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Dellessere umano maschile e femminile. Lettera a P. J.

Proudhon
(1857)

Joseph Dejacque

Nel fondo della Louisiana, dove mi ha portato e riportato il flusso ed il riflusso dellesilio, ho potuto
leggere su un giornale degli Stati Uniti la "Rvue de lOuest, un frammento della corrispondenza
fra voi, P. J. Proudhon, e tale Madam Hericourt.
Le poche parole di Madam Hericourt citate in quel giornale, mi fanno temere che l'antagonista
femminile non abbia la forza - polemicamente parlando di opporsi al suo brutale avversario
maschile.
Io non conosco nulla di Madam Hericourt, n dei suoi scritti, se ella scrive, n della sua posizione
nel mondo, n della sua persona. Ma per ben argomentare della donna, come per ben argomentare
delluomo, la mente non sufficiente: si deve aver visto molto e pensato molto. Egli dovrebbe, io
credo, aver sentito le sue passioni personali imbattersi in tutti gli angoli della societ; dalle grotte
della miseria fino alle vette della fortuna; dalle cime argentee da cui scuote la massa compatta della
valanga del vizio gioviale fino al fondo del precipizio in cui rotola la dissolutezza cagionevole.
Allora, di questa roccia umana, cos strofinata di colpo in colpo, la logica, quella scintilla di verit,
potrebbe scaturire.
Amerei veder trattare la questione dellemancipazione della donna, da una donna che abbia amato
molto, e amato in modo differente, e che, per la sua vita passata, avesse informazioni
sull'aristocrazia e sul proletariato, sul proletariato, soprattutto: perch
la donna della soffitta pi in grado di penetrare con la vista e col pensiero nel seno della vita
lussuosa, ufficiale o segreta, della gran signora, di quanto la donna di salotto non sia capace di
intravedere la vita di privazione, apparente o nascosta, della figlia del popolo.
Tuttavia, in mancanza di questaltra Maddalena che sparge le rose feconde del suo cuore ai piedi
dellUmanit crocefissa, dirigendo l'anima verso un mondo migliore: in mancanza di questa voce di
civilizzata pentita, credente nell'Armonia, fanciulla anarchica: in mancanza di questa donna che
abiura francamente e pubblicamente tutti i pregiudizi del sesso e della razza, della legge e dei
costumi che ci legano ancora al mondo anteriore: ebbene! io, essere umano di sesso maschile,
cercher di trattare con voi e contro di voi, gran genio di un Proudhon. questa questione
dellemancipazione dell'essere umano dei due sessi.
veramente possibile, celebre pubblicista, che sotto la vostra pelle di leone, si trovino tante
asinerie? Voi che avete nelle vene tali potenti pulsazioni rivoluzionarie, per tutto ci che nella nostra
societ tocca al lavoro del braccio e dello stomaco, voi avete degli slanci non meno focosi, ma
duna stupidit tutta reazionaria, per tutto ci che lavoro di cuore, lavoro del sentimento.
La vostra nervosa e poco flessibile logica sulle questioni di produzione e consumazione industriale,
non pi che un esile canna senza forza delle questioni di produzione e di consumazione morali.
La vostra intelligenza, virile, piena per tutto ci che riguarda luomo, come castrata quando si
tratta della donna. Cervello ermafrodita, il vostro pensiero alla mostruosit del doppio sesso sotto lo
stesso cranio, il sesso-luminoso e il sesso-oscuro, si arrotola e si piega invano su se stessa senza
poter giungere a partorire la verit sociale.
Novella Giovanna d'Arco di genere maschile - che per quaranta anni, si dice, avete conservata
intatta la verginit, - le mortificazioni dell'amore vi hanno esacerbato il cuore: gelosi rancori lo
disgustano. Gridate:
Guerra alle donne! come la Pulzella d'Orleans gridava: Guerra agli Inglesi! - Gli Inglesi l'hanno
bruciata viva... Le donne hanno fatto di voi un marito, o sant'uomo, per molto tempo vergine e
sempre martire!
