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ss'

BIBLIOTECA NAZ.
|
!
Vittorio Emanuele ili

kfv; I

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Mlzlnnp fatta sa quella di Firenze del corrente anno I8M,
rifusa
e al molto aeerescluta dall'Autore,
e corredata di parecchie altre
giunte ed osservazioni raccolte per cura di K. De Stefano.

8 1 articoli e le osservaiionl scialate con + sono di letterali baresi;


e che questa stampa dovrebbe tenersi pi pregiata
deUallre di sola riprodu-
zione,
,
c forse meri belle per eleganza tipogralioa
eil acconcezza di caratteri. 11
prezzo di tutta l'Opera non oltrepasser
i ducali tre in 20 dispense di grana 15
ognuna ; e se avverr che di pi ue
contenga, si daranno esse a tutti gli associati
gratuitamente.

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NUOVO STABILIMENTO TIPOGRAFICO
DI SANTE CANNONE , E F. u
Strada piazza ir* Bianchi Dottala N. 1, 1 t 3.

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NUOVO 1
1

DIZIONARIO 1

DEI SINONIMI
*

DELLA LINGUA ITALIANA

BARI I

PRESSO RAFFAELE DE STEFANO


EDITORE

r#
E PRESSO TCT# I SUOI ^OBRISPONDENTl
SCOILO

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m
Stila >n>*nt sUrtasa

^ediiore &1- &e /e^ano

A voi sopra gli altri ,


o giovanetti ,
mi piace d'offerire la ristampa del Dizionario

ie sinonimi del signor Niccol Tommaseo ,


die sotto ai modesto titolo ha compilato
k opera dotta per filosofiche speculazioni elegantemente dettate : la quale pu fare

optrto a qual perfezione e grandezza sia presso noi salita la scienza delle idee, e Forte

diffcilissima del dire. Ed awcgnacchc lo studiare in questo libro torner profittevole

tutte persone di lettera ; pure tengo per fermo dover a voi, che in giovinetta et ancor

Me, fruttare a pi gran misura, anzi essere affatto necessario. Perciocch di gi

condotte da sari ammaestramenti a sentire t eleganze natie dell'italiano idioma, e ador-


narne le vostre prime scritture; come nello studio dessa opera pi entrerete, le acqui-

state idee vi si
verranno allargando: finch divise distinte e moltiplicate, troverete in

quella le voci ed i modi pi acconci a significarle con propriet nerbo evidenza. N


certo alcun assennati/ sar
,
il quale voglia muover dubbio ,
che per troppa sottilit e

nde zza non perda l'efficacia c la fqpza della semplice natura ,


come pana che

temesse il Davanzali al suo carissimo Bulgarini scrivendo. Che questo sarebbe come

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non saper buon grado a chi si fosse studiato di fcrriiar la ragione di tutti i colori e di-

versi impasti e digradazioni per meglio mettervi innanzi ne' dipinti le bellezze ideali,
,

che fanno ritratto da natura : altro non essendo (come ognun sa) il discorso, che pit-

tura della mente e dclcuorc. N se non a pochi potentissimi intelletti concede a quando
a quando il cielo di altamente sentire ,
e senza tanto aiuto darte le cose sentite pro-
durre con parole mirabilmente. Ma non dir pi innanzi e per non essere io da ci, e

per non ripetere quanto dal eh. Autore nella prefazione gi detto. Ciascuno ne pren-

der giudizio secondo suo senno. N toccher pure del mio studio a far che d' ogni

eleganza tipografica venisse adorno questo libro ; affinch non m'appongano di troppo

invaghirmi delle mie cose. S bene non posso tacermi, come per opera di colte e gentili

persone mi sia dato crescerlo di qualche osservazione massime intorno alla lingua par-

lata, e di qualche giunta d'altre sinonimie, ma con tal riguardo e riverenza all'Auto-
*

re, che non pu venirmene taccia di temerit. Di che godo in pensando d offerirvi per

poca spesa un libro utile e bello, nel quale metterete in breve il vostro diletto, e

l'avrete carissimo. State sani.

\
V

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capitolo primo

COME DELLA BtCCHEZZA DELLE LISGCE SABCSi.

ra le molte tribolazioni che in* modo con l'altro affine ,


pure perch men
r RfcA gomhrano la via docili autori, volgare, a quel chcssi dicono, o perch '1
non minima vedere i pro-
la numero lo domanda (come chi dicesse in
pri intendimenti o non com- grazia della rima), o per non ripetere la
prai o previ a rovescio; sentire da qual- medesima parola, cfa' vizio dagli umani-
iu interrogazione pi ostile che la famosa sti con severit biasimato.
iti Cardinale , escire una lode pi amara N
questa gi malattia di tale o tale
fogni pi acre censura. uomo letterato, di tale o tal parte dell'edu-
lo scrivente, per esempio, sentii pi cazione letteraria; contagio della specie
fona volta, a proposito di quest'opera, tutta quanta. Vedete nelle edizioni a uso
rammentarmi ,
come cosa non dissimile, del serenissimo Delfino di Francia fatte
il Milionario del Rabbi. Dimostrare a co- da' Gesuiti (che nelle cose di questo mondo
storo come e perch il dizionario del Rabbi c dell'altro misero la rettorica, quasi con-
sia misfatto pi grave che '1 rimario del dimento di sapor zuccherino , cio fiacco,
Ruscelli, e come il mio intendesse appunto lassativo c stucchevole), vedete consumato
dio scopo contrario
;
sarebbe stato buttar un sacrilegio appetto a cui le bestemmie
le parole onde meglio parevano rispon-
: de' romantici sono giaculatorie; vedete tra-
dete con mansuetudine
: questa
cosa uq dotti i poeti latini nella prosa gesuitica,
po' differente. c l'oro delle parole proprie scambiato col
N quella buona gente diceva sproposito piombo d'altre sinonime ; come chi nse-
luto strano quando sembrava all'orgoglio gnasse, tirando nel bersaglio, a non im-
mio. Fatto che il dizionario del Rabbi broccare nel segno.
come l'ultima e pi madornale conse- Il qual sacrilegio dei commentatori
psetua di quello che gran parto de' nostri mestiere, trastullo, e gloria; e per commet-
littori da gran tempo e pensano e fanno. terlo i pi di loro si credono messi al mon-
M quali la variet de' suoni par cosa pi do. Non parlo del Biagioli n dei pari suoi,
desiderabile che la propriet c l'evidenza morti o viventi in odore di pedanteria , o
del dire; c ad occhi chiusi scambiano l'un nella patria o presso l'estere nazioni ma :

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, ;

8 PREFAZIONE
nessuno vorr dir pedante Enrico Stefano, difformit de concetti e nella vacuit del
e n anco quel Volpi del quale i tipi co- pensiero.
miniani s'onorano. Or volete voi sapere II

come lo Stefano interpreti l'ovidiano bel-


FALSA RICCHEZZA.
lissimo :

Le idee a poco a poco si vengono in


Grande dolori
pi particolari suddividendo , e ciascuna
lngenium estT suddivisione ampliando. Laddove locchio
Ecco : Mujut doloris quam gaudii est inge- nudo non vede che una via lattea, l'armato
nui m 1). E il tibulliano :
di lente discerne schiera innumerata di stel-
le : laddove locchio inescrcitato non iscor-
fi dominarli tenero continnisse simi 2) ;
ge che un punto, l'esercitato conosce molli-
sapete voi come il Volpi lo illustra? lum- plicit, variet, discontinuit, opposizione.
inoso .
Que' gradi, gi inosservati, dun'idea, for-
Di tutti poi, o quasi tutti i dizionari i, mano col tempo scienze e mondi e vocabo-
peccato accumulare vocaboli di senso lari! novelli.
variissimo per dichiarare significati fluii Or quando ciascuno anello della lunga
vocabolo solo. E non era necessit che il catena d'enti e di relazioni corporee, intel-
Munti ed altri lo rimproverassero alla Cru- lettuali , morali ha un nome suo proprio,
,

sca, siccome a stila colpevole; se lo Stefano incomunicabile, e noto, la lingua ricca.


non n' franco, n quella sana mente del Sfa che m' importa eh' io possa esprimere
buon Porcellini. Ilprimo de'quali 3q3sXripix un idea in dieci modi, se dieci altre idee
'

vi spiega con itoliditai, stalliti, amenti, mi mancano d'un nome lor proprio, e m
resurtiu ; il secondo animadeersio con at- forza significarle con uno dei dieci modi
tenti, considerali obiti; poi animad- che servivano a denotare quelluna? Quan-
tersor, qui animadcertil et attente obsenut; do cultura degl'ingegni sia parte accat-
la
poi animadeertus, animailversio, castigati tata di fuori, parte ristretta in poca gente
poi animadverius, considerutus, perspectus, divisa tra s e dai resto della nazione, al-
cognilus; poi animadeerto, unimum adverto, lora s'ha questa falsa ricchezza di cui par-
attente considero, cognosco.La qual variet liamo.
di spiegazioni porta con s quattro mali : Ad esprimere lo pi tra le comuni idee
superfluit, impropriet, confusione, con- della vita, noi Italiani abbiamo dovizia di
traddizione. O le voci dichiaranti quella frasi gaie, modeste, possenti. Anco la lin-
di cui si tratta hanno (che non pu essere) gua delle arti adulte gi innanzi il secolo
tutte il medesimo senso, e moltiplicarle decimosetlimo in buona parte determi-
non giova ;
o hanno senso diverso , c fate nata in Toscana, siccome presso quel popo-
di ciascuno di quelli un distinto paragrafo. lo che dopo rinnovata, tu primo a
la civilt

Questo che par lieve difetto e ai provetti , fiorire nell'opere della mano. Dell arti e
non nuoce guasta le menti inesperte ,
, delle scienze modernamente salite a grandi
avvezza a quelluso promiscuo di voci, da incrementi non possiam dire altrettanto.
cui lauti verbosi, ampollosi, falsi, e
stili Ma l'un de' modi di bene determinare
donde alla fine lo spossamento c la cor- il linguaggio nuovo, gli non viziare con
ruziou della lingua. Di qui venne in parte nuovi abusi l'antico, e proporre a s ijuesta
a noi (sebbene non paia) la smania di quel- norma, ch ancor pi morale e civile che
lo stile aulico, che ,
non appropriando la filologica; linatlauto che duidee si po-
dizione al soggetto ,
ma dai comuni usi tranno esprimere con due promiscui voca-
de vocaboli copie da Irivial cosa abor-
, , boli entrambe, s'avr sempre un linguaggio
rendo ,
non pu nella sua cortigiania non pieno d cquivoci, di discordie, drrori .
essere tanto affettalo e impotente quant' Presentatemi du' idee in due nomi promi-
superbo. Di qui l'opinione che belle possan scui; io mi creder d'averne tre delle idee;
essere le parole , e pieno lo stile ,
nella le significate da' due nomi, e l terza, della
promiscuit d'esse idee da nomi promiscui

significale. La terza idea per lo meno sar


1) Thci.
1.
**>
erronea l'errore si moltiplicher per il
2) !.. I. ri. ;

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. , ,

9
muser e degli osi e degli usanti.
PREFAZIONE
E la 4- gono ripetendo a ogni non annoia- tratto,
9

lingua col tempo si render inetta a trat- no perch necessari! ripetono gli arti- : si
tare quelle materie dove un equivoco costa X coli e le preposizioni spessissimo , che,
troppo. E barbarie, vera barbarie, si na- destinale a indicare una relazione della co-
sconder sotto l'abito d una mendicata ele- sa non hanno valore determinato di per
,

ganza. s; e per quella indicazione, ad ogni nuo-


Certamente la copia delle voci ricchez- vo oggetto a cui s' applichi, si rif nuova .
za ; ma non consiste nel numero,
la copia Il numero, sia poetico sia oratorio, di

riebezza inerte d'avari. S' altro non Iranno V* essere dall' idea dominato non gi do- ,

le voci ili differente die il suono e non ,


minare. E cotesta solleritudiuc di non ri-
,

la maggiore o minore latitudine o deter- petere 'dove occorra ,


la medesima voce,

minazione del concetto, le sono ingombro condannata dall'esempio de' grandi scrit-
della memoria non agevolezza all' arte
,
tori. 31a i grandi scrittori sono del numero
del dire 1]. di quella sguaiata gente clic

(Juatido ,
per esempio , il benemerito Dice te cose sue sciiiplicemrnur 1) ;

Gamba consiglia d inserire nel dizionario


1
clic non cerca , ma trova , uno stile di co-
arngare , intende, io spero, d aggregarla lore sano, di forma snella, d' abito conve-
al numero delle voci mrte o mezzo mor- niente al soggetto; gente che non intendeva
te?: ,
perch non veggo uso alcuno di quel .
punto gli artilizii di que' tanti chiarissimi
verbo dove non cadano i pi comuni cor- eh oggigiorno hanno fama di scrittori fio-
rugare ,
increspar* ,
raggrinzare ,
raggrin- riti c fecondi.
zata aggrinzare, anizzire ,
appassire, ante- Non necessario cercar tropp addentro
mteire. Poi , se volete leccume (direbbe per rinvenire con che |>eiisala (se cosi pos-
il Cesari) d'eleganze, troverete accrespare so dire) c maestrevole noncuranza gli ,

che in Toscana non morto ancora , e cre- scrittori grandi adoperassero le medesimo
ipart che non ba esempi ,
ma padre le- voci pi volte in breve periodo di discorso,
gittimo del tuo crespamente) ,
o Francesco dovunque ci credessero acconcio. Giova
da liuti commentatore ; e arrizzarr, se non recare esempi di poeti , siccome di qitolli
ri dispiace, o, se meglio vi garba ajipas- , a cui pi larghe licenze vengono concedu-
tan , son pronti ai vostri servigi. te sebbene i poeti pi grandi ne usassero
,

Jl Girard paragona le voci superflue a meno di quel che i prosatorelli moderni


piatti vuoti : ma i piatii vuoti son buoni facciano.
permutare, giovano a pulizia ;
dove le vo- Apriamo la Commedia di Dante; ed ec-
ci superflue fanno confusione ; c la confu- coti nel primo canto ria ripetuto ben quat-
sione sudicia cosa 3) tro volte 2). Oli gran padre Alighieri non ,

sapevate voi dunque che la nostra lingua


IH bellissima aveva pure e strada e sentiero c
altre voci significanti a un bel circa il me-
CHB LE RIPETIZIONI SOS SONO CONTRO desimo , che potevano borire il vostro sti-
NATtRA. le di molto variata eleganza ?
E paura questa brutta parola che tanti
Si copia dello voci rispar-
dir che la coraggiosi d oggid non fanno sentire , ma
mia le noiose ripetizioni ma la noia ( ri- : sentono tanto bene , paura nel primo della
sponde il Girard) viene dalla ripetizione Commedia cinque volle ritorna 3). Come?
ili idea ben pi che del suono. Se la me- Non aveva egli in pronto l' inesperto poeta
desima voce ritornando , dispiace , di-
,
terrore ,
timore , sparcnta ,
parento , tema,
spiace non per l' uguale impressione che temenza, dotta , dutlanza e altri assai?
riceve l'orecchio ma per quella che
, Ma al poeta inesperto paura piacque, e in
ba la mente, i pronomi che pur si ven-
1) Il ehm.
ti Siimi Prif. 21 V.3. Che t/s diritta viaX. 12. Che la verace
,

Seri dei lesti di lingua. via


V. 211. Hipresi via
V. 45. per la sua via.
Jl
La luruhundauee qui n' apporta ni plus de net-
3) 3) V. U. JtmHura In paura
V. Iti, di paura com-
U: < ss
pia t de jrdee ni plus d' energie , est a rie n- punta V. tV. fu la paura. ..queta \ 44. paura .

SUrewe tps' on doti eciter. Oluak-ais. non mi desse V. 53. La paura eh'uscia.
2

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. ,

in

diciannove versi lo mise tre volte , e cin-


que in cinquautadue , c due (cosa orribile!)
in cinque. E questo medesimo cosa non lo
PREFAZIONE
I
<*>
ad evitare 1). ia quanto a ripetere modi
e voci oh il povero scrittore ch'era Messcr
,

Lodovico 2) ! Sarebbe troppo crudele ol-


*
V
ripete egli in sci versi due volte 1)? E tra traggio alla fama sua e troppa offesa al ,

ritrovare e trovare ci corr'cgli maggiore in- fine gusto de' nostri Longini moltiplicare
tervallo che di cinque versi 2)? Nulla dico gli esempi.
di volgersi che tre volte 3); nulla di rista che E il pi doloroso si chc i grandi scrit-
duo ricorre 4) ; nulla di perdere, ripetuto tori in questa, come in altre cose, ten-
con semplicit scolaresca in tre versi 3). gono il modo del popolo ignorante, o per
ia come lacere di quella bestia 0)? Come meglio dire, della vilissima plebe; la qual
di quel luogo ,
triviale parola , la cui ri- uon tento di ripetere tante volle il mede-
petizione s triviale 7)? E dal luogo ve- simo vocabolo quante le fa di bisogno por
nendo al tempo coin non s' accorgere
,
significare la medesima idea. Perch ! po-
che il primo canto della citta senza tempo, polo non ha sinonimi: e le voci di scuso
di questi tempi n'ha quattro ti)? affine serbano nel quotidiano commercio
E il Petrarca, scrittore sollecito de mi- del parlare differenza di valore ben fer-
nuti ornamenti e schivo de' minuti difetti ma. Il qual difetto popolare richiama alla
il Petrarca ristrinse in vie minor numero mente un altro errore grossissimo : che
di parole il suo linguaggio poetico, n dal- norma della scritta la lingua parlala ,

le ripetizioni aborr. Prendiamo la Balla- Tale a dire che gli uomini scrivono e par-
letta 9) da Gian Giacopo 10) citata ( eh' lano per far intendere il lor pensiero: o,
non piccolo onore) e troveremo in quat- : per dirla altrimenti , che scambiare i se-
tordici versi due volte vedere 11) , desiare gni degli oggetti egli uno scambiare gli
due volte 12) non lonlan da desio , r duo oggetti stessi. Dal quale errore seguireb-
volte 13) poi morta e morte 14), amore e
;
be che 1' uomo del volgo ha idee , nel suo
amoroso 15), quasi accosto; due volte velo, cerchio, pi chiare che non abbiano molti
e velati l presso 16). E chi potrebbe nu- letterali chiarissimi, onore della penisola :

merare le ripetizioni ineleganti di cui pec- assurdit manifesta.


ca il Petrarca , c che i nostri innumerabili
maestri avrebbero con avveduta severit rv
tolte via ?
L Ariosto? Peggio. Qui non cade dover de' sinonimi.
*
notare della ripetizione delle rime , altra
Gariddi che i nostri nocchieri insegnano Sono sinonimi in ogni lingua, ma non
sono mai cosifiattichc possano sempre Tu-
no per laltro adnprarsi. Potr io dir,
per esempio <> giusto che il ricco soccorra
t) V. 4. casa dura V. 9. altre cose.
:

2) V. 2 ..Vi /rovai V. 8. fieri ch'i' vi trovai il povero e dir potr ugualmente , che
:

3) Si volge all' acqua


Si volse indietro Pi questo suo dovere; ma uon potr dire:
volle volto.
io lo l mio giusto, invece di: io fo il mio
4) La vista che m' apparve liscia rii sua vista.
3) Pender la speranza Perder lo face. dovere 3) .
6) Bestia senza pace Vedi la bestia Chi que-
sta bestia. K*
*'
7) Basso loco luogo selvaggio lungo eterno. 1) Nelle prime trenta ottave abbiamo ripetute le
8)Tempo era Ora de! tempo Giunge il tem- rime alo , a>jna aldo ota , ei io , iva , oi oso,
, , , ,

po Jt tempo degli Bei. olse one orae otto : era ire volle ano, quattro.
, , , ,

Non parli di fare ripetuto otto volte. M ha fatto 3 E vuol dire una ripetizione a ogni coppia d ottave.
cercar. hi' ha fatto orrore... 'V>
V Se pedanti
i ret ano autorit per ristringere i confini
*j P. I. Bai. 1. dell'arte, c a noi sia lecito all'auiorit ricorrere per
10) N. nel. P. I. allargarli.
11) i\on li vid'io ridi'!. 2) St. 3. E Airi* sol pu l umil serro vostro.
12) Il gran desio Bcsutndo morta Ch'i' pi *>
N che poco
io vi dia , da imputar sono,
desiava. nW Cirquanto lo posso dar tutto vi dono.
13) Be' pcnsicrBe' vostr' occhi. St. 13.E per la mica a tutta briglia il caccia.
14) Barino la.... mente morta
per mia morte. D su, di gi, per l'alta selea fiera.
13) Ma
poi eh Amo , L amoroso sguardo. Ivi. La pi sicura c miglior via procaccia.
16) Lassare il velo Capelli letali Mi governa Lascia cura al deatrier che la via faccia.
3; Zanno.m. Antologia di Firenze tt30,
dicembre.
il velo.

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I PREFAZIONE 41

Qnintiiiano l aveva notalo gi : Sunt q rorc. Ognuno sa cho sinonimo voce cosi
alia vcrba hujus nalurae , ut idem pluri- inadeguata come sono ipclafitica , fisica ,

bus rocibus declarent ;


ut nihil significa- matematica ; ma ognuno intende chiarissi-
tiuais
,
quo potius utaris, intersit. Ut ni- g. mo che significhi. Io non ho voglia per ora
j/oi/ias. Quorum nobis ubertalem et * di logorarmi il cervello a trovare un tito-
tii pi

divilias dabit lectio, ut his non soium quo- S lo meno breve , pi proprio, che piaccia

modo accorrermi scd etiam quomodo opor- agli altri , c piaccia anco a me. basti sa-

lei ,
ulatnur. Non sempcr enim haec in- pere che sinonime intendiamo le voci le
Kr se idem faciunt : nec ,
sicut de inlcl- quali non senqire ma alcuna volta , si
,

lectu animi recto dixerim video , ila de usu X possono promiscuamente adoperare.
oculorura inldligo. Nec, ut tu ucroglculium,

sic macnmcm Radiai stendi! 1) . V


Se fossero sinonimi veri, in una lingua
swebbero due lingue perch trovato il CTI UT A IDEOLOGICA DELLO STCDIO
;

segno denotante un idea, non se ne cerca


DE SISOMIII.

altro pi. E 1' uso di tutti i popoli , per


licenzioso che paia e vagante a caso , mai Colpa sarebbe nota, il Girard) lasciare
(

nota il Dumarsais non si parte da que- in abbandono una facolt clic a tutte
( )

sta norma n mai d luogo a parole che strumento. Poich la parola tutto l uo-
;

dicano per f appunto il medesimo d altre mo ,


lo studio che mira al retto uso del

parole senza proscrivere la vecchia , o linguaggio non pu essere leggier cosa.


,
,

senza assegnarle alcuna variet , non fos~ A chi ben conosce la propria lingua , le
idee s' offrono vestile d'abito conveniente ;
s altro , di grado.
Noa dunque a credere che le voci sino- e autore tutto inteso al line por cui par-
1

primo denotata per la o scrive , pu senza intoppi correre


nime abbiano in sul
1 appunto (come vuole il Boinvilliers )
la verso quello. L'arte dello scrivere sta nel-
poi sentita la necessit la scelta, arte del pari a' podi e a' filosofi
medesima cosa ,

essersene venute deter- necessaria , eh' offre loro le forme pi do-


di parlar chiaro
cili per esprimere le mcnome gradazioni
,

minando le differenze. Non mai cosi lortu

come ne' primordii della civilt ,


gli uo- del pensiero con semplicit edevidenzal).
parlare chiaro ; Ala nella scelta che multi scriventi fan-
mini sentono il bisogno di

e, meglio che la chiarezza, si coglie da par- no de.' vocaboli , la propriet la ragione


lanti altamente persuasi e veracemente a cui meno si bada ; bens l' essere tal v o-

commossi prima condizione della bel- cabolo adoperato da scrittore classico , il


, la
per evidenza. Cosi parere pi dolce all' orecchio o pi nobile,
lezza vera del dire, l (

essere meno usilato o pi strano. Quin-


trarre esempio da cosa apparentemente
1

del- di rimescolate nell'uso nauseose antica-


pi notabile, ma non pi importante

le civili costituzio- glie ; quindi cacciate , fuor di tono, nella


l' umano linguaggio )

perch non material- prosa le pi ardile frasi della poesia; quin-


ni in sul principio.,
di posto il pregio dello stile in ci che pi
mente determinate c scritta su un foglio
sallontana dal popolare c dal semplice.
di carta , si credono essere state ondeg-
Quindi l'impropriet del linguaggio scien-
gianti all' arbitrio delle passioui e del ca-
tifico, quindi f impopolarit, anco in ope-
so: e pure non legge pi forte del tacilo,
universale e quasi ispirato consenso,
re di mero diletto.
,

Il signor Laveaux considerando che Bene osservava il Campanella clic le


,
equivocazioni e sinonimil fanno doglia ai
sinonimi veri la lingua non ha 2), intitolo
veggono non potersi sapere, su-
U sua opera ,
Dizionario sinonimico ; ma savii che
c non fece altro che coniare una voce non perbia a' solisti che mettono il sapere nel-
impropriet. Aleno le parole, ignoranza a tutti 2) .K il Loke:
bella senza togliere l

male attenersi all


1

antico ;
giacch non si a Uomo che adopra voci alle quali non d
corre , in usandolo ,
rischio alcuno d er-

1) De Brossrs. dei lamjuei II. 9.


.itera n.

E 2; Nule olle proprie poesie, ripubblicale Col sig,


ti tasi. X. II. 3.
t) Elogi 1816
Obilli per i tipi ilei Uuggio,
.

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,

V2 PREFAZIONE
rliiaro senso e determinato ,
inganna s priet. I quali poi lo sconcio stile pretcn-
stesso ed altrui . dono onestare coll abusato nome di liber-
Dalle idee sottintese o male intese (av- l , c col
professare di non voler ridurre
verte il Guizot) vendono le questioni in il pensiero servo alla parola. Ma nel fatto
fatto d' arte , di scienza , di negozii pri- pigrizia indegna : un non vedere co-
vati e pubblici : questo grave impedi- me sien luti' uno pensar bene c scriver
mento alla cognizione dei vero : questa la bene 1) .
pi pericolosa arme in mano de'tristi. lina Ier non conoscere le sottili differenze
disputa di parole inceppa sovente il com- quante propriet delle lingue
de' significali,
mercio delle idee e degli alletti , c le pi morte passano inavvertite ai pi quante :

sane menti vediamo esserne traviate. Per- bellezze (osserva il Roubaud) perdute ai no-
ch la confusione de' significati (ben dice stri occhi, perch le menome pieghe e gra-
ilUoubaud) come un saggio della confu- dazioni di colori ci sfuggono, e farli tizio
sion de linguaggi. Giovano dunque a ci- dagli antichi posto nella scelta delle parole
vilt quanti alla coltura della lingua si dan- si rado compreso da noi! Come ci com-
no ,
per considerare la natura di lei , per piangerebbero quella buona gente a vedere
additarne la propriet ,
per arricchirla non dico le nostre prose e' versi latini ma ,

senza svisare le sue forme natie. Or lo stu- le traduzioni nostre e i conienti !

dio delle sinonimie (fu gi detto) sovrano Lin uomo che bensapeva le difficolt e
aiuto a conoscere c consultare e rammen- nota che tra tutte le
gli artiiizii dello stile,
tare la propriet delle voci 1). forme atte ad esprimere un idea , una la
La propriet (dice il Girard) togliendo migliore; non sempre la si trova, ma sem-
le parole superflue , condensa il concetto pre la c': c fuor di quella, ogni altra
e lo fa pi potente, d chiarezza al discor- impotente 2).
so c delicatezza; sbandisce i modi appros- Di qui l'utilit del ben dichiarare ciascun
simativi , de' quali gli uomini si nel par- vocabolo della nostra presente lingua per
lare c si nel pensare s appagano ; agevo- agevolarne a noi l'uso, ai posteri l'intelli-
la Io studio c l' insegnamento delle scien- genza.
ze , e di queste assicura il cammino. La Non solamente alla storia della lingua
propriet viene dal conoscere o dal senti- lo studio dei sinonimi giova, ma esercita
re tutte le idee che sono da ciascun voca- grandemente la sagacit dellingegno ;
c di
bolo significale , o la pi parte ; c le pi dillicile ch'era in prima , riesce poi agevo-
principali pi vivamente. le e grato sopra ogni dire. E facendosi in-
Or quanti sono i vocaboli di senso o non terprete c testimone dell'uso , siffatto stu-
bene o mal noto ? Goloro che pi sanno dio f uso stesso conferma c rischiara.
con pi modesta franchezza confesseranno Indicare f uso (avverte il Guizot) della
la propria ignoranza. E il significato persia ricchezza che abbiamo sotto la mano gli ,

de'vocaboli pi comuni talvolta o dimen- pi che creare ricchezza nuova. E il Boin-


ticato o forzato dai pi dotti e pi diligenti villiers:Un trattato di sinonimi alle olie-
scrittori. re degli scrittori grandi come un trattato
di colori a'dipinli de' sommi maestri. N
VI questo crea il pittor grande, n quello il

grande scrittore ma giovano.


:

l'TILtTA' ESTETICA 1)1 DETTO STl'DIO. E per conoscere come dalla scelta de'vo-
caboli appropriati sieno avvivate le imagi-
Se giovi badare alle differenze de' si- ni , e reso colorato b potente il dire , basta
li gnilicati (diceva un critico troppo indul- notare che ne'tempi, quando le lettere ven-
gente a me) possono dubitare soli coloro gono decadendo , allora segue e l' abuso
che dettano in uno stile scompigliato, con de' sinonimi , c l'uniformit elle proviene
frasi squarciate alla francese o alla set- dall' abusata variet 3) Cicerone che in sua
.

lentrionale , senza evidenza, senza pro-

1)Curro'. Indicatore Lombardo T. II- f. 3.

I) Bhamjli.a nel Dizionario Napolil. Prcf. ai 2; La Dnevfcnc.


fase. XX. 3j Miao. Eludei li. 313.

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,

j. PREF AZIONE 13

grwnliisaddestrava a rendere in altre pa- uspiam tanti mali profugium, tanti doloris
role i concetti dcbuoni scrittori, accorse non inverno argumcatnm.... 1).
poi quanto vizioso fosse tale esercizio ;
non E tira via su questo tenore. La ragione
per si che nelle opere sue pi consumate non meno loquace del dolore gli risponde ,

uno si conosca lo spirito del retore confuso con la medesima copia. Non so veramente
all' anima dell'oratore. qual cedola abbia Isidoro trovata e di chi-
lonon intendo die la distinzione de vo- grammatico , dove le frasi di Cicerone sa-
caboli sia unica via di sentire e di conse- ranno state a questo modo infilate ma per :

guire quella propriet efficace eh' il sug- avverso che uno sia a -Marco Tullio, forza
gello dogai irniente parola : dico che la si- protestare che di lui certamente questo
nonimia anch essa pu non essere senza reo molliloquio non era. E Sant Isidoro
giovamento a raddrizzare I espressione poteva passar meglio il suo tempo.
delle Idee c le idee stesse , cio l'educazio- Ma prima ancora che la civilt , matu-
ne di questa povera e dolorosa famiglia randosi avesse prodotta la Regia lamami,
,

umana. e fatto duna montagna bolla di nevi c d'al-


lori una corte (la colpa d Omero anzi di
VII Crise sacerdote ,
che si diverti nel dolore
a gridare sulla riva del mare: Apollo re,
PREDECESSORI DEL PADRE RABBI. sebbene tra xvzij c sia in origine
differenza quanta forse da superiore a co-
Per sinonimi s intendevano un tempo mandante. supremo), prima delia Re giti for-
sole le voci scientifiche esprimenti la me- mimi l'esempio d'isidoro era stato da al-
,

desima cosa per l'appunto


;
e ne' codici an- tri valorosamente seguito: ond' io trovo in
tichi, di tali sinonimie ne rincontriamo pa- un codice antico questi fioretti di linguag-
recchie, le quali potrebbero forse illustra- gio poetico, degni clic se ne facciano ghir-
re la storia della scienza 1). Ma pi vec- lande da appendere allo tombe d'Albcrio
ha mal vezzo dal Lollio c del llcmbo

chia origine c pi trista :


il

quale fu dettata lindegna opera del padre Abundantia Fertile cornu Fertili-
Rabbi. E in Isidoro di Siviglia vediamo tas
et laeta cornu prodit ampio Copia
precedere alle distinzioni delle voci affini Copia ruris honorum opulenta benigno
(lavoro non accuratissimo, ma pregevole cornu manabit ad plenum libi Plpno co-
per quel tempo
)
il misfatto filologico che pia larga sinu
crlililatis opcs 2).
In dal frate nostro ingrossato in un intero E per venire all'Italia , precursore del
volume. Or ecco come incomincia Isidoro: padre Babbi abbiamo (oltre ai tanti Teso-
mie mani una ce-
Icone tempo fa alle ri)un Giovanni Pasquale che in simile ,

dola di Cicerone che chiaman sinonimo la ,


modo si pens di mostrare al mondo le bel-
cui forma m' indusse a scrivere una certa lezze della lingua italiana 3): c se volete
lamentazione, attenendomi non allo stile saggio del suo lavoro, eccolo :
di lui , m all' affetto mio proprio . Cesare stabili di passar nelle Gallie ,
Anima mea in angustia est ;
spiritus oweramente determin, risolvette, statu,
incus acstuat
;
cor meum defluctuat ;
an- ferm, propose, deliber, dispose, divis,
gustia animi possidcl me ;
angustia animi fece o propose consiglio , divisamonto ,
dBigilme : circumdatus sum enim malis, risoluzione ,
proposta .
circumscptus aerumnis, eircumclusus ad- Se Cesare potesse leggere le bellezze
versis
; oblitus sum miseriis, operlus infe- del Pasquale, direbbe non pi : venni, vi-
udiate , oppressus angusts. Non repcrio
di , vinsi ; ma : son venuto , pervenuto ,
giunto, arrivato ; Ito veduto, mirato, scor-
to, osservato; ho vinto, rotto, sbaraglialo,
b Vedi per esempi nella Riccardiana di Fi-
, . sconfitto. Abiit, excessil , evasil, cruj.it.
roue Rs. SUT. Sito mimi d Simone da Genova. Tali
aneti bero quelli ebe un medico m'indicava :

Aiutarne , Pancia , Ventre, Bassmentre. De homine et ratione deflente , et de /tornine


1)
Angina. Schinanria, Laringite, Flogosi, Laringea. etratione consolante.
Anodino , Calmante, Lenientc, Sedativo, Auti- 2) Kcrardiana, cud.994.
aoriflico, Refrigeratile Rinfrescante, Controsti-
.
3) Bellezze della Lingua Italiana di G. Pasqua-
Wlanle, Debilitante. le. Torino.

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. ,

14 PREFAZIONE
Del resto a Giovanni Pasquale , e a altri grammatici , e offerse modestamente
tutti i
,

chiarissimi della sua immortale fa-


t
*V il suo lavoro come saggio del molto che
miglia, potrebbesi ripetere il motto antico: resta a fare intorno a' sinonimi greci.

uou potevi bella, e l'hai fatta ricca.


z Anco i Latini conobbero l'utilit di tali
3S
*>
indagini : sono distinzioni di voci affini in
Ihviliai Binerai: 1) Varrone, in Seneca, in Quintiliano. E Ci-
*Vi
cerone aveva gi dello u Sebbene i voca- :

VII! boli paiono quasi del medesimo valore


$
Q* pure perch le cose differiscono si volle ,

DKSIN0N1M15TI GRECI E LATINI. z che nei vocaboli fosse altrcsldiffercnza 1),


E degli apparenti sinonimi da Cicerone
Nello studio del comparare i sensi de'vo- appunto adoprali Asconio ed altri nota- ,

caboli c del distinguerli , i moderni , cosi rono le differenze a che s' aggiungono le :

come in quasi tulle le cose , ebbero pre- distinzioni di Pesto di Nonio Marcello , , S-
decessori gli antichi. De' sinonimi aveva di Donato, di Sant lsidoro; poi del Yavas- 4.
gi scritto lo stoico Crisippo 2). E Platone seur dello Seioppo d" Enrico Stefano e
, , Et

il qual deride le cure soverchie spese da so- d'altri fra quali a rammentarsi il Bris-
; ir-
nel comparare i vocaboli
lisli 3) ,
con l'a- ::: sonio 2) , il Urown e 1' Eberhard , al cui vi-
buso della cosa ne mostra gii! il frequente V
lavoro sta in fronte un discorso intorno alla >
uso. In et pi tarda un Seleuco Alessan- SE teoria de' sinonimi. Un de' tirimi c de' pi
drino tratt de' sinonimi. Non altro a noi % noti si fu Ausonio Popma, che nato in Fri-
-a,

t
venne d'opere tali che un opuscolo d'Am- sia, mori sul finire del secolo XVI, o nello i.
raonio 4), colle distinzioni sparse nelle no- incominciar del seguente. Il Scvbold ai si-
tri
menclature di Tommaso Maestro , d Em- nonimi aggiunge gli omonimi, cio le voci
'>v
ularmele Moseopulo.di Frinivo, ed altri 5) uguali di pronunzia o d ortografia, diffe-
'iti
Il traltatcllo d Ammonio grammatico renti di senso. Ma l'opera del Gardin Du-
d' Alessandria, vissuto, al dire del Fabbri- mesnil, perfezionata da molti poi, merita
zio ,
sulla fine del quarto secolo, fu da al- pi speziale commemorazionu di lode.
tri lodato siccome pieno di preziose noti-
lift
zie; altri (fra' quali Enrico Stefano ,
deli- IX
<*l
nitore infelice, come abbiarn visto) lo
spregi forse a torto 6). Vero che Am- DE' FRANCESI.
monio spese talvolta le cure in distinguere I
e.!;
voci di senso chiaramente diverso, talvolta Autor moderno (disse lo Zampini) che
Vi
frantese le sentenze degli autori citati: ma tratti di propriet di vocaboli attenenti
queste macchie non coprono tulli i pregi ad antiche e morie lingue , non pu pro-
del suo lavoro , n sarebbe ingiusta cosa li tendere speranza di far perfetto il suo
imputarne parte almeno ai copisti. Lavoro lavoro : i libri d' esse lino a noi perve-
di grammatico non gi di filosofo il nuti non le contengono intere; e se an-
suo; ma il
,

senno non mauca; e molte utili


,

che le contenessero mancherebbe la


\C
si rinvengono , e molte tra-
x ,

osservazioni vi scienza dell uso che ,


presso che tutta ,
I

dizioni dell' .uso im]K>rtanti. Altri si fecero s' apprende dai parlanti. Adunque ri-
belli dell'opera ;
segnatamente Eusta-sua spetto solo alle lingue viventi pu con
zio che mai noi rammenta , ed Erennio V,
pieno profitto scriversi dei vocaboli af-
F'ilonc, il cui traltatcllo quasi una copia SE lini .
v
Ade- 'La
dcU .Vminoniano.il signor Filimi, recatolo <
I lavori intorno ai sinonimi ,
dell
S:
in francese, F arricch di sue osservazioni 5 lung e degli altri tedeschi ,
l' ignoranza
ed esempi : v'aggiunse distinzioni tolte da SE
v) della lingua a me tiene celali. E il simile
S mia modestia confessare del
K deve la tralla-

1) Uok.it. Sai. li. 8.


2) Ateneo VI.
3) Protagora. $ 1) Top. Viti.
4) tpoixv xxi xoj'vv w 2! Delle formolo solenni ilei popolo
rumorio ,

5) suo a. 173. Delle parole che al dirillo appartengono ,

fj \v aleekaer, Pratf. in Amm. 1743.

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. ,

PREFAZIONE 15

lo dei sinonimi turchi dei fu Ismaele Akki come non sia cosa fortuita ma
la parola ,

Emendi , stampato a Costantinopoli non porli in s un sacro suggello che umano


mollo. Quanto agl'inglesi , il Blair tocc arbitrio non pu cancellare.
delle sinonimi? nel corso suo , e nc rec Le distinzioni dei tre nominati godono
qualche esempio. I fratelli Piozzi (ch'altri continuo lonore della ristampa , ad una
mi dice essere una inglese moglie d'un ita- delle quali il signor Guizot prepose un suo
liano) ne pubblicarono un libro, e due vo- discorso, c d'alrune nuove distinzioni l'ar-
lumi ne uscirono tradotti in francese. Al riccb1 La signora Faure pens di fare i
) .

Portogallo diede un buon tratlatello il San sinonimi occasione a morali e piacevoli in-
Luigi vescovo di Coimbra, pulito scrittore segnamenti; e ottenne, panni, l'intento 2).
e dicitore facondo
,
gi preside del parla- 11 signor Boinvillicrs ristanqi con poche
mento. De sinonimisti francesi pi speci- giunte e mutazioni la raccolta del Guizot;
ficatamente dir. ma ci appose le etimologie mrn dubbie, e
I germi dell' opera che i buoni studi premise, per le distinzioni peliorali ch'han-
debbono all'abate Girarderano gi nelle
1) ,
no lor ragione nella desinenza c nelle par-
distinzioni fatte dal Bouhours , dal Mena- ticelle annesse al vocabolo, alcune assai
ci'!. dlll'Andry de Beauregard , e dal La buone avvertenze 3).
Bruvre. Ma conveniva trattar di proposito
('argomento : e ci fece il Girard in modo X
Movo e con senno raro. Disse il Voltai-
re 2) quanto la lin-
che quel libro e vivr DEGL' ITALIANI.
gua francese ad essa lingua varr a
,
e
conservare la vita. E i Francesi moderni In Italia , prima del Soave 4) , nessuno
fin de' pi celebri, farebbero bene a rileg- % aveva, ch'io sappia, manifestato il deside-
gerlo di tanto in tanto. <v rio di tale lavoro anzi il Varchi ncll'Er-
:

L'Enciclopedia non neglesse i sinonimi; ? colano, il Bembo nelle prose, e il Cesari


c molli articoli vi s'incontrano del dAlem- in quelle ch'egli per Eufemia chiam tiro-
berL Debole al paragone l'opera del Beau- zie, avevano coll'esempio consigliato il con-
ite. E nessuno comprov con
de' citati trario. Poi rinnov il desiderio nella Bi-
esempi le distinzioni additate
,
sebbene il blioteca Italiana l' Acerbi, o piuttosto chi
Beanze consigliasse altrui questa cura. scriveva per lui 5).
Nel 1780 l' Accademia francese coron Nel 1821 esci il breve saggio del Grassi,
I opera dell' abate Uoubaud gi coronata pulitamente scritto e assai saviamente pen-
,
dal pubblico voto. II quale a prova delle sato. E' propose le differenze pi palpabili,
argute sue distinzioni
,
non isceglie gli le illustr con esempi quasi sempre cal-
esempi pi gai ma i pi calzanti n va-
, :
zanti e con diffuse dichiarazioni ; cond le
riet per n calore gli manca. Nato po- distinzionicon qualche leggiadra e nobile
>ero egli ebbe dall'ingegno c (lane e fa-
,
sentenza ;
agevol ai successori la via. E
ma: n la povert lo feci' cupido o vile quel lavoro piacque s che le ristampe mol-
;
a visse franco amico del bene, c alla for- tiplicarono pi che a lavoro filologico non
Mnon giusta s'oppose talvolta con animo- sia dato sperare. Parecchi articoli postumi
so coraggio, N in una recente ristampa eseirono in luce,
obile in premio l'esilio ; e
nell'esilio scrisso i sinonimi. E gli uflizii O I distinti de' medesimi pregi.
interra straniera profTcrtigli rifiut [ver K L'opera dell'abate Domani qual po-
more di libera vita 3). tevessere d uomo digiuno delle eleganze e
Lopera di lui volse a tale studio l'at- della propriet della lingua, mal curante e
tenzione di molli ; c parecchi libri su que- 5 dell autorit degli scrittori buoni c dell'uso
sto argomento uscirono ,
lin di donne. Si migliore. Gran parte del suo libro spesa
linciava a sentire pi chiaro che mai

1) Ed. 1822.
2) Ed. 1828.
DU prima edizione del 1718, col titolo : Jw 3) Ed. 1828.
ttJfitki la langue franpaise 4) Crucili, allann. 1819.
Secolo di Luigi XIV. Blaib;
8) Trad. del Istituzioni di logica e meta-
3J Ed- 1796.
Prtf. de l d. fisica.

