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La Questione Medica

Informazione pubblicitaria a cura di Cristiano Basso

Il ruolo del dentista oggi, tra umanità e modernità

L’evoluzione e lo stato dell’arte di una figura, quella del dentista, temuta e apprezzata in egual misura. Ma anche la natura del rapporto con i pazienti, in costante perfezionamento. Questi i temi delle riflessioni del dottor Giorgio Rosanda, medico chirurgo-odontoiatra trevigiano, professio- nista in grado di coniugare le terapie odontoiatriche con un approccio olistico e conoscenze di medicina di estrazione omeopatica.

personalità come durante l’ora

e più di questo “abbraccio di

cura” tra medico e paziente. Attraverso l’allenamento all’a- scolto, non solo delle parole,

ma del respiro e del battito del cuore, e l’analisi della mimica

e

degli atteggiamenti abituali

o

contingenti, ho cercato di

sviluppare una migliore cono- scenza dei pazienti, riguardo

anche gli aspetti di relazione tra

la bocca, la postura, la condi-

zione emozionale-psichica e quella salutistico-energetica. Ho capito meglio, così, le aspettative e le condizioni eco- nomiche a queste legate, com- prendendo i pregiudizi negativi

rispetto alla nostra professione, affrontandoli con la dialettica

e

con l’azione terapeutica o,

al

contrario, apprezzando il

profondo rispetto trasmesso

da una educazione sana nei

confronti di chi può alleviare il prossimo da una condizione di sofferenza, e ridare il piacere

di alimentarsi masticando nuo-

vamente bene il cibo (possibil- mente di qualità). Emerge, quindi, dal mio punto

di vista, un nuovo ruolo del

medico odontoiatra, a soste- gno dei pazienti che si ponga- no in relazione empatica con lo

stesso, facendo talora da filtro

o da collaboratore del medico

di base e del pediatra. Applicando, poi, l’osservazio- ne e lo studio dei segni e dei

sintomi, cioè la semeiotica

odontoiatrica accademica, arricchita dall’approccio dentosofico e dalla medicina

tradizionale cinese, il dentista può capire meglio nel paziente

le numerose correlazioni tra lo

stato della bocca e il resto del

corpo, le abitudini posturali, in relazione “spesso“ con lo stato degli organi e visceri interni, “sempre” con l’atteggiamento

verso la vita: spavaldo-remissi- vo, positivo-negativo. Vediamo quindi che il titolare

di studio dentistico si trova ne-

cessariamente a dover ricoprire oltre ai ruoli classici – e cioè quello dell’artista nelle prepara- zioni aderenti all’aspetto natu-

rale e originario degli elementi dentari sani; quello del tecnico

per l’adozione di varie stru-

mentazioni e per le applicazioni protesiche; quello del medico clinico per la parte diagnostica e terapeutica farmacologica; quella del chirurgo nelle varie

tipologie di interventi (estrattivi,

conservativi e implantologici) –

“anche” il ruolo del medico un po’ psicologo e quasi confiden- te. Da ultimo – e qui le difficoltà aumentano considerevolmen-

te – il dentista deve rivelarsi

“imprenditore”, attrezzato sul piano del lavoro organizzato, sul piano della comunicazione verbale e non verbale, quin-

di sul piano marketing, sulle

strategie amministrative per gestire l’economia aziendale, sul calendario appuntamenti

e richiami, per ottimizzare al

massimo i tempi di lavoro. Per tutti questi aspetti, il professionista è costretto a

seguire dei corsi specifici che

gli garantiscano un continuo

aggiornamento, sia sul piano

professionale che aziendale. Come si può ben dedurre, alla fine, è molto difficile che tutte queste qualità possano

essere concentrate in una sola persona.

È per questo che definisco “alieno“ il dentista quasi per- fetto, cuore umano e mente computer, e dal fisico comun- que molto resistente a ogni sorta di stress. Quindi, voi pazienti, quando entrate in uno studio dentistico, fatelo con spirito non timoroso, e non solo dei preventivi, ma curioso. Indagate sulle attività, i servizi offerti e soprattutto

la disponibilità e l’attitudine all’ascolto delle varie problema- tiche, percepite un po’ il clima che si respira. Cercate infine di rendervi

comunque complici e partecipi nella cura, con la consape- volezza che la responsabilità dello stato di salute è a doppio binario tra paziente e terapeuta, alleggerita sicuramente da una necessaria empatia. Solo cosi le cure saranno a lieto fine, con un bel sorriso.

dott. Giorgio Rosanda

STUDIO MEDICO E DENTISTICO ROSANDA DR. GIORGIO www.rosanda.org | studio@rosanda.org Tel. 0438/778220 | Cel 393
STUDIO MEDICO E DENTISTICO
ROSANDA DR. GIORGIO
www.rosanda.org |
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Tel. 0438/778220 |
Cel 393 8054636
| studio@rosanda.org Tel. 0438/778220 | Cel 393 8054636 «P enso che un giorno così non ritorni
| studio@rosanda.org Tel. 0438/778220 | Cel 393 8054636 «P enso che un giorno così non ritorni

«P enso che

un giorno

così non

ritorni mai

più, curavo le carie, toglievo denti, mettevo protesi e nulla di più, poi lentamente venivo dal sistema rapito e mi trovavo a sbandare nel girone infinito…». Questa parodia, con chiari accenni musicali di una delle canzoni di Domenico Modugno più conosciuta e venduta nel mondo, vuole interpretare il disagio, la difficoltà e, perché no, talora lo smarrimento di chi

ha dovuto affrontare nell’arco di trent’anni di esperienza profes- sionale come titolare di studio dentistico, il cambiamento epocale di una professione, quella del dentista, diventato odontoiatra od odontostoma- tologo, con una accelerazione riguardo la sua evoluzione che non ha riscontri in altre figure mediche. Puntualizzo che, come laurea-

to in medicina e chirurgia con

doppia iscrizione anche all’albo degli odontoiatri, sento in me prevalere l’aspetto del medico

clinico. È stato questo il senso che ho dato alla mia professio- ne, nonché alla mia vita. Nel tempo, poi, questo sentire si è rafforzato, perché nella nostra professione esiste un rapporto molto stretto con i pazienti. La posizione di lavoro raccomandata anche nei corsi

di ergonomia odontoiatrica,

infatti, è quella cosiddetta “alle ore 12” rispetto al capo del paziente, quindi in un rapporto

di vicinanza molto intima, do-

vendo abbracciare il paziente durante le manovre di cura. Questa intimità non accade in nessun’altra tipologia medica specialistica. Forse qualche lettore obbietterà osservando

che in certe specialità mediche

ci può essere qualche aspetto

“più intimo”, come ad esempio nella ginecologia, urologia, e via dicendo. Ma in questi ambiti non ci si guarda a lungo negli occhi, non si respira il respiro del paziente, non si sente l’o- dore della pelle, né la palpita- zione del cuore, tantomeno ci può essere l’esplorazione della

non si sente l’o - dore della pelle, né la palpita - zione del cuore, tantomeno