Ecco, Padre Proudhon, volete che ve lo dica: quando parlate di donne, mi fate l'effetto di un
collegiale che ne parla molto e ad alta voce, a casaccio, e che, come i suoi uditori adolescenti, non
sa quello che dice.
Dopo aver per quarantanni profanato la vostra carne nella solitudine, siete arrivato, di polluzione in
polluzione, a profanare pubblicamente la vostra intelligenza, elucubrandone le impurit e
infangandone la donna.
dunque questo, Narciso-Proudhon, ci che chiamate la civilt virile ed onesta?

Cito le vostre parole:


No. signora, non conoscete nulla del vostro sesso: non sapete una parola della questione che voi e
le vostre onorabili colleghe agitate con tanto rumore e cosi poco successo. E s, non la
comprendete affatto questa questione: se, nelle otto pagine di risposta alla mia lettera vi sono
quaranta paralogismi, ci dipende esattamente, come vi ho detto, dalla vostra infermit sessuale.
Intendo, con questa parola, la cui esattezza non forse irreprensibile, la qualit del vostro
intelletto, che vi permette di afferrare il rapporto delle cose solo quel tanto che noi uomini vi
facciamo toccare con le dita. Vi , in voi, nel cervello come nel ventre, un certo organo incapace,
per se stesso, di vincere la sua inerzia originaria e che lo spirito virile il solo capace di far
funzionare, cosa che
non gli riesce nemmeno sempre. Tale , signora, il risultato delle mie osservazioni dirette e
positive: lo consegno alla vostra sagacia ostetrica, e vi lascio calcolarne, per la vostra tesi, le
conseguenze incalcolabili.

Ma, vecchio cinghiale, non siete altro che un porco, - se vero, come dite, che la donna non pu
partorire dal cervello come dal ventre senza l'aiuto delluomo, e se ci vero, ugualmente vero -
la cosa reciproca - che l'umo o non pu produrre dalla carne come dallintelligenza senza l'aiuto
della donna. E logica, e buona logica, maestro-Maddalena-Proudhon, che un allievo, che sempre
stato un soggetto disobbediente, pu strapparvi dalle mani e gettarvi in faccia.
L'emancipazione o la non emancipazione della donna, lemancipazione o la non emancipazione
dell'uomo; che significa? Forse che - naturalmente, - possano esservi diritti per luno che non siano
diritti per l'altra?
Forse che lessere umano non lessere umano al plurale come al singolare, al femminile come al
maschile?
Forse che cambiarne la natura scinderne i sessi? E le gocce di pioggia che cadono dalle nuvole
sono forse meno gocce di pioggia se attraversano laria in piccolo o in grande numero, se la loro
forma tale o talaltra, se la loro configurazione maschile o femminile?
Mettere la questione dellemancipazione della donna alla stessa stregua della questione
dellemancipazione del proletario, questo uomo-donna o, per dire la stessa cosa in modo differente,
questo uomo-schiavo carne da harem o carne da officina, - questo rivoluzionario; ma porla al di
sotto del privilegio-uomo, oh! allora, dal punto di vista del progresso sociale, questo privo di
senso, reazionario. Per evitare ogni equivoco, lemancipazione dellessere-umano di cui bisogna
parlare. In questi termini, la questione completa: porla cos risolverla: lessere-umano, nelle sue
rotazioni di ogni giorno, gravita di rivoluzione in rivoluzione verso lideale di perfettibilit, la
Libert.
Ma l'uomo e la donna marciano in tal modo dello stesso passo e dello stesso cuore, uniti e fortificati
dallamore, verso la loro destinazione naturale, la comunit-anarchica; tutti i dispotismi spazzati
via, tutte le ineguaglianze sociali livellate; luomo e la donna entrano cos -braccio a braccio e la
fronte chinata luno verso laltra, in questo giardino sociale dellArmonia; questo gruppo umano,
sogno realizzato di felicit, dipinto animato del futuro; ma tutti questi fruscii e tutte queste influenze
egualitarie suonano male alle vostre orecchie e vi fanno strizzare gli occhi.
La vostra comprensione tormentata da piccole vanit vi fa vedere il futuro uomo-statua, eretta sul
piedistallo-donna come lantico uomo-patriarca, in piedi accanto alla donna-serva.
