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Materialia memoria di forma T materiali a memoria di forma rappresentano una classe di, materiali metallici dalle inusuali propriet’ meccaniche. In particolare la loro caratteristica principale & quella di essere in grado di recuperare una forma macroscopica preimpostata per effetto del semplice cambiamento della temperatura 0 dello stato di sollecitazione applicato. Ld comprensione dettagliata del meccanismo alla base di questa fenomenologia esula dagli scopi di queste.note. Basti qui ricordare che in questi materiali é presente una trasformazione di fase a stato solid (cioé in cui sia la fase di partenza e quella di arrive sono strutture solide anche se con arrangiamenti cristallografici differenti) che prende il nome di rasformazione martensitica termoelastica. Tra le numerose proprieti di questa trasformazione una appare particolarmente utile ed & quella legata alla particolare struttura cristallina della fase prodotto (deta appunto martensite). Essa consiste in una fitta disposizione di piani cristallini specularmene disposti Yuno rispetto allatro € dotati di un’elevatissima mobiliti relativa. Per una migliore comprensione si pensi alla struttura del mantice di una fisarmonica. Il ruolo di questi piani é il seguente: quando il materiale viene deformato da una forze esterna, invece di rompere legami cristallografici e dannegeiare la propria struttura pili intima, esso dispiega progressivamente i piani reticolari accomodando la deformazione complessiva senza realizzare spostamenti atomici significativi. Di nuovo si pensi allatto di allungare una fisarmonica, malgrado la singola piega del mantice si muova di poco T'intera seruttura si dispiega per una lunghezza molto maggiore. Poiché nel corso di questo meccanismo i singoli atom si sono spostati solo di poco dalle loro posizioni originali quando esse, per effetto di un riscaldamento imposto, devono muoversi per ripristinare la struttura cristallina di partenza possono recuperare molto faciimente la loro posizione iniziale prima della deformazione e promuovere quindi il recupero della forma macroscopica di partenza. Un esempio di effetto memoria di forma & esemplificato nella successione di immagini di Figura 1. Ad un filo di NiTi stata impressa, mediante un adeguato trattamento termico, la forma di un alberello di natale con la scritta CNR. Una volta raffreddato i piccolo gadget é stato deformato in modo che la forma di partenza non sia pid riconoscibile. Malgrado cid perd non si é avuto il dannepgiamento delle disposizioni atomiche di partenza e semplicemente siscaldando il filo (in questo caso con un comunissimo asciugacapelli ad aria calda) si ha il progressive recupero della forma inizial, Un ulteriore interessante proprieti delle trasformazioni martensitiche termoelastiche @ legata alla possibiliti di far avvenire la trasformazione non solo variando la temperatura ma anche mediante Vapplicazione di un opportuno stato di sollecitazione in condizioni adeguate di temperatura. In pratica & possibile far si che la struttura "a fisarmonica" si formi nel materiale alPatto stesso delPapplicazione di una forza esterna, Nel corso della deformazione imposta il materiale forma progressivamente la struttura martensitica e questa istantaneamente si deforma permettendo di nuovo di accomodare grandi deformazioni senza danneggiare in maniera permanente la struttura cristallogeafica del materiale. Poiché pero tale procedura viene condotta in un intervallo di temperature in cui la martensite formatasi non potrebbe esistere (in quanto a quella temperatura la fase stabile dovrebbe essere quella ad alta temperatura detta austenite) nel momento in cui la forza esterna viene rimossa essa si trova in una condizione di instabilita termodinamica ¢ tende a ritrasformarsi istantaneamente promuovendo un immediato recupero di forma prescindendo quindi dalla fase di tiscaldamento. os Soi Figura 1 : esempio di effetto memoria di forma. In un filo di NiTi é stata memorizzata la forma di un piccolo gadget natalizio. Una volta deformato a temperatura ambiente esso recupera la forma momorizzata per semplice riscaldamento a circa 60°C Quello che succede fenomenologicamente & che il materiale recupera immediatamente la forma iniziale dando Pimpressione di una notevole elasticita. A tale proprieta si di il nome di pscudaetusticiti (0, a volte anche se un po’ impropriamente di superelasticita) in quanto Teffetto complessivo é quello di un materiale che accetta notevoli deformazioni ed immediatamente recupera la sua forma