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16 PREFAZIONE
in dimostrare che te voci affini con le quali il senno e l'acume del loro iugegno. Altro
la Crusca viene illustrando quelle che lo distinzioni aggiunsero essi del proprio, del-
occorre di spiegare , non sono sinonimo : le quali a suo luogo approfittai. Della tra-
ma le differenze di quelle voci il.pi delle duzione in Parigi stampata dei sinonimi
volte trovare non sa. Ora si l'erma a di- del Girard e del Benuze in due volumi,
,

stinguere cose evidentemente diverse, o seiig ordinc d alfabeto c senz'indice


,
par-
a cercare distinzioni laddove non sono, o a lerei se traduzione fosse, e non un misto
porne d'arbitrarie li dove ce nha di reali; fra Italiano e Francese, inesplicabile a me
ora s'appoggia ad etimologie fallaci, ora che poco interni' ora le lingue miste: ma so

ad esempi non valevoli, o non bene intesi: perdonabile a 11' intenzione buona.
i

offusca con le molte ed improprie parole OS


le distinzioni pi chiare. E il peggio si XI <.

eh c' vuol raffazzonare la lingua a suo


modo onde saviamente fu detto di lui :
;
DELLE VARIE SPECIE DE SINONIMI.
>r-

Cosa veramente nuova, che per detcr- c


minare il significalo delle parole non 1 sinonimi, della lingua italiana segna-

s abbia pi da ricorrere all uso; ma alle tamente, riduconsi (nota il Romani) alle
regole stabilite dalfabale Romani. Egli seguenti specie.
non ha posto mente che lo scriver beile Derivali dal greco o dal latino, ch'hanno 'E.

non ist nel riformare la lingua, ma nel nell' Italiano la voce corrisponderne; come
servirsi bene della gi formala 1) . coscienza e sinderesi, latente c nascosto. li"

Scegliere dalla lingua, formata gi, l'uso Voci da varii dialetti, o dalluso della
migliore; mettersi alla testa, non alla coda lingua de' dotti, o da altri usi speciali pas-
dell uso (come un profondo filosofo c a sate nella lingua comune: capo c testa, ren-
me caro dicevami molti anni fa), certa- ine e pancia, straziale e c ristero.

mente l' ufficio del buono scrittore: ma Voci figurate od onomatopeiche , cor- d.J
voler combattere l'uso a petto a petto rispondenti ad altre che dipingono meno,
pazzia simile a quella d'un capitano che loquace c cicalone, ginepraio e inrilupjto. V*
facendo a calci coprnpri soldati, sperasse Le voci dunque pi veramente sinonimc Hj
d'avanzare terreno c ottener la vittoria. sono quelle che in diversi luoghi o tempi i;
Non per che il lavoro del Romani s'ab- denotarono il medesimo oggetto, e ora de-
bia a credere inutile. Dopo aver detto ebe notano quel medesimo senza aggiunzione
la lingua da lui raffazzonata un po la o detrazione di significati notabile. {Via qui-
lingua di Casalmaggiore (della qual terra vi pure (ben nota il Guizot) le delicatezze s
ut
egli uon esci mai se non a gite brevissime), dell'uso, un sentimento non esplicabile con
un po' certo gergo non parlato da mortale parole, la collocazione, la variet degli
nessuno; egli mio debito aggiungere ch'io stili , cio delle materie ragionate e degli

del suo libro ho profittalo pi volte, c che uomini a cui si ragiona, inducono qualche ' "0.
sovente lo cito. tenue variet.
All'Abate Romani successe o precesse di De sinonimi meno intimamente affini ,
1^
poco con i sinonimi inseriti nel suo dizio- e per pi neeessarii a distinguere, (cu
i

2
s
nario l'Abate. Nesi, a ben discernere aiu- le fonti.
tato spesso dall'uso della lingua toscana (Quando al vocabolo generale si sosti-
V.
sua natia. Poi l'Abate Gatti (
i sinonimi tuisce il significante la specie ol'individuo; Il,
paiono fatica gradila a' preti ed a' santi): albero a pianta; a cavallo, bucefalo.
IAbate Calti, e i successori di lui signori Quando si scambiano i gradi d'intensit;
Rocco cVolpicella nel dizionario di N apoli, contento, gioiti, tripudio.
V]
il signor Ambrosoli nel dizionario dell'Al- Quando non si bada alla variet della
berti, compendiarono, depurarono, corres- cagione, odel modo, ma piuttosto alla con-
sero le Romani, troppo pi
distinzioni del lormit dell'effetto; come sorjireso, attoni-
concedendo loro talvolta d autorit rbe non to; creuzionc, generazione ; nettare, mon-
si meritassero, ma il pi sovente adoprando dare.
Quando le materie differiscono: lastri- *>

1) Kos.vvci.vri. Else, lidia trasposizione.


care, acciottolare.
V *

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, ,

PREFAZIONE ir

0 le forme : eolmo rima. * nici ,


appunto perch non badavano alle
01 luoghi: regione, prorinrio. idee accessorie che luso pu congiungere
0 gli oggetti: Uomo, proprio all'uomo; alla principale, innocente per s. Poi (nota
atto, nll'uorao c alle coso. il Itouhaud) dalla indifferenza delle voci e
0 le relazioni: reggere, governare, passavano a quella degli atti , e nessuno

0 gli usi : albergo, ospizio. atto indecente riconoscevano, di nessuno ar-


0 le impressioni corporee: agro, bru- rossivano. Il qual sofisma adduceva scher-

ir 1). zando un vecchio poeta francese per dimo-


Altre sinonimie vengono dalle desinen- strare come sia lecito il nominar le pi su-
ze: altre dalle particelle annesse al voca- dicie cose.
bolo (di che dir poi ) : altre dalla voce
Proprement et communment
dalla quale deriva quella di cui si tratta ;
Four crollre nutre entendenienl 1).
altre da una circostanza accessoria ,
indi-
rata comechessia dall'uno de due vocaboli Adunque, per meglio determinare le ro-
affini ;
altre consistono nel porTe in luogo se dette notiamo col Guizot che le idee
, ,

del verbo una frase intera, dell'avverbio da' sinonimi espresse sono o subordinate
,

la frase voce semplice una


avverbiale, della una all'altra, o coordinate sulla medesima
composta; altrevengono al linguaggio dal- linea. Le prime si recano tutte all idea
1 altre finalmente da quelli
uso traslato
2) ; principale e con varie gradazioni la ren-
,

che paiono (ma non sono) capricci delluso. dono ; le seconde contengono un' idea co-
Pi importanti a distinguere
,
perch mune, poi altre, proprie a ciascuna di lo-
pi complesse, sono lo idre comprese ne' ro. La prima specie di sinonimie fu negata
verbi, poi quelle de'nomi ultimi i nomi , dal Fischer ; ma non a ragione.
propri!.E n pur questi si possono sempre Pi l' idea generale prossima alla par-
scambiare a caso. Non solo il ciuco non ticolare in cui consiste la differenza , c pi
sari potuto chiamare cavallo , sebbene si ['affinit .delle due voci grande. Ma so
dica corsiere per ironia , e sebben s'usi l idea generale comune ad entrambe lon-

la frase, a carri cf'un ciuco; ma Alcide per tanissima dalle accessorie proprie a ciascu-
Irrole (nota il Dumarsais) sarebbe iu mol- na delle due voci , e' non saranno sinonimi
ti luoghi affettalo. veramente. Mare e fiume non sono sinoni-
mi , perch l idea comune acqua molto
xn lontana ma fiume e corrente sono , perch
;

l' idea comune d' acqua che corre


pi ,

mub maggiori o ausoni affinit'. prossima.


Certamente i vocaboli significanti idee
L'idea comune a due o pi vocaboli, coordinale, sono pi strettamente affini che
1 quali non variano se non per essere, gra- i significanti subordinate ed cosa pi fa-
:

dinola e determinazioni di quelle, lidea cile disccrnere le particolarit che un vo-


principale. N'e'vocaboli confratello, collega, cabolo speciale aggiunge a un vocabolo ge-
ascio, la principale si l'idea di vincolo mo- nerale , del vedere le differenze de' voca-
rale; le accessorie, sono in confratello l'idea boli esprimenti idee collocate quasi nella
religiosa
, in collega lidea d'uffizio o di medesima linea 2).
occupazioni comuni, in socio l'idea d'utile. (Iuc che trattarono de' sinonimi, sovente
b in ci si fonda la distinzione tra le presero come tali parole che luso notis-
,

parole decenti c le indecenti, negata da'Ci- simo chiaramente distingue. Su questo non

i Sonisi, Teorie*. In quest* pagina compen- 1) Jean di Marne, Roman de la Rose.


dalo l'intero trillali).
2) D qui l' importanza del coordinare convenien-
Qri.STii.iAxo. Ali quae, etiamsi propria re- temente le serie de' vocaboli da distinguere ; cono-
na iliijuirom sciuta da un vecchio amore di un tesoro di Sinonimi
sinl nomioa.r^oawOs tamro ad cum-
.
m intelleetora frruntur, ut femm ei mwero. Pin- ehraiciM'aldairo-rahbiniritalmudfci-cabalistici.puh-
omi cero mmatione non blirato nel 1G44, il vescovo liiov. de Flamciigne
liguramus: ut scio , et
JJ'vto. et non me [vgit, non me prue ferii ; et qui de la Bause : E pluribus vocibus sectioueni un,-un
nomini tubini;, Sed etiam e procinto
est. componentlbos rapiialiorcm ac lalius patemem
,

uun licei. Kam sento et video


et nirUiqo et io caput ejus eledoni fuisse. . . in qno Minimum
**114115 idem t aleni qnod scio . studimi) adbibcre mihi Decesse tuli a.
3

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.

18 PREFAZIONE
regola generale da porre. Laddove l'uso eh altri chiama eleganze, altri indiolismi
della lingua noto a pochi o mal noto, , toscani ? Siete voi sollecito d' interrogare
si pu mano.
nelle distinzioni allargare la l' uso de vari dialetti dItalia? E tra dia-
La sinonimia allora diventa un pretesto letti stessi di Toscana non iscorgete voi va-

d' insegnar cose buone a sapere , un mezzo riet nessuna , e tra le variet non fate voi
di rendere pi comune il linguaggio, cio scelta ? In queste interrogazioni si raccol-
di stringere fra le intelligenze e le anime gono tutte quasi le questioni riguardanti
umane vincoli nuovi. la lingua , c le difficolt che si parano in-
Il Simile sia detto de' sinonimi scientifici nanzi a chi pone lo studio in siffatti lavori.
e de poetici. In lingua si ricca com' l' ita- I,' uso pi generale c pi ragionevole :

V. mi son
liana, giova d'ogni maniera d'usi e d' affi- m
v
ecco la principal regola di' i' posta
nit dare un saggio, a line ili rendere do- nel mio. Quando la lingua scritta , e anti-
cili e aperte a ogni maniera d'esercizio le
tv
ca e moderna , quando la parlata , e di To-
menti Giova uolare sin le variet di pro-
. scana c di tutta Italia , quando l' etimolo-
nunziare e di scriver che alla medesima % gia e la ragione concorrono nell' assegnare
et, ne' vari luoghi d'Italia , e ne'vari scrit- a una voce il medesimo significato , i' ab-
tori s incontrano , per conoscere qual fosse braccio questa conformit come una lieta
pi comune uso , e per indagar le ragioni novella. Ma quando sono condotto a dovere
di tale variet ;
per distinguere quelle die scegliere tra l'autorit degli antichi e l'uso
vengono da corruzione della favella quel- ,
virente io sto sempre per luso vivente,
,

le che da inesperienza o licenza degli scrit- se non l dov esso apparisca manifesta-
tori ; e se linesperienza sia novit dellarte V-
mente cattivo , e possibile a riformare.
o ignoranza se la licenza sia ambiziosa
, La lingua parlata in altre parli d Italia
e grave o leggiera e per modo di celia.
, rade volte s' oppone direttamente all' uso
Giova distinguere le variet che la poesia della lingua parlata in Toscana se non :

o la prosa poetica indussero per servire V. che dove quella si tace questa ha sovente
, ,

al metro o al numero od alla eleganza ; e una buona norma da dare.


le variet rese necessarie dai costumi nuo- Ne' pochi casi dove il Toscano pare dif-
vi , che pi specialmente si possono chia- ferisca dalla lingua comune ,
in mi volgo
r.
mare storidie e dico pi specialmente : agli scrittori ed alla ragion delle cose, e
perch tutte servono ad illustrare la storia se questi confermano l uso toscano come ,

degli umaui concetti e costumi. spessissimo segue, io non dubito di stare


da essi. Mio studio si lastenermi da o^ni
predilezione ingiusta pcrqualsiasi dialetto:
XIII 5 c non colpa mia se in Toscana le diffe-
renze d alcune voci sono pi acutamente
NORME DEL DISTINGUERE. L' CSO. osservate; se alle gradazioni varie dun'idca
eorrisponde la variet d'appropriati voca-
11 lettore domander :
quali norme vi boli ; se molti di quelli che fuor di Toscana
siete voi prefisse nella distinzione de' voca- son giudicati arcaismi, qui vivono tuttavia.
boli affini? Vi siete voi attenuto all'etimo- Giova , io credo, agl' Italiani, impararli
Al
logia pi remota od alla pi prossima? alle piultostoch deprezzarli
,
poich'esprimono
analogie grammaticali od alle onomatopei- acconciamente idee che negli altri dialetti
che ? All'autorit degli scrittori , oppure non hanno espressione equivalente, o l'han-
della lingua parlata? E tra gli scrittori, no men propria, meno conforme alle analo-
quali a voi sono pi autorevoli ,
gli antichi gie della lingua scritta ,
meno gentile, meli
o i moderni ? E tra gli antichi ,
i trecen- nota . E come negare ora di fare cosa che
tisti ,
o i cinquecentisti ,
o gli ottimi del V
A
gli avi nostri ,
ben pi superbi e rissosi di
accento? Tra moderni , i pi severi o i pi noi , c a' quali almeno era potenza di ris-
liberi ,
gli scienziati od i retori? Avete voi sare e pretesto insuperbire, fecero gi?
fatto alcun conto dellautorit de' latini? Come mai dimenticare che gli scrittori to-
Avete voi temuto d accostarvi a francsi? scani furono a tutta Italia esempio d'orna-
Avete sdegnati affatto i poeti ? E quanto to parlare e che fin al' idiotismi della to-
all' uso vivente , siete voi ligio a quelle scana proJBujzia furono ,
o come resola o

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,

PREFAZIONE 19

cobo celione, adottali dalla lingua scrit- dolo , di costumi , di sorti ,


la qual corro
ti d Italia ? 1) tra popolo e popolo italiano ,
gravemente
Mi si conceda insistere un poco su questo contrasta con la tanto predicala unit deila
ardimento: e si creda che non amore vano lingua comune , unit dalla quale meno si
di disputa mi fa parlare, ma carit dell'Ita- scostarono gli scrittori che pi fedelmente
lia da s diuturne contese c si misere la- s'attennero alla norma dell'unico dialetto
cerata. che ognun sa. Ben dice il valent uomo : lin-
gua veramente comune l'Italia non ha. Ier
XIV giungere pi vicino che si possa a que-
st alto (ine , giova ingegnarsi di rendere

deu cotta della lincia. pi generale 1 uso eh' gi pi comune ,


eh' meno difficile a diventar generale , o
onorando d'amore-
I a egregio scrittore, che per buona ventura , luti' insieme
,

vole commemorazione l'opera mia, diceva: il pi ragionevole. Giacch quanto al tra-

Come nesinonimi cosi in , tutte lallre durre. in perifrasi idee che richieggono ed
questioni riguardanti la lingua , cotesto hanno nella lingua parlata di ciascun dia-
sistema dell'uso pi generale e piu ra- letto un vocabolo solo, ognun vede come
(

gionevolc), invocato gi da gran tempo ci noterebbe alla propriet ed alla forza,


dal buon senso di tutta lanazione , av- renderebbe intollerabile molli libri mol- ,

valoralo dall'esempio di alcuni scrittori ti trattati darte o di scienza impossibili.


giudiziosi , abusato dalla intemperanza Con questa mira appunto diedi luogo
di molti , combattuto e scomunicato dal- nel mio dizionario a vocaboli e a modi to-
scani , che al resto d' Italia son poco noti:
l'eterna pedanteria, questo sistema dovr
>11 ultimo prevalere ; o l'Italia non avr
c se pi noti per l' opera mia divenissero,
tasi lingua comune , popolare , corren- i sarei lieto davere in alcuna piccola par-
te
2) s. Soggiungeva poi : hanno in V te aiutato a questo bene inestimabile , e
questo dizionario (parlando del mio) al- che (anf altri inchiude in s ; l' unit de-
" cune voci o distinzioni di voci che nella la lingua.
maggior parte delle provincie italiane Dalla sgarbatezza del pronunziare c del
non sono n saranno mai forse popolari, leggere e del recitare, alla ben pi deplo-
perch le gradazioni dello idee , c le rabile diversit di scrivere , di pensare e
v modificazioni
del sentimento non possono di sentire ;
ogni cosa ci mostra la neces-
essere
sempre perfettamente uniformi in sit urgente di ridurre queste s disgrega-
una nazione che sotto un nome comune te membra
in bella e potente unit. Ma a
abbraccia popoli differenti d' origine e codesto bene non ci meneranno certo n
di carattere ,
con abitudini c tradizioni coloro clic dicono : la pronunzia de' Fio-
diverse. Ma questo ebe importa? Uno renimi potrebbe farli credere strettissimi I
scrittore il quale dehbe sempre aspirare parenti dc'popolidiValcamonica 1) ;n
ad essere inteso
da tutta la nazione, po- coloro le cui scaramucce letterarie intor-
tra qualche volta con buon giudizio espri- noalla lingua versano su] campo d'uua eru-
mere con due o tre voci un' idea che in dizione sempre facile, sovente importuna.
qualche provincia esprimerebbe forse E qui (volgendo il discorso a tutt'altri
felicemente con una soia n alcuno avr che all' autore sopra rammentato mi sia
; )
1
censurarlo : ma quando egli
diritto di concesso dir cosa nella quale lutti, io spe-
mole adoperare quest' unica voce in ro , potranno facilmente convenire giac-
, ;

(al caso chi dir chegli non deliba usarla ch mi par tempo oramai di guardare que-
m quel senso in cui l usa la provincia sta c altre questioni di letteratura e di
dov essa popolare ? pi gravi argomenti , dal lato dove pi le
Troppo vero che questa mirabile in- opinioni s'accostano che da quello dove pi
sieme e deplorabile
variet d'origine, d' io- vengono divergendo.

Asta dotta
*11
1] ,
, ambamadore , tu' da' , ed al- 1 ;
Cawpagvoxi. Dellarte della porci, considerala
Iloti.
ne' vari modi della sua espressione sia che si leg-
,
* Uibl. ltaliaua,
ga , sia che io qualunque modo si rcciii.

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20 PREFAZIONE
Ognuno vorr ,
spero , concedere che 4 , ficaie sprofonda ; che la plebe non
all'espressionedi ciascuna idea bastiun solo S conosce il bisogno di significare il pro-
vocabolo ; ognuno vorr concedere che il X, prio concetto con precisione c rigore ;

vocabolo pi analogo alle forme della lin- oggi guasta quello che ieri cre ;
non sa
gua scritta, merita d'essere agli altri pre- n di regola n di freno , non ist mai
scelto. Or quand'anco altri dialetti d Ita- SS nelle stesse vesfigia 1). Diresti che il
lia possedessero per esprimere certe idee, ;>; valentuomo intenda parlare della plebe
voci c modi pi belli che i toscani non so- E de marchesi e de conti : poich' egli stesso
no, se questi modi, se queste voci non so- Ig; altrove confessa che a i nomi prima csco-

no stampati al conio della lingua comune, no dalla loro natura che dalla memoria
se luso pi autorevole non le rende facil- -I de' popoli ; e che ne" monti e ne campi
mente accettabili a tutti gl' Italiani se , jjj.
rimane la parte pi antica del comune
esprimono nulla pi e nulla meno di quel 55 linguaggio .
di' esprime la voce toscana corrisponden- C Chi che ignori oramai, negl'idiomi p*>-
te ; non veggo ragione d' introdurre o di 5g polari esseredeposto germe del vero: e la il

conservar nella lingua quest' oziosa ric- Sj scienza non essere ad altro buona che a ri-
chezza. Se un dialetto , qualunque sia, ha tZ trovarlo ed a svolgerlo , quando pure sia
un buon vocabolo da presentare, ch'espri- 6 degna di tanto ? E fin nelle lingue de' ro-
ma idea da altri voralmli non espressa, lo 55 moli selvaggi fu gi notata una regolarit,
presenti nel nome di Dio , c ogni savio S una sapienza , cmulatrici dello pi culle
scrittore l accetter. Ma voler travasare 55 favelle che noi conosciamo.
nella lingua comune le inutili sinonimie SS Que' popoli dunque hanno sugli altri
de dialetti, sarebbeun moltiplicare le dif- 5 vantaggio , dove la lingua scritta pi
ficolt delbene scrivere e del liene inten- Se prossima alla parlata. I Sassoni sono i
dere scnz'accrcscerc n ricchezza alla
, pi colti popoli della Germania i To- ,

liuuua n precisione alle idee. scani dell Italia c la nazione francese


,

Si dir che tale trasfusione da nessuno 5 ; la pi colta di tutta Europa ,


general-
tentata. E tanto meglio. Poich nessuno 2 mente parlando ,
perch la lingua delle
la lenta, nessuno si vanti di volerla o po- 55 leggi , de libri ,
delle istruzioni non
terla tentare. E si confessi che dal fiore di e diversa da quella che sa parlare il po-
tutti i dialetti insieme sbattuti non escir ri! polo pi abietto 2) .
mai lingua comune che sia tollerabile, che Se la Francia sia la pi colta nazione
sia intelligibile, buona quantit di voci sun 55 d'Europa ,
non so : ma certo la collura.
comuni , s, a tutta Italia ma quand' an- : gS pi facile a lei , per la ragione dall'auto-
co tutte codeste voci s adoperassero per re accennata. Quanto al pojxjlo abitilo,
tutta Italia nel senso medesimo ( che non E rammentiamo clic il Napionc era conte ,
), questa tale quantit non sufficiente e conte piemontese : Galvani Napionc di
a formare una lingua. '' Coccoliate !

55 Noi che conti non siamo , terremo iu


XV 5 .
migliore stima il popolo abietto ; e nvrcm
55 dalla nostra un gentiluomo 3 ) (ma di quo'
DELLA LINGUA CABLATA. g gentiluomini che qualcosa redarono degli
5 spiriti del Buonarroti nel credere che l
)

Per disegnare certe gradazioni delle ;


dove la lingua scritta s accosta alla par-
idee, rerte particolarit degli oggclti, for- tir lata , debb' essere pi potente ,
perch di
za discendere alla lingua parlaUi , e sa- 2 necessit meglio determinata e pi chiara;
perne cogliere non il triviale c il guasto , 15 perch nel parlare l' uomo non corrotto
ina il bello ed il necessario.
guidalo da certe norme di natura sapientis-
E quanto alle turpitudini del parlare 55 siine , che sono lumana ragione stessa.-
plebeo , sono oramai chiare a tutti e ora- -V*
<v
mai giudicale le esagerazioni del Pertica-
1) Apoi. di Dante.
ri ; quale insegnava a chi aveva la bon-
il k* 2j Napionk.
che la mala forza della 3) G. H. Niccoli*!. Discorso in cui si ricerca qual
t d ascoltarlo :

parie lessa avere il popolo nella formazione di uria


pkLu tele che tutto I edilizio grarnma- lingua.

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. ,,

PREFAZIONE 21

Ed pure la terribile cosa dover confutare n difficile c'pi importante (pi importan-
dii ledisprezza! ti te , notate) di tutta l'opera mia ; lavoro
Prendiamo esempio da un altro conte che non si pu condurre n cogli autori
Piemontese, ['Alfieri; il quale alle vive n co vocabolarii , ma ch' tutto delle
ricchezze toscane attingeva, e i modi dalla officine toscane : questo una minata
plebe parlati notava ammirando 1). 1 qua- nomenclatura di tutti i ferramenti, stru-
li modi se i Toscani volessero nel comune menti , e parti diverse delie artiglierie,
dizionario registrare , e fare di pubblico per le quali ogni stato italiano ha le sue
diritto quella necessaria parte di lingua voci proprie, desunte dal proprio dia-
che all'Italia colla ancor manca, farebbero li Quindi la necessit di ridurle sotto
letto.
eloquente risposta alle ciance de' pochi ;se una lingua comune che sia norma e regola
pur ve n) che tutta via si compiacessero a tutti i dialetti particolari n questa :

in controversia oziosa c importuna, fomcn- lingua comune pu rinvenirsi altrove ebe


talrice de municipali orgogli che furon la in Toscana .
massima sventura d Italia. Il qual desiderio del Grassi non stato

Egli ben vero che alcune delle frasi adempiuto. Gioverebbe quella parte di lin-
eie ( Alfieri notava non sono colte nel ve- gua militare che in Toscana si conserva
ro lor senso ;
sbagli non infrequenti a chi vivente, c (a supplire alle mancanze di lei)
non nato toscano, sbagli de quali le [ron- quella che vive in altre italiane provincie
di dell insalata posson essere un saggio, e (che stati non li voglio chiamare), fosse
il far dii stco l'ideale supremo. Or se accuratamente raccolta. Gioverebbe in quel
uomini ingegnosi e periti cadono in isbagli dizionario fermare quali vocaboli conven-
siffatti , che sar della greggia? Che sar ga rimettere o ritenere nell'uso.quali sban-
degli autori di lessici c di grammatiche, i dire come sinonimi inutili , o come im-
quali dagli antichi sempre traggono le au- propri!: senza le quali av vertenze l'opera
torit ,
su quelle fondano i loro precetti, del Grassi non far che accrescere l'incer-
senza dire, c sovente senza sapere se luso tezza e il miscuglio, invogliando i medio-
torrente a tali autorit contraddica, o fac- cri a scegliere fra le parole ivi notate le
cia eccezione: ch'anzi danno quisquilie so- meuo conformi all uso moderno
, c cosi a

vente per gemme. Poi corretti, risbagliano. screditare la lingua nativa, c rendere qua-
Di che vo citare un esempio del Bia- si desiderabile l'uso vergognoso si, ma uni-
gioli. Aveva egli avvertito che gl'infiniti forme c costante, de' modi stranieri
sostantivati nel plurale non s'usano pi: Ogni incertezza, del resto, sarebbe tol-
<ua un toscano gli ebbe a notare che dal- ta via se le milizie piemontesi, napoletane,
l'uso non paiono banditi affatto modi simili parmigiane ,
modenesi , romagnole adot-
a questo : egli ha de fari che non mi tassero linguaggio militare toscano; c
il

piacciono . cosi parlari, c qualch'al- per quelle voci che al toscano mancano
tro. Il iiiagioli generalizzando (come fa scegliessero o dagli altri dialetti o dall uso
chi non conosce 1uso da s), disse in una antico , per poi espellerne le francesi. Al-
ristampa della grammatica, che tali infi- lora soltanto fra la liugua parlala c la
niti peate! piai re aux connuisseurs de In scritta non sarebbe discordanza dannosa
lingue. alla diffusione delle discipline strategiche,
c allintelligenza di quella parte di storia
XVI che alle cose di guerra appartiene.
E questo adduco qui per esempio di tut-
j;
AUTORIT ed esempi. te le altrearti c discipline, che di lavori
i

e di provvedimenti simili avrebbero di bi-


lu altro piemontese giova citare al pro- sogno.
posito nostro. Giuseppe Grassi, scrivendo fri
1) un altro piemontese valente ci giovi
del suo Dizionario militare a Gian Pietro invocare 1' autorit sopra tale argomen-
' iewictu diceva a Ecco il lavoro pi
, : to 1) Quella nazione ebe prima ebbe ed
:

in maggior numero volgari scritturi

li Voci e Biodi toscani, raccolti (la V. Azeizat.


Torino 1827 . 1) CimuMO. rref. al citato opuscolo Voci e modi.

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22 PREFAZIONE
impresso alla lingua Ja loro adoperala un a basti a correggerli, quasich ai non tosca-
suggello suo proprio ; e fece in guisa 3S ni basti la grammatica e il loro dialetto a
che ne' tempi che vennero poi, chi volle farli parlatori eleganti. Ora vedete con che
mirar per entro le acerete ragioni della sorta di lingua e di stile il Valeriane difen-
lingua o per ingentilirla o per ripurgarla da la sua lingua comune: Per mia f, Co-
o per ampliarla, nelle antichissime, scrii- X lozio, ieri sera vi portaste bene :
promct-
v ture de' sho anche pi rozzi cittadini e teste venir a cena con noi: non solo non
nel dialetto del volgo dovesse atlcntamcn- X veniste, ina pur non mandaste a dire che
te studiare.... Vano ed ingiusto sarebbe *; non venivate. Noi aspettassimo fino a
negare alla nobilissima nazione toscana notte c le vivande svanivano , in modo
,

le prerogative acquistate col numero e che Messer Mario rinnegava le stelle.


con la qualit dc'suoi scrittori; vano ed E il traduttore del Volgare eloquio, l'in-
*> ingiusto alTermare che la popolare farci- ventore dell'Omega, l'autore dell'Italia Li-
la in sull'Arno non avanzi in bellezza e lierata, sapete voi come scrive ? Leggete
dignit tutti i dialetti d'Italia. Per, sen- *> la sua lettera alla Pia Sanseverina , nella
za torre affatto a questi il privilegio di quale le insegna chessa nata uomo, d'a-
contribuir, dove possono ad accrescere ; nimo c di corpo composta , c che la pru-
di qualche rara aggiunta la ricchezza e denza tra le operazioni per le quali la
maest della lingua; diremo che nel po- ;'j donna pu acquistare immortalissima fama,"
polo di Toscana son da cercare princi- c che (nco Pompeo il qual fu virilissimo
palmento le foggio con cui vestire i nuovi % uomo, fu calunniato come cffcnmiinala
pensieri e le novelle cose le quali o fra 2 >
persona per grattarsi il capo con un dito
noi nascono o ci sono d'oltremonte reca- 2 solo .
te ; e che nel popolo di Toscana sono Ma gli esempi dcll'Ariosto e dell'Alficri
eziandio da cercare quelle locuzioni le " parlano chiaro assai. E quando il signor
quali, perch destinate a significare certe Gamba attesta che il Savonarola scrisse as-
particolarit della vita domestica, s in- X sai meglio dopo aver fatto un lungo sog-
d contrano troppo di rado ne' libri, e sono giorno in Firenze, dillinisce in modo assai
v generalmente ignorate n dai dialetti ;
;v* chiaro la lite.
ond usano le altre provinole, si potrei*-
bcro lodevolmente derivare . Quest' XVII
il punto pratico della questione, questo il SS
solo che importa. 2 NECESSITA' DELLA LINGCA INSIEME E DELLA
Del resto gli spregiatori dell'uso tosca- 5 CIVILT' NOSTHA.
no non possono non condannare col fatto
il proprio disprezzo. Taluni di loro son Coloro che meglio scrivono , in tanto
anzi ligi seguaci de modi toscani ; se non ~ scrivono meglio in quanto attinsero a' To-
che l'uso vivo confondono col morto tra ;
scani , o ad altri che da quella fonte deri-
le variet degli stili una sola forma cono- 2 vano. E se pi vi s attingesse , molti di-

cono e imitano, e con quella trattano ogni fetti dello stile italiano si verrebbero di-
maniera d'argomento. Altri poi che l'uso ? leguando : e quella prolissit che pare fatta
toscano non degnano vediam cadere nel
, X compagna indivisibile alla gravit e all'ele-
fiacco nello sguaiato , e nel ruvido ch'
, , 5- ganza ,
e quo' latinismi inutili ,
e quo'
una piet. modi indeterminati e impotenti in cui mol-
Non parlo del Cesarotti o de' seguaci
vi 2 tipongono leleganza e la gravit ; e quelle
di lui; ma prendete cosa pi antica, pren- bellezze con tanta cura raccolte ,
con tanto
dote il dialogo sulla lingua di Pierio Va- 2 stento commesse , che sono come i fior
Icriano, il qual dialogo non manca di sale, X secchi del botanico accanto a fiori ingem-
e di quel buon senso ch' pi raro assai 2 mati dall'aurora nascente; sou quasi mum-
dell'ingegno. Ivi egli afferma che quanto ha mie per antichit venerabili , in mezzo a
di bello il toscano , lingua comune ; e il un coro di giovani donne danzanti e belle.
2
toscano dispregia col pretesto solito de- Non s'avveggono che un modo tanto
gl'idiotismi; quasich l'uso toscano sia tut-
2: pi devessere accetto quanf pi comune;
lo idiotismi ,
quasich la grammatica non che il pi comune in fatto di liugua ,
come

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E ,

PREFA ZIO N 23
io molli' altre cose , quasi sempre il pi x, nella qual rive tuttora la maggior parte
bello ;
che in tulle le facendo del mondo -g della lingua usata nel trecento e ne' secoli
la singolarit rade volle bont, dirittura, |p susseguenti; ridere del liurattello ; vantare
bellezza ; che non nell'uso di vocaboli re- i la lingua dei Volta e dei Piazzi, come se il

reconditi ,
ma nella scelta e nella colloca- X Volta ed il Piazzi scrivessero pi elegante
ziooe dei noti a pi , posto il pregio del- 'V del Galileo , come se i dizionari scientifici
la cera eleganza 1). La forza scompagnano ;j: compongano intera una lingua ; son belle
dall'eleganza ;
delle quali due doti la con- S prove d'ingegno: chi dice di no? Ma tutto
giunzione sommo pregio dell' arte e do- cotesto non impediva al Taverna di chia-
no rarissimo di natura : c a congiungerle mare ribrezzo il brivido della febbre. E il

aiuta appunto la norma dell' uso ;


dalla Taverna scrittore accurato : e quanti di
quale s'apprende quella virile schiettezza S ribrezzi simili abbia lo stile moderno, chi
ch' il linguaggio dellamatura verit. Per x potr numerare ? c' da far rimbrividire
non ricorrere alta norma d'un determina- -l' davvero.
10 uso vivente, la lingua nostra dall una % II Perticari nella sua Apologia ha di-

sopraccarica d'ornamenti dall al- menticato di cilarc un trattato di mercante


parte ,

tra ignuda o rattoppata di cenci stranieri. "i o d orefice o di pittore lombardo da po-
Il bisogno di ben parlare in modo chia- tS tersi contrapporre a quelli del Vasari, del
rn si fa sentire specialmente nelle iradu- Cellini c del Pandolfiui. E me ne duole per
non cose generiche,
rioni de' libri trattanti la sua lingua illustre. Raffrontate la tra-
ma scienze positive dve a ogni tratto ; x duzione toscana del viaggio di Marco Po-
forza cercare vocaboli che rendano le idee + lo con la lingua cortigiana del veneto Ra-
rosi spiccale e a rilievo come sono nella ,
musio ; dove , da poche parole in fuori
lingua da cui si traduce. ogni cosa , secondo certi filologi , illu-
Scrittori gravissimi ,
e terribili di mae- * stre ; e vedrete che dalla facil cura di ri-
sii, qui v'aspetto. Scrivetemi con la vostra Si durre a grammatica ie desinenze c il co-
lingua comune un trattatello agronomico a strutto, al dono della vera eleganza, lun-
tecnologico : e se da quella trarrete tanto St- ghissimo T intervallo.
ianto di modi da esprimere tutte le cose $;
della natura e dell'arte con propriet , con 3 XVIII
franchezza , con uniformit ,
potremo al-
Inra concedere alcuna cosa agli sforzi della OBIEZIONE GRAVE.
vostra eloquenza.
E medesimo dicasi de' libri destinati Diranno: c i Toscani scrivon eglino tutti
il

al popolo ed a fanciulli. Un uomo d' in- - in un modo esemplare? Pochi , rispond'io,
segno non volgare e mal conosciuto da- ; scrivono in modo tollerabile ; in modo de-
gl Italiani ,
scrisse a uso de' fanciulli pa- x gno de' loro maggiori c della lingua da
recchi libri, per il suo tempo, assai buoni; $ quelli rodata , pochissimi. Ben sorge una
e li scrisse non senza cura d' inserir, i alla x generazione che ornata di nobili intendi-
meglio i modi familiari toscani ma ignaro : T menti ed affetti , s' ingegna di ritemprare
com'egli era dell' uso vivente , propose nelle correnti della pi schietta lingua viva
molti modi antiquati , che renderebbero X lo stile 1). Ma i pi de' maturi sono scrit-
'coro c ridevnle il dire di chi nel fami- tori cattivi o peggio , appunto perch non
bare discorso li adoperasse 2 ). approfittano della lingua parlata , perch
Vui , ripeto , si sente il vuoto delle que- 5
credono che un dotto scrivente , nna per-
*t*ooi con tanta acrimonia agitate tra noi. X sona per bene , debba stampare il suo pen-
.ilare passi di lacopone da Todi e di Ciul- siero accomodato in tuli' nitro modo da
lo d Alcamo ; fabbricare ipotesi per ispie- T-
gzre in qual modo l' Italia si creasse una jc-
1) Fra irli Irti Pietro Thowar fioroni no , che la
lingua scritta senza ricorrere alla Toscana,
,

j.
Guida del Lambruschini orn di scriilidi veramente
toscano sapore. E s'Cfrli da alcune poche foriMierag-
pini purira il suo dire, c con lo studio dc.'li scrit-

IICic. Eroi. tori grandi lo fa serrato e numeroso, 1* Italia lo mo-


11 Tavkrsa. Sorelle morali e racconti glorici ad strer come il pi nobile dicitore che di cose fami-
oinuione de fanciulli. liari abbia scritto da tre secoli in <\ua.

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,

24 PREFAZIONE
quel che Io para. Ecco ragione di pili licra per comodamente portare sopra il

] lerci'.' i valenti Italiani , de' (piali alcuni fieno .


intendono s bene l'artiiizio dello stile vo- ' Chi questo annunzio scrisse , non un
gitano imitare lesempio del buon Manzo- letterato ,
di certo lo giuro per l' ombra
:

ni , c
facciano miglior uso che Toscani i
;;; di Benvenuto Cellini.
stessi non sanno o non degnano delle losca-
no ricchezze. E cos fa il Lambruschini 5 XIX
che. nato in Genova dimorante in Val
, , X
d' Arno, scrisse trattntclli agrarii dai qua- DEL PADRE CESARI E DI COSE SIMILI.
li si vede la incomparabile bellezza dei to- X
scano parlato oggid. Si paragonino gli I Toscani scrivendo una lingua barbara

scritti di lui a quelli dell' Aporti suo bc- X c non parlata rhe dai servitori di piazza
nemerito compagno nel predicare e nel fa- o da qualche nobile infrancesato; i non
re il bene: si paragoni l'opera del Dandolo ' Toscani adoprando a sproposito le toscane
con gli articoli del Lambruschini sui ba- a; eleganze, norquero alia fama di quel dol-
chi da seta ; c si giudichi. ln*sitrattc cose ce idioma.
uh esempio , ed esempio tale, ad ogni uo- Al senno dello scrittore spelta rigettare
tuo ragionevole assai. % le parole non convenienti al suo stile,
Pi delle dispute c de' precetti e delle 3;; cio al suo concetto ; a lui spetta con
prammatiche e de' dizionari varrebbero X parsimonia ed accorgimento riporre nel
certamente gli esempi. Se la Toscana [di- 33 commercio della lingua viva le frasi buo-
ceva Cint; avesse prodotto a' tempi
il X ne della lingua scritta, cioquellc che fu-
nostri o il Goldoni o il Porta, deh quan- rono un tempo nepi fortunati pacsid'lla-
di to avrebbe vantaggiato la lingua conili- 3.: lia parlate. Cotesto dello scrittore buono
ne il trovare vivo ne' loro srrilti quel c diritto edovere ma dovere lien raro. Il
;

parlare che debbesi andar cercando sulle fondo della lingua dev' essere comune ,
v rive dell' Arno Quanto vantaggerebbe !
X com' comune quest'aria che spiriamo,
se col stampasse qualche cosa di si-
si X lerch la parola il respiro della intelli-
milc aH'Encichqiedia o al Giornale delle genza. Ma certe anime buone ,
por amo-
cognizioni utili , ove i compilatori non % re della semplicit del trecento, perdette-
avrebbero che a dire nella lingua usuale ro la semplicit ;
ed affcllarono quella
tante cose il cui nome proprio , a chi X schiettezza il cui principal pregio non
non di col , si faticoso a trovare ! 3; esser punto affettata.
Facciano certi letterali toscani a senno X II Cesari, benemerito degli studi ita-
loro; ma per malandato che scrivano, non liani, c fornito d' ingegno pi desto c di
vieteranno a me d'ammirar quella lingua X pi sodo sapere clic dagli scritti suoi mm
che lin gli annunzi di gazzetta pu fare paresse, il Cesari diede pretesto a molte
eleganti. Nel numero xxxvill della Gaz- X e non troppo ingegnose facezie contro le
zolla fiorentina del corrente anno 1) si toscane eleganze. Egli che non solo il Per-
legge. ticaci ma il Monti stesso diceva (me pre-
In questa rill di Firenze ed in via X sente) scrittori privi di naturalezza ,
egli
appiggiona una vasta e comoda
.Malli,1 si X si sar creduto di scrivere naturale dicen-
scuderia lastricata e in volta ,
per ven- X do ho riso anche non poco di quei
:

tiquatlro cavalli, lunga braccia quaranta- X molti oppositori , i quali peccato che
quattro ,
larga braccia quindici, circoli- siano Italiani; rnaegli sono troppo , che
data di mangiatoie, colonnini, baltifan- 3 u dorenno essere Vanitali ed Ostrogoti i> 1 ).
chi grande di pietra e sua trom-
,
pila , A divenire scrittore non grande , ma
ba di piombo ; due stanze e stanzini pi che comune , non altro mancava al
,
y
per i finimenti e biada, con comoda sca- Cesari che imparare a distinguere la viva
la di pietra che serve per salire al fie- X dalla lingua morta ; ch , quanto al me-
uile c con ribalda puleggia c bur-
, , ,
X scolare ne gravi soggetti frasi familiari

I 1) Lettera al signor Lissoni in fronte aita fraso


-

1) 1837 . * logia ila lui stampata nel 1827.

