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David Trueba: scrittura, cinema e traduzione

Passeggiare per le strade di Napoli significa avere coscienza di essere in una parte della Spagna, e la rete di
relazioni che questa citt intreccia con la sua antica dominatrice molto fitta. La presenza dell'Instituto
Cervantes, diretto da Mara Isabel Serrano Snchez, non fa che sottolineare l'interdipendenza di queste due
terre e offre la possibilit di affacciarsi pi profondamente alla cultura spagnola di oggi.

Mercoled 27 giugno stata la volta di David Trueba, scrittore, regista, sceneggiatore, attore, che ha chiuso il
Corso di Traduzione Letteraria per l'editoria curato dal professore e traduttore Marco Ottaiano. Tema
centrale la traduzione, accompagnato da una serie di botta e risposta che hanno visto un pubblico molto
partecipe e un ospite entusiasta e disponibile, che ha trasmesso la sua esperienza in campo letterario,
nonch i suoi punti di vista sulla traduzione, legandoli sempre al suo lavoro di regista e sceneggiatore.

Nonostante l'industria, il cinema un mestiere di artigiani; si lavora per il cinema come si lavora per creare
un libro, afferma per prima cosa Trueba, continuando il parallelismo tra traduzione e cinema:

La traduzione somiglia al lavoro del cineasta che deve scegliere gli attori che interpreteranno la
sceneggiatura.

Quando giunge la fatidica domanda circa le relazioni che intercorrono tra scrittore e traduttore, David
approfitta ancora una volta per riflettere sulle somiglianze tra cinema e letteratura. La mia relazione con i
traduttori consiste nel rispondere alle loro domande, cos come avviene con gli attori con cui, pi che
provare (che per lui significa cercare di fare delle magie senza pubblico, ndr), si prepara, leggendo con loro
la sceneggiatura e rispondendo proprio e alle loro domande e a quelle che impone il testo.

Lo scrittore spagnolo afferma d'avere avuto, senza una precisa ragione, pochi contatti con i suoi traduttori
italiani, che come sappiamo sono stati tre diversi per i tre romanzi pubblicati. Cosa curiosa, visto che, come
ci conferma lui stesso, se la casa editrice permette, si ha la possibilit di suggerire qualcuno con cui si ha gi
lavorato. Per quanto riguarda invece proprio la casa editrice, se ci si trova bene normale continuare con la
stessa, rifiutando le altre possibili offerte. Cos stato per lui, che ha visto le sue opere venire alla luce
italiana grazie alla Feltrinelli. E considerato che quest'ultima ha da poco comprato la sua casa editrice
spagnola (Editorial Anagrama), certo che la relazione sar ancora lunga.

Perch ha avuto cos tanto successo in Italia? Non riesce a risponderci, dicendo semplicemente che il
successo sempre un malinteso e chi pensa di meritarselo non ha che terribilmente fallito.

Tornando poi alla traduzione, che stato l'argomento che ha supportato tutti gli altri, ha accennato alla
difficolt di uno scrittore di essere anche traduttore, e soprattutto, alla difficolt di tradurre se stessi. Per lui
questo accade anche con il cinema; non ha mai pensato infatti di trasformare i suoi libri in film e per il
momento non ha nemmeno intenzione che lo faccia qualcun'altro.

Tutto retto da processi di adattamento. Il traduttore non deve farsi ossessionare dalla fedelt, deve
soltanto trasportare lo stesso senso e le stesse emozioni nella sua lingua in modo tale che si possa godere di
un testo senza pensare che originariamente sia stato scritto in una lingua straniera.

Questo uno dei suoi ultimi consigli agli studenti presenti in sala. Prezioso, considerato che il tema della
traduzione ancora oggi molto delicato e che la traduzione letteraria non riceve facilmente le attenzioni
dovute n all'interno dell'insegnamento, n in campo professionale.
Una volta spogliato della figura dell'autore, il libro rimane, quando ne vale la pena.

Cos conclude Trueba, accompagnato dal professore e preside dell'Orientale Augusto Guarino e dal
professore e curatore del corso Marco Ottaiano. La sua gentilezza e la sua apertura ci suggeriscono per che
se dietro un libro si nasconde anche il sorriso dell'autore, il piacere di leggerlo aumenta notevolmente.