iniziale. Questa proprieti dei materia a memoria di forma ha trovato diverse applicazioni anche grazie alla maggiore sempliciti di impiego che prescinde dalla necesita di riscaldare e/o raffreddare il materiale. Un esempio € quello presentato in Figura 2. Un occhiale con le parti metalliche in materiale pseudoelastico (aste e aso) pud venire chivso alPinterno della mano salvo poi ritornare immediatamente alla sua forma originale semplicemente aprendo la mano. Figura 2: esempio di propriet pseudoetastiche della lega NIT. Un occhiale realizzato in lega a memoria di forma viene severamente deformato e recupera istantaneamente la forma iniziale all'atto detta rimozione dolls soltecitazione Le proptict’ delle trasformazioni martensitiche termoelastiche sono stato oggetto di ricerca sin dai primi lavori pionieristici sul sistema AuCd degli anni *30 ma si deve al lavoro dell’americano William J. Buehler ¢ collaboratori negli anni ’60 ka scoperta delle proprieti della lega Nichel-Titanio, da allota conosciuta con Pacronimo di Nitinol, dalla sua composizione chimica (Ni) ed in onore del laboratotio dove Buehler lavorava al momento della scoperta (NOL, Naval Ordinance Laboratory). La notevole complessit del sistema metallurgico det NiTi ha costituito un freno alla diffusione del materiale nel settore industriale pet molti anni. A partire dalla met’ degli anni 80 ed in particolare dal 1991 si @ cominciata ad osservare una progressiva penetrazidne di questi material in settori ad elevato valore aggiunto (acreo spaziale — biomedicale) tradizionalmente pitt pronti ad accettare materiali innovativi potendone assorbire piti facilmente i costi relativamente alti. Da qualche anno a questa parte i costi di produzione del materiale sono andati diminuendo e la disponibiliti commerciale di leghe aumentando deteemninando cosi le condizioni preliminari per la diffusione del materiale in settori tecnologici differenti Liinteresse per le leghe a memoria di forma @ principalmente dovuto al fatto che questi material possono agire contemporaneamente come sensori ¢ come attuatori, cioé sono capaci di muoversi e di azionae alti dispositivt in relazione ad uno stimolo che ricevono. Pretendere di descrivere compintamente tutte le applicazioni realizzate o "pensate” con i materiali a memoria di forma tichiederebbe spazi ben maggiori di quelli disponibili, basti pensare che fino qualche anno fa i brevetti presentati che suggerivano Pimpiego di questi materiali crano delPordine di qualche decina al giorno. Val perd la pena di citare alcuni esempi di sucesso sia tecnico che commerciale in cui le diverse modaliti con cui & possibile impiegare questi materiali sono state messe a frutto. Rapresentazione schematica del comportamento | di un materiale pseudoelastico. Nella fase di | carico si osserva un punto di pseudosnervamento coincidente con Tinizio della trasformazione martensitica che procedendo all'aumentare della deformazione giustfica la presenza del trato di deformazione a sforzo costante, L'ampia, deformazione —imposta viene recuperata immediatamente nella fase di scarico in cui si “ osserva un ulleriore regione di deformazione a sforzo costante associala con Ia trasfermazione inverse dt martensite ad austenite Pscudoelasticita: si é visto in precedenza un esempio di applicazione di leghe NiTi nel settore delle montature per occhiali. In realti pochi sanno che gran parte delle antenne per telefoni cellulari sono realizzate con fil di questo materiale. Ma un setrore in cui i materiali 2 memoria di forma hanno determinato una vera rivoluzione & quello biomedicale dalle semplici applicazioni di fili nel sertore oftodontico alVimpianto permanente di stent aortiei di sosregno a seguito di interven di angioplastica In rut i casi quella che viene sfruttata @ la particolare forma della risposta meccanica dei fili a memoria di forma schematicamente tappresentata in Figura 5. Si osserva come nel corso della fase di carico compare una regione in cui allaumentare della deformazione non si ha un aumento del carico necessario ¢ similmente nella fase di scarico. Questi plateaux detti pseudoelastici fanno st che sia possibili deformare il materiale anche molto severamente (sino al 6-8%) senza percepire un significativo aumento della resistenza del materiale. Di qui la possibilita di applicare fili ortodontici per recuperare grandi deformazioni dentali senza causare dolore al paziente ed applicando un lenta e progressiva forza clinicamente pit efficace che non Pintensa risposta fornita dai veechi fil in acciaio. Analogamente in un ampia gamma