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La storia rivista… anzi, la rivista della storia R oberto Pinotti, conosciuto dai più per

La storia rivista… anzi, la rivista della storia

R oberto Pinotti, conosciuto dai più per i suoi libri (pubblicati anche nella collana degli Oscar Mondadori) e per la direzione di Ufo

quello affaristico e ribadisce il suo pensiero: “

la

International Magazine e Archeo & Misteri, questo mese ha preparato per il nostro periodico la cover story sulla massoneria. Il nostro autore ci illustra i due volti della massoneria, ovvero quello iniziatico e

Massoneria èe resta

solo un metodo esoterico-filosofico teso al miglioramento del singolo attraverso un processo intimo di presa di coscienza atto a trasformare il “profano” in un “iniziato”. E l’iniziazione, in ogni contesto in cui essa sia presente (in qualunque ambito e cultura), èuna conquista personale e come tale non trasmissibile (ecco perché di parla di “segreto iniziatico”), frutto di una forma di conquista meritocratica interiore e non certo di un percorso “democratico” di conoscenza. Altrimenti, mutatis mutandis, sarebbe come assimilare un serio esame universitario individuale ad un demagogico, ridi- colo e antimeritocratico “esame di gruppo” sessantottino con tutti i limiti che esso presentava. Dovrebbe essere chiaro a tutti che trattandosi di un percorso iniziatico, esso non puòessere che strettamente personale, interiore ed assolutamente individuale”.

All'interno del magazine troverete anche due interessanti approfondimenti sul simbolismo legati ai templari. Entrambi gli articoli sono realizzati dal Priorato

di Sion, un Ordine iniziatico cavalleresco, mistico ed esoterico, di influenza

Rosacrociana a carattere internazionale, che si prefigge il compito di

coadiuvare e coltivare la crescita interiore, morale e spirituale, in relazione e in armonia con i personali obbiettivi che ognuno di noi, per natura, ha da portare a compimento nella propria esperienza di vita. Cipriani, l'autore dei due articoli, precisa: “E' altresì nostro scopo la corretta disciplina della pratica esoterica, lo studio e la ricerca inerenti al trascendente e al mistico in un ambiente di comunione con gli altri Fratelli e Sorelle membri dell'Ordine. Il Priorato di Sion oggi eredita una tradizione umanistica, filosofica, spirituale e culturale la quale favorisce la coltivazione di valori e di principi che offrono il modo, per chi gli sposa, di vivere una dimensione personale più completa, consapevole, nobile e corretta verso se stessi e gli altri. La ricerca di se stessi attraverso simboli, rituali e conoscenze ermetiche e teurgiche, come mezzo per vivere una spiritualità personale e collettiva in comunione coi propri Fratelli e Sorelle dell'Ordine”.

La nostra ricerca continua, per dare spazio a pensieri diversi, perché il nostro

dogma rimane la scoperta. Buona lettura

Dario Maria Gulli

dogma rimane la scoperta. Buona lettura Dario Maria Gulli Bimestrale - Marzo 2017 - Anno III
dogma rimane la scoperta. Buona lettura Dario Maria Gulli Bimestrale - Marzo 2017 - Anno III

Bimestrale - Marzo 2017 - Anno III - n°16 www.glienigmi.it/enigmistoria

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Direttoretestataeprogettoeditoriale

DARIO GULLI

Direttore responsabile

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MARCO PERSICO

Impaginazione grafica

MARCO PERSICO E DANILO PERSICO

La redazione GIANLUCA NERI, VINCENZO TRAPANI, MARCO ROSI, STEFANO BONANNO, LUCA DIONISI, MASSIMO ALBARELLO

Realizzazione STUDIO DG officeallrightscompany@aol.com

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SOMMARIO

Tutti i contenuti della rivista

SOMMARIO Tutti i contenuti della rivista GERUSALEMME CITTÀ INCOMPRESA ADRIAN GILBERT CI GUIDA NELLA SUA INDAGINE

GERUSALEMME CITTÀ INCOMPRESA

i contenuti della rivista GERUSALEMME CITTÀ INCOMPRESA ADRIAN GILBERT CI GUIDA NELLA SUA INDAGINE PER SVELARE
i contenuti della rivista GERUSALEMME CITTÀ INCOMPRESA ADRIAN GILBERT CI GUIDA NELLA SUA INDAGINE PER SVELARE

ADRIAN GILBERT CI GUIDA NELLA SUA INDAGINE PER SVELARE I MISTERI DELLE PROFEZIE DEL VECCHIO E NUOVO TESTAMENTO. CI DIMOSTRA COME I SEGNI, MESSAGGERI DI UNA NUOVA ERA, SIANO ORA VISIBILI NEL CIELO: LA COSTELLAZIONE DI ORIONE È ARRIVATA NEL SUO PUNTO PIÙ A NORD, LA CINTURA DI ORIONE STA ARRIVANDO SUL MONTE DEGLI OLIVI, A GERUSALEMME.

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STA ARRIVANDO SUL MONTE DEGLI OLIVI, A GERUSALEMME. 56 18 RUBRICHE 06 La Storia in una

RUBRICHE

06

La Storia in una foto

Il

13 aprile 1964 venne reso noto all'opinione pubblico i nomi

degli astronauti della missione Gemini 3

08

Anniversari e Storia

Tutti gli avvenimenti più importanti del passato

65

La posta dei lettori

II

direttore risponde alle curiosità

66

Recensioni libri

Manca il sommarietto

12

Enigmi e Storia GERUSALEMME CITTÀ INCOMPRESA

Un reportage di Adrian Gilbert, è uno dei più importanti autori nel campodeimisteriantichi.

18

Scoperte e Storia UNA GRANDE MOSTRA CELEBRA

Johann Joachim Winckelmann

20

Cover Story I DUE VOLTI DELLA MASSONERIA

Quello iniziatico-spirituale e quello affaristico

38

Enigmi e Storia MENTRE BRILLAVANO LE STELLE DELL’ALBA

Esoterismo, vita e strana morte di Federico Garcia Lorca

42

Enigmi e Storia GLI INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA

Alla scoperta dei credi dei templari

40

Enigmi e Storia SIMBOLI TEMPLARI

La Croce della Beatitudine e l’alfabeto segreto

56

Enigmi e Storia SIGNIFICATI MISTICI

Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il falco e l’aquila

62

Mostra e Storia 100 CAPOLAVORI PER CELEBRARE UN SECOLO DI ARTE

12 38 20
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L’esposizione racconta la straordinaria stagione artistica italiana del XIX secolo, attraverso 100 capolavori dei maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura, dei macchiaioli e del divisionismo, da Canova ad Appiani, da Hayez a Cremona, da Fattori a Inganni, da Segantini a De Nittis, da Zandomeneghi fino a Boldini.

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La Storia in una foto

La Storia in una foto 6 Gli enigmi della Storia
La Storia in una foto 6 Gli enigmi della Storia
La Storia in una foto IL LANCIO, 23 MARZO 1965 Con un anno di anticipo,

La Storia in una foto

IL LANCIO, 23 MARZO 1965 Con un anno di anticipo, il 13 aprile 1964 venne
IL LANCIO, 23 MARZO 1965
Con un anno di anticipo, il 13 aprile 1964 venne reso noto
all'opinione pubblico i nomi degli astronauti della missione
Gemini 3. La scelta cadde sul veterano del programma
Mercury Gus Grissom come comandante e su John Young quale pilota.
Young fu il primo del secondo gruppo di astronauti scelti dalla NASA per volare
nello spazio. Grissom ebbe l'onore - secondo la tradizione della NASA - di poter
battezzare la capsula di Gemini 3: in memoria della Liberty Bell 7, la capsula
su cui volò durante la sua missione del programma Mercury e che sprofondò
nell'Oceano Atlantico, Grissom scelse il nome di Molly Brown, con riferimento
al musical e al film che da esso fu derivato The Unsinkable Molly Brown
(l'inaffondabile Molly Brown) che tratta della tragedia del Titanic del quale la
protagonista Molly Brown fu passeggera. Questo senso dell'umorismo trovò
pochi sostenitori alla NASA e allora Grissom propose in alternativa
addirittura la denominazione di Titanic - a maggior motivo rifiutato.
La conseguenza di quest'esperienza fu che la NASA ruppe la sua
tradizione, non denominando più per anni
alcuna capsula spaziale.

Anniversari e Storia

a cura della redazione

PASSATO PROSSIMO

Anniversari e Storia a cura della redazione PASSATO PROSSIMO 1849 - LA BATTAGLIA O COMBATTIMENTO DELLA

1849 - LA BATTAGLIA O COMBATTIMENTO DELLA SFORZESCA

PROSSIMO 1849 - LA BATTAGLIA O COMBATTIMENTO DELLA SFORZESCA Il 20 marzo 1849 l'Esercito Sardo era
PROSSIMO 1849 - LA BATTAGLIA O COMBATTIMENTO DELLA SFORZESCA Il 20 marzo 1849 l'Esercito Sardo era

Il 20 marzo 1849 l'Esercito Sardo era schierato fra Stradella e Sesto Calende pronto a muovere verso Milano, mentre gli austriaci guidati da Radetzky passavano il confine alla confluenza tra Po e Ticino, senza incontrare resistenza poiché il Generale Girolamo Ramorino, Comandante della 5ª Divisione, disobbedendo agli ordini, aveva lasciato priva di presidio la zona, spostando tutte le sue truppe, d'iniziativa, dalla sinistra alla destra del Po. Il 21 marzo del 1849, il Reggimento Piemonte Reale Cavalleria, comandato dal Colonnello Rodolfo Gabrielli di Montevecchio, si raggruppava, con la 2ª Divisione del generale Bes, alla Sforzesca sulla destra del Ticino. L'ordine era quello di fermare l'avanzata austriaca già favorita dagli errori del suddetto Ramorino. Alle tre di quel mattino, al Comandante Gabrielli di Montevecchio veniva quindi affidata una avanguardia composta da alcuni bersaglieri, una sezione di artiglieria e uno Squadrone del suo Reggimento. Nel complesso: due Squadroni venivano posti a difesa esterna del paese, due plotoni in avanguardia nei pressi del Borgo di San Siro, mentre altri due Squadroni perlustravano verso sud-sudovest per verificare l'eventuale avanzata nemica, che però puntualmente si verificherà impegnando il distaccamento dei due plotoni di Borgo San Siro che terranno, per quasi nove ore, testa a forze superiori prima di ripiegare sulla Sforzesca. Venuta a contatto col nemico, l'avanguardia iniziava una strenua azione di frenaggio alleggerendo di quando in quando la pressione austriaca con ripetute cariche di plotone guidate dallo stesso Colonnello Comandante che rimaneva ferito a una guancia. Dopo lunga resistenza, l'avanguardia era ormai assediata nel villaggio della Sforzesca da due schiere di austriaci, quando giungevano i primi rinforzi di fanteria e a seguire, il 4º ed il 6º Squadrone di Piemonte Reale, guidati dal Maggiore Villamarina del Campo che si avventava contro il fianco della seconda schiera avversaria composta dagli Ussari del Tenente Colonnello Schantz. Piemonte Reale era all'epoca l'unico Reggimento "pesante" della Cavalleria sarda con uomini e cavalli di elevate statura e stazza; ma solo con ripetute cariche e soprattutto con buona dose di coraggio, sprezzo del pericolo e un invidiabile spirito di corpo, che travalicava gradi e ranghi, era riuscito ad assicurare la vittoria (temporanea) all'Armata sarda. La festa del Reggimento "Piemonte Cavalleria" non a caso ancor'oggi cade il 21 marzo, anniversario del combattimento che era valso allo Stendardo di quella Unità la sua prima Medaglia d'Argento al Valor Militare. Tuttavia, la vittoria ebbe scarso se non nullo peso per il prosieguo della campagna, allorché dalla sera di quel 21 marzo e per il successivo 22, l'Armata sarda fu costretta a procedere ad un rapido ripiegamento per il sopraggiungere di nuove e preponderanti forze austriache, con almeno tre nuovi battaglioni austriaci sulla scena del combattimento, mentre da parte piemontese altre truppe tardavano a giungere. Non va, a tal proposito, sottaciuto il fatto che, mediamente, i battaglioni austriaci fossero di mille uomini e quelli piemontesi dì soli seicento.

i battaglioni austriaci fossero di mille uomini e quelli piemontesi dì soli seicento. 8 Gli enigmi
Anniversari e Storia accade a marzo 1963 - Chiude il penitenziario federale USA di Alcatraz

Anniversari e Storia

accade a marzo

1963 - Chiude il penitenziario federale USA di Alcatraz situato su un'isola della baia di San Francisco

Alcatraz situato su un'isola della baia di San Francisco L'isola di Alcatraz, inizialmente adibita a scopi

L'isola di Alcatraz, inizialmente adibita a scopi militari, divenne prima un carcere militare (1933) e in seguito una prigione di massima sicurezza (agosto 1934). Il carcere fu chiuso il 21 marzo 1963 per gli elevati costi della sua gestione: era infatti necessario il trasporto sull'isola di alimenti, acqua potabile e indumenti. I politici americani arrivarono a sostenere che sarebbe stato più economico mantenere i detenuti nell'albergo più lussuoso di New York piuttosto che sull'isola. Anni dopo, il carcere fu aperto al pubblico per le visite guidate: attualmente gestito dalla National Park Service, fa parte della Golden Gate National Recreation Area. Il carcere di Alcatraz è comunemente noto per l'estrema rigidità con cui venivano trattati i detenuti. Chi veniva mandato ad Alcatraz era solitamente considerato molto pericoloso o aveva già tentato la fuga da altre prigioni. I carcerati erano costretti a scontare la loro pena in una cella singola, dalle dimensioni notevolmente ridotte. Le mancanze disciplinari venivano punite con la reclusione al buio e al freddo nelle celle d'isolamento. A differenza di altre carceri, la possibilità di lavorare non era concessa a tutti, ma era un privilegio che ci si doveva guadagnare con la buona condotta e rispettando le regole della prigione. Un'eventuale rivolta nel refettorio avrebbe potuto significare anche la morte del personale di guardia, a causa del gas che sarebbe stato sprigionato per sedarla[sicura e potuto?] (durante i pasti tutti i prigionieri venivano radunati in un solo stanzone, sotto la sorveglianza di appena due o tre secondini). Durante i 29 anni di apertura del penitenziario ci furono 26 tentativi di evasione da parte di 36 detenuti in totale.

1990 - La Namibia ottiene l'indipendenza dal Sudafrica dopo settantacinque anni

l'indipendenza dal Sudafrica dopo settantacinque anni La Namibia (ingl. Republic of Namibia, ted. Republik

La Namibia (ingl. Republic of Namibia, ted. Republik Namibia, af. Republiek van Namibië ) è uno Stato dell'Africa meridionale, la cui capitale è Windhoek. Con una popolazione totale di 2 031 000 abitanti e un'estensione complessiva di 825 418 km², la Namibia si colloca al secondo posto (dopo la Mongolia) fra le nazioni sovrane al mondo con la minore densità di popolazione (2,5 abitanti/km²). Gran parte del territorio del paese è costituito dalle distese aride del deserto del Namib e del Kalahari. Il nome di Namibia, che deriva dal deserto del Namib, la vasta area che caratterizza gran parte del paese, fu scelto come etimo neutrale per evitare diatribe tra le varie etnie. È una delle nazioni più giovani del mondo, avendo ottenuto solo nel 1990 l'indipendenza dal Sudafrica, dal quale era amministrata. Dal 1884 al 1919 col nome di Deutsch-Südwestafrika, fu colonia dell'Impero tedesco. L'arrivo dei primi coloni tedeschi, negli ultimi anni dell'Ottocento e nei primi del Novecento, provocò una violenta reazione da parte di alcune etnie autoctone che si vedevano spogliate di molte delle proprie terre più fertili. In alcune zone scoppiò una vera e propria guerriglia (1904-1908) che fu repressa nel sangue dalle autorità tedesche. Nel 1966 l'organizzazione SWAPO (South-West African People's Organization), di ispirazione marxista, cominciò una guerriglia indipendentista contro le forze sudafricane, nota come guerra di indipendenza della Namibia. Il Sudafrica cedette però solo nel 1988, accettando un piano di pace delle Nazioni Unite che portò alla piena indipendenza del paese nel 1990. Walvis Bay inizialmente rimase sotto il controllo sudafricano come enclave, per essere ceduta alla Namibia, insieme con le isole dei Pinguini, nel 1994, mentre il "Caprivi Strip", pur soggetto alla sovranità namibiana, è tuttora amministrato dal Sudafrica. Il fondatore della Namibia indipendente è Sam Nujoma, da sempre capo della SWAPO; ha governato dal 1990 al 2005, per essere poi sostituito da Hifikepunye Pohamba.

Anniversari e Storia

a cura della redazione

PASSATO REMOTO

1517
1517
e Storia a cura della redazione PASSATO REMOTO 1517 AVVISTAMENTO DELLA PRIMA CITTÀ MAYA TULUM, DA

AVVISTAMENTO DELLA PRIMA CITTÀ MAYA TULUM, DA PARTE DEGLI SPAGNOLI, SULLE COSTE DELL'ATTUALE YUCATAN

Tulum è un importante complesso archeologico Maya situato nella penisola dello Yucatan, in Messico. La sua particolare posizione, sulla costa a picco sul mare, ha fatto sì che fosse la prima città Maya ad essere avvistata dagli spagnoli il 3 marzo 1517. La sua favorevole posizione geografica ne aveva in precedenza decretato la fortuna facendola diventare un importante scalo commerciale di prodotti quali pesce, miele, sale, ossidiana e piume di quetzal. L'edificio più importante di Tulum è senza dubbio El Castillo situato nei pressi dell'approdo, una piccola insenatura che fungeva da porto. Meta di turisti provenienti da tutto il mondo, il fascino di Tulum è dato anche dalle sue spiagge di sabbia finissima, tipiche della costa caraibica. Questo luogo appare anche nel videogioco Assassin's Creed IV: Black Flag.

IL REGNO DI PIEMONTE DICHIARA GUERRA ALL'IMPERO AUSTRIACO:

È L'INIZIO DELLA PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA DEL RISORGIMENTO

1848
1848
DELLA PRIMA GUERRA DI INDIPENDENZA DEL RISORGIMENTO 1848 La prima guerra d'indipendenza italiana è un episodio

La prima guerra d'indipendenza italiana è un episodio del Risorgimento. Fu combattuta dal Regno di Sardegna e da volontari italiani contro l'Impero austriaco e altre nazioni conservatrici dal 23 marzo 1848 al 22 agosto 1849 nella penisola italiana.

Il conflitto fu preceduto dallo scoppio della rivoluzione siciliana del 1848 contro i

Borbone. Fu determinato dalle sommosse delle città di Milano (Cinque giornate) e Venezia che si ribellarono all'Impero austriaco e si dettero governi propri. Una parte del conflitto, quella combattuta dal re di Sardegna Carlo Alberto contro l'Austria in Italia settentrionale, è associata al genere della "guerra règia" e fu composta da due campagne militari. In entrambe le campagne fu il Regno di Sardegna ad

attaccare l'Impero austriaco e fu in entrambe sconfitto, perdendo la guerra. Gli episodi determinanti della prima e seconda campagna furono la battaglia di Custoza e la battaglia di Novara rispettivamente. All'inizio della guerra règia il Regno di Sardegna

fu appoggiato dallo Stato Pontificio e dal Regno delle Due Sicilie che però si ritirarono

quasi subito senza combattere. Volontari dell'esercito pontificio e di quello napoletano

si

unirono tuttavia agli altri volontari italiani e combatterono contro l'Austria. Durante

la

guerra regia scoppiarono in diversi stati preunitari (Stato Pontificio, Granducato di

Toscana, ecc) moti rivoluzionari non riconducibili agli ideali liberali del Piemonte. La storiografia fa confluire tali moti, assieme ai fatti della rivoluzione siciliana successivi al 23 marzo 1848, nella prima guerra di indipendenza associandoli alla “guerra di popolo” che in questo contesto fallì, terminando con la restaurazione delle vecchie istituzioni. Per le rivoluzioni scoppiate al loro interno, il Regno delle Due Sicilie e lo

Stato Pontificio si trovarono schierati nella guerra di popolo sul fronte opposto rispetto

a quello della guerra règia, nella quale inizialmente erano favorevoli al Piemonte. Nel

contesto della guerra di popolo, infine, diede il suo primo contributo al Risorgimento quale comandante militare Giuseppe Garibaldi, anch'egli sconfitto come il re di Sardegna Carlo Alberto che abdicò in favore del suo primogenito Vittorio Emanuele.

Anniversari e Storia 1820 accade a marzo IL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI APPROVA IL COMPROMESSO

Anniversari e Storia

1820
1820

accade a marzo

IL CONGRESSO DEGLI STATI UNITI APPROVA IL COMPROMESSO DEL MISSOURI

DEGLI STATI UNITI APPROVA IL COMPROMESSO DEL MISSOURI Il Compromesso del Missouri, o Compromesso del 1820,

Il Compromesso del Missouri, o Compromesso del 1820, fu un accordo raggiunto nel 1820 tra gli stati schiavisti e gli stati antischiavisti al Congresso degli Stati Uniti, riguardante la

regolazione della schiavitù nei territori del West. Proibì la schiavitù nel vecchio Territorio della Louisiana a nord del parallelo 36°30', tranne che nei confini del Missouri. All'inizio dell'Ottocento erano forti i contrasti tra gli Stati del Nord e quelli del Sud. Nel complesso, gli Stati del Nord erano più popolosi del sud e la loro economia era di tipo mercantile

e finanziario; viceversa al Sud le attività principali erano basate sulla grande produzione agricola legata soprattutto alla raccolta del cotone, che era molto meno meccanizzata,

richiedeva una elevata intensità di manodopera ed arrivava ad assorbire l'80% della forza lavoro locale. Gli Stati del Nord avevano gradualmente abolito la scarsa schiavitù presente sui loro territori; del resto, la struttura economica settentrionale non rendeva necessario l'impiego della manodopera servile, mentre al Sud la gestione delle grandi piantagioni rendeva economicamente vantaggiosa la schiavitù. Al contrario, al Sud, l'uso diffuso degli schiavi era la base portante dell'intera economia, e la schiavitù sarebbe risultato un importante motivo di contrasto tra Nord e Sud; contrasto che successivamente, nel decidere l'assetto istituzionale dell'Unione (Confederazione o Federazione), si aggravò sfociando nella guerra civile o guerra di secessione.

Le discussioni e le contestazioni erano accese, ma né Thomas Jefferson, né tantomeno Alexander Hamilton, avevano trovato una soluzione. Nel 1820 Henry Clay, un esponente dell'Ovest, propose di risolvere la questione con quello che sarebbe passato alla storia come Compromesso del Missouri. Con tale compromesso

il Missouri fu ammesso all'unione come stato dove era permessa la schiavitù e si stabiliva che al di sopra del 36º parallelo e 30' (corrispondente al confine meridionale del nuovo

Stato) la schiavitù non sarebbe stata ammessa per le future annessioni. Per evitare che il nuovo Stato ammesso con la schiavitù sbilanciasse la parità del Senato, venne ammesso

anche un nuovo Stato, il Maine, separato dal Massachusetts di cui fino ad allora aveva fatto parte.

Il dibattito fu così acceso che molti politici dell'epoca si accorsero di come la questione dello schiavismo potesse diventare esplosiva per l'Unione.

1 2 Gli enigmi della Storia
1 2 Gli enigmi della Storia
di Adrian Gilbert Gerusalemme Città Incompresa ADRIAN GILBERT Adrian Gilbert è uno dei più importanti

di Adrian Gilbert

Gerusalemme

Città Incompresa
Città Incompresa
ADRIAN GILBERT Adrian Gilbert è uno dei più importanti autori nel campo dei misteri antichi.
ADRIAN GILBERT
Adrian
Gilbert è uno dei più importanti autori nel campo dei misteri antichi.
Spinto da una sete di conoscenza inestinguibile, sì è occupato del mistero delle piramidi con Robert Bauvai nel Mistero di
Orione; delle profezie bìbliche e del loro legame con l'Antico Egitto in Segni celesti; dei Re Magi dal punto di vista storico,
archeologico e astrologico nei Re pellegrini.

Archeologia e Storia

C i sono poche città al mondo che erano importanti in un lontano passato e continuano ad esserlo nel presente. Londra è una, Città del Messico e Roma la terza. Di queste tre, solo Roma può pretendere di essere la sede di una vasta religione e il quartier generale

dell’Anglicanesimo è Canterbury non Londra. Tuttavia, c’è una città che trionfa su tutto il resto in questo senso:

Gerusalemme, perché è allo stesso tempo antica e moderna, e il centro di non solo una, ma non meno di tre, grandi religioni. Ho visitato a Gerusalemme nel 1972, soli sei anni dopo che la città vecchia era stata presa dagli Israeliani dai Giordani. Ho trovato un luogo accogliente e ho avuto un pò di paura lungo le stradine fetide, piene di vivaci persone in abiti tradizionali, con usanze religiose arcaiche e sempre con la sensazione che fosse un luogo dove rancori e recriminazioni potevano affiorare in qualsiasi momento. I bambini pregavano, i soldati israeliani spadroneggiavano e i negozianti truffati. In un certo senso non era molto diverso, ho sospettato, da come era stato al tempo di Gesù, quando,

contro la volontà della maggioranza dei suoi abitanti, l’impero Romano la tenne come in una morsa.

Ricordo come in quella occasione ha nevicato intorno a Natale e la gente si rannicchiava attorno a rotondi bracieri. Camminando lungo la Via Dolorosa con insieme con i fiocchi

di neve, Musulmani, Ebrei e Cristiani erano sorridenti,

sollevati, forse la stagione turistica aveva portato più dollari

al

loro commercio.

In

fondo alla strada, che si snodava lungo una collina ripida,

c’era quella che un tempo doveva essere stata una stretta

valle. Sul suo lato opposto c’era un muro e un grande cancello che conduce ad alcuni passaggi.

Al di là di questa porta, che era aperta solo a quelli di fede

di là di questa porta, che era aperta solo a quelli di fede “Ho visitato a

“Ho visitato a Gerusalemme nel 1972, soli sei anni dopo che la cittàvecchia era stata presa dagli Israeliani dai Giordani”.

“I bambini pregavano, i soldati israeliani spadroneggiavano e i negozianti truffati. In un certo senso non era molto diverso, ho sospettato, da come era stato al tempo di Gesù, quando, contro la volontàdella maggioranza dei suoi abitanti, l’impero Romano la tenne come in una morsa”.

Archeologia e Storia Musulmana, c’era il terzo luogo più sacro per l’Islam: l’harem ash sharif
Archeologia e Storia Musulmana, c’era il terzo luogo più sacro per l’Islam: l’harem ash sharif
Archeologia e Storia Musulmana, c’era il terzo luogo più sacro per l’Islam: l’harem ash sharif

Archeologia e Storia

Musulmana, c’era il terzo luogo più sacro per l’Islam: l’harem ash sharif o ‘Nobile Santuario’. Costeggiando al di fuori di esso, sono andato oltre il luogo più sacro del Giudaismo: il ‘Muro del Pianto’. Qui gli uomini anziani con lunghe barbe e cappelli neri recitavano preghiere e riempivano con pezzi di carta con

richieste personali a Dio, nelle crepe del muro costruito dal re Erode. Questo mi sembrava molto strano: un pò come stare in piedi nel parcheggio di una chiesa demolita in cui qualcun altro ha costruito un tempio Indù. Ho trovato una grande e preoccupante fede, perché il desiderio di questi uomini era chiaro: le vecchie moschee con più di milletrecento anni che si trovano sulla parte superiore dell’Harem (o Monte del Tempio, così come viene chiamato dagli Ebrei e i Cristiani) dovrebbe essere demolito e al loro posto un nuovo tempio Ebraico dovrebbe essere costruito. Questo accadeva prima del 1973.

