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ARTE BUDDHISTA GIAPPONESE

Prima parte: dalla Corea al Giappone

Larte Buddhista giunge in


Giappone per il tramite della
penisola coreana. Per capire
larte buddhista dellestremo
oriente necessario dunque
analizzare anche i culti pre-
buddhisti della Corea e del
Giappone che hanno
contribuito poi ad influenzare
anche larte buddhista.
Chlmun motivo a pettine del primo
vasellame coreano
La produzione di ceramica nella penisola coreana attestata dal 7000
a.C. e si ritiene uninfluenza cinese.
Il nome chulmun indica il motivo che decora
spesso questi vasi, che sembrano rigati con
i denti di un pettine.
In Corea troviamo anche un numero imponente
di dolmen, circa il 40% di tutti i dolmen noti.
Importante anche la produzione di specchi in bronzo lucidato, i quali
sono tipicamente di stile cinese. Mentre per gli specchi cinesi di solito
venivano appesi legandoli per il manico centrale, in questo caso
troviamo due asole (300 a.C. circa).
Vasi che assumono forme legate
alla natura e agli animali.
Famoso questo vaso a forma di
uccello-barca. Le forme sono molto
semplici come anche il materiale
utilizzato (terracotta non lavorata),
tardo 2/3 secolo.
Vaso rituale con decorazioni sotto la vetrina/invetriatura (ash glaze)
Regno di Silla 5-6 sec.
Verso il IV secolo d.C. giunge in Corea, per tramite
della Cina, il buddhismo. Il primo dei regni di corea
che adott la fede fu Koguryo (372 a.C.) seguir
Paekche (384) e Silla (528) per ultimo.
Il primo tempio buddhista della Corea fu il Pulguksa.
Un notevole successo ebbe liconografia del
Maitreya assiso (il Buddha del futuro), in coreano
Miruk. Il Maitreya seduto alleuropea ed appare
come un giovane principe Bodhisattva, riconoscibile
dagli attributi della corona e dalla veste monastica.
La posa della mano destra in vitarka mudra. Questa
iconografia divenne molto popolare tra i giovani
aristocratici noti come hwarang.
Con la salita al potere degli Wei settentrionali in
Cina anche larte coreana viene influenzata: visi pi
squadrati e meno rotondeggianti, maggiore
geometricit e staticit della posa. Drappeggio
caratteristico.
Nel 668 il regno di Silla
unifica la penisola coreana
conquistando Koguryo
(precedentemente aveva gi
conquistato Paekche) e decide
di emulare il modello cinese
tramite una grande riforma
culturale. Lo stile cinese del
periodo era quello dei Tang
(dinastia che ha inizio nel
618) pi vicino allestetica
indiana. Ritroveremo questo
stile nel tempio rupestre
coreano di Sokkuram
dellottavo secolo. Il tempio
interamente scolpito in pietra
tanto da far pensare che sia
scavato allinterno di una
montagna. Unenorme statua
del Buddha giace circondato
da 41 divinit scolpite nella
pietra e sormontata da una
cupola in stile indiano.
Nellottavo secolo vengono anche prodotte
numerose statuette di piccole dimensioni in
bronzo dorato, probabilmente per seguire il
culto nel privato della propria casa. Molti di
questi bronzetti sono oggi conservati in
Giappone. Notare la gestualit: abhayamudra
(rassicurazione) nella mano destra e
varadamudra (assoluzione dei desideri). La
veste riporta certe geometrie coreane e la
testa appare sproporzionata rispetto al resto
del corpo.
Questa singolare statua un Maitreya
gigante in pietra. Alcuni hanno suggerito
influenze artistiche dallo sciamanesimo
coreano nella rappresentazione grottesca
della figura.
Tempio Kwanchok
10-11 secolo
La triade Avalokitesvara, Amitabha e
Mahasthamaprapta diventa classica in
Corea nel periodo Koryo. Nelle
rappresentazioni della triade il pi
grande sempre Amtabha, il che
stabilisce una chiara gerarchia. Le vesti
sono estremamente decorate da intricati
motivi e il colore applicato anche sul
retro della tela per una maggiore
intensit. Il movimento flessuoso
(tribhanga) della posa dei personaggi un
rimando allarte indiana.
Lo sfondo non decorato per dare
maggior risalto alla scena. La veste di
Amitabha ricoperta da un motivo a
cerchi tipicamente coreano.
Nello sviluppo di questa triade le figure
iniziano a porsi sempre pi in diagonale,
ad indicare una certa dinamicit, che
anticiper la forma dei dipinti dinamici
come lapproccio accogliente. La triade
rivolta di fronte allosservatore per
favorire una certa interazione intima
(encounter iconography).
Molti dipinti di Koryo
rappresentano il sugi ossia il
momento in cui il defunto rinasce
nella terra pura di Amitabha ed
apprende le fasi per il
raggiungimento della bodhi. Questa
triade particolare perch invece di
Mahasthamaprapta insieme ad
Amida ed Avalokitesvara c
Ksitigarbha, il Bodhisattva detto
ventre della terra e riconoscibile
dalla testa rasata come quella di un
monaco. Ksitigarbha presiede le sei
possibilit di esistenza ed aiuta i
fedeli a fuggire dai livelli pi bassi
dopo la morte guidandoli.
Molti dipinti che rappresentano la
triade di Amitabha e Avalokitesvara
che con un raggio di luce preleva
lanima del defunto. Questi dipinti
sono unanticipazione del raigo in
Giappone.
In questa rappresentazione Ksitigarbha
addirittura la figura centrale (lo riconosciamo
dal suo solito copricapo, la testa rasata e la
veste) accompagnato dai dieci re degli inferi, un
elemento di derivazione cinese, ma questo
dipinto lunico caso dove sono rappresentati
tutti insieme.
Nella biblioteca segreta di Dunhuang sono stati
ritrovati dipinti su seta di Ksitigarbha con lo
stesso copricapo. In quetso dipinto riccamente
ingioiellato e siede a gambe incrociate. Grande
attenzione stata posta alla colorazione e ai
dettagli. Altri attributi di Ksitigarbha sono il
cintamani ed il bastone khakkhara dai sei anelli.
Durante il periodo Choson questo culto si
sviluppa separatamente ed individualmente.
Una delle numerose forme di Notiamo in alto la
Avalokitesvara anche quella di luna bottiglietta kundika: un
acquatica come vediamo in questo dipinto. oggetto sacro utilizzato
Lopera realizzata su un rotolo di seta nelle pratiche monastiche
verticale e raffigura Avalokitesvara gigante e nei riti di purificazione,
ed antropomorfo. Fedele allo stile coreano, contiene al suo interno
riccamente ornato da gioielli (un fatto un rametto di salice. Le
distintivo rispetto alle versioni giapponesi, kundika sono oggetti
pi sobrie) come si addice al Bodhisattva tipici della ceramica
quale . Non ci troviamo per in una terra coreana:
pura, bens in una grotta nel sud della Cina
che si dice sia una delle sue dimore. La
posa del piede lalitasana simbolo di
rilassatezza. Nella composizione troviamo
anche Sudhana, un ragazzo che
intraprende un viaggio per incontrare
cinquanta divinit tra cui Avalokitesvara.
Il racconto riportato nellAvatamsaka
sutra. Notare la corona che contiene una
figura di Amitabha, altro segno che lo
identifica insieme agli abiti di foggia
monastica.
Una kundika con Brocca per il vino modellata Maebyng blu gres con
decorazioni intarsiate di gru
decorazioni di crisantemi con forme della natura (un volanti e nuvole sotto
intarsiati (sanggam) sotto melone) ed incisioni invetriatura celadon (13-14
uninvetriatura secolo).
decorative a forma di
tipicamente coreana. bamb sotto vetrina Motivi decorativi leiwen
12mo secolo. tipicamente cinesi.
celadon (12mo secolo)
Giappone pre-buddhista
Il Giappone Jomon produce il vasellame pi
antico al mondo, chiamato cos perch
decorato con lausilio di cordicelle. Oltre al
vasellame produce statuette (dogu) religiose di
stampo animistico e matriarcale (donne
steatopigie, creature mistiche etc.)
Dopo il periodo Jomon, con migrazioni dal continente, emerge la
cultura Yayoi. Oltre a innovazioni nella ceramica vediamo produzione
di particolare campane rituali (dotaku) e gioielli (magatama).
Con il periodo Kofun (250/300 d.C.) vediamo la creazione di enormi tumuli funerari a
forma di serratura.
A guardia di questi tumuli
troviamo statuette rituali
haniwa poste sopra le enormi
colline. Gli haniwa
rappresentano sia guerrieri,
persone (o spiriti) che
oggetti, vasi e altro.
Specchi di bronzo del periodo Kofun. Alcuni con decorazioni
delle opere architettoniche dellepoca, altri (chokkomon) con
stili astratti, pi cinesi.
Lo stile antico di stampo austronesiano che prevedeva luso di legno
e palizzate conservato nella costruzione nel naiku dei santuari
shinto.
Shikinen sengu: rito di ricostruzione del santuario, ventennale nel caso
di Ise Jingu
Ise ha quattro palizzate concentriche dove non pu entrare nessuno
eccetto il sacerdote ed alcuni membri della famiglia imperiale
Sistema semplice di palizzate e
palafitte di legno, tetto di corteccia
molto semplice.
Sul tetto sono presenti dei tronchi
di legno (nove nel caso di Ise) detti
katsuogi. La funzione originaria era
quella di tenere fisso il tetto e la
corteccia che formava il tetto.
Questo scopo oggi si perso ma
rimasto per determinate il grado
delllite.
Chigi: intersecazioni a croce
decorative aggiunte.
Il santuario di Izumo Taisha
pi antico di quello di Ise
anche nello stile. Risale al
settimo secolo ed nella
prefettura di Shimane.
Dedicato ad Okuninushi. Lo
stile taisha zukuri pone
lingresso sul lato corto
anzich sul lato lungo e
allinterno c un pilastro.
Altri santuari come Omiwa
non hanno lo shintai essendo
la montagna stella il corpo
del kami. Omiwa ha per una
sala del culto haiden.
Uno dei primi templi costruiti
dal clan Soga (Umako per la
precisione) fu lAsukadera che
rappresenta il primo tempio di
grandi dimensioni della prima
met del settimo secolo. Il
tempio ha tre sale del culto di
matrice coreana. Le sale golden
hall contengono le immagini, le
statue dorate per il culto. Il
modello coreano possiede tre di
queste sale.
Risale al taro sesto secolo.
Il primo tempio costruito
da Shotoku Taishi nella
zona di Osaka fu un
tempio dedicato ai
quattro guardiani
(Shitennoji). Quello
attuale una
ricostruzione ma rimane
di antiche origini. La
pianta pi assiale e si
limita ad ospitare, a
modello pi cinese, solo
una pagoda e una sala del
culto.
Lo stile molto cinese.
Lo Horyuji di Nara uno dei templi buddhisti pi antichi e importanti.
Edificio ligneo pi antico al mondo ed esemplare di architettura
buddhista in stile cinese pi antico tra quelli esistenti.

