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Santo Che Il martire guerrigliero

Il Che lessere umano pi completo della nostra epoca


Jean-Paul Sartre

Una contadina accende una candela al santo e prega affinch il suo figliolo goda di
buona salute e la raccolta di patate vada bene. Le sue preghiere, come le preghiere
degli altri contadini, sono gi state esaudite in passato sostengono gli abitanti del
villaggio. Assomigliava a Nostro Signore, l steso morto nella scuola, dice la
contadina allintervistatore televisivo. Il nome del santo miracoloso? Ernesto Che
Guevara!
Non prendiamo in giro questi contadini. Non guardiamoli con larroganza tipica di
chi vive nel Primo Mondo. Non c dubbio che il Che interviene nelle loro vite
afflitte dalla povert, come fanno tutti gli altri santi. E poi, chi siamo noi per
sostenere lassoluta conoscenza del mondo, della mente umana e di tutti i suoi
funzionamenti?
Come si sentirebbe il Che per lincenso e le candele bruciate in suo nome? In
quanto militante comunista ed ateo, avrebbe liquidato tutto ci come rozza
superstizione di un passato reazionario. Che ironia, per una persona simile. Ma non
sono solo i contadini boliviani a riverire il guerrigliero morto. Quarantanni dopo
la sua morte, la sua immagine affissa sulle pareti delle stanze di met degli
studenti del mondo. Il suo sguardo duro e ascetico ci punta da innumerevoli
magliette e spillette. La mistica di Che Guevara pervasiva.
Inutile domandarsi se meritasse questa idolatria. Di primo acchito, si potrebbe dare
una risposta affermativa incondizionata. In fondo era considerato il Numero Due a
Cuba, che si dimesso da ogni carica di potere per andare a combattere nella
giungla in favore di quella che riteneva fosse liberazione. Ammalato dasma e con
una esigua banda di seguaci, venne braccato e ucciso dallesercito boliviano.
Guevara era anche una perfetta figura romantica, avvenente, carismatico e amato
dalle donne. Non era un burocrate sanguinario come Stalin, n un pervertito come
Mao, neppure un megalomane come il suo vecchio amico Fidel, ma un vero
uomo. Sarebbe potuto sbucare fuori da qualsiasi romanzo davventura. E nella
famosa fotografia che lo ritrae steso morto, egli assomiglia davvero al Cristo.
S, facile comprendere il fascino che molte persone, soprattutto giovani,
avvertono per questuomo. Ma capire un fenomeno una cosa, verificarne la realt
unaltra. Per far ci, bisogna andare al di l della mistica, magari con lausilio
della sua biografia definitiva Che. Una vita rivoluzionaria (Baldini&Castoldi,
1997) scritta da Jon Lee Anderson, frutto di oltre cinque anni di ricerche
condotte in mezzo mondo, basata fra laltro su documenti originali finora inediti e
sulle testimonianze di chi lha conosciuto, e la cui stesura ha goduto dellappoggio
diretto della sua vedova e di molti suoi amici. Tutte le citazioni e le indicazioni di
pagina, laddove non espressamente indicato, si riferiscono a questopera.