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,

PREFAZIONE 25
questo pn essere talvolta men difetto che viucia e d'un esercito o tuttavia in
, 1)
pregio 1). Ma il Couri confondergli stili, guerra. Nel che essendo tu uscito dalla
(fondeva i linguaggi do' vari secoli e ragione 2) e dalla clemenza de' nostri
;

per amore della mal conosciuta propriet, maggiori , non maraviglia 3) se to ne


improprio. Di che noi
scriveva assai volte pentirai 4). Io non mi aspettava da te
demmo prova dieci anni fa , recando di un animo tanto volubile verso- 5) me
X e
lai una lettera di
Cicerone tradotta , e i miei. Tuttavia n questo dolor di fa-
,

notando mende. La qual dimostrazione,


le miglia, n ingiuria dichicchcssia, mi storr
ilqnaMo men severa , e meglio fondata dalla repubblica Q). dio 7). A
nell uso ,
giover qui ripetere. E questo buon Cesari, dopo sepolta la
vita sua nelle miniere del secolo decimo-
Metello a Cicerone.
quarto, non sapeva distinguere l'oro dal
Se sei sano sta bc^te 2). Io credea gi piombo c
;
si lasci ingannare alla me-
ehe per lo nostro amor
3) vicendevole e schina contraffazione intitolata Storia di
per la riconciliazione nostra , tu non do- Srmifottte e ad altre ancora. E nel giu-
vessi cosi fare me- lontano :
strazio 4) di $ ,

dicare la bont degli scrittori si confon-


n il /ratei mio Metello 5), per una sua 6) 35 deva in misoro modo. A credere a lui noi
1]
parola ,
dover essere nella vita e nelle avremmo, tra i balsamali e fradici, un'in-
fortune 7) da te oppugnato. E se la bon- classici da fare spavento; tanto
finit di
t 8j di lui poco poteva fargli scudo 9) che, non pure una hilioteca compiuta ,
certo 10) la diguit della casa nostra , e ma sarebbe difficile averne il catalogo.
f opera 11) mia per te 12) posta e per la E nell' interpretare e nello stampare
repubblica , dovea metterli in buon ri- cotesti classici, quanti granchi ilvalent'uo-
guardo 13). circonvenuto e me
Or ecco lui mo non prese ? Ma l' arte del pubblicare
deserto 14) da cui meno si conveniva, ivecchi testi, che dopo st lungo esercizio
lo dunque 15) vivo' in lutto e in tristez- dovrebb 'essere perfezionata ia Italia, aspet-
za 15) , standomi al governo d'una pro- to anrh'cssa il regno di quel senso comu-
v
ne che in tutto le cose umane pretende au-
Al Cesari fra le Mire disgrazie toccarono lodi torit tanto gli importuno c tiranno.
pii lerribili dolmi scherno. Un de* suoi amatori :
& :

Frattanto di queste semplicit tripudiano


ma se pcrsonalinenle il valente Cesari io mai non
1 'iili . affermar tuttavia io posso e debbo ebe da
a i nemici della [ledanleria , e col nomo di
oo ritratto di lui che
occorse di vedere in unra' pedanteria notano ogni studio ch'abbia per
vaaibpizio d'aoopera sua, ben
potei conoscere fine la ledete e potente espressione delle
fbe tmtidue
be pollici di circonferonxa aveva il
Wu cranio. Due
ampi e scintillanti occhi abbelli- idee e degli affetti. Non porgiamo a co-
a oltracci il suo sereno storo occasione , a proposito di testi , di
volto, e mostravano
qam> cna fosse grande la possa e la fervenza del
wo inasto
passare con lassociazione delle idee eh'
cerebro . {Esortatimi di L. Angelo
si. p. 406;. - Or va
, e sii purista e frenologo.
V' in costoro si rapida, da' tetti a' cocci. E in
Orlino vede l'equivoco tra tei sano e sta bene. verit quale freddura , qual rimprovero,
3. Metello dico animo.
Dalla lettera si comprenr
rie amore non c* entra.
quale dispetto non sarebbe almeno in par-
4) /digiuni iri non strazio.
te scusala da questa profana superstizione
8; Mettilo mio , convien dire , per dare
, fratei che la voce testo ( comunemente indicante
al costrutto lo forza c
il senso legittimo.
la parola ispirala da Dio 8) , e originaria-
) 5* Quell'aggiungere parole inalili
di pi.
toglie familiari ti
c d allo siile il tono d'un couir mente non altro esprimente che la tessi-
ocniy o di cosa nia noiosa, se tura del periodo) osa consacrare agli scrit-e
,
c' .
7) Fortune egli Italiano ?
Pudor qui non vale bont.
Scudo: perch questa ligura che si mal si
9/
1) Tuttava , soperchio.
Murielle con poco ? Perch
non difndere ? 2) Equivoco.
10) Certo scema la forza di quello che segue, 3) Alirandum non eri! : qui vale 1 non plia
lf) Studila altra cosa, strano.
li; Aon te ma voi.
4) ti ne pentirete , dico Metello.
13) Il lat. sublevare. Mettere in buon riguardo Volubile verso , modo non proprio.
5}
i frase languida.
8) Storr dalla repubblica , non bello.
14j Antiquato.
7) Massime cosi diviso, non conviene a scrittore
13; Dunque sa d'argomentazione.
pacano.
Squalore non tristezza: e tristezza
15)
men 8) Come chi dicesse Bibbia II Pataffio, e Avoca-
<u Uno.
tine le Cento Novelle.
4

Digi tdbyCoogl|e
26 PREFAZIONE
ti dun secolo solo per elegante eh
e'
sia; venire da compendio di siffatta maniera ,

quasi che tulli i modi che in quelli s' in- non ci sar punto da ridere.
contrano, dchban presso gli scriventi ave- Ma tutti coloro che dall uso si partono
re autorit simile a quella che presso i (o scelganomodi pi comici o i pi di-
i

credenti ha l' evangelista Giovanni c il le- gnitosi), danno sempre un po'nello strano,
gislatore Mos? e sono pedanti. E quando un altro anoni-
mo seguace della maniera del conte Per-
,

XX tica ri ci dice :

Allorquando incontra vedere cosa mo-


DE' SEGGACIDEL PADRE CESASI B DE' liderno che renda imagine del sovrano sa-
SEGGACI DEL COME PERTICASI. pere degli antichi , subito viene alla
mente il dantesco :
^
Pochi seguaci ebbe il Cesari , ma co- Com'egli incontra
raggiosi. E per saggio del loro coraggio Che una rana rimane 1} ;

recher qui duno d essi defunto un fram-


e l'altro :
mento della vita di Ligurgo frammento ;

non molto laconico, eh' io accorcier per Tale imagine quivi mi remica
Quel eh' io udir , qual prender si suole
dare ai lettori solo il fiore della vecchia Quaudo a cantar con organi si stea 2).
eleganza.
Si cominci dal bucinare agii orec-
E quando egli esclama :

chi, indi a fare dc'cerchiett su po' canti, Quanti affetti ne incuora l >

per ultimo a dire sbarbazzato quanto e' ci fa tornare a memoria :

fosse zaroso lasciare lo re nato in mano


di cui tanto caleva lo spegnerlo. 11 Invili Lo tuo ver dir m'incuora
buona umiliate, e gran iunior m'appiani 3).
bolli si fu levato si forte che Licurgo
,

reggendo la mala parata, dovette pren- Fra il rimescolarsi della Pizia sul treppiede
l incuorar degli affetti, minore distan-
der confino. Ma Sparta in breve stanca e
dello domestiche dissensioni, mand pi za di quel che a taluni paia. E giova ridir-
volle a pregarlo che piacer gli dovesse a lo a certi poveretti che con isforzo di frasi

tornare, come unico sopratticni de mali dantesche si credono rinfrancare la debo-


dello stato. Dopo molte preghiere e fre- lezza del vuoto ingegno.

gagioni Licurgo cal ; e poco stante si



,

tu trasmutato in Sparta. Mand con- XXI


Rullando la Pizia, la qualr, posciach'eb-
Itesi alquanto rimescolala sul treppiede, DEL COME PERTICAR! SCDDETTO.
c stata in tentenne , chiamar decesselo
mortale o nume Nume Licurgo, Il Perticar! stesso (alla cui graviloquen-
v esclam..,. Ma in una sommossa levatasi za gli artifizi del Bartoli sono cme un ric-
-

per rispetto d'una legge che andava a cio di contadinclla ad una parrucca inci-
dirittura contro i ricchi , ei fu collo da priata) , il Pertica ri che deride il Salviati
un colpo di pietra che l'occhio gli spicc dell aver chiamato dei casalinghi i lunati,

netto, dall' occhiaia e tale fu la pazienza


:
sapete voi con quali parole lo biasimi ?
* ch'egli fece apparire nella sua infermit, quasi che , dice , quegli dei fossero del-
che Alcandro stesso , il suo oflenditorc, ti l ordine de'
colombi 4) . Io non so vera-
1' agrume e l'alo pittando della rustica mente se sia cosa pi ttuova associare ai-
ed aspera sua natura , mut l' odio in fi idea de penati quella de colombi
,
o ai-
amore . fi idea de' colombi quella de' frati.
Diranno che dall avcr io raccozzate que- Giova osservare ebe la straordinariet
ste frasi sparse in discorso pi lungo, ap- del linguaggio quale d talvolta allo
la
,

parisce maggiore che in s non sia la loro stile ceri aria di dignit c pregio tutto ,

stranezza. Ma facciamo simil saggio sopra


stile diverso da questo fondato sull uso
,
1) Inf. XXI.
pi generale e pi ragionevole S) Purg. IX.
, c tranne
qualche leggiera iucouveuicnza che 3) Purg. XI.
potr
4) Degli scrittori del trecento.

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,

PREFAZIONE 27
posticcio che non compensa il difetto di quelle vive eleganze ebe dalla natura ispi-
pi intrinseci. Molli si credono di rate a popoli , risultano dal comune con-
essere scrittori non comuni allorch rin- senso, dalla comune esperienza. Non sicno
wigono un'idea comune in abito straordi- le parole quasi manto larghissimo ebe ri-
mrio: ina cont errebbe in quella voce sotto copra un' idea squallida c vieta : non si
forme comuni rendere accessibile, e, quasi preponga il luccicante allo splendido , il

direi
,
perdonabile la straordinariet del- vezzoso al bello , l'ampio al grande , il
I idea. La fona , la grazia ,
la nobilt si magnifico al conveniente, la maschera al
dorrebbero collocare nella semplice espres- volta vero.
sione d' un forte ed elegante concetto. La La lingua della commedia di Dante era
parola allora sarebbe bella non d' orna- tutta (tranne i termini scientifici e qualche
menti accattati ma della sua vergine nudit. latinismo raro! parlata iu Toscana : le voci
Disputami' io , or fa dieci anni , della e modi che in Dante ci paiono ile' pi stra-

necessit di lasciare alla lingua poetica al- ni, sitrovano usati in altre opere di fami-
cune voci e frasi sue proprie ,
su' udii da liare linguaggio. Da ci non viene che il
un gran poeta rispondere. Non conviene linguaggio di Dante sia prosaico ; ma si
ebe la poesia venga a disturbare le cose che la sua lingua poetica non era diversa
di questo mondo .Risposta severa trop- da quella dell'umile prosa. Duello che ren-
po , e ebe a molli parr bestemmia ; ma de poetico il dire dell' Alighieri , non la
piena di senno c degna di vero.poeta-. Con stranezza de' vocaboli , jna la scelta e la
codesto principio d una lingua poetica da collocazione rispondenti alla poesia del
t , non solamente la poesia divenne un concetto. Giova lavare alla fine quel gran-
(prgo , ma la prosa stessa ebbe a raccat- de poeta dalla taccia daudace licenza e di
tarne il contagio ;
o cominci ad affettare stranezza affettata, che molli gli appongo-
crii modi che , se fossimo meno preoccu- no tuttavia come lode ; taccia che troppo
pali da istituzioni ed abiti pedanteschi , ci sarebbe vera, se le locuzioni che agl'igno-
molerebbero a riso. ranti del vecchio linguaggio vengono inau-
E
1

ormai tempo d'accorgersi che


sarebbe s: dite, avesse egli osato di proprio arbitrio
all'uso, siccome al popolo, prima di farci
X coniare.
demi di comandare, bisogna sapergli ub- XXII
bidire ebe T efficacia de' grandi scrittori
;

dovuta appunto a questo rispetto delle dell' uso pii ragionevole.


forme comuni , al disprezzo d' ogni retto-
rie Mnaniadi singolarit. Dclqunle rispet- Abbiam veduto rhe l uso della lingua
taci fono esempio i tre pi insigni scrit- parlata unica norma alla scritta che l uso :

tori di Homa, Cesare , Virgilio, Cicerone ;


toscano il meno ignoto alle altre parti

ci sfono testimonianze le acerbe e non in- d' Italia tutte quello la cui autorit pi
;

giuste censure da molli antichi mosse agli consentita net fatto, c da molli anco in pa-
arcaismi di Tucidide e di Sallustio. role } il pi facile a diventar generale , il
Ci ebe fu detto (e non so se a ragione) pi acconcio al fine a cui dobbiam tutti in-
d una quasi sconosciuta traduzione di Ce- tendere ; l'unit della lingua. Abbiam ve-
stre
1) ,
panni il pi invidiabile elogio duto come chiunque dall'uso si diparte va
dello scrittore : a. In questo lavoro non pa- nell assurdo : e tanto meno visibile l'as-
1 rolc
nuove n recondite ,
non sentenze surdit quanto meno patentemente alla
perverse, non traslati inusitati troverai, legge dell' uso fatto oltraggio. Ma io sul
ma parole piane e lucide, sentenze com- primo', alla condizione dell'uso pi gene-
* poste e ordinale ,
c finalmente forme di rale , un'altra ho soggiunta : e pi ra-
* dire da molti consumatissimi uomini u- gionevole . Di che mi facevan carico uo-
* sale .
Adunque non affettala gravit mini rispettabili , e a me carissimi, c non
non vezzi mendicali non armonia oltre , ,
toscani , quasich , dicevano , all' arbitrio
8 quel che il soggetto richiede, urli luiosa, degli umani ragionamenti debba lasciarsi
to qualit del bello tua T uso di sconvolgere e rimpastare la lingua. Atte-
stile ;

niamoci . seguitavano , all'uso toscano ; e


D Oett Atdobraodi. ? avremo lingua comune : questo ci basti.

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,

28 PREFAZIONE
Certamente il toscano da prescegliere 4. venti principili norma , perch senz' esso
per la ragione assai valida , eh' e' fu sem- i non s ha lingua n una n ferma n popo- 1

pre , a dispetto dc'liliganti , e dai pi savi 5g lare n intelligibile, io soggiungo che co- 1

de' litiganti stessi ,


prescelto : c aneli io Z desta norma ,
anco per altre ragioni, me- 9

lo dissi lingua pi che dialetto. Aggiunsi 5 rilache sia seguita , non panni dir cosa
""
per da prescegliere perch pi
chegli era aborrente dal vero.
gentile. Questa ragione che unita a quel-
nj
I altra ha il suo peso. N l'uso vene-
,
*> XXIII '

ai
P
rabile se non perch nella natura delle co- r.

se il pi delle volte
, c nelle materie pi ,
9
BEL COME INTERROGARE t' AUTORIT le
gravi si fonda. Ma a giudicare la conve- BELLUSO. v
,

nienza c la propriet de' vocaboli luso per


5 S
3: i

s solo non basta se pure non si voglia il ,


Ma nel conoscere l'uso , nel condurre 1 ir
criterio del LaMcnnaisanco alla letteratura ad evidenza quefatti stessi de quali i sensi 'ti

applicare ,
come facevano i settatori delle ci son testimoni , sorgono inaspettate dif- atti

idee del Bonald nel tempo che il La Men- ficolt,


che richieggono buona fede , dot- Zi
nais col Bonald andavano per la medesima trina, docilit, sapienza. Noi vediam tutto
via. Contro la piena dell'uso, buono o reo giomo uomini di studio e d'ingegno che vi- 1

il
eh' egli sia forza, vero, d' ingegno non sitan la Toscana che vi dimorano par-
, , ,
n
vale ma si pu moderarne l'impeto, an- tirsene c viverci insensibili alle bellezze di
[

:
*>.
tivenirne a traviamenti cansarli almeno, ,
quella soave lingua. E
questo perch non 'lk]
e tra due usi scegliere il meglio. Questo hanno mai esercitata penna sopra argo-
la
I-,
si fa comparando la voce o il modo con le menti lingua
ne quali le ricchezze della
analogie della intera lingua , per vedere viva si fanno , pi eh' altrove , sentir ne- fi*
se sia conforme a quelle cercando se il : cessarie ; perch non nel popolo e nelle 'l
traslato Ijwieh tutta quasi la lingua in ori- campagne ma nelle conversazioni c negli
gine si compon di traslali) sia conforme a alberghi hanno costoro cercala la toscana
ragione , se dedotto da relazioni troppo eleganza. N a quelli stessi che la cercano
lontane , o accidentali, o false, o distrutte l dov' eli' , riesce facil cosa conoscerla

dal tempo. per intero , ed offrirne ai lontani giusto
;
Ilipetiamo: il toscano da prescegliere concetto. Molte voci in Firenze ignote, suo-
perch stato sempre dagli scrittori adopra- nano familiarissime in altre toscane citt ;

!
to come principal nonna : sta bene. Sia molte vivono come appiattate inqualch'an-
golo del contado. In una citt medesima, a.
egli caso codesto ? Io noi credo. Io credo
che in queste cose della lingua, cosi come a un ordine di persone tal voce sar fami- Vi.

in tutte, la Provvidenza abbia la parte sua: liare; che sar ignota all'altro.
Domandale >T

c che quandauco codesto dialetto non sia ad un uomo del popolo se tale o tal modo (
stalo prescelto perch migliore si tro- ,
sia in uso ; dir che no : poi lasciatelo un
vato , c si pu dimostrare, che gli uemini po parlare , e quel modo stesso che gli so- fi.

non potevano risolvere a scelta miglio-


si nava nuovo trover nel suo discorso un h
re. Il fatto si (c questo pure fatto] che cantuccio dove adagiarsi con grazia. Anco
guardando alle tre norme con le quali si vivendo in Toscana , e toscano essendo fili

pu giudicare la bellezza d' una lingua , non facil cosa potersi accertare che l'uso fi-t

dico ['etimologia pi prossima c d'eviden- d' un modo o d un vocabolo sia spento in


za irrecusabile ; I' analogia filosofica e la tutto, lo domandavo a un agronomo valente s
grammaticale ; l'armonia musicale e l'o- qual convisse a lungo co' campagnoli
'

il fin

nomatopeica guardando alle tre dette nor- se appiccarti dicessero del seme ailidato
H
;

me, si vede che codesto caso il quale spos alla terra. No. Esco fuor di porla c ,

r italiano pensiero al dialetto toscano , ad un contadino che raccoglieva non so che I


MI
un caso sapiente ; che questa necessit di erbe in nn rampo domando, a Quando il s
presceglierlo e di sempre pi fedelmente seme piglia , corno dite voi? Ch'cs'ap
amarlo , una provida e bella necessit. picca .Un altroToscano usava parlando
Dunque ,
se ,
dopo avere affermato che pauroso per atto a far paura , l'usava per
un dialetto ira lauti dei essere agii scri- mostra d'erudizione , accennando al verso l

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,

PREFAZIONE 29

di tote: c da me non toscano, in Toscana lombarde , non per altra ragione se non
pt/trm a quii modo apprndeva usarsi. perch mi Sacchetti o in altro aulico so ne
(tarsio appunto ci mostra la necessit trovano esempi. Se al toscano d oggid
del ragionamento nell' interpretazione del- mancassero modi equivalenti ; se i modi
lufo : che per essere depilo di sentire ,
e lombardi potessero in alcuna cosa giovare
di far sentire altrui tulle per l'appunto le alla pi fedele ed efficace manifestazione
idee e i sentimenti de' quali una moltitu- del pensiero ; non bisognerebbe a racco-
dine danime ragionevoli ha voluto fare mandarli lautorit del Sacchetti. Ma con
interpreti certi suoni ,
vuoisi , oltre alla un esempio alla mano (senz'altro) io po- ,

dotila dell' apprendere ,


l'abito dell'os- trei far passare nella lingua troppe u trop-
scrvare ,
e l' esercizio sovente dello scri- po sconvenevoli cose.
vere , e quel senso del vero c del conve- Indizio rade volte fallace della ragione-
niente . non si definisco. Di
che con parole volezza dell'uso e della sua generalit ,
die
,
ammaestramento de lettori e per
per la costanza. V
uso costante ha il suggello
trastullo mio
vo recare {sebbene tratto
,
della tradizione , cb' tra le consuetudini
da lingua morta; un esempio. la pi venerabile eh',
pi potente assai
In Wnemeriio ampliatore del lessico della legge. I' uso segna alle lingue il
forcdliniauo, il quale non dubit di scri- cammino, non f impedisce; n vieta si ven-
vere fra le voci latine luloneus per idonua, gano ogni d pi svolgendo secondo l in-
e ojnaico per ugnaseli ; men poi rumore dole loro e il bisogno de' tempi. Ma luso
pori' io nell'oraziano : parziale , momentaneo , arbitrario , giova
tao te jtremet boi MiaUeqae Msnes
saperlo distinguere od evitare. La misera
1)
smania di novit che oggid ci possiede ;
invece d interpretare tane quae suni fa- lo stolto e colpevole disprezzo delle vec-
Mot che sarebbe modo forzato ed inso-
chie e delle patrie cose
,

, disprezzo soven-
lite
, feci /aiuto aggettivo ,
sull' analogia te originato da grossa ignoranza; ci fanno
dell' litro oraziano :
immaginare necessit di nuove parole ad
Quae lotafibulosiM esprimere le idee che noi abbiamo, o quel-
lambii Ujiiispe 2) ; le che i francesi e i tedeschi hanno per noi,
c wme feci femminino , difeso dall'auto- onero idee mozze c confuse che , a ri- ,

ril di Lilio Gregorio Giraldi che ne sa- compierle ed a sbrogliarle troverebbe- ,


,

I"'
1 pi di molli seminaristi di Padova, ro espressione assai conveniente nell' Ita-
e de scrisse dii tiene juc Mane* ; difeso dalla liano dellebuone avole nostre. Non temo
fornii che am-
grammaticale della voce che queste parole sien prese come un tri-
,
bne gneri comporta siccome tmm-
i
,
buto eli io voglia rendere alla pedanteria
** c Or q trami ebbero di questa
simili. di certi scolari , c a quella ancor pi coc-
non reimsciula femmina modestamente ciuta e perversa di certi maestri: Iddio sa
(

pretesi a me giovanetto! levato il rumo- se mia intenzione sia lusingare la cafo-


re grande que' buoni seminaristi eccoti naggine di costoro. Ma dico che l' errore
,
to ritrovano in un'antica iscrizione infem- contrario non meno pedantesco nella sua
minite le Mani. Ma Usciamo stare i morti, licenza , e pi barbaro. E questi subiti
* temiamo al proposito nostro. amori che d'ogni cosa ci pigliano, noi ge-
** un modo toscano antiquato ha nella nerazione volubile e languida ,'sono indi-
lingua toscana v ivente un sinonimo pi no- zio d'antiche e non facilmente sanabili ma-
51)
te
. o pi tacile a diventare generalmente lattie. Dunque, all'uso efimero del parla-
te, e pi degno
di ci; quand'anco l'au- re , cos corno alle servili novit del vesti-
tiquato viva ni un dialetto toscano o d'al- re e del pensare, non ci abbandoniamo fa-
tea parte d'Italia, al pi recente sar buo- cilmente ; perch non cosa che pi del-
no attenersi.
Grid io non vorrei come vuole le inutili o mal condotte novit faccia re-
un egregio critico amico a me) riporre nel trocedere c i linguaggi e i costumi nel
lor
ttwmwrcio degli scriventi certe maniere cammino. Rammentiamo che gli usi pi
antichi sono sovente i pi schietti ; e la
Dl.l. schiettezza aggiunge, non che detrarre, alla
1)1. H. forza.

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,

30 PREFAZIONE
Per quel mirabile consenso eh fra pi sovente in tempi rettorie! c critici
tutte le cose buone e le belle di questo quando lo studio predomina l' ispirazione,
mondo, si trova che l' uso de meglio par- quando la letteratura non popolare.
lanti in Italia pi antico ; e che insie-
I Per conoscere appieno gli usi e di lin-
me esso ha ragioni buone , che nelle sue gue morte e di vive , giova interrogare
pi minute particolarit lo difendono sic- : i buoni libri c i non buoni. Ben dice il
ch le anomalie stesse vanno soggette a nor- signor Mastrofini: a Io non ho mai potuto
me generali degnissime di meditazione , e comprendere come trattandosi d'opere
,

cheimmediatamente dipendono dalle sovra- di lingua niente si lien per buono in


,

ne leggi moderatrici dell' umano pensiero. alcuni ; e in altri tutto si ticn per ol-
ii timo
1) . Poi tra gli esempi da citarsi
XXIV gioTa scegliere quelli dove l'autore non ad
altro mir che ad esprimere con sempli-
DEL COME INSEGNARLO. cit il suo concetto; e quelli l dov'c'parla
di cose meglio da lui sapute.
L uso degli scriventi in tanto autore- Appunto per dare a conoscere intero
vole in quanto sull'uso de' parlanti si fon- l'nso della lingua toscana, i vecchi acca-
da, c non fa che ragionevolmente ampliar- demici abbondarono di citazioni che a mol-
lo.La lingua parlata dev essere perpetua ti paiono soverchie c ridicole, d'autori e
norma alla scritta , e perch pi ricca , e chiarissimi od oscurissimi ;
ma che nella
perch pi sicura. storia della lingua quasi tutti apportano
Tutto quant' ha la lingua del popolo qualche luce. E se il Monti ed altri aves-
(purch non difforme inutilmente da gram- sero badato a ci ,
forse avrebbero men
matica e non rappresentante imagini scon- duramente assalita quella benemerita gen-
ce , le quali del resto pi aldiondano nel te. Vero che a di nostri eonvien fnrc al-

linguaggio delle citt) prendasi a piene ma- trimenti molti esempi imitili giova dal
;

ni : delle idee chea) popolo non son comu- dizionario tor via, molti aggiungere ne-
ni , P espressione domandisi a quell'ordi- cessari! ; le parole cadute dall'uso o nelluso
ne di persone che pi ci versato : se la un segno; trarre
rarissime, distinguere con
Toscana non lo d ( cosa rara ma certo ,
giunte quasi innumerabili dall'inesausta
possibile )
la si cerchi ne' dialetti mondai miniera del vivo linguaggio toscano.
**
toscano lontani ,
poi mano mano negli al- Nelluso prime a notarsi sono le affinit
tri : se la lingua parlata ne manca , ricor- de vocaboli; ma pi delirate, e tanto pi
rasi a'iibri: se i libri tacciono, sull'analogia degne di nota sono le differenze per av- ,

delle note , voce nuova si crei. vertire le. quali si badi al significato pi
Luso della lngua parlata in presente, ovvio delle voci ; il quale determinato le ,

non solo si trae da'mcglio parlanti , ma gradazioni si possono, come a regola fer-
eziandio da' parlanti mcn bene ha confer- X ma, raffrontare, il significalo pi ovvio
ma , non foss' altro por la ragion de' con- fornisca la prima dichiarazione perch ;

trarii. Quanto alla parlata in altri (empi, rinchiudere, come taluni pretendono, in
l'uso si deduce da' lessici, dallo grammati- a. una definizione sola tutti i significali del
che, dalle memorie storiche, dalle lettere, vocabolo, desiderio d'uomini poco esper-
dalle commedie da' proverbi ; poi dagli
,
ti. Certo che nella dichiarazione prima

scritti di pi elevato stile,


poi dalle ana- dev'essere il germe e la ragione delie pi
logie (
cautamente consultate ) della lingua tra le dichiarazioni che seguono ; perch
madre con le derivate da quella. Gli scrit- quel senso della voce primieramente no-
tori testificano i mutamenti delle lingue, tabile che desta per primo l'idea comune
li compiono , sovente li esagerano. Tal- a tulli o quasi lutti i significali di lei.
volta in due medesima et
scrittori della Percorrendo (nota il Guizot) tutti i si-

si rincontra medesima voce in due si-


la conosce in qpal
gnificali, e ordinandoli, si
gnificati diversi c fatta sinonimo a due
, d essi voce di cui si tratta venga ad es-
la

serie diverse di vocaboli perch l' uno ,


sere affine ad un'altra voce , in quale a
autore l'adopra nelluso pi antico , lal-
tro nel pi recente : ma questo segue il 1) Teorica p. 808, cd. Milano.

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P in: F A Z I 0NE 31

pi; si distinguono delle delle voci le pa- alla vita de sensiquanti pensieri non do-
;

rallele; s'impara a comporre gli articoli tta confronto delle idee che ad
il con-
della sinonimia , sotto una rubrica collo- giungevano i Greci , i Latini ad innocent,
cando le mi piu direttamente affini e in noi a innocente; quante lezioni di morale
pi diin idea combaciantisi; le affinit pi di politica nel significato di U'unix che
oblique in altri articoli registrando i). vale e non vedere e peccare ; quanti pen-
7 * *; .*
sieri nascosti in cw.^w-w senza re, che ne'
XXV pi antichi ha senso buono, in Plutarco
diventa sinonimo di senza governo, necri-
DELL ETIMOLOGIA COME NORMA ALLE stiani riacquista la sua dignit, anzi l'ac-
DISTINZIONI. cresce, e significa libero; onde Clemente
i Alessandrino lo numera fra gli attributi
Lo stadio etimologico considerato in della divinit : < 6c* , xnotpxrr? , i*.**
,

s, ci aiuta a conoscere la sapienza e la Ayyyrjtn , ACttiLtvro* - ty [uivoy iyyyi^ruv , xxr

poesia nascosta nelle radici e nelle desi- vxpxov, 'Lx iCxtiU'JTov , %*t Muroroy. Come S
nenze, a cercare nelle lingue i monumenti compiace il buon padre in questi aggiunti
delle consuetudini antiche c delle credenze. significanti libert! Come pare li contrap-
Perch, dice il Grassi, la storia delle ponga a quel Giove servo del fato, schiavo
> parole pur quella de' fatti d una nazio- ad ire di Giunone e alle carezze di Telidc!
ne; e nelle macchie fatte alla lingua (l'un E hi tutte le voci, fino ne' nomi proprii,
popolo, son chiare a vedersi [ insolenz la scienza delle origini di belle conse-
del vincitore vergogna del vinto . e la guenze feconda. E fu gi notato come cer-
Le lingue madri; anche morte, possono ti cognomi abbiano segreta corrispondenza

su quelle che vengono succedendo, appun- con la natura di que' che li portano. Seb-
to come delle nazioni spente rivive alcuna - bene molte origini paiano casuali o arbi-
parte nelle nazioni che ne derivarono , o u V= trarie, in molte abhian parte le anomalie
scesero dalla medesima fonte. del linguaggio popolare; pur giova cono-
Siccome le origini delle voci illustrano scere che quelle stesse anomalie non sono,
1

la storia civile e la intellettuale de popoli, com'allri miseramente declama , dettate da


cosi qoesta quelle. Le leggi dell'analogia capriccio, ma dalle leggi costanti e mira-
gramaticalc , e altre cagioni ,
possono far bili dell'eufonia. Ed singoiar cosa ap-
si che non sempre la natura del popolo si punto notare come la pronunzia toscana,
rifletta evidente in ogni particella del suo ne' difetti stessi, conservi le vesligia della
linguaggio; ma
alcuna qualit se ne riflet- lingua madre, e sia, se cosi posso dire,
te pur sempre. Nelle et pi maschie c pi pronunzia etimologica.
schiette la lingua suona pi evidente, pi
spedila
;
poi si carica dartifizi ,
poi imbar- XXVI
barisce
;
poi ,
ultima peste ,
diventa af-
fettala. Onde la storia de' costumi e devo- deu/etimologia come confbbua
caboli a vicenda s'illustrano. Libertino, no- DELUSO.
ta il Guizot, era nell'antico francese Tuo-
no che usava delia sua libert ; poi cosi fu Ciascuna voce (dice il Roubaud) ha la
chiamalo il miscredente ; cosi da ultimo ragione sufficiente di s nella natura del-
lo scostumato. Prude valeva prode: ora si- l'intero linguaggio. Segno in parte artifi-
gnilca e di pudore.
affettazione di virt ziale, in parte naturate, rappresentante
Per recare alcuno esempio della fecondit l'oggetto col suono , o con la imagine di
mirabile di tale studio, vediamo nella lingua cosa corporea , alla quale ogni voce ve-
pera quanto bello qoell'acaiU che dall'i- dremmo recarsi se potessimo conoscere di
gnoranza del parlare viene a significare tutte l'origine. Lo splendore per lo pi
povert della mente quanto bello lAtfam* ;
reso dalle A e dalle O, la leggerezza dalla
contrapposto al Va Vali di Tullio, da- L, la dolcezza dalla E, dalla B, dalla K
gli autori cristiani applicato segnatamente lasprezza ; la G rende i suoni gutturali
la 11 e la P i labiali. E le voci esprimenti
t) V. la nota J, pag. 17 , colonna seconda. cose incorporee son tratte dall'analogia di

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,1

32 PREFAZIONE
quelle ; son
aneli' me
, ma indirctlamen- 4. impresa che, fosse pur possibile, (e grazie
te,onomatopeiche; n il trasmutarsi delle 5 al cielo, non ), toglierebbe ni linguaggio
lingue pu mai traviare tutte quante le vo- il suo prezioso uffizio di rendere come
ci dall'origine loro. specchio le tradizioni e i costumi dei po-
E queste variazioni stesse di suono e di Ti poli senza liberare per esso linguaggio
,

senso son cosa importantea conoscere, per- S da ogni taccia d'arbitrio e d'impurit; ne
che riascuna variazione di senso, oltre al 5; farebbe un gergo non intelligibile se non
denotare le mutate idee, genera tra le voci X ai pochi iniziati alla scienza etimologica; o
sinonimie nuove : e quand'anco un degli da ultimo tornerebbe vana, perch tra non
affini cada in disuso sempre gli altri ri-
,
molti aiuti il eorso prepotente delle cose
tengono dell'antica analogia qualche trac- SS ricondurrebbe quelle medesime deviazio-
eia, sempre rimane alla voce un po' del co- te- ni [o simili a quelle] che, considerate col-
lare de'significali per cui venne passando. S l'etimologia sotto gli occhi, paion si stra-
Aggiungo che l'uso, se nella significa- t ne. Orni 'io non vorrei accettata se non per
zione di ciascuna voce da s fornisce nor- met la sentenza del Vico, uomo discienza
ma assai chiara, negli accoppiamenti delle ^ pi divinatoria che induttiva , l dove di-
voci e ne'traslati, ne' quali consiste lo stile, ce : tanto importano i parlari de' quali
non d sempre lume sufficiente: e qui l e- ^ sicno stati autori i sapienti uomini, die
timologia pu giovare tanto pi quant'clla C ci fanno risparmiare lunghe serie di ra-
pi prossima. Per esempio dentare la f- ti ziocinii . E di che parlari sono eglino
stirpe, perch, domand'io, uon sar buona Sii mai stati antori i sapienti uomini? Non
frase? Perch rigettata dall'uso? Ma l'uso 5 mancherebbe altra v entura che questa al-
ammette derivare e stirpe: perch dunque ia povera umanit.
l'accoppiamento di quedue vocaboli sar 32
men bello? Altra ragione io non veggo se XXVll '

non il senso originario delle due voci ; l,'

l una riguardante acqua che corre, l'altro OPALE DELLE DUE NORME PRESCEGLIE BE ?
pianta che.crescc 1). li
Se noi potessimo dimenticare le origini 1 Insufficiente norma,, c spesso fallace,
tutte, e se, potendo, dovessimo; allora la poneva dunque alle sue etimologiche in-
legge dell'uso rimarrebbe sola regina del * dagini il (rass, c tale insufficienza egli
dire: ma poich tale ignoranza non ci j;
medesimo confessava L'autorit pi :

concessa, ci giovi profittare di quesfaltra ; universalmente ammessa l'uso ; sopra


norma delle origini; cio delta tradizione, li questo solo fondarono lo loro belle trat-
che venerabile sempre, ch parte anch'cs- 3- (azioni i francesi Girard, Voltaire, dA-
sa dell'uso, che sovente ne d la ragione, I",
lembert, l'inglese Blair, ed alcuni altri:
soventelo conferma, lo illustra, mostran- ma sarebbe stata presunzione-, anzi te-
do come c per quali vie venisse il voca- % meril, ad uno scrittore non toscano det-
bolo dalla sua sorgente ingrossandod'idee, 3 tar canoni sull'uso corrente delle voci
o deviando dal primo significato. 1 (aliane lontanoda quella fel icissima con-
,

Al qual fine giova massimamente com- - trada nella quale, per giusto privilegio
parare gli usi della lingua propria co'cor- Tt di circostanze fisiche e morali, scaturi-
ris|Hidenli della greca e della Ialina, sue K scono perenni le purissime fonti della
fonti precipue, e anco delle viventi che S; lingua parlata, e si conservano le vive
alla Ialina son figlie. testimonianze della scritta . Onde la-
lo non dico adunque che s'abbia a ri- ;
sciando da parte l'uso , il Grassi s'attiene
fondere tutfintera la lingua per ricondurre all'etimologia delle voci, la quale ben gio-
jg
le parole ai significati dellantica origine; t: va a conferma, 0 talvolta a temperata cor-
v
rezione o rinnovazione dell'uso: non mai
V
norma da seguire ove all uso contrasti.
Se avesse all etimologia posto mento, non
Ij N (cosi mi ragionava un degno uomo)
avrebbe il Roussrnu cominciato un suo libro da sar vietato da clamo il chiamare a bassa
uesle parole je forme urne enlreprise ; eh' una
:

Iellerare ineleganze di quello stile non meno eia- * voce, n da senior il dire a un bambino
borato che ardente. gnor si. Falso che la natura delle voci

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PREFAZIONE 33

onn sia mai toggetta a camiiament: n pa- Le etimologie ch'io adduco nel lavoro
re a me che coraggiosamente
l'entrare
t
gt mio, non son molte; e mai non le jiongo
or! labirinto delle etimologie, sia unico principal fondamento alle distinzioni; ac-
modo di procedere con sicurezza all in- ciocch, se l'etimologia paresse a, taluno
chiesta del calore intrinseco delle voci . dubbia o fallita, fallite o dubbie non paia-
<Taalo incerta la strada per questo la- no le distinzioni fondate su quella. Cos
birinto, che al Grassi convenne ridurre, potess'io in ogni cosa fuggire la servilit
> com'egli dice , a certezza storica quelle e la licenza di quella clic uu antico chia-
origini che furono finora travisate o da mava perverso grammaticorum subtilitas.
strane congetture o da ingegnose fin-
rioni :
gli convenne , in somma , fon- XXV III
dare il certo sull' incerto ;
e se l' impresa
gli sia sempre riuscita bene , non so. Ma BELLE DESINENZE COME NORMA ALLE
da rruesto proposito stesso il lettore lo giu- DISTINZIONI.
dichi.

Siccome la scienza etimologica, sola per Il Romani e il Boinvillicrs cd il Guizot

s, non basta a dimostrare evidentemente notarono come dalla desinenza ricevesse


un'origine storicao una filosofica verit cosi variazione il significato dc'vocaboli: cseb-
non basta a governare l'uso della lingua, e benc il Romani tentasse questa prova sen-
a tenere le veci di qnello.Cbi dalle origini l 'alcuna esperienza dell'uso, c senzalcuna
sole volesse dedurre la definizion dcvoca- delicatezza di sentire filologico, pure del-
holi. darebbe a ogni passo contro l'evidcn- l'Intenzione e dell'esperimento da saper-
r> del senso comune. N dalle origini fa- gli grado.
cile o possbil cosa dedurre l'ordine ana- Non a caso, ripetiamo, furono costitui-
litico dei significatila lostorico piuttosto, te le lingue ma con divina sapienza; onde
che non tutfuno con quello, e non sem- ciascuna inflessione, cosi come ciascuna
pre conforme allintelligenza odierna. particella, non pu non avero avuto il va-
Dalle origini finalmente non si deducono lore suo proprio. Delle particelle Io vedia-
sempre, n tutte, le vere differenze dei mo chiarissimo tuttavia; c similmente le
vocaboli affini; e il Grassi stesso non l'ha desinenze non avrebbero-potuto modifica-
empre osato tentare
;
e s'egli avesse a re il significato della voce se unsignilcato
pi larghi limiti steso il lavoro , se ne non avessero avuto in s.Onde nullavieta
sarchile, savio comera, avveduto ben pre- pensare che i diminutivi e le altre parole
vio. Ma e non s'appigliava al pi lontano derivate non sicno altra cosa che parole
amilo della catena se non perch dispera- composte, il che si vede in certe famiglie
va di tenero
il pi prossimo, ch'ilmiglior di vocaboli. Perch nessuno negher che
mo vivente. E questa confessione onora la desinenza iu fieio, per esempio, venga
la lealt
non meno che il senno.
dell'uomo, da fare. E la nostra avverbiale in mente
Anco al Boubaud fu rimproverata non non che menle sostantivo, accoppiato ad
sema ragione la smania di fondare le di- un participio od a forma simile e cosi :

slnutoni sopra etimologie mal certe c re- forse amer non che ho ad a mare; onde
mote; le quali la verit delle distinzioni, gli antichi Toscani fecero amar-abbo, e i
auriche confermare, farebbero' dubitabile. Napoletani tuttora amor-aggio. Che se di
5la talvolta le etimologie gli giovano a tutte le desinenze noi non indoviniamo il
dimostrare la ragionevolezza dell'uso. A senso, e lo sbagliamo d'alcuue, la nostra
codesto non aveva ['risalo il Girard, la ignoranza non buona ragione a negare
cor opera, pi grader olea leggere, manca il principio, confermato non solo dalle al-

talvolta di solido fondamento. Il Boinvil- quante analogie che son note, ma ancora
liers. rigettando le male audaci etimologie dall'ordinario procedere dolla ragioneuma-
del Hounaud, che le trasse dal troppo noto na. Ho detto lo ibagliamo dalcune, perch
Court de Gibelin, offre le pi ovvie c pro- non a credere ogni sbaglio evitabile in
babili. Le quali, se non sempre necessarie simili studii.Ma cotesto non ci deve con-
a illustrare la sinonimia, inutili affatto non durre a disprezzare, come taluni fanno,
sono mai. in cose di lingua le osservazioni gcaera-
,

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34 PREFAZIONE
li ,
senza le quali nessuno studio possi- Orio Mortorio
bile ;
le quali rigettare (ben dice il Guizot) Arca Dal greco che vai
'

gli un perdere il frutto delle esperienze comandare Monarca


raccolti o de' tentati lavori.
1
, Aro Professione Macellaro
I
Tutto quanto i detti filologi dissero su 15. Asmo Sentimento abituale
questo soggetto di pi ordinariamente ve- c forte Entusiasmo
ro (purgato alla meglio, e ampliato) ridu- Esito Tenesmo
'
I
cesi, se non erro, alle cose seguenti. Ata L' atto compiuto Consumata i

Atto prolungato o
Desinenze de Sostantivi. ripetuto Chiacchierata
I
Aio Azione in quant'
,
I
A' Dice qualit Etracit consumata 1) Peccato
I
Stalo, cio comples- Uffizio Consolato
<
Persona fornita
:

so di qualit pi
*:
o meno costanti Dignit d' uffizio Magistrato
ki
Aggio Cose considcratcco- Cica Da cado, tagliare Matricida
me appartenenti 20. Cimo 1/ atto Mal rie lio
Cordi a Da cor
l
a una sfiecic Erbaggio Concordia
>
Atto per lo pi effi- Edine Qualit abituale o
I
cace Vantaggio propriet Acredine
Componenti un tut- Idine Libidine

to Equipaggio Udine Longitudine 11

Aglia Moltitudine dap- 25. Ere Abito Ciarliere


t
poco Ciurmaglia Mestiere Droghiere
Azione alquanto Strumento Brachiere X
intensa Battaglia Libro Novelliere
Aia Di tale o tal luogo : Erio Atto o serie d atti Adulterio * Il

luogo di piante Sparagiaia Ero Ministero


5. Aio Professione o arte Fornaio Estuo Dottrina Cristianesimo
Abito Parolaio Ezza Astrazioni delle
Luogo destinato ad qualit pi du- la
un uso Granaio revoli Bellezza
AIR Cosa p persona de- 30. Fago Dal gr. mangiare Antropofago
stinaia ad un Tizio Da fare

Alalefizio
uso Cosa Serviziale Fora Dal gr. portare Metafora ?
Persoua Servigiale Getto Da jacio Oggetto sr

Arda Cosa da fare o ebe Ia Alti considerati sr

si fa Lavanda nella loro genera- E*

Enda Faccenda lit: (talvolta per sr>

Ano Mestiere Magnano significa c 1' abito


Cortigiano e latto) Furfanteria U
Ordine posto ,
Anziano Propriet di persone Infanteria l
U
10. Anza Atto ostato conside- di cose Artiglieria lt

ralo nel presente Sostanza Luoghi dove s eser-


Enza Reticenza cita una specie
Sentimento Speranza d atti Stamperia
Temenza Scienza Astronomia
Arno Professione Antiquario Stato non abituale Frenesia
Cosa fatta o desti _ 35. Igia Qualit per Io pi
nata all uso eh' non buona Alterigia
indicato dalia vo-
ce stessa Calendario
Emo BaUislerio
I) Senso slmile hanno lalvolw te Jesinenze eie,
lato Collirio f ilo , ulo , se parlicipii sostantivali.

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PREFAZIONE 35

Ubile Volubile
Ih Luogo destinato ad
Evole Cedevole
un uso Curino
Che dev essere Amabile
Ino Da caput Principio
Terribile
Da copio Participio
Flebile
Ismo Modo di dire o fare Atticismo
Nubile
Fanatismo
Ijigrimerole
Doltrinao metodo Giansenismo
Ace Qualit potente Vivace
lST* Professione o dot-
Deista 65. Aceo Alateria Erbaceo
trina
Mestiere Ebanista Ale Che appartiene a.

Stinta (ai costumi) Morale


40. Ita Abito
In* Affine a tua Pigrizia Degno di...

Dialogo (di bestia) Bestiale


Lobo Dal gr. discorso
Loono Da loouor Colloquio Ano Appartenenza 1) Umano
Meme Avverbio Divinamente Di dottrina Cartesiano

45. Mesto Alto produccnte un


Di patria Veneziano
Ragionamento Asco Bergamasco
effetto .

Strumento Ante Che nell' atto di. .. Amante


Effetto dell atto
Odo Dal gr. via Metodo 70. Ente Scrivente

Ou Recipiente destinato Che per abito


ad un uso Tettoia pronto all'atto Penetrante

Ora II simile. Luogo Abbeveratoio X Veggente

Strumento Accappatoio $ Ardo Qualit intensa Gagliardo


Azione Manifestazione Per talvolta non
Ose
Stato dallazione
buona Codardo
prodotto Perfezione Are Che appartiene a. ... Consolare
meno Per conforme a. ... Regolare
50. Ore Agente pi o
abituato Autore Ario Abito Mercenario
Qualit avente vani
Quindi qualit pi
Splendore abituate Ordinario
gradi
Luogo o strumento Quindi pi rilevata tenario
Gaio
destinato ad un
Quindi uffizio o re-
uso.
Luogo Dormentorio lazione civile
Quindi derivazione Immaginario
Locatario

Strumento Sospensorio
Adunanza Uditorio Ato Qualit pi ferma

Stono Dal gr. guardare Microscopio d evale ' Sensato

Situo Da sedeo Presidio 75. Eno Qualit abituale Lusinghiero

Snno Da sto Solstizio Ere Leggiere


Ese Patria Cremonese
55. Ile Cosa ad uso(varict
d ale Grembiule Ento Qualit intensa Violento
)

loto Mestiere Fruttaiuolo Fero Fruttifero

la* Effetto dell' azione Creatura 80. Fico Da facio Magnifico


lco sdrucciolo) Ap-
Tempo e modo del- [

Acconciatura partenenza Angelico


l'azione
Dottrina Platonico
Qualit o senso non
Arsura Professione Ottico I
leggiero
Ino Qualit Candido
Ile Appartenenza Civile
Aggettivi.
(
sdrucciolo )
Possi-
bilit Duttile
Abile Che pu essere
Facilit Rettile
(immaginalo) Dnmagimbile
Fattibile
i
iSjn
(bile (fatto)
Indelebile comprende*!
60. Ebile 1) Nell appartrnenra ojrni cosa: pu-
Ubile . Mobile f re ,
per piu chiarezza , suddivido.

