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Titolo originale:
The String of Pearls or The Sailors Gift
Traduzione di: Anna Lamberti-Bocconi e Francesca
Sansoni

Prima edizione ebook: marzo 2011


2007 Newton Compton editori s.r.l.
Roma, Casella postale 6214

ISBN 978-88-541-3150-7

www.newtoncompton.com

Edizione elettronica realizzata da Gag srl


Anonimo

Sweeney Todd
Il diabolico barbiere di Fleet
Street

A cura di Cristiano Armati


Traduzione di Anna Lamberti-Bocconi e Francesca
Sansoni

Edizione integrale
Newton Compton editori
Prefazione alledizione
del 1850
Il romanzo Sweeny Todd. Il diabolico barbiere
di Fleet Street, avendo suscitato nel mondo letterario
un interesse pressoch senza precedenti, costringe
lautore a dire qualcosa di pi ai suoi lettori.
In risposta a molte domande che di volta in volta
sono state poste riguardo alleffettiva esistenza di
una persona come Sweeney Todd, possiamo rispon-
dere senza esitazione che sicuramente un uomo del
genere vi fu; e la documentazione dei suoi crimini
giace probabilmente negli archivi della cronaca nera
di questo paese.
La casa in Fleet Street, che fu la scena dei crimini
di Todd, non c pi. Fu distrutta da un incendio che
coinvolse una mezza dozzina di case su quel lato
della strada; ma il passaggio segreto, che collegava
le volte di quelledificio con la cantina della casa di
Todd in Fleet Street, sebbene senza dubbio parzial-
mente ostruito dopo la ricostruzione della chiesa di
St Dunstan, c ancora.
Per il grande entusiasmo che questopera ha
ricevuto dal pubblico che lha letta, lautore deve
esprimere i suoi pi profondi e sinceri ringrazia-
menti; e si pregia di dichiarare che, se vi fosse qual-
che cosa che potrebbe muoverlo a un nuovo sforzo
per accontentare i suoi numerosi benefattori, questa
sarebbe proprio lapprezzamento gentile e generoso
dei suoi precedenti lavori.

Londra, 1850
Sweeney Todd in un ritratto di fine Ottocento.
1. Uno strano cliente da
Sweeney Todd
Prima che Fleet Street avesse raggiunto la sua
attuale importanza, ai tempi in cui Giorgio III era
giovane, e i due giganti che suonavano le campane
della vecchia chiesa di St Dunstan erano nel pieno
della loro gloria dando fastidio ai fattorini in giro
per commissioni e lasciando a bocca aperta per lo
stupore la gente di campagna cera, vicino al sacro
edificio, una botteguccia di barbiere, tenuta da un
uomo che si chiamava Sweeney Todd1.
Come fu che venne chiamato e battezzato
Sweeney rimane inspiegabile2: ma questo era il suo
nome, che infatti spiccava scritto in enormi lettere
gialle sopra la vetrina del suo negozio, come poteva
vedere chiunque decidesse di rivolgere lo sguardo
proprio l.
I barbieri a quel tempo in Fleet Street non erano
ancora diventati di moda, e non sognavano di farsi
chiamare artisti pi che di prendere dassalto la
Torre; e poi non erano, come adesso, costantemente
impegnati a scuoiare begli orsi grassi eppure in
qualche modo la gente doveva avere i capelli sulla
testa proprio come ce li ha adesso, anche senza
laiuto di quelle untuose pomate. Inoltre, in quella
sorta di preistoria, Sweeney Todd e i suoi confra-
telli non ritenevano affatto necessario tenere in vet-
rina uneffigie umana di cera. Non cera nessuna
languida giovane signora che gettasse sguardi da
sopra la spalla sinistra, in modo che una massa di
riccioli ramati potesse ricaderle morbida sul collo
di giglio, e grandi conquistatori e seriosi uomini di
Stato non venivano, come adesso, esibiti al pub-
blico ludibrio con impronte di rossetto sulle guance,
una quantit di polvere nera spalmata in guisa di
barba, e un po di peli incollati come sopracciglia.
No. Sweeney Todd era un barbiere della vec-
chia scuola e non avrebbe mai pensato di glorificare
se stesso grazie a circostanze esterne. Se fosse vis-
suto nel palazzo reale, per lui sarebbe stato del
tutto naturale alloggiare nella cuccia del cane di En-
rico VIII e avrebbe faticato a credere che la natura
umana potesse essere cos ingenua da pagare sei
penny in pi per farsi fare barba e capelli in un
posto particolare.
Dallentrata della sua bottega si slanciava sulla
strada un lungo palo dipinto di bianco, con una
striscia rossa che gli si torceva intorno a spirale, e
su un vetro della vetrina era scritto il seguente dist-
ico

Per un penny ti puoi sbarbare,


un buon servizio regolare.

Non abbiamo fatto sfoggio di queste righe per


dare un esempio della poesia dellepoca, anzi, prob-
abilmente quei versi erano il prodotto di qualche
giovane avvocato del Temple3; ma se avessero
avuto una sia pur minima pretesa di poetico ardore,
questo pu essergli ampiamente conferito dal modo
chiaro e preciso in cui pubblicizzano loggetto della
loro ispirazione.
Il barbiere di cui stiamo parlando era un tipo
alto, ciondolante, mal sagomato, con una bocca im-
mensa, e delle mani e piedi cos enormi, da
costituire quasi una curiosit naturale; e particol-
are ancor pi di effetto considerando il suo mestiere
non si era mai vista una capigliatura folta come
quella di Sweeney Todd. Non sappiamo a cosa par-
agonarlo: probabilmente il suo aspetto si avvi-
cinava a quello di un folto cespuglio, nel quale
era intrappolata una quantit di piccole spine. In
verit era una capigliatura ancora pi spaventosa;
e poich Sweeney Todd ci portava dentro tutti i
suoi pettini alcuni dicevano anche le sue forbici
quando sporgeva la testa fuori dalla porta del
negozio per vedere che tempo cera, lo si poteva
scambiare per un guerriero indiano con un copri-
capo di piume molto appariscente. Aveva una risata
nervosa e sgradevole, per niente allegra, con cui se
ne usciva nei momenti pi impensati, quando nes-
sun altro pensava ci fosse nulla da ridere, e che a
volte faceva trasalire i clienti, specialmente quando
erano nel bel mezzo della rasatura e Sweeney Todd
interrompeva brevemente il lavoro per darsi a uno
scroscio del suo riso sgraziato. Evidentemente a
tratti gli passava per la testa il ricordo di qualche
scherzo molto strano e fuori dal comune, e allora
lanciava la sua risata da iena: ma questa era cos
breve e improvvisa che le persone, incredule, guar-
davano il soffitto e il pavimento cercando di capire
da dove fosse venuto quel suono allucinante, pre-
sumendo che fosse a malapena possibile che a
emetterlo fossero state delle labbra umane.
Il signor Todd tendeva a strizzare gli occhi per
aumentare il suo fascino; e cos pensiamo che da
ora in poi il lettore possa immaginarsi lindividuo
che vogliamo presentargli. Alcuni lo ritenevano un
tipo innocuo, piuttosto bizzarro, magari mezzo
scemo o almeno un po matto ma ce nerano altri
che, parlando di lui, scuotevano la testa; non po-
tevano dire niente di preciso sul suo conto, tranne
che senza dubbio lo consideravano strano, eppure,
quando arrivavano a riflettere su quale enorme
crimine e misfatto fosse a questo mondo essere
strani... insomma, non dovremmo essere sorpresi
della cattiva luce in cui era tenuto Sweeney Todd.
Ma, a dispetto di tutto ci, il signor Todd svol-
geva un lavoro ben retribuito, era considerato dai
suoi vicini uno che se la passava bene e, indubbia-
mente, poteva essere considerato un buon partito.
Era davvero comodo per i giovani studenti del
Temple fare una capatina da Sweeney Todd a farsi
rasare le guance: cos, dal mattino alla sera, il bar-
biere conduceva buoni affari e si arricchiva.
Cera solo una cosa che, comunque la si con-
siderasse, sembrava stridere con loculatezza di
Sweeney Todd. Il barbiere, stranamente, pagava
laffitto per una grande casa di cui occupava solo
il negozio e una sala, tenendo il piano di sopra
completamente vuoto pur rifiutandosi di lasciarlo
libero, a qualsivoglia condizione.
Cos stavano le cose, nellanno del Signore
1785, per quanto riguarda Sweeney Todd.
Il giorno sta finendo, piove e, per la strada, non
passa quasi nessuno. Sweeney Todd seduto nel
suo negozio e fissa con durezza un ragazzo che sta
davanti a lui in spaventata soggezione.
Ti ricorderai, disse Sweeney Todd as-
sumendo unespressione particolarmente truce, ti
ricorderai, Tobias Ragg, che ora sei il mio appren-
dista, che da me ricevi vitto, bucato e alloggio, con
le sole eccezioni che non dormi qui, che mangi a
casa tua, e che tua madre, la signora Ragg, ti fa il
bucato, ma questo dovrebbe essere la sua special-
it visto che fa la lavandaia e guadagna una barca
di soldi. Quanto allalloggio, alloggi qui, lo sai,
molto comodamente, nel negozio tutto il giorno.
E dunque, non sei un bastardello felice? S si-
gnore, rispose il ragazzo timidamente.
Acquisirai una professione di primordine,
quasi come la professione legale a cui tua madre
mi dice che avrebbe voluto introdurti se non fosse
stato per la tua debolezza di cervello... e ora, Tobi-
as, stammi a sentire e ricordati bene tutto quello che
ti dico.
S, signore.
Ti taglier la gola da orecchio a orecchio se
riferirai anche una singola parola di quello che suc-
cede in questo negozio, o se oserai fare qualsiasi
supposizione, o trarre qualsiasi conclusione da qua-
lunque cosa tu possa vedere, o sentire, o immagin-
are: hai capito? S, signore. Non dir niente. Mi
auguro, signore, di essere trasformato in pasticcio
di maiale da Lovett in Bell Yard, se dir una sola
parola.
Sweeney Todd balz dalla sua sedia e, aprendo
la sua enorme bocca, guard il ragazzo per un
minuto o due in silenzio, come se intendesse ingoi-
are lo sventurato ma non avesse ancora ben chiaro
da dove cominciare.
Molto bene, disse infine, sono soddisfatto,
sono proprio soddisfatto; e stammi bene a sentire:
il tuo posto il negozio, e solo il negozio. E se
un cliente ti d un penny, puoi tenerlo, cos se ne
riceverai abbastanza diventerai un uomo ricco; nat-
uralmente sar io che penser a custodire i tuoi
penny per te, e quando penser che li vuoi, te li far
avere. Adesso corri fuori e guarda che ora segna
lorologio di St Dunstan.
Cera una piccola folla radunata di fronte alla
chiesa, perch i giganti stavano per battere le sette
meno un quarto, e tra quella folla cera un uomo che
guardava la scena con enorme curiosit.
Ora vedrai!, disse, stanno cominciando;
bene, tutto davvero ingegnoso. Guarda il maciste
che solleva la sua clava, e la fa calare di peso sulla
vecchia campana.
Le figure batterono i tre quarti; e poi le persone
che si erano fermate a vedere lo spettacolo, molte
delle quali avevano visto la stessa esibizione ogni
giorno per anni, se ne andarono, fatta eccezione
per luomo che sembrava cos profondamente in-
teressato.
Rimase l, con un bel cane dal portamento fiero
accucciato ai suoi piedi, che anchesso guardava in
su verso le figure; e che, vedendo con quanta atten-
zione le fissava il suo padrone, tentava di mostrare
il maggiore interesse possibile.
Cosa ne pensi, Hector?, disse luomo.
Il cane emise un breve piccolo lamento, e poi il
suo padrone continu: C un barbiere l davanti:
sarebbe una buona cosa radermi prima di andare
a trovare le signore, perch devo vederle, sebbene
per uno scopo molto triste, dato che devo dire loro
che il povero Mark Ingestrie non c pi, e Dio
solo sa come ci rimarr la povera Johanna: dovrei
riconoscerla stando alla descrizione che me ne ha
fatto Mark, povero ragazzo. Mi addolora ricordare
come me ne parlava durante le guardie notturne,
quando tutto taceva, e nemmeno un soffio di vento
ci sfiorava le guance. Potrei addirittura credere di
averla gi vista, tanto mi parlava sempre dei suoi
teneri occhi luminosi, delle sue gentili labbra im-
bronciate, delle fossette che aveva intorno alla
bocca. Bene, bene, non il caso di dispiacersi:
morto e se ne andato, povero ragazzo, e lacqua
salata ora scorre attorno a un cuore tra i pi valorosi
che abbiano mai battuto. Per tutto ci giusto che la
sua innamorata, Johanna, riceva il suo filo di perle;
e se non potr essere la moglie di Mark Ingestrie
in questo mondo, almeno, povera piccola, che sia
ricca e felice mentre ci vive, in altre parole che
sia felice per quanto possibile; dovr solamente as-
pettare di incontrarlo in cielo, dove non ci sono
strepiti e tempeste. Dunque andr subito a farmi
radere. Attravers la strada in direzione del ne-
gozio di Sweeney Todd, e, scendendo gi per una
scaletta, si trov faccia a faccia con lo sgraziato
barbiere.
Il cane emise un lungo uggiolo e fiut laria.
Hector, disse il suo padrone, cosa c? A
cuccia!.
Ho molta paura dei cani, disse Sweeney
Todd, vi dispiacerebbe, signore, lasciarlo ad as-
pettare fuori dalla porta, se lo stesso? Ho paura
che quel mostro voglia mordermi!.
Sapete che siete la prima persona a cui abbia
mai ringhiato senza essere stato provocato?, rep-
lic luomo. Ma credo che non gli piacciano i
vostri sguardi, e devo confessare che non ne sono
molto sorpreso. Mi capitato di incontrare dei tipi
strani in vita mia, ma che possa essere impiccato se
ho mai visto un brutto arnese come voi... ma, ac-
cidenti, avete sentito? Che diavolo di rumore era
quello? Ero solo io, disse Sweeney Todd, ho
fatto una risata.
Risata! E la chiamate risata quella? Penso che
labbiate presa da qualcuno che ne morto. Se
quello il vostro modo di ridere, vi prego di non
farlo pi.
Chiamate il cane! Chiamate il cane! Non
voglio cani a scorrazzare nel retrobottega!.
Qui, Hector, qui!, grid il padrone, vai
fuori!.
Con molta riluttanza il cane lasci il negozio
e si accucci vicino alla porta. Il barbiere, bor-
bottando qualcosa sulle correnti daria, si affrett
a chiuderla e poi, voltandosi verso lapprendista
rintanato in un angolo, disse: Tobias, ragazzo mio,
vai in Leadenhall Street, e compra un sacchetto di
biscotti dal signor Peterson; d che sono per me.
Ora, signore, suppongo che vogliate essere rasato:
ed un bene che siate venuto qui, perch non c
barbiere in tutta la citt di Londra che si sia mai im-
maginato di radere qualcuno a puntino come lo fac-
cio io.
Ascoltatemi bene, signor barbiere: se mi fate
ancora quella risata, io mi alzo e me ne vado. Non
mi piace, e questo tutto.
Molto bene, prosegu Sweeney Todd mentre
mescolava la schiuma. Chi siete? Da dove venite?
E dove siete diretto? Maledizione! Non potete
evitare di cacciarmi quella dannata spazzola in
bocca? E non ridete! E dal momento che vi in-
teressa tanto fare domande, provate a rispondermi
se potete.
S, certo: di che si tratta, signore? Conoscete
il signor Oakley? So che vive a Londra e che un
fabbricante di occhiali.
S, ad essere sincero lo conosco: John Oakley,
il fabbricante di occhiali in Fore Street, e ha una
figlia di nome Johanna, che i giovanotti chiamano
il fiore di Fore Street.
Ah! Povera creatura! Veramente? Ebbene, an-
date al diavolo! Di che cosa state ridendo ora? Cosa
vi passa per la testa? Non avete detto: Ah,
povera creatura? Girate un po la testa da questa
parte; ecco, cos. Siete stato per mare, signore?
S, e sono tornato proprio ora da un viaggio in In-
dia.
Davvero? Ma dove pu essere la mia
coramella? Ce lavevo un minuto fa; devo averla
posata da qualche parte. Che cosa strana che non la
trovi pi! Senza quel pezzo di cuoio non posso af-
filare il rasoio. molto strano; che fine avr fatto?
Oh, adesso ricordo, deve essere nel retro. State se-
duto, signore. Torno fra un attimo. Ah, tenete, po-
tete distrarvi con il Courier se volete, ci vorr un
minuto, non preoccupatevi.
Sweeney Todd and nel retrobottega e chiuse la
porta.
Improvvisamente si sent un cigolio sinistro, un
attimo di clamore che lasci posto al silenzio assol-
uto quando Sweeney Todd, riemerso dal retrobot-
tega, si mise a guardare la sedia dove fino a un mo-
mento prima era seduto il suo cliente. La sedia, ora,
era completamente vuota e il cliente che loccupava
se ne era andato senza lasciare la bench minima
traccia dietro di s, fatta eccezione per il cappello,
che Sweeney Todd afferr e gett dentro un arma-
dio.
Che succede?, trasal Sweeney Todd, mi
sembrato di aver sentito un rumore....
La porta s apr lentamente ed entr Tobias an-
sante, dicendo: Scusate, signore, ho dimenticato i
soldi, e ho fatto la strada tutta di corsa dal cimitero
di St Paul.
Con due passi Todd lo raggiunse e afferrandolo
per un braccio lo tir nel pi remoto angolo del ne-
gozio, e poi gli si par di fronte guardandolo in viso
con occhi torvi, con unespressione cos diabolica
che il ragazzo rimase terribilmente spaventato.
Parla!, grid Todd, Parla! E d la verit, op-
pure la tua ultima ora arrivata. Prima di entrare
ti sei messo a sbirciare dalla porta? Sbirciare, si-
gnore? S, sbirciare; non ripetere le mie parole,
ma rispondimi subito, sar meglio per te.
Non stavo sbirciando, signore, per niente.
Rassicurato, Sweeney Todd tir un lungo
sospiro, producendo un suono che senza dubbio
voleva essere scherzoso. Bene, bene, puoi spiare
quanto vuoi, non importa. Volevo solo saperlo, tutto
qui; era solo uno scherzo, no? Uno scherzo proprio
divertente, bench piuttosto strano, non vero?
Perch non ridi scemo? Vieni ora, non successo
niente. Dimmi cosa hai pensato quando sei entrato
nel negozio e io sar molto contento, s, molto con-
tento.
Non capisco cosa volete dire, signore, replic
il ragazzo, allarmato per quel repentino cambia-
mento di umore. Sono tornato indietro soltanto
perch non avevo i soldi per pagare i biscotti da
Peterson.
Non intendevo niente, disse Todd, facendo
improvvisamente dietrofront. Ma non senti? Chi
che mi sta graffiando la porta?.
Tobias and a controllare. Fuori dal negozio
cera ancora il cane del cliente sparito
allimprovviso che latrava guardandosi malin-
conico attorno, come per cercare il suo padrone.
Il cane del gentiluomo, signore, disse Tobias,
il cane del gentiluomo che guardava lorologio
della vecchia St Dunstan, ed venuto qui per farsi
la barba. buffo, non vi pare, che il cane non sia
andato via con il suo padrone? Se buffo al-
lora perch non ridi? Caccia via quel cane, Tobi-
as; non avremo cani qui; odio il loro sguardo; cac-
cialo via caccialo via. Lo far subito, signore,
ma temo che la bestia non abbia nessuna intenzione
di andarsene. Guardate, signore, guardate cosa sta
facendo! Avete mai visto un cane cos agitato, si-
gnore? Vuole tirare gi la porta dellarmadio.
Fermalo! Fermalo! Il diavolo si imposses-
sato di questa bestia! Fermalo ho detto!.
Il cane sarebbe certo riuscito ad aprire
larmadio se Sweeney Todd non gli si fosse messo
davanti per bloccarlo; ma presto il barbiere si ac-
corse che andava incontro a un pericolo, perch
il cane lo morse a una gamba provocandogli un
dolore che lo costrinse a ritirarsi lasciando libero
lanimale di fare quello che voleva. Il cane, con
qualche sforzo, riusc finalmente a forzare lanta
dellarmadio e a prendere in bocca il cappello che
Sweeney Todd ci aveva appena buttato dentro, cor-
rendo poi trionfante fuori dal negozio.
C il diavolo in quella bestia, borbott Todd,
meno male che se n andato! Tobias, hai detto di
aver visto il padrone di quel demonio di un cane
alla chiesa di St Dunstan? S, signore, lho visto
l. Se vi ricordate mi avevate mandato a guardare
lora, i giganti stavano battendo le sette meno un
quarto in quel momento. Prima di tornare qui, ho
sentito quel signore dire che Mark Ingestrie era
morto e che Johanna doveva avere un filo di perle.
Poi, se ben ricordate, signore, entrato lui in per-
sona e la cosa strana, sapete, che non si portato
dietro il cane, perch... lo sapete signore? Che
cosa?, grid Todd.
Di solito la gente si porta dietro i propri cani,
signore; e che io sia trasformato in un pasticcio di
maiale di Lovett se non vero!.
Silenzio! Arriva qualcuno; il vecchio Grant,
del Temple. Come va, signor Grant? Mi fa piacere
vedervi cos in forma, signore. Rallegra vedere un
gentiluomo della vostra et con un aspetto cos
fresco e sano. Sedetevi, signore; giratevi un po da
questa parte, se permettete. Rasatura, suppongo?
S, Todd, s. Novit? No, signore, niente di
emozionante. Tutto molto tranquillo, signore, ec-
cetto il forte vento. Hanno detto che ha soffiato
via il cappello al re ieri, signore, e lui ha preso in
prestito quello di Lord North4. Anche il commercio
va a rilento, signore. Penso che con questa piovig-
gine la gente non abbia voglia di uscire per farsi rip-
ulire e rivestire. Nella mia bottega non entra nes-
suno da unora e mezza.
No, signore, disse Tobias, avete dimenticato
quel marinaio con il cane, signore.
Ah! Certo, disse Todd, se ne andato, e lho
visto ficcarsi in qualche vicolo dalle parti del mer-
cato.
Mi meraviglio di non averlo incontrato, si-
gnore, disse Tobias, perch venivo proprio da
quella direzione; e poi sarebbe stato proprio stupido
a lasciarsi dietro il cane.
S, molto, disse Todd. Potete scusarmi un
momento, signor Grant? Tobias, ragazzo mio,
voglio solo che tu mi dia una mano un momento nel
retro.
Tobias segu Todd senza diffidenza nel retrobot-
tega; ma quando vi entrarono e la porta venne richi-
usa, il barbiere balz su di lui come una tigre arrab-
biata e, afferrandolo per la gola, gli sbatt la testa
contro le pareti di legno cos tante volte che il si-
gnor Grant dovette pensare che ci fosse un carpen-
tiere al lavoro; poi il barbiere prese il garzone per i
capelli e lo fece roteare su se stesso, colpendolo con
un calcio talmente forte da farlo finire disteso in un
angolo della stanza. Dopo di che, senza dire una pa-
rola, il barbiere torn dal suo cliente e sprang la
porta del retro, lasciando Tobias a digerire con co-
modo e nel modo migliore che poteva il trattamento
che aveva ricevuto.
Quando torn dal signor Grant, si scus per
averlo fatto aspettare dicendo: Era necessario, si-
gnore, insegnare al mio nuovo apprendista un po
del suo lavoro. Ora lho lasciato l a studiare. La
cosa migliore, con i giovani, spiegargli le cose
una volta per tutte.
Ah!, disse il signor Grant con un sospiro,
So bene cosa vuol dire trascurare leducazione
dei ragazzi. Anche se non ho figli miei ho dovuto
badare al figlio di mia sorella, un tipo di
bellaspetto, ma selvaggio e irresponsabile, che mi
somiglia come una goccia dacqua. Ho tentato di
far di lui un avvocato ma non cera verso di farlo
studiare. Adesso sono pi di due anni che quel
ragazzo mi ha abbandonato, eppure cera qualcosa
di buono in Mark.
Mark, signore! Avete detto Mark? S, si
chiamava cos: Mark Ingestrie. Dio solo sa che cosa
ne stato di lui.
Oh!, disse Sweeney Todd. Poi, pensieroso, il
barbiere si rimise al lavoro, ricoprendo di schiuma
il mento del signor Grant.
2. La figlia del fabbricante
di occhiali
Johanna, Johanna, mia cara, ma lo sai che ore
sono? Johanna, tesoro, dico a te, ti alzi? Sai, tua
madre andata dal pastore Lupin e io devo andare
subito a casa di Alderman Judd nella Cripplegate e
non ho ancora fatto colazione. Johanna, tesoro, mi
senti?.
Lindividuo che pronunciava queste parole era il
signor Oakley, il fabbricante di occhiali. Il mattino
dopo i fatti raccontati da Sweeney Todd si trovava
sulla porta della stanza di sua figlia Johanna. Al ri-
chiamo del padre, una voce tenera e soave rispose:
Sto arrivando, sto arrivando; tra un momento sar
gi.
Fai con calma, cara, posso aspettare.
Il piccolo vecchio fabbricante di occhiali scese di
nuovo le scale e si sedette nel salotto sul retro del ne-
gozio dove, dopo un momento, fu raggiunto da Jo-
hanna, la sua unica e amatissima figlia.
Era davvero una creatura di rarissima grazia e
bellezza. Aveva diciotto anni, ma sembrava ancora
pi giovane, e il suo volto possedeva tali doti di
bellezza e intelligenza da sembrare fuori dal tempo.
I suoi capelli erano di un nero lucente e, rarit per
un simile incarnato, i suoi occhi erano di un blu
terso e profondo.
Non cera nulla di superbo o severo in lei, ma
lespressione del suo viso era di assoluta grazia e
dolcezza. Aveva quel tipo di volto che avresti potu-
to osservare per giornate intere, senza stancarti mai,
come se le sue espressioni delicate fossero pagine
di un libro particolarmente interessante, sempre in
grado di regalarti emozioni piacevoli e trasognate.
Nella voce, Johanna aveva una nota di tristezza
che probabilmente contribuiva a rendere ancora pi
melodioso il suono delle sue parole. Allo stesso
tempo, per, nella ragazza si intravedeva una ma-
linconia che sembrava indicare un dolore non
ancora svelato in fondo al cuore, un afflato verso
lamore che pareva senza speranza, impossibile da
compiersi. Cera, in lei, il ricordo di una gioia pre-
cedente, trasformato in amarezza e dolore: una nu-
vola in un cielo sereno, unombra attraverso la
quale baluginava ancora un sole sfolgorante e
meraviglioso, che chiedeva di risplendere del tutto.
Scusatemi padre, disse gettando le braccia in-
torno al collo del vecchio, sono in ritardo.
Non importa, mia cara, non importa. Tua
madre cos presa con il signor Lupin, e in pi oggi
mercoled mattina, se ne andata in fretta per il
suo incontro di preghiera, e cos non ho fatto col-
azione... e penso proprio di licenziare Sam.
Davvero, padre! Cosa ha fatto? Niente, e
questa la ragione. Ho dovuto abbassare le saracin-
esche da solo stamattina, e per quale motivo? Ha
avuto la faccia tosta di dirmi che questa mattina non
poteva abbassare le saracinesche o scopare il ne-
gozio, perch sua zia aveva mal di denti.
Misera scusa, padre, disse Johanna, mentre si
affaccendava e preparava la colazione; una scusa
molto misera.
Davvero misera! Ma il mese finito oggi e
devo liberarmene. Purtroppo penso di dovermela
vedere con tua madre, perch sua zia appartiene alla
congregazione del signor Lupin; sicuro come vero
che oggi il venti di agosto...5.
il venti di agosto, disse Johanna, mentre
affondava in una poltrona e scoppiava in lacrime.
Lo , lo ! Pensavo di potermi controllare, ma non
posso, padre, non posso. il mio turbamento che
mi ha fatto fare tardi. Sapevo che mia madre era us-
cita, sapevo di dover essere gi a prendermi cura di
voi, e stavo pregando Dio per avere la forza di farlo
perch oggi il venti di agosto.
Johanna disse queste parole incoerentemente e
fra i singhiozzi, e quando ebbe finito appoggi il
suo dolce viso alle piccole mani e riprese a piangere
come una bambina.
La sorpresa mista a sgomento del vecchio fab-
bricante di occhiali era dipinta sul suo volto e, per
alcuni minuti, egli rimase seduto completamente
imbambolato, con le mani posate sulle ginocchia,
guardando il viso della sua meravigliosa figlia
cio, quanto poteva scorgerne tra quelle piccole dita
affusolate che lo coprivano come se si fosse ap-
pena svegliato da un sogno.
Buon Dio, Johanna!, disse infine, Cosa c?
Cosa successo, cara? Dimmelo se non vuoi farmi
morire di dolore.
Dovreste saperlo, padre, disse, non pensavo
proprio di parlarvene, credevo di avere sufficiente
forza danimo per tenere i miei dispiaceri nel mio
stesso petto, ma lo sforzo stato troppo per me, e
sono stata costretta a cedere. Se non mi aveste as-
sistito cos premurosamente se non avessi saputo
che mi volevate bene come me ne volete, avrei po-
tuto tenere facilmente il mio segreto, ma essendo
queste le circostanze, non posso.
Mia cara, disse il vecchio, hai ragione; ti
voglio bene. Cosa sarebbe ora per me il mondo
senza di te? Cera un tempo, venti anni fa, che
tua madre era il fulcro della mia felicit, ma con
landare degli anni, fra il signor Lupin, la recita dei
salmi e il t, mi rimane assai poco di lei, e quel poco
che mi rimane piuttosto desolante. Dimmi, cara,
cos che ti opprime e vedr di esserti daiuto. Non
appartengo alla polizia comunale, certo che no6.
Padre, so che il vostro amore farebbe per me
tutto ci che possibile fare, ma non potete ri-
chiamare i morti alla vita; e se questo giorno tras-
corre senza che io lo veda o senza avere sue notizie,
so che invece di trovare una casa per me, la donna
che ama, star cercando un tomba per se stesso...
questo mi disse, questo mi disse.
A questo punto si stropicci le mani e pianse
di nuovo, e ancora, e con una tale amarezza che il
vecchio fabbricante di occhiali non sapeva pi cosa
fare, n cosa dire.
Mia cara, mia cara!, url, chi lui? Spero tu
non voglia dire....
Silenzio, padre, silenzio! So che le vostre lab-
bra hanno paura di pronunciare il suo nome ma per
una volta, ora che forse lui non c pi, non dite ni-
ente sul suo conto, padre, tranne ci che buono.
Stai parlando di Mark Ingestrie.
Certo, e anche se ha fatto centinaia di errori,
per lo meno mi amava. Mi amava veramente e con
tutta la sincerit del mondo.
Mia cara, disse il vecchio fabbricante di oc-
chiali, lo sai che non potrei mai dire cose capaci di
farti soffrire. Ma dimmi, ti prego, cos che rende
questo giorno pi cupo degli altri? Ve lo dir,
padre, ascoltatemi. Il 20 agosto di due anni fa, io
e Mark ci siamo incontrati per lultima volta; era a
Temple garden, e lui aveva appena avuto unaccesa
discussione con suo zio, il signor Grant, e capirete,
padre, che Mark non era colpevole, perch....
Bene, bene, mia cara, non c bisogno che tu
dica altro su questo punto. Le ragazze molto rara-
mente ammettono le colpe dei loro innamorati, ma,
lo sai Johanna, ci sono sempre due modi di raccon-
tare la stessa storia.
S, padre, ma perch il signor Grant cercava
di costringerlo a fare un mestiere che a lui non pi-
aceva? Mia cara, chiunque avrebbe pensato che
se Mark Ingestrie ti avesse amato veramente e vera-
mente avesse pensato di prenderti in moglie e a pro-
curarsi i mezzi necessari a condurre un tenore di
vita rispettabile... ecco, se fosse stato cos probabil-
mente quel lavoro lavrebbe accettato, anche se non
gli piaceva.
S, ma padre, sapete che difficile per un
giovane spirito ardente, quando nascono dissapori,
assoggettarsi completamente; e cos per tagliare
corto, il povero Mark, litigando con suo zio, se ne
and via, quando forse un segno di gentilezza o di
conciliazione da parte del signor Grant lavrebbero
probabilmente piegato al suo volere.
Hai ragione, comment il signor Oakley, ma
vai avanti, mia cara, e dimmi esattamente come
sono andate a finire le cose.
Certo, padre. Il 20 agosto di due anni fa Mark
mi disse che lui e suo zio avevano litigato furi-
osamente e che ormai non si poteva fare pi nulla
per risolvere i problemi tra di loro. Parlammo a
lungo.
Ah! Su questo non c dubbio.
Alla fine mi disse che doveva andare e cercare
la sua fortuna, quella fortuna che sperava di di-
videre con me. Mi disse che aveva lopportunit di
intraprendere un viaggio in India e che, se fosse
ritornato a Londra coperto di gloria, allora avrebbe
avuto denaro a sufficienza per cominciare a cercare
un impiego pi adatto alle sue idee rispetto al
mestiere di avvocato.
Ah, bene! Poi? Mi ha detto che mi amava.
E tu gli hai creduto? Padre, gli avreste cre-
duto anche voi sentendolo parlare. Le sue parole
erano cos sincere che nessun attore, neppure il pi
bravo del mondo, avrebbe mai potuto provocare
simili emozioni utilizzando le armi della finzione.
Ci sono tempi e stagioni in cui noi sappiamo di
stare ascoltando la voce maestosa della verit, e ci
sono toni che penetrano subito nel cuore, portando
con loro un sigillo di sincerit che n il tempo n le
circostanze possono scalfire; e tali erano i toni con
cui Mark Ingestrie mi parl.
E dunque, Johanna, tu credi che sia cos facile,
per un ragazzo che non ha nemmeno la pazienza o
lenergia necessaria per farsi stimare a casa sua, an-
dare allestero e fare fortuna? Credi che allestero la
pigrizia sia una dote talmente ricercata da meritarsi
una ricompensa, mia cara? Lo giudicate severa-
mente, padre; non lo conoscete.
Che Dio non voglia mettermi in bocca giudizi
affrettati! Sono disposto ad ammettere che tu po-
tresti conoscere questo personaggio meglio di me
ma vai avanti, mia cara, e finisci di raccontarmi
questa storia.
Io e Mark abbiamo fatto un accordo, padre.
Entro due anni, lui sarebbe tornato da me o mi
avrebbe spedito qualche notizia sui suoi sposta-
menti. In caso contrario, avrei dovuto concludere
che era morto ed proprio a questo che sto
pensando in questo momento.
Ma il 20 agosto non ancora finito.
Lo so e infatti non ho ancora smesso di sper-
are, padre. Voi credete nei sogni premonitori?
Non saprei, bambina mia; non sono disposto a cre-
dere in un presagio solo perch lho sognato, ma
confesso di aver sentito un paio di storie bizzarre
dove queste visioni notturne si sono avverate esat-
tamente.
Dio solo sa quanto questa potrebbe essere una
di quelle! Ho fatto un sogno laltra notte: ero seduta
in riva al mare, e tutto ci che avevo davanti era
solo unincommensurabile distesa dacqua. Sentivo
chiaramente lo scroscio e il tonfo delle onde, il
vento si alzava sempre pi furioso mentre, in
lontananza, vedevo una barca. Questa barca stava
lottando contro le onde, talmente alte da sommer-
gerla quasi completamente, lasciando fuori
dallacqua soltanto la cima dellalbero maestro. Il
temporale aumentava la sua rabbia sempre di pi,
ogni tanto risuonava attraverso le acque uno strano
e tetro rumore, allora vidi un lampo di fuoco: cap-
ivo che i marinai, nello sfortunato vascello, stavano
disperatamente cercando laiuto di qualcuno. Padre,
dallinizio alla fine sapevo che Mark Ingestrie era
l, il mio cuore me lo diceva: ero sicura che era
l ed io ero impotente, totalmente impotente, total-
mente e interamente incapace di dare il minimo
aiuto. Potevo solo assistere agli eventi come una
spettatrice silenziosa e spaventata. Alla fine ho sen-
tito un grido provenire dagli abissi un pianto
strano, un gemito straziante che mi rivelava il
destino del vascello. Per un attimo vidi le schegge
dei suoi alberi nellaria oscura e poi pi nulla, solt-
anto un silenzio rotto da un urlo strano e selvaggio:
il grido disperato di quelli che affondavano senza
scampo. Oh! Quello era un fragore terribile un
fragore che penetra nelle orecchie, imprimendosi
nella memoria e ossessionando il sonno era un
fragore che, una volta ascoltato, non viene di-
menticato mai pi ma si imprime nel cervello in-
sieme allorrore e la paura, pronto a riaffiorare nei
ricordi per tutta la vita. Questo quello che hai
sognato? S, padre, s.
Ed eri impotente? Certo totalmente e in-
teramente impotente. Molto triste.
Lo era, non c dubbio. La barca stava af-
fondando e lurlo che avevo sentito era lultimo
grido disperato di quelli che si aggrappavano alla
nave cercando di restare a galla. Lacqua, in fondo,
era il loro unico rifugio: dove altro avrebbero
dovuto guardare per scorgere il pi piccolo raggio
di speranza? Dove, se non nelle acque che flut-
tuavano, avrebbero dovuto nascondersi per sal-
varsi? Da nessuna parte! Tutto era perduto! Tutto
era disperazione! Ho tentato di urlare. Ho cercato
di gridare a Dio di avere piet per quelle anime
coraggiose e valorose che avevano rimesso il loro
bene pi caro la stessa vita alla piet degli
abissi. Mentre cercavo il modo di portare soccorso
ai naufraghi, vidi un piccolo punto nel mare e i
miei occhi, a fatica, riconobbero un uomo in preda
ai flutti, aggrappato a un pezzo della nave. Ecco
padre, io sapevo che quello era Mark Ingestrie.
Ma mia cara, non ti sembra di esagerare, in
fondo solo un sogno....
Mi sembrava vero, era vero. Io tendevo le
mani per salvare quelluomo e lo sentivo pronun-
ciare il mio nome, chiedermi aiuto. Era tutto vano;
lui lottava contro le onde con tutte le sue forze, non
poteva fare di pi, e io lo vidi sparire davanti ai miei
occhi ansiosi.
Non dire che lhai visto, mia cara, d che la tua
fantasia lha visto.
Era una fantasia tanto reale da sconvolgermi,
padre.
Certo, ma dopotutto solo un sogno e mi sem-
bra che non ci sia alcun presagio infausto per
quanto riguarda Mark Ingestrie, solo sciocche ub-
bie. Considera solo quante difficolt potrebbero
sorgere nel tener fede alla promessa che ti ha fatto.
Lo sai che ho tanto a cuore la tua felicit: se Mark
fosse un uomo meritevole e operoso non mi op-
porrei alla vostra unione, anzi. Per devi credermi,
mia cara Johanna, un uomo giovane capace di pro-
curarsi numerose occasioni per sperperare denaro
ma nessuna per guadagnarne il peggior marito
che potresti scegliere e Mark Ingestrie, purtroppo,
fatto proprio cos. Ma su, non diremo niente di tutto
ci a tua madre; facciamo s che il segreto, se pos-
siamo chiamarlo in questo modo, rimanga tra noi e,
se puoi dirmi qualcosa sul vascello con cui Mark
Ingestrie ha lasciato lInghilterra, non porter il mio
pregiudizio contro di lui fino al punto di esitare nel
provare a chiedere quale sia stato il suo destino.
Non so niente di pi, padre; da quando ci
siamo separati, non lho pi incontrato.
Bene, bene! Asciugati gli occhi, Johanna e,
mentre vado da Alderman Judd, penser alla fac-
cenda, che, dopo tutto, non dovrebbe essere cos
terribile come pensi. Il giovanotto un giovanotto
piuttosto di bellaspetto e ha, credo, buone capacit,
se le sapr sfruttare; ma se scorrazza per il mondo
senza costrutto, faresti bene a liberartene, e per
quanto riguarda la sua morte, non devi saltare a
conclusioni affrettate: questi ragazzi sono come la
cattiva moneta, prima o poi tornano sempre indi-
etro.
Cera pi consolazione nel tono gentile del vec-
chio fabbricante di occhiali piuttosto che nelle sue
parole; ma, tutto considerato, Johanna era ab-
bastanza contenta di aver svelato il segreto a suo
padre. Per il momento, almeno, aveva qualcuno a
cui poter fare il nome di Mark Ingestrie senza la ne-
cessit di nascondere i sentimenti che la turbavano
tanto; e quando suo padre se ne fu andato, sentiva
che, avendogli semplicemente parlato, alcune delle
paure scaturite dal suo sogno erano svanite.
Rimase seduta per un po di tempo piacevol-
mente assorta, finch non fu interrotta da Sam, il
garzone del negozio, che entr nel salotto e disse:
Buongiorno, signorina Johanna, stavo andando
gi al porto per cercare di trovarvi il signor Mark
Ingestrie. Ho sentito tutto e se trovo quelluomo lo
accoltello.
Cosa vuoi dire? Voglio dire che non me ne
star con le mani in mano, non ve lho detto pi di
tre settimane fa che eravate loggetto del mio de-
siderio? Non vi ho detto che quando mia zia mori-
r entrer nel commercio di saponi e candele e vi
sposer?.
La sola risposta che Johanna gli diede fu di
alzarsi e lasciare la stanza, poich il suo cuore era
troppo pieno di dolore e di tristi pensieri per per-
metterle di fare ora ci che era solita fare, vale a
dire ridere delle dichiarazioni damore di Sam, che
veniva lasciato solo a rimuginare sulle sue fantasie
dolci e amare.
Maledizione!, disse Sam quando entr nel
negozio: Ho sempre sospettato che ci fosse un al-
tro ragazzo nel suo cuore, e ora che lo so sono
pronto a mangiarmi le mani per questo. Al diavolo!
Spero che sia in fondo al mare, morto e sepolto. Oh!
Avrei voglia di picchiare tutti. Se ci avessi saputo
fare adesso sarei gi entrato in societ, come la
chiamano, e avrei fatto sapere a tutti che razza di
uomo Sam. Con Johanna nessun problema: due o
tre schiaffi sulla faccia e avrebbe capitolato.
Il signor Sam, nella sua collera, rovesci una
scatola di occhiali, che cadde con un fracasso tre-
mendo e che, anche se era una buona dimostrazione
di quel che intendeva lui per entrare in societ,
certamente non avrebbe per niente soddisfatto il si-
gnor Oakley.
Lho fatto ancora, disse Sam, ma non im-
porta; tenter il vecchio stratagemma messo in atto
ogni volta che rompo qualcosa; cio la dar a bere
al signor Oakley e lo convincer che stato lui
stesso. Non ho mai conosciuto uno stupido cos, lo
si riesce a convincere a fare qualunque cosa; per es-
empio ad abbassare tutte le saracinesche stamattina
perch gli ho detto che mia zia aveva mal di denti...
ormai conosco il mio pollo. Intanto devo pensare a
vendicarmi di quel ragazzo che mi ha portato via
Johanna, gli far vedere di che cosa capace un
cuore spezzato. Non vivr tanto a lungo da desider-
are un paio di occhiali, andr fino in fondo, o non
mi chiamo pi Sam Bolt.
3. Il cane e il cappello
Le prime luci dellalba luccicavano sugli alberi,
sul cordame e sulle vele di una flotta di vascelli che
stavano dietro a Sheerness. Gli equipaggi si stavano
alzando dopo il riposo, per comparire sui ponti dei
vascelli e dare il cambio alle sentinelle che avevano
terminato il turno di notte.
Una nave da guerra, che aveva scortato la flotta
di mercanti attraverso il canale, spar un colpo non
appena il sole fece capolino tra gli alberi affusolati.
Poi da una batteria vicina arriv un altro colpo rim-
bombante, che ne ricevette in risposta un altro da una
nave pi in l e un altro ancora, finch lintera flotta
di navi non salut il nuovo giorno.
Leffetto dato dalla successione di colpi di can-
none, nella quiete del primo mattino, era molto sug-
gestivo; e, non appena il rumore dei colpi si perse
in lontananza, subito sulla nave da guerra comin-
ciarono le attivit: anche gli alberi e il cordame sem-
bravano vivi con quel continuo andirivieni di
uomini su di essi. Poi, come per magia, come se
la nave fosse stata viva e munita di ali che, al solo
accendersi del desiderio, potevano aprirsi grandi e
distese, le vele fluttuavano al vento come enormi
fogli meravigliosi da vedere; e, quando prendevano
la luce del mattino e limbarcazione si spostava a
causa della leggera brezza che si sollevava dalla
riva, quella nave:

Come vivente creatura solca londe7.

