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Aw. GIORGIO OPPO | ADEMPIMENTO ' E LIBERALITA | MILANO DOTT. A. GIUFFRE — EDITORE 1947 SEZIONE SECONDA LA DONAZIONE RIMUNERATORIA CAPITOLO IV Fattispecie della donazione rimuneratoria 2%. - La donazione rimuneratoria nella vecchia e nella nuova legge. 24, ~ La donazione « per riconoscenza »: a) il sentimento di riconoscenta, movente della donazione. Momento soggettivo ed oggeitivo dell elemento rimuneratorio in questa ipotesi. — 25 - b) La donazione per riconoscenza € la questione della necessita di un « servizio anteriormente prestato donante », per W'esistenza della donazione jin_genere. ~ el donatario ». Ci ell opinione che esclude questa ipotesi dal concetto della donszione +i muneratoria — 27. - La donaviune « per speciale rimunerazione », — 28, - Momento oggettivo e soggettivo dell" elemento rimuneratorio nella donazione per speciale rimunerazione. — 29. - Si contesta, anche per questo tipo di donazione, il requisito della anteriorita. della. prestazione el servizio, — 30. - Applicazioni: a) donazione rimuneratoria e rivalu- tazione onerosa del servizio « rimunerato +. — 31. - 6) donazione per una precedente donazione. — 32. - c) donazione reciproca 23. — Nelt’istituto che ora imprendiamo a considerare, ! elemento che qualifica I’ attribuzione rispetto all’ attribuzione liberale tipica che genera il problema proposto nell" nrnonuzioxe di questo lavoro, 2, come sappiamo, "elemento « rimuneratorio ». Per fissarne 1 conte- nuto e la rilevanza giuridica & necessario determinare quali faitispecie rientrina. nel concetio positivo della donazione rimuneratoria. A tal fine, e pial in genere per la miglior valutazione dei problemi che si iferiscono al nostro istituto e della posizione assunta in riguardo ad essi dagli Interpreti del nuovo codice, si rende opportuno un cenno sullo stato della legge € della dottrina anteriormente alla entrata in vigore del codice vigente 130 Capitolo 1V L’art. 1051 cod. civ. 1865 disponeva: «® donazione anche Ia liberalita fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del do- natario, o per ispeciale rimunerazione, e quella pure per cui si imponga qualche peso al donatario +; e V’art. 1087 escludeva dalla revoca per ingratitudine e per sopravvenienza di fighi «le donazioni puramente rimuneratorie » Di fronte a queste norme 1a dottrina era pacifica nel senso di far corrispondere a donazione rimuneratoria a quella sola ipotesi che Vart. 1051 indicava come «liberalita fatta per ispeciale rimuneraziones; mentre appariva evidente che non tutti i cast contemplati nella norma predetta potevano ricomprendersi nella donazione rimuneratoria (la qualifica non poteva evidentemente attribuirsi alla donazione modale pure menzionata dall’ art. 1051), neanche ci si proponeva il quesito della equiparabiliti alla donazione per speciale rimunerazione delle liberalita fatte per riconoscenza o in considerazione det meriti del do- natario (benche il riavvicinamento delle tre ipotesi fra di loro € la loro contrapposizione alla donazione modale emergesse dalla lettera dell'ar- ticolo), € cid sia in ossequio alla elaborazione tradizionale del concetto della donazione rimuneratoria, sia perch I'estensione del contenuto ogico della categoria sarebbe stata irrilevante agli effetti pratici una volta che 'unica conseguenza del carattere rimuneratorio, la irrevoca- Dilit& per ingratitudine e per sopravvenienza di figli, era espressamente limitata alle donazioni « puramente rimuneratorie » (art, 1087) e quindi, indubbiamente, solo a quelle fatte «per ispeciale rimunerazione ». Era inoltre naturale che, cosi delimitato I'istituto, si presupponesse Implicitamente 0 esplicitamente — a fondamento della donazione ri- muneratoria la preesistenza di un servizio reso al donante (') Anche nel nuovo codice I’ art. 770 p. recita: « € donazione anche la liberalita fatta per riconoscenza o in considerazione dei meriti del donatario 0 per speciale rimunerazione ». Vi & perd da notare: a) che (1) Nel senso dichiarato nel testo, Ascou!, Trattato delle donazioni, cit, pp. 102 s8., 104 € tutte le tesi, per altri aspetti tra loro divergenti, da lui fiferite; Vexuziax, Usufratto, 1895, p. 471 nota 1; Scuro, pp. 127, 922; Manor, Donazioni, p. 74 s8.; DeiaNa, Motivi, p. 92 ss. e, mi sembra, Lavinia, Dona’ zloni, p. 27 (per la dottrina francese cfr. Tusa, Donations rémunératoires, cit., p. 7). Solo si disputava se fosse essenziale alla donazione rimuneratoria la inestimabilitA del servizio reso al donante (Ascols, avversato da tutti rimanenti autori citati: sul punto anche per altre citazioni, ultra nn. 27, 33) fe se Ia donazione - puramente » rimuneratoria fosse da intendere in senso pili ristretto della donazione rimuneratoria in genere (Scvr0; contro Ascot, p. 322). la dig b) che in alte sizioni riferim arth. 4 natario soprav} evizion cortisp Part. 7 riconos La argon che Ia leg alla sol all’inco contem per rice tesi nor quanto seconda del ist ‘motivate opinione sta_ulti neratori reso al ‘donazior a quella Ved cedendo del art. WR @B Mp. @ * art. 437, 805, 797 n. 3 che contemplano tal Fattispecie delta donazione rimuneratoria 131 disposizione & posta sotto 1a rubrica « donazione rimuneratoria + 4) che & sparito il richiamo della donazione modale, contemplata ora in altre disposizioni (artt, 793-794); ¢) che & anche sparito, nelle dispo- sizioni che stabiliscono gli effetti del carattere rimuneratorio, il limitato tiferimento alle donazioni « puramente » rimuneratorie: ta formula degli effetti (esenzione del do- natario dall’ obbligo degli alimenti e dalla revoca per ingratitudine € sopravvenienza di figli, soggezione del donante alla garanzia per evizione sino alla concorrenza dell’ entita delle prestazioni ricevute) corrisponde a quella della rubriea sotto cui sono raggruppate (nel- Vart. 770) e la donazione per speciale rimunerazione e quelle per riconoscenza € per i meriti del donatario. La posizione della dottrina che ha avuto modo di avvicinare Margomento dopo questa nuova sistemazione della materia & tut’altro che univoca. Vi & chi & rimasto nella scia dell opinione formatasi sotto la legge precedente e continua a riferire 1a donazione rimuneratoria alla sola ipotesi di donazione per « speciale rimunerazione » (*); vi & all’incontro chi estende la donazione rimuneratoria a tutte le ipotesi contemplate dalla prima parte dell’ant. 770, ¢ cioe anche alla donazione per riconoscenza e per i meriti del donatario (?). Chi enuncia la prima test non sembra_si sia prospettata 1a opportunita che il problema sia quanto meno riconsiderato alla luce della legge nuova; chi enuncia la seconda non sembra avere avuto presente la precedente elaborazione dell jstituto : onde I” una e I’altra tesi non appaiono sufficientemente motivate € difese, ciascuna contro la tesi opposta e contro ura terza opinione che & stata pure avanzata e maggiormente motivata. & que- ‘sta ultima una tesi intermedia la quale mantiene alla donazione rimu neratoria il fondamento tradizionale della preesistenza di un servizio eso al donante, ma mentre in conseguenza esclude dal concetto la ‘donazione pei meriti del donatario, vi ricomprende invece, accanto a quella per speciale rimunerazione, la donazione per riconoscenza () Vedremo quale giudizio debba darsi di queste affermazioni pro- cedendo al’ esame delle singole ipotesi contemplate netia prima parte dell’ art.770. E_intanto un’ osservazione preliminare che vale per tutie (1) Roroxns, Istituztoni, cit, p. 806, (2) Baum, Saggio sulla donazione, cit, p.93 ss Messixvo, Manuale, ct, ML, p. 12; Buunuiti-Zavrurts, op. cit, p. 518; Banas, Isttuzioni, p. 412. (3) D’Asuato, La donazione rimuneratoria, cit, p. 61 88. 