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Lezione

sulla Territorialit


Oggi parleremo della territorialit come elemento fondamentale della valutazione e
della costruzione della bellezza italiana, perch e in che senso? Limitarsi a fare una
catalogazione dei diversi territori italiani sarebbe certo entusiasmante, staremmo
qui con gli occhi ricolmi di bellezza ma forse ci porterebbe un pochino fuori strada.
Inansitutto i territori e la bellezza italiana. Possiamo incominciare a fare questo tipo
di ragionamento solo da quando lItalia diventa anche un unit politicamente
omogenea ovvero dal 1860? Prima che esistesse lItalia cera gi una bellezza
italiana legata ai territori? E se si quali erano i caratteri unificanti che venivano visti
come italiani nel momento in cui lItalia non cera. Letta in prospettiva o letta in
filigrana possibile ritrovare nei territori che venivamo amati, analizzati, visitati,
esplorati quelle caratteristiche della bellezza riconosciutamente italiana che oggi noi
possiamo in qualche maniera far affiorare per trasferirli in una chiave
contemporanea. Il punto di partenza fondamentale quello che condensa Emily
Dickinson in questa sua poesia. Emily Dickinson non visit mai lItalia perch come
sapete questa che una dei pi grandi geni poetici delloccidente visse tuttala vita
nel Massachussets nella sua piccola citt vicino a Boston e a un certo punto lei si
rinchiude nella sua stanza, quella che lei chiama la stanza occidentale da cui non ha
pi nessun tipo di rapporto con il mondo se non con queste sue poesie scarne che
vengono quasi tutte ritrovate dopo la sua morte.
Una vita apparentemente insignificante e in realt di straordinario valore proprio
per la sua capacit di condensare, di distillare elementi di rarefatta bellezza.
In questa sua disamina celeste distilla una serie di elementi che noi
Quelle caratteristiche che gli aficionados del Grand Tour cercavano nel nostro paese.
Andai in cielo-
Una piccola Citt
Da un rubino illuminata,
piastrellata di piume-
Pi silente dei campi
Quando al colmo la rugiada-
Splendida come quadri
Che mai uomo dipinse.
I cittadini, simili a falene,
non ossa nei corpi, ma pizzi-
occupazioni tenui come velo
e nomi delicati, morbidissimi.
Di certo non potevo chesser lieta
in tale straordinaria compagnia.

Emily Dickinson distilla una serie di punti, la meraviglia, la leggerezza, la lietezza lo
stupore il colore il lavoro che rende felici che in qualche maniera gli osservatori che
hanno analizzato la bellezza italiana hanno saputo trovare. Il punto di partenza
fondamentale per quello di capire se il territorio effettivamente anche oggi ha un
valore dal punto di vista della tutela e della promozione del vostro ingegno del
vostro lavoro. Se voi acquistate un abito da uomo aprite la giacca e c scritto made
in Italy evidentemente quelletichetta non vi dice solo dove quellabito stato fatto
tagliato e confezionato. Ci dice qualcosa di pi, ci trasmette un idea di stile di
affidabilit di eleganza per cui siete forse disposti a pagare un pochino di pi per un
abito che rechi letichetta made in Italy. Un profumo made in France evidentemente
vi trasporta in un universo in cui larte della profumeria dalta gamma sia portata
avanti da secoli; che poi questo si debba a un italiana, Caterina DeMedici a volte i
nostri amici francesi se lo dimenticano. Il territorio diventa lelemento differenziante
di tutti i valori per i quali il territorio da cui provengono non semplicemente una
denominazione geografica ma diviene una denominazione di valore.
Abbiamo visto nellultima lezione che nel 1968 Yves Saint Laurent, uno dei pi
grandi geni dello stile e della moda inizia o in qualche modo prosegue nella sua
parabola ascendente. Cristobal Balenciaga chiude il suo atelier mentre Yves Saint
Laurent prosegue nella costruzione della sua leggenda. Yves Saint Laurent fu a capo
della maison Dior per qualche tempo dopo che Christian Dior mor
improvvisamente. La sua presenza a capo della maison dur pochissimo perch il
giovane Saint Laurent era troppo spregiudicato, era troppo allavanguardia rispetto
ai codici della maison Dior e quindi Saint Laurent inizia a creare il suo marchio con la
sua couture etc.. Presto inizia a creare non solo una linea di couture ma anche di
pret-a-porter. Come si chiama questa linea? Rive Gauche. Che cos la rive gauche?