I vari equipaggi delle navi mercantili stavano


sui loro rispettivi ponti, guardando la nave da
guerra, in procinto di intraprendere unaltra mis-
sione simile a quella che aveva appena svolto per
loro.
Mentre limbarcazione passava, lequipaggio di
uno dei vascelli che aveva scampato la prigionia
straniera ed era stato salvato dal nemico, applaud
con entusiasmo.
E dopo che il primo vascello ebbe dato il la,
ogni mercantile applaud allegramente al passaggio
della nave da guerra e lequipaggio della stessa non
fece tardare la risposta che accese i cuori anche di
quelli che erano a riva.
Era uno spettacolo esaltante uno spettacolo
che nessuno, tranne un inglese, pu veramente
godere quello di vedere il vascello solcare cos
orgogliosamente le acque. Abbiamo detto che nes-
suno tranne un inglese pu goderlo, perch nessun
altro paese ha mai posseduto una cos gloriosa
flotta, mai veramente sconfitta, padrona indiscussa
di tutti i mari.
Queste manovre bastavano da sole a esaltare
tutti gli equipaggi dei vascelli, e in particolare dal
ponte di un grande mercantile due uomini si sbrac-
ciavano. Uno di loro era il capitano del vascello
e laltro un passeggero, che aveva intenzione di
salpare quella mattina. Erano completamente presi
dai loro discorsi e il capitano, coprendosi gli occhi
con la mano e guardando in direzione del fiume,
disse, in risposta alla considerazione fatta dal suo
compagno: Metter in ordine la nave quando il
luogotenente Thornhill8 salir a bordo; lo chiamo
luogotenente, anche se non gli spetta, perch ha ot-
tenuto il grado quando era al servizio del re, ma fu
poi destituito dalla carica per aver sfidato a duello
un ufficiale superiore.
Larma ha perso un buon luogotenente, disse
laltro.
vero: un delitto avere arrestato la carriera
di un uomo cos valente, ma vede, nellarma ci sono
regole ferree e tutto viene sacrificato per manten-
erle. Non so cosa lo trattenga; se ne and laltra
notte e disse che si sarebbe fermato sulla scalinata
del Temple, perch l doveva incontrarsi con qual-
cuno e dopo sarebbe andato in citt a trattare alcuni
affari, da l si sarebbe avvicinato al porto perch ci
sono molte barche che scendono il fiume.
Sta arrivando, url laltro, non siate impazi-
ente; sar qua tra pochi minuti.
Cosa ve lo fa pensare? Perch vedo il suo
cane... l, non vedete? Sta nuotando in direzione
della nave.
Non posso crederci... riesco a vedere il cane,
certo; ma non riesco a vedere Thornhill e non c
nemmeno una barca vicina. Accidenti... ho un
brutto presentimento... il cane sembra esausto. Date
una mano al cane del signor Thornhill. Perch ha
quel cappello in bocca?.
Il cane raggiunse il vascello, ma senza laiuto
del marinaio privilegio di cui pot godere non
avrebbe potuto salirvi; e non appena guadagn il
ponte si afflosci stremato, con il cappello ancora
fra i denti.
Mentre lanimale giaceva sul ponte, i marinai si
guardarono lun laltro con perplessit e un unico
pensiero serpeggiava tra loro: che qualcosa di
molto serio fosse capitato al signor Thornhill.
Ho paura, disse il capitano, di scoprire cosa
possa essere accaduto. Che devo pensare? Quello
il cappello di Thornhill, ed ecco Hector... ma cosa
ne stato del suo padrone? Date subito da bere e da
mangiare al cane, sembra distrutto.
Il cane mangi un poco del cibo che gli fu
messo davanti; e poi, prendendo di nuovo il cap-
pello in bocca, si sistem in un cantuccio della
barca e gua penosamente; infine pos il cappello,
and dal capitano e lo tir per la falda del cappotto.
A questo cane manca la parola, disse il capit-
ano al passeggero; il povero Thornhill deve essere
andato incontro a qualche sventura... voglio vederci
chiaro... certamente il cane ha portato il cappello
perch vuole che io lo segua e lo aiuti a portare soc-
corso al suo padrone.
Forse un avvertimento ma, anche se non lo
fosse, dobbiamo controllare. Se seguirete il cane,
vi accompagner; la faccenda presenta molti parti-
colari incomprensibili e non dobbiamo far mancare
il nostro aiuto al signor Thornhill, anche consider-
ando il fatto che lui sempre stato al nostro fianco.
Guardi come ansiosa la povera bestia.
Subito il capitano ordin di calare in mare una
barca ben equipaggiata con quattro robusti rem-
atori. Poi vi salt dentro insieme a un passeggero,
il Colonnello Jeffery dellesercito indiano, e il cane
immediatamente li segu, ansioso di imbarcarsi alla
ricerca del padrone e sempre con il cappello tra i
denti, visto che da quelloggetto non aveva nessuna
intenzione di separarsi.
Il capitano ordin alla barca di procedere lungo
il fiume, verso le scale del Temple, nel luogo in cui
il padrone di Hector aveva detto di voler andare,
e quando il fedele animale si reso conto della
direzione presa dallequipaggio si sdrai sul fondo
della barca e finalmente si ripos.
Il Colonnello Jeffery era ottimista circa
laccaduto e ne parl con il capitano. Quello che
pensava era che, molto probabilmente, Thornhill, in
virt dellirruenza che tutti gli riconoscevano, fosse
intervenuto per vendicare qualche ingiustizia fin-
endo, magari, per essere arrestato.
Sicuramente, disse al capitano, Hector,
vedendosi separare dal padrone, si sar spaventato,
e perci venuto da noi: la cosa pi giusta da fare,
ma non dovremmo sorprenderci se ci porter dav-
anti alla porta di qualche casa di sorveglianza, dove
troveremo il nostro amico sano e salvo.
La marea si stava alzando: che Thornhill non
lavesse prevista, tornando per tempo al vascello,
era una delle cose che pi dava da pensare al cap-
itano. Comunque si sbrigarono e poich a quellora
cerano poche barche sul fiume e il Tamigi non era
ingolfato da puzzolenti battelli a vapore, presto rag-
giunsero le vecchie scale del Temple.
Il cane, che fino a quel momento sembrava
dormire, si alz improvvisamente e prendendo di
nuovo il cappello tra i denti si precipit a riva, se-
guito a ruota dal capitano e dal colonnello.
Li condusse rapidamente attraverso il Temple,
seguendo con ammirevole fiuto il preciso percorso
che il suo padrone aveva fatto dallentrata del
Temple fino a Fleet Street, di fronte a Chancery
Lane. Infine attravers la strada e si ferm
emettendo un ringhio sommesso davanti al negozio
di Sweeney Todd un comportamento che sorprese
molto i due che lo seguivano e che li costrinse a
fermarsi per consultarsi prima di procedere. Mentre
succedeva questo, allimprovviso Todd spalanc la
porta e con una spranga di ferro cerc di sferrare un
colpo al cane, che abilmente lo evit... meno male
che il barbiere fu pronto a rinserrarsi in negozio:
se no si sarebbe pentito dellinsolenza che aveva
commesso.
Dobbiamo indagare, disse il capitano, sem-
bra esserci una reciproca ostilit tra quelluomo e il
cane.
Tentarono entrambi di entrare nel negozio del
barbiere, ma era chiuso dallinterno; solo dopo ripe-
tuti colpi alla porta, Todd parl loro, dicendo: Non
aprir la porta se il cane resta l. pazzo o mi odia...
non voglio neanche sapere il perch... ma questa
la situazione. Far in modo, disse il capitano,
che il cane non vi procuri nessun danno; ma aprite
la porta: dobbiamo entrare ed entreremo.
Accetto, disse Sweeney Todd; ma tenetelo a
bada o mi difender ammazzandolo, se la bestia per
voi vale qualcosa vi consiglio di tenerlo alla larga
da me.
Il capitano cerc di tranquillizzare Hector e in-
oltre trasform in guinzaglio il suo fazzoletto di
seta; dopo di che Todd, che evidentemente osser-
vava la scena dallinterno del negozio, apr la porta
e lasci entrare gli avventori.
Bene, signori, barba, capelli o trattamento
completo? Sono al vostro servizio, da chi devo
cominciare? Il cane non smise mai di fissare Todd,
continuando a ringhiare sommessamente.
Siamo qui per un motivo singolare, disse il
capitano, vede, signore, questo cane molto intel-
ligente e appartiene a un nostro amico che inspie-
gabilmente scomparso.
Davvero?, disse Todd. Tobias! Tobias!.
S, signore.
Corri dal signor Philip in Cateaton Street e
comprami sei penny di conserva di fichi... non fare
la cresta questa volta! E non appena torni, per
favore, ricordati di finire il lavoro che ti ho dato
ieri.
S, disse il ragazzo con un brivido, poich
aveva paura di Sweeney Todd, dopo il discorso che
questultimo gli aveva fatto, e usc.
Bene, signori, disse Todd, cosa posso fare
per voi? Vogliamo sapere se qualcuno con
laspetto di un ufficiale della marina venuto da
voi.
S... un uomo molto affascinante, con un viso
segnato dalle intemperie, occhi blu intenso e capelli
piuttosto chiari.
S, s! lui.
Sicuro! venuto qui... lho rasato... trat-
tamento completo.
Cosa intendete per trattamento completo?
Gli ho dato una rinfrescata e lho rimesso un po in
ordine: ha detto che doveva andare da qualche parte
in citt, mi ha chiesto lindirizzo di un certo signor
Oakley, il fabbricante di occhiali. Glielho dato e
se ne andato; ma circa cinque minuti dopo mi
sono messo fuori dalla porta e mi sembrato, per
quanto potessi vedere cos distante, che sinfilasse
tra i banchi del mercato.
Questo cane era con lui? Un cane era con
lui, non so se questo o un altro.
E questo tutto ci che sa di lui? Mai parole
furono pi ben dette, disse Sweeney Todd, mentre
con le grosse mani callose affilava un rasoio sulla
coramella.
Questa affermazione suon inquietante: il
colonnello e il capitano si guardarono per alcuni
minuti in completo silenzio. Alla fine questultimo
disse, una cosa molto strana che il cane sia ven-
uto qui se ha perso il padrone da unaltra parte. Non
ho mai sentito nulla di simile.
Neanche io, disse Todd. strano; cos
strano che, se non lavessi visto, non ci avrei cre-
duto. Mi permetto per di suggerirvi di andare a
cercare il vostro uomo nella pi vicina casa di
sorveglianza.
Il cane che aveva seguito attentamente la scena,
due o tre volte laveva interrotta con uno strano
rantolo.
Vi ho gi detto come stanno le cose, disse
il barbiere; se la bestia sta ancora qua la uccido.
Odio i cani... li detesto; e vi ripeto: se ci tenete, al-
lontanatelo da me.
Avete detto di avere indirizzato la persona che
ci avete descritto da un fabbricante di occhiali di
nome Oakley. Si d il caso che sappiamo che stava
cercando proprio tale persona, per un certo affare:
andremo l per vedere se ci mai arrivato.
in Fore Street un piccolo negozio con due
vetrine; non potete sbagliare.
Il cane, quando cap che se ne stavano andando,
si infuri e fu con molta difficolt che riuscirono
a farlo uscire dal negozio e a trascinarlo qualche
metro pi in l insieme a loro, ma poi riusc a lib-
erarsi dal fazzoletto che lo cingeva e torn indietro
sedendosi davanti alla porta di Sweeney Todd e ulu-
lando ancora pi penosamente.
Non avevano altra possibilit che lasciarlo l,
andando poi a riprenderlo di ritorno dal signor
Oakley; inoltre, quando si voltarono, videro che
Hector aveva raccolto una piccola folla intorno alla
porta del barbiere e cosa ancora pi singolare
sembrava stesse cercando di spiegare a quegli
uomini laccaduto. Camminarono finch non rag-
giunsero il negozio del fabbricante di occhiali e l
si fermarono perch, allimprovviso, si ricordarono
che laffare che il signor Thornhill doveva svolgere
era molto delicato.
Non dobbiamo agire frettolosamente, disse
il colonnello. Ma che devo fare? Devo salpare
domani, devo andare almeno fino Liverpool.
Per il momento lasciamo stare il signor
Oackley; voglio condurre la questione con la
massima cautela.
La mia apprensione per Thornhill non mi per-
mette di partire con serenit, ma non posso fare al-
trimenti, scrivetemi una lettera al Royal Oak Hotel
a Liverpool, voglio avere al pi presto notizie.
Certamente. Lamicizia e la gratitudine che mi
legano al signor Thornhill per limmenso servigio
che ha reso a noi tutti mi inducono ad andare a
fondo in questo mistero; ma il fatto che ci sia di
mezzo una donna che, poveretta, dovr forse patire
grandi dolori, mi trattiene dallagire con troppo im-
peto.
Dopo altri ragionamenti di questo tipo, gli amici
dello scomparso decisero il piano da adottare. Con-
trollarono inutilmente nella casa di sorveglianza del
distretto, che diede loro conferma che nessuno che
corrispondesse alla descrizione del signor Thornhill
era stato coinvolto in qualche rissa o arrestato da
uno dei governatori; il mistero si infitt ancora di
pi, cos tornarono indietro e cercarono di recuper-
are il cane, ma era pi facile a dirsi che a farsi, poi-
ch lanimale non ne voleva sapere di spostarsi.
Hector non si muoveva di un millimetro dalla
porta del barbiere. Era seduto l, con il cappello vi-
cino e uno sguardo triste e stralunato: non poteva
esserci guardia pi zelante per quel cappello ed era
evidente che, mentre la povera bestia era incline
a donare il suo affetto a chi mostrava il desiderio
di accarezzarlo, per nessuna ragione al mondo
avrebbe mollato lindumento appartenuto al
padrone. Alcune persone, scherzando, avevano
anche lanciato qualche moneta di rame in quel cap-
pello, ma Hector rivoleva il padrone e non sapeva
che farsene del denaro. Chi pu descrivere, invece,
lira di Sweeney Todd quando scopr di essere prat-
icamente sotto assedio? Il pensiero pi terrorizzante
era che allarrivo del primo cliente il cane gli si lan-
ciasse addosso, assalendolo; ma quel timore svan
quando un giovane elegante arriv al Temple per
farsi sistemare i capelli e il cane lo fece passare
dentro e fuori indisturbato, senza fare alcun tentat-
ivo di aggredirlo. Era gi qualcosa; ma cosa sarebbe
successo se Sweeney Todd in persona si fosse az-
zardato a uscire? Ci volle un po di tempo,
comunque, prima che Sweeney Todd trovasse il
coraggio di uscire; ma, alla fine, imprecando a denti
stretti, il barbiere si avvi verso la porta, armato di
un lungo coltello che, per fronteggiare i denti del
cane, poteva rivelarsi pi adatto della spranga di
ferro utilizzata qualche ora prima.
Spero mi attacchi, mormor Todd. Tobias,
ritornato con la conserva di fichi, lo ud, e dopo
aver fortemente sperato nella sua mente che il cane
divorasse veramente Sweeney, disse ad alta voce:
Oh caro, signore, non lo desiderate, sono sicuro!.
Chi ti ha detto cosa desidero e cosa non de-
sidero? Ricordati, Tobias, di tenerti per te la tua
opinione, o passerai dei guai: tu e quella sciagurata
di tua madre, ricordatelo.
Il ragazzo si ritir. Sweeney lo aveva proprio
terrorizzato minacciando sua madre! Poi, il bar-
biere, di cui cominciamo a sospettare la natura mal-
vagia e criminale, usc con cautela dalla porta del
suo negozio: non sappiamo perch accadde cos,
ma, per dovere di cronaca, dobbiamo ricordare che
Hector non si scagli contro di lui ma, con
unespressione di tristezza e sottomissione, alz lo
sguardo verso Sweeney Todd e gua sconsolata-
mente, come a volere dire: Ridammi il mio
padrone e ti perdoner per tutto quello che hai fatto;
ridammi il mio amato padrone e vedrai che non sar
n vendicativo n feroce. Questi pensieri erano
visibilmente scritti sul volto della povera creatura
come se stesse realmente parlando.
Sweeney Todd non si aspettava di certo quel
trattamento, e ne rimase spiazzato. Sarebbe stato
contento di avere una scusa per commettere un atto
di violenza, ma non ne aveva, e guardando le per-
sone che aveva intorno, si convinse che non sarebbe
stato affatto prudente interagire con il cane usando
la violenza.
Dov il padrone del cane?, disse uno.
E chi lo sa?, disse Todd; non mi meravig-
lierei se avesse fatto una brutta fine!.
Ehi, vecchia saponetta, url un bambino; il
cane mi ha detto che glielhai fatta fare tu!.
Ci fu una risata generale, ma il barbiere pi-
uttosto turbato replic secco: Davvero? Allora si
sbaglia.
Sweeney Todd non era dellumore adatto per
mettersi a litigare, cos si volt di nuovo ed entr
nel suo negozio, dove si sedette in un angolo e,
incrociando le sue lunghe e secche braccia, si im-
merse in una meditazione che, a giudicare
dallespressione del suo volto, non faceva presagire
nulla di buono. Di tanto in tanto si piegava in una
specie di sorriso cupo e se si fosse trasformato da
un momento allaltro in un orco nessuno si sarebbe
meravigliato.
Ma lasciamo il barbiere alle sue tristi riflessioni.
giunta lora di abbandonare la bottega di Fleet
Street per passare a un nuovo capitolo e a un nuovo
personaggio.
4. Il negozio di pasticci di
Bell Yard
Ascoltate! Sono le dodici in punto: lo annuncia
allegramente il campanile della chiesa di St Dunstan,
i cui rintocchi riecheggiano per tutto il vicinato. Gli
fa eco lorologio della locanda di Lincoln che segna
la stessa ora: lora in cui in Bell Yard, al Temple Bar,
si crea un gran parapiglia.
Che andirivieni, che chiacchiericcio, che corse
per arrivare in tempo; e che manovre per farsi largo
tra la folla! La maggior parte delle persone, di ogni
et, giunge dalla locanda di Lincoln, facendo a gara
per arrivare prima, ma anche dagli uffici legali nei
dintorni proviene un gran numero di gente; il Temple
poi contribuisce non poco e dalla locanda di Gray, un
po pi distante, di persone ne arrivano a frotte.
In un attimo Bell Yard si riempie e uno straniero
potrebbe rimanere stupito per la difficolt anche solo
a camminare e molto probabilmente se ne starebbe
rintanato in qualche portone, aspettando che lo
scompiglio finisca.
Un incendio? Una rissa? O che altro di cos
allarmante o straordinario da portare tanti giovani
avvocati a questa specie di delirio collettivo? No,
niente di tutto ci, nessuno spiacevole motivo per
affannarsi, niente che, nelle mani di qualche pro-
fessionista intelligente, possa trasformarsi in den-
aro sonante. No, il motivo di carattere puramente
gastronomico: tutto il correre e sgambettare, tutta la
frenesia, tutto lo spintonarsi ridendo sguaiatamente,
per riuscire a entrare per primi nel negozio di pas-
ticci di Lovett.
S, sul lato sinistro di Bell Yard, andando gi da
Carey Street, cera, al tempo di questa storia, uno
dei pi celebrati negozi di pasticci di vitello e mai-
ale di tutta Londra. Belli e brutti, ricchi e poveri,
tutti andavano l; la sua fama era leggendaria e sic-
come i primi pasticci venivano sfornati alle dodici,
gli avvocati facevano a gara per accaparrarseli.
La loro fama era diffusa per tutta la citt e
in molti arrivavano dai pi lontani sobborghi per
regalarli ad amici e parenti, in occasioni speciali.
Quei pasticci meritavano la loro reputazione, erano
davvero deliziosi; limpasto era assai delicato e
sprigionava un aroma talmente fragrante che era
impossibile da descrivere. Il ripieno di carne era
poi cos tenero e talmente equilibrata la miscela tra
carne grassa e magra, che mangiare uno dei pasticci
di Lovett significava mangiarne immediatamente
un altro, cosicch molti avvocati che venivano a
pranzo rimanevano fino a cena, sprecando tempo
prezioso e mettendo addirittura a repentaglio chi
pu dire il contrario? il successo di qualche causa
legale.
Il bancone, nel negozio di Lovett, era a forma di
ferro di cavallo ed era abitudine dei giovani dandy,
provenienti dal Temple e dalla locanda di Lincoln,
sedersi tutti in fila da un lato, a chiacchierare del pi
e del meno mentre gustavano i deliziosi pasticci.
Molti appuntamenti ebbero luogo nel negozio
di pasticci di Lovett, molti scandali e pettegolezzi
nacquero su quel bancone. Che baccano, che con-
fusione di voci! Le risate argentine dei ragazzi che
consideravano il quarto dora passato da Lovett
come il pi intenso di tutta la loro giornata si uni-
vano gaiamente alla sfrenata allegria dei loro su-
periori; e oh! Con che rapidit sparivano i pasticci!
Quelle pietanze prelibate venivano servite su larghi
vassoi, ognuno dei quali conteneva circa cento pas-
ticci, cos veloci a passare dai vassoi alle bocche dei
clienti della signora Lovett da sembrare materiale
per un gioco di prestigio.
Ma abbiamo tralasciato una parte della storia.
Cera una signora Lovett; ma certo i nostri lettori
ci saranno gi arrivati, poich solo la mano di una
donna bella, giovane e affascinante poteva essere
lartefice di simili squisitezze. S, la signora Lovett
era proprio cos; e ogni giovane avvocato in carri-
era, mentre divorava la sua porzione, si baloccava
allidea che lavvenente signora Lovett avesse cu-
cinato quel pasticcio proprio per lui, e che il destino
glielo avesse messo nelle mani.
Ed era uno spettacolo osservare con che im-
parzialit e savoir faire la brava cuoca concedeva
i suoi sorrisi agli ammiratori, cos che nessuno
avrebbe potuto sentirsi trascurato e nessun altro
privilegiato.
Tutto ci era piacevole, ma anche frustrante, per
tutti tranne che per la signora Lovett naturalmente.
Il suo metodo rendeva bene perch, come alcuni
giovani avevano gi capito, chi consumava pi pas-
ticci di carne riceveva il maggior numero di sorrisi.
Seguendo questa legge, i suoi ammiratori pi
tenaci andavano avanti a consumare pasticci fino
a scoppiare. Ma ce nerano anche alcuni, dal tem-
peramento pi distaccato, che andavano al negozio
solo per mangiare, infischiandosene della signora
Lovett. Questi dichiaravano che il suo sorriso era
freddo e fastidioso che era sulle sue labbra ma
non partiva dal suo cuore come il sorriso di scena
di una ballerina, che una delle cose pi tristi che
esistano.
Altri andavano addirittura oltre e, mentre non
discutevano leccellenza dei pasticci e andavano
ogni giorno a mangiarli, affermavano che la signora
Lovett aveva un aspetto quasi sinistro. Secondo
questi testimoni, un diavolo si nascondeva nel suo
occhio: un diavolo che, una volta svegliato,
sarebbe stato capace di fare qualsiasi cosa.
Cinque minuti dopo mezzogiorno il banco della
signora Lovett era gi pieno e il delizioso profumo
dei pasticci caldi usciva in nubi fragranti in Bell
Yard, andando a vellicare lolfatto di tutti quei
poveretti che non potevano permettersi quei delizi-
osi bocconi.
Dunque, Tobias Ragg, disse un giovane si-
gnore, con la bocca piena, dove sei stato da
quando hai lasciato il signor Snow a Paper-build-
ings? parecchio che non ti vedo.
Infatti, disse Tobias, ho cambiato ramo: in-
vece di fare lavvocato e spennare i clienti, ora
spenno gli avvocati... di barba e capelli. Due penny
di pasticcio di maiale, per favore, signora Lovett.
Ah! Chi meglio di noi eh, signor Clift? Sicuro,
Tobias; ma intendi dire che fai il barbiere? S,
sono con Sweeney Todd, il barbiere di Fleet Street,
vicino a St Dunstan.
Che canaglia sei! Bene, stasera devo andare a
una festa, verr a farmi dare una sistemata da voi,
diventer un cliente abituale.
Tobias si avvicin allorecchio del giovane
avvocato e, in una sorta di bisbiglio timoroso, disse
solo: Non fatelo.
Non fatelo? E perch?.
Tobias non rispose e lasciando la moneta da
due penny, corse fuori dal negozio pi veloce che
poteva. Era stato solo mandato da Sweeney Todd
a fare una commissione; ma, sentendo lorologio
battere le dodici e avendo due penny in tasca, aveva
avvertito lirresistibile impulso di convertire il den-
aro in una porzione di pasticcio.
Che sciocchezze!, pens il giovane avvocato.
A questo punto andr di proposito al negozio a
chiedere spiegazioni a Tobias. Mi sono anche di-
menticato di domandargli della storia del cane dav-
anti alla porta di Sweeney Todd.
Del vitello!, disse un giovane uomo entrando.
Due penny di vitello, signora Lovett. Non appena
lo ebbe, lo mangi con voracit e poi, notando un
conoscente, gli confid: Non ne posso pi. Non
sono tagliato per lavorare nel negozio di occhiali...
Johanna non mi prende sul serio... non so proprio
cosa fare.
Prendi un altro pasticcio.
Cos un pasticcio rispetto a Johanna Oakley?
Sai, Dilki, sono andato a lavorare l solo per starle
vicino. Maledette saracinesche e maledetti occhiali!
Lei ama un altro e io sono disperato! Potrei fare
qualcosa di veramente orribile. Oh Johanna, Jo-
hanna! Mi hai trascinato sullorlo di un baratro...
dellaltro vitello, per favore, signora Lovett.
Pensa, mi stavo proprio chiedendo come
stavi, disse Dilki al suo amico, volevo venire a
farti visita.
Oh! Bene... prima andava tutto bene: mi sor-
rideva.
Sei proprio sicuro che non ridesse di te? S!
Signor Dilki!.
Intendo dire, sei sicuro che invece di sorriderti
non ridesse di te? Sono sicuro? Volete insultarmi,
signor Dilki? Mi considerate uno sbarbatello, si-
gnore?... un miserabile sbarbatello? Molto bene;
ora ho la certezza che la ragazza ti abbia preso in
giro. Non ti rendi conto, Sam, che la tua presun-
zione tale che chiunque scapperebbe a gambe lev-
ate? Come puoi pensare che una qualsiasi ragazza
sotto i quarantacinque anni perda del tempo con
te? Bada, non voglio dirti questo per offenderti, ma
semplicemente per farti ragionare.
Sam lo guard con ostilit e probabilmente
avrebbe fatto qualche pazzia l dentro, se in quel
momento non avesse incrociato lo sguardo severo
della signora Lovett, uno sguardo che non pro-
metteva nulla di buono, cos usc subito dal ne-
gozio, portando le sue pene damore altrove.
Fu solo tra mezzogiorno e luna che uno spro-
positato afflusso di avventori giunse nel negozio
di pasticci, poich, anche se cera viavai tutto il
giorno, era quello il momento doro per la vendita
dei celebri manicaretti.
Tobias sapeva per esperienza che Sweeney
Todd era esperto nel calcolare i tempi necessari per
raggiungere i vari posti e perci, poich se lera
presa comoda dalla signora Lovett, arriv nel ne-
gozio del suo padrone quasi senza fiato.
Davanti alluscio stava seduto il misterioso
cane con il cappello e Tobias indugi un momento
davanti allanimale. I cani sono grandi fisionomisti:
quando la creatura riconobbe Tobias sembr
esprimergli benevolenza e si lasci accarezzare.
Povera bestia!, disse Tobias. Vorrei proprio
sapere cosa successo al tuo padrone, mi dispiace
cos tanto che mi sveglio di notte chiedendomi cosa
posso fare. Voglio aiutarti... quello che ho non
molto, ma mi prender cura di te.
Mentre parlava, Tobias tir fuori di tasca un
po di carne fredda dallaria non troppo invitante,
che avrebbe dovuto essere la sua cena e che teneva
avvolta in un panno sporchiccio. Ne diede un pezzo
al cane, che la mangi sconsolatamente e si accuc-
ci nuovamente davanti alla porta di Todd.
Proprio allora, mentre Tobias si accingeva ad
entrare nel negozio, gli parve di aver sentito
dallinterno uno strano suono stridente. Come
prima reazione indietreggi di due o tre passi, e poi,
per un irrefrenabile impulso, corse avanti ed entr
nel negozio.
I primi oggetti che attirarono la sua attenzione,
appoggiati sul tavolo, erano un cappello e un ba-
stone da passeggio con un vistoso pomello doro.
La poltrona dove di solito si sedevano i clienti
per la rasatura era vuota e il volto di Sweeney Todd
faceva capolino dal salotto sul retro, mostrando
unespressione ancora pi inquietante del solito.
Bene, Tobias, disse mentre avanzava strofin-
andosi le sue enormi mani, bene, Tobias! Cos non
hai potuto resistere e sei entrato nel negozio di pas-
ticci.
Come fa a saperlo?, pens Tobias. S, si-
gnore, sono stato al negozio di pasticci, ma non ci
sono rimasto neanche un minuto.
Guarda, Tobias... Lunica ragione per cui
posso scusare un ritardo per un pasticcio della si-
gnora Lovett, quindi non aver paura. Non sono de-
liziosi, Tobias? S, lo sono, signore... ma qualche
gentiluomo sembra aver dimenticato cappello e ba-
stone.
S, disse Sweeney Todd, vero; e soll-
evando il bastone colp Tobias, facendolo cadere
a terra. Lezione numero due per Tobias Ragg:
mai commentare quello che non ti riguarda. Puoi
pensare quello che vuoi, Tobias Ragg, ma puoi dire
solo quello che voglio io.
Non tollero, grid il ragazzo, di essere mal-
trattato in questo modo, ha capito, Sweeney Todd?
Non lo tolleri?! Hai dimenticato tua madre?
Continuate a mettere in mezzo mia madre, ma non
riesco a capirne il motivo e non ceder alle vostre
minacce; me ne vado... sar quel che sar: mi im-
barcher su qualche nave o trover unaltra occu-
pazione, ma non rimarr in un posto simile.
Oh, davvero? Allora, Tobias, ti sveler un se-
greto, il motivo perch metto in mezzo tua madre e
poi deciderai. Linverno scorso, quando il gelo an-
dato avanti per diciotto settimane e tu e tua madre
stavate morendo di freddo, lei faceva le pulizie dal
signor King, al Temple, un uomo arido e austero, un
uomo tutto dun pezzo, incapace di misericordia.
Mi ricordo, disse Tobias, stavamo quasi per
morire e dovevamo unintera ghinea di affitto; ma
mia madre la prese in prestito e pag, e perci si rit-
rova nella situazione in cui adesso.
Ah, certo, laffitto fu pagato, ma, Tobias, caro
ragazzo, tua madre rub un candeliere dargento
dalla camera del signor King per pagarlo. Io lo so,
posso provarlo. Pensaci, Tobias, e sii prudente.
Abbia misericordia di noi, disse il ragazzo,
la ucciderebbero!.
La ucciderebbero!, url Sweeney Todd, Ah!
Sicuro che lo farebbero: la impiccherebbero di
certo... e ora bada, se mi costringi, con il tuo com-
portamento, a riferire a qualcuno questa storia, sarai
tu stesso il boia di tua madre. E allora tanto vale che
tu la uccida con le tue mani!.
Orribile! Orribile!.
Oh, non ti piace? Davvero, non gradisci, si-
gnorino Tobias? Allora sii prudente, e non avrai
nulla da temere. Non costringermi a usare questa
storia.
Non dir niente... non penser niente.
Molto bene; ora sbrigati e metti quel cappello
e quel bastone nellarmadio lass. Mi assenter per
un poco: se viene qualcuno digli che sono occupato
e di tornare tra unora o anche di pi, e bada di
prenderti cura del negozio come si deve.
Sweeney Todd si tolse il grembiule e indoss
un largo cappotto con ampi risvolti, si infil in testa
un cappello a tre punte e, lanciando unocchiata ful-
minante a Tobias, usc.
5. Lincontro al Temple
Ahim! Povera Johanna Oakley il giorno tras-
corse senza portarle nessuna notizia del suo amore:
oh! Che giornata faticosa, funestata da terribili pen-
sieri, tormentata da dubbi e paure: quel giorno fu
uno dei pi infelici che Johanna avesse mai vissuto.
Nemmeno due anni prima, quando si era separata dal
suo amato, aveva sofferto tanto guardando il giorno
svanire nella sera, senza uno straccio di notizia da
parte di Mark Ingestrie. Solo bevendo fino allultima
goccia il calice della delusione si rese conto quanto
avesse contato di avere notizie su di lui quel giorno.
E quando la sera si mut in notte e la speranza scol-
or nella delusione, Johanna si ritir in camera sua
e, fingendo un malore per evitare le domande di sua
madre la signora Oakley era rincasata, rendendo
latmosfera insopportabile si butt sul suo piccolo
letto e pianse disperatamente.
Oh, Mark, Mark!, disse, perch mi ab-
bandoni cos? Io ho creduto ciecamente nel tuo
amore! Perch non mi hai fatto avere pi tue not-
izie? Io ho messo nelle tue mani tutti i miei senti-
menti e una semplice parola sarebbe bastata a ren-
dermi felice.
Johanna vers lacrime amare, un animo cos
sensibile non avrebbe potuto fare altrimenti. Si sen-
tiva sola e abbandonata: la roccia su cui pensava di
avere costruito il suo sogno pi grande sprofondava
come nelle sabbie mobili, portandosi via ogni sper-
anza.
Che strazio pensare che una ragazza come lei,
Johanna Oakley, una creatura cos straordinaria-
mente piena di virt, punto di partenza per la
costruzione di ogni felicit, dovesse ormai per-
cepire la vita come priva di qualsiasi senso, come
una valle di lacrime.
Aspetter fino a mezzanotte, disse, e a quel
punto sar impossibile darsi pace. Domani devo
darmi da fare per avere qualche notizia su Mark.
Poi cominci a chiedersi come avrebbe potuto
fare, in che modo una ragazzina senza esperienza
come lei poteva ottenere qualche informazione. Tra
le lacrime, la mezzanotte arriv, dando vita a un
nuovo giorno e lasciando Johanna senza speranza,
nella pi completa disperazione.
La ragazza rimase sdraiata tutta la notte
singhiozzando, di tanto in tanto cadeva in un sonno
agitato, durante il quale le apparivano terribili im-
magini, tutte volte a confermarle la morte di Mark
Ingestrie.
Ma anche la notte pi tormentata alla fine passa:
unalba dai colori delicati fece capolino nella cam-
era di Johanna Oakley, scacciando le orribili vis-
ioni, ma non la tristezza che si era impossessata del
suo cuore.
Pens che sarebbe stato meglio per lei andare
a fare colazione piuttosto che fomentare le suppos-
izioni che la sua assenza avrebbe sollevato, cos,
svogliatamente, scese a passi lenti in sala da pranzo,
con un aspetto cos malconcio da sembrare pi il
fantasma di se stessa che la bellissima ragazza che
abbiamo descritto al lettore. Suo padre cap il per-
ch di quel colorito pallido: e anche se gli dispi-
aceva molto, pens che in futuro se ne sarebbe fatta
una ragione.
Era sua ferma convinzione convinzione che
generalmente alberga negli animi dei pi anziani
che le pene causate dalle delusioni amorose fossero
quanto mai effimere; e che, sebbene in un primo
momento si manifestassero con violenza, presto,
come il dolore per gli estinti, sparissero, lasciando
sulla loro scia solo un pallido ricordo. E forse aveva
ragione riguardo la maggior parte di questi casi; ma
non per quanto riguardava il sentimento provato da
Johanna. Lei era una di quelle rare creature il cui
cuore non si lascia abbindolare dalle lodi del primo
venuto. No, lei era nata per amare un uomo solo e,
come il fiore dellagave che fiorisce una sola volta
e poi muore, anche il suo cuore si sarebbe schiuso
allamore una volta soltanto e, qualora fosse stato
sconfitto, mai pi.
Accidenti, Johanna, disse la signora Oakley
con una voce nasale da suora, hai un aspetto cos
pallido che devo assolutamente portarti dal signor
Lupin.
Il signor Lupin, mia cara, disse il fabbricante
di occhiali, un bravo pastore, ma non vedo cosa
possa fare per il pallore di Johanna.
Un uomo pio, signor Oakley, ha a che fare con
tutto e tutti. Allora deve essere il pi grande sec-
catore che esista. E non mi meraviglio che, come
mi hanno detto, da alcune case sia stato cacciato a
pedate. Se anche fosse, mio caro, questo per lui
motivo di orgoglio. Al signor Lupin piace soffrire
per la fede; e se un domani diventasse martire, sono
sicura che ne gioirebbe.
Mai quanto me, cara.
Comprendo il vostro stato danimo, signor
Oakley: siete invidioso della sua santit... dite pure
queste sciocchezze ora, a colazione, ma non ri-
petetele quando arriver per il t, questo pomerig-
gio.
Per il t! Vi ho gi detto che non voglio
quelluomo per casa!.
E io non vi ho gi detto, signor Oakley, che
sarebbe venuto oggi per il t? Ora non posso ritirare
linvito.
Ma, cara.... Il vostro discorso inutile. Il
signor Lupin verr per il t: se non vi va, potete
uscire. Ecco, con queste condizioni non potete
proprio protestare: avete la libert di andarvene ma
siete unanima in pena, signor Oakley, vi conosco,
e neanche questa soluzione vi andr a genio.
Che razza di libert la libert di uscire dalla
mia stessa casa per far entrare qualcun altro? Jo-
hanna, cara, disse la signora, penso che mi stia
per prendere uno dei miei attacchi isterici, sento il
cuore che batte allimpazzata. So cosa lo produce...
la brutalit di tuo padre, e proprio perch il dottor
Fungus mi ha raccomandato la massima tranquillit
tuo padre coglie al volo ogni occasione per farmi
stare male, peggio di una bestia selvaggia, un vero
delinquente.
Il signor Oakley salt su, pestando i piedi sul
pavimento, e borbottando qualcosa riguardo alla
possibilit di trasformarsi allistante in delinquente,
si precipit in negozio e cominci a lucidare gli oc-
chiali come se lo dovesse fare per penitenza.
Questo piccolo battibecco tra il padre e la madre
aveva certamente avuto leffetto, momentaneo, di
distrarre Johanna, che fu capace di una parte-
cipazione che non si sarebbe aspettata; ma per
quanto riguardava il signor Lupin la pensava come
suo padre e decise anche lei di non prendere parte
al t, cos la signora Oakley fu lasciata da sola in
quelloccasione, cosa che, date le circostanze, non
era poi cos grave.
Johanna sal nella sua camera, che dava sulla
strada. Abitava in una casa vecchio stile, con dav-
anti un balcone, e quando Johanna si affacci in
direzione di Fore Street, che allora era lontana
dallessere larteria che oggi, vide in un portone
dallaltra parte della strada uno straniero che guar-
dava intensamente dalla sua parte e che, quando in-
croci il suo sguardo, attravers e gett qualcosa
sul balcone del primo piano. Poi si tocc il cap-
pello, dileguandosi in fretta. La prima cosa che
venne in mente a Johanna, ossessionata dal pen-
siero del suo amore, era che quelluomo fosse un
messaggero mandato da Mark. Non c da merav-
igliarsi, perci, se, con lidea di Mark Ingestrie fissa
in testa, Johanna si precipit sul balcone profonda-
mente preoccupata per vedere di cosa si trattasse.
Quando raggiunse il balcone trov per terra un
pezzetto di carta in cui era stato avvolto un sasso.
Con fremente ardore apr il pezzo di carta e lesse
le seguenti parole: Per avere notizie su Mark
Ingestrie venite ai giardini del Temple unora prima
del tramonto e non abbiate paura di parlare
alluomo con in mano una rosa banca.
vivo! vivo!, url Johanna. vivo e il
mio cuore pu gioire ancora! Oh, finalmente si
fatto giorno e la luce del sole spazza via le tenebre
della disperazione. Mark Ingestrie vivo e io sono
felice.
Si mise il pezzetto di carta sul cuore e poi,
stropicciandosi le mani e con unespressione serena
sul volto, ripet le poche ma inequivocabili parole
che il biglietto conteneva aggiungendo: S, s, sar
l; la rosa bianca simbolo della sua purezza e
del suo affetto, del suo amore immacolato: per
questo che il suo messaggero ne porter una. Sar
l. Unora prima del tramonto... anzi, due ore prima
del tramonto. Che bello! Che bello! vivo! Mark
Ingestrie vivo! Forse torna vittorioso dal suo
viaggio per chiedermi in sposa. Dora in poi nessun
ostacolo potr interferire con la nostra unione.
Tempo, tempo, dissolvi i nostri labili dubbi!.
Torn in camera sua, ma questa volta non per
piangere, al contrario: Johanna si faceva beffe delle
sue precedenti paure e rifletteva sul fatto che soffri-
amo di pi per il timore di cose che non accadono
mai anzich per le disgrazie che ci capitano vera-
mente.
Oh, se il messaggero fosse venuto ieri!, disse.
Quanta angoscia mi avrebbe risparmiato! Ma non
voglio lamentarmi; ora sono felice e questo
limportante. Il pensiero che avr presto notizie di
Mark Ingestrie mi dar la forza per andare avanti.
Limpazienza che ora provava spazz via le sof-
ferenze che aveva vissuto, mettendola in uno stato
danimo completamente differente: emozioni assai
pi gaie albergavano nel suo animo ora che sapeva
che avrebbe avuto notizie di Mark Ingestrie.
Stranamente non le pass neanche per
lanticamera del cervello il pensiero che le notizie
che avrebbe ricevuto nei giardini del Temple
potessero essere spiacevoli, i suoi ragionamenti,
nellattesa dellincontro, erano sospesi.
Si chiese pi volte se non fosse il caso di riferire
a suo padre laccaduto ma poi lasci perdere, pref-
erendo tenere per s il segreto della rinnovata feli-
cit.
Ma non era cos insensibile da non rendersi con-
to che stava trattando suo padre in modo ingiusto:
prima gli aveva gettato addosso tutto il suo dolore,
ora che questo si era sciolto gli nascondeva la gioia.
Questa era una cosa che non voleva continuare
a fare, cos decise che una volta andata
allappuntamento si sarebbe liberata la coscienza
raccontandogli ogni cosa; ma non subito: era cos
piacevole e bello tenere il segreto tutto per s,
sapere lei sola che il suo innamorato aveva tenuto
fede alla promessa, sebbene un giorno dopo la data
che avevano deciso e, certo, per cause di forza mag-
giore.
Nel frattempo cercava di ingannare lattesa, a
tratti riuscendo a dimenticare quanto mancasse al
tramonto, a tratti concentrandosi su ogni minuto
che passava, dilatando ogni attimo allinfinito,
tanto che il tempo sembrava rimanere immobile.
Aveva pensato di trovarsi ai giardini del Temple
gi due ore prima del tramonto, quindi con
unespressione felice, che era settimane che aveva
perduto, saltell gi dalle scale di casa. Stava per
prendere la porta quando una strana figura
dallaspetto scarno attir la sua attenzione.
Era il reverendo Lupin: un uomo alto
dallaspetto bizzarro che stava arrivando su di un
pony molto piccolo, curvo sotto il suo peso, un
cavallino cos basso che, se il reverendo non lo
avesse montato tenendo le gambe di lato, quelle
avrebbero toccato terra.
Sia lodato il Signore!, disse, ho fermato il
maligno. Ragazza, sono venuto qui su invito di tua
madre e vorrei che rimanessi anche tu a prendere il
t con noi.
Johanna non gli diede retta: ma avvolgendosi
nel mantello, di cui Lupin ebbe linsolenza di affer-
rare un lembo, tir dritto, cos che il reverendo fu
lasciato l, senza sapere che pesci pigliare.
Ferma!, grid, ferma! Vedo chiaramente che
sei sotto linfluenza del diavolo: lo percepisco il
Signore abbia piet di me! Questo animale ce lha
con me, sicuro!.
Questultima esclamazione nacque dal fatto che
il pony si era inaspettatamente alzato sulle zampe
anteriori.
Ho paura, signore, disse un ragazzo che non
era altro che il nostro vecchio Sam, ho paura, si-
gnore, che in quel pony ci sia qualcosa di strano.
Il pony sollev di nuovo le zampe nello stesso
strano modo.
Misericordia!, disse il reverendo, non ha
mai fatto una cosa simile prima dora. Se contin-
uer cos dovr abbatterlo! Ragazzo, aiutami a
scendere; mi sembra di conoscerti: sei il nipote
della pia signora Pump accidenti, questo animale
vuole la mia morte!.
In quel momento il pony si impenn sulle
zampe anteriori cos violentemente che il signor
Lupin part di testa e fece una capriola completa, at-
terrando proprio davanti alla casa del fabbricante di
occhiali; e accadde sfortunatamente che la signora
Oakley in quel momento, sentendo lalterco, usc di
corsa, e la prima cosa che fece fu cadere per terra,
inciampando nel signor Lupin.
Sam cap che era tempo di andarsene; e poich
vogliamo dirla tutta, dobbiamo spiegare bene che
lagitazione del pony nasceva dal fatto che Sam si
era portato con s delle spille dal valore di mezzo
penny e si era divertito a fare della parte posteriore
del pony un puntaspilli, e lanimale, preso alla
sprovvista da questo scherzo, aveva scalciato vig-
orosamente, dando luogo alle scena descritta.
Johanna Oakley era gi lontana quando
avvenne il fatto, cos che non ne seppe niente ma
anche se lavesse saputo sarebbe stato uguale: la
sua mente era totalmente concentrata
sullappuntamento.
Mentre camminava sul lato di Fleet Street, dove
cerano la casa e il negozio di Sweeney Todd, un
moto di curiosit la spinse a fermarsi un momento e
a guardare il cane dallo sguardo triste che stava ve-
gliando un cappello davanti allentrata.
Lespressione di dolore sul muso della creatura
non lasciava dubbi, e mentre lo fissava, vide la
porta del negozio leggermente aperta e qualcuno
che gettava fuori un pezzo di carne.
Ci sono persone, disse, veramente miseri-
cordiose; ma quando vide il cane distogliere gli
occhi dalla carne con disgusto, e lei stessa osserv
che cera una polvere bianca su di essa, cap che
era avvelenata e solo destinata a uccidere la povera
creatura.
Quando vide lorrendo volto di Sweeney Todd
guardarla in cagnesco dalla porta semi-aperta, non
dubit pi circa la carne avvelenata, poich quella
faccia bastava a garantire linfamia di quelluomo.
Tir avanti con un brivido, sospettando che quel
cane avesse qualcosa a che fare con il suo destino.
Ci volle unora intera per arrivare fino al luogo
dellappuntamento, infine raggiunse i giardini del
Temple e, maledicendosi per essere cos in anticipo,
si sedette su una delle panchine del giardino per
pensare al passato e richiamare alla memoria, con
tutta freschezza della devozione del suo giovane
amore, le parole piene di passione che, ripetuta-
mente, le erano state dette due estati fa da colui
della cui lealt non aveva mai dubitato e la cui
immagine teneva racchiusa nel profondo del suo
cuore.
6. Lincontro e il terribile
racconto nel giardino
Lorologio del Temple batt lora
dellappuntamento e Johanna si guard ansio-
samente alla ricerca di qualcuno che sembrasse es-
sere il messaggero di Mark Ingestrie.
Gir gli occhi verso il cancello perch le sem-
brava di sentirlo vicino, poi vide un uomo
dallaspetto nobile, avvolto in un mantello, che si
guardava intorno, come in cerca di qualcuno.
Quando i loro sguardi si incrociarono, luomo es-
trasse immediatamente da sotto il cappotto una rosa
bianca, quindi si vennero incontro.
Ho lonore, disse, di parlare con la signorina
Johanna Oakley? S, signore; e voi siete il messag-
gero di Mark Ingestrie? Lo sono; cio, sono qui
per darvi notizie di Mark Ingestrie, anche se, mi dis-
piace dirlo, non sono il messaggero che stato es-
pressamente delegato da lui per questo incarico.
Oh Signore! La vostra espressione cos triste
e seria da preannunciare una qualche disgrazia. Non
ditemi cos o mi spezzerete il cuore!.
Ricomponetevi, signora, vi prego.
Non posso non sono in grado di farlo, a
meno che non mi diciate che egli vivo. Ditemi che
Mark Ingestrie vivo e sapr ascoltarvi: ditemelo
e non udirete nemmeno un lamento uscire da me.
Parlate subito... ora! crudele tenermi cos sulle
spine.
Questo uno degli incarichi pi tristi che mi
siano mai capitati, disse lo straniero mentre con-
duceva Johanna verso una panca. Ricordate, si-
gnora, che tutti noi, poveri mortali, siamo un im-
pasto di caso e di fortuna... ricordate come le cir-
costanze pi insignificanti ci colpiscano, portan-
doci sul baratro della disperazione e ricordate anche
come una piccola gioia possa illuminare
lesistenza.
Basta... basta!, grid Johanna mentre congi-
ungeva le mani, so tutto ora e sono disperata.
Affond il viso nelle mani e fu attraversata da
una convulsione di dolore.
Mark! Mark!, grid, te ne sei andato da me!
Non posso crederlo non posso crederlo. Oh Dio!
Perch ho vissuto cos a lungo da avere la pos-
sibilit di udire queste notizie? Perduto perduto
tutto perduto! Dio! Il mondo ora per me sar
deserto!.
Vi prego, signora, affinch il vostro terribile
dolore sia attenuato, ascoltate attentamente cosa ho
da dirvi. C molto da ascoltare e molto su cui med-
itare; e se, da tutto quello che ho appreso, non posso
spingermi a dirvi che Mark Ingestrie ancora vivo,
allo stesso modo non posso affermare il contrario.
Ditemelo di nuovo, ripetete quelle parole! C
speranza, allora c speranza!.
C una speranza; ed meglio, prima di pren-
dere in considerazione la possibilit della salvezza,
che la vostra mente abbia ricevuto il terribile colpo
della possibile morte del vostro amato. Illudervi del
contrario sarebbe stato molto pi doloroso.
cos, cos; gentile da parte vostra e se
non vi ringrazio come dovrei sappiate che perch
sono in uno stato di grandissima agitazione, non per
mancanza di volont: sono sicura che capirete.
Non scusatevi con me. Credetemi, non c
bisogno che diciate nulla, vi apprezzo lo stesso. Ora
ascoltatemi: devo dirvi chi sono e assicurarmi che
vi fidiate delle mie parole. Il mio nome Jeffrey,
sono un colonnello dellesercito indiano.
Vi sono molto grata, signore; ma il solo fatto
che voi mi portiate notizie di Mark Ingestrie mi
pi che sufficiente. Vivo di nuovo nella speranza
che non sia morto e in nome di questa speranza
manterr lo stoicismo necessario a permettermi di
affrontare tutto ci che avete da dirmi, sia quel che
sia: dopo tanta sofferenza qualsiasi notizia per me
gioia. Sar paziente, molto paziente cos paziente
che a malapena riuscirete a scorgere i segni della
mia disperazione.
Mentre parlava premeva le mani sul petto e
lo fissava con una tale espressione di melanconia
che era straziante stare a guardarla; e lui, anche
se poco avvezzo a questi struggimenti, fu costretto
a fermarsi alcuni minuti prima di proseguire nel
compito che si era assegnato.
Sar, disse, il pi breve e preciso possibile.
Per cominciare, sapete quali sono state le circost-
anze che hanno spinto Mark Ingestrie ad andare
allestero? Ci che so questo: la causa prin-
cipale fu un litigio con suo zio, il signor Gray. Il
suo scopo principale era di incrementare le sue ric-
chezze, cos saremmo stati felici e indipendenti da
chi non vedeva di buon occhio il nostro progetto di
unione.
S, ma eravate consapevole del tipo di avven-
ture a cui sarebbe andato incontro nei mari indi-
ani? No, non so niente di pi: ci siamo incontrati
qui, in questo posto, ci siamo divisi al cancello lag-
gi e non ci siamo pi visti.
Allora ho qualcosa da dirvi per rendere il rac-
conto pi chiaro.
Vi ascolter con tutta lanima.
Si sedettero sulla panca del giardino; e mentre
Johanna fissava negli occhi il compagno, piena di
generosit e di nobili sentimenti, egli cominci a
narrare fatti che le si scolpirono nella memoria e ai
quali dedic tutta la sua attenzione.
Dovete sapere, disse, che ci che infiamm
cos tanto limmaginazione di Mark Ingestrie con-
sisteva in questo: un suo amico arriv a Londra con
una notizia importante ed estremamente allettante.
Questo amico diceva che era stato scoperto, in una
delle piccole isole vicino ai mari indiani, un fi-
ume che depositava unenorme quantit di polvere
doro lungo il suo corso verso loceano. Raccont
cos bene la storia e sembrava essere cos esperto
che si non poteva che avere fiducia nel progetto.
La cosa fu tenuta segreta; e fu tenuto un incontro
tra alcuni uomini influenti influenti in consid-
erazione dei soldi che avevano tra i quali ce nera
uno che aveva grande simpatia per Mark Ingestrie.
Cos Mark assistette allincontro con il suo amico,
sebbene era consapevole, per scarsit di risorse, di
non poter prendere parte allaffare. Ma non era con-
sapevole di quali fossero le intenzioni generose del
suo amico finch non gli furono spiegate; e consis-
tevano in questo: lamico avrebbe fornito i mezzi
necessari a intraprendere lavventura, per quanto ri-
guardava prendervi parte, disse a Mark Ingestrie
che, se si fosse unito alla spedizione, avrebbe diviso
con lui tutti i profitti. Ora, per un giovane uomo
come Ingestrie, completamente privo di risorse per-
sonali, ma con un temperamento ardente ed entusi-
astico, potete immaginare come fosse stata estrema-
mente invitante un offerta del genere. La accolse
subito con immenso piacere, e dal quel momento
si interess per raccogliere sempre pi notizie su
quellaffare. Lidea della spedizione si impadron
completamente della sua immaginazione, present-
andosi a lui nei suoi aspetti pi invitanti; e dalla
descrizione che mi stata fatta della sua in-
clinazione passionale, posso ben immaginare con
che piacere e impulsivit sarebbe entrato in un af-
fare simile.
Lo conoscete bene, disse Johanna, gentil-
mente.
No. Veramente non lho mai visto. Tutto
quello che dico proviene dalla descrizione di un al-
tro che lo conosceva bene, e che navig con lui
nel vascello che alla fine lasci il porto di Londra
per andare alla volta della pericolosa e selvaggia
avventura che ho menzionato.
Questa persona, chiunque sia, deve aver con-
osciuto Mark Ingestrie molto bene, e deve aver
avuto molta fiducia per essere in grado di
descriverlo cos accuratamente.
Penso di s: e doveva essere dalle sue labbra,
e non dalle mie, che avreste dovuto sentire ci che
sto per narrarvi. Quel gentiluomo, che si chiamava
Thornhill, avrebbe dovuto darvi queste notizie; ma
a causa di qualche misteriosa disgrazia non qua,
se no non sareste qui ad ascoltare me riguardo a
quellargomento che sarebbe stato raccontato
meglio da lui.
E doveva venire da me ieri? Certo.
Allora Mark Ingestrie ha mantenuto la
promessa: solo a causa di una circostanza avversa
che ha ostacolato il suo messaggero, ho sentito oggi
quello che avrei dovuto ascoltare ieri. Vi prego
proseguite, signore, e scusatemi per linterruzione.
Non vi tedier con tutti i preparativi, con i
problemi e le difficolt che nacquero prima che la
spedizione avesse inizio... basti dire che alla fine,
dopo tanta noia e problemi, ebbe luogo, e il vascello
fu debitamente noleggiato ed equipaggiato allo
scopo di proseguire versi i mari indiani in cerca del
tesoro, che si raccontava fosse l per il primo avven-
turiero che avesse il coraggio di cercarlo.
Era un vascello splendido. Lho visto a miglia
di distanza dallInghilterra prima che affondasse di-
etro le onde, per non riaffiorare pi.
Affondato!.
S, era un vascello sfortunato, e affond, ma
non mettetemi fretta fatemi procedere con ordine
nella narrazione.
La nave era chiamata Star, e se coloro che
navigavano su essa la consideravano una stella del
loro destino, avevano abbastanza ragione, e doveva
essere considerata una stella cattiva per loro, visto
che la loro ultima sorte era stata nientaltro che de-
lusione e amarezza.
E Mark Ingestrie, mi dicono, era luomo pi fi-
ducioso a bordo. Gi nella sua fantasia poteva im-
maginarsi diretto al proprio paese con il vascello
pieno e straripante del ricco prodotto di quel fiume
brillante.
Gi fantasticava su cosa poteva fare con quella
sua abbondante ricchezza, e non ho dubbi in merito,
perch era un tratto in comune con gli altri che
avevano preso parte allavventura, godere del com-
pleto sperperamento della ricchezza che avrebbe ot-
tenuto nella sua immaginazione forse, infatti, pi
di quanto se lavesse ottenuta nella realt.
Tra gli avventurieri ce nera uno, Thornhill, che
era stato luogotenente nella marina inglese, e tra
lui e il giovane Ingestrie nacque una straordinaria
amicizia unamicizia cos profonda e forte, che
non cera alcun dubbio che si raccontassero tutte le
loro speranze e paure; e se qualcosa poteva mater-
ialmente aiutare a far passare la noia di un viaggio
stancante come quello che avevano intrapreso gli
avventurieri, quel qualcosa sarebbe certamente
stato la libera comunicazione e il rapporto confid-
enziale tra due spiriti cos affini come quelli di
Thornhill e di Mark Ingestrie.
Terrete a mente, signorina Oakley, che raccon-
tandovi ci, sto mettendo insieme quello che ho
sentito in diversi momenti, cercando di renderlo un
resoconto chiaro, che voi possiate seguire senza dif-
ficolt, perch, come ho affermato in precedenza,
non ho mai visto Mark Ingestrie, tranne una volta,
per circa cinque minuti, quando ho visto il vas-
cello su cui salito alla volta della sua perico-
losa avventura perch risult essere pericolosa
nei mari indiani. stato da Thornhill che ho
avuto linformazione durante le molte ore noiose
e monotone trascorse durante il viaggio verso casa
dallIndia.
Sembra che senza problemi la Star abbia raggi-
unto lOceano Indiano e abbia individuato la pre-
sunta ubicazione del luogo del tesoro, tutto questo
secondo quanto stato detto da un vascello di
ritorno a casa dallIndia, chiamato Neptune.
Era sera e il sole era tramontato allorizzonte:
il cielo presagiva un temporale. Ero a bordo di
quel vascello indiano: non ci aspettavamo niente
di serio, anche se lo stesso ci preparavamo al peg-
gio e col senno di poi, fummo lungimiranti, poich
mai, nella memoria del pi vecchio dei marinai,
un simile temporale aveva colpito la costa. Una
tempesta furiosa, a cui era impossibile resistere, ci
condusse verso sud: e se non fosse stato per le
massime precauzioni prese, unite al coraggio e alla
temerariet di una parte dei marinai, doti che non
avevo mai visto nei marinai del servizio mercantile,
riuscimmo a sfuggire con un danno di poca import-
anza, ma fummo portati ad almeno duecento miglia
fuori dalla nostra rotta; e invece di arrivare, come
dovevamo fare, al Capo in un certo tempo, ci siamo
ritrovati a una grande distanza a est di esso.
Fu giusto quando il temporale, che dur due
giorni e tre notti, cominci a calmarsi, che in
direzione dellorizzonte vedemmo una fioca luce
rossa e poich questa non era in una striscia di cielo
in cui si dovrebbe aspettare unapparizione simile,
ci dirigemmo verso essa, facendo congetture su ci
che poi si rivel essere giusto. Era una nave in
fiamme!, disse Johanna.
Infatti.
Ahim! Ahim! Lho indovinato. Fin
dallinizio mi era venuto in mente questo brutto
sospetto. Era una nave in fiamme e quella nave
era....
La Star, ancora alle prese con la sua rotta ac-
cidentata, ma portata molto lontano dai venti
sfavorevoli e dalle onde. Dopo circa mezzora di
navigazione vedemmo chiaramente il vascello in
fiamme.
Potevamo sentire il crepitio del fuoco e attra-
verso le nostre finestre potevamo vederlo guizzare
sul cordame e danzare da albero ad albero come
un serpente crudele e felice della catastrofe di cui
era fautore. Alzammo tutte le vele e le tendemmo
al massimo per raggiungere lo sfortunato vascello:
le distanze in mare sembrano molto pi brevi di
quello che sono e dopo unora di navigazione in-
tensa con vento favorevole, con le vele tirate al
massimo, speravamo di raggiungere la sfortunata
imbarcazione, ma in che stato lavremmo trovata!
Il vascello era spacciato. La sua fine era decretata,
non poteva essere altrimenti: e molto prima che noi
potessimo raggiungere il luogo su cui galleggiava
inutilmente sulle acque ora calme, vedemmo una
luminosa pioggia di scintille salire verso il cielo.
Poi arriv un suono fragoroso sulla superficie del
mare, poi il silenzio... la nave non cera pi e le
acque lavevano coperta per sempre.
Ma come fate a sapere, disse Johanna, mentre
congiungeva le mani e il colorito pallido del suo
volto tradiva il profondo interesse per il racconto,
come fate a sapere che quella nave era proprio
la Star? Non poteva essere stata un altro vascello
sfortunato che si era imbattuto in un destino cos
terribile? Ve lo dir: anche se abbiamo visto af-
fondare la nave, abbiamo proseguito con la nav-
igazione, facendo ogni sforzo possibile per raggi-
ungere la meta, con la speranza di raccogliere qual-
cuno dellequipaggio, che sicuramente aveva fatto
un tentativo con le scialuppe per lasciare il vascello
in fiamme.
Il capitano della nave per il commercio con
lIndia port il binocolo agli occhi, e subito mi
disse: C un pezzo di legno che galleggia con
qualcosa attaccato: non so se c un uomo, da
quello che posso vedere mi sembra la testa di un
cane.
Guardai io stesso attraverso il cannocchiale e
vidi la stessa cosa: ma quando ci avvicinammo
scoprimmo per caso che si trattava di un largo
pezzo di legno, con un cane e un uomo sorretti ad
esso, che si stavano aggrappando con lenergia data
loro dalla disperazione. Nel giro di dieci minuti
erano a bordo del vascello: luomo era il gi citato
luogotenente Thornhill e il cane era il suo.
Ci raccont che la barca che avevamo visto bru-
ciare era la Star; che non aveva mai raggiunto la
propria destinazione, e che pensava che tutti fossero
morti tranne lui; perch, anche se una delle scia-
luppe era stata varata, lassalto dellequipaggio per
salirci sopra fu cos disperato che era affondata e
tutti erano morti.
Il suo stesso stato di esaurimento era tale, che,
dopo averci fatto questa breve comunicazione, ci
vollero giorni prima che lasciasse la sua amca,
ma quando lo fece e cominci a unirsi a noi, lo
trovammo un compagno intelligente e allegro in-
fatti, eravamo contenti di avere un tale individuo a
bordo, e in confidenza rifer a me e al capitano lo
scopo del viaggio della Star e i particolari di cui vi
ho gi messo al corrente.
E poi, durante il turno notturno, quando il
chiaro di luna leggero invitava alle confidenze e
noi eravamo sul ponte, godendoci la frescura della
notte, dopo lafa intensa del giorno nei tropici, mi
disse: Ho una missione molto triste da compiere
quando arriver a Londra. A bordo del nostro vas-
cello cera un uomo di nome Mark Ingestrie e un
po di tempo prima che il vascello su cui eravamo
affondasse, mi preg di far visita a una giovane
donna di nome Johanna Oakley, la figlia di un fab-
bricante di occhiali di Londra, prevedendo che io
mi sarei salvato e lui sarebbe morto; e di
questultimo evento sentiva un cos forte presenti-
mento che mi diede un filo di perle, che dovrei dare
in dono a lei da parte sua, ma dove le abbia prese
non ne ho la minima idea, perch sono di immenso
valore.
Il signor Thornhill mi mostr il filo di perle,
che erano di dimensioni diverse, infilate insieme
in modo irregolare, ma di grande valore; e quando
giungemmo al Tamigi, che distava da l solo tre
giorni, ci lasci con il suo cane, portandosi dietro il
filo di perle, per scoprire dove abitavate.
Ahim! Non mai arrivato.
Da tutte le indagini che abbiamo fatto e da
tutte le informazioni che abbiamo acquisito, sembra
che sia scomparso da qualche parte intorno a Fleet
Street.
Scomparso!.
S, possiamo seguire le sue tracce dalle scale
del Temple, e da l fino al negozio di barbiere,
gestito da un uomo di nome Sweeney Todd; ma
oltre a ci non riusciamo a ottenere altre inform-
azioni.
Sweeney Todd!.
S, e ci che rende la cosa ancora pi strana,
che n la forza n la persuasione indurranno il cane
di Thornhill a lasciare luscio di quella bottega.
Lho visto, ho visto quella creatura che mi
guardava implorante, ma con dolcezza, e proprio
fermandomi a guardarla ho pensato che centrasse
qualcosa con il mio destino. Oh! Mark Ingestrie,
Mark Ingestrie, come posso pensare che tu sia vivo
quando tutti gli altri sono morti? Vi ho raccontato
tutto quello che potevo dirvi e, a seconda di quello
che il vostro personale giudizio potrebbe suggeri-
rvi, potete incoraggiare la speranza o spegnerla per
sempre. Non vi ho nascosto niente che possa
rendere laffare migliore o peggiore... non ho ag-
giunto niente: ve lho narrato semplicemente cos
come mi stato raccontato.
morto morto.
Sono uno, signora, che pensa sempre che ogni
sorta di certezza preferibile allincertezza e anche
se non c alcuna notizia precisa di morte, la sper-
anza che egli sia in vita veramente molto labile.
Non ho speranza non ho speranza per me
morto per sempre! Sarebbe una pazzia pensare che
sia ancora vivo. Oh! Mark, Mark! Questa la fine
di tutto il nostro amore appassionato? Ho dato dav-
vero il mio ultimo sguardo a quel volto, quando ci
siamo separati proprio qui?.
Lincertezza, disse il colonnello Jeffrey, sper-
ando di allontanarsi il pi possibile dalla riflessione
sui propri dispiaceri, anche lincertezza che pre-
vale riguardo al destino del povero signor
Thornhill, una cosa triste. Ho molta paura che
quelle perle preziose che aveva siano state trovate
da qualcuno che non si fatto tanti scrupoli a im-
possessarsene.
S, sembrerebbe davvero cos; ma cosa sono
per me le perle? Oh! Se fossero affondate in quel
mare indiano, da dove sono state strappate. Ahim,
ahim! stata la sua sete di guadagno che ha caus-
ato tutte queste malvagit. Potevamo essere poveri,
ma felici. Dovevamo essere ricchi e appagati, ma
ora tutto perduto e il mondo ora non pu offrirmi
pi nulla, tranne che un piccolo posto sufficiente-
mente grande per la mia tomba.
Si afflosci su un bracciolo della panchina del
giardino e si abbandon ad un impeto di lacrime
tale che il colonnello Jeffrey ritenne di non disturb-
arla.
C qualcosa di estremamente sacro nel dolore,
che fa tremare lo spettatore e fu con un senso in-
volontario di pudore che il colonnello Jeffrey si
allontan di pochi passi e aspett finch
quellesplosione di disperazione non pass.
Fu durante quei brevi momenti che ud per caso
alcune parole pronunciate da una donna, una zitella,
che sembrava stesse anchessa soffrendo e che par-
lava a un uomo seduto a poca distanza da lei. Un si-
gnore non abbastanza giovane per essere chiamato
adolescente, ma neanche cos in l con gli anni per
aver avuto tutti i suoi migliori sentimenti sconfitti
dal freddo cinismo.
stata lindifferenza, disse la donna, che mi
ha strappato il cuore. Sarebbe bastata una parola, un
messaggio sincero che mi dicesse che la memoria
dellaffetto che pensavo eterno, perdurasse ancora
nel vostro cuore. Sarebbe stata una consolazione
enorme. Ma nulla arriv e tutto fu disperazione.
Ascoltatemi, disse il suo compagno, se mai
a questo mondo potete credere che un uomo che
ama davvero pu essere crudele per essere gentile,
ebbene, quelluomo sono io. Ho subito il fascino di
una passione che non avrebbe mai dovuto trovare
spazio nel mio cuore.
Era un sogno di gioia, che per un certo tempo
alimentava la mia vita, ma quando mi svegliai brus-
camente, il sogno sinfranse e la realt divenne un
terribile incubo. Quando mi resi conto che i miei
sentimenti erano pi importanti del vostro be-
nessere stato necessario troncare ogni rapporto,
perch solo male ne sarebbe scaturito.
Non potete immaginare, non lo saprete mai, i
dolori che ho patito per tenere fede al mio amore.
Non potevo immaginare che il nostro sentimento si
sarebbe trasformato in odio. Non posso sopportare
lindifferenza e il disprezzo che voi provate per me.
Addio per sempre! Non oso amarvi onestamente
ed meglio dividerci ora, piuttosto che persever-
are in un sogno illusorio che pu solo finire in de-
gradazione e tristezza.
Avete sentito quelle parole?, bisbigli il
colonnello Jeffrey a Johanna. Sentite che altri sof-
frono e per la stessa causa: lamore.
Ho sentito. Andr a casa, e pregher perch
la forza sostenga il mio cuore contro questo triste
dolore.
Il cammino dei grandi amori mai al mondo
fu piano e senza ostacoli;9 non stupitevi, quindi,
Johanna Oakley di avere sofferto cos tanto. il
grande cammino dei sentimenti pi alti e nobili di
cui lumanit capace, che mentre, in circostan-
ze adatte, producono una gran quantit di felicit,
quando accade qualcosa di sfavorevole, fanno ger-
minare la miseria. Posso accompagnarvi?.
Johanna era riconoscente al colonnello per il
sostegno che le offriva accompagnandola verso
casa. Ma quando passarono davanti al negozio del
barbiere furono sorpresi nel vedere che del cane e
del cappello non cera pi traccia.
7. Il barbiere e il
gioielliere
notte; un uomo, uno dei gioiellieri pi illustri
di Londra, un uomo ricco, ma parsimonioso, sta ab-
bassando le saracinesche del suo negozio.
Questo gioielliere un uomo anziano: ha radi
capelli bianchi e le sue mani tremano mentre fissa i
chiavistelli, e poi, ripetutamente, tocca e scuote ogni
saracinesca, per essere sicuro di avere chiuso bene.
Il suo negozio si trova in Moorfields, in quel
tempo luogo molto frequentato da commercianti di
metallo e pietre preziose.
Il gioielliere si apprestava a entrare in casa, dopo
aver lanciato uno sguardo di soddisfazione ai chiav-
istelli del suo negozio, quando un uomo alto,
dallaspetto sgraziato gli si avvicin. Questo uomo
indossava un cappello a tre punte, troppo piccolo per
la sua grossa e orribile testa, mentre aveva un cap-
potto in cui ci sarebbero entrate comodamente al-
meno due persone.
I nostri lettori non avranno difficolt a ricono-
scere Sweeney Todd e il piccolo, vecchio gioielliere
avrebbe dovuto allarmarsi trovandosi davanti a un
personaggio cos equivoco.
Lei tratta pietre preziose?, disse.
S, certo, fu la risposta ma piuttosto tardi.
Volete comprare o vendere? Vendere.
Ehmm... non rientra nelle mie competenze e
comunque compro solo perle e in via del tutto ec-
cezionale.
E io vendo solo perle, disse Sweeney Todd,
diamanti, granati, topazi, lapislazzuli, smeraldi e
rubini li tengo per me.
Al diavolo! Volete darmi a bere che possedete
tutte queste gemme? Andate via! Sono troppo vec-
chio per scherzare su queste cose e devo andare a
cena.
Volete vedere le mie perle? Perle, perline!
Ne ho fin sopra i capelli di perle di bassa lega. Io
tratto solo le perle pi pregiate e antiche. Le perle
pi preziose.
Non volete dare unocchiata alle mie? No,
buona notte!.
Molto bene, allora le porter dal signor
Coventry qualche isolato pi in l. Forse lui sar
disposto a trattare con me.
Il commerciante di perle esit: Fermo, disse,
cos questa storia del signor Coventry? Non ha
i mezzi per comprare ci che io pago in contanti.
Seguitemi dentro: dar unocchiata a quello che mi
proponete.
Incoraggiato cos, Sweeney Todd entr nel pic-
colo, umile e polveroso negozio e il gioielliere,
dopo avere fatto un po di luce badando a tenere il
suo cliente lontano dal bancone, inforc gli occhiali
e disse: Ora, signore, dove sono le vostre perle?
Eccole, disse Sweeney Todd, posando una col-
lana di ventiquattro perle davanti al gioielliere.
Il vecchio spalanc gli occhi, si mise gli oc-
chiali sulla fronte e fiss Sweeney Todd con
unespressione di evidente stupore. Poi abbass di
nuovo gli occhiali e sollevando il filo di perle, es-
amin rapidamente ognuna di esse; infine esclam:
Vere, vere, in nome del cielo! Tutte vere!.
Di nuovo sollev gli occhiali sulla fronte e gett
un altro lungo sguardo su Sweeney Todd.
Lo so che sono vere, disse questultimo, vi
interessano o no? Se mi interessano? Certo: sono
quasi sicuro che siano vere. Fatemi dare unaltra
occhiata. Oh, ma no, sono contraffatte; ma il risul-
tato eccellente, per la curiosit della cosa, vi posso
dare cinquanta sterline.
Amo le curiosit, disse Sweeney Todd, e
quindi le terr io; potrebbero essere un bel regalo
per qualche bambino.
Cosa! Darle a un bambino? Dovete essere
matto... cio, non intendevo dire matto, ma cer-
tamente imprudente. Tagliamo corto, su, vi dar
cento sterline.
Mi ascolti, disse Sweeney Todd, un affare
che non mi soddisfa e che mi fa perdere tempo
prezioso. Non ho nessuna intenzione di stare qui a
scherzare con lei. Conosco il valore di queste perle,
e vi assicuro, ve le vender a un prezzo del tutto
conveniente.
Cosa intendete per un prezzo conveniente?
Le perle valgono dodicimila sterline, e da me le
avrete al dieci per cento in meno. Cosa ne pensate
di questa offerta? Avete sentito anche voi uno
strano rumore? Ero soltanto io che ridevo. Su,
voglio subito una risposta, stiamo facendo un affare
o no? Ascoltami, amico, dal momento che con-
oscete il valore delle vostre perle e che questa
dovrebbe essere una transazione onesta, vi dico che
penso di poter trovare un cliente che mi offrirebbe
undicimila sterline, in questo caso, non ho alcuna
obiezione a darvene ottomila.
Datemi le ottomila sterline, disse Sweeney
Todd, e lasciatemi andare. Odio contrattare.
Fermo un attimo: ci sono delle importanti ques-
tioni da considerare. Dovete sapere, amico, che fili
di perle di questo valore non possono essere venduti
con disinvoltura. Fili di perle come questo hanno lo
stesso valore di una casa o di una tenuta e, quando
cambiano proprietario, chi le vende deve fornire a
chi le acquista ogni garanzia, come ad esempio in
che modo ne venuto in possesso, deve dare un cer-
tificazione di onest allacquirente.
Puah!, disse Sweeney Todd. Che import-
anza pu avere come ne sia entrato in possesso
per uno come voi, che commercia continuamente
cose del genere e che ne ha viste di tutti i colori?
Parole molto argute, ma non vedo perch dovrei
darvi lintero valore della collana senza uno strac-
cio di prova di come ne siate entrato in possesso.
In altre parole, significa che non vinteressa
tanto come ne sia entrato in possesso, quanto che ve
le venda a un prezzo da ladro, quindi ditemi precis-
amente quanto offrite.
Mio caro signore, potete tirare le conclusioni
che volete. Mostratemi che avete un diritto su
queste perle e non avrete bisogno di tirare sul
prezzo. La mia una bottega rispettabile.
Non sono disposto a prendermi questa briga,
vi auguro una buona serata e, se volete ancora le
perle, vi consiglio senza dubbio di non fare troppo
il difficile circa la loro provenienza.
Cammin a grandi passi verso la porta, ma il
gioielliere non aveva intenzione di mollarlo cos
facilmente, e infatti scavalc il bancone con
unagilit che nessuno si sarebbe mai aspettato da
un uomo cos anziano, raggiunse in un attimo la
porta e url con tutto il fiato che aveva in corpo:
Al ladro! Al ladro! Fermatelo! E l! Quellorrendo
individuo con il cappello a tre punte! Al ladro! Al
ladro!.
Le urla, emesse con un cos grande vigore, non
furono del tutto inutili: destarono lintero vicinato,
e prima che Sweeney Todd scappasse, un uomo
fece un tentativo per afferrarlo per il collo, ma fu
respinto da un pugno in faccia cos violento che
un altro, che stava correndo in quella direzione,
vedendo la scena, volt i tacchi e torn indietro,
ritenendo che fosse scarsamente prudente rischiare
la propria incolumit solo per catturare un crim-
inale.
Dopo essersi cos liberato di uno dei suoi nem-
ici, Sweeney Todd, giurando a se stesso di tornare
prima o poi per uccidere lanziano gioielliere, si
guard intorno in cerca di qualche cortile nel quale
rifugiarsi, cos da seminare gli altri inseguitori che
lo stavano cercando in lungo e in largo.
Il fatto che non conoscesse per nulla la zona,
comunque, era un grande ostacolo per il suo piano,
anche perch temeva che la sua agitazione gli fa-
cesse fare una mossa sbagliata, facendolo finire in
un vicolo cieco e a quel punto sarebbe stato spacci-
ato, in balia dei suoi giustizieri.
Prosegu correndo a gran velocit, ed era pi-
uttosto sorprendente vedere come il piccolo, an-
ziano gioielliere gli stesse alle calcagna, inciam-
pando ogni tanto e senza neanche fermarsi per ri-
alzarsi, come si suol dire, continuando la sua corsa
in un modo che aveva del prodigioso, eccezionale
a vedersi, particolarmente perch chi compiva una
tale azione era un anziano, apparentemente inca-
pace di sforzo fisico.
Ma, comunque, se cera una cosa che non po-
teva pi fare quella era di gridare Al ladro!, per-
ch non aveva pi fiato, era ormai incapace di
emettere qualsiasi suono. Per quanto tempo volesse
continuare linseguimento non dato saperlo, ma
la sua missione termin improvvisamente, quando
inciamp con un piede su un sasso sporgente in-
castrato nel marciapiede, sfondando con la testa la
porta di una cantina.
Ma persone pi in forma del piccolo, anziano
gioielliere stavano continuando linseguimento e
Sweeney Tood era messo duramente alle strette:
anche se correva molto veloce, la cosa spaventosa
era che, a causa delle grida dei suoi inseguitori,
nuove persone, fresche e vigorose, prendevano
parte allinseguimento. C qualcosa di terribile nel
vedere un essere umano inseguito in questo modo
dai suoi simili; e anche se non possiamo provare al-
cuna simpatia per un uomo come Sweeney Todd,
perch, da tutto ci che successo, cominciamo a
nutrire qualche terribile sospetto a suo riguardo, tut-
tavia ci non toglie che una cosa terribile vedere
un essere umano inseguito per le strade.
Andava avanti a correre alla massima velocit,
colpendo chiunque gli si parasse davanti, e alla fine
molti tra quelli che avrebbero potuto sorpassarlo, ri-
nunciarono allinseguimento, perch non volevano
essere colpiti da un uomo cos feroce.
Aveva la mascella contratta e il respiro affan-
nato, quando un uomo salt fuori dalla porta del suo
negozio e riusc a fermarlo.
Ti ho preso, vero?, disse.
Sweeney Todd non pronunci una parola ma,
usando tutta la sua prodigiosa forza, afferr luomo
con una mano per i capelli e con laltra per la
camicia, e lo scagli attraverso la vetrina del ne-
gozio, frantumando il vetro e tutto ci che cera
allinterno.
Luomo strill, mentre veniva lanciato dentro il
suo stesso negozio, un negozio di tessuti, e si and
a schiantare tra le sue merci, provocando paura, ma
anche un sottile piacere tra gli altri merciai.
La vista di ci ebbe un grande effetto sugli in-
seguitori di Sweeney Todd: insegn loro la lezione
di non interferire con un uomo posseduto evidente-
mente dal maligno. I piani del piccolo e anziano
gioielliere sembravano quasi andati a monte. Ma
Sweeney Todd non si sentiva assolutamente ancora
in salvo. Lurlo Al ladro!, risuonava ancora nelle
sue orecchie. And avanti a correre, ansimando per
lo sforzo, finch non ud un uomo dietro di lui dire:
Giri nel secondo cortile a destra e sar salvo. Vi
seguir. Non vi dovrebbero trovare.
Sweeney Todd non aveva molta fiducia nella
natura umana e non cera da stupirsene ma, an-
simante ed esausto comera, la voce di qualcuno
che gli parlava con amicizia era gradita, e senza
pensarci su, si lanci nel secondo cortile alla sua
destra.
8. La casa dei ladri
In pochissimi attimi Sweeney Todd si rese conto
che il cortile finiva in un vicolo cieco e che non cera
nessuna via di fuga, ma cap anche che ci doveva es-
sere qualcosa di pi di quello che si poteva vedere
a prima vista e gettando una veloce occhiata nella
direzione da cui era venuto, appoggi la mano su una
porta che era l vicino.
La porta cedette e Sweeney Todd, sentendo un
rumore che proveniva dalla strada, entr precip-
itosamente chiudendosela alle spalle e poi, senza
pensare alle conseguenze, cammin fino alla fine di
un lungo e sporco passaggio e, spingendo una porta
aperta, discese una breve rampa di scale, quando, ar-
rivato quasi in fondo ad essa, una terza porta che
gli stava di fronte in fondo alle scale fu aperta e
allimprovviso si trov in presenza di alcuni uomini
seduti intorno a un largo tavolo.
In un istante tutti gli occhi si girarono verso
Sweeney Todd che, impreparato a una simile scena,
rimase muto, ma dopo poco, poich lindecisione
non era una sua caratteristica, avanz e si sedette.
Cera molta eccitazione tra le persone sedute in
quella stanza e questo per pi motivi, alcuni dei
quali avevano poco a che fare con il fatto che lui vi
fosse entrato. Quelli che erano intorno a lui lo guar-
davano fisso, ma per alcuni minuti non fu detto ni-
ente e Sweeney Todd si guard in giro per capire
che aria tirava, sebbene la situazione, date le per-
sone che gli erano intorno, fosse piuttosto chiara.
Le loro espressioni tradivano la loro vocazione:
tutti tipi poco raccomandabili, alcuni non sem-
bravano quasi esseri umani. L dentro erano riuniti
alcuni tra i pi brutti ceffi di Londra.
Erano vestiti in vario modo, alcuni secondo la
moda del tempo, altri con un abbigliamento pi
eccentrico, altri ancora come militari e qualcuno
come un contadino: ma in tutti loro cera un tratto
comune a met tra il criminale e il brutale.
Amico, disse uno vicino a lui, come siete
arrivato qui, chi vi manda? Sono venuto, perch
ho trovato la porta aperta e una persona mi ha sug-
gerito di venire qui, poich mi stavano in-
seguendo.
Inseguendo? S, qualcuno mi correva di-
etro.
So cosa vuol dire il fatto che vi stavano in-
seguendo, replic luomo, ma ancora non so ni-
ente di voi.
Questo non mi stupisce, disse Sweeney Todd,
visto che non ci siamo mai visti prima dora, ma
non fa differenza. Sono in difficolt e penso che un
uomo debba fare del suo meglio per riuscire a sal-
varsi.
S, dovrebbe, ma non c ragione per cui debba
venire qui: questo un luogo di persone libere, che
si conoscono e si aiutano a vicenda.
E questo quello che voglio essere, ma da
qualche parte devo pure cominciare. Non posso es-
sere ammesso senza qualcuno che mi presenti.
Cerco protezione e spero di trovarla, se c qualche
obiezione alla mia presenza qui, ditemelo e me ne
andr.
No, no, disse luomo alto dallaltra parte del
tavolo, ho sentito quello che avete detto, e normal-
mente non permettiamo cose del genere: siete ven-
uto qui senza invito e ora pretendiamo almeno una
spiegazione, ne va della nostra sicurezza: in ogni
caso abbiamo regole che devono essere osservate.
E quali sono le vostre regole?, chiese Todd.
Queste: dovete rispondere alle domande che vi
poniamo e rispondere sinceramente.
Parlate, disse Todd, e far tutto il possibile
per rispondere a quello che mi chiedete.
Non vi tartasseremo troppo: chi siete? Sin-
ceramente, disse Todd, questa una domanda a
cui non voglio rispondere, n penso sia la domanda
che dovevate pormi. una cosa inopportuna nom-
inare se stessi, dovete scartare questa domanda.
Dobbiamo scartare questa domanda?, chiese
linquisitore a quelli intorno a lui e raccogliendo
un suggerimento dai loro sguardi, dopo una breve
pausa continu: Bene, tralasceremo questa
domanda, visto che non necessaria, ma dovete
dirci cosa siete: borsaiolo, brigante o che altro?
Non sono nessuna di queste cose.
Allora ditecelo con le vostre parole, disse
luomo, e siate sincero con noi. Cosa siete?
Sono un fabbricante di perle artificiali o un fab-
bricante di pietre false, come preferite.
Un fabbricante di pietre false! un lavoro
onesto, per quanto ne sappiamo e questo difficil-
mente potr essere il passaporto per entrare nel nos-
tro gruppo, amico fabbricante di pietre false.
Potrebbe essere come dite, replic Todd, ma
sfido chiunque a uguagliarmi nel mio mestiere. Ho
fabbricato perle che ingannerebbero quasi ogni
gioielliere e quasi tutta la nobilt.
Comincio a capirvi, amico, ma vorrei avere
una prova di quello che dite: abbiamo sentito una
storia molto bella, ma che non sembra essere vera.
Non siamo quel tipo di uomini che si fanno ingan-
nare, inoltre, abbiamo gi troppi individui di cui
vendicarci, se vogliamo.
Sicuro come la morte!, disse una voce rauca
dallaltra estremit del tavolo, che rimbomb per
tutta la stanza fino ad arrivare alle orecchie di Todd.
Prova! Prova! Prova!, risuon unaltra voce.
Amici miei, disse Sweeney Todd alzandosi,
avanzando verso il tavolo, ficcando una mano nel
cappotto e tirando fuori il filo con le ventiquattro
perle, sfido voi o chiunque altro a fare una collana
di perle uguali a queste. Le ho fatte io e scommetto
una somma ragionevole che non riuscirete a por-
tarmi un uomo che mi batta nel mio mestiere.
Datemele, disse luomo che si era fatto porta-
voce.
Sweeney Todd lanci disinvoltamente le perle
sul tavolo e poi disse: Ecco, guardatele, esamin-
atele, penso comunque che raccoglier buoni pareri
e che, se non ne foste a conoscenza, nessuno di voi
le distinguerebbe dalle perle vere.
Oh, certo, lo sappiamo molto bene, disse
luomo, come sono le perle vere, ogni tanto entri-
amo in possesso di un buon filo e questo ci aiuta
a giudicarle. Be certamente una buona im-
itazione.
Fatemi vedere, disse un uomo grasso, sono
cresciuto gioielliere o dovrei dire nato, ma poi ho
preso unaltra strada: a nessuno piace lavorare per
anni per una misera paga, senza avere neanche il
tempo per divertirsi con le ragazze. Datemi qua.
Bene, disse Sweeney Todd, se voi o qualcun
altro avete mai prodotto unimitazione migliore, in-
goier lintero filo; e, sapendo che c un veleno
nella composizione di queste perle, sarebbe un
gesto piuttosto estremo.
Non ce n bisogno, disse luomo grosso
non ce n bisogno, ma consegnatemele e far una
perizia.
Le perle gli furono consegnate nelle mani e
Sweeney Todd prov una certa inquietudine per
il verdetto, ma non la mostr, anzi si volt verso
luomo che era seduto accanto a lui, dicendo: Ho
spesso perle vere tra le mani e anchio stento a
riconoscerle da queste.
E penso, disse luomo, che si possano scam-
biare tranquillamente le une con le altre, senza
sospetti da parte dei clienti.
S, s, questo il punto, disse un altro uomo,
ammiccando al primo, si pu fare anche con i
diamanti.
S, ma meglio con le perle, perch in pochi
sanno come si fa.
Hai ragione. Luomo grasso esamin attenta-
mente le perle, le appoggi sul tavolo e le guard
solennemente.
Bene, vi ho detto che potevo seccarvi. Non
siete un giudice cos bravo poich se non avreste
saputo la verit su queste perle, non aveste potuto
riconoscerle.
Devo ammettere che avete prodotto le migliori
imitazioni che io abbia mai visto. Penso che po-
treste fare la vostra fortuna in pochi anni... una con-
siderevole fortuna.
Lo far, ma c un problema.
E cio? La difficolt, disse Todd, di lib-
erarmi delle mie creazioni: per il solo fatto di es-
serne in possesso, siete sospettati e correte il rischio
di essere fermati o di doverle vendere al minimo,
quando non veniate rincorsi....
vero, ma c rischio in tutto: ognuno di noi
corre dei rischi, ma con essi arrivano i frutti.
Certo, disse Todd, ma particolarmente
pericoloso. E poi non ho le risorse per ottenere
doni dalla nobilt stessa e se le avessi avrei prob-
lemi anche l, perch direbbero che un lavoratore
modesto come me non pu arrivare onestamente a
possedere beni e cos dovrei architettare una fuga
dal sindaco di Londra in persona.
Ah! Certo! Certo!.
Bene, allora potreste portarle a un orefice.
Non ce ne sono molti disposti a trattare pietre,
comunque, sono gi stato da uno o due di loro:
gente scaltra come i gioiellieri, gente che non si las-
cia ingannare tanto facilmente. Avete provato?
S e ho dovuto fare del mio meglio per scappare,
seguito da una folla inferocita, in un primo mo-
mento ho pensato che mi avrebbero preso, ma
seguendo alcune vie sono riuscito a seminarli, poi
mi hanno suggerito di girare in questo cortile e sono
arrivato qui.
Bene, disse un uomo che stava esaminando le
perle, e il gioielliere ha scoperto che erano false?
S e voleva fermarmi con il filo di perle, per aver
tentato di imbrogliarlo; comunque ho fatto a tempo
a uscire dal negozio prima che chiudesse la porta:
non ancora nato chi mi incastra. Ed eccomi qui.
stata una bella occasione per te, disse uno.
S, vero, disse Sweeney, sollevando il filo
di perle, che rimise nel cappotto continuando a con-
versare con quelli intorno a lui.
Dopo si torn a parlare di altro e a Sweeney
Todd fu fatto poco caso. Cera da bere sul tavolo e
tutti si servirono. Anche Sweeney bevve ed ebbe il
gesto di svuotarsi le tasche prima degli altri, dando
una parte dei suoi soldi per pagare la sua entrata in
societ.
Questo era il rituale e tutti bevvero al suo suc-
cesso da buoni amici. Sweeney, comunque, era de-
sideroso di uscire di l il pi presto possibile e pi
di una volta gett lo sguardo verso la porta, ma
not che tutti gli occhi erano puntati su di lui e
cerc di non suscitare sospetti, perch non voleva
distruggere quello che aveva appena costruito. Per-
dere quel prezioso tesoro che possedeva era una
cosa da pazzi; aveva avuto successo e ammirazione
mostrando il filo di perle che gli altri avevano preso
per false, ma che lui sapeva essere vere e non vol-
eva fare baluginare la sensazione che fossero stati
imbrogliati, doveva comportarsi nel modo pi dis-
involto possibile, per non rovinare tutto.
In modo assolutamente docile si mise ad ascol-
tare i discorsi degli astanti e a prendervi parte.
Bene, disse uno, sono andato sulla strada a
nord.
Come andata? Non benissimo, ma non
posso lamentarmi: in queste ultime tre settimane il
miglior guadagno stato di duecentosessanta ster-
line.
Bene, meglio di niente.
S, lultimo uomo che ho fermato era il clas-
sico babbeo londinese, sembrava un membro di un
collegio universitario, vestito di tutto punto, ma,
Signore! quando mi sono avvicinato per ispezion-
arlo, non aveva neanche quanto mi porterei in giro
io per andare a pranzo in periferia.
Davvero! Non pensi che avesse nascosto qual-
cosa addosso? Ora fanno cos.
Ah! Ah!, rispose un altro, ben detto vecchio
mio... questa una giusta osservazione: non pos-
siamo mai giudicare un uomo dalle apparenze. Ac-
cidenti! Misericordia, chi avrebbe mai creduto che
il tuo elegantone fosse in realt un pezzente! Bene,
mi dispiace per te, ma queste situazioni sono
sempre piene di sorprese e, come dice un uccellino:
Sarai pi fortunato unaltra volta. Ma ora stai su,
racconter unavventura che mi capitata un po
di tempo fa: ero in luna fortunata, vi assicuro, e
non ebbi difficolt a scucire alla mia vittima un
bel po di denaro, perch sapete, i contadini che
tornano dal mercato non sono sempre delle aquile,
specialmente perch le enormi quantit di vino che
si sono scolati durante la giornata rendono questi
vecchi ragazzoni piuttosto brilli. Be ho incontrato
uno di quei gentiluomini, che montava sul dorso di
un cavallo, che dichiar di avere con s solo qual-
che miserabile ghinea: naturalmente non ho bevuto
la storia neanche per un minuto... lho perquisito e
gli ho trovato addosso ben centoquattro sterline.
Dove le hai trovate? Addosso a lui. Ho
strappato i suoi vestiti a brandelli. Sembrava
proprio una bella statua l sul dorso del suo cavallo,
vi assicuro. Per Giove, a malapena riuscivo a
trattenermi dal ridergli in faccia e infatti gli ho riso
in faccia, il che lha reso cos furioso, che mi ha
subito minacciato di frustarmi, per difendere i suoi
soldi... ma a quel punto io lho minacciato che gli
avrei sparato e ci gli ha fatto cambiare opinione
molto velocemente.
Mi immagino la scena. Avete mai avuto un
vero scontro?, chiese Sweeney Todd.
S, molte volte. Ah! Non affatto una vita fa-
cile. libera, ma pericolosa. Mi hanno sparato sei
o sette volte.
Cos tante? S. Una volta ero vicino a York,
quando fermai un uomo; pensavo fosse una preda
facile, ma non fu cos. Era un vero demonio.
Si opposto a voi? S. Stavo venendo qui
quando lho incontrato e gli ho chiesto i soldi.
Li tengo, disse, non ho bisogno del tuo aiuto
per farli fruttare.
Ma io li voglio, dissi: o la borsa o la vita!.
Devi prendertele entrambe, perch non le di-
vider, disse puntandomi la sua pistola e poi ebbi
solo il tempo di scappare dal colpo. Il proiettile
pass vicino alle mie tempie e quasi mi stord.
Mi drizzai e sparai; lui fece lo stesso, ma lo
colpii, e cadde. Spar di nuovo, ma mi manc. Ero
a terra su di lui e allora supplic per la vita.
Lo lasciaste in vita? S, lo trascinai sul
ciglio della strada e l lo lasciai. Avendo intascato
cos tanto montai sul mio cavallo e scappai pi ve-
loce che potevo. Poi andai verso Londra e l tras-
corsi due giorni a fare bisboccia.
Posso immaginare che piacere le vostre gite in
campagna e che piacere ancora pi sublime poter di
tanto in tanto cambiare e andare a Londra.
vero. E a voi? Vi sempre andato tutto
liscio o qualche volta andata male? S, s,
disse Todd, ogni tanto andata male, solo ogni
tanto, per non ho mai fatto il grande salto. I piccoli
colpi sono sempre andati a buon fine, ma voglio
fare qualcosa in grande. Non mi sento soddisfatto.
Fino a ora, ma forse avrete pi opportunit tra
poco. La fortuna gira.
S, replic Todd, vero, ma prima meglio
, sto diventando impaziente.
La conversazione prosegu. Ogni uomo parlava
delle sue imprese: ogni specie di furfanteria e rap-
ina accompagnate generalmente da violenze, alcuni
erano rapinatori notturni e ladri che si intrufolavano
nelle case. Ce nera per tutti i gusti, tutti i crimini
che si possono immaginare.
Questo luogo, infatti, era una vera casa per
ladri, borsaioli, rapinatori, briganti e scassinatori
di ogni grado e genere... un gruppo formidabile di
uomini disperati e pronti a tutto.
Sweeney Todd avrebbe voluto alzarsi e an-
darsene, perch si stava facendo tardi e soprattutto
voleva uscire vivo, ma come fare era un problema.
Che ore sono?, borbott alluomo vicino a
lui.
Mezzanotte passata, fu la risposta.
Allora devo andarmene, rispose, perch ho
un lavoro che devo consegnare tra poco e non ho
molto tempo.
Cos dicendo prese la palla al balzo e alzandosi,
si diresse verso la porta, che apr e fu fuori, dopo
di che sal i cinque gradini che conducevano al pas-
saggio; era giunto quasi in fondo, quando la porta
che dava sulla strada si apr, e si trov faccia a fac-
cia con un altro uomo.
Cosa fate qui? Sto uscendo, disse Sweeney
Todd.
Tornate indietro, tornate indietro con me.
Mai, disse Todd, dovete essere un uomo
migliore di me se volete piegarmi, come sembra,
alla vostra volont.
Lo far, replic luomo e fece un balzo verso
Sweeney, che impreparato a un assalto improvviso,
fu spinto indietro finch arriv in cima alle scale,
dove avvenne una lotta ed entrambi rotolarono gi.
La porta fu immediatamente spalancata, tutti us-
cirono in fretta per vedere cosa stesse succedendo,
ma ci vollero alcuni momenti prima che potessero
vedere.
Cosa ci fa lui qui?, disse il primo, quando
riusc a parlare, indicando Sweeney Todd.
Va tutto bene.
Va tutto male, mi sembra.
un fabbricante di perle false e ci ha mostrato
un filo di perle false che sono magnifiche.
Puah!.
Insisto per vederle: datemele, disse, o non
lascerete questo posto.
Mai, disse Sweeney.
Dovete. O me le prender con la forza, non ho
bisogno del vostro permesso, posso fare da me.
Mentre parlava, fece un disperato tentativo per
afferrare Sweeney e spingerlo gi, ma aveva calcol-
ato male la sua forza pensando di essere superiore
a Todd, che era di gran lunga il pi forte dei due e
che resistette allattacco con successo.
Improvvisamente, con uno sforzo erculeo, prese
il suo avversario sotto la vita e sollevandolo, lo
scaravent sul pavimento con grande forza: poi,
senza stare ad aspettare le reazioni della banda
non sapeva se avrebbero preso le difese del loro
compagno o le sue e pensando di avere un vantag-
gio sal precipitosamente le scale pi veloce che po-
teva e raggiunse la porta prima che potessero im-
pedirglielo.
Infatti, per pi di un minuto non seppero cosa
fare, ma in qualche modo erano ben disposti nei
confronti del loro compagno e si precipitarono di-
etro a Sweeney proprio mentre aveva raggiunto la
porta.
Avrebbe avuto il tempo di scappare, ma, per
qualche ragione, la porta era bloccata e non riusciva
ad aprirla, si sforz di pensare a una soluzione.
Non cera tempo da perdere; stavano arrivando
in cima alle scale e Sweeney ebbe a malapena il
tempo di raggiungere le scale, salire, quando si sen-
t preso per la gola.
Ma riusc a liberarsi presto: perch colp luomo
che lo aveva afferrato con un colpo pesante, questo
cadde allindietro e Todd riusc a salire al primo pi-
ano, anche se linseguimento non era ancora finito.
Ci fu unaltra colluttazione e di nuovo Sweeney
Todd fu il vincitore, ma era duramente incalzato
da quelli che lo seguivano. Fortunatamente per lui
cera una scopa lasciata in un secchio dacqua, se
ne impadron e, facendola oscillare sopra la testa, la
cal contro quelli che gli venivano addosso.
Assest un colpo, molle e bagnato e poi spruzz
quelli che erano a portata di mano.
sorprendente che effetto pu avere unarma
improvvisata. Tra quegli uomini ce nerano alcuni
che si sarebbero scagliati a mani nude contro un
fucile o un coltello, ma che davanti a una scopa
bagnata non sapevano che pesci pigliare.
Erano completamente paralizzati: infatti, con-
sideravano la faccenda come qualcosa tra uno
scherzo e una cosa seria e non sapevano che atteg-
giamento tenere.
Prendi le perle!, grid luomo che per primo
laveva fermato, Prendi la spia! Prendilo...
fermalo... afferralo! Sei abbastanza uomo per ac-
chiapparne un altro.
Sweeney Todd vide che i guai stavano divent-
ando pi seri e continu a maneggiare la scopa
sempre pi vigorosamente, ma gli altri intanto si
erano abituati e non la consideravano pi una cosa
tanto pericolosa.
Salirono, nonostante i duri colpi branditi da
Sweeney Todd che fu costretto a retrocedere
gradino dopo gradino.
La saggina della scopa venne via e rimase solo
il manico, che si rivel unarma efficace se sbattuta
con furore sulle teste degli inseguitori e nonostante
fossero protetti dai loro cappelli cenciosi, il bastone
arrivava con un effetto devastante.
La lotta pi accanita del mondo non pu durare
in eterno e anche la resistenza di Sweeney Todd era
agli sgoccioli. Si gir e scapp mentre veniva ric-
acciato sul pianerottolo e poi arriv al pianerottolo
successivo, dove si ferm disperato. Continu per
pi di due ore scala dopo scala.
Cerano momenti di sospensione quando tutti
stavano in silenzio e si guardavano lun laltro.
Sparategli!, disse uno.
Avremo la polizia alle calcagna e tutto si ritor-
cer contro di noi.
Penso che avremmo fatto meglio a lasciarlo
solo fin dal principio, quando entrato, non ci
saremmo ritrovati in questo pasticcio: sicuro come
il destino, verremo denunciati.
Bene, precipitatevi su di lui e portatelo gi.
Non fatelo uscire! Su di lui! urrah!.
Gli andarono incontro, ma intanto Sweeney
Todd aveva ripreso un po di forze.
Addosso alla spia!, grid uno; ma quando
gli si avvicinarono, furono colpiti e alla fine Todd,
trovandosi sul pianerottolo del secondo piano e
avendo paura che qualcuno stesse scendendo da
sopra, si infil in una delle stanze interne.
In un istante blocc le porte che erano robuste e
poderose.
Ora, borbott, posso scappare.
Aspett un momento per asciugarsi il sudore
dalla fronte e poi attravers la stanza e si diresse
verso le finestre aperte.
Erano vecchie finestre, con il pesante intaglio
ornamentale che alcune case avevano ed erano in-
cassate tra basse travi che le proteggevano dal
tempo.
Lo far, disse mentre guardava gi verso il
marciapiede, tenter questa discesa, a costo di ca-
dere.
Le persone dallaltra parte della porta stavano
impiegando tutta la loro forza per aprirla e la porta
aveva gi emesso due o tre cigolii sinistri: in pochi
minuti probabilmente sarebbero riusciti ad entrare
nella stanza.
Le strade erano vuote, non cera anima viva e
stava per albeggiare.
Si ferm un momento per respirare laria fresca
e poi usc dalla finestra.
Si cal gi fino al balcone del salotto e poi ar-
riv fino in strada.
Mentre scappava pot udire il fracasso della
porta e le grida lontane di coloro che entravano
nella stanza. Poteva immaginarsi lespressione dei
volti quando scoprivano che luccello era volato via
e la gabbia era vuota.
Sweeney Todd non and molto lontano, volt in
Fleet Street e sincammin verso casa. Si guard in-
torno, ma non cera nessuno: era stanco, esausto e
fu proprio contento quando si trov davanti alla sua
porta. Poi di soppiatto infil le chiavi nella toppa e
lentamente entr in casa.
9. Johanna a casa, e la
decisione
Johanna Oakley non permise al colonnello Jef-
fery di accompagnarla fino a casa, e lui, rispettando
gli scrupoli della ragazza, non si impose, ma la lasci
allangolo di Fore Street, dopo averle strappato una
mezza promessa di rincontrarsi nello stesso giorno
della settimana, alla stessa ora, nei giardini del
Temple.
Ve lo chiedo, Johanna Oakley, disse, perch
sono deciso a fare tutti gli sforzi in mio potere per
scoprire cosa ne stato del signor Thornhill, del cui
destino sono sicuro di essere riuscito a interessarvi,
anche se vi importa ben poco del filo di perle, che
aveva in custodia per voi.
vero, mi interessa ben poco, disse Johanna,
tanto che potrei dire che non me ne importa nulla.
Ma sono ancora vostre, e dovreste far valere
la possibilit di disporne a piacere. Non bello dis-
prezzare un simile dono della fortuna; poich se
a voi non servono, ci sono sicuramente altri che
magari conoscete, a cui darebbero grande felicit.
Un filo di perle, grande felicit?, disse Jo-
hanna, interrogativamente.
La vostra mente cos occupata dal dolore che
avete quasi dimenticato che una collana del genere
ha un grande valore. Ho visto quelle perle, Johanna,
e posso assicurarvi che costituiscono proprio una
fortuna.
Credo, rispose lei tristemente, che sia
troppo per la natura umana aspettarsi due bened-
izioni in una volta sola. Avevo un cuore ardente
che mi ha amato senza fortuna, e avremmo potuto
vivere negli agi e nella ricchezza; e ora, che per un
caso tutto ci alla mia portata, quel cuore, che era
di gran lunga il bene pi prezioso e il gioiello pi
risplendente, giace sotto le onde, con i suoi slanci
luminosi, e le sue romantiche aspirazioni gloriose
spente per sempre.
Mi incontrerete, allora, quando ve lo chieder,
per sentire se avr qualche notizia per voi?
Cercher di farlo. Ne ho tutte le intenzioni, ma
Dio sa se ne avr la forza.
Cosa volete dire, Johanna? Non posso dire
quali conseguenze potr avere su di me una setti-
mana di ansie; so soltanto che potrei giacere mal-
ata, fino al punto di scambiare il letto con la tomba.
Anche adesso sento che le forze mi mancano, e a
stento riuscir a barcollare fino a casa. Addio, si-
gnore! Le devo i pi sinceri ringraziamenti, sia per
il disturbo che vi siete preso, sia per la gentilezza
con cui mi avete descritto nei dettagli cosa suc-
cesso.
Ricordate, esclam il colonnello Jeffery,
che vi dico addio, con la speranza di rincontrarvi
presto.
Fu cos che si separarono e Johanna procedette
verso la casa di suo padre. Se a qualcuno ora fosse
capitato di incontrarla, senza vedere il suo visetto
dolce e indimenticabile, avrebbe mai riconosciuto
in lei Johanna Oakley, un tempo tanto vivace e al-
legra? I suoi passi erano tristi e solenni, e tutta
lelasticit giovanile della sua figura sembrava es-
sere sparita. Pareva una persona pronta per morire;
e sperava di riuscire a scivolare in silenzio, inosser-
vata, verso la sua stanzetta quella camera dove
aveva dormito fin da bambina, sul piccolo canap
dove si sdraiava tanto spesso per lasciarsi andare a
quel sonno tranquillo e benedetto che solo un cuore
come il suo poteva conoscere.
Ma era condannata a rimanere delusa, perch
il reverendo signor Lupin era ancora l, e siccome
la signora Oakley aveva messo davanti a
quellindividuo pio un grande assortimento di ogni
ben di Dio, compreso un fiasco di vino, con cui
sembrava andasse particolarmente daccordo, il
reverendo non mostrava alcuna intenzione di an-
darsene.
Purtroppo succedeva che questo vino, di cui il
reverendo gentiluomo si serviva con tale santo pi-
acere, era tenuto in cantina, e la signora Oakley
aveva avuto gi due volte occasione di scendere a
procurarsi un rifornimento fresco; durante il terzo
viaggio con lo stesso scopo incontr la povera Jo-
hanna, appena entrata dalla porta.
Oh! Sei tornata a casa, eh?, disse la signora
Oakley. Mi domando dove sei andata a bighel-
lonare in giro; ma penso che potrei stancarmi di
chiedertelo, aspettando che tu me lo dica. Fila in
salotto, voglio parlarti.
Ora, la povera Johanna si era del tutto di-
menticata dellesistenza del signor Lupin cos, pi-
uttosto che stare a dare spiegazioni a sua madre,
che avrebbe continuato a fare domande, avrebbe
voluto andare a letto subito, sebbene fosse unora
prima del suo solito. Entr cos senza pensarci nel
salotto, e vi trov seduto il signor Lupin, il quale,
con un piccolo spostamento della sedia blocc la
porta, cos che la ragazza non poteva scappare.
In altre circostanze probabilmente Johanna
avrebbe tentato di fuggire; ma uno sguardo alle
condizioni del pio individuo fu sufficiente a convin-
cerla che aveva onorato Bacco abbastanza da essere
capace di ogni sfrontatezza, cos che ebbe paura di
oltrepassarlo, ancora di pi quando fece roteare le
mani come le pale di un mulino a vento.
Pens infine che lavrebbe salvata sua madre
quando sarebbe tornata; ma era una speranza
sbagliata, e Johanna non aveva idea pi precisa del
limite a cui il fanatismo religioso avrebbe portato il
suo schiavo, di quanto aveva degli usi e dei costumi
degli abitanti della luna.
Quando la signora Oakley torn, ebbe qualche
difficolt ad entrare nella stanza, poich la sedia
del signor Lupin ne occupava una grande parte;
ma quando vi riusc, e Johanna disse: Madre, vi
prego di proteggermi da questuomo, permetten-
domi di uscire di qui, la signora Oakley prefer
sollevare le mani per la meraviglia, esclamando:
Come osi parlare cos sfacciatamente di un eletto
da Dio! Come osi, dico, fare una cosa del genere!
C da impazzire a sentire come parlano oggigiorno
le ragazze!.
Non la rimproveri; non rimproveri la vergine,
disse il signor Lupin, non si rende conto ancora
dellonore.
Non ne degna, disse la signora Oakley,
non ne degna.
Non importa, signora non importa; noi noi
riceviamo anche ci che non meritiamo a questo
mondo.
Prendete un goccio di qualcosa, signor Lupin;
avete il singhiozzo.
S, penso che abbiate ragione. Non una ver-
gogna che qualcuno cos in intimit con il Signore
debba avere il singhiozzo? Quante luci avete ac-
ceso, signora Oakley!.
Quante luci, signor Lupin? Ma che dite, ce
ne una sola! Forse alludete alla luce del Van-
gelo? No; soltanto maledizione alle luci del
Vangelo cio, voglio dire, maledizione a tutti gli
apostati! Ma ci sono davvero un sacco di luci, e
non mi sbaglio, signora Oakley. Datemi un goccio
di qualcosa, sono noioso da morire.
C ancora del vino nel fiasco, signor Lupin;
ma sono sorpresa che pensiate che ci sia pi di una
luce.
un miracolo, a causa della mia immensa
fede. Ho fede in s-s-s-sei luci, ed eccole qui.
Hai visto, Johanna, esclam la signora
Oakley, ora non sei convinta della sua santit?
Sono convinta della sua ubriachezza, madre, e vi
prego di farmi lasciare la stanza subito.
Spiegatele dellonore, disse il signor Lupin,
spiegatele dellonore.
Non saprei, signor Lupin; non sarebbe meglio
fare unaltra volta? B-b-bene, allora, questa la
volta.
Se lo volete, signor Lupin, lo far. Devi
sapere, allora, Johanna, che il signor Lupin stato
cos gentile da consentirmi di salvare la mia anima
a condizione che tu lo sposi, e sono quasi sicura
che non puoi avere alcuna obiezione logica; infatti,
penso che sia il minimo che tu possa fare, che tu ab-
bia delle obiezioni o no.
Esposto bene, disse il signor Lupin, eccel-
lentemente ben esposto.
Madre, disse Johanna, se siete cos avanti
nella superstizione da credere che questo miserabile
ubriacone dovrebbe frapporsi fra voi e il Cielo, sap-
piate che non sono cos perduta da non essere ca-
pace di rifiutare la vostra proposta con un disprezzo
e uno scorno maggiori di quanto mai avrei pensato
di poter provare per un essere umano; ma lipocrisia
mai, nella mia mente, indossa un abito cos disgus-
toso come quando si adorna dello spettacolo esteri-
ore della religione.
Questa condotta intollerabile, url la si-
gnora Oakley, un prescelto del Signore insultato
cos sotto il mio tetto? Se fosse dieci volte un
santo, madre, invece di essere solo un miserabile
ubriacone depravato, sarebbe stato meglio che fosse
stato insultato dieci volte di pi, piuttosto che tu ab-
bia permesso a tua figlia di subire lindegna umi-
liazione di trovarsi costretta a rifiutare una proposta
come quella che mi appena stata fatta. Devo
chiedere la protezione di mio padre; non tollerer
che un giovane, verso il quale ha sempre mostrato
affetto, e il cui ricordo affonda nel profondo del mio
cuore, debba patire un insulto cos crudele sotto il
suo tetto.
vero cara!, url il signor Oakley, ir-
rompendo in quel momento nel salotto. vero,
mia cara, non avete detto parole pi vere in vita
vostra.
Un debole urlo usc dalla bocca della signora
Oakley, e il reverendo signor Lupin immediata-
mente afferr il fiasco, e trangugi il vino tutto di
un sorso.
Stammi lontano, Satana, disse. Signor
Oakley sarete dannato se mi direte una sola parola.
comunque lo stesso, disse il signor Oakley,
perch sar dannato anche se non lo far. Allora
Ben, Ben, venite! Venite dentro, Ben.
Sto arrivando!, disse una voce profonda, e un
uomo alto un metro e novanta, e largo almeno due
terzi della statura, entr nel salotto. Sto arrivando,
Oakley, ragazzo mio. Mettiti i tuoi benedetti occhi-
ali e dimmi chi questo tipo.
Ci avrei giurato, disse la signora Oakley, tir-
ando un pugno al tavolo. Ci avrei giurato, piccolo
moccioso avvizzito. Non avresti mai osato entrare
in questo salotto come se niente fosse con quelle
parole in bocca, tronfio come un pallone, se avessi
avuto dietro tuo cugino Big Ben, la guardia della
Torre di Londra!.
Non prendetevela, signora, disse Ben
sedendosi su una sedia, che immediatamente si fra-
cass sotto il suo peso. Non prendetevela, signora;
al diavolo cos? Non ti preoccupare, Ben,
disse il signor Oakley, solo una sedia; alzati.
Una sedia, disse Ben, la chiamate solo una
sedia? Ma comunque sia, non prendetevela.
Tu, tu, grande furfante, prepotente, pigro, ubri-
acone e ruffiano!.
Andate avanti, signora, andate avanti.
Tu lurido individuo buono a nulla; il cane in-
dossa la pelliccia sua, ma tu indossi la pelliccia del
tuo padrone, tu idiota di un cane strisciante troppo
cresciuto. Tu bestia selvaggia allevata dalla chiesa,
vai a badare ai leoni e agli elefanti nella Torre di
Londra, e non entrare in casa delle persone oneste,
tu miserabile bullo, furfante, ladro.
Andate avanti, signora, andate avanti.
Chiaramente era un tipo di dialogo che non po-
teva durare; la signora Oakley si sedette esausta,
e allora Ben disse: Sentite, signora, vi dir cosa
penso: siete simpatica e invero sagace, ma al mo-
mento non credo proprio che potrebbero farvi
guardiana della Torre, proprio cos, signora.
Questa allusione colp nel segno, e la signora
Oakley stava per rispondere qualcosa, quando il
reverendo signor Lupin si alz dalla sedia, dicendo:
Arrivederci a tutti! Penso che andr a casa.
Non ora signor Tulip, disse Ben, fareste
meglio a sedervi di nuovo: ho qualcosa da dirvi.
Giovanotto, giovanotto, mi faccia passare. Se
no, metterete in pericolo la vostra anima.
Non ce lho, disse Ben, sono solo una
guardia della Torre di Londra e non pretendo lussi
del genere. Pagano!, esclam la signora Oakley,
Orrendo pagano! C solo una consolazione, cio
che verr fritto nel suo stesso grasso per leternit.
Oh, questo non niente, disse Ben, penso
che mi piacer, soprattutto se far piacere a voi.
Penso che sia ci che chiamate una consolazione
cristiana. Volete sedervi, signor Tulip? Non mi
chiamo Tulip, ma Lupin; ma se volete, non ho prob-
lemi a sedermi di nuovo.
Al che la guardia spost con un calcio la sedia
del reverendo gentiluomo: questi perdette la seduta
e cadde come un sacco sul pavimento.
Mia cara, disse a quel punto il signor Oakley
a Johanna, tu vai a letto, cos tua madre non potr
dire che hai qualcosa a che fare con questa fac-
cenda. Intendo liberare la mia casa da questuomo.
Buona notte, mia cara, buona notte.
Johanna baci il padre sulla guancia e poi lasci
la stanza, per niente dispiaciuta di vedere impiegare
tanta energia per la soppressione del signor Lupin.
Quando se ne fu andata, la signora Oakley
disse: Signor Lupin, io vi ho augurato la buonan-
otte, ma naturalmente penso che dopo il modo in
cui vi hanno trattato questi sciagurati, sar difficile
rivedervi qui. Buonanotte, signor Lupin, buonan-
otte.
Va tutto molto bene, signora, disse Ben, ma
prima che questa bestia selvaggia di persona se ne
vada, voglio metterlo in guardia. Sembra piuttosto
rimbambito, e vorrei dargli la sveglia. Ben affer-
r il naso del reverendo gentiluomo, e gli diede un
tale terribile pizzicotto, che quando tolse lindice e
il pollice, le narici erano perfettamente blu.
Assassino, oh assassino! Il mio naso! Il mio
naso!, url il signor Lupin, e in quel momento la
signora Oakley, che aveva paura di attaccare Ben,
diede a suo marito uno schiaffo cos forte, che
lometto barcoll di nuovo e vide ancora pi luci di
quelle che aveva visto il signor Lupin sotto leffetto
del fiasco di vino.
Molto bene, disse Ben, ora stiamo entrando
nel vivo della questione.
Con ci Ben tir fuori dalla tasca un rotolo di
corda, a unestremit della quale cera un cappio,
e la lanci con destrezza sulla testa della signora
Oakley.
Assassino!, grid, Oakley, vuoi vedermi as-
sassinata davanti ai tuoi occhi?.
C una tale musica nelle mie orecchie, disse
il signor Oakley, che non vedo niente.
Questo il modo, disse Ben, quando gli altri
hanno le orecchie chiuse, noi gestiamo la bestia
selvaggia. Adesso, signora, se non ti dispiace, vieni
un po qui.
Ben si guard intorno finch non scorse un gan-
cio robusto piantato nella parete, sul quale, grazie
alla sua altezza, pot tendere una fune, legando poi
saldamente laltra estremit alla gamba di un mas-
siccio scrittoio presente nella stanza, in modo da
immobilizzare per bene la signora Oakley.
Assassino!, url, Oakley, ma sei o no un
uomo, che te ne stai in disparte a guardarmi trattata
cos da un grande animale? Non riesco a vedere
niente, disse il signor Oakley, c una tale musica
nelle mie orecchie te lho gi detto, non vedo ni-
ente.
Ora, signora, d pure quello che vuoi, disse
Ben, non durer molto, non pi che il brontolio
di un orso col mal di testa; e, come il tuo signor
Tulip, ti inginocchierai, e chiederai perdono al si-
gnor Oakley per essere venuto e aver bevuto il suo
t senza permesso, e aver avuto limpudenza in-
fernale di aver parlato a sua figlia.
Non fatelo, signor Lupin, url la signora
Oakley.
Avete sentito, disse Ben, cosa consiglia la
signora? Io sono di unopinione diversa: vi con-
siglio di farlo: perch, se non lo farete, non vi far
del male, ma purtroppo sar obbligato a cadervi ad-
dosso e schiacciarvi.
Penso che lo far, disse il signor Lupin, i
santi sono stati sempre obbligati a cedere ai fil-
istei.
Se me ne nominerete qualcuno, disse Ben,
vi torcer il collo.
Giovanotto, giovanotto, permettetemi di esor-
tarvi. Concedetemi di andarmene e io pregher per
la vostra conversione.
Al diavolo la vostra sfacciataggine! Cosa
pensate che farebbero le bestie nella Torre, se mi
convertissi? Perch quella tigre l, di cui abbiamo
parlato prima, si morderebbe la coda a pensare che
io mi sia trasformato in un simile asino. Venite, non
voglio pi sprecare il mio tempo prezioso: se non vi
inginocchiate immediatamente, vedremo cosa sar
il caso di fare.
Devo, disse il signor Lupin, mi pare proprio
che devo, e si butt a terra sulle ginocchia.
Molto bene. E ora ripetete dopo di me: sono un
lupo che ha rubato la pelliccia alla pecora.
S sono un lupo che ha rubato la pelliccia
alla pecora. Il Signore mi perdoni.
Forse s, forse no. Ora andate avanti. Tutto ci
che virtuoso mi disgusta.
Oh, s, caro: tutto ci che virtuoso mi dis-
gusta.
Signor Oakley: ho offeso.
S, sono un miserabile peccatore, signor
Oakley, ho offeso.
E chiedo perdono, in ginocchio.
Oh, s, caro: e chiedo perdono in ginocchio.
Dio abbia piet di noi miserabili peccatori.
In ginocchio! Non far mai pi cos.
S. In ginocchio, non far mai pi cos.
Sicuro come sto su questo pavimento.
S: sicuro come sto su questo pavimento.
Morte e diavolo, mi hai ucciso!.
Ben afferr il reverendo gentiluomo per la parte
posteriore del collo e gli premette la testa sul pavi-
mento, finch il suo naso, che gi prima aveva sof-
ferto molto, fu quasi completamente appiattito con
la faccia.
Ora potete andare, disse Ben.
Il signor Lupin si tir su, ma Ben lo segu nel
corridoio e non lo lasci andare, fin quando non gli
acceler i movimenti con due cordiali calcioni. In-
fine la guardia torn nel salotto vittoriosa.
Sai una cosa, Ben, disse il signor Oakley, sei
proprio un poeta.
Ti credo, Oakley, ragazzo mio, disse Ben, e
ora per andiamocene, andiamo a berci una pinta di
birra dietro langolo.
Cosa!, esclam la signora Oakley, E mi las-
ciate qui, disgraziati!.
S, disse Ben, a meno che non chiediate
perdono al signor Oakley, per avergli causato tutti
questi problemi; quanto a me, chiedo poco: dovete
solo darmi un bacio e dire che mi amate.
Se lo faccio, possa essere.
Dannata, intendete? No, volevo dire impic-
cata.
Allora verrete impiccata, cos non avrete ni-
entaltro da fare che lasciar penzolare le vostre
gambe e sarete appesa il pi comodamente pos-
sibile. Forza, sbrigatevi, Oakley.
Signor Oakley fermatevi fermatevi non
lasciatemi qui. Mi spiace.
Basta cos, disse il signor Oakley, e ora, mia
cara, tieni a mente una cosa. Intendo da questo mo-
mento in poi essere padrone in casa mia. Se io e te
dobbiamo vivere insieme, dobbiamo farlo in modo
diverso da come abbiamo vissuto finora; e se non ti
va lavvocato Hutchins mi ha detto che posso but-
tarti fuori e darti gli alimenti; in quel caso, verr qui
mia sorella Rachel che si occuper della casa per
me. Cos ora sai le mie intenzioni e che cosa dovrai
aspettarti. Allora, se vuoi cominciare, farai bene a
preparare subito qualcosa di buono e appetitoso per
la cena di Ben.
La signora Oakley ubbid e, dopo essere stata
liberata, incominci a preparare la cena con grande
impegno; ma se si fosse veramente sottomessa o no,
lo vedremo a tempo debito.
10. Il colonnello e il suo
amico
Il Colonnello Jeffery non era per niente soddis-
fatto di come andavano le cose riguardo alla scom-
parsa del signor Thornhill, per il quale nutriva un
sincero affetto, sia per la stima personale in cui lo
teneva, sia per gli utilissimi servizi che Thornhill gli
forniva.
Per non trattenere Johanna nei giardini del
Temple, aveva concluso il suo racconto al punto in
cui quello che la riguardava si era esaurito e non
aveva detto niente della gran quantit di pericoli che
la nave Neptune, il suo equipaggio e i suoi passeg-
geri avevano affrontato, dopo che il signor Thornhill
era stato preso a bordo con il suo cane.
Il fatto che il temporale che aveva menzionato
era stato solo il primo episodio di una serie di tem-
peste che avevano squassato la nave per settimane,
procurandole molti danni, e costringendo spesso
lequipaggio a gettare lncora per ripararsi da
qualche parte. Uno sguardo alla mappa sar suf-
ficiente a mostrare dove si trovava la Neptune: il
porto pi vicino dove avrebbero potuto trovare as-
sistenza era la colonia inglese del Capo di Buona
Speranza, ma la forza contraria dei venti e delle
onde era tale che, proprio in un giorno di tempesta,
verso sera, si ritrovarono vicino a una spiaggia sulla
costa orientale del Madagascar.
Si temette, con grande sgomento, che il vascello
sarebbe andato a sbattere contro una scogliera; ma
lacqua era profonda e la nave viaggiava bene; a
un certo punto, ormai vicini alla spiaggia, i marinai
lanciarono un urlo e gettarono entrambe le ncore,
per paura di essere trascinati in acque basse e aren-
arsi. Si ancorarono proprio bene e questa fu una
fortuna, poich oltre alla tempesta cera stato un
mezzo uragano, e la nave aveva perso alcuni alberi,
e patito qualche altro danno insignificante, che
comunque aveva costretto lequipaggio a rimanere
l per qualche giorno, per tagliare il legname, per ri-
parare gli alberi, e procurarsi un po di viveri.
C poco di interessante per un lettore comune
nella descrizione di una tempesta: prima un ordine
dietro laltro, mentre alberi e pennoni se ne vanno a
uno a uno, e poi gli ordini per ripulire la nave.
Cera molto lavoro da fare, e ben poco piacere
nel compierlo, perch era tutto molto umido e triste,
e cera anche il rischio di essere trascinati su una
costa sottovento, e schiantarsi contro le rocce.
Consapevoli di questo pericolo, si ancorarono
al sicuro a poca distanza dalla spiaggia, in relativa
sicurezza e tranquillit.
Siamo salvi, ora, disse il capitano. Affid al
vice comandante la cura del ponte e si avvicin al
signor Thornhill e al colonnello Jeffery.
Ne sono contento, replic Jeffery.
Bene, capitano, disse il signor Thornhill,
sono contento. Prima siamo stati sballottati, ma
ora ci siamo ancorati; e lacqua qui sembra ab-
bastanza calma.
cos, e oso dire che rimarr cos; un mag-
nifico tratto di acqua alta ci permette di fare un
buon ancoraggio profondo; ma, vedete, non largo
abbastanza per ricavarne un buon porto.
Vero: per roccioso.
S, e questo a volte pu renderlo pericoloso,
anche se non so come potrebbe diventare nelle tem-
peste. Il mare probabilmente spingerebbe
allingresso, che largo abbastanza per farci entrare
qualsiasi cosa: persino larca di No vi farebbe in-
gresso piuttosto facilmente.
Cosa faremo ora? Staremo qui per una
giornata e manderemo le scialuppe a riva per
tagliare un po di pini, necessari per riparare gli al-
beri e i pennoni.
Non avete assi, dunque? Non abbastanza
per questo scopo; e non usciamo mai riforniti con
cose di questo genere.
Infatti le potete trovare ovunque andiate.
S, sono a disposizione in ogni parte del
mondo, in una forma o nellaltra.
Quando li manderete a terra, mi permetterete
di accompagnare i marinai della scialuppa?, chiese
Jeffery.
Certamente; ma i nativi di questo luogo sono
violenti e intrattabili, e potreste ritrovarvi in una
discussione con loro, c anche la probabilit che
veniate catturato, o che rimaniate ferito.
Bader ad evitarlo.
Molto bene, colonnello, siete libero di an-
dare.
Devo chiedervi comunque il permesso, disse
il signor Thornhill, perch vorrei tanto vedere il
paese e acquisire qualche conoscenza sugli indi-
geni.
Non fidatevi mai di loro, per nessuna ra-
gione, disse il capitano, perch finch vivrete ve
ne pentirete: potete contarci.
Ci star attento, disse Thornhll, non far un
passo lontano dallequipaggio della scialuppa.
Allora sarete al sicuro.
Ma temete qualche attacco da parte degli indi-
geni?, chiese il colonnello Jeffery.
No, non lo prevedo; ma cose del genere sono
gi successe e le ho viste quando meno me lo as-
pettavo, anche se sono gi stato su questa costa
prima, e fino ad ora non ho mai ricevuto alcun mal-
trattamento; ma molti altri che sono sbarcati qui
si sono scontrati con gli indigeni e ne sono usciti
malconci. Gli indigeni in genere battono in ritirata
quando lequipaggio si raduna in gran numero, ma
poi chiamano a gran voce i loro capi, che arrivano
cos numerosi da farci passare ogni idea di con-
quista.