A quel tempo il mondo Arabo, anche in Arabia Saudita e

l’oramai ricchi Stati del Golfo, erano molto più poveri di quanto non lo siano oggi. Eppure, anche così c’era un pò di

dubbio nella mia mente, che potevano scatenarsi dei conflitti tali da scatenare una guerra mondiale, con conseguenze imprevedibili.

È stato un sollievo, quindi, che per il momento gli Ebrei, si

accontentavano di pregare accanto al Muro del Pianto, mentre i Musulmani mantenevano le loro moschee sulla cima della collina al di sopra di loro. Quando sono tornato a Gerusalemme nel giugno 2000 per l’apertura della Stella-Gate Tour, anche se la città vecchia non sembrava molto più pulita, il religioso stand-off era, se non altro, amplificato. Trenta anni di occupazione Israeliana non avevano riscaldato i cuori degli arabi di Gerusalemme Est, verso gli occupanti o anche iniziato ad affrontare la questione

“Èstato un sollievo, quindi, che per il momento gli Ebrei, si accontentavano di pregare accanto al Muro del Pianto, mentre i Musulmani mantenevano le loro mo- schee sulla cima della collina al di sopra di loro.”

Archeologia e Storia

“Gli Ebrei si vedevano ancora in preghiera al Muro del Pianto, mentre i ragazzi arabi li schermivano dal parapetto in alto e, a volte, gettavano pietre”.

dal parapetto in alto e, a volte, gettavano pietre”. più dolorosa di tutte: la proprietà del
dal parapetto in alto e, a volte, gettavano pietre”. più dolorosa di tutte: la proprietà del
dal parapetto in alto e, a volte, gettavano pietre”. più dolorosa di tutte: la proprietà del

più dolorosa di tutte: la proprietà del Monte del Tempio. Gli Ebrei si vedevano ancora in preghiera al Muro del Pianto, mentre i ragazzi arabi li schermivano dal parapetto in alto e, a volte, gettavano pietre. Il calderone ribolliva di tensione, ovviamente. Il 28 settembre del 2000 Ariel Sharon, forse il più controverso politico Israeliano della sua generazione, scontò una visita a sorpresa al Monte contestato. Fu accolto da una folla inferocita di lanciatori di pietre e in pochi minuti quello che doveva essere una visita privata si trasformò in una rissa in grande scala. In pochi giorni il conflitto si era trasformato in una vasta protesta nazionale, una intifada che ha colpito tutta la West Bank e minacciò le relazioni internazionali tra gli alleati di Israele in Occidente e il mondo Musulmano in generale. Anche se le cose sono ora più tranquille a Gerusalemme, la situazione è ancora tesa e pronta ad esplodere in qualsiasi momento. E ora, dal momento che non solo Israele, ma anche il Pakistan (e forse presto l’Iran) dispongono di armi nucleari, le conseguenze di una nuova guerra tra gli Ebrei di Israele e i loro vecchi avversari, gli Arabi Musulmani, potrebbero molto probabile degenerare in una Armageddon. Eppure, ci si chiede, andrà davvero così? La risposta è un deciso no! Poco dopo il ritorno da Israele, durante la ricerca di un nuovo libro, mi sono imbattuto in alcune straordinarie informazioni che se accettate potrebbero veramente portare la pace in Medio

Archeologia e Storia Adrian Gilbert ci guida nella sua indagine per svelare i misteri delle
Archeologia e Storia Adrian Gilbert ci guida nella sua indagine per svelare i misteri delle

Archeologia e Storia

Archeologia e Storia Adrian Gilbert ci guida nella sua indagine per svelare i misteri delle profezie

Adrian Gilbert ci guida nella sua indagine per svelare i misteri delle profezie del Vecchio e Nuovo Testamento. Ci dimostra come i segni, messaggeri di una nuova era, siano ora visibili nel cielo: la costellazione di Orione è arrivata nel suo punto più a Nord, la cintura di Orione sta arrivando sul Monte degli Olivi, a Gerusalemme.

Orione sta arrivando sul Monte degli Olivi, a Gerusalemme. Oriente. In parole povere, c’è una nuova

Oriente. In parole povere, c’è una nuova teoria che i Templi di Salomone ed Erode sono stati costruiti altrove, molto vicino al Monte Sion: nella città originale di Davide. Il principale sostenitore di questa idea, che è ancora una patata bollente tra archeologi, biblisti e religiosi di tutte le confessioni, era il compianto Dottor Ernest T. Martin. Potete leggere tutto sulle sue teorie on-line su (http://www.askelm.com/temple/) e su altri link collegati. Martin aveva raccolto delle prove dagli scritti di Giuseppe Flavio, dai rapporti dei primi pellegrini Cristiani e su mappe risalenti alle crociate, che quello che oggi chiamiamo il ‘Monte del tempio’ sono infatti i resti della vecchia fortezza Erodiano / Romana che si chiamava Antonia. Il tempio di Erode fu completamente distrutto dai Romani nel 70 d.C., e anche la sua posizione (un pò più a sud e ad ovest del ‘Monte

del Tempio’) era stata dimenticata. In parte perché gli Ebrei furono cacciati da Gerusalemme da parte dei Romani e, a

parte la fortezza Romana, la città per mezzo secolo non era altro che un cumulo di macerie. Ora, questo è un bello studio ampio e dettagliato, ma non posso accettare subito ciò che dice Martin. Il fatto che egli era un fondamentalista Cristiano potrebbe essere fuorviante. Tuttavia, devo dire che dopo aver letto dettagliatamente i suoi articoli e controllato le sue fonti, sono convinto che era sulla strada giusta. Egli non può aver ragione in tutti i dettagli, ma le sue scoperte fondamentali erano corrette: il ‘Monte del Tempio’ è ciò che resta della fortezza di Antonia; la Cupola della Moschea della Roccia si trovano sul sito di una ex chiesa Cristiana che una volta segnava il luogo dove Gesù si presentò per essere giudicato

da

Pilato; la moschea di Al Aqsa è sul sito della grande basilica

di

Santa Sofia che è stata costruita su di un prolungamento

del Monte Moriah dall’Imperatore Bizantino Giustiniano. Lo straordinario corollario di questi risultati è che ciò che Martin crede essere il vero sito dei Templi di Salomone e Erode si trova in quello che era già il quartiere Ebraico di Gerusalemme. Non vi è quindi alcuna ragione di demolire le moschee per fa ricostruire agli Ebrei il loro tempio. Islam,

Ebraismo e il Cristianesimo hanno i loro luoghi santi, separati

in Gerusalemme e dovrebbero essere in grado di coesistere in

armonia in questa città il cui nome significa pace.

Scoperte e Storia

Scoperte e Storia L’esposizione è incentrata sui“Monumenti antichi inediti”,opera fondamentale di uno fra i più
Scoperte e Storia L’esposizione è incentrata sui“Monumenti antichi inediti”,opera fondamentale di uno fra i più
Scoperte e Storia L’esposizione è incentrata sui“Monumenti antichi inediti”,opera fondamentale di uno fra i più

L’esposizione è incentrata sui“Monumenti antichi inediti”,opera fondamentale di uno fra i più raffinati studiosi della cultura classica, e presenta tutte le 208 tavole incise contenute nell’editio princeps del 1767 in due volumi e nei relativi manoscritti preparatori.In più,20 matrici in rame,14 prove di stampa,ritratti diWinckelmann, dipinti e tre reperti archeologici provenienti dal Museo Archeologico di Napoli, tra cui un lacerto di una pittura romana di Pompei. Per la sua qualità, la mostra è stata inserita dalla Winckelmann-Gesellschaft nel calendario ufficiale del Giubileo per il terzo centenario della nascita di Winckelmann.

UNA GRANDE MOSTRA CELEBRA

della nascita di Winckelmann. UNA GRANDE MOSTRA CELEBRA JOHANN JOACHIM WINCKELMANN (1717–1768) IN OCCASIONE DEI

JOHANN JOACHIM WINCKELMANN

(1717–1768)

D al 5 febbraio al 7 maggio 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) celebra,
D al 5 febbraio al 7 maggio 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) celebra,

D al 5 febbraio al 7 maggio 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) celebra, a trecento anni dalla nascita, Johann Joachim Winckelmann (1717– 1768), erudito raffinato e innovativo, uno tra i più grandi studiosi della cultura classica, teorico e padre della disciplina della storia dell’arte.

Col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’esposizione, curata da Stefano

Ferrari, vice presidente dell’Accademia Roveretana degli Agiati,

e Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice del m.a.x. museo di

Chiasso, è promossa e organizzata dal m.a.x. museo in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che ospiterà la successiva tappa in programma dal 24 giugno al 25 settembre 2017. Il percorso espositivo ruota attorno a un’opera fondamentale, ma poco nota e finora poco studiata, di Winckelmann: Monumenti antichi inediti (1767), l’ultima pubblicata dallo studioso tedesco, di cui si riconosce la grande influenza sul mondo del Neoclassicismo e ben oltre; l’autore,

infatti, per la prima volta in maniera così rilevante, accompagna

le descrizioni dei “Monumenti” con le immagini grafiche degli

stessi. Si tratta di 208 splendide tavole incise, tutte siglate, affidate ad artisti di chiara fama che Winckelmann sceglie e paga

di tasca propria, convinto della bontà, anche teorica,

dell’operazione. I “Monumenti antichi inediti” (1767) descritti da

Winckelmann sono “oggetti dell’antico”, ovvero bassorilievi, opere d’arte, suppellettili, vasi, gemme che catturano la sua

attenzione durante i suoi meticolosi studi delle antichità che ha occasione di ammirare nelle collezioni della sua cerchia – prima fra tutte, quella del Cardinale Alessandro Albani di cui è bibliotecario e stretto collaboratore dal 1758 e a cui dedica il volume –, ma anche nel corso di numerosi viaggi che intraprende a Roma e dintorni, Firenze, Napoli, Portici, Pompei quasi sconosciuta all’epoca, Caserta e Paestum. Al m.a.x. museo saranno presentate le prime due edizioni italiane dell’opera: l’editio princeps del 1767 in due volumi e quella successiva napoletana del 1820 in due volumi, con l’addenda di Stefano Raffei del 1823; inoltre, i due manoscritti preparatori, esposti per la prima volta e provenienti dalla Biblioteca universitaria di medicina di Montpellier, e tutte le 208 tavole incise appartenenti alla collezione del m.a.x. museo.

A questi si accompagnano 20 matrici in rame, 14 prove di

stampa, ossia incisioni all’acquaforte ritoccate a bulino, oltre a

tre reperti archeologici provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli: una gemma che ritrae Zeus che fulmina i giganti, un rilievo in marmo bianco con Paride e Afrodite e un lacerto di una pittura rinvenuta a Pompei nella casa di Cipius Pamphilus con il cavallo di Troia. Una specifica sezione della mostra proporrà ritratti incisi di Winckelmann, eseguiti da alcuni dei suoi più cari amici – provenienti dalla Biblioteca comunale “A. Saffi”, Fondi Antichi, Manoscritti e Raccolte

Piancastelli di Forlì – e un dipinto a olio dell’atelier di Angelika Kaufmann. Un’altra sezione sarà consacrata alla fortuna critica dell’ultimo testo di Winckelmann, attraverso una ricca selezione

di incisioni e volumi a tema. I “Monumenti antichi inediti”

s’inseriscono in effetti in una lunga tradizione di raccolte di antichità illustrate che hanno il loro avvio con il Rinascimento. Ma se Winckelmann manifesta, all’inizio della sua carriera, una certa riserva nei confronti dei cosiddetti “musei di carta”, con i “Monumenti antichi inediti” si assiste a una completa riabilitazione di questo genere editoriale e l’avvio di un nuovo metodo di studio, in cui narrazione e illustrazione godono di un

Scoperte e Storia

a cura di Ruggero Marino

rapporto del tutto paritario. Sebbene la morte prematura abbia impedito a Winckelmann di completare lo sviluppo dei “Monumenti antichi inediti”, i suoi principali continuatori, da Seroux d’Agincourt (1730–1814) a Leopoldo Cicognara (1767– 1834) a Luigi Rossini (1790–1857) a Giovanni Volpato (1735–1803) considerano i “Monumenti” l’unico modello possibile di storia dell’arte, che combina appunto testo e immagini. Accompagna la mostra un catalogo Skira (bilingue italiano/inglese).

JOHANN JOACHIM WINCKELMANN: Note biografiche Johann Joachim Winckelmann, nato il 9 dicembre 1717 a Stendal nell’Altmark, figlio di un maestro calzolaio, è conosciuto principalmente per il suo testo “Storia dell’arte nell’antichità” pubblicato nel 1764 con il titolo originale “Geschichte der Kunst des Alterthums”. Ricopre cariche importanti ed è inserito nei circuiti più raffinati e colti dell’epoca. Nel 1758 assume la carica di bibliotecario e stretto collaboratore del cardinale Alessandro Albani a Roma, nell’omonima villa. Nel 1761 diventa membro dell’Accademia di San Luca a Roma, dell’Accademia Etrusca di Cortona e della Society of Antiquaries a Londra. Nel 1763 è nominato prefetto delle Antichità di Roma e nel maggio dello stesso anno Scriptor linguae teutonicae alla Biblioteca Vaticana. Nel 1765 iniziano le trattative per la sua assunzione a Berlino come bibliotecario di Federico il Grande. Queste negoziazioni non avranno però esito positivo. Dopo averlo vagheggiato tanto, nel 1768 si prepara a tornare in Germania. Alla volta di Ratisbona, decide improvvisamente di sospendere il viaggio in terra tedesca per fare ritorno a Roma. Arrivato a Trieste viene assassinato e muore dopo una lunga agonia, non senza aver prima dettato le proprie volontà che fanno del Cardinale Albani l’erede universale di tutti i suoi averi, incluse le carte manoscritte e i libri rimasti a Roma. Chiasso (Svizzera), dicembre 2016

incluse le carte manoscritte e i libri rimasti a Roma. Chiasso (Svizzera), dicembre 2016 Gli enigmi
2 0 Gli enigmi della Storia
di Roberto Pinotti I DUE VOLTI DELLA MASSONERIA QUELLO INIZIATICO-SPIRITUALE E QUELLO AFFARISTICO 2016: l’ultima

di Roberto Pinotti

I DUE VOLTI DELLA MASSONERIA
I DUE VOLTI
DELLA MASSONERIA

QUELLO INIZIATICO-SPIRITUALE E QUELLO AFFARISTICO

2016: l’ultima spaccatura nella massoneria italiana
2016: l’ultima spaccatura nella massoneria italiana
ROBERTO PINOTTI Ha conseguito la laurea in scienze politiche con una tesi in scienze sociologiche[1]
ROBERTO PINOTTI
Ha conseguito la laurea in scienze politiche con una tesi in scienze sociologiche[1] all'Istituto Cesare Alfieri dell'Università di
Firenze e ha poi prestato servizio militare come ufficiale di complemento della 3ª Brigata missili "Aquileia" dell'Esercito Italiano a Portogruaro.
Fin dal 1960 si è messo alla ricerca di ogni possibile documentazione o informazione sulla presunta fenomenologia UFO. Nel 1967 ha fondato
l'associazione Centro ufologico nazionale (CUN), di cui è stato più volte presidente e portavoce, e tuttora direttore della rivista sociale. In rappresentanza
del CUN ha partecipato a innumerevoli programmi radiofonici e televisivi. Possiede uno degli archivi europei più vasti e documentati sul fenomeno
UFO. Ha svolto attività di pubblicista dal 1975, collaborando con diverse riviste con articoli di ufologia: ha al suo attivo migliaia di articoli e 34 opere
divulgative a carattere ufologico, alcune delle quali tradotte in altre lingue. Astrofilo, gli è stato dedicato nel Minor Planets Catalogue l'asteroide
PINOTTI 12470-1997BC9, scoperto il 13 gennaio 1997 dall'astrofila Maura Tombelli del Gruppo Astrofili di Montelupo Fiorentino.

Misteri e Storia

C hi scrive aveva appena da poco compiuto 21 anni

quando ricevette una inattesa lettera in cui, su

carta intestata, un importante esponente di una

Obbedienza Massonica italiana, firmandosi con

nome, cognome e carica, gli chiedeva di

avvicinarlo ai fini di una possibile adesione in

nome della conoscenza di un comune amico non meglio precisato. Ne restai sorpreso, anche se mi veniva detto che il comune amico che mi aveva segnalato era un suo “fratello”. Ero maggiorenne, ma anche piuttosto giovane. E così, pur non essendo minimamente digiuno di certi argomenti iniziatici (mia nonna Emma era una teosofa come sua cugina Stella che aveva conosciuto una Anne Besant e io mi ero messo in contatto in USA con l’AMORC o “Ancient Mystical Order Rosae Crucis”, organi- smo esoterico neo-rosacrociano statunitense), preferii non ade- rire all’invito. Ma da allora non ho mancato di approfondire in tutti i modi la conoscenza della realtà iniziatica dell’esoterismo, che i superficiali e gli ignoranti snobbano e che in realtà anche tanti zelanti massoni di fatto ignorano. Perché talvolta, come ad esempio nel caso di un prof. Aldo Mola, “massonologo” italiano insigne ma non per questo libero muratore, la non militanza può anche costituire per certi aspetti un maggiore grado di libertà ai fini di una obbiettiva conoscenza e comprensione di certe cose. Se chiedete al primo che passa la sua opinione sulla Massoneria, quasi certamente tenderà a esprimere un’opinione negativa. E ciò perché, specie in Italia, l’espressione è diventata sinonimo di attributi quali occulto, segreto, oscuro, antireligioso, torbido, cor- rotto, antidemocratico, golpista e quant’altro. E ciò lo si deve lar- gamente al noto scandalo della cosiddetta “Loggia P2” del Gran- de Oriente d’Italia guidata dal Maestro Venerabile Licio Gelli, re- centemente scomparso. In realtà i più dei suoi componenti, più che massoni, si consideravano iscritti ad una “loggia di affari”, come un Silvio Berlusconi e un Maurizio Costanzo hanno candi- damente ammesso. Anche se ovviamente la P2 non era solo un ambito per conoscere gente importante (imprenditori, politici, militari e quant’altro) con la prospettiva di fare affari, un po’ come tutti sanno essere il Rotary Club. Sia chiaro che nella P2 c’erano anche dei galantuomini che di affari non si occupavano

anche dei galantuomini che di affari non si occupavano minimamente, e che loro malgrado si erano
anche dei galantuomini che di affari non si occupavano minimamente, e che loro malgrado si erano

minimamente, e che loro malgrado si erano trovati inseriti “a piè

di lista” nella Loggia del Maestro Venerabile Gelli dopo che la

loro loggia di origine era stata fatta confluire d’ufficio in quella di Gelli per decisione del Gran Maestro Lino Salvini del Grande Oriente d’Italia. A dispetto di ciò, è un fatto che tradizionalmen-

te i massoni in Italia sono e restano tanti e dovrebbero perseguire

ben altri obbiettivi, tutt’altro che in contrasto con la legalità e la rettitudine. Essi operano infatti “per il bene della Patria e del- l’Umanità” e giurano espressamente di seguire le Leggi dello Sta- to. E molti restano sorpresi nell’apprendere che la “rossa” Tosca- na, culla del nuovo vessillifero di turno della Sinistra di governo italiana Matteo Renzi, è in realtà la regione forse più “massoniz- zata” d’Italia. Non a caso la prima loggia italiana, in Toscana, fu fondata nel 1731. Le radici della Massoneria vengono fatte risalire tradizionalmente da parte dei suoi membri alla costruzione del tempio di Salomone (preso a modello quale Tempio Interiore o Tempio Eterico dell’uomo) ed alla leggenda simbolica di Hiram Abif. Due figure tratte dalle fonti bibliche possono essere state usate come modello per la figura massonica di Hiram Abif: Hi- ram il Re di Tiro, oppure Hiram, capomastro ovvero Maestro di altissima competenza proveniente da Tiro, ruolo più vicino a quello di architetto capo dello Hiram del rituale massonico. Hi- ram I, Re di Tiro, viene citato in Samuele II, 5:11, per aver inviato materiali di costruzione e uomini per l’edificazione della prima

versione del sacro Tempio di Gerusalemme. Nella Bibbia, Crona- che II, 2:13, si racconta di una richiesta formale fatta da Re Salo- mone di Gerusalemme al Re Hiram I di Tiro, per maestranze e materiali per costruire un nuovo tempio; il Re Hiram risponde:

“Io ti sto inviando Huram-Abi, un uomo di grande abilità, discen- dente di parte materna dalla tribù di Dan e con padre nativo di

Tiro. È molto capace nel lavorare con oro e argento, bronzo e ferro, pietra e legno e nell’utilizzo di lino fine tinto di porpora, blu e rosso cremisi. È un esperto in vari tipi di bassorilievo ed incisione e può eseguire qualsiasi disegno gli venga proposto. Lavorerà con i tuoi mastri e con quelli del mio signore, David tuo padre”. Nel Primo Li- bro dei Re, 7:13-14, Hiram viene descritto come il figlio di una ve- dova di Tiro appartenente alla tribù israelitica di Neftali, assunto da Salomone per eseguire gli ornamenti bronzei del nuovo tem- pio. Rifacendosi a questo passo biblico, i massoni spesso si riferi- scono a Hiram Abif come al “figlio della vedova”. Hiram visse o comunque lavorò almeno temporaneamente sul terreno argillo-

so (1 Re 7:46-47) lungo il fiume Jabbok, sulla riva est del fiume

Giordano, vicino alla confluenza fra i due fiumi. Hiram costruì due colonne di bronzo da collocare davanti al vestibolo dell’edifi- cio sacro: “innalzò la colonna di destra cui diede il nome Jakin e innalzò quella di sinistra che chiamò Boaz”, costruì il “mare di bronzo” con le dodici basi in forma di altrettanti buoi, dieci con- che di bronzo su altrettante basi quadrangolari, i vasi per la cene- re, le palette e le coppe. Nella leggenda massonica, il geniale arti- giano diviene l’architetto del Tempio, preposto alla direzione di tutti i lavori e di tutti gli operai. Nella versione che ci è stata tra- mandata Hiram Abif aveva diviso i suoi operai in tre livelli (Ap- prendisti, Compagni d’Arte e Maestri) e assegnato ad ogni livello una parola segreta per farsi identificare nel momento della ri- scossione della paga. Secondo la versione della storia utilizzata nel tradizionale rituale massonico, l’architetto Hiram Abif venne ucciso a tradimento da tre operai che lavoravano alla costruzione del tempio i quali volevano estorcergli informazioni relative ai segreti della “Ars aedificandi” e volevano sapere la parola segreta per passare ad un grado successivo. Il Maestro rifiutò e venne uc- ciso dopo essere stato colpito tre volte alla testa. Le sue spoglie

Il Maestro Venerabile della Loggia P2 del Grande Oriente d’Italia Licio Gelli furono sepolte e
Il Maestro Venerabile della Loggia P2 del Grande Oriente d’Italia Licio Gelli furono sepolte e

Il Maestro Venerabile della Loggia P2 del Grande Oriente d’Italia Licio Gelli

furono sepolte e occultate dagli assassini, per essere recuperate in seguito da Re Salomone, che assicurò all’uomo un’appropriata

e degna sepoltura. Il racconto ha una sua chiave d’interpretazio-

ne mistica e rinvia ai concetti di perfezione, méta della ricerca mistica e della “Grande Opera” (quella divina del Grande Archi-

tetto costruttore del mondo), attraverso la cui comprensione av- viene l’ingresso del sacro nel profano. La Massoneria simbolica

(o dei primi tre gradi) si fonda su questa visione mistica e perciò ha esclusivamente a che fare con un cammino spirituale. Alla Massoneria sono state inoltre attribuite diverse origini suggestive

e certo non peregrine seppur mai concretamente dimostrate,

come quella di essere una discendenza diretta dei Poveri Cavalie-

ri di Cristo e del Tempio di Salomone in Gerusalemme (più noti

come Cavalieri Templari) riparati in Scozia oppure un ramo delle antiche Scuole Misteriche, o dei Collegia Fabrorum romani, o una

conseguenza istituzionale delle Corporazioni dei Muratori me- dievali, per il tramite di maestranze bizantine o italiche (tra que- ste, i cosiddetti Magistri Cumacini o Maestri Comacini) operanti nell’alto Medioevo. In questo contesto si colloca anche il fenome- no dell’accettazione, ossia dell’ammissione nella corporazione di elementi estranei all’arte della costruzione, soprattutto sacerdoti

e scrivani, ma anche medici, in quanto utili alla comunità degli

associati per l’espletamento di indispensabili funzioni; dall’am-

missione di massoni “accettati” potrebbe essere derivato l’in- gresso nel simbolismo muratorio di tematiche non direttamente

Misteri e Storia

legate al mestiere, ma appartenenti invece alla cultura ermetico- alchemica e cabalistica dilagata nell’Europa occidentale tra il XV secolo e il XVII secolo. All’inizio del XVIII secolo, almeno nel sud dell’Inghilterra, all’interno delle logge gli elementi accettati (i massoni speculativi o “di teoria”) prevalevano ormai largamente su quelli operativi, assecondando una tendenziale crisi generale dell’ordinamento corporativo, poiché le originarie ragion d’esse- re delle confraternite di mestiere (compresa quella dei Liberi Mu- ratori) venivano gradualmente meno. Ha una qualche diffusione, specialmente tra i massoni che praticano il cosiddetto Rito di York, la tesi secondo cui la Massoneria sarebbe esistita sin dal tempo di Re Athelstan di Inghilterra, nel X secolo, il quale si sa- rebbe convertito al Cristianesimo a York ed avrebbe scritto una prima Lettera alle Logge Massoniche del posto; una teoria peral- tro priva di fondamenti storici in quanto la dinastia in questione era cristiana già da secoli. Senza ricordare che il fondatore del Mormonismo Joseph Smith era un massone, qualche critico e membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (la confessione religiosa del Mormonismo) nota somiglianze tra le sacre Dotazioni eseguite nei templi mormoni ed alcuni rituali massonici e basa questa somiglianza sul fatto che i rituali masso- nici discenderebbero direttamente dai rituali dati da Dio al Tem- pio di Salomone e pertanto conterrebbero ancora molte delle ve- rità originali. Una fonte storica assistita da maggior documenta- zione (seppur storicamente non comprovata) asserisce l’antichità della massoneria basandosi sul Regius Manuscript o Poema Re- gius (detto anche Halliwell Manuscript, dal nome di chi lo scoprì nel 1840), databile al 1390, che fa riferimento a molte frasi e con- cetti simili a quelli che si ritrovano nella Massoneria. Tale mano- scritto consta di 794 versi in rima baciata e in inglese medioeva- le. Secondo tale narrazione leggendaria, la Massoneria è geome- tria, arte o scienza d’eccellenza applicata alla muratorìa; primo maestro ne sarebbe stato Euclide e patria d’origine l’antico Egit- to, da cui giunse infine in Inghilterra al tempo del re Athelstan, che le diede le prime costituzioni. La maggior parte degli storici non massoni preferisce però sostenere che la Massoneria sia nata soltanto nel tardo XVII secolo e che non abbia alcun collegamen- to con organizzazioni più antiche, anche se il collegamento con la anteriore Fratellanza dei Rosa+Croce è provata; avendo essen- zialmente fini speculativi, la massoneria non sarebbe, secondo questi storici, una conseguenza diretta delle Corporazioni dei Muratori medievali, anche se al contrario i punti di contatto fra le due realtà non mancano certo. Resta il fatto che gli storici oggi ci dicono che, a partire dall’Inghilterra (1717) e collegandosi nondi- meno a tradizioni esoteriche egizie, giudaico-cristiane, gnosti- che, templari, alchemiche e rosacrociane attraverso ritualità e simboli altresì utilizzati dai Costruttori di Cattedrali, il pensiero positivo e avanzato della Massoneria non solo ha incubato la so- cietà borghese e liberale in antitesi all’assolutismo monarchico, ma attraverso vari movimenti rivoluzionari ispirati alla triade “Libertà-Uguaglianza-Fratellanza” ha anche creato infine lo Sta- to Moderno in Europa ed America, da Napoleone a Washington e da Bolivar a Sammartin. Ciò premesso, il fatto che il nostro stesso Risorgimento sia stato fatto da massoni, che Garibaldi fosse il Gran Maestro della Massoneria Italiana e che il Papa-Re, privato infine del suo potere temporale, abbia scomunicato i Liberi Mu- ratori e i Savoia loro simpatizzanti (oggi la scomunica è stata tolta restando il solo non accesso alla comunione, comunque messo in forse da Papa Francesco, mentre non pochi prelati simpatizza- no con la Libera Muratoria) non deve certo sorprendere. Né può sorprendere l’originale anticlericalismo radicale e laico dei mas-

