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Ennio Macchi

Politecnico di Milano
Facolt di ingegneria industriale

CESI, 17 novembre 2004

DIPARTIMENTO
ENERGETICA

RELAZIONE INTRODUTTIVA

CORSO DI AGGIORNAMENTO
Ennio Macchi

Interazione tra sistema elettrico


e centrali di produzione energia
Ogni gruppo termoelettrico di potenza superiore a 10 MVA
dovrebbe, in base alla normativa vigente:

a) essere in grado di svolgere un ruolo di riserva primaria, vale a dire essere


2
sempre capace di aumentare, a fronte di una diminuzione della frequenza di rete, la
potenza erogata di almeno 1.5% entro tempi brevissimi e mantenerla per 15
(C:C:???)
b) avere un interruttore di stacco dalla rete per minima frequenza tarato su una
frequenza di 47.5 Hz, con un ritardo di 4 secondi: vale a dire, il gruppo si deve
staccare automaticamente dalla rete solo quando la frequenza scende sotto 47.5 Hz e
rimane sotto tale valore continuativamente per un tempo di 4 secondi (USC???)
c) essere in grado, a seguito del distacco di rete di cui sopra, di avviare
automaticamente la procedura di load rejection, che consiste nel passaggio del
gruppo in isola, con una (repentina) diminuzione di potenza erogata, dal valore a
cui operava prima del distacco al valore corrispondente al consumo degli ausiliari del
gruppo stesso (CC, USC???)
d) mantenere questa condizione di esercizio (funzionamento in isola sui propri
ausiliari) per tempi indefiniti, al fine di consentire al gruppo di effettuare il nuovo
parallelo e la presa di carico nei tempi minori possibili.
Punti trattati
3

Lattuale situazione del parco termoelettrico


Inno ai cicli combinati e alle clean coal
technologies
Lattuale situazione della cogenerazione in Italia
Le prospettive della cogenerazione industriale
Il sogno della microcogenerazione
DATI STORICI PER IL PARCO
TERMOELETTRICO ITALIANO
4

Il parco termoelettrico italiano, obsoleto e


insufficiente, va ammodernato

Il rendimento medio cresce con grande


lentezza (nel 70 era circa il 36%, nel
2003 circa 38%)
5

Rendimento netto=
860/2400=0.358
Rendimento netto=
860/2270=0.379
Dati riferiti agli impianti con sola
produzione di energia elettrica
6

fonte energetica consumo energetico produzione elettrica Ripartizione Rendimento


(netta) (riferita allinput dei elettrico
combustibili) medio annuo
(netto)
TWh/anno TWh/anno % %
carbone 102.411 34.922 24.4 34.10
gas naturale 81.792 33.981 19.5 41.55
(centrali a vapore)

gas naturale 50.168 26.292 12.0 52.41


(cicli combinati)

prodotti petroliferi 144.321 52.414 34.4 36.32


altri 41.060 12.120 9.8 29.52
totale/media 419.751 159.728 100.0 38.05

Fonte: GRTN, anno 2003


Da questi dati si evince che, ancora nello scorso anno:
anno

il rendimento medio netto annuo di conversione del parco 7


termoelettrico italiano era pari al 38,05%, un valore di ben poco
(meno di un punto percentuale) superiore a quello (intorno al
37.3%) che caratterizzava il parco ENEL alla fine degli anni 70
oltre un terzo dellinput energetico complessivo delle centrali
termoelettriche aveva origine da prodotti petroliferi (unanomalia
tutta italiana)
oltre il 60% del totale del gas naturale utilizzato per la
generazione di energia elettrica era destinato in centrali a vapore
convenzionale, con rendimenti netti del 41.5%
solo il 12% del combustibile utilizzato per generare energia
elettrica alimentava cicli combinati
i cicli combinati italiani offrono una prestazione energetica di
tutto rispetto (rendimento netto medio annuale del 52,4%)
DATI GTRN SUL PARCO
TERMOELETTRICO ITALIANO
8

produzione elettrica netta (GWh)

