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Cantico dei cantici
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2
LUZZI (riveduta del M.BENEDETTA ARTIOLI
VULGATA EBRAICO CEI LXX (ed. Rahlfs)
Diodati, 1924)
(TRADUZIONE DALLEBRAICO) (TRADUZIONE DALLEBRAICO) ( TRADUZIONE DALLA LXX )

1 .1 Il Cantico de' cantici


1.1 Cantico dei &Aisma aj/smavtwn, o{ ejstin tw'/ Cantico dei cantici, che
di Salomone. cantici, che di Salwmwn. di Salomone.
Salomone.
osculetur me osculo 1 .2 Mi baci egli de' baci 1.2 Mi baci con i Filhsavtw me ajpo; Chegli mi baci con i baci
oris sui quia meliora della sua bocca!... poich baci della sua bocca! filhmavtwn stovmato" aujtou', della sua bocca: sono
sunt ubera tua vino le tue carezze son migliori


S, le tue tenerezze migliori i tuoi seni del
o{ti ajgaqoi; mastoiv sou uJpe;r
del vino. sono pi dolci del oi\non, vino,
vino.
fragrantia unguentis 1 .3 I tuoi profumi hanno
1.3 Per la fragranza kai; ojsmh; muvrwn sou uJpe;r e il profumo dei tuoi
optimis oleum effusum un odore soave; il tuo sono inebrianti i tuoi pavnta ta; ajrwvmata, muvron unguenti migliore di tutti
nomen tuum ideo nome un profumo che si

profumi, profumo gli aromi; unguento effuso
ejkkenwqe;n o[nomav sou. dia;
adulescentulae spande; perci t'aman le olezzante il tuo tou'to neavnide" hjgavphsavn il tuo nome! Per questo ti
dilexerunt te fanciulle! nome, per questo le se,
amano le fanciulle,
giovinette ti amano.
trahe me post te 1 .4 Attirami a te! Noi ti 1.4 Attirami dietro a ei{lkusavn se, ojpivsw sou ti hanno attratto: dietro di
curremus introduxit me correremo dietro! Il re te, corriamo! eij" ojsmh;n muvrwn sou te, al profumo dei tuoi
rex in cellaria sua m'ha condotta ne' suoi

M'introduca il re nelle unguenti, noi correremo.
dramou'men. Eijshvnegkevn me
exultabimus et appartamenti; noi
sue stanze: gioiremo e oJ basileu;" eij" to; tamiveion Mi ha introdotto il re nella
laetabimur in te gioiremo, ci rallegreremo ci rallegreremo per te, aujtou'. !Agalliaswvmeqa
sua stanza. Esultiamo e
memores uberum a motivo di te; noi ricorderemo le tue rallegriamoci in te!
kai; eujfranqw'men ejn soiv,
tuorum super vinum celebreremo le tue carezze tenerezze pi del vino. Ameremo i tuoi seni pi
ajgaphvsomen mastouv" sou del vino: la rettitudine ti
recti diligunt te pi del vino! A ragione sei A ragione ti amano!
amato! uJpe;r oi\non: eujquvth" ama.
hjgavphsevn se.
nigra sum sed formonsa 1.5 Io son nera ma son
1.5 Bruna sono ma Mevlainav eijmi kai; kalhv, Nera io sono ma bella,
filiae Hierusalem sicut bella, o figliuole di bella, o figlie di qugatevre" Ierousalhm, wJ" figlie di Gerusalemme,
tabernacula Cedar sicut Gerusalemme, come le
Gerusalemme, come le come le tende di Kedar,
skhnwvmata Khdar, wJ"
pelles Salomonis tende di Chedar, come i
tende di Kedar, come i devrrei" Salwmwn. come i tendaggi di
padiglioni di Salomone. padiglioni di Salma. Salomone.
nolite me considerare 1.6 Non guardate se son
1.6 Non state a mh; blevyhtev me, o{ti ejgwv eijmi Non badate al fatto che
quod fusca sim quia nera; il sole che m'ha guardare che sono memelanwmevnh, o{ti sono diventata nera: il
decoloravit me sol filii bruciata; i figliuoli di mia

bruna, poich mi ha sole mi ha guardata male.
parevbleyevn me oJ h{lio":
matris meae madre si sono adirati

abbronzato il sole. I uiJoi; mhtrov" mou I figli di mia madre hanno
pugnaverunt contra me contro di me; m'hanno figli di mia madre si ejmacevsanto ejn ejmoiv,
lottato con me, mi hanno
posuerunt me custodem fatta guardiana delle vigne, sono sdegnati con me: messa come custode nelle
e[qentov me fulavkissan ejn
in vineis vineam meam ma io, la mia vigna, non

mi hanno messo a vigne: la mia vigna non
ajmpelw'sin: ajmpelw'na ejmo;n lho custodita.
non custodivi l'ho guardata. guardia delle vigne; la
mia vigna, la mia, non oujk ejfuvlaxa.
l'ho custodita.

3
indica mihi quem diligit 1 .7 O tu che il mio 1.7 Dimmi, o amore !Apavggeilovn moi, o}n Fammi sapere, o tu che la
anima mea ubi pascas cuore ama, dimmi dove dell'anima mia, dove hjgavphsen hJ yuchv mou, pou' mia anima ha amato,
ubi cubes in meridie ne meni a pascere il tuo

vai a pascolare il dove fai pascolare [il
poimaivnei", pou' koitavzei"
vagari incipiam per gregge, e dove lo fai gregge, dove lo fai ejn meshmbriva/, mhvpote gregge], dove lo fai
greges sodalium riposare sul mezzogiorno. riposare al meriggio, gevnwmai wJ" periballomevnh
riposare a mezzogiorno,
tuorum Poich, perch sarei io
perch io non sia perch io non diventi
ejp! ajgevlai" eJtaivrwn sou.
come una donna sperduta, come vagabonda come una che
presso i greggi de' tuoi dietro i greggi dei tuoi ammantata [opp. che si
compagni? compagni. ammanta], presso i greggi
dei tuoi compagni.
si ignoras te o pulchra 1 .8 Se non lo sai, o la
1.8 Se non lo sai, o !Ea;n mh; gnw'/" seauthvn, hJ Se non conosci te stessa,
inter mulieres egredere pi bella delle donne, esci bellissima tra le kalh; ejn gunaixivn, e[xelqe o bella tra le donne, esci
et abi post vestigia e segui le tracce delle
donne, segui le orme tu sulle orme dei greggi e
su; ejn ptevrnai" tw'n
gregum et pasce hedos pecore, e fa' pascere i tuoi
del gregge e mena a poimnivwn kai; poivmaine ta;" pascola i tuoi capretti
tuos iuxta tabernacula capretti presso alle tende pascolare le tue ejrivfou" sou ejpi;
presso le tende dei
pastorum de' pastori.
caprette presso le pastori.
skhnwvmasin tw'n poimevnwn.
dimore dei pastori.
equitatui meo in 1 .9 Amica mia io 1.9 Alla cavalla del Th'/ i{ppw/ mou ejn a{rmasin Alla mia cavalleria tra i
curribus Pharaonis t'assomiglio alla mia cocchio del faraone io Faraw wJmoivwsav se, hJ carri di faraone io ti ho
adsimilavi te amica cavalla che s'attacca ai

ti assomiglio, amica paragonata, o mia
plhsivon mou.
mea carri di Faraone. mia. compagna.
pulchrae sunt genae 1.10 Le tue guance son

1.10 Belle sono le tiv wJraiwvqhsan siagovne" Come sono belle le tue
tuae sicut turturis belle in mezzo alle collane, tue guance fra i sou wJ" trugovne", travchlov" guance, come tortore, il
collum tuum sicut e il tuo collo bello tra i pendenti, il tuo collo tuo collo, come collane.
sou wJ" oJrmivskoi_
monilia filari di perle. fra i vezzi di perle.
murenulas aureas 1.11 Noi ti faremo delle
1.11 Faremo per te oJmoiwvmata crusivou Faremo per te immagini
faciemus tibi collane d'oro con de' punti pendenti d'oro, con poihvsomevn soi meta; doro con incisioni
vermiculatas argento d'argento.
grani d'argento. dargento.
stigmavtwn tou' ajrgurivou.
dum esset rex in 1.12 Mentre il re nel
1.12 Mentre il re $Ew" ou| oJ basileu;" ejn Finch il re stato
accubitu suo nardus suo convito, il mio nardo nel suo recinto, il mio ajnaklivsei aujtou', navrdo" adagiato a mensa, il mio
mea dedit odorem suum esala il suo profumo.

nardo spande il suo nardo ha dato il suo
mou e[dwken ojsmh;n aujtou'.
profumo. profumo.
fasciculus murrae 1.13 Il mio amico m'
1.13 Il mio diletto ajpovdesmo" th'" stakth'" Sacchetto di mirra per
dilectus meus mihi inter un sacchetto di mirra, che per me un sacchetto di ajdelfidov" mou ejmoiv, ajna; me il mio diletto, tra i
ubera mea passa la notte sul mio

mirra, riposa sul mio miei seni dimorer:
mevson tw'n mastw'n mou
commorabitur seno. petto. aujlisqhvsetai:
botrus cypri dilectus 1.14 Il mio amico m'

1.14 Il mio diletto bovtru" th'" kuvprou grappolo di henn il
meus mihi in vineis un grappolo di cipro delle per me un grappolo di ajdelfidov" mou ejmoi; ejn mio diletto per me tra le
Engaddi vigne d'Enghedi. cipro nelle vigne di vigne di Engaddi.
ajmpelw'sin Eggaddi.
Engddi.
ecce tu pulchra es 1.15 Come sei bella, 1.15 Come sei bella, !Idou; ei\ kalhv, hJ plhsivon Ecco! sei bella, o mia
amica mea ecce tu amica mia, come sei bella! amica mia, come sei mou, ijdou; ei\ kalhv, compagna, ecco, sei
pulchra oculi tui I tuoi occhi son come bella! I tuoi occhi sono ojfqalmoiv sou peristeraiv. bella, i tuoi occhi sono
columbarum quelli dei colombi. colombe. colombe.

