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Giuseppe Chiofalo

La polarit semantica e lanalogia imperfetta

Palmi 01 agosto 2015

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Percorso di lettura
Una teoria formalizzata, coppia di Natura e Fisica, una sintassi sistemata per
conferire unit ad aggregati fenomenici; per prendere decisioni su coordinazioni
coerenti di realt possibili, accadimenti, dati percettivi. Dotata di categorie,
propositiva di ipotesi, affermazioni speculative, in situazioni anche complesse, che ne
percorrano gli essenziali limiti e ne sollecitino la sua mutazione: esperienza permeata
da logicit, tra pensiero e cose; una sintassi offerente aperture verso il mondo,
polarit semantiche,verso organiche concezioni del reale rese dinamiche da
trasformazioni per analogia imperfetta.
Una teoria, insomma, che storia, e che ha prototipo, con Isaac Newton, la geometria
dEuclide.

Atto di moto di sistema ortonormale


Motivazioni
La struttura euclidea di uno spazio lineare, data da una forma simmetrica
bilineare, la cui forma quadratica sia definita positiva (spazio vettoriale
prehilbertiano reale separato): questa la definizione su cui le teorie fisiche nel
loro attestarsi storico, stazionano allorch la utilizzano come traccia di modelli ,
sintattici e semantici, di Fisica teorica (formalizzazione).
Nonostante siffatto ruolo di struttura inaugurale e feconda di teorie
formalizzate, che lo spazio euclideo ha palesato con la fisica galileiano-
newtoniana, ci si sofferma, per, a discettare su errori e deficienze dei
costrutti newtoniani rispetto a nuovi veri paradigmi, esibendo occasioni di
severe decostruzioni epistemiche.
Le presenti riflessioni, senza togliere meriti o genialit alla critica purch
costruttiva, sono avviate dalla valorizzazione della funzione che il riferimento
cartesiano con base ortonormale, svolge per la collegata realizzazione
standard, cio canonica, della forma bilineare simmetrica, e chiariscono la
presenza costante di tale forma negli sviluppi di matematica fisica (operatori
lineari, teoria della funzioni e dellanalisi funzionale, i cui dettagli sono qui fuori
piano) che rimandano ai combinati motivi duna rituale utilizzazione di basi
ortonormali (esempio apice: la funzione donda per la teoria della misura, in
quantistica) le quali peraltro sono sempre disponibili giacch esistenti in ogni
spazio euclideo nel quale la struttura sia legata al gruppo ortogonale delle
applicazioni lineari che vi conserva la struttura euclidea.
La connotazione movimento euclideo introdotta tramite unaffinit di uno
spazio affine euclideo in s, associato ad una isometria; la equivalenza di tutti
i punti (ognuno di essi pu essere sovrapposto ad altro con un movimento);
lassenza di posizioni assolute (le figure possono essere studiate a meno di
similitudini, conservazione di grandezze angolari e rapporti tra grandezze); il
ricorrere, insomma di condizioni, necessarie e sufficienti di teoremi su
automorfismi di spazi vettoriali associati ad unaffinit, garantiscono che la
definizione del sistema ortonormale ovunque ben formata e che, mentre
conferisce allo spazio euclideo attributi di sintassi di una fisica lo espone
essenzialmente dotato di polarit semantiche.
Ebbene, tale carattere allora, oltre le mutazioni storiche, alla base della idea
di spazio vuoto, e del concetto di sistema inerziale, svolto dalla geometria
come sintassi di una cinematica intesa come geometria con un parametro.
Oltre le mutazioni storiche vuol dire che dalle rivoluzioni scientifiche che tali
mutazioni esibiscono, non emergono errori e deficienze dei costrutti newtoniani
ma occasioni di un euristica di nuovi paradigmi ove linedito e non pu che