Parigi divisa in due dalla Senna, la rive droit la parte di Place Vendme, dei
ministeri, di Avenue Montaigne, la parte del lusso istituzionale, della grande
couture. Mentre la parte sinistra, la rive gauche la parte dove c laccademia di
belle arti ,di rue Bonaparte, di boulevard Saint Germain. Dove c il Caf de Flores
dove andavano gli artisti e i filosofi a bere un caff a parlare dellesistenzialismo e
qualcun altro avrebbe pagato il conto. Yves Saint Laurent chiama la sua linea rive
gauche, non made in France e nemmeno made in Paris ma Rive Gauche. Da quel
punto preciso della citt di Parigi parte un messaggio rivoluzionario che si trasmette
al capo di abbigliamento e evidentemente a coloro che acquistano esso. Il
messaggio era questo, il territorio diventa lemblema di uno stile di vita per cui
quando Daniel Craig veste i panni di 007 insegue spericolati criminali, va a letto con
Monica Bellucci i suoi abiti sono firmati da TOM FORD prodotti da Zegna per cui in
Italia, il massimo dello stile il massimo del lusso. Ma se voi doveste comprare un
orologio cos detto complicato cio di alta orologeria con le fasi lunari il moto
retrogrado etc. comprereste un orologio made in Italy? NO perch lorologio
fatto in Svizzera. Lalta orologeria rigorosamente e religiosamente Swiss Made.
Perch? Perch se da un lato il valore del territorio pregiudica, dallaltro tutela e
rilancia la qualit la percezione e quindi il valore materiale e simbolico delloggetto
stesso. Allora vedete che il territorio non pi solo un orizzonte geografico, un
orizzonte simbolico. un orizzonte valoriale che occorre conoscere e riconoscere
per saper dare proprio progetto quel surplus di legittimit. Un abito made in Italy
un abito con una legittimit che affonda le sue origini nella sartoria napoletana poi
quella romana e oggi quella milanese. La couture francese affonda le sue origini in
Rose Bertin la grande sarta di Maria Antonietta e poi in Charles Worth e in tutti
coloro che ripresero quella tradizione. Lalta orologeria svizzera deriva la sua
legittimit da un atto politico, dalleditto di Nantes con cui gli ugonotti e i
protestanti vengono in qualche maniera espulsi dal regno di Francia e si rifugiano
nei cantoni francofoni svizzeri. Dove dai mille metri in su era possibile in alcuni
cantoni professare in libert la propria religione e la propria professione. Quindi
grandi orologiai grandi orefici grandi cesellatori si trasferiscono in questi piccoli
paesi dove creano le manifatture che oggi di fatto sono alla base delleccellenza
dellorologeria svizzera. Tutto questo ci porta a una riflessione sulleccellenza
territoriale dellItalia. Le cento citt le cento capitali, le provincie, tutta questa
bellezza che noi troviamo nel nostro paese una bellezza al contempo naturale e
culturale. Il paesaggio Italiano diciamo pure se volete in senso lato il territorio
italiano una combinazione unica straordinaria e davvero ragguardevole non solo di
natura e ingegno ma del dialogo fra questi due elementi. Una natura evidentemente
favorevole e straordinaria che ha incontrato nel corso dei secoli una capacit di
dialogo di costruzione e di realizzazione profondamente significativa. Come
vedremo nelle prossime lezioni il dialogo fra la mano delluomo e lambiente in cui
questa mano viene chiamata ad essere vigile interprete di uno stile di vita
tuttaltro che banale. Oggi se qualcuno costruisce un palazzo in cima a una bella
collina ci viene il vomito perch sta costruendo evidentemente un ecomostro, ma i
greci non costruivano i loro templi sulle colline?
Mont Saint Michel non mica in cima ad un altura? Allora cos che faceva in modo
che quegli edifici non fossero solo belli ma anche suggestivi e significativi e oggi
invece queste costruzioni sono viste come scempi ed ecomostri e lo sono
veramente? Ma qual la differenza? Per voi che siete dei giovani formalizzatori per
voi che siete dei giovani progettisti evidentemente il discirmen sta in questa
capacit di pensare al futuro vedendo il territorio certamente non come un vincolo.
Ecco c un bosco non posso costruire, bens come un opportunit straordinaria che
noi abbiamo e di cui nessun altro evidentemente dispone. Lambiente dunque la
sostenibilit per creare per innovare per produrre bellezza. Tutto questo possibile
se voi saprete leggere il territorio come i viaggiatori dei secoli passati lo hanno
saputo leggere. Perch anche quando lItalia non esisteva per noi, per coloro che
esistevano negli stati italiani in realt lItalia sempre esistita per coloro che
guardavano ad essa dallesterno. Lo sguardo innamorato di coloro che osservavano
il nostro paese anche quando paese non era ci fa oggi capire che dobbiamo
guardare ai nostri territori non solo come una miniera da cui estrarre
semplicemente ma come una fonte straordinaria di ispirazione. La differenza sta nel
territorio che sotto gli occhi di tutti, sta in noi, nella nostra capacit di leggere
questo territorio e di impararlo a memoria fino a saperlo restituir nella forma di un
progetto della bellezza nuova.