4
ecce tu pulcher es 1.16 Come sei bello,
1.16 Come sei bello, !Idou; ei\ kalov", oJ ajdelfidov" Ecco! sei bello, o mio
dilecte mi et decorus amico mio, come sei mio diletto, quanto mou, kaiv ge wJrai'o": pro;" diletto, oh s, stupendo;
lectulus noster floridus amabile! Anche il nostro
grazioso! Anche il inoltre, il nostro letto
klivnh hJmw'n suvskio",
letto verdeggiante. nostro letto tutto adombrato,
verdeggiante.
tigna domorum 1.17 Le travi delle 1.17 Le travi della dokoi; oi[kwn hJmw'n kevdroi, le travi delle nostre case
nostrarum cedrina nostre case sono cedri, i nostra casa sono i fatnwvmata hJmw'n sono cedri, i nostri soffitti,
laquearia nostra nostri soffitti sono di
[
] cedri, nostro soffitto cipressi.
kupavrissoi.
cypressina cipresso. sono i cipressi.
ego flos campi et lilium 2.1 Io sono la rosa di
2.1 Io sono un !Egw; a[nqo" tou' pedivou, Io sono il fiore della
convallium Saron, il giglio delle valli. narciso di Saron, un krivnon tw'n koilavdwn. piana, il giglio delle valli.
giglio delle valli.
sicut lilium inter spinas 2 .2 Quale un giglio tra le
2.2 Come un giglio @W" krivnon ejn mevsw/ Come giglio in mezzo a
sic amica mea inter spine, tale l'amica mia fra i cardi, cos la mia ajkanqw'n, ou{tw" hJ plhsivon spine, cos la mia
filias tra le fanciulle. amata tra le fanciulle. compagna in mezzo alle
mou ajna; mevson tw'n
qugatevrwn. figlie.
sicut malum inter ligna 2 .3 Qual un melo fra 2.3 Come un melo @W" mh'lon ejn toi'" xuvloi" Come melo tra gli alberi
silvarum sic dilectus gli alberi del bosco, tal tra gli alberi del tou' drumou', ou{tw" del bosco, cos il mio
meus inter filios sub l'amico mio fra i giovani.
bosco, il mio diletto diletto in mezzo ai figli,
ajdelfidov" mou ajna; mevson
umbra illius quam Io desidero sedermi alla
fra i giovani. Alla sua tw'n uiJw'n: ejn th'/ skia'/ aujtou' alla sua ombra si acceso
desideraveram sedi et sua ombra, e il suo frutto ombra, cui anelavo, mi ejpequvmhsa kai; ejkavqisa, il desidero e mi sono
fructus eius dulcis dolce al mio palato.
siedo e dolce il suo seduta, e il suo frutto
kai; karpo;" aujtou' gluku;"
gutturi meo frutto al mio palato. dolce alla mia gola.
ejn lavruggiv mou.
introduxit me in cellam 2 .4 Egli m'ha condotta

2.4 Mi ha introdotto Eijsagavgetev me eij" oi\kon Introducetemi nella casa
vinariam ordinavit in nella casa del convito, e nella cella del vino e il tou' oi[nou, tavxate ejp! ejme; del vino, ordinate in me
me caritatem l'insegna che spiega su di
suo vessillo su di me ajgavphn. lamore.
me Amore. amore.
fulcite me floribus 2.5 Fortificatemi con

2.5 Sostenetemi con sthrivsatev me ejn ajmovrai", Rafforzatemi con focacce
stipate me malis quia delle schiacciate d'uva, focacce d'uva passa, stoibavsatev me ejn mhvloi", dolci, riempitemi di mele,
amore langueo sostentatemi con de'

rinfrancatemi con perch io sono ferita
o{ti tetrwmevnh ajgavph" ejgwv.
pomi, perch'io son malata pomi, perch io sono damore.
d'amore. malata d'amore.
leva eius sub capite 2.6 La sua sinistra sia

2.6 La sua sinistra eujwvnumo" aujtou' uJpo; th;n La sua sinistra sotto il
meo et dextera illius sotto al mio capo, e la sua sotto il mio capo e la kefalhvn mou, kai; hJ dexia; mio capo, e la sua destra
amplexabitur me destra m'abbracci! sua destra mi mi abbraccer.
aujtou' perilhvmyetaiv me.
abbraccia.
adiuro vos filiae 2 .7 O figliuole di 2.7 Io vi scongiuro, w{rkisa uJma'", qugatevre" Vi scongiuro, figlie di
Hierusalem per capreas Gerusalemme, io vi figlie di Gerusalemme, Ierousalhm, ejn tai'" Gerusalemme, per le
cervosque camporum scongiuro per le gazzelle, per le gazzelle o per le dunavmesin kai; ejn tai'" potenze e le forze del
ne suscitetis neque per le cerve dei campi, cerve dei campi: non ijscuvsesin tou' ajgrou', eja;n campo: non destate, non
evigilare faciatis non svegliate, non destate, non scuotete ejgeivrhte kai; ejxegeivrhte
risvegliate lamore sinch
dilectam quoadusque svegliate l'amor mio,

dal sonno l'amata, non voglia.
th;n ajgavphn, e{w" ou| qelhvsh/.
ipsa velit finch'essa non lo desideri! finch essa non lo
voglia.

5
vox dilecti mei ecce 2 .8 Ecco la voce del mio
2.8 Una voce! Il mio Fwnh; ajdelfidou' mou: ijdou; La voce del mio diletto:
iste venit saliens in amico! Eccolo che viene, diletto! Eccolo, viene ou|to" h{kei phdw'n ejpi; ta; ecco, egli viene saltando
montibus transiliens saltando per i monti,
saltando per i monti, sui monti, balzando sui
o[rh diallovmeno" ejpi; tou;"
colles balzando per i colli. balzando per le bounouv". colli.
colline.
similis est dilectus 2 .9 L'amico mio simile

2.9 Somiglia il mio o{moiov" ejstin ajdelfidov" mou E simile il mio diletto alla
meus capreae a una gazzella o ad un diletto a un capriolo o th'/ dorkavdi h] nebrw'/ ejlavfwn gazzella o a un cerbiatto
hinuloque cervorum en cerbiatto. Eccolo, egli sta ad un cerbiatto. [un piccolo] dei cervi sui
ejpi; ta; o[rh Baiqhl. ijdou;
ipse stat post parietem dietro al nostro muro, e Eccolo, egli sta dietro ou|to" e{sthken ojpivsw tou' monti di Betel. Ecco, egli
nostrum despiciens per guarda per la finestra, il nostro muro; guarda toivcou hJmw'n parakuvptwn
si fermato dietro al
fenestras prospiciens lancia occhiate attraverso

dalla finestra, spia nostro muro, si allunga
dia; tw'n qurivdwn ejkkuvptwn
per cancellos alle persiane.

attraverso le furtivamente attraverso le
dia; tw'n diktuvwn. finestre, si sporge
inferriate.
attraverso le reti.
et dilectus meus 2.10 Il mio amico parla

2.10 Ora parla il mio ajpokrivnetai ajdelfidov" mou Prende la parola il mio
loquitur mihi surge e mi dice: 'Lvati, amica diletto e mi dice: kai; levgei moi !Anavsta diletto e mi dice: Sorgi,
propera amica mea mia, mia bella, e vientene,

Alzati, amica mia, mia vieni, o mia compagna,
ejlqev, hJ plhsivon mou, kalhv
formonsa mea et veni bella, e vieni! mou, peristerav mou, mia bella, mia colomba:
iam enim hiemps 2.11 poich, ecco, [
] []
2.11 Perch, ecco, o{ti ijdou; oJ ceimw;n ecco, linverno passato,
transiit imber abiit et l'inverno passato, il l'inverno passato, parh'lqen, oJ uJeto;" ajph'lqen, la pioggia sparita, se ne
recessit tempo delle piogge cessata la pioggia, se andata,
ejporeuvqh eJautw'/,
finito, se n' andato; n' andata;
flores apparuerunt in 2.12 i fiori appaion sulla 2.12 i fiori sono ta; a[nqh w[fqh ejn th'/ gh'/, i fiori sono apparsi sulla
terra tempus putationis terra, il tempo del cantare apparsi nei campi, il kairo;" th'" tomh'" e[fqaken, terra, il tempo della
advenit vox turturis giunto, e la voce della tempo del canto potatura giunto, la voce
fwnh; tou' trugovno" hjkouvsqh
audita est in terra nostra tortora si fa udire nelle tornato e la voce della ejn th'/ gh'/ hJmw'n, della tortora si fatta
nostre contrade. tortora ancora si fa udire nella nostra terra,
sentire nella nostra
campagna.
ficus protulit grossos 2.13 Il fico ha messo i 2.13 Il fico ha messo hJ sukh' ejxhvnegken ojluvnqou" il fico ha prodotto i suoi
suos vineae florent suoi ficucci, e le viti fiorite fuori i primi frutti e leaujth'", aiJ a[mpeloi fichi selvatici, le viti sono
dederunt odorem surge esalano il loro profumo.
viti fiorite spandono in fiore, hanno effuso
kuprivzousin, e[dwkan
amica mea speciosa Lvati, amica mia, mia ] [
fragranza. Alzati, ojsmhvn. ajnavsta ejlqev, hJ profumo. Sorgi, vieni, o
mea et veni bella, e vientene'. amica mia, mia bella, e plhsivon mou, kalhv mou,
mia compagna, mia bella,


vieni! mia colomba,
peristerav mou,
columba mea in 2.14 O mia colomba, 2.14 O mia colomba, kai; ejlqe; suv, peristerav mou s, vieni o tu, mia
foraminibus petrae in che stai nelle fessure delle che stai nelle fenditure ejn skevph/ th'" pevtra" colomba [che stai] nel
caverna maceriae rocce, nel nascondiglio della roccia, nei rifugio della roccia,
ejcovmena tou'
ostende mihi faciem delle balze, mostrami il tuo
nascondigli dei dirupi, proteicivsmato", dei'xovn moi accanto alla fortificazione,
tuam sonet vox tua in viso, fammi udire la tua mostrami il tuo viso, th;n o[yin sou kai;
mostrami il tuo aspetto e
auribus meis vox enim voce; poich la tua voce


fammi sentire la tua fammi udire la tua voce,
ajkouvtisovn me th;n fwnhvn
tua dulcis et facies tua soave, e il tuo viso bello. voce, perch la tua perch la tua voce
sou, o{ti hJ fwnhv sou hJdei'a, dolce, e il tuo aspetto
decora voce soave, il tuo
viso leggiadro. kai; hJ o[yi" sou wJraiva. stupendo.