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essere, lefficacia di una forma che insegna percorsi per analogie e continuit
del quasi-classico, analogie da dirsi imperfette ma non esibenti istanze di
severe decostruzioni epistemiche
Va ammesso espressamente che la presente esposizione procede per
frammenti, richiami e schematici riassunti, estratti da argomentazioni (di cui il
lettore sapr trovare il bandolo), invece sistematiche ed ampie trattazioni
offerte nel Saggio Giuseppe Chiofalo; A priori kantiano e formula canonica
dedicato alla esplicazione ragionata della genesi delle leggi fisiche; e che essa
per una trattazione rigorosa della polarit semantica rimanda a Giuseppe
Chiofalo Il modello di corpo rigido in Lezioni di Statica applicata alle costruzioni
(pubblicazioni esaurite ma disponibili per estratti gratuiti).
. Il legame tra esperienza e costrutto, la traduzione del presentarsi di un
immediato dato critico in nessi e relazioni, accolgono validazione su livelli di
unit di giudizio: nella struttura concettuale della mediazione sistemata di una
sintassi, il dato, accettato per s elevato da intuizione sensibile a composita
intenzionalit per essere conclusivamente concepito come essere in s.(cfr. A.
GuzzoV. Mathieu, Oggetto, Enc. Sansoni, Firenze 1977, pagine 799-806).
Insomma, la realt sensibile traluce dalla oggettivit che dalla parte del
soggetto, ossia della struttura concettuale, lintelletto individua sul dato
rivestendolo della forma di oggetto generale, e, per riflessione su esso, entro
una relazione identificatrice datti di giudizio.
E evidente la perennit dellIo penso della lezione kantiana compresa la
problematicit della forma funzionale allunit integrante la scientificit
delloggetto, e della discernibilit che consente stagliate compresenze,
attribuzioni e classificazioni. E altrettanto evidente, con la definizione di un
compito di identificazione, la disposizione intellettiva ad interpretazioni, bench
n imitative n partecipative, impegnate a rendere tematico, oltre una pura
intenzionalit, invece un ordine dellin s e una dimensione semantica che
dalla sintassi si apra allimmanenza dellesistere su piani dellessere,
dellessenzialit dellessenza.
Ma occorre prudenza: lessenzialit dellessenza unica, ma loggettivit della
scienza storica, e datata da un episteme.
Se questo carattere non ben inteso, stravolte questioni, la verit scientifica,
della scienza come percorso con una unica meta finale, non farebbero che
convenire su errori e deficienze dei costrutti newtoniani (cfr. supra).
Ebbene, non tanto per colmare lacune e discontinuit di frequentazioni
filosofiche, ma per una presa datto dei concetti di spazio e di tempo di cui
portatore la forma sintattica che dicesi Spazio euclideo, tratteggiato quanto
segue.
1. Il sistema ortonormale
Anzitutto la tesi: poich la sintassi di una teoria formalizzata non formatrice di
dimensione semantica in termini necessaristici (non fisica di reperti di realt;
delloggetto gi dato, angustia dualistica) ma apertura di polarit semantiche (il
possibile che pu non essere reale; cfr. I kant), la Geometria euclidea che ha
siffatti caratteri (testati da B. Russell a D. Hilbert) prototipo destinato a
guidare costruzioni spaziali di ulteriori altre forme relazionali, regole di
invarianza delle possibili deduzioni di pensiero geometrico, (cfr. ad es. spazi di
Hilbert , spazio euclideo completo, spazi separabili di dimensione infinita).
Orbene, primo passo di questa storia di mutazioni quasi-conservative il
sistema ortonormale Oi,j,k che su uno spazio vettoriale euclideo E3, assiste i
su rilevati compiti di identificazione intenzionale del modello di corpo rigido ,