Scrittore, sferzatore di donne, servo delluomo assoluto, Proudhon-Haynau (1), che avete per knut
la parola, come il boia croato, sembrate gioire di tutte le oscenit della bramosia a spogliare le
vostre belle vittime sulla carta del supplizio e a flagellarle con le vostre infettive. Anarchico a met,
liberale e non libertario, volete il libero scambio per il cotone e per la cera, e preconizzate
protettorati delluomo sulla donna nella circolazione delle passioni umane; gridate contro gli alti
baroni del capitale, e volete riedificare lalta baronia del maschio sulla femmina vassalla;
ragionatore con gli occhiali, vedete luomo attraverso la lente che ingrandisce gli oggetti, e la donna
con la lente che li rimpicciolisce; pensatore afflitto da miopia, non potete distinguere che ci che vi
abbaglia nel presente e nel passato, e non potete scoprire niente di ci che alto e distante, nella
prospettiva dell'avvenire: siete un infermo!
La donna, sappiatelo, l'impulso dell'uomo, come l'uomo l'impulso della donna. Non esiste Idea
nel vostro deforme cervello, come in quello degli altri uomini, che non sia stata fecondata dalla
donna: azione del braccio o dell'intelligenza, che non abbia avuto l'intento di farvi notare dalla
donna, di piacerle: anche la cosa che sembra pi lontana, anche i vostri stessi insulti.
Tutto ci che luomo ha fatto di bello, tutto ci che luomo ha creato di grande, tutti i capolavori
dellarte e dellindustria, le scoperte della scienza, le titaniche scalate delluomo verso linconscio,
tutte le conquiste come tutte le aspirazioni del genio maschile sono dovute alla donna che gliele ha
imposte, a lui, cavaliere, come regina del torneo, in cambio di un piccolo favore o dun dolce
sorriso.
Tutto leroismo del maschio, tutti i suoi valori fisici e morali, gli vengono da questo amore. Senza la
donna, egli striscerebbe ancora con il ventre a terra o a 4 zampe, egli brucherebbe ancora lerba o le
radici; egli sarebbe uguale in intelligenza al manzo bruto; egli non che qualcosa di superiore solo
perch la donna gli ha detto: cos sia! la sua volont in essa che lha creata, lui, ci che oggi
giorno, ed per soddisfare le sublime esigenze dellanima femminile che egli ha cercato di
accontentare le pi sublime cose!
Ecco ci che la donna ha fatto delluomo; guardiamo ora ci che luomo ha fatto della donna.
Ahim! per piacere al suo signore e padrone, ella non ha avuto bisogno di un grande dispendio di
forza intellettuale e morale. Purch ella imiti la bertuccia nelle sue smorfie e nelle sue smancerie;
che ella si appenda dei gioielli o delle perle finte al collo e alle orecchie; che ella sacconci di
stracci ridicoli, e si fece dei fianchi da Mre Gigogne (2) o da Vnus hottentote (3) con laiuto della
crinolina o dei vimini; purch ancora ella sappia tenere un ventaglio o maneggiare la schiumarola;
che ella si sacrificava a dare colpetti su un pianoforte o a fare bollire la pentola; era tutto ci che il
suo sultano domandava a lei, tutto ci che doveva per mettere lanima mascolina in giubilo, lalfa e
lomega dei desideri e delle aspirazioni delluomo. Fatto questo, la donna aveva conquistato il
fazzoletto.
Colei che trovava vergognoso un simile ruolo e di simile successo, ha voluto dar prova di buon
gusto e di grazia, unendo il merito alla bellezza, manifestando il suo cuore e la sua intelligenza;
questa fu impietosamente lapidata dalla moltitudine dei Proudhon passati e presenti, perseguitata
con il nome di bas-bleu(4) o di qualunque altro sarcasmo imbecille e costretta a ripiegarsi su se
stessa.
Per questa folla di uomini senza cuore e senza intelligenza, ella aveva peccato per troppo cuore e
troppa intelligenza: lui ci butt la pietra; e ben raramente gli venne dato modo di incontrare luomo-
tipo che, prendendola per la mano, gli dicesse: donna alzatevi, voi siete degna dellamore e dignit
della Libert.