Il mattino dopo alle scialuppe fu ordinato di


raggiungere la riva con un buon numero di uomini,
preparare il taglio del legname e procurarsi le assi
di cui cera bisogno per la nave.
Il signor Thornhill e il colonnello Jeffery si im-
barcarono entrambi su una scialuppa, e dopo un
breve tragitto, raggiunsero la costa del Madagascar.
Era un bel paese, in cui la vegetazione appariva
abbondante e lussureggiante; il gruppo, partito in
cerca di legname per la nave, ben presto si imbatt
in alcuni re della foresta che di loro avrebbero
volentieri fatto assi.
Decisamente non desideravano questo; invece,
dove gli alberi crescevano pi grossi e alti, comin-
ciarono a tagliare e ad abbattere alcuni pini.
Era il legno che desideravano di pi, anzi, erano
esattamente gli alberi che cercavano; ma riuscirono
a malapena a tagliarne alcuni quando gli indigeni
piombarono su di loro, apparentemente a scopo per-
lustrativo.
Allinizio si mantennero abbastanza calmi e do-
cili, bench ansiosi di vedere ed esaminare tutto,
nonch molto curiosi e indiscreti.
Comunque vennero tollerati senza fatica; suc-
cessivamente per aumentarono di numero e
cominciarono a mettere le mani ovunque, il che,
certamente, provoc malumore; dopo un po ci fu
uno scambio di colpi.
Il colonnello Jeffery era davanti e cercava di
prevenire eventuali violenze ai danni dei tagliatori
di legno; di fatto, si era interposto fra i due gruppi
tentando di riportare ordine e pace, ma un drappello
di nativi si avvent improvvisamente su di lui, lo
cattur e lo port via in tutta fretta verso la morte,
prima che nessuno potesse accorrere in suo aiuto.
Il suo destino appariva segnato, perch, se i
marinai avessero avuto la meglio, gli indigeni
lavrebbero crudelmente e brutalmente assassinato.
Comunque, proprio in quel momento arriv
laiuto, perch il signor Thornhill, vedendo come
stavano le cose, afferr un fucile da uno dei marinai
e corse dietro agli indigeni che avevano preso il
colonnello Jeffery.
Ce nerano tre; altri due erano andati avanti,
presumibilmente per informare i capi. Quando il
signor Thornhill li raggiunse, avevano gettato una
coperta sulla testa di Jeffery, ma il signor Thornhill
in un istante ne colp uno con il calcio del fucile, e il
secondo, nel girarsi per vedere che cosa stava suc-
cedendo, ricevette lo stesso trattamento.
Il terzo, vedendo il colonnello libero e il fucile
puntato verso la propria testa, immediatamente
corse dietro agli altri due, per evitare pessime con-
seguenze. Thornhill, mi avete salvato la vita, es-
clam il colonnello Jeffery, eccitato.
Presto, correte! Alla nave, alla nave!, urlando
cos, si affrettarono verso lequipaggio. Riuscirono
a raggiungere le scialuppe e la nave sani e salvi, e
si congratularono non poco con se stessi per la fuga
cos fortunata da quelle genti abbastanza guerriere
da fare del male, ma non abbastanza civilizzate per
discernere quando farlo.
Quando gli uomini sono lontani da casa e in
paesi stranieri, con diversi climi, e diversi cieli sulle
loro teste, i loro cuori si uniscono pi strettamente
in quei vincoli di fratellanza che certamente
dovrebbero dare impulso alluniverso intero, ma
che altrettanto certamente non lo fanno, eccetto che
in circostanze molto rare.
Un esempio di ci, comunque, si trovava nel
comportamento del colonnello Jeffery e del signor
Thornhill, in qualunque circostanza, perch erano
senza alcun dubbio quel che si suol dire spiriti af-
fini; se poi aggiungiamo a questo fatto lo straordin-
ario modo in cui si erano incontrati e i reciproci
favori, non dovrebbe sorprenderci lamicizia quasi
romantica che nacque fra di loro.
Fu allora che Thornhill deposit nel cuore del
colonnello tutti i suoi pensieri e desideri, e fra i due
si stabil una franchezza e una comunanza di sen-
timenti che, quando accade tra persone di indole
veramente affine, produce il risultato pi piacevole
dellamicizia umana.
Nessuno che non abbia mai sopportato la noia
di un viaggio in mare pu rendersi ben conto di
quanto sia piacevole avere a bordo con s qualcuno
ricco di intelletto e fantasia, insieme al quale diver-
tirsi in continuazione.
I venti avrebbero potuto fischiare tra i cordami,
e le onde far beccheggiare la grande nave sulle loro
creste schiumose; Thornhill e Jeffery sarebbero
stati sempre insieme, trovando, in mezzo al peri-
colo, conforto nella compagnia reciproca, e anim-
andosi lun laltro con atti di coraggio e di audacia
che avrebbero stupito lequipaggio.
Lintero viaggio fu uno dei pi pericolosi mai
visti e alcuni dei marinai pi anziani a bordo non
si facevano scrupolo, durante le guardie notturne,
di avvisare i loro compagni che secondo loro la
nave non avrebbe mai raggiunto lInghilterra e che
sarebbe affondata da qualche parte lungo lesteso
tratto della costa africana.
Il capitano, naturalmente, faceva ogni sforzo
possibile per porre fine a questi timori: ma, quando
prendevano il via, non cera niente da fare per srad-
icarle; ed esse naturalmente producevano un effetto
dannosissimo, paralizzando le attivit
dellequipaggio nei momenti di pericolo, e dif-
fondendo lidea che la nave fosse condannata, e
che, di conseguenza, tutto ci che si poteva fare
sarebbe stato inutile.
I marinai sono estremamente superstiziosi su
queste cose, e non vi dubbio che alcuni dei disastri
che accaddero alla Neptune nel viaggio di ritorno
dallIndia fossero attribuibili proprio a questo sen-
timento di fatalit impadronitosi dei marinai, che li
induceva a pensare che, anche facendo tutto il pos-
sibile, non sarebbero mai riusciti a salvare la nave.
Accadde che dopo che ebbero doppiato il Capo
sopraggiunse una nebbia intensa, come non si era
mai vista su quella costa da pi di un anno, anche se
il litorale ovest dellAfrica, durante alcune stagioni
dellanno, soggetto a questa sorta di esalazioni di
vapore.
Ogni cosa fu avvolta dalla pi profonda oscurit
e ci fu anche un violento gorgo, una corrente ocean-
ica, che scorreva parallela alla terraferma e, come
sperava il capitano, piuttosto lontana dal litorale.
Lo sgomento per quello che stava accadendo
diffuse unenorme inquietudine a bordo del vas-
cello e le luci furono lasciate accese in tutte le zone
del ponte, mentre due uomini erano continuamente
impegnati a fare segnali. Fu circa a mezzanotte e
mezza, mentre il barometro indicava tempesta, che
improvvisamente gli uomini di guardia sul ponte
levarono un forte grido di allarme.
Avevano visto allimprovviso, vicino allarco
di babordo, delle luci forse appartenenti a qualche
vascello che, come il Neptune, era avvolto dalla
nebbia: la collisione era quasi invitabile, poich n
luna n laltra barca avevano il tempo di cambiare
rotta.
Lunico dubbio da sciogliere, in verit spavent-
oso e angoscioso, era se il vascello pi forte avesse
massa e forza sufficienti a investirli, o se ce
lavessero loro; e a quella spaventosa domanda
bisognava rispondere in pochi secondi.
Infatti, ancor prima che leco di quel grido di
orrore, arrivato dagli uomini, si smorzasse, i vas-
celli si scontrarono. Ci fu un terribile frastuono
uno squasso di spavento e orrore, e poi ci fu il
silenzio. La Neptune continu a navigare, bench
gravemente danneggiata e con alcuni frangiflutti
sfondati; ma laltra nave sprofond gorgogliando in
fondo al mare.
Ahim! Non cera niente da fare. La nebbia era
cos densa che, considerando anche loscurit della
notte, non cera alcuna speranza di salvare qual-
cuno dellequipaggio di quella nave sfortunata; e
gli ufficiali e i marinai della Neptune, anche se con-
tinuarono per diverso tempo a gridare, restando poi
in ascolto per sentire se in mare vi fosse qualche su-
perstite che rispondeva, non ricevettero alcuna ris-
posta; quando, dopo circa sei ore, uscirono dalla
nebbia e li accolse una chiara giornata di sole, si
guardarono lun laltro come uomini appena risve-
gliati da un sogno strano e terribile.
Non scoprirono mai il nome della nave che
avevano affondato e lintero affare rimase un
oscuro mistero. Quando la Neptune raggiunse il
porto di Londra, il fatto venne raccontato, e si fece
ogni sforzo per ottenere informazioni su quella
nave sfortunata che era andata incontro a un destino
cos orribile.
Tali furono le circostanze che avevano risvegli-
ato limmenso sentimento di gratitudine del colon-
nello Jeffery verso il signor Thornhill; e poich si
dava il caso che fosse a Londra, ed avesse tutto il
tempo per farlo, non volle lasciar niente di intentato
per scoprire che cosa ne era stato di lui.
Dopo averci pensato molto e con una certa note-
vole ansia, convintosi che ci fosse sotto qualche
mistero che andava al di l delle sue possibilit di
scoperta, decise di chiedere lopinione sullintera
faccenda a un amico, anche lui nellesercito, il cap-
itano Rathbone.
Il gentiluomo, ed era un gentiluomo nella piena
accezione del termine, si trovava a Londra; si era
ritirato dal servizio attivo e abitava in una piccola
ma piacevole casa nei sobborghi della metropoli.
Era uno di quei cottage vecchio stile, con parec-
chi strani angolini e un florido giardino pieno di
buoni vecchi alberi. Queste residenze sono ab-
bastanza rare vicino a Londra, e diventano ogni
giorno pi rare, a causa del valore dei terreni che di-
venta sempre pi alto man mano che ci si avvicina
al cuore della citt, e che non consente di avere ter-
reno attorno alle case.
Il capitano Rathbone aveva una mirabile
famiglia intorno a lui e ne andava fiero, comera
giusto che fosse, e viveva nella pi grande felicit
domestica possibile a questo mondo.
Fu da questo gentiluomo, dunque, che il colon-
nello Jeffery decise di recarsi per parlargli del pos-
sibile e probabile destino del povero signor
Thornhill.
La distanza non era cos grande da non poterla
percorrere a piedi e cos fece, arrivando al
crepuscolo il giorno seguente a quello
dellinteressantissimo colloquio avuto con Johanna
Oakley nei giardini del Temple.
Non c niente di pi deliziosamente piacevole
sulla terra, dopo una polverosa e lunga passeggiata
in campagna, che entrare improvvisamente in un
giardino ben tenuto e verdeggiante; e capit proprio
questo al colonnello Jeffery e ai suoi sentimenti,
quando arriv al Lime Tree Lodge, la residenza del
capitano Rathbone.
Fu accolto con un benvenuto cordiale e aperto:
un benvenuto che si aspettava, ma non per questo
meno piacevole; e dopo essersi trattenuti in casa
con la famiglia per qualche minuto, lui e il capitano
uscirono a passeggiare in giardino e il colonnello
Jeffery attacc con il suo racconto.
Il capitano, con poche interruzioni, lo ascolt
fino alla fine; e quando Jeffery concluse dicendo:
E ora voglio chiedere il vostro consiglio su tutti
questi fatti, il capitano immediatamente rispose,
nella sua maniera cordiale e disinvolta: Temo che
non trovereste nulla di utile in qualsiasi consiglio
vi potesse dare; ma vi offro la mia collaborazione
attiva in tutto ci che dovrebbe o potrebbe essere
fatto per questa vicenda, che, vi assicuro, mi in-
teressa molto, e mi spinge con forza allazione. Non
avete che da guidarmi sul da farsi, e io sar com-
pletamente a vostra disposizione.
Ero sicuro che mi avreste risposto in questo
modo. Tuttavia, malgrado il modo in cui evitate
di darmi unopinione, sono ansioso di sapere cosa
pensate veramente di queste circostanze, consen-
titemi, davvero straordinarie.
Mi sembra che la cosa pi naturale al mondo,
disse il capitano Rathbone, cos a botta calda, sia
cercare il vostro amico Thornhill nel punto dove
scomparso.
Dal barbiere in Fleet Street? Precisamente.
Se ne andato o no? Sweeney Todd dice che
lha lasciato e ha proseguito per la citt gi lungo la
strada, seguendo le indicazioni che gli aveva dato
per la casa del signor Oakley, il fabbricante di oc-
chiali, e che lha visto entrare in una sorta di tu-
multo alla fine del mercato; ma, contro questa ver-
sione, abbiamo il fatto del cane che rimasto dav-
anti alla porta del barbiere e che rifiuta di andarsene
qualunque sia la sollecitazione. Ora, proprio il fatto
che un cane si comporti in questo modo indica
una tale acutezza che appare come un duro punto
a sfavore della supposizione che questa stessa
creatura possa sbagliare.
vero. Che ne dite, ora, di andare in citt
domani mattina e fare un salto dal barbiere, senza
dire che abbiamo un scopo speciale tranne che farci
fare barba e capelli? Pensate che vi riconosca
ancora? Probabilmente non in abiti civili. In-
dossavo luniforme quando mi sono presentato
come capitano della Neptune, cos la sua impres-
sione su di me deve essere stata decisamente quella
di un militare; probabile che in abiti civili non mi
riconosca. Mi piace lidea di fare un salto dal bar-
biere.
Pensate che il vostro amico Thornhill fosse un
uomo capace di andare a raccontare in giro del fatto
che aveva con s quelle perle preziose? Certa-
mente no.
Ve lo chiedo semplicemente perch avrebbero
potuto rappresentare una grande tentazione; se il
barbiere le avesse viste o avesse saputo di esse,
lidea di impadronirsi di un tesoro di cos gran
valore potrebbe essere stato lo stimolo per qualche
gioco sporco.
Non penso sia probabile, ma mi colpisce che,
se riusciamo a ottenere una qualsiasi informazione
su Thornhill, sar sempre a causa di queste perle.
Sono di grande valore ed inverosimile che sfug-
gano allattenzione; eppure, a meno che non si trovi
un compratore, come se non valessero niente; e
nessuno compera gioielli di quel tipo se non, nat-
uralmente, per la vanit personale di farne pubblico
sfoggio.
vero; e cos, un passo alla volta, dovremmo
seguire le tracce di quelle perle finch non gi-
ungeremo alla persona che le ha ricevute da
Thornhill stesso, e poi dovremmo costringerlo a
renderci esattamente conto del modo in cui sono en-
trate in suo possesso.
Dopo ancora un po di conversazione su questo
tema, fu stabilito che il colonnello Jeffery sarebbe
rimasto per la notte l, a Lime Tree Lodge, e che
il mattino dopo sarebbero entrambi partiti per Lon-
dra e, fingendosi rispettabili cittadini, avrebbero
cominciato a parlare di gioielli e pietre preziose
per tentare di indurre il barbiere a confessare che
anchegli aveva qualcosa del genere da vendere; e,
inoltre, erano risoluti a portare via il cane, della cui
cura si fece carico il capitano Rathbone.
Potremmo glissare sulla serata piacevole e alle-
gra che il colonnello pass con lamabile famiglia
dei Rathbone e, allo stesso modo, saltare i sogni
confusi e strani che Jeffery fece quella notte sul suo
amico Thornhill; concentriamoci dunque sul colon-
nello e sul capitano che, dopo aver fatto colazione,
sono partiti per Londra insieme ed ora si trovano in
un negozio di abiti nelle vicinanze dello Strand in-
tenti a comprare cappotti, parrucche e cappelli, per
camuffarsi nel fare visita a Sweeney Todd. Cam-
minando a braccetto per Fleet Street, ben presto ar-
rivarono di fronte a quel piccolo negozio che sem-
brava racchiudere tanto mistero.
Il cane come potete vedere non qui, disse
il colonnello, avevo gi sospettato, comunque,
quando sono passato con Johanna Oakley, che ci
fosse qualcosa che non andava e non ho nessun
dubbio sul fatto che quellignobile barbiere abbia
intessuto trame maligne.
Se il barbiere fosse innocente, disse il Cap-
itano Rathbone, dovreste ammettere che sarebbe
una delle cose pi tremendamente fastidiose al
mondo avere un cane che non si schioda dalla porta,
con un simile atteggiamento accusatorio, e in quel
caso potrei meravigliarmi poco se mettesse la
creatura fuori gioco.
Certamente, se presumiamo la sua innocenza;
ma non diremo niente riguardo a tutto ci, e ricor-
diamoci che dobbiamo entrare come due perfetti
forestieri, senza sapere niente della faccenda del
cane e senza supporre nulla della sparizione di qual-
cuno da queste parti.
Daccordo, andiamo; se ci dovesse scorgere
dalla vetrina indugiare o esitare, i suoi sospetti si
risveglierebbero subito e noi non combineremmo
niente di buono.
Entrarono dunque nella bottega e l trovarono
Sweeney Todd combinato in modo estremamente
singolare, con una benda nera su un occhio, tenuta
ferma da un nastro verde legato intorno alla testa,
che lo faceva sembrava pi crudele e diabolico che
mai; ed essendosi rasato la sottile basetta che soleva
portare, il suo volto, bench orribile come sempre,
certamente aveva una bruttezza di tipo differente
dal solito: quella bruttezza che lo caratterizzava e
che aveva attratto lattenzione del colonnello.
Quel gentiluomo lavrebbe a malapena ricon-
osciuto se non fosse stato nel suo negozio e, se
pensiamo alle avventure di Sweeney Todd della
sera precedente, non ci dovrebbe sorprendere che
avesse considerato la necessit di tentare di mutare
il pi possibile il proprio aspetto, per paura di im-
battersi in qualcuno di quelli che lavevano inse-
guito e che, magari, si sarebbe proprio affacciato
nel suo negozio nel corso della mattinata, forse per
raccontare in modo pi particolareggiato in quella
bottega riconosciuta eletta per tutti i tipi di gossip
la bottega di un barbiere alcuni degli incidenti in
cui si era trovato in mezzo.
Barba e capelli, signori?, chiese Sweeney
Todd quando i suoi clienti entrarono.
Solo capelli, disse il capitano Rathbone che
aveva accettato di fare da portavoce principale, nel
caso in cui Sweeney Todd si fosse ricordato della
voce del colonnello e perci avesse sospettato di
lui.
Prego, sedetevi, disse Sweeney Todd, finir
presto il vostro amico, signore, poi comincer con
voi. Volete vedere il giornale del mattino, signore?
Stavo appena guardando, signore, a un fatto assai
misterioso, se vero, una cosa da non crederci, sa-
pete; tutto scritto sul giornale.
Grazie, grazie, disse il colonnello.
Il capitano Rathbone si sedette per farsi sbar-
bare; aveva di proposito trascurato di radersi a casa,
in modo da avere un pretesto per entrare nella bot-
tega di Sweeney Todd.
Perch, signore, continu Sweeney Todd, si
tratta proprio di un fatto eccezionale.
Davvero!.
S, signore: un anziano gentiluomo di nome
Fidler doveva ricevere una somma di denaro nella
parte occidentale del paese e da allora non se ne
pi saputo niente; stato solo ieri, signore, e gi
oggi c la sua descrizione sui giornali.
Un cappotto color tabacco, biancheria intima
di velluto velluto nero, per la precisione calze
di seta, scarpe con le fibbie dargento e un bastone
da passeggio col pomello dorato, con incise le iniz-
iali W.D.F., che significano William Dumpledown
Fidler una faccenda davvero misteriosa, signori
miei.
Una sorta di gemito provenne da un angolo
del negozio; il colonnello Jeffery balz in piedi ed
esclam: Cos, cos? Oh, solo il mio ap-
prendista, Tobias Ragg. Ha mal di stomaco perch
ha mangiato troppi pasticci di maiale della signora
Lovett. Non vero, Tobias, ragazzo mio? S, si-
gnore, disse Tobias, con un altro gemito.
Oh, davvero, disse il colonnello, dovrebbe
starci molto pi attento, in futuro.
da sperare, signore. Tobias, hai sentito che
cosa dice il gentiluomo? Dovresti stare pi attento
in futuro. E io sono troppo indulgente con te, questo
il fatto. Ora, signore, credo che voi siate pi rasato
di quanto siate mai stato in vita vostra.
Perfetto, disse il capitano Rayhbone, penso
che vada molto bene. E ora, signor Green, disse
rivolgendosi al colonnello con quel nome fittizio,
e ora, signor Green, fate presto, o arriveremo in ri-
tardo dal duca e non potremo pi vendere i nostri
gioielli.
Dovremmo proprio, disse il colonnello. Ci
siamo fermati troppo a lungo a fare colazione alla
locanda e sua eccellenza troppo ricco ed troppo
un buon cliente per perderlo; non gli importa nulla
di quanto spende per le cose che gli piacciono o che
piacciono alla duchessa.
Mercanti di gioielli, signori, presumo,
disse Sweeney Todd.
S, siamo stati in quel campo per un po di
tempo; e con uno che commercia in un senso e
laltro in un altro, ce la caviamo egregiamente per-
ch ci scambiamo ci che soddisfa i nostri diversi
clienti, e nello stesso tempo manteniamo due attiv-
it distinte.
Un ottimo piano!, disse Sweeney Todd,
Far il pi veloce possibile con voi, signore.
Vendere gioielli meglio che venire rasati.
Oserei dire di s.
Certo che s, signori; ho sgobbato per anni
in questo negozio e non ho combinato molto di
buono. Ad essere sincero, quando dico di non aver
combinato niente di buono, ammetto che mi sono
sistemato abbastanza per poter andare in pensione
tranquillamente e comodamente, e ho intenzione di
farlo presto. Ed eccovi, signori, rasati con una ve-
locit difficile da trovare, belli a posto, profumati e
perfetti per la piccola somma di un penny. Grazie,
signori; ecco il vostro resto e buona giornata.
Non ci fu altra soluzione che lasciare il negozio;
quando se ne furono andati Sweeney Todd, mentre
si ripuliva sulla mano il rasoio che aveva appena
usato, emise il pi diabolico dei sogghigni, bor-
bottando: Intelligente, molto ingegnoso: ma non
avrebbe funzionato. Eh no, cari miei! Proprio per
niente! Non sono un tipo che si inganna facilmente.
Mercanti di diamanti, ah ah! E nessuna obiezione,
ovviamente, a trattare perle. Un bello scherzo, vera-
mente uno scherzo eccellente. Se fossi abituato ad
essere fregato cos, ora non sarei nemmeno pi
vivo. Tobias, Tobias, vieni qui!.
S, signore, rispose il ragazzo, tristemente.
Hai dimenticato i pericoli che passerebbe tua
madre nel caso in cui tu racconti una sola sillaba
di quello che successo qui, o che tu pensi che
sia successo qui, o qualsiasi cosa ti sogni di dire?
No, disse il ragazzo, infatti non lho dimentic-
ato. Non potrei mai dimenticarlo, anche se dovessi
campare centanni.
Bene, prudente, eccellente, Tobias. Vai fuori
ora e se quelle due persone che erano qui ti tendono
un agguato per strada, lasciali dire quello che vogli-
ono, e rispondi pi brevemente possibile; poi torna
subito da me e riferiscimi che cosa ti hanno detto.
Hanno girato a sinistra, sono saliti per la citt; e ora
vattene.

inutile, disse il colonnello Jeffery al capit-


ano, il barbiere o troppo astuto per noi, o vera-
mente non centra nulla con la sparizione di
Thornhill.
Per ci sono delle circostanze sospette. Lho
guardato in faccia quando abbiamo parlato dei gioi-
elli e ho visto un cambiamento improvviso; stato
solo un istante, ma lo stesso mi ha fatto sospettare
che sapesse qualcosa che solo la cautela gli faceva
trattenere in petto. Anche la condotta del ragazzo
era molto strana; e ancora, se davvero ha il filo
di perle, il loro valore gli permetterebbe di fare
quel che ha detto che avrebbe fatto, cio di ritirarsi
dallattivit con una certa indipendenza.
Silenzio! Vedete quel ragazzo? S; non
lapprendista del barbiere? S, quello che ha
chiamato Tobias. Dovremmo parlargli? Siamo
indiscreti, facciamo pressione e offriamogli una
lauta ricompensa per qualsiasi informazione ci
dar.
Daccordo, daccordo.
Entrambi si avvicinarono a Tobias che stava
svogliatamente camminando per strada. Quando lo
raggiunsero, furono colpiti dal sentimento di pena e
tristezza che cera sul viso del ragazzo.
Aveva un aspetto del tutto sofferente, e pieno
di preoccupazioni unespressione triste da vedere
sulla faccia di un ragazzo cos giovane. Quando il
colonnello gli si rivolse con tono gentile, il ragazzo
era cos snervato che le lacrime gli sgorgarono
allistante dagli occhi, mentre nello stesso tempo
fece un passo indietro, come se si fosse spaventato.
Ragazzo mio, disse il colonnello, tu stai, mi
pare, con Sweeney Todd il barbiere. Non un bravo
padrone, visto che sembri cos infelice? No, no,
cio, volevo dire s, non ho niente da dire. Fatemi
passare.
Che cosa significa tutta questa confusione?
Niente, niente.
Dico, ragazzo mio, ecco una ghinea per te, se
ci dici che ne stato di un uomo somigliante a un
marinaio che venuto con un cane dal tuo padrone,
alcuni giorni fa, per essere rasato.
Non posso dirvelo, disse il ragazzo, non
posso dirvi, quello che non so.
Ma forse hai qualche idea. Vieni, ti ricom-
penseremo adeguatamente e a questo proposito ti
proteggeremo da Sweeney Todd. Abbiamo la pos-
sibilit di farlo e anche tutta lintenzione; ma devi
essere esplicito con noi e dirci francamente che
cosa pensi, e che cosa sai delluomo del cui destino
siamo interessati.
Non so niente, non penso niente, disse To-
bias. Lasciatemi andare, non ho niente da dire,
tranne che si fatto radere e che poi se ne an-
dato.
Ma come possibile che abbia lasciato il
cane? Non posso dirlo, non so niente.
evidente che sai qualcosa, ma esiti a dircelo,
o per paura o per altri motivi; e allora, dato che non
ti si pu avvicinare con le buone maniere, dovremo
ricorrere ad altro, per esempio portarti davanti a un
giudice che ti obbligher a parlare.
Fate di me quello che volete, disse Tobias,
non posso aiutarvi. Non ho niente da dirvi, niente.
Oh, mia povera madre, se non fosse per voi .
Che cosa, allora? Niente! Niente! Niente!.
Non era altro che una minaccia a vuoto del
colonnello quella di portare il ragazzo davanti al gi-
udice, perch non aveva alcun elemento in mano;
e se il ragazzo aveva scelto di tenersi un segreto,
ammesso che ne avesse uno, nessun giudice al
mondo avrebbe potuto estrargli a forza dalle labbra
ci che non intendeva esprimere; e cos, dopo un
ultimo tentativo, capirono che dovevano lasciarlo
stare.
Ragazzo, disse il colonnello, sei giovane e
non puoi giudicare bene le conseguenze di certi
comportamenti; dovresti pensare bene a quel che
stai facendo e riflettere a lungo sulla determ-
inazione a tenerti per te segreti pericolosi; vor-
remmo convincerti che siamo in grado di darti com-
pleta protezione riguardo a tutto ci che Sweeney
Todd potrebbe fare. Pensaci ancora un po, perch
questa forse unopportunit di salvarti da una
miseria futura da cui potresti non risollevarti mai
pi.
Non ho niente da dire, disse il ragazzo, non
ho niente da dire.
Balbett queste parole con una tale espressione
sul volto, che convinse tutti e due che invece qual-
cosa da dire ce laveva eccome, e anche di grande
importanza; qualcosa di molto utile per la loro in-
dagine, forse di estremamente prezioso, e che ora
per erano del tutto impossibilitati a strappargli.
Pertanto furono costretti a lasciarlo andare,
mortificati ancor di pi per il fatto che, lungi dal
compiere il minimo progresso nella faccenda, si
erano messi, loro e la loro causa, in una cattiva
posizione, in quanto se Sweeney Todd fosse stato
colpevole avrebbero risvegliato in lui tutti i sospetti
senza avere compiuto passi avanti nelloperazione.
E poi, per rendere la faccenda ancora pi im-
barazzante, restava ancora la possibilit che fossero
su un traccia completamente sbagliata e che il bar-
biere di Fleet Street avesse a che fare con la scom-
parsa del signor Thornhill n pi n meno di loro.
11. Lo straniero da Lovett
Quel giorno, verso limbrunire, dopo che fu ven-
duta lultima infornata di pasticci da Lovett, nel ne-
gozio entr un uomo vestito in modo miserabile e
che prima di parlare rimase immobile alcuni istanti
guardando il bancone con occhi di debolezza e di
fame.
La signora Lovett era l, ma non gli concesse
nemmeno lombra di un sorriso; anzi, con
unespressione rabbiosa, invece che con il suo solito
volto soave, anticip ci che luomo aveva da dire,
esclamando: Andate via, non diamo niente agli ac-
cattoni!.
Il viso dello straniero avvamp per un istante, poi
luomo replic: Signora Lovett, non sono venuto a
chiedervi lelemosina, ma per sapere se potete rac-
comandarmi per un lavoro.
Raccomandarvi! Raccomandare un miserabile
pezzente come voi!.
S, sono un miserabile pezzente e, inoltre, ab-
bastanza povero. In tempi migliori stavo seduto al
vostro bancone e pagavo allegramente quello che
volevo, poi mi rivolgevate perfino qualche dolce
sorriso dei vostri. Non che questo voglia essere un
rimprovero a voi, dato che ben noto che i vostri
sorrisi sono sempre stati interessati, e se non c pi
rendiconto, allora non c pi neanche sorriso; ma
sono messo cos male che vorrei fare qualsiasi cosa
per la mia pura e semplice sussistenza.
Oh, s, e poi quando starete meglio, non ho
dubbi che sarete cos insolente da rendervi insop-
portabile; inoltre, che lavoro possiamo avere tranne
che preparare pasticci? E abbiamo gi un uomo che
ci soddisfa molto, se non che anche lui, proprio
come fareste voi se lo sostituiste, diventato in-
solente e si crede il padrone del posto.
Bene, bene, disse lo straniero, certamente
avrete i vostri buoni motivi contro i poveri e gli
spiantati, per trattarli cos. Se siete cos sicura che
il mio comportamento sarebbe cos come lavete
descritto, del tutto impossibile per me provarvi il
contrario.
Si volt e fece per lasciare il negozio, quando la
signora Lovett lo richiam, dicendo: Torni fra due
ore.
Si ferm qualche secondo e poi, girando verso
di lei il volto scarno, disse: Lo far se le forze
me lo permetteranno; lacqua delle fontanelle per
strada non altro che una povera cosa per un uomo
che non mangia da ventiquattro ore.
Prendete un pasticcio.
Luomo affamato e dallaspetto miserevole af-
ferr un pasticcio e lo divor in un istante.
Il mio nome, disse, Jarvis Williams: non
temete, signora Lovett, sar qui fra due ore; e nono-
stante tutto quello che avete detto, non noterete al-
cun cambiamento nel mio comportamento quando
sar il ben tenuto e vestito meglio; se per mi sen-
tissi insoddisfatto della mia situazione, me ne an-
drei senza fare nessun danno.
Cos dicendo usc dal negozio. Dopo che se ne
fu andato, una strana espressione apparve sul volto
della signora Lovett, che disse a bassa voce tra s e
s: Andr bene per alcuni mesi, come tutti gli al-
tri ed chiaro che dobbiamo liberarci di quello che
abbiamo; ci devo pensare.

C uno scantinato di vasta estensione e di as-


petto oscuro e tetro alcune tegole rosse disuguali
sono appoggiate sul pavimento e pezzi di silice e
grandi sassi frammentati sono stati conficcati nei
muri di terracotta a mo di rinforzo; mentre qua
e l gigantesche travi di legno dissimili si alzano
perpendicolarmente dal pavimento e larghi pezzi di
legno lisci puntellano il soffitto, per sorreggerlo.
Qui e l luci scintillanti sembrano far capolino
dalle fornaci e c uno strano, sibilante, ribollente
suono che non smette mai, mentre tutta laria im-
pregnata da un vapore ricco e saporito.
Questa la fabbrica di pasticci della signora
Lovett sotto il marciapiede di Bell Yard e a
questora stata fatta uninfornata notturna di un
migliaio di pezzi, che domattina allalba partiranno
sui carri diretti a tutte le periferie di Londra.
Con le prime luci dellalba faceva la sua ap-
parizione una moltitudine di cacciatori itineranti di
pasticci che ne portavano via una grande quantit
per i clienti regolari che se ne rifornivano ogni
giorno, per non avere pi la preoccupazione di re-
stare senza.
Si vedr e si capir, quindi, che la parte di
vendita al dettaglio degli affari della signora Lovett,
che avveniva principalmente tra le dodici e luna,
non era affatto la fetta pi importante e redditizia
di unimpresa che era veramente grande, e che ap-
portava un reddito annuale molto alto.
Stare in questo scantinato quando questa
enorme produzione di quello che, a prima vista, po-
trebbe sembrare un articolo triviale, veniva portato
via, e guardarsi in giro fino a dove potevano ar-
rivare gli occhi, non bastava ancora a farsi unidea
della grandezza del posto; cerano molte porte col-
locate in diversi punti ed entrate singole ad arco
unico a volte differenti, che apparivano tutte nere
come la mezzanotte, tanto da far quasi pensare che
gli abitanti di tutti i quartieri circostanti avessero
ceduto, per comune consenso, le loro cantine alla
fabbrica di pasticci di Lovett.
C solo una piccola luce, fatta eccezione per
lirregolare e occasionale luce abbagliante, che
proviene dai forni dove i pasticci si cuociono e fis-
chiano e crepitano nelle loro salse profumate.
C anche un uomo solo in tutto lo spazio ed
seduto in un angolo su un basso sgabello a tre
gambe, con la testa appoggiata tra le mani, don-
dolandosi piano avanti e indietro, mentre emette dei
flebili lamenti.
vestito con abiti leggeri: non indossa altro che
una maglietta e un paio di pantaloni larghi di tela.
Le maniche sono tirate su fino al gomito, e sulla
testa porta un berretto da notte bianco.
Sembra sorprendente che un uomo simile,
anche con laiuto della signora Lovett, possa pre-
parare cos tanti pasticci in un giorno; ma ci che
meraviglia davvero sono i macchinari, i vari con-
gegni meccanici per impastare la pasta, sminuzzare
la carne e altro, che si trovano in quelle cantine e
che riducono enormemente il lavoro.
Ma che miserabile cosa questuomo che per-
sona triste e disanimata sembra! Il suo viso pal-
lido e scarno, i suoi occhi profondamente incavati;
quando toglie le mani dal viso e si guarda intorno,
non si potrebbe figurarsi unimmagine pi orribile.
Devo andarmene stanotte, disse con accento
rozzo, devo andarmene stanotte. So troppo il
mio cervello pieno di orrori. Non ho dormito per
cinque notti, non ho neanche osato mangiare qual-
cosa se non un po di farina grezza. Me ne an-
dr stanotte, se non mi tengono troppo docchio.
Oh! Se solo potessi andarmene per le strade se
solo potessi respirare ancora una volta laria fresca!
Ma silenzio! Cosera? Mi sembrato di aver sen-
tito un rumore.
Si alz e rimase in piedi in ascolto, tremando;
ma tutto era in silenzio, tranne il bollire e fischiare
dei pasticci. Poi decise di nuovo di sedersi, con
un profondo sospiro. Tutte le porte sono chiuse
su di me, disse, cosa pu voler dire? orribile
e il mio cuore muore dentro di me. Sono stato
qui solo sei settimane soltanto sei settimane. E
prima morivo di fame. Ahim! Ahim! Sarebbe
stato meglio morire! Sarei morto prima e mi sarei
risparmiato tutta questa agonia!.
Skinner!, url una voce, ed era una voce fem-
minile. Skinner, quanto ci vuole ancora con i
forni? Un quarto dora, replic, un quarto
dora, signora Lovett. Dio mi aiuti!.
Cosa dici? Ho detto: Dio mi aiuti! Sicura-
mente un uomo pu dirlo senza offesa.
Una porta sbatt richiudendosi e quel tapino ri-
mase di nuovo solo.
Che strano, disse, stasera i miei pensieri tor-
nano indietro ai giorni remoti e a quello che ero
una volta. Mi ritornano in mente le scene della
mia giovinezza. Vedo ancora il portico coperto di
edera e tutto quel bel verde. Sento di nuovo le son-
ore risate allegre dei miei compagni di gioco e l,
con gli occhi della mente, riesco a sentire il gor-
goglio del ruscello e a vedere il vecchio mulino,
lantica residenza di campagna con le alte torrette
e la sua aria di tranquillo splendore. Sento il canto
degli uccelli e il rumore tempestoso del vento tra
gli alberi. molto strano che tutte queste visioni
e questi suoni mi ritornino in mente in un giorno
come questo, come se volessero soltanto ricordarmi
che miserabile sono.
Rimase in silenzio per alcuni istanti, tremando
dallemozione; poi parl di nuovo, dicendo: Le
persone che conoscevo una volta, e molti di quelli
che sono gi scesi nella muta tomba, sembrano am-
massarsi intorno a me. Mi rivolgono per un mo-
mento lo sguardo e, con le loro espressioni immob-
ili, mi fanno sentire la loro compassione su di me.
Vedo anche lei, che per prima accese la
fiamma dellamore tenero nel mio cuore. La vedo
scivolare vicino a me come la pallida visione di
un sogno, indistinto, ma bello; nientaltro che
unombra eppure cos palpabile. Che cosa sono
ora cosa sono? Riprese la sua posizione iniziale
con la testa appoggiata tra le mani; si dondol av-
anti e indietro, borbottando con i gemiti di uno
spirito torturato.
Ma ecco che una delle piccole porte ad arco si
apre, nel buio di quelle volte, ed entra un uomo
curvo su se stesso, con una maschera a mezzo viso;
indossa un ampio mantello che lascia libere le
mani. In una regge un martello dal grosso manico,
lungo una trentina di centimetri.
Probabilmente viene da un luogo pi buio
rispetto a quello nel quale entrato in modo tanto
guardingo, poich si ripara gli occhi dalla luce,
come se fossero lampi improvvisi troppo forti per
lui, e poi scruta con cautela la volta finch non
scorge la figura rannicchiata delluomo il cui
compito curare i forni.
Da quel momento non guarda nientaltro, ma
avanza verso di lui deciso e cauto. evidente la
grande segretezza del suo oggetto, poich sta cam-
minando scalzo ed impossibile udire il minimo
suono dei suoi passi. Si avvicina sempre di pi,
cos lentamente, e ora punta cos decisamente verso
luomo, da poterne sentire il flebile lamento, che
indica tormento mentale. Ora vicino a lui, gli si
piega sopra per un istante, con una diabolica maliz-
ia nello sguardo. Gli occhi, dietro la maschera, scin-
tillano; poi, afferrando strettamente il martello con
tutte e due le mani, lo solleva lentamente sopra la
testa delluomo e gli imprime un vivace movimento
animato.
Non sappiamo che cosa indusse luomo rannic-
chiato sulla sedia ad alzarsi proprio in quel mo-
mento; sta di fatto che cos fece, muovendo pochi
rapidi passi.
Un grido improvviso esplose dalle sue labbra
quando vide quellapparizione terrificante; ma
prima che potesse parlare, il martello si abbatt
sprofondando nel cranio e cadde morto senza un
gemito.

