2005 Corradini L., Nosengo e si presentano per le lezioni, per i dialoghi,
A., attualit di due centenari, in La Scuola e per la conversazione, per il racconto e la di-
lUomo (2006) 8-9, 189-194; Pazzaglia L. et. scussione.
al., La passione e lintelligenza educativa. Il pa-
trimonio pedagogico di A.A, in Scuola e Didatti- 3. Il sistema di Mompiano si impernia in-
ca 11 (2007) 2, 49-64. torno ad un ambiente di vita fisica ed ope-
L. Corradini rativa, in cui il bambino prova la gioia di
vivere, respira unatmosfera educativa ed

44
AGGRESSIVIT

apprende ad essere autonomo e competente, 2. La. non riconducibile ad ununica cau-


capace di mangiare da s, di apparecchiare sa, ma ad una serie di fattori neurofisiologi-
e di sparecchiare, di vestirsi e di spogliarsi, ci, biochimici, psicologici e sociali tra loro
di provvedere ai suoi bisogni, di muoversi interconnessi. Notevoli sono i contributi
nel suo spazio vitale, di organizzare il suo psicoanalitici al riguardo. Freud giunge
tempo, di fare, di trasformare la materia at- gradualmente alla conclusione che la. non
traverso il gioco-lavoro, di ben pensare e di altro che unespressione della pulsione di
esprimere con chiarezza il suo pensiero. Tra morte (Thanatos), a cui, nel saggio Al di l
i bisogni del bambino, oltre a quello di stare del principio del piacere del 1920, egli rico-
bene, di maturare la propria identit, di auto- nosce un peso uguale a quello della libido,
nomia e di competenze, R.A. colloca anche denominata pulsione di vita (Eros). Entram-
quelli di armonia, di bellezza e del sacro, so- be le pulsioni sono innate e nella prima in-
stenendo che la sua incontrastabile indivi- fanzia sono tra loro intimamente fuse. Suc-
dualit impone alleducatrice di attingere da cessivamente si differenziano. Una mancata
se stessa quanto occorre per promuoverla, defusione in et adulta comporta uno stato
per vivificare lumanit che egli custodisce patologico. Per Freud la pulsione di morte
ed attende di attuare. tuttavia non riguarda semplicemente la.,
ma anche la tendenza alla riduzione assoluta
Bibl.: Agazzi A. - S. S. Macchietti, Leducazio- delle tensioni, fino a portare lessere vivente
ne dellinfanzia nella scuola materna e il meto- allo stato inorganico. Anche se il concetto di
do A., Brescia, La Scuola, 1991; M acchietti S. pulsione di morte rimasto uno dei pi con-
S. et al., Scuola materna gioia di vivere crescere troversi nellambito della teoria psicoanaliti-
apprendere, Brescia, Ist. Mompiano Pasquali- ca, Klein ha ripreso i contributi freudiani,
Agazzi, 1996; Macchietti S. S. (Ed.), Alle ori- sottolineando con ancora pi forza il ruolo
gini dellesperienza agazziana: sottolineature e fondamentale che esso svolge nella struttura-
discorsi, Azzano San Paolo (BG), Junior, 2001. zione della personalit fin dai primi mesi di
S. S. Macchietti vita, soprattutto in assenza di una cura ade-
guata da parte della madre. Entro questot-
AGENZIE EDUCATIVE Istituzioni educative tica, lesistenza dellindividuo vista come
AGGIORNAMENTO Educazione permanente uno snodarsi entro una costante conflittua-
lit nella bipolarit: amore-odio, invidia-
gratit udine, distruzione-riparazione, oggetto
buono-oggetto cattivo. Ci significa che la
AGGRESSIVIT pulsione di morte normalmente si trova in
uno stato di connessione con la pulsione di
Condotta che pu essere vissuta in modo po- vita. Occorre per che, per il mantenimento
sitivo (affermazione di s) o negativo (auto della salute psichica, la pulsione di vita sia
e/o eterodistruttivit). predominante.

1. La. si snoda dunque lungo un continuum Bibl.: Laplance J., Vita e morte nella psicoana-
che va dalla difesa di se stessi, ad un sano lisi, Bari, Laterza, 1972; Storr A., La distruttivi-
bisogno di affermazione, alla creativit, t nelluomo, Roma, Astrolabio, 1975; Freud S.,
alla competitivit, al dominio sugli altri, Al di l del principio del piacere, in Opere, vol.
alla distruzione di s (masochismo) o degli 9, Torino, Boringhieri, 1977, 193-249; K lein M.,
altri (sadismo). Secondo lottica psicoanali- Scritti 1921-1958, Ibid, 1978; Rohm H., La. infan-
tica, la. non si esprime solamente attraver- tile. Teoria e prassi per uneducazione risolutrice
so una condotta manifesta ed intenzionale, dei conflitti, Firenze, La Nuova Italia, 1980; La
ma anche in modo mascherato ed inconscio. relazione aggressiva, Roma, Borla, 1988; K ern-
Ad es., un genitore scarica la sua ostilit nei berg O. F., A., disturbi della personalit e per-
confronti del figlio attraverso liperprotezio- versioni, Milano, Cortina, 1993; Norbert E. - E.
nismo; oppure un individuo si dedica mania- Dunning, Sport e a., Bologna, Il Mulino, 2001;
calmente ad opere di bene per soddisfare il Fornaro M., A. I classici nella tradizione della
suo bisogno di dominare sugli altri. psicologia sperimentale, della psicologia clinica,
delletologia, Torino, Centro Scientifico, 2004;

45
AGOSTINO AURELIO

Fagiani M. B. - G. R amaglia, La. in et evo- ricerc la verit per tutta la vita, passando
lutiva, Roma, Carocci , 2006; Kernberg O. F., attraverso una crisi religioso-filosofica e una
Narcisismo, a. e autodistruttivit nella relazione crisi morale. Da esse riemerse con la riflessio-
terapeutica, Milano, Cortina, 2006. ne personale, con la lettura di testi platonici,
V. L. Castellazzi con lesempio di cristiani ferventi e special-
mente con la preghiera, la meditazione sulla
AGOSTI Marco Neoscolastica pedagogica Sacra Scrittura, laiuto della grazia divina. b)
Il pensiero pedagogico di A. strettamente
connesso con la sua filosofia e teologia, che
sono fondate essenzialmente su tre principi:
AGOSTINO Aurelio linteriorit (luomo deve rientrare in se stes-
so per constatare la presenza della verit),
n. a Tagaste nel 354 - m. a Ippona nel 430, la partecipazione (ogni bene tale o per se
vescovo e scrittore, padre della Chiesa. stesso o perch deriva dal bene), limmuta-
bilit (lessere vero solo lessere che non
1. Vita ed opere. Africano di nascita e roma- muta, che esclude limitazioni, composizioni
no di lingua, cultura e sentimenti, A. fu edu- e variazioni). c) Lamore, come espressione
cato cristianamente dalla madre Monica, ma di pura benevolenza sullesempio di Dio,
da giovane si abbandon allorgoglio intel- per A. lanima delleducazione (Cat. rud. 4).
lettuale, a deviazioni morali, alleresia mani- Leducatore dona con gioia e disinteresse, si
chea. Insegn retorica a Cartagine, a Roma adatta alle condizioni psicologiche della per-
e a Milano: ivi, dopo una lunga e tormentata sona, ispira confidenza (ivi, 10.12); sa rendere
vicenda interiore e profonda riflessione, si efficaci anche la disciplina e il castigo, per-
riavvicin al Cristianesimo e nel 387 fu bat- ch li fa sgorgare dallamore (Serm. 13,8,9).
tezzato dal vescovo Ambrogio. Ritorn in Egli desidera portare leducando al pieno svi-
Africa e a Tagaste si dedic a vita ascetica luppo delle sue possibilit, come una madre
con alcuni amici. Ordinato sacerdote nel 391 che nutrendo il proprio figlio, non vuole che
e vescovo di Ippona nel 396, fino alla mor- rimanga piccolo, ma che cresca (Serm. 23,3).
te esplic una prodigiosa attivit pastorale, A sua volta il bambino corrisponde alle cure
dottrinale e letteraria. Scrisse moltissime delleducatore, facendosi guidare dallamore
opere: libri autobiografici (le Confessiones), per il bene, scopo primario delleducazione
filosofici (i Dialogi), apologetici (il pi signi- Certamente non si pu amare ci che non si
ficativo De civitate Dei, proposta di una conosce e non si ancora sperimentato, ma
visione cristiana della storia umana), dogma- si ama ci che gi si conosce e che si vuo-
tici (il De Trinitate), pastorali e pedagogici, le conoscere meglio e perci si vuole sape-
monastici, esegetici, polemici (contro mani- re ci che si ignora (Trin. 10,1,3). d) Finali-
chei, pelagiani, donatisti); inoltre pi di 300 t delleducazione il passaggio dalla vita
lettere, vari trattati (come le Enarrationes istintiva a quella razionale (Civ. Dei 22,24).
in Psalmos) e circa 570 Sermones. In riferi- Leducatore la ottiene servendosi di una equi-
mento alla pedagogia sono particolarmente librata disciplina, proponendo elevati model-
importanti: De magistro, De catechizandis li morali e facendo rispettare la gerarchia dei
rudibus, De doctrina christiana, Epistulae valori. Tale compito spetta principalmente
118 e 266. ai genitori nella famiglia e ai vescovi nella
comunit cristiana. e) A. presenta acute pa-
2. Il pensiero pedagogico. a) Lesperienza gine sulla didattica: insegnare mostrare e
personale di A. influ sul suo pensiero peda- dire. Linsegnante pone in essere segni, azio-
gogico. Dapprima ebbe modo di apprezzare ni, pensieri; richiama alla mente qualcosa
leducazione cristiana ricevuta dalla madre, conosciuto in precedenza; porta alla consa-
poi da giovane, frequentando scuole pagane pevolezza dellallievo elementi a cui questi
e leggendo autori classici, deplor le pagine non prestava attenzione, pur essendo pre-
scandalose, lobiettivo della vanagloria, la senti sullo sfondo. Intelligere [comprendere]
vacuit della semplice formazione letteraria, sar non solo intus legere [leggere dentro],
i metodi mnemonici, i frequenti castighi (pur ma anche inter legere [leggere tra le cose,
accettati in linea di principio). Soprattutto A. considerandole insieme] (Conf. 10,11,18).

46
AIDS

Labilit pedagogica del maestro opera una i valori universalmente umani del mondo
giusta connessione tra parole e significato. Il classico greco-romano.
linguaggio esteriorizza ed incarna la parola
interiore: cos la comunicazione intersogget- Bibl.: a) Fonti: le opere di A. sono edite in lat.
tiva possibile se lascoltatore vede le cose e tradotte in it. nella collana Opera omnia di s.
con il puro occhio interiore, conosce ci che A. (Nuova Biblioteca Agostiniana), Roma, Citt
io dico con il proprio pensiero e non median- Nuova, 1965ss; Miano V. (Ed.), S. A. Antologia
te le mie parole (Mag. 12,40). f) Non vi pedagogica, Torino, SEI, 1958. b) Studi: Bellot-
educazione senza latto personale di intende- ti G., Leducazione in SantA., Bergamo, 1963;
re e di giudicare, senza una valorizzazione di K evane E., Augustine the educator. A study in
se stessi e la conoscenza delluniverso che ci the fundamentals of Christian formation, West-
circonda, senza assunzione di responsabilit minster, Newman Press, 1964; Patan L.R., Il
totale nei confronti di se stessi. g) Infine at- pensiero pedagogico di S. A., Bologna, Patron,
traverso i segni delle cose luomo si abitua a 2
1969; SantA. educatore (Atti della settimana
passare dalle realt materiali a quelle spiri- agostiniana pavese, 2), Pavia, Ponzio, 1971; Per-
tuali (Musica 6,2,2). Lo splendore della ve- rini M., La paideia cristiana di A., in Humani-
rit divina tale che un occhio impreparato tas 42 (1987) 3, 355-388; Valenzuela A., San
non pu sopportarne tutta la luce: luomo vi Agustn de Hipona, teora y arte pedaggicas,
si deve disporre contemplando la luce riflessa Valparaiso, Ed. Universitarias, 1984; Fabris M.
sulle cose visibili. Dunque dobbiamo consi- (Ed.), Lumanesimo di SantA., Bari, Levante,
derare il mondo come mezzo, non come fine 1988; Crosson F. J. et al., De Magistro di A.
per poter contemplare le perfezioni invisibi- dIppona, Palermo, Augustinus/Citt Nuova,
li di Dio comprendendole attraverso le cose 1993; Paffenroth K. - K. L. Hughes (Edd.), Au-
create (Doct. chr. 1,4,4). La comprensione gustine and liberal education, Aldershot, Ashga-
delle cose intelligibili avviene non per mez- te, 2000; Galindo Rodrigo J. A., Pedagoga de
zo delle parole che risuonano dal di fuori, ma San Agustn, Madrid, Augustinus, 2002; Jerpha-
per mezzo della ragione che sostenuta dalla gnon L., Saint Augustin: le pdagogue de Dieu,
luce della verit risplendente nellintimo (cfr. Paris, Gallimard, 2002.
Mag. 12,39). Ciascuno ammaestrato dal- M. Maritano
le cose stesse che gli si manifestano, per-
ch Dio gliele svela nellinteriorit (Mag.
11,38). Il ruolo del maestro umano quello
di insegnare un metodo per scoprire la verit AIDS
presente, ma latente allinterno del discepo-
lo: chi insegna veramente Cristo, lunico La. o sindrome di immunodeficienza ac-
vero maestro interiore, che interpella tutti e quisita uno stato morboso dellorgani-
ciascuno, che dona la sapienza, intesa come smo umano dovuto a un retrovirus (HIV)
verit da possedere e realt da amare. Luo- che invade e (dopo un periodo pi o meno
mo supera cos la propria mutabilit e si apre lungo di latenza) distrugge i linfociti T del
al trascendente. sangue, azzerando gradualmente le difese
immunitarie dellorganismo ed esponendolo
3. Influsso. A. trasmise (soprattutto al agli attacchi ripetuti (e alla fine mortali) di
Medioevo) i valori della cultura, il gusto agenti infettivi opportunisti. Si trasmette
per la ricerca, lideale di una sapienza cri- attraverso il sangue e lo sperma. Le sue vitti-
stiana sotto il primato della Scrittura. Pe- me sono quindi prevalentemente giovani che
dagogicamente egli pose lallievo al cen- lo contraggono attraverso la promiscuit dei
tro del processo educativo, ne valorizz rapporti sessuali (soprattutto omosessuali)
la capacit creativa, elabor una proposta e luso comune delle siringhe da parte degli
globale di educazione alla fede, configur eroinomani. Da questo punto di vista, costi-
lapprendimento come lo sforzo di ritro- tuisce un problema anche educativo. Ledu-
vare in se stessi la verit. Alleducatore catore che opera tra i giovani, soprattutto se
richiam il dovere di unire ricerca e te- esposti al pericolo di certe forme di devianza
stimonianza, scienza e vita. Nella visione chiamato a svolgere una difficile opera di
cristiana delluomo, A. ricuper e rifuse profilassi educativa e culturale, consistente

47
AIUTO: RELAZIONE DI

non soltanto in una messa in guardia attenta tivo, strumentale, valutativo. Alla luce di
e informata, ma anche nella trasmissione di quanto espresso la relazione di a. viene a
valori che portino i giovani ad amare la vita e configurarsi come uninterazione asimmetri-
a desiderarne lo sviluppo e la fruttificazione. camente dipendente, in quanto una persona
Nello stesso tempo dovr esorcizzare la faci- nella posizione del dare, laltra nella po-
le condanna e linterdetto sociale che spesso sizione del ricevere. Il potere di influsso ,
colpisce questo genere di malati. cos, sbilanciato a favore di chi presta a. Sta
quindi a questultimo non abusare del potere
Bibl.: M alherbe J. F. - S. Zorrilla - S. Spin- che la situazione e il suo ruolo gli conferisco-
santi, Il cittadino e lA., Cinisello Balsamo (MI), no e di agevolare la comunicazione nellaltro
Paoline, 1991; Punzi I., Logoterapia e A. Lespe- e a favore dellaltro.
rienza della Casa-famiglia Padre Monti, in
Orientamenti Pedagogici 39 (1992) 1191-1198; 2. Una metodologia particolare della relazio-
Sandes E., A. als Herausforderung fr the Theo- ne di a. il colloquio di a. messo a punto da
logie: eine Problematik zwischen Medizin, Moral Rogers (1970). Lidea di fondo del colloquio
und Recht, Essen, Ludgerus, 2005 di a. che il miglior modo di offrire soste-
G. Gatti gno alla persona in difficolt, non suggeri-
re soluzioni o prescrivere comportamenti da
attuare, quanto piuttosto aiutare la persona
stessa a comprendere meglio la sua situazio-
AIUTO: relazione di ne per giungere poi a riconoscere ed attivare
risorse cognitive, emotive e comportamenta-
Si parla di relazione di a. ogni qualvolta si li che ne consentono una migliore gestione.
verifica un incontro tra due persone una delle A tale riguardo, la cura degli aspetti comu-
quali in condizioni di difficolt e laltra in nicativi e relazionali assume un grande ri-
possesso delle competenze e degli strumenti lievo. In particolare, a colui che presta a. si
necessari per agevolarne il superamento. In richiede di: evitare interventi direttivi (con-
tal senso, la relazione di a. pu essere defini- sigliare, prescrivere, rassicurare, valutare,
ta come un processo dinamico nel quale una interpretare) per lasciare spazio a forme di
persona assistita per operare un adattamen- supporto verbale non direttive che facilitino
to personale ad una situazione nei confronti lautoesplorazione e lautocomprensione (ri-
della quale non ancora riuscita ad adattarsi. formulare, rispecchiare, chiarificare); creare
Aiutare, infatti, deriva dal lat. adiuvare (ad un ambiente non ostacolante; mostrare at-
+ iuvare) ossia arrecare giovamento. tenzione, calma e disponibilit; modellare
il proprio comportamento su criteri quali la
1. La situazione di difficolt pu essere di parit e il rispetto, la dignit altrui e la tutela
diversa natura: fisica, psicoemotiva, sociale, dei reciproci diritti; trasmettere comprensio-
comportamentale, ed sperimentata da chi ne emotiva. Inoltre, poich lindividuo che si
ne portatore come una condizione non sod- trovi coinvolto in una relazione di a. con un
disfacente, che incide sulla qualit della sua altro individuo in posizione di bisogno pone
vita e dei suoi rapporti con lambiente. Co- se stesso in una situazione non priva di rischi
lui che aiuta ha il compito di comprendere il (coinvolgimento emotivo, spersonalizzazio-
problema nei termini in cui si pone per quel ne, induzione di aspettative irrealistiche),
particolare individuo in quella particolare si- necessario che egli disponga di alcune con-
tuazione, per poi aiutare lindividuo stesso ad dizioni personali quali: consapevolezza di
evolvere personalmente nel senso di un mi- s, contatto con le proprie emozioni ed espe-
glior adattamento personale e sociale. Pos- rienze, autocontrollo, responsivit.
siamo avere relazioni di a. di tipo informale
(relazioni amicali, familiari, di vicinato) e Bibl.: Rogers C. - G. M. K inget, Psychothra-
relazioni di a. di tipo formale-professionale pie et relations humaines: thorie et pratique de
(relazioni insegnante-allievo; medico pa- la thrapie non-directive, Louvain, Publications
ziente; sacerdote fedele, ecc.). La. fornito, Universitaires, 1969-1971; Rogers C. R., La tera-
allinterno di queste relazioni pu assumere pia centrata sul cliente, Firenze, Martinelli, 1970;
diverse forme: sostegno emotivo, informa- Carkhuff R., Larte di aiutare, Ibid., 1997; Ro -

48
ALCOLISMO

gers C. R., Terapia centrata sul cliente, Firenze, minata da un condizionamento familiare; b)
La Nuova Italia, 1997; Bruzzone D., Psicoterapia fattori socio-ambientali la cui importanza
e pedagogia in Carl R. Rogers. Una ricerca sui dimostrabile dal fatto che lassunzione di
contributi dellapproccio centrato-sulla-persona alcol viene incoraggiata da alcuni gruppi so-
alleducazione, in Orientamenti Pedagogici 45 ciali o viene addirittura ritenuta indispensa-
(1998) 447-465; Colasanti A. R. - R. M astro - bile per determinate professioni o sollecitata
marino, Lascolto attivo, Roma, IFREP (1999); come segno di virilit. Interessanti anche
Egan G., The skilled helper: a problem-manage- gli studi sulle societ dei nomadi, sul rappor-
ment and opportunity-development approach to to metropoli/immigrazione e quelli condotti
helping, Pacific Grove, California, Brooks-Cole, nellarea della emarginazione. Diversi autori
2002; Di Fabio A., Counseling e relazione di a., inseriscono soprattutto in questo contesto
Firenze, Giunti, 2003. laumentata percentuale di giovani che con-
A. R. Colasanti suma sostanze alcoliche; c) teorie psicolo-
giche e psicodinamiche: la psicodinamica
ALBERTI Leon Battista Umanesimo rinasci- classica interpreta la. come una regressione
mentale allo stadio orale in cui si fissata lorganiz-
ALBERTO MAGNO Medioevo zazione istintuale. Freud ha trattato questo
problema in margine a quello della paranoia
(caso Schreber). A livello pi generale diver-
si autori hanno messo in relazione la. con
ALCOLISMO alcuni tratti di personalit, anche se non si
mai chiaramente dimostrato se i tratti de-
La., detto anche etilismo, descritto come scritti (ad es. stati di tensione, sentimenti di
una condizione di dipendenza dallassunzio- insicurezza, incapacit di affermazione per-
ne di bevande contenenti alcol. Pu essere sonale, bisogno di gratificazione...) siano an-
definito cronico o acuto. Il primo esprime lo tecedenti o successivi allabuso alcolico.
stato patologico di chi da tempo ormai assu-
me dosi eccessive di alcol, mentre il secondo 2. Leterogeneit del disturbo porta diversi
fa riferimento alla semplice ubriachezza vis- autori contemporanei a parlare non di a. ma
suta in modo episodico. Elementi da tenere di alcolismi. Ci mette in evidenza il fat-
in considerazione per una corretta definizione to che la dipendenza da alcol avviene in una
sono soprattutto due: il grado di dipendenza persona. Un individuo pu sviluppare a.
e la gravit dei danni organici e non prodotti come punto darrivo di una complessa inte-
dallalcol. Per quanto riguarda i disturbi psi- razione di carenze strutturali, predisposizio-
chici o di comportamento in un alcolista cro- ne genetica, influenze familiari, contributi
nico si possono evidenziare la bassa tolleranza culturali, e altre diverse variabili ambientali.
delle frustrazioni e dell ansia, la mancanza Una completa valutazione psicodinamica del
di responsabilit, la labilit emotiva unite ad paziente considerer la. e tutti i fattori che vi
alterazione del tono e dellumore con impul- contribuiscono nel contesto dellintera perso-
sivit e irritabilit, disturbi della memoria, na (Gabbard, 1995, 341). Da questo punto di
diminuzione dellintelligenza. vista anche il recupero viene inteso come la
messa a disposizione del soggetto di una mol-
1. Le teorie sulla. sono numerose e tengono teplicit di tecniche e di interventi, a volte uti-
conto dei vari ambienti in cui si muove la lizzati su vari fronti, in modo da tener conto
persona umana mettendo in primo piano o della personalit del singolo e della sua dispo-
lambiente biologico, o quello socioculturale nibilit a mettersi in gioco per migliorare.
o quello psicogenetico; a) teorie biologiche
che fanno riferimento a un fattore ereditario Bibl.: Furlan P. M. - R. L. R icci, Alcol, alcolici,
descritto come responsabile non tanto della., a., Torino, Bollati Boringhieri, 1990; Gabbard
quanto dello strutturarsi di una personalit G. O., Psichiatria psicodinamica, Milano, Raf-
fragile e incapace a resistere alla sollecita- faello Cortina, 1995; Sanfilippo B. - G. L. Ga-
zione di assumere alcol. Ultimamente si limberti - A. Lucchini (Edd.), Alcol, alcolismi:
pi propensi a parlare non tanto di genesi cosa cambia?, Milano, Angeli, 2004; Trevisa-
ereditaria, quanto di predisposizione deter- ni F. - F. Caputo (Edd.), A., Bologna, CLUEB,

49
ALFABETIZZAZIONE

2005; M emmi A., Il bevitore e linnamorato. Il quello manuale: si alfabetizza trasmettendo


prezzo della dipendenza, Roma, Edizioni Lavo- un sapere operativo da spendere a vantaggio
ro, 2006. della collettivit. Altro esempio originale
L. Ferraroli quello dellIndia dalla spiritualit multifor-
me, che Gandhi ha fatto conoscere al mon-
ALCUINO Medioevo do intero non pi solo sotto laspetto della
povert e dellanalfabetismo, ma della na-
zione intenta ad uscire dalle strettoie della
istruzione occidentale elitaria per cercare
ALFABETIZZAZIONE mezzi di a. di massa allinterno della pro-
pria tradizione spirituale. A livello interna-
In genere il termine si contrappone ad anal- zionale lUnesco si occupa della questione
fabetismo, versione negativa in quanto as- in modo costante e registra annualmente le
senza di a.; pu assumere valore strumenta- statistiche che evidenziano landamento del
le, spirituale, funzionale. Nel primo caso ci fenomeno. Il tasso di scolarizzazione uno
si riferisce allinsegnamento della lettura e degli indicatori della. con punte minime nei
della scrittura in contesto scolastico ed ex- Paesi emergenti ( Asia, America Latina,
trascolastico; nel secondo ci si rapporta alla Africa) e punte massime nei Paesi indu-
crescita matura del soggetto sotto il profilo strialmente pi avanzati. Nel 1961 lUnesco
politico e civile, nonch alla sua partecipa- lancia la campagna mondiale di a. intesa a
zione sociale professionalmente qualificata; favorire lautosviluppo e lauto-emancipa-
nel terzo ci si richiama alla funzionalit dell zione dei Paesi pi poveri attraverso la coo-
apprendimento rispetto a fini occupaziona- perazione economica internazionale. Lipo-
li e socioeconomici. Questi tre aspetti posso- tesi del Programma sperimentale mondia-
no essere pi o meno e con diversa intensit, le di a. (PEMA) attivato dallUnesco in 20
compresenti. Ad es. pu darsi una sorta di a. Paesi tra il 1967 e il 1973 che solo entro
spirituale nei casi di trasmissione di culture un quadro socio-economico favorevole ed
fondate sulla tradizione orale. organizzato possibile promuovere un per-
corso formativo basato su obiettivi di cre-
1. Ambiti di applicazione. Va distinta la. scita e tale da procurare agli individui inte-
spontanea e indotta, nel caso dellapprendi- ressati i mezzi intellettuali e tecnici capaci
mento di lettura e scrittura come conquista di farne attori efficienti nellintero processo
prescolastica e scolastica dei bambini, dalla. di sviluppo.
differenziata a seconda del linguaggio,
verbale-non verbale, preso in esame. Inoltre 2. Esperienze significative. Famose sono le
si distingue la. dellinfanzia, comunemente iniziative di coscientizzazione degli op-
messa in atto dalla scuola e dalla famiglia, pressi promosse negli stessi anni da Freire
dalla. degli adulti. Questultima nasce come in America Latina ( educazione liberatri-
idea di educatori che in vari Paesi hanno pro- ce): vere e proprie testimonianze di servi-
mosso progetti intesi a fornire a chi fuori zio e di elevazione culturale di persone per
del circuito scolastico la strumentazione di generazioni tenute lontane dallistruzio-
base per una migliore partecipazione so- ne. Negli anni 40 sorgono in Italia diversi
ciale. In questo senso vanno ricordate tutte movimenti di ispirazione democratica che
quelle iniziative di istruzione popolare che operano, soprattutto nel Sud, per la. della
da Grundtvig in Danimarca, a Condorcet in popolazione rurale. La legge istitutiva del-
Francia, a Cena in Italia caratterizzano una la scuola popolare del 1947 e per circa
parte della storia europea delleducazione trentanni si moltiplicano, differenziata-
dalla fine dell800 ai primi decenni del 900. mente su tutto il territorio, centri di lettura
Dopo la seconda guerra mondiale la. viene e corsi di richiamo scolastico, iniziative di
letta da pi parti in senso motivazionale: bibliobus e di telescuola, attivit di forma-
apprendere per scopi precisi e per mete con- zione professionale gestite da enti vari. In
crete. Nei Paesi socialisti la. strettamente seguito al decentramento amministrativo (L.
connessa alla concezione politecnica e alla n. 382/75) viene data la possibilit alle Re-
congiunzione del lavoro intellettuale con gioni (DPR n. 616/77) di dare inizio ai cor-

50
ALGORITMO

si della durata di 150 ore frequentati con categorie e livelli del sapere e del saper fare.
eventuale congedo pagato, al fine di favorire La Dichiarazione di Lisbona dellUE (2000)
il conseguimento, nelle sedi appropriate, del annovera nella strategia politico-sociale per
titolo di scuola media a chi lavora, alle casa- il 2010 lintensificazione della lotta contro
linghe, alle collaboratrici domestiche, a tutti lanalfabetismo.
coloro i quali sono sprovvisti di tale certifi-
cato che permette di fatto un migliore inse- Bibl.: M encarelli M., Scuola in prospettiva.
rimento occupazionale ed eventualmente la Insegnare ad apprendere, Brescia, La Scuola,
mobilit sociale. In diversi Stati del mondo 1973; Potts J., Insegnare a leggere, Firenze, La
non sembra pi sufficiente far coincidere la. Nuova Italia, 1981; Fiorini F. - L. Pagnoncelli,
minima dellinfanzia e delladolescenza con Quale alfabetismo?, Torino, Loescher, 1988; Ci-
la generalizzazione dellistruzione primaria ves G. (Ed.), La scuola italiana dallUnit ai no-
e secondaria di primo ciclo, in quanto cre- stri giorni, Scandicci (FI), La Nuova Italia, 1990;
scono le aspettative delle famiglie, dei figli, Gallina V. (Ed.), La competenza alfabetica in
della societ internazionale rispetto a livelli Italia: una ricerca sulla cultura della popolazio-
di formazione che spostano pi avanti negli ne, Milano, Angeli, 2000; Nardi E., Come leggo-
anni il termine dell obbligo scolastico. Per no i quindicenni. Riflessioni sulla ricerca OCSE-
lItalia lelevamento appena introdotto fino PISA, Ibid., 2002; Chistolini S., Competenze
ai 16 anni. In termini scolastici istituzionali alfabetiche, in M. Laeng (Ed.), Enciclopedia
la. comincia con leducazione preprimaria pedagogica, Appendice A-Z, Brescia, La Scuola,
e termina con la fine o linterruzione della 2003, 343-359.
frequenza scolastica; in termini sostanziali S. Chistolini
essa inizia con la gestazione, considerando
linfluenza feto-madre, e termina forse con
la morte. Alla scuola e alle diverse sedi for-
mative anche extrascolastiche spetta indub- ALGORITMO
biamente il compito di costruirsi come am-
bienti nei quali il soggetto sperimenta me- Successione ordinata e finita di operazioni
todi didattici funzionali alla maturazione al e decisioni che conduce a un risultato pre-
pensiero critico. ciso.
Il termine deriva dalla latinizzazione del
3. Estensione contenutistica. Concettual- nome del grande matematico arabo Muham-
mente la. significa molto di pi della acqui- med Ibn Muza Al Kuvaritzmi (Algorismus).
sizione delle capacit di leggere e scrivere Leonardo Fibonacci nel suo Liber abaci
poich riguarda la padronanza di pi modelli (1202) inizia spesso le sue affermazioni con
di comprensione, lelaborazione di cono- lespressione Dixit Algorismus. Tale ter-
scenze diverse, la flessibilit e la coerenza mine stato ben presto applicato a molti pro-
dei collegamenti tra molteplici contenuti e cedimenti matematici universalmente noti e
forme culturali. La storia della. dimostra significativi come la. euclideo delle divisioni
che progressivamente ci si muove in modo successive, procedimento usato per trovare il
da comprendere temi via via pi vasti e va- massimo comun divisore tra due numeri. Per
riegati non esauribili nellapprendimento di estensione, con lo sviluppo dell informati-
automatismi tradizionali e di tecnicit, sem- ca e dei computer, esso stato utilizzato per
pre pi sofisticate, si pensi ad es. agli svilup- indicare ogni tipo di procedimento che pu
pi dellinformatica, bens necessariamente essere progettato, tradotto in un linguaggio
comprendenti questioni correlate come quel- formale conveniente e fatto eseguire da un
le dellarricchimento culturale, dellugua- sistema di elaborazione automatica. stato
glianza delle opportunit educative, della anche usato nellambito pedagogico e didat-
dispersione scolastica, delleducazione delle tico per designare procedure e strategie for-
minoranze etniche, della formazione perma- mative. L. Landa (1974) ha sviluppato una
nente, del diritto allo studio, dellacquisizione sua teoria dellinsegnamento definita algo-
di nuove professionalit e dell istruzione a euristica, che integra metodi di insegna-
distanza. La locuzione competenze alfabe- mento di tipo procedurale-esecutivo e di tipo
tiche delle indagini internazionali stabilisce esplorativo-creativo.

51
ALLEGRIA

Bibl.: Landa L., Algorithmization in learning sumono dignit pedagogica. Da qui la rile-
and instruction, Englewood Cliffs, Educational vanza educativa di creare un clima di a. e la
Technology Publications, 1974; Luccio F., La convinzione di garantire un sereno tessuto
struttura degli a., Torino, Boringhieri, 1982; dei rapporti amichevoli.
Pellerey M., Informatica, fondamenti scienti-
fici e culturali, Torino, SEI, 1986; Wirth N., A. 2. La. rivela cos valenze interiori (sua fonte
+ Strutture Dati = Programmi, Milano, Tecniche la gioia) e insieme espressioni manifeste.
Nuove, 1987; Goldsch-Lager L. - A. Lister, In- Ne diventa metafora la festa, scandita dalle
troduzione allinformatica. A., strutture, sistemi, varie ricorrenze della vita, ma spesso vissuta
Torino, SEI, 1988; Fondamenti di informatica. nei momenti pi quotidiani (esistenza come
Vol. 2: Reti, basi di dati, multimedia, linguag- festa). Nellet evolutiva il soggetto tende
gi, a., Bologna, Zanichelli, 2006; Guida G. - M. spontaneamente alla. e alla festa: sa che que-
Giacomin, Fondamenti di informatica, Milano, ste nutrono i suoi sentimenti, creano fiducia e
Angeli, 2006. sostengono la crescita. La. contagiosa: at-
M. Pellerey traverso la dinamica empatica, come vissuto
affettivo, la. coinvolge e trascina, creando
ALIENAZIONE Marxismo pedagogico una feconda piattaforma di relazioni positive
e un ambiente costruttivo. Di certo festa e a.
sono soggette allambivalenza, o addirittura
alla deriva; e tuttavia rimangono sempre se-
ALLEGRIA ducenti nella loro valenza educativa. Nella
societ contemporanea prevale una visio-
La. un sentimento dellanimo lieto, che ne esistenziale di festa, vissuta nella realt
si rivela vivido nelle molteplici espressioni quotidiana: si cerca perci una compresenza
umane: volto e aspetto, movimenti e gesti... di evasione e di ricarica, di divertimento e
Scaturisce dallemozione primaria della gio- di condivisione, di rapporti consueti e di re-
ia e si manifesta con vivacit nella festa. lazioni inedite, di gratuit e di distacco. In
Ci che rallegra nutre la mente, tonifica il tal senso la. e la festa giocano un ruolo non
cuore e facilita la comunicazione. marginale, oggi. Si tratta per di assumerne
le sfide educative come la socialit che si fa
1. Nella prospettica pedagogica la. trova partecipazione, il coinvolgimento che rende
la sua collocazione formale nel discorso protagonisti, i gesti simbolici che evocano e
sullambiente educativo. Pi che configurare celebrano valori. Alleducatore spetta creare
solo il pdagogischer Bezug, il rapporto le condizioni interiori perch si verifichino
educativo (Nohl), trova il suo luogo proprio eventi valoriali: 1 ottimismo di base che
nel pdagogisches Feld, il campo pedago- fiducia in s e negli altri; il gusto per i valori
gico (Winnefeld), provocando i mondi vitali altruistici che fa scoprire il sapore della gra-
alla scoperta di significati e alla loro stessa tuit e solidariet; il senso dell amicizia
produzione. Di certo il sentimento da. in- che fa superare la solitudine e rafforza i le-
contra solchi fertili nellanimo umano, spe- gami sociali. La manifestazione della. nella
cie giovanile. Il terreno pi fecondo per il festa si fa cos messaggio della gioia di vive-
dialogo educativo e la comunicazione dei re, non solo nei suoi aspetti pi antropologici
valori senza dubbio un ambiente di a. A e culturali, ma non meno nelle sue evidenze
tale scopo occorre offrire, nellet della cre- etiche e religiose.
scita, ampio spazio alla libera espressione (
musica e canto, sport e gioco, danza e Bibl.: Baggio D. A., Paz, optimismo, alegra,
teatro, gite e pellegrinaggi) e alla manifesta- Petrpolis, Vozes, 1988; De Monticelli R., La.
zione spontanea (emblema di un esuberante della mente, Milano, B. Mondadori, 2004; Sa-
spazio estroverso il cortile, la piazza). gramola O., Educazione e pedagogia in Giovan-
Lhanno intuito educatori capaci, come don ni Bosco, Viterbo, Sette Citt, 2005.
Bosco, che nella giovinezza fond la So- G. B. Bosco
ciet della. e nella sua proposta educativa
forgi il trinomio: a., studio, piet, in cui lo ALLIEVO Studente
spazio-cortile e lespressivit giovanile as- ALLIEVO Giuseppe Risorgimento

52
ALTERIT

ALLPORT Gordon Willard decisioni a lunga portata, il senso di identit


e di responsabilit.
n. a Montezuma (Indiana) nel 1897 - m. ad
Harvard nel 1967, psicologo statunitense. 3. Nel quadro di questa opzione umanisti-
ca si comprendono le sue pubblicazioni:
1. Frequentando la Harvard University viene dodici volumi di trattazioni varie, due mo-
in contatto con il pensiero di James e di nografie, due test, circa 150 articoli e nu-
Dewey. Conseguito il dottorato nel 1922 merose recensioni. I principali temi trattati
con W. McDougall e H. Langfeld, vuole per- riguardano la religione, il pregiudizio e la
fezionarsi in Europa, con Spranger a Ber- personalit. Nella sua opera maggiore sulla
lino, W. Stern ad Amburgo e F. C. Bartlett personalit (trad. it. 1977), che riprende e
a Londra, nella ricerca di un complemento rielabora completamente la pubblicazione
fra la tradizione nordamericana e quella eu- del 1937, A. ha raccolto il frutto maturo
ropea. Dal 1924 alla morte, eccetto una pa- della sua riflessione e della sua ricerca: si
rentesi di 4 anni, dal 1926 al 1930 trascorsi ritrovano riconciliate le antinomie delluni-
al Dortmund College, svolge la sua intensa cit della persona e della sua socialit, del
attivit accademica alla Harvard University. peso dellinconscio e della ricerca di valori,
Nel 1937 diventa direttore del Department della molteplicit di tratti ed abiti e dellin-
of Psychology e inizia contemporaneamente tegrazione in unintenzione centrale, della
la pubblicazione del Journal of Abnormal religiosit strumentalizzata nel pregiudizio
and Social Psychology, che diriger fino al o ricercata e vissuta come valore intrinseco.
1949. Nel 1946 fonda il nuovo Department Lopera stessa si raccomanda come un ac-
of Social Relations, che coordina e promuo- costamento sereno e imparziale ai problemi
ve le ricerche nellambito dei dinamismi per- pi urgenti per la comprensione della perso-
sonali e sociali. Nel 1939 eletto presidente nalit. A. ha esercitato un notevole influsso
dellAmerican Psychological Association, e sugli studiosi suoi contemporanei (Murphy,
nel 1944 della Society for the Psychologi- Maslow, Bertocci, Nuttin, Frankl), e con-
cal Study of Social Issues. Insignito con due tinua ed esercitarlo attraverso gli sviluppi
lauree honoris causa, stato membro del- della corrente umanista.
le principali societ nazionali di psicologia
scientifica. Bibl.: principali opere di A. tradotte in it.: Di-
venire. Fondamenti di una psicologia della per-
2. La prima sintesi del suo approccio alla psi- sonalit, Firenze, Editrice Universitaria, 1963;
cologia si trova nel volume del 1937 Persona- Lindividuo e la sua religione. Interpretazione
lity: a psychological interpretation. Si tratta psicologica. Introduzione e traduzione a cura di
di uno dei primissimi manuali che riguarda- N. Galli, Brescia, La Scuola, 1972; La natura del
no la personalit normale, che, fin dallora, pregiudizio, Firenze, La Nuova Italia, 1973; Psi-
esprime i principali tratti della sua psicolo- cologia della personalit. Introduzione e biblio-
gia: la preoccupazione per ci che tipica- grafia delle opere di A. a cura di A. Ronco, Roma,
mente umano, sano, e caratterizza il singolo LAS, 1977.
individuo, reagendo ad una psicologia atten- A. Ronco
ta principalmente agli aspetti istintivi o pa-
tologici, o comuni agli animali, o protesa pi
a definire leggi universali che a comprendere
la persona. In conformit con queste scelte, ALTERIT
A. ha dovuto affrontare problemi epistemo-
logici (come sia possibile una scienza dellin- Il tema dellaltro diventato centrale nel di-
dividuo) e metodologici: in un clima dove la battito culturale contemporaneo. In passato
scienza era equiparata alla quantificazione. la differenza stata vista per lo pi come
A. ha scelto un metodo eclettico, che gli per- una minaccia per la propria identit. In
mette di raggiungere con sufficiente ogget- generale si concordi nel vedere il pensiero
tivit componenti umanamente importanti europeo come un pensiero dellidentit dove
eppure sfuggenti al controllo quantitativo, laltro, il diverso, rimane estraneo, viene ri-
come le intenzioni, i sentimenti, i valori e le mosso e occultato.

53
ALTERIT

1. La tradizione occidentale. LOccidente senso proprio, la relazione con laltro.


non avrebbe elaborato una vera cultura della lui che ci tira fuori dallego e ci solleci-
differenza, come oggi denunciano le stesse ta allavventura dellesodo. Se laltro non ci
donne occidentali in nome di quella cultura visitasse con il suo volto, noi non potrem-
al femminile che trova nella differenza di mo mai dire eccomi. E resteremmo nella
genere il suo principio epistemologico ed nostra immanente soggettivit. Pieni di noi,
ermeneutico. Tra i pensatori che criticano indubbiamente, ma senza la trascendenza
la tradizione occidentale per loblio della. si dellaltro.
segnalano Buber, Dussel, De Certeau, Iri-
garay, Vattimo, Derrida, Foucault, Todorov, 3. Verso lethos della reciprocit. La rifles-
ecc. Ma fra tutti spicca il nome di Lvinas, sione sui temi della., della differenza, della
il filosofo della. Ripartire dal volto dellal- relazione intersoggettiva e interculturale sta
tro, in campo filosofico cos come in campo portando verso la centralit della categoria
educativo, significa essenzialmente impe- della reciprocit, della convivenza e della
gnarsi a creare le condizioni per il passaggio coesione sociale. P. Ricoeur giunge a par-
dallumanesimo del soggetto (cio dellio) lare di un ethos della reciprocit, come
allumanesimo dellaltro uomo (cio del tu e paradigma della relazione fondata sul valore
dellegli); dalla logica dellidentit alla cultu- della differenza. La reciprocit, sia sul pia-
ra della differenza; dalletica dellindividuo no antropologico, sia su quello psicologico e
alletica del volto e della responsabilit. Pro- pedagogico ancora tutta da esplorare e da
prio con questultima espressione, etica del comprendere. La reciprocit contempora-
volto, si soliti indicare uno dei punti cen- neamente un essere con laltro, un essere
trali del pensiero di E. Lvinas (1905-1995), per laltro, un essere grazie allaltro.
filosofo ebreo che ha elaborato una conce- Paul Ricoeur riassume cos lethos della reci-
zione delluomo a partire dallaltro, dal tu, procit: Aspirazione ad una vita felice, con
dal volto. Per il suo venire da fuori il vol- e per gli altri, in istituzioni giuste. Come si
to dellaltro si presenta sempre anche come vede, si tratta di tre poli ben articolati e uni-
una minaccia che provoca in noi la perdita ti tra loro: la stima di s, la cura dellaltro,
di controllo, di signoria, di dominio su noi laspirazione a vivere in istituzioni giuste. Il
stessi. Laltro, per quanto sia nostro prossi- problema dellidentit non separabile dal
mo conserver sempre la sua radicale ete- problema della differenza. nella cornice di
rogeneit, la sua assoluta differenza, la sua una antropologia della reciprocit che trovia-
irriducibile a. Laltro sar sempre, contempo- mo, forse, il luogo pi autentico per la fonda-
raneamente, il prossimo (di qui il carattere zione (n ego-centrica n allo-centrica) della
di appello) e lo straniero (di qui il carattere relazione educativa.
di mistero).
Bibl.: K risteva J., Stranieri a se stessi, Mila-
2. Il rapporto con laltro nella societ multi- no, Feltrinelli, 1990; De Certeau M., Mai senza
culturale. Da molti anni la riflessione sulla. laltro, Comunit di Bose, Qiqajon, 1993; R i-
comprende non solo il riferimento alle don- coeur P., S come un altro, Milano, Jaca Book,
ne, ai portatori di handicap, agli omoses- 1993; H abermas J., Linclusione dellaltro, Mi-
suali, ma soprattutto la presenza crescente lano, Feltrinelli, 1998; Cicchese G., I percorsi
dello straniero. Strettamente collegato al dellaltro. Antropologia e storia, Roma, Citt
tema della. quindi quello del pregiudizio Nuova, 1999; Vigna C. - S. Z amagni (Edd.),
e dello stereotipo fino al razzismo e alla mi- Multiculturalismo e identit, Milano, Vita e
xofobia (o paura della mescolanza). Educare Pensiero, 2001; Lvinas E., Dallaltro allio,
allaltro significa allora ridefinire il proprio Roma, Meltemi, 2002; Curr S., Il dono e lal-
io, perch prima ancora di essere solidale tro. In dialogo con Derrida, Lvinas e Marion,
e oblativo, democratico e partecipativo, sia Roma, LAS, 2005.
un io ospitale e capace di accoglienza, di A. Nanni
ascolto, di reciprocit. Nellodierna socie-
t plurale e interetnica si tratta di scoprire ALTERNANZA Educazione permanente
che laltro la risorsa pi preziosa per ac- Formazione professionale
crescere la nostra identit. Chi ci educa, in ALUNNO Studente

54
AMBIENTE

AMBIENTE 1. A. e formazione umana. La formazione


delluomo, della sua parte pi profonda e
Dal lat. ambiens, participio da ambire (anda- nascosta e del suo stesso mondo cultura-
re intorno, stare intorno, circondare, essere le pu essere compresa e guidata solo se il
circostante; ma anche desiderare). Da qui processo educativo viene confacentemente
il significato di una proiezione dallinterno saldato alla. familiare scolastico e sociale.
verso lesterno. Lato sensu si parla di a. per Il nesso tra a. e formazione umana accom-
indicare: a) il complesso delle condizioni pagna la stessa genesi della crescita fisico-
esterne a un organismo dove si svolgono la biologica, socio-relazionale, psicosessuale,
vita vegetale e quella animale, b) linsieme emotivo-affettiva, cognitivo-intellettiva, eti-
delle caratterizzazioni biologiche, sociali, co-valoriale e spirituale del soggetto in ogni
culturali di un dato sistema, c) una specifi- et della vita. Si tratta, allora, di operare
ca parte di spazio. Nelle scienze delledu- una ricomposizione fra le teorie innatistiche
cazione, si affaccia, stricto sensu, unidea (nella struttura genetica individuale vi gi
di a. quale mondo (Welt) culturale in cui scritto il cammino formativo) e le teorie am-
avvengono i processi e i percorsi della for- bientalistiche (dalla. di appartenenza dipen-
mazione (Bildung) del soggetto. Non privo di de il futuro del singolo), al fine di recuperare
assonanze con lidea di medius locus presen- la positivit del legame che unisce natura
te nella cultura latina, il concetto di a. si e cultura, evidenziando la reciprocit fra il
tuttavia sviluppato soltanto di recente. Lo si soggetto e la. in cui vive.
trova, cos, allinterno delle scienze umane,
in particolare nella sociologia di Comte, 2. Antropologia pedagogica e spazio educa-
nella psicologia di Watson, nella peda- tivo. Al problema della natura umana colta
gogia di Rousseau, nella psicanalisi di nella sua specificit ontologica, assiologica
Freud. Diviene poi riferimento comune per e teleologica, si affianca quello della cultura
le scienze naturali e pi specificamente nel- umana percepita nelle dimensioni storiche
la biologia, nellecologia e, ormai, anche in etologiche ed esistenziali. Il mondo del
genetica o nelle neuroscienze. Importanza soggetto coincide sia con il suo universo per-
ragguardevole riveste pure nelle scienze po- sonale pi intimo sia con lonnilateralit delle
litiche, nelle scienze sociali ed economiche, proiezioni verso cui il soggetto in evoluzio-
in urbanistica e architettura, nella semiotica ne viene (o si sente) orientato. Per questo la
dello spazio, nella prossemica e nella teo- scelta degli a. in cui avvengono i processi di
ria dei sistemi, infine allinterno delle stesse formazione risulta decisiva. Ecco allora che
scienze delleducazione Sicch, alla desueta unantropologia pedagogicamente struttura-
mesologia pedagogica (dimenticato setto- ta incontrer nellidea di spazio educativo
re della pedagogia, che studia la. ponendolo il luogo e il fattore a cui ascrivere gli eventi
al centro dellitinerario di crescita) venuta formativi nel macro- e nel micro-cosmo so-
sostituendosi una pi confacente pedagogia ciale: la ludicit e il lavoro, leducazione
degli a. educativi, orientata a sondare le in- e listruzione permanente, lautoeducazio-
terazioni istituite tra la formazione, leduca- ne e leteroeducazione, il corpo e la mente
zione e listruzione delluomo con: a) gli a. costituiscono ulteriori riferimenti tematici
abitativi (la casa, gli arredi), b) gli a. scolasti- da non trascurare in una pedagogia degli a.
ci (laula, ledificio scolastico, i laboratori), c) educativi.
gli a. sociali (la citt, lecosistema, i mondi
culturali dellextrascolastico, il paesaggio 3. Ecologia ambientale e sociale. La grave e
accolto come genius loci). Nel dibattito pe- forse irreversibile crisi ecologica in cui versa
dagogico contemporaneo e allinterno della il pianeta ha obbligato le scienze umane e,
medesima attivit educativa, la categoria a. al loro interno, le scienze delleducazione a
sussume una propria centralit, specialmente ripensare i rapporti con quella branca della
in relazione alle tematiche della formazione biologia che studia gli organismi viventi e il
umana, degli spazi educativi, delle variabili loro a. circostante: lecologia. Confermatasi
ecologiche e psico-sociali, dei beni ambien- ormai come disciplina dotata di uno statu-
tali e culturali, di ogni teoria pedagogica su- to epistemologico autonomo, insieme alle
gli a. educativi. scienze sociali ha prodotto importanti teorie

55
AMERICA DEL NORD: SISTEMI EDUCATIVI

sullhabitat umano, sui pericoli che la mo- allora considerata come la pi significativa
dernit (con la scienza a servizio dellin- estrinsecazione del concetto di a., dal cui
dustrializzazione, delle tecnologie nucleari, dimensionarsi pedagogico dipende il confor-
delle guerre) ha posto in essere, sui rischi per marsi della citt educante. L educazione
lintero ecosistema. La sociologia, pi in par- ambientale si schiude, cos, all educazione
ticolare quella urbana, si invece misurata sociopolitica oltre che alle politiche della. La
con i grandi processi demografici, economi- questione ambientale pone, quindi, a tema la
ci e politici presenti nella gestione di quello vita della vita, lecologia dello sviluppo uma-
smisurato sociosistema che la metropoli no, il nesso tra umanesimo e urbanesimo, i
contemporanea. Lecologia sociale, poi, oc- progetti per leducazione ambientale. nel
cupandosi dei fenomeni di migrazione, ha segno distintivo dellumano che tali prospet-
ricondotto lanalisi dei sistemi naturali e dei tazioni vanno affrontate, affinch la. sia una
sistemi artificiali verso i confini dellinter- costante positiva della formazione.
cultura, dellinterrazzialit, dellintersogget-
tivit. Bibl.: Spranger E., A. e cultura, Roma, Armando,
1959; Flores dArcais G., La., Brescia, La Scuola,
4. Beni ambientali, beni culturali, beni me- 1962; Lewin K., Il bambino nella. sociale, Firen-
diali. Nel pensare a un sistema formativo ze, La Nuova Italia, 1963; Clausse A., Teoria dello
polimorfico, flessibile e integrato in una rete studio di a., Ibid., 1964; Debesse Arviset M. L.,
unitaria di saperi e di servizi stesa sul terri- A. ecologico e didattica, Brescia, La Scuola, 1977;
torio, viene accreditandosi lidea della. pen- Norberg Schulz Ch., Genius loci. Paesaggio,
sato a partire dai beni che racchiude e, con a., architettura, Milano, Electa, 1979; Giolitto
limpegno delluomo, custodisce. Fra questi P., Educazione ecologica, Roma, Armando, 1983;
spiccano i beni ambientali, ossia la natura Gennari M., Pedagogia degli a. educativi, Ibid.,
incontaminata e il paesaggio che non stato 1988; Id., Semantica della citt e educazione, Ve-
deturpato dallazione umana; i beni culturali nezia, Marsilio, 1995, Id., Filosofia della forma-
ovvero quegli a. ricchi di significato pedago- zione delluomo, Milano, Bompiani, 2001.
gico (tra cui risaltano le biblioteche, i musei, M. Gennari
i teatri, gli archivi, ecc.), che abbisognano di
tutela e valorizzazione; i beni mediali, quin-
di tutti gli a. in cui prevalgono i linguaggi
massmediatici (cineteche, fonoteche, media- AMERICA DEL NORD:
teche). sistemi educativi
5. La. educativo e la sua pedagogia. La. im- Pur comprendendo lA.d.N. sia gli Stati Uni-
plica oggi la responsabilit delluomo che ti sia il Canada, lattenzione sar focalizzata
lo abita e quella dei sistemi sociali comples- principalmente sul primo Paese a motivo del
si che lo gestiscono. Se a livello individuale loro ruolo di superpotenza, mentre il secon-
si evoluta non poco la coscienza ecologica do verr trattato dove aggiunge specificit
dei singoli, sul piano collettivo la. rimane importanti.
ancora una sorta di immensa zona franca
di grande contenitore da riempire, di terra 1. Levoluzione. Negli Stati Uniti pu esse-
di nessuno dove poter inquinare senza es- re suddivisa in tre periodi. Il primo, quello
sere perseguiti da una legislazione, peraltro coloniale (1607-1787), stato influenzato
incompleta e permissiva. La pedagogia e le dalla cultura europea, in particolare ingle-
scienze delleducazione hanno il compito di se. Le scuole ebbero inizio nella colonia del
contribuire a chiarire limportanza formati- Massachusetts, dove era preminente lo stu-
va della. per un uomo umano. Inoltre, esse dio del latino. Il migliore esempio la Latin
possono maturare una consona teoria degli Grammar School (liceo umanistico) di Bo-
a. educativi che, muovendo dalla nozione ston (1635). Il periodo nazionale (1787-1890)
di spazio pedagogico, sappia riconsiderare vide inizialmente la nascita e lo sviluppo
la casa, la scuola e lextrascuola come i luo- dellAmerican Academy (accademia america-
ghi in cui viene costruendosi la formazione na) che, operante a livello locale o regionale
personale e comunitaria. La citt pu essere e nella maggior parte dei casi privata, ha ga-

56
AMERICA DEL NORD: SISTEMI EDUCATIVI

rantito al Paese, ancora scarsamente coloniz- (come gli Stati Uniti) a Paese indipendente
zato, una istruzione secondaria, offrendo un per entro il Commonwealth (diversamente
programma di studi ampio e persino troppo dagli Stati Uniti).
ambizioso. Con la fine della Guerra Civile le
accademie sono entrate in crisi perch erano 2. I sistemi attuali. Durante le ultime due
istituzioni rurali, mentre ormai negli Stati decadi si realizzata anche negli Stati Uniti
Uniti si stava avviando un notevole svilup- e nel Canada la transizione verso la societ
po industriale, accompagnato dalla crescita della conoscenza. Negli Stati Uniti allinizio
dei centri urbani. La High School (scuola degli anni 80 una serie di rapporti ha sot-
secondaria superiore), che ha sostituito lac- toposto ad un esame accurato il sistema di
cademia, era invece unistituzione cittadina. istruzione, denunciando un abbassamento
Fondata per la prima volta a Boston (1821), preoccupante della qualit. Nonostante il
in origine aveva come scopo quello di soddi- cammino percorso in positivo, la situazione
sfare i bisogni dei ragazzi che non avrebbero nella decade 90 presentava diversi aspetti
frequentato luniversit. Durante il periodo problematici; di conseguenza nel 1994 il go-
nazionale, listruzione superiore (colleges ed verno Clinton ha varato un suo programma
universit) ha registrato una forte crescita. nel campo dellistruzione Non si pu negare
Tuttavia, per la maggior parte del XIX sec., i che gli interventi adottati abbiano esercita-
colleges si sono limitati a offrire il 1 ciclo di to un impatto positivo; tuttavia, essi sono
studi. Anche la Costituzione federale ha eser- lontani dal pieno conseguimento delle mete
citato un influsso rilevante sullistruzione. proposte. Il programma del presidente Bush
Per es., sancendo la separazione tra Chiesa mira anchesso ad elevare lefficienza e lef-
e Stato, ha contribuito a creare un sistema di ficacia del sistema, puntando in particolare
istruzione totalmente privato che non riceve a rafforzare la libert di scelta tra le scuole
finanziamenti pubblici. Nel XX sec. si assi- mediante lattribuzione alle famiglie di un
stito in tutti gli Stati Uniti ad una espansione buono da spendere per leducazione dei figli
incredibile della scolarizzazione, dovuta tra anche in istituti privati. Quanto al Canada va
laltro alla ricaduta sullistruzione delle tra- sottolineato il balzo in avanti nella percen-
sformazioni del sistema socio-economico. tuale del gruppo di et 25-34 anni che pos-
Inoltre, nel 1954 con una importante sen- siede un titolo post-secondario dal 49% del
tenza della Corte Suprema degli Stati Uniti 1991 al 61% del 2001, anche se nel 2001 ben
(Brown v. Kansas) stata vietata la segrega- il 29% della popolazione con 25 anni o pi
zione razziale nelle scuole pubbliche. Ci ha non aveva completato al secondaria superio-
messo fine alla prassi, durata un secolo, di re (Education in Canada: raising the stan-
educare i giovani afro-americani in strut- dard, 2003). Negli Stati Uniti e nel Canada
ture separate, ma uguali. La prima met esiste il pi ampio decentramento, anche se
del XX sec. ha visto lemergere di educatori recentemente nei due Paesi si assistito a
che hanno lasciato unimpronta indelebile una crescita del ruolo del governo federale.
nellistruzione. Lo sviluppo pi controverso I singoli Stati (o province autonome) sono
e di vasta portata stato il movimento del- responsabili dellistruzione e, a loro volta,
le scuole progressive di cui Dewey fu il delegano questa responsabilit alle comu-
principale teorico. Diversamente dagli Stati nit locali. Occorre notare che a causa della
Uniti che hanno puntato sullassimilazione decentralizzazione delle scuole non c uni-
culturale, il Canada si caratterizzato per formit nellorganizzazione scolastica o nel
il multiculturalismo, per una struttura a mo- curricolo. Anche le scuole private godono
saico e la coesistenza non solo delle culture dellautonomia operativa. Negli Stati Uniti
dominanti inglese e francese, ma anche di la percentuale dei loro iscritti varia dal 35%
diversi gruppi etnici. Dal sec. XVII lobiet- della pre-primaria, al 12% della primaria, al
tivo fondamentale stato ladattamento e 10% della secondaria e nel Canada le cifre
la collaborazione tra le varie comunit che sono rispettivamente il 5%, il 4% e il 6%
ha portato al bilinguismo e alla eliminazio- (Rapporto mondiale sulleducazione 2000).
ne delle discriminazioni anche degli altri Per quanto riguarda la struttura del sistema
gruppi. Inoltre, si registrato il passaggio da degli Stati Uniti, la sequenza elementare-
colonia dipendente dellimpero britannico media-superiore (elementary-middle school-

57
AMERICA LATINA: SISTEMI FORMATIVI

high school) di dodici anni. In Canada in quella politica (Rivoluzione francese) e


lorganizzazione tradizionale prevedeva 8 scientifica (scienza empirica) che portano ad
anni per la primaria e 4 per la secondaria. In un modello di societ urbano-industriale, la
quasi tutte le province stata per introdotta cui complessit fa nascere lesigenza di un
la scuola intermedia che comprende le classi sistema formativo. Leducazione scolastica
7-9. Flessibilit dei piani di studio mediante da privilegio diventa diritto universale che
discipline opzionali, promozione per materia, deve preparare e condurre gli individui alla
valutazione continua sono elementi comuni. partecipazione sociale (democrazia). Liter
In entrambi i Paesi sono diffusi i junior o del cambio sociale in Occidente e le sue tap-
community colleges (istituti post-secondari pe di modernit e post-modernit non sono
o di istruzione superiore) di due anni che universali.
offrono una formazione professionale con
unapertura alle materie umanistiche. Dopo 1. La storia dellA.L. ha comportato un cam-
i due anni molti studenti si trasferiscono mino di 500 anni non solo di sviluppo della
alluniversit. Lammissione alluniversit cultura, ma anche di acculturazione imposta
varia: alcune istituzioni richiedono solo un dallalto e dallesterno, a cui la Chiesa ha
diploma di secondaria superiore; altre esigo- contribuito in positivo e in negativo crean-
no anche un punteggio soddisfacente in un do unimmensa rete di scuole per la popola-
test di profitto amministrato su base nazio- zione indigena, universit e seminari per le
nale. Complessivamente la percentuale delle classi dirigenti della colonia. Lindipenden-
iscrizioni allistruzione terziaria raggiunge za dellA.L. nelle due prime decadi del sec.
l80.9% negli Stati Uniti e l87,3% nel Ca- XIX (quella dei Caraibi inglesi del 1960
nada (Ibid.). ca.) fa s che i nuovi poteri politici contestino
alla Chiesa il monopolio educativo; questo
Bibl.: Cremin L. A., American education, New di fatto perdurer fino allarrivo con ritardo
York, Harper & Row, 1980; Cupparoni A., Ca- della Rivoluzione industriale in A.L. a met
nada, in M. Laeng (Ed.), Enciclopedia pedago- del sec. XX, quando comincia veramente
gica, vol. I, Brescia, La Scuola, 1989, 423-428; la trasformazione rurale-urbana che impo-
Rapporto mondiale sulleducazione 2000, Roma, ne lespansione del capitalismo industriale
Unesco/Armando, 2000; Education in Canada: dellimmediato dopoguerra. Come risposta
Raising the standard, Ottawa, Ministry of Indus- positiva alleffervescenza sociale in A.L. ma
try, 2003; Malizia G., Stati Uniti, in M. Laeng anche per scongiurare il pericolo di rivolu-
(Ed.), Enciclopedia pedagogica. Appendice A-Z, zioni come quella di Cuba, nel 1961 stata
Brescia, La Scuola, 2003, 28-31; A bernathy S., stretta lAlleanza per il Progresso tra USA e
No child left behind and the public school, Ann A.L., che entr nel modello di sviluppo oc-
Arbor, University of Michigan Press, 2007; Sher- cidentale con propri fini di trasformazione
man J. D. - J. M. Poirier, Education equity and socio-economica.
public policy, Montreal, UIS, 2007.
M. Ribotta - G. Malizia 2. Leducazione per lo sviluppo si tradusse
nellespansione, nel consolidamento e nella
modernizzazione del fino allora incipiente
sistema formativo, processo che si pu collo-
AMERICA LATINA: care negli ultimi cinquanta anni. Esistono dei
sistemi formativi parametri che bisogna assumere come riferi-
mento per analizzare i sistemi scolastici in
La diffusione universale del sistema for- A.L. Nel 1950 il 60% della popolazione era
mativo stata ritenuta un assioma e la scola- rurale; questo dato e il tasso di analfabetismo
rizzazione della giovent una meta indecli- globale del 50% (quello rurale era del 64% )
nabile, cosa che porta ad assumere il sistema denota antecedenti di scolarizzazione molto
formativo come una variabile indipendente. scarsa e forte discriminazione territoriale. In
La sua genesi ed il suo consolidamento ri- seguito avvengono grossi cambiamenti: nel
conducono alla Rivoluzione industriale, 1950/75 la popolazione ha registrato la mag-
convergenza di cambiamenti radicali nella giore crescita del mondo, raddoppiandosi, e
dimensione produttiva (macchina a vapore), la percentuale urbana passata al 60% ed

58
AMERICA LATINA:SISTEMI FORMATIVI

arrivata intorno ai tre quarti nel 2000. Gli teplici etnie indigene con lingue proprie e
indici decrescenti di analfabetismo rivelano maggioritarie in varie nazioni; i ritmi diversi
grandi sforzi per sviluppare la scolarit di di modernizzazione in senso urbano-indu-
base soprattutto nelle zone rurali: nel 1970 striale; il fatto che, fino al PPE, lespansione
il tasso di analfabetismo del 28%; nel 1980 del sistema formativo raramente stato il ri-
del 20%; nel 1990 del 15% e nel 2000 del 12% sultato di previsioni e azioni politiche; inoltre,
(Rapporto mondiale sulleducazione 2000, il controllo esercitato dai sottosistemi privati
2000). Lespansione scolastica in questo pe- sulla crescita dei livelli secondario e superio-
riodo si accompagna ad una percentuale mol- re, ha prodotto la segmentazione dei sistemi
to elevata di abbandoni nei primi anni di sco- educativi in favore delle classi medio-alte a
larizzazione, sistemi e curricoli inadeguati discapito della promozione dei gruppi popo-
per la popolazione alla quale sono destinati, lari maggioritari, cosa che spiega la maggio-
organizzazione e amministrazione carenti, re crescita nei livelli citati del controllo per
condizione sfavorevole nelle zone rurali e laccesso. Cos il sistema formativo presenta
suburbane. Per questo lintera regione assun- tratti di macrocefalia ed assoggettato
se allora il Proyecto Principal de Educacin agli interessi privati con tutti i loro poteri.
(PPE), che aveva tra i suoi obiettivi quello di I gruppi rurali e suburbani non sono rimasti
offrire una educazione generale minima da- emarginati, ma piuttosto confinati, e le cul-
gli otto ai dieci anni e proporsi come scopo ture indigene sono state soppiantate dallim-
quello di incorporare nel sistema formativo posizione di lingue che esprimono la cultura
tutti i ragazzi in et scolastica prima del 1999 occidentale (urbano-industriale) dominante.
e di adottare una politica utile ad eliminare In questo quadro rientrano indici elevati di
lanalfabetismo prima della fine del secolo mortalit scolastica, ripetenze, impossibilit
oltre che dedicare investimenti gradualmen- di promozione universitaria, emarginazione
te maggiori alla educazione. Il PPE diviene culturale.
il principale catalizzatore delleducazione a
partire dal 1980. Gli investimenti reali, tut- 5. Lespansione del sistema formativo e la
tavia, sono molto lontani dalle mete e troppo meta del PPE di generalizzare nove anni di
inferiori a quanto si investe in educazione educazione di base si raggiunta in buona
nel mondo sviluppato. parte per il 1999, ma non stato lo stesso per
gli obiettivi di promozione sociale: limma-
3. Dal 1960 in poi i dati della scolarizzazione gine delleducazione come canale di mobilit
in tutti i livelli del sistema formativo mostra- sociale sta piuttosto producendo frustrazio-
no la grande trasformazione educativa della ni. Inoltre laumento costante della distanza
regione nelle ultime decadi. I dati evidenzia- tra ricchi e poveri, oltre al permanere della
no un livello prescolastico ancora insoddisfa- condizione di sottosviluppo in A.L., dimo-
cente con un tasso di scolarizzazione che va strano che il sistema formativo la variabile
dal 33% della Colombia al 98% del Cile con meno indipendente, una delle pi condizio-
la maggioranza dei Paesi che si collocano in- nate dal sottosviluppo. Tra laltro, gli obiet-
torno al 50% (Ibid.). Nella scuola primaria tivi del sistema formativo in A.L. appaiono
chiara la tendenza alla copertura totale della sempre pi superati dalla produzione di co-
domanda potenziale; leducazione seconda- noscenze nel mondo, tanto che esse appaiono
ria cresce pi di sette volte rivelando dinami- irraggiungibili. Questo insieme di successi e
che di scolarizzazione di massa. Listruzione frustrazioni esige delle analisi reali e profon-
superiore presenta la maggior crescita rela- de in vista del dilemma che bisogna porsi:
tiva del sistema formativo, quindici volte, Occidentalizzazione del mondo, o educazio-
cosicch il tasso raggiunge la quinta parte ne per A.L. e Caraibi?
della domanda potenziale; rimane tuttavia il
carattere elitario della educazione superiore. Bibl.: Unesco, Reflexiones y sugerencias relati-
vas al Proyecto principal de educacin en A.L.
4. Le disparit evidenziate dai dati globali y el Caribe, 1981/ Promedlac/3; Unesco -Cepal,
diventano enormi per effetto di fattori strut- Evolucin cuantitativa de los sistemas educati-
turali, come le notevoli discontinuit rurali- vos de A.L. y el Caribe-Anlisis estadstico, 1987/
urbane nella maggior parte dei Paesi; le mol- Minedlac/2; Unesco -Oreal, Situacin educati-

59
AMICIZIA

va en A.L. y el Caribe 1980-1990, Santiago, 1992; tit verso lidentificazione, grazie alla quale
Rapporto mondiale sulleducazione 2000, Roma, ogni amico tende ad assumere valori e com-
Unesco/Armando, 2000; Oferta e procura de portamenti simili o identici a quelli dellal-
professores na A.L. e no Caribe: garantindo uma tro. In questo contesto la. ci libera dalla soli-
educao de qualidade para todos; UIS perfil re- tudine, consolida vincoli affettivi di gruppo,
gional, Brasilia, Unesco, 2006; Panorama regio- un conforto, un sentimento di sicurezza, un
nal: A.L. y Caribe, Paris, Unesco, 2006; Blanco calore umano che non ha bisogno di parole
R. et al., Educao de qualidade para todos: um per esprimersi, perch comunica anche solo
assunto de direitos humanos, Brasilia, Unesco, con la semplice presenza.
2007.
J. Rodrguez - G.Malizia 2. Aspetti evolutivi della. Ogni periodo del-
la vita si esprime nella. secondo modalit
diverse. Sotto laspetto evolutivo si possono
individuare tre tappe di questo processo: a)
AMICIZIA la. sensibile-affettiva, che si sviluppa nel
periodo prepuberale e puberale ed preva-
Relazione interpersonale affettiva, nata da lentemente motivata da aspetti di carattere
una scelta generalmente basata sulla gratuit emozionale e sensibile. un tipo di a. che
leale, sulla reciprocit costante, sulla comuni- nasce per lo pi tra soggetti dello stesso ses-
cazione umana, sulla simpatia istintiva, sulla so e presenta a volte alcuni tratti dellamore
comunanza di interessi, di ansie e di ideali. eterosessuale. Questo tipo di a. deve con-
siderarsi come una tappa biologicamente
1. Il profilo genetico della. Con alcuni stu- obbligatoria e rappresenta la prima incerta
diosi di antropologia filosofica e di psicolo- trasformazione dellaffettivit della fan-
gia sociale ( Buber, Lvinas, Gevaert, ciullezza, di natura egocentrica, nellaffet-
Nuttin) si pu giustamente affermare che tivit matura, di natura allocentrica; b) la.
in principio la relazione, perch la verit captativo-egocentrica, che tipica dell
delluomo non nel suo essere soggetto, in adolescenza ed contraddistinta da aspetti
s considerato, ma nel suo essere in correla- narcisistici, simbiotici e consumativi. Essa
zione strutturale con altri soggetti. Lidentit dominata dal bisogno e dal sentimento di
non nel soggetto afferma Heidegger ma essere luno con laltro, per cui gli amici
nella relazione. Un individuo ci che viene si vogliono bene perch ognuno vede nellal-
fuori dal suo sistema di relazioni umane. En- tro un mezzo per la propria affermazione.
trare in armonia con laltro, allora, sembra Nelladolescenza la. rappresenta una forma
soprattutto il compito della., che si presenta elevata di comunicazione emotiva e di con-
come completamento di esperienze relazio- divisione di esperienze. Si tratta di una na-
nali. La. una forma di amore con carat- turale inclinazione a convivere con lamico
teristiche del tutto particolari, perch svin- e a vedere in questo fatto uno strumento di
colata da obblighi normativi e dipende solo personale compiacenza, pi che un mezzo di
dalla lealt reciproca, dalla gratuit dellin- reciproco perfezionamento, essendo ladole-
contro, dal rispetto della individualit di cia- scente prevalentemente centrato pi su di s
scuno, dalla consuetudine del rapporto, dalla che nellaltro; c) la. operativo-oblativa, che
generosit nelle difficolt, dalla condivisione rappresenta la pienezza matura di questa re-
delle gioie, dagli interessi comuni, dal lavo- lazione interpersonale. Essa contraddistinta
ro armonizzato per uno scopo comune. La. dal bisogno di essere luno per laltro, ossia
caratterizzata dal sentimento della parit: dalla coscienza del fatto che la vita degli altri
gli amici, infatti, non si inquadrano in una impone alla propria una certa responsabilit;
gerarchia, si sentono tutti uguali e se talvolta presuppone un amore fondato sulla gratuit,
nascono conflitti o competizioni, questi sono che un atteggiamento non motivato da altra
superati dalla profonda lealt e dalla disinte- ragione che non sia la libert del donare e
ressata gratuit che d vita al rapporto. Nella del ricevere, per cui si vuole bene allaltro
relazione amicale entra in gioco unaltra im- per quello che e non tanto per quello che
portante caratteristica: la similarit, il pro- serve. Una. siffatta stimola gli amici ad un
cesso cio che trasferisce il bisogno di iden- fattivo interscambio di esperienze persona-

60
AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

li, ad una concreta manifestazione di stima negare che la.s. abbia metodo e oggetto pro-
e simpatia, ad uneffettiva condivisione delle pri. Pertanto, la.s. si pu definire come quella
difficolt e delle gioie, ad una comunicazio- disciplina delle scienze delleducazione che
ne personale che si fa progressiva donazione studia la gestione dei sistemi formativi a li-
nella sincerit e nella lealt, proiettandoli nel vello macro (Federazione, Stato, Regione,
domani in una comunione di intenti, di im- Provincia, Distretto) allo scopo di conoscerla
pegni, di aspirazioni e di speranze. meglio e di renderla pi efficace. Per il livello
micro (singola scuola) organizzazione sco-
3. Educare alla. Da queste rapide annota- lastica: data la difficolt di tracciare un confi-
zioni sulla. emerge una logica conseguenza: ne netto tra le due voci, si consiglia di leggerle
chi ha responsabilit educative deve avviare insieme. La.s. anche quel settore della. pub-
alla., favorendola, orientandola, proteggen- blica, comprensivo di organi, persone e strut-
dola. Sembrano perci opportune due anno- ture, che si occupa del funzionamento delle
tazioni a questo proposito: siccome i legami scuole come servizio pubblico.
affettivi di natura amicale non possono ov-
viamente essere imposti, leducatore deve 1. Approcci allo studio della.s. Per quello
innanzitutto vivere e testimoniare in prima giuridico legislazione scolastica. Lap-
persona lesperienza della. con quel calore proccio delle scienze sociali ha esercitato
umano e quella lealt che sono gi di per s un forte influsso sullevoluzione della.s. per
un fatto educativo; in secondo luogo deve tutto il sec. XX, soprattutto tra la met degli
saper creare luoghi di incontro e di aggrega- anni 50 e 70. Lo scopo era di potenziare
zione, in cui soprattutto i ragazzi e le ragazze linsegnamento universitario e la ricerca, fa-
possono conoscersi, capirsi, stimarsi, cendoli uscire da uno stile prevalentemente
impegnarsi, esprimersi, giocarsi in esortatorio e impressionistico; daltra parte,
definitiva in un tipo di a. che sia feconda e gli amministratori operavano in organizza-
costruttiva per la crescita della loro persona. zioni, comunit, gruppi, in situazioni cio
studiate proprio dalle scienze sociali. In
Bibl.: Bucciarelli C., I ragazzi, le ragazze, la particolare sono le teorie organizzative a in-
coeducazione, Roma, AVE, 1973; Padiglione V., fluire sulla.s. Cos le posizioni tayloristiche
La.: storia antologica di un bisogno estraniato, risultano visibili nellenfasi sullefficienza, i
Roma, Savelli, 1978; R iva A., A., Milano, Anco- risultati, la competenza, la responsabilit so-
ra, 1985; Bucciarelli C., Adulti-adolescenti: co- prattutto nei Paesi anglosassoni; la concezio-
municazione cercasi, Roma, AVE, 1993; Pizzo - ne weberiana della burocrazia nella costru-
lato L., Lidea di a., Torino, Einaudi Paperbacks, zione dei sistemi formativi centralizzati delle
1993; Galli N., La. dono per tutte le et, Milano, nazioni in via di sviluppo; la teoria delle re-
Vita e Pensiero, 2004. lazioni umane nella domanda diffusa di de-
C. Bucciarelli mocrazia e di una leadership partecipativa;
le impostazioni sistemiche nellaffermarsi
AMMAESTRAMENTO Addestramento dellautonomia e della pedagogia del proget-
to. Agli inizi degli anni 70 il panorama delle
scienze sociali percorso da forti dinamiche
orientate al cambiamento. Anzitutto la so-
AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA ciet ad essere scossa da un intenso attivi-
smo politico che trova la sua espressione pa-
La definizione non facile anzitutto perch radigmatica nella contestazione giovanile.
negli Stati Uniti e nel Canada a.s. indica la Inoltre, viene denunciato da pi parti il posi-
gestione del sistema formativo sia a livello tivismo delle scienze sociali, cio la pretesa
di Stato o di distretto sia a quello di singola che gli unici criteri di verit siano la verifica
scuola, mentre in Europa ci si limita al primo empirica e la logica analitica, che la metodo-
senso: qui si seguir luso del nostro continen- logia delle scienze naturali debba essere tra-
te. Inoltre, vi incertezza sul piano teorico se sferita senza adattamenti alle scienze sociali,
la.s. sia una disciplina separata o abbia natura che lobiettivo di queste ultime consista nella
pluridisciplinare: in questa voce si adotta la elaborazione di leggi, che la ricerca debba
prima ipotesi, perch non sembra che si possa essere neutrale sul piano dei valori. Emergo-

61
AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

no nuove prospettive tra cui va ricordato il 90 e 2000 offrono un quadro di riferimento


soggettivismo che rifiuta ogni scientismo per sociale molto diverso: il crollo del socialismo
affermare la necessit di tener conto nella.s. reale, lavvento di regimi moderati o conser-
anche dei valori e dei sentimenti. Pertanto, vatori, la sostituzione delle antiche contro-
il campo degli studi va esteso dagli aspet- versie ideologiche con nuove problematiche,
ti descrittivi a quelli normativi e la ricerca come linquinamento ambientale, il rapporto
empirica non pu limitarsi al quantitativo, nord/sud, il nazionalismo, lintolleranza, il
ma deve affrontare temi come la volont, le terrorismo, la globalizzazione. Anche nel-
intenzioni, il linguaggio, ci che giusto o le scienze sociali, mentre perdono quota le
sbagliato nella.s.: di conseguenza la meto- impostazioni radicali, prevalgono tendenze
dologia si orienta verso gli studi etnografici e sia alla conciliazione tra analisi strutturale
qualitativi. Le carenze maggiori di tale pro- e culturale e fra prospettive macro e micro,
spettiva riguardano la concezione superata di sia a un empirismo pratico che fa comunque
scienze sociali che prende in considerazione, uso del metodo scientifico qualunque sia
ed il relativismo in cui rischia di cadere per lapproccio teorico seguito. Anche nella.s. si
la mancanza di criteri oggettivi di valutazio- affermano prospettive meno polemiche, pi
ne. Le teorie critiche, che si ispirano alla flessibili e anche pi sofisticate; una coscienza
scuola di Francoforte, focalizzano lanalisi pi acuta della complessit delloggetto por-
sulla falsa coscienza che viene creata nella ta sia allaccettazione di una pluralit di ap-
massa della gente da sottili meccanismi so- procci e di metodologie, sia ad un aumento
ciali, istituzionalizzati nel mondo del lavoro, della diversificazione, della frammentazione
nelleducazione, nei mass media, nel tempo e della specializzazione. Si placa lo scontro
libero, in funzione degli interessi della classe tra sostenitori della ricerca quantitativa e
dominante. Sul piano della.s. si parte dalla qualitativa, bench sia questultima a rice-
constatazione della funzione riproduttiva vere un forte impulso. I valori assurgono al
della scuola e del diverso trattamento presta- centro della scena soprattutto nel contesto
to agli studenti secondo la classe sociale, per dei processi decisionali e della definizione
affermare che gli amministratori scolastici di soluzioni alternative. La.s. riconosciu-
sarebbero al servizio dei ceti dirigenti e, per- ta come uno strumento indispensabile per
tanto, non si impegnerebbero per realizzare il raggiungimento di obiettivi organizzativi
una maggiore eguaglianza delle opportunit e sociali.
nellistruzione. Le teorie critiche riflettono
tutti i limiti delle posizioni marxiste ( mar- 2. Problemi e prospettive sul piano dei
xismo pedagogico): nellambito della.s. han- contenuti. Lazione degli amministratori si
no espresso pi critiche che proposte, appaio- scontra spesso con ostacoli e limiti esterni
no estranee alla realt scolastica e le loro ipo- particolarmente forti che ne condizionano
tesi sulla funzione riproduttiva della scuola lefficacia. Tra essi vanno ricordati i fattori
sono messe in discussione dai risultati della geografici, che possono pesare negativamen-
ricerca empirica. Altri approcci da ricordare te sulla costruzione delle scuole o sul calen-
sono: il postmodernismo o poststruttura- dario, quelli demografici, che incidono sulla
lismo che, a motivo del suo orientamento lingua di insegnamento o sulla moltiplica-
antintellettuale e antistituzionale, si rivela zione dei turni, quelli storici quali il freno
particolarmente critico nei confronti della rappresentato dalleredit coloniale o quelli
scienza e della maggior parte delle forme di economici come la povert, che pu bloccare
organizzazione e di a.; larea degli studiosi lo sviluppo del sistema formativo. Alcuni di
impegnati nella promozione dei gruppi svan- questi ostacoli si sono trasformati in proble-
taggiati a causa del sesso, della razza o della mi gravi in molti Paesi: in vari casi si tratta
nazionalit, che evidenziano la situazione delle ristrettezze delle risorse, dellinflazio-
di sottorappresentazione e di diseguaglian- ne, del pagamento dei debiti, della esplosione
za di tali gruppi nella.s.; le interpretazioni della popolazione, della modesta preparazio-
che rifiutano lo scientismo e il positivismo, ne dei docenti; altri riguardano la domanda
ma accettano la scienza e una molteplicit di maggiore efficienza o la ricerca di fonti
di metodi e che si ispirano al pragmatismo, alternative di finanziamento. Di fronte a que-
alla fenomenologia ed al realismo. Gli anni ste difficolt le capacit di risposta della.s.

