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Nikolaj Makarov Alcune regole di tecnica superiore di chitarra Ebooks @ Www.EbookCafe.

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AGLI AMATORI DELLA CHITARRA.


ALCUNE REGOLE
DI ESECUZIONE SUPERIORE ALLA CHITARRA
di
N. MAKAROFF.
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SAN PIETROBURGO.
Tipografia A.M. KOTOMINA, presso Obuchovski most, d. n 93.
1874
Permissione censoria. S.Pietroburgo, 1 Ottobre 1874.

Grosso tte, peu de sens.


[Grossa testa, poco senno.]

Fatta eccezione per la Russia, dove la chitarra ancora coltivata da molti amatori, cavalieri senza
paura che le sono rimasti comunque fedeli, dovunque altrove, questo strumento modesto, ma simpatico
e nobile, bench difficile, questo strumento, cos ingiustamente e senza piet svilito e denigrato , al
momento attuale, interamente abbandonato, perch si avuto il torto o, per meglio dire, il cattivo gusto
di avergli preferito la ctra, questo strumento strdulo e nasale, il cui tono gracile, rauco e di una
monotona opprimente, per poco lo si sia ascoltato, pu causare alla lunga una noia mortale e
provocare degli sbadigli da slogare le mascelle in tutti quanti abbiano un sentimento fortemente
sviluppato del bello e della musica. Davvero, pu, tale paroda dun salterio, competere con la chitarra
alla quale sono accessibili tutti i stili, i pi leggeri come i pi ampi, i concerti al pari delle sinfone *)?
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Questo strdulo piagnucolne oserebbe competere con la chitarra nella qualit e variet dei suoi suoni, a
volte chiari, argentini: talra seri, armonici; talra dolci, molli, vellutati; competere nella bellezza del suo
legato e specialmente del suo portamento; nel fascino dei suoi suoni armonici; nello sfolgoro e nella
velocit delle sue scale cromatiche, sue caratteristiche e appannaggi, specialmente negli accordi spezzati.
Quanto alla ricchezza, all'originalit ed all'infinita variet degli arpeggi, la chitarra non ha rivali. In fine, il
grande violinista Paganini non disdegnava affatto la chitarra. Al contrario, ed a dispetto dei successi, dei
trionfi eclatanti e leggendari del suo magico violino, egli amava e coltivava lo strumento poetico della
patria di Don Giovanni, lo usava ottimamente ed aveva scritto e pubblicato molti pezzi tra cui, un
quartetto per chitarra. E Berlioz, che componeva le sue grandiose partiture solo con una chitarra in
mano?

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*) Purtuttavia, a parte tre grande concerti di Giuliani, ogni persona non macchiata dallintolleranza dei partiti n da
giudizi preconcetti, n dal fanatismo dei seguaci della musica dell'avvenire, di questi parvenu dell'arte musicale, potrebbe
convincersi della verit delle mie asserzioni, se avesse avuto l'occasione di ascoltare la sinfonia in Do minore del grande
Beethoven, trascritta dal Sig. Diakov per tre chitarre spagnole - ed eseguita da tre dilettanti di S. Pietroburgo. Questa
trascrizione rende con una fedelt ed un rilievo stupefacente tutte le bellezze melodiche di quest'opera immortale.

