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Arthur Conan Doyle

Come Watson impar il trucco

(How Watson Learned the Trick)

Watson era rimasto a fissare intensamente il suo amico sin da quando si era seduto al
tavolo della colazione. Per caso Holmes alz lo sguardo e incroci il suo sguardo.- Ebbene,
Watson, a cosa state pensando? - domand.- A voi.- A me?- Si, Holmes, stavo pensando
quanto sia superficiale la vostra abilit, e quanto sia incredibile che la gente continui a
prestarvi interesse.- Sono completamente d'accordo con voi - disse Holmes. - A dire il vero,
ricordo di aver fatto un'osservazione simile.- molto Semplice - disse Watson seriamente -
capire i vostri metodi.- Senza dubbio - rispose Holmes con un sorriso. - Forse vorrete darmi
voi stesso un esempio del mio modo di ragionare.- Con piacere - disse Watson. - Sono in
grado di dire che eravate preoccupato stamattina quando vi siete alzato.- Eccellente! - disse
Holmes. - E come fate a saperlo?- Perch in genere siete un uomo molto ordinato eppure vi
siete scordato di rasarvi.- Accidenti! Che arguzia! - disse Holmes. - Non credevo
davvero,Watson, che foste un discepolo cosi intelligente. Per caso il vostro occhio di lince
ha notato qualcos'altro?- S, Holmes. Avete un cliente di nome Barlow, e non siete riuscito a
concludere con successo il suo caso. - Notevole Watson, e come fate a saperlo?- Ho visto il
suo nome scritto sulla busta. Quando l'avete aperta avete emesso un lamento e ve la siete
messa in tasca con un'espressione corrucciata.- Ammirevole! Siete davvero un buon
osservatore. Nessun altro punto?

- Temo che vi siate dato alla speculazione finanziaria.- E come fate a dirlo, Watson?- Avete
aperto il giornale, siete andato alla pagina finanziaria, e vi siete lasciato scappare
un'esclamazione di interessamento.- Bene, Watson, sono deduzioni davvero argute.
Nient'altro?- S, Holmes, vi siete messo la giacca nera, invece della vestaglia, il che prova
che siete in attesa di una visita importante entro breve.- Nient'altro?- Credo che sarei in
grado di trovare altri punti, Holmes, ma vi cito solo questi pochi, per dimostrarvi che al
mondo ci sono altre persone intelligenti quanto voi.- Ed alcune che non lo sono - disse
Holmes. - Ammetto che siano poche, ma temo, mio caro Watson, che debba annoverarvi
fra questi ultimi.- Cosa volete dire, Holmes?- Ebbene, mio caro amico, ho paura che le
vostre deduzioni non siano cos felici come avete creduto.- Intendete dire che mi sono
sbagliato.- Un pochettino, temo. Prendiamo i punti nell'ordine: non mi sono rasato perch
ho portato a far affilare il rasoio. Mi sono messo la giacca perch, per mia sfortuna, ho un
appuntamento mattutino col mio dentista. Il suo nome Barlow, e la lettera era per
confermare l'appuntamento. La pagina del cricket accanto a quella finanziaria, e ho
aperto il giornale a quella pagina per vedere se il Surrey teneva contro il Kent. Ma
continuate,Watson! Il trucco molto semplice e senza dubbio prima o poi lo capirete.

La fiera per il campo

(The Field Bazaar )

di Arthur Conan Doyle

"Io lo farei senza esitazione," disse Sherlock Holmes.

Sobbalzai a quell'interruzione, visto che l'attenzione del mio compagno per tutta la durata
della colazione era rimasta completamente concentrata sul giornale appoggiato sulla
caffettiera. Poi lo guardai per trovare che i suoi occhi erano posati su di me con
quell'espressione mezzo divertita e mezzo interrogativa che usualmente assumeva quando
sentiva di aver segnato un punto sul piano intellettuale.

"Fare cosa?" chiesi.

Holmes sorrise mentre prendeva la babbuccia dalla mensola del caminetto e ne tirava
fuori abbastanza tabacco da marinaio da riempire la vecchia pipa d'argilla con cui
invariabilmente concludeva la colazione.

