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ER VIAGGIO DE ZOE

SOMMARIO: 4. Quasi che me sto a ambienta!

5. Arieccolo, finalmente.
1. Ma ndo so finita?
6. Questo er posto mio!
2. Qui se sta a peggiora.

3. Finalmente na faccia amica!


I CAPITOLO

Ma ndo so finita?
primavera: il sole splende sopra le nuvole che gal-
leggiano nel cielo, laria frizzante e il vento accarez-
za dolcemente i campi in fiore.
Zoe sta passeggiando nel parco, soprappensiero: vuo-
le raccogliere un po di cicoria ed erba commestibile
da mangiarsi a pranzo. Scruta con attenzione ogni
angolo di quellimmensa distesa verde quando, da
lontano, il suo sguardo viene catturato da una strana
macchia nera. Si avvicina incuriosita: vuole scoprire
se ci che ha visto reale o se solo frutto della sua
immaginazione.
l davanti, reale, ha una forma circolare con tutte
linee incasinatissime.
Zoe non impazzita e, in quella macchia, sembra
riconoscere uno scarabocchio.
Pensa: Nce posso crede oh! Ma davero no scara-
bocchio sospeso nellaria?!! Quante ne devo vede a
sto monno!.
La curiosit di Zoe si fa sempre pi grande, tanto da
spingerla ad avvicinarsi ancora. Piano piano Zo.
Sta calma che va tutto bene. Mica c da preoccupas-
se no? solo no scarabocchio: nun mozzica. dice a

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se stessa, cercando di tranquillizzarsi.
Mentre lo fa, per, quelle linee ingarbugliate, che pri-
ma sembravano non avere vita, iniziano a muoversi,
creando percorsi e strane geometrie.
Intorno a lei, i ciuffi derba si dispongono ordinata-
mente su due file, come a voler creare un passaggio
per lo scarabocchio. Zoe confusa, ma questo non le
impedisce di avventurarsi. Pi si avvicina e pi le linee
iniziano ad aggrovigliarsi intorno alle sue gambe, tra-
scinandola dentro a quel misterioso vortice, che tutto
sembra essere tranne che tranquillo.
Comincia a precipitare in mezzo a migliaia di colori
che emanano fortissimi fasci di luce e si dispongono
disordinatamente, creando giochi di chiaro-scuro.
Zoe non riesce a vedere nulla ed impaurita. Inizia a
farsi milioni di domande ma a nessuna riesce a dare
una risposta, perch in pochi secondi si ritrova
a dover fare i conti con una realt completamente op-
posta alla sua: una realt surreale.
spaesata, attorno a lei non riconosce nulla, e lan-
sia si fa sempre pi viva quando inizia a vedere gli
abitanti di quel posto: sono creature inquietanti, volti

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giganteschi, personaggi strambi con espressioni cupe,
tutti con lo sguardo rivolto verso di lei. Tante piantine
docchio, alberi e fiori con teste grandissime e colora-
te, teste unite e fluttuanti, sassi morbidi e giganti, con
mani, occhi, naso e bocca. I colori del cielo cambiano
ed iniziano a farsi sempre pi spenti.
Zoe terrorizzata, si sente sola e non sa cosa fare.
Cerca di trovare una risposta alle infinite domande
che, da quando atterrata in quel mondo, la tormen-
tano.
Ma che sta a succede oh? Do so finita? Ma perch
me devono succede tutte a me ste cose strane? Mo
che faccio? Do vado? A chi me incollo? Qui nessuno
pare apposto! Tutto questo non le trasmette nessuna
emozione positiva.

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II CAPITOLO

Qui se sta a peggiora.


Nel panico pi totale comincia a muoversi allinterno di
quel mondo che la circonda: lo tocca, lo annusa, lo ascolta
e lo osserva in tutta la sua stranezza.
Il terreno dove poggia i piedi morbido, cos morbido che
le trasmette la sensazione di sprofondare.
Prova a staccarne un pezzo e questo viene via senza trop-
pa fatica, lasciando
un vuoto che, in un istante, si rimargina e diventa terreno
fertile per una nuova pianta occhio.
Ammazza che strano oh! Fammece riprova almeno evito
de pensa a sta disgrazia che m capitata.
E mentre intorno a lei le piantine occhio si fanno sempre
pi fitte, il cielo, che prima sembrava essere un tuttuno con
il terreno, inizia a sfumare creando giochi cromatici che
affascinano Zoe.
Tutto sembra avere un proprio ritmo e tutto sembra seguire
landamento del chiasso che popola quello strano mondo.
Anzi, quel gran chiasso.
Zoe si aggira curiosa e frastornata: tutto quel rumore con-
fonde ancora di pi
le sue idee. Ma guarda questi. Oltre a esse brutti, so pure
caciaroni!