Coloro che hanno saputo guardare allItalia con amore con affetto con curiosit, a
volte anche con spirito critico. Sono gli aristocratici i dotti i sapienti gli studiosi che
circa agli inizi del XVI secolo iniziano a varcare i confini delle alpi o ad attraccare nei
porti dItalia e iniziano poi quello che viene universalmente conosciuto come Gran
Tour. Cio la visita di alcune citt italiane che devono trasferire al visitatore una
serie di nozioni ma anche uno stile di vita basato sulla saggezza degli antichi sulle
rovine sulle bellezze architettoniche e vedremo che poi via via nel corso dei secoli
lattenzione che viene data alle cose diverse e anche alle diverse citt cambia. Il giro
ideale del Gran Tour un po sempre quello, si arriva in Italia attraccando a Genova
o valicando le alpi diretti a Milano o Torino e poi si va a Padova Vicenza Venezia per
poi scendere a Bologna, Firenze e Siena, Roma punto focale, spesso si arriva a
Napoli, lItalia finisce l. Saranno solo pochissimi coloro che arriveranno nel
mezzogiorno in Puglia in particolare e in Sicilia. Questi viaggiatori cosa ricercano? E
cosa restituiscono nei loro diari di viaggio? Perch per secoli la classe dirigente
dEuropa, lelite sceglie di venire in Italia che vi ricordo un paese che non esiste.
Esiste il ducato di Milano esiste il Ducato di Savoia esistono la Repubblica di Genova,
di Venezia il regno delle due sicilie lo stato pontificio e altri. LItalia non esiste. In
ogni stato le miglia vengono calcolate in modo diverso, le valute sono diverse i
costumi sono diversi, estremamente difficile muoversi da un punto allaltro eppure
viaggiatori dalle teste coronate grandi dotti filosofi e sapienti scelgono il nostro
paese, perch, cosa cercano? E cosa restituiscono? Restituiscono limmagine di
quello che non a caso viene chiamato il BEL Paese. Allora dove sta la bellezza, dov
la riflessione che questi visitatori fanno e che ci permette oggi di dire che litalia la
patria della bellezza e che quindi il territorio contribuisce in qualche maniera a
questo codice genetico della bellezza italiana. Chi noi siamo viene evidentemente
plasmato, cambiato dallopinione degli altri. Vedremo in realt che lo sguardo dato
da questi visitatori sul nostro paese ci permette oggi di comprendere lidentit
culturale del nostro paese ancora prima che quella si compia. Inanzitutto anche se
lItalia politicamente non esisteva sempre stata vista come un unit culturale e
spirituale per via di un dato linguistico certo molto diverso a seconda dei diversi
territori ma al dil del dato linguistico anche a livello spirituale artistico e culturale.
Non si parla di Gran Tour verso lo stato pontificio, non si parla di Gran Tour
attraversando la Repubblica di Lucca si parla di Gran Tour verso lItalia. Vi
ricorderete che nel 1815 al momento della restaurazione quando tutti i grandi del
mondo sono riuniti a Vienna per ridisegnare la carta geografica europea dopo che
Napoleone aveva scompaginato tutti i confini nazionali di fronte alle rimostranze dei
liberali italiani che chiedevano con forza un ripensamento dei confini nazionali
italiani il principe di Metternich li liquid dicendo che lItalia solo un espressione
geografica. A questo termine per ne mancavano altri due un espressione culturale
e artistica che i visitatori dei diversi secoli hanno sempre in qualche maniera data
per scontata anche quando gli Italiani stessi non ne erano minimamente
consapevoli. Certamente un grandissimo contributo alla diffusione del costume del
Gran Tour in Italia lo ha dato il fatto che lItalia da sempre il fulcro e il vertice del
cattolicesimo. Roma il centro, il nodo focale delle scelte di viaggio che vengono
fatte e via via. Che cosa vedevano questi pellegrini, che cosa cercavano? Vedevano il
paese con locchio attento di chi ricercava le proporzioni architettoniche? Vedevano
le cime innevate delle Alpi e le acque cristalline del mare? I viaggiatori che
giungevano nel XI; XII e XIII secolo che percorrevano le antiche strade romane
trasformate per giungere a Roma in realt vedeva, ricercava in tutto quello che
vedeva un segno divino. Sono gli anni in cui i predicatori mendicanti vanno in giro
portando le pi fantasiose reliquie, il dito dello spirito santo, la piuma dellarcangelo
Gabriele. Fu Martin Lutero nel 1510 recandosi a Roma che in qualche maniera forza
questa visione falsata. Lui arriva nella Roma di Leone X e vede che la curia pontificia
la bocca spalancata dellinferno. Martin Lutero non cerca segni interpretabili
secondo il suo cuore, osserva la realt, vede lo scempio limmoralit che dilagano
nella corte pontificia e tornando in Germana a Wittemberg in un escalation di
contrasti con il papato e con le gerarchie ecclesiastiche da vita alla riforma Luterana
di cui questanno si festeggiano i 500 anni. 1517 quando lui affigge le sue 95 tesi
sulla porta della cattedrale. Dobbiamo quindi aspettare un cambio di prospettiva, il
