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ANALISI DEL TRATTAMENTO DELLINTERTESTUALIT NELLE

TRADUZIONI ITALIANE DELLE OPERE DI P.G. WODEHOUSE (1881-1975)


ALLA LUCE DELLAPPROCCIO EPISTEMICO

Gabriella Valentino
g.valentino.836899@swansea.ac.uk
Swansea University

Riassunto
La ricerca sullumorismo in ambito traduttologico richiede strumenti in grado di coglierne
la complessa natura. Viene qui presentato lapproccio epistemico, uno strumento
espressamente concepito per lanalisi delle istanze umoristiche presenti nei testi narrativi
scritti. Questo approccio prende in considerazione il ruolo svolto dalla conoscenza, tanto
linguistica quanto del mondo, nel processo creativo e traduttivo. Esso consente sia al
traduttore che al ricercatore di riconoscere la funzione degli artifici stilistici utilizzati per
produrre leffetto umoristico e di guidarne e valutarne la resa in traduzione. Laspetto
stilistico analizzato in questo studio lintertestualit nelle opere dello scrittore umoristico
P.G. Wodehouse. Il suo trattamento in traduzione viene analizzato per mezzo di un caso di
studio che confronta le 5 traduzioni italiane dello stesso romanzo, pubblicate tra il 1931 e il
1994.

Abstract

Research on Humour and Translation studies requires instruments capable to appreciate their
complex nature. We present here the epistemic approach, a tool especially devised to analyse
the translation of humour instances in written fictional text. This approach focuses on the
role knowledge plays in creative production and in the process of translating, allowing both
translators and researchers to recognize the functions of the stylistic devices employed to
convey humour, and to guide and evaluate their rendering in translation. The stylistic device
investigated in this study is intertextuality in the works of humorist writer P.G. Wodehouse
(1881-1975). By means of a case study, its treatment in translation is analysed, comparing 5
translations of the same novel into Italian, published between 1931 and 1994.

Keywords: P.G. Wodehouse. Epistemic approach. Intertextuality. Retranslation.


Comic style.

To cite this article:


Analisi del trattamento dellintertestualit nelle traduzioni italiane delle opere di
P.G. Wodehouse (1881-1975) alla luce dellapproccio epistemico. In: Martinez
Sierra, Juan Jos & Patrick Zabalbeascoa Terran (eds.) 2017. The Translation of
Humour/La traduccin del humor. MonTi 9, pp. 101-124.

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La natura della produzione e della percezione dellumorismo, al contempo
universale e soggettiva, costituisce una delle ragioni per le quali la resa in traduzione
si mostra complessa e laboriosa, ma anche uno dei motivi per i quali tanto il lavoro
del traduttore quanto quello del ricercatore possono risultare stimolanti e ricchi di
gratificazioni.
Proprio a causa della sua complessit, lumorismo indagabile da molteplici
prospettive e sicuramente il suo studio richiede strumenti che ne permettano di
comprendere i meccanismi sottostanti nel modo pi esauriente.
In questo contributo si suggerisce lapplicazione di uno strumento
interdisciplinare allanalisi del processo traduttivo di testi scritti: lapproccio
epistemico.
Linterdisciplinariet di questo approccio si apprezza tenendo in conto tanto le
premesse quanto la metodologia di applicazione.
Il testo viene contestualizzato allinterno dalla carriera e della produzione
dellautore, ne viene tenuta in considerazione la tipologia e si analizzano le
caratteristiche del fenomeno sul quale lo studio focalizzato.
Sono presi in esame i ruoli di tutti attori della relazione: autore e lettore in primo
luogo, ma anche leditore e le figure che affiancano lautore nel processo creativo,
quali i redattori, gli agenti letterari e le persone che gli sono pi vicine nella vita.
Sono considerate le influenze intrinseche ed estrinseche sul processo creativo di
scrittura. Una particolare attenzione usata nei confronti della conoscenza del
mondo dellautore, di come questa si riverbera sulla sua produzione e di quanto essa
possa interagire con quella dei suoi lettori.
Le caratteristiche del testo sono identificate rispetto alla loro funzione e
analizzate di conseguenza. Nel caso dei testi umoristici, necessario riconoscere a
quali meccanismi il testo fa ricorso, utilizzando gli apporti e le risorse messe a
disposizione dalle discipline che contribuiscono allo suo studio, quali, ad esempio,
la psicologia, la filosofia e la linguistica.
La metodologia descritta applicata allo studio del processo traduttivo, nel quale
si inseriscono altre figure che ne rendono pi complesso il quadro. Unattenzione
particolare merita la figura del lettore, un ruolo di volta in volta assunto anche dal
direttore editoriale, dal redattore e, ovviamente, dal traduttore. Le competenze di
questi ultimi e la loro conoscenza del mondo influiscono sul processo traduttivo, di
conseguenza, sulle caratteristiche, inclusa la qualit, del testo tradotto.
Nel presente studio si applicato lapproccio epistemico allanalisi delle opere
di un grande umorista di lingua inglese, tradotto e noto in tutto il mondo. La sua
popolarit mette a disposizione dei ricercatori uninestimabile risorsa costituita dal
grande numero di opere prodotte, tradotte e ritradotte in molte lingue. Nello
specifico si attinto alla sua produzione tradotta in italiano, dal 1928 ai nostri giorni,
e ci si concentrati sulluso dei riferimenti intertestuali e sulla loro funzione
allinterno delle sue opere.

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1. P.G. Wodehouse: la carriera letteraria