Misteri e Storia

soni “uomini liberi e di buoni costumi”, la cui alta spiritualità onora comunque l’indefinito e indefinibile “Grande Architetto dell’Universo”. Va anche detto come al riguardo venga precisato che “uno stupido ateo” non può essere un libero muratore. E ciò non perché non “creda” in un suo Creatore, ma piuttosto perchè

di fatto e arrogantemente si pone lui al centro dell’Universo. La

più antica costituzione massonica propriamente detta (quella di Anderson, 1723) afferma infatti che un massone «non dovrà mai

essere uno stolto ateo né un libertino irreligioso» se «comprende l’Arte correttamente». La sola religione richiesta era «quella reli- gione in cui tutti gli Uomini concorrono, tenendo per sé le loro particolari convinzioni». In ogni caso nel 1877 i massoni francesi crearono un rituale modificato che non faceva alcun riferimento diretto alla figura del GADU (Grande Architetto Dell’Universo) sebbene, come simbolo, essa rimanesse ancora in uso. Di fatto, negli anni successivi al 1877, il Grande Oriente di Francia abolì ogni restrizione all’ammissione di atei. Nonostante la discussio- ne sull’ateismo fosse stato verosimilmente il maggior fattore del-

la frattura con il Grande Oriente di Francia, la Gran Loggia Madre

d’Inghilterra inglesi cita anche il riconoscimento da parte dei francesi della massoneria femminile e delle co-massonerie, come pure la tendenza dei massoni francesi a discutere volentieri di re-

tendenza dei massoni francesi a discutere volentieri di re- alla CGIL e Licio Gelli è stato

alla CGIL e Licio Gelli è stato genericamente indicato come la

causa di tutti mali d’Italia senza poi in effetti esserlo, va detto che

il famigerato “potere massonico” nel Belpaese resta oggi una re-

altà illusoria, provinciale, impotente, autoreferenziale e di fatto inesistente. Perché la Massoneria è e resta solo un metodo esote- rico-filosofico teso al miglioramento del singolo attraverso un processo intimo di presa di coscienza atto a trasformare il “profa- no” in un “iniziato”. E l’iniziazione, in ogni contesto in cui essa sia presente (in qualunque ambito e cultura), è una conquista personale e come tale non trasmissibile (ecco perchè di parla di “segreto iniziatico”), frutto di una forma di conquista meritocra- tica interiore e non certo di un percorso “democratico” di cono- scenza. Altrimenti, mutatis mutandis, sarebbe come assimilare un serio esame universitario individuale ad un demagogico, ridi- colo e antimeritocratico “esame di gruppo” sessantottino con tutti i limiti che esso presentava. Dovrebbe essere chiaro a tutti che trattandosi di un percorso iniziatico, esso non può essere che strettamente personale, interiore ed assolutamente individuale.

E il suo obbiettivo può essere certamente indicato a chi lo intra-

prende, ma non genericamente individuato e tanto meno tra- smesso da singolo a singolo, in quanto si tratta di una conquista assolutamente personale. Tutto ciò è adombrato chiaramente

I “Fratelli” della P2 Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo
I “Fratelli” della P2 Silvio Berlusconi e Maurizio Costanzo

ligione e politica nella loggia. Anche se i francesi scoraggiano

queste discussioni non le bandiscono altrettanto drasticamente quanto gli inglesi. Mentre in altri Paesi i massoni hanno varia- mente e positivamente illustrato a tutti i livelli la civiltà occiden- tale dalle Americhe all’Eurasia (in USA, in Francia e altrove esse-

re massoni è tuttora considerato un titolo di merito e nel Regno

Unito il Re o la Regina è anzi a capo della Gran Loggia d’Inghilter-

ra), dopo il Fascismo che (come il Nazismo e il Comunismo) ha perseguitato, imprigionato, disperso e ucciso i massoni nostrani,

nell’Italia clericale post-bellica divisa fra DC e PCI la Massoneria è stata invariabilmente criminalizzata, strumentalmente usata quale utile ”nemico esterno” per distrarre la gente da ben più im- portanti problemi ed utilizzata come un puntaspilli sia da parte dei Clericali ignoranti sia da parte delle Sinistre ugualmente ignoranti, che hanno avuto buon gioco ad additare la tradiziona-

le riservatezza rituale delle Logge come fonte di cospirazioni e

malaffare. Beninteso, il deprecabile affare della P2 si è d’altronde

verificato e non è stata certo una bella storia, anzi. E anche se è stato a suo tempo strumentalmente utilizzato dal PCI per meri e bassi fini politici con l’omissione dalle liste dei Liberi Muratori italiani pubblicate dalla stampa di numerosi iscritti al partito e

nella fiaba, tutta massonica, del collodiano Pinocchio, in cui un rozzo pezzo di legno si trasforma infine da burattino in un essere umano maturo e consapevole. Come ha chiaramente scritto a proposito del “segreto iniziatico” il massone Giacomo Casanova, “Coloro che entrano nella Massoneria solo per carpirne il ‘se- greto’ possono ritrovarsi delusi: può infatti accadere loro di vi- vere per cinquant’anni come Maestri Massoni senza riuscirvi. Il mistero della Massoneria è per sua natura inviolabile: il Mas- sone lo conosce solo per intuizione, non per averlo appreso. Lo scopre a forza di frequentare la Loggia, di osservare, di ragio- nare e di dedurre. Quando lo ha conosciuto, si guarda bene dal far parte della scoperta a chicchessia, sia pure il miglior amico Massone, perché se costui non è stato capace di penetrare il mi- stero, non sarà nemmeno capace di profittarne se lo apprende- rà da altri. Il mistero rimarrà sempre tale. Ciò che avviene nella Loggia deve rimanere segreto, ma chi è così indiscreto e poco scrupoloso da rivelarlo non rivela l’essenziale: come potrebbe, se non lo conosce? Conoscendolo, non lo rivelerebbe…”. Per cui la Massoneria è sostanzialmente un metodo esoterico e progressivo di coscienza e conoscenza e come tale non può ne- cessariamente essere aperto a chi non sia in grado di recepirlo avendo acquisito le basi necessarie per farlo. Sarebbe come svol-

gere nella prima classe elementare il programma della quinta classe. Di qui il dovuto e

gere nella prima classe elementare il programma della quinta classe. Di qui il dovuto e necessario riserbo su quanto viene detto nelle logge. Il fine è dunque eminentemente pedagogico.

Il “profano” entra solitamente per chiamata o su presentazione

di un Fratello. Ogni “bussante” (che cioè “bussa alla porta del

Tempio”) viene poi “tegolato” (ovvero valutato) in successione da Fratelli “tegolatori” incaricati dal responsabile o Maestro Ve- nerabile della Loggia (ovvero “Officina”) che lo ospiterà di avvici- narlo per un colloquio, e quindi accettato con una votazione in Loggia dopo la cerimonia formale di iniziazione nel Tempio. La “capitazione” (o periodica quota d’adesione) varia a seconda dei casi. Da Apprendista (il ruolo iniziale in cui il massone non ha in Loggia il diritto di parola ma il solo privilegio di ascoltare) si di- venterà poi Compagno d’Arte e quindi Maestro. Nel Tempio, che è considerato un ambiente sacro e inviolabile, nel corso della tor- nata i Fratelli potranno entrare solo con i loro paramenti masso- nici: grembiuli, fasce, collari e gioielli (non preziosi ma simbolici) indicanti gradi, ruoli e funzioni all’interno della Loggia e dell’Ob- bedienza. I cappucci neri (sinistramente evocati dall’antimasso- neria) sono indossati solo nella fase finale di una cerimonia di ini-

ziazione ad Apprendista di un profano nel Tempio quando, infi- ne, gli viene data simbolicamente la “luce massonica” togliendo-

gli

la benda che gli copre gli occhi e consentendogli così di vede-

re

all’interno del Tempio stesso i suoi futuri Fratelli di Loggia che

lo

hanno accettato fra loro. Dinanzi a lui essi, indossati i cappucci

immediatamente prima dell’entrata del neofita, se li tolgono tut-

ti

dopo che gli è stata tolta la benda. La cosa è dunque meramen-

te

simbolica, e in totale mala fede l’antimassoneria ha strumen-

talmente associato tale aspetto a realtà reazionarie e oscure quali quelle espresse dalle processioni cattolico-tradizionaliste della Spagna ovvero dalle manifestazioni razziste americane del Ku Klux Klan (in cui in genere i cappucci sono peraltro bianchi). Chi

lo vorrà, potrà in seguito continuare il proprio percorso nel Rito,

ovvero in apposite Camere Superiori (come ad esempio nel caso del Rito Scozzese Antico e Accettato, prevedente 33 gradi, o in quello “egizio”, introdotto da Cagliostro, detto di Memphis e Mi-

zraim e con 95 gradi). In Italia, per chi non lo sapesse, oggi lo sce- nario è alquanto differenziato e sostanzialmente duplice. Da un lato abbiamo il troncone originale e primario della massoneria italiana costituito dal Grande Oriente d’Italia (GOI), risorto nel dopoguerra col supporto degli USA ed il riconoscimento di Lon- dra (riconoscimento peraltro perso dopo la squallida vicenda del-

la sua loggia P2 e poi riferito al solo ridotto ambito della “Gran

Loggia Regolare d’Italia” o GLRI a sua volta scissasi dal GOI. Oggi,

pur lasciatosi alle spalle lo scandalo P2 che gli è costato il disco- noscimento della Gran Loggia Madre inglese, il Grande Oriente d’Italia, mantenendo un approccio ancora eccessivamente dog- matico, anticlericale e maschilista a dispetto dei tempi (si consi- deri che le donne ancora non ne possono fare parte), tende a de- ritualizzarsi e a non liberarsi ancora dal deviante atteggiamento che guarda anche alla loggia come un potenziale “comitato d’af- fari”) e da scandali interni, anche oltre la P2. Dal Gran Maestro Gustavo Raffi posto dai suoi stessi Fratelli sotto accusa di fronte alla Magistratura ordinaria per abuso di potere dopo 10 anni di carica al Gran Maestro Stefano Bisi a lui succeduto nel 2014, subi-

to dopo indagato dalla Procura di Siena per la bancarotta fraudo-

lenta della senese Mens Sana Basket nell’ambito dell’inchiesta “Time out” e rifiutatosi di dimettersi come sarebbe certo stato più opportuno per il buon nome della propria Obbedienza). Dall’altro abbiamo, con oltre un secolo di vita, il troncone alter-

nativo e adogmatico costituito dalla GLDI o Gran Loggia D’Italia

Misteri e Storia

dalla GLDI o Gran Loggia D’Italia Misteri e Storia Il già Gran Maestro del GOI Gustavo

Il già Gran Maestro del GOI Gustavo Raffi

(con analoghi autorevolissimi riconoscimenti all’estero) sorta nel 1908 a seguito del fatto che nel Parlamento Italiano, a dispetto

delle direttive del GOI, la maggioranza dei tanti parlamentari massoni, in libertà di coscienza, non votarono contro l’istruzione religiosa nelle scuole, in nome del principio assiomatico che la Massoneria deve comunque prescindere da questioni di politica e religione. Il che comportò una lacerante scissione dal GOI, con

lo spirito più genuino della Tradizione Massonica passato così

alla GLDI. Un problema di qualità e non di quantità. Rispettosa di tali principi-cardine, maggiormente rivolta agli studi filosofico-

iniziatici tesi a trasformare interiormente in positivo l’uomo at- traverso i “lavori” in loggia lasciandovene fuori i “metalli” (cioè

le debolezze e i desideri individuali) ed evidentemente attenta

ed aperta al nuovo (dal dopoguerra, a differenza del GOI che tut-

tora le esclude, anche le donne hanno potuto e possono farne parte a pieno titolo), la Gran Loggia D’Italia cerca di essere esente

da critiche e caratterizzata da estrema trasparenza, perseguendo

lo scopo originario della Libera Muratoria: operare un intimo mi-

glioramento interiore dell’Uomo. Beninteso, al di là degli orienta- menti e dell’appartenenza a questa o quella Obbedienza, anche nel GOI ci sono fior di galantuomini. Perché creare attraverso chi aderisca all’etica massonica una società migliore rispettosa delle

leggi e delle istituzioni (come esplicitamente recita il giuramento

di affiliazione) dovrebbe costituire il fine ultimo della Istituzione.

Non certo l’occulto con riti magici e oscuri, ma la individuale co- struzione di un “tempio interiore” nell’uomo con l’uso dei sim- boli da un lato e della ritualità dall’altro per “guardare” e soprat- tutto per “vedere” oltre le apparenze del quotidiano, sempre e soltanto in base alle leggi vigenti e “per il bene della Patria e dell’Umanità”. Anche se concettualmente ci si può sempre riti- rare volontariamente dalla Massoneria “andando in sonno” salvo esserne anche radiati ed espulsi con ignominia per seri e gravi

Misteri e Storia

Misteri e Storia motivi (e allora si viene, come suol dirsi, idealmente “bruciati fra le colonne”
Misteri e Storia motivi (e allora si viene, come suol dirsi, idealmente “bruciati fra le colonne”
Misteri e Storia motivi (e allora si viene, come suol dirsi, idealmente “bruciati fra le colonne”

motivi (e allora si viene, come suol dirsi, idealmente “bruciati fra le colonne” del Tempio), i massoni “attivi” sono necessariamen- te di numero inferiore rispetto a quelli “iniziati”. Numericamen- te parlando, in Italia oggi si parla di un GOI in buona salute con poco meno di 20.000 quotizzanti, di una GLRI in evidente crisi e in pratica più che dimezzatasi (con neanche 1500 iscritti dalle ec- cessivamente elevate capitazioni e una carente organizzazione territoriale) e di una GLDI con quasi 9.000 fra Fratelli e Sorelle fino a ieri apparente crescita (certo anche perchè consente alle donne di potersi esprimere in assoluta parità con i confratelli ma- schi). Non vale poi neanche la pena di fare menzione della pitto- resca e del tutto squalificante galassia delle varie e frammentate “obbedienze minori” ognuna delle quali pressoché irrilevante sul piano sia dell’importanza che del numerico degli adepti (e in to- tale assommanti a poche migliaia di aderenti) che dal dopoguerra

a oggi si sono sviluppate su basi totalmente sterili e autoreferen-

ziali, sovente operando sulla base di criteri tutt’altro che masso- nici e talvolta ai limiti della legalità. Sono in molti casi costoro quelli che squalificano l’Istituzione. Oggi, comunque, in Italia le tre principali famiglie massoniche tendono a coesistere senza più i veementi contrasti di un tempo fra “Fratelli” e “Cugini”, come assai poco massonicamente ci si apostrofava ancora non troppo

tempo fa gli uni con gli altri. Il vasto interesse mostrato soprat- tutto da parte dei giovani verso i positivi ideali massonici, ulti- mamente stimolato da serie e intelligenti iniziative pubbliche “aperte” quali quelle suscitate nel corso del suo mandato dall’ap- proccio culturale e trasparente della illuminata Gran Maestranza del fiorentino prof. Luigi Pruneti nella GLDI, documenta il cre- scente desiderio nelle nuove generazioni di una conoscenza eso- terica chiara, limpida e illuminante al di là di qualsiasi schema

convenzionale. Conoscenza esoterica che per dirsi tale deve però trascendere i luoghi comuni propri di atteggiamenti autoreferen- ziali legati a ruoli, dignità, cariche ed incarichi all’interno delle Logge e dell’Obbedienza. Il recente e luminoso esempio fornito al riguardo nei sei anni del suo doppio mandato triennale dal Gran Maestro Luigi Pruneti che – spese di rimborso vive di ufficio

a parte – non ha voluto percepire gli appannaggi annuali di tutto

rispetto che gli sarebbero spettati a tutto vantaggio della Gran Loggia d’Italia costituisce certo il miglior esempio contro la pro- fanità di atteggiamenti duri a morire anche in una simile realtà iniziatica. I grembiuli e le fasce di diversa caratura di cui ci si può e ci si deve fregiare non costituiscono infatti un fine, ma un mez- zo, e chi guarda alla vita di loggia come ad una “scalata” non di- mostra di avere capito niente dello spirito del processo iniziatico. Anche quando avrà conseguito il 33° grado nel Rito Scozzese An- tico e Accettato, il massone resterà infatti pur sempre un Appren- dista… Purtroppo, qualunque Istituzione è fatta dagli uomini, che sono fallibili. E chiunque voglia approfondire si renderà con- to che la battuta secondo cui “la Massoneria è una cosa meravi- gliosa, nonostante i massoni”, è talvolta drammaticamente vera. Non è infrequente, infatti, che i Fratelli Massoni si dimostrino piuttosto dei classici “Fratelli Coltelli”, e che si assista a compor- tamenti da cui i più sublimi ideali vengono sviliti e strumentaliz- zati, anche se l’esperienza insegna che ciò, alla fine, non paga mai. Ma vallo a spiegare a certi squallidi soggetti che, talvolta a suon di indegni “motu proprio” decisi da un Gran Maestro com- piacente, danno la scalata ad una Istituzione per sfoggiare gradi, incarichi ruoli e funzioni del tutto autoreferenziali a compensa- zione di limiti e delusioni nella vita. Tali sedicenti massoni resta- no peraltro le marionette di chi, sopra di loro, si dimostra conta- minato da un più che profano delirio di onnipotenza teso solo ad utilizzare un sodalizio per fini personali, e anche in chiave econo- mica. Perché purtroppo è successo anche questo. E anche in Ita- lia quanto più si sale nella “piramide massonica” e tanto più si è tentati da simili patologie, se non si è veri massoni… Inoltre, con- siderazioni etiche a parte, per continuare ad esistere e ad operare in moto positivo e proficuo nella realtà odierna, indubbiamente in futuro l’istituzione liberomuratoria dovrà anche adeguarsi ai tempi ed aprirsi al mondo più di quanto non abbia saputo fare fi- nora. Ed evidentemente la chiave di volta di ciò può essere una sola: fare e divulgare valori e cultura. Guardando avanti, in alto e sempre verso il futuro. E dunque perfino nella fantascienza. Con tanto di alieni sullo sfondo. Certi inequivocabili segnali di ciò li vediamo così inseriti in film popolari quali ad esempio la ben

Misteri e Storia nota saga di Guerre Stellari (Star Wars) o pellicole di culto quali

Misteri e Storia

Misteri e Storia nota saga di Guerre Stellari (Star Wars) o pellicole di culto quali Avatar
Misteri e Storia nota saga di Guerre Stellari (Star Wars) o pellicole di culto quali Avatar

nota saga di Guerre Stellari (Star Wars) o pellicole di culto quali Avatar. Il sentiero iniziatico degli apparentemente fantascientifi-

ci Cavalieri Jedi con il superiore ricorso alla “Forza” (evocante il

G.A.D.U.) nel primo caso e l’iniziazione del protagonista da parte degli extraterrestri Pandoriani nell’altro sono trasposizioni palesi dell’iniziazione propria della Massoneria tradizionale. In que-

st’ultimo film il paralitico eroe umano, iniziato alla loro realtà da- gli alieni locali Naavi del pianeta Pandora, finisce poi col difen- derli dalla violenza dei terrestri invasori fino a diventare in prati- ca, in tutto e per tutto, uno di loro, infine occupando definitiva- mente il sintetico corpo-ospite Naavi (il cosiddetto “Avatar”, ter- mine indù denotante l’incarnazione umana del divino) creato e messogli a disposizione dai suoi superiori peer infiltrare i nativi e ultimando così il proprio sentiero iniziatico. Orbene, quando ciò ha infine luogo, a conclusione del film, la battuta finale del prota- gonista è, nell’originale americano, “This is my birthday!”, neces- sariamente da tradursi in “Questo è il mio giorno di nascita” (an- che se nella fattispecie sarebbe meglio dire di ri-nascita). Deso- lante, invece, dover constatare come nella versione italiana essa sia stata fuorviantemente quanto superficialmente tradotta e ba-

nalizzata in “Questo è il mio compleanno!”…

Gene Roddenderry, il creatore della saga di Star Trek, era un Maestro Massone del 33° grado del Rito Scozzese Antico e Accet- tato, e ha perciò introdotto in quest’ultima innumerevoli simboli liberomuratori. E tutto ciò non è affatto casuale… Con il 2017 ab- biamo dunque i 300 anni di vita della Massoneria propriamente

detta, e con ciò c’è chi ha teorizzato una auspicabile e universale “Pax Massonica” promossa dalla Gran Loggia Madre d’Inghilter-

ra (United Grand Lodge of England) e tesa a riqualificare nel mon-

do la frammentata Istituzione facendo “pulizia” di chi l’ha finora indegnamente strumentalizzata a proprio vantaggio. Beninteso, facendo salvo il legittimo “primato” tradizionale della Massone- ria anglosassone. Nel caso, non è certo facile. Anzi. Sul fronte cat- tolico, un articolo a firma del Cardinale Gianfranco Ravasi (IL SOLE 24 ORE, 14 febbraio 2016) ricorda come sia “evidente che la massoneria ha assunto modelli cristiani persino liturgici” e che “molte logge inglesi reclutavano membri e maestri tra il clero angli-

Dal canto suo

cano, tanto è vero che una delle prime e fondamentali ‘costituzioni’ massoniche fu redatta dal pastore presbiteriano James Anderson,

morto nel 1739. In essa, tra l’altro, si affermava che un adepto ‘non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso’, anche se il cre-

do

proposto era alla fine il più vago possibile, ‘quello di una religio-

ne

su cui tutti gli uomini sono d’accordo’…”. Solo che la Massone-

ria non è una religione. E lo stesso Cardinale Ravasi puntualizza come l’inconciliabilità fra l’adesione alla Chiesa Cattolica e alla Massoneria si fondi oggi sulla Declaratio de associationibus mas- sonicis emanata nel 1983 dalla Congregazione Vaticana per la Dottrina della Fede a firma dell’allora Cardinale Ratzinger (il fu- turo Benedetto XVI) che alla luce del Nuovo Codice di Diritto Ca- nonico (1983) tempera comunque la pesante formula del prece- dente Codice del 1917 (canone 2335) pur ribadendo concettual- mente tale inconciliabilità pur riferita in termini più generali “a chi da il nome ad una associazione che complotta contro la Chie- sa”(Canone 1374). I successivi documenti ufficiali di episcopati locali quali quello della Germania e delle Filippine sono andati oltre, discutendo le ragioni di tale incompatibilità. Solo che oggi le differenze fra le due istituzioni, a detta del Cardinale Ravasi, “non impediscono però il dialogo, come esplicitamente affermato nel documento dei vescovi tedeschi che elencavano ambiti specifici

di confronto come la dimensione comunitaria, la beneficenza, la

lotta al materialismo, la dignità umana, la conoscenza reciproca… ”. Il che, testualmente scritto e sottolineato da parte di un “prin- cipe della Chiesa” giustamente indicato come la punta di dia- mante della cultura cattolica, non è certo poco. Per molti giovani è in ogni caso indubbiamente importante constatare il positivo apporto dei massoni al recente sviluppo dell’umanità ed even- tualmente desiderare di potervi contribuire. Va tenuto presente che la Massoneria è stata incubata dall’operato “protomassoni-

Massoneria è stata incubata dall’operato “protomassoni- Il benemerito Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia

Il benemerito Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia Prof. Luigi Pruneti

Misteri e Storia

Misteri e Storia Da sinistra verso destra: 1-L. Surjan Vice Presidente del Parlamento Europeo, 2-H.Von Rompuy
Misteri e Storia Da sinistra verso destra: 1-L. Surjan Vice Presidente del Parlamento Europeo, 2-H.Von Rompuy

Da sinistra verso destra: 1-L. Surjan Vice Presidente del Parlamento Europeo, 2-H.Von Rompuy Presidente del Consiglio Europeo, 3-Lina Rotondi Gran Cancelliere agli esteri della Gran Loggia d’Italia, 4-Luigi Prunetti Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, 5-J.M. Barroso Presidente Commissione Europea

co” di importanti personalità della cultura e della scienza, da li- beri pensatori quali Giordano Bruno (vittima nel 1600 dell’Inqui- sizione) e un anticipatore dell’empirismo e dell’illuminismo come John Locke, fino a quello dei Rosacroce seicenteschi (fra cui vanno ricordati scienziati da Francis Bacon a Isaac Newton e filosofi da Cartesio a Spinoza), che poi vi sono di fatto confluiti. La seguente lista, sommaria ma esemplificativa, di oltre 250 per- sonaggi della storia e della cultura mondiale recente, massoni di- chiarati ovvero comunque direttamente coinvolti a livello più o meno formale nella Libera Muratoria (e in cui peraltro non figu- rano i tanti presidenti USA come pure i monarchi britannici degli ultimi tre secoli, quasi tutti cooptati dalla Massoneria angloame- ricana) costituirebbe in effetti per chicchessia un più che com- prensibile stimolo ideale. Giuseppe Cesare Abba (Cairo Montenotte 1838 – Brescia 1910) scrittore italiano Aga Khan III (Karachi, 1877 – Assuan 1957) XLVIII Imam dei mu- sulmani Ismailiti Nazariti Edwin E. Aldrin (Montclair, New Jersey 1930) astronauta statu- nitense Alessandro II (Mosca, 1818 – San Pietroburgo 1881) zar di Russia H.R.L. George Alexander (Londra, 1891- Slough 1969) generale britannico Vittorio Alfieri (Asti 1749 - Firenze 1803) scrittore italiano Salvator Allende (Santiago del Cile 1908 - 1973) presidente del Cile Giovanni Amendola (Salerno 1882 - Cannes 1926) deputato ita- liano Louis Armstrong (New Orleans, 1900-1971) musicista statu- nitense Neil Armstrong (Wapakoneta, 1930 – Cincinnati 2012) astronauta statunitense e primo uomo sulla Luna Mustafà Kemal Ataturk (Salonicco 1881 - Istanbul 1938) presi- dente della Turchia