62
AMMINISTRAZIONE SCOLASTICA

risultano inadeguate. Di qui limpegno di locale, mentre limpulso, il coordinamento,


molti Paesi a migliorare la preparazione de- il controllo e la determinazione degli stan-
gli amministratori, a potenziare lefficienza dard nazionali sono centralizzati. Daltra
della.s., ad accrescere la responsabilit del parte, anche necessario che lautorit po-
personale, a rafforzare la democrazia loca- litica si assuma tutta la responsabilit che
le, ad ampliare il ruolo della scuola libera, le compete.
ad introdurre elementi di mercato. Un argo-
mento tradizionale di dibattito quello dei 3. La.s. italiana. Risale alla L. Casati n.
meriti reciproci della centralizzazione e del 3725/1859 ed caratterizzata dal centralismo
decentramento della.s. La prima significa delle origini. Fino alla prima guerra mon-
che obiettivi, contenuti e strategie sono fis- diale lorganizzazione della. centrale tende
sati da una struttura centrale, normalmente a oscillare tra burocrazia e collegialit. Un
un ministero, che dirige le strutture periferi- altro passaggio importante dellevoluzione
che attraverso norme ed orientamenti circa le rappresentato dalla riforma Gentile del
modalit pi efficaci per limplementazione. 1923 che globalmente porta ad una espan-
Il decentramento implica lo spostamento del sione del ministero. Lentrata in vigore della
potere a livello locale, che pu assumere for- Costituzione repubblicana (1948) ha segna-
me diverse: dal semplice riconoscimento di to un vero rovesciamento di fronte: da una
un certo spazio per la pianificazione, le deci- parte si affermata la validit del principio
sioni e il controllo, alla delega di determinate delle autonomie e dallaltra il sistema scola-
responsabilit, fino allattribuzione di poteri stico viene impostato sulle grandi opzioni
legali anche di imporre tasse. A sostegno della libert, del pluralismo e della conver-
del centralismo si citano ragioni quali la re- genza delle iniziative. Nonostante ci, nei
alizzazione di una maggiore eguaglianza a primi anni 60 il Ministero si ulteriormente
favore delle zone e dei gruppi svantaggiati, dilatato in una macrostruttura anche se nelle
il contributo allunit nazionale e alla coe- decadi 70 e 80 si sono avute alcune riduzio-
sione sociale, la riduzione di duplicazioni o ni per effetto della istituzione del Ministero
sovrapposizioni, la rapidit nellintroduzione dei Beni Culturali (1975) e dellUniversit
di una innovazione; al tempo stesso, per, (1989); inoltre, la L. n. 477/73 sugli organi
esso pu trascurare i bisogni della periferia, collegiali ha compiuto un primo passo verso
manca di flessibilit e, pertanto, non tenen- lautonomia di gestione che, per, rima-
do conto delle diversit locali, non assicura sta molto limitata. Negli anni successivi
di per s una maggiore efficienza. Laltra emerso con sempre maggiore chiarezza che
ipotesi viene affermata perch favorisce la il sistema di governo della scuola esigeva un
partecipazione dal basso, la rispondenza alla rinnovamento profondo. Questo avvenuto
domanda sociale, la costruzione di una scuo- soprattutto con la riforma del Titolo V della
la della comunit, l autonomia scolastica, nostra Costituzione (L. n. 3/01): in base alla
linnovazione, lefficacia. Va, per, detto che nuova normativa, lo Stato ha competenza
questi effetti non sono automatici, ma ri- esclusiva per quanto riguarda le norme ge-
chiedono a monte una cultura organizzativa nerali sullistruzione e i livelli essenziali
corrispondente ed un corretto rapporto con il delle prestazioni; lo Stato e le Regioni han-
centro; inoltre, non vanno dimenticati i rischi no competenza concorrente sullistruzione,
connessi con il particolarismo dei gruppi di fatta salva lautonomia delle scuole; a loro
interesse e con la corruzione locale. Pertan- volta le Regioni hanno competenza esclusi-
to, la maggior parte dei Paesi cerca di trovare va sullistruzione e sulla formazione profes-
un equilibrio tra un forte potere locale dini- sionale. In altre parole la volont del Costi-
ziativa e la propulsione, il coordinamento ed tuente che Stato e Regioni, da una parte, e
il controllo centrale. Da una parte bisogna Regioni ed Enti territoriali con le istituzioni
procedere a un ampio decentramento dei scolastiche, dallaltra, cooperino insieme
sistemi formativi che si fondi sul trasferi- e, che, pur nel rispetto dei poteri propri di
mento di responsabilit alle istanze regionali ciascuno, predispongano una politica forma-
e locali, sullautonomia degli istituti e sulla tiva al servizio dei giovani e delle famiglie,
partecipazione effettiva degli attori locali; il rispondente alle esigenze del territorio, sen-
principio fondamentale che la decisione za perdere in unitariet e coordinamento. Il

63
AMORE EDUCATIVO

passaggio da un modello centralistico e ge- AMORE EDUCATIVO


rarchico a uno poliarchico, che valorizza le
autonomie territoriali e scolastiche, com- Non esiste educazione senza a. Non c ap-
porta un diverso ruolo dello Stato che viene prodo alla compiutezza dellumano se non
investito di tre compiti: governare in modo promana da ricchezza di a. offerto, rassicu-
unitario il sistema educativo di istruzione e rante e orientante a matura libert, al ser-
di formazione; verificarne la qualit globale vizio della vita e della. Nel quadro delle
in modo che si raggiungano in tutto il Paese Lebensformen e dei Lebenstypen, immagi-
i livelli essenziali di prestazione; ovviare nati da Eduard Spranger, leducatore appare
alle disparit esistenti tra le scuole pren- come il tipo sociale, altruistico, mosso dalla
dendo le opportune misure perequative. passione, dalleros elevato ad a. spirituale
Contribuiscono nella medesima direzione per luomo e per il suo perfezionamento. Se
anche i compiti programmatori e di coordi- ne delineano alcune figure pi rilevanti.
namento che sono affidati agli enti territo-
riali. Rientra in questo quadro anche la ri- 1. La. naturale dei genitori per i figli, in par-
strutturazione del Ministero della Pubblica ticolare delle madri, spesso esaltato nel-
I. che in grande sintesi si ispira ai seguenti la poesia e nellarte ed fenomeno diffuso
principi: la pubblica istruzione chiamata in tutte le culture. Ne prende atto anche
a trasformarsi da a. di gestione autoritativa Aristotele, attento osservatore dei fatti: Si
in a. di governo e di servizio e, pertanto, ammetter anche che lamicizia consiste pi
dovr rafforzare le proprie competenze tec- nellamare che nellessere amati. Se ne trova
niche rispetto a quelle gestionali che sono un esempio nelle madri che ripongono tut-
destinate a perdere la rilevanza centrale ad ta la loro gioia nellamare (Et. Nic. VIII 8,
esse assegnata nel passato; inoltre, la tradi- 1159 a 13); i genitori amano i loro figli per-
zionale struttura verticale per ordini e gradi ch questi sono come qualcosa di loro (Et.
di scuola viene sostituita da una orizzontale Nic. VIII 12, 1161 b 18); per la maggior pros-
per grandi tematiche e che comporta labo- simit iniziale le madri amano i loro figli
lizione delle articolazioni duplicate e la pi di quanto facciano i padri (Et. Nic. VIII
normalizzazione delle funzioni. 12, 1161 b 26). Nel mondo ebraico ci si do-
manda a proposito della. fedele di Dio: Si
Bibl.: Perna V., A.s., in M. Laeng (Ed.), En- dimentica forse una donna del suo bambino,
ciclopedia pedagogica, vol. I, Brescia, La Scuo- cos da non commuoversi per il figlio del suo
la, 1989, 530-538; Evers C. W. - G. Lakomski, seno? (Is 49,15). Esprime analoga persua-
Knowing educational administration: contempo- sione s. Angela Merici alle Matrone della
rary methodological controversies in education- sua Compagnia di vergini: Perch si vede
al administration research, Oxford, Pergamon nelle madri carnali, le quali, se havesseno
Press, 1991; Willower D. J., Administration mille figli et figlie, tutti li haveriano nellani-
of education as a field of study, in T. Husen - mo suo totalmente fissi de uno in uno [...].
T. N. Postlethwaite (Edd.), The International Anzi, pare che, quanto pi se nha, tanto pi
encyclopedia of education, Oxford, Pergamon la. et cura cresca a un per uno (Legati 2).
Press, 1994, 53-60; Rapporto di base sulla po- Tuttavia listinto non protegge da fenomeni
litica scolastica italiana, in Educazione Com- opposti, attestati dalla storia di tutti i tempi:
parata 9 (1998) 30-31, 65-119; Versari S. (Ed.), crudelt, sevizie, abbandono, esposizione,
La scuola della societ civile tra stato e mercato, ius vitae et necis del paterfamilias, infantici-
Soveria Mannelli, Rubbettino, 2002; Bertagna dio, abuso sessuale ( violenza).
G., Istruzione e formazione dopo la modifica del
Titolo V della Costituzione, in Nuova Seconda- 2. La. dei genitori, in particolare quello ma-
ria 20 (2003) 9, 102-112; Zajda J. (Ed.), Special terno, viene considerato primario nellevento
issue: The role of the state, in International educativo dai classici della pedagogia ro-
Review of Education 50 (2004) 3-4, 199-418; mantica: Tutta lantichit esalta la. materno
English F. W. (Ed.), Encyclopedia of educa- pi di quello paterno; e devessere ben gran-
tional leadership and administration, Thousand de, questa. materno, poich un padre amo-
Oaks, Sage, 2006. revole non pu immaginare affetto superiore
G. Malizia al suo ( Richter, Levana fr. IV); il nostro

64
AMORE EDUCATIVO

scopo principale lo sviluppo dellanima in- vo di Verona (Praeloquiorum, lib. I, tit. XV,
fantile [...] e quale forza pi attiva e stimo- n. 30), da Silvio Antoniano e infine da don
lante della. materno? ( Pestalozzi, II lett. Bosco ( sistema preventivo).
a Greaves); la madre la naturale maestra
che la Provvidenza ha posto al fianco del 5. Accanto alla. paterno e materno, pro-
bambino. Il sangue non dice molto: solo la prio della famiglia nei confronti soprattutto
bont che parla al cuore della tenera creatu- dellinfanzia e delle istituzioni di stile fa-
ra ( Girard, Dellinsegnamento regolare miliare, esiste una contenuta forma di a.e.
della lingua materna, lib. IV, cap. VI, 1); deputato piuttosto a stabilire un ordine di
Frbel, Leducazione delluomo I 6-22; II razionalit e di disciplina. Ne tratta anche
24-33: quanto stato finora esposto possa Kant: necessario che luomo sia abitua-
destare nei genitori un sincero e sereno, pro- to per tempo a sottomettersi ai precetti della
fondo e intelligente a.. ragione [...]. N la esagerata tenerezza ma-
terna che lo circonda durante la fanciullezza
3. La. viene esaltato, per una ristrettissi- gli giova (La pedagogia, introduzione).
ma lite sociale e culturale, nella raffinata il sistema tipico usato nei monasteri, nelle
riflessione platonica sulleros-pedagogico. famiglie patriarcali e, soprattutto, nei col-
Esso vi teorizzato come sublimazione legi, in particolare quelli militari dei secoli
della. maschile: volo di due anime intima- XVIII e XIX. Esso si pratica nei confronti
mente unite al regno della bellezza eterna, di unadolescenza ritenuta et irrequieta e
la fusione di passione vera col puro librarsi ribelle, da preparare attraverso rude disci-
della speculazione e con la forza di una li- plina allinserimento adulto nella societ. In
berazione morale. a. che porta gli amanti questottica si determina in Francia, soprat-
alla contemplazione del Bello e del Bene, tutto nei primi decenni dell800, il dibattito
due aspetti dellidentica realt, lesser polemico tra leducazione pubblica, esigente
bello e buono; e rende capaci di autentica e virile, e leducazione privata, amorevole e
politica, recuperando alla ragione anche i condiscendente.
custodi, resi permeabili ad essa mediante
un sistema educativo congruo (Jaeger, 1959, 6. Lattuale complessit del compito educati-
299-337). vo, nella famiglia e fuori, e lo sviluppo delle
scienze delleducazione sottolineano lesi-
4. In una vasta prospettiva che attraversa i genza che leducatore sappia coniugare la.
secoli, la.-carit (agpe) costituisce il pro- con lintuizione, la competenza, la familiari-
prium della pedagogia cristiana (familiare t con le scienze delleducazione Non basta
e istituzionale), quando si ispira allinfan- amare per essere buoni educatori (Pio XII);
zia vissuta in Ges o da lui amorevolmente o meglio, se si ama, si mette tutta lintelli-
accolta ed esaltata (Mt 18,1-6; Mc 9,33-37; genza al servizio della., rendendo lazione
10,13-16; Lc 9,46-48) e non viene, invece, educativa pi persuasiva ed efficace. Si in-
soverchiato, nella realt effettiva, dallauste- siste, in particolare, sulla necessit che la.
ra tradizione romana o dei popoli barbarici. non freni o blocchi, ma promuova la crescita
Della.e. evangelico sono testimonianza clas- delleducando alla libert matura: lautentici-
sici testi di Agostino (De catechizandis ru- t della.e. sta in definitiva nel saper operare
dibus, cap. IV e XII), di s. Anselmo dAosta in modo che i giovani protagonisti siano in-
(Vita Eadmeri, I 4, nn. 30-31), di educatori dotti ad amare ci che leducatore ama non
e pedagogisti dallumanesimo allet moder- semplicemente perch leducatore amabi-
na, di fondatori e fondatrici di istituti religio- le, ma valido e amabile in s ci che ledu-
si consacrati alleducazione della giovent, catore propone; anzi siano abilitati ad andar
Petites coles de Port-Royal, Rollin, oltre con un cammino autonomo, originale e
Aporti. S. Agostino mutua dalla letteratura responsabile. Ci pu verificarsi in pi alta
classica come norma del governo della co- misura quando leducatore lapriori della
munit monastica la formula plus amari coppia che li ha generati donandosi e do-
quam timeri (Regula, cap. XI), ripresa da nando a. permanente, aprendoli nelluterus
s. Benedetto (Regula, cap. LXIII) e trasferita spiritualis della famiglia alla pienezza della
nello spazio pedagogico da Ratherius, vesco- libert.

65
AMORE: EDUCAZIONE ALL

Bibl.: Jaeger W., Paideia. La formazione delluo- nascente, che porta a fonderci con la per-
mo greco, vol. III Alla ricerca del divino, Firen- sona amata, dalla. vero e proprio, che porta
ze, La Nuova Italia, 1959, cap. VIII Il Simposio. a creare una comunit di vita nella stima e
Eros, 299-337; Spranger E., Der geborene Erzie- fiducia interpersonale globale e perenne. Il
her, Heidelberg, Quelle und Meyer, 1960, 80-106 vissuto quotidiano mette in luce la comples-
(Die pdagogische Liebe); Mrz Fr., Erziehe- sit e le difficolt della.: le infatuazioni este-
rische Existenz. Zwei Essays ber das Sein und tiche o erotiche, le cotte, gli amori plato-
die Liebe des Erziehers, Mnchen, Ksel, 1963; nici, le difficolt di relazionarsi, le paure di
Histoire des pres et de la paternit, sous la dir. perdersi e di essere abbandonati, la ricerca
de J. Delumeau et de D. Roche, Paris, Larousse, spasmodica del piacere, ladorazione divisti-
1990; Delumeau J. (Ed.), La religion de ma mre. ca; forsanche in relazione a certe tendenze
Le rle des femmes dans la transmission de la foi, presenti nella cultura contemporanea che
Paris, Cerf, 1992; Venturelli F., Il noi dei ge- portano ad esaltare un certo soggettivismo,
nitori e la relazione con il figlio nella riflessio- individualismo, materialismo, utilitarismo,
ne di Ferdinando Ulrich, in Rivista di Scienze presentismo a scapito del senso del noi, dello
dellEducazione 43 (2005) 301-313; Galli N., spirituale, del gratuito e della fedelt.
Competenza ed a. per lo sviluppo del bambino, in
Pedagogia e Vita 63 (2005) 162-164; Macario 2. Anche se la. si mostra come una dimen-
L., A. fonte di vita, Roma, LAS, 2007. sione radicale dellesistenza umana, chiede
P. Braido una graduale maturazione. In tal senso si
impara ad amare anzitutto grazie al calore
della. ricevuto dagli altri fin dalla pi tene-
ra et e per cui fondamentale il senso di
AMORE: educazione all fiducia originaria suscitata dalle relazioni
interpersonali materne, parentali, familiari e
Nel linguaggio comune per a. si intende il sociali. Uneducazione alla. consiste essen-
sentimento o lattrazione che una persona zialmente nellaiutare e stimolare le persone
nutre nei confronti di unaltra, implicante a passare gradualmente da un a. infantile
una scelta, per una reciprocit di relazione immaturo, autocentrato, possessivo ad un a.
e di piena e intima unione interpersonale; pi personalizzato, interpersonale, solidale,
ma in senso pi largo con a. si intende anche aperto alla trascendenza, capace di a. verso
qualsiasi sentimento positivo, apprezzamen- se stessi (capacit di interiorit), di a. alle
to, attrazione, desiderio per un oggetto, altri cose (capacit di operativit e di realismo),
esseri, un ideale, una causa per cui ci si de- di a. agli/per gli altri (capacit di impegno e
dica e ci si sacrifica e che appaga il proprio di solidariet, di dedizione e di reciprocit),
desiderio e realizza le aspirazioni personali di a. di Dio (capacit di dedizione ad una
o di gruppo. causa ideale e apertura ad una comunione
universale e ad una religione personale,
1. Tradizionalmente si distingue nella. individuale e comunitaria). Nei confronti di
laspetto impulsivo (ros) da quello di una mancata od errata educazione alla. o di
amicizia e benevolenza ( fila), da quello di eventuali carenze, distorsioni, patologie, si
vicinanza interiore (affetto) e da quello di richiedono interventi terapeutici, impegno
oblativit gratuita e sovrabbondante (agape), di autoformazione permanente personale, di
tipico, secondo il cristianesimo, della. di coppia, familiare, comunitaria. In particolare
Dio. Nella classicit si indicava con termine leducazione alla. si rapporta con leducazio-
apposito (= stergo), lamore dei genitori ver- ne alla sessualit e alla relazionalit amorosa
so i figli, la loro amorevole cura verso la pro- tra uomo e donna; con leducazione alla scel-
le. Dal punto di vista etico-religioso, dopo s. ta del partner e del coniuge, compagno/a di
Agostino si preso a distinguere la cupi- vita: nella prospettiva del senza fine e nella
ditas (o amor sui = a. di s fino al disprez- speranza della pienezza della comunione,
zo degli altri e di Dio) dalla caritas (o amor che sembrano intrinseche alla. In tutto ci
Dei = a. di Dio fino al disprezzo di s per notevole il contributo delle scienze umane,
donarsi agli altri ed a Dio). Pi di recente si della psicoanalisi e della terapia, ma anche
distinto linnamoramento, a. allo stato della critica culturale.

66
AMOREVOLEZZA

Bibl.: Nygren A., Eros e agpe, Bologna, Il Mu- lit di conciliarsi la. degli scolari (p. 5). Il
lino, 1960; Fromm E., Larte damare, Milano, Il barnabita A. Teppa, Avvertimenti per gli edu-
Saggiatore, 1977; Alberoni F., Innamoramento e catori ecclesiastici della giovent (Roma/
a., Milano, Garzanti, 1979; Lewis C. S., I quat- Torino, Marietti, 1868), una delle fonti delle
tro a. Affetto, amicizia, eros, carit, Milano, Jaca pagine di don Bosco sul sistema preventi-
Book, 1982; Bauman Z., A. liquido. Sulla fragili- vo del 1877, parla di amorevoli parole, di
t dei legami affettivi, Roma/Bari, Laterza, 2006; amorevoli correzioni, modi amorevoli,
DAquanno M., Una didattica avanzata per una di castighi dati con dignit e insieme con
pedagogia della., Milano, Angeli, 2007. a. (pp. 40, 49).
C. Nanni
3. Don Bosco fa della. uno dei tre pilastri
(gli altri sono la ragione e la religione)
su cui poggia il sistema preventivo, la cui
AMOREVOLEZZA pratica tutta appoggiata sopra le parole di
S. Paolo che dice: La carit benigna e pa-
Il termine a. quasi caduto in disuso nella ziente; soffre tutto, ma spera tutto e sostie-
lingua it.; ma nei secoli XVI-XIX ricorre con ne qualunque disturbo. La. precisamente
frequenza anche come categoria pedagogi- amore dimostrato con immediatezza, sin-
ca (nelleducazione, nella catechesi e nella cerit e riserbo, e pu considerarsi sinonimo
pastorale). di dolcezza, mansuetudine, benevolenza,
amore-carit paziente e comprensiva. Don
1. Esso indica una particolare modalit di Bosco raccomanda la. anche ai confessori:
rapporti tra padri/madri e figli, tra maestri/ Accogliete con a. ogni sorta di peniten-
educatori-maestre/educatrici e allievi/allieve, ti, ma specialmente i giovani (Opere edi-
tra catechisti e catechizzandi, tra sacerdote/ te XIII 181); ma pi universalmente a tutti
confessore e fedele/penitente. A. scrive il coloro che si occupano dellet in crescita:
Tommaseo il segno dellamore, della be- genitori, educatori, insegnanti, assistenti,
nevolenza, dellaffetto; segno che pu essere animatori. Egli, per, non si nasconde alcune
pi o meno evidente e sincero. Amorevole possibili ambiguit pedagogiche nel prati-
indica gli atti esterni di un sincero amore [...] carla; perci la vuole vissuta in sintesi con
La. innoltre , pi dordinario, da superiore la ragione/ragionevolezza e la virt teologale
a inferiore. Pu per anco la. essere tra pari, della carit. In relazione alle cautele e alle
cos come laffetto [...]. La vera a. cristiana avvertenze di don Bosco, una innovativa pi-
vien sempre dal cuore (Nuovo diz. de sino- sta di ricerca di grande forza suggestiva, con
nimi, Napoli, 1905, 102-103). preciso riferimento alla sensibilit odierna
nei confronti della sessualit e dellamore,
2. Gi nelle Constitutioni et Regole della percorsa e indicata dal salesiano francese
Compagnia et Scuole della Dottrina Chri- Xavier Thvenot.
stiana (1585) stabilito per il maestro: con
charit, a. et mansuetudine gli [gli scolari] Bibl.: Perquin N., Don Bosco als opvoeder en
riceva, seguendo lesempio di Christo, che psycholoog, in Dux 29 (1962) 433-439; Rou-
con tanta charit et a. accett quello fanciul- gier S., Lavenir est de la tendresse. Ces jeunes
lo, che gli and avanti. Anche Aporti par- qui nous provoquent lesprance, Paris, Sal-
la della necessit di guadagnarsi prima di vator, 1979; Thvenot X., Don Bosco educato-
tutto laffezione e la confidenza dei fanciul- re e il sistema preventivo. Un esame condotto
li, tenendo conto che si ama chi ci tratta a partire dallantropologia psicoanalitica, in
con a. e che il mezzo che pi concorre a Orientamenti Pedagogici 35 (1988) 701-730;
conciliare la benevolenza la benevolenza Id., Laffectivit en ducation, in ducation et
(Scritti pedagogici II, Torino, Chiantore, pdagogie chez don Bosco, Paris, Fleurus, 1989,
1945, p. 85, 440-441). Fratel Thoger delle 233-254; Braido P., Breve storia del sistema
Scuole cristiane, conosciuto da don Bosco preventivo, Roma, LAS, 1993; Id., I molti volti
a Torino (Virt e doveri di un buon maestro, della., in Rivista di Scienze dellEducazione
Torino, Paravia, 1863), sviluppa il tema del 37 (1999) 17-46.
maestro che procura colle sue amabili qua- P. Braido

67
ANALISI TRANSAZIONALE

ANALFABETISMO Alfabetizzazione transazioni tra gli stati dellIo delle persone


ANALISI DEGLI OBIETTIVI Obiettivi costituisce la.t. in senso stretto. Nella. delle
ANALISI FATTORIALE Ricerca educativa transazioni sono importanti le carezze, cio
Statistica qualsiasi atto di riconoscimento dellaltro
ANALISI ISTITUZIONALE Pedagogia isti- o da parte dellaltro, e la strutturazione del
tuzionale tempo, cio i diversi modi di impiegare il
tempo nelle transazioni in gruppi o in cop-
pie. Nellinfanzia ogni persona scrive una
storia di vita per se stessa che la.t. chiama
ANALISI TRANSAZIONALE copione. Nella vita adulta molti aspetti del
copione vengono seguiti fedelmente senza
La.t. una teoria della personalit e una che la persona ne abbia consapevolezza. La.
psicoterapia sistematica ai fini della crescita del copione serve per capire come le per-
e del cambiamento della persona (Stewart e sone possano talora, senza saperlo, crearsi
Joines, 1990), elaborata dallo psichiatra ame- dei problemi e come possano procedere per
ricano E. Berne verso la fine degli anni 50. risolverli. Il bambino crea il copione come
strategia efficace di sopravvivenza. Nel cre-
1. Complessit del modello. La.t. oltre che are il copione talora distorce la realt con ri-
una teoria di personalit, un modello psi- definizioni, altre volte non tiene conto di fatti
coterapeutico per interventi individuali, di importanti con la svalutazione di essi. Per
gruppo, di coppia e familiare e una specifica mantenere il copione nella sua forma infan-
teoria della psicopatologia, anche una teo- tile, talora gli adulti entrano in relazione in
ria della comunicazione e dello sviluppo modo da comportarsi come bambini e invi-
infantile. Come teoria della comunicazione tano gli altri ad assumere il ruolo di Genitore
pu fornire un metodo di a. dei sistemi e e Adulto anzich attivare il proprio Genitore
delle organizzazioni. Come teoria dello svi- e il proprio Adulto; quando questo avviene
luppo infantile permette di spiegare come si dice che la persona si mette in un rappor-
schemi di vita attuali abbiano origine, in to simbiotico. Da bambini le persone talora
parte, dallinfanzia e continuino a modificar- imparano a non esprimere alcune emozio-
si lungo tutto il corso della vita. La.t. am- ni non approvate e a sostituirle con altre.
piamente usata nei contesti educativi per il Quando nella vita adulta invece di esprimere
counseling e nei processi interpersonali per le emozioni autentiche si fa lo scambio del-
aiutare gli insegnanti e gli studenti a rimane- le emozioni come si faceva da bambini, le
re in chiara comunicazione. emozioni sostitutive sono chiamate emozio-
ni parassite. Se le persone che comunicano,
2. Concetti chiave della.t. Sono fondamen- invece di esprimere le emozioni autentiche
tali nella.t. i concetti di stati dellIo. Uno si relazionano attraverso emozioni parassite,
stato dellIo un insieme di comportamenti, esse mettono in atto dei giochi psicologici.
pensieri ed emozioni tra loro collegati cos Compito importante degli adulti quello di
da formare ununit osservabile. Ci sono aggiornare il copione per affrontare la vita
tre stati dellIo secondo la.t.: lo stato dellIo secondo le esigenze del presente piuttosto
Adulto, lo stato dellIo Genitore e lo stato che secondo le strategie create da bambini
dellIo Bambino. LAdulto un insieme di e inefficaci per il presente. Il cambiamen-
modi di agire, pensare e sentire in relazio- to del copione infantile per adottare quel-
ne alla realt che si svolge nel qui ed ora; il lo funzionale per la vita adulta permette
Genitore un insieme di comportamenti, di di raggiungere lautonomia. Gli interventi
pensieri e di emozioni che spesso sono una della.t. hanno lo scopo di facilitare larric-
copia dei modi di porsi dei genitori, o altre chimento dellautonomia.
persone che sono state figure genitoriali; il
Bambino riflette modi di comportamento, di 3. La filosofia della.t. I seguenti sono alcu-
pensiero e di emozioni caratteristici di quan- ni assunti di base della.t.: ognuno va bene
do si era bambini. Quando le persone comu- come persona, ognuno capace di pensare,
nicano possono presentarsi a partire da qual- ognuno decide il proprio destino e le decisio-
siasi dei tre stati dellIo; la. delle sequenze di ni prese possono essere cambiate. Da questi

68
ANARCHISMO ED EDUCAZIONE

assunti seguono due metodi di intervento Superiore di Parigi, conobbe Bakunin e Marx
specifici della.t.: il metodo contrattuale e e partecip alle loro dispute per capeggiare
la comunicazione aperta. Il metodo contrat- il movimento operaio internazionale. Robin
tuale implica che in qualsiasi cambiamento rese popolare il concetto di educazione in-
previsto viene assunta la responsabilit con- tegrale, difeso da tutti i leader operai del
giunta tra lanalista e la persona interessata e sec. XIX, attraverso il suo scritto De lensei-
ci porta ad accettare la parit tra lanalista e gnement intgral (1869). Inizialmente Marx
la persona che si presenta per affrontare dei e Bakunin condividevano lidea che prima
problemi. La comunicazione aperta implica era necessario fare la rivoluzione e poi biso-
che lanalista fornisce chiare spiegazioni ri- gnava rieducare il popolo, ma dal 1880 gli
spetto a quello che accade nella relazione e anarchici capeggiati da Kropotkin mutaro-
nel lavoro congiunto. no lordine delle priorit e si convinsero che
nessuna rivoluzione sarebbe stata possibile
4. Organizzazione. La.t. organizzata a senza un previo cambiamento di mentalit
livello internazionale attraverso lITAA, dei suoi protagonisti. Prima di fare la rivo-
International Transactional Analysis Asso- luzione, bisognava cominciare dalla scuola;
ciation, a livello europeo attraverso lEA- tuttavia n la scuola di Stato n la scuola
TA, European Association for Transactional di Chiesa avrebbero collaborato al cambia-
Analysis, in Italia attraverso la SIAT, Societ mento delle mentalit, per cui gli anarchici
Italiana di a.t. In Italia esistono anche gruppi cominciarono a fondare delle scuole proprie
di analisti transazionali che non aderiscono dalle quali provenivano i futuri rivoluziona-
alla SIAT. ri. In tal modo, nella terza parte del sec. XIX,
sorsero numerose scuole private a carattere
Bibl.: Berne E., A che gioco giochiamo?, Mila- laico, la cui differenza fondamentale rispet-
no, Bompiani, 1967; Scilligo P. - M. S. Barreca, to alle scuole statali e a quelle degli ordini
Gestalt e a.t., vol. I, Roma, LAS, 1981; Scilligo religiosi, era il fatto che non vi si insegnava
P., Gestalt e a.t., vol. II, Ibid., 1983; Berne E., religione. Le leggi consentivano questo tipo
Principi di terapia di gruppo, Roma, Astrolabio, di scuola a certe condizioni e ve ne furono
1986; Scilligo P. - S. Bianchini (Edd.), I premi di varia portata; tra esse vi furono scuole a
Eric Berne, Roma, IFREP, 1990; Stewart I. - V. spiccato carattere anarchico.
Joines, La.t.: guida alla psicologia dei rapporti
umani, Milano, Garzanti, 1990; Zalcman M., A. 2. La prima scuola anarchica che ebbe una
dei giochi e a. del ricatto: visione dinsieme, cri- certa notoriet fu lInstitution Prevost di
tica e ulteriori sviluppi, in Polarit (1990) 8, Cempuis, vicino a Parigi. Si trattava di un
351-379; M astromarino R. (Ed.), A.t. La terapia orfanotrofio privato, controllato dal governo
della ridecisione: dalla teoria alla pratica e dalla francese. Per dodici anni Robin diresse il
pratica alla teoria, Roma, LAS, 2006. centro, trasmettendo alcuni principi anarchi-
P. Scilligo ci e introducendo alcuni metodi pedagogici
innovativi, come per es. la lezione allaper-
to, limportanza delligiene, delleducazio-
ne fisica e del lavoro nei piccoli laboratori
ANARCHISMO ED EDUCAZIONE dellIstituzione (fattoria, orto, panetteria,
sartoria, stampa, ecc.). Lobiettivo era che
Si intende per a. la teoria e pratica politico- tutti gli alunni di questo centro misto avesse-
sociale che tende a rifiutare ogni tipo di ge- ro la possibilit di conoscere i diversi lavori
rarchia e di organizzazione della societ. che avrebbero probabilmente svolto alla fine
della permanenza nellinternato, la qual cosa
1. Per anarchici e marxisti leducazione fu consentiva loro di avere unesperienza diret-
una preoccupazione di capitale importanza. ta prima di doversi dedicare ad essi senza
Nel Congresso dellInternazionale dei Lavo- conoscerne le caratteristiche. Robin apparve
ratori, tenuto a Bruxelles nel 1868, si discus- troppo rivoluzionario alle autorit francesi
se della necessit di una educazione inte- laiche responsabili delleducazione Accusato
grale, il cui pi strenuo difensore fu Paul di insegnare il malthusianesimo e di essere
Robin. Antico alunno della Scuola Normale antipatriota, fu deposto nellagosto 1894.

69
ANIMAZIONE

3. Unaltra scuola anarchica famosa fu quella essenzialmente un processo riferito alla vita
creata a Barcellona (1901) da Francisco Fer- e allamore per la vita; promuove lesistenza,
rer i Guardia (1859-1910). Ferrer ebbe lap- larmonia, la crescita e la coesione; abbraccia
poggio di numerosi nuclei anarchici, masso- una vasta gamma di comportamenti umani e
ni e liberali in genere, insoddisfatti delledu- infonde energia, vitalit e spirito. Il termine,
cazione pubblica e delle congregazioni pertanto, fondamentalmente collegato con
religiose insegnanti. Il suo nome e quello la creativit, la gioia e lispirazione. La. di-
della Escuela moderna da lui fondata costi- viene unazione proficua solo in quelle espe-
tuirono una svolta pi per motivi ideologici e rienze dove c libert e assenza di costrizio-
politici che per le innovazioni pedagogiche. ne. La. sfida la vita stessa, cos come sfida le
Questa scuola ebbe appena cinque anni di personali capacit degli individui a liberarsi
vita. Fu chiusa nel 1906 ed il suo direttore da ogni sorta di miseria che in qualche modo
fu imprigionato con laccusa di complicit ostacola e svilisce la vita. Quindi la vita stes-
con il bibliotecario della scuola nellattenta- sa diviene il luogo dove spargere i semi della
to che, in occasione delle nozze di Alfonso speranza per il futuro.
XIII, caus vari morti a Madrid. Nel 1909
fu processato, accusato di aver partecipato ai 2. Le diverse forme della. Esistono diversi
disordini della Settimana Tragica ed in se- modelli di a., che indichiamo brevemente, per
guito fucilato. Leco di questa tragica fine fu soffermarci, poi, sul modello olistico della.
magnificata dalla massoneria e dalla. in- a) A. creativo-espressiva: forse il model-
ternazionale e fu utilizzata ancora una volta lo generalmente pi diffuso. legato allo
per fomentare il discredito della Chiesa e dei scenario della rappresentazione teatrale, che
governi conservatori spagnoli responsabili offre mezzi dauto-espressione allinterno
dellesecuzione. della comunit spesso utilizzati per aiutare i
fanciulli e le persone con particolari proble-
Bibl.: Tomasi T., Ideologia libertaria e formazio- mi di apprendimento. b) A. socio-culturale:
ne umana, Firenze, La Nuova Italia, 1973; Del- ha dei legami con i processi educativi degli
gado B., La escuela moderna de Ferrer i Guar- adulti e della comunit. Mira a promuovere
dia, Barcelona, CEAC, 1979; Rodas I. - A. De lo sviluppo di talenti ed abilit delle persone
la Calle, Anarquismo y comunismo: ayer y hoy, e dei gruppi per abilitarli a una migliore par-
Barcelona, Curso, 2005. tecipazione alle realt sociali e politiche in
B. Delgado cui vivono e ad una loro migliore gestione.
c) A. culturale: si riferisce maggiormente ad
ANGIULLI Andrea Positivismo e educa- un approccio educativo e didattico applica-
zione bile ad attivit scolastiche del doposcuola e
ANGOSCIA Ansia specialmente a gruppi giovanili. Si tratta, in
ANIMA Spirito Uomo fondo, di una teoria educativa basata su un
ANIMATORE Animazione Educatore sottointeso paradigma filosofico/antropolo-
gico, con un metodo ben fondato e con ri-
sorse specifiche. Si qualifica per la dimensio-
ne culturale dellidentit individuale e le sue
ANIMAZIONE espressioni sociali e storiche. d) A. del tempo
libero: si rivolge a forme ricreative o espres-
In senso generale la. pu essere intesa come sive. un tipo da. nel quale il tempo libero
uno stile, un approccio o un modo di rendere delle persone impiegato per liberare la loro
un servizio alle persone e alle comunit, cui auto-espressione e a per acquistare o riacqui-
corrisponde sul piano delle figure professio- stare la loro creativit. e) A. come dinamica di
nali un profilo specifico: lanimatore. gruppo: riferita allapplicazione di tecniche
e metodi che promuovono la comunicazione
1. Il significato del termine a. I termini ani- interpersonale e la messa in atto di attivit
mare, a. e animatore indicano lener- di gruppo. f) A. come modello olistico per
gia e lattivit che d, espande, arricchisce la leducazione si fonda sulla prospettiva di stili
vita ed ispira un individuo o dei gruppi, sia diversi e conseguenti ruoli da assumere per
dallinterno che dallesterno. La., quindi, promuovere la pienezza di vita per tutti.

70
ANIMAZIONE

3. Comprensione del modello olistico della. di azioni-riflessioni mediante le quali lindi-


Accentuando il significato delle parole ani- viduo o il gruppo intraprende liberamente il
mare, a. e animatore come una qua- cammino verso la pienezza di vita per tutti e
lit di vita, un modo dellagire pi che una quindi animato. Tali azioni-riflessioni, a
specifica azione, possiamo comprendere la. loro volta, abilitano gli individui o i gruppi
come un insieme di stili per ridestare (dare), a trasmettere la vita ad altri e cos diventano
liberare (purificare), rafforzare (sostenere), animatori. La. intenzionalmente centrata
progettare la vita; ciascun stile un pro- sulle persone, sulla loro coscienza e sulle loro
cesso e un metodo per larricchimento della capacit. Riconoscendo la libert interiore e
vita, che concorre a favorire un processo di lautonomia dellindividuo, la. offre loppor-
trasformazione della vita, inteso come un tunit per liberarle da tutto ci che ostacola
avanzare verso la pienezza di vita per tutti. il cammino verso la pienezza di vita. La. ri-
E questo allo scopo di provocare dallinter- desta gradualmente le loro capacit interiori,
no delle persone, la loro partecipazione alla aprendo nuovi orizzonti, chiamandoli ad una
vita della comunit. Per a. che ridesta o d riflessione critica su se stessi, su quelli che li
la vita, intendiamo uno stile di pensare e di circondano, sulla storia e sul mondo in cui
riferirsi alle persone e ai dinamici proces- vivono, promuovendo cos un itinerario ver-
si interni connessi con la loro maturazione so la pienezza di vita per tutti. Questo pro-
umana e spirituale. La. come liberazione o cedimento ha bisogno di essere manifestato
purificazione della vita abilita individui e attraverso la solidariet, larmonia e lunit
gruppi a rimuovere tutte le forme dannulla- allinterno della societ stessa e verso la na-
mento della vita e a decidere di essere sem- tura, con il dialogo il quale promuove, inol-
pre a favore di essa. La. come rafforzamento tre, uno stile educativo che non manipola le
o sostegno della vita, indica lessere in re- persone, non fa un lavaggio di cervello, n
lazione per accompagnare persone e grup- impone alcuna cosa con la forza. Come me-
pi, con suggerimenti e motivazioni, in un todo educativo, la. non minaccia le persone
cammino di maturazione affinch essi stessi con condanne o rappresaglie, n promuove la
possano scegliere gli stimoli pi adatti. Per partecipazione solo per una ricompensa o un
a. come progettazione della vita sintende favore. Si limita, invece, ad offrire risorse ed
uno stile educativo che seleziona risorse ed opportunit e ad organizzarle in una relazio-
opportunit educative articolandole in re- ne libera, autentica, che conduce allo svilup-
lazioni libere, autentiche ed evolutive, per po, al sostegno e allaccompagnamento delle
incoraggiare gli individui a discernere e ad persone nella loro crescita verso la pienezza
identificare la loro visione personale in con- di vita per tutti, attraverso il processo di self-
formit con linvito di Dio e ad abilitarli a empowerment (auto-responsabilit). Nello
procedere verso una visione condivisa capa- stesso tempo, la. riconosce che questo cam-
ce di promuovere nella comunit la pienezza mino intrapreso in un ambiente specifico,
di vita per tutti. La. come arricchimento di dentro una storia particolare con tutti i suoi
vita un processo e un metodo che accet- aspetti positivi e negativi. In questo modo,
ta la visione della realt sempre mutevole e la memoria del passato e la speranza di un
che considera Dio come la sorgente di questa futuro migliore assumono un significato fon-
crescita e apertura creativa allo sviluppo. In damentale nel processo da. La consapevo-
definitiva, la. un movimento che trasforma lezza dei propri limiti, il bisogno dimpegno
la vita; ci comporta una strategia unifican- e lo sviluppo della speranza e dellottimismo
te che include tempi, luoghi, vari aspetti ed costituiscono uno dei segni pi evidenti per
azioni e anche un processo convergente ed la memoria e la speranza di un futuro mi-
unificato, in cui la vita e lamore per la vita gliore. Queste dimensioni sono promosse
sono gli elementi centrali. La meta di questo non solo in vista di una sopravvivenza ma,
processo di trasformazione la pienezza di soprattutto, per mettersi in cammino verso la
vita per tutti. realizzazione degli ideali dellamore autenti-
co. Questi ideali rendono gli individui capaci
4. I valori della. La. nelle sue diverse moda- di percepire gli altri come persone dotate di
lit, possiede propri valori, che possono esse- specifiche qualit e non come una minaccia e
re sia ideali, sia concreti. A. indica linsieme un peso; di conseguenza, essi sono una sfida

71
ANIMAZIONE

per cercare larmonia e lunit. Questa me- 6. A. dalla prospettiva degli stili diversifi-
moria e speranza nel futuro richiedono dagli cati. La domanda principale e fondamentale
individui un rinnovamento continuo, impli- che gli operatori si pongono non riguarda il
cando luso appropriato e giusto delle risorse luogo dove fare la., ma la realt particolare
messe a disposizione dellumanit. in cui si trovano le persone. La. , di conse-
guenza, efficace solo se simpegna seriamen-
5. La. - uno specifico processo educativo. te a prendere in considerazione quella realt
La. mostra i processi della personalizzazio- attraverso cui le persone tentano di trovare
ne e della coscientizzazione che hanno luogo la pienezza di vita. La., pertanto, richiede
allinterno delle persone, dei gruppi e delle operatori che conoscono le situazioni e i bi-
comunit e sottolinea le motivazioni che sogni delle persone e abbiano la capacit di
sottostanno alle varie scelte, e ne promuove identificare le cause fondamentali che pro-
sia la capacit critica, sia la partecipazione vocano situazioni indesiderabili. Per stile si
attiva ai processi di crescita, abilitandoli a pu intendere la maniera preferita di pensa-
diventare protagonisti responsabili. Inoltre, re, il modo originale di esprimersi e la forma
li rende consapevoli della realt delle loro particolare di agire, caratteristiche proprie di
potenzialit inespresse, represse o soppres- ogni persona. Lo stile non unabilit, ma
se, rafforzando in tal modo il tessuto sociale. piuttosto la modalit preferita per usare labi-
Leducazione, invece, generalmente intesa lit che si possiede. Quando il profilo della.
come una specifica attivit umana associata si armonizza con la situazione delle perso-
a ruoli e figure precise entro una particola- ne, allora essa diventa feconda. Il profilo di
re relazione interpersonale che coltiva, cura uno stile da. caratterizzato essenzialmente
e forma individui della generazione che sta da due componenti: quello delle relazioni e
crescendo. Leducazione comprende una quello dei compiti. La componente delle re-
serie si discipline miranti a fornire e ad ac- lazioni si specifica per una particolare solle-
crescere informazioni ed abilit, allo scopo citudine verso le persone; quello dei compiti,
di sviluppare sia gli individui sia la societ. invece, evidenzia limpegno per la missione,
La. e leducazione, quindi, sono due realt cio per la finalit e gli obiettivi. La prospet-
specifiche e complesse, che hanno degli ele- tiva dello stile della. un forte richiamo, per
menti in comune quali la vita, la cultura, la gli operatori, a tenere unite la componente
persona, la libert, la responsabilit, laccre- delle relazioni, quella dei compiti e quella
scimento delle potenzialit degli individui, delle situazioni. La visione degli stili (ride-
ecc. Nel suo nucleo centrale, la. non differi- stare, liberare, rafforzare e progettare la
sce radicalmente dal processo educativo, ma vita) fornisce agli operatori una specie di
considera se stessa come distinta dal modo ampia mappa concettuale, che utile per
abituale e predominante delleducare. Diffe- comprendere sempre meglio la complessit
risce, in pratica, nel suo modo di comprende- della. Le componenti principali degli stili
re le persone e anche nel modo di identificare che si riferiscono alle relazioni e ai compi-
la collocazione dei processi educativi che, ti, rimandano a due fattori fondamentali per
nel caso delleducazione, sono stati conven- ciascuno, compresenti nel processo della. La
zionalmente associati con istituzioni accade- prospettiva degli stili basata sulle relazioni
miche. Queste hanno aiutato la. ad elaborare e, quindi, sulla sollecitudine per le persone,
concetti teorici, metodi e tecniche diverse, confida nelle loro risorse interiori per farle
capaci di verificare lefficacia dei risultati procedere verso una pienezza di vita per tutti
che si possono ottenere con le esperienze attraverso i due processi seguenti. Il primo,
da. La. ci aiuta a percepire che possibile sostenere e apprezzare le risorse interiori
educare in ogni contesto, in ogni fase della delle persone comporta che ognuna possieda
vita e in ogni situazione, purch esistano cer- delle risorse che necessitano di essere sco-
te condizioni di libert. La., in altre parole, perte, sviluppate ed impiegate per la crescita
non deve essere solamente considerata come e la maturazione e ci possibile attraverso
un aspetto del processo educativo, ma anche la. Il secondo, far procedere le persone ver-
come una dimensione sottostante, che raffor- so la pienezza di vita costituisce la finalit
za ed accresce i confini dei campi tradiziona- o lobiettivo fondamentale dogni processo
li delleducazione. da., che permette di realizzare le loro aspet-

72
ANIMAZIONE SOCIOCULTURALE

tative di vita e il raggiungimento di un appa- scuno esplicita particolari funzioni e sarebbe


gamento attraverso ragionevoli e giuste rela- errato dire che uno stile d migliori possibi-
zioni con se stessi, con gli altri, con il mondo lit di un altro. Una formula che dovrebbe
e con Dio. La prospettiva degli stili a livello guidare gli animatori competenti pu essere
di compito, cio di missione, richiede di so- sintetizzata in questo modo: stili diversi per
stenere le persone nella loro crescita, nei loro persone diverse e/o stili diversi per situa-
cambiamenti e nella promozione e partecipa- zioni diverse.
zione ampia e piena ai valori centrali della
vita. Questa prospettiva si esplica attraverso Bibl.: Besnard P., Animation socioculturel.
altri due processi: il rafforzamento delle per- Fonctions, formation, profession, Paris, ESF,
sone nei mutamenti attraverso il contatto con 1981; M aurizio R. - D. R ei (Edd.), Professioni
gli animatori e la partecipazione ai valori nel sociale, Torino, Gruppo Abele, 1992; Stern-
centrali e fondamentali della vita. berg R., Thinking styles, Cambridge, Cambridge
University Press, 1997; Pollo M., A. culturale -
7. I processi coinvolti nella prospettiva degli teoria e metodo, Roma, LAS, 2002; Vallabaraj
stili della. e ruoli corrispondenti. I processi J., Animating the young, Bangalore, Kristu Jyoti
coinvolti negli stili della. divengono eviden- Publications, 2005; Id., A. e pastorale giovanile,
ti quando la sollecitudine per le persone e la Leumann (TO), Elle Di Ci, 2007.
preoccupazione per la missione sintreccia- J. Vallabaraj
no. Uno sguardo analitico dei processi della.
evidenzia stili distinti, ma collegati tra loro,
che si possono esprimere con i verbi: portare
dentro lambito della., liberare o purificare, ANIMAZIONE SOCIOCULTURALE
rafforzare o sostenere e progettare la vita.
Tali processi manifestano quattro stili fonda- La.s. pu essere definita come unazione
mentali di a.: ridestare/dare la vita attraverso sociale di promozione umana e di coscien-
il ruolo della narrazione; liberare/purificare tizzazione personale e comunitaria. La.s. fa
la vita mediante il ruolo della valutazione; capo, da una parte, alle esperienze di educa-
rafforzare/sostenere la vita attraverso il ruo- zione degli adulti promosse fin dagli anni
lo dellallenamento; progettare la vita con il Cinquanta del sec. scorso e, dallaltra, al mo-
ruolo del leader. Questi quattro stili da. sus- dello francese della.s. Questa viene pensa-
sistono in un equilibrio dinamico ed intera- ta come intervento nel territorio, al fine di
giscono tra loro. La., mentre abilita le perso- favorire i processi di crescita della capacit
ne ad usare stili diversi, le incoraggia anche dei gruppi di partecipare alla realt sociale
ad esaminarne i limiti, per realizzare sempre e politica in cui vivono, e di gestirla. Questo
pi una. olistica, che presuppone un forte la- filone rappresentato, sia storicamente che
voro dquipe. Mantenere questi quattro stili attualmente, dalla rivista A. Sociale fon-
in un equilibrio dinamico e promuovere lin- data da G. A. Ellena nel 1971 ed ora affidata
terazione tra loro, stimola un altro processo, alla gestione del Gruppo Abele di Torino. In
quindi un altro stile, che in qualche modo questa direzione si sono mosse altre realt
migliora e valorizza la vita in ogni situazio- significative quali lARIPS e lASSCOM, in
ne e che pu essere chiamato arricchimento stretto rapporto con le esperienze di psicolo-
della vita. A questultimo stile corrisponde il gia di comunit.
ruolo del servizio alle persone, che il verti-
ce dello stile della., per abilitarle a divenire 1. La dimensione educativa. La.s., pur non
agenti-soggetti in relazione, per progredire volendosi confondere con altri stili di a. pi
verso la pienezza di vita per tutti. marcatamente educativi, pu avere una no-
tevole valenza educativa. Infatti le funzioni
8. In conclusione, questi stili diversi e i ruoli della.s., finalizzata al cambiamento attra-
corrispondenti ci aiutano a definire i compi- verso la partecipazione, sono essenzialmente
ti specifici dellanimatore, facendo vedere, due: a) la presa di coscienza, che riguarda re-
nello stesso tempo, la natura olistica della. alt quali le potenzialit inespresse, rimosse
Ognuno degli stili descritti valido e nessu- o represse delle persone singole, dei gruppi e
no di essi prevale su un altro, in quanto cia- delle comunit; i dinamismi interni del no-

73
ANIMAZIONE SOCIOCULTURALE

stro agire; le mentalit diffuse, sommerse, nei giovani, la riacquisizione personale ed in


latenti; le situazioni problematiche; il divario gruppo del senso di identit, del gusto del vi-
ricorrente tra reale ed ideale. A questo vere, del senso di appartenenza, attraverso
scopo anche il metodo adottato deve essere lesercizio della collaborazione, della coope-
preciso. Occorrono interventi organici, ben razione e del lavoro.
finalizzati, ispirati ad una prevalente preoc-
cupazione preventiva, specie in alcune aree 2. La formazione degli animatori. La dimen-
(partecipazione, espressivit e creativit, sione educativa della.s. nei termini indicati
emarginazione, devianza). Tutto ci al fine di appare ancora pi evidente se verifichiamo
creare una nuova cultura nel rapporto pub- i punti di riferimento di una linea formativa
blico-privato, professionale-volontario; nel che consenta il passaggio dalla realt con-
relazionarsi e collaborare con persone e con creta e feriale della. al suo profilo ideale at-
gruppi di diversa estrazione, formazione, traverso la formazione degli animatori. Di
ispirazione, ma operanti su obiettivi comuni; essa sono punti di riferimento valori come
nella concezione del tempo libero, con fina- la centralit delle persone umane concrete,
lit non solo ludiche ma anche di impegno il rispetto e la promozione della libert del-
sociale; b) il potenziamento del tessuto con- le coscienze, la solidariet, la ricerca della
nettivo sociale, che si attua con iniziative di buona qualit della vita, il pluralismo sociale
socializzazione, gruppi e lavoro di gruppo, quale garanzia di libert per persone, grup-
scambi turistici, itinerari ecologici, conve- pi, comunit, il lavoro, la pace e lo sviluppo,
gni e seminari, feste popolari, mostre itine- il rispetto e la difesa dellequilibrio ecologi-
ranti, a. dei ragazzi nei condomini, raccolte co, una cultura ed uneducazione critica ed
finalizzate di oggetti; stimolando la gente aperta. Il senso e il gusto della libert delle
a risolvere in proprio i problemi quotidiani, persone, dei gruppi e delle comunit costi-
a superare le diffidenze verso il pubblico, a tuiscono il fine e latteggiamento fondamen-
sostenere dallesterno le comunit di acco- tale dellanimatore. Sapersi determinare,
glienza, ad essere presenti nelle situazioni decidere insieme, innovare ne sembrano le
di emergenza; lacerando lincomunicabilit espressioni personali pi cospicue. Pi spe-
tra le generazioni, tra gli operatori e la gen- cificamente fanno parte della competenza
te, tra i turisti e i locali; con il reperimento umana e professionale dellanimatore la leal-
in gruppo delle risorse disponibili ed il loro t, la responsabilit, il rispetto e la fedelt; la
funzionale raccordo con i bisogni locali; coscienza della complessit ed organicit del
con la realizzazione di microstrutture pilota reale, ma anche lacuto senso per il locale, il
agili, che rispondano con successive appros- particolare, il personale, per le dinamiche di
simazioni allinventario incrociato di bisogni, gruppo o per i comportamenti collettivi; il
aspettative, interessi, carenze, rapporti; con senso della storicit e insieme delle urgenze
alcuni punti istituzionali di riferimento: fa- e priorit che si impongono; la capacit del
miglia, scuola, lavoro, tempo libero, associa- dialogo e del confronto; la semplicit degli
zionismo, ecc., facilitando in questo modo stili di vita; il senso della provvisoriet; il
il coordinamento e la destinazione raziona- distacco, la flessibilit e il coraggio di agire
le delle risorse; con la creazione di micro- anche rischiando e pagando di persona. Per-
strutture di servizio (per esempio un ufficio tanto sembra collegabile con lanimatore un
stampa) per le attivit di pi gruppi (specie di modello di personalit interiormente uni-
giovani) operanti sullo stesso territorio con ficata, aperta alluniversalit dei valori, ca-
obiettivi analoghi; con tecniche collaudate di pace di infondere speranza e di far maturare
organizzazione e di programmazione, fina- prospettive aiutando a leggere la realt e a
lizzate allindividuazione di concreti criteri cogliere possibilit di azione a prima vista
di efficienza ai fini di una periodica verifica inedite. Rientra nella sua competenza uno
degli interventi promossi e realizzati; con la stile di intervento modulato sul vedere-
valorizzazione dei giovani come protagonisti giudicare-agire, sulla capacit di vivere in
della propria condizione giovanile, dellin- situazione coniugando prassi-teoria-prassi,
terazione scuola-associazione-territorio in insieme, in gruppo, in comunit, sullintel-
ordine ad un uso alternativo, ossia impegna- ligente revisione di vita, ma anche sul saper
to, del tempo libero; favorendo, soprattutto mediare e innovare, non emarginando, ricu-

74
ANORESSIA MENTALE

perando ritardi, anticipando il futuro. A sua partecipazione. Manuale pratico per la. sociale,
volta sar necessario saper integrare i ruoli Bologna, EMI, 2005.
professionali tecnici in un agire funzionale G. A. Ellena - G. Vettorato
alle persone e alle necessit dei gruppi e del-
le comunit. In questa prospettiva evidente ANOMIA Durkheim mile
la priorit data alle competenze umane, ri-
spetto alle abilit tecniche e ai mezzi a dispo-
sizione (che pure hanno la loro importanza
strumentale). ANORESSIA MENTALE
3. La prospettiva culturale. Alla base di que- Il termine a.m. pare sia stato proposto per
sto modo di intendere la. e lanimatore sta la prima volta da C. Huchard nel 1883 per
una concezione ampia di cultura che tiene indicare un disturbo dellalimentazione che
conto sia della cultura alta che di quella po- affligge soprattutto le donne (95% circa dei
polare. Come del resto anche nellapproc- casi) in unet molto giovane (fra i 13 e i 25
cio inglese dei Cultural studies, si ha davanti anni circa) ed caratterizzato, soprattutto,
un concetto di cultura intesa come pratica da avversione allaumento di peso per moti-
sociale, come processo globale, come memo- vazioni inconsce o semicoscienti.
ria collettiva di popolo, nelle sue molteplici
differenziazioni interne (tradizionalmente 1. Diversamente da quanto sembrerebbe in-
piuttosto emarginate dalla cultura ufficiale). dicare il termine a. che etimologicamente
Ma insieme si pensa ad una cultura che at- vuol dire mancanza di appetito, questo non
tenta alle pratiche sociali legate al cinema, viene in realt compromesso; lanoressica in-
alla televisione, alla radio, alla stampa, allo tenzionalmente mangia poco, si alimenta con
sport, alla musica, alle mode, ecc.; ad una una dieta sproporzionatamente ipocalorica,
cultura sensibile agli interrogativi che si vi- usa lassativi o diuretici, o con frequenza vo-
vono nelle concrete situazioni di vita e nei mita lalimento ingerito. Vengono segnalate
diversi contesti geo-sociali. Pi specifica- dagli studiosi di questo argomento delle for-
mente si ha presente una cultura-educazione me minori e di pi comune riscontro che si
allargata alla strada (animazione di strada), verificano solitamente in adolescenti fra i 13
al quartiere, alla citt; per ripartire da quello e i 15 anni e che si risolvono nel giro di alcu-
che i ragazzi e le ragazze, le persone adulte ni mesi; forme intermedie in cui gli episodi
e gli anziani hanno da dire sia pure nei loro anoressici sono inframmezzati da recupero
specifici linguaggi, nelle loro conversazioni transitorio di peso o in seguito a crisi buli-
quotidiane segnate dalla comunicazione di miche o in seguito ad ospedalizzazione; for-
massa, ma anche nelle loro svariate espres- me gravi in cui il deperimento organico pu
sioni di bisogni, memorie, desideri, aspira- portare a conseguenze pericolose, o imme-
zioni effimere e profonde. diate o postume. Nellanoressica si ha quasi
costantemente alterazione delle funzioni en-
Bibl.: Lpez de Ceballos P. - M. Salas Larra- docrine e sospensioni dei cicli mestruali; un
zabal, Formacin de los animadores y dinmi- atteggiamento ambiguo verso il proprio cor-
cas de la animacin, Madrid, Editorial Popu- po il cui schema e il cui significato vengono
lar, 1988; Ellena G. A. (Ed.), Manuale di a.s., alterati e strumentalizzati.
Torino, Gruppo Abele, 1988; M aurizio R. - D.
R ei (Edd.), Professioni nel sociale, Ibid., 1992; 2. La. stata interpretata in vari modi: la si
R egoliosi L., La strada come luogo educativo: intesa come facente parte di un quadro iste-
orientamenti pedagogici sul lavoro di strada, rico con cui, peraltro, ha molte somiglianze.
Milano, Unicopli, 2000; Capello G., I media per stata confusa col morbo di Simmonds dal
la., Leumann (TO), Elle Di Ci, 2002; Gambini P., quale per differisce sostanzialmente perch
La. di strada: incontrare i giovani l dove sono, non c lesione ipofisaria. Ha degli aspetti
Ibid., 2002; De Rossi M., A. e trasformazione: compulsivi ma non si pu identificare con un
identit, metodi, contesti e competenze dellagire disturbo ossessivo-compulsivo. Oggi si ten-
sociale, Padova, CLEUP, 2004; Dotti M., La tela de ad attribuirle unautonomia nosografica.
del ragno: educare allo sviluppo attraverso la Quanto alla eziologia, alla patogenesi e alla

75
ANSIA

psicodinamica le interpretazioni variano da de a fuggire dalla situazione ansiogena in


scuola a scuola; c sufficiente accordo sul modo concreto oppure simbolico. La fuga
dato che 1 ambiente, sia familiare (con sar concreta quando la persona si allonta-
le difficolt di comprensione reciproca fra i ner effettivamente dalla situazione negati-
componenti e gli sconfinamenti di ruoli, so- va; simbolica, quando, non potendo sottrarsi
prattutto materni) sia sociale (con le proposte concretamente ad essa, orienter i propri
di interessi a cui mirare), influisce in modo pensieri verso una situazione diversa da
determinante sullinsorgere della. Cos pure quella alla quale esposta. Lesempio pi ti-
la percezione che lanoressica ha del proprio pico dato dallallievo, il quale, intimorito
corpo, il significato che gli attribuisce e la dallinsegnante, cerca di abbassare il grado
strumentalizzazione che ne fa, sono fonda- della sua sofferenza, pensando a situazioni
mentali per capire questo disturbo. od eventi pi piacevoli. Sulla cosiddetta ri-
sposta di fuga, si fonda, poi, quella devita-
Bibl.: Palazzoli-Selvini M., La.m., Milano, mento, che consiste nel sottrarsi preventiva-
Feltrinelli, 1973; Ganzerli P. - R. Sasso, La mente alla situazione ansiogena, ricorrendo
rappresentazione anoressica. Contributo delle a stratagemmi di diversa natura. Esempio
tecniche psicodiagnostiche allo studio della.m., tipico lallievo, il quale, trovandosi inappa-
Roma, Bulzoni, 1979; Bracconnier A. - D. gato allinterno del contesto classe, finge una
M arcelli, Psicopatologia delladolescente, Mi- e mille malattie pur di evitare il contatto con
lano, Masson, 1991; A pfeldorfer G., Mangio una situazione da lui ritenuta negativa.
dunque sono, Venezia, Marsilio, 1993; Montec-
chi F., A.m. delladolescenza, Milano, Angeli, 3. Venendo, infine, al mondo cognitivo, la.
1994; Barbetta P., A. e isteria: una prospettiva influenza negativamente tutti i principa-
clinico-culturale, Milano, Cortina, 2005. li processi cognitivi, dallattenzione alla
V. Polizzi memoria, dalla creativit al pensiero ed al
ragionamento. questa fondamentalmente
ANORMALIT Normalit la ragione per cui del tutto sconsigliabile
creare nellallievo il binomio a. e studio. Il
convincimento di molti genitori ed insegnan-
ti che spingere lallievo od il proprio figlio
ANSIA a studiare ed a prepararsi alle prove desame
attraverso minacce, ricatti ecc. che tendono
La. una delle emozioni pi diffuse e delle solo a produrre a., sia lo strumento migliore
capacit pi invalidanti per quanto riguarda per ottenere i risultati voluti. In realt si trat-
sia lapprendimento scolastico che la quali- ta di comportamenti decisamente pericolosi
t della vita. Nello specifico la. influenza in quanto, causando a., minano nellallievo
pesantemente diverse aree dellorganismo e lutilizzazione appropriata delle sue capacit
della struttura mentale. cognitive, con ovvie ripercussioni negative
per quanto riguarda la qualit dellapprendi-
1. Per quanto riguarda luniverso fisiologico, mento e la resa nelle prove desame.
un livello elevato da. in grado di produrre
alterazioni vistose di alcuni tra i parametri 4. Se questi sono gli effetti della., quali le
maggiormente studiati in laboratorio, quali ad cause? La maggioranza degli psicologi ten-
es. il battito cardiaco, la qualit del respiro, la de ad attribuire scarsa importanza ai fattori
sudorazione (misurata mediante la cosiddetta genetici. Al massimo, come sostiene Selig-
risposta elettrodermica), le onde cerebrali ecc. man si pu parlare di una tenue predisposi-
Nel lungo periodo la. in grado di favorire zione alla., che pu essere tranquillamente
linstaurarsi di quelle forme di disturbo che contrastata da un ambiente caratterizzato da
vanno sotto il nome di malattie psicosomati- una buona qualit di vita. In realt gran par-
che, quali ad es. ulcera peptica e duodenale, te delle nostre a. sono legate alle esperienze
cardiopatie di vario genere, dermatiti ecc. da noi vissute in modo diretto od indiretto.
Diretta lesperienza che ci ha in qualche
2. Per quanto riguarda, invece, il mondo modo colpito, in quanto da noi subita. Un
delle azioni, il soggetto in preda alla. ten- esempio una visita medica particolarmente

76
ANTINOMIE PEDAGOGICHE

fastidiosa o addirittura dolorosa. Indiretta, ANTINOMIE PEDAGOGICHE


al contrario, lesperienza che abbiamo vi-
sto vissuta da altri. Un esempio tra tanti Contrapposizioni che di fatto o di diritto si
laver constatato che un compagno di classe, giudicano presenti nel rapporto educativo
interrogato dallinsegnante, viene da questi e nella realt educativa in genere.
criticato e poi canzonato dai suoi compagni
di classe. questa unesperienza non diret- 1. Il termine a. (dal gr. anti = contro, e n-
tamente vissuta, ma che ha spesso un forte mos = legge) in senso letterale dice un con-
impatto su chi losserva da spettatore. Ac- trasto tra leggi, tra affermazioni di princi-
canto a questa categoria di esperienze, vi pio. In logica sta ad indicare affermazioni
poi una serie didee irrazionali che sono state reciprocamente incompatibili. Lesperienza
acquisite lungo il processo di socializzazio- educativa mostra chiaramente la presenza
ne, prevalentemente grazie al forte impatto di tensioni e contrasti nel modo di attuare e
educativo prodotto dai genitori. Alcune di di intendere leducazione nei suoi fini, con-
queste idee, sapientemente analizzate e trat- tenuti e riferimenti contestuali (e si parla
tate da Ellis e dalla sua scuola, hanno a che per questo di a.p. materiali) o nei metodi
fare con lesigenza di brillare in tutte le si- e stili educativi (e si parla per questo di a.p.
tuazioni nelle quali il soggetto si trova (mito formali).
del perfezionismo), di voler essere stimato ed
amato da tutti (mito del narcisismo), ecc. 2. Le a.p. si manifestano in particolare nel rap-
porto educativo. Da questo punto di vista esso
5. Infine ultimo fattore ansiogeno il grado di interpretabile ad es. secondo la dimensione
autostima che la persona ha raggiunto. Qua- del controllo, nelle polarit di dominanza-
lora esso sia basso, probabile che la persona sottomissione, autorit-libert; o secondo la
eviti il contatto con situazioni potenzialmente dimensione emozionale, nelle polarit di
ansiogene, in quanto da lui vissute come una rifiuto-accettazione, di disistima-stima, di
minaccia in grado di produrre ripercussioni distacco-vicinanza, di antipatia-simpatia;
ulteriormente negative per la sua autostima. o ancora secondo la categoria possibilit
Lesempio tipico lo studente, il quale teme di educazione nelle polarit di passivit-
lesame in quanto non ha fiducia nelle proprie attivit, di autoeducazione-eteroeducazio-
capacit. molto probabile che sia proprio ne, direttivit-nondirettivit, educazione
questa scarsa autostima ad attivare il mec- negativa-educazione positiva, di permissi-
canismo della., la quale, a sua volta, render vismo-costrizione. Ma molte a.p. si colgono
problematico lapprendimento, aumentando a livello di educazione in generale, ad es.
in tale modo le probabilit dinsuccesso. Il tra trasmissione e creativit, conformazione
risultato di questinsieme di fasi un ulterio- e personalizzazione, tra fini e mezzi, tra
re abbassamento nel grado di autostima e la domanda educativa e risposta o proposta
creazione di un circolo vizioso. Al momento educativa, tra specializzazione e formazione
attuale la moderna psicoterapia cognitivo- generale, tra cultura letterario-umanistica e
comportamentale offre numerose modalit cultura scientifico-tecnica, tra educazione
dintervento sulla., con particolare riferimen- contenutistica (materiale) e educazione
to a quella per gli esami e per la scuola. La critica abilitativa (formale), tra educazio-
robustezza scientifica di tali strategie rende ne funzionale e educazione intenzionale, tra
tali forme da. facilmente superabili. istruzione e educazione, tra scuola e lavoro,
tra scuola privata e scuola pubblica, tra scuo-
Bibl.: Meazzini P., Paura desame, in Psicologia e la statale e scuola non-statale.
Scuola 41 (1988) 48-54; Gagliardini I. - P. Meaz-
zini, A. e valutazione, Roma, Bulzoni, 1992; Meaz- 3. Da sempre nelleducazione vengono a ri-
zini P. - A. Galeazzi, A., Ibid., 1994; Sheehan E., fluire le grandi a. antropologiche e etiche tra
A., fobie e attacchi di panico, Milano, Mondadori, individuo e societ, tra persona e istituzione,
1997; Dayhoff S. A., Come vincere la. sociale: tra privato e pubblico, tra moralit e legalit;
superare le difficolt di relazione con gli altri e il tra genitori e figli, tra adulti e giovani, tra
senso di insicurezza, Trento, Erickson, 2000. tradizione e innovazione; tra lio e il proprio
P. Meazzini s; tra essere e coscienza; tra essere e agi-

77
ANTONIANO SILVIO

re, tra essere e avere, tra gratuit e utilit, ANTIRAZZISMO Educazione interculturale
tra spontaneit e razionalit, tra oggettivit ANTISEMITISMO Ebraismo
e soggettivit, tra essenza e esistenza, tra
natura e cultura, tra libert e necessit, tra
autonomia e eteronomia, tra materia e spiri-
to, tra corpo e anima, tra corpo e mente, tra ANTONIANO Silvio
immanenza e trascendenza, tra interiorit
ed esteriorit, tra temporalit e eternit, tra n. nel 1540 a Castelli (Pescara) - m. nel 1603
maschio e femmina, tra uomo e mondo, tra a Roma, umanista e pedagogista italiano.
uomo e Dio.
1. Un bambino prodigio, il Poetino, sedi-
4. Nella quotidianit della formazione, oggi, cenne titolare a Ferrara di una cattedra di
si risente delle grandi tensioni e contrapposi- Lettere Umane. Dal 1559 a Roma, segretario
zioni presenti nel pi vasto contesto culturale di Carlo Borromeo, discepolo spirituale
e nei mondi vitali attuali: quelle tra globale e di Filippo Neri, si evolve dallinteresse per
locale, tra universale e particolare, tra iden- i classici a una spiccata sensibilit religiosa,
tit e differenza, tra cultura e multicultura, con lo studio della filosofia e della teologia.
tra conoscenza e emozione, tra tecnologia e ordinato sacerdote nel 1568, lavora nella
spontaneit della vita, tra autonomia e pro- Curia, in particolare come segretario del
getto, tra lavoro e tempo libero, ecc. Ci por- Collegio cardinalizio (1568-1592); latinista
ta, a livello scolastico a contrapporre, ad es., raffinato compone i pi importanti documenti
scuola delle conoscenze (e dei saperi) a scuo- del pontificato di Clemente VIII, che lo eleva
la della socializzazione, scuola delle compe- al cardinalato (1599); protettore in particola-
tenze (cio delle capacit ad operare in ma- re delle Scuole Pie del Calasanzio. Dal 1580
niera esperta) a scuola della formazione; lA. si impegna nella composizione dellopera
scuola della qualit e del successo scolasti- principale Tre libri delleducatione christiana
co e scuola dellequit e delle opportunit dei figliuoli, Scritti da M. Silvio A. ad instan-
educative per tutti; scuola delle tecnologie e za Di Monsig. Illustriss. Cardinale di S. Pras-
scuola delle relazioni; scuola-azienda/impre- sede, Arcivescovo di Milano [C. Borromeo].
sa e scuola-comunit. Peraltro, le a.p. metto- In Verona, MDLXXXIIII. Appresso Seba-
no in luce il carattere processuale, dinamico stiano delle Donne, et Girolamo Stringari,
e relazionale della formazione e delledu- Compagni. Larbitraria variazione del titolo
cazione, sempre attuate nel tempo, inserite introdotta in edizioni successive (Delledu-
nella vicenda e nella storia personale e co- cazione cristiana e politica dei figliuoli) ha
munitaria, nei rapporti sociali di produzione contribuito a falsare il significato del lavoro
e nella rete delle relazioni interpersonali e e la sua valutazione, quasi lA. avesse inteso
della comunicazione sociale. Ed evidenzia- offrire un trattato completo di pedagogia. In
no chiaramente la responsabilit educativa realt egli volle soprattutto sottolineare la di-
e pedagogica, personale e sociale, chiamata mensione religiosa cristiana delleducazione,
a cercare sbocchi positivi ai problemi che le ordinata, et diretta alla somma, et perfetta
a.p. manifestano. felicit celeste, sia pure tenendo presente il
pi ampio riferimento alleducando come
Bibl.: Maresca M., Le a. delleducazione, Roma, huomo, et animal sociabile, come cittadino,
Bocca, 1916; Bertin G. M., Educazione alla ra- et parte di republica terrena (I 4 e 40). Egli
gione, Roma, Armando, 1975; H announ H., Les tratta delleducazione da impartire nellambito
conflits de lducation, Paris, ESF, 1975; Peretti di una famiglia sorta dal sacramento del ma-
M., Autorit e libert nelleducazione contem- trimonio (lib. I); di tale educazione listruzio-
poranea, Brescia, La Scuola, 1975; Franta H., ne catechistica e la formazione religiosa catto-
Interazione educativa, Roma, LAS, 1977; Caroni lica (condotta sulla linea del Catechismus ad
V. - V. Iori, Asimmetria nel rapporto educativo, parochos) sono lanima e il nucleo essenziale
Roma, Armando, 1989; Gigli A., Conflitti e con- (lib. II); in questo quadro si collocano le linee
testi educativi. Dai problemi alle possibilit, Ber- di una pedagogia singolarmente sensibile alle
gamo, Junior, 2004. inclinazioni e ai problemi posti dallo svilup-
C. Nanni po fisico, intellettuale, morale dellinfanzia e

