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DAL GRAFICO DI UNA FUNZIONE A QUELLO DELLA SUA DERIVATA

Per passare dal grafico di ! ! al grafico di ! ! si considera che:


1. nei punti di max/min di ! ! , si ha ! ! =0;
2. negli intervalli in cui ! ! crescente, si ha ! ! > 0 e negli intervalli in cui ! ! decrescente, si ha
! ! < 0;
3. nei punti di flesso si ha ! ! =0 e quindi ! ! ha la tangente orizzontale (pu avere sia un max che un
min).

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DAL GRAFICO DELLA DERIVATA A QUELLO DELLA SUA FUNZIONE PRIMITIVA
Dato il grafico di ! ! , non si pu univocamente determinare il grafico di ! ! (vedi esempio seguente)

Dove ! ! positiva, segue che ! ! crescente;


Dove ! ! negativa, segue che ! ! decrescente;
Dove ! ! nulla, segue che ! ! ha punti a tangente orizzontale (max/min/flessi a tg orizz).

Dove ! ! crescente, segue che ! ! ha la concavit verso lalto;


Dove ! ! decrescente, segue che ! ! ha la concavit verso il basso;
Dove ! ! ha punti a tangente orizzontale (max/min/flessi a tg orizz), segue che ! ! ha punti di flesso.

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RISOLUZIONE APPROSSIMATA DI UNEQUAZIONE
Uno tra i problemi pi importanti della matematica quello della ricerca delle soluzioni (o radici) di
unequazione. Risolvere unequazione ad una sola incognita ! ! = 0 vuol dire calcolarne le radici reali,
ossia determinare, se esistono, i valori numerici che rendono vera luguaglianza ! ! = 0.
Non sempre si in grado di risolvere unequazione con metodi e formule algebriche. Occorre dunque
ricercare un metodo numerico per trovare la soluzione, che sar, di conseguenza, una soluzione
approssimata.
Il procedimento risolutivo si pu sostanzialmente distinguere in due fasi:
1. determinare gli intervalli dellasse reale all'interno dei quali esiste ed unica la radice dellequazione
! ! = 0 (separazione delle radici).
2. applicare un algoritmo opportuno che permette di determinare la radice con lapprossimazione
voluta.

SEPARAZIONE DELLE RADICI


Sia f x = 0 unequazione ad una sola incognita: se ci una sua soluzione, allora f !! = 0.
Separare le radici di un'equazione significa individuare, per ogni radice ci , un intervallo [a,b] che la
contenga e che non contenga alcunaltra radice.
Il modo pi efficace per separare le radici di unequazione quello di ricorrere ad una opportuna
interpretazione grafica.
PRIMO METODO GRAFICO
Risolvere l'equazione f x = 0 equivale, graficamente, a determinare, nel
piano cartesiano, le intersezioni del grafico della funzione ! = f x con
lasse delle ascisse di equazione y = 0.

SECONDO METODO GRAFICO


La risoluzione di unequazione si pu anche interpretare come la ricerca dei
punti di intersezione tra due curve nel piano cartesiano.
L'equazione F x G ! = 0 equivale infatti al sistema formato dalle
equazioni ! = F x e ! = G x .

Osservando il grafico, si pu affermare che una soluzione dellequazione


F x G ! = 0 appartiene allintervallo [ 1 , 2 ].

Richiamiamo alcuni TEOREMI relativi alle funzioni continue che garantiscono lunicit dello zero per
f x = 0, dietro condizioni particolari.

Richiamo:

N.B. non garantita lunicit!


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N.B. ! ! 0

N.B. ! !! (!) < 0 !""#$% > 0

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METODO DI BISEZIONE

Il metodo iterativo pi semplice il metodo di bisezione che utilizza il teorema di esistenza degli zeri (sopra
richiamato); supponiamo di avere gi separato le radici e di sapere che lequazione ! ! = 0 ha una sola
soluzione c nellintervallo !; ! .

