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Corso di formazione SPreSAL

16 maggio 2012

CAMPIONAMENTO DEGLI
INQUINANTI
AERODISPERSI

Marco Fontana ARPA Piemonte


IL CAMPIONAMENTO:

il prelievo di un
CAMPIONE RAPPRESENTATIVO
della situazione di un dato ambiente di lavoro:
la CATTURA DI INQUINANTI al fine di
procedere ad UNANALISI quali-quantitativa e
al CONFRONTO CON UN VALORE LIMITE
di esposizione.
IL CAMPIONAMENTO:

Un elemento importante ma non unico nel


processo di valutazione dei rischi
Contribuisce a definire il quadro
dellesposizione degli addetti
Non ha un valore taumaturgico o dicotomico
(sopra /sotto, dentro/fuori ecc)
AGENTE CHIMICO

Ogni ELEMENTO o COMPOSTO


(SINGOLO o IN MISCELA)
Che INTRODOTTO o SI SVILUPPA durante un
processo produttivo
(MATERIA PRIMA, PRODOTTO INTERMEDIO,
AUSILIARIO O CONTAMINANTE)
CARATTERISTICHE DEL CAMPIONAMENTO:

Inquinanti da ricercare (cosa campionare)


Quale metodo usare (come campionare)
Dove campionare
Per quanto tempo campionare
ATTENZIONE ALLE VIE DI ESPOSIZIONE

Inalazione
Ingestione
Contatto cutaneo

Alcune sostanze hanno un assorbimento cutaneo


paragonabile a quello inalatorio.
FASI CHE DEFINISCONO IL
CAMPIONAMENTO

CONOSCENZA DEL CICLO PRODUTTIVO

SCELTA DEGLI AGENTI DA MONITORARE


SCELTA DEI METODI ADEGUATI

CONOSCENZA DELL'AZIENDA

DOVE CAMPIONARE E PER QUANTO TEMPO


CONOSCENZA DEL CICLO PRODUTTIVO

Esame delle sostanze utilizzate


Identificazione pericolosit: frasi di rischio da
schede di sicurezza, conoscenze scientifiche
ulteriori (es. silice cristallina)
Identificazione della quantit utilizzata
Conoscenza delle modalit di utilizzo e dello
stato fisico
CONOSCENZA DEL CICLO PRODUTTIVO

Scelta delle sostanze da monitorare:


Quelle maggiormente presenti nel ciclo
Quelle pi pericolose
Quelle che possono essere rappresentative di
un gruppo di sostanze
IL METODO DI CAMPIONAMENTO DIPENDE
DALLA SOSTANZA DA CAMPIONARE.
CONOSCENZA DELL'AZIENDA

Numero di addetti
Mansioni e suddivisione del personale
Modalit di effettuazione dei lavori
Tipologia di attrezzature (es. macchine
confinate o aperte)
Tipologia dei processi utilizzati
CONOSCENZA DELL'AZIENDA

Scelta delle postazioni da monitorare:


Numero di persone che vi lavorano
Tipologia di sostanze utilizzate
Eventuale presenza di segnalazioni degli addetti
o del medico competente (ad esempio ripetute
segnalazioni di inconvenienti da parte del
personale, o presenza di malattie professionali
anche solo sospette)
CONOSCENZA DELL'AZIENDA

Scelta del tipo di prelievo:


Ambientale o personale
Istantaneo o per periodi prolungati
Eventuale necessit di ripetere il prelievo
(il tutto evidentemente in presenza di budget
illimitato....)
TIPI DI PRELIEVO:
AMBIENTALE O PERSONALE

AMBIENTALE: prelievo in postazione FISSA.


Si utilizza per valutare la diffusione degli
inquinanti in un ambiente di lavoro
Oppure per il monitoraggio di postazioni
critiche non oggetto di lavoro continuativo
Oppure per maggiore comfort delloperatore
durante il monitoraggio
TIPI DI PRELIEVO:
AMBIENTALE O PERSONALE

PERSONALE: prelievo LEGATO ALLOPERATORE.


