Sei sulla pagina 1di 6

La teoria dell'attaccamento

La dellattaccamento prende le mosse dai lavori di John Bowlby che, in un articolo del 1958,
Bowlby si riferisce al termine attaccamento principalmente come alla specifica relazione tra
madre e bambino e come ad un particolare schema di comp.to manifestato dal bambino per
indicare un attaccamento.
Prendendo le distanze dalla psicoanalitisi, Bowlby diede importanza alle esperienze reali del
bambino e dimostr che il legame di attaccamento non solo unesigenza infantile, ma un bisogno
adattivo che accompagna lindividuo dalla culla alla tomba.
Bowlby si affacci alletologia, influenzato dalle scoperte di Lorenz (1966) sul dellimprinting e
dagli studi di Harlow (1958) sulle scimmie rhesus. Questultimo, nel suo esperimento, not che i
piccoli di scimmia mostravano una preferenza verso un surrogato materno consistente in una parte
metallica ricoperta da un panno morbido e peloso (a cui rimanevano aggrappati per la maggior
parte del tempo), piuttosto che un nudo cilindro metallico che forniva cibo. Ne consegue che per i
piccoli era preferibile lagio del contatto corporeo allapprovvigionamento di cibo. Negli studi di
Lorenz si osserv come in piccoli anatroccoli si potesse sviluppare un legame di attaccamento
anche senza lintermediazione del cibo. In sintesi si pot desumere che il sistema
dellattaccamento non collegato al nutrimento, come sostenevano i teorici dellapprendimento
sociale e la scuola psicoanalitica, ma si tratta di un bisogno primario che pu essere studiato
allinterno di una cornice evoluzionista e di sviluppo.

Arriv cos a definire il comportamento di attaccamento come ... quella forma di comp.to che si
manifesta in una persona che consegue o mantiene una prossimit nei cfr di un altro
differenziato o preferito, ritenuto in genere pi forte e pi esperto, in grado di affrontare il mondo in
modo adeguato. Questo comportamento diventa molto evidente ogni volta che la persona
spaventata, affaticata o malata, e si attenua quando si ricevono conforto e cure (Bowlby 1988).

Insieme a Mary Ainsworth introdusse inoltre il concetto di caregiver come base sicura: [...] la
caratteristica pi importante dellessere genitori: fornire una base sicura da cui un bambino o un
adolescente possa partire per affacciarsi nel mondo esterno e a cui possa ritornare sapendo per
certo che sar il benvenuto, nutrito sul piano fisico ed emotivo, confortato se triste, rassicurato se
spaventato (Bowlby, 1988).
Proprio la capacit di utilizzare i propri genitori come base sicura la caratteristica principale dei
bambini con attaccamento sicuro. Questi sono indipendenti e autonomi nellesplorazione
dellambiente, poich sanno di poter contare, in caso di bisogno, su una madre (o unaltra
figura di attaccamento) pronta ad accoglierli e a confortarli.
Lidea di fondo implicita in questo approccio che i bambini dimostrano il loro attaccamento
attraverso schemi comp.tali di base: il sorriso, il pianto, laggrapparsi e la suzione (non si fa qui
riferimento alla suzione come soddisfacimento di un bisogno di cibo e calore, come postulava la
teoria della pulsione secondaria). Tali schemi (comportamenti di segnalazione) sono a base
innata e di natura istintuale e la loro funzione quella di assicurare al bambino protezione e
adeguate cure parentali per la sopravvivenza (funzione adattiva). Il comportamento di
attaccamento quindi in parte predeterminato e si sviluppa secondo il corso degli eventi.
