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UNIT

G1 Regole convenzionali
di rappresentazione
del territorio
TEORIA
1 La teoria delle proiezioni
quotate

2 Rappresentazione
completa del terreno
con piani quotati

3 Rappresentazione
completa del terreno
con curve di livello

4 Ricerca della retta


di massima pendenza
di un piano

5 Problemi sui piani


quotati e a curve di livello

RIASSUMENDO

LABORATORIO INFORMATICO
AutoCAD
Profilo del terreno
secondo una direzione
assegnata su un piano
a curve di livello

AUTOVALUTAZIONE
IGM

Questa mappa, del 1737, riproduce il centro abitato di Motta di Livenza, evidenziandone
gli edifici monumentali lungo la strada reggia che va in Friuli; fra questi, alcune propriet
dei Contarini, antica famiglia veneziana appartenente al patriziato mercantile,
e il complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie. Sono anche rappresentati il ponte
levatoio sul fiume Livenza, la piazza del mercato dei bovini e alcune osterie.

Copyright 2012 Zanichelli editore S.p.A., Bologna [5927]


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UNIT G1 REGOLE CONVENZIONALI DI RAPPRESENTAZIONE DEL TERRITORIO

1. La teoria delle proiezioni quotate FAQ


P Perch la rappresentazione
Premesse completa del terreno non
avviene con proiezioni
Finora il terreno rilevato stato rappresentato proiettandolo su un piano oriz- ortogonali o con prospettive?
zontale, ottenendo la planimetria, oppure su un piano verticale, ottenendo il pro- Perch il terreno molto com-
filo longitudinale o le sezioni trasversali. Spesso, tuttavia, necessario rappre- plesso e rappresentarlo con
sentare il terreno rilevato considerando simultaneamente le sue caratteristiche questi strumenti grafici sarebbe
plano-altimetriche. troppo oneroso.
Possiamo pensare il terreno come un oggetto tridimensionale e dovendolo
rappresentare graficamente con la sua corretta giacitura spaziale si potrebbe uti-
lizzare la tecnica delle proiezioni ortogonali (come nella rappresentazione degli
edifici con piante e prospetti), oppure quella delle prospettive. Queste tecniche
sono sicuramente efficaci, facilmente leggibili a prima vista e forniscono informa-
zioni immediate sulle caratteristiche delloggetto rappresentato. Esse si prestano
assai bene alla rappresentazione degli edifici.
Tuttavia il terreno un oggetto molto pi complesso ed esteso rispetto agli
edifici, pertanto sia per ragioni economiche (dato che sarebbe necessario produr-
re numerosi disegni anche per rappresentare piccole estensioni), sia per ragioni
di opportunit e praticit, si rinuncia a questi tipi di rappresentazioni preferendo
riprodurre graficamente il terreno in modo convenzionale, utilizzando un unico
elaborato che contenga sia le caratteristiche planimetriche che quelle altimetriche
(rappresentazione completa).
Per rappresentazione convenzionale si intende una rappresentazione nella
quale gli oggetti non sono disegnati nelle loro reali giaciture spaziali, ma se-
guendo un insieme di regole, che nel nostro caso prendono il nome di proiezioni
quotate.
Come avviene per tutte le rappresentazioni di tipo convenzionale, con la tec-
nica delle proiezioni quotate si ottiene una significativa semplificazione del dise-
gno. Tuttavia essa rende la lettura delle informazioni contenute nello stesso dise-
gno assai meno diretta e immediata.

Essenzialmente, la rappresentazione convenzionale mediante la teoria del-


le proiezioni quotate rappresenta gli oggetti tridimensionali proiettandoli
ortogonalmente solo sul piano orizzontale, quindi utilizza un solo piano di
proiezione, cio un solo disegno.

Di seguito verranno illustrate le regole di questa tecnica di rappresentazione con-


venzionale, necessarie per rappresentare le tre entit geometriche fondamenta-
li: il punto, la retta, il piano. Naturalmente dobbiamo immaginare queste entit
come oggetti, o parti di essi, collocati nello spazio.

Rappresentazione di un punto e di una retta

Un generico punto P nello spazio si rappresenta mediante la sua proiezio- FAQ


ne ortogonale P0 sul piano orizzontale (informazione planimetrica), accanto P In cosa consiste
alla quale si scrive in cifre, talvolta entro parentesi, la corrispondente quota la rappresentazione
(informazione altimetrica). convenzionale del terreno?
Nella proiezione su un unico
Conoscendo la proiezione del punto, cio la sua posizione planimetrica, e la sua piano orizzontale del terreno, a
quota, si pu ricostruirne la posizione spaziale. Basta innalzare dalla proiezio- cui sono aggiunti segni conven-
ne un segmento, perpendicolare al piano di proiezione, di lunghezza uguale alla zionali e simboli, secondo de-
quota del punto; lestremo del segmento rappresenta il punto nella sua oggettiva terminate regole, che contengo-
no le informazioni altimetriche.
posizione spaziale (PFIGURA1).

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MODULO G CARTOGRAFIA

FIGURA 1 Rappresentazione
convenzionale del punto (P)
e della retta (r) con la teoria
r
delle proiezioni quotate. P
B

N
e
QP = 15,69 M
i N
A QB = 15,80

P0 p
(15,69) QA = 12,40
T r0
A0 M0 N0 B0
(12,40) (15,80)

FAQ Una retta nello spazio si rappresenta mediante le proiezioni ortogonali e le


quote di almeno due punti qualsiasi appartenenti ad essa.
P In che cosa consiste
la graduazione di una retta?
Consiste nel disporre sulla sua Nella PFIGURA 1 la retta r definita dalle posizioni planimetriche e dalle quote dei
proiezione delle marche che punti A e B.
segnalano la posizione in cui, Dunque la retta r, che nello spazio passa per i punti A e B, viene rappresen-
sulla retta nello spazio, viene tata con unaltra retta r0 (la sua proiezione) che giace sul piano orizzontale r di
superato un dislivello prefissato riferimento e che passa per le proiezioni A0 e B0 di A e B su tale piano, a cui ven-
chiamato equidistanza e indi- gono associate, trascrivendole in cifre, le quote dei punti.
cato con e.

Graduazione di una retta

Per migliorare la leggibilit immediata delle informazioni altimetriche pos-


sedute da una retta, nella sua rappresentazione con la teoria delle proiezio-
ni quotate, possibile tracciare sulla sua proiezione orizzontale una marca
(piccolo trattino) ogniqualvolta sulla retta nello spazio viene superato un
dislivello prefissato (di solito di valore intero: 1 m, 2 m ecc.) chiamato equi-
distanza e indicato con e.

Questa operazione prende il nome di graduazione della retta, con essa la proie-
zione orizzontale viene dotata di un certo numero di marche che segnalano rapi-
damente e a vista, allosservatore, la posizione dei punti di quota intera.
FAQ Il valore dellequidistanza condizionato dalla scala di rappresentazione.
P Come si sceglie Lesperienza consiglia di adottare come valore dellequidistanza, espressa in me-
lequidistanza? tri, la cifra corrispondente alle migliaia del denominatore della stessa scala. Dun-
Il valore dellequidistanza dipen- que, se il disegno verr redatto in scala 1:5000, il valore dellequidistanza potr
de dalla scala di rappresentazio- essere assunto uguale a 5, cio e = 5 m.
ne. La pratica consiglia di adot- La relativa vicinanza o lontananza tra queste marche testimonia, rapidamente
tare come valore dellequidi- e a colpo docchio, di una retta con maggiore o minore inclinazione nello spazio,
stanza, espressa in metri, la cifra
come illustrato in PFIGURA 2.
corrispondente alle migliaia del
Per graduare una retta, necessario stabilire anzitutto il suo intervallo di
denominatore della stessa scala.
graduazione.

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FIGURA 2 Rappresentazione
convenzionale delle rette AB e AC
B nello spazio. Le marche assai
pi ravvicinate della prima retta
testimoniano rapidamente a vista
la sua maggior inclinazione.

QB = 22,00

QA = 10,00 QC = 15,00

23
22
13

21
20
12

19
11

18
9

10

17
16
15
14

A
9

11
8
7

12
6

13

14


15

Si chiama intervallo di graduazione della retta, e si indica con i, la distanza,


misurata sul piano orizzontale, tra due punti il cui dislivello pari allequi-
distanza e adottata.

Nella rappresentazione di PFIGURA 1, per esempio, lintervallo di graduazione del-


la retta dato dalla lunghezza del segmento M0 N0 = MNl = i. Indicando con a
langolo che la retta r forma con la sua proiezione r0, sappiamo che la tangente di
a la pendenza p della retta, cio si ha: tg a = p. Considerando il triangolo ret-
tangolo MNlN contenuto su un piano verticale, il segmento NlN, cio il dislivello
tra M ed N, uguale allequidistanza e adottata per la graduazione della retta.
Da esso si ottiene immediatamente: i = e / tg a, quindi:

e
i= (1)
p


La pendenza p della retta si pu determinare facilmente, essendo note le quote e


la distanza tra i due punti A e B della retta:
QB - QA FAQ
p=
AB P Come si esegue
la graduazione di una retta?
Una volta determinato lintervallo di graduazione i, con laiuto di un compasso a Si esegue calcolando lintervallo
cui verr assegnata unapertura pari allo stesso intervallo i ridotto alla scala uti- di graduazione con la seguente
lizzata nel disegno, si potranno tracciare consecutivamente sulla proiezione della espressione:
retta, partendo da un punto di quota nota intera, tutte le marche che andranno a e
graduare la retta. i=
p

Assegnando tale valore allaper-


Posizione di un punto di quota intera sulla retta tura di un compasso e partendo
Per individuare un punto di quota nota intera occorre determinare lintervallo il dal punto di quota nota indivi-
duato in precedenza, si potran-
che separa un punto di quota nota, dal punto di quota nota intera immediatamen-
no posizionare tutte le marche
te successivo; questo intervallo viene fornito dalla (1), sostituendo al posto di e la
sulla retta.
differenza tra queste quote.

