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Didascalie Sotto: Antifonario.

Modena, Biblioteca Estense


Didascalie Nella pagina accanto:
a cura di Giorgio Monari Alfred Manessier, Canto gregoriano (1955).
Colonia, Galerie Anne Abels

Il ritmo della monodia medievale


Tra interpretazione ed edizione moderna

L
a notazione della musica monodica nel alle carenze di un sistema di notazione primiti- a partire dagli studi di Friedrich Ludwig
Medioevo, almeno fino a tutto il se- vo e alla rudimentalit delle conoscenze musi- sulla polifonia di Notre Dame nei secoli XII e
colo XIII, tale da renderne partico- cali, laspetto ritmico dei brani viene trattato, XIII che viene elaborata la teoria di interpreta-
larmente problematica la lettura dagli autori citati, con estemporaneit ed affi- zione proporzionalista che domina tutta la pri-
moderna e i diversi approcci adottati per realiz- dato al proprio buon gusto. Inoltre la presenta- ma met del Novecento e oltre; secondo tale
zarne uninterpretazione, a partire dalla fine del zione degli stessi brani spesso corredata teoria, sviluppata e diffusa negli studi ed edi-
secolo XIX, hanno acceso vivaci dispute teori- dallaggiunta di un basso continuo, di un accom- zioni di Pierre Aubry, Jean Baptiste Beck, Fried-
che e sono, oggi, uno dei luoghi elettivi del di- pagnamento pianistico o anche di linee origina- rich Gennrich, Higino Angls e, in tempi recenti,
battito su significato e valore della moderna Hans Tischler, la ritmica modale dei poli-
edizione musicale. Se, per quanto riguarda fonisti di Notre Dame dovrebbe essere ap-
il riconoscimento delle altezze delle melo- plicabile anche al repertorio monodico
die negli antichi codici, i margini di incer- coevo. Come si pu rilevare dagli scritti
tezza si riducono drasticamente a partire degli autori citati, lapplicazione della rit-
dallintroduzione del tetragramma il rigo mica modale alla monodia presentata
musicale di quattro linee, la cui diffusione come una vera e propria ipotesi scientifica,
ha inizio solo nel secolo XI , molti sono dimostrabile e convalidabile a partire da
invece gli aspetti che, lungo tutto il periodo prove ravvisate in determinate circostanze
preso in esame, mantengono un alto livello e coincidenze, che, a titolo di esempio,
di problematicit e, tra questi, particolare Aubry, nel suo La Rythmique Musicale des
rilievo ha linterpretazione del ritmo. Ec- Troubadours ed des Trouvres del 1907, rias-
cezione fatta per alcuni manoscritti tardi, i sume nelle seguenti: contiguit tra ambien-
sistemi di notazione utilizzati non consen- ti ed aree di sviluppo della monodia
tono di riconoscere immediatamente e cer- medievale e della polifonia modale; esisten-
tamente una qualche forma di scrittura za di raccolte comprendenti sia mottetti po-
ritmica paragonabile a quelle proporziona- lifonici modali che brani monodici, trascritti
li in uso ai nostri giorni. Questo rimane vero dagli stessi amanuensi e con gli stessi sim-
anche per la quasi totalit delle monodie tra- boli grafici; esistenza di conductus e rondelli,
scritte nel secolo XIII, quando gi sono dif- generi solitamente polifonici e misurati, a
fusi sistemi di notazione proporzionale per una sola voce; presenza di brani monodici
la musica polifonica; a generare incertezza in manoscritti tardi, trascritti in una nota-
il fatto che, per le trascrizioni dei brani zione indubbiamente misurata. N sembra
monodici, i manoscritti utilizzano simboli creare pregiudizio il fatto che le trascrizio-
derivati dalla virga e dal punctum della no- ni medievali delle monodie facciano uso di
tazione aquitana quadrata, diffusa a partire simboli genericamente simili a quelli della
dal secolo XII per trascrivere il repertorio notazione modale parigina ma senza che se
gregoriano, il cui aspetto grafico corrispon- ne possa riconoscere un utilizzo altrettan-
de a quello degli stessi simboli delle prime to consapevole e sistematico. Infatti i so-
notazioni ritmiche, modale e mensurale, stenitori dellinterpretazione modale
longa, brevis e ligaturae. Non molto indi- riterrebbero che ci sarebbe dovuto, come
cano, relativamente al ritmo della monodia, scrive Beck in Die Melodien der Trouba-
le fonti teoriche coeve e spesso le ipotesi dours nel 1908, alla circostanza che ogni
moderne hanno voluto considerare singole indicazione ritmica fu considerata trascu-
affermazioni di trattatisti medievali valutando- li di polifonia di gusto moderno. Le prime for- rabile e non necessaria fintanto che ogni melo-
ne la portata con avventatezza e senza potere mulazioni teoriche relative al ritmo della mo- dia ritmica per canto venne composta secondo
disporre di una solida base documentaria. nodia medievale sono della seconda met la successione regolare di alcuni moduli fonda-
Le prime trascrizioni moderne di questi re- dellOttocento e fanno riferimento alla notazio- mentali, chiamati modi []; tali moduli, secon-
pertori, gi nel secolo XVIII, si limitano a rile- ne mensurale sviluppatasi lungo il secolo XIII do Beck, sarebbero desumibili semplicemente
vare dai manoscritti il profilo melodico e il testo per quanto riguarda studi ed edizioni di Char- dalla metrica dei versi. Questa condizione di di-
poetico senza affrontare, per altro, i problemi les-Edmond-Henry de Coussemaker e i primi sinteresse verso luso coerente dei segni ritmici
teorici pur comportati dalla stessa trascrizione lavori di Pierre Aubry oppure ricercano nel sarebbe considerata, inoltre, la causa della pre-
delle altezze e dalla disposizione del testo. Il giu- metro poetico la matrice dellorganizzazione senza, nelle diverse trascrizioni pervenuteci di
dizio dei primi trascrittori del Settecento, Le- ritmica della melodia come avviene negli stu- uno stesso brano, di numerose varianti rite-
vesque de la Ravallire, Jean-Benjamin de La di di Antonio Restori o di Hugo Riemann. En- nute, quindi, errori, frutto di carenze tecnico-
Borde e Charles Burney, e dellOttocento, tra i trambe le tendenze teoriche condividono lo teoriche. Linterpretazione della monodia
quali Raphael Georg Kiesewetter e Franois- stesso obiettivo: individuare una tipologia rit- medievale secondo il ritmo modale , tra laltro,
Joseph Ftis, solitamente concorde nellattri- mica compatibile con la proporzionalit della determinante affinch si fissi quellimmagine
buire uno scarso valore estetico a questi brani. musica moderna e trascrivibile utilizzando la musicale, forte e, ancora oggi, ben viva, che ca-
Imputando la mancanza di indicazioni ritmiche moderna notazione musicale. ratterizza i brani secondo un profilo ritmico