Al tempo della sua


fondazione aveva il nome
giapponese di
Wakakusadera. Fu
completato nella prima
decade del settimo secolo
ma distrutto da un
incendio e ricostruito tra
la fine del settimo e
linizio dellottavo. A quel
punto il nome fu
cambiato in Horyuji.
Il peso degli imponenti tetti non retto dai muri ma da un sistema di
pilastri e travi ken. I muri non sono portanti. La formazione
modulare e si definiscono sulla base degli spazi intercolonnari.
Notiamo una certa asimmetria. Il
piano rigidamente assiale cinese qui si
scompone un po. Lingresso
principale chumon si trova a sud ed
protetto dalle statue dei guardiani.
La pagoda ha un sistema decrescente
di tetti che culminano nellombrello
rappresentazione dellasse cosmico.
Lasse centrale della pagoda un
pilastro unico che attraversa tutta la
torre. In Giappone non ancorato al
Lasse della Pagoda rappresenta lunione tra cielo e terra, suolo per funzioni preventive in caso
anche qui abbiamo pilastri che reggono i tetti e muri non
portanti.
di terremoti.
La Pagoda levoluzione estremo orientale
dello Stupa. Lafuneraria
funzione della Pagoda conserva lidentit
dello Stupa quindi salvo rare eccezioni
non contiene oggetti di culto al suo interno.
Altri esempi di Pagode estremo orientali

I pilastri sono supportati da


un sistema molto complesso di
travi di sostegno, che hanno
anche funzione ornamentale.

Notare il tetto singolare.


Tetto a spioventi troncato
con una parte trapezoidale
superiore.

Sono evidenti le
differenze con
larchitettura tradizionale
giapponese.
Larchitettura cinese
esportata ha la base in
pietra mentre in
Giappone si utilizzavano i
pilastri per sollevare da
terra ledificio.
Allinterno del kondo (sala doro) dello
Horyuji presente una scultura di
Shaka in abhayamudra (rassicurazione) e
varadamudra (desideri esauditi)
affiancato da altri due bodhisattva.
Notare gli abiti che terminano con una
svasatura a lisca di pesce e il drappeggio
dello Shaka che ricopre tutto il trono
che ricordano molto nello stile cinese
degli Wei settentrionale. Anche se
lesempio giapponese mostra una
maggiore plasticit.
Il piedistallo del trono era ricoperto da
dipinti ma oggi sono mal conservati.
Kannon dello Yumedono
Buddha nascosto (Hibutsu)
conservato nella sala
ottagonale dello Horyuji.
Tempietto Tamamushi Zushi
Il nome tamamushi indica il fatto che inizialmente
fosse decorato con iridescenti elitre di un insetto
raro inizialmente incastonate in degli elementi
decorativi metallici lavorati a giorno (traforati).
Questa cappella votiva a tutti gli effetti un
modellino di kondo che riproduce fedelmente le
caratteristiche dellarchitettura dellepoca;
ritroviamo il tetto doppio lo spiovente sul trapezio
troncato, un sistema di travi che aiutano i pilastri a
reggerne il peso.
Primo e forse unico esempio di uso di pittura a olio
(oltre che lacca) in Giappone (olio vegetale ricavato
dallo shiso) che ritraggono scene di jatakas. Il
kondo in alto era inizialmente aperto e ospitava una
statua. Le ante sono decorate da coppie di
Bodhisattva e di guardiani. Il Jataka pi studiato
una scena del principe Mahasattva, pittura su lacca.
Contrasto stilistico:
gli elementi che
compongono il
paesaggio sono
molto stilizzati
mentre notiamo un
maggiore
naturalismo nelle
figure. La tecnica
prevede, oltre la
lacca, anche lolio di
shiso che un
rarissimo esempio
per il Giappone.
Triade Amida accompagnato da Seishi
e Kwannon. Non si tratta di un
affresco ma di una pittura parietale.
Notare i contorni color carne, bruno-
rossastro, caratteristica di tutta la
pittura buddhista in Asia orientale.
Mudra della predicazione (variante
del dharmacakra).
Gli attributi dei due Bodhisattva che
lo accompagnano ci petmettono di
identificarli: Kwannon porta un
piccolo Buddha Amida seduto nella
sua corona mentre Seishi porta una
fiaschetta del tipo kundika sempre
nella corona. Stilisticamente questo
dipinto riconosciuto come connesso
alla pittura del V secolo del tipo
Gupta. Tribhanga, posa flessuosa.
Triade Yakushi dello Yakushiji in bronzo (periodo Hakuho)
In genere riconosciamo lo Yakushi per la presenza della ciotola della medicina. In questa triade non presente
ma forse originariamente ce laveva. Yakushi affiancato da due Bodhisattva nella tribhanga pose: Nikko e
Gakko. La triade posta nel tempio dedicato e originariamente non aveva le aureole dorate, che sono state
aggiunte successivamente forse nel periodo Heian. Le statue risalgono allinizio dellottavo secolo invece.
Le decorazioni del trono
rivelano lo stile cosmopolita ed
internazionale dei Tang.
Ritroviamo gli Yakshi, figure
demoniache che dimorano nella
natura incorporate nel
buddhismo come benevole e
spesso rappresentate come
soggiogate al volere degli
Shitenno. Ritroviamo anche il
motivo delle foglie di vite che
sono riprese dallAsia
occidentale, la persia in
particolare.
Il Todaiji di Nara, enorme
(64 cho) complesso fatto
costruire sotto limperatore
Shomu. Notiamo a sud la
porta principale nandaimon e
ben due pagode ai lati della
strada che conduce al
daibutsu-den (sala del grande
buddha). Il complesso ospita
un gran numero di altri
padiglioni minori come il
kwannon-in e la sala per la
lettura del sutra del loto
(hokkedo) o ancora il kaidan-in
la sala delle ordinazioni dove
sono ospitate quattro statue
di shitenno.
Lattuale daibutsu-den una ricostruzione del periodo Edo come la
statua del grande Buddha al suo interno, essendo loriginale andato
distrutto prima con la lotta tra i Taira e i Minamoto.