132 Capitoto 1V queste ipotesi: I’elemento che conferisce all’ attribuzione 1a quatifica (di donazione) rimuneratoria non @, a differenza di quel che si & visto per la qualifica d’ uso, un elemento meramente oggettivo : all’ incontro perché la donazione sia rimuneratoria @ necessario che il donante sia determinato alla donazione da un movente particolare. Mentre la libe- ralita & d’uso alla sola condizione della sua. oggettiva conformiti al costume sociale, 1a donazione non é rimuneratoria per cid solo che fra le parti esista una relazione tale da giustificare un sentimento di riconoscenza, una speciale rimunerazione o per cid solo che i dona- tario meriti 1a « considerazione» del donante: occorre che la donazione sia fatta per riconoscenza, per speciale rimunerazione, in considera zione dei meriti del donatario (art. 7:0, I p.), € ciot che il donante si sia indotto a donare per uno di questi « motivi» ‘Anche il carattere rimuneratorio-ha si necessit di fondarsi — come vedremo — su un dato oggettivo che metta I" applicazione della tutela rimuneratoria al riparo dagli arbitri della psicologia individuale, ma questo elemento non & per sé sufficiente se non & stato conside- rato dal donante nel determinarsi alla liberalita, se cio’ esso non si riflette in un corrispondente atteggiamento psicologico dell’ agente. Direttamente rilevante € dunque questo elemento soggettivo, benché la sua rilevanza sia condizionata dall’esser esso sorretto da quella giu- stificazione cui si @ accennato. L’ importanza di- questa constatazione ‘agli effetti della nostra indagine & per sé evidente e se ne védranno gli sviluppi nel corso del nostro esame. 24, — Sotto la rubrica «donazione rimuneratoria » troviamo men- tionata anzitutto, nell art. 770 cod. civ., 1a donazione «fatta per ri- conoscenza. » Che essa abbia oggi diritto alla qualifica di «rimune- ratoria » appare pertanto difficilmente negabile e, bench la donazione rimuneratoria sia stata da taluno — come si 2 sopra richiamato — limitata, anche di fronte alla nuova legge, all ipotesi di « speciale rimunerazione », nessun argomento si @ avanzato contio il carattere rimuneratorio della donazione per riconoscenza che debba esser con- futato in questa sede. Rinvio pertanto, ad evitare: ripetizioni, a quel che esporrd a proposito dell’ appartenenza alle donazioni rimunerato- tie della liberalita fatta in considerazione dei meriti del donatario, per la quale ultima la esclusione de! carattere rimuneratorio € stata megtio motivata: le argomentazioni che si svolgerantio a quel riguardo con- fermeranno il carattere rimuneratorio anche della donazione «per riconoscenza». Qui pint tione del rec a) ele torio &, nell? to movente 1 fata per ri (retro, n. 4) mente atiibi minato « mol Mentre nella effetti della d a un movente in essere uni come pure i Ja rilevanza (e prescinde, Ma se I levare che q perch poss legge non pi trl delta psic mente e soci drebbe in ta priverebbero tanto meno « solo sulle pa altri soggett carattere rim servizio che considerata beneficio o ¢ legittimi, rip 4 riconosce nnazione rim donante di (1) D’AKG (2) Bava _flonante di dover donare per motivi particolari» (*); la donazione Fattispecie detia donazione rimuneratoria 133 Qui piuttosto conviene fermare Mattenzione: a) sulla determina- ione del requisito della riconoscenza;,b) sui riflessi che Vattribuzione della qualifica rimuneratoria alla donazione per riconoscenza ha nella determinazione del concetto generale della donazione rimuneratoria. a) L’elemento caratteristico e costitutivo del carattere rimunera- torio @, nell"ipotesi considerata, il sentimento di riconoscenza in quan- to movente della liberalita: & donazione rimuneratoria la donazione fatta per riconoscenza >. Ci troviamo ciot — come si & gia rilevato (retro, n. 4) — di fronte a un caso di rilevanza giuridica espressa- mente attribuita dalla legge a uno di quei moventi che ho sopra deno- minato «motivi-sentimento» in contrapposizione ai motivi-scopo >. Mentre nella donazione « per speciale rimunerazione » ta rilevanza, agli elfetti della definizione della donazione come rimuneratoria, & atribuita un movente che ha natura di «scopo» (lo scopo di rimunerare,di porre in essere una speciale rimunerazione), nella donazione per riconoscenza, come pure in quella fatta in considerazione dei meriti del donatario, Ja tilevanza @ attribuita a un sentimento che non ha natura di scopo (€ prescinde, in particolare, dallo scopo di un risultato rimuneratorio). Ma se la riconoscenza & un sentimento del donante, vi & da ri- levare che questo sentimento deve pure avere una giustificazione reale perch possa imprimere alla donazione il carattere rimuneratorio. La legge non pud ricollegare la particolare tutela rimuneratoria agli arbi- ‘rf della psicologia individuale in assenza di una situazione che moral- mente € socialmente giustifichi un sentimento di riconoscenza:: si ca drebbe in tal modo nel soggettivismo pid spinto e piit irrazionale si priverebbero gli effetti rimuneratori di una sicura giustficazione. E tanto meno cio & ammissibile, in quanto tali effetti si ripercuotono non Solo sulle parti, ma, come & stato esattamente rilevato (*), anche su altri soggetti. Come nella donazione per speciale rimunerazione it carattere rimuneratorio presuppone — e lo vedremo in seguito — un servizio che giustifichi lo scopo di rimunerare, cosi nell’ ipotesi ora considerata quel carattere presuppone, se non un servizio, un generico beneficio 0 comunque una relazione tale fra donante .e donatario che legittimi,-ripeto, sociaimente e moralmente, il sorgere di un sentimento di riconoscenza nel primo. & improprio pertanto affermare che la do- nazione rimuneratoria «suppone soltanto 1a convinzione soggettiva del (1) D’Aveato, op. cit, p. 134. (2) Bats, op. cit, p.93 (a p. 95 del resto I'A. afferma che « il carattere 134 Capitoto IV rimuneratoria suppone invece che una giustificazione della « rimunera- zione » esista realmente € non sella mera «convinzione» dell’ agente. Benché sia, a mio avviso, eccessivo parlare nel nostro argomento, come fa ora il D'Anc#to, di un dovere di riconoscenza come necessario presupposto della qualifica rimuneratoria, @ indubbio dunque che la gratitudine deve essere in concreto moralmente e socialmente giusti- ficata ('). Cid'che mentre non esclude, ¢ anzi conferma, la necessita del sentimento di riconoscenza come movente della liberalita, attribuisce a questo movente quella oggettiva giustificazione dalla quale il diritto non pud prescindere, Comunque & naturale che, ove alla situazione di fatto dalla quale in concreto la riconoscenza si origina 1a coscienza collettiva ricolleghi — come accadra di norma — un vero e proprio dovere a carico del donante, a fortiori dovrd riconoscersi il carattere rimuneratorio della donazione. A torto si & contestato che Ia riconoscenza possa, agli effetti di tale carattere, configurarsi come un dovere morale o sociale, asserendo che questa affermazione metterebbe in contraddizione la prima parte dell’ art. 770, che altribuisce a qualifica di donazione alla donazione rimuneratoria, con il capoverso dello stesso articolo che rifiuta quella qualifica alla liberalita d’ uso @). La liberalita d’ uso non presuppone affatto, come gia abbiamo rilevato e meglio vedremo trat- tando dei suoi rapporti con I"adempimento di obbligazione naturale, un dovere morale 0 sociale, né @ esclusa dal novero delle donazioni per esistenza di un simile dovere; se anche cid fosse, del resto, hessuna contraddizione verrebbe a prodursi, seguendo la tesi qui s0- stenuta, fra i due comma dell’ articolo citato, giacché Vesclusione det carattere donativo, contenuta nel capoverso, sarebbe comunque limitata all’ ipotesi di esistenza di un dovere morale-o sociale prodotto daltuso. Né & maggiormente concludente osservare che « non esiste un dovere di coneretare la riconoscenza in uno piuttosto che in un altro compor- tamento, né quindi di esser riconoscenti mediante un’ attribuzione pa- rimuneratorio deve circoscriversi a quelle ipotesi in-cui il donante sia mosso da un fatto sufficientemente notevole »). (1) Sulla distinzione fra esistenza di una giustiticazione morale o sociale € di un dovere morale o sociale al compimento di una prestazione, e sulla possibilita che la prima ticorra senza il secondo, ef. anche PLaxcx, Kommentar, H, 2, 1928, al § 814, pp. 1646-1047; Enoxtatanx, in Sravpixcen, Hl, 3, 1929, m (2) Batt, op. city pp. 96-97. trimonis ma se | un’ attri scent una pre non sia morali ¢ la dona signitic che, qu riconosc alone & 25, presupp vece ch servizio ad esse lato che ricevuto rimuner: nato co vente d dallo sc Dur noscenz la quali senziale tale nel di abba rimuners zionata poiche | alla nuo stione am Fattispecte della donazione rimuneratoria 135 trimoniale al benefattore ossia mediante una danazione ». Cid & esatto (*), ma se non esiste un dovere di concretare la riconoscenza mediante tun’ attribuzione patrimoniale, esiste bene un dovere di essere ricono- scenti, E che questo dovere non si risolva di necessita in quello di una prestazione di carattere patrimoniale non significa che esso. non sia un dovere morale: tanto varrebbe dire che non esistono doveri morali che non abbiano a contenuto... una donazione. Affermare che la donazione rimuneratoria presuppone up dovere di riconoscenza non significa affermare che essa presuppone un dovere di donare; ma solo che, quando una donazione sia fatta in adempimento di un dovere di riconoscenza, mossi dal sentimento di questo dovere. questa dona- zione & rimuneratoria. 