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J. Julliard, Le Nouvel
Observateur, 11.10.2001

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Meccanica delle terre
versione 18.02.11
0. Generalit

0.1 Definizione

Secondo il documento approvato dai Docenti Universitari degli Insegnamenti


afferenti al Raggruppamento di Geotecnica. (Roma, giugno 1992).

"La Geotecnica la Disciplina dell'lngegneria che studia


la risposta meccanica di terreni e rocce alle azioni di superficie
trasmesse da edifici, ponti, dighe o altri manufatti...
La Geotecnica fa uso dei metodi teorici e sperimentali della
Meccanica Applicata.
La Disciplina nasce quindi all'interno dell'Ingegneria, traendo diretto
alimento dalle materie di base del Biennio Propedeutico afferenti ai
Raggruppamenti di Fisica Generale, Chimica, Analisi Matematica,
Fisica Matematica "
Con riferimento specifico al problema della determinazione delle propriet
meccaniche si legge ancora nel Documento:
"La complessit del terreno e la sua caratteristica di
materiale naturale fortemente eterogeneo conferiscono grande
importanza all'aspetto sperimentale, ed in particolare alla
determinazione delle propriet meccaniche. Ci richiede unitamente
ad una corretta sperimentazione, una adeguata interpretazione
teorica che fornisca il legame matematico fra propriet meccaniche,
azioni e geometria del sistema, al fine di definire i parametri operativi
da inserire nel relativo modello fisico-matematico".

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Meccanica delle terre
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0.2 Bibliografia generale

F. Descoeudres FONDATIONS, EPFL, 1990


R.D. Hotz e W.D. Kovacs AN INTRODUCTION TO GEOTECHNICAL
ENGINEERING, 1981
R. Lancellotta GEOTECNICA, ed. Zanichelli
T.W. Lambe e R.V. Wittman SOIL MECHANICS, 1969
Lang, Huder & Amann BODENMECHANIK UND GRUNDBAU, ed. Springer
R. Nova FONDAMENTI DI MECCANICA DELLE TERRE,
ed.McGraw-Hill, 2002
E. Recordon TECNOLOGIE DES SOLS, EPFL, 1986
E. Recordon MECANIQUE DES SOLS, EPFL, 1986
R. Schmidt BODENMECHANIK UND GRUNDBAU, HTL Lucerna,
1990
R. Sinniger FONDATIONS, EPFL, 1976
U. Smoltczyk GRUNDBAU-TASCHENBUCH, 1-3, Ernst & Sohn,
2001
M. Von Krannichfeldt MECCANICA DEI TERRENI, STS Trevano
diversi CANADIAN FOUNDATION ENGINEERING MANUAL,
Canadian Geotechnical Society, 2006

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Meccanica delle terre
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1. BASI NORMATIVE
1.1 Norme SIA 260, 261 e 267
L'introduzione delle norme SIA 260 e 261, ed in particolare della norma SIA
267 sulla geotecnica, permette di trattare i dimensionamenti geotecnici
secondo gli stessi principi di quelli strutturali, anche se questultima lascia
ampia libert di scelta sui modelli di calcolo.

1.2 Convenzione d'utilizzazione


La convenzione dutilizzazione un documento stabilito sulla base di un
dialogo fra il committente e i progettisti.
La convenzione dutilizzazione descrive:
gli scopi generali dellutilizzazione della costruzione
la durata dutilizzazione prevista
lambiente e le esigenze di terzi
le esigenze dellutilizzazione e della manutenzione
gli obiettivi particolari del committente
gli obiettivi di protezione e i rischi particolari
le disposizioni delle norme
i rischi accettati dal committente.
Gli obiettivi e il grado della protezione sono fissati sulla base della
valutazione dei rischi.
La convenzione d'utilizzazione pu subire cambiamenti con l'avanzare della
progettazione, sempre previo accordo del committente e del progettista.
Le esigenze da considerare nella convenzione dutilizzazione sono quelle
poste dal committente e dalla pratica normale della costruzione. In effetti si
richiede ad una costruzione di essere economica, robusta e durevole con
unintegrazione nellambiente, una configurazione ed unaffidabilit
appropriate.
Anche in geotecnica, la durata dutilizzazione devessere fissata per le
opere e parti dopera.
Valori indicativi forniti dalla norma sono:
- costruzioni temporanee fino a 10 anni
- elementi costruttivi sostituibili fino a 25 anni
- costruzioni e altre opere dimportanza normale 50 anni
- costruzioni di importanza maggiore 100 anni.

Laffidabilit richiesta pu essere differenziata sia per la struttura completa


sia per alcuni suoi elementi a seconda dello stato limite e del periodo di
riferimento.

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La determinazione di gradi di affidabilit differenziati pu dipendere:
- dalla natura e dalle conseguenze di un collasso
- dallentit dei danni accettati
- dallimportanza che ha la struttura portante nel tenere sotto controllo le
conseguenze di una catastrofe conseguente ad un evento eccezionale
- dagli investimenti necessari a ridurre i rischi
- dalle possibilit di sorveglianza, manutenzione e riparazione e dal
relativo investimento.
La garanzia dunaffidabilit adeguata richiede in particolare:
- la considerazione delle incertezze del rilevamento delle azioni, della
modellazione della struttura e della determinazione degli effetti delle
azioni
- la definizione delle misure atte ad assicurare la qualit durante
lelaborazione del progetto, lesecuzione, lutilizzazione e la
conservazione.
La garanzia della durabilit durante il periodo dutilizzazione previsto
richiede in particolare:
- il rilevamento delle azioni determinanti
- la stima dei possibili deterioramenti della struttura portante
- misure adeguate durante la progettazione, lesecuzione e la
manutenzione, in particolare misure costruttive e relative alla tecnologia
dei materiali atte a proteggere i materiali e gli elementi della costruzione,
unesecuzione dei lavori secondo le regole dellarte, una sorveglianza e
una manutenzione adeguate.

1.3 Base di progetto


La base di progetto descrive:
gli stati dutilizzazione considerati
le situazioni di rischio considerate
le esigenze concernenti la sicurezza strutturale, lefficienza
funzionale e la durabilit cos come le misure previste per
garantirne il rispetto, incluse la definizione delle responsabilit, le
modalit di attuazione, i controlli e i meccanismi di correzione
le condizioni ammesse per il terreno di fondazione
le principali ipotesi concernenti i modelli strutturali e di calcolo
i rischi accettati dal progettista
altre condizioni rilevanti per il progetto.
Lestensione e il contenuto della base di progetto devono essere adattati
allimportanza della costruzione e ai rischi ai quali essa sottoposta,
rispettivamente ai rischi che essa comporta per lambiente.
La base di progetto quindi quel documento che permette di avere
rapidaemnte la visone sui dati utilizzati e sulle ipotesi emesse in fase di

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progettazione. Nel caso di modifiche di opere e di parti dopera si dovr
completare, se necessario, anche questo elemento della progettazione.

1.4 Definizioni

1.4.1 Valori dei parametri


Le definizioni dei carichi o le loro valutazioni, come pure le caratteristiche
del terreno risultanti da prove in laboratorio o tirati dalla letteratura,
possono servire per definire diversi valori dei singoli parametri secondo gli
Swisscodes.

Valore attendibile stimato Valore medio stimato di un parametro.


Geschtzter Erwartungswert
valeur probable
estimate value

Valore caratteristico Valore di unazione, di una grandezza


Charakteristischer Wert geometrica oppure di una propriet del
valeur caractristique materiale da costruzione o del terreno,
characteristic value usualmente scelto su una base statistica
(valore medio, valore superiore o
inferiore) o eventualmente quale valore
nominale o quale valore prudenziale
attendibile.

Valore di dimensionamento Valore introdotto in una verifica,


Bemessungswert determinato a partire da un valore
valeur de calcul caratteristico o da un altro valore
design value rappresentativo, oppure quale funzione di
valori determinati mediante coefficienti
parziali o di conversione oppure definito
direttamente in particolari circostanze.

Valore nominale Valore stabilito su base non statistica, per


Nennwert esempio sulla scorta di esperienza o di
valeur nominale condizioni fisiche oppure di valori
nominal value prestabiliti.

Valore prudenziale attendibile Valore in cui inclusa una riserva


Vorsichtiger Erwartungswert commisurata allaffidabilit richiesta, in
valeur probable prudente rapporto al valore attendibile stimato.
prudent estimate

Valore rappresentativo Valore di unazione utilizzato per una


Reprsentativer Wert verifica (valore caratteristico, per azioni
valeur reprsentative variabili eventualmente anche valore raro,
representative value frequente o quasi permanente).

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1.4.2 Valori caratteristici
I valori caratteristici devono corrispondere ad una stima prudente del valore
che controlla la probabilit duno stato limite. Se si dispone di risultati
numerosi, possibile utilizzare dei metodi statistici1 e definire il valore
caratteristico come un valore medio corrispondente al frattile unilaterale di
95%.
S
X 5% = X Z 0.05
N
dove:
X = valore medio
N = numero di prove
S = deviazione standard (o scarto quadratico medio)
Z0.05 = 1.64 = coefficiente corrispondente al frattile di 5% per distribuzione
normale

Un altro sistema per definire il valore caratteristico su base statistica il


seguente:

CV x
X k X 1
2
dove CVx = coefficiente di variazione del parametro

Nel caso non esistano sufficienti informazioni statistiche, il valore


caratteristico pu essere definito come segue:
X k = X (X X est )
dove:
Xest = valore estremo del parametro
= 0.2 nel caso di buone informazioni di base
= 0.4 nel caso di scarse informazioni di base

1 Richiamo di statistica:

Media: X=
X i

N
Deviazione standard: S=
(X X ) i
2

N 1
S
Coefficiente di variazione: CV [%]= 100
X

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1.5 Azioni, effetti delle azioni

1.5.1 Classificazione delle azioni


Le azioni vengono caratterizzate con le seguenti notazioni:
Fk = valore caratteristico di unazione
Fd = valore di dimensionamento di unazione

Esse sono ripartite in tre classi a dipendenza della loro variazione nel
tempo.

Azioni permanenti (G)


Azioni che probabile agiscano per tutta una data situazione
progettuale e per le quali la variazione in ampiezza con il tempo
trascurabile in relazione al valore medio, o per le quali la variazione
sempre in una stessa direzione (monotona) fino a quando l'azione
raggiunge un certo valore limite.
In questa categoria sono raccolte le azioni che sono attive in
permanenza quali: il peso proprio, carichi fissi, spinta delle terre, ecc..

Azioni variabili (Q)


Azioni che non probabile agiscano lungo tutta una data situazione
progettuale o per le quali la variazione in ampiezza con il tempo non
trascurabile in relazione al valore medio, n monotona.
Il valore delle azioni variabili presenta in generale grandi variazioni (per
esempio > 20%).

Azioni accidentali (A)


Azioni, usualmente di breve durata, che improbabile accadano con
ampiezza significativa durante il periodo di tempo considerato durante la
vita d'uso di progetto.
Ci si pu aspettare che un'azione eccezionale causi in molti casi forti
conseguenze a meno che non vengano considerate speciali misure.

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1.5.2 Interpretazione delle azioni
Unazione composta da elementi permanenti e variabili pu essere
considerata come permanente o variabile (la parte preponderante
determinante).

Figura 1-1 Interpretazione delle azioni: prevalentemente permanente

Nel caso della Figura 1-1 la falda da considerare come unazione


permanente in quanto agisce in modo pi o meno costante sulla struttura.

Figura 1-2 Interpretazione delle azioni: prev valentemente variabile

Nel caso della Figura 1-2, invece, la falda da considerare come azione
variabile o accidentale in quanto non sempre agente contro la struttura.

In alcuni casi, secondo la situazione di dimensionamento, bisogna


considerare il valore superiore o inferiore del valore caratteristico.

Figura 1-3 Valutazione della variazione della falda

A dipendenza delle situazioni di rischio valutate, la falda dovr essere


considerata con il suo valore minimo (assestamento) o con il massimo
(sollevamento).

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1.5.3 Azioni del terreno e dell'acqua
La determinazione delle azioni del terreno e dei relativi valori caratteristici
deve avvenire secondo la norma SIA 261.
Le azioni del terreno comprendono la spinta delle terre, la pressione
idraulica, le forze di taglio e le deformazioni del terreno. Di regola queste
vengono considerate come azioni permanenti. A seconda della situazione
di dimensionamento pu tuttavia essere appropriato considerare le azioni
del terreno come azioni variabili o accidentali.
Le azioni del terreno vanno determinate sulla base di valori caratteristici
dedotti con metodi riconosciuti della meccanica delle terre.
Lintensit, la direzione e la distribuzione delle spinte del terreno dipendono
dalle propriet del terreno e dallinterazione tra il medesimo e la struttura
portante.
Le azioni delle acque sotterranee possono corrispondere a situazioni di
dimensionamento permanenti, variabili e accidentali. Esse vanno
determinate tenendo conto del livello idrico corrispondente.
Nel caso le azioni dovute alla presenza dellacqua fossero determinanti, si
deve tener conto di fenomeni geotecnici speciali, come per esempio
deformazioni del terreno e della struttura, fessurazioni, variazioni della
permeabilit e erosione interna.
La durata dapplicazione di unazione devessere considerata per quanto
concerne il comportamento nel tempo del terreno, leffetto del drenaggio
dei sistemi di prosciugamento, lo sviluppo di assestamenti e deformazioni
come pure le variazioni di pressione delle terre dovute al consolidamento e
allo scorrimento viscoso.
Lanalisi dellinterazione fra terreno e struttura portante va effettuata di
regola a partire da valori prudenziali delle rigidezze di terreno e struttura. A
seconda della situazione di dimensionamento possono essere determinanti
valori superiori o inferiori della rigidezza.
Gli effetti di azioni ripetitive o di azioni dimportanza variabile devono
essere considerati in relazione a particolari fenomeni geotecnici quali:
deformazioni irreversibili, liquefazione del terreno, diminuzione della
resistenza e variazione della rigidezza.

1.5.4 Effetto delle azioni


L'effetto delle azioni la risposta della struttura portante alle azioni
(tensioni, sforzi interni, reazioni, deformazioni, spostamenti e altri effetti
specifici dovuti al tipo di costruzione).
Questi effetti possono essere caratterizzati con le seguenti notazioni:
EK = valore caratteristico delleffetto di unazione
Ed = valore di dimensionamento di un effetto di unazione
Ed,dst = valore di dimensionamento di un effetto di unazione
destabilizzante
Ed,stb = valore di dimensionamento di un effetto di unazione stabilizzante

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1.5.5 Trasformazione da azioni a effetti delle azioni
Per effettuare il passaggio tra le azioni e gli effetti delle azioni si utilizzano i
seguenti fattori parziali:
f = fattore parziale per il passaggio dal valore caratteristico di
un'azione al valore di dimensionamento di un'azione
s = fattore parziale per il passaggio dal valore di dimensionamento di
un'azione al valore di dimensionamento di un effetto di una azione
che possono essere combinati quando si passa da un valore caratteristico
di un'azione al valore di dimensionamento dell'effetto dell'azione, con il
coefficiente di carico:
F = coefficiente di carico: S . f

Figura 1-4 Distribuzione di unazione; valori caratteristico e di dimensionamento

Il grafico della Figura 1-4 mostra come statisticamente sono situati i valori
caratteristici e quelli di dimensionamento delle azioni (o dell'effetto delle
azioni) rispetto ad una distribuzione di tipo normale.
Per le verifiche che verranno trattate di seguito si devono utilizzare i fattori
parziali contenuti nella Tabella 1-1.

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Azioni F Stato limite
Tipo 1 Tipo 2 Tipo 3
Azioni permanenti
- con effetto sfavorevole G,sup 1,10
1)
1,35 1) 1,00
- con effetto favorevole G,inf 0,90 1)
0,80 1) 1,00
Azioni variabili
- in generale Q 1,50 1,50 1,30
- carichi del traffico stradale Q 1,50 1,50 1,30
- carichi del traffico ferroviario Q 1,45 1,45 1,25
Azioni del terreno di fondazione
Carichi del terreno
- con effetto sfavorevole G,sup 1,10 1,35 2) 3) 1,00
- con effetto favorevole G,inf 0,90 0,80 1,00
Spinta del terreno
- con effetto sfavorevole Q,sup 1,35 1,35 1,00
- con effetto favorevole 4) Q,inf 0,80 0,70 1,00
Spinta idraulica
- con effetto sfavorevole G,sup , Q,sup 1,05 1,20 3) 1,00
- con effetto favorevole G,inf , Q,inf 0,95 0,90 1,00
1) G deve essere moltiplicato con G, sup o con G, inf ,a dipendenza del fatto che leffetto sia
favorevole o sfavorevole.
2) Per altezze di riempimento da 2 a 6 m si pu ridurre G,sup in modo lineare da 1,35 a
1,20.
3) Utilizzando il metodo dosservazione si possono, secondo la norma SIA 267, applicare in
determinati casi dei valori ridotti.
4) Per la spinta passiva del terreno vale, nel caso di effetto favorevole, Fd = Rd secondo la
norma SIA 267.
Tabella 1-1 Coefficienti di carico (SIA 260, tabella 1)

1.6 Resistenza del terreno


Il valore caratteristico Xk di un parametro geotecnico scelto, per la
situazione di dimensionamento considerata, come valore prudente. La
differenza con il valore stimato come probabile considerata in funzione
della dispersione e dellaffidabilit dei valori disponibili2..
Quando il valore caratteristico definito sulla base di prove in laboratorio o
in sito, bisogna considerare la differenza di comportamento tra la prova e la
costruzione, in particolare:
la dipendenza dei valori dallo stato effettivo delle tensioni e delle
deformazioni,

2 Dal punto di vista statico, il valore caratteristico di un parametro geotecnico deve essere scelto in
modo che per il caso di dimensionamento considerato, la probabilit dottenimento di un valore
sfavorevole sia inferiore al 5%. Il valore caratteristico rappresenta secondo il calcolo delle probabilit
unaffidabilit del 95%.

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linflusso della stuttura del terreno (stratificazione, fessure, faglie,
presenza di elementi a grana grossa, ecc.) sul comportamento del
materiale,
leffetto della durata e della velocit di carico sulla resistenza e
sulla deformabilit,
gli effetti dovuti alla fragilit e alla duttilit,
linflusso delleffetto scala.
Il valore caratteristico Xk di un parametro geotecnico pu essere definito
sulla base di valori desperienza o con calcoli a ritroso come valore
prudente. I dati di partenza devono essere rappresentativi della situazione
studiata. I valori caratteristici Xk ottenuti con calcoli a ritroso sono da
considerare validi solo per la struttura ed il modello di calcolo considerati.
Lutilizzazione di questi valori per altre strutture e altri modelli deve avvenire
con precauzione.
Laffidabilit della definizione di questi valori devessere verificata e
considerata.

1.6.1 Propriet dei materiali


Le propriet del terreno sono rappresentate da valori caratteristici definiti
sulla base di unipotetica serie illimitata di prove e che, con una determinata
probabilit, non sono oltrepassati.
Se la verifica di uno stato limite sensibile alla variazione delle propriet di
un materiale o del terreno vanno utilizzati i valori caratteristici inferiori o
superiori (in generale i frattili 5% e 95%).
Se la verifica di uno stato limite poco sensibile alla variazione di una
propriet del terreno e se tale propriet mostra una debole dispersione,
come valore caratteristico nel calcolo pu essere assunto il valore medio.
I valori delle propriet del terreno vanno determinati di regola con metodi di
prova normati nel rispetto delle condizioni prestabilite. Se il caso, si
utilizzer un fattore di conversione per trasformare i risultati delle prove in
valori che siano rappresentativi per la struttura portante, o per il terreno.
Se i dati statistici non sono sufficienti, possono essere utilizzati valori
nominali come valori caratteristici o valori di dimensionamento determinati
direttamente.
Le propriet dei materiali vengono caratterizzate con le seguenti notazioni:
Xk = valore caratteristico della propriet di un materiale o del terreno
Xd = valore di dimensionamento della propriet di un materiale o del
terreno

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1.6.2 Variabilit dei parametri geotecnici
Come abbiamo gi descritto in precedenza, le caratteristiche dei terreni
presentano delle variazioni a volte importanti anche se appartengono allo
stesso tipo di deposito.
La norma SN 670 010a presenta per ogni classe USCS i valori medi e le
deviazioni standard delle principali caratteristiche dei materiali per i quali
generalmente si ammette una distribuzione di Gauss (normale).

Figura 1-5 Esempio di distribuzione normale di uin parametro geotecnico

Nel caso non si conosca la classificazione USCS del terreno si possono


utilizzare dei valori statistici (deviazione standard, coefficiente di variazione)
come quelli contenuti nelle tabelle di questo capitolo.

Questi valori danno una indicazione generale e sono da utilizzare per dei
progetti di massima o per progetti di fondazioni o di costruzioni in
terra semplici e di poca importanza, che non rappresentano pericoli per
le persone e le costruzioni vicine, come:
fondazioni di villette o di piccoli stabili su un terreno orizzontale o
con una leggera pendenza,
opere di sostegno di meno di 2 m di altezza la cui parte a monte
non subisca carichi importanti e non sia in forte pendenza,
rilevati o scavi di meno di 3 m di altezza o meno di 1 m nel caso in
cui sostengano delle fondazioni o si trovino in scarpate a forte
pendenza,
scavi per canalizzazioni di meno di 3 m di profondit.
Per questi casi si consiglia unindagine geotecnica sommaria, mentre per
casi pi complessi lindagine devessere pi approfondita.

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La variabilit di alcuni parametri geotecnici secondo le indicazioni
contenute nella letteratura tecnica riassunta nelle tabelle seguenti:

Costipazione e Peso volumico del solido s 0.5 a 5 %


contenuto
dacqua
Peso volumico apparente umido 2 a 12 %
Grado di saturazione Sr 3 a 20 %
Contenuto dacqua w 10 a 30 %
Deformabilit Indice dei vuoti e 10 a 25 %
Coefficiente di compressibilit Cc 15 a 25 %
Resistenza Angolo dattrito 5 a 15 %
Coesione e resistenza alla cr, 30 a 115
compressione semplice qu %
Prove di carico CBR 30 a 70 %
Modulo di compressibilit ME 30 a 70 %
Modulo di reazione ks 30 a 70 %
Deflessione 30 a 90 %
Tabella 1-2 Coefficienti di variazione di alcuni parametri geotecnici (dalla letteratura)

Tabella 1-3 Risultati di studi effettuati allestero (da M.E. Harr, Mechanics of
Particolate Media)

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Meccanica delle terre
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La Tabella 1-4 contiene alcuni dati statistici relativi a due progetti ben
precisi per i quali sono stati trattati un numero importante di campioni:
1. argilla limosa molle, normalmente consolidata, cantiere PF Losanna
2. argilla limosa e ghiaiosa compatta, morena di fondo, cantiere
autostradale a Jordillon (VD)

Tabella 1-4 Risultati di due studi effettuati dal Laboratorio di meccancica delle terre del
PF di Losanna

1.6.3 Resistenza del terreno


Come resistenze del terreno devono essere considerati:
la resistenza del terreno come reazione ad uno spostamento della
struttura,
la resistenza al punzonamento o allo scivolamento come reazione
ai carichi trasmessi dalle fondazioni,
la resistenza allattrito quale reazione allo spostamento relativo
terreno-struttura,
la resistenza al taglio quale reazione ad uno spostamento
allinterno della massa di terreno.
A dipendenza della posizione delle sezioni che definiscono il modello di
struttura, la resistenza del terreno pu essere considerata come unazione
sulla struttura, per esempio la spinta passiva di un sostegno o di una
fondazione o lattrito negativo nel caso di fondazioni su pali.
Nel caso di analisi strutturali geotecniche che considerano la resistenza del
terreno bisogna verificare, per lo stato limite considerato, che le ipotesi
sulle resistenze siano compatibili con le deformazioni ammissibili del
terreno e della struttura. Nel caso contrario, la resistenza del terreno
devessere diminuita o considerata tramite un calcolo basato sulle
deformazioni.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Basi normative 1-13


Meccanica delle terre
versione 06.06.11
Se nel caso di una situazione di dimensionamento considerata,
unimportante resistenza del terreno pi sfavorevole di una piccola, la
resistenza devessere considerata con il suo valore pi elevato.
Le resistenze ultime del terreno vengono caratterizzate con le seguenti
notazioni:
Rk = valore caratteristico di una resistenza ultima
Rd = valore di dimensionamento di una resistenza ultima

Figura 1-6 Distribuzione di un parametro di resistenza del terreno; valori caratteristico


e di dimensionamento

1.6.4 Resistenza di dimensionamento


La resistenza di dimensionamento del terreno calcolata a partire dai
valori caratteristici del terreno utilizzando fattori parziali di correzione ed un
coefficiente di conversione.
m = fattore parziale per le propriet del terreno

Parametro del terreno Fattore parziale m


generale valori minimi *
peso volumico del terreno sciolto o della roccia e = 1,0 (1,0)
tangente dellangolo dattrito interno tan ' = 1,2 (1,1)
coesione effettiva c' c = 1,5 (1,3)
coesione apparente cu cu = 1,5 (1,3)
resistenza alla compressione uniassiale qu qu = 1,5 (1,3)

* secondo punto 5.3.2.3 (SIA 267)


Tabella 1-5 Fattori parziali per le propriet dei terreni

R = fattore parziale che tiene conto delle incertezze del modello di


resistenza

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Meccanica delle terre
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Nel caso si passi direttamente dal valore caratteristico di un parametro del
terreno a quello di dimensionamento della resistenza, si utilizza
M = coefficiente di resistenza: R . m

I valori delle propriet del terreno vanno determinati di regola con metodi di
prova normati nel rispetto delle condizioni prestabilite. Se il caso, si
utilizzer un coefficiente di conversione per trasformare i risultati delle
prove in valori che siano rappresentativi per il terreno.
= coefficiente di conversione
Il coefficiente di conversione tiene conto delle incertezze nella
determinazione della della resistenza ultima a partire da prove, calcoli e
valori presi dallesperienza.
Per esempio, nel calcolo dei pali, secondo il modo di determinazione del
valore caratteristico della resistenza ultima esterna Ra,k, il coefficiente di
conversione a prende i seguenti valori:
nel caso di prove di carico statico: a 1.0
nel caso dutilizzazione dei valori dallesperienza: a 0.9
nel caso di determinazione tramite calcolo: a 0.7
Nel caso di elevata affidabilit di Ra,k, il valore del coefficiente di correzione
a pu essere ripreso direttamente, nel caso contrario, dovr essere ridotto
fino ad un valore minimo di a,min = 0.5 .

1.7 Verifiche
Le verifiche devono permettere di controllare, come per qualsiasi
costruzione, 2 condizioni particolari del progetto:

la sicurezza strutturale tramite la verifica dello stato limite ultimo


(SLU) che corrisponde ad una rottura o ad altre forme di perdite di
funzionalit dellopera o del terreno;

Figura 1-7 Criterio di dimensionamento: sicurezza strutturale

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Meccanica delle terre
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l'efficienza funzionale della struttura tramite la verifica dello stato
limite di servizio (SLS) che corrisponde a un difetto come una
fessurazione o una deformazione che compromettono lutilizzo
dellopera o una fessura che riduce la durata dellopera.

Figura 1-8 Criterio di dimensionamento: efficienza funzionale

Ma nella meccanica delle terre, lutilizzazione di calcoli basati su modelli


non basta sempre.
Tre altri modi di dimensionamento, oltre al calcolo, per tener conto della
grande variet di terreni e delle difficolt legate alla scelta delle loro
propriet geotecniche:
Prescrizioni
Osservazioni
Prove di carico

Calcolo Questo metodo fa intervenire modelli di calcolo la cui Modello analitico


precisione meno importante che la fedelt con la
quale traducono il comportamento del terreno per lo Azioni (carichi o spostamenti)
stato limite scelto. Altri elementi da considerare sono Propriet del terreno e dei
le azioni sotto forma di carichi o di deformazioni materiali
imposte, le caratteristiche dei terreni la cui
conoscenza predominante rispetto ai coefficienti Dati geometrici
parziali prescritti, i dati geometrici ed i valori di Valori limite di deformazione
deformazione in SLU, SLS.
Prescrizioni Se non sono disponibili modelli o non sono Base: opere gi realizzate
necessari, ci si pu basare su costruzioni simili
realizzate in condizioni geotecniche equivalenti. Lotta contro il gelo

La durata di vita di unopera pu essere assicurata Protezione delle scarpate


da misure costruttive quando i calcoli non sono Specificazioni per materiali e
appropriati posa

Metodo Se la previsione del comportamento geotecnico della Sorveglianza durante la


d'osservazione costruzione difficile, il dimensionamento pu essere costruzione
rivisto durante lesecuzione a condizione che i limiti
ammissibili siano definiti e che il programma di Limiti di comportamento
sorveglianza permetta di controllare se sono ammessi (progetto di
raggiunti e, soprattutto, che esista un programma massima
dintervento per le misure durgenza. Programma di sorveglianza
Programma dinterventi
demergenza

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Basi normative 1-16


Meccanica delle terre
versione 06.06.11
Prove di Per pali e ancoraggi, il miglior metodo consiste nel Pali
carico e su dimensionare sulla base di prove di carico o di
modelli tensione. Ancoraggi

Se si utilizzano modelli, bisogner tener conto del


fattore scala e del fattore tempo se le durate di carico
sono diverse.
Tabella 1-6 Descrizione dei metodi di dimensionamento geotecnici possibili

1.7.1 Verifica della sicurezza strutturale


La verifica della sicurezza strutturale avviene sempre paragonando una
resistenza di dimensionamento (o un effeto delle azioni stabilizzanti) con
l'effetto delle azioni di dimensionamento (o l'effetto delle azioni
destabilizzanti).
A monte di questa verifica, si devono calcolare i dati da utilizzare seguendo
lo schema della Figura 1-9.

Figura 1-9 Schema completo delle verifiche dello stato limite ultimo

Nella Figura 1-10 si constata come i valori caratteristici dell'effetto delle


azioni e delle resistenze vengano corretti per diventare valori di
dimensionamento e poter essere confrontati per verificare se le scelte
costruttive effettuate siano sufficienti.

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Meccanica delle terre
versione 06.06.11
Figura 1-10 Principio delle verifiche della sicurezza strutturale

La Figura 1-11 rappresenta questa verifica dal puno di vista delle


distribuzioni statistiche delle due variabili resistenza e effetto delle azioni.
Il grafico inferiore mostra la distribuzione statistica della relazione (R-E). Un
valore negativo di questa relazione sta a indicare che l'effetto delle azioni
superiore alla resistenza e quindi la struttura si rompe. La probabilit di
rottura (cfr. capitolo 1.8) corrisponde alla percentuale della superficie della
curva che si sitau a sinistra dell'asse verticale (E=R).

Figura 1-11 Rappresentazione statistica delle verifiche della sicurezza strutturale

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Stato limite di tipo 1: stabilit globale (o equilibrio statico)
Lo stato limite ultimo di tipo 1 concerne la stabilit globale della struttura
portante (rovesciamento, sollevamento o galleggiamento come corpo
rigido)
La sicurezza strutturale verificata quando soddisfatto il seguente criterio
di dimensionamento:
E d ,dst E d , stb

Figura 1-12 Esempi di verifica dello stato limite ultimo di tipo 1

Stato limite di tipo 2: resistenza ultima della struttura


Lo stato limite ultimo di tipo 2 concerne il raggiungimento della resistenza
ultima della struttura portante o di uno dei suoi elementi (collasso dovuto ad
un cedimento, a deformazioni eccessive, alla trasformazione della struttura
in un meccanismo o alla perdita della stabilit).
Per lo stato limite di tipo 2, la sicurezza strutturale verificata quando il
seguente criterio di dimensionamento soddisfatto:
E d Rd

Figura 1-13 Esempi di rottura della struttura (parete, ancoraggio) nel dimensionamento
geotecnico

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Stato limite di tipo 3: resistenza ultima del terreno
Lo stato limite ultimo di tipo 3 concerne il raggiungimento della resistenza
ultima del terreno di fondazione (scivolamento del terreno, rottura della
scarpata, cedimento del suolo).
Anche per lo stato limite di tipo 3, la sicurezza strutturale verificata
quando il seguente criterio di dimensionamento soddisfatto:
E d Rd

Figura 1-14 Esempio di rottura di un terreno

Stato limite di tipo 4: resistenza alla fatica


Lo stato limite ultimo di tipo 4 concerne il raggiungimento della resistenza
alla fatica della struttura portante o di uno dei suoi elementi.
Per questo stato limite ultimo, la sicurezza strutturale verificata quando
soddisfatto il criterio di dimensionamento seguente:
E d Rd
Le norme SIA da 262 a 266 regolano, insieme alla norma SIA 261, il
calcolo delleffetto della fatica causato dai carichi desercizio e stabiliscono
le resistenze corrispondenti e i coefficienti parziali.
Per la geotecnica, questo tipo di calcolo abbastanza raro e concerne
costruzioni particolari, sollecitate da forze ripetitive o da vibrazioni.

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Meccanica delle terre
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Figura 1-15 Esempi di strutture sollecitate alla fatica

1.7.2 Verifica dell'efficienza funzionale


La verifica dellefficienza funzionale deve essere effettuate per le situazioni
di dimensionamento permanenti e temporanee, ma anche, in casi
particolari, per situazioni di dimensionamento accidentali (per esempio
terremoto per costruzioni della classe III secondo la norma SIA 261).
Lefficienza funzionale verificata quando soddisfatto il seguente criterio
di dimensionamento:
Ed Cd
dove:
Ed = effetto dellazione determinante dovuta ai casi di carico considerati
nella situazione di dimensionamento esaminata
Cd = limite di servizio corrispondente.
In generale Ed deve essere determinato utilizzando F = m = 1.0.