di strumentari chirurgici soprattutto nel settore della chirurgica mini-invasiva & possibile impiegare clementi che, malgrado subiscano deformazioni severe quali quelle richieste pee percorrere piccoli vasi o euotare in cavith corporee, non sviluppino forze elevate e non mantengano deformazioni permanenti. Esempi di applicazione di materiali pseudoelastici. Le antenne di numerosi telefoni _cellulari garantiscono un‘elevata resistenza alle deformazioni accidentali grazie alle proprieté pseudoelastiche delle leghe NiTi, Nel settore ortodontico gli intervalli di deformazione a sforzo costante tipici del comportamento pseudoelastico vengono impiegati per garantire t'applicazioni di sforzi_costanti indipendentemente allo spostamento dalla posizione “corretta" del dente da riposizionare. Recupero di forma: Pimpiego delle leghe NiTi nella modaliti di recupero di forma pud avveniee in diversi modi ma si é solit distinguere i casi in cui questo recupero avvenga in maniera libera (recupero libero), in cui esso venga impedito da un vincolo non cedevole (recupero vincolato) ed il caso in cui il vincolo ceda secondo una qualche legge allo sforzo sviluppato dal materiale nel corso del recupero di forma (attuatori). Nel caso del recupero libero le applicazioni principali sono nel settore dei "gadgets" ello sviluppo di logo o piccoli dispositivi che ricordino una qualche forma preordinata generalmente mediante semplice riscakdamento a temperature di poco superiori a quella ambiente come nel caso dell'esempio mostrato in Figura 1 Pili interessante é il caso in cut il recupero di forma venga impedito da un vincolo in quanto in questo caso il tentative del materiale di ripristinare la Forma iniziale viene convertito in uno sforzo che pud essere utilmente impiegato per realizzare delle connessioni. E stato questo uno dei primi settori dove i materiali a memoria di forma sono stati impiegati con sucesso sia tecnico che commerciale. Si tratta di fatto di impiegare anelli metallic per realizzare delle connessioni che possono sostituire brillantemente le brasature o i serraggi meccanici nel caso in cui queste siano difficili da realizzare (material eterogenei, spazi cistretti oggetti di piccole dimensioni). La modalita di impiego, una volta compreso il principio di fanzionamento dei materiali a memoria di forma, é molto semplice. Dapprima elemento a memoria di forma viene "formato" con una geometria pitt piccola di quella del sistema da serrare. Quindi, a bassa temperatura, esso viene allargato in modo da poter essere facilmente installato allatto del montaggio, Una volta montato elemento a memoria di forma viene semplicemente riscaldato (in genere al massimo sino a 120°C) per indutlo a recuperate la forma iniziale. Nel corso del recupero perd la presenza dell’elemento da serrare impedir’ il completo ripristino della geometria iniziale consentendo cosi la generazione di uno sforzo che pud raggiungere valori dell’ordine dei 300 Mpa (30 Kg/mm’). Esempi di applicazione di materiali a memoria di forma in condizioni di recupero vincolato. | notevoli sforzi _attivati dallimpossibilita. per il materiale di completare il processo di recupero di forma vengono impiegati per garantire la tenuta ermetica di cilindri di alluminio (Figura A) © per il fissaggio di piccoli ingranaggi ad alberini di rotazione (Figura B). In particolare in Figura B & possibile osservare un confronto tra la soluzione offerta da un materiale a memoria di forma quella tradizionalmente impiegata che coinvolge masse maggiori ed @ particolarmente sensibile alla possibilita di allentamento in esercizio Infine un importante campo di applicazione & quello degli attuatori in cui vengono classificati tutti quei casi in cui il recupero del materiale a memoria di forma viene contrastato da una Forza variabile che eventualmente é in grado, al ripristinarsi di particolari condizioni di ripristinare automaticamente le condizioni iniziali rendendo ripetibile Papplicazione del sistema. LLo schema piti noto di tale approccio é quello rappresentato schematicamente in Figura 9 dove una molla a memoria di forma viene fata lavorare come antagonista di una normale molla di acciaio. Si sfeutta in questo caso il diverso modulo di elasticit’ che il materiale a memoria di forma esibisce a bassa ed ad alta temperatura. 