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Universit Politecnica delle Marche

Dipartimento di Architettura Costruzioni e Strutture

Progettazione di Strutture Antisismiche


Costruzioni in calcestruzzo

a.a. 2015-2016
Dr. Ing. Laura Ragni
Caratteristiche dei materiali (7.4.2)
Calcestruzzo
Non ammesso luso di conglomerati di classe inferiore a C20/25

Acciaio
B450C (11.3.2.1) per le zone dissipative
B450A (11.3.2.2) reti e tralicci con = 5 10 mm;
per armatura trasversale di:
- elementi in cui impedita la plasticizzazione grazie alla gerarchia delle resistenze;
- elementi secondari;
- strutture poco dissipative con q 1.5.

Ag>7.5% assicura duttilit di sezione (se


debolemente armata a trazione)

ft/fy elevato produce una elevata


sovraresistenza flessionale dopo lo
snervamento che va limitata e tenuta in
conto.
Edifici in c.a.
Sistemi sismoresistenti
Sono previste le seguenti tipologie di strutture sismo-resistenti in c.a.:
Strutture a telaio: la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali affidata
principalmente a telai spaziali (resistenza a taglio alla base > 65% della resistenza a taglio totale).

Strutture a pareti: la resistenza alle azioni sia verticali che orizzontali affidata principalmente
a pareti singole o accoppiate (resistenza a taglio alla base > 65% della resistenza a taglio totale).

Pareti semplici : rapporto tra i lati > 4

Pareti composte: pareti semplici


connesse per formare sezioni a L,U,H

Pareti accoppiate: pareti connesse con travi duttili


distribuite regolarmente lungo laltezza
Edifici in c.a.
Sistemi sismoresistenti

Strutture miste telaio-pareti: la resistenza alle azioni verticali affidata prevalentemente ai


telai, mentre quella alle azioni orizzontali affidata prevalentemente a telai ed alle pareti.

Strutture miste equivalenti a telai:


taglio alla base sui telai > 50%

Strutture miste equivalenti a pareti:


taglio alla base sulle pareti > 50%

Strutture a pareti estese debolmente armate: esistono almeno 2 pareti in ogni direzione
con dimensione superiore a 4 m ed a 2/3 dellaltezza che sostengono almeno i 20% del
carico gravitazionale in condizione sismica
Edifici in c.a.
Strutture a pareti

Il sistema a pareti singole o accoppiate caratterizzato da un comportamento a mensola.


Gli spostamenti di interpiano sono pi accentuati nella parte superiore delledificio e possono
essere amplificati dalla eventuale rotazione alla base della parete; infatti, le pareti sono
elementi molto rigidi soggetti ad elevati momenti di incastro al piede che possono causare il
rocking della fondazione (non perfetto incastro al piede sempre fondazioni profonde). Sono
edifici dotati di elevata rigidezza ma minore capacit dissipativa rispetto a i telai. Le pareti
singole non consentono di dissipare molta energia in quanto pu formarsi una sola zona di
dissipazione, allincastro al piede.

Nel caso di pareti accoppiate la capacit dissipativa aumenta in quanto si formano cerniere
plastiche anche nelle travi di accoppiamento. Laccoppiamento determina linsorgere di
meccanismi resistenti che sollecitano a trazione-compressione le parete ed tanto pi
efficace quanto pi rigide flessionalmente sono le travi di collegamento, che devono essere
attentamente progettate per evitare fenomeni di rottura fragile di taglio.
Edifici in c.a.
Strutture miste telaio -parete
Sotto azione sismica, pareti e telai traggono mutuamente vantaggio dal loro accoppiamento;
leffetto quello di unire le caratteristiche migliori dei due sistemi: la rigidezza della parete e le
capacit dissipative (duttilit) del telaio.
Dal punto di vista deformativo, nei piani inferiori il muro vincola il telaio limitandone la
deformazione, mentre nella parte superiore il telaio a limitare gli spostamenti della parete.
Bilanciando opportunamente le rigidezze di telaio e parete si pu ottenere una deformata
pressoch lineare, ovvero spostamenti di interpiano costanti (senza rastremazione del telaio)

Laccoppiamento modifica il diagramma del taglio sul telaio che tende a diventare pressoch
costante, mentre quello sul setto pu anche diventare negativo ai piani alti.

Questo, dal lato del telaio un fatto


positivo in quanto tende a
regolarizzare la formazione dei
meccanismi dissipativi del telaio
(formazione di cerniere plastiche
sulle travi a tutti i piani) ma pu
nascondere insidie nella formazione
di una zona di dissipazione con
scarsa capacit deformativa al
piede della parete.
Concezione strutturale
Sistemi telaio-parete

M parete M pilastro interno N parete e pilastri


telaio senza pareti esterni e interni

Anche in questo caso le travi di collegamento si oppongono grazie alla loro rigidezza flessionale.
Se le travi sono corte (tozze) possono essere soggette a tagli elevati (vanno adeguatamente
progettate a taglio).

Il momento ribaltante totale assorbito in gran parte dal momento totale alla base delle pareti,
in piccolissima parte dal momento di incastro dei pilastri e la restante parte dalle coppie dovute
alle forze assiali sui pilastri (in particolar modo quelli pi esterni e, fra questi, soprattutto quelli
appartenenti al telaio che include anche le pareti.

Considerazioni analoghe possono riguardare i sistemi telai-nuclei


Tipologie strutturali e fattori di struttura (7.4.3)

Per tutte le tipologia strutturali si distinguono due livelli di Capacit Dissipativa o Classi di
Duttilit (in accordo con EC8), in funzione delle quali sono definiti i fattori di struttura

Alta duttilit CDA (DCH): sotto lazione sismica di progetto la struttura si trasforma in
meccanismo dissipativo con elevate capacit di deformazione plastica.

Bassa duttilit CDB (DCM): sotto lazione sismica di progetto la struttura si trasforma
in meccanismo dissipativo con moderate capacit di deformazione plastica.

La differenza tra le due classi risiede nella entit delle plasticizzazioni. Per assicurare alla
struttura un comportamento dissipativo e duttile evitando rotture fragili e la formazione di
meccanismi instabili imprevisti in entrambi i casi richiesto il rispetto delle regole di gerarchia
delle resistenze (con prescrizioni differenziate per i due casi).

Le strutture con travi a spessore, anche solo in una direzione, sono da considerare di CD B
(escluso il caso in cui tali elementi possono considerarsi elementi strutturali secondari). Le
strutture con pareti estese debolmente armate sono da considerarsi di CD B.
Tipologie strutturali e fattori di struttura (7.4.3)

q = K R q0
q0 il valore massimo del fattore di struttura che dipende dal livello di duttilit atteso,
dalla tipologia strutturale e dal rapporto di sovraresistenza strutturale u/1.
KR un fattore riduttivo che dipende dalle caratteristiche di regolarit in altezza della
costruzione
edifici regolari in altezza KR = 1
edifici non regolari in altezza K R = 0.8
Valori di q0

Tipologia CDB CDA


Strutture a telaio, a pareti accoppiate, miste 3,0 u/1 4,5 u/1
Strutture a pareti non accoppiate 3,0 u/1 4,0 u/1
Strutture deformabili torsionalmente 2,0 3,0
Strutture a pendolo inverso 1,5 2,0

5
esclusi i telai ad un piano
e con pilastri collegati in
sommit lungo entrambi le
direzioni principali
delledificio e per i quali la
forza assiale non eccede il
30% della resistenza a
compressione della sola
sezione di cls.,
Tipologie strutturali e fattori di struttura (7.4.3)
u valore dellazione sismica per il quale si verifica la formazione di un numero di
cerniere plastiche tali da rendere la struttura labile.
1 valore dellazione sismica per il quale per il quale il primo elemento strutturale
raggiunge la plasticizzazione a flessione.
I valori di u/1 (rapporto di sovraresistenza strutturale) cresce con laumentare del grado
di iperstaticit della struttura. Salvo pi precise valutazioni (analisi sismiche non
lineari), per strutture regolari in pianta, si possono assumere i seguenti valori di u/1
Valori di u/1
Strutture a telaio o miste equivalenti a telai u/1
Telaio ad un piano 1,1
Telaio a pi piani ed una campata 1,2
Telaio a pi piani e pi campate 1,3

Valori di u/1
Strutture a pareti o miste equivalenti a pareti u/1
Strutture con solo 2 pareti non accoppiate per direzione 1,0
Altre strutture a pareti non accoppiate 1,1
Strutture a pareti accoppiate o miste equivalenti a pareti 1,2

Per strutture non regolari in pianta i valori di u/1 si ottengono come media dei
precedenti col valore unitario.
Tipologie strutturali e fattori di struttura (7.4.3)

Per prevenire il collasso delle strutture a seguito della rottura fragile delle pareti, per strutture
a pareti, miste equivalenti a pareti (anche torsionalmente deformabili) i valor di q0 vanno
ridotti mediante il coefficiente

K w = 0.5 (1 + 0 ) / 3 1 q = K R K w q0

dove 0 il rapporto tra laltezze e la larghezza prevalente delle pareti. Nel caso
in cui gli 0 delle pareti non differiscano significativamente tra di loro, il valore di 0 per
linsieme delle pareti pu essere calcolato assumendo come altezza la somma delle altezze
delle singole pareti e come larghezza la somma delle larghezze.