Figura 1-16 Esempio di deformazioni di stutture in seguito alla costruzione

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In generale, gli stati limite di servizio sono calcolati con coefficienti parziali
F = m = 1.0 per tutte le azioni permanenti o variabili e per tutte le propriet
dei terreni (valori caratteristici).
La scelta dei valori di calcolo per movimenti limite deve tener conto di:
frattile della distribuzione per definire il valore caratteristico,
tipo di costruzione,
tipo di materiale,
tipo di fondazione,
tipo di terreno,
modo di deformazione,
uso previsto per lopera.
Valori limite di spostamento per SLS (costruzioni abituali su plinti isolati):
assestamento globale 50 mm
assestamento differenziale tra colonne 20 mm
rotazione relativa (secondo struttura) 1/2000 a 1/300
accettabile in generale 1/500
SLS probabilmente raggiunto 1/150

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1.7.3 Metodo d'osservazione
Nel caso le previsioni relative al comportamento del terreno e della struttura
stabilite sulla base di indagini del terreno, di analisi strutturali e di
esperienze fatte in condizioni paragonabili non siano sufficienti, la
progettazione pu avvenire con lapplicazione del metodo dosservazione.
In questi casi non si pu applicare il metodo dosservazione. I pericoli che
non possono essere analizzati in modo affidabile o non possono essere
riconosciuti a tempo con le osservazioni o che conducono a una rottura
improvvisa o non controllabile, come per esempio una rottura fragile o una
rottura progressiva, sono da eliminare o da ridurre tramite disposizioni
costruttive e/o organizzative.
Lutilizzazione del metodo dosservazione sottost alle seguenti regole:
sulla base delle indagini, dellanalisi strutturale e dei valori
dellesperienza deve essere stabilita anticipatamente una prognosi
sulle caratteristiche del terreno e sul comportamento del terreno e
della struttura. Per i parametri importanti si devono valutare i valori
pi probabili e gli estremi,
bisogna stabilire i valori limite e gli stati limite in relazione al
comportamento del terreno,
per la soveglianza del comportamento accettabile o critico del
terreno e della struttura devono essere definiti dei valori di
controllo e delle soglie dallarme,
sono da pianificare disposizioni costruttive e da preparare la loro
realizzazione, con la messa in deposito di dispositivi di sicurezza,
per intervenire in caso di comportamento insufficiente della
struttura (non raggiungimento delle esigenze dutilizzazione),
rispettivamente per escludere un indebolimento della struttura,
lesecuzione di controlli e di misurazioni comprese le analisi dei
risultati della sorveglianza della struttura con i quali si tiene sotto
controllo il comportamento del terreno e della struttura devono
permettere di sganciare tempestivamente gli interventi di sicurezza
e lesecuzione delle misure urgenti di sicurezza,
applicazione delle misure di sicurezza o eventualmente delle
misure di sicurezza urgenti in caso di raggiungimento dei valori di
soglia dintervento (sicurezza, allarme), rispettivamente sulla base
dei risultati della sorveglianza della struttura,
le prognosi, le soglie di sicurezza e di allarme, la sorveglianza
della struttura e le misure di sicurezza e urgenti pianificate devono
essere verificate periodicamente durante il periodo dutilizzazione
quanto alla loro utilit e conformit e se necessario devono essere
adattate,
i rischi accettati, le soglie di sicurezza e dallarme, come pure le
disposizioni costruttive, di sicurezza e le misure urgenti di
sicurezza sono da fissare nella base di progetto, rispettivamente
nel piano di controllo e di sorveglianza; i controlli eseguiti,
misurazioni, interpretazioni e misure prese sono da documentare.

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Meccanica delle terre
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1.8 Metodi di affidabilit
Questo sistema di dimensionamento non ancora accettato per tutte le
strutture e generalmente si applica solo a casi particolari, come per
esempio:
per azioni e rischi al di fuori dellambito coperto dalla
norma SIA 261
nel caso di sistemi strutturali fuori dallordinario o di una geometria
particolare di una struttura portante
nel caso dellutilizzazione di materiali da costruzione o di
combinazioni di questi materiali che esula dallambito delle
esperienze usuali
nel caso in cui un collasso pu avere conseguenze
particolarmente gravi.
Lapplicazione dei metodi della teoria dellaffidabilit sar fatta in sintonia
con i principi e le raccomandazioni del "Probalistic Model Code"3.
Le misure di affidabilit sono probabilit di collasso Pf per i modi di collasso
in considerazione e per qualche periodo di riferimento appropriato. Questi
valori sono calcolati e comparati con qualche valore d'obiettivo prestabilito
Pc. Se la probabilit di collasso maggiore di quella dell'obiettivo, la
struttura considerata inaffidabile.
Generalmente si lavora con una misura alternativa di sicurezza, il
cosiddetto indice di affidabilit , che correlato a Pf da:
Pf = ( )
dove:
= funzione di distribuzione della distribuzione normale
= corrisponde al coefficiente del frattile (Pf) per una distribuzione normale
Bench totalmente equivalente alla probabilit di collasso stessa, l'uso
dell'indice di affidabilit sottolinea la natura formale e rappresentativa
dell'analisi di affidabili- t. La relazione tra e Pf viene presentata nella
Tabella 1-7.

Pf 10-1 10-2 10-3 10-4 10-5 10-6 10-7


1.3 2.3 3.1 3.7 4.2 4.7 5.2
Tabella 1-7 Relazione tra e Pf

Valori obiettivo indicativi per in varie situazioni progettuali sono dati nella
Tabella 1-8 dove sono forniti valori per la vita utile di progetto e per un
anno. Valori per un anno potrebbero essere significativi per situazioni di
progetto transitorie e per strutture temporanee dove la sicurezza umana
di grande importanza.

3 Joint Committee on Structural Safety, Probalistic Model Code http://www.jcss.ethz.ch

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Meccanica delle terre
versione 06.06.11
Stato limite Indice di affidabilit Indice di affidabilit
obiettivo obiettivo
(vita utile di progetto) (un anno)
Ultimo 3.8 4.7
Funzionalit
1.5 3.0
(irreversibile)
Tabella 1-8 Valori dell'indice di affidabilit

I valori della Tabella 1-8 sono considerati come "appropriati nella maggior
parte dei casi". Per ragioni correlate al tipo ed alle conseguenze del
collasso o dell'economia degli edifici, pu essere appropriato usare valori
pi alti o pi bassi. Devono essere considerati come ragionevoli richieste
minime, essendo derivati da calcoli di calibratura relativi alle norme di
progetto in vari paesi. In queste operazioni di calibratura sono usualmente
usate distribuzioni normali logaritmiche o di Weibullper i parametri di
resistenza e le incertezze di modello. Per i pesi propri e le distribuzioni di
valori estremi per i carichi variabili sono usualmente considerate
distribuzioni normali.
Lo scegliere un differente indice di affidabilit come obiettivo non la sola
possibile misura per la differenziazione di affidabilit; altre misure sono
correlate con l'accuratezza del calcolo, la garanzia del grado di qualit ed il
rigore delle regole di dettaglio.
Infine, deve essere messo in rilievo che un valore di e la corrispondente
probabilit di collasso sono numeri formali o teorici, intesi primariamente
come uno strumento per sviluppare regole di progetto coerenti, piuttosto
che dare una descrizione della frequenza di rottura strutturale.
A titolo comparativo, nella Tabella 1-9 sono riassunti alciuni rischi
individuali di morte o ferimento.

Tipo di avvenimento probabilit


[/anno.persona]
morte: terremoto (USA) 5.2 10-8
terremoto (California) 5.0 10-7
terremoto (Iran) 4.3 10-5
catastrofe naturale 5.0 10-7
annegamento 4.5 10-6
morti in incidenti: stradali (UE) 1.3 10-4
ferroviari (UE) 2.0 10-6
professionali 2.3 10-5
attivit domestiche 3.8 10-5
sport di squadra 4.0 10-5
paracadutismo 1.7 10-3
ferimenti in incidenti: pedone 7.5 10-2
ciclista 4.0 10-3
automobilista 9.0 10-2
Tabella 1-9 Valori di alcune probabilit annue individuali

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1. BASI NORMATIVE ....................................................................................... 1-1
1.1 NORME SIA 260, 261 E 267 .................................................................... 1-1
1.2 CONVENZIONE D'UTILIZZAZIONE ................................................................ 1-1
1.3 BASE DI PROGETTO .................................................................................. 1-2
1.4 DEFINIZIONI ............................................................................................. 1-3
1.4.1 Valori dei parametri ....................................................................... 1-3
1.4.2 Valori caratteristici ......................................................................... 1-4
1.5 AZIONI, EFFETTI DELLE AZIONI ................................................................... 1-5
1.5.1 Classificazione delle azioni ........................................................... 1-5
1.5.2 Interpretazione delle azioni ........................................................... 1-6
1.5.3 Azioni del terreno e dell'acqua ...................................................... 1-7
1.5.4 Effetto delle azioni ......................................................................... 1-7
1.5.5 Trasformazione da azioni a effetti delle azioni .............................. 1-8
1.6 RESISTENZA DEL TERRENO ....................................................................... 1-9
1.6.1 Propriet dei materiali ................................................................. 1-10
1.6.2 Variabilit dei parametri geotecnici ............................................. 1-11
1.6.3 Resistenza del terreno ................................................................ 1-13
1.6.4 Resistenza di dimensionamento ................................................. 1-14
1.7 VERIFICHE ............................................................................................. 1-15
1.7.1 Verifica della sicurezza strutturale .............................................. 1-17
1.7.2 Verifica dell'efficienza funzionale ................................................ 1-21
1.7.3 Metodo d'osservazione................................................................ 1-23
1.8 METODI DI AFFIDABILIT ......................................................................... 1-24

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Meccanica delle terre
versione 06.06.11
2. AZIONI DEL TERENO 2-1
2.1 AZIONI DEL TERRENO SECONDO LA NORMA SIA 260 (ART. 3.2.6) 2-1
2.2 SPINTE DEL TERRENO SECONDO LA NORMA SIA 261 (ART. 4.3) 2-1
2.3 TEORIE PER IL CALCOLO DELLE SPINTE DEL TERRENO 2-3
2.4 COMPORTAMENTO DELLE PARETI DI SOSTEGNO 2-4
2.4.1 Spinta a riposo 2-5
2.4.2 Spinta attiva 2-6
2.4.3 Spinta passiva 2-11
2.4.4 Relazione tra i diversi coefficienti di spinta delle terre 2-13
2.4.5 Esempi di costruzioni con le relative spinte 2-14
2.5 SPINTE PER SCHERMI FISSI E RIGIDI 2-15
2.6 SPINTE PER SCHERMI LIBERI DI SPOSTARSI 2-17
2.6.1 Teoria di Rankine 2-17
2.6.2 Attrito sul muro 2-24
2.6.3 Metodo del prisma (teoria di Cullmann) 2-24
2.6.4 Teoria di Coulomb-Poncelet 2-29
2.6.5 Tabelle della norma Sia 261 (secondo Coulomb) 2-30
2.6.6 Teoria di Caquot e Krisel 2-31
2.6.7 Altre teorie 2-32
2.6.8 Riassunto 2-32
2.6.9 Spinta di carichi limitati 2-33
2.7 SPINTE SU MURI PARTICOLARI 2-37
2.7.1 Spinte su un muro a L 2-37
2.7.2 Muro con mensole 2-39
2.8 SPINTE SU SCHERMI CHE NON POSSONO SPOSTARSI, SCHERMI FLESSIBILI 2-42
2.8.1 Teorie semi-empiriche 2-42
2.8.2 Distribuzione delle spinte secondo la norma SIA 261 2-45
2.8.3 Spinte su schermi infissi nel terreno 2-46
2.8.4 Calcoli con programmi delementi finiti 2-52

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Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2. AZIONI DEL TERRENO
2.1 Azioni del terreno secondo la norma SIA 260 (art. 3.2.6)
Le azioni del terreno di fondazione comprendono la spinta delle terre, la
pressione idraulica, le forze di taglio e le deformazioni del terreno. Di regola
queste sono da trattare come azioni permanenti. A seconda della
situazione di dimensionamento pu essere appropriato trattarle come
azioni variabili o accidentali.
Le azioni del terreno devono essere determinate sulla base di valori
caratteristici derivati da metodi riconosciuti di analisi del terreno.
La grandezza, la direzione e la distribuzione delle spinte del terreno
dipendono dalle caratteristiche del suolo e dallinterazione fra suolo e
struttura portante.
Le azioni delle acque sotterranee possono corrispondere a situazioni di
progetto permanenti, temporanee e accidentali. Esse devono essere
determinate tenendo conto del livello dellacqua corrispondente.
Lesame dellinterazione fra suolo e struttura portante effettuato
generalmente a partire da valori probabili prudenti della rigidit del terreno
di fondazione e della struttura. A seconda della situazione di progetto
possono essere determinanti dei valori superiori o inferiori della rigidit.

2.2 Spinte del terreno secondo la norma SIA 261 (art. 4.3)
Sono considerate spinta del terreno:
- la spinta attiva del terreno
- la spinta del terreno aumentata
- la spinta a riposo del terreno
- la spinta passiva del terreno

In casi speciali, occorre tener conto anche della:


- pressione di costipamento
- pressione viscosa e pressione di scorrimento
- pressione di rigonfiamento

La spinta del terreno determinata sulla scorta di un modello


rappresentativo del terreno di fondazione e della struttura portante secondo
metodi riconosciuti della meccanica del terreno.
Per determinare la spinta del terreno, occorre considerare in particolare:
- il carico specifico, la rigidit e la resistenza al taglio del terreno
- linclinazione delle pareti e del terreno, la rugosit delle pareti e del
costipamento dei riempimenti
- la spinta dArchimede e la forza di percolazione

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-1


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
- la rigidit della struttura portante, rispettivamente del sostegno
- lo spostamento relativo tra il terreno e la struttura portante,
rispettivamente del sostegno
- i sovraccarichi di elementi non portanti, i carichi del traffico e i carichi
delle fondazioni
- le forze di puntellazione e di ancoraggio
- i terremoti e le azioni dinamiche

A seconda del comportamento della struttura portante e della situazione di


dimensionamento, per le verifiche della sicurezza strutturale e
dellefficienza funzionale, possono diventare determinanti diverse spinte del
terreno.
Di regola sono da impiegare le spinte del terreno indicate nella tabella 1.
Per le costruzioni di sostegno fanno stato le disposizioni contenute nella
norma SIA 267.

Capacit di deformazione Verifica della sicurezza Verifica dellefficienza


e di spostamento della strutturale funzionale
struttura portante
Duttile e/o mobile Spinta attiva Spinta aumentata
Fragile Spinta aumentata Spinta a riposo
Rigida, fissa, in terreni in Spinta a riposo Spinta a riposo
corso di riconsolidamento
Tabella 2-1 Tipi di spinta da considerare in funzione del comportamneto della struttura

In caso di spinta passiva del terreno, occorre controllare la compatibilit tra


la pressione ammessa e la deformazione della struttura nello stato limite
considerato. Se vi fosse incompatibilit, bisogna ridurre in modo
appropriato la spinta passiva del terreno oppure considerare il terreno
come un elemento della struttura portante e come resistenza alla
deformazione.
Nelle strutture portanti e di sostegno con riempimento, occorre tener conto
della pressione di costipamento laddove sia presente nello stato limite
considerato.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-2


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.3 Teorie per il calcolo delle spinte del terreno
Il calcolo delle spinte delle terre che agiscono su un diaframma (muro,
paratia, palancola, ...) dipende dallo spostamento del diaframma stesso e
dalla resistenza al taglio del terreno.
Per il calcolo dei diaframmi si possono utilizzare diverse teorie contenute in
tre categorie:

Teoria dellelasticit
Utilizzata normalmente per il calcolo delle tensioni allinterno di un
massiccio

Teoria della plasticit


Conosciuta anche come condizione limite dequilibrio (Coulomb,
Rankine)

Figura 2-1 Stati di tensione nel terreno

1. aumenti o diminuzioni delle


tensioni per i quali i cerchi non
toccano la linea di rottura indicano
che il terreno si comporta in modo
elastico.

2. al momento in cui un cerchio tocca


la linea di rottura, il terreno ha
raggiunto il limite plastico e si
rompe

3. dopo la rottura, non aumenta pi,


sono solo le deformazioni che Figura 2-2 comportamento elasto-plastico
aumentano.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-3


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Con la retta di Coulomb si pu esprimere la legge di rottura in diversi
modi secondo le condizioni del terreno:
generalmente, sopra al livello della falda: f = tg + c
per sabbie e ghiaie senza coesione: f = ( - u) tg
per argilla molle ( = 0): f = c = qu

Regole empiriche
Dedotte dallo studio di opere iperstatiche (paratie, palancole o
targonature ancorate)

2.4 Comportamento delle pareti di sostegno


Si possono distinguere tre tipi di diaframmi a dipendenza del loro
comportamento:

Fissi e rigidi
In questo caso, le pressioni sul diaframma corrispondono a quelle
naturali del terreno (spinta a riposo, k0).

Liberi di spostarsi
In questo caso, per calcolare le pressioni si utilizzano le teorie di
Rankine e di Coulomb. Se il terreno dietro al muro si dilata o si
comprime sufficientemente, al momento della rottura la pressione
raggiunge un valore minimo corrispondente alla spinta attiva delle terre
(ka) rispettivamente un massimo (kp) corrispondente alla spinta passiva
delle terre.

Che non possono spostarsi, flessibili


Per questi diaframmi, il valore della spinta varia tra i valori estremi del
gruppo precedente (ka - kp).

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-4


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.4.1 Spinta a riposo
Per spinta a riposo di un terreno si intende la condizione tensionale
orizzontale di un terreno naturale o di un terreno che impedito nella sua
deformazione.

Figura 2-3 Tensioni in un elemento di terreno

La pressione verticale del terreno corrisponde a v = . z


La pressione orizzontale h non si pu definire in modo semplice; necessita
la conoscenza della legge di comportamento del materiale determinata
sperimentalmente (prova triassiale).
Sappiamo che il terreno non pu deformarsi lateralmente h = 0 quindi, in
un campione drenato, dobbiamo aumentare h per mantenere h = 0

Il coefficiente della pressione delle terre a riposo (k0) definito come:


'h
k0 = '
v

Figura 2-4 Condizioni di spinta a riposo

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-5


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
generalmente k0 < 1 eccetto per terreni sovraconsolidati
Si tratta di una caratteristica intrinseca dello scheletro solido, si applica
quindi alle tensioni effettive.

'H H 'H + u
k0 = ' = '
In un suolo saturo:
v v v+ u

2.4.2 Spinta attiva


Se si ammette una deformazione laterale del terreno(dilatazione) abbiamo
le seguenti condizioni.

Figura 2-5 Condizioni di spinta attiva e piani di rottura

Figura 2-6 Cerchi di Mohr che simulano la spinta attiva

La determinazione del rapporto tra le tensioni orizzontali (3) e verticali (1)


pu essere dimostrata per un terreno non coesivo nel modo seguente:

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-6


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-7 Condizioni geometriche del cerchio di rottura allo stato di spinta attiva per
terreni granulari

Con il teorema degli angoli opposti



sin(45 ) sin(135 )
con 2 = OQ e 2 = OQ

sin(135 ) 1 sin(45 ) 3
2 2
possiamo risolvere rispetto a OQ ed eguagliare le due equazioni

sin (135 ) sin (45 )
3 2 =1 2

sin (45 ) sin (135 )
2 2

3 sin (45 2 )
2

=
1 sin 2 (135 )
2

con la trasformazione trigonometrica sin (135 ) = cos(45 ) abbiamo
2 2

3 sin (45 2 )
2

=
1 cos 2 (45 )
2
e quindi semplificando:

3
= tg 2 (45 ) = k a
1 2

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-7


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-8 Condizioni di rottura per spinta attiva in un provino e nel terreno

Le condizioni di rottura del terreno corrispondono a quelle del campione di


una prova triassiale sul quale vengono applicate le stesse tensioni misurate
nel terreno.

Per i casi in cui = 0 e c 0


Terreni fini, saturi, non drenati (calcolo a breve termine in tensioni totali)

Figura 2-9 Condizione di rottura per materiali solo coesivi

Nel caso di terreni coesivi saturi, la spinta attiva si esprime con la relazione
seguente:
3 = 1 2c u
Il coefficiente di spinta attiva delle terre quindi pi difficile da esprimere in
quanto variabile in funzione di 1.

Per i casi in cui 0 e c 0


Per terreni fini saturi, drenati (calcolo a lungo termine, in tensioni effettive),
la rappresentazione delle tensioni pu essere fatta come nel grafico
seguente.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-8


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-10 Condizioni di rottura generali

Eseguendo un cambiamento dorigine si riesce a riportare il problema a


quello gi trattato in precendenza (c = 0).
Lequazione della retta si pu scrivere come: = . tg + c
oppure
= ( + H) . tg
con H = c . cotg

risolvendo la relazione di sin otteniamo


1 ' 3 ' 1
sin ' =
2 1 ' + 3 '
+H
2
1 ' + 3 ' 2 ' 3 '
sin ' + H sin ' = 1
2 2 2
dividendo per 2 si ottiene:
1 ' sin ' + 3 ' sin ' + 2 H sin ' = 1 ' 3 '
3 '(1+ sin ' ) = 1 '(1 sin ' ) 2 H sin '

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-9


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
1 sin ' sin '
3 = 1 2 H
1+ sin ' 1+ sin '
sostituendo H e con una trasformazione trigonometrica1 si ottiene:
' cos ' sin '
3 = 1 tg 2 (45 ) 2c
2 sin ' 1+ sin '
semplificando lultimo termine
' cos '
3 = 1 tg 2 (45 ) 2c
2 1+ sin '
' '
3 = 1 tg 2 (45 ) 2c tg (45 )
2 2
3 = 1 k a 2c k a

1 relazioni trigonometriche:

1 sin = sin 90 sin 1 + sin = sin 90 + sin

+ +
sin sin = 2 cos sin sin + sin = 2 sin cos
2 2 2 2
cos(90 ) = sin sin(90 ) = cos
cos = sin(90 + ) sin + ) = sin cos + cos sin

+
cos cos = 2 sin sin
2 2
1 sin 1+ sin
= tg 2 (45 ) = tg 2 (45 + )
1+ sin 2 1 sin 2

cos cos
= tg (45 ) = tg (45 + )
1+ sin 2 1 sin 2

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-10


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.4.3 Spinta passiva
Se si ammette una deformazione laterale del terreno (compressione)
abbiamo le condizioni di spinta passiva.

Figura 2-11 Condizioni di spinta passiva e piani di rottura

Figura 2-12 Cerchi di Mohr che simulano la spinta passiva

Figura 2-13 Condizioni geometriche del cerchio di rottura allo stato di spinta passiva
per terreni granulari

La determinazione del rapporto tra le tensioni orizzontali (3) e verticali (1)


pu essere dimostrata per un terreno non coesivo nel modo seguente:

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Con il teorema degli angoli opposti

sin (135 ) sin (45 )
con 2 = OQ e 2 = OQ
1 3
sin (45 ) sin (135 )
2 2

possiamo risolvere rispetto a OQ ed eguagliare le due equazioni



sin (135 ) sin (45 )
1 2 = 3 2

sin (45 ) sin (135 )
2 2

3 sin (135 2 )
2

=
1 sin 2 (45 )
2
con le trasformazioni trigonometriche

sin (135 ) = cos(45 ) = sin (45 + ) e sin (45 ) = cos(45+ )
2 2 2 2 2
abbiamo

sin 2 (45+ )
3 2
=
1 cos 2 (45 + )
2

3
= tg 2 (45+ ) = k p
1 2

Figura 2-14 Condizioni di rottura per spinta passiva in un provino e nel terreno

Le condizioni di rottura del terreno corrispondono a quelle del campione di


una prova triassiale sul quale vengono applicate le stesse tensioni misurate
nel terreno.

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Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Per casi in cui = 0 e c 0
Terreni fini, saturi, non drenati (calcolo a breve termine in tensioni totali)
La spinta passiva pu essere dimostrata nello stesso modo della spinta
passiva e vale: 3 = 1 + 2cu

Per casi in cui 0 e c 0


Per terreni fini saturi, drenati (calcolo a lungo termine, in tensioni effettive)
La dimostrazione la stessa che per la spinta attiva e si ottiene come
risultato:

3 = 1 k p + 2c k p

2.4.4 Relazione tra i diversi coefficienti di spinta delle terre


La relazione tra il comportamento del terreno ed il coefficiente di spinta pu
essere riassunta con il grafico seguente.

Figura 2-15 Variazione del coefficiente di spinta in funzione della deformazione del
terreno

Da questo grafico appare chiaramente come la condizione di spinta attiva


possa essere raggiunta abbastanza rapidamente , con una dilatazione
dellordine di grandezza del %0 dellaltezza dellopera, mentre per la spinta
passiva, la compressione del terreno deve essere di un ordine di
grandezza superiore e quindi moltopi difficilmente raggiungibile.

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2.4.5 Esempi di costruzioni con le relative spinte
Le spinte del terreno nelle vicinanze delle opere di sostegno variano a
dipendenza del comportamento del sostegno stesso.

Figura 2-16 Deformazioni del terreno nei pressi di un muro e tipi di spinte

Figura 2-17 Deformazioni reali del terreno e situazioni di spinte nel caso di una paratia

I modelli di calcolo presentati nei paragrafi seguenti tengono conto di


queste condizioni o le semplificano a dipendenza del loro grado di
raffinatezza e soprattutto dei mezzi di calcolo a disposizione al momento
del loro sviluppo.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-14


Meccanica delle terre
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2.5 Spinte per schermi fissi e rigidi
Questo tipo di comportamento abbastanza particolare per uno schermo di
sostegno, come esempi possiamo citare: i muri in calcestruzzo armato di
una cantina interrata, i muri di una spalla di un ponte che sostengono i
rilevati, i muri di sostegno con una grande curvatura in piano.
In questo caso si utilizza il valore della spinta a riposo k0.

Per le sabbie possiamo utilizzare la formula empirica di Jaky (1948):


1 sin k 2
k0 = 1 + sin k
1 + sin k 3

semplificata in: k 0 = 1 sin k


Per un terreno omogeneo ed isotropo, k0 si pu esprimere in funzione del
modulo di Poisson


k0 =
1
Se combiniamo questa formulazione con quella di Jaky, possiamo
esprimere il modulo di Poisson in funzione di

Angolo d'attrito Coefficiente di spinta Modulo di


interno delle terre a riposo Poisson
k0

[0 1.000 0.500 ]
[ 10 0.826 0.452 ]
[ 20 0.658 0.397 ]
30 0.500 0.333
40 0.357 0.263
50 0.234 0.190
Tabella 2-2 Coefficienti di spinta delle terre k0 secondo langolo dattrito del terreno

Per un terreno inclinato con langolo ( k) e per i terreni normalmente


consolidati, il coefficiente di spinta del terreno a riposo K0 pu essere
determinato con il valore caratteristico dellangolo dattrito effettivo k nel
modo seguente :
(1 + sin )
k 0 = (1 sin k' )
cos
Kezdi (1972) propone l'utilizzazione della formula semplificata:
1 sin k
k0 =
1 + sin k

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-15


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Per i materiali coesivi (argille normalmente consolidate), Broocher e Ireland
(1965) propongono di utilizzare la formulazione seguente:
k 0 = 0.95 sin k'
mentre Alpa (1967), basandosi sull'indice di plasticit del terreno, propone:
k 0 = 0.19 + 0.233 log( I p )
con Ip espresso in percentuale.

Riassumendo i diversi autori, nella letteratura si trovano i seguenti valori:


sabbia sciolta 0.45 - 0.50
sabbia compatta 0.40 - 0.45
argilla molle, melma 1
argilla normalmente consolidata 0.5
argilla sovraconsolidata variabile, anche > 1

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2.6 Spinte per schermi liberi di spostarsi

2.6.1 Teoria di Rankine


Questa teoria parte dalle seguenti ipotesi:
spostamento del muro sufficiente per ottenere la spinta attiva o
passiva
paramento a monte verticale
nessun attrito tra il muro ed il terreno
superficie del terreno dietro il muro orizzontale

Spinta attiva in un terreno senza coesione


La spinta attiva (orizzontale) determinata applicando il coefficiente di
spinta attiva alla tensione verticale.

Figura 2-18 Spinta attiva secondo Rnkine in un terreno senza coesione

La spinta totale corrisponde allintegrale delle spinte orizzontali sullaltezza


su cui vengono applicate

1
Ea = h 2 k a
2
Il punto dapplicazione della risultante passa per il baricentro delle spinte e
si situa ad un terzo dellaltezza.

Spinta passiva in un terreno senza coesione


Anche per la spinta passiva (compressione del terreno) si applica lo stesso
principio della spinta attiva e si ottiene:

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-17


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Figura 2-19 Spinta passiva secondo Rnkine in un terreno senza coesione

La spinta totale corrisponde allintegrale delle spinte orizzontali sullaltezza


su cui vengono applicate

1
E p = h 2 k p
2

Influsso dell'acqua sulla spinta


Nel caso il terreno sia immerso nellacqua, bisogna considerare la spinta
orizzontale dovuta alle tensioni effettive del terreno alla quale va aggiunta
la spinta dellacqua.

ea = 'h k a ew = w h
Figura 2-20 Influsso dellacqua sulle spinte

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-18


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Per la parte dei terreni che si trova sotto al livello dell'acqua bisogna tener
conto di ' come peso.

1
Ea' = ' h 2 k a
2
Bisogna poi aggiungere la spinta dovuta allacqua

1
E w = w h 2
2

Influsso di un carico ripartito alla superficie del terreno


Il carico ripartito uniformemente alla superficie del terreno agisce come un
aumento delle tensioni verticali

v = p

ea ( p ) = p k a
Figura 2-21 Influsso di un carico ripartito uniformemente

Anche in questo caso, la spinta totale corrisponde allintegrale delle spinte


orizzontali sullaltezza su cui vengono applicate

Ea( p ) =h p k a

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-19


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Influsso della coesione
Per questinflusso bisogna tener conto di due casi distinti:
a) adesione tra il muro ed il terreno
Questo caso il pi semplice da calcolare. Si ammette che il terreno ed il
muro siano solidali ed attaccati qualsiasi siano le tensioni che esistono
all'interfaccia (compressione, trazione).
Questo modello solo teorico in quanto, in realt il terreno non pu
trasmettere trazioni al muro.

Figura 2-22 Influsso della coesione nel caso di adesione muro-terreno

In questo caso la pressione orizzontale si trova con la formula vista in


precedenza che tiene conto della trazione nella parte superiore del muro

3 = 1k a 2c k a
La distanza z0 si pu calcolare ammettendo che 3 = 0

z0 k a =2c k a
2c
z0 =
ka
h2
La spinta sar Ea = k a 2ch k a
2

b) senza adesione tra il muro ed il terreno


Tralasciando le trazioni e considerando solo le compressioni, bisogna
togliere l'influenza del triangolo superiore (z0)

1
z 0 2c k a
2
H2 2 c 2
In questo caso la spinta sar: Ea = k a 2cH k a +
2

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-20


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Influsso della coesione (senza adesione) e di un carico ripartito

Figura 2-23 Influsso di carico ripartito e coesione del terreno

Il valore della spinta del carico e della coesione vale

ea (c, p ) = pk a 2c k a
2c p
z0 =
nel caso in cui ea negativo, z0 vale:
ka

(2 c p k a ) 2
2
la parte dovuta alla non adesione terreno-muro vale:

Influsso della costipazione secondo la norma Sia 261


Nel caso in cui il terreno sia coesivo, la parte superiore del diagramma
delle spinte va a zero indicando che non ci sarebbero spinte su questo
settore del muro.
La norma Sia 261 considera che questo caso di carico non corrisponde alla
realt e propone di applicare nella parte superiore una spinta
supplementare dovuta al riempimento con materiale costipato secondo due
modelli di carico.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-21


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caso a) caso b)

Figura 2-24 Carico supplementare nella parte superiore di un terreno coesivo

La spinta calcolata secondo la formula abituale:

ea = K a h 2 c K a

Per il caso a) laltezza dinflusso della coesione si determina con ea = 0 e si


ottiene quindi unaltezza della parte superiore uguale a:

2 c Ka
z0 =
Ka
Le due spinte possono quindi essere calcolate separatamente e poi
sommate.

Per il caso b) il calcolo pu essere effettuato considerando un carico


orizzontale costante di 5 kN.m-2 e a partire dalla profondit in cui ea = 5,
con la spinta normale.

5 + 2 c Ka
z5 =
Ka

Influsso della costipazione secondo la Societ canadese di


geotecnica
La societ canadese di geotecnica propone di considerare la spinta
orizzontale prodotta dal passaggio di un rullo che costipa il materiale nei
riempimenti dietro ai muri.
In particolare questinflusso da considerare per i muri dei piani interrati.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-22


Meccanica delle terre
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Per z< Zc
h = z kp

Per Zc < z < d

2 P L
h =
a + L

Per z > d
h = ka z

Figura 2-25 Carico supplementare nella parte superiore di un terreno coesivo

Dove: a distanza del rullo dalla parete [m]


L larghezza del rullo [m]

P carico del rullo =


peso morto del rullo + forza centrifuga
l arg hezza del rullo
kN m 1 [ ]

Esempi di rulli:

Tipo Peso morto Forza centrifuga Larghezza P


[kN] [kN] [m] [kN.m-1]
Singolo a mano 2.3 8.3 0.56 18.9
Doppio a mano 9.2 19.8 0.75 38.7

Nel caso di un muro che non pu spostarsi, al posto di ka si utilizza k0 per


determinare d e h per z > d.