viaggiatore non pi come pellegrino ma un viaggiatore che dallItalia cerca qualche
cosa. La prima volta che viene usato il termine Gran Tour viene associato al termine
knowledge, la conoscenza. Il Gran Tour non pi solo come un pellegrinaggio di
espiazione per chiedere perdono ma un viaggio alla ricerca della conoscenza. Le
protagoniste del Gran Tour sono Roma e Venezia, in una dimensione minore Milano
Firenze Bologna Torino e Napoli. Sono le rovine stesse che ci raccontano la
grandezza di Roma, per larchitettura per la storia per il culto dellantichit. Roma
resta il centro del viaggio anche per coloro che cattolici non sono e che ansi cercano
di tenersi il pi lontano dagli splendori delle cerimonie pontificali. Un tratto molto
importante che dobbiamo tenere presente quando guardiamo i riscontri dei
viaggiatori soprattutto del tardo rinascimento del Barocco e poi del 700 danno
dellItalia un profondo disprezzo per quello che loro chiamano il gotico dove per
gotica si intende fondamentalmente tutta larte medievale. Persino nella Roma di
Bernini e Borromini quindi nel pieno rigoglio della stagione barocca romana tutto ci
che viene definito gotico viene considerato come qualcosa di brutto sproporzionato
sgraziato. Gotico viene letto come tedesco, come barbaro e distante dalle bellissime
proporzioni architettoniche dei classici che poi vengono riprese e rilanciate nel
rinascimento. Evidentemente i due grandi Dioscuri della rinascita del classico a
Roma e non solo sono Raffaello e Michelangelo. Ci che i viaggiatori cercavano e ci
che i nostri antenati cercavano di dare era un continuo stupore quasi come una
sorta di manifestazione inattesa di bellezza che passava attraverso i giardini le ville
la natura. Credo che lesempio pi chiaro pi lampante da questo punto di vista sia il
palazzo Borromeo sullisola Bella sul lago Maggiore. Quella la strada fondamentale
per chi scende dalla Germania dalla Svizzera, da certe parti della Francia. Scende
percorrendo la sponda del lago Maggiore e va a Milano o Torino. A un certo punto
nel 600 un membro della famiglia Borromeo il cui compito era difendere i territori
del ducato di Milano decide di trasformare lisola in un luogo straordinario come la
villa e il giardino. Il palazzo pi grande dellisola e sono stati costruiti degli archi a
sostegno delledificio. Lo scopo la finalit di questo palazzo era principalmente
stupire, deliziare il visitatore.
Partiamo dalla nostra analisi dagli inglesi, gli inglesi che avevano sempre avuto un
grande principio, business is my foreign policy, la loro politica estera deve essere
improntata al business, agli affari, eppure fino dai tempi di Elisabetta I si capisce che
la formazione di una nuova classe politica che deve essere al servizio del sovrano e
quindi del paese non si pu limitare a ci che veniva appreso nel paese, a casa. gi
sotto Elisabetta I Tudor quindi che la corona con prudenza inizia a finanziare dei
viaggi in Italia per i giovani aristocratici che avrebbero ricoperto tutte le cariche
politiche dei governi Inglesi. La decisione di Elisabetta I di appoggiare questi viaggi
per altro molto costosi diventa ancora pi importante se si pensa di chi era figlia
Elisabetta I. Essa era figlia di Enrico VIII e Anna Bolena sua seconda moglie.
Enrico VIII sposa Caterina dAragona da cui ha una figlia Maria I detta Bloody Mary, il
re si innamora di Anna Bolena, dama di compagnia della prima moglie, chiede
lannullamento a papa Clemente VII lannullamento del matrimonio ma il Papa si
rifiuta anche perch Caterina era figlia del cattolicissimo re Spagnolo allora Enrico
VIII si nomina supreme chief on heart of the church, creando cos lo scisma
anglicano, ripudia Caterina e sposa Anna Bolena da cui ha Elisabetta. Quando Enrico
VIII muore sale al trono Maria che tenta una restaurazione cattolica e cerca di
arginare la rivoluzione voluta dal padre e cerca di riannodare i legami con le potenze
cattoliche. Muore dopo 5 o 6 anni di regno e sale al trono Elisabetta, lascesa al
trono di Elisabetta I legittima essendo figlia della seconda moglie? Elisabetta si
trova da subito a doversi confrontare con queste due realt religiose perch non
che di colpo tutto il paese si converte, Roma fomenta le rivolte dei cattolici contro
gli anglicani ma Elisabetta decide comunque di finanziare i viaggi a Roma per gli
aristocratici perch Elisabetta che era molto intelligente capisce una cosa
importante, capisce che il linguaggio della politica della diplomazia, della fine arte
del governo litaliano non solo da un punto di vista linguistico ma anche da un
punto di vista metaforico. Elisabetta I parlava benissimo litaliano. Elisabetta capisce
che bisogna imparare dagli italiani a fare politica. La politica delle alleanze, anche el
tradimento se necessario. La gestione della complessit era qualcosa di cui gli stati
italiani erano particolarmente audaci ma anche decisamente allavanguardia.
