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Trama

La tragedia ambientata a Roma, poco dopo la cacciata dei re etruschi della dinastia dei
Tarquini. La citt in preda ad una sommossa dopo che le scorte di grano sono state
negate al popolo. I rivoltosi sono particolarmente adirati con Caio Marzio, un valoroso
generale che incolpano della sparizione delle scorte alimentari. Incontrano dapprima
un patrizio di nome Menenio Agrippa, quindi Caio Marzio stesso. Menenio tenta di placare i
rivoltosi, mentre Coriolano si mostra sprezzante e dice che i plebei non meritano il grano
perch non hanno servito l'esercito. Due tribuni della plebe, Bruto e Sicinio, denunciano
personalmente Caio Marzio che lascia Roma quando giunge la notizia che l'esercito
dei Volsci pronto a dare battaglia. Il capo dell'esercito dei Volsci, Tullo Aufidio, si varie
volte scontrato con Caio Marzio e lo considera un nemico giurato. L'esercito romano
guidato da Cominio, mentre Caio Marzio il suo secondo. Mentre Cominio conduce i suoi
soldati contro l'esercito di Aufidio, Caio Marzio guida una sortita contro la citt volsca
di Corioli. L'assedio di Corioli inizialmente infruttuoso, ma Marzio riesce poi ad aprire con
la forza le porte della citt e a conquistarla per Roma. Anche se esausto per la battaglia,
Marzio raggiunge velocemente Cominio e si batte contro le rimanenti forze dei Volsci. Lui e
Aufidio si sfidano ad un duello che termina solo quando i soldati di Aufidio lo trascinano via
dalla battaglia.

In segno di riconoscimento per il suo incredibile valore Comino concede a Marzio il


soprannome onorifico di "Coriolano". Quando tornano a Roma Volumnia, la madre di
Coriolano, incoraggia il figlio a candidarsi alla carica di console. Coriolano esita ma alla fine
cede ai desideri della madre. Grazie al sostegno del Senato vince senza difficolt e sulle
prime sembra avere la meglio anche sugli oppositori della fazione popolare. Tuttavia Bruto
e Sicinio tramano per distruggerlo e aizzano un'altra rivolta contro la sua elezione a
console. Di fronte di tutto ci Coriolano si infuria e critica duramente il concetto di governo
del popolo. Paragona il permettere ai plebei di esercitare il potere sui patrizi al concedere
"ai corvi di prendere a beccate le aquile". Per queste parole i due tribuni lo condannano
come traditore e ordinano che sia mandato in esilio.

Dopo essere stato esiliato da Roma Coriolano si reca da Aufidio nella capitale dei Volsci e
gli propone di guidare il suo esercito alla vittoria contro Roma. Aufidio e i nobili volsci
abbracciano Coriolano e gli concedono di condurre un nuovo assalto contro la citt.

Roma, in preda al panico, cerca disperatamente di convincere Coriolano di abbandonare i


suoi propositi di vendetta, ma n Cominio n Menenio riescono nell'intento. A questo punto
viene mandata ad incontrare il figlio Volumnia, insieme alla moglie e al figlio di Coriolano:
la donna riesce a dissuadere il figlio dal distruggere Roma. Invece di muovere battaglia
conclude un trattato di pace tra i Volsci e i Romani. Quando per Coriolano torna nella
capitale dei Volsci, dei congiurati guidati da Aufidio lo uccidono per il suo tradimento.