Atenagora I (Tsaraplana, 1886 – Istanbul 1972) patriarca ortodos- so di Costantinopoli Lord Robert Baden Bowell (Paddington 1857 – Nyeri 1941) gene- rale, scrittore ed educatore britannico, creatore dello Scoutismo Italo Balbo (Ferrara 1896 - Libia 1940) maresciallo d’Italia, politi- co e trasvolatore italiano, quadrumviro del Fascismo Mikhail Bakunin (Torzok 1814 – Berna 1876) anarchico e rivolu- zionario russo Attilio ed Emilio Bandiera (Venezia 1810 e 1819 - Cosenza 1844) patrioti italiani Francesco Baracca (Lugo 1888 - Nervesa della battaglia 1918) asso d’aeronautica italiano Ugo Bassi (Cento 1801 - Bologna 1849) sacerdote e patriota italia- no Cesare Battisti (Trento 1875 - Trento 1916) deputato e irredentista italiano Eugenio de Beauharnais (Parigi 1781 – Monaco di Baviera 1824) vicerè d’Italia Cesare Beccaria (Milano 1738 - 1794) filosofo ed economista ita- liano Edvard Benes (Kozlany 1884 – Sezimovo Usti 1948) politico, pre- sidente dell’Assemblea Generale della Società delle Nazioni e della Cecoslovacchia in esilio e poi primo ministro della Cecoslovacchia Giovanni Battista Belzoni (Padova 1778 – Benin 1823) esploratore e egittologo italiano Ingmar Bergman (Uppsala 1918 – Faro 2007) scrittore, dramma- turgo e regista cinematografico svedese Irving Berlin (Voblasc di Mahileu 1888 – New York 1989) musici- sta e compositore statunitense Hector Berlioz (La-Cote-Saint-André 1803 – Parigi 1869) musici- sta e compositore francese Jean-B. J. Bernadotte (Pau 1763 – Stoccolma 1844) maresciallo napoleonico e poi re di Svezia e Norvegia col nome di Carlo XIV Jons Jacob Berzelius (Stoccolma 1779-1848) chimico svedese

Riccardo Billi (Siena 1906 – Roma 1982) attore italiano Sveinn Bjornsson (Copenaghen 1881 – Reykjavik

Riccardo Billi (Siena 1906 – Roma 1982) attore italiano Sveinn Bjornsson (Copenaghen 1881 – Reykjavik 1952) presidente dell’Islanda Leonida Bissolati (Cremona 1857 – Roma 1920) avvocato, giorna- lista e parlamentare socialista italiano Nino Bixio (Genova 1821 - Sumatra 1883) militare e patriota ita- liano A. Guzman Blanco (Caracas 1829 – Parigi 1899) presidente del Ve- nezuela Simon Bolivar (Caracas 1783 - Colombia 1830) generale, patriota e uomo politico sudamericano Napoleone Bonaparte (Ajaccio 1769 – S. Elena 1821) generale e poi imperatore francese Niels Henrik Bohr (Copenaghen 1885 – 1962) fisico e accademico danese William Booth (Nottingham 1829 – Hadley Wood 1912) predicato- re metodista inglese e fondatore dell’Esercito della Salvezza Ernest Borgnine (Hamden 1917 – Los Angeles 2012) attore statuni- tense Vittorio Bottego (Parma 1860 – Daga Roba, Etiopia 1897) militare ed esploratore italiano Jean Pierre Boyer (Port-au-Price 1776 – Parigi 1850) presidente di Haiti Johannes Brahms (Amburgo, 7 maggio 1833 - Vienna 1897) musi- cista tedesco Amedeo Carlo Leone Buffa in arte Amedeo Nazzari (Cagliari 1907 – Roma 1979) attore cinematografico italiano William F. Cody in arte Buffalo Bill (Le Claire 1846 – Denver 1917) cacciatore, esploratore, militare e impresario statunitense Richard Byrd (Winchester 1888 – Boston 1857) ammiraglio ed esploratore polare statunitense Giosuè Carducci (Valdicastello 1835 - Bologna 1907) poeta italia- no e Premio Nobel per la Letteratura Marie François Sadi Carnot (Limoges 1837 – Lione 1894) presi- dente della Francia Giacomo Casanova (Venezia 1725 – Boemia 1798) scrittore vene- ziano Raul Castro (Cuba, 1931) rivoluzionario, politico e presidente di Cuba Camillo Cavour (Torino 1810 - 1861) uomo politico italiano Gino Cervi (Bologna 1901 – Punta Ala 1974) attore italiano André Citroen (Parigi 1878-1935) industriale automobilistico francese Marc Chagall (Vicebsk, 1887 – Saint-Paul-Le-Vence 1985) pittore bielorusso naturalizzato francese Domenico Cirillo (Grumo Nevano 1839 – Napoli 1799) medico e patriota, martire della Repubblica Napoletana Mark Wayne Clark (Madison Barracks 1896 – Charleston 1894) generale statunitense Nat King Cole (Montgomery 1919 – Santa Monica 1965) cantante e musicista statunitense Carlo Collodi (Firenze 1826 - 1890) scrittore e giornalista italiano James Cook (Marton 1728 – Kealakekua Bay 1779) navigatore bri- tannico esploratore dell’Oceania Sean Connery (Fountainbridge 1930) attore cinematografico bri- tannico Gary Cooper (Helena 1901 – Beverly Hills 1961) attore cinemato- grafico statunitense Leroy Gordon Cooper (Shawnee 1927 – Ventura 2004) astronauta statunitense Winston Churchill (Woodstock 1874 - Londra 1965) politico e pri-

Misteri e Storia

1874 - Londra 1965) politico e pri- Misteri e Storia Londra: una tornata della Gran Loggia

Londra: una tornata della Gran Loggia Unita d’Inghilterra

mo ministro britannico Federico Confalonieri (Milano 1785 – Hospental 1846) patriota italia- no Andrea Costa (Imola 1851 -1910) anarchico e parlamentare socia- lista italiano Costantino I (Atene 1868 – Palermo 1923) re di Grecia Joaquin Crespo (Aragua 1841 – Cojedes 1898) presidente del Ve- nezuela Francesco Crispi (Ribera 1819 - Napoli 1901) uomo politico e pri- mo ministro italiano Cristiano X (Charlottenlund 1870 – Copenaghen 1947) re di Dani- marca William Crookes (Londra 1832-1919) chimico e fisico britannico presidente della Society for Psychical Research Walter P. Crysler (Wamego 1875 – Kings Point 1940) industriale automobilistico statunitense J.B. Le Rond D’Alambert (Parigi, 1717-1783) illuminista francese Gabriele D’Annunzio (Pescara 1863 - Gardone Riviera 1938) poe- ta italiano Georges J. Danton (Arcis-sur-Aube 1759 - Parigi 1794) uomo poli- tico francese Carlo Dapporto (Sanremo 1911 – Roma 1989) attore italiano Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 - Bordighera 1908) scrittore e giornalista italiano Michael E. DeBakey (Lake Charles 1908 – Houston 2008) chirur- go statunitense fondatore della moderna cardiiochirurgia Emilio De Bono (Cassano d’Adda 1866 – Verona 1944) generale e senatore italiano, quadrumviro del Fascismo Cecil B. De Mille (Ashfield 1881 – Hollywood 1959) regista e pro- duttore cinematografico statunitense Agostino Depretis (Mezzana 1813 - Stradella 1887) politico e pri- mo ministro italiano Massimo D’Azeglio (Torino 1798 - 1866) politico, scrittore e pitto- re italiano Francesco De Sanctis (Morra Irpina 1817 - Napoli 1883) storico italiano Armando Diaz (Napoli 1861 – Roma 1928) generale, maresciallo d’Italia e Duca della Vittoria Porfirio Diaz (Oaxaca de Juarez 1830 – Parigi 1915) presidente del Messico Denis Diderot (Langres 1713 - Parigi 1784) filosofo e scrittore fran- cese

Misteri e Storia

Misteri e Storia L’attuale Gran Maestro del GOI Stefano Bisi Alexander Fleming (Lochfield 1881 - Londra
L’attuale Gran Maestro del GOI Stefano Bisi
L’attuale Gran Maestro del GOI Stefano Bisi

Alexander Fleming (Lochfield 1881 - Londra 1955) fisiologo scoz- zese (a lui si deve la scoperta della penicillina) Arnoldo Foà (Ferrara 1916 – Roma 2014) attore italiano Henry Ford (Greenfield 1863 - Dearborn 1947) imprenditore (fon- datore della società automobilistica Ford Motors) Ugo Foscolo (Zacinto 1778 - Londra 1827) poeta italiano Benjamin Franklin (Boston 1706 – Filadelfia 1790) scrittore, scien- ziato e politico statunitense (tra i padri fondatori degli U.S.A.) Sigmund Freud (Pribor 1856 - Hampstead 1939) psicanalista tede- sco Ahmed Fuad I (Il Cairo 1868-1936) re d’Egitto Jonas Furrer (Winterthur 1805 –Bad Ragaz 1861) presidente deel- la Confederazione Svizzera Giorgio Gaberscik in arte Giorgio Gaber (Milano 1939 – Camaio- re 2003) cantautore, attore, regista e commediografo italiano Clark Gable (Cadiz 1901 – Los Angeles 1960) attore cinenatografi- co statunitense Gandhi (Porbandar 1869 – Nuova Delhi 30 gennaio 1948) fonda- tore e guida dell’India moderna Giuseppe Garibaldi (Nizza 1807 - Isola di Caprera 1882) militare e uomo politico italiano, Gran Maestro della Massoneria Italiana) George Gershwin (New York 1898 - Hollywood 1937) musicista e compositore statunitense Vincenzo Gioberti (Torino 1801 - Parigi 1852) uomo politico e filo- sofo italiano Giorgio I (Copenagher 1845 – Salonicco 1913) re di Grecia Giorgio II (Tatoi 1890 – Atene 1947) re di Grecia Giuseppe II (Vienna 1741-1790) imperatore d’Austria Giuseppe Napoleone re di Napoli (1806-1808) e di Spagna (1808-

1813)

Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832) scrittore tedesco Carlo Goldoni (Venezia 1707 - Parigi 1793) commediografo italia- no Guido Gozzano (Torino 1883-1916) poeta italiano David W. Griffith (La Grange 1875 – Hollywood 1948) sceneggiato- re, regista e produttore cinematografico statunitense Virgil I. Grissom (Mitchell 1926 – Florida JFK Space Center 1967)

Walt Disney (Chicago 1901 - Burbank 1966) regista e produttore statunitense Gaston Doumergue (Aigues-Vives 1863-1937) presidente della Francia Sir Arthur Conan Doyle (Edimburgo 1859 - Crowborough 1930) scrittore inglese creatore di Sherlock Holmes Alexander Dubcek (Uhrowec 1921 - Praga 1992) politico cecoslovacco Alexandre Dumas (Villers-Cotterêts 1802 - Puys 1870) scrittore francese Henri Dunant (Ginevra 1828 - Heiden 1910) letterato e filantropo svizzero, fondatore della Croce Rossa Albert Einstein (Ulma 1879 - Princeton 1955) fisico tedesco, padre della teoria della relatività Aldo Fabrizi (Roma 1905-1990) attore cinematografico italiano Douglas Fairbanks (Denver 1883 – Santa Monica 1939) attore sta- tunitense Felix Faure (Parigi 1841-1899) presidente della Francia Federico III (Potsdam 1831-1888) re i Prussia e imperatore di Ger- mania Federico Guglielmo II (Berlino 1744 – Potsdam 1797) re di Prussia Federico II il Grande (Berlino 1712 –Potsdam 1786) re di Prussia Federico VIII (Copenaghen 1843 – Amburgo 1912) re di Danimarca Federico Fellini (Rimini 1920 – Roma 1993) scrittore, fumettista, sceneggiatore e regista cinematografico italiano Enrico Fermi (Roma 1901 - Chicago 1954) fisico italiano, padre della bomba atomica e Premio Nobel per la fisica John Glenn (Cambridge 1921) militare, pilota collaudatore, astro- nauta e senatore statunitense Johann Gottlieb Fichte (Rammenau1762 – Berlino 1814) filosofo tedesco Gaetano Filangeri (Napoli 1752 – Vico Equense 1788) giurista e fi- losofo italiano Geoffrey F. Fisher (Nuneaton 1887 – Trent 1972) arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa d’Inghilterra Camille Flammarion (Val-de-Meuse 1842 – Juvisy-sur-Orge 1925), scrittore francese

1842 – Juvisy-sur-Orge 1925), scrittore francese Il Cardinale Gianfranco Ravasi 3 0 Gli enigmi della

Il Cardinale Gianfranco Ravasi

astronauta statunitense Guglielmo I il Grande re di Prussia (Berlino 1797-1888) primo im- peratore di

astronauta statunitense Guglielmo I il Grande re di Prussia (Berlino 1797-1888) primo im- peratore di Germania Renè Guenon (Blois 1886 – Il Cairo 1951) scrittore ed esoterista francese Gustavo Adolfo (Stoccolma 1906 – Copenaghen 1947) re di Svezia Gustavo IV Adolfo (Stoccolma 1778 – San Gallo 1837) re di Svezia Gustavo V (Drottningholm 1858-1950) re di Svezia Haakon VII (Charlottenlund 1872 – Oslo 1957) re di Norvegia Moulay Hafid (Fez 1876 – Enghien-les-Bains 1937) sultano del Marocco Oliver Hardy (Harlem 1892 - Los Angeles 1957) comico e attore cinematografico statunitense Paul P. Harris (Racine 1868 – Beverly 1947) avvocato statunitense e fondatore del Rotary Club International Ichiro Hatoyama (Tokio 1883-1959) politico e primo ministro gi- apponese Joseph Haydn (Rohrau 1732 - Vienna 1809) compositore austria- co Friedrich W. Herschel (Hannover 1738 – Slough 1822) fisico e astronomo anglo-tedesco Edgar Hoover (Washington 1895-1972) funzionario e politico sta- tunitense, per oltre 50 anni capo dell’FBI Bob Hope (Eltham 1903 – Toluca Lake 2003) comico e attore cine- matografico anglo-americano Ismail Pascià (Il Cairo 1830 – Istanbul 1895) vicerè d’Egitto Edward Jenner (Berkeley 1749-1823) naturalista e medico britan- nico, padre dell’immunologia Melvin Jones (USA, 1880-1961) fondatore del Lions Club Interna- tional Carl Gustav Jung (Kesswil 1875 – Kusnacht 1961) psicologo e psi- canalista svizzero Abd El Kader (Algeria 1807 – Damasco 1883) patriota algerino Martin Luther King (Atlanta 1929 – Memphis 1968) pastore, atti- vista politico e leader dei diritti civili statunitense Joseph Rudyard Kipling (1865 - 1936) scrittore e poeta (tra le sue opere ricordiamo “L’uomo che volle farsi re”, “Se”, “Il libro della giungla”, “Kim”) Lajos Kossuth (Monok 1802 – Torino 1894) patriota ungherese Fiorello La Guardia (New York 1882-1947) politico statunitense Antonio Labriola (Sangermano di Cassino 1843 - Roma 1904) fi- losofo italiano Marie-Joseph de Motier marchese di La Fayette (Chavaniac-La- fayette 1757 – Parigi 1834) militare e politico francese Henry Lafontaine (Brussels 1854- 1943) premio Nobel per la pace Pierre Simon de Laplace (Beaumont-en-Auge 1749 – Parigi 1827) matematico, fisico e astronomo francese Anton-Laurent de Lavoisier (Parigi 1743-1794) chimico, biologo, filosofo ed economista francese Leopoldo I (Ehrenburg 1790 – Laeken 1865) re del Belgio Leopoldo II (Bruxelles 1835 – Laeken 1909) re del Belgio Gotthold Ephraim Lessing (Kamenz 1729 – Braunschweig 1781) filosofo e scrittore tedesco Charles A. Lingbergh (St. Louis, 1904 – 1974) trasvolatore statu- nitense Franz Liszt (Raiding 1811 – Bayreuth 1886), pianista e composito- re ungherese Luigi XVI (Versailles 1754 – Parigi 1793) re di Francia Luigi XVIII (Parigi 1755-1824) re di Francia Goffredo Mameli (Genova 1827 - Roma 1849), poeta e patriota italiano

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Douglas Mac Arthur (Little Rock 1880 – Washington 1964) gene- rale statunitense Kurt Erich Suckert in arte Curzio Malaparte (Prato 1898 – Roma 1957) militare, giornalista, scrittore e poeta italiano Terenzio Mamiani (Pesaro 1799 - Roma 1885) filosofo e patriota italiano Franco Malerba (Genova 1946) militare, astronauta e politico ita- liano Jean Paul Marat (Boudry 1743 – Parigi 1793) medico, giornalista, politico e rivoluzionario francese Pietro Maroncelli (Forlì 1795 – New York 1846) musicista, scritto- re e patriota italiano George C. Marshall generale statunitense e Premio Nobel per la Pace Karl Marx (Treviri 1818 – Londra 1883) filosofo ed economista te- desco Andrea Massena (Nizza 1758 – Parigi 1817) maresciallo napoleoni- co Filippo Mazzei (Poggio a Caiano 1730 – Pisa 1816) Giuseppe Mazzini (Genova 1805 - Pisa 1872) filosofo e patriota italiano Felix Mendelssohn (Amburgo 1809 - Lipsia 1847) compositore te- desco Pierre Mendès-France politico e Primo Ministro Francese Ciro Menotti (Carpi 1798 – Modena 1831) patriota italiano Antonio Meucci (Firenze 1808 – Long Island 1889) patriota italia- no e inventore del telefono Edgar Mitchell (Hereford 1930 – West Palm Beach 2016) astro- nauta statunitense Charles de Secondat barone di Montesquieu (Bordeaux 1689 - 1755) filosofo e pensatore politico francese Jacques Etienne Montgolfier (Vidalon-les-Annonay 1745 – Ser- rieres 1799) pioniere del volo umano Vincenzo Monti (Ravenna 1754 – Alfonsine 1828) letterato e poeta italiano Giovanni Battista Montini (Concesio 1897 – Castel Gandolfo 1978) addetto alla Segreteria di Stato Vaticana, arcivescovo di Mi- lano e poi Papa Paolo VI

Stato Vaticana, arcivescovo di Mi- lano e poi Papa Paolo VI Il Gran Maestro della GLDI

Il Gran Maestro della GLDI Antonio Binni

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Wolfgang A. Mozart (Salisburgo 1756 - Vienna 1791) compositore austriaco (autore dell’opera massonica “Il Flauto Magico”) Gioacchino Murat (Labastide-Murat 1767 – Pizzo 1815) generale e maresciallo napoleonico Napoleone III (Parigi 1808 – Chislehurst 1873) presidente e poi imperatore francese Pandit Jawaharlal Nehru (Allahabad 1889 – Nuova Delhi 1964) primo ministro indiano Sir Horatio Nelson (Burnhan Thorpe 1758 – Capo Trafalgar 1805) ammiraglio britannico Costantino Nigra (V. Castelnuovo 1828 – Rapallo 1907) diplomati- co italiano Alighiero Noschese (Napoli 1932 – Roma 1979) attore, comico,

Noschese (Napoli 1932 – Roma 1979) attore, comico, 2016: l’incontro fra i Gran Maestri Binni della

2016: l’incontro fra i Gran Maestri Binni della GLDI (a sinistra) e Bisi del GOI (a destra) a Sanremo

showman e imitatore italiano Guglielmo Oberdan (Trieste 1858 - 1882) irredentista italiano Jacob Angelo Gino Olivetti (Urbino 1880 –Olivos 1942) docente, deputato, giornalista e industriale italiano Vittorio Emanuele Orlando (Palermo 1860 - Roma 1952) politico e giurista italiano Oscar I (Parigi 1799 – Stoccolma 1859) re di Svezia e Norvegia Oscar II (Stadsholmen 1829-1907) re di Svezia Niccolò Paganini (Genova 1782 - Nizza 1840) violinista e composi- tore italiano Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna 1855 - Bologna 1912) poeta italiano Louis Pasteur (Dole 1822 – Marnes-la-Coquelle 1895) chimico, biologo e microbiologo francese Robert Edwin Peary (Cresson 1856 – Washington 1920) ammira- glio statunitense ed esploratore del Polo Nord Silvio Pellico (Saluzzo 1789 –Torino 1854) patriota italiano Ettore Petrolini (Roma 1884-1936) attore, drammaturgo e scritto- re italiano Rosolino Pilo (Palermo 1820 - San Martino 1860) uomo politico italiano Henry Poincarè (Nancy 1854 – Parigi 1912) matematico, fisico e filodsofo francese Alexander Pope (Londra 1688 – Twickenham 1744) poeta e lette- rato britannico

1688 – Twickenham 1744) poeta e lette- rato britannico Tyrone Power (Cincinnati 1914 – Madrid 1958)

Tyrone Power (Cincinnati 1914 – Madrid 1958) attore cinemato- grafico statunitense Hugo Pratt (Rimini 1927 – Losanna 1995) disegnatore e letterato italiano Pierre-Joseph Proudhon (Besançon 1809 – Passy 1865) filosofo, economista e anarchico francese Giacomo Puccini (Lucca 1858 – Bruxelles 1924) musicista e com- positore operistico italiano Alexander Puskin (Mosca 1799 – San Pietroburgo 1837) scrittore russo Salvatore Quasimodo (Modica 1901 - Amalfi 1968), letterato e poeta italiano, Premio Nobel per la letteratura Louis Manuel Quezon (Baler 1878 – Saranac Lake 1944) presi- dente delle Filippine Yitzhak Rabin (Gerusalemme 1922 – Tel Aviv 1995) militare, poli- tico e premier di Israele Urbano Rattazzi (Alessandria 1808 - Frosinone 1873) uomo poli- tico italiano Paolo Emilio Thaon de Revel (Torino 1857 – Roma 1948) politico, Grande Ammiraglio e Duca del Mare italiano Bettino Ricasoli (Firenze 1809 - Brolio 1880) uomo politico italia- no Luigi Rizzo (Messina 1887 –Milazzo 1951) ammiraglio italiano det- to “L’Affondatore”, conte di Grado e Premuda Maximilien Robespierre (Arras 1758 –Parigi 1794) avvocato, poli- tico e rivoluzionario francese Ray Sugar Robinson (Detroit 1921 – Los Angeles 1989) pugile sta- tunitense Giandomenico Romagnosi (Salsomaggiore 1761 – Milano 1935) giurista e filosofo italiano Angelo Roncalli (Sotto il Monte 1881 - Roma 1963) Nunzio Aposto- lico in Turchia, Arcivescovo di Venezia e poi Papa Giovanni XXIII Gabriele Rossetti (Vasto 1783 - Londra 1854) patriota e letterato italiano Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712 - Ermenonville 1778) lette- rato e filosofo svizzero Ernest Rutherford (Brightwater 1871 – Cambridge 1937) chimico e fisico nucleare neozelandese naturalizzato britannico Anwar El Sadat (Mit Abu-al Kum 1918 - Il Cairo 1981) militare, politico e presidente dell’Egitto Roque Saenz Pena (Buenos Aires 1851-1914) presidente dell’Ar- gentina Aurelio Saffi (Forlì 1819 - 1890) uomo politico italiano José Francisco de San Martin (Yapeyù, 1778 – Boulogne-sur-Mer 1850) generale, patriota e uomo politico sudamericano Santorre di Santarosa (Savigliano 1783 – Navarino 1825) patriota e rivoluzionario italiano Domingo Sarmiento (San Juan 1811 – Asuncion 1888) presidente dell’Argentina Francisco de Paula Santander (Villa del Rosario 1792 – Bogotà 1840) vicepresidente della Grande Colombia e presidente della Nueva Granada Nazario Sauro (Capodistria 1880 – Pola 1916) patriota e irreden- tista italiano Friedrich Schiller (Marbach am Neckar 1759 – Weimar 1805) poe- ta, drammatirgo, filosofo e storico tedesco Tito Schipa (Lecce 1888 - New York, 1965) cantante lirico italiano Walter Schirra (Hackensack 1923 – La Jolla 2007) astronauta sta- tunitense Heinrich Schliemann (Nebukow 1822 – Napoli 1890) archeologo tedesco scopritore di Troia e delle tombe di Micene

Franz Peter Schubert (Vienna 1797 - 1828) compositore austriaco Albert Schweitzer (Kaisersberg 1875 - Lambaréné

Franz Peter Schubert (Vienna 1797 - 1828) compositore austriaco Albert Schweitzer (Kaisersberg 1875 - Lambaréné 1965), teologo, musicologo e medico missionario tedesco Rober Falcon Scott (Plymouth 1868 – Barriera di Ross 1912) capi- tano della Marina Britannica ed esploratore dell’Antartide Walter Scott (Edimburgo 1771 - Abbotsford House 1832) letterato e scrittore scozzese Peter Sellers (Southsea 1925 – Fitzrovia 1980) attore cinematogra- fico britannico Emilio Servadio (Sestri 1904 – Roma 1995) psicanalista italiano

Luigi Settembrini (Napoli 1813 – 1876) patriota e letterato italiano Jean Sibelius (Hameenlinna 1865 – Jarvenpaa 1957) violinista e compositore finlandese Rudolf Steiner (Donji Kraljevec 1861 –Dornach 1925) filosofo, pe- dagogista ed esoterista austriaco Stanislao II Augusto Poniatowski (Voucyn 1732 – San Pietrobur-

go 1798) ultimo re di Polonia

Marie-Henri Beyle in arte Stendhal (Grenoble 1783 – Parigi 1842) letterato e scrittore francese Paolo Stoppa (Roma 1906-1988) doppiatore e attore teatrale e ci-

nematografico italiano Emanuel Swedenborg (Stoccolma 1688 – Londra 1772) filosofo, mistico e sensitivo svedese Jonathan Swift (Dublino 1667-1745) poeta e scrittore irlandese Lev Nikolaevic Tolstoi (Jasnaja Poljana 1828 – Astapowo 1910) scrittore russo

Antonio de Curtis in arte Totò (Napoli 1898 - Roma 1967) attore e poeta italiano (autore della poesia “A Livella”) Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri in arte Trilussa (Roma 1871-1950) scrittore, giornalista e poeta dialettale italiano Mark Twain (Florida 1835 - Redding 1910) scrittore statunitense Henri Beyle in arte Stendhal (Grenoble 1783 - Parigi 1842) scrit- tore francese Rabrindanath Tagore (Calcutta 1861 – 1941) letterato indiano e premio Nobel Vittorio Valletta (Genova 1883 – Pietrasanta 1967) dirigente FIAT Jules Verne (Nantes 1828 – Amiens 1905), scrittore francese Claudio Pica in arte Claudio Villa (Roma 1926 – Padova 1987) autore, cantante e attore cinematografico italiano Vittorio Amedeo III di Savoia (Torino 1726 – Moncalieri 1796) re

di Sardegna

Alessandro Volta (Como 1745-1827) fisico e pioniere dell’elettri- cità François-Marie Arouet in arte Voltaire (Parigi 1694 - Parigi 1778) scrittore, filosofo e drammaturgo francese John Wayne (Winterset 1907 - Los Angeles 1979) attore statu- nitense Arthur Wellesley, duca di Wellington (Dublino 1769 - Walmer Castle 1852) militare e politico britannico Oscar Wilde (Dublino 1854 - Parigi 1900) scrittore irlandese Hipolito Yrigoyen (Buenos Aires 1852-1933) presidente dell’Argen- tina Giuseppe Zanardelli (Brescia 1826 - Maderno 1903), giurista, pa- triota, politico e primo ministro italiano Emiliano Zapata (Anenecuilco 1879 – Chinameca 1919) rivoluzio- nario, guerrigliero e politico messicano Chiunque volesse oggi, in Italia, approfondire seriamente e ob- biettivamente in sede culturale la questione potrà farlo anche li- mitandosi a consultare i recenti saggi divulgativi di Luigi Prune- ti: GLI INIZIATI e LA MASSONERIA RIVELATA scritto in collabo- razione con il compianto Marco Dolcetta (Mondadori, Milano