Pentiti, i Minamoto
fecero ricostruire il
Todaiji non appena
ascese al potere il
Bakufu. Venne
costruita prima la
colossale statua in
bronzo e
successivamente il
padiglione attorno ad
essa.
Il Daibutsu costruito originariamente venne
consacrato nel 752 con la cerimonia
dellapertura degli occhi con laiuto di un
monaco indiano invitato appositamente. Il
Daibutsu rappresentato il Vairocana
dellAvatamsaka sutra della scuola Kegon.
Stilisticamente lattuale
statua non ci dice nulla del
periodo Nara. Sappiamo
che il modello si ispirava
al grande Buddha della
grotta di Lungmen.
Il trono a fiore di loto su
cui siede rimasto quello
originale e ci pu dare
unidea di come fosse la
statua prima della
ricostruzione.
I numerosi Buddha incisi sui petali
del fiore di loto del Daibutsu (ogni
petalo rappresentava un Buddha in
un suo mondo) ci rivelano
loriginale stile Tang di matrice
indiana che aveva la statua. Notare
le spalle larghe, dita sottili,
anatomia non occultata dalla veste.
Unaltra raffigurazione del
Daibutsu originario riportata
nello Shigisan engi emaki.
Oltre al bronzo i materiali pi popolari nel periodo Nara per la
costruzione delle statue erano la Lacca, lArgilla e il Legno. La tecnica
kanshitsu zukuri ossia a lacca secca era estensivamente usata.
Vi erano due principali tecniche per
costruire statue in lacca: la dakkatsu
kanshitsu e la mokushin kanshitsu. La prima
prevedeva luso di uno scheletro interno
per facilitare la modellatura delle forme.
Loriginaria impalcatura rudimentale
veniva riempita da materiale per dare
volume e successivamente si applicavano
diversi strati di canapa intrisa nella lacca
liquida. Una volta terminata la statua la
si svuotava della consistenza interna
lasciando la statua cava (o al massimo con
limpalcatura). Nella seconda tecnica
invece troviamo un cuore in legno
intorno al quale si modellavano le forme
con strati di lacca.
Lo Hokkedo (sala lettura del Notiamo allinterno di questa sala
una composizione di statue molto
sutra del loto) del Todaiji particolare. Laltare interno allo
hokkedo ospita principalmente il
Fukukenjaku Kwannon un Buddha
esoterico in lacca secca ed un
hibutsu dietro il Kannon. Si tratta di
un guardiano semplice
(Shukongojin) scolpito in argilla
policroma e schermata da una
specie di baldacchino.
Essendo un guardiano
generico kongojin (in sanscrito
varapala) non si tratta di un
Buddha ma mantiene il titolo
di Hibutsu. Notare la
policromia ben conservata e
lespressione grottesca.
Linamovibile Fudo
Nella sala delle ordinazioni kaidanin sono
conservati i quattro guardiani direzionali
Le statue del Kondo del Toshodaiji, un
tempio molto piccolo costruito praticamente
per Ganjin (originario di Yangzhou)
utilizzando pezzi stessi del palazzo
imperiale.

La triade del Kondo composta da un Buddha seduto


al centro in LACCA SECCA, probabilmente
rappresentante Varocana seduto su un trono di mille
petali con mille Buddha nellaureola. Alla sua sinistra
invece c una statua di Yakushi scolpita col
MOKUSHIN KANSHITSU mentre a destra una Stile superumano, anatomia non occultata,
statua di Fukukenjaku Kwannon dalle mille braccia materiale che ricalca lo stile cinese (lacca e
(sono scolpite veramente mille braccia) che uno dei terracotta). nel Toshodaiji che avvengono
primi esempi esoterici. i primi esperimenti di creazione di statue
ichiboku zukuri non decorate.
La statua di Ganjin in LACCA
SECCA ed CAVA dentro.

Stilisticamente possiamo utilizzare il


termine realismo per descrivere il
panneggio naturale e lespressione
del monaco ancora nellambito
dellidealizzazione.

Gli occhi sono chiusi per ricordare la


cecit, oltre che rimandare alla
profonda meditazione anche
suggerita dal viso.
YAKUSHI BUDDHA del Toshodaiji.
MOKUSHIN KANSHITSU.
Cominciamo a notare come dallo stile
Tang, pi naturalistico, questa statua sia
pi manieristica, ma secondo i
giapponesi ancora stile indiano, riferito
al manierismo delle pieghe delle vesti
che rimanda allo stile indiano. Tardo
ottavo secolo.
Successivamente con Ganjin si iniziano a
scolpire statue in blocco unico dalla
stazza molto pi imponente, che
incutevano timore. Secondo Ganjin era
necessario un ritorno al buddhismo
originario.
Standing Yakushi del Jingoji di Kyoto
(anno 794).
Notare come la stazza sia molto pi
imponente rispetto alla precedente. Alta a
grandezza umana (170 cm). Le statue di
questo nuovo stile sono in genere
indecorate. In questo caso fanno
eccezione i riccioli (con tracce di blu) e le
labbra (di rosso). Notare lo stile
manieristico pi che realistico del
panneggio. Dallinizio del periodo Heian
si inizia a scolpire praticamente
esclusivamente in legno e questa statua
ne un esempio importante. Rispetto alla
statua precedente la sua imponenza le d
un effetto meno naturale, sebbene la
statua di Yakushi del Toshodaiji fosse pi
idealizzata.
Il sistema ichiboku zukuri era un sistema di
scultura in legno; riduttiva e non additiva.
Gradualmente dal sistema a singolo blocco si
passa al sistema di assemblamento a pi
blocchi, un sistema che divenne popolare dal
periodo medio Heian in poi.

Il sistema a blocchi multipli yosegi


zukuri consisteva nello scolpire
singole parti (fino a 50 diversi blocchi)
poi messi insieme per costruire la
statua. Ci consentiva di
rappresentare meglio i dettagli e
fornire una maggiore versatilit
scultorea.
In India si usava
principalmente il legno di
sandalo (per le leggende
quasi sacro, essendo la prima
statua di Buddha realizzata in
sandalo) il che rimandava
anche al profumo emanato
dalla qualit del legno.
Mancando il sandalo in Asia
orientale, per scolpire le
statue venne scelto un altro
legno aromatico: il kaya o
lhinoki.
Heian Period (7941185)
Nel periodo Heian con lo spostamento
della capitale a Kyoto (fondata da
Kanmu) si confinano i templi ai margini
della citt per allontanare il potere del
buddhismo. Lo stile degli edifici vede un
ritorno allo stile tradizionale giapponese
ma la planimetria ancora rimane fedele
alle norme confuciane cinesi.
Ma a Kyoto col tempo la simmetria si
spezza e gli imperatori reggenti
costruiscono residenze fuori dalla griglia
assecondando le irregolarit del
paesaggio (con conseguente moltiplicarsi
dei fulcri di potere).
Il fiume Kamo fu addirittura deviato per
migliorare la situazione geomantica.
Gli storici dellarte dividono il periodo Heian. Diviso tra Early, Medium, Late prende anche
dei nomi alternativi. Il primo periodo (Early) prende il nome di regno Jogan, periodo in cui il
buddhismo esoterico era dominante a Kyoto con le scuole Tendai e Shingon ed abbiamo un
proliferare di templi di montagna come il Muroji (che non si trova proprio a Kyoto ma vicino
a Nara).
Notiamo che nel suo Kondo
la simmetria originaria
cinese del tutto trascurata
poich in montagna gli
edifici dovevano adattarsi
alle irregolarit del terreno.
Pur mantenendo la base in
pietra cinese c luso dei
pilastri in stile giapponese e
luso massiccio del legno
cos come il tetto di
corteccia.
Il Muroji possiede una sala speciale
dedicata a Maitreya (Miroku-do) che
conserva (non si sa perch) una statua di
Shaka seduto (ovviamente tutta in legno
visto il primo periodo Heian). La statua ha
perso lusnisa che si staccato. Notiamo
lassenza di giunture quindi scolpita a
blocco unico. La mano sinistra tiene un
lembo della veste ma la cosa pi peculiare
che dobbiamo notare sono le particolari
pieghe della veste definite honpashiki
(motivo a onde) in riferimento alla
peculiare profondit che si sperimenta
toccando le pieghe (lincavo tangibile).
Oltre a questo notiamo in basso due
pieghe a riccioli che non hanno nessuna
spiegazione stilistica se non per il fatto che
essendo il Giappone isolato in quel
periodo per scolpire utilizzava dei modelli
dipinti. I riccioli sono il rimando ai
modelli disegnati dove i riccioli sono
presenti per rappresentare le pieghe.
Nel periodo Heian con linfluenza
del buddhismo esoterico Mikkyo
portato dalle scuole Tendai e
Shingon di Saicho e Kukai, anche
larchitettura subisce modifiche.
Compare la pagoda esoterica a
due piani che un tentativo di
riportare la pagoda alla sua
originaria funzione di stupa
dellAsia orientale.

