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LEZIONE 1 10/09/2015

Diritto soggettivo per esempio un diritto di propriet (es. di credito). Vuol dire che posso godere e disporre
del bene di mia propriet, perch ho acquistato questo diritto di propriet attraverso un contratto di
COMPRAVENDITA (scambio monetario). Il diritto pu anche essere ceduto a terzi.

Diritto oggettivo un SISTEMA/COMPLESSO di REGOLE GIURIDICHE ampio e articolato. Questo sistema di


regole e definizioni pu essere applicato a quasi tutti i fenomeni della vita comune.
Es. contratto di MUTUO (prestito di consumo): prestito risarcito con beni di uguale qualit.
DONAZIONE
COMODATO (prestito di uso)
I contratti sono ATTI di volont, ma anche i fenomeni di natura (es. nascita, morte) sono FATTI GIURIDICI
leggibili in ottica del diritto privato.
Es. con la NASCITA nasce un nuovo soggetto giuridico che acquisisce diritti. Con la MORTE si esauriscono
alcuni diritti del soggetto giuridico, mentre altri vengono trasmessi (SUCCESSIONE).
Il DIRITTO OGGETTIVO composto da numerosissime NORME e REGOLE che vietano, descrivono,
comandano, permettono. Alcune norme descrivono quelle fattispecie che verranno poi regolate.
Il diritto oggettivo un organismo estremamente complesso fatto di NORME nel senso sia di descrizioni che
di comandi/divieti/permessi. Inoltre, il comando pu essere violato o rispettato, quindi serve qualcosa che
imponga il rispetto delle norme. Il legislatore prevede perci una punizione per chi non rispetta le norme.
LOGICA/MECCANISMO: 1 grado: Descrizione fatto -> precetto (comando/divieto). Nuova descrizione di 2
grado (rispetto/violazione) -> nuova conseguenza (es. pena). Il diritto oggettivo un sistema perch questa
logica di regole si ripete pi volte, originando numerosissime norme.
Fattispecie: ipotesi. Si distingue ASTRATTA (ipotesi) e CONCRETA (fatto gi accaduto: qui e oggi).

Ordinamento differisce dal diritto oggettivo perch aggiunge i soggetti. LORDINAMENTO il complesso di
regole (diritto oggettivo, che quindi astratto) pi i soggetti a cui esse si applicano (diritto vigente).
Ordinamento: gruppo di soggetti -> sistema di regole complesse (per porre in equilibrio interessi
contrapposti). Non esiste solo lordinamento giuridico, ma gli ordinamenti sono pi di uno e coesistono per
regolare la vita dellindividuo. Siamo soggetti a tre ordinamenti:
1) Ordinamento giuridico italiano
2) Ordinamento del costume
3) Ordinamento religioso
Gli ultimi due sono complessi di regole che definiscono situazioni, comandano/vietano determinate condotte
e adottano sanzioni/premi. Sanzione dellordinamento del costume: discredito sociale. A volte lordinamento
sociale molto pi effettivo di quello giuridico (es. infedelt matrimoniale: lordinamento giuridico impone
ai coniugi la fedelt. Il rispetto della fedelt, per, dovuto soprattutto a un sentimento morale o alla paura
del discredito sociale). In molti casi le regole dellordinamento sociale differiscono da quelle del giuridico.
Lordinamento sociale coesistente a quello giuridico, ha gli stessi soggetti e lo stesso periodo storico ma
nasce da abitudini e comportamenti ripetuti nella societ.
Lo stesso discorso vale per lordinamento religioso. Anche qui esistono determinati soggetti a cui si applicano
norme (es. battezzati).
Come distinguo lordinamento giuridico dagli altri? Le fonti sono diverse. Mentre le regole della religione
sono poste dalle autorit religiose, pi difficile distinguere lordinamento giuridico da quello morale.
Secondo alcuni lordinamento sociale non altro che un ordinamento giuridico rudimentale (es. trib).
Secondo i giuristi, lordinamento giuridico (sistema complesso di regole connesse) deve:
avere un sistema di fonti certe e determinate (da dove possono venire le regole); nellordinamento
italiano le fonti sono LEGGI ORDINARIE, REGOLAMENTI e USI/CONSUETUDINI. La principale delle
leggi la COSTITUZIONE. In altri ordinamenti le regole possono nascere dai PRECEDENTI GIUDIZIARI
(sentenze). Cos negli ordinamenti di COMMON LAW (USA, UK), ma non negli ordinamenti
continentali (Italia, Francia, etc.)
necessaria la presenza di un soggetto che applica le norme (POTERE GIUDIZIARIO), che sia diverso
da quello che legifera (POTERE LEGISLATIVO).
E importante la CONCENTRICITA degli ordinamenti. Gli ordinamenti possono sovrapporsi o essere
concentrici. Quelli che stanno dentro gli ordinamenti pi ampi possono derivare la propria legittimit
da questi ultimi. Es. sovranit italiana -> ordinamento pi ampio lo Stato Italiano. Es. una legge ha
costituito il Coni e altre leggi hanno costituito le varie federazioni. La FIGC ha per soggetti propri,
regole proprie, organi preposti a creare le regole, organi preposti ad applicarle, cio replica in piccolo
tutto ci che c nellordinamento dello stato: sistema di regole, soggetti a cui applicarli, soggetti che
creano le regole e soggetti che le applicano. Per prende legittimit dallordinamento dello Stato,
che pi ampio. Esistono anche ordinamenti interni a quello dello Stato ma EVERSIVI (es. criminali:
potere mafioso che per non ha i caratteri tipici dellordinamento riconosciuto, quindi non un
ordinamento giuridico in prospettiva moderna).

Norma giuridica
Secondo consuetudine possono distinguersi in:
1) NORME GENERALI o INDIVIDUALI: a seconda che il comando sia rivolto a TUTTI i consociati (membri
dellordinamento) o a singoli individui
2) NORME CONCRETE o ASTRATTE: quando si ordina riguardo un caso concreto (qui e ora) o
nelleventualit che un caso si verifichi.
Le categorie possono essere combinate.
CONCRETO INDIVIDUALE: ordino a uno specifico individuo di chiudere la porta qui e ora.
CONCRETO GENERALE: ordino al pi vicino alla porta di chiudere la porta qui e ora.
ASTRATTA INDIVIDUALE: ordino a uno specifico individuo di chiudere la porta durante tutte le lezioni.
ASTRATTA GENERALE: ordino al pi vicino alla porta di chiudere la porta durante tutte le lezioni.
E buona prassi che il legislatore operi con regole GENERALI ed ASTRATTE per non favorire nessuno. Tuttavia
possono essere legittime anche regole INDIVIDUALI e CONCRETE (es. sentenza del giudice). Nelle COMMON
LAW, le regole della sentenza sono al contempo INDIVIDUALI e CONCRETE e, per il futuro, GENERALI e
ASTRATTE. Esistono anche legittime leggi/fonti normative (regolamenti, norme ministeriali) che possono
essere INDIVIDUALI e CONCRETE. A volte capita anche che i legislatori promulghino leggi che pretendono di
essere generali e astratte, ma invece sono individuali e concrete (es. altezza del re).
LEZIONE 2 11/09/2015
La norma di legge con cui abbiamo a che fare normalmente generale e astratta. Un buon legislatore deve
prevedere sanzioni/premi per stimolare il rispetto delle norme (si ha una previsione/fattispecie astratta di 2
grado). Loperare delle norme segue quasi sempre la logica descritta; uno stesso articolo raramente indica
sia la descrizione astratta, che il comando/divieto, che la previsione di 2 grado e le conseguenti
pene/ricompense. D solito sta al giurista ricostruire il percorso.
Art. 1176 (Obbligazioni): abbiamo un comando che presuppone una fattispecie astratta (descrizione
normativa). Non c la descrizione legislativa di debitore. Il discorso normativo : se sei debitore, devi
adempiere con la diligenza del buon padre di famiglia.
Art. 1218 (Inadempimento): se il debitore non adempie, colpito dallobbligo di risarcire il danno (fattispecie
di 2 grado). Tuttavia questo obbligo non lunica sanzione possibile, ma la pi generale.
Art. 1453: per le obbligazioni che nascono da un contratto (categoria specifica; es. compravendita), se
lobbligazione resta inadempiuta, oltre al risarcimento del danno ci sono altre possibili sanzioni
(adempimento forzato oppure scioglimento del contratto). Queste sono conseguenze ulteriori.
PROCESSO LOGICO: Se A (descrizione fattispecie astratta) -> B (comando + previsione violazione), se non
rispetti B -> C1/C2/C3 (sanzioni per chi ha violato il comando).
Pu capitare che un unico articolo racchiuda lintera sequenza, ad esempio:
Art. 1182: si ha nel primo comma una descrizione, nei successivi tre diversi precetti, ognuno dei quali oltre
che un precetto anche unulteriore descrizione.

Questo discorso vale quando si parla di norme, ma lordinamento anche fatto di PRINCIPI (es. Costituzione
ha pi principi che norme). I principi hanno un comando/divieto ma spesso manca la descrizione della
fattispecie. Quindi i principi permettono di applicare sanzioni nuove (molta libert per i giudici) da un lato,
per c molta incertezza (per lordinamento) perch la descrizione della fattispecie manca.
Es. il legislatore normalmente non si preoccupa della convenienza economica delle operazioni. Invece oggi si
cerca di evitare lo squilibrio e mantenere lequit (es. una parte ha troppo potere rispetto allaltra -> contrario
al PRINCIPIO DELLEQUITA CONTRATTUALE, anche se non esistono norme giuridiche riguardo esso).
Questo un esempio di come si possa applicare un principio (senza parte descrittiva) e non una norma, con
conseguenze significative. Pro: possibilit di avere sentenze pi giuste; contro: incertezza, negativa per chi
investe.
GIURISPRUDENZA complesso di tutte le decisioni che vengono prese in un ordinamento (da tutti i giudici).
Caratteristica di un sistema giuridico avere un insieme di fonti certe e determinate.
PRELEGGI (disposizioni sulla legge in generale) fanno parte del CODICE CIVILE, composto dal codice civile
in senso proprio e dalle disposizioni sulla legge in generale. Le preleggi danno le regole pi generali per il
funzionamento di un ordinamento giuridico (non solo il codice civile). Esse vanno comunque lette ai sensi
della Costituzione.
Lart.1 elenca le fonti del diritto (in scala gerarchica, es. un regolamento non pu mai andare contro una
legge):
Leggi: bisogna distinguere le leggi della COSTITUZIONE dalle LEGGI ORDINARIE; bisogna anche
distinguere le leggi ordinarie STATALI da quelle REGIONALI. Gli Artt. 70 ss. della Cost. dispongono su
come il Parlamento e altri organi legislativi fanno nascere le leggi. La COSTITUZIONE ha il MASSIMO
GRADO GERARCHICO (ed pur sempre una legge);
1A) Costituzione e leggi di rango costituzionale;
1B) UNIONE EUROPEA: prima la CECA e poi lEU hanno acquisito sempre pi poteri normativi. Le fonti
normative provenienti dallUE valgono pi delle leggi ordinarie. Queste fonti sono: i TRATTATI
(Maastricht, Nizza, valgono pi di tutti), la DIRETTIVA, che rivolta non ai singoli cittadini dellUE ma
agli stati membri, che devono tradurre le direttive in LEGGI ORDINARIE (ci avviene, in Italia, con la
LEGGE COMUNITARIA, che pu contenere regole su qualsiasi ambito) se le direttive non vengono
tramutate in leggi si hanno sanzioni, anche se comunque le direttive lasciano una certa flessibilit
(NB. La direttiva non essa stessa la fonte, la fonte la legge ordinaria dovuta ad essa) e infine il
REGOLAMENTO, che non deve essere recepito da una legge nazionale (come la direttiva), ma
immediatamente applicato a tutti i cittadini dellUE. I regolamenti stanno sopra le leggi ordinarie e
sono pi rari delle direttive. Esistono anche DIRETTIVE IMMEDIATAMENTE ESECUTIVE/SELF
EXECUTIVE che possono essere applicate dalla Corte Europea anche se gli Stati non le hanno ancora
applicate. Tutte le fonti europee che non sono rivolte allo stato ma direttamente ai cittadini sono
gerarchicamente superiori alle leggi ordinarie e inferiori (opinabile?) alla Cost.
1C) Leggi ordinarie (ottenute con maggioranze semplici possono essere dello Stato o delle Regioni
e dispongono su materie diverse, pur avendo pari grado gerarchico); anche DECRETI LEGISLATIVI (pu
essere emesso dal governo se c una precedente legge che d al governo il potere di legiferare su
una certa materia e le indicazioni su come farlo per essere legittimo deve rispettare i limiti posti
dalla LEGGE DELEGA ed in tal caso di pari grado rispetto a una legge ordinaria) e DECRETI LEGGE
(non hanno a monte la delega del parlamento e vengono utilizzati in caso di urgenza deve essere
convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni, altrimenti decade anche per il periodo
precedente; pu anche essere modificato prima di diventare legge). Entrambi, D.L. e D.Lgs., vengono
dal governo e non dal parlamento e non sono leggi a livello formale ma sostanziali. Il decreto
legislativo influenzato dal parlamento a monte (legge delega), il decreto legge a valle (deve
diventare legge).
Lo stesso valore gerarchico hanno le leggi regionali. Le regioni hanno alcune aree di competenza per
legiferare (es. leggi sanitarie). Se il soggetto che legifera diverso (regioni vs. stato), lart. 117 della
Costituzione permette di evitare i conflitti assegnando aree di competenza diverse ai due soggetti.
Questo articolo d anche esplicita rilevanza istituzionale alla gerarchia tra le leggi (la costituzione ha
una priorit gerarchica formale, che le assegnata da questo articolo). La costituzione va rispettata
sia dallo Stato che dalle regioni.
NB. Il CODICE CIVILE una legge ordinaria.
Regolamenti: dei ministeri, atti normativi del potere esecutivo italiano, senza per essere Decreti
legislativi o Decreti legge. Es. Statuto universitario una fonte normativa di forma regolamentare.
Anche tra i regolamenti esiste una gerarchia: Art.3-4 PRELEGGI: i regolamenti del governo devono
rispettare la costituzione, i regolamenti emanati da autorit diverse dal governo sono
gerarchicamente inferiori a quelli del governo.
Norme corporative: caratteristiche dellordinamento fascista, alla caduta del fascismo alcune sono
cessate e ne sono nate di nuove. Ora una sez. vuota. Tuttavia questo punto potrebbe essere
riempito dai CONTRATTI COLLETTIVI DEL LAVORO (raggiunti da associazioni di categoria sindacati
e associazioni datoriali). Se questi accordi fossero stati conclusi da sindacati che hanno la veste
giuridica di associazione riconosciuta allora rientrerebbero (secondo la Costituzione) nelle norme
corporative. Tuttavia nessun sindacato/partito politico ha mai accettato di essere riconosciuto.
Storicamente questo punto quindi VUOTO.
Usi o consuetudini: lunica fonte dellordinamento italiano NON SCRITTA. Per CONSUETUDINE si
definisce una certa condotta generalmente osservata in una determinata comunit nella convinzione
che ci sia un comando politico che regola tale condotta. Questa consuetudine diventa fonte del
diritto, e deve essere: SECUNDUM LEGEM o PRETER LEGEM ma mai CONTRA LEGEM, cio le fonti
scritte di rango superiore o non dispongono su quella consuetudine o dicono lo stesso, ma mai cose
diverse. Es. art.1182 rinvia agli usi (USI SECONDO LEGGE); se la materia giuridica non dice nulla si
parla di USI PRETER LEGEM. Non accadr mai che un uso sia CONTRA LEGEM (per la gerarchia delle
fonti).
Es. la consuetudine di passare col giallo un uso CONTRA LEGEM che non ha valore a fine normativo.
Il fatto che le fonti siano in ordine gerarchico implica che una norma imposta da una fonte inferiore non potr
mai dire qualcosa di diverso da ci che dice una norma di rango superiore. NON TUTTE le norme sono
imperative (alcune possono essere derogate dalla volont dei privati, altre no). In alcuni casi posso
sottopormi a un ordinamento particolare, rinunciando a certe norme di legge (ma ci non sempre possibile,
es. leggi penali).
Mentre nel linguaggio comune legge e norma sono sinonimi, giuridicamente la LEGGE (ma anche le altre fonti
normative) fonte di NORME (FONTE NORMATIVA -> NORMA). La norma la regola, la legge lo strumento
attraverso cui si fa entrare in vigore la regola. Succede anche che si chiamino leggi tutte le fonti normative,
ma per precisione tecnica le leggi sono solo una delle possibili fonti normative (tra cui anche regolamenti, usi
e consuetidini). Es. il CODICE CIVILE una sola legge fonte normativa (che pone migliaia di regole attraverso
numerosi articoli).
Capita anche che una norma si definisca attraverso pi fonti normative.

COSA NON E FONTE DEL DIRITTO, PUR AVENDO RILEVANZA PRATICA:


Giurisprudenza: nel nostro territorio operano giudici di vario ordine e grado (giudici di pace in quasi tutti i
capoluoghi di provincia; tribunali, che tendono a coincidere con i capoluoghi di provincia; corti dappello
coincidono con le regioni ma ci sono eccezioni; corte di cassazione di Roma).
Giudizio di 1 grado (giudice di pace o tribunale) -> giudizio di 2 grado (tribunale o corte dappello) -> giudizio
di 3 grado (cassazione). Quindi si possono avere anche pi di tre sentenze per ogni lite. I giudici si
pronunciano con SENTENZE, DECRETI e ORDINANZE.
Questa massa enorme di decisioni dei giudici costituisce la GIURISPRUDENZA, non solo con riferimento alle
sentenze dellanno in corso ma anche quelle degli anni precedenti (purch ancora valide).
La GIURISPRUDENZA nel nostro ordinamento non fonte di diritto perch pone regole solo INDIVIDUALI e
CONCRETE. I giudici possono cio allontanarsi da ci che altri giudici hanno definito. Nelle COMMON LAW le
sentenze precedenti diventano regole generali e astratte per tutti i casi futuri. Dal punto di vista pratico, in
common law il giudice pu dimostrare che il suo caso diverso dal precedente e sentenziare diversamente.
Nel nostro sistema la giurisprudenza pur non essendo una fonte una formante del diritto importante,
perch la fonte normativa scritta va interpretata. I soggetti che interpretano la legge sono i giudici, che
tendono a seguire delle convenzioni interpretative. A volte i nuovi orientamenti giurisprudenziali si
affermano attraverso decisioni originali da parte di giudici coraggiosi (che decidono diversamente dai
precedenti).

DOTTRINA non fonte del diritto, ma formante. E il complesso degli studi in materia giuristica. Non ha
nessun valore diretto o vincolante per i giudici, tuttavia se il giurista che interpreta una certa fonte normativa
autorevole e convincente probabile che i giudici utilizzeranno quelle stesse motivazioni. Se le motivazioni
si affermano in giurisprudenza divengono convenzioni. I cambiamenti normativi possono verificarsi senza
bisogno che cambi la fonte normativa. Percorso del cambiamento: DOTTRINA -> GIURISPRUDENZA ->
APPLICAZIONE CONCRETA (es. danno alla salute un esempio di come i cambiamenti si sono imposti: prima
si considerava solo il mancato guadagno -> inequit -> corrente di pensiero pro diritto alla salute -> tutti
vanno risarciti egualmente danno biologico). Spesso tuttavia le nuove decisioni non sono retroattive (una
volta che si emette la sentenza definitiva su una lite, nessun giudice pu ulteriormente decidere su quella
determinata controversia) e inoltre spesso quasi tutti i diritti si prescrivono, quindi potrebbe essere
impossibile litigare ulteriormente.
GERARCHIA
1) Leggi
1. Costituzione
2. Leggi comunitarie (UE):
2a) Trattati
2b) Regolamenti
2c) Direttive (anche self-executive) -> equiparabili a Leggi ordinarie
3. Leggi ordinarie (Statali)/Decreti legislativi (con legge delega)/Decreti legge (-> legge entro 60
gg.)/Leggi regionali
2) Regolamenti
1. Regolamenti del governo
2. Regolamenti di autorit diverse dal governo
3) Norme corporative: sez. vuota
4) Usi e consuetudini: SECUNDUM LEGEM e PRETER LEGEM ma mai CONTRA LEGEM

LEGGI ORDINARIE STATALI e REGIONALI appartengono entrambe alla categoria delle LEGGI ORDINARIE ed
hanno pari importanza. Lo stesso grado gerarchico, pur non essendo leggi a livello formale, appartiene da
D.L. e D.Lgs.
LEZIONE 3 17/09/2015
La Costituzione entra in vigore agli inizi del 1948 (scritta dallAssemblea Costituente nel 1946). Caratteristica
di un ordinamento giuridico la chiara indicazione delle fonti normative. Nel 1945 cade lordinamento
fascista, c un sovvertimento del precedente ordinamento e di conseguenza i vincitori hanno la forza di
creare unAssemblea costituente che indica le fonti normative e le ordina.
La prima la Costituzione Repubblicana: la 2^ parte ha il fine di organizzare la parte pubblica dello Stato
(diritto pubblico parlamento, camere, magistratura etc.); la 1^ indica precetti/principi fondamentali
riguardanti la persona (libert, salute, vita) che si riteneva fossero destinati al legislatore ordinario che
avrebbe dovuto tradurli in legge.
Prima la dottrina e poi la giurisprudenza (Corte costituzionale inizia a operare negli anni 60) affermano lidea
per cui anche la 1^ parte della Cost. stabilisce regole immediatamente applicabili anche tra i privati/cittadini.
Le regole della 1^ parte sono immediatamente applicative e fondamentali (vita, salute, libert, riservatezza
etc.). Questi diritti fondamentali hanno il primo e a volte unico riconoscimento nella Costituzione.
Normalmente il diritto costituzionale materia pubblicistica, ma la prima parte della Costituzione interessa
anche ai privatisti.
La costituzione non usa norme, si limita a stabilire un principio (es. solidariet: astratto quando/dove si
debba applicarla) senza indicare come/quando si dovr applicare.
Poi ci sono le norme ordinarie (Codice civile, Codice penale, Codice di procedura civile, Codice di procedura
penale, Codice della navigazione meno importante). Perch un testo possa definirsi codice deve avere una
ampiezza, sistematicit e articolazione tale per cui i recenti codici (es. privacy, consumatori) non sono in
realt codici.
Il pi esteso codice quello Civile. E una legge ordinaria come qualunque altra (non ha pi forza di altre leggi
ordinarie, D.Lgs., D.L.) -> non ha un valore accostabile a quello della Cost. Tuttavia, sulla struttura del codice
civile si organizza la materia del diritto privato. Essendo una legge ordinaria, il Cod. Civ. pu essere modificato.
Leggi successive possono modificare, abrogare (togliere efficacia) a parti del codice civ. Nel 2013 si avuta
lultima modificazione sostanziale del codice (parentela, figliazione).
NOVELLAZIONE: rinnovare parte di un testo di legge senza per cancellarla completamente. (Se invece
cancello tutto creo una nuova legge). E un fenomeno che pu riguardare anche la stessa costituzione (es. art
117 non originario del 1948, ma dovuto a una novella del 2000 che ha reso concreto il discorso delle
regioni).
Esistono anche leggi di natura privatistica esterne al codice civile LEGGI EXTRA-CODICISTICHE
(SPECIALI/COLLEGATE al codice civile). Sono leggi ordinarie in materia privatistica esterne al codice (es. il
DIVORZIO disciplinato in una legge speciale 898/1970; lADOZIONE; FRANCHISING: contratto tra due
imprenditori per cui luno fornisce la poss. Di utilizzare il marchio, mentre laltro deve allestire il punto vendita
secondo le indicazioni del primo). Il legislatore privatistico pu scegliere se novellare il codice (aggiungere) o
emanare leggi ulteriori. Le fonti normative privatistiche fuori dal codice sono ormai pi di quelle interne. Il
Cod. Civ. rimane comunque il cuore del diritto privato a livello logico.

QUANDO NASCE UNA LEGGE/FONTE NORMATIVA (incomincia a produrre effetti)?


QUANDO MUORE (termine non del tutto adeguato) UNA FONTE NORMATIVA (cessa di produrre effetti)?
E indicato nelle Preleggi, lart.10 ci dice quando prende valore una legge e quando cessa di avere un valore
(EFFICACIA della legge nel tempo).
NB. Il discorso vale per tutte le fonti normative scritte, non solo leggi.
La legge diventa efficace dopo un periodo di tempo di pubblicazione in un periodico ufficiale (Gazzetta
Ufficiale per leggi ordinarie statali, GUUE gazzetta ufficiale dellUnione Europea - per leggi comunitarie,
gazzette ufficiali regionali per le leggi regionali)
Liter lapprovazione del capo dello stato, poi deve essere pubblicata nella gazzetta ufficiale per almeno 15
giorni (VACATIO LEGIS: legge pubblicata ma non ancora efficace). Questo periodo ha lo scopo di permettere
a tutti i soggetti interessati di sapere quando entrer in vigore una legge che li interessa.
Quando una legge ENTRA IN VIGORE/diventa efficace nessuno pu dire di non sapere della legge, perch
stato precedentemente pubblicata. Non c possibilit di dare la prova contraria (che non potevo conoscere
la norma) -> il legislatore FINGE ( PRESUME perch se presumo c la possibilit di provare il contrario, se
fingo no) che se la legge entrata in vigore TUTTI la conoscono.
I tecnici del diritto, nel periodo di vacatio possono conoscere la nuova legge.
La vacatio di norma 15 giorni, ma potrebbe essere pi lunga/breve a seconda delle necessit. Es. nel 2005
circa a seguito della consistente novellazione del codice civile riguardante le societ di capitali si ebbe una
vacatio dai 6 mesi ai 18/24 mesi di pubblicazione prima di diventare efficace.
A volte ci pu essere lesigenza che la vacatio sia pi breve o addirittura non ci sia. Alcune fonti normative,
se venissero conosciute prima dai consociati, perderebbero efficacia. Queste leggi (es. divieto dellesporto di
capitali) dovrebbero entrare in vigore immediatamente (appena pubblicate) per essere efficace. Ad es. se si
dovessero fare i prelievi fiscali sui c/c si dovrebbe fare in segreto per rendere efficace la legge.
3 comma art. 73 della Cost. -> le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione (approvazione dal capo
dello stato) ed entrano in vigore 15 giorni dopo la loro pubblicazione, salvo che le leggi stabiliscano vacatio
differenti.
Una legge potrebbe prolungare/(teoricamente, ma mai successo) ridurre la vacatio. Qualunque precetto
successivo di valore gerarchico uguale pu modificare il precedente, per cui prolungare/ridurre la vacatio
praticamente/teoricamente possibile.
Il discorso della vacatio nelle preleggi dunque ribadito dalla costituzione.
Linizio dellefficacia paragonabile alla nascita della legge (prima non cera, poi agisce).

Nel secondo caso si parla invece di perdita di efficacia di una legge. Si parla di ABROGAZIONE per indicare la
perdita di efficacia di una legge. Lo Stato, attraverso gli stessi organi che danno efficacia alle leggi, pu
abrogarle. Ovviamente si rispetta la gerarchia (es. per abrogare una parte della costituzione servir una legge
di rango costituzionale con le relative maggioranze speciali). Per abrogare una legge ordinaria basta una legge
ordinaria successiva nel tempo. Il legislatore pu abrogare in tre modi:
1) Abrogazione ESPRESSA: semplicemente una legge che abroga/sostituisce la legge precedente;
2) Abrogazione IMPLICITA :
2.a) per DIRETTA INCOMPATIBILITA della nuova regola con la precedente: il legislatore non dice
espressamente lart./legge abrogata, ma detta una nuova regola di rango pari/superiore che non
compatibile con la precedente. Implicitamente la legge precedente stata abrogata. Labrogazione
implicita pi complessa perch soggetta a interpretazioni (non detto che una legge sia DEL TUTTO
incompatibile con unaltra e simili);
2.b) NON per diretta incompatibilit ma perch si sostituisce una legge precedente: il legislatore per
una certa materia detta una nuova disciplina senza abrogare quella precedente, di cui alcune regole
sono incompatibili con quella precedente, mentre altre non sono esplicitamente incompatibili, perci
non si sa se si debba integrare la legge precedente o se tutto ci che era precedentemente in vigore
sia stato completamente abrogato.
Il legislatore dovrebbe sempre abrogare esplicitamente ci che non ha pi valore, tuttavia avviene pi spesso
labrogazione implicita.
Un esempio di abrogazione stato attuato sui patti lateranensi (questione del matrimonio). Dopo il 1984 si
modific il sistema -> esclusivit di giurisdizione canonica per annullare matrimoni ecclesiastici. Non si capiva
se si potesse ancora chiedere lannullamento del matrimonio ecclesiastico dal giudice civile. La corte cost.
intervenuta spiegando labrogazione implicita non per diretta incompatibilit delle norme precedenti dei
patti lateranensi.
Non sempre corretto dire che labrogazione equivale alla morte della fonte normativa.
Art.11 Preleggi/Art. 25 costituzione: una legge quando entra in vigore, di regola, discipliner soltanto i fatti
accaduti dalla sua entrata in vigore in avanti. Per i fatti accaduti prima si applica la legge che cera prima.
Perci una legge abrogata perde efficacia a partire da quel momento, ma continua a disciplinare i fatti
accaduti prima della sua abrogazione. (es. 1975 viene riformato il diritto matrimoniale: si vieta la dote -> non
significa che tutte le doti costituite in precedenza non siano pi valida. Se si litiga OGGI su una dote costituita
PRIMA, sono gli articoli precedenti al 1974 che disciplinano la questione).
Ci vale per TUTTE le leggi non retroattive. Ogni legge ordinaria ha il potere di stabilire la propria retroattivit
-> le leggi che cerano prima e che vengono abrogate muoiono effettivamente, perch non produrranno
effetti nemmeno su fatti accaduti sotto la loro vigenza).
Art. 25 cost.: la legge penale punitiva non pu MAI essere retroattiva -> sarebbe in contrasto con la
costituzione e quindi sarebbe illegittima. Perch chiunque prima di commettere un reato deve sapere la
sanzione cui va incontro.
Succede che le leggi penali FAVOREVOLI al reo siano sistematicamente retroattive. Se un reato viene
depenalizzato da una legge successiva, depenalizzato anche per me che lho commesso prima della nuova
legge.
Questo vale anche per la previsione di pene per fatti pi/meno gravi. Vale anche per la procedura processuale
(prescrizione lunga non si applica a chi ha compiuto il fatto quando la prescrizione era breve).
Es. privazione della pensione per parlamentari -> probabilmente incostituzionale perch significa applicare
una punizione retroattivamente, che non era in vigore per i fatti quando sono stati commessi.
La corte costituzionale spesso analizza le leggi pi sul piano concreto (efficacia afflittiva) che sul piano
formale.
NB. Larticolo 25 della costituzione vale per tutti gli ordinamenti evoluti. Nessuno pu punire
retroattivamente qualcuno per fatti compiuti quando la nuova legge non era vigore.
NE BIS IDEM: non pu mai essere punito due volte qualcuno per aver commesso un certo reato.
NB. La sanzione penale non necessariamente larresto, ma pu essere anche multa/ammenda.
Infine, una fonte normativa pu essere abrogata via referendum popolare. Se i quesiti referendari sono
ritenuti legittimi dalla corte di cassazione, si passa allelettorato che decide se abrogare o meno una certa
fonte normativa. Il referendum per essere efficace deve avere votanti pari al 50%+1 degli aventi diritto.
Nel caso del divorzio/aborto il quorum fu raggiunto contro labrogazione della legge.

EFFICACIA DELLA LEGGE NELLO SPAZIO


Ogni ordinamento pu disporre in un ambito spaziale determinato (es. ordinamento italiano). E frequente
che ci siano fattispecie concrete in cui si genera un potenziale conflitto tra ordinamenti nello spazio. Es. diritto
di famiglia: sposo una cittadina tedesca, in Spagna, e ci stabiliamo a Parigi ( si applica diritto italiano, francese,
tedesco o spagnolo?). Compro un bene da un venditore inglese e poi abbiamo problemi (diritto italiano o
inglese?).
La risposta si trova nella LEGGE DI DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO E PROCESSUALE (in realt non vero
e proprio diritto privato) (legge 218/1995). Fino al 1995 la disciplina di questa materia era contenuta nelle
Preleggi dallart. 16 e ss. (oggi abrogati). Questa materia ridisciplinata in maniera estesa nella legge del
1995. Ogni ordinamento ha una propria legge per disciplinare questi conflitti potenziali di leggi applicabili.
Questa legge in realt una legge ordinaria dello stato (INTERNA) che si rivolge ai giudici italiani dicendo:
se il giudice ha giurisdizione (potere di decidere sulla domanda che viene fatta): le regole per
deciderlo si trovano nella legge del 1995.
Se le regole in materia di giurisdizione consentono al giudice di rispondere -> QUALE LEGGE APPLICO
(italiana, francese, tedesca etc.)? IL DIRITTO APPLICABILE. I criteri per determinare il diritto
applicabile (dove il giudice italiano prender le regole applicate) sono nella legge 218. Pu succedere
che un giudice italiano decida in Italia ma con regole appartenenti al diritto estero.
ORDINE PUBBLICO INTERNAZIONALE: principi pi importanti nel nostro ordinamento riguardo questa
questione. La legge straniera non applicata se i suoi effetti sono contrari allordine pubblico. In tal caso si
applica la legge richiamata mediante altri criteri di collegamento eventualmente previsti dalla normativa (in
assenza si applica la legge italiana). E possibile che si possano applicare pi ordinamenti. Se il primo contrasta
con i principi dellordine pubblico, si applicano norme appartenenti a un altro ordinamento etc. Se tutti
contrastano si applica la italiana.
Si pensi alla poligamia, possibile per gli ordinamenti islamici ma non in quello italiano. Quindi il giudice italiano
dovr decidere applicando il diritto italiano perch quella islamica contraria allordinamento italiano.
Altro esempio la tutela dei legittimari, non prevista dalle common law ma dallordinamento italiano.