78
ANTROPOLOGIA E EDUCAZIONE

delladolescenza (lib. III). Le soluzioni rispec- Bibl.: Vidar i G., Leducazione in Italia
chiano un sostanziale ed equilibrato uma- dallUmanesimo al Risorgimento, Roma, Op-
nesimo cristiano, vicino alle esigenze delle tima, 1930, 99-102; P rodi P., A.S., in Dizio-
classi medie e popolari, urbane e rurali, pi nario biografico degli italiani, vol. III, Roma,
che al mondo dei nobili. Istituto dellEnciclopedia Italiana,1961, 511-515;
Zanzarri R., S.A. Note e osservazioni, in Sto-
2. In realt, sebbene lo scopo principalissi- ria delleducazione 2 (1978) 43-60; I d., A.S.,
mo del libro sia dichiaratamente di trattare in M. Laeng (Ed.), Enciclopedia Pedagogica,
delleducazione in quanto cristiana, lAuto- vol. I, Brescia, La Scuola, 1989, 716-723; Rosa
re rende ben presente che per la sua compiu- S., Pedagogia della riforma cattolica. M.S.A. e
tezza vi necessariamente inclusa anche la leducazione dei figliuoli, S. Atto di Teramo,
dimensione umana e civile. Lo stesso Edigrafital, 2004.
gestore di istituzioni educative ecclesiastiche P. Braido
scrive mentre procura di far un buon
christiano, con lautorit e mezzi spirituali,
secondo il fin suo, procura insieme in conse-
guenza necessaria di far un buon Cittadino, ANTROPOLOGIA E EDUCAZIONE
che quello che si pretende dal politico (I
43). Nella medesima ottica, dovere dei pa- Il rapporto tra a. e educazione pu esse-
dri di bene allevare sia civilmente che re visto in una duplice articolazione: da una
cristianamente i figli (II 124), avviandoli parte la. come contributo di una scienza
anche allesercizio di una delle tante attivit allanalisi delle problematiche e dei temi
necessarie per mantenere in vita la Citt: ar- delleducazione, in una prospettiva multidi-
tigianali, agricole, meccaniche, commercia- sciplinare; dallaltra, al contrario, leduca-
li, letterarie, artistiche, didattiche, mediche, zione come un particolare fenomeno della
militari, ecclesiastiche, auliche (III 62-86). cultura e specifico campo nellambito degli
Anche nel momento della metodologia peda- studi antropologici.
gogica pratica, lindiscutibile autorit del pa-
terfamilias prudentemente controbilanciata 1. Definizione. Entrambe le prospettive sono
da sincera umanit e da carit evangelica. proficue, soprattutto se si parte da una loro
Ricorrono con frequenza i termini ragio- definizione ampia e cio: la. come studio
nevole, ragionevolmente, muovere la della distanza culturale, con particolare rife-
ragione et lintendimento; raccomandata rimento alle societ extra-europee; leduca-
la mediocrit o moderazione in modo che zione come attivit sociale deliberata e siste-
il fanciullo non diventi precocemente adulto, matica del trasmettere ed acquisire valori e
anzi conservi del fanciullesco in qualche conoscenze, ideologie e tecniche, competen-
cosa; e il padre ritenga una dolce severit, ze ed abilit, che fanno parte del patrimonio
si che sia amato et temuto, di timor per filia- della cultura in cui gli individui si trovano a
le, et non servile et di schiavo (III 7; II 29). vivere. In particolare leducazione cos defi-
nita non si esaurisce nelle teorie e pratiche
3. Sembra, quindi, riduttivo considerare lA. messe in atto con i sistemi formali scolasti-
semplicemente come il pedagogista della ci ma, volendo comprendere sia il contesto
controriforma (G. B. Gerini, L. Credaro, E. culturale occidentale che quello delle culture
Troilo, E. Codignola, R. G. Tentori, A. Scac- etnografiche, va verso il concetto di incul-
chi, S. Moravia). Insieme a elementi di auste- turazione, comprendendo aspetti formali e
rit disciplinare, nella sua sintesi pedagogica non formali di una serie di processi che si
tendono a fondersi almeno tre altre tradizio- esprimono nella relazione individuo-cultura
ni: patristico-medievale (vicina ai libri de pi in generale. Questi processi sono nu-
educatione nobilium), classico-umanistica merosi e riguardano: lapprendimento dello
(nutrita del pensiero etico-politico e retori- standard richiesto per divenire adulto in
co-poetico di Aristotele) e rinascimentale- una societ data, la trasmissione della cultu-
riformista, disponibile a Roma alle istanze ra tra le successive generazioni, la dinamica
della spiritualit filippina e alle lontane se- sociale della cultura, la formazione di socie-
vere esigenze del Borromeo. t multietniche. Cos, ancora, luogo di svol-

79
ANTROPOLOGIA E EDUCAZIONE

gimento delleducazione non solo quello funzione di rinnovare, formare, addestrare,


dellistituzione scuola, ma coperto an- istruire con i contenuti culturali lelemento
che da una serie di agenzie che concorrono umano delle diverse generazioni, realizzan-
al processo educativo dellindividuo, a do cos il processo di continuit della cultu-
partire dalla sua famiglia di origine: il ra stessa quale apparato per la soddisfazio-
gruppo dei coetanei, la strada e il vicinato, ne dei bisogni.
la chiesa, il partito, il sindacato, le asso-
ciazioni del tempo libero, e soprattutto 3. Cultura e personalit. Nella cultura statu-
i mezzi di comunicazione di massa, con nitense degli inizi del sec. il dibattito
particolare riferimento alle societ occiden- sulleducazione vede incontrarsi, al di l del-
tali. In altre parole, secondo questa acce- le loro differenze interne, i due filoni di pen-
zione ampia del rapporto a. e educazione, siero del pragmatismo e del neo-idealismo
i termini della relazione costituiscono cia- nella convinzione che il mondo possa mi-
scuno un processo e non un fatto, per gliorare ad opera della ragione umana e che
quanto complesso, in cui il processo cultu- leducazione intesa solo come istruzione
rale ed il processo educativo interagiscono scolastica costituisca la forza propulsiva di
costantemente. in questa prospettiva che questa ragione. Leducazione viene cos con-
alcuni studiosi parlano di a. educativa o a. siderata dal punto di vista dell educatore,
delleducazione. piuttosto che dal punto di vista del bambino
che sta imparando, e definita essenzialmen-
2. Prospettive antropologiche. Nella storia te come processo attraverso cui il bambino
del pensiero scientifico degli studi etno- deve diventare ci che ladulto vuole che lui
antropologici il rapporto a. e educazione si diventi. Di contro la. statunitense degli anni
trova sviluppato in entrambe le direzioni 30, nel pi generale spirito di contributo
sopra delineate. La prima prospettiva tro- alla crescita civile della societ contempora-
va affermazione negli USA a partire dagli nea, intende partire proprio dallanalisi dei
inizi di questo sec. con F. Boas, E. Sapir, processi dapprendimento del bambino, in-
R. Benedict, Mead ed altri, ed acquisisce dividuando nellanalisi di contesti etnografi-
negli anni successivi un rinnovato impulso ci gli strumenti teorici e metodologici per
sotto la spinta delle teorie psicoanalitiche stabilire i meccanismi che sovrintendono al
freudiane, in particolare con R. Linton e processo di apprendimento. La ricerca an-
A. Kardiner. La seconda prospettiva vede tropologica in grado di determinare le va-
la figura di B. Malinowski che, impegnato riazioni di questi meccanismi conseguenti
negli anni 30 nella fondazione di una teoria alle differenze di cultura. Inoltre, per questa
scientifica della cultura, in opposizione alle strada comparativa, leducazione viene indi-
teorie evoluzioniste e diffusioniste in a., viduata come processo molto pi ampio e
pone le istituzioni, in quanto appunto isti- comprendente tutto lapprendimento forma-
tuzioni sociali, come tratto differenziante lizzato e non formalizzato, che porta lindi-
la societ umana dalla vita animale. Queste viduo ad acquisire la cultura, a formarsi una
istituzioni economia, politica, famiglia, personalit, a socializzarsi, ad imparare
educazione, magia/religione/scienza (con ad adattare se stesso a vivere come membro
termine oggi pi adeguato parleremmo di di una data societ. Lo sviluppo di questo
sistema simbolico o di sistema di credenze) filone di studi antropologici va suddiviso in
formano la cultura e sono la risposta sul due periodi successivi: dopo un primo pe-
piano organizzativo delluomo ai bisogni riodo caratterizzato dalle ricerche compara-
naturali primari e comuni a pi specie (so- tive della Mead, nuovo impulso alla rifles-
pravvivenza dellindividuo, del gruppo, del- sione teorica avviene sotto la spinta delle
la specie). Ancora, queste istituzioni sono teorie psicoanalitiche freudiane, in partico-
identificabili come tratti universali delluo- lare con R. Linton e A. Kardiner. Interesse
mo e si configurano come sistemi, cio prevalente nel primo periodo la dimostra-
complesso di elementi interdipendenti tali, zione della plasticit bio-psicologica della
cio, che al variare di uno di essi variano specie umana, sufficiente a consentire il
anche gli altri, in una logica organicistica. condizionamento culturale degli schemi di
In particolare, poi, leducazione svolge la comportamento degli adolescenti secondo

80
ANTROPOLOGIA E EDUCAZIONE

modalit in contrasto con lo stereotipo dell introiettare una seconda volta, dopo aver in-
adolescenza nella cultura del ceto medio troiettato nella fase infantile le prime nor-
europeo e statunitense. Cos la Mead, al ter- me. Alcune ipotesi di lavoro elaborate dagli
mine di numerosi studi sul campo presso antropologi statunitensi di questo periodo,
diverse societ dellarea del Pacifico, con- come risposte a tali interrogativi, sono: a)
clude che la responsabilit della formazione gli esseri umani raggiungono la condizione
di quello che solitamente chiamiamo tem- umana attraverso lapprendimento ma, poi-
peramento da attribuire non a determi- ch questo apprendimento posto allinter-
nanti biologiche ma a contenuti educativi no di un ambiente sociale diverso per i diffe-
che, in armonia con le istanze pi generali renti gruppi umani, ogni individuo che na-
della cultura, privilegiano un comportamen- sce in un gruppo strutturato in un modo
to particolare tra i tanti possibili. Inoltre, caratteristico, corrispondente alle norme
questa formazione non riguarda solo la fase che orientano il comportamento dei membri
delladolescenza del soggetto in formazione, della sua societ. Egli un essere umano in
ma molti altri momenti dello sviluppo e del- quanto ha appreso, ma di una comunit par-
la formazione della personalit dellindivi- ticolare in quanto lapprendimento varia da
duo, anche nella sua et adulta. Infine la societ a societ; b) nella fase dellincultura-
Mead riprende e sviluppa un tema caro ai zione la cultura viene ricostruita dentro ogni
suoi maestri, Sapir e Benedict, sulla coe- individuo in modo da costituire la struttura
renza delle culture genuine e la incoeren- della personalit: egli psicologicamente
za delle culture spurie: le prime sono quelle pronto a fare ci che deve fare secondo le
prive di contraddizioni che, invece, sono ca- norme coercitive del suo gruppo; c) queste
ratteristica prevalente delle seconde, nel loro norme esterne, che portano al cambiamento,
complesso. Queste contraddizioni, come la possono derivare dal contatto del gruppo
loro assenza, sono da riportare al modello con altri gruppi esterni, organizzati secondo
educativo presente in una data cultura; com- norme diverse, da rapporti di acculturazio-
pito della. , allora, quello di ricostruire la ne. Da qui una visione dei processi educati-
rete di questi caratteri educativi a partire da vi alquanto difforme dalla sua iniziale visio-
come il modello culturale complessivo si re- ne idealizzata: lapprendimento non avviene
alizza storicamente in una cultura specifica. in modo naturale, senza problemi, per chi
Ma a ben vedere, dato che la cultura delle deve apprendere, ma in una situazione con-
popolazioni a livello etnografico non pu es- flittuale che crea, allinterno dellindividuo,
sere individuata in istituzioni formali, il mo- una continua tensione, un continuo dinami-
dello culturale viene colto dallantropologo smo che si verifica durante la fase dellincul-
solo attraverso linformatore di cui egli si turazione adattiva tra un quid che c gi
avvale nella ricerca e che assume quale por- dentro lindividuo e ci che la cultura vuole
tatore dei valori espressi dal modello in que- che lui introietti dallesterno. Questa tensio-
stione. Alcuni interrogativi a catena, rimasti ne si svolge durante tutta la vita ed emerge
insoluti per questa posizione teorica, e che quando circostanze particolari lagevolano,
avranno soluzione successivamente solo con producendo cambiamento, cio nuova cultu-
gli antropologi neo-freudiani, sono: a) quale ra. Ma per la definizione di questo quid biso-
relazione intercorre tra la cultura di un grup- gna aspettare lelaborazione freudiana della
po e la personalit dei suoi membri; b) per- teoria psicologica dellinconscio. Infatti,
ch alcune caratteristiche psicologiche sono anni dopo A. Kardiner, psicoanalista neo-
condivise dai membri di un gruppo e sono freudiano, a proporre uno schema operativo
coerenti, congruenti, appropriate alla cultu- di spiegazione dei rapporti tra cultura e per-
ra del gruppo stesso; c) come si spiega il sonalit, con la collaborazione di R. Linton,
cambiamento della societ; d) se ogni indi- antropologo della scuola boasiana. linizio
viduo ripete quanto ci si aspetta dalle norme del secondo periodo di questo filone di studi
previste culturalmente, come, perch e antropologici sulleducazione, cui si ac-
quando lindividuo crea norme nuove che cennato sopra. La cultura preesiste allindi-
non corrispondono a quelle che ha introiet- viduo gi al momento della sua nascita. Nei
tate nellinfanzia e nelladolescenza; oppure, primi anni di vita il piccolo della specie
da dove prende norme esterne difformi, da umana ha bisogno di cure finch non rag-

81
ANTROPOLOGIA E EDUCAZIONE

giunge lautosufficienza e, grazie a queste esercitano un influsso duraturo sulla perso-


cure, riceve soddisfazione ad una serie di nalit, specie sullo sviluppo dei sistemi pro-
suoi impulsi e di suoi bisogni psicofisiologi- iettivi; b) esperienze analoghe tendono a
ci. La frustrazione per Kardiner a diffe- produrre configurazioni della personalit si-
renza di Freud non viene prodotta dalla mili in individui che sono soggetti ad esse;
repressione del principio del piacere, ma dal c) le tecniche che i membri di ogni societ
mancato soddisfacimento dei bisogni fonda- impiegano nella cura e nellallevamento dei
mentali, cio dal principio della realt. I ri- fanciulli sono culturalmente modellate e
sultati della repressione sono rinvenibili nel- tendono ad essere simili, bench mai identi-
le relazioni sociali imperfette, carenti, mal- che; d) le tecniche culturalmente modellate
sicure: il bambino che subisce repressioni per la cura e lallevamento dei soggetti dif-
dovute a scarse cure proietta successiva- feriscono da una societ allaltra.
mente sul sociale questo senso di carenza o
di rivalit generando, attraverso questa pro- 4. Interculturalit e multiculturalit. Un
iezione, il significato ideologico delle norme contributo significativo pu oggi dare la.
sociali. Un certo tipo di repressione produce allo studio dei problemi dacculturazione
un certo tipo di assetto sociale che coeren- derivanti, nelle stesse societ occidentali,
te per tutti i momenti della vita sociale, per- dalla presenza di individui e gruppi prove-
ch unificato da una comune ideologia. nienti da culture diverse rispetto al contesto
Questo ordine sociale viene trasmesso da dospitalit. I due termini interculturalit e
una generazione allaltra attraverso un siste- multiculturalit, secondo prospettive diver-
ma di allevamento infantile congruente con se, stanno proprio ad indicare il complesso
il modello di ordine sociale. Il bambino, per delle relazioni tra culture altre e distanti,
vedere soddisfatti i suoi bisogni, deve adat- venute in contatto diretto sul terreno delle
tarsi a questo modello facendolo proprio e societ occidentali. La presenza di tali fe-
formandosi cos un fondamento, una per- nomeni culturali, in parte nuovi per alcuni
sonalit di base. Tutto ci che si prodotto paesi europei, mette in luce dinamiche spes-
nello scontro tra la struttura della personali- so di conflitto tra le parti e pone, comunque,
t del bambino ed il primo rapporto con la problemi di prospettiva politico-educativa e
cultura per la soddisfazione dei suoi bisogni, di reciproca conoscenza delle parti in gioco.
verr ricercato dallindividuo, diventato Fenomeni di etnocentrismo, razzismo, in-
adulto, in alcune istituzioni della societ, tolleranza si contrappongono qui, sulla base
istituzioni essenzialmente di tipo ideologi- del rapporto di alterit e differenza cultura-
co. Kardiner chiama queste istituzioni se- le, ad altrettanti valori quali il relativismo,
condarie e chiama primarie quelle che lintegrazione, la tolleranza. Alla pratica e
presiedono al soddisfacimento dei bisogni diffusione di questi valori pu oggi contri-
fondamentali del bambino. Linsieme dei si- buire la., proprio come studio della distan-
stemi adattivi (nei confronti delle istituzioni za culturale, per le sue specifiche finalit
primarie) e proiettivi (nei confronti delle conoscitive, mentre alleducazione spetta
istituzioni secondarie) costituisce ci che il compito di avviare riflessioni, strumenti
Kardiner chiama la struttura della persona- dintervento, quadri teorici ed esperienze
lit di base, che si pone a met strada tra le di interculturalit e multiculturalit. In par-
istituzioni che sovraintendono al sostenta- ticolare, luogo privilegiato di analisi e for-
mento e le istituzioni che costituiscono il mazione consapevole di queste prospettive
sistema ideologico di un gruppo. La coeren- socio-culturali il contesto scolastico. In
za tra cultura e personalit viene postulata questo contesto, infatti, si esprimono i mec-
tanto allinterno delle istituzioni culturali canismi anche inconsci del controllo sociale
quanto allinterno degli individui membri e di esclusione della parola, quale garanzia
del gruppo. Infine, da esplicitare, come sot- del potere e dellorganizzazione dei ruoli so-
tolinea Tentori, la serie di postulati che sono ciali e culturali. Ancora, tra le pareti scola-
alla base del passaggio teorico tra risultati stiche si giocano i diversi ruoli nel rapporto
delleducazione e presupposti culturali della docente/discente che esprimono massima-
formazione, riguardo alla personalit di mente i codici della comunicazione tra per-
base: a) le prime esperienze dellindividuo sone di diverse culture. Infatti, il processo

82
ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA

della conoscenza, che si articola attraverso ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA


i diversi livelli di comunicazione, compren-
sione e spiegazione, in questo contesto pu Ambito della riflessione pedagogica riguar-
diventare strumento dellincontro tra libere dante i tratti umani e la concezione delluo-
espressioni di portatori di diversa cultura, mo, che soggiace o fa da quadro di riferimen-
se il docente controlla il suo stesso codice to alla ricerca e alla riflessione pedagogica e
pedagogico messo in atto. Da un punto di che, in vario modo e misura, illumina e moti-
vista, poi, dei linguaggi la classe diventa va l azione educativa (v. anche uomo).
luogo di acculturazione reciproca nella pro-
spettiva di un confronto e di uninterazione 1. La. come forma caratteristica del pensie-
in cui entra in gioco tutta la gamma delle ro contemporaneo. Al di l delle sue tradi-
potenzialit espressive linguistiche, gra- zionali forme disciplinari (filosofica, fisica,
fiche, gestuali, cinesiche, prossemiche dei culturale, sociale, medica, pedagogica...),
discenti. Non si tratta soltanto di penetrare la. venuta ad avere un posto centrale nella
lesperienza altrui con gli strumenti propri cultura occidentale del nostro secolo, al pun-
della riduzione antropologica, sia pure to da far parlare di una svolta antropologi-
mettendo in luce ed esplicitando le nostre ca. Ma innegabile che essa risultato di
pregiudiziali per cogliere i modi desperire un processo e di una ricerca culturale, plu-
dellaltro. Piuttosto, lindagine antropolo- risecolare ed epocale, che ha caratterizzato
gica si apre a partire dalla intersoggettivit fin dallinizio lepoca moderna. Sul terreno
che fonda la relazione con laltro, cio dalla della., la riflessione e la ricerca degli ultimi
relazione tra soggetti. In questo senso, come decenni sembra aver superato la frattura tra
nota G. Bateson, ogni significato dellin- teologia, filosofia e scienze umane, arriva-
formazione e della comunicazione dipende ta al suo punto pi alto alla fine del secolo
dalla differenza che d senso allunit, scorso e nella prima met del nostro secolo.
come dire, ancora, che nellascolto che si Tra tali ambiti di studio sembra ultimamente
genera la comunicazione. esserci un tacito patto di alleanza, allarga-
ta alle scienze naturali ed ecologiche, alle
Bibl.: M ead M., Antiche tradizioni e tecniche scienze logiche e matematiche, alla ricerca
nuove, Torino, Ilte, 1959; M alinowski B., Teo- tecnologica ed informatica (soprattutto quel-
ria scientifica della cultura ed altri saggi, Mi- la riguardante lo studio e la ricerca sull
lano, Feltrinelli, 1962; I d., Lo studio delluomo, intelligenza artificiale). La necessit di una
Milano, Bompiani, 1964; K ardiner A., Lin- nuova sintesi, ben oltre quella tra biolo-
dividuo e la societ, Ibid., 1968; Beals R. - H. gia e sociologia auspicata e tentata da E. O.
Houer , Leducazione e la formazione della Wilson e collaboratori, si coniuga con una
personalit, in Introduzione alla. culturale, forte e sentita preoccupazione per luomo
Bologna, Il Mulino, 1970, 555-595; M ead M., A. (Guardini). Le grandi religioni (ma a loro
una scienza umana, Roma, Astrolabio/Ubaldini, modo anche molte nuove forme di religiosi-
1970; K ardiner A., Le frontiere psicologiche t), la politica internazionale, il sistema della
della societ, Ibid., 1973; Linton R., Lo studio comunicazione sociale sembrano vincere la
delluomo, Ibid., 1973; Callari Galli M., A. e loro tradizionale separatezza e il reciproco
educazione. La. culturale e i processi educativi, sospetto proprio attorno alla difesa, alla tu-
Firenze, La Nuova Italia, 1975; 1979; Tentori tela e alla promozione dei diritti umani. Que-
T., A. culturale. Percorsi della conoscenza della sti impegni pratici e percorsi teorici hanno
cultura, Roma, Studium, 1990; Camilletti E. - evidenziato: il posto delluomo nel cosmo,
A. Castelnuovo, Lidentit multicolore. I codi- unico tra gli esseri viventi che sa dire di
ci di comunicazione interculturale nella scuola no perch capace di trascendenza (Scheler);
dellinfanzia, prefazione di M. Squillacciotti, lanalitica esistenziale della condizione
Milano, Angeli, 1994; Liverta Sempio O. - A. umana e del suo essere nel tempo con gli al-
M archetti (Edd.), Il pensiero dellaltro. Conte- tri (Heidegger); il suo operare che lo rende
sto, conoscenza e teorie della mente, Ibid., 1995; capace di liberarsi dallo svantaggio e dalle
Nanni C., A. pedagogica e scritture per loggi, manchevolezze della sua esistenza (Geh-
Roma, LAS, 2002. len) perch incamminato lungo la via della
M. Squillacciotti cultura e della civilt (Cassirer) o perch

83
ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA

capace di azione economica trasformatrice scuola o dindirizzo, anche nel solo ambito
e di lotta politica (Marx); la sua eccen- psico-sociologico (comportamentistico, fun-
tricit (Plessner) e il suo essere diverso, zionalistico, strutturalistico, cognitivistico,
perch persona ( personalismo); e tuttavia fenomenologico, ermeneutico, emancipa-
la sua vicinanza alla condotta animale (che tivo). E tuttavia, negli ultimi tempi sembra
fa pensare a Lorenz, allaltra faccia dello rilevabile una larga convergenza che va ben
specchio e a Morris, alla scimmia nuda); oltre la comunanza delloggetto dindagine:
la sua ingegnosit tecnologica, che porta il farsi umano, nelle sue molteplici dimen-
quasi ad annullare i limiti tra naturale e sioni e modalit processuali, nel suo svilup-
artificiale, tra reale e virtuale. Ma po evolutivo o nel suo quadro terminale di
hanno pure portato alla luce: la vastit del personalit adulta, matura, anziana. La via
mondo della vita (Husserl); la profonda e pi comune di ricerca ancora quella che
contraddittoria forza impulsiva e aggressiva, tende a mettere in luce anzitutto le particola-
inconscia e conscia (psicoanalisi e etologia); rit dingresso nella vita dellessere umano,
lassurdit e il non senso dellesistenza (esi- soprattutto in rapporto con gli altri esseri vi-
stenzialismo); lalienazione e la dominazio- venti, grazie agli apporti della genetica, del-
ne propria di molti rapporti interpersonali e la biologia, delletologia, dell a. culturale
sociali (marxismo e neo-marxismo); le tante e sociale. In tal senso si mettono in luce la
forme di necessit e casualit con cui ha a precocit, linettitudine, limmaturit
che fare (Monod); la rigidit e la pesantez- e per altro verso le radicali capacit di aper-
za delle strutture in cui si trova avviluppato tura relazionale, di apprendimento, di intel-
(strutturalismo); la vena di nichilismo che ligenza, di simbolizzazione, di linguaggio,
pervade lattuale condizione storica (Nietz- di plasticit e di adattamento allambiente.
sche e il neo-nichilismo); il rischio di perdita Ma, in rapporto alla coscienza pedagogica
dellidentit e del senso della vita e dellagire contemporanea, che ha dilatato i tempi ed i
nellaccrescersi della complessit vitale del modi delleducazione con i concetti di edu-
mondo globalizzato, delle dinamiche mul- cazione permanente, di societ educante e di
ticulturali, dellespandersi del virtuale, educazione integrale, particolare attenzione
e delle profonde possibilit di intervento viene oggi riservata anche alla tarda giovi-
sulluomo che le innovazioni tecnologiche nezza, agli adulti, agli anziani (e, pertanto,
permettono (intelligenze artificiali, robot, andando ben oltre la cosiddetta pedologia).
cyborg, clonazione, ecc.), tali da far parlare Il senso del limite e dellimpegno umano, la
di post-umano (Fukuyama). migliore conoscenza del potenziale umano e
delle risorse umane, hanno stimolato a com-
2. Aspetti disciplinari della a.p. Suggestioni prendere meglio lumanit di coloro che in
sulla vita umana e sullessere uomo in s e vario modo sono diversamente abili o varia-
per s, o in quanto societ politicamente or- mente svantaggiati; ed hanno fatto allargare
ganizzata o ancora in quanto essere relazio- lo sguardo pedagogico a categorie di perso-
nato con Dio e con una comunit religiosa, ne o aree umane poco considerate in passa-
sono alla base della pratica educativa e della to (giovani, donne, malati, sottoproletariato
riflessione pedagogica tradizionale antica e urbano e rurale, emarginati, immigrati, mi-
moderna. In tal senso rimane fondamentale noranze etniche, linguistiche, religiose...). A
lapporto della ricerca filosofica e teologica. loro volta, le modalit epocali, complesse,
Tuttavia, tra le due guerre e nellimmediato differenziate e in profondo mutamento, han-
secondo dopoguerra, soprattutto in ambienti no spinto a ripensare le categorie antropolo-
di cultura tedesca, che la.p. si andata de- giche di base del rapporto e dellintervento
lineando nella sua specificit. Pi che di un educativo: la libert, lalterit, la reciprocit;
ambito disciplinare univoco, si tratta per lo la soggettivit, la razionalit, la prassi e la
pi di contributi di vario tipo e di diverso progettualit umane ( senso).
approccio: a prevalenza filosofica, psicolo-
gica, sociologica, antropologico-culturale, 3. Leducabilit. Comune anche lobiettivo
biologico-neurologica; come risultato di e linteresse che guida questi modi di ricer-
ricerca storica o di ricerca positivo-speri- ca pedagogica: attraverso la raccolta dindizi
mentale. Pure notevoli sono le differenze di presenti nel fenomeno umano si cerca di de-

84
ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA

lineare i compiti dello sviluppo e i tratti ricchezza delle differenze e particolarit in-
qualificanti lesistenza umana nelle diverse dividuali o di gruppo.
et, situazioni e modalit di vita. Il risultato
a cui si tende laccrescimento delle cono- 4. Necessit delleducazione? La categoria
scenze riferibili in vario grado alle caratte- delleducabilit mette in risalto un modo
ristiche evolutive, esistenziali ed essenziali specifico e globale di vedere luomo. La.p.
degli esseri umani, che permettano di con- si rivela come una modalit di essere della
siderarli soggetti (termine pi preciso di a. tout court, in quanto fa pensare alluomo
destinatari) di attivit educative. Per tal in termini di animal educandum: indican-
motivo si dice che la.p. ha come suo fine do come la classica definizione aristote-
ultimo aiutare a comprendere pi e meglio lica delluomo animal rationale ci che
leducabilit umana. Con questa categoria, caratterizza specificamente luomo rispetto
sintende globalmente riferirsi a quegli ambi- agli altri esseri viventi. Tale definizione sa-
ti e a quegli aspetti dellesistenza soggettiva, rebbe perlomeno da porre accanto alle ca-
relazionale e sociale, che richiedono o perlo- ratterizzazioni che via via nellet moderna
meno appellano ad unazione individuale e/o sono state date delluomo: homo educandus
comunitaria di sostegno o daiuto, affinch accanto a homo faber, loquens, symbolicus,
arrivino ad un loro sviluppo, per quanto historicus, religiosus, ludens, ecc. Secondo
possibile formato, vale a dire ottimale, o alcuni pedagogisti dellarea tedesca (M. Lan-
quanto meno adeguato alle esigenze dellam- geveld in particolare), luomo, quale essere
biente e dei tempi. In questi termini edu- da educare costituirebbe loggetto proprio
cabilit significa ci che in vario grado, della.p. ed offrirebbe ad essa il fondamento
nei soggetti, nei gruppi, nelle comunit pu per la sua autonomia di disciplina scientifica.
essere aperto allazione educativa. Per altro Per gli stessi autori, la definizione delluomo
verso, e conseguentemente, con la categoria animal educandum sarebbe da prendere non
delleducabilit si viene ad indicare, per solo nel senso pi ovvio di soggetto dedu-
cos dire, il campo dazione delleducazione. cazione, ma nel senso forte di essere che
In tal modo si viene a evidenziare, come di necessit da educare. Leducazione sa-
secondo la formula cara allesistenzialismo, rebbe assolutamente necessaria e non sempli-
ma ormai comune alla coscienza culturale cemente un fattore utilissimo di formazione
contemporanea lessere umano, nel corso e qualificazione umana (in termini tecnici: di
della sua esistenza storica, costruisce e de- necessit metafisica e non semplicemente
finisce se stesso. E ci, sulla base delle po- di necessit morale). Indubbiamente ci
tenzialit soggettive ed oggettive che gli si che risulta necessario assolutamente la par-
presentano, nellinterazione con lambiente, tecipazione ad una comunit umana. Senza
grazie allaiuto degli altri, per cui messo (e laiuto degli altri e la convivenza nellute-
man mano si mette) a parte del patrimonio ro sociale non si diventa e non si uma-
sociale della cultura; e sempre pi, crescen- ni, come a loro modo mettono in evidenza
do, compartecipa con lapporto delle sue de- le vicende di bambini inselvatichiti o isola-
cisioni ed azioni alla trasformazione e quali- ti socialmente. Rispetto alla possibilit,
ficazione umana di se stesso e del mondo. In che la categoria delleducabilit esprime,
tale volume di processi, al medesimo tempo la terminologia educandum, aggiunge nella
naturali ed umani, individuali e collettivi, sua forma grammaticale, listanza di impe-
pure iscritta la possibilit di involuzioni, gno etico, la dimensione morale e di respon-
di cadute in forme regressive, di fissazioni sabilit che leducazione comporta. Ledu-
funzionali, di dominazioni esterne, di alie- cabilit trova il suo corrispettivo nel diritto
nazioni di se stessi. Peraltro la pedagogia soggettivo alla formazione, allistruzione e
contemporanea tende sempre pi a dar risal- alleducazione e nel dovere e compito, socia-
to alla fondamentale storicit e individualit le e soggettivo, di dare adeguata attuazione
sia del bagaglio di potenzialit formative, in- a tale diritto. Ma evidente che se si facesse
dividuali e contestuali, sia della formazione riferimento alleducazione intenzionale e alla
di esse: ad evitare qualsiasi forma di omolo- scolarizzazione sistematica, questa necessit
gazione e standardizzazione massificante e, non sarebbe pi assoluta, perch molto si po-
allopposto, a dare spazio alla variet e alla trebbe apprendere per partecipazione diretta,

85
ANTROPOLOGIA PEDAGOGICA

per immersione nella vita e nelle pratiche so- strumentalizzata ( educazione). Lespe-
ciali (quella familiare o del clan in particola- rienza educativa del passato e quella attua-
re), per imitazione degli altri in genere e del le possono essere abbastanza chiarificatrici
gruppo o dei gruppi di appartenenza in par- al riguardo. La persona non chiusa entro
ticolare. In questo senso stretto di educazio- le strutture dei sistemi educativi ed entro il
ne, essa sarebbe necessaria tuttal pi per de- raggio dazione dei suoi molteplici educatori.
terminate persone chiamate a compiti, ruoli Anche se senza il contributo di altre persone
o mestieri specifici. Il problema tuttavia si non si arriva ad essere pienamente umani,
pone oggi in modo nuovo: al livello di com- pur vero che leducazione, nonostante le sue
plessit sociale e vitale in cui storicamente ci pretese, non sempre risulta in concreto po-
troviamo a vivere, forse diventa necessario sitiva per lavanzamento umano. Inoltre non
(e non semplicemente utile o aggiuntivo) per tutto nellessere educabile. A sua volta len-
tutti un intervento sociale, specifico e siste- fasi sul bisogno di educazione, quando non
matico, atto a favorire una crescita umana espressione di un eccessivo utopismo peda-
adeguata al livello di vita attuale e tale da gogico o supporto ideologico di certi messia-
essere umanamente degna di essere vissuta. nismi politici, certamente un indice di quel-
I termini della questione risulterebbero pure la vena dilluminismo antropocentrico che
pi articolati se leducazione venisse riferi- pervade let moderna e che si affida non
ta non solo alla formazione dei singoli, ma sempre criticamente alle capacit razionali
allinsieme della vita sociale con le sue istan- di trasformazione umana ed ambientale. Dei
ze storiche di liberazione e promozione inte- limiti e delle possibili deviazioni di tale ca-
grale, per tutti e per ciascuno, per i popoli e pacit la cultura contemporanea stata fatta
per lumanit intera presente e futura. accorta soprattutto dagli esiti profondamen-
te ambigui della tecnologia contemporanea e
5. Il limite delleducazione. Questattenzione dal rischio, fattosi sempre pi concreto, del
alla situazione contemporanea ha il suo radi- tracollo ecologico o di una conflagrazione
camento ontologico nellessenziale storici- bellica nucleare, ben pi rovinosa delle gi
t e culturalit della vicenda umana, sempre gravi guerre mondiali (e le infinite guerre dei
ed intrinsecamente connotata dallessere nel poveri) del sec. scorso.
mondo con gli altri nella storia (al cui interno
si pone, come prassi specifica, lazione socia- 6. A.p. e pedagogia. In alcuni ambienti pe-
le di formazione). Daltra parte la tendenza a dagogici si usa distinguere la.p. dalla tele-
relativizzare la necessit delleducazione ha ologia pedagogica (che studia i fini) e dalla
pure il suo significato. In primo luogo essa sta metodologia pedagogica (che studia le
a difendere la personalit del soggetto contro strategie educative). Ad esse si potrebbe ag-
eccessive intromissioni esterne. In secon- giungere la tecnologia pedagogica (per lo
do luogo tende a dar risalto alle priorit del studio e la ricerca dei mezzi e degli strumen-
soggetto nei processi formativi, soprattutto ti operativi). Ma si visto come spesso la.p.
quando, con il crescere dellet si consolida si allarga o perlomeno allude allordine dei
sempre pi lattitudine dellauto-direzione, fini e degli obiettivi educativi. Senza negare
quando cio si diventa in qualche modo ed la legittimit di tali ambiti di studio, c cer-
in diversa misura capaci dintervenire su se tamente da evidenziare almeno la necessit
stessi e sul proprio destino. In terzo luogo di una corretta e valida interdisciplinarit
pu essere considerata come unistanza cri- tra essi. Allinterno poi della.p. c da notare
tica nei confronti di ogni tendenza a crede- che il discorso delleducabilit acquista tutta
re nellonnipotenza delleducazione. Non si la sua pregnanza se si porta la ricerca non
vuole in alcun modo sminuire limportanza, solo sui fondamenti strettamente antropo-
anzi lurgenza e la responsabilit individua- logici, ma anche sulla concezione della realt
le e sociale di contribuire alla promozione in generale e sui possibili orizzonti di valo-
umana attraverso leducazione; ma certo re che si discoprono allazione umana. La.p.
occorre vigilanza critica rispetto ai facili, necessita di rapportarsi allontologia, alla
ingenui ed acritici affidamenti alleducazio- ricerca metafisica, allassiologia e, secondo
ne, fin quasi a dimenticarne la fondamentale i credenti, anche alla riflessione teologica e
limitatezza, ambivalenza, facilit ad essere sapienziale.
86
ANZIANI

Bibl.: Maritain J., Umanesimo integrale, To- 2. Il fenomeno dellinvecchiamento della po-
rino, Borla, 1963; Mounier E., Il personalismo, polazione inarrestabile se si considera che
Roma, AVE, 1964; Cassirer E., Saggio sulluo- dal censimento 1951 a quello del 2001 pi
mo, Roma, Armando, 1968; Mencarelli M., Po- che raddoppiata lincidenza della popolazio-
tenziale educativo e creativit, Brescia, La Scuo- ne con 65 o pi anni sul totale dei residenti
la, 1973; Wilson E. O., Sociobiologia. La nuova in Italia: dall8,2% al 18,7%, raggiungen-
sintesi, Bologna, Zanichelli, 1979; Knig E. - H. do una popolazione di 10 milioni 700 mila
R amsenthaler (Edd.), Diskussion pdagogische persone. A elevare lincidenza relativa della
Anthropologie, Mnchen, Fink, 1980; Volpi C., popolazione anziana concorre anche la dimi-
Paideia 80. Leducabilit umana nellera del post- nuzione della natalit e della mortalit. Negli
moderno, Napoli, Tecnodid, 1988; Gevaert J., Il ultimi 10 anni la crescita pi cospicua stata
problema delluomo, Leumann (TO), Elle Di Ci, quella degli ultrasettantacinquenni (+42%) o
8
1992; Buber M., Il principio dialogico, Cinisello della quarta et. Lattenzione con cui oggi
Balsamo, San Paolo, 1993; Acone G., A. delledu- si guarda a questa fascia di popolazione
cazione, Brescia, La Scuola, 1997; Scheler M., La giustificata da una serie di dati di rilevan-
posizione delluomo nel cosmo, Roma, Armando, za geriatrica: documentato come i 75 anni
1999; Guardini R., Mondo e persona. Saggio di a. facciano da spartiacque tra due et di rischio
cristiana, Brescia, Morcelliana, 2000; Fukuyama molto diverso rispetto alle malattie e alla non
F., Luomo oltre luomo, Milano, Mondadori, 2002; autosufficienza.
Nosari S., Leducabilit, Brescia, La Scuola, 2002;
Nanni C., A. p., Roma, LAS, 2002. 3. I bisogni che segnano la condizione
C. Nanni della. possono essere molteplici e tra loro
cumulabili: oltre alle povert materiali (red-
dito, abitazione) vi la carenza, inadegua-
tezza, impropriet delle risposte dei servizi
ANZIANI (povert istituzionali) e, soprattutto, i bisogni
relazionali. In proposito le occasioni di stabi-
La definizione di a. manca di un criterio og- lire rapporti appaiono generalmente limitate,
gettivo o condiviso. Per lOMS si a. a 60 circoscritte da una sorta di meccanismo di
anni, per lISTAT a 65. Altre definizioni cor- tipo socio-culturale per cui gli a. si incon-
relano lingresso nella terza et con lusci- trano e passano il loro tempo quasi esclusi-
ta dalla vita attiva; per altri ancora si a. alla vamente con persone della propria et. Non
soglia di un rischio elevato di non autosuf- molto diffusa la fruizione di occasioni e
ficienza (75 anni o quarta et). Fino alla servizi di tipo culturale, pur avendo proprio
relativizzazione totale di questa specifica la., paradossalmente, pi tempo per goderne
condizione: una persona anziana quando e su questo incide la pregressa propensione o
si sente tale. meno a fruirne, dato che le opportunit sem-
brano essere determinate dal livello di ri-
1. I momenti pi indicati dagli a. stessi (Fri- sorse (culturali, fisiche, economiche, fami-
sanco, 1988) come svolta verso la vecchiaia liari) che la. ha utilizzato nel corso della sua
sono fatti coincidere con eventi patologici vita. In tal senso i pi gratificati sono coloro
precisi o con la perdita della propria efficien- che hanno condotto una vita pi attiva; gli
za fisica (esiti invalidanti di malattie) e con la uomini rispetto alle donne; chi vive in casa
perdita degli affetti familiari: eventi luttuo- rispetto a chi occupa un posto in strutture re-
si (morte del coniuge), il costituirsi dei figli sidenziali; chi ha maggiori possibilit econo-
come nucleo familiare autonomo. Limmagi- miche e pi elevati livelli di autosufficienza
ne della. si caratterizza proprio per il senso (Frisanco, 1988). Una delle pi grandi con-
di una perdita che si pu estendere anche al quiste sociali di questi tempi, laumento della
ruolo professionale che innesca il processo aspettativa di vita delluomo, tende ad essere
di invecchiamento. Il soggetto, deprivato presentata come un problema: lo attestano le
della propria posizione e funzione sociale, cronache, le inchieste e anche i dibattiti di
viene catapultato in una situazione diversa politica sociale e sanitaria. Infatti, le im-
che probabilmente viene sentita come nega- magini sociali della. sembrano connotarlo
tiva, penalizzante, regressiva. maggiormente in negativo come improdutti-

87
ANZIANI

vo, malato, inutile, superato (culturalmente) ritiene la vecchiaia un processo immodifi-


o risparmiatore, pi che in positivo, per la cabile, determinato e del tutto involutivo. I
migliore qualit media della vita o come ri- servizi che nascono da questa visione sono
sorsa, valore di testimonianza, nuovo consu- di tipo contenitivo e assistenziale e fornisco-
matore. Cos lattenzione si focalizza preva- no un intervento anche illimitato nel tempo,
lentemente sui costi ed i rischi della specifica ma il pi possibile sempre uguale e al minor
condizione, mentre appare meno incisiva la costo possibile, dal momento che non si at-
valutazione delle risorse e delle potenzialit tendono risultati. Non serve quindi valutare
degli a. individualmente i bisogni e costruire i piani
di intervento, poich non vi sono obiettivi da
4. Eppure luniverso degli a. non una realt raggiungere. Allopposto, vi chi ritiene la
omogenea, compatta; presenta al suo inter- vecchiaia una realt inevitabile ma modifi-
no diverse condizioni che si riflettono sulla cabile, che non comporta soltanto processi di
qualit della vita e sulla struttura dei biso- involuzione, ma anche processi positivi, di
gni: lessere autosufficiente o non; di terza compenso attivo alle perdite che let provo-
o quarta et; uomo o donna (se le donne ca nellorganismo. La., in questa prospettiva,
vivono mediamente pi a lungo, la loro vec- pu essere guidato ad una migliore realiz-
chiaia maggiormente segnata da un pi ele- zazione da comportamenti pi salutari. Ci
vato rischio di non autosufficienza e di con- porta a costruire servizi ad alto contenuto
finamento domestico); di basso o medio/alto educativo, riabilitativo o addirittura preven-
livello di status socioeconomico; di contesto tivo, da cui ci si aspetta un importante gua-
urbano/metropolitano o non urbano/rurale; dagno in autosufficienza e salute che giusti-
del centro-nord o del sud; di unarea pi o fica le risorse impiegate. quindi necessario
meno dotata di una rete di servizi. La realt valutare e formulare obiettivi, piani di lavo-
della. caratterizzata da una variegata ete- ro, verifiche in servizi dinamici, duttili, in-
rogeneit di situazioni e percorsi non riducili tensivi dove prioritario e irrinunciabile un
alla generalizzazione di una immagine pau- discorso di qualit. Si tratta di inventare
peristica. una realt che per lo pi si pre- un nuovo modo di affrontare questo fenome-
senta vitale, con notevoli risorse ed opportu- no e di differenziare quanto pi possibile le
nit e capace di giocare un ruolo specifico ed risposte in rapporto alle variegate strutture
originale a livello relazionale e sociale. Come di bisogno dei diversi gruppi di a.
attestano recenti indagini una condizione
con tanti pi, in termini di anni da vivere, 6. ormai acclarato il triplice scopo dellof-
di salute, di risorse materiali (circa il 50% ferta di servizi per gli a.: 1) elevare la qualit
abbiente), di istruzione (questa la prima ge- della vita secondo lobiettivo di aggiungere
nerazione di a. con titolo di studio superiore vita agli anni e mantenere il pi a lungo pos-
alla quinta elementare), di voglia di vivere e sibile lautosufficienza; 2) fronteggiare pre-
di fare in virt di un atteggiamento positi- cocemente bisogni che altrimenti generano
vo nei confronti della vita quotidiana. Gli a. situazioni di povert composite e patologie
sono diventati anche un target molto studiato conclamate, che richiedono lallontanamento
dal marketing per la loro propensione al ri- della. dal suo ambiente consueto di vita e un
sparmio e allinvestimento e sono altres pi maggior costo per tutti; 3) facilitare laccesso
in grado di autorganizzarsi e di partecipa- ai servizi spesso ostacolato da problemi di
re, come si rileva dalla loro ampia presenza disinformazione circa le prestazioni e le op-
nellassociazionismo di promozione sociale e portunit esistenti, non solo per quanto con-
di tipo solidaristico. cerne i servizi socio-sanitari, ma anche quel-
li pensionistici-previdenziali, culturali, del
5. Il rapporto tra a. e servizi appare tutta- tempo libero, del turismo sociale ecc. In tal
via ancora problematico e non ascrivibile modo si ovvier anche alla sostanziale non
tanto allemarginazione sociale dei vecchi di corrispondenza tra servizi fruiti e servizi di
oggi, trasferita nel campo del diritto alla sa- cui la. ha bisogno o che domanda. Inoltre si
lute o alla assistenza. qualcosa di pi pro- pu ottenere valore aggiunto ai servizi attra-
fondo, che nasce da visioni parziali ed errate verso la promozione e valorizzazione delle
della biologia dellinvecchiamento. C chi varie forme di volontariato (anche di a. che

88
APPARTENENZA SOCIALE/RELIGIOSA

aiutano altri a.) da inquadrare nellambito di va linsegnamento della nomenclatura, del


un progetto locale. La sfida maggiore che si leggere, dello scrivere, del far di conto, del-
presenta oggi alle nostra societ la riduzio- la Storia Sacra, e per le bambine dei lavori
ne del divario esistente tra aspettativa di vita donneschi, del canto, e suggeriva ladozione
totale e aspettativa di vita attiva, priva di di- del metodo dimostrativo perch conside-
sabilit. Si tratta di attivare reti di solidariet rato il pi idoneo per soddisfare e coltivare la
sul territorio che abbiano come riferimento naturale curiosit dei bambini, e il sussidio
gli a. in quanto soggetti attivi protagonisti delle stampe. Agli insegnanti lA. chiedeva
non oggetto di interventi di tipo assi- di tener presente quanto esposto nel Manua-
stenziale e riparatorio e di far sperimentare le e nella Guida, ma spesso la modesta pre-
loro processi esistenziali di significativit parazione culturale degli educatori, cui era
comunitaria in modo da contrastare la man- affidato un numero eccessivo di alunni, ha
canza di ruolo e di relazione e quindi la non favorito laffermazione di un insegnamento
autosufficienza sociale. ripetitivo, che faceva prevalentemente leva
sulla memoria ed incapace di coltivare inte-
Bibl.: H anau C. (Ed.), I nuovi vecchi. Un con- gralmente leducabilit dei bambini.
fronto internazionale, Rimini, Maggioli, 1987;
Frisanco R. (Ed.), Quarta et e non autosuffi- Bibl.: Sancipriano M. - S. S. M acchietti (Edd.),
cienza, Roma, TER, 1988; Facchini C., Invec- Scritti pedagogici e lettere, Brescia, La Scuola,
chiare: unoccasione per crescere. Attivit cul- 1976; M acchietti S. S., La scuola infantile tra
turale e sociale e benessere. Rapporto 2002 Spi politica e pedagogia dallet aportiana ad oggi,
Cgil-Cadef, Milano, Angeli, 2003; Fondazione Idid., 1985; Sideri C., F.A.: sacerdote italiano,
Leonardo (Ed.), Quarto rapporto sugli a. in Ita- educatore. Biografia del fondatore delle scuole
lia 2004-2005, Ibid., 2006. infantili in Italia sulla base di una nuova docu-
R. Frisanco mentazione inedita, Milano, Angeli, 1999.
S. S. Macchietti

APORTI Ferrante APPARTENENZA SOCIALE/


RELIGIOSA
n. S. Martino allArgine (Mantova) nel 1791 -
m. a Torino nel 1858, educatore italiano. La.s. viene studiata in rapporto alla coesio-
ne sociale. Essa potrebbe essere assimilata a
1. Ordinato sacerdote nel 1815, dopo aver un sentimento, una preferenza, un interesse;
effettuato studi sulle Sacre Scritture e delle nelle scienze sociali praticamente sinonimo
Lingue Orientali, presso il Theresianum di di atteggiamento, che un concetto al tem-
Vienna, al ritorno in patria, forse sollecitato po stesso comprensivo e operazionalmente
anche dalla lettura dellInfant Education di ben determinato e che significa una dispo-
Samuel Wilderspin nel 1829, apr a Cremo- sizione o una strutturazione del dinamismo
na una scuola infantile per bambini apparte- personale che orienta positivamente o nega-
nenti a famiglie agiate. Alla fondazione del tivamente il comportamento riguardo a un
primo asilo fece seguito un intenso impegno oggetto psico-sociologico. Pertanto la.s. pu
per istituirne altri allo scopo di raccogliere, essere definita come una disposizione psico-
custodire, alimentare ed educare i bambini sociologica e costituisce una strutturazione
dai 3 ai 6 anni, aiutando i lavoratori nel man- stabile dei processi percettivi, motivazionali
tenimento e nella formazione dei loro figli e ed emozionali attraverso cui uno si collega al
quindi contribuendo allinstaurazione di una proprio gruppo di inserimento.
societ fraterna fondata su una pi diffusa e
solidale comprensione dei doveri delluomo, 1. La.s. consente al membro di percepirsi
del cristiano e del cittadino. come facente parte di un gruppo, di identifi-
carvisi, di parteciparvi e di trarne le motiva-
2. Su questa base lA. ha costruito il progetto zioni. Ancora di pi: essa sta a indicare lat-
educativo delle sue scuole il quale prevede- teggiamento fondamentale verso il proprio

89
APPRENDIMENTO

gruppo; strettamente connessa con il con- Bibl.: Schachter S., The psychology of affilia-
cetto di rete sociale, che come linsieme tion: experimental studies of the sources of gre-
dei legami di un individuo con altri referenti gariousness, Stanford, Stanford University Press,
significativi ( famiglia, amici, vicini e altre 1959; Pollini G., A. e identit. Analisi sociologi-
realt informali). Le funzioni di questi ulti- ca dei modelli di a.s., Milano, Angeli, 1987; Ba-
mi sono molteplici, tanto di natura culturale ragli C., Comunicazione di gruppo, Ibid., 1988;
che strutturale e funzionale. Dal punto di Carrier H., Psico-sociologia della.r., Leumann
vista culturale, essa conferisce il senso di (TO), Elle Di Ci, 1988; Canobbio G. et al., La.
identit sociale attraverso lappartenenza. alla Chiesa, Brescia, Morcelliana, 1991; Donati
P. P., Teoria relazionale della societ, Milano,
2. Per la.r. occorre un minimo di interazione Angeli, 1991; Serpieri R., Identit e a. nella so-
dellindividuo con il gruppo religioso. Non ciet della globalizzazione, Ibid., 2004.
si tratta solo di un minimo giuridico e teolo- J. Bajzek
gico (per i cattolici battesimo e professione
di fede), ma di un minimo psico-sociologico,
difficilmente quantificabile ma necessario
e non certo riducibile a contatti sporadici e APPRENDIMENTO
occasionali. Si richiede, in altri termini, lac-
cettazione del sistema dei valori, delle cre- Allinterno dei processi vitali personali, la
denze e dei modelli del gruppo. Le ricerche specificit del processo di a. consiste nellac-
sociologiche ci hanno mostrato che lade- quisizione di nuove abilit o conoscenze
sione ai valori religiosi necessariamente mediante lesperienza. Tuttavia la prepon-
differente nei diversi tipi di fedeli. In ci deranza del fattore esperienza non permette
influisce ovviamente la storia religiosa dei di dimenticare le condizioni della dotazione
singoli, che condiziona la diversa disponibi- ereditaria, n gli apporti creativi della intel-
lit per unadesione motivata e motivante. ligenza: lesperienza d i suoi frutti nella.
necessaria anche unassimilazione al gruppo se il soggetto sufficientemente maturo e si
religioso che giunge, nel caso ottimale, alla avvantaggia molto dal contributo della com-
piena identificazione, in quanto allinter- prensione e dallintuizione. Spesso pu esse-
no del gruppo lindividuo trova i valori che re difficile decidere se una nuova capacit di
costituiranno la base del suo personale pro- condotta sia dovuta principalmente allespe-
getto di vita. rienza o a processi di comprensione intelli-
gente. La. riguarda molti settori di abilit e
3. In rapporto al sentimento di a.r. lesistenza di contenuti, ed per sua natura intimamente
di diversi gruppi di riferimento pu interfe- legato ai vari processi educativi. Di fatto si
rire sia negativamente sia positivamente. Un imparano abilit motorie di differente com-
caso tipico legato alla genesi della.r. Si plessit e precisione, si impara a percepire
pensi alle situazioni di ripetuto conflitto di oggetti, persone, situazioni, si impara a leg-
a. cui sottoposto il bambino, il fanciullo, gere ed a comprendere, si imparano parole,
ladolescente, il giovane, quando si trovino concetti, sistemi di pensiero, si imparano
inseriti nei vari gruppi familiari, scolasti- linguaggi espressivi, si imparano reazioni
ci, amicali che spesso presentano notevoli emotive e stati affettivi duraturi, si imparano
diversit nel grado di conformit ai sistemi ansie e nevrosi, come si imparano gusti, pre-
normativi di credenze religiose. Levoluzio- ferenze, idiosincrasie, sistemi di valori, stili
ne del sentimento di a.r. sar condizionata di vita, credenze, speranze e tecniche di di-
cos dal gioco delle lealt di gruppo e avr fesa e di decisione. La. stesso, poi, pu rife-
successo quella che sembra soddisfare mag- rirsi a soggetti differenti: persone o animali,
giormente il livello di aspirazioni dellindi- bambini, adolescenti o adulti, normali o con
viduo. In definitiva si pu affermare che il vari gradi e tipi di disabilit.
sentimento di a.r. condizionato dal maggior
o minor grado di integrazione e/o impegno 1. I tipi di a. Tra i vari criteri possibili per
del gruppo nella struttura sociale e dalla va- tentare una tipologia della., pare che il pi
lutazione pi o meno positiva che gli appar- adeguato sia quello che parte dai prodotti
tenenti danno di tale integrazione. della. stesso.

90
APPRENDIMENTO

1.1. A. di operazioni adattative. Con questo perarle e ad applicarle alle varie situazioni.
processo il soggetto, uomo od animale, ac- 1.3. A. di atteggiamenti. Latteggiamento
quisisce, in seguito allesperienza, nuove ca- un tratto della personalit caratterizzato da
pacit di incontro efficiente con lambiente, una valutazione favorevole o contraria ad
con nuove modalit di operazione. questo un certo oggetto (tipo di esperienza, perso-
il campo tipico degli inizi della ricerca psico- na, gruppo, idea, valore, ecc.). Anche questo
logica sulla.: gi nel 1905 I. P. Pavlov mette- tipo di a. termine di considerazioni speci-
va in luce i riflessi condizionati, cio quei fiche, da parte della psicologia educativa,
processi per cui uno stimolo, di per s in- della psicologia sociale (a. sociale, di usi, va-
differente, pu avviare la reazione dellarco lori, pregiudizi), e della psicologia clinica (a.
riflesso originale, a condizione di precedere di disposizioni emotive, sane o nevrotiche).
regolarmente lo stimolo originale del rifles- Vi sono modi piuttosto passivi di apprendere
so. Questa scoperta fu ben accolta dai com- un atteggiamento, come avviene nellimita-
portamentisti, che per rilevarono che spes- zione o per pressione sociale di un gruppo.
so non bastava apprendere un nuovo stimolo La. di atteggiamenti per via di identifica-
per una condotta riflessa gi prefabbricata, zione richiede una maggiore partecipazio-
ma occorreva imparare, in seguito allespe- ne del soggetto: questi percepisce il proprio
rienza, un nuovo modo di operare, per giun- bisogno di affermazione e di sviluppo, e si
gere alla soddisfazione di motivi attualmente unisce emotivamente alla persona che vede
urgenti. Nacque cos in Thorndike prima e vicina e riuscita, partecipando in tal modo
in molti altri ricercatori poi (tra di essi il pi allesperienza del modello. Finalmente un
famoso Skinner) il progetto di ricerca- atteggiamento pu essere appreso in conse-
re come si apprendono nuove operazioni. Il guenza di un mutamento interiore di quadri
termine appropriato sembr essere quello di conoscitivi di valore, come influsso di nuovi
condizionamento operante, perch veniva motivi centrali, o in seguito ad esperienze
condizionata una operazione, oppure quello particolarmente illuminanti. Al tema della.
di a. strumentale perch si apprendeva un di atteggiamenti appartiene anche la loro
mezzo per soddisfare un bisogno. Questo modifica, quando sono disadattanti; oltre che
tipo di a., legato alla motivazione, perdeva con i modi sopra accennati, questo risultato
parte della sua caratteristica di automatismo, si raggiunge anche con gli interventi di trat-
propria del riflesso condizionato, per entra- tamento dellinconscio indicati dalle varie
re sotto linflusso dellintenzionalit. Sia il scuole di psicoterapia.
condizionamento classico, pavloviano, che
quello operante hanno continui e notevoli ef- 2. Fattori della. La. ha varie condizioni
fetti anche sulluomo: mediante essi imparia- che lo facilitano o lo inibiscono. Poich vi
mo, in modo pi o meno consapevole, gusti sono tipi di a. molto diversi, occorre rifarsi
e avversioni, tecniche di accostamento e di ad ognuno di essi per rilevarne i fattori spe-
prevenzione; come si dir in seguito, anche cifici. Se ne ricordano qui solo alcuni che
luomo pu apprendere opportune condotte riguardano il processo di a. in generale. Si
per raggiungere premi ed evitare castighi. vedr in primo luogo un gruppo di fattori
1.2. A. di informazioni. Questo tipo di a. predisponenti, che vanno sotto il titolo di
oggetto di trattazioni specifiche ( informa- disponibilit, quindi due altri fattori gene-
zione e comunicazione), ed pure studia- rali, quelli della motivazione e dellesercizio
to nellambito della memoria; si rimanda o pratica.
perci alle rispettive voci per indicazioni pi 2.1. La disponibilit ad apprendere. Gi nel
estese. In particolare si pu richiamare qui suo volume del 1913 Thorndike, applicando
come la. riguardi i vari momenti del proces- le nozioni di psicologia alla. scolastico, par-
so di informazione: si impara a percepire, lava di readiness o disponibilit ad appren-
cio a riconoscere oggetti, persone, situazio- dere. Essa si pu definire come la capacit
ni; si imparano informazioni singole, come e la volont di apprendere. La capacit di
pure sistemi semplici o complessi, a livello apprendere a sua volta determinata dalla
di esperienza concreta o di strutture cogniti- maturazione e dal bagaglio di abilit e infor-
ve astratte. Allo stesso modo si impara a con- mazioni precedentemente acquisite, mentre
servare le informazioni, ad elaborarle, a ricu- la volont di apprendere designa soprattutto

91
APPRENDIMENTO

le componenti emotive della situazione di a. al di sotto delle loro capacit se vedono nel
a) La maturazione, o sviluppo determinato compito un rischio di fallimento. Atteggia-
prevalentemente da fattori endogeni eredi- menti generali possono portare ad affrontare
tari, ha una grande parte nel determinare la subito un impegno o a dilazionarlo, a rischia-
disponibilit ad apprendere. Certo, gli effet- re esperienze nuove o ad essere conservatori,
ti della maturazione su una condotta non si ad essere costanti oppure a lasciarsi abbatte-
possono misurare indipendentemente dagli re da parziali insuccessi. Inoltre vi possono
apporti dellambiente e dellesperienza. Tut- essere settori specifici di a. davanti ai quali
tavia vi sono mutamenti di grande rilievo il soggetto si sente emotivamente blocca-
dovuti in gran parte a fattori endogeni. In to da atteggiamenti verso un dato ambiente
particolare rilevante lo sviluppo anatomico educativo, verso persone significative, verso
e funzionale del sistema nervoso, del sistema particolari materie o abilit da apprendere.
endocrino e dellapparato muscolare. In psi- Vi sono infine le disposizioni emotive del
cologia evolutiva sono noti i vari stadi dello momento, dovute a particolari circostanze
sviluppo cognitivo, ad es. secondo lo sche- favorevoli od avverse, a benessere o disturbi
ma di Piaget, che suppongono fasi naturali fisiologici, a condizioni ambientali di clima,
di maturazione. b) Le abilit ed informazioni aerazione, pressione atmosferica, ecc. Anche
gi possedute sono un altro prerequisito alla. la fatica, che cresce con il tempo di appli-
attuale. Sebbene questo sembri ovvio, e se ne cazione, diventa un fattore negativo di a. Le
tenga abitualmente conto nello svolgere pas- ricerche hanno messo in luce che esiste una
so passo un programma di insegnamento, grande variabilit nella disponibilit ad ap-
tuttavia spesso non si coscienti di ci che di prendere, e che perci pi importante ri-
fatto si presuppone perch il soggetto possa levare let nervosa, endocrina, mentale che
comprendere informazioni, apprezzare beni non quella cronologica. Inoltre ogni soggetto
educativi o apprendere tecniche di prestazio- ha la sua storia che ha creato in lui particola-
ni professionali. Varie ricerche sono inoltre ri disposizioni. Si impone perci la necessit
daccordo nel segnalare che esistono mo- di rilevare, nei momenti opportuni, la dispo-
menti dello sviluppo particolarmente favore- nibilit ad apprendere, sia con procedimenti
voli alla. di determinate abilit; se si lascia- intuitivi, sia con tecniche psicometriche ap-
no passare a vuoto questi momenti critici, propriate.
tale abilit non potr pi essere acquisita in 2.3. La motivazione. ovvio che la mo-
seguito con quella perfezione, n essere alla tivazione influisca sul processo e sullesito
base di ulteriori a. Linflusso della. prece- della., se si tengono presenti i quattro effetti
dente in particolare oggetto delle ricerche della motivazione stessa, che sono quelli di
sul transfer o diffusivit della.; in specie iniziare, dirigere, sostenere lattivit e sen-
si rilevato che in un a. successivo vengono sibilizzare selettivamente il soggetto. Per i
utilizzati sia materiali che tecniche preceden- vari tipi di a. la motivazione ha ruolo e con-
temente apprese. Si sono anche verificate le tenuti differenti: ininfluente nel condiziona-
condizioni perch tale trasferimento avven- mento classico, la molla principale della.
ga: da simili verifiche pu, ad es., emergere strumentale, e si configura in modo specifi-
lutilit di particolari curricoli o materie nel co nella. di informazioni e di atteggiamenti.
formare la mente. c) La disponibilit emotiva Lintensit ottimale della motivazione deve
ad imparare si esprime sia nella motivazione essere tale da sollecitare efficacemente il
che nelle disposizioni emotive che accompa- soggetto, senza tuttavia disturbare emotiva-
gnano la. Poich la motivazione, come fatto- mente il processo con una eccessiva urgenza.
re di a., stata ampiamente considerata dalle Dal punto di vista educativo pare particolar-
ricerche, ci limitiamo qui alla componente mente significativa la distinzione fra motiva-
emotiva, essa pure, del resto, dipendente dal- zione intrinseca e motivazione estrinseca: la
la motivazione. prima tende ad un risultato che prodotto na-
2.2. Lesito della. pu dipendere da uno stato turale della., mentre la seconda tende ad una
emotivo generale: soggetti ansiosi apprendo- soddisfazione aggiunta dallesterno, ad es. al
no pi facilmente, a pari condizioni, di sog- riconoscimento sociale, a vantaggi economi-
getti non ansiosi quando percepiscono che il ci, e simili. Quando il soggetto non ancora
compito alla loro portata, ma restano molto maturo per apprezzare certi beni culturali,

92
APPRENDIMENTO

prassi comune avviarlo verso di essi con in- pur continuando lesercizio, fino a quando il
centivi estrinseci. Varie ricerche condotte in perfetto a. delle componenti elementari non
ambito scolastico dimostrano leffetto della permette la loro organizzazione nellattivit
lode e del biasimo sulla., e dimostrano pure globale. Come per la memorizzazione, anche
che questi incentivi hanno differente risonan- in questo caso si pone il problema se sia pi
za in differenti personalit. In particolare si efficiente un esercizio ammassato (in sessio-
verificato che il comunicare con chiarezza ni prolungate) o distribuito (in pi sessioni
e tempestivamente i risultati della. ne facili- relativamente brevi); in genere valgono le
ta il progresso, sia perch serve come lode o stesse indicazioni che si danno per la memo-
biasimo (motivazione estrinseca), sia perch rizzazione: non fare sessioni troppo brevi per
informa su ci che, nella., funziona o non utilizzare bene il tempo di riscaldamento
funziona. Si anche notato che, nella. scola- o di preparazione, e per poter affrontare in
stico, una motivazione estrinseca comporta una sola sessione unit coerenti del compito
principalmente una strategia riproduttiva: lo e, allo stesso tempo, evitare sessioni troppo
studente si limita a fissare il puro necessario lunghe, nelle quali non vi sia modo di rie-
per poter riprodurre il materiale, e la tecni- laborare interiormente ci che si apprende e
ca prevalente quella della memorizzazio- la fatica, accumulandosi, renda inefficiente
ne meccanica. Una motivazione intrinseca, lesercizio. Infine ci si chiede se sia meglio
al contrario, porta il soggetto ad approfon- affrontare il compito da apprendere in modo
dire la materia, a comprenderla e collegarla globale o per singole parti; la risposta deve
con altre informazioni, in una parola a fare tener conto della natura del compito (in alcu-
un a. significativo. Infine da rilevare che ni casi non ha senso suddividere il compito
una educazione riuscita comporta che i va- da apprendere, in altri la complessit impo-
lori siano ricercati per se stessi, e che perci ne la suddivisione), e delle disposizioni del
leducando passi dalla motivazione estrinse- soggetto (una persona pi intelligente pu
ca a quella intrinseca. Talora un educatore approfittare maggiormente del contesto glo-
pu illudersi di aver raggiunto certi scopi bale).
basandosi su condotte esteriori delleducan-
do che possono essere governate da motiva- 3. Implicanze educative. Il vasto campo degli
zioni del tutto estranee ai beni educativi che oggetti, dei processi e dei fattori della. apre
sembrano incarnare. una estesa problematica educativa, che in
2.4. Lesercizio. Poich nella. lacquisizio- buona parte viene trattata nelle voci apposite.
ne di nuove abilit dovuta principalmen- Tutto il campo della. scolastico rimanda alla
te allesperienza, il fattore esercizio risulta psicologia educativa/scolastica e della comu-
essenziale. Questo fattore si misura nelle nicazione; allo stesso modo la. di atteggia-
ripetizioni di unoperazione, o nel tempo menti suppone lo studio dellapporto emo-
dedicato alla pratica. Nel processo della. tivo e valoriale del contatto con lambiente
si manifesta un continuo e progressivo mi- sociale. Raccogliendo alcune indicazioni da
glioramento delle prestazioni, frutto dellac- quanto si esposto, notiamo come lo studio
cumularsi dellesperienza; questo lento e della. rivela che si pu essere condizionati
continuo progresso differenzia la. dalla con- senza accorgersene e che in noi si possono
dotta intelligente, in cui si passa direttamen- creare connessioni inconsce e incontrollate,
te dallincapacit, dovuta alla mancanza di che ci aiutano o ci disturbano. A questo ri-
comprensione, alla piena abilit, come frutto guardo anche da rilevare che, accanto alla.
dellintuizione. La funzione della ripetizio- intenzionale, o appositamente ricercato, vi
ne quella di fissare e consolidare le con- un a. incidentale, cui possiamo essere sot-
nessioni nervose e simboliche richieste e di toposti senza volerlo. In secondo luogo si ri-
eliminare i passi non necessari, in modo da corda lurgenza di verificare la disponibilit
rendere fluida e rapida la condotta appresa. ad apprendere, e a curarla dove fosse carente;
Quando le attivit da apprendere sono com- qualora ci fosse trascurato, lofferta educa-
plesse, e cio risultano dalla somma di varie tiva potrebbe essere del tutto o in parte inuti-
abilit elementari, si pu notare il fenomeno le. Ancora si ricorda limportanza di favorire
del plateau: dopo un iniziale miglioramento, il passaggio dalla motivazione estrinseca a
per un certo periodo non si rilevano progressi quella intrinseca, cos che leducando non si

93
APPRENDIMENTO AUTODIRETTO

senta governato dallesterno, ma operi per chiede, invece, di sorvegliare la coerenza,


adesione personale a valori da lui percepiti la tenuta, lorientamento dellazione e rego-
come tali. Infine, richiamando il vecchio det- larne il funzionamento o pilotarla; si tratta
to che si impara non per la scuola, ma per la di un livello tattico.
vita, si far particolare attenzione che quan-
to si offre come oggetto di a. possa servire 1. Nel caso della. scolastico, le indagini fino-
come base per quella. che, durante tutta la ra svolte (Pellerey, 2006) hanno messo in luce
vita, permette di affrontare con successo i le caratteristiche che distinguono gli studenti
vari compiti che essa presenta. che sono in grado di autodirigere il proprio
a. da quelli che non lo sono. 1) Essi hanno
Bibl.: H ilgard E. R. - G. H. Bower, Le teorie famigliarit e sanno utilizzare un insieme
della., Milano, Angeli, 1970; Bloom B. S., Ca- di strategie cognitive (memorizzazione, ela-
ratteristiche umane e a. scolastico, Roma, Ar- borazione, organizzazione), che li aiutano a
mando, 1979; Roncato S., A. e memoria, Bolo- considerare, trasformare, elaborare, organiz-
gna. Il Mulino, 1982; Bertondini A., Biologia e zare e recuperare le informazioni. 2) Sono in
a., Bologna, Esculapio, 1984; Boscolo P., Psi- grado di pianificare, controllare e dirigere i
cologia della. scolastico. Gli aspetti cognitivi, propri processi mentali al fine di conseguire
Torino, UTET, 1986; Cornoldi C., A. e memoria obiettivi personalmente scelti. 3) Mostrano
nelluomo, Ibid., 1986; Gagn E. D., Psicologia un insieme di convinzioni motivazionali ed
cognitiva e a. scolastico, Torino, SEI, 1989; Mon- emozioni favorevoli, come senso di autoeffi-
tuschi F., Competenza affettiva e a. Dalla alfa- cacia scolastica, orientamento ad apprendere
betizzazione affettiva alla pedagogia speciale, e non solo a conseguire buoni voti, sviluppo
Brescia, La Scuola, 1993; Ronco A., Introduzio- di emozioni positive nei riguardi dei compi-
ne alla psicologia, vol. 2: Conoscenza e a., Roma, ti da affrontare (gioia, soddisfazione, entu-
LAS, 1994; Fiorin I., La relazione didattica: in- siasmo, ecc.) e la capacit di controllarle e
segnamento e a. nella scuola che cambia, Bre- modificarle secondo le esigenze dei compiti
scia, La Scuola, 2004. e delle situazioni. 4) Sanno pianificare e con-
A. Ronco trollare il tempo e lo sforzo coerentemente
con gli impegni assunti, riuscendo a strut-
turare ambienti favorevoli alla. e cercando
nelle difficolt laiuto degli insegnanti e/o
APPRENDIMENTO dei propri compagni. 5) In base alle possi-
AUTODIRETTO bilit esistenti, mostrano grande impegno
nel partecipare alla gestione degli impegni
In ing. Self-directed learning, in fr. auto- scolastici, del clima della classe e della sua
formation. Dirigere se stessi nel proprio a. organizzazione. 6) Sono capaci di mettere
culturale e/o professionale pu essere riletto in atto una serie di strategie volitive, diret-
secondo due prospettive complementari, in- te ad evitare distrazioni interne ed esterne,
tegrando tra loro i concetti di autodetermi- a mantenere la concentrazione, lo sforzo e la
nazione e di autoregolazione. Con il termi- motivazione, mentre portano a termine i loro
ne autodeterminazione si segnala la di- compiti.
mensione della scelta, del controllo di senso
e di valore, della intenzionalit dellazione: 2. Come si pu facilmente notare, le prime
il registro della motivazione, della deci- due indicazioni si riferiscono ad aspetti
sione, del progetto, anche esistenziale. Con comportamentali di tipo metacognitivo, in
il termine autoregolazione, che evoca quanto tengono conto di conoscenze, sen-
monitoraggio, valutazione, pilotaggio di un sibilit, monitoraggio e governo di processi
sistema dazione si insiste di pi sul regi- di natura cognitiva. La terza indicazione
stro del controllo strumentale dellazione. tocca aspetti di gestione della dimensione
Al primo livello, nel dare senso, finalit, emozionale e motivazionale. La quarta e la
scopo allazione ci si colloca sul piano del sesta coprono competenze di natura voli-
controllo di tipo strategico, che mette in tiva, mentre la quinta evoca senso di par-
evidenza la componente motivazionale, di tecipazione e responsabilit alla vita della
senso, di valore. Al secondo livello si ri- comunit di a.