Da dove viene pertanto questa caduta in disgrazia, e questo ostracismo o, per meglio dire, questa
sentenza di morte emessa contro il nobile, interessante strumento, che ha trovato la sua salvezza e il suo
rifugio solo in Russia? Innanzitutto dalle male lingue dei vari denigratori incapaci che vogliono fare gli
spiritosi, i sagaci, ma per lo pi non riuscendo che a fare la figura dei buffoni e dei saltimbanchi.
Comunque, si sa, che la natura rognosa di questi pseudo begli spiriti li spinge a raschiarsi continuamente
la lingua con qualsiasi cosa: non importa se buona o cattiva, santa o dannata. E perch dunque non
dovrebbero grattarsi la lingua con la chitarra, dopo essersela grattata talvolta con cose assai poco
graziose e persino piuttosto sporche. In secondo luogo: ci proviene dal gusto musicale blasonato
conseguente allabuso di emozioni forti, o, per meglio dire, deriva dallalterazione profonda delle
orecchie, assordate dalla musica rumorosa, chiassosa ed insipida di certi attuali musicanti da strapazzo, i
quale, essendo incapaci di creare qualcosa di veramente bello e grande, rincarano la dose uno sull'altro,
per produrre solo chiassosit, insana e ributtante. Comunque, nella direzione verso la quale vanno,
finiranno probabilmente per introdurre raganelle e colpi di cannone nelle loro disgraziate partiture
elucubrate, insipide ed indigeste. E sembra che ci sia stato tempo fa un precursore della musica
dell'avvenire, che aveva cercato di attaccare delle corde alle ali di un mulino a vento, per promuovere
questa macchina da macina al grado di gigantesco contrabbasso.
Comunque, possibile che dopo questi disordini, questi baccanali, o per meglio dire, dopo questi
cannoneggiamenti musicali; possibile che i suoni molli, teneri, sobri e simpatici della chitarra possano
recar diletto alle orecchie rovinate e corrotte dei melomani della seconda met del secolo XIX
(fortunatamente non di tutti)? Sarebbe lo stesso che degli ubriaconi matricolati che sono abituati a
consumare una quantit enorme di cognac, gin, whisky, o persino il nostro cattivo brandy, si vedessero
regalare dei vini di Borgogna e Bordeaux.
Eppure ve ne sono eccome, e sono tante buone e belle cose, compresa la chitarra, e questo a causa
della depravazione, dell'intemperanza e dell'ebbrezza continua dei gusti, e, inoltre, perch si cerca di
imporre al mondo delle belle arti, come valuta, il proverbio, citato nella mia epigrafe, ma solo travestito
cos: Testa saggia, poich grande; testa stupida, poich piccola. Ma "Si natura negat, facit indignatio
versum" (*). Questo perch io, da parte mia, oso proporre agli amatori dei proverbi e idee musicali
travestite un contro-motto, eccolo:
Di musica tonante,
Di liquore inebriante
Sono tutti innamorati.
Senza urla selvagge,
Senza libazioni d'uso
Nessuna salvezza per loro.

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*) Se natura non mi ha fatto poeta, sar l'indignazione a far scaturire i versi.


(Giovenale)

Di seguito fornir alcune regole di tecnica superiore, indispensabili per poter eseguire le opere
musicali che pubblico.

REGOLA I.
L'accordatura della chitarra.
I quattro bassi che ho aggiunto alla chitarra esacorde hanno aumentato notevolmente le risorse
armoniche di questo strumento. Ma l'accordatura delle corde aggiunte non era affatto razionale, vale a
dire: contro-Re, contro-Do, contro-Si e contro-La; questo giacch non la quantit di corde,
ma piuttosto la maniera di accordarle che costituisce la ricchezza armonica di uno strumento: pi ci
sono note a vuoto, specialmente fra i bassi, pi l'accordo completo. Cos la chitarra con sette corde
ben pi povera in risorse armoniche, di quanto lo sia la chitarra esacorde; la prima ha cinque corde a
vuoto: Mi, Si, Sol, Re, La, laddove l'altra ne ha solo tre: Re, Si, Sol, mentre le altre quattro non sono
altro che la ripetizione all'ottava di queste tre note.
Fra le tonalit pi usate nella chitarra esacorde si ha soltanto la tonalit di La che era la pi completa
e la pi comoda, perch ha i tre bassi principali: la tonica, la dominante e la sottodominante a vuoto. Le
tonalit: Re, ha solo la tonica e la dominante; Mi, la tonica e la sottodominante; Sol, la dominante; Si, la
sottodominante. Le quattro corde, aggiunte in seguito secondo l'accordatura irrazionale
summenzionata, completano solo le tonalit: Do, per dargli la tonica; Sol, per la sottodominante; Mi,
per la dominante; Si, per la tonica. Per quanto concerne il basso contro-Re, bench non abbia
completato alcuna tonalit, anch'esso non di troppo, grazie alla bella qualit del suono grave che rende
e che aggiunge alla variet, alla forza e alla facilit di molti accordi. Ma nei riguardi del basso contro-
La, dir che esso completamente superfluo, inutile, bench sia stato impiegato in alcuni passaggi
pretenziosi e di dubbio gusto di musica del tutto soggettiva di qualche chitarrista mediocre (a parte il
defunto Mertz, il pi obiettivo e il pi grande dei chitarristi compositori moderni dopo Giuliani). In
primo luogo: grazie alla bella sonorit del basso La, la chitarra non ha bisogno assolutamente di
raddoppiare questo basso; in secondo luogo: raddoppiato con l'ottava pi bassa, esso rende pi un
rumore sordo che un suono distinto; a questo proposito si deve osservare che, bench la musica della
chitarra abbia la stessa chiave del violino, i suoi suoni di quella sono di un'ottava pi bassi di quelli di
questo re dell'orchestra, cos che il La della chitarra corrisponde al La basso del violino.

