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Grammatica giapponese 2.

Tempi dei verbi: durativi (hanno durata nel tempo), istantanei,


momentanei o puntuali (azione puntuale, non continuata), stativi
(indicano unabitudine continuata nel tempo)

Usi della forma in

Forma aspettuale (ha durata nel tempo)

Valore progressivo (in svolgimento), continuativo (descrive una


condizione presente), risultativo (stato in atto prodotto dall'evento
indicato dal verbo), risultativo negativo (con e verbo
durativo, descrive la condizione di non aver ancora compiuto
un'azione che si pu fare poi), iterativo (azione ripetuta nel tempo)

verbi intransitivi (soggetto grammaticale + , per moto da / per


luogo)

verbi transitivi (agente + , per complemento oggetto)

stato che risulta da un'azione completata,


stato determinato dall'azione compiuta da qualcuno,

quando espresso uno scopo o un motivo

() (con verbi d'azione) preparare qualcosa per il futuro,

lasciare qualcosa cos com', fare qualcosa e lasciarla cos

concludere un'azione definitivamente

V / Nome esprima un'azione precedente ad


opera del soggetto che va in contrasto con l'azione che il soggetto
compie successivamente

l'azione seguita da frutto di noncuranza, l'azione successiva


irrimediabile

PROPOSIZIONI FINALI

V(

Azioni intenzionali, le due proposizioni hanno lo stesso


soggetto, l'azione percepita come fattibile, mai con verbi negativi
( indica anche una causa o il complemento di termine)

in modo che, affinch (il soggetto pu non essere lo


stesso, l'azione supera il controllo del soggetto)

locuzione per indicare uno scopo (caso generale), V / N


verbo/aggettivo di uso/utilit/necessit anche con

V(

Complemento di paragone con

Comp. d'agente (chi fa l'azione)

Comp. di termine ()

PROPOSIZIONE CAUSALE con Seguita da un V potenziale negativo,


esprime la causa dell'impossibilit
(--)

DARE (MOVIMENTO CENTRIFUGO)

quando io do a un estraneo o a un familiare, un familiare da a un


familiare o a un estraneo, un estraneo da a un estraneo
se do a un familiare inferiore uso
se do a un familiare/estraneo superiore uso
DARE (MOVIMENTO CENTRIPETO)
quando un estraneo da alla famiglia o a me, o la
famiglia da a me
se l'estraneo ha uno status superiore si usa

RICEVERE (SOLO MOVIMENTO CENTRIPETO)


- quando io ricevo da estranei o familiari, o i familiari ricevono da estranei
in questo caso si usa per indicare l'attante /
provenienza

verbo in +

Temporale con verbo b4 + : con il verbo al non passato () l'azione


della temporale successiva o contemporanea alla principale, con il
verbo al passato
(), l'azione della temporale precede la principale

colloquiale per

V nient'altro che...
SISTEMA DEITTICO

denota ci che si trova vicino all'interlocutore, oppure ci che


stato riferito prima nel contesto e che l'interlocutore conosce ma il
parlante non conosce. Nella lingua scritta la serie denota ci che
stato riferito in precedenza nel contesto.

denota ci che non vicino n al parlante n all'interlocutore,


oppure ci che stato riferito prima nel contesto e che conosciuto sia
dal parlante che dall'interlocutore. La serie usata soprattutto nella
lingua parlata.

Uso di come COMPLEMENTATORE (congiunzioni subordinanti:


categorie sintattiche che servono a introdurre una proposizione)
costruzione b4 evento appena terminato (verbo: azione
volontaria o non volontaria)
costruzione b4 azione imminente, che sta per iniziare
costruzione b4 essere nel mentre di... (aspetto
durativo / cambiamento non istantaneo in corso)
Vb4 fare in modo di, cercare di (focalizza
lazione intenzionale, al contrario di che indica il semplice
cambiamento o raggiungimento di un risultato)
sforzo costante e continuo, azione ripetuta

costruzione augurale meno male che...

