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PIANO PER LA

FORMAZIONE
DEI DOCENTI
2016-2019
la buona
SCUOLA
1 3
PERCH UN PIANO PER LA IL SENSO DELLA FORMAZIONE
FORMAZIONE DEI DOCENTI
3.1 La formazione serve al Paese
3.2 Formarsi per migliorare la propria

2
scuola
3.3 Formazione come sviluppo
professionale e personale
- Gli standard professionali
del docente
I PRINCIPI DEL PIANO
- Un portfolio professionale
per ogni docente
2.1 Un sistema per lo sviluppo - Il piano individuale di sviluppo
professionale professionale

4
2.2 Promuovere e sostenere la
collaborazione
2.3 Assicurare la qualit dei percorsi
formativi
2.4 Definire con chiarezza le priorit
della formazione LE PRIORIT PER LA
2.5 Promuovere linnovazione FORMAZIONE NEL PROSSIMO
continua TRIENNIO (2016-2019)
2.6 A cosa serve creare un sistema
per lo sviluppo professionale 4.1 Autonomia organizzativa e
continuo didattica
2.7 In coerenza con la formazione 4.2 Didattica per competenze,
iniziale innovazione metodologica e
2.8 Il legame con la formazione dei competenze di base
dirigenti scolastici e di tutto il 4.3 Competenze digitali e nuovi
personale ambienti per lapprendimento
4.4 Competenze di lingua straniera
4.5 Inclusione e disabilit
4.6 Coesione sociale e prevenzione
del disagio giovanile globale
4.7 Integrazione, competenze di
cittadinanza e cittadinanza globale
4.8 Scuola e Lavoro
4.9 Valutazione e miglioramento
8
Il coinvolgimento di tutta la ELEVARE LA QUALIT
comunit scolastica DEI PERCORSI FORMATIVI

5 8.1 Standard per la qualit e lefficacia


delle iniziative formative
8.2 Startup della formazione e
leadership educativa
COME ORGANIZZATA LA
FORMAZIONE: I LIVELLI DI 8.3 Una biblioteca delle migliori
attivit didattiche
GOVERNANCE DEL PIANO
8.4 Una strategia per valorizzare
i migliori formatori
5.1 Cosa fa il MIUR a livello centrale
8.5 Rafforzare la formazione allestero
5.2 Cosa fanno le articolazioni
e la collaborazione internazionale
territoriali del MIUR
per il personale scolastico
5.3 Cosa fanno le scuole

9
5.4 Il ruolo della ricerca
5.5 Il ruolo degli enti accreditati
5.6. Gli insegnanti e la carta elettronica

6 LE RISORSE A DISPOSIZIONE

9.1 Le risorse che avevamo fino al 2015


LA FORMAZIONE 9.2 Le risorse per il triennio 2016-2019
IN SERVIZIO, STRUTTURALE
E OBBLIGATORIA

10
7 MONITORAGGIO DEL PIANO

ECOSISTEMA DIGITALE TUTTE LE AZIONI DEL PIANO


DELLA FORMAZIONE
1
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

PERCH UN
PIANO PER LA
FORMAZIONE
DEI DOCENTI
Le profonde trasformazioni della societ italiana e le sfide da
affrontare a livello europeo e globale impongono, oggi pi che
mai, una particolare attenzione allo sviluppo del capitale culturale,
sociale e umano che rappresenta linsieme dei fattori fondamentali
per sostenere e accelerare la crescita del nostro Paese.

4
CAPITOLO 1

In questo contesto, il sistema di istru- Il Piano per la Formazione del perso-


zione una delle risorse strategiche nale, come atto di indirizzo adottato
su cui occorre investire, a partire dal con decreto del Ministro dellIstruzio-
personale della scuola. La formazio- ne, dellUniversit e della Ricerca, defi-
ne del personale scolastico durante nisce le priorit e le risorse finanziarie
tutto larco della vita professionale per il triennio 2016-2019 e delinea, a
un fattore decisivo per il migliora- partire dallanno scolastico 2016-2017
mento e per linnovazione del sistema (considerando anche gli interventi
educativo italiano. formativi avviati nel 2015-2016), un
La crescita del Paese (e del suo quadro strategico e allo stesso tempo
capitale umano) richiede un siste- operativo tale da sostenere in maniera
ma educativo di qualit, che guar- trasparente, innovativa ed efficace una
di allo sviluppo professionale del politica concreta per la crescita del
personale della scuola - in coeren- capitale umano e professionale della
za con una rinnovata formazione scuola.
iniziale - come ad un obiettivo Il Piano, quindi, oltre a orientare la
strategico, di respiro internazio- progettualit delle scuole e dei docen-
nale, ripreso e valorizzato dal Mi- ti, assume una funzione di indirizzo
nistero dellIstruzione, dellUni- per concretizzare le proposte forma-
versit e della Ricerca. tive dellAmministrazione centrale e
La legge 107/2015 interviene a soste- periferica, in modo da rendere coe-
gno di questa politica proponendo un renti e sistematici gli interventi for-
nuovo quadro di riferimento per lo mativi e creare una sinergia virtuosa
sviluppo professionale di tutti gli ope- tra scelte possibili e risorse disponi-
ratori della scuola. In particolare, la bili. Rappresenta quindi un quadro
formazione in servizio del personale di riferimento istituzionale rinnovato
docente, obbligatoria, permanente e della formazione in servizio, e non un
strutturale (comma 124), ripensata semplice insieme di prescrizioni am-
attraverso alcuni passaggi innovativi: ministrative o gestionali.

a. il principio della obbligatoriet La formazione in servizio diventa


della formazione in servizio in ambiente di apprendimento con-
una logica strategica e funzionale tinuo, cio un sistema di opportuni-
al miglioramento; t di crescita e di sviluppo professio-
nale per lintera comunit scolastica.
b. la definizione e il finanziamento
di un Piano nazionale di forma- La crescita professionale del perso-
zione triennale; nale, la partecipazione attiva al dibat-
tito culturale e il contributo concreto
c. linserimento, nel piano triennale allinnovazione e alla qualificazione
dellofferta formativa di ogni scuo- del sistema educativo e quindi del
la, della ricognizione dei bisogni sistema Paese, rappresentano altret-
formativi e delle conseguenti azio- tante condizioni per restituire una
ni di formazione da realizzare; rinnovata credibilit sociale a chi
d. lassegnazione ai docenti di una opera nel mondo della scuola.
carta elettronica personale per la Il Piano immediatamente at-
formazione e i consumi culturali; tuabile: indirizza concretamente le
e. il riconoscimento della partecipa- azioni e le relative risorse messe a
zione alla ricerca e alla documen- disposizione dalle diverse Direzioni
tazione di buone pratiche, come Generali del Ministero a partire dalla
criteri per valorizzare e incentiva- sua pubblicazione.
re la professionalit docente.

5
2
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

I PRINCIPI
DEL PIANO

Il Piano costituisce lattuazione di una visione che utilizza i contenuti


dellinnovazione normativa come occasione strategica per sviluppare
un solido sistema per lo sviluppo professionale dei docenti. Il Piano
Formazione Docenti si fonda su alcuni presupposti fondamentali,
necessari per superare le debolezze del sistema scolastico italiano e
allinearlo ai migliori standard internazionali. Non si tratta quindi solo
di attuare la legge o di realizzare unarchitettura amministrativa per
organizzare lobbligo di formazione del personale docente.

6
CAPITOLO 2

2.1 2.2 1 Schleicher, A.,


(2016), Teaching
excellence through
Professional
Learning and
Policy Reform:
Lessons from
UN SISTEMA PER LO PROMUOVERE E Around the World,
SVILUPPO PROFESSIONALE SOSTENERE LA International
Summit on
COLLABORAZIONE the Teaching
Profession, OECD
Publishing, Paris
Il sistema educativo, caratterizzato
da una pluralit di interventi forma- Il sistema italiano caratterizzato
tivi, richiede che questi siano inqua- da elevata autonomia a livello di sin-
drati in un sistema che, longitudi- gola scuola. Lautonomia una delle
nalmente, segua il docente lungo la tre dimensioni della professionali-
propria carriera e, orizzontalmente, t docente identificata dallOCSE
permetta di leggere e rafforzare le (2016)1, che porta maggiori benefici
diverse componenti della professio- se controbilanciata da adeguate reti
nalit. La missione di questo Piano di collaborazione professionale: lI-
proprio quella di armonizzare le talia, come dimostrano i recenti dati,
azioni formative che il singolo do- soffre di uno sbilanciamento. Questo
cente realizza individualmente nella Piano si propone di promuovere la
propria comunit professionale e di collaborazione in tutte le sue forme
ricerca, e nella comunit scolastica, come elemento essenziale per lo svi-
unitamente ai piani formativi delle luppo del sistema educativo italiano.
singole istituzioni scolastiche e con
il contributo dei piani nazionali. La collaborazione va incoraggiata a
tutti i livelli:
a scuola, anche istituzionalizzan-
do modelli di tutoraggio e men-
toring;
a livello territoriale, per la co-
struzione di filiere formative ef-
ficaci e di reti cooperative per lo
sviluppo di azioni coordinate;
a livello nazionale, allinterno dei
gruppi disciplinari e interdisci-
plinari;
a livello internazionale, stimo-
lando lapertura al confronto e
lintensificazione degli scambi
internazionali, anche attraverso
esperienze oggi rese possibili dai
gemellaggi europei.

7
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

2.3
ASSICURARE LA QUALIT
DEI PERCORSI FORMATIVI

Lefficacia dei percorsi formativi in- Per questo motivo risulta fondamen-
dubbiamente uno dei fattori di mag- tale investire prioritariamente sulla
giore complessit per tutti i Paesi, formazione dei formatori affinch
compresa lItalia, che affrontano la tutte le figure coinvolte nella forma-
sfida della costruzione di un sistema zione possano seguire percorsi effi-
di sviluppo professionale continuo caci e intraprendere proficuamente
dei propri docenti. Una larga porzio- lo sviluppo professionale richiesto.
ne di questo problema legata alla La qualit dei percorsi formativi
bassa qualit dei percorsi formativi quindi sostenuta da buoni contenuti
in termini di modelli e metodologie e da buoni formatori la cui corret-
utilizzate: questo disincentiva ul- ta identificazione e valorizzazione
teriormente la partecipazione alla diventa essenziale. Occorre partire
formazione e contribuisce a costru- da una vera valorizzazione delle mi-
ire unidea sbagliata di formazione gliori risorse, gi presenti nella scuo-
come mero aggiornamento. Anche la, integrandole, ove necessario, con
quando le risorse sono disponibili, autorevoli contributi.
questo problema contribuisce a sva-
lutare parzialmente gli investimenti
fatti dal Ministero.
Questo Piano sostiene, quindi, in
maniera concreta diverse azioni per
favorire linnalzamento della qualit
dei percorsi formativi, introducendo
linee guida, regole e incentivi perch
i percorsi offerti e organizzati dalle
scuole possano diventare prototipi e
riescano a massimizzare il proprio
impatto sul capitale professionale
e sociale di tutta la scuola.

8
CAPITOLO 2

2.4 2.5
DEFINIRE CON CHIAREZZA PROMUOVERE
LE PRIORIT DELLA LINNOVAZIONE CONTINUA
FORMAZIONE

Il nostro sistema di istruzione vive


Un sistema per la formazione incen- e si sviluppa attraverso la continua
trato sullautonomia scolastica ha sperimentazione e innovazione. In
bisogno di definire priorit strate- questa direzione, il Piano agisce at-
giche. Per la prima volta, attraverso traverso diversi strumenti per valo-
un Piano Nazionale si definiscono rizzare linnovazione, sia a livello di
ambiti tematici e priorit che guar- singola scuola, che di intero sistema
dano oltre la differente natura delle scolastico. Questo si concretizza me-
risorse e la diversa collocazione am- diante finanziamenti dedicati, incen-
ministrativa delle aree di intervento tivi ed efficaci regole che permetta-
del Ministero. Come sar sviluppato no alle migliori pratiche di diventare
nel capitolo 3 di questo documento, sistema, e alle migliori energie di
fondamentale chiarire la triplice proporre continuamente nuovi pro-
natura degli obiettivi formativi rife- totipi formativi.
ribili a: Il legame con il mondo della ricerca,
a. obiettivi di crescita personale e non solo a livello di tematiche peda-
professionale del singolo docente; gogiche e metodologiche, va esteso
a tutti gli ambiti (inclusi quelli in-
b. obiettivi di miglioramento della fluenzati dallo sviluppo tecnologico,
scuola; levoluzione di spazi e ambienti per
c. strategia per lo sviluppo dellin- lapprendimento, le sfide dellinfor-
tero Paese. mazione e dei contenuti nellera di-
Il Piano parte da una seria analisi gitale, ecc.).
dei bisogni formativi dei docenti.
Se lingue straniere e competenze
digitali sono indubbiamente priori-
t riconosciute, sempre ponendo al
centro la formazione e linnovazione
metodologica, altrettanto impor-
tante definire ulteriori priorit del
sistema in coerenza con le direttrici
della riforma della Buona Scuola:
le sfide dellinclusione e dellintegra-
zione, la creazione di competenze di
cittadinanza globale nonch il rap-
porto tra scuola e lavoro sono alcuni
esempi in questo senso.

9
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

2.6
A COSA SERVE CREARE UN
SISTEMA PER LO SVILUPPO
PROFESSIONALE CONTINUO

Come avviene in diversi sistemi edu- scimento di impegni e meriti, scelta


cativi nel mondo, fondamentale della sede di servizio, assegnazione
che una strategia di sviluppo profes- di incarichi specifici allinterno della
sionale continuo crei le condizioni scuola, ecc.
per un reale miglioramento del si- Infine, un sistema per lo sviluppo
stema. professionale dei docenti permet-
In primis, il sistema di sviluppo pro- te di programmare al meglio la
fessionale continuo consente di formazione negli anni successivi,
rafforzare e valorizzare la pro- raccogliendo periodicamente i biso-
fessione docente, dando, inoltre, gni formativi e costruendo una base
riconoscimento a chi si impegna complessiva di informazioni per il
non solo nella propria formazione, sistema di istruzione.
ma anche in favore della crescita dei
propri colleghi.
In secondo luogo, questo sistema
guarda, inevitabilmente, alle pro-
spettive di carriera dei docenti,
in termini di legittimazione struttu-
rale delle attivit condotte. Questo
Piano, con le innovazioni che esso
introduce, costituisce il presupposto
informativo e strategico per affron-
tare il tema della valorizzazione del-
la carriera dei docenti.
In terzo luogo, un sistema per lo
sviluppo professionale consente di
documentare, attraverso disposi-
tivi come il portfolio professionale
e il piano di sviluppo professionale
(di cui si parler nel capitolo 3), il
progressivo affinamento di com-
petenze, attitudini, expertise dei
docenti, per dare una rappresen-
tazione complessiva della funzione
docente. Tale patrimonio profes-
sionale potr essere riconosciuto,
valorizzato e incentivato mediante
gli strumenti normativi messi a di-
sposizione dal legislatore - ricono-

10
CAPITOLO 2

2.7 2.8
IN COERENZA CON LA IL LEGAME CON LA
FORMAZIONE INIZIALE FORMAZIONE DEI DIRIGENTI
SCOLASTICI E DI TUTTO IL
PERSONALE
Una formazione per lo sviluppo del-
la professionalit dei docenti ne-
cessariamente pensata, progettata e
Seppure questo Piano tratti priori-
realizzata in coerenza con la forma-
tariamente la formazione in servizio
zione iniziale.
dei docenti, per affrontare comples-
ormai chiaro dai risultati di molte sivamente tali tematiche non pos-
ricerche che le competenze acquisite sibile separare la formazione per
nella formazione iniziale divengono i docenti da quella per i dirigenti
inerti se non supportate e ricostruite scolastici e per il resto del personale
in modo continuo e attivo, soprattut- scolastico.
to nel campo delle soft skills. In que-
Per questo motivo allinterno del ca-
sta logica, la legge 107/2015 (art. 1
pitolo 4 sar preso in considerazione
comma 181 lettera c) definisce i prin-
il fabbisogno formativo complessivo
cipi per le nuove modalit di accesso
delle scuole, considerando tutto il
alla professione docente, favorendo
personale.
la costruzione di percorsi formativi
che tengano insieme la riflessione I Piani formativi, ad esempio, pro-
teorica e la pratica. muoveranno anche modalit di
formazione in grado di coinvolgere
La ricchezza del rapporto e dello
diverse figure nello stesso spazio
scambio di competenze e ruoli che
formativo, proprio per stimolare
le universit costruiscono con le
quella collaborazione che migliora e
scuole nella elaborazione dei cur-
rafforza la scuola e la sua comunit.
ricoli di studio e di tirocinio per la
specializzazione e linsegnamento,
divengono quindi spazi reali di evo-
luzione del sapere professionale di
entrambe e terreno per la costruzio-
ne di alleanze formative valide, non
solo per la definizione dei contenuti
della formazione iniziale, ma anche
nella prospettiva della formazione
continua.

11
3
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

IL SENSO DELLA
FORMAZIONE

Il senso e la cura della propria formazione in servizio, come previsto


dalla legge 107/2015, non possono essere interpretati come una
generica e ripetitiva partecipazione a corsi di aggiornamento, spesso
caratterizzata solamente da iniziative frontali, talvolta anche non
connessi con le pratiche scolastiche.

12
CAPITOLO 3

La formazione in servizio rappre-


senta, eticamente oltre che giuridica- 2 Education and
Il senso della mente, il presupposto fondamen- training 2020 (ET
formazione tale per lo sviluppo professionale 2020) - Conclusioni
del Consiglio
individuale e della intera comuni- dellUnione
t docente, oltre che obiettivo prio- Europea del 12
ritario da raggiungere per il 2020 Maggio 2009
nello spazio europeo dellistruzione
3 Insegnanti
e della formazione2, che individua in Europa.
ESIGENZE NAZIONALI nel corpo docente la risorsa chiave Formazione, status,
per il miglioramento della qualit condizioni di
dei sistemi educativi in Europa. servizio. Bollettino
di Informazione
Priorit del sistema In questa prospettiva, lo sviluppo Internazionale,
e Piani Nazionali professionale continuo (Continuing Indire, Ottobre
(es. lingue, competenze digitali, Professional Development - CPD) 2013
inclusione e integrazione, ormai considerato come un obbligo
didattica per competenze, professionale nella maggior parte
autonomia) dei paesi europei.
Come indicato nella legge 107/2015,
dal 2016 anche il sistema educati-
vo italiano si allinea ai migliori
standard internazionali facendo
MIGLIORAMENTO dello sviluppo professionale con-
DELLA SCUOLA tinuo dei docenti un obiettivo
strategico permanente3.
La formazione un dovere profes-
Legame tra bisogni individuali, sionale oltre che un diritto contrat-
bisogni della scuola tuale. Ai singoli insegnanti spetta
e del territorio inserire, nel proprio codice di com-
- portamento professionale, la cura
Piano di formazione della propria formazione come scel-
dellIstituto (indicatore per RAV ta personale prima ancora che come
e per valutazione del dirigente obbligo derivante dallo status di
scolastico) dipendente pubblico. La formazio-
ne continua parte integrante della
funzione docente (artt. 26 e 29 del
CCNL 2006-2009) e ora la legge
107/2015 (La Buona Scuola) ricono-
sce e d forza a questo principio, lo
SVILUPPO PERSONALE correda di alcune regole di funzio-
E PROFESSIONALE namento, inserite in questo Piano, e
lo dota di risorse finanziarie.

Standard Professionali
-
Portfolio professionale docente
-
Piano individuale di
Sviluppo Professionale

13
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Linvestimento strategico sulla Come sottolineato dalla recente


4 Burns,T. and formazione permanente risponde pubblicazione Governing Education
F. Kster (eds.)(2016), in primo luogo ad esigenze nazio- in a Complex World (2016)4, gover-
Governing Education nali, legate alla modernizzazione nare la complessit degli attuali si-
in a Complex World,
del sistema Paese allinterno della stemi distruzione implica modelli
OECD Publishing,
ParisMaggio 2009 comunit internazionale, come, ad multilivello che siano in grado di bi-
esempio, lacquisizione di competen- lanciare le politiche educative nazio-
5 Francesca ze nelle lingue straniere e di compe- nali sia con i bisogni delle comunit
Caena, Quality in
Teachers continuing
tenze digitali. locali, sia con il raggiungimento di
professional In secondo luogo, larricchimento standard educativi a livello europeo.
development, del profilo professionale dei docenti Anche la Commissione Europea5
European
strettamente correlato al miglio- ha evidenziato il ruolo fondamen-
Commission, 2011,
http://ec.europa.eu/ ramento del sistema di istruzio- tale della formazione in servizio dei
education/policy/ ne e alladeguamento dellofferta docenti per garantire questo delica-
strategic-framework/ formativa della singola scuola ai to equilibrio tra i vari livelli delle
doc/teacher- bisogni educativi espressi dalla politiche educative e l efficacia dei
development_en.pdf popolazione scolastica e dal terri- sistemi distruzione in termini di svi-
torio, in una societ caratterizza- luppo delle competenze per la vita e
ta dalla complessit e da una sem- per il mondo del lavoro.
pre maggiore diversificazione.
Infine, la formazione espressio-
ne dei bisogni e delle prospettive
di crescita professionale del singo-
lo docente, come individuo e come
professionista.
Questi diversi livelli di bisogni for-
mativi possono integrarsi ed essere
declinati in temi legati alla realt
territoriale, alle esigenze dellistituto
scolastico e allesperienza professio-
nale del singolo docente.

14
CAPITOLO 3

Anche nel caso dei docenti di se-


condaria di II grado si hanno dati 6 OECD (2014),
DA DOVE PARTIAMO: simili. Solo il 76% degli insegnanti TALIS 2013 Results:
ALCUNI DATI ha svolto attivit di sviluppo profes- An International
perspective on teaching
sionale contro il 90%, media dei 10 and learning, OECD
Paesi OCSE in cui stata condot- Publishing
La percentuale di docenti italiani che
ta lindagine, e solo il 55% dichia-
partecipa alle iniziative di formazio- 7 OECD (2014) New
ra di aver ricevuto feedback contro
ne in servizio inferiore a quella dei Insights from Talis
l83,8% rilevato nel complesso dei
Paesi nostri partner in Europa e ne- 2013: teaching and
Paesi partecipanti7. Occorre anche Learning in Primary
gli ultimi anni il divario si ulterior-
considerare let media molto eleva- and Upper Secondary
mente ampliato (cfr. OECD, 20146),
ta dei docenti italiani, che suggerisce Education, OECD
cos come assai limitata la quota di Publishing
comunque di offrire opportunit di
docenti che ha ricevuto un feedback
formazione per tutte le generazioni
sulla propria azione didattica.
degli insegnanti, avendo riguardo ai
Lindagine TALIS2013 evidenzia che diversi profili di competenze, alle
solo il 75% dei docenti di secondaria esperienze pregresse, alle diverse
di I grado ha svolto attivit di for- fasi del ciclo di vita professionale (i
mazione in servizio contro una me- primi 10 anni di servizio sono diver-
dia dell 88% tra i paesi che hanno si dagli ultimi 10), alle possibili aree
partecipato allindagine, cos come di criticit.
risulta assai limitata, pari al 57%, la
quota di docenti che ha ricevuto un
feedback sulla propria azione didat-
tica (rispetto all88% della media dei
Paesi partecipanti).