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2014) e soprattutto l’ultimissimo e godibilissimo L’AVVOCATO DEL DIAVOLO: BREVIARIO DI AUTODIFESA DEL MASSONE (Ed. Tipheret / Gruppo Editoriale Bonanno, Catania 2016). I più resteranno sorpresi apprendendo come storicamente il patrimo- nio etico della Massoneria abbia prodotto il meglio di se gettan- do di fatto le basi di una moderna realtà sociale e politica positi- va e ideale: gli Stati Uniti d’America, la cui costituzione non solo mira dichiaratamente al raggiungimento della felicità dell’uo- mo, ma è e resta fra le più democratiche e liberali mai concepite. Solo che oggi, con le graduali restrizioni sistematicamente im- poste da una legislazione liberticida, il Patriot Act varato sotto la presidenza di George W. Bush col fine apparente di combattere il terrorismo internazionale ha purtroppo trasformato il sogno dei

internazionale ha purtroppo trasformato il sogno dei L’Ing. Marco Galeazzi, la cui recente sconfitta elettorale

L’Ing. Marco Galeazzi, la cui recente sconfitta elettorale per soli 25 suffragi sul circa 750 votanti ha spaccato in due la Gran Loggia d’Italia

“Padri della Patria” massoni degli USA in un incubo, a tutto van- taggio di realtà economico-finanziarie dalle connotazioni para- massoniche che con tale Istituzione non hanno nulla a che spar- tire e che perseguono invece il controllo sociale e il potere mon- diale a tutti i costi in spregio a qualsiasi carta costituzionale e a qualsiasi forma di democrazia. Nulla di strano che la Massoneria anglosassone (comprendendo in ciò anche la Gran Loggia d’In- ghilterra formalmente legata alla Corona Britannica), a dispetto del fatto che sia tradizionalmente riconosciuta a livello culturale e sociale e alla luce del sole, risulti oggi in profonda crisi. In Italia la Libera Muratoria è stata sistematicamente osteggiata dai cleri- cali a causa della presenza della Chiesa Cattolica, il cui potere temporale è infine stato abbattuto dai massoni italiani che han- no fatto il Risorgimento con Garibaldi dando origine allo stato li- berale moderno, ma è anche stata avversata da una estrema de- stra (i fascisti e i nazisti) e da una estrema sinistra (i comunisti), entrambe assolutamente intolleranti verso la Istituzione Masso- nica. Il brutto scandalo della P2 ha così consentito di creare e mantenere in vita il comodo mito di un “nemico esterno” e oc- culto che ogni potere da sempre ricerca per mantenersi in sella, da Nerone con i Cristiani a Hitler con gli Ebrei. Viceversa, si ten- ga presente che in Francia – dove i Massoni hanno a suo tempo incubato la Rivoluzione Francese contro il mostro dell’assoluti- smo monarchico – essere massoni è tuttora pubblicamente con-

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Misteri e Storia siderato un titolo di merito e anzi quasi un riconoscimento so- ciale di

siderato un titolo di merito e anzi quasi un riconoscimento so- ciale di apprezzamento e stima. E sul garantismo democratico dello Stato Francese che onora la Massoneria non c’è certo da dubitare. Nondimeno, pure in Francia al suo interno la Masso- neria è oggi in crisi come oltre Manica e anche oltre Atlantico, sempre a causa di deviazioni affaristiche che ne snaturano le fi- nalità e gli ideali… Perché il punto dolente è e resta proprio que- sto. Nondimeno resta molto significativo, in Italia, l’apporto atti- vo e positivo delle donne all’interno della Gran Loggia d’Italia. Dei Maestri Venerabili donna, che il GOI vede tuttora come una sorta di aberrazione (pur non avendo potuto fare a meno di riu- nire a latere in un loro sodalizio interno e sotto un “tutor” uomo le “non iniziate” né “iniziabili” “Stelle d’Oriente”, ovvero le ma- dri, mogli, sorelle e figlie di massoni), sovente dimostrano a capo di una Loggia una serietà, un equilibrio e una determina- zione non comuni. Il mondo femminile, quello che viene defi- nito “l’altra metà del cielo”, ha molto da offrire, e costituisce una delle migliori garanzie nei confronti di qualsiasi forma di devia- zione. Quanto poi alla mistificante e risibile affermazione secon- do cui l’iniziazione sarebbe solo maschile, l’antichità, con l’alto ruolo sacerdotale sacralmente affidato alle donne in varie cultu- re del passato ci dice l’esatto contrario. Per non parlare delle mi- stiche e delle sante che il Cristianesimo ha visto manifestarsi ne- gli ultimi 2000 anni… Constatando non tanto quali positivi e importanti personaggi della storia degli ultimi tre secoli vi siano stati variamente coinvolti, ma piuttosto il fatto che la loro affilia- zione più o meno diretta all’Istituzione massonica non sia stata e non sia comunemente nota, vi è anche chi può pensare alla Massoneria come alla vera e propria società segreta (il che poi

come alla vera e propria società segreta (il che poi oggi non è affatto essendo i

oggi non è affatto essendo i nomi degli affiliati disponibili all’Au- torità), a parte il legittimo riserbo pubblico sul nome degli asso- ciati proprio d’altronde di qualsiasi associazione in nome della privacy) delineata da un certo tipo di immaginario collettivo, de- positaria di occulte e inconfessabili conoscenze e di oscuri se- greti iniziatici, comunque operante dietro le quinte del mondo degli affari, della politica e dell’Alta Finanza allo scopo di acqui- sire la ricchezza, il potere ed il controllo del mondo. Solo che, da un punto di vista etico e tradizionale, in realtà la Massoneria propriamente detta non ha assolutamente nulla a che vedere con tutto questo. Né tanto meno mai dovrebbe avervi a che fare. Beninteso, quanto appena detto (e che da tanti le viene attribui- to), in realtà non è affatto un mito. Esiste, eccome. Ma si tratta di una realtà assai diversa, trasversale, transnazionale e assoluta- mente deviata. Non c’è infatti alcun bisogno di una formale affi- liazione massonica di qualsivoglia tipo per finanzieri senza scru- poli, affaristi d’assalto, politici corrotti, portaborse, faccendieri,

tangentisti e simili, che la cronaca ha visto e tuttora vede pre- senti in politica in tutti i partiti e altrove in tutti gli ambienti di qualsiasi ispirazione e a tutte le latitudini, pilotati da forze che fanno del profitto, del potere e della sopraffazione dell’uomo sull’uomo il loro credo, del tutto antitetico al trinomio libertà –

uguaglianza – fratellanza

siness” (“senza una loggia non fai affari”) non è però scaturita dal nulla. E ha drammaticamente dominato la deviazione della

Massoneria, facendo la sua rovina.

c’è da sempre il buono e il marcio… E non deve pertanto sor-

prendere che anche consessi affaristici e finanziari, seppur non

di estrazione massonica, debbano necessariamente finire col

sentire la necessità di presentarsi all’esterno con un volto accat- tivante che dia il fascino e l’apparenza di positive radici elitarie legate ad antichi e nobilitanti contesti esoterici, facendo sugge- stivamente il verso a tradizioni e ritualità altrui. E la Massoneria tradizionale è un ottimo e antico modello gratuito cui ispirarsi. A uso e consumo di chi ignora. Che poi sono i più. Mutatis mutan-

dis, è un processo per certi aspetti simile al vecchio fenomeno dei “nuovi ricchi” (i cosiddetii “parvenus”) che, per meglio figu-

rare in società, cercavano di acquisire in modo fasullo patenti e titoli di nobiltà facendo la corte agli ambienti di una aristocrazia

La massima inglese “no lodge no bu-

In qualunque realtà umana

in

declino e ormai fuori dalla storia ma caratterizzati dalla positi-

va

immagine di un grande passato. In contesti a carattere finan-

ziario e affaristico-industriale è così sorta la necessità di “scim- miottare” la Massoneria con simboli e ritualità di effetto scopiaz- zate dalla realtà massonica e talvolta inventate di sana pianta, al solo scopo di “fare colpo” agli occhi di chi si vuole cooptare ed utilizzare. E se lo si sa fare bene, funziona. Naturalmente, poi abbiamo anche i volgari truffatori puri e semplici che, come nel caso di titoli nobiliari fasulli, arrivano a vendere gradi massonici agli sprovveduti… Anche se è vero che, come ricordato, soprat- tutto in Italia lo scandalo della P2 ha profondamente segnato l’Istituzione Massonica in quanto tale, e che tuttora nel GOI esi- stono in alcune logge (ma al di fuori della ritualità e del Tempio

in cui questa ha luogo) momenti specificamente deputati a in-

tessere eventuali attività di affari fra i Fratelli. Il che mai dovreb-

be comunque verificarsi, tanto più che non per nulla sono a suo

tempo state create altre realtà associative internazionali non ini- ziatiche di sostanziale ispirazione massonica tese proprio a ciò come pure a finalità benefiche e assistenziali nel mondo profano (notoriamente, in effetti, e stesse silenziosamente svolte da sempre dalle logge): il Rotary e così pure i clubs del LIONS e del Kiwanis. Unicuique suum (a ciascuno il suo), recita non a caso la

ben nota sentenza latina. Concludendo, sarà bene intendersi sul fatto che in questo ambito, oggi

ben nota sentenza latina. Concludendo, sarà bene intendersi sul fatto che in questo ambito, oggi più che mai, nessuno – nè i poli- tici clericali conservatori ovvero sinistresi al governo né i loro lacchè ignoranti e servili dei media - può permettersi di santifi- care o demonizzare niente e nessuno, perché da sempre il Bene può emergere dal Male e il Male dal Bene. Ci sono così – indipen- dentemente dal loro ruolo - massoni galantuomini e massoni corrotti, come pure corrotti che si atteggiano a massoni senza in

realtà esserlo affatto. Nessuna generalizzazione è dunque possi- bile. E la Massoneria, al di là dei meriti storici e della indiscutibi- le purezza degli ideali originari, non poteva non subire anch’es- sa, come tutto a questo mondo, dei fenomeni di deviazione e di degradazione, al punto da imporsi nell’immaginario collettivo d’oggi come quello che in effetti non è ma nondimeno può sem- brare. E può sembrarlo perché in particolare certi ambienti elita-

ri

di potere e legati alla politica, alle Multinazionali dell’Industria

e

all’Alta Finanza mondiale che la hanno purtroppo da tempo

variamente infiltrata hanno finito, appunto, con l’ispirarsi ad essa nella necessaria ricerca di una qualche connotazione sim- bologica e rituale di cui qualunque sodalizio di vertice finisce comunque con l’avere bisogno per darsi una propria identità cercando d collegarsi a elementi tradizionali che possano mini- mamente nobilitarlo. Con tanto di varie e suggestive parodie di “iniziazione” per fare scena sui neofiti cooptati e dar loro un “se- gno di appartenenza” che colpisca e consenta ai vertici di servir- sene al meglio. È soprattutto questa multiforme e variegata “pseudomassoneria” parallela e internazionale, assai meno ap- pariscente ma divenuta ben più potente, organizzata e impor- tante di quella tradizionale che bisogna tenere presente in chia- ve negativa, con tutta la sua evidente pericolosità per il futuro del mondo. Una realtà purtroppo ignota ai più – siano essi l’uo-

Una realtà purtroppo ignota ai più – siano essi l’uo- Misteri e Storia mo della strada

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mo della strada o il giornalista superficiale e disinformato che però concorre a fare opinione – a causa della diffusa assenza di informazioni e contenuti culturali in grado di fare loro superare superficiali generalizzazioni. Una realtà che non può essere ignorata e che deve solo essere avversata e combattuta. Già. Quel che è peggio, però, è che quanto muove tali ambienti pare adesso contagiare anche le ben più innocue Istituzioni massoni- che tradizionali. E al riguardo, ultimamente, è successo in Italia qualcosa di estremamente grave. Infatti, il 17 dicembre 2016, si è avuta all’interno della Gran Loggia d’Italia la attesa triennale Tornata Elettorale per il rinnovo delle cariche apicali dell’Istitu- zione. E in un clima oggettivamente tutt’altro che sereno per i Fratelli e le Sorelle della GLDI tali elezioni hanno visto riconfer- mare il criticato Gran Maestro uscente Antonio Binni e la sua squadra di supporto, con solo 29 voti di scarto su circa 750 vo- tanti o Grandi Elettori. In altri termini, sarebbero bastati 15 voti per ribaltare il risultato e vedere eletto il candidato concorrente dichiaratamente innovatore: un galantuomo della caratura del- l’ingegnere elettronico anconetano Marco Galeazzi, il cui traspa- rente programma aveva entusiasmato tanti. Se a tale risultato ti- rato per i capelli si aggiunge il fatto che alcuni delegati della Re- gione Massonica della Calabria, esclusi dal voto per decisione d’imperio del Gran Maestro in carica, si sono dovuti rivolgere alla magistratura ordinaria che ha infine deliberato sulla liceità del loro diritto di voto a tre giorni dalla consultazione, non ci vuole molto a capire che il tutto si è svolto in un clima avvele- nato. Anche se politica e religione dovrebbero essere banditi dalla realtà massonica, è peraltro chiaro che parlando in termini politici nella GLDI si è appena avuta una spaccatura verticale che ha diviso e sta dividendo perfettamente in due la Comunio- ne. Naturalmente i vincitori di misura non hanno affatto piace- re che ciò venga detto e pubblicizzato, ma va onestamente detto che a libera informazione non può essere imbavagliata e che al momento tale spaccatura si è già tradotta in una profonda lace- razione che si sta estendendo a macchia d’olio; e che si annuncia non diversa da quella del 1908 che vide la nascita della GLDI: in altri termini, una nuova scissione a tutti gli effetti finalizzata, viene detto, a salvaguardare nella massima correttezza quelle idee di libertà, uguaglianza. fratellanza e tolleranza che appaio- no adesso sempre più appannate in un ambiente in cui non ci si riconosce più. Al momento, sappiamo che – accanto a tante di- missioni individuali - decine di logge sono già fuoriuscite dalla GLDI, i cui principi fondanti a detta della marea di transfughi sono stati del tutto calpestati e traditi. E se è davvero così come

si dice, non si può non augurare il meglio a chi, facendo quello

che fa, è certo sinceramente e coraggiosamente mosso da forti motivazioni ideali. Che sono in ogni caso quelle che veramente contano per un uomo “libero e di buoni costumi”. Naturalmen- te, si dirà, storicamente il fenomeno delle scissioni in Massone- ria non è nuovo. Ma nel caso non abbiamo a che fare con qual- che sparuta pattuglia di semplici scontenti che delusi se ne van- no per rivalsa solo perché hanno perso le elezioni. Esattamente come il GOI ha visto nel 1908 (con la nascita della GLDI) e suc- cessivamente nel 1993 dopo lo scandalo P2 (con la nascita della GLRDI), adesso è la GLDI che vede un nuovo esodo causato da motivi puramente ideali, con la fiaccola della tradizione iniziati- ca che si avvia ad essere veicolata altrove da galantuomini che

non vengono a compromessi nella loro coerente fedeltà agli “an- tichi doveri” e ai positivi e sacrosanti principi vecchi di tre secoli

e cui non vogliono rinunciare, perché finalmente tutto sia dav- vero “giusto e perfetto”…

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Misteri e Storia L’ inizio di un’ultima lacerante scissione LETTERA APERTA DI UN EX GRAN MAESTRO

L’ inizio di un’ultima lacerante scissione

LETTERA APERTA DI UN EX GRAN MAESTRO AGGIUNTO

Quello che vi presentiamo è un toccante e vibrante appello rivolto ai Fratelli e Sorelle della Gran Loggia d’Italia di Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi, all’indomani delle ultime travagliate elezioni all’interno di questa importantissima Comunione massonica nazionale. Siamo perfettamente a conoscenza di non meno di una decina di simili “lettere aperte” attualmente diffuse fra i facenti parte dellaComunione con effetti dirompenti, ma abbiamo ritenuto di scegliere a mo’ di esempio solo quella che segue, in quanto scritta da un medico stimato ed apprezzato che ha dedicato la sua vita ad aiutare gli altri in nome di certi valori e che ha rivestito l’importante carica di Gran Maestro Aggiunto.

C arissimi Fratelli e Sorelle, vi annuncio di aver firmato e inoltrato le mie dimissioni dalla Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori (ALAM), a far data del 30 dicembre 2016, esattamente dopo trentacinque anni dalla mia iniziazione a Libero Muratore e diciassette anni dall’adesione alla Gran

Loggia d’Italia, nella quale ho raggiunto il 33° grado del RSAA (Rito Scozzese Antico e Accettato) ed ho ricoperto moltissimi ruoli e incarichi istituzionali, culminati con l’elezione a Gran Maestro Aggiunto nel 2013.

Queste dimissioni non vogliono significare il termine della mia vita massonica. Una volta iniziato, il massone resta tale per sempre. Proseguirò il mio percorso in nuova Istituzione che si sta costituendo in Italia, nella quale confluiranno

moltissimi fratelli che si sono riconosciuti nel programma del Fratello Marco Galeazzi e che cercheranno di realizzare quegli ideali massonici che nella Gran Loggia d’Italia, purtroppo, sono stati messi da parte.

A farmi prendere questa decisione non sarebbe stata

sufficiente la delusione della sconfitta elettorale, che avrebbe

potuto far parte delle normali vicende umane, ma piuttosto la totale mancanza di rispetto delle regole della dirigenza Binni

e di tutti i suoi sodali, a partire già dai primi mesi di

Maestranza, in cui cominciò subito ad esautorare coloro che,

come me, gli avevano tirato la volata alla sua prima elezione.

Il Gran Maestro Antonio Binni, a sorpresa, si era subito

accordato con il suo maggior rivale, Luciano Romoli, malgrado i precedenti di reciproche pesantissime critiche pubbliche. Iniziò concedendogli la delegazione del Lazio e quella della Sardegna e nominandolo Ispettore Nazionale di Progaganda, carica non prevista dagli Statuti. Infine lo propose come suo nuovo Vicario nelle nuove

Infine lo propose come suo nuovo Vicario nelle nuove elezioni, abbandonando completamente la sua squadra

elezioni, abbandonando completamente la sua squadra precedente. Inoltre, la vittoria elettorale di Binni e Romoli è stata ottenuta violando tutte le norme che dovrebbero, per Statuto, governare la nostra Obbedienza. Vi porto alcuni esempi:

* utilizzo di tavole di accusa e commissariamenti di logge e camere del Rito volti solo a eliminare votanti ritenuti contrari;

* costituzione irregolare di camere del Rito e di logge, al fine di accrescere i

* costituzione irregolare di camere del Rito e di logge, al fine

di accrescere i voti a proprio favore;

* destituzione di tutti i Delegati e Ispettori non «sicuri» sosti- tuiti da quelli sicuramente «amici»;

* uso strumentale di tutti gli strumenti istituzionali e di con- vincimento per la propria campagna elettorale, con un visto-

so conflitto d’interessi;

* formazione di una commissione elettorale in cui i rappre-

sentanti dei candidati Binni-Romoli erano 7 contro i 2 dei can- didati Galeazzi-Pruneti; * ricorso costante ad una gestione au- toritaria del potere amministrativo ed economico ai fini della propria propaganda (vedi tentativo di commissariare tutta la regione Calabria, azione bloccata dalla magistratura ordina- ria). Malgrado ciò, il numero di voti di maggioranza relativa ottenuti dal gruppo Binni è stato modesto, inferiore a quello della precedente elezione. Questo dato fa ritenere che, se non fossero state attuate que- ste grandi scorrettezze procedurali, la vera maggioranza sa- rebbe stata da un’altra parte. Per concludere coerentemente questa linea di condotta, pro-

prio il giorno dopo le elezioni, sconfessando una dichiarata e ipocrita volontà di riappacificazione, lo stesso Binni, utiliz- zando delle “tavole di accusa” strumentali e di contenuto ri- masto segreto, sospendeva due membri del Supremo Consilio

del XXXIII Grado del RSAA, aderenti alla lista concorrente, il Fr. Riccardo C. e lo stesso ex Gran Maestro Fr. Prof. Luigi Pru- neti. Non si era mai verificata, nella nostra storia, la sospen- sione di un ex Gran Maestro, uno scrittore e uomo di cultura ben noto per avere rinunciato al proprio appannaggio quando era in carica e indicato da molti come la “coscienza critica” della Comunione. Questa mossa era volta al fine di ottenere la maggioranza di voti anche in Supremo Consiglio, paralizzato da anni, a causa della politica autocratica dell’attuale Gran Maestro. Nella stessa giornata, in una riunione del Supremo Consiglio, in cui erano presenti solo sei membri, in quanto gli altri non erano stati convocati, Binni nominava illegittimamente 14 nuovi membri del Supremo Consiglio stesso, assegnando le nuove cariche in dispregio assoluto degli Statuti e delle Regole della nostra Obbedienza. Queste deliberazioni clamorosamente il- legittime hanno, di fatto, trasformato la Gran Loggia d’Italia

in una Obbedienza ormai «irregolare», in quanto non rispet-

tosa dei suoi medesimi Statuti vigenti e delle regole di civile convivenza. D’altronde comportamenti illegittimi e dittato-

riali erano già stati adottati da parecchi mesi da Binni e dai suoi sodali, evidentemente scelti a propria immagine e somi- glianza, sospendendo dagli incarichi tutti coloro che dimo- strassero libertà di pensiero e favorendo invece tutti quelli che, per opportunismo o scarsa autonomia, si manifestassero come completamente proni al volere del «padrone».

In questi ultimi tempi, nella nostra Obbedienza, si è venuto a

determinare un clima autoritario e irrespirabile, con la con- seguenza che in alcune provincie, come quella d’Imperia, nel giro di due anni il numero di fratelli è calato clamorosamente

anche del 30%. Non posso restare in un’Obbedienza che ha dimenticato l’elementare rispetto delle proprie regole e in cui i maggiori dirigenti danno prova di atteggiamenti che nulla hanno da spartire con i principi di fratellanza, uguaglianza e libertà che dovrebbero ispirare le loro condotte.

Le mie dimissioni nascono anche da un una riflessione che

porto avanti da tempo sulla base dell’amara constatazione

Misteri e Storia

sulla base dell’amara constatazione Misteri e Storia che la Massoneria, in Italia, negli ultimi anni, ha

che la Massoneria, in Italia, negli ultimi anni, ha affievolito la fiamma dei propri principi originari e che la politica dell’ap- parire ha sopravanzato quella dell’essere. I cerimoniali si sono sovrapposti al rito soffocandone l’intrinseca potenza. L’esaltazione dell’ego, che costituisce il vizio di ogni essere umano, è stata enfatizzata da una mentalità profana per cui la corsa agli incarichi, il pavoneggiarsi all’Oriente, l’impulso compulsivo a comparire per esistere, l’opportunismo a di- spetto della integrità, sono diventate le note dominanti di pa- recchi fratelli. A questo ha contribuito la crescita dell’appara- to burocratico centrale, che necessita sempre più di denaro e che quindi favorisce gli ingressi indiscriminati senza le op- portune e tradizionali norme di filtro per la qualità dei bus- santi (vedi il rifiuto di diffondere all’Obbedienza il Manuale del Tegolatore che, in un primo tempo, mi era stato commis- sionato dal Gran Maestro e che avrebbe dovuto indicare i cri- teri per non consentire a soggetti eticamente inidonei l’ac- cesso alla Comunione). Adesso, che questa mentalità è salita apertamente al potere, mal celata sotto il cerone di una sco- perta ipocrisia, non c’è più speranza di ricondurre ai principi originari questa Obbedienza. Le cellule maligne sono pene- trate troppo profondamente e l’organismo non può più essere salvato. Unica salvezza è ripartire da capo, in un’altra Obbe- dienza, che si abbeveri alle fonti originarie e autentiche della Massoneria e che non punti su grandi apparati o vistose sce- nografie vuote e fasulle, ma sul principio dell’essere piuttosto che su quello dell’apparire. È questa la strada che ho ora imboccato, assieme a molti altri fratelli che condividono la mia visione. Invito tutti i fratelli che credono ancora nella possibilità di una Libera Muratoria autentica e non infettata dalla profanità a riflettere su queste mie parole e a seguire il mio esempio. Un Triplice Fraterno Abbraccio a tutti e un augurio di rivedervi insieme sullo stes- so condiviso percorso iniziatico. Fr:. Renato A. Già Gran Maestro Aggiunto della GLdI

Mentrebrillavano le stelle dell’alba Esoterismo, vita e strana morte di Federico Garcia Lorca 3 8

Mentrebrillavano le stelle dell’alba

Indagini e Storia

di Roberto Fioravanti

Indagini e Storia di Roberto Fioravanti INTRODUZIONE Roberto Fioravanti, laureato in Lingue e Letterature straniere, è

INTRODUZIONE

Roberto Fioravanti, laureato in Lingue e Letterature straniere, è un appassionato cultore di studi sull'esoterismo e sui “misteri” in genere. A breve contriburà con altri articoli su argomenti legati al “lato oscuro” della Conoscenza.