Terreno stratificato o in presenza di acqua


Nel caso di un terreno stratificato, le basi teoriche sopramenzionate
possono essere applicate suddividendo il calcolo per i diversi strati.
Per ogni strato si considera la spinta come se il muro si limitasse solo a
quello strato. Linflusso del terreno che si trova al disopra dello strato
considerato trattato come quello di un carico superficiale.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-23


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2.6.2 Attrito sul muro
La teoria espressa da Rankine non considera lattrito tra il muro e il terreno.
Siccome il muro pu spostarsi, si crea un attrito che ha come conseguenza
linclinazione della risultante delle spinte di un angolo .
Il valore dellangolo dipende dal tipo di superficie con la quale in
contatto il terreno.

Parete Esempio
parete gettata in diretto contatto con il terreno
Rugosa '
(come pali gettati in opera)
2 parete di calcestruzzo, di acciao o legno, non
Scabra '
3 trattati

1 pareti ricoperte con sistemi di protezione


Meno scabra '
2 plastici, non deformabili

riempimento poco granulare o


Liscia 0 impermeabilizzazione che non riesce a
trasmettere forze di taglio

2.6.3 Metodo del prisma (teoria di Cullmann)


Questa teoria ipotizza lequilibrio di un elemento di terreno tenendo conto
delle forze che agiscono sullelemento (peso, carichi esterni, reazione del
terreno e spinta sul muro) e della resistenza del terreno stesso (, c, )
Cambiando la forma del prisma, la spinta sul muro varia e per una forma
ben definita raggiunge un massimo che corrisponde al valore ricercato.

a) Spinta attiva

Figura 2-26 Equilibrio delle forze di un cuneo di terreno in spinta attiva

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-24


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Figura 2-27 Rappresentazione grafica dellequilibrio delle forze secondo Cullmann

Figura 2-28 Rappresentazione grafica delle spinte attive secondo la suddivisione in


cunei

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Influsso di carichi esterni sulla spinta attiva

Figura 2-29 Influsso di una forza concentrata

b) spinta passiva

Figura 2-30 Equilibrio delle forze di un cuneo di terreno in spinta passiva

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-26


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Figura 2-31 Rappresentazione grafica delle spinte passive secondo la suddivisione in
cunei

Punto dapplicazione della spinta dietro un muro

Conoscendo la ripartizione della Conoscendo solo il baricentro del prisma


spinta e la sua direzione e la pendenza della linea di rottura

Figura 2-32 Punti dapplicazione delle risultanti delle spinte

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-27


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Influsso delle forze esterne per determinare il punto dapplicazione della
spinta da loro creata.

Figura 2-33 Influsso sul paramento di un muro di una forza concentrata agente sul
prisma di rottura

La zona dinflusso ab si determina tracciando due parallele passanti per P.


La prima parallela alla pendenza dellangolo dattrito (ac), la seconda
parallela alla linea di rottura (bc).
Il punto dapplicazione si situa a 1/3 della zona, partendo dallalto.
Linclinazione della risultante vale rispetto alla perpendicolare al
paramento.

Figura 2-34 Influsso sul paramento di un muro di una forza concentrata agente
allesterno del prisma di rottura

In questo caso, la zona dinflusso limitata dalla parallela allangolo


dattrito, passante per il punto c1, e dalla base del muro (b).
Il punto dapplicazione si situa a 1/3 della zona, partendo dallalto.
Linclinazione della risultante vale rispetto alla perpendicolare al
paramento.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-28


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2.6.4 Teoria di Coulomb-Poncelet
Questa teoria un caso particolare del metodo del prisma con delle
limitazioni
teoria valida per terreno sciolti, c = 0
non esistono carichi esterni sul terreno
Gli angoli del muro () e del terreno () possono essere qualsiasi, lattrito
tra il muro e il terreno inclina la spinta di un angolo .

Figura 2-35 Convenzioni concernenti il calcolo delle forze agenti sul prisma, secondo
Coulomb-Poncelet

Nel caso della spinta attiva, il calcolo pu essere fatto analiticamente


considerando il peso del prisma come segue:
H 2 cos( + )cos( + )
G=
2 cos 2 sin( )
Ea G
=
sin( ) sin( + + )
2
H cos( + ) cos( + )
2
sin( )
Ea =
2 cos 2 sin( ) cos( + )
il valore massimo di Ea si ottiene derivando questespressione rispetto
allangolo

Ea +
=0 = 2
per il valore di
2
introducendo il valore di nellequazione dellequilibrio si ottiene:

H 2
Ea = ( ) k a
2 cos

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-29


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cos2 ( + )
con
ka = 2
sin( + )sin( )
cos( )1+
cos( )cos( + )
Con la teoria di Coulomb-Poncelet si pu anche definire la spinta passiva.
Bisogna comunque essere prudenti nellutilizzazione di questi valori poich
in generale sono troppo elevati.
cos 2 ( )
kp = 2
sin( )sin( + )
cos( )1
cos( )cos( + )

2.6.5 Tabelle della norma Sia 261 (secondo Coulomb)


La norma SIA 261 propone nel suo allegato B di calcolare la componente
orizzontale della spinta attiva secondo questa teoria ma ammettendo la
semplificazione del paramento verticale.

Figura 2-36 Coefficiente kah per la componente orizzontale della spinta attiva su pareti
verticali secondo Coulomb

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-30


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2.6.6 Teoria di Caquot e Krisel
Questi due autori propongono dei valori di spinta diversi da quelli di
Rankine e Coulomb, soprattutto per la spinta passiva in quanto utilizzano
delle superfici di rottura non piane.
In questo caso, i valori della spinta passiva sono molto pi vicini alla realt.
La norma SIA 261 propone lutilizzazione di questa teoria per il calcolo
della componente orizzontale della spinta passiva, utilizzando i grafici
dellallegato B qui sotto riprodotti.

Figura 2-37 Coefficiente kph per la componente orizzontale della spinta passiva su
pareti verticali secondo Caquot/Krisel

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-31


Meccanica delle terre
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2.6.7 Altre teorie
Citiamo senza entrare nei dettagli altre teorie disponibili per il calcolo delle
spinte:
Spirale logaritmica Al posto di una superficie di rottura piana, si
basa su una superficie che segue una spirale
logaritmica
Brinch Hansen Metodo generale che tiene conto dei diversi
movimenti possibili.
Muri VSS Propongono delle tabelle per diversi profili e
diverse caratteristiche del terreno.

2.6.8 Riassunto

Teoria Ipotesi

Rankine - , , = 0 ; c = qualsiasi
- superficie del terreno orizzontale
k a =tg 2 (45 )
2 - facciata controterra piana e verticale
- sovraccarico uniforme
Metodo del prisma - , , = qualsiasi
- c = 0 (con CAD: c = qualsiasi)
- superficie del terreno qualsiasi
- facciata controterra qualsiasi
- sovraccarico qualsiasi
Coulomb-Poncelet - , , = qualsiasi; c = 0
cos 2 ( + ) - superficie del terreno piana
ka = 2
sin ( + )sin ( ) - facciata controterra piana
cos( ) 1+
cos( )cos( + ) - nessun sovraccarico

Caquot e Krisel - , , , c = qualsiasi


ka fornito da tavole - superficie del terreno piana
- facciata controterra piana
- sovraccarico qualsiasi
Muri VSS 2
= ; c0
ka e dimensioni del muro fornito da tavole 3
- profili del terreno, e della facciata
controterra adattati alla strada

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-32


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.6.9 Spinta di carichi limitati
Esistono diversi sistemi per determinare linflusso delle forze esterne sul
muro.

a) metodo elastico
Per un terreno considerato omogeneo e isotropo, linfluenza di un carico
lineare sullo schermo pu essere calcolata risolvendo le equazioni
dellelasticit.
La soluzione analitica di Boussinesq permette di calcolare con dei grafici la
spinta orizzontale sullo schermo come nellesempio qui sotto.
Il diagramma pu essere semplificato per permettere una pi facile
utilizzazione pratica.

Figura 2-38 Spinta orizzontale dovuta ad un carico lineare superficiale secondo


Boussinesq

Nel calcolo semplificato, il valore massimo della tensione orizzontale si


ottiene alla profondit di 0.5 . a ed il suo valore :

q
h (mass.) = p = 0.2
a
dove.
q = carico lineare in superficie [kN.m-1]
a = distanza del carico dal bordo
La spinta totale (applicata a 1.17 . a di profondit) vale:

Pq = 0.3 q

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-33


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
b) metodi semi-empirici
Basandosi sulla teoria di Bussinesq, per il calcolo delle spinte dovute a
carichi lineari, perpendicolari al disegno, o a carichi effettivamente puntuali,
diversi autori hanno fornito delle formule che calcolano il valore della
tensione orizzontale in funzione della posizione del carico in superficie,
dellaltezza della parete e della profondit scelta.
Questi metodi semi-empirici considerano il tipo di terreno in quanto la
distribuzione delle spinte dipende dallangolo .

Spangler e Gerber hanno fornito due formule per la valutazione della


tensione orizzontale dovuta a un carico lineare in superficie.
Per valori di m = x/H > 0.4

4Q m2 n
h ( z) =
H (m 2 + n 2 ) 2
dove:
Q = carico lineare in superficie [kN.m-1]
x = distanza del carico dal bordo
H = altezza del muro o della parete
m =x/H
n =z/H

Per valori di m 0.4, la formula la seguente:

0.203 Q n
h ( z) =
H (0.16 + n 2 ) 2

Gerber e Feld hanno invece proposto una valutazione della spinta


orizzontale dovuta ad un carico puntuale.
Anche in questo caso la valutazione viene effettuata, per valori di
m = x / H > 0.4, con la formula

1.77 Q m 2 n 2
h ( z) = 2
H (m 2 + n 2 ) 3
con
Q = carico puntuale in superficie [kN]

Per valori di m 0.4, la formula la seguente:

0.28 Q n 2
h ( z) = 2
H (0.16 + n 2 ) 3

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-34


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Graux ha emesso alcune ipotesi che permettono di calcolare la spinta
supplementare per diversi tipi di carico.
Il sovraccarico uniforme ha una larghezza di b ed parallelo allo
schermo.
La forza risultante agisce tra i punti A e B del disegno qui sotto
La spinta uniformemente ripartita sul tratto AB
La spinta totale agisce al centro del tratto AB ed orizzontale.

Figura 2-39 Ripartizione della spinta dovuta ad un carico limitato in superficie (secondo
Graux)


La spinta totale vale: Ps = b q tg (45 )
2

b q tg (45 )
ps = 2
e la pressione media vale:
(a + b)tg (45 + ) a tg
2
facendo variare a e b si possono ottenere dei carichi a diverse distanze
dallo schermo e dei carichi puntuali o ripartiti.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-35


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Krey ha emesso altre ipotesi semplificatrici che permettono di calcolare la
spinta supplementare per diversi tipi di carico.
Il sovraccarico uniforme ha una larghezza di b ed parallelo allo
schermo.
La forza risultante agisce tra i punti A e B del disegno qui sotto
La spinta ripartita sul tratto AB in modo triangolare

Figura 2-40 Ripartizione della spinta dovuta ad un carico limitato in superficie (secondo
Graux)


Anche in questo caso la spinta totale vale: Ps =bqtg ( 45 )
2

2 bqtg (45 )
ps = 2
mentre la pressione massima vale:
(a +b)tg (45+ ) atg
2

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-36


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.7 Spinte su muri particolari

2.7.1 Spinte su un muro a L


Dietro al muro si sviluppano delle superfici di rottura dovute alla spinta
attiva che in questo caso hanno una pendenza non solo dipendente
dall'angolo , (45+/2), ma anche dall'angolo .

Figura 2-41 Prisma di rottura di un muro a L

Il valore di ' pu essere determinato tramite la formula ed il grafico


seguente

Figura 2-42 Grafico per la determinazione degli angoli di rottura

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-37


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Per la determinazione delle spinte su un muro a L si possono distinguere
due casi:

la linea di rottura taglia il muro

Figura 2-43 Caso in cui la linea di rottura taglia il muro

E1 = spinta su una parete ideale X"K con = 2/3


E2 = spinta su una parete ideale AX" con = e = ' - 90
E3 = spinta sulla parete AM con = 2/3
G1 = peso del blocco AX"F
La risultante delle spinte dietro al muro vale


R = ( E1 + E2 + E3 +G1 )
Bisogna naturalmente tener conto anche del peso del muro stesso e
dell'eventuale spinta dell'acqua.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-38


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
la linea di rottura taglia la scarpata al disopra del muro

E1 = spinta su una parete ideale


AX con =
G1 = peso del blocco AFKX


R1 = ( E1 + E3 +G1 )

Figura 2-44 Caso in cui la linea di rottura taglia la scarpata

oppure

E2 = spinta su una parete ideale AB


con =
G2 = peso del blocco AFKB


R2 = ( E2 + E3 +G2 )

Figura 2-45 Semplificazione del caso in cui la linea di rottura taglia la scarpata


R1 R2
La spinta sulla fondazione si calcola nello stesso modo del calcolo
precedente.

2.7.2 Muro con mensole


Il muro con mensole si comporta come diversi muri a L sovrapposti. Inoltre
le mensole limitano la spinta del terreno su buona parte del muro al disotto
delle mensole stesse (zona dombra). Queste zone sono determinate, a
dipendenza delle teorie secondo un angolo che pu essere o .
Sulla parte inclinata inferiore delle mensole non vengono esercitate spinte
in quanto langolo del terreno generalmente inferiore a e quindi si
comporta come una superficie inclinata per cui bisogna considerare nella
determinazione del coefficiente di spinta.
Le inclinazioni delle singole spinte dipendono dalle superfici sulle quali
agiscono.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-39


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-46 Muro con mensole e relative spinte

settore Ea inclinazione Ea
1 muro normale 2/3 - 1 2/3 terreno 1
2 sul piano ab + terreno 90 -
3 sullo spessore
2/3 - 1 2/3 terreno c1
della mensola bc
4 nessuna
5 ridotta sul muro 2/3 - A 2/3 A A
6 ridotta sul piano d + A 90 -
7 sul piano de + terreno 90 -
8 sullo spessore
2/3 - 1 2/3 terreno c2
della mensola ef
9 nessuna
10 ridotta sul muro 2/3 - B 2/3 B B
11 sul muro gh 2/3 - B 2/3 B B
Tabella 2-3 Parametri da utilizzare per il calcolo delle spinte nei diversi settori del muro
con mensole

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-40


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Nel volume delle VSS dedicato al dimensionamento dei muri presentato
un esempio di distribuzione delle spinte che pu essere utilizzato.

Figura 2-47 Muro con mensole e relative spinte secondo le VSS (i valori assoluti delle
spinte sono disegnati orizzontalmente)

Lesempio tolto dalle tabelle VSS considera le zone dombra con un angolo
, definito come nel caso dei muri a L.
Da notare come alcuni punti di partenza per il calcolo delle spinte siano
assunti in modo diverso, per esempio: la spinta sullo spessore delle
mensole e la spinta sotto le mensole. Queste imprecisioni hanno
comunque un influsso trascurabile sullinsieme delle spinte.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-41


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.8 Spinte su schermi che non possono spostarsi, schermi
flessibili

2.8.1 Teorie semi-empiriche


Le pareti di uno scavo puntellate o ancorate sono delle strutture che non
possono spostarsi liberamente e quindi la spinta che si sviluppa dietro lo
schermo non pu essere calcolata con le teorie classiche di Rankine o
Coulomb.
Se uno schermo puntellato all'estremit superiore ed sufficientemente
libero di spostarsi alla base avremo la spinta che tende a k0 all'estremit
superiore ed a zero all'estremit inferiore.

Figura 2-48 Schema della spinta su uno schermo bloccato in testa

Nella figura seguente sono rappresentati gli effetti di uno schermo che non
pu spostarsi o che lo pu ma solo limitatamente.

Figura 2-49 Spinte su schermi con diversi comportamenti

Nel caso di uno schermo appoggiato a diversi livelli in funzione


dell'avanzamento dello scavo, le pressioni sono concentrate dietro agli
appoggi mentre la parte inferiore libera di deformarsi.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-42


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-50 Variazione delle spinte e della deformazione di uno scavo a tappe con
pannelli puntellati o ancorati

Mano a mano che si scende con lo scavo, le spinte nei puntelli superiori
diminuiscono.

Le pressioni che agiscono a monte di uno schermo che non pu spostarsi


liberamente dipendono dai movimenti dello schermo stesso e dai seguenti
fattori:
dimensioni e forma dello scavo
caratteristiche del terreno
controllo della pressione interstiziale
rigidit dello schermo
sistema di puntellamento
fasi d'esecuzione
carichi fissi o mobili

Terzaghi e Peck hanno proposto dei diagrammi empirici semplificati che


tengono conto degli sforzi massimi sui sostegni registrati durante tutto lo
scavo.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-43


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
sabbia argilla molle a argilla dura, fessurata
mediamente consistente

Ea =0.65 H 2 k a Ea =0.875 H 2 k a Ea = (0.15 0.30) H 2


4 c
k a =tg 2 (45 ) k a =1 m
2 H
Figura 2-51 Spinte su schermi o sbadacchiature puntellati

Per l'argilla molle a mediamente consistente il calcolo utilizzabile negli


H
scavi per i quali > 4.
c
Nel caso esista uno strato importante di argilla molle sotto al fondo dello
scavo, si consiglia di utilizzare m = 0.4. Nel caso in cui uno strato pi
resistente sia presente alla base o a debole profondit, si usa m = 1.

Diversi autori hanno proposto, sulla base della loro esperienza, alcune
distribuzioni di spinte dietro a schermi puntellati o ancorati in funzione del
tipo di materiale che si trova dietro allo schermo.
Per i materiali sciolti (ghiaia, sabbia) le distribuzioni sono basate su diverse
teorie.

teoria classica norme DIN Lehmann Terzaghi

Figura 2-52 Spinte di materiali sciolti su schermi o sbadacchiature puntellati

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-44


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Anche per i materiali coesivi (argilla, limo, limi sabbiosi) esistono diverse
possibilit.

teoria classica Peck Tschbotarioff

Figura 2-53 Spinte di materiali sciolti su schermi o sbadacchiature puntellati

2.8.2 Distribuzione delle spinte secondo la norma SIA 261


La norma SIA 261, nel capitolo 4.3 Spinta del terreno, prevede pure una
distribuzione dei carichi a dipendenza del numero di sostegni e del tipo di
compattazione del terreno.

Caso 1 2 3
compattazione da compattazione da
Terreno di fondazione, suolo compattazione bassa
media a alta media a alta
Sostegno 1 o 2 sostegni > 2 sostegni qualsiasi
Ridistribuzione della spinta del possibilit
possibile possibile
terreno condizionata
Distribuzione della spinta del
terreno su una parete di
sostegno

rettangolare trapezoidale 1) triangolare


1) La ripartizione del carico trapezoidale devessere stabilito tenendo conto del sostegno della struttura
portante e del valore limite della resistenza del terreno nella parte superiore. In presenza di alte pareti
di sostegno (H > 10 m), la ridistribuzione della spinta del terreno limitata. In tal caso si pu
approssimare la distribuzione alla forma triangolare.
Tabella 2-4 Ripartizione semplificata della spinta del terreno, secondo la norma
Sia 261 (tabella 2)

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-45


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
2.8.3 Spinte su schermi infissi nel terreno
Per definire il comportamento del terreno e dello schermo infisso nel
terreno, bisogna distinguere diversi casi.

Schermo semplicemente infisso secondo Krey


Schermo semplicemente infisso (Krey)
Per questo tipo di verifica sono state fatte le seguenti ipotesi:
lo schermo considerato rigido
la rigidit del terreno indipendente dalla profondit
il terreno non esercita nessun effetto dincastro sullo schermo
lo schermo gira attorno ad un punto D definito, senza deformarsi

Figura 2-54 Geometria dello schermo e movimento dello stesso secondo la teoria di
Krey

A causa della spinta del terreno, la parete gira attorno al punto D. In


funzione degli spostamenti si sviluppano spinte attive, passive o, nel punto
D, a riposo.
La distribuzione qualitativa delle spinte pu essere rappresentata come
segue

Figura 2-55 Zone di sviluppo dei diversi tipi di spinta

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-46


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Figura 2-56 Rappresentazione qualitativa dei diversi tipi di spinta e semplificazione del
carico sullo schermo

Nella zona del punto D, gli spostamenti sono piccoli e non permettono di
sviluppare la spinta passiva ma nemmeno la spinta attiva. La distribuzione
delle spinte deve quindi essere ridotta come si osserva nella figura
seguente.

Figura 2-57 Distribuzione semplificata della spinta del terreno attorno al punto D

Al disotto del punto di rotazione, la spinta passiva a destra si riduce


linearmente pasando per D e riducendo parzialmente la spinta passiva a
sinistra.
La spinta passiva di destra presuppone che il prisma in movimento
raggiunga la superficie del terreno. Questo non corrisponde al
comportamento effettivo.
Per questa ragione, Krey consiglia di calcolare la resistenza del terreno a
destra (spinta passiva) con un angolo che vale p, ma di applicare la forza
risultante in modo orizzontale come appare nella figura seguente.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-47


Meccanica delle terre
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Figura 2-58 Ripartizione delle spinte secondo Krey

Questo sistema di ripartizione delle azioni e delle resistenze, con


compensazioni dirette, risulta difficilmente applicabile con le nuove norme
in quanto le azioni e le resistenze hanno dei fattori parziali diversi.

Schermo semplicemente infisso secondo Blum


Blum parte da ipotesi leggermente diverse dalle precedenti.
lo schermo considerato rigido
le spinte, sia attiva che passiva, si applicano senza considerare
lattrito sulla parete ( = 0), quindi orizzontali
le spinte, attiva e passiva, sono applicate fino al punto di
rotazione D
sul punto D applicata una forza C che corrisponde alla risultante
della spinta passiva sviluppatasi in seguito alla rotazione dello
schermo
Blum prevede una riduzione della spinta passiva tramite un
coefficiente m in quanto considera che lo spostamento non sia
sufficiente per raggiungere lo stato tensionale della spinta passiva
m = 1.5 per opera provvisoria
m = 2 per opera definitiva.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-48


Meccanica delle terre
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Figura 2-59 Ripartizione delle spinte secondo Blum

La spinta C necessaria per poter equilibrare staticamente lo schermo.


Dal punto di vista applicabilit secondo le nuove norme questo modello
risulta pi facilmente utilizzabile. Il coeeficiente di correzione m sostituito
dai coefficenti parziali.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni del terreno 2-49


Meccanica delle terre
versione 02.04.12
Schermo appoggiato al piede e puntellato o ancorato
Anche questo tipo di parete stato risolto con un modello da Blum,
rinunciando allapplicazione della spinta passiva al piede in quanto
lequilibrio statico dello schermo garantito dallappoggio.
Questo appoggio supposto spostarsi a sufficienza per garantire lo
sviluppo della spinta attiva.

Figura 2-60 Modello delle spinte su uno schermo appoggiato al piede e puntellato

Schermo incastrato al piede e puntellato o ancorato


In questo caso, Blum ammette le stesse ipotesi per lincastro del piede
aggiungendo la forza C.

Figura 2-61 Ripartizione delle spinte per una parete incastrata al piede e puntellata,
secondo Blum

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Meccanica delle terre
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Influsso di un ancoraggio o puntello sulle spinte
Diverse serie di prove hanno dimostrato che le spinte misurate divergono
sensibilmente da quelle ottenute con la teoria di Rankine (distribuzIone
triangolare). Si notato lapparizione di una zona di spinta passiva attorno
alla testa dellancoraggio. Questa zona molto pi pronunciata se
lancoraggio o il puntello sono meno deformabili.

Sulla base di queste osservazioni e dalle prove eseguite, J. Verdeyen


propone le modifiche seguenti del diagramma delle spinte:

Figura 2-62 Aumento della spinta dovuto alla presenza di un ancoraggio o un puntello,
secondo Verdeyen

Il valore 0,05 H corrisponde ad un ancoraggio situato alla testa della


paratia;
il valore 0,075 H corrisponde ad un ancoraggio situato ad 1/3 H della testa;

Questa modifica pu essere anche applicata ad una parete ancorata su


diversi livelli.

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Meccanica delle terre
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2.8.4 Calcoli con programmi delementi finiti
Attualmente esistono molti programmi di calcolo basati sugli elementi finiti
che tengono conto del comportamento elasto-plastico del terreno e delle
fasi di esecuzione. Questi programmi non permettono al momento di
effettuare verifiche secondo le nuove norme in quanto non possibile
introdurre coeeficienti diversi per il terreno se agisce come azione (spinte)
o come resistenza.
Nelle figure qui sotto sono rappresentati due esempi di calcoli di questo tipo
che mostrano la deformazione dello schermo e la variazione delle spinte.

a) parete chiodata

deformazione

spinta

Figura 2-63 Deformazioni e spinte su una parete con ancoraggi passivi

Per la parete chiodata (ancoraggi passivi), le deformazioni sono importanti


mentre le spinte tendono a raggiungere lo stato di spinta attiva.

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Meccanica delle terre
versione 02.04.12
b) parete ancorata

deformazione

spinta

Figura 2-64 Deformazioni e spinte su una parete con ancoraggi attivi

Per la parete con ancoraggi attivi, le deformazioni sono contenute o


trascurabili mentre le spinte tendono a raggiungere lo stato di spinta a
riposo.

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Meccanica delle terre
versione 02.04.12
3. AZIONI DOVUTE ALLACQUA E ALTRE AZIONI
3.1 Azioni dellacqua secondo la norma SIA 260 (art. 3.2.6.4)
Le azioni delle acque sotterranee possono corrispondere a situazioni di
dimensionamento permanenti, transitorie e accidentali. Esse vanno
determinate tenendo conto del livello idrico corrispondente.
Nella norma SIA 260, il richiamo allinflusso dellacqua relativamente
breve in quanto viene sviluppato prevalentemente nella norma SIA 261.

3.2 Pressione idraulica secondo la norma SIA 261 (art. 4.4)


La norma SIA 261 indica come devessere determinata la pressione
idraulica e quali sono gli influssi da considerare.
Per determinare la pressione idraulica, devono essere note le condizioni
idrogeologiche, le variazioni dei livelli dellacqua e linfluenza degli interventi
costruttivi sul regime della falda freatica, ed in particolare:
della posizione del livello della falda freatica, risp. della superficie
delle acque libere
degli influssi favorevoli o sfavorevoli dei drenaggi naturali o artificiali,
tenendo conto di stati estremi e della futura manutenzione
delleffetto dello scorrere dellacqua
dellulteriore apporto di acqua, p.es. dovuto a precipitazioni, piene,
inondazioni, rottura di condotte
dellaccumulo e linnalzamento della falda in caso di costruzioni
fondate su un terreno impermeabile
dei cambiamenti dei regimi delle acque e della pressione idraulica
dovute a costruzioni, bonifiche e rinverdimenti

3.3 Valore caratteristico


Di regola, il valore caratteristico della pressione idraulica da determinare
in base al valore caratteristico del peso volumico dellacqua (generalmente
wk = 10 kN.m-3) e al valore di dimensionamento del livello dellacqua hwd :
Fk = F { wk , hwd }
Il valore caratteristico della pressione idraulica corrisponde alla pressione
idraulica massima, rispettivamente alla pressione idraulica minima possibili
nella situazione di dimensionamento considerata. Per determinare i valori
occorre basarsi sulla misurazione del livello, rispettivamente della
pressione dellacqua rilevati durante un lungo periodo o su stime prudenti.
Se il livello dellacqua regolato da particolari misure come drenaggi o
troppo pieno, lo stato delle acque controllato pu venir considerato come
stato delle acque per il dimensionamento, qualora durante tutta la durata
dellutilizzazione fosse garantita la capacit di funzionamento delle
particolari misure.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-1
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
3.4 Spinta dArchimede
Nella meccanica delle terre, la spinta dArchimede pu essere considerata
come agendo in due modi ben distinti.

Azione sul terreno


Il principale influsso della presenza dacuqa nel terreno consiste nella
riduzione delle tensioni effettive di questultimo e quindi della sua
resistenza al taglio.
Nelle verifiche che verranno affrontate nei capitoli seguenti, bisogner
ricordarsi che in presenza dacqua idrostatica le tensioni verranno
determinate nel modo seguente:

'= u
Per esempio, per le tensioni verticali in un terreno immerso nellacqua
calcolato utilizzando = w, mentre la pressione dellacqua u = w . hw.
Nel caso in cui ci si trovi di fronte a condizioni idrodinamiche, bisogna
considerare, oltre alla spinta dArchimede anche le spinte dovute alla
percolazione

S = w i V
Queste spinte, a differenza della spinta dArchimede che sempre diretta
verso lalto, possono avere direzioni diverse, secondo la direzione di flusso.
Le forze di percolazione possono condurre alla rottura per sifonamento nel
caso in cui raggiungano i valori del peso del terreno.

GE peso proprio del terreno sottoposto


alla spinta dArchimede
S forza di percolazione agente sullele-
mento di terreno attraversato dal flusso
GE = ( e w ) b t
S = w hw b
hw differenza di livello dellacqua

Figura 3-1 Esempio di sifonamento allinterno di uno scavo

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-2
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
Azione sulle strutture
La spinta dArchimede ha un influsso sulle strutture in quanto, secondo il
principio stesso, queste ricevono una spinta verso lalto pari al volume di
liquido spostato.

G peso proprio
Q azione variabile sfavorevole
W spinta dArchimede
W = w hw b
hw differenza di livello dellacqua

Figura 3-2 Spinta dArchimede su una struttura

La determinazione delle pressioni idrostatiche e delle forze di percolazione


deve tener conto dei punti indicati qui sotto che concernono il terreno e le
acque sotterranee:
successione di strati di terreno con permeabilit diversa
strati di terreno che presentano una forte corrente sotterranea o
producono un effetto di sbarramento
diversit tra le permeabilit orizzontale e verticale
variazione delle condizioni idrogeologiche nel tempo e nello spazio
perturbazioni del terreno in seguito ad interventi artificiali, come per
esempio dei sondaggi geognostici
movimentazione di terre suscettibili di modificare le condizioni di
flusso delle acque sotterranee.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-3
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
3.5 Ripartizione della pressione idraulica
Di regola, una ripartizione semplificata della pressione idraulica ammessa
secondo quanto indicato negli esempi seguenti. Occorre tener conto
delleffetto del flusso dellacqua sul carico volumico del terreno
Per terreni omogenei anisotropi (kh >> kv) e per terreni stratificati (casi 2
e 3), devono essere tenute in considerazione le diverse permeabilit e la
loro influenza sulla riduzione della differenza di potenziale.
Se da entrambi i lati di una parete portante agisce contemporaneamente
una pressioni idraulica, il valore caratteristico della pressione idraulica wk
sar determinato come pressione idraulica risultante.
In presenza di terreno a granulometria fine, si terr conto di una possibile
pressione idraulica dovuta allaccumulo di acqua in riempimenti di scavi e
nelle fessure causate da deformazioni o da contrazioni del terreno. Senza
drenaggi, il livello della falda freatica devessere ammesso almeno nella
stessa misure del livello della superficie superiore dello strato impermeabile
o se del caso al livello della superficie del terreno

Caso 1: Edifici in falda freatica


Terreno di fondazione qualunque
Condizioni idrostatiche (nessuna corrente, i = 0)
Ripartizione della pressione idraulica, pressione idraulica risultante

Figura 3-3 ripartizione delle spinte per il caso 1

In questo caso la pressione idraulica massima raggiunge:

Wk = wk t w

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-4
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
Caso 2: Parete portante in falda freatica
Terreno di fondazione eterogeneo con strato impermeabile al piede della
parete
Condizioni idrostatiche (nessuna corrente, i = 0)
Ripartizione della pressione idraulica, pressione idraulica risultante

Figura 3-4 ripartizione delle spinte per il caso 2

In questo caso la pressione idraulica massima raggiunge:

Wk = wk t w

Caso 3: Parete portante in falda freatica


Terreno di fondazione omogeneo, anisotropo (kh >> kv) o eterogeneo con
strato permeabile al piede della parete
Condizioni idrodinamiche allinterno della parete
Ripartizione della pressione idraulica, pressione idraulica risultante (statica
a destra, idrodinamica a sinistra)

Figura 3-5 ripartizione delle spinte per il caso 3

In questo caso la pressione idraulica massima raggiunge:

Wk = wk t w

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-5
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
Caso 4: Parete portante nella falda freatica
Terreno di fondazione omogeneo e isotropo
Condizioni idrodinamiche ideali
Ripartizione della pressione idraulica, pressione idraulica risultante

Figura 3-6 ripartizione delle spinte per il caso 4

In questo caso la pressione idraulica massima raggiunge:

Wk = (1 i ) wk t w

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-6
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
3.6 Spostamenti e deformazioni
Gli spostamenti e le deformazioni del terreno imposte a una struttura
portante, vanno determinati in base a un modello rappresentativo del
terreno in base ai metodi riconosciuti della meccanica dei terreni.
In caso di forte interazione tra la struttura portante e il terreno, gli
spostamenti e le deformazioni sono considerati come grandezze dipendenti
dal sistema globale struttura portante terreno di fondazione.
Il valore caratteristico di uno spostamento o di una deformazione del
terreno imposto alla struttura portante viene formalmente determinato con

Fk = F {FEk , X k ,a d }
In questo caso FEk indica quindi il valore caratteristico di una forza o di un
carico che determina una deformazione del terreno.
Il valore caratteristico pu anche essere determinato direttamente mediante
osservazioni, prove o valori acquisiti in base allesperienza. Il valore scelto
devessere sufficientemente affidabile e basarsi sui principi indicati per
fissare i valori caratteristici.
Leterogeneit del terreno sar considerata con la variazione della
grandezza e della ripartizione dei valori di rigidit; ci si applica anche a
terreni che appaiono omogenei.