0 =
h wi
dove
h wi = altezza della parete i-esima sono penalizzate
le pareti tozze
l wi l wi = larghezza della parete i-esima

Le strutture delle costruzioni in calcestruzzo possono essere classificate come


appartenenti ad una tipologia in una direzione orizzontale ed ad unaltra tipologia nella
direzione orizzontale ortogonale alla precedente

Per tipologie strutturali diverse da quelle definite in precedenza, il valore adottato per il
coefficiente di struttura deve essere adeguatamente giustificato dal progettista, se
maggiore di 1.5
Tipologie strutturali e fattori di struttura (7.4.3)

Struttura a telaio con pi piani e pi campate

Progetto in CDA Telaio regolare in pianta ed in altezza


q0 = 4.5 u / 1 = 4.5 1.3 = 5.85

Telaio irregolare in altezza


q0 = K R 4.5 u / 1 = 0.8 4.5 1.3 = 4.68
Telaio irregolare in altezza e in pianta
/ +1
q0 = K R 4.5 u 1 = 0.8 4.5 1.15 = 4.14
2

Progetto in CDB Telaio regolare in pianta ed in altezza


q0 = 3.0 u / 1 = 3.0 1.3 = 3.90
Telaio irregolare in altezza
q0 = K R 3.0 u / 1 = 0.8 3.0 1.3 = 3.12

Telaio irregolare in altezza e in pianta


/ +1
q0 = K R 3.0 u 1 = 0.8 3.0 1.15 = 2.76
2
Dimensionamento e verifica degli elementi strutturali (7.4.4)
Gerarchia delle resistenze nelle strutture in c.a:
In una struttura in c.a. possibile individuare: i meccanismi duttili (dissipativi) ai quali
possibile associare una significativa capacit di dissipare energia e i meccanismi
deformativi fragili o poco duttili (scarsamente dissipativi). La progettazione allo SLV
finalizzata a garantire lattivazione dei meccanismi deformativi duttili evitando che si
verifichino meccanismi in elementi meno duttili o che si inneschino meccanismi fragili.
Questo obiettivo viene perseguito applicando le regole di gerarchia delle resistenze
secondo le quali i meccanismi fragili (o poco duttili) devono avere adeguate sovraresitenza. In
particolare, la sovraresistenza si ottiene applicando il capacity design secondo cui i
meccanismi fragili (o poco duttili) non devono essere progettati in base alla loro domanda di
resistenza (alle sollecitazioni agenti) ma in base alla capacit degli elementi duttili (utilizzando
opportuni coefficienti per tener conto delle possibili sovra-resistenze dei materiali)

Dettagli costruttivi
I dettagli costruttivi sono fondamentali per poter sviluppare i meccanismi a livello locale senza i
quali non si potrebbe avere il meccanismo globale. Oltre le regole di gerarchia delle resistenze
vanno rispettate tutte le prescrizione relative ai dettagli costruttivi in termini di:
Limitazioni geometriche Limitazioni di armatura
Travi Travi
Pilastri Pilastri
Nodi trave-pilastro Nodi trave-pilastro
Pareti e Travi di accoppiamento Pareti e Travi di accoppiamento
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Dimensionamento e verifica elementi strutturali

Dimensionamento degli elementi strutturali + limitazioni geometriche


- secondo le prescrizioni SLD in 7.4 Travi
7.4.6.1 Pilastri
Nodi trave-pilastro
Pareti

Progetto armature e verifiche el. strutturali (*) + limitazioni di armatura


- combinazioni non sismiche SLU e SLE secondo 4.1 Travi
Pilastri
- combinazione sismica SLV secondo le regole di
7.4.6.2 Nodi trave-pilastro
gerarchia delle resistenze contenute in 7.4.4
Pareti
Travi di accoppiamento

(*) da intendersi come verifiche di resistenza

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Dimensionamento e verifica elementi strutturali
Verifiche di resistenza
si effettuano come indicato al punto 4.1.2.1, dove si assumono, per tener conto del degrado
ciclico dei materiali, gli stessi coefficienti parziali c e s delle condizioni non sismiche.

Verifiche di duttilit
Possono essere omesse
Le verifiche di duttilit si intendono implicitamente soddisfatte se oltre alle regole di gerarchia
delle resistenze si seguono anche tutte le regole per i materiali e i dettagli costruttivi indicate al
punto 7.4 del DM 2008. In questo caso vanno pertanto condotte solo le verifiche di resistenza.

Altrimenti devono essere fatte: 15


1) tramite analisi non lineare
2) tramite controllo della duttilit di curvatura nelle zone critiche
2q 1 per T1 TC
1.5 0
1 + (
2 q 0 )
1 T C T1 per T1 < TC
T1 periodo fondamentale della struttura


= u La duttilit di curvatura , con riferimento a legami momento-curvatura, pu essere
y calcolata come rapporto tra:
- la curvatura cui corrisponde una riduzione del 15% della massima resistenza a flessione
ovvero il raggiungimento della deformazione ultima del calcestruzzo cu o dellacciaio uk
- e la curvatura al limite di snervamento.
Dimensionamento e verifica elementi strutturali

Legame Momento-Curvatura M-
Il tracciamento del legame M- richiede la conoscenza di:
- la geometria della sezione e le armature
- i legami costitutivi dei materiali costituenti (letteratura o EC8)
- lo sforzo normale sollecitante N
60

50 Conf Non conf

40
140 Mu

[MPa]
30
120 20
My Mander, Priestley
100 10 e Park (1988)
u
Mom (kNm)

80 = 0

60
y 0 0.005 0.01
800
0.015 0.02

600
40 400
rigidezza efficace 200
20

[MPa]
y u 0
0 -0.15 -0.1 -0.05 -200 0 0.05 0.1 0.15

0 0.01 0.02 0.03 0.04 0.05 0.06 0.07 King (1986) -400
-600
curv (1/m )
-800

Nella valutazione della duttilit di curvatura, il contributo in termini di resistenza e duttilit dovuto
al confinamento del calcestruzzo va considerato utilizzando modelli adeguati (la sola parte di
calcestruzzo contenuta allinterno delle armature pu essere considerata efficacemente
confinata). Nei pilastri si deve tener conto della forza assiale.
16
Strutture a telaio
Strutture a telaio
Gerarchia delle resistenze

1. Analisi strutturale combinazione sismica (spettro di progetto)

2. Determinazione dellarmatura a flessione delle travi (zone dissipative)


in base alle sollecitazioni di progetto e verifiche di resistenza (momenti
7.4.4.1
resistenti di progetto)
TRAVI
3. Determinazione dei tagli sovraresistenti delle travi e quindi dellarmatura
trasversale in base ai momenti resistenti delle travi (amplificati)

4. Determinazione dei momenti sovraresistenti dei pilastri e quindi delle


armature a pressoflessione in base ai momenti resistenti travi
(amplificati) 7.4.4.2
5. Determinazione dei tagli sovraresistenti dei pilastri e quindi delle PILASTRI
armature trasversali in base ai momenti resistenti dei pilastri (amplificati)

6. Determinazione delle azioni sovraresistenti sui nodi


in base ai momenti resistenti delle travi (amplificati) 7.4.4.3 NODI TRAVE PILASTRO
e quindi verifica dei nodi

7. Verifica delle fondazioni e dei diaframmi

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Strutture a telaio - travi

7.4.6.1 LIMITAZIONII GEOMETRICHE

7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI
7.4.4.1 TRAVI
+ 7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.2 PILASTRI
7.4.6.2 LIMITAZIONII DI ARMATURA
7.4.4.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI

7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO


Limitazioni geometriche travi (7.4.6.1)
h/2 h/2
Travi
As
travi calate travi a spessore
h
b 20 cm h b bc + 2 h/2 (da ogni lato) bc
b /h 0.25 Ai b 2 bc
b
bc = larghezza del pilastro ortogonale allasse della trave
b

bc
Sono da evitare per quanto possibile eccentricit tra
lasse della trave e lasse del pilastro concorrenti in un
nodo. Nel caso che tale eccentricit superi 1/4 della
larghezza del pilastro la trasmissione degli sforzi deve
essere assicurata da armature adeguatamente
dimensionate allo scopo.

e < bc

Non deve esserci eccentricit tra lasse delle travi che sostengono pilastri in falso e lasse dei
pilastri che le sostengono. Esse devono avere almeno due supporti, costituiti da pilastri o
pareti. Le pareti non possono poggiarsi in falso su travi o solette.
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)
Travi armature longitudinali
Larmatura longitudinale deve essere costituita da almeno due barre
di diametro 14 mm disposte superiormente ed inferiormente su
As tutta la lunghezza della trave.
h
Nelle zone critiche larmatura compressa deve essere almeno pari al
Ai 50% di quella tesa. Nel resto della trave comunque deve risultare
almeno pari al 25% di quella tesa
b
comp > 0.50 (zone critiche)
comp > 0.25 (nel resto della trave)

Le zone critiche si estendono, per CDB e CDA, per una lunghezza pari rispettivamente a 1
e 1.5 volte laltezza della sezione della trave, misurata a partire dalla faccia del nodo trave-
pilastro o da entrambi i lati a partire dalla sezione di prima plasticizzazione. Per travi che
sostengono un pilastro in falso, si assume una lunghezza pari a 2 volte laltezza della sezione
misurata da entrambe le facce del pilastro.