6
capite nobis vulpes 2.15 Pigliateci le volpi,
2.15 Prendeteci le Piavsate hJmi'n ajlwvpeka" Catturateci le piccole
vulpes parvulas quae le volpicine che guastano volpi, le volpi mikrou;" ajfanivzonta" volpi che devastano le
demoliuntur vineas le vigne, poich le nostre piccoline che vigne, e le nostre vigne
ajmpelw'na", kai; aiJ a[mpeloi
nam vinea nostra floruit vigne sono in fiore!
guastano le vigne, hJmw'n kuprivzousin. sono in fiore.
perch le nostre vigne
sono in fiore.
dilectus meus mihi et 2.16 Il mio amico

2.16 Il mio diletto !Adelfidov" mou ejmoiv, kajgw; Il mio diletto per me ed
ego illi qui pascitur mio, ed io son sua: di lui, per me e io per lui. aujtw'/, oJ poimaivnwn ejn toi'" io per lui, lui che pascola
inter lilia che pastura il gregge fra i Egli pascola il gregge fra i gigli,
krivnoi",
gigli. fra i figli.
donec adspiret dies et 2.17 Prima che spiri 2.17 Prima che spiri e{w" ou| diapneuvsh/ hJ hJmevra finch non soffi il giorno
inclinentur umbrae l'aura del giorno e che le la brezza del giorno e kai; kinhqw'sin aiJ skiaiv. e siano tolte le ombre.
revertere similis esto ombre fuggano, torna,

si allunghino le Ritirati, fatti simile, o mio
ajpovstreyon oJmoiwvqhti suv,
dilecte mi capreae aut amico mio, come la
ombre, ritorna, o mio ajdelfidev mou, tw'/ dovrkwni diletto, alla gazzella o a un
hinulo cervorum super gazzella od il cerbiatto sui diletto, somigliante h] nebrw'/ ejlavfwn ejpi; o[rh
cerbiatto [un piccolo] dei
montes Bether monti che si separano!
alla gazzella o al cervi sui monti
koilwmavtwn.
cerbiatto, sopra i anfrattuosi.
monti degli aromi.
in lectulo meo per 3 .1 Sul mio letto,

3.1 Sul mio letto, !Epi; koivthn mou ejn nuxi;n Sul mio letto lungo le
noctes quaesivi quem durante la notte, ho lungo la notte, ho ejzhvthsa o}n hjgavphsen hJ notti ho cercato colui che
diligit anima mea cercato colui che l'anima cercato l'amato del lanima mia ama, lho
yuchv mou, ejzhvthsa aujto;n
quaesivi illum et non mia ama; l'ho cercato, ma

mio cuore; l'ho kai; oujc eu|ron aujtovn, cercato e non lho
inveni non l'ho trovato. cercato, ma non l'ho ejkavlesa aujtovn, kai; oujc
trovato, lho chiamato e
trovato. uJphvkousevn mou.
non mi ha risposto.

surgam et circuibo 3 .2 Ora mi lever, e


3.2 Mi alzer e far ajnasthvsomai dh; kai; Mi lever dunque e mi
civitatem per vicos et andr attorno per la citt, il giro della citt; per kuklwvsw ejn th'/ povlei ejn aggirer per la citt, nei
plateas quaeram quem per le strade e per le

le strade e per le mercati e nelle strade, e
tai'" ajgorai'" kai; ejn tai'"
diligit anima mea piazze; cercher colui che piazze; voglio cercare plateivai" kai; zhthvsw o}n cercher colui che lanima
quaesivi illum et non l'anima mia ama; l'ho l'amato del mio cuore. hjgavphsen hJ yuchv mou: mia ama: lho cercato e
inveni cercato, ma non l'ho

L'ho cercato, ma non non lho trovato.
ejzhvthsa aujto;n kai; oujc
trovato. l'ho trovato.
eu|ron aujtovn.
invenerunt me vigiles 3 .3 Le guardie che

3.3 Mi hanno eu{rosavn me oiJ throu'nte" oiJ Hanno trovato me i
qui custodiunt vanno attorno per la citt incontrato le guardie kuklou'nte" ejn th'/ povlei Mh; custodi che girano per la
civitatem num quem m'hanno incontrata; e ho che fanno la ronda: citt: Avete forse visto
o}n hjgavphsen hJ yuchv mou
dilexit anima mea chiesto loro: 'Avete visto
Avete visto l'amato ei[dete_ colui che lanima mia
vidistis colui che l'anima mia del mio cuore?. ama?
ama?'

7
paululum cum 3 .4 Di poco le avevo 3.4 Da poco le avevo wJ" mikro;n o{te parh'lqon ajp! Da poco li avevo
pertransissem eos passate, quando trovai oltrepassate, quando aujtw'n, e{w" ou| eu|ron o}n oltrepassati quando trovai
inveni quem diligit colui che l'anima mia ama;

trovai l'amato del mio colui che lanima mia
hjgavphsen hJ yuchv mou:
anima mea tenui eum io l'ho preso, e non lo
cuore. Lo strinsi ejkravthsa aujto;n kai; oujk ama: lho afferrato e non
nec dimittam donec lascer, finch non l'abbia fortemente e non lo ajfhvsw aujtovn, e{w" ou|
lo lascier finch non
introducam illum in menato in casa di mia


lascer finch non labbia introdotto in casa
eijshvgagon aujto;n eij" oi\kon
domum matris meae et madre, e nella camera di


l'abbia condotto in di mia madre e nella
mhtrov" mou kai; eij" stanza di colei che mi ha
in cubiculum genetricis colei che m'ha concepita. casa di mia madre,
meae nella stanza della mia tamiveion th'" sullabouvsh" concepita.
genitrice. me.
adiuro vos filiae 3 .5 Io vi scongiuro, o 3.5 Io vi scongiuro, w{rkisa uJma'", qugatevre" Vi scongiuro, figlie di
Hierusalem per capreas figliuole di Gerusalemme, figlie di Gerusalemme, Ierousalhm, ejn tai'" Gerusalemme, per le
cervosque camporum per le gazzelle, per le per le gazzelle e per le potenze e le forze del
dunavmesin kai; ejn tai'"
ne suscitetis neque cerve de' campi, non cerve dei campi: non ijscuvsesin tou' ajgrou', eja;n campo: non destate, non
evigilare faciatis svegliate, non svegliate destate, non scuotete ejgeivrhte kai; ejxegeivrhte
risvegliate lamore sinch
dilectam donec ipsa l'amor mio, finch'essa non

dal sonno l'amata non voglia.
th;n ajgavphn, e{w" a]n qelhvsh/.
velit lo desideri! finch essa non lo
voglia.
quae est ista quae 3 .6 Chi colei che sale 3.6 Che cos' che Tiv" au{th hJ ajnabaivnousa Che che sale dal deserto
ascendit per desertum dal deserto, simile a sale dal deserto come ajpo; th'" ejrhvmou wJ" stelevch come colonne di fumo,
sicut virgula fumi ex colonne di fumo,
una colonna di fumo, tra vapori di mirra e
kapnou' tequmiamevnh
aromatibus murrae et profumata di mirra e

esalando profumo di smuvrnan kai; livbanon ajpo; dincenso presi da tutte le
turis et universi d'incenso e d'ogni aroma mirra e d'incenso e pavntwn koniortw'n
polveri del profumiere?
pulveris pigmentarii de' mercanti?
d'ogni polvere mureyou'_
aromatica?
en lectulum Salomonis 3 .7 Ecco la lettiga di 3.7 Ecco, la lettiga di ijdou; hJ klivnh tou' Salwmwn, Ecco la lettiga di
sexaginta fortes Salomone, intorno alla Salomone: sessanta eJxhvkonta dunatoi; kuvklw/ Salomone, sessanta
ambiunt ex fortissimis quale stanno sessanta prodi le stanno potenti intorno ad essa
aujth'" ajpo; dunatw'n Israhl,
Israhel prodi, fra i pi prodi
intorno, tra i pi [presi] dai potenti di
d'Israele. valorosi d'Israele. Israele,
omnes tenentes gladios 3.8 Tutti maneggiano la
3.8 Tutti sanno pavnte" katevconte" tutti tengono la spada,
et ad bella doctissimi spada, sono esperti nelle maneggiare la spada, rJomfaivan dedidagmevnoi sono esperti nella guerra,
uniuscuiusque ensis armi; ciascuno ha la sua sono esperti nella ognuno ha la sua spada al
povlemon, ajnh;r rJomfaiva
super femur suum spada al fianco, per gli
guerra; ognuno porta aujtou' ejpi; mhro;n aujtou' ajpo; fianco contro [ogni]
propter timores spaventi notturni. la spada al fianco qavmbou" ejn nuxivn.
sorpresa nel corso delle
nocturnos contro i pericoli della notti.
notte.
ferculum fecit sibi rex 3 .9 Il re Salomone s' 3.9 Un baldacchino forei'on ejpoivhsen eJautw'/ oJ Una portantina si fatto il
Salomon de lignis fatto una lettiga di legno s' fatto il re basileu;" Salwmwn ajpo; re Salomone con legni del
Libani del Libano. Salomone, con legno Libano,
xuvlwn tou' Libavnou,
del Libano.

8
columnas eius fecit 3.10 Ne ha fatto le

3.10 Le sue colonne stuvlou" aujtou' ejpoivhsen le sue colonne le ha fatte
argenteas reclinatorium colonne d'argento, la le ha fatte d'argento, ajrguvrion kai; ajnavkliton dargento, il suo sedile,
aureum ascensum spalliera d'oro, il sedile di
d'oro la sua spalliera; doro, il gradino, di
aujtou' cruvseon, ejpivbasi"
purpureum media porpora; in mezzo un
il suo seggio di aujtou' porfura', ejnto;" porpora, allinterno di
caritate constravit ricamo, lavoro d'amore porpora, il centro un aujtou' liqovstrwton,
essa un pavimento in
propter filias delle figliuole di
ricamo d'amore delle mosaico, lamore delle
ajgavphn ajpo; qugatevrwn
Hierusalem Gerusalemme. fanciulle di figlie di Gerusalemme.
Ierousalhm.
Gerusalemme.
egredimini et videte 3.11 Uscite, figliuole di 3.11 Uscite figlie di ejxevlqate kai; i[dete ejn tw'/ Uscite, e guardate il re
filiae Sion regem Sion, mirate il re Sion, guardate il re basilei' Salwmwn ejn tw'/ Salomone con la corona
Salomonem in Salomone con la corona di Salomone con la con cui lo ha incoronato
stefavnw/, w|/ ejstefavnwsen
diademate quo cui l'ha incoronato sua corona che gli pose aujto;n hJ mhvthr aujtou' ejn sua madre nel giorno
coronavit eum mater madre, il giorno de' suoi sua madre, nel giorno hJmevra/ numfeuvsew" aujtou'
delle sue nozze e nel
sua in die disponsionis sponsali, il giorno
delle sue nozze, nel giorno della letizia del suo
kai; ejn hJmevra/ eujfrosuvnh"
illius et in die laetitiae dell'allegrezza del suo giorno della gioia del cuore.
kardiva" aujtou'.
cordis eius cuore. suo cuore.
quam pulchra es amica 4.1 Come sei bella,
4.1 Come sei bella, !Idou; ei\ kalhv, hJ plhsivon Ecco, sei bella, o mia
mea quam pulchra es amica mia, come sei bella! amica mia, come sei mou, ijdou; ei\ kalhv. compagna, ecco, sei
oculi tui columbarum I tuoi occhi, dietro al tuo
bella! Gli occhi tuoi bella; i tuoi occhi,
ojfqalmoiv sou peristerai;
absque eo quod velo, somiglian quelli delle sono colombe, dietro ejkto;" th'" siwphvsewv" sou. colombe [che escono]
intrinsecus latet capilli colombe; i tuoi capelli son il tuo velo. Le tue trivcwmav sou wJ" ajgevlai tw'n
fuori dal tuo silenzio. La
tui sicut greges come un gregge di capre, chiome sono un tua chioma, come greggi
aijgw'n, ai} ajpekaluvfqhsan
caprarum quae sospese ai fianchi del gregge di capre, che di capre, che sono
ajpo; tou' Galaad. comparse da Galaad.
ascenderunt de monte monte di Galaad. scendono dalle
Galaad pendici del Glaad.
dentes tui sicut greges 4 .2 I tuoi denti son
4.2 I tuoi denti come ojdovnte" sou wJ" ajgevlai tw'n I tuoi denti, come greggi
tonsarum quae come un branco di pecore un gregge di pecore kekarmevnwn, ai} ajnevbhsan di pecore tosate, che
ascenderunt de lavacro tosate, che tornano dal tosate, che risalgono sono risalite dal bagno,
ajpo; tou' loutrou', aiJ pa'sai
omnes gemellis fetibus lavatoio; tutte hanno de'
dal bagno; tutte didumeuvousai, kai; tutte generano gemelli, e
et sterilis non est inter gemelli, non ve n' alcuna procedono appaiate, e ajteknou'sa oujk e[stin ejn
nessuna priva di figli fra
eas che sia sterile. nessuna senza loro.
aujtai'".
compagna.
sicut vitta coccinea 4 .3 Le tue labbra
4.3 Come un nastro wJ" spartivon to; kovkkinon Come funicella scarlatta le
labia tua et eloquium somigliano un filo di di porpora le tue ceivlh sou, kai; hJ laliav sou tue labbra, e il tuo parlare
tuum dulce sicut scarlatto, e la tua bocca

labbra e la tua bocca a tempo opportuno
wJraiva. wJ" levpuron th'"
fragmen mali punici ita graziosa; le tue gote, soffusa di grazia; rJova" mh'lovn sou ejkto;" th'" [altro significato:
genae tuae absque eo dietro al tuo velo, son come spicchio di siwphvsewv" sou.
piacevole, bellissimo].
quod intrinsecus latet come un pezzo di melagrana la tua gota Come scorza di
melagrana. attraverso il tuo velo. melagrana la tua guancia
[che esce] fuori dal tuo
silenzio.