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,

PREFAZIONE
Abito per Io pi vocaboli , le quali dalla desinenza sem-
non romoroso Casalingo brano nettamente assegnate perch non :

85. Ino Patria Origino sempre le differenze che indica essa desi-
Ito Participio add. ch'ha nenza si osservano, in quelle lingue stesse
sempre qualcosa che sono pi obbedienti alle norme del-
del passato Inaudito l'analogia: c quando pure s'osservassero,
Ch' ha efficacia di... Arcatilo giova per chiarezza de' meno esperti
, , la
Qualit abbondante Facondo norma generale a qualche caso specifica-
Quindi potente Furibondo tamente applicare.
Ch' ha per fine o
per efficlto Illusorio
00. Oso Qualit abituale Virtuoso
Quindi non leggiera Gravoso BE' diminutivi.
Durata Diurno
Qualit che si d Quanto alle desinenze accrescitive, peg-
frequentemente giorative dispregiative ognun
,
, lo ram-
a conoscere Nerboruto menta. Delle diminutive dar la nota per
Da tajor Girovago dimostrare la ricchezza e l'efficacia della
Da r oro Carnivoro lingua.

Le significazioni accennate convengo- Acori a. Cornacchia 1)


no a molti o a parecchi dc'vocaholi al mo- Acchino. Lupacchino
do medesimo desinenti, non mica a tutti: Acchiotto. Lupaechiotto
onde a volerle allargare soverchio, si
, Acciiuolo. Sbirracchiuolo
risica di farne pi che non bisogni du- 5. Accica.
, , Filaccica
bitabile I autorit. Chiaro
che ne vanno Accina. Donnaccina 2)
esclusi tutti i vocaboli pi o men primiti-
Acciouko. Turacciolino
vi i pi prossimi cio alla radice mono-
,
Acciolo. Strofinandolo
sillaba n per avere curo e dura la desi-
:
Acciqtto. Omacciotto
nenza di creatura sha a cercare in quo 10. Acciuolo. Buaceiuolo
bisillabi senso dalla desinenza indicato.
il
Accola. Donnaccola
Si rammenti
inoltre che una desinenza *Agna, Agno. Rigagna 3), Rigagno
medesima pu, come abbiain gi veduto, Agnolo. Rigagnolo
dinotare due cose. E per vederlo pi chiaro,
Agnoletto Rigagnoletto
prendiamo una delle pi semplici, in ore. 15. Angukra. Pozzanghera
Che , quand anco significhi persona che Arella 4). Somma rella
fa, pu avere due sensi, l'atto e l'abito: Astro. Pollastro
quand indica l'atto, eli' affine al parli- Astrello. Polpastrello
ci pio in ente ; quando labito ha senso , Astrino. Pollastri no
pi proprio suo. Per esempio amatore 20. Astrcccio.
,
Pollastruceio
pu significare e chi di presente ama per-
Atella. Fossatella 5)
sona o cosa, c cbi per abito disposto ad
amare una specie di persone o di cose. Or
tali differenze in un buon dizionario gio- 1} Cornacchia da comicula. E i verbi hi occhiare.
sono attenuanti l' azione.
va che sieno specificate. Giova soprattut-
2; Il peggiorativo attenuato , e quasi ingentilito!
to, che la definizione del lessicista non Dieci vocaboli ammontati non saprebbero dire al-
falsi significato che la desinenza c'inse-
il trettanto.
3] Le voci disusate indico con carattere diverso:
gna. Ed buona la norma posta dal Ma- alle forme disusate prepongo un asterisco.
debbono le regole generali prc-
strolilli: 4] Noto da s come variet di forme diminutive,
.

valer sempre quando non vi sien usi le desinenze dote qualche lettera lev ata od aggio*
ta alia forma ordinaria. Qui l'ordinaria sarebbe etto
v> stabiliti in contrario per esempi costanti (eommellaf ; od eretta , eh' pi gentile , perch
e varii . le * pi leggiero dell' a. Il simile dicasi di peecio-
Non mi si rechi dunque a colpa s'io retto ed altri. Quella tenue variet porta dunquo
nel sentimento una differenza sottile si ma notabile.
mi fermo talvolta a notare differenze di
#) Qui ripeto i'osservazioue della nota precedente:

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,, :

PREFAZIONE 37

'Attello. LupaUtllo Erelliso. Bucherellino


'Attiro. Lupattino 45.Eroi;solo. Verdemgnolo
Ano. Lepratto Erottolo. Pianerottolo
25. Attolo. Bugigattolo 1) Erottouno. Bambcrottolioo
Azza. Sigoorazza 2) Erozzo. Bacherozzo
Azzimo. Pretazzuolo Erozzolo. Bacherozzolo
Cello. Giovincello 3) 50. Erozzoliko. Bacherozzolino
Cir. Cercine 4) Eruccio.
Scnpperuccio
30. Colo. Libercolo 5) Frigio. Mattcrugo
Eccuia. Orecchia 6) Ercgiola. Acquerugiola
Eco la. Bazzecola 'Frizzo. Forteruz io
Ella. Acetosella 55. Esco. Fresco 1)
Ello. Monello Etto. Visetto
35. Euetta. Faldelletla Ettiso. Giovanettino
Elletti.ro llccellettino 'Etti.se. (f. pi.) Librttine
Elusa. Catini-Mina Ettolo. Fochcttolo
Elusicelo. Ucccllinuccio 7) 60. Ettoxcisoi Cassettone! no
Ellotto. Porcellotto Ettuccio. Librcttuccio
40. Ellcccia Gonnelluccia Ettcolo. . Birbcttuolo
Elldzzo. Cattivelluzzo E ZZA. Orczza 2)
Ekattolo. Bucherattolo ICCHIO. Nasicchio
Ebe ilo. Stenterello 8) 65. ICCHIETTO. Spicchietto 3)
Iccio. Bruciaticcio
dii 1 cornane sarebbe fasulla . E cos pestello, non ICCIATTOLA. Opericcialtola 4)
gi pt sciale Ilo.
ICCICA. Molliccica 5)
1) U scorderebbe altolino, come barattolina. Lo
Mego in noti perch questo voce non mi pare ab- Icctso. Miccino
,

bi* la forma del triplice diminutivo atto , olo oli- 70. lcetOLlSO. Ricciolino
no ma solo del doppio olo , olino. Altri esempi
;
IcClOLETTO. Riceiolctto
parai se ne debbano trovare acconci ; ma ora non
mi sovvengono. Poi potrei anco notare atulo con CCIOTTO. Salsicciotto
li forma disusata di cattilo , cho pon l ordinario IcCIOLUZZO. Vcrraiccioluzzo
diminutivo di eani*. Basti averla accennata: e cos
Ir.ClCOLA. Besticciuola
calcilo , catellino.
i) poca rendila, pi ricca di memorie
Signora di 75. Icciuolino. Muricciuolino
tbe daltro. Che sia diminutivo (sebbene poco Icciczzo. Orlicciuzzo
rispetto | lo prova matassalo.
'ICCIUZZIKO. Orlicciuzzino
3 Alle forme note in elio , etto ino , aggiunge ,
j

agilit e rtoootoza la c ebe rimbalza soave sull'cn- ICEI.LO. Solicello


m. e per tosi dire scatta. Annumera c cello e co.*
, JCBLLIKO. Navicellino
hononcetto, cordoncino.
f
80. Iclattola. Fehhriciattola
i) 'arieti di cerchio , diminutivo aneh esso di
imi* padre di circwin*. ICIHA. Porticina
0J Cosi, Paiercolo pulvscolo , e simili. Aggran- Ico. Spizzico 6)
,
fi coletto colino coluccio libere oletto liberco-
, , :
ICHELLI. Chctichelli
1*m , ItAercoluecto.
iw/cula. Diminutivo lattestano sonnecchiare,
6)
ICOLA. Pellicola
e simili. Potrei aggiungere cogli esempi dei derivati

di secchio, eeehiceio, ecchicduolo, cechino, icchiot-

to , tcchiuco , ecchianllo , ecchietto ma altri po-


, 1) Da frgidiutctilus, tronco come rouigno, rape-
trebbe opporre he vecchio non a noi cos diminu- ronzo , e simili contratto come freddo da frigidsu ,
;

tivo codi era a Latini : onde basti avere accennata come geneore da gene costare. Avrei da notare i sot-
pelli forma la quale ha forse altri esempi , chora to diminutivi freschetto ,
frescolino , fresehino , fre-
to mi vengono a mente ; e certo con lo svolgersi schuccio: ma il cenno basti.
della lingua ne
avr. Dico il simile di ucchiellino
, 2) Non sarebb'cgli lo stesso che auralto, corno
e di iter Aioima , a' quali potrebbe*! opporre che amarezzare amaricartf Domando.
secchio e secchianon sono diminutivi , sebbene to- 3) Spiculum da apicum.Cbe sia diminutivo lo dico
nda paia avere Ul forma. nasicchio: ma per generosit non noter picchiet-
7) Potrei aggingere vcecUinuzxo , disusato. Ma tino.
direbbero che uccello, sebbrn derivato da ancella, 4) Distinguo sedottola da (ciottola quello pi
w> orila lingua nostra cosi evidente diminutivo spregiativo.
tom nella madre. 5) Potrei aggiungere briccichino, briccicuccia.
8) Quest ex aggiunto d leggierem , ed corno 6) Fumicante t nericante c simili io dimostrano
or, tenue superlativo al diminutivo. diminutivo.

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,

38 PREFAZIONE
85. '(coletta. Particolflta Itolo. Capitolo
lCOLINO. Articolino Itolktto. Capi Inietto
(COLI! CCIO. Faseicoluccio Itolino. Cnniitolino 1 )
ietto. F'olliculo lzzo. Rubizzo 2 )
lliATTO. Bugigatto 1) 125. Occbtto. Bamboceeito
90. lGATI'OLO. Bugigattolo Occhia. Ranocchia
(GI. Cinigia Occiiiella. Kanocchiella
Igino. Fantigino 2) Occhietto. linocehietto 3)
Blia. Fanghiglia Occhino. linocchino
Iglietto. Vermiglielto 3) 130. Occino. F'antoccino
95. Iglioncino. Bariglionginn Occto. Bamboccio
Ir, ululo. F'nndigliuolo Occo. Anitrocco
(uno. Vitigno Occolo. Anilroccolo
Iunolo. Comignolo 4) OcCOLlNO. Bemocoolino 4)
Ignolbtto. I.ucigoolctlo 135. Ogno. Gialtognn
100. Ignolino. Lucignolino Ognolo. Verdognolo
Ili.o. Codicillo Ola. Bambola
Illetta. lu pii letta Oletto Scampolelto
Illf.ttino. Spillcttino Olettina. Lodolcltina
Ili. ino. Arzillino 5) 110. Olino. Fossolino
105. Ino. Visino 6) Olintto. Sa,,olinetto
(nello. Bambinello Ollo. Satollo 5)
(NELLL'ZZA. Berghinellazta Olletta. Cipolletta
Inetto. Tavolinetlo Ollino. Cipollino
Inino. Piccinino. 145. Olotto, Bussolotto
110. Inlccio. Tavol inuccio Oliccia. Tavoluccia
Inizzo. Gccellinuzzo 7) Olezza. Allodofuzza
Ipola. Casipola Oncrllo. Sabbioni elio 6 )
Iseo. Asterisco Oncino. Sacconcino 7)
Iscello. Ramitcello 8) 150. Onceleino. Boltoncellino
1)5. Ischio. Nevischio Oncuio. Ballonchio 8 )
IslNO. Fanlitino 9) Onco. llarlonco
Istio. Ncvislio 10) O.NZO. Rape ronzo
(stuolo. Plichi, Inalo Onzolo. lrctonzolo
Ito. Sonilo 11) 155. Ore. Grpporc 9 )
120. Itello. Capitello Oretto. Maggioretto 10 )
Orino. Giallori no
Oscello. Arboscello
I) Ripeto la foce recata ad esempio (fattolo, per-
Oscellino. Arboscellino
ch triplice in essa la forma diminutiva : buco
farebbe ucuKoIo, se non avesse che le due atto ed
ola.
2} Mutato il e, in g, come In gabbia. 1) GUtmvs , glomulut.
3) Da emucuim Potrei aggiungere vermi- 2) Variet dell'iccto: la c trasmutarsi nella f,
gliano. notissimo.
4) Culmen, quasi eolmignolo. 3) Pinocchio dimostrano diminutivo gli affini

5) Da arene. Cosi diciamo secco, asciutto, adatto. usati in varii dialetti toscani :pinuolo, frinitoli.
6) Aggiungasi la desinenza in ina nel plurale 4) Da nodo , nocchio , nocciolo , nocciolino gli

variet gentile assai: osticino, braccno. un diminutivo tergemmo.


7) Ripeto la voce recata a ellinuzxo, perchallra fi) Satur, tatullut; caepe, caepulla.

non me ne sovviene: non per men buona la pro- 6) Sull'accrescitivo annestato il diminutivo.
meno.
va, dai pi forte ai 7) Aggiungi oncetlo, onciotto; eannoocelto, can-
8) Il comune sarebbe ramicello, o ramocello, o nonciotto.
ramotcello. 8) Cos earoncio da cartmrulu* ; centonchio
9} Corrotto d'icmo, come carnuta o simili. da ceri (hi cui tu.

10) Idiotismo.Quindi cincistiare, e Barbistio, ter- 9) Nome di paese, per Groypoli. Cosi Capannori
ra toscana. per Capannoli.
II) La forma ialina lo mostra attenuante, o tal- 10) Il comparativo col diminutivo: c s'aggiunga
volta frequentatilo. Crepo, crepilo ; ago, agito. * maggiorino c linusitato oggid tnaggiorcilo.

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.

PREFAZIONE 39

160. Ono. Giovanotto lIsnol.ETTO. Maiuscoletlu


Ormi. a. Pagnottella II SCILO. Minusculo
Ottino. Passe rollino 205. Uscello. Ramusccllo
Ottolo. Viottolo USTIO *)

Ottoliita. Pallottolina Uzza. Lclteruzza


165. Ottolbtta. Pallottoletta Uzzino. Ferruzzino
OtTECCIO. Saloltuccio Uzzout. Pietruzzola
Ono. Predicozzo 210. Uzzolino 1). Minuzzolino
OlZOLA. Gallozzola
OzZOLINA Gallozzolina XXX
170. OlZOLETTA. Gallozzoletta
Scello. Vascello I) OSSERVAZIONI GENERALI SCI DmiNOTIVI.
Uca. Pagliuca
UCCIA. Bandii nacria Dalle dugenlo forme notate detraggaci
UCCICA. Velturu ccica le disusale oggid, detraggaci quelle che

175. Vocino. Lettuccino posso parere troppo tenui variet d'altre


U COLA. Finestrucola forme ne rimarranno pur tante quante
:

ICCIOLO. Cucciolo 2) non so se lingua vivente possegga. K s'al-


I'CELLO. Ramucrllo trivolesse celiando opporre questo essere
Ucixo. Borbudno indizio di piccolezza, noi celiando direm-
180. Ucolma. Vaglili colina mo ch' di grandezza, perch le cose pic-
Usio. Calderugio 3) cole non disturne se non chi pi grande
Ugnila . Acquerugiola di loro. Ma sul serio affermiamo, questa
Usuo. Cespuglio 4) variet denotare senso sicuro del conve-
llttllETTO. Cespugliclto niente, del delicato, del leggiadro; c ricca
185. Ugliolo. Itivendugliolo armonia, e amore e Bella necessit di se-
Olio. Citrullo 5) gnare i gradi c le misure delle cose, e
L'lletto. Pane i ul letto vaghezza non tanto dimpiccolire per di-
Chi
Vllino. Vanciullino spregio quanto d'attenuare per vezzo.
Hllciio. lanci ul lazzo i diminutivi per vezzo
sono in assai mag-
190. Ulo.
Modulo gior numero che que di dispregio.
com-
Ilstta. Capsulella E tra le forme diminutive non ho
aggiun
putalo se non le evidenti, molle
IxcOLO.
Peduncolo
per cr
gendo in nota, che forme positive
<
Caruncula
USCTLO. qua i srri
,95. Furunculo to non sono, molte omettendo;
IxctLBTTA. iam
Carunculctta dolo , naccherino , mingherlino, d ,

GOLA. hoc
Spesuola gola, combriccola, corbazola, /
VoLINA. dire < c
Camiciuolina senza
Coletto.
saldabcccare o simili,
dalla dm
ou **tto. Bigonciuoletto nuli'i indiretti, che risultano
3oo V Figliuolinctto nenia inceda ^BccUe van.^nle
^Uoioccu.

gSCOLO.
Besliuoluccia
(Casupola 0)
Corpuscolo
accoppiate
lottoridcrc,
,
quali hMU

<
{altr
biscanto* ,e i
h
^
on pochi.
#t0 '

Le forme principali ; .
so_
ri
*> Il
con altre danno la mostrata ucc/,lo;
.

tfeae* nu r " , '


K
,u -
**">"**.! -
no: occhio , ccchio,
accica, iedea, uccica;accola, .
occola;
art llo,
ApR 00 (lsi cuccoieKo ceda, icola, ucola; . itolo; alt
afelio, >
* ard lino citilo; altro; itchio;

e '* f

*
,a ) Non mi viene n cbl' 4 ucl1

U'M>*T l ^ideine. Urna, auLtiarct d.1 I.l- *">


ulani F "

forma dim (nuli va.


-
'lupolina,
sebbene 1) K forse
uzzoletto t W
triplice diminutivo.

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, , ,

40 PREFAZIONE
etto, otto; ano, izzo, ozio; elio, ilio, olio, (suono inelegante ma che dice altra cosa )

allo; isco, taccilo, otccllo, uccello, uscolo; moltotto; il superlativo, del quale abbiamo
esilio, ic ino, isino, igino; iccio, occio, uc- un esempio scherzevole in corbellissimo
cio ; ico ic elio u cello ; igio ,
ugio ; iglio ,
esempio che pud diventare fecondo. Fino
uglio ; ino ; ipola, upola; onchio, orno; olo, a' nomi di patria attenuano in diminutivo,

ulo , volo. e ne fanno lucchesino francesina, a modo ,

Or da notare che la forma diminutiva, del latino gmculus : Gno al peggiorativo


sebbene non sia nell'ultima sillaba, ha pu- ingentiliscono a questo modo e per an- ,

re la medesima o simil virt ; e poterla nataccia affamata i contadini vi diranno


quasi inviscerarc al vocabolo vera ric- annalina. Che mirabile disposizione d'ani-
chezza. E siccome 1' un diminutivo ab- mo e di inente indichi questa desinenza,
biam veduto sopra l' altro ammontarsi, c, io non potrei dire senza parere a taluni
o l' ima ghie farsi pi tenue o alla picco- ,
fanatico c matto, loi, del diminutivo fan-
lezza unirsi il dispregio o il vezzo o la no dispregiativo pure infemminendo: par-
piet, e il dispregiativo e l'accrescitivo al dronela farcita; alt incontro il femmini-
,

diminutivo accoppiarsi cosi da queste ;


no immnsrhito lode donnina. Ne nomi :

medesime congiunzioni operate dentro in propri de luoghi da ultimo , per pi ,

corpo alla voce escono ancor pi varii ,


variet, scambiato oltre al genere, il nu-
accozzamenti d ideo , ed espressione po- mero : Monte Carelli ,
Ciancila , Bisticci,
tente ed agile di sentimenti delicatissimi. Cilille ,
Casole ,
Moutclioralli , Panzalla,
Quindi le incommutabili parole vivac- : Islia , e simili. E i nomi propri ci danno
chiare, furbacchiuoleria, fratacchione, sfi- altre forme diminutive oltre alle notate, e
iaccicare ,
biancastrone , malazzato , rin- le incerte confermano : Botronchio Fu- ,

vecchignito, salterellare, porcellone, ani- cecchio , Navacchio , Voltiggiano , Valli-


malettucciaccio, donnellaccia, pazzerello- co , Vicarello.
ne, schianlettarc, bezzicare, scricchiolare, Spiegare in brevi parole le tenui dif-
falticcione , appiastriccicarc, picchiacelo, ferenze che tra le desinenze numerate pon
navicellaio, ammonticcliare, piovigginare, l'uso, sarebbe impossibile. Dir solamente
bambinaio, abballinare, ammonzicchiare, cosi per le generali e senza coniare le ,

scalducciare , bacicchiare , accucciolarsi, eccezioni, e senza colorire le sfumature;


bambolinaggine, scodinzolare, spruzzola- che occhio ed accola ed anghera co' deri-
tina e simili senza numero.
;
vati sono alquanto spregiativi, e T ino ag-
1 nomi propri anch'essi dal diminutivo giuntovi appepa li tempra un po ; clic i
acquistano convenienza, snellezza, espres- diminutiv i quali si schierano intorno ad
i

sione nuova; e il lungo Barlolommeo si tra- accio sono ancor pi spregiativ i clic agno ;

smuta in Bartolo, Meo, Mcino Meuccio; ,


meno gentile i' ugola; che avella non ha
e Leopoldo e Leonardo e Bonaventura, io colore proprio n della , c lutti que' che
,

Poldo in Naldo , in Naldino, in Tura; e


,
tengono del participio; che astro dicequali-
Ambrogio in Brogio e in Gino Pietro fa : t non buona e non forte; ebe ulto e i sotto
Pierino, Picrotto , Pictruccio, Pietruzzo; diminutivi suoi hanno del meschino, non
Maria fa Mariuccia ; Giuseppe fa Geppe, dello spregevole; chelio e gli analoghi
Beppe, Geppino, Geppetto, Beppino, Gio- spesso vezzeggiano, raro ammiseriscono;
setlna Giuseppina, ch'esprimono col va-
,
che questo fa creilo pi spesso ; etto tal-
rio suono variet di giudizii e di senti- volta, il quale per v ezzeggiativo leggia-
menti. dro aneh'esso; che iccAio dice meschinit;
Tutte quasi le desinenze di vocaboli ab- iccio , approssimazione ; e i diminutivi
bialo veduto comportare uno od altro di- uipoli suoi ingentiliscono tranne iccico; ,

minutivo: e cos tutte le forme grammati- c cosi fanno sempre icino c icello ; che
cali. 11 participio, ebe fa sbarbatello, ma- icolo co suoi e con ilio impiccolisce non ,

latuccio , assennatino (e pi radi turbatetto, altro; igno esprime tra l'approssimazione


<
affamatane avverbio, che fa tardetto,
} ;
l' e la somiglianza, meu geulitmenleespres-
adagino, maluccio, a chetichelli, solettamente; sc da agnolo ; iglio appena diminuisce, o
laddicllivo esprimente quantit non pic- mollo saccosta positivo ; ino sovente
a al

cola , come mottetto , c in qualche dialetto abbeliscc, e pi i derivati di lui; che oc-

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; , y

PREFAZIONE 'il

chw, uccia, omo, olio, otzo, vezzeggiano de' diminutivi nostri; occhio, accolti ed ce-
pirli o |iuntn ,
poco impirrfilisc. ino ,
Sono dilo , da aculus, c culo e; iechio , iccio, i gno,
In il diminutivo e il positivo (ma i limi- ila icitlus, ictus, incus, i quali due ron la

nntivi ili otto impiccoliscono) ; chc/o desinenza aggettiva di deriv ato e col suono
sdrucciolo ,
ed uo/o muta siguilicati senza attenuano il senso, attenuato viepi da uc-
norma generale; che onc io determinato cio sull'analogia ti alias, ucvltts , unculue.
dii)' accrescitivo suo ; che uccio ed uzzo Onde gl italiani fecero, occhio, micio ,
itd-

immiserisce nell' impiccolire ,


esprime ora chio, on lo, ed ocrola. Da ulne, lo ed uoht;
|iicl ora dispregio ,
talvolta alletto; ne- da uu hte , icolo e iglio ed igio ; da nlulus
rica e u cola dispregio ;
uccioio , uccido , dalla forma do' verbi frequentativa ,
alto,
uccioliuo ingentiliscono. Ma solo fuso pu quindi elio ed otto. Astro, elio, ulto, creolo,
queste cose insegnare per l'appunto. ieclo ,
ico , trio , otcola , latini pretti. Ino,
Il latino ,
certamente non tosi ricco , piuttostochi' dal tedesco, lo vorrei Agliaio
racn povero per di quel che pare in sul pri- dall'aggettivo, esprimente, origine, e quin-
mo; c sebliene tutte le sue desinenze dimi- .
ilidipendenza, quindi qualit ed importan-
nutive si possano ridurre a quattro, ulus, za riiinnri: ma 'altri lo vuole tedesco, o
dm, ullus, ieper (oltre alle due prette gre- se pi antico non , pazienza.
che ion, cu)
,
pur queste poche si dira,
malia in assai varii modi :-Acnlus, eculuo; XXXI
iailui, oculus, uculus, contralti talvolta in
oda, irlo, e simili; iduluo, itlulus; anculut, DELLE PARTICELLE AFFISSE, COME NORMA
uicu/ui; osrtdui, tsculus, iiculut, osculus, 111 DISTINZIONI.
ujcii/uj; alul.ua, clulus, ilulus, ululuc; ellus,
dlw, oline, ullus ; dittine, iltulus ; eolus, Le particelle accoppiale a' vocaboli ne
crcu/u, arcuino,
allargano anch'esSe e restringono con va-
io/iij
urculvt; trion,irion,
rion; unte, per; ultuo; che se non dirni- riet inenarrabili il senso. Rechiamone al-
nuisce, attenua almeno. cuno : v
'"anca latino di
il diminutivi cumpn-
*.!* odia, sd uh; anelila, nuotila, Accostare
cm- \, ab. Direzione
po' 1 ' 1 '" paujcillum.p auxil- Abbondare
M Intensivo 1)
1,
.t
Uart0 ra,l - Negli avverbi
Separazione A stoner.
4 Torse pi
ricco dcllilaliauo, per Negativo Abisso
le

rl hezza
*" n 0 > thc a ^ Superfluo Apostatiio

rie'
j appar maggiore Idiotismo A ffrminato
verbi ul? p
no h J
1
,
P " 1 m,au t a mentc signifi- Ad Aditala
Af dal gr. Aferesi

3 ~~ a '
^uco- ae3 0: Al, ali, gr. uXoi lat
Allegoria
J0 alias | alcuno
actjtoal-
ta, tlkeco ,t0
alk
a umo ma- cu e segna-
~
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Articolo
''oanh'elo aakZ
l U,or
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Almeno
Wo, appJiL
aperto, aperto caso
Articolo arabo Algebra
~fumn fumigo
n ">. Ua
cito
canto
. Idiotismo per ar Albore
y
.

g* a ,co > cullilo, Amputare


'Tun'o
Am
^co com 'f'
ce cani isso intorno
0 colitico, collutto Anarchia
An per a
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tS> r ~ wnleo Ara greco, per.
Anatomia
,

twiutufo > l'Cntsilo uro v: Da s
Anacoreta

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verbi Su
Anagogico
Anacronismo
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e
poie^i' verbo cosi f . fil. Indietro
1*''.1 '! u '

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1 P ^ nlc delicato, scambio dell


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1) Per lo
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animoso lo di od sia d ot. diventa .>'
Per
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TciCr,
ar e
da vbinio cn ! varicl debile#
dlc
dell' origine reerhie*

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N

42 PREFAZIONE
Anfi di una c E, ex, es... moto
je*
d'altra parte
+ 1
Anfiteatro da luogo' Evocare, Estrarre
incirca Anfibologico Intensivo Ebollizione
u
Aktf. anzi , ante Anziano, Antivedere, s Ec ne' sensi dell ex >

>o
avanti . Anteriore
AxrE,ASTconlroi, Antagonista, Autieri-

1
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e dell'i Eclettico
K
Et Eccetera
sto
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(4,
Eg, Egloga
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Axt a vicenda Antifona tr Ef per
sVi Effemeride
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Invece Antonomasia Sopra . Eforo
Aro da a*r . Aporalissc i E.vi, IN Empiere
-S.

Lontananza Apogeo 5 Emi mezzo , Emisfero


t*

Derivazione Apostolo oda


En iv ,
IN Enfasi

Intensivo Apologia Eri *n per Epidemia
'le


Aneti Antichit Archeologo A Epistola
Aneli, ahc primato Archimandrita, Arci- Zi Presso Epiteto

vescovo Sopra Episcopato
A vasi, awast, aiUe Avanzare, Avvanlag- Nel [raslato Epilettico
r

se
gio % Dopo Epilogo
*
Air, al idiot. Aule:: a % Fra Episodio
1
lil due volte 1) Bidente Ey, EG irgue Equidistante
Bis Bisavolo
A,
Estra, efirn *
> Estraneo
'&
Quindi di molto Bisunto Ec si, bene Eufonia, Evangelo

Male liiscantare Era infra, iiUm Frapporre Vi


Zi
CATA ri sotto Catacomba Eros Fuoruscito
Su Cataplasma
Ign, in e sim. Ignorante
I"
1

Kiemp. tu
Di farcia Catottrica i 1 gnocco
Hi
tinnir Catapulta Cg.J In , intensivo Infatuato
Per Catalogo Negativo Innocente ~4t

Ctneo, cine Circostanza Inf infra Inferno


Cis di qua Cispadano li Inter intra, miro Inlorregno
(io, CON, CCM Cooperare Intra a traverso Intravvedere
Si
H
,

Co riemp. Colunlo sopra, irif


1if.r Iperbole
Co tKO, CONTRA Contraddizione Ir imi, sotto Ipocrisia

Da far le veci Contraenti iave La , itine Laddove
Da, di luogo Dappi- Long , liso lon
1
*<-!
,

Di tempo Dacch 4 longe Lontano, Lunghesso h


Qualit Dabbene s Ma, mal Afafitto
De, ni lai. de Divertire
i
Mia / Madonna 1

Gi Depresso Micia gr. esci. Modini


Intensivo 'Declamare ss Ma, mag magli Maestro, Magistrato **
Di , jais ,
'jo Dilemma, Distico - V Mis, male Misfatto
4
Do, DI Domandare < Ne, ni negazione Nettare, Niuno
Dia Sii gr. per Diagonale Va
Ou, og e sira. Obbietto, Oggetto
A traverso Diafano aio Oltre di l Oltremare \

Verso Diatesi 5 Eccesso Oltraggio l

Contro Diavolo Om insieme Omelia


? Palin

iso,

Intorno Diadema a di nuovo, Al Palingenesi

Da Diagnosi
'
a Indietro Palinodia
Differenza Diullage *> Para, accanto Paragrafo
Con. Paroro
A
Di faccia
Parcncsi
Parallelo
V
1) Perch molte particelle s'usano avvcrhialmm-
te. e gli avverbi i acquistali forza di particelle, per
Contro Paralogismo
quest'i alcuno di tali avverbi! aggiungo alla uota. 1 Intorno Parafrasi

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. < N

PREFAZIONE 43
Oltre Paralipomeni questa delle particelle specialmente ma-
Pe.v quasi, pene Penisola X teria importante , perch il senso loro c'
Allibii Penetrar, X pi noto pi facilmente determinabile,
2r ,

fra passaggio Peregrinare pi costante nell'uso che quello clic le de-


Obliquit Perverso sinenze significano. Poi lo studio delle ,

Continuit Perseverare particelle studio insieme di lingua e di


Appartenenza Pcrtcncre' stile perch se vero che nc' modi pi
,

Ragione Per che nelle parole la ricchezza de' linguag-


Piti p, intorno Periferia gi c la potenza del dire le particelle che ;

Po, POST Pomeridiano, Postu- tengono quasi il mezzo tra la voce ignuda
3S
mo e la frase, congiungendo le parole Ira loro,
far innanzi Prefazione o ^congiunte ad una di quelle, dandole
,

Dinanzi Presente senso quasi d una frase intera le parti- ;

Pus primo Principollo celle dico son come muscoli e le giun-


, ,
i

Carnai, oltre Preterito ture del discorso il quale senz'esse ca-


X ,

l'ao, per Propugnare davere a cui la vita


Dinanzi Proporre
Omnibus et nervi* jique ossibu* exsoliialur 1 ).
Innanzi Profeta
Oltre Progresso Onde se le particelle male s intendano o
Invece Pronome non bene sadoprino, avremo facondia slo-
Paop, Pross propc Propizio; Prossimo gala c fiacca , o rigida c pigra.
laos
rfu, a Proselito Ilo detto che il senso loro pi cosante
Re, ri r.vb, c sini
,
nelluso. Equi noter negligenza frequen-
ripetizione Rifare nc grammatici e ne lessici che le par-
-

te ,

Intensivo Riposare licelle trasmutano a mille significati di ver-


Contrario
S,
Ribattere si o contrari , quando potrebbero spiegare
negazione
Sproposito ogni cosa con uno o due sensi primitivi,
Intensivo.
Sbalordito mostran-
Rvz, S.VT, da' quali dedurre gli altri tutti ,

SAD sal Sazio, ma-


bE separazione
Satisfare do lassociazione delle idee che mano
Sedurre a que
boa, sin,
e
no si son venule come incorporando
sim., Ju /, Sobbollire ci dal-
' U 8ll| suono. E per trarre iln esempio di
i *in, c sim.
'
tal-
v> insieme lo Stefano egli vuole che A significhi
ma
,

Sillogismo, Simbolo come in orto* e in :

E * oll >iquo: volta ,



non
questa particella di privazione
. T
kaaUlo,
di siisi Sofocle
Spergiuro c se urti disse
atra mai din; cattivo ;
Stravagante indicare che mal
Su pfrl. per wwoforti; lo disse per
e
JTPE Stragrande X volere quasi mancanza
di volere u ,

T* 1 Superbo pieno so del



Iran,, ripudiare che la luomo il
medesimo dsc
oltre
propria libert. Cosi se il
Traslazione p
E**'. extra tsvf *y , non intese
,
jn .
Travasare
teeesso
X tnzione prosaica ancor pi
c" 1 ,

^^
V; a _
J E *> Hi Trasalire non
Ci un Trino tese che dono non buono
rh> <
Unanime mare dono a quel modo ,
j j j, a
'

sensata la sapienza
delPnomo
medesimo do a 1

XXXII d'agni cosa. Il


nos nito,
non significa
J,*!;
eli-
ni
conie rendono ledelim ..-iltroi-he
C8U8 simili dove A non ha si ,
.el-
tri
in.u^^rn^
I'
a( i'
i,ega.ivo, e con, prende be
dan o SI che
,
la sublime dottrina ,

privazione del bene.


'"Hbnti la lra VO
, u *0110
derivar
atl
0 Rlacch ^ de X
0 composti. !
? 1) Leonzio. IH-

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U BCMCBE G ,,

44 P R E I AZIONE
Vero che tutte le lingue sogliono dare a augurio sciagurato , augura inaugura-
, ,

qualche parola due sensi diversi o contra- zione inauspicato uria ubbia.

, , ,

ri. Cosi pc'Ualiiii tnetnrltu valeva e cinto e bjg.iv alistica, palla, problema, ba-
non citilo; inrestigalnlit,c che si pu cche lestra sbalestrato, ballare, simbolo, em-
,

non si pu investigarci). Nell'italiano sog- blema , parabola parola.


giunge nuova cagione di tali variet; perch Bocca Imboccare . ,

, boccheggiante ,

i segnacasi confondendosi apparentemen- sboccato, traboccare, sbonconrcllato, ab-


te con le preposizioni portano ambiguit
,
bocconare, abboccamento, boccuccia, boc-
agli studiosi. Ma poi ben guardando si ve- cale boccata.
de come i vari sensi d' una proposizione c
,

Cadere Casuale , occaso accideiv- ,

di voce qualsiasi abbiano un vincolo se-


,
tale , caduta , cascata , caduco, accadere,
greto fra loro, c l'uno dall'altro derivino, ricadere , accidentato , incidenza.
s die le deviazioni Stesse dell'uso non son Caeuere Parricida, eccidio, recisio-
mai ad arbitrio. ne, incisore, conciso, preciso, tuccito, de-
Altro per scoprire l'armonia delle cisione, cesura, ucciditore.
idee eh tra' varii significali ;
altro in Capere ancipio, usucapione, con-
un solo significato voler materialmente co- cetto , concezione , accattare, ricettacolo,
stringere ciascun vocabolo come il Bia- ,
suscettivo, accettabile, mentecatto ,
pre-
gioli fa , di dantesca c pedantesca memo- cetto.
ria 2). Caput Principio, occipizio, capone,
capitolo ,
precipite , capitelli), capocchia,
XXXIII capoccia, scapato, capitolare.
Cavere
Causa, cosa, precauzione,
DELLE RADICI PII' FECONDE. accusatore, scusa, ricusante, causalit,
cauzione , causidico.
Veduto del valore ordinario delle desi- Cedere
Processo , procedimento,
nenze c delle particelle prelisse, resta (per processione, eccesso, conceduto, prede-
facilitare lo distinzioni, e possedere il fran- cessore, accessione, successione, succes-
co uso de' pi tra' vocaboli) conoscere le so, secesso.
radici segnatamente latine e greche, dalle Ckrneue
Discernimento, discreto,
quali pi varii spuntarono italiani germo- segreto, concernente, cerna, criterio, cri-
gli. Le quali radici, profondamente cerca- tica, crisi, crivello, segreteria.
te, darebbero l'ideogonia dell'italiana na- Claudere scluso, inchiuso, chio-
zione , le ragioni e le ragioni della civilt stro, precludere, clausura, dischiuso, soc-
nostra passala c presente , i presgi della chiuso, reclusione, clausola, chiudenda.
futura. Giova presentare qui un centinaio Colere ullo, agricola, coltura, pu-
delle meglio feconde. blirola, incullo, colonia, colendissimo,
Agere Attivo , cogitativo , attore, incoiato, coltivazione, colono.
agente, coattivo, ambiguo, agitare, redat- Cor
Concorde , coretto , precordia
tore atto tracotante. accordare, cordialino, coratella, coraggio,

, ,

Anima nanime, longanimit, ani- corazza, aceuorarc, incuorare, scordare.


moso, animale, alma, inanimato, inanimi- Credere redenza, crcdenzina, cre-
re disanimare magnanimo , pusillani-
, ,
dito, credulo, credenziale, accreditalo,
mit. credo, miscredente, creditore, screditare.
'Aflrt 3)
Arcaismo, Arcangelo, Archi- Crepare Discrepanza, crepilo, cre-
tetto, arcibeslia,monarca, oligarchia, ar- pacuore, crepaccio, crepitare, screpolare,
chetipo, arcispedale, arconte, archeologo. crepato, crepatura, crrpundii, ncrepare.
Avis
Uccello , uccellare , auspicio , Crescere
incrcscere co Detezione ,

incremento, escremento, concreto, secre-


1) Rosami. Noie alla Vita di San Girolamo. Ro-
*0
<*
zione, decrescere, crescenza, accrescere,
vereto 1825. K succrescerc.
2 ) Grain. e Comm. di Dante.
3) Scrivo in caratteri preci non tulle le voci de-
Ccmbehe, Cubare omito, concubi-
rivale dal prero, masolrqueNrehcnon hanno l'im- na, cubitale, incubo, cuccia, accucciolar-
mediato corrispondente fatino. si, covo, covile, cubiculario, covufa.

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QDRUCFG
ICN
P D ,

PREFAZIONE
Grrerk recursore, incursione, soc-
&
inumano, gentiluomo, omaccio, omaggio,
corso, concorso, corrivo, ricorrere, scor- sovrumano, umanista, trasumanare.
revole, escursione, scorsoio, occorrenza. JACEIIK Oggetto, soggettacelo, riget-
IIvrk ono, (fole, dose, dedito, ad- tare, giaculatoria, obiezione, soggezione,
rendimento, resa, recondito, sud- abietto, iattanza, congettura, proiettile.

diziono,

ditanza, editore. Ire liscio, escirc, esito, coito, gilo-


Dicere nterdetto, dettato, dizione, rclla, esitare, sedizione, transito, dito,
disdetta, predire, ridire, contraddetto, dit- subitaneo.
tatore, editto, addetto. A/em ilezione, diligenza, scelta,
Dies uotidiano ,
giornataccia , me- raccolta, lezione, lettura, colletta, leggio,
ridiana, diana, gioved, diuturno, gior- egloga, dialogo.
naletto, soggiorno, meriggiare, addi. Levis Allievo sollievo , leggiero,

,

Decere ondotto, seducente, dedur- levato, levatura, lievito, rilevante, eleva-


re, doge, ducato, diichino, doccione, ri- to, dileggiamento, leggiadria.
dotto, produzione, introdurre. I.ex Legislatore, leguleio, leale, il-

Facebe accenda, fazione, fattura, legittimo, privilegio, legato, delegalo, al-


fatta, fatto, facilit, effetto, facoltoso, in- legazione, legalit, relegare.
fezione, refettorio. M>i I.iuakh
Legame, collegato, alleato,
Ferre eferendario, illazione, tra- w
*4*
obbligato, legaeeiolo, legatura, ligamen-
4*
slatore, differente, offerta, ablativo, re- to, lega, allegare, religione.
lativo, metafora, soffrire, prelato. Locus Collocare, sfogato, allogare,
Finis Infinito , contini, finimento , locatario, luogo, luoghi, trafficare, locan-
persino, finale definizione lilialmente, da, collocamento.
confinato, dillnitore.
, ,

Lo<?iti
Colloquio, interloeulore, ven-
Forma Uniforme, conforme, forma- Iriloquo , eloquenza loquace, magnilo-
.

le, formalit, informare, formula, for- quente, locuzione, soliloquio, allocuzione,


maggio, (informato, informe, difforme. loquela.
Frangere
aufrago, sassifraga, fra- Ava Paralisi, analisi, scioglimenti,
gile, frantoio, frattura, frazione, infran- soluzione, scioltezza, dissoluto, risoluzio-
to, frale, fragore, frammento. ne, prosciogliere, solvente, assoluto.
Fcsderf. (/ infusione, profusione, in- Ledere Illusione , collusione, allu-
fusione, effusione, fusione, trasfusione, sione, prolusione, preludere, eludere, de-
infusorio fonderia, diffusivo. ludere, ludibrio, ludo, preludio.
Cerere
,

ongestione, digerire, inge- Mandare Mandato, commendatore,


rirsi, gestione, gesto, suggeritore, armi- accomandita, domanda, tramandare, co-
gero, gestazione, suggestivo, lvclligcrantc. mamlamento, mandata, eommeiidabile, ri-
rojtu Genere, genio, genia, gene- mando, commendatizia.
ralit, gentilit, gentilezza, ingegno, con-
Mkns Mentale, divinamente, dimen-
gegnare, ingegnere, teogonia. ticare, mentecatto, rammentare, menzio-
Gradior
Ingresso , gradinata , gra- ne , commentario , cemento , demenza
duale, congresso, aggressione, progres- commenlizio.
so, centigrado, ingrediente, gradualo, gra- Mittere
Ammettere, commissario,
datamente. dimesso, messale, mettiloro, missionario,
Gratia rado, gradire, aggrazialo, rimessa , omettere , manomettere, com-
sgradevole, ingratitudine, disgrazia, gra- messura.
ziare, ringraziare, gratificazione, gratis. Modus Comodit, smodato, modula-
Epigramma, grammatica, epi- re, modello, moderno, modificare, mode-
grafe, poligrafo, programma, anagram- rare, raccomodare, incomodalo.
ma, geografia, grafico, paragrafo, ortogra- Movere Commosso, movente, mo-
fia.
tivo, rimosso, sommossa, moto, promo-
Harem Abito Abitare uiiien/e zione, remolo, immobile.
inabile
,
,

abituro, dovere, debito, proibi-


, ,

>=
Nasci Cognato, innato, natura, na-
zione, coibente, abilitare. tivo, nasccnza, nazione, natale, antenato,
Uomo mano, umanit, uiuanato. naturalezza ,
nascituro.

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SC CD
ECASSDR

46 PR EFA Z I 0 NE
Noscere Ignoto, cognizione, cono- Qr cerere hiesta, questua, squisito,
scenza, agnizione, notizia, nobile, igno- requisito, inquisitore, questione, richiede-
rantaccio, conoscitore, ignaro, ricono- re acquisto, questura, conquista.

,

scente. Urgere etta , re , ergere correg-


,
.

OrtS Cooperare, adoprare, operaio, gere , dritto , sorgente, porgere , scorta ,

opuscolo, opificio, scioperalo, scioprare, accorgimento.


ojira,'inoperoso, ojicrativo. Rcmpkre orrompere, interrompere,
Parai. t: Separato,
comprato, appa- dirottamente, irruzione, eruzione, rottu-
reechio, comparazione, paramento, com- ra , prorompere , rotto , rottame, rompi-
parativo, paraggio, apparalo, disparato, collo.
imperatore. Saure aliscendo saliente, saglien-

r
Parte Partecipe, participio, parti- te, assalire, salto, iusulto, sussulto, risul-
tameli!!', partita, parlilo, parziale, par- tare, consiglio, risalto.
ticolare, partenza ,
compartimento ,
par- Sapere apore
sapienza, saviezza,
,

icola. insipido, saggio, assaggiare, savore, scia-



t

Pati Simpatico , patetico , patito , pilo, saccente, saputello.


paziente, omeopatia, passivo, passionato, Sr.niuERK
Scrittura, coscritto, iscri-
passibile, patibolo, passio. zione , scrivania , ascrivere, descrivere ,
Pendere
Spendere, spesa, ponde- trascrivere, poscritta , soscritturc, pre-
ralo ponderoso, pesante, pensante, pen- scritto.
,

sala, s|>eiisicrato, impensato, sopra|>en- Sedere


Assiduo, presidio, residuo,
siero. sedimento , insidia possidente ossesso,
Petebe Appetenza, appetiti, appe- preside seggiolone sellaio.
, ,


, ,

titoso, appetibile, competenza, incompe- Sentire enso, sentimento, senten-


tente, ripetere, petizione, ripetitore. za, sensibilit, sensorio, dissensione, so-
Plicabb
Impiego , ripiego, piego, * prasensibile', sensato , consenso , insen-
plico complicare , spiegare , semplice, X satezza.