La forma a due piani appiattisce la pagoda e la avvicina


stilisticamente allo stupa indiano. Il rimando allo stupa anche
favorito dalla cupola posta in alto che assomiglia ad uno stupa.
Questa pagoda caratteristica dei templi Shingon ed chiamata
TAHOTO. Nel Sutra del Loto si narra che questa pagoda apparve
a Prabhutaratna.
TAIZOKAI MANDARA
Il Mandala del mondo fenomenico
Conservato nel Toji insieme al suo
corrispettivo. il mondo della
matrice (womb) che pone Dainichi
Nyorai al centro circondato da
Buddha e Bodhisattva in una corte
di otto petali centrali da cui in
maniera radiale e concentrica si
estendono altri esseri, pi si
allontanano dalla corte del
Buddha e meno sono illuminati,
comprendendo tutto lo scibile di
esseri senzienti del mondo
illusorio.
KONGOKAI MANDARA
Il Mandala della realt reale
diviso in nove quadranti che
rappresentano Dainichi Nyorai in
alto ed altri esseri illuminati.
Rappresentano la coscienza
adamantina che pervade luniverso.
Al centro di ogni quadrante c
sempre unemanazione di Dainichi.
Il termine Kongo significa
appunto Vajra, simbolo del sapere
adamantino. Il sapere esoterico si
trasmette facilmente per via
pittorica ma vi sono anche esempi
di mandala scultorei.
Nel periodo Fujiwara, che ha visto la produzione di opere letterarie famose
come il Genji Monogatari, una cultura estremamente raffinata e nel pieno
del governo del chiostro, nasce lo stile Shinden Zukuri, uno stile per i
padiglioni che emulava la terra pura di Amida, un vero e proprio paradiso
in terra. Lo Shinden ledificio principale di questo stile architettonico,
residenza del capofamiglia.
Uno stile di derivazione
continentale che ripete
lo stile palaziale Tang
ma riadattato alle
esigenze giapponesi
(notare la minore
simmetria). Al di l di
unarea sabbiosa dove
avvengono le cerimonie
importante notare il
giardino meridionale.
Pianta originale dello Hojoji, un tempio costruito su
modello della terra pura che per andato distrutto.
Stile del Paradiso di
Amida nelle grotte
di Dunhuang
(cava 172)
Taima Mandala che rappresenta il paradiso
di Amida (Henso) basato sul commentario di
Shandao riscoperto nel XIII secolo e
originariamente venuto dalla Cina (vedi
Taimadera).
Kan Muryoju Kyo (Sutra della Visualizzazione)
Nel Sutra della visualizzazione si insegna come
imparare a visualizzare Amida e la sua terra
pura attraverso sedici fasi di visualizzazioni
che partono dagli elementi naturali fino ad
arrivare ad Amida stesso. Nellambito di
queste rappresentazioni che troviamo in
primis in Cina (in particolare a Dunhuang),
queste sedici visualizzazioni spesso vengono
rappresentate tutte insieme. Altre
rappresentazioni si basano sul commentario al
sutra scritto dal monaco Shandao, secondo il
quale le ultime tre delle sedici visualizzazioni
vengono suddivise in nove livelli di rinascita.
Fujiwara no Michianga era cos legato allAmidismo che fece costruire il tempio Hojoji
che richiamava la terra pura. Quando era in punto di morte venne fatto legare alla statua
di Amida contenuta in un padiglione del tempio. Lo Hojoji andato distrutto ma a
Kyoto esiste ancora un tempio Shinden Zukuri: il Byodo-in, situato nella periferia sud di
Kyoto. Originariamente era la residenza estiva dei Fujiwara, trasformata da Yorimichi in
tempio. Nonostante il tempio fosse rigidamente improntato nellambito della terra pura,
studi recenti dimostrano che nel suo complesso il Byodoin aveva un Kondo dove licona
principale era Dainichi Nyorai. Quindi pur essendo Amidismo possedeva ancora forti
componenti Tendai esoterica.
Nella Sala della Fenice del
Byodoin presente una statua di
Amida in legno, icona principale
della sala. Tecnica yosegi zukuri.
Il nome dello scultore ci stato
tramandato come Jocho. Amida
in meditazione su un trono di
loto con una variante del dhyana
mudra. Allinterno del suo nimbo
si trova un piccolo Dainichi
Nyorai. Lo stile di Jocho fece
scuola nel tardo periodo Heian.
La tecnica ha previsto luso di 52
blocchi. La lunghezza verticale
corrisponde a quella orizzontale.
Lungo le tre pareti in alto ci sono
delle piccole sculture lignee di
Bodhisattva su una nuvola di
musici e di monaci. Secondo
alcuni rappresentano una scena
di Raigo. Scene di Raigo sono
rappresentate anche lungo le
pareti e le porte di legno della
sala.
Secondo la
reinterpretazione e
commentario di Shandao
del Sutra della
Visualizzazione le sedici
visualizzazioni che
insegna vengono
suddivise in un gruppo di
tredici ed in un gruppo di
tre, le ultime tre vengono
rielaborate nei nove livelli
di rinascita, spesso
rappresentate nellarte.
I nove livelli di rinascita
sono rappresentati nelle
pitture parietali
allinterno delle sale della
fenice del Byodoin sotto
forma di Raigo.
Raigo del Byodoin
Amida circondato da
musici e Bodhisattva
che scendono.
Nella stessa sala
troviamo anche
rappresentazioni rare
del Kaeriraigo che
rappresenta il ritorno
verso la terra pura.
Secondo recenti teorie
il Byodoin con tutte le
sue sculture, pitture di
Raigo e statue di
Amida nella Sala della
Fenice non sarebbero
altro che un Henso
architettonico.
In Giappone le rappresentazioni delle scene
di Raigo hanno uno sviluppo indipendente
dallambito dei nove livelli di rinascita, in
Cina non avviene. Uno dei pi antichi Raigo
e forse anche il pi famoso questo trittico,
colore su seta, del tardo undicesimo secolo
ed di grandi dimensioni. Al centro Amida
circondato da vari Bodhisattva e musici
che viaggiano su delle nuvole, veicolo per la
discesa. Davanti ad Amida ci sono Kannon e
Seishi: il primo contraddistinto
dallimmagine di Amida sulla testa ma
anche per il contenitore a forma di loto
utilizzato per accogliere le anime dei
defunti, laltro riconoscibile dalla fiaschetta
kundika nella corona. Grande utilizzo di oro
decorativo tramite lamine kirikane. Gi in
questa opera possiamo notare uno sfondo
paesaggistico che anticipa lo stile yamato-e.
Il paesaggio Giapponese realizzato con
colori pastello si distanzia notevolmente
dalle rappresentazioni monocrome cinesi.
La rappresentazione del Parinirvana che
qui vediamo forse riconducibile alla
scuola Tendai. Il Parinirva
rappresenta il Buddha sdraiato,
leggermente inclinato sul lato destro, e
morente, secondo le cronache per aver
ingerito della carne. Attorno a lui
possiamo osservare tutti i livelli di
esseri senzienti (perfino il regno animale
rappresentato da un leone in basso a
destra). Gli esseri, pi sono illuminati e
meno appaiono sofferenti per la sua
dipartita. Il dipinto, colore su seta, fa
massiccio uso di kirikane. Interessante
notare che ogni personaggio ispirato a
qualcuno realmente presente nei sutra,
identificabili da un cartiglio con il nome
in kanji vicino a ciascuno di loro. In alto
sulla destra vediamo anche la regina
Maya, madre del Buddha.
Consolidamento di forme artistiche tipicamente giapponesi.
Fino al primo periodo Heian la massiccia influenza della cultura Cinese ha
impedito al Giappone di affermare le proprie caratteristiche tipiche pre-
buddhiste. Nell894 le ambascerie verso la Cina Tang si interrompono.
Allinterno del palazzo imperiale, ledificio pi formale (per le udienze ad
esempio), lo Shishinden era ancora costruito con stile cinesi, mentre la
residenza dellimperatore, Seiryoden, segue invece larchitettura pi
tradizionale giapponese, quindi assente la base in pietra e sostituita dai
pilastri in legno, il tetto non in tegola ma di materiali naturali.
Sappiamo che le pitture tipicamente giapponesi (yamato-e) venivano
realizzate gi dal 9/10 secolo, ma solo le fonti letterarie ce ne parlano,
mentre non rimasta nessuna opera prima dell11 secolo. Lo stile cinese
kara-e differisce enormemente dallestetica giapponese. I paesaggi ritratti
nello stile cinese monocromo erano rappresentazioni idealizzate della
natura, mentre i giapponesi prediligevano un ampio uso dei colori ed una
rappresentazione di paesaggi reali come i meisho (luoghi famosi) oppure le
shiki-e (le quattro stagioni). Importantissimi i colori vividi, pastello, colline
basse, familiari, liriche, stile decorativo. Non molto interessati a
rappresentare in stile verosimile lo spazio. Disprezzata per questi motivi
dai critici cinesi.
Alcuni emakimono possono aiutarci a ricostruire lo stile dei primi yamato-e.
Ritroviamo ad esempio raffigurati dei paraventi sia nello stile kara-e che
nello stile yamato-e in una scena dello bandainagon ekotoba.
I Byobu (paraventi) erano le superfici pi comuni per gli yamato-e.
Prima di giungere allaffermazione di uno stile pienamente yamato vi sono
alcune opere di transizione, come ad esempio il senzui byobu:
un paravento pieghevole formato da sei pannelli
che ritraggono una scena paesaggistica
(conservato al toji ed utilizzato per riti esoterici).
Il soggetto cinese (la capanna ospita un poeta
dellepoca tardo Tang molto famoso in
Giappone) cos come gli ospiti che arrivano a
cavallo.
Il tipo di paesaggio invece non cinese ma bens
quello di Kyoto o di una zona vicina. In altre
scene paesaggistiche possiamo ritrovare elementi
di vita contadina, cavalli che pasteggiano,
allusioni a luoghi famosi e specifici del Giappone.
Il tardo periodo Heian anche conosciuto come periodo Insei in riferimento alla
nascita del governo del chiostro.
In questo periodo iniziano ad essere prodotti rotoli emaki. In Cina i rotoli
orizzontali venivano utilizzati prevalentemente per rappresentare lunghe scene
paesaggistiche, narrativa o pittura figurativa. In questi rotoli la base poteva essere
di seta o di carta, e i due estremi avevano dei supporti di legno attorno ai quali
veniva arrotolato il tutto. Spesso gli emaki presentano una parte scritta ed una
illustrata.
Vennero realizzate su emakimono
numerosissime versioni illustrate del
Genji monogatari, la pi antica che ci
sia pervenuta risale al dodicesimo
secolo. La carta utilizzata spesso
molto pregiata e riccamente decorata:
uso di argento o oro per lo sfondo,
motivi stilizzati, calligrafia
Dellintera opera illustrata del Genji ci
sono rimaste soltanto 19 scene.
Nellillustrazione di queste scene sono presenti alcune convenzioni pittoriche.
Una delle pi importanti la fukinuki yatai ossia le scene vengono rappresentate
dallalto, e se si svolgono in interni si rimuove il tetto. Altra convenzione
importante luso di elementi architettonici posti in modo diagonale o ripido ad
indicare lo stato di angoscia o disagio dei personaggi.