Dont cry for me Argentina

Durante gli anni formativi di Che Guevara, lArgentina era dominata dal
movimento peronista. Il Peronismo in gran parte invenzione della brillante
moglie di Peron, Eva Duarte forse stata lideologia pi vicina al fascismo
perfetto. Tralasciate tutta la propaganda spicciola che circonda la parola fascista.
Dimenticate il nazi-fascismo e il fascismo clericale di Franco e Salazar. Mi riferisco
alla vera essenza di quel che volle essere un movimento rivoluzionario il
cosiddetto fascismo di sinistra.
Il vero puro fascismo, cos come immaginato da Mussolini, crebbe fuori dallala
sinistra militante del socialismo italiano. Fu un tentativo di imporre il programma
socialdemocratico attraverso la dittatura e la forza armata. Il movimento fece a
meno dellasettico positivismo ed evoluzionismo del marxismo ortodosso,
sostituendolo con lemotivismo romantico, lestremo nazionalismo, il culto della
volont e delluomo di azione. Lobiettivo era quello di nazionalizzare lindustria
e subordinare tutte le classi sociali ai bisogni dello Stato. Le classi lavoratrici
avrebbero beneficiato di questa rivoluzione, ma solo finch fossero rimaste
sottoposte allo Stato fascista. Il problema di Mussolini fu di non avere mai avuto il
sostegno della classe lavoratrice e quindi di dover rivolgersi alle tradizionali classi
medie. Per cui gran parte della sua rivoluzione rimase sulla carta.
Questa non fu la situazione che dovettero affrontare i Peron. Molti anni prima della
loro presa del potere, i generali avevano gi annientato ogni movimento libertario,
di cui rimasero solo pochi avanzi. Gli operai erano poveri, disorganizzati e senza
voce. Eva Duarte-Peron fu capace di costruire un movimento operaio riempiendo
il vuoto organizzativo (e, dove necessario, eliminando i suoi deboli oppositori).
Perci il peronismo aveva solide basi fra i lavoratori. Stimolato dallenergica Evita,
il movimento nazionalizz le banche, le compagnie assicurative, le miniere e le
autostrade. Il risultato fu che lArgentina ebbe probabilmente il pi esteso settore
capitalista statale fuori da un regime stalinista. I salari vennero aumentati per
decreto e una schiera di benefici sociali furono introdotti per i Los Descamisados
(gli scamiciati, gli operai seguaci dei Peron). Persino la Chiesa fu attaccata. Il
gioco anti-imperialista venne giocato fino alleccesso, alternando un violento anti-
americanismo ad un sentimento anti-britannico. Lo straniero divent il capro
espiatorio di ogni problema argentino.
Per quanto in giovent non avesse mai manifestato un grande interesse per le
questioni politiche e sociali, rifiutandosi di muovere un dito allorquando a pi
riprese alcuni suoi amici finirono in prigione, Che Guevara era comunque
simpatizzante del peronismo ed imbevuto delle sue idee. In molti modi rimase
sotto lincantesimo dellideologia peronista per tutta la sua vita. Ancora nel 1965,
affermava che dobbiamo dare a Peron tutto il sostegno possibile (220).
Quando il regime di Peron fin, egli dichiar: Devo confessare in tutta sincerit
che la caduta di Peron mi ha molto amareggiato lArgentina era il paladino di
tutti coloro che pensano al Nord come al nemico (244). Durante la guerriglia
nella Sierra Maestra, chiam le sue prime reclute guerrigliere Los Descamisados, in
omaggio al nome che Peron aveva dato ai suoi seguaci (366).
Questa viva simpatia per il peronismo lo accompagn sempre. Nel 1961 il Che
confess ad Angel Borlenghi, antico ministro dellInterno di Peron, che il caudillo
argentino era la pi avanzata incarnazione di riforma politica ed economica
dellAmerica Latina (Ricardo Rojo, My friend Che). Nel 1962 il Che si batt
affinch i peronisti venissero inclusi in un fronte rivoluzionaro argentino in via di
costituzione. Fidel invit Peron, allora in esilio, a visitare Cuba promettendogli gli
onori dovuti a un capo di Stato. John Cooke, gi leader della giovent peronista
nonch emissario personale di Peron, visse per anni a Cuba ed elogi la
rivoluzione, diventando amico del Che (748).

