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IL COLORE NERO di Marco Zannnini

In psicologia il nero rappresenta lo


stato psichico anteriore al formarsi del
conscio, uno stato oceanico che
contiene in s tutte le istanze
personali, ma in cui tutto
indifferenziato e confuso dove la
psiche, a questo livello, una totalit
pre conscia. Questo per quanto
riguarda il nero fenomenico, di cui noi
facciamo quotidiana esperienza, ma
esiste un nero primordiale,
onnicomprensivo che archetipo del
principio, espressione della
dimensione totipotente delle origini,
che contiene cio in potenza tutto
quanto verr alla luce e acquister esistenza. Si tratta dunque di un
universo ricco di potenzialit e di energie, dove il nero si fa simbolo delle
forze occulte e smisurate che esso contiene.
Intimamente associato con le tenebre dellignoto, dellinconscio e del
mistero, il nero diventa colore che contraddistingue il segreto, locculto, il
non noto nella sua accezione pi ampia. Quindi, tornando al principio in
cui la mitologia fa nascere dal nero primordiale la luce, e la psicologia
dallinconscio primordiale la coscienza, il nero primordiale la madre
della luce e linconscio quella della coscienza.
A questo concetto di oscurit da cui ha origine la luce, si deve attribuire la
simbologia delle divinit femminili nere, comunemente conosciute come
grande madre o madonne nere.
Il nero ha un carattere femminile perch il femminile che genera, incuba,
partorisce e custodisce, e del femminile possiede entrambi i caratteri:
quello elementare e quello trasformatore. Il carattere elementare tende a
contenere, ad avvolgere e circondare tutto ci che da esso sorge; il
carattere trasformatore spinge invece alla luce, induce alla crescita,
promuove lo sviluppo e stimola la trasformazione. Da qui la visione della
grande madre distruttrice e
divoratrice e la grande madre buona e dispensatrice, che sono i due lati
della natura femminile. Per quando il femminile si manifesta in forme
estreme, il suo carattere contenitore prende le forme della terribile madre
divorante che imprigiona e limita levoluzione, e il suo carattere
trasformatore assume laspetto della terribile madre ostile che mette
minacciosamente alla prova. Il femminile, dunque, impronta con i suoi
due aspetti fondamentali sia limmagine della madre buona che cattiva,
ma delle due, ovviamente, la cattiva ad assumere colorazione nera. Ma
questo tipico di una simbologia tradizionale,
che non valuta lelemento distruttivo come elemento costruttivo.
Restando il concetto di oscurit da cui sorge la luce, il nero resta madre
della luce che sacrifica se stessa per far nascere il figlio, che, ricondotto ad
un termine psicologico, rappresenta una lotta interiore per sconfiggere il
lato oscuro presente in ogni uno, al fine di far emergere la parte migliore.

Tuttavia, il carattere terribile della grande madre raffigurata di nero, pone


in risalto laspetto di potenza di questo colore. La forza del nero, come si
visto, sta appunto nel contenere in se tutto quanto vi in potenza. Dal
nero ha origine la luce che, vista come manifestazione del bianco, altro
non che la riflessione di tutti i colori, colori che appunto, erano assorbiti
e quindi in potenza nel nero; il nero quindi, la dove il suo effetto sia di
origine, di trasformazione e di esaltazione, diviene colore del risalto che,
mettendosi al servizio degli altri colori, senza sopprimerli con la propria
forza, ne esalta le qualit.

Il nero quindi trasmette il suo carattere di assoluto ai colori contigui,


esaltandone e perfino esasperandone il significato. A tal ragione in molte
culture (nella Germania dellest per esempio si credeva che le persone con
i capelli neri non potessero essere stregate) il nero era usato a scopi
protettivi, ma a causa del suo assolutismo, essendo assoluta mancanza di
luce, diviene anche colore dellautorita

rismo, spesso usato sconvenientemente per rappresentare condizioni di


estremismo.

Il nero poi, come colore carico di forza anche il colore di molti eroi, che
tuttavia nella concezione contraria diventa, sempre per una
dimostrazione di forza, colore delle figure persecutorie come luomo nero
o il lupo delle fiabe, colore delle streghe che rimandano allarchetipo della
grande madre distruttiva, cosicch da questi esempi quanto mai
azzeccato il termine lato oscuro della forza.
Il nero diviene cos colore di spiriti maligni e spettri inquietanti, di streghe
e demoni e,
per estensione, dei loro rappresentanti terreni.