9
sicut turris David 4 .4 Il tuo collo come la
4.4 Come la torre di wJ" puvrgo" Dauid travchlov" Come la torre di Davide il
collum tuum quae torre di Davide, edificata Davide il tuo collo, sou oJ wj/kodomhmevno" eij" tuo collo, costruita come
aedificata est cum per essere un'armeria; costruita a guisa di armeria: mille scudi
qalpiwq: civlioi qureoi;
propugnaculis mille mille scudi vi sono appesi,

fortezza. Mille scudi vi krevmantai ejp! aujtovn, pa'sai pendono da essa, tutte le
clypei pendent ex ea tutte le targhe dei prodi. sono appesi, tutte bolivde" tw'n dunatw'n.
frecce dei potenti.
omnis armatura fortium armature di prodi.
duo ubera tua sicut duo 4 .5 Le tue due 4.5 I tuoi seni sono duvo mastoiv sou wJ" duvo I tuoi due seni, come
hinuli capreae gemelli mammelle son due gemelli come due cerbiatti, nebroi; divdumoi dorkavdo" oiJ cerbiatti gemelli di
qui pascuntur in liliis di gazzella, che pasturano,

gemelli di una gazzella che si pascono
nemovmenoi ejn krivnoi".
fra i gigli. gazzella, che tra i gigli.
pascolano fra i gigli.
donec adspiret dies et 4 .6 Prima che spiri 4.6 Prima che spiri e{w" ou| diapneuvsh/ hJ hJmevra Prima che soffi il giorno e
inclinentur umbrae l'aura del giorno e che le la brezza del giorno e kai; kinhqw'sin aiJ skiaiv, siano tolte le ombre, me
vadam ad montem ombre fuggano, io me ne
si allunghino le ne andr al monte della
poreuvsomai ejmautw'/ pro;" to;
murrae et ad collem andr al monte della mirra ombre, me ne andr al o[ro" th'" smuvrnh" kai; pro;" mirra e al colle
turis e al colle dell'incenso. monte della mirra e to;n bouno;n tou' Libavnou.
dellincenso [opp.: del
alla collina Libano].
dell'incenso.
tota pulchra es amica 4 .7 Tu sei tutta bella, 4.7 Tutta bella tu sei, o{lh kalh; ei\, hJ plhsivon mou, Tutta bella sei, o mia
mea et macula non est amica mia, e non v' amica mia, in te kai; mw'mo" oujk e[stin ejn soiv. compagna, e macchia
in te difetto alcuno in te. nessuna macchia. non in te.
veni de Libano sponsa 4 .8 Vieni meco dal 4.8 Vieni con me dal Deu'ro ajpo; Libavnou, nuvmfh, Vieni dal Libano, o sposa,
veni de Libano veni Libano, o mia sposa, vieni Libano, o sposa, con deu'ro ajpo; Libavnou: vieni dal Libano: verrai e
coronaberis de capite meco dal Libano! Guarda

me dal Libano, vieni! passerai dal principio
ejleuvsh/ kai; dieleuvsh/ ajpo;
Amana de vertice Sanir dalla sommit dell'Amana, Osserva dalla cima ajrch'" pivstew", ajpo; della fede, dalla cima del
et Hermon de cubilibus dalla sommit del Senir e dell'Amana, dalla cima kefalh'" Sanir kai; Ermwn,
Sanir e dellErmon, dalle
leonum de montibus dell'Hermon, dalle del Senr e dell'Ermon, tane dei leoni, dai monti
ajpo; mandrw'n leovntwn, ajpo;
pardorum spelonche de' leoni, dai
dalle tane dei leoni, dei leopardi.
ojrevwn pardavlewn.
monti dei leopardi. dai monti dei leopardi.
vulnerasti cor meum 4.9 Tu m'hai rapito il
4.9 Tu mi hai rapito !Ekardivwsa" hJma'", ajdelfhv Ci hai rapito il cuore, o
soror mea sponsa cuore, o mia sorella, o il cuore, sorella mia, mou nuvmfh, ejkardivwsa" mia sorella sposa, ce lo
vulnerasti cor meum in sposa mia! Tu m'hai rapito [ ] [] sposa, tu mi hai rapito hai rapito con uno solo
hJma'" eJni; ajpo; ojfqalmw'n sou,
uno oculorum tuorum il cuore con un solo de' il cuore con un solo ejn mia'/ ejnqevmati trachvlwn dei tuoi occhi, con un
et in uno crine colli tui tuoi sguardi, con un solo tuo sguardo, con una sou.
solo dei tuoi ornamenti da
de' monili del tuo collo. perla sola della tua collo.
collana!
quam pulchrae sunt 4.10 Quanto son dolci

4.10 Quanto sono tiv ejkalliwvqhsan mastoiv Quanto pi belli i tuoi
mammae tuae soror le tue carezze, o mia soavi le tue carezze, sou, ajdelfhv mou nuvmfh, tiv seni, sorella mia sposa,
mea sponsa pulchriora sorella, o sposa mia!

sorella mia, sposa, quanto pi belli i tuoi seni
ejkalliwvqhsan mastoiv sou
ubera tua vino et odor Come le tue carezze son
quanto pi deliziose ajpo; oi[nou_ kai; ojsmh; del vino! E il profumo dei
unguentorum tuorum migliori del vino, come del vino le tue carezze. iJmativwn sou uJpe;r pavnta ta;
tuoi vestiti supera tutti gli
super omnia aromata l'odore de' tuoi profumi L'odore dei tuoi ajrwvmata.
aromi.
pi soave di tutti gli aromi! profumi sorpassa tutti
gli aromi.

10
favus distillans labia 4.11 O sposa mia, le

4.11 Le tue labbra khrivon ajpostavzousin ceivlh Stillano come favo le tue
tua sponsa mel et lac tue labbra stillano miele, stillano miele vergine, sou, nuvmfh, mevli kai; gavla labbra, o sposa, miele e
sub lingua tua et odor miele e latte son sotto la o sposa, c' miele e latte sotto la tua lingua, e
uJpo; th;n glw'ssavn sou, kai;
vestimentorum tuorum tua lingua, e l'odore delle

latte sotto la tua ojsmh; iJmativwn sou wJ" ojsmh; il profumo dei tuoi vestiti,
sicut odor turis tue vesti come l'odore lingua e il profumo Libavnou.
come profumo del
del Libano.
delle tue vesti come Libano.
il profumo del Libano.
hortus conclusus soror 4.12 O mia sorella, o
4.12 Giardino Kh'po" kekleismevno" Giardino chiuso, sorella
mea sponsa hortus sposa mia, tu sei un chiuso tu sei, sorella ajdelfhv mou nuvmfh, kh'po" mia sposa, giardino
conclusus fons signatus giardino serrato, una mia, sposa, giardino chiuso, fonte sigillata:
kekleismevno", phgh;
sorgente chiusa, una fonte chiuso, fontana ejsfragismevnh:
sigillata. sigillata.
emissiones tuae 4.13 I tuoi germogli
4.13 I tuoi germogli ajpostolaiv sou paravdeiso" i tuoi germogli, un parco
paradisus malorum sono un giardino di sono un giardino di rJow'n meta; karpou' di melograni con il
punicorum cum melagrani e d'alberi di

melagrane, con i frutti prodotto di frutti maturi,
ajkrodruvwn, kuvproi meta;
pomorum fructibus frutti deliziosi, di piante di pi squisiti, alberi di navrdwn, henn con nardi,
cypri cum nardo cipro e di nardo; cipro con nardo,
nardus et crocus fistula 4.14 di nardo e di 4.14 nardo e navrdo" kai; krovko", nardo e zafferano, canna
et cinnamomum cum croco, di canna odorosa e zafferano, cannella e kavlamo" kai; kinnavmwmon e cinnamomo con tutti gli
universis lignis Libani di cinnamomo, e d'ogni
cinnammo con ogni alberi del Libano, mirra e
meta; pavntwn xuvlwn tou'
murra et aloe cum albero da incenso; di mirra

specie d'alberi da Libavnou, smuvrna alwq aloe con tutti i primi
omnibus primis e d'aloe, e d'ogni pi incenso; mirra e aloe meta; pavntwn prwvtwn muvrwn,
aromi,
unguentis squisito aroma. con tutti i migliori
aromi.
fons hortorum puteus 4.15 Tu sei una fontana 4.15 Fontana che phgh; khvpwn, frevar u{dato" fonte dei giardini, pozzo
aquarum viventium di giardino, una sorgente irrora i giardini, pozzo zw'nto" kai; rJoizou'nto" ajpo; di acqua viva che
quae fluunt impetu de d'acqua viva, un ruscello
d'acque vive e ruscelli scaturisce impetuosa dal
tou' Libavnou.
Libano che scende gi dal Libano. sgorganti dal Libano. Libano.
surge aquilo et veni 4.16 Lvati, Aquilone, e


4.16 Lvati, !Exegevrqhti, borra', kai; Levati, vento del nord,
auster perfla hortum vieni, o Austro! Soffiate aquilone, e tu, austro, e[rcou, novte, diavpneuson vieni, o noto, soffia nel
meum et fluant aromata sul mio giardino, s che se

vieni, soffia nel mio mio giardino, e si
kh'povn mou, kai; rJeusavtwsan
illius veniat dilectus ne spandano gli aromi!