"Una tipica domanda delle sue, Watson," disse. "Sono certo che lei non si offender se dico
che quel po' di fama di acutezza che forse possiedo interamente dovuta allo sfondo che lei
mi prepara. Mi pare di aver sentito di certe debuttanti che esigono piattezza dai loro
accompagnatori. C' una certa analogia. "

La nostra lunga convivenza nelle stanze di Baker Street ci aveva portato a quei termini
franchi ed intimi con cui molto potevamo dirci senza offenderci. Eppure riconosco che
quell'osservazione mi punse sul vivo.

"Sar ottuso - dissi- ma confesso che non riesco a capire come siete riuscito a sapere che mi
stato... mi stato..."
"Le stato chiesto di collaborare alla Fiera che si terr all'Universit di Edimburgo."

"Precisamente. La lettera mi appena arrivata e ancora non gliene avevo parlato."

"Nonostante ci," disse Holmes, appoggiandosi allo schienale della sedia e congiungendo la
punta delle dita, "mi spingerei a suggerire che lo scopo della fiera raccogliere fondi per
allargare il campo di cricket dell'Universit ."

Lo guardai con una espressione cos sbalordita che egli si lasci scappare una risata
silenziosa. "Il fatto , mio caro Watson, che lei un soggetto eccellente," disse."Lei non
mai blas. Lei risponde istantaneamente ad ogni stimolo esterno. I suoi processi mentali
potranno essere lenti ma non sono mai oscuri, e mi sono accorto durante la colazione che
era pi facile leggere lei che non i titoli di testa del Times di fronte a me."

"Sarei felice di sapere come arrivato alle sue conclusioni " dissi.

"Temo che la mia disponibilit a dare spiegazioni abbia seriamente compromesso la mia
reputazione." disse Holmes. "Ma in questo caso il corso del mio ragionamento si basa su
fatti cos ovvi che non me ne verrebbe alcun merito. Lei entrato nel salotto con
un'espressione pensosa, l'espressione di un uomo che sta riflettendo su qualche questione.
In mano lei stringeva solo una lettera. Ora, l'altra notte lei si ritirato di ottimo umore, cos
chiaro che era quella lettera nelle sue mani ad aver causato in lei un tale cambiamento."

"Questo ovvio."

"Tutto ovvio dopo che stato spiegato. Mi sono naturalmente chiesto cosa mai potesse
contenere quella lettera da avere un tale effetto su di lei. Camminando lei teneva la busta
col retro rivolto verso di me e ci ho visto impresso lo stesso emblema a forma di scudo che
avevo notato sul suo vecchio cappello da cricket del college. Quindi era chiaro che la
richiesta veniva dall'universit di Edimburgo o da qualche club connesso con quella
universit. Quando ha raggiunto il tavolo ha appoggiato la lettera accanto al tavolo con
l'indirizzo rivolto all'ins ed andato a osservare la fotografia in cornice che alla sinistra
della mensola del caminetto."

Mi stup notare l'accuratezza con cui aveva osservato i miei movimenti. "Che altro?" chiesi.

"Ho cominciato dando un'occhiata all'indirizzo e potei accertarmi, anche alla distanza di sei
piedi, che si trattava di una comunicazione non ufficiale. L'ho stabilito dall'uso della parola
"Dottore" sull'indirizzo, titolo al quale, in quanto Bachelor of Medicine, lei non ha diritto
giuridico. Sapevo che gli impiegati dell'universit sono pedanti nell'uso corretto dei titoli e
cos potei dire che la sua lettera non era ufficiale. Quando tornato al tavolo lei ha girato
la lettera e ho potuto che il foglio contenuto era uno stampato. Mi balzata subito in
mente l'idea di una fiera per autofinanziamento. Avevo soppesato anche la possibilit di
una comunicazione politica ma mi sembrava improbabile nella attuale fase stagnante della
vita politica.