Comprendere i meccanismi della politica necessitava di comprendere i meccanismi
dei diversi stati italiani.
LItalia era amata e detestata perch era la culla del papato e quindi della corruzione
cattolica ma era amata perch era anche la culla di una cultura politica e di un arte
di vivere che i giovani futuri membri della classe dirigente dovevano imparare.
Lasciandosi impregnare da questi due elementi, il paesaggio certo ma anche la
cultura. Allora la bellezza italiana solo un espressione geografica? No la bellezza
italiana attraverso i territori sempre anche una costruzione culturale. Un
impalcatura tuttaltro che effimera che gi i primi visitatori consapevoli che si
recavano in Italia sapevano strutturare. LItalia era anche il paese delle tentazioni
per cui i giovani visitatori erano sempre accompagnati da un tutor. Nel tempo la
figura si evolse fino a diventare un esperto, un Cicerone. Tenete conto che lItalia
era vista veramente come un giardino dellEden ma come in tutti i giardini c
sempre il serpente delle tentazioni. Quindi tutti i visitatori, soprattutto inglesi, erano
messi in guardi dallaudacia e dallastuzia delle meretrici veneziane piuttosto che ai
costumi sessuali di tutti i tipi e di tutte le gamme. Spesso per i giovani andavano a
ricercare proprio questo, il piacere, anche sessuale se volete, ma che in prospettiva
ci dice gi che la bellezza dellItalia veniva associata alla ricerca del piacere, dello
stare bene. Ci che si vedeva in Italia veniva trasferito e germogliava altrove. Se noi
oggi in Europa vediamo echi del rinascimento italiano lorigine qui. Lorigine sta in
questi viaggiatori che sono venuti in Italia e che si sono lasciati permeare dalla
bellezza dei luoghi certo ma anche dalla capacit progettuale dei grandi artisti e
architetti italiani dellepoca e se la sono portata nel loro paese dorigine ibridando la
loro cultura locale. Invitando gli artisti italiani a raggiungerli nelle loro corti per
creare delle ondate culturali che noi oggi definiamo in vari modi che hanno le radici
in questa lettura culturale del territorio italiano.
Un esempio ne sono le architetture di Londra ricostruite in seguito allincendio del
1666 furono ricostruite in stile italiano e pi precisamente palladiano, questo
dovuto alla conoscenza approfondita che i viaggiatori e gli architetti soprattutto
avevano fatto delle architetture di Palladio e dei suoi quattro libri sullarchitettura.
La visita e lincontro non solo con la bellezza ma con la progettualit italiana diventa
un elemento di ibridazione e di feconda contaminazione per le culture che italiane
non sono. Di li a qualche anno anche John Evelyn fa un viaggio in Italia, Evelyn
comincia a darci una visione un p diversa del paese. La prima cosa che stupisce il
poeta quando attracca a Genova il profumo dei fiori della riviera. I gelsomini, i
chinotti che fiorivano nel golfo di Savona. Inizia ad annotare aspetti di quello che noi
chiamiamo il paese reale. Le condizioni di vita, una diversit territoriale straordinaria
e una attenzione appunto non solo a ci di pi visibile che colpisce, le rovine i
monumenti, ma anche a come si vive intorno a quelle rovine e a quei monumenti.
Tant che quando lui arriva a Roma certamente viene colpito dalla maestosit dalla
bellezza ma vedendo lo scempio che i romani facevano dei marmi antichi per
costruire nuovi palazzi. Questa febbrile attivit di costruzione della Roma
seicentesca rimane sdegnato vedendo le case costruite sul teatro di Marcello.
Ora ci che per i romani era normale, cio saccheggiare le vestigia ataviche per
costruire qualcosa di moderno, agli occhi di un visitatore straniero diventa un
affronto intollerabile. Quindi una visione esterna e estranea che da un giudizio
morale negativo rispetto a una prassi inveterata localmente. Per i romani la
spoliazione del loro stesso patrimonio era qualcosa che andava avanti
tranquillamente da secoli. Per chi quel patrimonio lo viveva come qualcosa di non
solo romani ma collettivo questa spoliazione assume toni e modi inaccettabili. Fu
Cristopher Rhen a leggere i piani regolatori che di Roma avevano fatto i pontefici
soprattutto Sisto V, Clemente VIII e Gregorio XIII per applicare questi piani regolatori
per la ricostruzione di Londra dopo il grande incendio del 1666. Se ne ha un chiaro
esempio nella cattedrale di San Paolo. La visita allItalia quindi ha certamente il suo
fulcro a Roma ma comprende luoghi come Genova come Napoli e qui cominciano
gi a crearsi un po di Clich, Venezia ci sono le cortigiane il cosmopolitismo e la bella
vita, Napoli i campi flegrei, il rapporto quasi viscerale con la natura e con il Vesuvio.