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MODULO G CARTOGRAFIA

Con riferimento alla PFIGURA 1, essendo QA = 12,40 m e QB = 15,80 m, e cono-


FAQ scendo la distanza tra questi punti, pari a AB = 50 m, possiamo subito calcolare
P Cosa si intende per retta la pendenza della retta nello spazio:
orizzontale di un piano?
15,80 - 12,40
Ci si riferisce a una delle infinite p= = 0,068 = 6,8%
rette appartenenti a quel piano, 50
caratterizzate da una pendenza
nulla.
Per determinare la posizione del punto di quota nota intera, necessario deter-
minare lintervallo il:
13 - 12,40
il = = 8,8 m
0,068
Se il disegno viene rappresentato in scala 1:1000, tale intervallo corrisponde gra-
ficamente a un segmento di 8,8 mm, che andr riportato, partendo da A nella di-
rezione di B, individuando sulla retta il punto di quota intera pari a 13 m. Adot-
tando poi (essendo la scala del disegno 1:1000) unequidistanza e = 1 m, linter-
vallo di graduazione sar:
1
i= = 14,7 m
0,068
a cui corrisponde nella scala del disegno un segmento pari a 14,7 mm. Assegnan-
do tale valore allapertura di un compasso, e partendo dal punto di quota 13 indi-
viduato in precedenza, si potranno posizionare le marche sulla retta.

Rappresentazione di un piano
Consideriamo un generico piano nello spazio. Immaginando che esso non sia pa-
rallelo al piano orizzontale di proiezione, possono sempre essere individuate due
famiglie di (infinite) rette:
le rette orizzontali: sono rette sulle quali i punti hanno la stessa quota, dunque
pendenza nulla; esse sono infinite e tutte parallele tra loro;
le rette di massima pendenza: sono rette sulle quali la pendenza presenta un
valore massimo per quel piano; esse sono infinite e tutte parallele tra loro.
Le rette orizzontali e le rette di massima pendenza godono poi di una importan-
te propriet: sono tra loro ortogonali. Questa osservazione rilevante, in quanto
permette lindividuazione di una retta di massima pendenza attraverso la determi-
nazione di una qualunque orizzontale di un piano: operazione, questultima, relati-
vamente semplice.

Nella teoria delle proiezioni quotate, un piano si rappresenta mediante la


proiezione sul piano orizzontale di una sua qualunque retta di massima
pendenza, cio di una retta la cui direzione sia perpendicolare a una qua-
lunque orizzontale del piano.

La proiezione della retta di massima pendenza sul piano orizzontale di riferimen-


to viene indicata convenzionalmente con un doppio tratto ravvicinato, allo scopo
di non confonderla con una retta qualunque.
Nella PFIGURA 3 la retta AB, perpendicolare alla orizzontale OOl, ha una pen-
denza maggiore di quella relativa a qualunque altra retta del piano c. Infatti, os-
FAQ servando il triangolo rettangolo ABA0, la pendenza della retta AB data da:

P Esiste una relazione
A0 A QA
pBA = pmax = tg a = =  (2)
tra rette orizzontali e rette BA0 BA0
di massima pendenza?
Considerando un qualunque altro punto C appartenente allorizzontale del pia-
S, esse sono tra loro ortogonali.
no c passante per B, tracciamo la retta CA, obliqua rispetto allorizzontale OOl.

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FIGURA 3 Rappresentazione
convenzionale del piano attraverso
a
m
t ta ssi a una sua retta di massima pendenza
re ma nz AB che viene indicata con un doppio
di nde
A pe tratto ravvicinato.
re
tta
or
izz
on
ta l
e QA
O 
C

B
A0

piano orizzontale
O'

Osservando il triangolo rettangolo ACA0, la pendenza della retta CA data da:


A0 A QA
pCA = tg al = =  (3)
C A0 CA0
La (2) e la (3) hanno lo stesso numeratore, quindi sar maggiore quella che ha
il denominatore minore. Essendo BA0, per costruzione, minore di CA0, ne con-
segue che pBA 2 pCA, dunque la pendenza pBA presenta un valore massimo per
il piano c, cio possiamo scrivere: pBA = pmax. Infatti, in qualsiasi modo si scelga
C, il segmento BA0 certamente sempre minore di qualsiasi altro segmento CA0.
Pertanto la pendenza relativa alla retta AB, perpendicolare allorizzontale OOl,
sempre maggiore di quella relativa a qualunque altra retta del piano c passante
per A. La pendenza massima del piano c quella della retta AB.

La proiezione della retta di massima pendenza di un piano pu essere gra-


duata come una retta qualunque e con la stessa tecnica esposta in prece-
denza. In questo caso essa viene anche indicata con il nome di scala di
pendio.

Ricerca grafica della retta di massima pendenza


Naturalmente, un piano per essere rappresentato, deve essere definito senza am-
biguit. Ci avviene nei seguenti casi:
quando sono note le proiezioni e le quote di tre punti non allineati del piano
( il caso pi frequente nel nostro contesto);
quando sono note le proiezioni graduate di due rette incidenti o di due rette
parallele del piano;
quando sono date la quota e la proiezione di un suo punto, nonch la proiezio-
ne graduata di una retta del piano non passante per il punto. FAQ
Il caso pi frequente di assegnazione di un piano nello spazio sicuramente il P Una retta di massima
pendenza di un piano
primo, secondo il quale esso viene definito quando siano note le posizioni spazia-
pu essere graduata?
li (X, Y, Q) di tre punti non allineati.
Se, per esempio, un piano definito dalla posizione di tre punti A, B, C (di fatto Certamente, come qualunque
retta nel contesto delle proiezio-
costituenti un triangolo) rispettivamente di quote 38 m, 24 m, 12 m (PFIGURA4),
ni quotate.
si possono graduare le proiezioni delle tre rette AB, BC e AC, come visto in pre-

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FIGURA 4 Individuazione della retta


di massima pendenza relativa A (38)
al piano definito dai punti A, B, C 38
di quote note, dopo aver graduato 36
36
36
le rette che collegano i punti. 34
34 34
32
32
30
30 30
28
28
28 26

a ma x
26
26 24
24 22

pendenz
B 22
(24) 20
22 20 18
20 18
16
18
16 14
16
14 14
12 C (12)

cedenza, quindi si possono facilmente tracciare le orizzontali semplicemente


collegando punti aventi la stessa quota, e infine individuando una (qualunque)
retta di massima pendenza, che rappresentata da una (qualunque) direzione per-
pendicolare alle orizzontali.
Il problema pu essere sviluppato in modo analitico con la procedura numeri-
ca illustrata al primo punto del successivo paragrafo 4.

2. Rappresentazione completa del terreno


con piani quotati
La struttura del piano quotato
Il modo pi semplice ed economico, anche se il meno efficace, per rappresentare
convenzionalmente il terreno nei suoi aspetti plano-altimetrici, quello di utiliz-
zare il piano quotato.

La rappresentazione del terreno per mezzo dei piani quotati consiste nel
riportare accanto a un certo numero di punti (quelli rilevanti dal punto di
vista altimetrico) della planimetria, la corrispondente quota in cifre, talvolta
FAQ trascritta entro parentesi.

P Che cos un piano Dunque un piano quotato semplicemente una planimetria sulla quale vengono
quotato? aggiunte, riportandole in cifre, le quote di alcuni punti. Gli elementi grafici del
una rappresentazione com- disegno forniscono, a vista e immediatamente, le informazioni planimetriche del
pleta convenzionale del terreno terreno, mentre le quote in cifre forniscono quelle altimetriche (PFIGURA5). Que-
che consiste nel riportare accan- ste non sono valutabili a vista in modo immediato, ma devono venire elaborate
to a un certo numero di punti dalla mente dellosservatore per poter fornire le indicazioni altimetriche conte-
della planimetria (significativi
nute nella rappresentazione.
dal punto di vista altimetrico) la
Per dare, a chi legge il disegno, la possibilit di ricostruire laltimetria del ter-
corrispondente quota, trascritta
in cifre, talvolta entro parentesi.
reno, i punti quotati sono opportunamente uniti a due a due, in modo da formare
una ideale rete di triangoli nello spazio (PFIGURA 6 b).

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FIGURA 5 Rappresentazione
convenzionale a piano quotato:
estratto di una carta in scala
1:5000. Come si vede si tratta
di una planimetria con lindicazione
numerica delle quote di alcuni punti,
altimetricamente significativi.