INTERPRETAZIONE: la fonte normativa non ancora norma, ma ci da cui la norma si ricava. La fonte
normativa scritta un testo scritto, da cui devo ricavare (interpretando) la norma.
Es. art. 16 potrebbe essere interpretato erroneamente (ordine pubblico, che in realt significa principi
fondamentali dellordinamento, in questo caso potrebbe essere mal interpretato). La fonte normativa dice
qualcosa che pu avere pi significati. La norma il significato scelto attraverso linterpretazione.
Linterpretazione pu derivare anche da elementi esterni al testo scritto.
Le norme sono ricavate dagli interpreti (studiosi, avvocati etc.). A volte il legislatore interpreta direttamente
con altre norme (interpretazione autentica -> norme che interpretano norme)
Art. 12 preleggi: non ci si pu scostare dal significato delle parole. Il contesto fondamentale (le parole non
sono interpretate individualmente). Fondamentale lintenzione del legislatore.
Lintenzione del legislatore NON la volont delle forze politiche che approvano un certo testo normativo.
INTERPRETAZIONE STORICA: si fa andando a leggere i resoconti parlamentari, ma non quella corretta (pu
solo aiutare). Linterprete via via pu cambiare il significato dei testi scritti adattandoli al mutare della vita
quotidiana.
Lintenzione del legislatore lINTEPRETAZIONE LOGICO-SISTEMATICA: lordinamento un
sistema/organismo dove tutto in collegamento, in cui si colgono linee di tendenza profonde che sono
indicative dellintenzione del legislatore.
Es. Interesse del minore: capisco cos guardando lintenzione del legislatore, che segue le linee guida
profonde del diritto. (non avere traumi, non cambiare qualit di vita etc.) Anni fa era inteso diversamente. E
cambiato in cos tante fonti normative da cogliere una linea di tendenza generale che chiarisce lintenzione
del legislatore.
Es. Il legislatore privatistico vuole favorire la circolazione della ricchezza -> pi circolazione si ha pi ricchezza
si crea -> si tutelano i contratti.
Queste linee di tendenza consentono di individuare lintenzione del legislatore, non la volont della forza
politica ma quello che ricavo dallordinamento nel complesso.
LEZIONE 4 10/09/15
Non sempre si trova un significato univoco per le fonti normative -> ci genera gran parte del dibattito
giuridico. Il significato delle parole difficilmente univoco, bisogna seguire delle linee di tendenza.
Art. 2740 Responsabilit patrimoniale: il creditore che deve essere soddisfatto, se non pagato, pu rivalersi
su tutti i beni presenti e futuri del debitore. Che cosa significa beni? Nel Cod.Civ., art. 810, esiste una def.
normativa di beni: sono beni le cose che possono formare oggetto di diritti. Tuttavia questa interpretazione
del 2740 sarebbe sbagliata e riduttiva, perch l810 definisce beni al fine dei diritti reali (necessariamente
cose). Per il 2740 limitare il significato dei beni alle cose troppo riduttivo: il creditore non pu soddisfarsi
soltanto sulle cose del debitore, perch esistono anche altri diritti che non sono cose, ma rientrano nella
nozione di beni del 2740 (ad es. anche i crediti sono beni, per il 2740). La definizione di beni del 2740 molto
pi estesa (qualunque attivit patrimoniale, diritto su una cosa o altro che non sia una cosa) di quella dell810.
Per arrivare alla corretta interpretazione bisogna utilizzare la logica e cercare il significato pi consono al fine
del legislatore nella norma.
Si soliti distinguere linterpretazione in:
1) DOTTRINALE: operata dagli studiosi, che ricavano le norme da un testo normativo.
2) GIURISPRUDENZIALE: la pi importante dal punto di vista pratico; quella dei giudici. La
giurisprudenza indicativa delle varie interpretazioni giurisprudenziali. Se la decisione
giurisprudenziale univoca, allora linterpretazione sempre la stessa. Se esistono varie linee di
tendenza giurisprudenziali allora linterpretazione corretta incerta. Questi contrasti esistono anche
allinterno del singolo GIUDICE (inteso come tribunale, corte di cassazione etc.), perch le singole
persone fisiche possono avere interpretazioni differenti. Questo problema non risolvibile.
Infatti, in un certo momento storico esistevano pi cassazioni -> poi ridotte ad una sola per svolgere
una funzione NOMOFILATTICA (dare ununica linea interpretativa non contrastante). Tuttavia
linterpretazione delle diverse persone fisiche pu variare.
3) AUTENTICA: linterpretazione data dallo stesso legislatore, ad esempio nel momento in cui su una
nuova legge sorgono contrasti interpretativi, oppure linterpretazione dottrinale non quella voluta
dal legislatore. Quindi il legislatore pu dare a posteriori disposizioni normative per chiarire la
corretta definizione della fonte normativa precedente. DEFINIZIONI: la legge che definisce (es. per
professionista si intende) in realt d anche una interpretazione. E pi comune che ci siano queste
definizioni piuttosto che nuove fonti normative interpretative da parte del legislatore.
Es. disegno di legge sulla convivenza, esiste una definizione precisa di conviventi di fatto.
Ovviamente, le fonti normative interpretative saranno a loro volta oggetto di interpretazione. Cio
non necessario soltanto interpretare il precetto (comando/divieto), ma anche la descrizione (ad es.
essere o non essere convivente di fatto, prima di interpretarne le conseguenze). Linterpretazione
autentica quindi a propria volta oggetto di interpretazione.
Il primo cod. civ. quello di Napoleone (1804-1805) -> quando entr in vigore si stabil il divieto di
interpretazione (che rimase in vigore per poco perch la necessit di interpretare troppo grande).
Non solo si deve interpretare la parte del precetto ma anche quella descrittiva (a chi si rivolge il precetto).
SUSSUNZIONE: una volta che ho interpretato univocamente la parte descrittiva, devo capire a quale delle
definizioni (che possono essere pi di una) fornite della fonte normativa riconducibile il caso concreto.
Ovviamente a seconda della definizione scelta cambiano i precetti conseguenti. SUSSUMERE vuol dire
ricondurre il caso/fattispecie concreta alla corretta definizione/fattispecie astratta.
COMPRAVENDITA: scambio di un diritto per denaro.
APPALTO DOPERA: contratto per cui un soggetto (imprenditore non medio/piccolo) assume lincarico di
fornire un servizio/realizzare un progetto in cambio di un pagamento.
CONTRATTO DOPERA MANUALE: simile allappalto ma per imprenditori di piccole dimensioni.
Ad es. un caff un contratto di compravendita, ma potrebbe essere un contratto dopera manuale se non
fosse che il bene standardizzato e non fornito per un progetto specifico.
Il criterio distintivo per un appalto potrebbe essere la personalizzazione del prodotto (se standardizzato
non un appalto, compravendita; se personalizzato e diverso dai soliti prodotti un appalto).
Esistono fattispecie concrete che per certi profili possono essere sussunte a certe descrizioni, per altri profili
ad altre.
Es. VENDITA A PREZZO BILE: vendo a un prezzo molto pi basso del valore del bene (es. vendo casa a mio
figlio per 100 al posto di 1000). Da un certo punto di vista una compravendita, ma da un altro aspetto (il
pi concreto) il fatto si considera come se fosse una DONAZIONE e si applicheranno le relative regole. In
questo caso si parla di DONAZIONE INDIRETTA. -> Art. 809 indica che va comunque considerata come
donazione ai fini normativi. Le LIBERALIT sono soggette alle stesse norme delle donazioni.

Art. 12 comma 2 PRELEGGI: dedicato allANALOGIA. Se una controversia non pu essere decisa con una
precisa disposizione, si ha riguardo delle disposizioni che regolano casi simili o materia analoga. Il
presupposto per lapplicazione una LACUNA NORMATIVA (il legislatore non ha previsto una fattispecie che
poi si concretamente verificata), cio che capiti una fattispecie concreta che non descritta/riconducibile
ad alcuna fattispecie astratta. Il giudice deve comunque decidere, anche se c una lacuna normativa: egli
pu applicare analogicamente disposizioni normative previste per casi diversi ma simili a quello su cui deve
esprimersi.
A) ANALOGIA LEGIS: si verifica se disciplinata una fattispecie ANALOGA a quella su cui devo decidere
(che non ha previsione normativa). Se esiste la fattispecie analoga applicher la regola prevista.
B) ANALOGIA IURIS: se non ci sono fattispecie/descrizioni analoghe, allora applico i principi generali
dellordinamento. Nel fare questo il giudice quasi diventa egli stesso un legislatore, ricavando le
regole per una fattispecie concreta dai principi generali della Cost. Se non esistesse questa possibilit
dovremmo pensare che un ordinamento, in ultima istanza, non completo. Il comma 2 art. 12 la
regola che CHIUDE lordinamento (cio il giudice potr sempre decidere, anche se non trova la regola
la ricaver da principi generali). Lordinamento NON pu essere INCOMPLETO.

1) INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA: sto il pi aderente possibile al testo normativo (minimo significato


possibile).
2) INTERPRETAZIONE ESTENSIVA: resto dentro la norma, ma dando la massima estensione
interpretativa diverso dallanalogia. In diritto privato questo ha poca rilevanza pratica. Artt. 13 e
14 delle preleggi indicano che questo aspetto importante per il diritto penale. Le leggi penali ed
eccezionali NON si possono applicare analogicamente (divieto). Una legge eccezionale, per essere
tale, richiede una regola; quindi, ci che cade vicino leccezione qualcosa di gi disciplinato dalla
regola generale. La norma eccezionale non pu applicarsi analogicamente perch dispone solo una
precisa fattispecie (manca la lacuna). Per le leggi penali il divieto di interpretazione analogica dipende
dal fatto che nessuno pu essere punito per qualcosa di non disciplinato (anche se c qualcosa di
simile) -> Art. 25 comma 2 Cost. Ognuno pu essere punito solo in base alla previsione esistente.
Tuttavia, ci vale solo per linterpretazione analogica, non per quella estensiva. Cio potrei
comunque dimostrare estensivamente che la punizione applicabile secondo la norma considerata.
Questo confine tra interpretazione estensiva ed analogica importantissimo in diritto penale. Un
principio fondamentale del diritto penale che tutto ci che non vietato consentito (se non si
pu ricondurre a qualcosa descritto come reato, allora quanto commesso non reato). Invece nel
diritto civile tutto i danni ingiusti possono imporre al responsabile il risarcimento del danno. La
responsabilit penale tipica, quella civile atipica (tutto ci che provoca danni ingiusti obbliga a
risarcire). A volte si possono avere entrambi i tipi di responsabilit.

DIRITTO PRIVATO E PUBBLICO


La distinzione comunque una forzatura perch il diritto oggettivo unico, lordinamento unico. Anche i
criteri che regolano la distinzione sono di massima.
DIRITTO PRIVATO: regola interessi particolari di singoli o di gruppi. D criteri soggettivi per tutelare interessi
propri (non della collettivit), di singoli soggetti. Nel diritto privato il portatore dellinteresse libero di
disporre di tale interesse, di esercitare un diritto o di non esercitarlo -> ha lautonomia di esercitarlo come
preferisce. NEL DIRITTO PRIVATO I SOGGETTI DELLORDINAMENTO SONO LIBERI DI DISCIPLINARE
AUTONOMAMENTE I PROPRI INTERESSI (auto= da s; nomos= regolare). Se linteresse solo personale posso
regolarlo autonomamente; se linteresse interferisce/ collegato con interessi di altri allora c bisogno di un
accordo -> CONTRATTO: bisogna accordarsi sulle condizioni, tutte le parti devono accettarle. Il contratto deve
essere conforme alle volont degli individui coinvolti (es. io pago per lacqua, laltro mi vende lacqua,
dobbiamo essere daccordo per effettuare lo scambio). Se solo uno sopporta il sacrificio, basta la volont di
uno solo. Cio se linteresse solo di una parte, questa pu decidere autonomamente.
Quando c la partecipazione di altri, un contratto/accordo. Il diritto privato formato da soggetti tutti
uguali tra loro, ognuno regola i propri diritti autonomamente in accordo con la volont altrui se essi
interferiscono.
DIRITTO PUBBLICO: regola interessi GENERALI (di tutta/di una parte della collettivit). I singoli componenti
NON possono autonomamente e direttamente disporre di tali intessi. Possono farlo indirettamente
eleggendo propri rappresentanti. Non sono soggetti uguali:
1) SUPREMAZIA DELLA PUBBLICA AUTORITA
2) SOGGEZIONE DEI COMPONENTI DELLA COLLETTIVITA
Chi ha la supremazia impone le proprie scelte a chi in soggezione. I membri della collettivit non possono
disporre di interessi pubblici secondo meccanismi privatistici.
A volte ci sono eccezioni: ad esempio, situazioni privatistiche in cui chi ha il potere di disporre di un certo
interesse non il titolare di quellinteresse (responsabilit genitoria: il genitore ha il potere di decidere per il
figlio, che il portatore degli interessi).
Non bisogna farsi ingannare dallidea che il diritto privato e quello pubblico siano aree distinte a seconda dei
soggetti che partecipano. Non tutte le vicende riguardanti soggetti privati sono di diritto privato, non tutte
quelle riguardanti soggetti pubblici sono di diritto pubblico. Ci che conta il TIPO DI INTERESSE. (es. il reato
di furto persegue linteresse della collettivit -> se Tizio ruba a Caio una violazione del diritto pubblico,
anche se i soggetti sono privati). Ogni previsione penale protegge un interesse generale della collettivit,
anche se i soggetti coinvolti sono privati.
Es. se luniversit statale (soggetto di diritto pubblico) prende in locazione un carcere dismesso dal Ministero
di Grazia e Giustizia, i due soggetti sono di diritto pubblico, ma la vicenda diritto privato (contratto
privatistico) -> ognuno manifesta la propria volont e si accordano. Non c un soggetto che ha la supremazia
e laltro assoggettato.
NON DISTINGUIAMO I DUE DIRITTI A SECONDA DEGLI ATTORI, MA A SECONDA DELLE CARATTERISTICHE:
INTERESSI (particolari o generali), RILIEVO DELLA VOLONTA (importante nel diritto privato/conta solo quella
di chi ha la supremazia nel diritto pubblico), IMPORTANZA DEI SOGGETTI (uguali in privato, assoggettati in
pubblico).
DIRITTO PUBBLICO RAMI:
1) DIRITTO COSTITUZIONALE: 2^ parte della cost.;
2) DIRITTO AMMINISTRATIVO: meccanismi interni della pubblica amministrazione
3) DIRITTO PENALE
4) DIRITTO PROCESSUALE (anche quello civile): perch si guarda linteresse generale (che si seguano
certi schemi processuali)
5) DIRITTO TRIBUTARIO: NB. Non si pu fare un referendum abrogativo per le leggi tributarie.

DIRITTO PRIVATO RAMI:


1) DIRITTO CIVILE: disciplinato nei libri 1,2,3,4,6 del codice civ.
2) DIRITTO COMMERCIALE: impresa, societ (di cap. e di persone), titoli di credito, procedure
concorsuali (in parte riguardano diritto processuale)
3) DIRITTO DEL LAVORO SUBORDINATO: nasce come diritto privato ma ha sempre pi meccanismi vicini
al diritto pubblico.

CODIFICAZIONE
Il primo codice moderno entra in vigore in Francia (1804) per volont di Napoleone. Questo codice civile
nasce dallesigenza di dare CHIAREZZA, COMPLETEZZA, UNIFORMIT E COERENZA allordinamento. Prima di
questo codice cera una grande confusione e incertezza del diritto, perch le fonti non erano in chiaro
rapporto gerarchico e spesso cerano lacune. Cera il diritto canonico che vigeva in Europa ma non si sapeva
bene come. Cera ancora il diritto romano. Cerano i diritti degli Stati. Tutto questo in un intersecarsi
complicato di rapporti, per cui non si poteva sapere a che diritto fare riferimento per un certo fatto.
Gli scopi della codificazione sono quelli di dare certezza, completezza, chiarezza alla legislazione. Si fa con
leggi nazionali molto ampie ma molto sistematiche. Tutto contenuto in un unico testo -> difficile
dimenticare fonti -> ORGANIZZAZIONE DELLE FONTI.
Un altro scopo delle codificazioni quello di superare la legislazione per status: gli ordinamenti erano diversi
a seconda dello stato sociale dei soggetti. Quando venivano in lite gli interessi di soggetti di status diverso,
vinceva sempre il soggetto con lo status sociale maggiore (nobile vs. povero). Dopo la codificazione, i soggetti
del diritto sono TUTTI uguali tra loro -> una sola legislazione (tutte le regole) uguale per tutti.
Oggi capita che si stia recuperando parte della legislazione per status, in senso opposto. Oggi si cerca di
colmare un difetto di forza sostanziale del soggetto pi debole, dandogli pi forza giuridica. (Es. diritto del
lavoro subordinato: il diritto d pi forza al lavoratore subordinato perch un soggetto debole)
(Es. il consumatore pi tutelato dal diritto del produttore/professionista)
Uno ha pi diritti perch di fatto pi debole.
Tuttavia, in generale il diritto privato continua ad essere connotato dallUGUAGLIANZA, tuttavia ci avviene
in certi settori.
Al codice del 1804-5 seguono altri codici francesi (penale e di procedura). Napoleone impone la legislazione
anche ai paesi conquistati dalla Francia. Dopo la caduta di Napoleone, cade la codificazione napoleonica. Per
ci si rende conto che la codificazione, al di l dellideologia, efficace. Nel 1900 la Germania crea il secondo
grandissimo codice civile (astratto, ideologico), molto diverso da quello francese (pratico). In Italia dopo la
restaurazione, prima dellunit dItalia molti stati italiani adottano codici civili. Dopo lunit si prende il codice
francese, si traduce -> il 1 cod. civ. del 1865 una traduzione di quello francese. Poi succede che i maggiori
studiosi di diritto civile sono affascinati dallopera dottrinale tedesca. Questi giuristi sono formati sulla
dottrina tedesca. Dopo linstaurazione dellordinamento fascista, viene riscritto il codice civile (anche penale
e di procedura). Lattuale codice civile si avvicina al codice tedesco, ma resta in relazione anche con quello
francese (perch i giudici/avvocati erano abituati a operare sulla base di quello). Entra definitivamente in
vigore nel 1942. Dopo il 1945 viene ripulito da quel poco di fascista che cera. Il codice del 42 un codice
moderno e liberale basato su:
- CENTRALIT DELLIMPRESA
- CENTRALIT DEL CONTRATTO (libro 4 cod. civ.: obbligazioni e contratti il pi importante)
Nel codice precedente la centralit era data alla propriet (terra). Era uneconomia basata sulla propriet e
la lavorazione della terra. Quello del 42 invece centrato sullattivit imprenditoriale e sugli scambi, perch
favorendo la circolazione di denaro si aumenta lefficienza delleconomia.
6 LIBRI:
1) PERSONE E FAMIGLIA: il pi cambiato di tutti, perch il diritto di famiglia precostituzionale era arcaico
(es. uomo capo della famiglia)
2) SUCCESSIONI PER CAUSA DI MORTE: disciplina invariata da secoli
3) PROPRIETA E DIRITTI REALI: centrale nel 1865, resta ma non centrale nel 1942
4) CONTRATTO E OBBLIGAZIONI: centrale nel 42
5) LAVORO E IMPRESE (DIRITTO COMMERCIALE): si parla poco di lavoro e soprattutto delle imprese
6) DELLA TUTELA DEI DIRITTI: istituti che servono a rendere effettiva la tutela dei diritti prevista dagli
altri libri.
Unaltra scelta del nostro legislatore quello di unire il codice civile e il codice di commercio nel 1942 (prima
erano separati) -> non ha senso che i tipi di contratti siano diversi. Si ha ununica disciplina senza distinzione
tra questi due codici.
LEZIONE 5 24/09/2015
DIRITTO SOGGETTIVO
I diritti soggettivi vanno collocati nella categoria pi ampia delle SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE, che
sono quei modi di essere in cui i soggetti vengono posti dallordinamento:
a) Modi di essere FAVOREVOLI: la situazione soggettiva rivolta a tutelare linteresse del titolare
(situazione sogg. ATTIVA) <- il diritto sogg. fa parte di questa categoria, oltre a uffici di diritto privato,
aspettative
b) SFAVOREVOLI: la sit. Sogg. rivolta a sacrificare linteresse del tit. (situazione sogg. PASSIVA) <- oneri,
doveri
Il DIRITTO SOGGETTIVO una situazione creata dallordinamento e attribuita a un soggetto, con lo scopo di
TUTELARE un interesse di quel soggetto. Lordinamento ha lo scopo di mettere in un equilibrio soddisfacente
int. contrapposti. Di fronte alla situazione attiva (soddisfazione di interessi delluno) pu facilmente stare una
situazione passiva (sacrificio di interessi di un altro).
Si possono individuare quindi RAPPORTI tra soggetti/tra interessi confliggenti. Anche RAPPORTI TRA
SITUAZIONI SOGGETTIVE (es. rapporto tra creditore sit. attiva; debitore sit. passiva)
Il DIRITTO SOGGETTIVO quella situazione in cui lordinamento attribuisce un potere ad un soggetto perch
questi possa direttamente tutelare un proprio interesse.
Il potere pu essere:
a) fare qualcosa
b) impedire qualcosa ad altri
c) pretendere qualcosa ad altri
d) chiedere a un giudice la risoluzione di una lite
Quando lordinamento attribuisce a qualcuno il potere di tutelare interessi altrui si parla di UFFICI DI DIRITTO
PRIVATO (uffici perch sono situazioni che normalmente riguardano il diritto pubblico es. responsabilit
genitoriale) -> c la titolarit di uno o pi poteri per tutelare interessi altrui. Mentre il diritto soggettivo
volto a tutelare interessi propri.
Il diritto soggettivo ha delle componenti negative: tutti i diritti sogg. sono in qualche modo limitati.
Art. 332: il proprietario ha il diritto di godere e disporre della cosa in modo pieno ed esclusivo, nei limiti
imposti dallordinamento (diritto di propriet) -> ecco la limitazione
Art. 1175 (diritto di credito): creditore e debitore devono comportarsi nel loro rapporto secondo correttezza
(anche il creditore, titolare del diritto, ha un obbligo di comportarsi correttamente).
Questo vero per TUTTI i diritti soggettivi. Tuttavia il dir. soggettivo rimane una posizione attiva (vantaggiosa)
per il titolare, nonostante le limitazioni.
I diritti soggettivi NON sono tutti uguali, ma esistono alcune distinzioni:
1) DIRITTI SOGGETTIVI ASSOLUTI: pi che un rapporto tra il titolare del diritto e un altro specifico
soggetto gravato dal corrispondente obbligo/dovere, vi un rapporto tra il titolare del diritto e un
bene (senso ampio), i.e. loggetto del diritto. Tutti gli altri soggetti, non titolari del diritto, hanno
lobbligo di astenersi dal disturbare il rapporto tra il titolare del diritto e loggetto. La relazione tra
soggetti quindi tra il titolare del diritto e tutti gli altri. A seconda delloggetto si distinguono in:
1a) DIRITTI PERSONALISSIMI/DELLA PERSONALITA: loggetto un bene in senso ampio -> un bene
della persona umana (vita, salute, libert, dignit, uguaglianza etc.)
1b) DIRITTI REALI: ha come oggetto i beni in senso proprio, definiti dallart. 810 (beni come cose).
Sono un numero chiuso, quelli e soltanto quelli che prevede il legislatore (propriet, diritti reali di
godimento minore su cose altrui: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie e servit pre.. etc.
tutti elencati nellindice del libro 3 del codice civile). Altri due diritti reali su cose altrui, di garanzia:
pegno e ipoteca (libro 6 del cod. civ.), perch hanno la funzione di tutela di diritto di credito, quindi
sono nel libro destinato alla tutela dei diritti. Questi diritti insistono su diritti altrui. Sullo stesso bene
c la propriet di un soggetto e un altro diritto reale minore di un altro soggetto.
La peculiarit dei diritti assoluti che quindi il rapporto pi con loggetto del diritto che con altri
soggetti.
GODIMENTO: possibilit di utilizzare come si vuole una cosa di mia propriet.
DISPORRE: fare di quel bene oggetto di atti di volont (es. vendo, compro etc.)
Linteresse del proprietario viene soddisfatto in via diretta, direttamente dalla cosa. TUTTI gli altri si
limitano ad astenersi dal perturbare il mio rapporto con la cosa.
2) DIRITTI SOGGETTIVI RELATIVI: si individua SEMPRE un rapporto tra soggetti determinati, da un lato il
titolare del diritto (sit. attiva), dallaltro un soggetto portatore della corrispondente situazione
passiva, legato al primo da un rapporto biunivoco. Il campione del diritto relativo il diritto di
CREDITO: diritto che un soggetto ha di pretendere un fare/non fare/una dazio (un dare) da uno o pi
altri soggetti determinati, che sono i debitori del rapporto. Nei diritti relativi (in part. credito), la
soddisfazione del desiderio del titolare del diritto non immediata come nei diritti ass., perch
necessita la collaborazione di altri soggetti (debitori). Il diritto di credito d soltanto una PRETESA
verso il portatore della situazione passiva. Nel diritto assoluto la soddisfazione dellinteresse (almeno
per il diritto di credito) pi immediata e semplice. Esistono anche diritti soggettivi relativi che
soddisfano linteresse del titolare bene quanto i diritti assoluti -> DIRITTI POTESTATIVI (simili per
struttura a quelli di credito, ma meccanismo diverso): mentre la situazione passiva di fronte al diritto
di credito detta OBBLIGAZIONE, quella corrispondente al diritto potestativo si chiama SOGGEZIONE.
Il DIRITTO POTESTATIVO d al titolare la possibilit, con la propria sola dichiarazione di volont
(unilateralmente), modificare (in peggio) la sfera giuridica di chi in stato di soggezione. In questo
modo il titolare del dir. potestativo (che relativo perch lega due soggetti determinati) soddisfa
IMMEDIATAMENTE linteresse (es. c un diritto potestativo in capo al creditore insoddisfatto
quando le parti abbiano previsto nel contratto di prestazione corrispettiva una clausola risolutiva,
per esempio il diritto di sciogliere il contratto e riprendersi la propriet del bene in oggetto del
contratto -> questo un diritto potestativo che d al creditore il potere unilaterale di provocare danni
allaltra parte).

APETTATIVE -> ASPETTATIVA LEGITTIMA (DI DIRITTO)


Laspettativa legittima pu essere assimilata ad un embrione di diritto soggettivo, un diritto soggettivo in
via di formazione. E tuttavia gi tutelata dallordinamento prima di evolvere completamente in oggetto di
diritto.
Invece, lASPETTATIVA DI FATTO solo una speranza di acquisire in futuro un diritto soggettivo, senza che
tuttavia ci sia la fattispecie complessa che potr portare in futuro al diritto soggettivo.
Invece per laspettativa legittima si gi verificata la fattispecie.
Esempio di aspettativa di fatto quello di un convivente (malu uxorio??). Il fatto che il convivente
economicamente pi forte mantenga quello pi debole una situazione di fatto, ma non esiste nessun diritto
per il convivente pi debole che assicuri questa situazione. Laspettativa del convivente pi debole a ricevere
anche domani quanto necessario alla sua sussistenza unaspettativa soltanto di fatto, che non garantita
da nessun diritto. Invece, se la stessa coppia unita in matrimonio, ognuno dei coniugi ha il dovere giuridico
di contribuire al sostentamento della famiglia. E un diritto a un futuro mantenimento. Invece per i conviventi
di fatto non ci sono questi diritti, n ci sono aspettative legittime, ma solo una speranza (aspettativa di fatto).
Esempio di aspettativa legittima nellart. 1 comma 2: i diritti che la legge riconosce a favore del concepito
(non ancora nato) sono subordinati allavvenimento della nascita (se non nasce, i diritti come se non ci
fossero mai stati). Questi in realt non sono diritti, ma aspettative legittime (perch sono subordinate alla
condizione che il soggetto nasca). Laspettativa tutelata, a condizione che poi evolva in diritto pieno.
La CONDIZIONE una clausola con cui si sospende/si fissa il termine di un contratto allavverarsi di un futuro
avvenimento incerto. Questa condizione sospensiva del contratto un esempio di aspettativa legittima. In
questi casi, una delle parti del contratto ha il diritto soggettivo su un certo bene, laltra parte ha
unaspettativa legittima (su eventi futuri incerti). Perch si perfezioni la fattispecie, si deve avverare la
condizione incerta. Finch non si avvera, laspettativa legittima non si trasforma in diritto soggettivo. Chi ha
laspettativa legittima pu compiere lavori conservativi per tutelare loggetto dellaspettativa.
Laspettativa di diritto una situazione di cui si pu disporre (come del diritto soggettivo): posso ad es.
alienare ad altri la mia aspettativa (che pu oppure no trasformarsi in un diritto).

ONERE -> SITUAZIONE SOGGETTIVA PASSIVA: pu avere due significati:


1) SITUAZIONE SOGGETTIVA PASSIVA: situazione in cui non tanto un soggetto obbligato a fare
qualcosa per evitare una conseguenza negativa, ma ha la possibilit di fare una certa cosa e se non
la fa perde un vantaggio (ha lonere di fare una certa cosa, se non la fa perde un vantaggio da parte
dellordinamento). Es. onere della TRASCRIZIONE: chiunque acquisti il diritto reale su un diritto
immobiliare, se non trascrive (rende pubblico) latto con cui ha acquistato il diritto, pu dirsi
proprietario solo nei confronti del venditore, ma per tutti gli altri come se il contratto non ci fosse.
Affinch gli effetti di certi contratti (in part. diritti reali su beni immobili) siano applicabili (opponibili)
a tutti gli altri necessario trascrivere. La trascrizione non un obbligo, ma un onere (puoi scegliere
di non farlo, ma perdi un vantaggio). Laltro esempio di onere quello di PROVARE (dimostrare al
giudice la verit di certi fatti), chiunque chieda al giudice di tutelare diritti oggetto di certi fatti, deve
dimostrare al giudice la verit (provare), altrimenti perder la causa.
2) Sinonimo di MODUS: elemento accidentale del negozio giuridico con cui chi dispone una liberalit o
una disposizione testamentaria ne limita il vantaggio per il destinatario. Es. ti lego (destino con
testamento) una tenuta con lonere (obbligo) di fare certi lavori in una parte e destinarli a uno scopo
legittimo. Uguale fattispecie pu verificarsi con la donazione.

ABUSO DEL DIRITTO: ogni diritto soggettivo limitato, ha dei confini che non sono sempre ben delimitati
dallordinamento. Tutte le volte che si vuole usare un diritto soggettivo OLTRE questi confini (se la legge li
prevede esplicitamente o comunque possono essere interpretabili) lordinamento non protegge pi questi
diritti, perch si sta ABUSANDO dei diritti. Labuso del diritto emerge in previsioni esplicite in tantissimi
momenti nel codice civile. Es. per il diritto di propriet un articolo vieta gli atti emulativi (godere della propria
cosa al solo fine di recare disturbo al vicino). Gli abusi dei diritti di propriet sono condotte illegittime che
possono portare il proprietario a dover risarcire il danno.

Art. 1175 (diritti di credito): il creditore che pretendesse di essere soddisfatto, ma lo facesse slealmente, fa
qualcosa che non pu e abusa del diritto. PROCESSO ESECUTIVO: volto allottenimento di un DECRETO
INGIUNTIVO (con formula esecutiva) per portar via cose al debitore. Il decreto ingiuntivo costa, alcuni costi
sono fissi e altri dipendenti dalla somma. Questi costi sostenuti dal creditore dovranno poi essere risarciti dal
debitore. Succedeva che qualche creditore spezzasse il debito credendo pi decreti ingiuntivi (facendo
pagare molti pi costi fissi al debitore inadempiente): lo scopo del creditore era danneggiare il debitore
(intento vendicativo). Questa una condotta abusiva del diritto.

BUONA FEDE OGGETTIVA: concetto ricorrente che indica lealt e correttezza nella conduzione dei rapporti
tra le parti (trattative, esecuzione del contratto, condizione pendente aspettativa). E un criterio per
interpretare il contratto. Nel momento in cui i diritti sono usati in modo abusivo (cercare di soddisfare
interessi che non sono quelli per cui si acquisito il diritto, ma diritti ulteriori e/o sleali), si perde la tutela
dello stesso.