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con la forma relazionale e la invarianza della propriet di cui gode ogni base {i,
j, k} e lesistenza di ununica applicazione bilineare alternante.
Linsieme dei vettori {i, j, k} linearmente indipendenti un sistema (base) di E3
con le seguenti propriet:
1) monometrico: i 2 =j2= k2= costante;
2) ortogonale i*j = j*k = k*i=0
3) orientato positivamente : i j = k; j k = i; k i = j
4) se, i, j, k sono funzioni della variabile reale t, parametro degli atti di moto di E3,
(rispetto ad un primitivo sistema , in un E30, tra t e t+dt, si presenta come
terna mobile), da 1) segue:
(a) (di/dt)*i=(dj/dt)*j =(dk/dt)*k =0,
e da 2): (a) (di/dt )j +(dj/dt) i= (dj/dt )k +(dk/dt) j= (dk/dt )i +(di/dt) k= 0.
Ebbene, la caratterizzazione da di E30,di atti di moto di sistema
ortonormale di E3, si conclude con loperatore lineare (di Poisson) ; il
relativo teorema conta innumerevoli e puntuali dimostrazioni e conseguenze
fondamentali per lo studio di moti rigidi generali (cfr. il magistrale Testo:
Lezioni di Meccanica razionale vol I, diTullio Levi-Civita e Ugo Amaldi.
Zanichelli; capitoli III e IV in particolare).
La dimostrazione qui proposta, poggia sulla semplice quanto fertile
osservazione che ciascuna e tutte le uguaglianze caratterizzanti un sistema
ortonormale, sono invarianti per sostituzione ciclica sui versori i,j,k.
I) Nel riferimento Oi,j,k, il generico vettore vE3, (v2=costante), suscettibile di
rappresentazione semicartesiana: v = (vi)i + (vj)j + (vk)k.
II) In E30 : v=v(t) e per dv/dt quindi si ha: :
.dv/dt= = (vi)(di/dt) + (vj)(dj/dt) + (vk)(dk/dt),
e se calcoliamo le derivate di i, j, k, resta calcolata la derivata di ciascun
vettore di E3 .
Ebbene, basta osservare che, mentre la 4(a) (ortogonalit tra versore e sua
derivata), rimanda a vettori, siano 1,2, 3, tali che:
b) di/dt = 1 i ; dj/dt = 2 j ; dk/dt = 3 k ,
e che, per le identit: i i = j j = k k =0, essi sono definiti a meno di un
vettore parallelo rispettivamente ad i, a j, ed a k. (cfr. Levi-Civita Amaldi cit., es
3 pag 200 ove si ripropone (con Bortolotti), per la scelta di un unico ,
lutilizzo delle relazioni di ortogonalit tra versori e rispettive derivate.
Ora, linvarianza delle formule sotto le permutazioni cicliche rilevate, vale da s
a previsioni desistenza di comune vettore, tra la tripla infinit degli i che
precisamente si presentano, quindi, del tipo:
1= +i, 2 = +j; 3= +k.
Il che vuol dire che, in definitiva, non resta che calcolare ; a posto delle b)
scrivere (teorema di Poisson):
c) di/dt = i ; dj/dt = j ; dk/dt = k
e per il generico v E3 , :
dv/dt = v.
2. Calcolo di .
Consideriamo la rappresentazione semicartesiana della derivata di uno dei
versori ad esempio i (di un sistema ortonormale Oi,j,k in uno spazio euclideo
E3): di/dt = +([di/dt] i)i +([di/dt] j)j +([di/dt] k) k (*),
riscritta, utilizzandondo le 3 di 1. , come segue:
di/dt = +([di/dt] i)j k +([di/dt] j) k i +([di/dt] k) i j (**),

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Da i2=costante e quindi da i*(di/dit)=0 esiste un 1 tale che: di/dt=1 i; il che
suggerisce di collocare a destra la presenza del versore i negli ultimi due
addendi a secondo membro:
: di/dt = +([di/dt] i)j k + ([di/dt] j) k i [di/dt] k) j i (**)
Da i*k =0 derivando si ha: [di/dt] k = + [dk/dt] i; dunque la (**) passa a:
di/dt = +([di/dt] i)j k +([di/dt] j) k i +([dk/dt] i) j i (**)
Sul piano Oyz, si evidenzia allora con il vettore:
{[dk/dt] i) j +([di/dt] j) k) } i
il componente di 1: [dk/dt] i) j +([di/dt] j) k
che gi si trova ordinato secondo ciclicit (kijk) tra i propri due addendi.
Allora, dal secondo componente [dk/dt] i) j, si risale al primo permutando j
k; k, i i j, rilevandolo nella forma [dj/dt] k) i.
Insomma, otteniamo conclusivamente:
(***) = [dj/dt] k) i +[dk/dt] i) j +([di/dt] j) k)
In sintesi: da: i2 = j2 = k2 =costante, quindi da : (di/dt )i = (dj/dt)j = (dk/dt)k =0 ,
segue la esistenza di vettori, diciamoli 1, 2 , 3, tali che:
di/dt =1 i; dj/dt = 2 j, dk/dt = 3 k.
La ciclicit ij k i , comporta che:
[di/dt =1 i] [dj/dt = 2 j][dk/dt = 3 k]
Ossia: 1 = 2 = 3 = . Segue il calcolo.
La (***) del tipo: = ()i +() j +()k ; mentre () rilevata dalla seconda
componente di di/dt nella riproposizione (**), cio da:
di/dt = +([di/dt] i)j k +([di/dt] j) k i +([di/dt] k) i j
Da: +()= +([di/dt] j), tramite i j k i; () () () (), si ha:
()= +([dj/dt] k), () = +([dk/dt]i) che conclude con la (***)
= [dj/dt] k) i +[dk/dt] i) j +([di/dt] j) k)