,

scempiato, doppio, pieghettare. Seqi i secuzione , conseguire, pro-


Pu.NKRK
Posto, |Kisfa, positura, po- seguire, seguilo, sequela, secondo, lezzo,
sizione, posala, supporre, trasposizione, ossequio esequie , persecutore.

,

composta, imposta, deposito. Signtm isegno , segnalalo , segna-



**

Portare Porlo, portata, deportato, tamente, insigne, rassegnazione, sigillo,


portamento , riportare, sopportare, im- suggello, insegnare, assegnamento, poi1"
portanza , apportare , comportare , tra- trassegno.
sporto.'
X SonlS onsonante, assonanza, riso-
Posse Possa, podest, potere, po- *> nare ,
somiglino , dissonanza , sonoro , so-

tenza, possanza, podesteria, podere, po- i netto, sonatina, persona,. impersonale.


tenziale, .potissimo, onnipotente t). Srir.ERK -Speciale, speziale, aspetto,
Pbeiiemiebb Apprensione ,
sorpre- aspettare, dispettoso, cospcltaccio, ispet-
sa , incomprensibile riprensione im- tore prospettino, sospettoso, spettacolo.

, , ,

presa, presina, apprendersi, prenditoria, Stare rmistizio, circostanza, astan-


impresario , presura. & te, stupido, stazione, stagione,' istante,
Premere Oppresso
compressione, sostanza restare, prestante 1).

, ,

espresso, impressione, improntare, op- Stringere istretto, strettoio, co-


pressore, pressa. Soppressione, deprimen- stretto, restrizione, astringere, stretto, re-
te, pressione. strizione, striiigiineuti, strette, astringente.

Pungere Punto, puntino, impuntilo., T.
Stri' ere Struttura, strutto, struggi-
puntura , punteggiare , espungere , com- mento, distruggere, istruzioni, strumento,
pungere, disappunto, appuntamento, pun- X
u(n
ostruzione , islrumcnlalc . costrutto ,
co-
tuale. struzione.
X
I Nel che pelle dei il ale iti use , e pensa al* I Ila sio, sislo, pulir aurh'csao di famislia ric-
;
r.
l'immensa famiglia didee che da queste verini pio* rhisuni-t. Nata che i Francesi mai baiai' pi il verbi
viene. slam Oh parchi!?
.

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. V
SAA
V
RAT T V

PREFAZIONE 47

Schiere ssunto, sunto, desunto, con- Volverb olume, involuto, involu-


sunti), suntuoso, assunzione, assunta, pre- cro ,
viluppo, sconvolgimento , svoltare,
sumere, presuntuoso. volto, voluta, svolgere, volto 1).
Temperare empra , tempera , tem- Conchiudiamo. I vocaboli derivali il

peratura, temperamento, stemprare, tem- cui significalo dato parte dalla desinenza,
perante, coulemprare, attemprato, vttem- parte dalla prolissa ,
parte dal senso della
perore, temperino. radice loro non sar (ne' casi ordinarti)
Tempesta
,

Tempcs ,
intempestivo , di bisogno dichiararli con definizioni , e
estemporaneo, contemporaneo, attempato, corrispondenti latini c greci, coin finora
temporale, perditempo, temporariamente, si fatto. Ivi solo cadranno le speciali
lempira tempestare. dichiarazioni in acconcio dove le norme

,

Tesbere ttenzione, distesa, conten- dette non danno intero c netto il senso che
dere, intenso, intendo, inteso, pretensione, alla voce assegnato dall' uso.
proteso , tentare, stentare.
Tevere itcnsionc, attenenza, con- XXXIV
tento , tenuta ,
mantenimento , tenente ,

impertinente ,
ottenere , continente , con- DEL LAVORO MIO.
tenuto.
flt Dio ,
teocrazia ,
teologia , divo, Qui mi sia lecito alcune cose notare
dea, divinizzare, leosoiia, deista, teotilo, intorno al lavoro mio.
filotea Dell' avere distinto parole che giovano
TiV Anatema , ipoteca , bottegaio ,
SS
alla variet degli stili , sebbene nell'uso
tesi , ipotesi, sintetico, diatesi, tema , si- sovente si confondono non saprei , dico
,

stema metatesi. schietto ,


pentirmi quando le distinzioni

, ,

Tearebe ratto , trattalo , tratta ,


son vere, come fra latrare e abbaiare. Con-
trattamento ,
tranne, traino, treno, aslra- fesser volentieri piuttosto il diletto con-
zionc, contratto, ritratto. trario, laver distinto vocaboli che paiono
Vagcs travagante ,
vagabondo ,
va- di significato evidentemente diverso. A
neggiare ,
invaghirsi, divagare, svagar- ci di indusse talvolta il desiderio d' in-
si, ondivago, vagellare, vaghezza. dicare T uso non ben noto di qualche pa-
Valere alore ,
valentia ,
valsente, rola opportuna, o il dovere in un articolo
saluta, validit, valenza, prevalnte, equi- abbracciare pi voci che tutte a un' idea
valente, invalido, convalidare. comune pi o mono direttamente accen-
Velie olont, voglia, volere, vel- navano. Certo non sono vocaboli allini
leit, volentieri, svogliato, invogliarsi, vo- amante e sposo ma mettendo insieme
;

glioloso , volonteroso involontario. dump , sposo ed amante , io do meglio a



,

Usire vvento, avventura, avveni- conoscere come damo sia alfine ora ad
mento, avvenenza , convento, convegno, amante ora a sposo. Le due voci, non si-
convenienza, conventicola, evento, diven- nonimo tra loro sono sinunimc ad una
,

tare. terza a questo titolo sotto la medesima


:

estere vversione , diversione ,


rubrica notate.
omversione , divertimento ,
diverticolo ,
Avrei voluto che le distinzioni da me
diverso, perverso, versato, avversit, ro- poste fossero n tanto comuni da giungere
eciare. superflue, n tanto insolite da parere arbi-
Ht Sviato, avviare, andar via, viot- trarie. Ambizioso desiderio, al quale non
tolo, ovvio, previo, convoglio, ravviatimi, potevo io stesso al giudizio mio, non ebe
inviare traviare. .
,

Vipere vviso, avvistato, 'avvedersi,


1) Aggiungi amor, minto, cingere, cimo,
provvidenza, improvviso, provveduto, -vi- crtrx,
domai, fide*, fari, figere, flore, fluert, implere,
sione, risila,
visivo, invidioso. jumjere. lavare, mone, manne, more, ondai,
Voi Avvocato ,
provocatore , evoca- OS, jiellere, pei, intuire , qvaluor, a, lierut, imi
rne, convocare, vocale, rivocante, atrto- lolidns, tacer, s al, lanciai, aei, trandert. secare,
seme, limai, spirare, vis, c altri siffatti: e iti dugm-
Hwe , invocazione , vocalmente ,
voca- to vocaboli circa avrai la cirrate di tutte le ideo
Mario. d uo popolo, e delia civilt di pi secoli.

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A8 PREFAZIONE
nll'altrui, sodisfare. Alrlinc delle dichiara- tre qualit dette ,
due specialmente ,
la
rioni che sono nelle dizioni precedenti , propriet eia concisione , ci mancano.

o trop|H> sottili ,
o lro])|H> generali o spe- lo credo che i trecentisti alla differenza
cialitroppo o non vere, faranno in que-
, de' vocaboli affiniponessero mente pi che
sta o temperale o dilucidale od omesse. i moderni, non per raziocinio ma per istin-

Ovunque posso confermarle con I au- to. Certamente uou lilosofo il popolo nel
torit degli scrittori , lo I volentieri. E senso che noi sdegnosi uomini diamo a
,

gli esempi |*>ugo in nota, piando non sien quest'amorosa parola, ma in altro pi no-
tali che portino piasi con s la differenza bile assai. Se i trecentisti errano, il pi
eh' io voglio indicali'. Recando un passo delle volte errano nella parte della lingua
di moderno o d antico , non intendo l'of- l dove gli errori soliti pi facilmente cor-
lrire a modello tutto intero il costrutto. reggihili per esempio nel tradurre. E
:

Talvolta m' forza citare passi dove la nondimeno quelle auliche traduzioni mol-
frase c la voce eh io esamino min ado- lo giovano a determinare l'origine e il sen-
prata in mollo incolpahile. Talvolta per so vero di molte vot cui siguilicali nes-
i i

commemorazione dalfelto ,o in segno di suno pens (inora a dilucidare culi termi-


stima ,
reco esempi tratti da scrittori vi- ni ckiari.
venti, e non da lutti creduli autorevoli; li Talvolta, per cura del numero, o per
reco in quanto attestano alcun uso nuovo la chiarezza, due voci (in quel luogo che

o vecchio ,
da altri esempi a me noli non le usau essi) affatto sinoniinc i trecentisti
attestalo o non attestalo assai chiaramente; accoppiano insieme : c in quel luogo io
n intendo che ('autorit loro solasi.i legge. nulo l'inutilit del pleonasmo. In altri,
E ho detto gi che nessuna autorit di uve alcuna differenza da segnare, segnai;
scrittore, sia del trecento sja dcll'olto-. talvolta pi sottilmente di quel che l'uso
ccnlo ,
per s sola legge, lo non credo richiedesse : di che troveranno i lettori
per altro col Grassi che. (Dotti fra i tre- parecchie emendazioni nella presente ri-
cernisti stravolgessero le vere significa- stampa.
oO>
rioni doll<! voci c deturpassero la fio Citai Latini e Francesi per argomento
vi

>> eia (com'egli dice)


,

titilla favella, per so-



, ...
d'analogia, non per prova, e sempre aven-
,

v*
lo umore di novit . L ignoranza pu >;> do rispetto all'uso nostrale. Alle distin-
avere indotto taluni a prescegliere il modo zioni dagli Italiani miei predecessori pro-
triviale , I inusitato no mai. Non sempre poste , se a me
paiano mcn che accettabi-
i
seppero scegliere Ira le ricchezze offerto li , non contraddico ni ingegno soltanto
:

dall' uso , ma I' uso non violarono ; ed


n
di confermare, come meglio posso, le
questa la fonte della loro eli-ganza , que- *
mie. N' il lettore si co cruccier meco s'io
s<*>
sta la condanna ile' pecori che pecoresca- qui mastengo da cosa che avevo minac-
mente li seguono. ciata ai lettori nel confermare lannunzio
Noi dobbiamo studiar negli antichi amorevole del sig. Yieusscux fatto della
spressione di quella parte segnalamento
l'e-

K presente ristampa 1). Disse allora che per
tt.
dell' indole nazionale , che cogli anni sco-
lorisce e si vien logorando. Non la lingua,
come lingua, bisogna ritirare a' principi! 1) Trssrrivo qni le parete mie rii e ocrnRipagaa-
vani il secondo manifesto di G. P. Vicusscui.
(espressione politica del Machiavelli , che
J/amorevolc irlo col quale il sig. Viensscut
da treni' anni quasi ogni giorno vengono sorse a rivendicare un mio diriilo dalla usurpazione
ripetendo i pedanti ingegnosi c stupidi) , di librai mal curanti dell'onore altrui e deUulile
proprio, m' obbliga a confermare le promesse da
non la lingua come lingua , ma come in-
lui date per me ncll'annunziarech'e'fece la ristampa
dizio daffetti e di costumi migliori. Sem- del mio dizionario. Prometto adunque, che mol-
plicit, propriet, brevit sono i pregi del le saranno le giunte dell'edizione nuova, le corro*
dire aulico. Dalla semplicit venne loro la teloni molte: e se coloro elle senza il inio consenti-
mento vengono stampando il mio libro, possono,
grazia , dalla propriet levidenza , dalla dando le giunte alla (ine, riparare al difetto della
brevit Tcfllcacia. E noi moderni cerchia- intrapresa loro, dare le correzioni non possono, le
mo spesso il grazioso nel manierato; l'evi- quali sincontrano ad ogni posso nel contesto, e ora
mul.ino una parola, ora un periodo, ora uno nc ag-
dente nello s jaiato e nel prolisso; il for- giungono o tolgono via. Confermo inoltre quello che
te nel couturi se non nell' oscuro. Delle il sig.Vicusscui disse, in lui passare oramai la pn>*
,

PREFAZIONE 49

dar saggio del come io compendio, correg- non per deprimere l'uomo , ma per mm-
go o rifaccio le distinzioni da altri date, por- mentar ai tollerati chiarissimi rhe l im-
rei rincontro alcuni de lori articoli a miei, pero ili Napoleone aveva legali allItalia,
e in brevi note additerei le ragioni del mio rammentare, dico, ohe gli sbarbatelli [co-
fare altrimenti. Ma, ripensandoci, tale raf- me il tirassi chiamava noi altri) se non
fronto vidi dover riuscire odioso e tedio- ammiravano tutte adorando le innumcra-
so e superfluo. Lo feci noA annunziare, bili glorie delia generazione barbuta ne
sell armi or sono, il mio lavoro : misi alla- avevano le lor buone ragioni. Ma non gio-
to le mie distinzioni a quelle del Grassi va oramai rinnovare la noiosa prova per-
vivente Ini 1), notando i suoi sbagli, quel- donabile in parte al giovanile ardimento.
li che a me tali parevano. E questo feci (Jui basti dire che tutte le distinzioni
dagl' Italiani siuoniniisti date, sono nella
prieU de mici Sinonimi; Ini dovere essere da me presente ristampa compendiale da me,
d'ora innanzi dare le piume chio venissi Tacendo; ritoccate, illustrate, rimpastate talvolta;
e ette ad altra edizioneche acconsentita da lui io non
potr prendere parte
che mio intendimento si tu (trop|io l'orso
mai, n vorr.
Non poche delle distinzioni novellamente appi un- ambizioso) far si che ib libro mio potesse,
te (toneranno it nome del Homntii, odi altri autori a' lettori o pigri o non ricchi risparmiare
italiani o francesi, sebbene a molte di tali tavrei
lo studio e lacquisto degli altri libri ita-
potuto scura scrupolo sottoscrivere it nome mio.
Perch quegli autori non danno sovente della distin- liani intorno alla medesima materia ver-
zione rimpastata da me altro che il gernus e sovente santi. Si noti per, che sebbene le altrui
le aggiungono osservazioni o non vere, all'uso del-
distinzioni io m' ingegni di ridurre il ma-
la lingua nostra non proprie. Rrpuiai nondimeno
debiiu di riconoscenza segnare sotto a tali articoli glio eh' io possa allanorma dell'uso, non
il nome di chi primo
distinse; acciocch a tutti sia sempre per le reputo sullicicuti alla pie-
lato il suo,
p pi del suo: n tale larghezza mi parve na trattazione del soggetto, e molte osser-
prodigatiti soperchi* in et tanto miseramente ara*
n di vazioni dovrei spesso aggiungere sel'arti-
lode ai benemeriti predecessori. Ma per dimo-
strare in
e iti
qual guisa i'approlitli delle fatiche altrui,
quale le accomodi alluso che mi sembra mi-
t
*e
colo avessi a rifare di mio. Quel ch'io nolo
V di loro, c lodevole, per quanti) al mio te-
gliore, riporter neldiscorso preliminare alla mia
nuota edizione alcun saggio delle mie giunte e (Ir-
T
ojo
nue giudizio negare; ma noudice tutto. On-
gli articoli onde furono tratte; noter in che qtiegli ::
<4>
d ch'agli articoli non interamente mici
articoli mi siano parsi degni di mutamento, e perch, (sebbene rettificali o arricchiti di inio)
fc da siffatti esempi si conoscer ronfio ahhrevii e
appongo il nome dell'autore dal quale li
fonie corregga. Altrove aggiungo e rif di pianta; I
vorr pigliarsi la noia di raffrontare, vedr.
f chi. trassi, o la lettera che dite Anonimo , s
Enel ridurre a pi sana forma le osservazioni ab
per gratitudine e si per discarico.
panni che il giovamento sia doppio: perch se
irai,

distinzione
Del Dizionario, della Crusca approfittai
nessuna nelle cose della lingua [cosi co-
me in altre; male grave, distinzione non giusta grandemente : ma da esso pure dissento
t aule pessimo.
N io mi reputo franco in tutto da lal> olla; senzanimosit per, e con rispet-
errori: ma il paragone delle
autorit varie di chi mi
precedette , e lo studio degli scrittori, e l'oracolo, da
to sincero a quegli uomini che recarono
me reiiginsamente consultalo, dell'uso, e l consigli immenso bene alle nostre lettere, si che
* la

l*ra
amorevole (Tuonimi dotti e buoni
coripe razione

mi baster nominare Gina Capponi, 6e-


i quali
X sarebbe invidiosa ingiustizia il negar-
fuoo ('ioni e Raffaello I.umbruschiui
li 1). Grandissimo bene, e necessa-
lo
), daranno for-
* alle mie povere parole l'autorit che non verrebbe rio soggiungo: onde non si saprebbe com-
dalla insufficiente
esperienza e dal non valido in- prendere come un allo di carit letteraria
gegno.
potesse provocare biasimi tanto severi, se
Hrstaora ch'io inviti gl'italiani lettori e librai a
Wwe, secondando la nobile impresa del sig. Viros- gli esempi deli iugralitudiue umana non
*ut dimostrare che il sentimento della moralit
*
fossero troppo frequenti.
letteraria ,
grazie a Do, vivo e possente* ira noi; e
re le speeuld/ioni dei
Nelle opere filologiche segnatamente, .e
tipografi irriverenti agli au-
tori e a s
stessi possono essere tollerate se- , ma massime ne' Diziunari , le omissioni , lo
'"idaie non turno. E questo esempio, se riesce a superfluit gli sbagli del dichiarare
o del
,
erte, giover forse a frenare Tavidil libraria; e
J'l
citare , i falli d'ordine o di metodo, sono
affrettare il tempo quando In consuetudine buo-
na e la forza della inevitabili alla pi solida scienza, alla di-
opinione pubblica difenderanno
h propriet dell' ingegno, meglio ebe non possono ligenza pi sollecita e pi sofferente. In
(divieti e le leggi .
Partii, dicembre 1836 .
N. TohmasCo.
1, Nuovo RicogUtore 1830. I) Moxii. Proposi, Voi. I, pag. XXI.
7

Digii Sk
1 ,

50 PREFAZIONE
sole due facce delDizionarioForcclliniano + stizia non vale tanto definire i dne voca-
altri potrebbe scoprire tante piccole mac- W boli quanto mostrare quali alti insegni la
chie tpiant'allri non ha notate in dugento giustizia, quali l'equit. Converrebbe che
facce del Dizionario della Crusca : ina che ciascun articolo fosse il sunto di quanto si
perci? Il lessico Forcelliniano rimarr sa finora intorno a quella materia ;
e che,
sempre un de meglio pensati lavori filolo-
9*
per esempio , dai sinonimi riguardanti le
gici cbe la letteratura abbia dati fin qui. X cose morali , venisse un trattatcllo di mo-
Se poi si considera che nel Dizionario * rale compiuto. Di tale lavoro i'ho dati [lo-
fiorentino non poteva gi il senno della in- 3 chi e deboli saggi , altri potr fare piu e
tera accademia esaminare a una a una le S meglio.
definizioni le dichiarazioni gli esempi
,
,
Del resto, fosser anco in siffatte opere
le citazioni 1) ; ogni severit non che in- evitali i difetti non resterebbe men largo
giusta. divien puerile. il campo alle critiche. Io posso con la ra-

Ma il tcmpodellebatracomiomachiefilo- gione, con l'uso, con gli esempi confer


logiche pare finito. Agevoli ciascuno, se- mare la mia distinzione: esce uno, e mi
condo il poter sdos la conoscenza della lin- reca in contrario un testo di lingua. Gli
gua comune senza consumar la fatica in autori che: fanno lesto son tanti , tanto di-
deridere o pure in riprendere chi fa men versi d'et, di patria tanto disuguali d'ele-
bene o chi pensa altrimenti. ganza, di senno, che non stranezza in fatto
di lingua, la quale con la loro autorit non
XXXV si possa difendere. L'uso pi generale,

pi conforme a ragione, pi evidente, pi


DE DIFETTI DELL' OPERA MIA. T. certo ha le sue eccezioni chi nega? Ma
l'uomo che delle eccezioni tenesse conto
Ripeto: in opere filologiche i difetti so- siccome di regole non solo non potrebbe
,

no men ch'in altre evitabili. Difficile co- compilare libro nessuno ma non sapreb- ,

noscere l'uso di ciascuna voce , ancor pi be pi a quali norme, scrivendo o pensan-


conoscere le menomo gradazioni
difficile do, attenersi.
dell'uso; difficile adagiare l'una voce su Io posso ben dire che tuperbo non ha
l'altra, c vedere dove combacino, dove no; senso buono; mi si citer il petrarchesco:
dove sia maggiore il rilievo, dove pi de-
.... Vista s dolce superba.
licati i contorni : trovar parole si sottili e

si ^ tiratili cbe rendano con evidenzale dif- Ma qualche raro uso di poesia o por di
ferenze tenui senza ingrossarle, diffici- prosa non dee far dubitabile la significa-
lissimo. zione generale di quella voce. S' io dico
La definizione non serve. E poi quan- che albergo luogo ove l' uomo non ha
,

te definizioni son buone, quante non di- ferma dimora ;


mi si citer :

sputabili, quante possibili? Meglio dichia- Ove alberga onestate ....


rare esemplificando ;
coniare tante sen-
tenzuole entro alle quali, come figura en- c simili. Ma
rimarr sempre vero che
tro a medaglia , sia rilevalo il vocabolo da nell'uso comune la casa di A. Manzoni ,
illustrare. Cosi nella storia della lingua si c di A. Rosmini c di G. Capponi non si
,

d la storia de costumi; e le forme varie direbbero alberghi. Certamente in fatto di


inculcano l idea vostra negl' intelletti va- traslali agli ardimenti che a s concede
,

riamente educali c l'autore stesso nell'e- ;


l' affetto , nou sono da porre limiti ingiu-
scmplificare la differenza, la rende pi riosi ;
ma gli esempi di tali ardimenti non
chiara ai propri occhi, e fa di migliorare fanno legge.
il lavoro. Per distinguere equit da giti- Con ci non intendo soffocar le censure:
eh' anzi le invoco, e ringrazio chi me ne fu
li Diversi* espressioni tm passS ciani cet cortese ;
e n' ho approfittato ,
c n appro-
ouvrage * la pturalit dei voti, non de epurarne fitter acorrezione in luoghi non pochi.
acadcmidens mai de rem qui eiaient pre senti ce E quelle censure mi saranno pi care le
**
J
" la lue assemptees de 1 lra<le ni il' il est arriv
1
e '

quelques fois queles autres iaicnt d'un ot is cuu- quali mi mostrino dov'io abbia ignorato o
traire. ...a Bocaovis. frati leso l'uso toscano, o fattagli forza.

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. ,

PREFAZIONE 51

XXXVI al detto altrui ;


giova saper dubitare del-
l idea nostra propria ; sostener la fatica
ANCORA DB' DIFETTI DELL' OPERA MIA : della disamina ;
vedere se nelle distinzio-
POI UH POCHINO DE' PRECI ni proposte le eccezioni sien troppe , se
tali da infermare o no
osservazione ge- l

Mi sono a mio potere guardato dalle nerale. Molli , , che ap-


dice il Roubaud
distinzioni prestabilite ho badalo che dal
;
trovavano la distinzione data dal Girard,
fatto le mie scendessero come conseguenze f ette le osservazioni mie, convenivano me-

interpretassero luso, lo dirigessero. Ma co eh eli era sbagliata ,


e si maraviglia-
rii io abbia sempre ed appieno ottenuto vano del non se n' essere accorti da s.
! intento , sarebbe paniti lo sperarlo. L edizione mia prima dava illustrati
Quale ingegno mai ,
quale esperienza semila vocaboli circa ; questa triplicher
da tanto ? Quale memorili si ferma da ri- forse il numero : che al gran mare della
tenere tutti gli usi di tutto il linguaggio lingua tuttavia breve stilla. Se la dichia-
parlato e scritto ? Qual giudizio si line da razione de' vocaboli , ciascuno di per s,
sempre attenersi al migliore ? Qual colo- occupa nel dizionario italiano dieci volu-
rito e sicurezza di stile tanta da far sentire mi il confronto c
,
la distinzione dovrebbe
altrui quel che l uomo sente in s, c non almeno occuparne altrettanti. E non par-
pusempre ragionare il proprio sentimen- lo deVocaboli innumerabili che il diziona-
to? lo, ehc dalle fasce aHetil di quattordici rio non nota ; non parlo n delle frasi n dei
anni non attinsi Che ad un ruscello del traslati , ciascuno de quali crea nuore af-
dialetto veneto ,
quale la lngua parlata finit con nuove serie di voci e di modi.
nelle citt marittime della Dalmazia (
lin- Onde non mi si apponga a colpa (com'al-
guaggio meno impuro di molti delle altre trigi fece alla mia prima edizione qua- ,

ritta pi illustri d' Italia ,


e men lontano siebe in quella stessa non fossero vera-
dalla lingua comune ,
ma povero) ; io che mente illustrati gi pi vocaboli ebe in al-
dai quindici ai venticinque non altro udii tro simile trattato italiano, e quasi che i
sonarmi all'orecchio che desinenze pado- soscritlori pagassero secondo il numero de
vane, veneziane, vicentine, veronesi, ti- sinonimi possibili, e non secondo il nume-
rolesi
, rio poi poco pi di sei
lombarde ;
ro de fogli da me dalli , dico che non mi si
anni bo passati in Firenze,
e poco visitai apponga a colpa sio do ventimila vocabo-
la Toscana, enon tanto conobbi di quella li che non ne dia centomila non si noti-
, ;

inromparabile bellezza quanto il desiderio no le omissioni di tale o tale sinonimia;


e il bisogno mio richiedevano; io cui gi critica troppo facile fra le tante pi op-
nocquc la lettura di libri francesi e ora ,
portune che questo lavoro presenta. Chi
la necessit di parlare francese e d' udirlo vuole imbandigione pi lauta, cuora da
(se non di ascoltarlo) e di scriverlo; io che s. Ma per molto che si faccia rimarr ,

nel mio povero stile ogni di pi riconosco sempre da fare. In tali studi, cos come in
tote macchie e tanti vizi c mi veggo altri, giova indirizzare e addestrare la
;
tanto lontano pur da quella mediocre al- mente del giovane scrittore; e a lui lascia-
tea a cui salgono gli occhi miei ;
come re il diletto di misurar co' suoi passi qual
(Ire io pensare d' aver sempre in si de- parte e quanta gli piaccia del vario cam-
licato lavoro colto nel segno? E per stiano min. t
* guardia i lettori ; e se alcuna cosa tro-
'ano lodevole nel libro mio ('attribuiscano XXXVII
al grande amore col quale cercai le norme
dell' uso, c ai consigli e agli avvisi che COME USARE DI QUESTO LAVORO.
oin istanza ho chiesti ad amici ad ignoti,
,

dotti
, a villici , a donne. Il presente adunque non clic un aiuto,
Uali esperienza ammaestrato, so quanto un indirizzo agli csercizii che deve lo
facile sia distinguendo, abusar dcli ingc-
,
scrittore fare da s per rendersi signore
fn . e come una distinzione arguta possa della parola , cio del concetto proprio.
talvolta ingannare. In questa siccome in ,
5
c-.i
Perch, giova il dirlo, chi alle sinonimie
Ito cose, o lettore, gio a non s' acquetare non bada (o per istinto o per uso o per

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a

52 PREFAZIONE
isludio], non sar mai scrittore. E all' i- cit. Jla la modestia, la dottrina ed il son-
stinlo ed sopraggiungere lo studio,
all'uso no dalla perifrasi aborrimi) perch la mo- :

non nuoce. Dir collo Stefano: Miretur destia, il senno e la dottrina amano non il

forsan aliquis me has minulias tam ao- luccicante ma il luminoso, non il sorpren-
curale pcrseqni , et sulililius fortasse dente ma il vero. E il sorprendente agli
quani par sii, esami nari a me isla arbi- occhi de'mediocri c de' corrotti linsolito,
tretur: sed sciai quasdam esse gramiua- l'attillato , Ma per dire non
l'ingegnosetto.
ticas nugas quae ad seria nos ducant. meno e non piquel che l'uomo sente,
di
Quasdam, dico: quippe qui, alioqui, c per saper quel ch'c dice, vuoisi forza e
multas grammaticorum piane nugatorias dingegno e di virt.
minulias tanto persequar odio ut majo- in questa parte desidero che il mio lavo-
rcnullus. Dum vero in illis suntoccupa- ro non torni inutile .affatto. L'opera del
ti, alia quae ad seria ducere nos possunt, Napione ha giovato forse quanto l'esem-
vel omnino praetermittunt v el oscitanlcr pio dell' Alfieri a diffondere nel Piemonte
u Iraniani , l'amore del bene scrivere italiano. Non so-
Non sar pi ,
speriamo ,
che la lette- la la forza dell' ingegno creatore, non so-
ratura italiana si divida in due schiere, di le le ricchezze duna meditata dottrina giun-

barbari e di pedanti. E questo dobbiamo gono a meritare riconoscenza ma anco la ,

sperare ; perch le sorti della lineila sono cultura modesta di verit menomo in ap-
le sorti dellItalia, e dell'umano intelletto. parenza , purch allo scrivente sia lume
L'unit del vocalxdo unitil a il sentire di l'amore deila patria e dell'onesto; purch a
dicci, di mille: le diversit del dire crea- scopo desuoi sludii egli prenda una di quel-
no quasi uomini di natura diversa 1). le tante parti del sapere ove resti cosa o da
Difendere la lingua nostra (maltrattata e scoprire o da determinare o da diffondere
gloriosa come la unzione che la cre) con- almeno. Ed notabile indizio del tacito,
tro l'ignoranza superba che alluso spurio lento, ma non insensibile progresso della
s inchina, c guasta l'uso legittimo; contro Verit, questo insinuarsi che fa un nuovo
la perifrasi, morte dell'evidenza, della poe- spirito fecondatore fin negli sludii i quali
sia, dellaffelto ; contro l'iperbole, ebe, le da' generosi sensi parevano pi disgiunti.
delicate idee soffocando ,
falsifica e il lin-
guaggio e le menti; contro l'affeltazionc che xxS,vm
sdegna chiamare le cose col proprio nome,
e parla a modo d enimma ; contro la bar- USI PIU SPECIALI.
barie dotta, c la titolata, che da cinquanta
e pi anni sinfangano di francesismi e A' Toscani il lavoro mio torner men
di tutta sorta lordure, quesf uno degl'in- proficuo che ad altri , a loro clic gran par-

tendimenti dell'opera mia. La perifrasi te di queste notizie succiano col latte ma-
il nostro Satana, che seduce gl'ingegni va- terno: ina giover a rammentare a loro stes-
ni e gl inetti, beali di facile c fiacca loqua- si quello che sanno e a che scrivendo non
,

pensano; gl'invoglicr , spero, a cercare


I) Ho dali sicuri- per affermare, che chi volesse X con pi sollecito amore e a rispettare con
raccogliere nel regno di Napoli tulli i nomi e le JJ" pi religione il tesoro dell'uso alle lor ma-
differenze de' pesi c delle misure, raccoglierebbe
ni affidato. Che s'e' lo lasciano sotterra, o
qualche migliaio di vari, molle delle quali hanno
pi centinaia di signileaii di di\erso valore. Chi
con prav i usi lo falsificano, ne avranno ter-
poi volesse in tavole comparative registrar ledif- ribile pi che non credano il danno, e vi-
0 fcrenze, c il ragguaglio correspettivo di tulli i pesi tuperosa, nella memoria de posteri, la
o e di tulle le misure* io penso che pi volumi ne
v verrebbe componendo, c pi anni occorrerebbero vergogna.
per apprendente la nomenclalnra ed il valore in- Parecchi de' lettori toscani che sorti I
n tegralc e differenziale .... Quindi confusione e dif*
mio lavoro (ed gran ventura, e quasi pro-
0 tienila dintendersi in lutti gli affari, nella compra
e nella vendita delle minime rose, di quelle delle digio, ebe un dizionario abbia lettori . tro-
n quali tuui hanno bisogno, ed in tutti i giorni . varono da lodare la distinzioni' devocaboli
Mai ito i> Auuustinis. Progresso XXXV. Peggio **
che appartengono a idee morali, qucllcche
dunque in Italia che nella China Ahi terra, non mai
meno io reputo necessarie. In Lombardia,
!

lun cuore e dun labbro I.n tua grandezza , del


!

pari che la sventura* uu miracolo. per contrario , il libro fu letto con le in-

. Digitized by C
,

PREFAZIONE 53

(emioni con Ir quali io lo scrissi : e que- re in cento forme. Quando il giovane inge-
sto m vero piacere. gno sia Itene avviato per queste indagini,
Gran parte dunque delle voci ch'io pren- sapr da s scartabellare i libri op|torluni,
do a dichiarare, o riguardano oggetti cor- c correggerli se bisogna sapr a nuove co-
;

porei (come quelle che sono men note , e se lappresa norma applicare.
por necessarie perch lo scrittore dica di 10 vorrei che questo lavoro cominciasse,
sapere davvero la lingua) , o apparti gono in parte almeno, a soddisfare ai bisogni di
allo spie familiare, eh' altra cosa dell'o- lingua s varia com la nostra. E son due:
sceno e furbesco. Se alcqpe di quelle vo- determinare il significato di ciascuna voce
ci paiono a qualche grave uomo indegne viva; e togliere dall'uso le voci che non
maest , io non saprei ni
delia letteraria esprimono idea n gradazione d' idea la
dolermene n sdegnarmene : a tale censu- qual non sia pi chiaramente espressa da
ra ero gi preparato. altre voci pi note. Doppio dunque luf-
Non per ch'io sbandisca dal mio lavo- fizio di tali lavori : dare le differenze delle
ro i vocaboli esprimenti affezioni morali : voci ancor vive ; c delle morte , o viventi
ma sempre ho badalo che qualche nuova languida vita cd inutile, celebrare la sepol-
particolarit dell'uso vivente fosse in quel- tura. Perch quella noiosa incertezza in
le distinzioni notata. Da certe osservazion- cui sono e comiucianti c provetti di gran
*w
celle morali non mi seppi astenerc
,
per- *
parte d ltalia, se tale modo che e' trovano
:v.
ch vorrei di tali fecondalo ogni tema. E negli antichi sia eleganza da usarla a' di
> lo studio de' sinonimi ,
dice la signora nostri, o quisquilia; se f astenersi da un
Faure ,
con la morale si stringe
,
per la modo che pare inusitato sia evitare l'affet-
potenza chhanno le idee cogli affetti. tazione o piuttosto privarsi divisa ricchez-
Molle false ed incerte opinioni che girano za, si che ne scapili la propriet c la grazia
5 nel commercio sociale circa quelle voci del dire; questa incertezza la qual tiene ili
> io cui si compendiano gli umani diritti sospeso l'ingegno e fredda l'affetto , non
> e doveri , non possono non nuocere al- pu non tardare l'avanzamento della no-
lesercizio polente di que' diritti, di que stra civilt.
doveri alla potente osservanza. Ma im- Determinato il significato di ciascun vo-
primendo ne' giovani cuori la distinzio- caliolo nella lingua comune, sarebbe pi
nc de' vocaboli per via di qualch' utile facile ne' dizionari! de' dialetti la voce ver-
verit , di qualche memorabile esempio, nacola recare alla comune che le corrispon-
si tiene dall'insegnamento a trarre rad- dc; e una sola e medesima voce, c viva,
doppiato il vantaggio . tradurrebbe le varie dei dialetti, senza che
Il direttore d'un lodevole istituto d'edu- s'accumulino intorno a ciascuna di queste,
cazione mi domandava del modo di rende- quattro o cinque ; che non si pu senza im-
re a'giovanetti profcuo l'uso del libro mio. propriet e senza sbaglio.
Poeti cred'io essere i libri che un fanciul- 11 detto inconvcnieutc sarebbe da un di-
lo sappia leggere e pi de' libri usare : i zionario universale della lingua ancor pi
d'educazione sono per i maestri, che a dire potentemente sanato. Ma il dizionario de'
Itero, d'educazione, e non facile, troppo sinonimi (perfezionato da altri e corretto)
solente abbisognano. Conviene pertanto pu alla compilaziune appunto del grande
che il maestro , notate da s le differenze dizionario giovare, sia per le definizioni,
, o con esempi d'autori le o piuttosto dichiarazioni de' vocaboli, sia
di que' vocaboli
ccia evidenti al fanciullo, o gli dia un te- per la distinzione de vocaboli in bene or-
ma tale che i due vocaboli cadano da dover dinati paragrafi sia per la giunta de signi-
;

adoprare ciascuno nel senso proprio,, c poi licati nuov che dal distinguere i gi noti
i ,

lo corregga , segli erra. E' pu talvolta risultano pi evidenti e in numero gran-


,

proporre a modo di dubbio, o per soggetto de. La sinonimia insegna qual sia il signi-
di familiare colloquio, la differenza di due ficato pi ovvio che dev'essere il primo;
waboli affini , cio delle cose da loro si- quale il pi antico da cui , come da ceppo,
pficate pu tal altra : mostrare quali cqui- gli altri tutti si vennero ramificando: in-
wd, dubbi e liti provengano dal confon- segna quali gli usi meramente poetici, qua-
derli; in somma il metodo socratico varia- * li i comuni necessaria certezza al letture

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54 PREFAZIONE
inesperto; testifica ai posteri quale, nel se- la parola pi familiare alia pi recondita,
colo in cui il dizionario fu fatto, si fosse o questa a quella son lavori de' quali i'
;

la parte riva della lingua c quale la morta. mi sono ingegnato di dare qualche picco!
Lutilit ideologica di tali lavori e la stori- saggio di fuga , ma da produrre ciascuno

ca sono di perenne importanza : e quel che un buon trattato da s senza dire de sino-
:

a taluno de presenti par frivolo e minuto, nimi scientifici il cui studio alla storia
,

diventa, per le nuove applicazioni che se della rispettiva scienza intimamente con-
ne fanno notabile agli avvenire. Se a noi
, giunto. Che se di ciascuna pianta o anima-
(dice il Bcauze, del quale e degli altri pre- le, od oggetto jreale o ideale che sia, no
decessori miei ho qui fuse, citando, lepre- potessimo esaminare tutte le denominazioni
fazioni) se a noi fosse giunto undizionario dategli in tutti i tempi e gl' idiomi , cia-

tale della lingua diDemostene o della lin- v>
.... scun vocabolo darebbe materia ad opera
gua di Tacito, molte cose sapremmo che maravigliosa.
V.V.
n la grammatica n i lessici possono al *C"
ia per iscendere da queste altezze al
certo insegnare. Cosi queste ch'ora paiono dizionario desinouimi usuale, gioverebbe
compilazioni filologiche, diventano storici gli articoli suoi ordinare secondo l'ordine

monumenti. Giova da certe affinitdedurre delle idee: a questo modo ciascuna scienza
documenti alla storia delle lingue, alla sto- avrebbe col tempo il suo dizionario de si-
ria delle razze. Giova notare quali propriet nonimi e ciascuna voce del dizionario
;

delle cose, quali relazioni ciascun popolo della lingua sarebbe il titolo c il germe
particolarmente osservasse, e quindi nella d un grande dizionario enciclopedico che
lingua esprimesse. a poco a poco le generazioni verrebbero
costruendo.
XXXIX Cosi si potrebbero dirimpetto alle voci
filosoficamente ordinate dell un dialetto o
LAVORI CHE RIMANGONO A FARE IN QUESTA idioma, collocare le voci degli altri idiomi,
MATERIA. e vedere quali idee sicno nell'uno espres-
se , che nell' altro non sono ; dove stia la
Per fare compiuto un dizionario dei si- ricchezza , e di qual sorta ricchezza , se
nonimi converrebbe notare pi per mi-
,
d'espressioni riguardanti oggetti corporei
nuto che io e miei predecessori non fa-
i o o morali.
intellettuali
cemmo non solamente in che differiscano
, E queste voci potrebbe rsi nume-
tutte
i modi della lingua, ma in che si conven- rare ; e potrebbe il medesimo numero rap-
gano come il Diderot accennava 1). A
,
presentare la voce corrispondente in tutte
queste io forse un po pi che gli altri
,
le lingue (assegnando alle voci che corri-

(salva la modestia) , badai. s|tondcnte non hanno un segno di frazione


Gioverebbe ancora con la norma delle o un segno composto) ; il qual numero da
intrinsechedifferenzedc'vocaholi giudicare ciascun lettore sarebbe tradotto nella lingua
e moderni scrittori e gli antichi e ve-
i ,
propria e se ne avrebbe una lingua uni-
:

dere a prova come li rispettino pi cabli i versale di cifre, comoda assai. Questo pen-
e i pi veri come gli artificiali c
, i paro- siero fu messo in parte ad affetto da un uo-
lai se ne facciano gioco. mo di raro ingegno e sapere, il portoghese
Distinguere i sensi e gli usi de' quali linheiro. Il quale le voci esprimenti idee
rapace un verbo, e le frasi a esso verbo morali dispose in ordine e ninner, e a ,

corrispondenti 2) distinguere le variet


, ciascuna di loro pensa porre di contro la
elle vengono dagli epiteti, e dalla loro col- corrispondente portoghese, italiana, latina
locazione ,
e dalla collocazione in genere e greca; lavoro che pare, di poco momen-
di voce qualsiasi ;
dalla variet dei tempi to , ma la posterit potr pen esperienza
e dei modi e del numero; dal prescegliere conoscerne i frulli.
Ln altro lavoro mostravano l'egregio
uomo potersi fare intorno a sinonimi; nu-
11 Art. EncyrlopdiC merare le idee eh' entrano in ciascun dei
2) Amare, essere, diventare amante; essere inna-
morato, in amore; innamorarsi; sentir amore, l'a-
vocaboli affini, ciascuna idea segnare con
more; dell'amore, un amore; e simili in infinito. ? un numero ,
e ridurre a numeri le sino-

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,

PREFAZIONE 55

mime. Allora vedrebbesi ancor pi chia- simo, e minore c di maggiore, e intel-


di
ramente in che le voci s accostino, in che lettuale piche animale, avr i numeri 2,
si disgiungano. Poniamo, amore, affezione, 4, 7, 9 11 12, 14, 15.
,

afillo, benevolenza, amorevolezza, dilezione: Lamorevolezza, eh segno di desiderio,


nell una o nell'altra delle quali parole siu- non vivo, del beue altrui, e per lo pi di
chiudono le idee seguenti : maggiore a minore, avr i numeri 2,7,
11 13, 15.
,

1. Desiderio o odio. La dilezione, desiderio del bene de' ne-


2. Desiderio solo. mici , lutto spirituale , ora iule.no , ora
3. Desiderio invincibile di natura, manifestato con sogni, abituale per lo pi,
4. Intellettuale. ci dar.i numeri 2 , 4 , 8, 9, 12, 13.
5. De bruti. Il qual metodo non si potrebbe, vero,

6. Turpe. adoprare sempre con effetto buono, n fa-


7. Desiderio del bene altrui. cilmente , o da pochi : ma tentarlo giove-
8. Del bene de nemici, rebbe per un soprappi; e ne uscirebbero,
9- Desiderio abituale. anco incompiuto eh e' fsse, vantaggi pa-
10. Vivo. recchi. L' ordine stesso de numeri varia-
11. Men vivo. mente trasposti, mostrerebbe quali le idee
12- Interno.
,
principali in ciascun vocabolo , quali le
13. Significato di fuori. dipendenti; quali le pi rilevanti, e quali
14. Di minore a maggiore. le pi leggermente adombrale. .