15
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

3.1
gital Economy & Society Scoreboard
della Commissione Europea ci vede 8 Fonte: Eurobarometro
al 25mo posto su 28 paesi, con un 2012,
risultato particolarmente debole sul http://europa.eu/rapid/
pilastro Capitale Umano (24mo press-release_IP-12-
posto). Significa che gli italiani sono 679_it.htm?locale=en
poco preparati ad una societ sem-
LA FORMAZIONE SERVE pre pi digitale. Allo stesso tempo,
AL PAESE in una societ sempre pi interdi-
pendente e globalizzata, le compe-
tenze linguistiche rappresentano un
bagaglio fondamentale: ma solo il
Limportanza di elevare gli standard 34% degli italiani8 dichiara di ave-
professionali dei docenti italiani re una competenza adeguata per
deve andare in sintonia con le tra- intrattenere una conversazione in
sformazioni sociali, culturali, tecno- lingua inglese, un dato inferiore alla
logiche, scientifiche in atto a livello media europea.
globale: la formazione permanente
e continua del personale scolastico
serve al Paese. Non si tratta solo di
una consapevolezza politica, n di
un obbligo morale verso il progresso
e il rapido cambiamento in atto. Dati
nazionali e internazionali definisco-
no uno scenario in cui la cura del
capitale umano di un Paese rap-
presenta la priorit sociale prima
ancora che economica, con parti-
colare attenzione alla popolazione
giovane e ai protagonisti del sistema
educativo.
A titolo esemplificativo, competenze
digitali e lingue straniere rappre-
sentano due fabbisogni importanti
e hanno la massima priorit. Se
ormai accertato da diversi anni, con
crescente enfasi, che le competenze
digitali sono alla base di ogni setto-
re delleconomia e della cittadinanza
del 21mo secolo, altrettanto vero
che lItalia riscontra una debolezza
intrinseca su questo piano su cui
occorre agire strutturalmente. Il Di-

16
CAPITOLO 3

3.2
9 Bruxelles, 3.8.2007 Tuttavia non solo il singolo inse-
COM(2007): gnante, ma piuttosto linsieme dei
Comunicazione docenti a caratterizzare una scuola
della commissione al o un sistema di scuole e a determi-
Parlamento europeo narne la qualit. Il capitale profes-
ed al consiglio sionale dei docenti la risorsa imma-
Migliorare la qualit
della formazione FORMARSI PER teriale che rende grande una scuola ed
il suo paradigma la cultura profes-
degli insegnanti MIGLIORARE LA
SEC(2007) 931; sionale collaborativa. Questa consape-
SEC(2007)933 PROPRIA SCUOLA volezza rafforzata, nella pratica, da
10 OECD, Teachers tre strumenti: il Piano Triennale per
matter. Attracting, lOfferta Formativa, il Piano di Miglio-
developing and ramento della scuola e il Rapporto di
retaining effective Il legame tra un docente e lorganiz- Autovalutazione (RAV).
teachers, Paris, zazione scolastica stato rilevato in
OECD Publishing. In primo luogo, la stessa legge
diverse occasioni dalla ricerca e dal di-
http://www.oecd. 107/2015 a riconoscere che la parte-
battito internazionale. La stessa Com-
org/education/ cipazione ad azioni formative, con
school/34990905. missione Europea9 da tempo ha evi-
una pluralit di scelte possibili, deve
pdf (2014)education/ denziato che quella del docente una
fare riferimento alla comunit sco-
policy/strategic- professione che richiede qualifiche
lastica, nello specifico al Piano Trien-
framework/doc/ specifiche, che comporta un appren-
teacher-development_ nale dellOfferta Formativa che dovr
dimento lungo tutto larco della vita
en.pdf contenere al suo interno anche la
e che si sviluppa allinterno di una
previsione delle azioni formative che
comunit professionale e sociale.
listituto si impegna a progettare e a
Questo profilo, che gi richiamato
realizzare per i propri docenti (e per
in termini generali nella legislazio-
tutto il personale), in forma differen-
ne italiana, trova conferma nelle pi
ziata in relazione ai bisogni rilevati.
accreditate ricerche internazionali,
come nel rapporto Teachers Matter In secondo luogo, vi sono gli strumen-
dellOECD (2014): Al docente va ti per legare il disegno organico sulle
offerta lopportunit di continuare a azioni formative allinterno della scuo-
riflettere in maniera sistematica sulle la alle priorit e ai traguardi di miglio-
pratiche didattiche; di intraprendere ramento di ogni Istituto.
ricerche; di valutare lefficacia del- Il Rapporto di autovalutazione
le pratiche educative e se necessario (RAV), che ogni scuola ha realizzato
modificarle; di valutare le proprie e aggiornato, individua gli obiettivi
esigenze in materia di formazione; di miglioramento che, concordemen-
di lavorare in stretta collaborazione te, ogni comunit scolastica intende
con i colleghi, i genitori, il territorio realizzare nei successivi tre anni. Le
(OECD, 2014)10. analisi interne al RAV sono la base di
La formazione in servizio si collega partenza per il Piano di Migliora-
direttamente con il contesto di lavoro mento e lo stesso RAV individua la
in aula del docente, si qualifica come formazione come una delle 7 aree
riflessione alta sullo stile di insegna- di processo su cui viene espresso
mento, attraverso un rapporto maturo un giudizio sullistituto e uno degli
con le conoscenze e le trasformazioni obiettivi di processo che la scuola pu
culturali, con le innovazioni in mate- indicare e definire per raggiungere i
ria didattica e una migliore conoscen- risultati.
za delle dinamiche dellapprendimen- Il Piano di ogni scuola deve conside-
to. indispensabile avere a scuola rare la formazione del personale come
persone di cultura, professionalmente una leva per perseguire con successo
preparate, consapevoli della loro re- la strategia di sviluppo e miglioramen-
sponsabilit pubblica (OECD, 2011). to dellIstituto.

17
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

11 Si veda ad
esempio per il sistema
inglese il documento
Teachers Standards
del Department for
Education https://www.
gov.uk/government/
3.3 GLI STANDARD
PROFESSIONALI DEL
DOCENTE

uploads/system/uploads/ FORMAZIONE COME Come avviene in molti sistemi edu-


attachment_data/ SVILUPPO PROFESSIONALE cativi nel mondo11, necessario lega-
file/301107/Teachers__ re gli obiettivi di sviluppo professio-
Standards.pdf E PERSONALE
nale continuo del docente a standard
professionali chiari e definiti.
Anche attraverso una analisi dei
La formazione permanente ele- principali modelli proposti a livello
mento fondante della professio- internazionale, e come anticipato dal
nalit docente, nel quadro degli DM 850/2015, saranno considerate
obiettivi istituzionali di qualit, come punto di partenza le seguenti
miglioramento ed equit, affidati al aree di sviluppo professionale:
sistema di istruzione del nostro Pa- 1. possesso ed esercizio delle com-
ese. La formazione in servizio non petenze culturali, disciplinari, di-
adempimento formale o contrattua- dattiche e metodologiche in rela-
le, scelta professionale che con- zione ai traguardi di competenza
sente ampia autonomia culturale, ed agli obiettivi di apprendimen-
progettuale, didattica, di ricerca, to previsti dagli ordinamenti sco-
nellambito della libert di inse- lastici;
gnamento e nel quadro delle in-
novazioni scientifiche. 2. possesso ed esercizio delle com-
petenze relazionali e organizza-
Questa dimensione suggerisce quin- tive in relazione alla migliore ge-
di la creazione di un sistema di svi- stione dellinsegnamento e degli
luppo professionale continuo, un ambienti di apprendimento;
ambiente di apprendimento diffu-
so qualificato da un insieme di dif- 3. partecipazione responsabile
ferenti opportunit culturali per la allorganizzazione scolastica, al
formazione: corsi, comunit di prati- lavoro collaborativo in rete, an-
che, riviste, pubblicazioni, esperien- che assicurando funzioni di co-
ze associative, proposte di ricerca, ordinamento e animazione;
attivit accademiche. 4. cura della propria formazione in
Per fare questo e per raggiungere gli forma di ricerca didattica, docu-
obiettivi correlati ad unefficace ri- mentazione, riflessione sulle pra-
caduta della formazione nellambito tiche, diffusione di esperienze di
dellinsegnamento, il punto di par- eccellenza.
tenza ladozione di standard pro- Il raggiungimento di adeguati stan-
fessionali. Sar immediatamente dard rende indispensabile lintro-
costituito (ottobre 2016) un gruppo duzione di strumenti in grado di
di lavoro che avr lo scopo di defini- accompagnare il percorso di cresci-
re tali standard. ta professionale. Il MIUR render
disponibile un sistema on-line nel
quale ciascun docente potr docu-
mentare e riorganizzare la propria
storia formativa e professionale
costruendo il proprio portfolio pro-
fessionale.

18
CAPITOLO 3

Il portfolio professionale permetter


ai docenti di documentare la propria
UN PORTFOLIO storia formativa operando diretta-
PROFESSIONALE mente sulla piattaforma on line. La
sua elaborazione aiuter inoltre i
PER OGNI DOCENTE
docenti a riflettere sulla propria at-
tivit didattica e sul proprio modo
di progettare e realizzare linsegna-
mento, consentendo a ciascuno di
individuare ed esplicitare i campi di
attivit e le competenze professio-
nali attraverso cui fornire il maggior
CURRICULUM apporto allistituzione scolastica, in
PROFESSIONALE relazione alla specifica realt.
Il portfolio fornisce inoltre lam-
biente digitale in cui documentare
Anagrafe delle professionalit le Unit Formative acquisite, anche
(fascicolo docente + altre per valutarne lefficacia. Diventa
esperienze professionali + quindi lo strumento per riconosce-
qualifiche e certificazioni + re e valorizzare ogni passaggio della
attivit di ricerca e pubblicazioni) propria storia formativa e professio-
- nale - dentro e fuori la classe, nella
comunit scolastica allargata, a di-
Storia formativa (quali e quanti
versi livelli nel sistema scolastico.
percorsi, con che costanza, di
che tipo, con quali risultati) In sintesi il portfolio, inizialmente
composto da un diverso insieme di
informazioni strutturate e non, a par-
tire da quelle contenute nel sistema
informativo del Ministero, consente
ATTIVIT DIDATTICA al docente di:
descrivere il proprio curriculum
professionale, comprensivo anche
Progettazione, documentazione
della propria storia formativa;
e riflessione sullattivit
didattica mettere a disposizione dei di-
(es. link a risorse didattiche rigenti scolastici il curriculum
prodotte, lavoro condotto come supporto alla scelta nella
nellanno di prova, progettazione chiamata per competenze per
di particolari percorsi formativi) lassegnazione dellincarico trien-
nale;
elaborare un bilancio di compe-
tenze e pianificare il proprio svi-
luppo professionale;
PIANO INDIVIDUALE
raccogliere e documentare fasi
DI SVILUPPO PERSONALE
significative della progettazione
didattica, delle attivit didattiche
Aggiornato con le proposte di svolte, delle azioni di verifica in-
sviluppo professionale del docente traprese.
Dal punto di vista amministrativo, il
portfolio diventa quindi parte in-
tegrante del fascicolo digitale del
docente, permettendo ad ammini-

19
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

strazione, scuole e dirigenti di rico-


12 Cedefop, struire e comprendere la storia pro- IL PORTFOLIO
Terminology of fessionale del docente e di disporre di PROFESSIONALE
European education tutte le informazioni di carattere am-
and training policy, 2nd
DEI DOCENTI
ministrativo relativo al percorso pro-
Edition, pp. 241-3,2014. Il Portfolio consente di valutare
www.cedefop.europa.eu/ fessionale. Esso sar formato da una
parte pubblica che trover spazio in la qualit della formazione effet-
files/4117_en.pdf
un applicativo in corso di sviluppo tuata, attraverso unanalisi delle
da parte del MIUR (e che permetter seguenti caratteristiche:
di indicare riferimenti, risorse e link la tipologia dei percorsi fre-
esterni), e una parte riservata, che quentati (monte ore, fonti for-
sar disponibile e gestita internamen- mative, traguardi raggiunti,
te dal docente stesso. Il MIUR fornir ecc);
a ottobre 2016 indicazioni operative le modalit di formazione
e strumenti per il concreto avvio del (peer to peer, lezioni, labora-
portfolio professionale del docente tori pratici, approcci on the
nellanno scolastico 2016/2017. job, azioni di accompagna-
mento, ecc);
i contenuti di formazione;
percorsi di formazione alle-
stero;
lutilizzo delle risorse (econo-
miche, professionali, materiali,
strumentali, ecc); la progettua-
lit conseguente alla forma-
zione;
il report narrativo del per-
corso formativo svolto e delle
considerazioni relative allo
svolgimento (positivit, ele-
menti critici, perplessit, inap-
plicabilit, ecc) e la ricaduta
sulle pratiche in classe e nelli-
stituzione;
la presentazione pubblica del-
la progettualit e del percorso
formativo;
lautovalutazione del percorso;
la partecipazione al progetto
formativo della scuola.

20
CAPITOLO 3

IL PIANO DI SVILUPPO
PROFESSIONALE IL PIANO INDIVIDUALE DI
A titolo di esempio, le macro aree su SVILUPPO PROFESSIONALE
cui si basa il piano sono:
1 Area delle competenze relative Una buona formazione si innesta
allinsegnamento (didattica) sulla rilevazione dei bisogni espres-
si dai docenti. Un passaggio signifi-
a. Progettare e organizzare le si- cativo rappresentato dal Bilancio
tuazioni di apprendimento con delle competenze12, adottato in via
attenzione alla relazione tra stra- sperimentale per la formazione dei
tegie didattiche e contenuti disci- neoassunti (DM 850/2015) e gi
plinari; praticato da oltre 110.000 docen-
b. Utilizzare strategie appropria- ti neoassunti negli ultimi 2 anni. Il
te per personalizzare i percorsi bilancio delle competenze sar adat-
di apprendimento e coinvolgere tato agli scopi della formazione in
tutti gli studenti, saper sviluppa- servizio nel Piano individuale di
re percorsi e ambienti educativi sviluppo professionale.
attenti alla personalizzazione e Il Piano individuale di sviluppo
allinclusione; professionale uno strumento, che
c. Osservare e valutare gli allievi; ciascun docente curer con aggior-
namenti periodici, in cui indicare
d. Valutare lefficacia del proprio
esigenze e proposte di crescita pro-
insegnamento.
fessionale in riferimento alle aree
2. Area delle competenze relative indicate pi avanti.
alla partecipazione scolastica (orga-
Questo permette, da una parte, di
nizzazione)
rendere ciascun docente parte attiva
e. Lavorare in gruppo tra pari e fa- nel processo di crescita e di miglio-
vorirne la costituzione sia allin- ramento della comunit professio-
terno della scuola ch e tra scuole; nale di appartenenza e, dallaltra, di
f. Partecipare alla gestione della raccogliere complessivamente le esi-
scuola, lavorando in collabora- genze formative della scuola.
zione con il dirigente e il resto Il dirigente, infatti, nella definizione
del personale scolastico; delle linee di indirizzo da proporre
g. Informare e coinvolgere i ge- al Collegio Docenti per lelaborazio-
nitori; ne del Piano di formazione dellI-
stituto, tiene conto delle esigenze
h. Contribuire al benessere degli formative espresse dai docenti nei
studenti. propri piani individuali. Il Piano di
3. Area delle competenze relative alla formazione dellistituto quindi il
propria formazione (professionalit) risultato di tali valutazioni e dovr
essere inserito nellaggiornamento
i. Approfondire i doveri e i proble-
annuale del PTOF.
mi etici della professione;
j. Curare la propria formazione
continua;
k. Partecipare e favorire percorsi di
ricerca per innovazione, anche
curando la documentazione e il
proprio portfolio.

21
4
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

LE PRIORIT
DEL PROSSIMO
TRIENNIO
(2016-2019)
Questo Piano Nazionale identifica le priorit strategiche per il sistema
scolastico in materia di formazione, come innovazione necessaria
per due ragioni: dare coerenza, sia tematica che amministrativa, agli
interventi che il MIUR mette in campo, e comunicare alle scuole e
ai territori le direzioni dellintero sistema, fermo restando il rispetto
dellautonomia scolastica e delle specificit territoriali.

22
CAPITOLO 4

Il punto di partenza per definire


le priorit della formazione per Sintesi dei dati degli oltre
il prossimo triennio dato dai
bisogni reali. Questi sono dati, a 25.000 docenti neoassunti
loro volta, dallintersezione tra nella.s. 2014/2015
bisogni nazionali, esigenze delle
scuole e necessit di sviluppo pro- Dallanalisi dei bilanci di competenze compilati
fessionale. dai docenti neoassunti emerso che:
Pur con i limiti dellautodichiarazio- Il 58% attribuisce il valore e la centralit ai
ne, il nuovo percorso di formazione contenuti disciplinari;
in ingresso per i neoassunti rap-
Il 72% concepisce lo sviluppo di competenze
presenta un corpus importante per
come un elemento fondamentale nella
identificare le esigenze formative dei
progressione dellapprendimento degli studenti;
docenti.
Il 62% d un grande risalto al lavoro di gruppo
per il coinvolgimento degli studenti nei percorsi
di apprendimento;
Il 68% ritiene che vi sia un ruolo evidente dei
genitori nelle dinamiche scolastiche ed il 59%
ritiene che nellambito della partecipazione
scolastica sia importante collaborare con i
colleghi attraverso la realizzazione di progetti;
Il 59% manifesta linteresse e la propensione
a partecipare a percorsi di ricerca in campo
educativo e a sperimentare le odierne
opportunit innovative.
Le prime 5 competenze che i docenti neoassunti
ritengono di dover potenziare nelfuturo sono:
Come curare la propria formazione continua
(78%)
Come lavorare in gruppo - network
professionali (63%)
Come utilizzare in modo adeguato le tecnologie
nella didattica(62%)
Come coinvolgere gli studenti nel loro
apprendimento (57%)
Come organizzare e animare le situazioni di
apprendimento (51%)
I primi 5 argomenti trattati nei laboratori
formativi realizzati sul territorio sulla base
della domanda:
Bisogni Educativi Speciali (Bes) (93%)
Nuove tecnologie e didattica (83%)
Gestione della classe e delle problematiche
relazionali (71%)
Sistema Nazionale di valutazione (54%)
Inclusione e aspetti interculturali (36%)

Fonte dati INDIRE neoassunti 2014/2015

23
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Il gi citato Rapporto TALIS (2013) innovazioni tecnologiche nelle


13 Si veda comunque rivela i bisogni di sviluppo profes- scuole. In tutte le ricerche si evi-
la parte finale di sionale segnalati dai docenti italiani, denzia infatti il contributo positivo
questo capitolo per un mettendo ai primissimi posti le com- che le tecnologie possono apportare
approfondimento su
petenze legate alluso didattico delle alla produzione degli apprendimen-
dirigenti scolastici e
personale ATA. nuove tecnologie, nonch quelle ne- ti. Tuttavia, esso non si realizza me-
cessarie per linsegnamento in con- diante lintroduzione sic et simplici-
testi multilingue e multiculturali. ter nella didattica delle tecnologie,
Lesperienza maturata in questi anni ma necessita di unattenta riflessione
a livello nazionale sulla valutazione metodologica, affinch linnovazione
standardizzata degli apprendimenti tecnologica eserciti un ruolo positi-
ha messo in luce che la scuola ne- vo per lacquisizione di competenze
cessita di supporto formativo per strategiche per tutti e per ciascuno.
utilizzare al meglio gli esiti delle I risultati degli studenti
prove nazionali (INVALSI) e inter- Gli esiti delle rilevazioni nazionali
nazionali (OCSE-PISA, IEA-TIMSS, e internazionali evidenziano alcuni
IEA-PIRLS, ecc.). punti di difficolt degli allievi del-
Dalle indagini internazionali e le scuole italiane che meritano una
nazionali emerge con chiarezza particolare attenzione, specie nella
che sovente i docenti non han- prospettiva dellindividuazione di
no unadeguata conoscenza degli azioni formative rivolte al personale
strumenti per valutare limpatto docente.
delle soluzioni assunte. I risultati delle prove standardizza-
Tutti i dati forniti da OCSE e IN- te indicano piuttosto chiaramente
VALSI mostrano che la scuola non che molti studenti sono in difficolt
sempre possiede gli strumenti me- quando viene chiesto loro di eser-
todologici necessari per tradurre citare le competenze che hanno
lenorme quantit di dati a disposi- acquisito o che avrebbero dovuto
zione in un reale strumento per pro- raggiungere durante il loro percorso
muovere il miglioramento. scolastico: non viene riservata una
Dal punto di vista pi strettamente cura sufficiente allo sviluppo del-
didattico-metodologico gli esiti delle le competenze di base. Non sem-
prove standardizzate sugli apprendi- pre gli studenti delle nostre scuole
menti, realizzate sia a livello nazio- posseggono con adeguata sicurezza
nale sia a livello internazionale (IN- adeguate capacit di comprensio-
VALSI, OCSE-PISA, IEA-TIMSS, ne della lettura e, in generale, del-
IEA-PIRLS, ecc.), mettono in luce la propria lingua, specie quando
la necessit di azioni informative in viene chiesto loro di attivarsi posi-
grado di promuovere una didatti- tivamente nello svolgimento di un
ca che punti alla promozione delle compito. Lo stesso vale anche per
competenze. In questo senso le pro- la matematica dove molti giovani
ve nazionali, ancorate puntualmen- sono in forte difficolt nel proporre
te alle Indicazioni nazionali per il soluzioni o argomentare strategie
curricolo e alle Linee guide, possono risolutive.
fornire utili spunti per la promozio- Le rilevazioni sugli apprendimen-
ne di azioni formative concretamen- ti mettono in luce forti differenze
te orientate alle prassi didattiche allinterno del Paese e rispetto ai
delle scuole. maggiori paesi avanzati, specie ri-
Un altro campo dintervento nel spetto alla capacit di applicare po-
quale gli esiti delle prove standar- sitivamente e correttamente quanto
dizzate possono essere di supporto si apprende a scuola.
quello dellintroduzione delle evidente quindi la necessit di