Pelham Grenville Wodehouse (1881-1975), notissimo scrittore umoristico, nato


in Inghilterra e naturalizzato americano nel 1955, ebbe una carriera lunga ed
estremamente prolifica. Pubblic il suo primo racconto da ragazzo, a diciannove
anni, mentre era ancora a scuola (lamatissima Dulwich, presso Londra) e stava
lavorando al suo ultimo romanzo quando fu trovato morto, in ospedale, pochi mesi
dopo il suo novantatreesimo compleanno.
E il creatore di intrecci esilaranti e inverosimili, ambientati perlopi in unepoca
sospesa nel tempo (Prasad 2004), in luoghi ormai celebri, come il castello di
Blandings o il Drones Club, modellato sui circoli londinesi dellet edoardiana, e di
personaggi assai noti, come lamabile e svanito Lord Emsworth e le sue autoritarie
sorelle, come pure la coppia composta da Bertie Wooster e dal suo valletto Jeeves.
Le sue storie sono narrate con la lievit di un grande umorista che padroneggia la
propria lingua in modo magistrale.
Il suo primo racconto umoristico fu pubblicato nella Public School Magazine nel
1900, mentre il suo primo lavoro retribuito fu la pubblicazione di un articolo nel
numero di novembre della rivista Tit-Bits nello stesso anno (McCrum 2005: 49).
Le collaborazioni con varie riviste londinesi gli permisero di lasciare il posto di
lavoro presso la Hongkong and Shanghai Bank di Londra, a lui poco confacente, cui
laveva avviato il padre che non poteva permettersi di mantenerlo agli studi
universitari. Dopo un periodo di collaborazione saltuaria, fu assunto dal quotidiano
The London Globe per il quale cur la rubrica By the Way: il suo compito era quello
di produrre un componimento umoristico in versi che doveva essere pronto entro le
dodici ogni mattina. Si trattava di un incarico prestigioso (la rubrica era pubblicata
in prima pagina ed era stata precedentemente curata da scrittori di fama) che
mantenne per sette anni e che, come ricorda Wodehouse stesso nellautobiografico
Over Seventy, gli insegn a lavorare sotto costante pressione.
Wodehouse scrisse per intrattenere e divertire. In unepoca che vedeva il fiorire
della letteratura modernista (Mooneyham 1994), produsse lavori leggeri e spassosi
e affermava che vi sono due modi per scrivere romanzi: luno quello di buttarsi
nella vita e andare fino in fondo, mentre laltro (il suo) era quello di ignorarla
completamente e di scrivere commedie musicali senza la musica.
Pubblic moltissimo: non possibile sapere quanto, poich firm molti testi con
numerosi pseudonimi, quali, ad esempio, J. Plum, P. Brooke-Haven, Pelham
Grenville, Melrose Grainger, C. P. West, J. Walker Williams, (McCrum 2005: 114)
e/o J. William Walker (Phelps 1992: 116). Le numerose bibliografie nel tempo
compilate, riferite ai soli volumi firmati con il nome di P.G. Wodehouse, non
concordano nel numero totale di opere, per ragioni principalmente editoriali, poich
i racconti sono stati raccolti in modo diverso nelle varie edizioni, in Gran Bretagna
e negli Stati Uniti. I suoi biografi sono per daccordo nellaffermare che il suo
primo romanzo, The Puthunters, fu pubblicato in volume nel 1902 e che il numero

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di libri pubblicati nel corso della sua vita sono stati circa cento, di cui novanta sono
romanzi e raccolte di racconti. A questi vanno aggiunte le gi menzionate
collaborazioni a riviste, diciannove lavori teatrali, alcuni originali e altri tratti da
suoi romanzi, firmati da lui solo o in collaborazione con altri (ad esempio, con
lamico Guy Bolton) e i molti contributi, tra il 1917 e il 1935, a numerose commedie
musicali messe in scena a Londra, come librettista e paroliere (Usborne 1981). Nel
suo primo periodo americano firm sceneggiature per musical di successo a
Broadway, a partire dagli anni della Prima guerra mondiale.
Il suo rapporto con gli Stati Uniti fu intenso e Wodehouse giunse a considerarli
la sua seconda patria (Ratcliffe 2012). Li visit due volte brevemente, nel 1904 e
nel 1909, successivamente visse a New York e in California, scrivendo commedie
per Broadway e sceneggiature per Hollywood. Dopo un breve soggiorno in
Inghilterra, Wodehouse si trasfer in Francia e, dopo la Seconda guerra mondiale,
definitivamente sulla costa occidentale degli Stati Uniti. Nel 1955 ne divenne
cittadino. (Donaldson 2014; McCrum 2005; Usborne 1978).

1.1 Il successo di Wodehouse nel mondo

Wodehouse popolare in tutto il mondo, non solo anglofono, e le sue opere sono
state tradotte in almeno 28 lingue, a partire dalla prima edizione, in svedese, del
romanzo Piccadilly Jim, nel 1920. Un cenno sicuramente merita la curiosa iniziativa
di un ammiratore e collezionista delle sue opere, leditore James H. Heimann, che
commission le traduzioni in 57 lingue di un racconto breve, The Great Sermon
Handicap, originariamente pubblicato nel 1922 sulla Strand Magazine e lanno
successivo nella raccolta The Inimitable Jeeves. Le traduzioni, in lingue antiche e
moderne, dallafrikaans al sanscrito, furono raccolte in 6 volumi nel 1989.
Per i suoi lettori stranieri, inclusi gli americani che pure lo leggevano in originale,
il suo mondo rappresentava lInghilterra edoardiana. I suoi luoghi sono dimore
signorili, castelli circondati da vasti parchi, sonnolenti paesi, campi di golf e pub dai
nomi fantasiosi, i suoi personaggi giovani sfaccendati, aristocratici, maggiordomi,
plutocrati americani, i cui difetti sono bonariamente canzonati da Wodehouse con
un linguaggio ricco, preciso ed estremamente creativo. Quali di questi aspetti stato
possibile mantenere in traduzione e come una domanda che vale senzaltro la pena
di porsi.

2. Le opere di P.G. Wodehouse tradotte in italiano

Questo lavoro sullintertestualit negli scritti di Wodehouse si inserisce in una


ricerca pi ampia che ha come oggetto lanalisi delle traduzioni italiane delle sue
opere. Wodehouse uno scrittore molto noto al grande pubblico italiano e la mia
ricerca si ripromette di comprendere le ragioni di tale successo e di confrontare le
traduzioni che si sono succedute nel corso degli anni.

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In Italia, i libri di Wodehouse sono stati tradotti a partire dal 1928 e spesso gli
editori hanno fatto a gara nel pubblicare i suoi titoli. Lindagine da me condotta ha
permesso di stabilire che, ad oggi, sono ne stati tradotti 88, per un totale di 592
edizioni e 175 traduzioni. Se ne conta il numero maggiore nel cosiddetto decennio
delle traduzioni, gli anni Trenta, che coincise con un periodo estremamente
prolifico della carriera di Wodehouse, ma i suoi titoli sono ancora oggi nel catalogo
di pi di un editore e se ne commissionano nuove traduzioni.
La media di due traduzioni per titolo, ma alcuni sono stati riproposti in nuove
traduzioni anche quattro volte. Per uno di questi, A Damsel in Distress, del 1929,
sono state commissionate cinque traduzioni nellarco di 45 anni, a partire dal 1931;
si tratta di un materiale molto interessante nellambito degli studi sulla ritraduzione,
che permette non solo di confrontare in che modo il testo originale stato reso, ma
anche di notare alcune caratteristiche delleditoria italiana. Il titolo fu infatti
pubblicato, in due diverse traduzioni, nel 1931, contemporaneamente dalleditore
Monanni (che per primo aveva introdotto Wodehouse in Italia) e da Bietti,
rispettivamente con il titolo Una donzella in imbarazzo (traduzione di Francesco
Palumbo) e Una signorina in imbarazzo (traduzione di Ariberto Mozzati). Inoltre,
nel 1935, leditrice S.A.C.S.E. ne pubblic la stessa traduzione, di Alfredo
Bianchini, con due titoli diversi: Un capriccio e poi e Un matrimonio complicato.
Ledizione di Lucchi, del 1939, in una nuova traduzione ad opera di Gian Duli,
riprende il titolo di un film di successo basato sul romanzo di Wodehouse, Una
magnifica avventura. Dal 1994 stata pubblicata una nuova traduzione, di Rosetta
Palazzi, con lo stesso titolo, Una donzella in imbarazzo, dapprima da Mursia e
successivamente da Guanda nel 2004 e da TEA nel 2006.

