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Vi racconto un amico chiamato Andy Warhol (Corriere della Sera,

2005)

Era dolcissimo e generoso, con una creativit senza confini LOU REED

Andy Warhol nato nel 1928 con il sogno di trasformare le immagini della realt popolare d America. C
riuscito: nel 1955 disegnando delle scarpe, naturalmente importabili; ma gi nel 1960 ha incominciato a

dipingere fumetti, per esempio Dick Tracy, Popeye, Superman e Batman. Naturalmente questi hanno
trasformato l immagine dei fumetti e le trasformazioni sono continuate quando ha scoperto la serigrafia.
Credo si possa dire che tutto iniziato da l, quando nel 1962 ha cominciato a creare con questa tecnica

ritratti che comprendono Marlon Brando, Elvis Presley, Marilyn Monroe, Warren Beatty e poi Jackie

Kennedy, la Mona Lisa, Robert Rauschenberg, Liza Minelli, Liz Taylor, Mao, Franz Kafka, Albert

Einstein e Keith Haring: che comprende l immagine di un tenerissimo fiore, forse il pi dolce, romantico,
immortale fiore della storia. Ma l in mezzo, nel 1965 arrivato Lou Reed, una specie di capolavoro di

Andy Warhol. Lou Reed era un uomo fascinoso, musicista inimitabile, inventore di immagini sonore con un

gruppo di quattro amici e con loro aveva fatto una piccola band, creando un suono travolgente non

definibile dalla terminologia usuale. Un giorno il titolo di un libro giallo trovato nella spazzatura ha
imprigionato e ispirato Lou Reed per i prossimi anni futuri. Con questo titolo, Velvet Underground, e con

questa musica che mai si era ascoltata prima andato da Andy Warhol che stava cercando qualcuno alla

Factory per musicare un suo film. cominciata un amicizia che finita solo per volont degli dei di tutti i

mondi e di tutti i Paesi. Far parlare Lou Reed di Andy Warhol a dir poco commovente, fuori da tutti gli

stereotipi: Era dolcissimo, generoso, gentile, faceva coraggio anche a chi pareva che non ne conoscesse i

termini. Lavorare con lui significava arricchirsi nella fantasia e allargare senza confini la propria creativit.
Queste nostalgie Lou Reed me le raccontava ancora una volta, dopo avermele raccontate tanti anni fa a

Conegliano Veneto e di nuovo a Genova e di nuovo a Milano e insomma tutte le volte che l ho visto, e per

fortuna le volte sono state molte. Non so se Lou Reed ha assorbito da Andy Warhol la sua straordinaria

capacit di capire, partecipare, credere, voglio dire credere nell arte, cio credere nel sogno della

vita. Un altro personaggio che ha creduto cos tanto nell arte e che l ha spiegata, che l ha cantata, che l

ha amata stato Germano Celant e infatti stato lui a fare le due straordinarie mostre che hanno

immortalato Andy Warhol, a Montecarlo e a Milano. difficile immaginare, oggi, un artista pi artista di

Lou Reed che prende in mano la chitarra e la accarezza con un amore al di l di qualsiasi attivit sessuale
o che legge le poesie di Edgar Allan Poe. Ancora una volta i suoi discorsi cominciavano con un tremito di

nostalgia, e pareva li confermasse Lola, la cagnolina della stessa razza della cagnolina di Warhol, che per

lui sembra la personificazione di Warhol (minuscola Lola capace di saltarmi sulle ginocchia e leccarmi su
tutta la faccia, cosa che non ho mai permesso di fare a nessun cagnolino n piccolo n grande). Questa

volta eravamo a New York in un minuscolo ristorante giapponese, tenuto da una pi o meno bella ragazza

giapponese, davanti a strani piatti immangiabili che segretamente facevano rivivere le famose patate lesse

divise da un taglio riempito di burro, unico cibo del Kansas City dove dalla Factory andavamo tutti insieme

a parlare del lavoro fatto durante il giorno. Kansas City era l unico ristorante dove Andy Warhol diventasse

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fondersi col calore e se non si fondeva la colpa era delle Potatoes non abbastanza fresche, o non

abbastanza cotte, o non abbastanza Potatoes di Andy Warhol. Ora a quel minuscolo tavolino giapponese

le Potatoes non ci sono, ma nelle parole, nel sorriso, nelle immagini di Lou Reed c un Andy Warhol
immortale. Fa tenerezza che per Lou Reed Andy Warhol sia immortale per la sua gentilezza, la sua bont,

la sua generosit pi che per qualsiasi ritratto abbia fatto. Lou Reed, dopo la scomparsa di Andy Warhol,
insieme al suo vecchio compagno dei Velvet Underground John Cale, ha realizzato l album a lui dedicato
Songs for Drella, un album intenso, a tratti struggente, ricco per di quel senso di autoironia che una

delle note peculiari di Lou Reed. Un momento molto divertente la canzone Smalltown dove Lou Reed,
parlando di Andy Warhol nato a Pittsburgh, dice che quando si nasce in una piccola citt l unica cosa

