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Rlvlsla fondata nel 1969


da Montuschi Giuseppe
Direttore Responsabile
Rlghlnl Leonardo
Autorizzazione
Tr1b. Civile di Bologna
n.5056 del2112/83

RIVISTA BIMESTRALE
N.246/2011
ANNO 43
GENNAIO l FEBBRAIO
MARCHI e BREVETTI
"La rivista Nuova Elettronica s propone
unicamente di fornire Informazioni, indica
zioni e spunti agli operatori del settore, sul
la base CII quanto elaborato dagli
esperti che operano alt'lntemo del proprto
Centro Ricerche. 0\Mamente non viene
lomita alcuna gaf1Wia c:iR:a la novit efo
ronginallt oole so4uzoon, proposte. che
potrebbero anche essere oggetto, in Ila
Ila o all'estero. di dirtnl di pnvativa. d1 ter SOMMARIO
zl. La rivista declina ogni responsabilit
con 1iferlmento ad evenluali danni e/o pre-
giudizi, di qualsiasi natura, che dovesse- STROBOSCOPIO con LED di POTENZA .. .... .............................. LX.1771 2
ro comunque derivare dalrappticazione SIRENA- FLASH ANTIAGGRESSIONE ...................................... LX.1772 10
delle soluzioni proposte, anche in relazio.
ne ad eventuai dlf411 di . - a di terzi'. Un DISSUASORE per tenere lontano i disturbi .......................... LX.1775 18
COLLABORAZIONE
Anche lo SHIATSU CHROME da oggi CE ............................................... 25
Alla tivista Nuova Elettronica possono FATTORE Q: un po' di CHIAREZZA ............................................................ 26
collaborare tutti i lettori.
Gli articoli tecnici riguardanti progetti rea
La nostra gamma di diffusori per la Magnetoterapia KM1680 .................. 37
lizzali dovranno essere accompagnati CARICABATTERIA WIRELESS ....................................... LX.1773-LX.1774 38
pos$ibilmet~te con foto In bianco e nero
(formato cartofona) e da un disegno (an- iPOD .. . iPHONE ... iPAD ... iTESLA... ............................................ LX.1776 50
che a matita) delo seht>ma elettrico.
Programmare in JAVA la PORTA USB ........................................................ 74
DIRfTn D'AUTORE RX-DRM la nuova frontiera del RADIOASCOLTO ... LX.1778/8B-LX.1779 86
Tutti 1diritti di riprodu ~rolle totale o parzia ANTENNA ATTIVA per ONDE CORTE ............. ............ ................ LX.1777 118
le degli artiooll disegni foto riportati sul
la RIVista sono riservati. TuttJ gi schemi
pubblic:ati possono 868ere uhbzzati da tut
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AVVERTENZE
La Direzione Commerciale si riservata fa
colla di modificare l prezzi, senza preav
viso, tn base alle variaziORI di mercato. Le
caratteristiche moriologche e le specifi Associato all'USPI
che temiche del prodottJ preset~tati sulla (Unione stampa
AivfSta possono vaRare senza preawiso. periodica italiana}
Sostituendo l'ingombrante e fragile lampada allo xenon e il suo
trasformatore d'innesco con un LED di potenza, abbiamo rea-
lizzato questo interessante stroboscopio semiprofessionale.

l ' u t i l i z z o dei LED si sta estendendo ormai ai pi Fino a qualche tempo fa la stessa funzione ve-
svariati ambiti applicativi, dall'illuminazione do- niva ottenuta ricorrendo ad una lampada allo xe-
mestica, alle luci di posizione delle auto, alla re- non del tipo montato nei flash ad uso fotografico,
troilluminazione dei nuovi televisori, alle lampade che non solo necessitava per la sua accensione
battericide a uve per disinfettare l'acqua o i ferri di una alimentazione ad alta tensione ma, non
chirurgici, ecc. avendo una durata illimitata, presupponeva anche
costi elevati.
Ed proprio stata la disponibilit di led ad alta po-
tenza ed efficienza che ci ha permesso la realizza- l led di potenza caratterizzati da un'elevata velocit
zione di questo stroboscopio che, come noto, di accensione/spegnimento, dalla possibilit di es-
uno strumento che consente di osservare e studia- sere alimentati a bassa tensione e, non ultimo, da
re un oggetto "in m o t o " . moto-che pu essere rota- una durata superiore a quelli di qualsiasi lampada,
torio o oscillatorio, come se fosse fermo, nonch di si sono cos rivelati subito i componenti pi adatti
misurarne la velocit. per questo tipo di applicazione.

2
Le applicazion i pratiche dello stroboscopio sono fica il "pitch" di ascolto.
molteplici e qui ve ne illustriamo solamente alcune. Inoltre, pu essere utilizzato al posto della sorgente
luminosa di un microscopio per "congelare" qualsia-
In ambito meccanico questo strumento viene uti- si movimento di batteri o miceli immersi in un brodo
lizzato per eseguire test di verifica su diversi di- di coltura oppure semplicemente per analizzare le
spositivi. forme batteriche presenti in un campione, ecc.
Ad esempio, per stabilire la velocit di rotazione
di una ventola preposta al raffreddamento di una Naturalmente lo stroboscopio ha un'applicazione
CPU. pratica anche in campo fotografico dove permette
In questo caso bisogna orientare la lampada ver- di ottenere diverse immagini di un oggetto in mo-
so la ventola e variare lentamente la frequenza dei vimento in modo da poterne determinare l'esatta
lampi fino a vederla ferma. posizione istante per istante.
Conoscendo la frequenza dei lampi quindi possi-
bile ricavare la velocit di rotazione in giri al minuto, L'esempio classico quello di una goccia d'acqua
moltiplicando il valore di frequenza per 60. ripresa nelle fasi di caduta in un bicchiere.

Lo stroboscopio viene utilizzato a n c h e in ambito Non solo, ma l'utilizzo di stroboscopi di grande po-
Hi-Fi per eseguire il controllo e la misura del nume- tenza permette di creare anche particolari effetti vi-
ro di giri al minuto del piatto per l'ascolto dei dischi sivi nelle discoteche.
musicali in vinile, che ultimamente stanno ritornan-
do in voga anche tra i giovani. Ma consideriamo ora un esperimento che chiun-
In questo caso lo stroboscopio serve per tarare la que di voi potr realizzare una volta montato il no-
velocit del piatto esattamente a 33 giri e 1 / 4 : una stro stroboscopio.
velocit precisa infatti necessaria in quanto modi Applicandolo ad una ruota o ad un ingranaggio po-

con LED di POTENZA

Fig.1 In questa f oto p o t e t e vedere come si presenta il progetto dello strobosco-


p io con led di potenza una volta u ltim ato i l montaggio.

3
.--

Fig.2 questo disegno rappresentato un semplice esperimento che potrete


realizzare collegando lo stroboscopio ad un frequenzimetro e direzionandolo
verso un ventilatore in funz.i one: svolgendo una semplice formula riuscirete a
ricavare il numero di rotazioni al minuto delle tre pale del ventilatore.
Ovviamente per garantire il buon risultato della prova, dovrete eseguirla in un
ambiente immerso nella penombra.

trete conoscerne il numero di rotazioni per minuto Tale integrato, unito ad un transistor PNP (vedi
sfruttando la formula seguente: TR1 ) ci servir per ottenere, ai capi del condensa-
tore C3, una tensione a dente di sega con frequen-
RPM (Rotazioni Per Minuto) = (60 x Hz): n. raggi za variabile tra i 30 Hz e i 300 Hz circa agendo sul
potenziometro R11.
Esempio: se misurate In uscita dal vu:;tru stro-
boscopio la frequenza d 200 Hz e disponete ad ~ampiezza costante di quest'onda compresa tra i
esempio di un ventilatore a 3 pale (vedi fig.2), ap- +1,5 Volt e i +3 Volt circa.
plicando la formula precedente otterrete il numero
di rotazioni per minuto che sar di: Per evitare che la riduzione della tensione della bat-
teria, :lovuta al normale processo di scarica, modi-
(60 x 200) : 3 =4.000 RPM (rotaz. per minuto) fichi la frequenza generata, abbiamo polarizzato il
pin 5 dell'integrato NE555 con la tensione costante
Ricordate che ogni oggetto in movimento ha una di 3,3 Volt generata grazie al diodo zener DZ1 .
propria frequenza alla quale il nostro occhio lo vede Pertanto anche se la tensione della batteria doves-
immobile per effetto della persistenza dell'immagi- se ridursi a Bn Volt, la frequenza generata rimar-
ne sulla retina. rebbe pressoch costante.

Nota: se volete approfondire questo argomento, vi Tramite il partitore di tensione costitUito dalla
rimandiamo all'articolo intitolato "Misurare la fre- R2, R4 e dal potenziometro R3, otteniamo due
quenza di persistenza della retina"che abbiamo funzioni:
pubblicato nella rivista N.244.
- quella relativa alla vanaz1one della larghezza
SCHEMA ELETTRICO dell'impulso luminoso che in un circuito strobo di
vitale importanza;
Per generare gli impulsi a frequenza variabile che
serviranno a pilotare il led ad alta luminosit, abbia- - quella relativa alla compensazione della varia-
mo utilizzato il classico integrato NE555 (vedi IC1 zione di luminosit del led quando il potenziometro
in fig.5). regolato per un brevissimo impulso.

4
Infatti, poich il valore medio della corrente che di potenza, sufficiente per produrre comunque una
scorre nel diodo proporzionale al duty cicle buona luminosit.
dell'onda quadra che pilota il led, senza nessuna
compensazione otterremo la massima luminosit Lo stadio composto dall'operazionale IC3/B svolge
quando la larghezza dell'impulso sar massima e la funzione di generatore di corrente che alimenta
la minima luminosit quando la larghezza sar re- il diodo led.
golata per il minimo valore.
A questo proposito precisiamo che si reso neces-
In quest'ultimo caso, riducendosi sensibilmente il sario l'uso di un ulteriore transistor (vedi TR3) in
valore medio della corrente nel diodo led, lo vedre- quanto la corrente erogata daii'IC3/B insufficiente
mo lievemente acceso e il fascio di luce generato per ottenere l'accensione del diodo led di potenza.
potrebbe essere insufficiente per il nostro uso.
Infine, l'operazionale IC3/A viene utilizzato come
Tramite il potenziometro R3, modifichiamo la ten- trigger di schmitt per ottenere un segnale perfet-
sione sull'ingresso non invertente dell'operazionale tamente squadrato, utile a pilotare un eventuale
IC2/B utilizzato come comparatore di tensione per frequ enzimetro esterno per la misura esatta della
ottenere la variazione del duty cycle. frequenza di lampeggi o.
Non solo ma, tramite il buffer IC2/A, modifichiamo In questo modo sar possibile risalire ai giri/minuto
automaticamente anche la te1sione presente sul di un elemento in rotazione come, ad esempio, l'al-
pin 5 dell'operazionale IC3/B che, tramite il transi- bero di un motore.
stor NPN siglato TR2, verr "modulata" dal segnale
ad onda quadra generato dal comparatore IC2/B .. Abbinando al circuito il frequenzimetro LX.1543
che abbiamo pubblicato nella rivista N.214 si ottie-
Con questo accorgimento otteniamo anche con va- ne un sistema completo per poter eseguire tutte le
lori minimi di duty cycle una corrente per il diodo led prove e verifiche possibili.

WIDTH

HI~QUENZA

1'\o D D D_ FREQUENZA

,..... - - ,.....

~
"'
"'...,c

FREQUENZA
' '

Fig.3 Come potete desumere dai 3 grafici riprodotti a sinistra, la corrente del diodo
led aumenta se la larghezza dell'impulso si riduce e viceversa e ci per compen-
sare la normale perdita di luminosit man mano che l'impulso divent a pi stretto.
la variazione della largl:lezza dell'Impulso necessaria per eliminare il fastidioso
effetto "scia" riprodotto nell'immagine di destra, in quanto l'oggetto da osservare
viene illuminato soltanto per un tempo brevissimo.

5
Altri frequenzimetri atti a visualizzare la frequen za
sono: ELENCO COMPONENTI LX.1771

R1 =1.000 ohm
- LX.5048 pubblicato nella rivista N.208 e nel volu-
me "Imparare l'Elettronica partendo da zero" - Le- R2 =220 ohm
zione N.31 R3 =10.000 ohm pot. lin.
- LX.1190 pubblicato nella rivista N.1 75 =
R4 10.000 ohm
R5 =47.000 ohm
~assorbi mento di corrente, variabile in funzione =
RG 100.000 ohm
della frequenza e della larghezza dell'impulso, ha =
R7 1 megaohm
un valore massimo di circa 100 m illiAmpere e ga- =
RS 6.800 ohm
rantisce una buona autonomia della pila utilizzata. R9 = 1.000 ohm
=
R10 1.000 ohm
R11 =47.000 ohm pot. lin.
=
R12 4.700 ohm
BREVI NOTE d i UTILIZZO R13 =10.000 ohm
=
R14 1.000 ohm
Utilizzando una telecamera digitale e il nostro stro- R15 =33 ohm
boscopio possibile filmare in forma di "macro" le R16 = 1.000 ohm
fasi di caduta di una goccia in un liquido. R17 =10 ohm
C1 = 100.000 pF poliestere
Provate inizialmente con liquido ad alta densit per- =
C2 10 microF. elettrolitico
ch pi semplice da gestire. C3 = 220.000 pF poliestere
C4 = 100.000 pF poliestere
In questo caso la frequenza da utilizzare sar pi C5 =100.000 pF poliestere
bassa. CG = 10 mlcroF. elettrolitico
C7 = 1.000 microF. elettrolitico
Servendosi di una macchina fotografica a pellicola, 051 = diodo tipo 1N4150
una volta individuata la frequenza esatta, si potran- 052 =diodo tipo 1N4150
no anche "congelare" i movimenti di piccoli insetti. OZ1 = zener 3,3 V 1h W
OL1 =diodo led 1 Watt (=0L4.1 )
TR1 = PNP tipo BC557
REALIZZAZIONE PRATICA =
TR2 NPN tipo BC547
TR3 = NPN tipo ZTX653
La realizzazione pratica di questo progetto che ab- JC1 = integrato tipo NE555
biamo siglato LX.1771 non presenta particolari dif- JC2 = integrato tipo LM358
ficolt e con l'aiuto del disegno riprodotto in fig.7 la =
JC3 integrato tipo LM358
porterete a termine in brevissimo tempo. =
51 interruttore su R11

Noi qui ci limitiamo a fornirvi alcune indicazioni di


massima, che risulteranno particolarmente utili per
coloro che non hanno ancora dimestichezza con il
montaggio.

Vi suggeriamo pertanto ci saldare gli zoccoli in cui


andranno alloggiati i tre integrati previsti per questa
realizzazione, e, dopo averne saldati tutti i piedini
sulle piste del circuito stampato, potete procedere DIODO LED
montando tutte le resistenze e i condensato ri po-
liestere.
Come potete osservare in fig.7, i due condensatori
elettrolitic i C2 e C6 andranno inseriti in basso a Fig.4 Qui sopra, vista fronte e retro del-
destra, avendo l'accortezza di posizionare in alto il le connessioni del diodo led da 1 Watt per
segno + che segnala il piedinp con polarit positi- SMO (codice= OL4.1 ). Come potete notare, i
va, mentre il grosso condensatore C7 andr posi- terminali A e K sono identificabili grazie alla
loro diversa smussat ura.
zionato in alto, dopo averne ripiegato ad L i termi-
nali (vedi fig.7).

6
FREOUENCV

C6
Rl

DZ1

R16 Dll

IC3-B

R17

RS

R6

R7
t USCITA
FREQUENZA

Fig.S Qui sopra raffigurato lo schema elettrico del progetto dello stroboscopio e
nella pagina di sinistra, l'elenco dei componenti utilizzati per la sua realizzazione.
Vi ricordiamo che tutte le resistenze sono da 1/8 Watt.

B B

e--6-c C-~-E
BC 547 - BC 557 ZTX 653
NE555 LM 358

Fig.6 A partire da sinistra sono riprodotte le connessioni degli integrati NE555 e


LM358 viste dall'alto e con la tacca di riferimento rivolta verso sinistra, del transi-
stor BC547 e dell'equivalente BC557, e del transistor ZTX653 viste da sotto.

7
Fig.7 In questo disegno potete
vedere la disposizione dei com-
ponenti sul circuito stampato. In
basso visibile la presa per il col-
legamento alla pila da 9 Volt.

PRESA
PILA

Fig.S Foto del montaggio ultima-


to. Questo circuito stampato
ancora privo del disegno serigra-
fico e della vernice protettiva, che
sono invece sempre presenti su-
gli stampati di produzione.

8
Fig.9 La scheda una volta montata va fissata all'interno del mobile plastico.
In basso potete notare il vano riservato all'alloggiamento della pila a 9 Volt.

Potete quindi inserire i tre transistor TR1-TR2-TR3 A questo punto non vi rimane che inserire nel mo-
rivolgendo il lato piatto del loro corpo come illustra- biletto plastico lo stampato innestandolo negli ap-
to nel disegno e i due diodi al silicio DS1-DS2, positi perni.
orientando rispettivamente verso il basso e verso Inserite quindi nel perno dei potenziometri R3 e
l'alto la fascia nera stampigliata sul loro corpo. R11 le due manopole a disco per la loro regolazio-
C:ontinuate saldando il diodo zener DZ1 , orientan- ne e, come vedrete, osso si posizioneranno oppor-
do il lato del suo corpo contraddistinto dalla fascia tunamente per poter essere azionate dall'esterno.
di riferimento verso il diodo DS1 (vedi fig.?}.
Allo stesso modo, osservando il mobile frontalmen-
A questo punto potete inserire, sulla destra del- te potrete notare come la lente del led si venga a
lo stampato, il potenziometro per la regolazione posizionare in corrispondenza del foro predisposto.
della frequenza completo dell'interruttore di ac-
censione (vedi R11+S1) e il potenziometro per Prima di chiudere il mobile, dovrete prowedere a
la regolazione della durata dell'impulso siglato R3 collegare alla presa pila una pila da 9 Volt indispen-
(vedi fig.?). sabile per l'alimentazione del circuito.

Saldate ora al centro dello stampato il diodo led


DL1, facendo fuoriuscire la lente dalla parte oppo-
sta dello stampato rispetto a quella di montaggio COSTO di REALIZZAZIONE
dei componenti.
Tutti i componenti necessari per la realizzazione di
Procedete quindi montando in alto la presa jack questo stroboscopio a led siglato LX.1771 (vedi
femmina per l'uscita frequenza e in basso a destra fig.?}, compresi il circuito stampato e il mobile pla-
i fili di collegamento della presa pila. stico siglato MTK18.05 Euro 24,00

Concludete il montaggio innestando nei rispettivi Il solo circuito stampato LX.1771 Euro 4,50
zoccoli gli integrati IC1-IC2-IC3, orientando la tacca
di riferimento presente sul loro corpo come indicato l prezzi sono comprensivi di IVA, ma non delle spe-
nel disegno di fig.7. se postali di spedizione a domicilio.

9
Questo dispositivo stato pensato per contribuire alla sicurezza
personale nostra e dei nostri cari e in alcuni casi potrebbe rive-
larsi un vero e proprio " salvavita': Tirando a strappo un cavetto si
attiver una sirena dal suono fortissimo che, abbinata ad una luce
flash, far allontanare a gambe levate qualsiasi malintenzionato.

Questo articolo stato redatto in un periodo in cui Il quadro reso ancora pi preoccupante per l'as-
lu cronucu hu registrato a pi riprese delitti efferati soluta indifferenza in cui si consumano gli atti pi
commessi il pi delle volte all'interno del contesto cruenti, dovuta a semplice cinismo ma anche ad
familiare, che hanno fortemente scosso la sensibi- una forma di omert sempre pi diffusa.
lit comune.
Ecco allora che con questo circuito desideriamo
Che viviamo in tempi difficili, in cui i rapporti in- dare un piccolo contributo per accrescere la nostra
terpersonali all'interno delle famiglie e non, sono sicurezza personale e quella dei nostri familiari e
sempre pi critici e conflittuali, esperienza ormai per "scuotere" un po' il nostro prossimo.
comune, e l'insicurezza cresce poich ci sentiamo
esposti nostro malgrado ad un'aggressivit cre- Se, infatti, ci troviamo in una situazione in cui av-
scente all'interno della societ in cui viviamo. vertiamo un potenziale pericolo, potrebbe esserci

10
d'aiuto avere la possibilit di "sparare" 110 dB di au- SCHEMA ELETTRICO
dio e qualche watt di lampeggia verso i potenziali
aggressori. Il primo problema che abbiamo dovuto risolvere nel-
la realizzazione di questo circuito stato quello rela-
Come molti di voi, anche noi siamo padri e madri tivo all'alimentazione: la minisirena necessita infatti
e conosciamo bene l'ansia che ci assale quando i di una alimentazione a 12 Volt continui.
nostri figli tardano a rientrare la sera o semplice- Il secondo problema consisteva nel garantire al dio-
mente quando sono fuori dal nostro controllo. do led a luce bianca di potenza la giusta corrente
per ottenere una buona luminosit anche con pile
Questo dispositivo, che viene azionato semplice- parzialmente cariche.
mente tirando a strappo un cavetto, ci viene dun- Inoltre, n montaggio doveva risultare abbastanza
que in aiuto, ma perch sia veramente efficace cia- compatto, in modo da ottenere un progetto portatile.
scun genitore dovrebbe darlo in dotazione ai propri
figli pi giovani, obbligandoli ad attaccarlo allo zai- Abbiamo subito scartato l'ipotesi di utilizzare una
no o al giubbotto prima di uscire. pila da 9 Volt, in quanto tale tensione potevamo uti-
lizzarla esclusivamente per alimentare il diodo led
La parte interessante di questo progetto sicu- tramite la solita resistenza di limitazione di corrente,
ramente rappresentata dalla sirena, che oltre ad mentre si rivela del tutto insufficiente per alimenta-
emettere un suono fortissimo, di dimensioni vera- re la sirena che, come abbiamo specificato, neces-
mente ridotte cosl da rendere il dispositivo portatile. sita di 12 Volt.

Passiamo ora a descrivere come funziona questo Abbiamo quindi preso in considerazione la ~ossi
progetto e il sistema molto pratico che abbiamo ide- bilit di utilizzare una pila da 12 Volt, e specificata-
ato per l'innesco dell'allarme. mente il modello che viene usato spesso nei radio-

ANTIAGGRESSIONE

Fig.1 Foto del progetto della sirena f lash antiaggressione.

11
comandi per apricancello, ma la scarsit di corrente La frequenza di lavoro si attesta attorno ai 50 KHz
erogata ci ha fatto desistere da tale proposito. ed determinata dall'induttanza del trasformatore
Questo tipo di pila avrebbe infatti garantito una au- T1 e dalla capacit del condensatore C6.
tonomia di pochi secondi, del tutto insufficiente per
il nostro scopo. La propriet di ottenere in uscita una tensione pi
elevata rispetto a quella d'ingresso, ottenuta sia
Abbiamo perci deciso di progettare un piccolo ali- dal rapporto spire primario/secondario del trasfor-
mentatore switching step-up, in grado di fornire matore T1 , sia dalla repentina interruzione della
sulla sua uscita una tensione di 12 Volt in conti- corrente nell'awolgimento primario 1-2.
nua, adatta per alimentare la minisirena a partire Il terzo awolgimento 6-3 ha il compito di instaurare
da una tensione di ingresso di soli 3 Volt forniti da 2 una reazione positiva facendo cos autooscillare lo
pile ministilo poste in serie. stadio.
Questo tipo di pile, in virt della corrente erogabile,
ci garantiscono una buona autonomia. La stabilizzazione della tensione di uscita a 12 Volt
affidata al diodo zener DZ1 e al transistor TR1 .
Ci siamo dunque indirizzati verso un convertitore Quest'ultimo entra in conduzione se la tensione di
DC-DC realizzato interamente a transistor. uscita supera il valore prefissato di 12 Volt bloccan-
L.:idea iniziale di ricorrere all'utilizzo di un integrato do il funzionamento del convertitore e, viceversa,
MC34063, stata infatti bocciata dopo aver dato attiva il convertitore nel caso in cui, per effetto del
un'occhiata al datasheet d questo componente, dal carico, la tensione di uscita tenda a ridursi rispetto
quale risulta che la sua minima tensione di lavoro al valore nominale.
superiore ai 3 Volt a nostra disposizione.
Il diodo DS1 e il condensatore C4 rendono "conti-
L.:unica strada da seguire era pertanto quella di ri- nua" la tensione di uscita, tensione che applichere-
correre all'uso di normali transistor. mo direttamente alla minisirena.
Abbiamo cercato di realizzare un circuito il pi
semplice possibile, in modo da utilizzare il minor Passiamo a descrivere lo stadio che alimenta il dio-
numero di componenti, riducendo nel contempo le do led di potenza.
dimensioni del circuito stampato. Per realizzare lo stadio lampeggiatore abbiamo
utilizzato un integrato HC/Mos e precisamente un
Lo schema elettrico di fig.2, pu essere diviso in 74HC14, in grado di funzionare in un range di ten-
due sezioni: sione compreso tra i 2 e i 6 Volt, quindi adattissimo
ai 3 Volta nostra disposizione.
1 - il convertitore DC-DC da 3 Volta 12 Volt com- Tale integrato racchiude 6 porte inverter (NOT) con
posto dai 3 transistor TR1-TR2-TR3 e dal trasfor- trigger di schmitt.
matore T1 ;
Il primo inverter IC1/A utilizzato come semplice
2 - lo stadio lampeggiatore/alimentatore per il oscillatore ad onda quadra ad una frequenza di
diodo led di potenza, composto dall'integrato IC1 e 12Hz circa, che quella di lampeggia del led una
dal transistor TR4. volta attivato il circuito.

Iniziamo la nostra descrizione dal convertitore da Il segnale ad onda quadra generato daii'IC1/A ver-
3 a 12 Volt. r utilizzato per modulare in on-off il successivo
Il segreto per realizzare dei convertitori DC/DC (ten- stadio oscillatore composto daii'IC1/B.
sione continua/tensione continua), funzionanti con
tensioni d'ingresso estremamente basse, come nel Questo oscillatore ha una frequenza di lavoro di
nostro caso, consiste nell'utilizzare tram;i:;tor che circa 5KHz.
abbiano una Vce di saturazione molto bassa, in Il segnale cos composto verr utilizzato, tramite
modo da non "sprecare" tensione inutilmente. le rimanenti 4 porte NOT (IC1/C-D-E-F) collegate
E' per questo motivo che nel nostro' circuito il tran- tutte in parallelo in modo da aumentare la corrente
sistor di commutazione (vedi TR2-TR3) uno di uscita, per pilotare tramite la resistenza R5, la
ZTX653, adatto per applicazioni switching. base del transistor TR4 che svolge la funzione di
interruttore di potenza.
Inoltre, sempre per ridurre la VCE di saturazione,
abbiamo collegato due transistor in parallelo. In questo modo e grazie all'induttanza JAF1 otte-
In questo modo otteniamo un miglior rendimento niamo la giusta corrente di lavoro per il diodo led di
del convertitore (vedi TR2-TR3). potenza DL1.

12
r
i) R1
T1 DS1

r
cz+
+

"J
+
JV.

l T

J Dl1

Fig.2 Schema elettrico della s irena flash antiaggressione siglata LX.1772 e, sotto,
elenco completo dei componenti utilizzati per la sua realizzazione.

ELENCO COMPONENTI LX.1 772


CS = 100.000 pF poliestere DS3 =diodo tipo 1N4148
=
R1 560 ohm 1/8 watt C6 = 1.000 pF multlstrato DL1 =diodo led 1 wan (=DL4.1)
R2 = 100.000 oh m 1/8 watt C7 = 1 microF. multistrato TR1 = NPN tipo BC547
R3 = 47.000 ohm 118 watt CS = 1.000 pF poliestere TR2 = NPN tipo ZTX653
R4 = 68.000 ohm 118 watt C9 = 100.000 pF poliestere TR3 = NPN tipo ZTX653
RS = 220 ohm 1/8 watt C10 = 100 microF. elettrolitico TR4 = NPN tipo ZTX653
C1 = 100 microF. elettrolitico JAF1 = imped. 220 microhenry IC1 = HC/Mos tipo 74HC14
C2 = 33.000 pF poliestere DZ1 = 12 V Y2 Watt T1 = trasform. mod. TM1772
C3 = 100.000 pF poliestere DS1 =diodo tipo BYW100 S1 =interruttore con spina jack
C4 = 100 microF. elettrolitico DS2 =diodo tipo 1 N4148 AP =sirena tipo AP01.120

8 8 Glo~
K ~A

C~E
~~
E_._ C

8C547 ZTX 653


74HC14 DIODO LED

Fig.3 Connessioni dell'integrato 74HC14 viste dall'alto e con la tacca di riferi-


mento rivolta verso sinjstra, dei transistor BC547 e ZTX653 viste da sotto, e vista
fronte e retro delle connessioni del diodo led da 1 Watt per SMD (codice =DL4.1 ).
l terminali A e K sono caratterizzati da una diversa smussatura.

13
Come noterete, il catodo di questo diodo colle-
gato verso i +3 Volt della batteria e ci non rap-
presenta per un errore in quanto nel momento in
cui il transistor TR4 si interdice, sul suo collettore
si sviluppa una tensione di ampiezza superiore a
quella di alimentazione, che andr a polarizzare il
diodo led accendendolo.

Infine, quando attiveremo il circuito, estraendo il


jack maschio dalla relativa femmina presente sul
circuito stampato e utilizzata come semplice inter-
ruttore di accensione, udremo il forte segnale acu-
stico e, nello stesso tempo, vedremo lampeggiare
il flash bianc o.

REALIZZAZIONE PRATICA

Iniziamo la descrizione della realizzazione pratica


della nostra sirena siglata LX.1772 (vedi fig.5) for-
nendovi alcuni somplici consigli pratici di montaggio.

Iniziate dunque montando lo zoccolo dell'integra-


to IC1 , rivolgendo verso l'alto la sua tacca di rife-
rimento e procedete con le resistenze che, come
potete desumere dall'elenco componenti, sono tut-
te da 1/8 Watt.

Potete ora inserire nelle posizioni assegnate sul


circuito stampato i condensatori poliestere, i mul-
tistrato C6-C7, riconoscibili per la forma !ondeg-
giante del loro corpo e, infine, gli elettrolitici.
-
A proposito di quest'ultimi, fate attenzione ad orien-
tare verso l'alto il segno -+ presente sul corpo del
condensatore C4 secondo quanto evidenziato in
fig.5, mentre nel caso degli elettrolitici C1 e C10,
prima di saldarne i terminali negli appositi fori pre-
senti sullo stampato, dovrete ripiegarli ad L, cori-
cando rispettivamente verso sinistra e verso destra
il loro corpo cilindrico (vedi fig.5).

Saldate quindi Il diodo zener DZ1 orientando verso


l'alto la fascia nera che lo contraddistingue, il dio-
do al silicio BYW100 (vedi DS1). rivolgendo verso
destra la sua fascia bianca ed, infine, i due diodi al
silicio 1N4148 (vedi DS2-DS3) con la fascia nera
rivolta rispettivamente verso sinistra e verso l'alto
(vedi fig.5).

Al centro dello stampato saldate ora il diodo led


da 1 Watt, orientando verso l'alto il terminale cato-
do contrassegnato dalla lettera K e verso il basso Fig.4 In questo disegno raffigurata la se-
il terminale anodo contrassegnato dalla lettera A quenza di assemblaggio della sirena all'in-
(vedi fig.5). - terno del tubo plastico utilizzato come con-
Sulla sinistra di questo componente montate inve- l tenitore del pro_g_e_tt_o_. _ _ _ _ _ _ _ __ _ J
ce l'impedenza JAF1 da 220 m icrohenry.

14
Fig.S Disegno dello schema pratico di montaggio del circuito. Come potete no-
tare, il diodo led da 1 Watt per SMD (codice =DL4.1) va collocato al centro del
circuito stampato avendo l'accortezza di rivolgere i terminali catodo (K) e anodo
(A) rispettivamente verso l'alto e verso il basso.
Attenzione a rispettare la polarit +1- dei terminali della sirena.

PRESA
JACK
\
\
Q

.....

\ \

Fig.6 In questo disegno rappresentato il circuito stampato della sirena visto dal
retro, dal lato cio sul quale andr fissato il portapile destinato ad accogliere due
pile ministilo da 1,5 Voit ciascuna per la sua alimentazione.

15
Prelevate ora dal blister i 4 transistor e saldate- Fate attenzione in questo caso a collegare il filo
ne i terminali negli appositi fori predisposti sullo rosso alla piazzola contrassegnata sullo stampato
stampato, orientando verso sinistra il lato piatto del dal segno + e il filo nero sulla piazzola contrasse-
corpo di TR1 e verso destra quello dei rimanenti 3 gnata invece dal segno- (vedi fig.6).
(vedi TR2-TR3-TR4).
Potete ora fissare sulla destra dello stampato la m i-
Concludete questa fase del montaggio saldando nisirena, e a sinistra la presa jack facendo atten-
negli appositi fori i 6 piedini del piccolo trasforma- zione a saldarne i due terminali uno da un lato dello
tore T1 ed innestate nel relativo zoccolo l'integrato stampato e l'altro dal lato opposto.
IC1 , orientando verso l'alto la tacca di riferimento
presente sul suo corpo. Il motivo per il quale vi raccomandiamo di esegui-
re il montaggio della presa in questo modo vi sar
A questo punto capovolgete il circuito stampato e presto chiaro.
provvedete a montare da questo lato il portapile
nel quale andranno inserite due pile ministilo da 1,5 Ora dovete inserire il circuito all'interno del conte-
Volt, fissandone il corpo sullo stampato per mezzo nitore cilindrico in plastica trasparente che abbiamo
delle apposite viti che troverete nel blister e proce- predisposto per la nostra sirena.
dete a saldarne i due fili rosso e nero sulle piazzole Noterete che la sirena grazie alle sporgenze laterali
presenti a sinistra. del suo corpo far scorrere lo stampato al suo in-

Fig.7 In questa foto riprodotto il circuito della sirena a montaggio ultimato.


Questo esemplare stato utilizzato nel corso dei nostri test.

Fig .S Foto d el montaggio v isto dal lato sul qua le fissato il portapile.

16
Fig.9 Ecco come si presenta il circuito della sirena una volta inserito all'interno
del tubo in plastica trasparente utilizzato come contenitore per permettere la vi-
sta della luce flash emessa dal diodo led.

Fig.10 Fissando un cordoncino all'interno dello spinotto jack, baster tirarlo a


strappo per attivare la sirena e accendere il diodo flash.

terno per la lunghezza esatta per far fuoriuscire dal In questo modo, facendo fuoriuscire un capo del
lato opposto la presa jack. cordoncino dalla tasca dei pantaloni o del giubbotto
o dal portacellulare presente ormai in tutti gli zaini,
Inserite quindi sul corpo della presa l'apposito co- nelle borse, ecc., in caso di bisogno baster una
perchio e fissatelo per mezzo della rondella me- semplice mossa per attivarlo.
tallica.
Avendo saldato preventivamente i terminali della COSTO di REALIZZAZIONE
presa jack uno da un lato e l'altro dal lato opposto
dello stampato, noterete che essa si verr natu- Tutti i componenti necessari per realizzare que-
ralmente a posizionare nella corretta posizione sta sirena portatile siglata LX.1772 (vedi figg.5-6),
centrale. compreso il circuito stampato Euro 43,00

Ora potete innestare lo spinotto jack nella presa. Il contenitore in plastica trasparente siglato M01772
(vedi fig.9) Euro 19,90
Poich la sirena viene attivata ogniqualvolta lo spi-
notto viene estratto dalla presa, potrebbe essere Il solo circuito stampato LX.1772 Euro 2,90
utile introdurre al suo interno un ordoncino, un
cavetto, ecc., a vostra scelta, fissandolo per mezzo l prezzi sono comprensivi di IVA, ma non delle spe-
di un nodo (vedi fig.10). se postali di spedizione a domicilio.

17
Quello che vi presentiamo un dispositivo che erogando impulsi
ad alta tensione ed essendo portatile pu essere utilizzato sia per
verificare lo stato di immunit dai disturbi delle nostre apparec-
chiature elettroniche che per la difesa personale.