I modelli operativi interni dellattaccamento
Il concetto di modello operativo interno (MOI o IWM) fu introdotto nella teoria dellattaccamento
da Bowlby (1969/1982, 1973, 1980) sulla base della psicologia cognitiva (Craik, 1943). Si tratta
di una struttura che include componenti affettive, percettive, motorie e cognitive. concepito
come una rappresentazione interna di S e di ciascuna figura di attaccamento ed costituito
da strutture di memoria implicita delle interazioni con la figura di attaccamento, e delle
risposte date da questa nei confronti delle richieste di cura e conforto del bambino. Le relazioni
con le persone significative vengono generalizzate in modelli operativi (di S, dellAltro e di S-
con-lAltro) che danno significato alle prime esperienze interpersonali, funzionano come base per
l'assimilazione e lelaborazione delle successive esperienze con lAltro e costituiscono la
matrice delle future interazioni. Con laiuto di queste rappresentazioni il bambino regola il
proprio comportamento sulla base delle aspettative formatesi nella comune storia di relazione,
attivando piani e strategie gi immagazzinati. Servono quindi per orientarne il comportamento
verso la figura di attaccamento e prevederne i comportamenti pi probabili in successivi episodi
di attivazione del sistema di attaccamento.
I pattern di attaccamento
Comportamenti di attaccamento vengono attivati a seguito della percezione di disagio, dolore,
pericolo o solitudine, oppure dalla semplice constatazione dellassenza di persone di
riferimento. Allo stesso modo tale sistema si disattiva quando viene ripristinato lequilibrio
iniziale: il Piano viene portato a termine con lavvicinamento ad una figura di attaccamento
disponibile a fornire aiuto, conforto e protezione al bambino; la stessa cosa pu avvenire anche
qualora persista limpossibilit a conseguire la suddetta meta, inducendo una inibizione del
sistema.
Ogni individuo organizza il proprio comportamento utilizzando qualsiasi capacit a disposizione (in
base allet e alle esperienze di apprendimento con le figure di attaccamento) che permetta di
raggiungere lo scopo biologicamente predeterminato. Tali abilit possono essere il pianto, la
protesta o il movimento. Ma il sistema dellattaccamento mette in moto anche una serie di
intense emozioni (paura, rabbia, tristezza, disperazione, distacco emozionale, conforto,
gioia, sicurezza e fiducia).
La paura insorge quando viene a crearsi una situazione di separazione e lontananza dalla figura
di attaccamento o quando laccessibilit alla stessa viene minacciata o resa incerta;
normalmente funziona come segnale comunicativo per indurre risposte di conforto.
La rabbia si manifesta se le richieste di cura e accudimento da parte del piccolo non vengono
soddisfatte per un po di tempo, o quando i genitori sono percepiti come non disponibili per una
prolungata separazione. Essa pu servire a motivare il bambino rispetto ad alcune risorse per far
fronte a quegli ostacoli che impediscono lavvicinamento alla figure di attaccamento; oppure
potrebbe scoraggiare questultima contro future indisponibilit.
La tristezza fa seguito alla consapevolezza di una figura di accudimento difficilmente reperibile
e allinutilit di ogni sforzo messo in atto per ripristinare il contatto; a questo punto che
comincia il disinvestimento dalla figura di accudimento e laccettazione della sua perdita. La
tristezza consente inoltre di adattarsi ai nuovi cambiamenti e di rivedere cos i propri modelli
operativi (Kobak, 1999).
Altre emozioni, come gioia, sicurezza e fiducia, vengono invece attivate al momento del
ricongiungimento.
Mary Ainsworth e la Strange Situation
Mary Ainsworth, una collaboratrice di Bowlby, elabor una situazione sperimentale per
determinare il tipo di attaccamento tra madre e figlio. La situazione, denominata "strange
situation", era suddivisa in otto episodi, ciascuno della durata di tre minuti, dove il bambino
veniva sottoposto a situazioni potenzialmente generatrici di "stress relazionale". Nella strange
situation i principali stili di comportamento attivati sono:
il comportamento esploratorio;
il comportamento prudente o timoroso;
il comportamento di attaccamento;
il comportamento socievole;
il comportamento arrabbiato/resistente.
L'esperimento, che si dipana in otto fasi, ha queste caratteristiche:
1 episodio. In una stanza apposita vengono fatti entrare, e successivamente lasciati soli,
la madre con il figlio.
2 episodio. Nella stanza sono presenti dei giocattoli in un angolo, il bambino ha cos la
possibilit di esplorare l'ambiente ed, eventualmente, giocare con la madre.