3. Annotazioni.
Lesistenza del vettore , mette in opera tramite uno spazio vettoriale euclideo
E3, , una caratteristica dello spazio affine (euclideo) A3: insieme di elementi che
attivano la loro identificazione dalle coppie (ordinate) di cui sono componenti;
ciascuno di essi singolo in relazione entro coppie di uno-multiplo,
assecondanti: a) un assioma di esistenza e unicit di P della coppia (O,P)
dato OA3: e vE3; b), dotate di relazione di Chasles (cfr. Marius Stoka,
Padova 1867, pag.158). Insomma, elementi la cui appartenenza ad A3 assimila
lefficacia formatrice dellessere A3 associato ad E3.
Precisamente, prescelto OA3, un generico PA3, in relazione con O come
componente della coppia (O,P)A3x A3 anzitutto accettando le coordinate
cartesiane del vettore v E3 dotato di base {i, j, k}, quali sue coordinate affini.
Insomma, se spazio, per definizione, ciascun insieme dotato di struttura;
uno spazio vettoriale euclideo su un corpo commutativo (nel caso quello dei
numeri reali), conferisce ad A3 , nel conto degli assiomi dellinsieme di coppie
(ordinate) e della relazione di Chasles, quella di spazio affine (euclideo)
associato allo spazio vettoriale euclideo E3.
Da d(P-O) = dv/dt = v, OA3 resta allora caratterizzato come polo di una
struttura di spazio affine attaccata allo spazio vettoriale lineare E3 euclideo,
(cio con una forma bilineare simmetrica) esposto come modello di corpo
rigido [ (O,P)A3x A3 , P-O=vE3 e v2=vxv=costante).
Dallesistenza di (atto di moto rigido) di Oxy,z letto da , gli elementi di
A3 si sistemano sul fascio improprio di rette affini associate alle rette vettoriali
con direzione quella delle generatrici di cilindri quadrici di asse , ciascuna