I n questo paese di poche migliaia di abitanti, non molto lontano da Granada, viene alla luce Federico Garcia Lorca, uno dei maggiori poeti spagnoli, da sempre a cavallo di due mondi, quello immanente – a lui spesso ostile, anche perché omosessuale – e quello trascendente – in cui il suo delicato animo di poeta

vaga spesso al di là del “velo di Maya”, il “velo” dell’illusione,

del sogno che separerebbe i comuni mortali dalla vera realtà. Il “velo di Maya” delle esoteriche concezioni del pensiero dell’antica India, il “velo” tanto caro al filosofo Schopenhauer, il “velo” che, forse, spinge Garcia Lorca ad

aderire alla Loggia massonica “Alhambra”, il “velo” che che in una caldissima giornata di Agosto lo conduce a morte davanti

al

plotone di esecuzione…

Nel 1914 egli si iscrive alle facoltà

di

Lettere e di Giurisprudenza e due anni più tardi inizia a

Fuente Vaqueros, Andalusia. Casa natale del poeta Federico Garcia Lorca.

visitare la Spagna, incontrando menti altrettanto brillanti come Antonio Nel 1929 Federico Garcia Lorca si trasferisce a New York, dove soggiorna per un solo anno. All’alba del 19 Agosto 1936 ha termine la sua breve ma intensa esistenza poiché – come già accennato – viene fucilato a Viznar, vicino a Fuente Grande, dove si era rifugiato dopo le tragiche vicissitudini della guerra civile Spagnola. Analizzando le sue innumerevoli opere, che vanno da raccolte di poesie a composizioni musicali per concludersi con opere teatrali, appare evidente una sua evoluzione dal mondo normale, ovvero quello che ci appare quotidianamente, verso un mondo più oscuro, dove troviamo molti riferimenti ai Vangeli apocrifi, ai miti egizi, alla Commedia di Dante, alla Numerologia. Valga per tutti, ad esempio, El maleficio de la mariposa – ovvero La maledizione della farfalla – in cui appare

– ovvero La maledizione della farfalla – in cui appare Questo catino di colore verde viene

Questo catino di colore verde viene spesso ritenuto l'autentico Santo Graal, ovvero il simulacro del piatto usato dal Cristo durante l'Ultima Cena, portato a Genova

usato dal Cristo durante l'Ultima Cena, portato a Genova Heinrich Himmler e (alla sua destra) Robert

Heinrich Himmler e (alla sua destra) Robert Ley, Reichsorganisationsleiter del NSDAP e capo dell’organiz- zazione corporativistica Deutsche Arbeitsfront, con altri due ufficiali nazisti nei pressi del castello di We- welsburg, sullo sfondo, in occasione di un ricevimento. Anno 1937. / Kreismuseum Wewelsburg

Indagini storici

Indagini storici Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, in giovane età. evidente il tema
Indagini storici Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, in giovane età. evidente il tema

Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, in giovane età.

evidente il tema dell’alchemica trasformazione interiore, della caducità della vita, delle frustrazioni amorose, della perenne incombenza della Nera Signora, della Morte. Proseguiamo…

incombenza della Nera Signora, della Morte. Proseguiamo… Il demoniaco dio Pan e Dafni “Maddalena io ascolto

Il demoniaco dio Pan e Dafni

“Maddalena io ascolto la tua voce…

… il tremore dei tuoi seni e il pianto sulla Croce”, sono versi

tratti da una raccolta di poesie degli anni 1917- 1920. Versi in

cui Maria di Magdala appare come figura centrale nei Vangeli apocrifi, più precisamente nel Vangelo di Filippo dove…

… la consorte di Cristo è Maria Maddalena. Il signore amava

Maria più di tutti i suoi discepoli e la baciava spesso sulla bocca… Elementi questi che da soli metterebbero in luce l’interesse del poeta verso una possibile ierogamia, verso il rapporto tra il Cristo e la Maddalena, verso i “misteri” di Rennes-le Cha- teau. Ma su quest’ultimo argomento torneremo in un pros- simo articolo…

Ne “La preghiera delle rose”, datata al 7 maggio 1918, appare

La preghiera delle rose ”, datata al 7 maggio 1918, appare Gesù e Maria di Magdala,

Gesù e Maria di Magdala, forse reale compagna nella vita terrena del Cristo, forse possibile spiegazione dei “misteri” di Rennes-le Chateau.

poi evidente anche un richiamo al mondo dei boschi, della

Natura, di Pan, unico dio mortale, dio minore della mitologia greca e fratellastro di Zeus o addirittura figlio del dio Hermes

e della ninfa Driope.

Pan, abitatore della leggendaria terra d’Arcadia, demone pri-

mordiale che presiede ad ogni manifestazione della Natura, demone delle foreste che terrorizza ninfe e viandanti susci- tando in loro il cosiddetto “timor panico”, ma anche maestro di Apollo nell’arte della poesia. donna m’apparve, sotto verde manto… (Dante, Purgatorio, XXX, v.32)

Un riferimento ancora un po’ più vicino alla visione esoterica dell’esistenza lo possiamo trovare nella poesia “Romanza son- nambula”, dove il colore prevaricante è il verde… Verde que te quiero verde. Verde vento. Verdi rami. Con l’ombra alla vita ella sogna alla sua balaustra, verde carne, chioma verde, con occhi d’argento gelato. Verde que te quiero verde. Sotto la luna gitana…

E qui non possiamo non ricorrere all’appartenenza di Garcia

Lorca ad una Loggia massonica, come apparirebbe evidente anche nel libro “La simbologia massonica” di Jules Boucher… “[…] Il verde è il colore dello smeraldo e di conseguenza del Graal. Nel linguaggio popolare è il colore della “speranza”. Tut- tavia, sovente, il verde glauco fu considerato colore nefasto e ancora oggi molte persone temono di indossare un verde che, secondo loro, porta disgrazia. […] Se il verde è anche il colore dei corpi in decomposizione, nello stesso tempo, e per il medesimo motivo, è simbolo di rige- nerazione poiché la vita nasce dalla morte […]”

Indagini e Storia Anubis, dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e del

Indagini e Storia

Indagini e Storia Anubis, dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e del mondo

Anubis, dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e del mondo dei morti

Nei quartieri c’è gente che barcolla d’insonnia … come appena scampata da un naufragio di sangue. Verosimilmente, la poesia più carica di significato e di riferi- menti esoterici appare nella raccolta “Poeta en Nueva York”, composta tra il 1929 e il 1930 – quando Garcia Lorca frequenta per un breve periodo la Columbia University – antologia in- centrata sul problema dell’alienazione degli esseri umani nella società moderna, sulla prevaricazione di pochi sulle moltitudini culturalmente meno preparate e con scarsi mezzi economici. Nella poesia Crucifixiòn – contenuta nell’antologia comparirebbe metaforicamente anche la figura del dio egi- zio Anubis, apparentemente teratologico connubio tra il ca- vallo e il cane, custode dell’Amenti, l’Oltretomba egizio. Ma Federico Garcia Lorca è un impetuoso “angelo caduto”, nel cui animo si agitano ricorrenti ossessioni, pensieri di morte, depressione, sconforto e struggimento anche per a sua condi- zione di omosessuale. La gente di Granada lo disprezza come uomo e lo chiama “marica”, ovvero “femminuccia”, in- somma una donna nel corpo di un uomo. Ed è sotto gli occhi di tutti la sua relazione “proibita” con un altro eclettico, stranissimo, geniale artista, Salvador Dalì…

Uccisero Federico mentre la luce spuntava… Forse tutto questo complesso coacervo di elementi, il suo in- teresse per gli aspetti più “oscuri” dell’esistenza, la sua ade- sione a Logge massoniche, la sua omosessualità lo conducono ad una tragica fine, per alcuni versi ancora avvolta nel mi- stero. Viene fucilato per essere omosessuale all’alba del 19 Agosto 1936 e il suo corpo è gettato in una fossa comune. Tragico evento ricordato nello stesso anno dal poeta spagnolo Anto- nio Machado nella sua poesia “Il crimineLo si è veduto andare tra i fucili lungo una lunga strada, verso

è veduto andare tra i fucili lungo una lunga strada, verso Anche se non si sa

Anche se non si sa con certezza dove sia l’ultima dimora di Federico Garcia Lorca il popolo spagnolo non ha dimenticato di ricordarlo con questo cippo ove ogni giorno qualcuno porta fiori appena colti…

gelidi campi, con il cielo stellato che schiariva. Hanno ucciso Fe- derico quando la luce si affacciava. Quel plotone d’assassini non ardì guardarlo in faccia. Chiusero gli occhi, pregando: nep- pure Dio può salvarti ! Morto cadde Federico -sangue in fronte e piombo in petto- A Granada fu il crimine, a Granada, sapete – la sua povera Granada.

A quel tempo essere omosessuale è considerato un reato grave, ma non abbastanza da essere fucilati. Predominarono oscure ragioni politiche poiché Federico Garcia Lorca era con- trario al regime del Generalissimo Francisco Franco? Quella che è certa è la completa cancellazione del suo corpo fisico come se in futuro si volesse evitare che il suo sepolcro diventasse un “luogo di culto”… Ma per chi?

GLI INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA Alla scoperta dei credi dei templari 4
GLI INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA Alla scoperta dei credi dei templari 4
GLI INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA Alla scoperta dei credi dei templari 4

GLI INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA

INIZI DEL PENSIERO FILOSOFICO-RELIGIOSO DELLA CIVILTÀ UMANA Alla scoperta dei credi dei templari 4 2 Gli

Alla scoperta dei credi dei templari

I l 23 maggio di ogni anno, nel paesino di Les Saintes Maries-de-la-Mer nella Francia
I l 23 maggio di ogni anno, nel paesino di Les Saintes Maries-de-la-Mer nella Francia

I l 23 maggio di ogni anno, nel paesino di Les Saintes Maries-de-la-Mer nella Francia del Sud, si festeggia il giorno dell’arrivo di Maria Maddalena, sua figlia Sara ed alcuni sacerdoti tra cui Simone Lazzaro, lo Zelota. Nella tradizione ebraica Maria (o Miriam) e Sarah, più che nomi, sono titoli. Maria è un titolo sacerdotale mentre

Sarah indica il titolo di regina o principessa. Il plurale del nome Les Saintes Maries-de-la-Mer prende origine dalla venuta dal mare di due Marie, Magdala e Sarah. Ancora oggi gli zingari del sud della Francia chiamano Sarah “l’Egiziana” o “Notre Dame Noir”. Nera, non per la carnagione mediorientale o la pelle bruciata dal sole dell’Egitto dove Maddalena s’è rifugiata dopo la fuga da Gerusalemme, ma perchè questo colore è riservato alle sacerdotesse del rango di Sofia, iniziate nel sacro sapere di Iside, la dea egiziana della sapienza della natura di tutte le cose, la gnosis. Nel credo gnostico-iniziatico, il nero significa che la consapevolezza del Sé, la conoscenza e il sapere, esistono già

Enigmi e storia

di Domizio Cipriani

prima della dualità, la polarizzazione dalla quale origina la luce e

il piano fisico. Nel vangelo di Marco si legge che quando il

discendente della casa reale davidiana, il nazar-esseno (esseno

di Nazar) Yeshua ben Joseph, Gesù, fu nella casa di Simone

Lazzaro a Betania, gli si avvicinò una donna con un contenitore d’alabastro. Questa donna, Maria Maddalena, unse la sua testa

con olio prezioso. I greci chiamano questo rituale hieros gamos,

o sacro matrimonio. Nella tradizione ebraica, come anche in

quella sumera, babilonese e cananea, l’unzione rituale del re è eseguita esclusivamente dalla sacerdotessa reale o dalla sposa

reale, nel suo ruolo di Iside. Solo dopo quest’unione rituale con

la sacerdotessa il re assume il proprio ruolo di messiah, l’unto.

Nel medioevo, l’idea che Maria Maddalena fosse una sacerdotessa di sangue reale e sposa di Gesù è molto diffusa. L’arcivescovo di Mayence, Raban Maar (776-856), nella sua opera “La vita di Maria Maddalena”, scrive che la madre di

Maria Maddalena, Eucharia, è di sangue reale asmonita, il che fa

di Maddalena una principessa. Le tradizioni di quel tempo

raccontano che i discendenti di Sara si sposarono con le famiglie Visigote dell’epoca, dando inizio alla dinastia dei Merovingi. I Visigoti stessi reclamano di discendere da re Davide e Salomone

e di essere fuggiti nella regione dell’Arcadia, in Grecia, prima di

occupare il nord della Francia. Quasi sconosciuti fino poco tempo fa, oggi si sa che i re merovingi non si tagliarono i capelli

e che praticarono riti iniziatici simili a quelli degli adepti

nazareni e di altre sette gnostiche. Dal loro popolo furono considerati “re sacri” perché regnavano secondo l’antica tradizione dei re-pescatori, che si rifanno all’insegnamento di Gesù di servire anziché dominare. Il titolo re-pescatore è molto antico. Appare già nelle tavolette sumere dove indica il rango dello scienziato-sacerdote (dotto nel sacro sapere), Ea/Enki, il nefilim con il titolo “Signore della Terra” perché era arrivato per primo “dal cielo sulla terra”. Secondo il credo dei templari anche Yeshua ben Joseph di Nazar, il re mai incoronato degli ebrei, unisce in un’unica persona il titolo re-pescatore. Nel suo ruolo di discendente di Davide e Salomone e di sommo sacerdote nella tradizione di Michele-Zadok, fa rivivere il patto stabilito con Dio da Abramo, basato sull’amore e non sulla legislazione, il giudizio e il timore di Dio. Ai tempi di Erode la divisione all’interno del popolo ebreo vede i seguaci del messia Yeshua ben Joseph, le classi povere e alcuni gruppi religiosi e nazionalisti come esseni, nazareni e zeloti, contrapposti ai custodi del patto costituito con Dio da Mosè, i perushim, tsadiqim, saduccei e farisei, ovvero l’elite religiosa-politica e

classe amministrativa di questa religione/stato. Questi ultimi collaborano con i romani in cambio del mantenimento del loro

status, accettando l’autorità di Erode anche se non appartiene alla casa reale d’Israele. Una contrapposizione che porterà alla scissione e alla diaspora degli ebrei. Tra chi sostiene la tradizione gnostica pre-egiziana ed egiziana di Ninhursag ed Ea

e Thoth (il figlio di Ea/Ptah) ed Iside, che proclama la divinità

del Sé, intrinsecamente presente in Tutto ed Ognuno, senza leggi né volontà oltre quella di evolvere la consapevolezza attraverso la propria creazione, e chi segue l’idea di un dio “nel cielo”, “creatore” di esseri umani sottoposti alla volontà e le leggi divine e giudicati nei loro pensieri ed azioni, esiste da sempre incomprensione. I luogotenenti dell’unico dio, hanno poca comprensione per chi si sottrae alla loro autorità, sostenendo di essere il sovrano creatore del proprio destino. Storicamente l’idea del dio giudice e custode dell’umanità, invocato al muro del pianto, nelle messe e dai minareti, si evolve dalle descrizioni sumere (in seguito babilonesi ed ebraiche) delle interferenze nel destino degli uomini dell’irascibile e violento

Enigma e storia

fratellastro di Ea, Enlil, in seguito conosciuto come Geova, Yahweh (YHWH), Eloh, Adonai ed Allah. La religione templare è dunque il cristianesimo gnostico, diffuso da Maria Maddalena e

i suoi discepoli nel Sud della Francia. Sotto gli occhi ignari del clero, i templari praticano il culto iniziatico del principio femminile della divina saggezza, camuffato da idolatria di Maria

e venerazione della Madonna nera. Secondo questo credo, come

anche quello dei cristiani catari, ogni uomo e ogni donna è figlio

e figlia di Dio, capace di raggiungere la propria illuminazione

spirituale e l’ascesa verso cieli più sublimi senza intermediari. Tale pensiero trasferisce ogni potere e responsabilità nell’uomo, abilitato a trascendere la natura dualistica per realizzare l’infinito potenziale della propria natura divina, mentre le dottrine della Chiesa cattolica porterebbero il seguace, secondo i templari, all’oppressione e alla schiavitù di un dio vendicativo. Mai nella storia lo gnosticismo, l’illuminato sapere della divinità de Sé, fu perseguitato con tanta rabbia e determinazione come dalla Chiesa cattolica, per la quale è di vitale importanza estirpare ogni traccia di possibili pretendenti ereditari al trono del Papa, oltre che ogni insegnamento che mette in dubbio la dottrina sulla quale si basa tale potere. L’idea che dall’unione tra Maddalena e Gesù nascano i

. L’idea che dall’unione tra Maddalena e Gesù nascano i progenitori di una linea di sangue

progenitori di una linea di sangue reale, il sangreal, è una grave minaccia al titolo di “unico rappresentante di Dio sulla terra” . Il culto templare si propaga rapidamente da Chartres, attraverso la Spagna in altre parti d’Europa. Nelle chiese legate ai templari i riferimenti iconografici a Gesù sono rari. I pochi che esistono lo raffigurano come maestro, non come vittima o redentore. Per la religione templare è più importante Giovanni Battista, il profeta Yehochanan degli ebrei, e Yahia ben Younes dei musulmani , nonché il maestro che iniziò Gesù al sacro sapere. Secondo l’Islam Giovanni-Yahia non fu mai decapitato ed e‘ sepolto ad Oujda, in Marocco. La rinascita di Gesù attraverso la “santificazione dello spirito” è simboleggiata dal battesimo e dalla colomba, un importante simbolo templare. I templari venerarono anche Giovanni Evangelista, il discepolo amato da Gesù, autore prolifico di opere spirituali in gran parte perdute o soppresse dalla Santa Madre Chiesa, come l’apocrifo “Gli Atti di Giovanni” e “L’evangelo dell’Amore”. Molti studiosi dei Cavalieri del Tempio di Salomone concordano sul fatto che quest’ordine costituisce il braccio armato dei discendenti sangreal. Per cento anni i Templari sono apparentemente sotto un’unica leadership con l’Ordine di Sion, una confraternita ancora più segreta ed elusiva. In assenza della documentazione

della fondazione, gli storici usano come fonte i documenti scritti da Guillaume de Tyre tra
della fondazione, gli storici usano come fonte i documenti scritti da Guillaume de Tyre tra

della fondazione, gli storici usano come fonte i documenti scritti da Guillaume de Tyre tra il 1175 e 1185. Tyre indica come anno della fondazione il 1118. Le famiglie dinastiche sangreal ed altri discendenti di nobili e sacerdoti ebreo-cristiani giocano un ruolo dominante nella pianificazione ed esecuzione della prima Crociata. L’obiettivo principale è liberare Israele per ristabilire il trono di Davide e Salomone a Gerusalemme. Dopo la conquista della Città Santa l’erede designato, il diretto discendente delle linee davidiane ed asmonee, Godfroi de Bouillon, rifiuta il titolo di re a causa dei massacri perpetrati dai crociati e assume l’amministrazione della città come “Protettore di Gerusalemme e del Sacro Sepolcro”. In quegli anni i templari eseguono importanti scavi sotto il monte dove si trovava il Tempio di Salomone. La storia di questi scavi è oscura a tal punto d’aver fatto nascere molte teorie e leggende su quanto accade. Data la segretezza che circonda l’impresa ancora oggi è difficile sapere esattamente cosa si cercava e cosa fu trovato. Guillaume de Tyre scrive che Hughes de Payen, il Gran Maestro dell’Ordine templare, in seguito si presenta al re di Gerusalemme, il successore di Godfroi, Baudouin I, con la proposta di rendere più sicure strade, cammini e rotte dei pellegrini, la complessa rete di comunicazioni che collega i vari centri di venerazione,

Enigmi e storia

Compostela, Chartres, Mont St. Michel, Rocamadur, Canterbury, St. Maximum la Baume e Gerusalemme. A quei tempi il pellegrinaggio fu un business enorme, paragonabile al turismo

di massa di oggi.

pericoloso e costoso dalle bande di predoni e dalle frequenti tasse di passaggio, richieste dai proprietari feudali. La situazione cambia radicalmente quando i templari introducono una specie

Viaggiare per lunghe distanze era reso

di

“package-tour” tutto incluso, e i primi traveller chèque e carte

di

credito della storia. Al pellegrino che non voleva portare con

soldi in contanti si offriva di depositare le sue monete in una

filiale templare, in cambio di un documento di credito utilizzabile per pagare i servizi affiliati: alberghi, locande, botteghe, guide ecc. Ogni spesa viene annotata e alla fine del viaggio il pellegrino, o il commerciante, poteva riconvertire in contanti il saldo rimanente, o pagare l’eventuale debito al più vicino sportello templare. Lontani dall’essere un ordine esclusivamente religioso o militare i templari investono le loro immense ricchezze con buon senso d’affari in immobili, industrie basilari e nella costruzione di importanti edifici. Riescono persino ad eludere il divieto per i cristiani di chiedere

interessi per prestiti in denaro. Quest’attività è considerata usura e riservata agli ebrei. I servizi finanziari offerti dai templari, crediti, lettere di cambio, trasferimento fondi, assicurazioni e trasporto valori, sono ricercati da commercianti,

re, imperatori, vescovi e pontefici. Nelle loro cripte custodiscono le ricchezze e i gioielli di non poche teste coronate, spesso indebitati con quest’ordine di monaci-guerrieri, che si comportano come banchieri moderni. Presto la ricchezza, il potere e l’arroganza dei cavalieri del Tempio di Salomone

suscitano un crescente risentimento nei loro confronti.

Filippo IV “il Bello”, asceso al trono di Francia nel 1285, nutre forti rancori. È pesantemente indebitato con i templari che avevano respinto la sua richiesta d’appartenenza all’Ordine. Per migliorare la propria situazione finanziaria, Filippo, più ingordo che bello, caccia gli ebrei dalla Francia e s’appropria dei loro beni. In lui la Chiesa, desiderosa di eliminare una “eresia” compromettente, riconosce l’alleato decisivo per iniziare l’attacco contro i cavalieri templari. Con il pretesto di voler discutere la fusione dell’Ordine del Tempio con quello dei Cavalieri Ospedalieri, una proposta rifiutata da entrambi gli ordini, Papa Clemente V convoca il Gran Maestro templare, Jacques de Molay, dalla sicura residenza di Cipro a Parigi

Legami con la massoneria

In un mondo che sta cominciando a prendere consapevolezza

della mancanza di solide certezze per il domani, ecco riaffiorare antiche domande: “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?” Obiettivamente c’è una gran “fame” di quelle rispo- ste che potremmo racchiudere nelle parole: Conoscenza, Ri-

cerca, Verità, Gnosi. Il principale degli approcci a tali dimensioni, è certamente quello passato alla Storia ed alla lette- ratura con il sostantivo esoterico, ovvero un approccio che va alla ricerca delle radici profonde della nostra cultura e civiltà. Per approccio esoterico, intendiamo ovviamente quello che si occupa dello studio e dell’approfondimento del simbolismo che

ci circonda e che è giunto a noi dalle Antiche Civiltà che ci hanno

preceduto e che hanno forgiato l’Umanità così come si presenta oggi. Per ricercare le radici di questo approccio dobbiamo dun- que andare molto indietro nel tempo: sino almeno all’Antica Grecia: ovvero allorquando i greci ereditarono i misteri gnostici dagli Egizi. I culti misterici, tanto in Egitto che nell’Antica Gre-

Anche

Enigma e storia

Enigma e storia cia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all’ ”estasi Divina” o “unione
Enigma e storia cia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all’ ”estasi Divina” o “unione

cia, erano riservati a pochi iniziati e miravano all’ ”estasi Divina”

o “unione con il Divino”. Si veda bene che fra questi culti d’Occi-

dente vi è una significativa analogia e similitudine con la spiri- tualità vedica e buddhista d’Oriente. L’influenza della cultura

gnostico-iniziatica influenzò tutta la civiltà occidentale dei mil- lenni a venire, la quale sosteneva sostanzialmente che tutte le arti, le scienze e le filosofie dovevano necessariamente tendere

al Bello, al Buono ed al Vero. Questa era dunque l’essenza della

conoscenza e solo la conoscenza poteva ritenersi Divina (da qui

il ripudio degli gnostici per il “Dio della Bibbia” e la loro empatia

verso la figura allegorica del Serpente, simbolo esoterico di Co- noscenza e quindi di liberazione da ogni peccato: primo fra tutti l’ignoranza). Fu così che la conoscenza permise lo sviluppo e la piena espansione della civiltà greca prima e successivamente dell’Impero Romano. Ciò almeno sino al Concilio di Nicea del 325 d.C. proclamato dal- l’Imperatore Costantino, il quale dichiarò eretica la Gnosi e de- cretò la fede cattolica quale unica religione dell’Impero. E si noti bene come il cattolicesimo facesse leva soprattutto sull’igno- ranza e sugli animi semplici, ostacolando e vilipendendo qual- siasi tipo di conoscenza e di progresso interiore ed esteriore dell’essere umano. Fu così che gli gnostici entrarono in clandestinità e così fecero anche le famiglie che si richiamavano agli insegnamenti inizia-

tici di Gesù – l’Esseno - detto “Il Cristo”, le quali presero il nome

di Rex Deus. Dei Rex Deus – che all’apparenza continuarono a

praticare il cattolicesimo - fecero parte le più grandi famiglie nobiliari del Medioevo fra cui i reali sassoni d’Inghilterra, i ca-

petingi di Francia (che rivendicarono la loro discendenza diretta

da Maria Maddalena - sposa del Cristo - e da Gesù stesso) ed i St.

Clair di Roslin (la stirpe che fece edificare la misteriosa Cappella

di Rosslyn). Non fu dunque un caso che i Cavalieri Templari del-

l’Alto Medioevo furono un ordine cavalleresco-militare sorto con l’appoggio dei Rex Deus e che divennero quindi i custodi

della gnosi cristiana, mantenendo comunque su ciò – ufficial- mente - l’assoluto riserbo. Un’altra corrente gnostica che entrò in contatto diretto con i Templari fu quella dei Sufi islamici, i quali si riteneva avessero avuto un ruolo fondamentale nella co- struzione del Tempio di Re Salomone, che è peraltro simbolo all’origine della moderna Massoneria. I culti misterici dei Sufi, peraltro avezzi anche alla Cabala ebraica, si fusero con le cono- scenze templari e queste, a loro volta, si fusero con quelle delle Corporazioni muratorie medievali, prima fra tutti quella deno- minata i Figli di Salomone, i quali erano esperti nella cosiddetta geometria sacra, ovvero quella disciplina che attribuiva un si- gnificato mistico ai rapporti matematici nella realizzazione delle opere d’arte ed architettoniche. Tale Corporazione fu alla base della costruzione delle più signifi-

architettoniche. Tale Corporazione fu alla base della costruzione delle più signifi- 4 6 Gli enigmi della
cative cattedrali gotiche fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo

cative cattedrali gotiche fra cui quella di Chartres, Rheims ed Amiens, così ricche di simbolismo gnostico che servì appunto agli iniziati a tramandare la Tradizione. Fu così che, sostanzialmente, fu possibile mantenere in vita

l’esistenza di scuole filosofiche e psicologiche antichissime (come la già citata scuola dei Sufi islamici), capaci di contrap- porsi al bigotto Medioevo impregnato di superstizione. Il tutto

celato

così che nacquero le prime saghe del cosiddetto Santo Graal, che altro non era che il tramandarsi degli insegnamenti esoterici co- nosciuti anche dallo stesso Gesù, che fu, secondo questa Tradi- zione, un Grande Iniziato agli Antichi Misteri. Significativamente ricca di simbolismo esoterico è la Cappella di Rosslyn, in Scozia. Fatta costruire nel XV secolo dal conte William St. Clair di Roslin (si noti bene che Roslin, in antica lingua gallica significa: “antica conoscenza tramandata di generazione in generazione”), un mecenate proveniente da una fra le più influenti famiglie Rex Deus dell’epoca, Rosslyn pullula letteralmente di simboli ed al- legorie gnostiche, rosacrociane e libero muratorie. Pensiamo ad

esempio alla testa scolpita di Ermete Trimegisto, considerato dagli Egizi il Dio Toth, così come l’arco all’esterno della Cappella decorato da numerosi compassi simbolo della Massoneria; ma anche la scultura di Baphomet – idolo gnostico caro ai Templari

– e finanche un cavaliere templare che conduce un uomo ben-

dato tirandolo con una fune

a rappresentare un’iniziazione massonica ante litteram ! E po-

tremmo continuare citando i tre pilastri interni alla Cappella che

indicano rispettivamente il pilastro dei tre gradi della Massone- ria azzurra: quello dell’Apprendista, del Compagno d’arte e del

Maestro. Invero i riferimenti al cristianesimo, nella Cappella di Rosslyn, sono assai pochi e trascurabili. Forse una delle curiosità

di Rosslyn è la presenza di sculture raffiguranti piante cono-

sciute solo nelle Americhe come il granoturco e l’aloe. E questo a

commemorare i viaggi dell’antenato di William St. Clair, il conte Henry, il quale approdò nelle coste del Nord America cento anni prima di Cristoforo Colombo, sbarcandovi, molto probabil- mente, stando alle prove documentali del volume “Il segreto dei Templari” scritto dallo studioso William F. Mann, con una flotta

di Cavalieri Templari. La Massoneria pare dunque essere la de-

positaria principale della tradizione gnostica tramandata di ge- nerazione in generazione dalle famiglie Rex Deus. Possiamo dunque dire che, le origini di questa Confraternita, sono dunque ben più antiche rispetto a quelle ufficiali che la fanno risalire al

1717, allorquando fu fondata la Gran Loggia d’Inghilterra presso

la “Taverna dell’Oca e della Graticola”.