200000

150000 ciclo combinato


cicli a vapore
100000
totale a GN
50000 totale TE

0
2000 2001 2002 2003
anni
DATI GTRN SUL PARCO
TERMOELETTRICO ITALIANO
9

rendimenti elettrici netti (%)

60.00
50.00
ciclo combinato
40.00
cicli a vapore
30.00
totale a GN
20.00
totale TE
10.00
0.00
2000 2001 2002 2003
anni
Perch il rinnovo del parco
termoelettrico italiano procede cos a
rilento? 10

Ci sono molte (troppe!) richieste di


autorizzazione per nuovi impianti
Ci sono pochi cantieri aperti
Uno dei problemi principali:
sindrome NIMBY (nessuno vuole
nuove centrali, anche se molto pi
pulite di quelle che andrebbero a
sostituire e se consentirebbero di
abbattere i costi di generazione)
Lunica novit interessante)

Lavvento (recente) dei cicli combinati ha consentito di 11


elevare il rendimento medio con cui utilizzato il gas
naturale di circa 5 punti percentuali

Nel 2003 i cicli combinati a gas hanno registrato un


rendimento medio del 52.4%

Nel 2003 i cicli combinati hanno prodotto circa il 16,5% del


totale del parco termoelettrico, solo il 38,4% del totale
della produzione termoelettrica alimentata a gas
naturale

In futuro, molti cicli combinati opereranno nella


fascia mid meriit (modulazione del carico,
spegnimenti e riavviamenti frequenti
1200

Motori aeronautici 12
Pratt & Whitney
3rd Gen SC
Temperatura dei materiali, C 1100

PWA 1484

PWA 1480

1000 MM 200 + Hf
MM 247 MM 247 Trend:
IN 100 R 80 4C/ anno
713 U B1900
U-500 SC
900 ALLOYS
DS
X-40 GTD-111
GTD-111
REN 77
Waspaloy
(U 700)
Nimonic 80 A IN 738
General
800 INCO X-750 U 500 Electric
heavy-duty
M 252
N 80 A
S 816
700
1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000
Anno
1600

Trend: 12.5C / anno


1500
13

1400 Pratt & Whitney


motori aeronautici

Temperatura Ingresso Turbina, C


1300
General Electric
1200 heavy-duty

1100 Rolls Royce


motori aeronautici

1000
Siemens
heavy-duty
900

800
MHI
heavy-duty
700

ABB / Alstom
600 heavy-duty

500
1940 1950 1960 1970 1980 1990 2000 2010
Anno
14
Frame G

15

=21 TIT=1430C

~
TFUEL=200C

~
TMAX=600C
16
17
18
19
Frame H

20

~
=23

~
21
NON SONO PREVEDIBILI
GRANDI PROGRESSI FUTURI
22

Unica via per arrivare a 70% di


rendimento: ladozione di celle a
combustibile
Ad oggi, la soluzione impraticabile
(aspetti tecnologici ed economici)
Centrali USC (Ultra-Super-Critiche)
a polverino di carbone: excursus storico

Gli impianti a polverino di carbone, basati 23

sulla tecnologia del ciclo chiuso a vapore,


sono stati la tecnologia dominante nella
generazione di energia elettrica per lintero
secolo scorso.
Dopo un impetuoso progresso tecnologico,
da rendimenti di pochi punti percentuali
allinizio del secolo a rendimenti nominali
intorno al 40% negli anni 50, la tecnologia
ha registrato, in termini di rendimento,
progressi molto modesti.
Gran parte delle Utilities mondiali hanno
adottato nella seconda met del secolo
standard di pressione e temperatura del
vapore vivo conservativi, (167 bar, 538C),
con un solo risurriscaldamento anchesso a
538 C, con rendimenti elettrici netti
generalmente inferiori a 40%.
Centrali USC (Ultra-Super-Critiche)
a polverino di carbone: excursus storico

Ci non toglie che gi alla fine degli anni 50 negli 24


USA si ordinassero alcune centrali classificabili a
tutti gli effetti USC[1] (la prima e pi famosa:
Philo 6, in Ohio, avviata nel 1957, che aveva
condizioni di vapore vivo a ben 310 bar e 610C);
Ancora pi spinte (305 bar, 650C) le condizioni
del vapore della prima centrale USC in Russia, a
Kashira, ordinata negli anni 60.
I risultati di queste centrali avanzate, in termini di
costi di investimento, affidabilit, costi di
manutenzione, non sono stati in generale
esaltanti, causando quel ripiegamento verso
valori pi conservativi sopra ricordato.