FATTI GIURIDICI
E un qualunque accadimento descritto in qualche parte dellordinamento e a cui lordinamento ricollega
delle conseguenze giuridiche (es. dichiarazione di volont, nascita di un uomo). Sono tutti quelli accadimenti
che vengono fotografati dallordinamento.
Distinzione:
1) FATTI GIURIDICI IN SENSO STRETTO: descritti dallordinamento in modo NEUTRO, senza che le
conseguenze della descrizione di essi si leghino alla rilevanza della volont o di uno stato psicologico
di qualche essere umano. Es. alluvione, terremoto, nascita/morte. Sono fatti in cui la volont e
lelemento psicologico non hanno rilievo. Il legislatore d rilevanza solo al fatto materiale, neutro
della situazione.
2) ATTI GIURIDICI: qualunque comportamento umano che la legge fotografa in quanto imputabili a una
volont umana. Avvenimenti in cui rileva il profilo soggettivo. Le conseguenze ci sono soltanto perch
sono collegati alla volont degli individui. CE LIMPUTABILITA AL SOGGETTO, RILEVA LA SFERA
SOGGETTIVA. Rilevanti per il diritto privato e distinti in:
2a) ATTI LECITI: condotta libera, o magari specificamente consentita (non in generale) a cui il
legislatore riconduce effetti giuridici che sono quelli che le parti volevano (es. contratto di
compravendita un atto giuridico lecito). Distinti in:
dichiarazioni di scienza (soggetto dichiara di conoscere certi fatti, ma non detto che voglia le
conseguenze previste per tali fatti es. confessione). Non c bisogno che chi confessa voglia questa
conseguenza, ma solo che voglia dichiarare qualcosa che conosce (scienza). Dichiarazione di volont:
gli effetti che lordinamento ricollega alla dichiarazione sono solitamente quelli che la parte/le parti
che dichiarano volevano con quelle dichiarazioni. Gli atti di volont sono comunemente chiamati
NEGOZIO GIURIDICO: dichiarazione di volont rivolta a effetti che lordinamento poi consente che si
producano (es. atti unilaterali, contratti, atti bi/plurilaterali che non sono contratti matrimoni,
testamento). Perch gli effetti siano quelli voluti la dichiarazione deve rispettare le regole
dellordinamento. TUTTAVIA il legislatore mette molti limiti a quelli che possono essere gli effetti del
negozio giuridico (la volont non ha la forza di superare le norme di legge). Si confrontano due
fenomeni: AUTONOMIA (darsi regole da s) ed ETERONOMIA (norme imperative di legge che hanno
pi forza della volont dei privati).
2b) ATTI ILLECITI: condotta contraria a un precetto (comando/divieto) a cui la legge lega degli effetti
sanzionatori (pene). Vale in generale, lillecito pu essere penale, amministrativo o civile. Gli illeciti
penali sono tipici (la condotta devessere precisamente descritta e indicata come reato); Gli illeciti
possono essere tali sia se sono colposi che se sono dolosi (voluti). Lillecito civile ha un sistema atipico,
si fonda sullart. 2043 del cod. civ. in cui si dice che qualunque fatto doloso o colposo che provoca
danni ingiusti ad altri deve essere risarcito. Non c la descrizione specifica, si parla in generale ->
atipico. Lillecito civile in senso ampio non solo quello del 2043, anche non adempiere ad un
obbligazione un illecito civile (1218 - responsabilit contrattuale). Lillecito civile in senso stretto
genera responsabilit extra-contrattuale (2043). Il comando che non rispetto quello di adempiere
allobbligazione. In entrambi i casi (senso stretto e senso ampio) c lobbligo di risarcire i danni. Il
risarc. del danno da responsabilit extra-contr. (senso stretto 2043 e ss.) segue tuttavia regole
diverse da quelle contratt. (1218 e ss.)
LEZIONE 6 25/09/2015
Fatto giuridico qualunque fatto naturalistico descritto da una disposizione normativa, a cui sono ricollegate
conseguenze giuridiche:
1) FATTI GIURIDICI IN SENSO STRESSO: accadimento neutri, non imputabili alla volont umana;
2) ATTI GIURIDICI: sono tali in quanto imputabili alluomo. Possono essere LECITI (rispettano le
prescrizioni normative e producono effetti, sia voluti ATTI DI VOLONTA sia indipendenti dalla
volont del dichiarante ATTI/DICHIARAZIONI DI SCIENZA) e ILLECITI penali, amministrativi, civili -
(violano la disposizione normativa).
Per il diritto privato sono particolarmente importanti le DICHIARAZIONI DI VOLONTA (strumento di gestione
degli interessi dei soggetti particolari) e gli ILLECITI CIVILI (che fanno scattare la sanzione privatistica).
La dichiarazione di volont il modo per esercitare lAUTONOMIA (darsi le regole da s, meccanismo
prevalente nel diritto privato).
Molti precetti dellordinamento sono precetti imperativi: prevalgono sulla volont dei privati. Perch la
dichiarazione di volont produca gli effetti voluti, essa deve rispettare tutte le norme di legge (se volesse
qualcosa di contrario, non ci potrebbe essere leffetto voluto dal privato).
Possono esserci effetti di fonte ETERONOMA (la regola arriva dallesterno): la fonte normativa che produce
effetti. Gli effetti del NEGOZIO GIURIDICO (ATTO DI VOLONTA), se non consentiti dalla legge, non ci saranno
o saranno diversi. Il regolamento sar quindi un misto di eteronomia e autonomia (non solo fonte autonoma).
Inoltre, la dichiarazione di volont che va contro la prescrizione imperativa essa stessa un illecito (viola le
leggi) e genera una conseguenza negativa (non verranno prodotti gli effetti voluti dal dichiarante). Un negozio
giuridico contrario a norme imperative INVALIDO/NULLO (non produce effetti o produce effetti differenti
da quelli voluti).
Questa interazione tra autonomia ed eteronomia vera per OGNI fattispecie del diritto privato, ma ci sono
delle gradazioni diverse.
1) NEGOZIO PER CAUSA DI MORTE (TESTAMENTO): MASSIMA libert per il testatore di decidere, ma ci
sono comunque dei limiti: lUNICO strumento attraverso cui la successione pu avvenire il
TESTAMENTO, non contratto successorio (?). Inoltre, un testamento non potr mai contenere una
condizione illecita (che violi un principio che tutela la libert del chiamato a chi vengono lasciati i
beni).
2) DIRITTO DI FAMIGLIA: MINIMA libert per i privati. Il matrimonio un negozio giuridico perch
ognuno libero di unirsi in matrimonio oppure no, tuttavia gli effetti del matrimonio (una volta
avvenuto) sono TOTALMENTE determinati dallordinamento e i coniugi hanno scarsa possibilit di
scelta.
3) CONTRATTO: in mezzo tra i due estremi. Molte regole possono essere decise dalle parti, altre sono
decise dallordinamento. Da una dichiarazione di volont spesso nasce un rapporto. Lautonomia il
metodo di regolazione di questo rapporto. Logica: c lATTO (nasce il legame, si fissano le regole) ->
RAPPORTO (ci che disciplinato dalle regole). Eteronomia e autonomia si riferiscono al RAPPORTO.
I contratti, a volte sono disciplinati totalmente dallatto, a volte da norme di legge. Se una parte del
contratto viola le norme giuridiche, quella parte non valida ed sostituita da quanto regolato
dalla legge (es. se la legge fissa prezzi di beni imperativamente, come per le sigarette, le parti non
possono contrattare un prezzo differente, perch non consentito un prezzo diverso -> misto di
eteronomia e autonomia). La disciplina del contratto, pur avendo molte norme imperative, un
ambito in cui pu affermarsi lautonomia. In altri ambiti settoriali (sempre contrattuali ma pi
limitati) il legislatore molto presente e limita molto la libert di almeno una delle parti (recupero
della legislazione per status per favorire chi economicamente pi debole e limitare chi pi forte
es. diritto del lavoro subordinato). In questi casi il legislatore interviene con molte norme
imperative a tutela di una delle parti.
STRUTTURA DEGLI ATTI (DICHIARAZIONI DI VOLONTA) in base al numero di parti coinvolte:
1) UNILATERALI: dichiarazione efficace di un solo soggetto, senza lincontro di volont di molti soggetti
(es. nel TESTAMENTO rileva soltanto la volont del testatore, non ci vuole la dichiarazione di altri.
Tuttavia c bisogno di una dichiarazione di volont del chiamato per accettare. Questi due atti sono
comunque due dichiarazioni unilaterali, autonomi, cio non c un contratto). Altri atti unilaterali
sono inter vivos (tra vivi), ad esempio la PROCURA, dichiarazione unilaterale con cui un soggetto d
a un altro soggetto la possibilit di rappresentarlo (non c bisogno che il procuratore accetti la
procura, sufficiente che il rappresentato dia la procura).
2) BILATERALI: due parti. Il MATRIMONIO bilaterale. Il contratto pu essere bilaterale o plurilaterale.
COMPRAVENDITA bilaterale, il contratto con cui si scambiano un prezzo e un diritto. NB. Parte
diverso da soggetto. Cio una parte dellatto pu essere composta anche da pi soggetti (ogni essere
umano un soggetto dellordinamento). Una parte negoziale pu essere composta da pi soggetti.
Ad esempio, in compravendita una parte ( il CENTRO DI INTERESSI) pu essere costituita da pi
soggetti, ma il contratto comunque bilaterale. In questo senso si possono distinguere gli atti
uni/bilaterali dagli atti uni/bipersonali (in questo caso ci si riferisce ai SOGGETTI che prendono parte
al contratto: quindi un solo soggetto o due soggetti, non parti). Nella gran parte dei casi parte e
soggetto coincidono, ma possono comunque essere diversi.
3) PLURILATERALI: pi di due parti. Alcuni contratti (es. costituzione di una societ con pi soci) sono
plurilaterali.

Esistono anche ATTI PERSONALISSIMI: quellatto che pu essere compiuto solo dal titolare della sfera
giuridica su cui latto produrr i propri effetti (non da rappresentanti). Es. sono quegli atti per cui non
possibile dichiarare attraverso un rappresentante (che per essere tale deve esprimere la SUA volont, non
quella del soggetto). Ad esempio il matrimonio non possibile per procura (c un art. sul patrimonio per
procura ma in quel caso non una vera e propria procura perch il rappresentante NON esprime la PROPRIA
volont). Anche la testimonianza in tribunale (anche se una dichiarazione di scienza) un atto
personalissimo, va resa personalmente. Anche il testamento non pu essere fatto da un rappresentante.
Sono tutti quei negozi in cui esclusa la possibilit di agire attraverso un rappresentante.

VALIDITA/INVALIDITA
Perch latto di volont produca gli effetti voluti dalle parti, deve rispettare tutte le norme imperative: in
questo caso VALIDO. Pu anche essere INVALIDO se non ha valore. Le figure/ipotesi di invalidit
nellordinamento italiano si legano TUTTE a una cattiva genesi dellatto (latto nato con dei difetti) sono:
1) (CONTRASTO CON NORME IMPERATIVE ->) NULLITA (la pi grave delle ipotesi di invalidit)
2) (CATTIVA FORMAZIONE DELLA VOLONTA di una o pi parti del negozio) -> ANNULLABILITA
(invalidit meno grave della nullit).
3) RESCINDIBILITA (dubbia): ipotesi settoriale che riguarda certi tipi di contratto.
Nullit ed annullabilit sono due istituti diversi.
INVALIDITA dipende necessariamente da un difetto genetico dellatto (latto difettoso fin dalla nascita). Lo
SCIOGLIMENTO (risoluzione del contratto, divorzio) vuol dire invece venir meno del RAPPORTO che nasce
dallatto. Dinamica: difetto genetico (nellatto: INVALIDITA) -> difetto sopravvenuto (nel rapporto:
SCIOGLIMENTO). Es. se il compratore non paga, non il contratto a essere invalido, il difetto sopravvenuto
e viene sciolto il rapporto.
NON pu nascere nessun rapporto da un atto invalido. Se valido ma poi perde efficacia il rapporto viene
sciolto.
INVALIDITA e INEFFICACIA non sono la stessa cosa. Linefficacia pu derivare dalla invalidit, linvalidit pu
provocare inefficacia (causa -> effetto). Non sempre linefficacia provocata da invalidit (anche altre cause
es. evento futuro ed incerto al verificarsi del quale il contratto produrr effetti: tutti gli effetti sono sospesi
fino al momento in cui si verificher levento tra la conclusione del contratto e lavvenimento della
condizione il contratto non ancora efficace, tuttavia il contratto comunque valido, anche se inefficace,
mentre la condizione pendente). Linefficacia pu anche riguardare contratti perfettamente validi. Non
sempre linvalidit provoca inefficacia. Questo capita con lannullabilit. Un contratto annullabile (ma ancora
non annullato dal giudice) invalido (perch basta lannullabilit) ma efficace (diventer inefficace quando
sar annullato). Laltra parte pu CONVALIDARE il contratto (dargli la validit che non aveva nello status di
annullabile): in tal caso, lefficacia che prima era provvisoria diventa definitiva.

LEGITTIMAZIONE: indica il potere di compiere validamente un certo atto. I primi soggetti a essere legittimati
sono i TITOLARI della sfera giuridica (non patrimonio: complesso di situazioni soggettive attive e passive di
natura economica) su cui latto produrr effetti. La legittimazione non coincide tuttavia con la TITOLARITA
della situazione soggettiva di cui si pu disporre. Ci sono casi di scissione: legittimazione sia del titolare che
di altri, o solo di altri (rappresentanza). RAPPRESENTANZA: potere di compiere atti giuridici in nome e per
conto di altri soggetti (DIRETTA/PROPRIA). Rappresentanza INDIRETTA (senza legittimazione) potere di
compiere atti in nome proprio che producono effetti su altri soggetti.
Questo potere di rappresentanza concesso attraverso la procura. La rappresentanza pu nascere anche
dalla legge:
1) VOLONTARIA: data in procura dal titolare
2) LEGALE: tutti quei casi in cui un soggetto non ha pi/non ha ancora/non ha mai avuto in tutto o in
parte la capacit di agire (idoneit a disporre personalmente della propria sfera giuridica). Ogni
soggetto acquista la CAPACITA DI AGIRE solo con la maggiore et. Fino a quel momento solo i genitori
hanno la rappresentanza legale del figlio minore (possono agire loro e gli effetti saranno sulla sfera
giuridica del figlio). Tale potere conferito dalla legge, non dal soggetto. Capita che un soggetto (ad
es. infermo di mente) sia interdetto dalla capacit di agire -> il potere di disporre della sua sfera
giuridica dato al tutore dellinterdetto. In questi casi si ha un potere di rappresentanza che nasce
dalla legge, non dalla volont del soggetto. E un fenomeno in cui la legittimazione di un soggetto
diverso dal titolare.
Legittimazione pu essere:
1) CONCORRENTE: tipica del caso di legittimazione volontaria (sia il titolare che il rappresentante hanno
legittimazione)
2) ESCLUSIVA: tipica del caso di tutore dellinterdetto (la legittimazione data SOLO al rappresentante).
Per il minore di et, finch un infante, si ritiene che la legittimazione sia esclusiva dei genitori. Una volta
cresciuto ma non maggiorenne, si ritiene che parte della legittimazione sia anche del minore.
Si pu individuare anche la RAPPRESENTANZA ORGANICA: interna agli enti. Quando il soggetto non una
persona fisica ma un gruppo di personale (es. societ). Si individua un RAPPRESENTANTE LEGALE dellente.
Si guarda allORGANO che ha la rappresentanza dellente. Mentre per i soggetti fisici la rappresentanza
uneventualit, per gli enti la rappresentanza inevitabile (perch bisogna necessariamente investire
qualcuno del ruolo del rappresentante).

SOGGETTI DELLORDINAMENTO
Un ordinamento fatto di un diritto oggettivo (sistema articolato di regole) e un gruppo sociale a cui il diritto
oggettivo si applica. I soggetti/entit a cui si rivolgono le regole (i cui interessi sono messi in equilibrio dal
diritto oggettivo) sono gli INDIVIDUI. Ma NON SOLO gli individui. Esistono anche soggetti ENTI (gruppi di
individui), i cui interessi sono talmente autonomi rispetto a quelli dei singoli individui da meritare una
considerazione autonoma da parte dellordinamento. Es. la COMUNIONE non un soggetto
dellordinamento, perch la somma degli interessi dei singoli comunisti. Nel caso di fondazioni, associazioni,
societ, gli interessi dellente hanno sufficiente autonomia rispetto a quelli dei soggetti fisici.

POSSONO ESSERCI SOGGETTI DIVERSI DAGLI ESSERI UMANI?


NON possono esserci soggetti/individui diversi dagli esseri umani. Tuttavia c un dibattito di filosofia del
diritto sul concedere o meno soggettivit ai sensi del diritto agli ANIMALI (oggi non ci sono ancora norme che
conferiscono agli animali soggettivit).

TUTTI GLI ESSERI UMANI SONO SOGGETTI DELLORDINAMENTO?


TUTTI gli esseri umani sono soggetti dellordinamento. Tuttavia nel passato, quando era consentita e
disciplinata la schiavit, abbiamo degli esseri umani che NON sono soggetto dellordinamento (o lo sono in
misura molto limitata). Sono oggetti di diritto altrui. Il diritto romano ha consentito, riconosciuto e
disciplinato la schiavit, definiva innanzitutto lo schiavo come oggetto del diritto altrui.
Non detto per che tutti gli esseri umani abbiano uguale titolarit ai diritti.
Essere SOGGETTI dellordinamento vuol dire avere CAPACITA GIURIDICA.
art. 1 del Codice Civile: si acquista al momento della nascita. La capacit giuridica ha anche riconoscimento
costituzionale: art. 22 Costituzione -> nessuno pu essere privato della capacit giuridica.
Come si definisce la capacit giuridica? E la IDONEITA/ATTITUDINE alla TITOLARITA di SITUAZIONI
SOGGETTIVE GIURIDICHE (diritti, aspettative, oneri, etc.) -> la capacit giuridica coincide quindi con la
SOGGETTIVITA, se c esiste un soggetto dellordinamento, se non c manca il soggetto.
Esistono individui che hanno una capacit giuridica limitata (esseri umani gi nati possono avere limitata
capacit giuridica ma mai tale da escluderne la soggettivit es. minori di et). Se il minore di et pu agire
solo attraverso il rappresentante, ci sono atti (quelli personalissimi) che il minore non potr mai compiere.
Quindi si limita la capacit giuridica. Dalla soggettivit sottraiamo tutte le situazioni soggettive
personalissime. NON CE LATITUDINE fino ai 18 anni. E un esempio di parziale non capacit giuridica. Non
tutti hanno la piena capacit giuridica, e nessuno la ha fin dal momento della nascita.
Esistono casi in cui anche soggetti maggiorenni possono essere limitati nella capacit giuridica.
Art. 16 Preleggi (regola di reciprocit): chi non cittadino italiano avr gli stessi diritti civili degli italiani,
purch il soggetto italiano abbia gli stessi diritti nellordinamento dello straniero. Ogni straniero pu vedere
limitata la propria capacit giuridica, tanto quanto litaliano sarebbe limitato nellordinamento di provenienza
del soggetto straniero (non riguarda tuttavia diritti della costituzione, diritti politici, diritti della persona e
non si applica n ai cittadini UE n a tutti quei soggetti regolarmente residenti nel nostro territorio -> stranieri
con permesso di soggiorno: non vale in questo caso il principio di reciprocit). La portata applicativa dellart.
16 quindi piuttosto limitata, ma concettualmente anche questo pu portare a una limitazione della capacit
giuridica (anche se ci non basta a dire che non c soggettivit, c ma solo pi limitata). Categorie/gruppi
di persone umane possono subire limitazioni alla capacit giuridica.
LEZIONE 7 1/10/2015
La SOGGETTIVITA si pu sostituire a ci che il legislatore chiama CAPACITA GIURIDICA. Questa capacit
giuridica pu essere limitata senza che il soggetto perda soggettivit. Non concepibile nel nostro
ordinamento un essere umano che non abbia capacit giuridica/soggettivit (diritto inviolabile delluomo).
Possono essere soggetti di diritto anche alcuni gruppi (Enti). Art. 1 descrive la capacit giuridica soltanto cfr.
allessere umano (si parla di nascita in senso stretto). Nonostante ci, anche gli Enti hanno capacit giuridica.
La capacit giuridica/soggettivit si acquista con la nascita (n prima concepimento - n dopo) art. 1. I
diritti non sono tali finch non si verifica la nascita. I concepiti non ancora nati possono essere portatori
soltanto di aspettative legittime. Lattitudine alla titolarit di alcune situazioni soggettive, propria dei
concepiti, non costituisce capacit giuridica fino alla nascita. La capacit giuridica si perde soltanto con la
morte (art. 22 nessuno pu essere privato per motivi politici della capacit giuridica). Anche se lart. 22
sembra circoscritto in senso letterale, unanime che nessun individuo possa essere privato della capacit
giuridica. In alcuni periodi storici poteva esserci la morte civile (privazione della capacit giuridica).
Giuridicamente:
COSE LA NASCITA? Non esiste definizione normativa. Si ritiene che si possa individuare la nascita nel
momento del primo atto di respirazione autonoma del partorito (non basta uscire vivo dal grembo materno).
Se non c questo primo atto -> giuridicamente non c nascita. Se c questo primo atto di respirazione, il
soggetto acquisisce capacit giuridica e quindi diritti soggettivi. Se manca latto di respirazione,
(eventualmente) per il concepito non potr esserci tutela dei diritti. Discriminante perch ci sia la nascita
quindi un primo atto di respirazione, senza il quale non si considera avvenuta la nascita.
COSE LA MORTE? Legge 579/1993 ha disciplinato lespianto di organi da cadavere per trapianto. La morte
tradizionale (cessazione dellattivit cardiaca) non era soddisfacente per la legge.
Nella legge 579 si definisce la morte come morte celebrale (cessazione irreversibile di ogni attivit encefalica)
definizione giuridica. Bisogna che passi un periodo pi/meno lungo senza che ci sia attivit encefalica.
Questa definizione, contenuta in una specifica fonte normativa, non limitata alla legge 579, ma invece
una definizione generale. Poich non vi nessunaltra definizione normativa della morte (precedente o
successiva), questa definizione ha assunto significato generalizzato. Questo momento della morte pu o no
coincidere con la cessazione dellattivit cardiaca.
Il momento della morte importante perch definisce il momento di apertura della successione (definizione
delle situazioni soggettive/diritti trasmissibili e non trasmissibili).
Diritti non trasmissibile: tutti i diritti fondamentali delluomo (salute, libert etc.)
Diritti trasmissibili: tutti i diritti come crediti, debiti etc.
Questi diritti e i valori di quanto devessere trasmesso si fissano al momento della morte.
Ai fini della tutela dei legittimari si guarder ai valori del momento di morte encefalica, non cardiaca (se
diversi).
La morte pu essere reale o solo presunta. La morte presunta, che riguarda un soggetto/persona fisica di cui
non si abbiano pi notizie, va inserita nel contesto di scomparsa della persona. Vi sono tre possibilit:
1) mera scomparsa
2) assenza: effetti pi penetranti della scomparsa + requisiti pi rigorosi.
3) morte presunta: pi effetti + pi requisiti dellassenza
Ognuna delle quali pi grave della precedente.
Sono disciplinate dagli artt. 48 e ss.
Art. 48 - Se una persona fisica scompare, vi sono soggetti legittimati (es. possibili eredi) che possono chiedere
al tribunale di conservare il patrimonio di quella persona. Due requisiti: scomparsa e mancanza di notizie dal
luogo di ultima residenza/domicilio.
Art. 50 Assenza: gli eredi presunti possono chiedere al tribunale una dichiarazione di assenza, che ha effetti
pi pesanti della dichiarazione di scomparsa: es. apertura di eventuali testamenti, oppure finzione di
presunzione legittima (i presunti eredi amministrano il patrimonio di cui potrebbero diventare titolari in caso
di morte). La dichiarazione di assenza non scioglie il matrimonio dellassente. Presupposti: devono anche
essere passati due anni dallultima notizia.
Morte presunta: art. 58 trascorsi 10 anni dallultima notizia, il tribunale pu dichiarare presunta la morte
dellassente, nel giorno a cui risale lultima notizia. Presupposti: almeno 10 anni senza nessuna notizia. Gli
effetti di questa dichiarazione sono quelli della morte effettiva (trasmissione del patrimonio, si apre la
successione, per il cui tempo e luogo si considera il giorno dellultima notizia del morto presunto). I presunti
eredi diventano eredi effettivi. Il matrimonio del presunto morto si scioglie. Esistono altre regole perch non
c la certezza della morte del presunto morto (se si verificata, quando e dove). In questi casi, coloro che
hanno ereditato leredit, dovranno restituire quanto ricevuto ai legittimi proprietari nelle condizioni attuali
(es. presunto morto, altri figli del presunto morto). Con la dichiarazione di morte presunta c lapertura della
successione, il soggetto si ritiene effettivamente morto, ma con delle regole che permettano in caso di errori
di re-indirizzare il patrimonio verso i legittimi proprietari. Oppure se ritorna il morto presunto, il matrimonio
del coniuge che credeva di essere libero viene dichiarato nullo.
Ci sono casi particolari in cui talmente probabile la morte effettiva dello scomparso che la legge consente
un presupposto di gran lunga inferiore ai 10 anni precedentemente descritti, per fattispecie ben definite:
- operazioni belliche (2-3 anni)
- qualcuno fatto prigioniero dal nemico
I precedenti due non sono pi attuali.
- (ancora attuale) qualcuno che sparito a seguito di infortunio (2 anni)
Per infortunio si intendono tanti eventi catastrofici (es. anche un alluvione, caduta delle torri gemelle).

La persona fisica acquista quindi la capacit giuridica/soggettivit con la nascita e la perde con la morte
effettiva/presunta. Dopo la morte per il diritto non esiste soggettivit che sopravvive, non c nessuna
attitudine n idoneit alla titolarit di soggettivit.
Art. 8 del codice civile tutela del nome per ragioni familiari: si tutela il nome di un congiunto morto (es. da
infamie e abusi).
Secondo qualcuno in questo caso si prevede una tutela del soggetto che va oltre la morte, in verit si ritiene
che nellart. 8 la situazione soggettiva che viene protetta sia comunque quella del congiunto, non del morto
(difendendo il nome di un morto, io difendo un mio interesse in quanto suo parente -> difendo il mio nome).
Nemmeno questo articolo consente di individuare una sopravvivenza di soggettivit dopo la morte.

Con la maggiore et (18 anni) si acquista la capacit di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita unet
diversa. La capacit di agire definibile come lattitudine/idoneit a compiere atti giuridici validi, che si
acquista al diciottesimo anno di et. Mentre la capacit giuridica lattitudine alla TITOLARITA di situazioni
soggettive e ce lhanno tutti a partire dalla nascita, la capacit di agire lattitudine a disporre personalmente
attraverso la propria volont delle situazioni soggettive di cui si titolari. Il legislatore ritiene che il soggetto
minore di et non abbia lattitudine a formare in s una volont abbastanza definita.
Prima della maggiore et la situazione generale la INCAPACITA DI AGIRE, mentre dopo il compimento del
18esimo anno det lincapacit di agire pu esserci ma solo in casi eccezionali. La regola la capacit di agire,
leccezione sono i casi di incapacit di agire.
Incapacit di agire:
a) naturale: la concreta incapacit di intendere e di volere (es. persona ubriaca) art. 428 pu
rendere annullabile latto compiuto dallincapace, ma non da sola, sono necessari altri elementi:
latto devessere particolarmente pregiudizievole per il soggetto; se si parla di un contratto, bisogna
che le controparti fossero in malafede (sapessero dello stato di incapacit del soggetto in questione,
o avrebbero dovuto saperlo -> non aver capito dellincapacit altrui colpa dellaltra parte). Se
mancano questi requisiti non si pu annullare il contratto. Se il pregiudizio c ma non evidente
bisogna esserci capaci di dimostrarlo. Ai fini negoziali quindi non basta lincapacit naturale. Art. 2043
e ss. -> manca limputabilit dellillecito civile se chi ha compiuto il fatto era in uno stato di incapacit
naturale (tranne se il soggetto si procurato autonomamente lincapacit). Nellambito di
imputabilit dellillecito civile si guarda solo alla concreta incapacit di intendere e di volere.
b) legale: incapacit che ha rilievo soltanto nellambito negoziale. Art. 2 -> linattitudine/inidoneit a
compiere atti giuridici validi con effetto sul proprio patrimonio.
a. totale: il soggetto totalmente privo della capacit di agire.
i. interdizione:
- legale: previsione del codice penale, che la disciplina penalistica prevede per chi si
sia macchiato di crimini particolarmente gravi. Per tutto il periodo per cui dura la
pena detentiva vale anche la pena accessoria di privazione totale della capacit di
agire
- giudiziale: si considera una misura protettiva. Pu colpire/riguardare il soggetto
gravemente infermo di mente (art. 414 e ss.). Linterdizione pi che proteggere gli
eredi protegge il suo patrimonio (e quindi i suoi eredi). Per interdizione si
presuppone una grave e abituale infermit di mente. Verr anche nominato un
tutore allinterdetto, che agir a nome dellinterdetto.
Dal punto di vista degli effetti c una sola differenza tra legale e giudiziale: dal punto
di vista giudiziale linterdetto infermo di mente non potr compiere gli atti
personalissimi (che non possono essere delegati a un rappresentante). Nel caso
dellinterdetto legale sono consentiti personalmente tutti gli atti personalissimi (non
una incapacit di agire totale al 100%).
ii. minore det: fino al 18esimo anno nessun soggetto pu compiere atti giuridici validi
(anche se il soggetto prova a compiere latto giuridico, latto sar invalido, soggetto
ad annullabilit/nullit) di nessuna natura destinati a provocare effetti sul proprio
patrimonio. Latto compiuto dallincapace di agire annullabile (non nullo). In certi
casi lannullabilit sembra essere un rimedio troppo debole, in altri troppo forte.
Se un soggetto vicino alla maggior et compie atti giuridici che hanno effetti sul
patrimonio limitato, si ritiene che tali atti siano validi (i genitori restituiscono parte
del potere ai figli). Nel caso dellinfante, che ha una volont poco rilevante per
lordinamento, si applica listituto di inesistenza degli atti ( un atto totalmente
irrilevante ai fini giuridici). Si ritiene che sia inesistente
latto/contratto/manifestazione di volont di un bambino che effettua un certo atto
(es. bambino scambia catena doro con gelato). Per quanto riguarda la minore et la
disciplina lart. 2 pi lart. 315 e ss.
b. parziale: posso fare certi atti ma non altri.
i. emancipazione: esiste ancora nel codice civile (artt. 340 e ss.). E la situazione in cui
si viene a trovare il minore emancipato. Si emancipa compiendo un atto di
matrimonio: il minore di et, una volta unito in matrimonio, automaticamente
emancipato. Siccome il matrimonio un atto personalissimo che non pu essere
delegato, il legislatore ha ritenuto di anticipare la capacit di agire (a 16 anni), previa
autorizzazione del giudice. Il minore di et (ma >=16 anni) che si sposi diventa
MINORE EMANCIPATO. E una situazione non ricorrente. Lemancipazione pu
riguardare soltanto il minore det (una volta compiuti 18 anni non vale pi). Tuttavia
sia questo aspetto che il fatto che vengano celebrati pochi matrimoni tra minori
rendono il caso dellemancipazione molto raro. Lemancipato acquista la capacit di
amministrazione degli atti ordinari.
ii. inabilitazione: praticamente scomparsa. E quel rimedio pensato per la situazione
del soggetto non gravemente infermo di mente o a volte handicap anche fisici. Per
tutte queste situazioni ormai prassi non ricorrere allinabilitazione, ma
allamministrazione di sostegno. Tali difetti mentali/fisici facevano pensare che la
volont di questi soggetti, seppur formatasi, non fosse tale da avere piena capacit
di agire (es. anche il prodigo generoso patologico sarebbe stato interdetto, con
lo scopo di conservare il patrimonio per i successori). Tuttavia la inabilitazione un
istituto ormai in disuso. Il soggetto conserva la capacit di amministrazione per gli
atti di ordinaria amministrazione. Per atti straordinari (di natura economica
particolare) verr nominato un curatore, che non un rappresentante
dellinabilitato/emancipato (non sostituisce la sua volont) ma la cui volont si
aggiunge a quella del soggetto inabilitato/emancipato. Quindi, lincapacit di agire
solo parziale (non vale per gli atti di ordinaria amministrazione) ed particolare (nel
senso che la volont del soggetto parzialmente incapace non sostituita).
iii. amministrazione di sostegno: art. 404 e ss. del codice civ.; lamministrazione di
sostegno non soltanto una ipotesi di parziale capacit di agire. Possono esserci
situazioni in cui lamministrato totalmente privato della capacit di agire, altre in
cui egli non per nulla privato di essa. Siccome i precedenti provvedimenti sono una
risposta inadeguata al disagio delle persone, e poich non sono adatti a ogni
situazione individuale, nel 94 si disciplina attraverso novellazione la
amministrazione di sostegno. Ci consente al giudice di attribuire lamministrazione
di sostegno soltanto nel caso in cui ci sia realmente necessario (in alcuni casi anche
senza alcuni privazione della capacit di agire). Presupposti: devesserci un danno
fisico/mentale che permetta al giudice di attribuire questa amministrazione di
sostegno. Pu essere chiesta sia da congiunti che dal soggetto stesso. Viene
nominato un amministratore e gli vengono dati i poteri (cosa pu fare
lamministratore e cosa non pu fare lamministrato). A volte lamministratore avr
un potere concorrente con quello dellamministrato, altre solo lamministratore avr
la capacit di agire per certi atti, altre volte ancora solo lamministrato avr la
capacit di agire. C una totale elasticit, a discrezione del giudice tutelare. Pu
essere che lamministrato sia un soggetto perfettamente in grado di intendere e di
volere, ma abbia difficolt fisiche gravi (es. malattia). Non c quindi bisogno di una
malattia psichica. In questi caso quindi lamministrato non verr privato della
capacit di agire. In questi casi lamministratore di sostegno agisce come un
procuratore. In questi casi lamministrazione di sostegno non incide quindi sulla
capacit di agire. In teoria un soggetto con difficolt fisiche potrebbe affidare una
procura a un altro soggetto, ma ci ha due svantaggi: maggiori costi rispetto
allamministratore di sostegno; lamm. garantisce di pi il rappresentato, perch in
questo caso lamministratore dovr spesso chiedere autorizzazione e rendere conto
al giudice (c sempre un controllo da parte del giudice sulloperato
dellamministratore di sostegno, che manca nel caso della procura). Quindi non
infrequente assistere a nomine di amministrazioni di sostegno per soggetti invalidi
solo fisicamente. Lamministrazione di sostegno pu essere attribuita anche per un
periodo di tempo limitato (es. invalidit temporanea), mentre interdizione e
inabilitazione sono a tempo indeterminato e hanno bisogno di una sentenza di
revoca per cessare. Invece, lamministrazione di sostegno pu essere riferita a un
periodo determinato gi in partenza, individuando un momento in cui
lamministrazione perde efficacia. Oggi, le amministrazioni di sostegno vengono
disposte al posto dellinabilitazione per soggetti infermi di mente non gravemente.
Con lamministrazione di sostegno si possono lasciare allamministrato il potere di
sposarsi e di redigere testamento (nellinabilitazione/interdizione no). In alcuni casi
lamministrazione di sostegno ha carattere simile allinterdizione: lamministrato
viene del tutto privato della capacit di agire. In queste ipotesi si preferisce
lamministrazione di sostegno piuttosto che linterdizione perch i congiunti
preferiscono questo primo procedimento; inoltre, la tutela un ufficio remunerato,
mentre non prevista una remunerazione per lamministrazione di sostegno.
LEZIONE 8 2/10/15
(vedi schema pag. precedente)
ENTI DOTATI DI SOGGETTIVITA: non persone giuridiche, perch il concetto di persona giuridica pi limitato
di quello dellente. Ci sono enti che hanno soggettivit ma non hanno personalit giuridica. Le persone
giuridiche sono soggetti, ma non sono tutti soggetti diversi dalle persone fisiche.
Art. 11: introduce una distinzione, dicendo che ci sono persone giuridiche pubbliche e persone giuridiche di
diritto privato. Gli enti pubblici possono essere soggetti, ma non interessano al diritto privato.
Gli enti di diritto privato possono essere ulteriormente suddivisi:
1. societ (enti di libro 5): argomento di diritto commerciale. Si dividono in societ di persone (societ
semplice, societ in nome collettivo e ) e societ di capitali (societ a responsabilit limitata, societ
in accomandita a responsabilit limitata e societ per azioni). Le societ non hanno tutte personalit
giuridica, sono tutte enti dotati di soggettivit -> ogni tipo societario rappresenta un soggetto
dellordinamento diverso dai soci che lo rappresentano. La personalit giuridica propria solo delle
societ di capitali, non delle societ di persone. Non quindi corretto dire che i soggetti sono persone
fisiche e pers. giuridiche; essi sono persone fisiche e enti (a loro volta divisi in soggetti giuridici e
persone giuridiche). Infatti, nel caso delle societ di capitali, il patrimonio della societ distinto da
quello dei soci (che non possono essere toccati). Se il patrimonio societario non bastasse a ripagare
debiti etc., il patrimonio dei soci non pu essere toccato perch c lautonomia patrimoniale perfetta
(questa la definizione di capacit giuridica).
2. enti di libro primo: la maggior disciplina di questa materia non pi nel codice civile ma in altre leggi
speciali extra-codicistiche. Essi sono chiamati anche enti non profit, cio non possono avere un fine
di lucro. Sono: la fondazione e lassociazione. Lassociazione pu essere riconosciuta e non
riconosciuta. Lassociazione non riconosciuta non ha lautonomia patrimoniale perfetta e quindi non
una persona giuridica, le altre s.
Avere o non avere fine di lucro riguarda il lucro soggettivo, non oggettivo (cio si pu avere lucro per
finanziare la propria attivit). Se si persegue lucro soggettivo (per i soci), c bisogno di avere una
societ. In una societ limpresa guadagna e i soci pretendono una parte di quel guadagno (lucro
soggettivo). Fondazioni e associazioni (riconosciute e non) non possono avere fini di lucro soggettivo,
ma solo oggettivo (cio gli utili vanno riutilizzati per i fini dellente, non possono ricadere sui soggetti
fondatori dellente). Infatti, se unassociazione si scioglie, ci che rimane del patrimonio non pu
essere diviso tra gli associati. Per questo gli enti non lucrativi sono definiti non profit. Le onlus
(organizzazione non lucrativa di utilit sociale) non sono istituti non profit perch perseguono un fine
socialmente utile, mentre ci non detto nel caso di una associazione non lucrativa. Esistono quindi
istituti non profit che non hanno fine sociale. Le onlus hanno notevoli vantaggi fiscali.
A differenza della associazione, la fondazione esiste solo se riconosciuta. In entrambi i casi abbiamo
due momenti: 1) atto di volont del/dei costituenti; 2) momento concessorio in cui il soggetto
pubblico autorizza la nascita/esistenza della associazione/fondazione. La fondazione pu nascere da
un solo soggetto o da un accordo tra pi soggetti. Un connotato indispensabile per la fondazione il
patrimonio (la fondazione caratterizzata da un patrimonio, lassociazione ha bisogno degli
associati). Devesserci sempre uno scopo chiaramente indicato. Bisogna che il patrimonio sia fin
dallinizio congruente con lo scopo. Se c una chiara incongruenza tra lo scopo e il patrimonio. Tutto
deve essere riconosciuto dal soggetto pubblico. Pu essere che la competenza sia della prefettura o
della regione (espressioni del ministero degli interni). Il soggetto pubblico deve verificare la
democraticit dellassociazione/fondazione, il patrimonio, lo scopo, la congruenza. Se non c la
parte pubblica, la fondazione non nasce affatto: tutto ci che c stato prima non produrr effetti.
Lente che sta per nascere deve sempre avere una denominazione e una sede. Se la fondazione
ottiene questo provvedimento inizia a operare. I modi di operato della fondazione saranno decisi
dagli organi della fondazione. Viene nominato il presidente, chi ha la rappresentanza organica
(manifestare allesterno la volont della fondazione). Potrebbe esserci una assemblea dei fondatori.
Se ci non avviene la volont della fondazione soltanto esterna. Nella vita e nelloperare
dellassociazione il soggetto pubblico che opera nel caso ci siano lacune o imprevisti. Il soggetto
pubblico pu decidere anche dellestinzione (fine) dellassociazione, ad esempio perch lo scopo non
pi raggiungibile o stato raggiunto, o perch il patrimonio diventato insufficiente.
Lente pubblico pu anche unire pi fondazioni in un unico ente. Proprio perch nella fondazione la
volont indispensabile solo quella iniziale (allatto della nascita) le scelte della fondazione future
saranno autorizzate/compiute dal soggetto pubblico che ha fatto nascere la fondazione.
Le associazioni devono invece nascere da una pluralit di soggetti e non indispensabile che ci sia
riconoscimento: ci vuole un gruppo di persone, uno scopo, un patrimonio. Se gli associati vogliono
essere riconosciuti, chiederanno il riconoscimento al soggetto pubblico. Se il riconoscimento non c,
a differenza della fondazione, lassociazione esiste comunque come soggetto, ma non riconosciuta.
Lassociazione riconosciuta ha lautonomia patrimoniale perfetta; lassociazione non riconosciuta
non ha autonomia patrimoniale perfetta. Se riconosciuta, lassociazione ha piena capacit giuridica
e piena soggettivit. Per lassociazione non riconosciuta, fino a pochi anni fa, cerano forti limiti alla
soggettivit. Ad esempio unassociazione non riconosciuta non poteva ricevere eredit in caso di
successione a causa di morte. Ci sono soggetti di estrema rilevanza (partiti politici) che sono
associazioni non riconosciute, per non essere sottoposte allautorit governativa. Altro limite era
costituito dal non poter essere proprietario di beni immobili. Il riconoscimento d maggiori tutele
agli amministratori per quanto riguarda il loro patrimonio personale. Tuttavia pi diffusa
lassociazione non riconosciuta, perch gli svantaggi si sono ridotti rispetto al passato. Le associazioni
riconosciute si sciolgono innanzitutto perch sono gli associati a volerlo, oppure perch viene meno
la pluralit degli associati. Nel caso dellassociazione, dopo lo scioglimento, se c un patrimonio
residuo non pu essere preso dagli associati ma deve essere devoluto ad altre associazioni/scopi.
Tuttavia pi facile che la associazione non abbia patrimonio residuo.
LEZIONE 9 8/10/15
DIRITTI ASSOLUTI
I diritti soggettivi si dividono in assoluti e relativi. I diritti assoluti si dividono in diritti della persona e diritti
reali.