Il dispositivo che abbiamo realizzato trova un'appli Se, invece, testando un circuito a microprocessore
cazione specifica in ambito elettronico per eseguire il suo funzioname nto ne risulter alterato, dovrete
quelli che vengono definiti "test di '-suscettibilit sottoporlo ad ulteriore verifica.
elettrica'; utili nella fase di collaudo e verifica di
molte apparecchiature. Poich questo strumento eroga impulsi ad alta ten-
sione ed portatile si presta anche a molte altre
Ad esempio, avvicinandolo ad un progetto del qua- applicazioni.
le volete accertare che sia prodotto a norma CE
come dichiarato, l'apparecchiatura dovr continua- Una fra tutte, lo potrete portare con voi come dis-
re a funzionare regolarmente senza problemi. suasore quando vi dedicate alle vostre attivit

18
all'aria aperta, passeggiate, jogging, bicicletta, o SCHEMA ELETTRICO
camminate in montagna, nei boschi, ecc.
Infatti, azionando il dissuasore, la scarica elettri- Come potrete verificare si tratta di un apparecchio
ca generata accompagnata da un forte crepitio molto semplice che, grazie alla sua pila da 9 Volt
sar sufficiente per mettere in fuga cani randagi che alimen:a un oscillatore formato da TR1 e TR2
e animali selvatici che si frappongano al vostro alla frequenza di circa 30 KHz e grazie al trasfor-
passaggio, consentendovi di continuare in tutta matore elevatore T1 con un rapporto spire di circa
tranquillit il vostro itinerario o la vostra escursio- 1 a 100, trasforma la bassa tensione continua della
ne fuori citt. pila in una tensione alternata di ampiezza pari a
circa 800 VRMS sinusoidali.
la cronaca stessa del resto ad informarci sem-
pre pi spesso di gravi episodi di aggressione Un classico moltiplicatore di tensione x5 in serie
da parte di branchi di cani randagi a scapito di al secondario di T1 porta agli elettrodi del dissua-
ignari cittadini, cani che "ci teniamo a sottolinear- sore una tensione di circa 11.000 Volt.
lo'; spesso per un malcostume diffuso sono stati
abbandonati prima delle ferie da proprietari inco- ~osci llatore del tipo "autooscillante: scelto in
scienti. quanto richiede un numero minimo di componenti
cos da ottenere un circuito pi compatto.
E anche se, come c auguriamo, non avrete neces-
sit di attivare il dispositivo, il solo sapere di averlo l transistor TR1/TR2, entrambi del tipo ZTX653,
a disposizione nello zaino o in tasca, vi dar una adatti per questo tipo di applicazioni, sono alterna-
sensazione di maggiore tranquillit e sicurezza. tivamente in conduzione ad una frequenza di circa

tenere lontano i disturbi

Fig.1 In questa foto: riprodotto il progetto del dissuasore elettronico.

19
30 KHz, determinata dalla capacit del condensa- volume Handbook a pag.31 dove troverete anche
tore C2 e dall'induttanza dell'avvolgimento 2-4 del una trattazione approfondita dell'argomento.
trasformatore T1 .
Alcuni indispensabili CONSIGLI d 'USO ...
Le due resistenze R1-R2 orovvedono a fornire la
corrente di base ai transistor che, insieme all'av- ... o meglio qualche piccolo consiglio per non abu-
volgimento di "feedbach" 1-5 determinano l'inverso sare di questo oggetto.
dell'oscillazione.
L.:induttanza JAF1 da 100 microhenry ha il com- Anche se abbiamo finalizzato questo progetto alla
pito di "forzare la corrente d'ingresso, fornita dalla verifica di apparecchi elettrici per accertare che
pila, ad essere di forma sinusoidale aumentando siano immuni da disturbi, riteniamo indispensabile
cos il rendimento dell'intero convertitore. fornire qui alcune avvertenze per evitare spiacevoli
inconvenienti durante il suo utilizzo.
L: assorbimento di corrente di circa 0,5 Ampre, in Raccomandiamo dunque di:
quanto il circuito ha bisogno di una certa "energia"
e, comunque, considerato l'uso sporadico dell'ap- - non usare assolutamente il circuito diretta-
parecchio, si ottiene una sufficiente autonomia. mente contro le persone perch provocherebbe:
Allo scopo comunque consigliabile utilizzare una
pila ad alta capacit. in 1/10 d secondo la contrazione muscolare e una
forte repulsione;
La tensione disponibile al capi dell'avvolgimento
secondario 6-10 ha un'ampiezza gi notevole di in 1-3 secondi lo stordimento e anche la caduta a
circa 2.000 Volt picco/picco, ma insufficiente ad terra;
innescare una scarica in quanto anche alternata.
in 3-6 secondi paralisi della persona e in molti casi
Il successivo stadio moltiplicatore di tensione in- lo sbilanciamento e caduta a terra e uno stato di
nalza la tensione ad un valore in cui si verifica il disorientamento per parecchi minuti;
fenomeno della scarica tra due elettrodi puntiformi,
causata dalla ionizzazione dell'aria per effetto ap- in 6 10 secondi lo svenimento della persona.
punto dell'alta tensione presente.
- non dare in mano ai bambini;
Essendo il nostro stadio moltiplicatore composto da
10 diodi e da 10 condensatori, in pratica abbiamo - non usare verso o in vicinanza di persone che
5 celle moltiplicatrici, per cui il valore di picco/pic- abbiano ausili elettronici di sopravvivenza (pa-
co viene moltiplicato x5, ottenendo sui terminali di cemaker, arti bionici);
uscita una tensione a vuoto di circa:
- non usare il dissuasore in zone con materiali
2.200 Vpp x 5 = 11.000 Volt infiammabili;

Ovviamente la corrente disponibile con questa ten - - non usare il dissuasore in azioni come torture
sione irrisoria, ma comunque fastidiosa. verso persone o animali.

Il MOLTIPLICATORE di TENSIONE

La condizione principale per moltiplicare una ten-


sione in ingresso "n" volte quella di avere sempre
un segnale alternato. ~
ZTX653 BY 509
Per verificare la tensione che otteniamo in uscita
dal nostro moltiplicatore, necessario ricorrere alla
seguente formula:
Fig.2 Connessioni del transistor ZTX653
Volt CC =Volt AC x 2,82 x numero di celle viste da sotto e del diodo ad alta ten-
sione BY509. Per individuare il termina-
Per chi desiderasse approfondire l'argomento, in le + di tale diodo vi rimandiamo alla fig.4.
fig.5 vi riproponiamo uno schema formato da pi
celle duplicatrici che abbiamo gi pubblicato nel

20
1 CELLA rCELLA 3 CELLA 4 CELLA 5 CELLA

Fig.S Per ottenere tensioni molto elevate potete utilizzare questo schema, com-
posto da pi celle duplicatrici.
Pi alta sar la frequenza della tensione alternata da raddrizzare e da duplicare e
minore risulter la capacit dei condensatori di accoppiamento.

Volt CC = Volt AC x 2,82 x numero celle

C1 mF=[(40.000 x NC) : Hz] : (Vcc : mA)


mA uscita =(Vcc x C1 mF) : [(40.000 x NC) : Hz)

dove:
=
NC numero delle celle utilizzate nel circuito.

Attenzione: il nostro dissuasore pu essere usa- Iniziate dunque saldando sullo stampato le due re-
to a distanza di un metro in modo che l'ascolto sistenze R1-R2 e procedete con i diodi ad alta ten-
del crepitio generato dall'arco elettrico e la vista sione siglati da DS1 a DS10 (vedi fig.6).
della scarica elettrica agiscano da soli come de- Poich questi diodi vanno inseriti nel circuito stam-
terrente. pato rispettando la loro polarit, potreste trovar-
vi subito in difficolt perch il terminale positivo,
chiamato catodo, viene quasi sempre contrasse-
REALIZZAZIONE PRATICA gnato da un microscopico punto rosso o nero che,
con il passare del tempo, si cancella rendendo as-
Come potete notare osservando lo schema pratico sai arduo stabilire quale sia il terminale+.
di questo dissuasore siglato LX.1775 riprodotto in Infatti, usando il tester in posizione ohm come si
fig.G, si tratta di un circuito piuttosto semplice che fa per i normali diodi, non possibile rilevare il ter-
prevede l'utilizzo di pochi componenti. minale + perch questi diodi, che lavorano ad alta
tensione, sono caratterizzati da resistenze ohmiche
Nondimeno, come sempre, necessario eseguire molto e'evate.
ciascuna fase del montaggio con estrema accura- ~unico sistema valido per individuare il terminale
tezza per essere certi del risultato. + quello di utilizzare un tester commutato sulla
portata Volt CC ed un normale alimentatore sta-
Qui ci limitiamo a fornirvi la sequenza di esecuzio- bilizzato oppure una pila da 9 Volt.
ne e alcuni consigli, che sappimo essere partico- Come visibile in figA, un terminale del dioco va col-
larmente apprezzati da chi non ha ancora molta legato all'uscita positiva dell'alimentatore oppure a
dimestichezza con questa fase realizzativa. quello della pila.

22
f

Fig.6 Disegno dello schema pratico


del progetto.
In alto potete vedere la coppia di viti
+ dado per l'uscita della tensione e,
in bsso la presa pila alla quale an-
dr collegata una pila da 9 Volt.

Pl

PRESA PILA

Fig.7 La foto del circuito stampato a


montaggio ultimato.
Se seguirete le indicazioni presenti
nel paragrafo dedicato alla realizza-
zione pratica del progetto, porterete
a termine questo montaggio in bre-
vissimo tempo e senza problemi.

23
Fig.8 Ecco come si presenta il circuito del dissuasore elettronico LX.1775 una
volta inserito all'interno del mobile. A sinistra potete notare la pila a 9 Volt inseri-
ta nel vano appositamente predisposto.

All'uscita negativa va collegato il puntale negativo facendo attenzione a non invertire la loro polarit.
del !ester, mentre il puntale positivo va collegato A questo punto potete collocare il circuito all'interno
all'opposto terminale del diodo. del mobile e procedere al montaggio dei compo-
Se il terminale positivo del diodo rivolto verso nenti esterni, vale a dire le boccole di uscita che
il !ester leggerete una tensione positiva, mentre dovranno fuoriuscire dagli appositi fori predisposti
se verso il !ester rivolto il terminale negativo non sul mobile e fissatele dall'interno con i due dadi che
leggerete nessuna tensione. troverete in dotazione nel kit.
Ovviamente se non si riesce a leggere nessuna Procedete quindi al montaggio del pulsante per il
tensione baster capovolgere il componente. quale abbiamo previsto un foro sul laterale del mo-
Individuato il terminale + consigliamo di contras- bile, saldando le due linguette che fuoriescono dal
segnarlo con un punt o , per evitare di inserirlo nel suo corpo sullo stampato per mezzo di due spez-
circuito stampato in senso opposto al richiesto. zoni di terminale.
A questo punto non dovete far altro che collegare
Saldati tutti i diodi ad alta tensione rivolgendo il alla presa una pila da 9 Volt, richiudere il mobile e
punto di riferimento verso il foro indicato +, al di procedere ai vostri test.
sotto ed al di sopra di tali diodi, montate i conden-
satori ceramici siglati da C3 a C12 (vedi fig.6) e Per la Legge italiana questo dispositivo consi-
proseguite con il condensatore elettrolitico C1 ed derato arma propria ma non arma da fuoc. Pu
il poliestere C2. essere usato da persone con porto d'armi ma non
Come potete notare in fig.6, l'elettrolitico rico- pu essere portato per nessun motivo.
noscibile per la forma cilindrica del corpo e per il
segno + che andr posizionato come indicato nel
disegno.
In prossimit del condensatore C1 dovete saldare COSTO di REALIZZAZIONE
l'impedenza JAF1 da 100 microhenry, anch'essa
di forma cilindrica. ,; l componenti necessari per realizzare il circuito del
Procedete dunque saldando i due trahsistor TR1- dissuasore LX.1775 (vedi fig.6), compresi il circuito
TR2, orientando rispettivamente verso sinistra e stampato e il mobile plastico MOX04 Euro 40,90
verso destra il lato piatto del loro corpo, ed il tra-
sformatore T1. Il solo circuito stampato LX.1775 Euro 4,60

Completate questa fase di montaggio saldando in l prezzi sono comprensivi di IVA, ma non delle spe-
basso i terminali di collegamento alla presa pila, se postali di spedizione a domicilio.

24
Anche lo SHIATSU CHROME da oggi (E

Siamo lieti di comunicarvi che il nostro apparecchio Shiatsu Chrome pubblicato


nella rivista N.244 ha ottenuto la certificazione CE come medicale - estetico.

Pertanto, i lettori che avessero gi assemblato tale apparecchio acquistandolo in kit e


che fossero interessati ad ottenere la certificazione CE per la propria apparecchiatura,
dovranno spedirla presso i nostri laboratori corredata di una richiesta scritta, per
consentirci di eseguire tutte le verifiche del caso, il collaudo e la messa a norma:

NUOVA ELETTRONICA via Cracovia, 19 40139 Bologna ITALY

Al costo dell'operazione che di Euro 25,00 andr aggiunto quello dell'eventuale


sostituzione di componenti non di nostra fornitura.

Nota: /VA inclusa, spese di spedizione escluse.


Con questo articolo desideriamo fare un po' di chiarezza in merito
al cosiddetto fattore a, prendendo in esame sia il Quality Factor
dei singoli componenti elettronici, quali condensatori e induttanze,
che quello dei circuiti risonanti .

Chi lavora in ambito elettronico sia per professione dei componenti elettronici come condensatori e in-
che per hobby, come nel caso della maggior par- duttanze e il fattore Q di un circuito risonante.
te dei nostri lettori, e in particolar modo chi opera
nel campo RF (Radio Frequenza), a volte si trova Nel primo caso il fattore Q strettam ente legato a
a "dover fare i conti" con il cosiddetto fattore Q fattori costruttivi del componente come ad esem-
(Quality Factor =fattore di qualit), termine al quale pio la sezione del fi lo, il rapporto lunghezza/diame-
vengono attribuiti i significati pi svarlati frutto delle tro, il tipo di nucleo nel caso di una bobina oppure il
idee confuse che i pi hanno a riguardo. tipo di dielettrico nel caso di un condensatore.

In questo breve articolo cercheremo di fa re un po' Solitamente il Q viene riportato nell'elenco delle ca-
di chiarezza sull'argomento, ricorrendo all'aiuto di ratteristiche tecniche del componente.
alcuni semplici esempi esplicativi. Facciamo notare che, poich il suo valore cambia
al variare della frequenza, normalmente in tale
Iniziamo innanzitutto con il distinguere il fattore Q elenco viene indicato il valore peggiore.

26
a
Il di un condensatore espresso come rappor- seguente:
to della sua reattanza capacitiva e della sua ESR
(Equivalent Serie Resistance) come visibile in fig.1. XC ohm =159.000: {MHz x pF)
Ad esempio, se un condensatore da 100 m icroFa- oppure:
rad ha una ESR di 0,2 ohm e viene fatto lavorare
ad una frequenza di 100 Hz, il suo fattore a
sar XC ohm =159.000: (Hz x IJF)
uguale a:
a
Notate che il fattore viene espresso solo con un
a =XC: ESR numero ed pertanto una grandezza adimensio-
XC ohm = 1 : (6,28 x F x C) nale.
a =15,9: o,2 =79,5 E' per questo motivo che i condensatori possono
scaldarsi durante il loro funzionamento: la ESR pro-
dove: voca, infatti, una dissipazione di calore in funzione
XC = reattanza capacitiva espressa in ohm della corrente che li attraversa.
ESR = Equivalente Serie Resistance in ohm Tale fenomeno si pu facilmente riscontrare negli
6,28 = numero fisso pari a 2 x pi greco alimentatori switching, in cui i condensatori di li-
F = frequenza espressa in Hertz vellamento sono sottoposti ad elevate correnti im-
C = capacit espressa in Farad pulsive a frequenze relativamente alte.

Nota: nella formula abbiamo utilizzato le unit di La resistenza parassita ESR presente in quanto i
misura standard degli Hertz e dei Farad, ma nella componenti sono lungi dal poter essere considerati
realt solitamente ci si trova a lavorare con i Me- "ideali'; vale a dire "privi di perdite'' e, di conseguen-
gaHertz e con i plcoFarad o i mlcroFarad. za, si cerca di utilizzare quelli caratterizzati dal mi-
La formula in esame si trasforma allora nel modo a
gliore fattore possibile.

un po' di CHIAREZZA ...


Q=XC :ESR

Esempio: CONDENSATORE REALE


~

C= 100 pF
F=100Hz
=
ESR 0,2 ohm
-
'i'
~~
ESR XC

Calcoliamo la XC del condensatore usando la formula:

XC ohm =159.000 : (Hz x pF)


CONDENSATORE IDEALE
Quindi:

XC ohm =159.000: (100 x 100) =15,9 --Il--


Possiamo ora calcolare il Q:

Q= XC: ESR =15,9:0,2 =79,5


Fig.1 In tutti i condensatori presente una resistenza parassita ESR che provoca
il loro riscaldamento quando sottoposti a correnti elevate.

27
Il Q di una bobina induttore uguale invece al
rapporto tra la sua reattanza induttiva e la ESR
INOUTTANZA REALE (vedi fg.2).

@---1~~1 ESR Xl

Q= XL : ESR
=
XL 6,28 x F xL
dove:
XL = reattanza induttva espressa in ohm
6,28 = numero fisso pari a 2 x pi greco
F = frequenza espressa in Hz
INDUTTANZA IDEALE
L = induttanza espressa in Henry

Nota: anche in questo caso nella formula abbiamo


utilizzato le unit di misura standard degli Hertz e
degli Henry, ma poich nella realt solitamente ci
si trova a lavorare con i MegaHertz e con i micro-
Q = XC : ESR Henry, la formula in esame si trasforma nel modo
seguente:

Fig.2 Anche nelle induttanze presente la XL ohm = 6,28 x (MHz x IJF)


ESR dovuta alla resistenza del filo con il
quale sono realizzate. Anche in questo caso la ESR una resistenza di
perdita dovuta alla resistenza ohmica del filo con
cui realizzato l'avvolgimento.


dB

L c

BW
Esempio:

FO = 50MHz
Q= FO :BW BW= 10MHz

Q =50 MHz : 10 MHz =5


Fig.3 In un circuito risonante il fattore Q esprime la sua larghezza di banda. In questo
caso il Q il rapporto tra la frequenza centrale e la sua larghezza di banda a -3 d B.

Nella tabella riprodotta nella pagina a lato sono riportati i valori di alcuni parametri
delle induttanze NEOSID tra cui il valore Q.

28
% Q Freq. Ris. > R~ l ma)(.
-
) ~ (MHz) ohm (mA)

0,1 70 600 O~ 15 800


0,12 80 560 0,15 800
0,15 80 470 0,2 800
0,18 80 420 0,2 800
0,22 ?O 380 0~2 800
0,27 80 320 0,25 800
0,33 80 290 0,25 800
0,39 75 260 0,25 800
0,47 75 230 0,3 800
0,56 45 210 0,35 800
0,68 45 185 0,35 800
0,82 45 165 0,4 800
1 55 155 0,25 800
1,2 60 135 0,3 800
1,5 65 115 0,3 800
1,8 65 100 0,3 800
2,2 65 85 0,33 800
2,7 70 75 0,33 800
3,3 55 72 0,35 800
3,9 60 64 0,4 800
4,7 60 58 0,44 750
5,6 65 51 0,46 750
6,8 65 47 0,5 750
8,2 o 41 0,55 750

L:t5% Q R~ l max.
(JJH) ~ ohm (mA)

10 55 38 0,55 700
12 55 32 0,6 680
15 60 27 0,7 620
18 60 23 0,75 580
22 60 20 0,85 t 560
27 60 18 0,9 540
33 60 16 0,95 520
39 60 14 1,1 500
47 60 12 1,2 480
56 60 9 1,3 460
68 60 8 t 4 440
82 60 7 1,6 400
100 60 6,5 1,8 380
120 60 5,5 2 360
150 60 4,5 2, 2 340
180 60 2,8 2,5 320
220 60 2,5 2,8 300
270 60 2,2 3,1 280
330 60 2 3,4 270
390 65 3,5 8 180
470 70 . 3 9 180
56 70 . 2,5 10 170
680 70 1,5 11 150
820 70 1,5 12 140

29
Esempio:

L c L= 11JH
C= 33pF
FO = 1: (6,28 x .JL x C)= 27,71 MHz

Fig.4 La condizione di risonanza avviene quando la XC e la XL assumono gli stessi valori.

Nota: per agevolare i calcoli, la formula della frequenza di risonanza pu essere


modificata nel modo seguente:

FO MHz =159,24: ./pF x p H


in cui i valori di capacit sono espressi in picoFarad e quelli di induttanza in microHenry.
Se calcoliamo la XL e la XC a questa frequenza, otterremo che assumono gli stessi valori.
Infatti:

XC ohm = 159.000: (MHz x pF) = 159.000: (27,71 x 33) = 173,8


XL ohm = 6,28 x (MHz x p H) =6,28 x (27, 71 x 1) = 174
Nota: la piccola differenza tra l valori dovuta agli arrotondamenti.

Facciamo notare che in alta frequenza non la re- ad una freq uenza che uguale a:
sistenza che si misura con un tester, bens quella
che viene misurata alla frequenza di lavoro, che FO = 1 : (6,28 x .JL x C)
pu avere un valore pi elevato: a causa dell"'ef-
fetto pelle" infatti, la corrente non fluisce unifor- Il fatto che anche in questo caso i componenti
memente nel conduttore ma soltanto in superficie, non siano "ideali'; quindi con un Q non infinito,
riducendo "virtualmente" la sezione effettiva del comporta che alla frequenza di risonanza il circu-
conduttore stesso. ito non si comporti esattamente come un circuito
"aperto: come dovrebbe essere almeno teorica-
Talora si preferisce ricorrere all'utilizzo di nuclei mente, ma presenti una resistenza parassita RP
magnetici per la costruzione di bobine, in quanto posta virtualmente in parallelo ai componenti (vedi
si riesce ad ottenere lo stesso valore di induttanza fig.S).
avvolgendo meno spire e utilizzando meno filo, con
la conseguente riduzione della ESR che si traduce Il valore di questa resistenza parassita dipende dal
in un Q maggiore. Q della bobina ed ha un effetto negativo sul circuito
in quanto ne diminuisce la selettivit, mentre il Q
Avendo concluso il discorso relativo ai condensato- del condensatore in molti casi rimane elevato e
ri e alle induttanze, continuiamo a parlare di fattore pertanto pu essere trascurato.
Q applicato ai circuiti risonanti di tipo parallelo.
Poich utile conoscere in anticipo la larghezza
Il Q di un circuito risonante ugua!e al rapporto di banda che ci possiamo aspettare da un circuito
tra la sua frequenza centrale e la sa larghezza risonante parallelo in funzione del Q della bobina
di banda a -3 dB e fornisce una misura della sua utilizzata, vi proponiamo alcuni esempi che chiari-
"selettivit" (vedi fig.3). scono come procedere per individuarla.

La frequenza di risonanza (FO} si ha quando la re- Il valore di questa resistenza parassita uguale a:
attanza capacitiva del condensatore uguaglia la
reattanza induttiva della bobina e questo avviene RP = Q x XL
30
Esempio:

RP = Q x XL =55 x 628 = 34.540 ohm

'i
~RP =
f
L 10 pH Neosid
=~c Q = 55 (vedi tabella alla pagina precedente)
C= 25,3 pF
1 . - -.......- ....J
In questo esemp io abbiamo un circuito risonante
alla frequenza di 10 MHz determinato applicando
la formula:

FO MHZ =759,24: ,JpF x pH


quindi:
Flg.5 Il valore della resistenza parassita RP
dipende dal Q. 159,24 : .J25,3 x 10 =10 MHz

RS 5llohm
Esempi o:

l c L =0,1pH
C =47 pF
FO = 73,4 MHz
XL = XC = 46 ohm

Per conoscere il Q di questo circuito e quindi la selettivit bisogna procedere


nel modo seguente:

Q = RS :XC = 50: 46 = 1,08 BW = FO : Q = 73,4 M Hz : 1,08 = 67,9 M Hz

Fo 73,4MH1
dB

1 MHz 10 MHz -- ~~ 1 GHt

SW =81-' M ~~

Fig.6 Come potete desumere dal grafico, la resistenza d i uscita del generatore
RS influenza il Q del circuito risonante.

31
Ad esempio, se prendiamo in considerazione una in collegamento a "qualcosa" che lo sottoporr ad
induttanza Neosid da 10 microHenry (vedi fig.5), altri "carichi'; come la resistenza d'ingresso di uno
consultando i data sheet apprendiamo che essa ha stadio amplificatore oppure la resistenza ji uscita
un Q di 55 e pertanto facendola funzionare a 10 di un generatore.
MHz avr una RP pari a:
Queste resistenze ridurranno ulteriormente il Q
RP =55 x 628 = 34.540 ohm del circuito risonante.

Questa resistenza "virtuale influenzer il Q del cir- A riguardo vi proponiamo l'esempio di fig.6.
cuito risonante riducendolo e pertanto la larghezza
di banda sar pi ampia. Si tratta quindi di un circuito poco selettivo, ma se
aumentiamo la RS del generatore a 1.000 ohm ve-
Ovviamente un circuito risonante parallelo non diamo come si modifica il Q a parit di frequenza
verr mai fatto funzionare da solo, bens sempre centrale osservando l'esempio illustrato in fig.7

Esempio:
RS IOOOohm
L=0, 1 pH
C =47 pF
l c
Q=RS : XC= 1.000:46=21,7

BW =73, 4 MHz: 21,7 =3,38 MHz

n x73,4 MHz

1 GH

BW = 3,38MHz.

,.

Fig.7 Rispetto alla fig.6 dove la RS risultava da 50 o hm, aumentandone Il valore a


1.000 ohm possiamo notare una maggiore selettivit.

32
Come si pu notare, aumentando la RS il Q za di "carico'; cosa che in pratica avviene senpre,
notevolmente aumentato rendendo il circuito pi il Q verr ulteriormente ridotto in quanto la resi-
selettivo utilizzando gli stessi componenti UC . stenza totale a cui sottoposto data dal "paral-
lelo" dei due valori, come evidenziato dall'esem-
Se al circuito verr applicata anche una resisten- pio di fig.8.

RS 1.000 ohm RS1 500 Ohnl

L c RC
1.000 ohm
- L c

Esempio:

RS1 = (RS x RC) : (RS + RC) = (1.000 x 1.000) :2.000 = 500 ohm

Fig.8 L'insieme delle due resistenze RS e RC pu essere considerato un unico


valore dato dal parallelo tra le due.

In queste condizioni il Q verr ridotto come evi- "loaded Q', cio Q caricato, in quanto si conside-
denziato dall'esempio di fig.9. ra anche la resistenza di carico a cui sottoposto
Possiamo allora dire che la selettivit e pertanto il il circuito), dipendono dal valore della resistenza
Q del circuito risonante (si chiama in questo caso di carico a cui il circuito collegato.

dB l

3 dB

BW ~6.7 MHz

Esempio:

Q = RS :XC = 500 : 46 = 10,8 BW = FO: Q= 73,4 MHz : 10,8 = 6,7 MHz

Fig.9 In questo esempio si pu notare come la presenza della resistenza di cari-


co RC influisca sulla selettivit.

33
A parit di frequenza e di resistenza di carico ap- Se, viceversa, vogliamo ottenere una deside-
plicato, anche il rapporto l/C di un circuito ri so- rata larghezza di banda con resistenza equiva-
nante determina la selettivit come evidenziato lente di carico nota, possiamo procedere come
in fig.10. nell'esempio che vi proponiamo di seguito.

f11SUMHt
dB

RS SOohm

c
22pf

10M Hz 10 MHt 1 GHz

Esempio:

FO =151,8 MHz
Grande induttanza - piccola capacit = basso Q

Q= RS: XC= 50: 47,6 = 1,05 BW = FO : Q= 151,8 MHz : 1,05 = 144,5 MHz

RS 50 ohm

c
220pf

BW o 14,4MH1

Esempio:

FO =151,8 MHz
Piccola induttanza - grande capacit =alto Q
Q = RS : XC = 50 : 4,76 = 10,51 BW = FO: Q =151,8 MHz : 10,51 = 14,4 MHz

Fig.10 Come potete desumere da questi due esempi, il rapporto LJC determina la
diversa selettivit dei circuiti.

34
Esempio: vogliamo calcolare un circuito risonan- presenta una resistenza di uscita RS di 500 ohm
te alla frequenza di 100 MHz con una larghezza e una resistenza di carico RC di 1.000 ohm (vedi
di banda di 15 MHz collegato a un circuito che fig.11).

RS SOOohm

=~c RC
7 pF 1.0000IIm

Fig.11 Con questo esempio evidenziamo come sia possibile calcolare i compo-
nenti L/C in modo da ottenere un circuito risonante con una determinata larghez-
za di banda in funzione dei valori RS e RC.
L'esempio prosegue nella pagina successiva.

Esempio:

=
FO 100 MHz
BW= 15 MHz
l
Il Q del circuito deve essere uguale a:

Q= FO:BW

100 MHz : 15 MHz = 6,66

La resistenza totale equivalente RP sar uguale al parallelo della RS con la RC:

RP =(RS x RC) : (RS + RC)


500 x 1.000: (500 + 1.000) = 333 ohm

La reattanza alla FO dei due compd(lenti L/C uguale a:

XL (oppure XC)= RP: Q

333 ohm : 6,66 =50 ohm

35

RS 511Dohm

c RC
31,8pF 1.000 ohm

Proseguiamo l'esempio di fig.11, evidenziando come, una volta conosciuti i valo-


ri di XL e XC, sia semplice calcolare i valori di L e di C in funzione della frequenza
di lavoro usando la formula sotto riportata.

r. IOOMHz
dB

8W x 15MHz

Pertanto i valori dei componenti saranno:

L =XL : (6,28 x F) = 50 : (6,28 x 100 MHz) = 79,6 nH


C= 1 : (6,28 x F x XC) = 1 : (6,28 x 100 MHz x 50) =31 ;8 pF
In questo caso il Q del/'induttanza determina principalmente la perdita di inserzione
del filtro.

36
La nostra gamma di diffusori per la Magnetoterapia KM 1680

. . TnT

Mapetotorapla BF 100 Gauss

MODELLO FUNZIONI TIPO DIFFUSORE NOTE


EPROM

Modello Base
vedi
Gestisce 2 diffusori circolari RIV. 230
o solerioidi (cod.MPSO).

Modello B

Gestisce 2 tipi di diffusori:


- circolare o solenoide (cod.MPSO);
vedi
- rettangolare o "a saponetta"
RIV. 234
(cod.MP1680).

La funzione "store" memorizza le


regolazioni impostate.

Modello D

Gestisce 3 tipi di diffusori:


- circolare (cod.MPSO);
vedi
- rettangolare (c0d.MP1680);
RIV. 244
- panno (cod.PC1680).

La funzione "store" memorizza le


regolazioni impostate.

Nota: i settaggi vanno realizzati con i diffusori collegati.


t.
Con questo moderno caricabatteria wireless potrete rlcarlcare le vo-
stre batterie al piombo N iCd e NiMh in tutta sicurezza senza intricati
grovigli di fili e senza nessun contatto elettrico con l'alimentatore.

Ormai "wireless" diventato un termine di uso cor- denti elettrico: come noto, basta appoggiare lo
rente essendo sempre pi numerosi gli apparecchi spazzolino sull'apposito sostegno per awiare la
funzionanti "senza filo" che utilzziamo quotidiana- fase di carica della batteria.
mente.
La cosa sorprendente che non c' contatto
Per la realizzazione di questo progetto di caricabat- elettrico tra le due parti, perch lo spazzolino e
teria siamo ricorsi a questo sistema non per inviare il suo caricabatterie sono separati da uno strato
a distanza informazioni, bens per produrre "ener- di plastica.
gia" utile per caricare delle ba~erie.
Abbiamo pensato di applicare la modalit wireless
Il principio di funzionamento lo stesso di quello a tutti i dispositivi per i quali pu essere di indubbia
che ha ispirato !"'inventore" dello spazzolino da utilit caricare la batteria senza contatto.

38
Pensate ad esempio a tutte le situazioni in cui - una unit, che chiameremo Slave, da inglobare
indispensabile isolare dall'umidit l'oggetto da cari- nell'apparecchio a cui dobbiamo caricare la batteria.
care, ma si vuole evitare di spendere una fortuna in
uno stampo per mobili. Naturalmente l'apparecchio al quale verr associa-
il caso, ad esempio, di una lampada a led per to il circuito Slave dovr dipendere esclusivamente
subacquei IP68 (immersione totale). dalla batteria per il suo funzionamento e conterr al
suo interno il circuito senza nessun collegamento
In passato abbiamo gi realizzato qualcosa di simi- esterno.
le e a molti di voi forse non sar sfuggito: si trattava
di una chiave magica a trasponder in cui una bo- l due apparecchi Master e Slave devono avere in
bina riceveva il campo elettrico dalla bobina di un comune due "zone" dei rispettivi mobili o contenito-
circuito master (vedi LX.1527/LX.1528 pubblicato ri, sotto alle quali siano state prevenlivamente fis-
nella rivista N.213). sate le bobine L 1.

Tale campo elettrico generava una forza elettromo- Naturalmente tra la bobina L 1 del M aster e la bobi-
trice che alimentava, per mezzo di un'altra bobina, na L 1 dello Slave devono essere presenti le pareti
il sistema di decodifica: quest'ultimo, dopo aver tra- che fungeranno da isolante.
sferito i dati nella chiave, apriva il rel.

Il carica batteria wireless che vi presentiamo ora SCHEMA ELETTRICO


composto da due unit:
Il progetto si compone di due parti: un trasmettito-
- una unit, che chiameremo Master, collegata alla re (Master) in grado di generare un segnale elet-
rete per mezzo di un alimentatore a 24 Volt in alter- tromagnetico di una certa intensit e un ricevitore
nata o in continua. (Slave) in grado di trasformare il segnale emesso

Fig.1 Ecco come si presentano a montaggio ultimato i circuiti del trasmettitore e del
ricevitore che costituiscono il nostro caricabatteria.

39
R1

B CE
MJE 15030

Fig.2 Schema elettrico dello stadio trasmettitore siglato LX.1773 e connessioni del
transistor NPN viste frontalmente e, sotto, elenco completo dei componenti utilizzati
per la sua realizzazione.

ELENCO COMPONENTI LX.1773

=
R1 1 ohm Y2 W C5 = 1 microF. poi. 100 V
=
R2 6.800 ohm =
C6 22.000 pF poi. 100 V
=
C1 1.000 microF. elettr. 50 V RS1 = ponte raddrizz. 100 V 1 A
=
C2 33.000 pF poi. 100 V TR1 = NPN tipo MJE15030
=
C3 22.000 pF poi. 100 V L 1 =vedi testo
C4 = 47.000 pF poi. 400 V F1 = fusibile 1 Ampre

dal trasmettitore in una tensione continua con una ma solamente avvicinando le due bobine di cui i
certa inten sit di corrente. circuiti dispongono.

Il tutto funziona sfruttando un po' lo stesso principio Forse tra i nostri lettori meno giovani alcuni ricorde-
del trasformatore di tensione a 50 Hz (vedi f ig.3), ranno che in passato venivano realizzati ricevitori
anche se come "mezzo" di trasporto non viene uti- radio per le onde medie/corte senza alcuna alimen-
lizzato dellamierino di ferro silicio (circuito magne- tazione, in cui la sola energia RF ricevuta tramite
tico) per sviluppare sull'avvolgimento secondario lunghe antenne filari, raddrizzata tramite un diodo
una tensione indotta, bens l'aria. al germanio, era sufficiente per ascoltare l'emitten-
te tramite una cuffia ad alta impedenza.
Il nostro sistema lavora infatti ad una frequenza di
1.000 volte superiore (circa 50.000 Hz) ed per-
tanto in grado di propagarsi attraverso il vuoto come SCHEMA ELETIRICO dello STADIO TX
le onde radio (vedi fig.4). '
Dando un'occhiata allo schema elettrico riprodot-
Raccogliendo l'energia trasmessa tramite un circui- to in fig.2, si pu notare che si tratta di un circuito
to accordato sulla medesima frequenza di emissio- estremamente semplice che funziona grazie ad un
ne riusciremo a sviluppare, una volta raddrizzata transistor di media potenza NPN del tipo MJE15030
e livellata, una tensione continua che potremo (vedi TR1 ).
utilizzare per la ricarica di batterie e il tutto senza
che ci sia alcun contatto elettrico tra le due parti, Tale transistor viene fatto oscillare ad una frequ en-

40
Fig.3 Nel disegno schematizzato
il funzionamento di un trasforma-
tore con nucleo ferromagnetico.
Come potete notare il generatore
di tensione alternata (50 Hz) ge-
nera sul primario un flusso ma-
gnetico nel nucleo e sull'avvolgi-
mento secondario una tensione.

' ---
,,,#" ..., ' '

Fig.4 In aria, per aumentare il


trasferimento di potenza e le di
mension delle bobine occorre
aumentare la frequenza del gene-
ratore.

Fig.S Le nostre bobine sono state


realizzate In modo compatto: au-
mentando la distanza diminuisce '
l
l

la corrente disponibile. i i l:~ i i i l I r ; ~l


'fi7 Tl i r
l
~ \..J--.l...!..\''' ..%
~~-=-- - ~~~- 7. l l
l '
\ //,'/.'t~l\tl'.\\\\
...... l l ' l l t ' \ ..,;
/

Fig 6 Avvicinando le bobine l'una


all'altra come esemplificato nel
disegno, si ottiene la massima
erogazione di corrente.