Affinch la rappresentazione sia corretta e fedele, questi punti devono essere


scelti in modo opportuno, tale che ciascun triangolo nello spazio formi un piano
il pi possibile prossimo alla zona di terreno racchiusa dal triangolo stesso. Si re-
alizza cos una rappresentazione della superficie del terreno di forma poliedrica,
costituita da una sequenza continua di facce triangolari piane (dette falde). Ogni
spigolo che separa una faccia dallaltra una linea (in genere ideale) a pendenza FIGURA 6 Rappresentazione
schematica di un appezzamento
costante. Tali linee sono di displuvio o di compluvio a seconda della disposizione
di terreno per mezzo di un piano
del terreno in ciascuno dei due triangoli contigui (PFIGURA 6 a). quotato. a) Le linee tratteggiate
Per una fedele rappresentazione altimetrica del terreno i punti da quotare non (ideali) rappresentano percorsi
devono essere molto distanti luno dallaltro, perch solo cos le falde triangolari, sul terreno a pendenza costante.
essendo piccole, possono considerarsi, per approssimazione, combacianti col ter- b) La superficie del terreno poi
reno. Di conseguenza, se la zona fortemente accidentata, questo tipo di rappre- rappresentata da una sequenza
sentazione non la pi efficace. continua di falde triangolari piane.

G F N
(78,80) (81,30) (82,50)

H
(83,40) L E
(93,50) (86,60)

M (102,50)
I
(96,30)

D (91,10)
A C (81,30)
(89,70)
b)

B Scala 1:2000
a) (87,40)

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MODULO G CARTOGRAFIA

FAQ Infatti linconveniente della rappresentazione con i piani quotati deriva dal
fatto che essi non danno allosservatore la possibilit di una rapida sintesi
P Quando consigliato luso
a vista degli aspetti altimetrici del terreno rappresentato; pertanto i piani
di un piano quotato
per rappresentare il terreno?
quotati sono preferibili solo nella rappresentazione di zone di terreno pre-
valentemente pianeggianti.
Quando il terreno ha modeste
dimensioni e soprattutto quan-
do ha una morfologia regolare
e priva di forti accidentalit (ter-
reno pianeggiante).
3. Rappresentazione completa del terreno
con curve di livello
La struttura del piano a curve di livello
Per fornire un disegno il pi efficace possibile al fine di valutare gli aspetti al-
timetrici della rappresentazione, e soprattutto per permettere una rapida sintesi
visiva, in particolare quando il terreno fortemente accidentato, si utilizzano le
curve di livello o isoipse.

Com noto, una curva di livello (o isoipsa) una linea curva che collega
punti del terreno aventi la stessa quota.

La rappresentazione convenzionale del terreno ottenuta con le curve di livello


viene chiamata piano a curve di livello. Queste curve vengono aggiunte ai tratti
grafici che nel loro insieme costituiscono la planimetria del terreno (PFIGURA7).

La differenza tra la quota dei punti appartenenti a una curva di livello e la


quota dei punti della curva immediatamente adiacente, costante e si chia-
FIGURA 7 Rappresentazione ma equidistanza.
convenzionale a curve di livello:
estratto di una carta in scala 1:5000
con e = 5 m. Si osservano zone Come nel caso della graduazione delle rette, il valore dellequidistanza condi-
di terreno accidentato zionato dalla scala del disegno. Lesperienza suggerisce di adottare come valore
in cui le isoipse sono ravvicinate, dellequidistanza, espressa in metri, la cifra corrispondente alle migliaia del deno-
e altre in cui il diradarsi delle isoipse minatore della stessa scala. Quindi, se il disegno verr redatto in scala 1:2000, il
testimonia un terreno pi regolare. valore dellequidistanza potr essere assunto uguale a 2 m.

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Ovviamente la proiezione delle curve di livello sul piano orizzontale di riferi-


FAQ
mento pari alla loro vera lunghezza.
P Cosa si intende
per equidistanza in un piano
Questo tipo di rappresentazione si presta a una rapida sintesi, quindi a una a curve di livello?
fedele interpretazione della configurazione planimetrica e altimetrica della
il dislivello tra le quote di due
zona rappresentata.
curve di livello successive.

Se infatti consideriamo le curve di livello della PFIGURA 7, possiamo osservare


immediatamente che nella parte in basso a destra esse sono molto ravvicinate,
rappresentando cos un terreno fortemente inclinato, mentre nella zona centrale
della stessa figura le curve di livello sono assai pi lontane, a testimonianza di
un terreno con andamento altimetrico pi dolce e regolare. Queste valutazioni
sono rapide e immediate, e non costringono losservatore a effettuare elabora-
zioni come avviene in presenza di piani quotati.

Rappresentazione schematica di un piano a curve di livello


FAQ
Nella PFIGURA 8 riportato uno schema semplificato di piano a curve di livello
relativo a una zona di terreno. Il disegno alla scala 1:5000, quindi lequidi- P Che cos un piano a curve
stanza assunta di 5 m. Osservando le curve di livello si percepisce immedia- di livello?
tamente la situazione altimetrica del terreno. La zona comprende una piccola una rappresentazione com-
collina a sinistra, la cui vetta M ha la quota 168 m, e unaltra pi alta a destra, pleta convenzionale del terreno
di cui rappresentata solo una parte, che in cima (punto P) raggiunge la quo- che consiste nellaggiungere alla
ta di 189 m. Nei tratti dove le curve sono pi vicine la pendenza del terreno planimetria un certo numero
maggiore. Nei punti di contatto, eventuale, tra due o pi curve, il terreno si di isoipse o curve di livello, cio
presenterebbe a picco. linee che collegano punti aventi
la stessa quota. Le curve di li-
Le linee altimetriche che corrono lungo le dorsali sono dette linee di displu-
vello sono collocate a quote in-
vio (MN, NP), mentre quelle che seguono i punti pi bassi delle vallate linee di
tercalate dallo stesso dislivello
compluvio (TN, RS). La linea che da un punto qualunque di una curva di livello chiamato equidistanza.
incontra la curva inferiore ad angolo retto, detta linea di massima pendenza.

E
T
0
14

5
14

15 0
15

16 5
16 0
17 5
0

F
5
17

P (189)
N (152) 180
M (168)
S
G 160
165

175
155
155 160

150
5 170
14
1 40
C

5
13 Scala 1:5000
R B
A Equidistanza 5 m FIGURA 8 Rappresentazione
schematica del terreno con curve
di livello.

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MODULO G CARTOGRAFIA

La rappresentazione con curve di livello presuppone che il terreno tra una


curva e laltra possa pensarsi generato dal movimento rototraslatorio di un
segmento che, mantenendosi perpendicolare alla curva di livello inferiore,
scorre con laltro estremo sulla curva di livello superiore.

Interpolazione altimetrica
Si detto in precedenza che laltimetria, nelle planimetrie a curve di livello, vie-
ne convenzionalmente rappresentata da linee curve dette isoipse (ma anche da
punti quotati ben identificabili e localizzati planimetricamente sulla carta), per
le quali indicata la quota assoluta (riferita al livello medio del mare).
Quando si localizza un punto sulla rappresentazione che giace esattamente
su una isoipsa, la sua quota immediatamente nota (per esempio i punti A e
B in PFIGURA 9 con quota 270 e 275). Se, invece, il punto (per esempio il pun-
to M in PFIGURA 9) ricade in qualsiasi altra posizione della rappresentazione
(dunque intermedio tra due isoipse consecutive), la sua quota deve essere de-
terminata per interpolazione lineare con la procedura costituita dai seguenti
passi.
1. Si rileva il valore della equidistanza e (nellesempio di PFIGURA 9, e = 5m).
2. Si traccia un segmento che congiunga (ortogonalmente) le due isoipse e passi
per il punto M considerato, secondo la linea di massima pendenza.
3. Si misura sulla carta il segmento AB = D e il segmento AM = d compreso fra
lisoipsa a quota inferiore e il punto M considerato.
4. Si imposta la seguente proporzione tra triangoli simili per ricavare il dislivello
D tra i punti A e M, come gi visto in altra parte del corso:

D d e$d
= D = = pAB $ d
FIGURA 9 Determinazione, e D D
per interpolazione lineare,
della quota di un punto M 5. Infine si determina il valore della quota cercata con la seguente espressione:
intermedio tra due isoipse
adiacenti. QM = QA + D

B
A d
M
M B
e

A
d
D

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4. Ricerca della retta di massima FAQ


pendenza di un piano P Come si ottiene una retta
orizzontale di un piano?
Congiungendo due punti del-
Oltre che graficamente, come abbiamo visto in precedenza (paragrafo1), la retta
lo stesso piano aventi la stessa
di massima pendenza di un piano pu essere determinata con un procedimento
quota.
analitico. Ricordiamo anzitutto che in un piano, comunque inclinato, a ogni di-
rezione corrisponde una pendenza che oscilla (in valore assoluto) da un valore
nullo a un valore massimo.

Le linee di pendenza zero sono le orizzontali che uniscono punti, dello stes-
so piano, aventi la stessa quota. Una linea di pendenza massima rappre-
sentata da una qualunque direzione perpendicolare alla orizzontale.

