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FISIOLOGIA

Classificazione dei muscoli


Tipo Scheletrico Cardiaco Liscio

Localizzazione Attaccato allo Cuore Organi cavi


scheletro
Anatomia Striato Striato Non striato

Controllo Volontario Involontario Involontario


nervoso
Prestazione Elevata Elevata Bassa
potenza potenza potenza
Attivit tipica Normalmente Pompaggio Normalmente
rilasciato (ripetitivo) contratto

FISIOLOGIA
FISIOLOGIA R.B. Berne, M.N. Levy
Muscolo scheletrico
La massa muscolare
rivestita da una guaina di
connettivo fibro-elastico
detta epimisio. Questa
guaina si addentra nel
ventre muscolare : ogni
fascetto rivestito da una
membrana di connettivo
lasso detta perimisio,
mentre ogni singola cellula
membrana connettivale
detta endomisio.
 Epimisio o Fascia muscolare: guaina che riveste l'intero
muscolo
 Perimisio: guaina che riveste i fasci di fibre muscolari
 Endomisio: guaina che riveste le singole cellule o fibre
muscolari
Struttura dellapparato contrattile
 Il muscolo scheletrico costituito da fasci
di grosse cellule multinucleate con la
tipica struttura a bande (muscolo striato)
 Lungo lasse maggiore della cellula si
dispongono fasci di filamenti, le Miofibrille
Struttura dellapparato contrattile
 La struttura a bande dovuta alla presenza nelle
miofibrille di due tipi di filamenti, i filamenti spessi
e i filamenti sottili, che si interdigitano tra loro
costituendo il sistema contrattile.
 Lunit del sistema il Sarcomero.
Struttura dellapparato contrattile
I filamenti sottili contengono 2 proteine:
Tropomiosina e Actina (molecole lunghe e
rigide) la cui estremit fissata al capo
terminale del sarcomero (disco Z). A queste si
associano proteine di regolazione tra cui la pi
importante la Troponina.
 I filamenti spessi sono costituiti da una grossa
proteina detta Miosina
Struttura dellapparato contrattile
I filamenti spessi sono costituiti da una
grossa proteina detta Miosina

Il filamento di
miosina presenta
delle teste
globulari che si
proiettano
lateralmente al
filamento
connettendosi ai
filamenti sottili
(ponti trasversali)
Ponti trasversali e contrazione
Attraverso il legame tra actina e miosina si forma
Actomiosina (A-M), un complesso ad elevata
attivit ATP-asica.
Linterazione A-M
associata ad idrolisi
dellATP rappresenta
il processo
fondamentale di
trasduzione
chemiomeccanica
mediante cui nel
muscolo lenergia
chimica convertita in
energia meccanica
ATP
Complesso ad alta
energia formato da:
1. Adenina
2. Ribosio
3. Tre gruppi fosfato

Costituisce la moneta energetica per il


metabolismo di tutti gli organismi viventi, in
quanto rappresenta la principale forma di
accumulo di energia immediatamente
disponibile
Idrolisi-sintesi di ATP
Ponti trasversali e contrazione
Actina e miosina
interagiscono
ciclicamente:
durante questo
ciclo viene
idrolizzato ATP, e
lenergia liberata
usata per produrre
variazioni nella
conformazione del
ponte trasversale.
Il muscolo si
contrae quando
i filamenti sottili
scorrono lungo
quelli spessi
determinando
laccorciamento
del sarcomero
(Power stroke)
Ponti trasversali e contrazione

Una volta formato


il complesso
Actomiosina il
ciclo si arresta per
effetto del sistema
di controllo (ioni
Calcio) o per
lesaurimento di
ATP.
Biofisica del sistema contrattile
La misura della contrazione muscolare
viene usata per stabilire leffetto di
neurotrasmettitori, farmaci, ormoni, e per
quantificare variazioni patologiche.
Le pi importanti variazioni numeriche sono
la Forza e la Lunghezza.
Lo studio della meccanica muscolare
consiste nel controllare una di queste
variabili e di misurare laltra in funzione
del tempo.
Variabili meccaniche nella
contrazione
Parametro Unit Definizione
Forza (F) Newton (N)
Lunghezza (L) Metro (m)
Tempo (T) Secondo (s)
Variabili derivate
Velocit (V) m/s Variazione di
lunghezza/tempo

