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commentary

Commentary, 13 gennaio 2016

USA: LA SVOLTA NELLA POLITICA


AMBIENTALE ED ENERGETICA

MARZIO GALEOTTI

mondo, importanti effetti. Essa ha anzitutto ridotto signi-

P
i o meno nel momento in cui Barack Obama
ficativamente la dipendenza energetica soprattutto dal
cominciava il suo primo mandato presidenziale e
mondo arabo e dallAmerica latina, con importazioni
la crisi finanziaria investiva lintera economia, nel
nette di petrolio scese dalla punta di 10 mbd del 2010 ai 4
mondo dellenergia avveniva un fatto che ha segnato
attuali. Ha inoltre prodotto una significativa riduzione dei
unepoca, la shale revolution, destinata a cambiare la
prezzi interni del gas generando una crescente sostitu-
geopolitica dellenergia in maniera forse permanente. Nel
zione del carbone con tale fonte nella generazione di
periodo 2008-2014 la produzione statunitense di petrolio
elettricit, con positive conseguenze per le emissioni di
passata da 5 milioni di barili/giorno (mbd) a quasi 9, ma
gas clima-alteranti. Le minori importazioni di petrolio
mentre quella convenzionale rimasta invariata quella da
hanno contribuito alleccesso di offerta sul mercato in-
tight oil passata da 1 a 4 mbd. Entro un paio danni gli
ternazionale che ha innescato la riduzione successiva del
USA supereranno Russia ed Arabia Saudita per ripren-
prezzo del petrolio.
dersi il titolo di primo produttore mondiale ceduto negli
anni 80. Contestualmente il gas di scisto (shale)
Durante gli anni della presidenza Obama i consumi pri-
passato da 10% al 40% del gas totale estratto dal sotto-
mari di energia degli Stati Uniti sono diminuiti dell1% a
suolo statunitense.
fronte di una riduzione delle emissioni di anidride car-
bonica del 12%. Queste sono ritornate ai livelli del 1995
La shale revolution un fenomeno tutto americano,
dopo un picco raggiunto nel 2007. La produzione di
risultato di una felice combinazione di progressi tecno-
elettricit la componente principale dei consumi ener-
logici nelle tecniche di estrazione lormai famoso
getici (37%) e la principale fonte di emissioni di CO2,
fracking di alti prezzi iniziali di petrolio e gas, di
seguita dai trasporti che assorbono il 28% dei consumi di
presenza diffusa di imprese indipendenti tradizional-
energia, quasi interamente petrolio. Nel mix energetico
mente operanti nel settore degli idrocarburi e di un qua-
della generazione elettrica si sono registrati i maggiori
dro normativo unico che attribuisce ai proprietari dei
cambiamenti: luso del carbone sceso di nove punti dal
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terreni anche i diritti minerari sugli stessi.


48% al 39%, mentre il gas salito dal 22% al 27%. Se il
peso del nucleare, poi, rimasto invariato, le nuove rin-
Questa enorme disponibilit addizionale di risorse ener-
getiche domestiche ha avuto per gli Usa, e per il resto del

Marzio Galeotti, Professor of Environmental and Energy Economics, Universit degli Studi di Milano e Research
Fellow presso Istituto di Economia delle Fonti di Energia, Universit Bocconi

1 Le opinioni espresse sono strettamente personali e non riflettono necessariamente le posizioni dellISPI.
Le pubblicazioni online dellISPI sono realizzate anche grazie al sostegno della Fondazione Cariplo.
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novabili solare e eolico raddoppiano di importanza progetto di ampliamento delloleodotto, cosiddet-


passando dal 3% al 6%. to Keystone XL, che porta il petrolio delle tar sands
canadesi dellAlberta alle raffinerie del Golfo del Mes-
Non naturalmente facile individuare in queste tendenze sico. Si tratta di un progetto che a lungo ha diviso
il risultato dellazione politica del presidente Obama in lopinione pubblica non solo Nordamericana e sul cui
campo energetico e ambientale. Nonostante le promesse merito gi alla vigilia delle elezioni del 2012 Obama
misure di lotta alleffetto serra e per la riduzione della aveva gi deciso di non decidere.
dipendenza energetica contenute nel programma eletto-
rale, il primo mandato presidenziale si rivelato assai pi Tentando un bilancio della presidenza Obama, si pu dire
timido del secondo. Forse riforma sanitaria e lotta ai che gli effetti delle decisioni presidenziali si dovranno
cambiamenti climatici erano dossier troppo difficili da vedere pi nel futuro, anche prossimo, che nel presente.
portare avanti congiuntamente. Da menzionare tuttavia il Se oggi il contenimento delle emissioni statunitensi
pacchetto di misure verdi contenute nellAmerican sicuramente in buona parte il risultato della progressiva
Recovery and Reinvestment Act del 2009, pari a 112 sostituzione del carbone con il gas determinato dalla
miliardi di dollari o al 12% dellintervento complessivo shale revolution, per il domani i target di riduzione
di contrasto della crisi economica. stato per nel corso introdotti nel corso dellultimo biennio dispiegheranno i
del secondo mandato che Barack Obama loro positivi effetti.
ha progressivamente affermato la sua determinazione a
imprimere una svolta, sia interna che esterna, alla politica Non va dimenticato per che la lotta al riscaldamento
energetica e del clima. Nel novembre del 2014 al termine globale richiede il concorso di tutti i paesi, la buona vo-
del vertice Apec, il presidente annunciava a sorpresa lont di uno solo certamente non basta. Non va nemmeno
(sembra dopo mesi di trattative segrete) un accordo con il dimenticato che gli Usa restano il secondo paese al
presidente cinese Xi Jinping secondo cui i due paesi ri- mondo per emissioni assolute di CO2 dopo la Cina ma
durranno le proprie emissioni di gas-serra di circa un il primo su base procapite. Molto dipender dalla preve-
terzo nei prossimi due decenni. In particolare, gli Usa dibile ripresa economica e dei consumi di energia, come
ridurrebbero le emissioni del 26-28% entro il 2025 rela- dallandamento del prezzo del petrolio in relazione alle
tivamente ai livelli del 2005 con una netta accelerazione sorti dei produttori statunitensi di shale gas e oil e alla
rispetto al livello precedentemente dichiarato del 17%. politica low for longer perseguita dallArabia Saudita.
Questo stato poi lobiettivo contenuto dallINDC sta- Il tutto inserito in unonda di transizione tecnologica in
tunitense comunicato allONU in vista della COP21, il atto da diversi anni determinata dai prezzi dellenergia e
vertice sul clima di Parigi dello scorso novembre. Come dalla lotta allinquinamento anche locale, cui gli Usa non
ulteriore elemento della sua volont di lasciare il segno in sono comunque estranei.
questo campo, allinizio di agosto 2015 Obama presen-
tava a sorpresa il Clean Power Plan, un piano molto ar- Ma la sostenibilit futura del grande paese americano, e
ticolato per lenergia elettrica pulita teso a ridurre le anche del mondo, dipender in maniera importante dal
emissioni del 32% rispetto ai livelli del 2005 entro il successore di Obama, anche se lattuale presidente ha
2030, piano che riguarda essenzialmente le centrali a avuto il merito di cambiare latteggiamento del proprio
carbone. paese al tavolo del negoziato sul clima e tutto fa pensare
che lascer unimportante eredit.
ISPI2016

Un ultimo atto, per certi aspetti simbolico, che val la pena


citare la bocciatura definitiva da parte del presidente del