In ogni sezione della trave devono valere contemporaneamente le seguenti relazioni

1.4 3.5
< < comp +
f yk f yk
Strutture a telaio
Limiti da normativa
Travi armature longitudinali
Serve per evitare la rottura fragile in corrispondenza della
1.4 1.4 fessurazione del cls.; rispettando il limite minimo di armatura tesa, il
> = 0.31%
fyk 450 momento che innesca la fessurazione Mcr della sezione integra pu
essere portato dalla sezione fessurata (si considera anche un
coefficiente di sovraresistenza pari ad 1.4).
fctm=0.30(fck)2/3=2.56
bh2
M cr f ctm per C25/30
3 M y > 1.4 M cr
M y 0.8hAs f yk
h A 1.4 fctm f 1.4
0.8hAs f yk > 1.4 f ctm Ac s > 0.58 ctm
3 Ac 0.8 3 f yk f yk f yk

Serve per limitare la profondit dellasse neutro, cio ridurre la zona di cls.
3.5
< comp + compresso e favorire lo snervamento dellacciaio (comportamento duttile
fyk della sezione); si ottiene infatti una situazione prossima a quella della rottura
bilanciata (x 0.26h).
Nel caso di flessione semplice
x 0.8 x 1.15
0.8xbfcd ( As As ) f yd = 0 0.8 f cd (s s ) f yd = 0 (s s ) = f cd
h h f yk

3.5 3.5
se comp < x< h 0.27h x < 0.26d
f yk 0.8 1.15 fcd
fcd=14.11 per C25/30 22
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)
Travi armature longitudinali
Ass
Nelle zone critiche le sollecitazioni si invertono quindi deve risultare: h
Ass > 0.5 Asi o Asi < 2 Ass 0.5 Asi < Ass < 2 Asi Asi
comp > 0.50
Asi > 0.5 Ass o Ass < 2 Asi 0.5 Ass < Asi < 2 Ass
b
1 .4 A A 3 .5
< ss < si +
1 .4 3 .5 f yk bh bh f yk
< < comp +
f yk f yk
1 .4 A A 3 .5
< si < ss +
f yk bh bh f yk
As = 2 Asi Ass = Asi

Ass
bh
Lcr Lcr
3.5
Ass = 0.5 Asi
f yk

1.4
f yk

1.4 3.5 Asi


f yk f yk bh
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)
I momenti flettenti di calcolo, da utilizzare per il dimensionamento o la verifica, sono quelli
ottenuti dallanalisi globale della struttura (inviluppo combinazione sismica SLV positiva e
negativa e combinazione non sismica SLU). In caso di sima prevalente il diagramma dei
momenti del tipo riportato in figura: Agli appoggi il momento positivo e
negativo con valori simili (*):
Progetto dellarmatura superiore
M Sd
As ,sup =
0.9df yd
Progetto dellarmatura inferiore
M Sd+
As ,inf =
0.9df yd
In campata i momenti sono positivi
(nelle travi lunghe pu risultare
prevalente la combinazione non
sismica).
Progetto dellarmatura inferiore
M Sd+
As ,inf =
0.9df yd
(*)Nel caso di carichi verticali importanti possono essere significativamente diversi
se i carichi verticali diventano prevalenti possono essere entrambi negativi
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

In ogni sezione, il momento flettente di calcolo deve risultare minore o uguale al momento
resistente (verifica di resistenza flessione semplice), calcolato con gli stessi coefficienti
parziali di sicurezza m applicabili per le situazioni non sismiche:

M Sd M Rd momento resistente valutato in accordo alle indicazioni fornite in 4.1.2.1


+ M Rd [kNm]
M Rd 500 0.85 fck
c
400

300
c = 1.5

200
0 = 0.2% cu = 0.35%
100
N Rd [kN]
-0 fyk
-1000 1000 2000 3000 4000 fyd =
-100 s

M Rd -200 s = 1.15
tg() = Es

-300
su=1%
-400
Es = 2.1 x 105 N/mm2
-500
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Valutazione analitica del momento resistente:

h
zCc zCs Acciaio teso snervato
2
Acciaio compresso snervato
Calcestruzzo a rottura
h zTs
2

Equilibrio alla traslazione


C S + CC T = 0 As f yd + f cd b0.8 x As f yd = N sd

Equilibrio alla rotazione


h h h
M Rd = CC zCc + TS zTs + CS zCs = f cd b0.8 x 0.4 x + As f yd d + As f yd d '
2 2 2

Lipotesi di armatura compressa snervata deve essere comunque verificata: 2.1d ' x 0.65d
Strutture a telaio
Travi Verifica resistenza a flessione
CC
CS

Se larmatura compressa non snervata: x 2.1 d '

Equilibrio alla traslazione


x d
CS + CC T = 0 As Es 0.0035 + fcd b 0.8 x As fyd = 0 x
x
Equilibrio alla rotazione
x d
M Rd = CC z + CS zs = fcd b 0.8 x (d 0.4 x ) + As Es 0.0035 (d d ')
x

Valutazione approssimata M Rd = Tzs = As fyd (d d ')

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Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)
I momenti resistenti devono essere calcolati sulla base delle armature flessionali
effettivamente presenti, compreso il contributo di quelle poste allinterno della larghezza
collaborante di eventuali solette piene, se ancorate al di fuori della campata in esame.
La larghezza collaborante si assume uguale alla larghezza del pilastro bc su cui la trave
confluisce pi:
- due volte laltezza della soletta hs da ciascun lato, per travi confluenti in pilastri interni;
- due o quattro volte laltezza della soletta hs da ciascun lato in cui presente una
trave trasversale di altezza simile, nel caso di travi confluenti in pilastri esterni o interni.
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)

Per sezioni a T o L larmatura superiore, disposta per il momento negativo allestremit delle
travi deve essere contenuta
- per il 75% entro la larghezza dellanima (sez. rettangolare)
- per il 100% entro la larghezza del pilastro (in assenza di trave ortogonale)
- per il 100% entro larghezza pilastro + 2hs (in presenza di trave ortogonale)
inoltre almeno un 1/4 deve essere mantenuta per tutta la lunghezza della trave

0.75 As

hs

bt
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)
Le armature longitudinali (sia superiori che inferiori) di regola dovrebbero essere continue
nei nodi senza ancorarsi o giuntarsi per sovrapposizione in essi.
La parte dellarmatura longitudinale
che si ancora oltre il nodo non pu
terminare allinterno di una zona critica,
ma deve ancorarsi oltre di essa.

Se ci non possibile, sono da rispettare le prescrizioni:

- lancoraggio deve avvenire sul lato opposto a quello


di intersezione con il nodo oppure risvoltate
verticalmente in corrispondenza di tali facce
long
- la lunghezza di ancoraggio delle armature tese va
calcolata in modo da sviluppare una tensione nelle
barre pari a 1.25 fyk, e misurata a partire da una distanza
pari a 6 diametri dalla faccia del pilastro verso linterno. 1.25fyk 6long

- la parte dellarmatura longitudinale che si ancora nel nodo, deve essere collocata allinterno
delle staffe del pilastro e per prevenire lo sfilamento di queste armature il diametro delle
barre non inclinate deve essere bL volte laltezza della sezione del pilastro
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)

formulazione di Tassios (di natura sperimentale) essendo

7.5 fctm 1 + 0 .8 d
nodi interni
f 1 + 0.75 k
D comp /
d long Rd yd
bL =
hc 7.5 fctm
(1 + 0.8 d ) nodi esterni
Rd fyd

hc altezza della sezione del pilastro

d forza assiale di progetto normalizzata

kD = 1 kD = 2 3
CDA CDB
Rd = 1.2 Rd = 1

Pertanto, le barre vanno ancorate oltre il nodo e oltre la zona critica; se ci non possibile
ed occorre ancorare le barre nel nodo, bisogna utilizzare barre di diametro limitato (con
lunghezza di ancoraggio incrementata per prevenire lo sfilamento allinterno del nodo).
Strutture a telaio
Travi Armature longitudinali
Se per nodi esterni non possibile soddisfare tale limitazione,
- si pu prolungare la trave oltre il pilastro,
- si possono usare piastre saldate alla fine delle barre,
- si possono piegare le barre per una lunghezza minima pari a 10 volte il loro diametro
disponendo unapposita armatura trasversale dietro la piegatura.