Questa commistione fra Rex Deus e Massoneria è fortemente so- stenuta specialmente dagli studiosi e massoni Christopher

Knight e Robert Lomas, i quali teorizzano anche che la leggenda

di Hiram Abif, costruttore del mitico Tempio di Re Salomone alla

quale si rifanno tutti i Liberi Muratori, non è altro che un’allego- ria dell’omicidio di Giacomo il Giusto, fratello di Gesù: custode degli insegnamenti misterici degli Esseni ed uno fra i primi membri storici dei Rex Deus. Gli studiosi portano a sostegno di ciò numerose tesi nel loro libro “Il secondo Messia” edito in Italia da Mondadori. E’ grazie

ai Rex Deus e dunque ai primi Massoni, se si è progressivamente

usciti dall’oscurantismo medievale per approdare al Rinasci- mento con la sua rinnovata estetica nelle arti e con una rinno- vata ricerca del progresso scientifico e della conoscenza.

Pensiamo ad esempio all’opera dei massoni Elias Ashmole, ma

nel simbolisimo delle Cattedrali gotiche cristiane ! Fu

Enigmi e storia

delle Cattedrali gotiche cristiane ! Fu Enigmi e storia anche a Sir Isaak Newton, noti alchimisti

anche a Sir Isaak Newton, noti alchimisti e uomini di scienza e cultura, nel fondare la Royal Society per la promozione della scienza scevra da dogmi. La Massoneria, una volta costituita ufficialmente nel 1717, si diede delle regole o Landmark che fra gli altri stabilivano che nelle tornate rituali non si sarebbe potuto parlare né di politica né di religione e ciò per evitare divisioni fra i suoi membri. Pur- tuttavia sappiamo come vi furono eminentissimi uomini politici che ingrossarono le file massoniche. Ciò ad ogni modo non si- gnifica affatto che la Massoneria influenzò la politica, per quanto è di fondamentale importanza storica rammentare come la Costituzione degli Stati Uniti d’America - che è la più antica costituzione statuale esistente - sia stata fondata su principi ine- quivocabilmente massonici: a partire dal concetto secondo cui tutti gli uomini nascono eguali e che un governo ha autorità solo con il consenso del popolo. I Padri fondatori degli Stati Uniti d’America erano infatti inequi- vocabilmente massoni che vollero imprimere quanto di buono la tradizione gnostica dei Rex Deus aveva loro trasmesso. È in- vece completamente da sfatare il mito relativo alla Rivoluzione Francese quale motto popolare sorto da volontà massoniche: si veda bene come i massoni - in Francia - fossero allora per la maggior parte fra le file aristocratiche e medio borghesi, molti fra i quali ci rimisero la testa sulla celebre ghigliottina ! Abbiamo dunque tentato testè di illustrare le radici della principale e forse più antica Istituzione che, nel mondo occidentale, si occupa di tradizione esoterica. Abbiamo infatti potuto scoprire come la sua millenaria storia si fonda e a tratti si confonda con le tradizioni: egizia, greco-ro- mana e giudaico-cristiana, alla luce delle loro conoscenze gno- stiche e misteriche. Un viaggio in piena regola ricchissimo di spunti di rinnovata ri- cerca storica ed introspettiva, che è forse l’unica più autentica ri- cerca sulla strada del mitologico Santo Graal. Il termine metafisica deriva dalla catalogazione dei libri di Aristotele, nel- l’edizione di Andronico da Rodi (I secolo a.C.), nella quale la trat- tazione dell’essenza della realtà fu collocata dopo (in greco “meta”) quella della natura (che è la fisica). Il prefisso “meta” as- sunse poi il significato di “al di là, sopra, oltre”. L’etimologia, in questo caso, può essere fuorviante per una disciplina che si oc- cupa delle “cause prime”.

SIMBOLI TEMPLARI La Croce della Beatitudine e l’alfabeto segreto 4 8 Gli enigmi della Storia
SIMBOLI TEMPLARI La Croce della Beatitudine e l’alfabeto segreto 4 8 Gli enigmi della Storia
SIMBOLI TEMPLARI La Croce della Beatitudine e l’alfabeto segreto 4 8 Gli enigmi della Storia

SIMBOLI TEMPLARI

T ra le croci simboliche annoverate nel gruppo dei simboli templari, ve n'è una che
T ra le croci simboliche annoverate nel gruppo dei simboli templari, ve n'è una che

T ra le croci simboliche annoverate nel gruppo dei simboli templari, ve n'è una che ha un'importanza particolare, la Croce delle Otto Beatitudini, così chiamata perché presenta otto punte, o cuspidi, nella sua periferia esterna. Questa croce, dipinta solitamente nel colore

rosso sugli edifici sacri (vedi, ad es., su questo sito, la Chiesa templare di San Francesco, a Sermoneta, Latina), era comune anche all'Ordine di San Lazzaro ed a quello degli Ospitalieri,

Enigmi e storia

di Domizio Cipriani

ed è rimasta oggi l'emblema ufficiale dei Cavalieri di Malta, eredi degli antichi Ospitalieri di San Giovanni e di Rodi. Questo simbolo deriva direttamente dall'Ottagono, tracciando alcune delle sue diagonali e dei suoi raggi, e pertanto ne eredita tutta la simbologia associata all'Ottonario. Una delle sue caratteristiche fondamentali è che essa si raddoppia in una croce interna più piccola, formata da quattro triangoli isosceli identici, opposti al vertice, che assumono la forma di una croce patente.

L'ALFABETO SEGRETO DEI TEMPLARI È noto che i Templari facessero uso, in alcuni dei loro documenti più delicati, di un alfabeto segreto di 25 lettere (cioè l'alfabeto classico con I = J), ottenute dalla scomposizione degli elementi di questa croce, con l'aggiunta di alcuni punti interni. È ovvio che, dal punto di vista puramente crittografico, un sistema di questo tipo costituisce un cifrario a sostituzione del tipo più semplice, in cui a simbolo uguale corrisponde lettera uguale. Cifrari di questo tipo possono essere rotti semplicemente facendo uso delle frequenze relative delle lettere nella lingua di redazione del

facendo uso delle frequenze relative delle lettere nella lingua di redazione del Figura 1. Gli enigmi

Figura 1.

Enigma e storia

Enigma e storia Figura 2. documento cifrato, se questa è conosciuta. Vediamo, comunque, nel dettaglio come

Figura 2.

documento cifrato, se questa è conosciuta. Vediamo, comunque, nel dettaglio come si ottengono le varie lettere. Derivazione dell'alfabeto segreto dalla Croce delle Beatitudini.

Si noterà, esaminando la figura 2 riportata sopra, che le

lettere A, B, C, D sono formate dagli angoli retti che limitano l’estremità di ogni braccio della croce grande. Le lettere E, F, G, H sono formate dai quattro triangoli che formano la piccola croce interna. Le lettere I (o J), K, L, M sono formate dai quadrilateri ottenuti completando il tracciato di questa piccola croce con quello dei quattro angoli retti periferici. La lettera N è al centro, ripetuta due volte dall’incrocio delle

otto diagonali dell’ottagono regolare che circoscrive la figura. Le altre lettere sono costituite dagli stessi elementi presi però con un ordine un po’ differente e aggiungendovi un punto all’interno. Orientando la croce nel modo su indicato,

si nota che le lettere sono state scelte nell’ordine seguente:

Angoli retti periferici senza punto internoA in alto

B

a destra

C

in basso

D

a sinistra Angoli retti periferici con punto internoO in alto

P

a destra

Q

in basso

R

a sinistraTriangoli senza punto internoE a sinistra

F

a destra

G

in basso

H

in alto Triangoli con punto internoS in alto

T

a destra

U

in basso

V

a sinistra

Considerando allo stesso modo le altre lettere formate con i quadrilateri definiti come è stato detto prima, si nota che le lettere I o J, K, L, M senza punto interno, corrispondono alle lettere X, Y, W, Z con il punto interno. La figura 2 mostra i gruppi di lettere corrispondenti ad ogni braccio della croce. Sembra che l’ordine in cui sono stati scelti gli elementi da abbinare alle lettere abbia un senso esoterico e che, nel suo insieme, la croce templare sia un pentacolo, ossia uno

suo insieme, la croce templare sia un pentacolo, ossia uno schema che riassume una dottrina. In

schema che riassume una dottrina. In tal caso sarebbe affine

a quelle figure chiamate “ruote pentacolari ” e di cui la croce gammata e la clavicola di Phu-Hi sono un esempio. L’ottonario, simboleggiato dall’ottagono e dalle otto punte della “croce delle Beatitudini”, evoca il doppio quaternario attivo e passivo, che riassume l’equilibrio costruttivo delle forme, dei temperamenti e delle energie cosmiche.

L’enneade, rappresentata probabilmente dalle otto punte della stella e dalla N posta al centro, richiamerebbe, secondo l’esoterismo dei numeri, il concetto che il numero nove è quello dell’armonia del trimundio, quello dell’unione della vita animale, di quella spirituale e di quella emotiva; il 9, inoltre, secondo la cabala ebraica, corrisponde alla lettera “teth” () dell’alfabeto. Il suo nome divino è Tehor, che significa "Prudenza". Si può ulteriormente sottolineare che la

N centrale ricorda un po' troppo la posizione della stessa in

un altro enigmatico simbolo che venne adottato dai Templari, il Quadrato Magico del "SATOR", e che spesso, nei quadrati di origine templare, questa "N" viene rappresentata rovesciata. Anche il Sigillo di Salomone, nel simbolismo di questa figura, sarebbe richiamato dal raggruppamento per sei delle lettere di ciascun braccio della croce. D’altra parte c’è chi sostiene che la pianta della chiesa del Tempio era stata concepita ispirandosi alla forma di questo pentacolo, e che nelle piante delle chiese templari di forma ottagonale è facilmente inseribile questa figura, le cui linee andranno a cadere in punti importanti al suo interno. Comunque sia, si può dire che questa croce, insieme all’alfabeto segreto, costituisce un corpo di dottrina segreta di origine orientale.

ESTRATTI DI STORIA Quello dei "Pauperes commilitones Christi templique Salomonis" (Poveri Compagni d'armi di Cristo e del Tempio di Salomone), meglio noti come Cavalieri Templari o semplicemente Templari, fu uno dei primi e più noti ordini religiosi cavallereschi cristiani medioevali. Accanto alla croce rossa in campo bianco, fra i simboli dei templari c'era il beauceant. La nascita di quest'Ordine è da collocarsi territorialmente e storicamente nella Terrasanta al centro delle guerre religiose tra forze cristiane e islamiche scoppiate a partire dall'indizione della prima crociata (1096) per volere di papa Urbano II. Nacquero così i diversi Ordini religiosi. Il primo Ordine fu quello dell' Ordine dei canonici del Santo Sepolcro, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione.

Successivamente

vennero a costituirsi quello di San Giovanni dell'Ospedale, di Santa Maria di Gerusalemme o dei Teutonici e quello del Tempio, che,secondo teorie non da tutti accettate, risalirebbe all' anno 1118.

teorie non da tutti accettate, risalirebbe all' anno 1118. Papa Urbano II. 5 0 Gli enigmi

Papa Urbano II.

IL SISTEMA TEMPLARE Nel corso della sua esistenza l'Ordine Templare svolse sostanzialmente tre azioni:

IL SISTEMA TEMPLARE Nel corso della sua esistenza l'Ordine Templare svolse

sostanzialmente tre azioni: l'attività militare, la coltivazione delle terre, la gestione di sistemi economici e finanziari. Queste azioni furono consentite dalla formazione di un'imponente struttura territoriale, organizzativa ed economica, che interessò non solo il Vicino Oriente, ma anche una grande parte delle regioni europee. Il mantenimento di un ingente gruppo di armati in Terrasanta richiedeva infatti un adeguato sforzo produttivo anche sul continente europeo, non solo per rifornire di vettovagliamenti le milizie, ma soprattutto per sostenere i costi legati alle armi, ai cavalli, alla flotta navale, alle attrezzature di servizio e alla costruzione di edifici e fortificazioni. I Templari usarono in realtà una cospicua parte delle loro ricchezze per costruire numerose fortificazioni in tutta la Terrasanta. In questa prospettiva la crescita dell'Ordine, che inizialmente si era retto sulle donazioni dei primi cavalieri, fu ben presto accentuata dal favore del papa Innocenzo II, che aveva concesso all'Ordine

la totale indipendenza dal potere temporale, compreso

l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle, oltre al privilegio

di rendere conto solo al pontefice in persona e alla

possibilità di esigere le decime.

La presenza dei Templari sul territorio di entrambi i

continenti, asiatico ed europeo, era assicurata dalle diverse sedi templari: le Precettorie, le Mansioni e le Case fortezza o “Capitanerie” (queste ultime due meno importanti delle Precettorie), largamente autonome dal punto di vista gestionale Precettorie e Mansioni distribuite in Oriente e in Occidente, Capitanerie soprattutto in Terrasanta. Nelle grandi capitali (Parigi, Londra, Roma e altre) vi erano le Case, ognuna delle quali aveva il controllo di una delle sette grandi province dall'Inghilterra alle coste dalmate in cui i templari avevano diviso la loro organizzazione monastica.

Enigmi e storia

Al massimo del loro fulgore arrivarono presumibilmente ad avere migliaia di sedi, distribuite capillarmente in tutta Europa e Medio Oriente, il che indica la loro notevole influenza economica e politica nel periodo delle Crociate. Dal punto di vista organizzativo, si potevano distinguere sommariamente quattro tipologie di confratelli:

i cavalieri, equipaggiati come cavalleria pesante;

i sergenti, equipaggiati come cavalleria leggera, provenienti da classi sociali più umili dei cavalieri;

i fratelli di mestiere e i fattori, che amministravano e operavano nelle le proprietà dell'Ordine;

Il maggiore influsso dei Templari non fu comunque di tipo militare, quanto piuttosto di tipo culturale ed economico sotto il profilo della diffusione di strumenti economico- finanziari, con la distribuzione del reddito attraverso la creazione di posti di lavoro: con le abbazie ed i loro terreni agricoli, con la costruzione delle cattedrali, l'ordine portò sviluppo e lavoro in molte parti dell'Europa medioevale, attraverso una estesa rete di succursali. Molti governi europei (ed italiani in particolare) ricorsero ai loro servizi per ottenere finanziamenti, per gestire le contabilità e le finanze pubbliche.

Grandi insediamenti ed edilizia templare

finanze pubbliche. Grandi insediamenti ed edilizia templare Un alone di leggenda ha sempre circondato le attività

Un alone di leggenda ha sempre circondato le attività templari nel campo dell'edificazione di grandi strutture militari e religiose. Il mito delle segrete tecnologie, trovate nelle fondamenta del Tempio ed utilizzate dai Templari per realizzare opere edilizie eccezionali, non poggia su nessun dato reale, ma certamente trova una certa comprensibile suggestione nelle imponenti opere realizzate in Terrasanta per presidiare il territorio, dai monti dell'Amano, fino alle regioni a sud di Gerusalemme.

Enigma e storia

Attività bancarie I templari entrarono nelle attività bancarie quasi per caso. Quando dei nuovi membri si univano all'ordine, generalmente donavano ad esso ingenti somme di denaro o

proprietà, poiché tutti dovevano prendere il voto di povertà. Grazie anche ai vari privilegi papali, la potenza finanziaria dei Cavalieri fu assicurata dall'inizio. Poiché i templari mantenevano denaro contante in tutte le loro case e templi,

fu nel 1135 che l'ordine cominciò a prestare soldi ai pellegrini

spagnoli che desideravano viaggiare fino alla Terra Santa. Il coinvolgimento dei Cavalieri nelle attività bancarie crebbe nel tempo verso una nuova base per il finanziamento, dato che fornivano anche servizi di intermediazione bancaria. Sotto l'aspetto economico-finanziario, i templari rivestirono un ruolo così importante da arrivare a "prestare" agli stati occidentali ingenti somme di denaro e gestire perfino "le casse" di stati come la Francia. Un'indicazione dei loro potenti legami politici è che il coinvolgimento dei templari nell'usura non portò a particolari controversie all'interno dell'ordine e nella Chiesa

in generale. Il problema dell'interesse fu generalmente eluso

grazie ai complicati tassi di cambio delle valute e grazie ad

un accordo con cui i templari detenevano i diritti della produzione sulle proprietà ipotecate. Le connessioni politiche dei templari e la consapevolezza della natura eminentemente cittadina e commerciale delle comunità d'oltremare portarono l'Ordine a raggiungere una posizione significativa di potenza, sia in Europa che in

Terrasanta. Il loro successo attrasse la preoccupazione di molti altri Ordini, come pure della nobiltà e delle nascenti grandi monarchie europee, le quali a quel tempo cercavano

di monopolizzare il controllo del denaro e delle banche,

dopo un lungo periodo nel quale la società civile, specialmente la Chiesa ed i suoi ordini, aveva dominato le

attività finanziarie. Le tenute dei templari erano estese sia

in Europa che nel Medio Oriente e tra queste vi fu, per un

certo periodo, l'intera isola di Cipro.

I TEMPLARI NEI SECOLI RECENTI:

San Giorgio scolpito da Donatello.
San Giorgio scolpito da Donatello.

I Cavalieri di San Jordi (San Giorgio) L’Ordine di San Giorgio d’Alfama nasce per merito di Pietro II d’Aragona per la difesa della costa iberica a sud

II d’Aragona per la difesa della costa iberica a sud dell’Ebro dove si trova il deserto
II d’Aragona per la difesa della costa iberica a sud dell’Ebro dove si trova il deserto

dell’Ebro dove si trova il deserto di Alfama, rifugio dei pirati arabi. Istituzione militare, religiosa e ospitaliera a regola agostiniana che nasce nell’anno 1201, la particolarità sta nel fatto che nel 1373 il papa Gregorio XI fa adottare a questi monaci cavalieri lo stesso mantello e abito bianco in croce rossa di San Giorgio che ricorda molto quello Templare soppresso da poco meno di sessant’anni. L’Ordine si spinge fino in Sardegna, oltre a essere vittorioso nelle Baleari, tanto da avere una commenda in Cagliari, la sua vita finisce nell’Ordine di Montesa a partire dal 1400

I Cavalieri di Montesa

Nasce in appoggio ai Cavalieri di Calatrava, nasce nel 1317 l’Ordine di Santa Maria di Montesa nelle cui fila ci sono

molti Cavalieri del Tempio, eredita anche i possedimenti Templari di Valencia. Il primo Gran Maestro è Arnau de Soler e i suoi Cavalieri sono famosi per l’estremo coraggio in battaglia, quasi a

ricordare i Templari, nel 1400 acquisisce l’Ordine di San Jordi ed estende i suoi domini in Sardegna, Catalogna e Baleari. Nel 1587, dopo la morte dell’ultimo Gran Maestro Luigi Galcerando, l’Ordine diventa nobiliare e annesso alla corona

spagnola dove sopravvive come onorificenza di una losanga d’oro, orlata in rosso, caricata di una croce dello stesso colore.

orlata in rosso, caricata di una croce dello stesso colore . I Cavalieri di Cristo Venerdì

I Cavalieri di Cristo

Venerdì 13 ottobre del 1307, tutti i cavalieri templari che risiedevano in Francia vennero arrestati per ordine del re di Francia Filippo IV. I templari sfuggiti alla cattura si rifugiarono in Scozia e in Portogallo. Il re scozzese Roberto I Bruce li accolse a braccia aperte, creando appositamente per loro la cosiddetta Massoneria. Ipotesi avvalorata dai più antichi documenti massonici, le “Old Charges”, risalenti alla seconda metà del 1300, ovvero subito dopo la soppressione dei templari. Ipotesi ulteriormente avvalorata dal massone scozzese Andrew Ramsey il quale nel XVIII secolo lasciava scritti sui legami tra templari e massoneria. E proprio nello stesso periodo il massone tedesco, barone Karl von Hund, dichiarava che la massoneria aveva avuto origine dall’ordine dei templari e che perciò ogni massone era anche un templare. Questa trasformazione permise così ai templari di sopravvivere all’inquisizione contro di loro che imperversò tra il 1307 e il 1314. Inoltre il 14 marzo 1319 il nuovo ordine venne ratificato dal re Dionigi del Portogallo che costituisce l’Ordine della Milizia di Nostro Signore Gesù Cristo grazie alla bolla di papa Giovanni XXII “ad ea ex quibus” con la regola di Calatrava e la tutela cistercense di Alcobaca. Non è possibile negare l’evidenza dello stretto legame, meglio chiamarlo una continuità, con i Cavalieri Templari che in pratica cambiano nome e continuano tranquillamente la loro vita in questo Ordine che, tra l’altro, eredita

Enigmi e storia Statua dedicata al re scozzese Roberto I Bruce. Re Dionigi del Portogallo.

Enigmi e storia

Enigmi e storia Statua dedicata al re scozzese Roberto I Bruce. Re Dionigi del Portogallo. Vasco

Statua dedicata al re scozzese Roberto I Bruce.

e storia Statua dedicata al re scozzese Roberto I Bruce. Re Dionigi del Portogallo. Vasco de

Re Dionigi del Portogallo.

Vasco de Gama.

completamente i beni dell’antico Ordine, unico caso di non Ospitaliero in Europa. Nel 1357 la sede diventa Tomar, i voti sono gli stessi del Tempio, ovvio, castità, povertà e obbedienza, nel 1499 l’Ordine viene legato solo al voto d’obbedienza e quindi non più monacale ma laico. L’Ordine difende con successo il territorio portoghese dalle orde arabe e protegge il Re e suoi discendenti fino al 1550 quando viene annesso alla corona di Portogallo, ma ancora oggi è esistente. In nome di tale Ordine che Vasco da Gama parte per la nuova crociata di colonizzazione di nuove terre per il Re e l’opera missionaria per il Cristo e le stesse motivazioni sono per Magellano e Cabral, è il periodo dei cavalieri navigatori. Il Portogallo, grazie ai Cavalieri di Cristo, entra in possesso di vasti territori in africa e di molte isole vicine alla costa africana e agli stessi Cavalieri è concessa la giurisdizione spirituale di tali territori addirittura da papa Callisto III nel 1455.

Ci fu un interesse manifesto di tale ordine verso il

fantomatico e mitico regno di “Prete Gianni” ( il regno di Prete Gianni altro non era che, una sorta di nuovo Eden) che

fu guidato dal principe Enrico il navigatore, Gran Maestro

dell’Ordine di Cristo. Nato nel 1394, la sua più grande ambizione era quello di acquisire la conoscenza dell’ubicazione della terra di prete Gianni, che l’ordine di

Enigma e storia

Enigma e storia Partenza di Vasco De Gama dal Portogallo. Cristo teneva segretamente in Etiopia, cercandolo
Enigma e storia Partenza di Vasco De Gama dal Portogallo. Cristo teneva segretamente in Etiopia, cercandolo

Partenza di Vasco De Gama dal Portogallo.

Cristo teneva segretamente in Etiopia, cercandolo di raggiungerlo circumnavigando l’Africa. Secondo alcuni documenti segreti pubblicati da Jaime Cortezao nel 1924 sulla rivista “Lusitania” si seppe che un ambasciatore di Prete Gianni visitò Lisbona nel 1452, otto anni prima della morte di re Enrico, ed il nuovo re portoghese Alfonso V concedeva all’Ordine di Cristo la giurisdizione spirituale sull’Etiopia. Forse perchè nella zona etiopica del lago Tana era custodita il fantomatico Santo Graal o l’Arca dell’Alleanza? In molti ancora oggi sono propensi a crederlo. E proprio nel 1460 a Sines, porto nel sud del Portogallo nasceva Vasco de Gama, anch’egli un cavaliere dell’Ordine di Cristo. Da sottolineare il fatto che Vasco de Gama nei suoi viaggi portava sempre con sé due cose: una bandiera di seta bianca con la doppia croce rossa dell’ordine di Cristo e alcune lettere di credenziali da consegnare a prete Gianni. Anche se la sua destinazione finale era l’India, si dedicò anche all’esplorazione dell’Africa, fermandosi a Malindi, Mombasa, e Brava dove costruì un faro esistente ancora oggi. Ma già 10 anni prima, nel 1487, l’Ordine di Cristo, di cui Gran Maestro era il re Giovanni II del Portogallo, aveva mandato un suo uomo di fiducia, Pero de Covilhan alla ricerca del mitico regno di prete Gianni alla volta dell’Africa sud-orientale. Costui, travestito da mercante, arrivò a Suakin nel 1488 via Alessandria e il Cairo ma fu solo nel 1493 che riuscirà ad arrivare in Etiopia, dopo che era stato coinvolto in una serie di avventurose peripezie. Appena giunto alla corte dell’Imperatore venne posto agli arresti. In molti oggi pensano che fosse stato mandato lì per indagare sul luogo dov’era custodita l’Arca dell’Alleanza, forse gli etiopi se ne accorsero e fu trattenuto lì per il resto della propria vita. Così finiva per sempre la sua azione di spionaggio. Comunque Covilhan era ancora vivo quando la prima missione ufficiale portoghese alla corte di prete Gianni attraccò nel porto di Massawa nel 1520 e si fece strada verso l’interno. Uno dei membri della missione era padre Francisco Alvarez, colui che scriverà del resoconto fino al 1526, quando lascerà l’Africa. Intanto verso il 1525 l’Etiopia stava per essere attaccata da forze musulmane provenienti dall’emirato di Harar, ad oriente del corno d’Africa. Come capo c’era Ahmed Ibn Ibrahim el Ghazi, detto Gragn, il mancino, il quale dichiarerà la guerra Santa nel

1528 guidando truppe somale, con mercenari turchi ed arabi. Nel 1535 i musulmani attaccarono Axum, radendola al suolo e distruggendo la chiesa di Santa Maria di Sion, dove, con molta probabilità, era stata conservata fino ad allora una sacra reliquia, forse l’Arca dell’Alleanza. E fu proprio nel 1535 che l’Imperatore etiopico mandò un’ambasciata al re del Portogallo per chiedere un aiuto di assistenza militare. Intanto i musulmani avevano posto sotto il loro controllo tutta la costa del corno d’Africa, come pure tutti i porti del mar Rosso. Quindi fu solo nel 1541 che un contingente di 450 moschettieri portoghesi approdarono a Massawa, marciarono dalla costa verso l’entroterra,combatterono con grande valore e così ottennero una serie di decisive vittorie. Significativo che tali truppe erano comandate da don Cristoforo de Gama, figlio del famoso Vasco e anch’egli cavaliere dell’Ordine di Cristo. Ma nel 1542 don Cristoforo fu fatto prigioniero, per poi essere orribilmente torturato e

Cristoforo De Gama quartogenito di Vasco De Gama.
Cristoforo De Gama quartogenito di Vasco De Gama.
Enigmi e storia Come si presenta oggi il Lago Tana. Un’antica mappa di Costantinopoli. ucciso

Enigmi e storia

Enigmi e storia Come si presenta oggi il Lago Tana. Un’antica mappa di Costantinopoli. ucciso con

Come si presenta oggi il Lago Tana.