[1] Convenzionalmente, si definiscono USC le centrali in


cui la pressione del vapore allingresso in turbina
superiore alla pressione critica (221.2 bar) e la
temperatura superiore di qualche decina di gradi
centigradi rispetto ai valori convenzionali (538C). Per
alcuni autori, alcune decine di gradi significa arrivare a
565 C, per altri a 600 C.
Centrali USC (Ultra-Super-Critiche)
a polverino di carbone: centrali esistenti
25

Fig. 2.1.1 Inventario delle centrali USC installate nel mondo, per numero e potenzialit.
Le ultime due colonne indicano come il mercato nellultimo decennio si sia
maggiormente spostato verso Giappone e Corea, principalmente a scapito degli USA.
Avanzamenti tecnologici in atto
In termini tecnologici, nellultimo decennio si assistito in
campo internazionale a un risveglio della tecnologia su tre
26
fronti, risveglio provocato probabilmente dalla concorrenza
dei cicli combinati e dal desiderio di attrarre verso la
tecnologia USC i nuovi attori sul mercato energetico
mondiale:

Caratteristiche termodinamiche del ciclo a vapore (pressioni


e temperature del vapore pi spinte)
Tecnologie di combustione a basso NOx e linea trattamento
fumi
Miglioramento della prestazioni fluidodinamiche della
turbina a vapore.
pessimista
27

ottimista

Incremento realistico di
rendimento = 4 -7 punti
LE PREVISIONI PIU OTTIMISTICHE
28
LE PREVISIONI PIU OTTIMISTICHE
29
Il parco termoelettrico italiano a carbone

La situazione italiana attuale (ultimi dati ufficiali:30


GRTN, 2003):

si tratta di impianti datati, come dimostrano i dati


relativi al rendimento elettrico lordo e netto
medio, che si attestano attualmente su valori
rispettivamente pari a 37,34% (2303 kcal/kWh)
e 34,10% (2522 kcal/kWh): in altri termini, lo
sviluppo tecnologico in atto non ha riguardato,
almeno in termini di rendimento, le centrali
termoelettriche a carbone italiane.
Ossidi di azoto non molto superiori a quelli di un ciclo
combinato

31
Conclusioni su USC
32

Tecnologia matura
Pochi margini di progresso
Le emissioni specifiche possono essere ridotte a
valori molto bassi (emissioni contenute entro i limiti
2001/80/CE con carboni commerciali (<1% S), con margini di
miglioramento)
Rispetto alla soluzione concorrente (IGCC) oggi
vincente perch:
Minor costo specifico di impianto
Miglior rendimento
Maggiore affidabilit

Difetto principale: alte emissioni di CO2


In Italia: difficolt autorizzative (specie per green field)
Esame delle esperienze
accumulate in impianti IGCC
33

Esperienza con impianti a carbone maturata


su pochi impianti, con risultati variabili ma
comunque con un avvio assai tormentato
Un notevole miglioramento di RAM stato
ottenuto dagli impianti a residui di raffineria
Ancora oggi gli IGCC a carbone non sono
tecnologia matura ma esistono buone
premesse per il loro successo
La superiorit ambientale con combustibili
difficili confermata
Considerazioni conclusive
Potenzialit IGCC: 34