Consideriamo il piano definito dai punti A, B, C, caso pi frequente nella pratica


topografica, e supponiamo che sia QA 1 QB 1 QC (PFIGURA 10).
Il primo passo, dunque, quello di determinare una retta orizzontale. Per
questo necessario individuare due punti appartenenti al piano ABC e di uguale
quota. Poich QB compreso tra QA e QC, allora tra A e C esiste un punto inter-
medio M di quota QM = QB. La congiungente BM una orizzontale del piano e
tutti i suoi punti hanno quota QB (PFIGURA 10).
Indicando la pendenza di AC con pAC = (QC - QA) /AC, la distanza incognita
d=MC data, come sappiamo, da:

QC - QB
d=
pAC

La direzione della retta di massima pendenza del piano rappresentata dalla


perpendicolare CC0 allorizzontale BM. Ovviamente la quota di C0 uguale a
QB. Conoscendo i tre lati del triangolo ABC se ne pu calcolare langolo in C.
Risolvendo il triangolo MBC, di cui si conoscono due lati (d e BC) e langolo
compreso, si possono calcolare gli angoli n1 e b1. Infine la distanza C0C si ottie-
ne dal triangolo rettangolo MCC0 oppure da CC0B. Per calcolare il valore della

C (QC)
pendenza max

1 1
90
C0 B (QB)
(QB) M
orizzontale
FIGURA 10 Determinazione
della direzione di massima pendenza
QA < QB < QC
di un piano individuato dai punti A,
B, C di quote note. Prima si ricerca
(QA) A una linea orizzontale (BM), quindi
si considera una retta a essa
perpendicolare (CC0).

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MODULO G CARTOGRAFIA

FIGURA 11 Determinazione
della retta dintersezione di due piani 29
b e c definiti dalle rispettive rette 28
di massima pendenza graduate.
B 28
27
28

26 27

ne
25
26

retta dintersezio
24
25
23

22 24

21
23

22

A 21
21

pmax basta dividere il dislivello noto tra C0 e C, cio DBC, per la distanza C0C. Si
ha dunque:
DC0 C QC - QB
pmax = = (4)
C0 C C0 C


Talvolta pu essere utile conoscere la relazione che lega la pendenza massi-


ma di un piano con la pendenza di una retta dello stesso piano e con lango-
lo che questa forma con una orizzontale dello stesso piano.

Infatti, osservando che le coppie di punti B e C, C0 e C, M e C hanno lo stesso


dislivello, e considerando i due triangoli rettangoli, si potrebbe facilmente dimo-
strare che:
pBC pAC
pmax = = (5)
sen b1 sen n1


Determinare la retta dintersezione di due piani


Dati i piani b e c mediante le rispettive rette di massima pendenza graduate, si
tracciano due orizzontali di diversa quota e giacenti sul piano b, nonch le corri-
spondenti orizzontali giacenti sul piano c. I punti dincontro delle due coppie di
orizzontali determinano due punti della retta dintersezione.
Nel caso riportato in PFIGURA 11 si sono individuati i due punti A e B che ap-
partengono alla retta dintersezione dei due piani.

5. Problemi sui piani quotati


e a curve di livello
Trasformare un piano quotato in un piano a curve di livello
Il rilievo di grandi estensioni di territorio, con piani a curve di livello, viene ese-
guito con le tecniche dellaerofotogrammetria. Quando invece il territorio da

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rilevare presenta piccole estensioni, la rappresentazione avviene con procedure


tradizionali. Esse in genere passano, come fase intermedia, attraverso lesecuzio-
ne di un piano quotato, dal quale si ottengono, attraverso successivi passaggi, le
curve di livello.
Dunque in questo caso il punto di partenza il piano quotato che rappresen-
ta il terreno rilevato. Com noto, in un piano quotato i punti che riportano la
quota sono idealmente collegati tra loro con rette a pendenza costante. Queste
rette possono poi essere graduate e rappresentano la base per ricavare le curve di
livello.
Questa procedura si sviluppa attraverso le seguenti fasi:
scelta dellequidistanza delle curve di livello in base alla scala del disegno (nel
nostro esempio useremo e = 1m);
graduazione di tutti i lati che si ottengono collegando idealmente i punti di
quota nota del piano quotato assumendo lequidistanza e fissata (PFIGURA 12);
collegamento delle marche di ugual quota sui lati precedenti, con spezzate (che
potranno essere aperte o chiuse) costituite da segmenti rettilinei (PFIGURA13);

F (12) 13 14 15 E (16)

14
13 15 17 17
14 16 18
15 17
13 18
18 19
16 19
20 20
17 19
21
18 H (22)
14 19 D
21
19 G 21 21 21 (20)
18
17 (20) 19 20
16 20
18 19 19
19
A 17
18
(15) 17
16 C (18) FIGURA 12 La graduazione
16 delle rette a pendenza costante
15 17
16 di un piano quotato secondo
15 una equidistanza fissata (e = 1m).
B (14)
il primo passo per ottenere
le curve di livello.

F (12) E (16)

H (22)
D
G (20)
(20)

A
(15)
C (18)
FIGURA 13 Collegando le marche
aventi la stessa quota sui diversi lati
del piano, si ottengono delle linee
B (14) spezzate che rappresentano percorsi
a pendenza nulla.

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MODULO G CARTOGRAFIA

FIGURA 14 Raccordando
opportunamente le linee spezzate, F (12) E (16)
si ottengono curve continue
che rappresentano le curve di livello.

H (22)
D
G (20)
(20)

A
(15)
C (18)

B (14)

FIGURA 15 Eliminando le linee


del piano quotato iniziale si ottiene E
F
la definitiva rappresentazione
del terreno con curve di livello.

(22)
21 D
20
19
18
A 17
16 C
15

raccordo delle spezzate lineari ricavate nella fase precedente, trasformandole


in curve continue: le curve di livello (PFIGURA 14);
cancellazione grafica dei lati che collegano idealmente i punti di quota nota,
per lasciare in evidenza le curve di livello (PFIGURA 15).

Costruzione del profilo del terreno secondo una direzione


assegnata su un piano quotato

Il profilo che si vuole costruire rappresenta lintersezione del terreno con


un piano verticale passante per la direzione assegnata.

Nella PFIGURA 16 si costruito il profilo secondo la direzione della retta rr. Per
costruire il profilo necessario determinare le quote dei punti a, b, c,... in cui la
retta taglia i lati delle falde triangolari, per via grafica o analitica, con i procedi-
menti esposti in precedenza. Quindi si sceglie una retta orizzontale di riferimento

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FIGURA 16 Costruzione del profilo


62 del terreno secondo una direzione
65 assegnata (retta rr) a partire
1:2000
70 B da un dato piano quotato.
C D
A 63
80
64 66
68

61,50

60,50

68,80
r r

63

66

74

67

63
a b c d e f g h i 70
60 58 62 70
R
N
P 58
Q
53
M
55 60

f
e i
d g
DISTANZE 1:2000 c h
SCALE: a b
QUOTE 1:1000

a b c d e f g h i
P.P. a quota 50 m
61,50

60,50

63,00

66,00

68,80

74,00

67,00

63,00

70,00
Quote del terreno

Distanze parziali 13,60 18,40 17,00 17,20 22,80 16,60 19,20 16,00
13,60

32,00

49,00

66,20

89,00

105,8

125,0

Distanze progressive 141,0


0,00

e si riportano graficamente su tale retta (per esempio rilevandone la rispettiva


distanza con un compasso) i punti al, bl, cl,... corrispondenti dei punti oggettivi
a, b, c,...
Successivamente, dai punti al, bl, cl,... si innalzano, a una scala adeguata, le
ordinate che rappresentano le vere quote dei punti, oppure quelle ridotte a un
piano di paragone. Nel nostro caso le ordinate rappresentano le quote ridotte,
perch il piano di riferimento stato preso a quota 50 m. Per le quote si adot-
tata la scala 1:1000. Infine, unendo le estremit delle ordinate, si ottiene il profilo
del terreno che risulta deformato a causa delle diverse scale adottate per la plani-
metria e laltimetria. Questa differenza di scala serve a mettere maggiormente in
risalto la parte altimetrica.

Sotto la orizzontale di riferimento, si raccolgono tutti gli elementi numerici


relativi ai punti del profilo; per ognuno si indicano la quota, la distanza pro-
gressiva dal primo punto e la distanza parziale rispetto al punto precedente.

Se si vuole costruire il profilo del terreno rappresentato in figura secondo un an-


damento poligonale, per esempio secondo la poligonale ABCD, bisogna trovare,
oltre le quote dei punti in cui la poligonale incontra i lati dei triangoli, anche le
quote dei vertici che cadono allinterno di qualche triangolo. Nel nostro caso bi-
sogna determinare le quote dei punti A, B, C, D (PFIGURA16). Per il resto si pro-
cede come indicato in precedenza.
Se poi si tratta di disegnare il profilo secondo una linea curva, o secondo un
andamento composto di tratti retti e curvi, si procede sempre alla stessa maniera.
I tratti in curva si suddividono in elementi molto piccoli, in modo che si possano
ritenere praticamente rettilinei e si determinano le quote dei punti di suddivisio-
ne. Il numero dei punti da considerare cresce al diminuire del raggio di curvatu-
ra, cio allaccentuarsi della curva.

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Costruzione del profilo del terreno secondo una direzione


assegnata su un piano a curve di livello
Consideriamo un piano a curve di livello rappresentato in scala 1:2000, e quindi
con equidistanza di 2 m. Supponiamo di dover costruire il profilo del terreno se-
condo una direzione assegnata, per esempio quella definita dai punti A, B, C,...
(PFIGURA 17).
Si procede analogamente a quanto effettuato in precedenza relativamente a
un piano quotato. In questo caso si ha il vantaggio che non si devono determina-
re le quote dei punti intersezione perch sono le stesse delle curve tagliate dalla
retta. Il profilo si costruisce riportando le quote dei punti intersezione. Anche in
questo caso la scala della planimetria notevolmente pi piccola della scala delle
quote per accentuare laltimetria del profilo.