Le radici reazionarie della visione del mondo del Che


possibile rilevare linfluenza peronista in molti tratti del pensiero del Che. Ad
esempio nel suo nazionalismo, messo in evidenza dal suo sostegno alle lotte
dindipendenza nazionale portate avanti in molte parti del mondo. Oppure nel suo
autoritarismo, nella sua tendenza presente fin dalladolescenza a porsi alla guida
degli altri (38), nella sua convinzione che ogni azione intrapresa dovrebbe essere
di natura tale da avvicinare alla presa di potere (715). Per fare la rivoluzione, egli
credeva che fosse necessaria la violenza al servizio di una autorit. Non a caso non si
preoccupava dei metodi dittatoriali e autocratici di Fidel, ritenendo che la vera
rivoluzione potesse essere compiuta solo da un uomo forte (445).
Il Che era anche persuaso della necessit della centralizzazione, come dimostr sia
durante il periodo della guerriglia allorquando decret che qualsiasi membro
di unorganizzazione rivoluzionaria diversa dal Movimento 26 Luglio pu entrare,
vivere e operare in questo territorio. Il solo requisito quello di sottostare agli
ordini militari che sono stati o che saranno promulgati (497) sia dopo la
rivoluzione quando nazionalizz leconomia, militarizz il lavoro, esautor i
sindacati e stabil la fine dellautonomia dellinsegnamento universitario.
Inoltre il suo pensiero era infarcito di meccanicismo. La sua visione di un ordine
sociale era fondata sul coordinamento automatico, la sua conformit era ottenuta
attraverso la tecnica e il totalitarismo pi efficaci. Del resto, uneconomia
centralmente pianificata riduce ogni questione sociale a problema tecnico-
organizzativo. Significativa a questo proposito la convinzione del Che che il
contadino cubano, grazie alla rivoluzione, avrebbe ritrovato lallegria di sentirsi
importanti nel meccanismo sociale, di sentirsi un ingranaggio che ha caratteristiche
proprie necessario ma non indispensabile per il processo produttivo , un
ingranaggio cosciente che ha il proprio motore e che cerca di farlo rendere sempre
di pi (843). Questa nauseabonda retorica, pi che fare luce sulla distanza emotiva
del Che nei confronti della realt individuale, la dice lunga sul suo odio poliziesco
nei confronti dellindividuo e della sua libert, in cui vedeva una minaccia per il
socialismo. Come ogni autoritario, era convinto che si debba costantemente
pensare in funzione della massa e non degli individui criminale pensare da
individui perch le necessit del singolo sono assolutamente senza peso di fronte
alle necessit del conglomerato umano (652). Va da s che lindividualismo
deve sparire a Cuba ci deve essere la realizzazione della capacit di tutto un
individuo a beneficio assoluto di una collettivit (664).
Il Che aveva anche lossessione della glorificazione della guerra e del militarismo,
giacch identificava la guerra come la circostanza ideale per raggiungere la