24
CAPITOLO 4

promuovere modalit dinsegnamen- la cultura della valutazione e del


to che puntino principalmente allo miglioramento; 13 il presente
sviluppo di solide e mature compe- lalternanza scuola-lavoro e il
tenze di base, specie in ambito mate- rapporto tra scuola e mondo
matico e nella comprensione attiva esterno;
della lingua madre. Infatti, tutte le
ricerche nazionali e internazionali Le priorit nazionali, riferimento
indicano chiaramente la necessit di per tutto il personale e per lo stesso
promuovere azioni formative rivolte MIUR, saranno considerate e conte-
ai docenti per favorire, da un lato, stualizzate dai dirigenti scolastici at-
una didattica che miri essenzial- traverso gli indirizzi forniti al Colle-
mente allo sviluppo di competenze gio dei docenti per la realizzazione,
disciplinari e trasversali, basate su lelaborazione e la verifica del Piano
solide conoscenze e, dallaltro, allac- di formazione integrato nel Piano
quisizione da parte dei docenti di triennale dellOfferta Formativa.
adeguate competenze nellutilizzo
dei dati e delle evidenze empiriche
per valutare lefficacia e lopportuni- Ogni area rappresenta un ambi-
t delle scelte effettuate. to di lavoro che coinvolge in primo
luogo i docenti, ma che si rivolge
Oltre a questi dati, sono state ana- anche alle altre tipologie di sogget-
lizzate le altre fonti in possesso del ti professionali (dirigenti, figure di
Ministero e fornite in parte dallana- sistema, personale ATA in quanto i
grafe delle professionalit del corpo fabbisogni formativi non possono e
docente, realizzata nel 2012 e in cor- non devono necessariamente essere
so di manutenzione, e in parte dalle separati per categoria)13. Occorre
indicazioni raccolte dalle Direzioni anche evitare, quando possibile, so-
attraverso azioni nazionali e territo- luzioni a taglia unica, e aiutare in-
riali. vece scuole e loro reti a organizzare
La legge 107/2015, partendo da que- percorsi il pi possibile rispondenti
sti bisogni, individua alcuni obiettivi alle diverse esigenze.
prioritari che per poter essere rag- Come approccio comune a tutte le
giunti necessitano di specifiche azio- priorit della formazione, andranno
ni a livello nazionale. In particolare valorizzate scuole e gruppi di inse-
ci si riferisce a: gnanti, nonch associazioni disci-
linnovazione metodologica in plinari e professionali, universit e
tutte le sue forme e connessa ai soggetti che a vario titolo erogano
nuovi ambienti per lapprendi- formazione e che siano promotori di
mento e allutilizzo delle tecno- didattiche innovative e partecipate.
logie nella didattica; Gli obiettivi che si ritengono pri-
le lingue straniere, con la finalit oritari per lo sviluppo del nostro
di innalzare il livello delle com- sistema educativo per il triennio
petenze linguistico-comunicative 2016-2019 sono sintetizzati nelle
degli allievi, con particolare at- seguenti aree tematiche.
tenzione alla metodologia CLIL;
le opportunit dellautonomia
curricolare, organizzativa e di-
dattica.
laccoglienza, finalizzata allin-
clusione, come modalit quoti-
diana di gestione delle classi;

25
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Le priorit della COME UTILIZZARE QUESTO CAPITOLO


Formazione 2016-2019
In questo capitolo sono indicate, come richiesto dal
comma 124 della legge 107, le priorit per la formazione
in servizio per il prossimo triennio.
In primo luogo, le priorit riguardano le azioni formati-
COMPETENZE DI SISTEMA ve garantite dal MIUR e sviluppate attraverso le diverse
modalit a disposizione (es. scuole-polo, gara naziona-
le, chiamata alle universit, progettazione degli ambiti,
Autonomia didattica etc.) e con differenti partner. Le scuole inseriscono le
e organizzativa azioni indicate dalle priorit nei propri piani di istituto,
- in aggiunta o in integrazione di quanto decideranno di
proporre partendo dai bisogni interni alla singola scuola
Valutazione e miglioramento e progettati dalla rete di ambito.
- In secondo luogo, le priorit, i temi e le azioni contenute
Didattica per competenze e in questo capitolo possono essere interpretate come li-
innovazione metodologica nea guida con cui il Ministero anticipa e qualifica lim-
portanza di alcuni contenuti e modalit formative per il
nostro sistema educativo.
In sintesi, i piani formativi delle scuole incroceranno
azioni e percorsi descritti nelle priorit considerando
COMPETENZE sia quelli proposti e realizzati direttamente dal MIUR,
PER IL 21MO SECOLO che quelli progettati a livello di scuola e in rete.
Per sostenere la progettazione delle scuole e delle reti di
Lingue straniere ambito, la Cabina di Regia comunicher tempi e moda-
- lit di erogazione delle azioni proposte per lattuazione
Competenze digitali e nuovi di questo Piano.
ambienti per lapprendimento In aggiunta, si precisa che le diverse sezioni di questo
- capitolo non sono da intendere come scatole chiuse,
ma in interazione tra loro - si pensi, tra i vari esempi
Scuola e lavoro possibili, al rapporto tra innovazione metodologica, in-
novazione digitale e competenze linguistiche.

COMPETENZE PER UNA


SCUOLA INCLUSIVA

Integrazione, competenze
di cittadinanza e
cittadinanza globale
-
Inclusione e disabilit
-
Coesione sociale e prevenzione
del disagio giovanile

26
CAPITOLO 4

4.1
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

La piena realizzazione dellautonomia organizzativa e didattica delle scuole


rappresenta lorizzonte strategico prefigurato nella Legge 107/15 per realiz-
zare finalit di qualificazione, sviluppo, equit del nostro sistema educativo.
Lautonomia affida alle scuole, singole e associate in rete, di interpretare tali
finalit attraverso lelaborazione, la realizzazione e la verifica della proget-
tazione curricolare (riferita alla scuola, alle discipline, alle classi, agli allievi).
Questo implica un adeguato ripensamento delle modalit tradizionali di
insegnamento e di organizzazione didattica. Gli spazi di flessibilit previsti
dal nuovo quadro normativo si sostanziano nella vita dellaula, nella costru-
zione di ambienti di apprendimento innovativi, nella capacit di coinvolgere
gli allievi, nel prendersi cura del funzionamento della scuola e dei rapporti
con genitori e comunit di riferimento. Solo in questo modo lautonomia
esprime la capacit di ogni scuola di assumersi la responsabilit dei compiti
formativi essenziali ad essa affidati.
In considerazione della possibilit di utilizzare in modo funzionale ed inte-
grato il personale scolastico, la formazione deve consentire la valorizzazione
delle diverse competenze professionali, le specifiche specializzazioni, le atti-
tudini e le motivazioni.
Tali inserimenti vanno accompagnati da una specifica attenzione formativa,
che vada oltre le conoscenze disciplinari e che sia orientata alla preparazio-
ne di figure di docenti con particolari funzioni che sono correlate a profili
professionali.

CONTENUTI CHIAVE

Progettare nellambito dellautonomia; progettazione europea; flessibilit


organizzativa; didattica modulare; gestione della classe; progettazione
partecipata degli ambienti di apprendimento; gestione e valorizzazione
della quota dellautonomia del curricolo dIstituto; utilizzo dellorganico
dellautonomia: modelli e simulazioni; lavorare in gruppo; tempo-scuola;
organico potenziato e organico funzionale; team teaching; peer review
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

e tutoraggio; ruolo del middle management nella scuola; lavorare nella


comunit professionale; progettazione del piano dellofferta formativa,
lavorare in reti e ambiti.

27
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

LINEE STRATEGICHE

Rafforzare la capacit di ogni scuola di utilizzare risorse umane, risorse


didattiche, risorse finanziarie per migliorare la qualit della didattica e
gli apprendimenti degli allievi;
Caratterizzare ogni scuola come comunit professionale impegnata
nella progettazione partecipata, gestione e valutazione della propria
offerta formativa, anche attraverso la formazione di nuove figure con
particolari funzioni (referenti, tutor, responsabili di aree di lavoro);
Promuovere forme di leadership educativa favorendo il lavoro
collaborativo tra gli insegnanti, la formazione di staff, il presidio
dellautonomia di ricerca e innovazione, i rapporti con la dirigenza
scolastica;
Arricchire lofferta formativa di progetti correlati con gli apprendimenti
disciplinari e le competenze cross-curricolari;
Sensibilizzare i docenti ed il personale della scuola verso lutilizzo
delle opportunit offerte dalla piena attuazione dellautonomia
(organico potenziato, piano triennale, flessibilit organizzativa, figure di
coordinamento, fondi di incentivazione, formazione di istituto);
Sostenere lo sviluppo di una cultura dellautonomia tra gli operatori
scolastici e nella comunit sociale, per favorire le azioni di rete, i
partenariati, la progettazione partecipata, la governance territoriale
dellofferta formativa;
Sperimentare ed implementare modelli organizzativi e di gestione degli
spazi innovativi anche finalizzati a nuove modalit di lavoro dequipe
(aule laboratorio, spazi alternativi allaula, diversi moduli orari, diversa
scomposizione del gruppo classe, ecc).

ESEMPI DI DESTINATARI

Referenti di istituto, funzioni strumentali, figure di coordinamento,


tutor, per presidiare i processi organizzativi e didattici, finalizzati al
miglioramento dellinsegnamento e dei risultati scolastici;
Formatori, anche per la produzione di materiali didattici innovativi;
Docenti, consigli di classe, dipartimenti impegnati nei progetti di
arricchimento, differenziazione e individualizzazione dellinsegnamento
AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E DIDATTICA

e in processi di innovazione delle metodologie e delle didattiche;


Dirigenti scolastici;
Personale ATA.

28
CAPITOLO 4

Target Azioni formative Soggetti da Quando


coinvolgere
Referenti di Progettazione nellambito dellautonomia, flessibilit 32.000 A partire dal
istituto, funzioni organizzativa, leadership educativa, governance territoriale 2017
strumentali e figure e utilizzo e gestione delle risorse umane e strumentali
di coordinamento
Dirigenti scolastici Progettazione nellambito dellautonomia, flessibilit 15.000 Anno
e Direttori dei organizzativa, leadership educativa, governance territoriale scolastico
servizi generali e e utilizzo e gestione delle risorse umane e strumentali 2016/2017
amministrativi
Formatori Arricchimento, differenziazione e individualizzazione dei 500 Anno
curricoli e implementazione di modelli organizzativi per scolastico
la gestione di spazi innovativi, risorse umane, didattiche, 2016/2017
finanziarie
Docenti di ogni Arricchimento, differenziazione e individualizzazione dei 32.000 A partire dal
ordine e grado di curricoli, anche associato a processi di innovazione delle 2017
scuola metodologie e delle didattiche.

4.2
DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE
METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE

Sono numerosi i documenti europei che negli ultimi decenni hanno conso-
lidato la necessit di porre come obiettivo dei sistemi scolastici nazionali il

DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE


raggiungimento da parte degli allievi di competenze disciplinari e trasversa-
li (cfr. competenze chiave di cittadinanza).
Con le Indicazioni Nazionali per la scuola dellinfanzia e del primo ciclo del
2012 il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento
verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per lapprendimento
permanente definite dal Parlamento Europeo. Gli ordinamenti prevedono
come esiti delle attivit formative sia le competenze, racchiuse nel profilo
dello studente in uscita da ogni ordine e grado di scuola, sia i traguardi di
competenze squisitamente disciplinari che nel primo ciclo sono resi pre-
scrittivi per la progettazione dei curricoli delle scuole.
La didattica per competenze rappresenta inoltre la risposta a un nuovo
bisogno di formazione di giovani che nel futuro saranno chiamati sempre
pi a reperire, selezionare e organizzare le conoscenze necessarie a risolvere
problemi di vita personale e lavorativa. Questa evoluzione concettuale ren-
de evidente il legame che si intende oggi realizzare tra le aule scolastiche e
la vita che si svolge al di fuori di esse, richiedendo alla scuola e soprattut-
to a ciascun insegnante una profonda e convinta revisione delle proprie
modalit di insegnamento per dare vita a un ambiente di apprendimento
sempre pi efficace e commisurato alle caratteristiche degli studenti.

29
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Non si tratta semplicemente di adottare nuove tecnologie o nuovi disposi-


tivi didattici. Lavorare sulle competenze degli studenti per svilupparle al
meglio richiede un cambiamento di paradigma nellazione didattica com-
plessiva a partire dalle modalit di valutazione dei risultati e dunque
richiede una profonda azione di formazione in servizio degli insegnanti di
ogni ordine e grado di scuola, come accompagnamento ad un processo di
ricerca continua.
Allo stesso tempo, occorre lavorare nella direzione di rafforzare lap-
plicazione di metodologie attive che rendano lo studente protagonista e
co-costruttore del suo sapere attraverso il procedere per compiti di realt,
problemi da risolvere, strategie da trovare e scelte da motivare. sempre
pi forte, quindi, la necessit di integrare nelle discipline il concetto di com-
petenza, inteso come capacit di ricontestualizzare conoscenza e abilit, per
lacquisizione dei saperi fondanti.
Attraverso una formazione che adotti il modello di ricerca-azione parteci-
pata, i docenti avranno loccasione di implementare il loro essere ricercatori
e sperimentatori di proposte, pratiche didattiche e di strumenti di valuta-
zione.
Questo significa sancire lallontanamento da un modello di didattica preva-
lentemente trasmissiva, basata sulla progettazione per obiettivi e sulla sola
valutazione di contenuti appresi.
Dovranno inoltre essere estese al sistema di formazione in servizio pratiche
come quella della peer observation (osservazione reciproca). Gi sperimen-
tata da oltre 110.000 docenti neoassunti negli ultimi due anni durante lan-
no di prova e giudicata dagli stessi come la fase pi positiva, losservazione
reciproca in classe tra docenti pu divenire strutturale in tutte le scuole
(per esempio attivando momenti di compresenza in progetti paralleli della
stessa disciplina).
In ultimo, occorre promuovere percorsi formativi particolarmente mirati ad
un obiettivo cruciale per il nostro sistema, ovvero il rafforzamento delle
DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE

competenze di base degli studenti. Come mostrato da indagini nazionali e


internazionali, limpatto sugli apprendimenti dellattivit didattica pu essere
notevolmente aumentato se sono rafforzate e innovate le metodologie didatti-
che in uso, unitamente a un continuo aggiornamento disciplinare dei docenti.

CONTENUTI CHIAVE

Didattiche collaborative e costruttive; rapporto tra saperi disciplinari


e didattica per competenze; rafforzamento delle competenze di
base; passaggio dai modelli di certificazione delle competenze alla
programmazione a ritroso; progressione degli apprendimenti; compiti
di realt e apprendimento efficace; imparare ad imparare: per un
apprendimento permanente; metodologie: project-based learning,
cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, mentoring, learning
by doing, flipped classroom, didattica attiva; peer observation; ambienti di
apprendimento formali e informali; rubriche valutative.

30
CAPITOLO 4

LINEE STRATEGICHE

Favorire la capacit delle scuole di progettare il curricolo per


competenze, in ottica verticale e di integrazione degli apprendimenti
disciplinari;
Spostare lattenzione dalla programmazione dei contenuti alla didattica
per competenze;
Fornire ai docenti un quadro teorico consistente e mostrare esempi
e modelli significativi, immediatamente applicabili, favorendo la
correlazione tra attivit curricolari e situazioni di realt;
Rafforzare le competenze di base attraverso lutilizzo di metodologie
didattiche innovative;
Promuovere la diffusione di strumenti idonei allosservazione,
documentazione e valutazione delle competenze;
Promuovere la pratica dellosservazione reciproca in classe (peer
observation);
Promuovere la connessione tra progettazione dei curricoli, azione
didattica in classe, valutazione formativa e certificazione degli
apprendimenti;
Utilizzare la mappatura e certificazione delle competenze come
strumento per una progettazione a ritroso;
Utilizzare i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di
apprendimento per progettare percorsi didattici e delineare la mappa
di competenze in uscita;
Sostenere lo sviluppo di una cultura della valutazione, capace di
apprezzare le competenze promosse negli allievi e non solo di

DIDATTICA PER COMPETENZE, INNOVAZIONE METODOLOGICA E COMPETENZE DI BASE


verificare le conoscenze;
Promuovere la ricerca didattica, sia di carattere disciplinare, sia nelle
sue connessioni interdisciplinari;
Favorire la documentazione delle esperienze creando banche di
materiali didattici e di buone pratiche a partire da quelle presenti nei
percorsi gi realizzati per lattuazione delle Indicazioni Nazionali.

ESEMPI DI DESTINATARI

Docenti della scuola dellinfanzia, della scuola primaria e della scuola


secondaria di primo e secondo grado, sia in ambito disciplinare che
trasversale, sia in relazione al curricolo verticale, per formare una rete
estesa di docenti in ogni scuola, impegnati a praticare processi didattici
innovativi;
Docenti della scuola dellinfanzia, della scuola primaria e della scuola
secondaria di primo e secondo grado, per promuovere la pratica
dellosservazione reciproca in ogni scuola;

31
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Docenti referenti dei dipartimenti disciplinari, tutor e formatori, per


dare vita a laboratori territoriali di ricerca-didattica, formazione,
sperimentazione di nuove metodologie;
Team di docenti insieme al dirigente scolastico per la progettazione dei
curricoli e per delineare la mappa delle competenze in uscita;
Dirigenti scolastici.

Target Azioni formative Soggetti da coinvolgere Quando


Docenti di ogni Introduzione alla programmazione a Almeno 3 docenti per A partire dal
ordine e grado di ritroso e alla progettazione dei curricoli per scuola (25,000) 2017
scuola competenze
Docenti di ogni Didattica per competenze: quadro teorico, Circa 5 docenti per scuola A partire dal
ordine e grado di modelli , valutazione e certificazione degli (40,000) 2017
scuola apprendimenti
Docenti di ogni Introduzione della pratica dellosservazione Circa 5 docenti per scuola A partire dal
ordine e grado di reciproca in classe (40,000) 2017
scuola
Docenti di scuola Competenze di base e metodologie innovative Circa 5 docenti per scuola A partire dal
secondaria di I per il loro apprendimento (italiano, (40,000) 2017
grado e di II grado competenze matematico-logiche e scientifiche)
(biennio)

4.3
COMPETENZE DIGITALI E NUOVI AMBIENTI
PER LAPPRENDIMENTO

La formazione del personale della scuola in materia di competenze digitali


mira a garantire una efficace e piena correlazione tra linnovazione didattica
e organizzativa e le tecnologie digitali. In questo ambito il Piano costituisce
lo strumento principale per attuare tutte le azioni del Piano Nazionale Scuo-
COMPETENZE DIGITALI E NUOVI AMBIENTI PER LAPPRENDIMENTO

la Digitale sulla base dei principi in esso contenuti. Obiettivo fondamentale


quello di rafforzare la preparazione del personale docente allutilizzo del
digitale, usando il linguaggio della didattica e promuovendo con convinzio-
ne la didattica attiva (in stretta sinergia con la sezione 4.1 di questo capitolo).
Il Piano nazionale per la scuola digitale (PNSD) concorre alla formazione
dei docenti sullinnovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale
nellinsegnamento, lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti, non-
ch alla formazione dei direttori dei servizi generali e amministrativi, degli
assistenti amministrativi e degli assistenti tecnici per linnovazione digitale
nellamministrazione (L. 107/2015, comma 58, lett. d ed e).
Le esigenze formative connesse al rapporto tra innovazione didattica e or-
ganizzativa e competenze digitali costituiscono un bacino piuttosto ampio:
non si tratta solo di promuovere lutilizzo delle tecnologie al servizio dellin-
novazione didattica, ma anche di comprendere il loro rapporto con ambien-
ti dellapprendimento rinnovati (fisici e digitali, a scuola e oltre), con una
nuova edilizia scolastica, con levoluzione dei contenuti e della loro distri-

32
CAPITOLO 4

buzione e produzione in Rete e con levoluzione continua delle competenze


digitali, in relazione alle tre dimensioni identificate nel PNSD: trasversale,
computazionale e come agente attivo del cambiamento sociale.
La formazione, inoltre, dovr prevedere attivit di tipo laboratoriale e in
situazione, preferibilmente utilizzando la modalit BYOD, anche tramite
percorsi di ricerca-azione promossi da Reti di scuole. Si dovr poi favorire
anche la sperimentazione di curricoli verticali e la creazione di comunit di
pratiche accompagnando processi dal basso.

CONTENUTI CHIAVE
(per un dettaglio si veda il Piano Nazionale Scuola Digitale)

Missione e visione del PNSD; cultura digitale e cultura dellinnovazione;


integrazione PNSD-PTOF; ambienti per la didattica digitale integrata
e per la collaborazione; scenari e processi didattici per lintegrazione
degli ambienti digitali per la didattica e luso di dispositivi individuali a
scuola (Bring Your Own Device - BYOD); valorizzazione delle pratiche
innovative; coinvolgimento della comunit scolastica e territoriale;
sperimentazione e diffusione di metodologie e processi di didattica attiva
e collaborativa; documentazione dellattivit didattica; risorse educative
aperte (Open Educational Resources - OER); archivi digitali online e
affidabilit delle fonti; tecniche di costruzione di contenuti digitali per la
didattica; copyright e licenze aperte; open source e condivisione del sapere;
documentazione digitale e biblioteche scolastiche; ICT per linclusione;
educazione ai media; social media policy e uso professionale dei social
media; collaborazione e comunicazione in rete; cittadinanza digitale;
ricerca, selezione, organizzazione di informazioni; (open e big) data
literacy; pensiero computazionale; creativit digitale (making) e robotica
educativa; information literacy.

LINEE STRATEGICHE
COMPETENZE DIGITALI E NUOVI AMBIENTI PER LAPPRENDIMENTO

Promuovere il legame tra innovazione didattica e metodologica e


tecnologie digitali;
Promuovere il legame tra innovazione organizzativa, progettazione per
lautonomia e tecnologie digitali;
Rafforzare la formazione allinnovazione didattica a tutti i livelli
(iniziale, in ingresso, in servizio);
Valorizzare lazione dellanimatore digitale e del team per linnovazione;
Rafforzare cultura e competenze digitali del personale scolastico,
con riferimento a tutte le dimensioni delle competenze digitali
(trasversale, computazionale e di cittadinanza digitale), verticalmente
e trasversalmente al curricolo;
Promuovere leducazione ai media nelle scuole di ogni ordine e grado,
per un approccio critico, consapevole e attivo alla cultura, alle tecniche
e ai linguaggi dei media;

33
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Rafforzare il rapporto tra competenze didattiche e nuovi ambienti per


lapprendimento, fisici e digitali;
Utilizzare competenze e ambienti digitali per la promozione della
lettura e dellinformation literacy;
Promuovere unadeguata complementariet tra utilizzo delle tecnologie
digitali e abilit manuali, compresa la scrittura a mano, per favorire un
pieno sviluppo delle competenze psico-motorie degli studenti;
Stimolare la produzione di Risorse Educative Aperte (OER) per
favorire la condivisione e la collaborazione nellottica di promuovere la
cultura dellapertura;
Favorire percorsi di alta formazione allestero sui temi dellinnovazione.

ESEMPI DI DESTINATARI

Animatori digitali e team per linnovazione per sostenere linnovazione


in ciascuna istituzione scolastica;
Docenti di scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo
grado, per garantire una piena correlazione tra innovazione
didattica e organizzativa e le tecnologie digitali, anche in relazione
agli investimenti in ambienti digitali, laboratori, atelier creativi e
biblioteche innovative;
Docenti referenti dei dipartimenti disciplinari, tutor e formatori, per
dare vita a laboratori territoriali di ricerca e didattica, formazione e
sperimentazione;
Gruppi misti di dirigenti scolastici, personale amministrativo e docenti
per progettare la strategia di innovazione digitale della scuola e
lintegrazione tra PNSD e PTOF;
Docenti di Tecnologia, per linnovazione della disciplina;
Docenti di scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado, per
lo sviluppo strutturale del pensiero computazionale;
Dirigenti scolastici;
COMPETENZE DIGITALI E NUOVI AMBIENTI PER LAPPRENDIMENTO

Personale ATA.