E cos, signor Jarvis Williams, avete manten-


uto la parola, disse la signora Lovett allo straniero
scarno e pieno di pensieri che le aveva chiesto la-
voro con tanta sollecitudine, e cos, signor Jarvis
Williams, avete mantenuto la parola e siete venuto
per il lavoro.
vero, signora, e spero che me lo possiate
dare: francamente vi dir che, se avessi potuto,
avrei cercato qualcosa di meglio e di pi congeniale
alle mie attitudini; ma chi impiegherebbe uno che
si presenta con un aspetto miserabile come il mio?
Vedete che sono tutto uno straccio e vi ho detto che
stavo mezzo morendo, e quindi solo un lavoro
comune e ordinario che posso sperare di avere, e
per questo sono venuto da voi.
Bene, non vedo perch non possa mettervi alla
prova, in ogni caso; se volete andare gi al forno,
vi seguir e vi mostrer cosa dovete fare. Ricordate
che dovrete vivere soltanto di pasticci a meno che
non vogliate acquistare qualcosaltro, cosa che po-
trete fare solo se avete i soldi. Non vi diamo niente
e inoltre dovete acconsentire a non lasciare mai il
forno.
Non lasciarlo mai? Mai, a meno che non
lo lasciate per sempre. Se dunque accettate la
situazione a queste condizioni va bene, altrimenti
potete subito tornare a badare agli affari vostri, e
andarvene.
Ahim, signora, non ho risorse; ma avevate
detto di avere gi un uomo.
S, ma se ne andato da alcuni suoi vecchi
amici che saranno ben felici di rivederlo. Bene, ora
ditemi. Accettate o no le mie condizioni? Sono
pronto e grato perch mi offrite un riparo. Tutte le
luminose visioni della mia giovinezza sono svan-
ite da tempo e mimporta poco, anzi niente, di cosa
ne di me adesso; vi seguir, signora, liberamente,
alle condizioni che mi avete prospettato.
La signora Lovett sollev unala del bancone, in
modo da permettergli di passare dietro, e poi lui la
segu in una piccola stanza che faceva da retrobot-
tega. Poi lei tir fuori una chiave dalla tasca e apr
una vecchia porta inglobata nel rivestimento a pan-
nelli, dietro la quale cera una rampa di scale.
La donna cominci a scendere e Jarvis Williams
la segu a una profondit considerevole; dopo di
che si aggrapp a una sbarra di ferro dietro unaltra
porta e la spalanc con forza, mostrando al suo
nuovo lavorante linterno di quella volta che ab-
biamo gi descritto.
Questi, disse, sono i forni e ora vi mostrer
come si fanno i pasticci, come si alimentano i fuo-
chi e tutto il resto che dovrete fare. La farina vi ver-
r sempre calata attraverso una botola dal negozio
sopra, come tutti gli altri ingredienti per pasticci,
tranne la carne che troverete sempre disposta sugli
scaffali sia tritata sia a fette, in una piccola stanza
a cui si accede da questa porta. Ma solo ad or-
ari particolari che troverete la porta aperta; e tutte le
volte che entrerete vi converr sempre tirare fuori
la quantit di carne di cui pensate di avere bisogno
per linfornata successiva.
Ho capito tutto, signora, disse Williams, ma
come ci arriva l la carne? Non affare vostro;
vi basti il fatto di esserne sempre fornito; e ora
vi spiegher come si preparano i pasticci, cos che
sappiate come procedere e comprendiate con che
velocit si possono fare, se incominciate nella
maniera giusta.
Gli mostr come un pezzo di carne gettato in
una macchina venisse finemente tritato, semplice-
mente girando una manovella; e poi come la farina,
lacqua e il lardo venissero mescolati insieme per
fare le croste dei pasticci da unaltra macchina che
poi buttava fuori limpasto cos prodotto in piccoli
pezzi, ognuno sufficiente per un pasticcio.
Alla fine gli mostr come si dovesse riempire
un vassoio che ne conteneva almeno un centinaio e,
girando un verricello, mandarlo su al negozio attra-
verso una botola quadrata, che sfociava proprio sul
bancone.
E ora, disse, devo lasciarvi. Finch sarete
operoso andr tutto bene, ma nel momento in cui
comincerete ad essere pigro e trascurare gli ordini
che vi mando, allora verrete a sapere qualcosa che
vi sar utile e che, se siete un uomo prudente, vi
permetter di conoscere la vostra sorte.
Di che si tratta? Potete dirmelo adesso.
No; allinizio non ci sono quasi mai occasioni;
fra un po di tempo, quando sarete ben nutrito, al-
lora sarete sicuro di volerlo.
Cos dicendo se ne and e lui sent la porta,
dalla quale era entrato, richiudersi sbarrata dietro di
lei. Poi per, improvvisamente, ne sent di nuovo la
voce, in modo cos chiaro e distinto che pens fosse
ritornata indietro; ma, guardando la porta, scopr
che la voce proveniva da una piccola grata situata
sulla parte superiore della stessa, alla quale la
donna appoggiava la bocca.
Ricordatevi i vostri compiti, disse, e vi av-
verto che ogni tentativo di andarvene di qui sar
tanto futile quanto pericoloso.
Eccetto che con il vostro consenso, quando
lascer il posto.
Oh certamente, certamente, non avete torto su
questo; chiunque lasci il posto, va dai suoi vecchi
amici che magari non vedeva pi da tanti anni.
Che strano modo di parlare ha!, disse Jarvis
Williams a se stesso quando si ritrov solo. Sem-
bra che vi sia un significato singolare e nascosto in
ogni parola che dice. Che cosa mi vuole comuni-
care? tutto molto strano e che posto bizzarro e
inquietante questo! Penso che sarebbe insopport-
abile se non fosse per il profumo delizioso di questi
pasticci, e infatti sono davvero squisiti: forse ancora
pi squisiti per me, che ho patito la fame cos a
lungo e sono passato attraverso tante disavventure;
adesso sono solo e ho terribilmente fame. Che siano
o non siano cotti, i pasticci, ora me ne prendo al-
meno una dozzina, succeda quel che succeda.
Apr uno dei forni che sprigion un vapore fra-
grante assolutamente delizioso, e che lui fiut con
una soddisfazione che non aveva mai provato prima
riguardo a qualsiasi cosa fosse commestibile.
possibile, disse, che io sia in grado di fare
dei pasticci cos deliziosi? In fin dei conti non posso
mica morire qui, e se per ora una specie di pri-
gione, in fondo piacevole. Sulla mia anima, hanno
proprio un bellaspetto, anche se non hanno ancora
finito di cuocere: deliziosi! Non riesco a evitare che
il sugo mi coli dagli angoli della bocca. Sulla mia
anima, signora Lovett, non so dove vi procuriate
la carne, ma tenera come quella dei pollastrelli
e il grasso effettivamente si scioglie in bocca. Ah,
questi s che sono pasticci degni di questo nome!
Sembrano preparati apposta per gli di!.
Il nuovo lavorante della signora Lovett mangi
dodici pasticci da due penny e poi pens di
smettere. Era un piccolo lato negativo non avere ni-
ente con cui mandarli gi se non acqua fredda, ma
si rassegn. Perch, si disse, dopo tutto sarebbe
un peccato togliersi dalla bocca il sapore di questi
pasticci; anzi, sarebbero stati un centinaio di pec-
cati, e dunque non ci penser e mi accontenter di
quello che ho senza protestare. Se avessi tentato di
vendicarmi mi sarebbe andata peggio e forse posso
considerarmi un pizzico fortunato ad avere pensato
di venire qui, angosciato comero, per tentare di
trovare unoccupazione. Non ho amici e non ho
soldi; colei che amavo infingarda ed eccomi qui,
padrone di tutti i pasticci che voglio e, sembra,
anche della mia stessa vita.
A dire la verit, il mio regno piuttosto cupo;
ma posso anche abdicare quando voglio e quando
non ne potr pi di quei deliziosi pasticci, se mai
sar possibile, cosa di cui dubito fortemente, potr
rinunciare al mio posto e pensare a qualcosaltro.
Se andr cos, lascer lInghilterra per sempre;
non pi il posto per me, dopo tutte le delusioni
che ho avuto. Tutti gli amici mi hanno lasciato, la
mia ragazza sleale, nientaltro che persone che mi
hanno voltato le spalle! Me ne andr da qualche
parte dove nessuno mi conosce e potr crearmi
nuovi rapporti e forse fare nuove amicizie pi sta-
bili e pi durature delle vecchie che si sono rivelate
tutte false; e, nel frattempo, preparer e manger
pasticci il pi velocemente possibile.
12. La decisione di
Johanna Oakley
La bella Johanna quando ubbidendo al
comando di suo padre usc dalla stanza e chiese alla
guardia di risolvere gli affari con il reverendo signor
Lupin non sal direttamente allappartamento, ma
indugi sulle scale per sentire cosa succedeva; e se
qualcosa, abbattuta comera, avesse potuto farla di-
vertire, sarebbe certamente stato il modo in cui la
guardia ottenne soddisfazione dal reverendo che non
aveva pi il permesso di entrare nella casa del fab-
bricante di occhiali.
Ma quando se ne fu andato e lei sent che in
qualche modo aveva fatto pace con sua madre
una pace che, da quello che sapeva delle parti con-
traenti, ipotizz non sarebbe durata a lungo torn
in camera sua e si chiuse dentro; cos, se avessero
fatto qualche tentativo per farla scendere per cena,
avrebbero pensato che stesse dormendo, dato che
si sentiva del tutto impossibilitata a partecipare a
qualsiasi riunione, anche se rispettava i singoli in-
dividui che ne prendevano parte.
E rispettava Ben la guardia; poich ricordava
bene la grande gentilezza da parte sua quandera
bambina e sapeva che non era mai venuto a casa sua
senza portare un segno del suo rispetto in forma di
giocattolo, o qualche piccolo articolo di accessorio
per bambole, che a quel tempo era molto prezioso.
Non aveva avuto torto a ipotizzare che Ben
avrebbe fatto un tentativo per farla scendere: infatti,
su richiesta della guardia, suo padre sal e buss
alla porta. Pens che il piano migliore, come infatti
fu, sarebbe stato di non rispondere, cos che il vec-
chio fabbricante di occhiali concluse subito ci che
lei sperava che concludesse, cio che era andata a
dormire; e pertanto scese di nuovo tranquillamente
le scale, contento di non averla disturbata, e lo disse
anche a Ben.
Ora, sentendosi quasi al sicuro da interruzioni
notturne, Johanna non fece alcun tentativo per cer-
care riposo, ma si mise a pensare seriamente a
quello che era successo. Si ripeteva quasi parola per
parola ci che il colonnello Jeffery le aveva detto;
e, dato che continuava a rigirarsi in mente la ques-
tione, si fece strada in lei uno strano pensiero che
non riusciva a scacciare, e che, una volta insedi-
atosi nel suo cuore, cominci ad apparire sempre
pi probabile a mano a mano che considerava nuovi
dettagli. Questo pensiero, per quanto potesse appar-
ire strano, era che il signor Thornhill altri non fosse
che lo stesso Mark Ingestrie.
sorprendente con quanta rapidit, quando ci
coglie un pensiero particolare che colpisce molto,
compaia un profluvio di prove per sostenerlo. E
cos accadde per quanto riguarda le supposizioni di
Johanna Oakley.
Immediatamente ricord un gran numero di pic-
cole cose che supportavano lidea; tra le altre, si
ricord chiaramente che Mark Ingestrie le aveva
detto che aveva intenzione di cambiare il nome
quando avrebbe lasciato lInghilterra, perch vol-
eva che lei e solo lei avesse sue notizie; e che la
sua intenzione era quella di deviare le indagini, se
vi fossero state, in particolare se provenienti dal si-
gnor Grant, per il quale sentiva la maggiore indig-
nazione possibile.
Poi si ricord tutto ci che il colonnello Jeffery
aveva detto a riguardo al comportamento galante e
nobile di questo signor Thornhill e, proprio come
una ragazzina, pens che quelle qualit cos elevate
e principesche non potevano sicuramente ap-
partenere a nessunaltro se non al suo amato; e che,
dunque, il signor Thornhill e Mark Ingestrie erano
la stessa persona.
Ripetutamente, si rammaric di non aver chies-
to al colonnello Jeffery una descrizione fisica del
signor Thornhill, poich in questo modo avrebbe
chiarito subito tutti i suoi dubbi; e lidea che
comunque era ancora in tempo a farlo, dato
lappuntamento su cui si erano accordati per lo
stesso giorno della settimana seguente, le port un
po di consolazione.
Deve essere lui, si disse, La sua impazienza
di lasciare la nave e di arrivare qui il giorno sta-
bilito, lo prova; inoltre, improbabile che durante
lincendio dello sfortunato vascello, Ingestrie abbia
dato in mano ad un altro quello che voleva dare a
me, quando quellaltro avrebbe probabilmente, an-
zi sicuramente, incontrato la morte come lo stesso
Mark.
Ragion cos, convincendosi sempre di pi che
lidentit di Thornhill coincidesse con quella di
Mark Ingestrie e cos limitando le sue preoccu-
pazioni alla considerazione del destino di una per-
sona invece che due.
Incontrer il colonnello Jeffery, disse, e gli
chieder se il suo signor Thornhill aveva i capelli
chiari e unespressione dolce e amabile intorno agli
occhi: questo senza dubbio non si pu dimenticare.
Gli chieder come parlava e che aspetto aveva;
lo convincer, se pu, a descrivermi le sfumature
della sua voce; a quel punto avrei la sicurezza in-
dubitabile che si tratta di Mark. Ma poi, oh! Poi
viene la domanda preoccupante: che ne stato di
lui?.
Quando la povera Johanna cominci a consider-
are le innumerevoli cose che potevano essere capit-
ate al suo amante durante il suo tragitto da Sweeney
Todd, laggi in Fleet Street, fino alla casa di suo
padre, si ritrov sperduta in un gran labirinto di
ipotesi, ma poi i suoi pensieri tornavano sempre
dolorosamente alla bottega del barbiere, l dove il
cane aveva stazionato; e trem alla sola idea di rif-
lettere per un momento sul terribile pericolo a cui
quel filo di perle laveva sottoposto.
Ahim! Ahim!, grid, posso ben immagin-
are che luomo che ho visto provare ad avvelenare
il cane sarebbe capace di ogni malvagit. Ho visto
la sua faccia solo per un momento ed era una faccia
che non si pu dimenticare. Era una faccia su cui
si leggevano crudelt e passioni malvage; inoltre,
un uomo capace di uccidere un innocuo animale di-
mostra unassenza di sentimento e una bassezza di
mente, che lo rendono capace di commettere ogni
crimine e pensarsi impunito. Cosa posso fare Oh,
cosa mai posso fare per chiarire questo suo mis-
tero?.
Johanna Oakley era stata cresciuta nel modo
pi tenero e pi amorevole, ma ora nel suo cuore
dimoravano uno spirito e una determinazione che
pochi le avrebbero attribuito, se si fossero limitati a
guardare il volto gentile e affettuoso che presentava
di solito.
Ma non un fenomeno nuovo nella storia del
cuore umano scoprire che alcune delle creature pi
gentili e graziose sono capaci delle maggiori al-
terazioni; e quando Johanna Oakley si disse che era
risoluta a dedicare tutta se stessa alla scoperta del
mistero che avvolgeva il destino di Mark Ingestrie
cosa che poi fece si immagin che le vie pi
efficaci per realizzare quellobiettivo presentassero
un gran numero di pericoli, ma che non per questo
le avrebbe dovute rifiutare: decise subito di mettersi
al lavoro, pensando proprio a quali potessero essere
quelle vie.
Sembrava davvero un compito impossibile;
continuava per a pensare che, se in qualche modo
avesse ottenuto laccesso alla casa del barbiere,
sarebbe poi riuscita a giungere a qualche conclu-
sione, se era comunque l che il signor Thornhill, o
meglio Ingestrie, come ormai era convinta, era pas-
sato di l prima di sparire.
Dio aiutami, esclam, a farmi trovare un
modo per agire in questa occasione. C qualcuno
che potrei avvisare? Ahim! Ho paura di no, poich
lunica persona in cui ho riposto completamente il
mio cuore mio padre, ma il suo affetto per me lo
spingerebbe subito a frenare il pi possibile la mia
azione, per paura che sia troppo pericolosa. A dire
il vero, ci sarebbe Arabella Wilmot, la mia vecchia
compagna di scuola e la mia pi cara amica, che mi
consiglierebbe al meglio delle sue capacit: ma ho
molta paura che sia troppo romantica e piena di stu-
pide e strane nozioni prese dai libri per essere dav-
vero una buona consigliera; e ora cosa posso fare?
Devo parlare con qualcuno, non fossaltro perch
cos, nel caso in cui mi capitasse qualcosa, mio
padre ne avrebbe notizia. E allora, lunica persona
di cui posso fidarmi Arabella.
Dopo altre considerazioni, Johanna decise che il
giorno dopo sarebbe andata a casa della sua vecchia
amica di scuola, che era l vicino, e le avrebbe par-
lato. Qualcosa mi dir, pens, almeno di gentile
e consolante; se non sapr darmi un giudizio calmo
ed equilibrato, se non altro esprimer un sentimento
autentico; e, soprattutto, so che posso aver fiducia
nella sua comprensione e che il mio segreto rimar-
r chiuso con altrettanta sicurezza nel suo petto
quanto nel mio.
Era gi qualcosa essere giunta alla decisione di
chiedere consiglio e sentiva che, per il puro e sem-
plice fatto di avere preso cos fermamente una de-
cisione, una parte della sua ansiet si era dissolta, e
che n il pericolo n la difficolt avrebbero potuto
trattenerla dal cercar di conoscere il destino del suo
amato.
Si ritir a dormire rincuorata. Mentre Johanna
cerca di ripossare, nonostante la possibilit, sempre
in agguato, che la fantasia le presenti capricci e
ghiribizzi, noi daremo uno sguardo al salotto di
sotto, per vedere fino a che punto la signora Oakley
stia portando avanti le intenzioni pacifiche che
aveva tacitamente espresso, e come stia prose-
guendo la cena che, con uan certa malagrazia, sta
preparando per suo marito, che per la prima volta
nella sua vita aveva iniziato a rivendicare i propri
diritti, e per Ben, la guardia della Torre di Londra,
per il quale provava tanta antipatia quanta fosse
possibile per ogni donna che detestasse ogni uomo.
La signora Oakley comunque non mantenne il
suo contegno taciturno, perch dopo poco disse:
Non c niente di gustoso in casa; penso che cor-
rer al negozio di Waggarge a prendere due o tre
salsicce di Epping, che sono cos saporite.
Ah, bene, disse il signor Oakley, sono ot-
time, Ben, posso assicurartelo.
Non saprei, disse Ben la guardia, in un certo
senso le salsicce sono tutte molto buone, ma ce ne
vogliono tante; perch se te ne mangi una alla volta,
fai in fretta a buttarne gi una o due dozzine.
Una o due dozzine!, disse la signora Oakley,
guarda che una libbra sono cinque salsicce.
Allora, disse Ben, facendo un calcolo men-
tale, allora, signora mia, dovreste comprane al-
meno nove libbre e dovrebbero venirne fuori quar-
antacinque bocconi a testa.
Prendine nove libbre, disse il signor Oakley,
se te lo chiede; so che Ben ha buon appetito.
Infatti, disse Ben, sono dimagrito ultima-
mente e i miei fianchi non mi stanno pi simpatici
come prima; potete anche ordinare, signora, per
favore, un gallone di miscuglio mentre andate.
Bisogna pur avere un goccetto da bere e badi che
non state comprando a mie spese, perci prendete
solo il piccolo spuntino che vi ho suggerito, tanto
quasi di certo cener alla Torre; solo che la natura
umana debole, lo sapete, signora, e richiede
sempre qualcosa che la intoppi.
Certamente, disse il signor Oakley, certa-
mente avrai quello che vuoi, Ben; dillo alla signora
Oakley prima che esca, c qualcosaltro? No,
disse Ben, oh cara no, nientaltro; per se doveste
passare davanti a un negozio dove vendono pan-
cetta affumicata grassa, quattro o cinque libbre,
tagliate a fette sottili, vi renderete conto, signora,
che aiuteranno a mandar gi la benedetta salsiccia.
Provvidenza misericordiosa, esclam la si-
gnora Oakley, chi le cuciner? Chi le cuciner,
cara? Perch, il fuoco della cucina, penso! Ma bada
se il tipo non ha le salsicce, c un altro negozio
allangolo dove vendono carne, sar abbastanza
soddisfatto se me ne porterete una di dieci o dodici
libbre, poi le potrete mettere in mezza dozzina di
panini.
Andate mia cara, subito, disse il signor
Oakley, e portate a Ben la sua cena. Sono quasi
sicuro che la vuole, e siate pi veloce possibile.
Ah!, disse Ben, quando la signora Oakley se
ne fu andata, Non ti dico come mi ha servito la set-
timana scorsa la signora Harvey. Sai che sono cos
garbati l che eviterebbero persino di respirare per
paura di stancarsi; restano seduti rigidi su una sedia
come se avesse una gamba sola e se pesassero un
po su un lato o sullaltro si ribalterebbero. Poi per
vedono una briciola sul pavimento, suonano il cam-
panello, arriva un povero diavolo di servo mezzo
moribondo e dice: Avete suonato, signora?, e lei
risponde: S, porta la scopa e la paletta, c un bri-
ciola qui, e poi dico io: Maledetti tutti voi, dico
io, porta della carta igienica e mezza dozzina di
scope di betulla, c un residuo di brace che ap-
pena caduto dal fuoco .
Allora ovviamente si scandalizzano, diventano
blu in faccia e succede che non capiscono che me
ne sto andando, uno di loro dice: Signor Benjamin
Blummmergutts, volete un bicchiere di vino?;
Penso di s, dico io. Poi mi fa: Cosa preferite,
rosso o bianco?, mi fa: Bianco, dico io, se non
avete il coraggio di tirare fuori il rosso, cos lo tir-
ano fuori; e non appena riesco ad entrare in pos-
sesso della bottiglia, le spacco il collo sul ripiano
del caminetto e poi me la bevo tutta.
Ora, dannazione a voi, dico io, pensate che
tutte queste cose siano gentili e buone, ma io no, e
vi ritengo il gruppo di ipocriti pi santi che abbia
mai visto; e se mi vedrete qui di nuovo sar anchio
gentile, e non posso dire nientaltro. Andate al
diavolo, tutti voi. Cos sono uscito, solo che mi
sono imbattuto in una piccola disgrazia, perch l
sopra cera una specie di lampada appesa, e, per una
ragione o per laltra, la mia testa andata a sbatterci
contro; me la sono portata fuori coi fili attorcigliati
al collo; ma quando sono uscito, me la sono levata,
e glielho tirata imprecando dentro alla finestra del
salotto. Non hai mai sentito un tale fracasso in vita
tua. Oso dire che si saranno sentiti male per circa
una settimana, i santi ipocriti.
Bene, non dovrei meravigliarmi, disse il si-
gnor Oakley. Non mi avvicino mai a loro, perch
non mi piacciono le loro stupide pomposit e il loro
orgoglio, che, con ben magre risorse, tenta di imit-
are ci che non capiscono neanche bene; ma ecco la
signora Oakley con le salsicce e spero che ti trovi a
tuo agio, Ben.
A mio agio! Penso di s. Dovrei, piuttosto. Lo
penso e non mi sbaglio.
Ne ho prese tre libbre, disse la signora
Oakley, e ho detto alluomo che ci risentiamo tra
un quarto dora, nel caso in cui ne vogliate ancora
un po.
Al diavolo. E la pancetta affumicata, signora
Oakley, la pancetta!.
Non sono riuscita a comprarla: il signore non
aveva nientaltro che prosciutti.
Signore, signora, avevo proprio desiderato un
concentrato di prosciutto, tagliato fine e non ho
nemmeno fatto parola. Ho lindole di un angelo, se
solo ve ne accorgeste! Salve! Guarda, il ragazzo
con il miscuglio? S, eccolo. Una bottiglia.
Cosa?!.
Una bottiglia, per non sbagliarmi.
B, state diventando proprio gentile, signora
Oakley. Allora beviamone un goccio.
Ben prese la bottiglia e la vuot tutta di un
sorso, poi vi diede un colpetto sul fondo con le noc-
che, per significare che aveva davvero realizzato
quella prodezza, e poi aggiunse: Vi dico una cosa,
cara signora, se mi prendete per un bambino vi
sbagliate, e chiunque penserebbe che lavete fatto,
nel vedere che mi avete offerto solamente una bot-
tiglia; un insulto, cara signora.
Sciocchezze, disse la signora Oakley, un
insulto pi grande berselo tutto, senza lasciare una
goccia a nessuno.
Davvero? Spiegatemi un po come fate a fer-
marlo, cara, quando vi entra in bocca? E allora?
Come cavolo fate a fermarlo, cara? Non vorrete
mica che lo rivomiti, eh, cara? Voi ignobile, vile
disgraziato!.
Su, su, mia cara, disse il signor Oakley, lo
sapete che nostro cugino Ben non vive nella societ
pi raffinata e cos ogni tanto dovreste essere ca-
pace di perodnare un poco della della sua
dovrei dire, sono sicuro senza offesa, rozzezza; su,
su, non successo niente. Dimenticate e perdonate,
dico. Questo il mio motto; lo sempre stato, e lo
sar sempre.
Bene, disse la guardia, un buon motto con
cui affrontare il mondo e cos la facciamo anche fi-
nita. Vi perdono, Madre Oakley.
Voi perdonate.
S, per non sbagliarmi. Sebbene sia solo una
guardia, presumo che come tale dovrei perdonare
le persone di tutto eh, cugino Oakley? Certo,
Ben, certo. Su, su, moglie, sapete bene quanto me
che Ben ha molte buone qualit e che lo accetto in
tutto e per tutto, come si suol dire, non dovremmo
avere fretta di giudicare i suoi gusti.
E sono sicura che non voglio giudicare i suoi
gusti, disse la signora Oakley. Per ti dico che
preferirei averlo qui per una settimana che per quin-
dici giorni. Basterebbe lui per provocare una cares-
tia nel paese, ecco che c.
Oh, misericordia, no, disse Ben, uno dei
vostri soliti piccoli errori, signora, ve lo assicuro.
In ogni modo, quanto accidenti ci mette quel bene-
detto ragazzo ad arrivare con il resto della birra e
le altre salsicce? Ehi, ma cosa ti succede cugino
Oakley? Eh, vecchio mio? Non ti senti troppo
bene? Sento quella cosa, lo sai, Ben.
No la cosa perch perch lhai
nominata Mi sento come se le mie benedette vis-
cere in qualche modo si fossero rivoltate. Al
diavolo non non mi sento per niente a mio
agio, davvero.
E io mi sto proprio ammalando, ansim il si-
gnor Oakley.
E io mi sto ammalando ancora di pi, disse
la guardia, confezionando la frase per loccasione.
Misericordia! C qualcosa che non va con le mie
interiora. So che c un omicidio c un tentat-
ivo oh, Signore! Mi sta facendo piegare in due,
davvero.
Mi sento come se stesse arrivando la mia ul-
tima ora, disse il signor Oakley, sono sono
un uomo morto sono oh, buon Dio, una fitta!.
La signora Oakley, con tutta la freddezza del
mondo, tir gi il suo berretto scozzese da dietro la
porta del salotto dove era appeso e, indossandolo,
disse: Ve lavevo detto che un certo giudizio
sarebbe caduto su di voi e ora, avete visto, ar-
rivato. Come vi sembra? La provvidenza buona,
certo, per se stessa, e io ho.
Cosa? cosa? Avvelenato il miscuglio.
Il grande Ben, la guardia, cadde dalla sedia con
un cupo mormorio e il povero signor Oakley rimase
seduto a guardare fisso sua moglie, tremando, ter-
rorizzato e quasi incapace di parlare, mentre lei si
mise uno scialle sulle spalle, aggiungendo, con lo
stesso tono calmo con cui aveva dato il terribile
annuncio riguardante lavvelenamento: Ora, voi
miserabili, vedete cosa pu fare una donna quando
decide di vendicarsi. Finch vivrete, vi ricorderete
di me; ma dato che non vivrete, non ha importanza,
poich non vivrete a lungo, ve lo posso assicurare.
E ora vado da mia sorella, la signora Tiddiblow.
Cos dicendo, la signora Oakley si gir rapida-
mente e, con una scrollata offensiva della testa, e
non curandosi per niente delle fitte e delle soffer-
enze delle sue povere vittime, lasci la casa e si
diresse da sua sorella, dove dorm comodamente
come se non avesse mai assolutamente commesso
due omicidi diabolici.
Ma and davvero cos, oppure faremmo meglio,
per lonore della natura umana, a scoprire che si
era recata da un farmacista nelle vicinanze e aveva
comprato solamente un medicinale terribilmente
potente, che aveva messo nella miscela e che aveva
cominciato a dare quelle fitte, su cui erano stati
cos eloquenti, il grande Ben, la guardia, e il signor
Oakley? Questo deve essere stato il fatto; poich la
signora Oakley non sarebbe stata un tale demonio
sotto sembianze umane per ridere quando pass
davanti al negozio del farmacista. Oh no! Non
avrebbe dovuto sentire rimorso, ma questa
comunque una cosa molto diversa e sta di fatto che
la faccenda non era da ridere ma terribilmente seria.
Il grande Ben e il signor Oakley alla fine rius-
cirono a capire come erano stati fregati, molto prob-
abilmente perch lo disse loro il suddetto far-
macista, dato che lo mandarono a chiamare per
sapere se poteva fare qualcosa per salvare le loro
vite.
Ben da quel giorno immediatamente prese la
decisione che non sarebbe pi andato in visita dal
signor Oakley e quando unaltra volta si incon-
trarono, gli disse: Ti dico io com la storia, che
quella vecchia megera di tua moglie di troppo per
noi, questo il fatto; si prende tutto il meglio di me;
e perci, ogni volta che hai voglia di chiacchierare
un po dei vecchi tempi, vieni gi alla Torre.
Lo far, Ben.
Fallo; possiamo sempre scovare qualcosa da
bere e puoi anche divertirti a guardare gli animali.
Ricordati che lorario del pranzo alle due; cos
ogni tanto potr sperare di vederti e, soprattutto,
vedi di farmi sapere se quellipocrita di parroco,
Lupin, torna a casa vostra.
Lo far, Ben.
Fallo. Gli dar unaltra lezione se ce ne
dovesse essere bisogno e puoi contarci che lo far.
Mi procurer un accesso gratuito alle gabbie delle
bestie selvagge nella Tower e quando verr a
vederle, poich questa sorta di personaggi va
sempre ovunque si possa entrare gratis, riuscir a
ficcarlo nella gabbia di alcune delle bestie pi
stizzose che abbiamo.
Ma non sar pericoloso? Oh, mio caro, no!
Abbiamo una iena ridens che lo spaventerebbe a
morte; ma non penso che lo morderebbe molto, lo
sai. allegra come un gattino ed entusiasta di ap-
pollaiarsi sulla testa della gente.
Bene, allora, Ben, non ho nessuna obiezione,
anche se penso che la lezione che hai gi dato al
reverendo gentiluomo sar e dovrebbe essere pie-
namente sufficiente e non mi aspetto proprio di
rivederlo.
Ma come si comporta la signora Oakley con
te?, chiese Ben.
Bene, Ben, non mi pare che sia cambiato un
gran che; alcune volte abbastanza gentile e altre
volte no. Si messa in testa di fare cos.
Ah! Ecco cosa succede quando ci si sposa.
Mi sono spesso sorpreso, per, Ben, che tu non
ti sia mai sposato.
Ben fece una ristata bassa e replic: Davvero?
Bene, cugino Oakley, non che mi interessi dirtelo,
ma la verit che una volta sono andato molto vi-
cino a farlo.
Davvero? S. Ti dico come and: cera una
ragazza chiamata Angelina Day, piuttosto carina
come si vorrebbe vedere una donna e non sembrava
avere per niente artigli; in ogni caso, se li teneva
nelle zampe, come un gatto durante i pasti.
Sulla mia parola, Ben, tu hai una grande cono-
scenza del mondo.
Ti credo, che ce lho! Non ho passato tutta
la vita tra le bestie selvatiche? Quello s che un
luogo dove si fa la conoscenza del mondo, ragazzo
mio. Ci sono una o due cose che dovrei sapere, e in-
fatti le so.
Ma come mai, Ben, non hai sposato
lAngelina di cui parlavi? Te lo dir: era sicura di
avermi come un coniglio in trappola ed era amabile
come un batuffolo di cotone. A guardarla avresti
pensato che non faceva altro che sorridere; e a sen-
tirla, che non faceva altro che dire cose gentili,
dolci e piacevoli. Cominciavo davvero a pensare di
aver trovato lanimale giusto.
Ma ti stavi sbagliando? Certo che s. Un
giorno ero andato a trovarla, cio, a casa di suo
padre e lei era stata amabile come non mai; mi alzai
per andarmene, deciso a chiederle di dirmi di s la
volta successiva che sarei andato e quando ormai
mi ero gi abbastanza allontanato dal giardino della
casa in cui vivevano, che era un po fuori dal paese,
mi accorsi che avevo dimenticato il mio bastone,
cos tornai indietro per riprenderlo, e quando entrai
nel giardino, udii una voce.
La voce di chi? La voce di Angelina, e di chi
se no? Stava parlando a un povero servo ragazzino
che avevano; e oh, povero me! Come parlava! Un
discorso che non ho mai sentito in vita mia. And
avanti per circa dieci minuti senza fermarsi e ogni
altra parola era un insulto o peggio, e la sua voce
oh Dio! era come un fascio di fil di ferro tutto
aggrovigliato davvero!.
E che cosa hai fatto allora, dopo aver fatto una
simile scoperta in modo cos strano e inaspettato?
Fatto? Cosa pensi che abbia fatto? Veramente
non te lo so dire, dato che sei un individuo piuttosto
eccentrico.
Bene allora, te lo dir. Risalii in casa, feci
semplicemente capolino con la testa, e dissi: An-
gelina, ho scoperto che alla fine tutti i gatti hanno
gli artigli; buonasera, non pi dal tuo umile servo, a
cui non interessa addomesticare un animale selvag-
gio, ma una donna , poi me ne andai, e in se-
guito di lei non ho pi avuto notizie.
Ah, Ben, come vero! Non le conosci prima;
ma, dopo un po, come dici tu, vengono fuori gli
artigli.
vero, verissimo.
E cos, da allora hai deciso di rimanere uno
scapolo per il resto della tua vita, Ben? Certo che
s. Dopo unesperienza come quella, dovrei merit-
armi di tutto e posso dirtelo con certezza; e se mai
mi beccherai fare la corte a qualche donna, ricor-
dami semplicemente Angelina Day, e vedrai come
perdo lentusiasmo di colpo.
Ah!, disse il signor Oakley, nessuno, Ben,
nato con la tua fortuna, posso dirtelo. Sei un uomo
molto fortunato, Ben, questo il fatto. Devi essere
nato sotto qualche pianeta benevolo, penso, Ben, o
se no non avresti mai avuto un simile avvertimento
riguardo agli artigli. Anchio ho scoperto gli artigli,
Ben, ma stato un bel po tardi; cos mi toccato
sopportare il mio destino e ho dovuto fare buon vi-
so a cattivo gioco.
S, questo ci che la gente colta chiama fil
fil qualcosa.
Filosofia, penso tu voglia dire, Ben.
Ecco e vuol dire che devi sopportare ci per
cui non puoi fare niente, e va bene. una bella pa-
rola per dire che devi sopportare sorridendo.
Penso che sia vero, Ben.
Non sarebbe comunque esatto dire che il pic-
colo incidente legato al signor Lupin non avesse
avuto alcun effetto sulla signora Oakley, poich
certamente min in modo pi preoccupante la sua
confidenza in quel pio individuo.
In primo luogo, era abbastanza chiaro che si
ritir dagli orrori del martirio; e, infatti, per sfuggire
da qualsiasi scomodit corporale, si adegu a sop-
portare perfettamente qualsiasi dose di de-
gradazione o umiliazione a cui poteva essere sog-
getto; e ci rappresent, come temeva il signor
Oakley, unenorme deviazione da quello che
avrebbe dovuto essere un esempio di santit.
Poi, la sua fiducia nel fatto che il signor Lupin
era un uomo di Dio come si era presentato, era
scossa dal fatto che nessun miracolo sotto forma
di un giudizio fosse intervenuto per salvarla dalla
malevolenza del grande Ben, la guardia; cos che,
mettendo una cosa in relazione con laltra, la si-
gnora Oakley dopo quella sera non fu pi una
donna religiosa come prima e questo di certo fu per
lei un guadagno.
Poi vi furono degli eventi, di cui il lettore presto
si render conto, che sembravano fatti apposta per
risvegliare tutti i sentimenti della signora Oakley,
casomai avesse avuto dei sentimenti da risvegliare,
e per obbligarla a fare causa comune con suo marito
in una faccenda che gli stava molto a cuore; le si
risvegliarono dei sentimenti che erano rimasti lat-
enti per lungo tempo, ma che erano ancora lungi
dallessere completamente distrutti.
Queste circostanze erano strettamente connesse
con il destino di una persona per quale speriamo
che il lettore abbia trovato un profondo e piacevole
interesse: intendiamo Johanna, la giovane, bella e
ingenua creatura, che sembrava essere stata creata
per una sorte tanto felice e il cui destino invece si
era ricoperto di sfortuna, e che ora, a causa di un
amore cos puro, sembrava essere condannata a sof-
frire dispiaceri cos grandi e a passare attraverso
cos tante tristi difficolt.
Ahim, povera Johanna Oakley! Sarebbe stato
meglio se avessi conosciuto un uomo con senti-
menti meno ambiziosi e con unimmaginazione
meno ardente, di colui al quale hai donato i giovani
slanci del tuo cuore.
vero che Mark Ingestrie possedeva il genio e
forse era questa la luce gloriosa che ondeggiava at-
torno a lui, quel dono fatale che ti spingeva ad am-
arlo. Il genio per non solo uninfluenza maligna
e una desolazione per il suo possessore: lo anche
per tutti coloro che sono legati con tenero affetto
allessere che ne dotato.
Porta con s quellinquietudine infelice
dellintelletto che sempre teso verso
lirraggiungibile e che non si accontenta mai di ar-
rivare ai traguardi sperati; no, lintera vita di una
persona cos impegnata in una lunga lotta per una
felicit immaginaria che come il fuoco fatuo che
brilla sulla palude, con nessun altro scopo che tra-
dire coloro che confidano nei suoi raggi illusori e
vacillanti.
13. La conversazione di
Johanna con Arabella
Wilmot e il consiglio che
ne ebbe
Ahim! Povera Johanna, lunica confidente im-
parziale che hai trovato e a cui ti sembrato bene
rivelare i tuoi dolori quella ragazza giovane e senza
esperienza.
Intendiamoci: neppure per un istante volevamo
insinuare che la giovane creatura con cui la figlia
del fabbricante di occhiali aveva deciso di confidarsi
non fosse affatto lideale per quanto riguarda
lonore, la gentilezza e lamicizia. Ma era una di
quelle creature che ancora guardava al mondo come
a un fresco giardino verde e non aveva ancora perso
quellidea romantica della vita che il mondo e le
sue traversie finiscono per bandire dal petto degli
umani.
Era giovane, ancora adolescente, ed essendo
stata lidolo nella cerchia della sua famiglia, era
come un bambino e sapeva abbastanza poco del
mondo.
Dunque, potendo rammaricarci solo parzial-
mente del fatto che Johanna abbia scelto una simile
confidente e ammiratrice, ci accingiamo ad accom-
pagnarla in casa di quella giovane animati da senti-
menti di grande vivacit e piacere.
Ora, una visita di Johanna Oakley ai Wilmot
non era cosa tanto rara da suscitare una vera sor-
presa, ma in questo caso fu annunciata con particol-
are piacere, perch era ormai qualche tempo che la
ragazza non si faceva vedere.
La ragione di ci era riposta nelle strane circost-
anze di quellultimo periodo. Johanna aveva un se-
greto da mantenere che lespressione del suo volto
avrebbe potuto involontariamente rivelare, e poi-
ch, fino a quel momento, non aveva scelto Ara-
bella come confidente, aveva temuto linsidia
amichevole delle domande sue e degli altri membri
della famiglia.
Forse potrete stupirvi di apprendere che Jo-
hanna Oakley avesse celato a unamica che stimava
tanto e con cui aveva stretto unamicizia cos pro-
fonda, il segreto dei suoi affetti; ma ci si compren-
de meglio quando si rifletta che le due ragazze si
trovavano in unet in cui anche una differenza di
solo qualche anno acquista unimportanza decisiva.
In questo caso, la differenza non era che di
circa due anni, ma aggiungendo a ci che Arabella
apparteneva a quel tipo di bellezza piccola e del-
icata che la faceva sembrare una bambina, perfino
ora che si trovava al limitare della maturit, non
dovremmo essere sorpresi che Johanna, avendo
ormai compiuti i diciassette anni, abbia esitato a
confidare il segreto del suo cuore a quella che le ap-
pariva solo una bella bambina.
Era gi da un anno, comunque, che Johanna
notava un cambiamento importante nellaspetto di
Arabella poich, sebbene dimostrasse almeno un
anno meno dellet che aveva, le era apparsa sul vi-
so unespressione pi seria e pensierosa che aveva
fatto scomparire quasi del tutto tranne ogni tanto
quando rideva lespressione infantile che laveva
deliziosamente caratterizzata fino a quel momento.
Arabella era molto diversa da Johanna, a partire
dai capelli, che in questultima erano di un castano
vivido e brillante, tanto vicino al nero da venirvi a
volte confuso, mentre i lunghi riccioli ondulati che
incorniciavano il volto di Arabella Wilmot intes-
sevano di ambra preziosa la sua pallida bellezza.
I suoi occhi, poi, erano decisamente azzurri e
non di quel pallido grigio che la cortesia si compi-
ace di confondere con il colore del cielo, ornati di
ciglia lunghe e ricurve che preludevano a un paio
di guance della tinta pi delicata e squisita che la
natura possa produrre.
Cos era la giovane, cara e amabile creatura
che aveva stretto con Johanna Oakley una di quelle
fanciullesche amicizie che, quando sopravvive alla
giovinezza, sopravvive per sempre e diventa uno
dei tesori del cuore pi cari e preziosi.
Avevano fatto conoscenza a scuola e la loro
avrebbe potuto avere quel carattere evanescente di
molte amicizie scolastiche che, in seguito, si ricord-
ano a malapena come le pallide visioni di un sogno;
ma accadde che le due ragazze erano spiriti affini i
quali, in qualsiasi circostanza si fossero per avven-
tura trovati insieme, si sarebbero riuniti con la fidu-
cia perfetta e solida dei veri affetti reciproci.
Quindi, che fossero compagne di scuola, fu la
pura e semplice circostanza che le fece avvicinare,
e non la causa della loro amicizia.
Tale, dunque, era la creatura nella quale Jo-
hanna Oakley cerc consiglio e ausilio; e nono-
stante tutto ci che potremmo dire riguardo alla
praticabilit di quel consiglio che di unanima
ancora fanciulla e pura di passione, non possiamo
rifiutare il nostro tributo di approvazione a Johanna
per aver scelto una persona tanto meritevole della
sua onesta stima.
Lora in cui Johanna si present in casa Wilmot
era stata scelta con cura, in modo da assicurarsi che
Arabella fosse in casa, e il piacere che pales sul vi-
so della giovane, accogliendo la compagna di gio-
chi, rivel certo pi delizia che turbamento.
Poich, Johanna, disse, vieni tanto di rado
a farmi visita, ho la sensazione di dover ritenere il
vederti una circostanza di speciale grazia e favore.
Arabella, replic Johanna, spero tu rimanga
della stessa opinione quando ti confider il motivo
della mia visita. Mi trovo, infatti, in difficolt e
voglio il tuo consiglio.
Se cos, sei venuta dalla persona giusta, per-
ch ho letto tutti i romanzi di Londra e sono inform-
ata di tutte le difficolt a cui ognuno pu andare in-
contro. Inoltre, cosa ancor pi importante, conosco
tutti i mezzi per uscirne, quali che esse siano.
Eppure, mia cara Arabella, dubito che nella
lettura dei tuoi romanzi tu possa aver trovato qual-
cosa di strano e rimarchevole quanto i fatti che
mi addolorano che in mio potere raccontarti.
Quindi siediti e ascoltami, cara Arabella, e saprai
tutto.
Mi sorprendi e mi spaventi con il tuo viso
serio, Johanna.
serio, perch la questione seria. Io amo.
Oh! Tutto qui? Ma anchio sono innamorata:
del giovane capitano Desbrook nelle guardie del re.
Viene qui a comprare i suoi guanti e ti stupirebbe
il profluvio dei suoi sospiri quando si china sopra il
bancone.
Ah! Ma Arabella, io ti conosco bene. La tua
una di quelle passioni fugaci che, come una saetta,
appare in un istante e, prima che si possa gridar
Guarda! se n gi andata. La mia, per contro,
tanto profondamente incisa nel mio cuore che
separarmi da essa equivarrebbe a distruggerne la
dimora, ovvero il mio cuore, per sempre.
Ma cos che ti rende cos cupa, Johanna?
Vuoi forse farmi ritenere possibile che tu ami un
uomo senza che egli ti ricambi col suo amore?
proprio questo il punto, Arabella. Non sono
venuta a parlarti di una passione senza speranza
tuttaltro, eppure devi starmi a sentire. Prestami,
mia cara amica, la massima attenzione e sono con-
vinta che sapr stupirti con misteri inauditi.
Misteri? Ma allora sono proprio nei territori
che prediligo. Poich io vivo e gioisco nel mistero
e non troveresti nessunaltra tanto impaziente di
ricevere da te lincarico di ascoltarti. Parla quindi:
non chiedo di meglio.
A questo punto Johanna con gran dovizia di
particolari e non minore zelo, raccont alla sua am-
ica tutte le vicende collegate alla sua profonda uni-
one con Mark Ingestrie. Le disse di come tutto sem-
brasse congiurare contro di loro e i loro giovani
sentimenti, essi si erano amati, amati veramente; di
come Ingestrie, essendogli invisi, sia per principio,
sia per antipatia acquisita, gli studi di legge, aveva
litigato con suo zio, il signor Grant e poi di come,
coraggioso avventuriero, fosse andato a cercare le
sue fortune nei mari indiani, fortune splendide che
le aveva promesso; ma che purtroppo erano sortite
in delusione e sconfitta e avevano innescato
uninfinita sfilza di calamit, delle quali le peggiori
erano quelle imposte dallo Stato. E infine concluse
soggiungendo: Ora, Arabella, sai tutto ci che
avevo da dirti. Sai quanto veramente ho amato, e
sai che dopo aver persuaso me stessa di dover sem-
plicemente aspettare per avere la felicit, non abbia
raccolto altro che disperazione; e quindi dovresti
poter giudicare da te, quanto tristemente mi affligge
il destino di Mark Ingestrie, e quanto la mia mente
sia perduta in mille oziose congetture su di lui e
sulla sua sorte.
Quellilarit di spirito che aveva preso Arabella,
nella prima parte della conversazione, laveva
ormai completamente abbandonata via via che Jo-
hanna proseguiva nella sua triste narrazione, tanto
che, quando lamica ebbe finito, gli occhi della
ragazza si riempirono di lacrime.
Prese quindi le mani di Johanna nelle sue e le
disse: Oh, Johanna, cara! Non mi sarei mai as-
pettata di sentire dalle tue labbra una storia cos
triste. A tal punto che, se prima avrei avuto quasi
voglia di prendermela con te per esserti confidata
con me con tale ritardo perch non puoi certo
negare che la prima volta che mi informi della
questione ora le disgrazie che ti opprimono mi
sembrano gi fin troppe perch io non vi aggiunga,
Dio me ne scampi!, unombra di rimprovero.
Oh, Arabella, sono davvero grandi le mie dis-
grazie e, credimi: se le vicende del mio amore
fossero state serene, invece di volgere, come ac-
caduto, alla sventura, non avresti avuto niente di cui
lamentarti riguardo alle confidenze; ammetter di
aver esitato a infliggerti le mie miserie, proprio per-
ch erano miserie e, ahim!, miserie sembrano des-
tinate a rimanere.
Johanna, non potevi usare argomento meno
convincente. Anzi, direi che non mi sarei aspettata
di sentirlo dalle tue labbra.
Non pensi che il mio fosse un buon motivo,
per risparmiarti tanta angoscia? Certo che no!
Hai unopinione tanto frivola della mia amicizia da
non richiederle altro che incontri piacevoli? La vera
amicizia si mostra quando ci sono difficolt e ango-
sce da affrontare. Ti dir, Johanna, che mi dispiace
assai che tu mi abbia a tal punto sottovalutato.
Ah no, ora sei tu a farmi uningiustizia: io non
ho dubitato per un solo istante della tua amicizia,
ma proprio per questo che ho esitato a lungo a
gettare lombra dei miei dolori su ci che spero sia
la gioia del tuo cuore. stato solo un sentimento
di rispetto che mi ha trattenuto finora dal renderti
edotta di ci che penso si debba definire una pas-
sione sventurata.
No, non dir cos. Proviamo a credere che ar-
river il tempo in cui potremo chiamarla in modo
molto diverso.
Ma cosa pensi di tutto ci che ti ho raccontato?
Secondo te, ho qualche speranza? Molte speran-
ze, Johanna. Non hai alcuna certezza della morte di
Ingestrie.
In effetti non ne ho, di sicuro non c certezza
che sia scomparso nellOceano Indiano. E poi, Ara-
bella, vi un ipotesi che, dal momento che ha
trovato un posto nel mio cuore, non ha fatto altro
che crescere. E lipotesi che questo signor
Thornhill altri non sia che lo stesso Mark
Ingestrie.
Davvero, la pensi cos? Questa s che una
strana idea. Hai qualche motivo particolare per cre-
derlo? Nessuno. Tranne un nonsoch al quale
il mio cuore non so davvero come mai, ha dato
ascolto sin dal primo istante. E poi una riflessione
che ho fatto sulla storia che mi ha raccontato il si-
gnor Thornhill e che mi parsa davvero improb-
abile. Perch Mark Ingestrie avrebbe dato proprio
a lui il filo di perle e il messaggio per me? Cosa
gli faceva pensare che il signor Thornhill si sarebbe
salvato mentre lui stesso, per qualche strana ra-
gione, sarebbe morto? In effetti, c da rimanere
perplessi, Johanna.
E inoltre, Mark Ingestrie mi aveva detto che
sarebbe partito per la spedizione sotto falso nome.
strano, ma pi me ne parli, Johanna, pi quel
che mi dici mi sembra plausibile. Oh, quel filo di
perle fatale!.
Fatale, davvero! Poich se Mark Ingestrie e
Thornhill fossero la stessa persona, il possesso di
quelle perle sarebbe stata la tentazione per com-
mettere un omicidio.
Non c alcun dubbio su questo punto, Jo-
hanna. Del resto troverai conferma di ci in tutte le
storie damore e in tutti i romanzi: gelosia e avidit
sono le fonti di tutte le peggiori malvagit a causa
delle quali soffrono i cuori appassionati e devoti.
Credo proprio che sia cos, Arabella. Ma ora
consigliami cosa fare, perch davvero sono disposta
a tutto. Dimmi cosa pensi sia possibile, in queste
circostanze disastrose, e parlami francamente, poi-
ch non c nulla che non oserei tentare.
Innanzi tutto, mia cara Johanna, dobbiamo
ammettere che tutti gli elementi che abbiamo ri-
guardo a questo fantomatico signor Thornhill ci
provengono solo da quella barbera in Fleet Street e
da nessun altro luogo.
Questo vero.
E allora, non possiamo supporre che ci sia il
mistero del suo destino? Del resto, da quel poco
che hai visto tu stessa di quel Todd, non pensi che
potrebbero essere uno che non esiterebbe a com-
mettere un omicidio? Oh, orrore! Non ti nas-
condo che ci avevo pensato, ma allo stesso tempo
avevo paura di pronunciare quella parola che
avrebbe personificato il mio timore. Se davvero
quelluomo dallo sguardo spaventoso ha pensato
che con unazione cruenta sarebbe entrato in pos-
sesso di un tesoro come quello che apparteneva a
Mark Ingestrie dato che mi pare tuttaltro che un
buon cristiano e un uomo generoso non posso fare
a meno di pensare che non abbia esitato a farlo.
Ti capisco, Johanna, e tuttavia ti prego di non
giungere a conclusioni affrettate. Certo, da tutto ci
che hai sentito e visto non si pu non sospettare
lesistenza di un qualche terribile mistero. Ma non
concludere frettolosamente, Johanna, che sia un
mistero di morte.
Sia come sia, disse Johanna, devo risolv-
erlo, districarlo. Misericordia! Anche in questo mo-
mento mi sento come pervasa da una febbre
nervosa che mi preclude quasi la possibilit di un
pensiero razionale.
Sta calma, te ne prego! Dobbiamo riflettere
con calma e seriamente. vero, siamo solo due
semplici ragazze, ma dobbiamo escogitare un modo
per arrivare alla verit. E, intanto, ti dir qualcosa
che la tua narrazione mi ha fatto tornare in mente.
Dimmi, Arabella, ti ascolter con profonda at-
tenzione.
Qualche tempo fa, circa sei mesi or sono, un
apprendista di mio padre, nellultima settimana di
servizio, fu mandato nel West End per ritirare una
considerevole somma di denaro. Di lui si persero le
tracce e da quel giorno non ne abbiamo pi avuto
notizie, sebbene dalle indagini che mio padre ha
fatto siamo venuti a sapere che i soldi li aveva
ritirati, quindi aveva incontrato un conoscente allo
Strand e si erano lasciati allangolo con Milford
Lane. Pare che dicesse di voler far visita a Sweeney
Todd, un barbiere di Fleet Street, per farsi sistemare
i capelli, poich ci sarebbe stata una regata sul
Tamigi e aveva intenzione di andarci indi-
pendentemente da quel che mio padre potesse
dirne.
E non si hanno pi avute notizie di lui?
Esatto. Naturalmente mio padre ha fatto fare delle
indagini ed anche andato da Sweeney Todd, ma
questi ha dichiarato che nel suo negozio non si
era presentato nessun ragazzo corrispondente alla
descrizione del nostro garzone e l linchiesta ter-
minata.
Questo molto strano.
Gi, ma c di pi. Gli amici dinfanzia del
garzone, hanno continuato a fare le loro ricerche e
hanno addirittura offerto una grossa ricompensa a
chiunque potesse e volesse fornire informazioni sul
suo destino.
E tutto stato vano? Tutto; non se ne
saputo pi niente: neanche il pi vago indizio e l
la questione rimasta, avviluppata nel pi profondo
dei misteri.
Johanna rabbrivid e per pochi momenti le due
ragazze tacquero. Fu Johanna che ruppe quel silen-
zio esclamando: Arabella, aiutami, dammi un con-
siglio, indicami un comportamento che mi possa of-
frire qualche prospettiva di successo senza espormi
a rischi eccessivi. Non che voglia evitarli tutti,
ma mi rendo conto che devo esser prudente poi-
ch, se mi dovesse capitare qualche disavventura,
mi troverei nellimpossibilit di proseguire le ricer-
che cui ho intenzione di dedicare la mia vita.
Ma cosa puoi fare, mia cara Johanna? Solo
qualche tempo fa ho visto un cartello appeso alla
vetrina del barbiere, Cercasi garzone, recitava.
Ora per quel cartello stato tolto. Peccato, perch
avremmo potuto trovare noi qualcuno da far as-
sumere in quel posto, in modo tale che ci tenesse
informati sui movimenti del barbiere.
Ma, forse, abbiamo ancora una possibilit di
realizzare qualcosa di simile... Basterebbe cono-
scere qualcuno disposto a cacciarsi in unavventura
simile. Da questo punto di vista, non dovremmo
avere problemi a trovare un ragazzo avventuroso,
Johanna. Il fatto che deve anche essere una per-
sona capace e affidabile... Fammi pensare... ma s!
Penso che potremmo coinvolgere mio cugino Al-
bert. Lunico problema che un giovane piuttosto
frivolo e non saprei se sarebbe prudente, da parte
nostra, affidargli una missione di tale importanza.
Appunto. Una missione, Arabella, che, baster-
ebbe un solo passo falso a trasformarla in qualcosa
di estremamente pericoloso.
Gi.
Allora sarebbe sleale affidarla a qualcuno che
non fosse profondamente coinvolto e interessato al
suo successo. Johanna, il tuo entusiasmo mi ha
fatto pensare a una cosa che, per, preferisco non
dirti... sai ho paura che sia unidea che mi viene dai
troppi romanzi che ho letto... mi rendo conto che
forse un mio peccato indulgere troppo in quelle
letture....
Non esitare, Arabella, parla!.
Non potremmo essere noi stesse a compiere la
missione, travestendoci da ragazzi e presentandoci
dal barbiere, per assumere quel posto, ammesso che
sia ancora libero? Ci basterebbero ventiquattro ore
e in quel periodo avremmo lopportunit di mettere
a soqquadro casa sua alla ricerca di qualche prova
di quel che ci sta tanto a cuore.
Mi sembra unottima idea, replic Johanna.
Del resto, perch dovrei esitare ad affrontare un
rischio o un duro lavoro o ancora una difficolt per
colui che tanto ha rischiato per me? E poi, in qualsi-
asi istante, se dovessi essere assalita dal pericolo,
potrei precipitarmi in strada e chiedere protezione
ai passanti.
Gi e inoltre, Johanna, potrai sempre contare
su di me, che conosco la tua missione e i rischi che
corri e che ti verrei senza dubbio a cercare qualora
non tornassi nel tempo stabilito.
Ogni momento che passa, Arabella, il piano
si chiarisce nella mia mente. Ma, naturalmente! Se
Sweeny Todd innocente e non trama nulla a danno
dei frequentatori della sua bottega, non ho niente
da temere; ma se, al contrario colpevole, il peri-
colo stesso che correr costituir la prova della sua
colpevolezza. Ed proprio quella la prova che
voglio rischiare di incontrare nellinteresse di ci
che mi sta a cuore Ma come far a procurarmi il
travestimento? Tu sii prudente e al travestimento
penso io. Mio cugino Albert ha pi o meno la tua
stessa taglia. Sottrarr dal suo guardaroba qualche
abito, che sono sicura baster allo scopo. Ma lascia
che ti implori di aspettare finch non avrai avuto un
secondo colloquio con il colonnello Jeffery.
S, hai ragione. Lo incontrer e lo interrogher
riguardo allaspetto di questo signor Thornhill. E
poi cercher di capire se anche lui nutre qualche
sospetto su tutta la faccenda.
Molto bene, lo incontrerai presto, poich la
settimana sta finendo. Ma lascia che ti implori, Jo-
hanna, di venire da me al pi presto, il mattino
dopo il vostro incontro. Allora potremo ancora con-
sultarci e decidere un piano definitivo delle op-
erazioni.
A tutto ci segu una conversazione di tono pi
simile a quello solito tra ragazze. Dopo di che Jo-
hanna Oakley si sent molto confortata e si rimise
a pensare alla questione che teneva occupati tutti
i suoi pensieri e sentimenti con maggiore calma e
seriet. Di ritorno a casa, si accorse che gran parte
dellagitazione e della disperazione che prima si
erano impossessate di lei, avevano lasciato posto
alla speranza e quindi, con un sentimento spontaneo
di gaiezza, ricominci presto a tessere nella sua im-
maginazione qualche trama di felicit futura.
Certamente, tutto questo si basava sulla suppos-
izione che Mark Ingestrie fosse prigioniero e che la
sua vita non fosse stata stroncata dal misterioso bar-
biere; ma poich la possibilit che Ingestrie fosse
stato ucciso aveva ormai trovato un posto
nellimmaginazione di Johanna, da un lato la com-
batteva perch di gran lunga troppo orribile per es-
sere vera, ma dallaltro non poteva fare a meno di
confrontarsi con essa, come con una cosa che era
probabilmente vera.
14. La minaccia di Tobias
e le sue conseguenze
Forse uno dei personaggi pi sventurati della
nostra storia il povero Tobias, il ragazzo di
Sweeney Todd, che certamente aveva trovato un
modo piuttosto agghiacciante per far presenti i propri
sospetti, ma ora era terrorizzato dalle minacce del
barbiere che non avrebbe esitato a rivalersi sulla
madre del ragazzo se questi avesse rivelato qualcosa.
Questo terrore lo consumava e gli tormentava la
mente al punto che tutta la sua persona ne aveva
risentito in modo impressionante. Il colorito della
giovent e della salute era scomparso dal suo viso e
Tobias aveva un aspetto a tal punto triste e torvo che
era davvero penoso vedere, in un ragazzo ancora alle
soglie della vita, i pensieri angosciosi condurre una
guerra talmente spietata contro le sue energie fisiche.
Le sue guance erano pallide e incavate; gli oc-
chi guizzavano incessanti preda di una vivacit in-
naturale e, osservandogli le labbra, si sarebbe po-
tuto pensare che fossero ormai passati molti giorni
dallultima volta in cui si erano separate in un sor-
riso, tanto erano tristemente serrate.
Non faceva altro che guardarsi intorno come
temesse di venir braccato da qualcosa di spavent-
oso, e anche quando camminava per strada con-
tinuava di frequente a voltarsi, a guardarsi intorno
con un brivido. Del resto, da quel che abbiamo rac-
contato del suo breve colloquio con il colonnello
Jeffery e il suo amico capitano, possiamo farci
unidea abbastanza precisa del suo stato danimo.
Afflitto da paure di tutti i generi e da pensieri ter-
ribili che continuavano ad aggirarsi intorno a quello
che sapeva e a quello che sospettava, ora spaventato
e costretto al silenzio per il bene di sua madre. Sic-
ch, non possiamo raccomandarlo alla simpatia del
lettore presentandoglielo come uno sventurato da
compatire sinceramente per le crudeli condizioni in
cui si trovava.
Il sole splendeva luminosamente e perfino una
zona commerciale e molto trafficata come Fleet
Street, aveva un aspetto allegro e piacevole; ma
tutta questa gaiezza nulla poteva sul quel povero
ragazzo ferito nello spirito, tanto che n le visioni
n i suoni che erano soliti alimentare il piacere della
sua esistenza, riuscivano a rinfrancarlo come pure
sarebbe stato lecito attendersi.
Se ne stava seduto, solo e di malumore, nella
posizione che assumeva sempre quando Sweeney
Todd era via di casa cio, con la testa appoggiata
sulle mani, gli occhi velati di tristezza e persi nel
vuoto.
Cosa devo fare, si disse, che ne sar di me?
Ho la sensazione che se continuer a vivere cos
finir per impazzire. Sweeney Todd un assassino
ne sono quasi certo e vorrei dirlo, ma non oso
per il bene di mia madre. Ahim! Ahim! Andr a
finire che Todd mi uccider, oppure io impazzir
e morir in qualche manicomio, senza che nessuno
abbia mai badato a quello che dico.
Mentre faceva queste tristi riflessioni, il ragazzo
si mise a piangere amaramente. Almeno, per le
lacrime gli diedero un qualche sollievo cosicch,
dopo un po, sollev lo sguardo e si guard intorno.
Che strano, disse tra s, le persone entrano
in questo negozio e, a quanto ne so, non ne escono
pi. Quel che ne di loro resta un mistero.
Guard che con una certa apprensione verso il
salotto, la cui porta Sweeney Todd si premurava di
chiudere sempre quando ne usciva, e pens che gli
sarebbe proprio piaciuto fare una completa perlus-
trazione di quella stanza.
Ci sono stato, disse, e sembra piena di ar-
madi, di nicchie e di angoli nascosti, come non ne
ho mai visti prima. Inoltre c uno strano odore
che non riesco a individuare. Ma fuori questione
pensare di entrarci per pi di pochi minuti alla
volta, perch Sweeney Todd ci sta molto attento.
Il ragazzo si alz e apri larmadio che era nel
negozio. Lo trov completamente vuoto.
Questo molto strano, si disse, poco prima
che Sweeney uscisse, cera un bastone da passeggio
con limpugnatura davorio e posso giurare che
fosse di un cliente che era venuto qui per farsi la
barba. Gi ma pi di una volta anzi, almeno
due volte mi capitato di arrivare allimprovviso
e vedere dei cappelli, ma senza i loro proprietari. E
Sweeney Todd ha sempre cercato di farmi credere
che si trattava di dimenticanze di persone che, dopo
essersi fatte la barba, se ne erano andate dimentic-
ando il cappello.
Tobias si diresse verso la poltrona da barbiere
che era un vecchio pezzo di mobilia, fatto di quer-
cia intagliata. Ci si butt sopra e disse: Ora, non
strano che questa sedia sia fissata proprio in questo
punto? A ben guardare fissata con tutti i crismi e
Sweeney Todd dice che l perch in quel punto c
la luce migliore, e se non lavesse fissata cos i cli-
enti lavrebbero spostata da luogo a luogo, cosicch
non avrebbe potuto rasarli in modo opportuno
potrebbe anche essere vero, ma chi pu saperlo.
E gi, hai i tuoi dubbi, disse Sweeney Todd
con la sua voce cavernosa mentre con passi silenzi-
osi, entrava nel negozio. Hai i tuoi dubbi, vero To-
bias? Dovrei tagliarti la gola, abbastanza chiaro.
No, no; abbia piet di me; non intendevo ci
che ho detto.
Allora sei stato proprio un incauto a dirlo, To-
bias. Ricordi la nostra ultima conversazione?
Ricordi che posso impiccare tua madre quando
voglio? Ricordatelo, perch credo ti convenga tener
bene a mente questa possibilit che mi sono riser-
vata.
Certo che la ricordo. Non potrei mai dimenti-
carla.
Molto bene; e allora fai attenzione, non piace
laria che assumi quando non sono qui. Vedi, non
hai laria allegra, Tobias, e nonostante la tua ottima
situazione poco da fare, e tutti i pasticci della si-
gnora Lovett a disposizione delle tue mandibole
dimagrisci.
Non posso farci niente, replic Tobias. Da
quando mi avete detto quello che potete fare a mia
madre, sono diventato cos ansioso che mi sembra
quasi di impazzire.
Ma no, Tobias, non essere ansioso! La
salvezza di tua madre dipende da te, solo da te. Se
tu mantieni il silenzio, lei salva; ma se pronunci
solo una parola che possa dispiacermi o danneg-
giare i miei affari, fa attenzione, Tobias: salir al
patibolo. Quanto a te, se non potessi farti richiudere
nello stesso manicomio in cui finito lultimo gar-
zone che ho avuto a bottega, mi troverei certamente
nella scomoda situazione di doverti tagliare la
gola.
Tacer non dir nulla, signor Todd. Lo so
che morir presto e allora vi sbarazzerete di me
del tutto, e non mi importa quando accadr, poich
sono molto stanco della mia vita dovrei essere fe-
lice quando sar finita.
Molto bene, disse il barbiere, solo una
questione di gusti. E ora, Tobias, voglio che tu ab-
bia unaria allegra e sorridente poich c un gen-
tiluomo l fuori che si tocca il mento con la mano
e sta pensando di entrare a farsi rasare. Vorrei, To-
bias, che tu vada a Billingsgate e che mi porti un
penny di gamberetti.
S, pens Tobias con un sospiro. S, ci an-
dr. E nel frattempo lui lo ammazza.
15. Il secondo colloquio
tra Johanna e il colonnello
nei giardini del Temple
Ora che si profilava la possibilit di ottenere un
importante risultato dal nuovo colloquio con il
colonnello Jeffery, Johanna Oakley divenne sempre
pi ansiosa di giungere allincontro e cont le ore e
i minuti che la separavano dal momento di recarsi ai
giardini del Temple, certa di trovarlo l.
Il suo scopo, naturalmente, era di chiedergli una
descrizione del signor Thornhill sufficientemente ac-
curata da permetterle di arrivare a una conclusione
sulleffettiva rassomiglianza fra quelluomo e Mark
Ingestrie.
E il colonnello Jeffery non era meno ansioso di
incontrarla di quanto lo fosse lei; poich, anche se in
varie terre aveva visto molti visetti amabili e udito
molte voci che risuonavano dolci e musicali al suo
orecchio, mai aveva visto nessuno che ai suoi occhi
fosse cos adorabile, e mai aveva udito voce che gli
fosse parsa cos musicale e affascinante da ascol-
tare, come quella di Johanna Oakley.
Il colonnello Jeffery era luomo col senso
dellonore pi integro e rigoroso che si potesse tro-
vare: ed per questo che si permetteva di ammirare
la bellezza sempre e comunque, perch sapeva che
la sua ammirazione non era pericolosa ma che, al
contrario, era uno di quei sentimenti auspicabili in
ogni cuore come il suo, del tutto indenne da influ-
enze meschine.
Riteniamo necessario, comunque, prima che
Jeffery giunga al suo secondo colloquio con Jo-
hanna Oakley, dare una spiegazione, per quanto
in nostro potere, dei suoi pensieri e dei suoi senti-
menti.
Quando la incontr per la prima volta, la
purezza della sua anima e il meraviglioso, genuino
candore di tutto ci che diceva, lo travolsero let-
teralmente, cos come la sua grande bellezza, che
traboccava spontanea come quella di un fiore.
In seguito al primo incontro, cominci a os-
servare se stesso per comprendere quali realmente
fossero i suoi sentimenti in merito a Johanna, o
meglio, quali fra questi dovessero essere eliminati,
e quali dovessero essere incoraggiati.
Se Mark Ingestrie fosse morto, non ci sarebbe
stato nemmeno il sospetto di intromissione o di dis-
onore per il colonnello Jeffery, innamorato della
bella ragazza, la quale sicuramente non doveva
venire esclusa dalla dimensione dellamore, solo
perch la persona per cui il suo cuore aveva comin-
ciato a battere con passione pura e devota non cera
pi.
Potrebbe essere, pens, che non riesca pi a
ritrovare un sentimento uguale a quello di un tempo
ormai perduto; ma tuttavia, sposata ad un altro po-
trebbe ancora essere felice e serena, e passare molte
ore liete.
Queste riflessioni non le svolse applicandole
realisticamente a se stesso, bench tendessero verso
quella direzione; era infatti molto lontano dallo
stato mentale che avrebbe potuto indurlo a una loro
applicazione pi definita e concreta.
Non si disse che lamava: no, la parola am-
mirazione prese il posto del termine pi forte; ma
noi siamo sicuri che, a questo punto, la scintilla di
un amore puro e devoto si era gi accesa nel cuore
del colonnello Jeffery per quella bellissima creatura
che aveva sofferto i dolori di una cos amara dis-
illusione, e che aveva amato cos tanto un uomo il
quale temiamo se fosse vivo non sarebbe pro-
priamente il genere di persona capace di ricambiare
completamente un tale simile sentimento.
Ma sappiamo molto poco di Mark Ingestrie e se
sia vivo o morto un dato talmente incerto, che non
dovremmo giudicarlo sulla base di prove cos insuf-
ficienti.
Johanna Oakley pens di portare Arabella
Wilmot con s allappuntamento con il colonnello
Jeffery, ma poi abbandon lidea: sembrava dav-
vero che avesse paura, o di lui o di se stessa, cos
decise di andare da sola; quando arriv lora
dellappuntamento, era l che camminava su quella
strada larga coperta di ghiaia, che era gi stata
calpestata dai migliori e pi eminenti fra gli esseri
umani, cos come dai peggiori.
Non era possibile che, con i sentimenti che nu-
triva verso di lei, il colonnello Jeffery la lasciasse
aspettare. Infatti, era arrivato sul luogo
dellappuntamento con unora di anticipo e il suo
unico grande timore era che non venisse.
Peraltro, il suo timore era motivato, perch,
come il lettore ricorder, la ragazza non aveva
esplicitamente promesso di venire; perci, tutto ci
a cui il colonnello si appigliava era una speranza, e
niente pi.
Ad ogni minuto che passava senza che lei ar-
rivasse, anche se non era ancora lora, il timore che
non venisse aumentava e gli faceva battere il cuore,
finch allimprovviso la vide avanzare timidamente
lungo il viottolo del giardino.
Balz in piedi per andarle incontro; dopo che
si furono salutati con gentile cortesia, per qualche
minuto lei non riusc a fare altro che guardarlo
fisso, interrogativa, ansiosa di sapere se avesse
qualche notizia per lei riguardo loggetto della sua
trepidante sollecitudine.
Non ho sentito niente, signorina Oakley,
disse, che vi possa dare ragguagli certi sul destino
del signor Thornhill, ma sospettiamo fortemente
dico sospettiamo perch mi sono confidato con
un amico che gli sia capitato qualcosa di grave e
che il barbiere, Sweeney Todd, in Fleet Street, sulla
cui porta si era piazzato misteriosamente il cane di
Thornill, ne sappia qualcosa, di qualunque cosa si
tratti.
Parlando la accompagn a una panchina:
quando Johanna, infine, riusc a dominare
lagitazione dei suoi sentimenti, disse, con voce
timida ed esitante: Il signor Thornhill aveva
capelli biondi e grandi e limpidi occhi grigi? S,
proprio cos; e direi anche che il suo sorriso fosse
uno dei pi incredibilmente belli che io abbia mai
visto in un uomo.
Dio mi aiuti!, disse Johanna.
Avete qualche ragione particolare per chie-
dermi questo di Thornhill? A Dio piacesse che
no; ma ahim! Invece ce lho. Sento che, in
Thornhill, riconosco Mark Ingestrie.
Mi stupite!.
Deve essere cos, ne sono sicura; ora che me
lo avete descritto, non ho pi dubbi; Mark Ingestrie
e Thornhill sono la stessa persona e so anche che
aveva intenzione di cambiare nome, quando ha in-
trapreso quella selvaggia avventura nei mari del
Sud. Lo sapevo gi.
Non ritengo, signorina Oakley, che abbiate ra-
gione in questa affermazione. Ci sono molti ele-
menti che mi inducono a pensare diversamente: il
primo e principale che il carattere ingenuo del si-
gnor Thornhill rende molto improbabile tutto ci.
Non dovete avere nessun dubbio: non e non pu
essere cos come pensate. Le prove sono
troppo evidenti per me, e non oserei dubitarne.
cos, colonnello Jeffery, come il tempo, forse, ci
mostrer; triste, molto triste, pensare che sia cos,
ma non oso dubitarne, ora che me lavete descritto
esattamente com.
Devo ammettere che nel darvi unopinione su
questo punto, sarei accusato di arroganza e presun-
zione, poich nessuno mi ha mai descritto Mark
Ingestrie e non lho mai visto; e sebbene voi non
abbiate mai visto il signor Thornhill, tuttavia io
ve lho descritto e sulla sola base di questa mia
descrizione, siete stata capace di farvi unopinione
su di lui.
S, cos, e non posso, non oso dubitarne.
orribile per me avere questa certezza, perch temo,
daccordo con voi, che gli sia capitato qualcosa di
terribile e che il barbiere di Fleet Street potrebbe,
se volesse, chiarire un terribile segreto che ha a che
fare con il destino di Mark Ingestrie.
Spero dal profondo del mio cuore che vi
sbagliate; lo spero perch ve lo dico francamente
per quanto vaga ed oscura sia la speranza che
Mark Ingestrie sia scampato al naufragio del suo
vascello, comunque pi forte rispetto allipotesi
che Thornhill sia riuscito a sfuggire dalle mani as-
sassine di Sweeney Todd, il barbiere.
Johanna alz gli occhi sul suo viso con
unespressione cos supplichevole e disperata, che
vederla era di una tristezza insopportabile. Quasi
senza volerlo, Jeffery esclam: Se il sacrificio
della mia vita fosse per voi un sollievo e vi soll-
evasse da tutti i dolori di cui soffrite, credetemi, lo
farei subito.
Lei rispose di slancio: No, no! Lo sa il cielo,
che c gi stato abbastanza sacrificio pi che
abbastanza, molto pi che abbastanza. Ma non
pensate che io non provi gratitudine per il vostro
generoso interesse verso di me. Non pensate che
io sminuisca la generosit e la nobilt danimo di
chi offre un simile sacrificio, solo perch esito ad
accettarlo. No, credetemi, colonnello Jeffery: tra i
pochi nomi che sono scritti nel mio cuore e che
come tali onorer per sempre ricordatevi che il
vostro mi rimarr impresso finch vivo. Anche se
non vivr a lungo oh no, non vivr ancora a
lungo.
No, non parlate in modo cos disperato!.
Non ho forse motivo per essere disperata?
Avete una causa di grande dolore, ma non di totale
disperazione. Siete ancora cos giovane lasci-
atemi accarezzare la speranza che anche se il vostro
sentimento di rimpianto sar sempre presente, am-
algamato con tutti i vostri futuri pensieri, il tempo
riuscir in qualche modo a mitigare il vostro dolore,
e se non proprio una grande felicit, almeno
troverete una dolce serenit.
Non oso sperarlo, ma so che le vostre parole
sono intese e pronunciate con gentilezza.
Siate certa che lo sono.
Mi accerter del suo destino, oppure morir.
Le vostre parole e il modo in cui le pronunci-
ate mi allarmano. Lasciate che vi implori, signorina
Oakley, di non fare niente di avventato; ricordate
come possano essere deboli e vani gli sforzi di una
giovanetta come voi, che sa cos poco del mondo,
e pu veramente capire ben poco della sua grande
malvagit....
Lamore supera tutti gli ostacoli e anche la
ragazza pi fragile ed inesperta di questo mondo,
se tiene stretto dentro di s un sentimento sacro,
intenso, che non conosce paura, pu fare qualsiasi
cosa. Sento che per una causa del genere io potrei
scrollarmi di dosso tutte le paure e i soliti al-
larmismi femminili; e di fronte a un pericolo, mi
chiederei che cos mai la vita, priva di tutto ci che
pu ornarla e renderla bella.
Questo, di fatto, autentico entusiasmo verso
lamore, anche se, credetemi, vi porter a qualche
eccesso, a un modo di vivere i sentimenti troppo
romantico, e vi porter anche al grande rischio di
rendere infelici coloro che vi amano.
Quelli che mi amano: chi che mi ama, ora?
Johanna Oakley, non oso pronunciare, e non pro-
nuncer, le parole che mi sgorgherebbero spon-
tanee, ma che ho paura siano sgradite al vostro
udito; non dir che saprei bene come rispondere
alla domanda che mi avete fatto, perch suonerebbe
meschino in un momento come questo, dato che
siete venuta a incontrarmi per parlare del destino
di un altro. Oh! Perdonatemi, mi sfuggito dal
cuore, ho detto queste parole, proprio perch non
intendevo dirle!.
Johanna lo guard in silenzio e se forse nel suo
sguardo vi fu una minima traccia di rimprovero,
di certo fu molto scarsa, poich un solo sguardo
a quel volto ingenuo sarebbe stato sufficiente per
convincere anche il pi scettico della sincerit e
della lealt del suo proprietario: non poteva esservi
alcun dubbio su questo, e se qualcosa in forma di
rimprovero fosse stata l l per uscire dalle sue lab-
bra, la giovane non lavrebbe permesso.
Voglio sperare, aggiunse, di non essere pre-
cipitato nella vostra stima, signorina Oakley, per
quello che ho detto.
Spero invece, rispose lei dolcemente, che
continuerete ad essere mio amico.
Johanna mise laccento sulla parola amico,
e lui comprese pienamente che cosa volesse in-
tendere, perci, dopo un momento di pausa, disse:
Volesse il cielo che mai, a causa di una parola o
di unazione, io possa privarmi di questo privile-
gio, Johanna. Lasciate che io sia vostro amico, dato
che.
Lasci la frase in sospeso, ma se lavesse port-
ata a termine, dicendo dato che non posso fare di
pi, avrebbe reso pi evidente a Johanna che erano
proprio quelle le parole che voleva dire.
E ora, aggiunse, spero e confido che po-
tremo capirci ancora meglio di prima, e se vi fa pi-
acere chiamarmi con il nome di amico, lasciate che
vi chieda subito, con il privilegio di questo mio tit-
olo, che abbiate cura di voi, e che non vi arrischiate
troppo in vista di possibilit purtroppo tanto vaghe
e remote. Ma come posso sopportare questa ter-
ribile attesa? cos, ahim! Una condizione dol-
orosa troppo comune nella natura umana, Johanna.
Scusatemi se oso chiamarvi Johanna.
No, non c bisogno che vi scusiate. Sono
abituata a sentirmi chiamare cos da chi prova un
gentile interesse per me. Chiamatemi Johanna, se
volete, e cos sar ancora pi sicura della vostra
amicizia e della vostra stima.
Approfitter dunque di questo permesso e
continuer a supplicarvi di lasciare a me il compito
di tentare tutto il possibile per scoprire il destino del
signor Thornhill. Se si imbattuto in qualche brutta
situazione, sar pericoloso perfino chiedere inform-
azioni su di lui: e quindi vi chiedo di lasciare che
sia io ad assumermi tutti i rischi.
Johanna si chiese se dovesse dirgli o meno del
piano concertato insieme ad Arabella Wilmot, ma
in un modo o nellaltro concluse che fosse meglio
evitarlo, sia in considerazione del biasimo che
probabilmente avrebbe suscitato, sia per la natura
romantica e bizzarra del piano stesso; perci ris-
pose, in modo gentile ma rapido: Non tenterei
nulla che non avesse una minima possibilit di suc-
cesso. Sar prudente, contateci, per tanti motivi.
Non ultimo quello che mio padre ripone tutto il suo
affetto e le sue attenzioni in me, e gi soltanto per
questo, sar prudente.
Dovrei essere contento allora, e sperare che tra
una settimana potr vedervi di nuovo, in modo da
potervi dire se ho fatto qualche scoperta e anche
voi mi metterete al corrente delle vostre indagini;
perch il mio interesse per Thornhill quello di un
amico sincero, per non parlare di quanto ora mi stia
a cuore la vostra felicit.
Verr, disse Johanna, se riuscir a venire.
Avete qualche dubbio? No, no. Verr e
spero di portarvi notizie su colui al quale siete tanto
interessato. Se per caso non riuscir a venire non
sar certo colpa mia.
Uscirono insieme dai giardini e passarono dav-
anti al negozio di Sweeney Todd, ma la porta era
chiusa a chiave e non videro n il barbiere, n quel
povero ragazzo del suo apprendista, la cui triste
sorte degna della pi partecipe commiserazione.
Jeffery si separ da Johanna nei pressi della
casa di suo padre, e lentamente poi si allontan
con la mente traboccante della virt e della bellezza
della figlia del fabbricante di occhiali. Era del tutto
chiaro che, per tutto il resto della sua vita, non
sarebbe riuscito a liberarsi dellimpressione
straordinaria che quella ragazza aveva scatenato nel
suo cuore.
La amo, disse, la amo, ma lei sembra de-
terminata a incatenare i suoi sentimenti. Ahim!
Come triste per me che lunica creatura fra tutte
che vorrei chiamare mia, invece di darmi la pi
grande gioia mi provoca il pi profondo dolore.
Bella, meravigliosa Johanna, io ti amo, ma vedo
che i tuoi sentimenti sono ormai avvizziti.
16. Ennesimo tentativo
del barbiere di vendere il
filo di perle
Sembrerebbe che Sweeney Todd, dopo lultima
avventura nel tentativo di liberarsi del filo di perle
che possedeva, cominciasse a sentirsi un po incerto
sulle sue possibilit di successo nella faccenda, in-
fatti se ne stette buono per un bel pezzo, prima di
tentare di nuovo. E quando ritent lo fece in un modo
completamente diverso.
Poco prima della mezzanotte dello stesso giorno
in cui Johanna Oakley aveva incontrato il colonnello
Jeffery per la seconda volta, nei giardini del Temple
e mentre Tobias sedeva da solo nel negozio in preda
alla solita profonda tristezza, uno straniero entr
nella bottega con una grossa borsa blu in mano,
guardandosi intorno con aria interrogativa.
Salve, ragazzo mio!, disse. qui il signor
Todd? S, disse Tobias, ma non in casa. Cosa
volete? Bene, che mi venga un accidente, disse
luomo, questo il colmo, ma questo un negozio
di barbiere, vero? Certo, non vedete? S, vedo,
senza dubbio, ma se lavessi saputo prima mi
sarebbe venuto un colpo. Ma cosa ha intenzione di
fare? Che cosa ha intenzione di fare..., disse To-
bias, con entusiasmo, pensate sia andato ad impic-
carsi? Chiss... non ne so niente di questa impic-
cagione, ma sembra che tu speri che sia cos. Ora
per mi presento: sono un artista, vengo da un
quartiere ad est.
Artista! Intendete dire che dipingete quadri?
No, no, faccio abiti: ma ora ci chiamano artisti,
perch sarti fuori moda.
Oh, veramente? S, cos. Stenterai a cre-
derlo, ma un uomo venuto fino al nostro negozio
e ha ordinato un completo di vestiti che sarebbe
costato non meno di trenta sterline. Ci ha detto di
confezionare i vestiti in uno stile da nobiluomo e
ha dato il suo nome e indirizzo, come signor Todd,
a questo numero in Fleet Street, ma non avevo
la minima idea che fosse un barbiere, se lavessi
saputo non avrei fatto i vestiti in questo stile, ma in
una maniera del tutto diversa.
Bene, disse Tobias, non riesco a immagin-
are per cosa volesse quei vestiti, ma penso non ab-
bia importanza. Era un individuo alto e brutto?
Brutto come il diavolo. Ti mostrer gli abiti visto
che lui non c. Il cappotto del velluto pi pre-
giato, foderato di seta e ingentilito con il pizzo. In
tutta la tua vita, hai mai visto un cappotto del genere
per un barbiere? Davvero mai, ma una delle sue
bizzarrie, naturalmente. un cappotto magnifico.
S e il resto del vestito dello stesso stile: a
che diavolo possa servirgli non riesco a immagin-
arlo, perch adatto solo per andare a corte.
Oh, bene, anchio non ne so niente, disse To-
bias con un lamento, potete lasciarlo o riportalo
indietro, per me lo stesso.
Bene, sembrate essere il pi triste disgraziato
che ho mai visto, cosa vi succede? Cosa mi suc-
cede? Oh, niente. Non potrei essere pi felice. Sono
o non sono lapprendista di Sweeney Todd? Mi
viene quasi da cantare dalla felicit.
Dovrebbe essere cos, per quello che ne so.
Ma certamente non mi sembri essere di umore can-
terino. Comunque, noi artisti non possiamo spre-
care il nostro tempo. Bene, fai il favore di prenderti
cura dei vestiti e assicurati di darli al tuo padrone.
Cos mi levo dimpiccio.
Va bene, ma volete lasciare qui vestiti del
genere senza essere pagato? Sono gi stati
pagati.
Oh! Questo fa la differenza, allora li avr.
Da poco il sarto se ne era andato, quando arriv
un ragazzo con un pacco e, guardandosi attorno
con evidente stupore, disse: C qualche altro
Sweeney Todd in Fleet Street? Non che io sap-
pia, disse Tobias. Cosa hai l? Calze di seta,
guanti, pizzo, cravatte, accessori e cos via.
Che diavolo ti succede? Va tutto bene?
Devo lasciarle qui. Sono gi state pagate. Questo
il nome e questo lindirizzo.
Attento, stupido!.
Questultima esclamazione nacque dal fatto che
questo ragazzo, uscendo, si scontr con un altro che
stava arrivando.
Non vedi dove vai?, disse il nuovo arrivato.
Cosa volete? Ho ragioni pi che sufficienti per
prendervi a pugni.
Provateci e poi venite fuori e vedete che vi
do.
Davvero? Perch no? Andiamo, che aspet-
tiamo? Rimasero alcuni momenti cos vicini che i
loro nasi quasi si toccavano e poi, dopo reciproche
affermazioni su cosa si sarebbero fatti se si fossero
picchiati, sebbene, se avessero veramente voluto
passare ai fatti bastava allungare una mano, si sep-
ararono e lultimo arrivato disse a Tobias con un
tono irritato, probabilmente il risultato del malin-
teso che aveva appena avuto con il ragazzo: Dite
al signor Todd che la carrozza sar pronta alle sette
e mezza esatte.
Poi se ne and, lasciando Tobias in uno stato di
grande sbigottimento riguardo a ci che Sweeney
Todd potesse probabilmente fare con una quantit
tale di vestiti eleganti come quelli che erano arrivati
a casa per lui.
Non riesco a capire, disse. certamente
qualcosa di poco onesto, ma non riesco a capire
cos: vorrei saperlo, per prendere provvedimenti.
uno scellerato e non potrebbe progettare qualcosa
di buono, ma cosa posso fare? Ho le mani legate
e lascer semplicemente che la cosa prenda il suo
corso. Posso solo sperare in un potere dazione che
non possiedo. Ahim, ahim! Sono molto triste e
non so che ne sar di me. Vorrei essere gi nelle mia
tomba e l sono sicuro che ci arriver presto, a meno
che non accada qualcosa che cambi il corso di tutta
questa maledetta cattiva sorte che mi capitata.
Fu inutile per Tobias pensare di tormentarsi con
ipotesi riguardo a ci che Sweeney Todd volesse
fare con tutti quei vestiti eleganti, poich non aveva
la pi vaga idea da quale parte cominciare. Non
riusciva neanche lontanamente a immaginarsi una
possibile eventualit o occasione in cui per il bar-
biere fosse necessario abbigliarsi con quei vestiti
sfarzosi.
Tutto ci che pot fare fu mettersi in mente
un princpio generale riguardo al comportamento di
Sweeney Todd, e che consisteva nel fatto che, quali
fossero stati i suoi piani, quale fossero i suoi obi-
ettivi, non dovevano essere per uno scopo buono;
ma, al contrario, erano certamente intesi pi per il
compimento di qualche grande malvagit, poich la
sua indole era cattiva.
Cercher di capire di cosa si tratta, pens
Tobias, e far quel che posso per porre fine alla
sua malvagit, ma ho paura che sar molto poco
quello che riuscir a scoprire e ancor meno quello
che riuscir a fare. Ma devo provare. Far del mio
meglio.
Quello che poteva fare il povero Tobias contro
Sweeney Todd dobbiamo supporre fosse davvero
poco, poich quellindividuo non era uomo che
desse lopportunit di essere sconfitto, ed essendo
la persona pi senza scrupoli mai apparsa sulla fac-
cia della terra, quello a cui andava incontro Tobias
non era facile.
Dopo circa mezzora il barbiere torn e la sua
prima domanda fu: C qualcosa per me? S,
signore, disse Tobias, ci sono due pacchi e un
ragazzo venuto a dire che la carrozza sar pronta
alle sette e mezzo in punto.
Molto bene, disse il barbiere, bene: e nat-
uralmente, Tobias, mentre sono via dovrai stare at-
tento al negozio. Dovrei tornare tra mezzora, ri-
cordati e non pi tardi... e voglio trovarti qui, al tuo
posto. Se entrano clienti, d loro che il barbiere
chiuso. Mi hai capito? S, signore, certamente.
Sweeney Todd poi prese i fagotti che
contenevano i costosi vestiti e si ritir nel salotto e,
poich erano le sette, Tobias pens giustamente che
era andato a cambiarsi e aspett con grande curios-
it di vedere che aspetto avesse il barbiere nel suo
bel vestito.
Tobias non dovette pazientare a lungo, poich
dopo meno di venti minuti Sweeney Todd usc,
vestito allultima moda. Il suo panciotto era vera-
mente magnifico e alle sue dita aveva anelli cos
costosi che quasi abbagliarono la vista di Tobias
quando li guard, inoltre indossava una spada con
un manico ornato di pietre preziose, ma questa To-
bias laveva gi vista, poich si ricord di un gen-
tiluomo venuto per farsi sistemare i capelli che se
lera levata insieme al cappello.
Ricorda, disse Sweeney Todd, ricordati le
mie istruzioni e seguile alla lettera: non c dubbio
che alla fine sarai felice e indipendente.
Con queste parole, Sweeney Todd lasci il ne-
gozio e il povero Tobias annu con un lamento,
mentre ripeteva le parole felice e indipendente.
Ahim! Che ironia per quel uomo parlarmi cos...
spero solo di morire.
Ma lasceremo Tobias alle sue riflessioni e
seguiremo molto pi interessante il percorso
di Sweeney Todd che, per qualche ragione nota
solo a lui, stava recitando una parte e spendendo
grandi somme di denaro. Si diresse verso la scuder-
ia di cavalli a nolo l vicino dove trov i cavalli
legati a una bella carrozza. Per essere pi veloci,
Sweeney Todd sussurr alcune istruzioni al lacch
e il veicolo part in direzione ovest.
A quel tempo Hyde Park Corner era molto fuori
dalla citt, quasi in campagna e per raggiungerlo si
passava per campi di contadini e si usciva ancora
per un paio di miglia, e questo quello che fece
Sweeney Todd.
E mentre il nostro barbiere si sta dirigendo alla
meta, dobbiamo presentare al lettore il tipo di per-
sona che andava a incontrare vestito cos e per cui
credeva necessario affrontare cos grandi spese.
In quel periodo le follie e i vizi della nobilt
erano ancora pi vertiginosi di oggi e il tenore di
vita sfarzoso portava a spendere moltissimo denaro,
di conseguenza spesso ci si rivolgeva a un uomo di
nome John Mundel, una persona ricchissima di ori-
gine olandese, che si racconta guadagnasse grandi
somme di denaro prestando alla nobilt e ad altri
ci di cui avevano bisogno in caso di emergenza,
con tassi di interesse altissimi.
Ma non bisogna pensare che John Mundel pres-
tasse i suoi soldi a chicchessia. Tutto il contrario:
prima di scucire anche un solo scellino si assicurava
come garanzia gioielli, costosissimi soprammobili
o gli atti sul titolo di qualche propriet.
In realt, John Mundel non era niente pi che
uno strozzino dalto bordo e, anche se aveva un
ufficio in citt, solitamente riceveva i suoi clienti
pi aristocratici in casa sua, che distava circa due
miglia sulla Uxbridge Road.
Dopo questa spiegazione si pu facilmente im-
maginare il piano di Sweeney Todd: voleva pren-
dere in prestito da John Mundel una somma di den-
aro pari a met del vero valore delle perle, dargli il
filo come garanzia e quindi sbarazzarsene nel modo
pi semplice e veloce.
Non possiamo non riconoscere a Sweeney Todd
che il piano era quasi diabolico. Era un piano
pressoch perfetto con molte probabilit di riuscita.
Durante il suo tragitto, meditava su cosa dire
esattamente a John Mundel e, da ci che gi sap-
piamo di lui, dovremmo essere ben convinti che
Sweeney Todd non avrebbe fallito il piano per
troppa timidezza, ma che, al contrario, la sua auda-
cia gli avrebbe fatto buon gioco nella riuscita dello
stesso. Todd possedeva una grande abilit diplo-
matica e se la sorte gli avesse fatto avere migliori
natali, sarebbe sicuramente diventato un politico di
primo piano.
La villa di John Mundel che era chiamata con
il soprannome di Mundel House, era una grande e
bella struttura moderna, circondata da qualche acro
di giardino, di cui per lo strozzino non si occu-
pava, poich lintera anima era troppo monopol-
izzata dal suo amore per i soldi per permettergli
altre attivit. Se traeva qualche soddisfazione dal
giardino e dalla casa, quella soddisfazione era in-
teramente dovuta al fatto che aveva strappato la
casa, le terre e tutto il costoso mobilio al precedente
debitore, che era stato costretto a lasciare il paese
e a lasciare la sua intera propriet nelle mani
dellusuraio.
Fu un viaggio breve con quei cavalli veramente
prestanti che Sweeney Todd era riuscito a noleggia-
re per loccasione e presto si trov di fronte ai can-
celli di Mundel House.
Il suo primo scopo ora, era quello che lusuraio
vedesse con che seguito fosse arrivato fin l. Quindi
diede ordine al valletto che laveva accompagnato,
di suonare subito il campanello del cancello, per an-
nunciare che un gentiluomo in carrozza stava aspet-
tando di vedere il signor Mundel.
La commissione fu eseguita. E quando il servo
dello strozzino gli disse che la carrozza era costosa
e che, secondo lui, il visitatore doveva essere qual-
che nobile di alto rango, John Mundel si incurios
alla faccenda, cammin subito verso il cancello,
dove immediatamente si trov daccordo con
lopinione del suo servo, ammettendo a se stesso
che la carrozza era magnifica e presumendo subito
che appartenesse a qualche persona di alto rango.
Era piuttosto modesto, come sono sempre tali
uomini e, avanzando verso il lato della carrozza,
preg di sapere cosa desiderasse Sua Eccellenza,
perch avesse tanta premura. Vorrei sapere, disse
Sweeney Todd, signor Mundel, se siete disposto
ad aiutare a venir fuori da una piccola difficolt
economica una signora piuttosto illustre.
John Mundel gett di nuovo uno sguardo alla
carrozza e notando il ricco vestito del suo ospite,
pens di essere davanti a un lord. Di conseguenza
decise che era uno di quegli affari che gli avrebbero
fatto comodo. Il solo punto da chiarire per John
Mundel era il pegno che avrebbe ricevuto, in ogni
caso insistette con il suo ospite perch entrasse.
17. Il grande
cambiamento dei piani di
Sweeney Todd
Lobiettivo di Sweeney Todd, dal momento che
lusuraio aveva visto la carrozza, fu pienamente cen-
trato. Egli scese e non fece storie per entrare in casa
preceduto da John Mundel che, ogni attimo che pas-
sava, si convinceva sempre di pi dellaffare,
pensando che Sweeney Todd fosse un nobile di alto
rango.
Lo introdusse in una stanza splendidamente am-
mobiliata e dopo avergli offerto un rinfresco, che
Sweeney Todd rifiut educatamente, aspett senza
alcun segno di impazienza che il suo ospite chiarisse
lo scopo della sua visita.
Dovrei, disse Sweeney Todd, fare da tramite
tra voi e questa illustre signora per questa
transazione di denaro.
Certamente, disse il signor Mundel, una
signora molto illustre, presumo.
Molto illustre, davvero, ma deve essere cond-
izione di questo affare, se vi entrerete del tutto, che
voi non domandiate nulla circa la mia e la sua iden-
tit.
Non il mio modo abituale di condurre gli af-
fari, ma se il resto soddisfacente, non lo pretend-
er.
Molto bene. In quanto allespressione il resto
soddisfacente presumo che vi riferiate al pegno
offerto.
S, di grande importanza, mio signore.
Ho informato lillustre signora che, poich
laffare ammantato di mistero, il pegno doveva
essere molto sostanzioso.
Questo un modo adatto di portare avanti la
questione, o mio signore.
Mi domando, pens John Mundel, se un
duca, lo chiamer Vostra Grazia alla prossima oc-
casione e vedr se fa obiezioni.
Quindi, continu Sweeney Todd, la signora
mi ha messo in mano un pegno che vale molto pi
della somma che richiede.
Certamente, certamente, mi sembra appropri-
ato, Vostra Grazia. Posso chiedervi la natura del
pegno offerto? Gioielli.
Un pegno ampiamente soddisfacente. Stanno
in un piccolo spazio e il loro valore non si in-
flaziona.
Ma, disse il barbiere, anche se il loro valore
diminuisse, non far differenza per voi, poich
questa persona le riscatter onorevolmente.
Non ho il minimo dubbio su ci, Vostra
Grazia. Ho fatto losservazione con leggerezza,
solo una piccola caduta di tono, perdonatemi.
Certo, certo. Confido, prima di andare avanti,
che abbiate sufficienti sostanze per entrare
nellaffare.
Certamente le ho e, sono orgoglioso di dirlo,
per qualsiasi affare. Mostratemi il valore dei soldi,
Vostra grazia e vi mostrer i soldi... questo il mio
modo di fare affari. E nessuno pu dire che John
Mundel si sia mai ritirato da un affare che stato
portato onestamente davanti a lui e che lui consid-
eri degno di portare avanti.
sentendo parlare di voi in questo modo che
sono venuto qui. Che ne pensate di questo?
Sweeney Todd estrasse dalla sua tasca, con gran
disinvoltura, il filo di perle, e lo pos davanti agli
occhi dellusuraio che lo prese e lo fece scorrere
rapidamente attraverso le dita per alcuni secondi
prima di dire: Pensavo che ci fosse solo un filo di
perle come questo nel regno e che appartenesse alla
regina.
Bene, disse Sweeney Todd.
Chiedo umilmente perdono Vostra Grazia:
