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Corso di

COSTRUZIONE DI STRADE
Prof. Ing. Maurizio Bocci
A.A. 2015/2016

I BITUMI STRADALI

Corso di Costruzione di Strade A.A. 2015/16 Prof. Maurizio Bocci


I L BITUME COME LEGANTE PER IMPIEGHI STRADALI
Classificazione dei leganti:
1. Leganti Idraulici: cemento, calce, loppa.
2. Leganti Organici: polimeri, polimeri + bitume, idrocarburici
(es. bitumi tradizionali, cutback asphalts, emulsioni bituminose)

In un conglomerato bituminoso, il bitume ha la funzione di conferire alla miscela la


necessaria coesione per poter resistere alle sollecitazioni di taglio e flessione
dovute ai carichi superficiali indotti dal passaggio degli pneumatici (carico di
traffico)

dominio di resistenza

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I L BITUME COME LEGANTE PER IMPIEGHI STRADALI

Caratteristiche del bitume:


Materiale termo-plastico, che cambia la sua consistenza e viscosit al variare
della temperatura (comportamento termo-dipendente);
Materiale con potere legante e impermeabilizzante

1. Storicamente i primi impieghi di bitume in campo stradale hanno riguardato la


antipolverizzazione delle massicciate stradali (attuali processi di
depolverizzazione)
2. Inizialmente vennero impiegati bitumi naturali ottenuti naturalmente dopo
processi di filtrazione, modificazione chimica ed evaporizzazione dal
petrolio
3. Il bitume industriale una miscela di idrocarburi e loro derivati metallici e
non, ricavati come sottoprodotto della distillazione del petrolio
4. La distillazione un processo fisico durante il quale vengono separate le fasi
di una miscela (petrolio grezzo) per effetto delle diverse temperature di
ebollizione e di condensazione che competono a ciascuna di esse

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PROCESSO PRODUTTIVO DEL BITUME
Schema di frazionamento del greggio di petrolio

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PROCESSO PRODUTTIVO DEL BITUME

A seconda del tipo di petrolio si avranno differenze sia nella qualit che nella
quantit del bitume ricavato

Sebbene da una tipologia di greggio si possa ottenere una maggiore quantit di


bitume non detto che questo abbia qualit superiori agli altri

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CHIMICA DEL BITUME
le propriet meccaniche e fisiche del bitume influenzano le prestazioni in opera
le propriet meccaniche e fisiche sono strettamente legate alla composizione
chimica e strutturale del bitume
Analisi Chimica Elementare Verifica stechiometrica

Idrocarburi

Sostanze non metalliche

Sostanze metalliche

1. N, S, O, pur presenti in quantit ridotte influenzano notevolmente le


caratteristiche del bitume
2. lanalisi elementare non consente di evidenziare la composizione molecolare

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CHIMICA DEL BITUME

Analisi Chimica Strutturale della Materia

Lanalisi strutturale della materia distingue gruppi di molecole che presentano


caratteristiche simili.
I metodi di frazionamento rappresentano uno strumento utile per la conoscenza
della organizzazione molecolare interna di un idrocarburo
Secondo Richardson, nei bitumi si possono distinguere le seguenti classi:
carboidi: prodotto insolubile in solfuro di carbonio CS2
carbeni: prodotto solubile in CS2 ed insolubile in tetracloruro di carbonio CCl4

asfalteni: prodotto solubile in CS2 e CCl4 ed insolubile in un alcano bassobollente

(n-eptano o n-pentano, con p.e. intorno ai 30-40C)


malteni: prodotto solubile in ognuna delle precedenti sostanze; a loro volta si

suddividono in resine e oli ricavati attraverso un procedimento detto di


adsorbimento (resine) ed eluizione (oli)

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CHIMICA DEL BITUME
Nel bitume i carboidi ed i carbeni sono presenti in quantit modeste (per norma il
quantitativo percentuale di carboidi deve essere inferiore all 1%)
Bitume = Asfalteni + Malteni (resine e oli)
Gli asfalteni
polveri solide, friabili, di colore bruno
elevato peso molecolare (molecole di natura aromatica)
solitamente contengono eteroatomi che conferiscono polarit alla molecola
danno corpo al bitume e sono presenti circa per il 1020% in peso
Le resine
sostanze semi-solide appiccicose che conferiscono al bitume le propriet leganti e
impermeabilizzanti
composizione simile a quella degli asfalteni seppur con minore polarit
fungono da agenti peptizzanti per gli asfalteni
in assenza di essi gli asfalteni tenderebbero ad aggregarsi e a flocculare
Gli oli
liquidi bianchi o incolori
basso peso molecolare
fungono da agenti flocculanti nei confronti degli asfalteni
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MODELLI FISICI PER IL BITUME
possibile definire/rappresentare chimicamente il bitume come una dispersione di
asfalteni negli oli, mentre le resine costituiscono il fattore di peptizzazione
(consentono la dispersione degli asfalteni negli oli)