15. Di maggiore a minore.


XI.
Or ecco come definire con cifre i notati
sinonimi. L affetto essendo c desiderio
, MEMORIE DI RICONOSCER' ZA E DAFFETTO.
dd lene e odio del male , comprendendo
e il desiderio interno e i segni di quello, E qui parmi degno rammentare consen-
essendo per l ordinario non vivissimo, e so di riconoscenza coloro a cui quest'opera
cosi di maggiore a minore come di minore deve la sua non infelicissima riuscita. In-
J maggiore , laffetto porter i numeri 1, nanzi ili pubbicarin consultai per significati
10, 12, 13 , 14 , 15. e per differenze derocaboli G. 11. Zannimi,
L affezione , siccome quella eh desi- Gaetano Ctoni, e il padre Mauro Bernar-
derio del bene, e pu essere abituale; de- dini. De quali il primo immaturamente
siderio interno; non vivo; c cosi di minore rapilo alla scienza archeologica, autoredi
maggiore, come di questo a quello, ma commedie popolari che sono tuttora con
pii di maggiore a minore, appunto perch diletto ascoltate dall ingegnosa [delie fio-
oca molto vivo; eh intellettuale, c per rentina, uomo cortese a molli, fu a me cor-
estensione si dice anco de bruti , Io se- tesissimo, a me giovane sconosciuto o mal
gneremo co numeri 2,4,5, 9, 10, 11, conosciuto e da buoni giudici e da tristi
,

li, 14,
15 (15 pi che 14). or con giusta or con crudele severit giu-
L'amore, come desiderio ora dell'og- dicato. Possano gli amici di lui (se amici
?*tto, ora del bene dell'oggetto (ma di que- restano ad uomo morto) leggere queste
non sempre), ora abituale, ora no, ora
sto parole commemoranti il suo nome , con
temo tutto , ora manifestato con segni; quella dolcezza con eh io (infelice uomo,
per lo pi vivo , che non bada a disugua- ma lieto degl ispirati e de provati affetti)
gliante di grado; talvolta desiderio invin- le scrivo.
cibile di natura; ora spirituale, ora turpe, Egli lo Zannoni , e i due valentuomini
oraproprio de bruti; sar distinto da' nu- nominati , additandomi cou rara perizia ie
wi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 9, IO, 12 ,13, 14, propriet e ie ricchezze delluso, magevo-
15, vale a dire che or luna or laltra di larono la difficile via. E qui, se la religio-
focile cifre, esprimenti idee contrarie, gli ne dcH'affelto non rad vietasse, dovrei tra'
deterr. benemeriti del mio lavoro nominare ima
La benevolenza, per essere desiderio in- donna, una donna povera c ignota, ne cui
teri del
bene altrui, abituale, non fortis- colloqui attinsi dolcezza e di nobili sen-

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,

56 PREFAZIONE
tintemi c (l'elegante linguaggio. Suo, nella 4, me ,
prestarono s infaticabili il rammen-
miglior parte , il presente lavoro ; e tato sig. Poliduri c il sig. Giuseppe Mci-
molti di quelli che (se Iddio mi destina a ^ Bi. Cortesi di giunte c d'osservazioni mi fu-
lunga prova) compir, saran suoi. rono ancora l'avvocato Aubert di Nantes,
Stampatolo, cbi correzioni ed avvisi 5; Giovila Scalcini, Angolo Friguani, Pietro
amorevoli da Cesare Cant ; giunte con Leopardi ed altri parecchi. Tutti nominar-
esempi opportuni dal sig. Avv. Mancurti li non posso qui: perch mentre scrivo que-
5;
d imoia, da Filippo Folklori di Fanne da ste parole , da altri ancora m' aspetto pre-
Lorenzo Neri di Empoli. Il sig. Francesco j senti similitonde , pernon omettere la com-
Ali tulini, la mia prima edizione di Firen- memorazione d all'imo, a tutti insieme ri-
ze forni dun indice diligente, stampato a volgo i miei vivi ringraziamenti. Possa la
Milano , che le non manche-
mancava. Ma nuova ristampa fruttarmi nuove obbliga-
r alla presente, e accurato in guisa da ,
zioni , delle quali io non ho cosa pi cara.
agevolare il trovamenlo lin de' vocaboli il- Z All editore di questa quinta edizione
lustrati di passaggio nel corpo dell'artico- Gianpietro Vieusseux, quando debba, e

lo e nelle note. Le querele di lui circa i vi- 5 quanto volentieri lo debba , non qui luo-
zi tipografici di quella edizione, son vere; ?> go di dire. Le lodi tra editori cd autori, a
ma sappia l'egregio uomo che quell edi-

chi giudica dalla consuetudine guasta anco
zinne fu dovuta compire a spese del pove- inou guasti, paion, sospette, onde oppor-
ro autore; che in poco pi di due anni senza tuno ringraziamento sar perorai! silenzio.
contare gli studi preparalorii, durali quat- A me poi questo della lingua studio da
traimi circa) , in. poco pi di due anni , K mnlt'auni diletto, ni soqualc difficolt me
scrisse il libro, lo stamp, lo vend. ne potrehhesvogliareoramai. Findal 1826,
Aveva lautore a parecchi librai d'Italia J non compiuti i v cnliquaUr anni , io dise-
offerto il lavoro, e n' ebbe, al solito, dure gnavo un giornale di mera filologia italia-
ripulse , c da taluno sleali : poi messosi a na dove esaminare rispetto alia lingua
, ,

stampare di suo ,
prov (
pagando a con- jjj
le npere principali che uscissero; fermarsi
tanti c anticipato) gl'indugi superbi dello sulle edizioni de' classici, inuovi lesti, i
stampatore, e dovette a uu terzo del lavo- conienti, le grammatiche , i dizionari, ie
ro mutare tipogralia ; prov le angherie opere trattanti filosolcamenlc ia lingua
de librai. Quindi, uscito il libro, uscir- italianeo no; pubblicare testi inediti, ri-
no annunzi di ristampa, uscirono ristam- stampare i malconci; illustrare i luoghi
pe scorrette e monche, ultimo compenso ; ;
oscuri degli scrittori vecchi proporrccof- ,

alle sostenute fatiche c durezze. Questo sia rezioni e giunte al dizionario nostro; pre-
detto non a scorare gli scrittori amici del parare materia per un dizionario de' sino-
bene (che da nessun dolore o pericolo si nimi e uno etimologico: accumulare osser-
lasceranno scorare mai ) ,
ma s a togliere
vazioni intorno alla lingua delle scienze e
dallamente loro certe fallaci speranze, clic K i dialetti; agitar le que-
delle arti ;studiare
l'esperienza delle cose fanno pi dura. stioni allora v i venti intorno alla lingua cor-
A questa ristampa molti invocai, laono- : tigiana, e chiamare ad esame i libri an-
rnssero alcuna giunta ;e da parecchi uo-
d' 3 tichi e moderni che ne trattavano; racco-
mini cortesi edi chiara fonia, ne ottenni. gliere notizie per la storia della lingua co-
Pazienti c amorosi censori , anzi coope- 3j mune e de' dialetti ;
cercare le affinit del-

ratori (se la parola non superba) mi fu- ie antiche con la nostra; tradurre dal la-

ronoGaHanoCioui gi nominato, che far- tino c dal greco lo scopo di trasudare


con
te tipogralica onora tiillav ia con la varia nell italiano le greche e le latine elegan-
con la specchiala onest ; Itaf-
dot. ritta 0 ze; cercare i modi di rendere generale la
faello Eamhruschini, noto e caro all'Italia; conoscenza dell uso buono ; assoggettare
e Gino Capponi del quale il molto alletto
,
* aiilosofiri i grammatici studi. Certo , un
mi vieta di dire quello ch'io sento. A so- giornale di lingua pu riuscire importante;
pravvederc la stampa, a ordinare le ma- * c a proposito di parole, discorrere di tutte
teric, acompensare soprahbondantemen- quante le cose. Ala il giornale ideato da
te i leggeri inconvenienti della mia Imi- me non si fece ;
n io a quell' et ero suffi-
tananza, ad offrirmi giunte pregevolissi- v ciente a tale opra.

Digitized by Gcx> ;le


PREFAZIONE 57

Qualtr'anoi dopo intendevo percorrere 4, de'buoni sovrabbondante premio d'ogni


la Toscana e fare il dizionario di tutti i 3j e passata e presente fatica mia. E a tutti
suoi dialetti , nc' quali si vedrebbe essere coloro che questo dizionario degnarono di
tuttavia molla parte di lingua che chiama- $ lode, giusto ch'io manifesti il piacere che
si morta , e senza il sussidio de' quali non e ricevei dalle loro parole : perch , l'inten-
s'avr mai buon dizionario universale; in- dimento del libro essendo un po pi cho
coare un dizionario, veramente toscano ,
filologico, chiunque concorre a favorirlo,
delle arti con dot-
ede' mestieri (ojiern t'he diventa , agli occhi miei , cooperatore a
ta diligenza e con peregrinazioni annuali % quel fine al quale iho consacrali l'ingegno
e lunghi soggiorni sta procurando il lori- e la vita.
nesecav. Giacinto Carena, e senza la qua- Finisco con le parole dell'autore de Si-
le vano sperare clic si diffonda equabili) 5 nonimi rammentalo, il vescovo Pianto i-
e chiara la cognizione delle arti niedesi- gne; Yn lumen hoc quod muli is lueubra-
me); raccogliere quella parte di lingua ? tionibus a juvenilibus annis mente con-
ch' vivo documento de costumi d'un po- copi , alate crescente subsicivis horis
polo cosi singolare, costumi che il tempo absolvi, et senescente jam eorporc, ani-
viene a poco a poco disperdeudo: questo j mo vero viresccntc parlimi, co lubcn-
iontcndevo di fare, ma la mia proposta S: litis,leclor.aci ipe, quo ex interiori meo
and a vuoto. SU aifcctu manavil .
Per ritornare ai sinonimi
,
il suffragio ?

Sbirri, fi .y

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AVVERTIMENTO
++

/ nwm degli autori che delle loro osser- 4. inedito, 0 pieliti parte a cui esso precede.

vazioni arricchiscono la presente edizione, S; Gli articoli senza nome so n tutti del

schiereremo in un indice compiuto olla (ine sig. Tommaso. Quando nel medesimo arte-
g
dell'opera. 3; colo il suo 'finisce e comincia laltrui, la se-
a
A crertiamo frattanto ,
che la lettera A partizione c segnata da una lineetta ( )
al

(

a. i denota lavori d'anonimi rari, e %
a.*
capocerso e da un altra
f
alla fine.
1

distingue inoltre, gli articoli che composti ! A questo si badi per non confondere in-

Tommaseo sieme gli autori. L'asterisco insamma


dosservazioni del sig. e daltri,
^ (*) le

u nessuno appartengono in proprio. cose nuove, la lineetta (


j
le. altrui.

L'asterisco (') dice che l'articolo intero

La croce (7) dice che l'articolo 0 la nota sono aggiunte, di questa edizione (non comprese

in quella de! stg. Yteusscu .r ), e saranno segnate ( a. h. ) cio Anonimo barese.

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Sl&JLsl&A&Ax.^.
8>

| mZIOMIO DE' SI5WIUI DIU1 LUGLI IT1LIM >0,

te
& ff o 5i *i 5f$ i

5^
ffftff*

Abbagliare, Abbarbagliare, A liba- <? .


istantaneo . e non si potrebbe ,
pai mi , immagi-
nare continuo. L offuscamento pu durare piu o
einare, Offuscare. meno. t
abbarbagliar* vengono da splendo-
.Uariruire e Quest 'ultima voce differisce evidentemente dallo
re pu non venire che da Iure riflessa.
abbagli a re nitro in ci, che in vanissimi modi si pu offuscare
M
;

guardar fiso un oggetto ri si abbaglia la vista, la vista: questo pu fare non solo la luce soverchia

wmache l oggetto sia splendente e neppur lumi- o comunque sia incomoda, ma un moto rapido, uno
nosi. Quindi eh aoco una Inre tempero! issimi, sconvolgimento della macchina , un male degli oc-
woil (renimi d'un lume languido hnstanoad abba- ; tutte insonnia le cause che norriono alla
elli
chiara
y
>

gline: ad abbarbagliare, ad abbacinare non basta- e lbera visione. L'offuscamento pu dunque essere
v> IJ. Quindi ancora che leffetto dell'abbainare talvolta un effetto dell* abbagliamento : ma quello
eddlatibarhagliare pi forte che quello dellab- pu star senza questo, c leffetto anco durare gran
tarfiarc. E qual questo effetto ? tempo dopo cessata la causa.
l/abba^liainento confonde Ja vista : Jnbbnrba- Abbarbagliare, di sensi traslative ha pochi. Nel
glianenio la confonde un po pi fortemente : ma
proprio . vive tuttora nella lingua parlata
di alcune
possono scambiarsi talvolta. L* offuscamento non
citt di Toscana.
solo confonde ma oscura la vista : non solo impedi-
Abbacinare, in un mio senso forse da ammettere
traslato ; nel senso di vincere la ragione dell
sce la distinta percezione degli oggetti , ina tu* to- uomo
glie quasi la material sensazione, L'abbacinamento e quasi accecarlo, ma a poco n poco 1). Cosi direm-
o
iwria il sesso stordito e locchio stesso talvolta vi-
mo : lasciarsi abbacinare da ftiuesli consigli ; dove
abilmente offeso. Ond' che abbacinati si chiama- abbagliare s'addirebbe meno.
a la Toscana gli occhi, quand'indicano il patimento Abbagliare esprime illusione, pregiudizio , e si
riferisce piuttosto alle preoccupazioni della fanta-
d una malattia ; come ne' bambini che patiscon di
dicesi quello sia , alle seduzioni della speranza, che ad altro
tariti. Abbacinamento , in generale , 2).
dar liscia sull'occhio effetti pi evidenti; c ci v iene Quel che abbaglia la mente, le tremola quasi c bril-
la dinanzi.
forse prima del vocabolo, che signifi-
dallorigine
cava un tempo accecare con bacino rovente, ond'era
. >J Offuscare allincontro dicesi meglio di passione,
<

sinonimo dell'assoluto accecare. ed esprime effetto continuo. Quando il


considerato quasi pregiudizio
sinonimia nelluso vivente perduta, si forte che simpadronisce dell affetto, allora
Ila niiai tale non
abbaglia, ma offusca, fili oggetti dell umana
ji'>n pi che slorica.'Nell'aiitico poi accecare di- su-
s4ingurvH<i da abbacinare , come il genero dalla
pei bia abbagliano in prima la mente, per
offuscarla
di poi : rendono il superbo tristo giudice,
tpci ie come leffetto dal mezzo.
, noi lo
Labbagliamento inoltre pu essere una sensa- fanno uomo tristo.
iiutic abituale o prolungala 2j. L'abbarbagliumento
Abbacini! re , nel lrnsl.no , esprime errore
di
metile esaltala: diliscare esprime errore
lenente da
idee confuse eil oscure, rrrur pi continuo.
Si dir-
abbai inalo dallo splendore di una falsa
dori, ,
i) Datti, delle carne d piombo clic coprono in In- fuscalo nell' intelletto da preludilo,
Lrc*o gT ipocriti D fuor dorate son s ch'egli abbaglia. - passioni.
kksi d a ixuobili ,

U
:

fi Pmii*> : luce che da (unge gli abbarbaglia, Qui si


^ta d'una luce piu forte rlw non il luccicniv delle
Q PI* dorale. -L'A iiIimTo: Cadere in terra allo sfdrmlor
e*p# itagli occhi abbacinali e senza flrtltf.-lllluTl:
(
Dc n v' "
i 1
f flcadorr
* 'i*
'
tt'<n offuicma la vista, pei dir cru contemprato jtchi'r
..
31 incanti7 e rn abbacini . r , ir.
,tor
h fuslf umbra,

V labro cur. mal. Il sta ubbogt Piissimi. T /,uoo. Mgh gt, ou A, J, ir mHhIo.
l '

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, s .

60 ABBAG -$e- ABBAS


2 Abbassare, come pi generale, bn traslati pi va-
'Abbaglio. AbballagRlne, Sbaglio.
+ ni; abbassare la superbia, il grado, il prezzo. ro-
mani
11 secondo non nella lingua parlata dora , chio
sappia : ma pu esprimere lo stato dell* abbaglia- 7
mento . o essere un frequentativo d' abbaglio
: ab- Abbassare, Avvilire, rinfilare.
baglio lalto, o per dir meglio, la passione attuale. Abbassare , dallidea di scemare laltezza visibi-
Si usa, in Toscana c altrove , abbaglio in senso le, venne ad esprimere scemamente della dignit,
di sbaglio ; e forse lorigine di sbaglio abbaglio , del valore, del merito.
come dire che occhio abbagliato non vede bene.
1
Avvilire, gettare in unabiezione vergognosa,
Irta non so se Sia necessario ritener le due voci nel rendere o tentar di rendere piu o men disprezzabile.
senso medesimo o prossimo. Checch ne sar , io Umiliare mettere in uno stato tale che l'uomo
dico 1' uso. E l uso Micie che abbaglio sunisca col senta la propria debolezze.
prendere , o col pigliare : sbaglio col commettere o Abbassare meno di tutti. Conviene che voi v ab-
col fare, o simile. Chi prende uu abbaglio erra (pa- bassiate verso coloro che non si possouo alzare in-
re; itili leggermente di chi commette uno sbaglio. aino a voi.
Si sbaglia talvolta in digrosso e c' degli sbagli , Avvilire pi che umiliare. L uomo grande pu
clic son falli e colpe. Abbaglio riguarda pi diret- essere umilialo ma non avvilito ; la gloria lo segue
tamente la mente : labbaglio preso cagione dello nell* umiliazione, la virt lo sostiene. Tutto cinvi-
sbaglio fatto. ta ad umiliarci, perch lutto ri parla di grandezze,
Diciamo inoltre in modo assoluto gli stato no : maggiori che In nostra non sia; niente ci obbliga
sbaglio n comune il dire gli staio un abba-
; , ad avvilirci.
glio. Diciamo per isb gl io e non, per abbaglio. L'uomo modesto abbassa in faccia altrui;
, ,

Sbagliare e sbagliato, son derivali che abbaglio non vile si avvilisce; il


si
pentito si umilia. noi bai d il

ha in questo senso. 8
3 s 'Abbassarsi A, Abbassarsi dinanzi.
'Abbandonarsi, l*arsl In preda. Abbassarsi a rosa vile: abbassarsi dinanzi allal-
Il primo i pi gentile, e men
forte. S abbandona Il primo colpa; il secondo dove-
-

trui grandezza. .

dal piarerc o dal T. Chi sabbassa dinanzi a Dio, sa poi non sab-
un' anima fat ile a essere v itila o re.
deter-
dolore. Vani in preda esprme volont piu bassare cogli uomini ad atti indegni.
minata , c ha senso piu sovente nten buono.
ani- V 9
' abbandona alla piota , alla tristezza,
all'amo-
ma 'Abbassarsi, l minarsi.
, a Ilio. Nelle
cose u-
re; s'abbandona a un amico
inai; ch chi s'ab- Umiliarsi pi nobile. Il giusto s umilia, il su-
mane piota non abbandonarsi
bandma non possiede s stesso, diiicnr secondo perbo ambizioso sabbassa. Giova umiliarsi a ogni
la potente frase latino . impalmi.
si da in duro uflizio per far il bene degli uomini: abbassar-
ti non mai necessario. Luomo clic teme
Ab- umiliar-
preda ai vizii. alia vidimi . alla disperazione.
bandonarti vale anco cedere al volere altrui, porre si, per questo appunto sabbassa.
doni in preda. Nelluso moderno, e anco nel linguaggio cristia-
in altri intiera lduria; n qui sta
no, umiliarsi ba talvolta senso men alto; ma
giove-
1 sensi meramente
corporei del primo ironie ab-
serbarlo indicare quella virt che col suo-
bandonarsi sopra persona o cosa , l'occhio che s'ab- rebbe a
no Stesso esprime l origine nostra. Hu utili
da hu-
bandoua !j e simili) al secondo non tanno.
mus. 1/ umile rammenta che la terra comune ma-
,

4 tutti si a in tratti, e alla


dre nostra, die dalla terra
Abbassamento, Bassezza. terra ritorneremo. La virt predicata
da Cristo
u-
\>| trasiato, V abbassa turata volontario
pu dunque una sublime ricognizione dei limiti dell
essere di poco tempo la battezza :
atto od abito maua natura; e questi limili distendendo agli uomi-
r oti l'ono- li fa tutti uguali, e nel
deprimere, innalza
rie inspira il disprezzo inconciliabile , ni tutti,
nello scrivere rende l umanit. Clic se I ebraica
origine di Adamo la
re I' abbassamento del lotto umanit
lo stile meno elevalo e pi gradevole, forse per. be voce terra (Limo terrete ) umilt e
la medesima origine: e questa
per
bassezza dello stile Io rende ignobile avranno dunque
pi vario,
beaizk
l.a
tutti i rispetti sara virt essenziale all umana
e triviale.
natura.
.
senso men buo-
, .

Ilo dello che umiliarsi hn talvolta


Abbassamento, Sbasso. no : ma allora pure men forte dellaltro, t titillar-
poveri si
Abbonamento < " he vocabolo della sc ienza t-s
si ai potenti men reo che abbassarsi. I

del valore almosfcri- ricchi s abbassa-


per signilicarc la diminuzione umiliano per chiedere un pane; i

commerciale, che st-


eo Sbalza termine solamente no per avere una carica*
rabbassare del Ila tendila d.lle
imifica
. ose, clic diresi
anco (e forse piu . ..illunemente, ri-
per lente di sbasso; dare 'Abbastanza. A Sufficienza, Assai,
balzo. Vendere eoi venti
al mezzano uno
sbasso ; e simili. A. Sufficientemente.
A quanti!
Il primo riguarda pi propriamente la
Abbassare, Chinare. rbc si mola vare; il secondo quella elio si vuole
_ Abbonare diminuire una specien dell'aWaz-
da l'altezza, togliere adoprarr. non
Lavaro mai ba
bastali
abbailamali 1 pr-

luogo pi alto. Il chinare , dia., non Ila mai a t ufficier. Diciamo:


quando della cosa non vogliamo pm a
siiHiricn-
saro : si china dordinario piegando.
;
za,
za. quandi, tic abbiamo quanto si
richiede aim.tr m-
macinar quan-
V I, lu certi rasi abbastanza indica
ha
gli tome d.rc
Ma questo e modo poetico. it: perch dicendo abbastanza,
l) Desti'.

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ABBAT -$> ABBIG CI

che an di pi sarebbe troppo; e dicendo a sufficien- latamente diciamo di una contrapposizione, di un


za. irli apporterebbe abbon-
e couic dire che i) di pi cambiamento totale, c il pi sovente improvviso.
danza. rnanon riuscirebbe soverchio. Sidiced'una Distruggere il libero arbitrio, non abbattere. ro-
rendita mediocre, che se n ha a sufficienza, non ab- mani
bastanza. a.
12
Ami riguarda la quantit in s
: a sufficienza la

quantit che serve all'eletto 1). Questo secondo


Mbblwl, Alfabeto, Abbecedario.
modo pi proprio laddove trattisi appunto di fare. Abbicc pi popolare. Alfabeto, pi scientifico.
ila perche il servire appena appena alleffcUo Il primo non si pu dire che dellalfabeto italiano ;

volato sovente grettezza, c la virt, la previdenza, laltro di tutte le lingue,sebbene lorigine della voce
linsesno debbono mirare pi in l; per lavverbio sia greca.
luffkunUmtntt venne ad esprimere quasi nedio- Abbecedari! sono i dove sinsegna labbicc.
libri

remoite; ed ha senso meu buouo del modo avver- In ordine alfabetico si pu disporre una scienza, tut-
gatti te le scienze.
biale, a sufficienza.

li

Le arti , i mestieri hanno degli abbecedari!

:

per esempio labbecedario pittorico. A.


Abbattere, Demolire, Rovesciare,
Rovinare, bislruggerc. 13
Abbigliare, Addobbare, Adornare,
Abbattere buttar gi quel clic stava elevato.
Demolire abbattere varie parti d'un edilizio finch
Guarnire, Burnire, Fregiare,
non ne resti che lInforme maceria. Rovesciare Raffiazzonare.
cambiare la posizione delle parli, sicch ci chera Adornare d'ogni sorta
, di cose. Adornare una rit-
sopra teuira sotto, fiocinare far cadere in rovina, ta di mura, In terra di fiori, il capo duna ciurlami*.
e si fa coli piu impelo che a demolire. Dittruygere Abbigliare esprime ornamento di persona: addob-
toglierei! collegamento, le forme, l'ordine delle bare, ornamenti di case, di corti, di chiese.
parti, la istruzione delle cose, tino al totale scom- Saddobba una stanza, una donna sabbiglia 1).
Muneitto. Si abbatte ci cir allo, ch in alto; si In questo secondo, luso moderno costarne. Ma
demolisce ci cbc edificato; si rovescia ci che pu, soii tanti gli esempi di addobbare applicalo a per-
derubi, mutar direzione; si roiina, ci che pu, sona che uon si pu della detta osservazione fare
cadcnd< dividersi, sciuparsi; s distrugge, dissi-
. una regola generale. E nel caso della eccezione la
parlo IpnliQC delle cose, e talvolta la loro appa- differenza sta nella natura degli ornamenti. Lad-
renza. dobbo pi ricco, pi solenne, pi grave; ('abbi-
Lazione d'abbattere pi o meno volontaria, gliamento pi leggiero, pi comune. pi ad eleganza
pi o meno forte; sabbatte anche di un colpo. La- che a pompa. Diremo: gli addobbamenti reali sacri,
liaae di demolire proporzionata olla resistenza c: gli abbigliamenti muliebri. Un vanerello va ab-
delia mole, c non dun istante. Lazione del rove- bigliato, un superbo vuol uscire addobbalo: questa
sciare, ora volontaria, ora no, ha sempre del forte forse frase ironica; quasi per alludere agli orna-
C./V
e del liulcotu. Lazione del distruggere, libera o menti dun intera stanza trasportati sopra una sola
necessaria, potente, insistente. Si abbatte un al- persona 2). Lobbigliaineuto pu consistere nella
bera a colpi di scure, si demolisce una casa, lun leggiadria di que vestili che pure son ncccssarii:
moro dopo laltro, e lalor anche lino ne fondaioan- laddobbamento sopraccarico , sta quasi sopra al-
ti; si rovescia una tavola, volendolo o no; si rove- lahhigtiamcnlo. E s noli che addobbamento dicesi
Kia con cannonate un bastione. Il temilo distrug- delle persone, addobbo dei luoghi.
ge ogni rosa, e nel distruggere adopra la lima pi Guarnire adornare non persona, ma cosa con
che la falce. aociACD cosa che le si aggiunga 3). Borgbini: on trafilare
Si abbatte un muro quando con forza improvvisa co colori alcune guarnizioni ornamenti doro.
violenta si getta a terra: si demolisce, separando Fornire, di persona e di cosa 4). Fornire la casa
a poco a materie delle quali deostruito. Lab-
poco le d'utensili, la cuciva darnrsi; fornito di danari.
battere inoltre farsi senza il concorso delluo-
pu Adornare ha malti scusi trnslnii; abbigliare e ad-
mo: un tremuoto abbatte molli edifizii. La demoli- dobbare son poprii. Guarnire e fornire hanno qual-
ti me? sempre leffetto della volont e dellopera
che travialo 3j.
aaaa.
Raffazzonare esprime rinnovazione, riduzione,
Rovesciare o voltar sossopra o far cadere a r<v miglioraineulo, adornamento alla peggio, di cosa
scio 2). Distruggere, secondo letimologia, do- nou bella per s. romani
irebbe significare, disfare il costruito,onde diver-
rebbe medesimo che demolire: ma luso applic
il

* distruggere il senso di un disfacimento pi com- l> francese habi/lement, ritenendo Vh della sua ori-
Il
piuto, ura piu ora inen rapido, ma che riduce le cose gine, dimostra ancor meglio clic qursta voce \ iene da
<1 nulla. Il fuoco distrugge una nave, non
la demo- bito, cle dunque personale ornamento,
lire 3;. n) Fwkszcola : r astila in y uA/a pulsa che pii antichi
tornane neutro passivo, ed attivo. Talvolta addobbav ano Giunone. -Dwa*/atI : Con ri, 'che collane e
segue sema impulso esterno visibile, c a caso. Ro- cavalli addobbati. Nou si direbbe, pariui cavalli ab- ,
vina una torre, un tempio, un teatro. bigliati.
Abbattere ha varii sensi rasimi; abbattere le t Addobbamento della persona e deluoghi addobbo :

bine, lanimo. Demolire non oe ha. Rovesciare tras- de luoghi sempre.


Giambi llviu Cavallo giuntilo di teda e di freno
3) :

dorato. -Spada il cui guunimento non si saria di Uegieri


i) Sub*facto, potuto apprezzare.
J
) G. \ num : Fecrrla cadere e rovesciare in mare con 4) Novellilo Fornito : d'oro e di pietre.
uomini che tu
v' trono. 5) Boccaccio : Fornito d'altissimo animo.
-Geicru.
tyti. Violasi; Disi rulla Troia. DlM : Fornito di virt.

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*

62 ABBON -tf}- ABBRli


Sabbigli, la persona: sa<lornann a persona a
cofic. Si guarniscono luoghi e vestili; guarnizioni) t
dellabito, rocra guarnita, guarnimeutn del cavallo. f Abbozzo, abbozzamento, bozzetto^
Si apponendo ornamenti di Hiori. L'adoma- bozza, schizzo.
mrnto pu rostri* intrinseco all oggetto stesso, c L Abbuzzo
parte essenziale di quello. gatti gii
primo lavoro d'un'opcra di pittura
il

di-terminata, che devo servire di guida peri lavo-


11 ri successivi 1). Abbozzarne nlo preso nella stessa
: ;
significazione ma jiotrebbc signilicare piuttosto

Abbondante , Abbondevole l'ulto


,

d'ahho/zurc.
Sebbene i dtie moli
snvrnle si srnmbino, seb-
i Bozzetto, come accenna la sua forma diminutiva,
bene la desinenza in troie indo lii nellitaliano soven- unpi*co|i abbozzo, clic nella lingua parlata si dico

te non la possibilit n la potenza ma laito ; gi.ua .


am be macchietta; sebbene questa vce non indica
nondimeno rammentare, dovunque si possa, la ori- propriamente che que' disegni o pitture condotte
ginaria siguitrazioiM- dei In desinenza; e pii. por con molta facilit senza mollo colore 0 matita, ma
esempio, notare elio talvolta abbondevole baie pro- pure con certa freschezza ed accordo.
priaiiieiiie abbondatile piu in potenza elio in atto; Bozzo per suo primitivo, non usalo in questo
o. se in aito, vale polente. |ier dir cosi, ad abbon- SCUSA, almeno nelle scritture; Bozza si: e da abboz-
date. Il Boccaccio: dei beni della fortuna conve-
. zi* a bozza che quest ultima voce per lo pi si dice

nevolmente ahlmndantc . F. il Varchi: r*>a ohe di un abbozzo non finito. K pi, bozza ha traslati,
faeeia pi bella e pi ahlMinde\de In citt . Nel che bozzo non ha. Cosi bozze e non bozzi sono le
primo mal suonerebbe abbondevole , e nel secondo scritture non ripulite, tronche ed imperfette.
sarebbe meno efficace abbondante. kosi ani. am- Schizzo un primo pensiero appena indicalo,
moscili senz'ombra e piasi senza cmlorni finiti. Fattone un

Abbondevole (pi raro), pare talvolta pi in- po' di schizzo, con leggiadria toscana dice il Davan-
determinato, talvolta meglio s'accomoda a signifi- zali, v olgendo il lesto latino cestirla ac lineamento

ca* nini inorati. quirdam. a. a.


Diremo abbondante di ricchezze, lagrime abbon- 16
dami. abbondante allegrezza !}, meglio che abbon- Abbreviazione. Abbreviatura 9 Ab-
devole. Ma diremo col IWrurrio: Citt di varie
breviamento.
<

maniere e di nuuve genti... abbondevole . Fiume


abbondante; ingcgim, r abbondante, e abbondevole: Abbreviamento del tempo; abbreviazione della
:
pena; abbreviatura delle lettere nello scrivere. Le
:

annata abbondante, terreno abbondevole - Abbon- f


dante ha inni senso, laltro non tanto. Abbondante * ablirev idturc sono abbreviazion di fatica. Il reo con-
di guai meglio che abbondevole. a. s dannato domanda l'abbreviazione della pena. La via
agevole, sebbene obliqua, porta un abbreviamento
13
e* di cammino sopra la via diritta, ma disagiata r sca-
Abbondanza, Ricchezza, Opulcnza 9 $ brosa. Abbrev iazione l'azione dell'abbreviare; ab-
Dovizia. (berta. r."
> . breviamento il fatto Icll'alibrev iure. Quando lab-
Abbondanza esprime quantit pi che neces- brev iare naturali-, si dir abbreviamento, non ab-
saria alla soddisfazione del bisogno ; ricchezza , breviazione 2). Labbreviamento, non l'abbrevia-
quantit pi die necessaria? ma in quanto posse- zione de giorni : l'abbreviazione , uou labbrevia*
duta. L'abbondanza 'Una miniera sta nel molto u- mento di uu'opcra.
metallo che da quella si trae: la ricchezza nel valere 17
di esso metallo. L'abbondanza produce ricchezza. AbbruMtoIi re, Abbruciacchiare, Ab-
LAVEAUX bronzare 9 lottare, Strinare 9
Abbondanza, gran quantit di rose di specie qual-
siasi; ricchezza , possessione di danari non pochi e
Rosolare.
di beni che servono agli usi del vivere: opulenza, Abbrustolire , porre le cose Intorno al fuoco si
unione de beni della vita, forniti da una larga ric- che s'asciughino, e non ardano n si cuoeano, ma
chezza. L'abbondanza pu essere nociva, la ricchez- si riscaldino e abbronzino. Esprime lazione non so-
za inutile, l'opulenza goduta. Labbondanza Ielle lamente del fuoco ma e dun forte calore. Si abbru-'
miniere non ricchezza in paese che non sa prolt- stolisce il pane; che si dice anco arrostire: se trop-
tnrne. Lavaro ha ricchezza, non opulenta. po arrostito, egli bruciato; se appena messo sul
Ricche dinotisi e le persone e le cose; opulente fuoco* e n anche abbronzato, gli risecchito. Si
persone. i abbrustolisce il caff; che dicesi anco, con vocabolo
sole
Si
le
pu godet e una ceri' abbondanza, e non essere
s pi approprialo, (oziare. Il fuoco, il sole abbrust>-
pu il ricco stentare e non vivere in abbon-
ricco:
danza. OIJtVILI.lBBS I iiscoit le carni.
Abbruciacchiare hruriare le estremit pi tenui;
Dovizia abbondanza che giunge
a ricchezza, por esempio degli uccelli, quando, pelati si mettono
cio che serve appieno all* uso, e ne sopravanza al- alla fiamma per tur via quella peluria che rimari
quanto. V berla abbondanza dei d/ni della terra c loro dopo levate lo penne. Cosi delle ragne di
seta
dc'li animali che l'agricoltura educa ed alimenta. che i bachi lasciano nei manucllctti dove han fatto
|jn poi qualche senso trasiato. catti il bozzolo. Questo in alcune parti di Toscana si
dice
firmare 3}: ma lo strinare esprime in particolare
;

i) Boccccio. 1) Milizia. .

delle notti e per t ac-


3) Cresce* zio ,
V. ; Piffer t arbore pi abbonde- 3) Lati *1 : Per lo abbreviamento
vole e piu al/e^rv. II. 1 7. Colui corteccia di terra e ab- crnunwtUu del di. .

nella Crusca del


bondevole di tjuefrutti che non ficcano in profondo foro 3j Strinare , e con un solo esempio
radia. T Cesari , in miio contili lo.

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,

ABIET ot* ABILE 63

Jshbnicianienlo de peli (sien poi di qualunque spe- lnsomma la prima di queste voci pu esprimere una
cie): men generale di abbruciacchiare.
ood sventura la seconda una colpa 1). E quandanro
,

Tonare comune a' varii dialetti dItalia, e anco parie dellesterna abiezione entrasse nei l'animo del-
ia Toscana notissimo. l'infelice, la sua non sarebbe ancora abiettezza : tra
troncare, voce aneli essa delluso vivente, Fona e laltra correrebbe la differenza ch tra avvi-
esprime leffetto del primo abbruciar che fal fuoco limento e vilt , tra abbassamento e bassezza.
U superficie delle cose; quel colore tra il bruno e Altri dir che in tal caso il senso della voce abieU
il rosso che si diffonde sui corpi. tezza pu essere espresso appunto dalle altre voci
Jtojofarr, che le vivan-
definisce la Crusca, fare pi note, battezza, vilt: ma ('abiettezza pi di-
de per forza di fuoco prendano quella crosta che spregevole , pi profondo, piu volontaria , pi rea.
teoae al rosso. Questo verbo adunque differisce da
20
abbrunare 1 perch il rosolare condizione della
'Abile, Cupaee, Allo, Adatto, Dispo-
cottura 1), l'abbronzare dordinario un difetto un
male. T
,

Nellabbr ornare non si suppone quella cro-


sto* Adattato, Idoneo, Acconcio*
sta che fa il rosolare. 8" Leffetto di questo gra- Appropriato.
duato e lento: di quello,
4
U
Si rosola al
pu essere quasi istantaneo.
fuoco; sabbronza anco al sole 2).
Abile dicesi propriamente danimale intelli-
gente, e indica le facolt che lo pongono in pradn
Rosolare ba un scuso traslatu, familiarmente di fare tale o tale operazione alquanto complicata
parlando: FI' ho rosolato bene dicono in Fircuzc
, ; e continua.
c intendono, lho bene acconcio : e dicesi di parole Capace, propriamente, indica idoneit a contene-
e di fatti. mun re, per forma, per estensione. In senso figurato
18 attitudine a capire, a comprendere. La capacit
r
Abietto, Vile, Bosso. guarda meglio ia conoscenza dei principi!; {'abilita

Ci che abietto bassissimo. dirsi bas- Pu


lesecuziune di quelli.
Atto, esprime relazione generica di convpnienz.
so cd abietto, perch questo secondo rinforza.
tanto delle cose quanto delle (tersone. Notte atta
Basso, parlando del prezzo, o traslato o proprio,
alle insidie, mezzi atti al line.
d'atta cosa, meno rise vile. Una inercc pu avere Adatto 2) dice un po pi. E usasi meglio delle
prezzo basso, non vile.
persone. Adattato, reso aito. Onde diciamo: discor-
Ci che basso non elevato; ci cli abietto si
so adattato, citazione adattata, perch luomo
?tllavia, si rigetta 3). Luomo d'animo bsso di- adatta al proposito.
li

spreizato: di condizione abietta, rigettato.


Disposto, esprime linclinazione piu che l'attitu-
Professione bassa quella ch abbahdonota al po-
dine ; inclinazione a cose anco semplicissime alle
mo tolgo : abietta quella che abbassa luomo al
quali n abilit n altitudine quasi son necessarie.

,
disotto di se, e lo sforzo ad umiliazioni amare: vile Disposto a venire, a soffrire. gatti
quella ch' infame o che
U societ considera come spregevoli. -- boi bai d
quali
si esercita da uomini i


La disposizione (dice il Guizot) fa fare. Fatti,
ludinc fa riescire. Disposizione il primo grado
lile cosa di poco pregio; e si oppone a caro. di
attitudine. Molti hanno disposizione a far versi
Vile dunque mcho d'abietto. Vii. s. Ani.:
Fosse titudine pochissimi.
boinvii.liebs
at-

*da persone tanto vili e cosi abiette accusalo .
D. 6. Celie: La semplicit della coscienza, la qua-
Abile pi che capare. Si pu essere rapace
di comandare; ma prima di diventare abile a
Mingiusti dispregiano come cosa vileed abietta. co-
mandare, conviene aver comandato pi volte feli-

Abietto non ba senso altro che figurato. Ser-
cemente 3). Labilit in ano, la capacit piut-
vit abiettissima : abiezione

l'if, allincontro,
danimo e di costumi,
e nel traslato c nel proprio. Vii
tosto in potenza.
enciclopedia


Abile dicesi di persona. Capace c di persona e
pezzo, vii merce, panno, frullo, moneta, soldato,
di cosa 4).
rito.
Lattitudine quadra naturalmente, oda s. al line
Perch si sogliono gettar via le cose che si re-
a cui si destina l'oggetto. Loggetto idoneo piu o
putano di nessun valore n uso, per l'abiezione pu
meno atto in potenza.
nruardarsi come effetto delFavvilimenlo o della vil-
tt della cosa. romani Diciamo idoneo, specialmente delle persone. At-
to, c di persone c di cose.
19 L'attiludiue suppone dordinario un alto o una se-
Abiezione, Abiettezza. rie dotti non molto complicala; l'ufutictd, molto
pi. Alto, diremo (non idoneo) a portare un peso:
U secondaqueste voci adoprata dal Segncri
di
idoneo a sostenre un uffizio. Quindi che idoneo
Mio: ma, quandanche io ne avessi l'autorit, non
susa specialmente d funzioni, di cariche.
wei espellerla dalla lingua. Abiezione esprime lo
*uto: abiettezza, la disposizione dellanimo. I.uo-
Alto esprime disposizione men prossima , e
talora non sufficiente allo scopo. Adatto pi. Il
0 oppresso dallingiustizia geme uell abiezione:
primo nel possibile, il secondo pi in alto.
questiper non penetra nel suo spirito, non vi ge-
L'uomo atto alla cosa ha alcune delle qualit ne-
DtTa l'abiettezza del sentimento. Ma come faremo cessarie; luomo adatto ho le qualit, c i mezzi an-
ni ad esprimere l'animo abietto di un potente for- cora. Chi atto a insegnare , ha delle cognizioni
Uono? La sua non abiezione, abiettezza 4).
buone a ci, e delle disposizioni, se vuoisi'; ma pu

') BtrosiMoTi ,
Fiera : Per rotolarsi una gentil sfo- ) 1 latini esprmono amendue queste cose con la sola
ttuta. voce abjrctio.
) libr. cor. mal. : Abbronzamento del sole. a) Quasi atto ad. M agma ari uc A far la riverenza
: :
1
) Avario. Aveva il corpo a maraviglia adatto.
5) Steseti : Le ubbidisce per timore d pena ,
perch 3) fiabe ) habitus.
abiettezza.
4) Capto.

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- ,

ABILI -w ABITO

ci giovi l'esercizio e
tuttavia non essere adatto. A
l'esperienza. Talvolta pi
atti loor.ramcnle al go-
i
Mbitazlone. Cosa ? .lbl<aeoIo, Domi-
verno ilei popoli, in pratico
sono a cu, meno allatti. cilio . Albergo, Alloggio, Ospi-
l'altitudine apparente,
Adatto, insemini esprime zio, Ricettacolo.
immediata, sperimentala. a-


Accoltelo ditesi per lo piu
di disposizione ve-
circostanza dicon-
L'abitazione pu essere una spelonca, una car-
un ospedale, un tempio, un palazzo, una stanza.
nuti dall'arte1). Poi il tempo, la cere.
abili od alti. Approprialo c ancor
acconci, non L'abitazione le* ladroni di mare o di gente simile,
non ANI
ui
pili. non rasa. Chi prende a pigione un appartamento,
at ha abitazione, non rasa. 1 Greci cosi distinguevano
la 3 *{ax; il primo la casa dimora ;
l'altro la
Attitudine, Capacita. De- Cwr. Aji
Virilit. casa edilzio. C poi delle case disabitate o inabi-
strezza. Ubili.
I.olliludi'ne disposizione
talvolta lontano: loi- La min casa, non sempre lo stesso che la

potenza di fare, pi prossima. Pu [


uomo mia abitazione. C delle case dove il padrone non
( ,.

essere allo da natura ad un'arte , e


non abile , per abita. Poi s aluta non in case soltanto. a.
diletto d'esperienza o di si
udio. Anro i paturalmen-
acquistan-
Abitazione pi generale : indica c il luogo
tenon alti, a forza di esercizio, vcugouu ove s ubita e il modo.
do una cena abilit.

La capacit riguarda piu
propriamente n
il
...
sa-
Abitacolo v quasi disusato, tranne nello stile bi-
blico o nel giocoso. Domicilio il luogo determi-
pere, il comprendere: labilit, l'operare, le relazio- nato. dove l'uomo risiede, dove lautorit lo riguar-
alle cose 2 L una s ha dallo da abitante. Albergo luogo pubblico, o ricovero
ni pratiche dell'uomo
.

Studio, l'altra dalla


esperienza. l'esperienza aiu- Ma de viaggiatori clic pagano. Alloggio propriamen-

ta intendere: e per l'abilit accresce la


ad
capacita, te debilititi ma ditesi anco degli altri. L 'ospizio
:

intendere facilita l'operare:


pero la capacita e ordinariamente gratuito, e accoglie poveri o vian-
i
vera. La capacit gio- danti- Ricettacolo qualunque sia luogo ricevante
Principal condizione d'abilit
ia a bene intraprendere, l'abilita
giova a ben rtu- persoua o cosa. gatti 1

*' faccende, ma 23
TV destrezza s'applica non solo alleandrebbe.
ancora a cose, laddove abilit non
De- Abitazione, Soggiorno, Dimora.
sirena di camminare, non abilit:
g RAID
abilita di can-
L'aWlaxtOfte luogo genere da abitare, ma
in
tare, non destrezza. che talvolta non si abita. Il toggiorno non di
Altitudine ba pure significato positura,
cium
li
lunghissima durata; il domicilio fisso in ut luo-
il

persona 3
movenza di go : la (/iwioca dovunque si rimanga per un rio
22 tempo. enciclopedia
*A bisdosso, In groppa. Quando Dante nell'ottavo del Purgatorio adopera
Per buon pensar di bel sog-
Il scila o altro, stilla schiena del
primo, senta
la bella frase
giorno .
:

e' non Caccva che abbellire il suo verso


cavallo cavallo nudo. Il secondo, non sulla
i, a
cavallo b llorot. Post dun modo popolari* vivo tuttavia nel parlar de
.

schietto, ma sullo groppa del


:

dtnercn- tose 2 ni. Di una casa ben arieggiata, ben soleggiata,


cnuitrm sedei atra cura 6,. Ci nasce dalla
e groppa dell ani- allegra e sana, dicesi tuttod: gli un bel soggior-
ra rh'c ira le due voci: schiena no. E non lo stesso che dire bella abitazione.
dolio.' questa
male. Duella dal collo a tutto il " Perche abitazione in questo senso indica piuttosto
sopra le anche.
dalla fine del dosso in poi siuo le qualit del luogo ove s abita; il
soggiorno in-
ctoni dica il bene stare di chi ci abita, l'effotlo dello
dette
23 qualit. 2' Pcrrli l'abitazione piai essere
Mia e
Alai fare. Dimorare. splendida, e non sano e non buono il soggiorno.
dimorare anche per
Abitare per tempo pi lungo: 20
. fommorandt natura
pochi momenti. Cicerone
'Abitudine. <ol urne. Costumai,
:

olii, non katntanii de,hi


.
diano m
Assuef Udine. Consuetudine. As-
ri il
delle cose: ma non abi-
Dimorare difesi amo
tare, nel comune linguaggio. Que-to r, veglia
I idea
suefazione. Isanza, Iso, l ezzo.
ri'un ricovero:
dimorare non indir nitro che per- Abilitazione.
manenza piu o mcn lunga in un luogo qualsisin.
.

