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Nel regno

della sperimentazione
di Michele Provinciali

A met degli anni 50, lepoca in cui lUmanitaria si


impersonificava in Riccardo Bauer, Nino Chiappano,
Giovanni Romano (larchitetto del nuovo complesso
scolastico dellUmanitaria), cera una specie di orgoglio
da parte dei docenti a insegnare alla Scuola del Libro, e
questo sentimento di appartenenza a una scuola che
aveva una tradizione estremamente democratica, che era
riuscita a superare vicende politiche nel tardo ottocento
piuttosto incresciose e difficili, dava un prestigioso enor-
me alle persone, che facevano la fila per entrare a farne
205 parte. Era una piccola societ direi quasi elitaria per
quanto riguardava la pedagogia, la didattica, lo spirito di
ricerca.
Direi che non si pu nemmeno fare un paragone per
metodo e impostazione didattica rispetto alle scuole di
quel periodo, quelle di formazione artistica in ambito
analogo, che erano soprattutto scuole di mestiere.
Invece, la Scuola del Libro era unaltra cosa, perch
allUmanitaria si concedeva una libert assoluta ai
docenti che avevano per la prima volta la possibilit di
sperimentare un ampio campo di possibilit. I docenti
erano motivatissimi, e gli studenti frequentavano con
entusiasmo. Sembrava quasi di rivivere unatmosfera
ottocentesca per la dedizione reciproca da parte di
docenti e studenti, tra i quali si creava un rapporto psi-
cologico forte, quasi di dipendenza, indifferentemente
dalle ideologie politiche o di partito.
Per quanto mi riguarda, io mi sono trovato estremamen-
te libero nel portare allUmanitaria alcune esperienze
che avevo fatto negli Stati Uniti, con ex docenti della
Bauhaus che insegnavano a Chicago. Queste esperienze,
di cui la pi importante quella di Hugo Weber, io le ho
trasferite allUmanitaria modificandole in vari punti,
rendendole pi mediterranee, meno nordiche; con gran-
de interesse di tutti, anche dei consiglieri
dellUmanitaria, in particolare dellarchitetto Romano,
che pi di una volta, in un angolo, rimaneva seduto in
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classe ad ascoltare le mie lezioni.
Ricordo come fosse ieri quando lo stesso Romano nel
1954 mi invit a coordinare un corso professionale di
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fotografia. Iniziai il corso con lesercizio dei fotogrammi
durante il quale gli allievi compongono sulla carta foto-
Simbolo per la mostra Copertina per un numero sensibile pezzi di plastica, frammenti di vetro, piccoli
dellIndustrial Design del Quaderno del Verri,
alla X Triennale con lOpus metricum
oggetti duso quotidiano. Presto mi resi conto che lo spa-
di Milano. di Edoardo Sanguineti. zio a disposizione non aveva nessun potere attrattivo agli
1954 1960 occhi degli studenti, non esisteva se non come semplice
supporto. Intuii di botto che il gessetto agitato sul piano
di cemento spalancava la mente alla visione dello spazio.
Per fortuna eravamo in una specie di fabbrica delle idee:
ordinai al laboratorio di falegnameria della scuola un
notevole numero di piani di lavoro sul modulo 90x180 e
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di cavalletti che accostati tra loro s da offrire agli stu- 207

denti un ampio spazio operativo. Dal gessetto bianco


passai al carboncino. In questo modo diedi avvio alla
mia esperienza di docente ponendomi a lavorare in
mezzo ai ragazzi, come un qualsiasi discente. Mano a
mano che le stesure crescevano a coprire i piani, i fogli
venivano ordinati sul pavimento per zone personali. La
distesa creava un effetto di magma impressionante, che
cominciai a sfoltire eliminando i lavori compromessi
dalla centralit compositiva, fosse questa a macchie per
uso del carboncino posto di piatto, o per linee tracciate
con andamenti iterati, o per forma inconscia centripeta.
Ne risult una prova di gruppo inconcepibile, perch
di fatto difficilmente ipotizzabile, risultato di una speri-
mentazione a braccio, senza regole, che i ragazzi
apprezzarono proprio perch inconsueta, originale, fuori
dallordinario: unesperienza didattica che per la Scuola
del Libro era allordine del giorno. Un must di cui dob-
biamo essere riconoscenti, perch apr la strada ad una
nuova concezione della progettazione visiva.

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La summa del fare-pensare-costruire di Provinciali unattivit


che insieme progettazione ex novo e riscoperta continua di con- 207 208
dizioni gi in atto, di rapporti cromatici o materici, esistenti attor-
no a noi, ma di cui ci rendiamo conto solo dopo che lui stesso ce Pagina pubblicitaria Michele Provinciali,
li ha presentificati e resi tangibili e ispezionabili. per i pettini Verbania. primo da sinistra in basso,
insieme a docenti e allievi,
1957-59
controlla le pellicole
(Gillo Dorfles, da Provinciali, Antipasti, AIAP 1999)
a fine esercittazione
alla Scuola del Libro.
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1954-55 (foto Ennio Vicario)
Pieghevole per le sedie
Uni realizzate da Velca.
1962

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