3 episodio. Entra un estraneo che siede prima in silenzio, poi parla con la madre e
successivamente coinvolge il piccolo in qualche gioco.
4 episodio. La madre esce lasciando il bambino con l'estraneo.
5 episodio. Successivamente rientra la madre nella stanza ed esce lo sconosciuto.
6 episodio. In questo episodio la madre lascia di nuovo il bambino; da notare che
questa volta lo lascia solo.
7 episodio. Entra l'estraneo e, se necessario, cerca di consolare il bambino.
8 episodio. La madre rientra nella stanza.
La sequenza osservativa di tutte le fasi della strange situation, permette di definire quattro
tipologie di attaccamento che legano la madre (o la figura principale di accudimento) e il
bambino:
stile "sicuro": il bambino esplora l'ambiente e gioca sotto lo sguardo vigile della madre
con cui interagisce. Quando la madre esce e rimane con lo sconosciuto il bambino
visibilmente turbato. Al ritorno della madre si tranquillizza e si lascia consolare.
stile "insicuro-evitante": il bambino esplora l'ambiente ignorando la madre,
indifferente alla sua uscita e non si lascia avvicinare al suo ritorno.
stile "insicuro-ambivalente": il bambino ha comportamenti contraddittori nei confronti
della madre, a tratti la ignora, a tratti cerca il contatto. Quando la madre se ne va e poi
ritorna risulta inconsolabile.
stile "disorganizzato": il bambino mette in atto dei comportamenti stereotipici, ed
sorpreso/stupefatto quando la madre si allontana.
Attraverso una serie di sperimentazioni con la strange situation, Mary Ainsworth e John
Bowlby hanno potuto notare come il comportamento di attaccamento, osservato tra la madre e
il suo bambino, oltre a fornire protezione al piccolo, serviva a costituire una "base sicura" a cui il
bambino potesse ritornare nelle fasi di esplorazione dell'ambiente circostante. Questa "base
sicura" permette cos di promuovere nel bambino un senso di fiducia in se stesso, favorendone
progressivamente l'autonomia.

Le ricerche di Bowlby e gli esperimenti della Ainsworth hanno dimostrato che ogni esperienza di
separazione dalla madre, o anche di semplice minaccia di separazione, determinano nel
bambino una reazione di protesta ansiosa e una riduzione del comportamento di esplorazione
autonomo. A parere di Bowlby, diversi disturbi infantili e alcune psicopatologie adulte sono
imputabili allo stress provocato da queste ripetute esperienze traumatiche.
Separazione e minaccia di separazione costituiscono forme di deficit parentale e
contribuiscono ad accrescere la dipendenza del bambino dalla madre.
Il bambino sicuro
Il bambino classificato come sicuro (B) alla Strange Situation in grado di utilizzare il genitore
come Base Sicura da cui partire per lesplorazione dellambiente. Alla separazione protesta
vivacemente e dimostra di sentire la mancanza della madre (in particolare alla seconda
separazione), ma pu anche riuscire a farsi confortare dallestraneo. Alla riunione saluta il
genitore con sorrisi, vocalizzazioni o mette in atto tentativi di avvicinamento. Una volta
raggiunto il contatto lo manterr fino a che sar necessario. Dopo essere stati confortati, i
bambini pi sicuri potranno anche tornare a giocare. Questi sembrano determinati nella ricerca
del genitore, e altrettanto sicuri del conforto che riceveranno al momento della riunione (Liotti,
1996). Si tratta di bambini che hanno fatto esperienza di caregiver stabilmente disponibili,
pronti a rispondere quando chiamati in causa, per incoraggiare e dare assistenza, ma
intervenendo attivamente solo quando necessario (Liotti, 1994). Hanno appreso ad attendere
con fiducia una risposta di conforto al proprio pianto e alle proprie proteste per separazioni
indesiderate; per questo si fidano immediatamente dellabbraccio materno nel momento della
riunione e si calmano con prontezza. Il contatto fisico infatti caratterizzato da uno stile tenero e
gentile, tale da renderlo piacevole per entrambi i membri della diade.