giardino si effondano i ajrwvmatav mou: katabhvtw effondano i miei aromi:
meus in hortum suum Venga l'amico mio nel suo suoi aromi. Venga il ajdelfidov" mou eij" kh'pon
scenda il mio diletto nel
et comedat fructum giardino, e ne mangi i mio diletto nel suo suo giardino e mangi i
aujtou' kai; fagevtw karpo;n
pomorum suorum frutti deliziosi! giardino e ne mangi i suoi frutti maturi.
ajkrodruvwn aujtou'.
frutti squisiti.
veni in hortum meum 5 .1 Son venuto nel mio

5.1 Son venuto nel Eijsh'lqon eij" kh'povn mou, Sono entrato nel mio
soror mea sponsa giardino, o mia sorella, o mio giardino, sorella ajdelfhv mou nuvmfh, giardino, sorella mia
messui murram meam sposa mia; ho clto la mia


mia, sposa, e raccolgo sposa, ho raccolto la mia
ejtruvghsa smuvrnan mou meta;
cum aromatibus meis mirra e i miei aromi; ho
la mia mirra e il mio ajrwmavtwn mou, e[fagon mirra con i miei aromi,
comedi favum cum mangiato il mio favo di balsamo; mangio il a[rton mou meta; mevlitov"
ho mangiato il mio pane
melle meo bibi vinum miele; ho bevuto il mio
mio favo e il mio miele, con il mio miele, ho
mou, e[pion oi\novn mou meta;
meum cum lacte meo vino ed il mio latte. Amici, bevo il mio vino e il bevuto il mio vino con il
gavlaktov" mou: favgete, mio latte: mangiate, o
comedite amici bibite et mangiate, bevete, mio latte. Mangiate,
inebriamini carissimi inebriatevi d'amore!
amici, bevete; plhsivoi, kai; pivete kai; compagni, e bevete e
inebriatevi, o cari. mequvsqhte, ajdelfoiv, inebriatevi, o fratelli.

11
ego dormio et cor 5 .2 Io dormivo, ma il 5.2 Io dormo, ma il !Egw; kaqeuvdw, kai; hJ kardiva Io dormo, ma il mio cuore
meum vigilat vox mio cuore vegliava. Sento mio cuore veglia. Un mou ajgrupnei'. fwnh; veglia. La voce del mio
dilecti mei pulsantis la voce del mio amico, che



rumore! E il mio diletto, egli bussa alla
ajdelfidou' mou, krouvei ejpi;
aperi mihi soror mea picchia e dice: 'Aprimi,
diletto che bussa: th;n quvran #Anoixovn moi, porta: Aprimi, sorella
amica mea columba sorella mia, amica mia, Aprimi, sorella mia, ajdelfhv mou, hJ plhsivon mou,
mia, mia compagna, mia
mea inmaculata mea colomba mia, o mia

mia amica, mia colomba, mia perfetta: la
peristerav mou, teleiva mou,
quia caput meum perfetta! Poich il mio
colomba, perfetta mia; mia testa piena di
o{ti hJ kefalhv mou ejplhvsqh rugiada e i miei riccioli, di
plenum est rore et capo coperto di rugiada perch il mio capo
cincinni mei guttis e le mie chiome son piene bagnato di rugiada, i drovsou kai; oiJ bovstrucoiv gocce di pioggia notturna.
noctium di gocce della notte'. miei riccioli di gocce mou yekavdwn nuktov".
notturne.
expoliavi me tunica 5 .3 Io mi son tolta la
5.3 Mi sono tolta la !Exedusavmhn to;n citw'nav Mi sono tolta la tunica,
mea quomodo induar gonna; come me la veste; come mou, pw'" ejnduvswmai aujtovn_ come rimetterla ancora?
illa lavi pedes meos rimetterei? Mi son lavata i
indossarla ancora? Mi Mi sono lavata i piedi,
ejniyavmhn tou;" povda" mou,
quomodo inquinabo piedi; come l'insudicerei?
sono lavata i piedi; pw'" molunw' aujtouv"_ come sporcarli di nuovo?
illos come ancora
sporcarli?.
dilectus meus misit 5 .4 L'amico mio ha
5.4 Il mio diletto ha ajdelfidov" mou ajpevsteilen Il mio diletto ha passato la
manum suam per passato la mano per il messo la mano nello cei'ra aujtou' ajpo; th'" ojph'", mano attraverso
foramen et venter meus buco della porta, e le mie
spiraglio e un fremito lapertura, e mi si sono
kai; hJ koiliva mou ejqrohvqh
intremuit ad tactum viscere si son commosse mi ha sconvolta. ejp! aujtovn. sconvolte per lui le viscere
eius per lui. [lett. il ventre].
surrexi ut aperirem 5.5 Mi son levata per

5.5 Mi sono alzata ajnevsthn ejgw; ajnoi'xai tw'/ Mi sono alzata per aprire
dilecto meo manus aprire al mio amico, e le per aprire al mio ajdelfidw'/ mou, cei'rev" mou al mio diletto, le mie mani
meae stillaverunt murra mie mani hanno stillato
diletto e le mie mani hanno stillato mirra, le
e[staxan smuvrnan,
digiti mei pleni murra mirra, le mie dita mirra stillavano mirra, fluiva davktuloiv mou smuvrnan mie dita densa mirra sui
probatissima liquida, sulla maniglia della mirra dalle mie dita plhvrh ejpi; cei'ra" tou'
manici del chiavistello.
serratura. sulla maniglia del kleivqrou.
chiavistello.
pessulum ostii aperui 5 .6 Ho aperto all'amico


5.6 Ho aperto allora h[noixa ejgw; tw'/ ajdelfidw'/ Io ho aperto al mio
dilecto meo at ille mio, ma l'amico mio s'era al mio diletto, ma il mou, ajdelfidov" mou diletto, il mio diletto era
declinaverat atque ritirato, era partito. Ero mio diletto gi se n'era passato oltre: se ne usc la
parh'lqen: yuchv mou
transierat anima mea fuori di me mentr'egli
andato, era ejxh'lqen ejn lovgw/ aujtou', mia anima per la sua
liquefacta est ut locutus parlava; l'ho cercato, ma scomparso. Io venni ejzhvthsa aujto;n kai; oujc
parola, lho cercato e non
est quaesivi et non non l'ho trovato; l'ho


meno, per la sua lho trovato, lho
eu|ron aujtovn, ejkavlesa
inveni illum vocavi et chiamato, ma non m'ha scomparsa. L'ho chiamato e non mi ha
aujtovn, kai; oujc uJphvkousevn risposto.
non respondit mihi risposto. cercato, ma non l'ho
trovato, l'ho chiamato, mou.
ma non m'ha risposto.
invenerunt me custodes 5 .7 Le guardie che
5.7 Mi han trovato le eu{rosavn me oiJ fuvlake" oiJ Hanno trovato me i
qui circumeunt vanno attorno per la citt guardie che kuklou'nte" ejn th'/ povlei, custodi che girano per la
civitatem percusserunt m'hanno incontrata,
perlustrano la citt; mi citt, mi hanno colpita,
ejpavtaxavn me, ejtraumavtisavn
me vulneraverunt me m'hanno battuta, m'hanno


han percosso, mi me, h\ran to; qevristrovn mou mi hanno ferita, mi hanno
tulerunt pallium meum ferita; le guardie delle hanno ferito, mi han ajp! ejmou' fuvlake" tw'n
tolto il velo i custodi delle
mihi custodes murorum mura m'hanno strappato il tolto il mantello le mura.
teicevwn.
velo. guardie delle mura.

12
adiuro vos filiae 5 .8 Io vi scongiuro, o 5.8 Io vi scongiuro, w{rkisa uJma'", qugatevre" Vi scongiuro, figlie di
Hierusalem si figliuole di Gerusalemme, figlie di Gerusalemme, Ierousalhm, ejn tai'" Gerusalemme, per le
inveneritis dilectum se trovate il mio amico,
se trovate il mio potenze e le forze del
dunavmesin kai; ejn tai'"
meum ut nuntietis ei che gli direte?... Che son
diletto, che cosa gli ijscuvsesin tou' ajgrou', eja;n campo: se trovate il mio
quia amore langueo malata d'amore. racconterete? Che eu{rhte to;n ajdelfidovn mou,
diletto, che cosa gli farete

sono malata d'amore! sapere? Che ferita
tiv ajpaggeivlhte aujtw'/_ o{ti damore io sono.
tetrwmevnh ajgavph" eijmi; ejgwv.

qualis est dilectus tuus 5 .9 Che dunque,


5.9 Che ha il tuo Tiv ajdelfidov" sou ajpo; Che cos il tuo diletto,
ex dilecto o l'amico tuo, pi d'un altro diletto di diverso da ajdelfidou', hJ kalh; ejn rispetto a un altro diletto,
pulcherrima mulierum amico, o la pi bella fra le

un altro, o tu, la pi o bella tra le donne? Che
gunaixivn, tiv ajdelfidov" sou
qualis est dilectus tuus donne? Che dunque, bella fra le donne? ajpo; ajdelfidou', o{ti ou{tw" cos il tuo diletto,
ex dilecto quia sic l'amico tuo, pi d'un altro Che ha il tuo diletto di w{rkisa" hJma'"_
rispetto a un altro diletto,
adiurasti nos amico, che cos ci diverso da un altro, perch cos tu ci
scongiuri? perch cos ci scongiuri?
scongiuri?
dilectus meus candidus 5.10 L'amico mio
5.10 Il mio diletto !Adelfidov" mou leuko;" kai; Il mio diletto bianco e
et rubicundus electus bianco e vermiglio, e si bianco e vermiglio, purrov", ejklelocismevno" rosso, eletto tra miriadi.
ex milibus distingue fra diecimila. riconoscibile fra mille ajpo; muriavdwn:
e mille.
caput eius aurum 5.11 Il suo capo oro 5.11 Il suo capo kefalh; aujtou' crusivon kai; La sua testa oro e oro
optimum comae eius finissimo, le sue chiome oro, oro puro, i suoi faz, bovstrucoi aujtou' finissimo [parola ebraica],
sicut elatae palmarum sono crespe, nere come il
riccioli grappoli di i suoi riccioli folti come
ejlavtai, mevlane" wJ" kovrax,
nigrae quasi corvus corvo. palma, neri come il palme, neri come corvo,
corvo.
oculi eius sicut 5.12 I suoi occhi paion 5.12 I suoi occhi, ojfqalmoi; aujtou' wJ" i suoi occhi come
columbae super rivulos colombe in riva a de' come colombe su peristerai; ejpi; plhrwvmata colombe su ampie acque,
aquarum quae lacte ruscelli, lavati nel latte,

ruscelli di acqua; i che hanno fatto il bagno
uJdavtwn lelousmevnai ejn
sunt lotae et resident incassati ne' castoni d'un

suoi denti bagnati nel gavlakti kaqhvmenai ejpi; nel latte e se ne stanno su
iuxta fluenta plenissima anello. latte, posti in un plhrwvmata uJdavtwn,
ampie acque,
castone.
genae illius sicut 5.13 Le sue gote son 5.13 Le sue guance, siagovne" aujtou' wJ" fiavlai le sue guance sono coppe
areolae aromatum come un'aia d'aromi, come aiuole di tou' ajrwvmato" fuvousai [o aiuole, per la loro
consitae a pigmentariis come aiuole di fiori balsamo, aiuole di forma] di aroma che
mureyikav, ceivlh aujtou'
labia eius lilia odorosi; le sue labbra son
erbe profumate; le sue krivna stavzonta smuvrnan forniscono profumi, le sue
distillantia murram gigli, e stillano mirra labbra sono gigli, che plhvrh,
labbra sono gigli che
primam liquida. stillano fluida mirra. stillano densa mirra,
manus illius tornatiles 5.14 Le sue mani sono

5.14 Le sue mani cei're" aujtou' toreutai; la sue mani sono opera di
aureae plenae anelli d'oro, incastonati di sono anelli d'oro, crusai' peplhrwmevnai cesello, doro, realizzate a
hyacinthis venter eius berilli; il suo corpo incastonati di gemme Tarsis, il suo ventre, una
qarsi", koiliva aujtou'
eburneus distinctus d'avorio terso, coperto di
di Tarsis. Il suo petto puxivon ejlefavntinon ejpi; tavoletta di avorio su
sapphyris zaffiri. tutto d'avorio, livqou sapfeivrou,
pietra di zaffiro,
tempestato di zaffiri.