50

54
56
58
58
60
60
A B C D E F G HI L M N O P Q R S
(63) (55)

56

54

52
50

S
G
F R
H
E I Q
SCALE: D
L P
DISTANZE 1:2000 C M O
B N
QUOTE 1:400
A

P.P. a quota 50 m
52,00

54,00
56,00

58,00
60,00
62,00
63,00
62,00
60,00
58,00

56,00
55,00
56,00
58,00
60,00

62,00
64,00

Quote del terreno


Distanze parziali 18 9 14,6 8,4 7 5 10 8 7 16 9 11 7 12 18 10
112,00
103,00

123,00
130,00
142,00

160,00
170,00
18,00
27,00

41,60
50,00
57,00
62,00
72,00
80,00
87,00

17 Costruzione del profilo Distanze progressive


0,00

FIGURA
del terreno secondo una direzione
assegnata (A-S) su un piano a curve
di livello.

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Riassumendo
MAPPA DI SINTESI DELLUNIT

PUNTO
CARTA A PIANO
QUOTATO
REGOLE GRAFICHE PROFILI
RETTA
CONVENZIONALI TERRENO
CARTA A CURVE
DI LIVELLO
PIANO

La rappresentazione plano-altimetrica del terreno A0 e B0 di A e B, alle quali vengono associate, trascriven-


propone un significativo problema, in quanto il terreno dole in cifre, le quote di questi punti.
un oggetto assai complesso ed esteso rispetto, per esem-
pio, agli edifici. Pertanto, sia per ragioni economiche sia
per ragioni di opportunit e praticit, si rinuncia a rap- r
P
presentazioni sicuramente efficienti come le prospettive, B

preferendo riprodurre graficamente il terreno in modo N


convenzionale, utilizzando un unico elaborato che conten- QP = 15,69 M
e
ga insieme sia le caratteristiche planimetriche che quelle i N
A
altimetriche (rappresentazione completa). QB = 15,80

La rappresentazione convenzionale ha lo scopo di P0


(15,69)
p
QA = 12,40
semplificare la rappresentazione sulla base di determi- T r0
nate regole, che occorre conoscere, non solo per ese- A0 M0 N0 B0
(12,40) (15,80)
guire, ma anche per leggere il disegno.

Le regole che sono alla base della rappresentazione con-


venzionale del terreno prendono il nome di teoria delle
proiezioni quotate. Con essa si rappresentano gli oggetti
tridimensionali (che costituiscono il terreno) proiettan- Per migliorare la leggibilit immediata delle informa-
doli ortogonalmente solo sul piano orizzontale. Quindi si zioni altimetriche possedute da una retta, nella sua
utilizza un solo piano di proiezione, cio un solo disegno. rappresentazione con la teoria delle proiezioni quota-
Possiamo immaginare di rappresentare il terreno fa- te, si usa inserire sulla sua proiezione orizzontale una
cendo riferimento alle tre entit geometriche fonda- marca ogniqualvolta sulla retta nello spazio viene su-
mentali nello spazio: punti, linee e piani. perato un dislivello prefissato che chiamato equidi-
stanza e viene indicato con e.
Un punto P nello spazio, secondo la teoria delle proie-
zioni quotate, si rappresenta mediante la sua proiezione La graduazione della retta una procedura con cui la
ortogonale P0 sul piano orizzontatale (informazione pla- proiezione orizzontale della retta viene dotata di un certo
nimetrica), accanto alla quale si scrive in cifre, talvolta numero di marche che segnalano, rapidamente e a vista,
entro parentesi, la corrispondente quota (informazione allosservatore la posizione dei punti di quota intera con
altimetrica). un passo che prende il nome di equidistanza.
Il valore dellequidistanza condizionato dalla scala
Una retta r nello spazio si rappresenta mediante le pro- di rappresentazione. Lesperienza consiglia di adot-
iezioni ortogonali e le quote di almeno due punti qualsiasi tare come valore dellequidistanza, espressa in metri,
appartenenti ad essa. Dunque la retta r, che nello spazio la cifra corrispondente alle migliaia del denominato-
passa per i punti A e B, viene rappresentata con unaltra re della stessa scala. Pertanto, se la scala del disegno
retta r0 che costituisce la sua proiezione. Essa giace sul 1:25 000, il valore dellequidistanza potr essere
piano orizzontale di riferimento e passa per le proiezioni e=25m.

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La pendenza p della retta viene determinata facilmen-


te, essendo note le quote e la distanza tra i due punti A
B
e B sulla retta:
QB - QA
p=
QB = 22,00 AB

C In un generico piano nello spazio, che per non risulti


parallelo al piano orizzontale di proiezione, possono sem-
pre essere individuate due famiglie di infinite rette:
QA = 10,00 QC = 15,00

23
22
le rette orizzontali, che sono rette sulle quali i punti
13

21
20
12

19
11

18
9

10

17
16

hanno tutti la stessa quota; dunque hanno pendenza


15
14

A
9

11

nulla. Esse sono tutte parallele tra loro;


8
7

12
6

13

14


15

le rette di massima pendenza, che sono rette sulle qua-


li la pendenza presenta un valore massimo per quel
piano. Esse sono tutte parallele tra loro.
Le rette orizzontali e le rette di massima pendenza
possiedono una importante propriet: sono tra loro
La relativa vicinanza o lontananza tra queste marche
perpendicolari. Questa propriet rilevante in quanto
fornisce rapidamente e a colpo docchio indicazioni
permette lindividuazione di una retta di massima pen-
sulla maggiore o minore inclinazione della retta nello
denza attraverso lindividuazione di unorizzontale di
spazio.
un piano.
Si chiama intervallo di graduazione della retta, e si
Un piano, nella teoria delle proiezioni quotate, si rap-
indica con i, la distanza, misurata sul piano orizzonta-
presenta mediante la proiezione sul piano orizzontale di
le, tra due punti il cui dislivello pari allequidistanza e
una sua qualunque retta di massima pendenza, cio di una
adottata. Indicando con p la pendenza della retta nello
retta la cui direzione sia perpendicolare a una qualunque
spazio, lintervallo di graduazione viene fornito dalla se-
orizzontale del piano.
guente espressione:
e
i=
p C (QC)

Se per esempio la retta ha una pendenza del 5% e si


adotta unequidistanza e di 2 m, lintervallo di gradua-
x

zione sar di 2 / 0,05 = 40 m, che poi andr riportato


pendenza ma

sulla proiezione della retta, naturalmente in scala, per d


individuare le posizioni delle marche che formeranno
la graduazione della retta. 1
1 90
C0 B (QB)
(QB) M
orizzontale

a
im
tta ss QA < QB < QC
re ma nza
i
d nd e
A pe
re

(QA) A
tta
or
izz
on

QA
tal
e

O
C
 La proiezione della retta di massima pendenza sul pia-
no orizzontale di riferimento viene indicata convenzio-
B nalmente con un doppio tratto ravvicinato, allo scopo
A0
di non confonderla con una retta qualunque.
O'
piano orizzontale
La proiezione della retta di massima pendenza di un
piano pu essere graduata come una retta qualunque
e con la stessa tecnica esposta in precedenza. In questo
caso essa viene anche indicata con il nome di scala di
pendio.

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In un piano assegnato passante per i tre punti A,


B, C non allineati (dunque formanti un triangolo) la pen-
denza pmax della retta di massima pendenza viene forni-
ta dal rapporto della pendenza di una retta del piano e il
seno dellangolo che questa forma con una orizzontale
dello stesso piano. Per esempio, indicando con b1 langolo
che la retta BC forma con unorizzontale si ha:
pBC
pmax =
sen b1

I piani quotati sono un metodo di rappresentazione gra-


fica completa del terreno. Tale metodo consiste nel ripor-
tare accanto a un certo numero di punti della planimetria
(giudicati rilevanti dal punto di vista altimetrico) la corri-
spondente quota in cifre, talvolta trascritta entro parente-
si. Pertanto un piano quotato semplicemente una plani- rappresentazione di zone di terreno moderatamente
metria sulla quale vengono aggiunte, riportandole in cifre, accidentate.
le quote di alcuni punti.
I piani a curve di livello sono un metodo di rappre
Linconveniente della rappresentazione del terreno sentazione grafica completa del terreno, alternativo ai
con i piani quotati deriva dal fatto che essi non dan- piani quotati, soprattutto in corrispondenza di terreni ac-
no allosservatore la possibilit di una rapida sintesi a cidentati. In questo metodo, per fornire al disegno uno
vista degli aspetti altimetrici del terreno rappresenta- strumento pi efficace nella rappresentazione degli aspet-
to. Pertanto i piani quotati sono consigliabili solo nella ti altimetrici, e soprattutto per permettere una rapida sin-
tesi visiva, si utilizzano le curve di livello o isoipse.
Com noto, una curva di livello una linea, generalmente
curva, che collega punti del terreno aventi la stessa quota.
G F
(78,80) (81,30)
N
(82,50) La differenza tra la quota dei punti appartenenti a una
curva di livello e la quota dei punti della curva imme-
H
(83,40) L E diatamente adiacente costante e si chiama equidi-
(93,50) (86,60) stanza.
M (102,50) Questo tipo di rappresentazione si presta a una rapi-
I da sintesi e quindi a unesatta e veloce interpretazione
(96,30)
della configurazione planimetrica e altimetrica della
D (91,10) zona rilevata.
A
(89,70)
C (81,30)
Curve di livello molto ravvicinate e molto curvate rap-
presentano un terreno fortemente inclinato e acciden-
tato. Al contrario, curve di livello pi lontane e con
B Scala 1:2000
andamento tendente al rettilineo indicano un terreno
(87,40) con giacitura altimetrica pi dolce e regolare.