3.7 Altre azioni


Occorre tener conto dellinflusso di altre azioni del terreno nellanalisi e nel
dimensionamento di strutture portanti, per quanto presenti e non tenuto in
considerazione altrove; p. es.:
le pressioni viscosa e la pressione di scorrimento
la contrazione o il rigonfiamento del terreno
gli assestamenti dovuti allabbassamento della falda freatica
la formazione di ghiaccio e il gelo
gli scuotimenti e le forze dinamiche
le forze idrodinamiche causate dalle onde.

Linflusso di queste azioni dovr essere tenuto in considerazione in base ad


analisi del terreno e ai valori rappresentativi derivanti dallesperienza.
Le azioni citate spesso possono essere contrastate meglio predisponendo
misure costruttive o eliminando lazione, piuttosto che con il solo
dimensionamento.

Leffetto di terremoti tenuto in considerazione secondo quanto indicato


nella norma SIA 267.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni 3-7
Meccanica delle terre
versione 19.04.10
3. AZIONI DOVUTE ALLACQUA E ALTRE AZIONI 3-1
3.1 AZIONI DELLACQUA SECONDO LA NORMA SIA 260 (ART. 3.2.6.4) 3-1
3.2 PRESSIONE IDRAULICA SECONDO LA NORMA SIA 261 (ART. 4.4) 3-1
3.3 VALORE CARATTERISTICO 3-1
3.4 SPINTA DARCHIMEDE 3-2
3.5 RIPARTIZIONE DELLA PRESSIONE IDRAULICA 3-4
3.6 SPOSTAMENTI E DEFORMAZIONI 3-7
3.7 ALTRE AZIONI 3-7

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Azioni dovute allacqua e altre azioni


Meccanica delle terre
versione 19.04.10
4. VERIFICHE DEGLI STATI LIMITE ULTIMI
4.1 Generalit
Le verifiche da effettuare nella progettazione geotecnica sono state
esposte nel capitolo 1 mentre le azioni del terreno lo sono state nel
capitolo 2 e quelle dellacqua nel capitolo 3.
Questo capitolo affronta le principali problematiche geotecniche e propone
modelli classici per verficare la relazione tra l'effetto delle azioni e le
reisitenze.
Per la normativa concernente queste problematiche, si rimanda alla norma
SIA 267 capitoli 8 a 16 che, oltre alle verifiche, contiene anche delle
indicazioni di tipo costruttivo che saranno trattate pi tardi nel corso.

4.2 Sollevamento, spinta dArchimede


Nel caso in cui il peso della costruzione sia inferiore alla spinta
dArchimede, c il rischio che la costruzione galleggi. Per evitare questo
fenomeno bisogna controllare che la costruzione prevista presenti un certo
margine di sicurezza al sollevamento, in particolare durante tutte le fasi
costruttive.

La verifica della sicurezza relativa alla spinta d'Archimede consiste nel


dimostrare che il criterio di calcolo qui sotto sia verificato nello stato limite
SL tipo 1, secondo lafigura 3-2:

E d ,dest E d , stab
G ,sup Ak + Q Qk G ,inf Gk

I fattori di carico da utilizzare per la spinta d'Archimede sono forniti nella


tabella 1 della norma SIA 260.

Nel caso in cui le resistenze di elementi costruiti (tiranti, pali) o del terreno
(forze di taglio) vengono considerati nel calcolo, la verifica della sicurezza
relativa alla spinta d'Archimede deve essere eseguita allo stato limite SL
tipo 2 con i fattori di carico forniti nella tabella 1 della norma SIA 260.
Per la determinazione del peso bisogna considerare solo il peso
permanente della costruzione (in certi casi bene verificare anche le fasi
costruttive), senza i carichi utili.
Nella definizione della spinta dArchimede bisogna invece tener conto del
livello massimo che la falda potrebbe raggiungere.
Generalmente non si tiene conto dellattrito laterale dei muri sul terreno.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Verifiche degli stati limite ultimi 4-1
Meccanica delle terre
versione 17.04.12
Provvedimenti contro il sollevamento
Per evitare il sollevamento di una costruzione si pu adottare una delle
seguenti misure:
- aumento del peso proprio (platea pi spessa, aumento delle altre
sezioni in c.a.)
- allargamento della platea oltre i muri perimetrali (peso del terreno su
questa superficie)
- diminuzione della spinta dArchimede (drenaggio permanente (!) della
falda)
- altre misure particolari (pali di trazione, ancoraggi)

4.3 Sifonamento
Nel caso del sifonamento (rottura di fondo), la verifica viene fatta secondo
lo stesso principio della spinta dArchimede, considerando come peso
quello del terreno immerso e come spinta la foza di percolazione applicata
allo stesso volume.

G ,sup S k G ,inf Gk'


Per questa verifica i valori di G,inf e G,sup sono dati dalla norma SIA 267
come segue:
G,inf = 0.9 per tutti i terreni
G,sup = 1.6 per terreni limosi e di sabbia fine
G,sup = 1.4 per tutti gli altri terreni soggetti a sifonamento

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Meccanica delle terre
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4.4 Verifiche delle fondazioni superficiali

4.4.1 Equilibrio plastico sotto le fondazioni


Se si carica il terreno tramite una fondazione, questo si deforma ed a
partire da un certo carico subisce una rottura e la deformazione avviene
senza aumento di carico in seguito alla plastificazione del terreno.

Figura 4-1 Comportamento delle fondazioni

Se il terreno piuttosto compatto o duro, avr un comportamento simile a


alla curva k1 della figura precedente. L'ascissa pg definisce il limite di
rottura (o capacit portante) del terreno.
Nel caso di un terreno molle o sciolto, l'andamento dell'assestamento
assomiglier alla curva k2 per la quale non sempre semplice definire il
limite di rottura. Generalmente si assume come tensione limite quella che
corrisponde al punto di passaggio dalla curva alla linea retta.
Il limite pg o pg definisce la portanza del terreno.

4.4.2 Stato dequilibrio sotto le fondazioni


Oltre agli assestamenti, un carico sulla fondazione crea nel terreno delle
tensioni di taglio. Queste aumentano con laumento del carico. Al
momento che le tensioni di taglio raggiungono il valore f abbiamo un
equilibrio plastico tra la fondazione ed il terreno. Ne consegue una rottura
del terreno.

assestamento rottura per superamento


della resistenza al taglio

Figura 4-2 Differenza tra assestamento e rottura di una fondazione

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4.4.3 Calcolo della capacit portante
La sicurezza alla capacit portante garantita se la relazione seguente
soddisfatta per lo SL tipo 2:

E N ,d R N ,d

Per la capacit portante RN,d vale:

1
R N ,d = R{FR ,d , X d , ad }
R
Il coefficiente parziale vale in generale:
R = 1,01,2

Nel caso di utilizzazione di metodi di calcolo provati per la resistenza


ultima, possibile ammettere R = 1,0.

Teoria di Terzaghi per terreni compatti ( > 20 kN.m-3)


Per determinare la capacit portante delle fondazioni, Terzaghi per primo
ha presentato un modello dequilibrio limite facendo le seguenti ipotesi:
terreno isotropo ed omogeneo
resistenza al taglio secondo la retta di Coulomb
la fondazione orizzontale e infinita
la fondazione superficiale (t < b)
il carico verticale e centrato sulla fondazione
superficie della fondazione rugosa
resistenza alla spinta passiva considerando l'equilibrio delle zone
plastiche descritte da Terzaghi.
Per il caso di un terreno compatto (generalmente si ammette > 20 kN.m-3)
la rottura nel modello di Terzaghi corrisponde alla Figura 4-4.

Figura 4-3 Modello di rottura del terreno secondo Terzaghi

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Su questo modello si possono distinguere tre zone
I. zona allo stato elastico
Con una fondazione rugosa, questa zona solidale e pu spostarsi
solo verticalmente. Sui piani ab e a'b avviene il taglio.
II. zona in stato d'equilibrio passivo secondo Rankine
I piani de e da sono dei piani di taglio, formano con la superficie un
angolo di 45 - /2
III. zona di taglio radiale che permette la transizione tra la zona I e la
zona II.
la superficie bd una spirale logaritmica.
La superficie di taglio radiale forma con la superficie di taglio della
zona I, nel punto b, un angolo di 90 + (vedi teoria di Rankine) e
quindi l'angolo della superficie della zona I con il terreno

L'equilibrio viene espresso tenendo conto delle diverse forze in gioco:


P: carico di rottura della fondazione
Ep: spinta passiva sul piano ab
c b
C: coesione lungo la superficie ab =
cos 2
P - 2 . Ep - 2 . C . sin = 0
P - 2 . Ep - b . c . tg = 0

Ep si pu scomporre in diversi termini


Ep = 1/4 . . b2 . N resistenza dovuta al peso del blocco che
in equilibrio (abde)
Ec = . b . c . (Nc - tg) resistenza dovuta alla coesione sulla
superficie di rottura
Eq = . ( . t + p) . b . Nq resistenza dovuta all'attrito ed al carico
sopra al livello della fondazione
Introducendo queste relazioni nella formula precedente si ottiene, per una
fondazione infinitamente lunga:

1 1
R N ,d = A ' cd N c ,d + ( t + p d ) N q ,d + b N ,d
R 2

in cui
A = superficie della fondazione, con eventuali correzioni sulleccentricit
del carico

N c ,d = ( N q ,d 1) ctg d

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3
( d )tgd
2
e
N q ,d =
d
2cos 2 (45+ )
2
N ,d = 2 ( N q ,d 1) tgd

Figura 4-4 Diversa rappresentazione dei valori di Nc, Nq e N in funzione dellangolo


(scala logaritmica)

Figura 4-5 Valori di Nc, Nq e N in funzione dellangolo

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Per tener conto della forma di una fondazione normale bisogna introdurre
dei fattori di correzione A1 e A2

1 1
RN ,d = A' A1 cd N c ,d + ( t + pd ) N q ,d + A2 b N ,d
R 2

l/b A1 A2
fondazioni molto lunghe > 10 1.00 1.00
fondazioni rettangolari 5 1.05 0.90
2 1.10 0.85
fondazioni quadrate 1 1.25 0.80
fondazione circolare b=2.R 1.20 0.70
Tabella 1 Fattori di correzione in funzione della forma

Teoria di Terzaghi per terreni molli ( < 20 kN.m-3)


Per terreni molli si pu utilizzare la stessa formula introducendo
2 2
c k' = c k e tg k' = tg k
3 3
Quest'ultima trasformazione gi introdotta nel grafico con i coefficienti N',
Nc' e Nq'

Teoria di Prandtl
Per il calcolo di una fondazione a superficie liscia, Prandtl ha ipotizzato la
rottura secondo lo schema seguente

Figura 4-6 Modello di rottura del terreno secondo Prandtl

e ha modificato le seguenti relazioni

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tg d d
N q ,d = e tg 2 (45 + )
2
N ,d 1.8 ( N q ,d 1) tg d

Altri autori hanno proposto formule di N molto diverse tra di loro:

d'
Chen: N ,d = 2.0 ( N q ,d + 1 ) tg tg ( 45 +
'
d )
5
Hansen: N ,d = 1.5 ( N q ,d 1 ) tg d'

Meyerhof: N ,d = ( N q ,d 1) tg (1.4 d' )

Vesic: N ,d = 2.0 ( N q ,d + 1 ) tg d'

EC-7: N ,d = 2.0 ( N q ,d 1) tg d'

Fattori che possono modificare la capacit portante secondo il modello di


Terzaghi, ma applicabile pure a quello di Prandtl.

Carico eccentrico

Figura 4-7 Influsso delleccentricit sulla capacit portante

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Carico obliquo e fondazione obliqua

Figura 4-8 Influsso dellinclinazione sulla capacit portante

Falda e terreno eterogeneo

Figura 4-9 Zona influenzata dal superamento della capacit portante di una
fondazione

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Per la falda o un limite di strato situati al disopra del livello delle fondazioni
si pu utilizzare la formula di Terzaghi modificando i termini ( . t + p) e in
(1 . t1 + 2 . t2 + p) e , dove 2 pu essere un terreno diverso oppure la
presenza dellacqua.
Per i casi in cui il limite si trovi al disotto della fondazione ma sempre nella
zona d'influenza bisogner effettuare due calcoli diversi e valutare quale
sia il pi probabile.

Teoria di Brinch-Hansen
Unaltra formulazione dei fattori che possono modificare la capacit
portante pu essere espressa secondo il modello di Brinch-Hansen e delle
norme DIN.
La formula si presenta con i seguenti fattori (per comodit di scrittura sono
stati tralasciati gli indici d allinterno della formula)

1 1
RN ,d = A' cN c sc d c ic g c bc '+ ( t + p )N q sq d q iq g q bq '+ b N s d i g b '
R 2

dove

N c ,d = ( N q ,d 1) ctgd

tgd d
N q ,d = e tg 2 (45 + )
2
N ,d = 2 ( N q ,d 1) tgd

Nel caso di una eccentricit del carico, i valori da utilizzare per le


dimensioni delle fondazioni sono

b b e l l che forniscono la superficie effettiva A

Figura 4-10 Ridimensionamento della fondazione attiva a causa delleccentricit

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La definizione degli angoli corrisponde al disegno seguente:

Figura 4-11 Convenzioni per i segni per il calcolo secondo Brinch-Hansen

I valori dei fattori dinfluenza sono state proposti da diversi autori; qui di
seguito sono proposte le formulazioni pi accreditate.

Fattore di forma della fondazione, s

b Nq b
sc = 1 + sq = 1 + tg s = 1 0.4
b
l Nc l l
Fattore che tiene conto dellinclinazione del carico, i
L'influsso del fattore d'inclinazione del carico molto grande, bisogna
quindi porre molta attenzione nella determinazione di T e N.
5 5
1
1 iq T ( 0.7 )T
ic = i q iq = 1 2 i = 1 450
Nq 1 b l c b l c
N + N +
tg d tg d
Fattore che tiene conto dellinclinazione della fondazione, b

b'c =1 b' q = e ( 0.035 tgd ) b' = e ( 0.047 tgd )
147
Fattore che tiene conto dellinclinazione del piano campagna, g
1
g c =1 g q = (1 tg ) 5 g = g q
147 2
Fattore che tiene conto della profondit di posa, d
t t
d c =1 + 0.007 arctg d q =1 + 0.035 tg d ( 1 sin d ) 2 arctg d =1
b b

Formulazioni diverse, che non riportiamo qui ma che si possono trovare


nella letteratura, sono state sviluppate da altri autori.

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Metodi semi-empirici
La capacit portante di calcolo di una fondazione superficiale pu essere
stimata in modo semi-empirico partendo dai risultati di prove in sito (p. es.
pressiometro) e paragonabili.

Prova pressiometrica
Nel caso di utilizzazione della prova pressiometrica, il valore di calcolo della
capacit portante di una fondazione che subisce un carico verticale
dipende dalla pressione limite del terreno secondo la funzione lineare
seguente:

1
Rd = A' (qk + k p pl*,k )
M
dove
M = 1,4
A valore di calcolo della superficie effettiva della fondazione (con
riduzione per leccentricit)
qk valore di calcolo della tensione totale verticale a livello della base
della fondazione (dopo lavori)
p*l,k valore di calcolo della pressione limite netta equivalente; la
pressione limite netta definita per una prova pressiometrica
come la differenza (pl-p0) tra la pressione pl e la pressione
orizzontale delle terre a riposo, p0 al livello della prova; p0 pu
essere determinata a partire dal coefficiente di pressione delle
terre a riposo k0 stimato e a partire dai valori della tensione
verticale effettiva q e dalla pressione interstiziale u tramite la
formula p0 = k0.q + u
kp coefficiente di capacit portante, i cui valori numerici variano tra
0.8 e 3 in funzione del tipo di terreno, della profondit dincastro e
della forma della fondazione
Secondo R. Frank possono essere utilizzati i seguenti valori:

pressiometro kp mass. kp mass.


pl [MN.m-2] (plinto quadrato) (banchina)
Argille e limi molli, creta molle pl < 0.7 1.30 1.1
Argille e limi medi 1.2 < pl < 2.0 1.50 1.22
Argille dure a molto dure 2.5 < pl 1.80 1.40
Sabbie sciolte pl < 0.5 1.88 1.53
Sabbie e ghiaie mediamente compatte 1.0 < pl < 2.0 2.25 1.75
Sabbie e ghiaie compatte 2.5 < pl 3.00 2.20
Creta alterata a compatta 1.0 < pl 2.18 1.83
Marne, marnocalcari, rocce alterate pl < 4.0 1.68 1.41
Tabella 2 Valori del coefficiente di capacit portante kp secondo Frank

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Prova penetrometrica statica (CPT)

1
Rd = A' (qk + k c qce,k )
M
dove
M = 1,4
A valore di calcolo della superficie effettiva della fondazione (con
riduzione per leccentricit)
qk valore di calcolo della tensione totale verticale a livello della base
della fondazione (dopo lavori)
qce,k resistenza alla punta media attorno alla base della fondazione a
partire da una curva qc (z)

1 D + 3a
q ce = q cc ( z ) dz
3 a + b D b
con qcc resistenza alla punta
screstata a 1.3 qcm
1 D +3a
q cm = q c ( z ) dz
3 a + b D b
dove
a = B/2 se B > 1 m
a = 0.5 m se B < 1 m
h = altezza della fondazione
nello strato portante
b = min(a,h)
Figura 12 Determinazione di qce

kc coefficiente di capacit portante penetrometrico


Secondo R. Frank possono essere utilizzati i seguenti valori:

penetrometro kc mass. kc mass.


qc [MN.m-2] (plinto quadrato) (banchina)
Argille e limi molli, qc < 3.0 0.60 0.49
Argille e limi medi 3.0 < qc < 6.0 0.60 0.49
Argille dure a molto dure 6.0 < qc
Sabbie sciolte qc < 5.0 0.26 0.21
Sabbie e ghiaie mediamente compatte 8.0 < qc < 15.0 0.25 0.19
Sabbie e ghiaie compatte 20.0 < qc 0.24 0.18
Creta molle qc < 5.0 0.60 0.49
Creta alterata a compatta 5.0 < qc 0.29 0.24
Tabella 3 Valori del coefficiente di capacit portante kc secondo Frank

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4.4.4 Scivolamento delle fondazioni superficiali
Le fondazioni superficiali che sopportano carichi inclinati, possono subire
uno scivolamento alla base che deve essere verificato secondo lo stato
limite 2.

ET ,d RT ,d + RE ,d

Figura 4-13 Forze da considerare per lo scivolamento

Per la resistenza RT,d allo scivolamento, sono valevoli le seguenti relazioni:

1
RT ,d = ( E N ,d tan d + Ad' cd' )
per terreni drenati:
R

1
RT ,d = Ad' cu' ,d
per terreni non drenati:
R
Nel caso di utilizzazione di metodi di calcolo provati per la resistenza
ultima, possibile ammettere R = 1,0.

Il valore caratteristico dellangolo dattrito sulla fondazione k pu essere


considerato nel modo seguente:
nel caso di fondazione rugosa, con rottura del terreno:

k = k'

nel caso di fondazione liscia, con rottura nel giunto, a dipendenza della
planeit e della caratteristica della base:

1 ' 2 '
k = k fino a k = k
2 3
Langolo dattrito sulla fondazione k non deve comunque superare 35.

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La coesione effettiva c non deve essere considerata per la determinazione
della resistenza allo scivolamento della fondazione, a meno che si sia sicuri
della sua permanenza in tutti i casi dazione possibili.

Per la resistenza laterale del terreno in corrispondenza del lato frontale


vale:

1
RE , d = RE ,k
M
Il coefficiente di resitenza vale generalmente M = 1,4
Nel caso non si sia completamente sicuri dello sviluppo di questa
resistenza laterale, preferibile non tenerne conto nelle verifiche.

4.4.5 Ribaltamento delle fondazioni superficiali


Soprattutto nel caso di muri, con forti sollecitazioni orizzontali, si riscontra la
necessit di verificare la sicurezza al ribaltamento.
Questa garantita se leccentricit della risultante dei carichi sulla
fondazione non oltrepassa, in accordo con la figura 4, il doppio del limite
del nocciolo nel caso di SL tipo 1 (giunto aperto al massimo fino allasse
della fondazione):

ed e gr

Figura 4-14 Eccentricit della risultante per la verifica del ribaltamento

Per fondazioni rettangolari con le dimensioni a e b , vale:

1 1
egr = a oppure egr = b
3 3
Per fondazioni circolari di raggio r, vale:
egr = 0,59 r

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Di regola la verifica viene eseguita secondo lo SL tipo 1, in particolare
quando si considera che la fondazione posata su un terreno rigido (p. es.
roccia).

Figura 4-15 Verifica al ribaltamento secondo lo SL tipo 1

Nel caso in cui si consideri la resistenza del terreno (p. es. verifica della
capacit portante), bisogna effettuare il calcolo con i fattori parziali
corrispondenti allo SL tipo 2.

Figura 4-16 Verifica al ribaltamento considerando la resistenza del terreno

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Meccanica delle terre
versione 17.04.12
4.5 Verifiche delle fondazioni profonde
La sicurezza alla capacit portante garantita se la relazione seguente
soddisfatta per lo SL tipo 2:

E N ,d R N ,d
In cui leffetto delle azioni Ed corrisponde al carico verticale sul palo in
seguito allapplicazione di Gd e Qd calcolati sulle azioni Gk e Qk trasmessi
dalla struttura.

Resistenza ultima del palo Rd corrisponde al minimo tra le due resistenze:


Ri,d resistenza ultima interna del palo
Ra,d resistenza ultima esterna del palo

4.5.1 Resistenza ultima interna


La resistenza ultima interna del palo calcolata, a dipendenza del tipo di
materiale, secondo le norma SIA 262 a 265.

Ri,d = i Rmat,d
Dove: Ri,d valore di dimensionamento della resistenza ultima del
materiale
i fattore di conversione per lesecuzione del palo (riduzione
della capacit portante)
di regola i = 0.80
con controlli dintegrit i = fino a 0.90

Il dimensionamento del calcestruzzo del palo si effettua secondo le regole


di c.a. e non affrontato in questo ambito. I pali inclinati o caricati
lateralmente saranno trattati in seguito.

4.5.2 Resistenza ultima esterna


La resistenza ultima esterna viene valutata tenendo conto di due fattori di
riduzione

a R a,k
R a,d =
M,a

Dove: a coefficiente di conversione, dipendente dal modo di


determinazione di Ra,k
a 1.00 nel caso di prove di carico statico
a 0.90 nel caso di utilizzazione dei valori
dellesperienza

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a 0.70 nel caso di determinazione tramite calcolo
a dipendenza del grado di affidabilit di Ra,k ,a pu
essere ridotto ulteriormente (fino a a 0.50)
M,a fattore parziale della resistenza, dipendente dal tipo di
palo
M,a = 1.3 pali in compressione
M,a = 1.6 pali in trazione
Ra,k valore caratteristico della resistenza ultima esterna
Questo valore composto in generale da due resistenze:
Ra = Rb + Rs
Rb = resistenza alla punta (base)
Rs = resistenza allattrito laterale (shaft)

L'organigramma seguente presenta il sistema di dimensionamento per una


fondazione profonda su pali.

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Figura 4-17 Procedura per il dimensionamento di un palo

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4.5.3 Determinazione del tipo di riporto del carico
Il riporto del carico posto in testa al palo pu avvenire tramite la capacit
portante della punta e/o l'attrito laterale.

Figura 4-18 Trasmissione dei carichi dalla struttura al terreno tramite un palo

La portanza statica si pu esprimere con l'equazione generale

Qtot ,k = qb ,k Ab + q s ,k As
dove: qb,k resistenza alla base [kN.m-2]
qs,k attrito laterale [kN.m-2]
Ab, As superficie della base, rispettivamente del tronco [m2]

Le superfici si conoscono abbastanza bene mentre le resistenze devono


essere trovate empiricamente o tramite correlazioni con prove in sito.
La ripartizione degli sforzi tra la punta e l'attrito laterale, e quindi la scelta
del tipo di palo, dipende dai tipi di materiali attraversati, dalla possibilit di
assestamento del palo e dal tipo di sollecitazione.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Verifiche degli stati limite ultimi 4-20
Meccanica delle terre
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Figura 4-19 Diversi modi disollecitazione palo-terreno

Pali portanti alla base


I pali che attraverso strati inconsistenti raggiungono un banco molto
compatto trasmettono i loro carichi prevalentemente alla base. La punta
dei pali deve penetrare, se possibile, per una lunghezza di almeno due
diametri in questo strato.

ME1 >> ME2


Figura 4-20 Pali portanti alla base (in punta)

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Meccanica delle terre
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Pali portanti per attrito
I pali portano prevalentemente per attrito quando sono infissi in terreni di
consistenza uniformee con con una resistenza alla punta di valore basso.
In queste condizioni, i pali troncoconici hanno una capacit portante molto
maggiore di quella di pali cilindrici di pari diametro medio.

Figura 4-21 Pali portanti per attrito

Pali portanti per attrito e alla base


Nei casi pi frequenti i pali, dopo aver attraversato strati di diversa
consistenza, incontrano un banco compatto. La portanza di questi pali
dovuta sia all'attrito laterale che al carico trasmesso alla punta.

Pali soggetti a trazione


I pali possono essere utilizzati anche per resistere a sforzi di trazione. La
resistenza alla trazione si calcola con le formule statiche escludendo il
termine relativo alla portanza della punta. Si consiglia l'utilizzazione di un
fattore di sicurezza superiore a quello dei pali in compressione.

Ruolo dell'attrito negativo


Un terreno comprimibile subisce una sensibile diminuzione di volume se
soggetto a forti carichi che lo interessano su di una vasta superficie oppure
se si verificano abbassamenti di falda.
I pali infissi in tale terreno prima che si manifestino questi fenomeni, per
effetto degli assestamenti che si verificano in seguito, vengono caricati con
parte del peso del terreno che li circonda.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Verifiche degli stati limite ultimi 4-22
Meccanica delle terre
versione 17.04.12
Figura 4-22 Esempio di palo caricato per attrito negativo

In questi casi le condizioni iniziali sono cambiate e le condizioni statiche di


una fondazione, anche se costruita a regola d'arte, possono diventare
precarie. tipico il caso della spalla di un ponte o di un sovrappasso
costruita su pali infissi in un terreno molto comprimibile prima della
formazione del rilevato senza tener conto dell'effetto del peso del rilevato
stesso sugli strati sottostanti. si possono avere grossi cedimenti assoluti e
differenziali non essendo i pali in grado di sopportare oltre al carico di
progetto anche il peso aggiuntivo di uno strato di terreno. Il fenomeno viene
accentuato se alla diminuzione di volume si somma l'effetto del rifluimento
degli strati compressi. Quando non possibile costruire per tempo i rilevati
si devono progettare i pali tenendo conto della maggiorazione di carico
dovuta all'attrito negativo e se questa maggiorazione troppo gravosa si
pu ricorrere alla lubrificazione dei pali nei tronchi interessati dai banchi
comprimibili.

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Meccanica delle terre
versione 17.04.12
4.5.4 Portanza statica della punta
L'applicazione di un carico verticale sul terreno provoca degli sforzi di taglio
sotto la superficie d'applicazione. Con l'aumento del carico il terreno
raggiunge uno stato d'equilibrio limite che corrisponde alla resistenza
massima del terreno. Questo carico definito come la capacit portante
della fondazione (Terzaghi, 1943), in questo caso della punta.
Sulla base della teoria di Terzaghi per le fondazioni dirette, la resistenza
alla punta stata definita come:

q p = 1. 3 c N c + z N q

dove: qp resistenza alla punta [kN.m-2]


peso volumico unitario [kN.m-3]
c coesione [kN.m-2]
Nc, Nq coefficienti della capacit portante, dipendenti
unicamente dall'attrito

Diversi autori hanno considerato che il sistema di rottura proposto da


Terzaghi non fosse molto rappresentativo della realt ed hanno proposto a
loro volta altri modelli, tutti per basati sulla stessa formulazione
matematica.

Figura 4-23 Modelli di calcolo per la portanza dei pali

Le variazioni tra le diverse teorie appaiono nei diversi coefficienti Nc e Nq


utilizzati.

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Meccanica delle terre
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Figura 4-24 Valori di Nq secondo alcuni autori

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Meccanica delle terre
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Unulteriore formulazione della capacit portante alla punta :

q p = ( c Nc + v Nq ) X
Dove X un fattore di correzione funzione di L/D e secondo Brinch hansen
vale:

Figura 4-25 Valori di X secondo Brinch Hansen

Il fattore Nc,k pu essere stabilito, per pali quadrati o circolari secondo la


relazione proposta da Skempton:

Figura 4-26 Valori di Nc secondo Skempton

Per il fattore Nq,k si pu utilizzare quello della teoria di Terzaghi o di Prandtl:

tgk k
N q ,k = e tg 2 (45 + )
2

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Meccanica delle terre
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Terreni granulari
Nei terreni granulari l'equazione di Terzaghi si riduce a:

q p ,k = z N q

Risultati di prove su pali e su modelli hanno dimostrato che la capacit


portante della punta in terreni non coesivi non aumenta in continuo con la
profondit ma raggiunge un valore limite.
In pratica, nei dimensionamenti, si utilizzano le seguenti espressioni semi-
empiriche

DTU: q p ,k = 50 N q max

Meyerhof q p ,k = 50 N q max tan '

dove: qp resistenza alla punta [kN.m-2]


50 pressione verticale limite [kN.m-2]
Nqmax coefficienti della capacit portante, dipendenti unicamente
dall'attrito '

Per valori di ' superiori a 40, secondo vari autori i valori di Nqmax
raggiungono una enorme dispersione.
Nqmax
Autore k' = 25 k ' = 30 k ' = 35 k ' = 40 k ' = 45
Prandtl 31 58 113 236 540
Tcheng 26 57 135 356 1097
Meyerhof 27 57 136 332 837
Tabella 4-4 Valore di Nqmax secondo diversi autori

Terreni coesivi
Per terreni coesivi la formula di Terzaghi si riduce a

q p ,k = 1.3 ck N c ,k

Alcuni autori propongono l'utilizzazione di Nc costante, con valore di 7 o 9,


Nc pu essere calcolato come funzione dei parametri del terreno non
drenato

4 E
N c ,k = 1 + 1 + ln u

3 3 cu ,k
dove: Eu modulo elastico del terreno non drenato [kN.m-2]
cu,d coesione del terreno non drenato [kN.m-2]

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Verifiche degli stati limite ultimi 4-27
Meccanica delle terre
versione 17.04.12
Peck propone di utilizzare Eu = 600 . cu,k, il che d un Nc,d = 9.4.

Un'altra proposta per la resitenza alla punta in un terreno coesivo stata


formulata da Prandtl, in funzione di Nq e di '

N c ,k = ( N q ,k 1 ) cot ank '

4.5.5 Portanza statica all'attrito


La resistenza all'attrito funzione di diversi parametri:
tipo di terreno
tipo di palo (lunghezza, materiale, forma, ruvidit dalla superficie)
tipo d'installazione
condizione delle tensioni attorno al palo
Nel dimensionamento convenzionale, generalmente non si tiene conto di
tutti questi parametri.

Figura 4-27 Palo portante per attrito laterale

Meyerhof propone di calcolare la resistenza all'attrito in funzione di e c.

qs ,k = ca ,k + h tan k
dove: qs,k resistenza all'attrito [kN.m-2]
ca,k aderenza terreno-palo = f(c) [kN.m-2]
h tensione orizzontale sul palo [kN.m-2]
angolo d'attrito palo-terreno, funzione del tipo di terreno e
della ruvidit della superficie = f()

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Meccanica delle terre
versione 17.04.12
considerando la relazione tra le tensioni orizzontali e le tensioni verticali

h = K s v = K s z
dove: Ks coefficiente di pressione delle terre, funzione del tipo di
terreno, della storia tensionale e del metodo d'installazione
del palo [-]
peso volumico del terreno [kN.m-3]
z profondit [m]
la formula di Meyerhof diventa

q s ,k = ca ,k + K s z tan k
In generale si considera che ci sia un aumento dell'attrito laterale solo fino
a profondit corrispondenti a 10 - 30 diametri. Per pali molto lunghi una
verifica pi dettagliata necessaria.