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Didascalie

stesso delle trascrizioni medievali delle mono-


die, intese, dal punto di vista proporzionalista,
come rappresentazioni carenti e, dal punto di
vista del ritmo libero, come concettualizzazio-
ni sufficienti; la funzione del testo scritto, rap-
presentativa, e quindi prescrittiva, secondo la tesi
proporzionalista, e simbolico-concettuale, e
quindi descrittiva, secondo la tesi del ritmo li-
bero; la modalit di trasmissione prevalente del
repertorio, scritta secondo i proporzionalisti e
orale secondo i teorici del ritmo libero.
Diverso sarebbe, quindi, anche il valore, pre-
scrittivo o descrittivo, delledizione moderna
secondo i due punti di vista, orientato, il primo,
verso lermeneutica classica e la ricerca di una
versione autentica e aperto, il secondo, alle ten-
denze dellermeneutica pi recente e alla valu-
tazione delle diverse versioni di un brano come
qualcosa di esteticamente rilevante e non come
semplici redazioni pi o meno corrette. Ben di-
marcato e soluzioni melodiche alquanto bizzar- ginantesi in un regime di prevalente trasmissio- versa, infatti, risulta essere la presentazione dei
re per il gusto moderno. ne orale del repertorio, sarebbe accolto a spie- brani nelle relative modalit editoriali aspiran-
Sebbene solo nel secondo dopoguerra comin- gazione dellesistenza delle diverse versioni do, la prima, a prescrivere quanto pi possibile
cino ad affermarsi teorie interpretative della melodiche dello stesso brano, condizione che per consentire una immediata lettura o esecu-
monodia medievale non-proporzionaliste e avrebbe potuto realizzarsi, secondo quanto scri- zione moderna della musica rappresentata nel
quindi immagini musicali di tuttaltro segno, gi ve Van der Werf (The trouvre chansons as cre- testo scritto e tendendo, la seconda, a descrive-
allinizio del secolo XX si manifestano tenden- ations of a notationless musical culture, re una versione di un brano in poco pi di que-
ze in tal senso, pur senza seguito nellimmedia- Current Musicology 1965), solo se il ritmo della gli aspetti riportati nel testo scritto originale e
to. Lo stesso Aubry, prima di diventare monodia medievale fosse stato di tipo libero e dai quali non sarebbe possibile elaborare unese-
sostenitore dellinterpretazione modale, si mo- non-proporzionale. Questo, tra laltro, dovreb- cuzione senza procedere ad altri interventi da
stra cauto nei confronti delle teorie proporzio- be potere spiegare perch, in epoca di pieno svi- parte dellesecutore stesso. La prima modalit
nali, scrivendo nellintroduzione di Lais et luppo delle notazioni mensurali, persisterebbero utilizza il sistema di notazione della musica
descorts del 1901 che forse queste monodie, notazioni che non fanno uso di simboli ritmici moderna, apportandovi appena alcune modifi-
teoricamente misurate, erano, in pratica, canta- chiari e definiti. Pertanto, nella trascrizione della che, mentre la seconda presenta una traduzione
te molto liberamente; ma, orientatosi in senso monodia nel Medioevo, non si renderebbe ne- semplificata degli antichi segni grafici utilizzan-
proporzionalista, in Trouvres et Troubadours, cessario luso di segni ritmici, per il fatto che, do di solito semplici teste nere o crome per
del 1909, scrive che nel medioevo, nella civilt come nel gregoriano, non ci sarebbe nessun rit- indicare le altezze sul rigo musicale e legature
che fu dei trovatori e dei trovieri, la libert rit- mo proporzionale da trascrivere e la dinamica per indicare i raggruppamenti neumatici
mica non esiste affatto. A prudenza sembrano dei brani slanci, tensioni e riposi scaturireb- delloriginale, unedizione semi-diplomatica. Le
comunque orientarsi quanti preferiscono, a scel- be dal testo poetico e dalla sua veicolazione can- obiezioni mosse alla trascrizione ritmica riguar-
te ritmico-modali, una cauta edizione diploma- tata e drammatizzata, per la quale Van der Werf derebbero il fatto che essa farebbe s che una