quanti soldi richiede, Vostra Grazia, per queste
perle? Dodicimila sterline il loro valore attuale,
se si imponesse la vendita; ottomila sono richiesti
da voi per pegno.
Ottomila una grossa somma. Come principio
generale presto solo la met del valore, ma in
questo caso, per fare un favore a Vostra Grazia e
alla illustre signora, far uno strappo alla regola e
vi prester la somma per un mese.
Va bene, disse Sweeney Todd, nascondendo
a fatica lesultanza che provava nel ricevere cos
tanti soldi da John Mundel rispetto a ci che si
aspettava e che certamente non avrebbe avuto, se
lusuraio non fosse rimasto completamente impres-
sionato dallidea che quelle perle appartenessero
alla regina e che aveva attualmente Sua Maest
come cliente.
Non pens realmente che fosse la regina a
volere dei soldi, ma che lei stessa avesse prestato
le perle al suo aristocratico per far fronte a una
qualche esigenza e che certamente sarebbero state
riscattate presto.
Complessivamente John Mundel non poteva
immaginare un affare migliore. Era giusto il tipo di
affare che avrebbe cercato e poterlo portare a ter-
mine era un fatto di grande soddisfazione, inoltre
era una porta aperta per altri affari di questo livello.
A che nome, Vostra grazia, disse, a che
nome devo intestare lassegno? Nel nome del
colonnello George.
Certamente, certamente. E se Vostra Grazia
vuole darmi un riconoscimento per ottomila, e nat-
uralmente sappiate che alla fine del prossimo mese
laffare sar rinnovato se necessario, vi dar un as-
segno per settemilacinquecento sterline.
Perch solo settemilacinquecento, quando
avete detto ottomila? Le cinquecento sono la mia
piccola commissione per laffare. Vostra Grazia ca-
pir che apprezzo estremamente che Vostra Grazia
si sia rivolto a me ed un mio punto donore farvi
pagare il minor prezzo possibile. Posso assicurare a
Vostra Grazia che potrei guadagnarci molto di pi,
ma il piacere di poter venire incontro al desiderio
di Vostra Grazia molto pi alto. Dunque desidero
sacrificarmi e perci dico cinquecento, quando in
realt dovrei dire mille, prendendo in consid-
erazione la grande scarsit di liquidi di cui dispongo
al momento. E posso assicurarvi Vostra Grazia
che....
Calmatevi..., disse Sweeney Todd, datemi i
soldi e se non fosse conveniente riscattare i gioielli
alla fine del prossimo mese, avrete certamente mie
notizie.
Ne sono pi che sicuro, disse John Mundel
e quindi firm un assegno di settemilacinquecento
sterline e lo porse a Sweeney Todd che lo intasc,
al settimo cielo per essersi sbarazzato delle perle,
anche se per una cifra ben pi bassa del loro valore.
Devo raccomandarvi, signor Mundel, disse,
lopportunit di tenere questo affare profonda-
mente segreto.
Davvero non ne avete bisogno, Vostra Grazia,
perch fa parte del mio mestiere usare la massima
discrezione. Non avrei pi clienti, Vostra Grazia, se
dovessi parlare in giro dei miei affari. No, questo
affare rimarr per sempre racchiuso nel mio cuore e
nessuna anima viva, tranne che Vostra Grazia ed io,
sapr cos successo.
Con ci, John Mundel accompagn osse-
quiosamente Sweeney Todd alla sua carrozza e due
minuti dopo il barbiere stava viaggiando verso la
citt, con ci che doveva considerare una piccola
fortuna nella sua tasca.
Dovremmo avere gi notato che Sweeney Todd,
dopo loccasione in cui and a vendere le perle al
gioielliere in citt, aveva fatto alcune modifiche nel
suo aspetto, cos che probabilmente non sarebbe
stato riconosciuto con certezza. Per esempio, non
avendo le basette, ne aveva messe un paio false, lar-
ghe e nere, per i baffi aveva fatto lo stesso. Aveva
aggiunto anche un po di colore alle sue guance e
aveva talmente alterato il suo aspetto che neanche
quelli che gli erano molto intimi lavrebbero ricon-
osciuto tranne che per la voce che, durante il suo
colloquio con John Mundel, aveva badato ad alter-
are, perch non voleva essere tradito da quel partic-
olare.
Ero sicuro che il mio piano avrebbe avuto suc-
cesso, mormor fra s e s, mentre andava verso
Londra e non sono stato ingannato. Per altri tre
mesi, andr avanti con il mio mestiere in Fleet
Street, cos da non destare alcun sospetto.
Rimase in silenzio per alcuni minuti, durante i
quali sembrava stesse meditando su qualcosa di dif-
ficile e poi disse improvvisamente: Bene, bene,
per quanto riguarda Tobias, penso che sarebbe pi
sicuro, indiscutibilmente, farlo fuori uccidendolo
piuttosto che metterlo in un manicomio e penso
che ci siano una o due persone a cui bisognerebbe
pensare. Devo farmi venire qualche idea....
Quando un uomo come Sweeney Todd in-
cominciava a pensare, non cera alcun dubbio che
stesse meditando un reato serio e chiunque avesse
potuto guardare la sua faccia, durante il tragitto
dalla casa dello strozzino alla citt, avrebbe capito,
dalla sua espressione, che i pensieri che lo
turbavano erano violenti e disperati, pensieri che
avrebbero atterrito chiunque, tranne lui.
Ma non era uomo da tirarsi indietro e, al con-
trario, pi le circostanze erano cupe e terrificanti,
pi lui ci sguazzava. Non c dubbio che lamore
per i soldi era il sentimento dominante nella mente
e nel cuore di Sweeney Todd, e che misurava ogni
cosa rispetto al guadagno o alla perdita che ne
avrebbe ricavato.
In un uomo del genere non poteva nascere alcun
problema di moralit: non c dubbio alcuno sul
fatto che avrebbe spontaneamente sacrificato
lintera razza umana per raggiungere i suoi scopi.
E cos durante il suo tragitto verso casa, probab-
ilmente, decise di gettarsi ancora pi a fondo den-
tro il suo lato criminale, di abbandonarsi ad atti che
un uomo non ancora cos profondamente invischi-
ato nel male, non avrebbe commesso.
Con un modo di ragionare tutto loro, uomini
come Sweeney Todd si consegnano al male, nas-
condendo quel male in nome di altri valori.
Quando cominciano a fare del male ne fanno
sempre di pi, vengono coinvolti nelle loro stesse
efferatezze: da qui una catena continua di atti crim-
inali che diventa questione di autodifesa. Un
cardine essenziale per la conservazione della loro
vita.
Probabilmente, Sweeney Todd, per gran parte
della sua esistenza, aspirava ad avere molti soldi e,
senza dubbio, con laiuto di un intelletto superiore
e con doti di astuzia e intraprendenza, era riuscito a
invischiare chiunque lo incrociasse sul suo destino.
Era ben consapevole di quella politica a sangue
freddo che insegna che pi sicuro distruggere che
accantonare gli strumenti con i quali un uomo si fa
strada faticosamente verso il potere e la fortuna.
Dovrebbero morire, disse Sweeney Todd,
gli uomini morti non raccontano storie,
dovrebbero morire tutti, donne e bambini com-
presi... ci sar, penso, un serio incendio in Fleet
Street. Ah! Ah! E verr salvata solo qualche cosa di
mia propriet.
Un grande cambiamento... sar un grande
cambiamento per me. Comincer una nuova carri-
era, la mia vecchia vita non esister pi. Con tutti
questi soldi sono in grado di aspirare a qualcosa di
meglio. Punter molto, ma molto in alto.
Queste a Sweeney Todd sembravano una serie
di piacevoli riflessioni e quando la carrozza entr in
Fleet Street, aveva stampato in volto un tale risoluto
sorriso che sembrava un demonio con sembianze
umane, dopo avere portato a termine la distruzione
dellintera umanit.
Quando raggiunse la scuderia di cavalli a nolo,
ordin di fermarsi l, senza portarlo fino a casa
e diede a tutti delle sontuose mance, cos che il
cocchiere e il lacch che lavoravano l entrambi
saltuariamente, non avrebbero fatto obiezioni se
Sweeney Todd avesse fatto ogni giorno una tale
spedizione, cos che avrebbero ricevuto una paga
generosa con un piccolo sforzo.
Poi cammin dalle scuderie verso casa, ma
nellarrivare l, una piccola delusione lo attendeva,
poich scopr con sua grande sorpresa che non cera
nessuna luce accesa e quando mise la sua mano
sulla porta del negozio e lapr, non cera traccia di
Tobias, che lui, Sweeney Todd, chiam ad alta voce
nel momento stesso in cui mise piede nel negozio.
Poi un sentimento di grande agitazione scosse il
barbiere che brancol con ansia in cerca di alcuni
fiammiferi, con laiuto dei quali sperava di procur-
arsi una luce e poi una spiegazione per la misteriosa
assenza di Tobias.
Ma per raccontare nel modo pi chiaro come
era possibile che Tobias avesse avuto tanta tem-
erariet, contraddicendo apertamente gli ordini del
suo padrone, dobbiamo dedicare al ragazzo un cap-
itolo specifico, che far luce sulle circostanze.
18. Le avventure di Tobias
durante lassenza di
Sweeney Todd
Tobias suppose, giustamente, che quando
Sweeney Todd disse che si sarebbe assentato per
mezzora, disse un lasso di tempo cos breve per
tenere allerta la vigilanza del ragazzo ed evitare che
approfittasse di unassenza pi prolungata. Proprio
lo stile e il modo con cui era uscito escludevano la
possibilit che lui si allontanasse per un cos breve
tempo e quel comportamento diede seriamente da
pensare a Tobias su una situazione che stava divent-
ando ogni giorno pi intollerabile.
Il ragazzo aveva la sensazione di non potere sop-
portare di pi di quanto non stesse sopportando e
che, in poco tempo, quel tipo di vita lavrebbe
portato alla distruzione.
insopportabile, disse, e non so cosa fare,
e poich Sweeney Todd mi ha detto che il garzone
che aveva prima impazzito e ora si trova in una
cella del manicomio, sento che questo sar il mio
destino e che anche io far quella terribile fine. A
quel punto nessuno creder pi a una sola parola di
quel che dico e mi considereranno pazzo.
Dopo poco, quando il buio aument, accese una
lampada che era appesa in negozio e che, finch era
chiuso per la notte, solitamente emanava un pallido
raggio di luce dalla finestra. Poi si sedette a pensare
di nuovo, e si disse: Se solo potessi raccogliere un
po di coraggio e chiedere a mia madre di questo
furto che Sweeney Todd le attribuisce e lei mi as-
sicurasse che falso e che non ha mai commesso
un tale atto... ma per me troppo terribile farle una
simile domanda, magari sentendomi rispondere che
vero. E penso anche a lei, a come sarebbe scioc-
cante essere costretta a confessare a me, suo figlio,
una tale scelleratezza.
Questi erano i nobili sentimenti che impedirono
a Tobias di chiedere a sua madre del furto di cui
Todd laccusava, unaccusa troppo terribile anche
solo da pensare eppure, date le circostanze, pi che
probabile da sospettarsi vera.
Purtroppo il ragionamento di Tobias non an-
dava molto a fondo, egli esaminava solo il fatto
compiuto e non le ragioni che ci stavano dietro.
Ma non possiamo certo aspettarci da un sem-
plice ragazzo un ragionamento e una presenza di
spirito tali da scaturire solitamente da una vasta
conoscenza del mondo e da molte esperienze di
vita.
Era pi che sufficiente la sua sensibilit, a ra-
gionamenti pi complessi sarebbe sicuramente ar-
rivato col tempo. Ma in questa occasione pi che in
altre, Tobias sembrava completamente sopraffatto
dalle circostanze e il suo contegno irrequieto poteva
quasi lasciare pensare che la pazzia tanto temuta si
fosse veramente impadronita di lui.
Serr le mani e pianse, inframmezzando i suoi
singhiozzi con tristi parole, lamentandosi amara-
mente della situazione, finch improvvisamente
salt in piedi, esclamando: Questa notte la far fi-
nita. Non lo sopporto pi. Scapper da qui e cerch-
er fortuna altrove. Qualsiasi tipo di difficolt, peri-
colo e persino la morte, meglio della terribile vita
che conduco.
Fece alcuni passi verso la porta e poi si ferm,
dicendo a voce bassa: Todd sicuramente non
rincaser che tra molto tempo e perch non dovrei
afferrare la sola opportunit che potr mai avere
per perlustrare questa casa e capire finalmente quali
terribili misteri essa cela.
Fece una pausa durante questo pensiero e con-
sider bene il rischio che correva, un rischio molto
elevato; per era disperato e con una fermezza che
a stento avremmo potuto aspettarci da lui, decise di
passare allazione, azione che Todd avrebbe quasi
certamente punito con la morte.
Chiuse la porta del negozio dallinterno con il
catenaccio, cos che nessuno avrebbe potuto inter-
romperlo, poi si guard accuratamente intorno in
cerca di un arnese con il quale avrebbe potuto scas-
sinare la porta del salotto. Un arnese che sarebbe
servito a quello scopo, se Tobias avesse deciso di
procedere in quel modo, era la sbarra di ferro che,
quando la bottega era chiusa, fermava la saracin-
esca.
Molto agitato, quasi delirando, Tobias afferr
questa sbarra, avanzando verso la porta del salotto
e con un solo colpo frantum la serratura in mille
pezzi cos che la porta cedette.
Nel momento in cui comp lazione, ci fu un
fracasso di vetri rotti e quando Tobias entr nella
stanza vide che sul suo pavimento cera un bicch-
iere da vino rotto in mille pezzi e fu sicuro che era
stato messo l da Sweeney Todd, come rivelatore
se qualcuno avesse pensato di entrare dove non si
doveva.
E ora Tobias sent che era cos coinvolto che
avrebbe dovuto andare fino in fondo e di con-
seguenza accese la candela che aveva trovato sul ta-
volo del salotto e continu nelle sue ricerche. Molti
degli armadi nella stanza li apr senza fatica e in
questi non trov niente di strano, ma ce nera uno
che non riusciva ad aprire. Cos, senza un momento
di esitazione, fece di nuovo ricorso alla sbarra di
ferro e ruppe la serratura. Quando lanta si spa-
lanc, con sua sorpresa, ruzzolarono fuori
dallarmadio una tale quantit di cappelli di tutti
i tipi e di tutti i generi con fibbie doro, a tre
punte, quadrati da formare quasi un museo del
cappello e provocarono grande sbigottimento nella
mente di Tobias, allo stesso tempo gli conferma-
rono alcuni pensieri e supposizioni che aveva for-
mulato riguardo a Sweeney Todd.
Questo era lunico armadio chiuso a chiave,
sebbene ci fosse unaltra porta che sembrava aprirsi
su qualcosa di ignoto. Quando Tobias la ruppe con
la sbarra di ferro, scopr che portava alla rampa di
scale che conduceva ai piani superiori della casa,
quei piani superiori che Sweeney Todd, con tutta la
sua avarizia, non avrebbe mai fatto vedere a nes-
suno, e le cui persiane erano tenute sempre chi-
use, cos che i dirimpettai non avrebbero potuto
sbirciare dentro quelle stanze.
Anche se sapeva che non cera nessuno in casa
tranne lui, Tobias sal la rampa di scale con passi
lenti e cauti.
Andr prima nelle stanze allultimo piano, si
disse, esaminer la casa da cima a fondo e poi, se
Sweeney Todd dovesse tornare improvvisamente,
avrei pi possibilit di sentirlo che se iniziassi da
sotto per poi salire.
Applicando questo prudente piano, sal
allattico che aveva tutte le porte spalancate e non
trov nulla di strano.
Scese al secondo piano con lo stesso risultato
e una grande delusione cominci a impadronirsi di
lui al pensiero che, dopo tutto, quello che cera
nella casa del barbiere non ripagava la seccatura
dellispezione.
Ma quando arriv al primo piano ebbe molti
motivi per cambiare la sua opinione. Le porte erano
chiuse e dovette aprirle con violenza e, quando vi
entr, scopr che erano parzialmente arredate e
contenevano una grande quantit di mobili di tutti i
tipi e di tutti i generi.
In un angolo cera una grande quantit di ba-
stoni da passeggio, alcuni dei quali di tipo molto
costoso, con manici intarsiati doro e dargento e
in un altro angolo cera una grande quantit di om-
brelli, almeno un centinaio.
Cerano stivali e scarpe, distesi sul pavimento,
parzialmente coperti, come per proteggerli dallo
sporco, cerano trenta o quaranta spade di diversi
stili e modelli, alcune di queste sembravano avere
lame molto taglienti e in uno o due casi erano ricca-
mente decorate.
A un lato di una delle due grandi stanze in
fondo cera un grande scrittoio dallaspetto antico e
con tanti cassetti che potevano essere sufficienti per
almeno un paio di quei mobili.
Questo era chiuso molto bene e presentava pi
difficolt nellaprirlo, rispetto alle porte, poich la
serratura era molto solida e apparentemente ines-
pugnabile. Ce ne volle per romperla, ma alla fine,
usando la sbarra come una sorta di leva, invece che
come un martello, Tobias riusc ad aprire lo scrit-
toio e i suoi occhi furono violentemente accecati
per la grande quantit di gioielli e ciondoli di ogni
sorta che si mostrarono al suo sguardo.
Cera un gran numero di orologi, catene doro,
scatole da tabacco doro e dargento e un grande as-
sortimento di anelli, fibbie di scarpe e spille.
Questi manufatti dovevano essere di grande
valore e Tobias non pot evitare di esclamare ad
alta voce: Come pu Sweeney Todd essere entrato
in possesso di questi articoli, se non uccidendo i
loro proprietari? Questa, infatti, sembrava
unipotesi molto probabile e ancora di pi quando
in unaltra parte dello scrittoio Tobias trov molti
vestiti.
Rimase con la candela in mano, guardando tutta
quella roba per pi di un quarto dora e poi un pen-
siero improvviso e naturale gli pass per la mente:
con anche pochissimi di quegli oggetti avrebbe po-
tuto risolvere completamente i suoi problemi e
quelli della madre. Allung la mano verso la massa
luccicante, ma poi la ritrasse con un tremito,
dicendo: No, no questo bottino un bottino di
morte. Lasciamo che Sweeney Todd lo tenga per s
e se ne riempia gli occhi. Non me ne verrebbe nulla
di buono a portarli via: porteranno sfortuna insieme
ad ogni ghinea in cui verrebbero convertiti.
Mentre parlava, sent lorologio di St Dunstan
battere le nove e trasal udendo il suono, poich gli
ricordava che Sweeney Todd era in ritardo gi di
unora rispetto a quanto gli aveva detto, cos che
cera una probabilit di un suo imminente ritorno e
non sarebbe stato prudente indugiare ancora in casa
sua.
Devo andarmene, devo andarmene, vorrei
vedere ancora il viso di mia madre prima di lasciare
Londra, forse per sempre. Dovrei dirle del pericolo
in cui versa a causa della conoscenza del suo se-
greto da parte di Sweeney Todd... no, no, non posso
parlarle di questo, devo andare e lasciarla al suo
destino, sperando che tutto si volga a suo favore.
Buttando gi la sbarra di ferro che gli aveva
reso un cos buon servizio, Tobias non si ferm per
chiudere quei ricettacoli che contenevano il bottino
che Sweeney Todd aveva rubato alle persone assas-
sinate, ma si precipit di sotto nel salotto, dove i
cappelli che erano caduti fuori dallarmadio erano
ancora sul pavimento sparsi in modo disordinato.
Fu un raptus strano ed improvviso pi che
unazione frutto di un ragionamento: si appropri di
un dei cappelli che giacevano a terra.
Per puro caso prese un cappello esageratamente
bello, di fattura raffinata e di tessuto pregiato. Do-
podich Tobias, sentendosi spaventato per il rientro
di Sweeney Todd, non curandosi di niente, usc dal
negozio, semplicemente tirandosi dietro la porta e
poi si affrett sulla strada verso il Temple come una
lepre braccata, poich il suo grande desiderio era
vedere la madre e aveva una vaga idea che il pi-
ano migliore per scappare dalle grinfie di Sweeney
Todd sarebbe stato imbarcarsi al pi presto.
Come tutti i ragazzi della sua et, che non
sapevano niente della vita da marinaio, quel tipo di
esperienza gli pareva meravigliosa.
Un marinaio di terra e un marinaio di mare
sono due cose molto diverse, ma nella testa di To-
bias Ragg, un marinaio era qualcuno che si ubri-
acava sempre, spendeva soldi e raccontava storie
fantastiche. Non c da meravigliarsi, allora, che
quella professione si presentasse sotto colori cos
avvincenti a tutti quelli come Tobias. Allora come
oggi era una sorta di patto generale che la vera
condizione del marinaio fosse mistificata in ogni
modo e forma possibile sia dai romanzieri che dai
drammaturghi. Non c da meravigliarsi che chi
non avesse unesperienza diretta di quella vita, non
riuscisse neanche lontanamente a immaginarsi la
durezza e i pericoli che il mare porta.
Andr per mare, esclam Tobias, s, andr
per mare.
Mentre disse queste parole, super la porta del
Temple che introduceva al Whitefair, in cui
dimorava sua madre, cercando di tirare avanti come
meglio poteva.
Fu molto sorpresa (poich per caso si trovava in
casa) della visita inaspettata di suo figlio Tobias e,
non appena lo vide, fece un debole urlo facendo ca-
dere un ferro da stiro vicino al suo piede.
Madre, disse, non posso pi lavorare con
Sweeney Todd, non chiedetemi il perch.
Non puoi pi lavorare con un uomo rispet-
tabile? Un uomo rispettabile, madre! Ahim,
ahim, quanto poco sapete di lui! Ma cosa sto
dicendo? Non posso parlare! Oh, quel maledetto,
maledetto candeliere!.
Ma come vivrai? E cosa intendi quando dici
maledetto candeliere? Scusatemi... non volevo
dirlo! Addio madre! Vado a imbarcarmi.
A imbiancare che cosa, mio caro?, disse la si-
gnora Ragg, che aveva pi difficolt a parlare del
becchino di Amleto. Non sai quanto sono grata a
Sweeney Todd.
S, lo so. Ed questo che mi fa stare cos male.
Addio, madre, forse per sempre! Se posso, natural-
mente, vi dar mie notizie, ma non posso pi rim-
anere qua.
Oh, cosa hai fatto, Tobias... cosa hai fatto?
Niente... niente! Ma Sweeney Todd ... .
Cosa.... che cosa? Non importa... non im-
porta! Niente... niente! E ora non posso tenere per
me il segreto del candeliere.
Non lo nominare, disse la signora Ragg, non
ne voglio sentire parlare.
Allora, vero? S, ma te lha detto il signor
Todd? S... s. Ho detto una cosa che non pensavo
potesse mai uscire dalle labbra. Addio, madre, ad-
dio per sempre!.
Tobias usc in fretta dalla casa, lasciando la vec-
chia signora Ragg sorpresa dal suo comportamento
e con un forte sospetto che la pazzia lavesse col-
pito.
Il Signore abbia piet di noi, disse, cosa
devo fare? Sono sorpresa che il signor Todd gli ab-
bia raccontato del candeliere. vero, ma non era
una storia cos edificante. Me lo ricordo come se
fosse ieri: era un inverno molto rigido e mi stavo
occupando di alcune stanze, quando Todd arriv
per rasare il gentiluomo e lo vidi con i miei occhi
mettersi un candeliere dargento in tasca. Quindi
andai al suo negozio e cercai di convincerlo a rid-
armelo, riuscendoci. Lo riportai in camera e lo rim-
isi esattamente nel punto da dove laveva preso.
Senza dubbio, disse la signora Ragg, dopo
una pausa di pochi momenti, senza dubbio stato
un buon amico per me da allora, ma credo pi per
la paura che lo andassi a denunciare. Del resto dob-
biamo fare buon viso a cattivo gioco e quando To-
bias se ne accorger, torner al suo lavoro, ne sono
sicura poich, dopo tutto, molto stupido per lui
prendersela tanto perch il signor Todd abbia rubato
o meno un candeliere di argento.
19. Lo strano odore nella
vecchia chiesa di St
Dunstan
In quel tempo, mentre si svolgevano i fatti della
nostra strana e movimentata storia, i pii frequentatori
della chiesa di St Dunstan cominciarono a sentire un
odore disgustoso che pervadeva tutto il sacro edifi-
cio.
Invano le vecchie signore che venivano ad ascol-
tare i sermoni, sebbene fossero troppo sorde per af-
ferrarne nemmeno un terzo, si portavano dietro boc-
cette di sali e altri mezzi per distrarsi lolfatto; quella
sorta di terrificante odore di ossario sarebbe di-
ventato ancora pi terribilmente e sgradevolmente
forte.
E il reverendo Joseph Stillingport, il pastore
regolare, sentiva lodore dal pulpito; ed era stato
visto starnutire durante un pio sermone e premersi
davanti al pio naso un fazzoletto intriso di
unessenza forte e balsamica, per cercare di sopraf-
fare la terribile esalazione.
Lo sfiatatoio dellorgano e lorganista erano en-
trambi soffocati, poich il terribile odore sembrava
provenire dalla parte superiore della chiesa;
sebbene anche le persone sedute nella parte della
chiesa che veniva chiamata la fossa non rius-
civano affatto a sfuggirlo.
I custodi si guardavano lun laltro nei loro ban-
chi con volti alterati e avevano quasi paura di res-
pirare. Lunica persona che non si lamentava del
terribile odore nella chiesa di St Dunstan era una
vecchia. Lei aveva perso le facolt olfattive in se-
guito a una grave malattia, il che, in quella
situazione, risultava molto utile.
Alla fine, comunque, il flagello divenne tal-
mente intollerabile che il sagrestano, il cui compito
era di aprire le porte della chiesa la mattina, si mise
ad arrivare con la chiave massiccia in una mano
e un panno imbevuto di aceto nellaltra, proprio
come si usava fare durante la grande peste di Lon-
dra. Non appena aperte le porte, scappava dallaltra
parte della strada.
Ah, signor Blunt!, diceva al libraio che
abitava di fronte, ah, signor Blunt! Sono costretto
a fuggire, almeno finch laria dellatmosfera non
si mescola con il fetore che viene dalla chiesa.
Da ci, si capir che il sagrestano era un uomo
piuttosto erudito e che senza dubbio frequentava
qualche scuola di meccanica istituita a quei tempi,
dove imparava qualcosa di tutto, tranne che di
quello che avrebbe potuto tornargli in qualche
modo utile.
Come si potrebbe presumere dal fatto che la
cosa era andata avanti per alcuni mesi, cominci
a risvegliarsi una certa attenzione sulla possibilit
di porvi rimedio; questo perch, nella grande citt
di Londra, qualsiasi tipo di flagello ha bisogno di
raggiungere unet venerabile prima che qualcuno
pensi di rimuoverlo; e dopo tutto, abbastanza
chiaro che questo pu diventare un buon argomento
contro la sua rimozione totale.
Ma alla fine, i custodi cominciarono a temere
che il risultato sarebbe stato unepidemia pestilen-
ziale, se avessero sopportato ancora a lungo quel
terribile tanfo e che sarebbero stati tra le prime vit-
time. Cos cominciarono a chiedersi gli uni con gli
altri che cosa si sarebbe potuto fare per evitare tutto
ci.
Probabilmente, se a questo terribile odore,
evocativo comera di tutti i tipi di orrori, fosse
cortesemente piaciuto di confinarsi in una localit
povera, nessuno ne avrebbe parlato; ma se di fatto
diveniva offensivo per un gentiluomo che assisteva
alla messa recitata dal pulpito, e cominciava a
rendersi percepibile alle pur assonnate facolt sen-
sorie dei custodi della chiesa di St Dunstan in Fleet
Street, cos da impedir loro di sonnecchiare durante
il sermone pomeridiano, diventava davvero una
questione molto seria.
Che cosera, da che cosa poteva dipendere e
che cosa bisognava fare per sbarazzarsene: queste
erano le domande ansiose che la gente si scambiava
a destra e a sinistra sul grave flagello, senza che il
flagello stesso concedesse una risposta.
Ma ora su un fatto sembravano tutti essere
daccordo: che la puzza proveniva, e in qualche
modo doveva per forza provenire, da sotto le volte
della chiesa.
Finch il pio e per nulla sagace signor Batter-
wick, che viveva di fronte, osserv: Com pos-
sibile? Dato che stato provato a sufficienza da
tutti i libri disponibili che da molto tempo nessuno
stato bruciato sotto la volta, sarebbe una cosa molto
sconveniente che i morti, dopo aver smesso di puz-
zare ed essere fastidiosi, dovessero tutti venire
nuovamente bruciati laggi, il che sarebbe doppia-
mente peggiore rispetto alla prima volta.
E anche i mercoled, a volte, quando i pii fedeli
non erano soddisfatti della devozione del sabato e
ricominciavano di nuovo nel mezzo della settim-
ana, il tanfo era seriamente terribile.
Di fatto era cos pestilenziale che qualche mem-
bro della congregazione era costretto ad andarsene,
e sgattaiolare in Bell Yard, dove si trovava il ne-
gozio di pasticci di Lovett e infine l rilassarsi con
un pasticcio di maiale o vitello, affinch le loro boc-
che e nari si colmassero di un sapore squisito e pi-
acevole, invece che di un odore che andava decis-
amente in direzione opposta.
Pi avanti si dovette tenere una cresima alla
chiesa di St Dunstan, al che si riun una grande
quantit di persone, poich il vescovo in persona
avrebbe tenuto il sermone dopo la cresima; e stava
per scoppiare anche un gran bel trambusto su qual-
cosa che nessuno aveva capito bene.
I preparativi, come dicevano i giornali, fer-
vevano su vasta scala, senza badare a spese, per
aggiungere lustro alla cerimonia e sorprendere il
vescovo al suo arrivo mostrando che le autorit di
St Dunstan non scherzavano e che quella era una
cresima di gran valore. La cresima si doveva tenere
a mezzogiorno e le campane suonarono fin dal mat-
tino con i loro pi pii rintocchi, poich non capitava
tutti i giorni che le autorit di St Dunstan attirassero
un vescovo, e quando accadeva erano determinati a
fare di tutto per lui.
E i numerosi notabili, inclusi i custodi e persino
il sagrestano, erano in un insolito stato di
agitazione, e correvano di qui e di l e si ostacol-
avano a vicenda, come fanno sempre le autorit
durante le occasioni pubbliche.
Tra quelli che guardavano solo alla superficie
delle cose e si accalcavano ad ammirare gli ele-
menti grandiosi e magnifici dei preparativi, il
sagrestano certo reggeva la palma del trionfo,
avvolto in un cappello a tricorno e in un cappotto
completamente nuovi, e di certo aveva un aspetto
splendido in quelloccasione. Inoltre, il sagrestano
era stato selezionato bene e con giudizio, e le autor-
it parrocchiali non facevano segreto che, quando
si trattava di eleggere il sagrestano, mettevano tutto
il peso della loro influenza sulla scelta di quel can-
didato che aveva la fortuna di essere il pi alto e, di
conseguenza, avrebbe indossato il costume ufficiale
con uneleganza alla quale nessun uomo pi basso
avrebbe potuto in alcun modo aspirare.
Alle undici e mezza il vescovo fece la sua
cortese apparizione e fu debitamente introdotto in
sagrestia, dove un confortevole fuoco fiammeggia-
va nel camino e sulla tavola cerano alcuni polli
freddi e delle bottiglie di vino pregiato; perch cres-
imare un buon numero di persone, e tenere un ser-
mone, non era considerato uno scherzo, e avrebbe
dovuto, per quanto ne sapevano, stimolare grande
appetito nel vescovo.
E con unaria dolce e cortese il vescovo sor-
rideva, salendo i gradini della chiesa di St Dunstan.
Comera cortese con i custodi e, a dire il vero,
sorrise anche a un povero, miserabile ragazzo che
chiedeva lelemosina che, con gli occhi spalancati
e il berretto in mano, vedeva per la prima volta un
vescovo in carne ed ossa.
Senza dubbio il sagrestano lo rimprover,
subito dopo il passaggio del vescovo, per aver
avuto larroganza di osservare un personaggio cos
importante, ma dopotutto cosaltro ci si potrebbe
aspettare in una situazione del genere, se non la
prova che il detto secondo il quale il gatto pu
osservare il re, non ugualmente applicabile ai
ragazzi che chiedono lelemosina ai vescovi.
Quando il vescovo arriv nella sagrestia, il
pastore gli rivolse alcune parole di ossequio ma,
per una ragione o per laltra, il mite sorriso se ne
era gi andato dalle labbra del grande personaggio,
il quale, interrompendo il vicario durante il suo
fluido periodare, esclam: S, benissimo, ma che
cos questo terribile tanfo? I custodi emisero un
gemito, poich si compiacevano dellillusione che
forse il vescovo non avrebbe notato quellodore ter-
ribile o che, se lavesse notato, avrebbe pensato che
fosse casuale e non avrebbe detto nulla; ma ora in-
vece laveva proprio menzionato e tutti si resero
conto che le loro speranze erano andate al vento, ed
era necessario dire qualcosa.
C sempre questo terribile odore di ossario,
qui? Temo proprio di s, disse uno dei custodi.
Temo!, disse il vescovo. Sicuramente lo
sapevate; mi sembrate un tipo piuttosto distratto,
uno che gira col naso allaria.
S, rispose il fabbriciere, molto confuso, ho
lonore e ho il piacere di informarvi, mio caro si-
gnor vescovo... voglio dire che ho lonore di in-
formarvi che questo odore sempre qui.
Il vescovo annus laria pi volte, poi aggiunse:
tremendo; e spero che la prossima volta che ver-
r a St Dunstan avrete sia il piacere sia lonore di
informarmi che se ne andato.
I custodi si inchinarono e poi si ritirarono in
un angolo remoto, e confabularono amareggiati:
Questa lultima visita e non c da meravigliarsi,
sembra un puro dispetto che lodore oggi sia dieci
volte peggiore.
E cos era, poich sembrava sprigionarsi da
tutte le crepe del pavimento della chiesa con una
forza e una tenacia veramente terribili.
Non tremendo? Lo sapevate gi che lodore
di St Dunstan era cos cattivo?, e tutti erano
daccordo che non avevano mai sentito niente di pi
terribile, poich era veramente spaventoso e lo era
sul serio.
Lansia del vescovo di andare via era ab-
bastanza evidente e se avesse potuto sgusciare via
in modo conveniente senza cresimare nessuno, non
c dubbio che lavrebbe fatto, lasciando la con-
gregazione al suo destino, qualunque fosse.
Non poteva farlo, per poteva tagliare corto, e
cos fece. Le persone si ritrovarono cresimate ancor
prima di rendersi conto di dove fossero e il vescovo
in nessun modo sarebbe pi rientrato in sagrestia,
pertanto si affrett gi dalle scale della chiesa e si
precipit nella sua carrozza, cos dimostrando che
nemmeno la santit ce la pu fare contro il fetore
pi abominevole.
Com ovvio, dopo questo episodio il tema as-
sunse un aspetto molto pi drammatico e il giorno
dopo si tenne un incontro solenne di tutte le autorit
della chiesa, in cui si giunse alla soluzione di as-
sumere degli uomini per sottoporre a un esame
completo e approfondito tutte le volte di St Dun-
stan, al fine di scoprire, se possibile, da dove di pre-
ciso provenisse labominevole puzzo.
E poi si decise che il fetore doveva essere sop-
presso e che bisognava informare il vescovo che era
stato soppresso e che perci poteva tornare a visit-
are la chiesa in tutta sicurezza.
20. Come si comport
Sweeney Todd dopo la
partenza di Tobias
Abbiamo lasciato il barbiere nella sua bottega,
molto meravigliato che Tobias non avesse risposto
al suo appello, ma ancora poco convinto che avesse
potuto compiere quelle azioni al massimo della mal-
vagit, di cui invece sappiamo che Tobias era vera-
mente colpevole.
Si ferm per qualche istante e sollev la candela
che si era procurato guardandosi intorno con aria in-
quisitoria, poich, in realt, non credeva possibile
che Tobias avesse vinto il terrore verso di lui,
Sweeney Todd, al punto da riuscire a compiere una
qualche azione per liberarsi. Ma quando vide che la
serratura della porta del salotto era aperta, la con-
cretezza della furia ebbe la precedenza su ogni altro
sentimento.
Lo scellerato!, url, Ha veramente osato
consumare unazione che pensavo non si sarebbe
nemmeno mai sognato di fare? possibile che sia
arrivato a un tal punto di sospetto da avermi per-
quisito la casa?.
Che Tobias, comunque, fosse arrivato a un tal
punto di sospetto, il barbiere lo scopr presto, e
quando entr in salotto e vide che cosa era real-
mente successo, e che inoltre non gli era sfuggita la
porta che dava sulle scale e portava alla parte su-
periore della casa, si infuri del tutto, e ci volle un
bel po di tempo prima che si calmasse a sufficienza
per riflettere sulla probabile e possibile dimensione
del pericolo che avrebbe potuto correre in seguito a
queste azioni.
Quando finalmente si calm, la sua mente
sempre attiva gli disse che al momento non cera
molto da temere, poich molto probabilmente To-
bias, avendo ancora davanti agli occhi lo spaurac-
chio di quello che avrebbe potuto fare a sua madre,
era fuggito; e, con tutta probabilit, borbott il
barbiere, si portato dietro qualcosa che mi per-
metterebbe di inchiodarlo con il marchio della rap-
ina: anche di questo dovr occuparmi.
Dopo avere sprangato la porta del negozio,
prese la candela e sal nella parte superiore della
casa, ossia al primo piano, dove presto avrebbe
scoperto tutto.
Vide subito lo scrittoio aperto con tutto lo scin-
tillio dei gioielli in mostra; guardando attonito il
mucchio di preziosi, balbett: Non so davvero
bene che cosa c qui, per essere in grado di dire se
mi hanno derubato o meno di qualcosa, per il den-
aro so quant, anche se non conosco il numero pre-
ciso di gioielli che contiene questo scrittoio.
Apr un piccolo cassetto che era completamente
passato inosservato al minuzioso esame di Tobias,
e si mise a contare una gran quantit di ghinee che
erano l.
Queste sono giuste, disse appena ebbe finito
la sua verifica, queste sono giuste e non ne ha toc-
cata neanche una.
Poi apr un altro cassetto, in cui cerano un
mucchio di soldi dargento avvolti nella carta, e allo
stesso modo cont attentamente anche questi, e fu
soddisfatto che la cifra gli tornasse.
stano, disse, che non abbia preso niente,
ma forse molto meglio che sia cos, visto che
mostra una sana paura di me. Con una minima
ispezione si sarebbe accorto di questi gruzzoli di
monete; e poich per non lha fatta, e non ha
scoperto niente, mi sembra decisivo il fatto che non
abbia preso niente: forse lo scoprir pi facilmente
di quanto mi immagini.
Si rifugi di nuovo nel salotto e si spogli con
cura di tutto ci che gli aveva permesso di avere
la meglio su John Mundel, e si rimise i suoi soliti
vestiti, dopo di che chiuse la casa e usc, dirigendosi
verso la modesta dimora della signora Ragg, con
la speranza di avere notizie di Tobias, in modo da
ricevere unindicazione su dove cercarlo, poich in-
tendeva cercarlo; ma quali fossero le sue intenzioni
precise avrebbe avuto difficolt lui stesso a precis-
arlo, finch non lavesse trovato.
Quando raggiunse la casa della signora Ragg e
fece la sua comparsa improvvisa davanti a quella
donna, che sembrava per una ragione o per laltra
sempre intenta a stirare e a fare cadere il ferro
quando qualcuno le veniva fra i piedi, le domand:
Dove andato vostro figlio Tobias dopo avervi
lasciato stanotte? Signore! Signor Todd, siete
voi? Siete praticamente un mago, signore, poich in
effetti era qui; ma, Dio vi benedica, non so dove sia
andato pi di quanto sappia dov nascosto luomo
della luna. Ha detto che sarebbe andato per mare,
ma sono sicura che non avrei dovuto crederci, che
non avrei proprio dovuto farlo.
Per mare! Allora c la possibilit che scenda
gi al porto, ma sicuramente non stanotte. Vi as-
pettate che torni qui a dormire? Bene, signore,
un ottimo pensiero da parte vostra, e in effetti
dovrebbe tornare qui a dormire, per quanto non mi
risulti affatto.
Ma non ne siete sicura.
Non me lha detto; ma sapete, signore,
dovrebbe venire, nonostante tutto.
Vi ha detto la ragione per cui mi lascia? No
davvero, signore; non lha fatto e mi sembrato un
po fuori di s.
Ah! Signora Ragg, disse Sweeney Todd, ve
ne siete accorta anche voi. Dal primo momento che
venuto al mio servizio, ho capito con certezza
che era fuori di s. Si comportava in modo troppo
strano e presto mi convinsi che era proprio cos,
e sono preoccupato per lui, bisognerebbe darsi da
fare per curarlo da quella malattia, perch una
cosa seria e terribile, e se non la prendiamo per
tempo, sar la morte di Tobias.
Queste parole, pronunciate con solenne seriet,
ebbero uno strepitoso effetto sulla signora Ragg
che, come la maggior parte delle persone ignoranti,
cominci immediatamente a corroborare quello di
cui pi aveva paura. Oh, troppo vero, disse,
troppo vero. Ha detto alcune cose strane stanotte,
signor Todd, e ha detto che aveva qualcosa da rac-
contare ma che era troppo spaventoso e non ci rius-
civa. Ora lidea, sapete, signor Todd, di avere qual-
cosa da raccontare e non dirla subito, abbastanza
strana.
Davvero; e sono sicuro che non certo colpa
vostra, signora Ragg; ma silenzio! Cos? Bus-
sano, signor Todd.
Silenzio, fermatevi un momento, e se fosse
Tobias? Santo cielo! Non pu essere lui, perch
sarebbe entrato direttamente.
No; ho messo il catenaccio alla porta, perch
volevo parlarvi da solo: perci potrebbe anche es-
sere Tobias, dopo tutto; fatemi nascondere da qual-
che parte, cos potr sentire quello che dice, in
modo da poter valutare quanto sia intaccata la sua
mente. Non esiter a fare qualcosa per lui, costi
quel che costi.
C la credenza, signor Todd. A dire la verit
c dentro qualche casseruola sporca e una padella
per friggere, e certamente non un posto adatto per
chiedervi di nascondervi.
Non vi preoccupate, non vi preoccupate; fate
solo attenzione, per amore della vita di Tobias, di
non dire che sono qui.
Nel frattempo si sentiva bussare sempre pi
forte e, appena Sweeney Todd riusc a infilarsi nella
credenza insieme alle casseruole e alle padelle della
signora Ragg, e a nascondersi per bene, lei apr la
porta; e, in effetti, era proprio Tobias che accaldato,
stanco, e con aspetto spaventosamente pallido, en-
tr barcollando nella stanza.
Madre, disse, ci ho ripensato, e sono tornato
da voi.
Bene, pensavo che lavresti fatto, Tobias; ed
una buona cosa che tu labbia fatto.
Ascoltatemi: avevo pensato di fuggire
dallInghilterra per sempre e di non rimetterci mai
pi piede, ma ho completamente cambiato idea, e
ora sento che ho il dovere di fare qualcosaltro.
Fare che cosa, Tobias? Dire tutto quello che
so e ripulirmi la coscienza, madre e, quali che siano
le conseguenze, far s che la giustizia prenda la sua
strada.
Cosa intendi, Tobias? Madre, sono arrivato
alla conclusione che quello che ho da dire tal-
mente importante, rispetto a qualsiasi conseguenza
potrebbe avere il piccolo furto del candelabro, di
cui sai, che non esiter nemmeno un istante a
rivelare tutto.
Ma, mio caro Tobias, ricordati che un ter-
ribile segreto ed un segreto che va conservato.
Non importa... non importa. E poi, molto
probabile che, rivelando quello che so realmente e
che cos importante, dovrei, madre, forse esoner-
arvi completamente, per cos dire, dalle conseguen-
ze di quellaffare. Per di pi successo tanto tempo
fa e laccusatore dovrebbe avere piet di voi; ma
andr come andr e, quali che siano le conseguenze,
devo dire tutto quello che so, e lo dir.
Ma che cos che sai, Tobias? Qualcosa di
troppo spaventoso per confessarlo solo a voi. And-
ate al Temple, madre, da alcuni di quei gentiluomini
da cui andate a fare le pulizie negli uffici, e chiedete
loro di venire e ascoltare cosa ho da dire; saranno
ampiamente ripagati per il disturbo, poich sen-
tiranno cose che, forse, potrebbero salvare loro la
vita.
proprio andato, pens la signora Ragg, e
il signor Todd ha ragione: il povero Tobias matto
come un cavallo! Ahim, ahim, Tobias, perch
non provi a raddrizzare un po la testa! Non sai
neanche tu quello che dici.
Lo so che sono mezzo matto, madre, ma ora
so benissimo quello che sto dicendo; perci, non
pensare che ho bisogno daiuto, ma vai a cercare
subito qualcuno che ascolti una buona volta ci che
ho da raccontare.
Forse, pens la signora Ragg, farei bene se
fingessi di assecondarlo e, mentre sono via, il si-
gnor Todd potrebbe parlargli.
La signora Ragg cominci subito a mettere in
atto questa sua brillante idea, dicendo: Bene, mio
caro, se deve essere cos, cos sia; e io andr ma
spero che, mentre sono via, qualcuno ti parli e ti
convinca che faresti meglio a calmarti.
Queste parole la signora Ragg le disse a voce
alta a vantaggio del signor Todd che, pensava,
sarebbe stato pronto a cogliere lallusione.
inutile dire che le sent: ma di come ne ap-
profitt, lo scopriremo fra poco.
Quanto al povero Tobias, non aveva la minima
idea della presenza del suo astuto nemico; se ne
avesse avuto il sospetto, avrebbe lasciato veloce-
mente il posto in cui si trovava, dove, come ben si
sarebbe potuto immaginare, lo aspettava un grande
pericolo; poich, sebbene Sweeney Todd in quelle
circostanze probabilmente non avrebbe osato
togliere la vita a Tobias, tuttavia avrebbe potuto
metterlo in suo potere in un attimo, senza il minimo
pericolo personale per s.
La porta si richiuse dietro la signora Ragg. Con-
siderando la missione a cui stava andando incontro,
era chiaro che sarebbe passato un po di tempo
prima che tornasse, e Sweeney Todd sentiva che
non avrebbe avuto particolare fretta.
Che cosa devo fare?, si disse. Devo as-
pettare che sua madre torni e mi aiuti, o devo ad-
ottare mezzi miei che mettano fine ai problemi per
quanto riguarda questo ragazzo?.
Sweeney Todd era un uomo discretamente ve-
loce nel pensare: la sua mente dunque escogit che
la soluzione migliore fosse senza dubbio im-
padronirsi subito del povero Tobias, in modo da
prevenire la possibilit di un appello a sua madre.
Tobias, quando sua madre se ne fu andata a cer-
care, come immaginava, qualcuno che ascoltasse
quelli che pensava fossero i crimini di Sweeney
Todd, appoggi il viso sulle mani, abbandonandosi
a un pensiero doloroso e profondo.
Sentiva che era arrivato a un punto di crisi e
che le poche ore seguenti potevano sicuramente es-
sere decisive per lui; e aveva ragione, ma non esat-
tamente nel modo che si era fin dallinizio anticip-
ato, poich pensava solo allarresto e alla sconfitta
di Sweeney Todd, senza sospettare che quel ter-
ribile individuo gli fosse cos vicino.
Sicuramente, pens Tobias, rivelando tutto
ci che so su Todd, otterr un po di considerazione
per mia madre e alla fine la lascerebbero in pace
per il furto del candeliere; per quanto quella fac-
cenda sia del tutto insignificante se paragonata alle
cose pi terribili di cui sospetto che Sweeney Todd
sia colpevole. un assassino, devesserlo per forza,
stando a tutto quello che ho visto e sentito anche
se quel che fa delle sue vittime avvolto nel mis-
tero pi completo; e per me una questione che va
al di l dellumano potere di comprensione. Non ne
ho veramente la minima idea.
Questo era davvero un grande mistero, poich
anche ammettendo che Sweeney Todd fosse un as-
sassino, ipotesi ben concedibile considerata
levidenza dei fatti, da questa evidenza non si po-
tevano trarre conclusioni su come avesse
commesso i delitti, o su come in seguito avesse dis-
posto del corpo delle sue vittime.
Questa grande e sostanziale difficolt riguardo
al modo di commettere un assassinio con impunit,
cio come sbarazzarsi del cadavere, di certo non
sembrava avere nessun effetto su Sweeney Todd;
perch, se aveva seminato dei cadaveri, doveva
avere anche delle maniere davvero eccellenti, in
quanto a discrezione, per liberarsene.
un assassino, pens Tobias, so che lo ,
anche se non lho mai visto compiere il fatto, ho
visto tracce di spargimento di sangue nella bottega.
Ora, perch succede che certe volte, quando entra
nel negozio una persona vestita meglio del solito,
mi manda a fare qualche commissione in un quart-
iere lontano?.
Tobias non aveva dimenticato, inoltre, che in
pi di unoccasione era tornato indietro indubbia-
mente pi in fretta di quanto ci si sarebbe aspettato,
e che aveva sorpreso Sweeney Todd un po con-
fuso, e aveva visto il cappello, il bastone, o magari
lombrello dellultimo cliente tranquillamente
posati l, anche se il cliente se ne era andato; e,
anche se levidente possibilit di un uomo che se
ne andava dimenticando il suo cappello nella bot-
tega di un barbiere non reggeva, perch non tornava
indietro a riprenderselo? Questa circostanza
autorizzava Tobias ad attribuire alla questione tutto
il peso che durante le sue riflessioni poteva darle:
poteva esserci solo una possibile spiegazione per il
fatto che un uomo non tornasse indietro a riprender-
si il cappello, e cio che non poteva farlo.
La sua casa verr perquisita, pens Tobias, e
tutte quelle cose, che certamente saranno apparten-
ute a tante diverse persone, verranno trovate, e poi
queste persone saranno identificate e gli chiederan-
no di dire come ne entrato in possesso, il che,
penso, sar una prova davvero difficile per
Sweeney Todd. Che sollievo sar per me, senza
dubbio, quando verr impiccato, come penso che
sia ragionevolmente sicuro.
Che sollievo!, borbott Sweeney Todd,
mentre apriva lentamente lanta dellarmadio, non
visto da Tobias, che sollievo sar per me quando
questo ragazzo sar sottoterra, come presto effet-
tivamente accadr! Altrimenti vorr dire che ho di-
menticato tutti i miei precetti morali e sono di-
ventato un coniglio ed entrambi questi casi sono
alquanto improbabili.
21. La disavventura di
Tobias. Il manicomio
sulla Peckham Rye
Sweeney Todd si ferm un momento davanti
allanta dellarmadio, prima di decidersi se piombare
subito sul povero Tobias o scegliere un modo pi
strisciante e prudente di operare.
Gli parve di gran lunga pi adatta a lui la seconda
opzione, e cos la adott in un istante, quindi si
mosse tranquillamente dal suo nascondiglio, facendo
cos poco rumore che Tobias non ebbe il minimo
sospetto che nella stanza vi fosse qualcun altro
tranne lui.
Camminando come se ogni passo avesse potuto
comportare una terribile conseguenza, piano piano
arriv proprio dietro la sedia sulla quale Tobias era
seduto, e l rimase fermo, in piedi a braccia conserte,
con un sorriso cos odioso sul suo volto, da sem-
brare una rappresentazione riuscita di Mefistofele.
Alla fine, mormor Tobias, accusando Todd
mi liberer dalla mia ossessione. un assassino: su
questo non ho dubbi; non altro che mio dovere
sporgere denuncia contro di lui.
Sweeney Todd allung entrambe le sue forti
mani e afferr Tobias per la testa, torcendola finch
non ne incontr lo sguardo, e poi disse: Davvero
Tobias, e non hai mai pensato che forse Sweeney
Todd non era cos facile da battere come tu speravi,
eh, Tobias?.
Lo shock di questa apparizione improvvisa di
Sweeney Todd fu cos grande che a Tobias svan
qualsiasi capacit di parola o azione, e con la testa
girata in quello strano modo che minacciava di
spezzargli il collo come un fuscello, guard con oc-
chi torvi il volto trionfante e maligno del suo per-
secutore, nello stesso modo in cui avrebbe guard-
ato larcinemico dellumanit, che ora cominciava
a pensare fosse veramente il barbiere.
Se si fosse potuto calcolare con precisione
quale cosa al mondo avrebbe potuto allettare di pi
un uomo come Todd, di certo sarebbe stata per-
cepire che effetto spaventoso la sua presenza fece
su Tobias, che rimase in quello stato per circa un
minuto e mezzo, prima di azzardarsi a emettere un
urlo che, ad ogni modo, quando arriv, riusc quasi
a spaventare Sweeney Todd.
Era uno di quegli urli che potevano provenire
solo da un cuore nellagonia estrema un urlo che
avrebbe potuto preannunciare lavvento di un altro
mondo e proclamare, come quasi fece, la dis-
truzione dellintelletto per sempre.
Il barbiere indietreggi di un passo quando lo
ud, perch fu terrificante persino per lui; ma
leffetto dur solo per qualche istante e poi, con
piena consapevolezza dei rischi che correva, balz
sul povero Tobias come una tigre su un agnello e lo
afferr alla gola, esclamando: Un altro urlo cos e
sar lultimo suono che emetterai in vita tua, e sappi
che mi riesce difficile sfuggire al compito di ucci-
derti. Zitto! Ho detto zitto!.
Questa esortazione fu abbastanza inutile, poi-
ch Tobias non aveva pronunciato nemmeno una
parola, anche se forse avrebbe voluto farlo; infatti
il barbiere gli teneva la gola con una presa ferrea
come una morsa.
Scellerato, ringhi Todd, scellerato, cos
questo il modo in cui hai osato trascurare i miei
ordini. Ma non importa, non importa! Avrai molto
tempo libero per riflettere sul danno che ti sei fatto.
Che stupido sei stato a pensare di poter tenere testa
a me, Sweeney Todd. Ah, ah!.
Scoppi in una risata ancora pi terrificante del
solito che, se Tobias lavesse sentita cosa che non
accadde, poich la testa gli era ricaduta sul petto, ed
era svenuto lavrebbe spaventato quasi quanto la
comparsa improvvisa di Sweeney Todd.
Cos, disse il barbiere, sei svenuto, vero?
Ragazzo ottuso, solo meglio per te perch una
volta cominciato, Tobias, ti porter in fondo, non ti
obbligher, ma obbligher me stesso e ringrazio
lodioso pensiero che mi ha portato qui stanotte, al-
trimenti allalba avrei potuto incappare in qualche
inchiesta fastidiosa per me.
Si prese sulle spalle Tobias come se fosse stato
un bambino e se ne and cos, lasciando che la si-
gnora Ragg tirasse le conclusioni che voleva dalla
sua assenza, ma tuttavia convinto che fosse troppo
sotto il suo controllo per potere prendere una de-
cisione capace di creargli il minimo disagio.
Quella donna, si disse, un asino fatto e fi-
nito, e le si pu far credere di tutto, perci non ho
alcuna paura di lei. Non oso uccidere Tobias perch
necessario, nel caso in cui la faccenda torni fuori
in seguito, che sua madre sia in condizione di giur-
are di averlo visto vivo e vegeto dopo questa notte.
Il barbiere si avvi verso il Temple, trasport-
ando il ragazzo che sembrava non avere nessuna
fretta di riprendersi dallo svenimento e dallo stato
di parziale soffocamento in cui era caduto.
Quando passarono attraverso la porta di Fleet
Street, un facchino che conosceva bene di vista il
barbiere lo salut: Salve, signor Todd, siete voi?
Ma che cosa state portando? S, sono io, disse
Todd, e sto portando in spalla il mio ragazzo ap-
prendista, Tobias Ragg, poveretto.
Poveretto! Perch, cosa gli successo? Mi
riesce difficile dirvelo; ma sembra che sua madre
sia uscita di senno. Buona notte, buona notte! Sto
cercando una vettura.
Buona notte, signor Todd, non penso che ne
troverete una prima del mercato. Ma che cosa gen-
tile da parte vostra portare il ragazzo! Non tutti i
padroni lavrebbero fatto; ma non bisogna giudi-
care le persone dal loro aspetto, e perfino Sweeney
Todd, sebbene abbia la faccia di uno che non si vor-
rebbe incontrare in un luogo isolato in una notte
buia, potrebbe essere una persona con un cuore.
Sweeney Todd percorse rapidamente Fleet
Street verso il vecchio Fleet Market che a quel
tempo era nel pieno della sua gloria, se si poteva
definire gloria tutto il sudiciume sufficiente a pro-
vocare una pestilenza nella citt di Londra.
Quando fu l si rivolse a un folto gruppo di
uomini imbacuccati, in mezzo ai quali sperava di
trovare un cocchiere di ronzini della vecchia scuola,
che infatti stava oziando appoggiato alla sua car-
rozza, lunga e pesante come una chiatta cittadina.
Fiaccheraio10, gli disse, quanto volete per
portarmi fino a Peckham Rye? Peckham Rye
voi e il ragazzo non c nessun altro che aspetta
dietro langolo, vero? Sapete, non che sia proprio
vicino.
No, no e poi no!.
Bene, non arrabbiatevi, ho solo chiesto, sa-
pete, non vorrei essere licenziato; voglio dodici
scellini, ed una cifra che, tutto considerato, mi
pare ragionevolmente a buon mercato.
Vi dar la met, disse Todd, e ritenetevi ben
pagato.
La met, padrone! Questo tagliar corto; ma,
comunque, cedo e vi porter. Salite, che voglio
sbrigarmi e poi cercare una corsa migliore con un
altro cliente.
Il barbiere non bad alle rimostranze del cocch-
iere e sal nel veicolo, portandosi sempre in brac-
cio Tobias, apparentemente con grande cura e at-
tenzione; ma quando ebbe chiuso la portiera, senza
pi nessuno che lo vedesse, lo butt gi tra la paglia
sudicia del fondo della carrozza e, appoggiandogli
sopra i piedi, lanci una delle sue brutte risate,
dicendo: Bene, penso di averti in mio possesso, si-
gnor Tobias; i tuoi problemi finiranno presto. Ho
davvero paura che morirai di colpo e allora per te
sar tutto finito, il che per me sar una cosa triste,
anche se non penso che mi getter nel lutto, per-
ch penso che il lutto tenga viva solo lamarezza del
rimpianto e che si fa molto meglio senza, signor To-
bias.
La carrozza di ronzini ballonzolava da una parte
allaltra, proprio come si conveniva a una carrozza
di ronzini dei vecchi tempi, quando le chiamavano
traballine ed era da non credersi se facevano tre
miglia e mezzo in unora.
In questo tipo di carrozza dunque il povero To-
bias, ancora perfettamente svenuto, veniva sballot-
tato sul Blackfriars Bridge e via cos verso Peck-
ham Rye; e chiunque conosca quel posto sa benis-
simo che ci sono due strade, una a sinistra e una a
destra, ed entrambe sono piacevolmente costellate
di ville. Sweeney Todd ordin al cocchiere di pren-
dere la strada di sinistra, quello esegu, e la per-
corsero per circa un miglio e mezzo.
Non si creda per che questo piacevole quart-
iere della citt si trovasse nella condizione in cui
adesso, per quanto riguarda gli abitanti o la civilt.
Al contrario, era un punto piuttosto selvaggio, in
cui ogni tanto venivano commesse delle rapine e si
erano viste alcune imprese da parte di delinquenti
le cui avventure oggi a giudicare da come vanno
le cose sarebbero viste con grande interesse.
Sul lato sinistro della strada cera una vecchia
casa isolata, grande e cadente. Era circondata da un
alto muro che permetteva di vederne solo la parte
superiore, che presentava evidenti segni di rovina
per i comignoli tutti sbrecciati e per laspetto gen-
erale di trascuratezza.
L Sweeney Todd ordin al cocchiere di fer-
marsi, e quando la carrozza, dopo aver oscillato av-
anti e indietro per alcuni minuti, decise di fermarsi,
Sweeney Todd usc da solo e suon il campanello.
Aspett diversi minuti prima di ricevere una ris-
posta alle sue chiamate, ma finalmente dallinterno
giunse un rumore, come di molte sbarre e catenacci
che venivano allentati; e dopo un poco si apr la
porta, e un uomo grande e grosso dallaspetto rozzo
comparve sulla soglia.
Bene, cosa c adesso?, url.
Ho un paziente per il signor Fogg, disse
Sweeney Todd. Lo voglio vedere immediata-
mente.
Oh! Bene, che meraviglia; sapeste quanto me
ne importa. Ce lavete qui con voi ed ragione-
volmente calmo? soltanto un ragazzo e non
matto furioso, ma molto vicino a diventarlo,
stando a quello che dice.
Oh! Si tratta di questo, davvero? Qui pu dire
quello che vuole, non fa differenza per noi. Portate-
lo dentro: il signor Fogg nella sua stanza.
Conosco la strada; voi prendetevi cura del
ragazzo e io andr a parlare con il signor Fogg. Ma
restate qui ancora un momento, date al cocchiere
questi sei scellini, e congedatelo.
Il portiere della strana casa di ricovero, perch
questo era, usc e obbed agli ordini di Sweeney
Todd, mentre quel farabutto camminava lungo un
ampio corridoio verso una porta che si vedeva sul
fondo.
22. La cella del
manicomio
Quando il custode del manicomio usc per raggi-
ungere la carrozza, la sua prima impressione fu che
quel ragazzo, che gli avevano detto essere pazzo, in
realt fosse morto; poich nemmeno la lunga corsa
verso Peckham era stata sufficiente a fargli ripren-
dere i sensi; ed era ancora disteso sul fondo della car-
rozza, indifferente allo stesso modo alla gioia e al
dolore.
morto?, chiese luomo al cocchiere.
Come posso saperlo?, fu la risposta. Potrebbe
esserlo o potrebbe non esserlo, ma io voglio sapere
quanto devo aspettare il mio cliente.
Ecco i vostri soldi e andatevene. Ora vedo che il
ragazzo vivo, perch respira, anche se di certo non
messo bene. Credo che abbia ricevuto un colpo alla
testa, o qualcosa del genere.
Mentre parlava, trasport Tobias dentro
ledificio e il cocchiere, non avendo pi interesse
nella faccenda, se ne and subito e non vi bad pi.
Sweeney Todd da parte sua, raggiunta la porta
alla fine del corridoio, vi buss energicamente, e
una voce grid: Chi che bussa? Maledizione
a tutti voi, chi che bussa? Sweeney Todd non
diede alcuna risposta a quella gentile richiesta, ma
aprendo da solo la porta entr nellappartamento,
che merita veramente di essere descritto.
Era una larga stanza con un soffitto a volta
al cui centro stava un superbo tavolo di quercia,
dove era seduto un uomo piuttosto vecchio, con le
ciocche brizzolate che gli adornavano i lati della
testa ma con un corpo cos robusto da aver resistito
allassalto del tempo.
Dal soffitto pendeva una lampada con
unestremit schermata, cos da proiettare una luce
tollerabile sul tavolo sottostante, che era coperto di
carte e di fogli, cos come di bottiglie e bicchieri
di tutti i tipi, che dimostravano che il guardiano del
manicomio fosse comunque, da parte sua, non del
tutto indifferente al proprio benessere.
Le pareti, poi, avevano un aspetto molto
curioso, perch erano tappezzate di una gran quant-
it di oggetti e utensili che avrebbero sfidato a in-
dovinare la loro natura chiunque non fosse esperto
della materia.
Queste altro non erano che modelli dei differ-
enti tipi di macchinari usati allo scopo di
costringere gli infelici, sospinti dalla propria cattiva
stella, a diventare membri di quella comunit.
Era lepoca dei bei tempi andati, quando ogni
sorta di abuso fioriva alla perfezione e quando i
pazzi infelici venivano effettivamente puniti, come
se fossero colpevoli di qualche grave crimine. S,
e il peggio proprio che venivano puniti: perch
un criminale in galera che subiva uningiustizia da
qualcuno che aveva autorit su di lui, poteva prote-
stare e se si metteva in contatto con un magistrato,
la sua protesta veniva forse ascoltata; ma nessuno
badava a quello che il povero alienato diceva e
anche le pi amare accuse ai suoi guardiani, qua-
lunque condotta avessero avuto verso di lui,
venivano semplicemente ascoltate e poi archiviate
come ulteriore prova della sua malattia mentale.
Era davvero una situazione terribile e triste e,
per disgrazia di tutto il paese, era una piaga sociale
che ancora per lungo tempo avrebbe continuato ad
abbattersi sugli infelici di ogni et.
Il signor Fogg, il direttore del manicomio, da
sotto le sopracciglia incolte fiss i suoi occhi in-
tensi su Sweeney Todd, quando questultimo fu en-
trato nel suo appartamento, e poi disse: Il signor
Todd, se la memoria non mi inganna.
Sempre io, disse il barbiere, facendo una fac-
cia orribile. Penso di non essere facilmente di-
menticabile.
Vero, disse il signor Fogg, prendendo un
libro con le pagine tagliate a mo di rubrica, dove
erano segnate le lettera dellalfabeto, vero, non
facile dimenticarvi, signor Todd.
Poi apr il libro alla lettera T, e lesse: Sweeney
Todd, Fleet Street, Londra, pagato un anno di
mantenimento per la sepoltura di Thomas Simkins,
anni quattordici, trovato morto nel suo letto, dopo
aver soggiornato nella casa di ricovero per quat-
tordici mesi e quattro giorni. Penso, signor Todd,
che fosse il nostro ultimo affaruccio: cosa posso
fare per voi ora, signore? Sono abbastanza sfor-
tunato, disse Todd, con i miei ragazzi. Ne ho un
altro qui che mostra sintomi di pazzia cos evidenti
che diventato assolutamente necessario sottoporlo
alle vostre cure.
Davvero! Delira? S, delira, e delira sulla
sciocchezza pi assurda del mondo; perch, a sen-
tirlo, si potrebbe davvero pensare che, invece di es-
sere una persona fra le pi umane, in verit io sia un
assassino.
Un assassino, signor Todd?.
S un assassino, proprio un assassino; pu es-
istere qualcosa di pi assurdo che questa accusa?
Io, con la mia generosit innata che mi scorre in
ogni vena, la cui autentica sostanza dovrebbe essere
sufficiente a convincere immediatamente chiunque
della mia gentilezza e della mia buona indole.
Sweeney Todd fin il suo discorso facendo una
faccia talmente strana, che il direttore del man-
icomio non riusc assolutamente a ribattere al-
cunch; e poi arriv una di quelle risate corte e spi-
acevoli di cui Sweeney Todd era esperto le quali,
chiss perch, non sembravano proprio provenire
dalla sua bocca, e facevano sempre s che le per-
sone guardassero le pareti e il soffitto della stanza
in cui si trovavano, con grandi dubbi sulla possibile
provenienza di quel suono sorprendente.
Per quanto pensate che continuer questa mal-
attia?, domand il guardiano del manicomio.
Pagher, disse Sweeney Todd, mentre si pie-
gava sul tavolo, e guardava in faccia il suo inter-
locutore, pagher per dodici mesi; ma non penso,
detto fra noi, che il caso durer cos a lungo: penso
che morir improvvisamente.
Non mi meraviglierei se andasse cos. Alcuni
dei nostri pazienti muoiono improvvisamente, e per
una ragione o per laltra non sappiamo mai esat-
tamente come successo; ma deve essere un qual-
che tipo di attacco, perch vengono trovati morti la
mattina nei loro letti e poi li seppelliamo in forma
privata e tranquillamente, senza disturbare nessuno,
che decisamente il modo migliore, perch
risparmia una grande seccatura ad amici e parenti
e inoltre evita spese extra che sarebbe stupido af-
frontare.
Avete pienamente ragione e ci sapete molto
fare, disse Todd, ed precisamente quello che
mi aspettavo da voi, o quello che ci si potrebbe as-
pettare da una persona di grande esperienza, sapi-
enza e cultura. Devo confessare che sono davvero
deliziato di sentirvi parlare con tanto nobile im-
pegno.
perch, disse il signor Fogg con una strana
espressione in viso, siamo costretti a renderci utili,
come il resto della comunit: non possiamo as-
pettarci che le persone mandino qui i loro amici e
parenti matti, se non siamo noi i primi a stare at-
tenti che i loro fini e le loro opinioni siano ben
seguiti. Non facciamo alcuna osservazione e non
poniamo nessuna domanda. Questi sono i princpi
sui quali abbiamo condotto i nostri affari con suc-
cesso e cos a lungo; questi sono i princpi su cui
dobbiamo continuare a portarli avanti e meritare,
speriamo, il patrocinio del servizio pubblico britan-
nico.
Senza dubbio, senza dubbio.
Mi dovreste presentare subito il vostro pazi-
ente, signor Todd, perch penso che a questora sia
gi stato portato nella casa.
Certamente, certamente, sar un grande pi-
acere per me mostrarvelo.
Il direttore del manicomio si alz e cos anche
Sweeney Todd e il primo, indicando le bottiglie e i
bicchieri sul tavolo, disse: Appena abbiamo finito
di sistemare questo affare, possiamo farci un bicch-
iere da buoni amici.
A questo proposta Sweeney Todd acconsent
con un cenno del capo e poi entrambi procedettero
verso quella che veniva pomposamente chiamata
stanza della reception nella casa di ricovero, e dove
il povero Tobias era stato trasportato e sdraiato su
un tavolo appena aveva mostrato lievi sintomi di ri-
presa dallo stato di incoscienza in cui era caduto; un
uomo stava versando acqua sul suo viso con laiuto
di una spazzola di scopa, sporadicamente tuffata in
un secchio.
Abbastanza giovane, disse il direttore del
manicomio, osservando la faccia pallida e interess-
ante di Tobias.
S, disse Sweeney Todd, giovane; la cosa
che fa pi pena e, senza dubbio, si tratta proprio di
una situazione da compiangere.
Senzaltro, senzaltro; ma vediamo, sta
aprendo gli occhi e ci parler lui direttamente.
Delirio, signore, delirio!, disse Todd. Non
chiamatelo un parlare, non degno di questo nome.
Silenzio, ascoltatelo.
Dove sono?, disse Tobias, dove sono? Todd
un assassino. Lo denuncio.
Lo sentite, lo sentite!, esclam Todd.
Matto, davvero, disse il direttore.
Oh, salvatemi da lui, salvatemi da lui, disse
Tobias, fissando il signor Fogg. Salvatemi da lui,
vuole togliermi la vita, perch conosco i suoi se-
greti: un assassino e molte persone sono entrate
nel suo negozio e non ne sono mai pi uscite vive.
Lo sentite, disse Todd, avete gi visto uno
cos matto? Disperatamente matto, disse il
guardiano. Vieni, vieni, ragazzo, se vai avanti cos
saremo costretti a metterti la camicia di forza.
Dovremo farlo, perch in questi casi non c altro
rimedio.
Todd scivol via nel buio dellappartamento in
modo da non essere visto dal ragazzo, e Tobias con-
tinu con tono implorante.
Non so chi siate voi, signore, o dove mi trovi;
ma lasciate che vi supplichi di far perquisire la casa
di Sweeney Todd, il barbiere, in Fleet Street, vicino
alla chiesa di St Dunstan, e l scoprirete che un
assassino. Ci sono almeno un centinaio di cappelli,
una quarantina di bastoni da passeggio, ombrelli,
orologi e anelli, tutti appartenenti a persone sfortu-
nate che hanno incontrato la morte l.
Una follia fuori dal comune!, esclam Fogg.
No, no, disse Tobias, non sono matto: per-
ch mi chiamate matto, quando si pu facilmente
accertare se quello che dico vero o falso? Perquis-
ite la sua casa e se non troverete l quelle cose, al-
lora potrete dire che sono matto, e le ho solo sog-
nate. Non lo so come uccide le persone. ancora un
grande mistero per me, ma le uccide, non ho dubbi;
non posso avere dubbi.
Watson, url il direttore del manicomio,
ehi! Vieni qui, Watson.
Eccomi, signore, disse luomo che aveva ver-
sato lacqua sul viso del povero Tobias.
Prendete questo ragazzo,Watson, che sembra
estremamente acceso e instabile. Prendetelo e
rasategli la testa, Watson, mettetegli una camicia di
forza e poi fatelo mettere in una cella di quelle buie
e umide. Dobbiamo fare attenzione con lui: troppa
luce favorisce il delirio e la febbre.
Oh, no, no!, grid Tobias, che cosa ho fatto
per essere trattato cos? Che cosa ho fatto per essere
messo in una cella? Se per caso questo un man-
icomio, sappiate che non sono matto. Oh, abbiate
piet di me, abbiate piet di me!.
Gli darete solo pane e acqua, Watson, e ai
primi sintomi di guarigione, dopo i quali avr un
trattamento migliore, sapr scagionare il suo
padrone da quello che ha detto su di lui, poich
sar da ritenere matto finch continuer ad accusare
di quelle cose un gentiluomo come il signor Todd;
nessuno tranne un uomo o un ragazzo matto po-
trebbe pensarlo.
Allora, disse Tobias, continuer ad essere
matto, poich se essere matto sapere e affermare
che Sweeney Todd, il barbiere in Fleet Street, un
assassino, allora io sono matto, perch lo so, e lo di-
chiaro. vero, vero.
Portatelo via, Watson, e fate come vi ho or-
dinato. Comincio a pensare che il ragazzo sia peri-
coloso, un folle cattivo come da molto tempo non
ci capitava di ospitare qui.
Luomo di nome Watson afferr Tobias, che
di nuovo emise un urlo molto simile a quello che
gli era uscito dalle labbra quando Sweeney Todd
laveva afferrato nella stanza di sua madre. Ma al
manicomio erano abituati a queste cose e vi ba-
davano poco, cos nessuno fece attenzione a
quellurlo, e il povero Tobias fu condotto alla porta,
gi mezzo impazzito, in verit, per gli orrori che lo
circondavano. Proprio mentre veniva portato fuori,
Sweeney Todd gli si avvicin, e avvicinandogli le
labbra allorecchio, bisbigli: Ah! Ah! Tobias!
Come ti senti ora? Pensi che verr impiccato
Sweeney Todd, o che morirai tu nella cella di un
manicomio?.
23. Il nuovo cuoco della
signora Lovett si stanca
della sua situazione
Da quello che abbiamo gi avuto occasione di
narrare sul nuovo cuoco della signor Lovett, che
mangiava cos voracemente nello scantinato, i nostri
lettori senza dubbio saranno indotti a credere che
fosse abbastanza gentiluomo da stancarsi presto
della sua situazione.
Per un uomo che muore di fame, che sembra
completamente abbandonato persino dalla speranza,
il forno di Lovett, con il permesso illimitato di
mangiare pi possibile, doveva certamente apparire
una meta fra le pi desiderabili e vitali; e non c
da meravigliarsi perci che, bandendo ogni scrupolo,
dopo un simile sollievo quello stesso uomo avrebbe
accettato la situazione senza porsi troppe domande.
Ma le persone si stancano delle cose belle; ed
un fatto comprovato che la natura umana tende ad
essere scontenta.
E coloro che sono ben informati sulla mente
umana, e sanno bene quanto poco valore le persone
attribuiscano alle cose che possiedono, mentre ag-
giudicano i colori pi vividi a quelle che desiderano
e appaiono loro impossibili da raggiungere, adot-
tano vari mezzi per trarne vantaggio.
Napoleone fu molto attento a far s che anche
il pi misero dei suoi soldati potesse intravedere la
possibilit di arrivare al grado di maresciallo.
Oggi i pasticceri, quando prendono un giovane
apprendista, gli dicono di mangiare finch vogliono
di quelle torte e dolciumi invitanti, mentre prima
uno o due pasticcini avrebbero rappresentato per lui
una gran festa.
Il soldato se ne va a combattere e non riceve
mai la carica di maresciallo. Il ragazzo del pastic-
cere si rimpinza di torte e si ammala terribilmente,
e dopo non ne tocca mai pi una.
E ora torniamo al nostro amico, laggi nel forno
della signora Lovett.
Allinizio tutto era molto piacevole e, con
laiuto dei macchinari, scopr che non era difficile
mantenere il ritmo della produzione di pasticci con
pochissimo lavoro manuale. E peraltro era un la-
voro adorabile, perch i pasticci erano deliziosi; su
quello non cera dubbio. Li assaggiava cotti a met,
li assaggiava cotti giusti e li assaggiava stracotti;
caldi e freddi, di maiale e di vitello, con salsa e
senza salsa, finch alla fine non li ebbe assaggiati
in ogni modo possibile; e il quarto giorno dal suo
arrivo nello scantinato, lo si sarebbe potuto vedere
seduto davanti a un pasticcio in posa piuttosto con-
templativa. Erano le dodici: aveva sentito il
rintocco provenire dal negozio. S, erano le dodici
e non aveva ancora mangiato niente; ma teneva
gli occhi fissi sul pasticcio che era l davanti a lui
ancora intatto.
I pasticci sono molto buoni, disse, infatti
sono pasticci capitali; e ora che ho visto come sono
fatti, e so che sono praticamente perfetti, certa-
mente li gusto sempre di pi, ma non posso vivere
solo di pasticci; impossibile che uno riesca a
vivere solo di pasticci per tutto un anno, anche se
fossero i pasticci pi buoni mai visti al mondo, o
che si potranno mai vedere. Niente da dire contro
i pasticci: so che sono fatti con la farina migliore,
il miglior burro e che la carne, che proviene da
Dio sa dove, la pi delicata e tenera che io abbia
mangiato in vita mia.
Allung una mano, prese un pezzetto della
crosta del pasticcio che aveva davanti e tent di
mangiarlo.
Di certo vi riusc, ma con grande sforzo; e
quando lebbe fatto scosse la testa dicendo: No,
no! Dannazione, non ce la faccio! Il fatto che uno
non pu mangiare pasticci continuamente: fuori
questione, del tutto fuori questione, e tutto ci
che devo dire : al diavolo i pasticci! Davvero, non
penso che riuscirei a mettermene un altro in bocca.
Si alz e percorse a rapidi passi il locale in cui
si trovava, e poi allimprovviso sent un rumore e,
guardando in alto, vide aprirsi la botola sul soffitto,
dalla quale veniva lentamente calato un sacco di
farina.
Ehi! Ehi!, url, Signora Lovett! Signora
Lovett!.
Ma la farina fin di scendere e la botola venne
chiusa.
Oh, non posso sopportare queste cose, es-
clam, semplicemente non posso vivere in una
macchina per produrre pasticci. Non posso e non lo
tollerer: insopportabile.
Per la prima volta dal suo imprigionamento,
perch le cose stavano proprio cos, cominci a
pensare che avrebbe fatto unaccurata perquisizione
del luogo dove si compiva quellallettante
produzione.
Il fatto era che fino ad allora, per tutto il tempo
in cui era stato l, era stato cos impegnato a
provvedere solo ai suoi bisogni fisici, che aveva
avuto poco tempo per pensare, o per riflettere sulla
possibilit di una sgradevole fine della sua carriera;
ma ora che ne aveva abbastanza dei pasticci, ed
era stufo del buio e dello squallore di quel posto,
cominciarono a farsi sentire in lui molte paure ig-
note e tremava sul serio chiedendosi come sarebbe
andata a finire.
Fu con una tale sensazione che cominci a fare
unispezione accurata e prudente del posto e, con in
mano una piccola candela, decise di scrutare ogni
angolo, con la speranza di trovare dei mezzi con i
quali poter mettere a punto una fuga da ci che al-
trimenti minacciava di essere una prigionia intoller-
abile.
La cantina in cui erano situati i forni era la
pi ampia; e sebbene ve ne fossero altre in comu-
nicazione con questa, contenenti i vari macchinari
per fabbricare i pasticci, in nessuna avrebbe potuto
scoprire unuscita.
Ma era la volta dove la carne veniva messa
su dei ripiani di pietra, a cui fece pi attenzione,
poich era convinto che proprio l dovesse esserci
qualche ingresso nascosto o segreto, altrimenti
come potevano i ripiani essere sempre cos ben for-
niti? La cella era pi larga di quelle secondarie e
il soffitto era molto alto; ogniqualvolta vi entrava,
trovava sempre carne a sufficienza sui ripiani,
tagliata in larghi blocchi e a volte in fette, pronta
per fare uninfornata di pasticci.
Sul momento in cui la carne veniva introdotta,
non cerano dubbi: poich di certo, dato che a volte
dormiva, concluse abbastanza naturalmente che in
qualche modo la portavano durante le ore in cui si
dedicava al riposo.
Si piazz al centro di questa cella con la candela
in mano e perlustr lentamente attorno, esaminando
le pareti e il soffitto con attenzione molto critica e
puntigliosa, ma non not neppure la minima traccia
di un via duscita.
Infatti, le pareti erano tutte fatte a ripiani di
pietra, che non lasciavano alcuno spazio per una
porta; e, per quanto riguarda il soffitto, sembrava
perfettamente intatto.
Il pavimento poi, era di terra: per cui era fuori
questione anche lidea di una botola, perch non
cera nessuno che dopo averla richiusa avrebbe po-
tuto ricoprirla di nuovo di terra e poi ridare a
questultima il suo normale aspetto compatto.
davvero misterioso, si disse il nostro
amico, e se mai fossi portato a credere che qual-
cuno viene aiutato dal diavolo a condurre i suoi
affari, dovrei ammettere che la signora Lovett in
qualche modo ha dato la possibilit a quel brutto
ceffo di aiutarla; poich, a meno che la carne non
arrivi qui con qualche mezzo sovrannaturale, non
riesco proprio a capire come ci arrivi. Eppure ec-
cola qui, fresca e rosea, sebbene non riesca mai
a distinguere il maiale dal vitello, perch mi sem-
brano uguali.
A questo punto rifece un accurato esame della
volta, ma ancora non ne ricav niente. Scopr solo
che le pareti di fondo dei ripiani erano fatte di lastre
di pietra, di certo necessarie per sostenere i ripi-
ani stessi; ma oltre a ci non fece altre scoperte e
stava per andarsene quando gli parve di scorgere
una scritta sul lato interno della porta.
Unispezione pi ravvicinata gli mostr che
cerano alcune righe scritte con una matita di
grafite, e dopo qualche difficolt riusc a decifrarle
come segue: Qualunque sciagurato infelice che
legga queste linee dovrebbe dire addio al mondo e
a tutte le speranze, poich un uomo condannato!
Non uscir mai vivo da queste volte, perch esse
nascondono uno spaventoso segreto, cos terribile
e pauroso, che scriverlo fa gelare il sangue e la
carne mi si stacca dalle ossa. Il segreto questo: e
credimi, chiunque tu sia che stai leggendo queste
righe, che scrivo il vero, e che nessuna esagerazione
potrebbe rendere peggiore questa terribile verit,
sarebbe come accendere una candela a
mezzogiorno per aggiungere luce ai raggi del sole.
Qui purtroppo la scritta si interrompeva e il nos-
tro amico, che fino a questo punto aveva letto le
righe con grande interesse, si sent amaramente de-
luso perch cera scritto abbastanza da stimolare
al massimo la sua curiosit, ma non abbastanza da
soddisfarla.
Questa davvero una grande provocazione!,
esclam. Che cosa pu essere questo terribile se-
greto, impossibile da esagerare? Non riesco proprio
a indovinare a cosa pu alludere.
Invano cerc sulla porta altre scritte: non ce
nerano e dal lungo tratto di matita che seguiva
allultima parola, sembrava che lautore della
scritta fosse stato bruscamente interrotto e, com
probabile, gli fosse stato riservato il destino che
aveva previsto, e stesse spiegandone la ragione.
peggio che non sapere niente. Era meglio
restare nellignoranza che avere avvertimenti cos
vaghi; ma in me non troveranno una vittima facile
e, inoltre, vorrei sapere che cosa pu costringermi a
fare pasticci anche se non mi va.
Mentre usciva dal rispostiglio della carne per
tornare verso la grande sala dove cerano i forni,
calpest un pezzo di carta che era sul pavimento e
che era sicuro di non avere visto prima. Era bianco
e pulito, e di certo non poteva essere l da molto: lo
raccolse quindi con una certa curiosit.
Presto comunque, quando lesse ci che vi era
scritto, la curiosit si trasform in paura, ossia
leffetto immediato e ben calcolabile dellallarme
rimbombante nel petto di chiunque si fosse trovato
in una situazione come la sua, completamente senza
amici e senza speranza di un aiuto esterno sotto
quelle volte tetre, che cominci, con un brivido, a
sospettare sarebbero diventate la sua tomba: State
diventando insofferente e allora diventa necessario
spiegarvi la vostra vera posizione, che semplice-
mente questa: siete un prigioniero e lo eravate gi
dal primo momento in cui avete messo piede dove
ora siete; e scoprirete che, a meno che non siate de-
ciso a sacrificare la vostra vita, la cosa migliore
abbandonarvi alle circostanze in cui vi siete trovato.
Lasciando perdere i dettagli, sufficiente inform-
arvi che finch continuerete a fare pasticci, sarete
salvo; ma se vi rifiutate, allora la prima volta che vi
addormenterete vi taglieranno la gola.
Questo documento era cos diretto e cos poco
prolisso, che era estremamente difficile dubitare
della sua autenticit.
Cadde dalle mani semiparalizzate di
quelluomo che, nel profondo della sua angoscia e
spinto da una grande necessit, aveva accettato una
situazione per sfuggire dalla quale ora avrebbe dato
tutte le ricchezze del mondo, se le avesse possedute.
Buon Dio!, esclam, e allora sono condan-
nato a questa schiavit? possibile che io sia pri-
gioniero nel cuore di Londra, e senza i mezzi per
fare fronte alle terribili minacce che mi vengono
pronunciate contro? No, non possibile, di sicuro
devessere tutto un sogno! troppo spaventoso per
essere vero!.
Si sedette sulla seggiola bassa dove era stato se-
duto quello prima di lui, che aveva ricevuto il colpo
mortale dallassassino che gli era scivolato dietro
sferrandogli una mazzata terrificante, la cui unica
misericordia era stata privare la vittima della vita in
un colpo solo.
E allora pianse amaramente, pianse seduto l,
perch pensava ai giorni passati, alle opportunit
lasciate scorrere via con la risata sventata della
giovent; pensava a tutte le possibilit e le disgrazie
della sua vita, e adesso era il misero abitante di uno
scantinato, condannato a un impiego penoso, senza
nemmeno il miraggio di fuggire, che se lo avesse
fatto sarebbe morto, con tutto il dolore della morte,
quella morte terribile che lo aveva minacciato: era
davvero un tormento! Non c da meravigliarsi che
a volte si sentisse debole, tanto che un bambino
avrebbe potuto batterlo, mentre in altri momenti
da un simile sentimento di disperazione scaturiva
un richiamo ai suoi nemici affinch uscissero allo
scoperto e gli dessero almeno la possibilit di una
lotta per la vita. E allora url: Se devo morire,
fatemi morire da uomo, con unarma in mano, e non
protester, poich ormai della vita mi importa ben
poco; ma non mi ucciderete nel buio.
Si alz in piedi, e, correndo alla porta che col-
legava la casa allo scantinato, fece uno sforzo viol-
ento e disperato per scardinarla.
Ma una tale eventualit sicuramente era stata
gi prevista e prevenuta, poich la porta era di una
solidit sorprendente e rimase indenne a tutti i suoi
sforzi, cosicch lunico risultato fu quello di stan-
carsi, e barcoll indietro, pallido e disperato, las-
ciandosi ricadere sulla sedia.
Poi sent una voce e guardando in su vide che
il piccolo sportello quadrato nella parte superiore
della porta era aperto. Comparve un volto, ma non
era quello della signora Lovett.
Si trattava invece di una fisionomia maschile
grossolana e orribile, dotata di una voce aspra e
gracchiante e stridula, che suonava in modo dav-
vero poco armonioso alle orecchie dello sfortunato
individuo, diventato vittima della popolarit dei
pasticci di Lovett.
Continuate il vostro lavoro, disse la voce, o
il vostro destino sar la morte, nel momento in cui
cederete al sonno e cadrete esausto in un riposo da
cui non vi sveglierete mai pi, tranne che per sen-
tire i dolori della morte ed essere cosciente che state
sguazzando nel vostro sangue. Continuate il vostro
lavoro e sfuggirete a tutto ci; rifiutatelo, e il vostro
destino segnato.
Cosa ho fatto per diventare una vittima? Las-
ciatemi andare e prometto che non dir una parola
sul fatto che sono stato sotto queste volte, cos non
potr svelare nessuno dei loro segreti, anche se li
conoscessi.
Preparate i pasticci, disse la voce,
mangiateli e siate felice. Quanti uomini in-
vidierebbero il vostro mestiere: lontano da tutte le
lotte della vita, ampiamente fornito di vitto e allog-
gio, e assunto in un mestiere cos piacevole e di-
lettevole. sorprendente come possiate essere ins-
oddisfatto!.
Bang! Fece il piccolo foro quadrato sulla parte
alta della porta, e la voce non si sent pi. Il suo
tono beffardo, di scherno, indugiava tuttavia ancora
nelle orecchie dellinfelice prigioniero, che si af-
ferr la testa tra le mani, in preda a un terribile
spavento, con limpressione che sarebbe impazzito.
Mi far impazzire, url, gi sento una sorta
di assopimento che avanza lentamente su di me per
la mancanza di movimento, e laria stantia di queste
volte mi impedisce il sonno regolare; ma ora, ap-
pena chiudo occhio, mi aspetto di sentire il coltello
assassino puntato alla gola.
Si sedette ancora per qualche tempo e nemmeno
il timore di addormentarsi poteva evitare che la son-
nolenza si insinuasse nelle sue facolt, e questo
assopimento non gli si sarebbe scrollato di dosso
in nessun modo usuale. Ma alla fine si alz, e
riscuotendosi violentemente come uno determinato
a restare sveglio, disse fra s con tristezza: Devo
eseguire i loro ordini o morire; spero tanto che
sia unallucinazione, ma non posso comunque las-
ciarmi andare, e fino a che anche il suo pi debole
riverbero non sar svanito dal mio petto, non potr
distendermi a dormire dicendo: lasciamo che la
morte arrivi in qualsiasi forma, la benvenuta!.
Con unenergia disperata incominci allora a
riempire le caldaie dei forni e quando tutte furono
pronte cominci a preparare uninfornata di un
centinaio di pasticci. Quando li ebbe finiti e posati
sul vassoio, e messo in moto la macchina che li
portava al negozio, gli parve fossero una sorta di
prezzo pagato per continuare a vivere e allora, get-
tandosi sul pavimento, cadde in un sonno profondo.
24. La notte al manicomio
Quando Sweeney Todd ebbe sussurrato
allorecchio di Tobias con tanta diabolica insensibil-
it le poche parole di scherno che abbiamo riportato
e questi fu portato fuori dalla reception del signor
Fogg per essere condotto in una cella, il malvagio
barbiere si allontan e si abbandon a una risata pi-
uttosto prolungata rispetto al suo solito.
Signor Todd, disse Fogg, vedo che avete con-
servato la vostra abitudine al riso. C da dire per
che la vostra non la risata pi bella del mondo e
mai ne ho sentita una uguale, neanche dalle nostre
celle.
No, disse Sweeney Todd, non penso che sia
possibile; da parte mia non ho mai sentito ridere una
cella.
Oh! Sapete bene che cosa intendo, signor
Todd.
Pu darsi, disse Todd, sono senza dubbio
un tipo originale. Comunque mi pareva che quando
sono entrato aveste detto qualcosa a proposito di un
rinfresco, di qualcosa da bere? Certamente, e se
volete seguirmi nella mia stanza, penso di potervi
offrire, signor Todd, un bicchiere di un vino che il
re stesso metterebbe a tavola, se fosse un intend-
itore, come sono propenso a credere che non sia.
Di che cosa vi aspettate, disse Sweeney Todd,
che un tale idiota si intenda? Invece mi far grande
piacere assaggiare il vostro vino, perch non esito a
confessarvi che le fatiche di stanotte mi hanno fatto
venire sete.
A questo punto si sent un grido e Sweeney
Todd si allontan dalla porta.
Oh! Non niente, non niente, disse il signor
Fogg, se aveste resistito qui quanto me, vi sareste
abituati a sentire un po di chiasso. Il peggio
quando una mezza dozzina di matti cominciano a
litigare fra loro nel bel mezzo della notte. Questo,
vi posso garantire, un po fastidioso.
Cosa fate in questi casi? Mandiamo un
guardiano con la frusta e vedete che non urlano pi.
Siamo costretti a usare la forza, altrimenti non rius-
ciremmo a riposare. Silenzio! Sentite questaltro in-
dividuo, ora? Di solito abbastanza tranquillo, oggi
per ha deciso di essere bizzarro; ma uno dei miei
uomini porr presto fine alle sue bizze. Per di qua,
signor Todd, per favore: dato che non ci incontri-
amo spesso, penso davvero che quando capita sia il
caso di brindare con un buon bicchiere.
Sweeney Todd fece molte smorfie orribili
mentre seguiva il direttore del manicomio e sem-
brava che gli avrebbe dato davvero un enorme pi-
acere, e senza dubbio glielavrebbe dato, spaccare
la testa a quellindividuo, cos come bere il suo
vino, anche se probabilmente avrebbe preferito
compiere per prima la seconda operazione ed eseg-
uire la prima in altro momento, con pieno agio.
Presto raggiunsero la stanza personale utilizzata
da Fogg e dai suoi amici, che conteneva molte pic-
cole curiosit sulla disciplina del manicomio, che a
quellepoca era considerata indispensabile in quegli
edifici.
Il signor Fogg spost con le mani un gran nu-
mero di libri e carte che erano sul tavolo, per fare
spazio, e poi stappando una bottiglia riemp un
grande bicchiere del suo contenuto e invit
Sweeney Todd a fare lo stesso, e lui non fu per nulla
lento nel seguire il suo esempio.
Mentre questi due infami gozzovigliavano,
senza badare allambiente di miseria che li circon-
dava, il povero Tobias, secondo gli ordini ricevuti
al suo riguardo, fu trascinato attraverso alcuni pas-
saggi pieni di spifferi e poi gi per molti gradini
verso le celle delledificio.
Invano lott per liberarsi dal suo aguzzino
come avrebbe lottato una lepre per liberarsi dalle
zanne di un lupo e nessuno bad alle sue grida:
sebbene le urla che ogni tanto emetteva erano ter-
ribili da sentire e sufficienti a riempire chiunque di
spavento.
Non sono pazzo, gridava e implorava, non
sono affatto pazzo lasciatemi andare e non dir
niente, nemmeno una parola uscir dalle mie labbra
per quello che riguarda il signor Todd. Lasciatemi
andare, per favore lasciatemi andare e pregher per
voi finch vivr.
Il signor Watson fischiettava unallegra
melodia.
Se prometto, se giuro di non dire niente, il si-
gnor Todd non vorr tenermi prigioniero qui: tutto
ci che vuole il mio silenzio e manterr ogni gi-
uramento che vuole. Parlategli per me, vi supplico,
e lasciatemi andare.
Mentre il signor Watson attaccava la seconda
parte del suo allegro motivetto, raggiunsero una
porta. Watson la apr e poi sferr un violento calcio
a Tobias che lo fece rotolare gi per due gradini
fino al pavimento di pietra di una misera cella, dal
cui tetto gocciolava di continuo lumidit e lunica
comodit presente era un fastello di paglia umida
gettata in un angolo.
L, disse il signor Watson, ragazzo mio,
puoi stare l e metterti a tuo agio finch non arriver
qualcuno a raderti la testa, dopo di che sembrerai
quasi un gentiluomo.
Abbiate piet di me! Abbiate piet di me!.
Piet! Cosa diavolo vuoi dire con piet? Bene,
bello scherzo, ma posso dirti che per la piet sei
venuto nel negozio sbagliato: non la teniamo in
magazzino e se ne vuoi anche solo un pochino, devi
andare a cercarla da unaltra parte.
Il signor Watson rise cos tanto al suo scherzo
da sentirsi buono e gentile, e disse a Tobias che
se fosse rimasto perfettamente tranquillo, e avesse
detto Grazie per tutto, non gli avrebbe messo
la camicia di forza, anche se il signor Fogg glielo
aveva ordinato. Perch, aggiunse il signor Wat-
son, duri quanto duri, non me ne importa un acci-
dente di quello che il signor Fogg dice o fa; non pu
fare niente senza di me, al diavolo! Perch conosco
troppi suoi segreti.
Tobias non rispose alla proposta, ma si sdrai
sul pavimento della cella torcendosi le mani disper-
ato, rendendosi conto che latmosfera del posto era
completamente impregnata di pazzia, e sentendosi
ormai perduto per sempre.
Mai pi, mai pi, gemette, vedr il cielo
brillante e i campi verdi. Mi uccideranno, perch so
troppo; che cosa pu salvarmi ormai? Oh, la sorte
crudele che mi ha riportato indietro da mia madre,
quando a questora potevo essere lontano, lontanis-
simo, invece di essere, come adesso, condannato a
morte in questo terribile posto. La disperazione si
impadronisce di me! Che rumore questo: un urlo?
S, s, c qualche altro cuore distrutto oltre al mio,
in questa terribile casa. Oh, Dio! Che ne sar di me?
Mi sento gi soffocare, ammalarmi e svenire, con
laria di questa terribile cella. Aiuto, aiuto, aiuto!
Abbiate piet di me, e non far niente, prometto ni-
ente, giuro niente!.
Se il povero Tobias avesse lanciato i suoi
lamenti sulla spiaggia di unisola deserta dove non
era mai sbarcato nemmeno un naufrago, non
avrebbero potuto restare pi inascoltati di quanto lo
fossero in quella casa del terrore.
Grid e url per cercare aiuto. Chiam i nomi
di tutti gli amici che aveva conosciuto nella sua
vita e in quel momento sembrava ricordarsi il nome
di tutti coloro che gli avevano rivolto anche una
sola parola gentile; e a quelle persone che, ahim!
non potevano sentirlo, lontani comerano dalla sua
cella, chiedeva aiuto in quellora di profonda dis-
perazione.
Alla fine, debole, stanco, esausto, si sdrai in
quella cella umida e malsana e quasi desider che
giungesse la morte e lo liberasse, infine, dal dolore
della sua stessa attesa! Le sue urla, comunque,
avevano avuto leffetto di chiamare a raccolta tutti
gli spiriti selvaggi di quelledificio; e, mentre ad-
esso giaceva sdraiato nella quiete dellassoluto
esaurimento, sentiva da lontano e da vicino urla
soffocate e grida e lamenti, come ci si aspetterebbe
risuonino i tristi echi che pervadono laria delle re-
gioni infernali.
Si imperl di gocce umide e fredde di sudore,
mentre quei suoni gli raggiungevano ludito sempre
pi nitidi, fiss il buio profondo della cella e la
sua fantasia sovreccitata cominci a riempirlo di es-
seri lugubri e strani, e immagin spaventose facce
sogghignanti, e smisurate creature deformi
strisciare sulle pareti, e galleggiare nellatmosfera
umida e pestilenziale della miserabile cella.
Invano si copr gli occhi con le mani; non po-
teva scacciare dalla mente quelle creature della sua
immaginazione, anzi, le vedeva in modo sempre
pi nitido presentarsi con forme terribili e minac-
ciose. In realt, se queste visioni avessero continu-
ato a perseguitarlo, era abbastanza probabile che il
povero Tobias avrebbe seguito il destino di molti
altri che erano stati rinchiusi in quelledificio per-
fettamente sani, ma in breve tempo erano diventati
pazzi furiosi.