Figura 4-28 Distribuzione delle pressioni laterali su un palo in terreno stratificato

Per il dimensionamento con valori empirici, il DTU propone la seguente


tabella
qs,k [kN.m-2]
pali trivellati pali battuti pali iniettati
calcestruzzo rivestimento calcestruzzo acciaio bassa alta
Tipo di terreno permanente presssione pressione
argilla molle o fango 15 15 15 15 35 -
argilla di consistenza media 35 - 80 35 - 80 35 - 80 35 80 120
argilla 35 - 80 35 - 80 35 - 80 35 80 120
limo o sabbia sciolta 35 35 35 35 80 -
sabbia mediamente 80 - 120 35 - 80 80 - 120 80 - 120 120 200
compatta
sabbia molto compatta 120 - 150 80 - 120 120 - 150 120 150 200
gesso molle 35 35 35 35 80 -
gesso alterato 120 - 150 80 - 120 120 - 150 120 150 200
Tabella 4-5 Valori dellattrito laterale secondo il DTU (valori caratteristici)

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Meccanica delle terre
versione 17.04.12
Terreni granulari
La resistenza si pu esprimere con

q s ,k = K s z tan k

Attualmente non esiste ancora un metodo teorico per determinare Ks e ,


alcuni valori empirici sono proposti nelle due tabelle seguenti.

materiale e installazione k secondo Sinniger k secondo Kulhawy


calcestruzzo, gettato in opera k ' k '
calcestruzzo, prefabbricato 0.5 - 0.8 k ' 0.8 - 1.0 k '
acciaio, superficie ondulata - 0.7 - 0.9 k '
acciaio, superficie liscia 0.3 - 0.6 k ' 0.5 - 0.7 k '
palo in legno 0.5 - 0.8 k ' 0.8 - 0.9 k '
Tabella 4-6 Valori di in funzione del materiale e dellinstallazione del palo

installazione Ks secondo Sinniger Ks secondo


Kulhawy
min max min max
calcestruzzo, gettato in opera Ka K0 1/2 K0 2/3 K0
battuto, sezione aperta 2/3 K0 K0
battuto, sezione completa K0 Kp 3/4 K0 5/4 K0
con iniezione d'acqua K0 2 K0
Tabella 4-7 Valori di ks in funzione del materiale e dellinstallazione del palo

Terreni coesivi
Per i terreni coesivi, ed in particolare l'argilla esistono tre metodi di calcolo
denominati , e .

o Metodo
L'attrito non viene considerato e l'adesione palo-terreno espressa in
funzione della coesione non drenata del terreno
qs ,k = ca ,k = cu ,k

Il coefficiente funzione della natura e della consistenza dell'argilla, delle


dimensioni del palo, del metodo d'installazione e del tempo; determinato
empiricamente.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Verifiche degli stati limite ultimi 4-30
Meccanica delle terre
versione 17.04.12
o o metodo delle tensioni efficaci
In questo metodo la coesione considerata nulla a causa dell'installazione
e l'attrito laterale funzione delle tensioni efficaci e non delle tensioni totali.

q s ,k = K s ' v tan k = ' v


Nel caso di pali trivellati Ks pu essere espresso in funzione di k0, in due
modi diversi

con K 0 = ( 1 sin k ) si otterr = ( 1 sin k ) tan k

K 0 = ( 1 sin k ) ( OCR ) 2
1
con

si otterr

= ( 1 sin k ) ( OCR ) tan k


1
2

dove OCR corrisponde al coefficiente di sovraconsolidazione.

o Metodo
Questo metodo basato sullo studio di 42 prove di carico. La resistenza
data da

qs ,k = ( v + 2 cu ,k )

dove: fattore di correlazione


v tensione effettiva verticale [kN.m-2]
cu,k media lungo il palo della resistenza al taglio non drenato
[kN.m-2]

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Meccanica delle terre
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Figura 4-29 Grafico per il dimensionamento secondo il metodo

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5. PRESSIONI SUL TERRENO E ASSESTAMENTI
5.1 Generalit
Definizioni
- Pressione sul terreno: la tensione (pressione) che esiste tra un
elemento costruttivo di fondazione ed il terreno
sottostante.
- Assestamento: labbassamento subito da una costruzione, o
una parte di essa, dovuto alla compressibilit ed
alla deformazione degli strati di terreno
sottostanti.

Figura 1 Assestamento di una canalizzazione sotto il peso di un rilevato

Scopo della verifica


Il dimensionamento che viene effettuato normalmente per opere di genio
civile o per costruzioni in generale parte dal principio che gli appoggi
dellopera siano fissi ed immobili o che si spostino tutti dello stesso valore.
Siccome il terreno si deforma in modo pi o meno importante sotto un
carico qualsiasi, questa ipotesi di partenza non quasi mai valida. La
verifica delle pressioni sul terreno e degli assestamenti sotto ogni appoggio
permette di introdurre nel dimensionamento delle condizioni particolari di
deformazione che corrispondono agli assestamenti (globali o differenziali)
degli appoggi.
Carichi diversi producono assestamenti differenziali e quindi una
fessurazione delle costruzioni.

Figura 2 Crepe dovute ad un diverso assestamento di due costuzioni adiacenti

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Figura 3 Crepe dovute al riempimento nei pressi di una costruzione esistente

Lassestamento differenziale di una fondazione conduce ad una ripartizione


degli sforzi diversa da quella prevista dal sistema statico iniziale.

Momento dovuto a q

Momento dovuto allassestamento s

Momento finale (sovrapposizione)

Figura 4 Modifica dellandamento dei momenti in seguito allassestamento di una


pila del ponte

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Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Il calcolo esatto degli assestamenti molto difficile a causa
dellinomogeneit delle caratteristiche allinterno degli strati, alla
conoscenza approssimativa dello spessore degli stessi ed allimprecisa
conoscenza delle tensioni allinterno del terreno. Si deve piuttosto parlare
di una valutazione degli assestamenti che fornisce comunque un ordine di
grandezza di questi e permette di effettuare delle scelte costruttive per
evitarne gli effetti:
giunti di dilatazione
fondazioni superficiali o profonde
compensatori di assestamenti per le condotte
Lapproccio teorico del calcolo degli assestamenti si basa sul
comportamento di un materiale omogeneo ed elastico secondo quanto
osservato nellanalisi dei risultati delledometro o di prove di carico in sito
(ME, carico con piastra).

5.2 Pressioni verticali

5.2.1 Pressioni nel terreno create da un carico puntiforme


Ogni carico trasmesso da una costruzione al terreno modifica la ripartizione
delle tensioni nel terreno. Per il calcolo degli assestamenti ci interessano
soprattutto le tensioni verticali. Questinflusso pu essere esemplificato per
un carico concentrato verticale come segue.

Figura 5 Modello di terreno per il calcolo delle tensioni

La distribuzione delle tensioni nel terreno si pu considerare massima sotto


al carico e man mano che ci si allontana, in profondit, diminuisce fino a
diventare nulla ad una distanza infinita.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-3


Meccanica delle terre
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Figura 6 Ripartizione delle tensioni in profondit, sotto un carico puntuale

Influsso di un carico verticale concentrato secondo Bussinesq


Lo stesso risultato si ottiene con le considerazioni teoriche di Bussinesq. La
sua soluzione analitica parte dalle seguenti ipotesi:
- il carico P situato alla superficie di un mezzo-spazio omogeneo ed
isotropo
- il terreno ha un comportamento elastico
- le trazioni possono essere trasmesse tra le particelle di terreno
- prima dellintroduzione del carico, il mezzo-spazio considerato
senza tensioni (terreno senza peso)
Sia la teoria che la pratica hanno dimostrato che la distribuzione delle
tensioni pi o meno indipendente dalle caratteristiche fisiche del terreno.
In seguito a questa osservazione, per la distribuzione delle tensioni si pu
considerare un terreno naturale come elastico, omogeneo ed isotropo.

Lequazione di Bussinesq per il caso di un carico puntuale dunque

5
2
3 P 1
v =
2 z 2 1 + ( r ) 2
z

Figura 7 Tensione in un punto qualsiasi secondo Bussinesq

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Meccanica delle terre
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Determinando con questequazione la distribuzione delle tensioni in
profondit si ottiene una distribuzione a forma di campana. In tutte le

sezioni orizzontali si ha comunque sempre
r =0
v =P

Figura 8 Ripartizione delle tensioni verticali a diverse profondit (z = 1 4) e su due


verticali

In una sezione verticale sotto al carico la tensione passa da un massimo


per z = 0 a zero per z = . In sezioni verticali con r 0, la pressione passa
da zero ad un massimo per poi di nuovo diminuire a zero.

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5.2.2 Pressioni introdotte nel terreno da una superficie caricata
Superficie circolare
Il calcolo delle pressioni create da un carico circolare si pu basare
sullequazione di Bussinesq tenendo conto che la superficie caricata sia
flessibile e si deformi quindi come il terreno.
Per utilizzare lequazione di Bussinesq bisogna partire da una ripartizione
del carico totale P in un carico parziale p agente su superfici dA
(dP = dA . p).

5
2
3 dP 1
d v =
2 z 2 1 + ( r ) 2
z
5
2
3 p 1
d v = dA
2 z 2 1 + ( r ) 2
z

Figura 9 Tensioni verticali lungo la verticale centrale, sotto una superficie di carico
circolare

La tensione verticale al centro di una superficie circolare di raggio R


caricata con un carico totale P si ottiene integrando lequazione
precedente.

3

2
5
2

3 p
A
1 1
v =
2 dA = p 1
2 z 1 + ( r ) 2 R
2

z 1+ z

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Meccanica delle terre
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Il grafico qui di fianco permette di determinare il
coefficiente di riduzione da applicare al carico per
trovare la tensione in un punto qualsiasi del
terreno rispetto al carico circolare superficiale.

v = p I v

p carico unitario
R raggio della superficie caricata
z profondit del punto di misura
r distanza dalla verticale centrale
I fattore di riduzione della tensione

Figura 10 Tensioni verticali in profondit secondo diverse verticali al disotto di un


carico circolare

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Superficie rettangolare
Per il calcolo del carico ripartito p su una superficie rettangolare, si procede
allo stesso modo, tenendo conto che esistono solo due piani di simmetria
(eventualmente 4 se b=l). La soluzione analitica molto pi complessa
della precedente e si preferisce utilizzare dei grafici per determinare il
fattore di riduzione del carico sulla verticale di un angolo del rettangolo in
funzione di l, b e z.
Il grafico qui sotto permette di determinare il coefficiente di riduzione da
applicare al carico per trovare la tensione in un punto qualsiasi sulla
verticale dellangolo del rettangolo.
v = p I v

Figura 11 Tensioni verticali in profondit al disotto di uno spigolo di un carico


rettangolare

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Meccanica delle terre
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Unaltra rappresentazione delle stesse relazioni quella fornita dal grafico
seguente

p carico unitario
b, l dimensioni della superficie caricata
z profondit del punto di misura
n =l/z
m =b/z
I fattore di riduzione della tensione

Figura 12 Tensioni verticali in profondit al disotto di uno spigolo di un carico


rettangolare

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Questi grafici possono essere utilizzati per determinare la tensione su
qualsiasi verticale dovuta ad un carico rettangolare o di forma quadrata.
Tracciando delle linee parallele ai lati del rettangolo e passanti per il punto
considerato si possono costruire 4 nuovi rettangoli aventi su uno spigolo la
verticale sulla quale vogliamo calcolare le tensioni. Combinando le tensioni
calcolate per ognuno di questi rettangoli si ottiene la tensione dovuta al
carico superficiale totale.

caso 1 caso 2 caso 3

Figura 13 Sistemi di calcolo per verifica delle tensioni su una verticale qualsiasi sotto
un carico rettangolare

caso 1: v = p ( I I + I II + I III + I IV )
caso 2: v = p ( I I + III + I II + IV I III I IV )
caso 3: v = p ( I I + II + III + IV + I IV I III + IV I II + IV )

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Lintegrazione per carichi di forma triangolare su una superficie rettangolare
ha permesso di definire altri grafici con i quali si possono calcolare le
tensioni nel terreno.
v = p I v

p carico unitario massimo


b, l dimensioni della superficie caricata
z profondit del punto di misura
n =l/z
m =b/z
I fattore di riduzione della tensione

Figura 14 Ripartizione delle tensioni verticali sotto lo spigolo di un rettangolo caricato


in modo triangolare

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Lintegrazione per carichi di forma trapezoidale su una superficie
rettangolare ha permesso di definire il grafico qui sotto.

Figura 15 Ripartizione delle tensioni verticali sotto lo spigolo di un rettangolo caricato


con un rilevato (rettangolo + triangolo)

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Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Superfici qualsiasi
Per eseguire il calcolo delle tensioni dovute a carichi di forma e di intensit
qualsiasi, si pu pi ricorrere a sistemi diversi.

a) Somma di diversi influssi


Si possono, grazie al principio delladditivit delle tensioni, dividere le
superfici di carico in un numero sufficiente di rettangoli e calcolare per ogni
punto linflusso dei singoli rettangoli, ottenendo cos la tensione dovuta al
carico totale.

b) Griglia di Newmark
Questa soluzione, partendo dallequazione di Bussinesq risolta rispetto a
R/z, permette di creare un diagramma per unintegrazione grafica.
Lequazione si presenta in questa forma:
1

2
2
R v 3
= 1 1
z p

Per una profondit data, z, si pu stabilire il raggio di un carico che ci
definisce una certa tensione.
Utilizzando due raggi diversi e facendo la differenza di tensione otteniamo l
aumento di tensione dovuta allinflusso di un anello caricato.
Se si fissa laumento di tensione come costante, possiamo definire diverse
coppie di raggi che determinano lo stesso influsso.
Newmark ha proposto di suddividere tutta la superficie disponibile in 10
anelli in modo che laumento di tensione dovuto ad ogni anello corrisponda
a v = 1/10 p.
Per facilitare lintegrazione grafica si suddivide la superficie totale in 20
settori cos che per ogni singola superficie si possa dire che linflusso
uguale a 1/200 p (0.005 p).

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-13


Meccanica delle terre
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Figura 16 Griglia di calcolo di Newmark

I raggi del grafico, riportati al valore di z, valgono

cerchio 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
v / p 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1.0
R/z 0.270 0.400 0.518 0.637 0.766 0.918 1.110 1.387 1.908
Tabella 1 Tabella con i valori per la costruzione della griglia di Newmark

Siccome la griglia costruita in base ad un valore di z, bisogner utilizzare


la stessa scala per disegnare la superficie parziale della quale si vuole
conoscere linflusso.
v , ad una data profondit e al centro della griglia, corrisponde al numero
di settori coperti dal carico moltiplicato per il fattore dinfluenza 0.005 p. Si
possono quindi integrare superfici caricate in modo irregolare conteggiando
i settori corrispondenti ai singoli carichi.
Per verificare le tensioni in punti a diverse profondit si dovr ricorrere a
disegni di scala diversa.

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5.2.3 Ripartizione delle pressioni secondo la rigidit del carico
Contrariamente al carico flessibile (materiale riportato, platea leggera, ...)
che si adatta alla deformazione del terreno, i carichi rigidi non si deformano
(E.I = ). I due diversi comportamenti possono essere schematizzati nel
modo seguente.

Carico flessibile carico rigido

Carico

Assestamento

Pressioni sul
terreno

La distribuzione della La distribuzione delle pressioni


pressione sotto un carico sotto un carico rigido
flessibile corrisponde al influenzato dalla deformazione
carico stesso del terreno

Figura 17 Diversit di distribuzione delle pressioni e degli assestamenti sotto


fondazioni flessibili e rigide

Il paragone tra i due tipi di carico mostra una variazione delle pressioni sul
terreno abbastanza importante. Per poter trattare i carichi rigidi con la
teoria dei carichi deformabili, si cercato di definire un punto k nel quale gli
assestamenti dei due tipi di carico fossero uguali.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-15


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
pressione assestamento

Figura 18 Determinazione del punto di ugual pressione e assestamento (k) per una
fondazione rigida e una flessibile

Questo punto k stato fissato per un rettangolo con lati l e b a 0.13 . l,


rispettivamente 0.13 . b ad uno spigolo. Per i carichi circolari di raggio R, la
distanza dal centro corrisponde a 0.845 R.

Figura 19 Posizione del punto k per una fondazione rettangolare e una circolare

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-16


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Per poter ottenere le pressioni nel terreno corrispondenti tra i due tipi di
carico bisogna quindi effettuare il calcolo rispetto alla verticale passante per
il punto k. Si pu quindi integrare lequazione della pressione di
Boussinesq per questa verticale. I risultati, detti anche distribuzioni di Kany,
si possono trovare sotto forma di tabelle o di grafici.

Cerchio Rettangolo
z/r I l/b z/b
in %0 1.0 1.5 2.0 3.0 5.0 10.0 20.0 100.0
I in %0
0.0 1000 1000 1000 1000 1000 1000 1000 1000 1000 0.0
0.1 902 898 928 937 943 944 945 945 945 0.1
0.2 817 694 757 788 813 824 826 826 826 0.2
0.3 729 557 621 663 705 730 738 739 739 0.3
0.4 650 470 529 571 622 660 675 677 677 0.4
0.6 546 362 412 448 500 553 585 590 590 0.6
0.8 470 289 336 367 413 469 513 523 524 0.8
1.0 409 234 279 308 348 399 450 465 467 1.0
1.2 358 191 235 261 297 343 396 416 419 1.2
1.4 314 158 199 224 257 298 350 374 378 1.4
1.6 276 131 169 194 224 261 311 338 344 1.6
1.8 244 111 145 169 197 231 277 306 314 1.8
2.0 216 94 125 148 175 206 249 279 288 2.0
2.5 162 65 90 108 133 159 195 225 238 2.5
3.0 124 47 67 82 104 128 158 186 202 3.0
4.0 78 28 40 51 68 88 111 134 155 4.0
5.0 53 18 27 34 47 65 84 103 125 5.0
7.0 10 14 19 26 38 54 67 89 7.0
10.0 5 7 9 14 21 33 43 61 10.0
20.0 1 2 2 4 6 11 16 28 20.0
Tabella 2 Fattori di correzione per le tensioni verticali sotto fondazioni rigide circolari
o rettangolari

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-17


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Figura 20 Tensioni verticali sotto al punto k per una fondazione rigida

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-18


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
5.3 Assestamenti

5.3.1 Caso generale


Il calcolo degli assestamenti corrisponde ad un calcolo di deformazione del
terreno e, malgrado la grande variabilit dele caratteristiche e la non
linearit delle deformazioni rispetto ai carichi, si pu dire che, tra la
meccanica (o la teoria degli altri materiali da costruzione) ed il terreno,
esista una certa somiglianza nei comportamenti.

meccanica classica (per una sbarra) meccanica delle terre

lunghezza della sbarra, l0 spessore dello strato, h


deformazione l assestamento, s
tensione, aumento del carico,
modulo d'elasticit, E modulo di compressibilit, ME

l = l0 s= h
E ME

Calcolo basato sulla curva edometrica


La curva edometrica fornisce la deformazione di un terreno sotto diversi
carichi. Il modulo di compressibilit si pu quindi definire per ogni
variazione di carico (tensione finale - tensione iniziale).

2 1 1
M E [ N .mm 2 ,kN .m 2 ]= =
h h mv

h0 2 h0 1
Figura 21 Calcolo di ME basato sulla curva edometrica

Per ogni punto nel terreno si pu quindi calcolare quale sar la sua
deformazione dovuta al carico messo in opera. Eseguendo lintegrale delle
deformazioni su una verticale si ottiene lassestamento totale. Questo
procedimento di per s abbastanza complesso.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-19


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Per semplificare i calcoli si definiscono degli strati di terreno per i quali si
possono utilizzare dei valori medi del carico (secondo Bussinesq o Kany) e
del modulo di compressibilit.

Figura 22 Tensioni verticali nel terreno, naturali e dovute al carico

Basandosi sulla definizione di ME si pu dedurre


v d
s =
M E ( v 0 ; v )
p I d
s =
M E ( v 0 ; v )
e sulla base della curva
h1 h0
s = ( ) d
h0 h0

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-20


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
Assestamento totale
Lassestamento totale corrisponde alla somma degli assestamenti di tutti gli
strati e vale
n
vi d i
s = si =
i =1 M Ei ( v 0i ; vi )

Figura 23 Suddivisione in strati per il calcolo degli assestamenti

Per la scelta dello spessore degli strati bisogna seguire le seguenti regole:
- la ripartizione in strati deve coincidere con la stratigrafia del terreno
- nelle parti vicino al carico la ripartizione devessere pi fitta in quanto
in questa zona avvengono le pi grandi variazioni di tensione.
Nel caso in cui lo strato di terreno non limitato verso il basso da un
elemento indeformabile, bisogna definire fino a che livello si deve spingere
il calcolo.
Generalmente dipende dalla precisione che si vuole ottenere. In effetti ci si
pu limitare alla profondit che corrisponde ad un aumento di tensione, I,
del 10% o del 5%, cio a delle profondit che corrispondono a z 2 4 b.
Nella pratica si ritiene che la zona dinflusso del carico per il calcolo degli
assestamenti si possa limitare a 3 volte la larghezza del carico, b, senza
incorrere in gravi errori.

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Meccanica delle terre
versione 13.05.13
5.3.2 Influsso di uno scavo e di una costruzione
Fino a questo punto si considerato il carico appoggiato alla superficie del
terreno. Nella maggior parte delle costruzioni questa ipotesi non
corrisponde alla realt in quanto le fondazioni si situano generalmente ad
una certa profondit.

Figura 24 Caso di una costruzione eseguita con uno scavo

In questi casi bisogna distinguere tre stadi della costruzione.

prima dello scavo scavo con scarico del terreno costruzione, ricarico del terreno
v 0 = (t + z ) v1 = v 0 I t v 2 = v1 + I p
v1 = (t + z ) I t v 2 = (t + z ) I t + I p
v 2 = (t + z ) + I ( p t )
Figura 25 Tensioni verticali durante le diverse tappe dello scavo e della costruzione

Ammettendo che la costruzione occupi interamente lo scavo si pu


utilizzare la stessa curva di distribuzione delle tensioni per lo scavo e per la
costruzione. Nel caso contrario si dovranno definire le tensioni con due
curve diverse secondo le rispettive dimensioni.

Nel diagramma edometrico si possono descrivere le diverse fasi nel modo


seguente:

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Figura 26 Variazione delle tensioni sulla curva edometrica

La differenza tra il punto 1 ed il punto 3 praticamente trascurabile e si


possono considerare i due punti come uno solo. Con questa
considerazione si possono definire le deformazioni nel modo seguente.

vI t I
- scavo s I = z = z
ME' ME'
vI ( vII vI )
- costruzione s II = z+ z
ME' ME
t I I ( p t )
s II = z+ z
ME' ME

Sulla base di prove edometriche si pu dimostrare che il modulo di ricarica


ME molto pi elevato di ME (3 4 volte).
Nel calcolo dellassestamento finale si tiene praticamente solo conto della
differenza di carico tra lo stato iniziale e quello finale Is (p - . t). Si pu
quindi osservare che ci saranno assestamenti quando il nuovo carico
supera il peso del terreno scavato.
Non bisogna dimenticare altri fenomeni che possono influenzare gli
assestamenti come per esempio lalterazione del terreno sul fondo dello
scavo.

5.3.3 Influsso della falda sugli assestamenti


Per costruzioni che si trovano parzialmente nella falda bisogna tener conto
nel calcolo degli assestamenti della spinta dArchimede. Questa compensa
parzialmente il peso della costruzione riducendo le pressioni e quindi gli
assestamenti.

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Figura 5-27 Caso di sollevamento dovuto alla spinta di Archimede

tensione iniziale

'v 0 = t1 + (t 2 + z ) '
alleggerimento dovuto allo scavo

'v1 = 'v 0 I (t1 + t 2 ' )


carico della costruzione tenendo conto della spinta dArchimede

G
' v 2 = ' v1 + I ( t2 w )
LB
G
'v 2 = t1 + (t 2 + z ) ' I (t1 + t 2 ' ) + I ( t2 w )
LB

G
' v 2 = t1 + (t 2 + z ) '+ I ( t 2 w t1 t 2 ' )
LB
*) * *) * **)
in cui: *) spinta dArchimede
**) alleggerimento dovuto allo scavo
***) tensione finale nel punto B da considerare per il calcolo
degli assestamenti
Per il calcolo si terr conto della variazione di tensione tra lo stato iniziale e
quello finale

' = 'v 2 'v 0


' = I ( p t1 t 2 sat )

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5.3.4 Precarico
Precarico naturale delle argille
Per precarico naturale delle argille si intende quello proveniente da
condizioni geologiche che hanno determinato ad un certo momento della
storia del terreno un carico pi elevato dellattuale come:
- peso di uno strato di terreno sparito in seguito allerosione
- peso del ghiaccio (glaciazioni) poi scioltosi
- per essiccazione
Se il carico tolto pi piccolo di 400 kN.m-2, certe argille potrebbero essere
ancora molli. In casi di carichi pi elevati si ottengono in generale argille
plastiche fino a dure.
La deformazione degli strati avviene quindi in parte seguendo ME, fino alla
tensione dovuta al precarico, e nel caso di una pressione pi grande
seguendo ME.

Precarico artificiale
Nel precarico artificiale si vuole approfittare del fatto che un terreno
sovraconsolidato si assesta molto meno di uno normalconsolidato. Si
tende a fissare un carico in modo che le tensioni nel terreno corrispondano
a quelle della costruzione prevista.
Per ottenere un risultato valido da questo sistema di carico bisogna tener
conto di due regole importanti:
il precarico deve avere al minimo la stessa efficacia della costruzione
sugli strati profondi
il precarico devessere lasciato abbastanza a lungo in modo che gli
assestamenti degli strati fini possano verificarsi (vedi durata degli
assestamenti, cap. 5.4)
Limpiego di un carico dello stesso ordine di grandezza della costruzione
pu richiedere un tempo di precarico abbastanza importante, per questa
ragione si tende a caricare maggiormente il terreno in modo da raggiungere
pi rapidamente le deformazioni previste per la costruzione. Non si
raccorcia il tempo di consolidazione ma si aumentano le deformazioni.
Con questa valutazione non si tiene conto degli assestamenti secondari
che, per i terreni fini, potrebbero essere importanti e dello stesso ordine di
grandezza dei primari.
Il sistema di caricare maggiormente il terreno non influisce sullevoluzione
del grado di consolidazione, sono quindi stati introdotti altri sistemi per
influire anche su questo parametro. Si tratta del sistema di drenaggi
verticali per terreni fini.
Questi drenaggi, composti da fori riempiti di sabbia o da guaine in
geotessile, permettono di ridurre la distanza che lacqua deve percorrere
per raggiungere le zone in cui la pressione meno elevata ed inoltre la
caratteristica dei terreni stratificati nei quali kh 10 . kv .

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Figura 28 Esempio di precarico con posa di drenaggi verticali

Influsso dellabbassamento della falda


Labbassamento della falda corrisponde ad un aumento costante delle
tensioni efficaci nel terreno al disotto del livello iniziale della falda che
corrisponde al peso dellacqua per lescursione misurata.
Questa variazione pu essere utilizzata come precarico senza dover
eseguire trasporti di materiale.

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5.3.5 Assestamento delle fondazioni profonde
Formule empiriche
La valutazione degli assestamenti tramite formule empiriche corrisponde
raramente al comportamento reale del palo, ma hanno il vantaggio di
essere molto semplici e di fornire un ordine di grandezza.

per carico ultimo: y 0.1 D

per carico di servizio y 0.01 D

dove: y assestamento della testa


D diametro del palo

Per pali battuti nella sabbia, Meyerhof propone

qD D
y= oppure y=
30 qult 30 F

dove: y assestamento della testa [m]


q pressione alla base del palo [kN.m-2]
qult capacit portante limite = Qult / Area [kN.m-2]
D diametro del palo [m]
F fattore di sicurezza ( 3) sul carico limite

Cambefort / Cassan
Cambefort stato il primo a formulare delle relazioni teoriche per un
terreno omogeneo e isotropo, tenendo conto delle seguenti ipotesi:
1. la tensione al piede del palo una funzione lineare dell'assestamento

yp
qp = q D + R
D

dove: yp assestamento del piede


q, R costanti basate sul tipo di terreno

2. nei primi momenti del caricamento esiste un'aderenza perfetta tra il


palo e il terreno

F = A+ B y

dove: F resistenza dell'attrito


y assestamento del palo
A, B costanti basate sul tipo di terreno e palo

3. Sorpassato un certo carico, la parte superiore del palo comincia a


spostarsi pi velocemente del terreno; per questo definisce una
nuova formulazione dell'attrito

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F = g+ f x

dove: x profondit
g, f costanti basate sul tipo di terreno (g=0 per terreni granulari,
f=0 per terreni
coesivi)

4. col crescere del carico cresce anche la zona in cui quest'ultima


relazione valida, fino a raggiungere l'intera lunghezza del palo. In
questo momento comincia il riporto del carico sulla punta.

Questo sistema non molto pratico per il dimensionamento iniziale. Pu


essere utilizzato estrapolando i valori dei parametri da prove precedenti.

Figura 29 Modello per il calcolo degli assestamenti dei pali secondo Cambefort

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Cassan ha sviluppato l'idea di Cambefort considerando solo pali sotto
carico di servizio e ammettendo che il movimento relativo tra il palo ed il
terreno fosse nullo, riducendo cos a due i parametri da definire (R e F).

yp
qp = R e F = B y
D

Questi due parametri possono essere valutati tramite correlazioni con le


prove pressiometriche

6 Ep
per pali trivellati: R= 4.5 E p
1 +

18 E p
per pali battuti R= 13.5 E p
1 +

dove: Ep modulo pressiometrico


coefficiente di Poisson

Il parametro di attrito laterale dato dallequazione

E
B=
2 (1 + ) l 0

dove: l0 sottotangente della deformazione del terreno lungo il fusto


rispetto all'orizzontale
per pali trivellati: l0 = 0.9 m e B = 0.42 Ep
per pali battuti: l0 = 0.3 m e B = 1.25 Ep

Per i due sistemi esposti, lintegrazione dellequazione differenziale che


fornisce laccorciamento elastico della testa in funzione della distribuzione
del carico lungo il palo segue la relazione

R L
1+
4 Qtotale E palo D
ytesta
D R + 4 B L
dove: L lunghezza del palo
Epalo modulo elastico del palo 2.0 107 kN.m-2

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Poulos e Davis
Il metodo proposto da Poulos e Davis probabilmente il pi conosciuto.
Lanalisi elastica si basa sullequazione di Mindlin per le deformazioni in un
terreno dovute ad un certo carico. Sono valide le seguenti ipotesi:
- palo cilindrico caricato, il carico trasmesso al terreno sia per attrito
che alla punta; la superficie laterale considerata rugosa e la base
perfettamente rigida
- rispetto al terreno, il palo incompressibile
- il terreno ideale isotropico ed omogeneo con le caratteristiche E e
- lo stato iniziale privo di tensioni, vale a dire che non si considerano
gli effetti della messa in opera

La deformazione della testa del palo fornita dallequazione

QI
ytesta =
Es D

dove: ytesta movimento della testa


Q carico applicato
Es modulo elastico del terreno
D diametro del palo
I I = I0 . R . RK . Rh per pali ad attrito
I = I0 . R . RK . Rb per pali portanti alla punta
dove: I0 = fattore del comportamento della testa per
un palo incompressibile con terreno = 0.5
R = fattore di correzione per il vero coefficiente
di Poisson
RK = fattore di correzione per la compressibilit
del palo, come funzione di
K = Epalo/Eterreno
Rh = fattore di correzione per strato di terreno
finito, come funzione della profondit h
del deposito
Rb = fattore di correzione per la rigidit del
terreno portante

Nei grafici della pagina seguente si trovano i diversi fattori di correzione in


funzione di alcuni parametri geometrici ed elastici.

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Figura 30 Grafici per il calcolo degli assestamenti dei pali secondo Poulos e Davis

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Figura 31 Grafici per il calcolo degli assestamenti dei pali secondo Poulos e Davis
(cont.)

La teoria iniziale non prevedeva lo scorrimento tra il palo ed il terreno che


stato considerato in seguito come funzione del fattore di sicurezza e del
rapporto tra ladesione e la coesione non drenata.
Il coefficiente Ms, rapporto tra il movimento elastico e lo spostamento reale
della testa, pure funzione di questi parametri. Inoltre lanalisi stata

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estesa per tener conto della conicit, delleterogeneit del terreno e della
stratificazione, del diametro variabile del palo e dei gruppi di pali.

Figura 32 Confronto tra il comportamento di pali cilindrici e conici

Elementi finiti
Attualmente lo sviluppo di programmi di elementi finiti ha portato un aiuto
considerevole alla modelizzazione del comportamento delle strutture nel
terreno. Alcuni problemi sono ancora aperti e vengono affrontati da
ricercatori con il dovuto senso critico; p. es. leffetto della messa in opera, la
battitura di pali.

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5.3.6 Assestamenti globali ammissibili
In generale, gli assestamenti globali non producono danni alla costruzione
stessa ma piuttosto ai collegamenti che questa costruzione ha con lesterno
(canalizzazioni, rampe, entrate, ecc.). Diversi studi hanno raggruppato
alcuni valori di assestamenti globali ammissibili in funzione del tipo di
costruzione.