41
za di circa 50 kHz tramite un circuito accordato L/C, Come alimentazione in continua il circuito richiede
composto dalla stessa bobina L 1 di emissione e una tensione non stabilizzata di circa 32 Volt mas-
dal condensatore C4 da 47.000 pF collegato in pa- simi, realizzati tramite una semplice operazione di
rallelo ad essa. rettificazione e livellamento di una tensione alter-
nata di 24 Vac.
Grazie a questo stadio abbiamo cos realizzato un
oscillatore di potenza estremamente affidabile, in Se non disponete di un trasformatore di recupero
cui l'assorbimento di corrente e quindi la potenza con queste caratteristiche, potrete utilizzare il no-
emessa dipendono solo dalla d istanza tra la bo- stro trasformatore siglato TN01.34 perfettamente
bina trasmittente e la bobina ri cevente da cui si idoneo allo scopo.
"estrae" corrente.
Il fusibile da 1 Ampre posto in serie alla tensio-
Se le bobine non interferiscono e sono lontane, lo ne alternata di 24 Volt, protegge il trasformatore
stadio assorbir una corrente m i n ima (vedi fig.5), nel caso in cui si verifichi un'avaria nel circuito
se invece sono vicine ci sar un aumento della tale da provocare un assorbimento di corrente
corrente fino ai valori adatti per caricare la batte- superiore ad 1 Ampere. In tal caso il fusibile si
ria (vedi fig.6) . interromper.

stato scelto il transistor MJE15030 non soltan-


to perch offre caratteristiche di robustezza non SCHEMA ELETTRICO dello STADIO RX
indifferenti, infatti sopporta una tensione VCE di
15Q Volt ed una corrente di collettore le di ben 8 La bobina L1 ricevente (vedi fig.?) raccoglier il
Ampre, ma anche perch presenta caratteristiche campo elettromagnetico generato dalla bobina tra-
"dinamiche" che lo rendono particolarmente adatto smittente e svilupper ai suoi capi una tensione al-
per circuiti di oscillatori di potenza. ternata avente la stessa freq uenza di quella emes-
sa dalla bobina trasmittente, cio circa 50 kHz.
La resistenza R2 da 6.800 ohm con in parallelo il
condensatore C2 da 33.000 p F, oltre a polarizzare Come abbiamo detto, il valore di questa tensio-
il transistor TR1 introduce il necessario feedback ne sar massimo quando le due bobine saranno
per innescare l'oscillatore. accoppiate in modo stretto, cio poste una sopra
l'altra (vedi fig.5} e si ridurr mano a mano che au-
Sul collettore presente una tensione di oltre 60 menter la distanza tra le due (vedi fig.6}.
Volt d'ampiezza di forma sinusoidale con periodo
di 20 microsecondi corrispondenti ad una fre- Nota: per estrarre il massimo segnale e quindi
quenza di 50.000 Hz. la maggior corrente possibile, le due bobine
dovranno perci essere poste il pi vicino pos-
La resistenza R1 da 1 ohm ha il compito di disac- sibile.
coppiare l'oscillatore dall'alimentazione.
Diversamente da quella trasmittente, la bobina rice-
l.:induttanza della bobina composta da 20+20 spire vente composta da 30+30 spire e l'induttanza ai
ha un valore di circa 110 microHenry che, insieme due capi estremi ha un valore di circa 230_micro-
alla capacit del condensatore C4 da 47.000 pF e Henry che, insieme alla capacit di 33.000 pF del
a quella dei rimanenti due condensatori C3 e C6 da condensatore C1 posto in parallelo, forma un circu-
22.000 p F, determina la frequenza di oscillazione. ito risonante sintonizzato ad una frequenza pari a
quella del segnale trasmesso.
Quando la bobina non sar posta in prossimit di
quella ricevente, la corrente assorbita "a riposo'; as- In questo modo si ottiene il massimo trasferimento
sumer un valore di circa 100 m illiAmpre. di energia tra i due circuiti.

Questo valore aumenter quando' la bobina sar Questa tensione, essendo alternata, non per in
posta in vicinanza di quella ricevente, in modo da grado di caricare nessuna batteria ed per questo
effettuare la ricarica della pila collegata in uscita. motivo che per raddrizzarla abbiamo utilizzato due
diodi veloci del tipo BYW100 siglati DS1 e DS2.
Vi ricordiamo che durante il normale funzionamen-
to, il transistor TR1 scalder leggermente e il calore Se per caso qualcuno di voi volesse realizzare il
prodotto verr smaltito dalla piccola aletta di raffred- circuito con diodi di surplus, raccomandiamo di non
damento sulla quale si trover fissato. usare dei comuni diodi tipo 1N4007 perch, facen-

42
RZ

OZI Rll
C3 RIO
VDLT
USCITA

"""..
IN CARICA

R9 R1Z 01.2

Rll Dll

FINE
CARICA

R.X

AUA
BAffiRIA

Fig.7 Schema elettrico dello stadio ricevitore siglato LX.1774 e, sotto, elenco com-
pleto dei componenti utilizzati per la sua realizzazione.

ELENCO COMPONENTI LX.1774

R1 = 2.200 ohm R11 = 1.000 oh m =


DS1 diodo tipo BYW100
R2 = 470 ohm R12 = 1.000 ohm DS2 ::: diodo tipo BYW100
R3 = 4.700 ohm R13 = 1.000 ohm DS3 = diodo tipo 1 N.4148
R4 = 4.700 ohm R14 = 1.000 ohm DS4 = diodo tipo 1 N4007
R5 = 100 ohm C1 ::: 33.000 pF poi. 250 V DL1 =diodo led (giallo)
R6 = 120 ohm C2 = 1.000 microF. elettr. 50 V DL2 =diodo led (rosso)
R7=4,7 ohm C3 = 100.000 pF poliestere =
DL3 diodo led (verde)
R8 = 4,7 ohm 1h W C4 = 100 microF. elettrolitico IC1 =integrato tipo LM317
R9 = 1.000 ohm JAF1 = imped. 100 microhenry IC2 = integrato tipo L~358
R10 = 10 megaohm DZ1 = zener 24 V 1h Watt L 1 = vedi testo

DIODO
LED A K

LM358 LM 317
' '

Fig.S Connessioni dell'integrato LM358 viste da sopra e con la tacca di riferimento


ricolta verso sinistra, dell'integrato LM317 viste frontalmente e del diodo led.
Come noterete, il terminale anodo (A) riconoscibi le per la maggiore lunghezza
rispetto il terminale catodo (K).

43
doli lavorare a queste frequenze, introdurrebbero Il caricabatteria proposto adatto solo per batterie
perdite elevate. al piombo, ma anche possibile utilizzar o per altri
tipi di batteria come le Ni-Cd e le Ni-Mh limitando a
~induttanza "a fungo" JAF1 da 100 microHenry, valori di "sicurezza" la corrente e le tensioni di ricarica.
posta tra i due catodi dei diodi DS1 e DS2 e il posi-
tivo del condensatore C2, ha il compito di "isolare" ALTRE INFORMAZIONI UTILI
quest'ultimo dal segnale a frequenza doppia rispetto
a quella d'entrata: i due diodi DS1 e DS2 insieme Il regolatore IC1 siglato LM317 utilizzato come
alla presa centrale della bobina compongono, infatti, normale regolato re di tensione in cui, per determina-
un raddrizzatore a doppia semionda che genera re il valore della tensione erogata, vale la relazione
un segnale pulsante a 100 kHz migliorando il rendi- tipica:
mento del circuito.
Vu =1,25 x [RX: (R5 + R6 + R7)] +1
Il valore di tensione indotta che si sviluppa tra i due
catodi dei diodi raddrizzatori e la massa assume un Nota: la resistenza RX inserita nefla formula ugua-
valore massimo di circa 40 Volt. le al parallelo delle due resistenze R3 e R4 e, aven-
Questa tensione andr a caricare il condensatore do queste lo stesso valore pari a 4. 700 oh m, sar
C2 da 1.000 microFarad in modo da rendere la ten- uguale alla sua met, cio 2.350 ohm.
sione continua livellata e in grado di erogare picchi
di corrente al bisogno. Nel nostro caso otterremo che la tensione di uscita
per la ricarica di una batteria al piombo da 12 Volt
~intensit di accensione del diodo led DL1 giallo avr un valore di circa 14,3 Volt.
collegato in parallelo al condensatore C2 di livella- In effetti, la tensione che verr applicata ai capi del-
mento tramite la resistenza da 2.200 ohm, fornisce la batteria avr un valore leggermente pi basso, in
una indicazione visiva della tensione sviluppata. quanto il diodo DS4 e la resistenza R8 da 4,7 ohm
La posizione delle due bobine verr pertanto adatta- introducono una caduta di tensione di circa 1,3 Volt
ta per attenerne la massima luminosit del diodo, totali.
che corrisponder alla massima tensione raccolta In tutti i casi alla batteria non verr applicata una ten-
dal circuito trasmettitore LX.1773. sione pi alta di:

Dalla tabella possiamo ricavare quanta tensione e 14,3- 1,3 =13 Voit
quanta corrente possit:ile prelevare collegandoci
all'uscita ausiliaria nel caso in cui si desideri utilizza- Oltre alla limitazione d tensione bisogna eseguire
re un circuito diverso di caricabatteria: anche una limitazione in corrente al fine di non dan-
neggiare la batteria collegata.
Vout dc (V) lout dc (mA)
Questo compito lo abbiamo affidato al primo ape-
35 O (a vuoto) razionale IC2/A contenuto nii'LM358 insieme alla
32 32 resistenza R8 da 4,7 ohm posta in serie alla batteria
28 60 e al valore fisso di tensione che presente tra i ter-
24 100
22 150 minali R/U del regolatore LM317.
19 190
16 340 Per mezzo di due resistenze una da 4,7 ohm (R7)
5 500 e l'altra da 120 ohm (R6) generiamo due tensioni
costanti di riferimento, una da 26 milliVolt e l'altra
Nota: fa tabeffa evidenzia come fa tensione dispo- da 693 milliVolt circa.
nibile sullo stadio RX diminuisca in funzione della Utilizziamo la prima per il comparatore di tensione
corrente assorbita. costituito dal secondo operazionale IC2/B contenuto
neii'U/1358, che svolge il compito di spegnere il dio-
La tensione continua cos ottenuta,viene utilizzata do led rosso e di accendere quello verde quando la
per l'alimentazione della rimanente parte del circuito corrente di carica inferiore al valore espresso da:
e cio del regolatore di corrente di carica con limita-
zione di tensione costituito dal regolato re di tensione I :V:R
regolabile IC1 siglato LM317, che stato associato
ad un semplice operazionale IC2/B per ottenere una dove:
indicazione visiva dello stato di funzionamento del V = tensione di riferimento
caricabatteria. =
R valore della resistenza R8

44
24V"'

Fig.9 Schema pratico di montaggio della scheda del trasmettitore. Prima di montare
il transistor TR1 sullo stampato, dovrete fissarlo sull'aletta di raffreddamento di cui
abbiamo t ratteggiato la sagoma nel disegno.

ALETTA
SUIC1

., VOLT

USCITA
- , ._ _ _p

+ - l i i i i i i l _...,
,.._l!!!l!!!!!!!f?- + ALLA
BAmRIA

Fig.10 Schema pratico di montaggio della scheda del ricevitore. In questo caso, do-
vrete fissare l'integrato IC1 sull'aletta di raffreddamento prima di saldarne i terminali
nei fori predisposti al celjtro del circuito stampato.

45
Nel nostro caso e con i valori da noi inseriti questo Vi suggeriamo di iniziare il montaggio della scheda
valore di circa: del trasmettitore che, come potete notare, prevede
il montaggio di pochi componenti.
0,026 : 4,7 =5,5 mA Prima di tutto saldate le due resistenze R1 e R2
che potete identificare per le diverse dimensioni del
Vale a dire che, quando la batteria collegata assor- loro corpo.
bir una corrente inferiore a questo valore, noi la
potremo considerare carica e potremo quindi scol- Procedere dunque con i condensatori poliestere
legarla. e con l'elettrolitico C1 , che dovrete posizionare
sullo stampato in modo che il lato positivo del suo
Per correnti superiori a questo valore si avr l'ac- corpo sia orientato verso sinistra.
censione del led rosso di carica, che indicher che
la batteria non ha terminato la carica. Come potete notare in fig.9, in prossimit di questo
condensatore dovrete saldare il ponte raddrizzato-
Invece il valore della corrente di massima carica re RS1 e, al margine sinistro dello stampato, il por-
determinato dal rapporto: tafusibile al cui interno dovrete inserire il fusibile
da 1 Ampere.
l =V: R
A questo punto prelevate dal blister la piccola aletta
Nel nostro caso e con i valori da noi inseriti questo di raffreddamento e fissate sul suo corpo il transi-
valore sar~ rari a: stor TR1 serrandolo per mezzo dell'apposita vite,
dopodich ponete l'insieme cos ottenuto in posi-
0,693 : 4,7 = 0,147 Am pre equivalenti a 147 mA zione e saldate i terminali del transistor nei fori pre-
disposti sullo stampato.
Questo sar il massimo valore della corrente di
ricarica. Per concludere il montaggio dovete ora provvedere
a fissare in alto a sinistra la morsettiera per il col-
Il diodo 1N4007 (vedi DS4) collegato tra l'uscita del legamento ai 24 Volt e sulla destra quella a 3 poli
caricabatteria e il positivo della batteri a sotto carica, per il collegamento alla bobina esterna siglata L 1
ha il compito di evitare che la tensione della batte- (vedi fig.9).
ria si riversi verso il circuito regolatore influenzan-
done il regolare funzionamento. La realizzazione di quest'ultima non presenta par-
ticolari difficolt e mettendo in pratica qualche pic-
Il diodo zener da 24 Volt limita ta tensione di ali- colo accorgimento la porterete a termine in pochi
mentazione all'operazionale LM358 a questo valo- minuti.
re, in quanto tensioni superiori ai 30 Volt potrebbe- Prendete innanzitutto del filo smaltato del diametro
ro provocare la distruzione di questo integrato. di 0,5 mm ed avvolgetelo intorno ad un supporto
guida che abbia un diametro di circa 40 mm.
Chi desideri utilizzare solo la parte raddrizzatrice,
dovr applicare la tensione disponibile (vedi Volt in Iniziate ad avvolgere le prime 20 spire lasciando
Uscita nella tabella) ad un caricabatteria specifico inizialmente un 15-20 cm di filo libero, con il quale
per il tipo di batteria da ricaricare, in quanto cos si realizzerete il collegamento con la morsettiera.
potranno escludere dal circuito tutti i componenti Avvolte le 20 spire, fermatevi e, dopo aver intrec-
del regolatore e cio l'integrato LM317 e l'integra- ciato insieme due capi del filo per 15-20 cm per
to LM358 in quanto superflui: in assenza di carichi formare la presa centrale, continuate ad avvolgere
inutili, si otterranno cos la massima tensione e cor- nello stesso senso le rimanenti 20 spire per termi-
rente ai capi del condensatore C2. nare la bobina.

La bobina cos ottenuta dovr corrisj:ondere a


quella riprodotta in fig.9.
REALIZZAZIONE PRATICA
Attenzione: prima di inserire i 3 capi di filo della
La realizzazione pratica di questo caricabatteria bobina nella morsettiera dovete raschiare la verni-
prevede il montaggio di due circuiti, vale a dire ce isolante presente sulla loro superficie e stagnar-
quello relativo allo stadio TX siglato LX.1773 (vedi li. Solo a questo punto potete inserir/i nella mor-
fig.9) e quello relativo allo stadio RX siglato LX.1774 settiera rispettando la sequenza C-B -A indicata in
(vedi fig.10). fig.9 e stringere le viti.

46
Fig.11 In questa foto riprodotto lo stadio del trasmettitore. Prima di realizzare la
bobina L1, vi consigliamo di leggere i s uggerimenti pratici descritti nell'articolo.

'.
Fig.12 In questa foto abbiamo riprodotto lo schema pratico dello stadio ricevitore
che abbiamo realizzato insieme allo stadio trasmettitore riprodotto in fig.11 per rea-
lizzare tutte le nostre prove di laboratorio.

47
A questo punto potete passare al montaggio dello indicazioni da noi fornite riguardo la bobina dello
stadio ricev itore siglato LX.1774 (vedi fig.1 0), in- stadio trasmettitore.
serendo innanzitutto nello stampato lo zoccolo per
l'integrato IC2 e procedendo con tutte le resisten- l:unica differenza riguarda il diverso numero di
ze da 1A Watt ad eccezione della R8 da Y2 Watt spire da avvolgere che, in questo caso, non sono
riconoscibile per il corpo ji dimensioni maggiori. 20+20 bens 30+30.

Salrlate quindi i due condensatori poliestere C1- Ci significa che dopo aver avvolto le prime 30
C3 dal corpo a forma di parallelepipedo e i due s pi re attorno ad un supporto, dovrete estrarre 1
elettrolitici C2-C4 dal corpo cilindrico rispettan- capo di filo per la lunghezza desiderata, tornando
done la polarit dei terminali. indietro per avvolgere le altre 30 spire, in modo da
ottenere la bobina raffigurata in fig.10.
Inserite tutti i diodi facendo attenzione a posiziona-
re la fascia di riferimento presente sul loro corpo Potrete cos concludere il montaggio inserendo i 3
come indicato nel disegno di fig.10. capi del filo di rame nella m orsettiera a 3 poli pre-
ventivamente saldata sulla sinistra dello stampato
Come potete notare in figura, tale fascia di colore in modo da rispettare la sequenza C-B-A indicata
bianco nel caso dei diodi DS1-DS2-DS4, mentre in fig.10, stringendo le viti.
di colore nero nel caso del piccolo diodo DS3.
A questo punto non vi rimane che passare all'uti
Potete ora montare a sinistra il diodo led DL 1 e lizzo di questo caricabatteria adattandolo ai dispo-
a destra i due diodi led DL2-DL3 rispettando per sitivo in vostro possesso.
tutti e tre la polarit dei terminali: come saprete,
il terminale positivo contrassegnato dalla lettera
A (Anodo), mentre il negativo dalla lettera K (Ca- ALTRI UTILIZZI con DIVERSI VALORI
todo). di TENSIONE e CORRENTE

A questo punto procedete al montaggio dell'im- Il nostro caricabatteria wireless predisposto per
pedenza JAF1 dal corpo cilindrico e dell'integra- la ricarica di batterie al piombo da 12 Volt con cor-
to IC1 . rente limitata a 150 milliAmpre circa.
per possibile adattarlo, modificando alcuni va-
Per quanto riguarda quest'ultimo dovrete procede- lori, ad altri tipi di batteria.
re ponendolo con il lato metallico del corpo sopra
la piccola aletta di raffreddamento chl:l 1-1releverete Per aiutarvi nella comprensione vi proponiamo a
dal blister del kit, in modo da poterli fissare l'uno riguardo un semplice esempio.
sull'altra per mezzo di ura piccola vite.
Ammettiamo di voler ricaricare delle pile da 1,2
Inserite poi i terminali dell'integrato nei tre reofori Volt 750 m A per un totale di 3 pile poste in serie
predisposti sullo stampato, saldandoli accurata- per una tensione totale di:
mente.
1,2 + 1 ,2 + 1 ,2 Volt =3,6 Voit 750 milliAmpre
Per completare il montaggio dovrete ora fissare in
basso le due morsettiere destinate alla ricarica di La prima operazione da effettuare consiste nel
una batteria al piombo esterna (quella denominata modificare il valore delle resistenze R3 e R4 (dello
''alla batteria"), e/o a quella di un caricabatteria stadio RX), in modo da rendere il valore di tensio-
esterno (quella denominata "Volt Uscita"). ne di uscita consono alla tensione delle pile.

Nota: in questo secondo caso, non necessario Questa tensione uguale alla somma della ten-
montare sullo stampato 3 componenti, vale a dire sione della singola batteria moltiplicato x1 ,25 e,
la resistenza R2 e i due integrati 161 e IC2. nel nostro caso, otterremo:

Innestate quindi nel relativo zoccolo l'integrato (1,2 x 1,2 x 1,2) x 1,25 = 4,5 Volt
IC2, rivolgendo verso il basso la tacca di riferimen-
to presente sul suo corpo. Valore al quale occorre sommare la caduta di 0,7
Volt introdotta dal diodo DS4, per cui:
A questo punto dovrete procedere alla realizzazio-
ne della bobina L 1 per la quale potete seguire le tensione usc ta =4,5 + O,7 =5,2 Volt
48
Fig.13 Come abbiamo spiegato nell'articolo, modificando alcuni valori possibile
adattare il caricabatteria a diversi tipi di batteria.

Per ottenere questa tensione dovremo modificare i R8 = 0,693 : 0,075 = 9, 24 oh m


valori delle resistenze R3 e R4: che arrotonderemo a 100 ohm Y2 watt.

R3 - R4 = [(tensione uscita : 1,25) - 1] x 450 Nota: il numero 0,075 che qui compare corrispon-
de ai 75 mA convertiti in Ampre.
[(5,2: 1,25) -1] x 450 = 1.422 ohm
Nel caso in cui volessimo ottenere una ricarica in
Che potremo arrotondare a 1.500 ohm, valore tampone per tempi nnn limitati, bene scegliere
commerciale prossimo a 1.422 ohm. correnti di ricarica notevolmente inferiori a 1/10 del-
Quindi: la capacit.

R3 = 1.500 ohm
R4 = 1.500 ohm
COSTO di REALIZZAZIONE
Dalla corrente di ricarica dipende il tempo di ricer-
ca, cio dopo quanto tempo la batteria si sar ri-
caricata. Tutti i componenti necessari per realizzare lo sta-
Normalmente viene scelto un valore pari a 1/10 del- dio trasmettitore siglato LX.1773 (vedi fig.9), com-
la corrente di capacit della batteria che corrispon- presi circuito stampato e filo smaltato Euro 16,00
de ad un tempo di ricarica di circa 14 ore, per cui:
Tutti l componenti necessari per realizzare lo Gta
corrente ricarica = 1/10 della corrente dio ricevitore siglato LX.1774 (vedi fig.1 O), compresi
capacit batteria circuito stampato e filo smaltato Euro 19,90

(1 : 10) x 750 mA = 75 mA Il solo trasformatore TN01.34 Euro 7,50

Eseguendo l'operazione inversa rispetto alla form u- Il solo circuito stampato LX.1773 Euro 4,30
la otterremo: Il solo circuito stampato LX.1774 Euro 5,20

corrente uscita= 0,693 : 4,7 (che sono gli l prezzi sono comprensivi di IVA, ma non delle s::>e-
ohm della R8) se postali di spedizione a domicilio.

49
Pu l'acuto di un soprano, il canto di un usignolo o un intero brano mu-
sicale essere riprodotto fedelmente da un evento improvviso e apparen-
temente incontrollabile, come una scarica elettrica ?
Anche se pu sembrarvi impossibile, quando proverete l'iTesla che vi
presentiamo in questo articolo, vi renderete conto di quanto possa esse-
re reale, questo magico fenomeno.

Quando qualche tempo fa i nostri progettisti ci tro che la schiera dei soliti strumenti di misura, e
hanno chiesto di dare un'occhiata ad una nuova un generatore di Tesla, che irradiava nell'aria una
curiosa applicazione a cui stavano lavorando, en- serie ininterrotta di scintille fluorescenti.
trando in laboratorio, siamo stati accolti dal vivace
cinguettio di un usignolo. Invano abbiamo chiesto ai tecnici la spiegazione di
Il suono che in quel momento riempiva la stanza questa diavoleria.
era talmente limpido, che non abbiamo potuto fare stato solo dopo essersi divertit un bel po' alle
a meno di guardarci attorno, quasi che il grazioso nostre spalle, che i nostri colleghi si sono decisi
animaletto potesse essere nscosto in un angolo a vuotare il sacco, confessandoci una cosa che a
del locale. prima vista ci sembrata assolutamente incredibi-
Eppure, sul tavolo di fronte a noi, non c'era nient'al- le, e cio che il suono cos piacevole che stavamo

50
ascoltando non proveniva affatto da un altoparlan- In questo modo l'intensit della scarica elettrica
te, come pensavamo, ma dal generatore di Tesla prodotta dalla bobina si modifica istante per istante,
che avevamo di fronte, anzi, per essere precisi, dal- "inseguendo" fedelmente l'andamento del segna-
le sue variopinte scintille. le BF applicato in ingresso.
Il risultato una riproduzione sonora del segnale
Vedendo la nostra incredulit, ci hanno poi spiegato audio della banda degli acuti, in quanto la natura
il principio di funzionamento di questo straordinario stessa del sistema non permette la riproduzione
dispositivo, che consiste nel pilotare con un segna- dei bassi. In questo caso, anzich utilizzare il cono
le audio di bassa frequenza un circuito oscillatore di un altoparlante, per produrre le onde sonore si
a Mosfet, collegato ad una bobina di Tesla. sfrutta la continua variazione di intensit della sca-
LOScillatore realizzato in modo da portare in riso- rica elettrica.
nanza la bobina ad una frequenza molto elevata,
sfruttando la combinazione fra l'induttanza e la ca- inutile dire che al termine della dimostrazione
pacit parassita del suo awolgimento. siamo rimasti talmente affascinati da questo dispo-
Viene a prodursi cos ai capi della bobina una ten- sitivo, che non abbiamo avuto il minimo dubbio che
sione di decine di migliaia di Volt, che crea una potesse destare anche nei nostri lettori la stessa
forte ionizzazione dell'aria, facendo scoccare una curiosit che aveva prodotto in noi.
scarica elettrica continua tra il suo terminale ad
alta tensione e l'aria circostante. Cosl ha preso il via il progetto dell'iTesla che vi pre-
sentiamo in questo articolo, che non il frutto di
Se a questo punto si invia un segnale audio ai gate una nostra invenzione, ma prende spunto da una
dei Mosfet dell'oscillatore, si produce nella bobina ingegnosa scoperta che risale a pi di un secolo
del generatore una variazione della corrente che fa, il cosiddetto "singing are" cio l"'arco cantante'~
la attraversa, il cui valore viene a dipendere dalla
ampiezza del segnale. Dopo avere realizzato il nostro iTesla vi suggeria-

-
Flg.1 Foto del generatore di Tesla che potrete
collegare ad una qualsiasi sorgente audio.

51
mo di collaudarlo in un angolo della casa soffuso di Investigando su questo fenomeno Duddell fece poi
leggera penombra. un'altra curiosa scoperta.
In questo modo le guizzanti scintille che si rami- Si accorse cio che le onde sonore prodotte dall'ar-
ficano nell'aria partendo dalla punta della bobina, co fotovoltaico non erano un evento caotico, come
saranno pi evidenti. poteva apparire a prima vista, ma che il suono ot-
tenuto poteva essere variato in ampiezza e in fre-
Se poi volete completare con un ulteriore tocco di quenza, a patto che si controllasse con precisione
originalit, non dovrete far altro che collegare l'in- la corrente che attraversava gli elettrodi.
gresso BF del Tesla ad un sintonizzatore radio In pratica, si accorse che se si applicava ai suoi
oppure al vostro lettore CD o se preferite all'iPod. capi una tensione modulata in un certo modo, la
lampada ad arco letteralmente "cantava:
Amici e conoscenti rimarranno letteralmente sba- Fu cos che Duddell invent !"'arco cantante:
lorditi quando farete loro ascoltare un brano della
loro musica preferita riprodotto dal Tesla, e non ri- Questo dispositivo, collegato ad una tastiera, fu in
usciranno a credere che il suono che si diffonde grado di produrre delle singole note musicali, di
nell'aria generato unicamente dalle vivaci scintille ampiezza e frequenza determinata, proprio come
prodotte dalla vostra sofisticata, avveniristica cre- un qualsiasi strumento musicale, anticipando di
azione. mezzo secolo l'invenzione dei moderni strumenti
elettronici.
Quando Duddell present la sua invenzione all'Isti-
Una curiosa scoperta tuto di Ingegneria Elettrica di Londra, i suoi colle-
ghi rimasero sbalorditi allorch riusc a tar suonare
Prima dell'invenzione della lampada ad incande- contemporaneamente uno stesso motivo musicale
scenza ad opera di Thomas Edison, per l'illumi- a diverse lampade ad arco collegate tra loro e col-
nazione pubblica delle strade venne adottata in locate in diversi edifici.
Inghilterra, nella seconda met dell'Ottocento, la Nonostante la straordinaria esibizione, questa in-
lampada ad arco. venzione che, come una moderna "filodiffusione';
avrebbe potuto portare la musica per le strade di
Anche se costituiva un grande passo avanti rispetto Londra utilizzando la rete gi esistente della pubbli-
alla vecchia illuminazione a gas, riuscendo a pro- ca illuminazione, fu inspiegabilmente accantonata
durre una luce bianchissima e molto intensa, la dal suo geniale scopritore il quale, probabilmente,
lampada ad arco presentava alcuni difetti: il primo non ne intravide l'utilit pratica.
era che i due elettrodi a carbone, a causa del loro E cos il progetto dell'arco cantante, che avrebbe
rapido consumo. dovevano essere avvicinati con- potuto cambiare la storia della riproduzione sono-
tinuamente. ~altro era che durante il funzionamen- ra, rimase abbandonato in un cassetto per pi di
to, la lampada dava luogo ad un continuo, fastidio- mezzo secolo.
so ronzio.
Per risolvere quest'ultimo inconveniente, le autorit Bisogna attendere il principio degli anni '60 perch
incaricarono nel1899 il fisico inglese William Dud- alcune case produttrici di altoparlanti decidano di
dell (1 Luglio 1872-4 Novembre 1917) di studiare utilizzare l'arco cantante per costruire un nuovo tipo
il problema. di tweeter, cio un altoparlante destinato a ripro-
Duddell si dedic ad una attenta osservazione durre i suoni acuti.
dell'arco fotovoltaico e, per comprenderne il funzio- Nasce cos il "plasma tweeter'; un innovativo tra-
namento, cominci con l'applicare ai due elettrodi sduttore acustico che al posto della membrana pilo-
di carbone un voltaggio continuo, di valore con- tata da un elettromagnete utilizza per la produzione
trollato, via via crescente. delle onde sonore una scarica elettrica.
Si pala di plasma perch analogamente a quanto
Si accorse cos che il ronzio della lampada non era avviene nei fulmini, la scarica elettrica produce un
connaturato alla intensa scarica elettrica prodotta rapidissimo surriscaldamento dell'aria che attraver-
dall'arco, ma derivava unicamente, eJal fatto che la sa, trasformandola in plasma, cio in un gas forte-
tensione applicata agli elettrodi non era costante. mente ionizzato.
Qualsiasi fluttuazione del voltaggio, infatti, produ- Questo fenomeno determina una repentina espan-
ceva delle variazioni nella intensit della corrente sione della colonna aria che circonda la scintilla e la
che attraversava gli elettrodi, e questo modificava conseguente creazione di un'onda d'urto che vie-
l'intensit della scarica elettrica prodotta dall'arco, ne percepita dal nostro orecchio come un suono.
dando luogo alla formazione delle onde sonore re- Dato che il plasma prodotto dalla scarica e l'aria
sponsabili del noioso ronzio. che lo circonda hanno una diversa densit, si vie-

52
le lampade elettriche
ad arco

Fig.2 In figura sono rappresentati due


fra i primi prototipi di lampada ad arco
autoregolablle, quella di Foucault e Du-
bosq, a sinistra, e quella di Serrin a de-
stra. La lampada ad arco introduceva un
notevole miglioramento nel campo della
pubblica illuminazione ma presentava,
oltre ad un rapido consumo degli elet-
trodi, anche un fastidioso ronzio duran-
te il funzionamento.
Fu proprio cercando di eliminare que-
sto'ultimo inconveniente che Willlam
Duddell scopr, nel 1899, che applican-
do ai suoi capi una tensione opportuna-
mente modulata, era possibile riprodur-
re con stupefacente fedelt le note di un
brano musicale.

ne a creare tra essi un fronte di separazione netto. gato, che pu risultare nocivo alla salute.
Modulando l'intensit della corrente elettrica che il "plasma tweeter" fece molto scalpore all'epoca in
attraversa la scarica possibile ampliare o ridur- cui venne prodotto per la prima volta.
re il fronte aria-plasma, modulando cos le onde di Tuttavia non furono molte le ditte disposte a rea-
pressione che ne deriv::~ no, cio il suono. lizzarlo (tra le pi note ricordiamo la Acapella, la
Uno dei vantaggi di questo tipo di riproduzione so- lonovac, e la Magnat), perch all'epoca in cui fu
nora che il suono, irradiandosi in tutte le direzio- concepito non erano ancora disponibili gli odierni
ni, determina in chi lo ascolta un particolare effetto componenti allo stato solido, e questo rendeva il
"avvolgente'~ progetto del circuito di pilotaggio di questo disposi-
tivo piuttosto costoso.
Non dovendo pi dipendere dalla inerzia di parti in
movimento, questo tweeter presenta inoltre una ri- Nel corso degli anni, nella sua costruzione si sono
sposta velocissima unita ad un'ottima efficienza spesso cimentati anche numerosi esperti ed ap-
nella riproduzione dei suoni acuti. Sottolineiamo passionati del settore audio, entusiasmati dalla
"suoni acuti7 perch il limite del plasma tweeter qualit della sua riproduzione sonora, caratteriz-
che sia la sua frequenza di lavoro inferiore, che la zata dalla presenza di acuti che possono arrivare
pressione sonora prodotta, dipendono fortemente agevolmente a frequenze quasi "ultrasoniche" di
dalle dimensioni della scarica, che per ovvie ra- 22 kHz E:l ollre.
gioni, non pu essere troppo ampia.
Per questo motivo, questo trasduttore non pu es-
sere utilizzato nella riproduzione dei suonLmedi n SCHEMA ELETIRICO
tanto meno in quella dei suoni bassi.
Il circuito che vi presentiamo pu essere utilizzato
Un altro svantaggio del plasma tweeter deriva dal in due diversi modi, e cio per produrre ampie sca-
fatto che la scarica elettrica, ionizzando l'aria, tra- riche elettriche che si irradiano dalla punta ad alta
sforma l'ossigeno in ozono (03), un gas dall'odore tensione della bobina nell'aria circostante, creando
caratteristico e dall'effetto irritante. particolari effetti luminosi, come avviene nella clas-
Per questo motivo ne sconsigliato un uso prolun- sica bobina di Tesla, oppure per la riproduzione

53
di suoni mediante la modulazione con un segnale La capacit di gate dei mosfet, del valore di qual-
audio della scarica elettrica. che nanoFarad, non permette infatti l'uso di driver
che vengono utilizzati normalmente per il pilotaggio
Per realizzare queste funzioni si utilizza un mini dei mosfet a frequenza inferiore.
trasformatore di Tesla.
Qualcuno potrebbe pensare, che realizzare un mini Abbiamo scelto perci un circuito autooscillante,
trasformatore di Tesi a risulti pi facile rispetto alla il quale semplifica notevolmente lo schema, con un
classica bobina di grosse dimensioni. rendimento inferiore rispetto a quello di un ipotetico
In realt non cos perch, essendo la bobina circuito a driver, ma eliminando allo stesso tempo
di Tesla "risonante'; riducendone le dimensioni si un fastidioso inconveniente, e cio la riduzione di
ottiene inevitabilmente un aumento della sua fre- intensit della "scintilla" che si verifica ogniqual-
quenza di risonanza. volta ci si avvicina alla bobina.
Questo fenomeno dovuto alla presenza della ca-
~aumento della frequenz3 di risonanza comporta pacit parassita che modifica, riducend ola, la fre-
non poche difficolt realizzative per quanto riguar- quenza di risonanza della bobina, ed presente
da il circuito di pilotaggio, in quanto si passa facil- su tutti i circuiti Tesla "pilotati'; a meno che non
mente da qualche cent inaio di KHz (vedi il nostro si utilizzino particolari accorgimenti circuitali di fe-
precedente progetto LX.1292 rivista N.189) a qual- edback.
che MHz.
Il nostro circuito oscillatore sar in grado perci di
La bobina necessaria alla realizzazione di questo adattare automaticamente la frequenza, in modo
progetto composta da circa 1.400 spire avvolte su da avere sempre la risonanza della bobina anche
un tubo in plastica, simile a quello utilizzato negli se avvicineremo una mano alla stessa.
impianti elettri ci, da 25 mm di diametro, ed ha una ~i n duttanza della nostra bobina ha un valore di cir-
frequenza di risonanza pari a circa 1,5 MHz. ca 3,76 mH che, unita alla capacit distribuita che
Pertanto non pensabile utilizzare un driver ad di 3 pF, permette di ottenere la frequenza di ri-
onda quadra per pilotare uno o due mosfet di po- sonanza di circa 1,5 MHz ed a questa frequenza
tenza come avevamo fatto nel nostro precedente che la bobina deve essere pilotata per ottenere alla
circuito LX.1292. sua sommit la tipica scarica.

Fig.3 Ecco come si presentava uno dei


primi modelli della bobina di Tesla.
La particolarit di questo dispositivo
data dal fatto che l'alta tensione che si
genera sull'avvolgimento secondario
non prodotta dal semplice rapporto
spire esistente fra avvolgimento pri-
mario e secondario, come nel comu-
ne trasformatore. La bobina di Tesla si
comporta piuttosto come una antenna
risonante, nella quale la tensione al
suoi capi a!':l'lume il suo valore massimo
quando la lunghezza della antenna cor-
risponde ad 1/4 della lunghezza d'onda
della sua frequenza di lavoro.