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LABORATORIO INFORMATICO

Profilo del terreno secondo una direzione


AutoCAD assegnata su un piano a curve di livello

DI COSA CI OCCUPIAMO
2. Preparazione del foglio virtuale
In questa esercitazione utilizzeremo AutoCAD per co- Nellipotesi che non si possegga un disegno modello ap-
struire il profilo longitudinale del terreno, rappresentato positamente preparato per le applicazioni di topografia,
a curve di livello, in corrispondenza della linea assegna- occorre creare un nuovo disegno con le specifiche tradizio-
ta da un certo numero di punti (A, B, C,...), seguendo le nali richieste dalle nostre esercitazioni. Quindi le azioni de-
scritte in questo contesto sono da considerare preliminari e
indicazioni accennate nel precedente paragrafo 5.
preparatorie al disegno vero e proprio, dove verranno trac-
ciati gli elementi grafici. Nella nostra esercitazione, queste
operazioni riguardano i seguenti aspetti:
1. Definizione del problema
creazione di un nuovo foglio;
Per lesercitazione faremo riferimento alla PFIGURA 17 di
estensioni del foglio;
questa unit. Dalla planimetria a curve di livello in essa rap-
visualizzazione dellintero spazio.
presentata sono state misurate graficamente le distanze pro-
gressive dei singoli picchetti A, B, C, D, R, S, e sono poi
state osservate le loro quote in corrispondenza dellinterse- Creazione di un nuovo disegno:
zione della retta AS con le curve di livello della rappresenta- comando nuovo (new)
zione. Questi elementi sono riportati nel seguente registro: Per creare un nuovo foglio per il disegno, dopo essere en-
trati nellambiente AutoCAD, sono disponibili quattro pos-
Distanze Quote del sibilit; una di queste la seguente:
Picchetti
progressive (m) terreno (m)
A 0,00 52,00 Comando: nuovo (new) Icona
(selezionare un disegno modello tra quelli proposti
B 18,00 54,00
nella finestra di dialogo: es. acad.dwt)
C 27,00 56,00
D 41,60 58,00 Il comando nuovo impone necessariamente la selezione di
un disegno modello. Non disponendo di un modello pre-
E 50,00 60,00
parato in precedenza, per il nostro disegno sceglieremo
F 57,00 62,00 il modello generico acad.dwt, che possibile selezionare
dalla finestra di dialogo che appare dopo avere attivato il
G 62,00 63,00
comando; esso contiene anche alcune impostazioni inizia-
H 72,00 62,00 li predefinite (dimensioni del foglio, unit di misura, layer
ecc.) che successivamente verranno adattate alle esigenze
I 80,00 60,00
del contesto topografico.
L 87,00 58,00
M 103,00 56,00 Estensioni del foglio: comando limiti (limits)
Questo comando serve a stabilire le dimensioni rettan-
N 112,00 55,00
golari dello spazio sul quale verr poi creato il disegno.
O 123,00 56,00 Dopo una rapida analisi del nostro problema, adottando
come unit di misura i millimetri, e considerando le mi-
P 130,00 58,00
sure riportate nel registro precedente, appare ragionevo-
Q 142,00 60,00 le predisporre un foglio virtuale con dimensioni 220 #
R 160,00 62,00
250 unit. Tuttavia, dovendo tracciare degli elementi del
disegno a partire da ordinate nulle, opportuno assegna-
S 170,00 64,00 re allangolo in basso a sinistra coordinate negative (-20;
-50).
Vogliamo poi realizzare il profilo direttamente in scala, sce- Pertanto occorre lanciare da tastiera il comando limi-
gliendo la scala 1:1000 per le distanze e la scala 1:100 per ti (oppure utilizzando Limiti disegno del menu a tendina
le quote, dunque con un rapporto moltiplicativo pari a 10 Formato). Nella finestra di comando collocata nella parte
(nella PFIGURA 17 il profilo era stato realizzato con le scale inferiore dello schermo scorreranno le seguenti informa-
1:2000 e 1:400, con un rapporto moltiplicativo pari a 5). zioni:

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LABORATORIO INFORMATICO

spettive quote. Il primo elemento da tracciare deve essere


Comando: limiti (limits)
la retta assunta come riferimento (traccia del piano di pa-
Ripristino dellimpostazione dei limiti
ragone adottato) a cui assegneremo la quota convenziona-
dello Spazio modello:
le di 50 m; essa di fatto rappresenta lasse delle ascisse del
Specificare angolo inferiore sinistro
diagramma che costituir il profilo longitudinale. Essendo
o [ON/OFF] <0.0000,0.0000>: -20,-50
la lunghezza complessiva del profilo di 170 m (distanza
Specificare angolo superiore destro
progressiva dellultimo picchetto), osserviamo che in scala
<420.0000,297.0000>: 200,200
1:1000 questa distanza viene rappresentata con un segmen-
to di 170 mm, dunque 170 unit adottate per il disegno. Il
Visualizzazione di tutto il foglio: comando linea da assegnare nella riga di comando per ot-
comando zoom (zoom) tenere la retta di riferimento sar:
Il comando zoom permette, tra le altre funzioni, di visua-
lizzare sullo schermo tutto lo spazio definito in precedenza
Comando: linea (line) Icona
con il comando limiti. Nella finestra di comando scorreran-
Specificare primo punto: 0,0
no le seguenti righe:
Specificare punto successivo
o [Annulla]: 170,0
Comando: zoom (zoom) Icona
Specificare punto successivo o [Annulla]:
Specificare un angolo della finestra,
Comando:
digitare un fattore di scala(nX o nXP)
o [Tutto/Centrato/Dinamico/Estensioni/
Precedente/scAla/Finestra/Oggetto] Dopo questo comando apparir sullo schermo la retta di
<tempo reale>: T riferimento posizionata grossomodo in una zona in basso
Rigenerazione modello in corso al centro dello schermo (PFIGURA A).

Lopzione T del comando zoom consente di visualizzare


lintero spazio, dimensionato nella fase precedente, sullo 4. Tracciamento delle quote dei picchetti
schermo (allo stato attuale del disegno, questo comando
Per ciascun picchetto, individuato sulla retta di riferimen-
non produrr effetti visibili direttamente). La creazione del
to dalle distanze progressive, ora possibile tracciare un
profilo non richiede ulteriori operazioni preliminari, per-
segmento verticale (cio lordinata), la cui lunghezza, nella
tanto possibile iniziare il disegno.
scala 1:100 adottata, rappresenti la quota del picchetto con-
siderato, ridotta di 50 m (quota adottata per la retta di rife-
rimento). Per esempio, il segmento verticale che rappresen-
3. Tracciamento della retta di riferimento
ta la quota del picchetto G, di progressiva 62,00 m e quota
del profilo
di 63,00 m, sar dato dalla differenza 63 - 50 = 13 m, che
Il profilo longitudinale un diagramma in cui in ascisse in scala 1:100 diventa un segmento di lunghezza 130 mm
sono riportate le distanze dei picchetti e in ordinate le ri- (130 unit di misura). Dunque, le coordinate degli estremi

FIGURA A Stato del disegno dopo il tracciamento


della retta orizzontale di riferimento e dei segmenti
verticali che rappresentano le quote dei picchetti.

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MODULO G CARTOGRAFIA

LABORATORIO INFORMATICO

Unit per Unit per Coordinate del Coordinate del


Picchetti dist. prog. quote -50 m 1c estremo (mm) 2c estremo (mm)
scala 1:1000 scala 1:100 x y x y
A 0 20 0 0 0 20
B 18 40 18 0 18 40
C 27 60 27 0 27 60
D 41,6 80 41,6 0 41,6 80
E 50 100 50 0 50 100
F 57 120 57 0 57 120
G 62 130 62 0 62 130
H 72 120 72 0 72 120
I 80 100 80 0 80 100
L 87 80 87 0 87 80
M 103 60 103 0 103 60
N 112 50 112 0 112 50
O 123 60 123 0 123 60
P 130 80 130 0 130 80
Q 142 100 142 0 142 100
R 160 120 160 0 160 120
S 170 140 170 0 170 140

del segmento verticale che nel nostro disegno rappresenta


la quota del picchetto G, ricordando le scale adottate per Specificare punto successivo o [Annulla]:
18,40 (2c estremo quota di B)
ascisse (distanze) e ordinate (quote), saranno:
Specificare punto successivo o [Annulla]:
primo estremo: x1 = 62, y1 = 0 unit di disegno, cio mm Comando:
(sulla retta di riferimento); Specificare primo punto: 27,0
secondo estremo: x2 = 62, y2 = 130 unit di disegno, cio (1c estremo quota di C)
mm. Specificare punto successivo o [Annulla]:
27,60 (2c estremo quota di C)
Con ragionamento analogo possiamo individuare la lun-
Specificare punto successivo o [Annulla]:
ghezza e le coordinate degli estremi dei segmenti verticali
...........................................
che rappresentano sul grafico la quota di ciascun picchet- Comando:
to. Possiamo costruire il registro riportato in alto, in cui le Specificare primo punto: 170,0
grandezze sono gi state tradotte in unit di disegno secon- (1c estremo quota di S)
do le scale di rappresentazione. Specificare punto successivo o [Annulla]:
Ripetendo, allora, il comando linea per ciascuno dei pic- 170,140 (2c estremo quota di S)
chetti, avremo: Specificare punto successivo o [Annulla]:
Comando:
Comando: linea (line) Icona
Specificare primo punto: 0,0 Possiamo poi usare il comando testo per posizionare le let-
(1c estremo quota di A) tere A, B, C in prossimit dei relativi punti, con caratteri
Specificare punto successivo o [Annulla]: aventi unaltezza di 4 unit:
0,20 (2c estremo quota di A)
Specificare punto successivo o [Annulla]: Comando: testo (text) Icona
Comando: Stile di testo corrente:
Specificare primo punto: 18,0 Standard Altezza del testo:
(1c estremo quota di B) P 2.500 Annotativo: No P