Lo sfilamento delle barre allinterno del nodo determina:


1) rapido degrado del cls allinterno del nodo (perdita di
resistenza del nodo);
2) notevole diminuzione dellenergia dissipata dalla
cerniera plastica della trave.

32
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Essendo la rottura a taglio un meccanismo fragile, le travi devono avere adeguata


sovraresistenza a taglio (rispetto alla flessione). Per questo le sollecitazioni di taglio di calcolo
VEd delle travi non sono quelle derivanti dallanalisi ma si ottengono applicando le regole del
capacity design cio applicando le equazioni di equilibrio nella condizione limite di
plasticizzazione delle estremit delle travi.

In pratica si sommano il contributo dovuto ai carichi gravitazionali agenti sulla trave


(incernierata agli estremi) alle sollecitazioni di taglio prodotte dai momenti resistenti MRd delle
due sezioni di plasticizzazione (generalmente quelle di estremit della trave), amplificati del
fattore di sovra resistenza.

q = G1 + G2 + j 2 j Qkj
A B

max
VEd = Rd
(M +
RdA + M RdB )+ q
maxL
,A
L 2

fattore di sovra resistenza Rd = 1.2 CDA


serve a garantire la sovra resistenza a taglio
(incertezze sui materiali) Rd = 1.0 CDB
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Si devono determinare i valori massimi e minimi dello sforzo di taglio, assumendo la presenza
dei momenti resistenti di estremit con i due possibili segni e la presenza e lassenza dei
carichi variabili.
4 combinazioni
A B

q = G1 + G2 + j 2 j Qkj q = G1 + G2
A B A B

L L

max (M +
+ M RdB q L) max
VEd = Rd
(M
RdA
+
+ M RdB) q L
min
VEd ,A = Rd RdA
+ max ,B
L 2
L 2

V min
= Rd
(qM= G ++MG ) + q
+
RdA

RdB min L q = G1 + G2 + j 2 j Qkj
SdA 1 2
L B2 B
A
Vmax
A
= Rd
(M
RdA +M +
RdB )+q
max L
L SdA
LL 2
min (M +
+ M RdB q L ) min
VEd = Rd
(M +
RdA

+ M RdB )
q L
max
VEd ,A = Rd RdA
+ min ,B
L 2
L 2
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Per le strutture in CDB le verifiche a taglio ed il calcolo delle armature si eseguono come per
le situazioni non sismiche (meccanismo del traliccio multiplo ad inclinazione variabile delle
bielle di calcestruzzo).

VRd VRd

Lo stato limite ultimo di taglio si ottiene quando le staffe o il calcestruzzo raggiungono


entrambi la loro capacit massima di sopportare rispettivamente sforzi di trazione e di
compressione.

VEd = VRcd = VRsd


Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Determinazione angolo ( = 90)

z/ 2
(
VEd = VRcd = 0.9dbw f 'cd ctg / 1 + ctg 2 )

d altezza utile della sezione


T
z bw larghezza del cls danima
C
f cd = 0.5 f cd resistenza ridotta del cls danima
angolo di inclinazione delle bielle in cls

Progetto staffe Asw Asw


VEd = VRsd = 0.9d f yd ctg
s s
z
s
T Asw area dellarmatura trasversale
z s passo dellarmatura trasversale
C
f yd resistenza di progetto dellacciaio
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)
Travi armatura trasversale Fuori dalla zone critiche:
33 cm
s>
0.8d
Aswmin/s=1.5b (mm2/m)

zone critiche 1,5 altezza sezione


CDA in tali zone ctg = 1

Nelle zone critiche:


- la prima staffa di contenimento deve distare non pi di 5 cm dal filo pilastro
- per le successive il passo deve essere inferiore alla minore delle grandezze:
a) dellaltezza utile della sezione trasversale
b) 6 volte il diametro minimo delle barre longitudinali
c) 175mm
d) 24 volte il diametro delle armature trasversali
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)

Fuori dalla zone critiche:


33 cm
s < min
0.8d

Aswmin/s=1.5b (mm2/m)

zone critiche altezza sezione


CDB in tali zone 1 ctg 2.5

Nelle zone critiche:


- la prima staffa di contenimento deve distare non pi di 5cm dal filo pilastro
- per le successive il passo deve essere inferiore alla minore delle grandezze:
a) dellaltezza utile d della sezione trasversale
b) 8 volte il diametro minimo delle barre longitudinali
c) 225mm
d) 24 volte il diametro delle armature trasversali
Limitazioni di armatura travi (7.4.6)

Per staffa di contenimento si intende una staffa rettangolare, circolare o a spirale, di diametro
minimo 6 mm, con ganci a 135 prolungati per almeno 10 diametri alle due estremit. I ganci
devono essere assicurati alle barre longitudinali.

La chiusura della staffe fondamentale in quanto la staffa tesa, se si apre non pi efficace
- per portare il taglio
- per confinare il cls
- per contenere le barre longitudini soggette a sforzi di compressione
Gerarchia resistenza travi (7.4.4.1)

Per le strutture in CDA si deve assumere nelle zone critiche che linclinazione delle bielle di
calcestruzzo di 45(mantenere il cls sovra resistente)

Per la strutture in CDA, se nelle zone critiche:


- il rapporto tra il taglio minimo e quello massimo risulta inferiore a -0.5
- se il maggiore tra i valori assoluti dei due tagli supera il valore
VEd,min

VR1 = 2 - b f d
VEd,max w ctd

bw larghezza del cls danima
d altezza utile della sezione

allora nel piano verticale di inflessione della trave devono essere disposti due ordini di
armature diagonali, luno inclinato di 45 e laltro di -45 rispetto allasse della trave. La
resistenza deve essere affidata per met alle staffe e per met ai due ordini di armature
inclinate, per le quali deve risultare
As
As fyd Asfyd
VEd, max < NTC VEd, max < 2 As fyd EC8
2

Asfyd
As
Strutture a telaio - pilastri

7.4.6.1 LIMITAZIONII GEOMETRICHE

7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI
7.4.4.1 TRAVI
+ 7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.2 PILASTRI
7.4.6.2 LIMITAZIONII DI ARMATURA
7.4.4.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI

7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO


Limitazioni geometriche pilastri (7.4.6.1)
Pilastri
Dimensione minima della sezione trasversale: 25 cm

Rapporto tra i lati 0,25. In caso contrario lelemento sar assimilato a parete portante.
Lmin = 25 cm, Lmax = 25/0,25 = 100 cm

Nel caso in cui siano rilevanti gli effetti del secondo ordine
Pd r
= > 0.1
Vh
(ma non si esegua unanalisi non lineare in cui vengono presi in considerazione),
laltezza della sezione non deve essere inferiore ad un decimo della maggiore tra le
distanze tra il punto in cui si annulla il momento flettente e le estremit del pilastro

Zone critiche
In assenza di analisi pi accurate si pu assumere che la lunghezza della zona critica Lcr sia:
- H altezza della sezione,
- 1/6 hlib dellaltezza libera del pilastro,
Lcr = max - 45 cm,
- hlib se hlib < 3H (altezza libera del pilastro inferiore a 3 volte laltezza della sezione).
Limitazioni di armatura pilastri (7.4.6)
Pilastri armatura longitudinale

Per tutta la lunghezza del pilastro linterasse tra le barre non deve essere superiore a 25 cm.

Nella sezione corrente del pilastro, la percentuale geometrica di armatura longitudinale, con
rapporto tra larea dellarmatura longitudinale e larea della sezione del pilastro, deve essere
compresa entro i seguenti limiti:
As long
1% < = < 4%
Apil

Se sotto lazione del sisma la forza assiale su un pilastro di trazione, la lunghezza di


ancoraggio delle barre longitudinali deve essere incrementata del 50%.
Gerarchia resistenza pilastri (7.4.4.2)

Per scongiurare lattivazione di meccanismi locali caratterizzati da una limitata duttilit e quindi
da scarse capacit dissipative (e.g. piano debole) si devono proteggere i pilastri dalla
plasticizzazione prematura (antecedente alla plasticizzazione delle travi confluenti).