94
APPRENDIMENTO COOPERATIVO

Bibl.: Zimmerman B. J., A social cognitive view constatazione che la formazione del piccolo
of self-regulated academic learning, in Journal gruppo favorisce i migliori e indica strategie
of Educational Psychology 81 (1989) 329-339; da seguire affinch sia data a tutti i membri
Boekaerts M. - P. R. Pintrich - M. Zeidner di un gruppo la stessa opportunit di espri-
(Edd.), Handbook of self-regulation, San Die- mersi e di apprendere. In questo orientamen-
go, CA, Academic Press, 2000; Carr P. - A. to gli elementi essenziali sono: correggere i
Moisan, La formation autodirige. Aspects psy- pregiudizi sulle abilit, educare gli studenti
chologiques et pdagogiques, Paris, LHarmat- allinterazione e alle specifiche competenze
tan, 2002; Pellerey M., Dirigere il proprio a., secondo il compito richiesto, organizzare
Brescia, La Scuola, 2006. compiti complessi, attribuire a ogni studen-
M. Pellerey te un ruolo da svolgere, valutare il lavoro di
gruppo per poterlo migliorare; f) il Collabo-
rative approach (Cowie, 1995) raccoglie un
vasto movimento che unisce al tema della
APPRENDIMENTO mediazione del gruppo interessi e punti di
COOPERATIVO vista diversi: la., prospettive curricolari,
temi specifici (politici, sociali, psicologici).
La.c. (Cooperative learning) un metodo d
insegnamento che si contrappone a meto- 2. Gli elementi essenziali per la scuola sug-
di di tipo individualistico e competitivo. In geriti dalla Cowie sono: organizzazione dei
senso generale pu essere definito come un gruppi non basati sullamicizia, insegnamen-
insieme di tecniche per la classe secondo le to esplicito delle competenze sociali, gestio-
quali gli studenti lavorano in piccoli grup- ne positiva del conflitto. Affinch i gruppi
pi per attivit di a. e ricevono valutazioni di studenti compiano un a.c., necessaria la
in base ai risultati conseguiti dal gruppo. In messa in atto di quattro elementi fondamen-
questo modo esso si propone di coinvolgere tali: linterdipendenza positiva, linterazione
maggiormente le risorse e la responsabilit faccia a faccia e luso di competenze sociali,
degli studenti nel loro a. la valutazione individuale e, infine, la revi-
sione e il miglioramento continuo del lavoro
1. Della.c. si conoscono varie modalit di di gruppo.
applicazione: a) per D. W. Johnson e R. T.
Johnson (1994), gli elementi fondamentali Bibl.: Slavin R. E., Cooperative learning: the-
del Learning together sono: linterdipenden- ory, research, and practice, Englewood Cliffs,
za positiva, linterazione promozionale faccia Prentice-Hall, 1990; Sharan Y. - S. Sharan,
a faccia e luso di competenze interpersonali, Expanding cooperative learning through group
la valutazione individuale e di gruppo, la re- investigation, New York, Teachers College Press,
visione dellattivit di gruppo; b) per Slavin 1992; Cohen E. G., Restructuring the classroom:
(1990) lo Student team learning ha i suoi punti conditions for productive small groups, in Re-
forza nellinterazione del piccolo gruppo ma, view of Educational Research 64 (1994) 1-35;
soprattutto, nella responsabilit individuale Johnson D. W. - R. T. Johnson - E. J. Holubec,
e nellelargizione di incentivi e ricompense il Cooperative learning in the classroom, Alexan-
cui conseguimento stimola il gruppo allim- dria, ASCD, 1994; K agan S., Cooperative learn-
pegno; c) secondo Kagan (1994), lo Structu- ing, San Juan Capistrano, Kagan Cooperative
ral approach propone come principi chiave: Learning, 1994; K agan S. - M. K agan, The
linterazione simultanea, la partecipazione, structural approach: six keys to cooperative, in
linterdipendenza positiva e la responsabilit S. Sharan (Ed.), Handbook of cooperative learn-
individuale nei risultati di a. conseguiti; d) il ing methods, Westport, Greenwood Press, 1994,
Group investigation (Sharan-Sharan, 1992; 115-133; Cowie H., International perspectives on
Sharan, 1994) un approccio particolarmen- cooperative and collaborative learning: an over-
te seguito e sviluppato in Israele. Esso sotto- view, in International Journal of Educational
linea come elementi efficaci della.: la ricer- Research 23 (1995) 197-200; Marn S., Apren-
ca, linterazione, linterpretazione e la moti- der cooperando: el aprendizaje cooperativo en el
vazione intrinseca; e) la Complex instruction aula, Madrid, Dir. General de Ordenacin, 2003.
(Cohen, 1994) organizza la.c. a partire dalla M. Comoglio

95
APPRENDIMENTO: DISTURBI DELL

APPRENDIMENTO: disturbi dell con grafia simile (e-a, l-h, m-n); confusione
di suoni simili (p-d, v-f); inversione cineti-
Difficolt o incapacit di raggiungere i livelli ca di alcune lettere nella parola (in-ni, al-la);
scolastici attesi dallambiente socioculturale. confusione di lettere graficamente simme-
triche (n-u); omissione o aggiunta di lettere,
1. Si possono distinguere due tipi di disturbi: sillabe o parole; contrazione e deformazione
a) disturbi generali di a. e cio difficolt pre- di sillabe, lettere o parole; righe saltate; pun-
senti in tutte le aree della., per cui si verifica teggiatura e tono inesistenti; non distinzione
un rendimento scolastico globale inferiore delle parole simili tra loro. Da segnalare che
alla media. possibile individuare lorigine oltre alla dislessia esiste anche il disturbo
di tali disturbi nei fattori: fisici (lesioni ce- delliperlessia. Esso consiste nella capacit,
rebrali, sordit, cecit, o altri handicap di superiore alla media, di decodificare le paro-
carattere organico); intellettuali (inibizione le senza per capirne il significato.
intellettiva); affettivi (carenze affettive, pre-
senza di un elevato livello di ansia, distur- 3. Circa leziologia della dislessia ci sono due
bi nevrotici o psicotici, stati depressivi, ipe- grandi correnti: a) teoria del singolo fattore
rattivit); familiari (disturbi psichici di uno che individua la causa in una disfunzione del
o di entrambi i genitori, conflitti coniugali, processo visivo-spaziale; b) teoria multifat-
separazione o divorzio, elevate richieste toriale che vede la dislessia come il risultato
e attese da parte dei genitori circa il rendi- dellinflusso pi o meno accentuato di due o
mento scolastico o allopposto loro incapa- pi fattori tra loro connessi. Possono essere:
cit a motivare adeguatamente i figli allo fattori genetici, disturbi cerebrali, mancini-
studio, eccessiva rivalit fraterna alimentata smo contrastato, turbe della comunicazione
da sistematici confronti da parte dei genito- verbale, cattivo orientamento visivo-spaziale,
ri); socio-culturali (condizioni economiche debolezza uditiva; disturbi dello schema cor-
sfavorevoli, basso livello sociale dove non poreo, identificazione inadeguata, fissazione
presente come valore listruzione scolastica); o regressione affettiva, inibizione intelletti-
b) disturbi specifici della., per cui compaio- va, turbe della funzione simbolica, carenze
no difficolt in un settore particolare dellat- culturali. Relativamente al peso che i fatto-
tivit scolastica. I soggetti interessati a tali ri elencati rivestono, si possono distinguere
disturbi abitualmente hanno un QI normale. diversi tipi di dislessia: a) costituzionale.
la pi grave e la pi difficile da curare. Essa
2. I principali disturbi specifici della. sono: collegata ad una cattiva lateralizzazione, a
la dislessia e la discalculia. Il termine disturbi del linguaggio, a perturbazioni gravi
dislessia (dal gr. dis: difficile e lexis: parola) a livello dellorientamento, con conseguenti
sta ad indicare la presenza di una difficolt disturbi a livello intellettivo e di personali-
di lettura, per cui soggetti scolarizzati e din- t; b) evolutiva. determinata dalla mancata
telligenza normale denunciano una grave individuazione del mancinismo fin dai primi
difficolt a decodificare le parole stampate. esercizi scolastici o da un metodo difettoso
Non si pu parlare di dislessia se non dopo i di apprendimento; c) affettiva. legata ad un
7 anni. Prima di questa et infatti gli errori blocco affettivo-relazionale.
di lettura sono banali e frequenti. Tale di-
sturbo abitualmente accompagnato anche 4. Rispetto alla dislessia, la discalculia pi
dalla disortografia e cio da una difficolt rara. Essa consiste in una difficolt a com-
a scrivere correttamente. Inoltre esso pi prendere ed utilizzare i numeri e quindi in
presente nei maschi che nelle femmine, in una incapacit di effettuare operazioni arit-
rapporto da 4 a 1, e nei soggetti di et scolare metiche elementari (addizione, sottrazio-
lo si riscontra in una percentuale che oscilla ne, ecc.) e conseguentemente, nelle scuole
tra il 5 e il 15%. Non si di fronte ad una superiori, in un insuccesso nel campo della
vera e propria dislessia, se la difficolt di let- geometria, della fisica e della chimica, pur
tura connessa con disturbi presenti anche in assenza di una compromissione delle altre
in altri settori di a. (aritmetica, storia, geo- forme di ragionamento logico e di simboliz-
grafia). Le principali modalit di espressio- zazione. La discalculia pi presente nelle
ne della dislessia sono: confusione di lettere femmine che nei maschi. Nelle espressioni

96
ARCHIVIO

pi correnti la discalculia associata alla 1. Pare che il termine abbia assunto il suo
disgnosia digitale (difficolt di riconoscere significato tecnico nellet ellenistica. Infat-
le dita) e allaprassia costruttiva (difficolt a ti verso la met del sec. IV a.C. esisteva ad
riconoscere e a riprodurre i gesti e le figure Atene un vero a. di Stato in cui erano con-
nello spazio, come, ad es., un triangolo o una servati e consultati i documenti riguardanti
croce). La forma pi completa di tale distur- lamministrazione pubblica della citt; ma
bo la sindrome di Gerstmann. Essa com- lorigine della. andrebbe fatta risalire a tem-
prende i seguenti sintomi: discalculia, dis pi pi remoti: nel corso della storia luomo
gnosia digitale, difficolt di strutturazione ha sentito il bisogno di conservare i materia-
spaziale e cio indistinzione sinistra-destra, li che testimoniano i fatti e i diversi aspetti
disgrafia, aprassia costruttiva, disprassia di- della vita e dellattivit propri e del proprio
gitale. Circa leziologia della discalculia vale Paese. Oggi il materiale di a. compren-
quanto detto a riguardo della dislessia. de, ad es.: esposizioni o rapporti su attivit
di singole persone o di gruppi, inventari di
5. Si calcola che il 10-15% dei soggetti in et beni, contratti, statistiche, cronache e diari,
scolare denunci dei disturbi generali della. e saggi inediti, lettere personali.
che il 5-10% sia coinvolto in un qualche di-
sturbo specifico. 2. Esistono diversi tipi di a. Dal punto di vista
dello studio e della ricerca, presentano spe-
Bibl.: Salzberger-Wittenberg I. - G. H enry- ciale interesse: la. corrente, che raccoglie
Polacco - E. Osborne , Lesperienza emotiva materiali che si riferiscono a pratiche ancora
nei processi dinsegnamento e di a., Napoli, Li- in corso (ad es. la. della segreteria genera-
guori, 1987; Jadoulle A., A. della lettura e di- le di una universit); storico, che raccoglie
slessia, Roma, Armando, 1988; Leddomade B., fonti e documenti del passato (ad es. i diari e
La dislessia. Problema relazionale, Ibid., 1988; le cronache degli inizi di unistituzione edu-
Cornoldi C., I disturbi della., Bologna, Il Mu- cativa); privato, che appartiene a individui
lino, 1991; Tarnopol L. (Ed.), I disturbi della. o enti privati; pubblico, che appartiene a un
nellinfanzia, Roma, Armando, 1993; Van Hout ente pubblico o allo Stato (ad es. la. del Mi-
A. - C. Meljac, Troubles du calcul et dyscalcu- nistero della P. I.); ecclesiastico, che custodi-
lies chez lenfant, Paris, Masson, 2004; M artini sce documenti riguardanti la vita e lattivit
A., Le difficolt di a. della lingua scritta. Criteri della Chiesa (ad es. gli a. parrocchiali).
di diagnosi e indirizzi di trattamento, Tirrenia,
Edizioni del Cerro, 2004; Pratelli M., Le dif- 3. Per una migliore conservazione e per una
ficolt di a. e dislessia. Diagnosi, prevenzione, pi agevole consultazione, i materiali archi-
terapia e consulenza alla famiglia, Bergamo, Ju- vistici sono riuniti in fascicoli (raccolta dei
nior, 2004; Catalano Sanchez R. - M. C. Ruf- documenti che riguardano uno stesso argo-
fini Lasagna, Disturbi della. scolastico, Roma, mento); buste o cartelle (raccolta di fascicoli).
Armando, 2004. La consultazione viene pure facilitata da al-
V. L. Castellazzi cuni strumenti e sussidi: repertorio (registro
o elenco con la descrizione della natura e del
APPRENDISTATO Formazione professio- contenuto dei singoli documenti); inventario
nale (registro in cui sono trascritti i dati essenzia-
li del materiale custodito). Attualmente si sta
generalizzando lautomazione degli a.: i dati
conservati in essi sono reperibili ed elabo-
ARCHIVIO rabili da un computer. Tuttavia non tutti gli
a. sono debitamente organizzati e cataloga-
Si intende in generale per a. la raccolta or- ti, anzi spesso la loro consultazione assai
dinata degli atti di un ente o di un individuo, faticosa. Daltra parte, non tutti i documenti
costituitasi durante lo svolgimento della sua sono liberamente consultabili. Per accedere a
attivit e conservata per il conseguimento un a. si esige ordinariamente, oltre alla solita
degli scopi giuridici, politici o culturali di documentazione personale, lettera-presenta-
quellente o di quellindividuo (Vagnoni, zione da parte di un noto ricercatore o di un
1982,15). professore universitario.

97
ARDIG ROBERTO

4. Dal punto di vista pedagogico, presentano la pedagogia sono: Lo studio della storia del-
speciale interesse le raccolte di documenti la filosofia (1881); Sociologia (1886); Il vero
costituitesi durante lattivit di individui o di (1891); La scienza delleducazione (1893);
enti impegnati nel mondo delleducazione e La ragione (1894); Lunit della coscienza
della scuola. Ma offrono pure notizie utili (e (1898). Gli ultimi tre scritti costituiscono
spesso necessarie) per conoscere la situazio- lesposizione sistematica del positivismo ar-
ne di unistituzione educativa i rapporti e le digoiano.
testimonianze di persone che, indirettamente
e disinteressatamente, si riferiscono al tema. 2. Per A. tutta la realt si riduce alla natu-
nota, per es., limportanza degli a. notarili ra, per cui lunica conoscenza valida quel-
e parrocchiali per lo studio dellandamento la scientifica, che parte dal fatto come dato
dellalfabetizzazione in un Paese (mediante certo e irrefutabile. La natura e luomo sono
lesame delle firme presenti o assenti nei te- soggetti alla legge dellevoluzione, per cui
stamenti e/o negli atti di matrimonio). la volont umana non pi libera di quanto
lo sia qualsiasi evento naturale. A. definisce
Bibl.: Vagnoni S., Archivistica. Ordinamenti, la pedagogia scienza delleducazione at-
normativa, tecniche, economia, Latina, Bucalo, traverso la quale luomo pu acquistare le
1982; Colombo F., Gli a. imperfetti. Memoria attitudini di persona civile, di buon cittadino
sociale e cultura elettronica, Milano, Vita e Pen- e individuo fornito di speciali abilit utili,
siero, 1986; Prellezo J. M. - J. M. Garca, Invito decorose, nobilitanti. Per A. leducazione
alla ricerca. Metodologia e tecniche del lavoro formazione di abitudini acquisite attraverso
scientifico, 4 ediz. riveduta e aggiornata, Roma, fattori ambientali e attraverso un processo
LAS, 2007 (trad. sp.: Investigar. Metodologa y che si svolge in quattro momenti: I. attivit,
tcnicas del trabajo cientfico, Madrid, CCS, II. Esercizio, III. abitudine, IV. educazione,
2006). poich non vi ha educazione se non formata
J. M. Prellezo labitudine, n labitudine senza lesercizio,
e questo suppone lattivit. Leducazio-
ne dunque lultimo anello di una serie di
stimolazioni che producono attivit che a
ARDIG Roberto sua volta, ripetuta con lesercizio, conduce
allabitudine. I fattori esterni alleducando
n. Casteldidone (CR) nel 1828 - m. a Manto- e che agiscono su di lui per condurlo allac-
va nel 1920, filosofo e pedagogista italiano. quisizione delle abitudini sono la societ,
la famiglia, gli educatori di professione, le
1. Il pensiero di A. rappresenta il punto pi maestranze professionali, le istituzioni spe-
avanzato ed elaborato raggiunto dal positi- ciali. Nellinsegnamento sono privilegiate le
vismo italiano, affermatosi attorno agli anni materie scientifiche e per quanto riguarda il
70 dellOttocento fino al primo decennio metodo didattico A. privilegia il metodo in-
del Novecento. Nasce da famiglia benestante tuitivo, perch il pi adatto ad eccitare lat-
che, a causa di rovesci di fortuna, si trasfe- tivit cosciente del fanciullo, ma non esclude
risce nel 1836 a Mantova. In questa citt A. il metodo deduttivo. La teoria pedagogica di
frequenta la scuola elementare e ginnasiale. A. presenta il limite di ridurre leducazione
Nel 1845 entra nel seminario vescovile ed ad acquisizione di abitudini per cui essa di-
sacerdote nel 1851. Lanno seguente linizio venta puro addestramento. Nonostante que-
di una crisi spirituale che lo porta, nel 1871, sto grosso limite rimane valida la sua lezione
a deporre la veste talare. Dal 1853 si dedi- di aderenza allesperienza spontanea del fan-
ca totalmente allinsegnamento. Nel 1881 ciullo e di organizzazione razionale del fatto
allUniversit di Padova come professore educativo.
straordinario di storia della filosofia e vi ri-
mane come docente fino al 1909. Gli scritti Bibl.: a) Fonti: Opere Filosofiche, Padova, Dra-
di A. sono molti e per la maggior parte na- ghi, 1883-1918, 11 voll.; La scienza delleduca-
scono dallinsegnamento; essi rivelano una zione, Padova/Verona, 1893. b) Studi: Flores
preparazione culturale e filosofica notevole. da rcais G., Scienza, filosofia e pedagogia nel
Le opere che hanno maggior attinenza con positivismo dellAngiulli e dellA., in Rassegna

98
ARISTOTELE

di pedagogia 9 (1951) 125-142; Tisato R. (Ed.), geometria, musica, disegno, pratica dei me-
Positivismo pedagogico italiano. Angiulli, Si- stieri. Recentemente stato giustamente ri-
ciliani, A., Fornelli, De Dominicis, vol. II, Tori- valutato il contributo di A. in questi settori.
no, UTET, 1976; Pironi T., R. A., il positivismo
e lidentit pedagogica del nuovo stato unitario, Bibl.: A.C., Obras completas; estudio preliminar
Bologna, CLUEB, 2000; R. A., una vita intera- y edicin de C. Daz Castan, Madrid, [s.e.],
mente dedicata alla scienza, alla scuola. Conve- 1993-[1994], 2 voll.; Tarifa Guilln A., La pro-
gno di studi, Padova 21 ottobre 1999. Atti, Roma/ mocin humana de la mujer en C.A., Salamanca,
Padova, Antenore, 2001. Universidad Pontificia, 1983; P rellezo J. M.,
R. Lanfranchi A., C., in M. Laeng (Ed.), Enciclopedia peda-
gogica, Brescia, La Scuola, 1989, 831-833; Cen-
AREE DISCIPLINARI Discipline tro de Educacin Comparada de M adrid, Edu-
cacin y marginacin social. Homenaje a C.A. en
su centenario; edicin a cargo de J. Ruiz Berrio,
Madrid, 1994.
ARENAL Concepcin J. M. Prellezo
n. a Ferrol nel 1820 - m. a Vigo nel 1893, pe-
nalista, sociologa e educatrice spagnola.
ARISTOTELE
1. Linfanzia di A. viene segnata da una
esperienza dolorosa: il padre, imprigionato n. a Stagira nel 384/383 a.C. - m. a Calcide
per le sue idee liberali, muore in esilio quan- nel 322 a.C. Filosofo, scienziato, figlio di
do ella ha 9 anni. Dopo la morte della madre Nicomaco, medico alla corte macedone, alla
(1841), sembra che abbia seguito alcuni corsi scuola di Platone dal 367/6 al 347 (morte
alluniversit di Madrid. La prematura morte del Maestro), ben presto con unattivit lette-
del marito (1857) costituisce un duro colpo. raria e di ricerca autonoma. Allinizio del se-
Dopo un periodo di riflessione e studio, A. condo soggiorno ad Atene (334ss.) vi fonda
inizia una tappa decisiva con nuovo interes- il Liceo, dove insegna, ricerca, rivede corsi
se per i problemi benefico-sociali. Scritti pi tenuti ad Asso e a Mitilene e ne redige nuovi
noti: La beneficencia, la filantropa y la ca- fondamentali; nel 323 abbandona Atene non
ridad (1860), El visitador del pobre (1865). pi sicura dopo la morte di Alessandro Ma-
Nominata ispettrice delle carceri femminili, gno.
prende coscienza della situazione negativa
e si occupa sempre pi delleducazione dei 1. A. non ha scritto trattati sulleducazio-
settori pi emarginati (donne, operai, carce- ne, ma si occupato esplicitamente di essa
rati, bambini, mendicanti): La instruccin allinterno del discorso morale e politico, in-
del pueblo (1878), La instruccin del obrero trinsecamente pedagogico, in particolare
(1892), La educacin de la mujer (1892), La nellEtica a Nicomaco e nella Politica. Tra
instruccin del preso (1893). i pi impegnati e sistematici interpreti della
pedagogia di A. si segnalano: O. Willmann
2. In queste opere, A. difende il diritto-do- (A. als Pdagog und Didaktiker, Berlin,
vere del popolo alleducazione. Contro chi 1909); M. Defournoy (Aristote et lduca-
teme i pericoli del sapere, afferma che la tion, in Annales de lInstitut Suprieur de
verit buona e utile in assoluto e che la Philosophie de Louvain, 4,1920,1-176 e
stessa questione sociale una questione di Aristote. tudes sur la Politique, Paris,
educazione. Con speciale forza rivendica 1932); E. Fink (Metaphysik der Erziehung im
leducazione femminile: tutte le ragioni che Weltverstandnis von Plato und A.s, Frankfurt
esistono per istruire i ragazzi e i giovani, esi- a.M., 1970). Il primo sottolinea laspetto eti-
stono per estendere listruzione alle ragazze co del pensiero pedagogico di A., mentre De-
e alle giovani. Per i carcerati, in gran parte fournoy accentua quello politico. Nella sua
analfabeti, propone un programma il pi ricostruzione storico-critica E. Fink mette in
completo possibile: istruzione morale e re- luce il carattere razionale della concezione
ligiosa, lettura, aritmetica, scienze naturali, educativa aristotelica, dimostrandola solida-

99
ARISTOTELE

le con lontologia, lantropologia, letica e la me, libere, responsabili, valutabili secondo


politica. Una visione della paideia aristo- criteri di bont o di malvagit morale. Infatti
telica intesa come pedagogia e come pras- se per tutte le cose il bene quello a cui ten-
si educativa inserita allinterno dellintero dono (EN I 1,1094 a 2), cio la compiutez-
sistema presentata e documentata in un za e la perfezione conseguente alla propria
volume antologico di fonti da E. Braun (A.s forma (EN I 6, 1097 b 22), anche per luo-
und die Paideia, Paderborn, 1974). Una com- mo esiste un fine e un bene. Egli dunque
pendiosa esposizione del programma educa- chiamato a non rimanere inerte (args), ma
tivo di A. si trova nel lavoro di I. Dring (A.s. a compiere lopera propria secondo la sua
Darstellung und Interpretation seines Den- natura intellettuale (EN I 6,1097 b 22-34). In
kens, Heidelberg, 1966; ediz. it. aggiornata, questo consiste la riuscita della sua vita, la
Milano, 1976), che ne evidenzia i fondamenti felicit (leudaimona): Tutti sono daccor-
e i significati etico-politici e lattenzione alle do nel pensare che vivere bene e riuscire
condizioni storiche. bene equivalga allessere felici (EN I
2,1095 a 14-20). In questo contesto specula-
2. Tutte le espressioni del pensiero filosofi- tivo si radica letica umanistica aristotelica,
co e scientifico di A. fanno capo ai concet- che non identifica la bont dellagire morale
ti fondamentali di forma e di sostanza, del nellobbedienza a una legge, umana o tra-
movimento come transizione dalla poten- scendente, ma nella realizzazione di ci che
za allatto e di causa finale. La sua visione il fine delluomo, il suo bene, in quanto sin-
delluniverso, esistente ab aeterno, si presen- golo, portatore della forma umanit. Leti-
ta, quindi, fortemente unitaria. Dio e i corpi ca aristotelica non morale della norma,
celesti, gli uomini, gli animali e gli esseri della legge, del dovere, ma della felici-
inanimati hanno un posto ben preciso, con t e della virt.
la perfezione propria, in una scala gerarchica
onnicomprensiva, nella quale gli esseri supe- 4. Essa perci etica eminentemente pe-
riori attraggono finalisticamente quelli infe- dagogica. In concreto, per luomo, che
riori. Ci vale anzitutto per il primo motore biologia, sensibilit e intelletto, tendenza
immobile (pensiero del pensiero), che muove (appetito) e conoscenza, capacit di azione
in quanto oggetto di desiderio e di amore i e di contemplazione, la vita ideale dovreb-
corpi celesti, a loro volta causa efficiente del be riunire in sintesi gerarchica le tre fonda-
moto nel mondo sublunare. Per la sua parti- mentali esigenze della sua natura: il piacere,
colare natura luomo occupa un posto singo- loperosit etico-politica, la contemplazione
lare nelluniverso: dotato di ragione prossi- (EN I 15,1095 b 16-18; I 9,1099 a 24-25; VII
mo al divino, mentre insieme partecipe so- 14, 1153 b 17-18 e 1154 a 16-18). Non, per,
stanzialmente del mondo dellanimalit. La in forma puramente puntuale e frammen-
sua anima la forma di un tutto composito taria. Perch la compiutezza, la felicit, sia
la cui materia il corpo. Essa principio di la qualit della vita, la bont delluomo non
tutte le funzioni vitali legate alla corporeit, risiede nella sola bont dei singoli atti: le at-
che accomunano luomo agli altri animali: tivit specifiche devono procedere da capa-
nutrizione e riproduzione, sensazione, desi- cit consolidate, le virt, abiti operativi delle
derio, locomozione, fantasia; ma soprattut- varie differenziate facolt dellanima, appe-
to sede di quella funzione che caratterizza e titiva, volitiva, conoscitiva: una sola rondi-
specifica luomo, il pensiero, la cui attivit, ne non fa primavera n un sol giorno; cos
indipendente dal corpo, le consente di acco- neppure un solo giorno n un breve tratto di
gliere in s limmateriale forma intelligibi- tempo fa luomo felice e beato (EN I 6,1098
le delle cose. a 19-20). La virt delluomo sar un abito
che fa buono luomo e capace di portare a
3. Il pensiero mette luomo in rapporto con- compimento la sua opera propria (EN II
naturale con lintelligibile, il divino, e trova 5,1106 a 22-24). Di esse la pi alta in assolu-
nella ricerca (la filosofia) e nel possesso in- to la virt dellintelletto teoretico-contem-
tellettuale di esso (la sapienza, la contempla- plativo, la sapienza (sopha). La pi elevata
zione) la pi alta espressione di vita. Inoltre, nellordine intellettivo-pratico, invece, la
esso ne fa un essere capace di scelte autono- prudenza (phrnesis), labito delle decisioni

100
ARISTOTELE

razionali commisurate al giusto momento, essere educati convenientemente e prendere


il kairs, virt guida del retto agire etico- buone abitudini, continuando poi a trascor-
politico (EN II 3, 1104 b 24-26; 6, 1106 b rere la vita in occupazioni oneste (EN X 9,
36-1107 a 2). Essa la misura intellettuale 1180 a 14-16); gli abiti derivano dalle attivi-
pratica (lorths lgos) dellesercizio delle t che sono simili ad essi. Perci bisogna che
virt etiche, che garantiscono la rettitudine le attivit che noi esercitiamo siano dotate di
degli appetiti, razionale il convivere median- una certa qualit, poich gli abiti morali cor-
te la giustizia, razionale il concupiscibile la rispondono alle differenti qualit di queste
temperanza, razionale mediante la fortezza attivit. Non , dunque, di poca importanza
lirascibile: non possibile essere propria- che fin da giovani si sia abituati in un modo
mente buono senza la prudenza n prudente oppure in un altro; , al contrario, suprema-
senza virt morale [...] non ci sarebbe deci- mente importante o, piuttosto, tutto l (EN
sione retta n senza la prudenza n senza la I 2,1103 b 23-25). Secondo la gerarchia delle
virt, poich questa ci fa attingere il fine e parti dellanima leducazione si svolge per
quella i mezzi al fine (EN VI 13,1144 30 e gradi successivi: precede la cura del corpo,
1145 a 5). Distinte tra loro le virt, anche segue quella degli appetiti per culminare
distinto il rispettivo processo pedagogico di nella formazione della ragione e del pensiero
acquisizione e di crescita: Essendo la vir- che sono il fine della natura (Pol. VII 15,1333
t di due specie, luna dianoetica, e laltra b 6-28).
etica, la virt dianoetica per massima par-
te si genera e accresce mediante linsegna- 6. Sia lEtica a Nicomaco che la Politica of-
mento (didaskala) e, perci, ha bisogno di frono copiose indicazioni sulla crescita nei
esperienza e di tempo; invece la virt etica vari settori. Vi sono comprese le condizioni
(ethos) frutto dellabitudine (ethos), per cui per il benessere fisico: igiene, ginnastica e
da questa ha preso il nome, leggermente mo- sport; e la cultura necessaria a unautentica
dificato (EN II 1,1103 a 14-17). schol od otium: la grammatica o le let-
tere, la ginnastica con le attivit sportive, la
5. Indissolubile per A. il legame tra vita mo- musica inclusiva del canto e della poesia, il
rale e vita politica. Luomo, per natura anima- disegno (Pol. VIII 3, 1337 b). Attente analisi
le sociale, pu realizzare il suo fine soltanto sono dedicate alle virt etiche: il coraggio,
in una comunit amicale: nella famiglia, la temperanza, la liberalit, la magnificenza,
nel villaggio e, pienamente, nella citt-stato, la magnanimit, lonorabilit, la pacatezza,
la plis. Tale legame caratterizza anche il pro- lamabilit, la veracit, la gaiezza, il pudo-
gramma pedagogico, che sintetizza ascenden- re, la giustizia, lequit (EN III 5-V 10, 1115
ze platoniche, storia greca (il prudente Peri- a 4-1138 b 17), la continenza (EN VII 1-10,
cle il suo modello di uomo politico e educa- 1145 a 15-1154 b 34). Di approfondita con-
tore) e marcate personali elaborazioni reali- siderazione sono oggetto, infine, le pi alte
stiche. Uomo buono equivale a buon cittadino, virt intellettuali: la prudenza individuale e
le virt delluomo buono sono anche le virt politica (EN VI 1-13, 1138 b 18-13-1145 a 14)
del buon cittadino. La costituzione diretta a e la sapienza (EN X 6-10, 1176 a 30-1181 b
far buoni i cittadini anche se non tutti neces- 23). un ideale aristocratico di formazione
sariamente lo diventano; la citt, comunque, di uomini liberi, in grado di operare retta-
sussiste in forza di uomini buoni. Per questo mente e fruire nobilmente della schol (Pol.
compito della citt di legiferare sulledu- VIII 3,1337 b 32); ne sono esclusi quelli che
cazione, per una formazione uniforme dei non godono dei diritti del cittadino (anzi-
cittadini alla ricerca del bene comune, che tutto gli schiavi) e i nullatenenti; tra i citta-
la schol (lotium) e la pace (Pol. VII dini, poi, di fatto non ne pu avvantaggiarsi
14,1334 a). Ci non significa che la citt abbia con pienezza la maggioranza (i molti) ad-
il monopolio delleducazione, che nella pri- detta a onerosi lavori manuali e deputata ad
ma infanzia in particolare deve essere ufficio assicurare la sussistenza a s e ai veramente
della famiglia. Leducazione fondata su tre liberi; tra questi, poi, unesigua minoran-
elementi: le disposizioni naturali, labitudine za potr dedicarsi alla massima espressione
acquisita con lesercizio, la ragione median- della schol, le attivit del pensiero, la fi-
te linsegnamento. Per essere buoni si deve losofia, la vita contemplativa.

101
ARTI LIBERALI

7. Quanto alleducazione fisica e culturale A. E. R., A.: Sviluppo e struttura del suo pensiero,
traccia un programma rimasto incompiuto Bologna, Il Mulino, 1985; Berti E., Le ragioni
che dovrebbe essere seguito da tutti, in fa- di A., Roma/Bari, Laterza, 1989; Verbeke G.,
miglia nei primi sette anni (Pol. VII 17, 1336 Moral education in Aristotle, Washington, D.
a 3-1137 a 7) e in comune nei due settenni C., The Catholic University of America Press,
successivi (Pol. VIII 1-7, 1137 a 11-1342 b 1990; Naval Durn M. C., Educacin, retrica
34). Data limportanza di buone disposizio- y potica. Tratado de la educacin en Aristteles,
ni naturali sono decisive per A. le attenzioni Pamplona, EUNSA, 1992; Lombard J., Aristote.
prestate alla sanit dei matrimoni (Pol. VII Politique et ducation, Paris, LHarmattan, 1994;
16, 1334 b 29-1336 a 2). Per la prima infanzia Curren R. R., Aristotle on the necessity of public
il filosofo attira lattenzione sullalimenta- education, Lanham, MD, Rowman & Littlefield,
zione, labitudine al freddo, il movimento e 2000.
il gioco, gli effetti benefici del pianto e delle P. Braido
grida (Pol. VII 17, 1336 a 3-29), la preser-
vazione da tutto ci che indecente e cat- ARTE Educazione artistica
tivo (Pol. VII 17, 1336 a 30-b 35). Per i due
settenni successivi lo stagirita ripropone il
programma della tradizione greca, arricchito
dal disegno entrato recentemente nella cul- ARTI LIBERALI
tura ellenistica: grammatica, ginnastica, mu-
sica, disegno (Pol. VIII 2, 1337 b 24-28). Nel Le discipline letterarie e scientifiche, che
libro VIII della Politica, incompiuto, trovano durante il Medioevo costituivano linse-
posto soltanto la ginnastica e la musica, trat- gnamento propedeutico alla filosofia ed alla
tate per con marcata sottolineatura etico- teologia erano chiamate a.l. (artes liberales).
pedagogica. A. non traccia un programma di Questa sintesi enciclopedica di scienze si era
educazione femminile, ma lelevata visione affermata gi nellet ellenistica (come enky-
che ha del matrimonio e della famiglia e del klios paidia). Alla fine del II sec. a.C. passa
ruolo che la donna svolge nelle dinamiche a Roma e si sviluppa nel periodo imperiale.
dellamicizia coniugale e parentale suppone
in essa qualit umane ed etiche di alto profilo 1. Lespressione artes liberales compare gi
non puramente casuali (cfr. EN VIII, 10-12, in Seneca (Ep. ad Lucilium) e come tali
1160 b 22 - 1162 a 33). sono descritte accuratamente da Marziano
Capella (De nuptiis Mercurii et philologiae).
8. Dalle opere di A., si possono ricavare mol- Per Agostino ed Alcuino esse dovevano
teplici notazioni che confermano limmagi- preparare luomo alla scienza della religio-
ne di una concezione educativa esigente sia ne (De doctrina christiana, IV; De ordine II,
riguardo alla fanciullezza, vista soprattutto 430; De musica). Il nome latino deriva dal
nelle sue carenze, sia a proposito dellado- greco (eleuthroi tchnai) e designa le arti
lescenza sottoposta a una disciplina volta a degne di un uomo libero in contrapposizio-
contenerne le esuberanze e ad avviarla a una ne a quelle utilitarie e meccaniche (bnau-
maturit adulta, eticamente e politicamente soi). Questa distinzione che troviamo gi in
responsabile. La Retorica e la Generazione Platone (De re publica 405a; 522a) e in
degli animali aggiungono osservazioni sul- Aristotele (Politica VIII, 2) viene ripresa da
le caratteristiche psicologiche dei giovani Cicerone (De officiis I, 42; De oratore III,
(Ret. II 12, 1389 a 1-b 12) e sullo sviluppo 32,126) che per le due classi di discipline usa
biologico nella fase della pubert di ragazzi i termini di liberales, ingenuae, honestae, o
e ragazze (De gen. an. VII 1, 581 a 12-b 21), sordidae, inhonestae. Anche Quintiliano
che avranno ampia risonanza nei millenni le elenca (1,10).
successivi.
2. Le discipline delle a.l. erano divise in due
Bibl.: Aubenque P., La prudence chez Aristote, gruppi: trivio e quadrivio: grammatica, reto-
Paris, PUF, 1963; Braido P., Paideia aristotelica, rica, dialettica; aritmetica, geometria, astro-
Roma, LAS, 1967; Braun E. (Ed.), A.s und die nomia e musica. Come si rileva facilmente,
Paideia, Paderborn, Schningh, 1974; Lloyd G. le discipline del Trivio raggruppano lorien-

102
ASCESI

tamento letterario-filosofco-umanistico; D. L. (Ed.), The seven liberal arts in the middle


quelle del Quadrivio lindirizzo scientifico ages, Bloomington, Indiana University Press,
degli studi. Fu Cassiodoro (De institu- 1983; Hadot I., Arts libraux et philosophie dans
tione divinarum litterarum e De artibus et la pense antique, Paris, Etudes Augustiniennes,
disciplinis liberalium litterarum) a fissare 1984; Dotto G., Artes liberales, in M. Laeng
maggiormente, dopo Boezio, il programma (Ed.), Enciclopedia pedagogica, vol. I, Brescia,
pedagogico contenuto nelle sette a.l., e cos La Scuola, 1989, 896-901.
questa enciclopedia divenne la corsia pre- S. Felici
ferenziale della ratio studiorum medievale
propedeutica alla cultura filosofica, teologi-
ca, scientifica ( Isidoro di Siviglia, Beda,
Egberto, Alcuino). Linsegnamento del Tri- ASCESI
vio e Quadrivio durante tutto il Medioevo
svolse una funzione, anche se modesta, di Questo termine, sconosciuto alla Bibbia
indubbia importanza per conservare e dif- ma familiare alla letteratura cristiana, fu
fondere il patrimonio del pensiero e della adottato fin dallinizio del III sec. e divenne
cultura classica. Dopo il sec. XIII il trionfo termine tecnico del linguaggio teologico-
dellaristotelismo svilupp una classificazio- spirituale. Askein in gr. (sostantivo askesis
ne pi ampia ed esatta delle scienze: questo e verbo asko) significa esercitarsi, allenar-
port alla graduale svalutazione ed oblitera- si sia nel campo dellesercizio fisico sia in
zione del Trivio e del Quadrivio. quello della riflessione. Tenendo presente il
significato etimologico, la., in quanto termi-
3. Presso i Romani e nel Medioevo nellinse- ne teologico, sottolinea impegno, costante e
gnamento del Trivio la grammatica aveva per metodico, delluomo per ottenere un risulta-
compito principale lo studio delle parti del to etico e spirituale positivo. La terminologia
discorso, basato sulla autorit degli antichi religiosa cristiana chiama a. il cammino, sia
scrittori (classici): si articolava nella lectio personale che comunitario, che orienta luo-
(lettura del testo), nellemendatio (commento mo verso la progressiva integrazione della
letterale e letterario), nellenarratio (critica propria personalit e la favorisce nella co-
del testo), nel iudicium (sintesi). Durante il munione con Dio.
Medioevo la grammatica abbracciava anche
lo studio dei grammatici antichi e recenti 1. Dalla storia della spiritualit cristiana
(Elio Donato, Prisciano). La retorica presso facilmente ricordata la. mortificativa cor-
i Romani ebbe primaria importanza: il suo porea, motivata sia dallesperienza della
fine supremo era formare il vir eloquentissi- concupiscenza della carne, sia dal disprezzo
mus. Comprendeva una parte teorica (generi platonico del corpo. Si deve dire che, avendo
di eloquenza: deliberativa, giudiziale, epidit- come scopo la preparazione delluomo alla
tica e le sue parti: inventio, dispositio, elocu- comunione con Dio, la. cristiana non si li-
tio) ed una parte pratica: frequenti e svariati mita solo al corpo, ma coinvolge anzitutto lo
erano gli esercizi. Nel Medioevo la retorica spirito e la volont e si riferisce agli sforzi
non ha primaria importanza. La dialettica di chi si esercita con atti interiori di volon-
ebbe invece un predominio nella cultura me- t senza trascurare quelli esteriori: rinunce
dievale, perch tendeva ad identificarsi con la e sacrifici, per acquisire controllo, fermez-
stessa filosofia di cui era la necessaria prope- za, dominio della stessa volont (carattere).
deutica. Le discipline del Quadrivio registra- Le motivazioni a favore della. cristiana non
rono un minore sviluppo, perch riguardava- sono di natura narcisistica o masochista. Per
no una preparazione scientifica ed una tecnica ispirare comportamenti e impegni di sacri-
pi specializzata: maggiormente studiate ficio e generosit, la. non immiserisce luo-
furono la geometria e lastronomia piuttosto mo, pretendendo da lui rinunce irrazionali.
che laritmetica e la musica (da non intendersi Fondata sulla fede, la quale esige intensit ed
per solo come studio dellarte musicale). espansione dellessere, la. risulta provenire
piuttosto dalla natura stessa della vita umana
Bibl.: M arrou H. I., St. Angustin et la fin de la che impone un costante esercizio di dedizio-
culture antique, Paris, Boccard, 1958; Wagner ne e di autocontrollo.

103
ASIA: SISTEMI FORMATIVI

2. Da qui risulta anche la sua valenza peda- ciente, perfetto. Nellambito della spirituali-
gogica. Leducazione umana aiuta luomo, in t cristiana, la., prima di tutto, legata alla
particolare il giovane, a prendere posizione, conversione (metnoia) per cui il battesimo
in modo graduale, consapevole e responsa- costituisce un avvenimento fondamentale:
bile, sia di fronte alle grandi sfide, sia, anzi- un orientamento esistenziale al Dio trini-
tutto, di fronte alle esigenze quotidiane della tario. Perci la conversione, graduale e co-
vita. Di fatto, il cammino di crescita umana, stante, a Dio e agli uomini, per liberarsi dal
che mira attraverso leducazione a unautenti- dominio della concupiscenza e del peccato e
ca dedizione di amore, aiuter a non sorvolare per diventare liberi, costituisce il contenuto
sulle continue occasioni di a. Inoltre, da dire e il fine della.
che la maturit umana, e ci vale anche per
la maturit cristiana, non avviene automati- Bibl.: De Guibert J. et al., Ascse, asctisme,
camente, in proporzione al crescere dellet. in Dictionnaire de spiritualit, asctique et
Essa avviene in corrispondenza allimpegno mystique. Doctrine et Histoire, Tome I, Paris,
e allo spirito con cui il soggetto vive la pro- Beauchesne, 1937, 936-1010; Gismondi G., A. e
pria vita. Questa motivazione della. trova il incarnazione. Le nuove vie dellimpegno cristia-
suo pi completo significato nelle parole di no nella vita di oggi, Leumann (TO), Elle Di Ci,
Cristo: Se qualcuno vuol venire dietro a me, 1989; Viller M. - K. R ahner, Ascetica e mistica
rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni nella Patristica. Un compendio della spiritualit
giorno e mi segua (Lc 9,23). cristiana antica, Brescia, Queriniana, 1991; R iva
F., A., mondo e societ. Monachesimo e cultura
3. Unulteriore motivazione della. proviene contemporanea, Seregno (MI), Abbazia San Be-
dalle esigenze personali delluomo stesso. nedetto, 2003; Angelini G. et al., A. e figura cri-
Un cammino ascetico impegnato e illumina- stiana dellagire, Milano, Glossa, 2005.
to aiuta la purificazione dei sensi e dello spi- J. Stru
rito e senza di esso non si pu cogliere il vero
significato del mondo, del proprio dovere, di
se stessi e neppure della Parola di Dio. La.
non altro che il modo cristiano di vivere ASIA: sistemi formativi
unesistenza umana conferita da Dio. Essa
avviene sotto la guida dello Spirito santo Secondo unantica tradizione A. deriva dal
dato per conoscere tutto ci che Dio ci ha termine semitico Asu che significa Oriente.
donato (1 Cor 2,12). Essendo la. orientata il continente pi vasto della Terra e culla delle
sempre alla fede, anche lesercizio ascetico principali religioni: Ebraismo, Induismo
orientato a questa fede. Aver fede significa (o Brahmanesimo), Buddhismo, Cristia-
rinunciare a salvarsi da se stessi (fosse pure nesimo, Islamismo; senza dimenticare il
ricorrendo alla mortificazione o al sacrificio Confucianesimo ( Confucio) della Cina, lo
della propria esistenza), poich la croce di Shintoismo del Giappone e fenomeni religio-
Cristo lunica salvezza; vivere abbando- si gi presenti nella preistoria come lo Scia-
nati alla misericordia divina nel Cristo cro- manismo di Siberia e Mongolia. Se si accetta
cefisso (Rm 1,16). Pi che un aspetto negati- la tesi secondo la quale ad ogni religione cor-
vo della vita cristiana, la. assume il carattere risponde una educazione, ne segue che in A.
di un compito e va collocata tra i mezzi per troviamo, sin dallantichit, specifici ideali
lo sviluppo spirituale delluomo: la vita spiri- educativi che possono essere spiegati parten-
tuale alimentata dallazione di Dio. do dalla base etica presente nella spiritualit
di riferimento. Per secoli lA. ha insegnato
4. Vista la finalit della., non la si deve allEuropa larte del vivere, di coniugare
considerare in astratto, ma nel contesto del poli opposti, mantenendone lindividualit, e
concreto itinerario spirituale che ogni uomo pur nelle sue attuali ristrettezze economiche
credente intraprende. Convertendosi dal continua a rivendicare le proprie tradizioni
peccato e aprendosi alla vita, luomo, di- culturali di pensiero ed azione.
sposto a collaborare per la propria crescita
spirituale, viene coinvolto nella dinamica di 1. Storia recente. Dalla seconda guerra mon-
chi rispettivamente principiante, profi- diale, il progressivo ritiro della colonizzazio-

104
ASIA: SISTEMI FORMATIVI

ne europea, soprattutto inglese e francese, ha ast Asian Ministers of Education Organiza-


posto ai governi problemi etnici, linguistici, tion (SEAMEO) (fondata nel 1970 con sede
religiosi, politici gi preesistenti, ma spesso a Quezon City nelle Filippine) che agisce a
non manifestati apertamente. La mentalit livello regionale e si occupa dellinnovazio-
imperialista e quella umanitaria si sono scon- ne educativa, soprattutto tecnologica. In tale
trate ed amalgamate, provocando confusioni contesto, 1 educazione degli adulti assu-
ancora non pienamente svelate. La questione me per lo pi la forma dellalfabetizzazione
della nascita dei nuovi Stati, dopo le varie tradizionale, e solo in qualche caso, quando
dominazioni straniere, non si pu considera- questa per lo pi superata, si possono in-
re risolta. Le guerre civili nel Sud-est asiati- travedere offerte culturali pi ampie. L
co, il destino dei tanti rifugiati che passano insegnamento a distanza che funziona nelle
da un Paese allaltro, al limite della speranza universit del Pakistan e dello Sri Lanka ri-
umana, gli accordi internazionali non sem- prende il modello ingl. della Open Univer-
pre rispettati, le divisioni geografiche e ide- sity. La dipendenza culturale dai maggiori
ologiche (es. Corea del Nord/Corea del Sud) sistemi educativi dell Europa e in parti-
indeboliscono la tenacia dei popoli e la credi- colare di quella orientale precedentemente a
bilit dei Governi. Economicamente ci sono governo comunista, si nota non solo nella ri-
Paesi (es. Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, proposizione dei curricoli scolastici, ma an-
Cambogia o Kampuchea, Laos, Nepal) che che nellemigrazione degli studenti asiatici
vivono in condizioni di estrema povert e che frequentano le universit soprattutto di
dove la crescita demografica preoccupante. Paesi come Regno Unito e Russia. In Italia,
La dipendenza dalla Banca Mondiale e dal secondo i dati ISTAT, gli studenti universita-
Fondo Monetario Internazionale non risolve ri asiatici (4.296 unit nel 1991-92), rispetto
i problemi di crescita e di sviluppo, n questi al totale degli studenti universitari stranieri
aiuti possono essere considerati risolutivi. La (20.478 unit nel 1991-92), sono in diminu-
questione si sposta sulleducazione che gioca zione: dal 28,8% del 1989-90 sono scesi al
il ruolo prioritario in termini di crescita indi- 22,8% nel 1990-91 e al 21% nel 1991-92. La
viduale e collettiva. facolt di Medicina e Chirurgia raccoglie
il maggior numero di iscrizioni. Persiste il
2. Vecchio e nuovo analfabetismo. Le stati- rischio della sopravvalutazione dei servizi
stiche Unesco 1993 registrano percentuali di offerti dai Paesi in questo senso pi progre-
analfabetismo adulto in A. particolarmen- diti e della parallela sottovalutazione della
te elevate in alcuni Paesi come il Pakistan cultura di origine. Questultima viene inve-
(74,3%: 1981), mentre le stime del 1990 col- ce ripresa dallOccidente in considerazione
locano in sequenza percentuale decrescente delle lezioni di spiritualit indiana ( Rama-
lanalfabetismo adulto in Nepal (74,4%), Af- krishna e Vivekananda), della produzione
ghanistan (70,6%), Pakistan (65,2% ). In pa- letteraria di Tagore, dellinsegnamento di
ragone risultano basse le percentuali di anal- Gandhi improntato alla non violenza, delle
fabetismo adulto in Stati come: lArmenia moderne versioni di educazione attraverso
(1,2%: 1989), lAzerbaijan (2,7%: 1989), la gli esercizi yoga e la meditazione.
Georgia (1,0%: 1989), il Kazakistan (2,5%:
1989), il Tajikistan (2,3%: 1989). Per le don- 3. Educazione interculturale. In termini
ne e per chi abita nelle aree rurali laccesso simili si pone la formazione degli inse-
allistruzione pi difficile. I bambini si re- gnanti per la quale esiste un certo scambio
cano a scuola quando e dove possono. Negli tra Brunei, Indonesia, Malaysia, Filippine,
Stati di Bahrein e Bhutan manca listruzione Singapore, Thailandia, vale a dire tra i Paesi
dellobbligo, in Israele questa dura 11 anni e membri dellASEAN, o Association of South
i bambini entrano nella prescuola a 2 anni di East Asian Nations (fondata a Bangkok nel
et. Accanto a Taiwan che discute sullele- 1967) che ha lo scopo di accelerare il pro-
vamento dellobbligo ai 18 anni di et, com- gresso economico e di aumentare la stabilit
paratisti in educazione parlano di isolamento della Regione del Sud-est asiatico. Le tensio-
dove linnovazione disciplinare non segue il ni etniche rimandano a progetti sociali e rea-
ritmo dei Paesi economicamente pi svilup- lizzazioni scolastiche di educazione inter-
pati. Di rilievo lopera svolta dalla Southe- culturale ancora in via di definizione anche

105
ASILO NIDO

in Stati come il Giappone che rappresenta scienze pedagogiche e delleducazione, che


la postmodernizzazione avanzata in A. Dal hanno richiamato lattenzione sulle potenzia-
punto di vista della politica delleducazione, lit educative e quindi apprenditive dei bam-
mancano in diversi contesti: la visione com- bini e sul loro diritto di coltivarle, in un am-
plessiva dello stato interno dellistruzione; biente intenzionalmente organizzato, dove
gli interventi programmati; la precisazione operano educatori professionisti per i quali
degli obiettivi e la verifica del grado di attua- si richiede una formazione specifica. Pertan-
zione dei medesimi. Ci pu essere attribu- to gli a.n. si sono affermati come istituzioni
ito a vari fattori: alla necessit di soddisfare educative capaci di porre la loro azione in un
i bisogni primari come lalimentazione; al rapporto di continuit con quella della fami-
divario tra citt e campagna; alla mentalit glia e di integrarla, offrendo anche opportu-
ancorata a principi di vita secolari. nit di crescita sul piano della genitorialit, e
consentendo ai bambini di vivere in una gio-
Bibl.: Nguyen V. H. - T. N. Nguyen, Education, iosa atmosfera ludica, in ambienti adeguati,
Hanoi, Foreign Languages Pub. House, 1983; per gli spazi interni ed esterni, per gli arredi
Perera D. A., Sri Lanka: system of education, e per il materiale di cui dispongono, alle loro
in T. Husn - T. N. Postlethwaite (Edd.), The In- esigenze, di effettuare esperienze che li aiuti-
ternational encyclopedia of education. Research no a crescere sul piano affettivo, relazionale,
and studies, Oxford, Pergamon, 1985, 4778-4782; sociale, intellettuale, a coltivare la creativit,
Yee A. H., Cross-cultural perspectives on higher a maturare gradualmente la propria identit
education in East A.: psychological effects upon e a rendersi a poco a poco autonomi.
Asian students, in Journal of Multilingual and
Multicultural Development 10 (1989) 3, 213-232; 3. La crescita pedagogica degli a.n. e la loro
Chistolini S., La struttura dellistruzione in progettualit, coerente con i criteri dellin-
Giappone, in I Problemi della Pedagogia 40 tenzionalit e della flessibilit, e rivol-
(1994) 5-6, 505-528; Id., Atlante della pedagogia. ta alleducazione integrale dei bambini,
I luoghi: Efta Canada Usa Cmea, vol. 3, t. 2, Na- hanno favorito la generalizzazione della ri-
poli, Tecnodid, 1994; Naila K. - G. B. Nambis- chiesta di queste istituzioni, la cui ulteriore
san - R. Subrahmanian (Edd.), Child labour and qualificazione potrebbe essere favorita dal-
the right to education in South A.: needs versus la disponibilit di linee di orientamento
rights?, New Delhi, Sage, 2003. condivise, che potrebbero configurarsi come
S. Chistolini punto di riferimento per tutte le tipologie di
servizi per linfanzia.
ASILO INFANTILE Scuola dellinfanzia
Bibl.: Spini S., A.n. e famiglia nelleducazione
del bambino, Brescia, La Scuola, 1977; Catarsi
E. - A. Fortunati, Educare al nido, Roma, Ca-
Asilo Nido rocci, 2004; Leschiutta F. - F. Viscardi, Strut-
ture educative da 0 a 6 anni, Roma, Gangemi,
Istituzione educativa che accoglie i bambini 2005; Tassinari P., Dal mondo del nido, Brescia,
dai sei mesi ai tre anni di et. La Scuola, 2005.
S. S. Macchietti
1. Gli a.n., sorti nella prima met dellOt-
tocento, ebbero inizialmente un carattere ASPETTATIVA Attese Interesse
assistenziale e furono espressione della be-
neficenza religiosa e laica nei confronti del-
le classi sociali meno abbienti. Nella prima
met del secolo scorso hanno assunto un ca- ASSAGIOLI Roberto
rattere igienico-sanitario e pediatrico, e suc-
cessivamente si sono configurati come servi- n. a Venezia nel 1888 - m. ad Arezzo nel
zi sociali territoriali, aperti a tutti i bambini. 1974, medico e psicologo, fondatore della
psicosintesi.
2. A partire dagli anni 70 del Novecento gli
a.n. sono diventati oggetto di studio delle 1. Laureatosi in medicina a Firenze nel 1910,

106
ASSISTENZA

con una tesi sulla psicoanalisi, dopo aver Assisi, Cittadella, 1992; A.R., Psicosintesi. Per
contattato C. G. Jung, si dedic alla profes- larmonia della vita, Roma, Astrolabio, 1993;
sione di psichiatra e agli studi di psicologia Fizzotti E. - M. Salustri, R. A., in Id., Psico-
e filosofia. Nel 1911 fond la rivista Psiche e logia della religione con antologia dei testi fon-
nel 1914 diede vita allAssociazione di Studi damentali, Roma, Citt Nuova, 2001, 253-265.
Psicologici per liberalizzare teorie e meto- E. Fizzotti
di della psicologia, in contrapposizione alla
Societ Italiana di Psicologia. A. ha ideato ASSIMILAZIONE Apprendimento Cultura
la psicosintesi, orientata alla ricostruzione
dellintera personalit del paziente, grazie
allinterazione corpo-psiche, oggi alla base
di tutto lorientamento psicosomatico. Usata ASSISTENZA
per la cura delle malattie psicofisiche e per
facilitare i processi di autoformazione, edu- Prestazione di aiuto a individui, gruppi o
cazione e armonizzazione dei rapporti inter- classi che si trovano in una situazione meno
personali, la psicosintesi un metodo ideale agiata, debole o bisognosa a livello fisico,
per larmonia interiore e per lo sviluppo e la psichico, economico, sociale, educativo. La.
crescita della persona. o la beneficenza nelle diverse forme di ne-
cessit pu essere di tipo privato o pubblico,
2. Unificando in sintesi armonica i vari aspetti individuale o collettivo. Nellambito pedago-
della personalit umana: il fisico, lemotivo, gico, il termine ha preso tre significati im-
il mentale e lo spirituale (biopsicosintesi), la portanti: a) a. sociale; b) a. educativa; c) a.
psicosintesi vede luomo come una realt in nel sistema preventivo di don Bosco.
cui un centro di coscienza entra in relazione
con una molteplicit di contenuti consci e in- 1. Nel mondo antico la. sociale era lasciata
consci. Inoltre, ritiene particolarmente signi- generalmente alla generosit degli individui.
ficative le relazioni umane, poich consento- Con la diffusione della religione cristiana na-
no di osservare i processi di integrazione e di scono in Occidente diverse iniziative, di tipo
armonia. Per questo si propone anche come privato o ecclesiastico, con lo scopo di pre-
una scienza dei rapporti umani. stare aiuto alle molteplici forme del disagio
personale e sociale. Oltre le modalit di aiuto
3. A. propone due grandi sintesi nel proces- a carattere spontaneo e facoltativo, sorgono
so maturativo dellindividuo: la prima, la istituzioni (lazzaretti, ospedali, ospizi, asili)
psicosintesi personale, unifica e trasforma che, sotto il profilo della beneficenza, con-
tutti gli elementi della personalit ordina- cretizzano sostegno e a. alle varie categorie
ria intorno al vero centro dellindividuo, lIo di persone nel bisogno: malati, mendicanti,
(la vera identit), che va scoperto e realiz- vagabondi, poveri, invalidi, vedove, orfani,
zato esperienzialmente e coscientemente in bambini e fanciulli abbandonati, madri biso-
forma spontanea o attraverso metodi e pra- gnose, giovani e adulti fisicamente o psichi-
tiche educative, formative o terapeutiche. camente handicappati. Con la nascita dello
La seconda grande sintesi, la psicosintesi Stato sociale, quasi ovunque i governi cer-
transpersonale o spirituale, integra nella cheranno di creare a poco a poco mediante
personalit gli aspetti superiori della psiche, una legislazione adeguata un sistema orga-
che appartengono allinconscio superiore, ed nico di a., riducendo a unit le innumerevoli
eleva il centro della coscienza in modo da istituzioni fiorite nel campo. Al posto della
realizzare lunione tra lIo e il S operando, funzione privata della beneficenza religiosa
in questo modo, la sintesi di individuale e o filantropica subentra generalmente la fun-
universale. zione sociale dellapparato pubblico e le leg-
gi statali restituiscono allautorit civile quel
Bibl.: A.R., Lo sviluppo transpersonale, Roma, potere che soprattutto le Chiese esercitavano
Astrolabio, 1988; Id., Comprendere la psicosin- sulla pubblica a. in modo diretto o indiretto.
tesi. Guida alla lettura dei termini psicosintetici, Lintervento dello Stato moderno si inserir
Ibid., 1991; Rosselli M. (Ed.), I nuovi paradigmi generalmente nelle questioni delle politiche
della psicologia. Il cammino della psicosintesi, rivolte a realizzare una maggiore uguaglian-

107
ASSISTENZA

za e si annoder poco a poco ai grandi piani la confidenza di fanciulli o giovani. La. edu-
e programmi di sviluppo della solidariet in- cativa suppone ormai una apposita qualifica-
ternazionale. zione del personale educativo e un accompa-
gnamento specializzato e regolato.
2. Nella storia occidentale la. educativa, in
quanto cura premurosa per bambini, fanciul- 3. Nel sistema educativo di don Bosco la
li e giovani delluno e dellaltro sesso, stata parola a. assume un senso ancora pi spe-
messa in rilievo come una forma particolare cifico. Come in altri tipi di educazione pre-
di aiuto sociale. Concretamente il presta- ventiva, anche in quella di don Bosco latti-
re a. alla giovane et significava sempre il vit assistenziale in senso sociale un tratto
procurare educazione e istruzione, lavvia- significativo e permanente del suo agire. A
re a qualche professione, arte o mestiere, o contatto con i problemi della citt di Torino,
contribuire in qualsiasi altro modo al mi- soprattutto i suoi primi interventi si proiet-
glioramento non soltanto economico ma an- tano allesterno verso il ricupero di ragazzi
che etico e religioso. Ancora oggi, senza la o giovani carcerati, di ex corrigendi, di im-
protezione delle nuove generazioni mediante migrati sradicati dalla terra di origine, di
la. alla maternit e allinfanzia, mediante giovani poveri e abbandonati. Egli mira a
appositi processi di educazione e di istruzio- cercare persone e mezzi commisurati alle loro
ni e, dove occorre, anche mediante misure di principali urgenze: lavoro, alfabetizzazione,
rieducazione, il benessere economico e mo- istruzione, formazione religiosa, cura pasto-
rale di una societ non sembra mai sufficien- rale, ricreazione, sano uso del tempo libero.
temente garantito. In senso pi specifico la. Le iniziative aumentano dopo la rivoluzio-
educativa mira soprattutto allintervento da ne risorgimentale del 1848, quando le nuo-
parte delleducazione pubblica per assicura- ve libert richiedono nuove attivit di a.: di-
re un valido aiuto allo sviluppo personale l fendere, preservare, confermare, premunire,
dove, per qualsiasi motivo, i primi responsa- correggere, rafforzare. Oltre a ci, la. in don
bili non siano in grado di adempiere a questo Bosco diventa anche una modalit di educa-
compito, o lasciano gli educandi in uno stato zione. In essa, pur aperta a potenziali forme
di abbandono fisico, etico o spirituale. Ledu- di collaborazione e di limitata partecipazione
cazione pubblica dei minorenni bisognosi o da parte dei giovani, occupa il primo posto la
abbandonati, regolata da leggi sempre pi presenza cordiale e amorevole delleducato-
integrate nel quadro della legislazione civile, re. Con la., egli sorregge, conforta, aiuta e
mira ormai alla eliminazione totale di ogni accompagna il giovane nelle interne vicende
tipo di discriminazione e, attraverso progetti della sua esistenza. Per don Bosco lo stile
educativi individualizzati, al coinvolgimento del rapporto educativo vissuto secondo il
dei soggetti nei processi di emancipazione, principio di farsi amare piuttosto che farsi
di collaborazione e di responsabilizzazione temere. Anche se i giovani vengono assistiti
personale. Nella realizzazione delle diverse con la vigilanza, lordine, la disciplina e la
modalit di educazione assistenziale, lauto- moralit, il nucleo della. educativa si trova
rit pubblica generalmente collabora con le nella sua dimensione promotrice della colla-
istituzioni educative (internati, ospizi, centri borazione libera e consapevole delleducan-
di accoglienza, famiglie adottive, forme di do alla propria autocostruzione.
affidamento o la stessa famiglia del giovane)
allo scopo di superare i disturbi dello svilup- Bibl.: Assistance et assists de 1612 nos jours,
po che risultano da uneducazione deficitaria. Paris, Bibliothque Nationale, 1977; Braido P.
Lesecuzione ragionata del progetto educati- (Ed.), Esperienze di pedagogia cristiana nella
vo o rieducativo suppone la presa in conside- storia, 2 voll., Roma, LAS, 1981; Monticone
razione dei dati forniti da una diagnosi plu- A. (Ed.), La storia dei poveri: pauperismo e a.
ridimensionale (medica, psicologica, sociale, nellet moderna, Parma, Studium, 1985; Braido
pedagogica...), nonch la realizzazione di P., Breve storia del sistema preventivo, Roma,
forme di aiuto specializzato di diverso tipo, LAS, 1993; Prellezo J. M., Linee pedagogiche
inquadrate in un clima pedagogico positivo della Societ Salesiana nel periodo 1880-1922, in
presente nellistituzione e nei rapporti perso- Ricerche Storiche Salesiane 23 (2004) 99-162.
nalizzati con operatori capaci di conquistare J. Schepens

108
ASSOCIAZIONI PEDAGOGICHE

ASSISTENZA SOCIALE Stato sociale a undici congressi pedagogici, fra il 1861 e il


1880. Nel nuovo secolo, nel 1950 essa rinac-
que con orizzonti pi vasti, aperta anche ai
non docenti, con la sigla ASPeI. democratica,
ASSOCIAZIONI PEDAGOGICHE pluralistica, aperta a tutti gli interessati alle
problematiche pedagogiche ed educative, se-
Promosse e animate per lo pi da pedagogi- condo le idee del fondatore G. Cal, che ne
sti e formate anche da insegnanti, educatori, fu presidente fino al 1970. Ha celebrato oltre
uomini e donne di cultura, le a.p. nascono venti congressi pedagogici, pubblicando tal-
dalla volont di valorizzare e rinforzare, nel volta gli atti. Dal 1972 pubblica un bollettino
dialogo e nella cooperazione, lesperienza periodico. Per affrontare in modo specifico
educativa e la riflessione pedagogica. Nate le problematiche epistemologiche e per se-
nellOttocento, in ambito nazionale e inter- guire da vicino le sorti accademiche della
nazionale, tali a. sono venute in parte arti- pedagogia e delle sue articolazioni allinter-
colandosi in varie specializzazioni di tipo no delle Facolt universitarie, nata la SiPed
disciplinare. Tra lassociazionismo educati- (Societ Italiana di Pedagogia), con la ini-
vo, quello pedagogico, quello professionale ziale presidenza di M. Gattullo. La prospet-
dei docenti e quello sindacale si notano im- tiva delle trasformazioni dei corsi di laurea
plicazioni, connessioni e distinzioni, talora di pedagogia della Facolt di Magistero in
separazioni non sempre funzionali agli scopi corsi di Laurea di Scienze delleducazione,
perseguiti. con diversi indirizzi, e successivamente in
Facolt di Scienze della formazione, stata
1. Fra le a. educative, si possono ricorda- al centro dellimpegno della SiPed, accanto
re, per esempio, quelle che fanno capo allo ai problemi della ricerca pedagogica, nelle
scoutismo e allassociazionismo di tipo re- sue varie suddivisioni interne. Un contribu-
ligioso, culturale e sportivo e al volontaria- to fondamentale fu dato allistituzione della
to; ma pi specificamente si possono citare Laurea in Scienze della formazione primaria
le a. di genitori come lAGe (promossa nel e alle scuole di specializzazione allinsegna-
1968 a Roma, dal medico E. Rosini), lAGe- mento medio. Listanza di specializzazione
SC (A. Genitori di Scuole Cattoliche, 1977) ha ispirato la nascita di a. legate a specifiche
e il CGD (Coordinamento Genitori Demo- discipline: CIRSE (Centro Italiano di Ricer-
cratici,1976), sorte per aiutare i genitori ad ca Storico-Educativa), la SICESE (Sezione
essere parte attiva del sistema formativo, in Italiana della Comparative Education So-
particolare per ci che concerne la scuola. ciety), la SIRD (Societ Italiana di Ricerca
Esse aderiscono allEPA (European Parents Didattica)Va segnalata anche Schol, Cen-
Association, 1978). Sul piano internazionale tro di studi pedagogici fra docenti universi-
si registrano a. sorte per iniziativa di priva- tari dispirazione cristiana, nata nel 1954 per
ti o di organismi o agenzie mondiali: ad es. iniziativa di Nosengo, Agazzi, Stefanini,
lAMSE (Association Mondiale des Sciences per affrontare problematiche educative e
de lEducation), le WCCES (World Council pedagogiche, di cui si d notizia nei vo-
of Comparative Education Societies), lATEE lumi di atti, pubblicati in apposita collana
(Association for Teacher Education in Euro- dalleditrice La Scuola di Brescia. Generosa
pe), la WEF (World Education Fellowship), verso tutte le specializzazioni interne, come
lAEDE (Association Europenne des Ensei- verso le confinanti scienze umane e sociali,
gnants). la pedagogia definitasi generale rischia di
smarrire le sue ragioni di disciplina madre
2. La pi antica a.p. italiana sembra essere la e del ruolo strategico di fondazione, di pro-
Societ dIstruzione e di Educazione, sorta in mozione e di sintesi che dovrebbe caratte-
Piemonte nel 1849 e presieduta da V. Giober- rizzarla, superando le appartenenze di tipo
ti. Bench costituita da cittadini del Regno di ideologico.
Sardegna, si propose lunione intellettuale e
morale di tutti gli educatori della Penisola. 3. Le a.p. dinsegnanti si caratterizzano
Con lunit dItalia, nacque a Milano lAsso- sia per la difesa degli interessi di categoria
ciazione Pedagogica italiana, che diede vita (differenziandosi per ad un certo punto

109
ASSOCIAZIONI PEDAGOGICHE

dai sindacati), sia per un impegno di forma- anticipato e seguito linnovazione scolasti-
zione e di aggiornamento professionale, sia ca e la riforma della scuola elementare, con
infine per la volont di concorrere alla mo- attenzione a tutto il sistema scolastico, in
difica degli ordinamenti attraverso la ricerca particolare listruzione magistrale e la for-
e lespressione di istanze di ordine genera- mazione universitaria dei docenti. Pubbli-
le, sociale e pedagogico, e non di interessi ca mensilmente Il Maestro, libri raccolti
corporativi. Di recente sono nate anche a. in tre collane e ha un sito. LUCIIM, nata
di direttori didattici, presidi, ispettori, dive- il 18.6.1944, per iniziativa di G. Nosengo
nuti dirigenti, come lANP (A. nazionale tenne il 1congresso nel 1947, sul tema Scuo-
presidi, che anche sindacato), lANDIS (A. la e democrazia. La sua impostazione teolo-
nazionale dirigenti scolastici, 1988) e la DI- gica (autonomia laicale, competenza profes-
SAL (Dirigenti scuole autonome e libere). sionale, costruzione e animazione cristiana
Le a. professionali di insegnanti si possono dellordine temporale) avrebbe trovato pieno
storicamente distinguere in a. di maestri e di riscontro nelle idee del Conc. Vaticano II.
professori secondari, oltre quelle di docenti Affronta problemi di spiritualit professio-
universitari; ad esse, definite professionali nale, di educazione scolastica, di didattica,
o generaliste, si affiancano a. disciplina- dinnovazione, anche a livello presindacale
riste, relative alle diverse discipline inse- e prepolitico, con spirito dialogico, anzitut-
gnate. Allinizio del 900 troviamo lUnione to a livello degli organi collegiali. Ha avu-
Magistrale Nazionale (UMN), presieduta to un ruolo rilevante nella preparazione e
da L. Credaro, e la Federazione Nazionale nellattuazione delle riforme scolastiche, con
fra Insegnanti delle Scuole Medie (FNISM), particolare riferimento alla scuola media, ai
presieduta da G. Kirner. Limpostazione era processi di partecipazione e alla stesura dei
in complesso laica, democratica, inizialmen- programmi della scuola secondaria, infe-
te apartitica, con punte di anticlericalismo. riore e superiore: ha promosso centinaia di
Lo slogan di Credaro era: N servi n ri- convegni, collane, il mensile La Scuola e
belli. Nel 1907 nacque a Milano la cattolica lUomo, il sito e UCIIM NEWS. Aderisce
A. magistrale Nicol Tommaseo. Queste a. al SIESC (Segretariato Internazionale degli
sparirono durante il regime fascista, sosti- Insegnanti Secondari Cattolici), divenuto nel
tute da una A. nazionale insegnanti fascisti. 2006 FEEC Federazione europea di inse-
Nel 1944-1945, in vista della fine della guer- gnanti cristiani. Di recente AIMC e UCIIM
ra e della ricostruzione, nascono lUCIIM, associano anche docenti di tutti gli ordini di
Unione cattolica italiana insegnanti medi, scuola. La FNISM (Federazione Nazionale
promossa dal Movimento laureati di Azio- Insegnanti Scuola Media) la prima a. ita-
ne Cattolica, e lAIMC, a. italiana maestri liana di professori, essendo nata nel 1901.
cattolici, promossa dalla Sezione maestri di Attenta agli aspetti giuridici e sindacali, ha
Azione Cattolica, erede della Tommaseo; inteso anche contribuire alla formazione di
nel 1946 rinasce anche la FNISM. Dopo gli una coscienza civica, laica e democratica
anni 1943-44 vissuti in clandestinit, su ini- dei docenti. Per opera di G. Salvemini tese
ziativa di C. Carretto e M. Badaloni, lAIMC a presentarsi come partito della scuola e
tenne il 1 congresso nel settembre 1946. Si difese la scuola popolare statale, in frequente
trattava di fare della scuola una istituzione polemica contro la non statale. Associa ora
portante della rinascita italiana, ispirandosi docenti di tutti gli ordini e gradi e anche in-
ai principi del Vangelo e a quelli della Costi- tellettuali non docenti. Pubblica lEco della
tuzione. Associa maestri, educatrici, diretto- Scuola Nuova. Il CIDI (Centro Iniziativa
ri, ispettori. strutturata democraticamente Democratica degli Insegnanti) una. di
e radicata sul territorio, con propri organismi insegnanti di tutti gli ordini di scuola e di
e luoghi dincontro, in interazione continua universit. sorta nel 1972, a partire da un
fra diversi livelli associativi e con istituzioni nucleo romano. Ha partecipato, con rilevan-
pubbliche di tipo ecclesiale, civile, sindacale ti contributi, alla stesura e allattuazione dei
e politico. Intende la professionalit come programmi della scuola, anche nellambito
strumento al servizio della scuola, delledu- delle diverse commissioni ministeriali. De-
cazione, della societ civile, in dialogo con dica molta attenzione ai problemi dellinse-
forze associative, sindacali e partitiche. Ha gnamento/apprendimento, con particolare

110
ASSOCIAZIONISMO

riguardo allistruzione obbligatoria fino a 16 dellUCIIM, Roma, UCIIM-AIMC, Armando,


anni, a temi come lintercultura, lambiente, 2006; Chiesa e testimonianza cristiana delle a.
la legalit, la salute, promuovendo gruppi di laicali nella scuola oggi, Atti dellIncontro nazio-
ricerca e convegni a carattere nazionale e in- nale di Abano T., 1-3 dic. 2005, in CEI, Notizia-
ternazionale. Pubblica il mensile Insegna- rio UNESU, 3, 2006; Leducazione? Una sfida da
re. Il MCE (Movimento di Cooperazione vincere insieme. Nuovi cammini, promesse, im-
Educativa) trae le sue origini ed ispirazioni pegni, Atti del I Incontro nazionale delle aggre-
dallinsegnamento di Freinet. In Italia in- gazioni laicali e dei soggetti operanti nelleduca-
torno al 1950 furono costituite tre delegazio- zione e nella scuola, Roma 11-13.5.2007, in CEI,
ni dei CEMEA (Centri di Esercitazione Me- Notiziario UNESU, 6. 2007.
todi Educazione Attiva). Nel 1951 fu fondata L. Corradini
a Fano una. dal nome CTS (Cooperativa del-
la Tipografia Scuola), che assunse le tecniche ASSOCIAZIONI PROFESSIONALI DEGLI
di Freinet. Nel 1957 prese il nome di MCE INSEGNANTI Associazioni pedagogiche
e si caratterizz per limpegno cooperativo,
per lo spirito democratico, la didattica della
individualizzazione e della socializzazione.
Il movimento oggi articolato in gruppi, a ASSOCIAZIONISMO
livello nazionale e locale: gruppi che simpe-
gnano in particolare su temi didattici come Per a. si intende il complesso delle associa-
la matematica, linformatica, leducazione zioni presenti in un dato contesto. A sua volta
alla pace. Fa parte della FIME (Fdration va considerata associazione ogni collettivit
Internationale des Mouvements dcole Mo- pi o meno stabile, costituita volontariamente
derne). per perseguire uno o pi scopi complementa-
ri o comuni a tutti i suoi associati. Tali scopi,
4. Fra le a. pi recenti si trovano lOPPI poich esorbitano dalla capacit di prestazio-
(Organizzazione per la preparazione pro- ne dei singoli, vengono perseguiti collettiva-
fessionale degli insegnanti 1965), DIESSE mente, mediante vincoli di solidariet fra gli
(Docenti e Scuola, 1987), ADI (A. Docenti associati, in maniera sistematica, attraverso
Italiani, 1998), APEF (A. professionale eu- forme di organizzazione democratica.
ropea di formazione, 2000); Legambiente
Scuola e formazione (2000). Tutte queste a. 1. Sulla base di questa definizione, possi-
sono riconosciute dal MPI come qualificate bile tracciare alcune distinzioni. Lintenzio-
per la formazione dei docenti e fanno parte nalit e la volontariet delladesione rendo-
del Forum delle a. professionali di insegnanti no la. diverso dalle aggregazioni di fatto
e dirigenti (FONADDS) presso il MPI (dal (etnia, famiglia, parentela, gruppo det...)
2004), con ANDIS e DISAL. Le a. cattoliche e dalle aggregazioni obbligatorie (esercito,
fanno parte della Consulta nazionale per la corporazioni, partiti unici in regime totali-
pastorale scolastica presso la CEI (UNESU, tario...). La. va distinto anche dai sindacati,
Ufficio nazionale per leducazione, la scuola dalle cooperative e dalle organizzazioni pro-
e lUniversit). Nel 1999 nata lAIDU, a. fessionali, la cui azione principale diret-
italiana docenti universitari, dispirazione tamente collegata allattivit economica dei
cattolica, che dispone di un suo sito. propri membri. Mentre la. riconosce i cen-
tri politici e culturali del potere, con i quali
Bibl.: A mbrosoli L., La FNISM, Firenze, La stabilisce rapporti di contrattazione, i movi-
Nuova Scuola, 1967; Sani R., Le a. degli inse- menti sociali, attraverso azioni conflittuali,
gnanti cattolici nel secondo dopoguerra, Brescia, invece mettono radicalmente in discussione
La Scuola, 1990; Chiaromonte B. (Ed.), Il CIDI i modelli dominanti di utilizzazione delle
ha ventanni, Roma, CIDI, 1992; Corradini L., principali risorse materiali e simboliche del-
UCIIM, in M. Laeng (Ed.), Enciclopedia peda- la societ (Touraine, 1973). La presenza di
gogica, Appendice A-Z, Brescia, La Scuola, 2003, vincoli, di unestesa organizzazione forma-
1485-1489; I d., AIDU, in Ibid., 2003, 15-17; le e di obiettivi ufficialmente prefissati dif-
Prioreschi M., AIMC, in Ibid., 17-18; Corra- ferenziano la. dai gruppi, pi spontanei ed
dini L., Educare nella scuola nella prospettiva espressivi, e dalle aggregazioni primarie

111
ASSOCIAZIONISMO

(Cooley, 1909). La. si distingue anche dalla particolare, secondo Rose (1954), la. rispon-
comunit. Questultima fondata su un forte derebbe ai bisogni di compagnia reciproca,
senso di appartenenza e sul coinvolgimento di sicurezza personale e di conoscenza della
tendenzialmente totale dei propri membri, i realt esterna. In quanto mediazione tra in-
quali condividono obiettivi comuni (anche dividuo e societ, la. tende a preservare il
se indeterminati), giudicati prioritari rispet- singolo sia dallisolamento sia dal perdersi
to agli interessi individuali. Ladesione ad in una massa magmatica e anonima. Sempre
una comunit si fonda su dinamiche preva- grazie a questa sua collocazione intermedia,
lentemente affettive o su motivazioni legate la. facilita nel singolo associato la formazio-
alla tradizione (Weber, 1922). Ma pi che ne di una maggiore consapevolezza del pro-
una collettivit concreta, la comunit pu prio ruolo nella societ. Talvolta ladesione
costituire uno stato particolare che alcune attiva ad unassociazione, vissuta come un
collettivit assumono per un tempo limitato impegno creativo, gratificante, compensa
(Gallino, 1978). In tal senso anche unasso- altre attivit (lavorative, familiari) giudicate
ciazione pu temporaneamente acquisire lo monotone, ripetitive, frustranti. Per queste
stato di comunit. ed altre funzioni di integrazione, lespe-
rienza associativa pu facilitare il singolo a
2. Al proprio interno la. si presenta alquanto ritrovare un senso, uno scopo da attribuire
variegato. Ogni sua tipologia dovr articolar- alla propria vita. Ci aiuta a spiegare perch
si sulla base di alcune significative caratteri- i soggetti con esperienze associative consoli-
stiche che, generalmente, sono le seguenti: date si rivelino pi disponibili, maggiormen-
i criteri di selezione e di reclutamento degli te propensi alla multi-appartenenza e al
aderenti alle varie associazioni; gli interessi pendolarismo fra molteplici associazioni.
e gli scopi (iniziali o successivi, dichiarati
o reali, diffusi in tutta lassociazione o con- 4. Sono anche altre le funzioni normalmen-
centrati in qualche suo segmento); la natura te svolte dalla. Esso, per quanto presente in
strumentale o espressiva dellattivit ogni societ, diventa particolarmente rile-
principale, a seconda che questultima venga vante quando nel sistema sociale, a seguito
indirizzata rispettivamente ai non associati dellindustrializzazione e dellurbanizzazio-
o agli associati (Rose, 1954; Gordon e Bab- ne, si accentuano i processi di divisione del
chuk, 1959); la cultura, ossia le conoscenze, i lavoro, si moltiplicano i sottosistemi ed i rap-
valori, le credenze, i simboli, i rituali adottati porti di interdipendenza reciproca. In questo
e la socializzazione degli associati; la strut- scenario cresce anche il numero di aggrega-
tura, cio la presenza pi o meno estesa di or- zioni a cui vengono in parte delegate alcune
ganizzazione formale, di apparati permanen- funzioni che in origine erano prerogativa di
ti; la delimitazione di ruoli specifici in base a pochi sottosistemi, quali la chiesa, il vici-
modelli di comportamento ufficialmente ap- nato e la famiglia. Anche lincremento del
provati; il grado di partecipazione della base benessere collettivo e lavvento della civilt
alle decisioni; il livello pi o meno elevato del tempo libero, svincolando il singolo da
di coinvolgimento personale richiesto ai par- preoccupazioni primarie di sopravvivenza,
tecipanti; i meccanismi preposti alla attribu- consentono un ulteriore sviluppo della.
zione del potere (per carisma, cooptazione,
elezione...), cos come alla legittimazione ed 5. A valorizzarne le funzioni e a facilitarne
al ricambio dei gruppi dirigenti; la comuni- la sua diffusione anche lestensione delle
cazione tra associazione e ambiente esterno, libert politiche e dei diritti civili. A que-
tra periferia e centro dellassociazione e tra sto proposito la sociologia statunitense, in-
i vari settori della periferia; le relazioni (di fluenzata dagli studi di Tocqueville (1835) e
alleanza, di influenza o di competizione/con- dalla fiorente realt associativa americana,
flitto) con altre associazioni o istituzioni. sottolinea molto il rapporto fra democrazia
e a. In particolare la. viene considerato una
3. La. pu essere considerato una delle ri- modalit attraverso cui la societ civile si
sposte al bisogno di socialit, cio alla pro- organizza autonomamente per bilanciare il
pensione degli esseri umani a stabilire rela- potere centrale dello Stato (Sills, 1968). Que-
zioni sociali (v. per es. Simmel, 1908). Pi in sta funzione di bilanciamento costituisce an-