coscienza socialista (416) e considerava lesercito rivoluzionario come il primo e
pi importante strumento di lotta, larma pi potente e vigorosa (549). Questo,
oltre a portarlo a formulare la sua disastrosa concezione fochista della rivoluzione
frutto di una mera campagna militare, da attuarsi al di fuori dogni contesto sociale,
lo spinse a sostenere la necessit di sacrificare innumerevoli vite per il glorioso
futuro socialista. Dopo che i russi ritirarono i loro missili, ponendo fine alla crisi
cubana del 1962, il Che si infuri per il tradimento sovietico e dichiar al
giornalista del Daily Worker di Londra che, se i missili fossero stati sotto il
controllo cubano, sarebbero stati lanciati (756). Nel 1965 invoc una guerra
mondiale rivoluzionaria apocalittica, da attuare anche con lutilizzo di armi
atomiche. Milioni di esseri umani moriranno, in tutti i punti della Terra Questo
non ci deve preoccupare (841). Il buon Che era persuaso che il nuovo ordine
socialista sarebbe sorto da questa distruzione di massa.
Monaco gesuita della rivoluzione, il Che esprimeva il suo cinismo anche nei suoi
testi letterari. Il suo racconto La bambola assassinata, apparso nel novembre 1959,
una allegoria sulla necessit di sacrificare gli innocenti in una causa rivoluzionaria
(636). Daltronde, il suo progetto per la campagna boliviana non prevedeva forse
che bisogna sacrificare la Bolivia affinch le rivoluzioni possano nascere nei paesi
limitrofi? (963). Lidea era quella di provocare nuove guerre del genere Vietnam
in America Latina, costringendo allintervento il governo degli USA. Questo
avrebbe spinto la Russia, la Cina e i movimenti guerriglieri del terzo mondo ad
unirsi in un potente fronte per poi distruggere lodiato Zio Sam. Che Guevara
pensava che la rivoluzione dovesse assumere i tratti della terza guerra mondiale,
per di pi atomica. Il suo celebre messaggio inviato allincontro Tricontinental,
tenutosi allAvana nel 1967, raggiunse toni sanguinari. Egli desiderava nullaltro
che un lungo e crudele confronto globale. La qualit pi importante richiesta in
questa guerra era un odio senza tregua che ci spinge sopra e oltre i limiti di cui
luomo erede per trasformarlo in una efficace, violenta, seduttiva e fredda
macchina per uccidere (986).
Insomma, per riuscire ad imporre il suo volere il Che non indietreggiava di fronte a
nulla. Non solo i nemici imperialisti, ma anche i contadini per cui diceva di
combattere erano vittime della sua forza bruta. Come scrisse sul suo diario
boliviano, la base contadina non risponde ancora, anche se pare che, seminando
sistematicamente il terrore, otterremo la neutralit dei pi; lappoggio verr pi
avanti. Seminare sistematicamente il terrore fra i contadini: questa tecnica infame
era gi stata sperimentata durante la guerriglia a Cuba, nella Sierra Maestra (982).