Nellesteyn (1924)
Struttura colloidale rappresentata dalla dispersione di
una sostanza solida (nucleo grafitico) allinterno di un
fluido (mezzo oleoso)

Ipotesi attuale
resine peptizzate Le micelle si assumono costituite da asfalteni che
adsorbono sulla propria superficie le resine (malteni) a
A A A
loro volta disperse negli oli.
La tendenza delle micelle a flocculare tanto pi
A A
impedita quanto pi viscosi sono gli oli.
oli

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REOLOGIA DEL BITUME

La reologia studia il comportamento tenso-deformativo di un materiale in funzione


della temperatura
Il bitume presenta un comportamento visco-elastico associato ad una marcata
dipendenza dalla temperatura

Reologia + analisi Modelli Matematici legami costitutivi

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REOLOGIA DEL BITUME

Il comportamento reologico di un bitume si modifica al variare della temperatura, in particolare


possibile affermare quanto segue:

Per ogni bitume esiste una temperatura (T*) tale che per T > T* il comportamento reologico
possa essere associato a quello di un materiale incapace di resistere staticamente a forze di
taglio rappresentato da un fluido

T > T* bitume = fluido perfetto

Esiste una temperatura (Tg) detta temperatura di transizione vetrosa tale che per T < Tg il
comportamento reologico possa essere associato a quello di un solido

T < Tg bitume = solido perfetto

solido visco-elastico liquido visco-elastico


solido liquido
Tg T*

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IL TASSO DI SCORRIMENTO PER FLUIDI VISCOSI

vx Tasso di scorrimento o velocit di deformazione angolare


y

Fluido puramente viscoso

Newtoniano: Non Newtoniano:


f una funzione lineare f una funzione non lineare

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REOLOGIA DEL BITUME
Solido a comportamento elastico Fluido newtoniano

E e h g
E = modulo di elasticit h = viscosit

t t

e g

t t

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COMPORTAMENTO DEL BITUME


Dipendenza dal tempo di carico e
dalla temperatura

g
gv ge
ger ger
ge gv

t
E*(t1, T1) = E*(t2, T2)
t1 > t2
T1 < T2
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PROVE EMPIRICHE SUI BITUMI STRADALI

Non consentono di calcolare le


propriet fondamentali del bitume
in quanto vengono effettuate in
condizioni tali da non poter
risalire n al gradiente di
deformazione imposto, n allo
stato di tensione applicato

Continuano ad avere una


notevole importanza (valore
comparativo) grazie alla grande
mole di dati sperimentali
disponibili

Attualmente rappresentano il riferimento sulla base del quale si fondano le


attuali norme CNR e UNI EN per laccettazione dei bitumi.
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Prova di Penetrazione (UNI EN 1426)
Scopo: determinazione della consistenza del bitume tramite
la misura della penetrazione [dmm] di un ago
normalizzato in un campione di bitume condizionato.
Peso applicato: 100 g
Profondit contenitore: 35 - 100 mm
Diametro contenitore: 55 -70 mm
Diametro ago: 1.00 1.02 mm
Condizionamento: 1h@25C
Tempo di penetrazione: 5 sec
Numero ripetizioni: 3
Posizione ripetizione: ad almeno 10 mm dal bordo
contenitore e almeno 10 mm luna dallaltra

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Prova di Palla-Anello (UNI EN 1427)

Scopo: determinazione del punto di rammollimento [C] del bitume in un intervallo di


temperatura tra 30 e 150C. Fornisce una stima del punto di passaggio da uno stato visco-elastico
a uno puramente viscoso.