4 bassa temperatura (T Os aiiuadn Co Fy eet Fm : ON cemrbin Of veComene Oude Li vowotin “eee a che si trasforma successivamente in un super-reticolo DO3 a temperature pitt basse. Quando la temperatura viene ulteriormente abbassata si verifica la transizione di fase beta-ordinata -» martensite. La trasformazione martensitica avviene attraverso piccoli spostamenti atomici collettivi che vanno a modificare il reticolo cristallino che il materiale presentava in partenza; questi spostamenti avvengono su piani ¢ direzioni cristalline ben definite senza che intervengano fenomeni di diffusione. Gli spostamenti atomici collettivi producono una modificazione della forma solo all'interno di ciascun cristallo senza che su scala miacroscopica sia possibile osservare alcuna variazione di forma su scala macroscopica quando la fase beta si trasforma in martensite per effetto di un solo abbassamento di temperatura DO3 B2 Fig, 1. Super reticoli caratteristici della fase beta nelle leghe Cu-Zn-Al la strutura B2 si presenta alle temperature pit elévalé mentre la struttura DO3 corrisponde a lemperature inferioviposs Te, Cid @ causato dalla alta simmetria reticolare della fase iniziale (cubica a corpo centrato) che presenta sei piani di scorrimento del tutto equivalenti {110}, ognuno di questi possiede inoltre direzioni di scorrimento <111>; tutti questi sistemi di scorrimento possono partecipare in contemporanea allo spostamento collettivo degli atomi, caratteristico della trasformazione considerata. In particolare esistono quattro piani di scorrimento per ciascun piano {110} che vanno a formare 24 sistemi di scorrimento complessivi. Questi collegano la iniziale struttura di tipo beta alla struttura di tipo finale martensitica. La martensite che si forma a seguito della trasformazione é costituita da diversi cristalli "placchettiformi", che grazie alla loro complessa orientazione sono in grado di dare un deformazione complessiva nulla Nella figura 2 viene mostrato Ninsieme delle quattro varianti martensitiche dette auto- compensanti , che si originano dall'unico piano {110} Fig. 2 All'aumentare della temperatura le varianti martensitiche sopracitate, che possiedono una simmetria molto inferiore rispetto alla fase beta iniziale, si trasformano nuovamente nella fase beta attraverso un processo perfettamente opposto a quello che ayeva portato alla Joro formazione durante il raffreddamento. Le considerazione finora fatte sono valide tuttavia solo per un monocristallo . A causa del grande numero di possibili orientazioni diverse che possono verificarsi tra i grani in un ageregato policristallino possono presentarsi fenomeni molto pili complessi* che Ppossono influenzare anche molto sensibilmente il comportamento del materiale nel corso della trasformazione di fase . Questi fenomeni derivano dalle azioni mutue e dai vincoli che si esercitano tra i singoli grani (variano con la dimensione ¢ Yorientazione dei grani stessi) durante il processo di tempra che presto verra trattato. Temperature di trasformazione La trasformazione dalla fase beta alla fase martensitica é definita da quattro temperature caratteristiche, Ms e Mf inizio e fine rispettivamente della formazione di martensite, As ¢ Af in maniera del tutto analoga inizio e fine della formazione della fase beta austenitica durante il riscaldamento. Le placchette di martensite cominciano a formarsi con continuita all'abbassarsi della temperatura mentre regrediscono trasformandosi in placchette in austenite all'aumentare della temperatura: la prima placchetia di martensite che si forma in corrispondenza del punto Ms é T'ultima a ritrasformarsi in corrispondenza del punto Af mentre T'ultima placchetta di martensite che si forma in corrispondenza del punto Mf é Ja prima a tornare allo stato originario appena giunge alla temperatura As. % Austenitep 3 2 Raffreddamentp ‘Temperatura Intervallo Di superelasticita Af Md Riscaldamento Se si traccia un grafico portante in ordinate la percentuale volumica di austenite in funzione della temperatura si pud osservare una curva di isteresi che caratterizza la trasformazione nelle due direzioni . Per determinare le temperature di transizione alle composizioni di interesse della lega sotto esame si pud utilizzare la misura della resistivita elettrica il cui valore dipende dalla struttura cristallina del materiale , in particolare si vanno a determinare i punti di deviazione dall'andamento lineare della resistivita elettrica al variare della temperatura. Per ottenere informazioni analoghe si possono usare altre grandezze fisiche come il calore specifico ¢ la riflettivita ottica .II parametro che ha maggiore influenza sulle proprieta della lega é la composizione chimica della stessa, nelle leghe a base di rame ad esempio come quelle appartenenti al gia citato sistema ternario Cu-Zn-Al ,una