No, ci che occorre alluomo, vale a dire a colui che usurpa questo nome, non la donna in tutta la
sua bellezza fisica e morale, la donna con le forme eleganti e artistiche, con in fronte laureola della
grazia e dellamore, con il cuore attivo e tenero, dal pensiero entusiasta, dallanima innamorata
duna poetica e ideale umanitario; no, a questo spettatore sempliciotto corridore di mostre, ora gli
serve solo una figura di cera illuminata e impiumata; a questo buongustaio di bestialit, in estasi
davanti alle bancarelle dei macellai, ora gli serve, vi dico, un quarto di vitello ornato di pizzo! Tanto
che, saziato delluomo che lei trovava cos idiota, stanca di quello in cui lei cercava invano lorgano
del sentimento, la donna -che la storia dice, io voglio credere che una favola, una storia, un libro-
la donna -oh! Velatevi, casti occhi e casti pensieri- la donna sarebbe passata dallessere bipede
allessere quadrupede
Asino per asino, era naturale, dopo tutto, che ella si lasciasse sedurre dalla bestia di pi grosso
calibro.
Infine, come la natura laveva dotata di facolt morali troppo robuste per essere distrutte dal
digiuno, ella si allontanata dallUmanit e si andata a prendere nei tempi della superstizione,
nelle religiose aberrazioni dello spirito e del cuore, il cibo dalle aspirazioni passionali della sua
anima. Mancando luomo sognato, lei ha dato i suoi sentimenti damore ad un dio immaginario, e,
per le sensazioni, il sacerdote ha sostituito lasino!
Ah! se a causa del mondo tanto disprezzo delle creature femminili e cos poco donne, uomini, a
chi bisogna criticare? Dandin-Proudhon di cosa vi lamentate? Voi lavete voluto.
E tuttavia voi avete, voi, personalmente, io lo riconosco, fornito formidabili colpi violenti al
servizio della Rivoluzione. Voi avete inciso fino al midollo il tronco secolare della propriet, e voi
avete fatto rubare i frammenti; voi avete spogliato la cosa dalla sua corteccia, e voi lavete esposta
nelle sue nudit con riguardo dei proletari; voi avete fatto cedere e cadere sul vostro passaggio,
come rami secchi o foglie morte, le impotenti spinte autoritarie, le teorie rinnovate dei Greci dei
socialisti-costituzionalisti, la vostra compresa; voi avete trascinato con voi, in una corsa a capofitto
attraverso le sinuosit del futuro, tutte le resse degli appetiti fisici e morali.
Voi avete fatto del cammino e lavete fatto con altri; voi siete stanco, vorreste riposare; ma le voci
della logica sono l che vi obbligano a proseguire le vostre deduzioni rivoluzionarie, a marciare in
avanti, sempre in avanti, pena, trascurando lavvertimento fatale, di sentire i denti di coloro che
hanno le gambe a pezzi.
Siate dunque francamente, interamente anarchico, e non un quarto d'anarchico, un ottavo di
anarchico, un sedicesimo di anarchico, come si quarto, ottavo, sedicesimo di agente di cambio.
Spingetevi fino all'abolizione del contratto, l'abolizione non soltanto del gladio e del capitale, ma
della propriet e dellautorit sotto tutte le sue forme. Giungerete alla comunit-anarchica, cio allo
stato sociale in cui ciascuno sar libero di produrre e consumare a volont e secondo la sua fantasia,
senza avere controlli da esercitare o da subire da chiunque o su chiunque: dove l'equilibrio tra la
produzione e il consumo si stabilizzer naturalmente, non pi tramite la detenzione preventiva e
arbitraria nelle mani degli uni o degli altri, ma per la libera circolazione delle forze e dei bisogni di
ciascuno. I flussi umani non sanno che farsene delle vostre dighe: lasciate passare le libere maree: i
mari non ritornano forse ogni giorno ai loro livelli?