"Quando lei tornato al tavolo la sua faccia manteneva ancora quell'espressione ed era
evidente che il suo esame della fotografia non aveva mutato il corso dei suoi pensieri.
Perci doveva essa stessa riguardare il soggetto in questione. Rivolsi allora la mia
attenzione alla fotografia e vidi subito che ritraeva lei da membro degli Undici
dell'Universit di Edimburgo, con il campo di cricket e l'edificio sullo sfondo. La mia
limitata esperienza a proposito di clubs di cricket mi ha insegnato che dopo le chiese e le
insegne araldiche essi sono le cose verso cui si hanno pi obblighi su questa terra. Quando,
dopo che lei era tornato al tavolo l'ho vista prendere la matita e vergare delle linee sulla
busta, mi sono convinto che stava cercando di immaginare una qualche miglioria da
realizzare attraverso la Fiera. Il suo viso mostrava ancora una certa indecisione e cos mi
sono permesso di intervenire con il mio consiglio secondo il quale lei dovrebbe dare il suo
contributo per una ragione cos buona. "

Non potei non sorridere all'estrema semplicit della sua spiegazione.

"Ma certo, era facilissimo," dissi.

La mia osservazione sembr colpirlo.

"Potrei aggiungere," disse, "che il particolare contributo che vi hanno chiesto di dare che
voi scriviate un pezzo nel loro album e che lei ha gi deciso in cuor suo che proprio questo
episodio sar il soggetto del suo articolo..."

"Ma come - !" esclamai.

"Facilissimo," disse, "e lascio la soluzione alla sua ingenuit. Nel frattempo" aggiunse,
alzando il giornale, "mi scuser se ritorno a questo interessantissimo articolo sugli alberi di
Cremona e sulle esatte ragioni della loro preminenza nella fabbricazione dei violini. uno
di quei piccoli remoti problemi a cui a volte sono tentato di rivolgere la mia attenzione..."
The Field Bazaar
"I Should certainly do it," said Sherlock Holmes. I started at the interruption, for my
companion had been eating his breakfast with his attention entirely centered upon the
paper which was propped up by the coffee pot. Now I looked across at him to find his eyes
fastened upon me with the half-amused, half-questioning expression which he usually
assumed when he felt he had made an intellectual point. "Do what?" I asked. He smiled as
he took his slipper from the mantelpiece and drew from it enough shag tobacco to fill the
old clay pipe with which he invariably rounded off his breakfast. "A most characteristic
question of yours, Watson," said he. "You will not, I am sure, be offended if I say that any
reputation for sharpness which I may possess has been entirely gained by the admirable
foil which you have made for me. Have I not heard of debutantes who have insisted upon
plainness in their chaperones? There is a certain analogy." Our long companionship in the
Baker Street rooms had left us on those easy terms of intimacy when much may be said
without offence. And yet I acknowledged that I was nettled at his remark. "I may be very
obtuse," said I, "but I confess that I am unable to see how you have managed to know that I
was... I was..." "Asked to help in the Edinburgh University Bazaar..." "Precisely. The letter has
only just come to hand, and I have not spoken to you since." "In spite of that," said Holmes,
leaning back in his chair and putting his finger tips together, "I would even venture to
suggest that the object of the bazaar is to enlarge the University cricket field." I looked at
him in such bewilderment that he vibrated with silent laughter. "The fact is, my dear
Watson, that you are an excellent subject," said he. "You are never blase. You respond
instantly to any external stimulus. Your mental processes may be slow but they are never
obscure, and I found during breakfast that you were easier reading than the leader in the
Times in front of me." "I should be glad to know how your arrived at your conclusions," said
I. "I fear that my good nature in giving explanations has seriously compromised my
reputation," said Holmes. "But in this case the train of reasoning is based upon such obvious
facts that no credit can be claimed for it. You entered the room with a thoughtful
expression, the expression of a man who is debating some point in his mind. In your hand
you held a solitary letter. Now last night you retired in the best of spirits, so it was clear
that it was this letter in your hand which had caused the change in you." "This is obvious."
"It is all obvious when it is explained to you. I naturally asked myself what the letter could
contain which might have this affect upon you. As you walked you held the flap side of the
envelope towards me, and I saw upon it the same shield-shaped device which I have
observed upon your old college cricket cap. It was clear, then, that the request came from
Edinburgh University - or from some club connected with the University. When you
reached the table you laid down the letter beside your plate with the address uppermost,
and you walked over to look at the framed photograph upon the left of the mantelpiece." It
amazed me to see the accuracy with which he had observed my movements. "What next?" I
asked. "I began by glancing at the address, and I could tell, even at the distance of six feet,
that it was an unofficial communication. This I gathered from the use of the word 'Doctor'
upon the address, to which, as a Bachelor of Medicine, you have no legal claim. I knew that
University officials are pedantic in their correct use of titles, and I was thus enabled to say
with certainty that your letter was unofficial. When on your return to the table you turned
over your letter and allowed me to perceive that the enclosure was a printed one, the idea
of a bazaar first occurred to me. I had already weighed the possibility of its being a political
communication, but this seemed improbable in the present stagnant conditions of politics.
"When you returned to the table your face still retained its expression and it was evident
that your examination of the photograph had not changed the current of your thoughts. In
that case it must itself bear upon the subject in question. I turned my attention to the
photograph, therefore, and saw at once that it consisted of yourself as a member of the
Edingurgh University Eleven, with the pavillion and cricket field in the background. My
small experience of cricket clubs has taught me that next to churches and cavalry ensigns
they are the most debt-laden things upon earth. When upon your return to the table I saw
you take out your pencil and draw lines upon the envelope, I was convinced that your were
endeavoring to realise some projected improvement which was to be brought about by a
bazaar. Your face still showed some indecision, so that I was able to break in upon you with
my advice that you should assist in so good an object." I could not help smiling at the
extreme simplicity of his explanation. "Of course, it was as easy as possible," said I. My
remark appeared to nettle him. "I may add," said he, "that the particular help which you
have been asked to give was that you should write in their album, and that you have
already made up your mind that the present incident will be the subject of your article."
"But how - !" I cried. "It is as easy as possible," said he, "and I leave its solution to your own
ingenuity. In the meantime," he added, rasing his paper, "you will excuse me if I return to
this very interesting article upon the trees of Cremona, and the exact reasons for the pre-
eminence in the manufacture of violins. It is one of those small outlying problems to
which I am sometimes tempted to direct my attention."
How Watson Learned the Trick