Che lo stalinista
-
Nel 1955, mentre si trovava in Guatemala, il Che divent un convinto stalinista.
Fino ad allora era rimasto scettico a proposito del marxismo, ma poi scopr i libri di
Stalin (786). Per lui fu una autentica rivelazione: ho giurato davanti ad una
fotografia del vecchio e compianto compagno Stalin che non avr riposo fino a che
non vedr annientare queste piovre capitaliste (174). La sua ammirazione per il
dittatore russo rasentava lidentificazione, se si considera che arriv a firmare
Stalin II una lettera inviata alla zia nellaprile di quellanno (226). Lideologia
stalinista lo pervase completamente, al punto da intervenire anche nella sua vita
privata. In Messico amava recitare alla neonata figlia Hildita che chiamava
amorevolmente il mio piccolo Mao una poesia di Antonio Machado in onore
del generale Lister, il fucilatore di anarchici durante la rivoluzione spagnola (270).
Il Che sentiva di avere alcuni doveri estremamente importanti da compiere
nellinteresse del movimento comunista e dellUnione Sovietica. Il primo di questi
era orientare la rivoluzione cubana verso lo stalinismo. Infatti allinterno del
Movimento 26 Luglio, il gruppo guidato da Fidel Castro, erano assai pochi i
comunisti, o simpatizzanti tali. Per non parlare degli altri gruppi rivoluzionari,
come il Directorio o gli anarchici, decisamente antistalinisti. Dato che Fidel era s
simpatizzante del Partito Comunista, ma su posizioni distanti, il Che divent la
figura chiave dei rapporti con il Partito Socialista Popolare (cio il Partito
Comunista Cubano) (494). Egli lavor per cementare i legami con il PSP (539), la
cui alleanza con il 26 Luglio doveva rimanere segreta per non dividere il
movimento rivoluzionario ed accrescere lostilit americana. La maggior parte dei
cubani infatti odiava il Partito Comunista, sia perch era intervenuto nella lotta
contro Batista con molto ritardo sia perch in precedenza ne aveva sostenuto il
regime. Il Che si diede anche da fare per indottrinare i suoi uomini durante il
periodo della guerriglia, insegnando loro i rudimenti del marxismo-leninismo
(413).
Dopo la rivoluzione, il Che divenne il legame fra il KGB e il nuovo governo
rivoluzionario, quando le relazioni fra Cuba e la Russia dovevano rimanere
clandestine per non adirare il cubano medio e spaventare il Dipartimento di Stato
statunitense. Come dichiar lagente del KGB inviato sul posto, il Che era il
nostro architetto nelle relazioni con Cuba (682). forse per questa ragione che
nel novembre del 1960, durante il suo viaggio in Russia, il Che venne invitato a
presenziare alla parata commemorativa del 43 anniversario della rivoluzione
dottobre, sulla Piazza Rossa a Mosca, accanto al presidente Nikita Kruscev: un
onore concesso per la prima volta ad una persona che non era un capo di Stato o
di partito (673). Nulla di strano quindi se laccordo missilistico nucleare con la
Russia che quasi scaten la terza guerra mondiale fu anchesso concluso dal Che
(736).
Nel 1963 dovette passare momenti di forte sconforto quando si accorse che il
modello russo, che aveva ingenuamente abbracciato, non era poi cos
corrispondente al suo puritanesimo proletario (676). Per fortuna in soccorso alla
sua ideologia traballante venne il maoismo, di cui ammirava le origine guerrigliere
e labnegazione di s: il sacrificio fondamentale per uneducazione comunista. I
cinesi lo capiscono molto bene, molto meglio di quanto non facciano i russi (847).
Va detto che il Che, per non farsi mancare niente, manifestava un certo debole
anche per il regime del Nord Corea (686).