54
DAL SEC. DI Tl

)r-.-l....
SUONO

Slf
ZSV~ l
u~
DA USCJTA LX 1692

R3
R2

TC3
v R4
DS2

C4

ENTRATA
~
B.F.

Fig.4 Schema elettrico del Tesla. Il dispositivo viene alimentato con una tensione
di 50 VAC se utilizzato come semplice generatore di scintille, e con una tensione
di 25VDC se impiegato per la riproduzione sonora.
Sotto, connessioni di alcuni componenti ed elenco componenti generale.

DIODO E~U
LED A K
MC78l12 K2150

ELENCO COMPONENTI LX.1776


DL 1 = diodo led
R1 = 270 ohm 2 Watt C3 = 100.000 pF poliestere MFT1 = mosfet tipo 251<2150
R2 = 1.000 ohm trimmer C4 = 1 microF. multistrato MFT2 = mosfet tipo 251<2150
R3 = 680ohm es= 100 pF ceramico IC1 =integrato tipo MC78L12
R4 = 1.000 ohm C6 = s2o pF ceramico VHF L 1 = bobina m od. L1776
RS = 1.500 ohm C7 = 820 pF ceramico VHF T1 =trasform.190Watt(TT19.01)
R6 = 4,7 ohm 2 Watt CB= 1 microF. multistrato sec. 25+25 V 3,5 A
R7 = 4,7 ohm 2 Watt RS1 = ponte raddr. 400 V 8 A T2 = trasform. mod. TM1776
RB = 220 oh m DS1 = diodo tipo 1N4007 F1 = fusibile 5 A
C1 = 10 microF. elettrolitico DS2 =diodo tipo 1N4150 =
51 interruttore
C2 = 10 microF. elettrolitico DZ1 = zener 27 V 1 Watt 52 = deviatore 5 A

55
Per determinare in modo empirico la frequenza di
risonanza di una qualsiasi bobina di Tesla si pu
utilizzare un generatore di funzioni che abbia una lAMPADA Al NEON
uscita a bassa impedenza (50 ohm), in grado di
erogare un segnale di ampiezza pari ad almeno 30
Volt picco/picco e una piccola lampadina al neon
che vi servir per misurare il livello della tensione,
come visibile in fig.5.

~ uscita del generatore andr collegata ad un link


composto da 5-10 spire di filo isolato, avvolte sulla
bobina da testare.
~ampiezza del segnale in uscita dal generatore
andr settala sul valore massimo.
preferibile scegliere l'onda sinusoidale per evi-
tare false risonanze su frequenze armoniche (nel
caso in cui si scelga ad esempio l'onda quadra).
Per eseguire la misura, la lampadina al neon va
collocata con un terminale a contatto del termi-
nale ad alta tensione della bobina, mentre l'altro
terminale dovr essere lasciato libero in direzione
dell'aria circostante.
In questo modo la lampadina funzioner da indi-
Fig.5 Per ricavare la frequenza di risonanza
catore, accendendosi quando il campo elettrico di una bobina sufficiente realizzare un cir-
presente ai suoi capi raggiunger un valore apprez- cuito come quello rappresentato in figura.
zabile. Si utilizza un generatore di onda sinusoida-
le collegato ad un link di 5-10 spire avvol-
La misura consiste nel modificare lentamente la te sulla bobina da misurare. Una estremit
frequenza del generatore fino a quando non si della bobina collegata al generatore men-
avr la decisa accensione della lampadina, a cui tre l'altra collegata ad un terminale di una
piccola lampadina al neon.
corrisponder il raggiungimento della frequenza di
La misura consiste nel variare progressi-
risonanza della bobina. vamente la frequenza del generatore fino
Come noterete, una volta trovata la frequenza di a provocare l'accensione della lampada. Il
risonanza, basta avvicinare una mano olio bobina punto di massima luminosit corrisponde
per ridurre la luminosit della lampadina, oppure alla frequenza di risonanza della bobina.
il suo completo spegnimento.

Questo significa che la capacit aggiunta ha modi-


ficato la frequenza di risonanza. Come noterete lo schema elettrico veramente
Pertanto, per ottenere nuovamente l'accensione molto semplice perch, avendo adottato un circuito
della lampadina dovremo agire ancora sulla fre- "autooscillante'; si resa superflua la parte di ge-
quenza del generatore. nerazione del segnale e relativo driver.
Gli t..nici componenti attivi di potenza utilizza-
In pratica, la sola bobina si comporta come un ti nell'oscillatore sono due mosfet TOSHIBA
circuito risonante ad alto fattore di merito o; in 2SK2150 da 500 Volt - 15 A, usati per ottenere il
grado pertanto di "amplificare" enormemente la segnale di potenza necessario per eccitare la bo-
tensione di pllotagglo, a scapito ovviarm:mte della bina.
corrente. Una bacchetta in ferrite utilizzata per avvolgere
interessante notare che, eseguendo questa pro- i due avvolgimenti (uno con presa centrale) , ne-
cedura, pu capitare di non trovare una unica fre- cessari per ottenere l'oscillatore di potenza.
quenza di risonanza, ma pi di una frequenza alla ~avvol gimento di feedback su T2 da 4 spire serve
quale si presenta un massimo di luminosit della per l'innesco dell'oscillatore.
lampadina al neon.
In questo caso dovrete scegliere la frequenza alla Il reolatore di tensione 78L12 a 12 Volt, siglato
quale si presenta il massimo di luminosit. IC1 , viene utilizzato come generatore di tensione
Dopo questa breve precisazione, passiamo alla de- costante per il bias dei due mosfet, in quanto per
scri zione del nostro circuito. l'innesco delle oscillazioni richiesta una adeguata

56
polarizzazione. durante il funzionamento, che perci non deve es-
La tensione di innesco viene regolata tramite il sere protratto a lungo. In caso c ontrario si rischia
trimmer R2, mediante un semplice procedimento di surriscaldare fino a fonderle le parti in plastica
di taratura. che supporta no il nucleo in ferrite e la bobina, dan-
neggiando in modo irreparabile il dispositivo.
Quando il circuito viene utilizzato unicamente per
generare scariche elettriche, il doppio deviatore Per di pi si ha un rilascio di ozono nell'ambiente
S1 posizionato in modo da fornire all'ingresso dovuto alla scarica elettrica.
del circuito LX.1 776 i 50 VAC provenienti dai due Pertanto non bisogna utilizzare questo circuito per
estremi del secondario del trasformatore. lunghi periodi ed consigliabile arieggiare ade-
Quando invece il circuito viene utilizzato per la ri- guatamente il locale durante l'uso.
produzione sonora, il deviatore S1 posizionato
in modo da fornire al circuito LX.1776 una tensione
continua di 25 Volt circa, regolata con il trimmer Impiego come DIFFUSORE SONORO
R10 posto sul circuito LX.1692/5.
In questo caso agendo sul deviatore S2 H-L la In questo caso l'intero circuito deve essere alimen-
frequenza della scarica non viene modificata in tato con una tensione continua e stabilizzata,
alcun modo. esente da ripple per evitare qualsiasi ronzio di
sottofondo.
Chi non desidera utilizzare il Tesla per la riprodu- A questo scopo viene utilizzata la tensione di 25
zione sonora, potr evitare di acquistare la scheda Volt DC fornita dalla scheda di alimentazione
LX.1692/5 e la relativa aletta (cod.AL90.8), oppu- LX.1692/5.
re potr acquistarla in un secondo momento, qua- Tenete presente che nell'uso come altoparlante, si
lora desiderasse attivare questa funzione oppure avr un arco di ampiezza minore, lungo circa 1 cm,
utilizzare un qualsiasi alimentatore stabilizzato in rispetto alrutilizzo come generatore di scariche
grado di erogare una tensione massima di 25 Volt elettriche.
con almeno 5 Ampre di corrente. Per realizzare la riproduzione sonora, l'ingresso
BF del circuito pu essere collegato a qualsiasi sor-
Impiego come GENERATORE gente in grado di erogare un segnale audio di am-
di SCARICA ELETTRICA piezza compresa tra i 2-3 Vpp, che andr regolata
opportunamente in modo da ottenere la migliore
Per la migliore efficacia ed effetto, il circuito viene fedelt possibile.
alimentato con una tensione pulsante di cui si potr Anche nelruso del Tesla come diffusore sonoro
scegliere tramite il deviatore S2, il raddrizzamento valgono le stesse precauzioni indicate precedente-
a una semionda (half wave) oppure il raddrizza- mente.
mento a doppia semionda (full wave), ottenendo
una diversa frequenza delle scariche prodotte dalla
bobina che possono raggiungee 4-5 cm di altezza. REALIZZAZIONE PRATICA

Precisamente con il deviatore nella posizione H Il Tesia si compone della bobina, del circuito di pi-
(full wave) utilizzeremo l'intero ponte raddrizza- lotaggio LX.1776, e dell'alimentatore LX.1692/5.
tora, ottenendo una frequenza di 100 Hz. Con il Potete iniziare con il montaggio dei pochi compo-
deviatore posto nella posizione L {half wave) uti- nenti relativi al circuito LX.1776 e il suo fissaggio
lizzeremo invece un solo diodo raddrizzatore del sulla aletta di raffreddamento.
ponte, ottenendo una frequenza della scarica di 50 Prendete il circuito stampato e, partendo dal lato
Hz, cio la met di quella precedente. componenti, inserite tutte le resistenze, che dovre-
La corrente assoiiJila (a 45 VRMS) pari a circa te Identificare tramite le fasce colorate stampigliate
2 Ampre in half wave e 4 Ampre in full wave. sul loro corpo.
Come potete notare, oltre alle resistenze da 1/4 di
~acce n sione del diodo led DL 1 si ha q1.1ando si Watt sono presenti anche 3 resistenze da 2 Watt,
ottiene l'innesco dell'oscillatore e ci potr" servire che andranno inserite nelle posizioni ad esse asse-
come spia per capire se l'oscillatore funziona. gnate, distanziandole almeno 1-2 cm dal circuito
stampato.
Nota: bene sottolineare che il circuito non pre- Alloggiate quindi nella posizione che gli compete il
visto per funzionare in modo ininterrotto, in quanto trimmer R2 da 1.000 ohm.
la temperatura di esercizio dei mosfet, della ferri- poi la volla del condensatore poliestere C3, dei
te e della stessa bobina si innalza notevolmente due condensatori multistrato C4-C8, dei 3 con-

57
Fig.6 Dopo avere completato il montaggio della scheda LX.1766, dovrete provve-
dere a fissarla sulla aletta di raffreddamento come indicato in figura.

densatori ceramici C5-C6-C7, e dei condAns~tori Da ultimo saldate sul circuito la morsettiera a 3
elettrolitici C1-C2-C3, dei quali dovrete rispettare poli, necessaria per il collegamento al trasformato-
la polarit, tenendo presente che il loro polo posi- re di alimentazione.
tivo corrisponde al terminale pi lungo. A questo punto il montaggio del circuito U<.1n6
Inserite successivamente i due diodi 051-052 ed terminato.
il diodo zener DZ1 , facendo attenzione a rivolgere
le fasce stampigliate sul loro corpo come indicato Ora dovrete eseguire il montaggio del ponte rad-
in fig.6. drizzatore R51 e dei due Mosfet di potenza MFT1-
MFT2 sulla aletta di raffreddamento.
Ora inserite nella posizione assegnata l'integrato Per farlo dovrete procedere in questo modo:
IC1 , rivolgendo verso sinistra il suo lato piatto. Prendete i due mosfet tipo 25K2150 e piegate i

58
"''.... , ...
OAlSEC. OAUSC(IA DALCAVO AllE
DITI DIRnE IOIIKE
MASSA

Fig.7 Fate molta attenzione a rispettare la polarit dei fili di colore rosso e nero
che collegano il deviatore 51 con la morsettiera e con la scheda LX.1692/5.
In caso contrario potreste danneggiare il circuito. Collegate inoltre il filo di mas-
sa come indicato in figura.

loro tre terminali verso l'alto nel punto in cui il ter- loro lato metallico verso l'aletta, quindi fissateli alla
minale pi stretto si allarga, come indicato in fig.6. medesima mediante le apposite vili.
In questo modo i terminali verranno a trovarsi in
coincidenza con i rispettivi fori presenti st.tlla sche- Nota: per una migliore dissipazione termica vi con-
da LX.1776. sigliamo di interporre tra la mica e il corpo metal-
lico del Mosfet un leggero strato di pasta fermo-
Adagiate sulla aletta di raffreddamento le due mi- conduttrice
che isolanti facendole combaciare. con i fori esi-
stenti, come indicato in fig.6. Ora prendete il ponte raddrizzatore RS1, e inser-
tele dal lato rame nel circuito LX.1776, orientando-
Collocate poi sulle miche i due mosfet, rivolgendo il lo in modo che i suoi terminali ri sultino coincidenti

59
con le indicazioni della serigrafia presente sul lato Alla base del supporto c' un foro che ha la fun-
componenti della scheda. zione di alloggiare il filo proveniente dalla bobina
esterna (vedi L 1}.
Nota: fate molta attenzione a non posizionare in
modo errato il ponte raddrizzatore, perch in caso Prendete il nucleo in ferrite.
contrario potreste danneggiare il circuito al mo- lnseritelo nel foro del supporto in modo che i fili
mento dell'accensione. provenienti dal nucleo vengano alloggiati nella sca-
nalatura interna e fuoriescano dalla parte inferiore
A questo punto, mantenendo in posizione il pon- del supporto, come mdicato in fig.8.
te raddrizzatore con una mano, collocate il circuito Il nucleo va inserito completamente nel suo sup-
LX.1776 sulla aletta, posizionandolo in modo che i porto, fino a raggiungere l'apposita battuta inter-
terminali dei mosfet vadano ad Inserirsi nei rispetti- na, come visibile in fig.8.
vi fori del circuito.
Fatto questo, prendete il supporto della bobina
Per facilitare l'operazione, potrete inserire dappri- esterna, e inserite completamente al suo interno
ma leggermente i terminali di un mosfet nei fori e il supporto con il nucleo che avete appena mon-
quindi flettere i terminali dell'altro, fino a farli coinci- tato, fino al raggiungimento della apposita battuta
dere con i fori del circuito. interna (vedi fig.9).

Fatto questo, posizionate il circuito in modo che ri- Ora prendete la bobina esterna, che presenta due
sulti distanziato dalla aletta di circa 1 centimetro, fili, uno pi corto, che corrisponde al lato superiore
cos da assicurare la necessaria aerazione dei ed un filo pi lungo, avvolto in una matassina, che
componenti, e saldate i terminali dei Mosfet. indica il lato inferiore della bobina.
Quindi centrate il ponte RS1 sul foro presente sulla Parten do dal bordo inferiore del tubo che suppor-
aletta e fissatelo tramite l'apposita vite. ta la bobina, misurate una distanza di 35 mm.
A questo punto potrete eseguire la saldatura dei Segnate questa misura sul tubo in plastica, trac-
suoi terminali e il montaggio del circuito di pilotag- ciando una sottile linea di riferimento con un lam-
gio LX.1776 pu considerarsi terminato. postil, come visibile in fig.9.

ora la volta della scheda alimentatore LX.1692/5. Prendete il filo terminale della bobina e fatelo
Per la descrizione dello schema elettrico e per le passare all'interno del supporto, centrando il foro
istruzioni di montaggio di questo circuito vi riman- appositamente predisposto nel supporto interno.
diamo alle istruzioni riportate alle pp.2-3-4-5-6-7-8- Fate poi fuoriuscire il filo all'esterno del foro, come
9 della rivista N.232 che troverete allegata al kit. indicato nella stessa figurA.

Nota: di questo progetto dovrete utilizzare unica- A questo punto inserite la bobina nel suo suppor-
mente la scheda LX.169215 e non l'aletta di raf- to, fino a raggiungere la linea che avete tracciato in
freddamento, che ha un diverso codice (AL90.8). precedenza con il lampostil (vedi fig.10}.
Terminato il montaggio della scheda LX.169215 do- Il posizionamento della bobina all'interno del sup-
vrete provvedere a ruotare il trimmer R10 in senso porto cos ultimato.
orario, in modo da ottenere la tensione di 25 Volt
circa. Questa misura va eseguita con un tester. Ora dovrete provvedere al collegamento della pun-
ta al terminale superiore della bobina. Prendete
la punta e inseritela nel foro del tappo in plasti-
MONTAGGIO della BOBINA ca, qJindi inserite la paglietta di collegamento e il
dado di fissaggio, come indicato in fig.10.
Ora siete pronti per eseguire l'assemblaggio della Spellate con cura il filo proveniente dal lato oupc
bobina. riore della bobina e, dopo averlo adeguatamente
Per fare questo vi consigliamo di seguire le istruzio- imbiancato, procedete alla sua saldatura alla pa-
ni che vi indichiamo di seguito, facendo riferimento glietta.
alle figg.S-9-1 o . Successivamente, inserite il tappo nel tubo di sup-
Prendete il supporto in plastica della bobina inter- porto della bobina, facendo attenzione ad alloggia-
na (vedi T2) ed osservatelo attentamente. re il filo all'interno, senza danneggiarlo.
Noterete che al suo interno presente una piccola
scanalatura, che ha il compito di alloggiare i fili del Con quest'ultima operazione il montaggio della
nucleo in ferrite per non danneggiarli. bobina pu considerarsi terminato.

60
T2

BOBINA
INTERNA

,s4

IMBIANCATO

SUPPORTO
BOBINA
INTERNA

FORO PER SCANAIAlURA PER


PASSAGGIO fllO PASSAGGIO FIU
BOBINA ESTERNA BOBINA lriTERNA

Fig.S Questa e le figure successive rappresentano la sequenza di montaggio


della bobina.
A sinistra sono raffigurat i il nucleo in ferrite sul quale sono present i i due avvol-
gimenti e il relativo supporto.
La prima operazione consiste nel fare passare i 5 fili relativi agli avvolgimenti del
nucleo all'interno del supporto, alloggiandoli nella apposita scanalatura.
Quindi occorre inserire il nucleo all'interno del supporto, fino a farlo combaciare
con l'apposita battuta.

61
BOBINA
ESTERNA

TACCA
RIFERIMENTO

'

SUPPORTO
BOBINA SUPPORTO
INTERNA BOBINA
INTERNA
,/

Fig.9 Una volta che il nucleo stato inserito nel supporto interno si pu procede-
re ad introdurre quest'uf~imo nel supporto esterno. Il supporto interno va inserito
a fondo nel supporto esterno, fino ad arrivare alla apposita battuta.
A questo punto si deve inserire il flo pi lungo, proveniente dal terminale inferio-
re della bobina, nell'apposito foro presente nel supporto interno.
Fatto questo, occ~rre disegnare sul tubo di supporto della bobina una linea ad
una distanza di 35 m m dal bordo inferiore, come Indicato nel disegno.

62
BOBINA
ESTERNA
F1LO
~ OAOO

TACCA
RIFERIMENTO
BOBINA
ESTl:RNA

SUPPORTO
BOBINA
ESU~NA

l5mm

Fig.10 La fase successiva consiste nell'inserimento della bobina nel supporto


esterno. La bobina andr inserita fino alla linea tracciata precedentemente, che
approssima la condizione di efficienza ottimale.
Questa posizione andr poi leggermente ritoccata durante la fase di taratura,
inserendo oppure estraendo di qualche millimetro la bobina dal suo supporto.
L'ultima operazione da eseguire l'assemblaggio della punta e la saldatura del
filo corrispondente al terminale superiore della bobina.

63
FISSAGGIO nel MOBILE viatore S1 facendo molta attenzione a rispettare la
polarit indicata in fig.11.
Per prima cosa vi consigliamo di eseguire il mon- Eseguite quindi i collegamenti dal deviatore S2
taggio dell'interruttore di rete, del portafusibile di alla scheda LX.1776, e da questa al portafusibile
rete, del portafusibile F1 e della presa BF sulla F1 , alla presa BF, utilizzando l'apposito cavetto
parete posteriore del contenitore plastico e succes- schermato, e al diodo led DL1, tacendo attenzione
sivamente di fissare sulla parete anteriore il doppio per quest'ultimo a rispettare la polarit indicata.
deviatore S1 , il deviatore S2 e il diodo led DL1. Ora dovrete procedere al fissaggio della scheda
Ora prendete il trasformatore toroidale ed osser- LX.1692/5 che andr fissata all'interno della parete
vatelo con attenzione. posteriore del mobile mediante i 4 fissaggi autoa-
Sul lato del trasformatore presente una etichetta desivi.
che indica le tensioni fornite dal trasformatore e i Successivamente dovrete effettuare il fissaggio del-
colori dei fili che fanno capo ai diversi avvolgimenti. la aletta di raffreddamento dell'alimentatore alla
Gli avvolgimenti che dovrete prendere in conside- parete sinistra del contenitore in plexiglass, allog-
razione sono due e cio: giandola in corrispondenza della apposita finestrel-
la e fermandola mediante le 4 viti.
-l'avvolgimento primario a 220 VAC
- l 'avvolgimento secondario 25 + 25 VAC A questo punto potrete procedere al fissaggio della
con presa centrale aletta di raffreddamento che supporta il circuito
di pilotaggio LX.1776 alla parete laterale destra
Una volta identificati gli avvolgimenti da impiegare, del mobile tramite le 4 viti, collocandola in corri-
dovrete provvedere ad isolare accuratamente i fili spondenza della apposita finestra.
corrispondenti agli avvolgimenti che non vengono Ora fissate il supporto plastico della bobina sul
utilizzati. coperchio superiore del contenitore tramite le due
viti appositamente predisposte facendo passare i
Per iniziare, fissate il trasformatore toroidale al fili all'interno dell'apposito foro.
fondo del contenitore tramite l'apposita vite di bloc- A questo punto potete procedere alla sa datura dei
caggio, facendo attenzione a non esagerare nel 5 fili provenienti dalla bobina alle corrispondenti
serraggio del dado. posizioni sul circuito stampato LX.1776 (vedi fig.7),
Successivamente saldate i fili provenienti dal pri- nelle quali avrete provveduto ad inserire i 5 termi-
mario del trasformatore, all'interruttore di accen- nali a spillo. Di questi 5 fili, i due corrispondenti ai
sione, come indicato in fig. e completate il collega- terminali 3 e 5 della bobina T2 sono gi imbiancati,
mento al portafusibile di rete e al cavo di alimen- in modo da identificarli.
tazione. 1 restanti fili sono in rame smaltato e vanno pre-
Quindi collegate i 3 fili corrispondenti al secon- ventivamente imbiancati con il saldatore in modo
dario del trasformatore alla morsettiera volante da eliminare qualunque traccia del rivestimento
come indicato in fig.11. isolante.
Per realizzare le saldature procedete come segue:
Alla stessa morsettiera andranno collegati i due
fili corrispondenti a uno dei due avvolgimenti se- - il filo in rame smaltato, proveniente dal termina-
condari, che forniscono la 25 VAC alla scheda le inferiore della bobina, andr saldato al punto
LX.1692/5 e i due fili corrispondenti ai due estremi M del circuito;
del secondario, che forniscono i 50 VAC alla sche-
da LX.1776. - i due fili facenti capo ai punti 1-3 dell'avvolgi-
mento T2 (vedi fig.8) sono costituiti da una treccia
l fili in uscita dalla morsettiera andranno poi saldati multifilare di filo smaltato e tessuto (chiamato filo
uno in corrispondenza degli ingressi della scheda di Litz). Questi fili andranno saldati sui corrispon-
LX.1692/5 e l'altro al doppio deviatore S1 , come denti punti 1-3 della scheda LX.1 776, considerando
indicato in fig.11. che il filo imbiancato corrisponde al terminale 3
.,_
dell'avvolgimento (vedi fig.8};
l due terminali centrali del deviatore S1 andranno
poi collegati alla morsettiera della scheda LX.1776 - i due fili intrecciati dello stesso tipo, corrispon-
facendo molta attenzione a rispettare la polarit in- denti al centrale 2 della bobina T2, andranno sal-
dicata dai fili rosso e nero. dati sJI punto 2;
Fatto questo dovrete provvedre a saldare i due fili
di colore rosso e nero provenienti dalla uscita della - i due fili smaltati, provenienti dai punti 4-5 del-
scheda LX.1692/5 ai terminali rimasti liberi del de- la bobina T2, andranno saldati sui corrispondenti

64
punti 4 e 5 della scheda tenendo presente che il - ruotate lentamente il trimmer R2 in senso antio-
filo imbiancato corrisponde al terminale 5. rario fin quando non vedrete comparire sulla punta
Prima di richiudere il mobile dovrete eseguire lata- del Tesla la scarica elettrica. A questo punto po-
ratura della tensione di polarizzazione dei Mo- tete ruotare ancora di pochissimo il trimmer, per
sfet indicata nei paragrafi successivi. raggiungere una condizione stabile.
Una volta eseguita la taratura, potrete procedere
alla chiusura definitiva del mobile, inserendo dap- Nota: non oltrepassate questa condizione, per-
prima nella base in plastica le 4 viti in metallo ed ch in questo ca!:n fornireste ai Mosfet una ten-
i relativi piedini. sione di polarizzazione eccessiva, che potrebbe
Una volta inserite le viti, dovrete comporre le 4 danneggiarli.
pareti trasparenti utilizzando gli appositi incastri
presenti su ciascuna di esse, e da ultimo andre- -se ruotando il trimmer R2 non vedete comparire
te a collocare il coperchio che supporta la bobina, sulla punta della bobina alcuna scarica, significa
fissandolo alle viti mediante i 4 fissaggi in plastica che dovete invertire il collegamento dei due fili re-
appositamente previsti. lativi all'avvolgimento di feedback del nucleo in fer-
A questo punto il montaggio del Testa ultimato. rite. In questo caso spegnete il Tesla. Quindi dis-
saldate i due fili contrassegnati sul disegno di fig.7
con il numero 4 e 5 e invertite la loro posizione.
TARATURA Questo accorgimento potrebbe risultarvi uti e se,
per esempio, avete inavvertitamente tagliato, prima
l e procedure di !aratura sono due e vanno esegui- di saldarli, i terminali imbiancati che identificano i
te in sequenza: punti 3 e 5 degli avvolgimenti;

- taratura della tensione di polarizzazione dei - ruotate il trimmer R2 completamente in senso


Mosfet; orario;
- taratura della massima efficienza della bobina.
- alimentate nuovamente il Tesla e ripetete la
La taratura della tensione di polarizzazione va procedura di taratura, come indicato in precedenza.
effettuata prima di chiudere il contenitore plastico e
per eseguirla dovrete avere gi fissato la bobina al Una volta eseguita la !aratura, il trimmer R2 non
coperchio superiore del mobile. va pi toccato.
In questo modo sarete in grado di collocare la bo-
bina sul tavolo, mantenendola agevolmente in po- Taratura della massima efficienza
sizione verticale. della bobina
Fatto questo, dovrete procedere come segue.
Questa !aratura pu essere eseguita anche dopo
avere racchiuso il circuito nel mobile plastico.
Taratura polarizzazione dei Mosfet
Nello schema pratico vi abbiamo raccomandato di
- Con il mobile aperto, collocate sul tavolo vertical- inserire la bobina esterna nel suo supporto in pla-
mente la bobina. Posizionate lo switch S2 sulla stica, fino a raggiungere la linea che avete tracciato
posizione L; a 35 mm dal bordo inferiore della bobina, perch
questa posizione corrisponde gi a grandi linee alla
-con il Tesla non alimentato ruotate il tri mmer R2 massima efficienza del Tesla. Tuttavia, per ottene-
completamente in senso orario. In questo modo re un migliore prestazione necessario effettuare
non si fornisce alcuna tensione di polarizzazione ai una semplice operazione di taratura della posizio-
gate del Mostet ; ne della bobina, che consente di compensare le
inevitabili tolleranze costruttive.
Nota: assicuratevi di avere eseguito questa opera- Per eseguire questa taratura dovrete procedere in
zione prima di accendere il Tesla, perch in caso questo modo:
contrario potreste danneggiare irreparabilmente i
Mosfet. - posizionate lo switch S2 sulla posizione L;

- facendo molta attenzione a non toccare parti sco- - se la precedente taratura stata eseguita corret-
perte del circuito, n tantomeno la bobina, fornite tamente, fornendo alimentazione al circuito dovre-
alimentazione al Tesla. Avendo ruotato il trimmer R2 ste vedere comparire sulla punta della bobina la
sul minimo, non vedrete comparire alcuna scarica; scarica elettrica. Osservate attentamente l'inten-

65
INTERRUTIDRE AJSIBLLE DI RETE
DI RETE

RETE DII V

VERSO
PUNTO M
LJ(lm

VERSO VERSO
ENTRATA V,. Sl
IX 1692/5 IX 1m

Fig.11 Il disegno mostra il cablaggio dell'avvolgimento primario a 220 V e dei due


avvolgimenti secondari 25 + 25 VAC del trasformatore toroidale di alimentazione.
l fili corrispondenti agli altri avvolgimento secondari non utilizzati andranno op-
portunamente isolati per evitare cortocircuiti.

sit della scarica elettrica prodotta; allontanare la bobina dal nucleo in ferrite, fino a
trovare la posizione che corrisponde al suo massi-
- a questo punto, spegnete il Tes la.' mo rendimento.

La taratura consiste nello spostare leggermente Per eseguire la regolazione, potrete commcrare
dapprima verso l'interno, poi verso l'esterno del spingendo leggermente la bobina verso l'interno
supporto, il tubo in plastica cf:le fung e da supporto del supporto.
della bobina, come indicato in fig. 10.
Questa operazione va eseguita con il Tesla non
In questo modo verrete ad avvicinare oppure ad alimentato.

66
l

Fig.12 in fotografia rappresentato il Tesla a montaggio ultimato. Prima di chiu-


dere il mobile occorre P,.ocedere alla taratura della corrente d i polarizzazione dei
Mosfet Accertatevi inoltre di avere ruotato al massimo in senso orario il poten-
ziometro R10 posto sulla scheda LX.169215.

67
- Ora riaccend ete il Tesla e osservate la scintilla gono avvicinati nel loro raggio di azione.
che si produce. Se la sua intensit aumentata, si-
gnifica che state procedendo nella giusta direzione. - Evitare assolutamente di utilizzare il circuito in
In questo caso dovrete spegnere il Tesla, ed in- presenza di vapori di sostanze infiammabili, come
serire ancora un poco la bobina nel supporto. Ri- alcool. benzina ed altri solventi infiammabili.
accendete il Tesla e controllate la scarica. Ripetete
questa operazione fin quando non ottenete il mas- - Evitare un uso prolungato del dispositivo sia
simo di intensit della scarica; come generatore di scarica che come riproduttore
di suono. Le continue scariche elettriche producono
Attenzione: non eseguite mai l'inserimento della ozono, un gas che ha un effetto nocivo sulla salu-
bobina con il Testa alimentato, ma assicuratevi te. Per questo si raccomanda di arieggiare sempre
che durante questa operazione il Testa sia spento. adeguatamente l'ambiente durante l'uso.
Il circuito deve essere alimentato solo successiva-
mente, per verificare l'intensit della scarica. - ~arco ad alta tensione crea disturbi elettroma-
gnetici in RF (radio frequenza) di notevole entit.
Se dopo il primo inserimento della bobina nel sup- Per sopprimerli occorre racchiudere la bobina in
porto noterete invece una ridu zione della scarica, una gabbia di Faraday, che elimini i disturbi.
dovrete eseguire la taratura procedendo in senso
inverso, cio estraendo progressivamente la bobi-
na dal supporto.

Una volta che avete trovato la posizione ottimale,


non modificate pi la posizione della bobina rispet-
to al supporto.
COSTO di REALIZZAZIONE

PRECAUZIONI e AVVERTENZE d 'uso ~iTesla pu essere realizzato in due versioni:

Nell'uso del Tesla molto importante osservare at- 1) la versione completa che prevede le 2 funzioni
tentamente alcune importanti precauzioni e preci- di generatore di scarica elettrica e diffusore so-
samente: noro. costituita da:

- per l'altissima tensione presente sulla bobina e - i componenti necessari per la realizzazione del-
per la presenza di una punta metallica, questo di- la scheda LX.1776 (vedi fiy.6), compresi il circuito
spositivo pu risultare PERICOLOSO. stampato, le bobine e i relativi supporti Euro 66,90
Tenere lontano dai bambini e utilizzare sempre
con la massima precauzione. - il trasformatore di alimentazione T1 (TT19.01 )
Le scariche elettriche, inoltre, possono provocare Euro 32,00
ustioni e danni fisiologici fino all'arresto cardiaco.
Per ridurre il rischio di folgorazione e di ustioni - i componenti necessari per realizzare l'alimenta-
bene non avvicinare mai le mani o qualsiasi altra tore LX.1692/5 pubblicato nella rivista N.232 com-
parte del corpo alla punta ad alta tensione. presa la rivista in omaggio Euro 23,90
Quando il dispositivo non viene utilizzato consiglia-
mo di ricoprire la punta con un cappuccio di pro- -1 aletta di raffreddamento cod.AL90.8 Euro 12,00
tezione, ad esempio un tubo in plastica oppure in
cartone, per evitare ferimenti accidentali. 2) una versione ridotta che consente unicamente
Non toccare mai la punta n durante il funziona- l'impiego come generatore di scarica elettrica e
mento, n subito dopo lo spegnimento senza avere per la cui realizzazione dovrete richiedere soltanto
atteso il tempo necessario per il suo raffreddamento. il kit LX.1776 e il trasformatore T1.

-Assicurarsi che nel raggio di almeno 1 metro dal- Il contenitore in plexiglass siglato M01776 valido
la bobina ad alta tensione non siano presenti ogetti per entrambe le versioni Euro 45,00
metallici, in grado di attirare la scarica elettrica, n
alcun materiale infiammabile come legno, carta Il solo circuito stampato LX.1776 Euro 6,50
ed altri materiali con questa caratteristica.
Le scariche elettriche possono incendiare con l prezzi sono comprensivi di IVA, ma non delle spe-
estrema facilit i materiali infiammabili che ven- se postali a domicilio.

68
l:uomo che invent il futuro

Quando, alla fine del XIX secolo, in un clima di


grande fervore scientifico e culturale si cominci a
far luce sui molteplici fenomeni legati all'elettricit
e al magnetismo, molti uomini di ingegno si appli-
carono per comprendere la vera natura di questa
nuova, straordinaria forma di energia.
in questo periodo che furono gettate le basi del
mondo moderno, e concepita una grande parte
delle invenzioni che ancora oggi utilizziamo.
Un contributo determinante a questo imponente
processo di rinnovamento tecnologico e scientifico
venuto da un inventore che, per il suo genio e per
l'importanza delle sue scoperte, stato definito dai
biografi "l'uomo che invent il XX secolo': Il suo
nome Nikola Testa.
Nel corso della sua vita questo personaggio incre-
dibile, versato nella matematica e nella fisica, ma
anche nella fetteratura, nella fifosotia e neflo studio
delle lingue, dotato di una fervida immaginazione e
di un innato temperamento artistico, ha realizzato
non meno di 700 invenzioni, la maggior parte del-
le quali ha contribuito a modificare radicalmente il
nostro modo di vivere.
Fig.1 Niko/a Tesla all'et di 35 anni.

stato calcolato che il materiale accumulato nella sua febbrile attivit creativa, ammonti a qualcosa come
100.000 documenti, con 34.552 pagine di materiale scientifico e 5.297 fogli di progetti e disegni tecnici.
Eppure, quest'uomo solitario, dalla mente instancabile, non ha mai tratto vantaggi economici apprezzabili
anche da una sola delle sue s!rabilianti scoperte, e ancor oggi rimane sconosciuto ai pi, nonostante ci
abbia regalato alcune tra le pi b elle invenzioni del nostro secolo.
Tanto per citarne una, la corrente alternata, cio l'elettricit che usiamo quotidianamente all'interno delle
nostre case, e che ha rivoluzionato la vita di milioni di persone. Questa scoperta basterebbe da sola a fare
di Nikola Testa un personaggio degno di entrare nel novero dei pi grandi inventori di tutti i tempi. Scio di
recente, una revisione accurata del suo immenso lavoro ha cominciato a restituire alla sua figura la giusta
collocazione nella storia della scienza, anche se molto resta da dire sull'opera di questo grandissimo,
impareggiabile inventore.