3. Lo stile di P.G. Wodehouse

Nonostante lo stile comico di Wodehouse sia riconosciuto, anche dai suoi pochi
detrattori, come straordinario e inimitabile, esso stato oggetto di pochi studi
sistematici (Hall 1974). I commenti al suo stile si trovano, a firma di famosi suoi
colleghi, come Hilaire Belloc a Evelyn Waugh, e di critici letterari come Eric
Gillette e di professori di Oxford come Lord David Cecil (Wodehouse Keir 1973),
principalmente nelle prefazioni e nelle presentazioni dei suoi libri. In queste,
Wodehouse elogiato come superbo artigiano della parola, magistrale creatore
di trame e di indimenticabili figure comiche. Vi abbondano inoltre parole di
ammirazione per il suo wit e la sua capacit di impiegare trucchi stilistici di pregio
e citazioni dalle fonti pi inattese. Anche il materiale paratestuale presente nelle
edizioni italiane delle sue opere ne decanta lo stile, definito unico e caratterizzato
da grande abilit linguistica ed espressiva.
Lumorismo di Wodehouse di intreccio, di caratterizzazione, ma soprattutto di
linguaggio. Delle sue trame stato detto che sembrano miracoli di ingegnosit
(McCrum 2005) e Prasad (2004: 156) afferma che linventivit di Wodehouse tesse

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unintricata trama verbale attorno al lettore. Nella prefazione alledizione italiana
di Heavy Weather (Aria di tempesta, del 1994 per i tipi di Ugo Guanda), Giorgio
Manganelli scrive che Wodehouse un maestro dei ruoli, come i commediografi
classici, greci e latini e lo paragona a Menandro e Terenzio.
Il lessico di Wodehouse ricchissimo e utilizzato in modo estremamente creativo
(Prasad 2004). Lo Oxford English Dictionary contiene 1800 citazioni da suoi scritti
(McCrum 2005) e lo accredita come primo utilizzatore nella lingua inglese di 180
parole o espressioni (www.oed.com; 20 giugno 2016). Un aspetto, questo, che
certamente costituisce una sfida per il traduttore che lo deve rendere in una lingua
diversa dallinglese.
Tuttavia, come nota Charles Ryskam nella prefazione a P.G. Wodehouse. A
Centenary Celebration (1981: xi), il successo delle numerose traduzioni delle sue
opere in tedesco, olandese, svedese, giapponese, italiano, turco e portoghese
dimostra che le virt letterarie di Wodehouse vanno oltre la sua abilit di utilizzare
la lingua. Nello stesso volume celebrativo, leditore Heineman dichiara che,
nonostante non possa disconoscere di essere sempre stato affascinato dalle trame
intricate delle storie di Wodehouse e dal suo idiosincratico uso dellinglese, ci che
lo ha maggiormente avvinto lincontaminata qualit, la pura musica dei dialoghi
e della narrazione (p. xiii, mia traduzione GV).
Limmagine della musica spesso associata alla prosa di Wodehouse. Ad
esempio, Hall (1974) nota quanto la variazione percettibile nella sua scrittura sia
paragonabile a quella della struttura di una composizione musicale. Non vi dubbio
che lo stile di Wodehouse sia stato influenzato dalle sue esperienze nel mondo
teatrale di Londra e nel musical americano. Tra il 1904 e il 1928, Wodehouse
contribu a scrivere le parole di 29 commedie musicali, di 20 libretti e pubblic pi
di 300 canzoni (Green in Heineman Bensen 1981).
Nonostante la sua poliedrica attivit e la sua prolificit, Wodehouse riuscito a
mantenere una coerenza stilistica che lo rende riconoscibile ed inimitabile.
Leggendolo, pare che la sua prosa fluisca senza sforzo, ma sappiamo dallesame
delle copie dei manoscritti, riccamente annotate, che il suo stile era il risultato di
continue revisioni (Thompson 1992).

4. Lanalisi stilistica nellera delle Digital Humanities

Lo stile letterario una nozione ineffabile e ne sono state offerte molteplici


definizioni. Una proposta interessante, nellera delle Digital Humanities, stata
avanzata da Herrmann, van Dalen-Oskam e Schch (2015). Lo scopo degli autori
quello di offrire una definizione operativa di stile che contenga un minimo terreno
comune per la ricerca empirica interdisciplinare e lapplicazione dei nuovi metodi
digitali (p. 3, mia traduzione GV).
La loro definizione, che verr applicata nelle considerazioni che seguono, recita:

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Lo stile una propriet dei testi costituita da un insieme di caratteri formali
che possono essere osservati quantitativamente o qualitativamente (p.12, mia
traduzione GV).

Per testo gli autori intendono tanto un testo completo quanto un frammento, ma
anche testi singoli o raccolte (ad esempio, di uno stesso autore). I caratteri formali
attengono tanto ai livelli lessicale, semantico, sintattico quanto quelli che
trascendono la frase (quali, ad esempio, la prospettiva narrativa) e sono paragonabili
a ci che Hall (1974), attingendo da Riffaterre (1959), ha denominato Stylistic
Device (SD). Nel processo traduttivo, lo studio teorico degli SD rilevante perch
assiste il traduttore sostenendolo attivamente nella ricerca delle caratteristiche del
TT, lo aiuta a fronteggiare le difficolt nella resa nel TL e a mettere in atto eventuali
meccanismi di compensazione per ottenere il risultato del testo originale.
Nel suo testo, Hall (1974) identifica gli SD utilizzati da Wodehouse a livello
della parola (fonologici, lessicali e morfo-sintatici) e a livello del discorso
(incongruit, linguaggio figurato, citazioni e ci che egli chiama ritmo stilistico).
Lanalisi del corpus derivato dalla mia ricerca mi ha permesso di individuarne altri,
tra i quali il trattamento dei clich e dei modi di dire, le transizioni repentine (bathos)
e lintertestualit, oggetto di trattazione specifica in questo lavoro, che si ripromette
di mettere in luce in che modo questa caratteristica stilistica di Wodehouse stata
resa dai traduttori italiani.
La nozione di intertestualit stata utilizzata in molti ambiti disciplinari, dalla
critica letteraria, alla semiotica, alla linguistica ed quindi stata definita in molti
modi. Genette (1992: 8) la defin una relazione di compresenza tra testi. In questo
studio si intende per intertestualit, come SD utilizzato da Wodehouse, il ricorso,
tanto esplicito quanto sottinteso, a testi inequivocabilmente attribuibili ad altre fonti:
letterarie, religiose, popolari, teatrali e musicali.