Target Azioni formative Soggetti da Quando


coinvolgere
Animatori digitali Temi e visione del PNSD e ruolo di 8.300 Marzo-Settembre
coordinamento per linnovazione a scuola 2016 (in corso)
Animatori digitali Scambi allestero 500 Giugno-
Settembre 2016
(in corso)
Team per linnovazione Temi e visione del PNSD e innovazione 24.000 Marzo-Settembre
didattica 2016 (in corso)
Dirigenti scolastici PNSD: Innovazione, ICT management e 7.000 Aprile-Dicembre
leadership 2016 (in corso)
Direttori dei PNSD: focus su progettazione 8.000 Aprile-Dicembre
servizi generali e 2016 (in corso)
amministrativi

34
CAPITOLO 4

Personale ATA PNSD: focus su progettazione 15.000 Settembre


2016-Maggio
2017
Docenti di ogni ordine Innovazione didattica e rapporto tra attivit 85.000 Settembre 2016
e grado di scuola didattica e PNSD Maggio 2017
Personale scolastico Alta formazione digitale allestero 1.000 A partire dal
2017
Docenti di scuola Ambienti di apprendimento: innovazione 16.500 A partire dal
primaria didattica, pensiero computazionale e creativit, 2017
contenuti digitali
Docenti di scuola Ambienti di apprendimento: innovazione 16.500 A partire dal
secondaria I grado didattica, creativit e competenze digitali, 2017
pensiero computazionale, contenuti digitali
Docenti di scuola Scenari didattici per il curricolo di 12.000 A partire dal
secondaria I grado Tecnologia (prototipazione digitale, stampa 2017
3d, pensiero computazionale)
Docenti di scuola Ambienti apprendimento: innovazione 10.500 A partire dal
Secondaria di II grado didattica, competenze digitali, contenuti 2017
digitali, potenziamento in chiave digitale degli
indirizzi caratterizzanti
Personale ATA e Assistenza tecnica (formazione di base) 5.500 Settembre 2016
docenti del primo ciclo -Maggio 2017

4.4
COMPETENZE DI LINGUA STRANIERA

Considerato il nuovo contesto plurilingue in cui la scuola oggi si trova ad


operare, costituito dal confronto con altre lingue e culture nonch da scambi
e relazioni con altri paesi europei ed extraeuropei, necessario ampliare la
prospettiva e sviluppare la competenza plurilingue e interculturale di tutto il
personale della scuola. Il punto di partenza essenziale rappresentato da una
buona capacit di comprensione delle lingue straniere, a partire dallinglese,
in quanto competenza necessaria allo sviluppo professionale individuale di
tutti i docenti.
Le competenze linguistiche e interculturali vanno acquisite attraverso una
variet di percorsi di cui alle linee strategiche che seguono.
Per i docenti di lingua straniera il mantenimento di un elevato livello di com-
petenza linguistico-comunicativa e metodologica un aspetto fondamentale
COMPETENZE DI LINGUA STRANIERA

dello sviluppo professionale continuo. Per i docenti di altre discipline in molti


casi si tratta di consolidare e migliorare i livelli di competenza linguistica,
in altri casi di iniziare percorsi di apprendimento delle lingue straniere. In
questo contesto anche importante predisporre contenuti da veicolare diret-
tamente in lingua straniera.
I percorsi di metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning)
sono fondamentali per attuare pienamente quanto prescritto dai Regolamenti
di Licei e Istituti Tecnici nonch per ampliare lofferta formativa attraverso
contenuti veicolati in lingua straniera in tutte le classi delle scuole secondarie

35
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

di primo e secondo grado e, in misura crescente, delle scuole primarie.


Lo sviluppo professionale pu avvenire sia su iniziativa personale, sia in base
a percorsi formativi offerti dal MIUR, sia con lattivazione di visite, scambi,
o gemellaggi, anche sfruttando le opportunit offerte dal programma Era-
smus+. da programmare che ogni insegnante, di lingue e non, possa avere
la possibilit nel corso della sua carriera di stage, visite di studio, perma-
nenze allestero, attivit di job shadowing al fine di affinare le competenze
linguistiche e interculturali.

CONTENUTI CHIAVE

Lingue straniere; competenze linguistico-comunicative; curricoli verticali


per le lingue straniere; la dimensione linguistica nella metodologia CLIL;
educazione linguistica; competenze metodologiche per linsegnamento
delle lingue straniere; verifica e valutazione dellapprendimento linguistico
in relazione al Quadro Comune Europeo di Riferimento; competenze
digitali e nuovi ambienti per lapprendimento; plurilinguismo; rapporto
tra lingue, competenze interculturali; dialogo interculturale e cittadinanza
globale; internazionalizzazione dei curricoli; mobilit transnazionale (stage,
job shadowing, visite di studio, scambi e permanenze allestero).

LINEE STRATEGICHE

Rafforzare il livello medio di padronanza della lingua inglese di tutti i


docenti;
Definire un quadro di sviluppo professionale continuo per i docenti
sia di lingua straniera sia di altre discipline dei vari livelli scolastici
(definizione di profili professionali, standard qualitativi, ecc.);
Definire profili professionali per formatori/tutor;
Progettare percorsi formativi personalizzati, caratterizzati da
tutoraggio e da misurazione continua delle competenze;
Promuovere percorsi formativi basati sulla pratica di abilit audio-orali
e lo scambio culturale, anche attivando contatti con classi a distanza
con scuole, docenti e classi di altri Paesi;
Offrire percorsi che combinino diverse modalit formative (es.lingua
e cultura, tecniche innovative,misurazione e valutazione delle
competenze linguistiche, corsi in presenza, online, stage allestero, ecc.);
Stimolare lutilizzo di contenuti in lingua, anche attraverso
COMPETENZE DI LINGUA STRANIERA

approfondimenti tematici (es. STEM), e la promozione della lettura;


Eventuale certificazione, da parte di enti terzi, dei livelli di competenze
linguistiche raggiunti.

ESEMPI DI DESTINATARI

Docenti formatori e tutor, per i vari gradi di scuola, anche attraverso


percorsi allestero;
36
CAPITOLO 4

Docenti di tutte le lingue straniere (inglese, francese, tedesco, russo,


spagnolo, cinese, arabo, ecc.), per consolidamento delle competenze
linguistiche e sviluppo di metodologie innovative;
Docenti di altre discipline della scuola secondaria, per lo sviluppo delle
competenze sia linguistiche sia metodologiche per CLIL;
Docenti della scuola dellinfanzia e della scuola primaria per lo
sviluppo delle competenze linguistiche per il raggiungimento del livello
B1;
Docenti della scuola primaria, per sviluppo delle competenze sia
linguistiche (passaggio da B1 a B2) sia metodologiche per CLIL:
Docenti della scuola primaria e docenti della scuola secondaria per la
progettazione e costruzione di curricoli verticali per le lingue straniere
e/o di percorsi CLIL
Target Azioni formative Soggetti da Quando
coinvolgere
Formatori/tutor (docenti di tutti Percorsi di formazione linguistica e 1.500 Anni
gli ordini e gradi di scuola di metodologica scolastici
tutte le lingue straniere) 2016/2018
Docenti di scuola dellinfanzia Percorsi di formazione linguistica con 10.000 Anni
A0 > B1 elementi di metodologia didattica innovativa scolastici
per il raggiungimento del livello B1. 2016/2019
Docenti di scuola primaria Percorsi di formazione linguistica con 10.000 Anni
A1 > B1 elementi di metodologia didattica innovativa scolastici
per il raggiungimento del livello B1. 2016/2019
Docenti di scuola primaria Percorsi di formazione linguistica con 25.000 Anni
B1 > B2 elementi di metodologia didattica innovativa scolastici
per il raggiungimento del livello B2 previsto 2016/2019
successivo percorso di metodologia CLIL
per 10.000 docenti del gruppo formato al B2
Docenti di lingua straniera di Percorso di potenziamento linguistico con 10.000 Anni
Scuola Secondaria di I grado elementi di metodologia didattica innovativa scolastici
2016/2019
Docenti di DNL di Scuola Percorsi di formazione linguistica per il 10.000 Anni
Secondaria di I grado raggiungimento del livello B2 (propedeutico scolastici
A1 > B2 al CLIL) 2016/2019
Docenti di lingua straniera e di Percorsi di formazione metodologica per il 15.000 Anno
DNL di scuola secondaria di I CLIL scolastico
grado CLIL 2017/2018
Docenti di lingua e cultura Percorso di potenziamento linguistico con 10.000 Anni
straniera di Scuola secondaria di elementi di metodologia didattica innovativa scolastici
II grado 2016/2019
Docenti di lingua e cultura Percorsi di formazione metodologica per il 10.000 Anni
COMPETENZE DI LINGUA STRANIERA

straniera di Scuola secondaria di CLIL scolastici


II grado 2016/2019
Docenti di DNL di Scuola Percorsi di formazione linguistica per 20.000 Anni
Secondaria di II grado il raggiungimento del livello C1 scolastici
B1 > C1 ( propedeutico al CLIL) 2016/2019
Docenti di DNL di scuola Percorsi di formazione metodologica per il 10.000 Anno
secondaria di II grado CLIL CLIL scolastico
2017/2018

37
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

4.5
INCLUSIONE E DISABILIT

Una delle caratteristiche distintive della scuola italiana lattenzione allin-


clusione.
Per interpretare linclusione come modalit quotidiana di gestione
delle classi, la formazione deve essere rivolta sia agli insegnanti specializ-
zati nel sostegno, che a tutti gli insegnanti curricolari.
Indicazioni e Linee Guida ricordano che la diversit pone allazione didatti-
ca ed educativa una grande sfida: essere capaci di fronteggiarla, disponendo
di adeguate competenze nelle strategie didattiche inclusive, risponde non
solo ai bisogni degli alunni disabili o con Disturbi Specifichi di Appren-
dimento, con altre difficolt o disturbi evolutivi e con svantaggio sociale e
culturale, ma innalza la qualit dellapprendimento di tutti gli alunni.
Lobiettivo quindi ripensare la progettazione curricolare come flessibile
e aperta a differenti abilit, attenta allaccrescimento di competenze com-
plementari sviluppate che concorrono al percorso educativo personalizzato
degli studenti. Attualmente, sono circa 258.000 le classi e 420.000 gli alun-
ni certificati con disabilit e DSA.
Un aspetto chiave inoltre quello della presa in carico dellalunno, che
deve essere realizzato da tutta la comunit educante, evitando processi
di delega al solo docente di sostegno. Da qui dunque la necessit di inter-
venti formativi mirati, specifici, modulari ossia che tengano conto dei di-
versi livelli di partenza di chi accede alla formazione e, soprattutto, basati
su una visione partecipata dellinclusione e orientati alla cooperazione e al
cooperative teaching.
Allinizio di ogni anno scolastico cos come anche richiamato dalle Linee
guida per lintegrazione scolastica degli alunni con disabilit (2009)
auspicabile che si realizzino incontri e riunioni mirate con la pi ampia par-
tecipazione del consiglio di classe o dellintero team docente in tutte quelle
classi che accolgono alunni con disabilit o con altre difficolt/disturbi di
apprendimento per prevedere collegialmente specifici interventi formativi.
fondamentale evidenziare, anche allinterno dei percorsi formativi, lim-
portanza del lavoro in rete e della programmazione territoriale rammentan-
do loperato e la disponibilit di scuole-polo per linclusione, presso le quali
operano docenti con specifiche competenze (ad esempio nel campo delle
nuove tecnologie per la disabilit).
INCLUSIONE E DISABILIT

38
CAPITOLO 4

CONTENUTI CHIAVE

La scuola inclusiva: ambienti, relazioni, flessibilit ; classi inclusive;


progettazione individualizzata e personalizzata: modelli e metodologie;
valutazione degli apprendimenti e certificazione delle competenze degli
alunni con disabilit; autovalutazione, valutazione e miglioramento
dellinclusione nellistituto; piano dellinclusione: strategie e strumenti; la
corresponsabilit educativa; gestione della classe; leadership educativa per
linclusione; tecnologie digitali per linclusione; didattiche collaborative,
differenziazione didattica, misure compensative e dispensative; ruolo
delle figure specialistiche; ruolo del personale ATA; ruolo di altri
soggetti del territorio appartenenti alla comunit educante; relazione
tra progettazione e metodologie didattiche curriculari e sviluppo di
competenze complementari sviluppate anche in orario extrascolastico che
concorrono positivamente al percorso educativo complessivo; sostegno
diffuso; progetto di vita.

LINEE STRATEGICHE

Rafforzare la capacit di ogni scuola di realizzare elevati standard


di qualit nellinclusione, anche attraverso la formazione di figure
di referenti, coordinatori, tutor dellinclusione e la definizione di
indicatori di qualit, lanalisi dei dati, la verifica di impatto, gli esiti a
distanza;
Promuovere e favorire la relazione con le famiglie e le associazioni
valorizzando la condivisione di obiettivi e le modalit di lettura e di
risposta dei bisogni;
Promuovere metodologie e didattiche inclusive;
Garantire percorsi formativi specifici per tutti gli insegnanti
specializzati di sostegno, anche per approfondire conoscenze specifiche
in relazione alle singole disabilit;
Rafforzare le capacit inclusive di tutti i docenti curricolari, attraverso
lapplicazione di metodologie e tecniche per favorire linclusione e la
sperimentazione di modelli di collaborazione e cooperazione dei team
docenti;
Assicurare a team di docenti e consigli di classe che accolgono nella
propria classe alunni disabili un modulo formativo per consolidare
le capacit di progettazione, realizzazione, valutazione di percorsi
didattici appropriati e integrati, anche in collaborazione con altri
soggetti che appartengono alla comunit educante del territorio di
riferimento;
INCLUSIONE E DISABILIT

Promuovere la ricerca sulle didattiche inclusive, anche di carattere


disciplinare e nelle sue connessioni interdisciplinari, per produrre
risorse didattiche per gli insegnanti, in collaborazione con universit,
centri di ricerca e associazioni;

39
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Sostenere lo sviluppo di una cultura dellinclusione nel mondo della


scuola, in collaborazione con il terzo settore, le istituzioni locali e
socio-sanitarie e altri attori del territorio per una piena assunzione dei
progetti di vita degli allievi disabili;
Favorire lintegrazione tra attivit curricolari ed extracurriculari e tra
didattica formale e metodologie di insegnamento informali;
Promuovere la progettazione di ambienti inclusivi e approfondire luso
delle tecnologie digitali come strumenti compensativi.

ESEMPI DI DESTINATARI

Referenti di istituto per il coordinamento delle azioni di integrazione


nei piani inclusivi di scuola;
Docenti di sostegno (nel triennio va assicurato un modulo specifico di
approfondimento per tipologie di disabilit);
Docenti curricolari (team e consigli di classe) per migliorare la
programmazione di classe in presenza di allievi con disabilit, disturbi
e difficolt di apprendimento;
Figure di supporto (mediatori, assistenti per la comunicazione,
educatori, personale di collaborazione) per migliorare le capacit di
progettazione integrata;
Dirigenti scolastici;
Personale ATA.

Target Azioni formative Soggetti da coinvolgere Quando


Figure di Formazione di almeno due docenti per 17.000 A partire dal
coordinamento ciascuna Istituzione scolastica per azioni di 2017
coordinamento sullinclusione
Dirigenti scolastici Formazione su inclusione scolastica 7.000 A partire dal
2017
Personale ATA Formazione di almeno 2 figure per istituzione 33.000 A partire dal
scolastica (1 amministrativo e 3 collaboratori 2017
scolastici)
Docenti di ogni Didattica inclusiva, anche con luso delle 58.000 A partire dal
ordine e grado di tecnologie digitali 2017
scuola
Docenti di ogni Formazione su competenze psicopedagogiche 1.000 A partire dal
ordine e grado di di supporto alla progettazione per 2017
scuola coordinamento territoriale (referenti di
ambito)
Docenti di ogni Formazione su nuove tecnologie per la 1.000 A partire dal
ordine e grado di disabilit per coordinamento territoriale 2017
INCLUSIONE E DISABILIT

scuola (referenti di ambito)


Docenti di Formazione su specifiche disabilit 16.500 A partire dal
sostegno 2017

40
CAPITOLO 4

4.6
COESIONE SOCIALE E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

La scuola sta sempre di pi assumendo consapevolezza del proprio ruolo


di soggetto attivo della comunit civile, come spazio delle libert e delle
responsabilit, dei diritti e dei doveri.
Questo processo attraversa anche le questioni della gestione politica terri-
toriale che, al contempo, si trova a dover affrontare le urgenze imposte dal
contesto sociale in cui le istituzioni scolastiche operano.
Oggi pi che mai i fenomeni sempre pi diffusi di espressione del disagio
giovanile che, ad esempio, pu sfociare in veri e propri episodi di bullismo
e di violenza, richiedono un sistema educativo proattivoche guardi allo stu-
dente e alla necessit che la classe e la scuola siano luoghi di assunzione di
responsabilit delle esigenze e dei bisogni dellaltro.
Ampio spazio deve essere concesso allo sviluppo di sistemi di rete e di valo-
rizzazione del territorio, proprio perch la rete rappresenta una forma di or-
ganizzazione complessa, funzionale allattuazione del diritto al ben-essere.
Il Ministero, nellimpostare azioni a promozione del Welfare dello Studen-
te, inteso come modello di azione volto a promuovere stili di vita corretti,
uneducazione alla salute e allalimentazione sana, la necessit di agire per
prevenire il disagio e fenomeni di bullismo e cyberbullismo, parte dai conte-
nuti presenti anche nel Programma Nazionale La Scuola al Centro.
La Scuola al Centro un modello di intervento per prevenire la dispersio-
ne scolastica incentivando la coesione sociale e intervenendo su pi fronti
per il recupero del territorio (interventi su ambienti per lapprendimento,
per lintegrazione dellofferta formativa) la riqualificazione delle periferie e
per contrastare la povert sociale che spesso si trasforma in povert edu-
cativa. Il piano si rivolge ad una platea eterogenea composta dagli alunni
della scuola stessa, dai loro genitori, dalla popolazione giovanile ed adulta
del territorio.
COESIONE SOCIALE E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

Occorre che anche la formazione degli insegnanti si confronti con la neces-


sit di utilizzare metodi e modelli in grado di orientare lazione educativa
per fornire agli studenti strumenti per la lettura critica della realt in cui
vivono.
La scuola in tal modo si riappropria del ruolo di centro di promozione cul-
turale, relazionale e di cittadinanza attiva nella societ civile in cui opera,
favorendo rientri scolastici e creando occasioni sistematiche di formazione,
in grado di elevare il livello culturale e di benessere generale del territorio e
di offrire opportunit di accesso e di mobilit lavorativa.
In questa ottica, occorre verificare il legame tra la progettazione e la di-
dattica curriculari e iniziative che coinvolgono alunni e studenti, anche in
orario extrascolastico, da parte di vari soggetti del territorio in unottica
di offerte educative proposte da comunit educanti a cui la scuola potr
partecipare attivamente insieme a soggetti del terzo settore, associazioni di
famiglie, associazioni culturali ecc. Questo infatti uno degli obiettivi che

41
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

si pone il Fondo per il contrasto della povert educativa minorile, inserito


nella Legge di stabilit 2016 (legge 208 del 28/12/2015, art. 1 comma 392-
395), strumento recentemente previsto dal Governo in collaborazione con le
Fondazioni di origine bancaria italiana che prevede la messa a disposizione
di risorse sullintero territorio nazionale per contribuire alla lotta di diverse
forme di povert educativa dei minori italiani, fenomeno che interessa in
dimensioni crescenti aree estese del nostro Paese.
La formazione degli insegnanti potr anche ricorrere, attraverso la presen-
tazione di progetti anche di portata nazionale, alle risorse del Fondo per
la povert educativa minorile, che punta a riconoscere e a risolvere stati di
marginalit che umiliano ed escludono bambini e bambine, ragazze e ragaz-
zi, dentro e fuori il sistema scolastico, e che possono proprio trovare nella
scuola il luogo in cui essere fatti eguali.

CONTENUTI CHIAVE

Leducazione al rispetto dellaltro; il riconoscimento dei valori della


diversit come risorsa e non come fonte di disuguaglianza; lotta
alle discriminazioni; prevenzione del bullismo e del cyberbullismo;
potenziamento delle competenze di base e delle life skills; didattiche
collaborative, differenziazione didattica, misure compensative e
dispensative; gestione della classe; ruolo delle figure specialistiche; ruolo
del personale ATA; ruolo di altri soggetti del territorio appartenenti alla
comunit educante; progettazione di interventi per il recupero del disagio
e per prevenire fenomeni di violenza a scuola; metodologie didattiche
curriculari e sviluppo di competenze complementari sviluppate anche in
orario extrascolastico che concorrono positivamente al percorso educativo
complessivo.

LINEE STRATEGICHE

Promuovere la centralit dello studente e della persona con i suoi


bisogni e le sue aspettative, attivando percorsi di formazione a partire
da bisogni concreti e dalla realt quotidiana;
COESIONE SOCIALE E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

Rafforzare la capacit di ogni scuola di realizzare elevati standard di


qualit per il benessere degli studenti e il recupero del disagio sociale
anche attraverso la formazione di figure di referenti, coordinatori, tutor
per il welfare dello studente e per la lotta al disagio sociale/bullismo;
Rafforzare il ruolo del docente, individualmente e in gruppo, quale
guida e accompagnatore nei momenti di difficolt,di scelta e di
decisione dello studente;
Attivare percorsi di coinvolgimento delle famiglie in attivit integrative
da realizzare in orario scolastico ed extra-scolastico;
Sostenere lo sviluppo di una cultura delle pari opportunit e del
rispetto dellaltro;
Favorire lintegrazione tra attivit curricolari e attivit extracurriculari
con obiettivo di lotta alla dispersione scolastica, promuovendo

42
CAPITOLO 4

iniziative a forte valenza socializzante, quali, ad esempio, il teatro, le


arti figurative, la musica, il canto, la lettura, le attivit sportive, anche
per potenziare il senso di appartenenza alla scuola, per favorire una
interazione sistematica ed una corresponsabilit educativa fra scuola e
famiglia;
Sviluppare il collegamento tra scuola e altri soggetti del territorio
coinvolti nel percorso educativo degli studenti, in collaborazione con il
terzo settore, le istituzioni locali e socio-sanitarie;
Sostenere lincontro tra didattica formale e metodologie di
insegnamento informali, anche attraverso modelli di peer-education.

ESEMPI DI DESTINATARI

Referenti di istituto o reti di scuole per il coordinamento delle azioni


di promozione del welfare dello studente, di prevenzione del bullismo e
della violenza e per il recupero del disagio sociale;
Figure di supporto (mediatori, assistenti per la comunicazione,
educatori, personale di collaborazione) per migliorare le capacit di
progettazione integrata;
Docenti dellorganico dellautonomia;
Dirigenti scolastici;
Personale ATA.