Opera Assestamento ammissibile


[mm]
Drenaggi 150 a 300
Accessi 300 a 600
Per evitare assestamenti differenziali troppo
importanti 30 a 50
costruzioni in mattoni 50 a 100
telai 100 a 300
silos, platee, ciminiere
Tabella 3 Assestamenti globali ammissibili secondo Sowers (1962) negli USA

Opera Assestamento ammissibile


[mm]
Costruzioni con muri in mattoni pieni su
fondazioni continue o isolate
L / H 2.5 80
L / H 1.5 100
Costruzioni con muri in mattoni e solette in
calcestruzzo (indipendente da L / H) 150
Costruzioni ad ossatura rigida 100
Fondazioni massicce in calcestruzzo
(ciminiere, silos, serbatoi dacqua, ...) 300
Tabella 4 Assestamenti globali ammissibili secondo Polshin e Tokar (1957)
nellURSS

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5.3.7 Assestamenti differenziali
Gli assestamenti differenziali hanno un influsso molto pi marcato sulla
costruzione stessa e possono a volte determinarne la rottura o addirittura la
messa fuori esercizio. Gli assestamenti differenziali si possono anche
definire come angoli di inclinazione della struttura.

s s1 s2
tan = =
l l
Figura 33 Tipici movimenti di assestamento differenziale

Secondo Bjerrum, linfluenza degli assestamenti differenziali pu essere


valutata secondo linclinazione come segue:

Figura 34 Inclinazioni limite secondo Bjerrum

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I valori di questo grafico sono intesi per assestamenti differenziali di tipo
concavo (vedi figura seguente). Per assestamenti di tipo convesso, questi
valori sono da dividere per due infatti la fessurazione apparir molto prima.

deformazione concava deformazione convessa

Figura 35 Spostamenti delle pareti verticali

Gli autori citati in precedenza hanno fornito dei valori per gli assestamenti
differenziali

Opera Assestamento ammissibile


[mm/m]
Ciminiere e torri 4
Superfici di scorrimento, magazzini di derrate 10
Macchine industriali 3
Turbo-generatori 0.2
Rotaie per gru 3
Muri in mattoni alti e continui 1
Strutture in calcestruzzo 3
Strutture metalliche continue 2
Strutture metalliche semplici 5
Tabella 5 Assestamenti differenziali ammissibili secondo Sowers (1962) negli USA

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Opera Assestamento ammissibile
[mm/m]
Inclinazione di gru o carro-ponti 3 3
Costruzioni con discesa carichi su pilastri
in acciaio e calcestruzzo 2 2
con riempimento di mattoni tra pilastri 1 7
Muri in mattoni pieni
palazzine con diversi piani
L/H5 0.7 0.5
L/H3 0.4 0.3
capannoni industriali con 1 piano 1 1
Fondazioni massicce in calcestruzzo (ciminiere,
silos, serbatoi dacqua, ) con i carichi pi
sfavorevoli 4 4
Tabella 6 Assestamenti differenziali ammissibili secondo Polshin e Tokar (1957)
nellURSS

5.3.8 Alternanza di carico


Lalternanza di carico (p.e. la variazione della falda di diversi metri durante
lanno, il deposito e lasportazione frequente di materiale) pu indurre nel
terreno delle deformazioni permanenti in quanto il suo comportamento non
perfettamente elastico.

Figura 36 Suddivisione delle deformazioni in parte elastica e parte plastica

Qui sotto un esempio della deformazione di un terreno sotto linflusso


dellescursione della falda. Dopo dieci cicli, per una durata di circa 20 anni,
lassestamento del terreno di circa 5 mm.

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Cicli d'abbassamento e innalzamento della falda

o
lo

cl

cl

cl
io

ci
ic

ci

ci
iz
Ic

III
in

X
0

deformazioni i [mm]
-2

-4

-6

-8

-10

Figura 37 Deformazioni dovute alla ripetizione di carichi (variazione della falda)

5.4 Terreni rigonfianti

5.4.1 Descrizione del problema


Certi terreni argillosi sono costituiti da minerali che hanno una
microstruttura tale da renderli assorbenti e molto sensibili alla presenza
dacqua. Il loro volume pu variare in modo considerevole
proporzionalmente al loro contenuto dacqua. In periodo di siccit
subiscono un ritiro importante che provoca fessure pi o meno importanti.
Al contrario, in periodo di piogge, si gonfiano e le fessure si richiudono.
Opere di tipo leggero e costruite su terreni simili possono subire danni
importanti.
Consideriamo, per esempio, una casa fondata su un simile terreno nel
quale il contenuto dacqua varia secondo le stagioni.

Figura 38 Comportamento di una struttura in caso di essiccazione o imbibizione del


terreno

Sui bordi la variazione del contenuto dacqua pi rapida che nella parte
centrale. In caso di siccit la casa appoggia sulla parte centrale ed il
perimetro si trova a sbalzo.
Nei periodi di pioggia si produce il fenomeno contrario.
Questi movimenti possono avere come conseguenza la fessurazione della
costruzione ed eventualmente la sua distruzione. Le fessure possono
manifestarsi sia in caso di ritiro che di rigonfiamento.

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Meccanica delle terre
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5.4.2 Misure preventive
Limportanza dei danni dipende dal progetto delle fondazioni e dal tipo di
struttura. Nel caso di nuove costruzioni si possono consigliare le seguenti
misure preventive:
riconoscere il terreno e definire il suo stato (contenuto dacqua, limiti
dAtterberg, pressione di rigonfiamento, ...)
esaminare lambiente nelle vicinanze (forma del terreno, vegetazione
esistente, sistemi di drenaggio, livello della falda, ...)
analizzare i documenti esistenti (carte geologiche e idrogeologiche,
banche dati, ...)
controventare sufficientemente la costruzione
fissare il livello delle fondazioni in profondit in modo da situarsi in un
ambiente a contenuto dacqua quasi costante (> 0.5 m)
prevedere giunti dassestamento
assicurarsi della tenuta stagna delle canalizzazioni e del buon
funzionamento del drenaggio
piazzare in vicinanza della superficie ed in collegamento con la
costruzione una geomembrana impermeabile (ca. 2.5 m) in modo da
mantenere costante il contenuto dacqua del terreno sotto le fondazioni
lottare contro aumenti o riduzioni di umidit (dreni rotti, prato attorno alla
costruzione, alberi vicini1, ...)
Le strutture leggere sono pi esposte al gonfiamento dei terreni che non
quelle pesanti; difatti, sono generalmente fondate in superficie e le
pressioni esercitate non riescono ad opporsi al rigonfiamento potenziale del
terreno che si pu determinare con la prova edometrica.

5.4.3 Tipi di problemi


In seguito a periodi di siccit e relativa pioggia susseguente, in Francia
stato eseguito un catalogo dei problemi riscontrati dovuti a questo
fenomeno.
Se per terreni piani i movimenti sono quasi reversibili, non altrettanto si pu
dire dei pendii per i quali queste variazioni conducono ad una reptazione
del terreno con apertura supplementare delle fessure, con il rischio di

1 Piante tipo salici o pioppi richiedono un


quantitativo dacqua giornaliero molto
importante (ca. 300 l). Bisogna quindi
piazzare i nuovi alberi ad una distanza di
almeno 1.5 volte la loro altezza a maturit.
invece sconsigliato di tagliare alberi gi
presenti prima della costruzione per
evitare la modifica dellequilibrio stabilitosi.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-39


Meccanica delle terre
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accumulo dacqua e conseguente soliflussione del terreno e accenni di
instabilit.

Figura 39 Patologia di diverse rotture dovute a movimenti del terreno

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-40


Meccanica delle terre
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5. PRESSIONI SUL TERRENO E ASSESTAMENTI 5-1
5.1 GENERALIT 5-1
5.2 PRESSIONI VERTICALI 5-3
5.2.1 Pressioni nel terreno create da un carico puntiforme 5-3
5.2.2 Pressioni introdotte nel terreno da una superficie caricata 5-6
5.2.3 Ripartizione delle pressioni secondo la rigidit del carico 5-15
5.3 ASSESTAMENTI 5-19
5.3.1 Caso generale 5-19
5.3.2 Influsso di uno scavo e di una costruzione 5-22
5.3.3 Influsso della falda sugli assestamenti 5-23
5.3.4 Precarico 5-25
5.3.5 Assestamento delle fondazioni profonde 5-27
5.3.6 Assestamenti globali ammissibili 5-34
5.3.7 Assestamenti differenziali 5-35
5.3.8 Alternanza di carico 5-37
5.4 TERRENI RIGONFIANTI 5-38
5.4.1 Descrizione del problema 5-38
5.4.2 Misure preventive 5-39
5.4.3 Tipi di problemi 5-39

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Pressioni sul terreno e assestamenti 5-0


Meccanica delle terre
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6. ACQUA SOTTERRANEA
6.1 Generalit
Le definizioni principali delle propriet sono gi state viste nel capitolo 4
come propriet dellacqua nei calcoli geotecnici.
Queste considerazioni sono la base per problemi idraulici pi complessi,
come:
- calcolo delle quantit da pompare
- effetto delle pressioni dei flussi sulla sicurezza delle scarpate e delle
fondazioni
- fuoriuscita dellacqua dai pori di un terreno caricato (consolidazione)
Per un problema di scavo, importanti sono le conoscenze delle
caratteristiche dei terreni.
Contrariamente ai problemi delle spinte o di stabilit, dove le caratteristiche
medie possono essere utilizzate con un risultato accettabile, nei casi di
problemi idraulici leggere inomogeneit del terreno possono avere
influenze importanti sui flussi o sulle pressioni create da questi flussi.

Linee di flusso e linee equipotenziali


Flussi dacqua appaiono quando un ammasso permeabile sottoposto a
condizioni di pressioni diverse. Per eguagliare queste differenze di
pressione, lacqua scorre dal punto di pressione pi elevata verso quello
meno elevato (principio dei vasi comunicanti).

Figura 1 Esempio di perdita di carico

Le particelle dacqua seguono una traiettoria ben definita attraverso il


terreno. Questa viene chiamata linea di flusso o linea di corrente.
Lungo questa linea, in seguito alle forze dattrito che lacqua deve vincere,
la pressione diminuisce. Unendo sulle diverse linee di flusso i punti di
ugual pressione, si ottengono le cosiddette linee equipotenziali.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-1


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 2 Linee di flusso ed equipotenziali

Linsieme di queste linee formano il reticolo di flusso.

6.2 Sistemi di calcolo

6.2.1 Equazioni differenziali di Laplace applicate a problemi di flusso


Vengono adottate le seguenti ipotesi:
la legge di Darcy ( v = k . i ) valida
i pori del terreno sono completamente riempiti dacqua
i volumi del terreno non sono modificati dai flussi
il terreno e lacqua sono considerati incompressibili
nel settore considerato non ci sono n sorgenti n pozzi.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-2


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 3 schema di flusso sotto uno schermo e in un elemento di terreno

Tenendo conto di queste condizioni, si pu esprimere la quantit dacqua


che entra nellelemento nel modo seguente:
v x dz dy + v z dx dy

La quantit dacqua che esce:


v x v
v x dz dy + dx dy dz + v z dx dy + z dx dy dz
x z

Tenendo conto del fatto che lacqua incompressibile e i volumi dei pori
non variano, possiamo considerare che le condizioni di continuit restano
valide e quindi
quantit dacqua acqua entrante = quantit dacqua uscente
v x v
v x dz dy + v z dx dy = v x dz dy + dx dy dz + v z dx dy + z dx dy dz
x z
che trasformata d:

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-3


Geotecnica
versione 13.05.13
v x v z
+ =0
x z
sostituendo vx e vz con le relative equazioni di Darcy, ammettendo uguali le
permeabilit orizzontali e verticali:
h
v x = k x ix = k =
x x
h
v z = k z iz = k =
z z
2 2
+ =0
x 2 z 2
viene definito come potenziale di velocit
Questequazione corrisponde alla cosiddetta equazione di Laplace. Si pu
facilmente dimostrare che la soluzione di questequazione si compone di
due funzioni che sono ortogonali. queste due funzioni possono essere
rappresentate da un insieme di curve che si tagliano perpendicolarmente e
che corrispondono alle linee equipotenziali e alle linee di flusso.
Tra le poche soluzioni analitiche di questa equazione si pu citare quella
della palancola infissa in un mezzo-spazio.

Figura 4 Reticolo di flusso sotto uno schermo in un terreno semiinfinito

Lequazione delle linee di flusso


z2 x2
+ =1
t 2 cosh 2 t 2 sinh 2
xs
con = arcsin h
t

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-4


Geotecnica
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Lequazione delle linee equipotenziali
z2 x2
+ =1
t 2 cos 2 t 2 sin 2
zs
con = arccos
t

con: t: profondit dinfissione


xs: distanza dei punti di contatto delle linee di flusso con lasse x
zs: distanza verticale delle linee equipotenziali sullasse z

6.2.2 Soluzione grafica


Si tratta di risolvere il problema dei due insiemi di curve che si tagliano
perpendicolarmente.
Il procedimento prevede diverse tappe importanti per unimpostazione
corretta della soluzione.

Figura 5 Costruzione di un reticolo sotto uno sbarramento

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Geotecnica
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Definizione delle linee conosciute:
- equipotenziale pi elevata (1-2)
- equipotenziale inferiore (3-4)
- linea di corrente superiore (pi corta, a-b-c-d-e-f)
- linea di corrente inferiore (pi lunga, g-h)
Definizione del numero di canali di flusso o della quantit delle linee
equipotenziali
Disegno delle direzioni dei flussi e delle equipotenziali perpendicolari ai
bordi (disegno 2)
Separazione dei canali di flusso in un settore in cui le linee di flusso
corrono parallele, ed in modo analogo per le linee equipotenziali
(disegno 3).
Separazione dei canali di flusso in zone di curvatura delle linee. In
questo caso le distanze saranno diverse, direttamente proporzionali ai
raggi di curvatura delle linee.
Disegno delle prime linea di corrente in modo che formino con le linee
equipotenziali delle figure quadrate
Controllo della costruzione con lintroduzione di nuove linee di flusso ed
equipotenziali.

6.2.3 Determinazione delle quantit dacqua


La quantit dacqua che scorre si lascia calcolare facilmente con un reticolo
di flusso.
Per un singolo campo:

q = k{ i b{ 1
v A

h
q = k b
l

Figura 6 Flusso attraversante una maglia del reticolo

Siccome le due dimensioni b e l devono essere uguali nel reticolo, si


ottiene
q = k h
La quantit dacqua che passa in un canale di flusso devessere uguale a
quella che passa nel canale vicino, quindi la quantit totale sar uguale alla
somma.
Q = ns q = ns k h

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Geotecnica
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ns : numero dei canali di flusso
ht
Definendo: h =
nA
nA: numero di equipotenziali
Con queste considerazioni si pu quindi definire la quantit totale dacqua
che attraversa il sistema:
ns
Q= k ht [ m 3 .s 1 ]
nA

6.2.4 Determinazione della pressione dovuta al flusso sotterraneo


Con lausilio delle linee equipotenziali possibile definire la pressione del
flusso in ogni punto del sistema. Si considera la differenza di potenziale tra
due linee successive come:
ht
h =
nA

6.2.5 Sistemi numerici


Tra i due sistemi numerici di soluzione delle equazioni differenziali,
elementi finiti e differenze finite, questultimo si presta meglio alla
risoluzione dellequazione di Laplace per i flussi. Combinando questo
sistema con le serie di Taylor si arriva ad ottenere delle soluzioni
abbastanza semplici.

6.3 Rottura di fondo (sifonamento)


Il fondo delle fosse di scavo si trova molto spesso sotto al livello della falda
e questo viene abbassato allinterno della fossa.
Dovuto alla differenza di altezza del livello dellacqua allinterno ed
allesterno della fossa, si crea un flusso ed una pressione (S = i . w).

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Figura 7 Schema di un abbassamento della falda per uno scavo

Questa pressione dovuta al flusso agisce nella direzione di questultimo su


ogni particella di terreno e ne modifica quindi il peso.
Se si considera un elemento di terreno al disotto del fondo dello scavo si
pu dire che il flusso dellacqua verticale e quindi le forze che agiscono
sullelemento sono:

peso proprio G' = ' V{


1

pressione dovuta al flusso S = w i V{


1

risultante R = G' S = ' w i

Figura 8 Equilibrio di una particella

Nel caso in cui la risultante R = 0, le forze del flusso eguagliano il peso del
terreno ( = w . i) e si ottiene un gradiente idraulico critico:
'
icrit =
w
Al raggiungimento di questo valore critico del gradiente idraulico, si nota sul
fondo dello scavo, nelle immediate vicinanze della parete, un allentamento
locale del terreno che si sviluppa rapidamente in una rottura di fondo o
sifonamento.

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stato in equilibrio allentamento locale sifonamento
Figura 9 Schema di rottura del terreno per sifonamento

Le conseguenze del sifonamento sono:


aumento rapido della permeabilit --> aumento della quantit dacqua
perdita della resistenza al taglio --> rottura della parete di
contenimento

Particolarmente pericolosi sono i terreni relativamente fini e non coesivi,


come limi e sabbie fini in particolare in depositi poco compatti. Possono
comunque essere toccate ghiaie e ghiaie e sabbie o si possono avere
rotture di fondo di strati di terreno coesivo.

Come misure durgenza in caso di pericolo o di inizio di rottura, si possono


considerare:
spegnimento delle pompe in modo da lasciar salire il livello dellacqua
allinterno dello scavo. Riduzione dellieff.
carico del piede della parete con materiale permeabile, p.e. ghiaia, che
trattenga il terreno e lasci passare lacqua.

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6.3.1 Metodi di calcolo considerando diversi gradienti
Normalmente il gradiente effettivo (ieff) pu essere determinato con la
costruzione di un reticolo di flusso. Per terreni omogenei ed isotropi,
questo sistema abbastanza lungo pu essere sostituito con altri metodi pi
rapidi.

Gradiente medio
Per il calcolo di questo gradiente si idealizza una linea di flusso che passa
lungo la parete di sostegno. Il gradiente medio quindi definito come:

differenzadi pressione
ieff = im =
tragittod' infiltrazione
H
ieff = im =
h + 2t

Figura 10 Verifica al sifonamento con il gradiente medio

Con questo metodo non si tiene conto della larghezza della fossa e si
semplificano molto le reali condizioni di flusso.

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Gradiente duscita ia (Harza)
Si tratta di verificare il gradiente idraulico del punto in cui il flusso fuoriesce
dal fondo dello scavo (A) tenendo conto della larghezza, B, della fossa.

Figura 11 Schema per il sifonamento per una fossa di scavo secondo Harza

Figura 12 Schema per il sifonamento per uno scavo in acqua secondo Harza

H = differenza di pressione
h + 2 . t = tragitto dinfiltrazione
B = larghezza della fossa
Condizioni: terreno omogeneo
hl 0

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I valori di ia = ieff possono essere letti nel grafico seguente

Figura 13 Grafico di controllo del gradiente d'uscita

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Gradiente alla punta (Davidenkoff)
Il modello di calcolo proposto da Davidenkoff si basa sul fatto che le
condizioni di gradiente idraulico sono molto sfavorevoli alla punta della
parete, punto M.

Figura 14 Schema per il sifonamento per una fossa di scavo secondo Davidenkoff

Figura 15 Schema per il sifonamento per uno scavo in acqua secondo Davidenkoff

H = differenza di pressione
h + 2 . t = tragitto dinfiltrazione
B = larghezza della fossa
Condizioni: terreno omogeneo
hl 0

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I valori di iM = ieff possono essere letti nel grafico seguente

Figura 16 Grafico di controllo del gradiente alla punta

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6.3.2 Equilibrio del terreno (Terzaghi)
Secondo Terzaghi, il sifonamento avviene quando, nella zona della parete,
il terreno diventa instabile al seguito della pressione dovuta al flusso.

Figura 17 Schema di calcolo del sifonamento secondo Terzaghi

La pressione del flusso pu essere definita tramite il reticolo di flusso.


Conoscendo la pressione dovuta al flusso si pu calcolare la sicurezza al
sifonamento con:
G' 0.5 t 2 ' t '
F= = =
A 0.5 t hm w hm w
con: G: Peso proprio del prisma, tenendo conto della spinta
dArchimede
A: pressione verticale risultante dal flusso
Per fosse larghe si pu ammettere una pressione media equivalente a:
p m = hm w = 0.4 H w

B
Si considerano larghe le fosse per le quali 5
t
B: larghezza della fossa
t: lunghezza totale dinfissione
Con queste assunzioni, il fattore di sicurezza per le fosse larghe vale:
t '
F = 2.5
H w

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6.3.3 Sicurezza al sifonamento secondo SIA 267
Nelle nuove norme Swisscodes, presente la verifica del sifonamento
tenendo conto dei fattori di sicurezza parziali.
In questo caso si tratta di uno Stato Limite di tipo 1 (equilibrio) e quindi
vengono confrontate le forze stabilizzanti con quelle destabilizzanti.

G S k G G'
sup inf

dove: Sk forza di percolazione = i . w . v


G' peso immerso del terreno = (-w) . V

6.3.4 Sicurezza rispetto al sifonamento con fattore di sicurezza


globale
In certi casi pi facile eseguire i calcoli tenendo conto di un fattore di
sicurezza globale che, rispetto al sifonamento, viene definito come
icrit
F=
ieff
I fattori di sicurezza globali da adottare sono in generale dipendenti da:
sicurezza e grado di conoscenza del terreno, struttura e propriet,
nonch dalle condizioni idrogeologiche
tipo, costipazione e omogeneit del terreno
sistema di verifica scelto
esperienza

Fattore in funzione del tipo di materiale


I valori consigliati di F sono riassunti nella tabella seguente:

costruzione provvisoria costruzione definitiva


ghiaia 2.5 3
sabbia 3 - 3.5 4
sabbia fine-argilla 4 5
Tabella 1 Valori del fattore di sicurezza globale

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Fattori in funzione del metodo di calcolo
Questi fattori di sicurezza tengono conto di diversi parametri spesso mal
definiti e mal definibili nello spazio sotto lo scavo (errore di modello, rischio
di terreno stratificato kh > kv).
Come valori di riferimento possono essere considerati:

tipo di calcolo Sicurezza F


gradiente medio 3.5 a 5
gradiente duscita 2.5 a 4.5
gradiente alla punta 2a4
equilibrio di Terzaghi 2.5 a 5
Tabella 2 Valori del fattore di sicurezza globale

I valori inferiori possono essere utilizzati in generale per dei terreni


grossolani, ghiaia e sabbia, mentre i valori superiori sono consigliati per
terreni fini, limo e sabbie fini.

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6.3.5 Angoli delle fosse
I diagrammi di iA e iM mostrano che le fosse di piccole dimensioni
conducono ad una concentrazione dei gradenti idraulici. Lo stesso vale
anche per gli angoli delle fosse, in quanto in queste zone il flusso
dellacqua non pi solo bidimensionale, ma c un effetto importante della
terza dimensione. Le linee di flusso e le equipotenziali si ravvicinano con la
conseguenza di aumentare il valore di i.
Si consiglia di tener conto di questo fenomeno aumentando la profondit
dinfissione negli angoli di circa 20-30%.

Figura 18 Approfondimenti degli schermi nelle fosse

6.3.6 Terreni stratificati


I gradienti calcolati con i mezzi esposti nei paragrafi precedenti tengono
conto di terreni omogenei. Nel caso di terreni stratificati, le condizioni del
gradiente idraulico possono variare in modo importante.

Presenza di uno strato impermeabile a profondit raggiungibile


In questo caso si tende a infiggere lo schermo fino a raggiungere questo
strato in modo da evitare che sussista un flusso verso la fossa.
Si ottiene cos una maggior sicurezza ed uneconomia sui costi di
pompaggio (soprattutto per cantieri di lunga durata).

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Geotecnica
versione 13.05.13
Presenza di uno strato molto permeabile alla base dello schermo

Figura 19 Caso di sifonamento critico con due strati diversi

In questo caso il problema del gradiente idraulico completamente diverso


dai precedenti in quanto la perdita di carico avviene solo nello strato di
terreno sotto lo scavo.
h
i=
t
Nel caso in cui il gradiente idraulico fosse troppo elevato si deve ricorrere
ad un pompaggio nello strato molto permeabile oppure allesecuzione di
pozzi di discarica.

Figura 20 Sistema d'abbassamento della pressione nello strato inferiore

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6.3.7 Rottura idrostatica del fondo
Nel caso di pareti che raggiungono uno strato impermeabile (p.e. argilla
compatta) sotto il quale sussiste ancora uno strato permeabile con una
falda in pressione, dopo labbassamento del livello dellacqua allinterno
della fossa, non arriva quasi pi acqua ma si crea un disequilibrio statico di
cui bisogna tener conto per evitare la rottura idrostatica del fondo.
Questa rottura possibile quando il peso del terreno soprastante uguale
o inferiore alla pressione pw.

Figura 21 Rottura idrostatica di fondo

Si pu determinare la sicurezza alla rottura idrostatica come

pw, d ,sup qd ,inf


q: peso proprio del terreno ed eventuali altri carichi agenti sul fondo
dello scavo
pw. pressione idrostatica della falda inferiore

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versione 13.05.13
6.3.8 Impermeabilizzazione del fondo
In casi particolari, dove la quantit dacqua da pompare sarebbe troppo
importante o dove difficile raggiungere uno strato impermeabile, si pu
procedere ad unimpermeabilizzazione del fondo della fossa.
Fossa stretta
Dopo la posa dello schermo si esegue lo scavo sottacqua ed infine si getta
un solettone immerso.

Figura 22 Schema di scavo immerso e getto della platea sott'acqua

In questo caso la verifica deve essere fatta al sollevamento (SL1) e vale:

(h + d ) w Q ,sup d b Q ,inf

Iniezione del fondo


Una seconda soluzione consiste nel trattare lo strato di terreno sotto il
fondo con uniniezione di boiacca cementizia ( = 22 kN.m-3), con jettting o
eventualmente con la congelazione (con<).

Figura 23 Schema di impermeabilizzazione del fondo dello scavo

Generalmente si ammette uno spessore diniezione di


h
e + 1.3
4

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si ottiene quindi
t + in e = F (h + t + e) w
ammettendo F= 1.1 si pu determinare la profondit t:
( h + e ) w 0.9 in e
t
0.9 w

6.4 Portate
Diversi modelli analitici sono stati studiati negli anni 50 - 60 per definire le
portate da smaltire nelle fosse di scavo di una certa importanza. Si basano
essenzialmente su flussi bidimensionali (1 m di spessore) e tengono conto
di una permeabilit omogenea (kh = kv).
Attualmente, con i modelli numerici si riesce a meglio tener conto della
forma delle fosse e della differenza tra le permeabilit.
Le formule analitiche forniscono comunque sempre una buona
approssimazione dei valori ricercati.

6.4.1 Fossa larga, strato impermeabile poco profondo


La formulazione analitica stata proposta da Schnitter nel 1957 con le
seguenti convenzioni:

Figura 24 Calcolo di portata per una fossa larga

In questo caso, il flusso pu essere stimato con


2
H
2k h H
q= ln + 1
h
+t h +t
2
2
dove: q = portata in m3.s-1 per m lineare di schermo

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6.4.2 Fossa stretta, strato impermeabile profondo
La formulazione analitica stata proposta da Schneebeli nel 1966 con le
seguenti convenzioni:

Figura 25 Calcolo di portata per una fossa stretta

In questo caso, il flusso pu essere stimato con

2k h b b
2
q= ln + + 1

t t

dove: q = portata in m3.s-1 per m lineare di schermo

6.4.3 Fossa qualsiasi (Davidenkoff)


Sulla base di modelli con analogie elettriche, Davidenkoff definisce due
funzioni 1 e 2 i cui valori sono forniti, in funzione della geometria del
problema, dalle curve della Figura 26.
In questo calcolo si suppone che la pressione dellacqua sia nulla sul fondo
dello scavo.
Per una fossa rettangolare
2k H L B B
Q= 1 + 1 0 .3
1 + 2 L L
Per una fossa quadrata
kH
Q = 0.7 8b
1 + 2

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Geotecnica
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Per una fossa circolare
kH
Q = 0.8 2 r
1 + 2

dove: k permeabilit
H dislivello acqua
r raggio di una fossa circolare
b semilarghezza fossa
B larghezza fossa (=2 b)
L lunghezza fossa
d1 terreno immerso esterno
d2 terreno immerso interno
T1 profondit acquifero esterno
T2 profondit acquifero interno

Figura 26 Calcolo di portata per una fossa rettangolare

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Geotecnica
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6.4.4 Modelli numerici
I modelli precedenti sono validi con delle ipotesi abbastanza restrittive. Nel
caso di problemi con configurazioni geometriche complesse o forme di
fosse di scavo finite (rettangolari, circolari, ecc.), oppure con strati di
permeabilit diversa, si ricorre allutilizzazione di modelli numerici. Anche
in questo caso bisogner verificare le ipotesi di base.

6.5 Fosse senza schermo


Per poter mantenere una fossa di scavo asciutta in modo da poter lavorare
correttamente si pu eseguire uno schermo ed un pompaggio sul fondo
dello scavo. Questa soluzione spesso troppo onerosa o inapplicabile per
cui bisogna scegliere uno scavo con scarpata, anche in presenza di una
falda.
Per eliminare lacqua si possono distinguere due metodi:
smaltimento gravitazionale

Figura 27 Raccolta dellacqua sul fondo dello scavo

smaltimento tramite pompaggio

Figura 28 Raccolta dellacqua sotto il fondo dello scavo

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Geotecnica
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6.5.1 Smaltimento gravitazionale
La problematica di questo tipo di smaltimento consiste soprattutto nella
stabilit delle scarpate dello scavo, in effetti il flusso dacqua modifica le
forze che normalmente agiscono sul terreno.

Flusso uscente dalla scarpata con un angolo qualsiasi

Figura 29 Caso generale di flusso dacqua alluscita di una scarpata

G = V ' S = V w i
G = G cos S = S sin( )
G = = G sin S = = S cos( )
attrito tg'
F= =
sforzo parallelo =

F=
[G cos V w i sin( )] tg'
G sin + S cos( )

F=
[V ' cos V w i sin( )] tg'
V ' sin + V w i cos( )
dividendo per V si ottiene

F=
[ ' cos w i sin( )] tg '
' sin + w i cos( )

Anche per questa situazione si pu procedere secondo la norma Sia 267 e


controllare che lo SL2 sia verificato

( sforzo parallelo )d ( attrito )d

( sforzo parallelo )k G ,sup ( sforzo perpendicolare )k tg d

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Geotecnica
versione 13.05.13
Flusso parallelo alla scarpata
Nel caso di abbassamento della falda, questultima presenta una superficie
libera che potrebbe correre parallela alla scarpata.

Figura 30 Flusso daqua parallelo alla scarpata

In questo caso si hanno le seguenti condizioni:


=
h
i= = sin
l
e quindi di ottiene:

' cos tg' ' tg'


F= =
' sin + w sin sat tg

se si considerano come valori caratteristici: 10 kN.m-3 e


sat 20 kN.m-3, si ottiene:
1 tg '
F
2 tg

Flusso orizzontale (sfavorevole)


Nel caso di un terreno stratificato orizzontalmente ed in cui i diversi strati
presentano permeabilit molto variabili, il flusso resta orizzontale.

Figura 31 Flusso dacqua orizzontale

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Geotecnica
versione 13.05.13
In questo caso si hanno le seguenti condizioni:
=0
h
i= = tg
l
e quindi di ottiene:
' w tg 2 tg '
F=
sat tg
se si considerano come valori caratteristici: 10 kN.m-3 e
sat 20 kN.m-3, si ottiene:
tg '
F
tg 2
Questo caso ha unapplicazione molto limitata in quanto esigerebbe delle
scarpate troppo piatte e le scarpate rischierebbero unerosione dovuta
allacqua che vi scorre sopra.

6.5.2 Portate
La portata in una fossa di scavo si potrebbe calcolare con la costruzione di
un reticolo di flusso. Per casi particolari si trovano formulazioni analitiche
come quella di Davidenkoff per una fossa rettangolare di lunghezza L1 e
larghezza L2.

t L t
Q = k H 2 ( 1 + ) m + 1 ( 1 + n )
H R H
dove: n, m: valori di calcolo secondo il diagramma sottostante
R: raggio dazione secondo Sichardt, R = 3000 . s . k
s: abbassamento della falda
H: altezza della falda rispetto al fondo dello scavo
T: spessore dello strato permeabile sotto il fondo dello scavo
t: min (T, H) se T > H t = H
se T < H t = T

Figura 32 Schema dei parametri utilizzati

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-28


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 33 Valutazione dei coefficienti m e n per il calcolo della portata

6.5.3 Smaltimento tramite pompaggi


Scelta del sistema di smaltimento
La scelta del sistema di smaltimento dellacqua dipende da diversi fattori:
dimensione e forma della fossa di scavo
tipo di strato acquifero
profili geologico ed idrogeologico della fossa di scavo
permeabilit degli strati
abbassamento necessario della falda
durata dellabbassamento
influenza su costruzioni esistenti
apparecchi ed equipaggiamenti a disposizione
economicit
integrazione e funzionamento del sistema di smaltimento durante le
diverse fasi del progetto

Spesso nella letteratura tecnica si distinguono i diversi metodi secondo la


granulometria del terreno o la sua permeabilit. Anche se questi due fattori
giocano un ruolo importante, non bisogna dimenticare quelli citati in
precedenza.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-29


Geotecnica
versione 13.05.13
Scelta basata sulla granulometria
Dai materiali pi fini ai pi grossolani si possono utilizzare i seguenti metodi
di estrazione delle acque.
1 elettroosmosi
2 Wellpoint (aspirazione sotto vuoto
3 passaggio Wellpoint - pozzi filtranti
4 pozzi filtranti
5 smaltimento gravitazionale, getto sottacqua, iniezioni

Figura 34 settori dutilizzazione dei diversi sitemi di pompaggio

Scelta basata sulla permeabilit

OWH: drenaggio gravitazionale


Figura 35 Sccelta dei sistemi di pompaggio in funzione della permeabilit

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Geotecnica
versione 13.05.13
Pozzi filtranti
Per questo tipo di smaltimento dacqua si possono installare due tipi di
pompe diverse:
Pompe centrifughe ad aspirazione
Per questo tipo di pompa, tenendo conto dellattrito nei tubi di smaltimento,
si ottengono degli abbassamenti dellordine di 4 m circa, su un
abbassamento teorico massimo di 8 m.
Per avere abbassamenti pi importanti bisogna passare allesecuzione di
diversi livelli di pompaggio.
Una pompa serve diversi pozzi e quindi lefficacia delle condotte molto
importante. se una viene danneggiata, linsieme viene messo fuori uso.
Il foro per la posa del filtro ha un diametro di circa 200 - 300 mm mentre il
filtro stesso raggiunge i 150 mm.