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variazione dP = dO + dt (P-O) essendo parametrata linearmente dal raggio.
Infatti, dQ= dO + dt (Q-O) = dO + dt [(P-O)+(Q-P)] = dP, se e solo se Q e
della retta affine di versore direttore / (Q= P + )
Quale il senso delle presenti annotazioni? Intanto, vi si pu rilevare che una
dettagliata caratterizzazione della struttuta euclidea se svolta alle radici porta
alla semantica implicita in cui il carattere proprio della variabile indipendente t
pu direttemente assumere e assume il significato di tempo (newtoniano)
(tempo assoluto e cinematica newtoniana come geometria con un parametro);
e, poi, che il modello di corpo rigido chiarisce che la geometria euclidea una
sintassi la cui la polarit semantica occorre verso realt possibile esattamente
galileiano-newtoniane.
La approssimazione a fatti sperimentali della verit dei moti rigidi generali, ,
dunque, inscritta nella struttura formale euclidea che ha ricevuto, raccolto ed
ordinato entro orizzonti di scienza assiomatico-deduttiva, conoscenze e
pratiche secolari. Con questo carattere storico, la geometria euclidea una
teoria formalizzata i cui enunciati forniscono a fenomeni conclusiva disciplina di
esercizio ed esecuzione di peculiari connessioni e un ordine, al mondo dei
fatti assegnando regole dellunit e vie di ricerca nellambito di serie operative
(prove e verifiche) secondo una semantica di oggetti geometrici; cio reali
possibili verso realt necessarie entro intervalli attendibili, limiti fiduciari da
statistiche campionarie.
Pertanto, si pu concordare con lenfasi galileana: la natura si esprime in
lingua matematica (cfr.Il Saggiatore Feltrinelli 1992), congiunta con
affermazione che il grandissimo libro scritto in lingua matematica ci sta aperto
innanzi agli occhi, purch si mitighi il rimando ad essa della tesi einsteniana
che a buon titolo la storicizza: La sola giustificazione dei nostri concetti e dei
sistemi di concetti sta nel fatto che essi servono a rappresentare il complesso
delle nostre esperienze,(Il significato della Relativit Boringhieri 1959, pag.
4 che Einstein scrive per mettere in risalto il nocciolo della [propria] teoria, in
tutto il suo sviluppo concettuale). Non condivisibile, infatti, si presenta la
convinzione che per sottoporre i fondamenti al nostro controllo occorra
riparare al danno arrecato ad essi dai filosofi abituati alla collocazione dei
concetti alle altezze intangibili dellapriori: la polarit semantica dellatto di
moto rigido mostra che il fatto sperimentale moto dei corpi necessita di
consapevolezza teoretica delle differenze che un riferimento, struttura
concettuale, espone come eventi duna funzione sintattica aperta verso quel
fatto da una semantica del possibile.
Un fatto, definito e definibile come avvenimento compiuto, ma non
evento, ossia non il contingente di funzione di struttura esposto dalla polarit
semantica in termini peraltro non normativi: la cinematica del corpo rigido
generale, attiva entro le forme di siffatta funzione, affermazioni dunit dei fatti
in guisa di espressioni di moti concreti e termini necessari di veridicit delle
forme medesime che ad essi fatti indirizzano.
La osservazione ha carattere generale; ma qui doveroso restare al caso
newtoniano: La scienza moderna caratterizzata ai suoi inizi da una
consapevole modestia; essa enuncia, in campi rigorosamente delimitati,
proposizioni che hanno valore solo allinterno di questi limiti , scrive W.
Heinsenberg (cfr. Natura e Fisica Moderna; Garzanti, 1960, pagine 162-163).
Quali, allora, i limiti del modello di corpo rigido, di cui occorre consapevolezza
tale da garantire il contenuto filosofico della fisica newtoniana?

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La consapevolezza di I. Newton (e il collegato contenuto filosofico evidente in
I. kant, della Prima Critica, ragione teoretiva e forma tempo e spazio), sorge
dalla Geometria euclidea che lesemplare non di limiti, che essa ha, e deve
avere in quanto, esiste impiantata in linguaggio e canoni propri (regionali), ma
di ogni struttura di Matematica fisica: ogni teoria fisica si fonda al primo passo
su una geometria. Per siffatta azione, la geometria di Euclide ha insegnato che
con ci <<non si tratta di chiedere che gli enti geometrici esistano>> (Hilbert),
perch essa essenzialmente una sintassi, offre enunciati tuttavia disposti per
una fisica in quanto polari verso una semantica: lo spazio affine A4=Rx A3 (R
la retta dei tempi) spazio degli eventi, il fascio di rette affini, e superfici di
cilindri quadrici di asse O, come classi di equivalenza dQ, incorporano il
gruppo galileano nel contesto della sua definzione: il concetto di sistema
inerziale non integra la definizione di A4=Rx A3 ; non introduce successiva
qualifica delle propriet di spazio affine euclideo: con O e linsieme {i, j, k}E3,
latto di moto rigido allistante t, dv= dt [(P-O) rappresentante in RxE3 di un
campo vettoriale (in coppia con giacch dQ= dO + dt [(P-O)+]; dt e
dellasse istantaneo in Oxyz il medesimo dt ed il medesimo di ).
Pertanto implicano direttamente la connessa immediata problematica dello
assoluto e del relativo; e Ia vexata qustio con riguardo alla coppia dei
riferimenti , Oxyz, necessaria alla definizione dei dQ e dei dv, del mettere
in unit il concreto con la struttura delluno-multiplo.
Ampliando le osservazioni, lessere reale della forza, sia F e dunque
dellaccelerazione (rif.. V. I. Arnold, Roma 1979, pag.16), nella forma
(F(dt)2d2Q 0), traduce la polarit semantica dei dQ in efficacia di oggetto
dei d2Q, delle loro differenze dal tempo t0 al tempo t0+dt: la forma: d2Q 0,
segnala il cominciamento di un innovato sistema inerziale (con origine O+dO
e vettore direttore relativo a +d).
Cio, se d2Q0, la legge newtoniana (lex secunda agganciata alla irrisolta
problematica della lex prima) effetto di una F reale (F0, realismo
matematico esistenza ontologica di F, sono assecondate dalla struttura
matematica la cui polarit si, eleva a principio di determinismo newtoniano;
nello spazio A4=Rx A3; con con O e i dP di puo leggere d2QF(dt)2= 0 che
univocamente fissa come riferimento assoluto e le condizioni iniziali e, il
calcolo (delle fussioni), apre al presente la conoscenza dellintero moto.
Tutto,si tiene, armonicamente: le opposizioni allo spazio assoluto di I. Newton
(cfr. lincalzante De motu di Berkeley) ma anche la grossa difficolt del
sistema inerziale che affanna lo stesso Newton alla ricerca di un centro del
Sistema del mondo, per motivare la concreta esistenza, o definizione, di un
unico spazio assoluto fra tutte le possibili strutture inerziali (cfr. I. Newton,
Sistema del Mondo, 1969 Boringhieri, Ristampa), sono essenzialmente esiti di
un perfezionismo metafisico, posizioni acritiche rispetto alla cinematica,
geometria euclidea con un parametro (v. sopra, 4.), con polarit semantica di
tempo e coerenti con modi e dati della misurazione; sono semplicistiche e
superficiali:. Osservare e misurare, essenzialmente serie operativa
essenzialmente esige comunque coppie di spazi cui cui uno abbia ruolo
assoluto. Pertanto la cinematica una sintassi la cui polarit semantica
apertura su un rapporto tra spazi /sistemi di riferimento) che si dota di
significato coinvolto nella forma delle enunciazioni: la forma della cinematica
galileiano-newtoniana, spazio euclideo da dirsi, con ed oltre Newton, campo
di interpretazioni di dO in termini di concretezza sollecitata dai fatti, da
interne coerenze, da concretezza scientifica; osservabile secondo aperture