Target Azioni formative Soggetti da coinvolgere Quando


Docenti di ogni Formazione di figure di coordinamento su Almeno 2 docenti per A partire dal
ordine e grado di competenze psico-pedagogiche e sociali per scuola (16.500) 2017
scuola prevenzione disagio giovanile nelle diverse
forme e promozione del Welfare dello
studente
Personale ATA Formazione su Welfare dello studente 16.500 A partire dal
prevenzione disagio giovanile nelle diverse 2017
forme
Dirigenti scolastici Formazione su Welfare dello studente e 7.000 A partire dal
COESIONE SOCIALE E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE

prevenzione disagio giovanile nelle diverse 2017


forme
Docenti di ogni Percorsi di tipo specialistico legati al 8.500 A partire dal
ordine e grado di fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo 2017
scuola
Docenti di ogni Coordinamento territoriale (ambiti) 650 A partire dal
ordine e grado di 2017
scuola

43
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

4.7
INTEGRAZIONE, COMPETENZE DI CITTADINANZA
E CITTADINANZA GLOBALE

La diversit etnica, culturale, religiosa iscritta nella nostra societ: per gli
allievi e le allieve del sistema scolastico che la vivono come condizione di
minorit e di potenziale emarginazione, la presenza di insegnanti capaci di
comprenderli e fare della diversit una straordinaria opportunit educativa
essenziale. Proprio la diversit delle diversit, dunque, rende necessaria
una concentrazione di risorse e di impegno per far s che i docenti che
vogliano dotarsi di conoscenze adeguate ad affrontare una tavolozza di si-
tuazioni dalle combinazioni infinite trovino occasioni e strumenti adeguati.
LItalia ha infatti un patrimonio professionale gi vasto: ma nessuno ignora
che su questo terreno si gioca (e si perde, come dimostrano altri paesi) la
sfida per prevenire le degenerazioni violente e ideologiche comunemente
catalogate come radicalizzazione.
Per questo serve una acquisizione delle competenze specifiche di educazio-
ne alla interculturalit, una capacit di dare accesso alla lingua e alla nostra
cultura nazionale che per natura sua un fattore accogliente e unificante, e
moltiplicare le opportunit per acquisire competenze specialistiche in ma-
teria di pluralismo religioso, rispetto delle affettivit, diritti isodidattici ed
empowerment.
Lintegrazione degli alunni stranieri e il dialogo interculturale
La qualit e i risultati dellintegrazione scolastica degli studenti con back-
ground straniero dipendono in larga misura dalle competenze professionali
degli insegnanti e dei dirigenti delle scuole multiculturali.
Ventanni e pi di sperimentazioni didattiche e organizzative, di riflessioni
INTEGRAZIONE, COMPETENZE DI CITTADINANZA E CITTADINANZA GLOBALE

sulle azioni realizzate e sui loro risultati hanno sviluppato un patrimonio


professionale e di buone pratiche che occorre utilizzare per far diventare
il sistema scolastico un sistema esperto nellintegrazione scolastica de-
gli studenti stranieri, nelleducazione allinterculturalit e nello sviluppo di
competenze di cittadinanza globale.
La formazione degli insegnanti non deve essere di tipo esclusivamente spe-
cialistico, ma guarda anche ai temi delleducazione allinterculturalit e alla
cittadinanza globale, supporta la ricchezza e lefficacia delle relazioni tra
scuola e famiglie straniere, sviluppa la sensibilit e la consapevolezza pro-
fessionale in ordine allaccoglienza, alla peer education, allorientamento
scolastico e professionale.
I principali campi di interesse sono:

44
CAPITOLO 4

le competenze glottodidattiche specialistiche necessarie ad insegnare


litaliano agli studenti, anche nati in Italia, che hanno una diversa lingua
materna, non solo come pronto soccorso linguistico ma correlata con la
valorizzazione dellidentit, della cultura di appartenenza, dei rapporti
tra culture, del confronto di valori.
lo sviluppo delle competenze per tutti gli insegnanti del team al
fine di gestire in modo condiviso i piani educativi personalizzati. Ci
significa saper co-decidere ladattamento dei curricoli secondo i livelli e i
progressi delle competenze linguistiche degli studenti, individuando gli
obiettivi disciplinari irrinunciabili e anche i possibili strumenti alterna-
tivi per raggiungerli.
La valutazione deve essere realizzata attraverso la ricerca di un equi-
librio tra la necessit per gli insegnanti di adottare criteri valutativi che
tengano conto del necessario adattamento del percorso scolastico e
limportanza di garantire percorsi valutativi coerenti per tutti.
Lo sviluppo della sensibilit culturale e delle conoscenze specifiche
che possono favorire leducazione allinterculturalit e alla cittadinan-
za globale potranno essere sostenute attraverso: la compresenza di pi
lingue, lutilizzo delle lingue veicolari per facilitare la comunicazione, la
valorizzazione dellapporto identitario delle lingue "del patrimonio", la
creazione di occasioni attive di scambio culturale.
Lo sviluppo della conoscenza e della storia delle culture attraverso
la creazione di una coscienza degli scambi scientifici, filosofici, artistici e
dottrinali e laccumulazione in seno al sistema scolastico di un pi vasto
capitale plurilinguistico e pluriculturale.
Le competenze storico-religiose necessarie per comprendere ciascuna
delle grandi comunit di fedi, la loro storia, la storia delle loro relazioni e
dei sistemi di espressione della libert nei diversi contesti storico-politici,
che consentano di avere in ogni ambito territoriale un numero discreto
di insegnanti con una formazione adeguata al paesaggio plurireligioso;
Lo sviluppo del pensiero critico, del dialogo (interculturale e in-
terreligioso) del rispetto e della mutua comprensione, fondamentali
per contrastare lintolleranza e gli estremismi.
INTEGRAZIONE, COMPETENZE DI CITTADINANZA E CITTADINANZA GLOBALE
Allo stesso tempo, il dirigente scolastico, nella sua funzione di promozione
dei diritti costituzionalmente tutelati ha il compito di garantire sul piano or-
ganizzativo e amministrativo la qualit dell'integrazione di tutti gli studenti. I
principali campi di formazione sono:lacquisizione di competenze di tipo giu-
ridico e amministrativo, di competenze organizzative e didattiche, la capacit
di costruire relazioni positive con le famiglie e gli studenti stranieri, il coordi-
namento e linterazione della scuola con gli enti territoriali, lautovalutazione
dei processi interculturali come strategia di riflessione e miglioramento.
Le competenze di cittadinanza, in senso lato
In un senso pi ampio, la definizione di cittadinanza consapevole, sia in
unottica di territorio che nella sua necessaria interpretazione globale, deve
essere sempre pi inclusiva di tutte le dimensioni della cittadinanza: non
solo dellintegrazione culturale o delleducazione alla legalit, ma anche la
cura dei beni comuni, leducazione ambientale e alimentare, i corretti stili
di vita, la parit di genere, il dialogo (interculturale e interreligioso), la cit-
tadinanza scientifica, le migrazioni e la media literacy. Il punto di arrivo di
questo approccio unidea inclusiva e moderna di cittadinanza globale.

45
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

CONTENUTI CHIAVE

Cittadinanza globale; identit culturale; interlingua e ambiente plurilingue;


seconde generazioni; gestione della classe; competenze glottodidattiche;
italiano L2; mediazione linguistica e culturale; globalizzazione e
interdipendenza; spazio culturale europeo; lingue "del patrimonio" e
lingue veicolari; cittadinanza attiva e diritti del cittadino; stili di vita;
educazione ambientale; educazione alimentare; cura dei beni comuni; pari
opportunit; spirito critico, dialogo e media literacy, dialogo interculturale
e interreligioso; migrazioni; educazione alla pace; cittadinanza scientifica.

LINEE STRATEGICHE

Garantire in ogni scuola la presenza di un nucleo di insegnanti in


grado di fronteggiare i processi di accoglienza, alfabetizzazione,
mediazione culturale, a partire dalle aree a forte immigrazione;
Attrezzare la scuola a vivere gli scenari della globalizzazione, come
apertura ai processi di interdipendenza, di pluralismo culturale, di
scambio, ma anche di valorizzazione dei segni distintivi della cultura
europea (democrazia, pari opportunit, nuovo umanesimo, coesione
sociale, diritti civili);
Rafforzare le competenze culturali, linguistiche e comunicative dei
docenti, per favorire programmi di plurilinguismo, di modernizzazione
dellinsegnamento e il confronto con gli altri paesi;
Rafforzare le competenze glottodidattiche e per linsegnamento di
italiano come Lingua Seconda (L2);
Promuovere una corretta valutazione delle competenze degli alunni
stranieri;
INTEGRAZIONE, COMPETENZE DI CITTADINANZA E CITTADINANZA GLOBALE

Promuovere uninterpretazione moderna e inclusiva della cittadinanza


consapevole e delle competenze di cittadinanza, anche attraverso lo
sviluppo dellidea di cittadinanza globale.

ESEMPI DI DESTINATARI

In ogni scuola, figure sensibili e referenti , in grado di coordinare


programmi di accoglienza, integrazione sociale e animazione culturale,
internazionalizzazione e scambio, partenariati europei;
Assicurare ad almeno un team docente per ogni scuola una
formazione in accompagnamento per sperimentare efficaci
percorsi di integrazione multiculturale anche in collaborazione con
formatori, centri risorse, rappresentanti di reti innovative, esperti
dellassociazionismo, per produzione e valutazione di itinerari di
didattica integrata;
Figure di riferimento per la promozione su base territoriale delle

46
CAPITOLO 4

competenze di cittadinanza e la cittadinanza globale;


Dirigenti scolastici per lo sviluppo di competenze giuridiche,
organizzative, di relazione e di coordinamento territoriale;
Personale ATA.

Target Azioni formative Soggetti da coinvolgere Quando


Docenti di ogni Formazione di figure di coordinamento per Almeno 3 docenti per A partire dal
ordine e grado di programmi di accoglienza, integrazione e scuola (24.000) 2017
scuola animazione culturale e scambi internazionali
Docenti di ogni Team di docenti per sperimentare percorsi Almeno 3 docenti per A partire dal
ordine e grado di di integrazione multiculturale, mediazione scuola (32.000) 2017
scuola e dialogo culturale e itinerari di didattica
integrata
Docenti di ogni Italiano come Lingua Seconda e 20,000 (sulla base di A partire dal
ordine e grado di valorizzazione del plurilinguismo almeno 28,000 studenti 2017
scuola con difficolt linguistiche)
Docenti di ogni Competenze di cittadinanza e cittadinanza Almeno 3 docenti per A partire dal
ordine e grado di globale (coordinamento) scuola (24.000) 2017
scuola
Docenti di ogni Competenze di cittadinanza e cittadinanza Almeno 10 docenti per A partire dal
ordine e grado di globale: parit di genere, educazione scuola (85,000) 2016/2017
scuola ambientale, educazione alimentare e corretti
stili di vita, cittadinanza scientifica, legalit e
cittadinanza attiva ecc.

4.8
SCUOLA E LAVORO

Il rapporto tra scuola e mondo del lavoro, questultimo inteso nelle sue di-
verse articolazioni (imprese, enti pubblici e privati, musei e soggetti operanti
nel campo del terzo settore, ma anche della cultura, dellarte e del patrimonio
ambientale, ecc.), risponde allesigenza di consentire agli studenti di prende-
re contatto con una realt produttiva, sociale, artistica e culturale in rapida
trasformazione, di esplorare vocazioni, opportunit, tensioni innovative, ma
soprattutto di modificare il tradizionale rapporto tra il conoscere, il fare e
lo sperimentare.
Buone esperienze di alternanza rappresentano per gli allievi un modo di-
verso di approfondire gli apprendimenti curricolari, contestualizzando co-
noscenze e misurandosi con lacquisizione di nuove competenze in compiti
di realt e in contesti di impegno diretto. Dellalternanza va dunque enfa-
tizzata la dimensione didattica e del social learning e non quella del mero
SCUOLA E LAVORO

addestramento a mansioni di carattere professionale. In unottica moderna,


inoltre, la formazione dello studente orientata, oltre che verso contenuti
strettamente disciplinari, nella direzione di favorire linserimento del gio-
vane in una dimensione organizzativa funzionante, favorendo lacquisizio-

47
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

ne delle competenze necessarie allagire con piena e immediata operativit.


Questa prospettiva, che motiva lestensione delle esperienze di alternanza a
tutti i percorsi di studio della scuola secondaria di II grado, implica signifi-
cativi momenti di formazione del personale, sia interni alla scuola, sia in col-
laborazione con interlocutori esterni e ospitanti le esperienze di alternanza.
La finalit principale di queste attivit quella di fornire ai desti-
natari gli strumenti per sviluppare progetti di alternanza qualitati-
vamente rilevanti e completi nelle fasi di processo (ideazione, innesco
relazione con struttura ospitante, co-progettazione, verifica aderenza curri-
colare, inserimento nella programmazione didattica, realizzazione percorsi,
certificazione competenze, valutazione, ecc.). In secondo luogo, il piano e le
azioni formative hanno linteresse a contribuire per la sensibilizzazione del-
le scuole secondarie di II grado (raggiungendo tutti gli attori della comunit
scolastica) sul significato culturale, educativo e funzionale dei percorsi di
alternanza scuola-lavoro.
La dimensione orientativa che caratterizza i percorsi di alternanza do-
vr trovare compimento attraverso lincontro con le realt pi dinamiche
dellinnovazione nel mondo del lavoro favorendo gli studenti nello svi-
luppo di competenze chiave espresse dallAgenda Europea 2020, qua-
li ad esempio limprenditorialit, intesa come atteggiamento pro-attivo nei
confronti delle problematiche affrontate, e lo spirito di iniziativa.
La realizzazione di queste misure (con specifico riferimento alle azioni for-
mative indicate nella tabella) sar facilitata da forme di coordinamento
territoriale che aggregheranno le diverse iniziative di formazione
(scambio delle best practice, formazione sulla sicurezza e sullo sviluppo di
progetti di alternanza, eventi di networking, sviluppo di relazioni funzionali
allalternanza ecc.).

CONTENUTI CHIAVE

Alternanza scuola-lavoro; competenze trasversali; imprenditorialit;


orientamento; inquadramento giuridico; tutoraggio interno ed esterno;
educazione finanziaria; learning by doing, impresa formativa simulata,
validazione delle competenze, forme di coordinamento territoriale;
assicurazione per gli studenti; salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Competenze e processo di gestione dellalternanza:
Obiettivi
1. conoscere il significato e le finalit dellalternanza scuola-lavoro;
2. declinare gli obiettivi dellalternanza in forma di competenze attese da
inserire nella programmazione didattica;
3. acquisire la competenza progettuale dei percorsi/esperienze di
alternanza scuola-lavoro (come si struttura in tutte le sue fasi di
processo e di contenuto);
4. saper gestire i percorsi di alternanza scuola-lavoro in tutte le loro fasi,
SCUOLA E LAVORO

in unottica organizzativa e di coordinamento delle attivit didattiche e


delle esperienze lavorative;
5. rafforzare la formazione alla certificazione congiunta (scuole e
strutture ospitanti) delle competenze raggiunte in uscita;

48
CAPITOLO 4

6) conoscere gli strumenti dellalternanza quali ad esempio i Protocolli


dintesa sullalternanza sottoscritti a livello centrale (MIUR) e periferico
(USR).
Conoscenze tecnico-giuridiche abilitanti:
Obiettivi
Fornire agli insegnanti le competenze tecnico-giuridiche abilitanti
per lalternanza scuola-lavoro (ad esempio la formazione in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro) e permettere
lacquisizione degli elementi chiave della normativa di riferimento e dei
suoi risvolti applicativi (ed esempio la copertura assicurativa, ecc.).
Network territoriale
Obiettivi
Permettere alle scuole di sviluppare relazioni sul territorio funzionali
alla realizzazione di percorsi di alternanza (ad esempio con Istituzioni,
associazioni di categoria e potenziali strutture ospitanti) per favorire
lintera progettazione e per promuovere congiuntamente una nuova
cultura dellalternanza.

LINEE STRATEGICHE

Sensibilizzare tutte le scuole secondarie di II grado sul significato


culturale, educativo e funzionale dei percorsi di alternanza scuola-
lavoro;
Rafforzare la formazione alla co-progettazione dei percorsi di
alternanza insieme alle strutture ospitanti, in termini di attivit da
svolgere, coerenza con il percorso formativo, competenze attese,
disciplinari e trasversali e di gestione tecnico-operativa;
Integrare la programmazione didattica tenendo conto delle
esperienze di alternanza scuola-lavoro, in unottica di coinvolgimento
pluridisciplinare;
Assicurare un plafond di conoscenze giuridiche, economico-finanziarie,
didattiche, del mercato del lavoro ai dirigenti scolastici ed alle figure
responsabili dei processi di alternanza;
Rafforzare la capacit di problem-solving e gestione delle criticit da
parte dei docenti utilizzando gli strumenti dellalternanza (es. linee
guida, accordi, piattaforme e altri contenuti ad hoc, ecc);
Rinnovare le pratiche dellorientamento scolastico, formativo e
professionale, in una dimensione verticale di rafforzamento nelle
ragazze e nei ragazzi di fiducia nei propri mezzi, di intraprendenza,
creativit, resilienza e capacit di fronte alle transizioni permanenti;
Gestire i percorsi di alternanza scuola-lavoro nelle varie fasi di
sviluppo, favorendo lintegrazione degli stessi nellorganizzazione delle
attivit didattiche, anche attraverso lutilizzo di strumenti di flessibilit
SCUOLA E LAVORO

che permettano di armonizzare lesperienza lavorativa dei giovani con


le esigenze puramente didattiche;
Rafforzare la formazione alla certificazione delle competenze raggiunte
in esito ai percorsi di alternanza scuola-lavoro e approfondire i temi

49
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

legati alla valutazione dei percorsi di alternanza, alla loro integrazione


nella dimensione curricolare, al rapporto tra saperi formali, informali e
non formali.

ESEMPI DI DESTINATARI

Tutti i docenti di scuola secondaria;


Figure di coordinamento e referenti scolastici territoriali per
lalternanza scuola-lavoro e docenti chiamati a svolgere funzioni di
tutoraggio nei percorsi di alternanza, in connessione con la formazione
dei tutor aziendali;
Dirigenti scolastici;
Personale ATA.

Target Azioni formative Soggetti da Quando


coinvolgere
Docenti di scuola Conoscenza degli strumenti e del processo Informazioni di Anno
secondaria di II grado, dellalternanza e occasioni di trasferimento di base a tutto il scolastico
Dirigenti scolastici e know-how da parte di dirigenti e docenti gi personale scolastico 2016/2017
personale ATA esperti nella progettazione e gestione di progetti
di alternanza scuola-lavoro;
Dirigenti scolastici, Sessioni informative sui protocolli dellalternanza, 2.800 dirigenti Anno
docenti tutor e figure sulla normativa di riferimento, sugli adempimenti scolastici + 6.000 scolastico
di coordinamento (modulistica, copertura assicurativa, sorveglianza ATA + 9.000 2016/2017
sanitaria, risorse finanziarie, disabilit, ecc.) e docenti
sulle best practice
Dirigenti scolastici, Eventi di coinvolgimento e di formazione su 2.800 dirigenti Anno
docenti tutor e figure base territoriale (ambiti territoriali) coordinati scolastici + 3.000 scolastico
di coordinamento dagli USR che coinvolgano rappresentanti docenti 2016/2017
delle imprese e delle altre strutture ospitanti,
gli amministratori locali e altre associazioni di
rappresentanza
Docenti di scuola Imprenditorialit e spirito d'iniziativa (almeno 2 6,000 Anno
secondaria di II grado docenti per scuola) scolastico
2016/2017
SCUOLA E LAVORO

50
CAPITOLO 4

4.9
VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

Con lemanazione del DPR 80/2013 e della legge 107/2015 si sta deline-
ando un compiuto sistema di valutazione finalizzato alla qualificazione del
servizio scolastico, alla valorizzazione delle professionalit e soprattutto al
miglioramento degli apprendimenti e delle competenze degli allievi. La cul-
tura della valutazione sottesa a questo sistema si basa sul rapporto ricorsivo
tra autovalutazione, valutazione esterna, miglioramento e rendicontazione
pubblica degli esiti.
Questo processo di valutazione porta in s unidea di autonomia e respon-
sabilit, di sviluppo e miglioramento riferibile sia allorganizzazione che al
personale della scuola.
La formazione un passaggio fondamentale per lo sviluppo di una cultura
della valutazione e diviene una leva potente per lorientamento delle scelte
della scuola e per la promozione della qualit organizzativa e professio-
nale attraverso la partecipazione attiva di tutti i soggetti, non considerati
destinatari passivi delle azioni valutative, ma protagonisti attivi del mi-
glioramento. La formazione sui temi della valutazione assume cos un ruolo
strategico per orientare in termini formativi, pro-attivi, riflessivi, lo sviluppo
del sistema a tutti i livelli (per gli allievi, gli operatori, le scuole).
Fondamentali risultano le riforme in atto in merito alla valutazione degli
apprendimenti (comma 181 lettera i, legge 107/2015: delega in materia di
valutazione degli apprendimenti e certificazione delle competenze); in merito
alla valutazione delle organizzazioni scolastiche (DPR 80/2013) e in merito
alla valorizzazione delle professionalit (commi 126-130 legge 107/2015). In
sostanza, per la prima volta in Italia, si sta sviluppando un sistema di valu-
tazione organico ed integrato fra apprendimenti, scuole e professionalit.
Vi la necessit che la formazione intorno ai temi della valutazione risulti
quindi unazione di sistema prioritaria dal livello nazionale alla singola Isti-
tuzione scolastica.
Saranno oggetto di azioni di sistema anche le capacit di analizzare i dati
valutativi, di mettere a punto i piani di miglioramento, di monitorare via
via gli esiti, di riorientare le azioni e di rendicontare i risultati effettiva-
mente raggiunti. Le iniziative dovranno coinvolgere tutte le scuole e tutta
la comunit professionale, in particolare i Nuclei interni di valutazione e di
miglioramento e i Comitati di valutazione.
Inoltre sar necessario porre una particolare attenzione alla valutazione
VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

della dirigenza scolastica in quanto vedr la sua prima applicazione a par-


tire dalla.s. 2016/17 (DM 28 giugno 2016, n. 25), e avr una sua prima ap-
plicazione nel triennio 2016/19, coinvolgendo direttamente tutti i Dirigenti
scolastici, oltre ai Dirigenti tecnici come coordinatori dei Nuclei di valu-
tazione. In questo caso la formazione non solo dovr introdurre il nuovo
sistema e accompagnare alluso della metodologia e degli strumenti, bens
permettere ai dirigenti di promuovere e sviluppare al meglio la loro profes-
sionalit anche attraverso gli esiti della valutazione.

51
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Le azioni di formazione dovranno prevedere il coinvolgimento attivo dei


partecipanti attraverso analisi di caso e di approfondimento delle realt
delle singole istituzioni scolastiche. Determinante risulter da subito la co-
struzione e lo sviluppo di reti di scopo specifiche sul tema, anche con la
partecipazione esterna di enti di ricerca, associazioni e universit, che, a se-
guito di una base comune di riferimento, continuino nel tempo in autonomia
le iniziative di formazione e ricerca.