Arrivato a Venezia John Evelyn si lascia sorprendere dalla bellezza dei luoghi e dal
pensiero che le facciate pi belle non si affacciano verso le piazze ma verso il mare.
La bellezza come un biglietto da visita per chi si avvicina alla citt. Dopo qualche
tempo il visitatore inglese comincia a mutare un po la propria prospettiva anche
perch lItalia stessa a mutare il suo ruolo nello scacchiere europeo. Verso la fine
del 600 gli stati italiani sono stati dominati da altre potenze, sono stati che hanno
perso il loro smalto il loro ruolo politico. Anche la manifattura di lusso di cui lItalia
era sempre stata il centro perde un po di lustro mangiata viva dalle manifatture
francesi. Quando un inglese scende in Italia vede si tutte queste meraviglie ma prova
anche un grande orrore per la decadenza, la povert. I sudditi dello stato pontificio
vivono in condizioni miserabili le citt sembrano abbandonate. Vede certamente la
bellezza ma vede anche la decadenza. La lettura sociale del paesaggio determina la
svalutazione del paesaggio stesso. Dove ci sono miseria e decadenza non pu esserci
bellezza eppure c fascino c fascinazione. Gi nelle note di Edison noi notiamo
questo elemento di piacevole orrore che diventer lelemento di rilancio del Gran
Tour in Italia ovvero lidea del sublime. Che cos il sublime? Il sublime non il
bello.. appena sotto il limite raggiungibile, qualcosa che ci spaventa, che ci
sgomenta, mentre bello tutto ci che piccolo grazioso ben fatto piacevole, il
sublime lorrore, ci che scava dentro di noi una voragine tale da farci temere
per la nostra stessa vita. Allora il sublime paura? No, il sublime una sorta di
contemplazione dinamica, una sorta di vertigine causata da una visione
incommensurabile. Lestremamente ampio lestremamente grande e lontano. Il
sublime sempre in relazione alla persona, allaltezza delle montagne alla
profondit delle valli. Qualche cosa che non proprio bello ma affascinante, che
genera un emozione altrove non trovabile. Francesco I di Valois fu il primo a
rendersi conto e a innamorarsi dellItalia. il primo monarca Italienne per cos dire,
che dellItalia ama la cultura la bellezza lo stile di vita che cerca in qualche modo di
portare in Francia. Ma fu evidentemente sua nuora Caterina DeMedici moglie di
Enrico II a portare avanti questo discorso. Michel de Montaigne lascia una
testimonianza molto significativa dellItalia, i suoi diari purtroppo vennero resi noti
quasi 200 anni dopo la sua morte. Questo filosofo abbastanza realista nei suoi
approcci visita lItalia ocn un attenzione davvero straordinaria per quei tempi.
Lui ci fa capire una serie di ragioni diverse da quelle allora imperanti per dire che
lItalia era bella. Non solo i mirabilia, non solo i monumenti, le vestigia romane, i
templi. Lui ci fa capire che lItalia bella anche per la gestione dello spazio urbano.
Fa notare come sono stati bravi gli italiani a legare la bellezza del paesaggio con le
necessit culturali e produttive delle loro citt. Ecco che locchio del filosofo ci
restituisce anche altri punti di vista. LItalia bella perch ci sono i monumenti?
Certo. LItalia bella perch c una natura amena? Si. Ma lItalia bella perch
abbiamo sempre saputo legare anche le asperit del terreno a una e
ricerca di armonia e bellezza che fosse al contempo produttiva quindi utile e
inimitabile. Attraverso questa maestria nel trasformare lambiente.
Montesquieu ci apre gli occhi sullarte e sulla bellezza e capisce cosa sia il gusto.
Diderot e Dalambert le convincono a scrivere la voce GUSTO nellEnciclopedia, e
Montesquieu arriva a una definizione di gusto proprio dopo il suo viaggio in Italia.