112
ATTEGGIAMENTO

che un rapporto di complementarit con la Vergesellschaftung, Mnchen, Dunker & Hum-


sfera della decisione pubblica: la. partecipa blot, 1908; Cooley C, Social organization, New
ai processi di comunicazione e di contrat- York, Scribners, 1909; Michels R., Zur Sozio-
tazione tra centro politico e nodi periferici logie des Parteiwesens in der modernen Demo-
del sistema, e dunque rappresenta una forma kratie, Lipsia, W. Klinkhardt, 1911; Weber M.,
molto articolata di decentramento del potere. Wirtschaft und Gesellschaft, Tubinga, Mohr,
La sua organizzazione interna democratica 1922; Rose A. M., Theory and method in the so-
costituisce un ulteriore fattore di formazio- cial sciences, Minneapolis, University of Minne-
ne alla democrazia, di sensibilizzazione alle sota Press, 1954; Gordon C. W. - N. Babchuk, A
esigenze collettive, di comprensione dei pro- typology of voluntary associations, in American
cessi socio-politici e di partecipazione al loro Sociological Review 24 (1959) 1; Sills D. L.,
controllo. Voluntary associations: sociological aspects, in
International encyclopedia of the social sciences,
6. Alcune tendenze che caratterizzano mol- XVI, London, McMillan, 1968, 363-379; Galli-
ti altri ambiti della societ contemporanea no L., Dizionario di sociologia, Torino, UTET,
possono riguardare lo stesso a. Soprattutto 1978; I d., Effetti dissociativi dei processi asso-
se unassociazione giunge ad essere ampia ciativi in una societ altamente differenziata, in
e complessa, tender a porre unattenzione Quaderni di Sociologia 28 (1979)1; Dal Toso
molto accentuata verso il proprio apparato P., Lineamenti di storia della., Roma, Aracne,
organizzativo, a scapito dei singoli parteci- 2005.
panti e delle finalit ufficiali dichiarate. Per P. Montesperelli
la necessit di gestione e controllo di unor-
ganizzazione cos articolata e per prevenire
forme di dissociazione (Gallino, 1979), di-
venter preoccupazione prioritaria, funzione ATTEGGIAMENTO
prevalente, anche se latente, la giustificazio-
ne del gruppo dirigente e delle sue scelte. Si difficile trovare in letteratura una defi-
accentueranno di conseguenza i meccanismi nizione univoca di questo concetto. Una
di cooptazione nella distribuzione del potere classica quella di Allport (1935, 8) che
e ladesione alle procedure formalizzate di- lo intende come uno stato mentale o neu-
venter la fonte principale di legittimazione. rologico di prontezza, organizzata attraverso
Una tendenza generalizzata in tal senso assi- lesperienza, che esercita uninfluenza diret-
milerebbe la. alla legge bronzea delloligar- tiva o dinamica sulla risposta dellindividuo
chia gi individuata da Michels (1911) nel nei confronti di tutti gli oggetti e situazioni
potere politico e nelle tendenze alla buro- con cui entra in relazione. Questa defini-
cratizzazione. zione risulta molto ampia ed implica diversi
aspetti che meriterebbero ulteriori specifica-
7. Per il suo proliferare e per la possibilit zioni; in essa, comunque, appare chiaro che
di partecipare alla contrattazione fra centro la. un costrutto ipotetico, non osservabile
politico e periferia (v. 5), vi il rischio che direttamente, ma da dedurre dal comporta-
parte della. si trasformi in un insieme neo- mento manifesto di una persona.
corporativo di gruppi di pressione sullo Sta-
to. La necessit, per il sistema politico, di ri- 1. Oggi per lo pi ci si riferisce al costrutto di
comporre domande particolaristiche, diverse a. per indicare una predisposizione appresa
e talvolta contrastanti, indurrebbe i partiti a a rispondere prontamente in un modo gene-
ricondurre la. entro la loro sfera di influen- ralmente favorevole o sfavorevole ad un og-
za, a condizionarlo attraverso forme di neo- getto, persona, istituzione, simbolo o evento.
collateralismo. In tal modo la. vedrebbe Esso include tre componenti: una componen-
attenuarsi il proprio ruolo di espressione te cognitiva (le credenze) che riguarda la
autonoma e diretta della societ civile. percezione, la descrizione personale dellog-
getto della., indipendentemente dal fatto che
Bibl.: Tocqueville A. de, De la dmocratie en essa sia vera o falsa, e che si basa sia sullevi-
Amrique, Paris, Gosselin, 1835; Simmel G., So- denza oggettiva che sulle opinioni persona-
ziologie. Untersuchungen ber die Formen der li; una componente affettiva, riguardante i

113
ATTEGGIAMENTO

sentimenti di piacere, o dispiacere, e le va- di socializzazione tramite famiglia, grup-


lutazioni favorevoli, o meno, nei confronti pi di riferimento, mezzi di comunicazione
delloggetto; e una componente comporta- di massa, e dalle inferenze elaborate sulla
mentale, cio la disposizione, la tendenza base di informazioni gi possedute; insieme
ad agire in un certo modo verso loggetto in a tutto ci, si deve tenere conto delle variabi-
questione. Vanno comunque considerate po- li personali che intervengono a modulare la
sizioni diverse. Lapproccio comportamen- percezione dei messaggi sociali ricevuti.
tista considera la. fondamentalmente come
una disposizione a valutare positivamente, o 2. Oltre a spiegare la formazione degli a., gli
meno, un oggetto, disposizione che si forma psicologi sociali ne hanno studiato le conse-
grazie a ripetute e sistematiche associazioni guenze, soprattutto per verificare linfluenza
tra oggetto ed eventi positivi o negativi; in da loro esercitata sul comportamento socia-
questo approccio, infatti, la formazione degli le. Fino agli anni 60 si dava per scontato
a. viene spiegata in base ai principi dellap- che tale costrutto potesse spiegare e predi-
prendimento (condizionamento classico, rin- re la condotta sociale, ma da una serie di
forzo, osservazione). Lapproccio funzionali- studi emersa una scarsa correlazione tra
sta lega lorigine della. ai bisogni o alle a. espressi verbalmente e successivo com-
funzioni a cui esso serve. Ad es., vengono portamento manifestato. Gli studiosi hanno
riconosciute alla. una funzione strumentale dunque dovuto riconsiderare il rapporto tra
(aiuta ad ottenere ricompense o evitare pu- a. e comportamento, concludendo che da un
nizioni nel mondo sociale), una conoscitiva lato, lespressione verbale di un a. va posta in
(serve come struttura per gestire e acquisire relazione, pi che con una singola condotta,
conoscenze, organizzando e semplificando il con un insieme di misure di comportamenti
notevole flusso informativo con cui ci si con- attuati nei confronti della classe di oggetti
fronta), una difensiva (protegge e accresce della., e dallaltro, che per predire una sin-
limmagine di s). Dal momento che gli a. gola condotta a partire dalla. necessario
sono funzionali a soddisfare alcuni bisogni chiedere alla persona di esprimere il suo a.
fondamentali, la loro componente valutativa in merito alla condotta specifica in questione
connessa a tali motivi, e cio emerge un (ad es.: donare il sangue), e non rispetto ad
a. positivo verso un oggetto se i motivi di un ambito generale (ad es.: solidariet). Dal-
fondo sono soddisfatti rispondendo favore- tra parte, bisogna tener presente che nellat-
volmente ad esso, e viceversa se la soddisfa- tuazione di una condotta intervengono anche
zione scaturisce da una risposta negativa. Un tanti fattori situazionali e personali. In que-
terzo approccio, socio-cognitivo, si infine sta linea Fishbein e Ajzen (1975) hanno pro-
affermato negli ultimi decenni, in linea con posto la teoria dellazione ragionata, secondo
lattuale tendenza generale in psicologia a cui unazione determinata dalle intenzioni
spiegare la condotta secondo una prospettiva comportamentali del soggetto; a loro volta
cognitivista o dellinformation processing; le intenzioni dipendono dalla. verso quella
secondo questo approccio, infatti, la. viene specifica condotta (composto dalle credenze
principalmente concettualizzato in termi- sulle conseguenze di quel comportamento e
ni di cognizioni, schemi, in quanto esso si dalla valutazione personale di queste), dal-
fonda sulle credenze personali riferite ad un le credenze normative personali e sociali, e
oggetto. Ogni credenza collega un oggetto a dalla motivazione a conformarsi a tali nor-
degli attributi positivi o negativi, e la dispo- me. Seguendo tale prospettiva interattiva e
sizione valutativa della. la risultante di tut- facendo riferimento allo specifico a. com-
te le credenze riferite ad un oggetto; inoltre, portamentale, possibile rendere pi accu-
in quanto schema, la. influenza lelaborazio- rata, come stato confermato da ricerche
ne delle informazioni sociali sia a livello di successive, la previsione di una condotta.
ricerca attiva e di codifica (percezione, giu-
dizi) di informazioni collegate alla., che di 3. Essendo un costrutto ipotetico, non os-
recupero di esse dalla memoria. Le credenze servabile, la. viene inferito misurando le ri-
e, quindi, gli a. relativi al mondo sociale de- sposte cognitive, affettive e conative ad esso
rivano dallesperienza diretta con un ogget- connesse. Di solito, per misurare un a., si
to, dalle informazioni acquisite nel processo usano metodi diretti nei quali i soggetti sono
114
ATTEGGIAMENTO

interrogati direttamente in merito ad un og- rano tali percorsi come aspetti in un unico
getto; tra questi metodi, oltre ad usare singo- percorso, con processi pi o meno elaborati a
le domande in cui le persone sono invitate ad seconda della motivazione, dello stato emo-
esprimere la loro posizione (daccordo, non tivo, e delle abilit cognitive delle persone
daccordo, incerto) circa affermazioni posi- (Cavazza, 2005).
tive o negative su un oggetto, molto spesso
si usano scale di misurazione come la sca- 4. Va accennato, infine, che gli a. sono stati
la Likert (una serie di affermazioni rispetto studiati anche in ambito educativo. In propo-
alle quali va indicato il grado di accordo, o sito si particolarmente evidenziata limpor-
meno, su una scala di 5 o 7 punti), e il diffe- tanza degli a. relazionali degli educatori
renziale semantico, in cui si invita a valutare al fine di promuovere un efficace rapporto
loggetto della. rispetto ad una serie di ag- educativo (Franta, 1995): il comportamento
gettivi bipolari (es.: buono - cattivo), in cui relazionale degli educatori, tenendo conto
il centro del continuum esprime leventuale dei loro a. di fondo nei confronti delleduca-
neutralit. Sono stati elaborati anche dei me- zione e delle persone in divenire con le qua-
todi indiretti (ad es.: test proiettivi, rilevazio- li si relazionano, stato analizzato in base
ne parametri fisiologici), soprattutto quando alla. emozionale e socio-operativo. Il primo
gli a. toccano questioni delicate e si prevede riguarda la creazione di un positivo contatto
unalta probabilit di contraffazione delle affettivo con gli educandi volto a valorizzar-
risposte alle domande dirette; tali metodi, li, rapporto che risulta fondamentale sia alla
tuttavia, possono a volte implicare problemi loro crescita che alla costruzione di unade-
etici e spesso si rivelano poco affidabili. Data guata piattaforma educativa; il secondo ri-
la rilevanza degli a. in molti ambiti della vita guarda la realizzazione del ruolo di guida e
sociale, molti studiosi si sono interessati, di controllo da parte delleducatore, della sua
anche al fine di migliorare la convivenza funzione regolativa e orientativa al fine di
civile, a come essi possano essere cambiati. favorire lautosupporto negli educandi. Tale
In proposito ci sono molti modelli, tra cui funzione pu essere svolta secondo uno stile
ad es., il modello della comunicazione per- autoritario, lassista, o autorevole, e questul-
suasiva (McGuire, 1985) che spiega leffetto timo, dagli studi in proposito, risulterebbe
persuasivo di un messaggio sulla base di 5 essere il pi costruttivo per 1 educando.
processi: attenzione, comprensione, accetta-
zione, ritenzione, azione. Sempre in ambito Bibl.: A llport G. W., Attitudes, in C. M.
cognitivista ci sono le teorie dellequilibrio Murchison (Ed.), A handbook of social psycholo
(Heider, 1946) e della dissonanza cognitiva gy, Worchester, Clark University Press, 1935,
(Festinger, 1957), basate sullassunto che si 798-844; H eider F., Attitudes and cognitive or-
ha il bisogno di mantenere la coerenza tra ganization, in Journal of Psychology 21 (1946)
gli elementi della propria struttura cogniti- 107-112; Fishbein M. - I. A jzen, Belief attitude,
va; tale bisogno spiegherebbe sia la stabilit intention, and behavior: an introduction to theory
che il cambiamento di un a.: mentre da una and research, Reading (Mass.), Addison-Wesley,
parte si tende a selezionare le informazioni 1975; Petty R. E. - J. T. Cacioppo, Attitudes and
a seconda se sono congruenti o meno con persuasion: classic and contemporary approach-
il proprio quadro di riferimento, dallaltra, es, Dubuque (Ia.), Brown Company Publishers,
qualora si venisse a creare unincongruenza 1981; McGuire W. J., Attitudes and attitude
a seguito di nuove esperienze o dati, muta- change, in G. Lindzey - E. A ronson (Edd.), The
re a. sarebbe uno dei modi per ristabilire lo handbook of social psychology, vol. II, New York,
stato di equilibrio. In sintesi, i diversi mo- Random House, 31985, 233-346; Eagly A. H. - S.
delli ipotizzano due percorsi di elaborazione Chaiken, The psychology of attitudes, Orlando
delle informazioni quando si cambia a.: uno (Fl.), HBJ College Publishers, 1993; Franta H.,
centrale, sistematico, in cui ci si sofferma a A. delleducatore. Teoria e training per la prassi
riflettere sui dati a disposizione, e uno peri- educativa, Roma, LAS, 1995; Stroebe W. - M.
ferico, con meno attenzione, basato su euri- S. Stroebe, Psicologia sociale e salute, Milano,
stiche quali ad es. fidarsi di chi parla se lo si McGraw-Hill Libri Italia s.r.l., 1997; Cavazza N.,
ritiene esperto o simpatico (Petty-Cacioppo, Psicologia degli a. e delle opinioni, Ibid., 2005.
1981; Eagly-Chaiken, 1993). Alcuni conside- C. Messana

115
ATTENZIONE

ATTENZIONE ricerca sul problema delle risorse avanzando


lidea che il processo di selezione analizzato
La. generalmente definita come la capacit dai precedenti ricercatori era da reinterpreta-
della mente di concentrarsi o di focalizzarsi re in termini di quantit di risorse disponibili
su alcuni elementi dellambiente. La sua im- per svolgere i compiti assegnati.
portanza nella vita di ogni giorno sotto gli
occhi di tutti. Essa infatti controlla lattivit 2. Processi automatici e processi sotto con-
elaborativa della mente selezionando il flus- trollo. Un nuovo orientamento alla ricer-
so delle informazioni in base alle capacit ca sulla. avvenne ad opera di Schneider e
dellindividuo e regolando la distribuzione Shiffrin (1977) (processi automatici e sotto
delle risorse fra compiti competitivi. Sebbe- controllo) e di Posner e Snyder (processi in-
ne spesso si parli della. come di un processo consci). I processi automatici procedono in
unitario e specifico, in realt sembra che ci parallelo, non sono intenzionali, n consci,
che viene indicato con questo termine corri- n subiscono interferenze, n richiedono
sponda a un modo generico di categorizzare grande quantit di risorse. Al contrario i pro-
processi e comportamenti diversi. cessi sotto controllo sono intenzionali, sono
diretti ad uno scopo e richiedono molte pi
1. Processi attentivi. Con lo sviluppo della risorse dei primi. In genere i processi auto-
psicologia cognitivista la. tornata di attua- matici si applicano a compiti familiari e sem-
lit. Questo approccio ha promosso un ricco plici, quelli controllati a compiti complessi e
filone di ricerche formulando vari modelli inusitati. Automaticit e controllo sono due
interpretativi, sviluppando nuovi settori di dimensioni che permettono di spiegare an-
indagine (neurologico e psicologico) e deli- che le esperienze di a. divisa. Nel caso di
neando una ricca tipologia di processi atten- processi simultanei, i compiti complessi non
zionali (selettivo, automatico o inconscio e automatizzati, richiedendo maggiori risorse,
controllato). Sebbene gli studi siano ancora diversamente da quelli semplici e automatici,
agli inizi, non mancano dati sulle basi ner- impongono una divisione delle risorse stes-
vose dei processi attentivi. Sembra che i lobi se. Le precedenti ricerche e interpretazioni
parietali del cervello siano coinvolti nella. spiegano i fenomeni della a. selettiva o della.
sensoriale e che lippocampo abbia un ruo- automatica e sotto controllo, ma non spiega-
lo nella. a breve termine. Nel 1958 Broad- no ancora altri fenomeni attentivi. Ad es.,
bent, attraverso esperimenti che analizzava- come interpretare il comportamento della.
no lascolto dicotico (stimoli diversi inviati su qualche cosa che noiosa? Le ricerche su
ai due orecchi) sostenne la presenza di un questo problema sono state numerose anche
filtro sensoriale che selezionava laccesso per la particolare connessione che esso ha
dellinformazione ai livelli di elaborazione con lattivit di lavoro. Molti fattori sembra-
superiori. Treisman (1960) sostenne che, pi no intervenire per spiegare le variazioni dei
che di un filtro, si dovesse parlare di un pro- livelli di a. La. vigilante o il sostegno della.
cesso di attenuazione dello stimolo, perch necessaria ad una prestazione prolungata nel
negli esperimenti da lui condotti i soggetti tempo sembrano progressivamente allentar-
che ricevevano il doppio messaggio erano si a seconda del tipo di stimolo, della perio-
in grado di seguire ambedue se uno di essi dicit con cui vengono conosciuti i risultati
era significativo rispetto allaltro. Deutsch e della propria attivit, del contesto esterno,
Deutsch (1963) e successivamente Norman dellassunzione di sostanze stimolanti (anfe-
(1972) introdussero ulteriori modificazioni tamine) e del tipo di personalit introversa o
ipotizzando che la selezione fosse determi- estroversa.
nata dalla pertinenza dello stimolo. John-
ston e Heinz (1978) sostennero un modello 3. A. e apprendimento. Linteresse per largo-
di a. selettiva flessibile basato appunto sulla mento comprensibile perch le conoscenze
disponibilit delle risorse: la selezione degli sulla. possono fornire indicazioni prezio-
elementi dello stimolo comincia dallinizio, se alla scuola sia per migliorare il livello di
ma la quantit delle risorse aumenta a mano prestazione degli studenti che per attenuare
a mano che ci si avvicina alla risposta da le conseguenze dei limiti attentivi di alcu-
dare. Kahneman (1973) spost lenfasi della ne categorie, come gli iperattivi o i ritardati

116
ATTESE

mentali. A questo riguardo si sono studiati quotidiana, agisce anche in rapporto alle a.
gli effetti dellaiuto nellidentificazione delle che gli altri, specialmente se significativi,
informazioni pi importanti, delle tecniche hanno nei suoi confronti. Quando per le a.
di evidenziazioni attraverso figure e imma- rimangono inadempiute diventano la causa
gini, della frammentazione della monoto- di conflitti interpersonali o almeno di delu-
nia dello stimolo, dellautomatizzazione dei sioni e frustrazioni.
processi secondari per aumentare la quantit
delle risorse disponibili, delluso frequente 1. In tale contesto soprattutto se didattico, il
di domande, del pensare ad alta voce e del concetto di a. coinvolge diverse dimensioni,
verbalizzare ci che viene svolto, delluso che influiscono notevolmente sul rapporto
di ricompense e dellimmediato feedback, educatore-educando e insegnante-alunno. Le
dellesercizio costante e continuo su un com- a. condizionano infatti diversi tipi di com-
pito per automatizzare le prestazioni. Leffet- portamento: le a. positive degli insegnanti
to positivo del mantenimento della. sul com- nei confronti della riuscita dello studen-
pito dato dal variare degli stimoli, dal conte- te sono uno stimolo al successo scolastico
sto mutevole e dalla frequenza di feedback ha (effetto Pigmalione), come le a. nega-
suggerito la possibilit di strategie educative tive pongono condizioni che contribuiscono
di sequenzializzazione di operazioni come il allinsuccesso. In questo secondo caso per
fermati-osserva-ascolta, fermati-ricorda- le correlazioni tra i fattori sono meno eleva-
rifletti-decidi, ecc. te. Infatti le a. negative provocano da parte
dellalunno una serie di meccanismi di dife-
Bibl.: Broadbent D. E., Perception and com- sa per cui egli non perde necessariamente il
munication, Oxford, Pergamon Press, 1958; concetto di s, anzi sviluppa atteggiamenti
Treisman A. M., Contextual cues in dichotic di avversione verso lautore delle a. Daltra
listening, in Quarterly Journal of Experimental parte le a. positive per essere efficaci devo-
Psychology 12 (1960) 242-248; Deutsch J. A. no essere minimamente fondate sulla realt
- D. Deutsch, Attention: some theoretical con- e non eccessivamente elevate (la legge della
siderations, in Psychological Review 70 (1963) giusta distanza rispetto ai fini), per evitare
80-90; Norman D. A., Memory and attention: an fenomeni di scoraggiamento o di rifiuto dei
introduction to human, New York, Wiley, 21972; tentativi di approccio. Vi sono inoltre a. degli
K ahneman D., Attention and effort, Englewood studenti nei confronti della propria carriera
Cliffs, Prentice-Hall, 1973; Schneider W. - R. M. scolastica e/o professionale.
Shiffrin, Controlled and automatic information
processing I: Detection search and attention, in 2. Quando queste a. sono alte diventano un
Psychological Review 84 (1977) 1-66; John- incentivo favorevole allimpegno per un mi-
ston W. A. - S. P. H einz, Flexibility and capacity glior rendimento. Esse sono correlate con i
demands of attention task, in Journal of Experi- concetti di aspirazioni, di ambizione e
mental Psychology General 107 (1978) 420-435; di motivazione, pur senza confondervisi.
Cohen R. A., The neuropsychology of attention, Le a. hanno infatti una triplice componen-
New York, Plenum, 1993. te: cognitivo-intellettiva, affettivo-emotiva
M. Comoglio e conativo-intenzionale. Ciascuna contri-
buisce ad influenzare i rispettivi comporta-
menti, cos che un intervento su qualcuna di
esse pu modificare le successive condotte.
ATTESE Leffetto verificato per maggiore sulla re-
lazione interpersonale che non sul successo
Se per ruolo si intende quella serie di fun- intellettuale e sui risultati oggettivi. Non va
zioni o compiti che la societ si attende sottaciuto il fatto che la qualit stessa delle
che la persona svolga allinterno delle strut- esperienze passate circa le proprie relazioni
ture, contemporaneamente emerge anche il interpersonali conduce alla formazione di a.,
concetto di a. sociali, che fondamentale che a loro volta condizionano la successiva
nello studio delle interazioni sociali (la teo- interazione. Nel processo educativo infine
ria dell interazionismo simbolico). La per- ormai un dato verificato che sul compor-
sona infatti, nel corso della sua vita sociale tamento delladulto incidono reazioni dello

117
AUDIOVISIVO

stesso adolescente. Rimane tuttavia ancora ( hardware) destinate a produrre o a tra-


aperta la questione circa lindividuazione smettere messaggi visivi e sonori, sia tutto
dei vari settori maggiormente influenzabili ci che viene utilizzato come supporto per
e delle condizioni pi predisponenti a tale riprodurre tali messaggi, software, per vi-
reciprocit. sualizzare cio immagini e trasmettere suo-
ni. Esso viene usato in contesti ed ambienti
Bibl.: Cicourel A. V. - K. K norr Cetina, Ad- assai diversi. Lo possiamo trovare nel settore
vances in social theory and methodology, Lon- produttivo, in quello formativo, nel settore
don, Routledge and P. Kegan, 1981; Woods P., dellassistenza e del tempo libero e perfino in
Sociology and the school. An interactionist view- quello politico. La. nei processi formativi ha
point, Ibid., 1983; Rosenthal R. - L. Jacobson, un ruolo che pu variare in base alla sensibi-
Pigmalione in classe. Limmagine che chi insegna lit delle persone e alluso che ne viene fatto,
si fa di chi apprende sotto la sua guida, Milano, ma che fondamentalmente riguarda aspetti
Angeli, 1992; Fele G. - I. Paoletti, Linterazione di supporto e di integrazione allazione for-
in classe, Bologna, Il Mulino, 2003; Palmonari mativa in generale. Esso pu potenziare no-
A. et al., Psicologia sociale, Ibid., 2002. tevolmente la capacit di espressione e di
R. Mion comunicazione: sia per estendere i messaggi
tradizionali, perfezionarli, renderli pi intui-
ATTISANI Adelchi Storicismo pedagogico tivi e facilmente ripetibili soprattutto per chi
ATTITUDINE Abilit ha scarse capacit di astrazione; sia per dare
ATTIVISMO Scuole Nuove un contributo innovativo allintervento, coin-
ATTRIBUZIONE DELLA CAUSALIT volgendo le persone in modo pi diretto.
Locus of control
2. Utilizzazione. Gli a. sono apparecchiature
che trattano immagini e suoni utilizzando il
linguaggio orale e iconico. chiaro dunque
AUDIOVISIVO che per avere una resa ottimale quando si
usano in modo sistematico, necessario es-
Il termine a. relativamente nuovo ed ha un sere attenti ad una serie di problemi relativi
significato molto ampio e fluido. alle modalit di comunicazione in generale,
oltre che a quelle specifiche del linguaggio
1. Precisazioni. Pur essendo alquanto discu- usato della. considerato. In chi intende usar-
tibile da un punto di vista semantico, con tale li si rende necessario acquisire una cono-
termine si abbraccia un complesso di situa- scenza delle possibilit comunicative di tali
zioni e di tecniche nuove che si riferiscono linguaggi, almeno negli aspetti fondamentali
al suono, allimmagine fissa e in movimento ed una capacit di utilizzarli concretamen-
vista in modo integrato o separato. Esso pro- te in modo efficace. Normalmente un a. si
viene dallambiente pedagogico americano presta bene per: trasmettere dei contenuti
degli anni 1930/40 e si diffuso rapidamente completando, ad es., un messaggio con im-
nellimmediato dopoguerra in Europa e in magini o commenti semplificati e legati in
diversi altri Paesi. Nella lingua francese esso modo strumentale al particolare concetto
appare per la prima volta nelle Raccoman- da evidenziare; stimolare una discussione/
dazioni della X Conferenza Internazionale creare interesse in modo da avviare un di-
dellEducazione del 1947 ed entra nel lessico scorso che verr poi approfondito con altri
scolastico nel 1959. Nel mondo scolastico ita- mezzi ed in altri momenti; dimostrare abilit
liano appare ufficialmente nel 1956 e allin- da acquisire o atteggiamenti da modificare
circa negli stessi anni in diversi altri Paesi evidenziando situazioni legate alloggetto
europei. Per a. potremmo intendere linsie- o alla realt che si vuole far vedere; appro-
me di procedimenti elettrici ed elettronici di fondire particolari di discorsi, di situazioni
riproduzione e di diffusione delle immagini o oggetti, enfatizzando, in questo caso, gli
e del suono utilizzati nella comunicazione aspetti che si vogliono studiare per facilitar-
di massa per una ricezione collettiva o indi- ne la comprensione; documentare la realt a
viduale organizzata (Dieuzeide, 1976, 11). scopo anche solo informativo. La. normal-
Oggi il termine indica sia apparecchiature mente facilita molto la trasmissione di cono-
118
AUROBINDO GHOSE SRI

scenze e lacquisizione di atteggiamenti de- Esso ha per caratteristiche e peculiarit che


siderati, difficilmente per riesce ad esaurire vanno oltre lambito di un a., essendo una
una tematica complessa. Per completare lin- apparecchiatura della nuova generazione pi
formazione o anche solo per meglio interio- potente e versatile. In questottica quindi
rizzarla, si rende necessario aggiungere un riduttivo vederlo come un semplice a.
apporto successivo attraverso un lavoro di
ricerca personale e di gruppo, con interventi Bibl.: Dieuzeide H., Le tecniche audiovisive
di esperti o semplicemente approfondimenti nellinsegnamento, Roma, Armando, 1976; R i-
con letture personali. Normalmente la. con- voltella P. C. (Ed.), La. e la formazione: metodi
tribuisce a problematizzare, presentare una per lanalisi, Padova, CEDAM, 1998; Parmeg -
parte o alcuni aspetti di un tema che verr giani P., Dalla. al multimediale: documentare
successivamente puntualizzato e completa- per la didattica e la ricerca, Verona, Forum,
to per una sua comprensione completa. Solo 2000; Chiocci F. et al., La grana dellaudio: la
con tematiche relativamente semplici e con dimensione sonora della televisione, Roma, RAI/
software ben strutturati si riesce ad essere ERI, 2002.
esaustivi attraverso la. Nellapprendimento N. Zanni
il momento di interiorizzazione di conoscen-
ze ed abilit ha forme e ritmi molto perso-
nalizzati che difficilmente possono essere
gestiti completamente e autonomamente da AUROBINDO Ghose Sri
un a.
n. a Calcutta nel 1872 - m. a Pondicherry nel
3. Prospetto. Oggi gli a. sono presenti in di- 1950, filosofo, maestro spirituale, politico,
versi ambienti e sono in continua evoluzione. educatore indiano.
Un elenco preciso difficile da fare e rischie-
rebbe di essere incompleto. Inoltre molto di- 1. A. comp i suoi studi in Inghilterra e assi-
pende da cosa si vuole sottolineare: aspetti mil, oltre alla letteratura ingl., quella gr. e
storici in cui si evidenziano salti qualitativi lat.; conosceva gr., lat., fr. e ted. Tornato in
o generazionali; aspetti di ordine percettivo India nel 1893 inizi una intensa attivit po-
o intellettivo; aspetti legati allintegrabilit litica e sociale, contemporaneamente studi
dei processi formativi; o infine aspetti prati- sanscrito e i classici dell induismo e del
ci o di convenienza didattica o commerciale. buddhismo, oltre alla sua lingua materna, il
Il mercato oggi ne propone una certa varie- bengali. Dal 1903 al 1905 partecip attiva-
t. Alcuni tipi si presentano principalmente mente al movimento politico swadeshi (na-
come apparecchiature per un solo uso: la- zionale). Pubblic il giornale rivoluzionario
vagna luminosa, proiettore per diapositive e Bande Mataram importante per la dottri-
filmstrips, proiettore per microfiches, episco- na della resistenza passiva. Nel 1908 sotto
pio, registratore, radio, giradischi (sostituiti la guida dello Yogi Vishnu Bhasker Lele di-
sempre pi da compact disc), proiettore per vent un yogi, uomo di grande cultura occi-
film (super 8 oppure 16/32 mm), televisione dentale e orientale. Nellanno 1914 incontr
(sia a circuito chiuso via cavo, sia via etere). Mirra Alfassa una parigina che poi di-
Altri invece si presentano pi come sistemi venter la Mre dellashram, fondato da A.
integrati con nomi legati alle funzioni o alle Nel 1940 cre una scuola per i bambini; nel
ditte costruttrici: diatape (registratore + pro- 1952 fu fondato LInternational Educational
iettore diapositive), epidiascopio (episcopio Centre S. A. e nel 1968 sorse la citt di Auro-
+ proiettore diapositive), diagraf (lavagna ville presso Pondicherry.
luminosa proiettore per diapositive), multi-
vision (insieme di pi proiettori opportuna- 2. A. fond la sua teoria delleducazione su
mente sincronizzati), videotop (super 8 con purna yoga o yoga integrale. Il termine
possibilit di variare velocit delle sequen- yoga significa unire, e per le scuole teiste
ze). Tra gli a. oggi si potrebbe annoverare dellinduismo, vuol dire unione dellanima
anche il personal computer, nel senso che con lo Spirito Assoluto. Yoga indica anche i
pu gestire ed integrare suoni e immagini mezzi o vie della liberazione dellanima. A.
in funzione di una migliore comunicazione. propone il purna yoga come mezzo per svi-

119
AUTISMO INFANTILE

luppare e trasformare tutto luomo, non solo entrato. Nel 1946 Kanner introduce il termi-
laspetto puramente spirituale. Il purna yoga ne a. i. precoce, che sar poi universalmente
una teoria che si fonda su una sintesi psico- adottato.
filosofica orientale e occidentale. Secondo la
sua concezione filosofica, tutto il mondo 2. La.i. precoce detto anche primario ten-
in evoluzione e levoluzione delluomo ten- de ad evidenziarsi nei primi diciotto mesi
de verso una supermente con una super co- di vita, con una proporzione oscillante dai
scienza. Il divino (Purusha) scende a trasfor- 2 ai 4 casi ogni 10.000 nati e con una netta
mare lo spirito e il corpo umano (prakriti). frequenza di 3-4 volte superiore nei maschi
Lo scopo delleducazione la realizzazione rispetto alle femmine. Oltre a questo primo
dello spirito della supercoscienza. Secondo tipo, stato individuato un a.i. secondario a
A., leducazione costituita da cinque aspet- regressione. Esso pi raro, compare entro i
ti, corrispondenti alle cinque attivit princi- primi trenta-trentasei mesi, dopo un periodo
pali delluomo: fisica, vitale, mentale, psichi- iniziale di sviluppo apparentemente normale
ca e spirituale. e a seguito di eventi che comportano un al-
lentamento dellinvestimento materno.
Bibl.: a) Fonti: Opere fondamentali tradotte in it.:
La Sintesi dello Yoga, Roma, Ubaldini, 1967-1969; 3. I sintomi pi significativi sono: isolamen-
La Vita Divina, Imola, Galeati, 1973; Guida allo to estremo, bisogno dimmutabilit, stereo-
Yoga, Roma, Edizioni Mediterranee, 1975. b) tipie, identificazione adesiva, disturbo del
Studi: Sapio M., A.S.A.G., in M. Laeng (Ed.), linguaggio, uso autistico degli oggetti. Non
Enciclopedia pedagogica, vol. I, Brescia, La sono chiare le cause che stanno allorigine
Scuola, 1989, 1245-1250; Chistolini S., Tagore, della. Alcuni insistono sui fattori organici
A., Krishnamurti. Unit delluomo e universalit (genetici, biochimici, neurologici). Daltra
delleducazione, Roma, La Goliardica, 1990. parte per possibile riscontrare una pato-
S. Thuruthiyil logia autistica anche in bambini che, almeno
con gli strumenti di ricerca finora disponi-
bili, non evidenziano alcun danno organico.
AUSTRALIA Oceania Allo stato attuale emergono due orientamen-
AUSUBEL David Paul Desatellizzazione ti: uno che tende a sottolineare la prevalenza
della base organica ed un altro che invece
individua le cause in fattori prevalentemente
psicodinamici.
AUTISMO INFANTILE
4. Stante la variet dei modelli interpreta-
Patologia psichica che comporta la predomi- tivi della.i., le proposte terapeutiche sono
nanza relativa o assoluta della realt intrapsi- estremamente varie. Appare sconsigliabile
chica con il conseguente distacco pi o meno una terapia prevalentemente farmacologica.
grave dal mondo esterno. Inoltre ormai superato il ricorso allinse-
rimento del bambino autistico in una istitu-
1. Il termine a., dal gr. auts (se stesso), zione globale, come suggeriva a suo tempo
stato introdotto da E. Bleuler (1911) per sot- Bettelheim. Attualmente, sinsiste per una
tolineare che nello schizofrenico il mondo cura che passa attraverso lospedale diurno.
interno prevale nettamente su quello ester- Gli autori ad orientamento psicodinamico
no, per cui si verifica una massiccia chiusura (M. Mahler, Winnicott, F. Tustin, W. R.
nei confronti della realt. L. Kanner (1943), Bion, D. Meltzer), proprio perch indicano la
studiando un gruppo di bambini affetti da a., causa della. nel fatto che il bambino allori-
ha ripreso il termine dandogli per una con- gine non ha sperimentato il contenimento
notazione diversa e cio intendendolo non delle proprie angosce primarie da parte della
tanto come espressione di un ritiro attivo madre, insistono sul concetto di ambiente te-
dalla realt, quanto invece di unincapacit rapeutico, inteso non come luogo fisico, ma
di sviluppare delle relazioni con lesterno. In come contenitore psichico fatto dinterventi
altri termini, mentre lo schizofrenico si ritira psicoterapeutici, educativi, scolastici e ri
dal mondo, il bambino autistico non vi mai creativi e di azione di sostegno ai genitori.

120
AUTOEFFICACIA

Bibl.: Tustin F., A. e psicosi infantile, Roma, Ar- che porta allaggressivit repressa oppure a
mando, 1975; Bettelheim B., La fortezza vuota, quella manifesta; c) instabile (con reazioni
Milano, Garzanti, 1976; M eltzer D., Esplora- imprevedibili del genitore e con difficolt di
zioni sulla., Torino, Bollati Boringhierii, 1977; comportamento coerente del figlio e quindi
Tustin F., Stati autistici nei bambini, Roma, Ar- con difficolt di acquisizione di a.); d) con
mando, 1983; M azet Ph. - S. Lebovici, Autisme eccessivo controllo (che porta il figlio alliso-
et psychoses de lenfant, Paris, PUF, 1990; Le- lamento sociale e alla nevrosi, con rischio di
lord G. - D. Sauvage, Lautisme de lenfant, Pa- devianza). Prescindendo dai quattro stili,
ris, Masson, 1990; Tustin F., Protezioni autisti- i genitori e gli educatori possono compro-
che nei bambini e negli adulti, Milano, Cortina, mettere la formazione della. dei figli o de-
1991; Ballerini A., Patologia di un eremitaggio. gli alunni prefiggendo loro degli obiettivi
Uno studio sulla. schizofrenico, Torino, Bollati troppo elevati, criticandoli frequentemente,
Boringhierii, 2002; R esnik S. et al., Abitare las- rilevando spesso i loro errori e sostituendosi
senza. Scritti sullo spazio-tempo nelle psicosi e alle loro scelte e decisioni. Nella formazio-
nella. infantile, Milano, Angeli, 2004; Mistura ne della. risulta fondamentale la capacit
S. (Ed.), A. Lumanit nascosta, Torino, Einaudi, del bambino di dilazionare la soddisfazione
2006; Quill K. A., Comunicazione e reciprocit dei suoi bisogni. stato constatato che
sociale nella., Gardolo, Erickson, 2007; Donag- tale capacit, rilevata allet di 4-5 anni,
gio a. et al. (Edd.), A. e psicosi infantile, Roma, correlata con la capacit di autoregolazione
Borla, 2007. nelladolescenza; tali bambini inoltre risulta-
V. L. Castellazzi no collaborativi da adolescenti, al contrario
dei bambini privi di questa capacit, che ri-
sultano inquieti e aggressivi. La. una delle
componenti fondamentali nei progetti di pre-
AUTOCONTROLLO venzione del rischio giovanile e contribuisce
alla formazione di alcuni importanti costrut-
Lesigenza di ordine e di misura nellessere e ti psicosociali come autoefficacia, stima
nellagire personale fondamentale in edu- di s e resilienza.
cazione.
Bibl.: Baumeister R. T. - T. F. Heatherton - D.
1. In tal senso formare il bambino alla. una M. Tice, Losing control: How and why people fail
delle principali finalit delleducazione. Tale at self-regulation, San Diego, Academic Press,
finalit in molti casi non viene raggiunta, per 1994.
cui molti giovani e adulti sono afflitti da gra- K. Polek
vi problemi. Baumeister, Heatherton e Tice
(1994) descrivono alcune forme di questa AUTOEDUCAZIONE Antinomie pedagogi-
incapacit di autocontrollarsi: sregolatezza che Educazione
nel comportamento sessuale (maternit in-
desiderata delle giovani, infedelt coniugale,
malattie veneree e AIDS); sperpero di risor-
se e di danaro, uso di droghe, abuso di alco- AUTOEFFICACIA
lici ed eccesso nellalimentazione, maltrat-
tamento del coniuge e dei figli, delinquenza La. un costrutto psicologico elaborato da
e criminalit. Tutto ci dovuto alla scarsa A. Bandura (1987) nellambito della sua teoria
acquisizione di a., di autodisciplina e di au- sociale cognitiva. Essa si riferisce alla stima
toregolazione. globale che il soggetto fa delle sue abilit in
vista di un determinato compito e la convin-
2. La. si forma nellinterazione dei fatto- zione di riuscirci. Da tale stima dipender se
ri genetici con lo stile educativo, il quale si il soggetto sceglier o meno una determinata
concretizza sostanzialmente in quattro mo- attivit e quanto sforzo svilupper per supe-
dalit: a) caldo e ragionevole (modelli di a. rare gli eventuali ostacoli, quanto sar perse-
vengono proposti insieme con forme di so- verante nel raggiungimento del risultato.
stegno affettivo); b) severo oppure eccessiva-
mente tollerante (senza sostegno affettivo), 1. Bandura distingue nel costrutto tre aspetti:

121
AUTOEFFICACIA

livello, forza e ampiezza. Il livello si riferisce controllo delle abitudini nocive come abuso
alla difficolt del compito da affrontare e alla di alcolici e uso di droghe (Maddux, 1995).
previsione di conseguire in esso un esito po- Numerose conferme sperimentali ed empiri-
sitivo; la forza rappresenta il grado di fiducia che sullutilit del costrutto in tali aree si tro-
che il soggetto possiede nelle proprie abilit vano in Bandura (2000), Schwarzer (1992) e
per poter svolgere un determinato compito; Polek (1995). La. che pu essere rilevata
lampiezza si riferisce allestensione del set- con alcuni brevi questionari, pu risultare
tore di cui il compito fa parte. Oltre a que- particolarmente utile in campo educativo.
sti tre aspetti, Bandura indica anche quattro Choi, Fuqua e Griffin (2001) hanno con-
sorgenti della.: previa esperienza positiva fermato la validit di una scala di Bandura
nel compito (successo), esperienza vicaria destinata agli studenti universitari. Nota e
(osservazione e imitazione di persone di Soresi (2000) hanno applicato la. nellorien-
successo), persuasione verbale (esortazione tamento, particolarmente al processo delle
da parte di terzi), stati affettivi costruttivi scelte offrendo una solida trattazione teorica
(rilassamento e buon umore). La previsione e ricco materiale per potenziarle. La., situata
del successo e la possibilit di poterlo rag- in una teoria del comportamento basata sulla
giungere sono i fattori principali nel proces- convinzione che lagire umano intenziona-
so e nella formazione della. Il successo non le e finalizzato, si trova in armonia con gli
solo potenzia la., ma incoraggia il soggetto obiettivi educativi pi elevati. Anche linte-
a prefiggersi degli obiettivi ancora pi ele- rattivit del costrutto che consiste nellinten-
vati rispetto a quelli gi raggiunti. In questo sa comunicazione tra il soggetto e il suo am-
processo importante non solo la stima delle biente pu contribuire al suo uso nel proces-
abilit ma anche la convinzione del soggetto so educativo. Le tre sorgenti della. indicate
che esse siano malleabili e non determinate da Bandura (esperienza positiva, esperienza
geneticamente o socialmente. In questa pro- vicaria e persuasione verbale) offrono dei
spettiva egli considera le sue abilit come validi procedimenti per potenziare la. dei
delle potenzialit cognitive, sociali, moti- soggetti in crescita.
vazionali e comportamentali da organizzare
per raggiungere specifiche finalit. Bibl.: Bandura A., Social foundation of thought
and action: a social cognitive theory, Englewood
2. La. avviene in un contesto sociale e per- Cliffs, Prentice-Hall, 1986; Schwarzer R. (Ed.),
ci implica da parte del soggetto il controllo Self-efficacy: thought control of action, Wash-
sullambiente che pu avvenire per ragioni ington, Hemisphere Publishing Corporation,
personali e sociali. Il primo tipo di controllo 1992; Polek K., A.: costrutto e utilizzazione,
si riferisce alla convinzione del soggetto di in Orientamenti Pedagogici 42 (1995) 927-957;
poter ottenere un determinato risultato con Maddux J. E. (Ed), Self-efficacy, adaptation, and
lo sforzo personale; il secondo riguarda la adjustment: Theory, research, and application,
sua convinzione di poter intervenire invece New York, Plenum Press, 1995; Bandura A., A.:
sullambiente sociale e in questo caso si trat- Teoria e applicazioni, Trento, Erickson, 2000;
ta di a. collettiva. Bandura (2000) sostiene Nota L. - S. Soresi, A. nelle scelte. La visione
che la. presente, con le debite variazioni, in sociocognitiva dellorientamento, Firenze, Iter,
tutte le culture. Siu, Lu e Spector (2007) ne 2000; Choi N. - D. R. Fuqua - B. W. Griffin,
hanno offerto una conferma nel continente Exploratory analysis of the structure of scores
asiatico riscontrando leffetto positivo della. from the multidimensional scales of perceived
sul benessere psichico e fisico nella gestione self-efficacy, in Educational and Psychological
dello stress lavorativo degli operatori del set- Measurement 61 (2001) 475-489; Siu O. - C. Lu
tore manageriale in Cina. - P. E. Spector, Employees well-being in Great-
er China: The direct and moderating effects of
3. La. trova una vasta applicazione in vari general self-efficacy, in Applied Psychology:
settori della psicologia, della sociologia e An International Review 56 (2007) 288-301.
delleducazione: rendimento (scolastico, ac- K. Polek
cademico, sportivo e professionale), dominio
dello stress, delle fobie, gestione delle ma- AUTOFORMAZIONE Antinomie pedagogi-
lattie croniche, potenziamento della salute, che Formazione

122
AUTOMONITORAGGIO

AUTOGESTIONE Amministrazione scolastica pur riconoscendo leffetto positivo della. sul


AUTOGOVERNO SCOLASTICO Autono- benessere di tali soggetti, hanno notato che
mia scolastica Scuole Nuove essi tendevano a trascurare le cure efficaci
aggravando in tal modo la propria salute. La.
viene adottata dalle persone per proteggere
o per potenziare la stima di s. A tale sco-
AUTOILLUSIONE po vengono usati i noti meccanismi di difesa
(Polek, 2001) come la repressione (evitare
La. consiste nella strategia efficace che il i pensieri disturbanti), la negazione (non ri-
soggetto adotta per potenziare il suo be- conoscere problemi evidenti), la rimozione
nessere fisico o psichico. In vista di tale fi- (allontanare desideri, sentimenti, pensieri ed
nalit egli usa alcuni meccanismi di difesa esperienze disturbanti), la razionalizzazione
per sfuggire o almeno per mitigare gli effetti (fare ragionamenti infondati), lintellettua-
di una dura realt. lizzazione (discutere sui problemi senza ri-
solverli). Da quando la psicologia dinamica
1. La strategia della. stata ampiamente ela- ha ammesso che lo scopo della terapia non
borata da Taylor e Brown (1988) e successi- pi quello di far accettare al paziente la real-
vamente ancora da Taylor (1991). Nella prima t, anche la. considerata una strategia utile
pubblicazione, che ha avuto una straordina- per la promozione della salute mentale delle
ria risonanza, le due autrici hanno sostenuto persone. Nelleducazione la. trova la sua uti-
che la moderata sopravvalutazione di se stes- lizzazione nella considerazione positiva delle
si, lillusoria convinzione di padroneggiare risorse dei giovani, nel coltivare lottimismo
le cause del proprio comportamento e un sul loro futuro e nel proporre obiettivi supe-
non del tutto fondato ottimismo, aumentano riori alle loro reali possibilit.
il benessere psichico e spesso anche la cre-
ativit. Le ipotesi delle due autrici sono state Bibl.: Taylor S. E. - J. D. Brown, Illusion and
confermate in studi successivi: i soggetti psi- well-being: a social psychological perspective on
chicamente sani e socialmente adattati ave- mental health, in Psychological Bulletin 103
vano un concetto di s distorto in direzione (1988) 193-210; Taylor S. E., Illusioni: Quando
positiva, mentre i soggetti con il concetto di e perch lautoinganno diventa la strategia pi
s realistico avevano una bassa stima di se giusta, Firenze, Giunti, 1991; Taylor S. E. - J.
stessi ed erano inclini alla depressione. D. Brown, Positive illusions and well-being re-
stato quindi concluso che le illusioni poten- visited: Separating fact from fiction, in Psycho-
ziano la salute delle persone e infondono ot- logical Bulletin 116 (1994) 21-27; Polek K.,
timismo sul loro futuro. Qualche autore ha I meccanismi di difesa nellambito educativo: un
invece rilevato che Taylor e Brown non han- aggiornamento, in Orientamenti Pedagogici
no chiarito i confini tra la valutazione distor- 48 (2001) 997-1008.
ta e quella oggettiva, ed hanno sostenuto che K. Polek
la. pu produrre solo un effetto transitorio
e che su una realt distorta non possibile
effettuare un valido adattamento. Taylor e
Brown (1994) hanno replicato che non fa- AUTOMONITORAGGIO
cile nella autovalutazione distinguere tra
lillusione e la realt. Altri autori ancora han- La. un costrutto psicosociale che indica
no sottolineato i rischi della.: i soggetti che il grado di sensibilit del soggetto alla si-
lo adottano diventano insensibili alle giuste tuazione sociale e la sua capacit di adattar-
critiche e spesso negano lesistenza dei loro si ad essa per una efficace comunicazione
limiti; si attribuiscono i meriti puramente ca- interpersonale. Il costrutto stato elaborato
suali mentre attribuiscono ai fattori esterni i e ampiamente descritto da Snyder (1974,
fallimenti, ed in tal modo si convincono di 1979).
padroneggiare il proprio ambiente sociale.
1. Lautore considera la. un costrutto bipola-
2. I pregi e i rischi della. sono stati documen- re, ai due poli del quale corrispondono i sog-
tati sugli ammalati terminali. Alcuni autori, getti alti e bassi nella. Un soggetto alto sen-

123
AUTONOMIA

sibile alla situazione sociale, coglie i segnali qualche criterio esterno (androginia, ansia
che da essa provengono e cerca di adeguare sociale e soluzione di problemi in collabo-
il suo comportamento verbale e non verbale razione). Anche dallanalisi fattoriale della
a tali segnali. Al contrario, il soggetto basso scala di Snyder, notevolmente rielaborata
non presta attenzione ai segnali sociali e non per soggetti di lingua tedesca sono emerse le
possiede un repertorio di comportamento due dimensioni fondamentali articolate per
vario per adeguarsi alle esigenze della situa- in due fattori per dimensione, denominati in
zione sociale. Il suo comportamento guida- modo differente nella ricerca di Laux e Ren-
to dagli stati danimo interni ed uguale o ner (2002). Lintero costrutto della. stato
almeno simile in situazioni sociali differenti. riesaminato in base ad oltre 200 contributi
La bipolarit del costrutto stata riscontra- pubblicati da Gangestadt e Snyder (2000)
ta anche da anche Livi, Pierro e Mannetti particolarmente nella sua componente teo-
(2000) in discussioni di piccoli gruppi. rica.

2. Per rilevare la., Snyder (1974) ha elabora- 4. Il costrutto assume una notevole utilit nel
to un breve questionario e lo ha convalidato rapporto sociale (individuale e collettivo) in
con alcuni criteri sociali. Il questionario quanto pu aiutare gli operatori sociali a co-
costituito sostanzialmente da quattro scale gliere stati danimo di terzi, ad adeguarsi alle
che rappresentano anche le componenti o loro esigenze e quindi a comunicare con loro
le dimensioni della. stesso: adeguatezza di pi efficacemente. Il soggetto che si adatta
autopresentazione in pubblico, sensibilit facilmente alla situazione sociale pu esse-
al comportamento di terzi e alle variazioni re pericoloso in quanto pu diventare, come
situazionali, sensibilit nel conformarsi al sostengono Gana e Brechenmacher (2001), il
gruppo. I criteri per verificare la validit del camaleonte sociale.
questionario sono stati i seguenti: laccordo
con la valutazione dei compagni, differenze Bibl.: Snyder M., Self-monitoring of expressive
tra gruppi in cui il costrutto dovrebbe ma- behavior, in Journal of Personality and Social
nifestarsi in grado differente (attori, politici, Psychology 30 (1974) 526-537; I d., Self-mon-
pazienti psichiatrici, obesi), la comprensione itoring processes, in L. Berkowitz (Ed.), Ad-
del comportamento sociale espressivo (gio- vances in experimental social psychology, vol.
ia, tristezza, paura, sorpresa), lattenzione 12, New York, Academic Press, 1979; Lennox R.
al comportamento di terzi. I dati, in genere, D. - R. N. Wolfe, Revision of the self-monitor-
hanno confermato il rapporto ipotizzato tra ing scale, in Journal of Personality and Social
le singole variabili. Psychology 46 (1984) 1349-1364; Livi S. - A.
Pierro - L. Mannetti, Self-monitoring, controllo
3. Successivamente vari autori (Lennox e dello spazio conversazionale e distanza percepi-
Wolfe, 1984) hanno eseguito lanalisi fat- ta in discussioni di piccoli gruppi, in Rassegna
toriale del questionario ed hanno ottenuto di Psicologia 17 (2000) 127-139; Gangestadt
strutture fattoriali differenti da quella di S. W. - M. Snyder, Self-monitoring: Appraisal
Snyder e quindi anche delle componenti del and reappraisal, in Psychological Bulletin
costrutto stesso. Allo stato attuale sembra 126 (2000) 530-555; Gana K. - N. Brechenma-
che tanto il questionario quanto il costrutto cher , Structure latente et validit de la versione
siano costituiti da due dimensioni fonda- franaise du Self-Monitoring Scale: chelle de
mentali: dallabilit del soggetto di adattare monitorage de soi, in LAnne Psychologique
lautopresentazione alla situazione sociale 101 (2001) 393-420.
e dalla stabilit dellautopresentazione nel- K. Polek
le situazioni differenti con le esplicitazioni
delle medesime in scale specifiche. Gana e
Brechenmacher (2001) dalla scala di Snyder
(chelle de monitorage de soi) hanno otte- AUTONOMIA
nuto tre fattori: Attore teatrale, Estroversio-
ne e Presentazione di se stesso. Essi inoltre In termini filosofici ed etici la. una carat-
hanno confermato la consistenza e la stabili- teristica secondo cui, specie dopo Kant,
t della scala e la sua validit esaminata con pensata modernamente la libert. Nella

124
AUTONOMIA SCOLASTICA

riflessione pedagogica, questo tema si pre- sioni di autogoverno e di responsabilizzazio-


senta come un interrogativo dai precisi con- ne diretta degli studenti; c) aiutare le scuole
torni: se lapprendimento delle qualit socia- ad affrontare e superare con la loro iniziativa
li debba essere diretto ovvero indiretto problemi e difficolt; d) rilevare e valorizza-
ovvero ancora se debba o meno esistere una re i risultati e le innovazioni conseguite dal-
differenza fra i tratti richiesti alla personali- le scuole. In questo senso la. rappresenta la
t soggettiva per essere tale e quelli dellap- modalit di essere di una scuola pienamen-
parato sociofunzionale in cui essa nasce, si te educativa, la modalit di operare di una
svolge ed infine si inserisce. scuola pienamente efficace e la modalit di
funzionare di una scuola pienamente profes-
1. Motivi. Il punto cruciale di svolta si veri- sionalizzata, protesa a promuovere persone
ficato con la riconduzione del processo edu- libere e responsabili.
cativo al principio del continuum dellespe-
rienza ( Dewey), per cui non possibile Bibl.: Crema F. E. - G. Pollini (Edd.), Scuola,
separare la meta dal cammino, il traguardo a., mutamento sociale, Roma, Armando, 1989;
dal percorso ed il prodotto dal processo, in Dalle Fratte G. (Ed.), A. della scuola e svilup-
quanto un criterio costitutivo di connessio- po formativo, Trento, Unoedizioni, 1994; Paino
ne-congruit (continuum) ne lega tutti i pun- A.- G. Chiosso - G. Bertagna, La. delle scuole,
ti, momenti e passaggi. Il primo tema essen- Brescia, La Scuola, 1997; Falanga M., Il Rego-
ziale della prospettiva della. come categoria lamento della. scolastica. Lettura e commento,
pedagogica va quindi ricercato e ritrovato Ibid., 2001.
nel rispetto della legge di personalizzazio- C. Scurati
ne, in virt della quale soltanto lesercizio
diretto, coerente e concreto del cammino
(proceduralit) permette il conseguimento
delle qualit volute come esito (terminalit). AUTONOMIA SCOLASTICA
Non ci pu allora essere una societ delle a.
se non attraverso uneducazione che avvenga Consiste nellassicurare ad ogni scuola potere
nella. (dove, cio, lo svolgersi per la. non diniziativa e risorse sufficienti per elaborare
separabile dallessere nella.). Anche la e realizzare un suo progetto (o suoi progetti)
scuola rientra in questo orizzonte in quanto e costruirsi una propria identit.
costituisce essa stessa un momento gene-
rativo (efficace, adeguato, aperto al futuro) 1. Le ragioni e i contenuti della. Anzitut-
della realizzazione del progetto educativo. to, essa permette alla comunit educativa di
Ora, il massimo di speranza progettuale per- costruirsi sulle esigenze formative dei suoi
ch la scuola (ogni singola scuola) raggiun- membri: in sostanza possibile predisporre
ga il suo coefficiente pi elevato di valenza una programmazione corrispondente alle va-
educativa (qualit pedagogica) coincide con rie situazioni e la responsabilit individua-
il minimo di assimilazione alla burocratiz- le e collettiva viene riconosciuta in tutta la
zazione funzionale, relazionale e culturale. sua potenzialit attraverso lattribuzione di
La. si presenta, pertanto, come il pi elevato ambiti rilevanti di azione. In secondo luogo,
punto di sutura concettuale per la pensabi- la. favorisce la realizzazione della domanda
lit della scuola, come luogo di promozione espressa dal sistema sociale nel suo com-
dellintelligenza e come qualit complessiva plesso e nelle sue componenti, trasferendo il
del soggetto e del sistema. momento decisionale vicino al livello esecu-
tivo, consentendo il coinvolgimento di tutte
2. Linee. Alcune linee operative rivesto- le componenti interessate e conferendo mag-
no una particolare e specifica importanza giore elasticit allorganizzazione interna: in
per trasferire queste indicazioni dal terreno questo senso consente di realizzare una mag-
semplicemente teorico a quello dellattua- giore eguaglianza rispetto al tradizionale
zione concreta: a) sviluppare un rapporto pi intervento centralistico di natura uniforme.
dinamico fra la programmazione nazionale- Essa costituisce anche un contributo note-
centralizzata e la progettazione di scuola vole al rafforzamento della qualit e dellef-
(istituto) e di classe; b) incrementare le occa- ficienza delle strutture formative in quanto

125
AUTONOMIA SCOLASTICA

facilita lemergere di tutte le potenzialit va- opzioni della libert, del pluralismo e del-
lide, presenti in ciascuna unit scolastica. La la convergenza delle iniziative. Si dovuto
scelta della. corrisponde pure a un orienta- per attendere la L. n. 477/73 sugli organi
mento comune ai Paesi dellUnione Europea: collegiali per compiere un primo passo rea-
infatti, in un contesto di continuo mutamen- le verso la. di gestione che, per, rimasta
to la possibilit di soddisfare le esigenze che molto limitata perch mancato contempo-
insorgono incessantemente dipende in primo raneamente un reale decentramento dellam-
luogo dalla rapidit degli interventi; inoltre, ministrazione scolastica, n si riusciti a sta-
le probabilit di successo di uninnovazione bilire relazioni efficaci con gli Enti Locali.
sono maggiori quando linsegnante ne par- Negli anni successivi emerso con sempre
tecipe, la sente propria, ha contribuito per- maggiore chiarezza che il sistema di governo
sonalmente ad elaborarla, approvarla, attuar- della scuola esigeva un rinnovamento pro-
la. Certamente la. non va confusa con una fondo. Il Ministero della Pubblica Istruzione
privatizzazione selvaggia; nemmeno si pu era divenuto una mega-organizzazione ingo-
pensare ad una pura abolizione del centro, n vernabile; inoltre, il singolo istituto non era
basta un semplice deconcentramento della in grado di gestire in prima persona e con un
struttura centralizzata dello Stato. La. deve progetto unitario le relazioni con il contesto
invece assicurare lesercizio della responsa- sociale. Dopo molti tentativi per arrivare a
bilit educativa da parte del singolo istituto una riforma soddisfacente, un passo signi-
in un quadro unitario garantito dal centro. A ficativo verso la realizzazione della. degli
questo spetterebbero compiti prevalenti di istituti nel nostro sistema scolastico viene
indirizzo, programmazione, sviluppo, coor- segnato dallart.21 della L. n. 59/1997. Con
dinamento e valutazione; a sua volta lunit lattribuzione della personalit giuridica esso
scolastica dovr diventare centro di attribu- contribuisce al potenziamento dellautogo-
zione di tutti i poteri che le garantiscano il verno delle singole strutture formative; a sua
controllo sul complesso delle condizioni del volta, la normativa sulla. didattica, organiz-
suo funzionamento, in modo da poter fornire zativa e finanziaria pu facilitare alla singola
risposte efficaci alle domande di formazione scuola la realizzazione del compito di gestire
che provengono dalla societ. Il cuore della. la sua vita sulla base della libert dei sog-
costituito dal riconoscimento della com- getti educativi. Venendo agli aspetti discu-
petenza progettuale: ogni scuola dovr es- tibili del provvedimento, va osservato che la
sere messa in grado di elaborare un proprio normativa in questione costituisce una legge
progetto educativo in cui si rispecchi la sua di decentramento che potenzia i poteri delle
identit e la sua fisionomia. A questo propo- a. locali e territoriali in quanto articolazioni
sito devono essere attribuiti ad ogni unit dello Stato, ma non sancisce una vera a., cio
scolastica poteri adeguati di a. didattica, for- lautogoverno della comunit e della societ
mativa, organizzativa e finanziaria. civile. Bisogna ammettere che nei regola-
menti successivi si riscontrano indicazioni
2. Evoluzione in Italia. Il modello di am- significative nella direzione giusta; tuttavia,
ministrazione scolastica per lungo tempo rimane pur sempre vero che le istituzioni
soggiacente alla conduzione delle nostre scolastiche sono espressioni di a. funzionale
strutture formative si ispirava a una scel- nel quadro delle funzioni delegate alle Re-
ta centralistica compiuta al momento della gioni e dei compiti e delle funzioni trasfe-
creazione del sistema nazionale di istruzio- rite agli Enti locali. In seguito alla riforma
ne. Una nota distintiva di tale formula era del Titolo V per la prima volta, e in maniera
costituita dallaccentramento del potere di formale, le istituzioni scolastiche e formati-
direzione nel Ministero, mentre agli Enti Lo- ve sono riconosciute autonome dalla nostra
cali e ai singoli istituti veniva assegnata una Costituzione (L. costituzionale n. 3/01). In
funzione semplicemente esecutiva. Lentrata altre parole tale riconoscimento della. della
in vigore della Costituzione repubblicana ha scuola non primariamente il frutto di una
segnato un vero rovesciamento di fronte: da logica di bilanciamento dei poteri pubblici
una parte si affermata la validit del prin- quanto piuttosto laccoglimento del princi-
cipio delle autonomie e dallaltra il sistema pio dellautogoverno della comunit e della
scolastico veniva impostato sulle grandi societ civile, della sussidiariet orizzontale.

126
AUTOREALIZZAZIONE

Essa mirata in primo luogo a valorizzare alla soddisfazione di tutti i bisogni genuini
le forze interne della scuola in unottica di delluomo, di tutte le sue aspirazioni, di tutte
responsabilizzazione e di autopromozione le tendenze che gli appartengono.
della comunit scolastica. Non si caratte-
rizza per una impostazione autoreferenzia- 2. Per chiarire la sua concezione di a., Ma-
le o aziendalistica, ma ritiene la scuola una slow propone una precisa teoria della mo-
istituzione aperta al contesto e integrata in tivazione secondo cui luomo quanto pi
esso, al servizio della societ, agente di svi- gratifica i propri bisogni istintivi, e attua e
luppo socio-culturale e luogo di mediazione sviluppa le proprie potenzialit, tanto pi ha
tra le istanze locali e le esigenze nazionali. la possibilit di essere felice. In tale dina-
Bisogna, per, dire che la sua attuazione sta mica della soddisfazione dei bisogni esiste,
procedendo a rilento. Al contrario andrebbe a suo parere, unorganizzazione gerarchica
difesa contro le numerose tentazioni di neo- che viene imposta dallorganismo stesso.
centralismo a livello nazionale o regionale. Al primo livello si collocano i bisogni fi-
siologici, che sono quelli pi fondamentali,
Bibl.: Pazzaglia L. (Ed.), Uguaglianza, a., rifor- evidenti ed elementari (cibo, vestito, casa),
me nella scuola, Brescia, La Scuola, 1988; Romei dalla cui soddisfazione dipende la vita dellin-
P., A. e progettualit nella scuola, Firenze, La dividuo e lemergere di altri fini, a carattere
Nuova Italia, 1995; Dalle Fratte G., A. o de- maggiormente sociale. Ad essi, se gratificati,
centramento?, in Orientamenti Pedagogici 46 si sostituiscono a un secondo livello i bisogni
(1999) 528-533; Fiorin I. - D. Cristanini (Edd.), di sicurezza (protezione, stabilit, ordine), e a
Le parole della., Torino, Petrini, 1999; R ibolzi un terzo livello i bisogni di affetto, di amore
L., Il sistema ingessato, Brescia, La Scuola, 2000; e di appartenenza (amici, coniuge, figli, grup-
Bertagna G. - G. Govi - M. Pavone, Pof, a. delle po). Al quarto livello si trovano il bisogno e
scuole e offerta formativa, Ibid., 2001; Benadusi il desiderio di autostima e di stima da parte
L. - F. Consoli, La governance della scuola, Bo- degli altri, il cui effetto consiste nellimpe-
logna, Il Mulino, 2004. gno a conseguire una posizione sociale, un
G. Malizia prestigio, una buona reputazione. Successivo
e ultimo passo la., ossia il diventare ci che
si capace di diventare, facendo appello a
tutta la personale ricchezza di potenzialit,
AUTOREALIZZAZIONE cos da raggiungere una personalit totale e
integrata.
Tendenza della persona umana a espandere,
sviluppare e realizzare in modo autonomo le 3. Duplice leffetto della.: da un lato la
proprie potenzialit fisiche, psichiche e so- persona si orienta verso valori quali la bel-
ciali. lezza, la verit, la perfezione, la giustizia,
lonest, la lealt; dallaltro essa consegue
1. Secondo la teoria di Jung il senso uno stato di salute psichica, grazie a cui
dellesistenza sta nel processo di individua- possibile operare continue scelte tra il menti-
zione, ossia nella ricerca e nella scoperta di re o lessere onesto, il rubare o il non rubare,
sempre nuove forme di adattamento attivo, il pensare solo a se stesso o il prendersi cura
grazie alle quali le caratteristiche specifiche di qualcuno. Vista in tale prospettiva, la. ri-
della propria personalit vengono rispettate sulta essere un processo lento, fatto di picco-
e i modelli culturali vengono integrati nel li passi, uno dopo laltro, e non questione di
processo di crescita globale. Un tale concetto un momento.
ha trovato una successiva rielaborazione in
Maslow, esponente di spicco della psicologia 4. Dal punto di vista educativo, la. rappresen-
umanistica, secondo il quale la personalit ta una potente forza motivazionale, perch
non da concepire come un aggregato di fun- sfida continuamente la persona a superare
zioni o di stati, ma come una totalit struttu- lo stadio in cui attualmente si trova a vivere
rata, ununit inscindibile. Di conseguenza, attraverso lindividuazione e lattivazione di
la costruzione della personalit risulta essere tutte le sue molteplici energie. Tuttavia, essa
un processo finalistico, la. appunto, rivolto pu anche rinchiudere la persona nel proprio

127
AUTORIT EDUCATIVA

mondo psichico e nella ricerca di sempre ul- fare o non fare, fare questo o quello, il bene
teriori soddisfazioni, a meno che non venga o il male; e dinamico-operativo, secondo il
collocata in una pi ampia prospettiva che quale la libert una qualit degli atti uma-
accentui la dimensione della vita come re- ni prodotti interattivamente dalla ragione e
sponsabilit di fronte a compiti oggettivi e dallaffettivit spirituale (volont): orientato
autotrascendenti. naturalmente al vero (teorico e pratico), vo-
lont rivolta naturalmente al bene, intelli-
Bibl.: Grof S. - Ch. Grof (Edd.), Spirituelle genza impegnata a illuminare sui mezzi pi
Krisen: Chancen der Selbstfindung, Mnchen, idonei a raggiungerlo. Secondo la prima con-
Ksel, 1990; R ingel E., Selbstschdigung durch cezione la libert precede il conoscere e lo
Neurose: psychotherapeutische Wege zur Selbst- muove: essa slegata dalle inclinazioni pro-
verwirklichung, Wien, Herder, 121991; M aslow prie della natura umana al bene, alla verit,
A., Motivazione e personalit, Roma, Armando, alla felicit; un postulato, un fatto primo
4
1992; Valles C. G., Larte di essere se stessi, dellesperienza umana. La qualit morale de-
Roma, Citt Nuova, 1995; Jung C. G., Tipi psico- gli atti, quindi, non pu essere data da loro
logici, in Opere, vol. VI, Torino, Bollati Borin- propriet intrinseche, ma da obbligazioni e
ghieri, 21996; Anderson W., Corso di fiducia in da norme provenienti da unistanza supe-
se stessi. Sette stadi per raggiungere la., Milano, riore: Dio, stato, chiesa, societ, imperativo
Corbaccio, 1998; A rena L. V., Iniziazione alla. categorico, idea, spirito oggettivo, super-io,
Un percorso verso la consapevolezza, Roma, Me- classe, partito. Per la seconda concezione la
diterranee, 1998; Garofalo D., Crescita umana e libert procede dalla ragione: la qualit
psicoanalisi. La. del S tra mente e societ, Mi- degli atti umani compiuti congiuntamente
lano, Guerini e Ass., 2004; Frankl V. E., Alla ri- dallintelletto e dalla volont, in forza della
cerca di un significato della vita, Milano, Mursia, decisione, che intelletto desiderante o de-
4
2005; Shinyashiki E., Vivi come vuoi. Cinque siderio riflesso (Et. Nic. VI 2,1139 b 5).
passi per la., Milano, Italianova, 2005.
E. Fizzotti 2. Nella prima ipotesi la. delleducatore sta
alla libert delleducando nel tempo della
crescita esattamente come la legge mora-
le sta alla libert delluomo nellet adulta:
AUTORIT EDUCATIVA nelluno e nellaltro caso la. regola, limite,
freno ad una libert intesa come sorgente di
Ad altre voci, soprattutto a rapporto educa- tutte le possibilit. La.e. la rappresentazio-
tivo, demandato il tema della.e. dal punto ne vicaria della legge che sollecita lob-
di vista del diritto, della morale, della politi- bedienza attuale delleducando immaturo
ca ( educazione, diritti e doveri degli edu- in funzione dellobbedienza matura dellet
catori, legislazione educativa e scolastica). adulta. Educazione compiuta accesso
Infatti, la possibilit teorica e metodologica consolidato alla libert, garantita dallas-
della.e. data dalla previa soluzione positi- sunzione responsabile delle regole vissute
va di problemi quali la significativit dell dalleducatore stesso. Questi opera nei con-
azione educativa, la legittimit di persone fronti delleducando in pi modi, alternando
che influiscono sulla crescita di altre, la pro- formazione della personalit, della volont,
ponibilit di fini, valori e programmi che tale del carattere, e illuminazione dellintelli-
crescita determinano o condizionano. genza, regolazione e affinamento della sen-
sibilit. Egli informa lintelligenza sui fini
1. Dal punto di vista strettamente pedago- dellesistenza, presentando e illustrando
gico a. correlativa a libert, condizione alleducando le indeclinabili esigenze della
e traguardo della collaborazione, nelleser- legge morale, come permanente forma di
cizio del rispettivo compito, di educatore e vita (cultura morale); ne sottolinea la forza
di educando, singoli e comunit. Quanto al obbligante, la sacralit e insieme le virtua-
concetto di libert/ liberazione si possono lit umanizzanti quale autentica garanzia
distinguere due fondamentali orientamenti di vera libert: servi simus legi ut liberi
teorici e storici: volontaristico, che conce- esse possimus (pedagogia dellobbedienza,
pisce la libert come indifferenza, facolt di pedagogia della libert); forma la coscienza

128
AUTORIT EDUCATIVA

delleducando, rettificandone la capacit di regole che gli corrispondono in profondi-


giudizio morale, correggendone lirriflessi- t. Leducazione un servizio e una colla-
vit e la volubilit e abilitandolo ad agire con borazione (Pinckaers, 1985). In un primo
equilibrio e saggezza; rafforza la volont e momento lazione delleducatore pu essere
il carattere, avviando lallievo, oggi e per il sentita come limite; ma progressivamente tra
futuro, collesatto adempimento dei propri leducando e leducatore si determina quella
doveri, alla pratica costante, agile e gratifi- specie di dibattito dialettico, che costituisce
cante dei molteplici impegni della vita (pe- lessenza della relazione educativa intesa
dagogia del dovere e delle virt ad esso propriamente come rapporto tra la libert
funzionali). Potrebbe leggersi in questottica virtuosa delladulto e la libert di atti
quanto scrivevano Lambruschini e gi delleducando in cammino verso la propria
Kant, precritico. Lantica lite tra la Libert libert virtuosa. Leducatore, con il suo
e lA. una guerra tra due orgogli [...]. Umi- intervento esemplare e autorevole di faci-
liate luno e laltro: e la pace fatta. Allora litatore ( Rogers) non annulla o soffoca in
la Libert la coscenza che rispetta la leg- alcun modo la libert delleducando, ma con-
ge; e lA. la legge che rispetta la coscenza tribuisce a farla emergere, a dilatarla, preve-
(Della. e della libert. Pensieri dun solita- nendo errori e deviazioni dellintelligenza e
rio, XXXIII). Luomo per natura cos in- degli appetiti che sono a scapito del dinami-
clinato alla libert che, se per un certo tempo smo proprio di crescita della libert interio-
vi abituato, le sacrifica poi tutto. Conviene re. Leducazione che comincia con lesteriore
adunque di buonora ricorrere alla discipli- approda a una crescita interiore che sola pu
na [...]. Quindi si deve abituarlo per tempo annodare come conviene i legami tra la leg-
a sottomettersi ai precetti della ragione (La ge morale, che provvisorio mezzo peda-
pedagogia, introduzione). gogico, e la libert per assicurare ci che
si potrebbe chiamare il decollo o il rodaggio
3. Diverso il modo di interpretare e attuare di questa. Per questo la.-autorevolezza edu-
la cosiddetta a.e. nellambito della seconda cativa intrisa, indissolubilmente, di amore
concezione della libert prospettata. La. e di ragione: amore che guadagna il cuore
lofferta al soggetto in et evolutiva di una dellallievo (don Bosco) ( amore educa-
disciplina per un apprendistato dellarte del- tivo, amorevolezza), ragione che tende a
la vita secondo le regole che esso richiede. far ragionare (praticamente) lalunno (
La. essenzialmente a. di qualit, autorevo- ragione, ragionevolezza), aprendogli la via
lezza. Essa deriva, fondamentalmente, dal allautonomia e responsabilit del pensare,
prestigio morale, dalla superiorit etica di del decidere e dellagire.
un adulto esemplare, impegnato a sollecitare
il giovane a matura riuscita umana. Con la Bibl.: Laberthonnire L., Thorie de ldu-
sua opera di guida e di persuasione egli ren- cation, Paris, Bloud, 1901; Lambruschini R.,
de accette quelle norme e quei precetti che Della. e libert. Pensieri di un solitario. Ediz.
nello spazio transizionale della stagione critica a cura di A. Gambaro, Firenze, La Nuo-
educativa sono provvisoriamente indi- va Italia, 1932; Braido P., Filosofia delledu-
spensabili alleducando per produrre gli atti cazione, Zrich, PAS-Verlag, 1967; P inckaers
qualitativamente idonei a costruire capacit S. Th., Les sources de la morale chrtienne. Sa
interiori consolidate di comportamenti e stili mthode, son contenu, son histoire, Paris, Cerf,
di vita (virt), che ne faranno un protago- 1985; Nanni C., Leducazione tra crisi e ricerca
nista della propria vita, nel governo di s e di senso. Un approccio filosofico, Roma, LAS,
degli altri ( prudenza) secondo giustizia, 1990; Bertagna G., Generazione giovanile ed
fortezza, temperanza. La disciplina implica educazione alla scelta, in Orientamenti Peda-
una comunicazione di sapere e lesercizio in- gogici 45 (1998) 585-602; Bruzzone D., Psi-
telligente e libero di atti buoni, generati con- coterapia e pedagogia in Carl R. Rogers. Una
giuntamente dallintelligenza e dalla volon- ricerca sui contributi dellapproccio centrato
t. La vera disciplina fa appello alle dispo- sulla persona alleducazione, in Orientamenti
sizioni naturali, al senso spontaneo del vero Pedagogici 45 (1998) 447-465; Crepet P., Non
e del bene, alla coscienza del discepolo, e si siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sullin-
pone al servizio della sua crescita mediante fanzia e ladolescenza, Torino, Einaudi, 2001;

129
AUTOVALUTAZIONE

Crea G. - O. Fabbri, Verso una leadership au- 3. Studi recenti attribuiscono numerosi effet-
torevole e strategica, in Orientamenti Pedago- ti formativi alle pratiche di a., in riferimento
gici 52 (2005) 975-983. agli aspetti cognitivi e metacognitivi, allac-
P. Braido quisizione delle competenze prefissate, al
miglioramento delle prestazioni globali, allo
AUTOSTIMA Stima di s sviluppo personale, alla competenza socia-
le, alle disposizioni affettive (atteggiamenti,
motivazione, volizione, autostima). Vantaggi
ulteriori riguardano il miglioramento delle
AUTOVALUTAZIONE strategie valutative e della professionalit del
docente che le mette in atto.
La. consiste nel controllo che i soggetti ope-
rano sui processi attivati e sulle prestazioni Bibl.: Blanchard J., Teaching and targets: self
attuate, al fine di apprezzarne la qualit. evaluation and school improvement, London,
Routledge Falmer, 2002; M acBeath J. - A. Mc
1. In ambito educativo, pu essere svolta da Glynn, Self-evaluation: whats in it for schools?,
studenti, da docenti o dallintero istituto sco- Ibid., 2002; M acBeath J. - H. Sugimine, Self-
lastico. Tale pratica si sta diffondendo nei evaluation in the global classroom, Ibid., 2003;
sistemi scolastici e nellistruzione universi- Cano E., Cmo mejorar las competencias de los
taria a livello internazionale, perch utile docentes: gua para la autoevaluacin y el desa-
per centrare lattenzione dei soggetti sui cri- rrollo de las competencias del profesorado, Bar-
teri di qualit dei prodotti attesi, su carenze celona, Gra, 2005; Falchikov N., Improving as-
e punti di forza, per individuare strategie di sessment through student involvement, London,
miglioramento. A livello personale si tratta Routledge Falmer, 2005.
di una competenza essenziale per raggiun- L. Calonghi - C. Coggi
gere la maturit umana, che comporta una
sostanziale autonomia di giudizio anche ri- AUTOVALUTAZIONE DISTITUTO Valu-
spetto alle condotte attuate e costituisce la tazione
premessa per apprendere a dirigere consape- AVVIAMENTO PROFESSIONALE Forma-
volmente le proprie scelte. zione professionale
AZIONE CATTOLICA Movimenti ecclesiali
2. La scuola deve formare alla., cio a rap-
presentarsi gli obiettivi da raggiungere, ad
assumere i criteri necessari per valutarsi, ad
applicarli con obiettivit. Lo studente deve AZIONE DIDATTICA
imparare ad apprendere da solo, a gestire i
suoi sforzi, a scegliere le vie pi opportune, La. di insegnamento; pi specificatamente
ovvero va formato non solo nellambito co- la. di insegnamento che viene svolta in una
gnitivo, ma anche in quello metacognitivo, istituzione scolastica o formativa da persona
circa i processi che regolano il conoscere e qualificata, alla quale stato assegnato tale
quindi la valutazione dello stesso. Le forme ruolo. Per essa viene anche usato il termi-
di a. sono numerose e possono essere catego- ne didassi. La scienza che la studia la
rizzate sulla base dei processi che richiedono didattica: una scienza spesso definita come
agli studenti. a) Alcune sono incentrate sulla pratico-prescrittiva in quanto tende a dare
prestazione e domandano agli allievi di iden- fondamento e orientamento operativo alla.
tificare standard e/o altri criteri da applica- di insegnamento.
re al loro lavoro e di formulare giudizi sul
grado con cui essi hanno soddisfatto queste 1. Dimensioni della.d. Utilizzando le ca-
attese. b) Altre sollecitano la riflessione sul- tegorie proprie delle scienze pratiche indi-
le proprie attitudini, abilit... Impiegano, di viduate da Aristotele, si pu distinguere
norma, scale e questionari per tracciare il nella struttura della.d. una dimensione tec-
profilo individuale, analizzando alcuni tratti nico-pratica e una dimensione etico-sociale.
di personalit, gli stili di apprendimento, le La prima dimensione della.d. si riferisce alla
preferenze personali. progettazione, realizzazione e valutazione di

130
AZIONE DIDATTICA

uno spazio di apprendimento valido ed ef- significato e di valore nel corso dei pensie-
ficace, cio di un insieme di condizioni nelle ri preattivi e postattivi e di quelli interatti-
quali lallievo, o gli allievi, possa e voglia vi. Questo mondo interiore si rende visibile
apprendere in maniera significativa, stabile e osservabile tramite i comportamenti che
e fruibile quanto inteso da parte del docente. insegnanti e alunni manifestano in classe e
La seconda dimensione della.d. data dalla tramite i risultati da questi ultimi conseguiti.
qualit delle scelte, dei comportamenti, dei La tradizione comportamentista si limitava
giudizi, delle relazioni che caratterizzano allo studio di questi elementi esterni, evi-
tale a. qualcosa di intrinseco alla. stessa e denziando correlazioni od eventuali rapporti
costituisce per lallievo un riferimento conti- causali; oggi, con tecniche anche assai raffi-
nuo sia in quanto modello di atteggiamenti e nate, si cerca di risalire allorigine cogniti-
di condotte, sia in quanto contesto interpre- va e in particolare alle intenzioni che hanno
tativo e valutativo di quanto viene attuato. dato origine ai comportamenti esterni. Oltre
a questo, occorre evidenziare un altro insie-
2. A. di insegnamento, a. di apprendimento e me di fattori che certamente entra in gioco
loro interazione. Lo spazio formativo costi- in modo sostanziale nellattivit didattica.
tuisce il campo nel quale la. di insegnamen- Si tratta dei sentimenti e delle emozioni che
to si esplica, e dal quale dipende la sua vali- precedono, accompagnano o seguono la.
dit e fecondit. Esso per anche il campo degli insegnanti. Anche questi si esprimono
da. del discente e, pi in generale, lo spazio nei loro comportamenti e hanno un influsso
dellinterazione tra insegnante e allievi e non indifferente nella creazione dello spazio
degli allievi tra di loro. Lo slittamento di at- o ambiente di apprendimento. Gli studi sul-
tenzione dai comportamenti esterni e relative le attese che i docenti hanno in genere nei
tecniche di controllo e di modifica di matrice riguardi della scuola e specificatamente nei
comportamentista ai processi interni di na- riguardi dei singoli alunni, le ricerche sulle
tura cognitiva e affettiva ha portato progres- attribuzioni causali relative alle iniziative
sivamente a considerare sempre pi da vici- riuscite o fallimentari, sullattrazione e re-
no il ruolo di tali processi nellacquisizione pulsione provate per determinati argomen-
e uso della conoscenza. stato cos ricono- ti di studio, determinate attivit didattiche
sciuto che lo scenario entro cui si esplicano e specifici alunni, ecc., hanno mostrato la
le a. dellinsegnante, quelle degli allievi, e le complessit e profondit di tale gioco, spes-
relative interazioni, non pu essere descritto, so inconsapevolmente esplicato. La. di in-
compreso e spiegato se non si tiene conto dei segnamento, daltra parte, anche se una.
pensieri e dei sentimenti che precedono, ac- intenzionale che mira a promuovere in modo
compagnano e seguono tali a. In particolare sistematico lacquisizione di conoscenze,
viene segnalato il ruolo dei significati, delle capacit e atteggiamenti validi e produttivi,
motivazioni e delle intenzioni che le solle- non pu, per, produrre direttamente effetti
citano, guidano e sostengono. Gli studi sui di apprendimento, in quanto, come gi ricor-
pensieri dei docenti hanno spesso utilizzato dato, deve limitarsi a creare le condizioni
tre categorie di analisi, concernenti i pensie- che ottimizzano la. di apprendimento degli
ri che precedono la. di insegnamento o che allievi nella direzione intesa dallinsegnante.
la seguono (pensieri preattivi e postattivi) e E questo inevitabilmente oggetto di oppor-
quelli che laccompagnano (pensieri interat- tune negoziazioni, esplicite o implicite, tra
tivi). A queste stata aggiunta la categoria insegnanti e allievi, favorite da un contesto
che include le concezioni e convinzioni che dialogico valido e fecondo.
essi hanno del proprio ruolo di insegnanti
e di educatori. Alla prima categoria appar- 3. Complessit della. di insegnamento. Lo
tengono la progettazione e organizzazione studio diretto dellagire concreto dellinse-
concreta delle attivit di apprendimento; alla gnante nella classe, cio della sua capacit
seconda le riflessioni interne e i giudizi che di gestire nella sua totalit lo spazio di ap-
le seguono; alla terza, i pensieri e le deci- prendimento da lui stesso prefigurato, ne ha
sioni che hanno luogo nel corso della.d. La evidenziato la complessit. In tale capacit
quarta categoria costituisce come il quadro daltra parte stato individuato il cuore della
di riferimento che guida le attribuzioni di sua professionalit e della sua competenza.