Un piccolo sognatore

Nkola Testa nasce i/ 10 Luglio 1856, da una famiglia di origine serba a Smiljan, un piccolo paese della
Uka, una regione appartenente a quell'epoca all'Impero Austro-Ungarico.
La madre, Georgina, (Djouka), la figlia di un p rete serbo e il p adre, Mil utin Tesla, anch'egli un sacer-
dote ortodosso.
Nkola stesso, diventato adulto, racconter che nella notte in cui nacque, si scaten un temporale cos
violento che la levatrice, impaurita dai fulmini che so/cavano il cielo, defin scherzosamente il p iccolo ap-
pena nato "il figlio della tempesta': Non poteva immaginare quanto sarebbe stata pro/etica questa sua
definizione.
Secondo figlio maschio di 5 figli, fin dall'infanzia Nkola, anzi Niko come veniva affettuosamente chiamato
in famiglia, manifest una spiccata curiosit per il mondo che lo circondava. Come raccont pi tardi, il
suo interesse per l'elettricit nacqf.!e q uand'egli, ancora in tenera et, rimase affascinato dalle piccole
scintille che comparivano strofinando il pelo del suo gattino Macak, per un accumulo di elettricit statica.
All'et di 5 anni la sua vita fu segnata da un episodio terribile, che lo accompagn per sempre nella esi-
stenza da adulto. Il fratello maggiore Dane, pi grande di lui di 7 anni, cavalcando il cavallo arabo di pro-

69
priet del padre, cadde, venne calpestato dagli zoccoli dell'animale e, in seguito alle gravi ferite riportate,
mor. Nkola, che impietrito aveva assistito all'incidente, non riusc mai pi a dimenticare la scena. Oltre
a colpirlo profondamente a livello emotivo, il tragico evento segn in maniera definitiva il suo carattere !
perch, senza voler/o, i genitori proiettarono su di lui la loro frustrazione per la perdita del primogenito,
destinato a seguire il padre nel sacerdozio.
Come ebbe a dire egli stesso :"Qualunque cosa io facessi degna di elogio, acutizzava il dolore dei miei
genitori per la perdita defloro figlio maggiore. Cos crebbi con una scarsa fiducia nelle mie capacit "(!).

Questa tu la pesante eredit che spinse Tesla, fin da ragl:lzzo, l:l mettere sempre il massimo impegno in
tutto ci che faceva, per meritare l'approvazione della famiglia e dei suoi genitori.
Mentre il fratello aveva dimostrato di possedere talento per le materie letterarie, Nikola manifest fin da l
bambino una grande predisposizione per la matematica. Era in grado di svolgere a mente calcoli cos
complicati, che la sua insegnante arri v a sospettare che egli fosse gi, in qualche modo, a conoscenza
dei risultati dei problemi che gli venivano posti.
Fin da ragazzo si divertiva a collocare nei ruscelli delle piccole ruote a pale, che giravano azionate dalla
forza della corrente, e sognava di riuscire un giorno a sfruttare l'energia prodotta da quel moto vorticoso
dell'acqua e di poter/a distribuire a tutti gratuitamente.
Sentendo crescere dentro di s la curiosit per tutto ci che riguardava la meccanica e le materie scien-
tifiche, Nkola capiva che non sarebbe mai stato tagliato per la carriera ecclesiastica.
Il suo sogno non era quello di fare il sacerdote, ma di diventare un grande scienziato, e di creare una
l
miriade di nuove, utilissime invenzioni.
Fu cosi che, seppur con rJruttanza, il padre lo iscnsse al Rea/ Gymnasium d i Carlstadt.
Ancora adolescente, Nikola lasci la famiglia, e si trasferl in questa citt della Croazia, ospite di una zia.
in questo periodo che cominci ad interessarsi in modo scientifico all'elettricit.

Un giorno uno dei suoi insegnanti, il professar Po-


eschl port in e/asse una dinamo di Gramme per

l
illustrarne il funzionamento, spiegando che questo
dispositivo era in grado di operare sia come ge-
neratore di elettricit che come motore in corren-
te continua. A quell'epoca si sapeva che facendo
ruotare una bobina in presenza di un campo ma-
gnetico si poteva produrre una tensione alternata, '
ma nessuno era ancora riuscito ad impiegarla per
fare girare un motore. Per funzionare come motore
in continua la dinamo di Gramme utilizzava un par-
ticolare commutatore, dotato di spazzole che si
consumavano rapidamente e richiedevano una fre-

l
quente manutenzione. Fu in quella occasione che
Niko/a si chiese perch mai non fosse possibile in-

i
ventare un motore privo di spazzole e che potesse
funzionare in corrente alternata, ma il professore
gli spieg con indulgenza, che una forza disconti-
nua come quella prodotta dalla corrente alternata,
non sarebbe mai stata in grado di produrre un mo-
vimento costante in grado di far girare un motore. Fig.2 Dinamo di Gramme.

Quel giorno nacque nella sua mente il proposito di inventare un motore in grado di funzionare con la
corrente alternata, una sfida che lo torment negli anni che seguirono fino a trasformarsi in una vera e
propria ossessione. ,
Terminato il Gymnasium di Carlstadt, Nkola si trasfer a Graz, dove studi ingegneria elettrica al Politec-
nico, e successivamente si iscrisse ad un corso di fisica e matematica avanzata all'Universit di Praga.
Chi lo conobbe in quell'epoca Io ha descritto come uno studente modello, profondamente assorbito dallo
studio, che aveva la curiosa a.bitudine, nel poco tempo libero, di rilassarsi dedicandosi alla risoluzione di
complessi calcoli matematici.
Questa grande padronanza della matematica, gli servir in futuro per verificare a priori la possibilit di far
funzionare i suoi progetti e per migliorare costantemente tutte le sue invenzioni.
!
:
70

4
Una mente brillante

"Sig. Edison, le mando un uomo straordinario. Conosco solo due persone capaci di realizzare cose gran-
diose in campo elettrotecnico. Uno Lei, l'altro l'uomo che ha di fronte':
Cosi esordiva la lettera di presentazione, scritta da Charles Batchellor, con la quale sul finire dell'estate
1884 un giovane ingegnere di 28 anni si presentava al cospetto di Thomas Edison, nei suoi uffici dislocati
al numero 65 della Fifth Avenue di New York. Quel giovane era Nl(ola Tesla, sbarcato da appena un giorno
sul suolo americano, dopo una lunga traversata via mare.
Tesla proveniva da un severo tirocinio in Europa. Dopo la morte del padre era stato costretto Rd inter-
rompere gli studi, per non gravare sulle magre risorse economiche della madre, e si era trovato un lavoro
presso una societ che installava apparecchi telefonici a Budapest.

In quella citt ove si era trasferito, ogni mo- (Il ,., lbult-abttl l .
mento libero era buono per dedicarsi all'idea N. TESLA .
&L80T&O II.I.OHETIO KOTOI.
che lo dominava ormai da tempo: realizzare il
motore in corrente alternata. Vi si applic con No. 381,968. P&teo~ed. )(ay l, 1888.
tutte le sue energie, al punto da cadere in un
forte esaurimento nervoso. Per quella crisi
doveva alla fine portar/o alla soluzione a cui
agognava da tempo.
Un giorno, mentre passeggiava nel Parco di
Budapest con tm amico, recitando alcuni
versi del " Faust" di Goethe, gli arriv improv-
visa l'ispirazione. Questo insolito connubio tra
temperamento artistico e razionalit scien-
Aj?-.J.t Qj ..-
.,
.
:t
".;Sg.J.~

tifica sar frequente nelle sue intuizioni, che {


spesso, come racconter in seguito, saranno
precedute dalla visione di bagliori luminosi, ~~~EOJ
che gli si presenteranno alla mente quasi ad

~S. rn:E
anticipare la soluzione di un problema. E non
poche volte Tesla sbalordira i suoi contem-
poranei, dimostrando di sapere visualizzare
gi solo col pensiero le sue invenzioni fin nei
minimi dettagli, a testimonianza della fervida ~$. d:{1Qj
genialit della sua mente.
Quel giorno a Budapest intuisce che il se-
greto per far funzionare il suo motore quello
di usare non una, ma due tensioni alterna-
te, sfasate fra loro. In questo modo si genera
nel rotore una forza indotta che lo costringe
a ruotare senza dover ricorrere alle spazzole.
l grande momento che aspettava. Il moto-
re asincrono, diventa finalmer,te una realt, e Fig.3 Brevetto di Testa del motore in corrente alternata
verr poi realizzato e brevettato pi tardi (2). con descrizione del campo magnetico rotante.

bene ricordare che nello stesso periodo, e senza nulla sapere de/lavoro di Tesia, anche l'italiano Gali-
leo Ferraris era pervenuto alla scoperta del campo magnetico rotante, che venne prRsentato alla Reale
Accademia delle Scienze il 18 Marzo 1888 mentre Tesla brevett il suo motore solo due mesi dopo, nel
maggio dello stesso anno. Per questo Galileo Ferraris universalmente riconosciuto come l'inventore del
motore asincrono.
Tuttavia, mentre il prototipo realizzato da Frraris sviluppava una potenza molto ridotta, Tesia ebbe il merito
di costruire un motore in grado di erogare una potenza maggiore, utilizzabile dal punto di vista pratico.
C.invenzione era una trovata geniale, che avrebbe potuto far guadagnare al suo inventore una grande
quantit di denaro. Ma Testa non si curava molto di trarre profitto dalle sue invenzioni. Una volta che un
problema era risolto, la sua attenzione si spostava subito su qua/cos'altro. E difatti, una volta ideato il moto-
re, si gett a capofitto nella progettazione di tutto ci che sarebbe stato necessario per farlo funzionare, e
cio generatori di corrente alternata pi efficienti e un sistema di trasmissione dell'energia a distanza

71
che prevedeva l'impiego di trasformatori elevatori e riduttori, in modo che l'energia elettrica potesse
arrivare agevolmente nelle case.ln questo periodo, inoltre, ide il sistema di generazione polifase, basato
su tre fasi distinte, che ha contribuito in maniera determinante alla rivoluzione industriale ed tutt'oggi
in uso.
interessante notare che pur essendo dotato di un grande spirito pratico, nel progettare le sue macchine
elettricheTesla non procedeva mai per tentativi, ma partiva sempre da precisi presupposti matematici. E
se i suoi calcoli gli dicevano che un progetto era teoricamente possibile, non c'era forza al mondo che
avrebbe potuto impedirgli di lavorare/ fino a realizzar/o.

t..:incontro con Edison

--
Nel 1882 Tesla decise di trasferirsi a Parigi per
lavorare alla Continental Edison Company, una
filiale della americana Edison Electric Light, in
qualit di ingegnere elettrico. La societ non ver-
sava in buone condizioni, specialmente dopo un
incidente che stava rischiando di trasformarsi in
un caso politico. Era successo che la Continen-
tal aveva ottenuto l'appalto per la fornitura di una 11.
centrale elettrica ad una compagnia ferroviaria te-
desca. Al momento della inaugurazione presso la
citt di Strasburgo, alla quale aveva presenziato
l'Imperatore Guglielmo l in persona, la centra-
le era esplosa, e c'era mancato poco che il Kai-
ser stesso rimanesse fen~o. Da quel momento la
commessa rischiava di tramutarsi in un autentico
disastro per la Continental. Il direttore, l'ingegnere
Charles Batchellor, avendo intuito le grandi capa-
cit di Tesla,lo invi immediatamente a Strasburgo,
Fig.4 Partendo da sinistra la lampada ad incande-
e vista l'importanza della missione, gli promise un scenza realizzata nel 1878 da Swan, la lampada a
premio di 25.000 dollari se fosse riuscito a risolve- filamento di carbone realizzata nel1879 da Edison e
re il problema. Non solo Tesla ripar egregiamente infine la lampada a filamento di osmio costruita da
la centrale, ma giunto a Strasburgo affitt un locale Auer nel1902.
ad uso laboratorio e, nei ritagli di tempo, costru un
efficiente alternatore e il suo primo prototipo del motore in alternata, che dimostr di funzionare egre-
giamente.
Molto soddisfatto, rientr a Parigi, ma quando richiese il pagamento del premio promesso, questo gli fu
negato con varie scuse proprio da Batchellor, che se la cav convincendolo ad imbarcarsi per 1:4merica.
Qui. gli disse, avrebbe potuto esporre le sue idee direttamente a Thomas Edison, l'uomo che, dopo avere
brevettato il fonografo e un nuovo tipo di lampada elettrica, era considerato uno dei pi grandi inventori
dell'epoca.

Fu cosi che nell'estate del1884 Tesla si lasci alle spalle il vecchio continente, e si imbarc per gli Stati
Uniti, con la speranza di ottenere da Edison i finanziamenti per il suo progetto di una rete elettrica in cor-
rente alternata.
Quando Edison .<~i tmv di fronte il giovane ingegnere serbo, non ne comprese subito il valore.
La persona che aveva davanti si affannava a parlare dei suoi progetti per la realizzazione di una rete di
distribuzione della corref1te elettrica alternata, mentre la sua compagnia aveva investito ingenti capitali
nella costruzione di una rete elettric.a a corrente continua.

In quegli anni, in America era in atto un grande cambiamento. Le lampade a gas che avevano fruttato un
grosso ritorno economico alle compagnie che le avevano installate per l'illuminazione pubblica, stavano
per essere sostituite dalla nuova illuminazione elettrica. Edison, che aveva inventato un nuovo tipo di
lampada ad incandescenza; aveva capito che per fare denaro questo non bastava. Se voleva vendere
le sue lampade, doveva prowedere a portare nelle case degli americani anche quello che serviva a farle
funzionare, cio l'elettricit.

72
La corrente veniva prodotta a quell'epoca da grosse dinamo azionate dalla forza del vapore, e immagaz-
zinata mediante batterie. Si trattava ovviamente di corrente continua.
Edison si stava scontrando proprio in quel periodo con un problema tecnico che all'inizio non aveva
preso in considerazione, e che ora appariva insormontabile. r.elettricit prodotta dalle sue dinamo non
riusciva a superare infatti la miserevole distanza di 800 metri.

Questo perch la corrente conffnua determinava nei cavi una caduta di tensione talmente forte, da affie-
volirla gi nel raggio di un chilometro. Per questo la fornitura della elettricit di Edison si limitava unica-
mente alle abitazioni di pochi facoltosi cittadini, oppure a grossi complessi come i teatri, ma non avrebbe
mai potuto coprire le distanze richieste dall'illuminazione pubblica.
In questo caso sarebbe stato necessario impiegare cavi di sezione molto pi elevata, rendendo il progetto
svantaggioso dal punto di vista economico.
una cosa che oggi a qualsiasi studente di materie scientifiche appare subito ovvia. Ma ci non valeva
per Edison, personaggio abituato a procedere per tentativi e profondamente diffidente delle conoscenze
teoriche. Basta dire che la legge di Ohm, pur essendo gi stata enunciata nel1827, cio da pi di 50
anni, gli era totalmente sconosciuta. Sebbene giusto precisare che anche gran parte degli scienziati
dell'epoca non la prendeva in considerazione.
Testa era uno dei pochi che aveva capito che quella semplice equazione:
V =R xi
era una scoperta di portata eccezionale, perch consentiva di prevedere esattamente cosa sarebbe
successo in qualsiasi circuito elettrico. E la capacit di previsione era (lroprio ci che mancava ad Edison.
Per produrre la corrente che voleva distribuire era costretto ad accoppiare tra loro numerose dinamo, e
poich non conosceva i presupposti tecnici necessari per la loro smcronizzazione, accadeva che durante
il funzionamento si creava inevitabilmente uno squilibrio, per cui una dinamo funzionava da generatore
mentre l'altra si comportava da motore.
Cos, a fronte di tutte queste difficolt tecniche, l'espansione della sua rete elettrica segnava il passo.

Per di pi Edison non era l'unico imprenditore presente in campo elettrico, visto che doveva fare i conti
con un altro formidabile concorrente, l'ingegnere George Westinghouse.
Sapendo che Tesla aveva progettato a Parigi un regolatore automatico per le dinamo che si era rivelato
molto utile per il/oro funzionamento, Edison lo incaric di risolvere il problema dell'accoppiamento e gli
promise, se fosse riuscito, la somma di 50.000 dollari, che gli sarebbe stata enormemente utile per ,oro-
seguire le sue ricerche sull'alternata.
Tesia si mise all'opera lavorando sette giorni su sette, dalle 10 del mattino alle 5 di quello seguente. In un
anno di lavoro frenetico, realizz progetti per 24 nuove macchine per corrente continua, che potevano
lavorare perfettamente accoppiate senza interferire l'una con l'altra. Ide un sistema di controllo che
consentiva di sincronizzar/e, migliorandone notevolmente l'efficienza.
Edison tradusse tutti questi progetti in altrettanti brevetti e cominci a rimpiazzare le vecchie macchine
con le nuove. A questo punto Testa chiese a Edison il pagamento del premio promesso. Ma quale non fu
la sua amarezza quando se lo sent negare, con queste sarcastiche parole:"Tesla, ma lei non capisce lo
humour americano"(3).
Di fronte a tanta sfrontatezza, fu talmente amareggiato che si licenzi immediatamente.
r.incontro tra Tesla e Edison rappresenta il conflitto tra due culture profondamente diverse, la cultura
europea di Tesla, uomo colto e raffinato, che conosceva molti classici a memoria e padroneggiava la
bellezza di nove lingue, e quella di Edison, che incarnava invece il classico "se/f ma de m an" americano,
pragmatico e costantemente proiettato a far denaro.
Tesla si ritrov cos improvvi::;<:~.rnente senza lavoro.

continua

Note:
(? Vedi"t:uomo che ha inventato il XX secolo"di Robert Lomas Newton-Compton, p.18.
(") Secondo alcune fonti l'invenzione avrebbe avuto luogo ne/1883, nel periodo in cui Testa era a Parigi. In realt in qu~sto
periodo egli costru il primo prototipo del motore in alternata, in occasione del suo soggiorno a Strasburgo.
(3) idem,p.48.

Le foto dell'inserto sono tratte da Internet.

73
Continuiamo il nostro viaggio nel fantastico mondo del lin-
guaggio Java. Questa volta vi proponiamo un esempio di come
sia possibile gestire una porta USB sfruttando la nostra scheda
LX.1734 per ottenere 1.000 strumenti diversi, che potrete utiliz-
zare con i sistemi operativi pi comuni : Windows, Linux, Mac.

Come abbiamo accennato nell'articolo "Program- note piattaforme: Windows , Linux, Mac OS X e
mare i n JAVA la porta seriate" pubblicato nella Solaris.
rivista N.233, il linguaggio di programmazione Java
nasce per la programmazione orientata agli oggetti lnnltrP. .lava un linguaggio di tipo open s ource
con il grande pregio della facile portabilit. e quindi risulta molto facile trovare applicazioni e
librerie senza problemi di Copyright e licenze d'uso.
infatti possibile creare delle applicazioni scri-
vendo il software una volta sola, indipendente- Difatti nel presente articolo verr fatto uso della li-
mente dal tipo di computer sul quale verranno breria RXTXcomm.jar, per la gestione delle porte
eseguite. seriali e parallele, che liberamente scaricabile da
Internet.
Questa caratteristica possibile grazie alla cosid-
detta Java Virtual Machine, nota anche come J VM, Verranno inoltre illustrati questi concetti in maniera
che mette in esecuzione il software su tutte le pi operativa, grazie all'aiuto del nostro amico esper-

74
to progettista di sistemi Dott. Ing. Pier Alessan- DUE PAROLE sulla PROGRAMMAZIONE
dro Aisa che ci ha aiutato a sviluppare un paio ad OGGETTI
di applicazioni Java, all'interno di un ambiente di
sviluppo software integrato IDE (lntegrated Deve-
lopment Environment), che prende il nome di Net- Prima dell'avvento della programmazione ad og-
Beans. getti, la programmazione classica si basava sul
modello del cosiddetto paradigma procedurale,
l due applicativi Java sono da utilizzare con la che consisteva nP.II'avere un approccio di scompo-
"Sched a USB 1000 usi" LX.1734, pubblicata nella sizione di un problema complesso in problemi pi
rivista N.239 e si tratta di un Monitor dei dati che semplici, al fine di identificare e creare le funzioni
transitano sulla porta USB e di un DataLogger per necessarie all'applicazione software finale.
il monitoraggio dei dati forniti dai sensori collegati
alla scheda USB (come ad esempio la temperatura Questo approccio, sebbene ben strutturato soffre
ambiente, la misura del campo magnetico oppure per di problemi di integrit e consistenza del sof-
la misura della temperatura della pelle tramite una tware, nel senso che obbliga il programmatore a
termopila). ricordarsi sempre come ha organizzato il software,
dove ha dichiarato le variabili per evitare di incap-
Come abbiamo detto, trattandosi di software pare in spiacevoli bugs, difficilmente identificabili.
open source i pacchetti necessari all'installazione
dell'ambiente NetBeans l DE e le librerie per la ge- Difatti, se il progetto risulta particolarmente com-
stione della porta USB sono tutti scaricabili gratui- plesso si rischia di generare molti moduli software
tamente da Internet. e di perdere visibilit sulle relazioni tra essi.

Per praticit abbiamo inserito nel CDRom che vi La programmazione ad oggetti, previene questi
forniremo i pacchetti di installazione per Windows, rischi affrontando il problema in maniera differente,
Linux e Mac. adottando cio un modo diverso di vedere le cose.

Per capire la differenza tra la programmazione tra-


dizionale e la programmazione orientata agli og-
getti possia11o ricorrere al seguente esempio.

Immaginiamo di dover costruire una casa. Il pro-


grammatore lo si pu paragonare al muratore, la
casa al programma software e gli attrezzi del mu-
ratore all'ambiente di sviluppo software (vedi fig.1 ).
PROGRAMMATORE PROGRAMMA SOFTWARE
Il "muratore tradizionale" per costruire una parete
della casa si procura gli elementi primari (cemento,
acqua, mattoni, vernice, pennello), prepara il ce-
mento ed impilando i mattoni uno dietro l'altro co-
mincia ad erigere un muro.
.
... '
Quando ha terminato, prepara la vernice e co-
mincia a colorare il muro ottenendo una paete
colorata.

AMBIENTE DI SVILUPPO SOFTWARE Per ogni nuova parete che deve costruire l'approc-
Fig.1 Programmazione orientata agli oggetti. cio sempre lo stesso, ripetendo le stesse fasi
dall'inizio.

75
Il "muratore orientato agli oggetti'; invece, si tro- inoltre possibile corredare Netbeans di molteplici
va a disposizione appunto degli oggetti gi prefab- plug-ins che lo rendono completo ed appunto mul-
bricati (che in gergo vengono chiamati classi), di tilinguaggio, anche se richiede almeno 51 2 Megab-
cui pu utilizzare le caratteristiche che pi fanno al ytes di Ram a causa dell'uso delle librerie grafiche
caso suo. standard di Java note come Swing e questo forse
costituisce un punto di debolezza nei confronti del
Nell'esempio specifico possiamo pensare a delle suo avversario Eclipse, che adotta invece librerie
pareti pref abbricate, da personalizzare per otte- note come SWT.
nere dei pannelli di cui si pu decidere la forma, lo
spessore, il colore e la funzione (come ad esempio Nel presente articolo si far esclusivamente riferi-
muro portante o muro di separazione). mento al linguaggio Java.
Citiamo per completezza alcuni dei linguaggi pi
Ogni nuovo pannello che il muratore orientato agli noti supportati da NetBeans: Ajax C/C++, Groovy,
oggetti costruir, sar un'istanza della classe "pa- Grails, JavaScript Mobile, PHP, Python Ruby,
reti'; cio una particolare occorrenza, che eredita le XML.
caratteristiche della classe necessarie per ottenere
lo scopo del muratore.
Un po' di storia
Da questo esempio si pu dedurre che il muratore
orientato agli oggetti pi facilitato nel suo compi- NetBeans nasce nel 1996 da un progetto dell'Uni-
to, perch non deve ripartire dagli olomenti di base versi!~ di Matematica e Fisica "Charles" di Praga,
ogni volta, ma pu sfruttare dei modelli gi esistenti sotto il nome di " Xelti':
(oggetti appunto) che offrono funzioni e hanno ca- Nel 1998 esce una prima versione del progetto
ratteristiche gi pre-definite e impostare le caratte- che rimase commerciale, finch non venne acqui-
ristiche specifiche di cui ha bisogno. sito nel 1999 da Sun Microsyst ems, che decise
di rendere I'IDE open source, distribuendone i sor-
genti.

JAVA e l'AMBIENTE NETBEANS IDE Nel 2000 nacque il sito www.netbeans.org,


a cui la comunit di sviluppatori fa riferimento
Le applicazioni Java possono essere organizzate tutt'ogi, per il proseguimento delle attivit di svi-
in molti files di diverso tipo: ad esempio i sorgenti luppo che hanno portato Netbeans alla attuale
hanno estensione .java, i fi les compilati estensione versione 6.9 .
.class, gli eseguibili, l files di libreriC:t ~ yli archivi
hanno estensione .jar.

Un'applicazione inoltre pu essere composta da Le caratteristic he principali


molti oggetti grafici ed utilizzare molte librerie a deii11.MBIENTE NETBEANS
supporto.
NetBeans IDE offre tutte le potenzialit di un am-
Appare allora evidente che per gestire applicazioni biente di sviluppo software di nuova generazione.
di una certa complessit non consigliabile lavora- Citiamo per semplicit alcune delle principali fun-
re da riga comando ed utilizzando semplici editor zionalit, che verranno utilizzate in seguito per la
di testo quali il blocco note sotto Windows (oppure realizzazione degli applicativi.
nano in ambiente Linux, o TextEdit in ambiente
Mac), ma si rende necessario un ambiente di pro- Una celle caratteristiche fondamentali di NetBeans
grammazione integrato, che dia l'accesso in manie- l'alto grado di automazione, che si esprime at-
ra facile e veloce alle informazioni. traverso segnalazioni che sono state pensate per
ridurre al minimo lo sforzo del programmatore nelle
NetBeans IDE un ambiente di sviluppo multi-lin- operazioni di scrittura del software.
guaggio scritto interamente in Java e nato all'incirca
negli anni 2000. Ad esempio molto utile la funzione di code-tem-
p lates che permette tramite abbreviativi denominati
Sun Microsystems scelse ['JetBeans come IDE keystrokes la scrittura delle istruzioni pi utiliz.zate.
ufficiale, da contrapporre al pi diffuso Eclipse, svi- Digitando sout e premendo TAB, viene creata in
luppato da un consorzio di note societ quali lntel, automatico l'istruzione System.out.println('"'), da
HP e IBM ed anch'esso scritto in Java. utilizzare per mandare in output del testo.

76
Fig.2 La scheda dell'lnterfaccia USB KM1734K pubblicata MODULO
nella rivista N.239 e i collegamenti ai vari accessori, vale T.ambiente
a dire Il modulo temperatura ambiente KM1734KT, la presa
KM1734 KT
jack femmina, il diodo led e la sua resistenza.

KM 1734 K

J1
s
l

Fig.3 Foto della scheda dell'ln-


terfaccia USB che forniamo
gi montata con componenti
SMD e collaudata.

Fig.4 Foto della scheda USB


vista dal retro, dal lato cio sul
quale dovrete saldare il ponti-
celio necessario per trasferire
a tutti i componenti l'alimen-
tazione dei 5 Volt provenienti
dalla presa USB del computer.

77
Sotto la stessa famiglia di funzioni avanzate si pu se-windows.exe. Questo programma provveder
citare l'autocompletamento del codice, per gli ad installare sul vostro pc NetBeans IDE versione
oggetti. 6.9 e le;. Java SE Development Kit.

Appena viene digitato il carattere "." dopo un og- Installazione per Linux
getto (ricordiamo che in Java il punto "." serve per
accedere ai metodi o alle propriet dell'oggetto) Da CD necessario accedere alla cartella Linux\
NetBeans mostra in una finestra pop-up visibile jdk e copiare al percorso /usr/lib/jvm/ il file jdk-
l'elenco dei metodi e propriet per l'oggetto consi- 6u17-linux-i586.bin.
derato ed il relativo help in linea. Poi da una finestra terminale posizionarsi sul per-
corso /usrllib!jvm/ e lanciare il comando ./jdk-
Per quanto riguarda l'intercettazione di errori non bi- 6u17-linux-i586.bin.
sogna attendere la fase di compilazione del codice, Infine, sempre da CD, necessario accedere e
perch NetBeans durante la digitazione notifica gli alla cartella Linux\netbeans e fare due click sul file
errori ed addirittura propone le possibili correzioni netbeans-6.9-ml-javase-linux.sh .
a seconda del tipo di errore, permettendo all'utente Questi comandi provvederanno ad installare sul
anche di capire subito dove apportare le modifiche vostro pc Java SE Development Kit e NetBeans
necessarie tramite l'accersione di una lampadina IDE versione 6.9.
di allarme accanto alla linea di codice errata.
Installazione per Mac
Per la gestione delle modifiche apportate ai files
sorgenti, NetBeans propone un alto livello di Undo: Da CD necessario accedere alla cartella Mac\
cio possibile eliminare modifiche apportate bat- netbeans e fare due click sul file Net beans-6.9-ml-
tendo CTRL+Z per molte volte ripristinando la si- javase-macosx.dmg.
tuazione originale. Il programma provveder ad installare netbeans
Inoltre, tramite la funzione di Local History, ac- nella cartella Applicazioni.
cessibile dal tasto destro del mouse, si possono
ottenere tutte le versioni del file salvate (ogni vol- TUTORIAL e DEMO
ta che si manda in esecuzione il codice NetBeans
provvede a salvare i sorgenti, propriet nota come Una volta terminata l'installazione potete lanciare
compile & save). l'ambiente facendo due click sull'icona "NetBeans
l DE 6.9 presente sul Desktop.
Una funzione fondamentale quella nota con il
nome di Refactor, che garantisce la possibilit di LH Start page che si presenta sulla destra del pan-
ristrutturare il software in maniera automatica; ad nello all'avvio di l DE presenta due viste: Welcome
esempio per rinominare un oggetto all'interno del to NetBeans IDE e My NetBeans.
progetto NetBeans si fa carico di eseguire l'opera-
zione in maniera consistente, trovando tutte le oc- Entrambe le viste offrono molti collegamenti inte-
correnze dell'oggetto e modificandole. ressanti, come ad esempio alcuni tutorials e demo,
che spiegano passo passo come costruire applica-
NetBeans dotato inoltre di un potente Debug- zioni.
ger, che rende disponibili tutte le fu nzioni in aiuto
al programmatore per trovare i bugs all'interno del Tutti i lnk presenti all'interno della Start page richie-
software. dono la connessione Internet per essere visionati.
In parlicolare vi consigliamo di vedere il Quick Start
Tutorial, che in pochi minuti vi permetter di creare
INSTALLAZION E di NET B EANS IDE 6.9 un semplice programma che stampa a video la tipi-
ca scritta "Hello World !'!
Al momento della redazione del presente articolo
l'ultima versione disponibile di NetBeans la 6.9,
che potete installare a partire dal CD o da Internet Due APPLICATIVI per la GESTIONE
dal sito www.netbeans.org. della PORTA USB

Installazione per Windows


Adesso divertiamoci a creare un paio di applica-
Da CD necessario accedere alla cartella NetBe- tivi Java utilizzando NetBeans e la scheda "USB
ans e fare due click sul file netbeans-6.9-ml-java- 1.000 usi" LX.1734 progettata dal nostro carissimo

78
l* Nuova Elettronica - 2010
LeggiUSB . java 2.0
Date: 04IOBI2010
Author : P.A. Aisa
Copyright (c) 2010 Nuova Elettronica. All Righta Reserved .

}
*l
import java.io.InputStream;
lmport java . io.IOExcept1on;
import gnu.io .* ;
public class Main {
public static vo1d main(String[] args)
Il Dich1araz1one variabili
int idx = O;
CommPortidentifier portld ;
SerialPort
Inputstream
int
int
port = null;
in;
charx ;
charread = o
2
Il Stringa di inizio programma
System.out.println("START Program USB : L1.nea comando " + args[O]+ " "
+ args [l]);
Il Apertura Porta
try
portiO a ommFortident1fl.er.getPortidentifier(args[l]);
System.out.println("Apertura porta " + portld.getName());
System.out.println("Porta
+ portid.getName() + aperta con successo ) ;
}
catch (NoSuchPortException e)
{
System.out.println("Porta" + args[l] " non trovata !");
portld null ;
try
por t (SerialPort) porti d. open( "TempLogger", 2000);
if (port null)
{
System.out .println( "Errore ne: l'apertura della porta"
+ portld.getName());

}
catch (PortinUseBxception e)
{
System.out.println("Attesa della coda per la porta
+ portid.getName() + ": porta utilizzata da " + e . currentowner);

4
}
Il Lettura e Stampa dati da usa
System. out. println ( '' ** '* * * ** '* *'*** * ** * *** * *\nLettura dati da USB" +
"\n* *** t ************'* ** ** * '' ) ;
try
in= port.getinputStream() ;
while (charread <300)

5
{
charx = in.read();
System . out.print ((char)charxl
charread++
}
catch (IOBxception e)
{
System.out.println("Non riesco ad aprire la input stream");
} '
Il Chiusura Porta
System.out.println( " *** *** ** ******* ********\nChiusura porta " + portl
port .close() ;
}}

Figura 5

79
collaboratore Dott. Ing. Alessandro Manigrassi e Per fare questo occorre connettere la scheda e
pubblicata nella rivista N.239. quando viene richiesta la posizione dei files per il
driver bisogna dare come percorso il CD sotto la
Per semplificare al massimo l'attivit e per spiegare cartella Windows\driverCCS, come illustrato nelle
bene la differenza tra programmazione tradizionale figg.6-7.
e programmazione ad oggetti, procediamo con la
creazione di due applicativi Java:

- LeggiUSB: applicativo Java senza interfaccia


grafica, realizzato secondo l'approccio tradizionale
per il monito raggio del traffico di dati generato dalla Oue~t. Ploood.art ~ cometltO 6i'ldblareltoftwttt w.
scheda LX.1734 sulla porta USB. USB IOUAR!

- DataLogger: applicativo con interfaccia grafica


realizzato seguendo i canoni della programmazio-

d
ne ad oggetti per il monitoraggio di alcune grandez-
ze fisiche quali la temperatura ambiente e il campo lnte... l t C I I - -Io:ela-;gilloJ
magnetco, acquisiti dalla scheda LX.1734. (O) In ... do un..,_ o pe.co"o opecli)o (J>eo ,..,., OIPOIIil

p.,..........,t, ocogloreAvorli

APPLICATIVO LEGGIUSB.JAVA
______
.__ l <""""" l Avd> Il - l
in ambiente WINDOWS Figura 6

Le seguent istruzioni fanno riferimento alla piatta-


forma per Windows.
lnst{\Ul\ZlOT\e &UldatA nuovo 1wu dw~l.;_
t------

Per l'installazione Linux e Mac fate riferimento al


prossimo paragrafo.
~ Rico><ol.qo,- ~" -'*"""'
!.:applicativo LeggiUSB tramite la porta USB, legge Uliuelo.,.....dl_cho_pe.lneo_..l6-..~
ct.~_.;-.-.-n.qo,-~....,-
i dati generati dalla scheda LX.1734, relativi ai ca-
nali di acquisizione analogico digitali e ne stampa il
o c.......;....,...;rnovi>l (ri lioi>Pl'. COROM...J
8 1nc1Jdi l,_... pe.cooeo n.a....,..,
contenuto a video.

..
0 :\nuovSottroBc.e'+./:XJ\W'I'Miowt\dhvcrCCS

Non-....elo_lo_tdolcllvetdo-._.ell_ _
!.:esempio volutamente semplificato al massimo ..
...,.l-dloeoJ.,... -
_..,...,....,_-.<~o
s~-ooSono _ _ 4>01ooi0SIIiomel0 .... ,.,_
per fare capire come gestire la porta USB utilizza-
ta come porta seriale "virtuale" (la porta seriate
viene detta virtuale in quanto il driver che si ap-
poggia alla porta USB, che la fa vedere al sistema l <lndiot>o Jl Av..-.oi> Il ArnAa 11
operativo come una porta seriate).
Figura 7
Il programma si compone di un unico file contenen-
te la sola classe Mai n, necessaria alla Java Virtual
Machine per mettere in esecuzione il programma Poi necessario copiare le cartelle LeggiUSB e
(vedi i riferimenti ai blocchi in fig.S dove viene ripor- RXTX da CD al percorso di lavoro (ad esempio nel-
tato in codice, per comodit), cos strutturata: la cartella nE sotto l disco C, cio al f1P.rr.orso C:\
nE).
1 - importazione delle librerie necessarie
2 - dichiarazione delle variabili Per la creazione del vostro primo progetto NetBe-
3 - apertura della porta seriale ans seguite le seguenti istruzioni:
4 - lettura dalla porta dei dati
5 - stampa dei dati a video 1 - Aprite NetBeans dal men Programmi di Win-
6 - chiusura della porta seriale dows e create un nuovo progetto, cliccando sul
secondo tasto sotto la barra men come eviden-
Prima di utilizzare NetBeans necessario installare ziato in fig.8: scegliete Java Project with Existing
i driver USB-seriale. Sources e cliccate sul tasto Next.

80
A questo punto nell'ambiente IDE compare il pro-

__
getto LeggiUSB composto dai packages (equiva-

- - ......
__
lenti a delle cartelle) <pacchetto predefinito> e

.- , Librerie.
_,-'!!
&.Cc.... ~

~ ,...~
2 - Ora necessario inserire nei files di proger.o la
. _, _ :;. )loor,.C:...... . ,
,:, ,_...,. .r..,..,.,_
.:r. ...~ ..... libreria per la gestione della porta seriale: RXTX-
........ comm.jar.

- -
IMpor'te\11\'~~J.w<tsh~t i'l\lll,....ltCI~
~-~IOM).wep.-.an~At~ ~l ,...__...dwrc
Fino a che questa operazione non verr effettuata,
uno~ 11 COI1n.otor. Ant owwtod..'IOC: per cott\lrt, ~
infatti, IDE segnaler errori a tutti i riferimenti agli
oggetti di questa libreria.