DIRITTI DELLA PERSONA


Le fonti sono in parte solo limitata di natura privatistica (artt. 5-10 del c.c.). I diritti della persona che hanno
tutela nel c.c. sono il diritto al nome, allimmagine e allintegrit fisica. La fonte normativa dei diritti della
persona innanzitutto la Costituzione (non si rivolge soltanto al legislatore, ma anche immediatamente ai
soggetti dellordinamento, senza bisogno di leggi ordinarie che intermediano). La cost. diventa
immediatamente lo strumento che fa acquistare diritti ai singoli. Esistono anche leggi ordinarie non
privatistiche che definiscono diritti della persona (es. diritto alla vita penale). Anche i trattati
internazionali (ONU ed Europeo sui diritti umani) sono fonti per questo tipo di diritti.
Quindi le fonti normative sono solo minimamente di diritto privato.
I diritti della persona non sono un numero chiuso, anche perch la cost. spesso detta principi (non norme),
di ampiezza tale da enucleare sempre nuovi diritti della persona. In molti casi questi si dicono DIRITTI
INVIOLABILI DELLUOMO (art. 2 cost.), anche se non tutti sono cos garantiti dalla cost. da potersi dire
inviolabili: esistono diritti della persona che non sono cos altamente tutelati (non garantiti dalla
costituzione). I principali sono:
DIRITTO ALLA SALUTE (previsto dalla costituzione, art. 32): si parla di diritto FONDAMENTALE, ma
comunque inviolabile. E garantito dalla costituzione. E un diritto soggettivo. Come gi detto, prima
si pensava che la costituzione si rivolgesse al legislatore ordinario, ora si ritiene che si rivolga
direttamente ai consociati. Chiunque leda la salute altrui, obbligato a risarcire il danno, per il solo
pregiudizio determinato dallart. 32. La figura del danno biologico nasce proprio con la immediata
recettivit dellart. 32. Fino a un certo momento, il risarcimento era determinato solo in base al
danno patrimoniale (non posso lavorare per un certo periodo): cera disuguaglianza. Poi si deciso
che esiste un diritto della salute in s, che se leso devessere risarcito (indipendentemente
dallaspetto patrimoniale), in modo uguale per tutti e commisurato al danno/pregiudizio subito
dalla salute (invalidit).
DIRITTO ALLA VITA: non esiste una norma/principio (cc./cost.) che specificamente riconosca il
diritto alla vita per lindividuo. Se la massima lesione della salute comporta la morte delloffeso,
significa che tutelare il diritto alla salute vale anche per garantire il diritto alla vita. Garantire la
salute implica anche garantire la vita (interpretazione estensiva). Esistono norme di legge ordinaria
(es. disciplina penalistica che punisce lomicidio) che tutelano il diritto alla vita (anche legge
sullinterruzione volontaria della gravidanza: lo stato tutela la vita umana fin dal suo inizio i.e.
concepimento). Entro certi tempi/presupposti la vita umana del feto pu essere sacrificata per
tutelare la salute della madre. Dal concepimento non c un PIENO diritto alla vita, perch il diritto
ci sia appieno c bisogno della nascita. Chi venga privato della vita in seguito a unazione altrui
acquisisce un diritto (immediatamente trasmesso ai successori) di essere risarcito (il risarcimento
andr ai successori). In generale, la tutela per la lesione di OGNI diritto privatistico il
RISARCIMENTO DEL DANNO. Per certi diritti della persona esistono anche tutele INIBITORIE
(interrompere/impedire la condotta lesiva per impedire che continuino a procurarsi dei danni
tuttavia in questo caso la portata non generale ma specifica).
ATTI DI DISPOSIZIONE DEL PROPRIO CORPO (art. 5 c.c.): una declinazione della tutela della salute
della persona, non attraverso un diritto ma attraverso limposizione di un divieto. Si vuole
proteggere la persona da un comportamento di sua volont che pregiudichi permanentemente la
sua integrit fisica. E la tutela della salute da atti che lo stesso individuo potrebbe voler compiere.
Il legislatore nellimporre questo divieto ha in mente atti di scambio a titolo oneroso (es. parte del
corpo per denaro). Tuttavia ha portata generale. Questo impedisce anche la maggior parte dei
trapianti tra vivi (di parti che sono necessarie/non ricrescono). Questo articolo una legge
ordinaria, quindi se una legge successiva permette la donazione di organi questo articolo non vale
per questa particolare circostanza. Le condizioni sono volte a far s che sotto la donazione non ci sia
una compravendita. Nei casi in cui la legge prevede la possibilit di donazione tra organi, il termine
donazione utilizzato in modo atecnico (nel senso che posso tirarmi indietro dalla donazione
dellorgano, a differenza di una donazione ad es. di un immobile).
DIRITTO DI LIBERTA DI NON CURARSI/RIFIUTARE TRATTAMENTI SANITARI (art. 32 comma 2 c.c.):
uno dei diritti di libert della persona (ne esistono diversi). E una declinazione del diritto alla
salute: io sono arbitro di decidere come tutelare la mia salute e se non tutelare la mia salute
(rifiutarmi). E un altro diritto inviolabile della persona. Ogni persona libera di curarsi/non
curarsi/scegliere come curarsi. Lunica eccezione se la legge impone le cure, cosa che pu
succedere solo se:
1) a rischio lincolumit pubblica (es. epidemie): per evitare che si diffondano delle malattie
2) TSO (trattamento sanitario obbligatorio) pu essere imposto da un giudice al malato di mente
nei periodi di furia incontrollabile. Quando questi soggetti hanno crisi tali da renderli
incontrollabili, la persona responsabile chiede un TSO.
Per chi privato della capacit di agire (es. interdetto), decide il rappresentante legale. Linterdetto
non ha quindi il potere di rifiutare un trattamento sanitario/scegliere di curarsi o non curarsi.
Probabilmente comunque questo un diritto indisponibile, quindi non dovrebbero essere altri a
decidere su questo diritto (es. medici decidono di operare un individuo in coma il loro DOVERE).
Il rispetto di un dovere non pu essere considerato illecito.
In molti casi si assistito a procedimenti/sentenze di interdizione di soggetti che sono stati ritenuti
permanentemente infermi di mente e la prova di questa infermit mentale stata rappresentata
proprio dal rifiuto della cura. Potrebbe essere inoltre che la libert di autodeterminarsi sulle proprie
cure coincida con il diritto di disposizione del proprio corpo. Per decidere su queste questioni si
guarda al rango della norma. Art. 32 cost. > Art. 5 c.c. Secondo lart. 32 della costituzione ognuno
pu decidere di curarsi come gli pare, tuttavia lo stato tenuto a pagare solo per i trattamenti
riconosciuti dalla comunit scientifica.
LIBERTA PERSONALE (art. 13 cost.): un diritto inviolabile, nessuno pu violarla.
DOMICILIO e DIRITTO AL DOMICILIO: diritto inviolabile, chi viola un mio domicilio viola il mio diritto
a che nessuno entri nella mia casa se non sono io che consento questo. NB. La violazione di questi
vari diritti sono reati (illeciti penali), tuttavia la stessa condotta spesso illecita sia penalmente che
civilmente. La violazione di domicilio sia un reato che un illecito civile con obbligo di risarcimento.
LIBERTA E SEGRETEZZA DELLA CORRISPONDENZA E DELLE COMUNICAZIONI: un diritto
inviolabile.
LIBERTA DI CIRCOLAZIONE: ogni cittadino pu circolare liberamente sul territorio nazionale e
comunitario.
LIBERTA DI RIUNIRSI (art. 17): pacificamente e senza armi.
LIBERTA DI ASSOCIAZIONE: lart. 2 della costituzione riconosce la libert di dare luogo a formazioni
sociali. Su questi due articoli (2 e 18) viene radicata la legittimit della famiglia di fatto.
LIBERTA RELIGIOSA (art. 19): di credere e esprimere la propria fede religiosa, anche di fare
proselitismo.
LIBERTA DI PENSARE E MANIFESTARE IL PROPRIO PENSIERO (art. 21)
Sono tutti diritti INVIOLABILI, sia che lattributo sia proprio inviolabile o una formula differente (es.
fondamentale), sia quando non c nessuno di questi attributi (es. per il diritto di associazione).
DIRITTI CON GARANZIA COSTITUZIONALE
DIRITTO AL NOME (art. 22 cost.): lidentificativo della persona fisica. Si compone di prenome e cognome
(art. 6 c.c.), in questordine. Cambiano i meccanismi di acquisizione del nome a seconda di come si acquista.
Si acquista alla nascita, ma cambia il meccanismo a seconda del tipo di nascita. Nato da coppia in
matrimonio: cognome paterno. Chi nasce fuori dal matrimonio prende il cognome del genitore che per
primo lo ha riconosciuto (se la madre, quando poi anche il padre riconosce si pu integrare/sostituire il
cognome materno). Il prenome viene scelto dai genitori, non in piena libert, esistono alcune regole: deve
corrispondere al sesso del nato, non pu essere ridicolo/vergognoso, non si pu mettere per prenome un
cognome. Anche il cognome a volte pu essere scelto, se il nato nato da genitori non noti: lufficiale dello
stato civile non potr mettere cognomi di famiglie illustri nella zona, n cognomi storicamente rilevanti.
Una volta acquistato il nome (prenome o cognome) pu essere modificato e pu anche mutare in
conseguenza del matrimonio: la moglie aggiunge al proprio cognome il cognome del marito; del divorzio: la
moglie perde il cognome del marito. Come per tutti i diritti personalissimi il nome si acquisisce alla nascita e
si perde con la morte. E un diritto INDISPONIBILE: nessuno pu usare il nome neanche dietro corrispettivo.
Tuttavia il nome pu essere sfruttato per fini economici: pu essere un bene economicamente rilevante,
come nel caso di una persona famosa (ambito del diritto industriale: es. marchi). Se del nome non si pu
disporre (non posso privarmi del nome), ma pu essere sfruttato a fini commerciali e di questo si decide
con la propria volont attraverso atti di autonomia privata.
Il codice civile tutela il nome dallABUSO (art. 7): chiunque veda abusato il proprio nome ha due tutele: il
risarcimento del danno (tutela generale onnipresente) e la tutela inibitoria (possibile solo se specificamente
prevista), che serve non tanto a risarcire il danno, ma a evitare che il danno si produca, a eliminare la
condotta che produce il danno. Linibitoria impedisce che ci sia un danno ulteriore. Una condotta abusiva
potrebbe essere quella di unimpresa pubblicitaria che usa il nome di un personaggio famoso senza il suo
consenso. Linibitoria una grandissima garanzia per evitare che si riesca con lillecito (labuso del nome) ad
ottenere un vantaggio superiore a quello che si avrebbe comprando il diritto a utilizzare quel nome. Lo
stesso discorso vale quando labuso si sostanzia in un discredito del nome. In certi casi (personaggio
pubblico/interesse pubblico) il nome pu essere diffuso senza il consenso del titolare. Un classico caso di
abuso del nome il furto di identit. Anche in questo caso c il risarcimento del danno, se il responsabile
viene identificato in questo caso il truffato non colui a cui stato rubato il nome, ma listituto (banca,
finanziaria etc.) ingannato; il pregiudizio per il possessore del nome il tempo/sforzo impiegato per
risolvere la questione. NB. Si pu agire anche contro labuso del nome di un familiare (anche se morto).
Cos come il nome tutelato lo PSEUDONIMO (soprannome). Lo pseudonimo in certi casi pu essere molto
rilevante (es. attori, artisti etc. -> nome darte).
LEZIONE 10 9/10/15
DIRITTO SULLA PROPRIA IMMAGINE (art. 10 c.c.): (interpretazione estensiva) per immagine non si
intende solo il ritratto (fotografia, filmato etc.) della persona, ma la riproduzione di qualsiasi tratto
della persona (es. voce) che permetta di indentificare senza dubbio quel soggetto. Ci sono
situazioni in cui la legge consente la riproduzione dellimmagine della persona: o la persona
pubblica (famosa), o la situazione in cui limmagine stata presa una situazione pubblica. Ci sono
dei limiti anche sulla riproduzione di immagine di persone famose o situazioni pubbliche: il fatto
che la riproduzione leda il decoro o la reputazione del soggetto alternativo allipotesi precedente
e in questo caso la riproduzione non consentita. Quindi in caso di lesione del decoro/reputazione
anche la riproduzione dellimmagine di persone famose/situaz. pubbliche non consentita. Oltre al
risarcimento, si ha un provvedimento inibitorio volto a impedire che il danno si produca o si
perpetri. Tuttavia oggi, con la diffusione degli strumenti informatici online, linibitoria diventa
molto pi difficile.
Anche altre leggi ordinarie extra codicistiche hanno disciplinato la tutela di due diritti: quello alla
RISERVATEZZA e quello alla VERIFICA, CONTROLLO E TUTELA DEI DATI PERSONALI (una sorta di diritto
allIDENTITA PERSONALE).
DIRITTO ALLIDENTITA PERSONALE: diritto di ogni persona a non vedere abusi dei propri dati
personali (es. codice fiscale).
Il D.Lgs. 100/2003 agisce tutelando i dati personali, e di conseguenza anche limmagine della persona. Si
vuole che i dati personali (tutti quei dati che riguardano una persona, che vengono ricondotti direttamente
a una specifica persona vanno dal numero di telefono, data di nascita a orientamento politico, religione
etc.), che vengono definiti nellapparato iniziale del decreto, non possano essere raccolti da qualcun altro
senza il consenso dellindividuo interessato. Il consenso al trattamento dei dati personali un elemento
fondamentale di molti contratti. La seconda tutela offerta dal decreto finalizzata al fatto che questi dati
siano sempre esatti: implica la possibilit di accedere alle banche dati (cosa dicono di me) e di modificare i
dati non veri. La legge che tutela lidentit personale e la riservatezza dovrebbe consentire lutilizzo e la
diffusione di questi dati solo se coerenti con il fine della raccolta (io consento cio un trattamento
specificamente correlato alla prestazione che richiedo in cambio). Esistono autorit indipendenti che hanno
molto potere per tutelare i cittadini nellambito di competenza, uno dei quali il Garante della Privacy che
ha poteri sulle banche dati e sul trattamento di dati personali: esso pu applicare sanzioni amministrative
molto ingenti. Ha inoltre il compito di autorizzare la raccolta, conservazione e trattamento di alcuni dati
personali definiti sensibili (es. dati sulla salute, sullorientamento politico etc.), per i quali non basta il
consenso dellinteressato ma serve anche lautorizzazione del garante.
Oltre alla sanzione inibitoria c sempre la tutela risarcitoria: il risarcimento del danno in questo caso va
oltre la stessa colpa di chi conserva i dati (art. 2050, che prevede una forma di responsabilit semi-
oggettiva, dove la colpa di colui che ha provocato il danno non serve per il risarcimento. Mentre
normalmente il danneggiato a dover provare il danno subito (in ambito civile), il 2050 agisce in senso
opposto: lonere della prova sul danneggiante, che deve provare di aver agito correttamente, secondo
tutte le misure idonee (che sono considerate le pi avanzate e efficaci in assoluto, indipendentemente dal
costo: non basta una misura mediamente idonea). Questo sistema applicato anche al danno provocato
dal trattamento/raccolta/conservazione di dati personali.

DIRITTI REALI
Seconda sottospecie dei diritti assoluti. Sono i diritti di propriet e i diritti reali minori su cose altrui
(propriet di un altro soggetto). Questi ultimi si dividono in diritti reali minori di godimento (usufrutto etc.)
e quelli di garanzia.
Il libro III (sulla propriet) si apre con la definizione di beni: art. 810: i beni sono le cose (non entit astratte,
ma entit della realt) idonee a formare oggetto di diritto. Vi sono cose inidonee a formare oggetto di
diritti: o perch cos remote da non poter essere soggette allattivit umana o perch esistono in quantit
talmente ampia da non avere senso riservarle a specifici individui (aria e acqua del mare). Lacqua dolce
invece un bene, oggetto di propriet (spesso pubblica). I beni sono le cose che utile e materialmente
possibile riservare a s: per cose si intendono le cose sensibili/tangibili, ma anche quelle parti del reale
individuabili solo strumentalmente (es. onde elettromagnetiche -> vedi mercato delle frequenze televisive).
Art. 812: i beni si distinguono tra MOBILI e IMMOBILI; immobili sono: suolo, ci che incorporato al suolo e
acque interne; sono mobili tutti gli altri beni. Questa distinzione importante perch il regime giuridico
della circolazione dei diritti su beni cambia notevolmente a seconda del tipo di beni. Tutti i contratti che
vogliano incidere su beni immobili devono avere forma scritta. Invece, per i beni mobili non necessaria la
forma scritta.
Quando si tratta di diritti reali che riguardano beni immobili, le vicende, per essere efficaci nei confronti di
tutti, devono essere trascritte: se non trascrivo lefficacia del contratto vale solo tra venditore e
compratore. Per i beni mobili non sempre cos.
Questa distinzione deriva dal fatto che tradizionalmente gli immobili erano i beni che incorporavano in s la
maggior ricchezza (pi importanti) e avevano quindi un regime di circolazione molto pi rigoroso rispetto ai
beni mobili, anche se oggi non sono necessariamente pi importanti.
I beni mobili si dividono in: registrati e semplici/non registrati. La totale mancanza di onere di pubblicit
vera solo per i beni mobili non registrati. Per i beni mobili registrati sempre organizzato un sistema di
pubblicit legale (simile alla trascrizione, stessa finalit): registrazione (es. lautovettura va registrata). Se
non si registra, il contratto non efficace a livello pubblico, ma solo tra compratore e venditore. La
registrazione di grande interesse anche per il venditore, perch altrimenti tutti gli illeciti compiuti dal
compratore sono a lui attribuiti. Se un bene mobile non registrato la pubblicit non possibile, soltanto
nella detenzione (chi detiene il bene il suo proprietario). Dove c il sistema di pubblicit legale ci che fa
fede il registro. Tutti quei beni che hanno un valore notevole vengono registrati. Per i contratti che
incidono sui diritti reali sui beni mobili registrati non necessaria la forma scritta, ma di fatto i contratti si
fanno per iscritto perch senza il documento scritto non posso registrare. Pur non essendoci un obbligo di
forma scritta, i contratti che hanno per oggetto beni mobili registrati sono quasi sempre in forma scritta
perch altrimenti non possono essere registrati.
I FRUTTI sono i beni che provengono da altri beni, divisi in naturali e civili. FRUTTI NATURALI sono
effettivamente i frutti di piante, campi etc. I FRUTTI CIVILI sono il corrispettivo in denaro del godimento di
un bene/capitale mio che io cedo ad altri (es. canone di un contratto di locazione; interesse di un capitale
prestati). La differenza fondamentale riguarda il momento e il modo di acquisto: i frutti naturali si
acquistano quando vengono separati dalla cosa madre (art. 821); i frutti civili si acquistano giorno per
giorno in ragione della durata del diritto (usufrutto: diritto dellusufruttuario di godere della cosa e di
acquistare i frutti che la cosa d, entro il periodo di usufrutto, oltre il quale il godimento torna a spettare al
proprietario).
Altra differenza: beni di PROPRIETA PUBBLICA e di PROPRIETA PRIVATA. Alla propriet dedica spazio anche
la costituzione (art. 32 o 42?): i beni economici appartengono allo Stato, a Enti o a Privati (la propriet
pubblica in origine era pi importante della privata). I beni in propriet pubblica possono essere:
DEMANIALI, del PATRIMONIO INDISPONIBILE DELLO STATO E DEGLI ALTRI ENTI PUBBLICI, del PATRIMONIO
DISPONIBILE. I beni pi pubblici di tutti sono i beni demaniali (art. 822) (NB: esistono acque interne beni -
di propriet privata): sono beni che sono totalmente sottratti alla disciplina privatistica, cio la propriet di
questi beni non soggetta alle regole di diritto privato. Possono essere oggetto di CONCESSIONI (atti di
natura pubblicistica: diritto amministrativo) verso privati: una situazione in cui lo stato ha la supremazia e
lindividuo in soggezione. I beni demaniali sono cos pubblici che non possono nemmeno essere usucapiti:
lUSUCAPIONE un modo per acquistare la propriet attraverso il possesso non violento e non clandestino
per un certo periodo (20 anni di norma). Questo diritto allusucapione non vale per i beni demaniali
(soggetti privati non possono acquistare il possesso di beni demaniali). I BENI DEL PATRIMONIO
INDISPONIBILE DELLO STATO (NB. il demanio forestale dello stato non demaniale, patrimonio
indisponibile): la differenza rispetto al demanio che questi beni potrebbero essere usucapiti. Infine, i BENI
DEL PATRIMONIO DISPONIBILE DELLO STATO sono beni residuali, non qualificati dalle leggi precedenti. Lo
Stato pu disporre di questi beni come se fosse un privato (li pu vendere e simili), lunica particolarit
che il proprietario non un privato ma un ente pubblico. Attraverso leggi ordinarie successive possibile
degradare i beni (es. le caserme sono beni disponibili).
Art. 831: riguarda i beni degli enti ecclesiastici e degli edifici di culto (la confessione cattolica ha un
riconoscimento particolare nel nostro ordinamento, cost. e c.c.). I beni ecclesiastici, anche se appartengono
a privati e non sono pubblici, hanno una regolamentazione particolare. Le decisioni su beni ecclesiastici
privati (es. cappella privata) sono sottratte alla volont del privato e assegnate agli enti ecclesiastici. La
religione cattolica ha quindi un ampio riconoscimento nel nostro ordinamento.
LEZIONE 11 15/10/15
DIRITTO DI PROPRIETA (art. 42 cost.): la propriet pubblica (pi importante) o privata (meno
importante). I beni economici appartengono allo Stato (prima) e ai privati (poi). Nel terzo comma si prevede
la propriet specificamente privata, che garantita e riconosciuta dalla legge, che ne determina i modi di
acquisto, di godimento e i limiti (la propriet privata pu essere limitata). Una propriet privata pu essere
limitata con due fini:
- assicurarne la funzione sociale (interesse sociale > interesse proprietario)
- deve essere raggiungibile da tutti
La propriet pu essere espropriata (tolta al titolare contro la sua volont) per fini di natura sociale.
La propriet disciplinata a partire dallart. 832 del c.c. La maggior parte di queste norme sono destinate a
LIMITARE il diritto di propriet. L832 attribuisce al proprietario un godimento pieno ed esclusivo, ma salvo
limitazioni imposte dalla legge. Distinguiamo limiti imposti nellinteresse generale e limiti per tutelare altri
privati.
Art. 833 (atti di emulazione): il proprietario non pu abusare del diritto di propriet per danneggiare altri
privati.
Art. 834 prevede la tutela dellinteresse pubblico e richiama lespropriazione. Nessuno pu essere privato di
beni di sua propriet, se non in casi eccezionali per perseguire linteresse della societ, e dietro giusta
indennit. La costituzione invece dice solo che lespropriazione pu avvenire per interessi sociali e parla
solo di indennit (differenza ideologica). Per molto tempo lindennit non stata affatto giusta. Ora la
quantificazione dellindennit si avvicina molto al valore di mercato del bene interessato. Linteresse
generale inoltre non prevede necessariamente che il nuovo proprietario sia un soggetto pubblico (es.
potrebbe essere assegnata la propriet a un imprenditore edile che poi vender ad altri cio se il nuovo
proprietario realizza unopera di interesse generale). Lespropriazione regolata da leggi speciali (di diritto
pubblico/amministrativo). Nel diritto privato il privato che subisce lespropriazione non pu fare nulla se
lamministrazione pubblica sta perseguendo un interesse generale. Lespropriato potr fare ricorso al
tribunale amministrativo dimostrando che lespropriazione lede un interesse legittimo, oppure che non
segue il pubblico interesse. Dal punto di vista del diritto privato il proprietario privato in soggezione e il
potere nelle mani del soggetto che persegue linteresse generale.
Altri esempi di privazione della propriet privata per seguire linteresse generale sono le requisizioni, gli
ammassi. Esiste anche la possibilit di limitare solo in parte il diritto di propriet (es. servit di passaggio).
Esistono anche limiti al diritto e al godimento della propriet privata provenienti dalla disciplina urbanistica,
orientati allinteresse pubblico generale.
Art. 844 c.c. (divieto di immissione): se le immissioni superano la normale tollerabilit, il proprietario del
fondo le pu impedire e laltro proprietario (del fondo da cui provengono le immissioni) non pu
continuarle. C' un conflitto tra privati. Le immissioni sono tutte le propagazioni nocive che provengono da
un fondo e provocano danno/disturbo al proprietario del fondo vicino. Le immissioni sono una sorta di
effetto collaterale negativo di unattivit del proprietario che le provoca (ha un interesse per una attivit
imprenditoriale, che per produce esternalit negative che danno fastidio al vicino). Quindi non essendo
atti emulativi, le immissioni sono vietate soltanto se superano un certo limite. Nel caso delle immissioni si
protegge linteresse di entrambi i soggetti, nel caso degli atti emulativi solo quello del danneggiato.
La soglia della tollerabilit dipende da:
1) contemperare esigenze della produzione con quelle della propriet: il proprietario deve sopportare
un po di pi se ci che sopporta necessario a produrre ricchezza (interesse generale). In origine la
limitazione delle immissioni era solo un limite alla propriet. Tuttavia questo non pi vero, perch
ora questo limite alla propriet considerato una disciplina di tutela della salute di chi subisce le
immissioni. Cio se anche liniziativa economica fosse superiore alla propriet, la salute
comunque pi importante. Inoltre, considerando questa tutela come tutela della salute, chiunque
(anche diverso dal proprietario, es. inquilino) pu chiedere questa tutela. Se fosse difesa della
propriet, invece, solo il proprietario sarebbe legittimato a chiedere una sentenza. Il giudice pu
quindi chiedere di ridurre le immissioni o addirittura di cessare lattivit che produce le immissioni.
Inoltre c anche il risarcimento del danno per tutte le immissioni precedentemente subite. C
quindi sia il risarcimento che una sorta di tutela inibitoria. Tutto ci ovviamente sempre in ottica di
limitazione del diritto di propriet per tutelare la salute.
2) la priorit delluso (se prima cera chi subisce le immissioni e dopo arriva chi le provoca, o viceversa)
3) avere riguardo della condizione dei luoghi (es. zona industriale o zona abitativa)

PROPRIETA FONDIARIA: di suoli ed edifici. Lestensione orizzontale della propriet fondiaria definita dai
registri di ipoteche. Per lestensione verticale, il proprietario proprietario allinfinito della colonna daria
superiore al suolo e della carota di terra inferiore ad esso. Tuttavia il proprietario non pu fare nulla per
impedire attivit molto lontane (es. un aereo che passa sulla sua colonna daria) che non gli creano
disturbo. Inoltre, tutto ci che vale qualcosa (es. petrolio) nel sottosuolo di propriet pubblica e non del
proprietario, ma di solito fa parte del patrimonio indisponibile dello stato. Tuttavia potrei comunque subire
limposizione di una servit (es. se abito vicino allaeroporto e gli aerei mi passano sopra).
La concreta limitazione di un fondo determinata cartolarmente dagli atti con cui acquisto il fondo. I
confini possono essere comunque segnati in natura o chiusi (es. muro). Se la chiusura non attuata, vi sono
soggetti che possono entrare nel fondo altrui se non recintato (es. cacciatori o pescatori).