Lavoro (W) N m = joule Forza x distanza

Potenza (P) (N m)/s= watt Lavoro/tempo

Tensione (S) N/m2 Forza/ area di sezione


trasversa
Contrazione isometrica
Le contrazioni isometriche (a lunghezza
muscolare costante) si ottengono quando
l'accorciamento del muscolo impedito da un
carico uguale alla tensione muscolare, oppure
quando un carico viene sostenuto in una
posizione fissa dalla tensione del muscolo.
La contrazione isometrica si ha quando il
muscolo si contrae (quindi sviluppa tensione)
ma non modifica la propria lunghezza n sposta
il carico.
Relazione tensione-lunghezza
1. Relazione forza passiva/lunghezza
2. Relazione forza attiva/lunghezza
Relazione tensione-lunghezza

La generazione di forza dipende dalla lunghezza del


muscolo.
I muscoli hanno una massima capacit intrinseca di
generare forza che si realizza alla lunghezza ottimale
Relazione tensione-lunghezza
La tensione attiva proporzionale al grado
di sovrapposizione tra filamenti spessi e
sottili: se il muscolo viene stirato oltre la
lunghezza a cui si sviluppa la massima
forza attiva, la tensione attiva decresce
linearmente con la riduzione dellarea di
sovrapposizione tra filamenti sottili e
spessi.
Relazione tensione-lunghezza
 Al di fuori dellintervallo
ottimale, la forza decresce.
 Il punto 1 quello di massimo
allungamento: in questa
situazione la miosina
sovrapposta minimamente
allactina (pochi ponti
trasversali), perci la fibra pu
sviluppare pochissima forza.
 Riducendo lallungamento
aumenta il numero di teste di
miosina a contatto con
lactina, perci aumentano i
legami e di conseguenza la
forza. Questo accade fino al
punto 2 dove poi la forza si
assesta.
Relazione tensione-lunghezza
 Facendo proseguire la
contrazione i due estremi di
actina del sarcomero penetrano
luno sopra laltro. La forza
diminuisce perch un filamento
di un lato interferisce con la
formazione dei legami dellaltro
con la miosina, punto 4.
 Proseguendo ulteriormente la
forza continua a decrescere fino
a che anche la struttura di
miosina non tocca gli estremi del
sarcomero, dati dai dischi Z.
 La lunghezza ottimale per
esprimere la massima forza
data dalla lunghezza della fibra
a riposo.
Relazione velocit-carico
Unaltra relazione di base che caratterizza
le prestazioni di un muscolo si ottiene
misurando la velocit di accorciamento
mantenendo costante il carico applicato.
Contrazione isotonica
Il muscolo si accorcia sviluppando una
tensione che rimane costante per l'intera
durata del periodo di accorciamento. In
realt in vivo non esistono contrazioni
isotoniche, in quanto la tensione
sviluppata varia al variare della leva. Ci si
avvicina alla contrazione isotonica
eseguendo gli esercizi con l'utilizzo di
attrezzature dotate di camme
Relazione velocit-carico
La velocit di accorciamento determinata
dal carico applicato al muscolo.
Un muscolo pu sollevare lentamente un
carico pesante, accorciarsi rapidamente
quando il carico leggero oppure
accorciarsi con la massima velocit in
mancanza di carico.
Relazione velocit-carico
Se un muscolo contratto viene forzatamente
stirato, per breve tempo in grado di
sostenere un carico superiore alle sue
capacit di contrazione isometrica.
Questo fenomeno si verifica perch la forza con
cui un ponte trasversale sta ancorato ad un
filamento sottile superiore alla forza generata
dal suo movimento.

Un muscolo pu sostenere un carico che circa


1,6 volte superiore a F0 (massima forza attiva)
prima che gli attacchi dei ponti trasversali si
rompano meccanicamente e subentri
lallungamento rapido.
Relazione velocit-carico
 Un muscolo sviluppa la massima potenza
quando gran parte dellenergia resa disponibile
dallidrolisi dellATP viene convertita in lavoro
meccanico: il rendimento ottimale del sistema
contrattile nel convertire lenergia chimica in
lavoro meccanico varia dal 40 al 45%.