ROMANI Abitudine deHabiloozionc.


l'effetto
abitudine. L.nt-
L'oiW
Zinne, l'alto ilei venire aequistindo

turlitie riguarda l'agente : il eoztmii riguarda


tosto l'azione. costume la ripetizione pi
Il
piut-

della quale ripe



frequente lei medesimo atto, *

l'abitudine ' effetto.


Consuetudine un ordinario mudo d
operare,.

dotto da lunga c pi o meno frega


*
i) Conto- d'atti, m-' quali ha parie,
operando o permetter!
li que
il S e habrre ad .

rane
. ..
all, rodio,.
.
una popolazione intera, o parte mai"
l

D1 Tulle disposte!bellissime
I sanza ancb'essa
abitudinedi parcccbl.
3S '

bisdosso..
4) Beasi :
Che sopra gran corner "eoe ionio solenne quantola
consuetudine. ,.

essere piu su uro


|

ritroso ed a bisdosso.
Itali : Caea/capdo a solo. Costumanza pu
essagli ss
Accostala (col cavallo) , ed pral Irato dai pi e usanza
se
p
) Boccaccio ja
,

costumanza non u*
: .

vitto stosamente in
groppa- .
tempo costumanza. Lo
sa groppa
,
*
.
,

fede! destriero Ss asside


6) Anonimi . un subito.
: .

Metro al cavaiiero.

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ABITO **> ABOMI G5

fio pi gemile (rasarti* : vale esercizio, pra- Annullare pi generale di abolire , e degli
tici. conversazione, e molte altre cose. altri : applica alle leggi alle convenzioni . agli
si
IV: jo e abitudine non buona; principio di vi- atti pubblici, e a tutte le cose che sono ridotte e si
zio. gatti riducono a nulla, od a poco, c quasi che a nulla.
licostume riguarda l'oggetto, e lo rende fami- S'annulla un testamento, un decreto, un contratto,
liare; rabitudine riguarda l'azione, e la rende agevo- una scritta. S'annulla una obbligazione o dall'auto-
le. L'uno nasce iall'unifoniiit degli oggetti ; l'altro riti, o dal consenso di quelli che la contrassero.
dalla ripetizione degli atti. L'abitudine di leggere L'abrogare alto d'autorit, l'abolire pu essere
cwe fnvol* accostuma la mente a non sentir piacere c atto d'autorit ed effetto delle circostanze e del
io altro che in quelle.
girard tempo, ma quasi sempre pi lento deHabrogare.
Assuefarsi (pi comunemente diciamo) all'inco- Annullare effetto istantaneo, prodotto o da poter
modo, alia fatica, al dolore. Assuetudine [molto pi supcriore o dal consenso d ambedue le parti.

raro; piu geaerale: comprende e le cose piacevoli C'nuore traslato preso dall'atto di ranci Ilare
e le spiarci li e le indifferenti, itfwfasioae prin- O-
sopra un foglio una parola od un nome. Si cassano
C-O
cipio d'abitudine 1). CV delle abitudini quasi in- c*
gli atti pubblici, le sentenze, i decreti; si cassano
nate alle qualil'uomo viene senza assuefazione pre- le persone , conte impiegati, magistrati , soldati 1).
cedente. .u sniffano diremo a un dolore; abituato a Cassare suppone un potere assoluto od almeno inap-
untai modo di pensare. pellabile; e quando si tratti di persona, ha congiunto
L'assuetudine il primo assuefarsi, il principio seco idea di disonore, talvolta d'iufamia. Non si cas-
dell consuetudine; questa l'assuetudine fatta. sa dunque nna legge, una consuetudine; si cassa un
CofuuelwJiiii dieonsi gli usi riconosciuti de' po- decreto, c in tal modo se nc annullano le conseguen-
poli, e quasi legittimati dal tempo. a. ze. L'aimiillameuto qui diventa un effetto della cas-
sazione: ma c', senza quel di cassare, molti altri
27
mezzi d'annullare una sentenza od un atto.
Mbltnro, Tfigurlo. S'estingue un'usanza, non una instituzinne;
Tugurio, povera e rustica.
Jbifuro, casa povera. s'abolisce e una institiizionc e un'usanza. Coso abo-
Latina ha propriamente abituri, non hatugurii. lita non piu in vigore; cosa estinta uon ha piu prin-

cA,
cipio di vita. a.

28 Derogare , cio togliere in lutto o sminuire


prescrivere il contrario di ci che in qualche punto
Abiura , Abiura/ione , Apostasia. prescrive una legge. Cosi si pu dire: la legge non
Abiura voce dell'uso, oggi pi comune di
e abrogala, staio solo derogato al tale o tal altro
Abiura l'abbandono di una falsa opi- della medesima; il codicillo derogatorio di una
nione o credenza, per abbracciarne una vera. Apo- tale prescrizione, a tale articolo slatodcrogalo,cc.
c il suo contrario. Abiuro Costantino; Giulia- m.
cium
a.
no apostato.

29 'Abominare , Aborrire, Detestare,


Abiurare. Apostatare, Rinunziare. Esecrare.
Chi crede che la religione alla quale r impuziate
si falsi, dire che l'avete abiurata. Chi crede con-
Abominare pi che aborrire ; l'aborrimento
il
pu essere una quasi involontaria avve*-* 'ne ed or-
trario, vi chiama apostata. S'abiura con alio solcn-
rore nellaltro ha luogo la voi**' 1 * e<* il pensiero.
:
oe: rimnxiare pu essere privato e segreto, pu
Detestare ancot* pi detotifll B* l *raen pcusito ed ^
*cr Ulto del cuore. latraci espresso. romani
30 Nel detestare entra una
.

disapprovazione.

#
'Abolire, Abrogare , Cassare, fan- Si aborrisce dall'entrare *
5 4- c
n * rz > con alcuno;
u
* L *R
bi detesta la costui per* /
celiare. Annullare, Ealingucre, ^
,

Aborrire i p ''""i l>';>sirc. un giudi.


Derogare. c n0 " sl l ,Uu UJlerare; s i dei.su

btt
Molirt riguarda pi specialmente
cuna legge e uu Ardine religioso o altro
i costami:
.

si
Ilo. Saborre cos- ,"
cna che si re.-
*
isce
d ,inieracomlum, Lm-
un rimedio; luomo probo detest

mutato a be,
Wjiu;o. Abrogare riguarda le leggi; ed Annullarle i-i.
* tal%liu aborrisce cichcdovrb-
1 noeti*
re; detesta ci che, meglio conoscendolo,
1
dfi tutto. It,i.>ia il cessare dall'uso
per labolizione:

lerebbe.
girard sti-
abroteare pi espresso. *

I

Esecrare ine lude ancor pi forte avversione

L abrogare atto pi o meno legale


legittima autorit.
quasi sempre
L 'abolire uon ha questa idea.
disprezzo ed orrore. romani
A*
ti ririnno si dir
che abolisce, uou che abroga J* Aborrire ha senso e corporeo e dell'animo, indica
tZ
w*ac leggi.
e l'orrore delle membra, e l'avversione viva e solenne
u legge abrogata non ha pi vigore: chi abolisce del pensiero e dell affetto. II pio aborre le stragi: il
* tende a cancellarla dall'animo e dalla ine*
vile le aborre per altra cagione: questi permaterialo
00 ri* degli paura, quegli per senso di umanit. Lammalato
uomini 2).
s
* i dir duntjue e abolire
e abrogare una legge 3), 2 aborre i medicamenti disgustosi: taluni aborrono la
2* * differenza notata ma abrogare una consuclu- S medicina.
X
;
oc non si direbbe. Abominare pi pensato, pi dell'animo che dei
X
i
sensi; esprime avversione a quello che si reputa
male augurio 1), sventura, male ingenere. E talvolta
fcO^Aruaro , us Dast col di. Conv. Abituato di X congiuntesi al disprezzo. L aborri incuto pu destara

Togliernefip l'odore. j
^
^ f^Mi. rimontati che furono aboliti da l) CrtccUADiHl Cassati capitani vecchi.
'
li
CnL ma
J"*
:

uta ltgpt, -
Svcrosio : Abvlitionem legis. a) Omen.

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. ,

66 ABOR -si*- A CAV


con una permissione, con una eccezione con una con-
abominazione, e pu l'abominazione del male ren-
. L'abo- suetudine.
dete aborrevole l'oggelto nel quale il male
aborrevoli. Derogare in oltre sta in genere per detrarre, sce-
mineyole adulazione rende gli adulatori
mare; si deroga a patti, a una regola generale.
Ma quando aburriraemo ha senso morale, e pi d'a-
bominazione. Si pu abominare il vizio, e non ne 33
aborrire l'aspello. . .. .
* Abrogazione, Derogazione. Ri voca-
guidino
Detestare riguarda pi l affermai ione e il zione, Dispensazione, Surroga-
dell'avversione, che il sentimento. Si detesta ci
che
condanna. Io Cor- zione.
si disapprova altamente e che si
neille: J'abhorn lei faux Ditux
u.Poliuttorispon- La derogazione, dice il Beauie, lascia viver la

de: Et moi j la* dteste . legge; anzi lamodilica: l'orogactonc le toglie ogni
Esecrare avversione viva e solenne di cosa
che vigore per sempre .
sper- Derogazione, cosi il Sig. Gatti, significa il tor
inchioda lidea di profanazione 1). Esecrabile
giuro sacrilegio, parricidio via qualche parie della legge. La rivocasiont ritrae
una legge appena uscita, e talora non peranche san-
32
cita. Si revoca inoltre il potere datoti! parlare o fare
* Aborrire, Odiare* in nome altrui .
o
S'odia oggetto che cirrita, che sia sperimentato Quando si sospende leffetto della legge in un caso
si tema nocivo; s'aborrisce un ente che si sappia o od in pochi, quella dispensazione: se qualche clau-
si creda capace di cose contrarie alla
natura, o vera sola ci si aggiunga, urrogozmf.
o raffazzonata dallarte. Sodia la maldicenza, linso- 36
lenza; saborrisce la calunnia.il tradimento. Le due * Abusione, Abuso. *
voci non differiscono se non di giado. imparale a non
aborrire , a non odiare nemmeno le cose ,
perch le .4 A urlone la catacresi, figura che ha luogo i

cose son Dio : e chi odia , teme.


quando si adopra un vocabolo in vece dun altro piu
i*V
proprio. Abuso pi generale. N la catacresi un

* Abortire, SconeUrsl, Disperdere.


33
abuso 1). romani
37
Sconciarti pare possa con pi propriet che laltro
A Cavallo, A Cavalluccio, A Caval-
esprimer laborto procuralo o a forza o per negligen-
za 2). Comunemente diccsi mandare a male il fi-
cioni. A Cavaliere*.
gliuolo. Le idee che queste frasi esprimona nella lingua
Disperdere meglio suser del partorire niente, o detosrani, altra espressione non hanno in parecchi
feto informe. La qual seconda idea meglio espressa altri dialetti dItalia che la generica frase a cavallo.

da sconciarsi; onde sconciatura per creatura aborti- A cavallo esprime il senso proprio. A cavalluccio,
li, e figuratamente, cosa imperfetta o mal fatta. posto col verbi portare o simili, vale portare altrui
Lo sconciarsi inoltre pare indichi pi direttamen- sulle spalle (cosi la Crusca] con una gimba di qua c
te lo sconcio e il danno che ne viene alle furie della una di l dai collo. E questa definizione corrisponde
partoriente. alluso vivente.
*1
femmina
Abortire si pu, facendo, fuor del tempo si, ma A cavalcioni pi generico. Non dicesi solo dello
una creatura di regolare struttura, sebbene non in stare addosso a persona, ma sopra quulsivogla cosa
lutto perftta 3), Laddove S. Paolo chiama s fan- con una *.;amha dall'uua parte e daU'altrn; ed frase
I

ciullo abortivo, la voce sconciatura non potrebbe delluso vivente 2). N dicesi di persona solt&un, ma
cadere. anco di cose 3). Quindi la differenza di cavalcare da
* accavalcare;il primo vale non solo andare a avallo,
ai
ma adoprarv a simil uso altro animale od anche (per
Abrogare , Dero Mre , Obrosaro. celia o per puerile trastullo)una cauna o simile che
Abrogare, lor vi* 1 lOBfc-.iA data: derogare, sce- renda l'Immagine del cavallo. 11 secondo ale non
*> es -,
mare qualcosa aHeffello, 15 j one( allo sostan- andare, ma stare sopra una cosa, inforcandola con Al?
detrarre qualcosa gambe.
za della legge; sll( le
eccezioni o con 'estri abrogare
o intensit con Ma quando ambedue* queste frasi a raraleioni.a
,

^questa non f ormai che


voce storte! .
cavalluccio, si riferiscono a persona, quale sar la I
*
|iortarc un altra legge con f "' -t
et, ai
Romani in ter- lor differenza t Queste due: prima, che a cav alluselo
si va, a cavalcioni si sta: seconda, clic a cavalluccio
V-JiJnod" queste tre voci viene dalla consne,. positure.
si sta sulle spalle, a cavalcioni anco in altre
di orna, di rogare tl popolo m-
a.L cralica
dlnC A cavaliere, co verbi essere ostare o situili, vale "Ofj

t rncre
perch fosse sancita una legge.
nel senso propiio stare al di sopra, e dicesi di un luo-
una legge non solo con olir leg- go 'Va* domini laltro e gli stia quasi addosso, a ca-
si deroga
scemi lesicusione , ma con un decreto, vallo 4): locuzione delluso.
ge die ne

o Qui noteremo la differenza che pu correte

do* Minia guMobeee- l) Bl*t* Ts'nn che propriamente si chiami citt ma


q f'if' ber

X
. m,!. Se la : ,

^eidperde-fn. G.o.n.ao : Lo peccato abusivamente.


-
a) Vinetti Li portarono a cavalluccio sopra le spalle
* i; j; in0nlMnt grida vendetta. r

Abortir eia crea ora,bene*' Sacchetti lo fece salire sitila botte a cornicione. Qui no-
CitTs
:
:
teremo ohe a cavalcioni fc pi comune nell uso.
dotto tempo. - Or 10*00 reme, elleno re-
e ,
3) Malmautiv : Un par d ocuali ....
Una..."fn
pose a cavalcioni.
<l^^Zr l ore oleari fa,'*, necdfc-
a evali* n alla
_

Z iMt.negue tota abroga*


ma non
P**-*
W.
4) Dava? iati ; Il suo palagio , di era
piatta.
okrogare n, frauda
, derogare)

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67
ACCAL tu* ACCED
, 41 .
ina ritrailo, eh' il modo cornane, e mi cavallo che,
talvolta pai cadere opportuno. Si va, si viaggia, si Aerar lordare, Incarflocetare.
monta a cavallo. Ma dii Ira la folla non pu vedere Azzecca-ga/bugli
Nello stanzone del dottore
una cosa, monta sol suo cavallo per vederla: rimon- appoggio alto
un seggiolone a bracciuoli con uu
o ritto. Si mette un cadaver, un e quadrato, terminante negli angoli in
due ornamen-
ta o a cavaliere
saccoo simile sol cavallo non a cavallo. l- ti di legno , che si alzavano a foggia
di corno coper-

,

TIACI to di vacchetta, con grosse borchie


alcune delle .
%

liberta gli
quali cadute da gran tempo lasciavano in
sincartocciavaup qua e
Affaldalo, riscaldalo. angoli dell'apertura, che
l u. In opera dove la propriet de'
vocaboli spes-
fuoco, da altro calore ar- os-
Htwflidflto dal sole, dal
so dsservala con si sapiente diligenza lecito ,

tificiale. nascoso generale ed innocuo, e traslati pa- servare una piccola impropriet, ed quasi un biso-
me-
recchi 1;.
gno approfittarne per rallegrare i lettori con la
Accaldalo, nell'uso vivente, vale riscaldato assai,
moria ad essi carissima ilun classico libro.
e italo da porsi a rischio di pigliare unimbeccata, $* accartocciavano era meglio detto, perch 1 ac-
oa'infreddatura, un mal di punta. carlocciani voe avvolgersi a similitudine di cartoc-
Si diviene accaldato per malattia, per soverchia cio incartocciare vale mettere nel cartoccio, un-
; e

agitazione del corpo 2). Parecchi dialetti dItalia, d che incartocciare attivo, accartocciare rifles-
voce non hanno che
per esprimere quest'idea, altra sivo. ben vero che il Vettori dice delle foglie che
la generica ri scaldalo. s'incartocciano; ma il Redi, pi moderno e tosca-
39 nissimo dice che saccartocciano 1). La differenza
ArfApigllarol ,
Acciuffarsi, Abba- inoltre indicata dall'analogia della lingua.
4*2
ruffarsi.
! attivo , e vale, 'Accanare* Mendicare* I.l mobiliare,
Acciuffare ha per primo senso
come ognun sente, pigliare per il ciuffo,
o, per esten- Pitoccare.
sione, afferrare, AceapvgUar* s
usa sempre nel ri- Accanare secondo lorigine , prendere cosa da
,

flessivo soltanto. di due che, venendo a


Adunque altri, a prezzo o no. Nelluso toscano vale chiedere
anche
fitti , siprendono , si dir che s acciuffano a imprestilo. 1 contadini accattano l'un dall'altro il
si pigliano pe capelli ;
dove raccapi- accattasi auro il denaro. Poi nel-
qaando non pane , Io staccio :

gliarsi esprime pi nettamente e pi costantemente l'uso c toscano c di tutta Italia, accattare vale chie-
tratti d espri-
il icnso proprio : ovvero , quando si dere per nulla, a modo di carila; e nel traslato vale
capelli , per ce-
mere il semplice atto di pigliar pe cercare umilmente lode, benevolenza, protezione, o
lilo per altro, senza venire a
contesa; o quando lat- simili. Mendicare meno umiliante forse perch pi
to del pigliare si fa dalluna
parte sola, c laltro non umile: onde certi frali diconsi mendicanti; e pove- i

che il paziente, allora si


dir meglio acciuffare; e ri oziosi, accattoni. Non gi che tra' frati mendican-
si serber laccapigliarsi
al caso in cui si mette ma- tinon ce ne sia mai stali degli oziosi,* tra gli accat-
no davvero a capelli per
cominciare lo zuffa, e quan- toni de'buoni. Mendicare nel traslato indica pi po-
do nella zuffa capo il principale bersaglio.
il vert.
Accapigliarsi usiamo, in travialo,
per venire
Mendicare pretesti, scuse; mendicare la rimo. Da
contesa anco di sole parole. Due
accademici s oc- si vede che l' uomo accatta da altri,
in

pigliano stando ciascuno al suo posto. A- . questi esempi


mendica (nei senso traslato) quasi dinanzi a s stesso.
Abbaruffarli pi generale e pi forte
3). Dicesi
Pitoccare ha pi ignobile senso degli allridue:
e di lue r di pi. Per abbaruffarsi non fi necessario limosinare meno. gatti*
che la zuffa cominci da capelli. Nelle
lotte di sangue
43
i combattenti si abbaruffano
e non saccapigliano.
Aera vaiolare, Abbarcare.
40
Questa seconda voce usata in qualche dialetto
'Accarezzare , Far carezze. toscano ed esprime un (articolar modo di accaval-
,

Far carene talvolta pi sincero che aceanzxa- ciare; onde, quand'anche gli scrittori non volessero
re. Diremo accarezzare per poi tradire : non gi. farne uso, servirebbe a dimostrare la ricchcuae
boiuoirs
:

far rarezze. lapropriet della lingua popolare. N , per esserne


Far carezze indica una specie di carezze, quelle ignota l'etimologia , dobbiamo sprezzarla. Quante
con e con gesti. Accarezzare assai non sono le voci illustri e, come direbbe ilTrissi-
boeraun
rh* son fatte atti
pi generale. no, pettinate, di cui lorigine ignoriamo, o che tro-
viamo da quella affatto degeneri c difformate
Accavalciare un fosso, a ben pensarci, nonfrase
propria: non saccavalcia propriamente sul vacuo
n in luogo basso. Nel contado di Lucca, e sul
Pisa-

no, si dice: abboccarlo.


l) Pmziuu Poi che sormonta riscaldando il soU.-Acr
:
44
un. >. In una starna t aria defjti ([uale sia notar
Accedere, Accostarsi, Acconsentire,
dei, ,
klmtnir riscaldata da fuochi.
t) Salvisi : I febbricitanti e accalditi che mutano spesso Permettere, Aderire, Starsene.
nel senso
iUmuoli ni i intani. Qui consideriamo acceder, e accostarli
a opi-
3) Bio> ara.jti , Fiera ;
Quelle acciuffalo , e come tra traslato 2). Accostarsi diecsi comunemente,
,

(h ugnoni Gliele rapir. - BoocaoJo : Cosa inter, erutta


per natta o per tjuestume , siccome t essersi Cuno uomo
agni pan-
<*(spigliato vi Coltro (l'accapigliamento sempre re- 3; Itene Rngfritumdod r accartocciandoli ad
voco). Divariati .Sani con feriti , moribondi con
Si tura- -
m
BoosAaaon. Zi incartoccia la cMtin per pepe.
.
:

^xdrggianti s abbaruffano in una strana attitudine.


" Tulli pii esempi dalla Cionca recali
ad accedere lo

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; , .

ACCEN ACCET 00

46 no pu essereaffatto indeterminato e generale, l'ac-


Apfpndcre, Abbruciare, Bruttare, cenno pi specificalo c piu chiaro, Glie un cen-
Infiammare, Avvampare. Arde- no alla tal cosa. a.
re, Infuocare, Incendiare 49
COKfLA FRAZIONI , COMBUSTIONI , ARSIONE.
Accentare, Accentuare.
Accendere, metter fuoco a checchessia, o per- Accentare {cos saggiamente il signor Galli) ap-
cb* scaldi o perch illumini: spegnere il suo con- partiene piuttosto alla correzione della scrittura,
litrio. S accende il fuoco e 1 corpi : si accendo* accentuare alla correzione della pronunzia. Nel can-
do icorpi al Aioco i). tare si accentuano ben le parole, le frasi musicali ;
AMnicMire, consumare o in tutto o in parte al si accenta negli scritti.
fioco; ed esprime anco gli effetti del dolore o della Sebbene nel messale le parole sian tutte accen-
fuoco operati. Ha pure uso di neutro.
distrattone dal tate , non per che il pi de preti che le espri-
non dicesi (l'indica il suono) se non
/n/tommorfl mono imparino a bene accentuarle. Gioverebbe nella
Udo*' fiamma. S'accende ii lume, il carbone; ortografia italiana introdurre l'oso di arcentnre al-
'infiamma un edilzio , una selva. Se la fiamma me- cune parole, specialmente omonime. La pronunzia
ni vampa abbiamo , avvampare che pu esprimere
,
toscana la pi elegante c pi netta ne il 'accentuare
anco gli effetti dalia vampa prodotti. Se il fuoco, le voci 1).
con fiamma o no, penetri un corpo duro e lo investa 50
del suo calore c colore, abbiamo infuocare L 'azio- . *
Acceda , Scure, Bipenne, Mannaia,
ne del fuococontinuante sulla cosa accesa, espres-
Ancia.
si da ardore, t accendimelo d una specie di
eomlus/ione perch, secondo i chimici, ogni con- Accetta da tagliare e spaccare le legna; icur
gitmgersi che fa lossigeno ai corpi, con fuoco o e a quell'uso, e ad altri. Scur le consolari di Roma.
Ma, con calore o no, combustione. Acceso H Bipenne, scure a due tagli 2); mannaia, strumento
corpo siolianima: infiammazione piena conflayra- fabbrile, o di beccaio, o di carnefice. .Ascia da fa-
gatti
,

zmm; conflagrazioni continuata bruciamento. Nei legname , da muratore, da guerra.


linguaggio scientifico usati auro ignizione; ma infuo- 5!
canteni- lorende inutile quasi.
bruciamento continualo dicesi pure arsione :
Jl X Accettare
Ammettere.
, Accogliere, Ricevere,
senza parlare del senso traslato darsione , che va-
le sete grande
; e dei traslati d infiammazione no-
1 Accettare l'espressione dell'animo dispo-
tissimi. cauti SL^Jto a ricevere, espressione fatta o in parole od io
Ardere, intransitivo per lo pi, pu anche far- 2 atti. Accogliere include idee di ospitalit, durba-
si transitivo.Dino Compagni: Arsono pi di mil- 22 mt, Questa voce esprime anco, si< corno
d affetto.
le uve cento magioni, il fuoco arse moltr case, pa- ricevere, la mera capacito comprensione matcria-
lagi. ec. . bruciore, significando incendio,
sem- tempio accoglie i fedeli , il cuore molti desi-
gatti
le: il
pre mirassimo. Diremo dunque: brucia, bruciato ferii-
il Teatro della Fenice
; e non abbrucia , abbru-
33
Accettare esclude il rifiuto ; al ricevere, la vo-
cialo dosi > lont concorre poco. Quel ch'io ho ricevalo , l ho
<? gi ; quel eh ho accettato , ho detto che sono di-
47
* sposto a riceverlo, posso per non lavere ancora.
Attenuare, Denotare.
Denotare pi. La cosa denotata quasi tut-
X Accettare in alcune frasi ha senso pi speciale. Ae-
22 celiare le cambiali promettere di pagarle : accet-
ta nel segno che la denota; il cenno e I* acrennu non Ure una commissione , promettere di eseguirla.
32
ae indica che un lato, e non fa che volgere V alieo- Si riceve anco a mal grado; si aceelta mostrando
33
twne verso la cosa stessa senza fornirne l idea. 3 almeno di non isgradire. roubaud

,
- so e ani *> Si pu ricevere bene c male, e cosi accogliere;
48 ina ricevere non isti da s senz'alcuna determina-
Attenuo, Cenno. 3 ione, cosi come accogliere. E quando accogliere

solo, indica accoglienza buona. lvbai*v


i fa un cenno col rapo, con la mano; un ac-
etano parlando, per indicare il tal fatto, la tal idea,
& Ammettere pi spontaneo e talvolta pi ln-
timo: ricevere ba pi deli 'estrinseco. Ammettere al-
ilUl discorso, lu questo senso ii cenno corrispon-
de,(qualche modo, allannuere de' latini od al nue-
la familiarit, ricevere in casa. girard
n.Tinucre all'accenno. Ma cenno talvolta ha seo-
5*
*> aneli* egli trafelato. Cosi alcuni libri s' intitolano "Accetto, Accettevole, Accettabile.
reimi ma non accenni. Allora la differenza sta in
Accettevole, ad essere accetto; accettabile
alto
t, che l'accenno
quasi un'allusione, un indica- degno dessere 3 ). romani
rne
di fuga e pu
fatta io cenno pu essere fatto
passando; il
Accetto, bene accollo; accettevole, attoesse- a
fermarsi pi a lungo e pi di proposi-
ti sull'argomento.
Io pubblico de' cenni sopra va-
rie questioni
, e le tratto. Tra questi cenni un
cenno all'opinione di tale o (al altro autore. Il i) La Crusca non ba che se im-accentuare ; ma
cenno breve, l' accenno pi proprio sarvbU usare la voce accentare parlaudo di
breve ancora. 11 cen-
parola pronunziata, improprio altres accentuare di ,
parola scrtta.
a) Foto : Aciteri , teatri cerea qua in srrficiis
0 Boccaccio : I! torchietto accese a un /we.-PrriUB- Idchnntur sacerdotes.-QvnctlLUam: Bihtnls sicuri* ut cin-
a fi ad accende le tue stelle. - Dante: /-e fiamme no que hahens aciem
y

*
La getti?
Uwi poetico.
ch'auro vVra incesa, Ma incendere 3 ) B. S. Coscordio : Il frate dire pi accettmo-
fi*. -Vita S. Anton. Coniglio molto accettabile.

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70 ACCHI -8 ACCON
e per affettazione e per orgoglio 1) Accipigliato
ha
ci, da poter-
re bene accolto ; accettabile . deferto di
ha poi senso sempre non so che di dispetto di sdegno. ,

g , da doversi accetiare. Accettabile


Inoltre il cipiglio pare che stia specialmente nella
biblico, come quando diciamo,
tempue accaptoila.
GATTI guardatura 2)
Y increspar
: lacciglialo si distingue per tale al-
delle ciglia e della fronte.
-

53
57
'Acchiappare, Afferrare, Aggrap- 'Accomiatare Licenziare Conge-
pare , Aggraffare , Abbraoca-
, ,

dare.
re , Ghermire.
Acchiappare , prendere qualche cosa di forza ;
e
Saccomiafa in modo onorevole od amorevole: si
congeda anco male. Poi si d congedo ai soldati, che
dare nel segno. Affer-
per estensione raggiungere,
,
vadano per qualche tempo alle case loro; si congeda
ancora e ritenere: non
ra n , prendere di piu forza ,
un impiegato, o gli si toglie l uffizio lasciandogli ,

Sacchiappa anco
dicesi se non di cosa ben solida. pensione o no.
gracile animalino: S'archiappa
d'ordina-
un piccolo e Licenziare affine ad accomiatar; ma sappone
rio cosa in moto, o lontana. Safferra anco cosa pros- pi autorit. Si licenzia in forma non sempre amore-
il porto. Hd traslato
sima c ferma. Il legno afferra vole e rispettosa. Si licenzia con un cenno: laccomia-
a trappolare afferrare vale
acchiappare affine ;
tare chiede d'ordinario parole, e talora atti.
e ritener forte in mente.
comprendere Poi si licenzia un servitore, dicendogli sprovveg-
m no m a
,
* susa
Aggrappare affine ad afferrare 1)1 ga altrove. ni
quello: aggrapparsi
nell intransitivo pi spesso di 58 *
.

a una corda , a un masso ,


ec. 2).
Aggraffare meno usitalo, e
vale prendere con
* A croni p agitare, Tener compagnia.
quasi con
cosa uncinala o con mani adunche , S'accompagna c\u va, si (iene compagni a a chi va
piuttosto, ed esprime ed a chi sta. Si accompagna pure andando vicino e
graffio. Kel traslato susa
rapina pi o meno violenta. dietro ; si tiene compagnia discorrendo, aiutando,
con branca, e anche con
Abbrancare, prendere la confortando.
maoo, ma s di forzo clic la mano
paia simile L'accompagnatura che il garzone gabelliere fa del-
afferrare, ci di
branca dipinge il primatto di
: lemerci: l'accompagnamento musicale, e simili usi,
secondo, dico il tenere. son propri, come ognun vede, al verbo, non gi al
pigliar di forza ; non il
o degl istru-
Degli animali forniti di branche, modo affine.
t
*

menti a brama simili, quest il verbo proprio. 89


vale pi-
Ghermire dicesi degli animali rapaci: Acconciamento , Acconciatura, Ac-
gliare di pi o men forza
per fare strazio. L idea
verbo; negli al- concime.
d'insidia e di danno c in questo
meco diretta. deconcia mento, lalto in genere deU'acconciare.
tri
Accongiatura o la fattura prodotta dall'accoocia-
54
mento o in particolare l atto dell* acconciare il capo,
* Acciaccare , Aminarcare. specialmente le donne, o gli stessi ornamenti che
Acciaccare un po*
pi forte. Ter ammaccare cor- servono a questa acconciatura. Acconcime il riatta-
po non sodo basta pigiare t
mento di case e poderi.
poco a.poco>, per can-
Poi s'acciacca un corpo a 60
*c insensibili. Onde
diciamo gli acciacchi dell'et.
'Acconciare, Aggiustare.
:

effetto del forte ammac-


Acciaccare talvolta l'
X
care. a. NelToceonctara pi ordine e pi bellezza tal-
volta: Yaggiuttare pn essere un semplice riparare
55 v >

disordine o guasto. Sacconcia per fare la cosa pi


Arci dente. Contingente. adorna; sagj: itisi per far la cosa andare o stare.
Contingente ci che non necessario,
ma Sacconciano e cose c persone, s'aggiustano cose.
piu o men co-
,

che segue per cause antecedenti , Acconciare, non aggiustare i capelli.


pare avvenga per ca- Di differenze parlando, acconciarsi dice pi. Lag-
nosciute. Accidente , ci che
qmd * mostra , non giustarsi suppone rottura; ina talvolta leparti accon-
s0 __ Seneca : Iatture

mata conttngere no-


ciano le loro ragioni, e fanno patti per antivenir
,'.
plura la
quid vocentur; et seies
tm guata uccidere forcelliki . % rottura. K quando in ambedue si tratti di
differenza
si
56 a" seguita, aggiustarsi non esprime riconciliazione

Affiglialo, AffipIsHalo. s piena, tranquilla, benevola.


Quando acconciare ha senso pi affine all'altro a
m*iic nia siiMosp.pcf d,s P' - s esprime
l
Si r, cipigli P" vale raccomodare cosa disordinata, dice pi,
onqat h. ndiT<,wd.- un aggiustamento pi intero e migliore non sola-
.or 'i A^rifliato
;

sure ircisliilo t mente riparo del disordine, ordine nuovo.


? ni irch si pu indire
suoi
per malinconia 3) c
per effetto delle mcdilMtoni 4) & Acconciare in senso affine a condire, ha usi
pon#'
U-
fV
propri; e dicesi per lo pi delle frutte rhe si
conservarle JJ*
t*r>
ld>
no nell'aceto, o in altro liquore atto a

&
w
.

'd *ggr*PP0U
,) Chi Eneiff Gimue olir :
;
sum com/vgiu.

; i) Fuunvou: sindaca coii gonfiala e coli accigliala
Lisa, Che ilandea gii le mani a
,
DiJTC Sara piala poi l aggrappo- A per la piazza.
con guardatura
<*
:

aggrappa
,oloer ara-ora <hr
sraglia o altra , re. O f a) Guitto*: Risponde sempre
ripigliata.
1) PucOLFIKt
Ina donna luta, tempre in /* j. Quritc ul'c reni eon tale
3) CnEscestio, V. ,9
:

accigliala.
I

ktUn rhe auando tara .


r aceto acconciano , ceni con
toio aceto.
Accigliala c fina ,a gran
pannala.
4)
D&VAnun :

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ACCON -itf* ACCOR 71

E con alcuno, tale accettare da esso qual- pi che affliggere; gli un dolore che passa l'anima.
be
acconciarsi
officio di servit, e riceverne stipendio. Fu essere per pi breve. romani
Travagliare sapplica meglio a dolori di fuora, al-
61
la salute del corpo , agli affari, ai dover , e alle agi-
' Attorie ia re , Assettare , Accomo- tazioni che ne conseguono. Travaglialo dalla sete,
dare. travagliarsi intorno alte cose del mondo. E quando
S'aste/ta collocando le cose nel posto lor pro- si trasferisce alle cose morali, esprime dolore che
prioconcura S'acconcia ordinando, accomodan-
1). affatica, come il travaglio delle passioni, de' rimor-
do, migliorando, adornando 2). Saccomoda renden- si, della incertezza.
do l'uso della cosa pi comodo, agevolando modi Tribolare, da tribolo, pianta spinosa, nel trasla-
catti
i

di bene adoperarla 3). to , Yale pungere con dolori, non foni ma frequen-
ti e continui. Tribolato dicono in Toscana luomo
62
ch'ha pochi quattrini. Poi questa voce ha i coti sen-
* Accoscio, Atto.
si religiosi.
Acconcio ha pi chiara Videa dell 'ordine: atto Io posso essere addolorato e atfnr fato , e non af-
della efficacia. Cosa atta appropriala , cosa accon- flitto: questultimo pi. Non si dir: lafflizione
cia* appropriata in modo (tentile 4). Metro acconcio. m'attrista, m'addolora ; ma si : il dolore maffligge,
Cavallo allo al corso; sella acconcia al cavallo. m'abbatte lanima.
Allo ha mal senso , acconcio no. l'nanlma adula- Afflitto ha sensi corporei : affliggersi di peniten-
Iriceeiila ad ogni vilt : gli ornameli li semplici so- ze, di digiuni; afflitto di freddo; le virt della vi-
no pi acconci a vera bellezza. ta corporea afflitte 1). Addogliare voce poetica :
Quand'anche acconcio non sottintenda idea dele- potrebbesi fra esso e addolorare porre la differenza
gama, indica attitudine vie maggiore 3). che tra doglia e dolore; che l'addogliare indicasse
63 dolore pi abituale , e talvolta pi ascoso 2j.
'Accoppiare , Appaiare, Congtun- 65
ffere. *Af cordare, Conciliare.
Ctmyiunyere piu generico; pu indicare o rav- Accordare, in senso figurato, indir convenienza
M'cinanienlo, o contiguit, o nttaccaiura; s'applica a pi piena: conciliare meno: si conciliano due opi-
rose ed a persone, a cose della medesima specie e di nioni, due proposizioni mostrando che le non si con-
dirersa. Accoppiare non dicesi che di cose o di per- traddicono: ma per accordare due opinioni o due
1
sone congiunte a due a due, e congiunte in senso di sentenze, conviene far si chentrino almeno in par-
midolle e contigue. rom ani te luna nellaJtra, si che appaiano scendere da prin-

S'accoppiano oggetti della medesima specie ; e cipi! medesimi , o mettere aHc medesime conse-
ripossonoaccoppiare senza congiungero. Si congiun- guenze.
to oggetti anche di specie diversa; e talvolta nel- Due coso che si accordano , stanno bene unite
l'Idea congiungere quella diattaccare, o almeno
di quadrano luna allaltra. Due cose che si conciliano,
di accostare; che in accoppiare non . atti stanno a qualche modo insieme. La conciliazione
Nel congi ungere sov ente unione pi stretta; s'ac- talvolta un avviamento all'acrordo. Laccordo, Al-
coppiano talora le cose, pure avv icinandole per me- tre al togliere gli ostacoli , cerca larmonia, od un
glio maneggiarle o contarle. Laccoppiamento mari- principio almeno darmonia; la conciliazione on
tale d luogo alla congiunzione. Io posso accoppiare fa che toglier di mezzo gli ostacoli. Conciliai* gli
io un uffizio due uomini molto disgiunti
di volont. animi se volete che nelle deliberazioni e' s'acwrdi-

Appaiare indica laccompagnarsi di cose anco- no. I cuori si conciliano con la soavit delle paro-
ra piu somiglianti. In quel proverbio: Dio fa gli uo- le e de modi : s'accordano con luniformit te' pen-
mini, e poi gli appaia, non sarebbe detto con pro- sieri e dei sentimenti.
priet li congiunge, e nemmeno gii accoppia. po- 66
LIOORI 'Aecorto, Destro, Astato, fa gare,
64 Scaltro.
'Aewrare, Affliggere, Trafiggere, Accorto ha senso pi
spirituale chi destro. Dea
Contristare, Attristare, Addo- stro e del corpo e dell'ingegno; aeeoc*>> dell intel-
lorare, Addogliare, Travaglia- letto principalmente, e della prence della vita.
re, Tribolare. Amante malaccorto, giocatore malestro. Cavalca-
decorare tore mal destro, non gi malac r 0 - a.

,

ferire -il cuor di dolore; ed pi }


Astuto che prevede glimann, e saprebbe or-
intenso d'affliggere, e anche di contristare. Contri-
dirli. Sagace che sa disctrn*' *1 vero e il buono, e
*tare talvolta esprime tristezza pi /unga , e pi in-
*a, per dir cosi,
con questo discernimento 'perire 3).
che attristar* 6J. Trafiggere

Se alcuna malinconi' gramezza di pensieri gli afflig-


i) Forte da tedeo. Onde assettarsi ir pi dialetti ge.-D arte: Che 6 vostra avarizia il mondo attrista.
* KdfTt. Siri in questo senso a' Francesi comune. i) Petrarca villa* : Avendo la lega di Lombar-
Mi forse iom inganno. dia molto fa ritta di Parma. - CrescrvzIo, III.
) Como. 8 La fr* d da sarchiare quando grande quattro di-
M od
:

1) UJ. ta sopr- 'a terra ; della qual sarchi ag ione non


si afflig-

{) Compita. ga ami fa pr.
5 t
5
) Ciuscmio. V. 97 : Luogo acconcio da potersi a) Petrarca : Vita che m addoglia,
derfion. 3) M. S. Gregorio L astuto armario (il demo-
:

) Villa ni ; Colle giunta del dolore e della morte nio noo si direbbe sagace).. C. S. Papri ; I pensieri
* * P<tro accor duramente t animo. -Boccaccio: che vengono nel cuore , con sagace discernimento disa-
t

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n .

12 ACCOS ACCUM
69
Scaltro , ha buono o mal spnso , mn pi questo
che quello; sagace, sempre buono; astuto, men
"Arrostare a, Arrostarsi con.
buono di tutti 1). Lo Uro ha esperienza delle Accentarsi ad uno , andargli presso col corpo o
cose: e perch questa esperienza di rado s'acquista con lopinione, e mettersi dalla sua parie. Accostarti
senza troppo inmiischiarst In esse, la scaltrezza con esprime questa seconda idea solamente, ma con
rasenta l'astuzia. pi forza. ndica unione pi ntima di voleri, ed
Accorgerai . secondo la Crusca , venire al cono- scopo. Questa seconda non si pu dire se non d'enti
scimeoto d una cosa, con le congetture di un'altra. ragionevoli, laltra anco di cose, nel senso corporeo.
L'accortezza dunque il primo passo della sagaci-
Accostarsi a vale talvolta rassomigliare: per
RUMASI esempio: Questo colore accosta al giallo; n po-
lambecscmim
t. si

(17 trebbe dirsi col giallo.