13
crura illius columnae 5.15 Le sue gambe son
5.15 Le sue gambe, knh'mai aujtou' stu'loi le sue gambe, colonne di
marmoreae quae colonne di marmo, colonne di alabastro, marmavrinoi teqemeliwmevnoi marmo edificate su basi
fundatae sunt super fondate su basi d'oro puro.
posate su basi d'oro doro, il suo aspetto come
ejpi; bavsei" crusa'", ei\do"
bases aureas species Il suo aspetto come il puro. Il suo aspetto aujtou' wJ" Livbano", quello del Libano, eletto
eius ut Libani electus ut Libano, superbo come i quello del Libano, ejklekto;" wJ" kevdroi,
come i cedri,
cedri cedri; magnifico come i
cedri.
guttur illius 5.16 il suo palato tutto 5.16 Dolcezza il favrugx aujtou' glukasmoi; la sua gola, dolcezze, e
suavissimum et totus dolcezza, tutta la sua suo palato; egli tutto kai; o{lo" ejpiqumiva: ou|to" tutto egli desiderio:
desiderabilis talis est persona un incanto. Tal
delizie! Questo il mio questi il mio diletto e
ajdelfidov" mou, kai; ou|to"
dilectus meus et iste est l'amor mio, tal l'amico
diletto, questo il mio plhsivon mou, qugatevre" questi il mio compagno, o
amicus meus filiae mio, o figliuole di amico, o figlie di Ierousalhm.
figlie di Gerusalemme.
Hierusalem Gerusalemme. Gerusalemme.
quo abiit dilectus tuus o 6.1 Dov' andato il tuo
6.1 Dov' andato il Pou' ajph'lqen oJ ajdelfidov" Dove andato il tuo
pulcherrima mulierum amico, o la pi bella fra le tuo diletto, o bella fra sou, hJ kalh; ejn gunaixivn_ diletto, o bella fra le
quo declinavit dilectus donne? Da che parte s'

le donne? Dove si donne? Dove ha volto lo
pou' ajpevbleyen oJ ajdelfidov"
tuus et quaeremus eum vlto l'amico tuo? Noi lo recato il tuo diletto, sou_ kai; zhthvsomen aujto;n sguardo il tuo diletto? Lo
tecum cercheremo teco. perch noi lo meta; sou'.
cercheremo con te!
possiamo cercare con
te?
dilectus meus descendit 6 .2 Il mio amico
6.2 Il mio diletto era !Adelfidov" mou katevbh eij" Il mio diletto sceso nel
in hortum suum ad disceso nel suo giardino, sceso nel suo kh'pon aujtou' eij" fiavla" tou' suo giardino, alle coppe
areolam aromatis ut nell'aie degli aromi a giardino fra le aiuole [o aiuole, come sopra] di
ajrwvmato" poimaivnein ejn
pascatur in hortis et pasturare i greggi ne' del balsamo a khvpoi" kai; sullevgein aroma per pascolare nei
lilia colligat giardini, e coglier gigli. pascolare il gregge krivna:
giardini e raccogliere gigli:
nei giardini e a
cogliere gigli.
ego dilecto meo et 6 .3 Io sono dell'amico

6.3 Io sono per il ejgw; tw'/ ajdelfidw'/ mou, kai; io sono del mio diletto, e
dilectus meus mihi qui mio; e l'amico mio, che mio diletto e il mio ajdelfidov" mou ejmoi; oJ il mio diletto per me, lui
pascitur inter lilia pastura il gregge fra i gigli, diletto per me; egli che pascola tra i gigli.
poimaivnwn ejn toi'" krivnoi".
mio. pascola il gregge tra i
gigli.
pulchra es amica mea 6 .4 Amica mia, tu sei
6.4 Tu sei bella, Kalh; ei\, hJ plhsivon mou, wJ" Bella tu sei, o mia
suavis et decora sicut bella come Tirtsa, vaga amica mia, come Tirza, eujdokiva, wJraiva wJ" compagna, come la
Hierusalem terribilis ut come Gerusalemme,
leggiadra come compiacenza, splendida
Ierousalhm, qavmbo" wJ"
castrorum acies tremenda come un Gerusalemme, terribile tetagmevnai. come Gerusalemme,
ordinata esercito a bandiere come schiere a vessilli [motivo di] turbamento
spiegate. spiegati. come [milizie] schierate.
averte oculos tuos a me 6.5 Storna da me gli 6.5 Distogli da me i ajpovstreyon ojfqalmouv" sou Distogli i tuoi occhi da
quia ipsi me avolare occhi tuoi, che mi turbano. tuoi occhi: il loro ajpenantivon mou, o{ti aujtoi; me, perch essi mi hanno
fecerunt capilli tui sicut I tuoi capelli son come una
sguardo mi turba. Le messo in agitazione. La
ajneptevrwsavn me. trivcwmav
grex caprarum quae mandra di capre, sospese tue chiome sono come sou wJ" ajgevlai tw'n aijgw'n, tua chioma, come greggi
apparuerunt de Galaad ai fianchi di Galaad. un gregge di capre ai} ajnefavnhsan ajpo; tou'
di capre, che sono
che scendono dal Galaad.
comparse da Galaad.
Glaad.

14
dentes tui sicut grex 6 .6 I tuoi denti son 6.6 I tuoi denti come ojdovnte" sou wJ" ajgevlai tw'n I tuoi denti, come greggi
ovium quae come un branco di pecore, un gregge di pecore kekarmevnwn, ai} ajnevbhsan di pecore tosate, che
ascenderunt de lavacro che tornano dal lavatoio; che risalgono dal sono risalite dal bagno,
ajpo; tou' loutrou', aiJ pa'sai
omnes gemellis fetibus tutte hanno de' gemelli,
bagno. Tutte didumeuvousai, kai; tutte generano gemelli, e
et sterilis non est in eis non ve n' alcuna che sia procedono appaiate e ajteknou'sa oujk e[stin ejn
nessuna priva di figli fra
sterile; nessuna senza loro.
aujtai'".
compagna.
sicut cortex mali punici 6 .7 le tue gote, dietro al
6.7 Come spicchio di wJ" spartivon to; kovkkinon Come funicella scarlatta le
genae tuae absque tuo velo, son come un melagrana la tua gota, ceivlh sou, kai; hJ laliav sou tue labbra, e il tuo parlare
occultis tuis pezzo di melagrana. attraverso il tuo velo. a tempo opportuno
wJraiva. wJ" levpuron th'"
rJova" mh'lovn sou ejkto;" th'" [altro significato:
piacevole, bellissimo].
siwphvsewv" sou.
Come scorza di
melagrana la tua guancia
[che esce] fuori dal tuo
silenzio.
sexaginta sunt reginae 6.8 Ci son sessanta 6.8 Sessanta sono le @Exhvkontav eijsin Sessanta sono le regine, e
et octoginta concubinae regine, ottanta concubine, regine, ottanta le altre basivlissai, kai; ottanta le concubine, e
et adulescentularum e fanciulle senza numero;
spose, le fanciulle innumerevoli le fanciulle.
ojgdohvkonta pallakaiv, kai;
non est numerus senza numero. neavnide" w|n oujk e[stin
ajriqmov".
una est columba mea 6 .9 ma la mia colomba, 6.9 Ma unica la mia miva ejsti;n peristerav mou, Unica la mia colomba,
perfecta mea una est la perfetta mia, unica; colomba la mia teleiva mou, miva ejsti;n th'/ la mia perfetta, lunica
matris suae electa l'unica di sua madre, la
perfetta, ella l'unica per sua madre, leletta
mhtri; aujth'", ejklekthv ejstin
genetrici suae viderunt prescelta di colei che l'ha di sua madre, la th'/ tekouvsh/ aujth'". ei[dosan per colei che lha
illam filiae et partorita. Le fanciulle la preferita della sua aujth;n qugatevre" kai;
partorita. Lhanno vista le
beatissimam vedono, e la proclaman genitrice. L'hanno figlie e lhanno detta
makariou'sin aujthvn,
praedicaverunt reginae beata; la vedon pure le
vista le giovani e beata, le regine e le
basivlissai kai; pallakai; concubine, e lhanno
et concubinae et regine e le concubine, e la l'hanno detta beata, le
laudaverunt eam lodano. regine e le altre spose kai; aijnevsousin aujthvn. lodata.
ne hanno intessuto le
lodi.
quae est ista quae 6.10 Chi colei che 6.10 Chi costei Tiv" au{th hJ ejkkuvptousa Chi costei che sorge
progreditur quasi appare come l'alba, bella che sorge come wJsei; o[rqro", kalh; wJ" come aurora, bella come
aurora consurgens come la luna, pura come il
l'aurora, bella come la selhvnh, ejklekth; wJ" oJ h{lio", la luna, eletta come il
pulchra ut luna electa ut sole, tremenda come un

luna, fulgida come il qavmbo" wJ" tetagmevnai_ sole, [motivo di]
sol terribilis ut acies esercito a bandiere sole, terribile come turbamento come [milizie]
ordinata spiegate? schiere a vessilli schierate?
spiegati?.