 La restante energia viene convertita in calore,


che pu aumentare la temperatura del
muscolo attivo di diversi gradi (termogenesi-
brividi).
Velocit di accorciamento
Le velocit di accorciamento in un muscolo
dipendono da diversi fattori:
 La velocit varia con il numero di sarcomeri
in una cellula. Laccorciamento totale e la
velocit di accorciamento sono dati dalla
somma dei movimenti dei filamenti sottili su
quelli spessi, moltiplicata per i numero di
mezzi sarcomeri presenti nella cellula.
Velocit di accorciamento
Le velocit di accorciamento in un muscolo
dipendono da diversi fattori:
 La velocit dipende dal carico imposto al
muscolo. La velocit di formazione dei cicli dei
ponti trasversali si riduce con lincremento del
carico sui ponti stessi, perch le variazioni di
conformazione dei ponti trasversali sono
contrastate dal carico. Carichi pi pesanti
incrementano progressivamente il tempo medio
necessario al processo e allinizio di un nuovo
ciclo.
Velocit di accorciamento
Le velocit di accorciamento in un muscolo
dipendono da diversi fattori:
 La velocit massima dipende dalle
propriet molecolari della isoforma di
miosina sintetizzata nella cellula.
Tipi di contrazione muscolare

Contrazione concentrica
Contrazione isotonica
Contrazione eccentrica

Contrazione isometrica o statica

Contrazione pliometrica
Tipi di contrazione muscolare
Contrazione concentrica: si ha variazione di lunghezza del
muscolo; una porzione di energia chimica liberata viene
trasformata in energia meccanica potenziale (es. sollevare
un peso o il proprio corpo al di sopra di un piano)
Le inserzioni tendinee estreme del muscolo si avvicinano e
il carico viene spostato o sollevato
Tipi di contrazione muscolare
Contrazione eccentrica: si ha un allungamento del muscolo
contratto e il lavoro viene compiuto sul muscolo piuttosto
che dal muscolo (es. abbassamento di un peso o del
proprio corpo al di sotto di un piano di riferimento)
Le inserzioni tendinee estreme del muscolo si allontanano
durante la contrazione; il muscolo tenta di opporsi al carico
e gli cede lentamente.
Tipi di contrazione muscolare
Contrazione isometrica o statica: non si ha variazione di
lunghezza di un muscolo e tutta lenergia chimica liberata
viene trasformata in energia termica (es. tentativo di
sollevare un peso certamente di valore superiore alle nostre
capacit). I muscoli producono lavoro nullo.
La distanza tra i capi tendinei estremi non varia in quanto il
carico non viene vinto, n si cede ad esso; c tensione
muscolare.
Tipi di contrazione muscolare
Contrazione pliometrica: si verifica quando, ad una veloce
azione eccentrica segue una rapidissima azione
concentrica (inversione di movimento).
Questo permette di utilizzare una ulteriore percentuale di
forza espressa dalla componente elastica dei muscoli (es.:
salti).
Tipi di contrazione muscolare
Energetica del muscolo
La contrazione muscolare richiede un apporto
costante di ATP ad un ritmo commisurato al
consumo.
Esamineremo
 le necessit di ATP per i vari tipi di
contrazione muscolare
 Le vie attraverso cui le cellule possono
rifornirsi di ATP
 Il bilancio tra metabolismo ed energetica per
particolari tipi di fibre.
Energetica del muscolo
Linterazione tra actina e miosina, che si associa
allidrolisi dellATP, si pu definire
fondamentalmente un processo di trasduzione
chemiomeccanica, tramite il quale nel muscolo
chemiomeccanica,
lenergia chimica viene convertita in energia
meccanica.
In posizione di riposo ogni ponte trasversale legato
ad una molecola di ATP, dalla quale riceve
energia.
Lapparato in stato di riposo accumula quindi energia
ed pronto a scattare
( come lelastico di una fionda ).
Energetica del muscolo
Il muscolo a riposo ha un consumo di ATP, o
metabolismo, legato alle attivit cellulari di base
(gradienti ionici, sintesi-demolizione di costituenti
cellulari): questo metabolismo di riposo una
piccola frazione della massima capacit di
utilizzare ATP che si verifica nella contrazione.

Gran parte del consumo energetico dovuto al fatto


che ciascun ciclo completo di un numero
elevatissimo di ponti trasversali presenti nella
cellula nuscolare richiede 1 molecola di ATP.
Bioenergetica muscolare
La concentrazione di ATP nel muscolo a
riposo sufficiente a sostenere solo un
numero ridotto di contrazioni.