Enigmi e storia Come si presenta oggi il Lago Tana. Un’antica mappa di Costantinopoli. ucciso con

Un’antica mappa di Costantinopoli.

ucciso con un taglio netto della propria testa ad opera dello stesso condottiero musulmano. Ma anche Gragn il mancino, in una battaglia combattuta sulle rive del lago Tana il 10 febbraio 1543, fu colpito a morte da Peter Leon che era stato “valent de chambre” di don Cristoforo. I musulmani, non accortosi dell’uccisione del loro capo, si fecero letteralmente massacrare fino a tarda sera dai portoghesi e abissini. Così dopo 15 anni finiva il tentativo musulmano di sottomettere l’impero cristiano d’Etiopia. I portoghesi lamentarono la perdita in battaglia di oltre la metà del contingente originario di 450 uomini.

E' certo che Costantinopoli fu conquistata dai Crociati perché, da sola, possedeva più reliquie del restante mondo cristiano. Si sa che dalla città proveniva la Corona di Spine di Gesù: corrompendo alcuni uomini, il Re Luigi IX di Francia riuscì a sottrarla alla città di Venezia e a portarla in Francia, presso la Sainte Chapelle. Anche se il tesoro della basilica di San Marco fu distrutto nel 1231, la maggior parte del tesoro fu risparmiata dalle fiamme

la maggior parte del tesoro fu risparmiata dalle fiamme Nella foto in alto la Rosslyn Chapel;

Nella foto in alto la Rosslyn Chapel; in basso la tomba di Sir Williams de St. Clair.

Chapel; in basso la tomba di Sir Williams de St. Clair. Sulla pietra tombale di Sir

Sulla pietra tombale di Sir William de St. Clair a Rosslyn, compare un calice in cui è inscritto una rosa-croce ottagonale con un fiore nel centro che sta ad indicare il Sangue di Cristo. Si tratta di una delle più antiche rappresentazioni del Sangue di Cristo, che deriverebbe dalla scoperta di rivelazioni Gnostiche contenute in segreti Vangeli ritrovati dai Templari e in seguito trasmessi alla Confraternita della Rosa+Croce, che considerava il cuore di Gesù come il tempio ove la vita del mondo veniva generata, come la rosa e la coppa. Ciò suggerisce anche una connessione tra i Templari e i Catari, prima della Crociata contro gli Albigesi. I Catari erano anch'essi Gnostici, e furono molto influenzati dal trovatore Courst che scrisse in lingua d'Oc, in particolare nell'epico e cavalleresco "Roman de la Rose", e nel successivo romanzo sul Graal. In questi scritti i Templari, avvolti nelle loro tuniche con simbolo rosso- crociato, sono i custodi del segreto della "rosa dentro il calice". Il Graal sulla pietra tombale di St. Clair spiega anche il motivo per cui attualmente esso venga custodito nel pilastro dell'apprendista nella Rosslyn Chapel, un pilastro costruito proprio per custodirlo. Se le reliquie Templari raggiunsero Rosslyn, potrebbero esser state affidate ai St. Clairs per sicurezza. E come sono esistiti i guardiani della Santa Croce, così i St. Clairs potrebbero essersi sentiti investiti del compito di custodire il Santo Graal nella loro cappella

SIGNIFICATI MISTICI Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il
SIGNIFICATI MISTICI Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il
SIGNIFICATI MISTICI Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il

SIGNIFICATI

MISTICI

SIGNIFICATI MISTICI Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il falco

Breve analisi dei simbolismi Cosa rappresenta il toro, il leone, le api, il falco e l’aquila

Enigmi storici di Domizio Cipriani Toro: I l toro è un animale primordiale che lo
Enigmi storici di Domizio Cipriani Toro: I l toro è un animale primordiale che lo

Enigmi storici

di Domizio Cipriani

Toro:

I l toro è un animale primordiale che lo condivide il simbolismo della mucca. Sembra che quest’ ultima rappresenti la sovranità e il controllo della cultura e della società da parte di un’organizzazione femminile in mano alle donne, mentre il toro simboleggia il po- tere maschile. E infatti il toro gioca un ruolo centrale

nel poema irlandese del Taìn Bò Cùailnge, un animale dotato

di intelligenza e pensieri umani, sul cui sfondo si svolgono di-

verse imprese di eroi, re e guerrieri, tra cui Cù Chulainn. Nella tradizione guerriera un grande guerriero o un eroe viene mo- dificato come <<il toro del combattimento» per segnalare la sua forza, la sua aggressività e il suo coraggio. Nella Canzone

di Amergin il poeta recita. <<Io sono il toro dalle sette batta-

glie», testimoniando la forza che scaturisce da questo simbo- lo. Il Toro è stato riportato dai Celti su numerose monete e sono famose le iscrizioni e raffigurazioni dedicate a Tarvos Trigara- nus (il «Toro dalle tre Gru»), forse un antico Simbolo dei guer-

rieri. Il terzo corno indica che ci troviamo di fronte a una for-

za e a un potere accresciuti che nella tradizione gaellica ven-

gono indicati dalla lon laith la «luna dell’eroe», una sorta di luminosità cremisi che compare dalla cima del cranio dell’

eroe che ha raggiunto l’eccitazione guerriera, il <<furor guer- riero» o «furor gallico». I tetrarchi del Galati, popolazioni cel- tiche che si stabilirono in Asia Minore (Turchia) alla fine del II secolo a.c., portavano il titolo di Deiotaros, il «toro divino», che segnalava la loro carica di sovrani. Il toro è anche un sim- bolo della materia bruta ed energica che esprime hltta ]a sua potenza senza una vera e propria direzione, perché non ha ancora imparato a padroneggiare le proprie potenzialità gra- zie all’intervento dello spirito che lo aiuterà a sviluppare emozioni e pensieri, indirizzando tale forza verso la realizza- zione di imprese e benefiche azioni. È quindi un animale as- sociato alla funzione della regalità, come ben dimostra il tarbh Jeis di cui si è già parlato, ma anche alla ricchezza e ai beni terreni ed è bene ricordare che era in bestiame che veni-

va corrisposto il «prezzo della sposa».

Il toro era un simbolo del dio Bel-Belenos, il solare padre di

tutto ciò che esiste grazie alla sua potenza che rende feconda

la terra tramite l’azione penetrante dei suoi raggi benefici.

Passa così, assumendo un colore bianco (il toro Finnbenach della regina Medb del Connaught) invece che bruno (il toro

dell’Ulster), da animale simbolo della terra a incarnazione del fuoco del cielo e il suo muggito inferocito evoca il rombo del tuono delle tempeste, divenendo compagno in tale significa-

to del cervo, del cavallo e del cigno. È quindi simbolo dell’ ab-

bondanza e della ricchezza, oltre che rappresentante delle genti dedite all’ allevamento e all’agricoltura (il toro è legato alla dea e assume un simbolismo lunare), piuttosto che alla caccia il cui emblema è il cervo.

Il leone

Nell’antichità il simbolismo del Leone ebbe un ampio impie- go. Ciò dipese dalla sua natura forte e dalle sue sembianze. Il colore e la fulva criniera lo portarono ad essere associato al Sole, che con la sua energia illuminava e donava la vita. L’ac- costamento all’astro era già presente nelle culture primitive che vedevano nell’animale la maestosità della natura e la pro- sperità del periodo centrale dell’anno quando le stelle di mag- giore grandezza brillavano nella notte e il Sole splendeva più

intenso durante il giorno. Nell’iconografia egiziana il leone era molte volte ritratto in coppia, con
intenso durante il giorno. Nell’iconografia egiziana il leone era molte volte ritratto in coppia, con

intenso durante il giorno. Nell’iconografia egiziana il leone era molte volte ritratto in coppia, con lo sguardo di uno rivol- to all’orizzonte, opposto dell’altro. Essi disegnavano l’arco che il sole compiva nel cielo andando da Est a Ovest, dal suo sorgere al suo tramontare. Il medesimo significato fu ripreso nel complesso codice dei filosofi alchemici che affidarono all’immagine del Leone giovane quella dell’alba e al Leone vec- chio e malato quella del tramonto. Questa duplicità si tradusse nella distinzione alchemica tra Leone verde e rosso che mate- rializzavano l’uno l’inizio e l’altro la fine dell’opera. L’oro era quindi il Leone rosso che divorava quello verde (1) e l’inquie- tante visione voleva essere il geroglifico del tortuoso percorso che l’alchimista avrebbe dovuto compiere per raggiungere la perfezione passando attraverso la lavorazione della materia prima cruda (2), il fuoco iniziatore, lo zolfo filosofico e finen- do con l’ottenimento del re dei metalli, la polvere di proiezio- ne, la Pietra Filosofale. Il Leone verde fu anche l’immagine traslata del mondo vegetale e minerale, e il Leone rosso l’esempio della materia rossa dimorante al fondo del vaso al- chemico prima della sublimazione. Il Leone della tavola di Mattheus Merian è riprodotto in maniera classica come siamo abituati a vederlo negli stemmi araldici medioevali. La posi- zione eretta sulle gambe posteriori, le fauci aperte, le gambe anteriori distese e la lingua fuori era l’espressione della po- tenza, dell’aggressività e dell’alto rango che si sposava perfet- tamente allo spirito del principio maschile. Nella tavola il po- sizionamento del Leone, in questo caso verde, è infatti previ- sto nel lato dedicato ai principi maschili come il solvente uni- versale, il fuoco originatore che si sprigiona dalla terra (ripro- dotto sulla montagnola), il Sole splendente e l’Adamo alche- mico che, come il Leone, ha un piede su una stella a sette pun- te simbologia delle sette operazioni della Grande Opera. Il ri- chiamo alle sette fasi è anche visibile nel collare del leone ove sono incastonate sette stelle. Note:

1)- L’undicesima chiave di Basilio Valentino rappresenta chia- ramente tale simbologia e non a caso fu utilizzata da Luca Jennis per l’edizione della Basilica philosophica di Mylius. 2)- Il Mercurio filosofico considerato la materia di partenza della grande opera.

Api:

I Celti le consideravano le Messaggere degli Dèi e ne avevano un rispetto estremo, tanto che in Irlanda esistevano delle leg- gi severe che ne regolavano la sorveglianza. Nel periodo del Cristianesimo l’attenzione loro riservata non diminuì e per motivare l’uso delle candele in cera d’api durante le funzioni religiose (cosa che probabilmente andava giustificata essendo già. una consuetudine pagana), un testo giudico gallese affer- ma che la nobiltà delle api veniva direttamente dal Paradiso e che Dio stesso: dopo aver infuso loro la sua grazia, le inviò sulla terra ad aiutare gli uomini ad attenuare l’effetto dei loro peccati. La tradizione antica rinnova se stessa celandosi sotto nuove parole e nuovi simboli, Il valore in quanto appena esposto si può trovare nella parola gallese cwyraldd, il cui si- gnificato è «perfetto, compiuto», e che deriva dal termine cwyr, «cera». Il moderno gaelico céir-bheach, letteralmente «cera d’ api», significa anche «perfezione». Le api sono quindi simbolo di perfezione, saggezza e immortalità dell’anima e infatti le tradizioni celtiche precristiane ritenevano che le api fossero in possesso di una saggezza segreta derivata diretta- mente dall’ Altromondo. Tutta questa considerazione faceva

segreta derivata diretta- mente dall’ Altromondo. Tutta questa considerazione faceva 58 Gli enigmi della Storia
Enigmi storici del miele un alimento pregiato e un ingrediente privilegiato soluto. Nel Mabinogion di

Enigmi storici

del miele un alimento pregiato e un ingrediente privilegiato

soluto. Nel Mabinogion di Math Llew si trasforma in aquila

per diverse bevande usate sia quotidianamente. sia per scopi rituali. Una di esse, l’idromele, era composta da acqua di fon-

dopo essere stato ucciso dalla moglie adultera Blodeuwedd. Nel racconto Il Viaggio di Mael Dum un’aquila rinnova se stes-

te e miele uniti ad alcuni altri elementi che si lasciavano fer-

sa

gettandosi nelle acque pure di un lago dopo essersi esposta

mentate, per quaranta giorni e prendevano il nome di «liquo-

al

calore del sole che aveva iniziato a bruciare le sue piume,

re di immortalità» o «bevanda degli dèi». Il miele, inoltre, era un elemento importante nella preparazione del gwìn a bra- gawd, usato durante la festa di Imbolc, oltre a essere uno dei componenti di ciò che bolliva nell’ Awen, il calderone d’ispi- razione della Dea Madre, messo sul fuoco alla festa di Sam- hain, che conteneva una pappa d’orzo misto, ghiande, miele, sangue di toro, edera, elleboro lauro e altri ingredienti. L’ape mellifera era tenuta in considerazione e ritenuta portatrice

rappresentando così il rinnovo della saggezza a ogni genera- zione. Nelle tradizioni bardiche un detto afferma: «Tre volte un cervo, un’aquila; tre volte un’aquila, una quercia». Natu- ralmente questa frase non deve essere presa alla lettera per misurare il tempo di vita di esseri, ma solo come descrizione simbolica dei principi divini di ciascuno di essi. E evidente che i bardi consideravano le qualità divine dell’aquila secon- de solo a quelle della quercia. In Irlanda il simbolismo e il

del fuoco sacro. Essa era simbolo delle sacerdotesse e degli iniziati in generale, così come delle anime del grandi sciama-

ruolo dell’ aquila erano interpretati dal falco e questo animale rappresenta un potente alleato quando ci si avventura in nuo-

ni. È interessante segnalare che ai piedi dei Pirenei francesi fu

vi

territori, soprattutto nelle pratiche di viaggi nel mondi in-

rinvenuta un iscrizione dedicata a un dio di nome Abellio-

teriori e spirituali. In lingua celtica il detto «gettare uno sguar-

Abellion (in francese l’ape si dice abeille) che rappresenta Lugh-Belenos, il dio solare e della luce visibile. Nel folklore europeo è rimasta la consuetudine di considerare le api come messaggere. Un ape che entra una casa significa un matrimo- nio con uno straniero e le stesse segnalavano quando era

do d’ aquila su qualcuno» significa lanciare un’occhiata amo- rosa e l’animale diviene perciò anche simbolo dell’amante, come testimoniato da un’antica leggenda irlandese. In essa Dagda si era innamorato della dea Eriu (Irlanda) e facendosi consigliare dalla dea Branwen trovò il modo per conquistare

prossima la morte del padrone di casa, In Galles regalare a

la

sua amata, in grado come lui di trasformarsi in qualsiasi

qualcuno un alveare significava augurargli buona fortuna, a

cosa e sfuggirgli. Il piano prevedeva che Dagda si tramutasse

condizione che egli non vendesse le api.

in

cigno e che venisse attaccato. da Branwen tramutata in

L’ Aquila:

La sua vista acuta, la leggerezza e l’eleganza del suo volo, la sua velocità e la grande forza che dimostra, fanno dell’ aquila un simbolo della regalità e del potere, ma anche della saggez- za, come accade nel dialogo fra Artù e suo nipote Ewilod mu-

Il nome gaelico dell’ aquila è iolair (eryr in gal-

lese), considerata il re degli uccelli, ma più anticamente si chiamava antar, associata con la funzione di capo clan e infat- ti solo un capo poteva portare una penna d’aquila sul proprio berretto. Un altro nome dell’ aquila era fireun derivata da un termine irlandese che significa «verità, integrità, uomo giu- sto», tutte le qualità che un capo deve possedere per essere considerato tale. Per la sua particolarità di volare in alto, di vi- vere sulle cime e di nidificare dove nessun altro uccello lo fa, hanno reso l’aquila un simbolo solare, rappresentante delle divinità solari, quali Lugh. È interessante sapere che in epoca cristiana l’aquila è divenuta il simbolo di Giovanni e del suo Vangelo, il cosiddetto Vangelo esoterico, che inizia con le pa- role dedicate alla conoscenza del Logos-solare, 1’Inno al Ver- bo: in principio era il Verbo // e il Verbo era presso Dio // e il Verbo era DIO) parole tanto care ai Celti e alla loro tradizione orale. I Celti d’ Irlanda si sono sempre considerati apparte- nenti alla Chiesa di Giovanni e a .una visione maggiormente spirituale del Cristianesimo, mentre Roma diffuse ovunque la Chiesa di Pietro basata soprattutto sul potere terreno. La figu- ra dell’aquila compare molto spesso sulle monete celtiche e la mitologia le ha riservato un posto importante in parecchie oc- casioni. L’aquila è designata come uno degli Antenati del mondo nell’ omonimo racconto gallese, che corrisponde a quello irlandese di Tuan Mac Cairell. In un episodio del Mabi- nogion (Kulhwch e Olwen) viene indicata quale animale ini- ziatore e civilizzatore al pari del merlo, del gufo, del cervo e del salmone. L’aquila di Gwern Abwy, secondo la tradizione gallese, è una tra le creature più antiche del mondo, più gio- vane solo del Salmone di Llyn Llyw, l’essere più antico in as-

tato in aquila

aquila. In seguito a questo Dagda cadde dal cielo e la dea Eriu

si commosse per la sorte del cigno e lo prese fra le sue gambe

per consolarlo teneramente. Dagda approfittò della situazio- ne per fecondarla e raggiungere il suo scopo. Questa sorta di

violenza permette a Branwen di porre l’aquila fra le stelle sot-

to forma di costellazione.

permette a Branwen di porre l’aquila fra le stelle sot- to forma di costellazione. Gli enigmi

Enigmi storici

Enigmi storici Il Falco: Il falco, legato al Nord, assunse nella tradizione celtica irlan- dese lo

Il Falco:

Il falco, legato al Nord, assunse nella tradizione celtica irlan-

dese lo stesso valore dell’ aquila, essendo entrambi animali

solari. Il rostro di questi uccelli è stato paragonato al falcetto con il quale i Druidi tagliavano il vischio dagli alberi e acqui- sta, perciò, nonostante la sua forma che potrebbe essere con- siderata lunare, un valore essenzialmente solare di fecondità

e immortalità. Il falco è ammirato per la sua velocità e la sua

astuzia, per la sua forte presa in volo, per la sua eccellente vi-

sta. Avere un «occhio di falco» è un’ espressione che in genere indica colui che ha la capacità di osservare tutto attentamen-

te, notando anche il più piccolo dettaglio. Il falco è quindi un simbolo di perspicacia, di consapevolezza intensa, di vigile sorveglianza, di rapidità nell’ agire e nel prendere deci- sioni. «Falco di Ess Ruadh» era il soprannome con cui veniva chiamato Diarmaid O’ Dui- bhne, uno dei guerrieri Fianna che fuggì con la propria amante Grainne,

e il falco viene anche citato nella

storia riguardante i figli di Tuirenn nel momento in cui devono appro- priarsi della magiche mele del Giardi- no dell’Est del mondo. L’impresa non era facile e Brian, il fratello maggiore, disse che la cosa migliore da fare era agire rapidi sotto forma di un veloce falco, entrare nel giardino, impossessarsi delle mele e fuggire il più presto possibile. Tuan Mc Cairill di- viene falco quando giungono in Irlanda i Tuatha de Danann, abbandonando la forma terrena del cinghiale per osservare

dall’ alto l’arrivo dei portatori dell’ arte, del druidismo, della magia e della bellezza in Irlanda. Una delle strofe della Can- zone di Amergin dice «Io sono falco su una scogliera». Il Falco

di Aichill era considerato dalla tradizione celtica la più antica

creatura del mondo, il custode della memoria ancestrale, un messaggero fra i mondi e un portatore di fortuna. Il falco è il simbolo del viaggiatore che percorre molta strada, che va lon- tano, fino al regno degli antenati, e rappresenta la memoria primordiale. Il falco diviene quindi una guida e un viaggiato-

re fra i mondi, un uccello totem in grado di far giungere la co-

scienza alla conoscenza dell’anima che viene condivisa con coloro che conoscono il modo giusto per chie- derla. Il falco come uccello totem conferisce il dono della preveggenza e della chiaroveg- genza.

L’uomo ed il pentacolo

A differenza di quella che è stata per

secoli una credenza popolare, il si- gnificato originale del pentacolo

non era negativo, o correlato alla fi- gura di Satana. Il pentacolo venne infatti, come tutti i simboli pagani, trasformato in simbolo demoniaco

e legato alle forze oscure, con lo svi- luppo della religione cristiana o più probabilmente con il suo utilizzo im-

proprio negli ambienti comuni della cit- tà,magici e settari.

Il

lizzato come simbolo sacro nella pratica dei cul-

forza, della bellezza e soprattutto della sessualità mistica[7]. Il legame della figura con la dea Venere/Afrodite si deve al fat- to che il pianeta a essa associato in epoca classica, Venere ap- punto, visto dalla Terra compie (in un periodo di otto anni) un percorso simile ad un pentagono nel cielo. Il pentacolo è una rappresentazione del microcosmo e del macrocosmo, combina cioè in un unico segno tutta la creazione, ovvero l’insieme di processi su cui si basa il cosmo. Le cinque punte del pentagramma interno simboleggiano i cinque elementi metafisici dell’acqua, dell’aria, del fuoco, della terra e dello spirito. Questi cinque elementi sintetizzano quelli che sono i gruppi in cui si organizzano tutte le forze elementali, spiriti- che e divine dell’universo. Il rapporto tra i vari elementi rap- presentati all’interno del pentacolo è detto essere una riproduzione in miniatura dei processi su cui si basa il cosmo. Questo proces- so inizia dall’elemento dello spiri- to, il quale si manifesta dando origine a tutto ciò che esiste. La creazione si verifica partendo dalla Divinità e scendendo verso la punta in basso a destra, simbo- leggiante l’acqua, ovvero la fonte primaria e sostentatrice della vita sulla Terra. Dall’acqua ebbero origine le primissi- me forme elementari di vita, le quali poi evolsero con il passare dei millenni staccandosi dall’elemento primordiale. Dall’acqua il processo creativo risale verso l’aria, la quale rap- presenta le forme di vita sufficientemente evolute da potersi organizzare da sole, prendendo coscienza del proprio se. Questi esseri, dalla loro innocenza originaria, si evolvono e si organizzano moralmente e tecnologicamente, procedendo lungo la linea orizzontale verso la terra a destra. La terra sim- boleggia il massimo grado di evoluzione che un’epoca può supportare, quando questo diviene troppo ingente avvengo- no delle ricadute, sotto vari punti di vista, ma innanzitutto sotto il profilo spirituale. L’essere si allontana dallo spirito, degradando verso il basso, ilfuoco, simboleggiante l’apice della degenerazione. In seguito alla depressione avviene però sempre una ripresa, un ritorno alle origini, in que- sto caso allo spirito, l’essere umano riscopre la spiritualità. Altre interpretazioni ve- dono nel pentacolo non solo una rap- presentazione del rapporto tra il mondo divino e quello fisico, ma anche una rappresentazione della figura umana. Facendo riferimento al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci appare evidente come il pentagramma possa essere la rappresentazione schema- tizzata di un corpo umano con braccia e gambe divarica- te. Il cerchio che attornia il pentagramma sta poi a simbo- leggiare l’infinito; dunque questa alternativa interpretazione simbo- leggerebbe la relazione che accomuna l’uomo all’infinitezza dell’universo e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre

e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre pentacolo era al contrario ampiamente uti-
e alla sua valenza mistica, ovvero la Divinità. Le tre pentacolo era al contrario ampiamente uti-

pentacolo era al contrario ampiamente uti-

ti legati alla dea pagana Venere, incarnazione della

Enigmi storici punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità,

Enigmi storici

Enigmi storici punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso cui si manifesta la Divinità, ovvero

punte superiori, inoltre, rappresentano i tre aspetti attraverso

cui si manifesta la Divinità, ovvero la Dea triplice del Druidi- smo e della Wicca, sebbene il concetto di divinità tripartita sia comune a molte tradizioni pagane e anche indoeuropee. Le punte inferiori rappresentano invece il Dio nei suoi due aspet-

ti di fertilità e divinità dell’aldilà. I due spazi contenuti tra le

tre punte superiori, sommati allo spazio contenuto tra le pun-

te sottostanti, sempre ad interpretazione druidica e wiccan,

rappresentano i tre gradi del rito iniziatico, mentre i restanti

spazi laterali sono la rappresentazione dei due principi cosmi-

ci della wicca, il maschile e il femminile, il Dio e la Dea, dal-

l’interazione dei quali scaturisce tutta la manifestazione. Significato e storia dei principali simboli esoterici egiziani Ankh (chiave della vita, croce ansata, croce a due manici) Questo simbolo è tutt’ora misterioso.

Nel suo significato originario identificava la vita eterna, divi- na: è nota anche come chiave della vita. È sempre stato ritrat-

to nel momento in cui le divinità consegnavano al re (farao-

ne) il dono dell’alito vitale mentre portavano la croce di

Ankh. Ma, osservando attentamente questo simbolo, possia- mo notare che la croce è formata in realtà da circolo (parte su- periore della croce) e da una manico (parte inferiore della cro- ce): la sezione superiore rappresenta quindi il sole, mentre la sezione inferiore la terra.

In molte rappresentazioni la croce con i manici viene fissata

tramite un anello. Per quale motivo? Perché la croce simbo-

leggiava una sorta di chiave per l’accesso al regno dei morti. Nelle culture successive a quella egizia la croce di Ankh ha as- sunto un significato diverso: alternativa alla croce cristiana, rifiuto della verginità e della castità e fedeltà al libero amore. Pensiamo per esempio al culto della dea Astarte in Medio Oriente.

Stella a cinque punte (Pentagramma)

Si tratta di un simbolo protettivo, raffigura il corpo umano (le cinque punte sono la testa, le braccia e le gambe aperte) ed è un simbolo antichissimo e benefico. Dans le Tasawwouf ou Soufisme, l’objectif est d’atteindre la gnose ou la connaissan- ce d’Allah. Le salut de l’âme (ou sa libération du monde maté- riel) passe par une connaissance (expérience ou révélation) directe de la divinité, et donc par une connaissance de soi. Pour atteindre cette connaissance d’Allah, le passage par 4 grandes étapes ou « portes » sont nécessaires: * la ^eriat ou charia : le droit * le Tarikat : la communauté, la voie ou le che- min * la Hakikat : la Vérité ultime ou la Vérité Divine * le Mari- fet : la connaissance, la gnose. La dernière étape, que l’hom- me ne peut concevoir qu’à travers la gnose, est atteinte seule- ment en traversant la porte du Marifet. Cette porte est située au centre du Hakikat c’est-à-dire de la Vérité ultime ou Divi- ne. Cette connaissance résulte de l’Amour (entretien) entre l’homme et Allah et ne peut être atteinte qu’en s’engageant dans le Tarikat.

Mostra e Storia

Mostra e Storia 100 capolavori per celebrare un secolo di arte I maggiori esponenti del neoclassicismo,

100 capolavori

per celebrare un secolo di arte

I maggiori esponenti del neoclassicismo, del romanticismo, della scapigliatura, dei macchiaioli e del divisionismo, da Canova ad Appiani, da Hayez a Cremona, da Fattori a Inganni, da Segantini a De Nittis, da Zandomeneghi fino a Boldini, sono i protagonisti di una grande mostra, in programma a

Palazzo Martinengo di Brescia, dal 21 gennaio all’11 giugno 2017. L’esposizione, dal titolo Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento, curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo in collaborazione con la Provincia di Brescia, col patrocinio del Comune di Brescia, racconta la straordinaria stagione che l’Italia visse nel corso del XIX secolo, illustrando

le correnti e i movimenti pittorici che vi fiorirono, rendendo il panorama culturale e artistico nazionale uno dei più dinamici