Selezionate quindi il package Librerie premendo


Figura 8 il tasto destro del mouse e selezionate la voce Ag-
giungi cartella l JAR e andate a selezionare nel
percorso C:\nE\RXTX il file RXTXcomm.jar, e poi
Ora digitate il nome LeggiUSB nel primo campo e cliccate sul tasto Apri, come evidenziato in fig.11.
C:\nE\LeggiUSB\ nel secondo campo (vedi fig.9) e
cliccate sul tasto "Next': o

-------
,.. Holllcit ........,. .... SCirQIItU ~ ~ (liiO.Idllb;Q "'""' Q\clpo ~ I'Ntt .....,

L
................
w .,.
o
D'f'oT.... ,...... y u .:..V. \..o- ~

.>.> --
tflt tiJolll'a .,..._ ....... ...., '-"~ e6 c:y,. - - - ,_.. O*
. . ,. .w ,..,_,_"""- . . . ...s v
~ ~

..l) . G

-- ::.~ --

-
0-
,. lt A>oof...,

--
(> A\101..W:
~tttiWJ.lR

....-, - - -
~ -"'01.-.trl

...
-- :.
~-
-., ,..,...IIIIJ9rlil
r
~
~hl ....JC!Cfll:
..
-
.

-
"""'
- ~- 0

-
:. -
....)

......
Figura 9

Ora cliccate sul tasto Aggiungi cartella ... , se-


lezionate la cartella C:\nE\LeggiUSB\sorgenti
-..........J
(come indicato in fig.10) e cliccate sul tasto Next e
sul tasto Finish.
Figura 11
o
.... 3 - Ora necessario configurare l'esecuzione del
.... ~ - . . ,. ~ ~ .....,...,. (lt(U\ (M.o~ ~ "'""~ ,......,. ' - -

l l -.lt

-1--
o programma inserendo la riga comandi per speci-
ficare la porta seriale su cui collegare la scheda
USB.
................
~...-
1. - , . . . . .

Selezionate quindi dal men di NP.tBeans Esegui,


Set Project Configuration ... , Personalizza ... ed
indicate nella riga comandi "-p COM4'; sostituendo

- a COM4 la porta seriate a cui collegata la scheda


USB, come indicato in fig.12 e premete Ok.

.. -
- ~ Difatti nel nostro caso si tratta di COM4.

Per sapere su quale porta seriate del vostro pc vie-


ne vista la scheda, si pu selezionare con il tasto
destro su Risorse del Computer la voce Proprie-
Figura 10 t e poi dal pannello hardware, il tasto Gestione

81
Periferiche, poi Porte (COM e LPT) ed andare a Il programma parte con la stringa "START PRO-
trovare il numero della porta COM corrispondente GRAM USB" scrivendo la linea di comando che
alla voce "USB to UARr; come indicato in fig.13. stata inserita in fase di esecuzione.
Dopodich viene aperta la porta seriale specificata
o e se l'operazione ha avuto successo comincia la

IJiooOttU .l(,.. ~ ~

.. ~ ~de-.........,. 0Ptopntl.adotl ,cO&ottt U~


.... stampa dei caratteri ricevuti dalla porta USB.
Il programma stato impostato per semplicit con
la stampa di 300 caratteri.
- .... ~,....,,~

"""'"*""'

------
~ Joo~
- . . \.tlor0!'4 lbwle
C <I'W*..- ~ Per prendere famigliari t con NetBeans vi con-
. e n: ''cwM> ..........,_
,_,. ~
sigliamo di variare il codice sorgente apportando
._ alcune modifiche e di rimetterlo in esecuzione per
valutar'1e gli effetti.
Ad esempio potreste variare il numero di caratteri
acquis~i.

---
--...
~ Ht.

' -........_,
....,_,..
. :t ...,8Cit

Figura 12 at NAOQIIIII

..
... -. --..
=t lt9QIUSO
..t ~'lllC&i dtl ~
"

....
r..ut ...-...-.esa ~ .. .._..-. cl~
o
........
h -.1 ~
P:l.6~
..,., _ Ult ., . , _ . I:ICX*:..l 'Y
"""'*[,..,..) ~ , _ Ult .,.,...~ ~ l-"
. . .. ,. ,....... c&U;

"' .::., MVI.OTHEHACK h.n.a COIU' n.a caa __._..


+ .!\ C""''l'*er
" .;r Contrcler oudoo, video e gio<.t
& odi Controler disco floppy Ullt.U U
tlfiOlU.IO 11f1CJG.l
i-, <@l COI\troler IOE ATA/ATf>PI J.KUJIO IJrC.UA
i!:1 ~ Controlcr SCSI o AAtO l lii'OlUIO lJIC&U.

~ ~ Controler US8 (l.Wversal setial bus)


t ~Modem
...............
I!Kt.UIO IKIOA
DGU . . . lXIU
<) Mouse e atro perferiche <i ptriamento
~ ~ Poderlche <i sistema
:. _f Porte(COM olPT)
;J P<wt4 di c.........0:42ione (COM.l) Figura 14
,::/ P<wt4 st~e ECP (lPTl)
;J US8 to UAAT (CQI.H)
rl .:!) Schede di rete
OC ~ Schede video
<'l

~
4

'+ ailSchermi
Tastiere
- ' u ..u dsco
APPLICATIVO LEGGIUSB.JAVA
in ambiente LINUX
r;; ~ U* OVO/CD-ROM
.. ~ U* ""-
.. :=:1 Vobri d orclwiaz>one Rispetto a quanto indicato al paragrafo precedente
rimane tutto invariato a differenza dei pecorsi che
VHlllO imJicali come file system di tipo Linux (ad
esempio la cartella di lavoro windows C:\nE corri-
Figura 13 sponde al percorso linux /nE).

Per la gestione della porta USB come seriale vir-


4 - A questo punto non vi resta che collegare la tuale sotto Linux, necessario installare il modu-
scheda LX.1734 e mettere in esecuzione il codi- lo digitando la seguente riga di comando (se non
ce, cliccando sul tasto con la '!reccia verde'' oppure previsto dalla distribuzione Linux che si sta utiliz-
premendo F6. zando):
Il risultato dovrebbe apparire sulla finestra di Ou-
tput dell'ambiente IDE come mostrato in fig.14. modprobe usbserial

82
Per verificare il corretto caricamento del modulo da Prima di procedere con il punto 3 necessario ve-
riga di comando si pu digitare: rificare quale sia il nominativo della porta seriale
assegnato da Linux, quando la scheda LX.1734
lsmod l grep usb. viene connessa al pc.
Per farlo, una volta connessa la scheda, digitate la
e verificare che compaia in risposta una riga di te- riga di comando da una finestra terminale:
sto contenente "usbserial':
ls -1/devltty*
necessario copiare le cartelle LeggiUSB e
RXTX da CD al percorso di lavoro (ad esempio e verificate che appaia la device di tipo tty (ad
nella cartella \nE) e le librerie "librxtxSerial.so" esempio il nostro Mac ha assegnato il nominativo
e "librxtxParallel.so" , che si trovano nel CD al tty.usbmodem431 ).
percorso Linux\rxtx sotto il percorso "\usr\lib". Adesso procedete con il punto 3 descritto al para-
grafo precedente impostando come stringa di con-
Adesso ripetete i punti da 1 a 2 descritti al paragra- figurazione "-p /dev/tty.usbmodem431 '; invece di
fo precedente. "-p COM4" e lanciate l'applicativo come descritto
Prima di procedere con il punto 3 necessario ve- al punto 4.
rificare quale sia il nominativo della porta seriale
assegnato da Unux, quando la scheda LX.1734
viene connessa al pc. APPLICATIVO DATALOGGER
Per verificarlo una volta connessa la scheda digi-
tare la riga di comando da una finestra terminale: Questo applicativo utilizza sempre la porta USB
della scheda LX.1734 al fine di monitorare nel tem-
ls -1/devttty po le grandezze acquisite dai sensori ad essa col-
legati.
e verificare che appaia la device di tipo tty (ad Offre inoltra la possibilit di vedere le grandezze su
esempio la nostra distribuzione Linux ha assegnato grafici di tipo XY in tempo reale e di salvare i dati in
il nominativo ttyACMO alla scheda USB). files, anche molto lunghi, per la registrazione delle
Procedete quindi con il punto 3 descritto al paragra- variazioni delle grandezze.
fo precedente impostando come stringa di configu-
razione "-p /dev/ttyACMO'; invece di "-p COM4" e Per questo articolo abbiamo selezionato alcuni
lanciate l'applicativo come descritto al punto 4. moduli (n.d.r. leggi "programmi") pubblicati nel-
la rivista N.239, il modulo temperatura ambiente
KM1734KT, il modulo gaussmetro LX.1734/2 ed il
APPLICATIVO LEGGIUSB.JAVA modulo termopila LX.1734/4.
in ambiente Mac
Rispetto all'esempio precedente, questo program-
Rispetto a quanto indicato ai paragrafi precedenti ma stato realizzato seguendo l'approccio della
rimane tutto invariato a differenza dei percorsi che programmazione orientata agli oggetti, sfruttando
sono gestiti come cartelle Mac. gli oggetti di design grafico messi a disposizione
Per la gestione della porta USB come seri al e virtua- da NetBeans.
le sotto Mac necessario installare il driver USB- Con riferimento al codice sorgente riportato in
seriale facendo due click sul 'ile PL2303_1.2.1 r2. fig.15, a titolo di esempio notiamo la strutturazione
dmg che si trova sul CD al percorso \Mac\usb-se- del programma con una classe principale Data-
rial\. Logger(}, che rende disponibili propriet e metodi.
l principali metodi possono essArA r.os riassunti:
necessario poi copiare le cartelle LeggiUSB e
RXTX dal CD su una cartella di lavoro (ad esempio OpenCOM, ReadCOM, CloseCOM = come
sulla scrivania). nell'applicativo LeggiUSB.java servono per aprire,
leggere e chiudere la porta seriale virtuale collega-
Copiate quindi il file librxtxserial.jnilib che si trova ta alla porta USB.
sul CD al percorso \Mac\rxtx\ al percorso \Libreria\
Java\Extensions accessibile dall'icona Machin- WriteData, PlotCOM = servono per l'aggiornamen-
tosh HO del Finder. to degli elementi grafici della finestra principale.

Adesso ripetere i punti da 1 a 2 descritti al paragra- WriteFile = serve per la gestione della scrittura
fo precedente. su file.

83
[9 tlttS.aM IDE 6. 9
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~""""', p.,ft,~
. _ . , , . 1.1), llUS"l.Ol:l IOCTXl , l~l

Jv lilt V.-1 IIX'PC-2. 1-l

Figura 15

Oauol- - Huova Eltmoni( f-


oaro Attuai&

24,02 oc
Aoquislzloo< N
C0Mt1
Cmk (se<:) Sensore
TempoMax {sec:) 100 Teunon..rro
GiiUSSIIltiiO
Intervallo X 15
Vontneuo
IUte.rvallo V 35 Teunopila

OfTs.et Stan core-) t 00

Offset S!op (ol 3 DO Ore SCali &op


T~ '2100 Loa on Tlo~~t~
Tliggft - 19.00 e.... 011 Tllggtf
oacaOt

Log File OataRetord M


Apertura C)Orta cow 17
Porta C0Mt7 ap.erta ton successo
---STARTLOG - - -
Scrlttura $U "Ce Oi'tiRetord to1
esci
o15 52.<6 24,02 c
u5 5?49. 24,02 c
:z-15 sz s 24,02 c
lnfor1nz1oni
315 52.52 24,02 c
15 52.53. 24,02 c

Figura 16

84
FUNZIONAMENTO dell'APPLICATIVO negativo. Se la casella "Log Fuori Trigger" sele-
DATALOGGER zionata, verranno acquisiti solo i valori che escono
dall'intervallo definito da Trigger+ e Trigger-.
Per eseguire il programma necessario copiare la
cartella Datalogger presente sul CD in una cartella Log Fuori Trigger = se selezionato, il programma
di lavoro (ad esempio C:\nE\DataLogger\) e poi fare cattura solo i dati che risultano essere fuori dall'in-
due click sul file DataLogger.jar. tervallo definito dai campi Trigger+ e Trigger-.

Come prima operazione necessario valorizzare i Beep o n Tri gger = se selezionato, il PC emette un
campi della maschera rappresentata in fig.16. suono per i dati che risultano essere fuori dall'inter-
vallo definito dai campi Trigger+ e Trigger-.
Sensore = selezionare il sensore collegato alla
scheda USB. Log File = in questo campo bisogna inserire il
nome del file che verr creato e che conterr tutti i
Porta Seria le= rappresenta l nome della porta se- dati acquisiti.
riate virtu ale assegnata alla porta USB (vedi fig.13,
per identificare su quale porta COM o tty stata Data e Ora = se selezionato, il formato dell'ora
mappata la scheda USB). comprende anche la data.

Clock = rappresenta il tempo in secondi che inter- Il tasto "ln1ormazioni" fornisce le informazioni del
corre tra due acquisizioni successive (deve essere programma.
un numero intero diverso da 0). A questo punto il Datalogger pu essere avviato
premendo il tasto Start e fermato premendo il tasto
TempoMax = rappresenta il tempo di esecuzione Stop.
della acquisizione in secondi a partire dal momen- Per cancellare la finestra di Log si pu utilizzare il
to in cui si preme il tasto Start, se non attivata tasto Cancella Log.
la casella "Ora Start\Stop" (deve essere un numero Per uscire dal programma possibile utilizzare il
intero diverso da O). tasto Esci oppure chiudere la finestra con il tasto X
in alto a destra.
Intervallo X = rappresenta la risoluzione orizzonta- Al termine dell'acquisizione potrete andare ad apri-
le del grafico. Immettere un valore intero compreso re il file di testo con titolo defi nito dal campo Log
tra 4 e 200. File, contenente i dati acquisiti nella cartella C:\nE\
Datalogger.
Intervallo V = rappresenta la risoluzione verticale
del grafico. Immettere un valore maggiore di zero COSTO di REALIZZAZIONE
e minore del fondo scala che si intende utilizzare.
t..:interfaccia USB siglata LX.1734 (vedi fig.2-3-4)
Emissivit = questo men a tendina viene usato pubblicata nella rivista N.239, compresi la sche-
quando collegata una termopila e definisce il co- da KM.1734K premontata in SMD e il CDRom
efficiente di remissivit per fornire la temperatura CDR1734J contenente i sorgenti, i driver e gli ap-
acquisita dalla termopila. plicativi da installare eseguibili, escluso il modulo
temperatura KM1734KT Euro 79,00
Offset Start (ore) = numero di ore rispetto all'ora
corrente a cui il programma inizier l'acquisizione, Nota: a richiesta forniamo anche il modulo tempe-
se la casella Ora Start\Stop stata selezionata. ratura amb;ente KM1734KT (vedi fig.2)
Euro 15,00
Offset Stop (ore) = numero di ore rispetto all'ora
corrente a cui il programma terminer l'acquisizio- Attenzione: a coloro che acquisteranno la sche-
ne, se la casella Ora Start\Stop stata selezionata. da LX.1734 corredata di tutti e 4 i kits applica-
tivi (vedi rivista N.239) e cio conducimetro
Ora Start\Stop = se selezionata questa casella, LX.1734/1, Gaussmetro LX.1734/2, rilevatore UVA/
il programma parte all'ora che si ha come somma UVB LX.1734/3, Termopita LX.1734/4 + modulo
dell'ora attuale e di quella indicata nel campo "Offset KM1734KT, praticheremo uno sconto eccezionale.
Star t (ore)': Tutto soltanto a Euro 185,00

Trigger+ Trigger- = rappresentano il livello dell'as- Il costo comprensivo di IVA, ma non delle spese
se Y sul quale sono posizionati i trigger positivo e postali di spedizione a domicilio.

85
Grazie al nuovo ricevitore in tecnologia DDS potrete :sintonlu:arvi
su tutte le stazioni radio in AM ed apprezzare l'alta qualit audio di
quelle in DRM per vivere in prima persona l'emozione di ricevere
emittenti lontane e di ascoltare il suono di lingue esotiche.

Il fascino della radio intramontabile, basti ripen- dioamatore russo salv i membri della spedizione
sare alle tante notti insonni trascorse cercando di polare.
captare, con la vecchia radio del nonno, una tra-
!'>mi!'>sione sullA b;:mc1P. tropicali o al sogno ad occhi Le mi l e storie che la radio ha raccontato e rac-
aperti di possedere un ricevitore multibanda, ma- conter, passando dalla seconda guerra mondiale
gari facendoselo regalare per il compleanno nella con le trasmissioni dei sommergibili codificate con
versione in kit di montaggio. Enigma, a Radio Londra, ai marziani di Orson Wel-
ls, hanno condizionato in modo sensibile l'evoluzio-
La radio collega da decenni gi angoli pi reconditi ne del costume e del quotidiano.
del pianeta: pensate solo all'awentura del dirigibi-
le Italia, quando un debole SOS captato da un ra- Pi di 'ecente in un mondo dove tutto si digitalizza,

86
anche la radiofonia ha fatto il grande salto, cre- DDS, l'unica taratura da eseguire 'iguarda il con-
ando il sistema DRM , acronimo di "Digitai Radio trasto del display.
Mondiale'.'
Nuova Elettronica che nel corso degli anni ha pre- La tripla conversione rende ottima la selettivit e
sentato ricevitori di tutti i tipi non poteva mancare la reiezione alla frequenza immagine e permette
a questo appuntamento, sollecitata dai suoi fedel i un'ottima ricezione di segnali modulati in: AM , FM,
lettori. CW, USB, LSB ed ovviamente segnali DRM.

E poich, come dicevamo in un nostro vecchio ar- Nessun groviglio di fili volanti o an1enne improbabi-
ticolo "proporre ai nostri tecnici di progettare un li; abbiamo pensato anche ad una piccola antenna
ricevitore per onde corte come chiedere lo sche- attiva LX.1777 (che presentiamo in questa stessa
ma per accendere una lampadina con un interrut- rivista) che garantisce un'ottima ricezione quando
tore ... ~ come previsto, l'idea ha suscitato un certo lo spazio manca.
fermento nel nostro laboratorio.
Il modulo DDS siglato LX.1778 pu lavorare in
Dopo tante prove e un confronto serrato tra i tecnici, modo autonomo come VFO e come generatore si-
finalmente nato il nuovo ricevitore HF LX.1778 a nusoidale da 1 Hz a 120 MHz: una vera "chicca"
copertura continua da 500 kHz a 30 MHz da colle- per chi si diletta con ricevitori e trasmettitori.
gare all'ingresso audio del pc.

La demodulazione vene eseguita dal programma Che cos' il sistema DRM


Dream installato sul pc.
Basta assemblare il kit e collegarlo per provare Vista la necessit di passare al digitale i principa-
l'emozione dell'ascolto anche perch, grazie al li costruttori di apparati e emittenti commerciali si

G

:or m

Fig.1 Potete vedere qui schematizzata la copertura della radio digitale
nel mondo: la diffusione di tale standard in continuo aumento.

87
5V. ~ ------~--------------------------------------------------------------~---------------

12V. ~:~~~--~------------------------------------------------------~--~~--------
C&l
~ ~---------------------...- ..............,_ ................._ ....................................................._1

KM 1644 C64

C6!i

oos RF OUT
OUT

5 V. ~~-----r--" VERSO ~ 5 V.
12 v. ::.---...---:-----,.----~---:-----,.---, .
...l;
l~ T es R5

R<

JA,. JAF6

cn R6 Rl
C12

I CVI OV21
R10 Rl3
Cl

:: l. l MFT1

EN~
ANTENNA Rn

LX 1778 B R12
r~
Fig.2 Schema elettrico del progetto.

88
lt32 R33 l l~
R34
DISPLAY1 lX 1778

R<S

r:n
R46

R35

R1'7 R48 1149 RSO

P4

..,
t
R38 TR3 TUNE

.
cn'J CIJ C74

----~~--~~~--~--------------------------------------~"wN~~~
5 v.
R2S
ysv.

89
sono riuniti in convegno e hanno "partorito" un
nuovo standard denominato DRM che sta per Di- ELENCO COMPONENTI LX1778LX.1778B
gitai Radio Mondiale.
R1 = 1.000 ohm
DRM in pratica uno standard libero per trasmet- R2 =27 ohm
R3 = 3.300 ohm
tere in modo digitale sulle onde corte e medie con
R4 = 10.000 ohm
modulazione QUAM. R5 = 10.000 ohm
R6 = 10.000 ohm
!.:aspetto fondamentale da sottolineare che si R7 = 10.000 ohm
tratta di uno standard aperto (non proprietario) e RS = 100 oh m
questo ne ha favo rito la diffusione. R9 = 100 ohm
R10 = 10 ohm
R11 =1.000 ohm
Nello specifico noi ci siamo occupati di quello che
copre le onde corte (e medie) e viene chiamato =
R12 220 ohm
R13 = 1.000 ohm
DRM30 e presenta i seguenti vantaggi: R14 =56 ohm
R15 = 3.300 ohm
- pu coprire grandi aree geografiche, ma anche =
R16 10.000 ohm
aree rurali e zone locali e ristrette; R17 =100 ohm
- si pu impiegare a bassa potenza per servizi locali; =
R18 2,2 megaohm
questo sistema pu lavorare in contemporanea =
R19 470.000 ohm
con altri sistemi digitali (e analogici); R20 = 100.000 ohm
R21 = 4.700 ohm
- robusto nei confronti del fading e delle interfe-
renze;
=
R22 10.000 ohm
R23 = 2.200 ohm
bassissimo rumore rispetto al sistema analogico; R24 = 100 ohm
- qualit audio simile aii'FM stereo; R25 = 1.000 ohm
supporto dati tipo testo HTML e foto; =
R26 10.000 ohm
- supporto multilinguistico; R27 = 10.000 ohm
facilmente implementabile usando le infrastrut- R28 = 10.000 ohm
ture esistenti; =
R29 10.000 ohm
tecnologia verde che riduce i consumi di trasmis- =
R30 10.000 ohm tr immer
R31 = 100 ohm
sione del 40-50%; *R32 =2.200 ohm
certificato ETSI in attesa di certificazione ITU. *R33 =100.000 ohm
*R34 =100.000 ohm
Per brevit vi facciamo presente che, quando nel =
*R35 47.000 ohm
corso dell'articolo parliamo di onde corte usan- *R36 = 100.000 ohm
do l'acronimo OC, ci riferiamo anche alle onde R37 = 100.000 ohm
medie. *R38 = 10.000 ohm
=
*R39 3.300 ohm
Il DRM usa tecnologie simili a quelle sviluppate R40 = 1 megaohm
*R41 = 4.700 ohm
per il DAB e per la televisione digitale terrestre *R42 = 4.700 ohm
'(DVB-T) e lo sviluppo di circuiti integrati ne fa- *R43 = 10.000 ohm
cilitato. *R44 = 10.000 ohm
=
*R45 15.000 ohm
A Parigi nel 1996 veniva fondato il consorzio DRM *R46 =10.000 ohm trimmer
http://www.dr m.org con il compito di fissare gli *R47 = 10.000 ohm
standard tecnici e favorire la diffusione del sistema. *R48 =10.000 ohm
Si tratta fondamentalmente di un ente no profit =
*R49 10.000 ohm
*RSO =10.000 ohm
che ha definito le caratteristiche del sistema di tra-
C1 = 10.000 pF ceramico
smissione. C2 =10.000 pF ceramico
Il suo scopo di promuovere il sistr'na presso gli C3 = 100.000 pF ceramico
enti regolatori (ad esempio il nostro Ministero delle =
C4 47 microF. elettrolitico
Poste e Telecomunicazioni), le radio, i costruttori di =
CS 100 microF. elettrolitico
ricevitori e infrastrutture radio. C6 =100 microF. elettrolitico
C7 = 100.000 pF poliestere
l membri del consorzio sono molteplici: radio, enti
regolatori, costruttori di impianti di trasmissione e
ricevitori, produttori di silicio e istituti di ricerca.

90
C8 = 10 microF. elettrolitico *C66 = 100.000 pF poliestere
C9 = 100.000 pF ceramico *C67 = 10 microF. elettrolitico
C10 = 10 microF. elettrolitico *C68 = 220.000 pF poliestere
C11 = 100.000 pF ceramico *C69 = 220.000 pF poliestere
C12 = 100.000 pF ceramico c1o = 15 pF ceramico
C13 = 100.000 pF ceramico *C71 = 15 pF ceramico
C14 = 100.000 pF ceramico *C72 = 1 microF. elettrolitico
C15 = 270 pF ceramico *C73 = 100.000 pF poliestere
C16 = 150 pF ceramico *C74 = 100.000 pF poliestere
C17 = 270 pF ceramico *C75 = 100.000 pF poliestere
C18 = 33 pF ceramico *C76 = 100.000 pF poliestere
C19 = 33 pF ceramico *C77 = 100.000 pF poliestere
C20 = 10.000 pF ceramico FC1 =filtro cer. 10,7 MHz
C21 = 100.000 pF ceramico FC2 = filtro ce r. 455 KHz
C22 = 100.000 pF poliestere FC3 = risuon. cer. 500 KHz
C23 = 10 mlcroF. elettrolitico XTAL1 = quarzo 10,245 M Hz
C24 = 100.000 pF ceramico *XTAL2 = quarzo 8 MHz
C25 = 10.000 pF ceramico *Encoder = mecc. 12 impulsi (SE8.5)
C26 = 10.000 pF ceramico JAF1 = impedenza 330 microH
C27 = 10.000 pF ceramico JAF2 = impedenza 8,2 mlcroH
C28 = 100.000 pF poliestere JAF3 = impedenza 1 microH.
C29 ;;; 10.000 pF ceramico JAF4 =impedenza 4,7 microH.
C30;;; 10.000 pF ceramico JAF5 = impedenza 1 microH.
C31 = 47 pF ceramico JAF6 = impedenza 8,2 microH.
C32 = 47 pF ceramico JAF7 = impedenza 220 microH.
C33 = 47 pF ceramico JAF8 = impedenza 220 microH.
C34 ;;; 47 pF ceramico JAF9 = impedenza 27 microH.
C35 = 10.000 pF ceramico JAF10 = impedenza 47 microH.
C36 = 100.000 pF poliestere JAF11 = impedenza 27 microH.
C37 = 10.000 pF ceramico JAF12 = impedenza 8,2 microH.
C38 = 22 pF ceramico JAF13 = impedenza 8,2 microH.
C39 = 47 pF ceramico JAF14 = impedenza 10 microH.
C40 = 10.000 pF ceramico JAF15 =impedenza 220 microH.
C41 = 100.000 pF ceramico JAF16 =impedenza 100 mlcroH.
C42 = 10.000 pF ceramico DS1 =diodo tipo 1N4150
C43 = 2.200 pF poliestere DS2;;; diodo tipo 1N4150
C44 = 100.000 pF poliestere DS3 ;;; diodo tipo 1 N4150
C45 = 1.500 pF pollestere *DS4 =diodo tipo 1N4150
C46 = 68 pF ceramico DZ1 ;;; zener 3,3 V Y2 Watt
C47 = 2.200 pF poliestere DV1 ;;; varicap tipo 88509 o 35Z.W79
C48 = 10 microF. elettrolitico DV2 = varicap tipo 88509 o 35Z.W79
C49 = 100.000 pF poliestere *DL1 = diodo led
C50 = 1 microF. pollestere *Display 1;;; display tipo CMC.116L01
C51 = 1 microF. poliestere TR1 = PNP tipo 80140
C52 = 10 microF. elettrolitico TR2 ;;; PNP tipo 8C557
C53 = 1.000 pF poliestere *TR3 = NPN tipo 8C547
C54 = 1.000 pF poliestere MFT1 = mosfet tipo 8F964 o 8F966
C55 = 100.000 pF pollestere IC1 = integrato tipo NE602
C56 = 2.200 pF poliestere IC2 = integrato tipo NE602
C57 = 10 microF. elettrolitico IC3 = integrato tipo NE602
C58 = 100.000 pF ceramico IC4 = integrato tipo TL082
C59 = 10 microF. elettrolitico ICS = integrato tipo NE5532
C60 = 1.000 pF poliestere *IC6 = integrato tipo LM358
C61 ;;; 1.000 pF poliestere *IC7 =CPU tipo EP1778
*C62 = 100 microF. elettrolitico *ICS ;;; HC/Mos tipo 74HC14
*C63 = 100 mlcroF. elettrolitico T1 = vedi testo
*C64 = 10 mlcroF elettrolitico RELE'1-2 = rel 12 V 1 se.
*C65 = 10 microF. elettrolitico *P1-P4 = pulsanti

Nota: tutti i componenti contrassegnati con l'asterisco (*) vanno montati sul circuito stampato LX.1778.

91
Come FUNZIONA il DRM Gli unici due trimmer presenti nel circuito sono
utilizza:i, uno per regolare il contrasto del display
Il DRM usa un tipo di modulazione chiamato LCD e l'altro per dosare il segnale di uscita che
COFDM (Coded Orthogonal Frequency Division verr poi applicato all'ingresso della scheda audio
Multiplex), una tecnica che divide il segnale digitale del pc, operazioni che vengono eseguite senza
su diverse portanti all'interno del canale di trasmis- l'ausilio di alcuno strumento.
sione.
Il numero delle portanti viene variato in funzione La banda di ricezione compresa tra 0,5 MHz e 30
della banda destinata al canale. MHz in modo continuo e i modi di ricezione, grazie
Nel DRM previsto il supporto di tre sistemi di co- al programma DREAM, comprendono praticamen-
difica (a scelta dell'operatore): te tutti quelli utilizzati per demodulare segnali in
AM, FM, CW, USB , LSB e DRM.
- MPEG4 AAC (Advanced Audio Coding) + SBR
(Spectral Bandwith Extension) per avere audio di In questo stesso numero vi presentiamo inoltre
alta qualit; il progetto di una piccola antenna attiva siglata
LX.17n in grado di combinarsi perfettamente con
- MPEG4 CELP (Advanced Audio Coding) per audio il ricevitore, in quanto non tutti possono installare
di qualit senza la presenza di segnale musicale; lunghe antenne adatte per la ricezione di questa
banda, in particolare chi abita in condominio.
- HVXC (Harmonic Vector Exitation) adatto al parla-
to a basso "bitrate". Anche se un'antenna "accorciata" non fornisce ov-
viamente gli stessi risultati di un'antenna risonante
Oltre all'audio, il DRM permette di ricevere anche avente una lunghezza pari ad '\4 d'onda, vi possia-
contenuti grafici e testuali che vengono visualiz- mo assicurare che abbiamo conseguito ottimi risul-
zati dai software di ricezione. tati d'ascolto con poco pi di un metro di lt:nghezza
coprendo l'intera banda di ricezione.

Chi TRASMETTE Il vero uovo di Colombo stato quello di usare


come "oscillatore locale" (stadio presente in tut-
Oggigiorno sono decine le emittenti che usano lo ti i ricevitori supereterodina) un generatore DDS
standard DRM come potete vedere nella Tabella che garantisce ottime prestazioni e assenza di
N.1 a pag.117 dove, per ragioni di spazio, abbiamo tarature.
indicato soltanto alcune emittenti. Si tratta del nostro modulo KM1644 montato con
componenti SMD (vedi figg.17-18) e gi utilizzato
Da ricordare le importanti emittenti storicamente nei kits "Generatore BF-VHF con integrato DDS"
presenti nella banda ad onde corte (di cui alcune LX.1645 (vedi rivista N.226) e "Generatore DDS
fondatrici del consorzio DRM): Deutsche Welle, da 2,3 a 2,8 GHz" LX.1700 \vedi rivista N.234) .
Radio France lnternational, Radio Canada lnter-
national, BBC WorldWide, Voice of Russia e Radio Il dispositivo utilizzato I'AD9951 prodotto dalla
Vaticana. Analog Devices e, per chi non lo sapesse, la sigla
Naturalmente sono presenti anche altre emittenti DDS sta per Direct Digitai Synthesizer e racchiude
tipo RTL, Raiway e Radio Maria. la tecnologia per generare in modo digitale-un'on-
da sinusoidale di frequenza fino a diverse centina-
SCHEMA ELETTRICO ia di MHz.

Dopo numerosi test eseguiti su diversi prototipi di l vantaggi del DDS rispetto ad una realizzazione
ricevitori da noi realizzati nel nostro laboratorio, dassir.a (transistor, fet, induttanze, ecc.) sono mol-
abbiamo scelto lo schema che qui vi presentiamo teplici: si possono infatti raggiungere risoluzioni di
(vedi fig.2), quello cio di un ricevitore "Superete- frazioni di Hz e avere assenza di microfonicit.
rodina" a tripla conversione di freqenza, che ha Non vi sono infatti bobine avvolte che possono "vi-
fornito durante le prove di ricezione i 'm igliori risul- brare" trasducendo ronzio, ed inoltre il rumore di
tati rispetto alle altre tipologie. fase generato basso rispetto a quello dei classici
PLL.
Inoltre, un ambizioso obiettivo .di progetto era non
avere punti !aratura, in quanto non tutti dispongono Questo parametro importante in quanto pu
dell'attrezzatura necessaria per eseguirla, quale un degradare la qualit di segnali modulati di ''fase"
generatore RF, un frequenzimetro e un oscilloscopio. come avviene nella ricezione dei segnali DRM.

92
Alcuni svantaggi secondari sono la generazione di Abbiamo inoltre dotato il ricevitore di una sintonia
segnali "spurii" dovuti dalla natura "digitale" del ad "encoder rotativo" molto pi comoda rispet-
segnale generato. to all'inserimento della frequenza tramite tastiera
Comunque, tramite l'adozione di un filtro pas- numerica, rendendo il tutto decisamente "profes-
sa/basso opportunamente calcolato e ad altri sionale~
accorgimenti, tra cui quello di limitare la mas-
sima frequenza di uscita a circa 1/2 rispet- Abbiamo prima accennato alla tripla conversione
to a quella del clock di riferimento, tali "svan- di frequenza, e ora approfondiamo l'argomento: il
taggi" si possono tranquillamente ignorare. primo vaore di conversione pari a 10,7 MHz, il
Anche se nel nostro ricevitore il modulo DDS secondo a 455 kHz e il terzo e ultimo valore pari
KM1644 viene utilizzato per generare una fre- a 12 kHz, valore che pu essere considerato un
quenza massima di 40,7 MHz (valore dato dalla segnale di bassa frequenza in quanto deve essere
massima frequenza di ricezione sommata al valore collegato all'ingresso della scheda audio del pc, in-
della prima media frequenza), esso pu generare gresso che pu accettare, di norma, segnali fino ad
un'onda slnusoldale con frequenza massima fino una frequenza massima di 18/20 kHz.
a 120 MHz.
In pratica il computer, tramite la scheda audio a cui
Abbiamo pensato di sfruttare questa caratteristica verr applicato il segnale fornito dal nostro ricevito-
in modo da rendere il nostro circuito pi appetibile re, si occuper della "demodulazione" dei segnali,
per altre applicazioni (ad esempio, come VFO per che nei normali ricevitori viene realizzata tramite
altri ricevitori con diversi valori di media frequenza uno stadio dedicato al loro interno.
o come semplice generatore fino a 120 MHz), non
!imitandone la massima frequenza a 40,7 MHz. Pertanto il segnale di uscita del nostro ricevitore
Pertanto, come spiegheremo pi avanti, si pu non pu essere applicato ad un normale amplifica-
predisporre il tutto per renderlo funzionante tore di bassa frequenza per pilotare un altoparlan-
fino a 120 MHz, con in pil. la possibilit di pro- te, perch in tal caso non si sentirebbe alcuna sta-
grammare qualsiasi valore di media frequenza zione raoio mancando l'opportuna "demodulazio-
da sommare/sottrarre alla frequenza di uscita. ne'; cio quella operazione che serve ad estrarre

DIODO
LED A K

74HC14 TL082 LM358 NE 5532

Fig.3 Connessioni degli integrati 74HC14, TL082, LM358, NE5532 viste da sopra e
con la tacca di riferimento rivolta a sinistra e, a destra, connessioni del diodo led.

DISPLAY
CMC 116 L01

Fig.4 In figura potete vedere


la piedinatura del display LCD
siglato CMC116L01 che abbia-
mo impiegato nella realizza-
zione del progetto.

93
"informazioni" da una portante radio trasmessa Il quadrato del rapporto spire pari al rapporto
attraverso l'etere. delle impedenze e, stabilendo che l'ingresso a bas-
sa impedenza ha un valore di 50 ohm, diventeran-
Il segnale captato dall'antenna, che pu essere no sull'ingresso ad alta impedenza:
la nostra antenna attiva oppure un'altra qualsiasi
adatta alla gamma ricevuta, sviluppa ai suoi capi rapporto impedenze= (rapporto spire)2
una debolissima tensione di pochi microVolt d'am-
piezza, e andr pertanto amplificato prima di esse- rapporto impedenze= (22: 5)2 =19,36
re applicato ai successivi stadi del ricevitore.
che possiamo arrotondare a 20.
Come noterete, il nostro ricevitore dispone di due
ingressi "BNC" antenna, uno adatto per essere ap- Pertanto i 50 ohm diventeranno:
plicato al cavo di discesa proveniente da antenne
aventi una bassa impedenza di uscita (come i 50 ingresso alta impedenza = 20 x 50 = 1.000 ohm
ohm tipici) e l'altro per il collegamento di antenne
ad alta impedenza come, ad esempio, le "filari'; Quindi con i due ingressi possiamo "raccogliere" il
antenne composte semplicemente da un condutto- massimo segnale in funzione dell'antenna utilizza-
re steso di lunghezza opportuna. ta senza grosse perdite.