LATP viene rigenerato attraverso alcuni


meccanismi che intervengono in maniera
diversa in relazione alla durata e
allintensit dello sforzo e allo stato di
allenamento e di nutrizione del soggetto.
Bioenergetica muscolare
3 Meccanismi:

1. Anaerobico alattacido

2. Anaerobico lattacido

3. Aerobico
Anaerobico alattacido
Fosforilazione diretta o via del fosfageno:
FOSFOCREATINA + ADP CREATINA + ATP

Le riserve di fosfocreatina si esauriscono in


pochi secondi (4-5): variano da soggetto a
soggetto e aumentano con lallenamento.
Sistema usato negli sforzi intensi e di breve
durata, importante nelle attivit che
richiedono forza e velocit: salto, corsa
breve e veloce, allenamenti di forza con
serie brevi e carico elevato.
Anaerobico alattacido
 Latenza brevissima
 Potenza elevata
 Capacit molto ridotta
 Ristoro rapido
(al cessare dello sforzo o al diminuire
dell'intensit gran parte della creatina
viene rifosforilata a CP in circa 10")
Anaerobico lattacido
Glicolisi anaerobica: demolizione degli zuccheri.
La via metabolica pi rapida per ottenere energia
dal glucosio e da altri zuccheri consiste nella
loro scomposizione nelle cellule, senza
necessit di ossigeno.
La produzione di 2 molecole di ATP per ogni
molecola di glucosio scomposta; la produzione
aumenta a 3 molecole di ATP, se il glucosio
proviene dal glicogeno.
La demolizione del glucosio incompleta e
produce prodotti di scarto, come lacido
acido lattico,
lattico
che alterano lequilibrio chimico della cellula e
devono essere eliminati.
Anaerobico lattacido
Interviene negli sforzi intensi di breve durata

Limitata dalla quantit di glicogeno (muscolo 250-


350 g; fegato 70-90 g) e di glucosio nel sangue
(80-100 mg/100 ml).
Limitato dalla produzione di acido lattico che
riduce il ph, determina sensazione di fatica a
livello muscolare, e conseguente necessit di
fermarsi.
Quando lacido lattico passa nel sangue pu
essere misurato: il suo aumento oltre un certo
limite indica lintensit di questo tipo di
metabolismo.
Anaerobico lattacido
 Latenza 15-30 sec
(se l'esercizio subito molto intenso interviene in
coda al sistema alattacido)
 Potenza inferiore alla precedente
 Capacit maggiore della precedente
 Ristoro Subordinato alla eliminazione dell'acido
lattico con resintesi di glucosio, con energia
fornita dai processi ossidativi; questo sistema di
resintesi importante nelle attivit intense di
durata compresa tra i 15" e 2' (es. corsa da 200
a 800m, inseguimento su pista ecc.).
Aerobico
Lunico modo per proseguire a lungo
lesercizio fisico demolire completamente
i due principali combustibili dellorganismo
in presenza di ossigeno come comburente.
Se come sostanze energetiche si utilizzano
gli zuccheri,
zuccheri la via metabolica detta
glicolisi aerobica (avviene cio in presenza di
ossigeno);
se si utilizzano grassi,
grassi si realizza la
fosforilazione ossidativa degli acidi grassi
Aerobico
Resa del sistema:
 1 mol di palmitato (acido grasso) 129 ATP
 1 mol di glucosio (zucchero) 36 ATP
Gli acidi grassi contengono infatti pi atomi di
idrogeno degli zuccheri e di conseguenza pi
energia per la resintesi di ATP.
La miscela di acidi grassi e glucosio cambia con
l'intensit di esercizio:
a bassa intensit gli acidi grassi sono pi coinvolti
aumentando lo sforzo aumenta invece la scissione
del glucosio
Aerobico
Latenza: maggiore dei precedenti: 2-3'
Potenza: poco pi bassa dei precedenti
Capacit: Alta.
Dipende dalla riserva di glicogeno e di lipidi. La
durata di utilizzo dipende da intensit di
esercizio e grado di allenamento: a intensit
basse il tempo di utilizzo praticamente
illimitato, ad intensit alte necessaria la
presenza di glicogeno

Ristoro: Molto lungo (36-48 ore)