impiego di combustibili molto inquinanti a basso costo


limiti molto severi su emissioni (anche metalli)
notevoli margini di miglioramento con il progresso delle
turbine a gas (costi, rendimento)
superiorit decisiva per cattura di CO2 e/o
produzione di idrogeno su larga scala
Infine, non va trascurato che oggi in Italia lottenimento
del consenso dellopinione pubblica, dei media, delle
autorit politiche fondamentale per il successo di un iter
autorizzativo. Le possibilit di successo di una nuova
iniziativa basata su una centrale a polverino di carbone
sono modeste (). Il carbone non gode certo di buona
fama, e in questo senso la maggior pulizia intrinseca della
soluzione IGCC potrebbe favorire questa tecnologia,
soprattutto se associata a produzione di idrogeno e
sequestro di anidride carbonica
Avanzamenti degli IGCC:
7- cattura CO2
35
Se i programmi di riduzione emissioni di gas serra
con sequestro CO2 verranno spinti con forza, la
soluzione IGCC potrebbe divenire DETERMINANTE
GENERAZIONE DISTRIBUITA

36

MOTORI
TG
Sottostazioni

Utenze
Fuel
MOTORI cell
Commerciali
Motori

BATTERIE
Volani

Utenze
FUEL CELL
Utenti residenziali Turbina a Gas Commerciali

Utenze Industriali
La cogenerazione industriale in Italia
(unica realt con numeri significativi)
37

fotografia della situazione attuale (dati


GRTN 2003)
Meriti/demeriti energetici (dipende dai
riferimenti che si assumono)
Margini di miglioramento (molto
significativi, grazie al gas naturale e alla
tecnologia dei cicli combinati)
COSA INSEGNANO I DATI GRTN 2003? (i)
.tipologie impiantistiche E.E. netta. Calore utile el, net ter tot risparmio risparmio
(38.1%) (52.4%)
38
TWh TWh % % % TWh TWh
cicli combinati 48.5 12.7 42.9 11.2 54.2 28.6 -6.3
motori a C.I. 1.6 1.9 33.0 38.5 71.5 1.4 0.3
Vapore a CS 9.5 14.1 22.9 34.1 57.0 -0.8 -7.6
Vapore a CP 5.0 20.5 16.8 69.0 85.8 6.2 2.6
el,
turbine a gas 4.7 8.7 27.0 49.8 76.8 4.6 1.2
Totale 69.4 57.9 33.6 28.0 61.7 40.3 -9.7
Totale termoelettrico 159.7 0.0 38.1 0.0 38.1 0.0 -114.9

La produzione elettrica in cogenerazione importante (il 43%


di quella termoelettrica non cogenerativa)
La tecnologia pi importante (70%) il CC (con rendimenti
termici molto bassi)
COSA INSEGNANO I DATI GRTN 2003? (ii)
.tipologie impiantistiche E.E. netta. Calore utile el, net ter tot risparmio risparmio
(38.1%) (52.4%)
39
TWh TWh % % % TWh TWh
cicli combinati 48.5 12.7 42.9 11.2 54.2 28.6 -6.3
motori a C.I. 1.6 1.9 33.0 38.5 71.5 1.4 0.3
Vapore a CS 9.5 14.1 22.9 34.1 57.0 -0.8 -7.6
Vapore a CP 5.0 20.5 16.8 69.0 85.8 6.2 2.6
el,
turbine a gas 4.7 8.7 27.0 49.8 76.8 4.6 1.2
Totale 69.4 57.9 33.6 28.0 61.7 40.3 -9.7
Totale termoelettrico 159.7 0.0 38.1 0.0 38.1 0.0 -114.9

Se si confronta con il parco termoelettrico esistente, la


cogenerazione fa risparmiare 40.3 TWh di energia primaria
Si si confronta con i cicli combinati, la cogenerazione
(soprattutto i CC e i cicli CS) non genera alcun risparmio
COSA INSEGNANO I DATI GRTN 2003? (iii)
.tipologie impiantistiche E.E. netta. Calore utile el, net ter tot risparmio risparmio
(38.1%) (52.4%)
40
TWh TWh % % % TWh TWh
cicli combinati 48.5 12.7 42.9 11.2 54.2 28.6 -6.3
motori a C.I. 1.6 1.9 33.0 38.5 71.5 1.4 0.3
Vapore a CS 9.5 14.1 22.9 34.1 57.0 -0.8 -7.6
Vapore a CP 5.0 20.5 16.8 69.0 85.8 6.2 2.6
turbine a gas 4.7 8.7 27.0 49.8 76.8 4.6 1.2
el,
Totale 69.4 57.9 33.6 28.0 61.7 40.3 -9.7
Totale termoelettrico 159.7 0.0 38.1 0.0 38.1 0.0 -114.9