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Zoe prosegue la sua camminata.
A a tocca ho toccato, a senti ho sentito. Mo che altro
deve succede?
E proprio mentre Zoe si interroga sullavvenire, uno strano
odore cattura la sua attenzione.
un misto tra umidit e fiori bagnati: sembra che abbia
appena smesso di piovere. Zoe inizia ad annusare tutto ci
che la circonda.
Madonna che puzza. Ma quanno finisce stincubo?.
Sempre pi inquieta comincia a colpevolizzarsi per essere
andata a perlustrare quel maledetto scarabocchio. come
se quel mondo ascoltasse i suoi pensieri, perch tutto intor-
no si fa pi cupo.
Zoe veramente disperata, sola in quel posto sconosciuto
e pauroso.
Prova a chiudere gli occhi con la speranza che sia stato
tutto un bruttissimo sogno, ma quando li riapre si ritrova da-
vanti una specie di albero colorato con tre teste inquietanti.
Lo scruta impaurita e questo inizia lentamente ad avvicinar-
si, tanto che Zoe si ritrova faccia a faccia con uno di quei
volti verdi cos grandi e cos spaventosi.
Riesce a cogliere ogni pi piccolo dettaglio. E pi si rende

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conto che tutto reale, pi in lei aumentano la disperazione
e la voglia di evadere.
A ma perch qua pi me dispero e pi le cose peggiora-
no?.
Zoe non fa in tempo ad interrogarsi che lalbero dalle 3
teste lha afferrata e la stringe sempre di pi. Non riesce a
respirare, si sente soffocare.

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III CAPITOLO

Finalmente na faccia amica!


Zoe intrappolata, le gira la testa e non sente pi n le
gambe n le braccia.Alza gli occhi al cielo come per chie-
dere aiuto e, in tutti quei colori tristi, vede una gigantesca
testa gialla che fluttua e viene verso di lei.
Fredo: Ammazza! Ma gi cos stai messa?? Dai movete a
liberatte che cavemo nsacco de cose da fa ch da quan-
no sei scesa quaggi stai a crea er panico. Zoe Ma tu
mo chi sei? Invece de sta tanto a giudica perch non me
dai na mano?.
Fredo Ma come chi so! Io so Fredo, namico pure che tu
nun lo sai.
Comunque te dicevo nun cho parole, manco sei arrivata
che gi stai ridotta cos.
Larrivo di Fredo e le sue poche parole bastano per far sen-
tire Zoe coraggiosa.
Non pi sola come crede, ha la sensazione di essere pi
forte, sente che pu affrontare quellalbero e il nuovo mon-
do. Mo si che so pronta.
Comincia a dimenarsi ma sembrano bastare il suo coraggio
e la sua convinzione per far scomparire lalbero dalle 3
teste senza lasciare alcuna traccia.
Laveva finalmente sconfitto.

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Brava ricciole. Me sei piaciuta. Cos se inizia a ragiona.
Nnamo va!
Fredo la prende con s, la avvolge allinterno del suo collo
e cominciano a volare in quei paesaggi mai visti prima.
Zoe affascinata da quel mondo che cambia vista, colori
e forme. Nuovi personaggi iniziano a popolarlo e tutto co-
mincia ad essere meno cupo.
Rosa, viola, giallo, azzurro, bianco: sono solo alcuni dei
colori protagonisti.
Nel cielo volano dei ravanelli con grandi occhioni e ali di
broccolo, un faccione dai mille colori con unespressione
tra il simpatico e il furbo e mille occhi alati
di varie dimensioni e colori.
In sottofondo si sente come una musica ma non si riesce a
distinguerne la tipologia: un mix tra jazz e rock. A Zoe
piace molto.
Madonna che spettacolo oh. Sta a cambia tutto qua.
Sembra un nuovo mondo.
Anche lodore cambiato: dolce come il miele ma con
un retrogusto strano, come di cipolla. In Zoe le sensazioni
si fanno sempre pi forti, sente che quel mondo, allinizio
tanto strano e spaventoso, sta diventando un po suo.