Bioenergetica muscolare
Queste vie di
rifornimento energetico
per la contrazione
muscolare non
funzionano a
compartimenti stagni,
ma si succedono nel
tempo e si combinano
tra loro in base al tipo di
sforzo muscolare
Recupero
Il flusso ematico e il
consumo di ossigeno
nel muscolo
rimangono alti per un
certo tempo dopo la
fine dellesercizio:
questo meccanismo
si chiama Debito di
ossigeno (O2
necessario a
ristabilire i livelli
cellulari di metaboliti)
Fibre lente e veloci
Esistono 2 isoforme enzimatiche di Miosina,
caratterizzate da una diversa velocit di
idrolisi dellATP.
 Fibre lente (tipo I)
 Fibre veloci (tipo IIA e IIB)
Fibre lente (rosse o tipo I)
 Sono tendenzialmente sottili, ricche di
glicogeno, e dotate di una elevata densit di
capillari (grazie allottima vascolarizzazione sono
ricche di emoglobina e mioglobina, che
conferiscono il caratteristico colore).
 fanno principalmente ricorso al metabolismo
ossidativo, hanno buona resistenza e modesta
velocit.
 Avendo un adeguato apporto di ossigeno e
metaboliti, mostrano notevole resistenza
all'affaticamento.
Fibre veloci (bianche, tipo IIA e IIB)
 Le fibre veloci (o di tipo II) sono pi spesse e
di colore pallido per la carenza di proteine
che fissano l'ossigeno (fibre bianche).
 intervengono nelle azioni muscolari rapide ed
intense. Al loro interno troviamo un'elevata
concentrazione degli enzimi tipici del
metabolismo anaerobico alattacido e
glicolitico.
 tendono ad affaticarsi rapidamente, ma sono
in grado di esprimere grande potenza.
Neurone
Neurone
 Corpo cellulare
 I dendriti ramificazioni sottili la cui principale
funzione ricevere segnali in entrata
(afferenti). Sono quindi deputati alla
conduzione degli stimoli dalla periferia verso il
centro o soma (direzione centripeta).
Amplificano la superficie del neurone,
consentendogli di comunicare con molte altre
cellule nervose. Inoltre, la superficie di un
dendrite pu essere ulteriormente estesa dalle
cosiddette spine dendritiche (protrusioni
citoplasmatiche), su ognuna delle quali
prende contato sinattico un assone
proveniente da un altro neurone
 L'assone un prolungamento, che pu
superare il metro di lunghezza (come accade
nei neuroni che controllano la muscolatura
volontaria) o fermarsi a pochi m. Deputato
alla trasmissione dei segnali dal centro verso
la periferia (direzione centrifuga), l'assone
generalmente singolo
Mielina e nodi di Ranvier
Muscoli scheletrici
Accoppiamento eccitazione-contrazione
Le modificazioni di concentrazione del Calcio allinterno della
cellula muscolare sono determinate da eventi elettrici che si
verificano nella membrana della fibra muscolare per effetto dello
sviluppo e della propagazione di un potenziale dazione.
La fuoriuscita del Ca++ si verifica quando il potenziale dazione
che si propaga nella membrana plasmatica della fibrocellula
muscolare provoca lapertura di appositi canali per il calcio
Innervazione
 Fibre veloci (tipo IIA e IIB): motoneuroni
alfa con assoni di grosso calibro
responsabili della trasmissione veloce
degli impulsi nervosi. Vengono reclutate in
esercizi di breve durata con grosso
impegno neuromuscolare.
 Fibre lente (tipo I): motoneuroni pi piccoli,
con una conduzione pi continua e stabile
nel tempo.
Muscolo e prestazione
Le prestazioni di un muscolo dipendono da:
1. Dimensioni delle cellule muscolari
(ipertrofia)
2. Numero delle cellule muscolari
(iperplasia)
3. Disposizione anatomica
Muscolo e prestazione
Se la lunghezza delle cellule viene aumentata per
aggiunta di altri sarcomeri disposti in serie
senza che ci sia incremento dellarea di
sezione trasversa, la capacit di produrre forza
rimane invariata.
Tuttavia la velocit assoluta di contrazione e la
capacit di accorciamento della cellula
aumentano con laggiunta di sarcomeri.
Pi sarcomeri in serie
Aumento della velocit
(allungamento)
Pi sarcomeri in parallelo Aumento della forza
(ipertrofia e iperplasia)
Disposizione anatomica