La protezione dei pilastri assicurata se per ogni nodo trave-pilastro ed ogni direzione e
verso dellazione sismica, risulta verificata lespressione

Rd = 1.3 in CDA
M C ,Rd Rd M b,Rd Rd = 1.1
(pilastro forte-trave debole)
in CDB M Csup,Rd
somma dei momenti resistenti nei pilastri M bdx,Rd
M C ,Rd
al di sopra e al di sotto del medesimo nodo

M b ,Rd somma dei momenti resistenti delle travi M bsx,Rd


convergenti nel nodo, aventi verso concorde
M Cinf,Rd
Caso di momenti discordi sul pilastro (sopra e sotto)
Nel caso in cui i momenti del pilastro al di sopra e al di sotto del nodo siano tra loro discordi, al membro
sinistro va posto il solo valore maggiore, il minore va sommato ai momenti di plasticizzazione delle travi.
Pilastri dellultimo piano e alla base
Questa verifica non richiesta in sommit del pilastro dellultimo piano n alla base della pilastrata; per
questultima si assume come momento di calcolo il maggiore tra il momento risultante dallanalisi ed il
momento MC,Rd della sezione di sommit del pilastro.
Gerarchia resistenza pilastri (7.4.4.2)
In questo modo quando le travi si plasticizzano i pilastri garantiscono lequilibrio al nodo:

sx
M b , Rd

dx
M b , Rd

Nella condizione limite, quando entrambe le estremit delle


travi convergenti nel nodo sono plasticizzate, lequilibrio al
nodo fornisce:
M Csup
M C , Ed = M b , Rd ,Ed

Mbsx,Ed = Mbsx,Rd Mbdx,Ed = Mbdx,Rd


I pilastri vanno progettati e verificati in modo tale che:
MCinf,Ed
M C,Rd M C,Ed = M b,Rd M C,Rd M b,Rd
Il coefficiente Rd garantisce adeguata sovraresistenza, pertanto: M C,Rd Rd M b,Rd
Non viene detto niente su come i momenti debbano essere distribuiti sui pilastri
Gerarchia resistenza pilastri (7.4.4.2)
Nella pratica, in fase di progetto, le armature dei pilastri vanno progettate con sollecitazioni
amplificate, cio con i momenti flettenti di calcolo dei pilastri derivanti dallanalisi strutturale per
un fattore di amplificazione (metodo ) dato dallespressione

= Rd
M b,Rd Rd = 1.3 in CDA

M C ,Ed Rd = 1.1 in CDB

M b,Rd somma dei momenti resistenti delle travi convergenti nel nodo, aventi verso concorde

M C ,Sd somma dei momenti di calcolo nei pilastri al di sopra e al di sotto del medesimo nodo

Le armature dei pilastri vanno progettate (a pressoflessione) con sollecitazioni amplificate e le


rispettive forze assiali di calcolo: M sup = M sup
C ,Ed C ,Sd

,Ed = M C ,Sd , NC ,Sd


MCsup sup sup

M bsx,Sd M bdx,Sd
MCinf,Ed = MCinf,Sd , NCinf,Sd

MCinf,Ed = MCinf,Sd

I coefficienti a servono per ottenere le sollecitazioni dei pilastri nella condizione limite di
plasticizzazione delle estremit delle travi che confluiscono nel pilastro
Gerarchia resistenza pilastri (7.4.4.2)

In questo modo automaticamente soddisfatta la formula di verifica: M C,Rd Rd M b,Rd


M Csup,Rd M Csup,Ed +

M Cinf,Rd M Cinf,Ed =

M b,Rd M
M C ,Rd M C ,Ed = Rd
C ,Ed
M
C , Ed M C,Rd Rd M b,Rd
Osservazione su : per lequilibrio al nodo si ha M C ,Sd = M b,Sd quindi

= Rd
M b , Rd
= Rd
M b , Rd
M C ,Ed M b,Ed
fattore di sovra resistenza (minimo) sovra resistenza delle travi
dei pilastri rispetto alle travi
Tale procedimento va ripetuto per entrambe le direzioni dellazioni sismica

da sottolineare che il metodo rappresenta solo uno dei possibili modi per arrivare al
rispetto della verifica precedente che, di fatto, lunica condizione di norma da rispettare per
proteggere i pilastri dalla plasticizzazione prematura.
Strutture a telaio
Esempio Pilastri Gerarchia resistenza

Mdxres(-) sx
M res ( + ) + M res ( )
dx
( ) + M res ( + )
sx dx
M res
Msinres(-) 1 = Rd 2 = Rd
Ms( + ) + Mi ( ) Ms ( ) + Mi ( + )
M s (+ ) M s ( )
sx
M res ( )
sx
M res (+ )
Msinres(+)
Mdxres(+)
dx
M res (+)
dx
M res ( )
M i ( ) M i (+ )
Ms(+) Ms(-)
Rd = 1.3 (CDA)

sin dx
Mres(-) Mres(-) Rd = 1.1 (CDB)

Momenti di progetto sui pilastri


sin dx
Mres(+) Mres(+)
( + ) = 1M s ( + )
M sprog ( ) = 2M s ( )
M sprog

( ) = 1M i ( )
M iprog ( + ) = 2M i ( + )
M iprog
Mi(+) Mi(-)
48
Strutture a telaio
Pilastri Gerarchia resistenza
Esempio: EYU.V_TP

M s (+ )
Mres 418= 150 KNm
sx
M res ( )

Mi- = 111 KNm


dx
M res( + )
M i ( ) Ms+ = 132 KNm
Mres 218+114=98KNm

132 87
81 111

1 = Rd
M b,Rd
= 1.1
(150 + 98) = 1.12
M C ,Sd
(132 + 111)
1 Ms(+) = 1321.12 = 148 kNm

1 Mi(-) = 1111.12 = 125 kNm

2 si calcola in modo analogo con le sollecitazioni per sisma nel verso opposto.
49
Strutture a telaio
Pilastri Gerarchia resistenza
EYU.V_TP EYU.V_TN MOMENTI DA GERARCHIA
61 64 84 40 84 64

1= 1,14 2= 1,77 1= 1,98 2= 1,14


47 49 31 64 61 87
105 157 176 86 200 178
2= 1,77 1= 1,14 2= 1,14 1= 1,98

1= 1,12 1= 1,97 2= 1,22


132 87 2= 1,97 72 146 148 178
81 111 125 67 160 132
2= 1,97 1= 1,12 2= 1,22 1= 1,97

219 140 130 229


219 229 50
Strutture a telaio
Pilastri Verifica pressoflessione deviata
Per ogni sezione del pilastro (sopra o sotto il nodo) e per ognuna delle combinazioni di calcolo
sismiche (sisma principale in x e y) possibile determinare un gruppo di 6 componenti della
sollecitazione, con il quale effettuare le verifiche di resistenza. Le sollecitazioni nel piano in cui
si considera la gerarchia sono accompagnate dalla concomitante nel piano ortogonale. Ad
esempio nel caso seguente:
N My y N y
My

Mx x x
Mx
Nmin 1Mx_min My_min Nmin Mx_min 1My_min
Nmax 2Mx_max My_max Nmax Mx_max 2My_max
N N
NRd NRd

MxRd MxRd
MyRd MyRd

Mx My Mx My

51
Strutture a telaio
Pilastri Verifica pressoflessione deviata
Verifica semplificata
La verifica a pressoflessione deviata pu essere condotta in maniera semplificata
effettuando per ciascuna direzione di applicazione del sisma una verifica a pressoflessione
retta riducendo del 30% la resistenza della sezione.

M Rd , x M Rd , y

N Rd N Rd

Azione assiale
Lazione assiale non pu superare il 55% (CDA) o il 65% (CDB) della resistenza massima
a compressione della sezione di solo calcestruzzo.
Pilastri (7.4.4.2)

Ai fini di escludere la formazione di meccanismi inelastici dovuti al taglio, le sollecitazioni di


taglio da utilizzare per le verifiche ed il dimensionamento delle armature si ottengono dalla
condizione di equilibrio del pilastro soggetto allazione dei momenti resistenti nelle zone di
estremit.