Si divide allora !; ! in due parti tramite il punto medio c in due intervalli [!; !] e [!; !] .
La divisione in due parti suggerisce il titolo bisezione dato al metodo.

Calcolato il valore f (c) possono verificarsi tre casi:


f(c)=0, allora c la radice esatta (e il procedimento si arresta);
f(c)0 ed ha segno opposto a quello di f(a), allora c la radice in [a;c];
f(c)0 ed ha segno opposto a quello di f(b), allora c la radice in [c;b].
In questi ultimi due casi, il valore di c trovato gi una soluzione approssimata (a meno della quantit
ba
0 = )
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Supponendo di voler conoscere il valore approssimato della soluzione con migliore approssimazione, si
seleziona il primo o il secondo dei due semi-intervalli e si ripete il procedimento su di esso.
Ci si ferma quando lapprossimazione della soluzione parziale trovata quella desiderata.

b0 a0
Se lultimo intervallo individuato !! ; !! , lapprossimazione con cui si trovata la soluzione n =
2n
Esempio 1
Consideriamo lequazione x + 2! = 0 con 1 x 1
La funzione y = x + 2! continua per qualunque x appartenente a R e dunque continua nellintervallo
considerato, e si ha f(1) = e f(1) = 3. Deve quindi esistere un punto c interno allintervallo in cui si
ha f(c) = 0; ci significa che lequazione considerata ha almeno una soluzione interna allintervallo
[1, 1]
A questo punto cerchiamo un modo per valutare la radice dellequazione.
y = 2!
Tale equazione equivale allequazione 2! = x che a sua volta equivale al sistema
y = x
Linterpretazione grafica del sistema immediata: le sue soluzioni corrispondono alle coordinate degli
eventuali punti dintersezione tra la curva esponenziale dequazione ! = 2! e la retta dequazione y = -x.

-1 c x

Come si vede vi un solo punto di intersezione e la sua ascissa compresa tra 1 e 0. Per averne la
conferma, ricorriamo al teorema di esistenza degli zeri. La funzione y = x + 2! continua in [1, 0] e
inoltre f(1) < 0 e f(0) > 0, perci lequazione data ha almeno una soluzione c tale che 1 < x < 0
dunque questi due valori sono unapprossimazione per difetto e per eccesso della soluzione.
Se vogliamo conoscere la soluzione con unapprossimazione migliore dobbiamo procedere con il metodo in
esame. Il punto medio dellintervallo [1, 0] 0.5, calcoliamo il valore della f(x) in tale punto:
f(0.5) > 0, dunque per il teorema di esistenza degli zeri la soluzione della equazione appartiene
allintervallo [1, 0.5].
Si ripete tale metodo finch non si giunge allapprossimazione desiderata.

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Esempio 2
Risolvere in maniera approssimata lequazione
!! ! 1 = 0 con il metodo di bisezione.

Per separare le radici, usiamo il metodo grafico.


Scriviamo ! ! = 1/! e rappresentiamo sullo stesso piano cartesiano il grafico di ! ! ed il grafico di 1/!.

Esiste una sola intersezione tra i 2 grafici e quindi una sola soluzione c dellequazione !! ! 1 = 0 e tale
soluzione compresa fra 0 e 1: 0 < ! < 1

Metodo di bisezione

Dividiamo a met lintervallo [0,1] e prendiamo in considerazione il punto 0.5 e calcoliamo la !(!) in
! = 0, ! = 0.5 e ! = 1:
!(0) = 1 < 0, !(0.5) 0.17563 < 0, !(1) = ! 1 > 0
Quindi avremo che 0.5 < ! < 1

Dividiamo a met lintervallo [0.5,1] e calcoliamo la !(!) in ! = (0.5 + 1)/2 = 0.75:


!(0.5) < 0, !(0.75) 0.58775 > 0, !(1) > 0
Quindi avremo che 0.5 < ! < 0.75

Procedendo in questo modo, dopo 14 iterazioni del metodo descritto, si avr


0<c<1
0.5<c<1
0.5<c<0.75
.....
0.56689<c<0.56738
0.56714<c<0.56738
Possiamo perci assumere il valore 0.567 come approssimazione della soluzione c dellequazione
!! ! 1 = 0, esatta fino alla terza cifra decimale.