Gran parte del calore cogenerativo (60%) tuttora prodotto con


(vecchi) impianti a vapore, di cui gran parte alimentata a GN o
OC
Questi impianti sono in gran parte destinati allautoproduzione,
non esportano energia alla RTN
Uno scenario di sviluppo interessante

41
repowering totale delle centrali di cogenerazione
esistenti con moderni cicli combinati
Vantaggi:
Realizzazioni brown-field sono pi accettate
(sindrome NIMBY)
Si opera in contesti dove gi esistono centrali
termoelettriche
Si ottengono soluzioni imbattibili da un punto di vista
energetico per il sistema elettrico e da un punto di vista
ambientale (sia locale, sia planetario)
A pari utenza termica:
la Pel aumenta del 300% 42

Il rendimento elettrico
passa dal 28% al 47%
Il rendimento
complessivo passa dal
59% al 68%
Il rendimento
equivalente passa dal
43% al 61%
A pari utenza termica:
la Pel aumenta del 560%(B) 43
o del 720% (C)
il rendimento elettrico passa
dal 15% al 46% (B) o al 42%
(C)
il rendimento complessivo
rimane quasi inalterato (passa
da 87% a 86% (B) o 77% (C)
Il rendimento equivalente
passa dal 75% a 83% (B) o
69% (C)
EFFETTI COMPLESSIVI DELLOPERAZIONE

44

MW TWh/a MW TWh Mton/a


repowering cicli a vapore a contropressione

su impianti alimentati a GN 125 37 12.9 3750 11.91 2.40


su impianti alimentati a
combustibili liquidi 85 37 7.2 2550 6.79 2.00
totale 210 37 20 6300 18.7 4.40
repowering cicli a vapore a condensazione e spillamento

su impianti alimentati a GN 30 76 4.1 1220 4.5 0.91


su impianti alimentati a
combustibili liquidi 54 87 7.2 3050 13.4 4.22
totale 84 83 11 4270 17.9 5.13

totale complessivo 294 50 31 10570 36.6 9.53


EFFETTI COMPLESSIVI DELLOPERAZIONE
MW TWh/a MW TWh Mton/a
repowering cicli a vapore a contropressione

su impianti alimentati a GN 125 37 12.9 3750 11.91 2.40 45


su impianti alimentati a
combustibili liquidi 85 37 7.2 2550 6.79 2.00
totale 210 37 20 6300 18.7 4.40
repowering cicli a vapore a condensazione e spillamento

su impianti alimentati a GN 30 76 4.1 1220 4.5 0.91


su impianti alimentati a
combustibili liquidi 54 87 7.2 3050 13.4 4.22
totale 84 83 11 4270 17.9 5.13

totale complessivo 294 50 31 10570 36.6 9.53

Oltre 10.000 MW disponibili


Grandi risparmi energetici
Grandi riduzioni di emissioni di gas serra (50% di quel che richiesto
allintero comparto elettrico!)
Risanamento ambientale (sostituzione vecchie caldaie con TG a GN
con DLN!)
Gas Engine Specifications

46

Gas engine
(power generating unit)
Power output 1 kW
Heat output 3.25 kW
Electric system 1 phase, 3 wires, 200/100 V, 60 Hz Generator
Electrical efficiency 20% (LHV)
Thermal efficiency 65% (LHV)
Maximum input 5.5 kW
Dimensions (mm) D380 W580 H880 Engine
Mass 81 kg
Noise level 44 dB (A) Oil Tank
Durability 20,000 hours or 10 years
Frequency of periodic 6,000hours
inspections (Approx. 3 years)

GasEnginePackage
Un esempio di modulo con
motore Stirling 47
Un motore Stirling inserito
nella cucina 48
POTENZIALE DELLA MICRO-GENERAZIONE