CONTENUTI CHIAVE

GENERALI
Valutazione didattica: valutazione formativa e sommativa, compiti di realt e
valutazione autentica, valutazione certificazione delle competenze, dossier e
portfolio.
Valutazione professionale: profilo professionale, standard professionali,
capacit di autoanalisi, bilancio di competenze, documentazione dei crediti,
documentazione didattica, peer review, agency professionale.
Valutazione della scuola: autovalutazione, monitoraggio, processi di
miglioramento e piani di miglioramento, utilizzo e gestione dei dati,
rendicontazione sociale e bilancio sociale.
NUCLEI
Metodi e strumenti per la ricerca educativa
Elementi di docimologia e di statistica
La raccolta e lanalisi dei dati nella scuola
Lindividuazione e la definizione delle priorit di miglioramento e la
pianificazione, metodi di controllo e sviluppo
Tecniche per la rendicontazione con valore sociale
CdiV
Metodi e strumenti per la valorizzazione del personale
I profili professionali dei docenti a livello internazionale
Lindividuazione dei criteri per la valorizzazione dei docenti
Le migliori pratiche e la promozione del miglioramento
La condivisione delle scelte allinterno della comunit professionale e sociale
DIRIGENTI SCOLASTICI, DIRIGENTI TECNICI, NUCLEI DI
VALUTAZIONE DIRIGENTI SCOLASTICI
Le dimensioni professionali fondamentali della dirigenza scolastica
Lindividuazione e la definizione delle priorit di miglioramento
Le azioni specifiche del dirigente per promuovere il miglioramento
La pianificazione del miglioramento e i metodi di controllo e sviluppo
VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

Gli strumenti di autovalutazione e di valutazione della dirigenza scolastica


Il Portfolio del Dirigente scolastico
Metodologie e dinamiche dei processi di valutazione delle professionalit

52
CAPITOLO 4

LINEE STRATEGICHE

Formare in ogni scuola un gruppo di docenti con adeguate competenze


tecniche e affinare le competenze valutative degli insegnanti,
in relazione alla funzione formativa e di sostegno ai processi di
apprendimento degli allievi;
Rafforzare la capacit di ogni scuola di analizzare i dati valutativi di
sistema, mettere a punto i piani di miglioramento e controllare gli esiti;
Sostenere lo sviluppo di una cultura della valutazione e della
responsabilit sociale, sia allinterno della comunit scolastica, sia nel
contesto sociale;
Promuovere confronto e supporto reciproco fra le scuole sui temi
della valutazione, sviluppare reti di scopo specifiche sul tema della
valutazione;
Favorire progetti pilota con il supporto di enti di ricerca, universit,
fondazioni e associazioni e promuovere specializzazioni con universit
sui profili professionali della valutazione nella scuola;
Costruire strumenti e criteri di analisi della qualit dellinsegnamento,
come pratica formativa per elevare standard didattici;
Assicurare ad ogni docente, nel corso del triennio, una unit formativa
sui temi della valutazione degli apprendimenti, della connessione
con le pratiche didattiche, con le azioni di individualizzazione e
differenziazione didattica;
Abilitare gruppi di docenti nella costruzione di repertori di prove di
verifica, prove strutturate, compiti di realt, e nella trattazione dei dati,
consolidando il lavoro collaborativo;
Sviluppare sistemi e strumenti di controllo di gestione, per monitorare
i processi organizzativi e didattici.

ESEMPI DI DESTINATARI

Membri dei nuclei interni di valutazione, impegnati nei processi di


autovalutazione e miglioramento;
Membri dei comitati di valutazione (compresi il dirigente, i genitori
e gli studenti) impegnati nella definizione di criteri di valorizzazione
della professionalit docente;
Referenti di istituto, funzioni strumentali, figure di coordinamento,
VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

anche su base territoriale, per consolidare i processi di valutazione e


miglioramento;
Docenti;
Docenti sperimentatori, formatori, produttori di risorse didattiche,
rappresentanti di reti, esperti di repertori e strumenti di valutazione;
Personale ATA;
Dirigenti scolastici.

53
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Target Azioni formative Soggetti da Quando


coinvolgere
Dirigenti scolastici Valutazione dei docenti e della dirigenza, rapporto 7.100 Ottobre
tra valutazione e miglioramento, valutazione degli 2016
studenti Maggio 2017
Membri dei nuclei Formazione su rapporto di autovalutazione e 25.000 Febbraio
interni di valutazione miglioramento 2016
Aprile 2017
Comitato di Formazione di almeno tre membri per ogni comitato 25.000 Ottobre
valutazione 2016
Dicembre
2017
Nuclei di valutazione Le metodologie e gli strumenti di valutazione della 700 Gennaio
della dirigenza dirigenza scolastica 2017
scolastica Marzo 2017
Dirigenti tecnici Le competenze e il ruolo dei DT nei processi di 100 Ottobre
valutazione e in particolare nella valutazione della 2016
dirigenza scolastica Dicembre
2017
Referenti di La valutazione e la certificazione delle competenze con 25.000 Gennaio
istituto, funzioni riferimento alla delega 2017
strumentali, figure di Maggio 2017
coordinamento
Docenti, studenti, La valutazione e la certificazione delle competenze Tutti i Gennaio
genitori con riferimento alla delega (Informazione in almeno docenti; tutti 2017
1 collegio docenti specifico sulla valutazione; per gli studenti; Maggio 2017
studenti II ciclo assemblee di istituto; per genitori famiglie
assemblee specifiche)
VALUTAZIONE E MIGLIORAMENTO

54
CAPITOLO 4

IL COINVOLGIMENTO
DI TUTTA LA COMUNIT
Le competenze chiave
SCOLASTICA del dirigente scolastico

Come anticipato nella sezione 2.8, (in coerenza con la Legge n.107/15, comma 93)
sebbene questo Piano riguardi prin- 1. Definizione dellidentit,
cipalmente la formazione del perso- dellorientamento strategico e della politica
nale docente, importante ribadire dellistituzione scolastica
lunitariet di intenti della formazio-
direzione unitaria della scuola, promozione della
ne che, allinterno di ciascuna delle
partecipazione e della collaborazione tra le diverse
priorit, e spesso in interazione tra
componenti della comunit scolastica, dei rapporti
esse, deve riguardare lintera comu-
con il contesto sociale e nella rete di scuole
nit scolastica.
2. Gestione, valorizzazione e sviluppo delle
Per i dirigenti scolastici, oltre alle at- risorse professionali
tivit indicate in coerenza con le pri- valorizzazione dellimpegno e dei meriti
orit del Piano, la strategia formati- professionali del personale dellistituto, sotto il
va si articoler in percorsi per uno profilo individuale e negli ambiti collegiali
sviluppo professionale che abbia al
centro contenuti adeguati alle sfide 3. Promozione della partecipazione, cura
che la scuola di oggi pone. Le azioni delle relazioni e dei legami con il contesto
formative sono orientate allo svilup- direzione unitaria della scuola, promozione della
po di competenze professionali per partecipazione e della collaborazione tra le diverse
una leadership per lapprendi- componenti della comunit scolastica, dei rapporti
mento mediante la pratica ma- con il contesto sociale e nella rete di scuole
nageriale con particolare atten-
4. Gestione delle risorse strumentali e
zione agli aspetti decisionali, di
finanziarie, gestione amministrativa e
riflessione e di gestione del tem-
adempimenti normativi
po e delle risorse;
la gestione del personale e competenze gestionali ed organizzative finalizzate
dellambiente di lavoro (valo- al raggiungimento dei risultati, correttezza,
rizzazione delle risorse umane, trasparenza, efficienza ed efficacia dellazione
collaborazione, negoziazione, dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati
gestione di conflitti, capacit di nellincarico triennale
ascolto); 5. Monitoraggio, valutazione e
comprendere e governare lauto- rendicontazione
nomia scolastica e linnovazione;
contributo al miglioramento del successo
IL COINVOLGIMENTO DI TUTTA LA COMUNIT SCOLASTICA

sostenere le scelte in relazione


alla qualit nella didattica; formativo e scolastico degli studenti e dei processi
valorizzare i rapporti con la co- organizzativi e didattici, nellambito dei sistemi
munit scolastica allargata e i di autovalutazione, valutazione e rendicontazione
rapporti con il territorio; sociale
analizzare i risultati della valuta-
zione e progettare azioni per il
miglioramento

55
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Per il personale ATA fondamen- Occorre quindi evitare percorsi


tale affermare e aggiornare il valore formativi che tendono ad isolare
delle diverse funzioni che, in un nuo- il personale ATA rispetto al resto
vo modello di scuola delineato dalla della comunit scolastica attorno a
L. 107/2015, si integrano pienamen- competenze troppo segmentate, e
te nei processi di apprendimento e promuovere invece percorsi che col-
di insegnamento, garantendo con- lochino il ruolo del personale ATA
dizioni didattiche pi favorevoli. Il allinterno della comunit scolastica.
percorso di attuazione della riforma A tal fine necessario che esso sia
del sistema istruzione passa da un coinvolto nel ripensare e progettare
investimento dedicato allo sviluppo insieme con il dirigente scolastico e
professionale sia dei collaboratori il corpo docente le migliori soluzio-
scolastici che del personale tecnico e ni per innovare lorganizzazione e,
amministrativo della scuola. per quanto inerente al loro profilo
La formazione del personale ATA di- professionale, anche aspetti della di-
venta una delle leve strategiche per dattica.
una piena attuazione dellautonomia Unattenzione particolare, nei per-
scolastica, per il miglioramento del corsi di formazione, va infine riser-
successo formativo e scolastico degli vata allo sviluppo e qualificazione
studenti e dei processi organizzativi della professionalit dei Direttori
e didattici nonch per leffettiva in- dei servizi generali e amministrati-
novazione dellintero Sistema Istru- vi, in relazione alla complessit delle
zione. nuove e maggiori competenze che
oggi richiede la gestione dei servizi
e del personale e il funzionamento
della scuola.
IL COINVOLGIMENTO DI TUTTA LA COMUNIT SCOLASTICA

56
5
CAPITOLO 5

COME
ORGANIZZATA
LA FORMAZIONE:
I LIVELLI DI
GOVERNANCE
DEL PIANO
La visione di sistema contenuta in questo Piano consente di pensare
alla formazione in modo organico, funzionale e sistemico. Esso diventa
un riferimento per la progettualit delle scuole e un caposaldo per il
MIUR, per garantire che le diverse proposte elaborate dalle Direzioni
Generali, siano coerenti e sinergiche con le priorit individuate
dalla riforma in atto. La formazione rivolta al singolo docente o alla
singola scuola diventa moltiplicatore dellinvestimento perch ricade e
contamina la comunit scolastica e lintero sistema.

57
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

5.1
Per massimizzare linvestimento, e concretizzare questa
visione, serve un modello organizzativo chiaro, nel
quale i diversi attori del sistema abbiano ruoli definiti,
ma non rigidi, in quanto occorre permettere ai diversi
livelli di interagire efficacemente.

COSA FA IL MIUR
A LIVELLO CENTRALE
Come sar organizzata
la formazione
Definisce indirizzi strategici, re-
gole di funzionamento
Cabina di Regia
Definisce ogni tre anni, attraverso il
Piani Nazionali Piano Nazionale per la Formazione,
MIUR Standard di qualit le priorit strategiche del sistema di
formazione e le regole per il suo
Monitoraggio complessivo funzionamento, in sinergia con le
altre politiche, in particolare con il
Sistema Nazionale di Valutazione.
Task force regionale Questo implica che il MIUR assuma
una funzione di regia complessiva,
Sostegno agli ambiti
MIUR per assicurare la piena coerenza tra
Uffici scolastici Monitoraggio territoriale le diverse iniziative: formazione ini-
regionali ziale, formazione dei docenti neoas-
sunti, formazione in servizio per lat-
Progettano in rete, all'interno tuazione dei piani di miglioramento,
degli ambiti territoriali supporto alle innovazioni introdotte
dalla legge 107/2015.
Si coordinano con altri
SCUOLE poli formativi In riferimento alle scelte di indiriz-
zo politico, definisce piani naziona-
Redigono il Piano di li sulle priorit di lavoro, come nel
Formazione dell'istituto caso del Piano Nazionale Scuola Di-
gitale. Questi piani danno le linee di
indirizzo per le attivit degli uffici
Esprimono i propri bisogni,
scolastici sul territorio, delle scuole
individualmente attraverso il
e loro reti e, in parte, degli stessi do-
Piano di Sviluppo Professionale,
DOCENTI e collettivamente all'interno del
centi.
Collegio Docenti Imposta un sistema per lo svilup-
po professionale dei docenti
Partecipano alla formazione e la
valutano chiamato ad elaborare e a im-
plementare, attraverso il Piano
Nazionale per la Formazione e
compatibilmente con gli interventi
programmati e i fondi stanziati, un
sistema per lo sviluppo professio-
nale dei docenti in grado di soste-
nere in modo innovativo e credibile
le sfide che la scuola ha di fronte, e
la sfida del Paese per la crescita del
proprio capitale umano.

58
CAPITOLO 5

5.2
Ripartisce efficacemente le risor-
se pubbliche
Assegna le risorse per la formazione,
sia attraverso erogazione diretta alle
scuole tramite le reti, che attraverso
piani specifici garantendo una diffu-
sione capillare delle attivit. COSA FANNO LE
Monitora e valorizza i risultati ARTICOLAZIONI
delle attivit di formazione TERRITORIALI DEL MIUR
Verifica i risultati delle attivit di
formazione sul territorio nazionale Lamministrazione scolastica terri-
e valorizza le migliori pratiche, inco- toriale, in primis gli Uffici Scolastici
raggiando la messa a punto da par- Regionali, nel rispetto delle direttive
te dei diversi attori di veri e propri e delle azioni dirette poste in essere
modelli, definendo standard e predi- dal Ministero, cura laccompagna-
sponendo azioni di semplificazione, mento delle attivit territoriali ed in
al fine di trasformare la formazione particolare si occupa di:
dei docenti in una azione strutturale
e permanente di sistema in grado di Promuovere la costituzione di reti
produrre un reale innalzamento dei di scuole finalizzate a progettare
livelli di istruzione degli allievi. la formazione nei territori, sup-
portandone lattivit attraverso
Sviluppa accordi aggiuntivi con i formazione e iniziative di coordi-
partner per la formazione namento territoriale, il sostegno
Attiva accordi con partner esterni alla progettazione, la struttura-
pubblici e privati anche attraverso zione di banche dati e di reper-
protocolli di intesa o progettualit tori di progetti di formazione gi
ad hoc, stimolate dagli stessi par- positivamente realizzati;
tner, che possono contribuire con Accompagnare le reti di scuole
investimenti aggiuntivi, di natura anche tramite momenti di in-
non commerciale, verso la scuola e contro e formazione dedicata sul
la crescita professionale dei docenti. territorio;
Per gestire e coordinare il sistema di Promuovere il sistema di forma-
sviluppo professionale continuo per zione del personale docente at-
il personale della scuola sar for- traverso la valorizzazione delle
mata una Cabina di Regia, com- risorse accademiche e professio-
posta da dirigenti amministrativi nali attive nel territorio, anche
e tecnici del Ministero. La Cabina mediante la stipula di specifici ac-
di Regia dovr garantire una piena cordi finalizzati a facilitare e otti-
attuazione delle azioni contenute in mizzare lincontro di domanda e
questo Piano nei tempi previsti e si offerta qualificata di formazione;
occuper, ad esempio, di sostenere
la progettazione delle scuole e degli Monitorare la formazione del
ambiti chiarendo la linea temporale personale docente realizzata nel
delle diverse azioni formative indi- territorio, al fine di tutelare ade-
cate nel Capitolo 4. guati livelli di realizzazione dei
percorsi formativi (progettazio-
ne, rendicontazione, gestione di
azioni nazionali) nonch pro-
muovere azioni finalizzate a uni-
formare e diffondere un adegua-
to standard quanti/qualitativo
delle iniziative formative;

59
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Coordinare e organizzare le at- analisi dellandamento dei processi


tivit formative sul territorio ri- e delle politiche coinvolte nel Piano.
volte ai neoassunti;
Organizzare una formazione ri-

5.3
volta ai dirigenti scolastici per
consolidare competenze proget-
tuali, di gestione strategica e di
innovazione funzionali ad unef-
ficace programmazione delle atti-
vit formative prevista nel Piano
triennale dellofferta formativa.
COSA FANNO LE SCUOLE
Per consentire queste attivit, ogni
Ufficio scolastico regionale si doter
di una task force permanente, rin- Le scuole allinterno degli ambiti
novabile triennalmente, alla quale territoriali
i dirigenti tecnici in servizio assicu-
reranno supporto e coordinamento, Le scuole, con la promozione, il so-
e costituita da dirigenti scolastici e stegno e il coordinamento degli USR,
docenti con particolari competenze sono organizzate in ambiti territoria-
sui temi della formazione ed esperti li e costituiscono le reti di ambito e di
di metodologie, contenuti e proces- scopo, (art. 1 commi 70-71-72-74 della
si formativi, da selezionare anche legge 107/2015) per la valorizzazione
nellambito dei comandi per lauto- delle risorse professionali, la gestione
nomia o dei progetti nazionali di cui comune di funzioni e attivit ammi-
allarticolo 1, comma 65 della legge nistrative e di progetti e iniziative di-
107/2015). La task force consente di dattiche.
accompagnare scuole e reti di scuole La rete costituisce la realt scolasti-
nellattuazione delle azioni struttura- ca nella quale viene progettata e or-
li previste dal Piano e coordina le ini- ganizzata la formazione dei docenti
ziative progettate dalle reti degli am- e del personale tenendo conto delle
biti territoriali e dalle reti di scopo. esigenze delle singole scuole.
La funzione dei dirigenti tecnici La progettazione delle azioni forma-
nellambito del piano triennale di tive a livello di ambito territoriale
formazione dei docenti potr assumere diverse forme e pre-
In coerenza con i principi generali vedere ulteriori articolazioni orga-
del Piano, assume importanza fon- nizzative, a partire dalle reti di scopo,
damentale, per la promozione dei per particolari iniziative risponden-
processi formativi, lassistenza tec- ti a specifiche tematiche o rivolte a
nica alle scuole e allAmministrazio- categorie di destinatari (neoassunti,
ne, che la funzione tecnica pu dare ATA, dirigenti, figure intermedie,
anche sui temi della formazione del docenti di diversi settori disciplinari,
personale. ecc.). All'interno della progettazione
di ambito comunque possibile las-
I dirigenti tecnici potranno fornire segnazione di fondi anche a singole
un importante supporto alle attivi- scuole per rispondere a esigenze for-
t di formazione in servizio, contri- mative previste nel piano triennale e
buendo allesercizio delle funzioni di non realizzabili in altro modo.
assistenza tecnica, di ricerca, di co-
ordinamento. Non meno importante Ogni rete di ambito individuer una
potr essere il contributo alle attivi- scuola polo per la formazione, an-
t di monitoraggio, sia come verifi- che non coincidente con la scuola
ca della qualit e dellefficacia delle capo-fila della rete stessa. La scuo-
iniziative messe in campo, sia come la-polo, in coerenza con le modalit

60
CAPITOLO 5

specifiche che saranno scelte dalla gio e rendicontazione. Le scuole-po-


rete di ambito per la concreta gestio- lo e le reti potranno avvalersi della
ne delle proposte formative e delle consulenza delle strutture tecniche e
risorse, sar assegnataria delle risor- amministrative dellamministrazione
se finanziarie provenienti da fondi scolastica, in particolare dello staff
nazionali. regionale di supporto alla formazione
I 321 ambiti riceveranno dal MIUR A livello di singola scuola
per il prossimo triennio un inve- Le scuole incardinano le attivit for-
stimento annuale complessivo di mative allinterno del Piano Triennale
circa 25 milioni di Euro corrispon- per lOfferta Formativa, predisponen-
dente ad un investimento triennale do, a loro volta in base alle necessit,
di 75 milioni di Euro. A questi fondi, un piano per la formazione del per-
che saranno gestiti in totale autono- sonale scolastico per il triennio. Le
mia dalla rete di ambito, andranno attivit formative programmate dalle
aggiunte le altre risorse definite nel singole istituzioni scolastiche, in co-
Piano per realizzare le azioni indica- erenza con i principi e le direttive di
te dalle priorit formative (si veda il questo Piano, devono:
Capitolo 4 per le azioni formative e il
Capitolo 9 per la sintesi delle risorse essere coerenti con le finalit e gli
a disposizione del Piano). obiettivi posti nel piano triennale
dellofferta formativa;
La formazione progettata a livello
territoriale, oltre a creare sinergie innestarsi su quanto emerge
tra le istituzioni scolastiche al fine dal rapporto di autovalutazione
di favorire lo scambio formativo, (RAV) in termini di priorit e di
professionale e culturale, consente obiettivi di processo;
economie di scala e permette una tenere conto delle azioni indivi-
pianificazione dei percorsi formativi duate nei piani di miglioramento;
per assicurare la partecipazione dei
docenti del territorio e delle scuole essere coerenti con le priorit dei
aderenti alla rete stessa. piani nazionali, assicurando la
partecipazione dei docenti alle at-
La progettualit della rete terr con- tivit nelle modalit indicate dai
to delle iniziative che le scuole del diversi piani nazionali.
proprio territorio svolgono sia in re-
lazione ad iniziative autonome che in Il piano di formazione della singola
relazione a progetti nazionali , come scuola dovr contenere la previsione
ad esempio le azioni del Piano Na- di massima delle azioni formative da
zionale Scuola Digitale, i laboratori rivolgere, anche in forme differenzia-
territoriali e altri strumenti gi in- te, ad esempio a:
trodotti da piani o azioni nazionali. insegnanti impegnati in innova-
Il piano territoriale integra le di- zioni curricolari ed organizzative,
verse azioni formative, rendendo- prefigurate dallistituto, anche in
le coerenti e continue. relazione allimplementazione
Le scuole-polo, oltre a coordinare della legge 107/2015, come alter-
la progettazione e lorganizzazione nanza scuola-lavoro, flessibilit
delle attivit formative, avranno il didattica, potenziamento dellof-
compito di garantire una corretta ferta formativa, funzionamento
gestione amministrativo-contabile del comitato di valutazione, ecc.
delle iniziative di formazione re- gruppi di miglioramento, impe-
alizzate dalla/e rete/i di istituzioni gnati nelle azioni conseguenti al
scolastiche presenti nellambito e di RAV e al piano di miglioramento;
interfacciarsi con lUSR per le atti-
docenti coinvolti nei processi di
vit di co-progettazione, monitorag-

61
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

5.4
digitalizzazione e innovazione
metodologica, nel quadro delle
azioni definite nel PNSD;
docenti neoassunti in relazione ai
processi interni di accoglienza e
prima professionalizzazione;
IL RUOLO DELLA RICERCA
altro personale, insegnanti e non,
da coinvolgere in azioni formati-
ve strategiche in coerenza con le Il contributo della ricerca fonda-
indicazioni attuative del Piano (si mentale per la costruzione di un effi-
veda il Capitolo 4). cace sistema di sviluppo professiona-
consigli di classe, docenti e perso- le, su pi livelli.
nale nei processi di inclusione e A livello complessivo, il ruolo di
integrazione; INDIRE e INVALSI, come agenzie
La scuola in grado, cos, di costruire pubbliche di ricerca orientate per
un circolo virtuoso, poich, a partire missione al sistema educativo, sar di
dal feedback dei dati del RAV e dalle fondamentale assistenza per:
azioni previste nei piani di migliora- allineare gli strumenti fondanti di
mento, pu disporre di uno strumen- questo Piano (portfolio professio-
to che consente una connessione ed nale, piano di sviluppo professio-
un allineamento tra lo sviluppo e il nale, standard dei docenti) verso
miglioramento della scuola e lo svi- i migliori standard internazionali;
luppo professionale del personale do-
cente. raccogliere e valorizzare le mi-
gliori pratiche e innovazioni nelle
diverse dimensioni della forma-
zione: lorganizzazione delle atti-
vit formative, la pratica didatti-
ca, la scelta e valorizzazione dei
migliori formatori e dei migliori
contenuti di formazione (si veda
anche il capitolo 8 su questi temi);
applicare una visione scientifica e
competente alla strategia di mo-
nitoraggio delle attivit formative
e dellintero Piano, anche soste-
nendo il MIUR nello sviluppo di
strumenti innovativi ed efficaci
per misurare qualit, efficacia e
sviluppo delle competenze.