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della polarit che allosservare concede spazio altro dellosservato in quanto
losservatore non lo duplica.
E questa una sottile critica del principio di autorit: per il cammino delle idee,
una teoria come storia non induce conservazione, lesaurirsi di tensioni e
innovazioni, perch alimenta genesi di senso.
Peraltro, lungo la storia si assestano molte risposte alle semplificazioni circa
errori e deficienze dei costrutti newtoniani: la meccanica hamiltoniana e gli
spazi simplettici muovono i primi passi di storia delle idee post newtoniane e
lagrangiane; li compiono i diffeomorfismi su variet algebriche in cui sono
allopera collezioni finite o numerabili di aperti dello spazio euclideo carte
compatibili luna con laltra classi di equivalenza, atlanti, variet differenziabili,
le cui dimensioni sono lunit di aperti euclidei, la numerosit delle loro
sussunzioni in coppie di coordinazioni locali impegnate non a universalit
dunica coppia ma alla compatibilit della loro frammentata co-appartenenza
allunico.
5. Conclusioni e prospettive.
La geometria euclidea, passando da geometria ad un parametro primo
sistema ipotetico-deduttivo a settore di una fisica, non si presta ad
applicazioni pratiche se non dopo aver integrato le polarit semantiche con
proposizioni aderenti alla prassi meccanica. Essa, infatti, postula ma non
insegna le verificazioni sperimentali se non per assestate giustificazioni
della unit da assumere da principi e da rendere conferibili ai fenomeni. (cfr.
Max Jammer Storia del concetto di spazio UE Feltrinelli 1963, pag. 92;
Capitolo quarto, passim).
Pertanto in questione non lo spazio che rifonda la coppia, spazio
osservatore assoluto visto che non duplica losservato (v. supra) e, quindi non
pu cadere e non cade in nessun modo sotto losservazione dei nostri sensi:
non identificabile se deve rivestire il ruolo proprio non solo nella intera
struttura causale della teoria newtoniana ma nella funzione che assume la
polarit semantica in quanto capacit di ospitare oggetti e disseminare
congruit del cognitivo, consentire e produrre unit ampliate in significati la
cui veridicit di contesto, non prescritta ma eventuale e conclusiva.
Prevista e necessaria alla geometria con un parametro, invece lassunzione
delle pregnanze del gruppo delle sostituzioni sullo spazio orientato di sistema
ortonormale, che il gruppo galileiano formalizza in termini di omogeneit
(equivalenza dei punti) e isotropia (equivalenza di basi {i, j, k}E3). E questo
carattere che rende fertile lavvio di innovate formalizzazioni, secondo quei
contegni euristici che ben meritano la funzione dellanalogia imperfetta
(foriera di prestiti lessicali: esempio massa newtoniana e massa relativistica;
particella classica e quantistica, le cui definizioni esemplificano effettiva la
storicit della scienza), svolta su propriet del sistema ortonormale (struttura di
spazio tridimensionale orientato, come campione di unalgebra di Lie. ( (i j)
k essendo invariante per sostituzione ciclica (cf.1.), rende evidentemente
soddisfatta lidentit di Jacobi: lidentit a zero una somma di tre termini
singolarmente nulli),
Importanza particolare per innovata semantica del parametro t (primaria
variabile indipendente, quindi tempo assoluto newtoniano) ha la relazione
fondamentale dordine stretto del numero reale astrattamente definibile a meno
di isomorfismi che conservino detta relazione (ad esempio, trasformazioni del
gruppo ortocrono di Poincar; cfr. Valter Moretti Teoria della relativit
speciale, formulazione matematica Universit di Trento a/a. 2010-2011).