25. — Ma se la donazione rimuneratoria « per riconoscenza » presuppone un sentimento di riconoscenza, essa non presuppone in- vece che questo sentimento si origini dall’ avvenuta prestazione di un servizio specifico al donante né che il sentimento del donante abbia ad essere 1o scopo di rimunerare un simile servizio, & chiaro da un lato che la riconoscenza pud originarsi da motivi diversi dall” aver ricevuto un determinato servizio, dall’ altro che si pud esser mossi da lun sentimento di riconoscenza senza aver per questo I intenzione di rimunerare un servizio del donatario; e si & gid a pil! riprese accen- nato come a legge distingua, nella prima parte dell’ art. 770, i mo- vente dato dal sentimento di riconoscenza da quello rappresentato dallo scopo di porre in essere una speciale rimunerazione Dunque, gia in base alla considerazione della donazione per rico- noscenza, deve convenirsi che — a meno di negare in questa Ja qualifica rimuneratoria — il requisito della preesistenza di un ser- vizio reso dal donatario al donante, gid concordemente ritenuto es- senziale alla.donazione rimuneratoria sotto la vecchia legge, non & pid tale nel regime della legge nuova. Ancor pid eviderite & la necesita abbandonare I’ anzidetto requisito qualora si ammetta il carattere rimuneratorio della donazione per i meriti del donatario, pure men- tionata dall’ art. 770 sotto la rubrica + donazione rimuneratoria ». Ma poiché la necessita di quel requisito @ stata sostenuta anche di fronte alla nuova legge, € poiché & chiara I’ essenziale rilevanza che la que- stione ha per la determinazione del concetto della donazione rimune- (1) Vedi tnfatti anche D’ANGEto, pp. 114-115. 136, Capitoto 1V ratoria © per la disciplina delle nostre ipotesi, giova indugiarsi alquanto nella precisazione della tesi nostra e nella confutazione di quella contraria, Nello studio al quale mi sono piit volte riferito, i! D’ANGeto ritiene che, anche per la nuova legge, la donazione rimuneratoria supponga sempre dal punto di vista oggettivo dei servizi specifici da rimunerare, dal punto di vista soggettivo lo scopo o Mintenzione di effettuare una specifica rimunerazione; onde espressamente nega che sia sufficiente dal primo punto di vista la preesistenza di un beneficio « generico », dal secondo la presenza di un'« generico » dovere di gratitudine, ed in questo senso parla di un «preciso » 0 « particolare » dovere di ri- conoscenza del donante, come necessario presupposto det carattere Fimuneratorio ('). La tesi sembra difficilmente sostenibile di fronte alla legge positiva se deve ammettersi che la legge qualifica « rimunera- toria » la donazione per riconoscenza e quella pei merti del donatario ma poiche di queste due ipotesi, dalle quali si argomenta la conclu- sione da_me sostenuta, la prima @ riconosciuta dal D’ Axczio come ipotesi di donazione rimuneratoria, la seconda & esclusa da questa qua- lifica, giova considerarle distintamente agli effetti problema. Comin- ciamo dalla donazione per riconoscenza. Una prima considerazione che si oppone al mantenimento della tesi tradizionale, per chi abbia presente questo tipo di donazione, & la seguente : che essa priverebbe di contenuto ¢ di ragion d’ essere la prima parte dell’ art, 770 14 dove dichiara rimuneratoria 1a donazione per riconoscenza distintamente da quella per speciale rimunerazione. B evidente che la legge si riferisee, parlando di donazione «per rico- noscenza > e « per speciale rimunerazione », ad ipotesi diverse : invece se donazione rimuneratoria fosse solo quella che presuppone del serv specifici generanti ur « particolare > (specifico) dovere di gratitudine, Pistitulo sarebbe interamente ricompreso nella seconda delle due for- mule ¢ resterebbe senza significato 1a prima Invero la formula « per speciale rimunerazione » comprende tutte le ipotesi alle quali si vorrebbe ancora limitare il concetto della dona- zione rimuneratoria. Quella formula, considerata nella sua portata og- gettiva e all’infuori da preoccupazioni costruttive, & cémprensiva di piit significati: significa anzitutto rimunerazione per speciali servizi, e inoltre rimunerazione « speciale », « particolare », nel senso di rimunerazione rnon dovuta per il servizio che si rimunera, e non dovuta non solo per (1) La donazione rimuneratoria, cit. pp. 62 8, 190. legge ma ne: contrapposizi servizi resi» verso det!’ at guardi — ity trambi) che le posizione dell rimunerazione formula plessiva del’ (particolare) legge, ne per buzione & do vuta & gid stats ad essa, sia @ quella dovuta, non & normale Ogni timi cosi viene ar un servizio sj bitraria & cos che la formula 4@ titolo onero: dopo il pagam conoscenza. N in questo mod meno + specie la rimunerazior del tutto vano co, i progett citato — dell’ P uso det!’ esp espressione & che sarebbe di Vausilio di un cludente, giac codice aust Punto nel sen: rnuto dall” Auto cid che P attri Fattispecie delta donazione rimuneratoria ist legge ma neanche per I uso (costume) sociale (cid emeige daila sua contrapposizione alla liberalita «che si suol fare in occasione di servizi resi 0 liberalitA rimuneratoria d’uso, contemplata dal capo- verso dell art. 770). Questo secondo significato comprende — chi ben guardi — il primo, ed & in questo senso (in realt& comprensivo di en- trambi) che la formula & usata, come & reso chisro dalla rilevata contrap- posizione della donazione rimuneratoria alla liberalita d'uso. Per speciale rimunerazione — se si vuol rispettare e il significato oggettivo della formula ¢ il significato che le & attribuito dalla considerazione com: plessiva dell’ art. 770 — significa dunque: per rimunerazione di un (particolare) servizio alla quale il donante non @ tenuto (ne per la legge, né per I'uso); e Vobbligo pub mancare sia perch nessuna retri- bbuzione & dovuta per il servizio stesso, sia perché la retribuzione do- ‘uta @ gid stata prestata ela rimunerazione donativa dovrebbe aggiungersi ad essa, sia anche perché Ia retribuzione eccede in qualita 0 quantita quella dovuta. In tutti questi casi la retribuzione & speciale in quanto ‘non @ normale, solita gai limitazione a questo significato logico della formula, che | cosi viene a ricomprendere ogni ipotesi di donazione rimuneratoria di tun servizio specifico, & arbitraria di fronte al testo della legge. Ar- bitraria @ cosi la limitazione sostenuta dal D'Axcuto, il quale itiene che la formula stessa vada riferita solo all’ ipotesi di servizio prestato 4 titolo oneroso che per la sua «specialitt faccia sussistere, pur dopo il pagamento della retribuzione dovuta, un dovere morale di ri- conoscenza. Non si vede in realta alcuna ragione plausibile di limitare in questo modo il significato dell’ espressione legislativa. Forse che & meno speciale» della rimunerazione di un servizio gia rétribuito la rimunerazione di un servizio che non deve essere retribuito? E del tutto vano affaticarsi su un precedente del codice generale austri co, il progetto Marrisr, lontano progenitore — a detta dell’ Avtore citato — dell’art. 770 del nostro codice almeno per quanto riguarda uso dell’ espressione « per speciale rimunerazione », quando questa espressione & per se non equivoca e non pud certo solfrie limitazioni che sarebbe difficile richiamare alla volonta del nostro legislatore con Vausitio di-un cosi lontano precedente. Ma pili che vano & incon- cludente, giacche