variazione di circa I'uno percento in peso del tenore di alluminio provoca uno spostamento di Ms di oltre cento gradi °C; un comportamento del tutto analogo si verifica con leghe Ni-Ti (Nitinol e derivati) Tuttavia é possibile che variazioni anche dell'ordine di alcune decine di gradi possano essere determinate da modificazioni strutturali o semplici trattamenti termomeccanici. Cid @ estremamente problematico in quanto impone cicli di lavorazione estremamente delicati che debbono essere sottoposti a controlli rigorosissimi . Analisi calorimetrica diuna lega SME tb 4g ° 20 40 60 20 100 Temperatura °C Sebbene la formaziome delle placchette martensitiche provochi una deformazione locale nel complesso non possibile avvertire alcuna deformazione esterna net caso in cui la transizione di fase sia semplicemente dovuta da una variazione di temperatura cid grazie al fenomeno di autocompensazione delle _varianti martensitiche. 11 materiale tuttavia si comporta in maniera molto diversa qualora la transizione di fase avvenga sotto leffetto di sollecitazioni meccaniche sia esteme che interne, sotto queste condizioni infatti a transizione di fase beta -> martensite pud awvenire anche a temperature maggiori di Ms, cioé nella zona di stabilita della sola fase beta Questo metie particolarmente in evidenza la natura termo-elastica della trasformazione martensitica caratteristica dei materiali a memoria di forma .Sebbene as \ 70.79 /\ goa 3 S15 ' 60 29 — 90 os | | sia possibile rilevare alcune differenze tra le martensiti indotte da uno sforzo ¢ quelle originatesi da una variazione di temperatura come ad esempio una diversa densita di difetti nei due casi, le principali caratteristiche fisiche e cristalline restano le medesime .Una differenza particolarmente significativa é tuttavia la distribuzione del materiale tra le 24 possibili varianti martensitiche. Nelle martensiti indotte da sforzo infatti la distribuzione attraverso la crescita di varianti opportunamente orientate & tale da massimizzare la deformazione complessiva. Quanto visto circa la formazione e la crescita all'interno della fase beta di certe varianti martensitiche pud verificarsi anche quando un materiale gia a struttura completamente martensitica (quando T aw) ec tamnule (Tego MH a) f\o € def. elarlice Qualora pero il campione venga di nuovo assoggettato alla stessa condizione di deformazione precedentemente applicata dopo opportuno raffreddamento ¢ nel caso in cui un opportuno numero di cicli di questo tipo venga ripetuto (raffreddamenti con deformazione imposta a cui seguono riscaldamenti in assenza di sollecitazioni),si manifesta il cosiddetto effetto di memoria di forma a due vie I] campione in pratica impara a variare la sua forma al variare della temperatura passando con continuita da una forma stabile a bassa temperatura ad una forma stabile ad alta temperatura e viceversa. Sono note svariate metodologie per indurre il fenomeno sopra visto ,dette training il fenomeno é legato in ogni caso a meccanismi che si instaurano in certe condizioni che favoriscono la nucleazione e l'accrescimento delle sole varianti inartensitiche che meglio si adattano alla deformazione che viene imposta durante lo stadio di raffreddamento, escludendo in tal modo anche tutte le altre varianti Particolarmente significativo é il fatto che un materiale condizionato nel modo sopra visto perde la memoria di forma qualora venisse riscaldato a temperature eccessive. Le martensiti che vengono formate assoggettando la fase beta austenitica ad una deformazione a temperatura superiore ad Af sono decisamente instabili in quando tendono a tonare alla fase beta non appena sia stata rimossa la sollecitazione. Questo particolare comportamento € noto come superelasticita (pseudoelasticita) proprio a causa delle enormi deformazioni del tutto reversibili che entrano in gioco .La transizione da fase beta alla fase martensitica ¢ caratterizzata da fenomeni di dissipazione interna estremamente marcati. Cid fa intravedere promettenti applicazioni del fenomeno in particolare per le leghe del sistema ternario Cu-Zn-Al, caratterizzate da elevate capacita di smorzamento delle vibrazioni meccaniche Deformazione % Fig. 5. Nella figura sopra sono confrontatt il comportamento di un tipico acciaio con il comportamento di una lega Nitinol, si pud notare ad esempio l'enorme deformazione perfettemente reversibile che pud giungere in taluni casi fino al 8 %, nonché I'enorme area sottesa Questa proprieta rende questi materiali adatti ad utilizzi nel campo della attenuazione delle vibrazioni meccaniche ¢ del rumore. Nel caso delle gid viste leghe Cu-Zn-Al tale effetto é dipendente sia dalla composizione sia dalla temperatura. In particolare si & osservato un massimo per la capacita di smorzamento in prossimita della temperatura di inizio formazione della fase martensitica Ms e di reversione As della martensite , mentre lo smorzamento permane piuttosto elevato in corrispondenza di un intervallo di temperatura piuttosto ampio; nei campioni allo stato del tutto martensitico la capacita di smorzamento risulta invece nettamente inferiore. Cid & perfettamente coerente con le supposizioni fatte relativamente al fenomeno osservato in corrispondenza delle temperature di transizione in quanto si ritiene che effetto di dissipazione sia dovuto alla transizione stessa ed alla quantita di materiale trasformato nella unita di tempo. Si é potuto inoltre rilevare che lo smorzamento che viene esercitato dalle martensiti dipende dall'ampiezza delle sollecitazioni che vengono applicate . Diverse considerazioni teoriche indicano che in corrispondenza di piccole ampiezze lo smorzamento € dovuto allo spostamento delle dislocazioni che sono presenti nella martensite mentre per ampiezze piti elevate esso é da imputare principalmente allo spostamento delle interfaccie glissili presenti tra le placchette martensitiche .Questi ultimi spostamenti in particolare sono stati osservati in maniera diretta attraverso esami al microscopio elettronico. Equazioni costitutive per SMA (shape memory alloy) Nel corso degli ultimi anni sono stati proposti numerosi modelli costitutivi per caratterizzare le leghe a memoria di forma con il fine di avere a disposizione informazioni di tipo previsionale relativamente al momento in cui un dato campione subisce la transizione di fase. Una di queste é la "teoria fenomenologica costitutiva” di Lagoudas e Bhattacharyya che si propone di descrivere il comportamento di una Iega policristallina di SMA Per semplicita nel seguito si fornira solo una componente del tensore degli sforzi corrispondente ad una sollecitazione uniassiale o : e=E,o+a)"T Dove E, =E,(€,7) ¢ il modulo tangenziale di Joung che é funzione del volume di fase martensitica totale & , dello sforzo uniassiale o , ¢ della temperatura T. Il parametro on =a (EoD) & la componente uniassiale del coefficiente tangenziale del tensore di espansione termica e T é la temperatura. Basandosi sul secondo principio della Termodinamica, Lagoudas et.al hanno derivato una equazione per il volume di fase martensitica globale (comprese tutte le varianti): 4 Oho (T+) dove p é la densita della lega , Au = uy (E)—u,(§) dove u(E) @ lenergia interna della i-esima fase presente nel campiome in questione, riferita ad un opportuno stato di riferimento corrispondente a o = 0 e T=To(To é una temperatura di riferimento arbitraria ) ,y = w(E)¢ B = B(E,o,T). Espressioni dettagliate per y , B , Er possono trovarsi nell’opera di Lagoudas et.al. Applicazioni delle leghe a memoria di forma Finora sono state previste innumerevoli applicazioni per le leghe a memoria di forma soprattutto in ambito di dispositivi termomeccanici sfruttando le enormi potenzialita di questi materiali a funzionare da sensori attuatori . Come risulta chiaro in un singolo elemento SMA si concentrano in maniera pit semplice ed economica possibile compiti che tradizionalmente vengono affidati ad un complesso di dispositivi come sensori termici ,amplificatori, relay ,attuatore clettromeccanico proporzionale, ¢ numerosi altri. Nel campo della sicurezza ad esempio sono stati realizzati elementi SMA aventi la funzione di indicatori di temperatura ,interruttori elettrici o dell'erogazione del gas. Molte altre applicazioni al contrario non prevedono 'uso del fenomeno di memoria di forma bensi dell'effetto pseudoelastico ,ad esempio per la realizzazione di sistemi di smorzamento di vibrazioni in apparati_meccanici particolarmente sollecitati o addirittura per proteggere edifici dai possibili effetti di un terremoto (ottoni), Numerose altre applicazioni si basano sull'effetto di memoria ad una via come per la realizzazione di manicotti autoserranti per tubazioni o di rivetti. per chiodature. Altri possibili utilizzi si intravedono nel campo della microrobotica dove elementi SME sono utilizzati come tendini di minuscoli bracci meccanici o addirittura in campo medico (esiste un prototipo di cuore artificiale mosso da fili in Nitinol). L'energia necessaria per il riscaldamento dei fili usati come "muscoli artificiali" € ottenuta per effetto Joule .facendoli cioé attraversare da una opportuna corrente dopo