Accosciarsi , Accoccolai**! , Acchioc- 70
ciolarsi, Acquali arsi* ^Accostarsi , Abbordare.
Accosciarsi, restringersi nelle cosce gravandnvi- Voi abbordate il tale per parlargli o per a MB

S; accoccolarsi, restringersi abbassandosi pi o lirlo: ve gli accostate e per questa per altra qual-
meno : acquattarti chinarsi n terra il pi basso
, siasi ragione.
a.
che uno pu per non esser visto , senza per por- 71
a giacere. Accosciarsi dicesi di bestia e di per-
si * Accostumare. Abituare, Assuefa-
sona 2 : accoccolarsi per lo pi di persona o al pi
di bestoliua leggiadra ; acquattarsi o acquati are
re, Avvezzare, Addestrare.
e di persona e di animale e di cosa. Amufumarr sappl icameglio od alti morali, abi-
|.a persona s'accoscia, ripetiamo, aggravandosi; tuare a questi e ad altri.
saccoccola restringendosi, ma senza appoggiarsi. Si Accostumare tale anco dare costumi buoni. Ac-
accoscia per bianchezza, per inerzia 3;; si accoccola costumarsi, per prendere i costumi altrui.
per vezzo; o, per qualunque ragione lo faccia lo fa Assuefare pu esprimere l'abito meramente pas-
sempre con atto men goffo ; si acquatta per nascon- sivo del soggetto che riceve le impressioni: assue-
dersi 4j. farsi al freddo, alla fai ica. Arrazzare suppone mag-
Acchiocciolarsi anchesso delluso vivente: pare giore attivit. Poi attizzare ha talvolta il inai senso
che indichi un po' pi dell'accoccolarsi. La persona di vezzo, che gii altri non hanno. S'addestra avvez-
si acroccola abbassandosi sopra le ginocchia e facen- zando, accostainando; ina non ogni luogo, ed anche
do si che il capo sia alle ginocchia molto vicino 5):e abituale esercizio d la destrezza. E si pu luomo
si acchiocciola anco posando le ginocchia a terra e addestrare con tanto brevi esercizi! che non siano
&o\r 'esse accoccolando il resto della persona. S'ac- assuefazione n abiti.
chiocciola pure stando nel letto raccolta in s per
72
freddo u per altro. Cotesto, accoccolarsi non .
Accovacclare, Accovaeelolare.
8
I" Accocacciolani , si dir dordinario degli ani-
'Accostare, Avvicinare, Appressa- K mali pi piccoli. Aon gi che un uccello non possa
re, Approssimare. f
dirsi aceov acciaio; tua un leone. acagionedrscinpio,
Accostare indica o coerenza, o vicinanza, o con- non si direbbe aceovaccfolato I).
tatti; e piu dunquedi reirinarredcglialtri. Dante: Il .Nel traslato d'ordinario, si dir megli ac-
,

< Si |re>so mi taccosta . Ars-uno direbbe: si d'ac- coracciare 2, perch accutacciolarc [far troppo mi-
costo ni t'appressa. Due opinioni che si accostano, nuto.
si toccano qua>i: potrebbero appressarsi ed essere
73
ben divine. Appressare indica meno disianza di av-
v icinare.La cosa pu essere pi trina r non presso.
Mpcrewlmciilo, Incremento.
In Mllagiio vicino alia citta, ina ne disi a parecchie Incremento principio dare re cimento. Laccre*
miglia. Arross ma re inchiude l'idea del moto che scimento incremento visbile. (li accrescimenti
fa il corpo per venire vicino o presso o accosto. Il appositizii, che non s'innestano, per cosi dire, alla
Atropo si approssima, non siacrnsia. Ajypropinguure natura della cosa accresciuta, o a quella non si re-
v approcci rt ami) piati: il primo, meno. cano. incrementi non sono.
lo diro: vqj di lontano una luce, mossi per av- Il Virgilian i, invi incrcmcntum, non si potrebbe

vicinirmeie appressatomi un poco, sentii tal rendere eoo l'aira voce.


calore che non mi pulci accostare. eumam 71
Mtfnmiilarf. Ammassare, Ammon-
tare Ammonticchiare, Ammuc-
chiare , Alfasteitarc, Coacerva-
Gregorio: Cincinimamente guarda
minare. - M S*
re, Itammonlarc, Animnneclla-
non passare i termini detta A 'W
di ;
rc, Abbarcare, Aliorrare.
i)F. y llasi : Piuttosto scaltrite . che saggio,
i) Storia Aioor. : I (malli sau^ iarom , Mea- Saccumulano quantit discrete: c il cumulo ero
fiATC : (fuetto i ota! / accoscia per Ut

3) DiSTZ: Di sosia scapigliata Ja*e Che l


(/nella

p graffia... Ed or s accoscia e ora in piettk panie. l)


vero clw covacciolo nella Crusca diresi anco
4) acciocch non si paia Che tu ci ^ # la lana delle fiere ; ma ci forse per esitare il brutto
mia (acquatta Dopo uno scheggio. suono ih-ila voce anusccio. Nel verbo poi che di co-
5) Btojuaaoti, JFiero: hccola l che piange accoc- testa sene si compone, torna a farsi sensibile la forza
*
r'fata Col capo fra ginocchi in quel cantuccio. - Gnu*. del diminutivo.
>1 ft. ; L avrebbe fatta accoccolare. a) ikoaaaaoTi : Dove Amar ( accovaccia.

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, ~ ,

ACCUS ACERB 73

tre sino certo ponto con mole uguale, poi


si va In parte, date od apposte a torto. Si taccia anco di
4
raccogliendo nell'alto, *cnza per liiiire in acume.
Arrmnularc, nel traslato, direni assolutamente della
* moro difetto, riguardante pi
catti
la mente che l'animo.

ricettala: poi accompagnato cui quarto caso, dicesi Incolpare, rimprovero, imputazione; accusa-
d'opti cosa: accumulare meriti, demeriti, falli, do- re, atto pi formale, pi ostile, pi diretto e pi
lori, obblighi, beni, pene, parole. forte. Sincolpa taluno anco di leggier fallo, sac-
Aauwmurc ba senso dipendente da massa rh cusa di grave. L'incolpare pu essere affatto di
quantit indeterminata di materia, pi o meno gran- congettura, pu farsi in termini incerti ed ambigui.
de piixo meno informe (onde il peggiorativo w?*- Poi s'incolpa in pi modi, attribuendo a taluno
Ktna ma unita insieme, a qualche modo, e spesso
; una colpa, ovvero apponendogli a culpa un atto
con unita pi compatta e massiccia, che non sin nel innocente.
rumalo. Meglio dunque si dice di quantit continua Saccusa sempre datto credulo e riconosciuto
che di discreta. S'ammassa anche apponendo senza colpevole; o vera o falsa che, poi, l'accusa sia.
soprapporre. LAVE A LI
Ammostare. hn sua spiegazione con $v Diqtia-
la .
76
lnnque cosi levi da un suolo qual siasi, e non
abbia la base
si

mcn larga del sommo, diremo am-


Mminalore , OciiuiiztaCore , Dela-
montare. S'ammonta la roba, le pezze di panno, i
tore.
danari, il lemme. Ammonticchiare il diminutivo b'accusatore presenta o come parte offesa
si
del verbo: ed esprime sopranposizionc stretta ed o innume delloffesa societ ni tribunale, e do-
.....
iacumoda. manda giustizia. Il dennnziatore, vindice della leg-
.1
il mucchio talvolta pic-
mimo-chiare (perch ge, ri eia ai magistrati la colpa nascosta, e il col-
cino!. difesiindie d'oggetti dove gli nitri affini non pevole non tenuto a provare, e lascia la cura a

:

cadono. Vermi ammucchiali. Poi pulisce meglio


*>
ehi tocca d'accertare il male odi ripararlo. Il delato-
ridei di disordine. Mucchio di cadaveri, darmi. 1 *v re rapporta di soppiatto, per prezzo o per ispt-ranu
lanari ammucchiati si suppongono in meno quan- X di prezzo, quanto privati uomini dicono o fanno,
i

tit che ammontati. A mucchi diciamo, non


a cu- X che sia sosjtetto o possa parere kospetlo, o quanto
muli. Mucchio ha due diminutivi, mucrhictto e muc- > sia o paia in tutto conforme ai comandi u a" caprin i
rhirtrio ; cumulo no. del pubblico ministero.
Aff'jstellun . da fastello dicesi delle legno pro-
, Por accusare conviene* essere certo del fatti, re-
pizienti, o di cosa da poter comecchessia carne le prove, volere la pena; scoperto a qualche
mifliire a fastello di legne. Nel traHatoaffastclluri) modo un delitto la cui impunit sarebbe pericolosa
un legare in confuso, un pigliar insieme truppe e alla patria, conviene denunziarlo: ina il delatore
difformi cose. Affastellare citazioni
trij-p
, argo- un traditore vigliacco, clip sa dar sembianza di col-
WBii. eleganze a sproposito. pa anco ad alti o parole innocenti, e non trova
loawvare latinismo raro. Acervo mucchio udienza se non in governi deboli o rei. l/aceusntore
imi bello, e non sempre convenientemente follo. Il
X parla o per i sdegno o per dritto; il donunziatore per
-Htc chiamatasi acervo: le argomentazioni del X dovere; il delatore per brama di premio per ser-
sorile buon senso dire coacervate.
poti eh bersi in vile mal vagiti. girard
grano nell'aia; saccumula negra-
:>'aR]jniif-(-!ii.i il Pongasi invece della delazione la denuncia, ed
jij. Si-nera ammucchia sentenze; il Va r eh L suo tra- avremo societ nuova e migliore. rot bai' d
duttore accumula parole. Il popolo s'ammucchia
77
a vedere cosa nuova; si ammassa a resistere a chi
Acerbo, Austero, Acido, Agro, Aspro,
li-sale con farmi.
Kotnmtminn cose spar-
riunire in monte le
Forte, Acre, Il rusco.
** .1 mina ri r
c 'lare si dice dai contadini d qualche .(urter mcn d'aspro, e nelle campagne di To-
provincia della Toscana invece di abbicare, cio scana dicesi specialmente d*l vino quando non ti-
.

lire dille manne di spirbe (covoni; uno bica. In ra al dolce 1). Laustero astringente ma sema ,

quale coti*, ivi ini medesimi chiamano monetilo; cli'


i disgusto 2).
il mon reati dri Francesi. Abbarcare fare una bar- ' ino brusco non vino austero, ndl cattiva qua-
V
ra. cio una mole che non rotonda come il inon- > lit 3). parlando di jiutluiiquc altro sapore che ab-
dilo, ma parallrlrpipcda, e bitta con meno accura- bia inulto del piccante ad austero ( nell' uso comu-
tezza. Si abbarcano, per esempio, le fastelli di sco- *v ne ) si sostituisce brusco, che si prende e in buono
pe. Mlumtrt e lare una torre di pezzi segati, di e in mal senso.
pioppo o simili-, che si dis|io<igono a piramide v nota Acido dHinilo chiaramente non pur dalla scien-
**1 mezzo perche si stagionino. lamori atuiMi za ma dall uso ; e la Mia differenza dall* ojjro evi-

75 dente : il limone ' agro , non acido , sebbene an-


che quello del limone sia un acido \ ma coll' agro
'Iw-iisarr, Querelar', rarefare, In- del limone s* inaridisce un'ultra bevanda. Un aci-
:

colparc. do alquanto astringente e agro, ili simili voci non


Lattata privata o pubblica, solenne o no,
Mttn fonila di dmuuzia o di delazione, chiede o
chiede la pena. J-n querelo riguarda cose cri- l) Pi ls IO : (Jutr sunt r ornimi nia H pomi* tmnd-m.
e portata in giudizio,?, se stiamo al l'origine tfue suedi, saponnn genera Irnlnim rr/iriunlur. dulcis
9
tote (sempre rispettabile laddove l'uso buono suon i pinzuti , emarus j uustcrus ,
dell tu ert acuta*, tu er-
,
s-nle contraddica di fi onte), quurebidovrebbcsscrn bui addi* , saisHs...
pnqtfiocote quella del l'offeso io modo diletto *i) litui. / imo non dolce e che prudi gvntdme/Ue ndt ou-
rb'ba a lagnarsi dell uuiuo o dell alto
11
indiretto, Stero.
* CrUMto.
3) Cm.vr.rAzM : Il fin brusco.
fueciurr privato affatto; r indica clic l'accusa 4) litui; Tuta i liquori addi e i a/ghi di tutti gli
b'i. U colata o la tnauliM apposta, butto, altueuo agrumi.

IO

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71 ACERB *&. ACQUE


passibile porre distinzioni astratte : egli come vo- dalla fortuna, ma di cosa della quale si conosca dal-
ler definire un colore , un odore. Non resta dunque T un lato la insoavit , dall' altro un po' di giustizia,
die farsi intendere con parafrasi , con esempli. c specialmente uu poter prevalente , o materiale
Delle cose che non hanno acidit ma fortume sol- o morale che sia.
tanto , come l' aglio e smili hanno sapore
dicesi eh Ognuno vede poi che, anche quanto all impres-
forte . Il forte differisce dal brusco. Si pu fare una sione prodotta nell animo dell offeso , essere ama-
salsa dolce e forte, senza che questa s possa dir dol- ro pidessere Un amico
acerbo. vi
tratta im-
ce brasca. Il forte pi gradevolmente piccante. 11 provvisamente in modo strano, e vi tiene discorsi
sapore di cosa macerata muracelo forte, non bru- che vi giungono acerbi un figlio vi geua in faccia
:

sco. Ma quando questo addimi vo si accompagna, un rimprovero amaro.


formando frase , con alcuni verbi , pu allora signi- 70
ficar cosa al gusto e all odorato assai spiacevole.
"Acetato, Acetoso.
Prendere il forte , saper di forte . dicesi e del vi-
quando son Acetato raro nell* uso ) , che ha preso il sapore
no e delia farina e del latto e simili ,
(

dell aceto acetoso , che ha sapore d'aceto , o con


guasti. ;

aceto condito 1}. Acetato sostantivo , voce di


Acerbo il sapore di frulla immatura. Allora la ,

frutta aspra jicrcn acerba , non per propria na- scienza.

tura 1J. t 80
Acre tutt' altro che aspro : lacre ha dell aca- "Addita, Addome, Agrume.
to che pu venire da molti sali ; l'aspro pi
Acidit la qualit; acidume il sapore soverchio.
,

astringente e spiacevole. L aeree quasi mordente,


l'aspro c quasi ruvido.

C degli acidi clic sono agrumi , ma non vi-
.

ceversa. Matteo Selvatico : Acrumina, ut carpe ..et


Nel traslato, austero esprime severit : acerbo,
similia. Carta antica francese, a Ve fruii et d'ai-
immaturi l o durezza acre , forza . energia sover-
grun , e' eit savoir, de auxou ougnont d'etchalr
:

chia aspro salvatichezza ruvidezza , fierezza:


: , ,
longnes, et de toule manire de Ielle aigrun oc-
brusco , il contrario di soavit , di dolcezza ne mo-
fkksne
di. Acido , acetoso , non hanno sensi trasiati.
81
78
"Acque, Onde, Flutti, Fiotto, Linfe.
Acerbo, Amaro, Aere, Aspro, Ama-
acqua mossa. Fra Giordano: Si fece star
Onda
mietilo in senso traslato ).
(
bile londeggiamento dellacqua . M. S. Grego-
Ln sentimento di sdegno ci porta a parlare con rio. Acque che ondeggiano . Perch T idea di
acrimonia ;
ma 1' acrimonia diversa tuttavia movimento domina in questa voce , per diciamo
dail'atpressa. Lacrimonia nell animo, lasprez- ondeggiare di molle altre cose fuori dellacqua. Piu-
za ne modi: lacrimonia nelle cose che si dicono, me ondeggianti ; ondeggiamenti dell' aria.
l'asprezza nel modo del dirle. Flutto piu che onda : indica e maggiore quan-
Acerbo pi d'acre e d aspro. Una riprensione tit dacqua e moto maggiore. Cosi fluttuarne dice
pu essere ed acre ed aspra , e pur dettata da fini pi che ondeggiante 2). Quindi il coiti fluctus i
retti c amorevoli : una parola acerba , foss' anche Virgilio. Fiotto, da un nostro antico sembra che fos-
delia soavemente , ha qualcosa di tristo. 5
f*
se usato per gonfiamento, ondeggiamento, flusso c
Amaro ancor pi dacerbo. Amara riprensione riflusso del mare 3): ma, propriamente, fiotto
indica nel riprcnsore un risentimento pi profon- :

quel rumore che i flutti fanno rompendosi ;


on-
E i

piu insultante , pi , a dir cosi , raffinato in-


do ,
:
de , per similitudine, nella lingua parlata dicia-
dica offesa tale che amareggia non solo chi la ri- mo fiottare per brontolare f).
ceve , ma lanimo ancoro di colui che la fa. Que- Linfa delluso poetico, e vale acqua pura;
sto senso inchiude una terribile ed utile verit. n si direbbe
dellacqua del mare, o d'altra clic
Saper aniaro vale provar pentimento , di-
,
:: non sia schietta 5; : e sozze linfe parrebbe cou-
spiacere di una cosa. Sogghigno amaro , riso de- trodizione ne termini fi E per linfe i medici in-
1
.

risorio, insultante, che seccita nelle forti passio- tendono gii umori bianchi del corpo umano.
5
ni ; c
specialmente nell ebbrezza dell ira. Amaro X
...
pianto* pianto che l'aniiuo conturba e amareggia,
a differenza del pianto causato da soverchia alle- i) SoderIsI:
0,-ni cara acetosa o apra.
Incasella in botte acetato.- Boccaccio:

grezza. Sogghigna Amaramente il tiranno nella gioia


feroce della vendetta : versa amaro pianto una ma- )Scusai: Forum iLUpenter comprehertifit quod cult
dre, che vede cacciato il proprio tiglio in terre lon- qui direrii : Fluctus est mans tipital io: quia trunqui/lum
tane. meini quoque api tatur . At ille ottunde ubi cacerit cujus hac
Amnrulento ancor pi d amaro. Indica piti pro- definiti fuerit; fluctus est maris in urtarti juirtem apitatio.

fondo rancore , e dicesi di satira o simile: ma - Vi ri. li. lo : Fluctus ut in medio carpii quum albe seri*
nelluso della lingua parlata non ha luogo. ponto Longiiu , ex altoque simun trahit , utque colutus.
Quando poi si tratti dindicare limpressione che Ad terrai, immane sonai per raro, ncque ipso Monte
fa sull'offeso, un altrui detto acre, aspro, acerbo od minor pmeumbit : at ima exrrstuat unda urticibus t V
amaro , allora s usan le frasi parere agro , acerbo t surnmamqtte alte pmjcctat arenam.
3) B. LatisI: Or prende terra or lassa , Or
amaro : parere acre n aspro non si direbbe. Tare- monta
re agro meri di parere acerbo. Quanti' io dico che e or dibassaiE la pente per motto Dice che ha nome fiotto.
la tal cosa mi parve agra, confesso d essermene 4f) Anzi nella lingua parlata di questa parte
meridio-
parte doluto c parte offeso ; u si direbbe di offesa nale d'Italia nella voce fiottare si vede improntata pi
fallaci da un inferiore o di disgrazia che venga spiccatamente tale similitudine; perciocch con essa si

vuol da noi significare qu>l richiedere altrui d'una Cosa

i) Cumceszio (Jet per artrbezza aspre.- Libro cur.


X con assiduit importevoie. A. a.
5) PoMziaso : Qualche chiara e J resta linfa.
mal. : L asprume delie frutta acerbe.
) Acqua non dalla Crusca notalo in alcuno d
, S ,

ACQUE *<^40- ADAGI 75

82 86
Acqueo, Aeqaoo, Umido. i *Acrostlde, Acrostico.
cqueod acqua , acquoso , contenente dell ac- Per lTzcrosftVfe serve che! versi del componlmeo-
qui. timore acqueo , frutto acquoso. to comincino tutti dalla medesima lettera; per l o-
Cdcampo asciutto anzi alido , dopo la piog-
,
cronico, le iniziali di ciascun verso debbon forma-
gta tnumt'diics anchesso. Acquoso {piu sovente re una parola che accenni al soggetto del compo-
arqvi/rinuio)
il terreno di sua natura, ti quan- nimento medesimo. gatti
d'anche l'umidita soverchia del luogo sia da us-
tori, umido dice meno dacquoso. a. Acume, Acutezza.
87

83
Acume, fuor di poesia, quasi sempre ha senso
'Acquerella, Acquerugiola. Acqui- figurato : acutezza pu applicarsi anco a cose cor-
col In, Acquerello, Acquetta. poree. Acume della mente , acutezza dun angolo,
Acquerella, piccola pioggia; acquerugiola .piog- dun sapore, della vista 1).
gia minutissima : acquicella , poc' acqua corrente: Acume d'un'argomcntazione, dun espressione,
acquetilo, vino con di moli acqua, o acqua con duii epigramma; acutezza dello spirilo, duna ri-
poco sugo di vile. Acquetta dicesi anco di una sposta.
speciale bevanda velenosa. Inoltre acutezza sapplica anco alla pratica: acu-
Acquetta, parlandosi di pioggia, pi d ac- me riguarda specialmente le cose dell' intelletto.
querugiola. Questa paresi possa immaginare pi Acuto (ma non comnnissiinamcnte) chiamiamo un
toniimna e lenta: quella di pi breve duratasi, uom destro, il quale nelle cose della vita sa rego-
m pi impetuosa. Se dopo molti giorni di caldo larsi con senno , e trarne il suo migliore vantaggio.
affannoso sia caduta della pioggia , ed abbia raf- Molti che sou dotati negli studii di linissimo acu-
frenato laria , noi diremo : oggi venuta una me, non hanno nel commercio sociale quel tanto d'a-
bell'acquetta : e pare che qoesta voce, usata nel cutezza che basta a distinguere le celie dalle beffe,
pa<!o diminutivo o vezzeggiativo, accenni il re- c il vero dal falso.
fr/prio cagionalo dalla pioggia , e che , dir 88
.rosi, accarezziamo lidea
da quella VUCC rappre- 'Adacquare, Annacquare, Annaf-
t-MlUta. jClM fiare, Irrigare.
84
adacqua c 'annacqua un liquore per tempe-
Acquisto, Compra, Provvista. rarne con acqua la forza. Sadacqua un campo, uoti
Si compra a danaro : s acquista in tutti i modi s'annacqua. Figuratamente, sannacqua una senten-
che fatimi passare d'uno in altro la propriet della za una frase uuidca, dilungandola con molle paro-
pure con illeciti modi. Acquisto dicesi spe- le, e stemperandola. L'adacquare de campi i to- ,

tidmcitic d'immobili, o di cose di certa iinnor- scani dicono annaffiare. S'annaffia gittando l'acqua
Ufiza. con annaffiatoio; o la pioggia annaffili il terreno.
Compra riguarda latto, per dir cosi, inalo- S'irriga facendo correre lacqua a rivi e in canali.
Jile ocontralto : acquisto esprime 1 effetto ,
il

1 iccrescimcnto cio
romani
de nostri beni o piaceri o 89
Poteri. Non ogni compra
acquisto.
Acquistare ha pi sensi traslati, se traslati si
Adagio adagio, A poco a poco.
possono dire, e non piuttosto i sensi proprii li La differenza di questi due modi colta da Cosi-
questa tote s'hauno a chiamare
pi vari di quelli mo un articolo che impreziosisce il gior-
llidoli in
mila voce affine. Diciamo
comunemente : acqui- nale Agrario toscano: n K principio fondamentale
etare un nome , la fama la gloria
in questi lavori di guadagnare a poco a poco; il
, , esperienza,
cognizioni, forze, virt. che non vuol dire adagio adagio ma poco e
<*
Orazio: nuora la volutt comprata col dolore. spesso .
E similmente diciamo: onori comprali a ben caro Diremo dunque che nella via de miglioramenti
prezzo. Comprare laltrui pace col proprio do- morali, letterari! , politici, a poco a poco si fanno
grandi avanzamenti; e chi vuol tutto in una volta,
.
Provvista delle cose che
servono allnso, o nulla ottiene , o peggio che nulla : diremo che mol-
rivendere, non immobili. Provvista di roba ti di coloro a cui spetta loperare, confondono l'a

mangiare, di biancheria, di vestiti, poco a poco colladagio adagio, e la prudenza pon-


Whi A. di HlO-
& gono nella lentezza; c per timore di tentar troppo,
non osano cosa alcuna. Gli equivoci delle parole si
85 congiungonu al tristo andamento delle cose.
Acredine, Acrimonia.
90
Acredine dun sapore, degli umori; acri- Adagio, Proverbio, Sentenza, Viotto.
f'ua degli umori ; e acrimonia dell umore , del
temperamento animo parole
Adagio, voce della lingua scritta, latinismo
, dell' ,
.delle ,
dello
tlc.-A. che francesi adottarono, e che, sebbene la Crusca
i

noi noti, io non credo si debba espellere dalla lin-


1 gua perch esprime cosa che non bene espressa
,

da altro vocabolo affine. Proverbio, dice il signor


Houbaud , una sentenza popolare, un molto fami-
qi* mi allegorici che specialmente la Bibbia don
* qtwla vocv.-Dvsr*- Aprir lo cuor* alt acque della
F*' f he dalt eterno finite svn La poesia certamente non rifuggirebbe dal dire
diffuse. *a sete naturai i)
ma non tinia Se non con l'acqua onde la feiruninetta acume della rista ; ina uou delle liberta della lingua
citana domando la grazio. poetica qui si tratta.

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6 AD AGIO ADDOS
tiare applicabile a molli casi cd esprimerneuna t- 93f
oii almeno unopinione universale: adagio
riti! tAddolcirc, Ammorbidire.
motto pi grave pi solenne pi accreditalo, pi
Nelluso artistico si addolciscono colori con in-
Vero .
debolirne lo splendore o accordarli armoniosamente o
proverbi! a nn de' suoi personaggi il
(fa dire
1
col legame de* ioni, de passaggi, de* colori rotti, e
Manzoni) sono la sapienza del genere umano; e 5 degli sfornamenti insensibili. Chi studia i colori
\r*

nel luogo dove la massima posta, non che iro-


o*
nelle campagne amene de climi ridenti, sapr bene
nia. Infatti ve nha de' proverbi*! veri e belli; ve
ne' dipinti addolcirli 1).
n'ha di sciocchi e di falsi. L'adagio meno divulga- Ammorbidire render morbido un lavorotoglieis
to nel popolo meno festevole ma se non vero,
,
:
dono le asprezze c durezze; e dicesi pi sovente nel
non inerita questo nome. Di pi dev'essere molto disegno 2 . Ala noi crediamo che rammorbidire
vecchio altrimenti motto jcnZen:a adagio non
;
, ;
debba dirsi delle carni c delle pieghe de panni: ed
. Deve iuoltre d'ordinario contenere una regola comune alla pittura ed albi statuaria, indican-
voce
pratica; dove il proverbio pu essere una sempli- do Morbide e vive sono le
leffetto dell' addolcire.
ce osservazione, un modo di dire: donde poi von- carni delle vergini dipinte dall' Urbinate: c discao*
gun > le frasi proverbiali che nulla hanno ili sen- ciato il rigor freddo del sasso, molle e
tiepida caiv
tenzioso, ma solo frequentemente cadono nei fami- ne ha saputo porre il Tenerani nella bellissima
Jiari colloqui!. Non e adagio: Fa del bene a te e a Psiche. a. b. 19
tuoi, indi agli altri se tu puoi ; ma proverbio. Fi-
94
renze non si muove , se tutu nou si duole; un al-
tro proverbio.
Addossare , Incaricare.
Ma perch a questa voce adagio non si potr so- primo e nel traslato e nel proprio. Po
Il ,

stituire sentenza, motto, o simile? Perch il mot- tremo dire: addossare a qualcuno un vestilo. Il
to pu essere moderno e pi argqto , pu essere secondo, in prosa almeno, non si userebbe mal
festevole, pu non essere una regola pratica. Per- per il semplice caricare; e diremmo forse soltan-
che hi sentenza pu essere lunga, pu essere recen- to : incaricare alcuno di una commissione. a.
te, pu essere falsa, pu essere oscura, pu essere 95
nota a pochi, pu essere letteraria.
Addossarsi. Accollarsi, Incaricar-
01 ci!, Obbligarsi, Assumere
Tob-
Ad agio.A boll'aglo, A mio agio, bUga/ionc, Assumer r incari-
A mio bell'agio. ca, Prendersi rincarici.
Si pu camminare, operare adagio, per ishada- Addossarsi dire pi d'accollarsi in quanto o

t aggine, per piacere per necessit, routro


voglia: sprime dovere gravoso: accollarsi pu non indi
hi cammina. si opera a bell'agio per proprio volere, rare che obbligazione presa mediante un palio*
per comodo. I n gottoso cammina ad agio : un sa- il quale alla line pu anco riuscir vantaggioso.
Mi
no chesce al passeggio, cammina a bellagio. Quindi accollatario, nell uso, si dice colui che
Anche quando il primo dei due modi saccompa- intraprende a certe condizioni di fornire i mate-
>

gna ai pronomi mio. suo , ec. , anco allora differi- riali, leopere, i mezzi necessari! a un dato le-
sce un po da a bell'agio ; e, se non erro , ecco in ne, a un determinato lavoro.
in che sia riposta la differenza. Questiilliiua frase In un nitro senso, pertanto, accollarsi di
esprime sempre la lentezza che viene da comodit; pi d'addossarsi, in quanto suppone obbligali**
laltra, una qualunque lentezza. Se dir: questo ne pi chiara, meno arbitraria ,
di pi ine* no-
lavoro io vo* tarlo a mio bellagio , intender di di- bile adempimento. Molti saddossano delle bri
re: vo farlo quando mi ci porter il genio; vo phe, e poi n<>n pensano a sdebitarsi come avevai
furio con amore, con cura. Ma se dir, vo farlo a c-Vi promesso: laccollatario c forzato dalla legge a
t.rio agio, intender allora di volerlo fare non su- compire il- suo obbligo.
bito, ma quando die sia, senza essere pressato, Incaricarsi pi generale; onde diciamo ad- :

senza prendere impegni, tn operaio negligente la- dossarsi un incarico. E anche quello dell'accolla-
vora a suo agio, cio svogliato e rimesso, non a tario una sfiecie dincarico.
suo bell'agio perch il lavoro, quantunque lento,
, Inoltre sapplica a cose di minore importanza.
gii incomodo; c se in lui stesse, non moverebbe un incarico qualunque piccola commissione: co- Hi

ponto al faticare le braccia. Dii mio lavoro v in- me d portare una lettera a simili: Raddossarsi
nanzi ad agio, perch varie altre occupazioni me ne non si riferisce che a cosa di peso, tanto fisico
distolgono: uou Io fu per questo a mio bell'agio; clic morale. 4,
anzi frastornato, distratto, abbattuto. Obbliga iti pi generale ancora. Laddossarsi,
02 ('accollarsi , ('incaricarsi sono tre specie dobblr-
'Adattare, AggitiMtarc. gazione, ma non le sole : imino s'obldiga anco
l

Adattare pi ; esprime convenienza pi in- con promessa, con voto, con lo stesso silenzio.
tera. Si pu. aggiustare due cose alla peggio: ma Ala d'ordinario questo verbo sapplica ad in-
gii pi difficile lar che sadatlinu Rum allal- dicare non tanto l'uffizio od il peso che uno sas-
tra* a. sunte. quanto il vincolo morale ai quale si lega.
Quindi ch'io posso incaricarmi o addossarmi
93
un affare senza Birci la mente obbligarmi. L'uomo
Addensare, Condensare. s obbliga non solo di fare o di dire, uia d'anua-
Addensare indica forza esterna che fa
den-
sa la cosa, talvolta per aggiunzione; condensare,
forza interna che la denso per
concentrazione. Si *0
addensano le uubi un liquido
; si condensa ro- 0 .Milizia.
3) Milizia.

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ADERE ADULA 77

re, di Mare, di tacere 1). Gli altri terbi nota- 100


ti ioq riguardano che fazione od il detti. Wdornarc, Ornare.
Jjiumm f'a6%rizioNf,flj5um*rsiTtcaricodif-
fi* Adornare talvolta meglio si dice delle cose
da incaricarsi e da obbligarsi in ci,
.

ferisrono
dellarte.E anco presso i Latini adornare aveva
fli? pi, Manto talvolta obbligarci o incaricarci per
senso prossimo a fornire. In Dante, Lia vaga
inconsideratezza, o nostro malgrado, o implicl-
d'adontarsi con le mani; nel Villani si parla del
tain-oie co' fatti; ma chi si assumo l'incarico,
luogo adornato di ricche mura, c porte e torri
l' obbligazione, lo fa esplicitamente, di sponta-
di pietra: nel GuinicclU, nave adornata di vele;
neo sno moto. Inoltre, di cose da poco non si
n qui converrebbe ornata. Le stelle diremo or-
tesarne propriamente lincarico o l'obhligazionc.
namento, non adornamento del cielo. Gli usi tal-
Si noti per ultimo, che prendersi un obbliga-
volta si confondono, ma talvolta giova distinguerli.
zione non si direbbe , come on incarico. pren- E Adorno per dice meno artifizio di ornato; ma
der un incarico differisce dallassumcrlo in ci,
perch? perch ornato ha forma pi evidente, dt
che sapplica anche a cose da poco: differisca dai-
participio, e per pi espressamente indica ope-
hnrazicarsi in ci, ch pi esplicito, pi spon-
ra umana.
taneo.
101
Off
Adozione, Allogazione.
Mdercnle, Inerente, Attaccato, An-
nesso,
.Adozioneera latto legittimo pel quale il
figlio dalla famiglia del padre naturale passava
idrante, attaccato od unito in pi parti: in quella del padre adottivo. Uarroyazioue. l'atto
annetto. accostato, aggiunto. Pu la cosa aiiucs- per cui chi non aveva padre si dava nella pote-
54 sere non aderente, n attigua. a. st di un padre adottivo. L'Adozione si farcvn
Aderente, unito o attaccato, si che combaci, innanzi al pretore o al proconsole o a chiunque
ma nella superficie. Inerente, unito o aitai calo
avesse quella che dicovasi legit urlio : e dopo
, esprime lanio-
di dentro. Attaccato generico una triplice emancipazione, il padre naturale ra-
ne e l'accostamento un punto solo; onde
anco in deva all'altro il figliuolo. L arrogtzionc dappri-
talvolta affine a sospeso. Annesso, ci che vie-
ma si portava al popolo nel foro, jmi'i al princi-
ne aggiunto o congiunto alla cosa senza farne
pe dallo stesso arrogato. Di che Cicerone e Gri-
parte integrante; e dicasi delle cose che per of-
llo e Al destino : Adoptantur filli Jnmilias; ndn*
fessili o per costume si sogliono vedere insic-
gaulur qui ui jurj'j soni. Questa differenza per
fiw. a riguardar come unite, a- non sempre dai Latini osservata. porvi*
97 102
'Aderente, Fautore. A Dne A Due, A Coppia a Coppia.
Gli <vierenri appartengono pi o meno dlrct- 1 primo suppone una fila pi o meno li/rr
Il
twwuralla persona, alle opinioni, alla parte. I
ga il secondo pu indicare anco due coppie sole.
;

Man' possono favorire o senza appartenere o sen- IT 11 secondo pu indicare coppie una dal- l
za entrare in tutte le opinioni dei lor favoriti. l'altra distanti: il primo, noti tieccssariantcnki
gli aderenti sono uguali o minori ; i fautori ma dordinario, dipinge una serie pi continua.
fto dordinario pi forti o per autorit o per Quando diciamo a coppie, amo
pvtfilZJ, A. questa frase dice serie continua 1).
plurale , allora

08 Di coppia, dicesi de gemelli: bambini di cop-


'
Adiacente, Attenente. pia. A coppia e in coppia, stanno anco da se, c
Adiacente non si dice con propriet se non
non ripetuti.
IH A due a due dipinge due persone che voi*
*
di cose basse 2) o stendentesi per un certo spa-
gouo dopo due altre, e cosi via via a coppia :
zio. Terreni, pr v inde, regioni adiacenti.
a coppia possono venire per esser poste persone
Attenenti ,1) indica la prossimit, ed una certa
Rliziune
o cose , non lun a dopo l'altra coppia in fila, ma
d'nppartenenza: dicesi di terre, di case
* di
tutte sulla medesima linea, o in altro modo qual-
qualunque sia cosa, o alta o bassa. N ben si
siasi.
flirrbh? rasa adiacente, ma si giardino attenente
IV
Talvolta a coppia a coppia esprime congiun-
rasa. Lessere altri luoghi vicini ad un luogo,
t,n fa
zione, non ordine solamente. I cavalli a coppie;
che questi sieuo attenenze di quello, se
gli uomini in processione a due a due. E tufi*
jwimeme non gli appartengono in qualche modo.
U"?
appaiamento d uomo ad uomo rende la cerimonia
le adiacenze possono essere indipendenti del
pi solenne che non se fossero quattro o dieci
nato.-, uveali nella medesima fila. E questo fatto ha sua ragliate
99 segreta; e lascio ad altri il trovarla.
' Spello, A malincuore. 103
T* lupetto, contro voglia; a malincuore, di 'Adulare Piaggiare Lusingare ,
iwU voglia.
A . ,
Andare a versi , Secondare, Ac-
,

carezzare, far vezzi.


Quello che i Latini dicono adulavi , si di-

r
** l) DajiTk: f ent quattro < cniori a due a due Coronati
0 boccicelo ; iti voglio Mitigare i!' andar? a Ge- fr remo* di fiordaliso Gioitospo ; linai , previe ed al-
tri , che , quando venne il diluvio , ci furono mesti a cvp-
'} JTfO.
pia a coppia. In quegli due ('empi abbiamo le tre difle-
1} Teikv. .**
reuze della serie, dii movimento, della cangimi! iout.
:

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, ,

78 ADUNA AFFET

ce fiorentinamente piaggiare ; e quello eh* essi sempio che forse dice altra cosa. Ma prendiamo
dicono obliqui si dice andare a vtrsi , o vera- occasione di qui ad indicare una ricchezza cho
la lingua parlata toscana ha sopra gli altri dia-
mente, in una parola sola, secondare. E quello
letti dItalia, ricchezza che merita di passare nel
che dicono blanditi , diciamo noi lusingare, o,
tesoro della lingua de colti scrittori.
in senso pi innocuo e pi tenero, accarezzare,
il che diciamo anche far
vessi. varchi Affacciarti vale in Toscana non solo metter Aio-
Il lusingare propriamente
delle parole; lac- rl la faccia da qualche luogo per vedere, a fine-

carczzare degli atti. a.


stra o simili, come definisce la Crusca, ma an-

La lusinga va alcuore,
,
Yadulasxone alla co uscire dun luogo, e presentarsi per vedere,
udire l'oggetto della chiamata. Quando uno eh
mente. Il lusinghiero non disapprova, giustifi-
in una stanza si vuol fare uscire per parlargli o
ca il male: ladulatore loda il male,
assente al
passioni, l'adula- per mostrargli qualcosa , gli si dice : affacciate-
falso. La lusingheria pasce le
zione la vanit. girard vi. Qualunque altra voce della lingua comune

Ladulatore un lusinghiero vile e impuden-


quasi innocente, ed
non esprimerebbe cosi propriamente lidea; n
presenfq/eri, n uscite , n venite qua. Questa voce
ze. La lusinga pu essere
sempre men rea. roliadd 5
adunque nel senso suddetto utile e bolla. E dif-
ferisce da presentarsi in quanto che r affacciarsi
104 $ pi familiare , l'altro un po pi solenne.
* A donare, Accozzare. $
Finalmente affacciarsi, nelluso comune,
offrirsi . farsi innanzi per una compra, per un parti-
Chi aduna pu badar solamente
convenienza delle
al nume-
to di matrimonio ; come accennasi nel 4 del-
ro* chi accozza, a questo e alla Crusca ma con maggiore estensione di sen-
a.
la
facciano insieme buona com-
;

cose, e guarda che le si so.


le carte nel giuoco
pagnia. Per esempio: accozzar 108
seme, o che
mettere insieme quelle del medesimo
iu altro modo, c secondo la
natura del giuoco stesso, * Affanno
9 Ansia, Ambascia, Ango-
tra loro. Dalla radice medesima
viene la scia.
sono affini
voce cozzone che, secondo laCrusca,
,
e mezzano nel-
daltro; ma, nelluso odier- x
Lvmaifi desiderio ardente , e con princi-
le compre de' cavalli o pio di dolore. Nell'ansia affanno non ogni af- :

no, dicesi soltanto a chi affatit per concluude- i!


fanno ansia. Affanno ogni sorta di dolore vi-
rc riammonii; c vede ognuno
come lopera che
vo che si comunichi al corpo, e renda di tempo
da costoro si presta in simili casi, sia cosa di-
s
versa dalladunare. A. in tempo In respirazione men facile.

gatti
Ambascia pi d'affanno ; angoscia pare ancor
Si pu mal accozzare; mal
adunare e piu ra-
pi. romani
ro. Quando adunare tende a fine dunit vera,
di-

ce pi che accozzare.
"Affermare, Confermare, Asserire,
105 Asseverare , Assicurare.
'Adusto, Arido, Arso, Riarso, Serro.
Affermare contrario di negare 1). Confer-
mare. ripetere cosa affermata da noi o da altri,
Adusto, molto risecchito dal sole, dal fuo- e ridirla vera.
co, o da naturale disposizione. Campi
adusti,
temperamento adusto. Arido , che manco affatto
Si afferma e si conferma anco con fatti ; s'as-
serisce con sole parole. V
asseverare si fa por
5
l'umore , e ha pur senso contrario a fecondo.
Arso , bruciato con fiamma o in altro senso: pi
S con parole , e<l pi : un asserire coq for-

che arido. Riarso , ancor pi. gatti za 2) , un asserire pi certo.


Quando l'affermazione diretta a far sicuro
Adusto esprime straordinario disseccamento chi dubita o teme , cade allora il vocabolo as-
per sole o per freddo tanto che paia come bru-
,
sicurare , non col terzo caso , ma col quarto : ch
rinto. Riarso dice gran disseccamento o riscalda- col terzo sa di francese. E non solo 1 afferma-
mento, ma non apparenza di adusto. Arido espri-
zione, ma atto qualsiasi. gatti e romani
me mancanza d'umore: ond meno di riarso. Sec-
co ancor meno darido. 109
La pianta secca, perduto il verde; arida, ?;
Affetto , Affezione, Amore, Amorevo-
perduto ogni umore; riarsa quando il legno fu *v
lezza, Uene valenza, Dilezione.
preso da gran calore; adusta quando del calore
rimangono visibili segni. a I Affetto , Affezione.
100
Afa, Affanno. Affetto termine generale. Nasce tanto dallodio
Afa. cosi la Crusca . quellaffanno che per del male , quanto dal desiderio del bene. Tanto
gravezza d'aria o soverchio caldo par che renda dif- dunque pu dirsi affetto l' ira , quanto J' amo-
ficile la respi raz ione. Affa uno ha senso pi generale: re 3). Ma perch l uomo pi scosso dalle
vale qualunque o impedimento o affretta men lo o impressioni che portano immagioc vera o falsa
gravit di respiro. Non ogni affanno afa: afa af- di bene, perci questa voce susa per lo pi ia
fanno non forte. Un caldo gravissimo fa afa da pri- buona parl, ed esprime quasi il primo grado del-
ma . c da ultimo , affanno : ma questo pu \ enire da
infermit , dalla foga del correre, dal turbamento
dell'animo. t) Da Tre : Che senza distinzione
afferma o ruspa.-
107 PaUvastI: J\on dee pertinacemente ajfermatr o negare.
AfTacrlarsI, Presentarsi. a) Magalotti : Alt pare di poterv asseverare con gual-
che maggior fondamento di sicurezza.
Noi non intimiamo Mnonimi
quegli dne Terbi nel
* cnsu CUi li fa ia Crucca auil'autoriti d>
3) LUstk Secondo
: che ci affggon li destri E gli altri

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, r

AFFET AFFET 79

l' amore. Ci non toglie che non si possa dire la mente pi illuminata, tanto nel commercio de-
all uopo affetto d'amore. gli affetti sono pi delicati ,
pi carni.
L affeiione esprimo sentimento pi in atto; e
quantunque nch'essa sia vocabolo generale da po- Affetto, Amore.
tersi talvolta prendere per un'impregsione qualun-
que. anche corporea (oode le affezioni morbose e V
amore pi attivo, pi forte. Avvi dei senti-
simili), pure pi particolarmente destinata ad menti cbe non posson chiamarsi se non col nome
esprimere nn grado di amore. damore. Quello della madre, del padre non affet-
Affetto, inoltre, riguarda pi i segni esterni; to, amore. Una moglie pu essere affettuosa, a
affeziooe V interno senso. Si abbraccia , si parla non essere amante. Tra i fratelli l'affetto pi
affettuosamente, si cerca affettuosamente nn ogget- facile che l'amore. Si direbbe che laffetto ora
to, non affezionatamente. principio damore, ora sostituzione allamore.
Affetto talvolta pi d'affezione. Lumore, anche Lamore inoltre pu talvolta considerarsi come
ardente, pu chiamarsi affetto, non gi affezione. pi intimo, laffetto corno pi esteriore: in questo
Cosi quando diciamo le affezioni patrie, domestiche, ....
senso si possono nel discorso unire insieme amore
e simili, intendiamo vincolo meno stretto, che ed affetto. Avvi delle persone che amano, c nelle
se dicessimo affetto. apparenze non dimostrano affetto. Lamore solo
Affetto, per ultimo, pi generalo. Cuore affet- pu fare assistere ad un infermo con vero affetto.
tuoso, tale pieno d'affetti, naturalmente portalo I modi affettuosi sono ora il veicolo, ora lindizio

all'affeito:

affezione
animo affezionato, esprme particolare
verso tale o tale persona. Egli anco
y dell'amore.
Lamore per ultimo, siccome piti forte, pu
per ci che degli animali diciamo ebe si affezionano, prendere una nobilt o una turpitudine che non
mb che pigliano affetto. son dellaffetto. Tanto dicesi amore il divino, quan-
to il carnale. Laffetto in una sede di mezzo; non
Affetto, Aff sione, Benevolenza. si direbbe : affetto verso Dio n affetto direbbesi
;
il desiderio voluttuoso 1}.
Benevolenza propriamente un no' meno daf-
fezione e d' affetto: , come suona la voce, quel Affetto, Amore, Amorevolezza.
sentimento rbe fa volere il bene dalcuoo. Questo
sentimento necessariamente prodotto anco dal- Amorevolezza come il segno dell 'amor* , della

l'unore, ma non n, a dir cosi, che una parte 1}. benevolenza, dellaffetto; segno che pu essere pi
Onde maestrevolmente l'Ariosto: ...non che da o meno evidente e sincero. La voce amorevole,
forre incontro Sien questi amori; l'un fiamma per esempio, esprime gli alti esterni di un sincero
e furore, L'altro benevolenza piu che amore
2) . amore, ma vi c poi, in sostantivo a gli amorevoli
Cosi la differenza che corre fu meno tra benevo- sciocchi c le amorevolezze svenevolone modi
la e affezione, mi par che risulti non solo dat- antiquati del Firenzuola. Si noti in genere, che
l'sso, ma anco da quest'esempio di Dante. Nel lamorevolezza ha sempre dellesteriore; che perci
Pwfitorio s'ineontra Virgilio con Stazio suo am- men daffetto, ancho quando l'affetto non che
atore, e gli dice ...dallora che fra noi discese esteriore, perch questa voce non pu tutta per-
Sei limbo dello nferno Giovenale,
Cbe la tua affe- dere la prima sua forz