Forse che io ho bisogno, per esempio, di avere un proprio un sole, un'atmosfera mia, un fiume mio,
una foresta mia, tutte le vie e le case di una citt mie? Forse che ho il diritto di esserne il detentore
esclusivo, il proprietario, e di privarne gli altri, senza profitto neppure per i miei bisogni? E se non
ho questo diritto, ho dunque, maggiormente, ragione di volere, come nel sistema dei contratti,
misurare a ciascuno - secondo le sue forze accidentali di produzione - ci che gli spetta di tutte
queste cose? Quanto dovr consumare di raggi di sole, di metri cubi d'aria o di acqua, o di spazi per
passeggiare nella foresta? Quale sar il numero di case o la porzione di casa che avr il diritto di
occupare: il numero di porta o il pezzo di marciapiede dove gli sar permesso appoggiare il piede e
il numero di strade o il lastricato dove gli sar proibito camminare? - Forse che, con o senza
contratto, non consumer maggiormente quelle cose che la mia natura, il mio temperamento
comporta? Forse che posso assorbire da solo tutti i raggi dei sole e tutta laria dell'atmosfera, tutta
lacqua del fiume? Forse posso invadere e assorbire con la mia persona tutte le ombrosit della
foresta, tutte le strade della citt e tutto il lastricato della strada, tutte le case della citt e tutte le
camere della casa? E non forse la stessa cosa per tutto quanto serve al consumo umano, che sia un
prodotto grezzo, come laria o il sole, o un prodotto lavorato, come la strada o
la casa? A che pro, allora, un contratto che non pu nulla aggiungere alla mia libert, che non pu
attentarvi, e che certamente vi attenterebbe?
E ora, perci che riguarda la produzione, forse che il principio attivo che in me sar pi sviluppato
per il fatto che lo si sar oppresso, che gli si saranno posti degli ostacoli? Sarebbe assurdo sostenere
una simile tesi.
Luomo chiamato libero, nelle societ attuali, il proletario, produce molto meglio e molto di pi che
l uomo chiamato negro, lo schiavo. Cosa accadrebbe se fosse realmente e universalmente libero: la
produzione ne sarebbe centuplicata. E i pigri? i pigri sono un incidente delle nostre societ anomali,
cio, avendo lozio gli onori e il lavoro il disprezzo, non sorprendente che gli uomini si stanchino
di una fatica che porta solo frutti amari.
Ma nello stadio di comunit-anarchica e con le scienze tali come sono sviluppale ai nostri giorni,
non potrebbe accadere nulla di simile. Vi saranno, s, come oggi, esseri pi lenti a produrne di altri,
ma di conseguenza, meno vivi nel consumare: lequazione esiste naturalmente. Vi serve una prova?
Prendete a caso cento lavoratori, e vedrete che i pi consumatori sono anche i pi produttivi - come
raffigurarsi che lessere umano, il cui organismo composto di tanti preziosi utensili e limpiego
dei quali d una moltitudine di gioie, lo strumento del braccio, lo strumento del cuore, lo strumento
dellintelligenza, come figurarsi che li lascerebbe volontariamente corrodere dalla ruggine? Cosa!
allo stato di libera natura e di meraviglie industriali e scientifiche, allo stato di esuberanza
anarchica, in cui tutto gli ricorderebbe il movimento e tutto il movimento la vita, cosa! lessere
umano non saprebbe cercare la felicit che in una imbecille immobilit? Andiamo, dunque! Solo il
contrario possibile.
Sul terreno della vera anarchia, della libert assoluta, esisterebbe senza alcun dubbio tanta diversit
fra gli esseri quante sarebbero le persone nella societ, diversit di et. di sesso, di attitudine:
l'uguaglianza non uniformit. E questa diversit di tutti gli esseri e di tutti gli istanti giustamente
ci che rende ogni governo, costituzione o contrattazione impossibile. Come impegnarsi per un
anno, per un giorno, per un'ora, quando in unora, un giorno, un anno, si pu pensare in maniera
completamente differente che nellistante in cui ci si impegnati? Con lanarchia radicale, vi
sarebbero dunque donne e uomini di maggiore o minore valore relativo: vi sarebbero bambini e
vecchi; ma tutti, indistintamente, non sarebbero meno esseri umani, e sarebbero ugualmente e
assolutamente liberi di muoversi nel cerchio delle loro attrazioni, liberi di consumare e di produrre
come converrebbe loro, senza che alcuna autorit paterna, maritale o governativa, senza che nessun
regolamento legale o contrattuale possa portarvi danno.