Tramite il trasformatore a larga banda T1 avvolto !..:ingresso a bassa impedenza prevede l'alimen-
su un nucleo toroidale, otteniamo la giusta trasfor- tazione dell'antenna attiva tramite lo stesso cavo
mazione di impedenza sfuttando il rapporto spire coassiale utilizzato per la discesa del segnale, ten-
di cui dispone. sione che verr applicata tramite il transistor TR1
Il primario (quello a bassa impedenza) composto utilizzato come regolatore di corrente.
da sole 5 spire e ad esso verr applicato il segna-
l!:! provt!niente dalrantenna a bassa impedenza, il Quest'ultimo Interverr limitando la corrente ad un
secondario dispone invece di 22 spire e ad esso valore di sicurezza, nel caso in cui fosse presente
verr applicato il segnale proveniente dall'antenna accidentalmente un cortocircuito sul cavo coassiale.
ad alta impedenza. Questa condizione verr segnalata dal diodo led

6 7 8

IN. A V<t B

E~ C
IN.B OXILl
GND OXILL
OUT A OUTII

BC547
NE602 BC557
BD 140

Fig.S Da sinistra sono riprodotti lo schema a blocchi e le connessioni dell'Inte-


grato NE602, le connessioni dei transistor BC547-BC557 e quelle del 801 40.