Larchitettura e il paesaggio
esprimono i sentimenti, mentre i
volti dei personaggi non sono
espressivi (hikimekagibana
locchio come una linea e il naso
come un uncino) perch il
trucco doveva nascondere
laspetto dei cortigiani e dei
nobili.
Versione illustrata del Genji Monogatari (la pi antica rimasta)
In questa scena Genji tiene in mano
il figlio della moglie, avuto con un
altro uomo. In una cerimonia lo
riconosce come suo figlio.
Precedentemente anche Genji aveva
avuto un figlio con la moglie del
padre, allo stesso modo accettato.
La diagonale della parete confina la
scena in un angolo, la testa di Genji
inclinata, quasi tagliata fuori. I
personaggi femminili ritratti sono
La tecnica utilizzata per questa illustrazione onna-e, uno stile poco visibili: la madre sepolta
dal colore denso, spesso che copre i contorni, opposto allo sotto i suoi stessi abiti e le
otoko-e che invece la linea, non obliterata dai pigmenti, racconta
meglio i dettagli realistici.
attendenti sono tagliate fuori.
Capitolo Yugiri. Genji legge una lettera e la moglie gelosa dietro. Una
delle scene pi espressive nei gesti dei personaggi.
Capitolo Minori. Genji accanto ad una delle sue amanti, morente. Il paesaggio a sinistra
espressivo delle emozioni di Genji. Larbusto mosso dal vento sinonimo del tormento
di Genji.
Capitolo Azumaya. Donne con le loro attendenti allinterno di una
camera. Visibili molti elementi degli arredi interni del periodo (fusuma,
byobu vari etc.) Nei paraventi vi sono dipinti in stile cinese e
giapponese.
Lo Shigisan engi emaki dello stesso periodo (seconda met del dodicesimo
secolo) ma un esempio della tecnica otoko-e. Si tratta di unopera in tre rotoli
illustrati. Gli engi sono rotoli che trattano di leggende legati a templi, sette,
personaggi famosi. Si tratta di uno stile molto popolare legato alla dottrina
della terra pura.
Lo Shigisan tratta della leggenda
del monte Shigi vicino Nara dove
sorgeva un tempio dedicato al
guardiano del nord e fondato da
Myoren. Il tempio riceveva cibo da
un ricco contadino attraverso ceste
volanti. Quando un giorno il
contadino smise di riempire le ceste
per sfamare il tempio allora lo
stesso granaio prende il volo e va al
tempio. Myoren comunque
magnanimo e restituisce tutto il
contenuto del granaio al contadino.
Il terzo rotolo dello
Shigisan narra la
storia della sorella di
Myoren, una monaca
che non vede il
fratello da ventanni.
La monaca
intraprende un
viaggio per ritrovare
il fratello. In questa
scena passa una notte
davanti al Daibutsu
di Nara. La
raffigurazione
anche una fonte
importante per capire
lo stile originario
della statua. Nel
sonno Nyorai gli
comunicher la
strada per ritrovare il
fratello.
Il Choju Jinbutsu Giga tratta invece di storie di animali antropomorfizzati. Le storie
non sono accompagnate da alcun testo, quindi sono solo immagini monocrome a
inchiostro, stile calligrafico molto espressivo. La storia si divide in tre rotoli (forse
il terzo realizzato da unaltra persona). Dodicesimo secolo.
Il sigillo rosso riporta il nome del tempio
Kozanji dove custodita gran parte di
questopera. Non sappiamo nientaltro su
questo rotolo che rappresenta un enigma.
Verso la fine dellepoca Heian in Giappone prende sempre pi piede la paura per
lapocalisse Mappo. Il bisogno di affidarsi allaiuto dei Buddha, primo fra tutti Amida,
faceva s che i nobili cercassero di accumulare pi buone azioni possibile commissionando
ad esempio illustrazioni di sutra. Un esempio fra questi lo Heike no kyo (1164)
illustrazione del sutra del loto realizzato dagli Heike.
Altre opere ispirate a questa corrente sono i ventagli decorati con i versi del sutra
del loto. Sullo sfondo venivano dipinte (in certi casi stampate, le prime opere mai
realizzate con la stampa in Giappone) scene di vita quotidiana, molto care ai
giapponesi. Lidea era che ad ogni sventolata equivaleva una recitazione del sutra
iscritto nella carta del ventaglio. Molti di questi ventagli sono conservati nello
Shitennoji.
Lo stile sempre pi estetico
e raffinato, quasi sofisticato,
del tardo periodo Heian si
distingue molto da opere
precedenti.
Le varie raffigurazioni
dellinamovibile Fudo ad
esempio, appaiono pi
domate, pi stilizzate, meno
solenni rispetto a quelle del
X secolo.
Daiitoku, rappresentazione del IX secolo (sinistra) e del XI secolo (destra)
Lo Heiji Monogatari uno
dei pi famosi del periodo
Kamakura. La scena
rappresenta lincendio del
Sanjo, conservata nel
Boston Museum of Fine
Arts. Possiamo identificare
questo stile come realismo
tipico dello stile
Kamakura. Notare la
correttezza nella
rappresentazione degli
edifici, degli abiti, le
espressioni delle persone.
Questo realismo si
esprime soprattutto nei
dettagli delle piccole cose.
La crescente paura per la fine della
legge (dharma) e la necessit di
essere salvati il prima possibile
danno origine a rappresentazioni
come lo haya raigo, il raigo rapido,
con scene in verticali di discesa dal
cielo dove Amida con tutta la
compagnia si precipitano nella casa
del defunto. Nel periodo Kamakura
viene fondata da Honen la scuola
indipendente della Terra Pura, e
tutto il culto si incentra sempre
pi su Amida. Dalla paura del
mappo vengono delineati aspetti
sempre pi cupi del buddhismo,
che si dedica sempre di pi alla
ricerca della salvezza. Dal periodo
Kamakura in poi Amida non pi
seduto ma rappresentato in piedi
per dare limpressione di una
maggiore velocit degli haya raigo.
Un altro tipo di Raigo che si sviluppa nel periodo
Kamakura detto Yamagoshi Raigo e rappresenta solo
Amida con due Bodhisattva dietro una montagna da
cui tramonta il sole.
Spesso in sfondo notiamo il paesaggio in stile yamato-e