Fornisce un dato puntuale dellesposizione
delladdetto
Tiene conto del cambio di lavorazioni e delle
diverse mansioni effettuate
Preleva laria nella zona di respirazione e non a
distanze maggiori dalle sorgenti (importante nel
caso di prelievo di particelle)
TIPI DI PRELIEVO: ISTANTANEO O MEDIO

MEDIO: prelievo di durata prolungata


(generalmente > 2 ore)
Rappresentativo dellintero turno di lavoro
Necessario per il confronto con valori limite di
tipo TWA (time-weighted average)
quello maggiormente usato nella pratica
TIPI DI PRELIEVO: ISTANTANEO O MEDIO

ISTANTANEO:
Spesso abbinato ad apparecchiature di analisi
automatiche
Permette il confronto con limiti di tipo STEL e
CEILING
Permette la definizione dellandamento
dellesposizione durante le diverse fasi
lavorative
TIPI DI PRELIEVO: ATTIVO O PASSIVO

ATTIVO: utilizza apparecchiature che aspirano


laria dallambiente di lavoro
Durate brevi (da qualche minuto a qualche ora)
Presenza di metodi di prelievo e di analisi ben
consolidati
Disponibile per una vasta gamma di inquinanti
TIPI DI PRELIEVO: ATTIVO O PASSIVO

PASSIVO: utilizza apparecchiature che sfruttano


il principio della diffusione
Durate lunghe (giorni)
Mediano le esposizioni del giorno con quelle
della notte
Scarso utilizzo nelle pratiche di igiene
industriale, maggiore utilit nelle misure di
qualit dellaria
PRELIEVO ATTIVO:
SCHEMA LINEA DI PRELIEVO

SISTEMA DI
PRELIEVO

TUBAZIONE DI
COLLEGAMENTO

POMPA DI
PRELIEVO
METODO DI PRELIEVO
PRELIEVO ATTIVO:
SCHEMA LINEA DI PRELIEVO

SISTEMA DI PRELIEVO: varia secondo il tipo di


inquinante da ricercare (descritti in seguito)

POMPA DI PRELIEVO: a batteria o a 220V


Deve garantire flusso costante per tutta la
durata del prelievo (compensazione perdite di
carico)
Deve misurare la durata del prelievo
ESEMPI DI APPARECCHIATURA
Esempio di campionamento ambientale
ESEMPI DI APPARECCHIATURA
Esempio di campionamento personale
ESEMPI DI APPARECCHIATURA

Dustrak: apparecchio per la misura istantanea


della concentrazione di polveri
ESEMPI DI APPARECCHIATURA

Radiello: campionatore passivo per inquinanti


gassosi
STATO FISICO DEGLI INQUINANTI

POLVERI
Particellati solidi
FUMI

NEBBIE
Particellati liquidi
AEROSOL

GAS
Stato gassoso
VAPORI
STATO FISICO DEGLI INQUINANTI

Possiedono
Particellati solidi caratteristiche proprie di
massa, e velocit
dipendente dalla
Particellati liquidi lavorazione che le origina

Non hanno massa, e la


velocit dipende dai
Stato gassoso fattori fisici che
influenzano la diffusione
TECNICHE DI PRELIEVO (ATTIVO MEDIO
AMBIENTALE O PERSONALE)

Particellati FILTRAZIONE

ADSORBIMENTO (fiala)
ASSORBIMENTO (liquido)
Gas e vapori DERIVATIZZAZIONE
(fiala o membrana)
PRELIEVO DIRETTO
FILTRAZIONE

l'aria attraversa una membrana


filtrante, che trattiene il
materiale particellare.
La membrana pu essere pesata,
ed eventualmente avviata ad
altre analisi
Il prelievo deve garantire una quantit
sufficiente per la sensibilit analitica. Per la
pesata deve durare circa 4 ore.
FILTRAZIONE

La membrana ha una porosit garantita (in


genere 0,45 o 0,8
Si utilizzano membrane in esteri di cellulosa, in
policarbonato, PVC, fibra di vetro. La scelta
dipende dall'inquinante da analizzare
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Le polveri sono classificate in due frazioni


principali:
INALABILI: diametro medio inferiore a 100
RESPIRABILI: diametro medio inferiore a 4
La classificazione (in modo pi articolato...)
stabilita dalla norma UNI EN 481 del 1994.
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Ipotizzando con approssimazione- che le


particelle abbiano forma sferica, la loro massa
proporzionale al cubo del raggio:
V= 4/3 r3
Le particelle di diametro inferiore sono quindi
una frazione pi leggera rispetto al totale delle
particelle: la determinazione gravimetrica
adeguata?
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Le frazioni
respirabile e
toracica sono
sottoinsiemi
della frazione
inalabile
CURVA DELLE FRAZIONI DELLE PARTICELLE
CURVA DELLE FRAZIONI DELLE PARTICELLE