. -
~~~j~~~~~~~~~~~~i~~j~

... . ............ . ....


1 2 3 4 S 6 1 8 9 10 11 12 1314 15 1G 17 18 19 20 21
Flg.6 A sinistra le connessioni della
Eprom EP1778 viste dall'alto e con la
tacca di riferimento rivolta a sinistra.

94
DL1 (Antenna Fault) con la sua accensione, per- La frequenza di "cambio filtro" attestata sui 6,4
tanto normalmente questo led rimarr spento. MHz, pertanto fino a questo valore verr utilizzato il
filtro passa banda da 0,5 MHz-6,4 MHz composto
~.:antenna attiva deve essere applicata esclusiva- dai componenti C15-C16-C17-C18-C19 e dalle in-
mente su questo ingresso (bassa impedenza), in duttanze JAF7-JAF8-JAF9-JAF10-JAF11 , mentre
quanto adattato per questo uso. per frequenze superiori verr utilizzato il filtro sin-
tonizzabile sui 6,4 M Hz-30M Hz composto dai com-
Peraltro, l'ingresso ad alta impedenza non preve- ponenti JAF2-JAF3-JAF4-JAF5-JAF6 e dai diodi
de l'alimentazione per l'antenna per la presenza varicap DV1 e DV2.
del condensatore di blocco C1 e l'antenna attiva
collegata su questo ingresso rimarrebbe non ali- Come noterete, in realt i rel sono due in quanto
mP.ntata impedendo la ricezione di un qualsiasi uno utilizzato per l'ingresso (Rel 1) e commuta
segnale. l'antenna su uno dei due filtri, mentre l'altro (Rel
L:induttanza JAF1 ha Il compito d lasciar passare 2) per l'uscita i cui contatti vengono utilizzati per
la sola tensione continua pari a circa 12 Volt per commutare lo stadio amplificatore RF.
l'antenna attiva e di bloccare il segnale RF ricevu - Entrambi vengono pilotati contemporaneamente,
to, in modo che non possa essere "cortocircuita- risultando le due bobine collegate in parallelo tra-
to" verso massa per la presenza dei condensatori mite le due resistenze R8 e R9.
C3 e C4 e possa quindi proseguire verso lo stadio
successivo senza subire attenuazione. Abbiamo fatto ricorso a dei rel Omron adatti per
essere usati in RF, poich con i normali rel non
A questo punto il segnale ricevuto verr applica- sempre si ottengono risultati soddisfacenti a fre-
to ad un rel il quale, in fu nzione della frequenza quenze superiori a qualche MHz, non garantendo
sintonizzata, lo trasferir ad uno dei due filtri d'in- tali componenti i valori di isolamento necessari ed
gresso. introducendo inoltre notevoli perdite.
Questa commutazione awiene in modo automati-
co e trasparente ed gestita dal microcontrollore Le bobine dei due rel vengono alimentate dal
IC7, per cui non dovrete preoccuparvi di eseguire t ransistor interruttore TR2 pilotato a sua volta dal
alcuna commutazione manuale. transistor TR3, la cui base collegata al p in 28 del
microcontrollore tramite la resistenza R39.

Il filtro passa banda 0,5 MHz-6,4 MHz compo-


VISTO SOPRA sto in realt da due filtri posti in cascata: un pas-

t=
VISTO SOTTO
TACCA sa alto costituito dai componenti C15, C16, C17,
JAF7, JAF8 con frequenza di taglio di 0,5 MHz e

~
un passa basso costituito dai componenti JAF9,
G, D
JAF10, JAF11, C18, C19 con frequenza di taglio
BF 966 G2 di 6,4 MHz e l'unione dei due crea il singolo filtro
TACCA (vedi fig.2).

Il filtro per la banda da 6,4 MHz a 30 MHz costi-


Fig.7 Connessioni viste da sopra e viste tuito in realt da due circuiti risonanti parallelo ac-
da sotto del mosfet 8F966. coppiati induttivamente tramite JAF2, JAF4, JAF6.

La necessaria capacit di sintonia ottenuta tra-


mite due diodi varicap DV1-DV2, che vengono po-
VISTO SOPRA VISTO SOPRA larizzati da una tensione continua di valore propor-
zionale alla frequenza di sintonia, ottenuta graz.ie
A-A-K A---m-K ad un circuito PWM a 1.000 Hz gestito dal micro-

BB 509 35Z.W79
' . controllore IC7.

In questo modo otteniamo la perfetta sintonia del


filtro preselettore in funzione della frequenza visua-
Fig.8 Connessioni viste da sopra e viste
da sotto del diodo varicap 88509 e del lizzata sul display.
suo equivalente 35Z.W79. -
La relativa variazione di tensione ottenuta grazie
alla variazione del duty cicle di un'onda quadra ge-

95
nerata all'interno del microcontrollore. Variando la tensione continua sul terminale G2
Ad esempio, se l'onda quadra ha un duty cicle del possibile pertanto modificare il guadagno di questo
50% otteniamo una tensio1e continua per i varicap stadio di 30 dB, adattandolo in funzione del segna-
di 5 Volt, se il duty cicle ha un valore del 75% ot- le ricevuto: ridurre il guadagno se il segnale ricevu-
teniamo una tensione continua di 7,5 Volt e cos via to forte e aumentarlo se il segnale debole.
per altri valori di duty cicle. In questo modo abbiamo realizzato il cosiddetto
AGC Automatic Gain Contro! (controllo automa-
~operazionale IC6/B un filtro passa basso che tico di guadagno).
trasforma le variazioni di duty cycle in variazioni Questa tensione continua di controllo ottenuta gra-
di tensioni continue ed ha una frequenza di taglio zie alla rettificazione del segnale di usci:a tramite
molto inferiore alla frequenza di lavoro del PWM, l'operazionale IC4/B e successiva amplificazione tra-
che pari a 1.000 Hz. mite il secondo operazionale IC4/A del tipo TL082.
Ci gli consente di espletare pienamente l'opera di
filtraggio, generando in uscita una tensione conti- Una rete di filtraggio R16/C23 introduce un ritardo
nua con un basso valore di ripple, che verr elimi- nell'azione deii'AGC, utile ad evitare un intervento
nato del tutto per mezzo dell'azione integratrice dei immediato dello stadio rendendo il tutto instabile.
componenti R35 e C67. Il segnale d'antenna cosl amplificato viene preleva-
to dal terminale Drain deii'MFT1 applicato, tramite
!.:amplificatore operazionale successivo siglato il condensatore C25, sull'ingresso del primo stadio
ICS/A, un semplce amplificatore x2, in quanto, es- convertitore di freq uenza IC1 , un NE602, mixer ba-
sendo il microcontrollore alimentato a soli 5 Volt, non sato su una Gilbert Celi in grado di lavorare fino a
pu produrre tensioni superiori a questo valore. 500 MHz.
La tensione cosl generata non ha un andamento
lineare con la frequenza, il che significa che se, ad Tale stadio dispone di due ingressi simmetrici, ma
esempio, siamo sintonizzati a 15 MHz, la tensione nel nostro caso ne useremo solo uno e precisa-
fornita sar pari a 4 Volt; a 30 MHz la tensione for- mente quello che fa capo al pin1 , mentre l'altro in-
nita non avr un valore di 8 Volt in quanto la cur- gresso che fa capo al pin2 viene portato a massa
va frequenza di sintonia/tensione di sintonia risulta tramite il condensatore C29.
anch'essa non lineare.
Pertanto si reso necessario inserire all'interno del Per esoletare la funzione di Mixer RF, rintegrato
microcontrollore un apposito algoritmo per correg- IC1 richiede un ulteriore segnale RF, il cosiddetto
gere tale andamento non lineare. "oscillatore locale" che, grazie al fenomeno del
"battimento di frequenza'; servir a traslare in fre-
l due filtri d'ingresso al ricevitore hanno lo scopo di quenza il segnale ricevtJIO ciflll'<'lntP.nna sul valore
attenuare segnali interfere:1ti non desiderati e fuori fisso di 10,7 MHz pari al valore della priMa media
gamma, che potrebbero compromettere il buon fun- frequenza.
zionamento del ricevitore.
Tramite il condensatore C20 il segnale captato Nel nostro ricevitore la freq uenza dell'oscillatore
dall'antenna viene applicato sul terminale G1 del locale superiore rispetto alla frequenza ricevuta,
successivo stadio, che un preamplificatore RF ad esempio se il ricevitore sintonizzato per la fre-
costruito con un mosfet a dual gate BF966 (vedi quenza dei 5 MHz, l'oscillatore locale ha una fre-
MFT1). quenza di:
Il guadagno ottenuto da questo stadio pari a circa
20 dB in potenza con una bassa figura di rumore 5 MHz + 10,7 MHz =15,7 MHz
ed alta dinamica, tutte caratteristiche importanti in
un ricevitore di questo tipo in quanto i segnali radio Sull'uscita pin5 del mixer saranno presenti diversi
presenti sulla gamma sono molto disomogenei per "prodotti" dovuti principalmente alla somma e alla
quanto riguarda le ampiezze. differenza tra le due frequenze, infatti:

Grazie alla presenza del terminale G2 possibile 5 MHz + 15,7 MHz =20,7 MHz
variare il guadagno di questo stadio in modo da ot-
tenere una dinamica maggiore del ricevitore. oppure:
La dinamica esprime la capacit del ricevitore di
gestire contemporaneamente sia segnali forti che 15,7 MHz- 5 MHz = 10,7 MHz
segnali deboli d'antenna, senza che nel primo caso
vi siano problemi di "intermodulazioni" e nel se- Sempre prendendo come esempio un segnale d'in-
condo caso di scarsa sensibilit. gresso a 5 MHz.

96
Tra questi due l'unico segnale che potr proseguire dove:
verso i successivi stadi quello pari alla differenza l'esponente n = 32 (numero di bit)
tra i due, cio a 10,7 MHz.
e la massima risoluzione ottenibile uguale a:
Tale segnale infatti quello che corrisponde alla
frequenza centrale del filtro ceramico FC1 , che far frequenza riferimento : 2"
passare senza attenuazioni, mentre bloccher tutti
gli altri segnali aventi frequenza diversa e questo cio:
contnbwr a torn1re una certa selettivita all'intero
ricevitore. 268.435.460 : 4.294.967.296 =0,0625 Hz
In pratica accade che, una q;alsiasi stazione sin-
tonizzata, indipendentemente dalla sua frequenza, Potremmo cio generare un segnale sinusoidale
verr convertita su un altro valore di frequenza fis- con una risoluzione in frequenza di soli 0,0625
so, detto di media frequenza, che nel nostro ricevi - Hz, cio ad esempio generare una frequenza di
tore ha un valore di 10,7 MHz. 10 MHz esatti e il valore prossimo successivo su-
periore di:
Come abbiamo gi detto, lo stadio oscillatore locale
composto dal modulo KM1644 (vedi fig.2), di cui 10.000.000 + 0,0625 =10.000.000,0625 Hz
ora spieghiamo brevemente il funzionamento.
Nel nostro caso una risoluzione cos spima non
Lintegrato IC3 il DDS siglato AD9951 , le cui di- serve e pertanto stata ridotta ad un valore di
mensioni fisiche sono veramente ridotte in quanto 1Hz.
misura soltanto 9 mm di lato ed ha ben 48 pin di
collegamento. Lintegrato DDS viene gestito dal microcontrollo-
re IC7 a cui affidato il compito di "dialogare" con
Siamo stati pertanto obbligati a realizzare un in- esso tramite uno scambio di dati, trasferiti in moda-
tero modulo in tecnologia SMD, in quanto nor- lit seriale, grazie ai collegamenti tra i pin 16-21-22
malmente mollo difficoltoso riuscire a saldare, con e i pin 3-4-6 del modulo KM1644.
i mezzi normalmente disponibili, l'integrato su un
circuito stampato. Il pin 7 del modulo l'ingresso di Reset che nel
momento dell'accensione va posto a livello logico
Per il funzionamento dello stadio richiesta la basso per un breve periodo per poi portarlo a livel-
presenza di un segnale di Clock di riferimento lo logico 1.
stabile in frequenza. che ottenuto tramite un In questo modo l'integrato DDS sar predisposto
quarzo XTAL2 da 13.421.773 MHz collegato tra per il suo corretto funzionamento ed in gradc di ac-
i pin 8 e 9 deii'IC3 e da uno stadio moltiplicatore cettare le informazioni inviate dal microcontrollore.
di frequenza x20 presente internamente all'inte-
grato, pertanto la frequenza finale ottenuta sar l due regolatori di tensione IC4 e ICS forniscono i
uguale a: corretti valori di alimentazione all'integrato DDS ri-
spettivamente 1,8 Voi t e 3,3 Volt, il filtro passa/bas-
13.421.773 M Hz x 20 =268.435.460 MHz so composto dai condensatori C31-C32-C33-C34-
C35-C36.C37 e dalle induttanze JAF2-JAF3-JAF4
e sar questo il valore della frequenza di riferimen- elimina segnali spurii con frequenza superiore ai
to con cui il DDS lavorer per generare in modo 120 M Hz e l'amplificatore ICS, un MAV11 , porta il
digitale il segnale sinusoidale di uscita. livello di uscita a circa +10 dBm, livello ottimale per
pilotare lo stadio Mixer IC1 .
Poich I'AD9951 dispone di una risoluzione in-
terna di ben 32 bit, possibile determinare con Il modulo richiede due tensioni di alimentazione,
questo valore e con il valore della frequenza di una a 5 Volt da collegare sul pin 10 e una a 12
clock di riferimento, la massima risoluzione che Volt utilizzata esclusivamente dall'amplificatore ICS
possiamo ottenere equivalente alla minima dif- da collegare al pin 9, tensioni che vengono fornite
ferenza di frequenza tra due valori di frequenza dall'apposito stadio di alimentazione.
generati. Abbiamo predisposto una ulteriore uscita, chiamata
Il massimo valore decimale esprimibile con 32 bit DDS OUT (vedi fig.2), che fa capo al pin 1 del mo-
uguale a: dulo DDS KM1644.
Tale uscita pu essere sfruttata nel caso in cui de-
2" =4.294.967.296 sideriate utilizzare il generatore per frequenze in-

97
feriori ai 100 KHz, in quanto l'uscita che fa capo ancora troppo alto: quindi indispensabile un'altra
all'amplificatore IC6 non permette di ottenere se- conversione di frequenza.
gnali a frequenze inferiori a questo valore.
Questa uscita "diretta" del DDS permette di ottene- Un terzo mixer NE602 siglato IC3, uguale ai pre-
re un segnale sinusoidale con frequenze comprese cedenti, effettua quest'ultima conversione tramite la
tra 1 Hz e 120 MHz massimi e un'ampiezza pari a presenza del risuonatore ceramico FC3 da 0,500
circa 0,5 Vpp (a vuoto). MHz che, grazie ai componenti C46 e JAF15, ridur-
r la sua frequenza di oscillazione ad una valore di
Dopo aver fornito una breve descrizione dello sta- circa 0,467 MHz.
dio generatore oscillatore locale DDS ritorniamo Tale valore "battendo" con i 0,455 M Hz prodotti dal-
allo stadio mixer IC1 (vedi fig.2). la precedente conversione produrranno infine i 12
kHz richiesti per entrare, sotto forma di segnale di
l componenti JAF12 e C31-C32 formano una rete bassa frequenza, nell'ingresso della scheda audio
adattatrice di impedenza al fine di accoppiare nel del pc, segnale che sar presente sul pin 4 di IC3.
migliore dei modi il filtro ceramico FC1, che presen-
ta una impedenza di circa 300 ohm, ai circa 1.500 Comunque prima di essere applicato sull'ingresso
ohm.di impedenza di uscita del mixer. audio del pc, il segnale verr ulteriormente filtrato
dall'operazionale IC5/A ed amplificato dall'opera-
A questo punto il segnale verr applicato ad un zionale IC5/B.
analogo stadio mixer IC2, un altro NE602, tra- Il trimmer R30, modificando il guadagno di questo
mite la stessa rete adattatrice di impedenza, ma stadio, ci servir a dosare il giusto livello d'ampiez-
composta questa volta da C33-C34 e JAF13, per za per la scheda audio del pc, un semplice filtro a
essere convertito ad un altro valore pi basso di rr (pi greco) composto dai condensatori C60-C61
conversione. e dalla induttanza JAF16, che elimina eventuali
segnali di disturbo in alta frequenza che possono
Questa volta il segnale d'ingresso a 10,7 MHz verr essere presenti sulla presa d'ingresso audio del pc.
convertto a 455 KHz.
Da questo stadio viene ricavata anche la tensione
Il quarzo XTAL1 collegato tra il p in 6 e la massa di AGC, che servir per modificare in modo auto-
dell'integrato IC2 genera la frequenza di battimento matico il guadagno dello stadio preamplificatore
fissa e stabile di 10,245 MHz che, "battendo" con d'ingresso tramite la tensione applicata sul termi-
la frequenza d'ingresso di 10,7 MHz produrr in nale G2 del fet dual gate MFT1.
uscita sul p in 5 un terzo segnale pari alla differen-
za tra i due, cio: Il microcontrollore IC7, un ST72C334J4, prodotto
dalla STM gestisce tutte le funzioni del ricevitore e
10,7 MHz- 10,245 MHz = 0,455 MHz cio il display LCD e il modulo KM1644 inviando-
gli i dati seriali necessari per generare la corretta
Il filtro ceramico FC2 a banda stretta ripulir que- frequenza di oscillatore local, I'Encoder rotativo,
sto segnale ed impedir che segnali con frequenza l'incremento/decremento della sintonia, lo stadio
diversa da questo valore possano raggiungere lo PWM che genera, per frequenze superiori ai 6,4
stadio successivo. MHz, la tensione di sintonia per i varicap del fi ltro
d'ingresso in funzione della frequenza sintonlzzata,
Come noterete in questo caso, a differenza dello i tasti per le funzioni e l'uscita che abilita i rel per
stadio precedente riferito al filtro FC1 , non pre- il cambio filtro d'ingresso.
sente alcuna rete adattatrice di impedenza, in
quanto il filtro a 0,455 MHz ha gi un valore di im- Ovviamente per fare tutto questo abbiamo svilup-
pedenza di 1.500 ohm che si adatta perfettamente pato un apposito programma residente r,ella me-
sia all'impedenza di uscita del successivo mixer moria flash del microcontrollore, che verr eseguito
IC2, sia alla impedenza di ingresso del successivo ogni volta che alimenteremo il ricevitore.
mixer IC3, non producendo alcuna perdita dovuta a
disadattamento. l segnali fo rniti dall'encoder rotativo, prima di es-
sere applicati sui pin 24 e 27 d'ingresso del micro-
A questo punto abbiamo ottenuto la conversione controllore IC7, vengono "ripuliti" e i fronti resi pi
ad un valore di frequenza inferiore e il filtraggio del ripidi dalle porte Nota trigger di schmitt c::>ntenute
segnale captato dall'antenna, ma non possiamo nell'integrato HC/Mos 74HC14 siglato ICS.
ancora applicarl o sull'ingresso audio della sche- Le restanti due porte vengono utilizzate per gene-
da audio del pc in quanto il valore di frequenza rare i segnali di Reset utili al microcontrollore e al

98
IH
1.4A
USCITE
15
. . . . - - - - - - - - - -0 12Y.

Flg.9 Schema elettrico dello stadio di alimentazione che fornisce le


tensioni stabilizzate di 12 e 5 Volt. A destra, le connessioni dei due
Integrati regolatori L.7812 e L.7805 viste frontalmente.

ELENCO COMPONENTI LX.1779 =


C9 100.000 pF poliestere L 7812
=
C10 100.000 pF poliestere
=
C1 10.000 pF ceramico C11 =100 microF. elettrolitico
=
C2 10.000 pF ceramico IC1 =integrato tipo L7812
=
C3 10.000 pF ceramico IC2 =integrato tipo L7805
C4 = 10.000 pF ceramico =
RS1 ponte raddrizz. 100 V 1 A
=
CS 1.000 microF. elettrolitico T1 =trasform. 6 Watt (T006.02)
=
C6 100.000 pF poliestere sec. 8-15 V 0,4 A
=
C7 100.000 pF poliestere =
F1 fusibile 1 A
=
CS 100 microF. elettrolitico =
S1 interruttore L 7805

generatore DDS per partire da una condizione non l rimanenti condensatori montati sul circuito hanno
casuale dopo aver fornito tensione al ricevitore. lo scopo di filtrare ulteriormente le tensioni d'uscita
fornendo una alimentazione priva di disturbi.
Il quarzo XTAL2 fornisce al microcontrollore il se-
gnale di clock che determina i tempi d esecuzione
del programma interno. REALIZZAZIONE PRATICA

La realizzazione pratica di questo prog etto com-


Stadio ALIMENTATORE LX.1779 prende il montaggio dello stadio base siglato
LX.1778B (vedi fig.1 1), il montaggio dello stadio
Il ricevitore richiede due tensioni continue e stabiliz- CPU, pulsanti e display siglato LX.1778 (vedi
zate per il suo funzionamento, una a 5 Volt e l'altra fig.14) e quello dello stadio di alimentazione si-
a 12 Volt, fornite dallo stadio di alimentazione sigla- glato LX.1779 (vedi fig. 10).
to LX.1779 (vedi fig.9).
Iniziamo la nostra descrizione dallo stadio base
Il trasformatore T1 riduce a 15 Volt alternati la ten- suggerendovi di montare innanzitutto le resisten-
sione di rete a 230 Volt, mentre il ponte raddriz- ze, tutte da 1/.1 Watt, quindi gli zoccoli per gli in-
zatore RS1 ha il compito, insieme al condensatore tegrati.
di livellamento es. di trasformare la tensione alter- Inserite quindi il trimmer R30 e procedete con i
nata del secondario del trasformatore in tensione condensatori, saldando negli spazi ad essi riservati
continua. tutti i ceramici dal corpo a forma di disco, tutti i
poliestere dal corpo a forma di parallelepipedo e
La necessaria stabilizzazione delle tensioni utili al gli elettrolitici dal corpo a forma cilindrica.
ricevitore prodotta dai due regolatori IC1 e IC2,
rispettivamente un 7812 e un 7805, e, come si pu A proposito di quest'ultimi vi ricordiamo che trattan-
facilmente intuire, il primo fornisce la tensione dei dosi di componenti polarizzali vanno orientati come
12 Volt e il secondo i 5 Volt. indicato dalla serigrafia presente sul circuito stam-

99
pato e nello schema pratico di fig.11. Potete ora concludere questa fase del montaggio
Tale compito agevolato dalla presenza sul loro inserendo nei rispettivi zoccoli tutti gli integrati si-
corpo di un- che segnala il terminale negativo. glati da IC1 a ICS, rivolgendo la tacca di riferimento
presente sul loro corpo come indicato in fig.11.
Potete ora montare il quarzo da 10.245 MHz (vedi
XTAL1 in fig. 11), avendo cura di ripiegarne ad L i A questo punto, capovolgete il circuito stampato e
terminali in modo che il corpo venga a trovarsi in ponete il mosfet siglato MFT1 sul suo lato rame,
posizione orizzontale rispetto allo stampato: quindi in modo che il lato del suo corpo sul quale com-
saldatene terminali e corpo alle relative piazzole. pare stampigliata la sigla si posizioni in corrispon-
denza dell'apposito foro e che la sigla, posizionata
Procedete quindi a saldare i diodi varicap DV1 e in alto, possa cos essere v isibile dal lato compo-
DV2. Sul loro corpo presente una linea di riferi- nenti dello stesso, quindi saldatene i 4 terminali
mento bianca in corrispondenza del lato sul quale (vedi fig.11 ).
stampigliata la sigla del componente.
Come potete vedere in fig.11 tale linea andr orien- Potete ora completare il montaggio di questo stadio
tata rispettivamente verso destra e verso sinistra e saldando in alto i due connettori BNC per l'entra-
in questo modo il terminale K (Catodo) si trover ta antenna e la presa di uscita BF, in basso la
posizionato verso l'alto nel caso di DV1 e verso il morsettiera a tre poli per il collegamento al circu-
basso nel caso di DV2. ito dell'alimentatore siglato LX.1779 e, a sinistra, i
Se non inserirete in modo corretto tali componenti capicorda necessari per eseguire il cablaggio con
la sintonia del circuito non potr funzionare. gli altri circuiti in fase d montaggio nel mobile (leggi
in proposito il relativo paragrafo).
Saldate ora nelle posizioni ad esse assegnate sulla
serigrafia le impedenze siglate da JAF1 a JAF16 Potete ora procedere al montaggio dello stadio
(vedi fig.11) e proseguite con i diodi al silicio (DS1- CPU, pulsanti e display siglato LX.1778 (vedi
DS2-DS3), a proposito dei quali vi raccomandiamo figg.14-21 ).
di posizionarli in modo che la fascia di riferimento l componenti relativi a tale stadio sono quelli con-
nera presente sul loro corpo si trovi orientata come trassegnati da un asterisco nell'elenco.
rappresentato in fig.11.
Come di consueto, vi consigliamo di iniziare mon-
Prelevate ora dal blister i due piccoli transistor TR1 tando gli zoccoli degli integrati IC6-IC7 e ICS e di
e TR2 riconoscibili per la diversa forma del loro cor- procedere saldando con cura tutte le resistenze.
po.
Saldate TR1 in alto a sinistra in prossimit del con- Saldate quindi i condensatori poliestere, i cera-
densatore elettrolitico C4 e TR2, pi in basso, ac- mici ed infine gli elettrolitici, a proposito dei quali
canto al condensatore elettrolitico CB, orientando vi raccomandiamo di rispettare la polarit dei loro
verso sinistra il lato piatto del suo corpo. terminali.

Potete ora montare i tre filtri siglati FC1 dal corpo Nello specifico il terminale pi lungo corrisponde
ovale e con un punto rosso di riferimento sul corpo all'anodo, vale a dire alla polarit positiva.
e a 3 terminali, FC2 dal corpo a parallelepipedo e
a 5 terminali e FC3, assai simile alle impedenze, Inserite quindi in basso a destra il piccolo t ransi-
ma riconoscibile per il diverso colore del suo corpo stor TR3, orientando verso l'alto il lato piatto del suo
(vedi fig.11 ). corpo e saldatene i 3 terminali.

Inserite quindi nella posizione assegnata il REL1 Prelevate ora dal blister il quarzo da 8 MHz siglato
e il REL2 e accingetevi a reaiizzare il piccolo tra- XTAL2, ripiegatene ad L i due terminali in modo
sformatore T1 come illustrato in fig.13. che il suo corpo si trovi in posizione orizzontale ri-
A tale scopo all'interno del blister troverete un spetto al circuito stampato e saldatene il corpo e i
piccolo nucleo in ferrite e uno spezzone di filo terminali come evidenziato in fg.14.
smaltato.
Prendendo un'estremit del fi lo iniziate ad avvolge- A questo punto potete inserire nei rispettivi zocco-
re 22 spire spaziandole in modo da coprire l'intera li i 3 integrati IC6-IC7-IC8, orientando la tacca di
circonferenza del nucleo, dopodich facendo il per- riferimento presente sul loro corpo come indicato
corso a ritroso avvolgete altre &spire. in fig.14.
Saldate quindi sulle piazzole in rame i 3 capi del filo
cos ottenute. Potete concludere questa fase del montaggio inne-

100
Fig.10 Sopra la foto dello stadio di alimentazione come si presenta a montaggio
ultimato e sotto il disegno pratico dell'alimentatore.
Si vedono anche i cablaggi all'interruttore S1 e alla vaschetta di rete e le alimen-
tazioni per i due circuiti LX.1778 e LX.1778B.

PRESA RETE RETE230V. Sl

FUSIBILE

ICI
----------,
:' ~ =::: ::::~
E
~
~ l~ (ij)
,.--- - - -- - - ~

s~N: ~ ~
> :> ~
~
+
Y')
+ :;:
~
e ICZ
l
~--- ----- ,

L--------.,
,------ --- ~
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ .J

VERSO
LX 1778/ LX 1778 B

101
ENTRATE ANTENNA USCITA B.F.

o
VERSO LX 1778

Dl1

VERSO LX 1778
DS1 ~~"<l v;C20
rr.)
Rl ==<c:::======~::J!'==> ~R2 Rl!.~ .i
<?{!JI(t<o ./~ ~' MFT1
R4 ~: =
R1 2~l~ [l
~r;{!:IT(tco
~ R1 3
:!
G
RFINP

J
VERSO KM 1644
o

Fig.11 Disegno pratico dello stadio base LX.1778B


completo dei connettori antenna e di uscita e dei
collegamenti agli altri stampati. Come abbiamo
spiegato nell'articolo, il. mosfet MFT1 va montato
dal Jato rame dello stampato. VERSO LX 1779 (C.S. LX1701)

102
Fig.12 Sopra la foto dello stadio base assemblato con tutti i suoi componenti.

T1
Fig.13 Per realizzare il trasformatore T1 dovete autoco-
struirvi la bobina L1 avvolgendo 22 spire di filo smalta-
to da distribuire sull'intera c irconferenza del nucleo in
ferrite e la bobina L2 avvolgendo altre 5 spire.

103
Fig.14 Schema pratico di montaggio dello stadio CPU, pulsanti e display siglato
LX.1778. La freccia indica il verso di inserimento in tale stampato della scheda
in SMD siglata KM1644.

CIRCUITO KM 1644

CIRCUITO KM 1644
CONNmORE FEMMINA

DISTANZIATORE
~ PLASTICO

CIRCUITO LX 1778

Fig.15 Per facilitanti nella fase del montaggio, nel disegno raffigurata la se-
quenza di inserimento della scheda KM1644 nel circuito stampato LX.1778.

104
.t-
.w;. -

Fig.16 Foto dello stadio CPU siglato LX.1778 visto dal lato componenti sul quale
andr innestata la scheda in SMD siglata KM1644 (vedi figg.17-18).
Dal lato opposto andranno invece montati il display LCD, i quattro pulsanti, la
manopola ed il diodo led come evidenziato in fig.21.

Fig.17 Il circuito in SMD KM1644 che forniamo gi montato e testato nel nostro
laboratorio, visto in questa foto dal lato componenti.

Fig.18 Il KM1644 in questa foto visto dal lato sul quale risulta fissato il quarzo
di clock da 13.421.773 Hz.

105
VERSO VERSO VERSOI.JI1778B
LX 1779 RFINP
LX1778 B - VT+ RL

KM 1644

Flg.19 In questo disegno raffigurata la scheda CPU, pulsanti, display siglata


LX.1778, vista dal lato sul quale va innestato il circuito in SMD siglato KM1644.
Come potete vedere, l'uscita di quest'ultimo contrassegnata dalla scritta RF OUT
va collegata per mezzo di uno spezzone di cavo schermato alla scheda base
LX.17788 in corrispondenza della scritta RF INP.

Fig.20 Foto dello stadio b~.1778 a montaggio ultimato. Se seguirete scrupolosa-


mente le indicazioni contenute nell'articolo e osserverete con attenzione le foto
e i disegni esplicativi, non incontrerete particolari diffico lt nel portare a termine
la realizzazione dell'Intero progetto.

106
DISPLAY

....----- - '+--
' -~ ~ o \ ~-----.:.__-0---,
"
o \
. OLI \
1 CONII. 01$1'\AY 16

\
A
\\

ENCOOEA

P4 o
Fig.21 La scheda LX.1778 qui raffigurata dal lato sul quale sono montati il d i-
splay LCD, i pulsanti, la manopola e il diodo led.

Fig.22 Ecco come si presenta il c ircuito stampato LX.1778 dopo aver fissato il
display LCD e gli altri pochi componenti destinati a questo lato della scheda.

107
l l

arnl a:::D
!
a:::D
l
!
!

'
CIRCUITO LX 1778

!
! !
l l
! !
! l !
l l l

l .., DISTANZIATORE
METALUCO
l l

MASCHERINA FRONTALE ~ MANOPOLA

Fig.23 In questo disegno e nel successivo abbiamo illustrato la sequenza di fis-


saggio del " blocco" costituito dal KM1644 e dalla scheda LX.1778 sulla masche-
rina frontale del mobile destinato a contenere il nostro ricevitore.

CIRCUITO LX 1778

~
. ...............
D

MASCHERINA FRONT1\lE MANOPOLA


' \

Fig.24 In questo di.segno raffigurato dall'alto il risultato dell' operazione di as-


semblaggio del KM1644 con I'LX.1778 e la mascherina frontale del mobile.

108
stando nel circuito stampato la scheda premontata stituiti da una base e da un cappuccio.
in SMD siglata KM1644. Vi raccomandiamo di orientare le basi dei pulsanti
in modo che il loro lato smussato si trovi rivolto ver-
Prima di farlo vi consigliamo di inserire il connet- so destra (vedi tig.21 ).
tore maschio a 16 terminali presente sulla scheda
KM1644 nel connettore femmina, quindi innestate Ora prelevate dal blister il display LCD e salda-
la scheda SMD nei distanziatori plastici predispo- te nella posizione ad esso riservata il connettore
sti sulla scheda LX.1778 in modo da determinare maschio.
la giusta lunghezza dei terminali, verificando che il Awicinate quindi il display allo stampato in modo
connettore maschio si trovi in battuta con il connet- che i distanziatori entrino nei 4 fori presenti in cor-
tore femmina. rispondenza dei suoi angoli e innestate nel con-
A questo punto potete procedere alla saldatura dei nettore maschio a 16 terminali il connettore femmi-
terminali del connettore femmina, che rimarr bloc- na, quindi inserite i terminali di quest'ultima nello
cato sulla scheda quando staccherete i due circuiti stampato.
per eseguire la saldatura da questo lato del connet- Per poter eseguire la saldatura di tali terminali dal
tore del display. lato opposto dello stampato, come vi abbiamo anti-
Seguendo le indicazioni riportate nelle figg.14-15 cipato, dovrete ora disinnestare la scheda KM1644
potrete invece saldare sullo stampato tutti i capi- daii'LX.1778.
corda, che vi serviranno successivamente per ese-
guire i collegamenti del circuito stampato base e Eseguita questa operazione potete finalmente pro-
del KM1644 con gli altri circuiti che costituiscono cedere ad innestare in modo definitivo queste due
il progetto. schede tra loro.

Capovolgete quindi il circuito stampato per ese- ~insieme che avrete cos ottenuto, formato
guire il montaggio dei componenti destinati al lato daii'LX.1778 completo di display e dal KM.1644
rame (vedi fig.21 ). andr assemblato sulla mascherina frontale in
alluminio del mobile. !.:intera sequenza llustrata
Iniziate saldando a sinistra il diodo led DL1, facen- nelle figg.23-24.
do in modo che il suo terminale catodo (K) sia po-
sizionato a sinistra e a destra I'Encoder sul quale Ora non vi rimane che montare lo stadio di alimen-
andr poi inserita la manopola. tazione LX.1779 (vedi fig.10).
Prelevate dunque dal blister il relativo circuito stam-
Montate quindi i quattro pulsanti P1-P2-P3-P4 co- pato e iniziate saldando il ponte raddrizzatore RS1

USCITA B.F. ENTRATA


ENTRATE MICRO
ANTENNA

---
Fig.25 Una volta collaudato, il ricevitore va collegato all'entrata Low dell'antenna
se usate l'antenna LX.1777 presentata in questo stesso numero e l'uscita BF
all'ingresso microfonlco del pc.

109

Fig.26 Foto del progetto del nost ro ricevitore a montaggio ultimato e inserito
all'interno del mobile. Come potete notare dalla mascherina posteriore del mo-
bile fuoriescono le due prese BNC per l'entrata antenna e la presa uscita BF
collegate alla scheda base LX.1778B oltre alla presa di rete e all'interruttore S1
collegate invece alla scheda di alimentazione LX.1779.

Fig.27 Particolare .della mascherina frontale nella quale va innestato il blocco


formato dalla scheda CPU, pulsanti, display e dalla scheda in SMD KM1644.

110
dal corpo a forma di cilindretto con il terminale con- USO del PROGRAMMA DREAM
trassegnato dal simbolo + rivolto verso l'alto.
!.:uscita del nostro ricevitore viene collegata per
Procedete montando tutti i condensatori polie- mezzo di un cavo BF (che dovrete procurarvi)
stere, ceramici ed elettrolitic i, facendo atten zione all'ingresso della scheda audio del pc (che effettua
nel caso di quest'ultimi a posizionare il loro ter- la demodulazione) e si usa con il programma Dre-
minale positivo come illustrato in fig.10. am (contenuto nel CDR1778).

Inserite quindi nello stampato i due integrati IC1- Inserite il CD da noi forn ito nel lettore e copiate la
IC2, orientando verso destra il lato metallico del cartella Dream sul vostro hardisk.
loro corpo come visibile in flg.1 O e il trasforma- Aprite la cartella e cliccate sul programma Dream
tore T1 . come potete vedere in fig.29 e il programma partir.
Poich il programma non richiede installazione, po-
A questo punto potete montare, a sinistra, la mor- tete creare un collegamento sul desktop.
settiera per il collegamento con il circuito LX.1778B
e, a destra, quella di collegamento all'interruttore Una volta lanciato il programma, vi apparir una
S1 e al connettore a vaschetta per il collegamento schermata come quella di fig.30.
alla rete. Cliccando sul menu Settings (vedi fig.31) e, di se-
guito, sulla voce AManalog, vi apparir una scher-
Come evidenziato in fig.10, all'interno di tale va- mata come quella visibile in fig.32.
!';Chetta alloggiato il fusibile da 1 Ampre. Il programma mostrer lo spettro dei segnali radio
convertiti (vedi fig.33).
Avendo cos portato a termine il montaggio dei 3
circuiti, vi potete occupare del loro inserimento nel Nella barra in basso sullo schermo, presente il
mobile e del relativo cablaggio. menu del programma Dream diviso in 5 sottomenu
(vedi fig.28) che descriviamo qui brevemente.
Poich riteniamo che i disegni e le foto siano suf-
ficientemente esaurienti e tali da consentirvi di Flter Bandwidth
portare a termine questa fase realizzativa senza
particolari difficolt, vi rimandiamo alla loro consul- Questo filtro regolabile con il cursore serve per eli-
tazione. minare l'interferenza dei segnali adiacenti: la lar-
ghezza di banda viene visualizzata sull'analizzato-
re di spettro.
COLLAUDO
Demodulation
Siamo ora pronti per il collaudo del progetto.
La prima cosa da fare controllare che le alimenta- - AM demodulazione dei segnali l" modulazione di
zioni siano collegate correttamente e con la giusta ampiezza;
polarit alle schede LX.1778 e LX.1778B . - LSB Lower Side Band demodulazione della ban-
da inferiore deii'SSB;
Potete ora accendere l'apparecchio: il display si il- - USB Upper Side Band demodulazione della
luminer mostrando la frequen za di 0,5 MHz come banda superiore deii'SSB;
in fig.38. - CW Continuos Wave demodulazione delle tra-
smissioni in telegrafia;
A questo punto regolate il contrasto del display con - FM Frequency Modulation demodulazione della
il trimmer R46. modulazione di frequenza a banda stretta.
Fano questo, potete collegare Il ricevitore all'ingres-
so audio del pc e lanciare il programma Dream. AGC Automatic Gai n Contrai

Non vi resta quindi che regolare il trimmer R30 che Nel caso in cui la potenza del segnale subisca forti
definisce l'ampiezza del segnale In ingresso alla variazioni, I'AGC lo livella.
scheda audio, in modo che la base dello spettro si l comandi disponibili sono i seguenti:
posizioni attorno ai -80 dB.
- OFF spento
Questa un'indicazione d massfma per schede - Slow intervento lento
audio a 41 kHz e ovviamente andr ottimizzata per - Med intervento lento
la migliore ricezione. - Fast inteNento veloce

111
Noise Reduction come si vede in figura, il segnale di tipo AM (con
le tipiche bande laterali).
La riduzione del rumore viene fatta con un algorit-
mo matematico con dei livelli di intervento selezio- Una volla sintonizzata la stazione si sceglie il tipo di
nabili. demodulazione e si ottimizzano larghezza del filtro
Il giusto compromesso fra segnale e rumore si ot- e riduzione di rumore.
tiene provando i vari livelli di intervento:
Una volta individuato un segnale DRM come si
- OFF spento; vede in fig.34, riconoscibile dalla tipica forma dello
- Low intervento basso; spettro "a panettone; cliccate sul tasto DRM: il pro-
- Med intervento medio; gramma si pone in modalit acquisizione e dopo
- Hig h intervento pesante. un breve tempo si ascolter la stazione.

Del programma Dream abbiamo spiegato le funzio-


Au dio ni pi comuni: ne esistono altre che avrete il piacere
di scoprire da soli; una di queste, piuttosto interes-
- Mute Aud io disabilita l'audio; sante, la Evaluation Dialog che potete trovare
- Save Aud io salva il segnale ricevuto su file in for- nel menu Wiev con si vede in fig.36.
mato PCM ;
Nella figura rappresentato lo spettro di una sta-
zione trasmittente: gli appassionati della ricezione
PLL digitale potranno visualizzare anche molte altre in-
formazioni.
Aggancia la portante al riferimento di clock della
scheda audio riducendo l'errore di sintonia a pochi Nel caso la ricezione di un segnale DRM non ri-
Hz. esca, pu essere necessario agire sul comando
t..:aggancio si vede sullo strumentino a destra chia- Flip (vedi fig.36) per invertire la fase del segnale
mato PLL Phase Offset. in ingresso.

Nelle figg.35-37 potete vedere le schermate relati-


Auto Frequency Aquisition ve alle emittenti BBC WS e REE ricevute insieme a
molte altre nel corso delle nostre prove.
Selezionando questa opzione cliccando sull'analiz-
zatore di spettro, viene acquisito il segnale con la
maggiore potenza nelle vicinanze del cursore (ros- USO del RICEVITORE
so tratteggiato, vedi in fig.32).
Il frontale del ricevitore si presenta piuttosto "puli-
t..:uso del programma estremamente semplice. to" come potete vedere nella riproduzione di inizio
Modificando la sintonia sul ricevitore, sullo spettro articolo, con pochi comandi disposti da sinistra a
si vedono le varie emittenti presenti. destra nella seguente sequenza:

Cliccando con il tasto sinistro del mouse sulla linea - led rosso "Antenna Fault" si accende quando
rossa tratteggiata che si vede in fig.33 si sposta il c' un cortocircuito sull'ingresso dell'antenna auto-
cursore sul segnale da demodulare; in questo caso, alimentata;

AGC
r. oo
- PU.
'
Ao.tof-~
r ...... _ r s-IIIJ6o r E.- " E.-

Fig.28 Quello raffigurato il principale menu del programma Dream dettaglia-


tamente descritto nell'articolo. Da sinistra a destra potete vedere i 5 sottomenu
Demodulation, AGC, Noise Reduction, Audio, PLL e Auto Frequency Acquisition.

112
-
drcam

lndlotro _, ,.

- - Ti>o
~~o" OOwnlood
J k8 Coleoamento lnto1oet
3.060 K8 ApplicOllono
~ P.I'rr.r__,f
2<8 , _........ cori
11 se-. ..
,JOr6bm

wc:.,..,,..
",_.,..,.......,
.}WIS<t...olo 19<8 - c l c o r l...
Fig.29 Ecco come si presen-

t.t-dol-. .
j)~.dl 20<8 ~ .... . -..
ta la cartella del programma 61<8 ~ .... . -..
tJt.-cW..-..
~ ......._.di

....
~ l Jfio ... _ . ~~-.di 30<8
dopo essere stata copiata dal ~ J] ~.di
_ _.. Z4k8
CD nel vostro hardisk. x O....>l 8<8 ~ .... . -..
]~ 30<8 tJtonoioowdoi"ICICil..
In evidenza il programma Dre- j --d.dl 21<8 _ . . . ...
am che dovrete lanciare. " j-...
. -;<41
t311B Esten50Wdll'ted. ..
311:8 ~ . . .. . -..
::J C - J~ ... 161:8 Est..,.,.deffAll, ..
.::J Dot....-;
~-.di 259<8 ~ .... . -..
c..J ~~ j~.dl 39J:B Elt_dol".,.,....
:j Rot=dol-... .. ~~-.di 161:8~dol""""'"
...j Rr..crwdtete ;)-..;aoWn<.dl .. k8 Esten<icnedel'...... .
~--.di 31 Est-.edel'..... .
.S'-'b<6<41.dl 17<8 E<tenslcnodol"...,. ..
..
j]'-'b<n.dl
.. 1Sk8 fsltnliooodel'.,.,. ..
9K8

Fig.30 All'avvio del program-


ma appare la prima schermata
e inizia automaticamente la
ricerca di una stazione DRM.

l
_j
_j
...!...l

Fig.31 Quindi nel menu Set-


tings selezionate la voce AMa-
nalog e il programma Dream
mostrer lo spettro delle sta-
zioni ricevute (vedi fig.32).

113
... _ ,
- --
-
Fig.32 Ovviamente, non es-
,_
..
i.. \
.,.., sendoci nessun segnale
applicato all'ingresso della
scheda audio, lo spettro ap-
parir piatto. Al centro dello
schermo si vede il puntatore
del mouse che serve a spo-
stare la sintonla (linea tratteg-
giata rossa).

--
...
i ..........
ICUOIIt '

~--
.. ~ ut tne 011 Af
A(,(
Of r ._
...... 1\1. ....~~
r .,..,.. -llo4t r ,.., ., , ....

_...

Fig.33 In figura si vede il pro-


gramma sintonizzato su una
..
i:..
.,,
stazione modulata in AM.
In azzurro evidenziata la lar-
ghezza del filtro ottimizzata
per ricevere correttamente la

..
stazione.
" "

-- ...
,_

-
.. ~...._ r- ,_ ._
-:-:-.r-:-. : :
.. .....
,..tfndo ,.,_...
.. , ....
.......
.... ." ....

..
Fig.34 Ecco come appare un
segnale DRM riconoscibile
per la sua tipica forma a "pa-

--0
nettone': Si noti la larghezza
della banda occupata rispetto

--
... "'
ad un segnale modulato AM.

-.
.........
"

-~- ,. . . . - ('W
-
114
Fig.35 Quella visibile in figura
una delle tante stazioni che
abbiamo ricevuto. Notate le
informazioni relative alla rice-
zione della BBC-WS in DRM.

_j
_j
....!..l

(;;

- ...... ......
--
~.

---
'
..............._

-- ...,_.
ws.:a;.:: a

---
QMU._I ........ tll'~

,........,..
'Gc:WGAIN;t. !U.H\.
Sttfit: . )
fA:CII( . K:C.ItoSt,.._ ..O..ISM ..OI'ol
oc,......,... ~~ utaMt
~ , -~
'-~ """""'"'-*
'"
....... ,(!....
....,...,.n"t:!lll:t Fig.36 La funzione del pro-
--- -
OUIIoH

--
ro;:;u:.;; _::r ...... ~- gramma Evaluation Wiev mo-
..........
.-
0~-
stra lo spettro della stazione

i~~~ ...
[1-4'~.... ~ ricevuta e sul menu di sinistra

r-
!:'-~
si possono vedere una serie

.
-~ di funzioni utili per gli utenti

. . . __.......... ,
"""'- pi smaliziati.
"._.... "
. ,.._r -- E presente il comando Flip
che potrebbe essere usato nel

-
a-.~--- r .....,,..
r---
t.- t' (lrf:..,.,. rRt_.~ lol.t,......tl.'-'- l

o-.......rl_,_~
, ...., 7-i---7--: caso la scheda audio invertis-
......... se la fase.
I.Otflo.,..._

"
T~Srelot(l ..
r..,,.., :.:..~~~
~.

r
-~- -!!::--
_:j
_j

Fig.37 Una delle stazioni da


noi ricevute durante le prove
REE. Si tratta di una stazione
Portoricana che copre con il
suo segnale l'Intera America
Latina.

_j
_j
....!..l

115
. - - - - - - - - - - - - , VFO
- LCD indica le frequenza di sintonia e i modi di
funzionamento; 1O. 700. OOO+t1F il
' - - - - - - -- - - - ' DDS

- Mode seleziona il funzionamento; MODE ... ... +l

TUNE
< spostamento a sinistra
> spostamento a destra
Fig.41
+1- impostazione della media frequenza negativa
nella modalit DDS;
Attenzione: tenete in considerazione il tatto che se
- Tune incrementa la frequenza in senso orario e la modificherete la MF il programma non verificher
decrementa in senso antiorario con l'encoder. che il suo valore corrisponda a 10,7 MHz, nel qual
caso il ricevitore non funzioner correttamente.

IMPOSTAZIONE del RICEVITORE Una volta terminata questa impostazione premete


il pulsante Mode: la MF viene memorizzata e riap-
Alla prima accensione il ricevitore si posiziona alla pare la frequenza di sintonia.
frequenza di 500 kHz (inizio banda di ricezione) Usanoo le modalit spiegate precedentemente, ini-
come si vede in fig.38: ziamo ad esplorare la banda delle onde corte.
Scorrendo con la frequenza, vedrete apparire le
. - - - -- - -- - - - - - , VFO
emitte"lti presenti sull'analizzatore di spettro del
programma Dream.
' - -- - - -- - ----" DDS

MODE ... ... +1-

TUNE FUNZIONAMENTO generatore DDS

Fig.38 Come abbiamo anticipato nell'introduzione i circuiti


LX.1778 + LX.17788 possono essere usati come
generatore DDS indipendente da 1 Hz a 120 MHz
Per variare la frequenza si agisce sui tasti < e > utilizzabile come generatore sinusodale o VFO.
scegliendo la cifra che apparir sottolineata e si La selezione di questa modalit si esegue accen-
cambier il valore con l'encoder come evidenziato dendo l'apparecchio tenendo il tasto mode premu-
nelle figg.39-40: to e rilasciandolo dopo alcuni secondi.

VFO Sul display apparir la modalit attualmente impo-


5~~10. 00~J Hz il l stata e, premendo il tasto mode appariranno alter-
' - - - - -- - - -- - ' DDS nativamente DRM Radio oppure DDS Generator:
MODE ... ... +l selezionate quella di vostro interesse e poi spegne-
(f)
l.
-=
(f) (f) TUNE
te il ricevitore.
Cosl la modalit scelta rester memorizzata e po-
trete impostare la MF e la frequenza che vi inte-
Fig.39 ressa.

Le modalit di funzionamento restano molto simili

---- Hz::,
VFO
a quelle del Generatore BF-VHF LX.1645 pubbli-
-
:=i0iii jijJ.71~1
DDS
cato nella rivista N.226, cambia solo la modalit di
immissione della frequenza che ora viene fatta con
... ...

'
MODE +l l'encoder (neii'LX.1645 con la tastiera).
(f) (f) (f) " TUNE t.:amplificatore di uscita del DDS pu lavorare fino
ad una frequenza minima di 100 kHz: se dovete
= utilizzare frequenze inferiori, collegatevi ad un'altra
Fig.40 uscita DDS Out (sullo stampato abbiamo previsto
due apposite piazzole).
Premendo il tasto Mode appre il valore di media Su questa uscita conviene mettere un buffer/filtro
frequenza, che dovrebbe essere gi memorizzato a passa basso, realizzato ad esempio con un ope-
10,700 MHz come visibile in fig.41: raziorale.

116
Tabella N.1 -Alcune stazioni ricevibili in DRM

Trasmiss. Frequenza
UTC Beam Lingua Nazone
Giornaliere KHz

America Costa
00000200 S 9630 340 30 REE spagnolo
Centrale Rica
Radio
0000-2400 s 25740 NO Rwanda 0.08 varie Rwancl::~
Rwanda
0000-2400 s 15896 NO Erlangen 0,1 biteXpress tedesco Germania
Francia
0000-2400 s 999 NO Paris 8 DRM test francese
ORadio Germania
00002400 s 855 NO Berlino 10 tedesco
Wissen
0000-2400 s 909 NO Nuernberg 0,1 biteXpress tedesco Germania
Italia
0000-2400 s 26010 NO Italia 0,1 Radio aria italiano
Raiway Citt del
0000-2400 s 26060 NO Roma 0.2 italiano
Roma Vaticano
Spagna
0000-2400 s 1359 NO Spagna 10C RNE spagnolo
SWR Germania
0000-2400 s 711 NO Germania 2 tedesco
cont.ra
Sud Est
0200-0258 s 15205 45 90 BBC_OW inglese Sri Lanka
asiatico
0200-0400 s 15735 213 Asia 90 VoR russo Russia

CONCL USIONE COSTO di REALIZZAZIONE

Siamo cos giunti alla conclusione. componenti necessari per realizzare io stadio
Se con questo articolo siamo riusciti a suscitare CPU , pulsanti, display, siglato LX.1778 (vedi
la curiosit dei nostri lettori invogiiandoli a risco- figg.14-21 ), compreso stampato Euro 65,50
prire, o scoprire a seconda della generazione di
appartenenza, il mondo del radioascolto, possia- l componenti necessari per realizzare lo stadio
mo dichiarare pienamente soddisfatto il nostro base del ricevitore DRM siglato LX.1778B (vedi
obiettivo. fig. 11 ), compreso il circuito stampato Euro 87,00

Siamo consapevoli del fatto che la nostra proposta l componenti necessari per realizzare lo stadio di
sicuramente controcorrente rispetto al social web alimentazione LX.1779 (vedi fig.10), compreso lo
imperante e che quello che vi invitiamo a fare un stampato LX.1701 Euro 33,00
po' tornare alle origini.
Costo della scheda KM1644 che vi forniamo gi
Ricevere in OC un segnale con la stessa qualit montata in SMD (vedi fig.17-18) Euro 59,50
deii'FM stereo e pochissimo rumore, comunque
un bel salto qualitativo rispetto al passato. Il mobile metallico M01778 con mascherina f ronta-
le forata e s~rigrafata Euro 25,00
Non solo, ma le stazioni DRM aumentano ogni gior-
no e per avere maggiori informazioni il programma Il CD-Rom siglato CDR1778 contenente il pro-
Dream permette di "scaricare l'elenco aggiornato gramma Dream Euro 10,50
con frequenze e orari.
Il solo circuito stampato LX.1778 Euro 9,00
Inoltre, si possono ascoltare anche i tradizionali si- Il solo circuito stampato LX.1778B Euro 16,60
stemi di modulazione: non c' proprio che l'imba- Il solo circuito stampato LX.1701 Euro 4,40
razzo della scelta, ve lo possiamo ssicurare.
l prezzi sono comprensivi di IVA , ma non delle spe-
Non ci resta che augurarvi Buon Ascolto! se postali di spedizione a domicili

117
So fino ad oggi avete rinunciato ad addentrarvi nell' affascinante
mondo del radioascolto per l'impossibilit di installare lunghe
ed ingombranti antenne filari, con la mini antenna attiva che ora
vi presentiamo potrete finalmente soddisfare la vostra passione
sfruttando anche piccoli spazi.

In questo stesso numero vi abbiamo preseqtato un Si tratta infatti dell'unico sistema che permette di
ricevitore per onde corte da collegare al pc (vedi inviare informazioni, musica, parole, senza l'ausilio
LX.1778-LX.1778B-LX.1779), adatto per ricevere di reti Web e server, ma sfruttando esclusivamen-
le innumerevoli stazioni radio operanti su questa te l'etere come mezzo di trasporto e le onde radio
banda e dislocate in tutto il globo. prodotte da trasmettitori che alimentano antenne.

Per completare il progetto abbiamo realizzato que- Ovviamente la tecnologia va avanti e anche nel
sta antenna attiva installandola sul tetto del palaz- campo radio si sono affermate le tecniche digitali
zo in cui ubicata la nostra sede. '' applicate fino a poco tempo fa in altri settori.
l test eseguiti hanno pienamente soddisfatto i nostri
tecnici e siamo certi che anche voi ne apprezzerete il caso delle stazioni Radio DRM in cui le infor-
appieno le caratteristiche. mazioni trasmesse non sono analogiche come nel
caso di una normale trasmissione in modulazione
Il fascino che ancora oggi, nell'era di Internet e del d'ampiezza, bens numeriche digitali.
Web, esercita il radioascolto infatti ineguaglia- Questo tipo di informazioni, per mezzo di particola-
bile e crediamo intramontabile. ri accorgimenti, permette di effettuare trasmissioni

118
con audio stereo e di qualit superiore rispetto alle mento di impedenza verso l'ingresso del ricevitore.
trasmissioni in FM Broadcast. La risonanza si ottiene modificando la lunghezza
del conduttore con cui realizzata l'antenna, men-
Ci awiene nella banda delle onde corte in cui si tre la giusta impedenza di uscita, che deve corri-
pensa erroneamente che non sia possibile riceve- spondere al valore di impedenza d'ingresso del ri-
re stazioni radio, che offrono audio ad alta qualit cevitore, si ottiene prelevando il segnale di uscita in
senza il caratteristico "rumore" tipico della ricezio - un determinato punto del conduttore.
ne in AM.
Una antenna risonante deve avere una lunghezza
Per ricevere le stazioni radio aventi frequenze di pari a 14 di lunghezza d'onda della frequ enza da
trasmissione inferiori ai 30 MHz di vitale impor- ricevere.
tanza disporre di un'ottima an1enna ricevente. Per conoscere la lunghezza d'onda in funzione del-
la frequenza si usa la seguente formula:
Lo sanno bene i radioamatori che si occupano di
radioascolto: le stazioni trasmittenti, infatti, normal- lunghezza d 'onda in metri =
mente sono dislocate in luoghi distanti dal punto di 300 : frequenza in MHz
ascolto e i segnali subiscono attenuazioni e rifles-
sioni varie prima di giungere alla nostra antenna Nel nostro caso abbiamo un "range" compreso tra
ricevente. i 600 e i 10 metri.

Le condizioni di efficienza per un'antenna sono la Considerando la banda coperta dal nostro ricevito-
risonanza alla frequenza di ricezione e l'adatta- re compresa tra 0,5 MHz e 30 MHz, la lunghezza

per ONDE CORTE


10MOOpf

330
microltenry

Fig.1 In questo disegno potete vedere il circuito disaccoppiatore da costruire nel


caso in cui l'antenna attiva venga utilizzata s u ricevitori sprovvisti della neces-
saria tensione continua sul connettore di ingresso antenna.

119
dello stilo dovrebbe essere compreso tra: Lo stilo ricevente ha una lunghezza di 1 metro ed
costituito da un filo rigido di rame argentato di
diametro compreso tra 1,5-2 m m .
600 m: 4 =150m e 10m: 4 = 2,5 m Trattandosi di una lunghezza non critica, potete
provare anche lunghezze diverse.
Lo stilo viene accoppiato all'ingresso del primo sta-
Sarebbe pertanto impensabile e praticamente im- dio tramite il condensatore ceramico C1 da 82 pF.
possibile installare una antenna di queste dimen-
sioni, che peraltro andrebbe modificata in funzione Due diodi siglati DS1 e DS2 collegati in anti-paral-
della frequenza ricevuta. lelo proteggono il terminale Gate del FET FT1 da
tensioni statiche elevate, che possono generarsi
Pertanto si ricorre ad artifici, come ad esempio le provocando la rottura di questo componente.
''antenne caricate'; che sopperiscono ad una lun- La resistenza R1 ha invece il compito di determina-
ghezza inferiore tramite una "bobina di carica" po- re l'impedenza d'ingresso dello stadio e di polariz-
sta alla base dello stilo oppure ad "antenne attive" zazione in continua.
dotate di un circuito preamplificatore collegato ad
uno stilo di lunghezza inferiore a quella che nor- ~am plificatore di tipo "cascode" costituito in prati-
malmente dovrebbe avere e in grado di fornire pre- ca da due amplificatori in cascata: il primo del tipo
stazioni "quasi" analoghe ad antenne di lunghezza a Source Comune (vedi FT1 ) e il secondo a Gate
canonica. Comune (vedi FT2).

Il "quasi" d'obbligo in quanto nessun preamplifi- La combinazione tra i due fornisce caratteristiche
catore, anche il pi performante, riesce a sopperire uniche all'intero stadio e cio alta stabilit, in
ad un mancanza di lungr.ezza fisica dell'antenna quanto il circuito di uscita molto bene isolato da
ed, inoltre, qualsiasi circuito amplificatore introduce quello di ingresso ed alto guadagno, che nel caso
"rumo re" degradando cos il segnale, magari gi specifico si attesta attorno ai 20 dB.
debole, ricevuto.
~impedenza di ingresso molto alta e pertanto ben
~antenna che qui vi presentiamo stata sviluppata si adatta all'alta impedenza che lo stilo offre, men-
da noi di pari passo al progetto del ricevitore che tre l'impedenza di uscita ha un valore medio che
presentiamo in questo stesso numero, in quanto ci mal si adatta ai 50 ohm che il ricevitore presenta
siamo subito preoccupati di trovare una soluzione sul suo connettore d'ingresso.
in grado di soddisfare, per dimensioni e facilit di
messa in opera, tutti i nostri lettori interessati al pro- Quindi per ottenere il massimo trasferimento di se-
getto. gnale stato inserito lo stadio che fa capo al fet
FT3, c1e svolge la funzione di adattatore di impe-
denza e non di amplificatore.
Il segnale ricevuto dallo stilo e amplificato dal primo
SCHEMA ELETIRICO stadio viene prelevato dal terminale DRAIN del fet
FT2 e applicato, tramite il condensatore C5 e la re-
Il circuito "attivo" dell'antenna composto da due sistenza R6, al Gate del fet FT3.
stadi: uno stadio amplificatore del tipo "cascode"
e uno stadio adattat ore di impedenza (vedi fig.2). Il segnale, infine, tramite il condensatore C7 viene
inviato verso il connettore di uscita pronto per esse-
In entrambi gli stadi vengono utilizzati dei transistor re applicato sull'ingresso del ricevitore.
FET e precisamente dei J310, adatti per essere ap-
plicati su amplifil;aturi RF n vir l rJ el basso rumore L.:induttanza JAF1, grazie alla sua reattanza, impe-
prodotto e dell'alta dinamica che possono gestire. disce che il segnale in Radio Frequenza di uscita
possa cortocircuitarsi verso massa per la presenza
~ampl ificatore viene autoalimentat0 direttamente dei condensatori di filtro C8 e C2 posti sulla linea
dal cavo di discesa, che servir al trasporto del se- di alirrentazione; non oppone, invece, alcuna re-
gnale da applicare sull'ingresso del ricevitore. sistenza nei confronti della tensione continua di
alimentazione presente sul polo centrale del cavo
Il valore della tensione di alimentazione compre- coassiale insieme al segnale di Radio Frequenza.
so tra 12 Volt e 18 Volt.
~asso rbimento di corrente comunque limitato ad Come linea di discesa potrete usare indifferen-
un valore massimo di 50 milliAmpre circa. temente del cavo coassiale da 75 Ohm utilizzato

120
ANTENNA
E
czT
...."
R7
Il JAFI
R6

G_._D
s

;
USCITA

J 310

Fig.2 Schema elettrico dell'antenna attiva per onde corte LX.1777. Tutti i fet uti-
lizzati per la sua realizzazione sono dei J310. A sinistra potete vedere le relative
connessioni viste dal lato del corpo da cui fuoriescono i terminali G-S-0.

ELENCO COMPONENTI LX.1777


C3 = 10.000 pF ceramico
R1 = 1 megaohm 1/8 watt C4 = 10.000 pF ceramico
R2 = 220 ohm 1/8 watt es= 10.000 pF ceramico
R3 = 470 ohm 1/8 watt =
C6 100.000 pF ceramico
R4 = 33.000 ohm 1/8 watt =
C7 10.000 pF ceramico
RS = 10.000 ohm 1/8 watt CB = 100 microF. elettrolitico
R6 = 22 ohm 1/8 watt JAF1 = imped. 330 microHenry
R7 = 560.000 oh m 1/8 watt DS1 =diodi tipo 1N4150
=
RS 220.000 ohm 1/8 watt DS2 =diodi tipo 1N4150
R9 = 100 ohm 1/8 watt FT1 = fet tipo J310
R10 = 220 ohm 1/8 watt FT2 = fet tipo J310
C1 = 82 pF ceramico =
FT3 fet tipo J310
=
C2 100.000 pF ceramico =
ANTENNA filo rame L= 1 metro

negli impianti da antenna TV oppure da 50 Ohm, microhenry e da due condensatori da o, 1 micro-


tipo RG58 e la parte finale nei pressi del ricevitore farad ceramici come visibile in fig. 1.
andr poi intestata nel relativo connettore maschio
BNC. Se invece utilizzerete il nostro ricevitore in cui gi
prevista la necessaria Lensiune di alimentazione,
Nota: se Intendete usare l'antenna attiva con altri non dovrete realizzare tutto ci in quanto gi pre-
ricevitori in cui sia assente la necessaria tensione sente all'interno del ricevitore.
di alimentazione sul connettore d'ingresso, sar
necessario fornire tale tensione esternamente tra- Quando ccllegherete il cavo d'antenna al nostro
mite un qualsiasi alimentatore stabilizzato in grado ricevitore, assicuratevi che il led (Antenna Fault)
di fornire una tensione compresa tra i 12 e i 18 Volt posto sul pannello anterio re del mobile rimanga
0,1 Ampre. spento, in quanto la sua accensione significa che
siamo in presenza di un cortocircuito.
Andr inoltre inserito un piccolo circuito di disac- In tal caso il cortocircuito andr ricercato ed eliminato
coppiamento composto da una induttanza da 330 per ottenere il corretto funzionamento dell'antenna.

121
USCITA
CZ C5 C6
~ R3~R9 ~

)~-u;~ ~r~ ~
======~~~1 !,f ~12t f 11m~
ANTENNA

8 ~ 1~3!! !0>C4
!8' OS1
~ R1~~
_
~~RZ R5
Rsi
A ~R10
~~
_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ __.

Fig.3 Schema pratico di mont aggio deii'LX.1777. La lunghezza dello stilo antenna
che i n questo disegno appena accennato, pu essere anche superiore a 1 me-
tro da noi suggerito. Ovviamente anche il relativo tubo d i protezione dovr avere
una lunghezza adatta a contenerlo insieme al circuito amplificatore.
Sotto, foto del circuito a montaggio ultimato.

REALIZZAZIONE PRATICA stampigliati dei numeri che ne indicano la capacit


e cio:
Come potete notare osservando la fig.3, il circuito
stampato dell'antenna siglata LX.1777 veramen- -il numero 104 sta ad indicare la cifra intera di 10+4
te di esigue dimensioni e anche il numero dei com- zero corrispondenti a 100.000 pF;
ponenti da montare limitato, pertanto il montaggio
sar semplificato al massimo. - il numero 103 sta ad indicare la cifra intera di
10+3 zero corrispondenti a 10.000 pF;
Per la sua realizzazion e abbiamo usato delle resi-
stenze da 1/8 di Watt per ridurre il pi possibile le - il numero 82 indica direttamente la capacit di 82 pF.
dimensioni del circuito e facilitare cos la sistema-
zione all'interno del tubo di materiale plastico che Proseguite montando il "grosso" condensatore
abbiamo previsto al fine di proteggere l'antenna ~I~Urotiticoda 100 microFarad , a proposito del
dagli agenti atmosferici. quale vi raccomandiamo di rispettare la polarit.
Vi invitiamo perci alla massima attenzione nel
decifrare il valore ohmico dei queste minuscole re- ~impedenza da 330 microhenry facilmente iden-
sistenze, ricorrendo, se necessario, all'uso di una tificabile in quanto ha il corpo a forma di parallele-
lente di ingrandimento. pipedo e presenta stampigliato sul corpo il numero
Una volta saldati i terminali sullo stampato, ricorda- 330 corrispondente al suo valore di induttanza.
te di tagliarne la parte eccedente usando dei tron-
chesini. ora arrivato il momento per il montaggio dei com-
A questo punto potete proseguire nel montare i ponenti attivi, cio fet e diodi: inserite negli appo-
condensatori ceramici, sul corpo dei quali sono siti fori previsti sul circuito stampato uno alla volta

122
i tre fet J310 (FT1-FT2-FT3) tenendoli distanziati
dalla superficie del circuito stampato circa 5 mm,
orientando la parte piatta del loro corpo verso si-
nistra (vedi fig.3) e continuate procedendo nella
saldatura dei due diodi al silicio 1N4150 rispettan-
done la polarit.

Essendo tali diodi collegati in antiparallelo, ne-


cessario che risultino montati uno rovesciato ri-
spetto all'altro tenendo presente che il terminale
attiguo alla fascetta colorata di colore nero il
Catodo.

A questo punto la fase di saldatura dei componenti


terminata, rimane solo da ll'Ontare il connettore
di uscita antenna, saldando il terminale centrale
su questo lato dello stampato e il terminale di mas-
sa su quello opposto.

Prima di completare l'antenna tramite la saldatura


dello stilo ricevente bene che venga "stirato" il
filo da cui costituito. operazione questa che serve
per ottenere un filo il pi possibile steso.
A tale scopo consigliamo di fissare un'estremit ad
una morsa e, tramite l'impugnatura in legno di una
lima oppure di un qualsiasi altro utensile, di girarlo
attorno ad essa un paio di volte, tirando in modo da
renderlo il pi possibile lineare.

Eseguita questa operazione, tagliatene circa un


metro e saldatene una estremit all'apposita piaz-
zola predisposta sul circuito stampato e inserite
quest'ultimo all'interno di un tubo per impianti elet-
trici di diametro esterno p!ri a 32 mm, che potrete
acquistare presso un qualsiasi negozio di materia-
le elettrico insieme ai tappi per la chiusura.

Nota: potete comunque utilizzare lunghezze su-


periori se predisporrete un tubo di plastica al cui
interno alloggiare il tutto.

Sia la parte Inferiore del tubo che quella superio-


re andranno "sigillate" tramite opportuni tappi,
anch'essi acquistabili presso un qualsiasi negozio
di materiale elettrico.

Nel solo tappo inferiore verr realizzato un foro di


diametro di circa 5-6 mm in cui verr fatto passare
il cavo di discesa. pertanto il connettore insieme a
tutto il preamplificatore e allo stilo risulteranno pro-
tetti dalle intemperie e dalla pioggia. Fig.4 Le piccole dimensioni del circui-
to stampato permettono l'inserimento
La parte inferiore del tubo potr essere fissata ad dell'amplificatore direttamente all'interno
del tubo di materiale plastico previsto, del
un supporto per tenerlo in verticale tramite delle
diametro di 32 mm, per la protezione dagli
semplici fascette in nylon visto il -non eccessivo agenti atmosferici.
peso e la bassa resistenza al vento dell'antenna
(vedi fig.6).

123
Fig.5 L'antenna monta-
ta sul tetto del palazzo
in cui ublcata la sede
di Nuova Elettronica.

Fig.6 Ecco come ab-


biamo risolto il proble-
ma del fissaggio del
t ubo contenente l'am-
plificatore.

Vi raccomandiamo infine di posizionare l'antenna COSTO di REALIZZAZIONE


lontano da fonti di disturbo come linee elettriche o
apparati elettrici come ad esempio le cabine moto- Tutti i componenti per realizzare l'antenna attiva
re degli ascensori. LX.1777 (vedi fig.3) , compresi circuito stampato e
A questo punto la costruzione l'antenna da con- connettore maschio per cavo TV
siderarsi ultimata e potete procedere alla ricezione Euro 11 ,50
dei molteplici segnali radio che riempiono la banda
delle onde corte. Il circuito stampato LX.1777
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Amministrazioni. vo bollettino.

Il bollettino si compone di due parti: la ri-

il bollettino.
cevuta di versamento, che rimane a voi, e
la ricevuta di accredito.
In entrambe queste ricevute dovete scrive-
re limporto in cifre e in lettere come ora vi
spieghiamo.
Limporto in CIFRE va riportato nelle casel-
le in alto a destra e si scrive sempre indi-
cando i centesimi dopo la virgola, che gi
prestampata, anche nel caso in cui limpor-
to non abbia decimali.
Ad esempio, per inviare un importo di132,45
Euro, dovete scrivere:

1 3 2 , 4 5

Per inviare un importo di 64 Euro, dovete


scrivere:
6 4 , 0 0

Limporto in LETTERE va scritto sulla riga


predisposta a tale scopo, e deve riportare
lindicazione dei centesimi espressi in cifre
separati con una barra anche se limporto
non ha decimali.
Ad esempio, per inviare un importo di132,45
Euro, dovete scrivere:

importo in lettere centotrentadue/45

Per inviare un importo di 64 Euro, dovete


scrivere:

importo in lettere sessantaquattro/00

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stri dati, tagliatelo lungo le linee tratteggia-
te. E assolutamente necessario che scri-
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