15
descendi ad hortum 6.11 Io son discesa nel 6.11 Nel giardino Eij" kh'pon karuva" katevbhn Sono sceso nel giardino
nucum ut viderem giardino dei noci a vedere dei noci io sono ijdei'n ejn genhvmasin tou' delle noci per guardare
poma convallis ut le piante verdi della valle, a sceso, per vedere il tra ci che germoglia nel
ceimavrrou, ijdei'n eij
inspicerem si floruisset veder se le viti mettevan le
verdeggiare della h[nqhsen hJ a[mpelo", letto del torrente, per
vinea et germinassent loro gemme, se i valle, per vedere se la ejxhvnqhsan aiJ rJovai: ejkei'
vedere se fiorita la vite,
mala punica melagrani erano in fiore. vite metteva germogli, se hanno messo il fiore i
dwvsw tou;" mastouv" mou soiv.
se fiorivano i melograni: l dar i miei
melograni. seni a te.
nescivi anima mea 6.12 Io non so come, il
6.12 Non lo so, ma il oujk e[gnw hJ yuchv mou: Non ha compreso lanima
conturbavit me propter mio desiderio m'ha resa mio desiderio mi ha e[qetov me a{rmata Aminadab. mia: mi ha reso come i [
quadrigas Aminadab simile ai carri posto sui carri di mi ha posto sui?] cocchi
d'Amminadab. Ammi-nadb. di Aminadab.
revertere revertere 7.1 Torna, torna, o


7.1 Volgiti, volgiti, !Epivstrefe ejpivstrefe, hJ Volgiti, volgiti, o
Sulamitis revertere Sulamita, torna, torna che Sulammita, volgiti, Soulami'ti", ejpivstrefe Sulamita, volgiti, volgiti e
revertere ut intueamur ti miriamo. Perch mirate

volgiti: vogliamo ti guarderemo. Che cosa
ejpivstrefe, kai; ojyovmeqa ejn
te la Sulamita come una
ammirarti. Che soiv. Tiv o[yesqe ejn th'/ vedete nella Sulamita?
danza a due schiere? ammirate nella Soulamivtidi_ hJ ejrcomevnh
Essa che viene come cori
Sulammita durante la di milizie schierate.
wJ" coroi; tw'n parembolw'n.
danza a due schiere?.
quid videbis in 7 .2 Come son belli i tuoi 7.2 Come son belli i Tiv wJraiwvqhsan diabhvmatav Come sono belli i tuoi
Sulamiten nisi choros piedi ne' loro calzari, o tuoi piedi nei sandali, sou ejn uJpodhvmasin, passi nei sandali, figlia di
castrorum quam pulchri figliuola di principe! I

figlia di principe! Le Nadav [ebr.: principe] ! Le
quvgater Nadab_ rJuqmoi;
sunt gressus tui in contorni delle tue anche
curve dei tuoi fianchi mhrw'n sou o{moioi proporzioni dei tuoi
calciamentis filia son come monili, opera di sono come monili, oJrmivskoi" e[rgw/ ceirw'n
fianchi sono come piccole
principis iunctura mano d'artefice. opera di mani collane opera di mani di
tecnivtou:
feminum tuorum sicut d'artista. un artefice:
monilia quae fabricata
sunt manu artificis
umbilicus tuus crater 7 .3 Il tuo seno una 7.3 Il tuo ombelico ojmfalov" sou krath;r il tuo ombelico un calice
tornatilis numquam tazza rotonda, dove non una coppa rotonda toreuto;" mh; uJsterouvmeno" cesellato che non manca
indigens poculis venter manca mai vino che non manca mai di di vino speziato: il tuo
kra'ma: koiliva sou
tuus sicut acervus tritici profumato. Il tuo corpo vino drogato. Il tuo qimwnia; sivtou pefragmevnh ventre, un mucchio di
vallatus liliis un mucchio di grano, ventre un mucchio di ejn krivnoi":
grano circondato da una
circondato di gigli. grano, circondato da siepe di gigli;
gigli.
duo ubera tua sicut duo 7 .4 Le tue due 7.4 I tuoi seni come duvo mastoiv sou wJ" duvo i tuoi due seni come
hinuli gemelli capreae mammelle paion due due cerbiatti, gemelli nebroi; divdumoi dorkavdo": cerbiatti gemelli di
gemelli di gazzella. di gazzella. gazzella;

16
collum tuum sicut turris 7 .5 Il tuo collo come
7.5 Il tuo collo come travchlov" sou wJ" puvrgo" il tuo collo, come torre
eburnea oculi tui sicut una torre d'avorio; i tuoi una torre d'avorio; i ejlefavntino": ojfqalmoiv davorio; i tuoi occhi sono
piscinae in Esebon occhi son come le piscine tuoi occhi sono come i stagni di Esebon, alle
sou wJ" livmnai ejn Esebwn
quae sunt in porta filiae d'Heshbon presso la porta
laghetti di Chesbn, ejn puvlai" qugatro;" porte della figlia di
multitudinis nasus tuus di Bath-Rabbim. Il tuo presso la porta di Bat- pollw'n: mukthvr sou wJ"
moltitudini; il tuo naso
sicut turris Libani quae naso come la torre del
Rabbm; il tuo naso come torre del Libano
puvrgo" tou' Libavnou
respicit contra Libano, che guarda verso come la torre del che guarda verso
skopeuvwn provswpon Damasco;
Damascum Damasco. Libano che fa la
guardia verso Damaskou':
Damasco.
caput tuum ut Carmelus 7.6 Il tuo capo s'eleva
7.6 Il tuo capo si kefalhv sou ejpi; se; wJ" il tuo capo, come il
et comae capitis tui come il Carmelo, e la erge su di te come il Kavrmhlo", kai; plovkion Carmelo, la treccia del
sicut purpura regis chioma del tuo capo
Carmelo e la chioma tuo capo, come porpora,
kefalh'" sou wJ" porfuvra,
vincta canalibus sembra di porpora; un re
del tuo capo come la basileu;" dedemevno" ejn un re rimasto legato nei
incatenato dalle tue trecce! porpora; un re stato paradromai'".
suoi giri.
preso dalle tue
trecce.
quam pulchra es et 7 .7 Quanto sei bella, 7.7 Quanto sei bella Tiv wJraiwvqh" kai; tiv Quanto sei bella, e quanto
quam decora carissima quanto sei piacevole, o e quanto sei graziosa, hJduvnqh", ajgavph, ejn trufai'" soave, o amore, nelle tue
in deliciis amor mio, in mezzo alle o amore, figlia di delizie!
sou_
delizie! delizie!
statura tua adsimilata 7.8 La tua statura 7.8 La tua statura tou'to mevgeqov" sou wJmoiwvqh Questa tua statura
est palmae et ubera tua simile alla palma, e le tue rassomiglia a una tw'/ foivniki kai; oiJ mastoiv simile a quella della
botris mammelle a de' grappoli
palma e i tuoi seni ai palma, e i tuoi seni ai
sou toi'" bovtrusin.
d'uva. grappoli. grappoli.
dixi ascendam in 7.9 Io ho detto: 'Io salir 7.9 Ho detto: Salir ei\pa !Anabhvsomai ejn tw'/ Ho detto: Salir sulla
palmam adprehendam sulla palma, e m'appiglier sulla palma, coglier i foivniki, krathvsw tw'n palma, mi afferrer alle
fructus eius et erunt ai suoi rami'. Siano le tue
grappoli di datteri; mi sue vette e i tuoi seni
u{yewn aujtou', kai; e[sontai
ubera tua sicut botri mammelle come grappoli siano i tuoi seni come dh; mastoiv sou wJ" bovtrue" saranno per me come
vineae et odor oris tui di vite, il profumo del tuo grappoli d'uva e il th'" ajmpevlou kai; ojsmh;
grappoli della vite e il
sicut malorum fiato, come quello dei

profumo del tuo profumo delle tue narici
rJinov" sou wJ" mh'la
pomi, respiro come di pomi. come mele
guttur tuum sicut 7.10 e la tua bocca

7.10 Il tuo palato kai; lavrugx sou wJ" oi\no" oJ e la tua gola come vino
vinum optimum come un vino generoso, come vino squisito, ajgaqo;" poreuovmeno" tw'/ buono, che va bene per il
dignum dilecto meo ad che cola dolcemente per il


che scorre dritto mio diletto, che soddisfa
ajdelfidw'/ mou eij" eujquvqhta
potandum labiisque et mio amico, e scivola fra le
verso il mio diletto e iJkanouvmeno" ceivlesivn mou le mie labbra e i miei
dentibus illius labbra di quelli che fluisce sulle labbra e kai; ojdou'sin.
denti.
ruminandum dormono. sui denti!
ego dilecto meo et ad 7.11 Io sono del mio
7.11 Io sono per il !Egw; tw'/ ajdelfidw'/ mou, kai; Io sono del mio diletto, e
me conversio eius amico, e verso me va il mio diletto e la sua ejp! ejme; hJ ejpistrofh; aujtou'. verso di me il suo
suo desiderio. brama verso di me. volgersi.
veni dilecte mi 7.12 Vieni, amico mio,
7.12 Vieni, mio ejlqev, ajdelfidev mou, Vieni, mio diletto,
egrediamur in agrum usciamo ai campi, passiam diletto, andiamo nei ejxevlqwmen eij" ajgrovn, usciamo in campagna,
commoremur in villis la notte ne' villaggi! campi, passiamo la alloggiamo nei villaggi,
aujlisqw'men ejn kwvmai":
notte nei villaggi.

17
mane surgamus ad 7.13 Fin dal mattino
7.13 Di buon ojrqrivswmen eij" ajmpelw'na", andiamo di buon mattino
vineas videamus si andremo nelle vigne; mattino andremo alle i[dwmen eij h[nqhsen hJ nelle vigne, vediamo se
floruit vinea si flores vedremo se la vite ha vigne; vedremo se fiorita la vite, se fiorita
a[mpelo", h[nqhsen oJ
fructus parturiunt si sbocciato, se il suo fiore mette gemme la vite, se kuprismov", h[nqhsan aiJ la henn, se sono fioriti i
floruerunt mala punica s'apre, se i melagrani sbocciano i fiori, se rJovai: ejkei' dwvsw tou;"
melograni: l dar i miei
ibi dabo tibi ubera mea fioriscono. Quivi ti dar le


fioriscono i melograni: seni a te.
mastouv" mou soiv.
mie carezze. l ti dar le mie
carezze!
mandragorae dederunt 7.14 Le mandragole

7.14 Le mandragore oiJ mandragovrai e[dwkan Le mandragore hanno
odorem in portis nostris mandano profumo, e sulle mandano profumo; ojsmhvn, kai; ejpi; quvrai" hJmw'n dato profumo, e alle
omnia poma nova et nostre porte stanno frutti

alle nostre porte c' nostre porte ci sono tutti i
pavnta ajkrovdrua, neva pro;"
vetera dilecte mi deliziosi d'ogni sorta,
ogni specie di frutti palaiav, ajdelfidev mou, frutti, nuovi e vecchi, o
servavi tibi nuovi e vecchi, che ho squisiti, freschi e ejthvrhsav soi.
mio diletto, li ho serbati
serbati per te, amico mio.
secchi; mio diletto, li per te.
ho serbati per te.
quis mihi det te fratrem 8 .1 Oh perch non sei 8.1 Oh se tu fossi un Tiv" dwvh
/ se ajdelfidovn mou Chi ti dar a me come un
meum sugentem ubera tu come un mio fratello, mio fratello, allattato qhlavzonta mastou;" mhtrov" nipote (=diletto) che
matris meae ut allattato dalle mammelle di al seno di mia madre! prende il latte al seno di
mou_ euJrou'sav se e[xw
inveniam te foris et mia madre! Trovandoti
Trovandoti fuori ti filhvsw se, kaiv ge oujk mia madre? Trovandoti
deosculer et iam me fuori, ti bacerei, e nessuno potrei baciare e ejxoudenwvsousivn moi.
fuori ti bacerei e certo
nemo despiciat mi sprezzerebbe. nessuno potrebbe non mi si disprezzerebbe.
disprezzarmi.
adprehendam te et 8 .2 Ti condurrei,