Cos il gatto nero era lanimale delle streghe, e nero era il cane che
avvicin il Faust di Gothe,
e nero il caprone che in tante leggende rappresenta il diavolo. Ed
essendo le grotte avvolte nelloscurit, il nero diviene anche colore delle
forze ctonie, misteriose, tenebrose e oscure che regnano nei mondi
sotterranei come Caronte, Cerbero, Ade, Plutone, Crono, Saturno e altri
personaggi classici e di fantasia, come il Nero Signore del Signore degli
anelli, definiti signori delle ombre. Il nero, infatti, per le caratteristiche
descritte e a causa della sua attinenza con la stessa tonalit dellombra
che appunto assenza di luce, colore stesso dellombra,
parola di grande potere evocativo che Jung usa per denominare un
archetipo che si estende nei territori dellinconscio e configura la parte
inferiore o negativa della personalit. Laspetto pericoloso delloscura e
sconosciuta met delluomo. Il nero dunque si fa simbolo di questa
dimensione psichica che corrisponde alla prima realizzazione
dellinconscio, quella dellombra.

Esattamente come il nero, anche lombra costituisce una riserva


energetica eccezionale, possedendo un carattere di potenza
sconvolgente che, rappresentata per esempio dalle fauci del giaguaro
nero in cui gli indiani ritenevano che ogni sera il sole venisse inghiottito,
diviene metafora del pericolo che la nostra coscienza venga risucchiata
dallinconscio e paventa il rischio di possessione da parte dellombra,
esprimendo langoscia di fronte a un pericolo che insidia levoluzione
personale e che attenta allaffermarsi della coscienza dinanzi a una
potenza che pu sconvolgere e annientare la mente.

Il Nero, colore associato alla morte e ai portatori di morte. Questo risulta


abbastanza evidente poich dietro i temi di devitalizzazione, di
annientamento, di spegnimento, di distruttivit, di dissoluzione e
disgregazione cui viene associato, si agita il nero fantasma della morte. Se
si valuta la morte come forma estrema della distruzione, quindi, essa
diventa la massima potenza maligna, in accordo con i temi di assolutismo
e potenza associati al nero. Non stupisce quindi costatare che la morte
viene raffigurata come una figura duomo o donna avvolti in un nero
mantello, e che il nero sia attribuito alle divinit associate alla morte,
come Anubi, la figura pi emblematica del regno dei morti, raffigurato
sulle pareti tombali egizie nella sua versione antropomorfa con la nera
testa di sciacallo. Nei libri dei morti colui che accoglie e accompagna
lanima del defunto, ma perch il suo ruolo si di divinit funebre, ma
benevola e protettrice. Interessante poi, nel mito di Castore e Polluce
notare come il colore dei cavalli sia rosso per Polluce e nero per Castore,
che tra i due era il mortale. Troppo complesso sarebbe invece trattare il
mito di Ecate che, come triade della divinit lunare rappresentava la luna
calante il cui colore era appunto il nero. Il nero, in sintesi, contrassegna
frequentemente ci che portatore di morte o comunque associato a
essa e, per facile conseguenza, diventa colore funerario e del lutto dove
Demetra, detta la nera, diviene la rappresentazione stessa
dellimmagine luttuosa della madre che piange per il ratto della figlia
Kore da parte di Ades, il potente dio degli inferi.

Ma per penetrare il significato del nero quale colore di morte, occorre


interrogarci sulla morte come valore simbolico. Nelle lame dei tarocchi
la morte non indica morte fisica ma allude piuttosto ad un
cambiamento, e questo cambiamento inizia con quello che viene speso
descritta come una seconda nascita che, al pari della nascita biologica,
avvolta nel buio pi nero. Questo risveglio avviene nelluomo mentre
egli vive in uno stato di prevalente inconsapevolezza, ignaro del caos
che lo avvolge, in grado di avvertire langoscia che lo attanaglia, ma
incapace di vedere distintamente in s stesso. Il significato simbolico
che dunque si ricollega alla morte rappresenta il distacco da una certa
condizione e il passaggio ad altro livello, e questo, ricondotto al nero, ci
riporta al principio da cui risulta che dalloscurit che ha origine la luce,
la vita, la rinascita. Il nero che accompagna la morte esprime il dolore
che ogni distacco comporta. Il nero si conferma quindi come colore
della conoscenza e della prova attraverso lesperienza anche traumatica.
Il nero, infatti, il risultato dellassorbimento di tutti i colori e in quanto
tale si pu dire che ne ha la totale conoscenza. Il bianco che viceversa
la riflessione di tutti i colori, rappresenta appunto come per poter
proiettare luce occorra divenire ombra. D'altronde, nella pienezza della
luce luomo rimane abbagliato e cieco, esattamente come al buio.

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