Che il boia

Durante il periodo della guerriglia nella Sierra Maestra il Che si conquist sul
campo la sua fama di implacabile giustiziere. A detta del suo benevolo biografo, il
cammino del Che nella Sierra Maestra era cosparso dei cadaveri di chivatos
[informatori], disertori e delinquenti comuni, uomini le cui morti aveva ordinato, e
che in alcuni casi aveva giustiziato di persona (391). Ah, le dure necessit della
guerriglia Certo, eliminare gli informatori pu bene essere una triste necessit
della lotta rivoluzionaria, ma il Che si distinse soprattutto nel richiedere esecuzioni
per guerriglieri e contadini locali che non si adeguavano ai suoi criteri. Bastava
poco per beccarsi una pallottola in testa, giacch era notoriamente severo con le
punizioni. Persino Fidel era molto pi tollerante e commut molti ordini di
esecuzione del suo compagno. A titolo di esempio, una volta il Che minacci di
fucilare un certo numero di guerriglieri che erano scesi in sciopero della fame per
protestare contro i cattivi rifornimenti. Solo lintervento di Fidel lo ferm (476).
Vivere sotto i suoi comandi era talmente duro che molti soldati se ne andarono
(per questo vennero dichiarati disertori, ricercati e, se scovati, condannati a
morte) oppure chiesero di essere trasferiti (384). Ci comprensibile, considerato
che pochi uomini venivano assolti dallocchio sospettoso del Che (328), il quale
riempiva il suo diario con sprezzanti commenti e giudizi su quasi tutti i suoi
uomini, rei di non essere fanatici anacoreti come lui. Va anche detto che il Che
trasmise questa sua mania per le esecuzioni, questa sua durezza, ai suoi pi fedeli
seguaci che lo consideravano un esempio da imitare (390 e 823).
Durante il periodo della guerriglia, mantenere la disciplina fra le truppe e stabilire
una parvenza di legge e ordine nella provincia erano due fra le sue principali
priorit. Per prevenire lanarchia, il Che aveva nominato autorit rivoluzionarie
provvisorie in ogni citt liberata e aveva decretato norme di comportamento per i
suoi uomini (507). Inutile domandarsi cosa succedeva a chi trasgrediva queste
norme. Un giovane combattente, a cui era partito per sbaglio un colpo di fucile,
venne privato della sua arma e mandato in prima linea (514).
Subito dopo la caduta di Batista, il nuovo governo si pose il problema di
amministrare la giustizia rivoluzionaria. E chi venne incaricato di vestire i panni di
Torquemada? Cos, al Che venne affidato il compito di epurare lesercito e la
burocrazia governativa da spie, traditori e generici nemici della rivoluzione.
Divent il procuratore generale che nella caserma di La Cabana, dove ogni
giorno confluivano i prigionieri, decideva se giustiziare o no. E lui giustiziava senza
piet e fra il gennaio e laprile 1959 pi di 550 persone vennero fucilate (543).
Secondo i suoi vecchi colleghi in esecuzioni, la nostra pi grande preoccupazione
era assicurarci che il senso di giustizia e la morale rivoluzionaria prevalessero, che
non venisse commessa alcuna ingiustizia. In questo, il Che era molto attento
(542). Nobile preoccupazione ma che contrasta con le numerose testimonianze
secondo cui non furono solo poliziotti torturatori a venire messi al muro o gettati
in prigione. Basti pensare che nel gennaio 1960 un giovane cattolico venne
giustiziato per aver distribuito volantini anticomunisti (637). Per non parlare di
tutti quei rivoluzionari che, dopo aver combattuto contro la dittatura di Bastista,
continuarono a impugnare le armi anche contro la dittatura di Castro. Fra questi,
oltre a militanti degli altri gruppi rivoluzionari, ci furono anche ex membri dello
stesso Movimento 26 Luglio.
Il Che fu inoltre uno degli artefici del nuovo apparato di servizi segreti, la
Seguridad del Estado, o G-2. Il comando della nuova polizia segreta venne affidato
ad un suo collaboratore durante la guerra (539). Scontato fu il suo coinvolgimento
nella creazione dei Comitati di Difesa della Rivoluzione, rete di organizzazioni
civiche sparse fra i quartieri di ogni citt per assicurare il rispetto delle leggi e
fornire informazioni ai servizi di sicurezza statali.
Per tutti questi motivi, il Che pu essere considerato uno dei responsabili della
distruzione del movimento anarchico cubano. A detta degli stessi storici di regime,
per mezzo secolo lanarchismo era stato il principale pensiero sovversivo della
penisola caraibica. I libertari erano attivi in molti sindacati e costituivano una
importante forza anti-Batista. Gli anarchici sopravvissero alla dittatura di Machado
e di Batista, ma non sopravvissero a due anni di castrismo. La stampa libertaria
venne proibita nel 1961, e molti anarchici finirono in esilio, in galera o al cimitero.
Fra questi anche molti compagni che pure avevano combattuto contro Batista nelle
stesse fila del Movimento 26 Luglio (come riportato da Sam Dolgoff, The Cuban
Revolution).
Infine il Che va ricordato per essere lideatore di Guanacahabibes, campo di
rieducazione dove era solito mandare i suoi subalterni colpevoli di qualche
mancanza per espiare la pena con periodi di lavoro fisico, potersi redimersi e poi
tornare. Inutile dire che Guanacahabibes si conquist immediatamente una sinistra
fama, versione tropicale dei lager siberiani, al punto da venire chiuso subito dopo la
partenza del Che (789).