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Che figo! Me pare de vede quello che sento. Mica me
dovr preoccupa?!
Zoe comincia ad essere di nuovo confusa: affascinata da
quelluniverso ma allo stesso tempo ne impaurita.
Non conosce quel posto, ma sembra che tutti ,l, conoscano
lei. Ricomincia a farsi tante domande; comincia a vedere e
provare troppe cose insieme, e questo la porta ad unestre-
ma confusione che si trasforma in una grande paura di non
controllo.
Nce posso crede oh! Ce risemo.
Zoe viene capovolta in un altro scenario completamente
nuovo, in mezzo al nulla: non c pi Fredo, non ci sono
pi colori, non ci sono pi i ravanelli volanti.Tutto vuoto
e buio.
Non se po mai sta tranquilli qua eh?! Ma mo che suc-
cesso?.In tutto quel nero, per, Zoe intravede un puntino
colorato. Istintivamente comincia a nuotare in quel colore
cos scuro per raggiungerlo, ma non riesce a muoversi:
troppo impaurita. E sembra che sia proprio questa paura
a bloccarla.A Fredo ma ndo stai? Possibile che te dai
sempre nei momenti peggiori?

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IV CAPITOLO

Quasi che me sto a ambienta!


Tutto intorno si fa pi chiaro: il puntino colorato che pri-
ma era tanto lontano sta lentamente assumendo una forma
nota, familiare.
Du ali, un manto de piume colorate e un becco. Mo vabb
che quaggi tutto strano, ma quello nuccello!
Le supposizioni di Zoe diventano certezze quando se lo
ritrova a pochi metri di distanza: grandissimo, ha una
grande cresta gialla, un becco arancione, tante righe colo-
rate e due graziosi fiorellini sulla pancia.
Eh, vedi che non mero sbagliata? nuccello. Un po
grosso, ma ormai nun me sorprendo pi. Tutta sta luce da
ndo viene per? lui? riferendosi a quel grande uccello
O so io che so impazzita naltra volta?
Rassegnata dal fatto di non ricevere mai risposte, Zoe inizia
a guardarsi intorno, per cercare di ambientarsi. Una voce
profonda e rassicurante, per, la interrompe.
Uccello Livio: A piccole ma come ce sei finita qua? Me
spieghi che hai combinato? Dai aggrappati a me va. Mo
te porto via!.
Spaventata, sorpresa, ma al tempo stesso felice di ricevere
finalmente delle risposte, Zoe replica: Ma che ne so, nun
ce sto a capi pi niente. Te chi sei?. Uccello Livio: So

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Uccello Livio, co me devi sta tranquilla! Nun faccio male.
Anzi. Zoe: Ma Fredo do sta? Lo conosci? Uccello Livio:
E come no, Fredo namicone, se te tranquillizzi nattimo
e te fidi de me, tra mpo arriva.
Va beh va, famo che me fido.
Zoe si aggrappa alle piume colorate di Uccello Livio e sale
sul suo dorso.
Pronta piccole? Tiette forte che se parte!
Alla risposta affermativa di Zoe, Uccello Livio inizia a librar-
si in aria e a volare
in mezzo a tutto quel nero. Pi prende velocit, per, e pi
dietro di lui si forma
un immenso alone di colori, che li segue, emanando una
luce fortissima.
Zoe comincia a rilassarsi, a tornare in uno stato di pace e
tutto intorno a lei inizia a cambiare.
Si guarda intorno sbalordita dal panorama: c pi colore,
pi serenit e una piacevolissima musica jazz fa da sotto-
fondo.
Che pace oh. Nun me sembra vero! Esclama Zoe.
Incuriosita da quel posto, Zoe si guarda attorno con molta
pi attenzione, fin quando lo sguardo non viene catturato

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da un gigantesco arcobaleno. Un arcobaleno di gamberi.
Zoe: A L fermamose te prego. Un arcobaleno cos non me
ricapita pi nella vita!.
Uccello Livio sorride e si ferma.
Quelli so i fratelli Gamberoni, so vivaci come i pupi. Te
lavevo detto che nun era finita. Godite sta meraviglia va.
E godite pure un po de pace.