M Csup inf
, Rd + M C , Rd
N C ,Rd
max
VEd = Rd
lp

Rd M Csup,Rd l p lunghezza del pilastro da valutarsi escludendo lingombro


delle travi in esso confluenti.
VEd Il momento resistente varia con N; il massimo si ha
solitamente in corrispondenza del massimo valore di
compressione
lp 300

M C ,Rd
200

100 N Cmax,Rd
VEd 0

-100 N C ,Rd
Rd M C ,Rd
inf
-200

-300
-1000 0 1000 2000 3000 4000
N C ,Rd
max
Pilastri (7.4.4.2)

La resistenza delle sezioni dei pilastri a taglio calcolata come indicato al punto 4.1.2.1.3

( )
Lato calcestruzzo ( = 90)
VEd = VRd ,c = 0.9dbw c f 'cd ctg / 1 + ctg 2
z
z/ 2
C c = 1 + cp / f cd per 0 cp < 0.25 f cd
T
c = 1.25 per 0.25 f cd cp < 0.5 f cd
c = 2.5(1 cp / f cd ) per 0.5 f < f
cd cp cd

cp = N Ed / Ac
In presenza di significativo sforzo assiale, si deve
considerare la limitazione
z
Progetto staffe
C ctg ctg I = 1 + c f ct c = N Ed Aid
T

I angolo di inclinazione della prima fessura


z
s

Asw Asw
VEd = VRsd = 0.9d f yd ctg
s s
Pilastri (4.1)
SLU TAGLIO

Elementi soggetti a taglio e a significativo sforzo assiale (pilastri, travi precompresse, )


+
2
Pv2
c c
1
1 2

Pv1 Po1 I I
Pvi = Stato di tensione sulla giacitura verticale c
I I = f ct
+
Poi = Stato di tensione sulla giacitura orizzontale
Polo delle giaciture P Po2

ctg I = 1 + c f ct c = N Ed Aid
Limitazioni di armatura pilastri (7.4.6)
Pilastri armatura trasversale fuori zone critiche:
25 cm
Nelle zone critiche devono essere rispettate le s< min
12long
condizioni seguenti: le barre disposte sugli
angoli della sezione devono essere contenute
dalle staffe; almeno una barra ogni due, di
quelle disposte sui lati, deve essere trattenuta
da staffe interne o da legature; le barre non
fissate devono trovarsi a meno di 15 cm e 20 cm
da una barra fissata, rispettivamente per CDA
e CDB. Il diametro delle staffe di contenimento
e legature deve essere non inferiore a 6 mm ed
il loro passo deve essere non superiore alla pi
piccola delle quantit seguenti:
CDA
- 1/3 del lato minore della sezione
- 125 mm
- 6 volte il diametro delle barre longitudinali
CDB
- 1/2 del lato minore della sezione
- 175 mm,
- 8 volte il diametro delle barre longitudinali
Limitazioni di armatura pilastri (7.4.6)
Pilastri armatura trasversale
Si devono disporre staffe in un quantitativo minimo non inferiore a

in cui Ast larea complessiva dei bracci delle staffe, bst la distanza tra i bracci pi esterni
delle staffe ed s il passo delle staffe.

f cd

Ast bst E una prescrizione atta a garantire il


f yd confinamento del calcestruzzo e quindi la
s
duttilit dellelemento strutturale

bst
Limitazioni di armatura pilastri (7.4.6)

Asmin=4 18 Asmin=8 12 Asmin=8 16

La chiusura della staffe con uncino a 135 (10)

Asmin=6 16 Asmin=6 18 Asmin=8 18


Asmin=420 + 414
Limitazioni di armatura pilastri (7.4.6)

Pilastri con tamponature parziali s


MRp

VEd
Lp

Lp+ bp
VEd Hp

MiRp

bp: profondit del pilastro

VSd = Rd
(M s
Rp + M iRp ) Asw estesa per Lp+bp
Lp s

Se Lp < 1.5 bp armature bi-diagonali


Se Lp < 1.5 bp con un solo lato tamponato armature bi-diagonali + staffe estense per Hp
Strutture a telaio - pilastri

7.4.6.1 LIMITAZIONII GEOMETRICHE

7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI
7.4.4.1 TRAVI
+ 7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.2 PILASTRI
7.4.6.2 LIMITAZIONII DI ARMATURA
7.4.4.3 NODI TRAVE PILASTRO
7.4.4.6.1.1 TRAVI

7.4.4.6.1.2 PILASTRI

7.4.4.6.1.3 NODI TRAVE PILASTRO


Nodi trave-pilastro (7.4.4.3)

Si definisce nodo la zona del


pilastro che si incrocia con le travi
ad esso concorrenti.

La resistenza del nodo deve


essere tale da assicurare che non
pervenga alla rottura prima delle
zone delle travi ad esso adiacenti.
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)
Nodo interamente confinato
In ognuna delle quattro facce verticali si innesta una trave (nodo centrale).
Su ogni faccia la sezione della trave copre almeno i 3/4 della larghezza del pilastro.
Su entrambe le coppie di facce opposte del nodo le sezioni delle travi si ricoprono per
almeno 3/4 dellaltezza.

pianta
prospetto

a >3/4 a h >3/4 h
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)

Nodo non interamente confinato


Tutti i nodi non appartenenti alla categoria precedente.

Nodo laterale o nodo dangolo


Nodo centrale che non rispetta le limitazioni geometriche per i nodi confinati.
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)
Meccanismi di trasferimento delle azioni
Meccanismo tirane puntoni

Meccanismo diffuso 2
+ +o o
Nd t = + +
2
= 2 2
Ac Pv P
V jbd
= +o o
2

bjhj c = + +
2
2 2
1 = c o 2 = t

+

o =
tensione di confinamento
Pv
Limitazioni di armatura nodi (7.4.6)
Armatura minima nodi non confinati
Per garantire il meccanismo di trasferimento degli
sforzi occorrono staffe minime di contenimento
Staffe di contenimento in quantit almeno pari
alla maggiore prevista nelle zone del pilastro
inferiore e superiore adiacenti al nodo.
(Indipendentemente dalla verifica di resistenza
i del nodo)
Le staffe orizzontali presenti lungo laltezza del
nodo devono verificare la condizione
nst Ast R
0.15 ck
ib j fy

- se la trave ha una larghezza bw superiore a bj = larghezza utile del nodo


quella del pilastro bc, allora bj il valore minimo nst = il numero di bracci delle staffe
fra bw e bc+hc/2, essendo hc la dimensione della
sezione della colonna parallela alla trave;
orizzontali presenti sul nodo
- se la trave ha una larghezza bw inferiore a Ast = larea di ciascuna barra
quella del pilastro bc, allora bj il valore minimo
fra bc e bw+hc/2. i = interasse delle staffe
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)

Verifiche di resistenza dei nodi (per le sole strutture in CDA)


Nodo interno Nodo esterno

Vc Vc

As 2 fyd As1 fyd As1 fyd

As 2 fyd

V jbd = Rd (As1 + As 2 )fyd VC V jbd = Rd As1fyd VC

Rd = 1.20 fattore di sovraresistenza;


As1 , As2 area dellarmatura superiore e inferiore della trave;
VC taglio nel pilastro al di sopra del nodo, derivante dallanalisi in condizioni sismiche.

66
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)

Verifica a compressione diagonale del cls


La compressione diagonale indotta dal meccanismo a traliccio non deve eccedere la
resistenza a compressione del calcestruzzo. In assenza di modelli pi accurati, la verifica si
ritiene soddisfatta se
Nd f
V jbd f cd b j h jc 1- d dove d = = j 1 ck (fck in MPa)
Ac f cd 250

j = 0.60/0.48 per nodi interni/nodi esterni


hjc = distanza tra le armature del pilastro (si pu assumere il massimo tra le dimensioni della
sezione del pilastro)
bj = larghezza efficace del nodo pari al minimo tra:
- maggiore tra le larghezze della sezione del pilastro e della trave;
- minore tra le larghezze della sezione del pilastro e della trave, aumentate di met
altezza della sezione del pilastro

V jbd = la forza di taglio agente nel nucleo di calcestruzzo del nodo calcolata per ciascuna
direzione dellazione sismica
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)

Derivazione della formula di verifica a compressione diagonale

c f cd
2 2 2

+ + 2 f cd + f cd + 2f cd
2 2 2
2 2 2 2 2
d
f cd 1 V jbd b j h jcf cd 1
f cd

Pv P

2 1 = c 2 = t

c = + 2
2 2
+

Pv
68
Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)
Per evitare che la massima trazione diagonale del calcestruzzo ecceda la fctd deve essere
previsto un adeguato confinamento. Per i nodi non confinati, in assenza di modelli pi
accurati, si possono disporre nel nodo staffe orizzontali di diametro non inferiore a 6 mm, in
modo che
Ash f ywd

[V (
jbd / b j h jc )2 ] -f
ctd
Nd b j h jw f ctd + d f cd

dove,oltre ai simboli gi definiti


Ash = area totale delle staffe
hjw = distanza tra le armature superiori ed inferiori delle travi

In alternativa, lintegrit del nodo a seguito della


hjw

fessurazione diagonale pu essere garantita integralmente


dalle staffe orizzontali (capacity design del nodo)
Ash f ywd Rd ( As1 + As 2 ) f yd (1 0.8 d ) Nodo interno

sup
calcolato con N d = N C ,Sd

Ash f ywd Rd As 2 f yd (1 0.8 d ) Nodo esterno

Rd = 1.2 calcolato con N d = N Cinf,Sd


Gerarchia resistenze nodi trave-pilastro (7.4.4.3)
Derivazione della formula di verifica a trazione diagonale
t f ctd
2 2 2
+o o o +o
+ f ctd + f ctd + + f ctd + o
2 2 2
+
2 2 2 2
2 f ctd ( f ctd + ) 2
o +
2 2
f ctd + f ctd + o o = f ctd
f ctd + f ctd +
Ash f ydw