Lui dice che per capire cos il gusto bisogna capire che cos quel certo
Je ne sais qua, quel certo non so che. Lui per esempio lo riscontra in Raffaello nella
Madonna del prato. prospettiva ordine proporzione natura, una nuova
interpretazione continua del classico. Ci sono caratteri dei territori che cominciano a
essere letti e visti in questo continuo scambio di cultura. Tutti questi visitatori se ne
vanno via a mani vuote? Ogni visitatore desidera portare con se qualcosa che
testimonia la meraviglia che hanno potuto osservare. Alcuni si fanno ritrarre con
sullo sfondo le rovine o i palazzi che hanno visitato. Molti finanziano degli scavi per
portarsi via i marmi e le antichit che vengono rintracciati. In questo il porto di
Livorno diventa il porto dal quale salpano tutte le navi cariche dei marmi e le
antichit trovate soprattutto dagli inglesi. Si cominciano a ricercare quelle
peculiarit che spesso sono diventati folklore o spesso cariche di significati fasulli ma
che a quei tempi erano una testimonianza straordinaria. Pensate al micromosaico
romano, quando i mosaicisti finiscono di lavorare a San Pietro trasferiscono le loro
conoscenze su altri oggetti quindi iniziano a creare mobili o gioielli con questa
tecnica. Anche per i tedeschi, per tedeschi si intendono tutti i popoli del nord, il
Gran Tour in Italia assume un aspetto di particolare importanza. La visita a Venezia
di Goethe ha avuto una ridondanza e un esito fondamentale per la storia dellarte e
per la storia della cultura. Goethe arriva in Italia nel 1786 e torna in Germania nel
1788. In questi due anni Goethe matura tutta una serie di intuizioni che poi
sarebbero rimaste fondamentali per il suo pensiero. Arriva a Venezia, visita la scuola
grande di San Rocco con i quadri del Tintoreto, visita il convento di San Giorgio e
Goethe dice, locchio si educa secondo gli oggetti che assuefatto a vedere
dallinfanzia, ecco perch il pittore veneziano deve necessariamente vedere tutto
pi luminoso e pi sereno, noi popoli del nord non possiamo rappresentare nei
nostri paesi uno spettacolo cos lietificante. La lietezza la gioia il piacere che
avevamo gi visto essere caratteri importanti per il viaggiatore. Secondo Goethe la
realt si conosce attraverso la natura e larte si completa attraverso larchetipo. Era
molto fiero della sua teoria dei colori che venne pubblicata nel 1820 ma che prende
lavvio da qui, da questo viaggio in Italia, da questa comprensione che il colore nasce
dallinterazione fra la luce e le tenebre. Questa sua teoria dei colori per cui
leducazione dellocchio nasce da un certo tipo di visione da un certo tipo di
sollecitazione avrebbe influenzato profondamente la filosofia tedesca del suo
tempo. Goethe vede una natura che gli parla e che lui riesce a leggere in una
maniera omnicomprensiva. La natura che Goethe vede in Italia come intermediaria
tra lumano e il divino gli rivela tutto quello che gli altri viaggiatori non hanno visto.
Cio che c un disegno tracciato in maniera molto sottile fra la bellezza della natura
la bellezza di ci che viene creato. Solo un intelligenza superiore in grado di
riconoscere questo straordinario disegno. Goethe arriva a capire la centralit
delluomo rispetto a tutto questo sentimento di bellezza che tutti i visitatori
avevano colto. Questa il luce la bellezza italiana dei territori che tutti ammirano e
che tutti vedono in tutte le sue forme variopinte e che Goethe arriva a distillare in
maniera straordinaria. Goethe ci racconta quello che Virgilio ci aveva gi detto
molto bene, ci racconta questo dialogo inscindibile tra la natura naturans quella
delle Bucoliche e la natura naturata quella delle Georgiche. I paesaggi dei territori
italiani che sono fonte di delizia e di dolcezza della natura, fonti di sgomento per le
incommensurabili profondit che possono creare, un senso di sublime come
abbiamo visto. Ma anche la natura naturata ovvero ci che la mano delluomo in
grado di apportare al territorio non per deprivarlo, non per depravarlo ma per
renderlo come una seconda natura. Una concezione evidentemente originale che
segna tutta una serie di punti, la curiosit ma anche lordine, la variet, pensate a un
viaggiatore che scendendo dal Brennero incrociava lisola Bella e arrivava a Napoli.
Che variet straordinaria riusciva a scorgere e a vedere. La simmetria ma anche il
contrasto, un gusto naturale ma anche un gusto acquisito. Le contrade le citt sono
belle in rapporto alla natura, alla natura umana. Tutto questo viaggio che noi
abbiamo fatto ci viene dagli occhi degli altri, ci viene dagli occhi di coloro che hanno
analizzato visitato e amato il nostro paese. I territori devono essere messi in rete,
bisogna raccontare una storia che unica al mondo e che una storia corale,
collettiva. Se vuoi partite da Bolzano e arrivate a Siracusa non sempre trovate una
saggezza nella valorizzazione dei territori stessi. A volte queste estreme differenze
vengono viste come un ostacolo a trovare un linguaggio comune con cui parlare ma
non cos. Ci sono delle differenze di quantit che automaticamente diventano
delle differenze di qualit. Perch tutta questa straordinaria differenza questa
diversit diventa un vantaggio competitivo straordinario che i nostri territori
presentano qualora non vengano rovinati, deturpati. Sapete quante opere di
Shakespeare sono ambientate in Italia? Romeo e Giulietta a Verona, Otello a
Venezia, il mercante di Venezia a Venezia, il Giulio Cesare a Roma, la Bisbetica
Domata a Padova, il Racconto dinverno a Messina, i Due gentiluomini di Verona, il
Coriolano a Roma, Molto rumore per nulla in Sicilia. Quante produzioni
cinematografiche italiane sono state fatte per raccontare queste citt?