Ma ci che manca alla chitarra esacorde, e che per lei di prima e stringente necessit, il Sol basso,
a vuoto, che avrebbe completato e facilitato tre scale, fornendo la tonica alla tonalit di Sol, la
dominante a quella di Do e la sottodominante a quella di Re. Ma specialmente la tonalit di Sol che ne
avrebbe guadagnato immensamente e che, da scomoda e poco usata, sarebbe divenuta altrettanto
conveniente e facile quanto le tonalit di La e Re. La difficolt a risolvere il problema risiedeva nella
domanda: dove mettere questo basso? Per le ragioni summenzionate, non bisognava pensare al contro-
Sol, e dovetti per forza ammettere semplicemente il Sol.

A prima vista sembr logico mettere questo basso tra Mi e contro-Re. Ma fatte tutte le debite
considerazioni, decisi invece di porlo tra contro-Do e contro-Re, perch quest'ultimo basso non
dev'essere separato dal Mi basso, in modo da non rendere impossibile certi accordi, quali:

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Da ci l'accordatura razionale della chitarra a dieci corde risulta:

Le corde di cui ci si pu servire per i quattro bassi aggiunti sono: il Mi basso, [usabile] per il contro-
Re, contro-Do e contro-Si, ed il La basso, [usabile] per il Sol. Inoltre essenziale che il manico della
chitarra abbia due ottave complete, vale a dire 24 tasti.
REGOLA II.
Indicazione delle dita.
Le lettere e, h, g, d, a, e, poste sopra le note, indicano le corde sulle quali si deve prendere queste
note, vale a dire: il cantino, la seconda, la terza e i bassi Re, La, Mi. Le lettere q, i, m, a, au indicano
l'attacco (pinc nell'originale), cio le dita della mano destra: pollice, indice, medio, anulare e mignolo.
Quanto alla diteggiatura, vale a dire la mano sinistra, le dita sono indicate: il pollice da , e le altre
quattro dalle cifre 1, 2, 3, 4. Lo zero (0) indica una corda a vuoto.
REGOLA III.
Diteggiatura e pinc.
La tecnica chitarristica basata sull'ausilio di due agenti i quali sono: la diteggiatura, cio la mano
sinistra che prepara i suoni, e l'attacco (pinc nell'originale, sar usato da qui innanzi, NdT), ovvero la
mano destra che ricava i suoni. Con l'eccezione di Sor e degli aderenti al suo metodo, i quali non si
servivano mai del pollice della mano sinistra, non so bene perch, il resto dei chitarristi utilizzavano
tutte le cinque dita. per quanto concerne la mano destra, non si impiegavano che le prime quattro dita, e
nessuno aveva pensato a servirsi a volte del mignolo, mentre, durante certi passaggi, solo con questo
dito che si possono ricavare i suoni pi soavi e pi fluidi. Perci ho avuto cura dindicare sempre l'uso
del mignolo. In genere i maestri di chitarra hanno grandemente peccato perch non prestavano
attenzione che alla mano sinistra e non si occupavano quasi per niente delleducazione e dello sviluppo
della mano destra, mentre il pinc altrettanto importante, se non di pi, della diteggiatura. Chiarezza,
precisione e velocit del movimento nell'esecuzione dei passaggi e delle scale melodiche dipendono
generalmente dalla distribuzione regolare e logica sulle dita della mano destra, e specialmente dalla
giusta indicazione del dito con il quale si deve incominciare questo passaggio. Generalmente parlando,
la dolcezza, il fascino, la forza dei suoni, cos come l'agilit delle dita, lo sfolgorio, leleganza,
l'espressione e lo stile dell'esecuzione dipendono in maggior parte dalla mano destra.
Esistono quattro specie di pinc: il semplice, [che si ha] quando una serie di note, nei passaggi
melodici, si esegue con un solo dito, o l'indice, o il dito medio, o qualche volta con il pollice (ma solo
sui bassi) e talvolta con il mignolo, come si vedr in seguito (nella regola b e nell'esempio n 5), ma mai
con l'anulare; il doppio pinc, quando si eseguono i passaggi con due dita, e con quali si vedr nella
regola b); il pinc triplo, che si usa nelle scale cromatiche sul cantino (si veda pi avanti la regola VII); e
infine il pinc misto, quando si combinano il doppio e il triplo, come nelle scale diatoniche e cromatiche
alle ottave inferiori (cfr. i n 2 e 3). Questo pinc richiesto per l'osservazione della regola dell'alternanza
(cfr. regola c).
Le regole principali per il pinc sono: a) Quattro dita sono destinate al pinc ed in particolare: il pollice
ai bassi, e le altre tre dita alle corde di minugia. Le eccezioni a questa regola, che ammettono l'uso del
pollice nelle tre corde pi alte, e delle dita del mezzo in quelle dei bassi, sono mostrate sotto (vedere
esempi n 2, 3 e 9), ed inoltre negli accordi, per esempio:

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b) Nei passaggi melodici e nelle scale diatoniche ci si serve dell'indice e del dito medio e qualche
volta dell'anulare e perfino del pollice (cfr. n da 1 a 9). Ma quello che specialmente si deve evitare con
cura nell'esecuzione dei passaggi a note staccate e a sgancio ("croches" nell'originale, NdT) doppie o
triple, di evitare il pinc semplice e di prendere di seguito due note, e ancor meno tre note, con lo
stesso dito. Sempre e dovunque necessario alternare lindice col dito medio o con il pollice, qualche
volta il medio con l'indice o il pollice, qualche volta il pollice con l'indice o il medio. La velocit di
movimento, la chiarezza e la precisione si ottengono solo con la rigida osservazione di questa regola ed
ancora della regola seguente (sotto la lettera c). Ecco alcuni esempi della regola dell'alternanza delle dita:

Ci sono due eccezioni a questa regola rigorosa: 1) Quando una nota viene dopo due note legate, si
pu, anzi, si deve prenderla con lo stesso dito quando ci necessario per non invertire l'ordine
naturale delle dita, del quale si parla nella regola seguente (c), e la cui osservazione almeno tanto
importante quanto quella della regola dell'alternanza, per esempio:

Ma per quello che riguarda le note di sgancio ("croches" nell'originale, NdT) o i tempi lenti o
moderati, permesso prendere due note di seguito con lo stesso dito. Ed anzi desiderabile che, nel
Largo, Adagio ed Andante, sulle corde di budello, si eseguano i passaggi melodici con un solo dito, e
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preferibilmente, col dito medio o il mignolo, per esempio:

[sic, NdT]

Bench essenziale negli Allegro, il doppio pinc non pu mai dare suoni cos pieni, cos dolci, cos
molli quanto il pinc semplice. La stessa regola riguarda le corde dei bassi: il doppio pinc si adopera per
le scale e per i passaggi sui bassi solo nei tempi veloci; ma nei movimenti lenti o moderati sempre
preferibile il pinc semplice, ed in particolare con il pollice.
c) Bisogna osservare rigorosamente di non invertire mai l'ordine naturale delle dita, quando si passi
da una corda all'altra, per esempio: dal Sol al Si, e viceversa, o dal Si al Mi, e viceversa. Nel primo caso
l'indice per il Sol, ed il dito medio per il Si; nel secondo caso l'indice per il Si, ed il dito medio per il
cantino. Ma affinch sia possibile praticare questa regola, necessario prima di tutto determinare il dito
con il quale cominciare la prima nota del passaggio o della frase melodica.
Di seguito vi sono esempi a sostegno di ci che ho appena affermato:

Se si comincia il passaggio n 6 con l'indice, invece del medio; i ni 7 e 8 con il dito medio, invece
dell'indice ed il n 9 con il dito medio o l'indice, invece del pollice, l'ordine delle dita sar invertito e
l'esecuzione dei passaggi non molto soddisfacente, cio mancheranno di chiarezza e precisione. Lo
stesso vale per il doppio pinc sui bassi, come si pu osservare nei ni 2 e 3.
d) Nei passaggi melodici lanulare, se c bisogno, come nel n 9, pu essere usato, ma solo prima o
dopo lindice, e qualche volta davanti al dito medio, ma mai dopo; altrimenti il suono che produrr sar
troppo debole e differir molto dagli altri suoni. In genere, parlando delle dita, lanulare il pi debole
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fra le quattro dita; e c' bisogno di occuparsene in modo particolare. Ed solo attraverso esercizi lunghi
che si arriver a svilupparne e ad aumentarne la forza e, per quanto possibile a renderlo simile alle altre
dita.