Un bel calice di vinello fresco, disse


Sweeney Todd, mentre sollevava il bicchiere tra lui
e la lampada, e una piacevole sorsata; cos delicata
e leggera in bocca, eppure con un gusto ottimo e
forte quando scende in gola.
S, disse il signor Fogg, potrebbe andare
peggio. Vedete, alcuni pazienti, i matti depressi e
melanconici, hanno bisogno di eccitanti, e allora i
loro amici gli mandano il vino. Questo vino, per
lappunto, stato mandato a un paziente. Signor
Fogg, di certo non mi sarei aspettato da lei un atto
cos indiscreto, sapendo che siete un perfetto uomo
di mondo.
Grazie per il complimento. Questo vino,
dunque, era stato mandato per un vecchio gen-
tiluomo che era diventato cos malinconico che non
solo non mangiava abbastanza per tenersi insieme
la vita e lanima, ma spaventava sul serio i suoi
amici minacciando il suicidio, tanto che lhanno
mandato qui per alcuni mesi; e, poich gli sono
stati prescritti degli eccitanti, gli hanno fatto avere
questo vino, vedete; ma io lo stimolo lo stesso
anche senza, vedete, perch il vino me lo bevo io, e
a lui do un paio di buoni calci infernali tutti i giorni
e questo lo stimola, perch gli mette addosso una
tale rabbia di fuoco che sono sicuro che non ha pi
voglia di vino.
Un buon piano, disse Sweeney Todd, ma mi
meraviglio che non facciate in modo che la vostra
stanza privata venga liberata dal fastidio di udire
dei suoni come quelli che ho sentito cinque o dieci
minuti fa.
impossibile: non si pu evitarli se si vive
nella casa; e, vedete, per quanto riguarda questi in-
dividui malati, sono proprio come una massa di
lupi, e quando uno di loro comincia a urlare e
sbraitare, gli altri invariabilmente gli vanno dietro,
intervengono in coro e non la finiscono di dare fas-
tidio finch non poniamo fine alla sarabanda con
mano ferma, come vi ho gi detto.
Mentre ci penso, disse Sweeney Todd, tir-
ando fuori dalla tasca un sacchetto di cuoio,
mentre ci penso, vi pagher anche la quota an-
nuale per il ragazzo che vi ho portato; vedete, non
ho dimenticato la vostra bellissima regola di essere
pagati in anticipo. Ecco i soldi.
Ah, signor Todd, disse il direttore del man-
icomio, mentre contava i soldi e se li metteva in
tasca, un piacere trattare con un eccellente uomo
daffari come voi. La bottiglia vostra, signor Todd
e, vi prego, finitela tutta. Sapete, signor Todd,
questo uno stile di vita che ho sempre pensato
vi si addicesse: sono sicuro che avete un genio per
certe cose.
Non quanto voi, disse Todd, ma poich cer-
tamente sono un appassionato di tutto ci che
strano e fuori dal comune, alcune delle scene e dei
personaggi in cui vi imbattete senza dubbio mi in-
teresserebbero molto.
Scene e personaggi: vi credo! Nel corso di un
lavoro come il nostro ci imbattiamo in ogni sorta di
cose strane; e se scegliessi di farlo, cosa che natur-
almente non accadr, potrei raccontarvi storie che
farebbero tremare di paura molte persone; ma non
ho il diritto di raccontarle, perch sono stato pagato,
pensate che razza di penitenza.
Oh, non fa niente, non si preoccupi, non fa
niente. Ma adesso che siamo qui cos tranquilli a
sorseggiare il nostro buon vino, non potreste rac-
contarmi qualcosa che non tradisca la fiducia di
nessuno? Posso, posso, non volevo dire che non
potevo; e non mi importa nemmeno che siate
proprio voi colui col quale lo faccio.
25. La storia che il signor
Fogg raccont a Sweeney
Todd al manicomio
Segu una breve pausa, durante la quale il signor
Fogg sembr ripercorrere a ritroso i meandri della
memoria: per riportare a galla una vicenda che gi
da molto tempo apparteneva al passato, ma che de-
siderava esporre il pi chiaramente possibile al suo
ascoltatore, e per rendere quanto pi possibile real-
istico il resoconto, e non omettere niente durante
lesposizione; pu anche darsi per che
quellamabile individuo fosse intento a considerare
se ci fossero dei punti salienti che avrebbero potuto
incriminarlo, o forse persino dare a un amico un
pretesto per farne uso contro di lui: ma si vede che
non cera proprio niente del genere, poich, dopo un
forte hem!, si riemp il bicchiere, dicendo: Bene,
ora, che siamo amici, non ho remore a raccontarvi
come conduciamo gli affari qui cose che sono
state fatte, sappiatelo, da altri; ma anchio come
gli altri ho avuto la mia parte ho saputo un paio
di cose e devo dire che ho anche fatto un paio di
cose.
Bene, dobbiamo tutti vivere e lasciar vivere,
disse Sweeney Todd, e non possiamo farci niente,
sapete: se tutto quello che ho fatto potesse parlare,
perch state tranquillo, vi sto ascoltando dicevo
che comunque se le azioni potessero parlare, al-
meno una o due cose intelligenti verrebbero fuori,
penso.
Ahim, meglio che non lo facciano, disse il
signor Fogg con molta solennit, se lo facessero,
parlerebbero nei momenti in cui sarebbe pi scon-
veniente sentirle e inoltre sarebbero pericolose.
Sarebbe a dire, soggiunse Sweeney, che la
parola dargento ma il silenzio doro ma,
anche in quel caso, il sistema del silenzio non port-
erebbe grano al mulino e invece noi dobbiamo par-
lare, quando sappiamo di aver ragione e di trovarci
fra amici.
Certamente, disse Fogg, certamente,
questo luso giusto del linguaggio, e sarebbe la
stessa cosa tanto esserne privi quanto averlo e non
usarlo; ma ors, bevete e riempitevi ancora il bicch-
iere, prima che cominci la mia storia. Ma potremmo
anche avere del sentimento. Il sentimento, sapete,
continu Fogg, la vera anima dellamicizia.
Cosa ne dite di un cuore che pu sentire al posto
di un altro? Con tutta lanima, disse Sweeney
Todd, vi giuro che molto toccante davvero
molto toccante. Un cuore che pu sentire al posto di
un altro!, e mentre parlava svuot il bicchiere che
poi spinse verso Fogg affinch lo riempisse.
Bene, disse Fogg proseguendo, visto che
abbiamo parlato del sentimento, ora dovremmo
anche parlare di un suo esempio concreto.
Ha! Ha! Ha!, disse Sweeney Todd, molto
bello, davvero molto bello; vi prego proseguite,
sar eccellente.
Vi racconter anche lintera faccenda, come
capitata; vi far sapere tutto ci che so, conforme
alla realt. Nessuno dei protagonisti ancora vivo
o, per lo meno, non vive pi in questo paese, che
proprio la stessa cosa, per quanto mi riguarda.
Allora si tratta di un affare chiuso e finito, os-
serv Sweeney Todd per inciso.
S, completamente. Bene, accadde una notte
una notte come questa e circa a questora, forse un
po pi presto. Comunque, non importa lora pre-
cisa; ma era notte fonda, una notte buia e umida,
quando qualcuno buss alla porta sulla strada un
colpo ripetuto e forte. Ero seduto da solo, come
avrei potuto essere ora, e mi bevevo un paio di bic-
chieri di vino; trasalii perch stavo pensando a un
affare piuttosto complicato che avevo per le mani in
quel momento.
Comunque, andai alla porta e guardai attraverso
una grata che mi faceva da spioncino, e vidi solo
un uomo; aveva portato il cavallo allinterno del
cancello e lo aveva legato; indossava un largo cap-
potto da cavallo Whitney con un cappello adatto a
ripararsi dal diluvio universale.
Immaginai, o mi parve verosimile, che non
avesse cattive intenzioni; cos aprii la porta e vidi
un uomo alto e distinto, ma talmente intabarrato,
che non si sarebbe potuto dire chi o cosa fosse; ma
io ho lo sguardo acuto, sapete, signor Todd: ho visto
abbastanza del mondo per imparare a capire al volo
con che tipo di persona ho a che fare.
innegabile, ribatt Todd.
Bene, dissi io, in cosa posso aiutarla? Lo
sconosciuto esit un momento prima di rispon-
dermi.
Il vostro nome Fogg?, disse.
S, dissi io, cosa desidera, signore? Il fatto
, mi disse dopo unaltra pausa, durante la quale
mi fiss con durezza, che vorrei avere una con-
versazione privata con voi, se potete dedicarmi un
giusto tempo, su una questione molto importante
che ho per le mani.
Venite dentro, signore, dissi subito io, dopo
aver sentito cosa voleva, e lui mi segu dentro.
davvero una brutta notte, e sta cominciando a pi-
overe forte: penso che siate fortunato ad avere
trovato un buon riparo.
Entr in questo salotto e si sedette davanti al
camino, con la schiena rivolta verso il fuoco, in
modo che non riuscivo a distinguerne bene i linea-
menti del viso.
Comunque, ero deciso a soddisfare la mia curi-
osit e cos, quando si tolse il cappello, smossi
il fuoco, provocando una fiamma che illumin
lintera stanza, e che mostr il viso magro e affilato
del mio visitatore, che era un uomo bruno, con in-
tensi occhi grigi molto irrequieti.
Gradite un bicchiere di vino?, chiesi, la notte
fredda e umida.
S, lo prender, rispose, mi sono raffreddato
cavalcando. una zona piuttosto solitaria questa;
anche la vostra casa, vedo, isolata. Non avete
molti vicini.
No, signore, dissi io, ma va bene cos, per-
ch quando una di quelle povere creature comincia
a urlare, se ci fossero dei vicini, sarebbe molto
sgradevole.
vero; c un vantaggio in questo, sia per
voi che per loro. Sarebbe spiacevole per voi sapere
che state disturbando i vicini, e loro si sentirebbero
ugualmente a disagio per il fatto di essere disturb-
ati, e inoltre voi dovete comunque fare il vostro la-
voro.
Ahim! Senza dubbio, dissi io, devo fare
il mio lavoro, e le persone non mi pagano certo
per lasciar andare in giro i pazzi, ma per tenerli
al sicuro; anzi, penso che alcuni di loro si rit-
roverebbero con la gola tagliata, se lo facessi.
Avete ragione, completamente ragione, disse
lui; mi fa piacere che abbiate queste opinioni, per-
ch sono venuto per un affare che richiede un po di
delicatezza. La paziente una donna.
Ah!, dissi io, faccio sempre attenzione,
molta attenzione, e non mi ricordo di un solo caso,
per quanto grave, di cui non sia riuscito a venire a
capo. Alla fine sono tutti riconoscenti nei miei con-
fronti e anche per questo ci vuole parecchia arte.
Senza dubbio, ce ne vuole.
E inoltre, non sarebbero cos rispettosi e ran-
nicchiati su se stessi, e non mi ubbidirebbero, se
non li trattassi con gentilezza, sempre per quanto
attiene al mio dovere, cosa che non devo mai di-
menticare.
Esattamente, replic, la penso anchio esat-
tamente cos.
E ora, signore, volete cortesemente dirmi in
che cosa potrei esservi utile? Si tratta di una mia
parente una donna infelicemente colpita da una
malattia al cervello; abbiamo tentato tutto ci che
potevamo, senza alcun effetto. Qualsiasi cosa fa-
cessimo, i risultati erano sempre gli stessi.
Ah!, dissi io. Poveretta; devessere una cosa
atroce per voi e per i suoi cari, che se ne devono
prendere cura, vederla giorno dopo giorno come
una maniaca incurabile. come se un amico o un
parente fosse morto, e foste obbligati a tenere il ca-
davere sempre esposto dentro casa, davanti ai vostri
occhi.
Esattamente, amico mio, replic lo sconos-
ciuto, esattamente, siete un uomo di giudizio, si-
gnor Fogg. Penso che le cose nel nostro caso stiano
davvero cos. Allora potreste anche immaginare
come ci sentiamo quando dobbiamo separarci da
una persona che amiamo.
Mentre parlava, si gir a destra e mi affront,
guardandomi con grande durezza.
Bene, dissi io, il vostro un caso difficile;
ma il modo in cui siete afflitto nei confronti della
giovane signora veramente stressante: come
avere una lombalgia perpetua alla schiena.
Esattamente, replic lo sconosciuto, e vi
dir una cosa: voi siete luomo adatto ad aiutarmi.
Ne sono sicuro, dissi io.
Allora ci capiamo, eh?, disse lo sconosciuto.
Devo dire che mi piace il vostro aspetto; non ac-
cade tanto spesso che persone come me e voi si in-
contrino.
Spero che questo vada a nostro reciproco
vantaggio, dissi io, perch persone del genere
non si incontrano tutti i giorni e quindi il nostro in-
contro non dovrebbe andare a vuoto; pertanto, per
qualsiasi questione delicata e confidenziale, consid-
eratemi al vostro servizio.
Vedete, siete un uomo intelligente, continu
lui; bene, dovr pagarvi in proporzione al vostro
talento. Come conducete gli affari: a forfait o a
tempo? Bene, dissi io, per le questioni pi del-
icate pu essere in entrambi i modi, ma dipende in-
teramente dalle circostanze. Sarebbe meglio che io
sappia esattamente cosa devo fare.
Bene, vedete, una ragazza di circa diciotto
anni ed veramente problematica, si mette a urlare
e tutto questo genere di cose. Voglio che qualcuno
si prenda cura di lei, anche se dovrete stare bene
attento che non scappi e che non faccia danni da
un momento allaltro, poich la sua pazzia non mi
sembra di una forma particolare e, a volte, potrebbe
del tutto fuorviare anche il migliore di noi: di colpo
invece d fuori di matto violentemente e si scaglia
a morsi contro tutti.
cos furiosa? S, completamente. Perci,
davvero impossibile tenerla a casa; e penso anche
che sar molto dura portarla qui. Vi faccio la mia
proposta: vi pagher una quota annuale per vitto e
cure, e voi verrete ad aiutarmi a prenderla e portarla
qui. Perch di sicuro ci saranno dei problemi.
Molto bene, dissi, affare fatto; ma dovreste
raddoppiare la cifra e renderla venti, se non vi dis-
piace; mi coster qualcosa venire e fare bene il la-
voro.
Capisco. Molto bene, allora penso che una
banconota da dieci sterline ci metta daccordo; ma
voi saprete come disporre di lei se viene qui.
Oh, s, un luogo molto salutare.
Ma non saprei se la salute si possa davvero
considerare un bene per chiunque patisca una
situazione del genere; davvero, chi lesinerebbe una
tomba precoce a una persona cos gravemente col-
pita? Nessuno lo farebbe, dissi, se sapessero
cosa affrontano i pazzi, non lo farebbero, ne sono
sicuro.
Questo verissimo, ma si d il caso che nei
fatti cos non , e la gente vede solo una faccia della
medaglia; da parte mia, penso che ci vorrebbe una
legge per cui, quando le persone sono colpite fino a
questo punto, sotto tanto dolore la natura dovrebbe
sprofondare, e cos a poco a poco, senza nemmeno
accorgersene, tornare al precedente stato di ines-
istenza.
Bene, dissi, questa la vostra visione e io
non la capisco del tutto; ma vi dir che spero che,
nel caso la ragazza muoia molto prima di quanto vi
aspettiate, non vi appaia troppo gravoso fornirmi un
compenso per la mia perdita.
Oh, caro signore, ma certo che no! E per
mostrarvi che non nutro sentimenti cos iniqui, vi
dar duecento sterline appena sar prodotto il certi-
ficato di sepoltura. Mi capite? Certamente.
La sua morte sarebbe di poco valore per me,
senza la prova legale, disse lo sconosciuto, cos
deve morire a proprio piacere o vivere per quanto
pu.
Certamente, dissi.
Ma quello che trovo davvero terrificante,
disse lo sconosciuto, il suo atteggiamento
sempre terrorizzato, sempre puntato sui nostri visi;
e sorge dal profondo della sua anima atterrita; a
dire il vero, penso che se venisse spaventata in
modo insostenibile, cadrebbe morta. Sono sicuro
che, se una persona con intenzioni malvagie facesse
questo, il risultato sarebbe senza dubbio la morte.
Ah!, replicai, sarebbe una gran brutta
azione; ora ditemi dove ci incontreremo e i partic-
olari della faccenda.
Dunque, ascoltate: potreste trovarvi allangolo
con Grosvenor Street, vicino a Park Lane? S,
risposi, va bene.
Con una carrozza. Spero che abbiate una car-
rozza e che sia affidabile, perch ci potrebbe essere
un po di rumore. Cercher di evitarlo, se possibile,
ma non sempre possiamo fare ci che vogliamo;
per necessario che abbiate buoni cavalli.
Bene, ora vi dir il mio piano; cio, a patto che
non temiate eventuali spiacevoli conseguenze, se ce
ne fossero.
Di che tipo? Questo: supponete che un
cavallo cada, si faccia male o che la carrozza si
ribalti: sopportereste la confusione? Io s, certa-
mente.
Allora, statemi bene a sentire; mi sono occu-
pato di affari di questo genere pi spesso di voi,
senza dubbio. Bene, perci ho unesperienza che
voi non avete. Ora, mi procurer un cavallo da
trotto e un carro o una carrozza coperta, che vada
tranquillamente a dieci miglia allora, e fin qui non
si sbaglia.
Ma sar abbastanza capiente? S, ci si entra
in quattro o cinque o sei, e con qualche spinta ci
si pu ammassare addirittura fino a otto; ma poi,
sapete, non che ci facciamo particolari problemi
di compostezza; in ogni modo, terr come una car-
rozza a nolo, solo meno comoda; ma durante
laffare non avremo nessuno alla guida, perch non
possiamo rimanere troppo pochi.
Bene, forse la cosa migliore; ma avete un
uomo di cui fidarvi? Perch se cos fosse, allora, io
non entrerei per nulla nellaffare.
proprio cos che dovr andare, dissi io. In
primo luogo, ho un uomo sul quale fare affida-
mento; dovr lasciarlo qui a badare al posto; cos,
se riuscirete a tenere la ragazza, io guider, e con-
osco la strada come le mie tasche; preferirei in-
somma che ci fosse meno gente possibile.
Le vostre precauzioni sono molto sensate e
penso che prover ad arrangiarmi, e che solo io
e voi dovremmo essere al corrente dellaffare; in
ogni caso, dovesse essere necessario, avremmo ab-
bastanza tempo per mettere al corrente del segreto
qualcun altro, nel momento in cui avessimo
bisogno dei suoi servigi. Questo, penso, il piano
migliore al quale io possa arrivare; che cosa ne
dite? Fila davvero molto bene. Quando lavremo
portata qui e quando lavr seguita per qualche
giorno, potr dirvi che cosa farne.
Perfetto; e ora, buonanotte. Ecco i soldi che
vi ho promesso, e ora di nuovo buonanotte! Ci
rivedremo il giorno dellappuntamento.
Certamente, dissi, ma ora prendete un altro
bicchiere, vi far bene, e terr lontana la pioggia.
Si riemp il bicchiere di vino e poi si calc il
cappello sul viso e lasci la casa.
Era una notte buia e umida e il vento soffiava,
e sentii affievolirsi sempre pi lontano, fino a
svanire, lo scalpitio degli zoccoli del suo cavallo;
chiusi la porta e rientrai, figurandomi nella mente
quanto avrebbero fruttato le mie fatiche.

Bene, il giorno dellappuntamento, noleggiai


una carrozza, coperta, del tipo che chiamano de-
cappottabile, e trottai verso il paese. Allora
dellappuntamento, ero allangolo con Grosvenor
Street; era tardi, e tuttavia aspettai l unora e pi
prima che arrivasse qualcuno.
Entrai in una piccola osteria a bere un liquorino
per riscaldarmi e quando uscii di nuovo, vidi qual-
cuno davanti al mio cavallo. Mi avvicinai immedi-
atamente.
Oh, siete qui, disse lui.
S, dissi io, vi ho aspettato qui il Signore
sa quanto. Siete pronto? S, certo, eccomi qua,
disse, mentre entrava nella carrozza, eccomi qua
come vi avevo detto; ora, io la far entrare nella
carrozza e voi farete il resto.
Voi tornerete con me: potrei avere bisogno di
aiuto lungo la strada e non ho nessuno al mio
fianco.
S, verr con voi e mi occuper della ragazza,
ma voi dovete guidare e stare attento alla strada,
perch avr abbastanza il mio daffare per tenerla, e
poi per impedirle di urlare quando si sveglier.
Cosa?! Dorme? Le ho dato una piccola dose
di laudano, che dovrebbe farla dormire tranquilla-
mente per unora o due, ma con laria fredda e la
confusione potrebbe risvegliarsi anche subito.
Gettatele sopra qualcosa e tenetela al caldo, e
tenete qualcosa pronto da ficcarle in bocca, nel caso
attacchi ad urlare, e vedrete che andr tutto bene.
Bene, replic, ora aspettate qui. Vado in
quella casa laggi. Quando sar entrato, dopo qual-
che minuto da che non mi vedete, ve ne potrete an-
dare tranquillamente e appostarvi dallaltro lato, vi-
cino al lampione.
Cos dicendo usc, e cammin verso una grande
casa in cui entr piano piano, lasciando la porta
socchiusa; e dopo che fu entrato guidai il cavallo
al passo verso il lampione e lo appostai in modo
che sia il cavallo sia la parte anteriore della carrozza
restassero completamente al buio.
Avevo appena terminato queste operazioni
quando la porta si apr e lui guard fuori per vedere
se stesse passando qualcuno. Gli feci un cenno e
lui usc fuori dalla porta e arriv reggendo quel che
sembrava un fagotto, ma che invece era la ragazza,
avvolta in alcune coperte che si era portato dietro.
Datemela, dissi, e saltate su e prendete le
redini; allontanatevi il pi velocemente possibile.
Presi la ragazza tra le mie braccia, la misi nella
parte posteriore della carrozza, mentre lui salt su e
spron i cavalli. Sistemai la ragazza comodamente
sopra su un po di fieno e badai a creare una buona
imbottitura di fieno sotto le sue coperte, cos da
evitare che si facesse male con i sobbalzi.
Bene, dissi, potete tornare qui e sedervi vi-
cino a lei: sta bene. Mi sembrate piuttosto turbato.
Vorrei anche vedere! Ho fatto una corsa con lei
in braccio e mi sono agitato.
Sarebbe meglio se beveste del brandy, dissi.
No, no! Non fermatevi.
Bah!, replicai fermandomi. Questa
lultima osteria sulla nostra strada in cui possiamo
prenderci un bel bicchiere di brandy. Forza, avete
da cambiare? Una sovrana baster. Date qui,
svelto.
Mi porse una sovrana, dicendo: Non pensate
che sia pericoloso fermarsi? Potremmo essere not-
ati o lei potrebbe svegliarsi.
Neanche per sogno. Russa troppo forte per
svegliarsi proprio adesso e voi sverrete senza una
bevanda corroborante; perci, prestate buona
guardia alla ragazza e ritornerete in possesso del
vostro sangue freddo.
Mentre parlavo saltai gi e andai a prendere
due bicchieri di brandy, caldo, forte e dolce. In due
minuti ero gi fuori dallosteria.
Ecco, dissi, bevete, scolatevelo tutto. Fa us-
cire gli occhi dalla testa.
Era la verit: tra la mia raccomandazione e la
sua agitazione nervosa, ne tracann circa met in un
sorso solo. Non dimenticher mai la sua faccia. Ah!
Ah! Ah! Non posso trattenermi. Immaginate solo
la ragazza dentro la carrozza coperta, tutta buia,
cos buia che a fatica si potevano riconoscere i con-
torni dellombra di un uomo e poi immaginate, se
ci riuscite, un paio di occhi vividi, che brillavano
nelloscurit come occhi di gatto, emettere improv-
visamente un lampo di luce e poi girare nelle orbite
mostrando il bianco, e poi sentire il bicchiere che
cade, e vedere lui afferrarsi la gola con una mano e
lo stomaco con laltra.
Uno strano suono usc dalla sua gola e poi gli
scapp qualcosa fra la bestemmia e il lamento.
Maledizione, dissi, cosa succede ora? Vi si-
ete bevuto tutto il liquore, siete molto nervoso.
Meglio che ne prendiate un altro po.
Basta, basta..., disse con voce fievole e rauca,
basta, per lamor di Dio, basta. Mi sono quasi
strozzato, mi brucia la gola e mi vanno a fuoco le
viscere.
Ve laveva detto che era caldo, dissi.
S, caldo, bollente, ma adesso andiamocene.
Sto impazzendo dal dolore, andiamo via, andiamo
via.
Volete un po dacqua o qualcosa per rinfres-
carvi la gola?, dissi.
No, no partiamo!.
S, dissi, ma sta di fatto che il brandy
caldo; comunque, va gi proprio bene ora, davvero
bene: ecco lultimo sorso; e mentre dicevo cos, lo
tracannai, poi tornai indietro con il bicchiere e pa-
gai per il disturbo.
Questo non mi port via che cinque minuti,
inforcammo la strada e finalmente arrivammo a
questo diavolo di posto, e stavamo abbastanza
bene; il mio amico l dietro si era riavuto dalle us-
tioni, bench lesofago fosse ancora piuttosto dol-
orante e lintestino molto a disagio; per stava
meglio.
Ce ne rotolammo via sullacciottolato con gli
zoccoli del cavallo e le ruote della carrozza che
scalpitavano sul terreno, e la ragazza sprofondata
ancora nello stato di incoscienza in cui era stata
prelevata.
Senza dubbio aveva preso una dose di oppio pi
forte di quanto potesse sopportare. Non che me ne
importasse, ma in effetti tutto ne risult semplific-
ato, perch la ragazza non diede nessun fastidio e
nello stesso tempo fu pi al sicuro.
Arrivammo qui abbastanza facilmente, demmo
una spinta alla porta, che si apr subito, saltammo
gi, caricammo la ragazza e la portammo dentro.
Una volta che queste porte si richiudono su
qualcuno, garantito che la cosa stabile e nessuno
pu venirne fuori tanto facilmente, se non con un
cappotto di legno; a dire il vero, non ho mai perso
nemmeno un affidante: ci manteniamo sempre in
contatto e di solito sono tutti cos soddisfatti che
non ci portano mai via nessuno.
Ebbene! La portai dentro e la lasciai in una
stanza da sola, coricata su un letto. Era una ragazza
carina: proprio una bella ragazza e pensai che la
gente la ricercasse, e avesse una voce lieve, dolce e
malinconica. Ma basta cos! Sta bene, dissi, tor-
nato in questa stanza. Va tutto bene, lho lasciata a
letto.
Non morta?, mi chiese, molto spaventato.
Oh! No, no! Sta solo dormendo e non si
ancora ripresa dagli effetti del laudano. Allora
volete pagarmi in anticipo un anno? S, replic,
mentre mi porgeva i soldi. Ora come faccio a tor-
nare a Londra stanotte? Sarebbe meglio che rim-
aneste qui.
Oh, no! Diventerei pazzo anchio, se dovessi
rimanere qui; voglio andarmene presto.
Bene, allora andrete alla locanda del villag-
gio? Quanto distante? Un miglio circa. La
raggiungerete abbastanza facilmente; vi accompag-
ner con la carrozza, e poi vi lascer l.
Daccordo, allora facciamo cos. Bene, bene,
sono contento che sia tutto finito e prima finito
per sempre, meglio . Sono veramente dispiaciuto
per lei, ma non pu essere aiutata. Tutto ci la
uccider, non ho dubbi: ma alla fine sar la cosa
migliore, perch sfuggir alla sofferenza con-
seguente al suo ricovero e liberer noi dal peso
della sua cura.
Cos sar, dissi, ma venite, dobbiamo sbrig-
arci, se volete andare.
S, s, disse precipitoso. Bene, allora, venite;
il cavallo non ancora stato staccato e se non fac-
ciamo in fretta, sar troppo tardi per trovare un al-
loggio per la notte.
Molto bene, disse un po alterato, sono
pronto, prontissimo.
Lasciammo la casa e trottammo a buon ritmo
verso la locanda, dove arrivammo in una decina di
minuti o anche meno, poi sistemammo il cavallo,
lo salutai nella locanda, e me ne tornai a piedi il
pi velocemente possibile. Bene, bene, pensai,
molto bene, ho avuto una buona giornata: lavoro
ben pagato e nessun brutto scherzo per la strada.
E cos, arrivai alla conclusione che se lintero
affare si fosse compiuto velocemente, nelle mie
tasche sarebbe arrivato pi denaro che se lei fosse
rimasta viva, oltre al fatto che sarebbe stata di gran
lunga pi felice in paradiso che qui, signor Todd.
Senza dubbio, disse Sweeney Todd, senza
dubbio, questa un osservazione molto giusta da
parte vostra.
Bene, poi mi misi a riflettere per capire come
gestire al meglio la situazione e la vegliai finch si
dest. Si guard intorno con aria molto sorpresa e
confusa, e non sembrava comprendere la sua posiz-
ione, mentre io le rimanevo sempre vicino.
Sospir profondamente, si poggi una mano
sulla testa e per un po di tempo parve del tutto in-
capace di capire che cosa le fosse successo e dove
si trovasse.
Le ordinai un po di t, perch non ero pronto
ad eseguire il mio piano e sembr riaversi, e mi fece
delle domande, ma per loccasione ero ammutolito
e cos rimasi, il che ebbe come risultato un suo
grande spavento. La lasciai cos per un paio di set-
timane e poi, un giorno, andai nella sua cella. I suoi
lineamenti erano molto alterati, ed era pallidissima.
Bene, dissi, come state ora? Mi guard in
faccia e rabbrivid; ma con voce calma, guardan-
dosi intorno, domand: Dove mi trovo? Siete
qui!, dissi, e ci starete molto comoda se vi com-
porterete bene e resterete tranquilla, ma se non lo
farete vi sar messa una camicia di forza.
Buon Dio!, esclam giungendo le mani, mi
hanno messo in... in....
Non riusc a finire la frase, cos suggerii io la
parola che le mancava, finch non dette in un grido:
Un manicomio!.
Su, dissi, non succeder niente; dovete solo
imparare a stare tranquilla, o ci saranno conseguen-
ze serie.
Oh, piet, piet! Non far niente di male! Cosa
ho fatto per essere portata qui; cosa ho fatto? Dar
loro tutto quello che ho se mi lasceranno vivere in
pace. Non mi importa dove finir e quanto potr
essere povera. Oh! Henry, Henry! Se sapessi dove
sono, non correresti a salvarmi? S, lo faresti, lo
faresti senzaltro!.
Ah, dissi, non c nessun Henry qui, anzi
dovreste esserne contenta.
Non posso credere che mio fratello abbia
compiuto unazione cos vile. Non penso che sia
malvagio; sebbene sappia che sia egoista, tirchio e
rigido, non riesco a credere che abbia architettato
una cosa cos perversa. Eppure purtroppo
devessere cos: intende derubarmi di tutta la mia
propriet, s, ecco a quale fine mi ha mandato qui.
Senza dubbio, dissi.
Uscir mai?, chiese con tono pietoso, non
ditemi che dovr trascorrere qui tutta la mia vita.
Certo, risposi, finch lui vive, non lascerete
mai queste mura.
Non conseguir mai il suo scopo, perch io ho
delle attestazioni legali che lui non riuscir mai ad
ottenere; potrebbe anche uccidermi, ma non potr
beneficiare della mia morte.
Bene, dissi, gli serviranno senzaltro. E
come amministrerete la faccenda? Cosa pensate di
fare per tenerlo lontano da quelle carte? Non im-
porta; solo un piccolo atto, e lho io in custodia.
Non pensavo che sarebbe potuto arrivare a tanto,
ma ora si addolcir. Mi aiuterete? Sono ricca e
posso pagarvi bene.
Ma vostro fratello?, dissi.
Oh, lui ricco anche senza di me, ma avaris-
simo. Voi per ditemi che mi aiuterete: basta che mi
aiutiate a uscire e farete davvero un buon affare.
Molto bene, dissi. Mi darete questo atto
come garanzia che manterrete la vostra parola?
S, replic, tirando fuori latto una piccola per-
gamena dalla scollatura. Prendetelo e ora fatemi
uscire; sarete generosamente ricompensato.
Ah!, dissi, ma dovete prima permettermi di
sistemare la questione con i miei dipendenti.
Dovete essere veramente pazza. Non si mai sen-
tito di giovani signore in possesso delle proprie fa-
colt mentali che si portano addosso atti e perga-
mene.
Non vorrete tradirmi?, esclam, alzandosi di
scatto e slanciandosi verso la carta, che avevo ri-
posto con cura nel taschino della mia giacca.
Oh, cara, no! Ma mi terr latto e parler con
vostro fratello della questione.
Mio Dio! Mio Dio!, esclam e poi ricadde
di schiena sul letto, e dopo poco era ricoperta di
sangue. Le era scoppiata una vena e aveva avuto
uno sbocco di sangue.
Mandai a chiamare un chirurgo e un medico, ed
entrambi espressero lopinione che non si sarebbe
salvata e che in poche ora sarebbe morta.
Cos accadde. In meno di mezzora era morta e
a quel punto mandai a chiamare le autorit per sep-
pellirla; esibendo il certificato di morte del medico
non vi furono difficolt e lei venne sepolta comoda-
mente senza problemi.

Bene, pensai, questo un affare di certo


agevole, ma potrebbe essere molto pi redditizio di
quanto mi immagini: prima di tutto, devo avere la
mia ricompensa; e se vi fossero delle difficolt, po-
trei rivalermi dellatto.
Il gentiluomo si present il giorno dopo, con
una faccia piuttosto lunga.
E dunque, disse, come vanno le cose qui?
Molto bene, risposi, e come va la vostra gola?
Mi parve che mi guardasse in modo maligno, come
per suggerire che la colpa fosse mia.
Abbastanza bene, replic, ma sono stato
malato per tre giorni. Come sta la paziente? Al
meglio che possiate desiderare, dissi.
La prende bene, eh? Non me lo sarei aspettato
ma non importa. Potrebbe campare ancora per un
bel po, mi rendo conto. Allora non avete tentato
il metodo dello spavento? Non ne ho avuto
bisogno, replicai, mettendogli in mano il certific-
ato di sepoltura.
Salt come se fosse stato morsicato da una vi-
pera, e impallid; ma presto si riprese e sorridendo
con compiacenza disse: Ah! Bene, vedo che siete
stato diligente; mi sarebbe piaciuto rivederla una
volta, per chiederle di un atto mancante, ma non im-
porta.
E ora, per quanto riguarda le duecento ster-
line?, chiesi.
Perbacco, replic, penso che cento vadano
pi che bene, se considerate quello che gi vi ho
dato e il breve periodo di tempo, e tutto: avete
ricevuto un anno di alloggio in anticipo.
Lo so; ma visto che ho fatto pi di quanto vi
aspettavate, e in meno tempo, invece di darmi di
pi, avete la presunzione di offrirmi meno? No,
no, non la... la... come lavete chiamata? Insomma,
non c niente da dire, eccovi cento sterline, e siete
ben pagato.
Bene, dissi io, prendendo il denaro, voglio
almeno cinquecento sterline, e se non me le darete,
dir agli interessati dove si trova un certo atto.
Quale atto? Quello a cui facevate riferi-
mento. Datemi altre quattrocento sterline, dunque,
e ve lo consegner.
Dopo molte altre parole e questioni finalmente
mi diede il denaro e io gli porsi latto, del quale fu
molto contento; per guardava i soldi con grande
rammarico e sembrava veramente afflitto.
Venni poi a sapere che era stato sfidato
dallamante di sua sorella, e che si batterono a du-
ello. Lui fu sconfitto e mor. Lamante si trasfer sul
continente, dove vive da allora.
Ah, disse Sweeney Todd, avete decisamente
avuto la meglio in questo affare: nessuno ci ha
guadagnato, tranne voi.
Nessuno davvero, che io sappia, tranne che dei
lontani parenti e io ho agito molto bene; ma, sapete,
non posso vivere con cos poco: mi costa parecchio
mantenere la mia casa e la mia cantina, ma sono at-
taccato al lavoro e cos sar finch il lavoro sar at-
taccato a me.
26. Il colonnello Jeffery fa
un altro tentativo per
penetrare nel segreto di
Sweeney Todd
Se affermassimo che il colonnello Jeffery era
soddisfatto di come stavano le cose riguardo alla
scomparsa del suo amico Thornhill o che aveva de-
ciso di accontentarsi di aspettare che la sorte, o il
mero passaggio del tempo, rendessero pi chiara la
faccenda, faremmo davvero una grande ingiustizia a
quel gentiluomo.
Egli era invece una di quelle persone cavalleres-
che che, quando cominciano una cosa, dispiegano i
maggiori mezzi per portarla a termine e non basta
loro la soddisfazione di avere fatto un grande sforzo,
se questo fallisce.
A parte questo, era un uomo che, quando
cominciava unimpresa, guardava sempre avanti,
alla ricerca di almeno una circostanza che ne
rendesse possibile il compimento, che fosse per
un compimento vero e proprio, fatto e finito da
tutti i punti di vista; si comprende dunque come
non avesse la minima intenzione di abbandonare la
questione del signor Thornhill.
Ma non era un tipo precipitoso. La sua abitud-
ine alla disciplina militare e la lunga vita trascorsa
negli accampamenti, dove ogni forma di precip-
itazione e di confusione viene aspramente rim-
proverata, lo portavano a prendersi una pausa di rif-
lessione prima di decidere di agire in un determ-
inato modo; e questa pausa non dipendeva da una
convinzione, o tantomeno da una congettura, su
eventuali conseguenze rischiose della linea di con-
dotta prescelta, poich considerazioni del genere
non avevano alcun effetto su di lui; e se
allimprovviso si fosse manifestata qualche altra
possibilit che, pur esponendo la sua vita a un grave
ed imminente pericolo, fosse apparsa favorevole al
compimento dello scopo, sarebbe stata subito ac-
colta col massimo favore.
E ora, quindi, incominci a riflettere molto seri-
amente su quali possibilit di azione vi fossero in
una vicenda che fino ad ora appariva avvolta nel pi
profondo mistero.
Sul fatto che il ragazzo del barbiere, con cui
avevano parlato sia lui, sia il suo amico, il capitano,
fosse a conoscenza di qualcosa di rilevanza
straordinaria, che solo la paura gli impediva di di-
vulgare, non aveva dubbi. Il colonnello allora os-
serv: Se la paura chiude la bocca a quel ragazzo
sullargomento, la paura lo far parlare; e non vedo
perch non tentare di avere un incontro con
Sweeney Todd sulla faccenda.
Che cosa proponete, allora?, disse il capitano.
Direi che il piano migliore sarebbe tenere
docchio il negozio del barbiere e impadronirci del
ragazzo, se troviamo lopportunit di farlo.
Portiamolo via!.
S, di sicuro. E, anche se con ogni probabilit
la paura del barbiere solo frutto sua della fantasia,
dopo tutto pu veramente darsi che, se lo rapiamo
noi, Todd lo cacci via; quando poi si accorger che
noi possiamo proteggerlo, e lo proteggeremo, allora
ci dir tutto ci che sa veramente.
Dopo aver conversato ancora un po, il piano
venne deciso; e il capitano e il colonnello, dopo
aver compiuto unattenta perlustrazione di Fleet
Street, scoprirono che, appostandosi alla finestra di
una taverna, che era quasi di fronte alla bottega del
barbiere, avrebbero potuto osservare in modo tal-
mente efficace chi entrava e usciva dal negozio, che
sarebbero stati sicuri di vedere il ragazzo anche pi
di una volta nel corso della giornata.
Questo piano strategico avrebbe senza dubbio
avuto un grande successo e Tobias sarebbe caduto
nelle loro mani, se non che, povero lui, dopo essere
stato maltrattato da Sweeney Todd, si trovava ormai
bello che prigioniero, ahim!, in quel terribile man-
icomio sulla Peckham Rye, tenuto da una persona
cos priva di scrupoli come il signor Fogg.
Non possiamo fare altro che considerare questo
caso davvero sfortunato, per quanto riguarda la fe-
licit di tutte quelle persone verso il cui destino ab-
biamo tanto interesse e verso le quali speriamo, per
quanto riguarda il lettore, di aver risvegliato un sen-
timento di simpatia, perch se Tobias non avesse
avuto la smania di fare lispezione in casa del bar-
biere, ma avesse aspettato almeno ventiquattrore,
allora non solo sarebbe scampato al terribile destino
che lo attendeva, ma anche Johanna Oakley non
sarebbe caduta vittima delle situazioni altamente
pericolose che in seguito le capitarono.
Ma non c bisogno di anticipare nulla; e le ter-
ribili avventure a cui era destino che andasse in-
contro, prima di ricevere la ricompensa per la sua
grande virt e per la sua nobile perseveranza, par-
leranno da sole e veramente a perdifiato.
Era mattina presto quando i due amici presero
posizione nella taverna di fronte al negozio di
Sweeney Todd in Fleet Street; poi, avendo chiesto
al padrone di lasciarli indisturbati nel locale per il
tempo necessario, si sedettero vicino alla finestra
tenendo docchio la casa di Todd.
Fu nel lungo tempo concesso loro da questa oc-
casione che il colonnello Jeffery per la prima volta
mise al corrente il capitano del suo grande affetto
per Johanna e del fatto che gli sembrava di aver
fissato su di lei le sue fantasie erranti e di avere
trovato davvero lunico essere con cui avrebbe po-
tuto, a questo mondo, gustare i piaceri della vita do-
mestica, senza rimpianti.
Possiede una bellezza unica, disse, che solo
la pi ardente immaginazione sarebbe in grado di
figurarsi; e oltre a questo fascino personale, che
sicuramente impareggiabile, ho visto abbastanza
di lei per essermi convinto che ha una mente tra le
pi fini e pure che mai siano appartenute a un es-
sere umano.
Con simili sentimenti ed emozioni verso di lei,
ci sarebbe da meravigliarsi, disse il capitano, se
non foste innamorato di lei, come ora state am-
mettendo di essere.
Non posso essere insensibile al suo fascino.
Ma, cercate di capirmi, mio caro amico, io non in-
tendo, a causa della mia recente e improvvisa in-
clinazione verso questa creatura giovane e bella,
commettere lingiustizia di non provare con tutte
le mie forze a scoprire, visto che lei crede che sia
cos, se Thornhill e Mark Ingestrie sono la stessa
persona; e quando vi dico che la amo, e che il mio
sentimento tanto sincero e profondo da rendere
pi importante ai miei occhi la sua felicit che la
mia ebbene, voi mi conoscete abbastanza, penso,
tanto da poter credere che vi sto dicendo solo e ni-
entaltro che la verit su quello che provo.
Lo so, disse il capitano, credo nella vostra
sincerit e mi sento sufficientemente interessato al
futuro di questa giovane creatura da sperare che si
convinca ma sono sicuro che lo far che il suo
amore non ci sia pi e che sia molto meglio per lei
diventare vostra moglie; perch da tutto quello che
abbiamo sentito di questo Mark Ingestrie, sembra
che non sia lindividuo pi stabile di mente che il
mondo abbia mai prodotto, e forse non esattamente
il tipo duomo da rendere felice una ragazza come
Johanna Oakley; comunque, naturale che lei pensi
il contrario, e lui penser con tutta sincerit la stessa
cosa.
Vi ringrazio per il pensiero gentile mio caro
amico, e per la gentilezza delle vostre parole,
ma....
Silenzio, esclam il capitano improvvis-
amente, silenzio! Guardate, il barbiere!.
Il barbiere? Sweeney Todd? S, s, eccolo l;
lo vedete? Ha laspetto di uno che ritornato da un
lungo viaggio. Dove pu essere andato, mi chiedo?
tutto inzaccherato di fango.
S, era proprio Sweeney Todd, che apriva il
suo negozio dallesterno con una chiave tirata fuori
dalla tasca dopo lungo armeggiare; e, come aveva
detto il capitano, davvero sembrava che fosse tor-
nato da un lungo viaggio, perch era sporco di
fango, e dal suo aspetto chiunque avrebbe potuto
credere che avesse subto un assalto di prima mat-
tina a Londra o nei sobborghi. Il fatto che dopo
essersi trattenuto con il direttore del manicomio
nella speranza che il brutto tempo si placasse un
po, e dopo avere con ogni evidenza rinunciato a
questa possibilit, e siccome inoltre non era dispon-
ibile nessun tipo di trasporto, aveva assaporato il
piacere, per cos dire, di tornare a casa a piedi nel
fango di quello sporco sobborgo.
Era tuttavia una soddisfazione per lui essersi
sbarazzato di Tobias che, dopo quello che aveva
fatto, era diventato davvero scomodo e forse il
nemico pi pericoloso che Sweeney Todd avesse
mai avuto.
Ah!, disse quando entr nel suo negozio di
Fleet Street, Ah! Tobias abbastanza al sicuro;
non mi dar pi problemi; questo chiaro. Che
meravigliosa comodit avere un amico come il
signor Fogg che per una ricompensa si adopera
fino in fondo per aiutare una persona a liberarsi di
uno scomodo peso. del tutto verosimile che quel
ragazzo abbia tramato la mia distruzione. Mi pi-
acerebbe, con i soldi del filo di perle, lasciare il la-
voro. Cos non sarei pi obbligato a correre rischi e
ad avere il problema di trovare un altro ragazzo.
S, ora Sweeney Todd sarebbe stato felice di
chiudere il suo negozio in Fleet Street subito e
per sempre, ma temeva che, quando John Mundel
avesse notato che il suo cliente non era tornato
a riscattare le perle avrebbe proceduto a venderle
e che la loro bellezza e il loro grande valore
avrebbero suscitato molta attenzione, e di con-
seguenza si sarebbe fatto avanti qualcuno che ne
sapeva molto pi di lui sulla loro storia precedente.
Devo stare calmo, pens, devo stare calmo;
poich, sebbene io creda di essermi travestito bene,
e che sia del tutto improbabile che qualcuno nem-
meno lacuto John Mundel abbia riconosciuto
Sweeney Todd, il povero barbiere di Fleet Street,
nel nobile che venuto per conto della regina a
prendere in prestito ottomila sterline lasciando in
pegno un filo di perle, tuttavia esiste una remota
possibilit di pericolo e potrebbe esserci qualche
problema con le pietre preziose; dunque meglio
che io rimanga nelloscurit fino a che tutti i dubbi
non siano svaniti.
Si trattava senza dubbio di una politica am-
mirabile da parte di Todd che, sebbene si consider-
asse un uomo ricco, non aveva gettato a mare, come
capita a molti quando compiono quella scoperta
gratificante e interessantissima, tutta la delicatezza
e la cautela che avevano contribuito a renderli in-
vidiati personaggi di classe.
Ci mise qualche minuto a estrarre dalla tasca la
chiave da girare nella toppa della porta sulla strada,
ma alla fine vi riusc, sparendo in tal modo dalla
vista del colonnello e del suo amico; entr in casa,
e la porta si richiuse immediatamente dietro di lui.
Bene, disse il colonnello Jeffery, che ne
pensate? Non so che cosa pensare, se non che
il vostro amico Todd stato fuori citt, come di-
mostra abbondantemente lo stato dei suoi stivali.
Davvero; e sembra che sia andato piuttosto
lontano, perch il fango sui suoi stivali non il
fango di Londra.
Certamente no; molto differente. Ma guard-
ate, sta uscendo di nuovo.
Sweeney Todd usc di casa, ora senza cappello,
e si mise a sollevare le saracinesche del suo ne-
gozio; essendo solo tre impieg pochi secondi e poi
rientr di nuovo reggendole in mano, insieme con
la sbarra di ferro che le bloccava e che aveva tolto
dallinterno.
Tutta questa cerimonia avveniva ogni giorno
allapertura del negozio di Sweeney Todd, e il solo
particolare che stup i nostri amici, che assistevano
dalla finestra della taverna, era che pur avendo un
ragazzo di bottega, Todd apriva il negozio da solo.
E non cera traccia del ragazzo, anche se ormai
si era sicuramente fatta lora per lui di iniziare il
servizio; e Todd, altrettanto sicuramente, non era
il tipo duomo da essere cos indulgente con un
ragazzo, che aveva assunto perch gli tornasse
utile, per permettergli di arrivare quando tutto il la-
voro pi gravoso del mattino era terminato.
Eppure tutte le apparenze parlavano in tal
senso, perch ben presto Todd comparve con una
scopa in mano, spazzando tutto il negozio con una
rapidit e un vigore che sembravano suggerire che
non stesse svolgendo quella mansione in uno stato
propriamente di grazia.
Ma dove pu essere il ragazzo!, disse il cap-
itano. Sapete, mi sembra di poter azzardare una
supposizione: non riesco a non collegare il fatto che
Sweeney Todd sia andato da qualche parte fuori cit-
t, con il fatto che il ragazzo stamattina non si sia
fatto vivo.
Davvero! Che coincidenza curiosa: ci stavo
pensando anchio, e pi ci penso pi mi convinco
che devessere proprio cos e che il nostro apposta-
mento qui sia forse inutile. Mi chiedo allora se
sia probabile, o perlomeno possibile, che quello
scellerato abbia scoperto che abbiamo fatto delle
domande al ragazzo, e abbia ritenuto conveniente
farlo fuori.
Non spingiamoci troppo in l, replic il cap-
itano, con le congetture; ricordatevi che fino ad
ora, non importa quali siano i nostri sospetti, non
sappiamo niente di certo e il semplice dato di fatto
che non siamo stati capaci di rintracciare Thornhill
dopo che uscito dal negozio di questuomo non
sufficiente a fondare unaccusa.
Lo so benissimo e penso che dobbiamo essere
molto cauti; eppure nella mia mente tutti i sospetti
hanno assunto giorno dopo giorno una spaventosa
aria di probabilit, e gi vedo Sweeney Todd come
un assassino.
Dobbiamo continuare la nostra osservazione?
A questo punto mi pare di scarsa utilit. Forse po-
trebbe venir fuori qualche particolare interessante;
ma ho la forte impressione che sicuramente non
vedremo il ragazzo che ci interessa. Comunque,
come vedete, il barbiere ha gi un cliente.
Sulla strada veniva infatti avanti un uomo eleg-
ante che, per una certa aria e un certo modo di fare,
non sembrava certo un londinese. Sembrava piut-
tosto un ricco proprietario terriero, venuto in cit-
t per pagare o per ricevere del denaro e, mentre
si avvicinava al negozio di Sweeney Todd, si ac-
carezzava lentamente il mento, come se stesse
pensando alla necessit o meno di farsi rasare.
Se nella sua mente stava avendo luogo un dibat-
tito, questo termin con il voto favorevole alla
rasatura: ed ecco che luomo entr nel negozio di
Sweeney Todd, proponendosi come primo cliente
della giornata.
Dalla loro postazione il colonnello e il capitano
non potevano vedere allinterno del negozio di
Todd, nemmeno se la porta fosse stata aperta: vi-
dero bene, per, che dopo qualche minuto
dallingresso del cliente, la porta venne chiusa in
modo che, anche se fossero stati pi vicini, tutto
linterno di quel salone di bellezza per uomini
sarebbe rimasto nascosto.
Allinizio non provarono un particolare in-
teresse per luomo appena entrato nel negozio. In
effetti era un personaggio abbastanza banale ma,
dopo che fu trascorso un ragionevole lasso di tempo
senza che quel cliente fosse uscito cominciarono a
sentirsi a disagio. E quando un altro uomo entr
e dopo soli cinque minuti ricomparve rasato, e il
primo uomo ancora non arrivava, non seppero pi
cosa pensare e si guardarono in silenzio per alcuni
minuti. Alla fine il colonnello disse: Amico mio,
abbiamo forse aspettato qui tutto questo tempo per
niente? Cosa ne sar stato delluomo che abbiamo
visto entrare nel negozio del barbiere; giureresti che
non torner pi fuori? Ci scommetterei; e allora,
a che conclusione possiamo arrivare? Solo a una:
che ha incontrato la morte l; e che, quale sia stato
il suo destino, lo stesso a cui andato incontro
il povero Thornhill. Non posso pi sopportarlo. Voi
rimanete qua e fatemi andare da solo.
Per niente al mondo! Andreste a gettarvi
nellignoto correndo un grave pericolo, senza
sapere fin dove pu arrivare e con che mezzi la mal-
vagit di quelluomo. Non dovreste andare da solo,
colonnello, non dovreste davvero; eppure bisogna
fare qualcosa.
Daccordo; ma quel qualcosa non necessar-
iamente devessere rischioso e disperato come
pensate voi.
Emergenze disperate richiedono rimedi dis-
perati.
S, come principio generale sono daccordo
con voi, colonnello; ma penso che in questo caso
essere precipitosi potrebbe farci perdere tutto e non
farci guadagnare niente. Abbiamo a che fare con un
uomo furbo, molto acuto sotto tutti gli aspetti; e se
bisogna compiere qualcosa di contrario ai suoi de-
sideri, non va fatto con quellimmediatezza e quella
velocit che, in circostanze normali, sia voi che io
amiamo adoperare.
Bene, bene, disse il colonnello, non dico e
non dir nientaltro se non che avete ragione.
Lo so, sono certo di aver ragione; e ora
ascoltatemi: penso che ci siamo spinti abbastanza
lontano in questo affare senza nessun aiuto, ma ora
il momento di coinvolgere altri nellintreccio.
Non capisco cosa volete dire.
Ve lo spiego subito. Intendo che, se nel portare
avanti questa impresa, che mi sembra diventare ad
ogni istante sempre pi seria, dovesse capitarmi
qualcosa, assolutamente terribile pensare che tutto
finirebbe e il truce caso rimarrebbe sotto silenzio.
Vero, vero: e la povera Johanna e la sua amica
Arabella, per esempio, che cosa possono fare?
Niente, se non esporsi a un grosso rischio. Venite,
venite, colonnello, sono contento che adesso ci
capiamo meglio su questo affare; di sicuro avete
sentito parlare del signor Richard Blunt? Il si-
gnor Richard Blunt... Blunt... ah, intendete il ma-
gistrato? S. La mia proposta concordare con
lui un colloquio privato e confidenziale sulla fac-
cenda; poi gli rendiamo note tutte le circostanze e
ci facciamo consigliare sul da farsi. Il risultato di
mettere laffare nelle sue mani sar in ogni caso
che, se in qualcuno dei nostri tentativi dovessimo
venire sopraffatti con la forza o con la frode, non
resteremmo totalmente invendicati.
La vostra una buona idea.
Lo sapevo; basta riflettere. Oh, colonnello Jef-
fery, siete davvero una creatura troppo impulsiva.
Bene, disse scherzosamente il colonnello,
devo dire che non trovo giusta questa accusa, per-
ch anchio ho notato pi di una volta che fate le
cose in modo impulsivo.
Non stiamo a discutere di questo; ma, dal mo-
mento in cui concordate con me sulla faccenda, non
credo abbiate obiezioni ad accompagnarmi dal si-
gnor Richard Blunt.
No, per niente; al contrario, se qualcosa deve
essere assolutamente fatto, per amor del cielo
bisogna farlo presto! Sono abbastanza convinto che
sia in corso qualche terribile tragedia e che, se non
siamo pronti a prendere le giuste iniziative, po-
tremmo arrivare troppo tardi per contrastare la sua
terribile influenza sui destini delle persone che
tanto ci stanno a cuore.
Daccordo! Daccordo! Venite qui e lasciamo
stare un momento, per ora, Sweeney Todd e il suo
negozio a prendersi cura luno dellaltro, mentre
cerchiamo delle misure efficaci per ingannarlo. Per-
ch indugiate? Non indugio. che qualche in-
flusso misterioso sembra incatenarmi a questo
luogo.
Qualche influsso misterioso! Perbacco, colon-
nello, state diventando superstizioso.
No, no, per nulla! Bene, suppongo che dovr
venire con voi. Fate strada, fate strada; e credetemi
che nemmeno tutta la mia ragione potrebbe indurmi
a rinunciare alla speranza di fare qualche scoperta
importante andando nel negozio di Sweeney Todd.
S, potreste fare una scoperta importante e
credo che scoprireste una cosa sola: che ha ucciso
alcuni dei suoi clienti. Se cos, dovete considerare
che un simile uomo sta bene attento a compiere i
propri delitti in modo efficiente, ma potreste scopri-
rlo un po troppo tardi. Lo capite questo?
Capisco, capisco. Venite, perch vi giuro sul mio
onore che, se vedessimo altre persone entrare nel
negozio del barbiere, non riuscirei a trattenermi dal
precipitarmi fuori e dare lallarme.
Fu certamente una buona cosa che lamico del
colonnello non fosse del tutto entusiasta come lui,
altrimenti, da quello che effettivamente sappiamo
di Sweeney Todd, e da quello che sospettiamo, Jef-
fery avrebbe corso un gran rischio, e invece di tro-
varsi nella posizione di aiutare a sbrogliare i misteri
relativi alle imprese di Sweeney Todd, avrebbe
avuto lui bisogno di aiuto e sarebbe entrato a far
parte dei misteri.
Ma non accadde cos.
27. Tobias tenta di
scappare dal manicomio
Non abbiamo cuore di forzare i lettori a
immedesimarsi nella terribile condizione del povero
Tobias.
Nessuno, certamente, fra tutte le dramatis per-
sonae della nostra storia, sta soffrendo pi di lui; e,
di conseguenza, ci sembra una sorta di dovere pren-
dere in considerazione i suoi pensieri e i suoi sen-
timenti mentre giace in quella triste cella, nel man-
icomio di Peckham Rye.
Certamente Tobias Ragg era sano come ogni nor-
male cristiano aspira ad essere, quando quel far-
abutto, Sweeney Todd, lo rap nella sua carrozza per
portarlo nelledificio del signor Fogg; ma se tramite
un ingegnoso processo lintelletto umano pu essere
destituito dal suo trono, senza dubbio quel processo
dovr consistere nel mettere una persona sana in
una casa di cura per matti.
Anche per la fantasia di un ragazzo, e tanto
pi di un ragazzo dallimmaginazione vivida come
quella del povero Tobias, manicomio una pa-
rola investita da un alone di terrore. Non era ancora
partecipe di quella vasta esperienza che permette
alle persone di et pi avanzata di scrollarsi di
dosso la maggior parte delle fantasticherie, che in-
vece sembravano stranamente cos pronte a insedi-
arsi nella mente del giovane Tobias; e non bisogna
meravigliarsi, dunque, che per lui la situazione at-
tuale fosse di una miseria e di una sofferenza acuta
e orribile.
Rimase per molto tempo sdraiato nella cella
scura, simile a una segreta, nella quale era stato
gettato in uno stato di tale timore da spingerlo vi-
cino alla pazzia. Per molte ore non mosse n una
mano n un piede e, poich faceva parte della polit-
ica del signor Fogg lasciare, come diceva lui, soli
soletti i suoi pazienti, non interferiva con la loro
tranquillit o il loro riposo.
Tobias, quindi, se avesse scelto di rimanere im-
mobile come un fachiro indiano, sarebbe morto
nella sua posizione, senza alcuna rimostranza da
parte di nessuno.
Sarebbe assolutamente impossibile descrivere
gli strani pensieri e le scene visionarie che pas-
sarono per la mente di Tobias durante questo peri-
odo. Sembrava come se il suo intelletto si fosse in-
golfato nelle acque incantate di qualche vortice e
che tutte le varie scene e azioni che, in circostanze
normali, sarebbero state chiare e distinte, si fossero
mescolate insieme in unintricata confusione.
Nel mezzo di tutto questo, alla fine cominci a
prendere coscienza di una particolare impressione
o sentimento, ossia che qualcuno stava cantando a
voce bassa e dolce, molto vicino a lui.
La sensazione, fuori luogo in un posto simile,
aument a poco a poco, finch cominci, nella sua
intensit, ad assorbire ogni altro sentimento; e lui
gradualmente si risvegli da quella sorta di torpore.
S, qualcuno stava cantando. Era una voce fem-
minile, ne era sicuro; e nel momento in cui la sua
mente si concentr su quellunico oggetto,
stimolando le sue facolt percettive, tutto il suo in-
telletto ne trasse giovamento.
Non riusciva a distinguere le parole del canto,
ma la voce di per s era molto dolce e musicale;
mentre Tobias ascoltava, sentiva come se la febbre
che gli invadeva il sangue stesse calando e pensieri
pi sani prendessero il posto di quelle fantasie
turbate che erano rimaste a lungo ad oscillare nelle
cavit del suo cervello.
Che dolci suoni!, disse. Oh, spero che
questo canto vada avanti. Mi fa felice sentirlo;
spero tanto che continui. Che musica dolce! Oh,
madre, madre, se solo potessi vedermi ora!.
Si mise le mani sugli occhi, ma non pot fer-
mare il torrente di lacrime che gli sgorg e che gli
sarebbero colate tra le dita. Tobias non avrebbe vo-
luto piangere, ma quelle lacrime, dopo tutti gli or-
rori della notte, gli fecero molto bene e si sent
molto meglio dopo averle versate. E per di pi, la
voce continuava a cantare senza fermarsi.
Chi pu essere, pens Tobias, che non si
stanca mai di cantare cos? Il canto continuava,
ma a volte Tobias sentiva con chiarezza che alla
straordinaria melodia si univano un paio di note
selvagge; e ci gener un sospetto nella sua mente
ed ebbe un brivido al pensiero che quel cantante
fosse uno dei pazzi rinchiusi l dentro.
Devessere cos, disse. Nessuna persona
normale potrebbe e vorrebbe continuare a cantare
per cos tanto tempo un unico frammento di can-
zone. Ahim! ahim, qualcuno di veramente
pazzo, confinato a vita in questo terribile posto;
dico a vita, ma anchio sono confinato qui a vita?
Oh! Aiuto, aiuto, aiuto!.
Tobias grid talmente forte che il canto con cui
si era cullato per un certo si trasformarono nellurlo
pi terrificante che si possa immaginare.
Invano Tobias si tapp le orecchie per non fare
entrare quegli orribili suoni. Non rimasero fuori,
ma si infilarono in lui, in ogni piega del suo
cervello, quasi facendolo impazzire con la loro
veemenza.
Ma altri toni pi rauchi arrivarono alle sue orec-
chie e ud la voce forte e rozza di un uomo dire:
E allora, vuoi la frusta cos presto stamattina? La
frusta, lo capisci?.
Queste parole furono seguite dalle sferzate di
quella che doveva essere una frusta pesante da car-
rettiere e poi le urla si smorzarono in profondi
lamenti, ciascuno dei quali andava a colpire ludito
del povero Tobias.
Non potr mai vivere in mezzo a tutti questi
orrori, disse. Oh, perch non mi ammazzano
subito? Sarebbe pi misericordioso. Non potrei mai
resistere a lungo rinchiuso qui dentro. Aiuto, aiuto,
aiuto!.
Quando urlava la parola aiuto, non aveva cer-
tamente la pur minima speranza di riceverlo, ma
era questa la parola che gli saliva immediatamente
alle labbra; e cos la emise con tutte le sue forze, in
modo che se qualcuno lavesse sentita ne avrebbe
senzaltro attirato lattenzione, poich la solitudine
e il buio quasi totale del luogo dove si trovava,
stavano cominciando a riempirlo di un nuovo
spavento.
Cera una debole luce nella cella, che gli seg-
nalava la differenza tra giorno e notte; ma da dove
venisse quella luce, non poteva dirlo, poich non
riusciva a scorgere alcuna grata n apertura; ma
questo succedeva perch i suoi occhi non si erano
ancora del tutto abituati alloscurit del posto, al-
trimenti avrebbe visto che vicino al tetto cera un
stretta apertura, che non avrebbe permesso di infil-
arci per intero una mano, lunga per quasi cinque
piedi; e da unapertura posta al di l di questa giun-
geva la pallida luce che rendeva visibile loscurit
nella cella di Tobias.
In una condizione praticamente disperata, senza
badare a quello che sarebbe potuto essere il risul-
tato, Tobias continuava a chiedere aiuto; e, dopo
circa un quarto dora, sent un rumore di passi pes-
anti.
Stava arrivando qualcuno; s, di certo stava ar-
rivando qualcuno e non lavrebbero lasciato l a
morire. Oh, con quanta trepidazione ascoltava ora
ogni rumore capace di segnalare larrivo di qual-
cuno nelle vicinanze della sua cella.
Sent il lucchetto muoversi e una pesante sbarra
di ferro fu lasciata cadere con un suono metallico.
Aiuto, aiuto!, url di nuovo, Aiuto, aiuto!,
poich temeva che chiunque fosse arrivato se ne
sarebbe andato via di nuovo, anche se aveva fatto
tanta strada per venire da lui.
La porta della cella si spalanc e la prima in-
dicazione che il povero Tobias ebbe del fatto che le
sue urla erano state udite, consistette in una frustata
che, se lavesse colpito, come era nellintenzione di
chi laveva sferrata, lavrebbe ferito gravemente.
Allora, la vuoi di gi?, disse la stessa voce
che aveva sentito prima.
Oh, no, piet, piet, disse Tobias.
Ah s, cos, eh? Te lo dico io cosa vuol
dire: se abbiamo altri fastidi qui, con questa si fa
sempre silenzio; cosa ne pensi come argomento,
eh? Parlando luomo schiocc rumorosamente la
frusta nellaria riducendo il povero Tobias al silen-
zio; infatti il ragazzo fu scosso da tali brividi che
non riusc pi a parlare.
Bene, e ora, mio signore, disse il tipo, penso
che ci capiamo meglio. Cosa vuoi? Oh, lasci-
atemi andare, disse Tobias, lasciatemi andare.
Non dir niente. Dite al signor Todd che far quello
che vuole e non dir niente, lasciatemi solo uscire
da questo terribile posto. Abbiate piet di me; non
sono affatto matto, davvero, non lo sono.
Luomo chiuse la porta e se ne and fischiet-
tando un allegro motivetto.
28. Il cortile del
manicomio e il nuovo
amico di Tobias
Questa improvvisa ritirata delluomo sorprese
Tobias che aveva pensato che il suo giro fosse di
regola per dare da mangiare alle persone, anche se
erano confinate in un simile posto; ma il fatto che il
guardiano se ne fosse semplicemente andato, senza
dire niente riguardo al pasto, cominci a far pensare
a Tobias che il piano con il quale avevano deciso di
liberarsi di lui era lasciarlo morire di fame; eppure
gli sembrava impossibile, tanto facile sarebbe stato
ora ucciderlo, se avessero avuto questa intenzione!
Oh, no, no, si ripet, sicuramente non mi lascer-
anno morire di fame.
Mentre diceva queste parole, ud ricominciare il
canto malinconico; e non pot evitare di pensare che
somigliava a un requiem e che fosse una specie di
segnale che le sue ore erano contate.
Cadde di nuovo preda della disperazione e,
nonostante le crudeli minacce del guardiano,
avrebbe voluto ancora gridare aiuto, se non si fosse
accorto di un rumore di passi: qualcuno si stava av-
vicinando.
Continuando a tendere lorecchio, ud aprirsi
e chiudersi delle porte, in sequenza, e a volte
lapertura di una era seguita da un urlo e dallo
schiocco della frusta, che ben presto riusciva a
smorzare tutti gli altri rumori. Era successo anche
a Tobias e, secondo una procedura corretta, po-
tremmo dire, poich questo era il fatto, che gli os-
piti di quella terribile dimora vivevano come tante
bestie selvagge, nutrite in gabbie. Si ritrov a
pensare a quanto fosse strano che per una somma
di denaro, di qualsiasi entit, degli esseri umani
potessero accettare di lavorare in un posto del
genere. E mentre Tobias era intento in questa rif-
lessione, la sua porta si apri, ruotando ancora una
volta sui cardini arrugginiti.
Ci fu un lampo di luce e poi un uomo entr
portando una latta piena dacqua, in cui era im-
merso un lungo tubo, che mise in bocca a Tobias
il quale, temendo che se non avesse bevuto allora
chiss quanto tempo avrebbe trascorso poi senza
bere, trangugi un po di acqua stagnante che gli
sembr molto salata.
Poi luomo gli gett ai piedi una pagnotta dura
e brunastra e infine stava per andarsene dalla cella,
ma Tobias non pot trattenersi dal parlare, e con
voce di estrema seriet e supplica disse: Non ten-
etemi qui. Lasciatemi andare, non dir niente di
Todd. Partir immediatamente, se mi lascerete an-
dare da questo posto, vi giuro che lo far, ma se
rimango qui diventer pazzo.
Buona questa, vero Watson?, disse il signor
Fogg, comparendo dietro la spalla del primo uomo.
Molto buona, signore. Dio vi benedica, la loro
astuzia supera qualsiasi cosa al mondo, signore;
rimarreste sorpreso di quello che mi dicono a
volte.
Ma non sono matto, non sono matto dav-
vero!, url Tobias.
Oh, disse Fogg, davvero un brutto caso,
mi fa paura; la pi netta prova di follia, secondo me,
Watson, la costante ripetizione da parte di un lun-
atico di non essere pazzo. Non vi pare, Watson?
Certamente, signore, certamente.
Ah, ero sicuro che foste daccordo con me; ma
in fondo penso che, siccome solo un ragazzino
potremmo anche non incatenarlo; inoltre, sapete,
oggi giorno di ispezione e verr a farci visita un
vecchio medico idiota che ha raggiunto i limiti di
et.
S, signore, disse Watson, con un sogghigno,
e scriver un verbale in cui dichiarer che va tutto
bene.
Esattamente. Chi verr questa volta, che ne
pensate? Scommetto sempre dieci ghinee.
Perbacco, signore, c il vecchio dottor
Popplejoy, che ha ottantaquattro anni ed mezzo
cieco, dicono; lo prender come un grande onore,
verr qui e senza dubbio lo potremo ingannare fa-
cilmente.
Oso dire che dovremmo! Lo terr docchio;
dovrebbe arrivare a mezzogiorno, Watson.
Baderete che sia tutto a posto, come sapete voi; fate
tutti i soliti preparativi.
Tobias fu stupito che parlassero cos aperta-
mente davanti a lui, ma disperato comera, non
aveva ancora capito quanto completamente fosse
sotto il potere del signor Fogg e di come ormai
fosse del tutto alienato da qualsiasi forma di umana
compassione.
Tobias non disse niente; ma non pot evitare di
pensare che per quanto vecchio e stupido potesse
essere il medico che avevano menzionato, sicura-
mente cera la speranza che sarebbe stato in grado
di accorgersi della perfetta sanit mentale di Tobias.
Ma lastuto signor Fogg sapeva molto bene il
fatto suo e quando si ritir nella sua stanza, scrisse
un biglietto per il dottor Popplejoy, un medico in
pensione che aveva acquistato una casa nel quart-
iere. Il biglietto parler da solo non avremmo
mai immaginato di dover mettere sotto gli occhi dei
nostri lettori un tale straordinario esempio di ipo-
crisia.
Casa di cura, Peckham Signore probabilmente
riconoscerete il mio nome come quello del direttore
della casa di cura per alienati in questo quartiere. In
conformit al doveroso riguardo verso la sicurezza
di quella classe sfortunata della comunit sot-
tomessa alla mia tutela, mia grande e costante
premura, con lausilio della Divina Provvidenza,
cercare di intervenire positivamente e con dolcezza,
per quanto possibile, sulla pi sconvolgente di
tutte le calamit: la malattia mentale. Una volta
allanno mia abitudine chiamare un medico es-
perto, capace e illuminato per visitare i miei pazi-
enti (naturalmente includo un parcella); un medico
che non abbia niente a che fare con limpresa e del
quale quindi sia garantita limparzialit.
Se voi, signore, mi concedeste il favore, a
mezzogiorno circa di oggi, di fare un breve visita di
ispezione, lo riterr un grande onore, e anche una
grande cortesia.
Con il pi profondo rispetto, signore, da parte
dellumilissimo e obbediente servo.
O. D. Fogg Questo biglietto, come ben ci si po-
teva aspettare, port il vecchio, miope, pensionato
dottor Popplejoy alla casa di cura, e il signor Fogg
lo ricevette in forma impeccabile e con grande seri-
et, dichiarando, quasi con le lacrime agli occhi:
Mio caro signore, lintero scopo della mia es-
istenza ora cercare di ammorbidire i rigori
dellinternamento, e spero che compiate questa is-
pezione in modo che io possa continuare a sentirmi
tranquillo di sicuro verso la mia coscienza lo sono
sempre stato; se il verbale che redigerete sul trat-
tamento delle persone sfortunate che ho qui dentro
sar buono, nemmeno il minimo accenno di calun-
nia potr sfiorarmi.
Oh, s, s, disse garrulo lanziano medico;
io... io... molto bene... oh s... coff coff... ho una
leggera tosse.
Molto leggera, signore. Volete per prima cosa
dare unocchiata a una delle stanze dei malati di
mente? Il dottore acconsent e il signor Fogg lo
fece entrare in una camera da letto molto comoda,
al che il vecchio gentiluomo dichiar che era dav-
vero molto soddisfacente; quando poi tornarono
allappartamento di Fogg, questultimo disse:
Bene, allora, signore, tutto ci che dobbiamo fare
adesso condurre i pazienti in camera, uno alla
volta, il pi velocemente possibile, per non occu-
pare molto del vostro prezioso tempo; vi garantisco
che ogni domanda che farete ricever risposta e io,
stando al vostro fianco, potr darvi ragguagli sui
casi che vi susciteranno maggior interesse.
Il vecchio signore fu invitato a sedere sui cus-
cini imbottiti di una comoda poltrona; ormai com-
pletamente catturato, si sent cos soddisfatto delle
dieci ghinee e delle lusinghe del signor Fogg poi-
ch nessuno gli aveva mai pagato una parcella negli
ultimi quindici anni che era ormai quasi pronto a
diventare il ridicolo strumento del direttore in quasi
tutte le modalit che questi avesse deciso di im-
porgli.
Non c bisogno di seguire lesame dei vari in-
felici che furono portati al cospetto del vecchio dot-
tor Popplejoy; sar sufficiente informare il lettore
di come and lesame di Tobias, che il nostro
principale oggetto dattenzione, senza, allo stesso
tempo, sottovalutare una doverosa solidariet gen-
erale nei confronti di tutti coloro che, a quel tempo,
erano sottoposti alle tenere cure del signor Fogg.
Alle dodici e mezza circa la porta della cella
di Tobias venne aperta dal signor Watson che, en-
trando, afferr il ragazzo per il collo e disse:
Ascolta, ragazzo! Stai per andare davanti a un
medico e meno parli meglio . Te lo dico per il tuo
bene; tanto non puoi fare niente di buono per te, se
non evitarti una grande quantit di botte. Sai bene
che abbiamo la frusta. Vieni.
Tobias non disse nemmeno una parola in ris-
posta a queste minacce, ma sper che il medico
potesse lo stesso capire la sua situazione.
Linfelice ragazzo, prima di essere condotto
nella stanza dove il vecchio dottor Popplejoy stava
aspettando, venne lavato e strigliato di tutto punto,
in modo da presentarlo al medico con un aspetto
pi rispettabile in confronto al lurido stato in cui gi-
aceva nella sua sordida cella di manicomio.
Certamente, certamente, pens Tobias, il
limite della loro sfacciataggine non pu andare
oltre; ma parler col medico, anche se per questo
dovessi perdere la vita. S, cos e basta.
Nel giro di un minuto si trov nella stanza, fac-
cia a faccia con il signor Fogg e il dottor Popplejoy.
Cosa, cosa? Coff! Coff!, toss il vecchio dot-
tore, Un ragazzo, un semplice ragazzo. Povero
me! Oh... io... Coff! Coff! Coff! La mia tosse oggi
un po fastidiosa, penso. Coff! Coff!.
S, signore, disse il signor Fogg con un pro-
fondo sospiro, fingendo di trattenere il pianto,
ecco un semplice ragazzo. Mi commuovo sempre
quando lo guardo, dottore. Siamo stati ragazzi
anche noi un tempo, lo sapete, e pensare che la
divina favella dallintelligenza se ne sia andata in
una persona tanto giovane, basta a riempire di ago-
nia ogni sincero battito del cuore. Questo ragazzo,
comunque, signore, solo un monomaniaco. Si
fissato con lidea che qualcuno di nome Sweeney
Todd sia un assassino e crede di aver scoperto i suoi
intrighi. Su tutti gli altri argomenti abbastanza lu-
cido; ma in questo, e nellinsistenza con cui pro-
clama la sua mancanza di disturbo mentale,
furioso.
falso, signore, falso!, disse Tobias, alzan-
dosi. Oh, signore, se non siete una creatura di
questo orribile posto, vi prego di ascoltarmi, e ren-
dermi giustizia.
Oh, s... io... io... coff! Certo... io... coff!.
Signore, non sono matto, ma mi hanno rinchi-
uso qui perch sono diventato pericoloso per
lincolumit dei criminali.
Oh, davvero! Ah... oh... s.
Sono solo un povero ragazzo, ma odio la mal-
vagit, perch ho scoperto che Sweeney Todd un
assassino, e allora sono stato portato qui.
Lo sentite, signore?, disse Fogg, Proprio
come vi avevo detto.
Oh, s, s. Chi Sweeney Todd, signor Fogg?
Oh, signore, una persona davvero unica al
mondo.
Ah, s, mi sembrava, mi sembrava; un caso
triste, un caso davvero molto triste. Tu stai qui tran-
quillo, mio piccolo ragazzo, e vedrai che il signor
Fogg far tutto il possibile per te, sono sicuro.
Oh, come potete essere cos ridicolo, signore,
url Tobias, e lasciarvi ingannare cos da un uomo,
che sta facendo di voi un semplice strumento per
coprire la sua infamia? Quello che vi dico vero e
non sono matto.
Penso, dottor Popplejoy, disse Fogg con un
sorriso, che ci vorrebbe un ragazzo molto pi in-
telligente di lui, per prendersi gioco di voi;
purtroppo vi sarete reso conto che tra breve il
ragazzo sar vittima di un attacco di furia. Lo faccio
portare via? S, s... povero ragazzo.
Ascoltatemi, ascoltatemi, grid Tobias.
Signore, sul vostro letto di morte potreste pentirvi
di come vi siete comportato in questo giorno. Non
sono matto. Sweeney Todd un assassino. un
barbiere in Fleet Street. Non sono matto!.
triste, signore, vero?, disse Fogg, mentre
di nuovo faceva un tentativo per spremersi qualche
lacrima dagli occhi. molto triste.
Oh! Molto, molto.
Watson, portate via il povero Tobias Ragg, ma
con delicatezza, mi raccomando, e restate un po
con lui nella sua bella stanzetta comoda, e cer-
cate di calmarlo; parlategli di sua madre, Watson,
e fategli fare un giro, se potete. Ahim, povero
ragazzo! Mi sanguina il cuore a vederlo. Non sono
adatto a questa vita, dottore, dovrei essere fatto di
una sostanza pi dura, davvero.