Per quanto riguarda i modelli operativi interni, questi sembrano funzionare in piena sintonia con
quello che il mandato innato del sistema interpersonale dellattaccamento. Il bambino B ha una
rappresentazione di S come degno amore e attenzione, autorizzato a
esprimere il disagio nei momenti di difficolt. Vi una rappresentazione dellAltro come
affidabile, benevolo, disponibile e accogliente. Tale modello operativo si formato a partire da
memorie e aspettative in cui le proprie richieste di attaccamento hanno incontrato una coerente
risposta positiva da parte della figura di accudimento.
Il bambino Insicuro/Evitante
Il bambino classificato come insicuro/evitante (A) alla Strange Situation non utilizza il genitore
come Base Sicura; non tende a fare riferimento alladulto quando si sente moderatamente
spaventato e a disagio. Al momento della separazione dalla madre, non protesta, non mostra
segni di ansia n di preoccupazione o altri segni di disagio. Al suo ritorno si mostra
apparentemente indifferente, accogliendola senza enfasi e mantenendo lattenzione sui giochi e
sugli oggetti. Tende a evitare attivamente il contatto visivo e fisico con il genitore, mostrando
quella che viene chiamata autonomia forzata. In particolare se il genitore cerca di prenderlo in
braccio il piccolo si irrigidisce o cerca di divincolarsi. Questo comportamento tipico dei
bambini che si sono trovati, nel corso del primo anno di vita, ad interagire con una madre evitante
e poco accogliente rispetto alle richieste di contatto fisico del figlio. I bambini con attaccamento
evitante hanno prevalentemente figure genitoriali che non rispondono alle loro richieste, che si
rifiutano di aiutarli o che esprimono rabbia quando i figli si avvicinano loro. Questa esperienza di
non sintonizzazione talmente ripetuta, che il bambino arriva a rinunciare allaiuto e al
sostegno della figura di accudimento; impara a dissimulare le sue emozioni, specie quelle relative
allattaccamento, e a reprimere la manifestazione dei propri bisogni psicologici, di conforto e di
protezione. Esibisce cos una precocissima autonomia, non fondata per su un adeguato
processo evolutivo.
Il significato dei ricordi semantici che compongono il MOI dellattaccamento evitante trasmettono
laspettativa di essere disapprovato o rifiutato, se si esprime il bisogno di cure, e una
valutazione negativa dei propri sentimenti di attaccamento. Le emozioni di vulnerabilit del S
sono rappresentate come una fonte di fastidio per la figura di attaccamento e quindi come
qualcosa da non esprimere. Da ci emerge una rappresentazione di S come indegno di
protezione e cura da parte dellAltro significativo; si crea unimmagine di S come poco amabile,
non meritevole di fiducia e incapace di uscitare nellAltro risposte positive e affettuose, e
rappresentazioni dellaltro come rifiutante, lontano e inaffidabile (Liotti, 1996). Tale pattern,
nonostante le rappresentazioni negative delle emozioni di attaccamento, conserva comunque
sufficienti caratteristiche di unit, coerenza e organizzazione (Liotti 2001). Per questi bambini
levitamento risulta essere lunico comportamento, adattivo, in grado di sedare la sofferenza
verso una madre costantemente lontana o svalutante. Lapatia, la rassegnazione e
lautonomia forzata hanno preso il posto della disperazione, un sentire ovattato che permette loro
di mantenere la vicinanza in una relazione che non concede possibilit di incontro.