62
CAPITOLO 5

5.5
A livello di pratica, la formazione
deve ispirarsi a criteri di ricerca-azio-
ne, orientarsi alla produzione di ipo-
tesi didattiche, alla loro sperimenta-
zione in classe, alla loro validazione,
ed quindi fondamentale assicurare
un adeguato sostegno in termini di IL RUOLO DEGLI ENTI
qualit dei metodi, di ricerca, di ve-
ACCREDITATI/QUALIFICATI
rifica degli esiti. In questa direzione,
il lavoro evidenziato nella sezione 8.1
(Checklist per la qualit delle inizia- In unottica di sussidiariet orizzon-
tive formative) rappresenta un pun- tale, larea vasta dellassociazionismo
to di partenza per la costruzione di professionale (di carattere generale e
un sistema complessivo per misurare disciplinare), il mondo delle agenzie
lefficacia della formazione attraverso formative, i centri di ricerca, gli enti
pi strumenti (griglie di monitoraggio locali e il mondo imprenditoriale (si
di efficacia, questionari di gradimen- pensi allarea delleditoria e del digi-
to, focus group, ecc.). Queste saranno tale) possono arricchire e qualificare
quindi applicate sia alla misurazione lambiente di apprendimento profes-
dellandamento della formazione nei sionale per i docenti.
territori (es. ambiti e contesti regiona-
li), sia per il monitoraggio granulare In questo scenario, il nuovo sistema
delle azioni formative (es. un percor- di accreditamento adottato dal
so di formazione del Piano Nazionale MIUR con Direttiva n.170/2016
Scuola Digitale). ha lobiettivo di innalzare la qualit
dei soggetti e dellofferta di forma-
Nella scuola operano molte reti, zione che essi erogano ed in parti-
network, comunit virtuali, associa- colare di:
zioni, scuole innovative, sia con ri-
sorse istituzionali, sia con logiche pi a. realizzare lintero processo di
spontanee e dal basso. La formazio- accreditamento in via digitale,
ne che lascia il segno si basa sul con- eliminando ad esempio il volu-
fronto tra pari e sulla rielaborazione me di carta prodotta dagli enti e
critica delle esperienze didattiche, dal MIUR per gestire le richieste
ma richiede anche lintroduzione di (ogni fascicolo consisteva di oltre
stimoli culturali, di sguardi diversi, di 500 pagine);
prospettive che possono andare al di b. elevare sostanzialmente e
l della propria comunit di apparte- chiarire i requisiti necessari e
nenza. la documentazione indispensabi-
Questo il senso dellapertura del si- le per effettuare la richiesta;
stema alle strutture universitarie, c. abilitare una salutare compe-
alle istituzioni scientifiche come tizione tra gli enti accreditati/
gli enti pubblici di ricerca, allas- qualificati, con lobiettivo di mi-
sociazionismo professionale e di- gliorare la qualit dellintero si-
sciplinare. In particolare, con le Uni- stema;
versit saranno studiate le possibili
connessioni con i modelli di forma- d. attivare uno strumento di mo-
zione iniziale; sar valutato limpatto nitoraggio continuo sulla qua-
e il fall-out delle azioni di tirocinio lit degli enti di formazione
nelle scuole; saranno promosse azio- gi accreditati/qualificati, ga-
ni specialistiche (come master e corsi rantendo un pi elevato numero
di alta professionalit); saranno diffu- dei controlli nellottica di una
se esperienze di ricerca didattica con- maggiore consapevolezza che
divisa e laboratori scuola-universit. una volta ottenuto laccredita-
mento/ la qualificazione occorre

63
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Figura 2 Homepage della nuova piattaforma per laccreditamento degli enti di formazione

5.6
mantenere e dimostrare la qua-
lit nel tempo (pena la revoca
dellaccreditamento).
Quindi, il processo di accreditamento
da un lato sar pi rigoroso e dallal-
tro permetter di facilitare lincontro
tra domanda ed offerta di formazione GLI INSEGNANTI E LA CARTA
da parte degli Enti accreditati/quali- ELETTRONICA
ficati (si veda il Capitolo 7 per questo).
In questo modo sar possibile, per il
Oltre alle iniziative di formazione
docente, conoscere immediatamente
inserite nel POF Triennale e a quel-
quali iniziative e tipologie formati-
le organizzate a livello nazionale, vi
ve sono disponibili e pi adatte alla
un ulteriore opportunit per i do-
propria crescita professionale (labo-
centi per contribuire al loro sviluppo
ratori formativi, percorsi di ricerca-a-
professionale: la Carta elettronica del
zione, progetti in classe, corsi, ecc.), e
docente.
anche iscriversi e tenere traccia delle
iniziative cui si partecipato. Inoltre La Carta elettronica del docente
questo sistema consentir di miglio- una misura strutturale con carattere
rare la trasparenza e di diffondere di continuit, cui sono state destinate
maggiormente le iniziative proposte risorse finanziarie pari a 387 milioni
dagli enti accreditati/qualificati. di euro per ogni anno, a partire dal
2015.

64
CAPITOLO 5

In particolare questo strumento con- In questo ambito il MIUR intende


siste nellavere a disposizione 500 inoltre sottoscrivere accordi e con-
euro ogni anno, che potranno essere venzioni, con operatori pubblici e
utilizzati per le finalit di formazione privati, in modo da ottimizzare luti-
e aggiornamento gi previste dalla L. lizzo della Carta e riconoscere mag-
107/2015, e che riguardano: lacqui- giori agevolazioni per le finalit pre-
sto di libri e di testi, anche in formato viste dalla legge.
digitale, di pubblicazioni e di riviste; La formazione liberamente affidata
acquisto di hardware e di software; alliniziativa dei singoli docenti con-
iscrizione a corsi per attivit di ag- tribuisce alla crescita dell intera co-
giornamento o di qualificazione del- munit professionale e diventa uno
le competenze professionali, svolti stile di lavoro collaborativo. A tal fine
da enti accreditati presso il MIUR, a prevista la possibilit di autogesti-
corsi di laurea, di laurea magistrale, re e autofinanziare gruppi di ricerca,
specialistica o a ciclo unico, inerenti comunit di pratiche e laboratori da
il profilo professionale, ovvero a corsi parte dei docenti anche in coerenza
di specializzazione o perfezionamen- con quanto la scuola progetta nel
to post lauream o a master universi- proprio piano di formazione.
tari inerenti al profilo professionale;
rappresentazioni teatrali o cinemato-
grafiche; ingresso a musei, mostre ed
eventi culturali e spettacoli dal vivo.
Inoltre i docenti potranno utilizzare
il Bonus, anche per iniziative coeren-
ti con le attivit individuate nellam-
bito del piano triennale dellofferta
formativa delle Istituzioni scolastiche
e del Piano nazionale di formazione
di cui allart.1, comma 124, della legge
n.107 del 2015.

65
6
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

LA FORMAZIONE
IN SERVIZIO,
STRUTTURALE
E OBBLIGATORIA
La formazione in servizio strutturale e obbligatoria ed parte
integrante della funzione docente, fondamentale per lo sviluppo
professionale e il miglioramento delle istituzioni scolastiche, come
sancito dalla legge 107/2015.

66
CAPITOLO 6

Le azioni formative per gli insegnanti LUnit Formativa viene riconosciuta


di ogni istituto sono inserite nel Pia- e acquisita in modo da tenere conto
no Triennale dellOfferta Formativa, delle diverse attivit formative so-
in coerenza con le scelte del Collegio pra indicate e costruita in modo che
Docenti che lo elabora sulla base de- si possa riconoscere e documentare
gli indirizzi del dirigente scolastico. il personale percorso formativo del
Lobbligatoriet non si traduce, quin- docente, allinterno del pi ampio
di, automaticamente in un numero quadro progettuale della scuola e del
di ore da svolgere ogni anno, ma nel sistema scolastico.
rispetto del contenuto del piano.
Per la definizione delle Unit Forma-
Tale piano pu prevedere percorsi, tive, in fase di prima definizione pu
anche su temi differenziati e trasver- essere utile fare riferimento a stan-
sali, rivolti a tutti i docenti della stes- dard esistenti, come il sistema dei
sa scuola, a dipartimenti disciplinari, CFU universitari e professionali.
a gruppi di docenti di scuole in rete,
Le scuole riconoscono come Unit
a docenti che partecipano a ricerche
innovative con universit o enti, a
Formative la partecipazione a ini-
singoli docenti che seguono attivit ziative promosse direttamente dalla
per aspetti specifici della propria di- scuola, dalle reti di scuole, dallAm-
sciplina. ministrazione e quelle liberamente
scelte dai docenti, purch coeren-
Al fine di qualificare e riconosce- ti con il Piano di formazione della
re limpegno del docente nelle ini- scuola. Lattestazione rilasciata dai
ziative di formazione, nel prossi- soggetti che promuovono ed erogano
mo triennio in via sperimentale, la formazione, ivi comprese le strut-
le scuole articoleranno le attivit ture formative accreditate dal MIUR,
proposte in Unit Formative. secondo quanto previsto dalla Diret-
Ogni Unit dovr indicare la struttu- tiva 176/2016.
ra di massima del percorso formativo. Le Unit Formative sono program-
importante qualificare, prima che mate e attuate su base triennale, in
quantificare, limpegno del docente coerenza con gli obiettivi previsti
considerando non solo lattivit in nel presente Piano Nazionale e nei
presenza, ma tutti quei momenti che Piani delle singole scuole.
contribuiscono allo sviluppo delle
competenze professionali, quali ad Nella progettazione dei Piani trienna-
esempio: li, andr posta particolare attenzione,
soprattutto in questa prima fase di
formazione in presenza e a di- attuazione, alla necessit di garantire
stanza, ai docenti almeno una Unit Forma-
sperimentazione didattica docu- tiva per ogni anno scolastico, diversa-
mentata e ricerca/azione, mente modulabile nel triennio.
lavoro in rete,
approfondimento personale e col-
legiale,
documentazione e forme di re-
stituzione/rendicontazione, con
ricaduta nella scuola,
progettazione

67
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Tipologie di unit formative Inoltre, la partecipazione a piani


Le Unite Formative possono essere che comportano itinerari forma-
promosse direttamente dallisti- tivi di notevole consistenza o il
tuzione scolastica o dalla rete che maggiore coinvolgimento in pro-
organizza la formazione, con riferi- getti di particolare rilevanza e
mento ai bisogni strategici dellistitu- innovativit allinterno della scuola
to e del territorio, rilevabili dal RAV, o nelle reti di scuole sar adeguata-
dal Piano di Miglioramento e dal mente riconosciuta con Unit For-
POF triennale. Possono quindi inte- mative. Tra questi percorsi, si consi-
grarsi con i piani nazionali (Capitolo derano, ad esempio:
4) e la formazione autonomamente formazione sulle lingue e il CLIL
organizzata per gestire le attivit ri- coinvolgimento in progetti di rete
chieste dallobbligo della formazione.
particolare responsabilit in pro-
Le Unit Formative, possono esse- getti di formazione
re inoltre associate alle scelte per-
sonali del docente, che potr anche ruoli di tutoraggio per i neoas-
avvalersi della carta elettronica per sunti
la formazione messa a disposizione animatori digitali e team dellin-
dal MIUR (DPCM 23-9-2015, in at- novazione
tuazione della legge 107/2015). Le
attivit formative (partecipazione a coordinatori per linclusione
percorsi, frequenza di stage, corsi ac- ruoli chiave per lalternanza
cademici, percorsi on line anche at- scuola-lavoro
traverso modalit di riconoscimento
Tali attivit arricchiranno quindi il
delle competenze come gli open bad-
portfolio professionale e potranno
ges, partecipazione a gruppi di ricer-
essere utilizzati a valere sui ricono-
ca, gemellaggi e scambi, ecc.) saranno
scimenti di professionalit previsti
documentate nel portfolio personale
dalle norme di legge.
del docente e portate a conoscenza
della scuola di appartenenza, che Questo sistema intende raggiungere
si impegna a valorizzarle in diversi due risultati: da una parte, garantire
modi (workshop, panel, pubblicazio- le linee culturali per una realizzazio-
ni, ecc.) in modo da ricondurle ad un ne efficace, sia per il singolo docente
investimento per lintera comunit che a livello di scuola, dellobbligo
professionale. della formazione in servizio. Dallal-
tra, bilanciare la necessit di coin-
volgere ogni singolo docente con le
attivit formative, con limportanza
di riconoscere la quantit e qualit
delle attivit formative svolte e pro-
mosse in modo diversificato dai do-
centi stessi.

68
7
CAPITOLO 7

ECOSISTEMA
DIGITALE DELLA
FORMAZIONE
La realizzazione di un sistema informativo longitudinale, che segua
il docente lungo la formazione iniziale, in ingresso (anno di prova)
e in servizio, diventa elemento fondamentale e caratterizzante di
questo Piano. Da una parte, permette di conoscere e valorizzare, a
diversi livelli - individuale, scuola e sistema educativo - il percorso
professionale e la storia formativa di ogni docente. Dallaltra, abilita
una migliore conoscenza dellincontro tra domanda e offerta di
formazione, allo scopo di renderlo un processo virtuoso e allineato alle
reali esigenze di docenti e scuole.

69
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

Questo sistema sar composto, quin- Con questo nuovo ecosistema digita-
di, da due elementi, fortemente con- le sar possibile:
nessi tra loro. a. utilizzare un processo standard
Una piattaforma per facilitare per la gestione del ciclo di vita
lincontro tra domanda e offer- della formazione, dalla program-
ta di formazione, a partire dagli mazione dellintervento e dallas-
enti accreditati e qualificati e per segnazione dei fondi, alla ge-
gestire il ciclo di vita del percor- stione delle iniziative (calendari,
so formativo, dalla sua pubblica- iscrizioni, ecc.) e alla rendiconta-
zione allattestato finale e alla sua zione dei costi;
valutazione da parte dei docenti b. semplificare rispetto alla situa-
(si veda per questo il capitolo 5.5); zione corrente liscrizione alle
Una portfolio digitale del do- iniziative formative (sia nazio-
cente, che conterr tutte le in- nali, sia di ambito, sia di enti ac-
formazioni indicate nella sezione creditati/ qualificati) da parte dei
dedicata nel capitolo 3, allinterno docenti, attraverso la predisposi-
del quale quindi confluir la sua zione di unarea a loro dedicata
storia formativa e che permetter nella quale sia possibile accede-
al docente di inserire le informa- re al catalogo della formazione.
zioni che non potranno essere Questo sistema consentir anche
standardizzate, come ad esempio di raccogliere la storia forma-
su percorsi formativi realizzati in tiva del docente comprensiva
autonomia e sulla propria proget- delle iniziative di formazione
tazione didattica. frequentate e certificate, che sa-
Gi a inizio 2017, sar sviluppata lin- ranno collegate al portfolio pro-
tegrazione tra queste piattaforme e si fessionale;
lavorer per integrare gli altri sistemi c. garantire la trasparenza rispetto
in corso di sviluppo al MIUR, come ai numeri e alle attivit della for-
ad esempio lapplicativo per la carta mazione (iniziative effettivamen-
elettronica del docente. te svolte, finanziamenti erogati,
A regime quindi, il portfolio digitale ecc.) attraverso la pubblicazione
conterr automaticamente il curri- delle iniziative formative realiz-
culum professionale di ogni docen- zate, in corso e programmate, e
te (integrabile in ogni momento) e delle risorse coinvolte;
le attivit formative raccolte auto- d. introdurre sensori di qualit
maticamente dalla piattaforma per nel sistema formazione, attra-
lincontro tra domanda e offerta di verso la definizione di indicatori
formazione e la carta elettronica del del ciclo di vita della formazione
docente. (qualit di processo);
Questo costituir la base per lo svi- e. dare al docente un vero portfolio
luppo di un vero e proprio ecosistema professionale, di semplice uti-
digitale a sostegno della formazione, lizzo e aggiornabile in ogni mo-
che non agisca solo come passivo mento, in grado di rappresentare
meccanismo di raccolta, ma, attra- tutte le dimensioni della propria
verso unattiva e consapevole parte- storia professionale e formativa;
cipazione, anche come strumento di
sviluppo professionale per il docen-
te, di progettazione per la scuola, e
di analisi e progettazione per lintero
sistema educativo per il MIUR.

70
CAPITOLO 7

f. leggere landamento degli orien- Questa sar anche loccasione per


tamenti relativi alle scelte della avviare uno studio sperimentale per
iniziative di formazione da par- la valutazione del rapporto costi/be-
te dei docenti e delle scuole, per nefici degli interventi formativi, cor-
migliorare lanalisi dei fabbisogni relando efficacemente limpatto delle
formativi, fase fondamentale per iniziative formative con i risultati del
una pi mirata ed efficace pro- livello distruzione degli alunni del
grammazione dei futuri inter- nostro Paese.
venti; In una prima fase la piattaforma ri-
g. ottenere in modo strutturale fe- guarder le iniziative formative rea-
edback per il miglioramento e lizzate a partire da fondi nazionali
laggiornamento delle iniziative del piano per la formazione dei do-
formative che attengono i diversi centi (incluse quelle organizzate da-
tipi di formazione grazie anche gli ambiti) e quelle normalmente rea-
alla regolare somministrazione, lizzate da enti accreditati/qualificati a
ai destinatari, di questionari di livello nazionale dal MIUR attraverso
gradimento e di efficacia (asso- il nuovo sistema di accreditamento.
ciati in sede di monitoraggio alla Successivamente, comunque entro
realizzazione di focus group e di il 2017, la piattaforma sar opportu-
documentazione delle attivit).In namente integrata o allineata con le
una prima fase questa sperimen- altre parti del sistema, tra cui lappli-
tazione riguarder le iniziative cazione per la carta elettronica del
formative realizzate a partire da docente e la gestione dei percorsi for-
fondi nazionali nellambito del mativi finanziati dal PON.
piano nazionale di formazione
o realizzate da enti accreditati/
qualificati a livello nazionale dal
MIUR attraverso il nuovo sistema
di accreditamento.

71
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

72
8
CAPITOLO 8

ELEVARE LA
QUALIT DEI
PERCORSI
FORMATIVI

73
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

8.1
dunque importante costruire e uti-
lizzare strumenti ed indicatori che
consentano di garantire la qualit
dellintero ciclo di vita del processo
formativo, a partire dalla progetta-
zione fino agli esiti a lungo termi-
STANDARD PER LA QUALIT ne in relazione agli apprendimenti
(non solo disciplinari) degli allievi,
E LEFFICACIA DELLE
e che siano quindi rappresentativi di
INIZIATIVE FORMATIVE standard didattico-metodologici,
organizzativi, di progettazione, di
costo.
Lobiettivo del Piano quello di re-
alizzare un efficace sistema di svi- Gli standard, organizzati come
luppo e crescita professionale per i checklist progressiva, rappresen-
docenti, in cui la formazione sia rea- tano un insieme di indicatori che
lizzata attraverso modelli innovativi, consentono di mappare le caratteri-
basati sul miglioramento continuo e stiche di qualit ed efficacia delle
sul raggiungimento di standard pro- iniziative formative. Un sistema di in-
fessionali. dicatori permetter di monitorare al
meglio landamento e i risultati degli
necessario sostenere scuole e do-
investimenti sul capitale umano della
centi con strumenti operativi per
scuola.
facilitare lattuazione di modelli for-
mativi innovativi, orientati alla crea- Essa sar utilizzata da tutti gli attori
zione di comunit professionali e alla coinvolti nella formazione (soggetti
condivisione di esperienze, al lavoro accreditati, scuole, formatori, ecc.),
su contesti di apprendimento reali, a per garantire un continuo feedback
percorsi di ricercaazione, al monito- sullo sviluppo professionale del per-
raggio dellefficacia in classe, allinte- sonale della scuola ed un migliora-
grazione di competenze disciplinari e mento continuo delle iniziative for-
trasversali dei docenti, adeguati alle mative.
diverse modalit di apprendimento
(formale, non formale, informale).
CHECKLIST PER LA
Occorre quindi ripensare a fondo QUALIT DELLA FORMAZIONE
i parametri di valutazione delle ini-
ziative di formazione, con il diretto
coinvolgimento dei partecipanti e 1. QUALIT DEL
non solo sulla base di parametri co- COINVOLGIMENTO
sti-benefici immediati delle attivit,
1. La scelta dellattivit formativa
ma per lincidenza dellinvestimen-
stata oggetto di approfondimento
to-formazione su traguardi a lungo
collegiale?
termine per lintero sistema educa-
tivo. Se gli obiettivi sono linnalza- 2. stata stimolata una riflessione
mento dei risultati degli allievi e le prima dellavvio delliniziativa
competenze chiave, la qualit degli sulle tematiche scelte?
ambienti di apprendimento, allora gli 3. Lattivit formativa coerente con
indicatori dovranno essere costruiti le priorit individuate nel RAV?
in relazione alle misure della quali- Liniziativa formativa collegata
t complessiva del sistema educativo, al contesto dei partecipanti?
del funzionamento delle scuole, de-
gli standard professionali attesi e in 4. Sono stati resi noti prima delli-
stretta connessione con le azioni di nizio dellattivit: gli obiettivi, il
valutazione del sistema. programma, bibliografia / sito-
grafia e ricerca relativa alla pro-

74
CAPITOLO 8

gettazione dei contenuti?