in quel progetto (come del resto nel § 940 del codice austriaco) 1” estremo della speciale rimunerazione & chiarito ap- Pinto nel senso che qui si sostiene, e non in quello limitato soste- huto dail’ Autore: vi si dice infatti che 1a donazione non é esclusa da cid che I’ atfribuzione gratuita segua per speciale rimunerazione (zur 138 Capitoto 1V besonderen Beloknung) « quando il rimunerato non avrebbe azione alcuna per ottenere la rimunerazione stessa» (wenn nur der Belohnte darauf kein Rlagerecht vorker gehabt hat) (3 Teil, 2 Hauptstiick, § 4 dell’ Entwurf Marvin's cit; § 940 cod. gen. austriaco). Ora & chiaro che il primo caso in cui al rimunerato non spetta azione per ottencre la rimunerazione & quello in cui non gli spetta azione per verun compensa, e che & questa quindi Ia prima ipotesi di speciale rimunera- ione; ancor prima di quella (che pure & da ritenere ricompresa nelle formule richiamate) in cui il rimunerato abbia azione per un compenso ma non per la rimunerazione in concreto accordatagli. II fatto & che il D’Axoeto ha ragione nel sostenere che nella formula « per speciale timunerazione» & incluso il caso di servizio prestato a titolo oneroso € gid in precedenza retribuito, ma erroneamente afferma che sia solo questa lipotesi cui ta formula & riferibile, giacché I" espressione stessa abbraccia invece tutte le possibili ipotesi di donazione rimuneratoria di uno specifico servizio. Se cid & vero, per non negare valore alla formula «per ricono- scenza», con la quale il legislatore ha inteso porre uno fattispecie di donazione rimuneratoria diversa da quella cui si é riferito con la for- ‘mula « per speciale rimunerazione », bisogna concludere che la prima juarda una donazione che non sia direlta a rimunerare un servizio specifico. Ed invero, come I’ esplicazione da noi fornita della formula & ia perfetta armonia col significato oggettivo della formula stessa, cosi quanto ora si sostiene & perfetta- mente glustificato dal sigaificato oggettivo della formula «per ricono- scenza>. E? del tutto ovvio — come gopra osservavo — che si possa essere animati da riconoscenza verso altri anche senza averne riceviuto un servizio specifico quale quello che il D’Anesio vuol mantenere a fon- damento della donazione rimuneratoria in genere. LA dove I" Autore si allontana senza giustiicazione n& motivazione dalla legge, & nel richiedere un «preciso» 0 «particolare» dovere di riconoscenza (nel senso che ho riferito), mentre la legge richiede solo V'estremo della ficonoscenza senza esigere che essa sia (in quel senso) «particolare ». Si faccia il caso del figlio che ai sacrifici del proprio padre debba la propria educazione ed il raggiungimento di una elevata posizione so- ciale, e al padre faccia una donazione «per riconoscenza » di questo massimo fra i benefici : dichiareremo noi non rimuneratoria una simile donazione, € le sottrarremo quella maggior tutela che la legge accorda al donatario « rimunerato », la dove la legge stessa definisce rimune- ratoria la donazione «fatta per riconoscenza+? Si faccia il caso di chi, esser di elevate proprio a messo su caduto in riconosce eda ragi Del quando s giore 2 il scita, tant sentiments compenso alla sussi al « perse rimunerare or ora ipc riconoscet contro la | ritiene lo Pud ¢ che alla d fico reso nnerare un (e vedrem zione rim aversi don D’ Axcrio lo riceve 1 rico senti questa ipo zione alla munerare sentimento quelli sop: A que () all ficio ricevu Foro it., 1 Fattispecie delta donazione rimuneratoria 139 chi, essendo di modesta condizione, dalla benevolenza di persona di elevata posizione sociale che gli manifesti amicizia, lo accolga nel proprio ambiente, 1o soccorra. di consigli e di morale assistenza, sia 1messo sulla via di mutare il proprio stato 'e doni al suo. benefattore caduto in miseria: escluderemo qui gli estremi della donazione per riconoscenza, e quindi rimuneratoria ? Par chiaro che la legge @ stata, ed a ragione, pit liberale di quanto non voglia esserio il suo interprete. Del resto si pud donare senza I" intenzione di rimunerare anche quando si sia ricevuto un servizio specific: che anzi quanto mag- giore & il servizio ricevuto, € maggiore Ia riconoscenza che esso su~ scita, tanto pit probabile & che I'agire del donante sia mosso da puro sentimento di gratitudine senza Vintenzione di dare al benefattore un compenso peril servizio reso. Condizionando il carattere rimuneratorio alla sussistenza dello « scopo di attribuire una speciale rimumerazione al « perseguimento di un risultato rimuneratorio», alla «intenzione rimunerare, si escluderebbe dalla donazione rimuneratoria la fattispecie or ora ipotizzata, laddove essa integra gli estremi della donazione per nleonoscenza e quindi va dichiarata rimuneratoria se non si vuole andare contro 1a legge. A meno di neyare che sia rimuneratoria, contro quanto fitiene 10 stesso D’ Axaeto, 1a donazione fatta per riconoscenza. Pud dunque concludersi — gia in base a queste considerazioni— cche alla donazione rimuneratoria non @ essenziale un servizio speci- 4 fico reso dal donatario, né & essenziale che ricorra V'intenzione di rimu- nerare un tale servizio specific: questi estremi sono da tiferire e vedremo anche qui con quali precisazioni) solo 2 un caso di dona- ione rimuneratoria (la donazione + per speciale rimunerazione ») Pud : aversi donazione rimuneratoria anche in presenza di quello che il D’Axos.o chiama un servizio generico (!), che abbia suscitato in chi Jo ricevé non una specifica intenzione di rimunerare ma solo un gene- rico sentimento di gratitudine (conazione «per riconoscenza >). In questa ipotesi "elemento giuridicamente rilevante, al fine dell’ attribu- zione alla liberalita del carattere rimuneratorio, non & l"intento di ti- munerare o 11 risultato rimuneratorio perseguito, ma appunto un mero sentimento di riconoscenza che rientra — come gid sit deito — fra quelli sopra qualificati come motivi-sentimento. ‘A questa ipotesi va riferita la formula della legge « donazione (1) Allude, oltre che ad una prestazione, « pid genericamente a un bene- ficlo ricevuto» il Batnt, eit, p. 945 cfr. anche App. Bologna 17-4-1941, Rep. Foro it., 1942, voce « Donazion|», n. 38. 140 Capitoto 1V fatta per riconoscenza +; anzi solo a questa ipotesi, giacché quella in cui ricorte I" intenzione di rimunerare ha da ritenersi — in tutti i suoi possibili atteggiamenti — ricompresa nell’ altra formula « donazione per speciale rimunerazione » 26. — Altra ipotesi di’ donazione rimuneratoria in cui la legge prescinde dalla prestazione dt un particolare servizio al donante, e in cui P elemento psicolegico (movente) decisivo agli effetti rimuneratori non é lo scopo di rimunerare (*) ma un pitt generico sentimento del donante, & quella della donazione fatta in «considerazione dei meriti del donatario », Qui l’elemento psicologico che conferisce, per il citato art, 770, carattere rimuneratorio alla donazione, & quel sentimento di ammirazione e di generica gratitudine che il donante, come membro della societa, concepisce per chi si & reso benemerito verso la societa sslessa; non verso lo stesso donante (*), giaccht diversamente trerebbe nella donazione per riconoscenza. ‘Anche qui alla nostra conclusione & contrario Vavviso del D’ANaeto, Jin quanto secondo questo Autore la donazione in considerazione dei meriti del donatario non sarebbe da qualificare come un’ ipotesi di donazione rimuneratoria (*). L’ opinione @ il frutto alquanto azzardato tun pregiudizio costruttivo (quello che alla donazione rimuneratoria sia essenziale la preesistenza di un servizio specifico e V'intento di rimunerarlo) e va senza esitazione rifiutata, In verita a chi si fermi alla considerazione della redazione attuale della legge, pud appari poco comprensibile che di fronte a una disposizione che si intitola « dona- zione rimuneratoria » € che elenca varie ipotesi di donazione, ci si spinga ad affermare che non tutte tali ipotesi, ma alcune soltanto sono considerate donazioni rimuneratorie dalla legge stessa: @ poco pensabile che nell’ applicare quelle norme che contengono un riferi- mento puro+e semplice alla donazione rimuneratoria, quali Vart. 437 € Mart. 805, vi sia un giudice capace sia