(V j b j h jc )2 f
ctd
b j h jw f ctd + d f cd
+

Pv P

1 = c o 2 = t

+

Pv
Armatura nodi
NODO DI BORDO

NODO DANGOLO
Armatura nodi
NODO DANGOLO
Pareti diaframmi ed elementi di fondazione

PARETI
Strutture a telaio

Gerarchia delle resistenze nelle strutture a pareti in c.a.:


1. Analisi strutturale combinazione sismica

2. Determinazione dellarmatura a flessione del setto (zone dissipative)


in base alle sollecitazioni di progetto e verifiche di resistenza
(momenti resistenti di progetto)
3. Determinazione dei tagli sovra resistenti e quindi dellarmatura
trasversale in base ai momenti resistenti (amplificati)

4. Progetto travi accoppiamento

5. Verifica delle fondazioni e dei diaframmi


Limitazioni geometriche travi (7.4.6.1)
Pareti
Lo spessore delle pareti deve essere non inferiore al valore massimo tra 150 mm, (200 mm
nel caso in cui nelle travi di collegamento siano da prevedersi, ai sensi del 7.4.4.6, armature
inclinate), e 1/20 dellaltezza libera di interpiano.
Possono derogare da tale limite, su motivata indicazione del progettista, le strutture a
funzionamento scatolare ad un solo piano non destinate ad uso abitativo. Devono essere
evitate aperture distribuite irregolarmente, a meno che la loro presenza non venga
specificamente considerata nellanalisi, nel dimensionamento e nella disposizione delle
armature.

Zona critica
Le pareti resistenti il sisma sono caratterizzate dal
danneggiamento della zona critica posta alla base con
formazione di un meccanismo flessionale. h w
In assenza di analisi pi accurate si pu assumere che:

h
hcr = maxlw ; w 2lw
6 hcr

N piani 6 hcr < h piano terra


N piani > 6 hcr < 2h piano terra lw
Pareti sollecitazioni di calcolo 7.4.4.5

Sollecitazioni
Le sollecitazioni di calcolo nelle pareti possono essere determinate traslando verso lalto
linviluppo del diagramma dei momenti derivante dallanalisi.
Linviluppo pu essere assunto lineare, se la struttura non presenta significative discontinuit
in termini di massa, rigidezza e resistenza lungo laltezza. La traslazione deve essere in
accordo con linclinazione degli elementi compressi nel meccanismo resistente a taglio e pu
essere assunta pari ad hcr (altezza della zona inelastica di base).

hcr hcr
Sistemi a parete Sistemi telaio-parete
Pareti sollecitazioni di calcolo 7.4.4.5

Le pareti possono essere considerate nei modelli di calcolo come particolari pilastri
inserendo opportuni elementi rigidi alle estremit delle travi.

N M V
Elementi rigidi

Se il fattore di struttura q superiore a 2, si deve tener conto delle forza assiale dinamica
aggiuntiva che si genera nelle pareti per effetto dellapertura e chiusura di fessure
orizzontali e del sollevamento dal suolo. In assenza di pi accurate analisi essa pu essere
assunta pari al 50% della forza assiale dovuta ai carichi verticali in condizioni sismiche.
Pareti limitazioni di armatura 7.4.6.2.4
Limitazioni di armatura
Armature orizzontali e verticali Armatura minima orizzontale e verticale
- 1/10 dello spessore della parete (per controllare la fessurazione da taglio)
- disposte su entrambe le facce della parete
- passo non superiore a 30 cm v 0.2% dove v = A sv / A c
- collegate con almeno 9 legature ogni m2 o 0.2% dove o = A so / A c
Le armature longitudinali disposte alle estremit forniscono un contributo importante al
momento resistente perch il loro braccio elevato. Inoltre in queste zone deve essere
prevista una adeguata armatura trasversale per confinare il calcestruzzo e limitare la
lunghezza di libera inflessione delle armature longitudinali.
lw

l = 0 .20 l 1 .5 s
lc c w

lc = lunghezza della zona confinata allinterno della zona critica


armatura verticale: 1% < v < 4% dove = A sv,conf / A c,conf

armatura trasversale: barre di diametro non inferiore a 6 mm, disposte in modo da fermare una
barra verticale ogni due con un passo non superiore a 8 volte il diametro
della barra o a 10 cm. Le barre non fissate devono trovarsi a meno di 15
cm da una barra fissata.
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5
Verifiche di resistenza
CDB NEd < 0.40 Ac fcd
La forza assiale di compressione non deve eccedere i limiti
CDA NEd < 0.35 Ac fcd
N
Le verifiche devono essere condotte come per i pilastri NRd

(7.4.4.2.2) tenendo conto di tutte le armature longitudinali


presenti nella parete.
Si possono fare due verifiche separate a pressoflessione retta
riducendo del 30% i momenti resistenti concomitanti alla forza
assiale di calcolo.
Se le pareti sono ben distribuite sulla struttura per garantire che il MxRd
MyRd
sistema sia resistente a torsione, la flessione intorno allasse
Mx My
debole dovrebbe essere secondaria
Nel caso di pareti di forma composta la verifica va fatta considerando la parte di sezione
costituita dalle anime parallele alla direzione principale sismica considerando porzioni
efficaci delle pareti ortogonali (ali) Beff,1
1
Beff,2 Beff,4
effettiva larghezza dellala
Beff=min 2
met della distanza fra anime adiacenti Beff,3 Beff,5
25% dellaltezza complessiva della parete hw

Beff,2 3
Beff,4
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5

A causa delle deformazioni di scorrimento dellala, le sezioni trasversali non si mantengono


piane. Ci porta ad una distribuzione di tensioni normali longitudinali non uniforme nella
larghezza dellala (effetto "Shear-Lag").

beff Larghezza efficace beff max = c dx


max

Un modo semplificato per tener conto di questo fenomeno quello di non considerare tutta
la larghezza dellala nelle verifiche di resistenza ma solamente una larghezza efficace,
opportunamente valutata, in cui si assume un andamento costante delle tensioni.

80
Pareti sollecitazioni di calcolo 7.4.4.5
Per strutture sia in CDB che in CDA si deve tener conto del possibile incremento delle
forze di taglio a seguito della formazione della cerniera plastica alla base della parete.
Questo requisito si ritiene soddisfatto se:
CDB si incrementa del 50% il taglio derivante dallanalisi
CDA il taglio deve essere incrementato del fattore
S (T )
2
M Rd M
rd q 1.5 q rd Rd + 0.1 e c q
M Ed q M Ed S e (T1 )
pareti tozze (altezza/larghezza 2) pareti snelle (altezza/larghezza > 2)
Rd=1.2
dove: MRd = momento resistente alla base della parete
T1 = periodo delledificio nella direzione dellazione
Se(Tc) = ordinata dello spettro di risposta elastico
VE
d
Sistemi a parete: Strutture miste telaio-pareti:
il taglio nelle pareti deve tener
conto delle sollecitazioni dovute ai
VEd modi di vibrare superiori. Il taglio
derivante dallanalisi pu essere
sostituito dal diagramma
dinviluppo
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5
Strutture in CDB Verifiche condotte nel modo indicato per i pilastri (metodo variabile)

Strutture in CDA Verifica a taglio compressione del calcestruzzo dellanima


un braccio delle forze interne z pari all80% dellaltezza della sezione
uninclinazione delle diagonali compresse pari a 45
un fattore di riduzione della resistenza pari a 0.4 nella zona critica
Fuori zona critica

(
VRd ,c = 0.9dbw c f 'cd (ctg + ctg) / 1 + ctg 2 ) VEd 0.4lwbw c f 'cd

Dentro zona critica

VRd ,C = 0.4lwbw c 0.4 f 'cd VEd 0.16lwbw c f 'cd

dove:

f cd = 0.5 f cd resistenza ridotta del cls danima c = 1 + cp / f cd per 0 cp < 0.25 f cd


bw larghezza del cls danima c = 1.25 per 0.25 f cd cp < 0.5 f cd
lw altezza della sezione c = 2.5(1 cp / f cd ) per
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5
Strutture in CDA Verifica a taglio trazione dellarmatura dellanima
M Ed
Il calcolo dellarmatura danima deve tener conto del rapporto di taglio s =
VEd lw
per la verifica va considerato, ad ogni piano, il massimo valore di s.

un braccio delle forze interne z pari all80% dellaltezza della sezione


uninclinazione delle diagonali compresse pari a 45
s 2
Asw
VEd VRd , s = 0.8lw f yd
s

VEd VRd ,c + 0.75 h f yd ,h bw s lw

h f yd ,h bw z v f yd ,v bw z + min N Ed
h , v rapporti tra larea della sezione dellarmatura orizzontale o verticale e larea della
relativa sezione di calcestruzzo
s < 2
f yd ,h f yd ,v valori di progetto della resistenza delle armature orizzontali e verticali
bw spessore dellanima

N Ed forza assiale di progetto (positiva se di compressione)