Per la qualit dellaria si parla di


PM10, PM 2,5 e PM1
(le polveri sottili):
frazioni granulometriche
del particolato totale
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Sistemi di prelievo per polveri inalabili:


cono ex D.Lgs. 277/91
IOM
Button sampler
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Sistemi di prelievo per polveri respirabili:


ciclone dorr oliver
ciclone casella

Entrambi permettono di separare la frazione


di dimensioni superiori. La selezione
dimensionale avviene regolando il flusso.
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Nell'industria tessile talvolta ancora


utilizzato il campionatore Lynch
DISPOSITIVI DI PRELIEVO PER LE POLVERI

Per le fibre di amianto si usa un campionatore


con grembialino cilindrico
ADSORBIMENTO

L'aria viene fatta passare attraverso una fiala,


contenente materiale idoneo a fermare
l'inquinante ricercato.
La fiala viene successivamente sottoposta ad
analisi.
ADSORBIMENTO

Le fiale pi utilizzate sono in carbone attivo


(per sostanze organiche) e in gel di silice (per
una vasta gamma di prodotti polari), ma esistono
numerose fiale specifiche per vari inquinanti.
ADSORBIMENTO

Due stadi di prelievo:


se il secondo stadio contiene eccessivo
inquinante, lanalisi viene invalidata
DERIVATIZZAZIONE

Simile all'adsorbimento, ma l'inquinante viene


trattenuto grazie ad una reazione chimica con
una sostanza contenuta nel supporto adsorbente.
DERIVATIZZAZIONE

Il derivatizzante pu essere contenuto in una


fiala oppure in un filtro impregnato.
PRELIEVO DIRETTO

Si preleva direttamente l'aria tal quale, che


viene poi analizzata direttamente in laboratorio
PRELIEVO DIRETTO

Hanno il vantaggio di un prelievo molto semplice,


ma richiedono sensibilit analitiche molto elevate
Non possono essere usati per materiale
particellare
La durata programmabile solo per i canister,
con un accessorio, ma approssimativa.
ASSORBIMENTO IN LIQUIDO

Il campione viene fatto gorgogliare in una


soluzione in grado di reagire con l'inquinante
ricercato.
Si tratta di una tecnica ormai quasi in disuso.
PER QUANTO TEMPO CAMPIONARE?

NUMERO MINIMO DI CAMPIONI PER TURNO IN


RELAZIONE ALLA DURATA DEL CAMPIONAMENTO
(N. UNI EN 689/97)

TLV-TWA: 2 -8 h

TLV-STEL
o CEILING: 15 min
LIMITE DI
RILEVABILITA DELLA
METODICA ANALITICA
POLO DI IGIENE INDUSTRIALE
PER QUANTO TEMPO CAMPIONARE?

Indicazioni in linea del tutto generale:


Polveri: > 3 ore (per sensibilit di 0,2 mg/mc)
Polveri fraz respirabile e silice cristallina: circa
6-8 ore
Gas e vapori: 2 ore
IPA: 6-8 ore

POLO DI IGIENE INDUSTRIALE


CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
LA PESATA

Si usa per determinare la quantit di


polveri (inalabili o respirabili)
Richiede una bilancia a 0,01 mg, si
pesa prima e dopo il prelievo previa
essiccazione prolungata
Si utilizza un bianco di riferimento,
applicando ai campioni le stesse
variazioni di peso del bianco
CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
LA CROMATOGRAFIA

Si determina la tipologia e la quantit di una


sostanza sulla base della capacit di essere
trattenuti da una colonna cromatografica
Il tempo di ritenzione una caratteristica
univoca della sostanza (in condizioni costanti)
L'intensit del segnale proporzionale alla
quantit
CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
LA CROMATOGRAFIA

Si divide in gascromatografia e
cromatografia liquida o HPLC, adatte
rispettivamente per bassobollenti e altobollenti
CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
LA GC-MS