5. Lapproccio epistemico: unintroduzione

Lo strumento utilizzato in questo studio per analizzare il trattamento


dellintertestualit nella traduzione di P.G. Wodehouse lapproccio epistemico.
Tale approccio riconosce la natura socialmente costruita della conoscenza
(Latour Woolgar 1986) e si basa sullassunto che le percezioni sono mutate in
esperienze coerenti che sono successivamente trasformate in forme astratte di
conoscenza (Dowst 1980 p. 69). Lo scopo di un approccio epistemico
lidentificazione del modo in cui questo processo si attua e delle sue ricadute in uno
specifico campo di ricerca, in questo caso la traduzione di un testo narrativo scritto.
Se ne presenteranno qui i tratti essenziali in ambito traduttologico, non essendo
questa la sede per lesposizione in dettaglio, per la quale si rimanda a una trattazione
di pi ampio respiro in G. Valentino, in preparazione.

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Poich un testo non esiste di per s (Suleiman Crossman 2014), ma deve essere
attualizzato, necessario che si inneschi un processo di interazione con il lettore il
quale deve mettere in relazione gli elementi testuali con la propria conoscenza
(Colina 2015). Tale processo rilevante negli studi sulla traduzione poich il
traduttore in primo luogo un lettore. La conoscenza necessaria per questa
interazione di due classi (Valentino 2010): quella dei codici linguistici (LC)
impiegati e la conoscenza del mondo (KnoW).
La KnoW, che pu essere definita come la conoscenza derivata dallesperienza
(Valentino 2010: 9), il risultato degli interventi che ciascuno opera nel e sul mondo
e delle sue relazioni attive con i segni. Essa intrattiene un dialogo continuo con gli
stimoli esterni, dinamica, aperta, e, pertanto, congetturale, incerta e critica (Popper
1972). E la generatrice ricorsiva delle predizioni necessarie per linterpretazione
testuale e permette lattivazione degli schemi, intesi come strutture organizzative
note al lettore e correlate a una situazione particolare (Colina 2015:159, mia
traduzione GV), che concorrono al riconoscimento della coerenza nel testo.
Nella scrittura, la coerenza pu essere raggiunta per mezzo di legamenti sintattici
e di significato che devono essere colti ed elaborati dal lettore. E possibile, come
osserva Baker (2011: 222), che essi siano comuni ad un certo numero di lingue
(mia traduzione GV), ma ciascuna lingua li utilizza in un suo specifico modo. La
coerenza una necessit psicologica: si tende ad organizzare in modo coerente gli
stimoli ai quali si esposti e, a causa di una nostra innata propensione, a ricercare
la regolarit (Popper 1972) e a tentare di risolverne le eventuali incongruenze.
Se lincongruenza di regola percepita come un impedimento nella
comunicazione che deve essere al pi presto rimosso, essa invece uno dei
meccanismi atti ad innescare lumorismo. La prima delle teorie linguistiche
elaborata nellambito degli studi sullumorismo, la Semantic Script Theory of
Humor (SSTH), ad opera di Victor Raskin (1979 e 1985) ne ha sottolineato il ruolo:
un testo risulta umoristico quando compatibile con due script in antinomia locale.
Raskin intende per script ciascuna delle strutture cognitive di senso comune
interiorizzate dai parlanti, che rappresentano la conoscenza individuale di procedure
standardizzate e di situazioni ricorrenti (Raskin 1979), prototipiche delle entit
descritte (Attardo 2001) che sono collegate alle voci lessicali presenti nel testo e da
loro evocate. Non essendo questa la sede per esaminare in dettaglio gli aspetti
formali della teoria e i suoi limiti, in parte successivamente superati dal suo sviluppo
nella pi ampia General Theory of Verbal Humor (GTVH, Attardo e Raskin 1991),
sar sufficiente sottolineare la rilevanza dello scontro tra opposti script nella
realizzazione e nella percezione dellumorismo in un testo.
Applicato alla traduzione, lapproccio epistemico guarda al modo con il quale
lapporto della KnoW influenza, in primo luogo, la lettura del testo da tradurre (ST)
e, di conseguenza, il risultato del processo traduttivo (TT). Quando sia applicato
allesame dei meccanismi che rendono un testo umoristico, lapproccio epistemico
analizza in che modo la KnoW permette di riconoscere i due script

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contemporaneamente presenti nel testo, di coglierne il conflitto e di risolverlo. Per
estensione, lapproccio epistemico lo strumento che aiuta a mettere in evidenza i
processi cognitivi (inferenze e implicature) che il traduttore attua quando
impegnato del compito di decodificare il testo, coglierne coerenza e incongruit e
mettere ciascuna nella necessaria evidenza nel TT.

6. Lintertestualit in P.G. Wodehouse

La funzione dellintertestualit nei testi umoristici e il ruolo che la KnoW svolge


nella sua identificazione, sono riconosciuti anche allinterno della GTVH. Attardo
(2001: 71) constata lindeterminatezza dei confini della nozione di intertestualit e
ne propone una definizione, scrivendo che si pu affermare che un testo (Ti) ha una
relazione intertestuale con un altro testo (Tj) quando lelaborazione di Ti sarebbe
incompleta senza un riferimento a Tj. Aggiunge che il riferimento pu essere a
qualsiasi elemento costitutivo del testo (il significato, lorganizzazione formale e le
circostanze nelle quali il testo viene prodotto).
Wodehouse fa molto frequentemente ricorso ad allusioni a testi classici, come
quelli di Shakespeare e della Bibbia, e i suoi pi o meno espliciti riferimenti a
proverbi, modi di dire, testi e canzoni popolari sono un tratto caratteristico del suo
stile comico (Usborne 1981, Olney 1962, French 1966, Voorhees 1966). Non si
tratta di mera parodia, alla quale Wodehouse ricorre molto infrequentemente, ma di
un vero e proprio SD, utilizzato con maestria generosa. Il rapporto che intercorre tra
i suoi testi e quelli ai quali fa riferimento tale da potersi definire intenso, alla luce
del modello intermediatorio di Broich e Pfister (Sckel 2009): Wodehouse usa
lintertestualit ripetutamente e consapevolmente.
I riferimenti a Shakespeare sono particolarmente frequenti nel ciclo di Jeeves e
Bertie Wooster e accrescono leffetto comico dei dialoghi, sottolineando la
discrepanza tra il servitore colto e saggio, e il suo padrone, descritto come uno
sciocco zerbinotto che ha ricevuto unistruzione classica di cui si possono rinvenire
ben poche tracce (Morris 1981). Shakespeare una miniera per le osservazioni
sagge e sagaci di Jeeves e a lui ricorre molto spesso Bertie, anche se in modo vago
e fumoso, come se le citazioni facessero fatica a presentarsi alla memoria. In The
Code of the Woosters, ad esempio, Wodehouse allude a Shakespeare ben undici
volte. Troviamo the native hue of resolution (Hamlet), full many a glorious
morning (Sonnet XXXIII), taken his pound of flesh (con riferimento a The
Merchant of Venice). Ma anche, con la scanzonata superficialit di Bertie, sleep
which does something, nel tentativo di recuperare lesatta citazione dal Macbeth1 e
addirittura al riferimento allo stesso Macbeth come the cat chap (il tizio del gatto,