VRd ,c resistenza a taglio degli elementi non armati, determinata in accordo con il
4.1.2.1.3.1, da assumersi nulla nelle zone critiche quando NEd di trazione.
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5
Verifica a scorrimento nelle zone critiche (CDA/CDB)
Sui possibili piani di scorrimento posti allinterno delle zone critiche
(ripresa di getto alla base del setto) deve risultare:
VEd Vdd + V fd + Vid

Vdd = min sj cd yd
1.3 A f f
A area barre verticali effetto spinotto delle barre verticali
0.25 f yd Asj
sj

f
= 0.61 ck
M 250 resistenza per attrito
f (Asj f yd + N Ed) x + Ed f = 0.6
V fd = min lw z
0.5 f x b x profondit della zona compressa della parete
cd wo

Vid = f yd Asi cos i A si area barre inclinate resistenza delle armature inclinate

per le pareti tozze


i hmin
Vid VEd / 2
Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5

Le armature inclinate devono essere efficacemente ancorate al di sopra e al di sotto della


superficie di scorrimento ed attraversare tutte le sezioni della parete poste al di sopra di
essa e distanti da essa meno della minore tra altezza ed larghezza della parete.

min{ altezza; larghezza della parete}


i

La presenza di armature inclinare comporta un incremento della resistenza a flessione


alla base della parete che deve essere considerato quando si determina il taglio di
calcolo VEd. I contributi delle armature inclinate andranno valutati con larea ridotta:

Asi* = Asi sin i


Pareti verifiche di resistenza 7.4.4.5

Verifiche di resistenza delle travi di accoppiamento


Se l 3h o VEd f ctd b d
la verifica delle travi di accoppiamento da eseguire
con i procedimenti contenuti nel 7.4.4.1 (travi)
d h
Se le condizioni precedenti non sono soddisfatte la
sollecitazione di taglio deve essere assorbita da b l
due ordini di armature diagonali, opportunamente
staffate, disposte ad X sulla trave che si ancorano nelle pareti adiacenti, con sezione pari, per
ciascuna diagonale, ad As, tale da soddisfare la relazione:
VEd 2 Asi f yd sin
essendo langolo minimo tra ciascuna delle due diagonali e lasse orizzontale.

N.B. Travi di altezza pari


al solaio non sono da
considerare efficaci ai fini
dellaccoppiamento
Pareti limitazioni di armatura 7.4.6.2.4

Limitazioni di armatura
Nel caso di armatura ad X, ciascuno
dei due fasci di armatura deve essere
racchiuso da armatura a spirale o da
staffe di contenimento con passo non
superiore a 100 mm.

In questo caso, in aggiunta


allarmatura diagonale deve essere
disposta nella trave armatura di
diametro almeno 10 mm distribuita a
passo 10 cm in direzione sia
longitudinale che trasversale ed
armatura corrente di 2 barre da 16 mm
ai bordi superiore ed inferiore.

Gli ancoraggi delle armature nelle


pareti devono essere del 50% pi
lunghi di quanto previsto per il
dimensionamento in condizioni non
sismiche.
Diaframmi e fondazioni
Fondamenti di progettazione sismica
NTC

Resistenza degli orizzontamenti


Le sollecitazioni dovrebbero essere valutate
con modelli a lastra degli impalcati o con
modelli puntoni tiranti in cui gli elementi di
controventamento possono essere
considerati vincoli (cedevoli). Laddove
necessario vanno calcolati gli infittimenti della
rete elettrosaldata generalmente presente in
soletta.
Concezione strutturale
Fondazioni

Tipologia unica per un dato edificio (no uso contestuale di fondazioni su pali e superficiali) con
adeguata rigidezza estensionale e flessionale

Comportamento non dissipativo e dimensionamento in base alle sollecitazioni derivanti dalla


sovra-struttura (adeguata sovraresistenza)
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

FONDAZIONI SUPERFICIALI

PLINTI
Per le fondazioni su plinti, il grigliato dei cordoli di fondazione gioca un ruolo fondamentale per
garantire lincastro alla base delle colonne. bene che i cordoli siano dotati di notevole
rigidezza flessionale affinch sia garantito lincastro al piede, affinch siano limitati i cedimenti
differenziali e affinch le forze che verranno scaricate sul terreno siano centrate sulla base del
plinto. Pertanto il sistema dei cordoli di fondazione dovr essere progettato accuratamente
affinch la sovrastruttura possa sviluppare il meccanismo dissipativo atteso. La loro rigidezza
assiale inoltre impedisce lo spostamento relativo orizzontale dei pilastri
TRAVI ROVESCIE
Le fondazioni superficiali su trave rovescia sono un ottimo sistema di fondazione per terreni di
medie caratteristiche. Per la bi-direzionalit dellazione sismica sono da concepire come
grigliati di travi. Dovranno risultare piuttosto rigide per ripartire le azioni in modo uniforme sul
terreno, per evitare cedimenti differenziali e garantire lincastro al piede. La loro rigidezza
assiale inoltre impedisce lo spostamento relativo orizzontale dei pilastri

PLATEE DI FONDAZIONE
Le fondazioni superficiali su platea sono un ottimo sistema di fondazione per terreni di basse
caratteristiche. Devono essere progettate di spessore adeguato affinch siano rigide e quindi
in grado di ripartire le azioni in modo uniforme sul terreno, evitare cedimenti differenziali e
rotazioni alla base. La loro rigidezza assiale inoltre impedisce lo spostamento relativo
orizzontale dei pilastri
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

FONDAZIONI PROFONDE

PLINTI MONOPALO
I plinti monopalo devono essere collegati da un il grigliato dei cordoli o un grigliato di travi una
platea con notevole rigidezza flessionale affinch sia garantito lincastro al piede. Pertanto il
sistema dei cordoli di fondazione dovr essere progettato accuratamente affinch la
sovrastruttura possa sviluppare il meccanismo dissipativo atteso. La loro rigidezza assiale
inoltre impedisce lo spostamento relativo orizzontale dei pilastri

PLINTI SU PI PALI
Devono essere collegati da un grigliato di cordoli dotati solo di rigidezza estensionale in
modo da impedire gli spostamenti relativi orizzontali dei pilastri.
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

+ k dinamico terreno
- incremento del periodo
della struttura con
k conseguente riduzione
dellazione sismica
- trave infinitamente rigida
- trave su suolo elastico (k statico terreno)
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

+ k dinamico
terreno

k1

k2

-palo su suolo elastico


Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

E richiesta la sovraresistenza della fondazione rispetto ulteriore limitazione


alla base dei pilastri, ma contemporaneamente (q=1)
richiesto che le sollecitazioni di calcolo siano inferiori di
quelle trasferite dai pilastri amplificate di 1.1 o 1.3
(CDB/CDA)
Di fatto questo comporta che, affinch la fondazione sia veramente
sovraresiste rispetto alla base dei pilastri questi andranno progettati in modo
da avere una sovraresisteza (MRd/MEd) limitata (minore di 1.1 o 1.3
rispettivamente in CDB e CDA) altrimenti le fondazioni verrebbero troppo
penalizzate
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

Schema 1: gerarchia resistenze Schema 2: q = 1

Tagli e momenti alla base delle colonne sono i tagli e Taglio e momento alla base delle colonne sono
i momenti resistenti dei pilastri, assunti in i momenti ottenuti dallanalisi con q = 1
concomitanza delle forze verticali determinate nella
combinazione sismica (q) comunque non maggiori di
quelle dellanalisi amplificate di Rd

l progettista avr cura di controllare se il dimensionamento delle fondazioni fatto con lo Schema
2 risulta meno gravoso di quello ottenuto con lo Schema 1 (quantitativi di armatura). In caso
affermativo sar libero di scegliere questa seconda configurazione.
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

NB Il collegamento tra le strutture di fondazione


non necessario per profili stratigrafici di tipo A e
(E) per siti ricadenti in zona 4.
(E)

1m 1m
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

()
Requisiti strutturali degli elementi di fondazione 7.2.5

Interazione cinematica
Durante la propagazione del moto sismico nel terreno, i pali vengono trascinati e costretti a
deformarsi (anche in assenza della sovrastruttura).
Con interazione cinematica si intende linterazione che avviene tra terreno e fondazione (in
assenza della sovrastruttura)
Gli effetti dellinterazione cinematica sono importanti in corrispondenza delle discontinuit
stratigrafiche quando si hanno contrasti importanti tra le caratteristiche dinamiche dei terreni.
I massimi momenti si hanno in corrispondenza dellinterfaccia mentre i massimi tagli si hanno
nelle zone immediatamente vicine
-2000 Mx [kNm] 2000

10D As>1%Ac spirale 8,

Dettagli costruttivi per conferire


duttilit alle zone di potenziale
As>0.3%Ac formazione delle cerniere plastiche

Mmax
6D As>1%Ac spirale 8,
Bedrock