e molti altri piccoli Buddha in manifestazioni kebutsu
(transformed aspects of the Buddha whose task is to
convert others) oppure di monaci biku-shomon o esseri
paradisiaci ten.
La scuola della terra pura Jodo viene fondata da
Honen nel periodo Kamakura (inizio del tredicesimo
secolo). I suoi seguaci Shinran e Ippen sono i pi
famosi monaci del periodo Kamakura associati a
questa scuola. Addirittura Shinran fonder una sua
versione della terra pura, la Jodo-shin-shu dove
laspetto salvifico ancora pi pregnante. Decider
addirittura che i monaci possono sposarsi e lui stesso
prender moglie. Altre importanti sette sono la Ji-shu
che ha molti punti in comune con lo zen, fondata da
Ippen Shonin.
Honen considerava Shandao come il patriarca pi
importante.
Il buddhismo della terra pura diventa sempre pi
centrato sul tariki (salvezza tramite interventi altrui)
che non sul jiriki (salvezza tramite s stessi) come era
nel buddhismo originario.
Si sviluppa di conseguenza una serie di dipinti che dovevano fungere da moniti per coloro
che non si fossero convertiti alla salvezza di Amida. I Rokudo-e si occupano di mettere in
scena tutti i sei livelli di rinascita, compresi i regni pi bassi e tremendi. In questa scena
del Gaki zoshi si vedono gli spiriti affamati. Colori tenui su carta.
In questa scena vediamo anche accenni alla pittura di genere. Gli spiriti
affamati si confondono nella folla del mercato che cerca per compassione
di dissetarli ma senza successo. Tardo XII secolo.
Lacqua che tentano di bere gli spiriti affamati in realt li brucia.
Jikoku Zushi. I rotoli dellinferno. Inchiostro e colore su carta. Tardo XII
secolo.
Sempre nellambito
dei Rokudo-e possiamo
ammirare una serie di
rotoli che illustrano
tutte le sei vie di
rinascita in quindici
dipinti ad oggi
conservati nello Shoju
Raigoji, un tempio
della scuola Tendai.
Ben quattro livelli
sono dedicati a
descrivere gli aspetti
impuri del regno
umano. Il monaco
tendai Genshin si
dedicato a scrivere un
trattato (Ojo Yoshu)
per descrivere in
maniera dettagliata gli
inferni buddhisti, che
spesso ha fornito la
base iconografica per
questi dipinti.
Insieme ad Amida e ai suoi
Bodhisattva fedeli, diventa molto
popolare in Giappone anche Jizo
(Ksitigarbha) che divenne un
Bodhisattva dopo aver visto quanto
soffriva sua madre negli inferi. Circa
dal settimo secolo in Cina viene
rappresentato come un monaco dalla
testa rasata ma riccamente
ingioiellato. Ha sempre con s il
bastone dei sei anelli e la cintamani.
Nel periodo Kamakura inizia la produzione di rotoli illustrati di biografie di
monaci eminenti, ossia Kosoden (biografie di monaci eminenti) in forme emaki.
In questa scena vediamo una scena dello Honen shonin eden (XIV secolo).
Esiste anche un kosoden del monaco Ippen principalmente in due versioni: la
versione Shokai e la versione Soshun. La prima stata realizzata da un
monaco (e parente) dello stesso Ippen. In tutto sono 12 rotoli lunghi circa 10
metri ciascuno, riportano 48 scene in tutto, e al contrario di altri rotoli,
normalmente su carta, questo su una base di seta. Numerose sono le pitture
yamato-e, numerosi personaggi (pi di 400), paesaggi e situazioni di genere.
conservato a Tokyo (Kankikoji), dipinto da Eni Hogen.
In una scena Ippen predica nello Shaka-do al centro di Kyoto, in questaltra
scena vediamo la pratica del nenbutsu odori, ossia il rito di recitazione del
nenbutsu durante balli. Ippen fece costruire appositamente una sala da ballo
per questa pratica.
In questi rotoli viene ripreso molto
lo stile della pittura di paesaggio
Sung cinese.
La prima cosa che i Minamoto fanno quando salgono al potere, in questo periodo,
ricostruire il Todaiji, pentiti per averlo distrutto durante la guerra con i Taira. Il
grande portale del Sud (Nandaimon) fu una delle prime cose ad essere ricostruite.
Nello stile ripropone modelli del periodo Sung cinese, e per questo chiamato kara-
yo. Alle volte pu essere chiamato tenjiku-yo (stile indiano) o ancora daibutsu-yo.
In questo periodo, gli artisti
che ereditano gli
insegnamenti di Jocho
fondano la scuola Kei. nel
nandaimon che vediamo le
prime opere della scuola Kei.
Due guardiani generici
scolpiti in legno a blocchi
multipli.
Corrispondono ai varapala
indiani. Questi sono i potenti
Kongorikishi Ungyo e Agyo
scolpiti da Unkei e Kaikei.
Rispetto allo Shukongojin,
meno realistico, pi
contenuto e pi idealizzato,
queste statue sfiorano quasi
il grottesco, un realismo
caratteristico del periodo
Kamakura. Le statue
risalgono al 1203.
Maggior realismo anche nelle figure. Questa statua
conservata nel Kofukuji e realizzata da Unkei che
rappresenta il monaco Asanga (Muchaku). Alta 188 cm.
Gli occhi sono realizzati con pietre incastonate. Il legno
conserva i dettagli pittorici.
A destra una statua molto
realistica del monaco
Chogen conservata nel
Todaiji. Chogen un
importantissimo monaco
della terra pura al quale si
deve lintroduzione dalla
Cina di un certo numero di
stili nuovi, fu anche il capo
dei lavori per la
ricostruzione del Todaiji..
La statua del XII secolo e
rispetto a quella di Ganjin
molto meno idealizzata. La
vecchiaia e i dettagli delle
rughe sono molto forti.
Statua di Kuya,
anche lui un
monaco itinerante
come Ippen e
fautore della pratica
del Nenbutsu odori.
Con s ha un gong
per la musica ed un
bastone con corna
di cervo, che uccise
violentemente
prima di convertirsi
al buddhismo. Dalla
sua bocca escono sei
piccoli Amida che
corrispondono alle
sei sillabe del
nenbutsu (nam-
amida)
Agli artisti della scuola Kei, che lavoravano
principalmente a Nara, si deve anche la
costruzione del Daibutsu di Kamakura col mudra
della concentrazione.
Altezza di 13,35 tutta realizzata in bronzo.

