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1.

Introduzione
Nessuna teoria sfugge pi al mercato: ciascuna viene offerta come una opinione possibile tra quelle
concorrenti, tutte vengono date da scegliere, tutte vengono assimilate.1 Tuttavia il pensiero non si
pu rassegnare allimmodificabilit della realt, alla sconfitta contro un nemico troppo potente per
essere sconfitto. Questo scritto vuole proporsi di ri-tracciare quella linea ormai fatta svanire dalle
maree che si sono avvicendate dal 1989 ad oggi, una linea fatta di dissidenza e antagonismo teorico
e pratico: quella del marxismo autonomo. Si intendono con marxismo autonomo, tra le tante
manifestazioni che il marxismo ha avuto nel corso del secolo breve, in particolare lesperienza della
Scuola di Francoforte e quella dellOperaismo e del Post-Operaismo italiano degli anni 60 e 70. Ci
che ha reso particolarmente incisive queste due esperienze il nucleo di questo scritto: un modo di
intendere la critica immanente marxiana avulsa dalle istanze pacificatorie che il potere ha in s e
lantagonismo, teorico e pratico alle sue manifestazioni. Dal punto di vista teoretico, che sar
privilegiato in questo scritto, significher il passaggio da una dialettica pacificatoria ad una dialettica
di rottura: una dialettica negativa.

Herbert Marcuse nel suo capolavoro LUomo ad Una Dimensione del 1964 nota come i partiti
comunisti nazionali, i quali svolgono il ruolo storico di partiti dellopposizione legale, siano
condannati a non poter essere radicali2. Questa condanna a non poter essere radicali il risultato di
una societ ad una dimensione che riesce ad assorbire, come un gorgo marino, chiunque provi ad
avventurarvisi. Il Vortice Dialettico il meccanismo che il potere usa per imporre il proprio dominio
incontrastato riassorbendo ogni tentativo di cambiamento non radicale per ribadire con sempre
maggiore forza il proprio discorso3.

1
Theodor W. Adorno, Negative Dialektik, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag, 1966 (verr indicata, da ora e in poi,
con la sigla ND) [= Dialettica Negativa, a cura di Stefano Petrucciani, Torino, Einaudi, 2004, p.6 (verr indicato con la
sigla Dn1]. Verranno utilizzate, , come supporto, anche la traduzione italiana di Carlo Alberto Donolo del 1970 (che
sar indicata con la sigla Dn2) e quella inglese a cura di E. B. Ashton del 1973 (che sar indicata con la sigla Neg.Dia).
2
Herbert Marcuse, One-Dimensional Man, Boston, Beacon Press, 1964 [= LUomo ad una Dimensione, a cura di
Luciano Gallino, Torino, Einaudi, 1967, p.41 (indicato da ora e in poi con la sigla UD)]
3
Il risultato del vortice dialettico pu essere interpretato come uno dei meccanismi di esclusione, volti a controllare,
selezionare, organizzare e distribuire il discorso pubblico, identificati da Michel Foucault (il quale ha dichiarato una
esplicita continuit con il lavoro teorico dei francofortesi), e in particolare la volont di verit. Ne lOrdine del
Discorso, infatti descrive la volont di verit come il pi pericoloso tra questi meccanismi in quanto controlla tutti gli
altri sistemi e nota che se ci si situa...costrittive (Michel Foucault, LOrdine del Discorso, Torino, Einaudi, anno, p.)
Allinterno di un orizzonte politico e culturale nel quale non si pi nel migliore dei mondi possibili
ma lunico possibile, nel quale si configura un totalitarismo tale da far impallidire le esperienze
totalitarie novecentesche, vi un solo modo di uscire da questi meccanismi: lantagonismo e la
radicalit, teoretica e pratica. Il compito di una teoria radicale sar quello di dare lo sgambetto alle
sane opinioni circa l'immodificabilit del mondo4, opponendo alla dialettica affermativa e sintetica
del potere una dialettica dellantagonismo: una dialettica negativa.

Quando Theodor W. Adorno, cominciando il terzo paragrafo del suo Dialettica Negativa, dice che
quellimpoverimento dellesperienza causato dalla dialettica, che fa indignare il buon senso, si rivela
adeguato nel mondo amministrato alla sua astratta uniformit5 pone il problema del discioglimento
dialettico del finito nellinfinito, come espresso nella formulazione hegeliana e ne mostra il carattere
ideologico6 volto al dominio sulla natura e sullaltro. Infatti come fa notare Stefano Petrucciani:

La colpa del pensiero filosofico tradizionale, e dellidealismo che ne rappresenta la linea


egemone, quella di avere spacciato come realt quel mondo che noi strutturiamo e
organizziamo ai fini del dominio su di esso un dominio che in ultima istanza sempre solidale
con il dominio delluomo sulluomo che si perpetua nella societ. Per uscire dal cerchio magico
il pensiero deve prendere atto delle sue compromissioni col potere sociale; deve rinunciare alla
sua sovranit e acquisire la coscienza dei propri limiti e del carattere paradossale della sua
impresa: cercare di decifrare con concetti la realt non concettuale (il Non-identico, appunto)
senza che questa decifrazione la snaturi, la riduca a semplice specchio del pensiero identitario
che se ne appropria.7

innegabile, come vedremo approfonditamente nel corso dei capitoli centrali di questo lavoro,
latteggiamento metodologicamente contraddittorio con cui Adorno tratta i filosofi che lo hanno
preceduto e in particolare i tre pensatori con i quali instaura maggiormente il dialogo: Hegel, Marx e
Heidegger. Il dialogo con Hegel improntato su una doppia cattura del pensiero hegeliano, sulla linea
tracciata da Marx in particolare nei Manoscritti Economico-Filosofici del 1844 e nel celeberrimo
capitolo del I libro del capitale riguardante il Carattere di Feticcio della Merce: di Hegel si recupera