La societ cos compresa, - e dovete comprenderla cos, voi, anarchico, che vi vantate di essere
logico, - che avete ancora da dire dellinfermit sessuale della femmina o del maschio del genere
umano?
Ascoltate, maestro Proudhon, non parlate della donna, prima di parlarne, studiatela: andate a scuola.
Non vi dite anarchico, o siate anarchico fino alla fine. Parlateci, se volete, dellignoto e del
conosciuto, di Dio che male, della Propriet che un furto. Ma quando parlate delluomo, non
fatene una divinit autocratica, perch vi risponder: luomo male! Non attribuitegli il capitale di
intelligenza che non gli appartiene se non come diritto di conquista, per commercio d amore,
ricchezza usuraia che gli viene interamente dalla donna, che il prodotto della sua stessa anima,
non abbigliatelo con le spoliazioni altrui, perch, allora, vi risponder: la propriet un furto!
Alza la voce, al contrario, contro questo sfruttamento della donna da parte dell'uomo.
Dite al mondo, con queste vigorose argomentazioni che ha fatto di voi un agitatore atletico, ditegli
che luomo non potr far partire la Rivoluzione, strapparla dal suo fangoso e sanguinoso solco, che
con laiuto della donna; che da solo lui impotente; che egli deve sostenere di cuore e di fronte
della donna; che sopra il cammino del Progresso sociale, essi devono camminare tutti e due
insieme, fianco a fianco e mano nella mano; che luomo non saprebbe raggiungere lobiettivo al
punto, vincere le fatiche del viaggio, se non viene sostenuto e rafforzato dagli sguardi e dalle
carezze della donna.
Dite alluomo e dite alla donna che i loro destini sono di avvicinarsi e di comprendersi meglio; non
hanno che un solo e stesso nome come essi non fanno che un solo e stesso essere, lessere umano;
essi sono, svolta dopo svolta e allo stesso tempo, luno il braccio destro e laltra il braccio sinistro, e
che, nellidentit umana, il loro cuore non potr formare che un cuore e i loro pensieri un solo fascio
di pensieri.
Dite loro ancora, che a queste condizioni solo essi potranno influenzare luno sullaltra, rompendo,
nella loro marcia fosforescente, le ombre che separano il presente dallavvenire, la societ civile
dalla societ armonica.
Dite loro infine, che lessere umano -nelle sue proporzioni e sue manifestazioni relative, lessere
umano come la lucciola: egli non brilla che per lamore e per lamore!
Dite questo. -Essere pi forte delle vostre debolezze, pi generoso dei vostri rancori; proclamate la
libert, leguaglianza, la fraternit, lindivisibilit dellessere umano.
Dite questo: la salvezza pubblica.
Dichiarare lUmanit in pericolo; chiamate in massa luomo e la donna a rifiutare al di fuori dei
confini sociali i pregiudizi invasori; generate un Due e Tre Settembre contro questa alta nobilt
mascolina, questa aristocrazia del sesso che ci vorrebbe ribadire lancien rgime.
Dite questo: devi farlo! Ditelo con passione, con genio, copritela di bronzo, esagerate...e voi avrete
ben meritato dagli altri e da voi stessi.
Note

(1) Haynau, generale austriaco che represse i movimenti rivoluzionari del 1848-1849
(2) Mre Gigogne o Dame Gigogne, un personaggio di racconti e opere nella Francia tra il XVII e
il XVIII secolo; essa rappresenta l'immagine della fertilit inesauribile che rinnova costantemente il
genere umano.
(3) Saartjie "Sarah" Baartman stata la pi famosa delle almeno due donne Khoikhoi che furono
esibite nel Freak Show nel XIX secolo in Europa sotto il nome di Venere ottentotta.
(4) Donna di una pedanteria ridicola, che ha delle pretese letterarie (dal Dictionnaire de Larousse)