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V CAPITOLO

Arieccolo, finalmente
Zoe scende velocemente dal dorso di Uccello Livio e si avvi-
cina ai Fratelli Gamberoni, spinta da unirrefrenabile curio-
sit e dalla voglia di toccare con mano quella felicit tanto
attesa.
Li comincia ad ispezionare: ha sempre avuto una grande
passione per i gamberi, e trovarli cos grandi, colorati e
disposti a mo di arcobaleno, per Zoe uno spettacolo sur-
reale e meraviglioso.
Che figata oh! E chi lavrebbe mai detto: queste so emo-
zioni che nun me scorder mai pi.
E mentre Zoe manifesta tutta la sua euforia, i Fratelli Gam-
beroni iniziano a muoversi freneticamente e a donare nuo-
ve forme e colori a quel grande arcobaleno luminoso.
Caveva ragione Uccello Livio eh! Sete vivaci come i pu-
petti.
Ma nun ve stancate m
Zoe non fa in tempo a finire la frase che subito i Fratelli
Gamberoni la prendono con la coda e iniziano a farla vo-
lare in aria sopra quel grande fascio di colori.
Tavemo preso. Tavemo preso. Canticchiano soddisfatti.
Zoe ride. Ride fino alle lacrime. La paura ormai un lon-
tano ricordo: sta vivendo dei momenti irripetibili e si sta fi-

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nalmente ambientando in quel mondo che allinizio laveva
tanto spaventata.
Incredibile oh. Se lo racconto a qualcuno mica me crede.
Sto giocando con dei gamberi arcobaleno, in un posto co-
loratissimo e stranissimo. Nun ce credo manco io.
Mano a mano che la felicit di Zoe cresce, i colori di quel
meraviglioso paesaggio aumentano fino a riempire tutta la
volta celeste.
Zoe si allontana dai Fratelli Gamberoni, salutandoli affet-
tuosamente e, mentre lo fa, una grande macchia gialla le si
avvicina piano piano.
Zoe sorride. una felicit differente per: non dovuta al
paesaggio che la circonda. dovuta a qualcuno. Qualcuno
di molto speciale.
Ao ma do sei stato?? Io me la so vista brutta eh! Nun te
poi manco immagin quante me ne so successe. - esordi-
sce Zoe.
Fredo: Lo so ricciole, ma ho visto che te la sei cavata
bene. Te devi sape che io ce sto sempre. Pure quando nun
me vedi.
Zoe: Allora potevi pure affacciatte ogni tanto. Certe volte
nun te capisco proprio. Per mo non me ne frega niente.

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So troppo felice de vedette.
Ma se te volessi abbraccia come faccio? Sei troppo gran-
de!
Fredo: Ma che stai a di, te devi sape adatta! Vie qua
va, damme stabbraccio senza fa troppe storie. Lo vedi
sto cornetto che cho sopra la testa? Aggrappati.
Zoe: Certo che lo vedo. Aiutame a sali va.
Zoe e Fredo si abbracciano affettuosamente e le parole la-
sciano spazio alle emozioni.
I colori di quel posto magico aumentano e latmosfera si fa
sempre pi piacevole. Zoe serena come non lo mai stata
prima: con Fredo. E questo le basta.
Sannamo a fa un giretto? Cho ancora tante cose da
vede.
Me pareva strano che eri stata zitta fino a mo. Che poi
zitta fino a ncerto punto perch quellocchi parlano pe te.
Stai a freme eh? Dai annamose a fa sto giretto.
Allora lo vedi che cavevo ragione? Su, sbrigamose che
so curiosa.
Zoe tiene stretto tra le sue mani il corno di Fredo e si pre-
para a volare in mezzo a tutti quei colori e a quelle strane
creature che viaggiano nel cielo.

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VI CAPITOLO

Questo er posto mio!