un certo dr sell: per incrementarne [a zaggio di resistenza. Impieghi pit banali ma di non minore importanza si intravedono nel campo ortodontico per Ja realizzazione di apparecchi corretivi o di intere protesi dolate di una elasticita fenomenale. Bibliografia [I] P.A. Besselink and R.C.L. Sachdeva. "Application of shape memory effects” ,J De Phisique IV .Colloque C8, volume 5 ,decembre 1995, pp 111-116 [2] A. Bhattacharyya and D.C. Lagoudas "Termoelectric Shape Memory Alloy Actuators and the Issue of Thermomechanical Copling” .J. De Phisique TV. Colloque C5, volume 7 ,novembre 1997, pp 673-678 [3] P.A. Besselink "Recent Developments on Shape Memory Applications", J. De Phisique IV. Colloque C5, volume 7 ,novembre 1997, pp 581-590 Diagramme ole Jom PierceQhare Ray ree, Creare» Piezoeleuricita ‘Tutti i cristalli in uno stato ferroelettrico sono anche piezoelettrici: unc sforzo Z applicato al cristallo cambiera la polarizzazione elettrica (fig. 16) In modo simile, un campo elettrico E applicato al cristallo fari in mode cche il cristallo si deformi. In notazione schematica monodimensionale, ‘equazioni piezoelettriche sono Zd+Ey; e=Zs+Ed, @ dove P é la polarizzazione, Z lo sforzo. d la costante di deformazione ple- zoelettrica, E il campo elettrico, x Ia suscettivita dielettrica, ¢ la deformazione elastic ed s la costante elastica Queste relazioni mostrano lo sviluppo della polarizzazione dovuta a unc sforzo applicato, e Io sviluppo di una deformazione elastica dovuta a uz ‘campo elettrico applicato. I! primo aspetto é utilizzato in misuratori di defor- mazioni e per rilevare onde ultrasonore, il secondo aspetto é utilizzato ne generatori di ultrasuoni. Un cristallo pud essere piezoelettrico senza essere ferroelettrico: un eser:- pio schematico di una struttura di questo genere é dato'® nella figura 1” 1! quarzo é piezoelettrico ma non é ferroelettrico; il titanato di bario & =-- trambe Ie cose. Come ordine di grandezza, nel quarzo d= 10-7 em/V¢ € nel titanato di bario d= 10~* em/Viwes.). La definizione generale delle costanti di deformazione piezoelettrice = dy (Oe,/2E 2 » dove i= x,y,z Sax, yy, 22, ¥2, 2X, x). Per passare ai valori di dy mjvolt a cm/V(u.es.), si deve moltiplicare per 3x 10" Per una’ trattazione dettagliata della piezoelettricita, vedi il libro di citato alla fine del capitolo 4 € anche i libro di Mason. Domini ferroeleterici Si consideri un cristallo ferroclettrico (ad esempio, i titanato di be nella fase tetragonale) in cui Ja polarizzazione spontanea pud essere dire: sia verso V'alto delPasse c del‘erstallo sia verso il basso. Un crisallo fers elettrico é generalmente costituito da regioni chiamate domini alVnters delle quali la polarizzazione ha Ia stessa direzione, mentre in domini aé: centi Ja polarizzazione ha direzioni ‘diverse. Nell'esempio della figura 15 Vedi inolie i apitolo 11 di A. Holden ¢ P. Singer, Crystal and Crystal Growing (Ds beday, Garden City 1960), roan band Y stono t o » ferroeetrico in astenza di sforzo« (b) crsallo ferrotetrico in pre P, la polarzzarione piezocletceaindata Figura 16_ (8) Cristal senza sforzo, Lo sforzo cambia I polarzzaione di oe - $store t @ » Figura 17 (9) I cristallo in assenza di sforzo ha un se di simmetriateraria Le frecce rape sentano moment di dipolo; ciascu gruppo di tre (rece rappresenta up gruppo di ion nello ‘eeo piano indicat coo A; B*, con uno fone Ba cingcun vertce, La somms dl tre moment ‘ipoio a ciascun verice nulla. (6) Quando i erisallo # sottoposo a sforz> st siluppa una ‘olanzacione nella direzione indicts. La xomma dei moment di dipolo ciascun verter aon Few 18 (@) Diseguo schematico {pesament atomic sv enrambs “i = ana parce tra domiai pol “= Giredoni opposte io un srroeetico: (b) vila di “sua a domiai che ilsta 80" ta domi pelarzzat ni oppose | asimmetrica e irreversibile. La ferroelettricita ¢ quindi la proprieta che giustifica il processo di polarizzazione delle ceramiche piezoelettriche. 1.2 CERAMICHE PIEZOELETTRICHE: STRUTTURA Una ceramica piezoelettrica é un materiale policristallino in cui i domini ferroelettrici sono orientati casualmente (in tutte le direzioni). Ogni dominio é dotato di un asse polare, ma l’insieme dei domini non mostra proprieta piezoelettriche, a causa della disposizione non ordinata dei domini stessi. La ferroelettricita di tali domini permette di variare la direzione degli assi polari mediante il processo di polarizzazione. Le direzioni che !’asse pud assumere dipendono dal tipo di cristallo: maggiore é il numero di direzioni consentite, migliore sara l’allineamento finale dei dipoli di tutti i cristalli. Nelle ceramiche, ovviamente un allineamento perfetto non sara mai ottenibile, in quanto esisteranno sempre degli stress meccanici interni e delle imperfezioni tra i grani del materiale che impediranno lo spostamento dell’asse polare nella direzione pit favorevole.