tica o semidiplomatica, come Carl Appel nella conia lespressione ritmo libero declamatorio. versione, solo una tra le molte possibili dello
sua edizione dei brani di Bernart de Ventadorn Tale prospettiva interpretativa consentirebbe, stesso brano, sia recepita come quella autentica
(1934), in cui segue il modello sviluppato in se- inoltre, di dare una possibile soluzione a pro- non solo nel caso in cui si proceda ad una ri-
guito da Hendrik Van der Werf, che si limita a blemi lasciati insoluti dalle teorie proporziona- costruzione di un ipotetico originale ma anche
trascrivere le altezze e a disporre sillabicamente liste, come la diversa distribuzione di accenti tra quando ci si limiti a trascrivere in notazione rit-
il testo della prima strofa nelle sue edizioni Trou- diverse strofe con la stessa melodia. Per quanto mica moderna una specifica redazione del bra-
vres-Melodien (Monumenta Monodica Medii riguarda la ricostruzione del profilo ritmico-me- no , senza che i principi adottati per individuare
Aevi, 11-12), degli anni 1977-79, e The Extant lodico libero, Van der Werf rimanda ad una de- il profilo ritmico possano essere in alcun modo
Troubadour Melodies, del 1984. Un modello di clamazione intonata di una versione del brano definitivamente dimostrati come validi. Daltra
teoria ritmica non-proporzionale offerto dal- che possa per anche fare tesoro di elementi parte, alledizione semi-diplomatica si muove
la teoria del ritmo libero oratorio del canto analitici, rilevabili, ad esempio, proprio dai rap- lobiezione di essere una non-edizione, poich
gregoriano, elaborata nellOttocento dai monaci porti tra le varianti nelle diverse versioni dello insufficiente per fornire una lettura soddisfacen-
benedettini dellabbazia di Saint-Pierre de So- stesso brano, che fornirebbero informazioni sul te del brano o delle sue versioni e quindi inuti-
lesmes; ma, tranne che per qualche voce isolata, valore dei vari momenti della melodia, sulla sua lizzabile da parte dellesecutore moderno;
la possibilit che ci sia qualche affinit tra il rit- struttura e sulle sue dinamiche interne. inoltre, laspetto scarno delle edizioni semi-di-
mo del gregoriano e quello dei restanti generi Le differenze tra le prospettive teoriche della plomatiche potrebbe indurre il lettore non
monodici non viene presa in considerazione al- ritmica proporzionale e della ritmica libera non particolarmente preparato a concepire analoga-
meno fino agli studi, negli anni Cinquanta, di riguarderebbero solo laspetto specifico ed iso- mente la musica cui tali edizioni rimandano. Ma
Jacques Chailley e di Enrico Paganuzzi. Sono, lato del ritmo ma sarebbero invece indicative, la soluzione offerta dalle trascrizioni ritmiche
invece, concetti e riflessioni maturati in ambito su un piano generale, di due modi profondamen- modali porrebbe rimedio a questa situazione at-
etnomusicologico a dare un impulso nuovo e te diversi di concepire la natura della monodia tuando una strategia prescrittiva che facilmente
decisivo in tale direzione, come ben riassume, medievale. Una concezione del ritmo, invece che potrebbe confondere quanto offerto dalla no-
non senza spunti critici, Agostino Ziino, nel sag- unaltra, sembra comportare una lettura ben di- tazione originale con quanto invece solo ipo-
gio Aspetti della tradizione orale nella musica versa di aspetti complessivi del repertorio mo- tizzato o immaginato dal trascrittore moderno
medievale (presentato nel 1973 al Primo Con- nodico e dei documenti pervenutici: il valore e che pu pertanto ottenere leffetto di nascon-
vegno sugli studi etnomusicologici in Italia); il delle varianti melodiche, errori secondo i soste- dere che la fonte della prescrizione non sareb-
concetto di variante melodica come fatto este- nitori del ritmo modale ed esteticamente signi- bero il manoscritto o lautore del brano bens lo
ticamente rilevante e non come errore , ori- ficative per i sostenitori del ritmo libero; il senso stesso moderno editore.

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