Norme sul diritto di propriet sono anche quelle riguardanti la bonifica, i piani regolatori e lo sviluppo
urbanistico dei suoli (anche se la gran parte di queste leggi sono di diritto amministrativo). Esistono anche
norme sulle distanze riguardanti alberi, costruzioni etc. (es. la distanza di pozzi, cisterne, fosse e tubi).
Art. 896 bis regola le distanze degli apiari (alveari) un esempio di limite alla propriet di recente
inserimento nel codice civile.

COME SI ACQUISTA IL DIRITTO DI PROPRIETA?


MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA: esistono acquisti a titolo derivativo e a titolo originario (art. 922
c.c.). Contratti e successioni a causa di morte sono acquisti a titoli derivativo (il diritto esiste gi in capo a un
diverso titolare e chi acquista lo deriva dal proprietario precedente). In questo caso il diritto ha gli stessi
limiti che aveva per il proprietario precedente. Si deriva esattamente il diritto che cera in capo al
precedente titolare. Con lacquisto a titolo originario sorge un nuovo diritto di propriet (pu essere che sul
bene oggetto di diritto prima non ci fosse diritto di propriet, o ce ne fosse uno diverso). I limiti del diritto
precedente si estinguono con esso, quindi il nuovo diritto che sorge non limitato.
I modi di acquisto a titolo ordinario sono tipici, indicati dal legislatore: loccupazione, linvenzione,
laccessione e lusucapione. Gli acquisti a titolo derivativo non sono disciplinati nel libro III (propriet) ma in
altre parti (libro II testamento e successioni, libro IV contratti). Questo articolo ancora una vecchia
impostazione del codice del 65, in cui esistevano solo tre libri. Nel codice del 42 il contratto ha altre
funzioni rispetto allacquisto del diritto di propriet.
Occupazione (art. 923): si parla di cose mobili che non hanno un diritto di propriet preesistente (res nullius
= cose che non sono di nessuno). Invece i beni immobili non potranno mai nel nostro ordinamento essere
res nullius, perch (art. 827) i beni immobili che non sono d propriet di nessuno spettano al patrimonio
dello stato (diventano pubblici). Non possono esserci dei beni immobili di nessuno. Se il proprietario
rinunzia alla propriet di un bene immobile, esso diventa di propriet dello stato. Se rinunzia a un bene
mobile, questo diventa di nessuno. Anche gli atti di rinunzia possono essere non leciti (es. i rifiuti vanno
gettati secondo la raccolta differenziata). CI sono quindi implicazioni negative della propriet (il proprietario
risponde ai danni che il suo bene ha provocato a terzi).
Se io rinunzio a un bene, quel bene pu essere occupato da qualcun altro (occupazione, nasce un nuovo
diritto di propriet). Loccupazione pu riguardare anche gli animali che formano oggetto di caccia o di
pesca. Loccupazione importante perch il modo di acquisto della propriet sulla pesca importante (il
pesce nel mare non di propriet di nessuno, pertanto il settore della pesca di mare si fonda sullacquisto
per occupazione). I pescatori diventano proprietari del pesce attraverso loccupazione.
Laltro acquisto a titolo originario linvenzione (ritrovamento). E lacquisto a titolo originario di cose
smarrite (non abbandonate) che vengono trovate da altri. Inizialmente se trovo una cosa smarrita dovrei
restituirla al proprietario. Se non conosco il proprietario dovrei darlo alla massima autorit (sindaco,
capotreno etc.). Trascorso un anno, se nessuno ha richiesto la cosa, essa viene acquistata a titolo originario
dal ritrovatore (nuovo diritto pineo di propriet). Se il proprietario viene individuato, il ritrovatore ha diritto
a una ricompensa pari al 10%-20% del valore del bene.
Un caso particolare il ritrovamento di un tesoro (qualunque cosa mobile/di pregio nascosta o sotterrata di
cui nessuno pu provare di essere proprietario). Se il tesoro non di interesse storico/artistico/etc. la
propriet per met del ritrovatore e per met del proprietario del fondo.
Un altro modo di acquisto a titolo originario laccessione (specificazione, unione e commistione).
Accedere vuol dire unione di beni/beni che si uniscono. Ci pu essere accessione di bene mobile a
immobile, mobile a mobile e immobile a immobile. Mobile a mobile: unione e commistione (unire due
materiali/cose prima separate -> se possono essere separati la propriet resta separata, altrimenti la
propriet diventa comune; se uno dei due beni ormai inseparabili di valore superiore allaltro il suo
proprietario acquista la totale propriet). Specificazione: acquisto da parte chi lavora un certo bene (es.
orefice) del bene realizzato in conclusione.
Il caso di accessione di immobile a immobile si lega a fenomeni di alluvione/fiume.
Lunica forma di accessione rilevante praticamente laccessione di mobile ad immobile. Costruzioni o
piantagioni su fondo altrui. La propriet viene acquistata in questo caso dal proprietario dei suoli. La regola
pi articolata: se possibile separare chi ha costruito pu chiedere al proprietario del fondo la
separazione del bene mobile dallimmobile. Al proprietario dei materiali da costruzione sar dovuto un
indennizzo. Lo stesso vale per le piantagioni.
Esiste un diritto di superficie che consente di tenere separata la propriet del bene dalle cose che stanno
sopra o sotto. Se manca il diritto di superficie il proprietario del suolo diventa proprietario di tutto ci che
sta sopra e sotto il suolo. La regola che il suolo attrae ledificio (sovrastante e sottostante). Esistono due
ipotesi di accessione invertita (ledificio acquista la propriet del suolo):
1) nel caso di involontario sconfinamento (piccolo) durante la costruzione, il legislatore consente di
acquistare il suolo sottostante alledificio su cui ho sconfinato: dovr pagare unindennit pari al
doppio del valore di mercato.
2) occupazione acquisitiva riguarda il fenomeno delle espropriazioni. Nellinteresse pubblico in quei
casi ledificio sovrastante acquista la propriet del suolo sottostante. Vale comunque lindennit
pari al doppio del valore di mercato.
LEZIONE 12 29/10/15
DIRITTI REALI: sono DIRITTI ASSOLUTI come i DIRITTI DELLA PERSONA, tuttavia loggetto un bene come
COSA. I diritti reali su cose altrui si dividono in quelli di GODIMENTO e DI GARANZIA.

DIRITTI REALI DI GODIMENTO: sono in numero chiuso, tipici, sono solo quelli scritti e disciplinati dal
legislatore. Sono:
- DIRITTO DI SUPERFICIE
- DIRITTO DI ENFITEUSI
- DIRITTO DI USUFRUTTO
- DIRITTO DI USO
- SERVITU PREDIALI
Il proprietario di questi diritti pretende che nessun altro consociato disturbi i vantaggi che gli sono assegnati
dal diritto: si devono astenere dal disturbare il rapporto tra titolare e bene oggetto di diritto.
SEQUELA: i diritti non sono legati a un soggetto, ma al bene. Se il bene circola, il diritto rimane a limitare la
propriet del bene. REALITA: il diritto segue il bene, non sul soggetto ma sulla propriet. Lo stesso vale
per il vantaggio conferito dal diritto (es. la servit si trasmette da acquirente in acquirente).
Se il diritto fosse PERSONALE non si trasmetterebbe. Quindi lo stesso diritto pu trasferirsi o meno a
seconda che sia reale o personale. Se il diritto personale la vicenda si esaurisce tra i titolari interessati.
I diritti reali sono in numero limitato proprio perch siccome non si esauriscono sono poco apprezzati dagli
individui. Per favorire la circolazione dei beni, i privati non possono creare nuovi diritti reali, ma si pu fare
riferimento solo a quelli gi esistenti.

DIRITTO DI SUPERFICIE: art. 952 il diritto di separare la propriet delledificio dalla propriet del suolo
sottostante. Con esso si blocca lacquisto per accessione di bene mobile a immobile. E il diritto di essere
proprietario di un edificio separatamente dalla propriet sottostante e anche in parte. E possibile separare
dalla propriet del suolo anche quella di ci che si costruisce sotto il suolo (es. parcheggio interrato). La
superficie pu essere perpetua ma anche a termine; quando arriva il termine il diritto si estingue, torna a
operare il principio del diritto per accessione e tutto diventa di propriet del proprietario del suolo. La
superficie pu essere costituita per volont o per legge e si estingue o quando arriva il termine o anche per
prescrizione (istituto per il quale un diritto non esercitato per un certo numero di anni si estingue. NB: il
diritto di propriet non si prescrive mai, gli altri diritti reali si prescrivono in 20 anni). Se ledificio crolla, da
quel momento inizia a correre il termine per il diritto di superficie.

ENFITEUSI: diritto di coltivare un fondo, godere del fondo con lobbligo di migliorare il fondo e pagare un
canone periodico al proprietario del fondo. Lenfiteuta gode del fondo e dei suoi frutti. E un istituto antico
la cui funzione si radica in un economia rurale con propriet terriera latifondistica. Non pu durare meno di
20 anni, perch si vuole garantire allenfiteuta di godere dei frutti del proprio lavoro; pu anche essere
perpetua. Ormai molto raro nella pratica, perch nel nostro paese si favorita la coltivazione diretta e di
piccoli fondi. Gli enfiteuti sono inoltre stati favoriti dal fatto di poter acquisire la propriet del fondo a
prezzi molto pi vantaggiosi di quelli di mercato (affrancazione). Di conseguenza a partire dagli anni 50
60 lenfiteusi praticamente scomparsa perch tutti gli enfiteuti hanno affrancato la propriet.

USUFRUTTO: diritto di godere del bene e di fare propri (acquistare) tutti i frutti che il bene pu dare. Il
proprietario non gode di nessuno di quei frutti. In caso di usufrutto si parla di NUDA PROPRIETA, perch la
propriet spogliata della gran parte/tutte le sue qualit vantaggiose. Al proprietario resta la disponibilit
del diritto, che pu essere alienato a un prezzo che sar inversamente proporzionale alla scadenza
dellusufrutto. Se lusufrutto fosse perpetuo la nuda propriet non avrebbe nessun valore (no utilit
economica), infatti lusufrutto NON pu essere perpetuo perch in tal caso diventerebbe la propriet esso
stesso. Lunica differenza tra usufrutto e propriet che il primo si estingue, lunico vantaggio della nuda
propriet che lusufrutto destinato a esaurirsi. Il limite dellusufrutto stabilito dalle parti, ma non pu
mai eccedere 30 anni (se lusufruttuario un ente, perch lente non muore)/la vita del primo usufruttuario
(soggetto a favore del quale stato definito lusufrutto). Non si pu trasmettere per causa di morte.
Lusufrutto molto diffuso nellambito della propriet immobiliare. Pu nascere dalla legge o dalla volont.
Lunico caso di usufrutto legale lusufrutto dei genitori sui beni di propriet dei figli minori. Probabilmente
non nemmeno un diritto soggettivo (a differenza dellusufrutto), perch i genitori non possono godere
liberamente del bene e destinare i frutti come credono, bens sono legalmente obbligati a destinare i frutti
del bene agli interessi della famiglia. In questo caso quindi il potere non negli interessi del titolare -> un
ufficio di diritto privato, non un diritto soggettivo. E quindi diverso dallusufrutto vero e proprio. Quindi
ormai non esistono pi i casi di usufrutto determinati per legge. Pu nascere solo dalla volont (che pu
essere un contratto, un testamento o nasce residualmente dalla cessione della nuda propriet). E un diritto
disponibile: si pu costituire e poi alienare (il termine finale della durata dellusufrutto costituito dalla fine
della vita del primo titolare -> anche se lattuale titolare in vita il diritto si estingue). Un obbligo
fondamentale dellusufruttuario quello di rispettare la destinazione economica del bene (es. non posso
con lusufrutto trasformare unabitazione da uso abitativo a commerciale) -> conseguenza: il diritto si
esaurisce immediatamente. Le imposte di natura ordinaria gravano sullusufruttuario.
Cause di estinzione: se non c un termine, se cade in prescrizione (non uso ventennale del diritto), totale
perimento del bene su cui esiste il diritto di usufrutto (es. edificio crolla), se il nudo proprietario acquista il
diritto di usufrutto sui beni di cui nudo proprietario i due diritti si saldano nella piena propriet (affinch i
due diritti esistano distinti, la titolarit dei diritti devessere diversa). Affinch ci sia questa estinzione, le
due posizioni contrapposte devono riunirsi nello stesso patrimonio, che non detto sia uguale allo stesso
individuo. E frequente che vi siano ipotesi di segregazione patrimoniale, cio una persona ha pi patrimoni
tra loro separati. Se nuda propriet e usufrutto sono in capo alla stessa persona ma collocati in due
patrimoni diversi, non si fondono insieme (no estinzione per riunione di usufrutto e propriet in capo alla
stessa persona). Es. se esiste un fondo patrimoniale dedicato ai frutti della famiglia, esso pu essere
utilizzato a fini segregativi.

USO E ABITAZIONE (1021-1022): godimento e appropriazione dei frutti con il limite, per, dei bisogni del
titolare del diritto e della sua famiglia (uso di un bene). Lo stesso vale per labitazione (abitare una casa). Il
tratto comune la limitazione. Questi sono diritti indisponibili, non possono essere oggetto di autonomia
privata: non possono essere alienati, venduti etc. perch sono diritti che hanno una funzione assistenziale
(come il credito alimentare). Quando un diritto che ha contenuto patrimoniale, economicamente
valutabile ma ha una funzione assistenziale, allora di quel diritto non si pu disporre secondo la volont del
privato. Il legislatore definisce lambito della famiglia (1023).

SERVITU PREDIALI: i pi importanti diritti reali di godimento su beni altrui. 1027: un peso per un fondo
SERVENTE ha il peso - a vantaggio di un altro fondo DOMINANTE ha il vantaggio - (non del proprietario).
I proprietari devono essere diversi, in particolare i due diritti dovrebbero essere in due patrimoni diversi.
Devono sempre riguardare fondi, non persone (non devono essere diritti personali). La servit pu nascere
dalla volont, dalla legge, dalla sentenza, dallatto amministrativo. Si distinguono servit volontarie (nate da
accordi tra proprietari dei fondi) da servit coattive (il proprietario del fondo dominante ottiene per legge il
diritto di servit prediale su un altro fondo). La legge d il DIRITTO a ottenere la servit. Se il proprietario
del fondo servente d il consenso, allora nascer la servit, altrimenti servir una sentenza del giudice.
La servit coattiva laddove la legge prevedere che il proprietario di un certo fondo debba ottenere la
servit su un fondo vicino (es. di passaggio, elettrodotto, scolo etc.). La servit coattiva pu anche essere
costituita dalla pubblica amministrazione, che limita la propriet appesantendola con una servit, per
perseguire linteresse generale. Il costo delle opere necessarie per la servit sono tutte a carico del fondo
dominante. Non necessario (a differenza del diritto romano) che i fondi siano vicini tra loro (anche se la
vicinanza dei fondi pi frequente). Le servit possono essere acquistare per usucapione e nascere per
destinazione del padre di famiglia, nel caso delle servit APPARENTI (i.e. per lesercizio delle quali vi sono
opere visibili e permanenti es. costruzione di una strada per la servit). Lusucapione un modo di
acquisto della propriet attraverso il possesso ininterrotto almeno ventennale del bene. Dopo ventanni la
situazione di fatto diventa diritto di servit. La destinazione del padre di famiglia riguarda sempre le servit
apparenti, i proprietari devono essere diversi e si ha questa costituzione quando un fondo che prima era
unico viene diviso e finisce in capo a due proprietari differenti. Per questo diritto non ci vuole un accordo o
una disposizione testamentaria, ma nasce automaticamente: la separazione della propriet porta
automaticamente al sorgere di un diritto di servit. Non necessario che la divisione dei fondi dipenda da
una successione per causa di morte, es. il proprietario di un terreno intorno alla sua casa potrebbe vendere
il terreno, e il fondo venduto diverrebbe fondo servente. Bisogna che si tratti di servit apparenti, che
hanno opere evidenti per il proprio esercizio (es. non vale per la servit di non sopraelevazione).
Le servit si estinguono quando il proprietario di uno dei due fondi acquista laltro, oppure per volont
(posso pagare il proprietario del fondo dominante perch rinunci alla servit), oppure potrebbe essere a
termine, o il proprietario del fondo dominante potrebbe sgravare il proprietario dellaltro fondo dalla
servit, inoltre possono prescriversi quelle servit per cui c un evidenza e il termine della prescrizione
correr dallultimo esercizio della servit o da quando viene posto in essere un atto che impedisce la
servit, sempre ventennale. Eventualmente, dopo venti anni si estingue la servit.
LEZIONE 13 30/01/2015
Esistono altri istituti che hanno a che fare con i diritti reali.
COMUNIONE: titolarit congiunta di un diritto reale (compropriet). Articoli dal 1100 in poi.
Ognuno tra i comunisti (soggetti di una comunione) pu godere della cosa in misura pari alla quota del
proprio diritto, senza impedire un pari godimento a tutti gli altri comproprietari. La quota la misura
astratta (non si specifica su una parte fisica determinata del bene oggetto del diritto, ma astrattamente
sullintero) del peso del diritto di ognuno dei comunisti. I comunisti possono darsi un regolamento per il
godimento della cosa comune (non obbligatorio), una sorta di accordo che disciplina il godimento della
cosa comune. Se le parti non si danno un regolamento, la regola sar la maggioranza, basata non sul
numero di teste ma dal peso della quota. Sono previste varie maggioranze a seconda della natura degli atti
da compiere (gli atti straordinari richiedono maggioranze maggiori del 50% delle quote). Lalienazione pu
essere fatta solo ad unanimit.
Disporre: fare del proprio diritto oggetto del traffico giuridico. Dellintero diritto possono disporre soltanto
tutti i comunisti, messi insieme. Ogni singolo comunista pu liberamente disporre della propria quota: se
non sono tutti daccordo non si pu vendere la propriet intera del bene, ma io posso vendere la mia quota
individualmente. Lintero pu essere oggetto di disposizione soltanto se tutti sono daccordo.
E possibile un patto di non alienazione, ma con certi limiti temporali e motivazioni rilevanti.
Un comunista pu impegnarsi inoltre, nel caso volesse alienare, ad alienare verso gli altri comunisti prima di
venderlo agli estranei (diritto di prelazione per i comunisti). Questo limite non definito dalla legge, ma
pu essere pattuito dai comunisti. Tutto ci vale per la comunione ordinaria.
Esiste anche la comunione ereditaria, che nasce da una chiamata a uneredit indivisa. Una differenza
importante concerne la disponibilit della quota: nella comunione ereditaria il diritto di prelazione
previsto per legge (sorge automaticamente), qualora gli altri coeredi intendano alienare.
Infine, la comunione deve durare il tempo pi breve possibile. Esistono meccanismi sfavoritivi da parte del
legislatore. Ci dovuto al fatto che il legislatore interessato a favorire la circolazione della ricchezza, ed
un bene in comune circola con pi difficolt (anche se pu circolare). Lo sfavore legislativo si manifesta
nella provvisoriet della comunione, perch ognuno dei comunisti pu pretendere e ottenere in ogni
tempo la divisione dei beni (che coincide con lo scioglimento della comunione e la sostituisce con diritti
specificamente individuali). Questa operazione pu essere contrattuale (devesserci accordo tra i
comunisti); se laccordo non c sufficiente che uno solo dei comunisti (anche solo con una quota infima)
richieda la comunione per ottenerla (attraverso una sentenza). Non detto che il bene sia sempre divisibile
in parti corrispondenti alle quote: ci saranno dei conguagli in denaro (dipende dalla divisibilit in natura
materiale del bene considerato, e deve anche valere che la divisione non abbatta il valore commerciale
del bene). Lo scioglimento della comunione si pu raggiungere anche attraverso contratti non di divisione:
es. compravendita (uno dei soggetti compra la quota dellaltro). Oppure la comunione pu cessare se tutti i
comunisti insieme vendono il bene comune (lacquirente acquista un diritto pieno, e ogni comunista riceve
una parte di denaro corrispondente alla quota). NB: il denaro non mai oggetto di comunione, solo sui
diritti reali c. NB: il denaro non mai oggetto di comunione, solo sui diritti reali c.

Esistono anche contratti di divisione con regole diverse rispetto agli altri tipi di contratti. Ad esempio la
rescissione, che segue regole diverse tra i contratti normali e il contratto divisorio. Di solito si guarda al fine
dello scopo (es. funzione divisoria) e non alla struttura del contratto.

Un altro sottotipo di comunione la comunione legale tra i coniugi: se i coniugi non fanno nulla, il regime tra
loro la comunione legale, cio tutti i diritti reali che verranno acquistati dai coniugi durante il matrimonio
saranno in comune tra i coniugi. La quota non disponibile, cio non si pu alienare. La comunione legale
non pu essere sciolta per volont di uno solo dei coniugi, bens si scioglie per casi definiti dalla legge o se
entrambi i coniugi sono daccordo. La comunione tra i coniugi sempre alla pari: 50% a uno e 50% allaltro.
Ogni atto di straordinaria amministrazione sui beni comuni devessere compiuto da entrambi.
Un altro tipo di comunione il condominio degli edifici, che un misto su un edificio di parti comuni e parti
in propriet esclusiva. La propriet delle parti comuni comune. In questo caso non ci pu essere divisione,
perch le parti comuni non possono essere divise. Uneccezione se il proprietario unico. Esistono altre
regole per la conduzione del condominio (impongono regolamenti di condominio, la presenza di un
amministratore etc.). Il condominio ha una sua specifica disciplina.

POSSESSO: il possesso non un diritto reale, anzi non nemmeno un diritto. E una situazione di fatto. Una
delle poche situazioni di fatto in presenza della quale il legislatore fa s che si producano rilevanti conseguenze
giuridiche. Il possesso non la propriet. Il possesso assomiglia a un diritto reale. E la situazione di fatto che
c quando un certo soggetto rispetto a un determinato bene si comporta come se su quel bene avesse un
diritto reale (sembra che ci sia: corpus elemento esteriore) e ha anche lelemento psicologico interno
(animus) di tenere quel bene e considerare come se ci fosse un diritto reale su di esso.
Non detto che quando c il possesso non ci sia la propriet. Esistono tutele per il possesso (azioni
possessorie) che sono pi facili e veloci delle azioni petitorie (difendono la propriet). A volte non conviene
agire come proprietario, ma come possessore. Pu capitare che propriet e possesso siano divisi (es. se vendo
un bene ma il contratto nullo e le parti non lo sanno). Uno degli effetti del possesso la possibilit di
acquistare il diritto di propriet attraverso il possesso (usucapione).
La detenzione esteriore del bene la condizione materiale che caratterizza il possesso. Perch ci sia possesso
deve per esserci lanimus relativo a un diritto reale (se io so di non essere il proprietario di non avere un
diritto reale non ho lanimus corrispondente a un diritto reale ma a un diritto personale di godimento). La
detenzione che non vivificata dallanimus corrispondente a un diritto reale rimane detenzione e non diventa
possesso.
Il possesso ha due tipi di vantaggi: le azioni a difesa del possesso, tra cui lazione di spoglio (per reagire alla
privazione del possesso), e lazione di manutenzione (per reagire a molestie del possesso). Convengono pi
delle azioni a difesa della propriet, che sono pi complesse e meno rapide. Per le possessorie basta la
situazione di fatto (levidenza che io fossi possessore). Si agisce in tutela del possesso, non del diritto a cui il
possesso fa riferimento.
Il secondo vantaggio la possibilit di acquistare il diritto attraverso il possesso (usucapione). Serve a chi non
proprietario del bene, ma anche al proprietario in certi casi (perch la propriet devessere provata).
Tuttavia grazie allusucapione, se ho avuto il possesso del bene (es. immobile) per 20 anni avr acquistato
anche la propriet. Altrimenti servirebbe una catena infinita di dimostrazioni della propriet del diritto.
Il possesso si pu acquistare a titolo originario o a titolo derivativo. A titolo originario se prendo un certo
bene e comincio a usarlo come se fossi il proprietario. Lacquisto del possesso a titolo derivativo segue a volte
il processo di trasmissione della propriet, ma altre volte no. Ad esempio avviene quando ricevo un bene
credendo di averne ricevuta la propriet (anche se in realt ci non successo). NB: ai fini dellusucapione il
numero di anni di possesso dei diversi proprietari si somma.
Il possesso si pu acquistare senza che passi la detenzione (mutando lanimus). Es. se io compro
lappartamento di cui ero gi inquilino cambia lanimus e io divento il possessore.
Pu anche capitare che il possesso venga perso senza bisogno che passi la detenzione.
E possibile un possesso anche solo animus (il possessore chi ha lanimus del diritto reale), senza detenzione.
Se detenzione e animus sono scollegati, il possesso in capo a chi ha lanimus.
Il possesso pu essere di malafede o di buona fede: buona fede se non so che possedendo sto ledendo un
diritto altrui; malafede se so che possedendo sto ledendo il diritto altrui.
Il possesso pu anche essere violento e clandestino: acquistato con la forza e/o in segretezza. In questo caso
non applicabile lusucapione. Non si deve guardare solo al momento in cui si acquistato il possesso, se chi
ha acquistato il possesso smette di comportarsi in modo violento e/o clandestino.
USUCAPIONE: il termine dellusucapione pu a volte abbreviarsi a 10, 5 anni invece dei 20. Oltre al possesso
serve la buona fede (abbreviata) e ulteriori requisiti a seconda della categoria del bene. Si parla di usucapione
solo quando per acquistare il diritto ci vuole del tempo.
Unipotesi simile allusucapione ma che non uguale ad esso quella dellart. 1153: POSSESSO VALE TITOLO:
possibile che si diventi proprietari di un bene acquistando da chi non era proprietario di quel bene.
Acquistando il possesso da chi non anche proprietario, lacquirente diventa proprietario, a titolo originario
attraverso il possesso. Requisiti: acquisto del possesso, bene mobile non registrato, buona fede
dellacquirente e contratto idoneo alla compravendita (astrattamente). In questo caso anche se lindividuo
da chi compro non era il proprietario, divento io il proprietario. Il diritto di propriet del proprietario
precedente si estingue. Anche questa regola dovuta alla necessit di favorire il traffico di beni. Non si applica
per i beni immobili e mobili registrati (esistono registri di propriet). Se lacquirente in buona fede e valgono
gli altri requisiti, tanto basta affinch egli acquisti la propriet. Non usucapione perch non deve passare
tempo: la propriet acquistata contemporaneamente al possesso.