Pochissime.. la storia gi scritta, perch noi non siamo in grado di cogliere queste
opportunit straordinarie per raccontare le nostre citt i nostri territori attraverso
locchio incantato e innamorato di un genio come questo? Quanto hanno
contribuito questi racconti alla mitologia dei territori? Pensate che i turisti vadano a
Verona per vedere lArena o i quadri del Veronese? No vanno per vedere la casa di
Giulietta. C una mitologia incredibile dei territori, riusciamo a creare il turismo del
romanticismo per andare a vedere il balcone finto. Ma quante opportunit ci
sarebbero di raccontare con autenticit quello che gi c e che non riusciamo a
cogliere? Non riusciamo neanche a capire quali sono i vantaggi che i nostri territori
potrebbero offrire quando gi stato tutto scritto, quando gi presente, quando
c gi pronto lincanto e la scintilla che pu nascere? Vogliamo fare un catalogo del
bello? Dove si fanno le scarpe pi belle del mondo? A Vigevano sulla riviera del
Brenta in Romagna nelle Marche e a Napoli. La carta a Fabriano e ad Amalfi. Il vetro
di Murano, il vetro di Empoli, la seta a Como e a San Leucio, i broccati di Firenze,
Venezia e Genova, lalabastro a Volterra la ceramica da per tutto. La nautica a
Viareggio Ancona Napoli, la liuteria a Cremona, loreficeria a Valenza e Vicenza la
moda a Milano, lenogastronomia ovunque, il marmo a Carrara il cristallo a Colle val
dElsa. La bellezza italiana passa anche attraverso questo. Attraverso questa catena
produttiva meravigliosa che i territori offrono attraverso il loro genius loci. Serve
qualcuno che abbia la cultura del progetto per riattivarla, che abbia questa visione
formale di quello che deve essere la bellezza di domani. Leccellenza di oggi ha radici
antiche e difficilmente queste radici sono legate solo allestro. Sono sempre legate a
una riflessione, a una progettualit che oggi dimenticata? A Venezia abbiamo
notizia di fornaci per la lavorazione del vetro dal 960. La liuteria cremonese stata
inserita dallUnesco nei patrimoni immateriali dellumanit cio le oltre 150
botteghe fra Cremona e provincia dove lavorano i maestri liutai che creano
strumenti ad arco. C un saper fare che lUnesco a visto essere un patrimonio del
mondo perch i violini di Cremona sono eredi di una tradizione secolare degli
Stradivari degli Amati dei Guarneri del Ges che sono apprezzati in tutto il mondo.
Uno dei centri pi importanti della ceramica in Italia Faenza dove c un museo
che non bello, straordinario. Se fosse a Parigi sarebbe osannato ma invece a
Faenza e quindi viene poco considerato. un posto meraviglioso dove vi assicuro
vedete degli oggetti molto belli e uscite con gli occhi pieni di meraviglia e anche con
un orgoglio per tutte le innovazioni tecniche che sono state fatte nel corso degli anni
per avere una ceramica sempre pi perfetta. In Italia si estrae loro? NO ma in Italia
si lavora il 40% delloro mondiale nei distretti i Arezzo Vicenza Valenza per la
gioielleria. Che cosa si riscontra in questi territori? Non la materia prima ma si
riscontra una capacit di trasformazione della lavorazione che i territori hanno
saputo coltivare e valorizzare. Quella che veniva definita la principessa saggia, Anna
Maria Luisa deMedici, lultima Granduchessa dei medici a reggere il Granducato di
Toscana. Il fratello Giangastone mor senza eredi, lei che aveva sposato il principe di
Dusseldorf , lelettore palatino, per questo dette lelettrice Palatina, scese in
Toscana in fretta e furia per gestire il passaggio del Granducato dalla dinastia dei
Medici a quella che limperatore dAustria aveva individuato nei Lorena. I Lorena
affamati di soldi affamati di denaro avrebbero spogliato la citt in men che non si
dica. Anna Maria Luisa dei Medici, nel 1743, pensate una donna, torna a Firenze e
scrive un documento che ha valore di trattato internazionale. Il Patto di Famiglia,
che depositato alla cancelleria imperiale di Vienna, ed grazie alla visione di
questa signora che oggi noi quando andiamo a Firenze vediamo tutte quelle
meraviglie perch la principessa aveva capito che la bellezza e larte dovevano
essere usate per ornamento dello stato, per lutilit del pubblico e per attirare la
curiosit dei forestieri. Con il suo Patto di Famiglia lei ha capito che la bellezza ha un
valore straordinario per i territori e che a tutelata.