Lerrore assoluto commesso in questa approssimazione sar sicuramente inferiore a

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0.00006
2!"

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METODO DELLE TANGENTI DI NEWTON

Supponiamo f(x) continua in [a,b], derivabile 2 volte in (a,b), f(a)<0, f(b)>0 e f(x)>0 in (a,b).
Sappiamo allora, per il secondo teorema di unicit della radice, che la radice c dellequazione f(x)=0 unica.
Una prima approssimazione di c, dopo aver disegnato il grafico di f, sar data dallintersezione x1 della retta
tangente alla curva nel suo punto B(b,f(b)) con lasse x.
Lequazione della tangente suddetta ! !! = !(! !! ) ! !(!) = !(!)(! !)
Ponendo y=0 nellultima equazione scritta, si ottiene x1:
! (!)
!! =!
! (!)
Possiamo applicare nuovamente il procedimento prima descritto al punto !! (!! , !(!! )), per ottenere una
seconda approssimazione x2. Si ricava
! (!! )
! ! = !!
! (!! )

e risulta ! < ! < !! < !! < !.


Continuando in questo modo si costruisce una successione ricorsiva xn cos definita:

!! = !
! (!! )
!!!! = !!
! (!! )

Ovviamente avremo ! <. . . < !! < !! < !! <. . . < ! = !!

Si dimostra che la successione xn converge, quando n tende a infinito, proprio alla soluzione esatta c che
vogliamo approssimare:
lim !! = !
!!

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Osservazioni
La nostra formula valida anche quando f(a)>0, f(b)<0 e f(x)<0 in (a,b).

Quando invece abbiamo f(a)<0, f(b)>0 e f(x)<0 in (a,b)....

...oppure abbiamo f(a)>0, f(b)<0 e f(x)>0 in (a,b)...

...allora la formula del metodo delle tangenti diventa

!! = !
! (!! )
!!!! = !!
! (!! )

In definitiva vale la seguente regola pratica:

Il metodo delle tangenti parte dallestremo in cui la funzione ha lo stesso segno della derivata seconda.

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Esempio 3

Risolvere in maniera approssimata lequazione


! ! 2 !"#(!) = 0 con il metodo delle tangenti.

Per separare le radici, usiamo il metodo grafico.


Scriviamo lequazione data come ! ! 2 = !"#(!) e rappresentiamo sullo stesso piano cartesiano il grafico
di ! ! 2 ed il grafico di !"#(!)

Esistono 2 punti di intersezione tra i 2 grafici. A noi interessa quello compreso fra 2 e 2. Cerchiamo
dunque unapprossimazione di c, con 2 <c<2.

Metodo delle tangenti


Cominciamo a calcolare f(2), f(2) e f(x):
!(2) = (2)! 2 !"# 2 0.346574 < 0
!(2) = 4 2 !"#2 1,30685 > 0
!
! ! = 2! ! = 2! ! !!
!(!) = 2 + 1/! ! > 0 !" (2,2)

Il metodo dunque parte da x0=b=2

Applichiamo la formula del metodo delle tangenti:


!! = 2
! (!! )
!!!! = !!
! (!! )
Otteniamo cos:

! !! ! 2 1.30685
!! = !! =2 2 1.62661
! !! ! 2 3.5

! !! ! 1.62661 0.159362
!! = !! = 1.62661 1.62661 1.56621
! !! ! 1.62661 2.63844

Proseguendo in questo modo si ha


x31.56446
x41.56446
Come si vede, le prime 4 cifre decimali si sono stabilizzate dopo solo 4 iterazioni. E perci ragionevole
assumere il valore 1.5644 come approssimazione, esatta fino alla quarta cifra decimale, della soluzione c
dellequazione ! ! 2 !"#(!) = 0 nellintervallo (2,2).