Il gascromatografo pu essere abbinato allo


SPETTROMETRO DI MASSA, che permette
l'identificazione di sostanze incognite e la
certezza del riconoscimento della molecola,
grazie allo spettro di massa
CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
ASSORBIMENTO ATOMICO e ICP

L'analisi dei metalli viene fatta misurando la


capacit degli atomi di assorbire radiazione
luminosa emessa ad una specifica lunghezza
d'onda, previo isolamento degli atomi attraverso
la completa distruzione delle molecole
CENNI SULLE TECNICHE ANALITICHE:
CALCOLI

Volume prelevato = flusso x durata


volume x pressione x298
Volume normalizzato =
temperatura x 1013

Concentrazione = quantit inquinante / volume


ELABORAZIONE DEI RISULTATI

Tre possibilit:
Valore limite superato
Valore limite non superato ma alta probabilit
di superamento
Valore limite non superato e bassa probabilit
(test T di Student)
ELABORAZIONE DEI RISULTATI

Test statistici validi per


Campioni omogenei (bassa DSG)
Almeno 6 campioni prelevati
VALORE LIMITE DI ESPOSIZIONE

Come nasce un valore limite?


Chi definisce i valori limite?
Come si valuta il rischio in
rapporto al valore limite?
Come nasce un valore limite

Ricerca bibliografica
Studi epidemiologici
Studi su animali
Discussione dei risultati

Costruzione della
CURVA DOSE/EFFETTO
CURVA
DOSE/EFFETTO
Effetto

ESEMPIO: H2S
Concentrazione

15 30 mg/mc irritazione occhi


70 150 mg/mc danni al bulbo oculare
200 350 mg/mc perdita sensibilit olfattiva
450 750 mg/mc edema polmonare
800 - 1400 mg/mc arresto respiratorio
CURVA
DOSE/EFFETTO
Effetto

Concentrazione

Il valore limite viene stabilito dopo aver


individuato il NOAEL (no observed adverse
effect level) o il LOAEL (lowest observed
adverse effect level)
CURVA DOSE/EFFETTO

Incertezza nella zona


iniziale della curva:
quali sono gli effetti a
basse concentrazioni?
EFFETTO

(ad es., 10 mg/mc H2S)


Basata sulla media della
popolazione, non tiene
conto di fattori
CONCENTRAZIONE
individuali
CURVA DOSE/EFFETTO

Come si collega la
curva allorigine?
C una soglia minima
EFFETTO

di azione?
Di quanti agenti non si
sa nulla ?
Distinzione
CONCENTRAZIONE CANCEROGENI /
NON CANCEROGENI
CHI DEFINISCE IL VALORE LIMITE?

VARIE ORGANIZZAZIONI EMETTONO


LISTE DI VALORI LIMITE:

SCOEL OSHA
ACGIH NEG
NIOSH Governi europei
CHI DEFINISCE IL VALORE LIMITE?

In genere i limiti sono di tre tipi:


TWA: valore medio dellintero turno
lavorativo
STEL: valore per esposizioni di breve
durata (15 min.)
CEILING: valore che non deve mai essere
superato
SCOEL: Scientific commitee for
occupational exposure limits

Organismo CEE
I membri sono solo di organizzazioni
indipendenti, non collegati a industrie
Ha una lista di circa 120 composti
Propone valori (OEL) arrotondati a 1,2,5
come cifra finale
ACGIH: American Conference of
Governmental industrial Hygienists

Associazione indipendente americana (non


unemanazione del governo USA)
I membri possono essere di tutto il mondo
e provenire anche da ambiti industriali
Ha una lista di circa 700 composti,
compilata dal 1947, pubblicata annualmente
(i celeberrimi TLV)
NIOSH: National Institute for
Occupational Safety and Health

Agenzia governativa americana


Propone limiti molto cautelativi dal punto
di vista della salute umana: REL
In genere i REL sono nettamente inferiori
ai TLV e agli OEL
Attenzione al VALORE STATISTICO:

Si pu dire che MEDIAMENTE un gruppo


di persone esposto ad una data
concentrazione non evidenzia danni alla
salute, non che il Sig. Mario Rossi pu
essere esposto a quella concentrazione
senza conseguenze
In pi, la misura non oro colato