 L'orientamento delle fibre muscolari all'interno del


muscolo ne determina la forza e l'ampiezza di
contrazione. Rispetto al suo asse longitudinale, le
cellule possono disporsi in modo parallelo (seguendo il
decorso delle fibre tendinee) oppure obliquamente.
 Le fibre parallele all'asse longitudinale e al tendine
permettono al muscolo un maggiore accorciamento,
generando un movimento ampio e veloce. I muscoli
che le contengono vengono definiti muscoli a "fasci
paralleli".
Disposizione anatomica

 Le fibre con direzione obliqua hanno invece una


lunghezza nettamente inferiore e possono
sviluppare una contrazione limitata. I muscoli che le
contengono sono definiti a fasci obliqui o pennati.
Questa disposizione permette di compattare un gran
numero di fibre con sviluppo di una forza notevole,
superiore rispetto a quella generata dai muscoli a
fasci paralleli.
 La disposizione delle fibre associata alla funzione
del muscolo: i muscoli veloci sono solitamente a
fasci paralleli, quelli forti pennati.
Unit motoria
costituita da una fibra nervosa motrice e da tutte
le cellule muscolari innervate da quella fibra.
Rappresenta lunit funzionale contrattile, in quanto
tutte le cellule che la compongono si
contraggono in modo sincrono quando la fibra
motrice si eccita.

Ogni fibra muscolare


riceve una sola
terminazione assonica
del motoneurone
(rapporto 1:1 fibra
nervosa e muscolare)
Classificazione unit motorie

Come per le fibre muscolari esiste la


classificazione in lente (tipo I, rosse) e
veloci (tipo II, bianche), lo stesso avviene
per le unit motorie, in quanto le cellule
che fanno parte di ununit sono tutte dello
stesso tipo.
Propriet delle unit motorie
Caratteristiche Tipo I Tipo II
Propriet del nervo
Diametro cellulare Piccolo Grande
V di conduzione Elevata Molto alta
Eccitabilit Alta Bassa
Propriet delle cellule muscolari
Numero di fibre Poche Molte
Diametro fibra Medio Grande
Forza dellunit Bassa Elevata
Metabolismo Ossidativo Glicolitico
Velocit di contraz Media Elevata
Affaticabilit Bassa Alta
Unit motoria
Il numero di fibre muscolari che formano lunit motoria
variabile.
Unit motorie piccole: poche fibre muscolari muscoli
capaci di movimenti fini: muscoli delle dita (10-20 fibre),
della mano (100 fibre).
Unit motorie grandi: molte fibre muscolari muscoli che
compiono movimenti grossolani, ma sviluppano pi
rapidamente lincremento di forza: muscolo tibiale
anteriore (600 fibre), gastrocnemio (1000-2000 fibre)
Minore il numero di fibre/unit motoria, tanto pi
precisamente pu essere controllata la forza muscolare,
aumentando o diminuendo il numero di unit attive.
Reclutamento
Lordine di reclutamento delle unit motorie
(e quindi lincremento della forza) dipende
dalla grandezza dei motoneuroni secondo
il Principio della dimensione.
Le unit motorie sono reclutate secondo
lordine prestabilito: tipo I tipo II
Quando la forza muscolare diminuisce
vengono inattivate nellordine inverso.
Reclutamento
Secondo il principio della dimensione, le
unit motorie sono reclutate con un ordine
che direttamente proporzionale a forza
generata e velocit di contrazione, e
inversamente proporzionale alla
resistenza alla fatica.
Questo riduce lo sviluppo di fatica perch
consente di utilizzare le unit piccole pi
resistenti per tempi pi lunghi.
Reclutamento
La forza sviluppata da un muscolo pu
essere aumentata attraverso due
modalit:
 Reclutamento di unit motorie (aumento
fibre muscolari attive)
stimolazione afferente n unit
motorie attivate
 Aumento della frequenza di scarica delle
unit motorie gi attive
Reclutamento
Convergenza
Modalit di
distribuzione di pi
assoni che prendono
rapporto, mediante
sinapsi, con un singolo
neurone (per esempio
la convergenza che si
verifica su un
motoneurone spinale)
Divergenza
Modalit di
distribuzione di una
fibra afferente che
prende rapporti
mediante sinapsi con
pi motoneuroni.
Grazie a tale rapporto
multiplo, diversi
effettori vengono
eccitati sul versante
postsinaptico.
Facilitazione