Il bambino Insicuro/Ambivalente o Resistente
Il bambino classificato come insicuro/ambivalente o resistente (C) alla Strange Situation piange
e protesta vivacemente al momento della separazione. Spesso la vicinanza e il contatto con i
caregiver vengono ricercati ancora prima che essa avvenga, attivando un forte controllo nei
confronti dellestraneo e della situazione. La riunione caratterizzata da una forte resistenza al
conforto della madre e al suo abbraccio; si avvicina alla figura di accudimento, ne richiede il
contatto e si lascia prendere in braccio, ma contemporaneamente vi si oppone
aggressivamente e in modo lamentoso, non lasciandosi confortare dalla sua vicinanza. Altri
bambini possono manifestare uninsolita passivit, continuando a piangere senza riuscire a
cercare il contatto attivamente. Nella maggior parte dei casi, comunque, il bambino alterna offerte
di contatto con segnali di rifiuto e rabbia: pur nella braccia del genitore reagisce come se fosse
ancora al momento della separazione (Weinfield, Sroufe, Egeland e Carlson, 1999). Questo tipo di
comportamento facilmente comprensibile se si fa riferimento a una relazione primaria, nel primo
anno di vita, in cui il bambino si trovato ad interagire con una madre incostante e poco
coerente nel far fronte alle sue richieste di cura. I bambini con attaccamento resistente hanno
figure genitoriali che reagiscono in modo discordante alle esigenze di attaccamento: a volte
rispondono positivamente, altre volte si mostrano improvvisamente e imprevedibilmente
indisponibili. A questo punto, laspettativa di una risposta adeguata continua ad essere
presente, ma lattivazione del sistema di attaccamento persiste anche dopo la riunione,
nelleventualit (pi volte confermata) di una perdita improvvisa del conforto e di unulteriore
separazione o indisponibilit della figura di accudimento. La caratteristica fondamentale dei
bambini con organizzazione ambivalente , quindi, l'eccessiva attivazione del sistema
motivazionale di attaccamento, a causa di unincoerenza delle risposte genitoriali che ne
rendono difficile la disattivazione. La lontananza e la separazione dalla figura di attaccamento
sono scarsamente sopportate; appaiono dipendenti e centrati sul genitore, con pochi aspetti di
autonomia. Sembrano inoltre richiedere una continua conferma della presenza e della
protezione delladulto, come se fossero carenti di un solido sentimento di sicurezza
interiorizzata (favorito anche dalla presenza di situazioni in cui il piccolo viene minacciato di
abbandono). Tutto ci si risolve con uno sbilanciamento attaccamento/esplorazione, in cui la
massima attivazione del primo rende difficile la messa in atto di qualsiasi movimento esplorativo. Il
comportamento di esplorazione reso faticoso anche dalla tendenza della madre
preoccupied a interferire con le attivit esplorative autonome del figlio (in questo caso,
labbraccio materno convoglia un significato di limitazione della propria libert); la figura di
accudimento non riesce a riconoscerlo come centro autonomo di iniziativa. Essa ha inoltre un
atteggiamento interiore poco chiaro e contraddittorio circa il significato dei bisogni di attaccamento
del bambino; le madri dei bambini ambivalenti sembrano ancora invischiate (entangled) in dolorose
dinamiche di attaccamento non ancora risolte, con i propri genitori.

I modelli operativi interni del pattern di attaccamento ambivalente sono costituiti da episodi in cui la
figura di accudimento risponde positivamente alle richieste di cura, e da altri in cui tale risposta non
arriva. In questa alternanza di comportamenti materni risulta difficile rinvenire elementi di regolarit
e di simmetria, tali da consentire la costruzione di una strategia
interattiva unitaria e coerente (come nei bambini B ed A). Tutto ci si riflette in dubbi e incertezze
relativi a se e quando laiuto sar disponibile, costituendo cos le basi per una duplice
rappresentazione di S, dellAltro e della relazione; da un lato, vi unimmagine di S e
dellAltro come amabile e degno di attenzione e fiducia, mentre dallaltro come inaffidabile e
indegno di risposte benevoli nei momenti di difficolt. Inoltre, la tendenza genitoriale a non
considerare il bambino come centro autonomo di iniziative, ma come oggetto di cui disporre a
proprio piacimento, porterebbe allo strutturasi di rappresentazioni di S e dellAltro come
oggetti da controllore e una visione della relazione come veicolo di ansioso controllo
reciproco (Liotti, 1994).

Per questi bambini tenersi aggrappato lunica possibilit che resta loro, per assicurarsi la
vicinanza di una madre affettivamente incostante; per riuscire a vivere in una relazione in cui
lunicit della rappresentazione della mente dellaltro stata sostituita da unillogica alternanza di
reazioni alle richieste di accudimento.