1
Sleep that knits up the ravell'd sleave of care (Atto II Scena 2)
il sonno che ravvia, sbroglia, dipana l'arruffata matassa degli affanni (Trad. di Goffredo Raponi)

109
mia traduzione GV) con allusione alle parole di Lady Macbeth: Letting I dare not
wait upon I would, Like the poor cat i' the adage?2 (Macbeth, Atto I, Scena 7).
Talvolta Bertie attribuisce alla saggezza del proprio valletto Jeeves le parole che
questo cita invece da Shakespeare, nellesempio che segue addirittura il Sonetto 33,
sia pure bertianamente rivisitato:

I remember Jeeves saying to me once, apropos of how you can never tell what
the weathers going to do, that full many a glorious morning had he seen flatter
the mountain tops with sovereign eye and then turn into a rather nasty afternoon
(The Code of the Woosters p. 245).

Inoltre Bertie, che si vanta di aver vinto un premio a scuola per la sua padronanza
delle Scritture, fa spesso riferimento alla Bibbia. Padre Rob Bovendeaard,
compilatore di Biblia Wodehousiana e Terry Mordue, impareggiabile ricercatore
e commentatore dellopera di Wodehouse (http://terry-mordue.co.uk/biblia-
wodehousiana/) hanno identificato 2.275 citazioni dal Vecchio e Nuovo Testamento
nei 90 libri del canone wodehousiano. Si trova, ad esempio, ancora in The Code of
the Woosters (p. 195):

I had been dreaming that some bounder was driving spikes through my head -
not just ordinary spikes, as used by Jael the wife of Heber, but red-hot ones.

Lespediente stilistico della ricerca del riferimento biblico da parte di un


personaggio dai ricordi fumosi, in questo caso limprevedibile Lord Ickenham, si
ritrova in Uncle Dynamite (p. 9):

Pongo is in terrific form. He bestrides the world like a Colossus. It would not be
too much to say that Moab is his washpot and over whats-his-name has he cast
his shoe.

Qui il riferimento il Salmo 60.8 della King James Version (KJV). La citazione,
pur vaga e volutamente imprecisa, rafforzata dallimitazione dello stile delle
Scritture familiare ai lettori Wodehouse e li guida verso lidentificazione
dellipotesto.
Wodehouse attinge a piene mani anche dalla letteratura inglese e dai classici
latini: abbondano allusioni a opere di Tennyson, Longfellow, Blake, Gray, Keats,
Byron, Scott ma anche di poeti latini Lucrezio, Giovenale, Orazio, e il filosofo
Marco Aurelio, probabilmente il preferito e pi citato da Wodehouse, il cui pensiero

2 Lasciando che il Non oso accompagni


Il Vorrei, come il povero gatto nel proverbio (Trad. di Agostino Lombardo)

110
spesso riportato da Jeeves come esempio di equanime e distaccato giudizio sulle
vicende umane.
La letteratura popolare, leggera, come le storie del mistero o i thriller, quella
folcloristica e le commedie musicali sono altre fonti a cui Wodehouse attinse. Si
possono identificare riferimenti a romanzi contemporanei ai suoi, a proverbi,
filastrocche e canzoni.
Cenni alle popolarissime opere di Sir Arthur Conan Doyle si trovano gi nel
primo contributo di Wodehouse alla Public School Magazine, nel dicembre 1900.
Di Conan Doyle Wodehouse era un ammiratore e cos infatti si descrive nella sua
introduzione alledizione Ballantine del 1977 di The Sign of the Four, scritta quando
aveva gi compiuto novantanni. I due scrittori si frequentarono in Inghilterra e,
nonostante i venti anni det di differenza, giocavano spesso a cricket insieme.
Wodehouse era onorato dal legame di amicizia con il suo eroe e le loro
frequentazioni si interruppero solo quando Wodehouse si trasfer negli Stati Uniti. I
rapporti rimasero tuttavia molto stretti (McCrum 2005) e Wodehouse alluse al
personaggio di Sherlock Holmes molte e molte volte nei suoi lavori. N si limit a
questo: la famosissima espressione Elementary, my dear Watson non si trova in
alcuno dei racconti di Conan Doyle: si tratta di uninvenzione di Wodehouse, che la
fece pronunciare, con chiaro riferimento a Sherlock Holmes, dal suo personaggio
Psmith, in Psmith, Journalist, pubblicato per la prima volta nella rivista The Captain
nel 1909 e successivamente in volume, con lo stesso titolo, nel 1915.
Il rapporto di Wodehouse con le fonti dei suoi riferimenti intertestuali appare
quindi profondo e proficuo. La sua abilit di mescolare abilmente letteratura
popolare con materiale erudito (highbrow) lo ha posto allattenzione degli studiosi
allinterno del recente dibattito sulla letteratura cosiddetta middlebrow. Gli viene
riconosciuto infatti di averne compreso la formula: in Middelbrow Wodehouse (Rea
2015), Einhaus nota quanto egli attinga tanto da opere erudite quanto da quelle pi
popolari e afferma che il suo disinvolto e scanzonato uso dei riferimenti highbrow
un aspetto fondamentale di quella che potrebbe essere chiamata la sua specifica
estetica middlebrow. Secondo Einhaus (p. 17), la sua estetica professionale si basa
sui principi stessi della formula: una posizione intermedia tra lintellettualismo
highbrow e le forme pi derise della letteratura di consumo, unenfasi sulla
leggibilit di unopera e sul rifiuto di prendersi seriamente. Potrebbe questa essere
la chiave della sua popolarit.