Che il burocrate

Alla fine del 1959 le universit, da sempre focolai di critiche e proteste, videro
abolita la propria autonomia. Fu lo stesso Che ad annunciarlo agli attoniti studenti
delluniversit di Santiago, con queste esplicite parole: Qualcuno direbbe che
questa dittatura, daccordo: dittatura (625). Venne introdotto un nuovo
curriculum di Stato, e le universit diventarono semplici strumenti del regime,
tanto che due terzi degli insegnanti furono costretti allesilio (Matthews,
Revolution in Cuba).
Nel 1960 lIstituto Nazionale della Riforma Agraria venne costituito sotto il
controllo del Che. Questa organizzazione aveva il compito di varare la nuova legge
di riforma agraria e prese il controllo sullintera economia. Allinizio il suo lavoro
doveva essere quello di gestire le cooperative statali. Ora, una cooperativa statale
una contraddizione in termini, poich le cooperative sono per natura associazioni
volontarie possedute e gestite localmente. LINRA nazionalizz le cooperative
esistenti (alcune delle quali erano anarchiche) e mise in piedi una schiera di nuove
cooperative fasulle, fondamentalmente fattorie di Stato. In base alla legge 43,
lINRA nominer gli amministratori e i lavoratori accetteranno tutti gli ordini e i
decreti emessi dallINRA (Ren Dumont, Is Cuba socialist?). Il 20 febbraio 1960
il Che annuncer la pianificazione centralizzata su modello sovietico per Cuba
(642), qualcosa che aveva desiderato da sempre. La guida delleconomia cubana da
parte del Che fu un disastro totale e probabilmente contribu a spingerlo verso la
sua impresa suicida in Bolivia.
In quanto ministro delleconomia cubana, il Che stato il principale responsabile
dellabolizione dei diritti dei lavoratori e della distruzione del movimento sindacale
autonomo. Alla fine del 1960 gli operai avevano perso il diritto allo sciopero
(considerato legittimo in un sistema capitalista, ma controrivoluzionario sotto il
socialismo), la sicurezza sul lavoro, la malattia, la settimana di 44 ore, le indennit
per straordinari, le ferie pagate, e vennero costretti a fare lavoro volontario.
Come per i sindacati, il regime tent di imporre lelezione di pedine del Partito
Comunista alla direzione della Confederazione del Lavoro Cubana. Il 90% dei
delegati si rifiutarono. Gli stalinisti vennero imposti dallalto, su ordine dello Stato.
Il leader della Confederazione, David Salvador, un importante membro del
Movimento 26 Luglio, venne condannato a 30 anni di prigione per la sua
opposizione allassalto stalinista al suo sindacato. Trascorse il tempo dietro le
sbarre di una prigione, con circa altri 700 prigionieri politici, molti dei quali erano
sindacalisti. La responsabilit del Che in questi fatti non un mistero, avendo
dichiarato nellottobre 1960 che il destino dei sindacati di scomparire e varato
la legge agraria 647, che sosteneva che il Ministro del Lavoro pu prendere il
controllo di qualsiasi sindacato, dimettendo i funzionari e nominandone altri
(Sam Dolgoff, The Cuban Revolution).