Figura 36 Schema di funzionamento di pozzi filtranti

Utilizzazione di un solo stadio:


1 livello falda iniziale
2 livello falda abbassato
3 pozzo filtrante
4 condotta di smaltimento

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-31


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 37 Sistema di pozzi filtranti a due stadi

Utilizzazione con due stadi:


1 livello falda iniziale 5 tubo aspirante
2 abbassamento dopo il primo stadio 6 condotta di smaltimento
3 abbassamento dopo il secondo stadio 7 pompa centrifuga
4 pozzo filtrante 8 condotta in pressione

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-32


Geotecnica
versione 13.05.13
Pompe immerse
In questo caso, per ogni pozzo si trova una pompa immersa ad una certa
profondit. La pompa funziona in pressione e si pu quindi raggiungere
labbassamento desiderato con un solo stadio di pompe.
In generale questi pozzi sono trivellati con diametri che variano da 400 a
1500 mm ed hanno un filtro di 200 - 1250 mm, con un riempimento di
ghiaietto.

Pozzo semplice Pozzo con filtro di ghiaia


1 condotta principale 6 tubo cieco
2 valvola 7 tubo filtrante
3 coperchio 8 riempimento di ghiaia
4 foro 9 pompa sommersa
5 riempimento 10 tubo di smaltimento
Figura 38 Schema di costruzione di un pozzo con pompa immersa

I pozzi dovrebbero essere situati in generale allesterno della fossa di scavo


in modo da ridurre al minimo lingombro durante i lavori. Se non fosse
possibile bisogner tener conto delle diverse fasi di scavo e del momento
della chiusura del pozzo nel programma dei lavori.
Con questo tipo di pompaggio i problemi in caso di danneggiamento di una
pompa sono ridotti ad un solo pozzo.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-33


Geotecnica
versione 13.05.13
Esecuzione dei pozzi filtranti
Come tubi sono generalmente usati dei tubi in acciaio che hanno nella
zona filtrante delle aperture che possono assumere forme diverse:

Figura 39 Filtri utilizzati nei pozzi

Il riempimento tra il foro ed il tubo filtrante generalmente eseguito con


ghiaietto. Bisogna comunque controllare che questo sia sufficiente per
trattenere le particelle fini del terreno naturale ed impedisca
linsabbiamento del pozzo. Per evitare questo problema si possono
eseguire dei filtri con due tipi di materiale, ghiaia e sabbia, oppure si pu
utilizzare un rivestimento di geotessile.

Figura 40 Schema costruttivo di un pozzo con filtri

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-34


Geotecnica
versione 13.05.13
Wellpoints
Si tratta di un sistema di pompaggio ad aspirazione con un la formazione di
un piccolo pozzo. Lutilizzazione delle punte Wellpoints soprattutto
indicata in materiali abbastanza fini con acqua capillare legata (limi e
sabbie limose) che non riesce a liberarsi solamente sotto linflusso della
gravit.

Figura 41 Schema di un Wellpoint

Il sistema si compone di tubi di 4 a 6 m di lunghezza e 1.5 - 2 di diametro,


con una punta filtrante di 1 - 1.5 m. Questa punta serve anche per
lintroduzione dellacqua di spurgo per linfissione. La distanza dinfissione
varia generalmente tra 0.6 e 1.2 m.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-35


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 42 Posa dei Wellpoint

Schema di funzionamento dei Wellpoints

1 Wellpoints 6 pompa per lo smaltimento dellacqua


2 tubo di gomma rinforzato 7 tubo barometrico
3 condotta di raccolta 8 contenitore acqua di raffreddamento
4 serbatoio sotto vuoto 9 condotta della pompa daspirazione
5 pompa per creare la depressione 10 tappo dargilla
Figura 43 Schema di funzionamento di uninstallazione Wellpoint

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-36


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 44 Protezione della scarpata in caso di utilizzo di Wellpoint

Per poter utilizzare i Wellpoints come pozzi filtranti sottovuoto, bisogna che
si impedisca larrivo di aria dalla superficie e dalla scarpata dello scavo.
Per questo si utilizzano sia dei fogli di plastica, sia degli strati dargilla.

Micro-pozzi con idropropulsori


Questo sistema si basa sul fatto che una miscela dacqua ed aria, spinta ad
elevata velocit attraverso un ugello, crea una depressione tale da poter
aspirare lacqua che si trova nel tubo immerso nella falda.

Figura 45 Principio del pozzo con idropulsori

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-37


Geotecnica
versione 13.05.13
Elettro-osmosi
Nei terreni estremamente fini e con una permeabilit inferiore a 10-7 m.s-1,
lacqua non pu essere tolta con i metodi precedentemente descritti poich
le forze capillari e le forze di legame chimico sono troppo forti. Per questi
terreni, lo smaltimento pu essere fatta solo tramite elettro-osmosi.

Figura 46 Principio di funzionamento dellelettrro-osmosi

La superficie di ogni particella di terreno comporta una carica elettrica


negativa il cui valore dipende dalla composizione mineralogica della
particella. Le particelle dacqua, caricate positivamente vengono attratte
dalle particelle di terreno. Questa differenza di carico viene utilizzata
dallelettro-osmosi.
Introducendo nel terreno saturo due elettrodi tra i quali si fa passare una
corrente, lacqua contenuta nel terreno si sposta dallelettrodo positivo
(anodo) a quello negativo (catodo). Se nei pressi di questultimo si installa
un sistema di pompaggio, si riesce a smaltire lacqua presente nel terreno.

Figura 47 schema di un cantiere con lapplicazione di elettro-osmosi

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-38


Geotecnica
versione 13.05.13
Riassunto dei sistemi di pompaggio
La scelta del tipo di installazione di pompaggio pu essere fatta tenendo
conto di diversi criteri riassunti qui sotto:

Terreno Ghiaia, sabbia Sabbie, sabbie fini Sabbie fini, limi


Permeabilit 10-2 - 10-5 m.s-1 10-4 - 10-6 m.s-1 10-5 - 10-7 m.s-1
Dispositivo Pozzi filtranti Micro-pozzi Punte filtranti (Wellpoints)
int = 200 - 300 mm int 100 mm int = 50 - 70 mm
distanza = 10 - 20 m distanza = 5 - 15 m distanza = 0.6 - 1.8 m
Esecuzione Perforazione = 500 mm Perforazione = 200 mm
Profondit = 30 - 60 m Profondit dinfissione Profondit dinfissione 7 m
= 15 - 20 m
Tipo di pompa Pompa immersa Idropropulsore Aspirazione sottovuoto
portata 3 m .h 1 portata unitaria 0.5 - 1.0 m3.h-1
3 -1 3 -
portata = 10 - 150 m .h
abbassamento mass. 5 - 6 m
Tabella 3 Caratteristiche dei sistemi di pompaggio

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-39


Geotecnica
versione 13.05.13
6.5.4 Portata
La portata dei diversi pozzi si pu calcolare individualmente, ma siccome
ognuno influenza il vicino, si pu ammettere con buona approssimazione
che il sistema di pompaggio di una fossa di scavo funzioni come un pozzo
unico con un raggio equivalente.
Portata per un Wellpoint isolato
Per Wellpoints che funzionano come pozzi ad aspirazione, per valutare la
portata, si pu utilizzare lequazione seguente:
H 2 h2 s + m
q = k
ln R ln r s
con q: portata di una lancia Wellpoint
H: spessore dello strato acquifero
h: altezza del livello della falda abbassata rispettoal Wellpoint
r: raggio medio del pozzo
R: raggio dinfluenza secondo Sichardt
s: altezza del livello della falda non abbassata rispettoal Wellpoint
p0 p
m=
w
p o: pressione atmosferica
p: depressione creata

Portata per una fossa di scavo qualsiasi


La falda pu trovarsi in diverse situazioni particolari che fanno variare la
quantit dacqua che un pozzo pu smaltire. In particolare pu essere:
libera (m H),
in pressione (H > h > m) o
semi-artesiana (H > m > h).

Figura 48 Convenzioni dei parametri da utilizzare

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-40


Geotecnica
versione 13.05.13
H 2 h2
Falda libera: Q = k
R
ln
RF
2 m ( H h )
Falda in pressione: Q = k
R
ln
RF

2 m H m 2 h 2
Falda semi-artesiana: Q = k
R
ln
RF

Il valore di raggio equivalente (RF) pu essere stimato in funzione della


forma della fossa di scavo come segue:
fossa circolare: RF = R fossa

P 4 L L
fossa quadrata: RF = =
6.8 6.8 1.7
P L+b
fossa rettangolare: RF =
7.4 3.7
P 2 L L
fossa molto allungata: RF = = =
8 8 4

Quantit di pozzi necessari


possibile calcolare il numero di pozzi necessari per eseguire lo
smaltimento dellacqua al disotto di una fossa di scavo risolvendo
lequazione seguente:
RF R
ln ln N C N ln
r RF
tenendo conto dei valori di C per le diverse condizioni della falda:
h2
Falda libera: C=
H 2 h2
2h m
Falda artesiana: C=
2 ( H h )

h2
Falda semi-artesiana: C=
2 m H m2 h2

oppure utilizzando il grafico fornito separatamente.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-41


Geotecnica
versione 13.05.13
Figura 49 Verifica numero di pozzi

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-42


Geotecnica
versione 13.05.13
Nel caso in cui R < 1.1 RF, lacqua riaffiora al centro della fossa di scavo e
bisogna quindi modificare le condizioni di pompaggio.

Per tener conto dei diversi problemi che potrebbero presentarsi durante il
pompaggio (arresto di una pompa, colmataggio del filtro, ecc.), si tende ad
aumentare il numero delle pompe:
se N piccolo si utilizza: 2 . N
se N grande: 1.2 . N

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Acqua sotterranea 6-43


Geotecnica
versione 13.05.13
6. ACQUA SOTTERRANEA.............................................................. 6-1
6.1 GENERALIT .......................................................................... 6-1
6.2 SISTEMI DI CALCOLO .............................................................. 6-2
6.2.1 Equazioni differenziali di Laplace applicate a problemi di
flusso ....................................................................................6-2
6.2.2 Soluzione grafica ..................................................................6-5
6.2.3 Determinazione delle quantit dacqua .................................6-6
6.2.4 Determinazione della pressione dovuta al flusso
sotterraneo ............................................................................6-7
6.2.5 Sistemi numerici ...................................................................6-7
6.3 ROTTURA DI FONDO (SIFONAMENTO) ...................................... 6-7
6.3.1 Metodi di calcolo considerando diversi gradienti ................6-10
6.3.2 Equilibrio del terreno (Terzaghi) .........................................6-15
6.3.3 Sicurezza al sifonamento secondo SIA 267 .......................6-16
6.3.4 Sicurezza rispetto al sifonamento con fattore di
sicurezza globale ................................................................6-16
6.3.5 Angoli delle fosse ................................................................6-18
6.3.6 Terreni stratificati ................................................................6-18
6.3.7 Rottura idrostatica del fondo ...............................................6-20
6.3.8 Impermeabilizzazione del fondo .........................................6-21
6.4 PORTATE ............................................................................ 6-22
6.4.1 Fossa larga, strato impermeabile poco profondo ...............6-22
6.4.2 Fossa stretta, strato impermeabile profondo ......................6-23
6.4.3 Fossa qualsiasi (Davidenkoff) .............................................6-23
6.4.4 Modelli numerici ..................................................................6-25
6.5 FOSSE SENZA SCHERMO ...................................................... 6-25
6.5.1 Smaltimento gravitazionale .................................................6-26
6.5.2 Portate ................................................................................6-28
6.5.3 Smaltimento tramite pompaggi ...........................................6-29
6.5.4 Portata ................................................................................6-40

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Basi normative 6-0


Meccanica delle terre
versione 13.05.13
7. COSTRUZIONE DI RILEVATI E PROTEZIONE DI
SCARPATE

La meccanica delle terre sar chiamata a giocare un ruolo importante nella


progettazione delle trasversali alpine, ed anche per altri grandi cantieri, in
particolare per quanto concerne la riutilizzazione dei materiali scavati per
la costruzione di rilevati per il tracciato, e
la messa in deposito, provvisorio o definitivo, dei materiali non
immediatamente riutilizzati.
In questo capitolo si vuole affrontare la problematica della costruzione dei
rilevati dal punto di vista degli interventi di rinforzo nella massa del rilevato
e di protezione della sua superficie. Rinforzare il terreno con elementi
elastici non nuovo nel campo dellingegneria; gi gli antichi utilizzavano
empiricamente canne di bamb per il rinforzo dei terreni di fondazione.
Solo recentemente si arrivati, grazie allo sviluppo della tecnologia dei
prodotti sintetici, ad una razionalizzazione di tale uso.
Il rinforzo dei rilevati avviene generalmente tramite linclusione di elementi
di resistenza superiore (geosintetici) che possano, tramite una
ridistribuzione degli sforzi, evitare grandi deformazioni e la rottura del
rilevato.

7.1 Tipi ed impieghi possibili dei geosintetici


Lutilizzazione di geosintetici comunque largamente diffusa e, a volte,
senza unadeguata progettazione e verifica del tipo e delle funzioni che
deve coprire questo materiale. Per questa ragione, elenchiamo alcune delle
utilizzazioni principali dei geosintetici.

Nella famiglia dei geosintetici rientrano vari tipi di prodotti dell'industria


tessile, dell'industria della gomma e delle materie plastiche, nonch di
quella delle membrane bitume-polimero e della bentonite; tali prodotti
hanno in comune le seguenti caratteristiche:
sono prefabbricati e raggiungono quindi elevati standard nelle loro
caratteristiche;
sono disponibili in rotoli (di altezza in genere compresa tra 1 e 6
metri) quindi permettono una estrema facilit di trasporto e di
messa in opera;
sono impiegati in opere di Ingegneria Geotecnica e possono
assumere forme geometriche specifiche che ottimizzano le
caratteristiche di collegamento tra il geosintetico ed il suolo
adiacente.
Nellallegato A1 vengono riportate le simbologie e le definizioni per i
seguenti tipi di geosintetici: geotessili nontessuti, geotessili tessuti,
geogriglie, georeti, geostuoie, geocelle, geocompositi per drenaggio,

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-1


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
geomembrane bituminose, geomembrane plastomeriche, geomembrane
elastomeriche, geocompositi bentonitici.
La norma VSS 670 090 Geokunststoffe-Gosynthtiques riassume la
normativa europea e svizzera concernente i geosintetici, sia dal profilo
delle esigenze che da quello della sua utilizzazione.
Limpiego dei geosintetici alquanto diversificato grazie alla vasta scelta di
prodotti che si trovano oggigiorno sul mercato. Le principali utilizzazioni
sono brevemente descritte nei prossimi paragrafi e possono essere
approfondite facendo riferimento alla letteratura specializzata.

7.1.1 Drenaggio (o trasmissione di fluidi)


Quando un geotessile o prodotto affine in grado
di convogliare fluidi all'interno del proprio
spessore. Una tipica applicazione quella come
drenaggio a tergo di un muro di sostegno a
gravit.

7.1.2 Filtrazione
Quando un geotessile o prodotto affine -
interposto tra un terreno ed un materiale drenante
(aggregati, tubo perforato, ecc.) - consente il
passaggio di un liquido, senza che questo flusso
provochi una significativa migrazione di particelle
di terreno. Una tipica applicazione come
elemento di filtro in una trincea drenante per la
stabilizzazione di un pendio.

7.1.3 Separazione
Quando un geotessile o prodotto affine -
interposto tra terreni aventi diversa granulometria
- impedisce la compenetrazione tra due strati
contigui a seguito dell'azione di carichi esterni.
Una tipica applicazione quella come elemento
di separazione tra terreno di fondazione e
sottofondo stradale in misto granulare.

7.1.4 Rinforzo
Funzione che pu essere considerata secondo diverse ottiche:
Macro-rinforzo, quando uno o pi strati di
geotessili o prodotti affini rinforzano il terreno,
per effetto del trasferimento degli sforzi dal
terreno al geosintetico.
Tipiche applicazioni come macro-rinforzo
possono essere considerate le seguenti:

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-2


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
strati alternati di geosintetici e terreno
formano una struttura di terreno rinforzata,
come ad esempio opere di sostegno e
stabilizzazione di pendii;
uno o pi strati di geotessilii o prodotti affini
vengono posti in opera come elemento di
rinforzo alla base di rilevati su terreni molli;
uno o pi strati di geotessili o prodotti affini
vengono posti in opera come elemento di
rinforzo nelle sovrastrutture stradali o
ferroviarie, onde contenere la deformata
permanente a seguito del passaggio di
veicoli pesanti oppure per bloccare la
propagazione in superficie delle fessure
presenti negli strati sottostanti.
Micro-rinforzo, quando fibre sintetiche sfuse
(del tipo a filamento continuo) vengono
intimamente miscelate con il terreno in sito per
migliorarne le caratteristiche meccaniche.
Rinforzo superficiale (controllo dell'erosione),
quando un geotessile o prodotto affine con
elevato indice dei vuoti viene posto in opera
assieme ad uno strato di terreno sulla
superficie esterna di pendii, scarpate o rilevati
per ridurre il fenomeno di erosione.

7.1.5 Impermeabilizzazione
. Quando una geomembrana costituisce una
barriera al passaggio di fluidi. Tipiche
applicazioni di geosintetici con funzione di
impermeabilizzazione si riscontrano nel settore
delle opere idrauliche di ritenuta e nel settore
delle discariche controllate, ove le geomembrane
rappresentano una barriera rispettivamente
all'acqua e al percolato che si forma dalla
decomposizione dei rifiuti

Malgrado che limpiego dei geosintetici adempia spesso pi di un compito


ci limiteremo alle ultime due applicazioni che sono da considerare come le
principali per i rilevati.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-3


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
7.2 Rinforzo in contatto con la soprastruttura ferroviaria
Bench la costruzione ferroviaria sia molto simile a quella stradale per i tipi
di problemi da risolvere in caso di terreni di qualit mediocre, i principi della
costruzione stradale si possono applicare solo parzialmente, infatti le
sollecitazioni sono molto diverse. In particolare la trasmissione dei carichi
non ammortita dagli pneumatici introducendo delle sollecitazioni
dinamiche pi importanti e carichi molto elevati se rapportati ai pesi della
sopra e sottostruttura.
I carichi dinamici trasmessi tramite i binari e le traversine al terreno
rivestono unimportanza particolare infatti, in presenza di materiali fini e
saturi, producono aumenti considerevoli ma di corta durata delle pressioni
interstiziali che possono indurre una migrazione delle particelle fini dal
sottosuolo fino nel corpo della massicciata. Fino allintroduzione dei
geosintetici si installato, al limite della soprastruttura, uno strato di
transizione con funzione filtrante. Lo spessore di questo strato ha potuto
essere ridotto con lintroduzione di un geosintetico con funzione di
separazione, di drenaggio e di rinforzo. Nella costruzione moderna si
ricorre a strati bituminosi per creare una netta separazione tra la sotto- e la
soprastruttura. In questi casi, si possono utilizzare geosintetici per il
rinforzo dello strato bituminoso (tipo AmoPave, armoflex) o per la
separazione tra lo strato di fondazione ed il terreno (naturale o rilevato).

7.2.1 Esempi di impieghi possibili


Nelle figure seguenti sono rappresentati alcuni impieghi possibili dei
geosintetici. Bisogna considerare che ogni costruzione presenta delle
caratteristiche proprie di cui bisogna tener conto per la scelta del
geosintetico, p.e.:
tipo di terreno
livello della falda freatica, rispettivamente presenza di acqua
dinfiltrazione
tipo di materiale usato nella costruzione (fondazione, massicciata)
tipo di rilevato su cui poggia la nuova struttura
condizioni climatiche
Nei paragrafi e disegni seguenti sono esposte alcune soluzioni possibili
nelle quali il ruolo principali del geosintetico quello di separare il filtro e la
massicciata dal terreno naturale.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-4


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Figura 7-1 Impiego secondo le direttive FFS (1996)

Figura 7-2 Impiego su terreno naturale fine con falda freatica profonda

Figura 7-3 Impiego per il rifacimento della fondazione su terreno naturale fine di poca
portanza con falda freatica elevata

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-5


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Figura 7-4 Impiego per rifacimento della fondazione su un rilevato

Figura 7-5 Impiego per rifacimento della fondazione su terreno naturale fine di poca
portanza con falda freatica elevata

7.3 Rinforzo nella massa dei rilevati


Nel caso di costruzione della linea su rilevati, soprattutto in presenza di
terreno naturale di caratteristiche mediocri, sar possibile impiegare i
geosintetici come rinforzo del corpo del rilevato. I geosintetici possono
lavorare in due modi diversi:
come ancoraggi o tiranti (geosintetici ad alta resistenza e poco
deformabili)
come miglioramento delle caratteristiche (geosintetici ad allungamento
elevato ma con grande interazione con il terreno)

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
A1. TERMINOLOGIA GEOSINTETICI

A1.1. DEFINIZIONI
La norma VSS 670 090 contiene un elenco di definizioni con le rispettive
sigle. Qui sotto sono invece utilizzate le sigle dellassociazione
internazionale dei geosintetici.

Geotessili nontessuti (GTN)

Sono strutture piane composte da fibre sintetiche disposte casualmente e


coesionate con metodi meccanici (agugliatura) o termici (termosaldatura).
In relazione alla lunghezza delle fibre, si distinguono geotessili nontessuti a
filamento continuo e a fibra corta (o fiocco).
I geotessili nontessuti sono stati storicamente i primi tipi di materiali prodotti
dall'industria tessile che hanno avuto un largo impiego in opere di
Ingegneria Geotecnica e rappresentano ancor oggi la tipologia
quantitativamente pi utilizzata in Italia.

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Meccanica delle terre e fondazioni
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Geotessili tessuti (GTW)

Sono strutture piane e regolari formate dall'intreccio di due serie di fili: fili di
ordito (paralleli al senso di produzione) e fili di trama (perpendicolari ai
primi), che consentono di ottenere aperture regolari e di piccole dimensioni.
I fili possono essere costituiti di fibre sintetiche o naturali.
In relazione alla sezione della fibra, possono essere suddivisi in geotessili
tessuti monofilamento e geotessili tessuti a "bandelette" (nastri appiattiti).

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Biotessili (BI)

Sono costituiti da fibre naturali (tipo juta e cocco) assemblate in modo da


formare una struttura tessuta, aperta e nello stesso tempo relativamente
deformabile, in grado di ben adattarsi al supporto.
I biotessili, proprio per la natura dei materiali costituenti, possono assolvere
esclusivamente funzioni provvisionali, quali rinforzo superficiale per la
protezione dall'erosione di pendii e scarpate durante la fase di crescita
della vegetazione oppure rinforzo di sovrastrutture stradali provvisorie
come strade di accesso ai cantieri.

Geogriglie (GG)

Sono strutture piane realizzate con materiali polimerici (in genere


polietilene ad alta densit o polipropilene) mediante un processo di
estrusione e successiva stiratura, che pu essere svolto in una sola
direzione (da cui le geogriglie monodirezionali, caratterizzate da una
resistenza a trazione in senso longitudinale attorno ai 60-80 kN/m) o nelle
due direzioni principali (da cui le geogriglie bidirezionali, che hanno una
resistenza minore, ma circa uguale nei 2 sensi, attorno ai 20-30 kN/m).
Le geogriglie svolgono soprattutto una funzione di rinforzo, che viene
anche favorita dalla loro particolare struttura, tale da esercitare un effetto
cerchiante rispetto alle particelle di terreno che trovano alloggio nelle
aperture della geogriglia stessa (Rimoldi e Calare, 1989).

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Georeti (GN)

Sono strutture a maglia costituite da due serie sovrapposte di fili (di


spessore compreso tra 1 e 5 mm) che si incrociano con angolo costante (in
genere compreso tra 60 e 90), in modo da formare aperture regolari
costanti (in genere comprese tra 10 e 60 mm d'ampiezza); vengono
prodotte per estrusione di polimeri termoplastici (polietilene ad alta densit
o polipropilene) e la saldatura delle due serie di fili viene realizzata per
parziale compenetrazione nei punti di contatto, quando il polimero ancora
allo stato semifluido.
Le georeti, se applicate congiuntamente a geotessili come filtri e/o
geomembrane come elementi di tenuta, possono assolvere funzioni di
drenaggio, cio di trasmissione dei fluidi nel proprio spessore.
Esistono georeti metalliche, realizzate in forma di teli prefabbricati
utilizzando elementi metallici filamentari (monofilamento o multifilamento
ritorti) o nastriformi, connessi tra loro mediante processi di natura
meccanica e/o termica.

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Geostuoie (GA)

Sono costituite da filamenti di materiali sintetici (polietilene ad alta densit,


poliammide, polipropilene od altro), aggrovigliati in modo da formare uno
strato molto deformabile dello spessore di 10-20 mm, caratterizzato inoltre
da un indice dei vuoti assai elevato (mediamente superiore al 90%).
Le geostuoie possono essere impiegate su pendii e scarpate per migliorare
la resistenza all'erosione provocata dall'impatto delle gocce di pioggia e
dalle acque di ruscellamento, in modo da costituire un rinforzo superficiale
nella fase di crescita della vegetazione.
In certi casi le geostuoie possono essere impiegate anche come elementi
di protezione dall'erosione in sponde di canali o corsi d'acqua: il loro uso
limitato essenzialmente al rivestimento della parte di sponda normalmente
non bagnata dall'acqua e sottoposta quindi alla sola azione delle acque
meteoriche e di ruscellamento.
Come le georeti, in certi casi le geostuoie possono essere impiegate anche
come elementi di trasmissione dei fluidi (drenaggio) congiuntamente a
geotessili e/o geomembrane: il loro uso in questo settore limitato a quei
prodotti che sono caratterizzati da una limitata comprimibilit sotto carico e
nel tempo.

Biostuoie (BA)

Sono costituite da fibre vegetali, eventualmente associate a paglia, in


genere rinforzate con reti in materiale sintetico (tipo polipropilene o
poliammide) o naturale (tipo juta). Le biostuoie hanno uno spessore di
qualche decina di mm, sono anch'esse disponibili in rotoli ed analogamente
alle geostuoie possono essere impiegate su pendii e scarpate per facilitare
la crescita della vegetazione definitiva e migliorare dunque le caratteristiche
di resistenza all'erosione (rinforzo superficiale).

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Geocelle (GL)

Sono celle costituite da strisce di materiali sintetici di altezza pari a circa


100 mm, che realizzano una struttura a nido d'ape o similare.
La principale funzione delle geocelle, una volta riempite di terreno, quella
di migliorare le caratteristiche di resistenza all'erosione superficiale in
scarpate e pendii. Una delle prime applicazioni di geocelle stata eseguita
per il particolare caso del controllo dell'erosione dovuta al vento.

Geocompositi per il drenaggio (GCD)

Nella forma pi tradizionale sono costituiti dall'associazione in fase di


produzione di uno strato di georete (o di geostuoia) racchiuso tra 2 strati di
geotessile: la georete (o la geostuoia) ha funzione drenante ed i due
geotessili hanno funzione filtrante.
Talvolta i geocompositi per il drenaggio possono essere anche realizzati
associando un solo geotessile alla georete (o alla geostuoia) oppure, per
particolari esigenze, possono essere costituiti da un geotessile, con
funzione di filtro, da una georete (o geostuoia), con funzione drenante
(trasmissione dei fluidi), e da una geomembrana, con funzione di barriera.
Lo spessore complessivo del geocomposito pu variare tra 5 e 30 mm.
Per espletare la funzione di trasmissione dei fluidi di fondamentale
importanza risulta lo studio del comportamento sotto carico e nel tempo dei
geocompositi per il drenaggio.

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-12


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Geomembrane bituminose (GMB)

Si tratta di fogli con spessore compreso tra 3.0 e 6.0 mm e larghezza


variabile da 1.0 a 1.5 m, fabbricati mediante la lavorazione di una mescola
fusa (costituita da bitumi, polimeri plastomerici e/o elastomerici e cariche
minerali) e caratterizzati da coefficienti di permeabilit molto ridotti.
In fase di produzione, generalmente si parte da un supporto (nontessuto o
tessuto, in poliestere o fibra di vetro) che, nel corso di un processo
continuo, viene impregnato nella mescola fusa, successivamente
raffreddato ed accoppiato a fogli antiaderenti, prima dell'avvolgimento.
In Italia la produzione di membrane bituminose (in rotoli di altezza pari ad 1
metro) concepita quasi esclusivamente per l'impiego come
impermeabilizzazione di coperture di fabbricati civili ed industriali.
Si segnala che in altri paesi europei (segnatamente Francia ed Olanda),
vengono anche prodotte geomembrane bituminose speciali multistrato, con
larghezze di 4-5 metri, specificatamente concepite per impieghi
nell'impermeabilizzazione di opere di Ingegneria Geotecnica (in particolare
canali, dighe e bacini).

Geomembrane plastomeriche (GMP)

Si tratta di fogli con spessore compreso tra 0.5 e 2.5 mm, fabbricati con
diversi metodi produttivi (calandratura, estrusione e spalmatura) e
caratterizzati da coefficienti di permeabilit molto ridotti.
Calandratura: La miscela costituita dal polimero termoplastico (LDPE,
HDPE, PVC, CPE, PP) e da una serie di additivi vari con specifiche
funzioni, viene fusa e ridotta allo spessore voluto con l'azione di rulli
riscaldati, in modo da ottenere un foglio piano, di larghezza variabile da 1 a
2 metri.

Estrusione: La miscela costituita dal polimero termoplastico (LDPE,


HDPE, PVC, CPE, PP) e da una serie di additivi vari con specifiche
funzioni, viene fusa e spinta in pressione attraverso una testa di estrusione
circolare; il foglio tubolare cos lavorato viene mantenuto gonfio da una
pressione d'aria, raffreddato, tagliato e aperto, in modo da ottenere un
foglio piano, di larghezza variabile da 2 a 6 metri.

Spalmatura (processo di lavorazione tipico del PVC): la miscela, costituita


dal PVC (allo stato di plastisol) e da una serie di additivi vari
(principalmente plastificanti), viene spalmata a freddo e successivamente
portata a fusione, in modo da ottenere un foglio piano di larghezza variabile
da 1 a 2 metri.

Geomembrane elastomeriche (GME)

SUPSI - DACD - Ingegneria civile Rinforzo terreni 7-13


Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Si tratta di fogli con spessore compreso tra 0.5 e 2.0 mm, caratterizzati da
coefficienti di permeabilit molto ridotti e fabbricati mediante una
lavorazione che si sviluppa in due fasi:
una prima fase, in cui si produce un impasto omogeneo, costituito dal
polimero non vulcanizzato (gomma cruda) e da una serie di additivi vari
con specifiche funzioni;
una seconda fase (calandratura), durante la quale la mescola omogenea
cos ottenuta viene lavorata con l'azione di rulli riscaldati, ridotta allo
spessore voluto e vulcanizzata, in modo da ottenere un foglio piano, di
larghezza variabile da 1 a 2 metri.

Geocompositi bentonitici (GCL)

Sono cosi definiti quei prodotti costituiti da argilla (bentonite) e geosintetico:


essi consistono di un sottile strato di argilla (bentonite) racchiuso tra 2
geotessili o incollato ad una geomembrana sintetica. Allo stato attuale
sono disponibili in commercio tre tipi di geocompositi bentonitici.
Il primo tipo realizzato interponendo uno strato di bentonite tra due
geotessili cuciti tra di loro: tale cucitura determina un incremento di
resistenza al taglio lungo la superficie racchiusa tra i due geotessili. In
corrispondenza delle giunzioni in sito, i materiali vengono
semplicemente sovrapposti e della polvere di bentonite interposta
lungo la striscia di sovrapposizione. La sigillatura si realizza quando la
bentonite viene idratata, senza la necessit di alcuna cucitura di tipo
meccanico.
Il secondo tipo realizzato mescolando polvere di bentonite sodica con
un collante solubile in acqua che poi posto tra i due geotessili. Il
collante ha lo scopo di tenere insieme il materiale durante le operazioni
di trasporto e di posa. Il geotessile inferiore molto sottile e con
tessitura larga, cosicch in corrispondenza delle sovrapposizioni la
bentonite fuoriesce dalle aperture del geotessile quando si idrata,
realizzando in tal modo la sigillatura della sovrapposizione.
Il terzo tipo realizzato mescolando la bentonite con un collante che la
fa aderire ad una geomembrana di polietilene ad alta densit (HDPE).
Come nel caso del secondo tipo, il materiale autosigillante in
corrispondenza delle sovrapposizioni.