*
Bene, disse il signor Watson, quando appena
fuori dalla porta assest una potente pedata al
povero Tobias, hai fatto veramente un
bellaffare!.
La pazienza del ragazzo si era esaurita; aveva
sopportato tutto ci che poteva sopportare, e
questultimo scherno lo fece impazzire. Si rivolt
veloce come un fulmine e si gett sulla gola del si-
gnor Watson.
Lattacco fu cos improvviso e il gentiluomo era
cos completamente impreparato, che cadde gi nel
corridoio battendo la testa sul pavimento di pietra
cos forte che quasi svenne; e prima che qualcuno
potesse accorrere in suo aiuto, Tobias gli aveva gi
tempestato di pugni la faccia, conciandolo in modo
che a malapena si riuscivano a distinguere i linea-
menti, e quasi spappolandogli un occhio.
Il rumore di questo assalto fece subito accorrere
il signor Fogg, come pure il dottor Popplejoy, e il
primo strapp Tobias dalla sua vittima, che presum-
ibilmente senza questo intervento avrebbe fatto una
brutta fine.
29. Lincontro del
colonnello Jeffery con il
magistrato
Il consiglio che il suo amico aveva dato al colon-
nello Jeffery era certamente il migliore che gli si
sarebbe potuto offrire; e, considerando linsieme di
tutte le circostanze, sarebbe stata pura e assoluta fol-
lia avventurarsi nel negozio di Sweeney Todd senza
prima aver preso ogni possibile precauzione per sal-
vaguardarsi dalle conseguenze di tale azione.
Sir Richard, che trovarono a casa, con lacutezza
propria delluomo daffari entr subito nel vivo della
questione.
A mano a mano che il colonnello, che aveva il
ruolo di portavoce, parlava, il magistrato mostrava
un interesse sempre pi evidente; e quando Jeffery
concluse dicendo: Cos, in ogni caso, vi renderete
conto che c sotto un grande mistero, il giudice
replic: E una gran colpa, direi.
Siete di questa opinione, sir Richard? Lo
sono, decisamente.
Allora che cosa proponete di fare? Credetemi,
non ve lo chiedo per vana curiosit, ma con la totale
certezza che ci che deciderete verr compiuto in
modo soddisfacente.
Ebbene, prima di tutto andr a farmi radere al
negozio di Todd.
Vi arrischierete cos? Oh, s; ma non con-
sideratemi tanto stupido e testone da correre rischi
inutili in questa faccenda no davvero: siate certo
che far tutto ci che in mio potere per salva-
guardare la mia sicurezza; e se non pensassi che
questo sia concretamente possibile, non sarei per
niente innamorato dellavventura ma, al contrario,
la eviterei. Peraltro, del signor Todd abbiamo gi
sentito parlare.
Davvero! E come di un criminale? S; una
signora una volta in strada incroci Todd, intento
a recarsi a qualche divertimento cittadino, e not
che indossava un paio di fibbie da scarpe di falsi
diamanti: allora si mise a gridare, sostenendo che
erano appartenute a suo marito, che una mattina era
uscito dalla sua casa in Fetter Lane per andare dal
barbiere. Il caso mi capit fra le mani, ma quelle
fibbie erano di un tipo troppo comune per per-
mettere alla signora di insistere nella sua accusa;
e Todd, che per tutta la durata della faccenda
mantenne la calma pi imperturbabile, venne ov-
viamente scagionato.
Ma lepisodio vi insospett? S, e pi di una
volta ho riflettuto su quali mezzi si sarebbero potuti
adottare per arrivare alla verit; altri affari,
comunque, di urgenza pi immediata, mi hanno poi
tenuto occupato, ma le circostanze che mi avete
dettagliatamente raccontato riaccendono tutto il
mio interesse sul caso; e ora sento che la faccenda
arrivata nelle mie mani in una forma che merita
attenzione immediata.
Questo fu molto gratificante per il colonnello
Jeffery, perch non solo gli toglieva un grosso peso
dalle spalle, ma lo portava a pensare, data la ben
nota scrupolosit del magistrato, che finalmente si
sarebbe realizzato qualcosa e anche molto presto,
per svelare il segreto che peraltro sembrava farsi
sempre pi complicato e intricato a mano a mano
che si procedeva nelle indagini. Porse i pi cordiali
ringraziamenti al magistrato per la cortesia con cui
laveva ricevuto e se ne and.
Quando il magistrato rimase solo, suon una
piccola campanella, alla cui chiamata rispose un
uomo. Il giudice domand: C Crotchet? S,
vostra eminenza.
Il messaggero si ritir, ma torn poco dopo,
portando con s uno dei pi rozzi esemplari di
umanit che il mondo avesse prodotto. Era alto
e robusto, e la sua faccia sembrava deformata da
un numero imprecisato di ferite: i suoi lineamenti
erano mescolati in modo davvero bizzarro, e uno
strabismo potente, che lasciava sempre il dubbio su
chi o che cosa stesse guardando, conferiva un tocco
di grazia allinsieme del suo fascino personale.
Siediti, Crotchet, disse il magistrato, e
ascoltami senza interrompere.
Forse il signor Crotchet aveva molti difetti ma
non c dubbio che sapeva ascoltare molto attenta-
mente i suoi interlocutori. Infatti, mentre il ma-
gistrato lo metteva al corrente del tema del collo-
quio con il colonnello Jeffery non apr bocca; di
fatto, sembrava che Crotchet non facesse altro che
guardare fuori dalla finestra; ma sir Richard cono-
sceva il piccolo difetto dei suoi organi visivi.
Dopo aver concluso la sua relazione, sir
Richard disse: Bene, Crotchet, che ne pensate di
tutto ci? Cosa fa Sweeney Todd con i suoi cli-
enti? Il signor Crotchet emise un sogghigno sin-
golare e bizzarro, poi disse, sempre guardando fuori
dalla finestra, bench i suoi occhi in realt fissas-
sero il magistrato: Li contrabbanda.
Cosa? Li esaurisce, vostra eminenza;
chiaro come il fango in un bicchiere di vino, che
cos. Il Signore vi benedica! Ho pensato fin dal
primo dannato momento che facesse quel genere di
cosa, ma non ho voluto interferire troppo presto.
Cosa consigliate, Crotchet? So che per un caso
del genere posso avere fiducia nella vostra perspic-
acia.
Ebbene, vostra eminenza, ci ho riflettuto un
po nel corso della giornata, e voglio farvi sapere
cosa penso. un lavoro piuttosto scomodo ma non
possiamo restarcene con le mani in mano.
Vero, vero, avete ragione e forse, prima di
rivedermi, andrete in Fleet Street a cercare qualche
informazione utile per la nostra indagine. una fac-
cenda che richiede davvero molta cautela.
Abbiate fiducia in me, vostra eminenza: lo
far, senza alcun dubbio. Il Signore vi benedica:
ora facile per tutti andare a gironzolare per Fleet
Street senza dare troppo nellocchio; poich il fatto
che lintero quartiere sconvolto per un terribile
odore proveniente dalla vecchia chiesa di St Dun-
stan.
Un cattivo odore nella chiesa di St Dunstan!
Non ne ho mai sentito parlare prima dora,
Crotchet.
Oh Signore, s, un odore cos nauseabondo
da disgustare il diavolo in persona. Laltro giorno,
quando il nostro santo vescovo venne a cresimare
un bel po di persone, c mancato poco che non
li mandasse tutti a quel paese dicendo che non
avrebbe cresimato proprio nessuno in quella
fogna.
Il magistrato rimase assorto e pensieroso per
alcuni minuti, e poi esclam improvvisamente:
Bene, bene, Crotchet, pensateci e vedete che cosa
si pu fare; anchio da parte mia ci rifletter. Mi
ascoltate? Badate di farvi trovare da me stasera
alle sei, puntuale; non intendo lasciare in sospeso
la questione, potete contarci, e anzi da questo mo-
mento le dedico tutta la mia attenzione.
Molto bene, vostra eminenza, molto bene dav-
vero. Ci sar, e ho proprio la fortissima sensazione
che scopriremo molto presto linghippo.
Spero proprio che sia cos.
Il signor Crotchet se ne and e, quando rimase
solo, il magistrato si alz e and su e gi per un po
nel suo appartamento a passi veloci, come se fosse
molto turbato dai pensieri che gli passavano per la
testa. Alla fine sprofond in una poltrona, borbot-
tando una specie di lamento: Unidea terribile si fa
strada nei miei pensieri. Orribile! Orribile! Terrific-
ante! E va bene, e va bene, lo vedremo, lo vedremo.
Potrebbe non essere cos; eppure questidea
spaventosa mi si affaccia di continuo! Andr subito
a St Dunstan e vedr di persona di cosa si tratta.
S, s, non dormir pi, finch questi dubbi non si
chiariranno. Unidea terribile, davvero!.
Il magistrato decise di annullare gli appunta-
menti presi in precedenza e poi, indossato un man-
tello liscio di colore scuro e un cappello molto
sobrio, usc rapidamente di casa.
Prese la strada pi diretta per la chiesa di St
Dunstan, e trovando accostata la porta delledificio
sacro, la apr ed entr; ma dopo pochi passi gli si
accost il sagrestano che, in tono dimesso, gli disse:
Oggi non domenica, signore; non si dice messa
qui oggi.
Lo so bene, replic il magistrato, ma vedo
che avete dei lavoratori qui. Che avete intenzione
di fare? Di tutte le sfacciataggini che abbia mai
sentito questa la peggiore: chiedere a un sagrest-
ano cosa ha intenzione di fare! Mi permetto di dirvi,
signore, che queste sono faccende assolutamente
private, e che l c la porta.
S, lo vedo, e fareste meglio a uscire il pi
presto possibile.
Oh, tuoni e fulmini! Oh, tuoni e fulmini!
Questo a un sagrestano!.
Cosa sta succedendo?, disse un uomo
dallaspetto elegante, avanzando dalla parte della
chiesa dove molti muratori erano indaffarati a soll-
evare alcune delle enormi lastre di pietra che form-
avano il pavimento. C qualche problema?
Credo, signor Antrobus, che mi conosciate, disse
il magistrato.
Oh, sir Richard, ma certo. Come va? Miseri-
cordia, disse il sagrestano, Dio ci benedica, si-
gnore, come potevo sapere che foste sir Richard?
Non sapevo quello che dicevo. Se vi avessi ricon-
osciuto, non lavrei mai detto, perdonatemi, signor
Richard: vi chiedo umilmente perdono.
Non importa, avrei dovuto presentarmi; avete
tutto il diritto di tenere gli estranei fuori dalla
chiesa, amico mio.
Il magistrato si avvi verso la navata con il si-
gnor Antrobus, che era uno dei custodi; e in quel
mentre gli disse, in tono basso e confidenziale: Ho
sentito alcune strane notizie su un odore terribile
nella chiesa. Cosa significa? Suppongo che sappiate
tutto: da dove proviene? Ne so quanto voi sulla
faccenda. un problema davvero grave e, in effetti,
oggi mi trovo qui per tentare di scoprire qualcosa
sulle cause del fetore. Come potete vedere, stiamo
cercando di lavorare su alcune delle vecchie cripte
chiuse da molto tempo, con la speranza di scoprire
lorigine di questo sgradevolissimo lezzo.
Avete qualche obiezione se resto a guardare?
No, per niente.
Vi ringrazio. Ora raggiungiamo gli operai.
Posso solo dirvi che sono enormemente curioso di
accertare il senso di tutto questo, e assister a tutte
le procedure con grande interesse.
Allora, venite; da parte mia vi dir che mi fa
molto piacere che siate qui, come persona e come
magistrato.
30. La fuga di Tobias
dalledificio del signor
Fogg
La rabbia che travolse il signor Fogg a causa
dellattacco del disperato Tobias ai danni del suo
rappresentante, il signor Watson, fu cos grande che,
se non fosse stato per la presenza dello stupido vec-
chio dottor Popplejoy, senza dubbio si sarebbe
scagliato contro Tobias con una vendetta ancora pi
esemplare. Comunque Tobias fu gettato nella sua
cella con la promessa di una terribile punizione, non
appena ce ne fosse stata loccasione.
Queste erano le promesse che il signor Fogg era
pi che sicuro di mantenere, e quando la rabbia si
dissolse nel cuore del povero Tobias, il ragazzo
cominci a disperarsi.
tutto finito, disse, verr ucciso! Oh, per-
ch non mi uccidono subito, miserabili! Scellerati,
uccidetemi subito!.
In questo stato di agitazione, si precipit alla
porta della cella e la colp con rumorosi pugni,
quando con sua sorpresa questa si apr e si trov
quasi a cadere nel corridoio di pietra sul quale si
aprivano le altre porte delle celle. Era evidente che
il signor Watson pensava di aver rinchiuso il pri-
gioniero ma, in realt, aveva dimenticato di bloc-
care il catenaccio, una disattenzione che probabil-
mente derivava dallo stato di rabbia e confusione in
cui versava il carceriere per colpa del temerario at-
tacco di Tobias.
Al ragazzo sembrava di essere gi evaso
quando si ritrov in uno stretto passaggio dietro la
porta della sua cella, ma il suo cuore per alcuni
minuti batt cos forte al pensiero della libert, che
fu quasi impossibile per lui andare avanti.
Un leggero rumore in unaltra parte
delledificio lo risvegli e cap che ora era solo e
che con grande calma e padronanza di s e con
un pizzico di coraggio, poteva sperare di ribaltare
completamente la sua sorte, grazie a quellincidente
che gli aveva permesso fortuitamente di fare un
primo passo verso la libert.
Oh, se solo potessi uscire da questo terribile
posto, pens, se solo potessi respirare ancora una
volta laria pura e fresca l fuori, e vedere il pro-
fondo cielo blu! Penso di non volere altro al
mondo.
Il fascino della natura non si presenta mai
allimmaginazione con un aspetto pi bello di
quello sognato da una mente incline alle gioie del
mondo nel momento in cui dovesse ritrovarsi sep-
arata da esso. Ora per Tobias il pensiero dei campi
verdi, della luce del sole e del colore dei fiori, era
insieme cagione di estasi e agonia.
Devo, disse, devo liberarmi... devo liber-
armi.
Certo: tra il dire e il fare c di mezzo il mare,
ma ora Tobias avrebbe certamente affrontato il ris-
chio della morte con serenit, piuttosto che essere
di nuovo condannato agli orrori solitari della cella,
dalla quale si era liberato con tanta fortuna.
Dalla strana quiete che regnava Tobias ipotizz
che il dottor Popplejoy non avesse ancora lasciato
la casa, e cominci a chiedersi se in quella calma,
non ci fosse stata la remota possibilit di andare
in giardino, scalare il muro e raggiungere il cortile
comune.
Mentre questo pensiero si stava facendo strada
nella sua mente, e mentre stava pensando che
avrebbe proseguito nel passaggio per vedere fin
dove arrivava, sent un rumore di passi, e indietreg-
gi.
Per alcuni secondi gli sembr che si stessero di-
rigendo verso di lui; cominci a temere che la cella
sarebbe stata perquisita e la sua assenza scoperta: in
quel caso non ci sarebbe stata alcuna possibilit per
lui, tranne la morte. Improvvisamente, comunque, i
passi che si avvicinavano cessarono. Poi sent una
porta chiudersi.
Ci fu un lungo silenzio che incoraggi Tobias a
rimettersi in cammino verso il passaggio, quindi si
allontan con passo lento e furtivo.
Non avanz, comunque, neanche di trenta passi,
quando sent un indistinto mormorio di voci e,
guidato da quei suoni, si ferm alla porta sulla sua
destra pensando fosse quella che aveva sentito chi-
udersi alcuni minuti prima.
Era dallinterno di quella stanza che arrivava il
mormorio delle voci e fu molto importante per To-
bias constatare in quale zona della prigione fossero
i suoi nemici. Accost lorecchio al pannello e
ascolt con attenzione.
Riconobbe entrambe le voci: erano quelle di
Watson e di Fogg.
Era una situazione precaria e pericolosa quella
in cui si trovava il povero Tobias, ma era straordin-
ario come con la sola forza di volont avesse sedato
il battito del suo cuore e il nervosismo generale di
cui era preda. Cera solo una sottile porta tra di lui
e i suoi nemici, e rimase in profondo silenzio ad
ascoltare.
Il signor Fogg stava parlando.
Mi capite, Watson, spero, disse, per quanto
riguarda quella piccola vipera di Tobias Ragg: il
ragazzo troppo furbo e troppo pericoloso per
vivere ancora lungo. Ha quasi fatto venire un colpo
al vecchio dottor Popplejoy.
Oh, lo ha sconvolto!, replic Watson, e ha
sconcertato anche me.
Vedo, la vostra faccia tutta un graffio.
S, quel piccolo diavolo! Ma fa parte del mio
mestiere, signor Fogg, e non mi avete mai sentito
brontolare per inezie del genere; per qui si oltre-
passato il limite.
Certo, Watson; ma detto tra noi, penso che la
malattia del ragazzino sia di quelle che lo stronch-
eranno improvvisamente.
Lo penso anche io, disse Watson, soffocando
una risata.
Non mi stupirebbe che un giorno venga
trovato morto nel suo letto, e non mi meraviglierei
se fosse domani mattina: cosa ne pensate, Watson?
Oh, diamine, cosa sono questi misteri tra di noi? Il
ragazzo deve morire e sar meglio lo faccia questa
notte... nutro verso di lui un rancore personale.
Certo, vi ha sfigurato.
Davvero? Bene, posso ricambiare il regalino,
signor Fogg. E per quanto mi riguarda farei a meno
di fare queste ispezioni mediche, sono molto peri-
colose.
Mio caro ragazzo, pericoloso, questo lo so,
ma solo affrontando questo rischio possiamo sen-
tirci sicuri. Il verbale di un uomo come il dottor
Popplejoy per noi garanzia di seriet e ci protegge
da guai ben pi grossi.
Bene, bene, come volete. Non mi avviciner
al signor Tobias per tutto il giorno: la fame e la
solitudine lo renderanno un po pi mansueto.
Come volete, ma tempo per voi di tornare ai
vostri turni regolari.
S, certamente.
Tobias sent Watson alzarsi. La situazione si
faceva seria. Locchio gli cadde sul catenaccio
appeso alla porta e con fulminea velocit lo infil
nel suo alloggiamento e poi si incammin per il
passaggio verso la sua cella, chiudendo la porta.
Il passo successivo era correre fino alla fine
del corridoio e scendere le scale. Di fronte a lui
cera una porta: con una spinta lapr e si trov in
una piccola stanza debolmente illuminata, in un an-
golo della quale, su un mucchio di paglia, cera una
donna che sembrava dormire.
Il rumore che Tobias fece entrando nella cella
la risvegli. Aperti gli occhi, la donna disse: Oh,
no, no, la frusta no! Sono calma. Dio, come sono
calma, sono a pezzi, ma sono calma. Abbiate piet
di me!.
Abbi tu piet di me, disse Tobias, e nascon-
dimi se puoi.
Nasconderti! Nasconderti! Per Dio, chi sei?
Una povera vittima che scappata da una delle
celle e....
Silenzio!, disse la donna; e fece mettere Tobi-
as in un angolo della cella, coprendolo con la paglia
e poi sdraiandosi in una posizione tale da nascon-
derlo completamente. La precauzione fu presa ap-
pena in tempo, poich quando loperazione fu com-
pletata, Watson spalanc la porta della stanza da cui
Tobias era scappato nello stretto passaggio.
Come diavolo ha fatto la porta a chiudersi,
disse, non capisco!.
Oh, salvami, bisbigli Tobias.
Silenzio! Silenzio! Guarder semplicemente
dentro, fu la risposta. Sei salvo. Stavo proprio as-
pettando qualcuno che mi aiutasse a fuggire. Devi
rimanere qui fino a stanotte e poi ti mostrer come
faremo. Silenzio! Sta arrivando.
Watson arriv e guard nella cella, sibilando
una bestemmia mentre diceva: Hai abbastanza
pane e acqua fino a domani mattina, non avrai pi
nulla fino ad allora.
Oh! Siamo salvi! Possiamo scappare, disse la
povera creatura quando Watson se ne and.
Lo pensi davvero? S, s! Oh, ragazzo mio,
non so cosa ti ha portato qui, ma se hai solo sofferto
un decimo della crudelt e delloppressione che ho
sofferto io, devi essere davvero compatito.
Se dobbiamo stare qui fino a stanotte, disse
Tobias, prima di scappare, raccontami come sei ar-
rivata qui: allevier forse la tua mente e inganner
il tempo.
Sia benedetto Dio! Far cos!.
Tobias insistette perch la povera creatura gli
raccontasse la sua storia, cos da ingannare il tedio
dellattesa del tempo. La donna acconsent e cos
raccont: La storia della donna matta Se vuoi
ascoltare, sentirai ora un elenco di ingiustizie tal-
mente allucinante da essere in grado di portare chi-
unque alla pazzia; ma io sono stata capace di con-
servare le mie facolt mentali e ricordo i gravi atti
di crudelt che sono stata costretta a subire.
Le mie persecuzioni sono cominciate quando
ero molto giovane... cos giovane che non riuscivo
a capirne il motivo e mi meravigliavo di essere trat-
tata cos male rispetto ad altri bambini che erano
molto pi cattivi e disubbidienti di me.
Avevo appena sette anni quando la mia nobile
zia mor. Era la sola persona che fosse buona con
me. Ricordo anche che andavo a trovarla e che
lei mi trattava come se fossi la sua preferita. In
quei momenti mi sedevo accanto a lei in silenzio e
la guardavo mentre ricamava. Di tanto in tanto le
facevo qualche domanda a cui lei rispondeva con
voce gentile.
Questo il ricordo pi nitido di mia zia: poco
dopo mor, ma finch fu in vita, non ebbi scortesie
da parte di nessuno; fu solo dopo la sua morte che
cominciai a sentire la crudelt e la freddezza della
mia famiglia.
Siccome ero la sua preferita fra tutti i parenti
mia zia mi promise che, quando sarebbe morta, mi
avrebbe lasciato uneredit e che non avrei dovuto
dipendere da nessuno.
Bene, dal giorno dopo il funerale, il clima in-
torno a me cambi completamente. Fui trascurata,
nessuno mi prestava pi attenzione. Venivo sempre
cacciata e nessuno si occupava di me e della mia
sopravvivenza.
Non riuscivo a capire le ragioni di un tale cam-
biamento. Non potevo credere allevidenza,
pensavo ci fosse qualcosa di poco chiaro; forse la
morte della mia povera zia aveva provocato una tale
angoscia da cambiare latteggiamento delle persone
nei miei confronti.
Comunque, ero una bambina e pensavo di non
essere pronta per tutto questo ed ero anche troppo
giovane per capire i veri motivi della condotta dei
miei parenti.
Mio padre e mia madre mi trascuravano e mi
lasciavano correre dove volevo, non badavano
quando mi facevo male, n quando ero in pericolo.
Ero lasciata completamente al mio destino.
Mi ricordo che un giorno caddi dalle scale fa-
cendomi molto male, ma nessuno mi confort, anzi
fui cacciata fuori dalla stanza da disegno, perch pi-
angevo. Ricordo che mi rifugiai in cima alle scale,
dove cominciai a piangere amaramente.
Alla fine, una vecchia serva usc da una stanza
e disse: Oh! Miss Mary, cosa vi successo, perch
siete in cima alle scale seduta a piangere cos am-
aramente? Venite qui dentro!.
Mi alzai e andai nella stanza con lei, dove mi
fece sedere per curarmi le ferite. Poi mi disse: Ora,
ditemi perch state piangendo e perch vi hanno
buttato fuori dalla stanza da disegno, su.
Ahim, dissi, mi hanno buttato fuori perch
ho pianto quando mi sono fatta male. Sono caduta
gi per le scale, ma non gli importa.
No, vero, unaltra famiglia si sarebbe presa
molto pi cura di te.
Perch pensate cos?, chiesi.
Non sapete che gran fortuna finita di recente
nelle vostre tasche?.
Non so niente, tranne che sono molto scortesi
con me ultimamente.
Sono stati molto scortesi con te, bambina, e
non riesco a capirlo, come non so dirti perch non
ti abbiano ancora detto niente della tua fortuna.
La mia fortuna?, dissi, quale fortuna?
Perch, non sapevate di essere la preferita della
vostra povera zia? So che mia zia mi amava,
dissi, mi amava ed era gentile con me e da quando
morta nessuno bada pi a me.
Bene, bambina mia, ha lasciato come in-
dicazione che dopo la sua morte tutte le sue fortune
diventassero vostre, quando sarete grande avrete un
immenso patrimonio: avrete tutti i suoi soldi e la
sua casa.
Davvero!, dissi, chi ve lha detto? Lho
sentito da chi era presente alla lettura del testa-
mento: quando sarete abbastanza grande erediterete
una fortuna. Pensate che gran signora sarete allora!
Ricchissima e con tanta servit.
Non penso che vivr fino ad allora.
Oh s, certamente... almeno, spero.
E se non dovessi sopravvivere, che ne sar
delle ricchezze di cui mi avete parlato? Chi le
avr? Se non vivrete fino alla maggiore et, la
vostra fortuna andr a vostro padre e vostra madre.
Allora preferirebbero che io morissi presto.
Cosa ve lo fa pensare?, chiese.
Perch, dissi, non badano pi a me e avran-
no la mia fortuna se morir, per questo motivo non
mi vogliono.
Ah, bambina mia, disse la vecchia donna,
ho pensato a questo pi di una volta; e ora suc-
cesso. Nessun bambino prima dora ha pronunciato
parole tanto vere, avete ragione. Ma poich siete
una brava bambina vedrete che la provvidenza vi
protegger, tirandovi fuori da ogni guaio.
Lo spero, dissi.
Non dite a nessuno ci che vi ho raccontato.
Perch no?, chiesi. Perch non dovrei?
Perch, replic, se venissero a sapere che vi
ho riferito qualcosa potrebbero licenziarmi... verrei
cacciata.
Non lo far, replicai, non sapranno mai chi
me lha detto, anche se mi piacerebbe che fossero
loro a raccontarmi ogni cosa.
Uno di questi giorni ve lo racconteranno, rep-
lic, non siate impaziente: verr fuori uno di
questi giorni... altre due persone ne sono a cono-
scenza.
Oltre che mio padre e mia madre? S, altri
due.
Non fu detto altro sulla questione; ma tenni
tutto a mente. Decisi che avrei agito in modo di-
verso e che non avrei avuto pi niente a che fare
con loro, li avrei evitati il pi possibile e me ne sarei
stata per conto mio.
Nella mia mente di bambina, un pensiero prese
corpo diventando sempre pi forte: avevo il diritto
a essere trattata meglio di come mi si trattava.
Madre, le dissi un giorno.
Bene, Mary, cosa vuoi sapere ora? La si-
gnora Carter mi ha detto che mia zia mi ha lasciato
una fortuna, vero? Stai sognano bambina?,
disse mia madre. Non sai di che cosa stai parlando,
che ne vuoi capire!.
Non so, madre, ma avete detto cos alla si-
gnora Carter.
Bene, e allora? Le avete detto la verit o un
bugia? Bene, signorina Sfrontatezza, ho detto la
verit, e allora? Allora avr una fortuna quando
crescer, madre, e finalmente quel giorno ci sar
chi si prender cura di me.
Mia madre mi guard severamente e poi, come
se fosse mossa dal rimorso, fece un tentativo di par-
lare, ma si trattenne, infine la rabbia accorse in suo
aiuto e sbott: Che idee ti sei messa in testa ora?
Ci vuoi tutti tuoi servi! Vergognati, oh dovresti,
davvero!.
Non so cosa ho fatto di male, dissi.
Sta zitta, devi stare zitta o sar obbligata a pic-
chiarti!, disse mia madre, dandomi un sonoro cef-
fone che mi fece cadere a terra. Ora sta zitta e vai
di sopra, e smettila di fare linsolente.
Mi alzai e andai di sopra, piangendo e
singhiozzando come se il mio cuore stesse per spez-
zarsi. Mi ricordo come fosse adesso le ore amare
che ho trascorso l, piangendo in solitudine...
quante lacrime ho versato, paragonandomi agli altri
bambini e pensando quanto peggiore fosse la mia
situazione rispetto alla loro. Gli altri bambini han-
no compagni e momenti di gioco. Ma io che com-
pagni ho e quali svaghi possiedo? Cosaltro posso
fare se non affliggermi pensando alla mia sventura?
I miei pensieri e le mie ore infantili erano purtroppo
occupate da queste tristi riflessioni adatte a unet
pi matura.
Passarono giorni, settimane e mesi senza che
succedesse niente e intanto crescevo velocemente;
ma la mia famiglia continuava a trattarmi con dis-
prezzo e a trascurarmi. Non trovavo nessun altra
spiegazione: tutti mi volevano morta.
Posso apparire crudele davvero crudele ma
cosaltro potevo pensare? Le parole della vecchia
serva mi tornarono in mente: se fossi morta prima
dei ventunanni, sarebbero stati loro a prendere i
soldi di mia zia.
Vogliono che io muoia, pensai, vogliono
che io muoia. Morir, sono sicura morir! Vogliono
uccidermi, ci stanno provando trascurandomi, port-
andomi alla disperazione. Cosa posso fare... cosa
posso fare?.
Questi pensieri erano ricorrenti nella mia testa e
anche ora, in questo posto triste e terribile, mi tor-
nano in mente spesso! Sono qui perch sono stata
derubata dai miei diritti che altri stanno godendo e
godono.
Ho subto tremende malvagit. Ho sofferto a
lungo. Ma torniamo alla storia.
Passai uno o due anni spensierati prima di an-
dare incontro a ci che fu organizzato per colpirmi
a morte. Devo aver avuto quasi dieci anni, quando,
una sera, andando a letto tardi, scoprii che le mie
lenzuola erano bagnate.
Erano cos zuppe che non ebbi dubbio che fosse
stato fatto di proposito. Non mi era mai stata fatta
una offesa cos esplicita e abominevole in tutta la
mia vita. Scesi dal letto e le tirai via, e poi mi
avvolsi nelle coperte e dormii fino alla mattina,
senza svegliare nessuno.
Quando arriv il mattino, chiesi chi fosse stato
a mettermi nel letto quelle lenzuola.
Cosa intendi dire, sfacciatella?, disse mia
madre.
So che qualcuno cattivo e malvagio ha messo
di proposito delle lenzuola bagnate nel mio letto:
non pu essere stata una distrazione, deve essere
stato fatto per pura premeditazione.
Verrai picchiata a sangue se continui, rispose
mia madre. Queste lenzuola non sono umide, non
ci sono lenzuola umide in questa casa.
Queste lenzuola sono bagnate.
La risposta mi cost uno schiaffone e fui
costretta a inginocchiarmi. Non potevo reggermi in
piedi tanto violento era stato il colpo.
E ora, aggiunse mia madre, prendi questo e
questaltro, e prova a rispondermi ancora se hai il
coraggio.
Parlandomi, continuava a picchiarmi finch la
mia testa non colp violentemente il tavolo e svenni.
Per quanto tempo non so dirlo. La prima cosa
che vidi al mio risveglio fu loscurit della stanza
in cui ero stata rinchiusa, gettata su un piccolo letto
senza alcun mobilio intorno. Mi guardai intorno e
niente mi dava conforto. Mi resi conto che i miei
vestiti erano insanguinati per colpa di tutte le botte
ricevute. Mettendomi una mano sulla testa scoprii
di essere gravemente ferita. La mia testa infatti era
fasciata.
In quel momento la porta si apr e entr la vec-
chia serva.
Bene, signorina Mary, disse, e cos siete
rinvenuta? Cominciavo a preoccuparmi. Che
caduta dovete aver fatto!.
Caduta, dissi, chi ha detto sono caduta?
Cos mi stato riferito.
Sono stata picchiata.
Picchiata, signorina Mary? Chi ha potuto pic-
chiarvi? E cosa avete fatto per ricevere una puniz-
ione cos severa? Chi stato? Mia madre. Mi ha
picchiato soltanto perch le ho detto di aver trovato
le lenzuola bagnate nel mio letto.
Ah! Che miracolo che non siete stata uccisa!
Se vi aveste dormito dentro la vostra vita avrebbe
avuto fine. Avreste preso certamente linfluenza e
sareste morta per infiammazione, ne sono sicura. Se
qualcuno vuole commettere un omicidio senza es-
sere scoperto, spesso usa il metodo delle lenzuola
umide.
Cos ho pensato e le ho tirate via.
Avete fatto bene... assolutamente bene.
Avete sentito qualcosa?, dissi.
Oh! Sono solo entrata in camera vostra e mi
sono resa conto delle lenzuola bagnate. Stavo an-
dando a dirlo a vostra madre ma lei mi ha detto
di stare zitta e di portarvi via. Mi ha spiegato che
avevate avuto una crisi e che lei non sopportava di
vedervi cos.
E non ha fatto niente per me? Oh, no, non
che io sappia, vi ho tirata su che eravate sul pavi-
mento sanguinante e vi ho portata qui.
E non ha chiesto di me dopo? Non una
volta.
E non sa se ora sono cosciente o meno? Non
ancora.
Bene, replicai, penso che non gli importi
molto di me, per niente, ma arriver il momento in
cui cambier comportamento.
No, signorina, pensano, anzi, preferiscono
pensare, che li avete ingannati, ma questo non pu
essere perch non siete abbastanza grande da poter
disporre della fortuna di vostra zia e poich siete
buona non privereste mai i vostri parenti di ci di
cui hanno diritto.
Non ho mai pensato nulla di simile.
Ne avreste comunque tutte le ragioni.
Cosa posso fare? Niente, mia cara, sdrai-
atevi finch non vi sentirete meglio e non agitatevi.
Su, sdraiatevi e dormite.

Lanziana donna lasci la stanza e io cercai di


addormentarmi; ma non ci riuscii per un bel po,
perch continuavo a pensare a come uscire da
quella situazione.
Passarono comunque alcuni giorni. Poi, avendo
trovato mio padre e mia madre nella stessa stanza,
chiesi: Madre, perch non mi mandate a scuola?
Tu, a scuola? Cosa intendi signorina? Sto
dicendo che vorrei andare a scuola: perch gli altri
bambini vanno a scuola a imparare qualcosa e io
non ci sono mai andata? Non sei contenta? No.
Non lo sono, risposi. Voglio anchio imparare
qualcosa e poi, in questo modo, potrei starvi lontana
e non farei pi quelle brutte cose di cui voi,
ingiustamente, mi accusate.
Cosa succede a questa bambina?, chiese mio
padre.
Non ve lo so dire, disse mia madre. La cosa
migliore sarebbe prendersi cura di lei e confinarla
in una parte della casa, se non si comporter
meglio.
La piccola sfacciatella sar molto fastidiosa.
Pensi cos? S, decisamente.
Allora dobbiamo fare qualcosa. Mi sgomenta
la sua richiesta di andare a scuola! Avete mai sen-
tito tanta malvagit? Bene, non avrei mai creduto
che potesse esistere tanta ingratitudine nella natura
umana.
Esci dalla stanza, sfacciata, disse mia madre,
esci dalla stanza e non dire pi una parola.
Lasciai la stanza spaventata dalla tempesta che
si era scatenata contro di me. Non credevo di aver
detto nulla di male e salii piangendo in camera mia.
L trovai la vecchia serva e le raccontai quello che
era accaduto.
Lei mi consol: Lasciate che le cose facciano
il loro corso, mia cara.
S, ma non posso imparare niente, io voglio
andare a scuola.
Non importa, avrete molti soldi quando cres-
cerete e questo curer molti difetti; le persone che
hanno soldi sono sempre gradite come amici.
Ma non ho amici, solo soldi.
Certamente... certamente, ma siete abbastanza
grande per farne uso.
Chi li ha adesso?, chiesi.
Vostro padre e vostra madre.
Poi non parlammo pi e lanziana donna mi las-
ci sola. Mi ricordo che riflettei a lungo sulla fac-
cenda e non vedevo alcuna via duscita cos de-
cisi che avrei preso le cose con serenit, facendo
buon viso a cattivo gioco, ma avevo paura che non
sarebbe stato facile, infatti le crudelt continuarono.
Mi chiusero in una stanza per tutto il giorno e
mi privarono di ogni cosa. Mio padre e mia madre
iniziarono a picchiarmi sempre pi spesso, senza
rimorso, anzi con il piacere di tormentarmi fa-
cendomi capire che avrebbero potuto andare ben
oltre le semplici botte.
Certamente la servit e gli altri non mi
avrebbero trattato con trascuratezza e severit ma
avevano paura dei miei genitori.
Ero in una situazione infernale, che poteva ag-
gravarsi da un momento allaltro. Molti erano i
piccoli espedienti inventati per farmi cadere dalle
scale, per farmi scivolare e inciampare: cercavano,
insomma, lincidente fatale, la disgrazia grazie alla
quale sarebbero stati liberi di approfittare della mia
eredit. Nessuna colpa sarebbe ricaduta su di loro
per il presunto incidente e io sarei stata considerata
la responsabile del mio male e non la vittima.
In unaltra occasione, dopo essermi messa a
letto, scoprii che era molto bagnato e dopo
unispezione capii che anche il materasso era fradi-
cio.
Quando me ne resi conto era troppo tardi, poi-
ch presi un violento raffreddore e mi ci vollero al-
cune settimane per guarire: eppure ne guarii e i miei
genitori si arrabbiarono moltissimo.
Dovevano credermi molto ostinata. Mi consid-
eravano impertinente, mi chiamavano con nomi ir-
riferibili e mi trattavano nei modi pi indegni che
conoscessero.
Bene, il tempo pass e durante il mio dodices-
imo anno di et ottenni lattenzione di uno o due
amici, che fecero alcune indagini su di me.
Notavo sempre che i miei genitori non amavano
rivolgere la parola a nessuno, oltre a non badare a
me. Non mi permettevano di esprimermi, non pi-
aceva loro che io parlassi; e in unoccasione quando
qualcuno fece alcune osservazioni riguardo alla
scuola, mia madre replic: La sua salute non
cos buona per questo non lho ancora mandata, ma
tra poco, quando diventer pi forte, la mander
senzaltro.
Mi fu rivolta unocchiata eloquente su quello
che avrei dovuto aspettarmi se lavessi contrad-
detta.
Quando lospite se ne fu andato fui consapevole
del trattamento che avrei avuto se non mi fossi
comportata bene. Ero spaventata e stetti zitta.
Poco dopo questo episodio venni presa da
dolori violenti e vomito. Ero molto malata, solo i
servi erano a casa e fu chiamato un dottore, che
subito disse che ero stata avvelenata e ordin di
prendersi cura di me.
So come mi avvelenarono, avevo mangiato un
po di torta che mi era stata offerta era stata lasci-
ata fuori proprio per me. Era quella lunica cosa che
avevo mangiato e mi sorprese, perch non avevo
ricevuto un dolce per anni ed ecco perch credo che
il veleno fosse stato messo nella torta e penso che
anche gli altri lo sapessero.
Riusc a superare anche questa crisi, sebbene
pass un bel po di tempo, rimasi per un bel pezzo
molto debole e il medico disse che se fossi stata un
po pi di tempo senza assistenza, avrei ceduto agli
effetti del potente veleno.
Il dottore ordin ai miei genitori di prendere al-
cune misure per scoprire chi fosse stato a darmi il
veleno; ma sebbene loro promisero subdolamente
di occuparsi della questione, non se ne preoccupar-
ono mai. Da quel momento in poi feci molta atten-
zione a quello che mangiavo e avevo grande timore
del cibo che mi veniva dato.
Comunque, non accadde pi niente del genere e
alla fine guarii e cominciai a pensare a un modo per
risolvere tutta la storia e per trovare un rifugio da
qualche altra parte.
Ora avevo quindici anni e potevo ben vedere
quanto radicato fosse il disprezzo che nutriva la mia
famiglia nei miei confronti: speravo sempre che
cominciassero a trattarmi meglio, perch non cera
nessun motivo per odiarmi cos. Non avevo offeso
nessuno, n cerano ragioni per cui avrei dovuto es-
sere trattata con tanta trascuratezza e sdegno.
Allora cominciai a considerare seriamente dove
sarei potuta andare e quale amico avrebbe potuto
proteggermi. Pregai molto perch qualcuno inter-
cedesse a mio favore; ma non cera nessuno che
potesse rischiare tanto per me, nessuno da cui mi
aspettassi un cos grande atto di amicizia.
Quello che al massimo poteva accadere era che
arrivasse qualcuno in visita dai miei genitori e io
vuotassi il sacco, ma loro avrebbero fatto di tutto
per farmi passare per pazza. Infatti la mia edu-
cazione risultava comunque ottima: me ne ero
sempre presa cura e avevo assiduamente lottato
quando ero da sola per rimediare alle mie lacune
e ci ero effettivamente riuscita; cos, se fossi stata
esaminata, avrei comunque dato prova di una certa
cultura.
Inoltre se fossi stata visitata, non avrei potuto
mostrare nessuna ferita, perch ormai ero guarita;
e tutto ci che avrei detto sarebbe stato attribuito a
qualche mia malvagit o alla mia natura falsa e in-
grata.
Non potevo comunicare con nessuno, tutti
senza eccezione mi avevano abbandonato. Volevo
prendere i miei soldi e andarmene di casa e stare
via finch non fossi arrivata ai ventuno anni, ma
questo era impossibile e, in realt, non potevo fare
molto di pi di quello che avevo fatto fino a quel
momento: cercare di sopravvivere aspettando di di-
ventare maggiorenne.
Feci la conoscenza di un giovane uomo che
venne pi volte a trovare mio padre e che mi tratt
con pi educazione e attenzione di chiunque: sen-
tivo che era lunico amico che avevo.
Non c da meravigliarsi che lo considerassi
il mio migliore e unico amico. Lo ritenevo il pi
belluomo che avessi mai visto.
Ci insinu altri pensieri nella mia testa. Non
mi vestivo come le altre ragazze, non avevo
lopportunit di agghindarmi con piccoli ciondoli
come la maggior parte delle donne della mia et.
Ma questo non cambi la buona opinione del
giovane nei miei confronti. Lui non dava peso a
queste cose e mi copriva di regali carini.
Questi erano per me come tesori e guardandoli
mi brillavano gli occhi e spesso quando ero sola
spendevo ore ad ammirarli: riempivano il vuoto
delle mie giornate insignificanti. Finalmente cera
una persona che si interessava a me, era bellissimo.
Non penso avr pi loccasione di conoscerne
unaltra. Qui, tra queste pareti scure e insalubri, la
vita non arriva, tutto triste e freddo. una lunga e
orribile prigionia, tutto buio dolore. Dio mi aiuti!

Comunque il mio sogno di felicit venne presto


infranto. Quando i miei genitori si accorsero della
tresca, il giovane uomo fu bandito da casa. Ma
riuscimmo a incontrarci di nascosto e, in segreto,
gli raccontai tutte le mie sventure.
Quando venne a conoscenza della mia vicenda,
espresse la sua pi profonda compassione e di-
chiar che ero stata trattata molto crudelmente e che
non esistesse un trattamento pi ingiusto e pi duro
di quello che avevo ricevuto io.
Poi mi consigli di andarmene di casa.
Andarmene di casa, dissi, e dove posso
scappare? Non ho amici.
Vieni da me, ti protegger e nessuno oser pi
farti del male.
Ma non posso, non posso farlo, se mi trovano,
mi costringeranno a tornare con tutta la vergogna
che deriva da un atto cos estremo e non avranno
pi alcuna piet di me.
Non dovranno averne: diventerai mia moglie,
voglio sposarti.
Tu? S! Non desidero altro. Sarai mia
moglie; ci nasconderemo e nessuno ci trover
finch non diventerai maggiorenne, quindi rivendi-
cherai la tua eredit senza correre il rischio di essere
avvelenata o uccisa in altri modi.
Questa una possibilit, dissi, sulla quale
necessario riflettere con molta attenzione.
S, ma una questione che riguarda solo noi
due, da parte mia ho deciso e sono pronto a pren-
dermi le mie responsabilit.
Decisi di pensarci ma dentro di me scoppiavo di
gioia perch questuomo mi strappava al mio des-
tino crudele, regalandomi una nuova vita.
I miei genitori erano completamente distaccati
da me, non agivano come genitori, non agivano
come amici, indurivano il mio cuore contro di loro,
generavano odio in me, li consideravo i miei carcer-
ieri.
Ero spesso al centro dei loro orribili pensieri e
sovente quando entravo in una stanza mia madre,
mio padre e gli altri smettevano improvvisamente
di parlare e mi guardavano, come per controllare
se avessi capito i loro discorsi. In unoccasione mi
ricordo molto bene di averli sentiti parlare a voce
bassa: la porta si era aperta da sola il chiavistello
non era entrato nella serratura sentii menzionare
il mio nome: mi fermai e ascoltai.
Dobbiamo liberarci al pi presto di lei, disse
mia madre.
Senza dubbio, replic mio padre se non lo
facciamo, lavremo per sempre fra i piedi: si
sposer o far qualcosa di terribile e allora dovremo
sborsare leredit.
Non possiamo evitarlo.
Non se si sposa, allora sar troppo tardi: dob-
biamo agire prima, mettere in atto il piano che ti ho
gi spiegato.
Chiuderla in un manicomio? S: una volta l
non potr pi scappare. Inoltre chi va l muore nat-
uralmente in poco tempo.
Ma pu parlare.
Certo ma chi da retta al delirio di una donna
matta? No, no... il piano migliore: mandarla in
una casa di ricovero per matti, un manicomio
privato. Posso ottenere tutto ci che ci vuole nel
giro di pochi giorni.
Allora possiamo considerarlo fatto.
Certamente.
In quanti giorni? Prima di domenica, cos
passeremo il benedetto giorno di riposo senza
crucci, divertendoci e rilassandoci....

Non aspettai un minuto di pi: avevo sentito ab-


bastanza.
Tornai in camera mia e, indossato il mio ber-
retto e il mio scialle, uscii per vedere il mio futuro
marito.
Lo informai su tutto ci che era successo e lo
sent gridare contro di loro parole di grande indig-
nazione.
Vieni con me, disse, subito!.
Non subito.
Non puoi pi stare qua!.
Silenzio!, dissi, ora non c pericolo, verr
dopodomani e dir finalmente addio a tutti i mo-
menti infelici, a tutte le persecuzioni e tra tre anni
leredit sar nostra.

*
Avremmo dovuto incontrarci due giorni dopo,
nella prima mattinata. Per non destare sospetti, in-
fatti, avevamo concertato di far passare circa trenta
ore prima di scappare. Non cera tempo da perdere.
Preparai un piccolo fagotto e lo misi al sicuro prima
di andare a letto, con lintenzione di alzarmi presto
e uscire per lasciare la casa.
Ci non accadde mai. Mentre dormivo, nel pro-
fondo della notte, fui svegliata da due uomini che
ordinarono di alzarmi e di seguirli. Rifiutai e mi
spinsero bruscamente gi dal letto.
Gridai aiuto, protestando contro la brutalit dei
loro modi.
Non ascoltatela, disse mio padre, questa
donna matta!.
Ahim, lo sappiamo, replic luomo, i matti
sono tutti uguali, furbi e malvagi. Non la prima
con cui abbiamo a che fare.
Affinch non opponessi resistenza, fui legata,
imbavagliata, spinta in una carrozza e portata qui.
Dove sono rimasta fino ad ora.
31. La fuga di Tobias a
Londra
Cera qualcosa di estremamente toccante nel
tono della voce con cui la povera perseguitata aveva
raccontato per filo e per segno la storia delle sue
ingiustizie.
Dopo la generosa fiducia che mi avete donato,
disse Tobias, dovrei dirvi qualcosa su di me.
Fallo, replic lei, siamo compagni di sven-
tura.
Allora Tobias le raccont a grandi linee le
scelleratezze di Sweeney Todd e di come alla fine
lavessero rinchiuso per mettere a tacere la sua testi-
monianza sulle pratiche diaboliche ed efferate
compiute dal barbiere. Dopo di che, le raccont ci
che aveva sentito sullintenzione di assassinarlo
quella notte, e concluse: Se avete un piano per scap-
pare da questo orribile posto, lasciate che vi implori
di dirmelo: lo metteremo subito in pratica e, se
falliamo, morire sempre meglio che continuare
lesistenza qui.
Ho un piano... ascoltami.
Lo far, certo, disse Tobias, sono tutto orec-
chie, mai pi riceverete unattenzione come quella
che vi doner ora.
Devi sapere, allora, che questa cella pavi-
mentata con lastre di pietra, come puoi vedere e il
muro qui dietro tuttuno con il muro di una vec-
chia casa di legno che c nel giardino. l non va
mai nessuno.
S, ho capito.
Bene, poich da tanto che sono qui, sono
riuscita a sollevare una delle lastre di pietra del pa-
vimento e a scavare sotto il muro con le mie mani...
un lavoro lento e faticoso, ma ora sono riuscita a
fare una specie di tunnel che va da qui alla casa di
legno.
Splendido!, disse Tobias, Vedo... vedo...
proseguite.
Purtroppo non sono riuscita a scappare, perch
laltezza del muro del giardino un grande osta-
colo. Ho pensato di tagliare questa miserabile tra-
punta in tante strisce per farne una specie di fune,
ma come sarei riuscita a salire sul muro? Tu, forse,
con la tua agilit e giovinezza, potresti riuscirci.
Oh, s, s! Avete ragione: non c muro che
possa fermarmi.
Aspettarono finch, dallorologio di una chiesa
nelle vicinanze, sentirono battere le dieci e comin-
ciarono le operazioni. Tobias aiut la sua nuova
amica ad alzare la lastra della cella e l, immediata-
mente sotto, apparve il tunnel che conduceva alla
casa di legno, largo appena per permettere a una
persona di strisciarvi attraverso.
Non ci volle molto, Tobias si port dietro la
coperta tagliata in lunghe strisce attorcigliate e leg-
ate assieme, cos da formare una corda molto resist-
ente.
La casa di legno era un buco dallaspetto piut-
tosto misero e Tobias riusc ad aprire la porta con
una spallata: ora erano entrambi convinti di raggi-
ungere la libert, lunico ostacolo era scavalcare il
muro, che si ergeva ostinatamente davanti a loro in
tutta la sua terribile altezza.
Nel giardino cera unaria fresca e frizzante,
un toccasana per Tobias che al solo respirarla si
sentiva rinascere. Quella brezza fresca e deliziosa
lo incoraggiava. Vicino al muro cresceva uno di
quegli splendidi sorbi selvatici che si piegavano
sotto un lucente fogliame e che era stato piantato
in quel giardino per ingentilire la casa. Tobias si
rese conto che se fosse salito in cima allalbero, non
ci sarebbero stati molti problemi nel raggiungere il
muro.
Dobbiamo farlo, disse, dobbiamo riuscirci.
Grazie a Dio, te lo sento dire, replic la sua
compagna.
Tobias leg un capo della lunga corda che
avevano ricavato dalla coperta alla di lei vita, cos
da portarsela su con lui avendo liberi piedi e mani,
e poi cominci, con grande agilit, a salire lalbero.
In tre minuti fu sul muro.
La luna brillava dolcemente. Non cera n un
albero n una casa nelle vicinanze cos che il
paesaggio risultava essere molto bello ora con la
luce gradevole e tenue che si riversava su di loro.
Tobias non resistette a fermarsi un momento e
ammirare quella scena gloriosa: ma la voce della
donna, di cui si sentiva responsabile, lo riport alla
realt.
Oh, Tobias!, disse, veloce, veloce... abbassa
la corda; dai, veloce!.
Un momento... un momento, url.
Sulla cima del muro cerano chiodi di ferro,
particolarmente adatti per ancorare la coperta. Nel
corso di un altro minuto Tobias riusc a fissarne un
capo.
Ora, disse, puoi arrampicarti aiutandoti con
la fune, non pensi? Non avere fretta. Ricordati, non
c allarme e abbiamo tutto il tempo.
S, s... oh, s... grazie Dio!, la sent dire.
Tobias cercava con tutte le sue forze di darle il
suo aiuto e guardava il tendersi del fragile supporto
con il quale lei stava gradualmente arrampicandosi
verso la cima del muro con la pi intensa e penosa
ansia che si possa immaginare.
Arrivo... arrivo, disse, sono salva.
Sali lentamente... per lamor di Dio, non af-
frettarti.
No, no.
A questo punto Tobias ud la fragile corda spez-
zarsi: ci fu un rumore violento... la corda si ruppe e
lei cadde.
Anche le luci, in quello sfortunato momento,
lampeggiarono dalla casa: qualcuno aveva dato
lallarme. Che fare? Se entrambi non potevano es-
sere salvati, almeno uno ce la poteva fare.
Si gir, sal in piedi sopra il muro e si gett
dallaltra parte.
Si fer, ma in un momento si alz in piedi, poi-
ch si rendeva conto che solo una fuga rapida e im-
mediata avrebbe potuto salvarlo.
La paura era cos forte che dimentic completa-
mente i suoi lividi.

Grazie a Dio, esclam Tobias, sono libero.


Oh, se solo potessi raggiungere Londra ora, potrei
essere salvo. E per quanto riguarda Sweeney Todd,
dovrebbe stare attento, pagher per tutto quello che
ha fatto.
Cos dicendo, Tobias si diresse verso la citt e
con un passo vigoroso, lasci veloce Peckham Rye
dietro di lui, seguendo la strada verso la salvezza.
32. Lannuncio sulla
vetrina di Sweeney Todd.
Lavventura di Johanna
Oakley
Avendo gi seguito dettagliatamente le vicende
di Tobias, rivolgeremo ora le nostre attenzioni es-
clusivamente a Johanna Oakley che, possiamo im-
maginare, stia per intraprendere unavventura molto
pericolosa.
Il consiglio che le era stato dato dalla sua
giovane e romantica amica, Arabella Wilmot, aveva
avuto fin da subito grande presa sulla sua imma-
ginazione. Pi ci pensava su, pi sentiva che gli altri
avevano fallito nel procurarle delle notizie sul suo
innamorato scomparso e pi intendeva mettere in at-
to il consiglio dellamica.
S, disse, il vero amore pu fare grandi mir-
acoli; e laddove falliscono forza e astuzia, lamore
fiducioso di una semplice ragazza potrebbe trion-
fare. vero, rischio la mia vita: ma cos la vita per
me senza ci che la rende degna di essere vissuta?
Che senso ha per me continuare questa esistenza,
funestata dal costante pensiero che un terribile mis-
tero pende su Mark Ingestrie? E cos, in parte per
disperazione, in parte per una specie di presenti-
mento circa il successo della sua impresa, Johanna
Oakley and da Sweeney Todd.
Cera un cartello sulla vetrina di Sweeney Todd,
che recava il seguente annuncio: CERCASI UN
RAGAZZO. PREFERIBILMENTE DI SOLIDI
PRINCIPI RELIGIOSI. RIVOLGERSI
ALLINTERNO.
Il fatto , come abbiamo detto, che sebbene
Sweeney Todd in conseguenza della vendita del filo
di perle, avesse avuto i mezzi per ritirarsi dalla sua
attivit e avesse pienamente intenzione di fare cos,
non pensava fosse prudente affrettare un tale passo.
Era deciso ad aspettare finch tutte le indagini sulle
perle, qualora avessero avuto luogo, non fossero fi-
nite. Per questo motivo pens che fosse una buona
idea procurarsi un nuovo garzone, che, per quel che
gli importava, avrebbe potuto condividere il destino
del povero Tobias... la cui sorte Sweeney Todd con-
siderava certa, ma riguardo alla quale il lettore
meglio informato.
Ah, mormor Todd, mi piacciono i ragazzi
religiosi. Sono pi facili da gestire, poich il car-
attere in tali casi stato educato al sacrificio e alla
comprensione. Salve, chi abbiamo qui?.
Todd stava affilando un rasoio e, sporgendosi
dalla porta mentre parlava, vide un ragazzo
dallaspetto serio, molto bello, fermarsi davanti alla
vetrina a leggere linvitante annuncio. Il ragazzo
fece un passo verso la porta, esit, indietreggi e
poi avanz di nuovo, come se volesse fare domanda
per il posto, ma fosse anche intimorito.
Chi pu essere?, disse Todd, mentre lo guar-
dava con curiosit. Non sembra il tipo di ragazzo
adatto a diventare il garzone di un barbiere.
Todd aveva ragione, poich quello che appariva
come ragazzo altri non era che Johanna Oakley.
Ma, seppur camuffata, non aveva quella rozzezza
che secondo Sweeney Todd doveva essere tipica dei
garzoni di barbiere.
Dopo un momento entr nel negozio e si trov
faccia a faccia con luomo che, se i suoi sospetti
fossero stati fondati, poteva essere incolpato del
dramma che aveva funestato la sua giovane es-
istenza.
Todd fiss il suo strano sguardo su di lei ma
rimase in silenzio, poich la sua regola era non
di parlare mai per primo. Johanna, allora, si sent
costretta a cominciare una conversazione piuttosto
imbarazzante.
Cercate un ragazzo, signore, disse, che si
occupi del vostro negozio, suppongo? S.
Johanna aveva certamente sperato in una ris-
posta pi articolata, ma quando Todd rimase in si-
lenzio, non pot fare altro che andare avanti.
Sarei contento di avere il posto.
Chi sei? Non sembri adatto a questo posto.
Johanna aveva pronta la sua storia, perch
aveva astutamente immaginato le domande che le
potevano essere poste. Cos replic con prontezza:
Sono un orfano, soltanto una cattiva matrigna si
occupata di me. Io la odio, per questo sono scapp-
ato.
Da dove? Oxford.
Oxford, Oxford, borbott Todd, allora nes-
suno ti conosce a Londra, cos? No, nessuno.
Ma ora sono qui e se non riuscir a trovare qualcosa
da fare dovr tornare indietro, unidea che non mi
piace affatto. Preferisco cercare fortuna a Londra
anzich tornare dalla signora Green.
Green. E qual il tuo nome? Charley Green.
Quella donna porta il mio stesso cognome perch
ha sposato mio padre. Oh, non fai al caso mio.
Non sei il tipo di ragazzo che sto cercando.
Scusate signore se vi ho disturbato, disse Jo-
hanna, girandosi con disinvoltura e lasciando il ne-
gozio senza insistere.
Puah!, esclam Todd mentre scagli a terra
il rasoio che aveva cominciato ad affilare. Come
sono stupidamente diffidente. Dovr aspettare un
pezzo ora, prima di trovare un garzone migliore di
questo. Da solo a Londra, senza amici, un orfano,
nessuno che chieda di lui... proprio quello che fa al
caso mio.
Sweeney Todd fu alla porta in un istante. Ehi!
Ehi!, grid. Johanna si gir e lo vide farle un
cenno: torn indietro con rinata speranza ed entr
nuovamente nel negozio.
Ascolta ragazzo mio, disse Todd, sono dis-
posto a prenderti cos come sei, da solo e senza
amici. So quello che provi, anche io sono cresciuto
senza genitori, a questo punto fece una di quelle
strane smorfie che soleva concedersi quando
pensava di aver detto qualcosa di particolarmente
importante. S, sono anche io un povero orfano,
con niente che mi sostenga tranne il mio forte senso
della religione. Ti prender in prova.
Vi sono molto grato, signore.
Oh, non dirlo. I tuoi compiti consisteranno nel
badare al negozio nel caso in cui io mi debba as-
sentare. Avrai sei penny al giorno, ma niente di pi.
Dovrai procurarti il cibo da solo: la cosa migliore
da fare andare di giorno da Lovett, in Bell Yard,
a comprarti un pasticcio di carne per cena. Di notte
dormirai qui nel negozio. Sbrigherai le commis-
sioni, sentirai e vedrai molte cose, ma se provi a
spettegolare su di me o sui miei affari, parola mia,
ti taglier la gola.
Contate pure su di me, signore: sono troppo fe-
lice di essere stato assunto da un rispettabile gen-
tiluomo come voi.
Rispettabile gentiluomo!, ripet Todd,
mentre finiva di affilare il rasoio. Rispettabile,
disse ancora prorompendo in una delle sue strane
risate. Johanna trasal al pensiero che forse era stato
proprio quello lultimo rumore udito da Mark
Ingestrie prima di morire.
Todd si gir rapidamente e disse: Hai
sbuffato? Sbuffato!, replic Johanna, E per
quale motivo? Oh, pensavo solo lavessi fatto,
mister Charlie, tutto. Controlla se lacqua sul
fuoco calda e se lo fosse portamela. Ah! Un cli-
ente.
Mentre Todd pronunci queste parole, due per-
sone entrarono nel negozio: avevano laspetto di
ricchi contadini, forse agricoltori, benestanti. Uno
di loro disse: Buongiorno, signor barbiere, me la
date una rasata?. Laltro rimase sulla porta, come
per aspettare il suo compagno.
Certamente, signore, disse Todd. Vi prego
sedetevi qui, se volete, signore. Mi sembra il mo-
mento giusto... presumo veniate dalla campagna,
vero signore? S, siamo io e mio cugino. Non
conosciamo Londra molto bene per il momento.
Davvero signore, spero che non ve ne andiate
tanto presto allora, perch c molto da vedere e la
citt non pu essere visitata velocemente. Se vivete
lontano meglio cogliere loccasione adesso. Pas-
sami il piattino del sapone, Charley.
S, signore.
Avete ragione, disse il campagnolo, ma ab-
biamo portato al mercato di Londra molto bestiame
e labbiamo venduto tutto e bene, abbiamo troppi
soldi con noi per attardarci qui.
Davvero! Siate prudenti, dunque. Volete che vi
tagli le basette? Un po, ma non troppo.
Ci fu una pausa della durata di qualche minuto,
dopo la quale Sweeney Todd disse, in modo molto
brusco: Penso abbiate gi visto le due statue di St
Dunstan battere lora? Due statue?, disse quello
che non era ancora stato rasato, Due statue? No...
e che coshanno queste statue di particolare?
Bene, riprese Sweeney Todd, con laria pi dis-
interessata del mondo, se non le avete viste,
quasi una vergogna non farlo. Mentre rado il vostro
amico, poich mancano solo cinque minuti alle un-
dici, avete tutto il tempo di andare e tornare mentre
il vostro amico sar... sistemato... cosa ne pensate?
Charley, vai con il signore e mostragli le statue
che battono lora a St Dunstan. Devi attraversare
la strada, lo sai, per vederle per bene. Non abbiate
fretta, signore.
Molto obbligato, disse lallevatore, ma
preferisco andarci dopo, con il mio amico. Non po-
tete immaginare che affermazioni ciniche fa dav-
anti a tutto ci che non ha mai visto prima, cos che
andare con lui sempre una mezza festa.
Molto bene, giusto, disse Todd, finir
presto. Mi sbrigher in un attimo, signore.
Non ci fu alcun disappunto visibile
nellatteggiamento di Todd. Lallevatore si alz, si
asciug la faccia con lasciugamano, che era appeso
su un rullo a uso di coloro che ne avessero avuto
bisogno, pag e con un civile saluto al barbiere las-
ci il negozio insieme al suo amico.
Unespressione terribilmente diabolica com-
parve sul volto di Sweeney Todd mentre borbottava
tra s e s: Siano maledetti tutti e due! Ne avrei
avuto almeno uno, ora.
Cosa avete detto, signore?, chiese Johanna.
Cosa timporta, ragazzino?, rugg Todd.
Maledetto! Ti tolgo tutti i denti con una tenaglia
rovente se ti permetti di ascoltare quello che dico!
Ti ammazzer, cucciolo di diavolo!.
Johanna indietreggi impaurita e Todd attraver-
s il negozio verso il salotto sul retro, chiudendo
prudentemente la porta a doppia mandata, dopo di
che, girandosi verso Johanna, disse: Baderai al ne-
gozio finch non ritorno e se viene qualcuno, digli
di non aspettare, perch probabilmente star via per
un po di tempo. Ascoltami bene, non guardare o
curiosare in giro, siediti tranquillo e non toccare ni-
ente poich, se lo farai, sicuramente lo scoprir e la
tua punizione sar certa e terribile.
Star attento, signore.
Fai cos e sarai ricompensato. Perch lultimo
ragazzo che ho avuto mi ha servito cos bene che
mi sono permesso di prendermene cura per tutta la
vita: lho sistemato in un bella casa di campagna,
con un pezzo di terreno, in una tenuta meravigliosa,
dove servito da molti domestici, nel modo pi im-
peccabile.
Come gentile, disse Johanna, ed felice?
Molto, molto... nonostante linsoddisfazione
cronica della natura umana, abbastanza felice,
come naturale che sia. Bada alle mie istruzioni e,
a tempo debito, avrai senza dubbio lo stesso des-
tino.
Todd si mise il cappello e, con unespressione
strana e orribile dipinta sul volto, lasci il negozio.
Johanna si trov nella situazione che aveva desid-
erato, cio essere da sola nel negozio di Sweeney
Todd, libera di fare tutte le ispezioni che voleva
senza essere disturbata.
Che il cielo mi aiuti, esclam, per amore
della verit.
33. La scoperta nella
cripta di St Dunstan
Bene, sir Richard, disse il sagrestano di St
Dunstan al magistrato, dopo che la pesante pietra,
sulla quale stavano lavorando gli operai, fu innalzata
al centro della chiesa, non sentite niente ora?.
Il magistrato, gli operai e tutti i presenti, indi-
etreggiarono per il terribile tanfo che li invest ora
che la pietra era stata rimossa quasi del tutto.
Come abbiamo fatto, buon Dio!, esclamo
loperaio pi anziano, a stare seduti qui a sentire i
sermoni con questo tanfo? Avevo sempre saputo che
la cripta sotto la chiesa non era pi stata usata da
molti anni.
Silenzio!, disse il magistrato. Lindagine in
atto pi importante di quanto voi immaginiate.
Pi importante! Cosa pu esserci di pi import-
ante? Il vescovo quando venuto qui per le cresime
ha detto che con questo odore nella chiesa non
poteva officiare, gli abbiamo risposto che sarebbe
stato ingiusto e quindi ha cresimato le persone con
una tale fretta che quelle non si sono neanche ac-
corte di avere preso il sacramento!.
Silenzio! Mio buon signore ascoltatemi. Ora
che questa grande pietra stata sollevata e abbiamo
verificato che conduce a una scala, potreste man-
dare via gli operai? Vorrei che rimanessimo soli io
e lei.
Bene, bene... ma non vorrete mica scendere,
vero signore? Intendo scendere, certo. Mandate
subito via gli uomini, per favore. Sono ampiamente
autorizzato a compiere ci che sto per fare, ve lo
assicuro. Scommetto che riusciremo a liberare la
chiesa di St Dunstan dal terribile tanfo che lha in-
vestita.
Pensate cos, signore? Dio mio, allora far
quello che volete.
Gli operai per nulla dispiaciuti di essere
congedati da quello scomodo lavoro se ne an-
darono, ma il sagrestano, avendo sentito, mentre si
tappava il naso, quello che sir Richard aveva detto
ed essendo estremamente curioso, chiese di rim-
anere. Poich era uno dei funzionari della chiesa gli
fu accordato il permesso.
Questa scala sembra portare alla cripta, os-
serv sir Richard mentre guardava gi nella vor-
agine svelata dalla pietra appena rimossa.
S, replic loperaio, vero ed rimasta
inutilizzata per molto tempo... non riesco a capire
come un simile odore possa sprigionarsi da corpi
tumulati mezzo secolo fa!.
Dobbiamo stare attenti a questi miasmi puzzo-
lenti, osserv il magistrato. Prendete una torcia,
signor sagrestano, cos scenderemo nel sotterraneo.
Se la torcia riuscir ad ardere non avremo problemi,
vuol dire che l sotto c ossigeno a sufficienza. E
poi, per favore, andate alla porta della chiesa, port-
ate questo fazzoletto di seta con voi e tenetelo tra le
mani: un segnale, vi si avvicineranno quattro per-
sone. Sono miei funzionari, fateli entrare.
Oh, certamente, disse il sagrestano, rincuor-
ato al pensiero dellarrivo di preziosi rinforzi. Lo
far signore e, per le torce, ce ne sono alcune
nellarmadietto della sagrestia, le prender subito.
Bene, penso che lodore ora sia meno forte: vero,
signore? Vado. Non siate impaziente, far veloce-
mente.
Effettivamente il sagrestano esegu gli ordini in
fretta. Intanto i quattro funzionari videro il fazzo-
letto, arrivarono e, in pochi minuti una torcia fu
calata nellapertura legata a una fune. Tutti osser-
varono con grande ansia la luce scendere e illumin-
are quellantro pauroso. Nel sotterraneo doveva es-
serci abbastanza aria da alimentare il fuoco della
torcia che, fortunatamente, brillava senza rischiare
di spegnersi. Il magistrato disse: Possiamo scend-
ere, non c pericolo, finch la torcia resta accesa
vuol dire che possiamo respirare: seguitemi.
Cominci a scendere facendo attenzione agli
scalini di pietra, prontamente seguito dai suoi quat-
tro uomini e, pi lentamente, dal sagrestano e
dalloperaio, nessuno dei quali sembrava essere
particolarmente attratto dallavventura, sebbene la
loro curiosit li spingesse a non tirarsi indietro.
Gli scalini di pietra erano circa venti e, quando
raggiunsero il fondo, scoprirono che lentrata della
cripta era coperta da lastre di pietra di notevoli di-
mensioni, su cui era sparsa della segatura, ma non
in modo sufficiente da coprirle completamente.
In quel luogo cera una quiete spettrale e le
poche bare fatiscenti che si trovavano nelle nicchie
erano, con i loro abitanti, evidentemente troppo
vecchie per emettere il terribile odore di decompos-
izione che invadeva il circondario.
Vedete, sir Richard, disse loperaio
mostrando un pezzo di carta, secondo la mappa
del sotterraneo che ho qui, questo luogo si apre
verso un passaggio che gira per met intorno alla
chiesa e da quel passaggio si aprono numerosi sot-
terranei, nessuno dei quali mai stato utilizzato
negli anni passati.
Ma la porta aperta!.
S, proprio come dite. strano, sir Richard,
non vero? Oh! Dio! Provate soltanto a sporgervi
nel corridoio... lodore insopportabile!.
Lodore era davvero orrendo. Sir Richard prese
una torcia da uno degli uomini del magistrato e an-
d avanti. Not che la porta di uno dei sotterranei
era aperta: varc la soglia ritraendosi velocemente.
Penso che dovremmo andarcene tutti, sentenzi,
abbiamo visto abbastanza.
Avete ragione signore, disse loperaio, ma
cosa possiamo fare adesso? Faremo questo... se-
guitemi!.
I poliziotti seguirono sir Richard senza fare
domande, risalendo le scale della chiesa.
Ehil!, grid il sagrestano, aspettatemi. Oh
Signore! Non lasciatemi qui... oh, non fatelo! Penso
che mi stia accadendo qualcosa di terribile, sento
che mi stanno afferrando per i talloni: aspettatemi!
Aiuto!.
Non potete perdervi, disse uno dei poliziotti,
non abbiate paura... a prendervi per i talloni sar
un fantasma, no?.
Il sagrestano emerse dalla cripta in un tale stato
di ansia e terrore che fu obbligato a sedersi su una
tomba per riaversi. Il magistrato intanto ebbe
lopportunit di sussurrare alloperaio: Voglio par-
larvi in privato: venite fuori... organizzate la chi-
usura della chiesa, abbiamo bisogno di condurre ul-
teriori ricerche nei sotterranei.
S, certo! Sapevo che cera qualche segreto.
Ce n uno orribile! Un segreto che attra-
verser Londra in ventiquattro ore... un segreto che
non verr mai dimenticato finch la vecchia chiesa
di St Dunstan esister.
Cera grande solennit nel modo in cui il ma-
gistrato parlava, una solennit che allarm loperaio
facendolo impallidire.
Conoscete un certo Sweeney Todd?, chiese il
magistrato.
Oh, s... un barbiere.
Bene. Ascoltatemi mentre camminiamo verso
Downing Street. Sto andando dal segretario di Stato
per il ministero degli Interni e, prima di arrivare, vi
dir in quale modo potete essermi utile.
Loperaio ascolt il magistrato con entusiasmo
ma, strada facendo, fu costretto ad entrare in un pub
per prendere del brandy, poich le notizie dategli
dal magistrato avevano avuto un terribile effetto su
di lui. Di che cosa si trattasse, lo scopriremo molto
presto... ora necessario seguire le azioni del signor
Todd dopo che ebbe lasciato Johanna a controllare
il suo negozio.
Todd cammin velocemente, finch non arriv
vicino a Pickett Street, nello Strand, poi entr in
una farmacia: Vi ricordate, disse Todd al
commesso, che avevo comprato del veleno per
topi? Oh, s, s... signor Todd, certo.
Ne voglio dellaltro, lunguento per i capelli
che tengo in negozio attira i topi e ora ne ho tanti
come non mai. Laltra notte mi sono svegliato e ne
ho visto uno bersi lolio per capelli e un altro bere
lacqua di rose: avevano capovolto e rotto le bot-
tiglie, cos vi sarei grato se mi darete del veleno
liquido, per favore, poich sembra che gli piaccia
bere.
Certo, signore, certo, disse il ragazzo, mentre
tirava gi una bottiglia. Ecco, signore. Basta
mettere poche gocce di questo in mezza pinta di li-
quido, funzioner.
Un paio di gocce? Deve essere potente.
Lo ... una dozzina di gocce o mezza cucchiai-
ata, potrebbero certamente uccidere un uomo, fate
attenzione signor Todd. Certo, non vendiamo arti-
coli del genere agli estranei, ma siccome voi siete
uno dei nostri migliori clienti le cose cambiano.
Giusto. Grazie. Arrivederci. Penso che tra un
po verr a piovere, sapete? Todd se ne and con
il veleno in tasca e quando si fu allontanato alcuni
metri dal negozio del farmacista, emise una tale
terribile risata che un vecchio gentiluomo che era
davanti a lui salt come un grillo per lo spavento
e perse quasi i sensi! Questo baster, borbott
Todd, devo prepararmi ad abbandonare la mia at-
tivit. So bene che se nel quartiere si sapesse una
cosa del genere, il mio ritiro dal lavoro verrebbe
considerato come una prova della mia colpevolezza
e non voglio assolutamente arrivare a questo. No,
signora Lovett, no, no.
Todd marci lentamente verso casa, ma quando
arriv allangolo con Bell Yard e ud lorologio di
St Dunstan battere le dodici, si ferm un momento
e poi mormor: Andr a trovarla... s, ci andr. E
stasera metter in atto il mio piano.
Poi cammin verso Bell Yard, finch non arriv
nellincantevole negozio di pasticci della signora
Lovett. Si ferm un momento davanti alla vetrina
e guard con occhi maliziosi due azzimati avvocati
mangiare i pasticci di carne preparati il giorno
prima. Giovani felici!, rise ed entr.
La signora Lovett lo ricevette come un gradito
ospite e lo invit a entrare nel salotto mentre i due
uomini di legge continuarono a mangiare e ad elo-
giare i pasticci.
Non sono deliziosi?, disse uno.
Oh, lo credo, replic laltro, con questa
salsa cos saporita... mi chiedo come la prepari.
Il signore la benedica, non mangio altro. Lo sai,
ero abituato a mangiare con mio zio Marsh, ma da
quando scomparso, vivo dei pasticci della signora
Lovett, invece che del rancio che mi propinava quel
vecchio imbecille.
34. Johanna da sola. Il
segreto. I sospetti del
signor Todd. La lettera
misteriosa
Dopo che il signor Todd ebbe lasciato il negozio,
Johanna non attu subito il suo piano: aveva troppa
paura, ma, man mano che i minuti passavano, si tran-
quillizz e prese coraggio.
Bene, disse, finalmente mi trovo sola, nel
luogo in cui sospetto abbia trovato la morte il mio
povero Mark. Oh Dio, dimmi che non cos e che,
nel fare luce sul mistero di questa bottega, io scopra
che il mio caro Mark vivo! Ma come faccio a
essere tanto ingenua da sperare ancora? No, no:
caduto vittima di questo orribile assassino.
Per alcuni minuti Johanna, preda di una violenta
disperazione, pianse a dirotto. Poi, pensando al
pericolo che avrebbe corso se Todd fosse tornato
e avesse visto in lei i segni di quel terribile turba-
mento, ricacci le lacrime e si ricompose.
Cominci a guardarsi intorno come aveva fatto
il povero Tobias, ma non riusc a trovare nessuna
delle prove che cercava, sebbene i suoi sospetti
fossero pi che fondati. Guard in un piccolo ar-
madio e l vide molti ombrelli e bastoni da passeg-
gio costosi, poi esamin a fondo tutti i muri, ma
non riusc a trovare nessun nascondiglio segreto,
soltanto una normalissima porta. Tornando indietro
urt la sedia da barbiere e scopr che le sue zampe
erano fissate al pavimento: questo particolare la in-
sospett.
Se solo avessi pi tempo, pens, tenterei di
entrare nel salotto, ma non posso farlo ora. No, no,
devo essere sicura dellassenza prolungata di Todd
prima di azzardare un simile tentativo.
Mentre mormorava queste parole, qualcuno
apr la porta con cautela e, dando unocchiata
allinterno, disse: Il signor Todd in casa? No,
replic Johanna.
Oh, molto bene. Allora, per favore, prendete
voi questa lettera e leggetela. Scoprirete chi lha
scritta quando la aprirete. Tenetela e se il signor
Todd dovesse tornare, nascondetela. Mi rac-
comando, fate attenzione.
Prima che Johanna potesse dare una risposta,
luomo spar. Johanna apr la lettera con mani tre-
manti, stupefatta per aver scoperto il suo stesso
nome sulla missiva. La lettera diceva: Da sir
Richard Blunt, magistrato, alla signorina Johanna
Oakley Signorina Johanna Oakley, con grande cor-
aggio e spirito cavalleresco avete intrapreso
unimpresa molto difficile... unimpresa che, con-
siderata la vostra giovane et e il vostro sesso,
sarebbe dovuta essere compito di altri ed bene che
altri siano in condizione di potervi proteggere e as-
sicurare salvezza.
La vostra giovane amica, Arabella Wilmot,
dopo avervi dato un consiglio cos pericoloso e
avere scoperto che lavete preso in considerazione,
si allarmata per le possibili conseguenze e molto
prudentemente ha informato qualcuno che mi ha
portato la notizia, cos che ora siete ben sorvegliata.
Se qualche pericolo dovesse presentarsi a voi,
dovete solo prendere il primo oggetto a portata di
mano e scagliarlo attraverso la vetrina del negozio
e vi verr data subito assistenza. Vi dico questo cos
che voi vi sentiate tranquilla.
Poich, comunque, vi siete messa per vostra
volont nel negozio di Todd, confido che voi rius-
ciate a dare una mano nellaiutare a smascherare
quellinfame. Per questo motivo, badate bene:
verso limbrunire, siate pronta a fare qualsiasi cosa
vi sia richiesta da qualcuno che pronuncer la pa-
rola dordine St Dunstan.
Il vostro amico Johanna lesse questa lettera
senza credere ai suoi occhi. Si sentiva rincuorata e
il coraggio, che gi albergava nel suo cuore, pren-
deva nuovo vigore. Pensare che doveva solamente
afferrare uno degli oggetti che aveva intorno e
gettarlo attraverso la finestra, per ricevere aiuto, era
unidea molto consolatoria e la incoraggiava a ad-
dentrarsi nellavventura.
Aveva appena nascosto la lettera, quando arriv
Sweeney Todd.
venuto qualcuno?, chiese.
S, un uomo, ma non si fermato.
Ah, avr voluto una rasatura, ma non im-
porta... non importa. Spero che tu sia stato tran-
quillo e non abbia tentato di curiosare in giro
mentre ero via. Silenzio! Arriva qualcuno. Il vec-
chio signor Wrankley, il tabaccaio. Buon giorno,
signore... rasatura, presumo. Sono felice che siate
venuto solo ora, signore, perch sono appena tor-
nato. Acqua calda, Charley, veloce! E passami il ra-
soio.
Johanna, porgendo il rasoio a Todd, urt la
punta di questo contro la sedia e, essendo la lama
eccezionalmente affilata, tagli un bel pezzo di uno
dei bracci di legno.
Che vergognosa negligenza, disse Todd,
avrei tanta voglia ti tirarti una mazzata sulla schi-
ena, guarda... hai rovinato un magnifico rasoio, non
rimasta neanche un po di punta.
Oh, scusatelo, signor Todd... scusatelo, disse
il vecchio gentiluomo, dopo tutto solo un
ragazzino. Lasciatemi intercedere per lui.
Molto bene, signore, come desiderate... grazie
a Dio, ho un sacco di rasoi a portata di mano.
Novit, signore? Niente di speciale, signor Todd,
tranne la malattia del signor Cummings, lispettore.
Dicono che si sia ritirato alle dodici circa in casa, in
Chancery Lane e da quel momento abbia cominci-
ato a star male come un cane, le sue ultime parole
sono state: Oh, quei pasticci... quei pasticci!.
Molto strano, signore.
Molto. Penso che il signor Cummings debba
esser tenuto sotto controllo, signor Todd. un
uomo rispettabile, ma, detto tra noi, non mai stato
unaquila.
Certo che no... certo che no. Ma un fatto
molto strano. Cosa potrebbe voler dire pasticci,
signore? Siete passato da lui quando siete uscito di
casa? No! Ah, ah! Non posso evitare di ridere...
ah, ah! Sono uscito di casa con un sotterfugio,
vedete. Il fatto che il cugino di mia moglie, il
signor Mundell... ahi!... credo che mi abbiate
tagliato.
No, no. Non tagliamo nessuno per tre penny e
mezzo, signore.
Oh, bene ... molto bene. Bene, stavo dicendo,
il cugino di mia moglie, il signor Mundell, venuto
a casa nostra ieri sera e ha portato con s un filo di
perle, vedete. Voleva che andassi nella City, stamat-
tina, portando le perle da Round e Bridget, i gioi-
ellieri di corte, per chiedere se non lavessero visto
prima.
Era un bel filo? S, bellissimo. Vedete, Mun-
dell uno strozzino e non voleva andare person-
almente, cos ha chiesto a me di andarci, anche
perch il signor Round mi conosce molto bene. E,
detto fra noi, signor Todd, il cugino di mia moglie,
il signor Mundell, ha qualche sospetto circa la
provenienza di questo filo di perle, lui convinto
che siano appartenute a qualche nobildonna.
Oh, davvero!.
S... e siccome non volevo dire troppo a una
donna, ho detto a mia moglie che sarei andato al
porto e sono uscito. Ah, ah, ah! Con le perle in
tasca. Mundell dice che il loro valore minimo
dodicimila sterline... ah, ah!.
Davvero, signore, dodicimila sterline? una
bella somma, davvero ragguardevole. Senza dubbio
il signor Mundell avr prestato settemila o ottomila
sterline per le perle. Penso che vi dar unaltra insa-
ponata, signore... e cos avete le perle con voi, bene,
che strane coincidenze riserva la vita....
Cosa intendete? Questo pennello da barba
ora in buono stato. Quando un pennello da barba
sul punto di logorarsi, il momento migliore. Char-
ley, vai subito dal signor Cunnings a chiedergli se
si sente meglio... su, su prenditi tutto il tempo ne-
cessario, non sono pi arrabbiato con te... e cos, si-
gnore, a casa pensano che siate andato al porto per
lavoro e non hanno la minima idea che siete venuto
qui per essere rasato? Ecco vai in fretta, Charley...
chiudi la porta, grazie a Dio davvero un bravo
ragazzo.