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LABORATORIO INFORMATICO

5. Tracciamento del profilo del terreno


Specificare punto iniziale del testo
o [Giustificato/Stile]: Il profilo del terreno viene facilmente tracciato collegando
(portare il mirino del cursore in prossimit di A e selezionare...) gli estremi superiori dei segmenti verticali (ordinate) appe-
Specificare altezza <2.500>: 4 na tracciati. Allo scopo opportuno utilizzare il comando
Specificare angolo di rotazione del testo plinea (polilinea), non prima, tuttavia, di aver attivato la
<100.0000g>: modalit Fine del comando osnap. Ci consente la cattura
Digitare testo: A precisa e automatica degli estremi superiori delle ordinate
Comando: prima tracciate appena il cursore si porta in prossimit di
Stile di testo corrente: tali estremi (area del mirino):
Standard Altezza del testo:
4.00 Annotativo: No Comando: osnap (osnap) Icona

Specificare punto iniziale del testo (Spuntare la scelta Fine nella finestra di dialogo
o [Giustificato/Stile]: che appare a video)
(portare il mirino del cursore in prossimit di B e selezionare...) Comando:
Specificare altezza <4.000>:
Specificare angolo di rotazione del testo Per tracciare il profilo del terreno, possiamo attivare ora
<100.0000g>: il comando plinea dalla riga di comando, che assumer via
Digitare testo: B via il seguente aspetto:
..........................................
Comando: Comando: plinea (pline) Icona

Stile di testo corrente: Specificare punto iniziale:


Standard Altezza del testo: (portare il cursore nellestremit superiore dellordinata
4.00 Annotativo: No sul picchetto A)
La larghezza corrente della linea 0.0000
Specificare punto iniziale del testo
Specificare punto successivo
o [Giustificato/Stile]:
o [Arco/Mezza-larghezza/....]:
(portare il mirino del cursore in prossimit di B e selezionare...)
(portare il cursore nellestremit superiore dellordinata
Specificare altezza <4.000>:
sul picchetto B)
Specificare angolo di rotazione del testo
Specificare punto successivo
<100.0000g>: o [Arco/Mezza-larghezza/....]:
Digitare testo: S (portare il cursore nellestremit superiore dellordinata
Comando: sul picchetto C)
...........................................
Specificare punto successivo
A conclusione di questa fase lo schermo apparir come il- o [Arco/Mezza-larghezza/....]: P
lustrato in PFIGURA A.

FIGURA B Il tracciamento del profilo del terreno


e la modifica delle sue propriet (spessore e colore).

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MODULO G CARTOGRAFIA

LABORATORIO INFORMATICO

FIGURA C Il disegno del profilo completato


con il registro contenente tutte le informazioni
numeriche.

Possiamo poi assegnare al profilo il colore rosso, ricorren-


(portare il cursore nellestremit superiore dellordinata do al comando di modifica degli oggetti cambia (oppure
sul picchetto S) richiamando la tavolozza propriet con lapposita icona
Specificare punto successivo presente nella barra degli strumenti o, ancora, con la combi-
o [Arco/Mezza-larghezza/....]: ESC o nazione di tasti Ctrl+1) nel seguente modo:
Comando:

Una volta tracciato il profilo, bene disattivare lopzione Comando: CAMBIA (change) Icona
di cattura Fine, richiamando il comando osnap: Selezionare oggetti: U trovato(i)
1 totale (ultimo oggetto tracciato: il profilo)
Comando: osnap (osnap) Icona
Selezionare oggetti:
(Togliere la spunta Fine nella finestra di dialogo (invio per ultimare la selezione)
che appare a video) Specificare punto di modifica
Comando: o [Propriet]: P
Digitare la propriet da modificare
Per il tracciamento del profilo stata utilizzata una poli- [Colore/Elev/Layer/Tipolinea/Scalatl/
linea (anzich una linea) perch questo elemento grafico, SPesslin/Altezza/Materiale/annotatiVo]: C
in effetti, pu essere ulteriormente trattato con il comando (per modificare il colore)
editpl (edita polilinea) fornendo svariate opportunit gra- Nuovo colore [Truecolor/CAtalogocolori]
fiche. Tra queste vi quella di aumentare lo spessore del <DALAYER>: ROSSO
profilo appena tracciato, senza ricorrere alla modalit SLN Digitare la propriet da modificare
delle normali linee (mostra/nascondi spessore di linea). Il [Colore/Elev/Layer/Tipolinea/Scalatl/
comando avr la seguente forma: SPesslin-/Altezza/Materiale/annotatiVo]:
(invio per ultimare il comando)
Comando: EDITPL (editpl) Icona
Comando:
Selezionare la polilinea
o [Polilinee]: (selezionare il profilo appena tracciato)
Digitare unopzione [CHiudi/Unisci/ Dopo questa attivit lo schermo si presenter come illu-
Larghezza/Edita vertici/CUrva/Spline/ strato in PFIGURA B.
Rettifica/Tipolinea gen./ANnulla]: L
(trasforma la spezzata in una curva)
Specificare nuova larghezza per tutti 6. Registro del profilo
i segmenti: 0.8
Digitare unopzione [CHiudi/Unisci/ Lesercitazione si esaurisce con la formazione del registro
Larghezza/Edita vertici/CUrva/Spline/ del profilo, in cui vengono riportate distanze e quote di
Rettifica/Tipolinea gen./ANnulla]: ESC o ciascun picchetto. Lasciamo allesercizio del lettore lutiliz-
Comando: zo del comando testo per la realizzazione del registro con
laspetto illustrato in PFIGURA C.

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Autovalutazione
A. Verifica delle conoscenze 15 Il piano quotato fornisce allosservatore
una rapida ed efficiente sintesi degli aspetti
QUESITI VERO/FALSO altimetrici del terreno rappresentato

V F 16 La rappresentazione a curve di livello


1 La teoria delle proiezioni quotate sono particolarmente efficace per terreni
le regole per una rappresentazione naturale accidentati

2 La teoria delle proiezioni quotate utilizza 17 Nella rappresentazione a curve di livello


un unico piano di proiezione si possono individuare le linee di displuvio
ma non quelle di compluvio
3 Nella teoria delle proiezioni quotate
un punto si rappresenta con la sua QUESITI A RISPOSTA SINGOLA
proiezione sul piano verticale e con
la sua quota in cifre 18 Per quale motivo, per rappresentare in modo comple-
4 La graduazione di una retta ha lo scopo to il terreno, opportuno ricorrere a una rappresenta-
zione convenzionale?
di rendere le informazioni planimetriche
della retta leggibili in modo pi rapido 19 Quali piani di rappresentazione vengono utilizzati dal-
e pi semplice la teoria delle proiezioni quotate?
5 Lintervallo di graduazione il dislivello 20 Come viene rappresentata una retta nello spazio dalla
tra due marche della graduazione teoria delle proiezioni quotate?
di una retta
21 Che cos e a che cosa serve la graduazione di una retta?
6 Lequidistanza e la distanza tra due
marche della graduazione di una retta 22 Con quali criteri viene scelta lequidistanza per la gra-
o tra due curve di livello duazione di una retta?

7 Lequidistanza e viene adottata in base 23 Come viene calcolato lintervallo di graduazione di


alla scala del disegno una retta?

8 Il rapporto e/p fornisce il valore 24 In quale modo la pendenza della retta influisce sul posi-
dellintervallo di graduazione zionamento delle marche nella graduazione di una retta?

9 Una retta orizzontale una retta 25 Quali tipi di rette sono presenti su un piano inclinato
appartenente a un piano la cui pendenza nello spazio?
nulla 26 Come si procede per individuare la direzione di una
10 Ogni piano inclinato possiede una sola retta di massima pendenza di un piano?
retta di massima pendenza 27 Che cosa rappresentano le linee di compluvio e di
displuvio?
11 Una retta di massima pendenza
ortogonale a una retta orizzontale 28 Descrivere la procedura per determinare la pendenza
della retta di massima pendenza di un piano passante
12 Nella teoria delle proiezioni quotate,
per tre punti noti
una retta di massima pendenza
rappresenta un piano 29 Quali ipotesi vengono assunte nella scelta dei punti di
quota nota in una rappresentazione convenzionale a
13 Una retta di massima pendenza piani quotati?
rappresentata convenzionalmente
con una linea tratteggiata 30 Quali sono le caratteristiche positive e negative della
rappresentazione convenzionale a piani quotati?
14 In un piano quotato si ipotizza che le rette
che collegano due punti di quota nota siano 31 Quali sono le caratteristiche positive e negative della
a pendenza costante e coincidano col terreno rappresentazione convenzionale a curve di livello?