LINGUAGGIO
Classificatore onorifico
forma onorifica (a sx) (No per verbi con radici che constano
di una sola mora o per verbi negativi, MAI prima persona)








( prima dei KANGO, prima dei WAGO)

Forma passiva del verbo come onorifico:
,
Copule:
AGGETTIVO
per gli aggettivi in NA ammesso /

Sonkeigo: solo per aggettivi con valore positivo

Avverbi: preceduti da

FORMA UMILE : solo per PRIMA persona, o per il proprio













/ ( prima dei
KANGO, prima dei WAGO)
Per aggettivi si usa il , NON UMILE, ma

B2 (forma onorifica) B2 forma umile)

possono essere sostituiti


da FORME DI RICHIESTA PIU CORTESI:


Altre forme di linguaggio e
Fanno parte del :

B4 "decidere che" ,
B4 fare finta che
B4 imporsi la regola di... ,
B4 ne consegue che
B4 indica decisioni prese NON dal soggetto
B4 + " deciso che" (impersonale)

rendere, trasformare, fare : nome (aggettivo in - , aggettivo in


, nome )

richiesta di consiglio B5

dopo che temporale , principale

periodo ipotetico (se) verboB4 , principale B3

sembrare nome , nome

finale-limitativa finale B4 , principale affinch

come verbo di movimento

essere visibile, essere udibile, oppure si vede, si


sente

dopo avverbio
FORMA PASSIVA (meno usata che in italiano, soprattutto con agente
indeterminato):
v. ichidan b1
v. godan b1


Complemento dagente:
Passivo diretto
Passivo indiretto di danno/fastidio
Indica un danno o uno svantaggio per il soggetto che subisce lazione
Con verbi transitivi / intransitivi, agente indicato da
Passivo indiretto con v. transitivo
Passivo usato per esprimere la spontaneit di sentimenti involontari
Es.

P P2 La P1 indica volont, consiglio, suggerimento,


congettura, offerta, divieto, richiesta oppure enfatizza un elemento
nominale della frase,

In caso di premessa basata su informazioni avute da altri: P1 ,
In certi casi per dare maggiore rilievo alla condizione della P1, viene
usato al posto di
P1(passato)(),P2 esprime una condizione passata da cui nella
P2 viene tratta una ipotesi (Es. Se sei andato a Roma come dici, avrai
visto il Colosseo)
Con lazione della P devessere per forza precedente rispetto
alla P2, con non c' quest'obbligo

PROPOSIZIONE MODALE: pu avere varie sfumature (come, simile a,


sullesempio di). Resa con: (con soggetti uguali),
, V , nome-complementatore (nei nessi di analogia,
N ), coniugato come , nome-complementatore
"cos come", N oppure N V ),

sembrare con , ( pi informale) :


nome nome
aggettivo :
aggettivo : radice
verbo: B4 B4
forma sospensiva:
Avverbi ( come, proprio , come, proprio (pi
formale, come, proprio pi informale)
V+/ come se + cong. Imperf.

CONGETTURA: -> semplice congettura senza


fondamento (introdotto da avverbi come , con particelle
finali: , interrogativa con ), (per congetture basate
su apparenza / indizio e sui 5 sensi, soprattutto la vista), dopo
la dei verbi e aggettivi in , alla radice degli aggettivi in , dopo
sostantivi senza , usato per congetture basate su informazioni avute da
altri, non su impressioni proprie), ("mi sembra che", indica un
giudizio basato su ci che il parlante conosceva in precedenza o
personalmente)
RICAPITOLANDO
Quando vedo i dolci e mi sembrano buoni
Quando vedo tanta gente in pasticceria e ne
deduco che quei dolci siano buoni
Ho sentito in giro che quei dolci sono
buoni, perci pare che lo siano

AVVERSATIVE
Avversativa parziale (le due proposizioni sono entrambe vere):
. A volte introduce il contesto o allude ad
un'intenzione che non viene espressa per cortesia;
Avversativa totale:
CONCESSIVE ("anche se, nonostante"): (

solo con fatti realmente accaduti,
Proposizione interrogativa con
rafforzamento finale: domanda posta con enfasi o stupore
P1, P2 -> periodo ipotetico dell'irrealt ( in fine di parola indica
rancore, rimpianto, delusione per un fatto non realizzato o non
realizzabile) NON CONFONDERE CON FINALE ! (P1 P2)
P1 P2 concessiva anche se (
), interrogativo + (Es. "in qualunque
momento sia andato", "per quanto siano costosi" etc),
: formula con valore disgiuntivo e correlativo,
esprime contrasto,
N+ (particella avverbiale, si traduce con "solo", "nient'altro che")
V "non fare altro che", "fare solo...per tutto il tempo"
V il verbo esprime un'azione appena compiuta

Temporale principale per descrivere un evento unico accaduto


nel passato

... sarebbe stato meglio se...