buona che si pu fare andarsene e nella stessa canzone poi si domanda. Ma dove sar nato Picasso?
Sicuro per che Michelangelo non nato a Pittsburgh. Quel giorno che arrivato alla Factory senza
ancora conoscerlo, il giorno che ha segnato per sempre la sua storia, il suo rock decadente diventato
ancora pi intrigante, chiss come, lui ci riusciva sempre, ma quel giorno era arrivato al punto massimo. Il

primo album dopo l incontro tra Lou Reed e Andy Warhol alla Factory il primo album dei Velvet
Underground, quello con in copertina la banana che si sbuccia, altro che i Beatles con le loro mezze mele.
A questo sono seguiti altri album leggendari, poi i Velvet Underground si sono sciolti e Lou Reed ha

iniziato la sua carriera solista, lunga, contraddittoria ma sempre affascinante, in una continua ricerca
dentro di s e dentro al mondo del rock. Transformer, Rock and Roll Animal, Berlin, Sally Can t Dance

e tanti altri incluso Coney Island s Baby fino al discutibile Metal Machine Music. Un bel giorno siamo
stati sopraffatti da una serie di notizie, il suo matrimonio con Laurie Anderson, la sua scoperta della voce

di Anthony, la sua finalmente rivelata passione per Edgar Allan Poe. Edgar Allan Poe per lui ha preso la
veste di The Raven, uno spettacolo, diciamo cos, difficile, con Lou che legge fino alle lacrime le poesie di

Edgar Allan Poe, con Laurie Anderson, ormai sua moglie, che suona il violino dall adolescenza, con
Antony, la grande scoperta forse senza le conseguenze che ci si aspettavano, che canta i suoi ambigui
pezzi, tutti bestseller nei Cd. Eppure di questo spettacolo non ha pi voglia di parlare. Vive molto ritirato,

rifiutando nove inviti su dieci e naturalmente non si riesce a sapere che cosa stia componendo, purtroppo
non si riesce neanche a sapere perch non abbia pi voglia di parlare di The Raven. In quello spettacolo

si era molto impegnato ed era uno spettacolo molto intellettuale che pareva un insolita conclusione della
sua attivit musicale. Chi lo sa, forse stata colpa del pubblico, eppure il pubblico ha accolto questo

spettacolo con il rispetto e l amore con cui ha sempre accolto tutti i cosiddetti spettacoli di Lou. Ma The
Raven non c entra niente con gli altri. L al ristorantino giapponese con Lola che mi leccava la faccia Lou
parlava del suo tour in Europa ma non in Italia, cos, come se parlare di un tour dove in Italia, o dovunque

sar considerato la grande stella del rock, fosse la cosa pi naturale del mondo. Invece non naturale
affatto, Lou Reed merita questi successi e molti altri perch rappresenta un era del rock. stato ed

scrittore, poeta, inventore di suoni, musicista a modo suo, ricercatore: un vero eroe musicale di tutti i
tempi
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LA STORIA Oltre il Pop

Lewis Firbank Reed (sopra in un opera di Andy Warhol) nasce il 2 Marzo 1942 a Freeport, Long Island (Usa)

da un austera famiglia ebrea. Nel 1965, fonda con John Cale, i Velvet Underground che abbandoner
negli Anni 70, iniziando la carriera solista sotto la supervisione di David Bowie Tra i suoi dischi:

Transformer (1972), Berlin (1973) e l ultimo The Raven (2003) su testi di Edgard Allan Poe
(pubblicati in Italia da Minimum Fax). The Andy Warhol Show: questo il titolo della mostra in corso fino
all 8 Gennaio alla Triennale di Milano (Catalogo Skira). La mostra analizza l influenza e il ruolo che Warhol

(nella foto sopra) ha rivestito nell arte, nella grafica, nella comunicazione, nella moda. Sono circa 200 le
opere esposte dell artista di Pittsburgh (1928-1987). Tra queste: quadri, opere grafiche, disegni,

illustrazioni, filmati e oggetti vari.

IL LIBRO

Gli anni Sessanta visti da vicino Pop: gli anni Sessanta raccontati da Andy Warhol (edizioni Meridiano
Zero, pagine 352, euro 17) il titolo del libro scritto dal fondatore della Factory in collaborazione con Pat
Hackett, che di Warhol fu segretaria, assistente e amica. Un libro vivace e sorprendente in cui Warhol
descrive il fenomeno Pop a New York durante gli anni Sessanta. uno sguardo alla vita com era in quell
epoca per i miei amici e per me spiega l artista nella prefazione ma uno sguardo anche ai quadri, ai
film, alla moda, alla musica, alle superstar e alla rete di rapporti che formavano l ambiente del nostro loft
a Manhattan. Una lettura intrigante, dunque, dove come protagonisti-comprimari troviamo (con tanto di
pettegolezzi e aneddoti gustosi) Bob Dylan e Roy Lichtenstein, Jackson Pollock e Montgomery Clift,
Dennis Hopper e Judy Garland, Allen Ginsberg e Gregory Corso.

Fernanda Pivano

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