131
AZIONE DIDATTICA

Un insegnante esperto si differenzia da un gnamento (De Landsheere, 1979 e 1981).


principiante secondo un numero rilevante
di elementi distintivi, tra cui si possono qui 5. La componente etica della.d. W. Brezinka
ricordare (Berliner, 1986): a) capacit di ge- ha sottolineato la centralit di quello che egli
stire e controllare la molteplicit e multidi- chiama lethos professionale degli insegnan-
mensionalit degli elementi che concorrono ti, cio il loro senso morale o insieme delle
a caratterizzare lo spazio di apprendimento proprie convinzioni morali nei riguardi della
contemporaneamente e immediatamente, loro attivit specifica. In altre parole si tratta
cio capacit di selezionare e interpretare dellinsieme degli atteggiamenti morali che
ci che rilevante nella situazione concre- una persona ha verso la propria attivit pro-
ta, da ci che si pu trascurare, e rapidit nel fessionale di insegnante e i particolari com-
prendere decisioni che si rivelano congruenti piti e doveri che questa comporta (Brezinka,
ed efficaci. Il principiante si presenta incer- 1989). Questo senso morale daltra parte
to, insicuro, attento a troppe cose in modo legato al mandato educativo a essi affidato
globale e poco funzionale, ecc.; b) flessibilit dalla comunit nazionale e locale. Mandato
nelladattare i contenuti di insegnamento, i educativo che reso esplicito nelle norme
modi di insegnare, le forme di interazione, costituzionali e di legge relative alla scuola
il sostegno alla motivazione allapprendi- in genere e ai vari livelli scolastici in specie,
mento secondo le esigenze dei diversi sogget- e interpretato sul piano operativo dai diver-
ti e in base alle situazioni che concretamente si programmi didattici. Tra le componenti
si presentano di volta in volta, tenendo conto dellethos professionale dei docenti, Brezin-
della loro preparazione, del loro stato dani- ka considera fondamentali le seguenti: a)
mo, delle loro reazioni, ecc.; il principiante latteggiamento positivo verso gli alunni e il
si presenta rigido e poco capace di adatta- loro bene; b) latteggiamento positivo verso
mento alla variet dei casi particolari e delle la propria comunit e verso il mandato edu-
situazioni concrete; c) conoscenza dei conte- cativo da questa affidato allinsegnante; c)
nuti di insegnamento e dei modi attraverso i latteggiamento positivo nei confronti della
quali questi possono essere trasformati per materia che deve insegnare; d) latteggia-
poter essere appresi in modo significativo e mento positivo verso le attivit necessarie
stabile dai vari alunni, utilizzando forme di per lesercizio della professione.
rappresentazione (iconiche, verbali, analogi-
che, ecc.) e collegamenti con quanto da essi Bibl.: Dussault G. et al., Lanalisi dellinsegna-
gi conosciuto e interiormente rappresentato mento, Roma, Armando, 1976; Ballanti G., Anali-
sia nellattivit scolastica che nellesperienza si e modificazione del comportamento insegnante,
extrascolastica. Il principiante assai legato Teramo, Lisciani, 1979; De Landsheere G., Come
alla maniera nella quale ha studiato largo- si insegna: analisi delle interazioni verbali in clas-
mento o nella quale questo viene esposto nel se, Ibid., 1979; De Landsheere G. - A. Delcham-
libro di testo. bre, I comportamenti non verbali dellinsegnante,
Ibid., 1981; Berliner D. C., In pursuit of the expert
4. Lanalisi della.d. La. di insegnamento, pedagogue, in Educational Researcher 15 (1986)
soprattutto negli anni settanta, stata og- 7, 5-13; Damiano E., Linsegnamento come a., in
getto di analisi prevalentemente per quanto Il Quadrante Scolastico 11 (1988) 38, 23-48;
concerne il suo aspetto osservabile e catego- Brezinka W., Leducazione in una societ diso-
rizzabile. A questo fine sono state costruite rientata, Roma, Armando, 1989; Pellerey M., A.
griglie di osservazione sistematica secondo educativa e didattica, in Il Quadrante Scolasti-
categorie determinate sulla base di varie co 12 (1989) 42, 23-33; De Corte E. et al., Les
teorie di riferimento. G. De Landsheere, ad fondements de laction didactique, Bruxelles, De
es., ha esaminato i comportamenti sia verba- Boeck, 21990; M astromarino R., La.d., Roma,
li che non verbali del docente nel corso del Armando, 1991; Damiano E., La.d. Per una teo-
suo insegnamento. Il passo successivo sta- ria dellinsegnamento, Ibid., 1993; Pellerey M.,
to quello di valorizzare i metodi osservativi Lagire educativo, Roma, LAS, 1998; Id., Educa-
cos sviluppati nel contesto della formazione re, Ibid., 1999; Damiano E., La Nuova Alleanza,
iniziale e in servizio degli insegnanti, utiliz- Brescia, La Scuola, 2006.
zando in particolare tecniche di microinse- M. Pellerey

132
AZIONE EDUCATIVA

AZIONE EDUCATIVA 3. La prospettiva tradizionale delleducazio-


ne si incentrava quasi esclusivamente sullat-
Intervento intenzionale, individuale o di tivit intenzionale degli educatori. Unana-
gruppo o sociale, volto a promuovere il dive- lisi pi approfondita mostra invece che in
nire integrale della personalit, individua- concreto leducazione appare come un inter-
le e/o comunitaria, nella sua globalit o in secarsi di azioni (sia nel senso largo di atti-
qualche suo aspetto (v. anche a. didattica). vit e di operazione in genere, sia nel senso
specifico di agire cosciente e libero e di pro-
1. La. al crocevia di soggettivit ed ogget- duzione di oggetti): oltre quelle degli educa-
tivit, di passato, presente, futuro. In essa la tori (in qualit di genitori, parenti, docenti,
novit e lalterit delle persone, delle cose e dirigenti, animatori, ecc.; individualmente o
degli eventi si incontrano nel vivo del dive- come team educante), quelle degli educandi
nire storico, sia nelle modalit quotidiane sia (come figli, allievi, membri di gruppi o di as-
in quelle che hanno valore di evento per la sociazioni, ecc.; come singoli e come gruppi
vita propria o per quella comunitaria. Nella. variamente strutturati), e quelle di coloro che
essere, conoscere, valutare, decidere ed im- a vario titolo, direttamente o indirettamen-
pegnarsi si danno in una dinamica dagli te, personalmente o istituzionalmente, si in-
esiti non scontati. La. infatti intimamen- terpongono od intervengono come variabili
te percorsa ed attraversata dal mondo delle concomitanti della.e. Ciascuno interviene
intenzioni, dei progetti, delle volont, delle con proprie intenzioni, opera secondo modi
speranze, delle attese, e prima ancora dal personali, coopera o si pone come frontiera
mondo dei bisogni, degli impulsi, dei desi- interna rispetto alla. altrui. Si comprende
deri, delle aspirazioni individuali, di gruppo, come si richieda una progettazione edu-
collettive. cativa e una concordata programmazione
educativa, nella prospettiva di una speciale
2. La riflessione sulla. aiuta a comprendere processualit ( processo educativo).
lintenzionalit educativa e a precisare me-
glio l intervento educativo. In proposito 4. La filosofia della. di indirizzo ermeneuti-
pu essere interessante la distinzione, ri- co, aiuta a comprendere pure la situazionali-
presa da Aristotele, tra prassi (praxis) e t, la storicit e la singolarit propria della.e.,
produzione (poiesis) (Et. Nic., VI,3-4, 1149 fino al suo carattere di evento in certa mi-
ss.), parallela alla distinzione di Tommaso sura irrepetibile. Da ci si evince la neces-
dAquino tra actio immanens (che rimane sit di strategie conoscitive che individuino
nellagente, come il sentire, lintendere, il situazioni e bisogni educativi nella loro
volere) e actio transiens (che passa da chi contestualit; e trova rinnovata rilevanza la
opera in qualcosa di esterno, visto come pro- richiesta di una educazione contestualizzata
dotto) (Sum. Theol., I-II, q. 3, a. 2; e q. 111, a. e personalizzata ( personalizzazione).
2), ed equivalente alla distinzione tra agire
e fare, presente un po in tutte le lingue. Bibl.: Bubner R., A., linguaggio e ragione, Bo-
Essa permette di cogliere come leducazione logna, Il Mulino, 1985; Dalle Fratte G., La
sia un agire che nasce nellinteriorit perso- decisione in pedagogia, Roma, Armando, 1988;
nale ed insieme un produrre parole, gesti, Blondel M., La., Cinisello Balsamo (MI), Pao
strumenti, condizioni, strategie, modelli che line, 1993; Damiano E., La. didattica, Roma,
mediano il rapporto educativo. In tal modo Armando, 1993; Vayer P., La dinamica della.e.,
si evidenzia la responsabilit individuale e la Roma, Il Minotauro, 1999; G ramiglia A.., Ma-
corresponsabilit di gruppo o collettiva e la nuale di pedagogia sociale: scenari del presente
necessit di collegare in educazione tecnolo- e a.e., Roma, Armando, 2003.
gia, teoria, etica e abilit. C. Nanni

133
B

BACCALAUREATO Titoli di studio anni. b) Secondaria. Se compare dopo un


BADEN-POWELL Robert Scautismo congruo periodo di linguaggio corretto.
BAIN Alexander Positivismo e educazione
2. Leziologia della b. diversamente spie-
gata. Lapproccio organicistico sostiene che
essa pu essere determinata da alterazioni
motorie, dalla predominanza dellortosimpa-
BALBUZIE tico, da fattori ereditari, da lesioni localiz-
zate o diffuse del sistema nervoso centrale o
Disturbo del linguaggio che si manifesta periferico. Lapproccio psicologico sottolinea
sotto forma di ritardi, arresti, ripetizioni del- che le spiegazioni di carattere organico non
le parole, per cui il ritmo e la melodia del sono in grado di chiarire il perch ci sono
discorso appaiono fortemente alterati. La b. delle b. che variano da un giorno allaltro in
compromette i passaggi tra lideazione e la base: allinterlocutore, allo stato emotivo del
realizzazione verbale, deforma gli stili di soggetto, al contenuto del discorso, al conte-
comunicazione, condiziona le modalit di sto in cui si trova. Fa inoltre notare che la b.
relazione sociale, accresce i conflitti emotivi si attenua o addirittura scompare se il testo
e pregiudica la stima di s. La b. pi fre- conosciuto a memoria, se il soggetto canta,
quente nei maschi che nelle femmine. se parla con se stesso o con un animale. La
b. quindi vista come risultato del rapporto
1. Vi sono differenti tipi di b.: a) Tonica. Ca- disturbato dellIo con lambiente. Secondo la
ratterizzata da un arresto allinizio della pa- teoria del conflitto appreso la genesi della b.
rola con prolungamento della sillaba o anche legata ad un contesto familiare frustrante,
solo del fonema difficile da pronunciare. b) per cui i genitori reagiscono in modo critico
Clonica. Si verifica quando c la ripetizione ai tentativi di pronunciamento delle prime
pi o meno continua di una sillaba, specie parole da parte del bambino. Per la teoria
della prima. c) Tonico-clonica. La si riscon- psicoanalitica la b. un sintomo che si col-
tra quando si sommano prolungamento e loca tra la nevrosi ossessiva e listeria di con-
ripetizione fino a rendere quasi impossibile versione. Sullo sfondo sono interessati lero-
la comunicazione. d) Atonica. caratteriz- tismo orale, anale e fallico, vissuti in modo
zata dal blocco della parola. e) Parabolica. estremamente ambivalente (amore-odio). Pi
Compare quando leloquio interrotto da precisamente, la b. che insorge nella prima
parole o suoni che non hanno alcun rapporto infanzia interpretabile soprattutto come
con il senso del discorso. Dal punto di vista conflitto tra autonomia-dipendenza dalla ma-
evolutivo esistono due tipi di b.: a) Primaria. dre, mentre quella che compare in et scolare
Quando compare fin dallinizio dellacquisi- va intesa come sintomo di ansia di compe-
zione del linguaggio e quindi prima dei tre tizione, dove sono pi presenti aspetti della

35
BAMBINO

fase anale (trattenere-espellere) e della fase nizzare in maniera equilibrata le componenti


fallico-edipica (esibizione-antagonismo). affettive, sociali, morali e cognitive della sua
personalit, grazie alle sue potenzialit che
3. A seconda delle spiegazioni eziologiche leducazione chiamata a promuovere.
fornite, vengono proposti: interventi ortofo-
nici, psicoterapeutici o di tipo misto (corre- 2. A questa cultura legato il riconoscimen-
zione dellarticolazione fonatoria e psicote- to di diritti inalienabili del b. in quanto per-
rapia). sona: alla vita, alla salute, alleducazione e
al rispetto dellidentit individuale, etnica,
Bibl.: A nzieu A. et al., Psicoanalisi e linguag- linguistica, culturale e religiosa.
gio. Dal corpo alla parola, Roma, Borla, 1980;
Cippone De Filippis A., Turbe del linguaggio e Bibl.: Paparella N., Sviluppo del b. e crescita
riabilitazione, Roma, Armando, 1993; Minuto I., della persona, Brescia, La Scuola, 1984; M ac-
Le patologie del linguaggio infantile, Scandicci chietti S. S. (Ed.), Il b. e leducazione, Roma,
(FI), La Nuova Italia, 1994; Strocchi M. C., B. Il Euroma-La Goliardica, 2005; M acchietti S. S.
trattamento cognitivo-comportamentale, Gardo- (Ed.), B. protagonisti tra scuola e famiglia, Ibid.,
lo, Erickson, 2003; Dambrosio M., B. Percorsi 2006.
teorici e clinici integrati, Milano, McGraw-Hill, S. S. Macchietti
2005; Bitetti A., B., Roma, Armando, 2006.
V. L. Castellazzi BANCHE DATI Informatica
BARBIANA Milani Lorenzo
BARBONI Emarginazione

Bambino
Con questo termine viene indicato lesse- BARNABITI
re umano nellet dellinfanzia (0-6 anni);
a livello internazionale tuttavia diffusa la Chierici Regolari di s. Paolo - Ordine religio-
tendenza ad usare questa parola anche per so fondato a Milano nel 1530 da s. Antonio
indicare il fanciullo e il preadolescente. Maria Zaccaria (1502-1539).

1. Considerato homunculus nel mondo clas- 1. I B., chiamati cos dal nome della loro pri-
sico, il b. messo in particolare luce nel ma sede, la chiesa milanese di s. Barnaba, si
Vangelo, dove si afferma il primato dellin- propongono originariamente la riforma dei
fanzia nel Regno, e lo si riconosce quindi costumi e leducazione religiosa del popolo
come persona, il cui valore deriva dalla sua mediante lapostolato delle confessioni, pre-
origine divina, e come titolare di una dignit dicazioni, opere di piet e di misericordia.
che gli coesseziale. Tuttavia nel corso dei La codificazione definitiva delle costituzioni
secoli stato considerato e rappresentato in dellOrdine viene realizzata, nel 1579, sotto
coerenza con le istanze culturali prevalenti la guida di s. Carlo Borromeo.
e la sua vita stata fortemente condizionata
da quella degli adulti e in particolare della 2. Allinizio del Seicento, ha luogo un de-
famiglia. DallOttocento in poi sono sorte e ciso mutamento nellorientamento di fondo:
si sono affermate specifiche istituzioni edu- lOrdine comincia a occuparsi delleduca-
cative (asili e giardini infantili, asili-nido, zione dei giovani, e limpegno nella scuola
scuole materne, scuole dellinfanzia) ed finisce per caratterizzare in seguito lopera
stata elaborata, con il concorso di numerose dei B., divenuta pi intensa con la soppres-
scienze umane (pedagogia, psicologia, so- sione dei Gesuiti (sec. XVIII). Il documen-
ciologia, antropologia culturale...) una cultu- to pedagogico pi significativo, Exterarum
ra dellinfanzia che riconosce il b. come sog- scholarum disciplina (1666), una sorta di
getto attivo, capace di interazione con i pari, ratio molto vicina a quella gesuitica e segna
gli adulti, lambiente, e quindi di perseguire limpegno dei B. nel campo delleducazione:
competenze di tipo comunicativo, espressi- Sebbene essi non siano nati, contrariamente
vo, logico, operativo, di maturare e di orga- allopinione corrente, per leducazione della

136
BASILIO DI CESAREA

giovent, dalle loro scuole e collegi sono ti gli studi, verso il 358 chiede il battesimo;
uscite schiere di alunni illustri in ogni cam- si d alla vita ascetica di cui diviene legisla-
po; nellinsegnamento universitario e nella tore. Nel 370 nominato vescovo di Cesarea.
ricerca scientifica hanno contato autentici Scrive tra laltro, il Discorso ai giovani.
maestri (Erba, 1975, 948).
2. I monasteri di B. offrono anche scuole
3. Tra gli istituti educativi prestigiosi diretti (paragonabili agli attuali seminari minori)
dai B. vanno ricordati il collegio Carlo Al- per ragazzi. Leducatore ha il compito din-
berto di Moncalieri (1838), per la formazione segnare al giovane dallinizio le nozioni
dei quadri dirigenti del Piemonte e dellIta- elementari del bene e del male, di presen-
lia risorgimentale, e quello di s. Giovanni targli esempi di piet, in modo che ledu-
alle Vigne di Lodi. Alcuni scritti pedagogici cando possa giudicare prontamente ci che
dei B., come quelli di A. Teppa (1806-1871), bene e ci che male; ne deriver, infine,
hanno avuto notevole influsso sugli educato- che labitudine acquisita gli procurer la fa-
ri cristiani dellOttocento (v. anche Con- cilit di agire bene (cfr. 15a Grande Regola;
gregazioni insegnanti maschili). PG 31, 952-957). Sullo sfondo del Discorso
si avverte il problema dellincontro/scontro
Bibl.: Erba A. M, Chierici Regolari di San Pa- storico fra Cristianesimo e cultura pagana (o
olo (B.), in G. Rocca (Ed.), Dizionario degli esterna). Il significato del Discorso, che si ri-
Istituti di Perfezione, vol. 2, Roma, Paoline, 1975, volge a giovani studenti (15/16 anni), parenti
946-974; Bianchi A., Listruzione secondaria tra di B., e indirettamente a persone di cultura,
barocco ed et dei lumi. Il collegio di S. Giovan- di proporre consigli per utilizzare gli scrit-
ni alle Vigne di Lodi e lesperienza pedagogica ti della letteratura classica e, al tempo stes-
dei B., Milano, Vita e Pensiero, 1993; Bonora so, offrire una proposta di ascesi cristiana.
E., I conflitti della Controriforma. Santit e ob- Loperetta, finalizzata a valorizzare lideale
bedienza nellesperienza religiosa dei primi B., monastico presso giovani, parenti di B. e le-
Milano, Le Lettere, 1998; Prellezo J. M., B., gati alla cultura classica, sar ripresa in se-
pedagogia dei, in Enciclopedia filosofica, vol. guito e messa alla portata di tutti i giovani.
2, Milano, Bompiani/Fondaz. C.S.F. Gallarate,
2006, 1059-1060. 3. La struttura del Discorso, si articola in
J. M. Prellezo due parti: nella prima sono presi in conside-
razione gli scritti della letteratura profana,
BAROLO Marchesi di Scuola dellinfanzia nella seconda sono oggetto di riflessione i
BASEDOW Johann Filantropismo/Filantropi- comportamenti positivi presenti nella cultu-
nismo ra e nella vita dei pagani, la cui utilit non
da disattendere. La conclusione riafferma
il motivo dominante delloperetta, quello di
una certa qual convergenza a livello peda-
BASILIO DI CESAREA gogico degli autori profani e della Scrittura,
che rappresenta il vertice della paideia cri-
n. a Cesarea di Cappadocia nel 330 ca. - m. stiana. In concreto, ai giovani frequentatori
nel 379, padre della Chiesa, santo. della scuola pagana, B. illustra la funzione
propedeutica di essa nel comprendere i sacri
1. Nato in una famiglia nobile e cristiana, insegnamenti dei misteri. La finalit fonda-
compie brillanti studi a Cesarea, Costantino- mentale del Discorso ai giovani formare
poli e Atene, dove diviene amico di Gregorio nellanimo giovanile la capacit di compiere
di Nazianzo. Il giovane B. si dedica con en- scelte critiche, prospettando alla loro libert
tusiasmo agli studi classici. Gli viene offerta di giudizio i criteri essenziali. Ma per esse-
la cattedra di retore, a Neocesarea, che egli re cristianamente critico il giudizio di scelta
rifiuta: il tempo della sua conversione e del devessere in grado di discernere quanto ci
suo ritiro, la scoperta di Dio. Poi la volta riguarda specificamente.
della scoperta della via alla perfezione, cio
la meditazione della Scrittura (Lett. 2, 3; PG Bibl.: Jaeger W., Cristianesimo primitivo e pai-
32, 288), alla base delle sue Regole. Termina- deia greca, Firenze, La Nuova Italia, 1966; Nal-

137
BELLEZZA

dini M. (Ed.), B.d.C., Discorso ai giovani. Oratio 2. Evidente e amabile cos Platone la de-
ad adolescentes, Firenze, Nardini, 21990, 9-77; finisce nel Fedro , la b. sottende una con-
Pasquato O., Educazione classica e educazio- templazione amorosa e ideale del bello a
ne cristiana nella storiografia di H. I. Marrou, cui non estranea lidea di bene, da Plotino
in Orientamenti Pedagogici 34 (1987) 11-40; investita del potere di fornire la b. a ogni
Spidl ik T., S.B.d.C., in M. Midali - R. Tonelli cosa. per questo che Hegel attribuisce
(Edd.), Dizionario di pastorale giovanile, Leu- alla b. il compito di rendere sensibile
mann (TO), Elle Di Ci, 21992,1094-1097. lIdea, cio di avvalorare la rappresenta-
O. Pasquato zione reale di ci che spirituale. Quando
a met del Settecento A. G. Baumgarten
BEDA Venerabile Medioevo scrive la prima Aesthetica, la b. o il bello
BEDALES Scuole Nuove vi dimorano quali rappresentazioni sen-
BELL Andrew Mutuo insegnamento sibili di ci che perfetto. Ad essa Kant
colleg il concetto di sublimit ( stupore).
In una certa misura, anche lestetica cro-
ciana conferisce allespressione lonere di
BELLEZZA simboleggiare la b. Lestetica del secondo
Novecento, e in particolare la semiotica
Il valore semantico del termine rinvia dellarte, hanno messo a punto teorie della
allidea del bello che a sua volta implica generazione e della ricezione del testo
concetti come gusto, canone estetico, estetico in cui sono distinte e salvaguarda-
armonia, opera darte, natura, cul- te lautonomia critica dellartista e quella
tura. Sia larte sia la natura riverberano la del destinatario fruitore dellopera. Da en-
loro b.; essa possiede una propria oggettivi- trambi si chiede siano rispettate lidentit e
t; questa tuttavia interpretata in ragione la diversit. Da ciascuno si desidera venga
di codici ovvero di sistemi di regole che promossa e difesa loriginalit culturale nel-
soggettivamente luomo acquisisce e ma- la scrittura o nella lettura dellopera
tura attraverso un processo di etero- e auto- darte. Cos, ogni educazione al bello invera
formazione. una scuola di libert, di eticit, di civicit.
1. Il contatto con le forme e i contenuti della 3. Le prospettive pedagogiche procedono
b. presiede alleducazione estetica ( educa- nella direzione di uneducazione estetica
zione artistica) del soggetto, la cui formazio- capace di vivificare quellarmonia interio-
ne interessata dalle esperienze del bello re a cui le Lettere sulleducazione esteti-
che egli porta a compimento nel suo rapporto ca delluomo stese da F. Schiller fanno
con le arti figurative, la musica, la letteratura puntuale riferimento. La cultura estetica
e la poesia, la scultura, la danza ma anche si salda, pertanto, alla cultura pedagogica,
con il cinema, la fotografa, il teatro, i media mentre lidea di b. si approssima al discor-
e nel contatto con la natura e il mondo della so etico. Per questo L. Pareyson ha potuto
tecnica. Lelemento estetico ha osservato scrivere che solo leducazione estetica in
Dewey armonizza la libert dellespres- grado di mediare il passaggio dalluomo fi-
sione individuale. Tale libert conforma lo sico alluomo morale.
stato danimo di chi, vivendo il sentimento
del bello, prova piacere. Da Kant a Tol- Bibl.: Pareyson L., Estetica. Teoria della forma-
stoj, il nesso fra b. e piacere estetico risalta tivit, Milano, Edizioni di Filosofia, 1954; Schil-
evidente. Dalla classicit ad oggi, Venere ler F., Lettere sulleducazione estetica delluo-
permane il simbolo e il paradigma della b. mo, Firenze, La Nuova Italia, 1970; Bertin G.
e ci poich natura e arte vi si fondono in M., Lideale estetico, Ibid., 1974; Gennari M.,
una rappresentazione del bello che le cul- Leducazione estetica, Milano, Bompiani, 1994;
ture dellumano vogliono sia esplicitata da Dewey J., Arte come esperienza e altri scritti,
una profonda e intima unit. S. Agostino trad. it. a cura di A. Granese, Scandicci (FI), La
richiamando lidea di b., rievoca lequilibrio Nuova Italia, 1995, Eco U., Storia della b., Mila-
fra le parti grazie al quale un insieme diventa no, Bompiani, 2004.
appunto unit. M. Gennari

138
BENESSERE

BELLO Andrs Bocaz L., A.B. Una biografa cultural, Bogot,


Convenio Andrs Bello, 2000.
n. a Caracas nel 1781 - m. a Santiago del Cile J. M. Prellezo
nel 1865, letterato, giurista ed educatore ve-
nezuelano. BENE COMUNE Educazione socio-politica
BENEDETTO DA NORCIA Medioevo
1. Vive in un periodo travagliato della storia
del suo Paese. Dopo gli studi umanistici ot-
tiene il grado di Bachiller de Artes pres-
so luniversit di Caracas. Allinizio della BENESSERE
guerra dellindipendenza del Venezuela
(1810), B. fa parte della missione inviata in Stato armonico di salute psicofisica, garanti-
Inghilterra dal governo insurrezionale. Nel to da un ottimo livello di vita e da vantaggi
periodo londinese (1810-1829), alterna lat- equamente distribuiti.
tivit diplomatica con gli studi filosofici e
letterari, prendendo contatto con la cultu- 1. Dal punto di vista sociale, il b. associa-
ra europea. Fonda le riviste La Biblioteca to a un livello economico di agiatezza, ca-
Americana e El Repertorio Americano. ratteristico soprattutto dei paesi del primo
Nel 1829 si stabilisce in Cile e collabora al e del secondo mondo e delle classi elevate
progetto di riforma dell Universit, di allinterno del terzo mondo, da cui deriva la
cui diviene rettore (1843-1865). Oltre alla soddisfazione di tutte le esigenze personali,
celebre Gramtica castellana (1847), vanno familiari e istituzionali. Nella prospettiva
ricordati altri saggi: Escuelas dominicales della dottrina sociale, lo Stato sociale o del
y de adultos (1831), De la enseanza secun- b. garantisce a ogni cittadino il rispetto, la
daria y de la profesional y cientfica (1832), salvaguardia e la promozione dei suoi propri
Educacin popular (1843), Estudios univer- diritti attraverso lo stanziamento di oppor-
sitarios (1853). tune somme di danaro pubblico e lofferta di
adeguate strutture di assistenza o di servizi
2. Per B., leducazione popolare costituisce la di soddisfacimento dei bisogni vitali indivi-
base di ogni progresso sociale e il fondamen- duali, familiari, di gruppo, collettivi.
to irrinunciabile delle istituzioni repubblica-
ne. Da tale presupposto scaturisce lurgenza 2. Dal punto di vista fisico, il b. rappresen-
di scuole che siano focolari di cultura, con ta uno stato ottimale di salute dovuto a una
buoni maestri e buoni metodi. In stret- buona funzionalit organica. Perch ci si
to rapporto con questa urgenza si colloca verifichi, indispensabile che il soggetto
lUniversit, concepita non come un centro abbia la possibilit di muoversi senza biso-
asettico di studi astratti, ma come un luo- gno di appoggi e senza essere impedito da
go di studio critico e di ricerca utile, che ostacoli insormontabili, di essere protetto
formi persone capaci di pensare da s e da eventuali rischi e pericoli, di disporre
promuova il progresso sociale della nazione. di mezzi clinici e terapeutici in caso di im-
Per la sua instancabile opera di diffusione provviso malessere, di poter usufruire delle
delleducazione, B. stato chiamato libe- necessarie ore di sonno e di una sufficiente
ratore intellettuale dell America Latina, quantit di cibo.
educatore del Continente e il pi grande
umanista di Iberoamrica. 3. Dal punto di vista psicologico, il b. costi-
tuisce uno stato interiore di equilibrio e di
Bibl.: Torzan-Dager S.T., A.B. y la pedago- serenit, di vigore e di rilassamento, grazie
ga, in Cuarto libro de la Semana de B. en Ca- al quale il soggetto in grado di far fronte
racas, Caracas, Ministerio de Educacin, 1955; alle frustrazioni inevitabili della vita quoti-
Prellezo J. M., A.B. en el bicentenario de su diana e alla stanchezza che le accompagna,
nacimiento (1781-1981), in Orientamenti Peda- riuscendo, allo stesso tempo, a prendere del-
gogici 28 (1981) 1037-1049; Seminario di studi le decisioni impegnative, valutandone la por-
latinoamericani (Ed.), Il pensiero pedagogico tata e sapendole inserire nel flusso generale
di B., Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1981; dellesistenza. Cos inteso, il b. non esclude

139
BERTIN GIOVANNI MARIA

le tensioni che il soggetto vive a motivo del delleducazione. La prospettiva che ha ela-
processo di crescita personale cui sottopo- borato il problematicismo pedagogico si
sto oppure del tessuto relazionale in cui agi- caratterizza per il rigore antidogmatico e per
sce, ma fa leva proprio sulla loro complessa il richiamo a un incessante esercizio critico
interazione, nella certezza che non si mai volti a decifrare la complessit dellesperien-
soli, che si legati a un patrimonio cultura- za educativa (relazione fra educatore e sog-
le racchiuso nel passato e pur sempre vivo getto educativo, direzioni e obiettivi educati-
nel presente, che si hanno sempre delle pos- vi, metodologie per realizzarli), nonch della
sibilit e delle potenzialit da realizzare nel problematicit che la connota, al suo interno
futuro. e come condizionamento da parte del conte-
sto socioculturale. Il percorso di superamen-
Bibl.: Fromm E., I cosiddetti sani, Milano, Mon- to della problematicit viene proposto in di-
dadori, 1996; Fizzotti E. (Ed.), Nuovi orizzonti rezione di ragione, intesa come istanza re-
di b. esistenziale. Il contributo della logoterapia golativa di integrazione reciproca dei diversi
di V.E. Frankl, Roma, LAS, 2005; Fata A., Ar- tasselli che costituiscono lesperienza, anche
monia b. felicit, Cagliari, Punto di Fuga, 2005; di quelli che appaiono pi distanti, conflit-
Layard R., Felicit. La nuova scienza del b. tuali, antinomici. Tale ragione, definita pro-
comune, Milano, Rizzoli, 2005; M arocco Mut- teiforme, si pone in termini di mescolanza
tini C., Educazione e b. in adolescenza, Torino, fra intelligenza e affettivit, immaginazione
UTET Universit, 2006; Venuto P., Com stra- e impegno etico, e prefigura un modello di
ordinaria la vita! Piccolo dizionario del b., Sove- soggetto teso a progettare e costruire la pro-
ria Mannelli (Cz), Rubbettino, 2006; Rychen D. pria esistenza nellorizzonte del possibile e
E. - L. H. Salganik, Agire le competenze chiave. della differenza, scegliendo linattuale e
Scenari e strategie per il b. consapevole, Milano, osando lutopico.
Angeli, 2007.
E. Fizzotti Bibl.: a) Fonti. Tra le opere pi significative di B.:
Etica e pedagogia dellimpegno, Milano, Marzo-
BENI CULTURALI Ambiente Educazione rati, 1953; Educazione alla ragione, Roma, Ar-
artistica mando, 1968; Crisi educativa e coscienza peda-
BEREDAY George Educazione comparata gogica, Ibid., 1971; Costruire lesistenza (in coll.
BERNSTEIN Basil Nuova sociologia delledu- con M. Contini), Ibid., 1983; Ragione proteiforme
cazione e demonismo educativo, Firenze, La Nuova Italia,
1987. b) Studi: Contini M. (Ed.), Tra impegno e
utopia. Ricordando G.M.B., Bologna, CLUEB,
2005.
BERTIN Giovanni Maria M. Contini

n. a Mirano-Venezia nel 1912 - m. a Bologna


nel 2002, pedagogista italiano.
BERTOLDI Franco
1. Nato a Mirano (Ve) e formatosi alla scuola
milanese del razionalismo critico di Antonio n. a San Candido (Bz), il 15 dic. 1920 - m. a
Banfi, per trentanni ha svolto la sua attivit Trento il 21 marzo 2005, pedagogista e di-
di ricerca e di docenza presso lUniversit di datta di ispirazione personalistico-cristiana.
Bologna dove stato il primo preside della
facolt di Magistero (dal 58 al 69). 1. Maestro elementare, insegnante di tede-
sco e di diritto nella secondaria, pubblicista
2. Maestro di molte generazioni di educatori, di quotidiani locali e nazionali (Il Sole 24
insegnanti e ricercatori, ha orientato i suoi Ore), libero docente e poi ordinario di pe-
studi e la sua riflessione in una pluralit di di- dagogia e didattica, ha insegnato a Roma-La
rezioni, dallestetica al misticismo religioso, Sapienza, alla Cattolica di Milano e di Bre-
dalla letteratura alla filosofia considerando- scia e a Trento, dove fond il Seminario per-
ne le implicazioni e le ricadute in relazione al manente di pedagogia e lOsservatorio sulla
suo ambito di ricerca privilegiato: la filosofia didattica.

140
BETTELHEIM BRUNO

2. La sua esistenza e lessere stato allievo 2. B. unisce alle istanze della ricerca teoreti-
di N. Bobbio, con cui si laure a Padova, ca, quelle della pratica educativa, afferman-
lo rese attento ai rapporti tra scuola, eco- do la necessit continua di interazione fra
nomia e vita sociale. Lincontro e la guida lesperienza educativa e la riflessione su di
di A. Agazzi gli diede chiarezza teorica essa. Su tale principio costruisce il concetto
e solidit pedagogica, ponendolo in primo di competenza pedagogica e di intenzio-
piano tra i pedagogisti personalisti-cattoli- nalit in campo pedagogico. Prima lo scou-
ci, in consonanza con ladesione alla fede tismo, poi (1958-68) la direzione del carcere
cattolica, quasi da convertito, maturata minorile Cesare Beccaria di Milano, sono
agli inizi degli anni 50. Le stimolazioni i campi desperienza da cui B. ha tratto gli
della teoria dei sistemi e della logica elementi fondamentali per la sua elaborazio-
formale contribuirono a dare rigorosit e ne pedagogica.
sistematicit alla sua indagine sullazione
didattica, al suo insegnamento e pratica 3. stato promotore di una ricerca pedagogi-
della sperimentazione didattica, alla pro- ca soprattutto in tre direzioni: la dimensione
mozione delleducazione a distanza e nella epistemologica aperta al dialogo con le altre
formazione degli insegnanti. Le sue esigen- scienze; lattenzione alle realt educative del
ze personalissime di verit e di razionalit territorio e alle sue istituzioni; la centralit
lo portarono a tematizzare la qualit della della comunicazione educativa e del ruolo
certezza pedagogica e il senso dellin- che svolgono i media. Nel 1973 fonda la rivi-
tenzionalit pedagogica. Negli ultimi anni sta Infanzia. Alla fine degli anni 80 d vita
si dedic allorientamento di personalit, al Centro Studi di Pedagogia fenomenologica
alla formazione fra adulti, alla istitu- Encyclopaideia (e alla rivista omonima) a
zionalizzazione di centri di cultura, per cui partecipano studiosi universitari e non, e
la promozione della cultura locale (in cui che diventa un indirizzo scientifico-culturale
inser un sapienziale recupero della cultu- nellambito della pedagogia italiana, con col-
ra cristiana) e a iniziative di cooperazione legamenti a livello internazionale.
internazionale.
Bibl.: a) Fonti: B. P., Per una pedagogia del ra-
Bibl.: a) Fonti: Trattato di didattica, 2 voll., Ber- gazzo difficile, Bologna, Malipiero, 1965; I d.,
gamo, Minerva Italica, 1978-79; Critica della Lesistere pedagogico. Ragioni e limiti di una
certezza pedagogica, Roma, Armando, 1981. b) pedagogia come scienza fenomenologicamente
Studi: Bombardelli O., Problemi delleducazio- fondata, Scandicci (FI), La Nuova Italia, 1988;
ne alle soglie del duemila. Scritti in onore di F.B., Id., Ad armi pari. La pedagogia a confronto con
Trento, Dipart. di Scienze Filologiche e Storiche, le altre scienze sociali, Torino, UTET, 2005. b)
1995. Studi: Dallari M. - M. Tarozzi (Edd.), Dialo-
C. Nanni ghi con P.B., Torino, Thlme, 2001; Tarozzi M.
(Ed.), Direzioni di senso. Studi in onore di P. B.,
Bologna, CLUEB, 2006.
R. Farn

BERTOLINI Piero BRULLE Pierre Oratoriani

n. a Torino nel 1931 - m. a Bologna nel 2006,


pedagogista italiano.
BETTELHEIM Bruno
1. AllUniversit di Pavia, dove si laurea in
Filosofia, allievo di Enzo Paci che lo in- n. a Vienna nel 1903 - m. a Silver Spring,
troduce alla fenomenologia husserliana. Maryland, nel 1990, psichiatra e psicoanali-
Sar unesperienza decisiva per B., sul piano sta austriaco.
personale e professionale, caratterizzando il
suo futuro orientamento scientifico, teso alla Acquisita la sua formazione psicoanalitica a
costruzione di una pedagogia come scienza Vienna, dopo essere stato internato per mo-
fenomenologica. tivi razziali per un anno nei campi di concen-

141
BIBBIA

tramento di Dachau e di Buchenwald, B. nel documento di fede, anche in ci che concer-


1939 si trasferisce negli Stati Uniti. B. si rif ne leducazione. Ci legittima una doverosa e
alla psicologia dellIo integrato dai contri- critica attenzione ai valori che essa propone.
buti di Dewey e dalla psicologia cognitiva Largomento sar pertanto affrontato da due
di Piaget. Il suo nome particolarmente punti di vista: quale educazione viene propo-
legato alla famosa Sonia Shankman Ortho- sta dalla B.; come la B. in quanto libro sacro
genic School dellUniversit di Chicago per della religione ebraico-cristiana pu essere
bambini autistici, da lui diretta per quasi valorizzata in funzione educativa, specifica-
trentanni. Secondo B. la causa del ritiro mente religiosa.
autistico risiede nellinterpretazione corret-
ta da parte del bambino dellatteggiamento 1. La concezione di educazione nella B. do-
negativo con cui gli si accostano le figure veroso dire subito che leducazione in senso
significative del suo ambiente. Stante il suo stretto non un tema centrale della B. Essa
radicale egocentrismo, il bambino finisce poi fa delle affermazioni generali, dona delle in-
per attribuire a se stesso gli eventi distruttivi dicazioni indirette, suscita conclusioni non
provocati dallesterno. Ci determina in lui di rado congetturabili. Danno una qualche
una situazione estrema, caratterizzata dalla luce documenti educativo-scolastici del me-
perdita della speranza e del senso della vita, dio oriente antico (Egitto e Mesopotamia)
dal momento che qualsiasi cosa egli faccia per i tempi prima di Cristo (AT), mentre per
finisce sempre per essere da lui percepita i primi cristiani (NT) continua a valere lere-
come fonte di distruzione per s e per gli al- dit ebraica, avendo sullo sfondo, ma non di
tri. Secondo B., stante alla base un rapporto pi, la grande paideia greca e romana. Dalla
distorto con i genitori, necessario togliere B., possibile raccogliere certe indicazioni
il bambino autistico dal suo ambiente fami- fenomeniche ed insieme mettere in luce una
liare e collocarlo entro unistituzione globa- propria concezione di fondo, la quale, data la
le, in cui possa vivere unesperienza emotiva natura della B., eminentemente religiosa.
in grado di attenuare gradualmente le sue 1.1. Il fatto educativo. Si possono distinguere
fantasie distruttive. Attualmente tale model- due principali forme educative: familiare ed
lo terapeutico appare superato. extrafamiliare. a) La famiglia il referente
costante e dominante, come in tutto il mon-
Bibl.: a) Fonti: opere di B. tradotte in it.: Il prez- do antico. La testimonianza pi qualificata
zo della vita, Milano, Adelphi, 1965; Lamore data dalla tradizione sapienziale dove nume-
non basta, Milano, Ferro, 1967; I figli del sogno, rosi sono gli insegnamenti per bene allevare
Milano, Mondadori, 1969; Le ferite simboliche, i figli (es. Sir 30,1-13), con luso del termine
Firenze, Sansoni, 1973; La fortezza vuota, Mi- tecnico delleducazione ebraica: musar (rad.
lano, Garzanti, 1976; Il mondo incantato. Uso, jsr). Quanto valore avesse tale educazione fa-
importanza e significati psicoanalitici delle fia- miliare appare dal fatto che nei libri sapien-
be, Milano, Feltrinelli, 1977; Sopravvivere, Ibid., ziali, e nel Deuteronomio, il saggio trasmette
1981; Un genitore quasi perfetto, Ibid., 1987; Il il suo insegnamento interpellando gli udito-
cuore vigile. Autonomia individuale e societ di ri con la formula figlio mio e propone se
massa, Milano, Adelphi, 1998. b) Studi: Fratini stesso come padre (Prv 1, 8; Dt 1,31; 32,8).
C., B.B. Tra psicoanalisi e pedagogia, Napoli, Li- Nei tempi cristiani continua la predominan-
guori, 1993; Sutton M., B.B. Una vita, Firenze, za della famiglia (Ef 6,1-4). Uneccellente af-
Le Lettere, 1997. fermazione sintetica riguarda lo sviluppo di
V. L. Castellazzi Ges ragazzo, del quale si dice che era sot-
tomesso a Maria e a Giuseppe e cresceva
in sapienza, et e grazia davanti a Dio e agli
uomini (Lc 2,51-52). Leducazione familia-
BIBBIA re quella propria di una cultura patriarcale:
la madre si cura dei figli in tenera et, poi
La B. oggi largamente riconosciuta come subentra il padre che d ai figli maschi una
il grande codice (N. Frye) della cultura educazione che essenzialmente formazione
occidentale ed ancora di pi, per milioni di religioso-morale e professionale. b) La scuo-
persone da oltre venti secoli vale come la e il contesto sociale. Pi avanti nellevo-

142
BIBBIA

luzione sociale, al seguito della monarchia 4,6-7.21-22). Il ricordo dellesodo, che tali
(sec. X-VI a.C.), si rende possibile una sorta insegnamenti richiamano, intende guidare
di scolarizzazione in funzione dei bisogni il popolo facendogli prendere coscienza del-
della corte e dello Stato, ma come fatto elita- la portata sempre attuale di quello che Dio
rio e assai circoscritto (scribi, 1 Cr 27,32). ha compiuto una volta per tutte al tempo di
La scuola (la prima volta nominata in Sir quella grande e decisiva liberazione ed alle-
51,23) prende estensione nel periodo del anza. A questa funzione educativa che pro-
giudaismo (538 a.C.-70 d.C.), quando per la pria della rivelazione storico-profetica (Os
presenza del dominio straniero urge il biso- 11,1), se ne accompagna unaltra concezione,
gno assoluto di fare memoria delle tradizio- complementare eppur innovativa, propria
ni religiose e civili onde assicurare la stessa della riflessione sapienziale. Dalle testimo-
identit del popolo. c) Contenuti e metodo. I nianze della parte antica di Prv (10-29) si
contenuti sono attinti dalle tradizioni e dalla ricava che per i saggi scopo delleducazione
sapienza degli antenati, come pure dallespe- il conseguimento della sapienza (Prv l,2s),
rienza del quotidiano (Ger 35; Sal 78,1-8; Gb cio dellabilit, affinata dallesperienza,
15,17-19; Prv 1-9), sono sempre finalizzati di risolvere concretamente i problemi posti
alla religione (Legge) che diventa cos matri- dalle diverse situazioni di vita. Non dunque
ce culturale e veicolo di nazionalit. Insigne soltanto da una rivelazione dallalto, ma piut-
la cura didattica, dove prevale lo stile ora- tosto dallinterno delle realt create da Dio,
le, mnemonico, ricco di stimoli, come appare emerge un tracciato educativo da valorizza-
dalla qualit letteraria della B. lecito pen- re. Limportante essere guidati dal timore
sare che alla scuola siano da collegare alcuni di Dio, inizio della sapienza (Prv 1,7), anzi
libri biblici o sue parti: la storia di Giuseppe scuola della sapienza (Prv 15,33). Da una
(Gn 37-50), Tobia, Ester, Siracide, Sapienza. parte la creazione con i suoi ordinamenti na-
Leducazione, sia quella paterna, sia quella turali, dunque anche la ragione, la ricerca, il
data dai saggi, sempre concepita come una sapere hanno valenza educativa e dallaltra
severa disciplina che implica abbondante- parte queste acquisizioni non hanno valore
mente la correzione e il castigo (chi rispar- assoluto, sottostanno al rispetto profondo del
mia il bastone, odia suo figlio, Prv 13,24; mistero trascendente di Dio ( il senso di ti-
3,11-12; Eb 12,4-11). Sar levoluzione della more di Dio). Si pu parlare di un umane-
rivelazione, con laffermazione del primato simo educativo in Israele (G. von Rad), di
della carit secondo Ges Cristo, ad addolci- umanesimo devoto (B. di Gerusalemme).
re il metodo (Ef 6,1-4) e naturalmente a dare Tale e tanta la fiducia in Dio, da accogliere
alleducazione (paideia nel NT) una conno- con valore teologico le espressioni secolari
tazione tipica dellumanesimo cristiano. proprie dellumana ricerca anche in ambito
1.2. Lidea di educazione. necessario rico- educativo. Si accennava sopra al concetto
noscere che nella B., in quanto documento di pedagogia di Dio. Vi al proposito una
teologico, sta al primo posto, non leducazio- concezione che al seguito dei Padri della
ne di una persona, ma la sua salvezza reli- Chiesa (Ireneo, Clemente Alessandrino,
giosa, grazie alla partecipazione allalleanza Origene...) intende tutta lopera di Dio nel-
e allosservanza della legge di Dio. lungo la storia come pedagogia. Ma questa una
tale percorso che sono investite tutte le realt concezione talmente lata da diventare gene-
naturali e dunque anche lambito educativo rica ed ambigua (cos in G. E. Lessing). Stan-
(educatore, educando, educazione) che ne do ai testi dove a Dio sono associati i termini
viene intimamente trasformato. Il segno lin- musar e paideia (40 volte nellAT e 11 nel
guistico pi espressivo appare dal fatto che NT) si vede piuttosto che la pedagogia di
Dio stesso si presenta come educatore. Ma Dio una costruzione teologica al fine so-
qui conviene mettere in rilievo alcuni tratti prattutto di motivare, spiegandole, le soffe-
di questa concezione credente di educazio- renze e i castighi del popolo di Dio. Non per
ne. a) NellAntico Testamento, notiamo come nulla il motivo appare in testi storico-profeti-
leducazione sia intesa in funzione della ce- ci, in Geremia in particolare, e chiaramente,
lebrazione della fede nel rito della Pasqua, nel NT in Eb 12,5-6. Pedagogia di Dio sono
tramite le catechesi eziologiche o dome- i castighi che purificano e correggono i
stiche (Es 12,24-27; 13,8-9; Dt 6,20-25; Gs costumi del popolo. b) Nel Nuovo Testamen-

143
BIBBIA

to, il credo religioso ha il suo centro asso- giungono le parole conclusive: ma allevate-
luto nella persona ed opera di Ges Cristo. li nelleducazione (paideia) e nella disciplina
Si affacciano cos altri aspetti teologici che del Signore (tou Kyriou). Colpiscono due
investono lambito educativo in misura di aspetti: 1) lestrema laconicit di direttive,
grande efficacia nella successiva tradizione quando anche per i primi cristiani si impo-
cristiana. Ne nominiamo tre: neva la rilettura del fatto educativo in chiave
La rivalutazione del bambino. noto come cristiana di fronte ad un attrezzatissimo e se-
nel mondo antico, non solo ebraico, il mino- ducente mondo pagano; 2) la connessione tra
re avesse scarso rilievo. Si pu dire che egli due densissime parole, paideia che nel mon-
valesse per il suo futuro di adulto. Di con- do greco del tempo, significa leducazione
seguenza assieme alla naturale tenerezza si compiuta come contenuto e come metodo, e
associa un rigore quasi crudele (2 Re 2,23s; Kyrios, Signore, che nel linguaggio paolino
Prv 13,24; 22,15). Nel farsi della Rivelazione indica il Cristo risorto dai morti nel massi-
un fattore importante di cambio si afferma mo della sua potenza ed attualit salvifica.
quando il minore, il pi giovane, diventa og- Connettendo i due aspetti, si viene ad affer-
getto della elezione divina per una missione mare che laddove (nelle famiglie cristiane) il
speciale nel popolo. Pensiamo a Samuele (1 Kyrios accolto nella fede che si fa carit,
Sam 1-3), a Davide (1 Sam 16). Ma soprat- allora la paideia si pu realizzare, avvalen-
tutto a Ges, che accogliendo e difendendo dosi di quelle risorse che lumana ricerca ed
i bambini e facendoli modello per lentrata esperienza possono via via indicare. Questo
nel Regno di Dio (Mc 9,33-37; 10,13-16), pensiero, che coerente con luniverso men-
colui che esalta non la psicologia dei piccoli tale paolino (Fil 4,8), indica germinalmente
o qualche loro disposizione interiore partico- un fondamentale approdo della visione cri-
lare, ma la tenerezza di Dio a loro riguardo. stiana di educazione: il riferimento al Kyrios
Ne dovr essere segnata qualsiasi azione nei vale come ispirazione, animazione, verifica
loro confronti, in primis leducazione. del compito educativo, ma non come con-
Ges appare come didaskalos, maestro. creta soluzione, che da inventare volta per
Da Clemente Alessandrino fino ad oggi, volta; n per s esprime antitesi allo sforzo
Ges maestro (41 volte nei vangeli) stato umano di educazione, ma anzi franca atten-
compreso in senso educativo. Di fatto, come zione, pur trattandosi di ordinamenti natura-
ha dimostrato R. Riesner, egli ha praticato li imperfetti e bisognosi di redenzione.
ampiamente lo stile di rabbi del suo tempo,
dove era notevole limpianto pedagogico- 2. La valorizzazione della B. nelleducazione.
didattico. Ma anche vero che egli assai eminentemente di ordine religioso-cristia-
pi che un maestro, nativamente profeta no, ma non manca un interesse culturale per
carismatico, la cui autorit di docenza (Mc la storia degli effetti che il libro ha prodotto
1,22) totalmente legata allavvenimento del lungo i secoli. a) In relazione alleducazione
Regno, e dunque va compresa in chiave so- della fede, la B. si propone come documento
teriologica, soprannaturale. Sicch inutile, della religione cristiana, necessaria memoria
oltrech impossibile, ricavare una sorta di storica nel processo della fede, suo linguag-
metodologia pedagogica rivelata, una didat- gio normativo, esperienza della Parola di
tica sacra. stato infatti notato che in tale Dio. A livello strettamente culturale, la B.
caso Cristo sarebbe stato un maestro piutto- aiuta a decifrare e riconoscere tanta parte
sto fallito, se badiamo alla conclusione della del mondo di valori umani e dellimmagi-
sua vita terrena. nario collettivo che sorreggono fino ad oggi
La paideia del Signore. Ma il testo pi au- la cultura occidentale. Studiosi di letteratu-
torevole a riguardo delleducazione appare ra, di storia ed ermeneutica delle culture e
in Ef 6,1-4. Rientra in una tavola domesti- di psicologia sociale e del profondo stanno
ca, ossia in un codice etico che riguarda i esplorando progressivamente la vasta sedi-
rapporti familiari: tra sposi, tra padrone e mentazione della tradizione biblica. b) Fra le
schiavi e nel caso nostro tra genitori e tante vie dellincontro con la B., ricordiamo
figli. Vi si legge un rapporto di reciprocit: la catechesi biblica, segnatamente la pratica
Figli, obbedite ai vostri genitori, e voi della storia sacra, linsegnamento religio-
padri non inasprite i vostri figli. Cui si ag- so nella scuola, le scuole della Parola con

144
BIBLIOGRAFIA PEDAGOGICA

lesercizio della Lectio Divina ( Gruppi di ro educativo non si limita pi esclusivamente


ascolto). Oggi inizia ad affermarsi il grande alla carta stampata (libro, documento, fogli
cambio apportato dal Vaticano II: lincontro sciolti), ma pu riferirsi anche ad ogni tipo di
personale con la B. in se stessa (Dei Verbum supporto magnetico o elettronico (microfilm,
22) da parte, idealmente, di ogni cristiano libri elettronici, videogrammi o registrazioni
e della comunit dei semplici fedeli. c) La sonore).
didattica della B., in quanto testo letterario
fatto oggetto di studio, ha la sua legittimi- 1. Senza la conoscenza e laggiornamento
t e specificit. Importa incontrare un testo, della b., leducazione potrebbe diventare un
lasciarsi interrogare da esso, lavorare sul te- lavoro puramente empirico e abitudinario e
sto, reagire ad esso. Di fronte al rischio del la scienza pedagogica potrebbe risentire di
fondamentalismo viene rivendicata la neces- notevoli ristagni. Essa richiede: rapidit di
sit del metodo storico critico, cui si posso- accesso, aggiornamento e riuscita, in modo
no accompagnare, in modo integrativo, non che si possa organizzare in maniera econo-
sostitutivo, metodi di tipo sincronico (come mica. sempre pi complicato operare una
lo strutturalismo). Oggi si insiste sul bisogno cernita precisa dato lalto numero di pubbli-
di una assimilazione vitale del Libro Sacro. cazioni sia teoriche che pratiche. certo tut-
Ci avviene mediante una corretta correla- tavia che oggi la tecnologia venuta in aiuto
zione tra B. ed esperienza, o, come afferma dello studioso mediante i mezzi elettronici
C. Mesters, importa saper leggere la B. con che facilitano la ricerca e la selezione biblio-
la vita e la vita con la B.. grafica. Lo scopo ultimo della b.p. triplice:
individuare il procedimento e le soluzioni of-
Bibl.: Jentsch W., Urchristliches Erziehungs- ferte, individuare e applicare o meno il tipo
denken. Die Paideia Kyriou im Rahmen der di possibile utilizzazione delle soluzioni date
hellenistisch-jdischen Umwelt, Gtersloh, C. in modo che esse aiutino a definire e a chia-
Bertelsmann Verlag, 1951; Marrou I. H., Storia rire il problema attuale, a progettare il futuro
delleducazione nellantichit, Roma, Studium, ed infine approfondire lo studio e la ricerca
1966; Bissoli C., B. e educazione. Contributo dei problemi educativi passati e presenti. La
storico-critico ad una teologia delleducazione, b.p. si pu suddividere in tanti settori corri-
Roma, LAS, 1981; Lemaire A., Le scuole e la for- spondenti ai contenuti della pedagogia gene-
mazione della B. nellIsraele antico, Brescia, Pai- rale oltre a quelli che costituiscono il campo
deia, 1981; Frye N., Il grande codice. La B. come definito Scienze delleducazione e che
letteratura, Torino, Einaudi, 1986; Pontificia non sono propriamente pedagogici (storia,
Commissione Biblica, Linterpretazione della B. sociologia, biologia, ecc. delleducazione).
nella Chiesa, Roma, LEV, 1993; Prellezo J. M.,
Educazione e scuola nellantico Oriente, in J. 2. I principali Paesi pubblicano annualmente
M. Prellezo - R. Lanfranchi, Educazione e pe- o ogni pochi anni tutta la propria produzione
dagogia nei solchi della storia, vol. I, Dalledu- letteraria: la fonte di queste pubblicazioni
cazione antica alle soglie dellUmanesimo, Tori- lISBN (International Standard Book Num-
no, SEI, 2004, 7-35; Theissen G., Motivare alla B. ber). Le pi importanti basi di dati sono at-
Per una didattica aperta della B., Brescia, Paide- tualmente EURYDICE, EUDISED, ERIC e
ia, 2005; Bissoli C., Va e annuncia (Mc 5,19). FRANCIS-S. LUnesco e lUnione Europea
Manuale di catechesi biblica, Leumann (TO), ne hanno editato molte. Ogni nazione so-
Elle Di Ci , 2006. lita avere alcune banche-dati di libri, riviste,
C. Bissoli leggi, biblioteche, ecc. di educazione. Tutte
le reti nazionali possono accedere alla rete
mondiale INTERNET (rete di reti o autopi-
ste di informazione) per laccesso alla b.p.
BIBLIOGRAFIA PEDAGOGICA
Bibl.: Juif P. - F. Davero, Manuel bibliographi-
Informa sui problemi educativi avvalendosi que des sciences de lducation, Paris, PUF, 1968;
dei fondamentali scritti pedagogici. Si tratta BIE, Bibliographie pdagogique annuelle, Gen-
di un concetto in fase di revisione, dato che il ve, Bureau International dducation, 1955-1969;
supporto materiale su cui basato il pensie- Bibliographie Pdagogik/Educational biblio-

145
BIBLIOTECA

graphy, Berlin, Verlag fr Wissenschaft und strumenti vari) dai quali gli studiosi ricava-
Bildung, 1966-1992; Proyecto B.I.B.E. - Project no informazioni utili per le loro ricerche.
International Bulletin on Bibliography on Educa- quanto avviene nelle b. storiche, per es. nella
tion, Madrid, Coculsa, 1981-1996. B. Apostolica Vaticana e in altre del genere,
V. Faubell dove sono tutelate molte testimonianze rac-
colte lungo i secoli.
1.2. La distinzione tra b. e archivio stata
introdotta in tempi recenti, separando alcuni
BIBLIOTECA documenti per garantirne meglio la loro cu-
stodia e la conservazione, soprattutto quando
Il nome che si usa in it. e in alcune altre lingue si tratta di originali autografi, copie uniche
per indicare la b. si rif etimologicamente al e pregiate. Analogamente altri documenti e
gr. ed composto da due elementi: biblon soprattutto oggetti sono stati radunati nei
(libro) e thke (custodia). In ingl. invece il musei, che gi nellantichit affiancavano le
nome proviene dai vocaboli latini liber e li- b. pi famose e solo da due o tre secoli hanno
brarius: la b. si chiama Library e il bibliote- acquistato appunto una destinazione storica,
cario Librarian. Le b. sono oggi in una fase scientifica, didattica o di educazione arti-
emergente, sia come reazione alla scossa del- stica. Infine, da una sessantina di anni esisto-
lo sviluppo informatico, sia soprattutto per no i centri di documentazione, specializzati
limpegno dei bibliotecari e, particolarmen- in particolari settori di studio e di ricerca,
te in Italia, per lincentivo dellAssociazione distinti dalle b. e continuamente aggiornati.
Italiana B. 1.3. Nel XX sec. si sono sviluppate varie
tecniche di riproduzione e di produzione di
1. Dallorigine delle b. allera digitale. documenti. Oltre ai classici documenti scritti
Nellimmaginario comune la b. associata le b. hanno cominciato ad ospitare fotografie,
ai libri. Per b. sintende di solito lo spazio o microfilm, cassette, LP, nastri magnetofoni-
ledificio dove i libri sono raccolti e ordina- ci, CD, CDRom, DVD, ecc. Tuttavia da poco
ti sistematicamente. Tuttavia, propriamente pi di una decina di anni Internet consente di
parlando, pi che con lo spazio fisico la b. consultare e scaricare i testi dalla rete infor-
sidentifica con la raccolta dei libri o con di- matica. In tal modo il progresso tecnologico
verse raccolte di libri unite insieme (biblio- ha aperto prospettive talmente nuove da ren-
grafia: dalla stessa parola greca biblon + dere possibile le cosiddette b. senza pareti
graph, scrittura). o b. virtuali. Fino agli ultimi anni del XX
1.1. Allorigine della b. circa 4.000 anni fa sec. ci si doveva recare nelle b. per consultare
le informazioni importanti erano scolpite i libri oppure i volumi dovevano essere presi
su pietra, legno o metallo specialmente nei in prestito, quando il regolamento delle b. lo
palazzi dei sovrani o in luoghi pubblici. Una permetteva, mentre oggi si pu comunque
abbondante documentazione scritta su tavo- accedere direttamente ai documenti, quando
lette di creta stata trovata negli scavi di va- essi sono digitalizzati e disponibili on line.
rie citt antiche della regione mesopotamica
e della Siria. In Egitto i testi si scrivevano su 2. La b. e leducazione tra isolamento e vil-
fogli di papiro e altrove su membrane di pelle laggio globale. Superato lo stadio pi an-
o pergamene (dalla citt di Pergamo, situata tico della tradizionale trasmissione orale,
nellattuale Turchia). Le pergamene cucite stata la b. il luogo dove si andato racco-
insieme costituirono i rotoli che conteneva- gliendo, conservando e tramandando il pa-
no di seguito testi anche lunghi, mentre rita- trimonio culturale dellumanit. La diligente
gli di papiro o pezzi di pergamena, piegati in produzione dei copisti dallantichit greco-
due e cuciti a mano tra di loro, costituirono i romana al periodo medievale e linarresta-
volumi a forma di libro, come si usa ancora ai bile espansione della stampa da Gutenberg
nostri giorni con la carta, stampata e rilegata ai nostri giorni confluirono nelle b. degli
meccanicamente. Si deve inoltre notare che studiosi e dei mecenati, dei monasteri e delle
nelle b. ci sono sempre stati i supporti non universit. Solo pi tardi le b. hanno assunto
cartacei (iscrizioni e pitture murarie, basso- la funzione di promozione sociale.
rilievi e statue, monete e medaglie, mappe e 2.1. Le trasformazioni delle b. nel tempo e

146
BIBLIOTECA

nei diversi luoghi in contesti geografici, et- mentre la rete informatica ha aperto oriz-
nici, sociali e linguistici differenti rispec- zonti inimmaginabili. Internet divenuta
chiano la storia della cultura. Non deve una risorsa straordinaria, ma anche una ga-
sorprendere perci che da sempre la b. sia lassia. La potenza di Internet di mettere a
stata un punto di riferimento fondamentale disposizione tutto ci che viene caricato e,
per l educazione e per la formazione allo stesso tempo, il rischio di Internet di
delle persone e per le scienze, alla radice essere travolti da un fiume in piena di infor-
delle applicazioni professionali e tecniche. mazioni non organizzate.
La cultura pu essere intesa in senso ampio 2.4. fondamentale non perdere di vista in
come linsieme dei tratti che caratterizzano prospettiva educativa che il compito delle b.,
i diversi popoli, il loro modo di vivere e di come la missione delle scuole e dei maestri,
essere e non solo come conoscenza acquisita. non solamente quello di trasmettere nozio-
Nella percezione pi diffusa e bisogna ri- ni. La ricerca degli utenti nelle b., lo studio
conoscerlo nella storia stessa delle b., esse degli studenti che frequentano luniversit e
sono state tabernacolo della cultura colta lapprendimento degli allievi nelle scuole di
piuttosto che dimostrarsi crogiolo di cul- ogni grado non si possono ridurre ad un pro-
tura allargata, cio sensibili alla cultura cesso di accumulo di informazioni. Leduca-
della vita quotidiana e aperte alla cultura zione e la formazione sono un esercizio di
popolare. crescita, di integrazione e di maturazione
2.2. Il panorama delle b. molto variegato che coinvolgono il soggetto stesso in un con-
e propone un ventaglio di tipologie secon- tinuo ricevere e dare e in unattivit di au-
do lorganizzazione e la struttura delle b., tentica e profonda comunicazione.
le risorse documentarie possedute dalle b.
e la diversit degli utenti che frequentano le 3. In sintesi. Le considerazioni fatte si posso-
b.: dalle grandi b. alle pi piccole, dalle b. no riassumere nei seguenti enunciati, appa-
pubbliche alle b. private, dalle b. nazionali rentemente paradossali: a) La b. una realt
o centrali alle b. regionali, provinciali, co- aperta che organizza e gerarchizza il sapere.
munali e di quartiere, dalle b. specializzate Non ci si rifugia in b. per chiudersi den-
alle b. di semplice lettura, dalle b. universi- tro, ma per aprire una finestra sul mondo,
tarie alle b. scolastiche, dalle b. popolari alle per aprirsi agli altri. b) Senza rinunciare
b. ambulanti, ecc. Di fronte ad una tale va- alla funzione bibliotecaria originale mol-
riet evidente che tra le b. debba esistere te b. stanno attualmente cercando modalit
complementarit piuttosto che concorrenza. e strategie nuove per diventare esse stesse
Ognuno deve scegliere con cura quella b. che spazi socioculturali che offrono occasio-
pu rispondere meglio alle proprie esigenze. ni di condivisione e promuovono iniziative
In India un famoso bibliotecario e studioso, di aiuto scolastico e di dialogo su problemi
Shiyali Ramamrita Ranganathan, aveva for- concreti. c) Pi che nel passato, le b. posso-
mulato gi nel 1931 con parole molto sem- no costituire luoghi di socializzazione e
plici le seguenti regole: 1) I libri esistono spazi di confronto. Da soli, in camera di
per essere usati; 2) a ogni libro il suo lettore; fronte al monitor, si ha limpressione di dia-
3) a ogni lettore il suo libro; 4) risparmia il logare con il mondo, rischiando invece di
tempo del lettore; 5) la b. un organismo che isolarsi narcisisticamente. d) Oggi le b.,
cresce. Anticipava, in tal modo, un orienta- come le scuole e le universit, si trovano di
mento che attualmente un dato acquisito. fronte ad una difficile scommessa: aiutare i
2.3. Se nel passato il bibliotecario doveva oc- propri utenti a passare dal taglia e incolla
cuparsi soprattutto della conservazione del al pensiero critico, dalla smania dellinfor-
patrimonio documentario della b., oggi egli mazione facile allapprendimento e alla co-
chiamato a portare lattenzione sul servizio noscenza creativa.
agli utenti. Non si tratta di trascurare le ri-
sorse che la b. possiede, bens di valorizzarle Bibl.: Associazione Italiana B.: http://www.
al massimo rendendole fruibili nel migliore aib.it; Solimine G., La b. Scenari, culture, pra-
dei modi. Lespansione dell informazione tiche di servizio, Roma/Bari, Laterza, 2004;
e la produzione editoriale hanno raggiunto Gamba A. M. - M. L. Trapletti (Edd.), La b. su
ingenti dimensioni e un ritmo travolgente misura. Verso la personalizzazione del servizio,

147
BILINGUISMO

Milano, Bibliografica, 2007; Tamaro A. M. - A. do al periodo della prima infanzia, legata alla
Saltarelli, La b. digitale, Milano, Bibliografica, situazione familiare. In gran parte si tratta
2007; Guerrini M. el al., Biblioteconomia. Gui- ancora di studi aneddotici, costituiti da os-
da classificata, Ibid., 2007. servazioni pi o meno precise, spesso soste-
J. Picca nute da interpretazioni teoricamente deboli,
e condotte su pochi bambini per periodi di
BIE - BUREAU INTERNATIONAL DDU- tempo generalmente brevi, in aree cultura-
CATION Organizzazioni internazionali li e su classi sociali piuttosto limitate. I casi
certamente pi numerosi che nel passato di
bambini bilingui, dovuti ai pi frequenti e
larghi contatti di intere famiglie con gruppi
BILINGUISMO di lingua diversa dalla propria, la sentita ne-
cessit e laccresciuto prestigio dello studio
Le definizioni del b. tendono ad accentuare o delle lingue moderne, la diffusa convinzione
gli aspetti soggettivi (psicologici) o gli aspetti che una seconda lingua possa essere meglio
oggettivi (linguistici) di tale fenomeno. Par- appresa, almeno nei suoi fondamenti, du-
lando di aspetti evolutivi propri del bambino, rante linfanzia, ed altre ragioni variabili da
laccento sar qui posto sulle caratteristiche luogo a luogo secondo le condizioni sociali
psicologiche (struttura di personalit, cogniti- dei soggetti interessati, hanno dato un nuo-
vit e comportamento) del b. infantile. vo e potente impulso, specie dopo lultima
guerra, agli studi sul b. infantile. Studi, che
1. Concetto generale di b. Il b. consiste nel- hanno in parte una motivazione scientifico-
la capacit da parte di un individuo di espri- psicologica, in parte una motivazione peda-
mersi in una seconda lingua aderendo fedel- gogica. Dicendo b. precoce si intendono
mente ai concetti e alle strutture che a tale varie forme di competenza linguistica: an-
lingua sono propri, anzich parafrasando la zitutto, lapprendimento bilingue o pluri-
lingua nativa. La persona bilingue possiede lingue pu aver luogo fin dalla nascita, per
la capacit di esprimersi in qualsiasi di due cui le due lingue vengono assimilate simul-
lingue senza vera difficolt, quando gliene si taneamente (b. simultaneo) nella struttura
presenti loccasione. Il vero b., pertanto, nel della personalit e del comportamento; esse
senso stretto di equilinguismo o ambilin- funzionano come canali alternativi nella co-
guismo, abbastanza comune fra i bambini municazione, ma soprattutto si inseriscono
allevati nelluso simultaneo di due lingue, su una distinta struttura cognitiva e affetti-
implica la presenza nel medesimo sistema va, specifica, almeno in parte, per ciascuna
neuropsichico di due paralleli ma del tutto lingua; in secondo luogo, si pu avere un b.
distinti schemi di comportamento verbale precoce, rappresentato dallassimilazione
(Titone, 1972, 13). Tuttavia, il concetto di b. della seconda lingua, non simultaneamente
non rigidamente univoco e assoluto. Esso alla prima, ma tuttavia in un periodo assai
pu variare notevolmente secondo il numero precoce (non dopo i 4 o 5 anni) (b. precoce
delle lingue usate, il tipo di lingue, linflusso consecutivo); in terzo luogo, lincorporazio-
di una lingua sullaltra, il grado di perfezio- ne della seconda lingua pu avvenire tra i 6 e
ne nel dominio delle due lingue, le oscilla- i 10 anni in virt di una immersione efficace
zioni nelluso nel corso dellesistenza del in un ambiente eteroglotta o in virt di una
medesimo individuo tra una lingua e laltra, intensa educazione scolastica fortemente bi-
la funzione sociale di ciascuna lingua. Il b., lingue (b. precoce educativo).
in altre parole, una funzione del comporta-
mento individuale, e pertanto destinato a 3. Problemi e ricerche sullo sviluppo bi-
variare da individuo a individuo e da situa- lingue precoce. I settori problematici oggi
zione a situazione. sottoposti a intense ricerche sono numerosi
e tutti di somma importanza e rilevanza nei
2. Forme di b. infantile. La letteratura sul riguardi delle deduzioni psicopedagogiche.
b. infantile crescente in quantit e qualit Si possono tuttavia considerare come degni
scientifica per quanto riguarda soprattutto il di maggior considerazione i seguenti quattro
periodo prescolare, ma ancora ridotta riguar- settori: a) i presupposti neurologici e b) i pre-