8.2 Ti condurrei, ti paralhvmyomaiv se, eijsavxw Ti prender con me, ti
ducam in domum t'introdurrei in casa di mia introdurrei nella casa se eij" oi\kon mhtrov" mou kai; introdurr nella casa di
matris meae ibi me madre, tu mi di mia madre; mia madre e nella stanza
eij" tamiveion th'"
docebis et dabo tibi ammaestreresti, e io ti m'insegneresti l'arte sullabouvsh" me: potiw' se di colei che mi ha
poculum ex vino darei a bere del vino dell'amore. Ti farei ajpo; oi[nou tou' mureyikou',
concepita: ti far bere
condito et mustum aromatico, del succo del bere vino aromatico, ajpo; navmato" rJow'n mou.
vino aromatizzato, dal
malorum granatorum mio melagrano. del succo del mio succo delle mie
meorum melograno. melagrane.
leva eius sub capite 8 .3 La sua sinistra sia

8.3 La sua sinistra Eujwvnumo" aujtou' uJpo; th;n La sua sinistra sotto il
meo et dextera illius sotto il mio capo, e la sua sotto il mio capo e la kefalhvn mou, kai; hJ dexia; mio capo, e la sua destra
amplexabitur me destra m'abbracci! sua destra mi mi abbraccer.
aujtou' perilhvmyetaiv me.
abbraccia.
adiuro vos filiae 8 .4 O figliuole di 8.4 Io vi scongiuro, w{rkisa uJma'", qugatevre" Vi scongiuro, figlie di
Hierusalem ne Gerusalemme, io vi figlie di Gerusalemme, Ierousalhm, ejn tai'" Gerusalemme, per le
suscitetis et evigilare scongiuro, non svegliate, non destate, non potenze e le forze del
dunavmesin kai; ejn tai'"
faciatis dilectam donec non svegliate l'amor mio,
scuotete dal sonno ijscuvsesin tou' ajgrou', tiv campo: non destate, non
ipsa velit finch'essa non lo desideri! l'amata, finch non lo ejgeivrhte kai; tiv ejxegeivrhte
risvegliate lamore sinch
voglia. non voglia.
th;n ajgavphn, e{w" a]n qelhvsh/.

18
quae est ista quae 8 .5 Chi colei che sale 8.5 Chi colei che Tiv" au{th hJ ajnabaivnousa Chi costei che sale tutta
ascendit de deserto dal deserto appoggiata sale dal deserto, leleukanqismevnh bianca, appoggiata sul
deliciis affluens et nixa all'amico suo? Io t'ho
appoggiata al suo suo diletto? Da sotto un
ejpisthrizomevnh ejpi; to;n
super dilectum suum svegliata sotto il melo,
diletto? Sotto il melo ti ajdelfido;n aujth'"_ @Upo; melo ti ho sollevata: l ti
sub arbore malo dove tua madre t'ha ho svegliata; l, dove mh'lon ejxhvgeirav se: ejkei'
ha partorita tua madre, l
suscitavi te ibi corrupta partorito, dove quella che ti concep tua madre, ti ha partorita la tua
wjdivnhsevn se hJ mhvthr sou,
est mater tua ibi violata t'ha partorito, s' sgravata l, dove la tua genitrice.
ejkei' wjdivnhsevn se hJ
est genetrix tua di te. genitrice ti partor.
tekou'sav sou.
pone me ut signaculum 8 .6 Mettimi come un


8.6 Mettimi come Qev" me wJ" sfragi'da ejpi; th;n Mettimi come sigillo sul
super cor tuum ut sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo cuore, kardivan sou, wJ" sfragi'da tuo cuore, come sigillo sul
signaculum super un sigillo sul tuo braccio;

come sigillo sul tuo tuo braccio: perch forte
ejpi; to;n bracivonav sou: o{ti
brachium tuum quia perch l'amore forte
braccio; perch forte krataia; wJ" qavnato" ajgavph, come la morte lamore,
fortis est ut mors come la morte, la gelosia come la morte sklhro;" wJ" a{d/ h" zh'lo":
inflessibile come lade la
dilectio dura sicut dura come il soggiorno de' l'amore, tenace come gelosia: le sue scintille
perivptera aujth'" perivptera
inferus aemulatio morti. I suoi ardori sono gli inferi la passione: sono scintille di fuoco, sue
purov", flovge" aujth'": (cio: dellamore) fiamme;
lampades eius ardori di fuoco, fiamma le sue vampe son
lampades ignis atque dell'Eterno. vampe di fuoco, una
flammarum fiamma del Signore!
aquae multae non 8 .7 Le grandi acque non

8.7 Le grandi acque u{dwr polu; ouj dunhvsetai la grande acqua non
poterunt extinguere potrebbero spegnere non possono sbevsai th;n ajgavphn, kai; potr spegnere lamore, e
caritatem nec flumina l'amore, e dei fiumi non

spegnere l'amore n i potamoi; ouj sugkluvsousin i fiumi non lo
obruent illam si dederit potrebbero sommergerlo.
fiumi travolgerlo. Se aujthvn: eja;n dw'/ ajnh;r to;n travolgeranno. Se un
homo omnem Se uno desse tutti i beni di uno desse tutte le pavnta bivon aujtou' ejn th'/
uomo desse tutte le sue
substantiam domus casa sua in cambio ricchezze della sua sostanze per lamore, lo
ajgavph/, ejxoudenwvsei
suae pro dilectione dell'amore, sarebbe del
casa in cambio disprezzerebbero
ejxoudenwvsousin aujtovn. enormemente.
quasi nihil despicient tutto disprezzato. dell'amore, non ne
eum avrebbe che dispregio.
soror nostra parva et 8 .8 Noi abbiamo una
8.8 Una sorella !Adelfh; hJmi'n mikra; kai; La nostra sorella piccola
ubera non habet quid piccola sorella, che non ha piccola abbiamo, e mastou;" oujk e[cei: tiv e seni non ha: che faremo
faciemus sorori nostrae ancora mammelle; che

ancora non ha seni. per nostra sorella nel
poihvswmen th'/ ajdelfh'/ hJmw'n
in die quando farem noi della nostra
Che faremo per la ejn hJmevra/, h|/ eja;n lalhqh'/ ejn giorno in cui si parlasse di
adloquenda est sorella, quando si tratter nostra sorella, nel aujth'/_
lei?
di lei? giorno in cui se ne
parler?
si murus est 8 .9 S'ella un muro,
8.9 Se fosse un eij tei'cov" ejstin, Se fosse un muro,
aedificemus super eum costruiremo su lei una muro, le costruiremmo oijkodomhvswmen ejp! aujth;n costruiremmo su di essa
propugnacula argentea torretta d'argento; se ella

sopra un recinto bastioni dargento e se
ejpavlxei" ajrgura'": kai; eij
si ostium est un uscio, la chiuderemo d'argento; se fosse quvra ejstivn, diagravywmen fosse una porta
conpingamus illud con una tavola di cedro. una porta, la ejp! aujth;n sanivda kedrivnhn.
incideremmo su di essa
tabulis cedrinis rafforzeremmo con un battente di cedro.
tavole di cedro.

19
ego murus et ubera mea 8.10 Io sono un muro, e

8.10 Io sono un !Egw; tei'co", kai; mastoiv mou Io sono un muro, e i miei
sicut turris ex quo facta le mie mammelle sono muro e i miei seni wJ" puvrgoi: ejgw; h[mhn ejn seni come torri: io ero
sum coram eo quasi come torri; io sono stata ai

sono come torri! Cos agli occhi suoi come una
ojfqalmoi'" aujtou' wJ"
pacem repperiens suoi occhi come colei che sono ai suoi occhi euJrivskousa eijrhvnhn. che trova pace.
ha trovato pace. come colei che ha
trovato pace!
vinea fuit Pacifico in ea 8.11 Salomone aveva
8.11 Una vigna !Ampelw;n ejgenhvqh tw'/ Aveva una vigna
quae habet populos una vigna a Baal-Hamon; aveva Salomone in Salwmwn ejn Beelamwn: Salomone in Beelamon:
tradidit eam custodibus egli affid la vigna a de'
Baal-Hamn; egli diede la sua vigna ai
e[dwken to;n ajmpelw'na
vir adfert pro fructu guardiani, ognun de' quali

affid la vigna ai aujtou' toi'" throu'sin, ajnh;r custodi, ogni uomo
eius mille argenteos portava, come frutto, mille custodi; ciascuno gli oi[sei ejn karpw'/ aujtou'
porter col suo frutto
sicli d'argento.
doveva portare come mille denari dargento.
cilivou" ajrgurivou.
suo frutto mille sicli
d'argento.
vinea mea coram me 8.12 La mia vigna, ch' 8.12 La vigna mia, ajmpelwvn mou ejmo;" ejnwvpiovn La mia vigna, la mia,
est mille tui Pacifice et mia, la guardo da me; tu, proprio mia, mi sta mou: oiJ civlioi soiv, davanti a me: i mille
ducenti his qui Salomone, tienti pure i

davanti: a te, denari per te, o
Salwmwn, kai; oiJ diakovsioi
custodiunt fructus eius tuoi mille sicli, e se
Salomone, i mille sicli toi'" throu'si to;n karpo;n Salomone, e duecento a
n'abbian duecento quei e duecento per i aujtou'.
quelli che custodiscono il
che guardano il frutto della custodi del suo frutto! suo frutto.
tua!
quae habitas in hortis 8.13 O tu che dimori
8.13 Tu che abiti nei @O kaqhvmeno" ejn khvpoi", O tu che siedi nei giardini,
amici auscultant fac me ne' giardini, dei compagni giardini - i compagni eJtai'roi prosevconte" th'/ i compagni sono attenti
audire vocem tuam stanno intenti alla tua

stanno in ascolto - alla tua voce: fammi
fwnh'/ sou: ajkouvtisovn me.
voce! Fammela udire!
fammi sentire la tua udire!
voce.
fuge dilecte mi et 8.14 Fuggi, amico mio,

8.14 Fuggi, mio Fuvge, ajdelfidev mou, kai; Fuggi, o mio diletto, fatti
adsimilare capreae come una gazzella od un diletto, simile a oJmoiwvqhti th'/ dorkavdi h] tw'/ simile alla gazzella o al
hinuloque cervorum cerbiatto, sui monti degli gazzella o ad un cerbiatto [al piccolo] dei
nebrw'/ tw'n ejlavfwn ejpi; o[rh
super montes aromatum aromi!

cerbiatto, sopra i ajrwmavtwn. cervi sui monti degli
monti degli aromi!. aromi.

PRO MANUSCRIPTO 13.2.2008

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