IPOTESI DI USUCAPIONE: esistono casi in cui abbreviata. Possesso decennale + buona fede + bene mobile
= usucapione abbreviata. E diverso dal 1153 perch manca il titolo astrattamente idoneo. Se manca la buona
fede serviranno 20 anni. Mobili registrati + buona fede + titolo idoneo = 3 anni (acquistati da chi non era il
proprietario; bisogna inoltre registrare lacquisto). Beni immobili + 10 anni + buona fede + titolo
astrattamente idoneo a trasferire la propriet + trascrizione dellatto di acquisto = usucapione abbreviata (se
il contratto nullo, non opera questa fattispecie perch il contratto non idoneo; questa ipotesi vale ad es.
se io acquisto una casa con un contratto valido da qualcuno che lha a sua volta acquistata attraverso un
contratto nullo). Con lusucapione i pesi/limiti sul bene spariscono, perch io non acquisto il vecchio diritto,
ma un nuovo diritto di propriet. Lusucapione dovr quasi sempre essere dichiarata: un acquisto di fatto.
E necessario infatti dimostrare di essere proprietario (ad esempio in caso di alienazione). Bisogna ottenere
una sentenza dichiarativa. Non la sentenza che genera lusucapione, ma il fatto di possedere. La sentenza
solo una dimostrazione dellacquisizione del diritto di propriet.
LEZIONE 14 05/11/2015
Lobbligazione si lega con il pi rilevante diritto RELATIVO, il diritto di CREDITO. Diritto relativo quello che
presuppone un rapporto tra soggetti determinati. Quando il diritto di credito il rapporto si dice rapporto
obbligatorio (obbligazione). E il rapporto tra creditore e debitore. La disciplina delle obbligazioni nel libro
IV del C.C., che il pi rilevante nella prospettiva del diritto civile. Prima disciplina lobbligazione, dopo il
contratto, perch il contratto viene considerato come una delle possibili fonti dellobbligazione. Larticolo di
apertura del libro IV indica le fonti delle obbligazioni (art. 1173). Un rapporto obbligatorio nasce per
soddisfare lesigenza del creditore, che avviene attraverso ladempimento (suo opposto: inadempimento).
Esistono modi di estinzione differenti da adempimento e inadempimento disciplinati dal legislatore.
Unobbligazione nasce per estinguersi, perch solo attraverso lestinzione si soddisfa linteresse del titolare
(diverso dalla propriet che perpetua). Il rapporto obbligatorio pu conoscere vicende estintive e
modificative (prima dellestinzione dellobbligazione). Le vicende modificative sono disciplinate dopo perch
sono casi particolari. Sono inoltre disciplinate alcune specie di obbligazioni specifiche, es. obbligazioni
pecuniarie.
Disposizioni preliminari: 1173/74/75 -> nessuno definisce lobbligazione (no definizione normativa, essa
ricostruita dalla dottrina ed accettata in giurisprudenza).
Il 1173 elenca le fonti idonee a far nascere rapporti obbligatori: contratto, fatto illecito, ogni altro atto o fatto
idoneo a produrle in conformit allordinamento giuridico (tripartizione delle fonti). Lultima categoria indica
che il legislatore possa far nascere obbligazioni da qualsiasi fatto voglia, purch sia previsto dalla disciplina.
Atti come il matrimonio o il testamento possono essere fonti di obbligazione. Anche il contratto genera
unobbligazione. Fatto illecito quello che obbliga a risarcire il danno causato ingiustamente ad altri. Anche
se manca la definizione di obbligazione, c la definizione di prestazione (che entra nella def. di obbl.).
Lobbligazione un rapporto regolato dal diritto oggettivo che da a un soggetto (creditore) il potere di
pretendere ladempimento di una prestazione e impone a un altro soggetto (debitore) lobbligo di compierla.
Art. 1174 definisce la prestazione, che loggetto dellobbligazione; i suoi caratteri sono ivi indicati:
misurabile economicamente e idonea a soddisfare linteresse del creditore.
Creditore: chi pu pretendere. Debitore: chi obbligato a eseguire. Rapporto: obbligatorio, che lega creditore
e debitore. Il creditore pu solo pretendere ladempimento, ma non ha un potere proprio di soddisfare i
propri interessi. Se il debitore non adempie, linteresse del creditore resta insoddisfatto (questa la
differenza rispetto al diritto potestativo, che d il potere di imporre e soddisfare autonomamente il proprio
interesse). La soddisfazione dellinteresse del creditore necessita della collaborazione del debitore.
Non solo il contratto fonte dellobbligazione, inoltre esso pu produrre effetti anche differenti dal generare
obbligazioni (non la sola fonte delle obbl. e dal contratto non nascono solo obblig.) I contratti a effetti
meramente obbligatori fanno solo nascere obbligazioni, i contratti a effetti traslativi (contratti reali) oltre
allobbligazione producono effetti traslativi (trasferimento di diritti preesistenti es. compravendita).
Importante non confondere obbligazione e contratto, perch il contratto la fonte dellobbligazione.
Contratto pu significare:
1) atto contrattuale: accordo tra due o pi parti che pu essere la fonte dellobbligazione.
2) rapporto contrattuale: legame tra le parti del contratto. In questo caso la distinzione
dallobbligazione pi sottile, perch anche lobbligazione un rapporto. La differenza sta nel fatto
che il rapporto contrattuale pi complesso di quello obbligatorio (e pu contenere numerose
obbligazioni). Il contratto quindi un rapporto pi grande che comprende in s uno o pi contratti
obbligatori.
Dallillecito nasce sempre e solo unobbligazione risarcitoria per il danno provocato, che quasi sempre
unobbligazione pecuniaria (in denaro). Esiste anche il risarcimento in forma specifica, nel qual caso potrebbe
non essere di natura pecuniaria.
La tripartizione delle obbligazioni le divide in obbligazioni di dare, fare e non fare, ma possono essere
ulteriormente suddivise: dare (cose generiche esistenti in numero molto ampio e uguali tra loro - o cose
specifiche). Questa classificazione non disciplinata specificamente da un unico articolo, ma si ricava dalla
diverse regole date dal legislatore. Se devono essere date cose specifiche e esse non vengono consegnate, il
creditore pu chiedere allautorit giudiziaria la consegna forzata.
Lart. 1178 indica che quando unobbligazione riguarda beni generici, esse non devono essere di qualit
minore del normale.
Lobbligazione di fare pu essere fungibile (pu essere eseguita da qualcun altro) o infungibile (pu essere
convenientemente eseguita soltanto dal debitore e da nessun altro).
Esistono obbligazioni di non fare (negative) distinte tra quelle riguardanti attivit materiali e quelle
riguardanti prestazioni non materiali. Lobbligazione di non fare materiale oltre al risarcimento implica la
eliminazione dellelemento materiale realizzato andando contro lobbligazione. Tra le obbligazioni di non fare
riguardanti attivit non materiali ricordiamo il patto di non concorrenza. Il 2933 tuttavia riferito solo alle
obbligazioni di non fare materiali, perch le attivit non materiali non possono essere distrutte una volta
fatte.
I requisiti della prestazione diventano anche i requisiti dellobbligazione. Essi sono: valutabilit economica
delloggetto dellobbligazione; attitudine della stessa a soddisfare linteresse del creditore (che pu essere
anche non patrimoniale). Se non c valutabilit economica non si parla di obbligazione ( un requisito
essenziale). In tal caso si parla di obbligo (che non legato al diritto di credito). Ragioni storiche del requisito
di valutabilit economica:
1) dalla patrimonialit della prestazione deriva la patrimonialit del danno di inadempimento: oggi non
pi cos. Dallinadempimento di una prestazione che ha il connotato della patrimonialit (=
valutabilit economica) possono derivare conseguenze non patrimoniali (non economiche). Pu
esistere quindi un danno non patrimoniale, cio non oggettivamente valutabile economicamente.
Inoltre un danno di natura patrimoniale pu essere provocato da un evento non patrimoniale. I
pregiudizi non patrimoniali sono comunque risarcibili. La regola generale (2059) fa riferimento
allillecito civile ma applicabile anche allinadempimento di obbligazioni. Inoltre sbagliato far
coincidere la tutela giuridica con il risarcimento del danno: esistono anche altre tutele non risarcitorie
che colpiscono il mancato rispetto di unobbligazione. Quindi la patrimonialit un requisito
superato ma ancora richiesto dalla legge. Si passa in dottrina dalla patrimonialit oggettiva alla
patrimonialit soggettiva. Prima si sosteneva che ci fosse patrimonialit solo in presenza di criteri
oggettivi, poi si parla di patrimonialit anche in presenza di criteri soggettivi di valutazione
economica. Quindi obbligazione tutto ci che le parti vogliono sia obbligazione, a cui esse danno
valore economico, entro il limite delle condotte indisponibili, per le quali non si pu convenire un
corrispettivo economico, che necessariamente resteranno non patrimoniali perch non possono
essere valorizzate soggettivamente.
2) La patrimonialit per essere idonea deve soddisfare un interesse del creditore: non valido questo
ragionamento, se non in un caso specificamente consentito: 1256 (impossibilit temporanea della
prestazione) lobbligazione si estingue perch il creditore non ha pi interesse alla prestazione,
dopo che essa diventata impossibile per molto tempo e quindi una volta tornata possibile non serve
pi al creditore. Questo non vale in generale: il debitore non pu non adempiere perch la
prestazione non serve; linteresse del creditore rilevante nel senso che al creditore fanno capo pi
prestazioni orientate alla realizzazione di un interesse ultimo (quindi se la prestazione di per s
finalizzata a un interesse pi ampio, il debitore non pu non adempiere perch manca lutilit
immediata). SI d rilevanza solo allinteresse ultimo quando vi sia una catena di prestazioni finalizzate
a realizzarlo. Se anche solo alcune delle obbligazioni sono inadempiute, si considera totale
linadempimento.
3) art. 1175 anche il diritto di credito ha una componente negativa. Debitore e creditore devono
comportarsi secondo correttezza. Per il creditore un obbligo che si attacca al diritto -> buona fede
oggettiva (che in realt un obbligo generale dei rapporti tra i privati). Un esempio di scorrettezza
da parte del creditore riguarda il processo di esecuzione del decreto ingiuntivo: il creditore
insoddisfatto per vendicarsi chiedeva pi decreti ingiuntivi per far pagare pi volte i costi fissi
dellesecuzione. Questa condotta ormai illegittima perch viola il 1174, sleale e scorretta.
LEZIONE 15 06/11/15
Linteresse del creditore la ragione stessa per cui il legislatore definisce lobbligazione. Non c una
definizione di adempimento, ma solo le regole su di esso.
Una definizione normativa di adempimento ricavabile da una norma in materia di inadempimento (art.
1218): la non esatta esecuzione della prestazione dovuta la definizione di inadempimento, quindi il suo
contrario definisce ladempimento, cio lesatta esecuzione della prestazione dovuta. Per avere
adempimento non basta eseguire parzialmente la prestazione, bens il debitore deve eseguirla esattamente
sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Linadempimento pu essere dovuto alla totale o parziale
mancanza di quanto dovuto, oppure a un ritardo, quindi ladempimento fare tutto ci che si deve, quando
si deve.
Ogni prestazione che non sia qualitativamente/quantitativamente diversa da quella dovuta pu essere
rifiutata dal creditore -> esistono parametri per stabilire come devessere la prestazione.
Ladempimento ha tre effetti fondamentali:
1) estinguere il rapporto obbligatorio: ladempimento la prima tra le vicende estintive del rapporto
obbligatorio, una volta che linteresse soddisfatto non ha senso il permanere di una relazione tra
debitore e creditore;
2) soddisfazione dellinteresse del creditore;
3) liberazione del debitore.
In alcune ipotesi particolari di adempimento, alcuni di questi effetti possono mancare (es. se non liberano il
debitore/non soddisfano linteresse del creditore).
Parametri per valutare lesattezza delladempimento:
1) il debitore deve assolvere allobbligazione con il comportamento del buon padre di famiglia (i.e. il
comportamento delluomo medio). Il debitore che non adempie esattamente alla prestazione dovuta
deve risarcire il danno, a meno che non riesca a dimostrare che la impossibilit della prestazione
dovuta (per fatti esterni impossibilit oggettiva e assoluta). Per cui il 1176 ha portata limitata, a
favore del 1218.
2) lesattezza delladempimento va valutata in base alla tipologia di prestazione;
3) ritardare ladempimento lo rende inesatto, dando spazio ad un possibile risarcimento del danno. Il
momento delladempimento si dice termine (quando la prestazione esigibile/eseguibile).
Disciplinato a partire dal 1183; se non determinato il tempo, il termine devessere fissato dalle
parti. Queste norme sono suppletive, valgono se le parti del rapporto obbligatorio hanno scelto di
stabilire determinate regole per il contratto obbligatorio. Se il tempo non determinato, la
prestazione pu essere pretesa immediatamente dal creditore. In molti casi questa regola
impossibile da applicare perch molte prestazioni richiedono una preparazione da parte del debitore.
In mancanza di accordo tra le parti, in questi casi il termine fissato dal giudice. Anche il debitore
pu chiedere al giudice di fissare un termine per potersi liberare dallobbligazione. Il termine pu
essere inteso a favore del creditore, del debitore o di entrambi. Se non detto, si presume che sia a
favore del debitore (ipotesi pi ricorrente). Termine a favore del debitore significa che fino al
momento stabilito nel termine la prestazione inesigibile (il creditore non pu richiederla). Se il
termine a favore del creditore, si dice che la prestazione prima del termine ineseguibile (il
debitore non pu eseguirla prima del termine); in questo caso, il creditore pu stabilire il termine a
proprio favore. Il termine a favore del creditore tipico del settore finanziario, dove le scadenze sono
rilevanti ai fini di gestione della liquidit. Il termine pu essere a favore di entrambi (fino al termine
la prestazione sia inesigibile che ineseguibile). E stabilito che il primo giorno del contratto non si
calcola nel termine, lultimo giorno incluso. Lunit di misura per fissare il termine il giorno.
4) E importante anche il luogo delladempimento (1182), che indica dove devessere adempiuta
lobbligazione. Il luogo devessere fissato dallaccordo tra le parti o si pu desumere da altri parametri
(come la natura della prestazione). Esistono regole suppletive che permettono sempre di
determinare qual il luogo delladempimento, che cambiano a seconda del contenuto della
prestazione. Lobbligazione di dare una cosa certa e determinata devessere adempiuta nel luogo in
cui la cosa si trova quando lobbligazione sorta. In termini di risarcimento, esso obbligatorio a
meno di impossibilit oggettiva di eseguire la prestazione. Lobbligazione avente per oggetto una
somma di denaro devessere adempiuta al domicilio che il creditore ha alla data di scadenza. Le
obbligazioni che si adempiono al domicilio del creditore si chiamano obbligazioni portabili (il debitore
deve portare ladempimento al domicilio del creditore). La regola pi generale per tutti gli altri casi
che ladempimento avvenga nel domicilio del debitore al tempo della scadenza. Per domicilio si
intende la sede principale degli affari e degli interessi della persona giuridica.

Pu la prestazione essere eseguita da un terzo diverso dal debitore?


Art. 1180: lobbligazione pu essere adempiuta anche da un terzo, senza che il creditore possa rifiutarlo.
Soffre due eccezioni: una laccordo tra debitore e creditore perch il terzo non possa adempiere
allobbligazione altrui. Laltra eccezione avviene quando vi un interesse del creditore affinch il debitore
esegua personalmente la prestazione: linteresse rilevante del creditore a rifiutare si lega alle prestazioni di
fare infungibile, nel qual caso evidente linteresse che adempia uno specifico individuo debitore.
Emerge quindi che la sola volont del debitore non mai utile a evitare che sia il terzo a pagare al suo posto.
Il debitore potrebbe non volere che un terzo adempia al suo posto, perch il pagamento del terzo il
presupposto di un altro istituto, la SURROGAZIONE PER VOLONTA DEL CREDITORE: il creditore che riceve
ladempimento da un soggetto terzo, si sostituisce come creditore rispetto al debitore originario.
Ladempimento del terzo pi la surrogazione per volont del creditore genera una sostituzione del creditore:
successione nel diritto di credito. Il debitore non pu difendersi da questa situazione, non protetto
dallordinamento ed tenuto a eseguire la prestazione. In questo caso linteresse del debitore legato al
fatto che in caso di inadempimento esistono diverse procedure pi o meno afflittive, che quindi possono
essere pi o meno dannose per il debitore. Quindi linteresse del debitore ci pu essere ma non ha protezione
giuridica, perch per il legislatore importante che egli faccia ci che deve. Tuttavia non necessariamente
pagamento del terzo e surrogazione avvengono entrambi (es. liberalit); per la surrogazione tuttavia
necessario il pagamento del terzo. Questo uno dei casi particolari in cui mancano alcuni degli effetti
delladempimento (il rapporto obbligatorio non si estingue e il debitore non liberato).

Si pu adempiere nelle mani non di un creditore ma di un altro?


Art. 1188, 1189: ladempimento pu essere eseguito verso il creditore o il suo rappresentante. Pu anche
essere che il creditore abbia indicato per il pagamento un soggetto diverso da s senza conferire un potere
di rappresentanza.
NB. Giuridicamente pagamento e adempimento sono sinonimi (il pagamento non solo in denaro).
Il soggetto che deve ricevere il pagamento dal debitore (diverso dal creditore) pu essere stabilito dal giudice.
Quindi il debitore paga bene un soggetto diverso dal creditore secondo lordine stabilito dal giudice. Inoltre,
il pagamento verso un soggetto non legittimato a ricevere il pagamento libera il debitore se il creditore lo
ratifica o se ne ha comunque approfittato. Se non sussiste questa ipotesi, il debitore potrebbe dover
adempiere nuovamente.
Nel caso particolare (1189 pagamento a creditore apparente) in cui chi paga in buona fede e chi sembra
legittimato a ricevere il pagamento (anche se non lo ) lo oggettivamente (creditore apparente), il debitore
liberato dallobbligo anche se il creditore non lo ratifica e non ne ha approfittato. Questa situazione capita
in caso di truffe. In questo caso c la liberazione del debitore, lestinzione del rapporto obbligatorio ma non
la soddisfazione del creditore.
Se il debitore paga in un momento di incapacit ha pagato bene. Ladempimento un obbligo e quindi se
eseguito in condizione di incapacit comunque valido.
Esiste il contratto preliminare da cui nasce lobbligazione di concludere un altro contratto detto definitivo.
In questo caso adempiere lobbligazione significa concludere un contratto, ma in questo caso particolare
ladempimento anche un atto di volont. Se ladempimento anche momento volitivo (in cui conta la
capacit di intendere e di volere) allora la regola precedente non vale pi e serve che il debitore sia capace
di decidere.
Se il pagamento del debitore avviene al creditore incapace, esso normalmente non libera il debitore e non
estingue il rapporto (art. 1190). Il debitore non liberato a meno che non riesca a dimostrare che nonostante
lincapacit, il creditore che ha ricevuto il pagamento labbia utilizzato coscientemente. Se il debitore non
riesce a fornire la prova, dovr pagare nuovamente, al rappresentante del creditore incapace di agire. Se
lincapacit soltanto naturale, il debitore si asterr dal pagare prima che il creditore abbia recuperato la
capacit di intendere e di volere.

Quietanza: la ricevuta. Essa una dichiarazione da parte del creditore di avere ricevuto una determinata
prestazione da parte del debitore. Il debitore ha sempre il diritto a ricevere la quietanza, ma non ha mai il
diritto che nella quietanza sia inclusa lestinzione del rapporto obbligatorio, n la soddisfazione del creditore.
Questo perch lestinzione del rapporto obbligatorio determinata automaticamente dalla legge una volta
che ladempimento esatto stato effettuato.
LEZIONE 16 13/11/15
art. 1218 inadempimento: la mancanza della esatta esecuzione della prestazione. Quindi anche una
parziale o inesatta esecuzione della prestazione implica inadempimento. La conseguenza
dellinadempimento il risarcimento del danno. C il diritto per il creditore di ottenere il risarcimento,
obbligo per il debitore di risarcire. Questa la conseguenza sempre possibile (pi generale) per
linadempimento. Altre ipotesi possono affiancarsi al risarcimento del danno: gli art. da 2930 a 2933
prevedono, oltre al risarcimento, anche il risarcimento forzato. Si parla in questi casi di esecuzione forzata in
forma specifica. Il debitore viene forzato ad adempiere, attraverso una sentenza del giudice che produce gli
stessi effetti di quelladempimento. Queste ipotesi sono ulteriori e diverse dal risarcimento del danno e lo
accompagnano. Tuttavia ottenere ladempimento attraverso una sentenza del giudice implica maggiori costi.
Abbiamo lesecuzione forzata in forma specifica per le obbligazioni: . Se lobbligazione nasce da un
contratto a prestazioni corrispettive (entrambe le parti sopportano un sacrificio), un rimedio per
linadempimento pu essere lo scioglimento del rapporto contrattuale. Questo tipo di rimedi non ha
carattere generale, ma vale per specifici tipi di contratto. Quindi il debitore pu essere tenuto/costretto ad
altri rimedi. Il risarcimento del danno il pi generale rimedio di natura privatistica, anche per fatti che non
riguardino contratti e rapporti obbligatori. Nel caso di unobbligazione il creditore patisce un pregiudizio a
causa di una condotta illegittima (inadempimento) del debitore. Quando manca ladempimento il debitore
pu evitare la sanzione, ma deve dimostrare che ladempimento mancato perch era impossibile
adempiere e che limpossibilit non dipesa da una causa imputabile al debitore (cio non stata colpa sua).
Di fronte alla mancanza di adempimento abbiamo due conseguenze:
1) inadempimento -> risarcimento del danno
2) impossibilit oggettiva
Tuttavia c presunzione di legge per la prima: dove manca ladempimento si presume che vi sia
inadempimento. Quindi il debitore che deve provare limpossibilit oggettiva. Limpossibilit deve avere
certi caratteri per essere oggettiva: devessere assoluta (nessun altro sarebbe stato in grado di adempiere,
nessuno sforzo lavrebbe reso possibile). Ci dovrebbe essere una circostanza indicibile e imprevedibile: come
un ordine del legislatore che impedisce ladempimento. La circostanza dovrebbe quindi impedire a chiunque
di adempiere allobbligazione. Il 1176 quindi perde valore per il fatto di dover provare limpossibilit oggettiva
dellinadempimento, tuttavia riprende importanza per le obbligazioni di mezzi. Quelle precedenti erano
obbligazioni di risultato (il debitore deve un certo risultato/esito al creditore). Nellobbligazione di mezzi il
debitore deve un impegno, pi che un risultato. Un esempio la prestazione dellavvocato (non deve essere
debitore al cliente della vittoria della causa, ma di tutelarlo al meglio). Lo stesso vale per la prestazione del
medico. Quindi se la prestazione dovuta limpegno del debitore, la misura di tale impegno si individua con
lart. 1176 (diligenza del buon padre di famiglia). Se stato diligente non potr comunque essere ritenuto
responsabile. Quando lobbligazione di mezzi c maggiore rilievo del 1176 e il 1218 meno stringente,
perch il debitore deve solo un impegno/condotta ma non un risultato.
Il ritardo, in termini giuridici, diventa rilevante quando si pu definire mora. Il ritardo che porta al
risarcimento del danno e alle altre conseguenza detto mora del debitore. Perch il ritardo possa essere
qualificato come mora ci vuole un atto del creditore che costituisce in mora il debitore (in generale). Il
creditore deve intimare al debitore di adempiere per iscritto. Ovviamente il termine a favore del debitore
quello rilevante per costituire in moda il debitore. Il solo ritardo, non mora, non porter agli effetti di
questultima. Esistono anche casi di mora automatica, cio per cui non necessario latto di costituzione in
mora: debito derivante da fatto illecito (non da inadempimento, ma da responsabilit extracontrattuale).
Secondo caso quando il debitore comunica al creditore che non vuole adempiere per iscritto. Il terzo caso
quando la prestazione devessere eseguita al domicilio del creditore (obbligazione portabile, in cui rientrano
tutte le obbligazioni pecuniarie).
Gli effetti del ritardo quando diventa mora si dividono in due gruppi: effetti sul rischio e sul risarcimento del
danno.
Mora del creditore: regole di carattere processuale. Esistono due circostanze: il debitore offre la prestazione
in modo non formale, ma il creditore la rifiuta. Questa prestazione semplice soddisfa linteresse del debitore
a non essere in mora. C anche lofferta formale che serve a costituire in mora il creditore, che significa
fare/dare ci che si doveva e se il creditore non vuole accettare la prestazione, allora il debitore pu liberarsi
dal vincolo. Questo interesse del debitore maggiore: linteresse a liberarsi dalla prestazione. Questo serve
a impedire al creditore di tenere il debitore vincolato non accettando la prestazione.
Lofferta non formale soddisfa linteresse del debitore a non essere egli stesso in mora, cio non patire le
conseguenze della mora.
Non da nessuna parte linteresse del debitore a eseguire concretamente la prestazione: non si pu
costringere il creditore a ricevere una prestazione che non vuole ricevere. Ci sono alcune particolari
prestazioni per le quali anche il debitore ha interesse ad adempiere (es. attore che vuole diventare popolare
adempiendo allobbligazione di recitare; calciatore che non viene fatto giocare). Questo interesse del
debitore non tutelato dallordinamento, ma pu essere tutelata da un accordo tra creditore e debitore
attraverso contratti che stabiliscono che il creditore obbligato a accettare la prestazione. Linteresse del
debitore a eseguire la prestazione pu essere trasformato in diritto ma solo se c un accordo tra le parti.
Effetti della mora:
1) sul rischio: lessere in ritardo rende per il debitore ancora pi difficile in caso di mancato
adempimento dimostrando che quellinadempimento impossibilit oggettiva. Neanche il fatto che
la prestazione sia divenuta impossibile lo libera. Il ragionamento del legislatore se tu fossi stato
puntuale, limpossibilit non si sarebbe verificata, quindi limpossibilit imputata a una negligenza
del debitore (ritardo).
2) sul risarcimento: art. 1224 le regole in materia di risarcimento sono le stesse sia se il danno deriva
da inadempimento definitivo, sia se deriva da ritardo, salvo per una particolare ipotesi (obbligazione
pecuniaria). Nelle obbligazioni pecuniarie, se c ritardo nel pagamento (la mora automatica perch
sono portabili), dal giorno del ritardo si calcola automaticamente linteresse legale, senza che il
creditore abbia bisogno di dimostrare di aver subito un danno dallinadempimento. Per non rischiare
di non poter provare il danno o di avere una quantificazione arbitraria da parte del giudice, si dispone
che se c ritardo il debitore dovr automaticamente gli interessi al tasso legale.
Art. 1223: regole non cos favorevoli al creditore insoddisfatto, perch ha lonere della prova sia dellesistenza
del danno che dellammontare di tale danno. Inoltre, i danni risarcibili non sono tutti quelli conseguenti
allinadempimento. Potrebbero essere provocati danni a caduta dallinadempimento che si allontanano dalla
catena causale e probabilmente non saranno risarciti. Danni: perdita subita, guadagno mancato, danni alla
reputazione. Tutti i guadagni mancati dovuti al danno per la reputazione non sono conseguenza immediata
e diretta dellinadempimento e non potr essere risarcito ai sensi del 1224. Quindi il creditore non cos
tutelato di fronte allinadempimento.
Esistono ipotesi a partire dal 1225 che riguardano la disciplina del risarcimento del danno: leventuale danno
imprevedibile subito dal creditore non tutelato e non oggetto di risarcimento. Se linadempimento
doloso (il debitore non adempie volontariamente) allora questo limite sparisce. Tuttavia, se linadempimento
soltanto colposo allora il creditore non avr diritto ai danni imprevedibili dovuti allinadempimento.
LEZIONE 17 19/11/15
Nella responsabilit extra-contrattuale il danneggiato deve provare la colpa/dolo del danneggiante.
E differente anche la prescrizione: la responsabilit extra-contrattuale si prescrive in 5 anni, quella
contrattuale in 10 anni.
Molte norme riguardanti la responsabilit contrattuale sono applicabili a quella extra-contrattuale.
Il 1225 non si applica alla responsabilit extra-contrattuale (non si hanno limitazioni del risarcimento).
Responsabilit contrattuale e da inadempimento hanno il medesimo significato.
Ci sono articoli in materia di risarcimento del danno che si applicano anche alla responsabil. 1226: il
danneggiato (sia contrattuale che extra) in grado di mostrare di aver subito il danno ma non di quantificarlo.
Per evitare che non ci sia risarcimento, il giudice, con liquidazione equitativa, determina lammontare del
danno e del risarcimento. Non esistono parametri oggettivi per quantificare, quindi sar larbitrio del giudice
a determinare lammontare del danno. A seconda della finalit perseguita dal giudice limporto del
risarcimento pu variare notevolmente.
1227: se parte o tutto il danno dovuto a una colpa del creditore, quella parte o lintero danno non verr
risarcito dal debitore. Questa norma si applica anche a situazioni extra-contrattuali. In alcuni ambiti il
concorso di colpa presunto per legge (es. incidente dauto).
1228: chiunque sia preposto a chi materialmente esegue la prestazione a favore del creditore responsabile
della cattiva azione dei propri dipendenti.
1229: non si pu limitare la responsabilit del debitore per dolo (volontariamente) o colpa grave, ma al
contrario si pu limitare per colpa lieve. Questa regola non vale quando si tratti di un rapporto tra
professionista e consumatore, perch sarebbe sfavorevole al consumatore e favorevole al professionista.

Il creditore, di fronte allinadempimento, potr applicare specifici rimedi ed ottenere il risarcimento del
danno. Tuttavia questi rimedi non valgono sempre (es. se non pi possibile ottenere il risarcimento del
danno). Lunica conseguenza sempre presente il risarcimento (generalmente in denaro). Tuttavia ci sono
obbligazioni per cui ladempimento tradotto in risarcimento in denaro una forzatura. Quando il denaro pu
soddisfare linteresse del creditore, bisogna comunque ottenerlo (sia che lobbligazione fosse pecuniaria o
meno).
Art. 2740 Responsabilit patrimoniale va letto insieme al 2910 Oggetto dellespropriazione. La garanzia
che il creditore ha di ricevere soddisfazione almeno pecuniariamente rappresentata dal patrimonio (tutti i
beni presenti e futuri) del debitore, e per ottenere quel denaro il creditore far espropriare i beni del debitore
(nb. il patrimonio include tutto ci che ha valore economico, non soltanto le cose fisiche, e costituisce la
garanzia del creditore). Tuttavia, non detto che il patrimonio del debitore sia capiente (sufficiente a risarcire
il danno). Inoltre, questo articolo pensato per un sistema in cui ciascun soggetto ha un solo patrimonio,
quindi non sempre utile in un sistema in cui un soggetto ha pi patrimoni distinti.
Responsabilit patrimoniale si contrappone alla responsabilit personale. Se il debitore rispondesse
dellinadempimento anche con il suo corpo, si parlerebbe di responsabilit personale. Invece, siccome
risponde solo con il suo patrimonio, si parla di responsabilit patrimoniale.
Per un debitore che abbia pi creditori, inoltre, il singolo creditore non lunico ad avere una garanzia
costituita dal patrimonio. Il 2740 quindi ha come base lipotesi che ogni persona fisica abbia un solo
patrimonio, il che non sempre corretto (es. erede che accetta una patrimonio ereditato con beneficio
dinventario).
Art. 2645 ter: consente di costituire patrimoni separati per finalit particolari. I creditori personali che
sorgono dal momento della destinazione dei beni a patrimonio separato in avanti, non possono essere
creditori verso il patrimonio separato.
Trust: istituto di natura anglosassone. Possibilit di separare un patrimonio e darlo in fiducia a un trustee
(fiduciario). Il trust fatto allestero, nonostante non sia previsto nel nostro ordinamento, riconosciuto anche
in Italia.
Si possono anche fare societ unipersonali per proteggere un patrimonio. Tuttavia in questo caso do vita a
un altro soggetto con un distinto patrimonio. Tutti questi procedimenti sono noti come segregazione
patrimoniale, cio linsieme dei meccanismi con cui si riduce il proprio patrimonio in modo da lasciarne una
minore parte a garanzia dei creditori.
Art. 2741: prevede un altro istituto di antiche origine par condicio creditorium concorso dei creditori:
tutti i creditori hanno pari diritto sul patrimonio del debitore. Tutti i creditori sono pagati in eguale
proporzione a seconda del rapporto tra attivo e passivo del debitore inadempiente. Il principio vale per tutti
(portata generale), cio vale per tutti i creditori e debitori, salvo i creditori privilegiati che hanno cause
legittime di prelazione (preferenza). Distinguiamo i creditori in privilegiati e chirografari (che hanno meno
probabilit di essere rimborsati). I privilegiati sono coloro che hanno privilegi (generali vs. speciali) stabiliti
per leggi. Se il privilegio generale vale su tutto il patrimonio del debitore, se specifico si concentra su
specifici beni del debitore. I privilegiati sono tanti e sono in rapporto gerarchico tra di loro. Questo discorso
vale ad esempio per i lavoratori dipendenti, che sono tra i primi ad essere risarciti in caso di fallimento
dellazienda. Le altre due cause di prelazione riguardano i diritti reali (propriet e diritti reali su cose altrui).
Pegno e ipoteca (diritti reali su cose altrui di garanzia) trovano disciplina nel libro VI, dove si trova la tutela
dei creditori. In questo caso il titolare del diritto reale non ha nessun godimento sulla cosa, ma la ha come
garanzia nel caso in cui quanto dovuto non venga pagato.
Pegno: diritto reale di garanzia su un bene mobile non registrato. SI costituisce con la detenzione. Bisogna
consegnare il bene che si d in pegno al creditore, perch attraverso la custodia il creditore ha la garanzia
che il bene non venga trasferito ad altri. Lunico modo per avere garanzia su un bene mobile non registrato
quindi lo spossessamento. Si pu anche dare il bene per garantire un terzo. Inoltre, chi riceve il bene non
necessariamente il debitore, ma anche una sua persona di fiducia. Quello che succede normalmente che
il debitore consegni al creditore un bene proprio in garanzia. Nel caso in cui il debitore non riesca ad
adempiere, il creditore non pu tenersi il bene.
2744 Divieto dimbarco commissorio: vietato un effetto per cui se il debitore non paga la cosa data in
pegno diventi del creditore. Il creditore potr attraverso lautorit giudiziaria potr vendere il bene su cui c
il pegno, e sul ricavato di quella vendita egli si soddisfa prima di tutti gli altri creditori.
C unipotesi in cui il creditore diventa proprietario, ma passa dallapprovazione del giudice. Ci accadr
quando evidente che vendere farebbe perdere troppo valore al bene. Ci tuttavia non pu mai avvenire
per accordo delle parti o per scelta del creditore.
Lesistenza di un peso sul bene del debitore pu essere resa nota a tutti attraverso un sistema di pubblicit
legale, ed in tal caso non necessario lo spossessamento del debitore, perch la tutela del creditore
concretizzata dalla pubblicit legale.
Generalmente le ipoteche (che rispondono al requisito precedente) sono sugli immobili. Lipoteca nasce solo
con la pubblicit (iscrizione nei pubblici registri immobiliari, dove avvengono le trascrizioni riguardanti i diritti
reali su beni immobili). La trascrizione serve a rendere opponibile leffetto a tutti nel caso di compravendita,
ma non serve per il contratto. Invece per lipoteca ho due diritti: il diritto allipoteca (ad iscriverla) ed il diritto
di ipoteca (c effettivamente lipoteca). Liscrizione una pubblicit costitutiva, finch non c pubblicit
non c nemmeno lipoteca. Lipoteca pu distinguersi in:
- giudiziale
- legale
- volontaria
Sono tre ipotesi di diritti ALLipoteca, ma finch non iscrivo non c il diritto DI ipoteca.
Liscrizione un momento fondamentale anche perch d il grado dellipoteca, che ci fa capire quando su
uno stesso bene ci siano pi ipoteche a vantaggio di diversi creditori, quale sia il creditore che devessere
pagato per primo. Il rapporto tra pi creditori ipotecari dipende dal grado di ipoteca: chi ha ipoteca di primo
grado prende tutto, se residua qualcosa va a chi ha ipoteca di secondo grado, e cos via. Lipoteca di primo
grado una garanzia solida. Per stabilire il grado conta soltanto la priorit della iscrizione. Quindi non conta
la data del finanziamento ma solo il momento delliscrizione: chi iscrive prima ha grado prevalente. La
soddisfazione del creditore nel caso dellipoteca passa attraverso la vendita del bene in garanzia. Non c
nessun modo di attribuire al creditore la propriet dellimmobile, si ha sempre la vendita giudiziale.
Infine, lipoteca, come tutti i diritti reali tranne la propriet, si pu prescrivere (20 anni). Dopo 20 anni
lipoteca si prescrive e cessa di avere efficacia. Pu darsi che ci sia ancora il diritto allipoteca e allora potr
riscrivere lipoteca. Tuttavia, se iscrivo nuovamente lipoteca il mio grado cambier. Per evitare questo
effetto negativo possibile rinnovare lipoteca.
Se il debito viene pagato, il debitore che ha pagato avr cura di cancellare lipoteca. E utile cancellare
lipoteca perch essa riduce il valore di mercato del bene. Oppure si pu semplicemente attendere la
prescrizione ventennale, in modo da evitare icosti di cancellazione.
LEZIONE 18 20/11/15
Il modo migliore per un creditore per soddisfare il proprio interesse ottenere una garanzia specifica, perch
il 2740 non garantisce la soddisfazione del creditore.
Esistono anche garanzie personali oltre che reali, nel qual caso non esiste eccezione alla regola della par
condicio creditoria.
Le garanzie personali sono quelle garanzie con le quali un soggetto diverso dal debitore affianca il proprio
patrimonio a quello del debitore per garantire il creditore. Per lo pi non sono garanzie tipizzate
(specificamente regolate) dal legislatore. Nessuna di queste garanzie ha una specifica disciplina, se
sorgeranno problemi giudiziari verranno risolti in base alle regole generali dellordinamento.
Il legislatore tipizza una garanzia personale, la fideiussione, che un contratto con cui un soggetto diverso
dal debitore garantisce con il proprio patrimonio ladempimento dellobbligazione del debitore.
Normalmente il contratto interviene tra il garante e il creditore, non tra il garante e il debitore. Il garante
di norma un istituto di credito/finanziaria/assicurazione.
E disciplinata dallart. 1936: il debitore pu anche non conoscere lesistenza della fideiussione, nonostante
ci essa sar valida. Pu essere diversamente modulata, e si possono stabilire determinate clausole nel
contratto.
Il creditore se vuol essere ben garantito si terr libera la scelta di aggredire tra i due debitori (originario e
fideiussore) quello che offre le maggiori garanzie. Il vantaggio che il creditore ha di fronte ora due debitori
per lo stesso debito. Spesso il creditore aggredir il fideiussore perch questi di norma un istituto finanziario
(maggiore garanzia). La fideiussione pu essere prestata anche dai soci di una societ per ottenere
finanziamenti, in modo da poter aggredire in caso di insolvenza il patrimonio personale del socio.
In alcuni campi la fideiussione stata resa obbligatoria dalla legge, perch in tali campi gli inadempimenti
erano molto frequenti. Un esempio il mercato delledilizia, dove il costruttore deve garantire con
fideiussione la restituzione del prezzo se non si arriva al definitivo.
Art. 2740 garanzia generale (principio di responsabilit patrimoniale): un soggetto che abbia debiti in
misura consistente, non si pu pi considerare il padrone assoluto del proprio patrimonio, perch esso
anche la garanzia dei suoi creditori.
Art. da 2900 mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale: sono mezzi messi a disposizione del
creditore per intervenire nel patrimonio del debitore (sua garanzia) allo scopo di conservarlo o incrementarlo.
1) azione surrogatoria: la sostituzione del creditore al proprio debitore nellesercizio di diritti che il
debitore non esercita. Ha la funzione di permettere lincremento del patrimonio del debitore allorch
il debitore non eserciti i propri diritti di incrementare il suo patrimonio. In questo modo il creditore
incrementa la sua garanzia e rende pi probabile la propria soddisfazione. Lesercizio dei diritti del
debitore fa s che quanto ottenuto finisca nel patrimonio del debitore, ma ci comunque un
vantaggio per i creditori in quanto il patrimonio la loro garanzia. I presupposti per lazione
surrogatoria sono che vi sia un inerzia (il debitore non eserciti i propri diritti) ed essa costituisca
pregiudizio per il creditore. La surrogatoria avvantaggia tutti i creditori anche quando sia uno solo di
loro ad agire attraverso di essa, perch ci che si ottiene incrementa il patrimonio del debitore e non
riservato a un singolo creditore. Esistono alcuni diritti di contenuto economico-patrimoniale che
non possono essere esercitati dal creditore. Normalmente sono diritti che riguardano la persona (es.
credito alimentare post divorzio). Anche il diritto di accettare leredit non pu essere esercitato in
via surrogatoria, perch accettare una eredit ha un significato innanzitutto morale nel nostro
ordinamento. Affinch questo meccanismo non porti pregiudizio ai creditori esiste listituto di
accettazione dei creditori in luogo del chiamato, che consente di acquistare e soddisfarsi sul
patrimonio ereditario, per poi lasciarlo a disposizione del chiamato (che egli voglia accettarlo oppure
no).
2) azione revocatoria: serve a difendere il creditore da unattivit del debitore che possa avere effetti
sul patrimonio pregiudizievoli sul creditore. Viene revocato latto compiuto dal debitore che
impoverisce il patrimonio del debitore e pregiudica il creditore. Leffetto della revocatoria non
linvalidit, un atto che resta valido e efficace tra il debitore e il soggetto terzo, ma come se non
ci fosse mai stato (solo) per il creditore che ha agito vittoriosamente in revocatoria. Per il creditore
come se tutto fosse ancora nel patrimonio del debitore. Anche la revocatoria ha dei presupposti
variabili a seconda che latto sia a titolo gratuito o oneroso: se latto a titolo gratuito lunico
presupposto che il debitore fosse a conoscenza del pregiudizio recato al creditore; se latto a
titolo oneroso, necessario che anche lacquirente fosse a conoscenza del pregiudizio. Si tutela
molto fortemente laffidamento di chi crede di concludere un contratto buono e efficace e poi scopre
che c qualche difetto. Lobiettivo rendere sicuri gli acquisti per favorire i traffici e creare nuova
ricchezza. La seconda ipotesi quella in cui prima c latto e dopo nasce il credito. In questo caso,
se latto a titolo gratuito bisogna che esso fosse dolosamente preordinato al fine di recare
pregiudizio al creditore; se a titolo oneroso anche la terza parte doveva essere a conoscenza del
danno per il creditore. Se si dimostra la dolosa preordinazione, i creditori che non erano ancora tali
al momento dellatto potrebbero comunque aggredire i beni (ad esempio quelli spostati in un fondo
diverso dal mio patrimonio). Lazione revocatoria si prescrive per in cinque anni, perci molto
frequente che chi prevede di dover risarcire dei creditori si tuteli costituendo un patrimonio separato
non aggredibile (segregazione dei beni). Anche un atto che non diminuisca quantitativamente il
patrimonio ma lo muti solamente dal punto di vista qualitativo pu essere pregiudizievole, perch il
denaro pi facile da far sparire degli immobili e dei beni mobili registrati. Quindi anche un atto che
rechi una trasformazione solo qualitativa del patrimonio del debitore pu essere soggetto di
unazione revocatoria. Finch c la revocatoria il debitore ancora libero di gestire il proprio
patrimonio senza per metterlo in pregiudizio. Nel codice civile disciplinata la revocatoria ordinaria,
ma ne esistono altre disciplinate in altre discipline, ad esempio la revocatoria fallimentare disciplinata
dalla legge fallimentare. Esse hanno spesso effetti pi pesanti per il debitore (fallito) rispetto alla
revocatoria ordinaria.
3) sequestro conservativo: significa rendere insensibile il patrimonio del debitore alla volont del
debitore. Qualunque atto che egli volesse compiere sul patrimonio invalido, nei confronti di tutti e
non solo del creditore. Il patrimonio resta congelato a garanzia dei creditori. Dei tre mezzi questo
il pi drastico e meno ricorrente.
Mentre la surrogatoria va a vantaggio di tutti i creditori, la revocatoria efficace solo nei confronti del
creditore che ha revocato, nei confronti del quale latto sar inefficace.