In Italia si installano oltre un milione di caldaie a gas 49

monofamigliari (ne esistono oltre 13 milioni)


Se si sostituissero con microgeneratori, si installerebbe una
potenza di circa 1-2000 MW/anno
Il rendimento di conversione da GN a EE unitario, se la
modalit di utilizzo termico-segue
Ipotizzando che operino mediamente 2000 h/anno, si
avrebbe un risparmio di:
1.8 TWh/a di energia primaria (18 TWh/a dopo 10 anni)
0.36 Mton CO2/a (3.6 dopo 10 anni)
Problematiche normative,
tariffarie, autorizzative
50

Linsieme degli accumuli termici ed elettrici deve


consentire una gestione intelligente, che svincola
temporalmente domanda e offerta
Problema fondamentale: valorizzazione dellenergia
elettrica ceduta alla rete, che deve agire da accumulo
elettrico
La rete elettrica deve vedere linsieme dei
microcogeneratore come una potenzialit (migliora la
sicurezza, affidabilit, peak shaving). Problema
irrisolto: connessione attiva in BT
Problematiche normative,
tariffarie, autorizzative
51

Tassazione agevolata del gas naturale per


cogenerazione (che ne premi i meriti energetici,
ecologici e strategici, deve competere con la
generazione centralizzata)
Modalit e costi di allacciamento alla rete elettrica
(problema protezioni) standardizzati e non
penalizzanti
Procedure autorizzative snelle e rapide
POTENZIALI SOLUZIONI TECNICHE PER
IMPIANTI PIU GRANDI (> 20 kWel):

Motori alternativi alimentati a gas naturale 52

Microturbine a gas
Celle a combustibile ad alta temperatura (SOFC,
MCFC)
Cicli ibridi (celle a combustibile+microturbina)

APPLICAZIONI PIU PROMETTENTI:


TRIGENERAZIONE
(con cicli inversi a compressione e/o frigoriferi ad
assorbimento)
Le microturbine
Le microturbine sono caratterizzate da:
potenza 30300 kW, rendimento 30% 53
ciclo a gas rigenerativo, turbomacchine compatte
(60.000 100.000 rpm)
materiali metallici avanzati (temp. max 900-950C), non raffreddate
basse emissioni (NOx < 10 ppm)
costi di impianto attualmente prossimi a 600 /kW
Esempio di schemi di impianto
Si possono realizzare impianti nei quali i cogeneratori (es. FC, MTG) vengono
integrati con sistemi frigoriferi/pompe di calore, frigoriferi ad assorbimento,
caldaie integrative. 54

b c d e
MTG MTG
NGB
NGB NGB
EHP ERC /
~ ~ EHP Abs. Chiller

a NGB

Ed, Cd, Hd
Electric grid Electric grid
(EG) (EG)

g f
MTG MTG
NGB NGB
ERC / Abs. Chiller
ERC /
~ EHP ~ EHP
I cicli ibridi
I cicli ibridi sono derivati da cicli a gas come i cicli rigenerativi.
Nello schema considerato pi frequentemente, una cella a combustibile
sostituisce il combustore della turbina a gas, lavorando in condizioni 55
pressurizzate e generando elettricit e gas caldi avviati allespansione.
Schema base ciclo a gas Schema base ciclo
rigenerativo "ibrido"
Gas di scarico Gas di scarico

Rigenera- Rigenera-
tore tore
Catodo
Combustibile Combus- Anodo
tibile
Fuel
Combustore
Cell
~ ~

Aria Aria

Sulla base di microturbine a gas possibile realizzare cicli ibridi con


potenza dellordine delle centinaia di kW e rendimento prossimo al
60%.
Celle a AT: a carbonati fusi (MCFC)
Applicazioni stazionarie 250 kW 3 MW
Tecnologia DFC a reforming interno con uso gas naturale
56
Rendimento 45 50%; cicli integrati con turbine a gas / vapore a rendimento >
60%

Impianti dimostrativi Fuel Cell Energy da 300 kW-1 MW (USA) e AFCo da 125 kW (Italia).