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1.

Ciao Magixo,
la domanda troppo ampia e generica, in
pi tutte le buone grammatiche trattano
questo argomento.

In generale, i verbi si comportano cos:


http://it.wikipedia.org/wiki/Coniugazione
_(linguistica)

In italiano, si parla anche di 1a, 2a e 3a coniugazione


per indicare i verbi che all'infinito terminano
rispettivamente in -are, -ere ed -ire. Spesso le forme
coniugate delle tre coniugazioni si distinguono per
un'unica vocale, detta tematica.
Nella coniugazione delle forme semplici (eccettuati
il futuro semplice ed il passato remoto), l'accento
tonico cade sulla radice nelle forme al singolare e nella
terza plurale (loro), mentre nelle forme
in noi e voi cade sulla desinenza. Ad esempio, per
il presente indicativo del verbo amare si avr: mo,
mi, ma, amimo, amte, mano. Durante
l'apprendimento della lingua, possono creare alcune
difficolt alcune forme con comportamenti devianti nel
presente ed in altre forme semplici. Il
verbo abitare conserva l'accento sulla penultima
sillaba nelle forme in noi e voi, ma ha una
coniugazione ricca di forme sdrucciole: bito, biti,
bita, abitimo, abitte, bitano.
Similmente: ddico eccetera.
(*) In verde la radice, in rosso la desinenza: Lavor-
re, Lavr-o, Lavor-i, Lavor-er
Qui un altro sito utile con un elenco di verbi e
indicazioni per l'accento:
http://www.locuta.com/verbisil.html

Ogni buon dizionario italiano riporta, accanto


all'infinito di un verbo, anche la prima persona
dell'indicativo presente con la relativa indicazione
dell'accento, proprio per guidare nell'accentazione
della coniugazione:
lavorare lavorre v.intr. e tr. (lavro, ecc.; come
intr., aus. avere)
credere crdere v.tr. e intr. (crdo, ecc.; come
intr., aus. avere)