complemento d'agente

persino

Passivo diretto con nome inanimato "la mela


mangiata"

Proposizione modale:
nome verbo o aggettivo
nome verbo o aggettivo

Proposizione finale con


finale b4 ( ), principale: (l'azione della principale descrive
un'azione fatta apposta per lo scopo descritto nella finale, le due frasi
hanno lo stesso soggetto. Il soggetto ha il controllo sull'azione che
compie nella principale e sul suo risultato)

proposizione coordinata in b2 (forma in )

Forma causativa (per far fare qualcosa a qualcuno)


ichidan b1
godan b1


costruzione causativa con verbo:
intransitivo soggetto agente paziente verbo
transitivo soggetto agente paziente verbo
( da pi lidea di costrizione del paziente, si usa con oggetti
inanimati, per indicare una reazione psicologica indotta che il
paziente non pu controllare PERO se nella frase c un oggetto
diretto o un compl. di moto per luogo, allora questo andr sempre
marcato con e il paziente con , a prescindere dalla volont di
chi subisce lazione. Questo perch in giapponese vige la regola del
"limite del doppio ", per cui una proposizione non pu avere due
sintagmi nominali marcati dalla particella )
Alcuni verbi transitivi giapponesi sono forme causative classiche
stabilizzatesi storicamente. Tali verbi (causativi lessicalizzati) sono pi
usati delle forme causative morfemiche produttive, cio formate a
partire dal verbo non causativo corrispondente. Es. sostituisce
per "far dormire"
Causativo V ricevo il favore che mi si faccia fare
Causativo V ricevo umilmente il favore che mi si
faccia fare

Causativo V (con interlocutore di status uguale o maggiore)


"Per favore lasciami"
Causativo V (E' la forma pi umile per
chiedere il permesso di fare qualcosa. E' usata in occasioni formali.)

avversativa/concessiva con b4 bench, nonostante


oppure
b4 principale

consiglio indiretto e se facessi...?


Forma in negativa
b1 causale
b1 modale e temporale

per quanto concessiva principale

forma di congettura:
verbo b2 , verbo b2

CAUSATIVO PASSIVO: esprime la costrizione a compiere un'azione dal


punto di vista del parlante Es. sono
costretto a camminare da mia madre
N1 N2 Vcausativo passivo N1 costretto a fare qlc. da N2

FORMA CONDIZIONALE
verbo: b5 b5
aggettivo in : radice radice
verbo:

Forme particolari:

P1 P2: la forma in assume valore causale (indica ci


che suscita un dato sentimento)
2 significati:
- giudizio basato sui cinque sensi, o per esprimere un'impressione,
es.
- congettura o previsione del parlante su qualcosa che sta
per accadere,
es.
potenziale: esprime alta probabilit che possa
accadere qualcosa
potenziale: esprime alta
probabilit che qualcosa non possa accadere
P1()P2 P1 denota l'arco temporale entro il quale viene
compiuta l'azione espressa da P2, esprime un'azione o condizione che
dura nel tempo (spesso usato ). Spesso usato in casi in cui se P1
termina, sar difficile terminare l'azione espressa in P2.
P1,P2 (azione non volontaria): levento espresso in P2
si insinua inavvertitamente
P1,P2 : levento espresso in P2 si verifica prima che si
compia quello espresso in P1
Differenze tra e sono spesso usati come sinonimi, per:
indica una semplice concomitanza tra eventi, mentre
indica che lazione P2 deve essere finita entro la fine di quella P1
non pu seguire la forma negativa dei verbi, invece si

:
: Esprime richiesta o augurio nel discorso indiretto. Con
verbi di comunicazione etc.
: "mi auguro, prego", il verbo pu essere
omesso.

P1 P2 esprime iterazione temporale (ogni volta che), verbo


della P1 sempre alla forma non passata

(forma piana)"nel caso in cui", indica solo azioni ipotetiche


(in caso di incendio, in caso di furto etc..). Pu essere sostituito da
tranne nei casi in cui il parlante menziona relazioni temporali concrete di
cui ha esperienza
ACCENTO GIAPPONESE
E un accento tonale (ha funzione di contrasto)
E indicato con il simbolo diacritico che indica il downstep, ovvero la
caduta dellaccento ()

In giapponese esistono due categorie di parole:


parole con caduta dell'accento (kifuku-shiki),
parole senza la caduta dell'accento (heiban-shiki)