Dischetto di bitume colato: diametro di circa 19 mm e dello spessore di 6 mm


Temperatura iniziale: 5C
Biglia di acciaio: peso 3.5 g / diametro 9.50 mm
Gradiente termico: 5C/min
Distanza piastrina: 25 mm

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Indice di penetrazione (IP)

20 500 A log 800 log( pen @ 25C )


IP A
1 50 A TR& B 25
Il parametro A rappresenta la suscettivit termica
IP (-10 < IP < 20) decresce allaumentare della suscettivit termica dei bitumi e risulta
compreso tra -1 e +1 per bitumi stradali di buona qualit.
log(pen.)
[dmm]

tga = A

log(800)

log(pen@25C)

25 T R&B T [C]

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Viscosit dinamica con il metodo cilindri coassiali (UNI EN 13702-2)
Scopo: determinazione della viscosit dinamica di bitumi in un intervallo di temperature

Tempertaure di prova: 60, 100, 150C (135C per ASTM D 4402-02)


Condizionamento: 30 minuti a temperatura costante
Gradiente di deformazione a taglio (shear rate): 1 s-1 ,10 s-1, 100 s-1
Tempo di misurazione: quando misura in equilibrio tipicamente 30 sec

Viscosit [mPa*s]
100000

1000

10
60 80 100 120 140 160
Temperatura [C]

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Rolling Thin Film Oven Test (UNI EN 12607-1)
Scopo: riprodurre linvecchiamento del bitume a breve termine (miscelazione, stesa e
compattazione). La prova consente di trattare termicamente il bitume ed possibile effettuare
qualsiasi tipologia di test sul bitume prima e dopo il trattamento, al fine di verificarne il
cambiamento della reologia.

Numero contenitori cilindrici: 8


Peso campione: 35 g
Temperatura flusso daria calda: 163C
Portata costante: 4 l/min
Velocit rotazione: 15 giri/min
Tempo di prova: 75 min

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Rolling Thin Film Oven Test (UNI EN 12607-1)

P2 P1 e P2 : valori di penetrazione,
Penetrazione residua (25C): 100 rispettivamente prima e dopo il
P1 trattamento

T1 e T2: valori del punto di


Cambiamento del punto di rammollimento: T2 T1 rammollimento, prima e dopo il
trattamento

h2 1 e 2: valori di viscosit, prima e


Rapporto di viscosit (60C):
h1
dopo il trattamento

M0: massa del contenitore vuoto (tara)

M M1 M1: massa del campioni di bitume e


Cambiamento di massa: 100 2 del contenitore prima del trattamento
M1 M 0
M2: massa del campioni di bitume e
del contenitore dopo del trattamento

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Prova Fraass (UNI EN 12593)
Scopo: misurare la fragilit di un bitume a bassa temperatura tramite la determinazione del punto di
rottura del bitume per flessione ciclica con metodo standardizzato

Spessore del film di bitume: 0,5 mm,


Dimensione piastrina metallica: 41 x 20 x 0,15 mm3
Gradiente termico: 1C/min
Frequenza delle sollecitazioni flessionali: 1 giro/sec,
Punto di rottura: temperatura [C] alla quale si forma la prima lacerazione del campione

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Prova di Duttilit (UNI EN 13589, CNR 44-1974)
Scopo: misura delle caratteristiche a trazione di un bitume attraverso lelongazione di campioni
standard in bagno termostatico.
Temperatura di condizionamento: 90 minuti
Temperatura di prova: 5 o 25C
Velocit di elongazione: 50 mm/min

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Ritorno Elastico (UNI EN 13398)
Scopo: misura le propriet di recupero elastico un bitume attraverso un duttilometro..

Temperatura di condizionamento: 90 minuti


Temperatura di prova: 25C
d
Velocit di elongazione: 50 mm/min RE 100
Elongazione predeterminata: 200 mm 200
Tempo di recupero: 30 minuti
d distanza tra le due estremit

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SPECIFICHE PER I BITUMI PER APPLICAZIONI STRADALI
(UNI EN 12591)
La Norma Italiana UNI EN 12591 specifica le propriet ed i relativi metodi di prova per i
bitumi per applicazioni stradali che sono idonei per lutilizzo nella costruzione e nella
manutenzione delle strade e che vengono ottenuti dai processi di raffinazione del petrolio
greggio.

Tabella che descrive le classi di bitume maggiormente utilizzate in Italia e loro caratteristiche
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SPECIFICHE PER I BITUMI PER APPLICAZIONI STRADALI
(UNI EN 12591)

Pen@25C:
20 330 dmm

Pen@25C:
250 900 dmm

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