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Da qui ,insomma, altro che errori e deficienze dei costrutti newtoniani, ma
teorie come storia: la disponibilit a una semantica relativistica (gruppi risolubili
connessi di Lie, di dimensione 4, isomorfi al gruppo dei movimenti rigidi di
Minkowski).
Insomma, la storicit nella stessa scelta di significati operabile dalla polarit
semantica della sintassi: la cinematica relativistica vi pu utilizzare le
pregnanze della polarit semantica della struttura euclidea giacch polarit
semantica apertura su un mondo di cose ma non bloccata su quello
galileiano-neutoniano (spazio euclideo con tre dimensioni spaziali pi una
temporale, cio di R4=RxR3, ove R lasse reale dei tempi ed R3 lo spazio
degli eventi simultanei, cio R3 linsieme quoziente di R 4 rispetto a R). E
apertura di una sintassi di nuove avventure del pensiero di nuove temperie
conoscitive forgiate dai limiti essenziali di altra temperie (cfr. supra; in
particolare Percorso di Lettura e 3.).
Precisamente, quando si accoglie presso gli enunciati duna sintassi un
universo di cose, per il carattere stesso della polarit semantica anzitutto
allopera la funzione di scelta che, coerente ed adeguata alla sintassi
medesima, ovviamente si attiva su strutture di un campo concreto-storico, di
un clima culturale. La semantica newtoniana e le relative leggi del moto che
Newton nei Principia enfatizza assoluto cio vero, (il non pu essere generato
n mutato se non da forze impresse), adottano alla struttura geometrica su
un insieme di punti (enti senza dimensioni), la nozione di massa puntiforme, (la
res extensa cartesiana con la sua sintassi dei vortici ha polarit rimandata a
volumi e flussi).
Non sorprende allora lesposizione del concetto newtoniano di massa ad alta
problematicit ben pi complessa di quella illustrata da Ernst Mach con
riordino radicale della impostazione logica dei Principia a criteri dellurto
elastico e teoremi di conservazione denergia e impulso (E. Mach I principi
della meccanica Roma 1909 ); non sorprende il fatto che la massa poich
marca punti di sistemi di coordinate, implica la non equivalenza dei sistemi
inerziali con riguardo alla conservazione dellenergia.
Eccone gli aspetti salienti. Un sistema inerziale newtoniano: 1) semantizza lo
spazio euclideo come spazio fisico dotandolo di m. massa puntiforme; 2) il
tempo parametro, tempo assoluto poich la retta affine su uno spazio
vettoriale accoglie una relazione dordine strettamente monotona crescente; 3)
losservatore 0 assoluto,si distingue da concreto in quanto lo dota di
velocit assoluta v, di massa m e, dunque, di energia cinetica mv2.
Per 0 immobile (spazio assoluto a centro di Sistema del mondo), a nulla
influisce la dotazione di massa, (conclusivamente uno degli attributi d Dio;
cfr.M. Jammer, ed.cit. pag. 104), ma non per riferimenti inerziali 1 2 , bench
discernibili mutuamente da velocit relativa v 0 e costante.
Se uno di essi, (1 rispetto a 2 e viceversa), riveste ruolo assoluto, bench
non dotato fattualmente di massa, legge su laltro lenergia cinetica non nulla.
Donde la definita equivalenza tra 1 2 ?
Ma v di pi: la coppia una funzione di v; poich vi sono infinite coppie
possibili, infiniti sono i valori di v e i valori (positivi) delle energie cinetiche
annesse. Quale la problematica?. Quella dellintera energia cinetica messa in
campo, cio delladditivit di massa e velocit.
Certo, a ben interpretare la polarit semantica di una sintassi come apertura
verso significati coerenti ossia possibili, la questione non si pone nellimpianto
newtoniano bench nella fondazione newtoniana la relazione dordine sullasse