Il bambino Insicuro/Disorganizzato
Il bambino classificato come insicuro/disorganizzato (D) alla Strange Situation esibisce
comportamenti apparentemente senza spiegazione, scopo o intenzione; tuttavia possibile
rilevare serie di comportamenti organizzati riconducibili ai tipi B, A e C, che in ogni caso si
susseguono repentinamente e sono tra loro incompatibili. In tutte le fasi della situazione insolita
possibile osservare la messa in atto di sequenze di comportamenti o comportamenti simultanei
e contraddittori, incompleti o interrotti improvvisamente. Si pu notare anche la presenza di
stereotipie, espressioni di confusione e disorientamento, paura o preoccupazione nei
confronti del caregiver. Non raro riscontrare, al momento della riunione, bambini disorganizzati
andare verso la madre tenendo la testa girata dallaltra parte, come a evitare un incontro di
sguardi; oppure cambiare direzione allultimo istante posizionandosi repentinamente con il viso
rivolto verso la parete. Altre volte il bambino pu fermarsi improvvisamente come pietrificato,
lespressione disorientata o persa nel vuoto, come se entrasse in una sorta di trance ipnotica.
Queste condotte possono dare la sensazione che tali bambini siano come bloccati, sospesi in un
limbo tra lavvicinamento e levitamento, incapaci di organizzarsi in un senso o nellaltro. Si ritiene
che la disorganizzazione dellattaccamento sia correlata alla presenza di lutti o traumi non
elaborati dal caregiver. Questi si riflettono in atteggiamenti o comportamenti di dolore, paura,
collera improvvisa o estraneamento durante lattivazione del sistema di accudimento
(Schuengel et al., 1999). La predisposizione innata allattaccamento fornisce al bambino la
capacit di riconoscere i segnali offerti dalla figura di accudimento alle richieste di cura. Egli in
grado cos di organizzare una determinata modalit di attaccamento in relazione al significato
attribuito a tali segnali (accettazione, rifiuto o entrambi nel caso di un pattern ambivalente). La
mente umana non per attrezzata per dare significato a quei segnali che derivano da traumi o
lutti non elaborati. per tale motivo che il bambino non riesce a organizzare comportamenti
coerenti e unitari in risposta a espressioni di paura, estraneamento o collera.
Il significato dei ricordi semantici che compongono il MOI dellattaccamento disorganizzato
possono essere espressi attraverso molteplici e simultanee rappresentazioni S/Altro. Il
bambino ha unimmagine di S come accettabile e dellAltro come disponibile: in effetti non
riceve espliciti segnali di indisponibilit e rifiuto. Contemporaneamente percepisce il genitore
come spaventante, andando a costruire una rappresentazione di S come vittima impotente e
dellAltro come minaccioso. Nel momento in cui il bambino si avvicina al genitore, questi
esprime paura, andando a rafforzare un senso di S come pericoloso (se non addirittura
mostruoso) e causa del terrore e dellimpotenza dellAltro. Unaltra interpretazione della relazione
data dallimmagine di S e dellAltro come vittime indifese di una minaccia esterna, invisibile
e inspiegabile. Se poi la figura di accudimento trae conforto, in alcuni momenti, dalla vicinanza
col bambino, questi avr unulteriore rappresentazione di S come salvatore onnipotente di un
genitore debole e vulnerabile; si verranno cos costituendo le basi del tipo di interazione nota
come inversione dellattaccamento.
Sintetizzando, nellattaccamento disorganizzato il bambino esperisce una relazione primaria
talmente destrutturante e paradossale da condurre alla creazione di MOI multipli e
incompatibili. Questi vedono entrambi i membri della diade alternarsi senza fine fra i tre ruoli di
vittima, salvatore e persecutore (il triangolo drammatico). Allimmagine di S come
persecutore e salvatore corrispondono inoltre atteggiamenti spesso controllanti nei confronti
della figura di accudimento (osservabili dallet di 6 anni). Questi si manifestano attraverso
comportamenti punitivi verso il genitore o di preoccupazione, eccedendo in cure talvolta
inappropriate. Con questa strategia, il bambino raggiunge unapparente livello di coerenza
mentale e comportamentale, che tuttavia si frammenta non appena viene attivato il sistema
dellattaccamento.