5. Sono stati dichiarati i livelli di par- 3. QUALIT DELLIMPATTO
tenza relativi alle competenze ne- 1. Lattivit formativa impegna i
cessarie per la partecipazione allat- partecipanti nella mappatura e
tivit formativa programmata? valutazione delleffettiva acquisi-
6. Gli obiettivi di apprendimen- zione di nuove competenze (com-
to sono resi disponibili prima petenze in ingresso e in uscita)?
dellavvio della formazione? 2. Lattivit formativa consente di
valutare la ricaduta dei temi trat-
2. QUALIT METODOLOGICA tati nella pratica quotidiana in
classe? possibile verificare se
1. Lattivit formativa prevede mo- lattivit formativa fa aumentare
menti di esercitazione/simulazio- le competenze fondamentali degli
ne/laboratorio tra docenti? studenti?
2. Viene illustrata leffettiva applica- 3. Viene indicato come sar rilevato
bilit del materiale disponibile ai limpatto a breve e medio termi-
partecipanti? ne?
3. Lattivit formativa prevede una 4. Lattivit formativa prevede una
sperimentazione in classe (non verifica continua, anche autono-
necessariamente da parte di tutti mamente, delle competenze?
i partecipanti)?
5. Sono previste attivit di peer re-
4. Lattivit formativa prevede con- view allinterno di ogni singolo
fronti, scambi di esperienze e modulo del percorso formativo?
interazione tra partecipanti?
Vengono forniti esempi di buone
pratiche? 4. QUALIT DELLA
5. Lattivit formativa prevede la TRASFERIBILIT E
presenza di tutor / coordinatori DELLA DIFFUSIONE
interni o altre forme di accompa- 1. I contenuti, le metodologie e le
gnamento? esperienze dellattivit formativa
6. Lattivit formativa consente uno sono trasferibili in altri contesti?
sviluppo progressivo nel tempo? 2. Liniziativa formativa offre lop-
7. Il programma delliniziativa for- portunit di apprendimento con-
mativa e la sua organizzazione tinuo attraverso adeguata assi-
temporale sono rispettati? stenza e/o disponibilit di risorse
tecniche?
8. Sono previste metodologie inno-
vative che permettano ai parteci- 3. Lattivit formativa impegna i
panti di collaborare? partecipanti, o alcuni tra essi, a
diffondere i contenuti approfon-
9. previsto un ambiente online diti e le esperienze realizzate:
dedicato per studio e consultazio-
ne di risorse aggiuntive? a) agli altri docenti della scuola?
10. E prevista la stesura di un diario b) agli altri docenti della rete?
di apprendimento in formato di- c) a tutti i docenti interessati trami-
gitale durante il percorso forma- te pubblicazione in appropriati spazi
tivo? web o su repository istituzionali?

75
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

4. Sono state pianificate attivit di qualit per la formazione.


follow-up che richiedono lap- Saranno individuate scuole e reti di
plicazione da parte dei parteci- scuole, in partenariato con strutture
panti di quanto hanno appreso scientifiche e professionali, compresi
nella loro scuola? attori internazionali, anche al fine di
5. Il percorso prevede la produzione consolidare azioni di rete e legami
collaborativa di materiali spendi- scuola-ricerca, saranno finanziati di-
bili nel proprio contesto lavorati- versi progetti per un totale di almeno
vo? I materiali prodotti sono con- 3 milioni di Euro allanno.
divisi pubblicamente e rilasciati I beneficiari di questo incentivo si
con licenza aperta? impegnano a consolidare la propria
6. prevista la creazione di una co- conoscenza sviluppata e condivide-
munit di pratica che possa favo- re con tutta la comunit scolastica
rire il confronto tra pari? i risultati della propria attivit di
7. Liniziativa formativa conduce ad ricerca e innovazione, pubblican-
una certificazione da parte di enti do materiali e quando possibile
terzi e indipendenti? rilasciando dati in formato aperto.
Le azioni, sviluppate attraverso pi
investimenti, potranno, ad esempio,
prendere la forma di:

8.2
bandi per lo sviluppo e la diffu-
sione di modelli formativi parti-
colarmente innovativi o efficaci;
schemi di formazione per pro-
muovere e valorizzare la leader-
ship educativa nel nostro sistema;
STARTUP DELLA
schemi, in collaborazione con il
FORMAZIONE E mondo delluniversit e della ri-
LEADERSHIP EDUCATIVA cerca, per promuovere master e
dottorati in servizio per docenti
Il sistema della formazione in servizio e dirigenti scolastici.
si alimenta anche attraverso la elabo-
razione e messa in opera di pratiche
innovative, capaci di alimentare la ri-

8.3
cerca di modelli formativi innovativi,
di stimolare un rapporto produttivo
con Universit, centri di ricerca, or-
ganismi professionali e altri partner
del territorio, di riconoscere e valo-
rizzare le esperienze di eccellenza
presenti nel sistema. UNA BIBLIOTECA
In sinergia con la sezione 8.3, e in DELLE MIGLIORI ATTIVIT
relazione alle politiche in corso di FORMATIVE
sviluppo per il Sistema Nazionale di
Valutazione a partire dallanalisi del
RAV, il MIUR dedicher una quota Le migliori pratiche della formazio-
di risorse al consolidamento della ne devono diventare patrimonio di
ricerca, della sperimentazione e del- tutti. In sinergia con le azioni elen-
la documentazione di esperienze di cate ai capitoli 8.1 e 8.2, vogliamo

76
CAPITOLO 8

8.4
creare una biblioteca delle migliori
attivit formative, in modo da racco-
gliere sistematicamente e documen-
tare i migliori modelli a disposizione
nel Paese e a livello internazionale.
Le iniziative di formazione in servi-
zio devono infatti poter utilizzare e UNA STRATEGIA PER
valorizzare le migliori pratiche for- VALORIZZARE I MIGLIORI
mative e didattiche che le scuole, FORMATORI
non solo italiane, realizzano, anche
in partenariato con altri attori. La
formazione in servizio alimenter Il ruolo del formatore, che sia una
quindi una biblioteca delle miglio- risorsa della scuola, un esperto del
ri attivit formative, rappresentati- settore pubblico o privato, un do-
va di tutte le aree della formazione, cente universitario o un professioni-
come una delle risorse pi importan- sta di un ente di formazione, uno
ti in grado di garantire la qualit ed dei pilastri fondamentali per una
il collante culturale degli interventi formazione di qualit. Ci detto, la
di formazione. sfida di avere i migliori formatori
per la scuola tuttaltro che banale.
La biblioteca, curata e manutenu-
ta da INDIRE, sar inizialmente La dimensione e la capillarit della
alimentata da alcune delle migliori sfida formativa della scuola richie-
pratiche gi condotte nel nostro si- de una capacit progettuale che in
stema negli anni precedenti a questo alcuni casi non pu essere coperta
Piano, e sar popolata da una raccol- dalle competenze a disposizione, in
ta scientificamente argomentata dei particolare nei territori meno cen-
migliori progetti formativi allinter- trali e per quegli ambiti tematici non
no dei Piani nazionali e delle attivi- necessariamente sedimentati nellof-
t organizzate dagli ambiti, nonch ferta di chi lavora con le scuole.
da risorse italiane ed internazionali Allo stesso tempo, importante sot-
utili alla formazione continua degli tolineare che il formatore deve essere
insegnanti. una figura professionale che ideal-
mente accompagna, anche in un tem-
po lungo quando possibile (1-2 anni),
un gruppo di docenti impegnati in
una azione di innovazione didattica
o nella soluzione di problemi relati-
vi alla vita della scuola o nel suo mi-
glioramento, con un approccio che
rende residuale lesperienza tipica di
lezione frontale. In questa relazione
formatore-insegnanti si possono uti-
lizzare/ipotizzare diversi ruoli pro-
fessionali: il coaching, il tutoring, il
mentoring, il counselling, ecc.

77
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

8.5
La sfida per le scuole di reperire
buoni formatori, a maggior ragione
su aree tematiche in continua evo-
luzione, deve essere accompagna-
ta. Per accompagnare le scuole, il
MIUR, con il sostegno di INDIRE,
raccoglier dal basso, attraverso RAFFORZARE LA
le indicazioni ricevute dalle azioni
FORMAZIONE ALLESTERO
formative organizzate dalle scuole
in rete e dai piani nazionali che la E LA COLLABORAZIONE
stessa amministrazione metter in INTERNAZIONALE PER IL
campo, una banca dati dei miglio- PERSONALE SCOLASTICO
ri formatori.
La banca dati utilizzer un format LItalia aderisce gi a diverse inizia-
unico di raccolta, adattabile ad ogni tive di scambio internazionale, con
contesto formativo, e conterr sia successo. Gli esempi di Erasmus+ e
indicazioni di carattere profes- European Schoolnet costituiscono
sionale (basati sullesperienza do- riferimenti molto positivi per i do-
cumentata gi svolta, sul curriculum centi coinvolti.
formativo e professionale, e sulla
partecipazione attiva in comunit
professionali nel contesto della scuo- Scambi internazionali e formazione
la, ecc.) che valutazioni restituite allestero contribuiscono alla cresci-
dalle scuole per i percorsi formativi ta del nostro capitale umano, allo
in cui il formatore stato coinvolto. sviluppo e alla condivisione di pra-
tiche innovative e, in alcuni casi, alla
Questa banca dati permetter al
creazione di comunit di pratiche
MIUR di donare alle scuole un im-
durevoli e stimolanti.
portante corpus di informazioni e
dallaltra parte di sviluppare politi- Per rafforzare il valore fondante
che ad hoc per investire sulle miglio- della collaborazione internaziona-
ri risorse professionali nella scuola. le, il MIUR si impegna a creare un
fondo dedicato per la collaborazione
Per le scuole, sar comunque fonda-
internazionale dei docenti, anche in
mentale mettere in pratica mecca-
sinergia con interventi per la forma-
nismi di selezione mirati alla indivi-
zione linguistica, e a realizzare ac-
duazione di figure con competenze
cordi con diversi Paesi per avviare
disciplinari, organizzative e didatti-
lo scambio allestero, in presenza e a
che di alto livello ed in linea con gli
distanza, per scuole e personale sco-
standard professionali definiti.
lastico.
Questa azione intende promuovere
altres scambi anche di natura tema-
tica, rispetto a temi di priorit alta
a livello internazionale, come STEM
e innovazione digitale (schema gi
promosso attraverso il Piano Nazio-
nale Scuola Digitale) e cittadinanza
globale. In un senso pi ampio, que-
sta azione mira a fare dei docenti
e della loro formazione un pilastro
fondamentale per concretizzare
unidea di cittadinanza globale.

78
CAPITOLO 8

Programma Erasmus plus. Anni scolastici 2014/15


e 2015/16 (Fonte dati Indire)
PARTENARIATI STRATEGICI
a.s .2014/15 a.s. 2015/16
A Candidature con Istituti scolastici italiani A Candidature con Istituti scolastici italiani
coordinatori: coordinatori:
- Numero candidature: 248 - Numero candidature: 455
- Numero proposte accolte: 45 - Numero proposte approvate: 52
- Impegno complessivo: 1.994.771,00. - Impegno complessivo: 12.690.403,99
B Partenariati misti B Partenariati strategici School to School
Partenariati Strategici per il settore Scuola
- Numero candidature scuole italiane partner: 321
- Numero candidature: 83
- Partenariati Strategici trans-settoriali con settore di - Impegno complessivo: 8.195.984,00
prevalenza scuole
- Numero candidature: 65
- Numero proposte finanziate: 16
Impegno complessivo: 4.578.801,00
C Partenariati coordinati da scuole straniere in cui
sono presenti scuole italiane
Numero scuole partner italiane approvate: 228
Impegno complessivo: 6.569.815,00.
MOBILITA PER LAPPRENDIMENTO
Docenti in mobilit: circa 1.600 Docenti in mobilit: 1.742
Dati eTwinning (Fonte dati Indire)
Totale docenti italiani iscritti dal 2005: 39.923 (pari al 10% del totale europeo)
Totale docenti iscritti in Europa: 392.121
In media sono 3 gli insegnanti iscritti alla piattaforma in ciascun istituto.
Progetti totali attivati: 11.058
Il numero degli istituti scolastici: 12.342 istituti eTwinning.
In questo modo la percentuale di penetrazione sul territorio italiano passa dal 23,2% al 28,8% (percentuale di
scuole iscritte sul totale delle scuole presenti in Italia).
Regioni pi attive: Lombardia, prima regione come partecipazione con 1.464 scuole registrate, seguita da
Campania (1.219), Sicilia (1.218) Lazio (1.137) e Puglia (1.114). Il Sud la zona pi attiva, con 5.025 scuole
registrate mentre il Nord e Centro Italia sono fermi rispettivamente a 4.713e 2.589 scuole.
Il numero dei 1595 progetti suddivisi per classi, in base allargomento principale
Inglese: n.340 Salute e sport: n.51
Materie scuola primaria: n.239 Spagnolo:n. 46
Cittadinanza: n.142 Tedesco: n.42
Francese: n.133 Cultura: n.37
Arte/teatro/musica:n. 86 Materie professionali: n.34
Cross curriculari: n.78 Training/Progetti per docenti: n.33
Scienze e matematica: n.72 Italiano (anche in tandem): n.31
Storia/Religione/Geografia:n. 62 Materie scuole infanzia: n.28
Ambiente: n.56 Letteratura, discipline classiche: n.20
Tecnologia/Media/Coding: n.52 Materie sociali/BES: n. 13

79
9
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

LE RISORSE
A DISPOSIZIONE

80
CAPITOLO 9

9.1
LE RISORSE CHE AVEVAMO FINO AL 2015

Nellultimo decennio la quota di risorse pubbliche destinate alla formazione


in servizio del personale della scuola si era progressivamente assottigliata. La
legge 107/2015 inverte definitivamente la tendenza.
utile riportare il quadro, in sintesi, dei finanziamenti sulla formazione in
servizio del personale, movimentati direttamente dal MIUR nellultimo trien-
nio 2013-2015.

2013 2014 2015 Totale triennio


2013-2015
Fondi DGPER 7.965.055,73 2.865.620,00 3.984.516,41 14.815.192,14
Fondi altre DG 3.632.033,22 3.632.033,22
Totale 7.965.055,73 6.497.653,22 3.984.516,41 18.447.225,22
di cui CLIL 2.475.059,58 492.000,00 1.796.320,00 4.763.379,58
di cui PFL 2.617.755,96 99.500,00 ---- 2.717.255,96

Tab. ---- Fondi del MIUR dedicati alla formazione in servizio. Triennio
2013-2016. Valori in Euro.
Fonte: Rielaborazione dati MIUR Direz. Gen. Personale

9.2
LE RISORSE PER IL TRIENNIO 2016-2019

Le risorse a disposizione passano da un totale per il triennio 2013-2016 di


18.5 milioni di Euro a circa 270 milioni per il triennio 2016-2019 e oltre 1.4
miliardi se sono considerate le risorse per la carta del docente.
Si tratta di un cambio di passo decisivo e di un investimento pari ad oltre l1%
del costo complessivo del sistema educativo, finalmente in linea con i parame-
tri europei e in grado di garantire le migliori politiche formative.
Le fonti di finanziamento hanno 4 provenienze diverse:
I fondi della legge 107/2015 (La Buona Scuola, comma 125), che desti-
na 40 milioni allanno di finanziamenti aggiuntivi per sostenere iniziative
dellamministrazione, per piani nazionali, per azioni di sistema richieste
da innovazioni ordinamentali o curricolari, a partire dai piani formativi

81
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

previsti per i Piani di Miglioramento e inseriti nei Pof triennali, compresa


la formazione dei docenti neoassunti in periodo di prova, sulla base del
modello innovativo definito dal DM 850/2015
I fondi Europei del Programma Operativo Nazionale (PON) Per la
Scuola 2014-2020, e in particolare una quota parte delle risorse del Fondo
Sociale Europeo (FSE), con validit nel periodo 2014-2020;
Altri Fondi MIUR, a disposizione delle singole Direzioni o per il raffor-
zamento dellofferta formativa (come nel caso della ex-legge 440), messi
a sistema per gli scopi del Piano e pi in generale del nuovo sistema di
formazione;
I fondi dedicati dalla legge 107/2015 per la carta elettronica del docen-
te, per un ammontare annuo complessivo di 387 milioni di euro allanno.

Le fonti di finanziamento del Piano


Fonte di 2016 2017 2018 TOTALE
finanziamento 2016-2019
Legge 107/2015 40mln 40mln 40mln 120mln
(La Buona Scuola)
PON 2014-2020 160mln nel periodo 2016-2019 160mln
(fondi FSE)
Altri Fondi MIUR 15 mln 15 mln 15 mln 45mln
(fondi di bilancio +
ex-440)
Totale Piano di 100mln 100mln 125mln 325mln
Formazione

Carta del docente 387mln 387mln 387mln 1.161mln


(autonomia
decisionale)
Totale per 477mln 477mln 477mln 1.486mln
lo Sviluppo
Professionale
Continuo

82
CAPITOLO 9

Come saranno ripartite le risorse nel triennio


Azione o priorit formativa Finanziamento e fonti Totale (triennio)
AZIONI DI SISTEMA
Formazione dei neoassunti Circa 3,5 milioni allanno 10,5 mln
(legge 107/2015)
Azioni di coordinamento nazionale Circa 2,5 milioni allanno 7,5 mln
per la creazione del sistema di sviluppo (PON + altri fondi MIUR
professionale e il suo monitoraggio + legge 107/2015)
Azioni formative in sinergia con il Piano 10 milioni allanno 30 mln
Nazionale Scuola Digitale (legge 107/2015)
Startup della formazione e leadership Almeno 3 milioni 9 mln
educativa allanno (PON + altri
fondi MIUR)
Collaborazioni internazionali a favore Circa 4 milioni allanno 12mln
di scuole e personale scolastico (PON + altri fondi
MIUR)
PROGETTAZIONE IN AUTONOMIA DEGLI AMBITI
Progettazione in autonomia degli ambiti Almeno 25 milioni 75 mln
allanno (legge 107/2015)
AZIONI AD INDIRIZZO NAZIONALE SULLE PRIORIT
(sempre a ricaduta sulle scuole e sugli ambiti, in sinergia con la progettazione territoriale)
4.1 Autonomia organizzativa e didattica e
curricolare
4.2 Didattica per competenze e
innovazione metodologica
4.3 Competenze digitali e nuovi ambienti
per lapprendimento
Circa 181 milioni 181 milioni
4.4 Competenze di lingua straniera (PON + altri fondi
4.5 Inclusione e disabilit MIUR)
4.6 Coesione sociale e prevenzione del
disagio giovanile
4.7 Integrazione, competenze di
cittadinanza e cittadinanza globale
4.8 Scuola e Lavoro
4.9 Valutazione e miglioramento
Altre azioni a favore di tutto il personale Quota parte di 181
scolastico milioni (PON + altri
fondi MIUR)

83
10
PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019

MONITORAGGIO
DEL PIANO
Un Piano consistente come quello messo in campo da questo
documento richiede una strategia complessiva di monitoraggio
che non sar dettagliata in questo breve estratto, ma i cui elementi
fondanti possono essere anticipati.

84
CAPITOLO 10

Per realizzare un sistema di rilevazione efficace che vada oltre lacquisizio-


ne di dati puramente finanziari o amministrativi, necessario costruire un
processo di monitoraggio stratificato, che agisca ad ogni livello del Piano e
della filiera della formazione. Questo comprender diverse azioni, opportu-
namente integrate tra loro:
Monitoraggio amministrativo dei percorsi formativi condotti (effettiva
realizzazione, dimensioni e capacit di rendicontazione delle scuole);
Applicazione degli indicatori per la qualit e lefficacia delle inizia-
tive formative (si veda capitolo 8.1) a tutti i percorsi formativi messi
in campo, e relativo monitoraggio;
Creazione di uno standard di monitoraggio territoriale (linee guida
e formazione dedicata) per le attivit degli ambiti e lefficacia della go-
vernance formativa di ogni ambito e di ogni Ufficio Scolastico Regionale;
Creazione (dal basso) e manutenzione di una banca dei formatori,
messa a disposizione delle scuole per rafforzare la qualit delle iniziative
formative;
Monitoraggio continuo dei dati relativi allaccreditamento degli
enti di formazione e relativa manutenzione, e dei percorsi formati-
vi offerti tramite la piattaforma (si veda il capitolo 7);
Monitoraggio globale dei piani formativi inseriti nel PTOF da par-
te dei dirigenti scolastici;
Monitoraggio complessivo dei dati relativi alla Carta elettronica
del docente, con riferimento alle differenti scelte operate dai docenti;
Monitoraggio delle scelte complessive e dei percorsi intrapresi da scuole
e docenti, attraverso le piattaforme MIUR;
Monitoraggio di sistema: analisi dellandamento dei processi e delle po-
litiche coinvolte nel Piano, anche con riferimento allefficacia dellazione
amministrativa.

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TUTTE LE AZIONI
DEL PIANO

GIUGNO 2016 GOVERNANCE. Avvio della nuova procedura on-line


(IN CORSO) di accreditamento/qualificazione degli enti di formazione
OTTOBRE 2016 GOVERNANCE. Creazione di una Cabina di Regia presso
il MIUR per lattuazione del Piano Nazionale di Formazione

NOVEMBRE 2016 SENSO DELLA FORMAZIONE. Inizio del lavoro


per la definizione degli standard professionali del docente
PRIORIT DELLA FORMAZIONE. Primi bandi associati
OTTOBRE 2016
alle diverse priorit della formazione, per i quali il MIUR
SETTEMBRE 2017
organizza piani tematici e attivit formative (Capitolo 4)

NOVEMBRE 2016 QUALIT. Pubblicazione di linee guida e indicatori


per la qualit ed efficacia delle attivit formative
SENSO DELLA FORMAZIONE. Linee guida per lintroduzione
OTTOBRE 2016
del piano di sviluppo professionale per ogni docente durante
lanno scolastico 2016-2017
OBBLIGO DELLA FORMAZIONE. Definizione e pubblicazione
OTTOBRE 2016 delle regole di funzionamento per lobbligo della formazione
e per il riconoscimento delle Unit Formative
A PARTIRE DA QUALIT. Creazione di una biblioteca dellinnovazione
DICEMBRE 2016 formativa, per raccogliere e documentare i migliori modelli
di attivit formative
A PARTIRE DA QUALIT. Creazione di una banca dei migliori formatori
DICEMBRE 2016 che raccolga i migliori esperti dal basso e tramite i piani
di formazione organizzati dal MIUR o dagli ambiti
GOVERNANCE. Creazione di una task force per la formazione
NOVEMBRE 2016 in ogni Ufficio Scolastico Regionale + linee guida per un efficace
accompagnamento territoriale

FEBBRAIO 2017 SEMPLIFICAZIONE. Messa a regime del nuovo sistema digitale


per la gestione della domanda e dell offerta di formazione
ENTRO DICEMBRE GOVERNANCE. Erogazione delle risorse dirette agli ambiti per
2016 pianificare la formazione 2016/2017
DICEMBRE 2016 GOVERNANCE. Messa a regime della applicazione per la carta
elettronica del docente
QUALIT. Lancio di azioni per rafforzare le collaborazioni
MARZO 2017 internazionali delle scuole e del personale scolastico e nuovi accordi
con altri Paesi
FEBBRAIO 2017 QUALIT. Individuazione e finanziamento delle startup della
formazione
MARZO 2017 SENSO DELLA FORMAZIONE. Costruzione, adozione e
pubblicazione del portfolio professionale per ogni docente
la buona
SCUOLA