Il creditore, soprattutto se non un creditore forte, si trova spesso in difficolt. Oltre alle garanzie gi viste,
un buon sistema con cui il creditore pu difendersi la clausola penale, disciplinata agli articoli 1382 e
seguenti. Essa quellaccordo tra debitore e creditore con cui il debitore si impegna in caso di mancato
adempimento ad adempiere una certa prestazione prevista nella clausola a favore del creditore (spesso
pecuniaria). La funzione della penale quella di predeterminare lammontare del risarcimento dovuto,
inoltre quando c la penale il creditore sollevato dallonere sia di provare di aver patito un danno, sia di
quantificare lo stesso. Non nemmeno consentita al debitore la prova contraria. Quasi sempre la penale si
esprime con un obbligo a consegnare denaro. Il problema della penale che il creditore non ha in mano il
denaro rappresentato dalla penale, quindi potrebbe non riceverlo se il debitore non ha patrimonio o essa
pu essere ridotta dal giudice.
Un istituto pi utile della penale la caparra confirmatoria, che ha la stessa funzione di determinazione
preventiva del danno, tuttavia essa viene data subito al creditore, quindi egli non ha il rischio che non venga
pagata. E una garanzia forte per il creditore perch ha gi in mano ci che deve avere se il debitore
inadempiente.

Dopo ladempimento/inadempimento il libro IV regola gli altri modi di estinzione dellobbligazione.


Novazione, remissione, compensazione, confusione, impossibilit sopravvenuta. E importante aggiungere
altri due modi di estinzione diversi dalladempimento, uno dei quali la prestazione in luogo
delladempimento (art. 1197-1198). E disciplinato con ladempimento ma non adempimento, bens al
posto di esso. Infine, lultima ipotesi la prescrizione, che ha una portata pi vasta, per cui si possono
estinguere tutti i diritti, non solo quelli di credito.
La prestazione in luogo delladempimento anche detta datio insolutum. Ricorda: ladempimento devessere
esatto sia qualitativamente che quantitativamente, altrimenti il creditore pu rifiutare la prestazione.
Tuttavia, se il creditore la accetta si pu avere lestinzione dellobbligazione. Lobbligazione estinta quando
materialmente la diversa prestazione eseguita. Finch non eseguita ancora viva lobbligazione originaria
e il debitore ancora libero di pagare la prestazione dovuta originariamente. E anche possibile che in luogo
delladempimento dovuto venga ceduto un credito. Leffetto estintivo c soltanto quando il debitore del
debitore (quello del credito ceduto) pagher effettivamente il nuovo creditore.
Il primo dei modi destinzione diversi dalladempimento la novazione: con la novazione oggettiva si estingue
il rapporto obbligatorio originario, che viene sostituito da una nuova obbligazione oggettivamente diversa da
quella originaria, o per il contenuto (prestazione dovuta) o per la causa/ragione della prestazione. Perch ci
sia novazione non sufficiente il solo mutamento del titolo dellobbligazione, ma anche lanimus novandi,
ovvero entrambe la parti devono essere daccordo con il nuovo accordo. Se non c lanimus novandi non
abbiamo la novazione oggettiva ma solo soggettiva. Con la novazione insieme allestinzione del rapporto
originario si estinguono anche tutti gli accessori di questo rapporto (es. penali, fideiussioni etc.). Se c solo
il mutamento delloggetto del titolo ma non c lestinzione, tutti gli accessori dellobbligazione continuano
a esistere. La novazione pu essere quindi pregiudizievole per il creditore. Leffetto estintivo delle parti
accessorie del contratto definito per legge, ma si pu evitare se c un accordo tra debitore e creditore.
La novazione si accompagna quasi sempre alla transazione, che serve o per risolvere una lite gi iniziata, o
per evitare di andare avanti nella lite.
LEZIONE 19 25/11/15
La novazione la prima e pi importante delle modalit con cui si estinguono le obbligazioni. Lobbligazione,
comunque, si estingue tendenzialmente con ladempimento. Modi di estinzione dellobbligazione indica
come si estingue lobbligazione se non c ladempimento.
Novazione, compensazione, confusione, remissione del debito, impossibilit sopravvenuta della prestazione
sono i modi di estinzione dellobbligazione.
Satisfativi sono quei modi di estinzione (compensazione, confusione) che soddisfano linteresse del creditore,
non satisfativi quelli che non lo soddisfano.
La COMPENSAZIONE il trasferimento di quello che la differenza tra le due prestazioni. Con una sola attivit
si ha lestinzione di due obbligazioni reciproche. Avviene quando c lesistenza di credito e debito reciproci.
Lart. 1241 indica il presupposto: due soggetti hanno debiti e crediti reciproci. Questa fattispecie molto
ricorrente. La disciplina del contratto di conto corrente definisce un rapporto tra cliente e banca basato sulla
compensazione: reciprocit di rapporti in cui le poste attive e passive si compensano. Nel caso di obbligazioni
non pecuniarie la compensazione pi complessa e pu avvenire solo per compensazione VOLONTARIA.
La compensazione pu avere tre forme:
- LEGALE: presuppone requisiti che giustificano loperativit. La compensazione opera automaticamente, cio
non c bisogno di un procedimento del giudice, basta che coesistano le due prestazioni. Questa
limportanza della compensazione legale: non ho bisogno di esercitare un diritto perch essa una semplice
eccezione. Altri requisiti sono: liquidit un credito liquido caratterizzato da esistenza e esatta
determinazione dellammontare del credito. In alcuni casi potrebbe essere difficile quantificare il credito,
cio manca il requisito della liquidit. Secondo requisito lesigibilit, cio la possibilit del titolare del credito
di pretendere la prestazione dovuta dal debitore. Un credito potrebbe non essere esigibile se non scaduto
il termine in cui posso richiederlo. Non posso porre in compensazione del mio debito verso una controparte
un credito che deve ancora scadere. Ultimo requisito sono lomogeneit e fungibilit: occorre il rapporto
obbligatorio abbia natura omogenea e fungibile, ossia beni appartenenti allo stesso genere e
qualitativamente uguali. La compensazione legale la pi importante poich su di essa si basano le altre.
- GIUDIZIARIA: pu mancare uno dei requisiti della compensazione legale. Se il controcredito non liquido
ma di pronta e facile liquidazione si pu avere la compensazione giudiziale. Attraverso il procedimento in
cui occorre lintervento del giudice per trasformare il credito non liquido in liquido, io potr ottenere leffetto
estintivo attraverso la compensazione.
- VOLONTARIA: manca non solo il carattere della liquidit, ma anche la esigibilit/fungibilit. Nella
compensazione volontaria si ha un amplissimo esercizio della autonomia privata. Nelle situazioni in cui
mancano questi requisiti, gli altri meccanismi di compensazione avrebbero molta difficolt nel trovare
applicazione. La compensazione volontaria un nuovo regolamento contrattuale che estingue in tutto o in
parte le obbligazioni precedente. Leventuale rapporto che sopravvive in questo caso quello gi esistente.

CONFUSIONE: il rapporto di debito tra un soggetto e un altro pu estinguersi attraverso lunione nella stessa
persona del soggetto creditore e debitore (es. eredit da padre a figlio, se il padre ha fatto prestiti al figlio. E
un altro modo di estinzione dellobbligazione. Non essendoci pi due centri di interesse, ma rimanendone
uno solo, viene meno il rapporto obbligatorio.

REMISSIONE DEL DEBITO: un meccanismo simile alla rinunzia. E un atto unilaterale, una dichiarazione del
soggetto creditore che dichiara di non voler approfittare del proprio credito. E un atto rifiutabile da parte
del debitore. Pu esserci linteresse da parte del debitore a voler adempiere nonostante la remissione del
debito da parte del creditore.
Essa pu avvenire tendenzialmente attraverso un negozio unilaterale e si perfezione attraverso la decisione
delluno e il silenzio da parte della persona debitrice. Pu perfezionarsi attraverso il contratto. La remissione
si pu realizzare attraverso un comportamento concludente: se devo rimborsare un credito e il creditore non
me lo chiede per un lungo periodo di tempo, pu ipotizzarsi un comportamento concludente di remissione.
Normalmente linerzia non porta allestinzione, ma potrebbe manifestarsi un comportamento concludente
(senza manifestazione espressa della volont).

Quando si estingue lobbligazione, tendenzialmente si estinguono anche gli elementi accessori


allobbligazione stessa (garanzie, es. fideiussione, ipoteca, pegno). Quando si estingue lobbligazione
principale, vengono meno anche tutte quelle accessorie (art. 1239).

Un ultimo caso di estinzione dellobbligazione limpossibilit sopravvenuta. Se una determinata prestazione


diventa impossibile, lobbligazione si estingue. Tuttavia, secondo lart. 1256, occorre che la causa della
impossibilit non dipenda da un fatto del debitore. Se limpossibilit dovuta a una colpa del debitore, le
regole di estinzione non possono trovare applicazione. Questa causa di estinzione non vale per le ipotesi di
pagamento di una somma di denaro. Deve trattarsi di una impossibilit oggettiva, tale da non consentire a
nessun altro lesatto adempimento. La soluzione dellimpossibilit sopravvenuta ha un senso nel caso in cui
nessuno sarebbe stato in grado di effettuare la prestazione. La prova che si tratti di una impossibilit
sopravvenuta spetta al debitore.
Le obbligazioni generiche e quelle pecuniarie non possono essere estinte per impossibilit sopravvenuta.
Se la prestazione diventa solo

PRESCRIZIONE E DECADENZA
Sono altre ipotesi in cui viene meno il diritto del creditore (anche se non sono modalit di estinzione
dellobbligazione in senso tecnico). Il creditore che non esercita il suo diritto per molto tempo fa supporre al
debitore che il suo debito non esista pi. Se non c stato il comportamento concludente che possa
legittimare la remissione del debito, ma solo linerzia di un soggetto che h un diritto ma non lo esercita.
Lordinamento deve tendere a ricomporre le due situazioni: quella di fatto (in cui il debitore presume che il
credito non sia pi richiesto) e quella di diritto (in cui non c ancora stata estinzione dellobbligazione).
Con la PRESCRIZIONE (art. 2934) abbiamo lestinzione del diritto soggettivo: un soggetto non esercita il
proprio diritto per molto tempo, quindi non ha interesse e lordinamento presume che non ci sia pi
linteresse al diritto.
Il fondamento della prescrizione quello di dare certezza e stabilit ai rapporti giuridici, per non creare una
divergenza tra situazioni di fatto e di diritto. Alla base della prescrizione c un interesse generale, ritenuto
un istituto di ordine pubblico ed una disciplina inderogabile dalle parti: le parti non possono esercitare atti
di autonomia privata dicendo che un particolare diritto si prescrive in un certo numero di anni anzich dieci.
Presupposti della prescrizione sono: lesistenza di un diritto soggettivo, il mancato esercizio di tale diritto e
sia decorso del tempo previsto dalla legge. Non tutti i diritti possono prescriversi: alcuni diritti sono
indisponibili. La peculiarit della prescrizione riguarda il diritto di propriet che un diritto non prescrivibile.
Lunica eccezione lusucapione, quando un altro soggetto assume il possesso del diritto.
Se si prescrive un diritto la parte che ne ha interesse deve farlo valere in giudizio, perch ci vuole un
accertamento dellavvenuta prescrizione.
Uno dei problemi della prescrizione capire da quale giorno essa decorre. La decorrenza della prescrizione
il giorno in cui si fa partire il tempo. Essa comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto pu essere fatto
valere. La regola una possibilit legale di far valere il diritto.
Se il diritto sottoposto a condizione sospensiva (elemento accessorio a un diritto per cui esso decorre in un
certo momento futuro; da quello stesso momento inizieranno a decorrere anche i termini per la
prescrizione).
La prescrizione dura generalmente dieci anni. Esistono termini brevi di prescrizione che variano dai 5 ai 2
anni in base al tipo di obbligazione sottostante: il diritto al risarcimento da illecito si prescrive in 5 anni.
Pu esserci una sospensione: si verifica un elemento che giustifica uninerzia; solo al termine di questo evento
riprende a correre il termine della prescrizione. In questo caso lordinamento giustifica linerzia e vi la
sospensione. La sospensione non si computa e si computa poi il periodo finale.
LINTERRUZIONE si ha di solito attraverso lesercizio del diritto. E sufficiente latto di costituzione in mora,
cio la richiesta da parte del creditore al debitore di adempiere.
Linterruzione ha per effetto quello di azzerare il termine di prescrizione. Da questo momento inizia a
decorrere un nuovo termine che ha la stessa durata del precedente.

La DECADENZA un altro istituto di diritti privato in cui si ha lestinzione del diritto e linerzia, ma il
fondamento molto pi radicato nella certezza del diritto.
E lestinzione di un diritto che non sia stato esercitato entro un dato termine perentorio. Spesso esiste sia
un termine di decadenza che un termine di prescrizione. Il fondamento di questo istituto unesigenza di
obiettiva e assoluta certezza delle situazioni giuridiche. Per questo motivo, non ci sono a differenza della
prescrizione eventi interruttivi e di sospensione. Non si giustifica in nessun caso linerzia della parte titolare
del diritto.
Anche per la decadenza ci sono dei limiti: diritti indisponibili, mentre possono essere ammesse delle
decadenze il cui termine sia modificato sulla base di accordi tra le parti (convenzionale).

MODIFICAZIONI SOGGETTIVE DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO: pu cambiare il soggetto creditore o il


soggetto debitore. Il soggetto creditore cambia nella cessione del credito. Nella cessione del credito abbiamo
un rapporto bilaterale (rapporto tra il cedente e il cessionario): per il debitore indifferente a chi pagare il
credito.
LEZIONE 20 26/11/15
Le regole in materia di cessione di crediti non riguardano i titoli di credito cartolarizzati, che circolano con
una disciplina pi snella rispetto ai normali crediti. Le regole hanno quindi per riferimento i crediti che non
si traducono in titoli di credito, cio i crediti semplici:
1) non importa la volont del ceduto, ci che importa il rapporto tra il vecchio creditore e il nuovo
creditore
2) il debitore deve essere notificato del cambiamento del creditore: il nuovo creditore potr
pretendere il pagamento verso di s. In caso di mancata notifica il debitore pu estinguere
lobbligazione pagando al vecchio creditore
3) se il debitore non paga, il rischio di insolvenza a carico del creditorie cessionario. Le norme
prevedono che il creditore che cede si impegni e garantisca ladempimento del debitore.
E dovuta per legge, anche se le parti non la convengono, la garanzia dellesistenza del credito: se il credito
ceduto non esiste, per legge non vale nemmeno laccordo di cessione. Esistono imprese factor che
comprano e vendono crediti di altre imprese. La cessione verso il factor utile perch normalmente i
crediti non sono immediatamente esigibili. Il compenso del factor la differenza tra quanto riceve dal
credito e quanto paga per avere tale credito.

Le vicende modificative dal lato passivo sono tre:


1) delegazione (art. 1268-1271): unoperazione trilaterale, dove entra in gioco la volont di tre
soggetti. Il debitore il delegante, che ordina a un soggetto estraneo (delegato) di pagare o
impegnarsi a pagare il debito che il delegante ha verso il suo creditore (delegatario). Il delegato
sempre libero di rifiutare questo obbligo, ma se lo accetta o paga immediatamente il creditore o si
impegna a pagarlo. Se il pagamento immediato parliamo di delegatio solvendi e in questo caso
non sorgono problemi giuridici (si estingue il rapporto obbligatorio); se il delegato non paga
immediatamente ma si impegna a farlo, si ha la delegatio promittendi. Di regola il creditore si trova
oltre al suo debitore originario anche un nuovo debitore. Si dice tenuto in solido: il creditore pu
scegliere se chiedere di essere pagato al debitore originario o al delegato. Si pu anche convenire
che la delegazione (promittendi) sia liberatoria: il debitore originario viene liberato e non pi
debitore; il creditore si trova soltanto un nuovo debitore (delegato). Tuttavia la successione del
debitore importante per lordinamento, quindi la delegazione liberatoria ci pu essere solo se il
creditore daccordo a quelleffetto liberatorio, altrimenti la delegazione sar sempre e soltanto
cumulativa. Il creditore non pu vedere sostituito il debitore se non accetta la sostituzione, perch
essa pu pregiudicarlo (e deve quindi essere accettata). Il delegato pu essere a propria volta
debitore del delegante o pu non esserlo, ma in ogni caso accettare quellordine. Se il delegato
debitore del delegante, la delegazione pu estinguere due rapporti obbligatori
contemporaneamente (sia il proprio rapporto verso il delegante, sia il rapporto tra delegante e
delegatario). Se per il rapporto tra delegato e delegante non era di tipo debitorio, accettare la
delegazione fa nascere una nuova obbligazione.
2) estromissione (art. 1272): unipotesi bilaterale, un contratto tra due soggetti, che sono il creditore
e un soggetto terzo. Il creditore ottiene attraverso un accordo da un soggetto terzo limpegno che
questo pagher il debito del debitore. Colui che accetta lestromissione si impegna a pagare al
posto del debitore e subentra ad egli. In questo caso la volont del debitore non rilevante, a
differenza della delegazione.
3) accollo (art. 1273 e ss.): un accordo tra debitore e terzo. Il debitore trova un soggetto terzo
disposto ad accollarsi il suo debito (prendere sulle spalle). Pu anche essere INTERNO: un accordo
tra debitore e terzo di cui il debitore tenuto al di fuori. Laccollo pu anche essere esterno: aperto
alladesione del creditore. Si d la possibilit al creditore di aderire allaccollo: in tal caso egli rende
irrevocabile nei suoi confronti la partizione, per deve conoscere bene la partizione.
Alcune specie di obbligazioni riunisce alcune discipline particolari di obbligazioni che si distinguono dal
caso generale.

Unobbligazione di dice plurisoggettiva quando corre non soltanto tra due soggetti, ma corre tra pi
soggetti dal lato passivo, attivo o entrambi. Ci possono essere pi debitori, pi creditori o entrambi. La
plurisoggettivit pu essere: solidariet o parziariet. Se i debitori sono parziariamente tenuti, il creditore
dovr andare da ognuno di essi a chiedere la propria prestazione. Linsolvenza si scarica sulleventuale
debitore che non paga. Il creditore quindi svantaggiato sia perch deve andare a prendersi le prestazioni,
sia per il rischio di inadempimento.
Se i debitori sono tenuti in solido, il creditore ha la possibilit di pretendere lintero adempimento da quello
che vuole tra i condebitori. Chi nellobbligazione solidale passiva ha pagato tutto ha la facolt di agire in
regresso verso gli altri debitori solidali per ottenere ci che era nel loro interesse ma che lui ha pagato. Se
uno di essi non adempiente, il rischio si sparger su tutti i condebitori.
Per il creditore un enorme vantaggio avere i condebitori tenuti in solido.
C una presunzione: la plurisoggettivit passiva va reputata solidariet, salvo che o il titolo da cui nasce
lobbligazione o norme specifiche stabiliscano la parziariet.

Nel caso delle successioni per causa di morte, i debiti del defunto si dividono tra gli eredi parziariamente.
E comune in quasi tutti i contratti di finanziamento una clausola con cui chi riceve il finanziamento si
impegna anche che qualora dovesse morire i suoi eredi risponderanno al debitore solidalmente.

La plurisoggettivit attiva, se solidariet significa che lunico debitore pu pagare tutto ci che deve a
quello che vuole tra i creditori e poi quel creditore sar obbligato a dare quello che deve agli altri.
La parziariet attiva significa che il debitore deve dare a ogni creditore ci che gli spetta. E presunta per
legge.

OBBLIGAZIONI PECUNIARIE
Molte delle regole pi rilevanti sono extra-codicistiche.
Art. 1277 contiene il Principio Nominalistico: i debiti pecuniari sono debiti di valuta, non di valore. E
dovuta la valuta, non il valore. Se il debitore assume limpegno di pagare x tra un anno, quello che dovr tra
un anno esattamente la valuta che si impegnato a pagare. Bisogna cio pagare il valore nominale del
debito. In un periodo di inflazione, il prezzo dei beni cambia. Il principio stabilisce che si debba dare la
valuta (valore nominale), non il valore (qualora esso sia cambiato). Il principio alla base economico:
stabilire che le obbligazioni pecuniarie siano di valore avrebbe costituito esso stesso una spinta
inflazionistica. Il modo per stabilire che unobbligazione sia di valore consiste nellindicizzarla.
Un esempio di indicizzazione stato storicamente costituito dalla scala mobile, che indicizzava i salari.
Tuttavia essa stata eliminata con un provvedimento normativo per i suoi effetti economici.

Art. 1283- Anatocismo: fenomeno definito come consolidazione/capitalizzazione degli interessi. Il capitale
dovuto produce interessi, gli interessi dovuti non producono altri interessi, a meno che non ci sia il
fenomeno dellanatocismo. Si consolida linteresse al capitale, creando una massa unica produttiva di
interessi. Questo fenomeno consentito solo in particolari situazioni.
La possibilit del consolidamento degli interessi a capitale estremamente difficile.
C una clausola in mancanza di usi contrari: per molto tempo gli istituti di credito hanno usato
consolidare gli interessi passivi al debito dovuto.

OBBLIGAZIONI ALTERNATIVE (1285): il debitore che sceglie quale prestazione eseguire quando in un unico
rapporto obbligatorio c la scelta se eseguire ununica prestazione A o B. Se una delle due diventa
impossibile, laltra prestazione comunque dovuta.
OBBLIGAZIONE FACOLTATIVA: dovuta una prestazione, ma il debitore ha la facolt di liberarsi anche
eseguendo unobbligazione diversa. Se diventa impossibile la prestazione dovuta, il debitore non
obbligato a eseguire la prestazione facoltativa, bens liberato per impossibilit oggettiva.
Un esempio legato alle successioni per causa di morte: il testatore pu istituire un legato di cose altrui.
Lerede, che assumendo su di s il patrimonio del defunto assume anche i suoi debiti, obbligato a
eseguire la prestazione verso il legatario. E facolt dellerede dare al legatario invece del bene, il valore del
bene che deve essere consegnato.
LEZIONE 27/11/2015
Contratto pu riferirsi a:
a) ATTO
b) RAPPORTO che nasce da tale atto
E definito dallart. 1321. Il titolo II dedicato al contratto in generale.
Il contratto come atto laccordo di due o pi parti per costituire, regolare ed estinguere un rapporto
giuridico patrimoniale. Un contratto pu regolare o estinguere un rapporto esistente. Esistono atti che non
danno vita a un rapporto, ma pongono fine a un rapporto.
Il rapporto contrattuale non sempre conseguenza del contratto come atto (dichiarazione di volont),
tuttavia dal contratto come atto nasce/viene modificato sempre un certo rapporto patrimoniale.
Un requisito del contratto la patrimonialit. Quindi, ad esempio, il matrimonio, che comporta un accordo
e un rapporto ma non ha fini patrimoniali, non un contratto.
Si distinguono contratti:
i) bilaterali: due parti. Ad esempio la compravendita, che pu avere solo un compratore e un
venditore. Anche la locazione (volgarmente affitto) pu avere solo un locatario e un locatore.
ii) plurilaterali: pi di due parti. Possono essere ad esempio contratti associativi o di societ.
Lart. 1420 dedicato alla nullit del contratto.
Altra distinzione quella riguardante il modo in cui il contratto si perfeziona (modo in cui nasce):
i) consensuali: sono i contratti per la conclusione dei quali sufficiente il solo accordo. Laccordo
sufficiente a concludere un contratto. Questi tipi di contratto sono i pi comuni.
ii) reali: laccordo sempre necessario ma deve essere manifestato con la consegna di un bene,
ad esempio il comodato, che si realizza solo con la consegna del bene che si presta. La
consegna del bene lelemento che perfeziona la fattispecie, che conclude il contratto. Sono
un eccezione alla regola che si accontenta del solo accordo (consensuali).
Unaltra distinzione quella riguardante gli effetti che il contratto produce:
i) a effetti reali/traslativo costitutivi: ha la capacit di trasferire diritti gi esistenti. La
compravendita un contratto a effetti reali (la propriet passa dal venditore al compratore):
essa consensuale (non necessaria la consegna del bene, il contratto si conclude soltanto con
laccordo). La consegna nel caso della compravendita ladempimento della obbligazione che
nasce con il contratto. Un contratto a effetti reali produce quindi normalmente anche effetti
obbligatori. Il contratto ha efficacia obbligatoria: fa nascere obbligazioni. Se il contratto ha sia
effetti obbligatori che reali definito a effetti reali, perch gli effetti obbligatori ci sono sempre
e non esistono contratti che non facciano nascere obbligazioni.
ii) a effetti meramente obbligatori: non hanno effetti reali, non trasferiscono diritti preesistenti
ma semplicemente fanno nascere unobbligazione. Un esempio la locazione, che non
trasferisce alcun diritto (in questo caso di propriet), ma semplicemente un rapporto
obbligatorio. Non ci sono diritti che si trasferiscono, ma solo obbligazioni.
Le due distinzioni si possono incrociare tra loro.
Esempi: il mutuo un contratto reale a effetti reali, perch ci che il mutuante d al mutuatario passa di
propriet e diventa di propriet di questultimo, che non deve restituire le stesse cose che ha ricevuto, ma
deve restituirne in eguale qualit ed eguale quantit.
Unaltra distinzione riguarda la forma dei contratti:
i) forma libera: si possono costituire in qualunque modo, non importante la forma. Raggiunto il
consenso, il contratto concluso;
ii) forma vincolata: il legislatore impone una forma specifica, che spesso coincide con la scrittura.
La scrittura pu essere sia privata che per atto pubblico. Es. le donazioni devono essere
concluse per atto pubblico. Normalmente atto pubblico significa atto di notaio.
Altra distinzione riguarda la durata del rapporto contrattuale:
i) a esecuzione istantanea: il contratto si conclude immediatamente.
ii) rapporto che dura nel tempo: le esecuzioni del contratto devono essere periodicamente
ripetute nel tempo, oppure le prestazioni sono un flusso continuo.
Esiste una forma di estinzione del contratto, per eccessiva onerosit sopravvenuta, pu essere applicata
solo per contratti di durata.
Unultima distinzione riguarda i contratti, ma anche tutti gli atti giuridici:
i) a titolo oneroso: tutte le parti del contratto sopportano sacrifici. Essi possono suddividersi a
propria volta in contratti di scambio e contratti associativi (in questo caso i sacrifici non sono
uno in scambio dellaltro). I contratti a titolo oneroso di scambio sono detti sinallarmatici,
distinti in: do ut des, do ut facias, facio ut des.
ii) a titolo gratuito: in cambio di ci che si fa non c un corrispettivo/sacrificio di una controparte.
Il sacrificio solo su una delle parti.
iii) NB. I contratti gratuiti non coincidono con i contratti liberali, che sono quelli con i quali una
parte si impoverisce corrispondentemente allarricchimento dellaltra parte, consapevolmente
con lo scopo di liberalit (generosit). Il tipico contratto liberale la donazione, attuata per
finalit liberali. La gratuit un elemento strutturale del contratto, mentre la liberalit un
connotato funzionale del contratto che dipende dallo scopo. Esistono quindi anche contratti
onerosi con fini liberali. E anche possibile il contrario, ci possono essere contratti gratuiti non
motivati da fini liberali.
In materia di successioni, una quota del patrimonio del defunto devessere riservata a figli e coniuge. Per
calcolare la massa su cui applicare queste quote si tiene conto anche delle donazioni che il defunto ha fatto
durante la vita.
Ulteriore distinzione quella tra contratti:
i) tipici: quelli riconducibili ai tipi che hanno una disciplina particolare. A essi dedicato il titolo III
del libro IV del c.c. che si apre con lart. 1470 che definisce la compravendita, il primo e pi
importante tra i contratti tipici. Poi c il riporto, la permuta, locazione etc. Esistono anche
contratti tipici tipizzati non nel codice civ. ma da unaltra parte.
ii) atipici: lautonomia contrattuale consente ai privati di concludere tutti i contratti che vogliono
anche se non tipizzati dal legislatore. Esiste un limite della meritevolezza degli interessi che il
contratto vuole realizzare. E tuttavia difficile trovare contratti considerabili invalidi non perch
illeciti ma perch immeritevoli. Qualunque contratto atipico, purch sia lecito, pu essere
concluso.
Art. 1323: le regole sul contratto in generale si applicano ai contratti. Tutte le regole del capo sui contratti
in generale si applicano sia ai contratti tipici che atipici.
Art. 1324: le regole sul contratto in generale sono una sorta di generale statuto del negozio giuridico (atto
di volont). Si applicano direttamente non solo ai contratti, ma anche a tutti gli atti unilaterali tra vivi a
contenuto patrimoniale. Non si applicano direttamente al testamento, al matrimonio, agli altri atti
unilaterali che non hanno contenuto patrimoniale. C bisogno che tali atti siano per compatibili.
Quella del 1324 unapplicazione diretta, non si esclude per la applicazione analogica anche a quegli atti
che non abbiano natura patrimoniale (es. interpretazione testamentaria, contratti di separazione).
Art. 1325 elenca i requisiti essenziali del contratto:
1) accordo delle parti
2) causa
3) oggetto
4) forma quando risulta che scritta
Sono quattro elementi che devono esserci nel contratto altrimenti esso nullo. Il 1418 richiede che non
solo vi siano, ma che siano anche leciti e abbiano determinati requisiti. Se manca uno di essi il contratto
nullo. Per quanto riguarda laccordo, se manca non ho tanto un contratto nullo, ma proprio non ho un
contratto. Il 1321 la definizione di contratto: esso laccordo, pertanto se manca laccordo manca anche il
contratto, pi che essere nullo.
Il contratto nullo non necessariamente privo di effetti: la nullit una qualificazione giuridica, inesistente
ci che giuridicamente non viene considerato.
La forma non sempre essenziale, bens la forma vincolata (scritta) ci vuole solo quando la legge
specificamente lo richiede. Nel nostro ordinamento esiste un principio di libert delle forme. La regola
generale che la forma non ci vuole, salvo che sia specificamente prevista. Dove nulla sia chiesto, il
principio che la forma libera.
Il 1326 prevede il meccanismo di conclusione del contratto: il contratto si conclude nel tempo e luogo in cui
chi ha fatto la proposta ha ricevuto laccettazione. E necessario che proposta e accettazione coincidano,
cio che laccettazione sia conforme alla proposta.
Art. 1335: ogni comunicazione unilaterale destinata a un soggetto determinato si presume conosciuta dal
destinatario nel momento in cui giunge allindirizzo di questo, salvo che egli possa provare che non per sua
colpa non ha potuto conoscere la comunicazione.
Il contratto si presume concluso quando laccettazione giunge allindirizzo di chi deve ricevere la
accettazione (quando vi conoscenza dellaccettazione).
Questa presunzione vale per tutte le comunicazioni recettizie (per tutti gli atti unilaterali che per essere
ritenuti efficaci devono essere conosciuti dallaltro). E facile dimostrare il ricevimento di una
comunicazione, ma praticamente impossibile dimostrare la conoscenza. Sia la proposta che laccettazione
possono essere revocate entro la conclusione del contratto, che lultimo momento in cui possibile
unilateralmente revocare questi atti.
Se c revoca necessario che la revoca della proposta raggiunga laccettante prima che laccettazione
raggiunga il proponente. Una volta che il contratto concluso pu essere sciolto o per cause definite dalla
legge o per decisione delle parti (che devono essere daccordo).
E anche possibile che la proposta sia intesa come irrevocabile.
Il diritto di opzione il diritto di concludere un contratto a propria iniziativa unilateralmente: quando vuole
con solo la sua dichiarazione. Il diritto di opzione generalmente acquistato da una delle parti. Tale parte
potr se e quando vorr concludere il contratto con la propria dichiarazione.
Diritto di prelazione diverso dallopzione: il diritto di un soggetto ad essere preferito a ogni altro
soggetto nella conclusione di un contratto futuro ed eventuale. Dove c un opzione chi ha tale diritto
arbitro di concludere il contratto.
Nel caso della prelazione invece chi ha quel diritto potrebbe non concludere mai quel contratto. Le
prelazioni pi rilevanti non sono di fonte volontaria ma legale.
LEZIONE 1/12/2015
Il legislatore impone alle parti la buona fede oggettiva (lealt e correttezza) nella conduzione delle
trattative. I soggetti non sono ancora propriamente parti contrattuali perch il contratto non ancora
concluso, ma devono gi rispettare tra loro la correttezza (buona fede oggettiva).
Se questo obbligo di buona fede oggettiva viene violato scatta il risarcimento del danno: non il danno
dallaffare sfumato, ma per i costi/spese affrontati inutilmente. Quanto pi vanno avanti le trattative,
tanto maggiore laffidamento per laltra parte, tanto maggiore il rischio di dover risarcire allultimo per
la parte che si ritira dal contratto prima della sua conclusione.
Il contraente che sa che il contratto in via di conclusione sar poi afflitto da qualche ragione di annullabilit,
ma lo conclude comunque, dovr poi risarcire i danni se laltra parte scopre che il contratto nullo. Se
entrambe le parti sanno che il contratto sar nullo non vi saranno risarcimenti, ma il contratto sar
comunque nullo.
E frequente che a un certo punto le trattative conducano alla conclusione di un contratto preliminare, al
quale si applicano le regole sul contratto in generale. E un contratto a effetti obbligatori (non trasferisce
nulla => no effetti traslativi/reali). Le obbligazioni da esso nate sono lobbligo per le parti (o per ununica
parte preliminare unilaterale) di concludere un futuro contratto detto definitivo. Nasce unobbligazione di
fare il cui contenuto consiste nel concludere il contratto definitivo. Il preliminare soprattutto diffuso nel
mercato immobiliare (il compromesso).
Quando si arriva al preliminare non si pu pi parlare di trattative: esso un vero e proprio contratto che fa
nascere degli effetti. Se non si adempie, bisogner risarcire tutti i danni collegati allinadempimento (oltre
che il risarcimento del danno in generale).
Il 2932 prevede lesecuzione forzata in forma specifica dellobbligo di concludere il contratto. Il creditore
pu quindi ottenere una sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti che avrebbe avuto il contratto
definitivo, in caso di inadempimento.
E possibile trascrivere il contratto preliminare. Dove non sia possibile lesecuzione forzata in forma
specifica, resta sempre possibile il rimedio generale (risarcimento del danno). E un risarcimento pieno, da
inadempimento dellobbligazione (mancato guadagno, danno subito).