4
Theodor W. Adorno, Minima Moralia - Reflexionen aus dem beschdigten Leben, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am
Main, 1951 [= Minima Moralia Meditazioni della vita offesa, a cura di Renato Solmi, Torino, Einaudi, 1994, 45
(indicato da ora e in poi con la sigla MM)]
5
Dn1, p.8
6
Si intende il termine ideologia nel duplice significato di sistema concettuale e intepretativo proprio di una societ o di
un gruppo sociale e nel significato marxiano di falsa coscienza.
7
Stefano Petrucciani, Theodor Adorno oltre i limiti della ragione, in Il Manifesto del 19/04/2016 (reperibile on-line
allindirizzo: https://ilmanifesto.it/oltre-i-limiti-della-ragione/#)
il metodo dialettico per poi criticare gli esiti che essa porta, in particolare nella teorizzazione dello
stato etico. Usando le parole di Marx l'importante nella Fenomenologia di Hegel e nel suo risultato
finale - la dialettica della negativit come principio motore e generatore - sta dunque nel fatto che
Hegel concepisce l'autogenerazione dell'uomo come un processo, l'oggettivazione come una
contrapposizione, come alienazione e soppressione di questa alienazione; che in conseguenza egli
intende l'essenza del lavoro e concepisce l'uomo oggettivo, l'uomo vero perch reale, come il risultato
del suo proprio lavoro8.

Quindi lautogenerazione delluomo come processo il risultato che la dialettica deve porsi, ma la
soppressione dellalienazione pu avvenire riconoscendo il carattere reificato delle manifestazioni
sociali e quindi economiche. Il passo preliminare per il processo di autogenerazione e di
emancipazione dalle dinamiche del potere sar quella di riconoscere e svelare lordine ideologico
dominante nel quale si immersi: quello dellilluminismo, la societ industriale avanzata.

Per quanto riguarda Heidegger.

Il pensiero quindi deve porsi il compito di destrutturare e distruggere le costruzioni artificiose


delloccidente e il pensiero dialettico deve assumere la forma concreta di una critica dellideologia
come dimensione reificata.

La dialettica negativa, infatti, assume la forma di una dialettica di stampo hegeliano acefala: privata
del movimento sintetico, quello della conciliazione. Il panlogismo, la realizzazione del finito
nellinfinito non si compie. La filosofia stessa per Adorno diventa disvelamento, lopposizione a una
realt repressiva, dato che ogni filosofia, anche se apparentemente critica 9, nasconde in se
lilluminismo e il suo giustificazionismo:

Chi sceglie oggi il lavoro filosofico come professione, deve rinunciare allillusione che un
tempo guidava i progetti filosofici: che sia possibile afferrare la totalit del reale con la forza
del pensiero. Nessuna ragione che abbia la pretesa di giustificare la realt potrebbe
riconoscersi in una realt il cui ordine e forma reprimono ogni pretesa della ragione stessa;
la realt, come realt intera, si presenta al conoscere unicamente in modo oppositivo, perci
la speranza di ottenere una realt giusta e corretta offre solo frammenti e rovine. La filosofia

8
Karl Marx, konomisch-philosophischen Manuskripte, 1844 [= Manoscritti Economico-Filosofici, a cura di
Norberto Bobbio, Torino, Einaudi, 1945 (si utilizzer da ora e in poi la sigla Mef) p.]
9
Il bersaglio polemico principale della filosofia adorniana senza dubbio Martin Heidegger. Sul rapporto Heidegger-
Adorno si forniranno maggiori informazioni nel corso dello scritto.
che oggi promette questa speranza ha il solo scopo di coprire la realt con un velo e di
perpetrarne la condizione attuale.10

Quindi, usando le parole di Toni Negri, riferite in questo caso a Marx, lelemento unitario del quadro
sistematico (o antisistematico?) lantagonismo, non come base di costruzione della totalit, ma come
sorgente di un espandersi sempre pi incalzante e plurale dellantagonismo stesso.11

Porre lantagonismo come motore della dialettica, e non pi la sintesi, significa andare oltre la
trappola ideologica di una immagine unitaria e totale della realt, abbandonare lidea di una verit
inconcussa, riconducibile ad un principio primo e protetta dagli smottamenti e dalle fratture che la
storia produce, poich una filosofia che pretende di assurgere a tale verit, non fa altro che sottrarre
alla vista e al pensiero stesso i conflitti e le opposizioni che la realt, per sua natura, in quanto
realt storica, possiede e produce.12

Proprio questo problema sar trattato in questo scritto mostrando come il pensiero di Adorno,
attraverso i raffronti con Hegel, Marx e Heidegger, ponga una possibilit di unuscita dal vortice
dialettico nel quale siamo inseriti, uscendo dalla prigione del concetto nella quale siamo rinchiusi. Si
tratter poi di mostrare come una Dialettica Negativa diventi Dialettica Antagonistica, una volta
calata nella praxis politica. Si mostrer come ci sia lesigenza, per capire e combattere il potere e le
sue determinazioni ideologiche, di una politica della filosofia, con e oltre Adorno, e non di una
filosofia politica che legittima il potere esistente.

10
Theodor W. Adorno, Die Idee der Naturgeschichte e Thesen ber die Sprache des Philosophen. [= Lattualit della
filosofia. Tesi allorigine del pensiero critico, a cura di M. Farina, Milano-Udine, Mimesis, 2009. p.37]
11
Antonio Negri, Marx Oltre Marx
12
Gianpaolo Cherchi, Natura, storia, mito. Theodor Adorno filosofo del conflitto, in Giornale Critico di Storia delle
Idee 11/2014