By Sir Arthur Conan Doyle (1922)

Watson had been watching his companion intently ever since he had sat down to the
breakfast table. Holmes happened to look up and catch his eye.

Well, Watson, what are you thinking about? he asked.

About you.

Me?

Yes, Holmes. I was thinking how superficial are these tricks of yours, and how wonderful
it is that the public should continue to show interest in them.

I quite agree, said Holmes. In fact, I have a recollection that I have myself made a
similar remark.

Your methods, said Watson severely, are really easily acquired.

No doubt, Holmes answered with a smile. Perhaps you will yourself give an example of
this method of reasoning.

With pleasure, said Watson. I am able to say that you were greatly preoccupied when you
got up this morning.

Excellent! said Holmes. How could you possibly know that?

Because you are usually a very tidy man and yet you have forgotten to shave.

Dear me! How very clever! said Holmes. I had no idea, Watson, that you were so apt a
pupil. Has your eagle eye detected anything more?

Yes, Holmes. You have a client named Barlow, and you have not been successful with his
case.

Dear me, how could you know that?

I saw the name outside his envelope. When you opened it you gave a groan and thrust it
into your pocket with a frown on your face.

Admirable! You are indeed observant. Any other points?


I fear, Holmes, that you have taken to financial speculation.

How could you tell that, Watson?

You opened the paper, turned to the financial page, and gave a loud exclamation of
interest.

Well, that is very clever of you, Watson. Any more?

Yes, Holmes, you have put on your black coat, instead of your dressing gown, which
proves that you are expecting some important visitor at once.

Anything more?

I have no doubt that I could find other points, Holmes, but I only give you these few, in
order to show you that there are other people in the world who can be as clever as you.

And some not so clever, said Holmes. I admit that they are few, but I am afraid, my dear
Watson, that I must count you among them.

What do you mean, Holmes?

Well, my dear fellow, I fear your deductions have not been so happy as I should have
wished.

You mean that I was mistaken.

Just a little that way, I fear. Let us take the points in their order: I did not shave because I
have sent my razor to be sharpened. I put on my coat because I have, worse luck, an early
meeting with my dentist. His name is Barlow, and the letter was to confirm the
appointment. The cricket page is beside the financial one, and I turned to it to find if
Surrey was holding its own against Kent. But go on, Watson, go on! Its a very superficial
trick, and no doubt you will soon acquire it.