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dei tempi non solo sia monotona crescente e le differenze tra il prima e il dopo
procedano per successione aritmetica: i P-O dalla retta affine leggono intervalli
costanti di tempo (nozione di orologio) e le velocit costanti da assegnare ai
sistemi inerziali sono rapporti di similitudine tra rette-orologio; dalla relazione
P-O=(P-O) ( adegua la linearit della struttura di spazio affine), nessuna
difficolt indotta dalla presenza di serie divergenti di infiniti addendi positivi
che misurano le energie di catene di velocit ascendenti di infinite coppie.
Insomma, nessuna difficolt dalla questione del sistema inerziale (cfr. la non
esistenza univoca dei sistemi che I. Newton capiva e che cera da
superare;cfr. M. Jammer, cit. pag.98).
Nel merito, la legge del moto (lex secunda) riallaccia alla forza derivate
temporali seconde non nulle, ossia modi di evoluzione di =f(t) di cui quelle
derivate sono lettura. Le derivate temporali seconde quantitativamente
specializzate tramite m, formalizzano cause reali (forze) di moti veri mentre
non leggono lenergia cinetica di 2 dovuta alla equivalenza con 1 (cfr.
supra) in quanto costante per definizione di sistema inerziale.
Insomma, la polarit della sintassi euclidea apre su una semantica del tempo,
uniforme in ordinamento definito a meno isomorfismi monotoni crescenti, a
conoscenza di moti veri desunti dalle forze, in virt di una insignificanza di
velocit costanti, per cos dire diafane e di energie costanti invisibili invece nel
mondo dei fatti cio mediate da significati assegnati alle polarit sintattiche di
intervalli P-O= (t)(P-O) con (t) non lineare in t.
Ed allora? Il percorso della nota einsteiniana Elettrodinamica dei corpi in moto
Annali di Fisica 1905, (ma anche Giuseppe Chiofalo Relazione tra eventi e il
tempo fisico Palmi 02.09.2011), rivelatore della circostanza che la
utilizzazione della polarit semantica di geometria euclidea, insita nella
equivalenza tra sistemi inerziali e nel disegno della meccanica newtoniana,
implica una semantica non dellenergia ma dellazione, di energiax tempo, con
un principio di conservazione che intenda azione unit reale sintetica, la
quale, per analogia imperfetta (cfr. supra) sia disponibile ad unanalisi in
termini di massa, velocit purch senza indebolire la solidit della sintesi; e
che dia alla dimensione temporale esistenza nellunit dessenza dei d(P-O)
nel gruppo dei movimenti rigidi di Minkowski:
L.D. Landau e E.M. Lifshitz, al Vol. I Meccanica , del corso di Fisica teorica
(Pergamon Press, 1960, pag.7) definiscono la massa un coefficiente di
proporzionalit m nella Lagrangiana v2, (isotropia dello spazio euclideo; cfr.
supra) per una semantica di particella libera, e ne puntualizzano la criticit (m
perde significato quando si considerano propriet additive, cfr. supra)). Al
Capitolo 2, Relativistic Mechanics, del Volume 2 del Corso (The Classical theo-
ry of fields, Pergamon Press 1962) precisano (ib. pag. 25) che in studyng the
motion of material particles, we shall start from the Principle of Least Action. Il
che conferma che il solo, unico scalare (azione) costruibile for a free particle
, is the interval ds: riemerge efficace la funzione euristica e la analogia
imperfetta (cfr. supra) aperte su augurale impreteribile spazio di Euclide.
Palmi, 01 agosto 2015 , Giuseppe Chiofalo

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