un concetto di do- nazione rimuneratoria diverso da quello positivamente statuito nel- V art. 770, € di negare applicazione a quelle norme in relazione a una (1) Anche il Baer, p. 95, osserva che non & proprio qui associare alla donazione I'idea del compenso «dato che il donante non ha risentito alcun beneficio per i meriti del donatario » (quanto meno infatti non lo ha risentito come individu) 2) Contormi Bauot, p. 95; D'Avonto, p. 64. (8) Op. cit, p. 4 ss. qualsiasi rimunerat Late enti leg! stessa co ho gia a dice. Ma si vorreb! donaziont di attribu della loro possono 1D, salendo ¢ Albertina gid ricord i dare w lifcarla, ¢ art. 70, giacche s ‘come simi gnifica ch slatore: € semplice, tesi di + che dove determina tutte quel Cio e ho gid 0: contenuto evidenten riprova ¢ «= donazio sullo stes della don gislatore contenu all isttut prescinde Fattispecie delta donazione rimuneratoria Mt qualsiasl delle Ipotesi che I'art. 70 qualifica. ipotesi di donazione rimuneratora, La tesi del D’Axoaio al spiega tuitavia tenendo present | prece: dent legitativi ¢ dotrinali che si sono riehlamali al n- 23; ¢ con la stessa considerazione st splega come la tesistessa non sia — secondo ho gld,avvertto — Isolata nella dottrina formatasi sotto ll nuovo eo. dice: Ma anche considerando tall precedent, gil argcment con | qual si vorrebbe negare che I' art. 770 contenga la definiione positva della donazione rimuneratoria © provare che quindi I’ interprete resta libero i attibuire 0 meno tale qualtca alle ipolesi in esso previste, a seconda dela loro coreispandenza meno al genuino concetto de isituto, possono easer confutal IV D’ANos.o si richiama ai precedenti della nostra disposiione,r- Salendo anche qui’ altraverso Mart. 1051 cod. 1865, Tart. 1122 cod. Alberting el § 940 cod. civ gea. ausiriaco —, al progetto Mantis, {ff rlcordato, ¢ lleva che tutte queste leposizionl sonal proponcrang Gl dare uns definizione della donazione timuneratora, ma solo dl qua Ufearla, © megllo él qualiicare le tre Ipotesl considerate nel nostro art. 770, come donazione. II rilievo & csutio ma non & concludente, iaecht se quelle norme non inlesero definite Vstito, e clot qualificare ome rimuneratoria Ia donazione nelle tr ipotesl anzidete, ld non a gnilea che questa definizione non abbia inteso dare il nosto leg Slatore: e che 10 abbia inteso & provato dalla consiatazione, assal semplice, che te ha qualifcate, nell intiolazione dll att. 710, Ipo- tesi dl «donazione rimuneratoria»; con la conseguenza, gid rllevate, che dove egli si rifeiace alla donazione rimuneratria.agll effet di delerminarne la disciplina, deve Intenders! che at llerisca a quelle ea futte quelle Ipotes Clb & tanto pit evidente in quanto dall‘art. 710 & stato — come ho gi omervsto — elintaato Yarcenno.alla. donesione rmodabe che era conlenuto nel corrispondente art. 1051 cod. 1865, ipotsi, quest ultma evidentemente eterogenea rispeto alla donazione rimuneraoria : il che fiprova che i casi che I'art. 770 ha mantenuto sotto la definizione ‘-donazione rimuneratoria » sono stati dal legislatore considetal tut fullo stesso plano, agli effet del carattee rimuneratorio. L'esclusione della donazione modale dalla, norma eitala dimostra Infatt! che Ile, fislalore ha avverlito ed ha voluio.eliminare quella eterogenelta di onlenuto che Il veechio art. 1061 presentava appunto dl fronte ai istiulo individuato nella rubrica. della nuova norma, Del reso, a Prescindere dal precedent! del testo attusle e considerando, per cos! a2 Capitoto 1V dire, Pambiente giuridico in cui viviamo, non si vede quale ragione di dubbio potrebbe nascere sul carattere donativo deli’attribuzione gratuita fatta in considerazione dei meriti del donatario, e quindi quale ne- cessita vi sarebbe oggi dell’ affermazione dell’ art. 770 al riguardo, se essa dovesse intendersi come affermazione del solo carattere donativo € non anche di quello rimuneratorio. Ma il D’Axozio contesta che la rubrica dell’ art 770 vincoli I"in- teeprete a ritenere il caso anzidetto un caso di donazione rimuneratoria, Egli osserva che «/’inesattezza della intitolazione dell’ articolo & di- mostrata dalla presenza nel capoverso della liberalitt rimuneratoria non donativa e perfino della liberalit4d° uso non rimuneratoria». E chiaro tuttavia che da questa inesattezza non sarebbe lecito indurre quella maggior inesattezza che & presupposta dalla tesi dell’ Autore, € che la constatazione di una imprecisione del legislatore non pud esser argomento per addossargliene unvaltra che non derivi di necesita. dalla prima. D' altra parte dalla incompletezza della rubrica non pud nascere alcuna dificolta interpretativa, giacché, essendo espressamente negata alle liberalita contemplate nel capoverso la qualifica di donazione («non & donazione ece. »), & ovvio che la qualifica di donazione ri- muneratoria, stabilita nella rubrica, @ stata attribuita a quelle liberalita (contemplate nella prima parte dell’articolo) che sono definite come donazioni (« & donazione ec. +). Se I’ intitolazione dell’ art. 770 fosse + donazione rimuneratoria e liberalitt d’uso », essa sarebbe, anche dal punto di vista formale, perfetta, ma non avrebbe portato evidentemente alcuna modifica nella posizione e risoluzione della nostra questione ; ‘oppure il D’ANGELO avrebbe in tal caso... rinunziato a sostenere che Ja qualifica di donazione rimuneratoria on va estesa a tutte le Ipotes! contemplate nella prima parte della nostra disposizione ? Di altra parte i! tentativo di isolare 1a donazione fatta in conside- razione dei meriti del donatario dalle due rimanenti ipotesi della prima parte dell’ art. 770, & impresa disperata dal punto di vista esegetico € che solo per amore di costruzione pud pensarsi di tentare, dato che la prima ipotesi & inframmezzata alle altre le quali costituiscono, anche a detta dell’Autore, entrambe ipotesi di donazione rimuneratoria. Non serve, anzi & controindicato, rilevare che in quel lontanissimo progetto Manrist la donazione in considerazione dei meriti era men- ionata per prima anzicht fra le alire due, perché l'adozione di questa seconda collocazione — che gia si riscontra nel progetto del cod. gen. austriaco e in tutte le disposizioni che il D'ANGKLO considera derivate da quello ~ sta a dimostrare che non solo il legislatore italiano del 1942 ma V opportu almeno ¢ valore I donatario per speci la pura Ii qui non 1 zione rim che dalla rilevare ¢ ipotesi d Part. 70 rleavarsi rubrica, ¢ zione da neratoria © almeno & definita Non alla dona derazione Ritiene 1 meriti de stanziali Pinconge che i il dalla leg norma ad sembra « la legge quanto in contraddi venienza, nessun gi sara catti Fattispecie delta donazione rimuneratoria 143 1942 ma anche tulii i legislatori precedenti non hanno riconosciuto Mopportunita di una differenziazione dell’ipotesi dalle rimanenti, 0 almeno di quella differenziazione che il D'Axario sostiene. Ne ha valore I’ affermazione che + aver collocato 1a donazione pei meriti del donatario proprio nel mezzo fra la donazione per riconoscenza e quella per, speciale rimunerazione significa aver spezzato nella formulazione la pura linea logica del concetto di donazione rimuneratoria +; perch’ qui non un puro concetto logico ma il concetto positive della dona- zione rimuneratoria si tratta di individuare, ed esso non pud ticavarsi che dalla legge, fuori da ogni apriorismo logico. Infine non varrebbe rilevare che la definizione che qui si sostiene non ¢ attribuita alle tre ipotesi di donazione rimuneratoria dal testo della prima parte del- Mart. 770, giacehé, dopo quanto si @ detto, & chiaro che essa deve ricavarsi dal coordinamento del contenuto della norma con la sua tubrica, dato auche che il legislatore si richiama altrove alla defin zione data nella rubrica stessa: diversamente la qualifica rimu- neratoria potrebbe esser messa in forse anche per le rimanenti ipotesi, © almeno per la donazione per riconoscenza giacché neanche questa € definita rimuneratoria dat testo dell’ articolo citato, Non & migliore I' argomenty che, contro la qualifica qui attribu alla donazione pei meriti del donatario, il D’AxceLo trae dalla consi derazione della disciplina positiva della donazione rimuneratoria ('). Ritiene "A. che applicazione di tale disciplina alla donazione pei meriti det donatario «non sia glustificata da adeguate ragioni so: stanziali + e cid conforterebbe il suo assunto. Dubito fortemente dpl- Fincongruenza della legge in proposito (*); ma ad ogni modo & chiaro che il rilievo del D’Ascuto non costituirebbe un argomento tratto dalla legge ma una critica della legge. Escludere ’applicazione della norma ad una ipotesi da essa contemplata' perché tale applicazione sembra « incongrua » all’ interprete, non si pud senza metiersi contro la legge : la stessa interpretatio abrogans pud ammettersi solo in quanto imposta dall’ esistenza di altra norma o principio. positivo che contraddica alla norma da abrogare, € non per ragioni di pratica con- venienza. Di quest’ ultima & giudice solo il legislatore, 0 comunque nessun giudizio pud sovrapporsi al suo quando questo esista. La legge sara cattiva, sed lex. Quando poi, nell’ affermare I" incongruenza del- (1) Op. eit, p. 67. (2) Vedi infatti una giustiticazione in Bate, op. eit, p. 97. ia Capitoto 1V V’ applicazione di una norma, si parte dalla contrapposizione, al concetto legislativo della fattispecie, di un concetto logico da esso divergente, i troviamo in presenza di uno di quel tipici eccessi della «costruzione che poco giovano al credito della dottrina (*) (*). (1) B certo inapplicabile alla donazione pei meriti del donatario 1" art. 797 1. 3, relativo alla garanzia per evizione, che si riferisce a = prestazioni rice vute dal donante ». Ma cid non significa che I’ anzidetta donazione non sia tuna ipotesi di donazione rimuneratoria, ma solo che ta norma citata si riferisce 4 un'potesi soltanto di donazione rimuneratoria e precisamente a quella in ‘cui il donante abbia in precedenza ricevuto una prestazione dal donatario; come é reso manifesto dal contenuto della disposizione. Se si dovesse argo: mentare la nozione di donazione rimuneratoria da quest'ultima norma, anzich® dalla norma che contiene la definizione dell istituto (art. 770), non resterebbe andi ricompresa in quella nozione che una sola ipotesi di donazione rimune- ratoria: quella di servizi estimabili gratuitamente prestati. Invero, mentre pet servizio inestimabile non potrebbe calcolarsi + 'entiti delle prestazioni jeevute dal donante » (sino alla concorrenza delle quali @ dovuta la ga- ranzia), per il servizio estimabile gid retribuito non pud certo affermarsi tuna responsabilita del donante per I'evizione che non tocehi la retribuzione dovuta ma solo la rimunerazione gratuita, essendo assurdo che il donante si tenuto per Vevizione di un controvalore (il corrispettivo delle prestazioni rice ute) di cui in ipotesi il donatario non & stato evitto (se lo fosse stato non si tratterebbe pi di garanzia per la donazione ma di garanzia per il contratto ‘oneroso che ne costituisce il precedente, o quanto meno, se si vuol prescindere dalla questione del’ esistenza in questa Ipotesi di un negozio unitario 0° di due negozi, di garanzia non per l oggetto del!’ attribuzione gratuita ma per Poggetto della controprestazione). *Poiché il D’ Axex.o concorda nel riferie l'art. 797 a. 3 alla sola ipotesi 4di rimunerazione di un servizio estimabile gratuitamente prestato (pp. 86, 102, 103, 145), non si vede quale argoménto egli possa trarre dalla predetta norma contro la tesi del testo: invero all’ ambito di applicazione della norma stessa non & estraneo solo il caso della donazione per i meriti del donatario, ma sono estranei tutti i casi di donazione rimuneratoria — riconosciuti dallo stesso D'AnakLo — in cui non si abbia l'estremo del servizio estimabile gratuita mente prestato, Vi & anche da rilevare che l'art, 797 n. 3 come si riferisce a un’ ipotesi soltanto di donazione rimuneratoria, cosi si riferisce a un’ jpotesi soltanto di donazione modale: quella di modo avente contenuto patrimoniale. Non vi & ragione di indurre dalla norma citata una limitazione del concetto di modo (cosi invece Gnasserri, Donazione modale, etc. cil, p. 28 $5) anche se nellipotesi 44i modo non patrimoniale dovesse petiarsi di donazione modale ma non di do: nazione onerosa (Mosco, op. cit., p. 331-332). (2) Il lettore pud da sé ricavare dalle osservazion| che precedono Ia cri- tiea dell” opinione che esclude ancora dalla donazione rimuneratoria non che la donazione pei meriti anche quella per riconoscenza, riducendo la fattispecie ella donazione rimuneratoria alla « speciale rimunerazione » (retro, 1. 24). 2. Vast. 77 zione » donante Abt rita eos di servi al corris detto. N la speci mente i rlenteme servizio zione tale da zione ar «yk D’ Axatt (i che intes formale » Geschat 3) i quate la incom ‘con Tint hanno forse, Ia nel sens Mano, Ly hha consi pimento naturale isa un vizio sti mabile ( ir. var Serltt g turati, Fattispecie deita donazione rimuneratoria M5 21. ~ La terza ipotesi di dondzione qualificata rimuneratoria. dal: Vart. 770 I p., & quella della donazione fatta « per speciale rimunera- zione » e cio® per rimunerazione di un servizio specifico alla quale il donante non & tenuto né per la legge né per I'uso (retro, n. 25), Abbiamo rilevato che la formula « speciale rimunerazione» va rife- rita cosi all’ ipotesi di servizio gratuitamente prestato, come a quella di servizio prestato a titolo oneroso in cui Ia rimunerazione si aggiunga al corrispettivo dovuto ('): ne vi & qui altro da aggiungere i gid detto, Neanche credo sia necessario che mi soffermi a dimostrare che la speciale rimunerazione pud riferirsi cosi ad un servizio patrimonial- mente inestimabile come @ un servizio stimabile: & stato pid esau- rientemente provato (vedi anche u/ira, n. 33) che la estimabilité del servizio non esciude per sé la donazione (rimuneratoria) se la simuner: zione non si pone con il servizio in una relazione d’interdipendenza fale da farla considerare come cortispettivo della precedente prest ione anziche come attribuzione gratuita () (1) In questo senso mi sembra anche il Baus, cif., p. 98. Contro invece D' AxGKLo, criticato retro al n, 25. (2) Non aggiungo « ‘che intesa in senso proprio pone le due prestazioni su un plano di «id formate», non esaurisce il concetto di onerosita: Oxeruans, Entgeitliche Geschafte, 1912, pp. 6 s8., specie 15 ss. @) Il contrario avviso dell’ Ascou1, Trattato delte donaziont, cit. p. 102 8, Hl quale escludeva la donazione nell'ipotesi di servizio stimabile affermando, a incompatibilita del animus donandi —- se non della gratuita oggettiva — ‘con 'intenzione di rimenerare, & rimasto isolato in dottrina fra gli autori che hhanno considerato ill problema dail’ angolo visuale della donazione (salva, forse, I'opinione manifestata ora dal Messinso, Manuate, cit, 1, p. 12. Cit, nel senso del testo, Vexsziax, Usufrutto, loc. eft; Seve, Donaziont, p. 129; Manot, Donazioni, p. 74 ss. ¢ Commentario, cit, p. 724; D’ Avuss, p. 76-88; Batt, foc. cits; Mosco, p. 260. Contro ta pretesa incompatiilita fra animus donandi e intento di rimunerare cfr. anche ultra, n. 33 L’opinione dell” Ascot & invece seguita da un’ autorevole tendenza che ha considerato la rimunerazione del servizio sotto I'angolo visuale dell’ adem= pimento deli’ obbiigazione naturale: partendo dalla nozione di obbligezione naturale come obbligo morale d contenuto patrimoniale quésta tendenza 1av- visa un adempimento di obbligazione naturale nella rimunerazione di uu ser vizio stimabile, una donazione rimuneratoria in quella di un servizio non sti mabile (Boxraxre, Le obbligaziont naturalt net diritto civite italiano, in Seritti giur. vari, Ill, 1926, p. tess. a p. 17; Gaxat, Le obbtigazfont naturali, in Serittt giur. vari, |, 1933, pp. 407-408, € Casi ed effetti delle obbtigazioni na turali, 'i, p. 458; ‘Banasst, in Nuovo Digesto, voce « Obbligezion\ natural Capitoto 1V Per lo stesso motivo non deve’ accedersi all’opinione secondo cui ® sena’ altro esclusa la donazione rimuneratoria quando la ricompensa sia economicamente equivalente al servizio ricevuto ('): se il servizio fu presteto a titolo gratuito, e quindi non @ in relazione di corrispetti- vita con I'attribuzione rimuneratoria, non pud escludersi in questultima né la gratuita obbiettiva né animus donandi ('). Si & anzi sostenuto che una proporzione fra rimunerazione € servizio, non che escludere la donazione rimuneratoria, &, purché ragionevolmente intesa (e ciot Valutata in funzione delle citcostanze, della condizione sociale delle parti e, aggiungerei, del loro stesso ragionevole apprezzamento) ad essa necessaria (*): ed invero una assoluta sproporzione fra rimunera- . 