[3] Dal punto di vista cristallografico le pili importanti ceramiche piezoelettriche cristallizzano secondo una struttura detta “perovskitica”, la cui unita fondamentale ¢ costituita da una cella idealmente cubica, come mostrato in figura 1.3. Ossigeno O Bario Titanio Figura 1.3: Struttura perovskitiea di una cella elementare di titanato di bario (BaTiO3) Onde de hrsryie te Equator Be un pret cordinee TS, Si ajo & Je se Foc tpi ale peel se a p: jira. ’ a Js: § we Ca meerae a Iluide Ole barre ‘ l dm = ae wer” Fe Jerse 4 Ge alle eorrala ( $2 [petdse 5 fends gu quale as omals fa Ae M vs HL! ent Ro ape fs vt Joerel: income wm bil ) - pa tT pov meme dt ¢ Comuunieme obet nese delle sppperdres chrere pein abl er iruo | prem geen ap ov 5 eg linn fas t Eq. owek. Parl ao Dewyiauee dell epuatern ob confines Sar oy Te 2 Z “ iz (3%) Variation. ra tence debe quanti feo olt mole Ve to Eo Moe A: Nei fow si he alfore. 2 (5%) ¢ 2. 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In other words, a traction vector cannot be fully described unless both the force and the surface where the force acts on has been specified. Given both AF and As, the traction T can be defined as The internal traction within a solid, or stress, can be defined in a similar manner. Suppose an arbitrary slice is made across the solid shown in the above figure, leading to the free body diagram shown at right. Surface tractions would appear on the exposed surface, similar in form to the external tractions applied to the body's exterior surface. The stress at point P can be defined using the same equation as was used for T. Stress therefore can be interpreted as internal tractions that act on a defined internal datum plane. One cannot measure the stress without first specifying the datum plane. The Stress Tensor (or Stress Matrix) Surface tractions, of stresses acting on an internal datum plane, are typically decomposed into three o mutually orthogonal “components. One component is normal to the surface and represents direct stress. The y other two components are “tangential to the surface and represent shear stresses. What is the distinction between normal and tangential tractions, or equivalently, direct and shear stresses? Direct stresses tend to change the volume of the material (e.g. hydrostatic pressure) and are resisted by the body's bulk modulus (which depends on the Young's modulus and Poisson ratio). Shear stresses tend to deform the material without changing its volume, and are resisted by the body's shear modulus. Defining a set of internal datum planes aligned with a Cartesian coordinate system allows the stress state at an internal point P to be described relative to x, y, and z coordinate directions. For example, the stress state at point P can be represented by an infinitesimal cube with three stress components on each of its six sides (one direct and two shear components). Since each point in the body is under static equilibrium (no net force in the absense of any body forces), only nine stress components from three planes are needed to describe the stress state at a point P. These nine components can be organized into the matrix: where shear stresses across the diagonal are identical (i.e. Oxy = Oyx, Syz = Ozy, AN Ozx = yz) aS a result of static equilibrium (no net moment). This grouping of the nine stress components is known as the stress tensor (or stress matrix). The subscript notation used for the nine stress components have the following meaning: Stress on the ; plane. along » direction, Direction of the slress component. Direction of the surface normal upon whidh the stress acts, Note: The stress state is a second order tensor since it is a quantity associated with two directions. As a result, stress components have 2 subscripts. A surface traction is a first order tensor (i.e. vector) since it a quantity associated with only one direction. Vector components therefore require only 1 subscript. Mass would be an example of a zero-order tensor (i.e. scalars), which have no relationships with directions (and no subscripts). Top of Page Equations of Equilibrium Consider the static equilibrium of a solid subjected to the body force vector field b. Applying Newton's first law of motion results in the following set of differential equations