7. Lintertestualit in traduzione

La traduzione dellintertestualit applicata a testi umoristici che, come nota


Chiaro (2010), mostrano una estrema specificit linguistica e culturale, compito
assai arduo. Il traduttore deve essere in grado, grazie alla propria KnoW, di

111
riconoscere, tracciare e rendere tali riferimenti appartenenti alla cultura del ST. Non
solo: deve riuscire a comprenderne e, conseguentemente, rendere la funzione.
Nel caso di Wodehouse, la funzione dei riferimenti intertestuali sono la creazione
di un contrasto tra script, ladesione a forme della cultura middlebrow e la
caratterizzazione dei personaggi.
Lesempio che segue, tratto da The Girl on the Boat (1922) permette di illustrare
al meglio il conflitto tra script. Vi si citano, senza nominarli, Orazio e la sua Ars
Poetica. Il passaggio parte di un intermezzo nella narrazione: leroe, ferito dalla
ragazza che ama, sceso a Southampton dal transatlantico sul quale laveva
incontrata, anzich recarsi subito a Londra per incontrare il proprio padre, si rifugia
in una desolata stazione balneare sulla Manica. Questo, dice il narratore, uno dei
modi con cui un uomo deluso in amore pu reagire. Ma, ve ne sono altri:

Archilocum, for instance, according to the Roman writer, proprio rabies armavit
iambo. It is no good pretending out of politeness that you know what it means,
so I will translate. Rabies his grouch armavit armed Archilochum
Archilocus iambo with the iambic proprio his own invention. In other
words, when the poet Archilocus was handed his hat by the lady of his affections,
he consoled himself by going off and writing satirical verse about her in a new
metre which he had thought up immediately after leaving the house. That was
the way the thing affected him.

Il contrasto di registri tra i versi latini e la parafrasi che Wodehouse ne offre un


esempio di bathos, un passaggio, pi repentino di quello dellanticlimax, da un tono
elevato ad uno triviale. Portare un esempio di poesia classica latina per illustrare in
questi termini lo stato danimo di un eroe moderno unistanza di incongruit: i due
script opposti sono contemporaneamente attivati e interpuntati dai commenti del
narratore, che, paternalisticamente saccente, si rivolge direttamente al narratario:
una tecnica narrativa cui Wodehouse ricorre molto raramente e che qui, data
lambiguit del pronome you, costringer il traduttore italiano a scegliere tra varie
soluzioni.
Ecco come traduce Alfredo Pitta (La ragazza del transatlantico, Monanni, 1932,
p. 126):

Archilocum, per esempio, secondo lo scrittore latino, proprio rabies armavit


iambo. Non una mancanza di cortesia il supporre che i lettori ignorino che cosa
ci voglia dire: e perci traduco. Rabies, il cruccio; armavit, arm; Archilochum,
Archiloco; iambo, del giambo; proprio, di sua invenzione. In altre parole, quando
il poeta Archiloco fu congedato dalla signora dei suoi pensieri, si consol
scrivendo dei versi satirici su di lei in un nuovo metro che egli immagin subito
dopo essere stato messo alla porta. Ecco in che modo manifest il proprio
dispiacere.

112
La prosa di Pitta elegante, ma la scelta del registro purtroppo inadeguata: non
permettere di cogliere lopposizione di script. Traducendo in questo modo
grouch, was handed his hat e thought up non dimostra di aver inteso la perizia
comica che Wodehouse dimostra mescolando i registri.
Inoltre, il traduttore decide di tradurre you con un generico e blando i lettori
quindi lapostrofarsi del narratore perde molta della sua efficacia umoristica, gi
compromessa dal fatto che il significato di out of politeness stato frainteso. Si
nota, tuttavia, la messa in atto di un processo di compensazione nellimpiego di
messo alla porta che corregge il registro inadeguato di congedato.

8. Lapproccio epistemico applicato allanalisi dellintertestualit

Il traduttore di Wodehouse deve essere consapevole che il ricorso


allintertestualit un tratto fortemente caratterizzante del suo stile e svolge la
funzione di creare delle incongruenze nel discorso con effetto umoristico. Deve
quindi essere in grado di riconoscerne le occorrenze e di renderle in traduzione in
modo da permettere al lettore di goderne. Nota infatti Chiaro (2010 p. 7) che i lettori
di un testo umoristico tradotto si aspettano di divertirsi, tanto quanto quelli del testo
originale.
Si richiedono pertanto al traduttore 1) il riconoscimento del riferimento
intertestuale, 2) lidentificazione dellipotesto e 3) una resa in traduzione efficace.
Grazie al modo con il quale Wodehouse sapientemente ne dissemina gli indizi,
riconoscere la presenza di un riferimento intertestuale non compito arduo: anche
quando Wodehouse si limita ad alludere ad un ipotesto, ne imita lo stile e il registro
(si veda, ad esempio, il gi citato [] over whats-his-name has he cast his shoe,
nel quale linversione soggetto/verbo richiama lo stile della Bibbia nella versione
nota ai suoi lettori inglesi).
Meno facile lidentificazione della fonte, in considerazione del fatto che le
ampie letture di Wodehouse gli consentivano di spaziare notevolmente e che
attingeva principalmente da fonti letterarie e popolari inglesi. Il ruolo della KnoW
del traduttore in questa fase del processo pi che evidente: colto lindizio, il
traduttore professionista si metter alla ricerca dellipotesto. Se riuscir nellintento
avr a disposizione la fonte da utilizzare.
Si trover quindi a dover operare una scelta tra lutilizzo di una traduzione
eventualmente preesistente oppure di tradurre di sua mano.

9. Un caso di studio: confronto delle traduzioni italiane di A Damsel in


Distress

In questo studio abbiamo analizzato e confrontato le traduzioni italiane di un


romanzo di Wodehouse, applicando i princpi dellapproccio epistemico.

113
Lintertestualit, come pi sopra definita, stata riconosciuta uno degli SD
caratterizzante lo stile umoristico di Wodehouse. Ne viene riconosciuta la funzione
nella: 1) creazione di conflitto di script 2) caratterizzazione dei personaggi 3)
espressione dellestetica middlebrow.
Ciascuna occorrenza intertestuale delloriginale stata valutata alla luce della
sua funzione predominante e si poi proceduto a valutare se tale funzione era stata
mantenuta nelle rese dei 5 traduttori. Ci permette di valutare sia in che modo la
KnoW dei traduttori ne ha influenzato il processo traduttivo, sia il risultato del loro
sforzo e di predirne leffetto sulla percezione dellintento umoristico sul lettore del
testo tradotto.

8.1 Metodo

Per questo studio sono state analizzate le cinque traduzioni italiane esistenti del
romanzo di Wodehouse del 1919, A Damsel in Distress. I dati sono riportati nella
Tabella 1.