Due stimoli contemporanei (generalmente di intensit


piuttosto bassa) determinano una risposta che
superiore a quella che riscontrabile somministrando i
due stimoli separatamente
Occlusione

Uno stimolo contemporaneo determina


l'attivazione di un numero minore di neuroni
rispetto a quella che la somma dei neuroni
attivati con i singoli stimoli
Controllo motorio
Controllo motorio
Controllo motorio
La contrazione dei muscoli scheletrici responsabile della postura, dei
riflessi,delle attivit ritmiche e dei movimenti volontari.

MOVIMENTI VOLONTARI: ad es. leggere, manipolare oggetti o


suonare il piano, sono i pi complessi; sono movimenti intenzionali,
sono diretti ad uno scopo, possono essere appresi.

RIFLESSI: ad es. riflesso rotuleo, riflesso di retrazione o la tosse, sono


risposte rapide stereotipate ed involontarie, vengono controllate
dagli stimoli che li evocano.

ATTIVITA MOTORIE RITMICHE: ad es. camminare, correre e la


masticazione,in generale allinizio ed alla fine sono movimenti
volontari, ma una volta iniziato il movimento pu continuare
automaticamente come se fosse un riflesso.
Recettori sensoriali
 Speciali: vista, udito, gusto, olfatto,
equilibrio
 Superficiali: tatto, pressione, vibrazione,
solletico, caldo, freddo, dolore, prurito
 Profondi: senso di posizione, cinestesia,
pressione profonda, dolore profondo
 Viscerali: fame, nausea, dolore viscerale
Propriocettori
 Muscolari: fusi neuromuscolari, organi
tendinei del Golgi, terminazioni libere
nel muscolo
 Articolari
 Meccanocettori cutanei: tatto e
vibrazione
Propriocezione
La propriocezione la capacit di percepire e
riconoscere la posizione del proprio corpo nello


spazio e lo stato di contrazione dei propri


muscoli, anche senza il supporto della vista.
resa possibile dalla presenza di specifici
recettori, sensibili alle variazioni delle posture


del corpo e dei segmenti corporei, che inviano i


propri segnali ad alcune particolari aree
encefaliche.
La maggior parte delle informazioni
propriocettive non raggiunge mai il livello di


coscienza
Propriocezione
importante sia per un meccanismo di controllo
sulla corretta esecuzione del movimento, sia per


un meccanismo di eventuale correzione nel


caso in cui imprevedibili fenomeni esterni
vengano a turbare i progetti motori
strategicamente programmati. Si pu quindi dire
che la propriocezione controllata da circuiti a
feedback negativo: l'azione eseguita da un
sistema viene confrontata con l'azione
programmata e qualsiasi differenza (errore)
viene segnalato al sistema in modo che questo
attivi le opportune correzioni.
Propriocettori
FUSO NEUROMUSCOLARE:
costituito da fasci di fibre
muscolari (intrafusali)
circondati da una capsula
connettivale, dotato di una
ricca innervazione sia
sensitiva che motoria. Sono
disposti in parallelo con le
fibre muscolari extrafusali
che costituiscono il muscolo.
Quando il muscolo viene allungato, vengono allungati
anche i fusi (attivazione), mentre quando le fibre
extrafusali si contraggono i fusi si detendono.
Riflesso da stiramento
RIFLESSO DA STIRAMENTO O MIOTATICO: oppone una
resistenza allo stiramento muscolare (mantenimento della
postura).
Qualsiasi allungamento delle fibre muscolari interesser allo
stesso modo anche i fusi, determinando un aumento della
frequenza degli impulsi in uscita. Questi segnali vengono
immediatamente rielaborati a livello del midollo spinale,
causando la contrazione riflessa del muscolo e preservandolo
dal danno determinato da un suo eccessivo stiramento.
L'entit di questa contrazione muscolare riflessa tanto pi
intensa quanto maggiore la frequenza degli impulsi nervosi.
Contemporaneamente all'attivazione dei motoneuroni alfa,
vengono attivati gli interneuroni inibitori deputati al
temporaneo "silenziamento" degli alfa motoneuroni che
innervano i muscoli antagonisti, impedendone la contrazione.
Riflesso da stiramento
Riflesso da stiramento
Propriocettori
ORGANO TENDINEO DEL GOLGI: disposto in
serie con il muscolo scheletrico, trasmette
informazioni relative alla forza applicata al
muscolo dal suo tendine (tensione)
Quando i muscoli sono contratti, soprattutto se in
maniera isometrica, gli organi del Golgi rilevano
il grado di tensione sviluppato, innescando un
riflesso che porta al rilasciamento muscolare.
Cos facendo, proteggono le fibre dai danni da
eccessiva contrazione.
Allenamento propriocettivo
L'allenamento propriocettivo un pratica basata sulla
stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua
totalit. composto da un insieme di esercizi che
vanno a creare situazioni di instabilit, allo scopo di
valutare e migliorare l'utilizzazione dei segnali
propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del
corpo, in particolare dagli arti inferiori.
Obiettivo primario dell'allenamento propriocettivo
quello di rieducare i riflessi propriocettivi, al fine di
ottenere nuovamente un ottimale controllo della
postura e delle articolazioni interessate.
Allenamento propriocettivo
Risulta di fondamentale importanza per ottenere
un recupero completo dopo un trauma (per
ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali
informativi interrotti dall'infortunio); nella
prevenzione degli infortuni (per avere un pi
rapido controllo della muscolatura durante le
azioni di gioco e per favorire la sollecitazione di
gruppi muscolari interi evitando le contrazioni
isolate); nell'allenamento sportivo (per avere un
gran senso dell'equilibrio ed un controllo
assoluto del gesto tecnico)
Lesioni muscolari
Trauma diretto
 Contusione