La tragedia di Che Guevara

Prima di diventare il Savonarola della Sierra Maestra, il Che era noto per essere un
gran mattacchione. Un hippie antelitteram, un amante della poesia, delle
conversazioni notturne, dei viaggi, del calcio, delle motociclette e delle donne. Fra
i suoi amici erano in pochi a credere nella trasformazione che aveva colpito il loro
vecchio compagno El Chanco dopo il suo viaggio a Cuba.
Certo, egli assorb molte delle idee autoritarie di Peron, ma questo accadde a un
mucchio di altra gente, che prosegu la propria vita senza farsi distruggere da
unideologia. La politica non era poi cos importante per il Che finch non and in
Guatemala. Qui scopr una ideologia che combaciava con le sue convinzioni e
pregiudizi, e che sembrava spiegare il mondo intero dando alla sua vita sostanza e
significato. Il Che divenne schiavo di una crudele religione secolare: il suo sistema
di idee lo consum, costringendolo a fare cose che non avrebbe fatto. Lo costrinse
a diventare duro e fanatico. Come disse suo padre, Ernesto aveva brutalizzato i
suoi sentimenti per diventare un rivoluzionario. Sua madre descriveva il nuovo
Ernesto intollerante e fanatico (848).
Questo suo fanatismo lo port a non rompere con lo stalinismo durante le
rivelazioni di Kruscev del 1956 (quando migliaia di intellettuali occidentali
lasciarono il partito comunista) e poi, alla fine, fecero nascere il suo desiderio di
sostituire lo stalinismo russo con quello cinese. Non che gli orrori di Stalin non
fossero noti non avevamo bisogno che Solzenicyn ci venisse a raccontare dei
gulag , qualsiasi anarchico, trotskista o socialista antistalinista avrebbe potuto
dirgli la verit. Forse qualcuno lo fece pure, forse egli si rifiut di ascoltare.
Il suo culto per la forza militare era anchesso una forma di fanatismo, che alla fine
lo port alla morte. Invece di confrontarsi di continuo con le condizioni materiali
in cui si trovava ad agire, ignor la realt in favore della sua ideologia. I suoi
tentativi di riprodurre pedissequamente lesempio cubano sono una sfilza di
imbarazzanti sconfitte (Repubblica Domenicana, Nicaragua, Guatemala, Per,
Argentina, Colombia, Venezuela, Congo, Bolivia), che testimoniano la sua ottusit.
Come poteva ignorare che i contadini boliviani, avendo ottenuto la terra durante la
rivoluzione populista del 1952, non erano interessati ad unaltra insurrezione
armata? Leggiamo il suo discorso alla Tricontinental quando pensava che
attaccare un paese avrebbe spezzato la volont del suo popolo quando pensava
che attraverso guerriglie tropicali avrebbe terrorizzato gli americani fino a
sconfiggerli. Ma cercare di terrorizzare una nazione non fa che accrescere la
fermezza della sua popolazione.
Non c dubbio che il Che fosse molto coraggioso, pi volte si mise in situazioni di
estremo pericolo durante la lotta di guerriglia. Era un guerriero valoroso. Sebbene
brusco nei metodi, non era certo un ipocrita i suoi sacrifici, le sue sofferenze,
erano un esempio per i suoi uomini. Ma il coraggio fisico non raro, molte
persone che appartengono al peggior genere di culti politici o religiosi agiscono con
immenso coraggio.
Altra questione il coraggio morale, che mai potr avere chi crede che il fine
giustifichi i mezzi.
Il Che non era affatto un uomo completo come dichiarato da Sartre, il quale non
ha mai incontrato uno stalinista di fama che non gli piacesse. Il Che chiunque sia
convinto che la libert debba sacrificarsi allautorit. Il Che chiunque ritenga che
il dovere viene prima del piacere. Il Che chiunque rinunci alla gioia di vivere e si
faccia sopraffare dal senso del sacrificio. Il Che chiunque creda nella logica del
con ogni mezzo necessario. Certo, il Che non era un tiranno alla Hitler o Stalin
despoti che possono semplicemente venir liquidati come mostri e che quindi
non hanno rapporti con la vita quotidiana. Seppe rinunciare ad ogni privilegio
legato alla sua carica, pur di essere coerente con le sue idee rivoluzionarie.
Ammirevole virt, tanto quanto il coraggio. Ma sufficiente per trasformare in
idolo questo feroce stalinista, questo rivoluzionario di Stato?
Nello scrutare la sua vita, il Che non assomiglia molto a un santo, non vero? Ma
c una cosa di cui bisogna tenere conto: anche il pi grande peccatore pu talvolta
diventare santo. Un esempio San Paolo, che prima di venire illuminato sulla via di
Damasco fu un violento persecutore di cristiani. Naturalmente Che Guevara
morto prima che potesse accorgersi dei suoi errori, e data la sua testardaggine
probabile che non lo avrebbe nemmeno fatto chi pu dirlo? Tuttavia la sua
sofferenza, la sua autodistruzione (e la distruzione degli altri) e il suo fallimento
finale possono servire da esempio. Non seguite le sue orme! Se il suo sacrificio
sapr dissuadere i rivoluzionari dal cadere nel suo inferno ideologico, il mantello di
santo se lo meriter davvero. Forse anche noi dovremo accendere una candela a San
Che.

anonimo

Larticolo stato pubblicato sul foglio aperiodico e anarchico Machete nel


gennaio 2008 e successivamente da Finimondo