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
A1.2. PROPRIET MECCANICHE E IDRAULICHE

Massa areica [g.m-2] massa per unit di superficie, diverse


prove (almeno 10 x 100 cm2)
permettono di valutare lomogeneit
del materiale
100 - 400 g.m-2, in casi speciali fino a
1000
Spessore nominale [mm] per poter paragonare diversi tipi di
a 2 kN.m-2 geosintetici, si controlla lo spessore
sotto carico
0.2 -1.5 mm, fino a 5 mm
Comprimibilit [kn.m-2] per valutare la variazione di spessore
a 2, 20 e 200 kN.m-2 nellimpiego e poter stablire la
variazione delle caratteristiche
(soprattutto idrauliche), si controlla lo
spessore sotto diversi carichi
Resistenza alla trazione, r [kN.m-2] parametro importante per i geosintetici
utilizzati qual armatura, la resistenza
fornita per deformazioni di 2, 5 e 10%
e per la rottura. questi valori
corrispondono a una banda di 1 m di
larghezza
tessuti: 20 - 80 kN.m-2, fino a
400
non tessuti: 4 - 30 kN.m-2, fino a 50
Deformazione alla rottura, r [%] deformazione massima sotto carico di
rottura, sia longitudinalmente che
trasversalmente
tessuti: 10 - 35 %
non tessuti: 20 - 150 %
Resistenza alla lacerazione, [kN] resistenza del geosintetico alla
propagazione di lacerazioni locali
(intagli standard) longitudinalmente e
trasversalmente
Forza di penetrazione al punzona- verifica secondo un metodo semplice
mento statico, Od [kN] (tipo CBR, punzone cilindrico) della
resistenza del geosintetico
Diametro del foro al punzonamento verifica della vulnerabilit del
dinamico [mm] geosintetico alla pressione di materiali
spigolosi (tipo cone-drop, punzone
conico che cade da unaltezza
prestabilita)
Deformazione plastica [%] parametro importante per i geosintetici
dopo 1, 24 e 500 ore utilizzati come armatura. Prova
effettuata a 25% della resistenza alla
rottura

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
Permeabilit normale al piano, kG permeabilit del geosintetico
[m.s-1] perpendicolarmente alla superficie
sotto un carico dato con un gradiente
idraulico minimo. Al fine di migliorare
la precisione di misura, per
geosintetici fini, si utilizzano diversi
strati
Permittivit, [s-1] il rapporto tra la permeabilit
a 20 e 200 kN.m-2 (coefficiente di Darcy) e lo spessore
del geosintetico
tessuti: 0.05 - 0.5 s-1, fino a 35
non tessuti: 0.2 - 2.5 s-1, fino a 4
Permeabilit nel piano [m.s-1] permeabilit misurata
longitudinalmente e trasversalmente
nel piano del geosintetico posto tra
due membrane impermeabili
Trasmissivit, [m2.s-1] capacit di scorrimento dellacqua nel
a 20 e 200 kN.m-2 piano del geosintetico sottoposto a
carichi prestabiliti, con un cadente
piezometrico di 1
tessuti:
non tessuti: 10-4 - 10-8 m2.s-1
Diametro di filtrazione caratteristico, corrisponde al diametro delle
Od [mm] particelle di terreno che un
geosintetico deve poter trattenere
(90% di non passante).
tessuti: 0.05 - 1.5 mm, fino a 20
mm
non tessuti: 0.06 - 0.15 mm, fino a
2.0 mm
Resistenza alle intemperie resistenza dopo esposizione a 10 cicli
(diminuzione in % di r) di umidificazione e essiccazione con
raggi UV
Resistenza agli agenti chimici misura della resistenza dopo
(diminuzione in % di r) immersione per 15 giorni in 3
soluzioni chimiche concentrate (acido
lattico, carbonato di sodio e boiacca di
calce)
Resistenza agli agenti biologici resistenza del geosintetico dopo
(diminuzione in % di r) essere stato posto in un terreno
contenente funghi e batteri in
condizione di potersi sviluppare
(umidit del terreno e temperatura
controllati)

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
A2. COSTRUZIONE FERROVIARIA

Soprastruttura comprende i binari, le traversine e la massicciata


Sottostruttura comprende lo strato di fondazione, eventualmente
degli strati di transizione o di protezione, dei
rilevati artificiali
Massicciata strato superiore che ripartisce i carichi,
direttamente posto sotto le traversine, costituito
da rocce dure frantumate di dimensioni pi o
meno costanti
Piattaforma della superficie dello strato di fondazione. Esigenze
fondazione per il coefficiente di compressibilit ME1 15 a 70
MN.m-2 secondo la categoria della linea
Strato di fondazione misto granulare costipato come strato portante
sotto alla massicciata, generalmente non gelivo
(secondo SN 670 120)
Strato di protezione del strato di materiale adatto alla protezione del
planum planum e per la separazione della massicciata,
nel caso non si disponga di altro materiale
intermedio sul posto (vedi misto granulare del
planum delle FFS).
Strato di transizione strato di separazione conforme alla tecnica del
filtro posato tra il sottosuolo ed il geosintetico che
lo ricopre o semplicemente posato tra il
sottosuolo ed il prossimo strato.
Planum superficie finita, dopo trattamento definitivo, sia
del sottosuolo che di un rilevato o di uneventuale
strato di fondazione (FFS: ME1 15 MN.m-2).
Rilevato strati costipati sul sottosuolo per ottenere il
planum alla quota desiderata.

Figura 7-6 Sezione tipo di infrastruttura ferroviaria

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A3. ESEMPI DI CONTENIMENTO DEI RILEVATI

A1.2. TERRA ARMATA

Figura 7-7 Schema dei muri in terra armata

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Figura 7-8 Posa di un pannello prefabbricato

Figura 7-9 Dettaglio dellaggancio alla parete

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Figura 7-10 Riempimento sui ferri di rinforzo

Figura 7-11 Sottopasso rinforzato per ridurne la lunghezza

Figura 7-12 Dimensioni di massima di una parete antirumore

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A1.3. GABIONI

Figura 7-13 Muro con gabioni

Figura 7-14 Sistema costruttivo Terratrel

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Figura 7-15 Rilevato stradale

Figura 7-16 Rinforzo a sacchi

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Figura 7-17 Posa del materiale allinterno del rinforzo

Figura 7-18 Rinforzo in acciao per il paramento a valle

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Figura 7-19 Casseratura per costruzione senza rinforzo esterno

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A1.4. TERRATREL

Figura 7-20 Paramento a valle

Figura 7-21 Muro di sostegno

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Figura 7-22 Muro di sostegno parzialmente rivestito

Figura 7-23 Muro di sostegno

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A4. ESEMPI DI PROTEZIONE DI SCARPATE

A1.5. TIPO ARMATER

Figura 7-24 Posa sulla scarpata

Figura 7-25 Fissaggio del geosintetico contro lo scivolamento

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Figura 7-26 Riempimento con terra vegetale

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A1.6. PROTEZIONE SCARPATE

Figura 7-27 Protezione contro le intemperie

Figura 7-28 Protezione contro lessiccazione e il dilavamento

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Figura 7-29 Protezione contro lessiccazione e il dilavamento

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A1.7. ESEMPI DI SEPARAZIONE

Figura 7-30 Separazione alla base di una discarica

Figura 7-31 Protezione di un muro di sostegno

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Figura 7-32 Protezione di un muro di una struttura

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A1.8. ESEMPI DI RINFORZO

Figura 7-33 Impiego per la creazione della fondazione di un rilevato

Figura 7-34 Impiego per la fondazione di un rilevato

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A1.9. ESEMPI DI FILTRAZIONE - DRENAGGIO

Figura 7-35 Impiego per drenaggio sotto una fondazione

Figura 7-36 Impiego per drenaggio dietro a un muro

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Meccanica delle terre e fondazioni
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Figura 7-37 Impiego per filtrazione attorno a un drenaggio

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A1.10. ESEMPI DI IMPERMEABILIZZAZIONE

Figura 7-38 Impermeabilizzazione di un bacino daccumulo

Figura 7-39 Bacino daccumulo impermeabilizzato

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Meccanica delle terre e fondazioni
versione 15.03.10
DACD Genio civile VI sem.

Capitolo 8: fondazioni profonde

1. Pali gettati in opera

1.1 Classificazione dei pali gettati in opera .................................................................................... 1


1.2 Vantaggi e svantaggi dei pali gettati in opera .......................................................................... 2
1.3 Messa in opera .......................................................................................................................... 3
1.4 Jetting ..................................................................................................................................... 12
1.5 Micropali ................................................................................................................................ 13

Ing. dipl. PF Lisa Martinenghi, dr. s sc. tech., Studio d'ingegneria Martinenghi SA
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.1 Classificazione dei pali gettati in opera

La classificazione dei diversi tipi di pali (trivellati, battuti, gettati in opera, prefabbricati) effettuata in
modo diverso a seconda degli autori.
La suddivisione presentata qui di seguito corrisponde ai pali gettati in opera, trivellati o battuti.

Si possono distinguere due categorie principali in funzione dell'utilizzazione o meno di un


rivestimento.

DACD 8.1 - 1
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.2 Vantaggi e svantaggi dei pali gettati in opera

Tra i pali gettati in opera, i pali trivellati presentano in generale i vantaggi seguenti:
poche scosse e vibrazioni durante lo scavo
rumore ridotto
verifica del terreno durante lo scavo
attraversamento di strati compatti o ostacoli
lunghezza adattabile per ogni elemento
possibilit di utilizzare grossi diametri
possibilit di allargare la punta
possibilit di lavoro in spazi ridotti
grande rugosit laterale del palo

Gli svantaggi sono invece:


necessit di lavorare con imprese sperimentate e coscienziose
impossibilit o quasi di realizzare pali inclinati
pulizia del fondo foro difficile
rischio di decompressione del terreno
manca leffetto di compressione laterale del terreno
nessun sistema di verifica della capacit portante durante lesecuzione (equivalente alle
formule di battitura)

Per i pali battuti, gettati in opera, abbiamo invece come vantaggi rispetto ai pali battuti prefabbricati:
capacit portante elevata
lunghezza adattabile
collegamento facile alla struttura

Gli svantaggi sono:


installazione di battitura importante (rumore, vibrazioni)
esecuzione delicata

DACD 8.1 - 2
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3 Messa in opera

1.3.1 Pali con rivestimento provvisorio (tipo BENOTO o HW)

Carichi 400 - 10000 kN


Diametri del foro: 300 - 1500 mm
Esecuzione: - infissione del rivestimento
- scavo allinterno del rivestimento
- posa dellarmatura
- getto a partire dal fondo
- risalita della colonna di getto e del rivestimento

Lo scavo avviene con la protezione di un rivestimento infisso nel terreno in diversi modi (battitura,
vibrazione, spinta, movimento a bilanciere o una combinazione di questi).
Lesecuzione devessere assegnata a gente esperta in quanto le possibilit di fare manovre false
elevata, con leventuale riduzione dellefficacia del palo (scavo fuori dal rivestimento, ritiro del
rivestimento e del tubo di getto troppo veloce, ...)

DACD 8.1 - 3
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

Il palo HW (Hochstrasser-Weisl) si
distingue dal precedente per il fatto
che durante lestrazione del
rivestimento si introduce alla testa
del palo una pressione daria che
comprime il calcestruzzo fresco
contro il terreno.

DACD 8.1 - 4
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.2 Pali con rivestimento perso

Carichi 1000 - 20000 kN


Diametri del foro: 250 - 1500 mm
Esecuzione: - infissione del rivestimento
- scavo allinterno del rivestimento
- getto a partire dal fondo
- risalita della colonna di getto
- il rivestimento serve da armatura

Questi pali sono spesso utilizzati per attraversare strati poco portanti, lavorando come colonne fondate
sullo strato duro .

DACD 8.1 - 5
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.3 Pali vibrati (tipo VIBREX)

Carichi 500 - 1500 kN


Diametri del foro: 350 - 600 mm
Esecuzione: - infissione del rivestimento
- scavo allinterno del rivestimento
- posa dellarmatura
- getto a partire dal fondo
- risalita della colonna di getto e del rivestimento-

Per questo tipo di palo non si effettua nessuno scavo, il terreno spinto lateralmente grazie a punte
perse di diverso tipo. Si recupera poi il rivestimento per il reimpiego.
Svantaggi sono le vibrazioni indotte nel terreno e la difficolt in caso di ostacoli.

DACD 8.1 - 6
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.4 Pali battuti gettati in opera (tipo FRANKI o ZEISSEL)

Carichi 300 - 1500 kN


Diametri del foro: 400 - 500 mm
Esecuzione: - battitura del rivestimento e del tappo in calcestruzzo
- battitura del tappo per creare la base del palo
- posa dellarmatura
- getto a partire dal fondo
- risalita della colonna di getto e del rivestimento-

Tipo di palo simile al precedente ma con la punta del palo formata da un tappo in calcestruzzo.
Questo pu essere battuto fuori dal rivestimento per creare una punta di dimensioni pi importanti.

DACD 8.1 - 7
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.5 Pali battuti con rivestimento perso (tipo WEST o RAYMOND)

Carichi 300 - 1750 kN


Diametri del foro: 250 - 600 mm
Esecuzione: - infissione del rivestimento con un mandrino
- ritiro del mandrino
- getto a partire dal fondo
- il rivestimento serve da armatura

Siccome i pali sono battuti con un mandrino, possibile utilizzare un rivestimento pi fine, rispetto ai
precedenti, ed eventualmente ondulato. Possibilit di avere dei pali troncoconici.

DACD 8.1 - 8
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.6 Pali con fango bentonitico

Carichi 800 - 20000 kN


Diametri del foro: 450 - 1800 mm
Resa: 100 m al giorno
Esecuzione: - infissione dei un rivestimento parziale di guida
- scavo allinterno del rivestimento con aggiunta di fango bentonitico
- posa dellarmatura
- getto a partire dal fondo e pompaggio del fango bentonitico
- risalita della colonna di getto

Il sostegno del foro effettuato tramite un fango bentonitico ( = 10.3 - 10.9 kN.m-3). In presenza
d'acqua bisogna garantire una sovrapressione di fango (min. 1.5 m) per evitare dei flussi verso il foro.

DACD 8.1 - 9
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.3.7 Pali eseguiti con elica continua (tipo STARSOL)

Carichi
Diametri del foro: 400 - 900 mm
Resa: 200 - 300 m al giorno
Esecuzione: - infissione dellelica a rotazione
- inizio del getto tramite il tubo centrale
- risalita dellelica durante il getto
- introduzione dellarmatura alla fine del getto

Un elica continua viene infissa a rotazione nel terreno. Al momento dell'estrazione, attraverso un tubo
centrale viene iniettato il calcestruzzo. L'armatura viene posata alla fine del getto. Sistema di
costruzione molto rapido anche se talvolta pu presentare dei problemi di buona fattura.

Questo sistema completamente monitorato con computer in modo che loperatore sa in ogni
momento quali sono le velocit davanzamento, le forze e le resistenze e pu intervenire rapidamente
in caso di problemi.

In casi particolari, terreni coesivi senza forti pressioni dacqua, si pu eseguire l'intero scavo ed
effettuare il getto dopo aver introdotto l'armatura nel foro.

DACD 8.1 - 10
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

Esecuzione: - infissione a rotazione dellelica


- ritiro dellelica con rotazione sempre nello stesso senso
- posa dellarmatura nel foro rimasto libero
- getto a partire dal fondo

Con questi due tipi di palo difficile attraversare ostacoli che si presentano durante lo scavo.

DACD 8.1 - 11
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.4 Jetting

Diametri : il raggio dazione funzione della pressione di iniezione, del tempo di


iniezione (velocit di risalita), del diametro degli ugelli, della densit della
miscela e della resistenza al taglio del terreno.
Esecuzione: - infissione delle aste
- estrazione delle aste ed iniezione programmata (1 - 800 bars)
- eventuale aggiunta di materiale in superficie
- eventuale aggiunta di unarmatura centrale

Possibilit di iniettare diversi tipi di miscela: cemento, bentonite, acqua, miscele chimiche.

Questo tipo d'intervento si presta a molti impieghi diversi dal palo per fondazioni profonde
(impermeabilizzazione, sostegno calotta, sottomurazione, ...)

DACD 8.1 - 12
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

1.5 Micropali

Introdotti alla fine degli anni 40 in Italia da Fondedile ha conosciuto uno sviluppo rapido soprattutto
negli anni 60.

Palo radice palo IM palo TUBFIX


(palo radice Fondedile) (Soltanche) (Swissboring-Rodio)

Carichi 300 - 2500 kN


Diametri del foro: 100 - 400 mm
Esecuzione: - trivellazione
- posa dellarmatura e del sistema di iniezione
- iniezione ed eventualmente postiniezione
- collegamento con la fondazione

DACD 8.1 - 13
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

La trivellazione avviene con macchine di piccole dimensioni e si adatta bene in modo particolare alle
sottomurazioni.
Questo palo sembra piuttosto ad un ancoraggio (eccetto il palo radice) in quanto si pu suddividere in
una testa, una parte libera e la parte iniettata. Pu d'altronde lavorare sia in compressione che in
trazione.
La portanza di questi micropali dipende dalla sezione d'acciaio scelta e dal tipo di terreno nel quale si
eseguono. In casi particolari bisogna verificare il problema della flessione con incurvamento
dell'armatura.
Esistono diversi tipi di micropali per quanto concerne le forme dellarmatura ed i sistemi di iniezione e
postiniezione (dal tubetto con i manicotti, ai manicotti piazzati sul tubo che serve darmatura).

DACD 8.1 - 14
Fondazioni profonde Pali gettati in opera

Le possibilit di collegamento tra i micropali e le fondazioni sono diverse e vanno dalla semplice
iniezione fino allinterno delle fondazioni fino alla precompressione del micropalo con un sistema di
bullone.

DACD 8.1 - 15
DACD Genio civile VI sem.

Capitolo 8: fondazioni profonde

2. Pali battuti

2.1 Classificazione dei pali battuti ................................................................................................. 1


2.2 Materiali e forme ...................................................................................................................... 2
2.3 Conicit .................................................................................................................................... 7

Ing. dipl. PF Lisa Martinenghi, dr. s sc. tech., Studio d'ingegneria Martinenghi SA
Fondazioni profonde Pali battuti

2.1 Classificazione dei pali battuti

I pali battuti sono stati i primi ad essere utilizzati gi nell'antichit quando si trattato di costruire le
palafitte. Per moltissimi anni, i pali in legno sono stati gli unici ad essere utilizzati.
Una classificazione di questo tipo di pali pu essere fatta secondo lo schema seguente:

DACD 8.2 - 1
Fondazioni profonde Pali battuti

2.2 Materiali e forme

2.2.1 Legno

Carichi 100 - 300 kN


Diametri: max 500 mm
Forme: generalmente troncoconico, con punta rinforzata

Questo tipo di palo attualmente poco utilizzato (in alcuni casi per costruzioni a lago od per opere
provvisorie) poich il carico ammissibile abbastanza ridotto.

Il diametro del palo dipende generalmente dalla lunghezza:


per L = 4 a 6 m D = 25 a 30 cm
per L > 6 m D 24 + L D [cm] e L [m]

Il tronco dev'essere preparato per la battitura in modo che non si rovini. La punta dev'essere rinforzata
come pure la testa per evitare che si rompa durante la battitura. eventualmente possibile prolungare i
pali in legno, ma il lavoro necessario raramente pagante.

DACD 8.2 - 2
Fondazioni profonde Pali battuti

Il vantaggio dei pali in legno quello di avere una buona longevit se immerso, anche in acque
aggressive. In condizioni di variazione di livello d'acqua, invece, rischia la putrefazione. Per questa
ragione quando si utilizzano si prevede di fissare la test a circa 0.5 - 1.0 m sotto al livello minimo della
falda e si collegano alla struttura con delle colonne in calcestruzzo, collegate tramite uno spinotto
centrale oppure un tubo.

DACD 8.2 - 3
Fondazioni profonde Pali battuti

2.2.2 Acciaio

Carichi 400 - 1500 kN, per pali aperti fino a 50000 kN


Diametri/dimensione: 200 - 400 mm, per pali aperti fino a 800 mm
Forme: di diversi tipi, aperte o chiuse

L'utilizzazione di pali in acciaio risale alla fine del secolo scorso. Attualmente si utilizzano pali di
tutte le forme e dimensioni.

profili in acciaio

sezioni circolari, aperte o chiuse alla base

profili appositamente costruiti

profili complessi ricavati da elementi standard

Vantaggi di questi pali la loro facilit di trasporto e d'impiego, la resistenza elevata e la possibilit di
prolungarli.
Svantaggi sono invece il rischio di corrosione, la difficolt a raggiungere il rifiuto alla battitura per
elementi "aperti" ed il loro costo.

DACD 8.2 - 4
Fondazioni profonde Pali battuti

2.2.3 Calcestruzzo

Carichi 300 - 1800 kN


Diametri: 200 - 600 mm
Forme: se prefabbricati sul cantiere generalmente di forma piena e con le direttrici
parallele, mentre se prefabbricate in uno stabilimento: possibilit di avere
delle forme troncoconiche e delle sezioni vuote (centrifugazione)
Anche i primi pali in calcestruzzo prefabbricato sono stati utilizzati alla fine del secolo scorso. Oggi
largamente i pi utilizzati.

Vantaggi sono una capacit portante relativamente elevata, il buon collegamento con la costruzione,
un buon comportamento alla flessione.
Gli svantaggi sono essenzialmente il loro peso, le grandi energie da mettere in opera per la battitura, le
immissione nell'ambiente (rumore, vibrazioni). Un ulteriore svantaggio pu essere rappresentato
dagli scarti in caso di problemi allinfissione.
I pali prefabbricati sono generalmente composti da elementi con delle lunghezze standard che si
possono combinare per i diversi cantieri. Per poter collegare questi elementi, ogni fabbricante ha
sviluppato dei sistemi particolari per poter garantire che le forze (al momento della battitura e in
servizio) possano essere trasmesse correttamente.

DACD 8.2 - 5
Fondazioni profonde Pali battuti

Per i pali prefabbricati in calcestruzzo il dimensionamento deve tenere conto delle diverse
manipolazioni che subisce il palo per evitare fessurazioni non desiderate.

DACD 8.2 - 6
Fondazioni profonde Pali battuti

2.3 Conicit

I pali prefabbricati in calcestruzzo armato possono avere una conicit (~1.5 cm/m) che permette, per
lunghezze uguali, di ottenere un aumento considerevole della capacit portante.

Nei grafici seguenti sono presentati alcuni esempi di misure effettuate su pali cilindrici e troncoconici.

DACD 8.2 - 7
Fondazioni profonde Pali battuti

DACD 8.2 - 8
Fondazioni profonde Pali battuti

DACD 8.2 - 9
DACD Genio civile VI sem.

Capitolo 8: fondazioni profonde

3. Controlli e monitoraggio

3.1 Controlli e danni possibili ........................................................................................................ 1


3.2 Metodi di controllo ................................................................................................................... 2
3.3 Rimedi a difetti ....................................................................................................................... 14
3.4 Strumentazione ....................................................................................................................... 15

Ing. dipl. PF Lisa Martinenghi, dr. s sc. tech., Studio d'ingegneria Martinenghi SA
Fondazioni profonde Controlli e monitoraggio

3.1Controlli e danni possibili

3.1.1 Controlli durante lesecuzione

Per pali battuti - diagramma di battitura (oscultazione dinamica)


- verticalit

Per pali trivellati - controllo dei livelli (rivestimento, scavo, acqua, fango bentonitico, ecc.)
- controllo della qualit del calcestruzzo
- controllo del volume di calcestruzzo
- pulitura del fango bentonitico prima del getto (dissabbiatura)

3.1.2 Controlli dopo lesecuzione

difetti mezzi di controllo


pali battuti - deviazione -> rottura oscultazione dinamica
- testa danneggiata ispezione dopo battitura
- falso rifiuto ev. prova di carico

pali trivellati - strozzatura oscultazione acustica


- sacche di fango oscultazione acustica o dinamica
- dilavamento del calcestruzzo oscultazione acustica o dinamica
- interruzione carotaggio continuo, oscult. din.
- base difettosa (non ben pulita) prova di carico, ev. oscult. din.
- qualit scadente del calcestruzzo carotaggio continuo, prove dacqua,
prove in laboratorio su provini
- palo troppo corto oscultazione dinamica

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3.2Metodi di controllo

3.2.1 Carotaggio sonico

Il carotaggio sonico consiste nellinvio di


ultrasuoni da una sonda emittente e quindi
misurare il tempo che questa impiega per
raggiungere la sonda ricevente di cui si
conosce la distanza. Nei pali si devono
fissare prima della costruzione dei tubi per
poter introdurre le due sonde.

Nel caso di un palo ben fatto, il tempo


impiegato corrisponde alla distanza divisa
dalla velocit di propagazione dellonda
(dipendente dallet del calcestruzzo !!)

Nel caso di un difetto minore, londa


impiega pi tempo del previsto perch
aggira lostacolo.

In caso di gravi difetti, il segnale non pi


registrato.

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Il numero di tubi da piazzare dipende dal diametro dei pali. Per poter coprire tutta la sezione del palo,
si verificano tutti i tragitti possibili.

< 0.5 m 1.0 m > 1.0 m


2 tubi 3 tubi 4 tubi
1 tragitto 3 tragitti 6 tragitti

Rappresentazione dei risultati

Lo spostamento delle sonde pu avvenire in diversi modi in funzione di quello che si cerca.
Generalmente si utilizza la misura orizzontale (le due sonde sullo stesso livello). In casi particolari
(fessurazioni orizzontali) questo sistema non funziona molto bene.

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misura orizzontale misura inclinata misura a ventaglio

Resistenza del calcestruzzo.


Relazione tra la velocit delle onde di compressione e la resistenza alla compressione

vp velocit delle onde di


compressione [m.s-1]
w resistenza alla compressione
di un cubo [MN.m-2]

1. = 0.2 = 2.4 t/m3


2. = 0.25 = 2.2 t/m3
3. = 0.3 = 2.0 t/m3

Curva no 1: relazione vp - w data in Ground Engineering, maggio 75, vol 8, nr.3

180 E
Curve 2 a 4: calcolate secondo la formula w = 0.125
600'000 E
[ ]
MN m 2 contenuta
in Ingenieur Handbuch, Band I, pagina 460, edizione 1963

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La debole anomalia situata tra 3.5 e


4.2 m corrisponde a una zona dove il
calcestruzzo stato rimpiazzato da
una malta compatta, unicamente
sabbiosa.

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Il controllo mostra unanomalia


delle velocit tra 7.1 e 8.7 m di
profondit. Un carotaggio
meccanico ha messo in evidenza
unimportante sacca di ghiaia
proveniente da calcestruzzo
dilavato.

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Si riscontra unimportante anomalia


tra 16 m e la base del palo, prevista a
19 m; le velocit misurate sono
troppo deboli e del tutto irregolari.
Un carotaggio meccanico ha messo
in evidenza il fatto che lanomalia
sia stata provocata da sacche pi o
meno importanti di calcestruzzo
dilavato o da un vuoto.

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Tra 16 m e la base del palo, prevista


a 19 m, si osserva unimportante
anomalia su tutti i tratti controllati.
Un carotaggio meccanico ha
incontrato, a partire da 17.9 m, un
calcestruzzo sgretolato quindi una
sabbia argillosa con qualche
ghiaietto. Il controllo sonico indica
che probabilmente esistono delle
sacche di materiale meno addensato
gi tra 16.3 e 17.9 m.

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3.2.2 Tomografia

una rappresentazione cromatica, molto pi facilmente comprensibile, delle velocit misurate con il
sistema del carotaggio sonico.

3.2.3 Riflessione (PIT, low strain)

1. martello
2. accelerometro
3. preamplificatore
4. apparecchio di misura con stampante
5. palo

Una martellata sulla testa del palo provoca unonda che si dirige verso il basso. Questonda viene
riflessa dalla base e risale alla superficie. Se il palo dovesse presentare anomalie come: fessure, rotture,
variazioni significative del diametro, intrusioni di altri materiali, le onde sarebbero parzialmente o
totalmente riflesse. Laccelerometro fissato alla testa del palo registra tutte le onde, in partenza ed in
arrivo. Il segnale amplificato pu essere controllato su schermo e tarato con diversi tentativi.

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3.2.4 Dinamico (PDA, high strain)


Questo sistema si basa sullo stesso principio del precedente, mettendo in opera delle energie maggiori
che permettono uno spostamento del palo durante la prova. Oltre alle onde che si propagano nel palo
sono misurate: la velocit di spostamento e lenergia utilizzata. Questi valori vengono paragonati a
quelli ottenuti con il modello di comportamento previsto e permettono di modificare questultimo in
modo da conoscere esattamente la risposta statica del palo ad ogni profondit.
Il sistema permette quindi di definire quale sar il carico di rottura del palo.

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3.3Rimedi a difetti
In caso di grave danno al palo: rottura, fondo molto compressibile, impossibilit di posare larmatura,
o fessurazione di palo in trazione, si procede alla battitura od al getto di un altro palo nelle vicinanze.
Generalmente la parte superiore (0.5 - 0.7 m) dei pali gettati in opera di qualit abbastanza scadente
in quanto il materiale del primo getto, che quello che dovrebbe risalire in superficie, si mischia con
parti di terreno depositate sul fondo del foro. Per i pali battuti, la parte superiore pu essere deteriorata
a causa della battitura e si procede allora al suo scalpellamento.
Interventi nel palo ed alla sua base sono possibili ma spesso onerosi. In generale si tratta di interventi
di iniezione che possono avere degli effetti molto positivi sul ripristino delle caratteristiche del palo,
come possono anche aver un effetto trascurabile o nullo
Nei due grafici riprodotti, si pu constatare un netto miglioramento nei casi 1 e 2 nei quali le sacche di
ghiaia dilavata nn comunicavano direttamente con il terreno, mentre nei casi 3 e 4, il miglioramento
trascurabile in quanto liniezione fuoriusciva dal palo in quanto le sacche di ghiaia erano in contatto
con il terreno e la falda.

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3.4 Strumentazione
La strumentazione nei pali serve per poter controllare il loro comportamento, generalmente durante la
messa in opera, le prove di carico e la fase di servizio dellopera.
Esistono molti tipi di strumenti. La maggior parte misura delle deformazioni della cella di misura per
poi ricostruire le tensioni. Pochi misurano direttamente le tensioni.

Tipo di strumentazione di pali

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Per misurare le deformazioni dellasse del palo, in particolare quando utilizzato per pareti di scavo o
quando si trova caricato lateralmente si possono prevedere degli strumenti del tipo micrometro e/o
inclinometro.

Posizioni nel tubo

Sliding micrometer Trivec con inclinometro

In questi due apparecchi viene misurata la deformazione, ed eventualmente linclinazione, del tratto di
tubo compreso tra due appoggi. Integrando su tutta la lunghezza si ottiene la deformazione globale.

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Questi apparecchi, che richiedono un


intervento manuale importante per le
misure, possono essere sostituiti da
moderni sistemi basati sulle fibre
ottiche.

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DACD Genio civile VI sem.

Capitolo 8: fondazioni profonde

4. Gruppi di pali

4.1 Sistemi possibili ....................................................................................................................... 1


4.1.1 Distribuzione .................................................................................................................... 1
4.1.2 Effetto ............................................................................................................................... 3
4.2 Calcoli della portanza effettiva di un gruppo di pali ................................................................ 5
4.2.1 Efficacia ........................................................................................................................... 5
4.2.2 Pali inclinati: metodi di Culmann e di Krey ..................................................................... 9
4.2.3 Platea in contatto o no con il terreno .............................................................................. 10

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Fondazioni profonde Gruppi di pali

4.1 Sistemi possibili

4.1.1 Distribuzione

Verticale

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Orizzontale

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4.1.2 Effetto

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4.2 Calcoli della portanza effettiva di un gruppo di pali

4.2.1 Efficacia

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Eg efficacia del gruppo


m.n numero totale di pali
P perimetro del gruppo
= 2 . s . [(m - 1) + (n - 1)]
L lunghezza di ogni palo
ca attrito laterale

2 s [(m 1) + (n 1)] L ca
Eg = =1
m n D L ca (per Eg = 100%)

da dove si pu dedurre

m n D . Dm n
157
s= =
2 [(m 1) + (n 1)] m+n2

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4.2.2 Pali inclinati: metodi di Culmann e di Krey

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Fondazioni profonde Gruppi di pali

4.2.3 Platea in contatto o no con il terreno


Le fondazioni miste pali-platea sono caratterizzate dal fatto che la trasmissione dei carichi al terreno
avviene in parte tramite la platea ed in parte tramite i pali.
Nella determinazione della distribuzione del carico nel comportamento allassestamento bisogna
considerare linterazione dei due elementi.
Il comportamento carico-assestamento di una fondazione mista pali-platea pu essere determinata
approsimativamente con considerazioni di compatibilit tra il comportamento carico-assestamento di
ciascuno degli elementi considerato in modo separato, introducendo una correzione sui valori ottenuti
per tenir conto dellinflusso reciproco esercitato sugli assestamenti dai due tipi di fondazione.

fondazione unicamente fondazione unicamente diagramma carico - assestamento


superficiale su palo

condizione sF = sp s0F assestamento della fondazione


superficiale sotto il carico F
s + (1 ) s FP = (1 ) s + s PF
0
F
0
P
s0P assestamento della fondazione su
F
= F pali sotto il carico F
F
sFP assestamento della fondazione
F carico totale superficiale sotto il carico fittizio
FF parte del carico totale ripreso FP = F
dalla fondazione superficiale sPF assestamento della fondazione su
FP parte del carico totale ripreso pali sotto il carico fittizio FF = F
dalla fondazione su pali

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