*
Quando Johanna torn, il tabaccaio se ne era
andato.
Bene, disse Sweeney Todd, mentre affilava
pigramente il rasoio, come sta il signor Cun-
nings? Ho trovato la sua casa con un po di dif-
ficolt, signore, mi hanno detto che sta meglio, ora
andato a dormire.
Oh! Molto bene! Vado a controllare alcuni
conti in salotto e non voglio essere disturbato,
capito? Per i prossimi dieci minuti, se viene qual-
cuno, digli che sono fuori.
Sweeney Todd and con calma in salotto e Jo-
hanna lo sent chiudere la porta dallinterno. Una
strana e indefinita sensazione di terrore la travers,
non sapeva perch, e mentre si guardava intorno
cominci a tremare. Lanta dellarmadietto non era
chiusa e un misterioso impulso la spinse ad avvi-
cinarsi e sbirciare dentro. Sul primo scaffale cera il
cappello del tabaccaio: era un cappello particolare,
piuttosto riconoscibile.
Cosa successo? Dio! Cosa pu essere suc-
cesso?, pens Johanna barcollando allindietro
finch non raggiunse la sedia da barbiere, affondan-
doci dentro per provare a riprendersi dallo
spavento. I suoi occhi caddero sul braccio a cui
aveva tirato via pezzo con il rasoio: un taglio tal-
mente netto e preciso da essere inconfondibile.
Persa nello stupore, Johanna, per pi di un minuto,
continu a cercare il segno del rasoio che non cera
pi, il bracciolo era come nuovo.
Per quanto si sforzasse, non riusc a trovare nes-
sun segno, sebbene la sedia danneggiata sembrava
sempre la stessa. Johanna, confusa, si stropicci gli
occhi chiedendosi se fosse veramente sveglia.
Che cosa poteva significare tutto questo? La se-
dia era fissata al pavimento, doveva essere lei, non
poteva essere stata sostituita.
Ahim, ahim!, mormor Johanna, la mia
mente piena di orribili sospetti e non riesco a
formulare niente di razionale. Sospetto di tutto e
non so niente. Cosa posso fare? Cosa dovrei fare,
per liberarmi da questo stato di orribile incertezza?
Sono veramente in un luogo dove il crimine aleggia
e la morte di casa? Si copr la faccia con le mani
e quando la scopr, vide che Sweeney Todd la os-
servava con uno sguardo sospettoso dal salotto.
Johanna istintivamente cacci un urlo.
Cosa diavolo succede?, disse Todd, avan-
zando con unespressione sinistra. Cosa c?
Parla.
Signore, disse Johanna, che devo toglierlo
domani.
Cosa? Il mio dente, signore, mi fa male da
ore, avete mai avuto mal di denti? Se s, potete ca-
pirmi e non dovete meravigliarvi se appoggio la
testa tra le mani e mi lamento.
35. Sweeney Todd
comincia a mettere in atto
il piano per il suo
pensionamento
Todd era piuttosto soddisfatto della scusa di
Charley, era una scusa su cui non poteva fare
obiezioni: doveva essere vera. Cos, dopo aver os-
servato Johanna per alcuni momenti con sospetto,
pens di crederle.
Bene, bene, disse, senza dubbio meglio che
te lo faccia togliere domani. Ecco i tuoi sei penny
per oggi. Esci e procurati la cena: la cosa pi con-
veniente andare al negozio di pasticci della signora
Lovett.
Grazie, signore.
Quando usc dal negozio, Johanna sent che gli
occhi di Sweeney Todd erano puntati su di lei.
Sapeva che se avesse tradito, anche solo con un
minimo gesto, i sospetti che aveva su di lui, egli
probabilmente le avrebbe impedito di uscire: cos
mantenne un apparente calma e si mosse lenta-
mente. Fu una grande liberazione raggiungere la
strada e non essere pi sotto lo stesso tetto di
quelluomo terribile e pericoloso.
Invece di andare al negozio della signora
Lovett, Johanna entr in una pasticceria l vicino e
prese alcuni dolci.
Ora, lasciamo la ragazza in pasticceria e tor-
niamo a dare unocchiata a Sweeney Todd solo nel
suo negozio.
Aveva unespressione di trionfo dipinta sul viso
e i suoi occhi scintillavano con una brillantezza in-
solita. Era piuttosto chiaro che Todd si stava fa-
cendo i complimenti per qualcosa e, alla fine, infil-
andosi la mano in tasca, tir fuori un filo di perle
uguale a quello per cui aveva gi ricevuto la grossa
somma di denaro dal signor Mundell.
Veramente, disse, devo essere stato scelto
dalla Fortuna, davvero. Questo filo di perle per
me causa di continue sorprese: chi si sarebbe mai
sognato anche solo per un momento una simile
sorte? Non devo stare troppo in pena per il signor
Mundell. Ha solo perso le sue perle e i suoi soldi.
Ah, ah, ah! Splendido. Chiuder il negozio pi
presto di quanto pensassi e lascer Londra. S, la
mia prossima vendita del filo di perle sar in
Olanda.
Con le perle in mano, Todd cadde in una serie
confusa di pensieri, che dur dieci minuti buoni,
poi un rumore proveniente dalla strada o dalla casa
vicino, urt i suoi nervi ed egli salt in piedi, es-
clamando: Cosa stato? Tutto poi torn silen-
zioso e Todd si tranquillizz.
Che sciocco sono diventato, borbott tra s
e s, ogni rumore accidentale mi disturba e mi
provoca un tremito. Sto diventando troppo nervoso,
tempo che io lasci lInghilterra. Ma per prima
cosa, devo sistemare qualcuno di cui conosco bene
lindole implacabile e che sarebbe capace di
seguirmi in capo al mondo, fino alla morte. S, si
merita proprio la pace della tomba. Non c altro
modo per metterla a tacere.
Pronunciando queste parole prese dalla tasca il
piccolo pacchetto di veleno che aveva comprato e
lo osserv con unespressione compiaciuta. Poi si
alz impetuosamente e and verso la finestra, come
se fosse ansioso di veder tornare Johanna e uscire.
Nellattesa vide una ragazzina avvicinarsi al ne-
gozio, entrarvi e dire: La signora Lovett vi fa i
complimenti, signor Todd, e vi manda questo mes-
saggio: vorrebbe vedervi stasera alle otto.
Oh, bene, molto bene. Lucy, oggi sei pi
carina del solito, lo sai?.
Buon per me, signor Todd, disse la ragazza,
lasciando il negozio indignata dal fatto che un
uomo cos brutto come Sweeney Todd avesse osato
rivolgerle un tale complimento.
Todd emise solo una sorta di sogghigno orribile
e apr la lettera che gli era stata portata. Era senza
firma e conteneva le seguenti parole: Il nuovo
cuoco gi stufo del suo posto e stanotte dovete
fare unaltra missione. il pi fastidioso che io
abbia mai avuto, cos disgustosamente premuroso.
Deve essere eliminato, punto e basta. Deve per
forza essere commesso un delitto.
Accidenti!, disse Todd, quando fin di
leggere la lettera, non perde tempo. Bene, bene,
vedremo. Forse dobbiamo liberarci di pi di una
persona, per rendere la notte meno fastidiosa. Ma
ecco che arriva il mio garzone, ignaro di tutto.
Johanna torn e Todd le chiese sinistramente
del suo mal di denti. Ella gli rispose con apparente
calma cosicch lui si convinse del tutto di avere
nutrito sul suo conto sospetti privi di ogni fonda-
mento, provocati solamente dalla sua cattiva cos-
cienza.
Charley, disse, tieni docchio la porta e se
qualcuno mi vuole, tira quel gancio, collegato a
una campana che sentir. Vado semplicemente in
camera a riposarmi.
Molto bene, signore.
Todd la osserv ancora una volta con sospetto e
poi lasci il negozio. Lei sperava che uscisse, cos
avrebbe avuto unaltra opportunit per ispezionare
il negozio. Ma fu delusa: non cera altra soluzione
che aspettare con pazienza.
Il giorno stava finendo e Johanna ebbe il forte
presentimento che qualcosa di particolare sarebbe
successo prima che tutto fosse stato inghiottito dal
buio. Tremava quasi a pensare cosa potesse essere
quel qualcosa, qualcosa di terribile a cui il suo
spirito gentile si ribellava. Se non fosse stato che
aveva stabilito che niente lavrebbe fermata
dallinvestigare sul destino del povero Mark
Ingestrie, si sarebbe precipitata in strada disperata.
Ma quando la fioca luce del giorno lasci posto
alle indistinte ombre della sera, si ricompose e con
spirito calmo, si mise ad attendere gli eventi.
I soprammobili erano solo vagamente visibili
nel negozio quando Sweeney Todd scese di nuovo
e ordin a Johanna di accendere una piccola lam-
pada ad olio che emetteva una luce pallida e debole
e, senza dubbio, stimolava la curiosit di chiunque
fosse passato davanti a quella finestra. Esco,
disse Todd, dovrei stare via non pi di unora. Se
qualcuno viene a cercarmi digli cos.
Lo far, signore.
Sii vigile e ne avrai sicura ricompensa.
Pregher il cielo per esserlo, disse Johanna,
quando fu di nuovo sola, ma le parole le uscirono a
malapena di bocca. Intanto una carrozza con cavalli
a nolo si accost alla porta e ne scese un individuo
che entr direttamente nel negozio. Era un uomo
alto dallaspetto di gentiluomo e prima che Johanna
potesse pronunciarsi, disse: La parola dordine, si-
gnorina Oakley, St Dunstan. Sono un amico.
Oh, quanto fu piacevole per Johanna sentire
queste parole, oppressa comera dalla solitudine
terribile di quella casa. Subito balz in piedi e si
fece avanti, dicendo: S, s; oh, s! Ho la lettera!.
Silenzio, non c tempo da perdere. C qual-
che posto per potersi nascondere? Oh s! Un
grosso armadio.
Va bene: aspettate qui un momento, porto den-
tro un mio amico, avremo un bel da fare stanotte.
Luomo alto, calmo e concentrato, and alla
porta, e poco dopo torn con due persone che, a fat-
ica, si nascosero nellarmadio. Si consultarono per
alcuni minuti, dopo di che il primo arrivato si volt
verso Johanna e disse: Signorina Oakley, quando
pensate che torni Todd? Tra unora.
Molto bene. Quando ritorna, far finta di en-
trare per essere sbarbato e lui senza dubbio vi
mander via, ma voi non andate pi in l della
porta, qualunque cosa accada, potremmo aver
bisogno di voi. Rimanete nei paraggi della vetrina.
S, s! Ma cos tutto questo mistero? Ditemi
il vostro piano. Che motivo avete di tenermi
alloscuro? Signorina Oakley, non ho niente di
preciso da dirvi ora, ma speriamo questa notte di ri-
solvere alcuni problemi e aprirvi gli occhi su cir-
costanze che al momento non immaginate. La
scelleratezza di Sweeney Todd sar punita e se c
qualche speranza per voi di rivedere qualcuno che
vi sta molto a cuore, sar dopo stanotte.
Intendete dire Mark Ingestrie? S. La vostra
storia mi stata raccontata.
Chi siete... perch vi celate se siete un amico?
Sono un magistrato e il mio nome Blunt: state
sicura che tutto ci che pu essere fatto, sar fatto.
Un attimo! Avete detto che verrete qui a farvi
rasare. Se lo fate, vi prego, non sedetevi su quella
sedia. C qualche orribile segreto legato ad essa,
non so di cosa si tratti, ma cos. Non vi sedete l.
Vi ringrazio per la vostra prudenza, ma vengo
proprio per essere rasato su quella sedia. So che
c un mistero legato a essa ed perch non deve
essere pi un mistero che ho deciso di correre ci
che, forse, pu essere considerato un rischio. Ma un
nostro ulteriore soggiorno qui sarebbe imprudente.
Ora, se ci scusate.
Queste ultime parole vennero dette ai due fun-
zionari che il magistrato aveva portato con s, e fu
sorprendente vedere con che maestria e precisione
riuscirono a nascondersi nellarmadio, chiedendo a
Johanna di chiudere la porta dietro di loro. Dopo
che lebbe chiusa, la ragazza si gir e scopr che il
magistrato se ne era gi andato.
Johanna era in uno stato di grande agitazione,
ma era gi molto confortante per lei non essere sola
e sapere che cerano due uomini forti e ben armati
pronti a difenderla, se fosse accaduto qualcosa di
strano. Questo la rassicurava molto, ma non sedava
il suo nervosismo.
Aspett Sweeney Todd, sforzandosi di catturare
il suono dei suoi passi, ma non li sent.
Il gentiluomo, in quel momento, era in giro a
sbrigare qualche affare piuttosto importante e noi
non possiamo fare a meno di seguirlo per vedere di
cosa si tratta.
Dopo avere lasciato il negozio, egli and
direttamente in Bell Yard, sebbene fosse un po in
anticipo rispetto allorario stabilito per il suo ap-
puntamento con la signora Lovett.
36. Lultima infornata di
deliziosi pasticci
Sarebbe stato abbastanza chiaro per chiunque
avesse osservato Sweeney Todd andare dal suo ne-
gozio in Fleet Street a Bell Yard, che non si recava
l per mangiare pasticci di carne. No, aveva ben altre
intenzioni e mentre si avvicinava al negozio della
signora Lovett, dove quelle delizie venivano ven-
dute, aveva unespressione talmente diabolica sul vi-
so che, se non si fosse fermato per darsi una sistem-
ata prima di entrare, avrebbe, senza dubbio, stimol-
ato il violento sospetto che cera qualcosa che non
quadrava e che il misterioso legame che teneva uniti
la signora Lovett e il barbiere non era pi quello di
una volta.
Quando effettivamente entr nel negozio, si
comport con la massima gentilezza.
La signora Lovett era seduta al bancone, cosa
che succedeva raramente perch il negozio era
sempre pieno, ma a quellora le infornate di pasticci
erano finite, quindi cerano pochi clienti che
divoravano gli ultimi manicaretti freddi.
Solo alle nove sarebbe arrivata una nuova in-
fornata di pasticci, poich la signora Lovett aveva
immaginato che verso quellora ci sarebbe stato un
grande andirivieni di impiegati da Lincolns Inn, e
in quelloccasione i pasticci diventavano un piace-
volissimo preludio al teatro o a qualche altro diver-
timento serale.
A molte persone piacevano come cena, quindi
aspettavano lultima infornata e li portavano a casa.
A Lincolns Inn gli impiegati non avevano che
limbarazzo della scelta: potevano optare per i pas-
ticci della signora Lovett o per un delizioso piatto
di frattaglie di pecora. Spesso, arrovellandosi nella
scelta, lasciavano che decidesse il caso lanciando in
aria una moneta da mezzo penny: testa, una James
al sangue11 al Clare Market; croce, i pasticci della
signora Lovett.
Qualche volta, indecisi, compravano entrambi.
La signora Lovett era l ad aspettare linfornata
delle nove, quando Sweeney Todd, in quella sera
ricca di avvenimenti, comparve.
Todd e la signora Lovett si salutarono con
grande familiarit.
Ah, signor Todd, disse la donna, come
state? da molto che non ci incontriamo.
Un bel pezzo... come state, signora Lovett?
Abbastanza bene grazie. Gradite un pasticcio?
Todd fece una smorfia orribile, replicando: No
grazie. In effetti molto stupido, dal momento che
sono qui, ma ho gi mangiato una braciola di mai-
ale.
Completa di rene, signore?, chiese uno dei
ragazzi che stava mangiando un pasticcio freddo.
S, certo.
Che delizia! Dio vi benedica! Venderei mia
madre per una braciola di maiale, ben cotta e croc-
cante, mmmh... me la immagino calda e arrostita
su una bella fetta di pane, lideale quando uno ha
freddo ed affamato.
Volete entrare, signor Todd?, disse la signora
Lovett, alzando una parte del bancone, da cui era
stata ricavata unapertura, che permise al signor
Todd di passare nel sacro salotto.
Linvito fu accolto da Todd, che osserv ad alta
voce che aveva pochissimo tempo ma si sarebbe se-
duto un attimo, dal momento che la signora Lovett
era stata cos gentile da invitarlo.
Questa estrema soavit di modi lasci Sweeney
Todd non appena fu nel salotto e non cera nessuno
ad osservarlo tranne la signora Lovett; n lei reput
pi necessario sforzarsi di sorridere, ma con un
moto quasi di rabbia disse: Quando finir tutto
questo, Sweeney Todd? troppo tempo che dovete
darmi i soldi che mi permetteranno di apparire di
nuovo nei salotti di Parigi. Quando finir tutto
questo? Siete molto impaziente!.
Impaziente, impaziente io? Non dovrei es-
serlo? Corro un terribile pericolo, mentre voi vi
prendete i profitti migliori. inutile che cercate di
convincermi che non ci lucrate sopra. Vi conosco
meglio delle mie tasche, Sweeney Todd: voi non
agite se non per guadagno o per vendetta.
Quindi? Quindi voglio ci che mi spetta. Oh
dio! Se sapeste quanti sogni avevo una volta!.
Sogni? La signora Lovett non gli rispose, ma
sprofond in una poltrona, tremando cos violente-
mente che si allarm, pensando di stare molto, ma
molto male. Sweeney Todd stava per chiamare
qualcuno, quando ella gli disse di stare calmo, e
poi con un filo di voce aggiunse: Andate verso
quellarmadio. Vedrete una bottiglia: il mio
brandy, datemela, sono costretta a bere altrimenti
impazzir. Datemela, ho detto: non state l impal-
ato... ecco, ora sto meglio, molto meglio. ter-
ribile, davvero terribile, ma va meglio... Oh, Todd,
siete il mio peggior nemico!.
Mi offendete. Il peggior nemico che avete
nella vostra testa.
No, no, no! Mi state facendo impazzire!.
Davvero! Avete paura di impazzire? Di andar-
vene allaltro mondo? No, no... no! Non credo
nellaldil, Sweeney Todd: se ci credessi sarei gi
impazzita, a pensare ci che abbiamo sacrificato.
Oh Dio!.
Ne ho abbastanza, disse Todd, ne ho ab-
bastanza, avrete un saldo entro domani sera e
quando vi ritroverete nelle tasche ventimila sterline
non mi accuserete di avere trascurato i vostri in-
teressi. Ora c qualcuno nel negozio, sento che vi
chiamano.
La signora Lovett si alz e and in negozio. Nel
momento in cui si gir, Todd vers la piccola boc-
cetta di veleno che aveva ricevuto dal ragazzo del
farmacista nel brandy. Fece appena in tempo a nas-
condere di nuovo la bottiglia, quando lei torn spro-
fondando nuovamente nella poltrona.
Vi ho sentito bene, disse, o questa promessa
una semplice presa in giro: ventimila sterline...
possibile che abbiate cos tanto? Oh, perch questo
commercio terribile non finito prima? Mi sarei ac-
contentata anche di meno. Ma quando avr il den-
aro scapper da qui per sempre. Todd, dobbiamo
vivere in paesi diversi, non posso sopportare di
vedervi ancora.
Come volete. Non mi importa niente: ve ne
potrete andare gi domani notte. La vostra parte per
il lavoro degli ultimi otto anni ventimila sterline.
Avrete la somma domani e poi sarete libera: non
mi importa niente di come spenderete i vostro soldi.
Ma ditemi ora, cosa c che non va nel vostro nuovo
cuoco? Si rifiuta di lavorare, segno che ormai
disperato e che ha capito tutto... solo poche ora fa
mi ha detto di averci ripensato e che avrebbe cotto
linfornata delle nove, ma secondo me lo ha detto
per temporeggiare e quietare i miei sospetti.
Siete una donna intelligente. Bisogna agire
subito. Sar qui a mezzanotte e vedremo di liberare
un posto nel vostro esercizio.
S, necessario, non c altra soluzione.
tutto... mi piace il vostro modo di liquidare
la questione: pratico e filosofico nel contempo.
Evitate per di bere troppo brandy, un bicchierino
al massimo, mi raccomando.
Va bene ma non certo in questo momento che
posso sbarazzarmi delle cattive abitudini. Mi disin-
tossicher allestero, non qui.
Va bene... e per quanto riguarda la persona qui
sotto... me ne occuper io per voi. Ora, per il breve
periodo in cui rimarrete qui, mantenete le apparen-
ze, per non destare sospetti. Ecco, siete desiderata
di nuovo e per me ora di andare.
La signora Lovett e Todd uscirono dal salotto
e tornarono in negozio insieme, quando arrivarono
l, trovarono una donna dallaspetto dignitoso e un
ragazzo, questultimo portava un fagotto di carta
stampata, mentre la donna era evidentemente molto
angosciata.
Pasticci caldi, cara?, disse la signora Lovett.
Oh no, signora Lovett, disse la donna, vi
conosco di vista, sebbene voi non mi conosciate.
Sono la signora Wrankley, la moglie del signor
Wrankley, il tabaccaio e sono venuta a chiedervi un
favore, signora Lovett: di permettermi di esporre
uno di questi annunci nella vostra vetrina.
Mia cara, disse la signora Lovett, per quale
motivo? La signora Wrankley le porse uno degli
annunci ed era cos sopraffatta dallangoscia, che fu
costretta a sedersi mentre la signora Lovett leggeva
ad alta voce, guardando di tanto in tanto Sweeney
Todd, che appariva impassibile come un blocco di
pietra.
Scomparso! Il signor John Wrankley, tabac-
caio del 92 di Fleet Street. Il gentiluomo di cui
sopra ha detto che sarebbe andato al porto per affari
e da quel momento non si sa pi nulla di lui. Si
teme che avesse con s una propriet di valore,
precisamente un filo di perle. Il sopraccitato John
Wrankley alto cinque piedi e quattro pollici,
ampia faccia, naso corto, basette nere e quello che
comunemente si dice testa a pallottola. Cor-
poratura tozza, non si regge molto bene sulle
gambe. Chiunque lo avesse visto dia le sue inform-
azioni al 92 di Fleet Street. Lauta ricompensa.
S, s, disse la signora Wrankley, quando la
lettura dellannuncio fu finita, lui: il mio povero,
caro, adorato John! Spero che torni, non ho
mangiato niente da quando uscito.
Allora comprate un pasticcio, signora, disse
Todd, mentre gliene porgeva uno. Guardate, si-
gnora Wrankley, sollevate la parte superiore della
crosta... sono sicuro che presto vedrete qualcosa di
vostro marito.
La strana espressione che Todd fece mentre pro-
nunciava queste parole allarm la vedova sconsol-
ata, ma ugualmente prese una fetta di pasticcio. Era
molto invitante, di vitello, con abbondante salsa,
chi poteva resistergli? Non lei, di certo, e inoltre,
Todd non aveva detto che presto avrebbe visto qual-
cosa di Wrenkley? Cera speranza nelle sue parole,
niente di pi, ma era gi qualcosa.
Bene, disse, spero per il meglio! Povero
caro, aspetter che torni!.
E in ogni caso, signora, disse Todd, non
dovete abbattervi, presto o tardi avrete sue notiz-
ie!.
37. Il piano di fuga del
cuoco prigioniero
La signora Lovett era una donna di giudizio e
quando disse a Sweeney Todd che il prigioniero, nel
laboratorio dei sotterranei di quella casa adibita a
produrre i deliziosi pasticci, stava diventando im-
paziente, aveva un piano preciso sia riguardo al suo
presente e sia riguardo al suo futuro.
Lultima volta abbiamo lasciato lo sfortunato
giovane, sdraiato sul pavimento del laboratorio dei
misfatti. E per un bel pezzo, come naturale con-
seguenza dello shock, luomo dorm.
Quel sonno gli diede un certo ristoro sia fisico
che mentale, ma quando si risvegli ripiomb nella
pi nera disperazione per la situazione in cui ver-
sava. Su una parete cera un orologio con il quale
si regolava per le varie infornate e guardandolo vide
che erano quasi le sei, di conseguenza mancavano
tre ore prima che fosse richiesta lultima infornata
di pasticci.
Sconsolato si guard intorno per qualche
minuto e poi parl.
Che destino crudele, si chiese, mi ha messo
qui? Oh, quanto sarebbe stato meglio se fossi
morto. Durante la mia movimentata vita sono an-
dato vicino alla morte molte volte, ma sarebbe stato
meglio che essere rinchiuso in questa tana orribile e
morire per troppi pasticci, come con tutta probabil-
it accadr. Al diavolo i pasticci!.
Sent un lieve rumore e alzando la testa verso il
soffitto dove cerano le sbarre di ferro attraverso le
quali la signora Lovett era solita dargli le istruzioni,
vide la sua orribile faccia.
Ascolta, disse, preparerai uninfornata extra
stanotte, alle nove in punto.
Cosa? Uninfornata extra, almeno duecento
pasticci, mi hai capito? Ascoltate, signora Lovett,
state andando troppo oltre e non funzioner. Non so
quando arriver la mia morte ma, essendo un uomo
libero, so che non inforner mai pi i vostri odiosi
pasticci.
Stai attento!.
State attenta voi! Non ho paura delle minacce.
Lascer questo posto e, che vi piaccia o no, me ne
andr. E forse scoprirete che il vostro potere non
sufficiente per trattenermi. Sono sicuro che ci sia
qualche terribile mistero riguardo ai pasticci, ma
non sar vittima delle vostre malefatte!.
Sciocco imprudente!.
Bene, dite pure quello che volete, ma non
obbedir.
Allora sei stanco di vivere, ma sar troppo
tardi quando scoprirai le conseguenze della tua
sfida. Ascoltami: quando ti ho assunto allinizio, ti
ho detto che potevi andartene quando volevi.
Lo avete detto, ma ora mi tenete prigioniero
qui. Dio sa quanto voglio andarmene. Penso che
morir di inedia, non posso mangiare pasticci in
eterno, li odio.
Ma se sono cos richiesti!.
S, ma io ne ho la nausea. Ora sto vivendo
consumando la vostra farina cotta. Non posso pi
mangiare pasticci.
Capriccioso.
Forse lo sono. Mangiate solo pasticci voi, si-
gnora Lovett? Questo non centra. Puoi an-
dartene domani mattina, quando avr trovato qual-
cun altro che ti sostituisca, ma non mi puoi piantare
in asso ora, senza nessuno che cucini i pasticci.
Non mi interessa: io non far unaltra infor-
nata.
Vedremo, disse la signora Lovett. Verr da
te tra unora e vedr cosa hai deciso. Come amica ti
consiglio di cambiare idea, prima di pentirtene am-
aramente.
Bene... ora se ne andata, cosa posso fare?
Sono in suo potere, devo sottomettermi? No, no,
non finch ho le mani libere e abbastanza forza
per maneggiare uno di questi grandi attizzatoi per
rimescolare il carbone nei forni. Come sono stato
stupido a non pensare prima di avere una tale arma
per riuscire a liberarmi.
Mentre parlava, luomo afferr con le mani uno
dei lunghi attizzatoi e, dopo alcuni minuti spesi a
esaminarlo, si disse, con un barlume di allegra sper-
anza: Sono in Bell Yard: ci sono case a destra e
a sinistra di questo maledetto negozio di pasticci e
anche quelle case devono avere i sotterranei. Ora,
sicuramente con unarma del genere, la mia ferrea
volont e le mie braccia ancora forti, mi liberer da
questa situazione odiosa.
Questultimo pensiero di libert gli infuse
nuova forza e si sent quasi rinascere. Si ferm solo
un attimo, per capire in quale direzione avrebbe po-
tuto cominciare il suo lavoro. Dopo aver riflettuto
un po, consider che sarebbe stato meglio comin-
ciare da dove veniva tenuta la carne, quella carne
che trovava sempre in abbondanza e di cui ignorava
la provenienza. S, disse, comincer da l e
lavorer per scavare un tunnel.
Prima di cominciare le operazioni, gett uno
sguardo allorologio e scopr che mancava poco
alle sette, cos pens che sarebbe stato prudente as-
pettare finch la signora Lovett avesse fatto la visita
promessa. Poi, dopo averle detto che avrebbe fatto
i pasticci richiesti, sarebbe stato lasciato in pace
per due ore, due ore in cui avrebbe lavorato alacre-
mente per la sua libert.
Si sedette e aspett pazientemente le sette.
Lorologio aveva appena suonato, quando sent
la voce della sua torturatrice alla grata.
Bene, disse, hai meditato? Oh, s, lho
fatto. Acconsento, signora Lovett, non ho altra
scelta. Ma devo chiedervi un grosso favore, si-
gnora.
Di che si tratta? Siccome mi sento debole
vorrei un boccale di birra scura, se me lo porterete
mi assumer limpegno di fare uninfornata di pas-
ticci superiore a qualsiasi altra di quelle che avete
ricevuto finora. E senza neanche un brontolio.
La signora Lovett rimase in silenzio per alcuni
minuti e poi disse: Se ti porto il boccale, contin-
uerai il tuo lavoro? Be, questo non lo so, ma
forse s. In ogni caso, vi far linfornata delle nove,
contateci.
Molto bene. Lavrete.
Con queste parole scomparve e circa dieci
minuti dopo, una piccola botola nel soffitto si apr
e tramite una corda fu calato gi un boccale di birra
schiumosa.
Splendido, url luomo ossessionato dai pas-
ticci mentre trangugiava met boccale in un solo
sorso. Questo nettare per gli di. Oh, che sol-
lievo. Mi sento un uomo nuovo.
E cos sembrava: infatti prese sulle spalle
lattizzatoio, che assomigliava straordinariamente a
un giavellotto e si precipit subito in cantina, dove
veniva tenuta la carne.
Ora, disse, mi avventurer in questa im-
presa per la libert e se avr successo, signora
Lovett, vi prometto che verr a farvi una sorpresa
al negozio. Al diavolo i pasticci!.
Abbiamo in precedenza descritto il luogo dove
veniva tenuta la carne e ora dobbiamo solo aggi-
ungere che gli scaffali erano davvero ben forniti e
che il nostro amico, di cui abbiamo a cuore la vi-
cenda, tir via velocemente i grossi pezzi di carne
dalle mensole e cominci le operazioni con
lattizzatoio.
Non ci volle molto per scoprire che il suo lavoro
non era il pi semplice del mondo, infatti presto
si imbatt in quello che assomigliava molto a una
lamiera di metallo, ma tribolando con pazienza
riusc a smontarla: il primo passo verso la libert
era compiuto.
E ora a noi, disse, e ora a noi... dovrei rius-
cire a fare un buco nella parete, niente potr im-
pedirmi di attraversare questo muro.
Per rinfrescarsi fin il boccale e poi, usando
lattizzatoio simile a un giavellotto come una
mazza battente, colp il muro con lestremit di esso
per molte volte, senza produrre alcun effetto, finch
allimprovviso nel muro si apr come una porta ed
egli si ferm per chiedersi cosa fosse successo.
Era tutto buio per riusc a intravedere unaltra
piccola porta quadrata e finalmente cap il modo in
cui gli scaffali venivano riforniti di carne, non cera
pi alcun dubbio.
Cos, disse, il mistero risolto, ma in che
parte dei locali della signora Lovett mi trovo? Lo
scopriremo presto.
Torn spavaldamente nel laboratorio e si pro-
cur una lampada: una torcia con la fiamma,
ricavata da un pezzo di legno secco. Poi torn
allapertura che aveva fatto nel muro, infil la testa
attraverso di essa e allung la torcia per fare luce.
Con un grido di orrore cadde allindietro,
spegnendo la torcia durante la caduta. Rimase
sdraiato sul pavimento per un quarto dora, privo
di sensi. Che spettacolo spaventoso aveva mai po-
tuto vedere per avere una simile, estrema reazione?
Quando riprese i sensi si guard intorno nella luce
pallida proveniente dal laboratorio e chiedendosi:
Era un sogno?, rabbrivid.
Poco dopo, comunque, si alz, rinunciando
allidea di essere stato vittima della sua imma-
ginazione, poich davanti a lui cera la lamiera rotta
e il piccolo quadrato della porta, attraverso il quale
aveva guardato e visto quellorrore che laveva
paralizzato.
Tenendo la sua faccia rivolta in quella
direzione, come se fosse stato terribile voltare la
schiena per un momento a un oggetto cos orribile,
indietreggi verso la cantina pi grande dove
cerano i forni e si sedette con un profondo
lamento.
Cosa devo fare? Cosa devo fare?, mormor.
la fine, sono condannato.
Sono pronti i pasticci?, disse la voce della si-
gnora Lovett. Sono le otto.
Le otto, davvero? Certo, davvero. Vorrei
sapere se hai deciso di buttare via la tua vita. Non
sento i forni andare, sono quasi sicura che non hai
fatto i pasticci.
Oh, manterr la parola, signora, contateci. Vo-
lete duecento pasticci alle nove, giusto? Vedrete che
arriveranno in perfetto orario.
Molto bene. Sono contenta che tu sia diventato
cos ragionevole.
Certo, signora Lovett. Diciamo che mi sono
redento. Posso assicurarvi, signora, che non ho ri-
mostranze da fare e penso che la birra mi abbia
fatto bene... e se alle nove farete scendere la piatta-
forma, vi arriveranno su duecento pasticci, sicuro...
e anche qualcosa in pi, aggiunse tra s e s, non
dubitatene.
Abbiamo gi visto come non fosse facile in-
gannare la signora Lovett. Infatti aveva gi usato
largomento dellapparente sottomissione del cuoco
per persuadere Todd a farlo fuori.
Ma anche le persone pi intelligenti alle volte
commettono errori e, probabilmente, quando
linfornata di pasticci delle nove arriv, era ac-
caduto qualcosa che contemporaneamente sorpren-
der la signora Lovett e tutti i lettori.
Ma non anticipiamo, seguiamo semplicemente
il detto orientale: ci che sar sar. Di certo c che
linfornata delle nove di duecento pasticci fu fatta
e messa nei forni e di ugualmente certo c che il
cuoco dopo qualche riflessione si disse: S, lo far,
ci riuscir... anzi devo riuscirci; e se cos sar, peg-
gio per voi, signora Lovett, e per tutti i vostri orrib-
ili complici.
38. Sweeney Todd rasa il
cliente sbagliato.
Larresto
Johanna era ora tutta da sola nel negozio del
barbiere. Con la testa tra le mani pensava ai tempi
passati, quando sperava di essere felice con Mark
Ingestrie. Quando usiamo il termine sola non dob-
biamo per pensare che la ragazza si fosse di-
menticata dei due poliziotti nascosti nellarmadio.
Solo che Johanna, mentre con la mente tornava al
suo ultimo colloquio con colui che aveva amato cos
tanto e a cui aveva dedicato tutto il suo cuore, quasi
si dimenticava dove fosse e che esistesse una per-
sona di nome Sweeney Todd.
Ahim, ahim!, disse, sembra ormai certo
che adottando questo travestimento, cos inadatto a
me, io debba compiere una vendetta, ma niente di
pi. Dove sei, Mark Ingestrie? Oh, orrore! Qual-
cosa mi dice che tu non sei pi vivo.
Le lacrime cominciarono a scorrerle sul viso e
tra le dita, mentre pensava che era quasi giunta lora
in cui Todd sarebbe tornato.
Devo controllare i miei pensieri, disse, e le
mie emozioni. Devo apparire calma, anche se non
lo sono.
Si alz e smise di piangere. Sistem la piccola
e miserabile lampada e and alla porta per vedere
se Todd stesse tornando quando il barbiere, con un
passo lento e strisciante, comparve, come se fosse
sempre stato nascosto dietro la porta.
Todd appese il cappello su un chiodo e poi
voltando lo sguardo interrogativamente su Johanna,
disse: Ebbene, venuto qualcuno? S.
Chi? Parla... al diavolo! Biascichi cos a bassa
voce che posso sentirti a stento.
Un gentiluomo, che voleva essere rasato e poi
se ne andato via. Non capisco perch siate tanto
nervoso signor Todd... non ce n motivo.
Cosa? Sparisci dalla mia vista, subito! Devi
cominciare a capire che meglio se stai zitto. Stan-
otte non penso avremmo pi clienti. Sono stanco,
esausto. Tu dormirai sotto il bancone, lo sai?.
S, signore, me lavevate detto. Penso che ci
star molto comodo.
Non hai sbirciato e curiosato intorno, vero?
Per niente.
Non hai neanche guardato in quellarmadio,
giusto? Non chiuso a chiave, ma questa non una
ragione per cui tu non debba guardarci dentro... non
che ci sia qualche segreto, ma sono contrario come
principio a sbirciare e curiosare.
Todd, mentre parlava, avanz verso larmadio
e Johanna pens il barbiere avrebbe scoperto i due
poliziotti. Probabilmente tutto ci sarebbe accaduto
veramente se la maniglia della porta del negozio
non fosse stata girata e non si fosse presentato un
uomo, verso il quale Sweeney Todd si gir veloce-
mente, riconoscendo in lui un contadino ben vestito
con addosso degli stivali da equitazione, come se
fosse appena arrivato da un viaggio.
Buonasera, signore, disse il visitatore, vor-
rei una bella rasata.
Oh, disse Todd, non mi sento granch bene,
piuttosto tardi. Suppongo che preferiate as-
pettare fino a domani mattina, non ho neppure ac-
qua calda.
Oh, fredda andr benissimo.
Fredda, oh, no, non rasiamo mai con acqua
fredda, ma se proprio avete fretta, sedetevi, signore,
e risolveremo la faccenda il pi velocemente pos-
sibile.
Grazie, grazie, non posso andare a letto senza
una bella rasata, capite? Arrivo da Braintree12 con
un carico di bestiame e alloggio al Bulls Head.
Oh, davvero, disse Todd, mentre aggiustava
il panno per rasare, Bulls Head.
S, signore, sono l perch ho portato a termine
un affare di duecentoventi bestie, vedete... le ho
vendute tutte per cinquecentocinquanta sterline.
Ah, ah! Bel lavoro, non c che dire... e solo quar-
antadue di loro erano bestie mie... ora ho una
moglie e una figlia a casa che mi aspettano, una
ragazza chiamata Johanna, ehm!.
Fino a questo punto Johanna non aveva
sospettato che il gioco fosse cominciato e che
questuomo fosse il magistrato che era venuto a
mettere fine agli atti illeciti di Sweeney Todd; ma
questa pronuncia marcata del suo nome le fece apri-
re gli occhi: qualcosa di molto interessante stava
per accadere.
E cos le avete vendute tutte, disse Todd.
S, signore, ora ho i soldi in tasca, in banco-
note... non li lascio mai in giro nelle locande, si-
gnore, preferisco portarli con me, pi sicuro, non
so se mi spiego.
Avete ragione, disse Todd. Charley, un po
dacqua calda; questo s che un bravo ragazzo...
vero, Charley? S, signore.
Mentre finisco con questo signore, potresti
correre al Temple dal signor sergente Toldruins e
cercare il materiale per la sua parrucca, dovremmo
farla in mattinata e finirla entro mezzogiorno, non
devi affrettarti, Charley, trovami i materiali migliori
e chiuderemo bottega quando torni. Johanna usc,
ma non and pi in l della porta del negozio e, tra
una confezione di pomata e le tante spazzole per
capelli, si mise a sbirciare dentro il negozio.
Carino quel ragazzo, disse il cliente di Todd.
Molto, signore, un orfano... lho tirato fuori
dalla miseria, povero piccolino. Certo: dobbiamo
cercare di fare tutto ci che possiamo per aiutare il
prossimo.
Proprio cos, sono contento di essere venuto
qui per farmi rasare. La mia una barba piuttosto
forte, vero? S, signore, replic Todd, quella
che si dice una barba forte. Suppongo che non siate
venuto a Londra da solo, signore? Oh, s, solo.
Tranne i mercanti di bestiame, non ho compagnia
qui con me, perch me lo avete chiesto? Perch,
signore, ho pensato che se qualcuno vi stesse aspet-
tando al Bulls Head, gli avreste proposto di venire
qui insieme a voi, giusto, signore? O gli avreste
comunque lasciato detto che stavate andando da
Todd, il barbiere, per essere lavato e rasato.
Be, non proprio, il fatto che non sono uscito
per venire a farmi sbarbare, ma per una passeggiata,
fino al momento in cui mi sono carezzato il mento
e ho scoperto che barba avevo, quindi ci ho pensato
su e passando davanti al vostro negozio, sono en-
trato.
Capisco signore, quindi siete solo a Londra.
Oh, s. E dora in poi, tutte le volte che torner,
verr da voi a sbarbarmi, contateci. E vi rac-
comander anche ai miei amici.
Vi sono molto grato, disse Todd, mentre pas-
sava la mano sul mento del suo cliente. Veramente
molto grato... credo che abbiate bisogno di unaltra
insaponata, signore, prender un rasoio con una
punta pi affilata, ora che ho tirato via la barba pi
ruvida, passer a un lavoro di fino.
Oh, s.
Non muovetevi, signore, ci metter un mo-
mento, ho gli altri rasoi nella stanza accanto, cos
finir il lavoro per bene, signore, e voi mi rac-
comanderete con cognizione di causa.
Bene, bene, una bella sbarbata pulita proprio
una consolazione, ma non metteteci tanto... ho una
certa fretta.
Certo, certo.
Sweeney Todd and nel salotto sul retro port-
ando con s lunica luce che cera nel negozio, cos
che le vaghe ombre che Johanna aveva visto fino a
quel momento si erano dissolte e tutto ci che i suoi
occhi videro fu unoscurit impenetrabile.
Oh, che gran tumulto di sensazioni ansiose e an-
goscianti attraversarono in quel momento la mente
di quella giovane e bella ragazza. Sentiva arrivare
la fine e non poteva far altro che rispecchiarsi
nelloscurit.
Non dobbiamo, per, permettere al lettore di
rimanere nello stesso stato di incertezza in cui ver-
sava Johanna Oakley, ma dobbiamo procedere nel
racconto e determinare chiaramente cosa accadde
nel negozio del barbiere, mentre Todd andava a
prendere il rasoio straordinariamente affilato nella
stanza sul retro.
Nel momento in cui Todd and in salotto, il
sedicente contadino che aveva fatto un cos buon
affare con le sue bestie, si alz immediatamente
dalla poltrona con grande calma e senza fare alcun
rumore. Fu solo sorprendentemente veloce e poi si
mise vicino alla vetrina aspettando pazientemente
con gli occhi fissi sulla poltrona, per vedere cosa
sarebbe successo.
Dopo circa un quarto di minuto, dalla stanza
affianco si ud il rumore di un pesante catenaccio
e poi, in un istante, la poltrona spar sotto il pa-
vimento e le circostanze con le quali i clienti di
Sweeney Todd sparivano divennero finalmente
chiare.
Cera un pezzo del pavimento che girava su un
perno e il peso della poltrona, quando il catenac-
cio veniva tirato indietro, azionando semplicemente
una leva dalla stanza interna, spostava il peso su
unestremit che, con un piccolo colpo, veniva ca-
povolta. Nella parte inferiore cera unaltra sedia,
che sostituiva la prima, molto somigliante a quella
su cui il cliente si era seduto.
Perci succedeva che in un momento, come per
magia, i clienti di Sweeney Todd sparissero e la se-
dia tornasse vuota. Senza dubbio Todd confidava in
una caduta di venti metri su un pavimento di legno
per ucciderli o, nel peggiore dei casi, per stordirli
finch non riusciva a scendere per finirli lui stesso
tagliandoli poi a pezzi per i pasticci della signora
Lovett! Non prima per di averli derubati di tutti i
loro soldi e di tutti gli oggetti di valore.
In un secondo momento, si sent di nuovo il
rumore di un catenaccio e sir Richard Blunt, che
aveva fatto la parte del contadino benestante,
capendo il meccanismo della trappola, si sedette
sulla nuova sedia con tutta la disinvoltura
delluomo di mondo, come se niente fosse suc-
cesso.
Ma ci volle ancora un minuto prima che Todd si
arrischiasse a guardare cosa fosse successo nel ne-
gozio. Il barbiere barcoll tanto da doversi appog-
giare alla porta per non cadere.
Ecco fatto, disse, lultima volta, spero.
Era dal mio primo omicidio che non mi sentivo
cos nervoso. Addirittura tremavo... se ne andato
con calma, altre volte le urla dei miei clienti mi
risuonavano nelle orecchie per unintera settim-
ana.
La nuova poltrona aveva lo schienale alto, cos
che, quando Todd avanz nel negozio con la lam-
pada in mano, non aveva la minima idea di essere
controllato; ma quando gir intorno alla sedia e
vide il suo cliente che aspettava tranquillamente
con la schiuma sulla faccia, gli usc dalla gola un
terribile grido di orrore.
Cosa succede?, chiese sir Richard.
O Dio, la morte! La morte! O Dio!, url
Todd. Questo linizio della mia punizione. Abbi
piet, Dio! Oh, non guardarmi con quegli occhi!.
Assassino!, url sir Richard, con una voce
che suon come lo squillo di una tromba attraverso
il negozio. In un istante salt su Sweeney Todd e lo
afferr per la gola. Ci fu una piccola colluttazione,
si ritrovarono entrambi sul pavimento, ma i polsi
di Todd vennero bloccati da un paio di manette,
messegli prontamente dai poliziotti che, alla parola
assassino, saltarono fuori dallarmadio dove
erano rimasti nascosti fino ad allora.
Immobilizzatelo bene, disse il magistrato,
non deve muoversi. Ah! Signorina Oakley, siete
arrivata in tempo. Questuomo un assassino. Ho
scoperto lintero segreto della sedia laltra notte,
esplorando i sotterranei della vecchia chiesa. Grazie
a Dio, abbiamo finalmente posto fine alla sua carri-
era.
39. Conclusione
Mancavano cinque minuti alle nove e il negozio
della signora Lovett si stava riempiendo di clienti an-
siosi di divorare sul posto o di portare via qualcuno
dei gustosi pasticci con il fragrante ripieno di carne.
Molti dei clienti della signora Lovett la pagavano
in anticipo per i pasticci, per poter essere sicuri di
essere serviti quando la prima infornata compariva
dalla cucina sottostante.
Bene, Jiggs, disse un avvocato a un altro,
come stai oggi, vecchio mio? Cosa mi dici? Oh!
Sono quasi a pezzi. Il fatto che io, il conte e altri
amici, abbiamo passato una magnifica serata ieri, ma
abbiamo esagerato con il mangiare e con il bere.
Be, in effetti....
Sono venuto qui giusto per prendere un pas-
ticcio che mi rimetta a posto lo stomaco, lo sento
proprio in subbuglio.
Ah, sei proprio come me, ragazzo, disse un
altro pi anziano, ho uno stomaco delicato e la
minima esagerazione mi fa male. Gi solo lidea mi
fa star male.
Davvero? S e mia moglie, lei....
Oh! Al diavolo vostra moglie. Mancano solo
cinque minuti alle nove, non vedete? C gi coda,
affrettiamoci. Signora Lovett, nostra principessa,
spero che abbiate ordinato un sufficiente numero di
pasticci. Avete visto quanti clienti ci sono.
Non preoccupatevi! Ce ne saranno per tutti.
Bene... non spingete cos, forza, ce n per
tutti, non spingete in quel modo... ho le costole....
Anche io. Laltra notte sono andato a letto tutto
rotto e la mia vecchia in certe condizioni... e non
le piace niente tranne i pasticci di vitello della si-
gnora Lovett, cos ho fatto tutta la strada da Nwe-
ington a qui per prenderne uno.
Non saltate la fila! E non spingete!.
Mio figlio va matto per questi pasticci....
Indietro, ho detto... non spingete, a che
serve?.
Ogni momento si aggiungevano nuovi clienti
alla folla e se fosse giunto uno straniero che non
sapeva niente delle attrazioni del negozio di pas-
ticci della Signora Lovett si sarebbe meravigliato
della folla di persone ammassata l... una folla in
continuo aumento. Sempre pi insistente e chias-
sosa.

Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto,


nove! S, alla fine arrivarono le nove. Battute
dallorologio della vecchia chiesa di St Dunstan,
con i suoi colpi che riecheggiavano fino al negozio
di pasticci. Che grande eccitazione cera per ac-
caparrarsi un manicaretto! La signora Lovett, fece
scendere la piattaforma quadrata mobile fino in
cantina e il rudimentale macchinario port su un
centinaio di pasticci in un vassoio. Questi vennero
diligentemente distribuiti alle persone che avevano
pagato in anticipo, che li portarono via con una
straordinaria acquolina in bocca.
La piattaforma and gi per i successivi cento
pasticci e un uomo gentile intervenne dicendo:
Fatemi maneggiare la manovella, signora Lovett,
vi prego; troppo pesante per voi, ne sono sicuro.
Signore, siete molto gentile, ma non faccio
passare mai nessuno da questa parte del bancone
tranne che i miei dipendenti, posso girare la man-
ovella da sola, con laiuto di questa ragazza.
Mantenete le distanze. Non serve il vostro aiuto.
I giovani impiegati ridevano mentre si lec-
cavano i baffi e succhiavano la deliziosa salsa dei
pasticci, questa volta anche pi buona del solito. La
signora Lovett maneggiava la manovella della mac-
china ancora pi vigorosamente, arrabbiata con lo
sconosciuto invadente. Che insolito problema sem-
brava essere tirare su quei cento pasticci pronti!
Come faticava e come aspettavano le persone! Ma
alla fine lo squisito vassoio arriv su e finalmente
apparvero le parti superiori dei pasticci.
Arrivarono adagiati su un largo vassoio quad-
rato di circa sei piedi e, nel momento in cui la si-
gnora Lovett cess di girare la manovella e sistem
il gancio per impedire che la piattaforma tornasse
indietro, i pasticci, il vassoio e il resto volarono at-
traverso il bancone con grande stupore e terrore di
tutti: un uomo, accucciato sotto i pasticci sistemati
sulla piattaforma, si alz in piedi.
La signora Lovett url e poi rimase immobile
tremante e pallida come se avesse visto la morte. Il
cuoco condannato in cantina aveva trovato il modo
per scappare.
La folla di persone nel negozio lo guardava
pietrificata e dopo lurlo della signora Lovett, ci
fu un silenzio terribile per circa un minuto. Poi il
giovane cuoco parl.
Signore e signori, ho paura che quello che dir
vi roviner lappetito, ma la verit sconvolgente:
ho scoperto che i pasticci della signora Lovett sono
fatti di carne umana!.

La folla di persone indietreggi con un urlo di


sofferenza e spavento! Tutti i numerosi avventori si
misero a vomitare le porzioni appiccicose e gelatin-
ose dei ricchi pasticci che avevano appena divorato.
Buon Dio! Al diavolo i pasticci!.
falso!, url la signora Lovett.
Siete in arresto, signora, disse luomo che si
era cortesemente offerto di girare la manovella che
portava su i pasticci, esibendo alcuni fogli.
In arresto!.
S, complice di aver aiutato e favoreggiato
Sweeney Todd, ora in custodia, nel commettere
svariati omicidi.
La signora Lovett barcoll indietro e la sua
carnagione divent livida.
Sono stata avvelenata, disse, Dio, Dio!
Sono stata avvelenata, e cadde priva di sensi sul
pavimento.
Ci fu un po di confusione poich molte persone
volevano entrare a tutti i costi. Si trattava di sir
Richard Blunt, del colonnello Jeffery, di Johanna
Oakley e di Tobias Ragg che, scappato dal man-
icomio a Peckham Rye, era andato direttamente da
un gentiluomo nel Temple, che laveva portato dal
magistrato.
Signorina Oakley, disse sir Richard, non
volevate venire, ma vi ho detto che cera un motivo
particolare per essere qui. Questa notte, circa
mezzora fa, ho fatto una conoscenza che vorrei
presentarvi.
Di chi si tratta? Vedete, c un collegamento
sotterraneo tra lo scantinato di Sweeney Todd e
quello dei forni del negozio di pasticci. Cos ho
scoperto chi il cuoco della signora Lovett e con
lui ho organizzato una piccola sorpresa per la sua
padrona. Guardatelo, signorina Oakley, lo ricono-
scete? Guardate il signor cuoco.
Mark... Mark Ingestrie!, url Johanna, nel
momento in cui osserv bene il cuoco.
Johanna!.
In un momento fu tra le sue braccia e lo strinse
al cuore.
Oh, Mark, Mark, non sei morto!. No, no
certo che no. E tu Johanna, non ti sei innamorata del
giovane, con un vestito militare, che hai incontrato
al Temple? No, non lo sono mai stata.
Quando la signora Lovett fu raccolta dai pol-
iziotti era gi morta. Il veleno che Sweeney Todd
aveva messo nel brandy con cui era abituata a
stordirsi, quando la sua coscienza le provocava ter-
ribili rimorsi e che beveva sempre un po prima
dellinfornata della sera, aveva fatto effetto.
Quella notte Todd la pass a Newgate e a tempo
debito un cadavere inanimato fu tutto ci che ri-
mase del barbiere di Fleet Street. La casa del signor
Fogg, a Peckham Rye, fu smantellata e quel gen-
tiluomo fu convinto a emigrare: il governo si ac-
coll gentilmente tutte le spese. Tobias entr in ser-
vizio da Mark Ingestrie e, al matrimonio di Mark
con la sua sposa, il Big Ben, lorologio della Torre
di Londra, fece alcuni numeri straordinari che
spazio e opportunit non ci permetteranno di rac-
contare in questa pagine.
I giovani che visitavano il negozio di pasticci
della signora Lovett e che lodavano quelle ghiot-
tonerie, non sono pi giovani. Infatti, la tomba si
chiusa sopra tutti tranne uno che ora molto,
molto vecchio, ma persino adesso, quando pensa
a come un tempo avesse gradito il sapore del vi-
tello, trema tutto e deve prendere un goccio di
brandy.
Della cripta della chiesa di St Dunstan, dove
erano state trovate le teste e le ossa delle vittime di
Todd, poco fu detto dalle autorit; ma si suppone
che centinaia di persone siano morte nel terribile
modo che abbiamo descritto dettagliatamente.

La nostra storia finita e lunico mistero che


deve essere spiegato consiste nel precisare chi era
Thornhill, e che ne stato di lui.
Thornhill era semplicemente se stesso, lamico
di Mark Ingestrie, a cui era stata affidata, da Mark,
la custodia del filo di perle; purtroppo per lui cadde
vittima della terribile criminosit di Sweeney Todd
che, insieme alla signora Lovett, derubava i clienti
assassinati, mentre lei li vendeva sotto forma di
pasticci.
Mark Ingestrie, dopo molti pericoli e pene,
aveva raggiunto Londra e sfortunatamente aveva
visto Johanna ai giardini del Temple, in una delle
sue innocenti escursioni con il colonnello Jeffrey.
Quindi, fraintendendo quella passeggiata e
pensando che la giovane si fosse dimenticata di lui,
in un momento di disperazione aveva accettato il
dannato posto di cuoco nel lugubremente famoso
negozio di pasticci della signora Lovett, da dove era
scampato per poco al suo triste destino.

Johanna e Mark vissero insieme felici e con-


tenti, godendosi tutte le gioie della loro vita in
comune, ma non dimenticarono mai la terribile
storia del famigerato filo di perle.
Note

1.
Il negozio di Todd naturalmente frutto di fantasia
sebbene pi di uno scrittore abbia insistito sulla sua reale es-
istenza e la sua posizione non indicata con precisione.
Poich il Colonnello e il Capitano lasciano il negozio e gir-
ano a sinistra per la City, possiamo essere sicuri che si trovi
sul lato nord della strada, e pi precisamente dovrebbe rim-
anere tra St Dunstan e Bell Yard. Chancery Lane, che delim-
ita il lato ovest di Fleet Street, nel mezzo.

2.
Il nome Sweeney stato spesso fatto derivare da Sawney,
nome del cannibale scozzese Sawney Beane realmente vis-
suto (la cui storia stata poi molto romanzata). unipotesi
possibile, ma ancora pi probabile sembra la provenienza
dalla parola irlandese suimhneach, pronunciata come
sweenyakh, il cui significato corrisponde a quello della
descrizione di Todd come di un tipo alto, ciondolante, mal
sagomato. Todd, naturalmente, significa volpe.
3.
Il Temple, pittoresco quartiere di piccole stradine, nel
XII e XIII secolo era la sede dellOrdine dei Cavalieri tem-
plari. Nel 1312, dopo lo scioglimento dellOrdine, larea
divenne di propriet della corona britannica, poi pass
allOrdine di San Giovanni, e infine, sempre nel XIV
secolo, pass in mano a un gruppo di giuristi. Da allora il
quartiere degli avvocati, che trovano comoda la sua vicin-
anza con le Royal Courts of Justice e con le grandi scuole
di avvocatura del Middle e Inner Temple.

4.
Lord Frederick North (1732-1739) fu primo ministro dal
1770 al 1782, e fu uno dei maggiori sostenitori di Giorgio
III (1760-1820). La battuta sottintende che il poco brillante
Giorgio anche in questa occasione ha dovuto appoggiarsi a
North.

5.
Se ci troviamo nel giorno di mercoled 20 agosto 1785,
allora la storia comincia poco prima delle 6.45 la sera di
marted 19 agosto: una datazione molto precisa. Nel 1785,
comunque, il 20 di agosto cadde di domenica.

6.
Un membro della guardia locale. Leroe di Cowper, John
Gilpin, era un capitano della milizia cittadina.
7.
She walks the waters like a thing of life, / and seems to
dare the elements to strife. (Byron, The Corsair, Canto I,
Stanza 3).

8.
Thomas Prest mor il 5 giugno 1859 al 9 di George
Street, Thornhill Bridge, Islington. possibile che sia solo
una coincidenza, ma vale la pena di notarla.

9.
The course of true love never yet ran smooth. (William
Shakespeare, A Midsummer Nights Dream, I, I).

10.
Fiaccheraio: in dialetto toscano il conducente di una
vettura pubblica a cavalli. Nelloriginale Sweeney Todd si
rivolge alluomo usando la parola Jarvey, un dialettismo
di origine irlandese.

11.
Una James, o jemmy, una testa di pecora nello slang
cockney, tipico dellEast End londinese.

12.
Braintree una localit nellEssex, allepoca la regione
agricola per eccellenza e patria degli zotici. Nelloriginale
i dialoghi sono riportati nella parlata della zona.
Appendici
Un ritratto di Sweeney Todd diffuso allepoca
del processo al diabolico barbiere di Fleet
Street.
La vera leggenda di
Sweeney Todd.
Postfazione di Cristiano
Armati
La bocca grande come un forno, le mani enormi
come quelle di una scimmia e soprattutto, ribelle al
suo stesso mestiere, la capigliatura talmente folta da
farlo sembrare pi simile a un cespuglio che a una
persona umana. Questi, ridotti allessenziale, sono
gli attributi fisici che gli (almeno parzialmente) an-
onimi estensori di The String of Pearls or A Sailors
Gift, ora tradotto per la prima volta in italiano con il
titolo di Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet
Street, hanno pensato di consegnare allimmaginario
collettivo dei secoli a venire. Ledizione di questo
classico della letteratura gotica del 1850 ma, prima
di allora, il barbiere pi famoso di Londra aveva gi
mezzo secolo di tradizione iconografica alle spalle.
Risalendo la corrente delle immagini di Sweeney
Todd, il volto dellassassino cambia pi veloce-
mente del famoso fiume di Zenone: sgraziato ed eb-
ete in una stampa diffusa alla fine del Settecento in
concomitanza del processo al primo mass murder
della storia moderna, si trasforma presto in una fac-
cia tozza, da abitante dei borghi putridi, in un rit-
ratto di qualche decennio posteriore. Dopo la prima
met del XIX secolo, come abbiamo visto, il bar-
biere demoniaco oltrepassa la barriera dei luoghi
comuni per diventare un mostro vero e proprio, nel
fisico e nello spirito, mentre, arrivando nel secolo
che ci pi prossimo, dopo aver calcato i pal-
coscenici dei teatri e animato romanzi, opere melo-
drammatiche e fumetti, Sweeney Todd si ingentil-
isce, trovando ospitalit a Hollywood grazie al fiuto
di un regista come Tim Burton e al volto di un sex
symbol come Johnny Depp.
Il barbiere di Fleet Street continua a uccidere,
questo vero. Ma, alla voce movente, un pi
accettabile desiderio di vendetta sembra sostituirsi
alla volgare sete di denaro mentre, per quanto ri-
guarda il rapporto con la signora Lovett, sua fami-
gerata complice, l dove non si vedeva altro che
unirriducibile attrazione fisica, sbocciato un
amore romantico pi forte persino di quello che, nel
libro del 1850, non altro che un perverso rapporto
di affari.
Per cercare di spiegare le ragioni di queste in-
credibili trasformazioni, invocare la realt di un
tempo che passa e che cambia le cose e le persone
non basta. Pi utile, casomai, cominciare a farsi
delle domande, cominciando dalla pi decisiva di
tutte: chi era veramente Sweeney Todd?

Stando alle ricerche del giornalista inglese Peter


Haining, autore del prezioso Sweeney Todd. The
Real Story of the Demon Barber of Fleet Street
(1993), il piccolo Sweeney vede la luce in un
misero stabile di Brick Lane, a Londra, il 26 ottobre
del 1756. Figlio di un tessitore di seta quasi sempre
disoccupato ma perennemente ubriaco di gin e di
una donna di fatica che ama alzare il gomito tanto
quanto il marito, Sweeney Todd non ancora ad-
olescente ma gi sembra saltato fuori da una pagina
de La situazione della classe operaia in Inghilterra
di Friedrich Engels (1844); un saggio drammatico
in cui lamico di Karl Marx parla della condizione
dei lavoratori britannici sottopagati e sottoccupati
e, senza mezzi termini, afferma: La razza umana
che vive in questi cottages cadenti, dietro le finestre
rappezzate con la carta oleata, dietro le porte scon-
nesse e gli infissi fradici, o addirittura nelle umide
cantine, in mezzo a questa sporcizia senza fine e a
questo puzzo, in questa atmosfera che pare voluta-
mente chiusa, questa razza umana deve appartenere
realmente al pi basso gradino dellumanit.
La sorte del giovane Sweeney si compie nel
terribile inverno del 1768. Le cronache del tempo
parlano di un Tamigi completamente ghiacciato, di
prezzi del carbone assolutamente proibitivi e di or-
de di contadini spiantati piombati nella futura met-
ropoli alla ricerca di uno straccio di lavoro ma
costretti spesso a trasformarsi in cadaveri di uomini
assiderati, spazzati via dalle strade come sporcizia.
Tra di loro, molto probabilmente, anche i genitori
di Sweeney Todd, scomparsi dalla vita del figlio
proprio in quellanno: vittime di un capitalismo ap-
pena nato ma gi in grado di dispiegare tutto il suo
enorme potere distruttivo.
Disgraziato tra i disgraziati, Sweeney tira avanti
rifugiandosi nella bottega di John Crook, un arti-
giano specializzato nella fabbricazione di coltelli,
rasoi e altri aggeggi meccanici pi o meno com-
plicati. Il ruolo del ragazzo, almeno ufficialmente,
quello di garzone. Ma notando incidentalmente
come proprio qui Sweeney Todd dovette appren-
dere quella familiarit con le lame che lo avrebbe
reso celebre in futuro, opportuno sottolineare
come un simile ruolo, nella Londra della seconda
met del XVIII secolo, fosse pi simile a quello di
uno schiavo che a quello di un operaio. Dipendente
dal suo datore di lavoro non solo per il cibo, il tetto
o i vestiti ma anche per lesercizio dei diritti pi ele-
mentari, Sweeney Todd, nel 1770, viene accusato di
aver commesso un piccolo furto, ed essendo la sua
parola lunico mezzo di difesa contro gli strali del
padrone, si ritrova a varcare i cancelli del carcere
di Newgate ad appena quattordici anni, obbligato a
scontare una condanna a cinque anni di reclusione.
La durezza della sentenza, rapportata agli usi
del momento, meno aspra di quanto possa sem-
brare. Il carcere vittoriano, alla resa dei conti, viene
concepito come uno strumento utile a togliere dalla
strada la forza-lavoro in eccesso, non certo come
un mezzo per restituire alla societ civile individui
pronti a rientrarvi al termine di un percorso riedu-
cativo di qualche tipo. Come se non bastasse, grazie
al cosiddetto Bloody Code, per essere condannati
allimpiccagione sufficiente rubare merce per un
valore superiore ai venticinque scellini o essere sor-
presi a contraffare del denaro. Let, in questo caso,
non viene certamente considerata unattenuante,
visto che anche bambini di appena dieci anni pos-
sono tranquillamente finire sulla forca.
I colpevoli che riescono a sfuggire al boia
vengono decimati dalle malattie infettive che un
luogo come Newgate dispensa ai suoi ospiti con
estrema generosit. I reclusi, daltronde, sono
costretti ad accalcarsi come bestie in camerate an-
guste e freddissime e a nutrirsi di un rancio che
solo con molta fantasia possibile definire com-
mestibile. Per tirare avanti, non c altra soluzione
che precipitare in un vortice dove la corruzione dei
secondini la regola e dove la legge del pi forte
fa la differenza tra un altro giorno strappato alle
sbarre dellorrida prigione e la morte violenta. Pre-
cipitato in un simile inferno, Sweeney Todd pu
ringraziare la sua precedente esperienza di appren-
dista coltellinaio se, a prenderlo sotto la sua ala
protettrice, un uomo che nel carcere di Newgate
riveste un ruolo importante e particolare. Il mentore
di Sweeney, infatti, si arrangia offrendo ai detenuti
e ai secondini le sue competenze da barbiere. Com-
petenze che, dato il tempo e il luogo, comprendono
anche la cavatura dei denti, la sistemazione delle
ossa, la suppurazione delle ferite e, pi in generale,
qualsiasi altra abilit che oggi si attribuirebbe a un
medico-chirurgo.
Con un simile maestro, un certo signor Plum-
mer, a Sweeney Todd non resta che guardare, im-
parare e, soprattutto, sopravvivere. Tutte cose che
al ragazzo riescono benissimo considerando che,
recuperata la libert, Sweeney si ritrova a calcare le
vie di Londra vivo e vegeto e, cosa importantissima
ai fini della sua storia, non pi semplice soap boy
ma, addirittura, barbiere rifinito.
Con una professione tra le mani, Sweeney Todd
non deve far altro che mettere i suoi servizi a dis-
posizione di tutti coloro che desiderano farsi la bar-
ba, i capelli o che, in alternativa, hanno bisogno di
alleviare il proprio mal di denti. Privo del capitale
necessario per avviare un negozio vero e proprio,
lex galeotto sceglie di esercitare il suo mestiere
direttamente sulla strada e di andare a ingrossare le
fila dei numerosissimi flying barber pronti a usare
forbici e rasoio a favore di clienti senza soldi in
tasca. In questo periodo, chi ha voglia di farsi fare
la barba sa che pu trovare Sweeney Todd dalle
parti di Hyde Park. Che il giovane barbiere non
si limitasse semplicemente a intervenire sulla pe-
luria dei clienti, invece, sarebbe stato scoperto solt-
anto diversi anni dopo, quando laggettivo diabol-
ico avrebbe finito con laccompagnare la qualifica
professionale di Sweeney al pari del suo nome e
del suo cognome. Gi nel 1784, infatti, la stampa
londinese d notizia di un gentiluomo trovato con
la gola aperta da un orecchio allaltro proprio nella
zona di Hyde Park: un barbaro omicidio dovuto non
si sa bene se alla gelosia la vittima avrebbe de-
cantato lars amandi di una donna legata sentiment-
almente a Sweeney Todd oppure a una rapina.
Quello che certo che Sweeney riesce a sfuggire
a ogni imputazione e che, gi nel 1785, smette di
fare il barbiere volante per aprire una bottega in
piena regola al civico 186 di Fleet Street.

Ancora qualche decennio fa, Fleet Street era


nota ai giornalisti di mezzo mondo con il nome di
Ink Street visto che da quelle parti avevano eletto
il proprio domicilio testate come il Daily Tele-
graph, lObserver, il Daily Mail, il News
of the World e il Sun. Nel 1785, per, la sua
attrazione principale rappresentata, oltre che
dallorologio della chiesa di St Dunstan e da un
certo numero di taverne malfamate, dallarco di
Temple Bar, sormontato da picche di ferro sulle
quali, in un recente passato, avevano fatto bella
mostra di s le teste di alcuni nemici della patria
condannati alla decapitazione. Allombra di Temple
Bar, Sweeney Todd erige la sua insegna: un bel
cilindro rosso avvolto da una spirale bianca e una
vetrina sormontata dalla classica scritta Easy
shaving for a penny - As good as you will find any;
come dire: Un penny per una rasatura veloce e a
regola darte.
In quegli anni, chi si fosse addentrato nella bot-
tega di Sweeney Todd per approfittare dellofferta
del barbiere si sarebbe imbattuto in un antro piut-
tosto tetro in cui spiccava la boccia usata per custo-
dire i denti marci cavati agli avventori, il camino su
cui bollire lacqua destinata alla rasatura, la rastrel-
liera su cui pendevano i ferri del mestiere e, soprat-
tutto, una massiccia sedia di legno, curiosamente
disposta al centro della sala.
Su questo marchingegno, Sweeney Todd
doveva aver riversato tutta labilit accumulata
negli anni spesi al servizio di John Crook. Un mec-
canismo segreto, infatti, consentiva al barbiere di
reclinare violentemente la sedia che, girando su se
stessa, precipitava le sue vittime contro il pavi-
mento dello scantinato, causando ai malcapitati la
rottura dellosso del collo. Se qualcosa
nellesecuzione andava storto, sarebbe arrivato
Sweeney Todd con il suo rasoio a sistemare la ques-
tione, a imporre il silenzio sulla lugubre realt della
sua bottega e a incassare il denaro, i vestiti e qualsi-
asi altro oggetto prezioso posseduto dai clienti al
momento di entrare nel negozio. Probabilmente il
modus operandi del killer consisteva nellattaccare
bottone con i clienti, approfittando di quella par-
lantina confidenziale tipica dei barbieri. Facendo
leva sulla vanit degli avventori, Sweeney, memore
delle sue origini sottoproletarie, doveva essere par-
ticolarmente abile nellintravedere dietro le persone
i segni di un eventuale benessere e veloce nello sti-
mare il valore degli oggetti posseduti da chi entrava
nel suo negozio. Dopo un rapido inventario men-
tale, Sweeney decideva se accontentarsi del penny
della rasatura o se prendersi la vita dellospite di
turno; in questo caso, con una scusa qualsiasi, il
barbiere non doveva far altro che voltarsi e azionare
il fatale meccanismo collegato alla sedia.
Difficile contare il numero esatto delle vittime
di Sweeney Todd. Alcuni studiosi, basandosi sui
differenti capi dabbigliamento rinvenuti nella casa
dellomicida, arrivano ad attribuire ben centosess-
anta morti alla furia omicida del barbiere: un nu-
mero che, senza ombra di dubbio, poneva
allassassino lo scomodo problema
delloccultamento di un ingente numero di corpi.
Inizialmente, i cunicoli che dallo scantinato di
Sweeney Todd si dipanavano sotto la superficie di
tutto il quartiere, disperdendosi in un dedalo di an-
fratti sotterranei e percorsi segreti, potevano bastare
a contenere i segni dellabominio. I sotterranei della
chiesa di St Dunstan, in modo particolare, gi
utilizzati per dare degna sepoltura a personaggi di
alto lignaggio, sembravano fatti apposti per nas-
condere in mezzo a scheletri di persone decedute
per cause naturali i cadaveri degli uomini uccisi
dal barbiere. Presto, per, persino i sotterranei della
zona dovettero diventare troppo piccoli per
Sweeney Todd, costringendo lassassino a invent-
are un ruolo di assoluto primo piano per la signora
Lovett, complice e molto probabilmente amante del
diabolico barbiere di Fleet Street.

Non differentemente da quanto accadde a


Sweeney Todd, le descrizioni della signora Mar-
gery (o secondo alcuni Sarah) Lovett parlano di lei
o come di una donna vecchia e decrepita o, al con-
trario, come di una bella e spietata cacciatrice di
uomini. Tutti sono concordi nel decantare il suo
amore per il denaro e qualcuno si azzarda a ipotiz-
zare una sua insana passione per gli uomini violenti
e le pratiche sessuali basate su un precario equilib-
rio tra piacere e dolore. Certamente Margery Lovett
era la giovanissima vedova di un fornaio, partic-
olarmente abile nel dosare gli ingredienti base del
prelibato piatto servito nel suo negozio di Bell Yard
(una strada adiacente a Fleet Street): la meat pie; un
pasticcio di carne avvolto in soffice pastafrolla per
cui la signora Lovett era celebre in tutto il circond-
ario.
Sul come e sul perch Margery incontr
Sweeney non ci sono grandi certezze. Forse la for-
naia riusc a scoprire il sottopassaggio che da Bell
Yard portava direttamente al 186 di Fleet Street
venendo cooptata, con le minacce o grazie al den-
aro, nelle attivit del suo sinistro vicino di bottega.
O magari il merito della scoperta fu dello stesso
Sweeney Todd, che poi utilizz le maniere forti o
le armi della seduzione per convincere la signora
a partecipare ai suoi omicidi. possibile, inoltre,
che il barbiere fosse diventato talmente ricco da ac-
quistare i locali in cui Margery esercitava il suo
mestiere ma ci sono pochi dubbi sul fatto che una
meat pie sia il luogo migliore in cui far sparire,
pezzo dopo pezzo, un corpo umano derubato da
qualsiasi cosa capace di tramutarsi in moneta son-
ante! Raggiunto un accordo, la fornaia e il barbiere
si divisero i compiti: al primo toccava smembrare le
persone assassinate, alla seconda dosare sapiente-
mente la carne grassa e quella magra per raggi-
ungere quel delicato equilibrio che alla base di
una meat pie degna di questo nome...
Certi raccapriccianti resoconti di persone che,
in situazioni estreme, sono state costrette a cibarsi
di carne umana riferiscono di un sapore assoluta-
mente disgustoso: un acre sentore dolciastro capace
di indurre al vomito anche il pi allucinato degli af-
famati. Alcune trasposizioni letterarie dedicate alla
scoperta dei misfatti di Sweeney Todd si sof-
fermano su clienti che, addentando un pasticcio di
carne preparato dalla signora Lovett, si imbattono
nella macabra scoperta di un anello o di un pezzo
di cuoio capelluto... eppure non fu a causa di certi
cattivi sapori se il barbiere di Fleet Street venne
scoperto e il suo sodalizio con la fornaia di Bell
Yard spezzato per sempre.
Dove il palato degli uomini non riusc a dis-
tinguere la carne dei loro simili, opportunamente
speziata, da quella di manzo o di maiale, ci
pensarono alcune circostanze storiche e un certo
numero di indizi concomitanti a porre fine alla
lucrosa carriera di Sweeney Todd. Vittima dopo vit-
tima, infatti, le voci di persone viste entrare nella
bottega del barbiere di Fleet Street e poi scomparse
cominciarono a diffondersi per Londra. Visitato an-
onimamente da amici e parenti degli individui spar-
iti dalla circolazione, Sweeney ebbe la debolezza di
farsi scoprire ora con un paio di scarpe, ora con una
camicia in tutto e per tutto simili a quelle indossate
dai defunti. Le voci, insomma, si tramutarono in
prove precise, pane per i denti dei Bow Street Run-
ner, gli antenati della moderna polizia, un corpo
semi-volontario fondato soltanto nel 1749 dal ma-
gistrato Thomas de Veil nel tentativo di porre un
freno alla dilagante criminalit cittadina investig-
ando almeno sui delitti pi efferati. Fino a quel mo-
mento, il Regno Unito aveva rifiutato lidea di un
corpo di polizia considerando una simile eventual-
it come un intollerabile oltraggio alla libert per-
sonale e, ancora sul finire del secolo, i Bow Street
Runner potevano contare a malapena su otto com-
missariati, uno dei quali, situato in Craven Road,
pronto a raccogliere le testimonianze sul terribile
odore che aleggiava intorno alla chiesa di St Dun-
stans e sugli equivoci vestiti indossati da un fin
troppo ricco barbiere di Fleet Street. Al magistrato
Richard Blunt, a questo punto, non rest altro da
fare che mandare i suoi uomini in borghese, visto
che le uniformi non erano state ancora adottate
direttamente nella bottega di Sweeney Todd dove,
con la scusa di una rasatura, si cominciarono a veri-
ficare le accuse mosse contro il barbiere e dove il
rinvenimento di alcuni resti umani svel il cammin-
amento sotterraneo che collegava la bottega di Fleet
Street al forno di Bell Yard. Sweeney Todd e la sua
complice avevano le ore contate.

Una notizia un po originale non ha bisogno


di alcun giornale, come una freccia dallarco scocca
vola veloce di bocca in bocca: che si tratti del
provvedimento di espulsione che colp la Bocca di
rosa cantata da Fabrizio De Andr o dellarresto
di Sweeney Todd e della sua complice, la sostanza
non cambia. Quando, nellottobre del 1801, i due
criminali finiscono in una cella di Newgate, una
folla minacciosa segue la traduzione minacciando
giustizia sommaria e devastazioni.
Anche dietro le sbarre, il mistero che aleggia
su tutta la vicenda continua a infittirsi. Dopo essere
stata sottoposta a un estenuante interrogatorio, Mar-
gery Lovett crolla e rende una piena e dettagliata
confessione aggravando in modo particolare la pos-
izione di Sweeney Todd e augurandogli la pi sev-
era delle punizioni. La signora Lovett, da parte sua,
non avrebbe mai subto lonta di ritrovarsi di fronte
a un tribunale nella gabbia riservata agli imputati.
Probabilmente essendo entrata in carcere da
donna ricca riusc a corrompere una guardia e a
ottenere una fiala di qualche potente veleno, fatto
sta che venne ritrovata morta di buon mattino,
molto prima dellinizio di un processo talmente at-
teso da essere salutato come il processo del secolo
e da mettere in ombra persino quellatmosfera di
festa che in circostanze normali avrebbe caratter-
izzato limminente arrivo del Natale.
A fronteggiare la giuria, Sweeney Todd si ritro-
v solo. Tra le prove esaminate dai giurati, oltre a
qualche osso umano in cui sarebbe stato possibile
rinvenire alcune caratteristiche morfologiche di
persone scomparse, anche la storia di un ricco mer-
cante, sparito insieme a una preziosa collana di
perle, regalo di nozze per una fidanzata che non
sarebbe mai diventata sposa. Questo spunto, rielab-
orato, ritorner nelledizione del 1850 di Sweeney
Todd, il demoniaco barbiere di Fleet Street da cui
siamo partiti per ricostruire le vicende di questo
assassino londinese. Vicende che si chiudono con
uninevitabile condanna a morte, eseguita mediante
impiccagione il 25 gennaio del 1802. Nessuna delle
migliaia di persone assiepate nei cortili di Newgate
alle otto del mattino di quel giorno, osservando
la corda saponata serrarsi intorno al collo
dellassassino, poteva pensare che quella morte,
reale, non era che linizio di unaltra vita, meta-
forica senzaltro ma, proprio per questo, particol-
armente ricca di significati. La vera leggenda di
Sweeney Todd, alla resa dei conti, comincia proprio
in questo momento, con le notizie che, con la con-
sueta prosa scarna ma avida di particolari lugubri,
riempiono le pagine di una delle iniziative editoriali
pi popolari della storia delleditoria britannica. Si
tratta del famoso The Newgate Calendar or Male-
factors Bloody Register, un foglio venduto a un
penny lo stesso prezzo di una rasatura da
Sweeney Todd che pu essere considerato il padre
di tutti i libri che arrivarono a fare della cronaca
nera un vero e proprio genere letterario.

Secondo una celebre e anticonformista defin-


izione di Mark Twain un classico un libro che
tutti vogliono leggere ma che nessuno ha letto.
Trasportando laforisma di Twain sul fronte
dellautorialit, per, si potrebbe dire che, a essere
classico, un libro che tanti avrebbero potuto
scrivere ma che nessuno sa da chi sia stato scritto.
Questa, almeno, la frase che fotografa la sorte ed-
itoriale di Sweeney Todd (e non sembri sacrilego
accostare il demoniaco barbiere di Fleet Street
allOmero dellIliade e dellOdissea o persino alla
Bibbia...). Nato per assecondare quello stesso tipo
di lettori (fondamentalmente la working class
inglese, soprattutto i suoi esponenti pi giovani)
che decret il successo di pubblicazioni come il
The Newgate Calendar, Sweeney Todd or The
String of Pearls ha in effetti molti padri ma un solo
padrino: lintraprendente editore Edward Lloyd
(1814-90). Figlio di un contadino rovinato dalla
politica delle enclosures, Lloyd conosce un signi-
ficativo riscatto economico a partire dalla gestione
di un chiosco di giornali, il primo dei punti vendita
da cui comincia a diffondere edizioni grossolana-
mente plagiate di best seller che, per i tipi della sua
casa editrice, prendono titoli tipo Nickelas Nickle-
berry e Oliver Twiss. Al fianco delle opere contraf-
fatte, Lloyd specialmente dopo una nuova legge
sul diritto dautore varata nel 1842 mette in com-
mercio anche lavori originali, in genere sanguinose
storie di pirati, scabrose avventure di vampiri o,
ancora meglio, resoconti ultrarealistici con protag-
onisti fuorilegge in carne e ossa come Sweeney
Todd. Sono i famosissimi Penny Dreadful, libretti
dalla scarsa qualit cartotecnica e dallirrisorio
prezzo di copertina ma dai contenuti decisamente
appassionanti e comunque in grado di allargare le
dimensioni dellimpresa di Lloyd. Abbandonato il
chiosco di giornali, lintraprendente editore si
trasferisce in grandi uffici dove cominciano a grav-
itare autori decisamente particolari: i membri di
quella che, prendendo spunto dallindirizzo della
casa editrice, fin con lessere ribattezzata la Salis-
bury Square School of Fiction una piazza che,
non a caso, si trova proprio dalle parti di Fleet
Street.
Tra i pi autorevoli scrittori pubblicati da
Lloyd, una menzione speciale va a Thomas Peckett
Prest (1810-59), considerato un genio addirittura
lerede di Edgard Allan Poe da un ristretto nu-
mero di ammiratori e un pazzo alcolista da un prob-
abilmente pi grande numero di creditori che lo
bracca senza tregua, costringendolo a continui e
repentini cambi di residenza. Attratto dalle paghe
esigue ma sicure elargite da Lloyd, Prest sforn
una quantit imprecisata di storie popolari, tra cui,
secondo alcuni critici, anche quella che sarebbe an-
data a costituire il nucleo portante di The String of
Pearls. Pubblicato a puntate sul The Peoples Peri-
odical and Family Library nel corso del 1846, il
nucleo originale del romanzo dedicato a Sweeney
Todd comprendeva diciotto capitoli. Lenorme
gradimento dei lettori, per, spinse Lloyd ad allar-
gare enormemente le dimensioni della storia che,
nel 1847, pubblicata con il titolo di The String of
Pearls: a romance, arriv a contare la bellezza di
centosettanta capitoli. Tre anni dopo, grazie a un la-
voro di condensazione, il romanzo si ridusse agli at-
tuali trentanove capitoli e il titolo cambi ancora di-
ventando, appunto, The String of Pearls or A Sail-
ors Gift. Un processo di creazione stratificato di-
etro al quale, oltre alla mano di Prest, gli studiosi
pi attenti hanno creduto di riconoscere anche la
penna di James Malcom Rymer (1815-89), altro
autore di punta della scuderia di Lloyd e, forse,
persino tracce dellopera di E. P. Hingston, uno
scrittore dilettante che finanziava la sua residenza
parigina spedendo storie alleditore di Salisbury
Square. Stando cos le cose, insomma, giusto che
questo classico della letteratura gotica resti anon-
imo finch eventuali nuove scoperte non soprag-
giungano a mettere ordine in questa caotica
situazione.

Risolto grazie alla dicitura anonimo il prob-


lema relativo allautorialit di The String of Pearls,
non resta che sottolineare come tuttaltro che anon-
imo sia stato limpatto che il personaggio del bar-
biere assassino ha avuto nel presente e nel passato.
Dalla carta stampata al teatro, in modo particolare,
il passo di Sweeney Todd fu breve e mentre Lloyd
si arricchiva con le avventure del serial killer, di-
venta difficile anche solo provare a contare le sale
capaci di fare il tutto esaurito grazie al maniaco di
Fleet Street. Due testi, in modo particolare, sono
importanti ai fini della storia di Sweeney: quello
adattato gi nel 1847 da George Dibdin Pitt
(1799-1855), forse con la collaborazione dello
stesso Prest, e quello che, grazie alla musica e alle
parole di Stephen Sondheim e Hugh Wheeler, si
sarebbe aggiudicato ben due Grammy Awards e il
titolo di Miglior musical del 1979. Da questo alles-
timento, Tim Burton ha preso le canzoni che, nel
suo film, sono cantate da Johnny Depp ma anche
il concetto di uno Sweeney Todd deciso a uccidere
per vendetta e non soltanto nel nome dellinteresse
personale. Si tratta di una trasformazione decisiva,
soprattutto se si tiene conto della particolarit di
Sweeney Todd allinterno della letteratura gotica
che, con i suoi stilemi, offr al barbiere di Fleet
Street l'occasione di liberarsi dal suo corpo mortale
e di trasformarsi in una leggenda. Non c dubbio,
infatti, che gli scrittori del periodo vittoriano of-
frirono ai lettori un campionario di mostri tuttora
insuperato. Dal Dracula di Stoker al Mr Hyde di
Stevenson, passando per il Frankenstein di Mary
Shelley, la particolarit di Sweeney Todd che per
la prima volta, a indossare i panni del protagonista,
non c una creatura colpita da unoscura malediz-
ione, avvelenata da una micidiale pozione farma-
ceutica o creata nel laboratorio di uno psicotico ma,
pi semplicemente, un uomo che uccide per assa-
porare il gusto del sangue e godersi il privilegio del
denaro. Pi che quella inscenata da Tim Burton e
Johnny Depp questa , oltre che la vera leggenda,
anche la vera vendetta del barbiere di Fleet Street:
farsi metafora di un capitalismo che, dopo aver
trasformato le persone in merce (o, come usano
dire gli economisti, in forza lavoro), non ha pi
nessunaltra alternativa che quella di divorare se
stesso. Dalle risorse naturali ai patrimoni culturali,
tutto pu essere contabilizzato, prodotto in serie,
commercializzato... e magari fatto a pezzi. Proprio
come faceva Sweeney Todd quando smembrava
con il rasoio i corpi delle vittime e li dava alla si-
gnora Lovett per preparare le sue succulente e insu-
perabili meat pies.

Roma, dicembre 2007

CRISTIANO ARMATI
In alto: la famigerata sedia girevole utilizzata
da Sweeney Todd.
In basso: una stampa depoca in cui Sweeney
Todd smembra una donna dopo averla uccisa.
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Indice

Prefazione alledizione del 1850

1. Uno strano cliente da Sweeney Todd


2. La figlia del fabbricante di occhiali
3. Il cane e il cappello
4. Il negozio di pasticci di Bell Yard
5. Lincontro al Temple
6. Lincontro e il terribile racconto nel
giardino
7. Il barbiere e il gioielliere
8. La casa dei ladri
9. Johanna a casa, e la decisione
10. Il colonnello e il suo amico
11. Lo straniero da Lovett
12. La decisione di Johanna Oakley
13. La conversazione di Johanna con
Arabella Wilmot e il consiglio che ne ebbe
14. La minaccia di Tobias e le sue con-
seguenze
15. Il secondo colloquio tra Johanna e il
colonnello nei giardini del Temple
16. Ennesimo tentativo del barbiere di
vendere il filo di perle
17. Il grande cambiamento dei piani di
Sweeney Todd
18. Le avventure di Tobias durante
lassenza di Sweeney Todd
19. Lo strano odore nella vecchia chiesa
di St Dunstan
20. Come si comport Sweeney Todd
dopo la partenza di Tobias
21. La disavventura di Tobias. Il man-
icomio sulla Peckham Rye
22. La cella del manicomio
23. Il nuovo cuoco della signora Lovett si
stanca della sua situazione
24. La notte al manicomio
25. La storia che il signor Fogg raccont
a Sweeney Todd al manicomio
26. Il colonnello Jeffery fa un altro tent-
ativo per penetrare nel segreto di Sweeney
Todd
27. Tobias tenta di scappare dal man-
icomio
28. Il cortile del manicomio e il nuovo
amico di Tobias
29. Lincontro del colonnello Jeffery con
il magistrato
30. La fuga di Tobias dalledificio del si-
gnor Fogg
31. La fuga di Tobias a Londra
32. Lannuncio sulla vetrina di Sweeney
Todd. Lavventura di Johanna Oakley
33. La scoperta nella cripta di St Dun-
stan
34. Johanna da sola. Il segreto. I sospetti
del signor Todd. La lettera misteriosa
35. Sweeney Todd comincia a mettere in
atto il piano per il suo pensionamento
36. Lultima infornata di deliziosi pas-
ticci
37. Il piano di fuga del cuoco prigioniero
38. Sweeney Todd rasa il cliente
sbagliato. Larresto
39. Conclusione

Note

APPENDICI
La vera leggenda di Sweeney Todd. Post-
fazione di Cristiano Armati
Bibliografia
Filmografia
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