INSERIRE QUI TABELLA 1

Grazie alle preziose note compilate da Mark Hodson e da Terry Mordue


reperibili in http://www.madameulalie.org/tmordue/pgwbooks/pgwadid1.html
sono stati selezionate 50 occorrenze di intertestualit: si tratta di riferimenti a testi
della letteratura, principalmente inglese, di classici latini, delle Scritture, di
proverbi, filastrocche e di canzoni popolari, categorizzate come segue: Letteratura,
Scritture, Mito, Folclore e Musica.
I traduttori sono stati codificati: TRAD 1 (Francesco Palumbo, 1931), TRAD 2
(Ariberto Mozzati, 1931), TRAD 3 (Alfredo Bianchini, 1935), TRAD 4 (Gian
Duli, 1939) e TRAD 5 (Rosetta Palazzi, 1994).
Per ciascuna occorrenza sono state confrontate le versioni delle 5 traduzioni in
italiano e si valutato se il traduttore aveva inteso il riferimento intertestuale e se lo
aveva reso in quanto tale. Si quindi proceduto ad etichettare ciascuna occorrenza
come: NON INTESO (NI) = il traduttore non ha compreso il significato del
riferimento ipertestuale (in presenza di errori di traduzioni dovuti a carenze nella
conoscenza linguistica, si indicato *LC = Linguistic Code), RESO = tradotto in
modo tale da preservarne la funzione di SD, NON RESO (NR) = tradotto senza
preservarne la funzione di SD. Quando il traduttore ha fatto ricorso a riferimenti
paratestuali per spiegare il significato o fornire lorigine di un riferimento si
utilizzato il simbolo n. Si osservato che spesso i riferimenti ipertestuali sono stati
ignorati in traduzione (IGNORATO) e si danno anche casi in cui traduttori sono
ricorsi alla parafrasi (PARAFRASI).

114
8.2 Discussione

La tabella permette in primo luogo di osservare che assai spesso le frasi


contenenti riferimenti intertestuali non sono state tradotte con perdita
dellincongruit scaturita dal conflitto di script presente nel testo originale. Il
traduttore n. 1 le ha ignorate per 9 volte, il n. 2 per 5 volte, il n. 3 per ben 21 volte,
il n. 4 lo ha fatto per 3 volte, mentre il n. 5 li ha quasi sempre riconosciuti e resi e
talvolta persino spiegati in nota.
Le difficolt linguistiche, indicate in tabella con il simbolo *LC, si riscontrano
principalmente nelle versioni dei traduttori 1 e 3. Questultimo, come si vedr in
seguito, ragionevolmente sospettabile di plagio.
Il significato del riferimento intertestuale non stato inteso molte volte ed
quindi stato reso in modo inadeguato.
Osservando i dati disgregati si nota che la categoria nella quale i riferimenti sono
stati maggiormente ignorati quella della musica; seguono poi, con percentuali
molto vicine, quella del folclore e delle Scritture.
La categoria meglio resa quella della letteratura, anche se i riferimenti a
Shakespeare non hanno avuto la dovuta attenzione. Quella meno resa , piuttosto
curiosamente, quella dei miti.
La lettura analitica evidenzia alcuni grossolani errori di traduzione, dovuti ad una
insufficiente conoscenza di LC. Ad esempio, il traduttore 4 traduce lespressione
Mendelssohns March Daughters con figlie di Marzo di Mendelssohn,
mancando completamente lintento del testo originale. Ancora un errore di
traduzione, dovuto ad errata interpretazione della parola Grail, impedisce, in ben
quattro traduzioni, di godere del magistrale conflitto di script nel testo originale, che
paragona la voce di un robusto poliziotto (che irrompe nella scena mentre i due
antagonisti stanno altercando) al Santo Graal sliding athward a sunbeam (una
citazione letterale da Le Morte dArthur di Sir Thomas Malory, 1470 nelledizione
Caxton). Holy Grail diviene, nelle varie traduzioni, acqua benedetta, angelo,
pioggia benedetta e un raggio di sole. Solamente il traduttore 5 rende: [] il
Santo Graal penetra attraverso un raggio di sole.
Un buon esempio di resa di opposizione di script invece il riferimento a
Lovelace (Stone walls do not a prison make nor iron bars a cage): tutti i traduttori
riescono a renderne tono e ritmo, conservando nel contesto lincongruit presente
nelloriginale.
Neppure i pi noti personaggi delle Scritture sfuggono ad errori interpretativi:
the late king Herod stato tradotto lultimo re Erode dal traduttore 1 e
addirittura, lultimo re Ercole sia dal traduttore 2 che dal 4, nonostante la
menzione, nelloriginale, della sua politica (policy, tradotto dai traduttori 1 e 3 con
polizia!) nei confronti degli infanti.
Per quanto riguarda i riferimenti musicali, da notare come il riferimento
letterale Poor Butterfly (titolo di una canzone del 1916) non venga reso dal

115
traduttore numero 5, che, mal inferendo dal contesto, traduce inadeguatamente la
sfortunata Madame Butterfly, dal momento che lo scenario quello di un giovane
che canta una serenata. Non molto di meglio fanno gli altri: il traduttore 4 rende
Povera Buterfly [sic] mentre gli altri risolvono la crux ignorando del tutto questa
parte dellepisodio.
Non cogliendo invece il riferimento alla poesia di Tennyson e travisando il
significato del testo originale, i traduttori 2 e 4 rendono Vere de Vere con artista,
inferendo dal contesto che il narratore volesse paragonare il personaggio non ad una
persona altezzosa, ma a un consumato attore.
Interessante analizzare come stato trattato un caso di particolare difficolt.
Leroina, Lady Maud, chiede al giovanissimo servitore Albert - grossolano, incolto,
superficiale - che lei desidera educare, di leggerle alcuni versi di Tennyson (che nel
testo non nominato). Alberto li legge con voce precocemente resa roca dal vizio
del fumo e con pronuncia popolare. Nel testo di Wodehouse la strofa, la prima della
poesia Mariana, trascritta come Albert la pronuncia:

"Wiv' blekest morss the flower-ports


Was-I mean were-crusted one and orl;
Ther rusted niles fell from the knorts
That 'eld the pear to the garden-worll.
Ther broken sheds looked sed and stringe;
Unlifted was the clinking latch;
Weeded and worn their ancient thatch
Er-pon ther lownely moated gringe,
She only said 'Me life is dreary,
'E cometh not,' she said."