Anno
1252
A Kyoto, nella sanjusangendo (la sala dai 33 pilastri), oltre ad una schiera di mille statue di
Kannon. Alle due estremit di questo esercito dorato troviamo due statue in legno della
scuola Kei (quindi pregne di realismo) che rappresentano delle divinit Shinto. Sono le
divinit del vento (Fujin) e del tuono (Raijin). Liconografia di queste figure sembra
essere ripresa da una pittura cinese a Dunhuang (Mogao).
Statua della divinit shinto della
guerra Hachiman rappresentato
come un monaco scolpita da Kaikei,
1201, 87,5cm.
Le iconografie buddhiste del
periodo Kamakura influenzano
come si pu vedere anche lo Shinto.
Nello stesso periodo la figura di
Jizo diventa sempre pi venerata e
si moltiplicano le iconografie a lui
dedicate. Notate come Hachiman
assomigli a Jizo, ha addirittura il
bastone dei sei anelli. Notevoli i
dettagli fisici, presenti addirittura
le rughe. La statua cava dentro ed
conservata vicino al Todaiji.
Secondo la leggenda il buddhismo
Zen fu portato in Cina da
Bodhidharma, un monaco indiano
che vi arriv navigando i fiumi a
bordo di un giunco. Le
iconografie mostrano il monaco
dai tratti quasi persiani, spesso
meditando guardando una parete
in delle caverne a nord della Cina
dove si era stabilito. Medit per
nove anni guardando la parete.
Concetti importanti dello zen
sono il koan (le domande
paradossali), il wabi
(lammirazione della bellezza
semplice) ed il sabi
(lapprezzamento della tristezza)
Nello Zen molto importante il lavoro
individuale per il raggiungimento del
satori, lilluminazione finale. La guida di
un maestro fondamentale, ma solo con
lautoconsapevolezza si giunge allo stadio
definitivo. Per questo nellarte zen
diventa frequente la rappresentazione di
gradi maestri del passato e arhat. La
pittura devessere immediata ed
espressiva. Principalmente si dipingeva
su kakemono con la tecnica a inchiostro
(sumi-e). Lo stile comparabile con quello
cinese dei Sung meridionali (cf. Ma Yuan,
Xia Gui, Liang Kai, Mu Qi e altri). Gran
parte dei dipinti chan prodotti in Cina
vennero disdegnati dagli stessi cinesi, e
portati dai monaci giapponesi in
Giappone.
Oltre a figure di personaggi famosi,
i soggetti dellarte zen possono
essere paesaggi naturali. Nella
rappresentazione delle persone
notiamo spesso tratti semplici,
calligrafici, modulati, leggeri, come
nelle rappresentazioni del monaco
Hotei. Questo tratto si trasmette in
parte anche al paesaggio. Molti di
questi dipinti hanno una parte
testuale, magari in versi. Nellarte
zen si mescolano le arti (poesia,
prosa, pittura, calligrafia). A
destra vediamo un paesaggio di
Mincho su modello cinese. Rispetto
ai paesaggi cinesi per notiamo un
appiattimento dello spazio (manca
di continuit e profondit). Le
componenti sono tipiche del
paesaggio idealizzato cinese (le
montagne, il fiume, la capanna)
Con Josetsu, altro importantissimo pittore zen,
arrivano le rappresentazioni pittoriche dei koan.
Vediamo a destra: come catturare un pesce con
una zucca?
Il dipinto (colore su carta, 1413) originariamente
era parte di un paravento, successivamente stato
rimontato come kakemono, e la parte testuale sul
retro stata spostata in alto.
Il paesaggio ancora quello in stile cinese dei
Sung meridionali.
Il testo dice che limpresa impossibile e senza
fine, il che un po lo spirito dei koan.
Nelliscrizione si parla anche di Josetsu che in
questo dipinto adotta uno stile nuovo,
affermazione che ha fatto dibattere molto gli
storici dellarte. Si ritiene che il nuovo stile si
riferisca allintegrazione del paesaggio di tipo
cinese.
Tensho Shubun un altro importante
artista. Molte opere sono attribuite a lui,
ma non sappiamo se siano veramente sue.
stato il maestro di Sesshu, considerato il
pi grande pittore zen. I suoi paesaggi si
avvicinano moltissimo al modello cinese.
Lo spazio reso in maniera continua.
Sesshu, lallievo di Shubun, adotta anchegli
uno stile cinese ed aveva avuto contatti con
le scuole accademiche cinese (la scuola Zhe),
tuttavia lo stile dei suoi paesaggi, pur
riprendendo lo stile dellepoca Sung (di Xia
Gui in particolare) manca una corretta
rappresentazione dello spazio. Lo stile a
taglio di accetta, la maniera in cui si
rappresenta la consistenza del paesaggio.
Linteresse nel rappresentare lo spazio in
maniera credibile quasi assente rispetto ai
modelli cinesi. In Sesshu lo spazio un
fattore decorativo, quasi astratto. Grande
importanza data invece agli spazi vuoti (in
alto). Lopera a sinistra (paesaggio invernale)
fa parte di un gruppo di quattro, un dipinto
per stagione, ma a noi rimasta solo questa
ed il paesaggio autunnale.
Paesaggio a taglio daccetta di Sesshu. Stile al limite dellastratto.
Unaltra tecnica pittorica che Sesshu
apprende dai pittori chan in Cina la
cosiddetta haboku (splashed ink): il
paesaggio prende forma dagli schizzi
dellinchiostro su carta.
Sesshu stesso aveva vissuto in Cina
durante il periodo Ming ed aveva appreso
gli stili della scuola Zhe che riprendevano
lo stile della dinastia Sung.
Sesshu ha anche rappresentato la famosa
scena in cui il discepolo di Bodhidharma
consegnare il suo braccio mozzato al
maestro per dimostrare la sua
determinazione
Nel periodo Muromachi divennero popolari i giardini secchi. In occidente
tendiamo ad associare questo tipo di giardini con larte zen ma non
unassociazione del tutto corretta. Il giardino del Ryoanji abolisce luso dellacqua
per motivi storici: dopo la guerra Onin a Kyoto si soffriva penuria dacqua, e quindi
i giardini trasformano la loto estetica simboleggiando lacqua con le pietruzze e la
ghiaia. Le rocce possono rappresentare delle isole oppure delle montagne.
Il giardino Karesansui si associa
allarchitettura Shoin zukuri. Opposto allo
stile Shinden, il giardino secco posto a
nord.
Lo spazio sabbioso antistante lo shinden non
pi utile, e il giardino principale, che nello
stile shinden posto al centro e lo si ammira
girandovi intorno, il karesansui invece si
percorre in lunghezza camminando dalla
veranda.
Uninnovazione dello stile Shoin
lintroduzione della separazione degli spazi
in stanze, che avviene agli inizi del 12mo
secolo.
Shoin Zukuri del tempio Ryoanji nella periferia nord-occidentale di Kyoto,
contenente il pi importante giardino zen karesansui. I templi zen, di solito
suddivisi in vari sotto-templi, hanno sempre un edificio dedicato alla
residenza dellabate chiamato hojo.
Nel periodo Kamakura la dimensione
dei cho destinati alle residenze degli
aristocratici era diminuita. Questa
riduzione degli spazi porta ad una
serie di adattamenti che porteranno
allo stile Shoin. Gli ambienti interni
iniziano a suddividersi in spazi.
Precedentemente le stanze erano
assenti. Lambiente era unico e la
privacy veniva creata con lausilio di
tende o paraventi che potevano essere
spostati continuamente.
TOKO NO MA
Piccolo spazio
rialzato spesso
decorato da
ikebana o
kakejiku appesi.
Altri elementi
Chigai dana :
scaffali rialzati,
ripiani tipici.
Tsuke shoin :
studio, angolo
con scrittoio
Allinterno del
tempio Zen
DAITOKUJI
di Kyoto
troviamo il
sotto-tempio
nominato
DAISENIN,
che possiede
due giardini.
Nella foto
lestensione
nord-orientale
di un giardino
ispirato ad un
paesaggio
cinese.
Nel periodo Muromachi salgono al potere gli Ashikaga, collegati alla
costruzione del padiglione doro (Kinkakuji), andato a fuoco negli anni
50 e ricostruito. Il primo piano presenta decorazioni ascrivibili alla
terra pura, mentre nei piani superiori liconografia zen, segno
delleclettismo del buddhismo giapponese.
Nel castello di Nijo notiamo la fase matura dello stile Shoin Zukuri. La
sala principale viene ulteriormente divisa in jodan e gedan. Il livello
superiore era riservato alle persone pi importanti. Lo Shogun sedeva
pi lontano possibile, di solito vicino al dipinto principale.
Gli edifici dedicati alla cerimonia del t sono molto piccoli e presuppongono un
giardino apposito (Roji). Camere molto umili, stile wabisabi.
Anche la cerimonia del t di origine cinese, ma in Giappone assume una vera
e propria funzione ritualistica. La ceramica giapponese si concentra sulla
produzione di tazze in vari stili dedicate alla cerimonia del t.
Le tazze possono avere linvetriatura ma
in certi casi questa assente (vedi certi
raku di argilla molto grezza cotta a basse
temperature). La ceramica fortemente
influenzata dallestetica giapponese, dalle
ciotole per lacqua chinoyaki
caratteristica per essere asimmetrica e
coperta da invetriatura trasparente. Il
genere oribe invece (usato per i piatti)
asimmetrica sia nella decorazione che
nella forma. In ultimo, una forma di
origine cinese tenmoku riprodotte in
Giappone.
Lo stile Karatsu influenzato dalla ceramica
Un Raku-Yaki di Honami Koetsu coreana (forse per via dei coreani giunti
intitolato al monte Fuji dopo la campagna di Toyotomi Hideyoshi)
con decorazioni sotto linvetriatura
Al periodo Muromachi segue
il periodo Momoyama,
caratterizzato per la salita al
potere dei Daimyo. In questo
periodo la sede della capitale
viene stabilita dal Bakufu ad
Edo. In questo periodo
sorgono castelli per tutto il
Giappone. I castelli
giapponesi sono il risultato di
una doppia influenza: la base
in pietra probabilmente
frutto del contatto con
lEuropa per mezzo dei
gesuiti, dove sorgeva un
edificio in stile cinese. Non
tutti i castelli sono
sopravvissuti. Il castello di
Oda Nobunaga, costruito ad
Azuchi, venne distrutto sette
anni dopo la sua costruzione.
Il castello di Himeji si trova
invece nella prefettura di
Hyogo (vicino a Kobe)
lunico castello sopravvissuto
come in origine. Costruito
alla fine del 1500 e
ricostruito dal 1601. Il
sistema su cui si fondano i
castelli rimane quello dei
pilastri interni ed i muri non
portanti. Notare le tegole
buddhiste, realizzate con
laiuto di artigiani cinesi
dellepoca Ming.
Similmente alle pagode, nel castello di
Himeji si usa un pilastro centrale che
collega la terra al cielo, elemento
molto importante.
A sinistra una sezione del grande
Tenshu (ledificio principale).