148
BILINGUISMO

supposti psicologici dello sviluppo bilingue, 3.3. La vexata quaestio dellet ottimale
e) la questione dellet ottimale, legata a tali di inizio. Esiste un periodo critico o una
presupposti, infine d) le caratteristiche dello et ottimale durante cui lapprendimento
sviluppo cognitivo e affettivo del bambino di una seconda lingua massimamente faci-
bilingue. litato, con la conseguente preclusione di altre
3.1. Aspetti neurologici. Essi, in questo con- et? E questa et coincide con il periodo del-
testo, sembrano ridursi ai seguenti: a) la pla- la prima infanzia e della fanciullezza (fino
sticit neurofisiologica: ossia, esiste un par- ai 10 anni)? Gli studi empirici di Ekstrand
ticolare stato di plasticit neurofisiologica, dimostrerebbero che sia la comprensione
circoscritta entro un dato arco dello sviluppo che la pronuncia di una lingua straniera
biologico individuale, che favorisce lappren- elementi di solito connessi con let precoce
dimento e lo sviluppo linguistico e oltre il quanto a efficacia di assimilazione aumen-
quale tale processo diviene particolarmente tano di perfezione con let. Il campione da
difficile?; b) la predisposizione ereditaria: lui esaminato nel 1985, costituito da circa
esiste una particolare predisposizione ere- 1000 alunni di 40 classi dalla I alla IV ele-
ditaria allacquisizione di una lingua (quel- mentare in Svezia, sottoposto a prove diverse
la della razza a cui lindividuo appartiene), e a prove alternative per ciascuna capacit,
per cui non ci sia posto per lapprendimen- ha dato risultati costantemente nella dire-
to di unaltra lingua, almeno in grado sod- zione della ipotesi evolutivistica. Pi pre-
disfacente? I biologi (o biolinguisti), che si cisamente, tale ipotesi si basa sul fatto che
sono interessati del problema dellontogenesi vi sembrano essere periodi di pi efficace
linguistica, hanno accentrato la loro discus- apprendimento intermezzati da plateau, ad
sione e i loro studi su questi due problemi: es. attorno allet di 6-7 anni e forse attorno
quello della plasticit cerebrale e quello del allepoca della pubert, cio attorno ai pe-
determinismo ereditario. Tuttavia, il secon- riodi di transizione da uno stadio evolutivo
do problema oggi praticamente superato, e allaltro. In conclusione, quindi, un inizio
si ridotto a una questione elegante, senza precoce sempre raccomandabile, anche se
serie incidenze sulle applicazioni pratiche. La la ragione fondante non quella della preco-
onnipotenzialit linguistica del neonato cor- ce plasticit neurologica. A questo motivo si
roborata dalle osservazioni di molti studiosi. aggiungono altri argomenti, che concernono
3.2. Aspetti psicologici. Molto spesso la ri- lo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei
chiesta di un inizio precoce dellinsegnamen- bambini bilingui.
to bilingue viene basata su considerazioni di 3.4. Sviluppo cognitivo e affettivo del bambi-
ordine psicologico. Per quanto le ragioni psi- no bilingue. Al contrario delle ricerche ante-
cologiche non abbiano debellato ogni dubbio riori agli anni 50, che tendevano a mettere
al riguardo, resta tuttavia vero che esse sono in risalto eventuali anormalit e deficit nello
dotate di sufficiente persuasivit e presenta- sviluppo del bambino bilingue (riferendo-
no un valore non trascurabile. Lassunzione si spesso e indiscriminatamente a bambini
iniziale di tutta largomentazione risiede nel- appartenenti a classi sociali inferiori di im-
la concezione organismico-olistica che vede migrati, falsamente bilingui, e sulla base di
lapprendimento come un processo di tutto prove o test di intelligenza verbale calibrati
lorganismo infantile in sviluppo, immerso su bambini di classi medie o superiori), le
nella totalit della situazione come contesto ricerche pi recenti, condotte soprattutto in
interazionale. Codesta visione integralistica ambienti bilingui, come i territori del Cana-
deve impedirci di concepire lacquisizione di da o dellEuropa Orientale, insistono sempre
una lingua, prima e/o seconda, nel fanciul- pi fondatamente sui vantaggi evolutivi del
lo in funzione di alcuni fattori psicologici, bambino bilingue a confronto con quello
invece che in funzione della sua personali- monolingue. Vale la pena di riassumere al-
t totale interagente con lambiente totale. I cuni dati pertinenti almeno a due categorie
fattori principali, che sottostanno allappren- dello sviluppo infantile: la personalit e 1
dimento linguistico, vanno visti quindi inte- intelligenza: a) effetti del b. sullo sviluppo
grati nella struttura totale della personalit. della personalit. Una ricerca di R. Titone
Tali fattori fondamentali appaiono essere la e collaboratori (1976, 1978, 1984) condotta
motivazione, la percezione e lesercizio. per sei anni su bambini bilingui dalla nasci-

149
BINET ALFRED

ta, cresciuti in famiglie in cui due lingue (it. temporale, il b., come qualsiasi altro sistema
vs ingl./fr./ted.) venivano usate regolarmen- di comportamento, il risultato di una intima
te, ha indicato che il bambino veramente bi- interazione fra parlanti in precise situazioni
lingue, inserito in un ambiente familiare ben di comunicazione. Il b., dunque, rappresenta
armonizzato, non presenta alcun disturbo una peculiare strutturazione della persona-
della personalit. I fatti tendono piuttosto a lit singola sotto laspetto funzionale della
mettere in evidenza le possibilit che il bilin- comunicazione.
gue possiede di apertura mentale e affettiva,
sul piano sociale culturale letterario politico, Bibl.: Lambert W. E. - E. Peal, The relation
ecc., che tendono a sviluppare in lui una per- of bilingualism to intelligence. Psychological
sonalit pi ricca, pi equilibrata e integrata, monographs, 1962; M acnamara J., Bilingualism
a patto che vengano promossi atteggiamenti and primary education: a study of Irish experi-
positivi verso qualsiasi lingua e cultura, b) ence, Edinburgh, University Press, 1966; Titone
b. e sviluppo dellintelligenza. Il problema R., B. precoce e educazione bilingue, Roma, Ar-
degli effetti del b. precoce sulla maturazione mando, 1972/1993; Albert M. L. - L. K. Obler,
intellettiva cominci a porsi seriamente ver- The bilingual brain, New York, Academic Press,
so il 1920. Oltre un centinaio di ricerche fu- 1978; Ekstrand L. H., English without a book:
rono condotte tra il 1920 e il 1930. Ma luso towards an integration of the optional age and
indiscriminato dei test verbali, i pregiudizi the developmental hypotheses?, in Rassegna
latenti nello stesso impianto delle indagi- Italiana di Linguistica Applicata (1980); Tito -
ni, la non considerazione dei fattori sociali, ne R., Linsegnamento delle lingue straniere ai
limplicazione di contenuti culturali estranei bambini: orientamenti e ricerche, in Le lingue
ai bambini meno privilegiati, ecc. finirono straniere nella scuola elementare, Brescia, La
con lindicare a torto lesistenza di un handi- Scuola, 1980, 79-112; Baker C., Foundations of
cap linguistico e cognitivo nei bambini con- bilingual education and bilingualism, Clevedon
siderati bilingui, ma di fatto appartenenti a (UK), Multilingual Matters Ltd., 42006.
una diversa cultura monolingue e socialmen- R. Titone
te svantaggiata. Le prime indagini, condotte
con severo metodo scientifico, che hanno
messo in evidenza una situazione opposta e
favorevole ai bambini bilingui, si ricollegano BINET Alfred
al gruppo di Lambert, della McGill Univer-
sity di Montreal (1962, 1970). Una ricerca n. a Nice nel 1857 - m. a Samois (Fontaine-
del 1961 condotta a Montreal rilev risultati bleau) nel 1911, psicologo francese.
altamente significativi nei test verbali e non-
verbali di intelligenza, e nelle scale di atteg- Direttore del laboratorio di psicologia fisiolo-
giamento sociale. Lintelligenza dei bilingui, gica alla Sorbona (1894). Fondatore e diretto-
a pari condizioni con i monolingui, appariva re della rivista Anne psychologique (1894).
pi flessibile, meglio articolata, pi capace di Ideatore, con Th. Simon, della scala metrica
analisi. Tali risultati sono stati ripetutamente dellintelligenza (1905). Nel 1899 diede vita
confermati in successive indagini. alla Socit libre pour ltude psychologique
de lenfant.
4. Lideale del b. infantile. Da quanto detto,
va ritenuto che il b., lungi dallessere riduci- 1. B. port validi contributi in psicologia
bile a un puro fatto comportamentale, cio clinica ed in quella comparativa; effettu
al possesso eguale e immediato di due stru- numerose ricerche in psicologia sperimenta-
menti o codici linguistici, si presenta invece, le occupandosi, in contrasto con Wundt,
in profondit, come uno stato acquisito della dei processi psichici superiori e anticipando
personalit individuale. E siccome la perso- metodologie e risultati della Scuola di Wiirz-
nalit non una astrazione metafisica, ma burg. Il passaggio verso questa prospettiva
una realt esistenziale, un essere individua- documentato dal superamento della visione
to, concreto, esistenzialmente situato in un associazionistica (La psychologie du raison-
hic et nunc, un essere insomma che affonda nement) per approdare alltude exprimen-
le sue radici in un preciso contesto spazio- tale de lintelligence. Nella psicologia diffe-

150
BINET ALFRED

renziale, di cui fu lideatore, sottoline come nel contesto di una societ ispirata per tanti
le differenze individuali siano pi spiccate aspetti a una cultura di morte, leducazio-
nei processi superiori che in quelli elemen- ne al senso della vita, alla sua valorizzazione
tari. Rivoluzionando il concetto di speri- e promozione.
mentazione, B. modific la funzione sia del
soggetto che dello sperimentatore e ruppe, 1. Leducazione fa vedere nella vita un dono
pertanto, labitudine acquisita di effettuare infinitamente prezioso ma responsabiliz-
degli esperimenti psicologici nel chiuso del zante, da promuovere, coltivare, riempire di
laboratorio, sostenendo la necessit di av- valori e portare a compimento, pi che un
valersi anche di soggetti presi da diversi am- settore particolare delleducazione morale
bienti fra cui la scuola. un trascendentale di tutta lazione educativa.
Leducazione morale in tutta la sua esten-
2. Nella pedagogia sperimentale B. si fon- sione educazione al valore e alle responsabi-
da sulla psicologia sperimentale, sulla misu- lit della vita. Essa potr trovare in questo
ra del profitto degli allievi, su una raccolta suo compito una guida competente in quella
sistematica dei documenti, sulla valutazione forma di sapere che va oggi sotto il nome di
dei metodi dinsegnamento e sul valore de- b. Per b. si intende anzitutto quella parte dell
gli insegnanti, sulla necessit dintrodurre in etica che si occupa dei problemi suscitati
pedagogia un controllo, sulla partecipazione dalla ingegneria genetica, ma senza esclude-
di esperti scolastici. Pur mancando in B. un re tutti gli altri problemi morali che riguar-
impianto organico di sperimentalismo edu- dano la vita fisica delluomo.
cativo (Les ides modernes sur les enfants),
tuttavia le sue ricerche psicopedagogiche e 2. Si tratta di un settore delletica in cui appa-
psicodidattiche costituiscono dei punti fermi re con pi chiarezza la differenza irriducibile
per la messa a punto di preziosi strumenti che distingue la correttezza tecnica da quel-
per la sperimentazione educativa. la morale. La lunga abitudine ai miracoli
della tecnica e la fiducia quasi magica nei
3. La peculiarit di B. la singolarit dei suoi suoi confronti porta spesso a guardare alla
percorsi scientifici e, contemporaneamente, correttezza tecnica, come allunico criterio
il suo non allinearsi ai modelli preesistenti di bene e di male. Questa visione unilaterale
per rintracciare la specificit della psicologia ed esclusiva appare tanto pi allettante in un
stretta da un lato dalla filosofia e dallaltro campo, come quello della biogenetica, in cui
dalla fisiologia senza rimanere prigioniero la correttezza tecnica partecipa della seriet
della psicometria e dalla nascente psicologia che caratterizza la ricerca scientifica, cui la
delleducazione, allora in piena effervescen- nostra cultura non pone altri limiti, che non
za, ma ancora priva di una sua identit. siano quelli della correttezza metodologica.
Ma la correttezza tecnica riguarda solo latti-
Bibl.: Bertrand F. L., A. B. et son oeuvre, Paris, tudine dei mezzi a raggiungere certi fini. Ora
Alcan, 1930; Zuza F., A. B. et la pdagogie ex- luomo non pu evitare seriamente di porsi
primentale, Louvain, Nauwelaerts, 1948; Wolf la domanda sullattitudine dei fini a servire
Th. H., A. B., Chicago/London, The University of luomo e la sua dignit, pena la rinuncia alla
Chicago Press, 1973; Zazzo R., A.B. (1857-1911), sua stessa umanit. E con la domanda sul-
in Perspectives: revue trimestrielle dducation la validit dei fini, si esce dal campo della
compare 23 (1993) 101-112. Tra le pi impor- tecnica e si entra in quello della morale, e in
tanti ediz. delle opere di B.: quelle fatte sotto la quello della religione.
direzione di Bernard Andrieu (ditions Euridit).
C. Trombetta 3. Nel caso della b. in particolare, ci che
in gioco non soltanto la vita fisica delluo-
mo, ma luomo in quanto tale. Chi luomo
per attribuire alla sua vita una qualche in-
BIOETICA toccabilit? Chi fonda e garantisce questa
intoccabilit? Qual lo statuto ontologico
Nellambito dell educazione morale, un delluomo? Sono domande che hanno sem-
rilievo particolare dovr assumere oggi, pre certa valenza religiosa, perch possono

151
BIOLOGIA E EDUCAZIONE

essere rivolte sensatamente solo a una visio- a utilizzare e potenziare le proprie risorse,
ne ultima della realt, che abbia un qualche a sapersi gratificare con i successi ottenuti,
carattere religioso, sia pure di una religiosit ad elaborare in modo produttivo le frustra-
immanente. Una risposta (magari implicita zioni subite. Per queste ultime abilit sar
e inconsapevole) a queste domande sem- utilissimo conoscere la b. delle emozioni e
pre nascosta dietro alle varie posizioni che le modalit per vivere bene questi fenomeni
si scontrano nei dibattiti sulla b. Se restas- traendone tutti i vantaggi possibili. Si potr
sero nascoste, il dibattito morale resterebbe favorire cos il consolidamento di una per-
sterile e inconcludente; occorre quindi farle sonalit ottimista e affermativa capace di un
emergere, smascherandole e mettendole a valido inserimento nella societ con vantag-
nudo, sul tavolo della discussione. Questo gio reciproco. Laforisma di Giovenale mens
significa che a livello educativo, i ragazzi de- sana in corpore sano, senza rappresentare
vono essere messi esplicitamente di fronte a un assoluto, dal momento che molti handi-
ci di cui ultimamente si parla (magari senza cappati hanno delle forti personalit, costitu-
saperlo) quando si discute di biogenetica, di isce per unindicazione molto utile; quanto
aborto o di altri problemi simili. pi valido il fisico tanto pi facilmente si
potr costruire una personalit consistente.
Bibl.: Encyclopedia of bioethics, New York, The Un fisico robusto e ben funzionante facilita
Free Press, 1978; Sgreccia E., Manuale di b., Mi- lacquisizione del senso di sicurezza e of-
lano, Vita e Pensiero, 1992: Leone S. - S. Privite- fre una migliore possibilit di affermazione
ra (Edd.), Dizionario di b., Acireale (CT), Istituto nellesistenza; per cui mantenere lorganismo
Siciliano di B., 1994; Russo G., B. e sessuologia, efficiente un compito importante nel pro-
Leumann (TO), Elle Di Ci, 2004. cesso educativo. Cos pure il senso del gu-
G. Gatti sto e del godimento della natura, che molto
contribuisce a far sviluppare le sensazioni di
benessere e di ottimismo, si avvale del buon
funzionamento organico.
BIOLOGIA E EDUCAZIONE
2. Non potendo trattare singolarmente tutti
Intendiamo con il termine b. lo studio dei fe- i dettagli di questo studio ci soffermeremo
nomeni vitali, cos come si svolgono nellor- solo su alcuni pi significativi. Conoscere
ganismo umano, al fine di porgere all edu- bene la struttura e le funzioni della cortec-
catore le conoscenze pi sicure e pi utili per cia cerebrale, il suo potere di controllo sulle
un intervento educativo efficace. formazioni subcorticali, il sistema reticolare
attivante che la stimola e le consente i pe-
1. Pur non trascurando niente dellanatomia e riodi di attentivit da alternare con quelli di
fisiologia umana, i componenti pi profonda- riposo, il ciclo sonno-veglia; sono dati di no-
mente studiati saranno: il sistema nervoso, il tevole interesse per trattare adeguatamente
sistema endocrino e il sistema immunitario, leducando nel suo impegno cognitivo di
non solo nella loro struttura e funzione, ma apprendimento. Armonizzare la cognitivit
anche nelle loro correlazioni, e come servo- con lemotivit compito educativo che si
no da substrato anatomo-fisiologico a tante impone. Lo sviluppo personale ha aspetti
espressioni della psiche. Tale studio viene naturali e spontanei, ma riesce pi facile e
preceduto e completato da nozioni di b. ge- pi sicuro se aiutato da appropriati interventi
nerale, di genetica, di igiene sia generale che educativi. Tante distorsioni psichiche si pos-
specifica, di auxologia e di scienze dellali- sono evitare con leffusione intelligente di
mentazione. Leducatore, provvisto di queste affetto, con leducazione artistica, musicale
conoscenze, potr aiutare adeguatamente ecc. e con laiutare i bambini a sviluppare
leducando a formarsi una buona immagine bene la fantasia e la creativit. Impareran-
corporea e una realistica immagine di s. no a sapersi gratificare con quanto di ordi-
Potr orientare i tentativi di affermazione, di nario c a disposizione tutti i giorni senza
espansione e di adattamento delleducando bisogno di ricorrere a chi sa quali artifici o
inducendolo a saper confrontare le proprie sofisticazioni e senza diventare pretenziosi o
possibilit con le difficolt dell ambiente, insaziabili.

152
BISOGNI

Bibl.: Eccles J., Il mistero Uomo, Milano, Il nel cambiamento della struttura sociale. Pos-
Saggiatore, 1981; Craig G., Lo sviluppo umano, sono essere considerate in questa prospettiva
Bologna, Il Mulino, 1982; Eccles J. - D. Ro - le concezioni umanistiche dei b. ( Maslow;
binson, La meraviglia di essere uomo, Roma, Frankl) che vedono luomo in continua ri-
Armando,1985; Polizzi V., Lidentit dellhomo cerca per realizzare le proprie potenzialit ,
sapiens, Roma, LAS, 1986; De Martini N., Ma- in quanto crea e d sia come individuo che
turit problema decisivo, Leumann (TO), Elle Di come persona, creando e ridando senso alla
Ci, 1988; Guyton A., Neurofisiologia umana, realt sociale.
Roma, Il Pensiero Scientifico, 1988; Marrama P.
- A. Angeli, Manuale di endocrinologia, Milano, 2. Elementi del concetto di b. Allinterno del-
Masson, 1992; Romano C. - G. Grassani, Bioe- le diverse prospettive in base alle quali sono
tica, Torino, UTET, 1995; Frigo G. F. (Ed.), Bios studiati i b., troviamo degli elementi comuni:
e anthropos. Filosofia, b. e antropologia, Milano, a) la soggettivit: il soggetto li riconosce e
Guerini, 2007. li prova, anche se non tutti i b. sono da lui
V. Polizzi identificati o avvertiti; b) la necessit: unesi-
genza, un appello che deve essere appaga-
to; c) la reattivit: o la tendenza a reagire
nei confronti del disagio fisico dettato dalla
BISOGNI mancanza degli elementi di base per la so-
pravvivenza o delle spinte ad agire o pensare
Il concetto di b. denota una tensione, cio che hanno origini inconsce e che non sono
uno scarto provato da un individuo o da un dipendenti dalle proprie intenzioni; d) la pro-
gruppo, tra le sfide che insorgono dalla vita e attivit: cio la tendenza allo sviluppo della
le risorse atte a colmarle e ripristinare lequi- propria natura umana, la quale provvista di
librio compromesso. Se le sfide rig uardano unintenzionalit finalizzata al perseguimen-
lambito materiale della vita e quindi la so- to degli obiettivi, fini e valori che la portano
pravvivenza, si parla di b. primari (di cibo, alla realizzazione di s; e) la plasticit: o il
aria, calore, salute ecc.) ment re quando si ri- continuo, anche se graduale, cambiamento
feriscono a oggetti culturali diventano sociali dei b. e delle modalit della loro soddisfazio
(di educazione, sicurezza, abitazione, salute, ne; f) la storicit: i b. possono essere soddi
ecc.); le sfide che si originano dal desiderio di sfatti da una larga gamma di risposte e il
realizzare la nat ura e lesistenza umana pos- soggetto pu appagare un determinato b. a
sono essere descritte come b. post-materiali prescindere dalloggetto ritenuto ottimale
(relazionali, di amicizia, trascendenza, auto- alla sua realizzazione; g) lorganizzazione:
realizzazione, significato della vita ecc.). in base ad una gerarchia che deriva dallin
teriorizzazione e dalla condivisione dei va
1. Approcci di studio dei b. Gli approcci in lori culturali.
base ai quali vengono studiati i b. possono
essere divisi tra oggettivisti, soggettivisti e 3. Diverse prospettive. I b. possono essere
realisti. Lapproccio oggettivista o natura studiati secondo prospettive diverse. Alcuni
listico riconosce una forte connessione tra sono riscontrabili nellambito della costi-
natura umana e b. ed rappresentato prin tuzione psichica dellindividuo e vengono
cipalmente dalle correnti positiviste e fun- denominati b. psicologici. Altri possono
zionaliste. Lapproccio soggettivista o so emergere con pi intensit in determ inate
cializzante concepisce i b. come un prodotto circostanze della vita, e quindi collegati allo
dei rapporti umani che vengono elaborati sviluppo della persona e in questo senso si
nellinterazione. Viene rappresentato soprat- parla di b. formativi, sociali e educativi. I
tutto dalle correnti interazioniste e dallet- primi riguardano quella fase della formazio-
nometodologia. Lapproccio realista tenta di ne dellindividuo particolarmente collegata
unire i due poli, riconoscendo che la realt so- al percorso della preparazione ai compiti
ciale esiste da s, pu essere oggettivamente del mondo adulto (b. formativi); i secon-
studiata, ma viene prodotta dai soggetti so- di emergono pi intensamente nel periodo
ciali: a questi ultimi viene riconosciuta una adolescenziale (b. sociali); gli ultimi fanno
autonomia nella elaborazione della cultura e riferimento al quadro dei valori e dei fini ai

153
BISOGNI

quali si deve rivolgere il progetto educativo autonomia nei confronti dei genitori, sia di
(b. educativi). nuovi rapporti sociali al di fuori del gruppo
familiare; di conoscenza, che si situa tra cu-
4. B. psicologici. Nellambito psicologico i b. riosit esplorativa, ricerca di comprensione
vengono spesso collegati allidea di pulsione intellettuale del mondo e spirito di avventura;
e intesi come una spinta di origine inconscia di significativit o di ricercare un senso alla
ad agire e a pensare, indipendentemente propria esistenza attraverso la messa a dispo-
dalle intenzioni del soggetto, determinati da sizione di un quadro di riferimento valoriale,
uno stato di carenza e tendenti alla ricerca di di principi e di obiettivi; di amore o di inve-
uno equilibrio perduto (Ronco, 1980, 30-44). stimento nellambito relazionale, affettivo e
I b. cos intesi motivano lindividuo verso la sessuale (Poletti, 1988, 84-85).
ricerca di: a) un quadro di riferimento (b. di
informazione), che si manifesta sia a livello 6. B. sociali. Vengono spesso intesi sia come
elementare come necessit di stimolazione b. necessari alla sopravvivenza del gruppo
sensoriale, sia a livello pi ampio come ricer- sociale (di abitazione, di salute, di alimenta-
ca di un orizzonte di significato; b) sicurezza zione, di educazione), sia come b. che riguar-
e sono dettati dalla necessit sia di differen- dano lambito relazionale. Alla soddisfazio-
ziazione dallambiente conservando le proprie ne dei primi provvedono apposite istituzioni
caratteristiche, sia di garanzia della propria sociali come la famiglia, il lavoro, la scuola.
adeguatezza e competenza riguardo al futuro Quanto alla seconda accezione, nellambito
prossimo o lontano; c) sviluppo di s, prefigu- relazionale, riguardano la ricerca di confron-
rato dalla spinta delluomo ad auto-realizzarsi to tra la propria soggettivit e quella degli
come individuo e come persona, in quanto altri, di rapporti grat ificanti e durevoli di
egli si sente orientato verso progetti, valori e amicizia, di imporsi sugli altri attraverso
aspirazioni ai quali rivolge le proprie decisio- lappartenenza a gruppi e laccettazione da
ni e azioni; d) socialit, che consiste nellin- parte degli altri (b. di stima).
tegrazione della vita psichica dellindividuo
con quella degli altri che lo circondano e che 7. B. educativi. Sono quelli che, una volta
si manifesta nella coltivazione dellamicizia, soddisfatti, portano la persona ad un grado
nella ricerca della stima e del dominio sugli ottimale di maturit, proporzionalmente al
altri; e) realizzazione dellesistenza (b. esi- periodo evolutivo che essa attraversa, e mi-
stenziali), che si traduce nella tendenza ad rano a mettere la persona in grado di pren-
unificare valori, obiettivi e progetti attorno dere delle decisioni libere. Come tali, essi
ad un fine unico che d senso allesistenza e fanno riferimento ad un quadro di valori
motivazione alle azioni: si esprimono nei b. rappresentativo dei fini delleducazione e che
di significato e di trascendenza. ha una funzione motivazionale, in quanto fa
scattare la tensione verso decisioni e azioni
5. B. formativi. I b. formativi riguardano il pro- orientate alla realizzazione delle mete con-
cesso secondo il quale la persona acquisisce divise dal soggetto. In questo senso le ri-
gradualmente le competenze della vita adulta; sposte ai b. educativi vengono, da una parte,
tali processi sono una condizione essenziale assunte da un progetto, implicito o esplicito,
perch il soggetto arrivi ad una personalit avanzato dalle agenzie educative e, dallaltra
matura e sia in grado di decidere liberamente. sono espresse in motivazioni, atteggiamenti,
I b. formativi e quelli educativi sono comple- decisioni e azioni da parte dei soggetti in for-
mentari in quanto la soddisfazione dei primi mazione. Quanto pi il soggetto sviluppa un
porta gradualmente alla realizzazione dei se- quadro valoriale sintonizzato con quello del
condi. Tra i b. formativi relativi alla prospet- progetto educativo personale e istituzionale,
tiva evolutiva adolescenziale si distinguono: tanto pi egli riesce a integrarsi nel percorso
quelli di partecipazione e di accettazione che formativo. I b. educativi sono quindi stret-
riguardano la socialit e la stima di s; di tamente collegati ai valori che li orientano e
sicurezza, cio della ricerca di un riferimento ne possono esistere tanti quanti sono i riferi-
nelle persone significative; di comprensione, menti valoriali condivisi dal soggetto. Spetta
cio dello sforzo di comprendere se stesso e allazione educativa lofferta dei riferimenti
gli altri; di indipendenza, o di ricerca sia di di alto profilo valoriale che siano in grado di

154
BLONSKIJ PAVEL PETROVI

far emergere nei soggetti le motivazioni fun- 1. Consolid i suo interessi con la libera do-
zionali allacquisizione dei fini educativi. cenza (1913) e linsegnamento nelluniversi-
t. Partecip al movimento dellEducazione
8. Una tipologia dei b. Possiamo distinguere libera; dopo la rivoluzione, ader al bolsce-
i diversi tipi di b. tra b. materiali e post-ma- vismo e intraprese una corposa attivit pub-
teriali, ognuno secondo una prospettiva per- blicistica, che lo inser negli organismi dello
sonale e sociale. I b. materiali in prospettiva stato per la scuola, muovendosi nella linea
personale riguardano i b. primari che proven- della pedologia. Con laffermarsi dello sta-
gono dalla natura umana, biologica (ad es. il linismo inizi la sua emarginazione, da cui
b. di mangiare, di bere, di dormire, ecc.). In si difese, lavorando solo nellIstituto statale
prospettiva sociale fanno riferimento ai b. di di psicologia, specie dopo la condanna della
alimentazione, di abitazione, di salute, di tra- pedologia (1936). Tra le sue opere: Kurs pe-
sporto, di educazione, di lavoro, di credenza dagogiki, Mosca, Zadruga, 1916; Psichologi-
e di appartenenza. I b. post-materiali, in pro- ja, Ibid., 1919; Trudovaja skola (Scuola del
spettiva personale fanno riferimento alla na- lavoro), Mosca, NKP-Giz, 1919; Pedologia,
tura umana aperta alla realizzazione del s: Ibid., 1925.
il b. di affetto, di stima, di rapporti sociali,
di realizzazione delle potenzialit umane, di 2. Oltre allinteresse psicologico, si caratte-
senso della vita, di trascendenza; in prospet- rizzato per la fondazione di una scienza mar-
tiva sociale riguardano lambito della qualit xista delleducazione e una conseguente ri-
della vita, favoriscono la realizzazione del- strutturazione della scuola, supportate dalla
la persona in quanto membro di una societ centralit dei processi produttivi e del lavo-
attraverso linserimento nei movimenti per ro, da cui la politecnicit, dibattuto concetto
lecologia, lambiente, la pace, la solidariet marxiano. B. polemizza con leducazione
verso i popoli, il benessere delle minoranze, delle Scuole Nuove, per la loro conce-
i diritti degli svantaggiati, contro lapartheid zione del bambino, il cui sviluppo naturale
razziale e sociale, ecc. per egli stesso non trascura, secondo gli
orientamenti pedologici. Propone una scuo-
Bibl.: Freund J., Thorie du besoin, in LAnne la politecnica del lavoro, sintesi dialettica
Sociologique (1971) 13-64; Ronco A., Introdu tra leducazione delluomo in generale e
zione alla psicologia. 1. Psicologia dinamica, leducazione dello specialista. Essa, ispi-
Roma, LAS, 31980; Springborg P., The problem rata al bisogno industriale, si articola su tre
of human needs and the critique of civilisation, livelli: dai 3 ai 7 anni, di imitazione e ripro-
London, George Allen & Unwin Publishers, 1981; duzione della vita degli adulti, con un rilan-
Pol etti F., Le rappresentazioni sociali della delin cio del gioco e un relativo inserimento del
quenza giovanile, Firenze, La Nuova Italia, 1988; lavoro; dagli 8 ai 13 anni (= obbligo di 1
Donati P., Famiglia come relazione sociale, Mila grado), con la conoscenza della vita umana
no, Angeli, 1989; Fischer L., Prospettive sociolo nel suo sviluppo e con unattivit produttiva
giche, Roma, NIS, 1992; Gustin M. B., Das ne- agricolo-artigianale, in una comune, con
cessidades humanas aos direitos, Belo Horizonte, flessibilit di orari e di discipline; dai 14 ai
Del Rey, 1999; Caliman G., Desvio social e de- 18 anni, in fabbrica, con una sintesi di sa-
linquencia juvenil, Brasilia, Universa, 2006. pere e di fare, integrata da una riflessione
G. Caliman scientifico-teorica, da sport e attivit arti-
stiche. B. vi ha introdotto, didatticamente,
BLANCO Y SNCHEZ Rufino Neoscolasti- il metodo dei complessi, di cui fu sosteni-
ca pedagogica tore. Oggi se ne riconosce, oltre alla matri-
ce marxista, il legame con classici e Scuole
Nuove. Ebbe importanza ed influsso fino al
1925-1926.
BLONSKIJ Pavel Petrovi
Bibl.: Tra i saggi pi accessibili e comprensivi:
n. a Kiev nel 1884 - m. a Mosca nel 1941, Dietrich Th., Sozialistische Pdagogik, Bad
professore di pedagogia e psicologia, con im- Heilbrunn, Klinkhardt, 1966, 127-161.
pegno filosofico. B. A. Bellerate

155
BONT

BLOOM Benjamin Tassonomia eccellenza e competenza: nella cultura della


BOCCIATURA Insuccesso scolastico volont damore.
BOEZIO Medioevo
Bibl.: Pavanetti E., La bondad. Ensayo, Madrid,
Oriens, 31963; R emplein H., Psychologie der
Persnlichkeit, Mnchen, Reinhardt, 61976; Gat-
BONT ti G., Professione: educatore cristiano; le sue
risorse: religione, ragione, amorevolezza, testi-
La b. eccellenza nellessere e nel fare; monianza, coscienza dei propri limiti, Leumann
promozione del bene nella linea dei bisogni (TO), Elle Di Ci, 1995; Todisco O., Averro nel
fondamentali e dei progetti esistenziali di dibattito medievale: verit o b.?, Milano, Angeli,
vita; espressione di autorealizzazione. Essa 1999.
soddisfa i bisogni di appartenenza e di sti- A. Sopea
ma, i quali dispongono ad una positiva iden-
tit personale e sociale ( Maslow).

1. La b. orienta nei fini e nei metodi educati- BORROMEO Carlo


vi. La b. dei fini attiva la b. dellessere; la b.
nel fare manifesta la b. dellessere. Lespe- n. ad Arona nel 1538 - m. a Milano nel 1584,
rienza della b. ricevuta stimola le energie riformatore ed educatore religioso, santo.
interattive di appartenenza nella sicurez-
za dellidentit sociale, e quelle di stima 1. Vita. Figlio del conte Gilberto, feudatario
didentit personale, base diretta dello svi- di Arona, viene fatto abate a 12 anni, si lau-
luppo nellauto-realizzazione. Leccellenza rea in diritto a Pavia a 21, viene chiamato a
dellesser buono unita alla competenza del Roma dallo zio, il papa Pio IV, come can-
ben fare. L educando abbisogna dei segni celliere della Chiesa e nominato cardinale e
di b. e di amorevolezza; si sente stimo- arcivescovo di Milano a 22. A 27 anni, dopo
lato se si sente amato. La b. accettazione la morte del papa, fa ingresso nella sua dio-
positiva incondizionata ( Rogers): ci sono cesi e lavora alacremente alla riforma di essa
sempre delle ragioni per amare, e lamore e delle diocesi suffraganee, adoperandosi
lottimo stimolo per un funzionamento ot- per la riapertura e conclusione del Concilio
timo. di Trento, fino alla morte, ventanni dopo,
allet di 46 anni.
2. L educatore buono un essere-per-lal-
tro. Egli dispone di risorse di benevolenza- 2. Lopera educativa. B. fu un grande orga-
b.: obiettivit, generosit, tolleranza, delica- nizzatore, il massimo del sec. XVI. Organiz-
tezza, modestia, empatia, cordialit, collabo- z il Concilio e la vita ecclesiastica; diede
razione, compassione, affetto, allegria. La b. le Regole per organizzare i Seminari, le
genera fiducia: la fiducia garantisce leffica- Scuole della Dottrina Cristiana, il clero e le
cia dell intervento educativo, e fonda lac- confraternite; organizz la carit in tempo di
cettazione vicendevole. Pure lobbedienza carestia, i soccorsi durante la peste. Promos-
conseguenza naturale della fiducia e della b. se scuole e collegi per leducazione dei laici.
La b. definisce leducatore nelluso del pote- Incaric lumanista Antoniano di scrivere
re. La forza della b. desta apertura e ricetti- il trattato Delleducazione cristiana dei fi-
vit, apre all obbedienza: questa conse- gliuoli, e il card. Valerio di comporre unope-
guenza della fiducia in un clima di libert e ra di retorica. Fond nel seminario di Milano
spontaneit. Cos, si promuove, nellordine, una tipografia per la diffusione della buona
la speranza del bene. La b. introduce ledu- stampa. Personalmente e con il gruppo de-
cazione nel sistema della b.. Leducatore gli amici si era interessato, fin dagli anni di
buono, per la sua buona eccellenza e la sua Roma, di dispute letterarie e teologiche, di-
buona competenza, fa buoni gli educandi. Lo mostrando di possedere una solida cultura.
stile delle relazioni definisce leducatore: la
b. stile che facilita il bene dellidentit per- 3. Il contributo alleducazione religiosa.
sonale e sociale. La b. fa buono leducando in Fond o restaur i santuari di Rho, Varallo,

156
BOSCO GIOVANNI

Cannobio, ecc.; promosse il rito ambrosiano. 1. Don B. nasce al termine del periodo
Pass alla storia come il modello del nuovo rivoluzionario-napoleonico (1789-1815) e
vescovo riplasmato dal Concilio di Trento, la sua formazione culturale e sacerdotale
le cui decisioni venivano prese a modello in (1815-1844) si compie in piena Restaurazio-
innumerevoli altre diocesi. Promosse vigo- ne: prima in ambiente socio-religioso rurale,
rosamente leducazione e le Scuole della poi nella cittadina di Chieri, infine a Tori-
Dottrina Cristiana, inserendole nel cuore no, capitale del regno sardo (Piemonte, Li-
della pastorale parrocchiale; a Milano, du- guria, Sardegna, contea di Nizza e ducato di
rante il suo episcopato, esse passarono da Savoia), una delle dieci entit politiche nelle
poche decine a 740, con circa 50 mila iscrit- quali era stata divisa lItalia al Congresso di
ti. Diede loro figura giuridica, impegnandosi Vienna. Giovanni il figlio minore in una
personalmente a stenderne le Regole, entrate famiglia di modesti agricoltori, costituita dai
in vigore fin dal 1579, anche se stampate solo genitori Francesco e Margherita Occhiena,
nel 1585. Il governo delle Scuole e della Com- la nonna paterna, il fratellastro Antonio, il
pagnia della Dottrina Cristiana viene centra- fratello maggiore Giuseppe. Orfano di padre
lizzato a livello diocesano. Particolarmente a 21 mesi (1817), apprende i primi elemen-
intensa linsistenza sulla conversione e ti del leggere e dello scrivere da un sacer-
sulla piet personale del maestro catechista e dote di un paese vicino, fa la prima comu-
di tutti i membri della Compagnia e sul loro nione nel 1826, garzone di campagna dal
spirito comunitario. San Carlo vuole che le febbraio 1828 allautunno 1829, frequenta
classi siano piccole: da 4 a 6 fanciulli/e. La la prima scuola elementare regolare dal di-
separazione dei sessi di rigore. Il tempo cembre 1830 allestate 1831. In quattro anni
la domenica pomeriggio. Si usano premi pic- percorre a Chieri le sei classi del collegio
coli e grandi, e severi castighi per i renitenti. (la prima inferiore, le tre classi di gramma-
Grande importanza assume la disputa/gara, tica, lanno di umanit e quello di retorica)
non a scopo didattico, ma dimostrativo e se- e, in seminario (1835-1841), i due anni del
lettivo. corso di filosofia e, in quattro anni, i cinque
del corso di teologia. Sacerdote nel giugno
Bibl.: Premoli O., S.C.B. e la cultura classica, in del 1841, durante il triennio di qualificazione
La Scuola Cattolica 45 (1917) 427-440; Mols pratico-pastorale nel Convitto Ecclesiastico
R., St. Charles Borrome, pionnier de la pasto- di Torino (1841-1844) ha i primi contatti con
rale moderne, in Nouvelle Revue Thologique ragazzi immigrati dalla campagna e dalla
79 (1957) 600-622; Deroo A., S.C.B., il cardinale montagna in cerca di lavoro o incontrati in
riformatore, Milano, Ancora, 1965; Giuliani A., sporadiche visite nelle carceri o nelle strade
La catechesi a Milano nel secolo di S.C., in La e piazze della capitale subalpina.
Scuola Cattolica 118 (1984) 580-615; Toscani
X., Le Scuole della Dottrina Cristiana come 2. Nel biennio 1844-1846, assunto in una
fattore di alfabetizzazione, Novara, Studi Nova- delle opere della nobile vandeana Juliet-
resi, 1985. te Colbert vedova del marchese Falletti di
U. Gianetto Barolo, d forma al suo oratorio, in gran
parte ambulante. Si rivelano subito due ca-
BOSCHETTI-ALBERTI Maria Scuole ratteristiche fondamentali della sua persona-
Nuove lit: mentalit e cultura ispirata alla religio-
sit popolare delle origini, arricchita dalla
familiarit con libri di storia ecclesiastica,
affinata nel Convitto grazie allo studio della
BOSCO Giovanni morale alfonsiana assimilata soprattutto nei
suoi aspetti applicativi (in particolare nella
n. nella localit dei Becchi nel comune di pratica del sacramento della confessione e
Castelnuovo dAsti nel 1815 - m. a Torino nella direzione delle anime); insieme, vivaci-
nel 1888, educatore italiano, fondatore della t di intelligenza pratica, coinvolgente intu-
Societ di S. Francesco di Sales (Salesiani di izione delle problematiche situazioni umane
Don B., SDB) e dellIstituto delle Figlie di proprie di una citt in crescita, concretezza
Maria Ausiliatrice (FMA). realizzatrice. Dal novembre del 1846 Don B.,

157
BOSCO GIOVANNI

che in estate si era sciolto da ogni impegno berale e radicale. Il coinvolgimento diventa
con la Barolo, si dedicava a tempo pieno al particolarmente pressante in occasione della
suo oratorio, stabilito allestremo nord-est di fondazione e dellampliamento delle varie
Torino, nel borgo Dora, localit Valdocco. opere educative, nella diffusione delle Let-
Ivi perfeziona e amplia le sue iniziative be- ture Cattoliche, nellorganizzazione delle
nefiche: attivit religiose e ricreative, classi grandi lotterie, nella costruzione di chiese (s.
di alfabetizzazione domenicali e serali, ricer- Francesco di Sales, 1852-1853, Maria Ausi-
ca di lavoro e assistenza morale dei giovani liatrice, 1864-1868, s. Giovanni Evangelista
apprendisti; contemporaneamente si d alla a Torino, 1878-1882, Sacro Cuore di Ges a
predicazione popolare e scrive i primi libri Roma, 1880-1887). Lintraprendenza, il con-
di storia religiosa e devozionali. Lassistenza senso di giovani collaboratori, le crescenti
ai giovani e lattivit letteraria assumono ca- richieste di fondazioni da parte di autorit re-
rattere di accentuata prevenzione e difesa ligiose e civili (vescovi, sacerdoti, municipi,
in seguito allacuirsi dei fenomeni determi- notabili) e i generosi aiuti mai venuti meno
nati dalla svolta politica, religiosa, sociale, spingono Don B. ad estendere gradualmente
culturale, intervenuta nel regno sardo tra il le sue istituzioni giovanili, che oltretutto gli
1847 e il 1855: la liberalizzazione della stam- permettono di uscire da scomode strettoie
pa, il moltiplicarsi dei giornali di opinione, locali. Dal 1863 si avventura fuori Torino,
il proselitismo protestante, il distacco delle dal 1869 in Liguria, nel 1875 in Francia e in
istituzioni civili da vincoli ecclesiastici, lo Argentina con lapertura missionaria verso
scontro tra Stato e Chiesa (1850 e 1855). In la Patagonia (1880), in Uruguay, in Brasile,
favore delle classi popolari Don B. propugna in Spagna, in Cile, in Ecuador (ultima tappa,
le ragioni della fede cattolica con un giornale lui vivente). Non solo estensione quantita-
di breve durata (tra la fine di ottobre 1848 e tiva di opere, ma anche versatili delle loro
inizio maggio 1849), opuscoli e libri apolo- espressioni. Loratorio originario per esterni,
getici, in particolare, dal 1853, la fortunata sempre prediletto sul piano affettivo, lascia
pubblicazione quindicinale delle Letture spazio sempre maggiore a case di educazio-
Cattoliche (uscite fino alla seconda met del ne per gli interni, pi decisamente pre-
900). Sul versante educativo, oltre che nei ventive, sotto forma di collegi con scuole
tre oratori torinesi (s. Francesco di Sales, s. per studenti della classe media e di ospizi per
Luigi Gonzaga, Angelo Custode), egli opera studenti e artigiani di classi pi umili.
con primario impegno nella casa annessa
al primo oratorio di Valdocco, un ospizio 4. Per garantire continuit e stabilit alle sue
nel quale organizza laboratori interni di arti opere torinesi e a quelle successive, intorno
e mestieri (legatori, calzolai, sarti, falegna- al 1854 Don B. aveva incominciato a pensare
mi, fabbri, tipografi, librai) (1853-1862) e le a una qualche forma pi stabile di organiz-
cinque classi del ginnasio (1855-1859). zazione spirituale e regolamentata dei poten-
ziali collaboratori nellopera degli oratori,
3. A sostegno delle opere in espansione intesa nel senso pi esteso e vario, appro-
(lOratorio di S. Francesco di Sales di Val- dando in tappe successive alla fondazione
docco arriver negli anni 60 a 800 ospiti, dei due istituti di vita consacrata, maschile
studenti e artigiani), Don B. riesce ad attira- e femminile, denominati Societ di s. Fran-
re lappoggio di larghe cerchie di amici, be- cesco di Sales (1859-1869) ( Salesiani) e
nefattori, collaboratori, pubblicisti: papi (Pio Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (o
IX e Leone XIII), re (Carlo Alberto, Vittorio Suore Salesiane) (1872). Nelle Costituzioni
Emanuele II, Umberto I), principi e princi- della Societ di s. Francesco di Sales Don
pesse di Casa Savoia, gente di corte, nobili B. aveva introdotto anche la figura dei soci
e banchieri, autorit religiose e civili, muni- esterni. Negata per essi lapprovazione ro-
cipali, provinciali, ministeri (in specie degli mana, arrivava attraverso diverse approssi-
Interni e della Guerra), direttori di giornali, mazioni (Associati alla Congregazione di S.
ecclesiastici e laici di tutte le estrazioni so- Francesco di Sales, 1873, Unione cristiana,
ciali, suscitando la fattiva simpatia anche di 1874, Associazione di buone opere, 1875)
personaggi non benevoli verso il clero, come allUnione dei Cooperatori Salesiani (1876),
Urbano Rattazzi, e deputati della sinistra li- una specie di terzordine di ecclesiastici

158
BOSCO GIOVANNI

e laici che aveva per fine principale la vita studi teologici, formazione spirituale). Sono
attiva nellesercizio della carit del prossimo riserve che una seria storiografia critica ha
e specialmente della giovent pericolante potuto agevolmente dissolvere, approdando
(Cooperatori salesiani ossia un modo prati- alla lucida immagine di un tipo di autentica
co per giovare al buon costume ed alla ci- santit, radicata profondamente nella tradi-
vile societ, 1877, in Opere Edite XXVIII, zione cattolica e, insieme, aperta alle esigen-
365-369). Per essa egli lanciava subito come ze della modernit a tutti i livelli: santit
organo di informazione e di collegamento il personale, pedagogia, pastorale giovanile e
Bollettino Salesiano, un mensile di vastissi- popolare, spiritualit, socialit, ecclesialit,
ma diffusione in pi lingue, ancor oggi vivo visione rinnovata della vita consacrata in
e vitale in tutti i continenti. funzione di una nuova educazione (Stella,
1988).
5. Nellultimo ventennio si crea, soprattutto
negli ambienti cattolici moderati, in Italia, 7. Come educatore e catechista e quale fon-
in Germania, in Francia, in Spagna, limma- datore di Istituti di consacrati e di consacrate
gine di un Don B. educatore nuovo della Don B. ha scritto moltissimo, in gran parte
giovent povera e abbandonata, perico- ricorrendo a fonti di seconda mano, talvolta
lante per s e pericolosa per lordine mo- quasi rielaborando pubblicazioni altrui, ma
rale e sociale; risolutore del problema sociale con tratti personali inconfondibili e non ra-
dei giovani operai; e taumaturgo, in specie ramente geniali. Importanti sono gli scritti
accanto al santuario di Maria Ausiliatrice relativi al suo sistema educativo, il siste-
a Torino e nei due viaggi trionfali a Parigi ma preventivo, e quelli legati alla fondazio-
(1883) e a Barcellona (1886). La straordina- ne della Societ salesiana e allapprovazione
ria attivit, linstancabile ricerca di sussidi delle sue Costituzioni. Ma la gran parte della
finanziari, il carattere conservatore e talora produzione libraria (con iniziative tipografi-
retrivo di certe fasce di sostenitori e ammi- che ed editoriali parallele) fu rivolta soprat-
ratori non mancarono di attirargli le critiche tutto alla giovent e al popolo. Si accenna ai
e le aggressioni satiriche di certa stampa principali gruppi: a) scritti per leducazione
laicista e anticlericale. Peraltro, esse furo- scolastica e catechistica: Storia ecclesiastica
no nettamente superate dallammirazione ad uso delle scuole (1845), Il sistema metrico
illimitata da parte di grandi masse e della decimale ridotto a semplicit (1846), Storia
stampa cattolica e da valutazioni positive di sacra per uso delle scuole (1847), Maniera
apprezzabili settori del mondo laico italiano facile per imparare la storia sacra (1855),
ed estero (Traniello [Ed.], 1987, 209-251). Storia dItalia raccontata alla giovent
(1855); b) le biografie di tre alunni dellOra-
6. Segno di contraddizione ha continuato ad torio di Valdocco, s. Domenico Savio (1859),
essere Don B., per altro verso, lungo il diffi- Michele Magone (1861), Francesco Besucco
coltoso iter del processo di beatificazione e (1864); e i racconti semibiografici su Giusep-
canonizzazione (1890-1934). Esso fu seguito pa ne La conversione di una valdese, Pietro
con fiducia ed entusiasmo dalle schiere va- ne La forza della buona educazione (1855),
stissime degli ammiratori e devoti, mentre Valentino (1866), Severino (1868), Angelina
fu oggetto di qualche riserva da talune esi- (1869), Massimino (1874); c) scritti devo-
gue cerchie di ecclesiastici e di laici cattolici zionali e agiografici: Il giovane provveduto
meno convinti del tipo di spiritualit da lui (1847), La chiave del paradiso (1856), Por-
espresso. Gli si rimproverava eccessivo atti- ta teco cristiano (1858), II mese di maggio
vismo, si manifestavano perplessit circa un (1858), seguito da vari fascicoli sulla Madon-
presunto squilibrio tra impegno temporale e na, venerata sotto il titolo di Maria Ausilia-
vita di preghiera, tra ricorsi e accorgimenti trice (1865), inoltre, Associazione de divoti
umani e fiducia nella provvidenza, tra diplo- di Maria Ausiliatrice canonicamente eretta
mazia e rettitudine di intenzione; si credette in Torino (1869), Opera di Maria Ausiliatri-
di trovare elementi conflittuali tra difesa della ce per le vocazioni allo stato ecclesiastico
propria congregazione e ossequio alla gerar- (1875); la vita di s. Martino (1855), s. Pancra-
chia, tra rigido concetto della vita religiosa e zio (1856), s. Pietro (1856), s. Paolo (1857),
insufficienza dei mezzi formativi (noviziato, s. Giuseppe (1867), Biografia del sacerdote

159
BRAILLE: METODO

Giuseppe Caffasso esposta in due ragiona- Don B. prete dei giovani nel secolo delle libert,
menti funebri (1860); d) scritti in difesa della 2 voll., Roma, LAS, 22003.
fede, della Chiesa cattolica e del papa: La P. Braido
Chiesa cattolica-romana la sola vera Chie-
sa di Ges Cristo (1850), Avvisi ai cattolici BOTTAI Giuseppe Fascismo
(1853), Il cattolico istruito nella sua religio- BOVET Pierre Scuole Nuove
ne (1853), Conversazioni tra un avvocato ed
un curato di campagna sul sacramento della
confessione (1855), Due conferenze tra due
ministri protestanti ed un prete cattolico in- BRAILLE: metodo
torno al purgatorio e intorno ai suffragi dei
defunti (1857), la lunga serie di Vite dei papi Dopo molti sforzi nel corso dei secoli per
dei primi tre secoli della Chiesa (1857-1865); rendere pi facile ai non vedenti linsegna-
e) scritti ameni e azioni sceniche: Novella mento della lettura e della scrittura, il fran-
amena di un vecchio soldato di Napoleo- cese Louis B. (1809-1852) invent un metodo
ne I (1862), Fatti ameni della vita di Pio IX che presto fece fortuna in tutto il mondo. Non
(1871), Dramma. Una disputa tra un avvoca- vedente dallet di tre anni, B. entr a tredici
to ed un ministro protestante (1853), La casa nellIstituto dei Ciechi a Parigi, dove in se-
della fortuna. Rappresentazione drammati- guito insegn. Invent il metodo che porta
ca (1865). il suo nome e lo fece conoscere nel 1829, nel
suo libro scritto in rilievo Procd pour cri-
Bibl.: B. G., Opere edite (ediz. anastatica), 38 re les paroles, la musique et le pain-chant;
voll., Roma, LAS, 1976-1977, 1987; I d., Memo- tale metodo giunto fino ai nostri giorni con
rie dellOratorio di S. Francesco di Sales. Dal poche modifiche importanti. Si utilizza un B.
1815 al 1855, a cura di A. Ferreira , Ibid., 1991; integrale, nel quale si riproduce ogni lettera
I d., Epistolario, a cura di F. Motto, voll. I-IV mediante punti in rilievo ed un B. abbrevia-
(1835-1875), Ibid., 1991, 1996, 1999, 2003; Ca- to, che comprende un codice di abbreviazio-
viglia A., D.B.. Profilo storico, Ibid., 31934; ni per le parole pi usate o per gruppi di let-
Ceria E., San G.B. nella vita e nelle opere, To- tere pi frequenti. Grazie a questo sistema i
rino, SEI, 1937; Lemoyne G. B. - A. A madei - E. non vedenti possono leggere qualsiasi tipo di
Ceria, Memorie biografiche di D. (del Beato... di libro con una certa rapidit, affrontare studi
San) G.B., 18 voll., San Benigno Canavese (Tori- superiori e ricoprire incarichi di responsabi-
no), SAID-Buona Stampa/SEI, 1898-1937; Cer- lit. Con sei punti incisi in rilievo in colonna
rato N., Il linguaggio della prima storia salesia- possono essere rappresentati 63 diversi di-
na. Parole e luoghi delle Memorie biografiche segni e con essi tutte le lettere dellalfabeto,
di D.B., Roma, LAS, 1991; Stella P., Gli scritti segni ortografici, numeri e note musicali. Per
a stampa di San G.B., Ibid., 1977; Id., D.B. nel- scrivere si utilizzano incavature emisferiche
la storia della religiosit cattolica, 3 voll., Ibid., fatte su carta adatta con la punta di un pun-
1979-1988; Id., Don B. nella storia economica e zone di acciaio. In tutti i Paesi sviluppati esi-
sociale (1815-1870), Ibid., 1980; Tuninetti G., stono collegi, riviste, libri e biblioteche per i
Limmagine di Don B. nella stampa torinese (e non vedenti.
italiana) del suo tempo, in Don B. nella storia
della cultura popolare, a cura di F. Traniello, To- Bibl.: Ceppi E., I minorati della vista, Roma, Ar-
rino, SEI, 1987; Don B. nella storia, a cura di M. mando, 1969; Williams M., B. reading, in The
Midali, Atti del 1 Congresso Internazionale di Teacher of the Blind 3 (1971) 103-116; Demi-
Studi su Don B., Roma, LAS, 1990 (in sp. a cura nard D., Dictionnaire dhistoire de lenseigne-
di J. M. Prellezo, Ibid., 1990; in ing. a cura di P. ment, Paris, ditions Universitaires, 1981; H en-
Egan e M. Midali, Ibid., 1993); Gianotti S. (Ed.), ri P., La vida y la obra de L.B., Madrid, ONCE,
Bibliografia generale di don B., vol. I: Bibliogra- 1988.
fia italiana 1844-1992, Ibid., 1995; Desramaut B. Delgado
F., Don B. en son temps (1815-1888), Torino, SEI,
1996; Diekmann H., Deutschsprachige Don-B.- BRUNER Jerome Linguaggio Psicolingui-
Literatur 1883-1994, Roma, LAS, 1997; Stella stica
P., Don B., Bologna, Il Mulino, 2001; Braido P., BRUNI Leonardo Umanesimo rinascimentale

160
BUDDHISMO

BUBER Martin luminato (il Buddha). Siddharta Gautama,


nome con cui il Buddha era conosciuto pri-
n. a Vienna nel 1878 - m. a Gerusalemme nel ma dellilluminazione, nacque a Lumbini,
1965, pensatore ebreo. nel sud dellodierno Nepal, nel VI sec. a.C.
il fondatore del B.
1. Di antica famiglia ebraica originaria di
Leopoli, professore di religione ed etica 1. Aspetti generali. Il B. sia una filosofia
ebraica alluniversit di Francoforte dal 1923, che una religione; una raccolta di dottrine
nello stesso anno pubblica il suo testo filoso- e un modo di vivere. Come filosofia, una
fico fondamentale Ich und Du (Io e Tu). teoria dellesistenza basata su tre elemen-
Dal 1925 al 1954 lavora con F. Rosenzweig ti essenziali: il dolore (dukha), la transito
alla nuova traduzione tedesca della Bibbia riet (anicca) e la non individualit (anatta).
ebraica. Nel 1938 emigra in Palestina. B. Come religione, il B. mostra la via verso
probabilmente il pi rappresentativo pensa- la beatitudine finale (nirvana), che non
tore ebreo del sec. XX. In lui la filosofia si nientaltro che la liberazione definitiva dal-
coniuga con la tradizione ebraica, lesegesi la catena delle successive rinascite: queste
biblica e la riflessione teologica. La sua con- rinascite sono dovute allintrinseco potere
cezione dialogica trova il riferimento ultimo causale dellazione (karma) e possono essere
nella teologia dellalleanza tra Dio e il popo- eluse tramite la rinuncia ed il distacco. Nel
lo. Peraltro, nello stare in una relazione Io-Tu B. perci non c posto per la mediazione de-
con la natura, gli altri, gli esseri spirituali e gli dei e per la realt perenne dellesistenza,
con Dio (cui si contrappone una relazione di principi fondamentali dell Induismo. Il B.
tipo Io-Esso), si coglie il senso autentico del- si fonda su tre tesor i: il Buddha, il Dharma
la vita e la persona prende coscienza di s che egli insegna e il Sangha (o la comunit
e della propria soggettivit. di monaci e suore) il cui ruolo di praticare e
trasmettere il suo insegnamento. Ci sono due
2. Sebbene B. non abbia sviluppato una ap- rami principali del B.: il primo il Thera-
profondita teoria delleducazione, la proble- vada (la dottrina degli Anziani), conosciuto
matica educativa emerge in molti suoi scrit- anche come Hinayana (piccolo veicolo); que-
ti. Nella dimensione interpersonale essa sto il tipo di B. che andato affermando-
fondata nel principio dialogico dellIo-Tu si nei seguenti paesi: Sri Lanka, Myanmar,
e finalizzata alla formazione del grande Thailandia, Laos e Kampuchea. Il secondo
carattere. Nella dimensione comunitaria il Mahayana (grande veicolo): ha seguaci in
del Noi, essa spinge alla conversione in- Cina, Giappone e Corea.
dividuale e sociale, a ricercare il dialogo tra
comunit diverse ed apre verso lutopia della 2. Idee pedagogiche. Il B. and affermandosi
communitas communitatum e della pace verso linizio del V sec. a.C., in un periodo in
in cui gli uomini siano una cosa sola. cui la maggior parte della gente era rimasta
delusa dai rituali e sacrifici vedici e listruzio-
Bibl.: B.M., Werke, 3 voll., Mnchen, Ksel, ne era monopolio dei bramini, la classe sacer-
1962-1964; trad. it.: Il principio dialogico e altri dotale. Buddha ed i suoi discepoli scelsero di
saggi, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo, 1993; insegnare in Pali, la lingua comune del popo-
Milan G., Educare allincontro. La pedagogia di lo; essi insegnavano a chiunque, indipenden-
M.B., Roma, Citt Nuova, 42002; Zank M. (Ed.), temente dalla casta, dal credo o dal sesso. Per
New perspectives on M. B., Tbingen, Mohr Sie- quei tempi fu un fatto rivoluzionario. Listru-
beck, 2006. zione e linsegnamento buddhista si incentra-
C. Nanni rono intorno ai monasteri, e divennero parte
della storia del monachesimo buddhista. Sin
dallinizio i monasteri buddhisti si impegna-
rono nellistruzione sia secolare che religio-
BUDDHISMO sa. Il risultato di ci fu una diff usa crescita
dellistruzione elementare e dellistruzione
Il termine B. deriva da Buddha-Dharma, che superiore. I monasteri servivano al duplice
significa lInsegnamento (Dharma) dellIl- scopo di insegnare e preparare le persone per

161
BHLER KARL

il sacerdozio. Dato che lo scopo ultimo della 1. Allievo a Friburgo di J. von Kries, dopo
vita il raggiungimento del Nirvana (eterna essersi laureato in medicina (1903) e in filo-
beatitudine dellessere puro), listruzione era sofia (1904) lavora sotto la guida di O. Klpe.
fondamentalmente indirizzata verso questo Tra il 1907 e il 1908 pubblica quattro lavori
fine. I giovani discepoli erano affidati ad un in cui, utilizzando il metodo dellintrospe-
insegnante conosciuto per la sua integrit zione controllata, si propone di studiare i
morale, lautoconcentrazione, la saggezza, contenuti complessi della mente, con lin-
il distacco e la sapienza. I suoi compiti con tento di mettere in rilievo i processi (o atti
sistevano nellistruire i discepoli sui precetti o funzioni) che veicolano lelaborazione
della retta condotta, su elementi di moralit, di tali contenuti e ricorre, per ottenere dai
su questioni relative al Dharma (insegna- propri soggetti informazioni dettagliate sui
mento) e ai Vinayas (regole monastiche). Il processi decisionali seguiti, a una tecnica di
nucleo centrale dellinsegnamento includeva intervista di tipo clinico. Sulla base di risul-
invariabilmente le quatt ro nobili verit espo- tati sperimentali, B. sostiene il carattere non
ste dal Buddha nel suo primo sermone dopo sensoriale di molti elementi che contraddi-
lilluminazione, cio lesistenza del dolore, stinguono la coscienza nei compiti cognitivi
le sue origini, la sua estinzione e lottupli- nonch limpossibilit di classificare taluni
ce sentiero che conduce alla fine del dolore elementi di pensiero nella stessa catego-
e alla rinascita. Listruzione buddhista rag- ria che comprende le sensazioni o le imma-
giunse il suo acme tra il V e lVIII sec. d.C. gini. Pur continuando a muoversi in ambito
in seguito alla fondazione della famosa Uni- sperimentale, sottolinea inoltre lesigenza di
versit di Nalanda sotto i re Gupta. Allapi- collocare lo studio del pensiero lungo una di-
ce della fama, lUniversit di Nalanda aveva mensione ontogenetica e nel suo libro Lo svi-
1.500 insegnanti e pi di 10.000 studenti da luppo psichico del bambino (1918) affronta
tutta lAsia. Oltre alle materie religiose, ne il problema della formazione dei concetti nel
venivano insegnate altre, quali legge, mate bambino e quello dei rapporti tra pensiero e
matica, astronomia, logica, metafisica, me linguaggio, e delinea una periodizzazione
dicina, arti e mestieri, e letteratura. Persino dello sviluppo psichico a cui negli anni suc-
oggi, il B. ha molto da offrire per la crescita e cessivi avrebbero fatto riferimento diversi
lo sviluppo delluomo come essere umano: la psicologi.
meditazione e la preghiera, il culto e la comu-
nit, il distacco dal mondo, la via della salvez- 2. Insegna a Dresda e quindi a Vienna dal
za e la ricerca dellAssoluto. Il B. quindi rima- 1922 al 1938. Nel 1927 con il libro La crisi
ne una filosofia ed una religione autorevole, a della psicologia, che avr grande risonan-
cui si rivolgono in molti, ed il suo valore peda- za (tradotto in it., 1979), denuncia lestrema
gogico per la vera promozione delluomo non frantumazione in scuole separate della psi-
sar mai sufficientemente enfatizzato. cologia contemporanea e propone, come es-
senziale per la fondazione di una concezio-
Bibl.: Humphreys C. (Ed.), The wisdom of Bud ne unitaria dei processi psichici, unanalisi
dhism, London, Unwin Brothers Ltd., 1960; Ling critica dei principi concettuali delle scuole
L., The Buddha, London, Temple Smith, 1973; psicologiche dellepoca. Abbandonato lin-
Mookerji R. K., Ancient Indian education, New trospezionismo di Wrzburg, si avvicina alle
Delhi, 1974; Sir H ari Singh Gour, The spirit of tesi dellindirizzo gestaltico. Negli anni 30
Buddhism, voll. I & II, New Delhi, Cosmo Pub- porta avanti, insieme con il gruppo di lingui-
lications, 1986; Goyal S. R., A history of Indian sti del circolo di Praga, una serie di ricerche
Buddhism, Kusmanjali Prakashan, Meerut, 1987. di estrema rilevanza sulla psicologia del lin-
G. Kuruvachira guaggio. Arrestato nel 1938 dai nazisti, si
rifugia dapprima a Oslo ed emigra succes-
sivamente negli Stati Uniti, dove insegner
psicologia al Saint Thomas College di Saint
BHLER Karl Paul e dal 1945 allUniversit di Los Ange-
les, California.
n. a Meckesheim (Baden) nel 1879 - m. a Los
Angeles nel 1963, psicologo tedesco. Bibl.: Wellek K. K., K. B. 1879-1963, in Arch.

162
BULIMIA

Ges. Psychol. 116 (1964) 3-8; Symposium on tuata confabulazione, fino a sfociare, nei casi
K. Bs contribution to psychology, in Journal estremi, nel delirio dimmaginazione ed in
of General Psychology 75 (1966) 181-219; M a- comportamenti perversi. Il mitomane un
rion P., K. B. e la crisi della psicologia, in Per soggetto labile, iperemotivo e suggestionabi-
unanalisi storica e critica della psicologia 4-5 le ed evidenzia una seria difficolt di adatta-
(1978) 33-62. mento alla realt.
F. Ortu - N. Dazzi
Bibl.: Sutter J. M., La b. del bambino, Roma,
Paoline, 1974; Ekman P., I volti della menzogna,
Firenze, Giunti, 1985; Langs R., La comunicazio-
BUGIA ne inconscia nella vita quotidiana, Roma, Astro-
labio, 1988; Anolli L. - M. Balconi - R. Ciceri,
Asserzione coscientemente non conforme Fenomenologia del mentire: Aspetti semantici
alla verit con lo scopo dindurre altri in e psicologici della menzogna, in Archivio Psi-
errore. Tale asserzione pu essere fatta attra- cologia Neurologia e Psichiatria 55 (1994) 1-2,
verso la parola, lo scritto, il gesto o anche il 268-295; A braham K. et al., Bugiardi e traditori,
silenzio. Luso del termine b. si riferisce in Torino, Bollati Boringhieri, 1994; Delloz D., La
modo particolare all infanzia. b., Milano, Ancora, 2002.
V. L. Castellazzi
1. Il bambino in grado di dire b., allorch
acquista la capacit di distinguere il vero dal
falso e ci avviene verso i 6-7 anni. Allini-
zio dellet scolare la b. fisiologica e svolge BULIMIA
una funzione adattiva alla realt. Il bambi-
no cio vi ricorre per conseguire la propria La b. consiste in una fame insaziabile ed in-
autonomia e per difendere il proprio mondo controllabile. Il termine deriva da due parole
interno nei confronti dellambiente, avvertito greche (bous = bue e lims = fame). Letteral-
come troppo intrusivo. Esistono due princi- mente: fame da bue.
pali tipi di b.: a) b. utilitaristica, al fine di
conseguire un vantaggio o evitare un castigo 1. Tale disturbo, come per l anoressia,
(es.: la falsificazione del voto); b) b. compen- nella maggioranza dei casi riguarda il ses-
satoria, al fine di evadere da una situazione so femminile. Tra gli studenti universitari,
di frustrazione (es.: inventarsi una fami- le femmine denunciano la percentuale del
glia pi ricca). 4,5% contro lo 0,40% dei maschi. Esso inol-
tre dalle 5 alle 10 volte pi diffuso dellano-
2. Il ricorso sistematico alla b. denuncia un ressia. La b. di solito compare verso i 15-16
esasperato bisogno di onnipotenza ed unin- anni, con punte massime dopo i 20 anni. Il
tolleranza nei confronti della realt. In un decorso intermittente con tendenza verso
simile contesto, pu avvenire che lindivi- la cronicizzazione.
duo si trasformi in un bugiardo inconscio e
quindi sia incapace di riconoscere che sta 2. I sintomi principali della b. sono: ricor-
mentendo. il caso di chi comunica super- renti episodi di abbuffate senza alcun con-
ficialmente, senza colore, senza sensibilit e trollo, vomito auto-indotto, uso di lassativi
con contenuti futili, e di chi ricorre sistema- o di diuretici, eccessiva preoccupazione per
ticamente al clich nel suo modo di parlare il peso corporeo, ricorso allalcol o a sostan-
e di agire. Talvolta pu avvenire che alcune ze stupefacenti, scarsa stima di s, ricerca
b. volontarie vengano utilizzate per comuni- di appoggio, depressione. A differenza
care in codice verit inconsce. Il bugiardo delle anoressiche, le bulimiche tendono ad
psicopatico, ad es., usa la b. come metafora essere sessualmente attive, anche se poi
attraverso cui inconsciamente cerca di dire denunciano una certa difficolt nellottene-
una verit che gli difficile manifestare in re soddisfazione dei loro bisogni emotivi.
termini realistici. Un tipico aspetto patologi- Entro questo contesto, lorgia alimentare
co della b. rappresentato dalla mitomania, viene vissuta, per un verso, come tentativo
in cui si manifesta la tendenza ad unaccen- di prendersi cura e, per un altro, come

163
BULLISMO

rabbia nei confronti delloggetto frustrante delle conseguenze del suo comportamento.
e deludente. impulsivo, favorevole alla violenza, ha un
forte desiderio di dominare gli altri, molto
Bibl.: Igoin L., La boulimie et son infortune, Pa- forte sia psicologicamente che fisicamente,
ris, PUF, 1979; Gordon R. A., Anoressia e b. Ana- del tutto insensibile ai sentimenti degli altri
tomia di unepidemia sociale, Milano, Cortina, ed infine ha unelevata stima di s. b) Il bul-
1991; Snchez Crdenas M., Le comportement lo ansioso: tale categoria di soggetti ha pi
boulimique, Paris, Masson, 1991; Lavanchy P., problemi di qualsiasi altro bullo o vittima,
Il corpo in fame, Milano, Rizzoli, 1994; Selvini condividendo molte delle caratteristiche di
Palazzoli M., Ragazze anoressiche e bulimiche, questultima. Infatti sia ansioso che ag-
Milano, Cortina, 1998; Miller J. A., Gli imbro- gressivo, insicuro di s, e spesso se la pren-
gli del corpo, Roma, Borla, 2006; Jeammet Ph., de con ragazzi pi grandi e pi forti di lui.
Anoressia b., Milano, Angeli, 2006; R ecalcati c) Il bullo passivo: in questultima categoria
M. - M. Zuccardi Merli, Anoressia, b. e obesit, di bulli rientrano tutti quegli individui che
Torino, Bollati Boringhieri, 2006. affiancano il leader. Lo fanno per due motivi
V. L. Castellazzi principali: il primo per proteggere se stes-
si, il secondo per avere lo status di appar-
tenenza al gruppo (Marini - Mameli, 1999,
63). Anche la vittima fa parte del sistema:
BULLISMO ha la funzione del capro espiatorio. un/a
ragazzo/a che evidenzia difficolt nel difen-
Il termine italiano b. viene dalla parola in- dersi e si trova in una situazione di impoten-
glese bullying (tiranneggiare), termine usato za nei confronti di coloro che lo/a molestano.
nella letteratura internazionale per connota- Presenta elevati livelli di ansia e insicurezza,
re il fenomeno delle prepotenze tra pari in un scarsa autostima; tende ad essere pi debole
contesto di gruppo. dei coetanei e pi preoccupato per lincolu-
mit fisica. Vi anche la categoria di vittima
1. Definizione e descrizione del fenomeno. provocatrice che una combinazione di mo-
Il b. consiste nella messa in atto di compor- delli reattivi, ansioso ed aggressivo.
tamenti aggressivi, offensivi, umilianti, ten-
denti allisolamento ed alla ridicolizzazione, 2. Lintervento. Per risolvere o modificare
ripetuti costantemente da uno o pi alunni (i il fenomeno del b. sono necessari interventi
bulli) nei confronti di un compagno di solito ad hoc. Il compito degli insegnanti quello
pi debole o diverso in qualche caratteristica di intervenire precocemente per modificare
(la vittima) al cospetto di altri compagni (i comportamenti che tendono a cronicizzarsi.
testimoni) che si divertono per laggressione, importante sviluppare una collaborazione
incitando i bulli a continuare oppure facen- tra insegnanti, educatori e famiglia (sovente
do finta di niente, mantenendo il silenzio e causa iniziale della violenza del bullo). Ma
lomert (Mariani, 2005, 75). Secondo que- soprattutto decisivo lavorare sul gruppo-
sta definizione per poter parlare di b. ci devo- classe. Ci sono esercizi che aiutano gli alunni
no essere tre attori: a) il bullo, b) la vittima, a prendere coscienza della grave ingiustizia
c) i testimoni. I coetanei possono assumere, che si sta perpetrando, dei problemi che essa
allinterno del gruppo, ruoli diversi, ponen- maschera, delle possibilit che hanno di ri-
dosi dalla parte del bullo, intervenendo a solvere, cooperando, i loro problemi. Esisto-
sostegno delle vittime o rimanendo sempli- no delle tecniche specifiche per aiutare i bulli
ci osservatori. C anche da sottolineare che a ridurre la loro violenza e altre per sostenere
si instaura una sorta di complementarit tra la vittima e farle acquisire delle competenze
bullo e vittima, in quanto questultimo non per reagire pi adeguatamente. Sono ormai
in grado di porre fine al sopruso, anzi lo ali- collaudati i Circoli di Qualit (CQ) che
menta con i suoi comportamenti goffi e mal- hanno una metodologia specifica per affron-
destri. I bulli possono essere di tre tipi: a) Il tare il problema. Limportante che la scuo-
bullo aggressivo: tale soggetto aggressivo la, di fronte a tale fenomeno, non lo neghi o
su chiunque possa essere identificato come lo banalizzi. Essa deve reagire con una serie
vittima e non si preoccupa minimamente di provvedimenti anti-b. Se non ha un esper-

164
BURT CYRIL

to, pu acquisirlo dallesterno, per esempio di demotivazione e di distacco emozionale,


uno psicologo specializzato sullargomento. ma anche di logoramento psicologico dovu-
Poco opportuna appare invece la presenza di to al contatto estenuante e prolungato con
un tutore dellordine. le esigenze e i bisogni degli altri (Edelwich
- Brodsky, 1980). Inoltre, dal punto di vista
Bibl.: Olweus D., B. a scuola. Ragazzi oppres- del contesto lavorativo, il b. considerato
si, ragazzi che opprimono, Firenze, Giunti, 1996; come lesito di una condizione ambientale
Fonzi A., Il b. in Italia: il fenomeno delle prepo- stressante divenuta ormai intollerabile per
tenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia. Ricerche i diversi fattori che subentrano, quali il pa-
e prospettive dintervento, Ibid., 1997; Marini F. gamento inadeguato, le condizioni di lavoro
- C. M ameli, Il b. nelle scuole, Roma, Carocci, precarie, le situazioni di urgenza con cui gli
1999; Sharp S. - P. K. Smith, Bulli e prepotenti utenti spesso rivolgono le loro richieste (Ma-
nella scuola: prevenzione e tecniche educative, slach, 1992; Freudenberger, 1974).
Trento, Erickson, 2000; Lawson S., Il b.: sugge-
rimenti per genitori ed insegnanti, Roma, Editori 2. I diversi fattori che intervengono nella
Riuniti, 2001; M ariani U., Alunni cattivissimi: concezione del b. hanno degli effetti anche
come affrontare il b., liperattivit, il vandalismo sulle strategie di prevenzione: devono coin-
ed altro ancora, Milano, Angeli, 2005; Di Sau- volgere non solo la persona attraverso ade-
ro R. - M. M anca, Strategie di intervento e pre- guate strategie di coping che permettano di
venzione del b. in adolescenza, Roma, Edizioni rafforzare la stima personale e la soddisfa-
Kappa, 2006. zione lavorativa, ma anche lorganizzazione
G. Vettorato e lambiente di lavoro per umanizzarlo e ren-
derlo pi adeguato non soltanto alle esigenze
BUONE PRATICHE Pratiche educative della struttura lavorativa ma anche ai bisogni
dellindividuo (Baiocco et al., 2004).