Trauma indiretto
 Contrattura
 Stiramento
 Strappo o lesione muscolare
Lesioni muscolari
Tempi indicativi di recupero

Tipo di lesione giorni


Contusione lieve 0-4
Contusione moderata 5-10
Contusione severa 15-20
Contrattura 2-4
Stiramento 15
Lesione 1 grado 20-30
Lesione 2 grado 30-45
Lesione 3 grado oltre 45
Contusione
 1 grado: interessamento dei capillari,
gonfiore, rossore, dolenzia,
 2 grado: si verifica rottura vaso muscolare
gonfiore, dolore moderato, formazione di
ecchimosi (piccolo stravaso che infiltra i tessuti)
o ematoma (raccolta circoscritta di sangue)
 3 grado: necrosi dei tessuti
colore scuro, dolore intenso, dura sostituzione
con cicatrice
Contrattura
Rottura di alcune miofibrille muscolari o semplice
stiramento eccessivo
Dolore ritardato a latenza variabile rispetto
allattivit (8-24 h)

Dolore mal localizzato

Aumento diffuso del tono muscolare (durata 3-7


gg)
Stiramento
Rottura di alcune fibre muscolari, ma non c
lesione anatomicamente evidente

Dolore che insorge progressivamente durante


attivit
Impotenza funzionale non immediata
Individuazione del tempo di inizio dei sintomi (non
del gesto tecnico)
Zona dolorosa ben individuabile alla palpazione
Strappo o lesione
 1 grado: rottura di alcune fibre muscolari
allinterno dello stesso fascio (<5%)
 2 grado: rottura di pi fibre muscolari (danno
che interessa meno dei della sezione del
muscolo
 3 grado:
- Rottura incompleta: danno che interessa pi dei
della sezione muscolare
- Rottura completa: danno che interessa tutta la
sezione del ventre muscolare
Strappo o lesione muscolare

Dolore acuto improvviso con riferimento al gesto


tecnico (si accentua ad ogni tentativo di
contrazione)

Precisa localizzazione del dolore soggettiva ed


obiettiva

Impotenza funzionale precoce tanto pi grave la


lesione

Nel terzo grado percezione di avvallamento o scalino


alla palpazione, immediata impotenza funzionale.
Lesioni muscolari
Complicanze

 Fibrosi cicatriziali
 Falda liquida
 Cisti sieroematica
 Calcificazione
 Miosite ossificante
Lesioni muscolari
INTERVENTI DI PRIMO SOCCORSO

 RIPOSO
 APPLICAZIONE DI GHIACCIO
 POSIZIONAMENTO DELLARTO IN
SCARICO