Anou il nome della famosa gilda di


lavoratori della pietra (mason) che
costru le fondamenta.
Gli interni dei castelli sono poco
illuminati, a volte angusti.
In questo paravento chiamato Edozubyobu (tardo 17mo secolo) abbiamo una
vista del castello di Edo
Il castello di
Nijo invece fu
costruito dallo
Shogun a Kyoto
per essere la sua
dimora nei
periodi in cui
faceva visita
allimperatore.
Le sale
riccamente
decorate al suo
interno facevano
un abbondante
uso di oro.
Tutte le decorazioni del castello di
Azuchi che oggi non esiste pi erano
realizzate dalla scuola Kano, la scuola pi
importante dellepoca, ed erano tutte
realizzate su sfondi di oro vero. Lo stile
decorativo riprende certe caratteristiche
dello stile yamato ma abbiamo anche uno
stile coesistente pi cinese e
monocromatico che rappresentano temi
confuciani. Questultimo riservato alle
sale private.
nel periodo Muromachi/Momoyama
che i samurai, trovandosi in periodo di
Castello di Nijo, Fusuma con lamine doro decorate con alberi
pace, vengono incorporati negli apparati quasi astratti
amministrativi ed iniziano ad apprezzare
larte.
PAESAGGI DECORATIVI NEL PERIODO EDO-MOMOYAMA
Di importanza centrale la scuola di Kano che sintetizza lo stile yamato con gli elementi
delliconografia cinese kanga. La sintesi sta nel fatto che i motivi monocromatici dellarte
cinese sono riproposti con funzione decorativa, e talvolta integrati con concetti giapponesi.
Nella scuola di Kano ritorna una percezione degli spazi, espressi con concretezza.
Oltre alla scuola Kano importante la scuola Tosa.
Qui sotto una parte dellopera dedicata alle quattro stagioni realizzata da Kano Eitoku,
uno dei pi bravi artisti Kano e conservata nel Jukoin (parte del Daitokuji) su fusuma
(porte scorrevoli).
Albero di cipresso, motivo astratto, tratti della natura esagerata. Dipinto su
pannello byobu attribuito a Kano Eitoku. Colore su sfondo in lamina doro, 1590.
Stile Blu e oro giocato su contrasti di colori forti. Otto pannelli invece dei sei pi
tradizionali. Questo stile riflette quello del giardino condensato Tenryuji, in cui
tutti gli elementi che lo compongono vengono avvicinati e raggruppati.
HASEGAWA TOHAKU fu un altro importante pittore espressivo di questa
corrente a paesaggi decorativi. Non era parte della scuola Kano ma produsse nello
stesso periodo e decor sale di molti templi buddhisti. Qui sotto il Chisaku-in,
parte di un tempio pi grande.
Pini nella nebbia di Hasegawa Tohaku. Parte di due byobu da sei pannelli.
Inchiostro su carta, tardo 16mo secolo. Dal punto di vista stilistico notiamo una
forte influenza Kanga, importante uso del vuoto e dellestetica zen, tratto
calligrafico ma soprattutto la resa di un soggetto del genere in forma decorativa.
Allinizio del 17mo secolo diventano popolari i dipinti che ritraggono la
venuta degli occidentali, chiamati nanban, che ritroviamo spesso nei byobu.
Cosa rara per una pittura giapponese, si legge alloccidentale: da sinistra.
Quasi tutti ritraggono sempre lo stesso tema, ossia quello dello sbarco e
della visita degli stranieri ad una chiesa locale. Gli occidentali sono visti in
modo grottesco, dai grandi cappelli e vestiti buffi, tutti molto alti.
Un tipo di byobu che diventa popolare dal periodo Muromachi sono i rakuchurakugai.
Sono scene della capitale vista dallalto. Si tratta di pittura di genere. Ampio uso di
nuvole dorate.
LUkiyo-e il risultato di un processo evolutivo
della pittura di genere dal tardo XVI secolo. Si
rifaceva alle composizioni rakuchu-rakugai
avvicinandosi sempre di pi a scene di vita
quotidiana, entrando fin dentro le case. I Rakuchu-
rakugai passarono gradualmente di moda quando
Kyoto perse la sua supremazia di fulcro politico. I
Rakuchu-rakugai assunsero dunque piena autonomia
tematica.
Il termine ukiyo un vocabolo buddhista che indicava la tediosa
e transitoria vita sulla terra, ma col tempo passato a
significare mondo fluttuante cambiando kanji. Generalmente
si considera Iwasa Matabei come padre dellukiyo-e ma nessuna
delle opere a lui attribuita sicuramente sua.

Sharaku, Onnagata
dipinte su blocco di legno.
La nuova moda consentiva di raffigurare un
singolo soggetto molto ingrandito su ciascuno
dei paraventi. Le prime scene erano ancora
ambientate nei dintorni di Kyoto, picnic,
paesaggi di aceri e ciliegi. Hideyori della scuola
Kano era famoso per rappresentare personaggi
nellatto di ammirare gli aceri rossi di Takao,
sobborgo di Kyoto.
Il tema principale per questi nuovi tipi di
paraventi era lo spettacolo offerto dai fiori di
ciliegio, le corse dei cavalli al santuario di
Kamo, gare di tiro con larco, le feste di Gion,
addestramento dei cavalli e la caccia con i cani.

Suzuki Harunobu, Daruma (mitate-e)


Torii Kiyonaga

Sentou
(bagno pubblico)

Onna Yu, 1780


Hanabusa Itchou fu uno dei pi importanti
artisti ukiyo-e. Santou Kyouden,
romanziere e pittore ukiyo-e, studi
meticolosamente la vita di Itchou. Itchou
and a vivere a Edo e studi la pittura di
Kano Yasunobu, aspirando ad una
popolarit uguale a quella goduta da Iwasa
Matabei e Hishikawa Mononobu, studi
anche lo Haiku e nel 1698 venne arrestato
per un coinvolgimento in un caso di
corruzione venendo esiliato a Miyakejima.
Dopo essere tornato a Edo cambi nome in
Hanabusa Itchou.

Suzuki HARUNOBU
full color print
Itchou si allontana dalla maggior parte degli stili
ukiyo-e in quanto il suo principale interesse
verteva sulla gente comune e le pratiche della
vita quotidiana.
Nel tardo XII secolo si inizi ad impiegare un
sistema a stampa con matrici di legno incavate
per realizzare immagini su carta a forma di
ventaglio da accompagnare al sutra del loto.
Allinizio del XVII secolo il grande incisore-
pittore Soutatsu stamp disegni su carta sulla
quale erano scritte poesie di Kouetsu. Allinizio
del periodo Edo questa tecnica si utilizzava per
illustrare libri e romanzi.
UTAMARO: Studies in Physiognomy: Ten Kinds of Women,
by Kitagawa UTAMARO,
polychrome woodblock print