Bibl.: Freudenberger H. J., Staff b., in Journal


BURNOUT of Social Issues, 30 (1974) 159-165; Edelwich
J. - A. Brodsky, B. stages of disillusionment in
Il rischio del b. molto attuale tra quanti the helping professions, New York, Human Sci-
sono impegnati in professioni di aiuto agli ences Press, 1980; Maslach C., La sindrome del
altri (psicologi, operatori sociali, medici, b. Il prezzo dellaiuto agli altri, Assisi, Cittadella
infermieri, insegnanti, operatori pastorali), Editrice, 1992; Gabassi P. G. - M. Mazzon, B.:
cio tra quanti investono le proprie energie 19741994. Venti anni di ricerche sullo stress
attraverso un eccessivo coinvolgimento con degli operatori sociosanitari, Milano, Angeli,
i bisogni delle persone a cui essi si dedicano, 1995; Maslach C. - M. P. Leiter, B. e organiz-
una malattia da eccesso di impegno (Cher- zazione. Modificare i fattori strutturali della de-
niss, 1983) che comprende una condizione di motivazione al lavoro, Trento, Erickson, 2000;
esaurimento emotivo derivante dallo stress Baiocco R. et al., Il rischio psicosociale nelle
dovuto a fattori sia personali che ambien- professioni di aiuto, Ibid., 2004.
tali. una sindrome multidimensionale che G. Crea
si traduce nel rischio di esaurire le proprie
energie psicofisiche e di reagire ad un am- BUROCRAZIA Amministrazione scolastica
biente lavorativo considerato come troppo
esigente ed incapace di apprezzare la propria
dedizione (Gabassi - Mazzon, 1995).
BURT Cyril
1. A livello psicologico, il b. si riferisce ad un
insuccesso nel processo di adattamento emo- n. a Londra nel 1883 - m. ivi nel 1971, psico-
zionale dinanzi alle richieste ambientali, una logo inglese.
sorta di strategia che la persona adotta per ri-
spondere alle tensioni stressanti che si accu- 1. Dopo esser stato allievo di McDougall a
mulano nel contesto della propria professio- Oxford e aver portato a termine, come pro-
ne di aiuto, con conseguenti comportamenti fessore incaricato di psicologia a Liverpool

165
BUYSE RAYMOND

(1907-1912), numerosi studi di tipo empirico 3. Considerato uno dei principali psicologi del
e sperimentale sulla misurazione dellintel- secolo per le sue ricerche sui test attitudinali
ligenza (nel 1909 aveva pubblicato sul Bri- nella scuola, sullereditariet dellintelligen-
tish Journal of Psychology uno studio sui za, sullanalisi fattoriale in psicologia e per la
test sperimentali di intelligenza generale e grande influenza esercitata sulla psicologia e
nel 1911 era stato il primo a costruire, sulla la pedagogia inglese, B. invece divenuto in
base dei lavori di Spearman, una procedu- anni pi recenti (in conseguenza dello scan-
ra per la somministrazione di gruppo dei test dalo suscitato dallo psicologo statunitense
mentali) ottiene nel 1912, per interessamento L. Kamin che nellarticolo The science and
di Galton, il posto di psicologo scolastico politics of IQ [1974] ha denunciato la mani-
retribuito presso la London County Council polazione compiuta da B. sui suoi dati per
Education Authority, il consiglio di contea di dimostrare la tesi dellereditariet dellintel-
Londra. Dirige successivamente una sezio- ligenza) il simbolo di unindagine psicologi-
ne di orientamento professionale dellIsti- ca fortemente connotata a livello ideologico
tuto Nazionale di Psicologia Industriale ed e volta a sostenere interventi sociali e peda-
professore di psicologia allUniversit di gogici selettivi e classisti.
Londra.
Bibl.: Glassey W., Educational development
2. I suoi studi su gruppi di bambini normali, of children: the teachers guide to the keeping
ipo e iper dotati, e con caratteristiche anti- of school records, with a foreword by professor
sociali, nonch quelli sui gemelli monozigoti Sir C.B., London, University of London Press,
educati separatamente, saranno considera- 1950; Hernshaw L. S., C.B., psychologist, Lon-
ti fondamentali per le successive indagini don, Hodder & Stoughton, 1979; Fletcher R.,
sullinfanzia e sulleducazione. In Mental Science, ideology and the media: the C.B. scan-
and scholastic tests (1932), dopo aver propo- dal, New Brunswick/London, Transaction Publ.,
sto una revisione della scala di Binet-Simon, 1991.
B. presenta una serie di test speciali relativi F. Ortu - N. Dazzi
al livello di educazione raggiunto nella lettu-
ra, nella scrittura, nello svolgimento di temi,
nellaritmetica e in altre forme fondamenta-
li di attivit scolastica e, in disaccordo con BUYSE Raymond
Spearman, sostiene che i punteggi dei test
rappresentano una misurazione non di una n. a Tournai nel 1889 - m. ivi nel 1974, peda-
capacit generale ma di capacit operanti a gogista belga.
differenti livelli, e cio a livello senso-mo-
torio, a livello percettivo, associativo, rela- 1. Ha insegnato per 10 anni nelle scuole
zionale. Considera inoltre i fattori in cui la secondo le sollecitazioni dellattivismo (
capacit fondamentale scomponibile alla Scuole Nuove); come ispettore scolastico
stregua di costrutti logici e non di agenti e docente ha insistito sulluso delle tecni-
causali: servono cio semplicemente a clas- che dindagine nella verifica dei risultati
sificare in maniera coerente le correlazioni e sullorganizzazione scolastica secondo i
individuate fra i punteggi di test diversi. Nel principi del taylorismo; stato collaborato-
1938 avanza lipotesi di una correlazione fra re di Decroly con il quale ha scritto, ma
classificazioni basate sulla contrapposizione dal quale ha dissentito contrapponendo la
tra introversione ed estroversione da un lato scuola dellesperienza vissuta a quella che
e differenze somatiche dallaltro. Propone utilizza la ricerca sperimentale. Nel 1928 ha
inoltre uno schema di interpretazione del iniziato linsegnamento allUniversit catto-
TAT in termini di livelli di organizzazione lica di Lovanio, ove ha fondato e diretto il
(coerenza), grado di osservazione dei parti- Laboratorio di pedagogia sperimentale. I
colari, fluidit verbale, estroversione-intro- suoi meriti quale capofila della pedagogia
versione. Infine, nel 1956 applica la teoria sperimentale in Europa ( Dottrens) lo han-
multifattoriale delleredit, basata sul meto- no portato ad essere il primo presidente di
do di analisi quantitativa di Fisher, allanalisi Paedagogica (1950), societ internazionale
delle differenze individuali. di studi e ricerche pedagogiche e poi presi-

166
BUYSE RAYMOND

dente onorario dellAIPSLF (Associazione riguardato anche l orientamento e la fami-


internazionale di Pedagogia Sperimentale di glia.
Lingua Fr.). stato formatore di insegnanti e
di ricercatori, animatore della ricerca speri- Bibl.: B.R., Lexprimentation en pdagogie,
mentale specie tramite i suoi allievi. Bruxelles, M. Lamertin, 1935; Bonboir A. et al.,
Loeuvre pdagogique de R.B., Louvain, Vander,
2. Ha cercato di definire il contributo della 1969; Gille A., R.B., promoteur de la pdagogie
sperimentazione allinterno della pedagogia. exprimentale, in Revue de Psychologie et des
Nellinsegnamento e nella direzione delle ri- Sciences de lducation 10 (1975) 15-24; Mon-
cerche s occupato della scuola, dellappren- talbetti K., La pedagogia sperimentale di R.B.,
dimento, ha insistito sulla necessit della Milano, Vita e Pensiero, 2002.
verifica dei risultati e duna organizzazione L. Calonghi - C. Coggi
razionale. Gli interessi culturali di B. hanno

167
C

CALASANZ Jos de Nellinsegnamento della grammatica e


in qualunque altra materia, risulta di gran
n. a Peralta de la Sal nel 1557 - m. a Roma profitto per lallievo che il maestro segua
nel 1648, educatore spagnolo, santo, fonda- un metodo semplice, efficace e, per quanto
tore degli Scolopi. possibile, breve. Per questo si metter tut-
to limpegno nello scegliere il migliore fra
1. La vita di C. (noto in Italia con il nome di quelli indicati dai pi dotti ed esperti nella
Calasanzio) trascorre in Spagna (1557-1592) materia (Constituciones, n. 216). Si segui-
e a Roma (1592-1648). Consegue il dottorato r, inoltre, un metodo uniforme, tenuto con-
in teologia, lavora con vari vescovi, pre- to della regionalizzazione e della creativit
cettore dei loro domestici. Con questa espe- dei maestri. C. vuole catechisti preparati, un
rienza si trasferisce a Roma aspirando ad un programma ben strutturato, libri, tecniche e
canonicato; per non riesce nellintento e tempi adeguati. Bench inserito nel campo
arriva a dire, nel 1600: Ho trovato a Roma della ragione e della cultura, vi un momen-
il miglior modo di servire Dio, aiutando que- to nellapprendimento catechistico nel quale
sti poveri ragazzi; non lo lascer per nulla al il fanciullo deve realizzare gli atti richiesti
mondo. Dal 1595 si dedica alle opere di ca- dalla fede che apprende; e tutti gli alunni
rit in diverse congregazioni, tra cui quella devono fare la preghiera personale nel
della Dottrina cristiana, dove si impartisce collegio. Questo insegnamento deve essere
linsegnamento del catechismo a fanciulli sistematico, universale e uniforme e, tenen-
e fanciulle la domenica e i giorni festivi e si do conto delle scansioni scolastiche, si deve
insegna ad alcuni a leggere, scrivere e fare attuare sin dai primi anni e giornalmente. C.
di conto; sembra che si sia iscritto alla Dot- si serve del catechismo per le lezioni di lettu-
trina cristiana nella seconda met del 1599. ra (compitazione, sillabazione ad alta voce).
C. vuole che questa Congregazione gestisca Nelle sere della domenica e dei giorni festivi
le scuole quotidiane e gratuite da lui fondate il catechismo viene insegnato nelle chiese
nella chiesa di s. Dorotea, ma non vi riesce. parrocchiali a tutto il popolo con una specia-
le partecipazione degli alunni. Nel noviziato,
2. In queste scuole, che chiam Scuole Pie lo scolopio deve apprendere gi il modo di
(come lOrdine religioso che le ha fatte so- insegnare la dottrina cristiana ed i catechi-
pravvivere), la dottrina cristiana fu la ma- sti debbono avere la cultura e lautorit che
teria principale. C. si preoccup, tra laltro, caratterizza il sacerdozio.
di trovare una metodologia catechistica di-
versa da quella utilizzata per le altre disci- 3. C. pubblic un suo catechismo, intitolato
pline scolastiche, bench anche la catechesi Alcuni misteri della Vita e Passione di Cri-
seguisse la Legge del dinamismo psicolo- sto Signor Nostro da insegnarsi alli scolari
gico da lui enunciata per tutte le materie: dellinfime classi delle Scuole Pie (la ediz.,

169
CALONGHI LUIGI

Roma, 1599; ultima, 1691). Utilizz e fece predisponendo manuali, sussidi diagnosti-
utilizzare i catechismi di Bellarmino, Roma- ci, test e guide. Ha una vasta produzione
no, di s. Carlo Borromeo e le opere di C. scientifica che conta pi di 50 voll.; oltre 60
Franciotti. Instaur e mantenne per 50 anni contributi a voll. e quasi 200 articoli. stato
nelle sue scuole (fond 37 collegi in Italia, membro del comitato scientifico di numerose
Germania, Polonia, Ungheria, Boemia e Mo- riviste; cofondatore di Orientamenti Peda-
ravia) un organizzato e completo movimento gogici e della SIRD; consulente scientifico
catechistico. Davanti ad un tribunale difese di sussidiari, testi di lettura, batterie di prove
il diritto del povero alleducazione primaria oggettive per la scuola elementare e media.
e media elementare. Viene considerato il cre- Ha contribuito allaffinamento della metodo-
atore della scuola popolare moderna (1597). logia della ricerca didattico-educativa, alla
sua diffusione tra gli insegnanti e ha dato
Bibl.: Santha G., De sancti Fundatoris nostri un contributo significativo allintroduzione
in Confraternitate Doctrinae christianae Urbis, delle teorie e delle pratiche della valutazione
praesentia, industria, muneribus, in Ephemeri- formativa nella scuola dellobbligo italiana.
des Calasanctianae 6 (1958) 149-161; Cueva D.,
Catequesis calasanciana, in Analecta Calasan- Bibl.: C.L., Valutazione, Brescia, La Scuola,
ctiana 65 (1991) 109-134; Spinelli M., J.d.C., 1976; I d., Sperimentazione nella scuola, Roma,
pionero de la escuela popular, Madrid, Ciudad Armando, 1977; Nanni C. (Ed.), La ricerca peda-
Nueva, 2002. gogica didattica, Roma, LAS, 1997; La M arca
V. Faubell A. (Ed.), Ricerca, educazione, didattica. Lope-
ra di L.C.: sviluppi attuali, Palermo, Palumbo,
CAL Giovanni Neoscolastica pedagogica 2006.
C. Coggi

CAMBIAMENTO Conversione Recupero


CALONGHI Luigi
n. a San Bassano (Cremona) nel 1921 - m. a
Torino nel 2005, pedagogista sperimentale e CAMBIO SOCIALE
docimologo, sacerdote salesiano.
Per c.s. si intendono tutte le trasformazioni
1. Si laureato in filosofia e teologia; specia- che si producono in un dato periodo di tempo
lizzato in Psicopedagogia presso lUniversit nella struttura di una determinata societ.
di Lovanio (Belgio) con R. Buyse. stato
docente, direttore distituto, preside e Rettore 1. Il concetto non indica di per s la direzio-
della Pontificia Universit Salesiana di Roma ne in cui il cambiamento avviene. Linteresse
e professore ordinario allUniversit Statale della sociologia per il c.s. va ricercato nel fat-
di Torino, Salerno e Roma. stato Presiden- to che in una societ, intesa come un insieme
te dellIRRSAE Piemonte. Ha collaborato di sotto-sistemi interdipendenti, cambiamen-
attivamente al rinnovamento della scuola it. ti strutturati di un settore possono provocare
partecipando a convegni e commissioni tec- tensioni e processi di adattamento negli altri.
niche del MPI. Particolare impegno ha dedi- Il c.s. uno dei problemi pi affascinanti e
cato dal 1977 al 1993 alla messa a punto del- nello stesso tempo pi difficili in sociologia.
la scheda di valutazione per la scuola media Infatti la sociologia moderna ha iniziato con
(D.M. 5.5.93). i tentativi di spiegare le cause del c.s. e in
proposito ha cercato di elaborare una teoria
2. Ha sviluppato ampie ricerche empiriche in che doveva rivelare le leggi del mondo. La
ambito didattico e docimologico, validando maggior parte delle interpretazioni aveva un
strumenti di rilevazione e controllando ipo- carattere evoluzionistico: linflusso maggiore
tesi innovative con il supporto di affinate tec- stato esercitato da Marx che sosteneva che
niche statistiche e di approfondimenti quali- il modo di produzione ed i rapporti di pro-
tativi (riflessione verbalizzata). Ha messo la duzione da esso generati erano la struttura
ricerca a servizio dei problemi della scuola, fondamentale della societ, rispetto alla qua-

170
CAMBIO SOCIALE

le tutte le altre istituzioni, politiche, religiose c.s. una categoria generale in cui rientrano
e familiari, erano la sovrastruttura. Con lo tutti i fenomeni, i processi e i movimenti che
studio del c.s. si passa immediatamente dai implicano una qualunque trasformazione
problemi dellorganizzazione della societ della societ umana o di qualche sua parte.
a quelli riguardanti le sue modificazioni, si Se si accoglie questo significato, levolu-
passa cio dalla statica alla dinamica sociale. zione, lo sviluppo e il progresso diventano
Il c.s. riguarda il movimento delle persone o casi speciali o interpretazioni particolari del
delle istituzioni da una posizione ad unal- c.s., fenomeno universale che abbraccia tutto
tra nellambito di una qualsiasi articolazione lambito degli studi sociologici.
della societ. Esso sempre un cambiamento
qualitativo, sia positivo sia negativo, e non 3. I fattori del c.s. possono essere interni o
si riferisce tanto alle vicende sociali di un esterni, secondo che abbiano origine allin-
singolo individuo, quanto piuttosto ai muta- terno o allesterno del sistema considera-
menti collettivi di interi gruppi di persone, to. Tra i fattori interni sono da includere: il
come per es. quando, in seguito allo sviluppo conflitto tra i gruppi, le associazioni, le or-
industriale, si verifica il passaggio da uneco- ganizzazioni e le classi sociali, che mobilita
nomia agricola ad una industriale. Nello stu- e orienta le forze necessarie per introdurre
dio del c.s., esattamente come in quello della mutamenti pi o meno radicali e pi o meno
stratificazione, possiamo distinguere due rapidi; laccumulazione del capitale e i nuovi
diversi aspetti: quello che i singoli compio- investimenti nei diversi settori produttivi; i
no allinterno della stratificazione, e quello movimenti collettivi, soprattutto allo stato
collettivo, dove invece lattenzione si sposta nascente. Tra i fattori esterni si annoverano:
sulle classi sociali, in quanto il tasso di mu- la guerra, loccupazione militare, il conflitto
tamento di una societ viene fatto dipendere internazionale, gli interventi di una potenza
dallevoluzione storica dei rapporti sociali. straniera politicamente o economicamente
Va subito detto che dal punto di vista socio- dominante, la caduta di un regime legale
logico non soltanto le due dimensioni cita- come quella di uno illegale; forti aumenti
te sono singolarmente valide, ma esse sono o diminuzioni della popolazione, anche per
anche compatibili con tre ordini di fattori, effetto di intensi flussi migratori, per cui un
quelli individuali e quelli collettivi, quelli sistema socio-economico, non riuscendo ad
soggettivi e quelli oggettivi, quelli psicologi- assorbire lincremento demografico, entra in
ci e quelli economici. crisi e tende ad essere mutato; lo sviluppo
della tecnologia, della scienza, dellindustria
2. Nella divisione del lavoro sociale, Dur- o con una parola della cultura materiale; i
kheim (1962) traccia un quadro generale del contatti con altre culture, lacculturazione,
c.s. come differenziazione. Le societ erano linfluenza dei mezzi di comunicazione di
un tempo organizzate meccanicamente, ave- massa, il turismo.
vano leggi repressive ed erano dominate da
una coscienza collettiva particolaristica e on- 4. Ultimamente non si nota in generale tanto
nipresente con una solidariet meccanica. interesse per il c.s. Gli sforzi oggi si concen-
Gradualmente esse si sono mosse verso una trano maggiormente sullo studio dettagliato
solidariet organica, dove le leggi sono re- di particolari societ, comunit e istituzioni
stitutive e la moralit collettiva generaliz- usando mezzi di osservazione, di indagine e
zata ed astratta. Durkheim si concentra qui di misurazioni sempre pi esatti. Il c.s. viene
primariamente sui cambiamenti economici e analizzato in sociologia come una condizio-
sulla separazione della religione dalle funzio- ne normale della societ. Ogni societ e cul-
ni politiche e legali. Una delle teorie correnti tura sottoposta a un rapido e costante c.s. I
del c.s. risale a W. Ogburn (1964) e sostiene mutamenti non sono isolati n temporalmen-
che nelle societ occidentali moderne sia la te n spazialmente e le conseguenze tendono
tecnica a determinare il cammino: ci signi- a ripercuotersi su intere regioni o in tutto il
fica che la tecnica rappresenta la variabile mondo attraverso la tecnologia moderna e
indipendente e che il progresso in essa pro- le strategie sociali. Nella mentalit moderna
voca negli altri settori della societ processi il c.s. si quasi istituzionalizzato: in questo
di adattamento. Alcuni autori considerano il senso, allordine dato della tradizione si so-

171
CAMPANELLA TOMMASO

stituisce laccettazione del c. continuo. In al- come base di ogni ulteriore conoscenza, do-
tre parole, non positivo fare quello che tutti vuta al sensus additus, che deriva dal contat-
hanno sempre fatto, ripetere i modelli presta- to con gli altri esseri. La presenza della mens
biliti, ma innovare, come in economia, o sco- (spirito) garantisce loggettivit del conoscere.
prire e riformulare leggi, come nelle scien- Si ha cos una sintonia con la nuova ricerca
ze. Pertanto si tratta di un passaggio da un della conoscenza della natura; ma resta la dif-
insieme relativamente indifferenziato a una ficolt di un residuo sensismo. La seconda ha
diversificazione crescente di ruoli, status, e come fondamento la concezione delle tre pri-
istituzioni. La societ moderna, postindu- malit (potentia, sapientia, amor) costitutive
striale, accelera il processo di divisione del dei vari esseri: in Dio nelle tre divine Persone,
lavoro e aumenta il numero delle funzioni e e, in modo gradualmente partecipato, negli
delle specializzazioni. esseri creati. Laccentuazione dellamor sui
come prima tendenza, che in quanto tendenza
Bibl.: Durkheim E., La divisione del lavoro allessere diventa anche amor Dei, porta alla
sociale, Milano, Edizioni di Comunit, 1962; concezione di una religiosit sostanzialmen-
Ogburn W., On culture and social change. Se- te radicata nella natura (religio indita), che
lected papers, Chicago/London, The University viene precisata e perfezionata dalle religioni
of Chicago Press, 1964; Jeffrey C. A., Teoria positive (religio addita) e nel modo pi per-
sociologica e mutamento sociale, Milano, An- fetto dal cristianesimo.
geli, 1990; Bourdieu P. - J. S. Coleman, Social
theory for a changing society, Boulder/Colorado, 2. La profondit e limpostazione della sua
New York, Westview Press, 1991; Crespi F., speculazione pongono il C. nel cuore della
Evento e struttura. Per una teoria del mutamento cultura rinascimentale. Lo specifico interes-
sociale, Bologna, Il Mulino, 1993; Toscano M. se e influsso pedagogico legato a un aspetto
A. (Ed.), Introduzione alla sociologia, Milano, della sua opera utopica: la Citt del sole. In
Angeli, 71993; Nisbet R. A., History of the idea essa trovano fantasiosa applicazione i princi-
of progress, Estover, Plymouth, Transaction Pub- pi elaborati nella filosofia di C., in un tentati-
lishers, 1994; Sztompka P., The sociologv of so- vo di sintesi politico-filosofico-religiosa e di
cial change, Oxford, Blackwell, 1994; Ortoleva esaltazione della natura: libert, spontanei-
P., Mediastoria. Comunicazione e cambiamento t, superamento dellegoismo e dedizione al
sociale nel mondo contemporaneo, Parma, Pra- bene comune caratterizzano la vita dei cit-
tiche, 1995; Belardinelli S. - L. Allodi (Edd.), tadini, governati (in clima di pieno comuni-
Sociologia della cultura, Angeli, 2006; Granieri smo, sul tipo della Repubblica di Platone)
P., La societ digitale, Bari, Laterza, 2006. da un principe-sacerdote (il Metafisico)
J. Bajzek assistito da tre magistrati (traduzione in di-
mensione politica delle tre primalit).

3. Leducazione dei piccoli, maschi e fem-


CAMPANELLA Tommaso mine, realizzata nel contatto con la natura,
allaria aperta; lapprendimento attuato at-
n. a Stilo, Calabria, nel 1568 - m. a Parigi nel traverso pitture murali sui muri della citt, la
1639, filosofo italiano. visita alle botteghe degli artigiani, le attivit
meccaniche e agricole. In questa visione uto-
1. C., religioso domenicano, fu perseguitato e pica C. anticipa, in certo modo, levoluzione
imprigionato per ragioni politiche. il pi ti- dei metodi pedagogici e didattici. Ci spiega
pico filosofo del Rinascimento italiano. Sulla linflusso esercitato presso i successivi peda-
scia di B. Telesio, ma con pi profonda capa- gogisti della corrente realista, per es. Co-
cit metafisica, interpreta lo spirito di rinno- menio.
vamento del naturalismo rinascimentale e ne
formula lincontro con il cristianesimo nella
sua sintesi filosofica, nella gnoseologia e nel- Bibl.: a) Fonti: C., La citt del sole e altri scritti,
la metafisica. La prima, accentuando il di- a cura di F. Mollia, Milano, A. Mondadori, 1991.
stacco dalla visione aristotelica, valorizza nel b) Studi: Di Napoli G., Lutopia pedagogica in
sensus inditus la coscienza (costitutiva) di s Moro, C. e Bacone, in Nuove questioni di sto-

172
CAMPIONE STATISTICO

ria della pedagogia, vol. I, Brescia, La Scuola, far parte del c. Questo si ottiene assegnando
1977; Frauenfelder E., La Citt del Sole di Fra ad ogni elemento della popolazione un nu-
T. C., Napoli, Ferraro, 1981; Genovesi G. - T. To- mero ed estraendo i numeri con un procedi-
masi, Leducazione nel paese che non c. Storia mento rigorosamente casuale, simile a quello
delle idee e delle istituzioni educative in utopia, con cui si estraggono i numeri del lotto. Vie-
Napoli, Liguori, 1985; Negri L., Fede e ragione ne considerata una buona approssimazione
in T. C., Milano, Massimo, 1990; Garin E., Dal al c. casuale il c. sistematico, in cui si parte
Rinascimento allIlluminismo. Studi e ricerche, da un numero scelto a caso e si procede a
Firenze, Le Lettere, 1993; Vasoli C., Le filoso- intervalli uguali. Non sono equiparati ai c.
fie del Rinascimento, a cura di P. C. Pissavarino, casuali i c .accidentali, scelti come capita
Milano, B. Mondadori, 2002; A merio R. - M. o, peggio, in base alla facilit di accesso.
Guglielminetti - P. Ponzio, C., in Enciclope- Sono c. accidentali gli alunni esaminati dai
dia Filosofica, vol. II, Milano, Bompiani, 2006, loro stessi insegnanti, gli elettori alluscita
1588-1595. del seggio pi vicino alla casa degli intervi-
M. Simoncelli statori, i pazienti studiati dai loro terapeuti e
cos via. I c. casuali o no sono detti strati-
ficati quando la popolazione, anzich essere
costituita da ununica lista indifferenziata di
CAMPIONE STATISTICO individui, articolata in categorie descritti-
ve quali et, sesso, studi compiuti ecc. Sono
Parte di una popolazione ritenuta rappresen- detti a gruppi quando la popolazione non
tativa dellintera popolazione in un partico- costituita da un elenco di individui, ma da
lare contesto di studio. un elenco di gruppi: per es., se ogni elemento
della lista una classe scolastica, una unit
1. Premessa. Quando si pianifica una ricerca abitativa, ecc.
in campo educativo, psicologico, sociale,
ma anche in campo fisico, agrario o altro si 3. Precisione delle misure ottenute nel c. Po-
ha in mente qual la popolazione (detta an- sto che il c. sia estratto a caso, quanto pi
che universo) che si vuole studiare. Ad es., se numeroso tanto pi rispecchia in modo
si decide di studiare i metodi usati dai docen- adeguato le caratteristiche della popolazione
ti italiani per insegnare la storia ai ragazzi da cui estratto. Il principio di base tenuto
che frequentano la scuola media dellobbligo, presente per stimare la precisione delle sta-
la popolazione costituita da tutti i docenti tistiche calcolate su c. definito da una for-
italiani che in una qualsiasi scuola media in- mula nota come disuguaglianza o teorema di
segnano quella disciplina. Una popolazione Tchebycheff. Se il c. non casuale ma acci-
pu essere quantificata in modo preciso. Nel dentale si ha motivo di ritenere che quanto
nostro caso, sia pure con qualche difficolt, pi ampio il c. tanto pi sono forti le di-
sarebbe possibile fare un elenco nominativo storsioni che lo rendono diverso e peculiare
di tutti gli insegnanti di storia delle scuole rispetto alla popolazione.
medie italiane. Nella maggior parte dei casi,
raggiungere e studiare tutti gli individui che Bibl.: K endall M. G., The advanced theory of
compongono una popolazione troppo lungo statistics, vol. 1, London, Griffin, 1952; Calon-
e costoso. Se per si vuole che le conclusioni ghi L., La scelta del c., Roma, Universit Sale-
dello studio, anche se basate su una parte dei siana, 1973; Hays W. L., Statistics for the social
soggetti, possano ragionevolmente essere ri- sciences, New York, Holt, 21973; Som R. K., A
ferite allintera popolazione, bisogna che la Manual of sampling techniques, London, Heine-
porzione scelta per lo studio il c. sia scel- mann, 1973; De Carlo N. A. - E. Robusto, Te-
ta secondo regole ben definite. oria e tecniche di campionamento nelle scienze
sociali, Milano, LED, 1996.
2. Tipi di c. Il c. casuale semplice il tipo L. Boncori
di c. che con pi rigore rispetta le esigenze
di rappresentativit, in quanto garantisce che CAPACIT Abilit
ogni membro della popolazione abbia le stes- CAPACIT CRITICA Senso critico
se probabilit di essere estratto e di entrare a CAPITALE UMANO Economia e educazione

173
CAPITALISMO

CAPITALISMO to mondiale, ha esasperato il divario econo-


mico esistente tra Paesi industriali avanzati e
il sistema economico nato con la rivolu- Paesi ancora in via di sviluppo, creando for-
zione industriale (e ad essa intimamente con- me di miseria intollerabili, da cui non esiste
geniale) nellEuropa occidentale alla fine del per ora via praticabile di uscita. Dal punto di
sec. XVIII ed ora diffuso in maniera e misu- vista culturale, il c. pu essere adeguatamen-
ra diverse, in quasi tutto il mondo. te capito solo sullo sfondo dellideologia li-
berale. Il valore privilegiato da questa forma
1. Il c. fondato sulla propriet privata di pensiero quello dellindividualit perso-
(spesso anonima) dei mezzi di produzione nale. Compito della societ quello di libe-
(costituenti appunto quello che si chiama il rarne tutte le possibilit di espansione attiva
capitale), sulle elevate (e crescenti) dimen- e di stimolarne intensamente le prestazioni
sioni delle unit produttive (le imprese), sul sia materiali che culturali. Questa liberazio-
ruolo egemone dellimprenditore, nellor- ne e questo stimolo sarebbero garantiti dal
ganizzazione dellattivit produttiva, sulla carattere competitivo del sistema capitalista.
dipendenza dellapparato produttivo dalle Il sistema stesso, col suo specifico funziona-
richieste di un mercato libero e concorren- mento, senza bisogno di programmare nes-
ziale. Rispetto allimprenditore i prestatori suna forma sistematica di indottrinamento,
di lavoro si trovano in una posizione di su- esercita un influsso educativo inconsapevole
bordinazione, sancita dal contratto di lavo- ma efficace, volto a diffondere questa sua
ro. I capitalisti sono i titolari della proprie- specifica visione delluomo e della societ.
t del capitale; ma i rischi (e naturalmente Spetta perci alla scuola e agli educatori di
i vantaggi) dellattivit produttiva ricadono professione il compito di aiutare le nuove
sullimprenditore. Come il lavoro, cos anche generazioni a una valutazione critica di que-
il capitale, quando non appartiene diretta- sta ideologia e di una messa in guardia nei
mente allimprenditore (ed la norma) deve confronti di questo indottrinamento occulto,
essere adeguatamente rimunerato, secondo cos largamente diffuso nella nostra cultura.
un prezzo determinato dal mercato. Il c. ha
quindi esaltato la produttivit del denaro; ne Bibl.: Perroux F., Le capitalisme, Paris, PUF,
ha istituzionalizzato il mercato; ha creato un 1960; Sweezy P. M., La teoria dello sviluppo
complesso di istituzioni finanziarie, aventi il capitalistico, Torino, Bollati Boringhieri, 1970;
compito di raccogliere il risparmio e di farlo Dobb M., Economia politica e c., Ibid., 1972;
affluire verso linvestimento. Simili istitu- Pont. Consiglio della Giustizia e della Pace,
zioni vengono ad assumere nel sistema un Compendio della Dottrina sociale della Chiesa,
potere economico enorme, capace di eserci- Citt del Vaticano, LEV, 2004.
tare forme di pesante condizionamento sulla G. Gatti
politica sociale dei popoli.

2. Il primo c. stato caratterizzato da for-


me di sfruttamento selvaggio del lavoro, che CAPPONI Gino
hanno prodotto, come reazione, la nascita del
sindacalismo moderno e la formazione del- n. a Firenze nel 1792 - m. ivi nel 1876, sto-
le ideologie e dei movimenti socialisti. Col rico, filologo, letterato, politico, pedagogista
trascorrere del tempo, attraverso successivi italiano.
e continui adeguamenti alle trasformazioni
sociali, il c. ha mutato profondamente la sua 1. Nasce da una delle pi antiche e celebri
fisionomia e si presenta oggi, con caratteri famiglie fiorentine. Ricco di censo e dinge-
notevolmente diversi, costituiti soprattutto gno, possiede una vasta cultura, che gli vie-
da un continuo aumento della produttivit e ne dalla conoscenza delle lingue classiche
della dimensione delle unit produttive, per e moderne, da forti studi, da molte letture,
una maggiore e pi equa diffusione della ric- dai viaggi in Italia ed Europa. Significativi
chezza (almeno per i Paesi industriali avan- quelli nella cosiddetta provincia pedagogica
zati), e per un tasso altissimo e crescente di europea di cui d relazione con Ragguaglio
consumi. Ma la creazione di un unico merca- dello stabilimento di educazione del p. Gi-

174
CARATTERE

rard a Friburgo (1820), Considerazioni so- definizioni date nel tempo dagli studiosi per
pra un libro relativo agli Istituti di Hofwyl capire lampiezza entro cui esse si muovo-
(1822). tra i fondatori dellAntologia, no e, in conseguenza, la poca precisione del
del Giornale Agrario Toscano, dellAr- termine. Si va da definizioni che puntano su
chivio Storico Italiano. membro della caratteristiche quasi congenite e comunque
Societ fiorentina per la diffusione del fisse e stabilizzate, a caratteristiche legate al
mutuo insegnamento; promuove e sostiene mondo dei valori e delle credenze del
gli asili aportiani; segue con interesse la soggetto interessato.
vita dellIstituto s. Cerbone dellamico
Lambruschini; in relazione personale o 1. Frequentemente il termine c. associato a
epistolare con i maggiori pedagogisti italia- quello di temperamento, dando al primo un
ni ed europei dellOttocento. peso pi psicosociale e legato alleduca-
zione e allambiente, e al secondo un signifi-
2. Oltre ai molti scritti di carattere storico, cato pi somatopsichico e congenito. Il c.,
letterario, economico, politico, va segnalato inoltre, ha frequentemente una connotazione
quello che la critica ritiene il suo capolavoro: morale, assente completamente nelle defini-
Sulleducazione. Frammento di G. C., 1841 zioni di temperamento. Volendo portare agli
pubblicato a Firenze nel 1869, ma stampato estremi le varie posizioni degli studiosi po-
anonimo nel 1845. In esso C. insiste perch tremmo dire che, per alcuni, il c. qualcosa
leducazione sia fondata sugli affetti, sul ri- di strutturale; per altri qualcosa di reattivo
spetto della spontaneit e della personalit, pur garantendo un minimo di coerenzadel
sullesigenza di esempi buoni, sul ruolo della comportamento.
famiglia, in particolare della madre, che
educa il cuore. Infatti per C. leducazione 2. Senza impegnarci in unesegesi delle va-
sviluppo integrale della persona mediante le rie definizioni, ma allo scopo di confermare
forze vive dello spirito, che vanno conosciu- quanto fin qui detto, eccone alcune, storiche
te e rispettate. Per questo fortemente cri- e contemporanee. Per F. R. Paulhan (1902) il
tico nei confronti di chi fonda leducazione c. ci che fa che una persona sia se stes-
solo su metodi e precetti. Nel 1856 pubblica sa e non unaltra. Per Spranger (1927) il
Brano di studio morale, con spunti originali c. la diversa tipica attitudine assunta dalla
di psicologia femminile. persona, di fronte a valori quali quello este-
tico, economico, politico, sociale, religioso.
Bibl.: a) Fonti: Lettere di G.C. e di altri a lui, Molto significativa, nella sua sinteticit, la
a cura di A. Carbaresi, Firenze, Le Monnier, definizione di A. Niceforo (1953): c. lio
1882-1890, 3 voll.; G.C., Scritti pedagogici, a in societ. Una delle definizioni che sem-
cura di A. Gambaro, Brescia, La Scuola, 1968; b) bra pi completa e convincente quella di
Studi: Nencioni G. (Ed.), G.C.: linguista, storico, R. Diana. Per questo studioso, c. linsieme
pensatore, Firenze, Olschki,1977; Spadolini G., delle disposizioni congenite e di quelle sta-
La Firenze di G.C. fra restaurazione e romanti- bilmente acquisite che definiscono lindivi-
cismo: gli anni dellAntologia, Firenze, Le Mon- duo nella sua completa attitudinalit psichi-
nier, 1986; G.C. Storia e progresso nellItalia ca e lo rendono tipico nel modo di pensare
dellOttocento, Atti del Convegno di studi (Fi- e di agire. Questa definizione contiene due
renze, 21-23 gennaio 1993), a cura di P. Bagnoli, aspetti significativi della condotta dellindi-
Firenze, Olschki, 1994. viduo: unit (modo di agire coerente) e sta-
R. Lanfranchi bilit (unit continuata nel tempo). In altre
parole, il c. sarebbe una strutturazione psi-
cologica di natura reattiva allambiente. Da
queste definizioni si coglie bene linteresse
CARATTERE pedagogico della conoscenza del c. e latten-
zione prestata a questa realt individuale da
Lo studio del c. stato di notevole interes- parte degli educatori di tutti i tempi: atteg-
se per psicologi, pedagogisti ed educatori, giamento di fronte ai valori e disposizioni
anche se il concetto rimasto sempre poco stabilmente acquisite sono due dimensioni di
preciso e definito. Basterebbe un elenco di notevole portata formativa.

175
CARATTEROLOGIA

3. Nonostante ci, la sua connotazione di sta- valido tentativo di avvicinamento al singolo


ticit ha reso lo studio del c. meno attuale con individuo, mettendo in risalto elementi ca-
il progredire della psicologia dinamica e del- ratterizzanti ma paragonabili con altri. Sen-
la personalit (termine, questultimo, molto za addentrarci in approfondite analisi si pu
pi usato oggi al posto di c.), che, tuttavia, il dire che le principali scuole caratterologiche
termine c. lo ha sempre usato: basti ricordare hanno avuto alla base dei loro tentativi di
Freud che, gi nel 1908, fece il passaggio da classificazione o il tipo ( tipologia) o il trat-
sintomo nevrotico a c. nevrotivo, com- to ( tratti di personalit), considerati isola-
prendendo che il sintomo era radicato nel c. tamente, in rapporto tra essi, con maggiore o
dellindividuo e che lazione terapeutica dove- minore intensit di presenza.
va essere rivolta al c. e non al sintomo.
2. Sono stati molti i criteri in base ai quali
Bibl.: Paulhan F. R., Les caractres, Paris, Al- le varie scuole hanno costruito le loro classi-
can, 1902; Spranger E., Lebensformen. Geis- ficazioni. Ad es., tratti caratterologici legati
teswissenschaftliche Psychologie und Ethik der a strutture biologiche (bilioso, sanguigno,
Persnlichkeit, Halle, Niedermeyer, 1927; Nice- linfatico, ecc.); ad atteggiamenti generali di
foro A., Avventure e disavventure della persona- approccio alla realt (introverso, estroverso;
lit e delluomo in societ, Milano, Bocca, 1953; oggettivo, soggettivo); alla morfologia (ma-
Diana R., Guida alla conoscenza degli uomini. crosomico, microsomico; endomorfo, me-
Tipologia caratterologica, Roma, Paoline, 1964; somorfo, ectomorfo; leptosomico, atletico,
Fedeli M., Temperamenti e personalit: profilo picnico); alla patologia mentale (schizotimi-
medico e psicologico, Cinisello Balsamo (MI), co, ciclotimico). Qualsiasi caratteristica psi-
Paoline, 1992; La M arca A., Educazione del c. cologica, per essere presa in considerazione
e personalizzazione educativa a scuola, Brescia, per una classificazione tipologica, dovrebbe
La Scuola, 2005. possedere alcuni requisiti: essere di rilievo
M. Gutirrez e bene definita; avere unaltra caratteristica
antagonista; indicare qualcosa di sufficien-
temente stabile; essere un centro nodale con
altre caratteristiche ad essa collegate e da
CARATTEROLOGIA essa, in qualche modo, dipendenti.

La c. non certamente di moda, e viene 3. Nonostante i limiti che presenta qualunque


sempre meno presa in considerazione da- tentativo di classificare una persona, non si
gli studiosi delle differenze (individuali e pu negare che le varie scuole caratterologi-
di gruppo) del comportamento. Il calo di che abbiano dato un notevole contributo allo
interesse per la c. indubbiamente legato ai sviluppo della psicologia differenziale e ab-
limiti intrinseci che essa presenta nel suo in- biano dato un prezioso apporto agli educatori
tento classificatorio e nella sua staticit, ma aiutandoli a cogliere almeno alcune caratteri-
contemporaneamente legato allo sviluppo stiche significative dei loro educandi e ad im-
della psicologia dinamica e della personalit, postare azioni educative che tenessero conto
anche se questa non ha mancato di prendere di particolari esigenze individuali (Roldn).
in considerazione sia laspetto classificatorio Lindividuazione dei soggetti pi tipici; la
del carattere che la possibilit di collegare possibilit di avere uno schema di osserva-
questa tipologia a specifici interventi psi- zione uguale per tutti, favorendo i confronti;
coterapeutici: basti ricordare quanto scritto la possibilit di arrivare alla conoscenza di
nella voce carattere sul pensiero di Freud caratteristiche nascoste attraverso quelle
e, pi recentemente e solo a titolo di esempio, pi facilmente rilevabili, sono tutti elementi
gli studi di Bioenergetica. che costituiscono un aiuto per leducatore nel-
la sua azione di orientamento e indirizzo.
1. Lo studio del carattere nella sua strut-
tura, nei suoi elementi costitutivi, nei fatto- Bibl.: Bertin G. M., La c., Milano, Bocca, 1951;
ri che lo influenzano (c. generale) e nei suoi Lorenzini G., Lineamenti di c. e tipologia appli-
tentativi classificatori in base a elementi co- cate alleducazione, Torino, SEI, 1954; A llers
muni (c. speciale) ha comunque costituito un R., Psicologia e pedagogia del carattere, Ibid.,

176
CARCERE

1960; Roldn A., Introduccin a la asctica di- ma in genere non serve alla funzione riedu-
ferencial, Madrid, Razn y Fe, 1960; Rohracher cativa/risocializzante del soggetto deviante
H., Elementi di c., Firenze, Giunti Barbera, 1970; dalla norma, dal momento che listituzione
Lowen A., Il linguaggio del corpo, Milano, Fel- carceraria, pur in presenza di una legislazio-
trinelli, 2006. ne innovativa, nella maggior parte dei casi
M. Gutirrez ancora oggi non risponde ai fini per i quali
stata istituita, per cui in pratica perde la sua
funzione correttiva.
CARCERE 3. Il punto debole dellattuale sistema carce-
rario va individuato anzitutto nel continuare
Il c., inteso come luogo di detenzione, ad assolvere prioritariamente ad una funzio-
unistituzione piuttosto recente nella storia. ne custodialistica. E fin quando una istitu-
zione (totale, come la definisce Goffman)
1. Prima del XIX sec. si ricorreva frequente- ricorrer a metodi repressivi, di emargina-
mente a forme punitive il cui effetto deterren- zione ed isolamento, chiaro che essa potr
te e dissuasivo consisteva o nelle pene fisiche difficilmente avanzare la pretesa di essere
(torture, lavori forzati...) o in quelle di tipo uno strumento riabilitativo nei confronti di
economico (confisca dei beni, ammende...), un soggetto da rieducare, dal momento che
mentre per i reati pi gravi veniva applicata essa stessa causa di disadattamento. Al suo
la condanna a morte. Il c. moderno si fon- interno vengono meno infatti quelle condi-
da invece sulla logica della privazione della zioni innovative previste dalla legge per as-
libert al fine di rieducare/risocializzare il solvere agli scopi rieducativi/risocializzanti:
soggetto che ha deviato dalla norma. Lef- le misure alternative riguardano una parte
fetto-pena trova applicazione in questo caso della popolazione carceraria, il lavoro rima-
nel luogo utilizzato per mandare ad effetto ne per molti un sogno, le nuove figure pro-
tale deprivazione (appunto, il penitenziario), fessionali, le quali dovrebbero operare nel c.
mentre la gravit del reato viene misurata in con funzioni rieducative, in realt risultano a
base al tempo durante il quale il cittadino tuttoggi insufficienti ed infine mancano veri
privato della libert. e propri programmi dintervento coordinati
tra le differenti parti deputate alla riabilita-
2. Nellaffrontare il tema della funzione edu- zione morale e sociale del soggetto in tratta-
cante del c. il legislatore ha tenuto a sottoli- mento carcerario.
neare che: Nei confronti dei condannati e
degli internati deve essere attuato un trat- 4. La sfida futura di una societ che inten-
tamento rieducativo che tenda, anche attra- de essere democratica nel pieno senso
verso i contatti con lambiente esterno, al del termine consister perci nella capacit
reinserimento sociale degli stessi... (art. 1, di saper recuperare il deviante lungo il
Cap. I del Trattamento penitenziario). Que- graduale passaggio da forme penitenziarie
sto processo che ha permesso di passare da chiuse/isolate a quelle sempre pi aperte e
pene disumanizzanti (come erano in passato decentratrate nel sociale; fino ad arrivare a
quelle fisiche) a forme meno umilianti per proporre una parziale e, chiss, anche totale
la condizione umana e per di pi mirate al eliminazione dellattuale sistema carcerario.
recupero del soggetto trasgressivo, richiede Studi e ricerche promosse in ambienti peni-
tuttavia di verificare se sono stati effettiva- tenziari (CNOS-FAP, 1989) hanno permesso
mente raggiunti quegli scopi rieducativi per di rilevare che il c. non unisola n deve sta-
i quali stato introdotto lodierno istituto di re nelle isole; che dare la morte sociale al
pena. Se si misurano i risultati finora con- cittadino non assolve alla funzione di riequi-
seguiti in rapporto ai fenomeni di recidivit librio dellecosistema sociale; che il lavoro
dei comportamenti trasgressivi di chi stato un diritto per tutti tanto pi per chi inten-
oggetto di un trattamento carcerario, la ri- de riscattare la propria posizione di ristret-
sposta doppiamente negativa: un tale trat- to; ed infine che a questa apertura delle
tamento, cos come viene attuato oggi, non c., mirata al recupero integrale del soggetto
solo non costituisce un deterrente al reato, deviante, non pu rimanere estraneo il terri-

177
CARISMA

torio nelle sue variegate componenti, pubbli- vernante al quale si obbedisce, indipendente-
che e private, le quali sono parte integrante mente dalle sue capacit personali.
di un corpo sociale ove ciascun individuo
ha il dovere morale e sociale di assolvere ad 2. Nel linguaggio corrente c., popolarit e
un compito di responsabilit nei confronti contagio emotivo sono considerati sinonimi:
delle componenti meno sane del sistema. tuttavia, a livello scientifico le differenze
non mancano. Un individuo popolare non
Bibl.: Morrone A., Il trattamento penitenziario e pretende niente; invece il capo carismatico
le alternative alla detenzione, Padova, CEDAM, molto esigente. Cos il c. non riducibile alla
2003; Santarelli G., Pedagogia penitenziaria e popolarit anche se molte volte associato
della devianza, Roma, Carocci Faber, 2004; Be- a manifestazioni diffuse di entusiasmo. Il
necchi D. (Ed.), Dei diritti e delle pene, Modena, potere carismatico sempre molto personale
Sigem, 2004; Ferrario G., Psicologia e c., Mila- e per questo rende fragile listituzionalizza-
no, Angeli, 2005; A nastasia S. - P. Gonnella, zione. Ges stato un capo puramente cari-
Patrie galere, Roma, Carocci, 2005; Astarita L. smatico durante tutta la vita. Il carismatico,
(Ed.), Dentro ogni c. Antigone nei 208 istituti di come portatore di c., ha su molti un fascino
pena italiani. Quarto rapporto sulle condizioni di che si fonda probabilmente sullapprezza-
detenzione, Ibid., 2006. mento dei comportamenti e delle prestazio-
V. Pieroni ni, ma che si sposta poi gradualmente sulla
mera esistenza di essi. Cos i carismatici,
per il fatto stesso di esserci, contano e sono
socialmente importanti; soddisfano i bisogni
CARISMA di dipendenza, di comportamenti individuali
e collettivi e tendono a diventare criterio di
Il c. si pu definire come una relazione di po- verit e di valore. In tal senso, nel bene e nel
tere fra una guida ispirata e i suoi seguaci, male, i portatori di c. vengono ad avere una
che riconoscono in essa e soprattutto nel suo loro significativit educativa.
messaggio la promessa di un ordine nuovo a
cui essi aderiscono con una convinzione in- Bibl.: Troeltsch E., Die Soziallehren der Christ-
tensa. Per il leader carismatico che occupa lichen Kirchen und Gruppen, Tbingen, Mohr,
una posizione del tutto centrale in un deter- 1912; Weber M., Wirtschaft und Gesellschaft,
minato gruppo di adepti o in una comunit Ibid., 1922; Eisenstadt S. N., Max Weber on cha-
emozionale, il messaggio al tempo stesso risma and institution buildings. Selected papers,
una missione. Chicago, University of Chicago Press, 1968; A r-
dig A., Crisi di governabilit e mondi vitali, Bo-
1. Il termine c., dal gr. charisma (grazia divi- logna, Cappelli, 1980; A lberoni F., Movimento
na), stato usato in sociologia per primo da e istituzione, Bologna, Il Mulino, 1981; Tedeschi
E. Troeltsch (1912) e poi approfondito da E., Per una sociologia del millennio. David Laz-
Weber (1922). Il c. il potere straordinario di zaretti: c. e mutamento sociale, Venezia, Marsi-
alcuni personaggi che possiedono un fascino lio, 1989; Tuccari F., C. e leadership nel pensiero
particolare sugli altri. Esso senzaltro di- politico di Max Weber, Milano, Angeli, 1991.
verso dal potere di un burocrate e si definisce J. Bajzek
per il suo carattere straordinario, sovrumano
e sovrannaturale. Il carismatico un invia- CAROLINGIA: Rinascita Medioevo
to da Dio o da una forza eccezionale. Per CARRIERA Lavoro Professionalit
lui non sono importanti tanto i compiti da CARTESIO (DESCARTES) Ren Metodo
svolgere, che sono vari e molto diversi, ma Senso comune
importante piuttosto il modo, lo stile con cui
realizzare la sua missione. Egli non dispone
di un apparato organizzativo, economico o
coercitivo perch lobbedienza assicurata CASA-FAMIGLIA
attraverso la persuasione. Lopposto di un
capo carismatico il tiranno che governa La c.f. una struttura di accoglienza, costi-
attraverso la forza e la paura, oppure un go- tuita da una normale abitazione, in cui vive,

178
CASO: STUDIO DEL

per un periodo di tempo variabile ma non scolastiche, ludiche, occupazionali e relazio-


lungo, un ridotto gruppo di soggetti (tra gli nali, e garantendo un collegamento con gli
8 e i 10) in assenza di una famiglia o in al- altri servizi del territorio. La realizzazione
ternativa ad essa. Oltre a surrogarne le fun- di tale struttura quasi sempre di iniziativa
zioni permette ai suoi ospiti di vivere in un pubblica e compete allEnte Locale titolare
contesto non istituzionale e quindi caratte- delle funzioni socio-assistenziali che per lo
rizzato da relazioni significative e a valenza pi ne affida la gestione al privato sociale in
educativa. forma di cooperativa di servizio.

1. Si tratta una soluzione prevista dal siste- Bibl.: Punzi I., Logoterapia e AIDS. Lesperienza
ma di offerta dei servizi sociali nei confronti della c. f. Padre Monti, in Orientamenti Peda-
dei minori in attesa di adozione o di col- gogici 39 (1992) 1191-1198; C.f. Aspetti sociali e
locazione in affidamento familiare o di amministrativi, Roma, Fondazione Italiana per il
coloro per cui si reputa necessario un allon- Volontariato, 2001.
tanamento pi o meno lungo dalla famiglia R. Frisanco
di origine, in quanto questa non ritenuta
idonea a fornire uneducazione appropria-
ta. Si tratterebbe pertanto di una struttura a
dichiarata valenza socio-educativa. Analo- CASO: studio del
ga lesperienza dei focolari riservati ad
adolescenti che presentano forme di disagio Lo studio del c. rientra nellapproccio idio-
sociale. Tale soluzione viene altres contem- grafico che studia unit individuali.
plata anche per altre categorie di utenza pur
se con finalit diverse, o per assicurare una 1. Con tale espressione si fa riferimento, in
stabile comunit di vita. Cos si pu dire del- ambito psicologico, allimpostazione di me-
le strutture per disabili, malati di mente e an- todo per condurre e organizzare il lavoro cli-
ziani che assumono una valenza di tipo pi nico o psicoeducativo su un singolo o su un
socio-assistenziale, rispondendo al bisogno sistema. A tale riguardo, occorre osservare
di alloggio e protezione di persone con in- che non esiste un approccio metodologico
sufficiente livello di autonomia. Tali sono le unico e che nella maggior parte dei c. limpo-
comunit alloggio, i moduli comunitari delle stazione adottata dai diversi centri di consu-
Residenze Sanitarie Assistenziali, le comu- lenza e di terapia risente significativamente
nit protette, le c. rifugio per donne abusate, del modello terapeutico prescelto. Cionono-
fino ai gruppi appartamento e ai gruppi assi- stante sono rinvenibili, pur con sfumature
stiti dove la presenza di personale limitata e accentuazioni diverse, alcune linee meto-
a poche ore al giorno e gli ospiti sperimenta- dologiche comuni. Nel presentarle operia-
no la loro capacit di autogestione in un per- mo una distinzione tra conduzione e stesura
corso di progressiva autonomia. Per ciascun del c. Nella conduzione del c. generalmente
tipo di tali strutture comunitarie, variamente vengono seguite queste fasi: definizione dei
denominate, le Regioni stabiliscono preci- ruoli e creazione di una collaborazione tera-
si standard strutturali e di personale a cui i peutica, raccolta dati in funzione della com-
soggetti gestori si devono attenere sia per ot- prensione del problema presentato, sviluppo
tenere lautorizzazione che, eventualmente, di un progetto di cambiamento; negoziazio-
per accreditarsi. ne del trattamento; inizio del trattamento e
mantenimento delle motivazioni; registra-
2. La c.f. o altrimenti detta gruppo fami- zione e verifica dei progressi; mantenimento
glia una struttura residenziale protetta, del cambiamento; termine del trattamento.
in cui cio gli operatori o una coppia di
coniugi riconosciuti idonei sono presenti 2. Nella stesura del c. occorre curare la pre-
nelle 24 ore con compiti di educazione, ani- sentazione delle voci seguenti: a) Dati ge-
mazione e sostegno affettivo (figure calde) nerali: richiedente (nome e cognome, et,
e materiale (cura, assistenza alla persona, tu- sesso, composizione familiare, occupazione,
tela) assicurando altres ai propri ospiti una livello sociale del paziente) e tipo di richie-
normale vita sociale esterna nelle attivit sta (indicare il motivo della consultazione e

179
CASOTTI MARIO

se questultima stata ricercata dal soggetto Bibl.: Susskind E. - D. K lein (Edd.), Community
o da altri); date degli incontri; antefatto (in- research: methods, paradigms and applications,
formazioni su eventuali consultazioni prece- New York, Praeger, 1985; Bromley D., The case
denti alla consultazione attuale). b) Indagine study method in psychology and related disci-
psicologica: aree esplorate (comportamento, plines, Chichester, Wiley, 1986; Urso A. (Ed.),
sentimenti, cognizioni, relazioni interperso- C. clinici, in Terapia del Comportamento 32
nali, storia familiare, scolastica, lavorativa); (1991) 7-120; McWilliams N., Il c. clinico: dal
strumenti utilizzati (esplorazione soggetti- colloquio alla diagnosi, Milano, Cortina, 2002.
va e oggettiva, osservazione diretta, analisi A. R. Colasanti
comportamentale, test oggettivi, test proiet-
tivi, questionari); informazioni ottenute dai
singoli strumenti. c) Analisi e integrazione
dei dati raccolti: indicazione del modello di CASOTTI Mario
analisi prescelto; convergenza degli indici
ricavati dai singoli strumenti di rilevazione n. a Roma nel 1896 - m. a Marina di Pietra-
e organizzazione del problema e dei proble- santa nel 1975, pedagogista italiano.
mi presentati; presa di posizione (diagnosi e
prognosi); indicazioni e controindicazioni per 1. Si form alla scuola di Gentile, con il
lintervento. d) Pianificazione dellintervento: quale discusse la tesi dal titolo La conce
obiettivi remoti e prossimi; forme di interven- zione idealistica della storia (pubblicata
to (promozione dello sviluppo, recupero, nel 1920). Egli si distinse subito come uno
rieducazione, terapia, intervento in caso di dei giovani pi promettenti del vivaio gen-
crisi); organizzazione dellintervento (aiuto tiliano, ricoprendo, dapprima, le funzioni
al singolo, lavoro col gruppo, lavoro nellam- di red attore capo di Levana e assumen-
biente); strategie e tecniche di intervento. e) do, quindi la condirezione de La Nuova
Verifica dellintervento: obiettivi raggiunti, Scuola Italiana, due riviste fondate nei
stato attuale del soggetto, follow-up. primi anni 20 dal Codignola. Pubblic,
in part icolare, due studi di carattere teoreti-
3. In ambito pi strettamente psicosociale lo co: Introduzione alla pedagogia (1921) e La
studio del c. rientra nei metodi di ricerca qua- nuova pedagogia e i compiti delleducazio
litativa. Esso ha un carattere essenzialmente ne moderna (1923). Tali studi sono tanto
descrittivo e pu riguardare il singolo indivi- pi significativi in quanto mostrano che C.
duo, un gruppo, una organizzazione, una co- era, ormai, avviato a un ripensamento del
munit. Tra le caratteristiche distintive di tale la pedagogia gentiliana. Nel 1923 giunse a
metodo sono da menzionare: la piccola quan- Torino per insegnare materie umanistiche
tit di unit coinvolte, il riferimento ad un presso il Magistero, ma vi rest solo pochi
periodo di tempo limitato, lanalisi di eventi mesi. Sciolta la crisi spirituale nella quale
che si svolgono in vivo, la finalizzazione alla si dibatteva e abbracciato il cattolicesimo,
soluzione di problemi e non alla pura ricer- nel 1924 fu chiamato da padre Gemel-
ca. Secondo Bromley (1986) le regole fonda- li allUniversit Cattolica quale docente
mentali per condurre efficacemente lo studio di pedagogia. A conferma dei suoi nuovi
dei c. sono le seguenti: riferire i fenomeni orientamenti giunse la pubblicazione Let
in modo veritiero e puntuale utilizzando un tere su la religione (1925), che segnava
linguaggio descrittivo; esplicitare e definire labbandono delle tesi idealiste in favore
chiaramente scopi e obiettivi; valutare in che della concezione cristiana della vita e della
misura i risultati sono stati raggiunti, conce- filosofia aristotelico-tomista. Presso lUni
dersi il tempo necessario per indagare e fare versit Cattolica C. rimase per circa un
controlli incrociati sulle informazioni rac- quarantennio, assicurando linsegnamento
colte, considerare il contesto ecologico, ar- non solo di pedagogia, ma anche di storia
gomentare con prove ci che si afferma. La della pedagogia. Con i primi anni 30 ven
forza del metodo di studio del c. consiste nel ne, per altro, collaborando in modo sempre
suo contributo ad una descrizione accurata e pi stretto con la casa editrice La Scuola e
particolareggiata dei fenomeni allinterno di nel 53 assunse la direzione di Pedagogia e
una precisa struttura concettuale. Vita, mantenendola fino al 1970.

180
CASSIODORO

2. Dopo il suo approdo allUniversit Cat dagli aspetti deteriori dei quali era, a suo
tolica, C. si sforz di trasferire le prospettive giudizio, intriso.
della filosofia neoscolastica nel campo pi
specifico della riflessione pedagogica. Que- 3. Nellultima fase del suo pensiero, C. sem
sta linea di ricerca lo condusse a config urare br propugnare un recupero di taluni aspet
la pedagogia come scienza e come arte, ti dellidealismo, in special modo nellin
ovvero come sapere pratico-poietico volto a terpretazione datane dal Gentile. Tuttavia,
promuovere e a migliorare i concreti proces- nel riproporre le suggestioni della lezione
si educativi. Egli sottolineava che il discor- gentiliana, egli intendeva non gi rinnegare
so pedagogico, lungi dal concentrare la sua la visione della pedagogia neoscolastica in
attenzione sulla dimensione antropologica, favore dellattualismo, ma riassestare il di
era teso a valorizzare anche le problemati- scorso pedagogico fornendogli una pi espli-
che metodologico-didattiche e ad aprirsi al cita fondazione etico-filosofica. Lesigenza
contributo della stessa sperimentazione. Ma di questo riassestamento gli sembrava allora
il frutto pi significativo del suo impegno di tanto pi urgente, in quanto aveva limpres-
studio fu la messa a punto del concetto di sione che, in un contesto culturale che vede-
educazione. Nel rinviare luno contro laltro i va le cosiddette scienze umane guadagnare
riduttivismi che tendevano a privilegiare ora terreno, molta ricerca pedagogica fosse sem-
il ruolo del maestro ora quello del discepo- pre pi esposta ai rischi del sociologismo e
lo, C. affermava che ai fini di una corretta dello psicologismo.
opera educativa occorreva prevedere la piena
partecipazione di ambedue gli interlocutori, Bibl.: Lombardi F. V., M.C.: la pedagogia del-
secondo le linee elaborate da s. Tommaso la neoscolastica, in Orientamenti Pedagogici
nel De Magistro e nello spirito della rifles 10 (1963) 472-493; I d., Filosofia e pedagogia
sione promossa dalla pedagogia del nostro nel pensiero di M.C., in Rivista di Filosofia
Risorgimento. In tale contesto si collocano Neoscolastica 69 (1977) 103-118; Bertin G. M.,
le critiche che, soprattutto fra gli anni 30 Pedagogia italiana del novecento. Autori e pro-
e 50, egli rivolse, non senza qualche esa- spettive, Milano, Mursia, 1989; Damian o E., La
sperazione polemica, allattivismo delle sperimentazione pedagogica secondo M.C., in
Scuole Nuove, inficiato, a suo modo di ve- Pedagogia e Vita 50 (1992) 6, 44-65; Scurati
dere, da unimpostazione che, per favor ire C., Teoria della didattica e didattica operativa in
il cosiddetto spontaneismo dello scolaro, M.C., in Pedagogia e Vita 51 (1993) 1, 59-77.
trascurava le superiori esigenze della verit. L. Pazzaglia
Gli scritti pubblicati da C. spaziavano dalla
ricerca squisitamente teoretica (Maestro e
scolaro. Saggio di filosofia delleducazione,
1930; Pedagogia generale, 1947-48) allin- CASSIODORO
dagine storica (La pedagog ia di Raffaello
Lambruschini, 1929; La pedagogia di San Vissuto tra il 490 ca. e il 580 ca., senatore
Tommaso dAquino, 1931; La pedagogia di romano; C. , insieme a S. Boezio, fautore
Antonio Rosmini, 1937). Durante il suo lun- della rinascita culturale promossa dal re de-
go magistero egli si applic, in particolare, gli Ostrogoti Teodorico, di cui diviene mi-
ad approfondire le valenze pedagogiche del nistro.
Vangelo, alimentando una corrente di stu-
di che conobbe allor a un certo fervore e 1. Linteresse culturale di Flavio Magno Au-
nel cui ambito doveva emergere Nosen- relio C. si estende oltre la durata e i limiti
go, uno dei suoi pi fedeli allievi. Testimo- del regno di Teodorico in favore della cul-
nianza di questi interessi, cui C. dedic vari tura, sia classica che propriamente cristiana,
corsi universitari lo scritto La pedagogia non contrapposte, ma integrate. Gli ambiti
del Vangelo (1953). Ai suoi occhi, la peda- di questa sua opera sono diversi. Nellam-
gogia evangelica acquistava unimportanza bito, che diremmo politico, si impegna per
del tutto speciale, poich era persuaso che la promozione e la valorizzazione dellopera
essa fosse in cond izione di autenticare le dei maestri a tutti i livelli. significativa, a
istanze dello stesso attivismo, liberandolo tal proposito, una sua lettera al Senato, sotto

181
CASTIGHI

il re Atalarico, successore di Teodorico, per scrivere, interpretare il testo: pratiche monastiche


propiziare un adeguato stipendio agli inse- nellalto medioevo, in Ibid., 1995, 71-90; Bette-
gnanti dei vari gradi delle scuole romane. tini M., C., in Enciclopedia Filosofica, vol. II,
Nellambito ampiamente ecclesiale, il suo Milano, Bompiani, 2006, 1696-1697.
interesse si estende alla ricerca dellintegra- M. Simoncelli
zione del sapere classico con lo studio serio
della Bibbia e dei Padri. Elabora, in accordo
con papa Agapito, il progetto di un Centro
superiore di studi religiosi e di una grande CASTIGHI
Biblioteca da realizzarsi in Roma. Le diffi-
colt della situazione sociale e politica non Consistono, in senso ampio, nellinfliggere
ne permettono lattuazione. una pena o dolore (psicologico o fisico) o nel
privare di un bene allo scopo di far espia-
2. C., per, non desiste dal suo impegno, ma re una mancanza e/o di ristabilire un ordine
ne cerca un altro ambito di realizzazione: (morale, giuridico o sociale). In prospettiva
fonda a Vivarium, in Calabria, una forma pedagogica i c. appartengono alla sfera affet-
di vita monastica, i cui membri si dedichino tiva delleducazione e si propongono nellam-
contemporaneamente alle finalit spirituali- bito dei mezzi di motivazione ( premi).
ascetiche proprie del monachesimo e a una
finalit specificamente culturale nella ricer- 1. Il tema dei c. occupa un vasto capitolo del-
ca dellintegrazione tra lo studio delle Sacre la storia della pedagogia e della scuola. Basti
Scritture e dei Padri e quello della cultura qui fare alcuni cenni. Ha avuto un forte e du-
classica. Di qui limportanza di un program- raturo influsso la concezione predominante
ma di studi e di lavoro letterario; come pure nellantichit: Lorecchio del ragazzo so-
dellattivit dello scriptorium, per la cura e pra la schiena, ed egli d ascolto quando
la trascrizione dei codici. Il programma battuto. Nella Bibbia (Prv 29,15) si avver-
contenuto nelle Institutiones divinarum et te che il bastone e il rimprovero procurano
saecularium litterarum. Questa intenzio- sapienza. Nella Roma antica la ferula
nale duplice finalit applicata alla vita mo- il mezzo comune su cui il maestro basa la
nastica stabilisce una diversificazione tra il propria autorit. Alla fine del primo secolo
Monachesimo di C. e quello di altri Ordini, della nostra era i metodi brutali cominciano
come quello Benedettino, nei quali pur ad essere messi in discussione; tuttavia la di-
non trascurando, anzi supponendo una base sciplina scolastica continua ad essere severa
culturale, lattivit degli scriptoria e un me- e i c. frequenti. Nel clima umanistico rinasci-
ritorio apporto alla cultura ci non entra mentale, educatori particolarmente sensibili,
nella finalit della vita monastica, ma resta come M. Veggio (1406-1448), chiedono che
un mezzo al suo servizio. Tale specificit, non si impauriscano troppo i bambini con
mentre caratterizza lopera di C. nella storia minacce e percosse. Una considerazione
della cultura e della pedagogia, segna anche sempre pi oculata viene fatta poi allinterno
il limite della sua risonanza nella storia del delle congregazioni insegnanti ( Gesuiti,
Monachesimo. Barnabiti, Scolopi, Fratelli delle Scuole
cristiane) e dai maggiori pedagogisti dellet
Bibl.: a) Fonti: C., Opera omnia, P.L., 69-70; C., moderna, convinti, come Comenio, che ci
Le istituzioni, Roma, Citt Nuova, 2001. b) Studi: sono mezzi pi efficaci della frusta. Tra gli
R ich P., ducation et culture dans lOccident educatori del sec. XIX va citato don Bosco,
barbare, Paris, Seuil, 1967; Xodo C., Cultura e assertore convinto del sistema preventivo
pedagogia nel monachesimo alto medioevale. e della pedagogia dellamore, che cerca di
Divinae vacare lectioni, Brescia, La Scuola, liberare gli allievi dai dispiaceri, dai c., dai
1980; Leclercq J., Umanesimo e cultura mona- disonori. Contro la prassi educativa troppo
stica, tr. it., Milano, Jaca Book, 1989; Cavallo G., legata ancora a una disciplina severa, prende
Tra volumen e codex. La lettura nel mondo posizione, agli inizi del nostro sec., il movi-
romano, in G. Cavallo - R. Chartier (Edd.), mento delle Scuole Nuove. Riprendendo la
Storia della lettura nel mondo occidentale, Roma/ tesi rousseauiana della bont naturale, al-
Bari, Laterza, 1995, 37-69; Parkes M., Leggere, cuni dei loro fautori sono giunti per a posi-

182
CASTIGLIONE BALDASSAR

zioni di condanna radicale di quanto potreb- spesso controproducenti, colpendo la stima


be minacciare la spontaneit del bambino. di s, non includendo la possibilit e lofferta
La riflessione pedagogica sui c. oggi pi di contro esperienze, non dando indicazioni
attenta e articolata. per la risalita immediata e continua. Vale il
c. che include indicazioni per riparare, che fa
2. Il c. educa solo se incluso nellarco di un reagire con forti motivazioni di ordine affet-
intervento che, difendendo dalle attrazioni tivo e morale, sociale. Anche il c. fisico, gra-
fuorvianti, aiuta a cambiare in senso positivo ve o leggero, educa solo in contesti abituali
la condotta. Questo spesso richiede un lungo di amore e ragione.
cammino. Per s il c. pu essere usato solo
in caso di insufficienza soggettiva o oggetti- Bibl.: Auffray A., Come castigava un santo,
va dei mezzi positivi di sostegno motivante, Torino, SEI, 1956; Vuri V., Premi e c., in L.
per arrestare un comportamento sbagliato, Volpicelli (Ed.), La pedagogia, vol. X, Milano,
connettendolo con unimmagine punitiva Vallardi, 1972, 199-269; Prellezo J. M., Dei c.
che faccia riflettere e scegliere meglio, resi- da infliggersi nelle case salesiane. Una lettera
stere a false suggestioni e pulsioni. A livello circolare attribuita a don Bosco, in Ricerche
psicologico, il c. induce una tensione disto- Storiche Salesiane 5 (1986) 263-308; Scurati
gliente di sofferenza fisica, affettiva, morale; C., La disciplina nella scuola, Brescia, La Scuo-
produce conflitto, rifiuto e fuga da ci che lo la, 1988; Miller A., La fiducia tradita, Milano,
ha provocato o lo potrebbe provocare. an- Garzanti, 1995; Pietropolli Charmet G. (Ed.),
tieducativo destinarlo a punire, far espiare, Ragazzi sregolati. Regole e c. in adolescenza,
ristabilire la parit offesa. Urta e danneggia Milano, Angeli, 20052.
il c. che espressione di vendetta e di ag- P. Gianola
gressivit, che umilia e offende la personali-
t intima e sociale (lo fanno quasi sempre i c.
fisici). Infantilizza il bisogno di pagare per
sentirsi in pace. CASTIGLIONE Baldassar
3. Quando si ama e si amati, tutto pu ser- n. a Casatico (Mantova) nel 1478 - m. a To-
vire da c.: lo stesso amore offeso, mostrato ledo (Spagna) nel 1529, uomo di corte, diplo-
sofferente. Sono c. educativamente validi il matico, umanista italiano.
giudizio critico espresso al momento oppor-
tuno, il tratto relazionale bene amministrato. 1. Di illustre famiglia imparentata ai Gonza-
Ma forse il c. educativamente pi valido la ga, riceve uneccellente educazione uma-
coscienza e lesperienza, magari rinforzata, nistica. alle corti di Milano, Mantova,
del bene non fatto, del valore non consegui- Urbino, Roma; ambasciatore in Inghilterra
to, del talento e della opportunit sprecati, e presso limperatore Carlo V; amico di let-
dellordine offeso, della buona relazione in- terati, musicisti, pittori. una delle figure
terrotta. Lautopunizione soggettiva per la pi rappresentative del Rinascimento italia-
condotta errata corregge pi di ogni danno no perch incarna lideale delluomo colto,
materiale subto o del c. esterno. Leducatore armonico, padrone di s, pronto allazione
deve preparare e coltivare le condizioni per- come allamabile e piacevole conversazio-
ch tali esperienze abbiano luogo nei con- ne. Per questo Carlo V, alla notizia della sua
fronti del bene oggettivo. morte, dice: morto uno dei migliori cava-
lieri del mondo.
4. debole e perfino non educativo il c. im-
posto e subto al di fuori dei rapporti inter- 2. La sua opera maggiore, Il Cortegiano,
personali e dei progetti in corso. Il metodo un dialogo ambientato nella corte di Urbino,
preventivo che imposta leducazione su va- dove uomini di cultura discutono per deline-
lori e su forti relazioni positive, riduce i c. are la figura del perfetto uomo di corte e del-
o li rende subito educativamente efficaci. la dama di palazzo. Consta di una dedica
Il ricorso ai c. penosi come camere di ri- e di quattro libri. Il 1 tratta dei requisiti che
flessione, maltrattamenti, punizioni gravi, deve possedere il perfetto cortegiano: nobilt
costrizioni, ha effetti incerti o ambivalenti, (non legata a discendenza dinastica), grazia,

183
CATECHESI

abilit nelluso delle armi, nellarte della pa- lesigenza di mettere al centro dellattenzio-
rola, della musica, della pittura, della danza; ne il mondo degli adulti.
il 2 discute in che modo e in quali circostan-
ze il cortegiano deve usare le capacit di cui 1. La c.: termini e forme. La c. ha ricevuto
fornito; il 3 tratteggia la figura ideale della denominazioni diverse a seconda dei tempi
donna di palazzo; il 4 affronta i rapporti e dei luoghi: educazione religiosa, insegna-
del cortegiano con il principe, il problema mento religioso, dottrina cristiana, catechi-
politico e lamore platonico. Ne Il Cortegia- smo, c., formazione religiosa, educazione
no, C. presenta luomo di corte ideale che, della fede, trasmissione della fede, ecc. Il
per le doti acquisite, ma soprattutto per le sue significato preciso di questi termini dipen-
virt morali, consiglia il principe a unazione de dai diversi contesti e tradizioni culturali.
di governo illuminata e saggia, ispirata alla Per es. nel mondo anglosassone si preferisce
moderazione, alla giustizia, alla magnanimi- parlare di Religious Education o Religious
t, allamore verso i sudditi. Lopera subito Instruction; nellarea francofona di ensei-
tradotta nelle principali lingue e in latino ed gnement religieux o formation religieuse.
esercita un influsso notevole su tutte le corti Attualmente si tende a distinguere chiara-
dEuropa. mente, pur nella loro complementarit, tra
c. e insegnamento della religione nella
Bibl.: a) Fonti: Opere volgari e latine del con- scuola, con obiettivi e modalit diverse di
te B.C., raccolte, ricorrette ed illustrate da Giov. attuazione. Le considerazioni che seguono si
Ant. e Gaetano Volpi, Padova, 1733; Il libro del riferiscono esclusivamente alla c. Negli ulti-
Cortegiano con una scelta delle opere minori di mi decenni vi stato tutto un movimento di
B.C., a cura di B. Maier, Torino, UTET, 1973; Il rinnovamento catechetico, soprattutto sotto
libro del Cortegiano, Introduzione di A. Quon- la spinta del Concilio Vaticano II e di fronte
dam, Milano, Garzanti, 1981 (XI ed. 2003). b) alle nuove sfide della societ. Oggi va consi-
Studi: Barberi G., Lonore in Corte. Dal C. al derata conclusa la concezione dellepoca del
Tasso, Milano, Angeli, 1986; Ossola C., Dal catechismo o del paradigma tridentino,
Cortegiano allUomo di mondo. Storia di secondo cui la c. legata al compendio chia-
un libro e di un modello sociale, Torino, Einau- mato catechismo appariva soprattutto
di, 1987; Scarpati C., Dire la verit al principe, come insegnamento dottrinale e trasmissio-
Milano, Vita e Pensiero, 1988; Gagliardi A., La ne di conoscenze religiose. Oggi la c. si apre
misura e la grazia. Sul Libro del Cortegiano, a una visione pi personalistica, integrale
Torino, Tirrenia Stampatori, 1989. e incarnata della fede e della sua crescita e
R. Lanfranchi quindi assume unidentit pi ricca e pluridi-
mensionale, in quanto opera di iniziazione,
CASTIT Educazione sessuale Virt di insegnamento, di educazione e socia-
CATALFAMO Giuseppe Personalismo peda- lizzazione religiosa.
gogico
2. La c. educazione della fede. La caratte-
rizzazione della c. come educazione della
fede diventata proverbiale nella Chiesa,
CATECHESI e come tale accolta nei documenti ufficia-
li. Anzi, si pu dire che, nello sviluppo del
La c. (dal gr. katechin: far risuonare) rinnovamento catechistico, lespressione
linsegnamento fondamentale della fede cri- educazione della fede riassume in qual-
stiana per linteriorizzazione e maturazione che modo il passaggio dal catechismo alla
della stessa fede. Essa si trova cos nel cuore c., dalla tradizionale educazione religio-
del processo di socializzazione religiosa sa ad unazione catechetica pi attenta alla
e di trasmissione del patrimonio culturale densit esistenziale del messaggio cristiano
e religioso del cristianesimo alle nuove ge- e della relativa risposta credente. Nellepo-
nerazioni e a quanti vogliono diventare cri- ca moderna, la riflessione sulla c. ha porta-
stiani. Oggi questa attivit si rivolge ancora to allaccentuazione della sua dimensione
prevalentemente a soggetti in et di sviluppo pedagogica, anche sotto linflusso delle
(fanciulli, adolescenti, giovani), ma si sente scienze delleducazione Di fatto, la cateche-

184
CATECHESI

tica come riflessione sistematica sulla c., Anzi, in diversi Paesi, la c. stata spesso
sempre stata fortemente collegata alla peda- uno strumento privilegiato, a volte unico, di
gogia e dominata in un certo senso da una alfabetizzazione e di promozione culturale.
duplice anima: quella teologica, che ne Lopera della c. appare legata tradizional-
determina soprattutto i contenuti e le finalit mente alle istituzioni educative e ai luoghi
ultime, e quella pedagogica, che presiede e ambiti della prima socializzazione (fami-
allindividuazione di obiettivi, processi e glia, scuola, chiesa, comunit), assumendo le
metodologie (Alberich, 2001). Lespressione forme tipiche dell azione educativa: inse-
educazione della fede va intesa corretta- gnamento, educazione, iniziazione, appren-
mente, dal momento che non possibile in- distato, formazione, alfabetizzazione. Essa
fluire direttamente dallesterno su una realt ha costituito di fatto, per molte generazioni,
cos indisponibile e inafferrabile come la uno strumento efficace di socializzazione re-
fede cristiana, che teologicamente rimanda ligiosa, e ha contribuito a plasmare lidentit
alla gratuit del dono divino e alla impreve- umana e cristiana di molti credenti. Certo,
dibilit della libera risposta umana. Ha sen- vero che non sempre la c. stata allaltezza
so perci parlare di educazione della fede della sua vocazione educativa. Essa appar-
soltanto in modo indiretto e strumentale, in sa a volte disincarnata, ghettizzata, intenta a
riferimento alle mediazioni umane che pos- una finalit che sembrava lasciar da parte i
sono facilitare, aiutare e rimuovere ostacoli problemi fondamentali delluomo e della sua
nel processo di maturazione religiosa. Ri- crescita. Non solo: la storia e lesperienza
mane esclusa qualsiasi forma di intervento ricordano tante forme inautentiche di c. che
diretto sulla fede stessa. Nellattuazione del ne hanno compromesso la valenza educativa,
suo compito di educazione, la c. deve avere come in certe forme di indottrinamento e
sempre davanti lorizzonte della maturit di strumentalizzazione ideologica ( ideo-
religiosa, evitando possibili forme di indot- logia) al servizio dellautorit dominante o
trinamento e di intervento infantilizzante, di interessi di parte; oppure sotto forma di
col pericolo di bloccare il processo di crescita chiusura confessionale e settaria che stata
religiosa. Bisogna riconoscere che non poche di fatto una vera educazione al pregiudizio e
volte la c. ha favorito forme di immaturit, allintolleranza.
di religiosit funzionale e compensatoria, di 3.2. La c. in chiave educativa. Oggi la rifles-
espressioni inadeguate di fede, sotto la spinta sione catechetica insiste sul fatto che la c.
di atteggiamenti clericali e paternalistici o di deve essere in funzione della riuscita totale
facili accomodamenti securizzanti da parte delluomo. In quanto trasmissione della pa-
di persone che hanno paura della maturit. rola liberante di Dio, la c. non si deve mai
restringere a un settore religioso dellesi-
3. La c. fatto educativo. Alla c. nelle sue stenza, ma deve investire la totalit del pro-
diverse forme va riconosciuta una notevole getto umano di vita, configurandosi perci
valenza educativa, sia come elemento signi- come aiuto per la vita attraverso laiuto
ficativo dell educazione cristiana e religio- della fede e avendo come scopo di fondo
sa, sia anche per la sua dimensione educativa aiutare luomo a riuscire nella propria vita.
globale, in quanto fattore di socializzazione, importante perci mobilitare e valorizzare le
di alfabetizzazione, di crescita culturale e molteplici valenze educative e promozionali
morale, ecc. un dato che emerge con chia- dellazione catechistica, sottolinearne la por-
rezza alla luce della storia e in sede di rifles- tata pedagogica e concepirla come un vero
sione teoretica sulla natura della c. processo educativo permanente che deve ac-
3.1. La c. nella storia: opera di educazione. compagnare lo sviluppo integrale delle per-
Uno sguardo alla storia permette di cogliere sone e dei gruppi. Tra gli obiettivi catechi-
il peso certamente significativo dellazione stici vanno perci inclusi i grandi traguardi
catechistica nei processi di educazione e di di ogni educazione umana: sviluppo della
promozione, soprattutto a livello popolare e personalit, apertura alla socialit, maturit
in particolare nellepoca moderna, attraver- psicologica e affettiva, senso critico, capaci-
so la diffusione dei catechismi e le svariate t di partecipazione e corresponsabilit. In
forme di insegnamento religioso e di predi- riferimento alla c. possono essere segnalati
cazione al popolo cristiano (Braido, 1991). diversi fattori e istanze di rilevanza educati-

185
CATECHISMO

va: a) A livello di conoscenze, la c. trasmet- canza di rispetto per la qualit umanizzante


te informazioni, arricchisce il patrimonio di ogni autentica educazione. una conside-
culturale, fornisce punti di riferimento per razione che invita a superare ogni dualismo
la ricerca di senso. b) Appartiene anche al antropologico e pedagogico e ogni malinteso
compito della c. permettere la maturazione primato della missione spirituale nellazione
di esperienze umane basilari, che sono pre- dei cristiani.
supposto di ogni autentica crescita cristiana.
Per es., senza lesperienza della fiducia e del Bibl.: Bissoli C., C. ed educazione, in Orienta-
perdono molto difficile capire il significato menti Pedagogici 27 (1980) 55-62; Germain E.,
della penitenza e della riconciliazione; e sen- 2000 ans dducation de la foi, Paris, Descle,
za maturit affettiva impossibile cogliere 1983; Exeler A., Leducazione religiosa. Un iti-
in profondit il senso dellamore cristiano. c) nerario alla maturazione delluomo, Leumann
La c. chiamata a dare grande imp