Il secondo requisito essenziale del contratto la causa (art. 1343 + circa 1344/45). Non esiste una
definizione normativa di causa, essa un concetto che nel tempo mutato. Nel 1942 la nozione di causa
era di tipo astratto: essa era la funzione economico sociale del contratto. Oggi, essa ritenuta
semplicemente la funzione del contratto. (es. causa della compravendita: scambio di diritto verso prezzo).
La causa odierna concreta: si parla di funzione economico individuale. Si recupera nella definizione della
causa quel ristretto territorio che riguarda gli scopi comuni delle parti che concludono il contratto. Questo
cambiamento logico porta nel territorio della causa molti scopi che prima erano definiti meri motivi.
Motivi sono gli scopi individuali, che di norma non rilevano per il diritto, salvo per i casi eccezionali del
1325. La causa ha un grandissimo rilievo sia per dire se un contratto invalido (difettoso dallinizio), sia per
capire perch un contratto nato valido si scioglie (la causa non funziona pi). Se lo scopo nellambito della
causa rilevante, mentre se viene dallambito dei motivi non rilevante.
Se lo scopo di una delle parti non ha nessuna rilevanza.
Illiceit della causa: la causa illecita quando contraria a norme imperative (comandi imposti dal
legislatore), ordine pubblico (principi generali dellordinamento, vedi costituzione) e/o buon costume
(contratti immorali). Quando si trova un contratto nullo perch immorale, non possono essere restituite le
prestazioni che sono state gi eseguite.
Lart. 1344 lesempio di una pluralit di contratti individualmente leciti messi in opera per violare una
norma imperativa.
Anche i motivi possono portare a far dichiarare nullo il contratto: bisogna che il motivo sia illecito e sia noto
a entrambe le parti.
La nullit pu derivare anche dalla non determinatezza delloggetto.
Loggetto ritenuto il complesso degli effetti osservati in un momento statico, a differenza della causa che
un elemento dinamico del contratto. Loggetto osservazione statica del contratto (es. nel caso della
compravendita loggetto il diritto e il prezzo, non considerati nel loro rapporto).
Lilliceit pu riguardare sia la causa che loggetto (es. nel caso di contratto con prostituta la causa non
consentita, nellacquisto di droga loggetto stupefacente a e non essere consentito). Nel caso
delloggetto non il momento dinamico a contrastare con la norma imperativa.
Loggetto del contratto devessere lecito, esistente e determinabile.
Se loggetto non c il contratto nullo, se loggetto illecito il contratto nullo. Esso nullo anche se
loggetto non determinato o determinabile. Loggetto pu essere anche solo determinabile, e la
determinazione pu arrivare anche da elementi estranei al contratto, ma predeterminati. La
determinazione pu anche essere rimessa allarbitrio di un terzo, nel qual caso di parla di arbitraggio
(diverso da arbitrato lite rimessa alla decisione, detta compromesso, di un giudice privato detto arbitro). Il
soggetto che compie larbitraggio si chiama arbitratore, al quale si rimette la determinazione delloggetto
del contratto. E una figura molto ricorrente per quei contratti sui quali le parti non hanno totale fiducia
luna nellaltra, ma riconoscono che ci pu essere un terzo che potr determinare loggetto del contratto.

Lultimo dei requisiti previsti come essenziali dal 1325 la forma. Una forma ci sar sempre, se intesa come
meccanismo di esteriorizzazione della volont (es. scritta o orale). Quando specificamente richiesta dalla
legge, ci si riferisce a forme particolari/vincolate, con cui si intende la forma scritta (scrittura cartacea).
La scrittura richiesta non sempre, ma soltanto in casi specifici. In materia di forma la regola la libert, e il
contratto comunque valido. Alcuni contratti, se non conclusi in una certa forma, sono nulli.
Tutti i contratti che incidono su diritti reali su beni immobili devono avere la forma scritta per essere validi,
altrimenti sono nulli. Anche alcuni altri atti che non incidono su diritti reali ma hanno per oggetto immobili
(es. locazione ultranovennale) devono avere forma scritta.
Anche il contratto preliminare deve avere forma scritta se il contratto definitivo dovr avere forma scritta
(i.e. il preliminare assume una certa forma per relazione).
Ci sono altri atti che devono essere fatti in forma solenne (via atto pubblico), altrimenti sono nulli (es. la
donazione).
Altri contratti devono per legge essere redatti in forma scritta: assicurazione, transazione.
Se manca la forma richiesta per la validit latto nullo. Se invece manca una forma che la legge richiedeva
soltanto per la prova, latto valido ma sar difficile provarne sia lesistenza che il contenuto. Non posso
dare prove documentali perch il documento non c, la prova testimoniale esclusa dalla legge, per cui
lunica prova che possibile dare la presunzione/confessione.
Latto pubblico, oltre a essere spesso richiesto per la validit di certi contratti, anche un atto che ha un
valore probatorio particolarmente forte. Tutto ci che un pubblico ufficiale dichiara che avvenuto in sua
presenza, verit incontestabile fino a quando chi ha interesse al fine di provare che ci falso agisca con
una querela di falso per provare che ci che il pubblico ufficiale dichiara falso (tuttavia ci che questi
dichiara una verit difficilmente contestabile). Questa prova riguarda soltanto ci che il pubblico ufficiale
dichiara che avvenuto in sua presenza, ma non il contenuto di tali atti.
Il notaio da una parte pubblico ufficiale, dallaltra professionista. Le verifiche riguardanti ci che i soggetti
gli hanno detto riguarda i suoi compiti di professionista.
La forma pu essere anche pattuita dalle parti (1352): consentita la forma convenzionale.
LEZIONE 3/12/2015
Si indicano tre causole nellambito degli elementi accidentali:
- condizione: una clausola con cui si lega lefficacia del contratto concluso allavverarsi di un avvenimento
futuro ed incerto. Se accadr una certa cosa oggi incerta il contratto produrr i propri effetti (condizione
sospensiva: il contratto una volta concluso non produce ancora i propri effetti, essi restano sospesi fino
allavverarsi della condizione) o cesser di produrli (condizione risolutiva: gli effetti del contratto ci sono ma
sono instabili, perch il contratto potrebbe sciogliersi se si verificasse un certo avvenimento). Un aspetto
qualificante della condizione lincertezza, se lelemento non incerto non pu qualificarsi come
condizione. Normalmente insieme alla condizione si mette anche un termine. Passato il termine se la
condizione non si verificata le parti sono libere come se il contratto non si fosse mai concluso. Fino a che
la condizione pu verificarsi ma non si ancora verificata si parla di pendenza della condizione. Durante la
pendenza vi una delle parti del contratto che ha ancora dei diritti e laltra parte che ha gi una aspettativa
legittima (di diritto) -> c gi una condizione soggettiva, se si verifica la condizione, essa trasforma
laspettativa di diritto in diritto soggettivo. La legge prevede tutele per chi titolare dellaspettativa: egli
pu compiere atti conservativi sul bene oggetto dellaspettativa. I privati devono comportarsi secondo
buona fede, lealt e correttezza nel cado della pendenza. Le parti del contratto sono esplicitamente
obbligate a comportarsi in modo leale e corretto tra loro. E specificamente prevista la finzione di
avveramento della condizione: se una parte ha maturato un interesse affinch la condizione non si verifichi,
e slealmente interviene e impedisce lavveramento della condizione che altrimenti ci sarebbe stato, ottiene
leffetto opposto: la legge finge che la condizione si sia verificata, come sarebbe stato se essa non fosse
stata impedita. Il contratto diventa efficace. Gli effetti della condizione retroagiscono, una volta che essa si
avverata si fa finta che il contratto non sia mai stato concluso (risolutiva) o sia sempre stato efficace
(sospensiva). Se la condizione illecita, tutto il contratto viene contaminato dalla illiceit della condizione
illecita. Potrebbe anche essere che una condizione di per s lecita, se dedotta in condizione diventi illecita.
In questo caso nulla sia la condizione sia lintero contratto. La condizione disciplinata anche in materia
testamentaria ma in questo caso diverso: la condizione illecita cade, ma il testamento rimane valido
perch il testatore morto e non si pu rifare. I contraenti provano invece lefficacia del proprio contratto
quando in vita: esso pu essere rifatto. La condizione pu essere impossibile: se sospensiva, rende il
contratto nullo, perch si sottopone lefficacia del contratto a un avvenimento futuro che non potr mai
accadere. Se risolutiva, il contratto sar perfettamente stabile fin dalla sua conclusione ( come se la
condizione non ci fosse, perch non potr mai avvenire).
- termine: non ha una propria disciplina normativa specifica. Dalle regole in materia di adempimento, si
ricavano le regole sul termine di efficacia. E un momento futuro certo (che arriver certamente): a partire
del quale il contratto comincer a produrre i propri effetti (termine iniziale) o smetter di produrre i propri
effetti (termine finale). La distinzione tra condizione termine la certezza: se levento certo un
termine (anche se non specificata una data specifica), se incerto una condizione.
- modo o onere: solo per gli atti gratuiti. Nei rapporti tra vivi disciplinato solo per la donazione (esiste
anche il modus/onere testamentario). Ha quindi portata circoscritta, non pensabile per contratti a
prestazioni corrispettive o onerosi. E definito come il peso che limita il vantaggio del donatario. Il modus
crea una obbligazione sul destinatario dellatto gratuito a fare/dare/non fare certe cose. Non necessario
per la validit del contratto di donazione che ci sia il modus.
NB. Condizione e termine valgono per qualsiasi tipo di contratto.

Il contratto si esprime con delle costruzioni semantiche. Sono possibili pi significati: interpretare significa
ricavare con certezza uno dei significati. Il legislatore dispone numerose regole sullinterpretazione del
contratto. Si dividono in:
i) regole di interpretazione soggettiva: finalit di ricostruire la comune intenzione delle parti.
ii) regole di interpretazione oggettiva: sono rivolte semplicemente a dare un significato univoco
(non equivoco) al contratto o a una sua clausola.
Queste famiglie di regole sono in rapporto gerarchico: viene prima linterpretazione soggettiva, e solo se il
significato del contratto resta incerto, si potr fare ricorso alle regole di interpretazione oggettiva.
Anche nellinterpretazione del contratto bisogna dare un significato che darebbe una persona leale e
corretta (buona fede oggettiva, un criterio prevalente su entrambi i tipi di interpretazione).
Linterprete di norma il giudice, perch linterpretazione utile quando c una lite.
Il giudice ragiona come soggetto leale e corretto, poi, oltre al testo del contratto guarda alla condotta delle
parti durante le trattative, la conclusione e il rapporto contrattuale.
Si cerca linterpretazione sistematica: il contratto va valutato nel suo complesso, non si pu cercare il
significato di una clausola come se le altre non ci fossero. Tentare di interpretare individualmente parti del
contratto sarebbe anche un atto contrario alla regola della buona fede oggettiva.
Se tra due o pi possibili significati, solo con uno di essi il contratto sar valido, allora il giudice deve optare
per linterpretazione che render valido il contratto ( una regola di interpretazione oggettiva, che si pu
applicare solo dopo che quelle soggettive non hanno dato esito).
Se il contratto oneroso e non si capito quale sia il significato, linterprete dovr interpretarlo in modo da
equilibrare gli interessi delle parti. Altrimenti, se a titolo gratuito, andr inteso con il significato che lo
renda meno oneroso per il sacrificato.
Esistono inoltre atti per cui non possibile capire se siano a titolo gratuito o oneroso.

Il contratto ha forza di legge tra le parti: non produce effetti riguardo ai terzi salvo casi previsti dalla legge.
Vincola quindi le parti con la stessa forza della legge, cio le regole di fonte volontaria (purch rispettino le
norme di legge) hanno la stessa forza delle regole di legge. Rispetto a coloro che parti non solo vale una
regola opposta: il contratto non produce effetti riguardo ai terzi, se non in casi previsti dalla legge.
Tra questi casi ve n uno di portata generale: il contratto a favore di terzi, in cui si prevede in termini
generali che il contratto possa produrre effetto favorevole a un soggetto estraneo tra le parti (es.
assicurazione sulla vita, in cui si prevede che la somma assicurata andr a vantaggio di un soggetto diverso
dal contraente).
La regola di efficacia del contratto verso i terzi elimina radicalmente gli effetti sfavorevoli verso terzi, ma
non quelli favorevoli che possono esserci in certi casi, sempre che il terzo non decida di rifiutare tali effetti.
Questa regola riguarda il criterio di salvaguardia della sfera giuridica di ognuno da effetti negativi di atti di
volont altrui. C sempre la possibilit di rifiutare. Questo principio non si esprime soltanto negli effetti del
contratto verso terzi, ma anche ad esempio nel modo di acquisto del legato: il legato sempre un diritto
che si aggiunge, mai un passivo. Il legatario non risponde delle passivit eventualmente caricate su di lui dal
testatore oltre il valore attivo del legato. Per acquistare un vantaggio proveniente dalla volont altrui non
c bisogno di accettarlo esplicitamente. Esso pu comunque essere rifiutato.

Esistono elementi che causano linvalidit del contratto fin dalla sua conclusione, mentre altri che,
sopravvenuti, portano alla risoluzione dello stesso.
Si distinguono difetti genetici (genesi di invalidit) e difetti sopravvenuti (cause di risoluzione).
Linvalidit si divide in nullit e annullabilit (in parte anche la rescindibilit/rescissione del contratto
unipotesi di invalidit). La nullit pi grave, lannullabilit la meno grave.
Alcuni contratti sono totalmente privi di volont, in tal caso non si parla di nullit ma di inesistenza del
contratto (es. il contratto concluso durante una rappresentazione teatrale). Spesso si considera inesistente
il testamento che non abbia forma scritta. Mentre un contratto nullo pu essere eseguito e sanato da
coloro che possono dargli efficacia, se inesistente c una totale mancanza di effetti. Mentre inesistenza
significa totale assenza di effetti, nullit no. Anche un contratto nullo pu produrre effetti, e comunque per
dichiarare la nullit del contratto necessaria una sentenza.
La nullit deriva da: mancanza di elementi essenziali, illiceit di elementi essenziali,
inesistenza/indeterminatezza delloggetto. Il contratto nullo tutte le volte che la legge dice che un certo
vizio porta la nullit.
I casi di annullabilit sono pochi e specificamente previsti dalla legge, e si legano per lo pi a una volont
formata male. Se la volont c ma difettosa la conseguenza lannullabilit del contratto.
Lannullabilit testuale mentre la nullit virtuale: la annullabilit c solo se specificamente prevista,
altrimenti sempre nullit.
La nullit pu essere dichiarata dufficio dal giudice, anche se nessuna parte la chiede (di propria iniziativa).
Per lannullabilit invece il giudice non pu fare nulla se non richiesto dalle parti.
La sentenza che fa valere lannullabilit costitutiva: annulla un contratto che fino a quel momento non era
annullato ma soltanto annullabile. La sentenza di nullit dichiarativa, il contratto nullo lo fin dallinizio, il
giudice lo accerta soltanto.
Il contratto nullo non pu mai (salvo rari casi) recuperare la propria efficacia, invece il contratto annullabile
pu essere sanato e reso valido (convalida). La convalida un atto unilaterale con cui la parte che potrebbe
annullare dichiara di convalidare e non c bisogno dellaccettazione della controparte, perch linteresse
tutelato quello della parte che convalida. Lannullamento invece devessere pronunciato dal giudice, non
basta la volont.
Il contratto nullo non pu essere sanato (recuperare efficacia). Eccezioni: il testamento nullo non perde
efficacia. Altri contratti tipici anche se dichiarati nulli non perdono gli effetti prodotti fino al momento in cui
sono dichiarati nulli (es. contratto di lavoro subordinato).
Lart. 1424 stabilisce una regola generale di conversione del contratto nullo: un contratto nullo pu
produrre gli effetti di un diverso contratto del quale abbia tutti i requisiti di forma e sostanza, che le parti
avrebbero voluto se avessero saputo che il contratto era nullo. In questo caso il contratto nullo si converte
nellaltro contratto e non perde i suoi effetti. Ci avviene spesso per il contratto di locazione immobiliare.
La dichiarazione di nullit pu essere chiesta da tutti coloro che possono avere interessi da tale
dichiarazione (anche terzi). Lannullamento possono chiederlo solo le parti del contratto la cui volont si
formata male (quella protetta dallannullamento).
Una differenza tra nullit e annullabilit riguarda la prescrizione dellazione. Per la nullit non c
prescrizione, chiunque e in ogni tempo potr richiedere la dichiarazione di nullit. Per lannullamento
invece si ha una prescrizione di 5 anni. Questo termine di prescrittibilit breve vale solo per lazione del
contratto, ma non per leccezione.
LEZIONE 4/12/2015
Quando la legge preveda un prezzo/regola imposta con norma imperativa che entra a scalzare la regola
voluta dalla volont delle parti, non si applica la regola generale della comune volont delle parti.
Lo stesso avviene ad esempio nel caso di mutui a tassi usurari, che diventano mutui gratuiti per legge
(anche se il mutuante non lo avrebbe voluto).
Per i contratti plurilaterali, se nulla ladesione di una sola delle parti, ma ladesione/accordo delle altre
parti valido, va ricostruita lipotetica volont delle parti. Se le parti per cui il contratto valido avrebbero
voluto comunque lo stesso anche senza la parte la cui adesione nulla, il contratto resta valido, altrimenti
diventa invalido.

Per quanto riguarda lannullabilit, le cause sono circoscritte e tendono a essere accomunate dalla volont
di una delle parti che si formata in modo sbagliato: ad esempio, il contratto concluso
dallinterdetto/minore di et non ha come conseguenza la nullit dellatto, ma lannullabilit. Ogni volta che
latto viene compiuto dal rappresentante ma senza il rispetto delle regole imposte dalla legge, tale atto
annullabile.
I vizi della volont/specificamente vizi del consenso nel caso dei contratti (altre ipotesi di cattiva formazione
della volont) portano allannullabilit del contratto, sono tre:
1) errore: la falsa rappresentazione della realt. Sulla base di questa rappresentazione sbagliata una
parte decide di concludere un contratto che, in assenza dellerrore, probabilmente non avrebbe
concluso o avrebbe concluso a condizioni diverse. A questo punto pu esserci lannullabilit del
contratto, solo da parte della parte che era in errore. Non qualsiasi errore consente lannullabilit
del contratto. Lerrore, per reggere la domanda di annullamento del contratto, devessere
essenziale e riconoscibile (1428). Lerrore si pu considerare essenziale se cade sulla natura (causa)
o sulloggetto del contratto, sullidentit (contenuto) delloggetto della prestazione, sulla qualit
dellaltro contraente. Lerrore, quando diritto (in pochissimi casi, quegli atti normativi che non
possono nemmeno considerarsi fonti normative in senso proprio, ma atti di rango molto basso),
pu giustificare lannullabilit, per esso devessere stato la ragione unica/principale del contratto.
Lerrore non soltanto devessere essenziale ma anche riconoscibile, da parte della controparte. La
controparte deve quindi essere in grado di riconoscere lerrore. In questo caso la parte in errore
potr chiedere di annullare il contratto perch la sua volont viziata. Se lerrore non
riconoscibile dalla controparte, bench essenziale, si preferisce tutelare laffidamento della
controparte, che riteneva di concludere un contratto valido.
C anche lerrore ostativo: lerrore nella trasmissione della volont, per cui si scrive/trasmette
qualcosa radicalmente diverso da ci che si voleva. In questo caso c quindi una totale discrepanza
tra quanto voluto e dichiarato, per cui manca la volont in ci che si dichiarato. Anche lerrore
ostativo conduce alla annullabilit del contratto (non nullit).
Un mero errore di calcolo non produce effetti sul contratto, semplicemente viene rettificato, ma
non incide sulla validit del contratto.
2) violenza (art. 1434): si parla di violenza morale, ossia minaccia di un male ingiusto e notevole.
Violenza fisica sarebbe invece una forza fisica per cui laltra parte viene costretta a concludere il
contratto. E pi unipotesi teorica che reale. La violenza morale invece una minaccia volta a
indurre la parte a concludere il contratto. Il presupposto dellannullabilit che anche il minacciato
esprime una volont: sceglie se correre il rischio o concludere il contratto. Tuttavia tale volont si
formata male. La violenza devessere: la minaccia di un male ingiusto (la minaccia di far valere un
diritto non invece considerata violenza: es. la minaccia di un creditore di chiedere il fallimento
non violenza, se rivolta a soddisfare il diritto), la minaccia devessere di un male notevole (la cui
valutazione non oggettiva, ma deve considerare determinate caratteristiche soggettive dei
soggetti). La minaccia, se proviene da un terzo rispetto alle parti del contratto, comunque non
consente di tutelare laffidamento della controparte della parte minacciata. E lunico caso in cui
non c la tutela dellaffidamento della controparte. Non rilevante ai fini della annullabilit del
contratto il timore reverenziale. La minaccia per essere tale non deve essere esplicitata in parole
violente, chiare e inequivocabili, ma dipende dalla fattispecie considerata. Il timore reverenziale
invece rileva per lannullamento del matrimonio, che pu essere invalidato non solo se concluso a
seguito di una minaccia ma anche a causa del timore reverenziale.
3) dolo (artt. 1439, 1440) non il dolo che sta insieme alla colpa (volont di compiere latto illecito): in
questo caso il raggiro/imbroglio, con cui si induce una delle parti a sbagliare. E un errore non
spontaneo, ma provocato dallaltrui raggiro, che conduce allannullabilit del contratto senza
bisogno di valutare che il raggiro abbia provocato un errore essenziale oppure no. Se il dolo
proviene dalla controparte, non c problema di riconoscibilit. Se lattivit subdola proviene da un
terzo, la legge richiede comunque che la parte non raggirata sapesse dellattivit dolosa che ha
indotto in errore la parte che ha sbagliato. Pu essere dolo essenziale: il contratto senza il raggiro
non sarebbe stato concluso (potr essere annullato). Oppure dolo incidente: porta una delle parti a
concludere il contratto a condizioni meno vantaggiose di quelle che avrebbe avuto se il dolo non ci
fosse stato. In questo caso non impone/consente la annullabilit, ma impone chi ha provocato il
danno a risarcirlo. Linterpretazione giurisprudenziale individua il dolus bonus: piccola/media
esagerazione nellesaltazione dei propri prodotti/servizi sul mercato, che per conoscibile dalle
parti (es. pubblicit).
Il contratto concluso da una parte in questi casi annullabile.

La rescissione consegue a due difetti di formazione del contratto. Avviene in seguito a due ipotesi:
a) contratto concluso in stato di pericolo: il contratto concluso solo perch la situazione mette in
pericolo il soggetto che lo conclude.
b) contratto concluso in stato di bisogno: il rischio riguarda il patrimonio del soggetto (concludo il
contratto perch voglio salvaguardare il patrimonio).
In entrambi i casi ci sono elementi che distorcono la volont. Il legislatore tuttavia non ritiene che questi
casi siano abbastanza rilevanti ai fini della annullabilit del contratto. In entrambi i casi per portare alla
rescissione del contratto, c bisogno di altri elementi, quali liniquit delle prestazioni del rapporto
contrattuale e il fatto che la controparte abusi dello stato di pericolo dellaltra parte. In questi casi il
contratto pu essere rescindibile.
Nel caso del contratto concluso in stato di bisogno, necessario che il bisogno economico abbia spinto una
delle parti a concludere un contratto che non avrebbe mai concluso. Liniquit tra le prestazioni devessere
ultra medium (pi della met), ossia la sproporzione in questo caso quantificata. Il terzo requisito
lintenzione da parte della controparte di approfittarsi dello stato di bisogno dellaltra parte. In questi casi,
se la controparte si approfitta della situazione, si pu avere la rescissione del contratto.
Quando ci sono tutti i requisiti nei due casi, la parte lesa potr chiederne la rescissione.
Rescindere significa sciogliere il rapporto contrattuale, cio porre nel nulla gli effetti prodotti da quel certo
contratto. Dal punto di vista delle regole, ci sono delle stranezze: alcune si avvicinano allannullabilit, altre
alla nullit. Non si pu convalidare il contratto rescindibile (vedi nullit). Per, lazione di rescissione si
prescrive soltanto in un anno dal momento in cui cessato il pericolo/bisogno (vedi annullamento,
addirittura meno tutelante per la parte in difficolt).
La parte che si approfittata della situazione altrui pu evitare la rescissione riportando in equit le
prestazioni contrattuali (integrando la propria prestazione per ricondurla allequit). Una volta che si
concretizzato il presupposto della rescindibilit, necessario riportare in equilibrio totalmente il contratto.
Risolvere il contratto significa sciogliere il rapporto contrattuale.
La risoluzione dipende da tre situazioni in cui il rapporto contrattuale, che sono:
a) linadempimento di una o pi prestazioni (obbligazioni) nate dal contratto: il rapporto non funziona
quindi come le parti avevano previsto. Art. 1453 e ss., la pi importante di queste tre ipotesi. Il
creditore di fronte allinadempimento in generale tutelato dal risarcimento, ma quando
linadempimento nasce da un contratto a prestazioni corrispettive, c anche la possibilit di
tutelarsi mediante lo scioglimento del contratto. Oltre a chiedere il risarcimento, in questi casi si
pu sciogliere il contratto. La risoluzione non sostituisce il risarcimento, ma si affianca ad esso. I
requisiti per la risoluzione del contratto per inadempimento sono: il contraente fedele, in caso di
inadempimento ha due possibilit: agire per ricevere ladempimento o per risolvere il contratto.
Tuttavia non esiste sempre una azione di adempimento forzoso. Ladempimento non possibile in
generale, ma solo in certi casi (vedi parte sulle obbligazioni). Quando si rientra in una di queste
ipotesi il contraente fedele pu scegliere come precedentemente descritto. Fintanto che il
contraente fedele agisce per avere ladempimento, pu sempre cambiare verso la risoluzione, ma
non possibile il contrario: una volta chiesta la risoluzione non potr pi richiedere ladempimento
forzato. La risoluzione del contratto possibile non di fronte a qualsiasi inadempimento, esso deve
avere un connotato specifico: il contratto deve non avere scarsa importanza riguardo linteresse
della parte che chiede la risoluzione. Linadempimento di scarsa importanza non basta per ottenere
la risoluzione del contratto. La risoluzione di inadempimento si divide in una risoluzione generale
per inadempimento costitutiva (la sentenza): il giudice con la sentenza costitutivamente risolve un
contratto che fino a quel momento non era stato sciolto. Esistono anche tre ipotesi di risoluzione
automatica/di diritto in cui il contratto viene sciolto automaticamente, in questi casi il giudice deve
semplicemente accertare che il contratto gi si sciolto quando si sono manifestati quei
presupposti (sentenza dichiarativa). Sono:
- la diffida ad adempiere: se si verificato ladempimento, a seguito di un ulteriore termine senza
adempimento (conseguente la diffida), il contratto pu essere risolto. Devessere chiaro nella
diffida che leffetto dellulteriore inadempimento sar la risoluzione. La parte debitrice sa che allo
scadere dellulteriore termine (normalmente 15 giorni) vi sar risoluzione. Bisogna comune che
linadempimento sia non scarsamente importante perch ci possa essere la risoluzione. Ci non
vale per gli altri due casi.
- la clausola risolutiva espressa: una prescrizione contenuta nel contratto con cui le parti si
accordano che se una delle due incorrer nella situazione descritta dalla clausola, leffetto sar la
risoluzione automatica. Perch la clausola funzioni non devessere generica, ma specifica e
devessere chiaro qual linadempimento ipotizzato che porter alla risoluzione del contratto. Dal
verificarsi dellinadempimento descritto dalla clausola, nasce un diritto potestativo di sciogliere in
contratto in qualsiasi momento in capo al contraente fedele, ma finch la dichiarazione di volont
non venga fatta ladempimento comunque vincolante per laltra parte. La risoluzione non
immediata e automatica, ci che succede automaticamente che in capo al contraente fedele
nasce un diritto di sciogliere il contratto con una sua dichiarazione in qualunque momento.
- il termine essenziale: il termine oltre il quale la prestazione inadeguata a soddisfare linteresse
del creditore. Pu essere soggettivamente essenziale o oggettivamente essenziale. Nel termine
essenziale, a differenza di una clausola risolutiva espressa, leffetto risolutivo non automatico allo
scadere del termine, ma automatico dopo tre giorni dallo scadere del termine, salvo che la parte
fedele voglia ancora la prestazione. Il termine essenziale soggettivo quello dichiarato dalle stesse
parti oltre il quale il contratto si risolva.
b) limpossibilit oggettiva di adempiere a una delle obbligazioni dovute per il contratto: la mancanza
delladempimento non dovuta a inadempimento, ma alla oggettiva impossibilit di adempiere.
Quindi, se prestazioni sono gi state effettuate andranno restituite, se non sono state effettuate
non andranno eseguite. Se limpossibilit precedente alla conclusione del contratto abbiamo un
contratto nullo, altrimenti se successiva c la possibilit di risolvere il contratto per impossibilit
sopravvenuta.
c) la prestazione diventata troppo onerosa rispetto a quanto previsto al momento dellaccordo. Lo
squilibrio in questo caso non genetico, ma sopravvenuto. Lo squilibrio interviene dopo la
conclusione del contratto. Pu portare allo scioglimento del contratto solo se sia provocata da
eventi straordinari e non prevedibili precedentemente. Per evitare la risoluzione in questo caso il
contraente che deve ricevere la prestazione pu integrare la propria.
Queste tre situazioni consentono lo scioglimento del contratto, a istanza della parte che patisce questo
imprevisto potr esserci lo scioglimento del contratto.
Esistono contratti la cui risoluzione possa essere fortemente afflittiva per una delle parti del contratto. Ci
non impedisce tuttavia la risoluzione del contratto nel caso in cui vi siano i presupposti dello scioglimento.