Riuscire a rendere lo stesso effetto in italiano sicuramente molto arduo e


nessuno dei cinque traduttori lo ha tentato: due di loro (1 e 3) si limitano a descrivere
la scena e mettendo in atto meccanismi di compensazione (rispettivamente, a pagina
129: [] lesse, facendo svariati errori di pronuncia, dei bellissimi versi e, a pagina
98: Poi lesse, con pronuncia errata, dei bellissimi versi). Gli altri traducono la
poesia, senza ricorrere ad alcuna delle versioni italiane della poesia gi pubblicate
in Italia (quella di Paolo Bellezza del 1892 e quella, del 1933, quindi gi disponibili
per i traduttori 4 e 5, di Raffaella Pagani Masseroni). Quasi sicuramente lautore dei
versi non stato riconosciuto da alcuno dei traduttori, nonostante la
caratterizzazione delleroina e il suo stesso nome avrebbero potuto metterli sulla
traccia giusta.
Alcuni aspetti culturali, presenti negli ipotesti di Wodehouse, non sono
conosciuti dai traduttori. Ne un esempio la traduzione che viene offerta
allespressione dried over a barrel che si riferisce allusanza di far sdraiare una
vittima di annegamento sul un barile, facendola poi rotolare avanti e indietro nel

116
tentativo di farle espellerle lacqua inghiottita. Nessuna delle versioni dimostra
infatti che tale espressione, presente in alcuni racconti del primo 900, fosse nota ai
traduttori.
In qualche traduzione non si colgono i riferimenti a personaggi di opere narrative
di grande divulgazione, come il gatto del Cheshire di Alice nel paese delle
meraviglie o la Piccola Eva de La capanna dello zio Tom.
I traduttori italiani di A Damsel in Distress non sembrano cavarsela molto meglio
di Bertie Wooster quando si tratta di riconoscere passi e personaggi delle Scritture.
Quasi nessuno rende il nome del monte Pisgah (in italiano monte Nebo), n quelli
di Sharach, Meschach e Abednego (tranne il diligente traduttore 4 che ne racconta
il destino in una succinta nota). Lo stesso vale (compreso il riferimento paratestuale)
per il contrasto di script tra la degradata cittadina di Belpher e il biblico Ichabod
(senza onore, senza gloria). Inoltre, Noah [] the Flood diventa, per i traduttori
1 e 3 No e lArca mentre il traduttore 4 rende i due termini nonno e tempo
passato, mancando del tutto il riferimento biblico. Meglio trattato il profeta
Daniele (riconosciuto da tutti) nella fossa dei leoni.
Non sono adeguatamente resi n loscurit egiziana nella quale piomba Lord
Belpher, rinchiuso in una cantina dal parroco n lesatto significato di Millennium
(il periodo di pace di mille anni promesso nel Libro delle rivelazioni) nella frase
riferita al seccatore Plummer It is the presence on the globe of these Plummers that
delays the coming of the Millennium . Si tratta di due esempi di contrasto di script
basato sullanacronismo che sarebbe stato interessante esaminare in traduzione alla
luce della GTVH. Nel suo caso di studio su Il nome della rosa, Attardo (2001:148
e segg.) sottolinea infatti come Eco ottenga un effetto umoristico per mezzo
dellutilizzo di riferimenti anacronistici e analizza quelli che stato in grado di
identificare. Lo stesso rammarico si prova davanti allimpossibilit di confrontare,
applicando il metodo di Attardo, le rese in traduzione della frase Centuries before
we were born or thought of there was a widely press-agented boy in Sparta who
[] , poich un solo traduttore (traduttore 5) lha tentata.
Non pu mancare in questa analisi un esempio di riferimento a Shakespeare:
nellepisodio in cui Lord Marshmorenton, padre delleroina, deve redarguire il figlio
Percy per essersi lasciato coinvolgere in una rissa e aver colpito un poliziotto, egli
pensa di lui che nothing in Percys life so became him as this assault on the Force.
Il riferimento al testo della scena 4 dellatto I del Macbeth: Nothing in his life
became him []. Purtroppo la citazione non stata colta e il testo stato quindi
reso dal traduttore 2 latto della vita del giovane che gli piaceva di pi, dal numero
5 niente nella vita di Percy gli andava a genio. I traduttori 1 e 3 ricorrono invece
ad una (identica, quindi tale da rafforzare il sospetto di plagio) parafrasi: mai nella
vita di Percy era avvenuto nulla di pi grave, che non riesce a riprodurre il conflitto
di script delloriginale.

117
10. Conclusioni

Confrontando le soluzioni trovate dai traduttori si potuto osservare in che modo


la KnoW di ciascuno di essi ne ha influenzato il processo traduttivo e, di
conseguenza, la prestazione. I traduttori degli anni Trenta disponevano certamente
di meno risorse dellultimo e le loro versioni risentono talvolta anche di carenze di
ordine linguistico.
Il confronto ha permesso anche di notare che il traduttore 3 ha sicuramente
lavorato utilizzando come riscontro la prima traduzione, dalla quale ha
copiosamente tratto. Le due versioni sono molto spesso del tutto identiche, anche
se, in presenza di particolari crux, il traduttore 3, probabilmente colto da troppi
dubbi, ha del tutto omesso il passo problematico. I tagli potrebbero anche essere
dovuti a ragioni editoriali, dal momento che da quella edizione manca addirittura un
intero capitolo. Tuttavia, lassenza nella traduzione di molti passi, alcuni anche
cruciali, che avrebbero potuto costituire una difficolt di resa, porterebbe a pensare
ad una scelta opportunistica.
Lanalisi critica delle opere di Wodehouse, storicamente e linguisticamente
contestualizzate ha indicato come luso dellintertestualit sia uno degli SD che
lautore utilizza per ottenere unincongruenza con conseguente effetto umoristico:
la nostra analisi della resa di ciascuna occorrenza di riferimento intertestuale ha
permesso di valutare se la funzione originale ne stata mantenuta.
Allo stesso modo, riconosciuta la funzione dellintertestualit in Wodehouse
come istanza della cultura middlebrow, confrontando le diverse traduzioni
possibile ipotizzare limpatto di ciascuna traduzione sul lettore italiano dellepoca
nella quale essa stata pubblicata.
Lapproccio epistemico applicato al confronto di traduzioni della stessa opera
consente anche di contribuire al dibattito sul fenomeno della ritraduzione che ne
sottolinea la complessit e la necessit di includerlo allinterno di una discussione
sul contesto storico, ideologico e normativo (Baker Saldanha p. 233). Nel nostro
caso, il confronto tra le 5 traduzioni pubblicate nellampio periodo temporale di 45
anni (dal 1931 al 1994), che ha visto radicali cambiamenti nella societ italiana di
natura politica, culturale ed economica, permette infatti di contribuire al formarsi di
unopinione sui fenomeni culturali del periodo, in particolare per quanto riguarda
lattivit editoriale.

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