REGOLA IV.
Il portamento.

Glissare in avanti il medio della mano sinistra dal sol al fa.

Glissare il medio all'indietro dal fa al sol. E ci che gli Italiani chiamano portamento.

REGOLA V.
Gli accordi arpeggiati (briss).
[7-e.] Se un accordo si trova scritto:

scivolate sui 3 bassi con il pollice e le tre note rimanenti con le dita che ad esse corrispondono. Quando
invece scritto

scivolate sulle 6 note , solamente con il pollice. E quando sia scritto, scivolate sulle tre note
con l'indice, iniziando dalla pi acuta.

REGOLA VI.
Gli armonici.
Gli armonici sono indicate dalle lettere har, e rappresentate dalle note che devono rendere gli stessi
suoni, come se fossero presi ordinariamente, e non armonicamente.

REGOLA VII.
I trilli.
I trilli, a parte qualche rara eccezione, devono eseguirsi, non con un solo dito della mano destra n
su una sola corda, bens su due corde e con quattro dita della mano destra, incrociandoli ed iniziando
con l'anulare, per esempio:

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Viene eseguito come segue:

Il buon trillo, cio un trillo che sia veloce, omogeneo, vigoroso e preciso, una delle maggiori
difficolt, che si possono superare solo in virt di un lungo lavoro, perseverante e razionale, cio
iniziando con un movimento estremamente lento che non si dovrebbe accelerare che a poco a poco, in
modo completamente insensibile, ed arrivare alla velocit desiderata solo dopo lunghi esercizi e in
nessun altro modo che con laiuto di un metronomo, senza il quale impossibile osservare la
gradazione rigida nell'accelerazione del movimento, e perci impossibile acquisire un buono trillo.

REGOLA VIII.
Le scale cromatiche.
Le scale con note staccate (dtaches, nell'originale, NdT) e cromatiche sul cantino, ascendenti o
discendenti, sono eseguite con solo uno dito della mano sinistra, talvolta con l'indice, talvolta con
l'anulare e talvolta con il mignolo, ma per la maggior parte con il dito medio. Riguardo alla mano destra,
i chitarristi che sono capaci di fare queste scale, usano solo il doppio pinc: il dito medio e l'indice:
mentre io uso il pinc triplo: il dito medio, l'indice ed il pollice. Questa maniera mi d la possibilit di
raggiungere una pi alta velocit del movimento delle scale cromatiche. Ora, mentre il dito della mano
sinistra scivola sul manico della chitarra, bisogna far corrispondere la caduta di ciascuna delle tre dita
della mano destra con uno delle tacche del manico nell'ordine successivo di semitoni fino allultima nota
della scala cromatica. Eccone un esempio:

Queste scale, come i trilli, costituiscono una delle difficolt pi grandi per la chitarra, e non
possibile divenirne padroni se non in seguito a lunghi esercizi con lausilio del metronomo.

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REGOLA IX.
Le scale cromatiche per terze minori
Le scale cromatiche per terze minori, scale precedute e terminate da un trillo, cos come si trovano
nei miei due concerti, Kamarinskaa ed il Carnevale di Venezia, non dovrebbero essere troppo difficili
per coloro che sono in grado di eseguire i trilli su due corde e con quattro dita, per esempio nella
cadenza seguente:

a i m simile

Quanto al trillo, le dita della mano destra e della sinistra sono indicate sopra (cfr VII). Ma solo
accanto al mignolo della mano sinistra si deve posare lanulare. Poi, dopo aver battuto il trillo, si leva il
mignolo e si fanno scivolare cromaticamente lindice e lanulare, mentre si continua il movimento del
trillo con la mano destra, si fa scivolare fino al 14 tasto, ovvero fino all'ottava pi alta del Fa diesis.
Allora si deve solo spingere l'anulare sulla seconda del Re diesis al Mi, e continuare il trillo con l'ottava
pi alta.

Traduzione di Marco e Barbara Bazzotti dall'originale bilingue (dalla versione bilingue russo e francese
antichi, provenienza Biblioteca di S. Pietroburgo)

versione 31/03/2003
~~~~ FINE ~~~~
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