Aspetta nattimo. Ma Uccello Livio? chiede Zoe preoccu-
pata e anche un po in colpa per averlo lasciato solo tutto
quel tempo.
Uccello Livio rimasto a gioca coi Fratelli Gamberoni.
Devi sta tranquilla. Se sta a divert, non s manco accorto
che siamo andati via!
Va beh, poi torniamo a salutarlo per. Mo parti.
Fredo inizia a volare con Zoe e dopo aver attraversato tutti
i colori di quellimmenso cielo, si ferma in una zona comple-
tamente arancione.
Ammazza se me conosci bene. Larancione proprio er
colore mio preferito. Ma te che ne sapevi? chiede sorpresa
Zoe.
A io so tutto. Lo voi capi o no? Sta mpo zitta e godemo-
se sto momento. Ce la poi fa?
Nun te prometto niente per ce provo.
Ma tempo di sedersi allinterno del collo di Fredo che rico-
mincia a fargli duemila domande.
A Fre ma me dici do stamo? Che razza de posto que-
sto?
Fredo alla domanda di Zoe scoppia in una grande risata.
Ma ancora non lhai capito? Eddai ma sei de coccio eh

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ricciole!
Te vorrei vede a te, me pare de non capicce niente!
Fredo decide di dare il tempo a Zoe per pensare a cos
davvero quel luogo.
Il jazz che fa da sottofondo comincia a diventare protagoni-
sta del suono che regna in quel posto magico e, nella testa
di Zoe, le domande si fanno sempre pi numerose. Rimbal-
zano da una parte allaltra senza darle alcuna tregua.
Ma come vivete qua? Che fate? Dormite? Mangiate? Dai
raccontame un po!
Certo che sei curiosa eh! Ovvio che dormimo e magnamo,
che te pensi? Io comunque durante la giornata faccio un
sacco de cose pure belle impegnative. Diciamo che faccio
da guida a sto posto, cerco de fa anna le cose il meglio
possibile, anche se, come hai visto, qua un bel casino!
Mmmh ho capito! E che ve magnate de solito?.
Fredo scoppia in unaltra risata, divertito dallingenuit e
dallassurda curiosit di Zoe.
Ognuno de noi se magna quello che je piace, io per esem-
pio vado pazzo per il giallo, Uccello Livio invece ghiotto
de piantine docchio, i fratelli Gamberoni impazziscono
per qualsiasi colore. Insomma ognuno se magna quello che

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vole!.
Quindi se io dovessi ave fame, tocca che me magno i
colori o le piantine docchio?. Ma che ne sai te, i colori
caldi channo un sapore che na delizia, so dolci dolci, i
colori freddi invece channo un sapore pi forte, so un po
amari. Voi assaggia un po de arancione??
Cos Fredo stacca un pezzo di arancione che in cielo e
glielo porge per farglielo assaggiare. Zoe lo afferra: mor-
bido al tatto e ha un odore buono ed invitante.
Ammazza quanto bono starancione. Me ne prendi nal-
tro pezzo?!
Fredo si avvicina nuovamente a quellangolo di cielo colo-
rato per staccare un nuovo pezzo quando allimprovviso
spunta fuori un gran faccione paffuto con altre due paffute
facce attaccate ai lati.
Anvedi chi ce st! So arrivate le pettegolone! Esclama
Fredo sorridente.
E chi so mo queste? chiede incuriosita Zoe.
So Le Moiere Zo. So le pettegole del posto. Sanno tutto
de tutti e non se fanno sfugg niente, lo vedi quanti occhi
channo?
So furbacchione, per so de gran compagnia e channo

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fame solo de un colore: er rosa. Spiega Fredo.
E perch? chiede Zoe.
Perch se pensano de esse pi femminili. Ma nun ce rie-
scono mica.
Ridono. La risata viene interrotta dalla voce delle Moiere
per.
A belli de casa, che state a fa? Ve godete un po de aran-
cione?! Grazie della presentazione Fre, er solito simpa-
ticone de sempre. Comunque chicche fortuna che te sei
calmata, cos pure noi se godemo un po de tranquillit ch
da quanno sei scesa quaggi ce nhai fatte vede de tutti
i colori. Finalmente per te sei imparata a trasforma le
punizioni in regali. Quanno te stavi a dispera oltre che a
peggiora la situazione non succedeva nientaltro, mo che
te la stai a vive meglio tutto pi bello chicche. Lapproccio
co la vita tutto.
Zoe guarda interdetta Fredo e chiede:
Ma quindi questo er posto mio?
Si ricciole. proprio er posto tuo.

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Giulia Giampieri