1267; per la dottrina francese vedi Tiatnat, Donations rémunératoires, elt. Pp. 99 55, 119 s8; Paciity, op. eit, p. 215). Ma questa opinione, se viene giustificata dai suoi fautori rispetto ai principi deit cbbligazione naturale (0 a quel principi sui quali essi la costruiscono), non @ stata giustificata affatto ci- spetto ai principi della donazione. B se a questi ultimi non contrasta i rico: noscimento det carattere donativo dell attribuzione rimunerativa di un servizio stimabile, non si vede — sin che non si dimostri una ragione di prevalenza — perché in questa ipotesi la donazione dovrebbe cedere all’ adempimento di ob- bilgazione naturale anziché viceversa. Si vedrA poi a suo Iuogo perché sia invece da escludere appunto Tesistenza di una obbligazione naturale nel- Vipotesi stessa (1) Cosi invece Manor, Donazioni, p. 86 ss. e Commentario, loc. cit ‘Scuro, p. 123 (escludendo 1a donazione rimuneratoria nell ipotesi richiamata nel testo sotto il profilo det! equiparazione all‘obbligazione naturale); contro Baum, pp. 101-102, e implicitamente D’ANast0, p. 132 ss. (2) Per un pili diffuso esame di questo punto vedi ultra, testo e note ala. 33, (3) DAxoxro, foe. cit, e gli autori da lui ricordati a p. 133 nota 17. Meno preciso Batt, cit, p. 98, il quale afferma che se la sproporzione & no- tevole & difficile che vi sla donazione rimuneratoria, ma afferma anche che & difficile che la de. ricorra quando vi sia Fequivelenza economica giseché in tale ipotesi vi sara di norma o I’ interdipendenza delle prestazioni (contratto one- 0S0) 0 almeno un dovere morale 0 sociale di compensare in quella proporzione (iberalita non donativa). Ora, mentre, come si é a pid riprese rilevato, lest stenza di un dovere morale 0 sociale (che non integri gli estremi dell obbli- gazione naturale) non @ per sb di ostacolo all'esistenza di una donazione, @ altro canto I’ cquivalenza economica delle prestazioni, mentre non & essen- ziale allo stesso contratto oneroso (Oxwrmasn, Entg. Geschifte, p. 46 ss. € ivi eritica dell opinione contraria; Koen, cif, p. 36%; da ultimo Caniora - Funnana, Rendita perpetua, cit., pp. 28-20 e nota 4), non depone per Vesistenza di-un simile contratto una volta che anche alla rimunerazicnc donativa & con: naturale una certa proporaione col servizio ricevuto. zione e serv rimunerare, rio, o, quant) siva rispetto come rimune (salvo, per | Devo pt nerazione & economica. la donazion oneroso (qu cortispettivo quella di se calcolarsi I" senza dell’ ¢ giustificata. stimabile, a valore ogget ha ricevuto, sociale delle valutazione la. proporzic tione econo (con it dove in quelle dat secondo la « extragiuridic presenta Cosi int vizio specifi considerata per speciale mnig ciate rimun fondamento (1) Vedi Fattispecle delta donazione rimuneratoria ur Zione e servizio 0 dimustra I'inesistenza in concreto dello scopo di rimunerare, e quindi distrugge il fondamento det caratiere rimunerato. rio, 0, quanto meno, dimostra lincongruenza dellattribuzione comples siva tispetto a tale scopo, e allora il carattere rimuneratorin va mantenuto all attribuzione nei limiti in cul essa pud configurarsi realmente come rimunerazione; giacché solo in questi limiti la legge 10 riconosce (salvo, per I’ eccedenza, il carattere meramente donativo) (*), Devo perd insistere sul rilievo che questa proporzione fra rimu: nerazione e servizio non va ristretta alla sola ipotesi di equivalenza economica. Gia per tal via si perverrebbe ad escludere necessariamente la donazione rimuneratoria nell’ ipotesi di servizio effettuato a titolo oneroso (qui 1” equivalente economico & gid stato prestato a titolo di cortispettivo € 1a rimunerazione donativa si aggiunge ad esso) e in quella di servizio non stimabile economicamente (qui non potrebbe calcolarsi I'equivalenza fra rimunerazione e servizio e quindi la pre- senza dell’ esttemo in discorso): esclusione che si @ visto non esser giustificata. Ma anche nell’ ipotesi di servizio gratuito economicamente stimabile, la proporzione non deve valutarsi soltanto in relazione al valore oggettivo del servizio ma anche del beneficio che il donante ne ha ricevuto, del sactficio del donatario, della posizione ecoromica ¢ sociale delle partie in genere delle circostanze dellattribuzione la cui valutazione & rimessa all’ apprezzamento sociale det gludice. Insomm: la proporzione non & col solo servizio 0 almeno non & solo propor zione economtica: potrebbe dirsi che & proporzione con la riconoscenza (con it dovere di riconoscenza, dice infatti il D'Axwe1.o) che il servizio in quelle date circostanze e fra quet dati soggetti & atto ad ingenerare secondo Ia coscienza sociale; proporzione ciot di fronte a quella legge exlragiuridica rispetto alla quale I’ attribuzione, in quella data misura, si presenta come dovuta (Inrnopzioxs, V), Cosi intesa, la proporzione pud anzi riferirsi non solo ad un ser Vizio specifico ma anche a un beneficio generico e quindi pud essere considerata requisito (nel senso ora detio) non solo della donazione per speciale rimunerazione ma anche di quella per riconoscenza 28. — Cosi determinate le possibili ipotesi di donazione per spe ciale rimunerazione, non @ difficile ravvisare in tulli questi casi, & fondamento dell'intenzione di rimunerare, un sentimento di riconoscenza (1) Vedi qui anche PLascx, op. cit, p. 800; Lune, cit, al § $84 p. 144 Capttolo 1V del donante : riconoscenza prodotta dal servizio gratuitamente ricevuto, © residuata al pagamento del corrispettivo pattuito vuoi per il partico- lare valore del servizio stesso, vuoi per la particolarita delle circo- stanze in cul fu prestato (chirurgo che con una difficile operazione salva la vita al paziente; avvocato che con una abile difesa sot- trae alla condanna I"imputato; guida alpina che pagata per compiere le ricerche di un alpinista disperso nella tormenta perviene con grave rischio a trarlo in salvo, ¢ simili). Ma mentre nella donazione per riconoscenza, sopra considerata, il sentimento di gratitudine non si origina da un servizio specifico del donatario, qui esso nasce appunto da un simile servizio (‘); € mentre nella prima la riconose na esau risce l'elemento psicologico che funge da movente della volizione, nella donazione del tipo ora considerato s'incontra, oltre a quel sentimento € da esso prodotto, lo scopo di rimunerare il servizio stesso. Mentre dunque nel primo caso la riconoscenza produce direttamentre lo scopo i arricchire nullo jure cogente (animus donandi, causa soggettiva), nel secondo produce, prima che lo scopo dell’ attribuzione gratuita, quello della rimunerazione del servizio, La riconoscenza retrocede a movente remoto rispetto all’ intenzione di rimunerare, movente pros. simo. £ questo movente prossimo che individua la donazione per spe- ciale rimunerazione rispetto alle altre ipotesi di donazione rimunera: toria, ed & questo movente, non quello generico e mediato della Ficonoscenza, che la legge prende direttamente in considerazione nell’ attribuire alla liberalité il carattere rimuneratorio. Ne deriva che quella giustificazione morale e sociale che non pud mancare al carattere rimuneratorio (retro, n. 24) deve qui esser riferita non genericamente ai rapporti preesistenti fra donante e donatario, ma ‘a quello specifico servizio che si mira a rimunerare: non a un gene. rico sentimento di riconoscenza, comunque (anche se legittimamente) originatosi, ma allo scopo di rimunerare quel determinato servizio. Ancorché esistano (altri) motivi di riconoscenza. del donante verso il donatario, la donazione non & rimuneratoria se in concreto @ rivolta a rimunerare un servizio che, moralmente o socialmente, non @ tale da legittimare Ja rimunerazione. E A proposito poi di questa necessaria giustificazione del movente (1) Ritengo che perché si abbia donazione ~ per speciale rimunerazione » debba il servizio esser prestato allo stesso donante; se