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MODULO G CARTOGRAFIA

B. Verifica delle competenze 36 Lallineamento AC a pendenza costante determinato


AUTOVALUTAZIONE

dalle coordinate planimetriche dei punti A e C:


l Esercizi e problemi
XA = 70,40 m XC = 360,20 m
32 Graduare la proiezione di una retta r di cui sono note YA = +580,30 m YC = 430,80 m
le quote di due punti A e B e la loro distanza:
QA = +130,10 m QC = +160,90 m
QA = 121,30 m QB = 135,70 m AB = 128,50 m
Lallineamento BD, anchesso a pendenza costante, in-
Si determini la pendenza e lintervallo della retta. contra in un punto M lallineamento AC. Si conoscono:
 [p = +11,21%; i = 8,92 m]
XB = 241,30 m XD = +591,40 m
33 Un appezzamento di forma pentagonale ABCDE
YB = 400,80 m YD = 0,00 m
stato rilevato da un punto interno P di quota nota
QP=55,20 m. I dati del rilievo sono i seguenti: QB = +135,10 m
PA = 80,10 m PB = 81,70 m PC = 102,40 m Si determinino le quote di M e di D. Si calcolino le
PD = 86,30 m PE = 76,40 m coordinate di M e si controllino i risultati grafici col
calcolo analitico.
AB = 130,50 m BC = 114,00 m  [XM = 369,25 m; YM = 462,39; QD = 39,05 m]
CD = 80,75 m DE = 74,20 m
37 Con una stazione totale collocata nel vertice A di una
QA = 43,10 m QB = 45,40 m QC = 47,30 m
particella quadrilatera ABCD, sono stati rilevati i ver-
QD = 48,30 m QE = 44,80 m tici B, C, D. I dati del rilievo sono raccolti nel libretto
Disegnare il piano quotato in scala 1:1000 e trasfor- di campagna riportato alla pagina successiva.
marlo in un piano a curve di livello con equidistanza Il cerchio orizzontale procede con graduazione destro-
di un metro (e = 1 m). gira. La quota del punto A vale QA = 125,00m. Cal-
colare le quote dei vertici B, C, D e larea della parti-
34 Una particella quadrilatera ABCD stata rilevata da cella. Supposto che, dal punto di vista altimetrico, le
un punto S, situato nellinterno della particella, la cui falde triangolari ABC e ACD combacino col terreno,
quota di 250 m. Le operazioni fatte sono raggrup- determinare la pendenza massima dei piani ABC e
pate nel registro riportato a fondo pagina. Disegnare ACD e disegnare, in scale a piacere, il profilo del ter-
la planimetria della particella supponendola riferita reno secondo la congiungente BD.
a un sistema di assi che abbia origine nel punto S e  [QB = 144,46 m; QC = 138,22 m; QD = 153,13 m;
lasse delle Y orientato positivamente nella direzione  S = 10 937,42 m2; p1max = 17,82%; p2max = 23,99%]
del punto A. Supponendo lappezzamento costituito
dalle quattro falde triangolari piane SAB, SBC, SCD, 38 In una zona lievemente accidentata si eseguita una
SDA, si determini la massima pendenza di ciascuno piccola triangolazione i cui vertici A, B, C, D, E, F, G,
dei quattro piani sopra citati. H formano una rete di triangoli: ABH, BCH, CDH,
 [p1 = 9,75%; p2 = 11,96%; DFH, GAH, FDE. Il punto H stato scelto in posi-
 p3 = 14,46%; p4 = 11,93%] zione centrale rispetto al poligono chiuso ABCDFG e
il punto E esterno rispetto al poligono predetto. Sono
35 Un appezzamento triangolare ABC stato rilevato at- state misurate le lunghezze dei lati:
traverso la misura dei lati e le quote dei vertici:
HC = 375 m HB = 315 m BC = 490 m
AB = 35,00 m BC = 31,00 m CA = 29,00 m
HA = 350 m BA = 326 m HF = 350 m
QA = 115,00 m QB = 120,00 m QC = 130,00 m
GF = 325 m HD = 340 m FD = 390 m
Calcolare il valore della pendenza massima del piano
FE = 320 m DE = 380 m HG = 330 m
passante per i vertici del triangolo.
 [pmax = 54,32%] AG = 280 m

Punti Letture al cerchio Distanza H mira


Stazione Note
collimati orizzontale verticale (m) (m)

A 0c,0000 103c,1358 115,32 1,778 QS = 250 m


c c
S B 89 ,1512 94 ,1204 121,36 1,342
h = 1,350 m C c
205 ,7531 c
96 ,3549 129,18 2,406
c c
D 321 ,9969 108 ,2345 122,13 2,628

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Punti Angoli Angoli Distanza H mira

AUTOVALUTAZIONE
Stazione
collimati orizzontali verticali (m) (m)
B 0c,0000 88c,3741 110,43 2,313
A c c
C 45 ,8889 92 ,8185 115,32 1,242
h = 1,40 m
c c
D 129 ,5556 85 ,3256 120,75 1,607

Le lettere nei vertici si susseguono nel senso antiora-


Ascisse Ordinate Quote
rio. Le quote hanno i seguenti valori: Punti
(m) (m) (m)
QA = 108 m QB = 110 m A -260 +70 139,00
QC = 120 m QD = 125 m
B -184 -40 147,30
QE = 121 m QF = 117m
C -64 -96 145,50
QG = 112 m QH = 115 m
D +110 -210 129,00
I lati della triangolazione suddividono la zona in fac-
E +270 -208 136,00
ce triangolari piane. Si trasformi il piano quotato cos
determinato in un piano a curve di livello con equi- F +340 -50 142,70
distanza di 2 m e successivamente si intercali in ogni G +262 +114 150,00
striscia una curva in modo che lequidistanza diventi
H +150 +250 147,30
0,5 m. Disegno in scala 1:500.
I -40 +196 142,00
39 Di un piano si conoscono le quote e le reciproche di- L -200 +184 145,00
stanze di tre punti A, B, C:
M -82 +58 155,40
AB = 175,00 m BC = 140,00 m CA = 210,00 m
N +66 +96 160,90
QA = 110,00 m QB = 135,00 m QC = 120,00 m
P +156 -44 138,50
Determinare: 1) il valore della pendenza massima re-
lativa al piano su cui giacciono i punti dati; 2) la posi-
zione dei punti G e H rispettivamente di quota QG = secondo la direzione MN e abbia la quota corrispon-
115,00 m e QH = 120,00 m sulla bisettrice dellangolo dente al punto M di 150 m e quella corrispondente al
nel vertice A del triangolo ABC. punto N di 156 m. Per il profilo si assuma il piano di
 [pmax = 16,88%; AG = 49,11 m; AH = 98,22 m] riferimento a quota 135 e la scala per le quote 1:200.
Si calcoli la pendenza della retta oggettiva MN.
40 Si conoscono le coordinate planimetriche e le quote di  [pMN = 4,19%]
tre punti A, B, C:
42 Lappezzamento triangolare ABC dato mediante le
XA = 101,50 m XB = +42,30 m XC = +147,20 m
coordinate e le quote dei suoi vertici:
YA = 28,75 m YB = +135,40 m YC = 151,36 m
XA = 0,00 m XB = +150,00 m XC = +50,70 m
QA = +101,25 m QB = +93,70 m QC = +105,30 m
YA = +90,50 m YB = 0,00 m YC = +185,20 m
Calcolare la pendenza massima del piano passante per
i tre punti e la quota del baricentro del triangolo. QA = 127,30 m QB = 121,50 m QC = 130,70 m
 [pmax = 4,23%; QG = 100,08] Supponendo la superficie dellappezzamento comba-
ciante con il piano passante per i tre punti A, B, C, de-
41 Si conoscono le coordinate planimetriche e le quote dei terminare: 1) le coordinate e la quota del baricentro
vertici di una rete di 14 triangoli: MAB, MBC, MCN, del triangolo; 2) il valore della pendenza massima del
MNI, MIL, MLA, PCD, PDE, PEF, PFG, PGN, PNC, piano individuato dai tre vertici. Infine, tracciare sul
NGH, NHI. I dati sono riportati nella tabella a fianco. grafico le orizzontali con equidistanza di 2 m.
Trasformare il piano quotato in piano a curve di livel-  [XC = +66,90 m; YC = +91,90;
lo con equidistanza di 4 m dopo aver disegnato la pla-  QC = 126,50 m; p = 4,86%]
nimetria in scala 1:2000. Dopo avere tracciato le curve
di livello con lequidistanza di 4 m si traccino quelle
con equidistanza di 2 m. Si costruisca poi il profilo del
terreno secondo la direzione che collega i vertici M ed
N. Tale profilo deve estendersi da un estremo allaltro Risultati dei quesiti vero/falso
del piano. Si determini poi lintersezione con la super- 1F, 2V, 3F, 4F, 5F, 6F, 7V, 8V, 9V, 10F, 11V, 12V, 13F, 14V, 15F,
ficie topografica di una retta oggettiva che si proietti 16V, 17F.

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Questo file una estensione online del corso Cannarozzo, Cucchiarini, Meschieri, Misure, rilievo, progetto
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