fu prestato ad un ter20 (ad esempio ad un prossimo congiunto del donante) la conazione potrd pure essere rimuneratoria ma sotto il profilo della donazione « per riconoscenza » rimunerate detto per abandons della. psicc per la con per la mis Bisogi questo tipc un serviz vanno di | e Vesosa desto com V alpinista prestazione si affid® ad la speciale la guida, i pericolo ds Per prestai tivo del se riceve abi intenzion: neratoria p quando ha chi profitt Cost - se alcuno medicinali etd, li ott prezzo a clononosta di quei ge per I’ avve che teorice in tale ipo ‘Ancor rante la pe lucroso aff tirsi alla. Tizio in si Fattispecie delta donazione rimuneratoria 49 rimuneratorio, & a ripetersi per 10 scopo di rimunerare quel che si & detto per il sentimento di riconoscenza, e cio& che il diritto non pud abbandonare, anche fuori dell? ipotesi di servizi illeciti, agli arbitri della psicologia individuale ta tutela rimuneratoria. Cid che vale cost per la convenienza sociale dell'attribuzione-di uaa rimunerazione, come per la misura della rimunerazione stessa. Bisogna anzi tener presente che i presupposti delle donazioni di questo tipo ~ e particolarmente della donazione per rimunerazione di un servizio oneroso — si incontrano su un terreno sul quale _vanno di pari passo la moralita e I"immoralita, la solidarietd umana e Vesosa speculazione sull’altrui bisogno. La guida che per un mo- desto compenso e mettendo a repentagtio Ia vita propria rintraccia Palpinista smarrito; it chirurgo e Vavvocato che con I’ appassionata prestazione dell opera loro salvano dalla morte 0 dalla condanna chi si alfidd ad essi, anche se non lo fecero disinteressatamente, « meritano » Ja speciale rimunerazione che il beneficato voglia loro attribuire. Ma la guida, il chirurgo 0 I’ avvocato che speculando sulla gravita del pericolo da cui altri ® minacciato, abbiano preteso un’esosa ricompensa per prestare l'opera loro, non possono, ancor che per il valore ogget- tivo del servizio prestato 0 per propria debolezza di carattere chi lo ricevé abbia ugualmente concepito un sentimento di riconoscenza € Vintenzione di una «speciale rimunerazione », fruire della tutela rimu- neratoria per un agire che altra volta la legge stessa ha condannato quando ha privato di tutela, in relazione allo stesso compenso pattuito, chi profittd del bisogno altrui (artt. 1447 © 1448 cod. civ.). Cosi — per fare un altro esempio che & ancora di attualita — ‘se alcuno non riuscendo a procurarsi per le condizioni del mercato i medicinali o gli alimenti necessari al proprio figlio malato o di tenera eta, li ottiene, da chi ne abbia accaparrato in gran misura, a quel prezzo a cui simili «servizi »-soglion pagarsi in tali circostanze, e ciononostante per il beneficio che ha tratto dall’ aver potuto disporre quei generi, e magari per assicurarsi la benevolenza del fornitore per V avvenire, attribuisce a quest’ ultimo (ohimé, I’ ipotesi & tutt’ altro cche teorical) una rimunerazione particolare, chi si sentira di riconoscere in tale ipotesi a siffatto donatario 1a tutela rimuneratoria ? Ancora. Tizio, investito dall'auto di Caio finisce all’ospedale: du- rante la permanenza all ospedale, trova I’ occasione di concludlere un lucroso affare, di contrarre un felice matrimonio 0 & portato a conver- titsi alla religione. S'incontra anche nella cronaca della vita reale che Tizio in simili citcostanze concepisca ed attul I'intenzione di bene- 150 Capitolo 1V ficare Caio per ta fortunata occasione offetagli, anche se involonta- riamente. Ma Vinvestire altri con auto e lo spedirto allospedale non &.. un servizio che il diritto possa considerare suscettivo di rimune- razione. Nessuno penserebbe in tale ipotesi di sottrarre il donatario all’ obbligo degli alimenti (art. 437) 0 alla revoca. per ingratitudine 0 Sopravvenienza di figli (art. 805). Altco esempio tratto dalla vita quotidiana: Ogni giorno ci accade ai leggere sui giomali di quegli avvisi, eufemisticamente detti « di smarrimento », con cui taluno, ad esempio, alleggerito del proprio por- tafogli, invita I’ ignoto + ritrovatore> a restituirgli parte degli oggetti smarriti rinunziando al rimanente, Ottenvta la restituzione potrd anche facilmente accadere che lo spogliato, passando sopra a ogni altra con- siderazione, compénsi il ritrovatore con una mancia. Ma Ia coscienza comune ei dice che in casi consimili chi restituisce non fache il proprio dovere, anzi meno assai del proprio dovere: mentre & facile rendersi conto che il movente del suo agire nun & quello di rendere un servizio a chi subi lo «smarrimentos, ma quello di mettersi al riparo dall’azione i costul diretta a riavere il suo («massima segretezza», assicurerd, anche qui eufemisticamente, I’ avviso!). Anche se & difficile immagi- nare che la questione possa assumere rilievo pratico, nessuno riterra che in simili ipotesi la donazione sia suscettiva della qualifica giuri- dica di ritnuneratoria La casistica su questo tema potrebbe tirarsi in lungo, e sarebbe dilettevole non priva di spunti e di insegnamenti sui rapporti fra morale € ditto. Ma poiché non & dato all’indagine indulgere a simili piacevoli otia, basti la constatazione che non sempre l'animo di attri- buire un compenso all’ azione altrui si ispira ai canoni della morale sociale. Dopo cid, se guardiamo al fondo di quella giustificazione che non pnd mancare allo scopo rimuneratorio perche esso sia giuridicamente rilevante, vi troveremo in pratica appunto un sentimento di ricono- scenza del donante, legittimato da quel particolare servizio che si tende a rimunerare. Anche qui pers — come-sopra si vide per la donazione per riconoscenza ~ sarebbe eccessivo richiedere in ogni caso (4), a fondamento dello scopo rimuneratorio, un vero dovere mo- (1) Come fanno Riven, Ré;le morale, pp. 20 s8., 418-419, Baovast-Vornix, p. 15 € ora D'Anaeto, eit. Parla invece di « sentimento + di riconoscenza ad esempio Taaswon, cit,, p. 332 rale di sicc che origin il servizio nnante ('). | ciare il pro buon esito a-una simi In questo dovere mor ci serviame dovere mor rarsi un do uso) ma Comun siffatto dov ne sia cont che per de effetti della plichera al Part. 64 1 adempimen come vedre della donaz ix gime del (1) Led « rimunerato sopravvenien gratitudine d 8. pe meriti del dc apiegazione « “imeritato > si pone it le siano acauisi costui, & chi vero dovere norme anzide Fattispecte della donaztone rimuneratoria 151 rale di riconoscenza, Basta invece che il detto scopo, e la riconoscenza che origina, appaiano moralmente e socialmente giustficabili ancorch il servizio non produca un vero dovere di gratitudine a carico del do- nante (. Cosi se alcuno incarica un investigatore: privato di rintrac- ciate il proprio cane smarrito € compensa il servizio effettuato con ‘buon esito con una rimunerazione speciale, nulla osta a riconoscere * a una simile donazione il carattere rimuneratorio: ma non credo che in questo caso si vorra ipotizzare a fondamento di tale carattere un dovere morale del donante. A meno di concludere che ogni volta che ci serviamo di simili prestatori ’ opera contraiamo verso di loro... un dovere morale di riconoscenza. In queste ipotesi potra talora configu tarsi un dovere di convenienza (la liberalita sara allora rimuneratoria a’ uso) ma assai difficlmente un dovere morale. Comunque qualora il servizio sia in fatto tale da far sorgere un siffatto dovere, & naturale che il carattere rimuneratorio della donazione ne sia confortato € confermato, Ma Ia distinzione & rilevante, oltre ‘che per determinare 1’ ambito della donazione rimuneratoria, anche agli effetti della sua disciplina. Solo in quest’ ultima ipotesi infatti si ap- plichera alla donazione rimuneratoria il trattamento di favore che Part. 64 legge fall. riserva agli atti a titolo gratuito « compiuti in adempimento di un dovere morale», e solo in questa ipotesi si pone, come vedremo, con particolare difficolta, il problema della distinzione della donazione rimuneratoria dall’adempimento di obbligazione naturale. 29. — Si & constatato che, contro quanto si sosteneva sotto il re- gime del codice abrogato e continua a sostenersi di fronte alla legge (1) Le disposizioni degli artt. 437 e 805 che sottraggono il donatario ‘